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ABA Aba è un cognome ormai quasi scomparso, sembrerebbe sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ABA/S; ALA; ALAS; ALES = ala/i. ABAS, ALAS: derivano dal latino ala, ma non esistono più come cognomi, che come tali, comunque, sono presenti nei documenti antichi della lingua sarda. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (*CSMB -XI°, XII° sec.), sono citati: Abas (de) Marcu (99), in una lite(kertidu) per il possesso della servitù (partizione de servis), tra il Priore del Santuario di Bonarcado e, appunto, Marcu d'Abas; Abas (de) Pascasia (133), accusata, insieme al marito Orzoco Stapu, di avere abbandonato il servizio dovuto a S. M. di Bonarcado, nonostante il giuramento prestato davanti al loro padre( et ego posillos ad iurare d'essere servos de iuvale ad Sancta Maria de Bonarcatu, ad ube los poserat patre meu.et fiios issoro et nepotes.usque in sempiternum.), che li legava alla servitù del Santuario per tutta l'eternità! Sia in de Abas Marcu, che in de Abas Pascasia, il "de" indica chiaramente la provenienza dall'antico villaggio di Abas, o Alas, l'odierno Ales, sede di una delle più antiche Diocesi della Sardegna  Tra i firmatari della pace di Eleonora *LPDE del 1388, troviamo: Ala (de) Joanne, jurato(collaboratore del maiore - guardia giurata - vigilante)  ville Nuruci (Contrate Partis Alença- l'odierno Nurèci); per Joanne de Ala, invece supponiamo la provenienza dal villaggio antico di Ala, Contrate Montis Acuti, l'odierna Alà dei Sardi. Come detto Abas e Alas non esistono più come cognomi; esiste invece Ala, presente in 108 Comuni del territorio nazionale, di cui solo 8 della Sardegna, non di chiara origine sarda.
ABAGNALE
ABAGNALI
ABBAGNALE
Abagnale è tipico del napoletano, di Sant`Antonio Abate, Gragnano, Santa Maria la Carità, con ceppi comunque significativi anche a Castellammare di Stabia e Pompei ed a Scafati nel salernitano, Abbagnale, molto più raro è tipico di Castellammare di Stabia, Pompei e Sant`Antonio Abate nel napoletano e di Angri nel salernitano, Abagnali è unico e si dovrebbe trattare di un errore di trascrizione, potrebbe trattarsi di forme dialettali per cittadino di Bagni toponimo come potrebbe essere Bagni di Scafati (SA).
ABAGNATO
ABBAGNATO
Abagnato, assolutamente rarissimo, è forse del reggino, Abbagnato, un poco meno raro, parrebbe specifico di Palermo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Abbagnato (variante del più comune Bagnato), da intendere probabilmente nel senso di battezzato, purificato con l'acqua santa (per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome, vedi il cognome Bagnato). Dal punto di vista etimologico, infatti, il verbo abbagnare nasce da una forma arcaica o dialettale del verbo bagnare, in cui l'aggiunta del prefisso a- (dal latino ad) indica avvicinamento o tendenza verso qualcosa (come accade, d'altronde, in verbi quali accompagnare, accorrere, accostare, etc). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
ABATANTUONO
ABBATANTUONO
Abatantuono è specifico di Vieste (FG), Abbatantuono è tipico di Bitonto (BA), derivano da Abate Antonio o come discendenza diretta o come collegamento indiretto (quelli dell'abate Antonio).
ABATANGELO
ABBATANGELO
Abatangelo è specifico di Mola di Bari (BA), Abbatangelo è tipico di Grassano (MT) con un ceppo anche a Trani (BA), derivano da Abate Angelo o come discendenza diretta o come collegamento indiretto (quelli dell'abate Angelo).
ABATE
ABATI
ABBA'
Abate è molto diffuso in tutto il sud, con un possibile ceppo anche in Piemonte, Abati ha un nucleo in Emilia e Romagna, ceppi nel bergamasco, in Toscana, nel Lazio e nel Salento, Abbà è diffuso nel nord ovest in particolare, ha un sicuro ceppo nel Piemonte occidentale ed uno probabile nel milanese e lodigiano, derivano tutti dal termine Abate, sia come collegato ad un prelato, sia nel senso di persona degna di rispetto.
ABATECOLA
ABATICOLA
ABBATECOLA
ABBATICOLA
Abatecola ha un ceppo a Pico nel frusinate ed uno a Canosa di Puglia (BA), Abaticola, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione, Abbatecola è tipico della zona di Casamassima e Adelfia (BA), Abbaticola è specifico di Bari, dovrebbero tutti derivare dall'unione del termine Abate e dell'aferesi del nome Nicola il che starebbe ad indicare la famiglia dell'Abate Nicola.
ABATEDAGA
ABBATEDAGA
Sia Abatedaga che Abbatedaga sembrerebbero praticamente unici, probabilmente piemontesi.
ABATEGIOVANNI
ABBATEGIOVANNI
Specifici entrambi del casertano, Abategiovanni della zona tra Trentola-ducenta (CE) e Lusciano (CE), Abbategiovanni oltre che di quell'area è specifico anche di Napoli, dovrebbero derivare da Abate Giovanni, cioè un abate, probabilmente ortodosso, di nome Giovanni, o come discendenza diretta o come collegamento indiretto (quelli dell'abate Giovanni).
ABATEMATTEI
ABATEMATTEO
ABBATEMATTEI
ABBATEMATTEO
Abbatemattei è unico, Abbatematteo è estremamente raro, sembrerebbero entrambi del tarantino, così come il decisamente più comune Abatematteo, tipico di Grottaglie, Taranto e Monteparano, o come Abatemattei, che è specifico di Carosino, dovrebbero tutti derivare dal fatto che il capostipite della famiglia fosse un prelato, probabilmente ortodosso, di nome Matteo.
ABATERUSSO
ABBATERUSSO
Abaterusso, molto molto raro, ètipico del Salento, così come l'ancora più raro Abbaterusso, dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite, fosse un prelato, probabilmente ortodosso e fosse anche rosso di capelli.
ABATESCIANNI
ABATISCIANNI
ABBATESCIANNA
ABBATESCIANNI
ABBATISCIANNI
Tutti pugliesi e specifici del barese, Abatescianni è specifico di Bari e Foggia, Abbatescianni, abbastanza raro, è specifico di Bari, Abatiscianni, Abbatescianna ed Abbatiscianni sono quasi unici.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nell'unione fra il termine abate (con una variante in abbate) e il nome medievale Scianni (forma dialettale di Gianni), ad indicare che il capostipite era un abate - quasi sicuramente ortodosso - di nome Scianni (vedi Abategiovanni).
ABAZIA
ABBAZIA
Abazia, tipicamente meridionale, ha un piccolo ceppo a Napoli e qualche presenza nel foggiano, Abbazia, più raro, ha qualche rara presenza nel napoletano, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di una Abbazia o contenenti il termine Abbazia nel proprio toponimo.
ABBA Abba è un cognome presente a macchia di leopardo in Piemonte, dove sembra esistere un nucleo originario nel cuneese, in Liguria ed in Lombardia, esiste un ceppo anche in Sardegna, ma l'origine dovrebbe essere piemontese, dovrebbe derivare da termine prerinascimentale abbas, abbatis (abate, signore), bisogna considerare che, l'area ligure, piemontese subì molto in passato l'influenza del mondo francese, che attribuiva al vocabolo il significato di signore, esponente di una comunità, o monsignore, inteso come precursore del vocabolo francese moderno monsieur (signore).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ABBA: Acqua, dal latino aqua. Abba proviene dal logudorese. Nelle "carte cagliaritane" c'è akwa, ma in "quelle arborensi" sempre abba. Proviene dal latino aqua. Cognome presente in Sardegna solo in 2 Comuni: Sassari (9) e Alghero (3), mentre lo troviamo in altri 69 Comuni del continente. Non è un cognome originario della Sardegna, dove invece è comune come toponimo: abbas in Logudoro, acuas o aquas in Campidano. Abba, come cognome non deriva dal termine latino aqua, bensì dalla parola tardo latina abba, a sua volta derivante dall'aramaico abà = padre, nell'uso abituale odierno di papà.  Nei documenti antichi della lingua sarda, troviamo Abbas, villaggio, oggi distrutto, chiamato inoltre Villa d'Abbas - Contrate Montis Regalis (Castello di Monreale), ubicato nei pressi di Sardara e dove oggi sorge il Santuario di Santa Maria Aquas, famoso per le acque termali, meglio conosciute durante la dominazione romana come Aquae Neapolitanae. Nelle carte antiche è nominato un altro villaggio Abbas - Contrate Partis de Guilcier, l'odierno Abbasanta, l'antica stazione romana, conosciuta col nome di Medias Aquas.
ABBADELLI
ABBATELLI
Entrambi decisamente rari, dovrebbero essere originari della Toscana con un ceppo nobile secondario in Sicilia, derivano ta un soprannome legato al vocabolo abate, tracce di questo casato le troviamo a Palermo alla corte di Federico II° con Dulcio Abbatelli nei primi anni del 1200, nel 1431 Giovanni Abbatelli divenne conte di Cammarata.
ABBANDONATI
ABBANDONATO
Entrambi rarissimi, Abbandonati è più tipico del centro Italia, mentre Abbandonatosembrerebbe del centrosud, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti in epoca abbastanza recente, con un enorme sforzo di fantasia, a dei fanciulli abbandonati.
ABBASCIA Estremamente raro è tipico del barese, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali di Abate Gianni attraverso Abatescianni e di lì Abbascia.
ABBATE
ABBATI
Abbate è panitaliano, presenta un grosso nucleo in Sicilia ed uno in Campania, ma è presente praticamente in tutt'Italia, Abbati ha un nucleo nel parmense e modenese, uno nel perugino ed uno a Rona, derivano da un soprannome originato o da connessioni con la funzione di abate (responsabile di un monastero) o da particolarità dell'atteggiamento. Queste cognominizzazioni sono molto antiche, come si evince da quest'atto conservato presso l'Archivio Capitolare di S. Ambrogio a Milano tra le  Pergamene del secolo XII, dove si legge: "...Dominico qui dicitur Abbate, filius quondam Iohannis de civitate Mediolani ut amodo in antea omni tempore defendere et guarentare et in antea stare debet ipse Iohannes et sui heredes eidem Dominico et suis heredibus et cui ipsi dederint, nominative de prato petia una iuri..."
notizie ulteriori  fornite dal barone Ugo Antonio Bella
Il Mugnos fa derivare un casato Abbate da un Papirio cavaliere romano che dopo aver donato al proprio figlio Ascanio tutti i beni che possedeva, si ritirò nel monastero di Montecassino dove venne eletto abate. In questa famiglia troviamo Troiano Abbate barone di Gibellina che fu senatore di Palermo negli anni 1499 e 1500; un Gabriele barone di Ucria, titolo confermato il 16 luglio 1453 e un Giacomo capitano di giustizia  di Palermo nel 1581. Ignazio Vincenzo Abbate comprò il titolo di marchese di Lungarini il 15 luglio 1723.
ABBELLITO Abbellito, quasi unico è tipico del napoletano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad un trovatello da un funzionario di un orfanotrofio civile.
ABBIATE
ABBIATI
Abbiate, molto raro, è tipico del nordmilanese e varesotto, Abbiati è specifico dell'area milanese, questi cognomi fanno riferimento al toponimo Abbiategrasso, intendendo quindi quelli di Abbiategrasso, la cui origine è Abbiatese. Può anche derivare dal tardo latino aviaticus, passato nel dialetto lombardo come abbiaticus con il significato di figlio della figlia, di cui Abbiati sarebbe una troncatura.
ABBIENTO
LABBIENTO
Abbiento, molto raro, è specifico della zona di Albanella e Roccadaspide nel salernitano, Labbiento, altrettanto raro, è tipico di Bagnoli Irpino nell'avellinese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale campano abbiento (tranquillità, pace), ricordiamo il modo di dire napoletano nun truvare abbiento (non trovar pace).
ABBISOGNI
ABBISOGNO
Abbisogni è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del cognome Abbisogno, che, assolutamente rarissimo, è un cognome tipicamente campano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli, dall'istituto di carità che lo aveva accolto, indicando in questo modo che il bambino necessitava dell'aiuto altrui, cioè che aveva appunto bisogno di tutto in quanto abbandonato da chi avrebbe dovuto amarlo.
ABBONDANTE
ABBONDANTI
Abbondante ha un ceppo napoletano ed uno romano, Abbondanti, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Fusignano (RA).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome cristiano-medievale Abbondante (variante del più noto Abbondio), da intendere in senso augurale col significato di abbondante di virtù, ricco di doti spirituali. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
ABBONDANZA
ABBONDANZIO
Abbondanza è molto diffuso in Romagna, forlivese e ravennate, nel teramano, nelle province di Roma e Frosinone, nel barese e nel materano con piccoli ceppi anche nel salernitano, Abbondanzio, praticamente unico è romano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
in molte aree del sud, soprattutto nel Sannio e nel Salento, è ancora in uso il nome di persona femminile Abbondanza, per devozione al culto della Madonna dell'Abbondanza. Abbondanza deriva dal Latino abundantia, ricchezza di beni. Come nome proprio nasce nei primi ambienti cristiani romani, con il significato di ricchezza spirituale.
ABBONDANZIERI Molto raro, ha un ceppo tra le province di Pesaro ed Ancona ed uno in provincia di Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
dovrebbe derivare da una carica politica medievale, Abbondanziere quella cioè del prefetto dell'annona o dell'abbondanza, pubblico ufficiale medioevale incaricato di verificare il mercato dei cereali ed il prezzo del pane onde evitare abusi e sprechi.
ABBONDI
ABBONDIO
ABBUNDO
ABONDI
ABONDIO
ABUNDO
Abbondi, molto raro, è tipico della zona tra milanese e comasco, Abbondio, altrettanto raro, è tipico della zona tra milanese e cremasco, Abundo e Abbundo, assolutamente rarissimi, parrebbero del napoletano, Abondi sembrerebbe unico, sicuramente settentrionale, Abondio è molto diffuso ed è caratteristico di Darfo Boario Terme nel bresciano, derivano tutti dal nome medioevale Abundius, di cui abbiamo un esempio a Bormio nel 1630 in un processo per stregoneria: "...Die mercurii XI mensis decembris. Coram magnifico concilio constitutus fuit antescriptus Abundius del Sartor. Et interogatus che vogli confessar la verità, s'esso è stregone, come è stato denuntiato da più persone....", nome cui corrisponde l'italiano Abbondio, ricordiamo ad esempio il famosissimo curato dei promessi sposi, Don Abbondio.
ABBRESCIA
ABRESCIA
Abbrescia sembrerebbe specifico di Bari, ma è diffuso in tutta la Puglia ed ha un ceppo anche a Trieste, Abrescia, meno diffuso, ha un ceppo a Bari ed uno ad Altamura (BA).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine albanese, questi cognomi derivano da un'italianizzazione del termine Arbëreshë o Arbresha, che in lingua madre significa appunto albanese (per una spiegazione più approfondita sull'origine del cognome, vedi il cognome Brescia); anche se non completamente escludibile, comunque, è piuttosto improbabile una connessione col toponimo Brescia, sia per la distanza fra il nucleo principale di famiglie Abbrescia e la quasi omonima città lombarda che per la stessa struttura letterale del termine abbrescia (è vero che potrebbe trattarsi di una forma prostetica del toponimo Brescia, ma nel contesto della toponomastica è difficile giustificare un'ipotesi del genere).
ABBRIANO
ABRIANI
ABRIANO
Abbriano è specifico di Milazzo nel messinese, Abriani è veneto, di Veronella nel veronese, di Lusiana e Lugo di Vicenza nel vicentino e di Vittorio Veneto nel trevisano, Abriano, molto più raro, è specifico di Messina, dovrebbero derivare dal nome medioevale Abrianus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1369 ad Enno in Trentino: "Anno 1369, indictione 7, die mercurii 14 martii, Enni in domo dominae Minae de Enno. Praesentibus ser Cabriele quondam Peramusii de Enno, Iohanne filio ser Beti de Enno24, Petro quondam Alesandri de Cazufo nunc habitatore villae Enni, domina Sara filia quondam ser Otoneli de Enno vallis Annaniae tridentinae diocesis, uxor ser Beti quondam domini Anci de Enno suprascripto, de verbo, licentia, et consensu dicti ser Beti eius mariti: Et discretus vir Belvesinus quondam ser Ferigo... dictae vallis Annaniae, ordinaverunt discretos viros Bonaventuram quondam domini Abriani civem Tridenti, Franciscum de Molveno nunc habitatorem civitatis Tridenti, necnon ser Betum quondam domini Anci eius maritum, in solidum, certos missos, nuncios et procuratores et defensores generaliter ad omnes, et in omnibus eorum causis, placitis, litibus, et quaestionibus motis, et movendis etc. occasione hereditatis quondam ser Bartholomaei quondam domini Ambroxii de Enno. ...".
ABBRUSCATO
ABRUSCATO
Entrambi tipici del palermitano, dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
 Il cognome è originario della provincia di Palermo. E' molto locale e poco diffuso: è presente soprattutto nel paese di Ventimiglia di Sicilia (PA) da dove dovrebbero venire anche gli emigranti negli USA o in Francia.  Probabilmente questo cognome deriva dal verbo siciliano abbruscare cioè abbrustolire, tostare, forse per indicare una persona col colore della pelle tendente allo scuro o abbronzato.
ABBRUZZESE
ABBRUZZESI
ABRUZZESE
ABRUZZESI
Abbruzzese è molto diffuso in Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, Abbruzzesi, estremamente raro, è romano, Abruzzese è ben presente in Campania, Puglia e Basilicata, con ceppi anche nel cosentino e nel catanzarese, Abruzzesi è quasi unico, tutti questi cognomi derivano dall'etnico di Abruzzo e dovrebbero indicare una provenienza delle famiglie da quella regione.
ABBRUZZI
ABRUZZI
APRUZZI
APRUZZO
Abbruzzi, molto raro, ha un piccolo ceppo nel barese a Castellana Grotte e Conversano, Abruzzi, molto raro, è di Brindisi, come il quasi unico Apruzzo, dovrebbe trattarsi di forme alterate del più comune Apruzzi, che è specifico del brindisino, di Ostuni, San Michele Salentino e Brindisi, e che dovrebbe derivare dal nome della deriva dal nome dell'Aprutium, un'antica regione dell'attuale Abruzzo, il cui nome sarebbe derivato dall'antico popolo dei pretuzi che popolava anticamente l'area abruzzese.
ABBRUZZO
ABRUZZO
Abbruzzo ha un ceppo a Borgia nel catanzarese ed in Sicilia a Caltabellotta, Ribera e Sciacca nell'agrigentino ed a Palermo, Abruzzo sembrerebbe siciliano, con un ceppo nell'agrigentino a Sambuca di Sicilia, Sciacca e Santa Margherita di Belice, un ceppo a Palermo ed uno a Siracusa, dovrebbero derivare dall'appartenenza dei capostipiti al popolo dei Bruzii stanziati anticamente in Calabria, a Cosenza in particolare.
ABE Abe è quasi unico, parrebbe del centronord, dovrebbe derivare da una forma arcaica del termine ape e si riferirebbe forse al mestiere di apicultore svolto dal capostipite, sembra improbabile, anche se non impossibile, una derivazione dalla troncatura di nomi come Abele o Abelardo portati dal capostipite.
ABELA
ABELE
ABELI
ABELLA
ABELLI
ABELLO
Abela sembrerebbe siciliano,con un ceppo a Siracusa e nel siracusano ed uno a Gela nel nisseno, Abele, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, Abeli, altrettanto raro, potrebbe essere del milanese, Abella, estremamente raro, dovrebbe essere di Cianciana nell'agrigentino, Abelli, molto raro sembrerebbe del parmense, con ceppi anche nel pavese e nel resto della Lombardia, Abello è specifico del cuneese, potrebbero derivare da modificazioni del nome Abele. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina dove Giovanni Abello è decano della magnifica communità di Grosio (SO) per l'anno 1678.
ABELTINO Abeltino è tipicamente sardo, della Gallura, di Sant`Antonio di Gallura, Palau, Arzachena, Olbia, Calangianus e Tempio Pausania, dovrebbe derivare dal termine gallurese abbeltinu (spianata, radura priva di alberi, in mezzo ad un bosco), probabilmente ad indicare il luogo di provenienza dei capostipiti.
ABETE
ABETI
Abete è tipico del napoletano, di Sant`Anastasia in particolare, Napoli, Pollena Trocchia e Somma Vesuviana, Abeti è un cognome toscano tipico di Prato, potrebbero derivare da toponimi come Abeto (FI) o Abetone (PT), ma è pure possibile derivino da un soprannome originato dal termine abete ad indicare l'altezza o una caratteristica del luogo d'origine.
ABIS Tipico sardo del sud in particolare, deriva da un soprannome legato al vocabolo campidanese abis (api), probabilmente originato dal mestiere di apicultore.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ABI/S - APIS: Ape/i. Dal latino apis. Diffuso in Sardegna, in 62 su 377 Comuni, nella forma Abis. Così e nella variante Apis, lo troviamo anche negli antichi documenti. Tra i firmatari della pace di Eleonora del 1388 rinveniamo: Abis (de) Joanne, ville Mogoro;  Apis Comita, ville Mahara (Mahara - Barbaraquesa .Arbarei - l'odierna Villamar. Contrate Marmille). Nel Con daghe di San Nicola di Trullas, *CSNT -XI° XII° sec. al cap. 80.1, troviamo Ape Rustikellu e Ape Jannico, fratelli, testimoni di una lite (kertidu: certarun mecu.) tra il priore del Santuario e gli abitanti di tre villaggi, Mularia, Orticale e Gitil per il possedimento delle terre di Sanctu Antipatre.Attuale: ABE è presente in 10 Comuni italiani, molti dei quali lombardi; assente in Sardegna. ABIS è presente in 109 Comuni, con maggiore diffusione in Sardegna; seguono Lombardia, Piemonte, Lazio (Roma). Il cognome APIS è presente solo in 4 Comuni delle Marche.
ABLONDI Ablondi è tipico del parmense, di Calestano e Parma, potrebbe derivare da una forma alterata dialettalmente del nome Abbondio (vedi ABBONDI), ma la cosa più probabile è che derivi invece da un'italianizzazione del nome medioevale germanico Ablund,  probabilmente portato dal capostipite.
ABRAM
ABRAMI
ABRAMO
Questi cognomi sono probabilmente di origine ebraica, Abram è tipico del trentino, mentre Abrami sembra essere specifico del bresciano, Abramo è siciliano, più propriamente della zona tra Messina e Catania, derivano tutti dal nome ebraico Abram presente sia nel mondo latino che nel greco, ad esempio leggiamo in un'ecloga del V° secolo a. C. :"...Limite iussusAbram patrio discedere Sarram...". Troviamo tracce di questo cognome già nel nel 1450 con un Jacobo de Abram da Bologna.
ABREGAL Abregal è un cognome rarissimo, si dovrebbe trattare di un matronimico, storpiatura del nome biblico Abigail moglie in seconde nozze di David.
ABRIOLA Tipico potentino, deriva dal toponimo Abriola (PZ).
ABRIONI Tipico sardo del nord è estremamente raro, deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo sassarese abru (cinghiale) ed è probabilmente legato al carattere particolarmente selvatico del capostipite.
ABRONZINO
ABRONZO
D'ABRONZO
Abronzino è tipico di Napoli, Abronzo, quasi unico, è sempre campano, D'Abronzo è specifico del napoletano, di Casandrino e Giugliano di Campania, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale italiano Abronzo o dal suo ipocoristico Abronzino, anche attraverso la forma patronimica in D', dove questa particella sta per figlio di.
ABUTZU Assolutamente rarissimo è tipico del sud della Sardegna, deriva da un soprannome originato dal vocabolo campidanese abutzi (rapaci).
ACANFORA
CANFORA
Acanfora è tipico di Scafati nel salernitano con ceppi anche nel napoletano a Boscoreale, Napoli, Castellammare di Stabia e Pompei, Canfora è specifico del napoletano, soprattutto di Napoli, ma anche di Pozzuoli, Nola ed Ercolano ed ha anche un ceppo siciliano a Tortorici nel messinese, l'origine di questi cognomi è oscura, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Napoli in un atto del 1610 dove Giovanni :Battista De Acamphora, debitore di Corte, viene citato in Giudizio.
ACARDI
ACCARDI
ACCARDO
ACCHIARDI
ACCHIARDO
ACCIARDI
ACHIARDI
Hanno origine probabilmente dal tedesco akhard, aghard termine composto da aki (ferita da taglio) o agi (paura) e hart (forte, duro) con il significato di duro combattente o guerriero che incute timore. La diffusione è prevalentemente nell'area del nord ovest, Accardi ha un forte nucleo in Sicilia ed è presente anche nel Lazio, in Campania e nel cosentino, Accardo ha un forte ceppo nel napoletano ed uno della Sicilia occidentale, Acchiardi è specifico della provincia di Cuneo, di Roccabruna e Dronero in particolare, Acchiardo, decisamente più raro, sembrerebbe specifico di Dronero, Achiardi č quasi unico, Acciardi ha qualche presenza nel casertano, un ceppo a Nova Siri nel materano ed uno nel vicino cosentino, ad Oriolo, Nocara, San Marco Argentano, Montegiordano e Rocca Imperiale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Accardi è diffuso anche nel Riminese. Viene dall'antico alto tedesco ECKA = angolo, filo della spada, punta, (ted. Ecke = angolo) + antico alto tedesco HARTU/HERTI = resistente, forte (ted. hart = duro) e ha prodotto i nomi germanici ECKEHARD(T) / ECKHARD(T) e in seguito, da questi, il latino Achardus. Significato:valoroso nell'uso della spada. Cfr. G.Vezzelli: Cognomi romagnoli di origine barbarico-germanica, Il Sodalizio, Rimini, 1988, p.17
ACCA Specifico della Sardegna occidentale, è originato da un soprannome legato probabilmente al mestiere di vaccaro e deriva dal vocabolo sassarese acca (vacca).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCA: Cavallo di piccola stazza, ronzino, brocco. Dal catalano (h)aca (caball petit de estatura); spagnolo Haca. Non è presente nelle carte antiche della Sardegna; evidentemente si tratta di un cognome che ha origine in seguito alla conquista spagnola dell'isola. Attualmente lo troviamo in 54 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna, tra i quali primeggia Bosa con 47; seguono: Cuglieri 40, Santadi 38, Sassari 27, Cagliari 22, etc.
ACCAREDDU Assolutamente raro è tipico di Bonarcado (OR), deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo accareddu (piccolo vaccaro), probabilmente originato dalla piccola statura e dal mestiere di vaccaro.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCAREDDU: permangono incertezze sul significato e l'etimologia. Potrebbe derivare da a(c)ca = cavallo di mezza taglia, dal catalano haca = caval petit de estatura; oppure da άčča (àccia), che in campidanese e in logudorese significa torcia, candeliere, dal catalano àtxaάčča de poburu = lanterna della povera gente: in tal caso in fonetica si avrebbe aččarèddu (acciarèddu). Non vi è riscontro nelle carte antiche. Attualmente troviamo il cognome solo in due Comuni della Sardegna: Bonarcado 30, Oristano 6.
ACCARGIU Accargiu è ormai praticamente scomparso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCARGIU: può derivare da Vaccargiu = custode di vacche, dal latino vaccarius o, per accostamento, da un possibile accarius, custode di ronzini (vedi Acca). È un cognome rarissimo, diffuso sino a poco tempo fa in un  solo Comune della Sardegna Meridionale, oggi scomparso!!!
ACCARINI
ACCARINO
Accarini, assolutamente molto raro, ha un piccolo ceppo a Savona e presenze nel parmense, Accarino è tipicamente campano, ha un ceppo a Napoli ed uno nel salernitano, a Cava de' Tirreni, astel San Lorenzo, Salerno e Capaccio, dovrebbero derivare da una forma aferetica del nome Iaccarino (vedi IACCARINI).
ACCETTA
ACCETTI
ACCETTO
Accetta ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano e salernitano, uno nel barese e tarantino,uno in Sicilia, molto consistente, nel palermitano, nel messinese, nel vatanese e nel ragusano, Accetti ha qualche presenza nel romano e nell'area settentrionale italiana, Accetto è specifico del napoletano, dovrebbero derivare da nomi augurali medioevali come Accetto ed Accetta, forme che per aferesi hanno perso il prefisso Ben-, attribuiti a figli considerati molto benaccetti in famiglia.
ACCETTOLA Accettola ha un ceppo a Sora e Broccostella nel frusinate ed a Roma, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica medioevale del nome Accetta (vedi ACCETTA).
integrazioni fornite da Alessio Bruno Bedini
Presente una famiglia nobile con tale cognome nella città di Sora (FR), il che fa pensare ad un origine specifica di tale cognome in tale città.
integrazioni fornite da Alessio Bruno Bedini
ACCETTURA
ACCETTURI
ACCETTURO
Accettura, tipicamente pugliese, è molto diffuso a Bari e nel barese a Modugno, Adelfia, Triggiano e Sannicandro di Bari, Accetturi è quasi unico, dovrebbe derivare da errori di trascrizione, Accetturo, molto molto raro, è tipico del foggiano, di San Marco la Catola in particolare, dovrebbero tutti derivare dal nome del paese di origine dei capostipiti, cioè il paese di Accettura nel materano, il cui nome, secondo la tesi più accreditata, dovrebbe derivare dal termine latino acapiter (sparviero).
ACCIAI
ACCIAIO
ACCIAIOLI
ACCIARESI
ACCIARI
ACCIARINI
ACCIARINO
ACCIARO
ACCIARRESI
ACCIARRI
Acciai è tipico toscano, delle province di Arezzo e Firenze, Acciaio è assolutamente rarissimo, Acciaioli, molto molto raro, è toscano del pratese, Acciaresi è specifico di Tuscania nel viterbese, Acciari ha un nucleo laziale ed un ceppo nel lucchese, Acciarini, molto molto raro, è specifico della fascia centrale che comprende maceratese, Piceno, Umbria e lazio, Acciarino ha un ceppo romano ed uno napoletano, Acciaro, molto raro, ha un ceppo nel sassarese a La Maddalena e Porto Torres, uno in Molise a Portocannone (CB), ed in provincia di Roma, Acciarresi è specifico della provincia di Macerata, di Corridonia, Macerata, Montecassiano e Petriolo, Acciarri è tipico marchigiano, del Piceno, area che da San Benedetto del Tronto arriva a Massignano, dovrebbero derivare o da soprannomi originati dal mestiere di mastro ferriere, ma anche in alcuni casi legati al termine medioevale accia (scure, lama), italianizzazione del termine germanico hacke con il medesimo significato, che ha originato il termine italiano moderno accetta, un uso di questo termine lo troviamo in una Cronica romana del 1300: "...Volete che aia tale fierro, tale tagliare, quale hao questa mea cortellessa?» E ditto questo, aizao la cortellessa sopra lo capo dello re più de doi piedi. Lo re levao l'uocchi per guardare alla accia de questo fierro....", o anche nei Fatti di Cesare sempre del XIV° secolo: "...Quando Bruto lo vidde uccidere, fu molto turbato; cambiò luogo et arme, e venne là dove li colpi si ferivano, e fecesi tenere lo scudo davanti, e prese una accia a due mani, e ferì et abattè de' Marsiliesi oltre XV in uno assalto, per ciò che le navi erano a costa a costa...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1200 con Niccolò Acciaioli, giudice e Priore di Libertà, il cui casato vantava il titolo di Duchi di Atene e Conti di Melfi, più avanti con il letterato quattrocentesco toscano Donatus Acciaiolus traduttore delle Vitae parallelae di Plutarco ed autore di una Vita Caroli Magni.
integrazioni fornite da Franco Pettinato
A mio parere la parola accia (lat. acia) v. Devoto e Oli, e Vocabolario dell'accademia della Crusca ha un diverso significato e cioè : lino, stoppa, o canapa filata ridotta in matasse. Si tratta quindi di mestiere connesso all'attività di filatura e tessitura.
ACCIARITO Acciarito ha un ceppo laziale ad Artena nel romano ed uno siciliano nel catanese, a Catania e Vizzini, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul mestiere dei capostipiti, forse dei fabbricanti d'asce o azze.
ACCILI Accili è tipico de L'Aquila e provincia, dovrebbe derivare dal nome della Gens patrizia romana Acilia e dalle sue varie diramazioni plebee, o dal nomen gentilizio latino Acilius, improbabile una connessione con il piccolo paese longobardo di Acciano (Hacciànë) nell'aquilano, il cui nome è invece derivato dalla Gens Atia o Attia.
ACCINI
ACCINNI
ACCINNO
ACCINO
ACINNO
Accini ha un ceppo a Calvisano nel bresciano e ad Asola nel mantovano, ed uno piccolissimo a Monterosso al Mare nello spezzino, Accinni, molto raro, ha piccoli ceppi a Roma e Patrica nel frusinate, a Napoli ed a Foggia, Accinno, molto molto raro, è specifico di Roma, Accino è quasi unico, forse piemontese, Acinno è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare da varie italianizzazioni del nomen latino Acinius, ricordiamo con questo nome il Console Romano del 160 a.C. Lucius Acinius Gallus, riportato da alcuni come Lucius Accinus, possono anche derivare direttamente dalla Gens Acinia.
ACCIO
ACCIU
Accio, assolutamente rarissimo, è presente ormai solo in Piemonte, Acciu, quasi unico, è presente in Piemonte ed in Sardegna, dovrebbero derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Michelaccio o simili.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCIU; ACCIO: improbabile che derivi da Accius latino, gentilizio romano. Più verosimilmente da acc(i)u, che in logudorese significa abile, accorto, in campidanese adatto, idoneo, dal toscano rustico accio = presto, sollecito, o da avaccio, probabilmente dal latino vivacius. Cognome raro, attualmente è presente, nella variante Acciu in 4 comuni, di cui 2 in Sardegna: Barisardo con 8, Cagliari; 1 in Piemonte, a Vercelli con 2; 1 in Lombardia, a Robbio (PV) con 2. Nella variante Accio, in 12 comuni, con maggiore diffusione in Piemonte, Lombardia, Veneto Lazio, etc.: assente in Sardegna
ACCOCCI Accocci, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del sud della Sardegna, potrebbe derivare da un soprannome derivato dal vocabolo sardo accocciaresì (indugiare, tardare, poltrire, aver timore).
ACCOGLI Accogli è tipico del leccese, soprattutto di Andrano e di Tricase, ma ben presente anche a Scorrano, e nel tarentino a Diso e Fragagnano, dovrebbe derivare dalla forma aferetica del nome medioevale Bonaccogli, attribuito a figli molto desiderati, nome probabilmente portato dai capostipiti.
ACCOLLA
ACCOLLI
Accolla è tipicamente siciliano, con un ceppo a Messina ed uno più consistente nel siracusano a Siracusa, Avola ed Augusta, Accolli, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe essere di origini arabe, e che potrebbe derivare dall'espressione araba al kolah (la bolla di vetro, l'ampolla), ma Kolah è anche nome persiano il cui uso è diffuso anche in Medio Oriente, ed è più probabile che questo sia stato il nome del capostipite.
ACCOLTI Accolti è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare da una forma genitiva, patronimica, aferetica del nome medioevale Benaccolto (vedi BENACCOLTO), attribuito a figli molto desiderati, e probabilmente portato dal padre del capostipite.
ACCONCI
ACCONCIA
ACCONCIO
ACCUNZI
Acconci è tipicamente toscano di Vicopisano (PI), Pisa e Livorno, Acconcia ha un ceppo a Castelvecchio Subequo (AQ), a Roma, ma il nucleo principale è campano a   Marcianise e   Capodrise nel casertano ed a Mercato San Severino (SA), Acconcio, assolutamente rarissimo, è campano, Accunzi è unico, tutti questi cognomi derivano dal nome medioevale Accuntius o Acconcius.
ACCONCIAGIOCO Accongiagioco, molto molto raro, tipicamente campano, del napoletano soprattutto e del salernitano, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito ad un capostipite cui si attribuiva l'abitudine forse di barare, o più probabilmente il compito di organizzare e guidare le competizioni in tenzoni cavalleresche.
ACCORDI
ACCORDINI
ACCORDINO
ACCORDO
Accordi, tipico del veronese, di Gazzo Veronese, Verona e Nogara, ha un ceppo anche a Cortona nell'aretino, Accordini è tipico anch'esso del veronese, è molto diffuso a Pescantina, San Pietro in Cariano, Verona e Sant'Ambrogio di Valpollicella, con buone presenze anche a Negrar ed a Marano di Valpollicella, Accordino ha un ceppo romano ed uno nel messinese, a Patti, Gioiosa Marea e Messina, Accordo è quasi unico, sembrerebbe meridionale, dovrebbero derivare, anche attraverso ipocoristici, da forme aferetiche del nome medioevale Bonaccordo (vedi BONACCORDI).
ACCORINTI
ACORINTI
Accorinti sembrerebbe originario della Calabria, del valentiano, di Ricadi e Briatico, ma presenta un ceppo significativo anche a Roma, Acorinti, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbe derivare da un soprannome originato da un'alterazione dialettale del termine greco άκοιτις akoitis (sposa) con l'aggiunta di una erre ed una enne epentetica.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Accorinti è un cognome calabrese e siciliano, ricalca il cognome greco Akorinthios.
ACCORNERO Accornero è tipicamente piemontese, con un ceppo nell'astigiano a Viarigi, Asti, Refrancore e Montemagno,  un ceppo anche a Torino ed Alessandria e Genova, si dovrebbe trattare di una forma alterata del cognome Cornero (vedi CORNARA), con l'aggiunta di una Ac- prostetica eufonica.
ACCORSI
ACCORSINI
ACCORSO
ACCURSI
ACCURSIO
ACCURSO
OCCORSI
OCCORSIO
OCCORSO
Accorsi è tipicamente emiliano, Accorsini è tipico della zona di Camporgiano (LU), Accorso, assolutamente rarissimo è probabilmente del sud e dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione di Accurso che ha ceppi in Sicilia, ad Alcamo (TP) e Palermo in particolare, Calabria a Villa San Giovanni (RC) e Verbicaro (CS), Napoli e Roma, Accursio, assolutamente rarissimo, parrebbe siciliano, Accursi, altrettanto raro, ha ceppi nel bolognese e nel sud, Occorsi è unico, Occorsio, estremamente raro, ha un ceppo a Roma ed uno a Napoli, Occorso, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel comasco ed uno, più consistente, nel palermitano, a Castelbuono, Palermo e Petralia Sottana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dall'antico nome medioevale Accursus, di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1320: "...Frater Octo, frater Beraldus, frater Petrus, frater Accursus, frater Adiutus: Hij 5 fratres martyrizati sunt tempore Innocencii et beati Francisci, quorum meminerunt historia et legenda, confessoris apud Marochium 17 Kal Feb., quorum venerandas reliquias dominus Petrus, infans Regis Portugalie, hospes predictorum fratrum a Marochia secum differens . . . celebrem passionis ordinem plenius deuulgauit. ..", un nome discretamente diffuso in epoca medioevale, nome con un significato propiziatorio che veniva dato al figlio tanto atteso o al figlio giunto dopo la morte di una persona cara, in molti casi può pure derivare dall'aferesi di nomi come Bonaccorso (vedi BONACCORSI). Un principio di queste cognominizzazioni patronimiche le troviamo già nel 1221 a Spoleto: "In nomine dñi amen, Anno Millesimo ducentesimo vigesimo primo, tempore Honorij pp. tertii et dñi Frederici Imperatoris Secundi, et die XI intrante julio, indictione nona, hoc quidem tempore Ego Berardus judex sindicus, constitutus a dño Jacobo Petri Corvi potestati Cerreti et a domino Letone Camerario comunis Cerreti, et plebano plebis alve et doño Berardo de Rocca et a Mercede tertii et ab Ansuvino Ardengi et doño Letone Rogerii, et Rainaldo de Muniano, et Saccente Belluvardi et Jonte Gilette, et a Nicolao Munaldi, et a doño Johanne de Sellano et Ruberto Accursii consciliariis ejusdem castri, et ab universo populo cerretano in eorum contione....".
ACCORTI
ACCORTO
Accorti, molto raro, sembrerebbe del nord Italia, probabilmente del pavese, Accorto, ancora molto più raro, parrebbe del centro Italia, forse del perugino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Acortus di cui abbiamo un esempio nella Cronica di Salimbene de Adam: "..Item, his diebus et millesimo supraposito, scilicet anno Domini MCCLXXXVII, .. ..Et quattuor fuerunt qui interfecerunt eum, scilicet Raimundellus, Iacobellus, Acortus et Ferarellus..".
ACCOSSU Accossu, assolutamente rarissimo, è tipico di Pabillonis nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACCOSSU: dal latino cossus = tarlo; o da cossu de agu (cat. cos) =  cruna dell'ago (su cù de s'agu in campidanese);  su cossu è anche il corpetto. Su cossiu o cossu è anche un grosso recipiente di terracotta simile a un tino per bucato, detto anche sa scivèdda, dal catalano cossi (vas gran de terra cuita). Cos in latino è la pietra dura per  affilare, sa codi, da cui deriva anche codina o cotina = roccia, pietra. Abbiamo un ultimo suggerimento, che riteniamo il più valido: Accossu può derivare da una parola composta: acconcia-cossu (acconciai = aggiustare; cossu = tino di terracotta, scivèdda). Il fatto che Pabillonis (centro abitato del Medio Campidano) conti da solo (27) più della metà di tutti i Cossu d'Italia; e, considerato che Pabillonis è conosciuto in tutta la Sardegna come il paese delle botteghe specialiste della terracotta(il paese delle pentole = sa 'idda de is pinjàdas), è quasi certo che il cognome Accossu sia nato in quel borgo, anche perché sappiamo con certezza che i primi acconciacossu  (calderai) provenivano da quel centro abitato. Attualmente è presente in 8 Comuni sardi: Pabillonis (27), Ussana 3, Selargius 3, Villacidro 3, Gonnosfanadiga 3, Monserrato 3, Oristano 3, Guspini 3; ed infine Rapallo(GE) con 2: questi ultimi 2 provengono da Gonnosfanadiga.
ACCOTI
ACCOTO
ACCOTTO
ACOTTO
Accoti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area cosentina e pugliese, Accoto è invece specifico del Salento, del leccese, di Andrano, Minervino di Lecce, Giurdignano, San Cassiano e Lecce, Accotto, molto molto raro, è piemontese, del torinese, di Vestignè, Montalto Dora, Strambino ed Ivrea, Acotto, più diffuso, è specifico di Vische nel torinese, dovrebbero essere di origine burgunda ed essere arrivati nell'Italia meridionale al seguito degli angioini, dovrebbero derivare dal termine francese arcaico hachotte (piccola ascia), che ha dato origine anche al cognome burgundo Achotte, che potrebbe anche essere stato poi italianizzato nelle forme di cui sopra, una ipotesi possibile è che possano riferirsi a capostipiti che producessero asce di mestiere o che, nel loro mestiere, le usassero.
ACCUMOLI
ACCUMOLO
Accumoli, quasi unico, ed Accumolo, che sembrerebbe proprio essere unico, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali meridionali basati probabilmente sulla ricchezza del capostipite, forse proprietario di un accumole (mucchio, catasta) di roba.
ACERBI
ACERBIS
ACERBO
ACERBONI
Acerbi è molto diffuso in Lombardia, nell'alessandrino ed in Liguria, nel piacentino, parmigiano e reggiano, nel veronese e nel vicentino, Acerbis è specifico del bergamasco e del vicino milanese e bresciano, Acerboni sembra specifico del lecchese zona di Casargo e Vendrogno, Acerbo ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno nel pescarese ed uno nella costa campana. L'origine di questi cognomi è chiaramente da soprannomi originati dal vocabolo acerbo che ha due possibili significati originari: acre, duro, spietato oppure immaturo, prematuro, nato prima del tempo.
ACERENZA
LACERENZA
Acerenza è specifico del potentino, di Pignola in particolare, Lacerenza, molto più diffuso, ha un ceppo ad Avigliano e Potenza nel potentino ed in Puglia a Barletta nel barese, ad Orta Nova, Trinitapoli e Foggia nel foggiano ed a Laterza e Taranto nel tarentino, questi cognomi dovrebbero stare ad indicare che i capostipiti fossero provenuti dalla città potentina di Acerenza.
ACERRA Specifico del napoletano e basso avellinese zona di Lauro (AV), deriva dal toponimo omonimo.
ACERRANO Tipico di Acerra (NA), deriva dall'etnico dello stesso paese, inteso come originario di Acerra.
ACETI
ACETO
Aceti ha un ceppo tra bergamasco e milanese ed uno nel frusinate, Aceto ha un ceppo nell'alessandrino e genovese, un ceppo tra Lazio, Abruzzo, Molise e Campania ed uno nel cosentino e crotonese, dovrebbero derivare dal soprannome e quindi nome medioevale Acetus di cui abbiamo tracce fin dal 1200, a sua volta derivato dal nome latino Ancetus, ricordiamo con questo nome il ventesimo Papa dal 155 al 166: "...Polycarpus, discipulus Apostolorum et episcopus Smyrnensis, hospes Ignatii Antiocheni, Romam profectus est ad quaestionem de festo Paschatis cum Anceto papa tractandam. ..".
ACHENZA Achenza è specifico del nord della Sardegna, di Sassari, Ozieri e Santa Maria Coghinas nel sassarese, e di Tempio Pausania, Oschiri,Berchidda ed Olbia in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ACHENZA: permangono incertezze sul significato e l'etimologia della parola. È un cognome oggi presente in 57 Comuni italiani, di cui 33 in Sardegna: Sassari 77, Tempio 38, Oschiri 28, Berchidda 21, Olbia 18, etc. Unici elementi di confronto rimangono due riferimenti, di cui il primo è del canonico Giovanni Spano, nel vocabolario sardo - Geografico, Patronimico ed Etimologico -, che recita: Achensa, villaggio distrutto nella diocesi di Cagliari, così detta dalla radice (fenicia) chanas = unione di uomini, aggregamento di case; il secondo lo troviamo nell'opera "In Sardiniae Chorographiam" di Giovanni Francesco Fara (pag. 210 - 20): Intus deinde sequitur partis Hipis (Parte Gippi), tota fere plana (quasi del tutto pianeggiante).ubi est castrum et oppidum Sorres (Villasor), comitatus titulo a Carolo V anno 1537, decoratum oppidaque alia Decimoputzi, Serramagnae et Villaexirdi (ricca di cedri, aranci etc. segue l'elenco di altri villaggi.) Fanaris superioris, Fanaris inferioris (vedi Cognome Fanàri), Leni, Hispidi, Aquensae,... Saboddus, .Sogus. (vedi cognome De Sogus). Crediamo che il cognome Achenza derivi dall'antico centro abitato di Aquensa, detto anche Acquesa, sito in agro di Villasor; in periodo medioevale appartenente alla Curadorìa o Parte di Gippi, del regno giudicale di Cagliari. Fece parte poi del regno giudicale di Arborea, quindi del Comune di Pisa; dal 1324 fu una villa (bidda) del Regno catalano aragonese di Sardegna. In seguito andò spopolandosi, sino all'abbandono totale avvenuto verosimilmente dal 1414 al   1427. In Aquensa o Acquesa è chiara la radice "acqua": il paese era infatti in una zona ricca di acque lungo la riva del fiume Mannu (In Sardiniae Chorographiam - sopra citata): flumen aliud  oritur in agro Sarcidano.ad dexteram reliquit Samassim, ad sinistram regionem Partis Hipis per pontem Villae Sorris.Etc. etc. Quel che non si riesce a capire è perché attualmente gli Achenza abbiano i ceppi più importanti a Sassari e Tempio, ben lungi da Villasor!
ACHILLE
ACHILLI
Achille ha un ceppo nel pavese, uno tra aquilano e romano, ed uno nel barese, Achilli ha un ceppo tra milanese, pavese e piacentino, uno a Rimini, uno tra maceratese e Piceno ed uno tra viterbese e romano, entrambi questi cognomi derivano dal nome Achille, probabilmente portato dal capostipite.
ACOCELLA Molto raro è specifico dell'Irpinia.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome prevalentemente dell'avellinese, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale acucedda, che indicava un grosso ago usato per cucire i sacchi. Si tratterebbe, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere, quello del fabbricante di sacchi.
ACONE
ACONI
Acone, molto raro è tipico del napoletano, avellinese ed alto salernitano, Aconi, praticamente unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, potrebbe derivare dal cognomen latino Acone derivato da un toponimo Portus Acone in Bitinia: "...Acone portus est Bithyniae qui proventu malorum graminum usque adeo celebris est ut noxias herbas aconita illinc nominemus...", in una antica lapide romana si legge: "Q(uinti) Aconi Veri pri(ncipis) leg(ionis) XV  Apo(llinaris)".
ACONITI
ACONITO
Entrambi parrebbero del centro Italia, Aconiti è quasi unico, Aconito è solo leggermente meno raro e sembrerebbe avere un piccolissimo ceppo a L'Aquila, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Aconitus, si ricorda con questo nome uno dei Vescovi della Chiesa che sottoscrissero ai sinodi del papa Simmaco nel l'anno 499, il nome deriva da quello della pianta di aconito (aconitum napellus), un'erba perenne, con forti doti curative ma velenosissima, una delle piante più tossiche che fioriscano in Italia, è però anche possibile che il nome derivi da una forma ipocoristica bizantina del nome latino di origine anatolica Acone (vedi ACONE).
ACQUA Acqua ha piccolissime presenze sparse in Lombardia, Veneto, Emilia e Marche, con presenza prevalente nel romano a Sant'Oreste e Roma, nel napoletano ed a Palermo. L'origine è legata a due possibili radici, che si identificano in toponimi (contenenti il vocabolo acqua, acque), o nel mestiere del distributore o venditore d'acqua (acquaiolo, acquarolo).
ACQUAFREDDA Specifico di Bitonto (BA), dovrebbe derivare da nomi di località come Acquafredda di Maratea (PZ) o come molte altre.
ACQUARONE
ACQUARONI
AQUARONE
QUARONE
QUARONI
Acquarone è decisamente ligure, di Imperia, Savona e Genova, Acquaroni, molto molto raro, sembrerebbe del mantovano, Aquarone è praticamente unico, Quarone, abbastanza raro, ha un ceppo ad Albenga nel savonese e presenze nel torinese e nel pavese, Quaroni è tipicamente lombardo, del pavese e del milanese, di  MIlano e di Pavia, Stradella, Montù Beccaria e Travacò Siccomario nel pavese, potrebbero derivare, direttamente o attraverso una forma aferetica, dall'accrescitivo del nome medioevale germanico Achari, a sua volta derivato dai termini ac (filo, lama della spada) ed hari (esercito), ma più probabilmente derivano dal nome ebraico Acharon con il significato di Ultimo.
ACQUATI Acquati è specifico dell'area lombarda che comprende il milanese ed il lecchese, Milano, Inzago, Brugherio, Monza, Cinisello Balsamo, Cormano, Vimercate, Lesmo e Novate Milanese nel milanese e Verderio Superiore ed Inferiore nel lecchese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Acquate, ora una frazione di Lecco.
ACQUAVIVA Tipicamente pugliese ha ceppi anche a Roma, nel napoletano ed in Sicilia, dovrebbe derivare da uno dei tanti toponimi con questa radice come Acquaviva Collecroce nel campobassano, Acquaviva delle Fonti nel barese, Acquaviva Platani nel nisseno e molti altri.
ACQUINO
D'ACQUINO
Sia Acquino che D'Acquino, assolutamente rarissimi, parrebbero meridionali, potrebbe trattarsi in qualche caso di un errore di trascrizione del cognome Aquino, ma è più probabile che stiano invece ad indicare una provenienza dal paese di Acquino nel frusinate.
ACQUISTAPACE Tipico valtellinese dovrebbe derivare dal nome augurale rinascimentale Acquistapace, tracce nel sondriese si trovano almeno dal 1700, in un atto del 1771 a Prata (SO) troviamo come Curatore un certo canonico, coadiutore Eustachio Acquistapace.
ACQUISTI
ACQUISTO
Acquisti è tipico dell'aretino, Acquisto è specifico dell'agrigentino e del palermitano, derivano entrambi dal nome gratulatorio medioevale Acquisto dato normalmente a bambini particolarmente desiderati, è pure possibile una derivazione dall'aferesi del nome Bonacquisto, in altri casi potrebbero derivare da toponimi come Acquisti (GR).
ACRI Specifico del cosentino della zona di Rossano, Acri e Cosenza, deriva dal toponimo Acri (CS).
ACTIS Cognome tipico di Torino, dovrebbe derivare dalla consuetudine medioevale di confermare ufficialmente la nascita di figli illegittimi con una professio in actis: "...Mulier gravida repudiata, filium enixa, absente marito ut spurium in actis professa est...".
ACUCELLA Acucella sembrerebbe del potentino, di Rapolla e Melfi, con un piccolissimo ceppo a Mergozzo nel verbanese, potrebbe derivare dal termine medioevale acucella (piccoli aghi), forse a sottolineare che il capostipite ne facesse uso a causa del suo mestiere di sarto.
ACUTI
ACUTO
Acuti, abbastanza raro, ha un ceppo a Travo nel piacentino, uno a Bondeno (FE) ed uno a Fabriano nell'anconetano, Acuto, tipicamente piemontese, dell'astigiano e dell'alessandrino ha ceppi a Grana (AT) e, nel Monferrato, a Valenza, Mirabello Monferrato e Casale Monferrato, dovrebbero derivare dal cognomen latino Acutus di cui abbiamo un esempio in quest'antica lapide latina: "Deae Hariasae / Ti. Ulpius Acutus du[p(licarius)] al(ae) / Sulp(icianae) sing(ularis) co(n)s(ularis) / cives Traianenses / v.s.l.m. Crispino et Aeliano cos.".
 
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