| ABA
|
Aba è un cognome ormai quasi scomparso, sembrerebbe sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ABA/S; ALA; ALAS; ALES = ala/i. ABAS, ALAS: derivano dal latino ala,
ma non esistono più come cognomi, che come tali, comunque, sono
presenti nei documenti antichi della lingua sarda. Nel Condaghe di Santa
Maria di Bonarcado (*CSMB -XI°, XII° sec.), sono citati: Abas (de)
Marcu (99), in una lite(kertidu) per il possesso della servitù (partizione
de servis), tra il Priore del Santuario di Bonarcado e, appunto, Marcu
d'Abas; Abas (de) Pascasia (133), accusata, insieme al marito Orzoco Stapu,
di avere abbandonato il servizio dovuto a S. M. di Bonarcado, nonostante
il giuramento prestato davanti al loro padre( et ego posillos ad iurare
d'essere servos de iuvale ad Sancta Maria de Bonarcatu, ad ube los poserat
patre meu.et fiios issoro et nepotes.usque in sempiternum.), che li legava
alla servitù del Santuario per tutta l'eternità! Sia in de
Abas Marcu, che in de Abas Pascasia, il "de" indica chiaramente la provenienza
dall'antico villaggio di Abas, o Alas, l'odierno Ales, sede di una delle
più antiche Diocesi della Sardegna Tra i firmatari della pace
di Eleonora *LPDE del 1388, troviamo: Ala (de) Joanne, jurato(collaboratore
del maiore - guardia giurata - vigilante) ville Nuruci (Contrate
Partis Alença- l'odierno Nurèci); per Joanne de Ala, invece
supponiamo la provenienza dal villaggio antico di Ala, Contrate Montis
Acuti, l'odierna Alà dei Sardi. Come detto Abas e Alas non esistono
più come cognomi; esiste invece Ala, presente in 108 Comuni del
territorio nazionale, di cui solo 8 della Sardegna, non di chiara origine
sarda. |
ABAGNALE
ABAGNALI
ABBAGNALE |
Abagnale è tipico del napoletano, di Sant`Antonio Abate, Gragnano,
Santa Maria la Carità, con ceppi comunque significativi anche a
Castellammare di Stabia e Pompei ed a Scafati nel salernitano, Abbagnale,
molto più raro è tipico di Castellammare di Stabia, Pompei
e Sant`Antonio Abate nel napoletano e di Angri nel salernitano, Abagnali
è unico e si dovrebbe trattare di un errore di trascrizione, potrebbe
trattarsi di forme dialettali per cittadino di Bagni toponimo come potrebbe
essere Bagni di Scafati (SA). |
ABAGNATO
ABBAGNATO |
Abagnato, assolutamente rarissimo, è forse del reggino, Abbagnato,
un poco meno raro, parrebbe specifico di Palermo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Abbagnato
(variante del più comune Bagnato),
da intendere probabilmente nel senso di battezzato, purificato con l'acqua
santa (per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome,
vedi il cognome Bagnato). Dal punto di vista etimologico, infatti, il verbo
abbagnare nasce da una forma arcaica
o dialettale del verbo bagnare, in cui l'aggiunta del prefisso a-
(dal latino ad) indica avvicinamento
o tendenza verso qualcosa (come accade, d'altronde, in verbi quali accompagnare,
accorrere, accostare, etc). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti,
anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi
ad essi attribuiti. |
ABATANTUONO
ABBATANTUONO |
Abatantuono è specifico di Vieste (FG), Abbatantuono è tipico
di Bitonto (BA), derivano da Abate Antonio o come discendenza diretta o
come collegamento indiretto (quelli dell'abate Antonio). |
ABATANGELO
ABBATANGELO |
Abatangelo è specifico di Mola di Bari (BA), Abbatangelo è
tipico di Grassano (MT) con un ceppo anche a Trani (BA), derivano da Abate
Angelo o come discendenza diretta o come collegamento indiretto (quelli
dell'abate Angelo). |
ABATE
ABATI
ABBA' |
Abate è molto diffuso in tutto il sud, con un possibile ceppo anche
in Piemonte, Abati ha un nucleo in Emilia e Romagna, ceppi nel bergamasco,
in Toscana, nel Lazio e nel Salento, Abbà è diffuso nel nord
ovest in particolare, ha un sicuro ceppo nel Piemonte occidentale ed uno
probabile nel milanese e lodigiano, derivano tutti dal termine Abate,
sia come collegato ad un prelato, sia nel senso di persona degna di rispetto. |
ABATECOLA
ABATICOLA
ABBATECOLA
ABBATICOLA |
Abatecola ha un ceppo a Pico nel frusinate ed uno a Canosa di Puglia (BA),
Abaticola, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione,
Abbatecola è tipico della zona di Casamassima e Adelfia (BA), Abbaticola
è specifico di Bari, dovrebbero tutti derivare dall'unione del termine
Abate e dell'aferesi del nome Nicola il che starebbe ad indicare la famiglia
dell'Abate Nicola. |
ABATEDAGA
ABBATEDAGA |
Sia Abatedaga che Abbatedaga sembrerebbero praticamente unici, probabilmente
piemontesi. |
ABATEGIOVANNI
ABBATEGIOVANNI |
Specifici entrambi del casertano, Abategiovanni della zona tra Trentola-ducenta (CE) e Lusciano
(CE), Abbategiovanni oltre che di quell'area è specifico anche di Napoli, dovrebbero derivare da Abate Giovanni, cioè un abate, probabilmente ortodosso, di nome Giovanni, o come discendenza diretta o
come collegamento indiretto (quelli dell'abate Giovanni). |
ABATEMATTEI
ABATEMATTEO
ABBATEMATTEI
ABBATEMATTEO |
Abbatemattei è unico, Abbatematteo è estremamente raro, sembrerebbero
entrambi del tarantino, così come il decisamente più comune
Abatematteo, tipico di Grottaglie, Taranto e Monteparano, o come Abatemattei,
che è specifico di Carosino, dovrebbero tutti derivare dal fatto
che il capostipite della famiglia fosse un prelato, probabilmente ortodosso,
di nome Matteo. |
ABATERUSSO
ABBATERUSSO |
Abaterusso, molto molto raro, ètipico del Salento, così come
l'ancora più raro Abbaterusso, dovrebbero derivare dal fatto che
il capostipite, fosse un prelato, probabilmente ortodosso e fosse anche
rosso di capelli. |
ABATESCIANNI
ABATISCIANNI
ABBATESCIANNA
ABBATESCIANNI
ABBATISCIANNI |
Tutti pugliesi e specifici del barese, Abatescianni è specifico
di Bari e Foggia, Abbatescianni, abbastanza raro, è specifico di
Bari, Abatiscianni, Abbatescianna ed Abbatiscianni sono quasi unici.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nell'unione fra il termine
abate (con una variante in abbate)
e il nome medievale Scianni (forma
dialettale di Gianni), ad indicare
che il capostipite era un abate - quasi sicuramente ortodosso - di nome
Scianni (vedi Abategiovanni). |
ABAZIA
ABBAZIA |
Abazia, tipicamente meridionale, ha un piccolo ceppo a Napoli e qualche
presenza nel foggiano, Abbazia, più raro, ha qualche rara presenza
nel napoletano, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzati
dalla presenza di una Abbazia o contenenti il termine Abbazia nel proprio toponimo. |
| ABBA
|
Abba è un cognome presente a macchia di leopardo in Piemonte, dove
sembra esistere un nucleo originario nel cuneese, in Liguria ed in Lombardia,
esiste un ceppo anche in Sardegna, ma l'origine dovrebbe essere piemontese,
dovrebbe derivare da termine prerinascimentale abbas,
abbatis (abate,
signore), bisogna considerare che, l'area ligure, piemontese
subì molto in passato l'influenza del mondo francese, che attribuiva
al vocabolo il significato di signore,
esponente di una comunità,
o monsignore, inteso come precursore
del vocabolo francese moderno monsieur
(signore).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ABBA: Acqua, dal latino aqua. Abba proviene dal logudorese. Nelle "carte
cagliaritane" c'è akwa, ma in "quelle arborensi" sempre abba. Proviene
dal latino aqua. Cognome presente in Sardegna solo in 2 Comuni: Sassari
(9) e Alghero (3), mentre lo troviamo in altri 69 Comuni del continente.
Non è un cognome originario della Sardegna, dove invece è
comune come toponimo: abbas in Logudoro, acuas o aquas in Campidano. Abba,
come cognome non deriva dal termine latino aqua, bensì dalla parola
tardo latina abba, a sua volta derivante
dall'aramaico abà = padre,
nell'uso abituale odierno di papà. Nei documenti antichi della
lingua sarda, troviamo Abbas, villaggio, oggi distrutto, chiamato inoltre
Villa d'Abbas - Contrate Montis Regalis (Castello di Monreale), ubicato
nei pressi di Sardara e dove oggi sorge il Santuario di Santa Maria Aquas,
famoso per le acque termali, meglio conosciute durante la dominazione romana
come Aquae Neapolitanae. Nelle carte antiche è nominato un altro
villaggio Abbas - Contrate Partis de Guilcier, l'odierno Abbasanta, l'antica
stazione romana, conosciuta col nome di Medias Aquas. |
ABBADELLI
ABBATELLI |
Entrambi decisamente rari, dovrebbero essere originari della Toscana con
un ceppo nobile secondario in Sicilia, derivano ta un soprannome legato
al vocabolo abate, tracce di questo casato le troviamo a Palermo alla corte
di Federico II° con Dulcio Abbatelli nei primi anni del 1200, nel 1431
Giovanni Abbatelli divenne conte di Cammarata. |
ABBANDONATI
ABBANDONATO |
Entrambi rarissimi, Abbandonati è più tipico del centro Italia,
mentre Abbandonatosembrerebbe del centrosud, si dovrebbe trattare di cognomi
attribuiti in epoca abbastanza recente, con un enorme sforzo di fantasia,
a dei fanciulli abbandonati. |
| ABBASCIA
|
Estremamente raro è tipico del barese, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali di Abate Gianni attraverso Abatescianni e di lì Abbascia. |
ABBATE
ABBATI |
Abbate è panitaliano, presenta un grosso nucleo in Sicilia ed uno
in Campania, ma è presente praticamente in tutt'Italia, Abbati ha
un nucleo nel parmense e modenese, uno nel perugino ed uno a Rona, derivano
da un soprannome originato o da connessioni con la funzione di abate
(responsabile di un monastero) o da
particolarità dell'atteggiamento. Queste cognominizzazioni sono
molto antiche, come si evince da quest'atto conservato presso l'Archivio
Capitolare di S. Ambrogio a Milano tra le Pergamene del secolo XII, dove si legge: "...Dominico
qui dicitur Abbate,
filius quondam Iohannis de civitate Mediolani ut amodo in antea omni tempore
defendere et guarentare et in antea stare debet ipse Iohannes et sui heredes
eidem Dominico et suis heredibus et cui ipsi dederint, nominative de prato
petia una iuri..."
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
Il Mugnos fa derivare un casato Abbate da un Papirio
cavaliere romano che dopo aver donato al proprio figlio Ascanio tutti i
beni che possedeva, si ritirò nel monastero di Montecassino dove
venne eletto abate. In questa famiglia troviamo Troiano Abbate barone di
Gibellina che fu senatore di Palermo negli anni 1499 e 1500; un Gabriele
barone di Ucria, titolo confermato il 16 luglio 1453 e un Giacomo capitano
di giustizia di Palermo nel 1581. Ignazio Vincenzo Abbate comprò
il titolo di marchese di Lungarini il 15 luglio 1723. |
| ABBELLITO
|
Abbellito, quasi unico è tipico del napoletano, dovrebbe trattarsi
di un cognome attribuito ad un trovatello da un funzionario di un orfanotrofio
civile. |
ABBIATE
ABBIATI |
Abbiate, molto raro, è tipico del nordmilanese e varesotto, Abbiati
è specifico dell'area milanese, questi cognomi fanno riferimento
al toponimo Abbiategrasso, intendendo quindi quelli di Abbiategrasso, la
cui origine è Abbiatese. Può anche derivare dal tardo latino
aviaticus, passato nel dialetto lombardo
come abbiaticus con il significato
di figlio della figlia, di cui Abbiati
sarebbe una troncatura. |
ABBIENTO
LABBIENTO |
Abbiento, molto raro, è specifico della zona di Albanella e Roccadaspide
nel salernitano, Labbiento, altrettanto raro, è tipico di Bagnoli
Irpino nell'avellinese, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale campano
abbiento (tranquillità, pace),
ricordiamo il modo di dire napoletano nun truvare
abbiento (non trovar pace). |
ABBISOGNI
ABBISOGNO |
Abbisogni è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un'errata
trascrizione del cognome Abbisogno, che, assolutamente rarissimo, è
un cognome tipicamente campano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito
a dei trovatelli, dall'istituto di carità che lo aveva accolto,
indicando in questo modo che il bambino necessitava dell'aiuto altrui,
cioè che aveva appunto bisogno
di tutto in quanto abbandonato da chi avrebbe dovuto amarlo. |
ABBONDANTE
ABBONDANTI |
Abbondante ha un ceppo napoletano ed uno romano, Abbondanti, molto molto
raro, sembrerebbe specifico di Fusignano (RA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome cristiano-medievale
Abbondante (variante del più
noto Abbondio), da intendere in senso augurale col significato di abbondante
di virtù, ricco di doti spirituali. In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
ABBONDANZA
ABBONDANZIO |
Abbondanza è molto diffuso in Romagna, forlivese e ravennate, nel
teramano, nelle province di Roma e Frosinone, nel barese e nel materano
con piccoli ceppi anche nel salernitano, Abbondanzio, praticamente unico
è romano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
in molte aree del sud, soprattutto nel Sannio e nel Salento, è
ancora in uso il nome di persona femminile Abbondanza,
per devozione al culto della Madonna dell'Abbondanza. Abbondanza deriva
dal Latino abundantia, ricchezza
di beni. Come nome proprio nasce nei primi ambienti cristiani
romani, con il significato di ricchezza spirituale. |
| ABBONDANZIERI
|
Molto raro, ha un ceppo tra le province di Pesaro ed Ancona ed uno in provincia
di Roma.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
dovrebbe derivare da una carica politica medievale, Abbondanziere
quella cioè del prefetto dell'annona o dell'abbondanza, pubblico
ufficiale medioevale incaricato di verificare il mercato dei cereali ed
il prezzo del pane onde evitare abusi e sprechi. |
ABBONDI
ABBONDIO
ABBUNDO
ABONDI
ABONDIO
ABUNDO |
Abbondi, molto raro, è tipico della zona tra milanese e comasco,
Abbondio, altrettanto raro, è tipico della zona tra milanese e cremasco,
Abundo e Abbundo, assolutamente rarissimi, parrebbero del napoletano, Abondi
sembrerebbe unico, sicuramente settentrionale, Abondio è molto diffuso
ed è caratteristico di Darfo Boario Terme nel bresciano, derivano
tutti dal nome medioevale Abundius,
di cui abbiamo un esempio a Bormio nel 1630 in un processo per stregoneria:
"...Die mercurii XI mensis decembris. Coram magnifico
concilio constitutus fuit antescriptus Abundius
del Sartor. Et interogatus che vogli confessar
la verità, s'esso è stregone, come è stato denuntiato
da più persone....", nome cui corrisponde l'italiano Abbondio,
ricordiamo ad esempio il famosissimo curato dei promessi sposi, Don Abbondio. |
ABBRESCIA
ABRESCIA |
Abbrescia sembrerebbe specifico di Bari, ma è diffuso in tutta la
Puglia ed ha un ceppo anche a Trieste, Abrescia, meno diffuso, ha un ceppo
a Bari ed uno ad Altamura (BA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine albanese, questi cognomi derivano da un'italianizzazione
del termine Arbëreshë o Arbresha,
che in lingua madre significa appunto albanese
(per una spiegazione più approfondita sull'origine del cognome,
vedi il cognome Brescia); anche se non completamente escludibile, comunque,
è piuttosto improbabile una connessione col toponimo Brescia, sia
per la distanza fra il nucleo principale di famiglie Abbrescia e la quasi
omonima città lombarda che per la stessa struttura letterale del
termine abbrescia (è vero che
potrebbe trattarsi di una forma prostetica del toponimo Brescia, ma nel
contesto della toponomastica è difficile giustificare un'ipotesi
del genere). |
ABBRIANO
ABRIANI
ABRIANO |
Abbriano è specifico di Milazzo nel messinese, Abriani è
veneto, di Veronella nel veronese, di Lusiana e Lugo di Vicenza nel vicentino
e di Vittorio Veneto nel trevisano, Abriano, molto più raro, è
specifico di Messina, dovrebbero derivare dal nome medioevale Abrianus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1369 ad Enno in Trentino:
"Anno 1369, indictione 7, die mercurii 14 martii,
Enni in domo dominae Minae de Enno. Praesentibus ser Cabriele quondam Peramusii
de Enno, Iohanne filio ser Beti de Enno24, Petro quondam Alesandri de Cazufo
nunc habitatore villae Enni, domina Sara filia quondam ser Otoneli de Enno
vallis Annaniae tridentinae diocesis, uxor ser Beti quondam domini Anci
de Enno suprascripto, de verbo, licentia, et consensu dicti ser Beti eius
mariti: Et discretus vir Belvesinus quondam ser Ferigo... dictae vallis
Annaniae, ordinaverunt discretos viros Bonaventuram quondam domini Abriani
civem Tridenti, Franciscum de Molveno nunc habitatorem civitatis Tridenti,
necnon ser Betum quondam domini Anci eius maritum, in solidum, certos missos,
nuncios et procuratores et defensores generaliter ad omnes, et in omnibus
eorum causis, placitis, litibus, et quaestionibus motis, et movendis etc.
occasione hereditatis quondam ser Bartholomaei quondam domini Ambroxii
de Enno. ...". |
ABBRUSCATO
ABRUSCATO |
Entrambi tipici del palermitano, dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Il cognome è originario della provincia di Palermo. E'
molto locale e poco diffuso: è presente soprattutto nel paese di
Ventimiglia di Sicilia (PA) da dove dovrebbero venire anche gli emigranti
negli USA o in Francia. Probabilmente questo cognome deriva dal verbo
siciliano abbruscare cioè abbrustolire,
tostare, forse per indicare una persona col colore della pelle
tendente allo scuro o abbronzato. |
ABBRUZZESE
ABBRUZZESI
ABRUZZESE
ABRUZZESI |
Abbruzzese è molto diffuso in Lazio, Campania, Puglia, Basilicata
e Calabria, Abbruzzesi, estremamente raro, è romano, Abruzzese è
ben presente in Campania, Puglia e Basilicata, con ceppi anche nel cosentino
e nel catanzarese, Abruzzesi è quasi unico, tutti questi cognomi
derivano dall'etnico di Abruzzo e dovrebbero indicare una provenienza delle
famiglie da quella regione. |
ABBRUZZI
ABRUZZI
APRUZZI
APRUZZO |
Abbruzzi, molto raro, ha un piccolo ceppo nel barese a Castellana Grotte
e Conversano, Abruzzi, molto raro, è di Brindisi, come il quasi unico Apruzzo,
dovrebbe trattarsi di forme alterate del più comune Apruzzi,
che è specifico del brindisino, di Ostuni, San Michele Salentino
e Brindisi, e che dovrebbe derivare dal nome della deriva dal nome dell'Aprutium,
un'antica regione dell'attuale Abruzzo, il cui nome sarebbe derivato dall'antico
popolo dei pretuzi che popolava anticamente l'area abruzzese. |
ABBRUZZO
ABRUZZO |
Abbruzzo ha un ceppo a Borgia nel catanzarese ed in Sicilia a Caltabellotta,
Ribera e Sciacca nell'agrigentino ed a Palermo, Abruzzo sembrerebbe siciliano,
con un ceppo nell'agrigentino a Sambuca di Sicilia, Sciacca e Santa Margherita
di Belice, un ceppo a Palermo ed uno a Siracusa, dovrebbero derivare dall'appartenenza
dei capostipiti al popolo dei Bruzii
stanziati anticamente in Calabria, a Cosenza in particolare. |
| ABE
|
Abe è quasi unico, parrebbe del centronord, dovrebbe derivare da
una forma arcaica del termine ape e
si riferirebbe forse al mestiere di apicultore svolto dal capostipite,
sembra improbabile, anche se non impossibile, una derivazione dalla troncatura
di nomi come Abele o Abelardo
portati dal capostipite. |
ABELA
ABELE
ABELI
ABELLA
ABELLI
ABELLO |
Abela sembrerebbe siciliano,con un ceppo a Siracusa e nel siracusano ed
uno a Gela nel nisseno, Abele, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese,
Abeli, altrettanto raro, potrebbe essere del milanese, Abella, estremamente
raro, dovrebbe essere di Cianciana nell'agrigentino, Abelli, molto raro
sembrerebbe del parmense, con ceppi anche nel pavese e nel resto della
Lombardia, Abello è specifico del cuneese, potrebbero derivare da
modificazioni del nome Abele. Tracce
di questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina dove Giovanni Abello
è decano della magnifica communità di Grosio (SO) per l'anno
1678. |
| ABELTINO
|
Abeltino è tipicamente sardo, della Gallura, di Sant`Antonio di
Gallura, Palau, Arzachena, Olbia, Calangianus e Tempio Pausania, dovrebbe
derivare dal termine gallurese abbeltinu
(spianata, radura priva di alberi, in mezzo ad
un bosco), probabilmente ad indicare il luogo di provenienza
dei capostipiti. |
ABETE
ABETI |
Abete è tipico del napoletano, di Sant`Anastasia in particolare,
Napoli, Pollena Trocchia e Somma Vesuviana, Abeti è un cognome toscano
tipico di Prato, potrebbero derivare da toponimi come Abeto (FI) o Abetone
(PT), ma è pure possibile derivino da un soprannome originato dal
termine abete ad indicare l'altezza
o una caratteristica del luogo d'origine. |
| ABIS
|
Tipico sardo del sud in particolare, deriva da un soprannome legato al
vocabolo campidanese abis (api),
probabilmente originato dal mestiere di apicultore.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ABI/S - APIS: Ape/i. Dal latino apis.
Diffuso in Sardegna, in 62 su 377 Comuni, nella forma Abis. Così
e nella variante Apis, lo troviamo anche negli antichi documenti. Tra i
firmatari della pace di Eleonora del 1388 rinveniamo: Abis (de) Joanne,
ville Mogoro; Apis Comita, ville Mahara (Mahara - Barbaraquesa .Arbarei
- l'odierna Villamar. Contrate Marmille). Nel Con daghe di San Nicola di
Trullas, *CSNT -XI° XII° sec. al cap. 80.1, troviamo Ape Rustikellu
e Ape Jannico, fratelli, testimoni di una lite (kertidu: certarun mecu.)
tra il priore del Santuario e gli abitanti di tre villaggi, Mularia, Orticale
e Gitil per il possedimento delle terre di Sanctu Antipatre.Attuale: ABE
è presente in 10 Comuni italiani, molti dei quali lombardi; assente
in Sardegna. ABIS è presente in 109 Comuni, con maggiore diffusione
in Sardegna; seguono Lombardia, Piemonte, Lazio (Roma). Il cognome APIS
è presente solo in 4 Comuni delle Marche. |
| ABLONDI
|
Ablondi è tipico del parmense, di Calestano e Parma, potrebbe derivare
da una forma alterata dialettalmente del nome Abbondio
(vedi ABBONDI), ma la cosa più probabile
è che derivi invece da un'italianizzazione del nome medioevale germanico
Ablund, probabilmente portato
dal capostipite. |
ABRAM
ABRAMI
ABRAMO |
Questi cognomi sono probabilmente
di origine ebraica, Abram è tipico del trentino, mentre Abrami sembra
essere specifico del bresciano, Abramo è siciliano, più propriamente
della zona tra Messina e Catania, derivano tutti dal nome ebraico Abram
presente sia nel mondo latino che nel greco, ad esempio leggiamo in un'ecloga
del V° secolo a. C. :"...Limite iussusAbram
patrio discedere Sarram...". Troviamo tracce di questo cognome già
nel nel 1450 con un Jacobo de Abram da Bologna. |
| ABREGAL
|
Abregal è un cognome rarissimo, si dovrebbe trattare di un matronimico,
storpiatura del nome biblico Abigail
moglie in seconde nozze di David. |
| ABRIOLA
|
Tipico potentino, deriva dal toponimo Abriola (PZ). |
| ABRIONI
|
Tipico sardo del nord è estremamente raro, deriva da un soprannome
originato dal vocabolo sardo sassarese abru
(cinghiale) ed è probabilmente
legato al carattere particolarmente selvatico del capostipite. |
ABRONZINO
ABRONZO
D'ABRONZO |
Abronzino è tipico di Napoli, Abronzo, quasi unico, è sempre
campano, D'Abronzo è specifico del napoletano, di Casandrino e Giugliano
di Campania, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale italiano Abronzo
o dal suo ipocoristico Abronzino, anche
attraverso la forma patronimica in D',
dove questa particella sta per figlio di. |
| ABUTZU
|
Assolutamente rarissimo è tipico del sud della Sardegna, deriva
da un soprannome originato dal vocabolo campidanese abutzi
(rapaci). |
ACANFORA
CANFORA |
Acanfora è tipico di Scafati nel salernitano con ceppi anche nel
napoletano a Boscoreale, Napoli, Castellammare di Stabia e Pompei, Canfora
è specifico del napoletano, soprattutto di Napoli, ma anche di Pozzuoli,
Nola ed Ercolano ed ha anche un ceppo siciliano a Tortorici nel messinese,
l'origine di questi cognomi è oscura, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Napoli in un atto del 1610 dove Giovanni :Battista De Acamphora,
debitore di Corte, viene citato in Giudizio. |
ACARDI
ACCARDI
ACCARDO
ACCHIARDI
ACCHIARDO
ACCIARDI
ACHIARDI |
Hanno origine probabilmente dal tedesco akhard,
aghard termine composto da aki
(ferita da taglio) o agi
(paura) e hart
(forte, duro) con il significato di
duro combattente o guerriero che incute timore. La diffusione è
prevalentemente nell'area del nord ovest, Accardi ha un forte nucleo in
Sicilia ed è presente anche nel Lazio, in Campania e nel cosentino,
Accardo ha un forte ceppo nel napoletano ed uno della Sicilia occidentale,
Acchiardi è specifico della provincia di Cuneo, di Roccabruna e
Dronero in particolare, Acchiardo, decisamente più raro, sembrerebbe
specifico di Dronero, Achiardi č quasi unico, Acciardi ha qualche presenza nel casertano, un ceppo a Nova Siri nel materano
ed uno nel vicino cosentino, ad Oriolo, Nocara, San Marco Argentano, Montegiordano
e Rocca Imperiale.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Accardi è diffuso anche nel Riminese. Viene dall'antico alto
tedesco ECKA = angolo, filo della spada, punta, (ted. Ecke = angolo) +
antico alto tedesco HARTU/HERTI = resistente, forte (ted. hart = duro)
e ha prodotto i nomi germanici ECKEHARD(T) / ECKHARD(T) e in seguito, da
questi, il latino Achardus. Significato:valoroso nell'uso della spada.
Cfr. G.Vezzelli: Cognomi romagnoli di origine barbarico-germanica, Il Sodalizio,
Rimini, 1988, p.17 |
| ACCA
|
Specifico della Sardegna occidentale, è originato da un soprannome
legato probabilmente al mestiere di vaccaro e deriva dal vocabolo sassarese
acca (vacca).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ACCA: Cavallo di piccola stazza, ronzino,
brocco. Dal catalano (h)aca (caball
petit de estatura); spagnolo Haca.
Non è presente nelle carte antiche della Sardegna; evidentemente
si tratta di un cognome che ha origine in seguito alla conquista spagnola
dell'isola. Attualmente lo troviamo in 54 Comuni italiani, di cui 25 in
Sardegna, tra i quali primeggia Bosa con 47; seguono: Cuglieri 40, Santadi
38, Sassari 27, Cagliari 22, etc. |
| ACCAREDDU
|
Assolutamente raro è tipico di Bonarcado (OR), deriva da un soprannome
originato dal vocabolo sardo accareddu
(piccolo vaccaro), probabilmente originato
dalla piccola statura e dal mestiere di vaccaro.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ACCAREDDU: permangono incertezze sul significato e l'etimologia. Potrebbe
derivare da a(c)ca = cavallo
di mezza taglia, dal catalano haca
= caval petit de estatura; oppure da
άčča (àccia),
che in campidanese e in logudorese significa torcia,
candeliere, dal catalano àtxa;
άčča de poburu = lanterna
della povera gente: in tal caso in fonetica si avrebbe aččarèddu
(acciarèddu). Non vi è
riscontro nelle carte antiche. Attualmente troviamo il cognome solo in
due Comuni della Sardegna: Bonarcado 30, Oristano 6. |
| ACCARGIU
|
Accargiu è ormai praticamente scomparso.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ACCARGIU: può derivare da Vaccargiu
= custode di vacche, dal latino vaccarius
o, per accostamento, da un possibile accarius,
custode di ronzini (vedi
Acca). È un cognome rarissimo, diffuso sino a poco tempo
fa in un solo Comune della Sardegna Meridionale, oggi scomparso!!! |
ACCARINI
ACCARINO |
Accarini, assolutamente molto raro, ha un piccolo ceppo a Savona e presenze
nel parmense, Accarino è tipicamente campano, ha un ceppo a Napoli
ed uno nel salernitano, a Cava de' Tirreni, astel San Lorenzo, Salerno
e Capaccio, dovrebbero derivare da una forma aferetica del nome Iaccarino
(vedi IACCARINI). |
ACCETTA
ACCETTI
ACCETTO |
Accetta ha un ceppo a Roma, uno nel napoletano e salernitano, uno nel barese
e tarantino,uno in Sicilia, molto consistente, nel palermitano, nel messinese,
nel vatanese e nel ragusano, Accetti ha qualche presenza nel romano e nell'area
settentrionale italiana, Accetto è specifico del napoletano, dovrebbero
derivare da nomi augurali medioevali come Accetto
ed Accetta, forme che per aferesi hanno
perso il prefisso Ben-, attribuiti
a figli considerati molto benaccetti
in famiglia. |
| ACCETTOLA
|
Accettola ha un ceppo a Sora e Broccostella nel frusinate ed a Roma, dovrebbe
trattarsi di una forma ipocoristica medioevale del nome Accetta
(vedi ACCETTA).
integrazioni fornite da Alessio
Bruno Bedini
Presente una famiglia nobile con tale cognome nella città di Sora (FR), il che
fa pensare ad un origine specifica di tale cognome in tale città.
integrazioni fornite da Alessio
Bruno Bedini |
ACCETTURA
ACCETTURI
ACCETTURO |
Accettura, tipicamente pugliese, è molto diffuso a Bari e nel barese
a Modugno, Adelfia, Triggiano e Sannicandro di Bari, Accetturi è
quasi unico, dovrebbe derivare da errori di trascrizione, Accetturo, molto
molto raro, è tipico del foggiano, di San Marco la Catola in particolare,
dovrebbero tutti derivare dal nome del paese di origine dei capostipiti,
cioè il paese di Accettura nel materano, il cui nome, secondo la
tesi più accreditata, dovrebbe derivare dal termine latino acapiter
(sparviero). |
ACCIAI
ACCIAIO
ACCIAIOLI
ACCIARESI
ACCIARI
ACCIARINI
ACCIARINO
ACCIARO
ACCIARRESI
ACCIARRI |
Acciai è tipico toscano, delle province di Arezzo e Firenze, Acciaio
è assolutamente rarissimo, Acciaioli, molto molto raro, è
toscano del pratese, Acciaresi è specifico di Tuscania nel viterbese,
Acciari ha un nucleo laziale ed un ceppo nel lucchese, Acciarini, molto
molto raro, è specifico della fascia centrale che comprende maceratese,
Piceno, Umbria e lazio, Acciarino ha un ceppo romano ed uno napoletano,
Acciaro, molto raro, ha un ceppo nel sassarese a La Maddalena e Porto Torres,
uno in Molise a Portocannone (CB), ed in provincia di Roma, Acciarresi
è specifico della provincia di Macerata, di Corridonia, Macerata,
Montecassiano e Petriolo, Acciarri è tipico marchigiano, del Piceno,
area che da San Benedetto del Tronto arriva a Massignano, dovrebbero derivare
o da soprannomi originati dal mestiere di mastro ferriere, ma anche in
alcuni casi legati al termine medioevale accia
(scure, lama), italianizzazione del
termine germanico hacke con il medesimo
significato, che ha originato il termine italiano moderno accetta,
un uso di questo termine lo troviamo in una Cronica romana del 1300: "...Volete
che aia tale fierro, tale tagliare, quale hao questa mea cortellessa?»
E ditto questo, aizao la cortellessa sopra lo capo dello re più
de doi piedi. Lo re levao l'uocchi per guardare alla accia
de questo fierro....", o anche nei Fatti
di Cesare sempre del XIV° secolo: "...Quando
Bruto lo vidde uccidere, fu molto turbato; cambiò luogo et arme,
e venne là dove li colpi si ferivano, e fecesi tenere lo scudo davanti,
e prese una accia
a due mani, e ferì et abattè de' Marsiliesi oltre XV in uno
assalto, per ciò che le navi erano a costa a costa...", tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo a Firenze nel 1200 con Niccolò Acciaioli, giudice e
Priore di Libertà, il cui casato vantava il titolo di Duchi di Atene
e Conti di Melfi, più avanti con il letterato quattrocentesco toscano
Donatus Acciaiolus traduttore delle Vitae
parallelae di Plutarco ed autore di una Vita
Caroli Magni.
integrazioni fornite da Franco
Pettinato
A mio parere la parola accia (lat.
acia) v. Devoto e Oli, e Vocabolario
dell'accademia della Crusca ha un diverso significato e cioè :
lino, stoppa, o canapa filata ridotta in matasse. Si tratta
quindi di mestiere connesso all'attività di filatura e tessitura. |
| ACCIARITO
|
Acciarito ha un ceppo laziale ad Artena nel romano ed uno siciliano nel
catanese, a Catania e Vizzini, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul mestiere dei capostipiti, forse dei fabbricanti d'asce o azze. |
| ACCILI
|
Accili è tipico de L'Aquila e provincia, dovrebbe derivare dal nome
della Gens patrizia romana Acilia
e dalle sue varie diramazioni plebee, o dal nomen gentilizio latino Acilius,
improbabile una connessione con il piccolo paese longobardo di Acciano
(Hacciànë) nell'aquilano,
il cui nome è invece derivato dalla Gens
Atia o Attia. |
ACCINI
ACCINNI
ACCINNO
ACCINO
ACINNO |
Accini ha un ceppo a Calvisano nel bresciano e ad Asola nel mantovano,
ed uno piccolissimo a Monterosso al Mare nello spezzino, Accinni, molto
raro, ha piccoli ceppi a Roma e Patrica nel frusinate, a Napoli ed a Foggia,
Accinno, molto molto raro, è specifico di Roma, Accino è
quasi unico, forse piemontese, Acinno è praticamente unico, dovrebbero
tutti derivare da varie italianizzazioni del nomen latino Acinius,
ricordiamo con questo nome il Console Romano del 160 a.C. Lucius Acinius
Gallus, riportato da alcuni come Lucius Accinus, possono anche derivare
direttamente dalla Gens Acinia. |
ACCIO
ACCIU |
Accio, assolutamente rarissimo, è presente ormai solo in Piemonte,
Acciu, quasi unico, è presente in Piemonte ed in Sardegna, dovrebbero
derivare da forme aferetiche di ipocoristici di nomi come Michelaccio o
simili.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ACCIU; ACCIO: improbabile che derivi da Accius
latino, gentilizio romano. Più verosimilmente da acc(i)u,
che in logudorese significa abile, accorto,
in campidanese adatto, idoneo, dal
toscano rustico accio = presto,
sollecito, o da avaccio,
probabilmente dal latino vivacius.
Cognome raro, attualmente è presente, nella variante Acciu in 4
comuni, di cui 2 in Sardegna: Barisardo con 8, Cagliari; 1 in Piemonte,
a Vercelli con 2; 1 in Lombardia, a Robbio (PV) con 2. Nella variante Accio,
in 12 comuni, con maggiore diffusione in Piemonte, Lombardia, Veneto Lazio,
etc.: assente in Sardegna |
| ACCOCCI
|
Accocci, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del sud della Sardegna, potrebbe
derivare da un soprannome derivato dal vocabolo sardo accocciaresì
(indugiare, tardare, poltrire, aver timore). |
| ACCOGLI
|
Accogli è tipico del leccese, soprattutto di Andrano e di Tricase,
ma ben presente anche a Scorrano, e nel tarentino a Diso e Fragagnano,
dovrebbe derivare dalla forma aferetica del nome medioevale Bonaccogli,
attribuito a figli molto desiderati, nome probabilmente portato dai capostipiti. |
ACCOLLA
ACCOLLI |
Accolla è tipicamente siciliano, con un ceppo a Messina ed uno più
consistente nel siracusano a Siracusa, Avola ed Augusta, Accolli, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
che dovrebbe essere di origini arabe, e che potrebbe derivare dall'espressione
araba al kolah (la
bolla di vetro, l'ampolla), ma Kolah
è anche nome persiano il cui uso è diffuso anche in Medio
Oriente, ed è più probabile che questo sia stato il nome
del capostipite. |
| ACCOLTI
|
Accolti è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare da una forma genitiva, patronimica, aferetica del nome medioevale Benaccolto (vedi BENACCOLTO), attribuito a figli molto
desiderati, e probabilmente portato dal padre del capostipite. |
ACCONCI
ACCONCIA
ACCONCIO
ACCUNZI |
Acconci è tipicamente toscano di Vicopisano (PI), Pisa e Livorno,
Acconcia ha un ceppo a Castelvecchio Subequo (AQ), a Roma, ma il nucleo
principale è campano a Marcianise e Capodrise
nel casertano ed a Mercato San Severino (SA), Acconcio, assolutamente rarissimo,
è campano, Accunzi è unico, tutti questi cognomi derivano
dal nome medioevale Accuntius o Acconcius. |
| ACCONCIAGIOCO
|
Accongiagioco, molto molto raro, tipicamente campano, del napoletano soprattutto
e del salernitano, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito ad un
capostipite cui si attribuiva l'abitudine forse di barare, o più
probabilmente il compito di organizzare e guidare le competizioni in tenzoni
cavalleresche. |
ACCORDI
ACCORDINI
ACCORDINO
ACCORDO |
Accordi, tipico del veronese, di Gazzo Veronese, Verona e Nogara, ha un
ceppo anche a Cortona nell'aretino, Accordini è tipico anch'esso
del veronese, è molto diffuso a Pescantina, San Pietro in Cariano,
Verona e Sant'Ambrogio di Valpollicella, con buone presenze anche a Negrar
ed a Marano di Valpollicella, Accordino ha un ceppo romano ed uno nel messinese,
a Patti, Gioiosa Marea e Messina, Accordo è quasi unico, sembrerebbe
meridionale, dovrebbero derivare, anche attraverso ipocoristici, da forme
aferetiche del nome medioevale Bonaccordo
(vedi BONACCORDI). |
ACCORINTI
ACORINTI |
Accorinti sembrerebbe originario della Calabria, del valentiano, di Ricadi
e Briatico, ma presenta un ceppo significativo anche a Roma, Acorinti,
che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, potrebbe derivare da un soprannome originato da un'alterazione
dialettale del termine greco άκοιτις akoitis
(sposa) con l'aggiunta di una erre
ed una enne epentetica.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Accorinti è un cognome calabrese e siciliano, ricalca il cognome
greco Akorinthios. |
| ACCORNERO
|
Accornero è tipicamente piemontese, con un ceppo nell'astigiano
a Viarigi, Asti, Refrancore e Montemagno, un ceppo anche a Torino
ed Alessandria e Genova, si dovrebbe trattare di una forma alterata del
cognome Cornero (vedi
CORNARA), con l'aggiunta di una Ac-
prostetica eufonica. |
ACCORSI
ACCORSINI
ACCORSO
ACCURSI
ACCURSIO
ACCURSO
OCCORSI
OCCORSIO
OCCORSO |
Accorsi è tipicamente emiliano, Accorsini è tipico della
zona di Camporgiano (LU), Accorso, assolutamente rarissimo è probabilmente
del sud e dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione di Accurso che
ha ceppi in Sicilia, ad Alcamo (TP) e Palermo in particolare, Calabria
a Villa San Giovanni (RC) e Verbicaro (CS), Napoli e Roma, Accursio, assolutamente
rarissimo, parrebbe siciliano, Accursi, altrettanto raro, ha ceppi nel
bolognese e nel sud, Occorsi è unico, Occorsio, estremamente raro,
ha un ceppo a Roma ed uno a Napoli, Occorso, molto molto raro, ha un piccolo
ceppo nel comasco ed uno, più consistente, nel palermitano, a Castelbuono,
Palermo e Petralia Sottana, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
modificazioni dialettali, dall'antico nome medioevale Accursus,
di cui abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1320: "...Frater
Octo, frater Beraldus, frater Petrus, frater Accursus,
frater Adiutus: Hij 5 fratres martyrizati sunt tempore Innocencii et beati
Francisci, quorum meminerunt historia et legenda, confessoris apud Marochium
17 Kal Feb., quorum venerandas reliquias dominus Petrus, infans Regis Portugalie,
hospes predictorum fratrum a Marochia secum differens . . . celebrem passionis
ordinem plenius deuulgauit. ..", un nome discretamente diffuso in
epoca medioevale, nome con un significato propiziatorio che veniva dato
al figlio tanto atteso o al figlio giunto dopo la morte di una persona
cara, in molti casi può pure derivare dall'aferesi di nomi come
Bonaccorso
(vedi BONACCORSI). Un principio di queste
cognominizzazioni patronimiche le troviamo già nel 1221 a Spoleto:
"In nomine dñi amen, Anno Millesimo ducentesimo
vigesimo primo, tempore Honorij pp. tertii et dñi Frederici Imperatoris
Secundi, et die XI intrante julio, indictione nona, hoc quidem tempore
Ego Berardus judex sindicus, constitutus a dño Jacobo Petri Corvi
potestati Cerreti et a domino Letone Camerario comunis Cerreti, et plebano
plebis alve et doño Berardo de Rocca et a Mercede tertii et ab Ansuvino
Ardengi et doño Letone Rogerii, et Rainaldo de Muniano, et Saccente
Belluvardi et Jonte Gilette, et a Nicolao Munaldi, et a doño Johanne
de Sellano et Ruberto Accursii
consciliariis ejusdem castri, et ab universo populo cerretano in eorum
contione....". |
ACCORTI
ACCORTO |
Accorti, molto raro, sembrerebbe del nord Italia, probabilmente del pavese,
Accorto, ancora molto più raro, parrebbe del centro Italia, forse
del perugino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Acortus
di cui abbiamo un esempio nella Cronica
di Salimbene de Adam: "..Item, his diebus et millesimo
supraposito, scilicet anno Domini MCCLXXXVII, .. ..Et quattuor fuerunt
qui interfecerunt eum, scilicet Raimundellus, Iacobellus, Acortus
et Ferarellus..". |
| ACCOSSU
|
Accossu, assolutamente rarissimo, è tipico di Pabillonis nel Medio
Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ACCOSSU: dal latino cossus = tarlo;
o da cossu de agu (cat. cos)
= cruna dell'ago (su
cù de s'agu in campidanese); su
cossu è anche il corpetto.
Su cossiu o cossu è anche un
grosso recipiente di terracotta simile a un tino per bucato,
detto anche sa scivèdda, dal
catalano cossi (vas
gran de terra cuita). Cos in latino è la pietra dura
per affilare, sa codi, da cui deriva anche codina o cotina = roccia,
pietra. Abbiamo un ultimo suggerimento, che riteniamo il più valido:
Accossu può derivare da una parola composta: acconcia-cossu (acconciai
= aggiustare; cossu = tino di terracotta, scivèdda). Il fatto che
Pabillonis (centro abitato del Medio Campidano) conti da solo (27) più
della metà di tutti i Cossu d'Italia; e, considerato che Pabillonis
è conosciuto in tutta la Sardegna come il paese delle botteghe specialiste
della terracotta(il paese delle pentole = sa 'idda de is pinjàdas),
è quasi certo che il cognome Accossu sia nato in quel borgo, anche
perché sappiamo con certezza che i primi acconciacossu (calderai)
provenivano da quel centro abitato. Attualmente è presente in 8
Comuni sardi: Pabillonis (27), Ussana 3, Selargius 3, Villacidro 3, Gonnosfanadiga
3, Monserrato 3, Oristano 3, Guspini 3; ed infine Rapallo(GE) con 2: questi
ultimi 2 provengono da Gonnosfanadiga. |
ACCOTI
ACCOTO
ACCOTTO
ACOTTO |
Accoti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area cosentina e pugliese,
Accoto è invece specifico del Salento, del leccese, di Andrano,
Minervino di Lecce, Giurdignano, San Cassiano e Lecce, Accotto, molto molto
raro, è piemontese, del torinese, di Vestignè, Montalto Dora,
Strambino ed Ivrea, Acotto, più diffuso, è specifico di Vische
nel torinese, dovrebbero essere di origine burgunda ed essere arrivati
nell'Italia meridionale al seguito degli angioini, dovrebbero derivare
dal termine francese arcaico hachotte
(piccola ascia), che ha dato origine
anche al cognome burgundo Achotte,
che potrebbe anche essere stato poi italianizzato nelle forme di cui sopra,
una ipotesi possibile è che possano riferirsi a capostipiti che
producessero asce di mestiere o che, nel loro mestiere, le usassero. |
ACCUMOLI
ACCUMOLO |
Accumoli, quasi unico, ed Accumolo, che sembrerebbe proprio essere unico,
dovrebbero derivare da soprannomi dialettali meridionali basati probabilmente sulla
ricchezza del capostipite, forse proprietario di un accumole
(mucchio, catasta) di roba. |
ACERBI
ACERBIS
ACERBO
ACERBONI |
Acerbi è molto diffuso in Lombardia, nell'alessandrino ed in Liguria,
nel piacentino, parmigiano e reggiano, nel veronese e nel vicentino, Acerbis
è specifico del bergamasco e del vicino milanese e bresciano, Acerboni
sembra specifico del lecchese zona di Casargo e Vendrogno, Acerbo ha un
ceppo tra alessandrino e genovese, uno nel pescarese ed uno nella costa
campana. L'origine di questi cognomi è chiaramente da soprannomi
originati dal vocabolo acerbo che ha due possibili significati originari:
acre, duro, spietato oppure immaturo, prematuro, nato prima del tempo. |
ACERENZA
LACERENZA |
Acerenza è specifico del potentino, di Pignola in particolare, Lacerenza,
molto più diffuso, ha un ceppo ad Avigliano e Potenza nel potentino
ed in Puglia a Barletta nel barese, ad Orta Nova, Trinitapoli e Foggia
nel foggiano ed a Laterza e Taranto nel tarentino, questi cognomi dovrebbero
stare ad indicare che i capostipiti fossero provenuti dalla città
potentina di Acerenza. |
| ACERRA
|
Specifico del napoletano e basso avellinese zona di Lauro (AV), deriva
dal toponimo omonimo. |
| ACERRANO
|
Tipico di Acerra (NA), deriva dall'etnico dello stesso paese, inteso come
originario di Acerra. |
ACETI
ACETO |
Aceti ha un ceppo tra bergamasco e milanese ed uno nel frusinate, Aceto
ha un ceppo nell'alessandrino e genovese, un ceppo tra Lazio, Abruzzo,
Molise e Campania ed uno nel cosentino e crotonese, dovrebbero derivare
dal soprannome e quindi nome medioevale Acetus
di cui abbiamo tracce fin dal 1200, a sua volta derivato dal nome latino
Ancetus, ricordiamo con questo nome
il ventesimo Papa dal 155 al 166: "...Polycarpus,
discipulus Apostolorum et episcopus Smyrnensis, hospes Ignatii Antiocheni,
Romam profectus est ad quaestionem de festo Paschatis cum Anceto
papa tractandam. ..". |
| ACHENZA
|
Achenza è specifico del nord della Sardegna, di Sassari, Ozieri
e Santa Maria Coghinas nel sassarese, e di Tempio Pausania, Oschiri,Berchidda
ed Olbia in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ACHENZA: permangono incertezze sul significato e l'etimologia della
parola. È un cognome oggi presente in 57 Comuni italiani, di cui
33 in Sardegna: Sassari 77, Tempio 38, Oschiri 28, Berchidda 21, Olbia
18, etc. Unici elementi di confronto rimangono due riferimenti, di cui
il primo è del canonico Giovanni Spano, nel vocabolario sardo -
Geografico, Patronimico ed Etimologico -, che recita: Achensa,
villaggio distrutto nella diocesi di Cagliari, così detta dalla
radice (fenicia) chanas = unione
di uomini, aggregamento di case; il secondo lo troviamo nell'opera
"In Sardiniae Chorographiam" di Giovanni Francesco Fara (pag. 210 - 20):
Intus deinde sequitur partis Hipis (Parte Gippi), tota fere plana (quasi
del tutto pianeggiante).ubi est castrum et oppidum Sorres (Villasor), comitatus
titulo a Carolo V anno 1537, decoratum oppidaque alia Decimoputzi, Serramagnae
et Villaexirdi (ricca di cedri, aranci etc. segue l'elenco di altri villaggi.)
Fanaris superioris, Fanaris inferioris (vedi Cognome
Fanàri), Leni, Hispidi, Aquensae,... Saboddus, .Sogus. (vedi
cognome De Sogus). Crediamo che il cognome Achenza derivi dall'antico
centro abitato di Aquensa, detto anche
Acquesa, sito in agro di Villasor;
in periodo medioevale appartenente alla Curadorìa o Parte di Gippi,
del regno giudicale di Cagliari. Fece parte poi del regno giudicale di
Arborea, quindi del Comune di Pisa; dal 1324 fu una villa (bidda) del Regno
catalano aragonese di Sardegna. In seguito andò spopolandosi, sino
all'abbandono totale avvenuto verosimilmente dal 1414 al 1427.
In Aquensa o Acquesa è chiara la radice "acqua": il paese era infatti
in una zona ricca di acque lungo la riva del fiume Mannu (In Sardiniae
Chorographiam - sopra citata): flumen aliud oritur in agro Sarcidano.ad
dexteram reliquit Samassim, ad sinistram regionem Partis Hipis per pontem
Villae Sorris.Etc. etc. Quel che non si riesce a capire è perché
attualmente gli Achenza abbiano i ceppi più importanti a Sassari
e Tempio, ben lungi da Villasor! |
ACHILLE
ACHILLI |
Achille ha un ceppo nel pavese, uno tra aquilano e romano, ed uno nel barese,
Achilli ha un ceppo tra milanese, pavese e piacentino, uno a Rimini, uno
tra maceratese e Piceno ed uno tra viterbese e romano, entrambi questi
cognomi derivano dal nome Achille, probabilmente portato dal capostipite. |
| ACOCELLA
|
Molto raro è specifico dell'Irpinia.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome prevalentemente dell'avellinese, dovrebbe derivare dal vocabolo
dialettale acucedda, che indicava un
grosso ago usato per cucire i sacchi.
Si tratterebbe, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere,
quello del fabbricante di sacchi. |
ACONE
ACONI |
Acone, molto raro è tipico del napoletano, avellinese ed alto salernitano,
Aconi, praticamente unico è probabilmente dovuto ad un errore di
trascrizione, potrebbe derivare dal cognomen latino Acone derivato da un
toponimo Portus Acone in Bitinia: "...Acone
portus est Bithyniae qui proventu malorum
graminum usque adeo celebris est ut noxias herbas aconita illinc nominemus...",
in una antica lapide romana si legge: "Q(uinti)
Aconi Veri pri(ncipis)
leg(ionis) XV
Apo(llinaris)". |
ACONITI
ACONITO |
Entrambi parrebbero del centro Italia, Aconiti è quasi unico, Aconito
è solo leggermente meno raro e sembrerebbe avere un piccolissimo
ceppo a L'Aquila, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Aconitus,
si ricorda con questo nome uno dei Vescovi della Chiesa che sottoscrissero
ai sinodi del papa Simmaco nel l'anno 499, il nome deriva da quello della
pianta di aconito (aconitum napellus), un'erba perenne, con forti doti
curative ma velenosissima, una delle piante più tossiche che fioriscano
in Italia, è però anche possibile che il nome derivi da una
forma ipocoristica bizantina del nome latino di origine anatolica Acone
(vedi ACONE). |
| ACQUA
|
Acqua ha piccolissime presenze sparse in Lombardia, Veneto, Emilia e Marche,
con presenza prevalente nel romano a Sant'Oreste e Roma, nel napoletano
ed a Palermo. L'origine è legata a due possibili radici, che si
identificano in toponimi (contenenti il vocabolo acqua, acque), o nel mestiere
del distributore o venditore d'acqua (acquaiolo, acquarolo). |
| ACQUAFREDDA
|
Specifico di Bitonto (BA), dovrebbe derivare da nomi di località
come Acquafredda di Maratea (PZ) o come molte altre. |
ACQUARONE
ACQUARONI
AQUARONE
QUARONE
QUARONI |
Acquarone è decisamente ligure, di Imperia, Savona e Genova, Acquaroni,
molto molto raro, sembrerebbe del mantovano, Aquarone è praticamente
unico, Quarone, abbastanza raro, ha un ceppo ad Albenga nel savonese e
presenze nel torinese e nel pavese, Quaroni è tipicamente lombardo,
del pavese e del milanese, di MIlano e di Pavia, Stradella, Montù
Beccaria e Travacò Siccomario nel pavese, potrebbero derivare, direttamente
o attraverso una forma aferetica, dall'accrescitivo del nome medioevale
germanico Achari, a sua volta derivato dai termini ac
(filo, lama della spada) ed hari
(esercito), ma più probabilmente
derivano dal nome ebraico Acharon con
il significato di Ultimo. |
| ACQUATI
|
Acquati è specifico dell'area lombarda che comprende il milanese
ed il lecchese, Milano, Inzago, Brugherio, Monza, Cinisello Balsamo, Cormano,
Vimercate, Lesmo e Novate Milanese nel milanese e Verderio Superiore ed
Inferiore nel lecchese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Acquate,
ora una frazione di Lecco. |
| ACQUAVIVA
|
Tipicamente pugliese ha ceppi anche a Roma, nel napoletano ed in Sicilia,
dovrebbe derivare da uno dei tanti toponimi con questa radice come Acquaviva
Collecroce nel campobassano, Acquaviva delle Fonti nel barese, Acquaviva Platani nel nisseno e molti
altri. |
ACQUINO
D'ACQUINO |
Sia Acquino che D'Acquino, assolutamente rarissimi, parrebbero meridionali,
potrebbe trattarsi in qualche caso di un errore di trascrizione del cognome
Aquino, ma è più probabile che stiano invece ad indicare
una provenienza dal paese di Acquino nel frusinate. |
| ACQUISTAPACE
|
Tipico valtellinese dovrebbe derivare dal nome augurale rinascimentale
Acquistapace, tracce nel sondriese si trovano almeno dal 1700, in un atto
del 1771 a Prata (SO) troviamo come Curatore un certo canonico, coadiutore
Eustachio Acquistapace. |
ACQUISTI
ACQUISTO |
Acquisti è tipico dell'aretino, Acquisto è specifico dell'agrigentino
e del palermitano, derivano entrambi dal nome gratulatorio medioevale Acquisto
dato normalmente a bambini particolarmente desiderati, è pure possibile
una derivazione dall'aferesi del nome Bonacquisto, in altri casi potrebbero
derivare da toponimi come Acquisti (GR). |
| ACRI
|
Specifico del cosentino della zona di Rossano, Acri e Cosenza, deriva dal
toponimo Acri (CS). |
| ACTIS
|
Cognome tipico di Torino, dovrebbe derivare dalla consuetudine medioevale
di confermare ufficialmente la nascita di figli illegittimi con una professio
in actis: "...Mulier gravida repudiata,
filium enixa, absente marito ut spurium in
actis professa est...". |
| ACUCELLA
|
Acucella sembrerebbe del potentino, di Rapolla e Melfi, con un piccolissimo
ceppo a Mergozzo nel verbanese, potrebbe derivare dal termine medioevale
acucella (piccoli
aghi), forse a sottolineare che il capostipite ne facesse uso
a causa del suo mestiere di sarto. |
ACUTI
ACUTO |
Acuti, abbastanza raro, ha un ceppo a Travo nel piacentino, uno a Bondeno
(FE) ed uno a Fabriano nell'anconetano, Acuto, tipicamente piemontese,
dell'astigiano e dell'alessandrino ha ceppi a Grana (AT) e, nel Monferrato,
a Valenza, Mirabello Monferrato e Casale Monferrato, dovrebbero derivare
dal cognomen latino Acutus di cui abbiamo
un esempio in quest'antica lapide latina: "Deae Hariasae
/ Ti. Ulpius Acutus du[p(licarius)]
al(ae) / Sulp(icianae)
sing(ularis)
co(n)s(ularis)
/ cives Traianenses
/ v.s.l.m. Crispino et Aeliano cos.". |
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