Il nome originario di De Torcolo risale ad una "schiatta" di Longobardi,
i Tockil e successivamente Von
Torkil che si installarono per diritto di conquista nel distretto
di Verona nell'ottavo secolo. Gli appunti lasciatimi in proposito da
mio padre e da mio zio Renzo non sono molto esaustivi e vanno integrati
da una ricerca in zona che farò al più presto partendo
anche dalla "Storia dei Longobardi" di Paolo Diacono in cui vengono citati
per ben due volte dei "De Tocchilis".
Dallo stesso volume sappiamo inoltre che per quasi due secoli (il X°
e l' XI°) i Longobardi non si fusero con i "gentili" (che probabilmente
erano stati eliminati) ma rimasero dominatori all'uso barbaro conservando
la lingua ed i costumi originari e imparentandosi quasi esclusivamente
con la propria gente.
Scrive Antonio Cartolari nel suo "Cenni
sopra varie famiglie illustri veronesi" - Tip. Libanti
- Verona 1846: " .famiglia delle più antiche veronesi, trovandosi
memoria d'un valoroso armigero fin dal 942, nei secoli posteriori vedesi
registrata in vecchie carte e puranco nel campione dell'estimo del 1409
citasi De Tocculis Tramarinus De San Sebastiano.. Soprastanti alla fazione
Ghibellina, dal 1164 al 1193 .... Carnerolo De Toccoli fu Podestà
di Cerea nel 1238...".
Da citare inoltre testualmente quello che scrive il Carinelli da pag.
1851 e segg. da "Notizie delle famiglie nobili
veronesi": " Trovo la famiglia de' Toccoli antica per più
di 500 anni nel Distretto di Verona, dove si trattenne sin circa l'anno
1440 nel qual tempo, partitasi da Isola della Scala, portossi
nella suddetta città dalla quale ottenne pur anco la cittadinanza
e imparentata poi con varie nobili casate restò anco ella numerata
tra le medesme ed ammessa al Consiglio. "L'arma e il cimiero sono come
delineato vedi e le prove che seguono delucidano quanto asserisco.."
Da documenti originali rintracciati presso l'Archivio Episcopale di
Verona e successivamente dagli Annali del Principato
Ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540 compilati su documenti di Frate
Felice degli Uberti, reintegrati e annotati da Tommaso Gar -
Edizioni Monauni -Trento 1860, risulta che Hermes Carolus von Torkil venne
investito nel 1231 del feudo di Zevio e Isola della Scala con un rapporto
di stretto vassallaggio nei confronti degli Scaligeri a cui erano dovute
decime e soldati e per conto dei quali il feudo veniva amministrato.
Nel 1262 i Della Scala presero il potere in Verona con la nomina a Capitano
del popolo di Mastino e nel 1311 detto Cangrande venne nominato Vicario
Imperiale. I Toccolo o de' Toccolo continuarono al loro livello il servizio
della "fazione". Come recita in un testo del secolo scorso
G.B. di Crollalanza - Ed. Forni - Bologna 1892: " Beltrame Toccolo nel
1279 fu aggregato al nobile Consiglio Veronese. Uno di questa Casa diede
nel 1487 grossa somma alla fabbrica di Santa Maria della Vittoria.
Nel 1546 Matteo Taccolo fu giudice di Collegio, nel 1547 venne nuovamente
riaggregato al nobile Consiglio e poi nel 1565 ebbe la prima carica
municipale di Vicario della Casa dei Mercanti. Nel 1723 un Antonio ne fu
l'ultimo. La figlia di Antonio andò sposa a un Sansebastiano,Signore
di Peschiera e il ramo originario si estinse. Ritorniamo ora al nostro
ramo: Nella prima metà del 1300 il Principe Vescovo di Trento, tedesco
e imperialista, sollecitò un intervento dei Feudatari Ghibellini
contro i ribelli contadini sobillati dalla parte guelfa.In suo aiuto accorse
l'Imperatore Ludovico il Bavaro con i suoi vassalli, gli Estensi,
i Visconti e naturalmente i vicini Scaligeri con i loro partigiani ed i
legati di altri Signori ed altre città Ghibelline (da A.Avancini
- Storia del Trentino AA) Una cospicua
pattuglia di De Tocculis di Zevio con alla testa Bonus Petri, secondogenito
di Antonius Carolus e pronipote di Beltrame si unì alla spedizione.
I valenti "soldatacci" che il nostro antenato menò seco,dopo aver
assolto onorevolmente e vantaggiosamente per il Principe il compito che
si erano assunti ( e che, secondo il costume dei tempi non poteva
essere che una crudele azione di rappresaglia ), vennero degnamente premiati.
Bonus Petri de Tocculis venne compensato con la Scaria (n.d.r.
unità territoriale amministrativa e giudiziaria
longobarda) di tutto il feudo dell'altopiano di Ledro che comprendeva
oltre i paesi della valle,anche Tiarno e Bezzecca (citato in un documento
di investitura del 1340 riprodotto a pag.209 del "Trientiner
Domkapitel - Santifeller - Wien 1900). Dopo qualche anno,
nel 1359, in seguito alla sconfitta inflitta ai Conti d'Arco che
avevano rotto il giuramento di fedeltà agli Scaligeri dandosi a
Lodovico di Brandeburgo, principe del Tirolo, fu aggiunta anche la "Scaria"
di Tenno e Pranzo. La "Saria" da cui "Scario" come titolo,
è la rappresentanza del Principe nel potere temporale con funzioni
amministrative e giudiziarie. Doveva riscuotere le decime secondo la consuetudine
ed il diritto e renderne conto, in più doveva essere giudice e arbitro
per cause civili e penali fino ad un certo grado. Il titolo di "Scario"
esisteva solo nei Principati Ecclesiastici di Trento, Bressanone
e Coira, in altri Ordinamenti veniva chiamato Vice Conte (titolo questo
inesistente negli ordinamenti della Confederazione Germanica). Questa nuova
investitura comportò il trasferimento ad Arco della famiglia.
E' infatti ad Arco che ritroviamo citato Bonapasium
de Tochulis di Ledro filius Boni Petri in occasione dell'inizio
di una delle tante liti riguardante la parte a lui spettante di una"muta
di dazio"e di certe decime da esigere nella valle di Ledro ed a Riva per
un certo periodo di ogni anno. ( Pag.571 - Vol. I Rep.Arch.Episcopii Tridentini
- presso Archivio di Stato di Trento). E' quindi quì che nascono
i Bonapace de Torcolo,con l'adozione del patronimico già dal figlio
Martini de' Bonapasii de Tocculis di Ledro, in occasione del
rinnovo della sua investitura il 19/9/1391 (pag. 641 Vol. sopra citato).
Cosa vuol dire patronimico? Significa semplicemente che un nome di
battesimo diventa cognome. Il nostro Bonapace deriva dall'antico tedesco
"Hud friedu" ( Pace
di Dio ) che venne tradotto in Bonapace o semplicemente italianizzato
in ...Goffredo! Bonapace significa Goffredo con buona pace di chi si illudeva
di cose strane. Consultando le cinquecentine dell'epoca ho trovato almeno
altri due casi del no=me di battesimo Bonapace. Bonapasius da Monza era
stato Podestà di Cerea nel 1254. Nel volume di cui sopra viene citato
un ulteriore rinnovo dell'investitura nel 1424 da parte del
Principe Vescovo Alessandro di Monzovia ad Antonio, figlio dei Bonapace
de Toccoli di Arco per le Pievi e Vicariati di Tenno e Pranzo. Un
piccolo inciso per ricordare che comunque il nome di battesimo Bonapace
era già stato usato in famiglia inquanto,come ricorda G.F.Tinto
nel volume "La nobilta' di Verona" -Ed. Discepolo- Verona 1592- Un altro
Bonapasius de' Tocculis era stato Podestà di Cerea nel XIII°
Secolo. Nello stesso tempo, viene ricordato il fratello cadetto di
Martini, Anton Carolus Bonaepacis von Torkyl (alla tedesca) figlio
di Bonapasius, caduto nella difesa di Vienna durante l'assedio turco del
1393 (Arch. Episcop. di Cracovia - vol. AA 837 - pag. 218). L'inizio del
declino famigliare cominciò con Francesco dei Bonapace de'
Torcoli che nel 1521 perse disastrosamente una lite col Capitolo di Trento.
L'interessato oltre a perdere la causa ci rimise anche le spese e la maggior
parte dei "Beneficiati" ,cioè di quasi tutte le terre e dei
servi assegnati ai suoi antenati a loro totale beneficio ed esenti da imposte
quale compenso dei servigi resi al Principe Vescovo di Trento. A questo
punto,esaurite le fonti di un benessere parassitario (di ricchezze è
meglio proprio non parlare) dovette fatalmente avvenire la trasformazione
della nostra famiglia da piccolo-aristocratica di campagna in borghese.
L'evoluzione dei costumi,accompagnata dalle naturali curiosità e
capacità di apprendere dei Bonapace, oltre che dalle dimostrate
virtù di combattenti affinate in secoli di amore per le sfide ed
i combattimenti sia per le cause vinte che per quelle perse ne fecero dei
Commercianti e dei Militari a un livello che trascendeva il puro Principato
Ecclesiastico di Trento. Chi voleva stare più tranquillo aveva
aperte le rispettabili carriere di notaio o di uomo di chiesa che, secoli
dopo, furono sostituite dal Servizio dello Stato.
In particolare va ricordato Carlo Antonio dei Bonapace de' Toccoli,
figlio di Paolo Mario, che fu notaio di Leopoldo V, Principe del Tirolo,
il quale lo volle al proprio fianco nella stesura di tutti i suoi atti
fino al 1624 (data della morte del nostro). Nei secoli seguenti si
susseguirono varie Diaspore con la nascita dei rami principali attuali:
Iniziò nella seconda metà del 1500 Paolo Mario, notaio, trasferendosi
da Riva a Rovereto probabilmente a causa del matrimonio con la figlia di
un signorotto locale. Verso il 1600 il suo ultimogenito Antonio Mario,
fratello del Carlo Antonio notaio di Leopoldo V Principe del Tirolo,
fece il cammino inverso e si trasferì in Val Rendena ove fondò
il nucleo attualmente più numeroso, il cosidetto "Ramo di Pinzolo".
La specializzazione nel commercio della seta fu forse all'origine di un
terzo distacco, quello di Paolo Mario, figlio di Angelo Mario e fratello
del già citato Carlo Antonio notaio che, verso la metà del
XVII° secolo decise di spostarsi verso la fonte della materia prima
insediandosi stabilmente nell'Impero Ottomano. (Paolo Carlo morì
a Costantinopoli nel 1672). Nel 1775 si trasferivano da Rovereto
a Mori acquistandone la cittadinanza i fratelli Paolo Antonio (nato nel
1735) e Angelo Antonio Bonapace de Torcolo, nonche' le sorelle Caterina
e Giovanna, ovvero tutto
il ramo principale discendente da Paolo Mario. L' ultimo utilizzo
del cognome completo Bonapace de' Torcolo risulta da una concessione per
l'importazione della seta rilasciata il 13 Agosto 1790 in nome di Carlo
Teodoro di Baviera, Vicario Imperiale, al nostro Paolo Antonio. Da
Mori, poi, verso il 1850 Paolo Ottavio Bonapace (senza piu' il de' Torcolo
sparito con la Rivoluzione Francese) figlio cadetto di Paolo Angelo Antonio,
spostò il suo nucleo a S. Pellegrino creandovi l'omonimo Ramo ancor
oggi attivo nell'industria farmaceutica nazionale.
Subito dopo, verso il 1860, Achille Bonapace del Ramo di Pinzolo,volontario
garibaldino e ricercato dalla Gendarmeria Austriaca per aver sobillato
il popolo alla ribellione, seguì le orme del prozio e fuggì
a Costantinopoli dove morì verso il 1890.
Vi sono alcune stranissime caratteristiche che si ripetono per tutti
i secoli della Storia della nostra famiglia e cioè:
- Ci sposiamo tardi con donne non più giovanissime e quindi
abbiamo tre generazioni scarse per secolo. In effetti, mio figlio,
nato nell'81 è il 20° discendente in linea diretta di Bonus
Petri, nato (pare) nel 1308.
- Vi è un' altissima percentuale di celibi e nubili dovuta forse
alla questione del Maggiorasco o "Maso chiuso".
|
|