Visite dal 22/04/2004 
Per favore chiamiamola Ionia
La regione anatolica, che prende il nome dal greco άνατολή (anatolè) dove sorge il sole, ha avuto da sempre una storia molto contrastata. Le tracce più antiche di insediamenti umani in questa regione le troviamo, fin dal sesto millennio avanti Cristo, con il popolo degli Hatti, le cui origini sono oscure, ma sembrerebbero essere state non indoeuropee, di ceppo caucasico Adyghi (circassi), simili da un punto di vista etnico ai georgiani. In epoca successiva, verso il 2300 a.C. circa vediamo arrivare in Anatolia gli Ittiti provenienti dalle regioni transcaucasiche e di ceppo indoeuropeo, famosi sono stati gli scontri tra questo popolo e quello egizio, celebrata la battaglia di Kadesh combattuta da Ramses II°.  Gli Ittiti , popolo guerriero, ebbero ben presto il dominio della regione anatolica, circa un millennio dopo arrivarono, probabilmente dalla Tracia, i Frigi, un popolo indoeuropeo di etnia simile ai Macedoni, quindi molto vicini agli antichi Greci, che si insediarono nella parte centrale della penisola. Famosissimo è il ricordo di Mida, un Re di questo popolo, figlio di Gordio, che, secondo la leggenda mitologica, tramutava in oro tutto quanto toccasse. Il predominio dei Frigi terminò con la riconquista del potere da parte dei Lidii, un ceppo ittita che nel 700 a.C. si riappropriò della regione, un mito di questo popolo è costituito dal Re Creso, famosissimo anch'esso per la sua mitologica ricchezza, paragonabile a quella di Mida.
Ai Lidii succedettero gli Armeni, un'etnia caucasica e gli Ionii o Elleni di razza indoeuropea che assimilarono la regione anatolica alla Grecia, quegli stessi Ionii che diedero il proprio nome al nostro mare Ionio e le cui gesta vennero ricordate da Omero con la sua Iliade, i troiani altro non erano che Ionii.
Gli Ionii subirono a più riprese invasioni da parte dei persiani, un'etnia tagiko-afghana che raggiunse il massimo splendore  con Ciro il Grande, della dinastia Achemenide, e che tentò a varie riprese di avere il predominio sulla regione, cosa che a volte anche gli riuscì.
Roma, erede della cultura greca  vide nell'Anatolia il luogo ideale dove far nascere la propria copia, la Roma d'oriente, Costantinopoli, o Bisanzio, che ospitò per oltre un millennio la versione orientale dello stesso impero romano. Potremmo dire che, un po' come avvenne in Italia, anche nella penisola anatolica ebbero il sopravvento ora questi ora quelli, ma sempre e comunque degli eredi della cultura grecoromana. Costantinopoli riprodusse la grandezza di Roma sia nella struttura architettonica che nell'organizzazione dell'impero e rimase l'ultimo baluardo della grandezza, della cultura e della storia di Roma, tanto da usare, per identificare il proprio popolo, il termine Ρωμαίοι (Rhōmaioi) o, romani in lingua greca. Con la caduta dell'Impero Romano d'Oriente, avvenuta nel 1453, le mani rapaci dei popoli semiti prima, e dei mongoli dopo, vinsero la grandezza, distrussero la cultura e posero fine alla storia di quasi quattromila anni di dominio europeo su quella che non possiamo non considerare altro che terra  nostra. Noi tutti ci sentiamo un poco troiani, greci e bizantini e non possiamo non ritenere quei territori, che oggi vedono sventolare la bandiera della mezzaluna, come occupati ed espropriati con la forza, e non possiamo non pensare che quella stessa bandiera è quella che  con il tradimento più infame calpestò Famagosta e fece  della pelle scuoiata di Marcantonio Bragadin un simulacro a perpetua memoria di quanto possa mai valere la parola di un ottomano. Io mi rifiuto di chiamare quella regione in un modo diverso da Ionia. Ionia, terra nostra, terra di Roma.
sito creato da E. Rossoni
home page cognomi italiani invia una email all'autore torna all'elenco scritti