Quando
più di una persona si raggruppa è indispensabile che si stabilisca
una sorta di organizzazione gerarchica, l'uomo, da buon animale sociale,
ha immediatamente capito che in un gruppo di individui era meglio che ci
fosse uno a comandare , esattamente come avviene in tutti i branchi animali,
dove il capobranco guida tutta la comunità, anche se è ovviamente
soggetto ad essere messo in discussione, a patto che chi lo contesta, ove
dovesse vincere il confronto, prenda lui stesso la guida del gruppo.
La forza del capo era quindi l'elemento che autorizzava lo status di governante.
Questa semplice forma di governo
ha nelle dimensioni del gruppo il suo limite invalicabile, quando dal clan
si è passati alla tribù è stato indispensabile costituire
una gerarchia più complessa. Un solo uomo non era più in
grado di reggere il governo di tutta la gente sottoposta al suo controllo.
L'istituzione di questi aiutanti
era vincolata dal fatto che gli stessi si sottoponessero all'autorità
del capo, onde poter esercitare loro la propria sotto forma di estensione
del potere supremo,diventando veri e propri bracci di una sola mente, il
capo tribù. Dalla tribù alla città il passo
fu abbastanza complesso ed incominciò a non essere più sufficiente
la forza di un uomo per garantirgli il predominio su di una massa di individui.
Un altro potere che sembra essere
antico come l'uomo è quello divino, il potere che rappresentava
l'unica protezione contro le forze oscure della natura, che poteva contrapporre
alla violenza degli elementi contro i quali l'uomo nulla poteva il potere
dell'immaginazione, della fantasia, quel potere divino che tutto governava,
anche la natura, e che poteva essere invocato ed il cui aiuto poteva almeno
essere sperato.
La vera forza della religione
è in effetti quella della speranza, che consente all'uomo di superare
le crisi più nere semplicemente sperando in qualcosa di meglio.
L'uomo incominciò quindi
a definire una serie di strutture che consentissero di istituzionalizzare
il culto della speranza, nacquero così le religioni, che all'inizio
meglio si adattavano alla mentalità di ogni popolo e che si differenziavano
quindi a seconda dell'esperienza, dell'ambiente, dell'evoluzione del popolo
stesso.
Tra la forza e la religione,
pressoché presso tutte le nazioni, venne a definirsi un altro potere,
quello della ragione, della saggezza, rappresentata dall'anzianità
delle persone, anzianità presupposto allora indispensabile per un
allargamento della conoscenza, cui si affiancava l'esperienza e la consapevolezza
dei propri limiti.
Il potere della forza, quello
della religione e quello della saggezza hanno influito sulla storia delle
nazioni determinandone le forme di governo.
Dalla gerontocrazia ellenica
dove le sorti della città erano sottoposte all'autorità del
consiglio degli anziani, meccanismo che ritroviamo anche presso i nativi
americani, al potere religioso egizio cui neppure i faraoni più
potenti potevano opporsi, e che sembrano i prodromi delle teocrazie islamiche,
alla struttura di governo celtica, germanica o vichinga dove la forza del
comando era solo supportata dalle autorità religiose, ma trovava
nella stessa forza la giustificazione del potere e che era pronta a sottomettersi
quindi alla forza in quanto tale, pensiamo a come si siano integrati i
celti ed i popoli germanici e come si siano sottoposti questi al potere
della forza militare romana, mirando a sostituire la logica romana a quella
del proprio popolo, integrando nella propria lingua i vocaboli latini
che rappresentavano il potere, tanto da riconoscere il proprio imperatore
con il nome di Cesare quasi a perpetuare la superiorità romana sul
loro popolo.
Con il passare del tempo venne
a costituirsi un'altra forma di potere, quella che sembrava all'inizio
potesse identificarsi con le capacità intellettuali delle persone
cioè il censo, si riteneva, ed all'inizio poteva anche essere vero,
che il denaro potesse essere il sintomo delle capacità di produrre
reddito, questa forma di potere si inserì ben presto nelle forme
gerontocratiche di governo trasformandole in plutocrazie, cioè in
forme di governo dove il potere era giustificato dalla ricchezza. Il governo
della semplice forza procurava ovviamente la ricchezza, quindi in questi
casi il censo era semplicemente il frutto del potere esercitato.
In effetti il possesso di capitali
è sempre stato sintomo anche di intelligenza, per possedere una
fortuna economica è sempre stato necessario anche essere intelligenti,
o essere l'erede di persone che lo fossero state, quindi, si ipotizza,
possedere nel proprio DNA quel quid che contraddistingue la capacità
di far denaro. Purtroppo molto spesso non si trova alcun riscontro alla
presupposta trasmissione ereditaria di questa capacità.
Se meglio analizziamo questi
elementi che permettono di convalidare il prepotere di uno o più
uomini su alcuni o molti altri, possiamo notare che in effetti solo uno
di questi è generalizzabile ed è la forza. Forza che
si estrinseca in pura forza bruta ed in capacità di nuocere ad altri
senza subire contraccolpi emotivi, insomma il capo ideale è un essere
molto forte e privo di scrupoli, abbiamo in pratica definito le sue caratteristiche:
un assassino, un egoista assoluto, un essere dotato di un forte istinto
primordiale di sopravvivenza, tanto da diventare uno strumento di sopraffazione.
Nel secolo della Ragione a queste
forme storiche di omologazione del Potere si è aggiunta una variante,
l'Ideologia che non è altro che una diversa forma di religione,
dove alla credenza in un essere trascendente si è sostituito un
pensiero filosofico elementare, che normalmente alla speranza contrappone
la Lotta, una specificità di questa strana forma di religione è
la suddivisione della popolazione in due gruppi contrapposti. Dove le religioni
tradizionali predicavano l'universalità queste nuove forme esaltano
invece la contrapposizione e la lotta.
Questa forma evolutiva ha contaminato
anche alcune religioni che hanno permeato quindi di ideologia la loro cultura,
pensiamo all'estremismo islamico che arriva a contraddire gli stessi dettami
della propria religione per esaltare le contrapposizioni e lo scontro.
Probabilmente la Terra, intesa
come Madre Natura, ha in sé dei meccanismi a tutela della propria
sopravvivenza e quest'evoluzione non è altro che un meccanismo di
autodifesa che porta il pianeta a disfarsi di questo inquilino così
scomodo.
L'uomo, che non rappresenta
neppure un battito di ciglia nella vita dell'universo, è probabilmente
paragonabile al virus del cancro e con questi mezzi il pianeta sta tentando
di curarsi.
Tra le forme di governo elencate
qualcuno potrebbe stupirsi del fatto che io non abbia elencato la Democrazia,
non l'ho elencata semplicemente perché non la considero una forma
di governo autonoma, ma semplicemente una diversa forma del Potere della
Forza, in effetti chi riesce a governare deve poter avere sia l'avvallo
del potere economico, quindi deve essere in qualche modo gradito e accettato
dallo stesso sia del potere ideologico quindi, in conclusione, è
tutto tranne che una forma di governo, semmai si può considerare
una forma transitoria di non governo. Una forma apparentemente democratica
che potrebbe avere qualche speranza di funzionare dovrebbe demandare al
suo capo un potere temporaneo assoluto, ma questo è possibile solo
se il capo è un uomo debole, perché se così non fosse
il rischio di trasformarsi automaticamente in una diversa forma del potere
garantito dalla forza sarebbe scontato.
In effetti la Democrazia è
la rappresentazione più ridicola dell'incapacità del Popolo
di governare. |
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