| AGABBIO
|
Agabbio assolutamente rarissimo, tipicamente sardo, è tipico della
parte sudoccidentale dell'isola, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Agabius, o Agapius,
una latinizzazione del nome greco Agapetos,
ricordiamo Sant'Agabio, il secondo vescovo di Novara morto martire nel
438. |
| AGABIO
|
Agabio è tipico di Ghemme nel novarese, dovrebbe derivare dal nome
di Sant'Agabio, un'antichissima frazione di Novara, che prende il nome
da Sant'Agabio, il secondo vescovo di Novara. |
AGAGLIATE
AGAGLIATI
|
Agagliate è tipico di Torino, Castelnuovo Don Bosco e Moncalieri, Agagliati, decisamente più raro, ha un piccolo ceppo tra Chieri e Torino ed uno a
Buttigliera d'Asti, dovrebbero derivare dal nome di una località, Agagliate, del comune di Capriglio nell'astigiano. |
| AGANI
|
Cognome assolutamente rarissimo, deriva dal nomen latino Aganus, menzionato
ad esempio su di una lapide funeraria, dove è possibile leggere:
"Primigenius v(ixit)
a(nnos) V / Priscus vix(it)
a(nnos)
X / Aganus v(ixit)
a(nnos) XIII
/ Plautia Symperusa / Primus et Ingenua"; ricordiamo Aganus Signore
di Toscana dal 835 al 845. |
AGAPITI
AGAPITO
|
Agapiti è quasi unico, Agapito, assolutamente rarissimo, sembra
avere un ceppo nel cosentino ed uno a Trieste, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Agapitus a sua volta
derivato dal nome greco Agapetòs
(Amabile, gentile), ricordiamo con
questo nome Agapito I°, Papa dal 535 al 536 venerato come santo. |
AGARI
AGARINI
AGARINIS
AGARIO
|
Agari è quasi unico, Agario è quasi scomparso, Agarini, molto
raro, parrebbe del livornese, Agarinis, sempre molto raro, è friulano
dell'alto udinese, in alcuni casi potrebbero derivare dal toponimo walser
di Agaro (I walser sono popolazioni di origine germanica che attorno al
900/1000 si sono insediate in territorio alpino), ma normalmente dovrebbero
derivare dal nome medioevale di origine ebraica Agar
(vedi D'Agaro), il ceppo friulano potrebbe
anche derivare dal termine friulano agar
(canalone) forse ad indicare alcune
caratteristiche del luogo d'abitazione del capostipite. |
AGASSI
AGASSINI
AGASSO
AGAZZI
AGAZZINI
AGAZZINO
AGAZZONE
AGAZZONI
|
Agassi è quasi unico, Agassini è altrettanto raro, Agasso,
oltremodo raro, sembrerebbe piemontese, dovrebbe trattarsi di deformazioni
dialettali dei cognomi come Agazzi e derivati, Agazzi è tipicamente
lombardo, del bergamasco in particolare, Agazzini, Agazzone e Agazzoni,
molto molto rari, sembrerebbero della zona tra alta Lombardia e Piemonte,
Agazzino è quasi unico, dovrebbero derivare dal cognomen tardo latino
Agathius, di cui qui abbiamo un esempio in
questa antica lapide latina:
"...[Aia]ci
L(uci) l(iberti)
Agato
/ portitor(is)
soc(ii) s(ervus)
/ [3] columnasque
mag(nas) fi(ctiles)
/ [3 de s]uo
Menervai d(onum)
d(at) / l(ibens)
m(erito)...":ricordiamo
Sant'Agatio, un centurione della Cappadocia martirizzato a Costantinopoli
nel 306: "...Constantinopoli sancti Agathii
Centurionis, qui, in persecutione Diocletidni et Maximiani, a Firmo Tribuno
delatus quod Christianus esset...". Tracce degli Agazzi nel
bergamasco si trovano fin dal 1400, mentre gli Agazzini sempre nel 1400
sono menzionati tra i notabili di Cassano Magnago (VA).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo Francipane 260, Agazzi viene dal personale Agàzio,
dal greco-latino agasia =
illustre; per D. Olivieri 234 da un agaccio
(da lat. acus = ago)
o dal friulano agàzz = guazzo,
o dal veneto agazzo = acquazzone. |
AGATE
AGATELLI
AGATELLO
AGATI
AGATIELLO |
Agate è specifico di Marsala nel trapanese, Agatelli, quasi
unico, sembrerebbe piemontese, ma dovrebbe trattarsi di una forma alterata
del cognome Agatello che è specifico di Catania, Agati ha un nucleo
importante nel catanese ed uno nel fiorentino, Agatiello è tipicamente
lucano, di Acerenza, Potenza ed Oppido Lucano nel potentino e di Montescaglioso
e Matera nel materano, dovrebbero tutti derivare, direttamete o attraverso
forme ipocoristiche, anche dialettali, dal cognomen latino Agathius, ma è pure possibile
siano originati da soprannomi di origine greca dal termine agathos
(buono). (vedi
Agazzi) |
| AGATENSI
|
Agatensi è specifico di Forlì e Ravenna, potrebbe derivare
dall'etnico del toponimo di Sant'Agata Feltria nel pesarese, ma è
pure possibile una connessione con l'etnico di Sant'Agata Ferrarese, ora
chiamata Sant'Agata sul Santerno, nel ravennate, paese molto antico, che
risale ad epoca romana. |
| AGATTAU
|
Agattau, assolutamente rarissimo è tipicamente sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
AGATTAU: cognome rarissimo, che significa trovatello,
dal latino adcaptare = trovare.
A Gonnosfanadiga quando io ero ancora bambino (attualmente - anno 2008
- ho 63 anni), gli anziani raccontavano di un bimbo appena nato, rinvenuto
nell'antica strada nazionale, Cagliari - Arbus, allora percorsa dalle diligenze,
intorno alla metà del XIX° secolo, sul ciglio della strada,
nel tratto Villacidro Gonnosfanadiga, avvolto in cenci, e che lo avesse
raccolto e allevato un donna di Gonnosfanadiga, nel cui municipio fu iscritto,
col nome appunto di Agattau =
trovato. Dicono che ebbe due figli, uno dei quali si trasferì
a Villacidro, l'altro è rimasto per tutta la sua lunga vita a Gonnos,
Massimino, che ha poi avuto due figli, di cui uno è emigrato in
Toscana per motivi di lavoro, m è di recente rientrato in Sardegna,
a Pabillonis, dove si trova la sorella, sposata con il sig. Mario Agattau!
Si dice ancora a Gonnos: "Si funt agattaus s'unu
cun s'ateru"! ( si sono "ritrovati"
insieme). Pare che il sig. Mario Agattau di Pabillonis, conosciuto
in tutto il Medio Campidano come produttore di ottimi meloni, provenga
invece da un altro ceppo, che ha origini nell'oristanese, a Cabras, dove
tuttora risiede un nucleo familiare con tale cognome. Il terzo nucleo
familiare "Agattau" risiede a Villacidro e trae origine dal "trovatello"
di Gonnos. |
| AGELAO
|
Agelao, estremamente raro, sembrerebbe meridionale, dovrebbe derivare da
un soprannome grecanico basato sul termine agelàios
(selvatico) che diede anche origine
al nome Agelàios, meno probabile
una derivazione per rotacismo da un soprannome basato sul termine greco
antico ageraos (che
non invecchia, sempre giovane). |
| AGESILAO
|
Agesilao, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare dal nome
greco antico Agesìlaos, nome
portato ad esempio da alcuni Re di Sparta. |
AGGI
AGGIO |
Aggi è assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'Italia del
nord, Aggio, molto meno raro, sembra avere un ceppo. tra padovano e rovigoto,
uno nel centronord della Lombardia ed uno in Piemonte dal novarese al torinese,
può derivare dall'aferesi di toponimi come Baraggia (NO) - (VC)
- (VA) o simili, ma è più probabile derivino dal nome medioevale
germanico Aggiuo, di cui si ha un esempio nel Gesta
Danorum di Saxo Grammaticus del XII° secolo: "...His
accedunt Skalc Scanicus et Alf Aggi
filius, quibus iunguntur Olvir latus et Gnepia vetulus. His adnumeratur
Gardh, Stang oppidi cultor. ...". |
| AGGRAVI
|
Aggravi è specifico del senese, di Sarteano, Chianciano Terme, Cetona
e Radicofani, l'origine di questo cognome potrebbe derivare dal fatto di
essere stato il capostipite un funzionario amministrativo addetto alla
gestione delle tasse o aggravi, l'uso
di questo termine lo riscontriamo negli statuti pisani del 1327: "..Questo
adjuncto, che se ad alcuno guelco fusse comandato per parte del Capitano
o del Judice, che 'l dicto guelco diesse et pagasse alcuna quantità
di denari ad alcuno creditore di quelli che l'avesse venduta la vena: che
se lo dicto guelco si sentisse agravato
del decto comandamento, debbia avere mostrato lo suo agravamento
et ogni ragioni prove suoi infra dì octo dal die del decto comandamento
computando; et se così non mostrasse, non sia inteso a ragione di
quello che di po' lo dicto termine vollesse mostrare, et debbia pagare
incontinente quello che comandato li fusse, sì veramente che non
passi la valuta de la vena..."; tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo almeno dal 1600 a Cetona, nella prima metà del 1700
troviamo il Dottor Giuseppe Antonio Aggravi come Giudice di San Quirico
del marchesato dei Chigi, inoltre troviamo un Leone Aggravi che esercita
la professione di notaio a Sarteano dal 1751 al 1786. |
| AGGRAVIO
|
Aggravio sembrerebbe specifico di Napoli, potrebbe trattarsi di uno dei
tanti cognomi di fantasia attribuiti in epoca borbonica a dei trovatelli,
considerati un peso per la comunità, da parte di funzionari, che
interpretavano la loro mansione con lo spirito, spesso fuoriluogo, che
si può riscontrare in molti altri cognomi di questo tipo. |
| AGHEMIO
|
Aghemio, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, dovrebbe derivare
dal cognome francone Agerheim (pronuncia
Aghereim), la cui origine etimologica dovrebbe essere da un antico toponimo
composto da Ager, nome germanico medioevale
composto dai termini adal (nobile)
e gari (lancia),
con il significato di la nobile lancia,
aggiunto ad heim (patria,
casa). |
| AGHILAR
|
Aghilar è tipico di Orta Nova nel foggiano, dovrebbe derivare dal
toponimo andaluso (Spagna) Aguilar de la Frontera, i D'Aghilar in Spagna
erano Marchesi della corona aragonese il Guicciardini nella sua Storia
d'Italia tra l'altro cita nella seconda metà del 1400: "...Consalvo
Ernandes di casa d'Aghilar,
di patria cordovese...". |
| AGIRMO
|
Praticamente unico, dovrebbe derivare dal vocabolo greco agyrmos (simposio
o assemblea) così era chiamato il primo giorno dei Misteri Eleusini
ad Atene, una specie di purificazione che si svolgeva in primavera.
integrazioni fornite da Roberto
Agirmo
il cognome deriva dallo spagnolo arcaico e significa: il primo giorno
della bella stagione, giornata che era festeggiata con un rituale specifico. |
AGLI
AGLIERI
AGLIETTI
AGLIO |
Agli è rarissimo, potrebbe
essere piemontese, Aglieri, molto raro è proprio del sudmilanese
e lodigiano, Aglietti parrebbe della zona tra Firenze e Pistoia, con possibili
ramificazioni in Umbria e un ceppo secondario nel novarese, Aglio sembrerebbe
avere oltre ad un nucleo lombardo, un ceppo in Sicilia, dovrebbero derivare
dal nomen latino Allius o Alleius, a volte tramite dei toponimi come Agliè
(TO), Aglietti (VC), Agliana (PT) o Agliate (MI). (vedi anche AGLIALORO) |
| AGLIALORO
|
Aglialoro, molto raro, sembrerebbe specifico del palermitano, di Palermo
e di Caccamo, potrebbe derivare dal nome franco di origini germaniche Ailloud
derivato a sua volta dal nome Agilwald,
formato da agil (lama)
e waldan (governo),
con il significato di bravo spadaccino,
o anche dal nome franco Aillard derivato
a sua volta dal nome Agilhard,
formato da agil (lama)
e hard (duro),
con il significato simile al precedente di buona
lama. , ma potrebbe pure derivare, ed è più probabile,
dal nome di origini normanne Allyre,
latinizzato in Allyrius, che potrebbe
facilmente essere stato deformato dalla parlata siciliana in Aglialoro,
ricordiamo Sant'Allyrius Vescovo nel IV° secolo di Clermont ,capoluogo
dell'Alvernia in Francia. |
| AGLIARDI
|
Agliardi è tipico del bergamasco, di Morengo, Costa Volpino e Romano
Di Lombardia, del bresciano di Montichiari e Brescia e di Milano, dovrebbe
derivare da una forma dialettale del nome Aleardus
(vedi ALEARDI), ma è pure possibile,
anche se non probabile, una derivazione dal nome Galiardus
per aferesi. Tracce di questa cognominizzazione nel bergamasco la
troviamo almeno dalla seconda metà del 1600 con il Giudice delle
Vettovaglie Camillo Agliardi. |
| AGLIARULO
|
Agliarulo è specifico di Napoli, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale agliarulo
(orzaiolo, infezione acuta dell'occhio). |
| AGNATI
|
Agnati sembra tipico di Milano e Vimercate, potrebbe derivare da una forma
aferetica di toponimi come Garbagnate Milanese. |
AGNELLI
AGNELLO
AGNELLUTI
AGNELLUTTI |
In epoca medioevale Agnello era
un nome diffuso, in modo particolare nell'Italia centrale e settentrionale,
dal nome proprio al cognome il passo fu breve. Esiste anche un'ipotesi
che propone il cognome come derivante dall'aggettivo agnello, inteso come
mite come un agnello, quindi di carattere timido e accondiscendente. |
AGNES
AGNESE
AGNESI |
Agnes ha un ceppo nell'avellinese ed uno forse non secondario nel milanese,
pavese e lodigiano, Agnese oltre al ceppo nel napoletano, ha un grosso
nucleo nel Piemonte occidentale ed in Liguria, soprattutto nell'imperiese,
Agnesi è decisamente lombardo, del bresciano e del milanese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni dialettali
dal nome Agnese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognomi che derivano dal nome proprio Agnese che viene dall'aggettivo
greco haghnòs che significa
pura, casta. |
| AGNETI
|
Agneti è quasi scomparso in Italia, sembrerebbe campano, probabilmente
del napoletano, dovrebbe derivare dal nome latino di origine bizantina
Agnetius., una variante di Agnitius
(vedi AGNITTI). |
AGNINI
AGNINO |
Agnini è presente in modo sporadico in tutta Italia, Agnino ha un
piccolissimo ceppo nel napoletano ed uno più consistente a San Giorgio
Ionico e Taranto nel tarantino, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Agninus, un ipocoristico del termine
latino agnus (agnello),
nome attribuito dalla devozione cristiana in memoria di Cristo Agnus Dei
(agnello di Dio). Si deve inoltre ricordare che in alcuni casi può
trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli.
ipotesi fornite da Vittorio Agnini
gli Agnini sono originari di Agnino, un piccolo pese della Lunigiana
ora nel Comune di Fivizzano. Nel 1600 alcuni divennero famosi avvocati
in Toscana, altri , si ritiene che si siano trasferiti nel 1400 a
Napoli. Un certo Paolo che commerciava con il Venetosi stabili a Finale
Emilia ove dette origine ad una copiosa discendenza. a Napoli il
cognome variò da De Agnino in Agnino ed in Agnini. altri crearono
discendenze a Mileto e a San Giorgio Ionico; la storia della famiglia è
raccontata nel libro GENS AGNINI, scritto da Vittorio Agnini. Altri rami
furono creati a Catania ed a Roma. Anche il cognome DAGNINO fu iniziato
a Voltri da un gruppo che volle evidenziarne l'origine |
| AGNITTI
|
Agnitti, estremamente raro, sembrerebbe del centro Italia, dovrebbe derivare
dal cognomen latino Agnitius, tracce
di questa cognominizzazione in Toscana le troviamo nel 1385 ad Arezzo con
lo scrittore Boetius Torquatus Severinus Manlius Agnitiius. |
| AGNOCCHETTI
|
Agnocchetti è caratteristico di Vignanello nel viterbese, l'origine
etimologica è oscura. |
AGNOLETTI
AGNOLETTO
AGNOLI
AGNOLIN
AGNOLINI
AGNOLO
AGNOLON
AGNOLONI |
Agnoletti è specifico del forlivese e delle vicine province di Ravenna,
Firenze, Arezzo e Rimini, Agnoletto è tipico del veneziano e trevigiano,
Agnoli ha ceppi nel bellunese, nel veronese, tra parmense e piacentino
e nel frusinate, Agnolin, tipico delle tre Venezie, ha il nucleo più
importante tra veronese e vicentino, Agnolini, assolutamente rarissimo,
parrebbe del veronese, Agnolo, quasi unico, potrebbe essere o del veronese
o del trentino, Agnolon, molto raro, è della zona che comprende
le province di Pordenone, Venezia e Padova, Agnoloni è decisamente
del fiorentino, dovrebbero tutti derivare da vezzeggiativi, diminutivi,
accrescitivi o direttamente dal nome medioevale Agnolus,
una forma arcaica del nome Angelo, di quest'uso abbiamo un esempio illustre
in Agnolo Ambrogini detto il Poliziano, illustre scrittore e poeta sia
in italiano, che in latino ed in greco classico, nato a Montepulciano nel
1454. |
AGNUSDEI
SDEI |
Agnusdei, molto raro, sembrerebbe specifico della zona tra Lizzano e Manduria
nel tarentino, Sdei, tipicamente umbro, del perugino, di Foligno e Trevi,
ne è probabilmente la forma aferetica, si dovrebbe trattare di uno
dei cognomi originati dalla misericordia cattolica ed attribuiti a trovatelli,
ma non è da escludere la connessione con un soprannome legato ad
un comportamento particolarmente devoto o alla consuetudine di portare
degli amuleti benedetti chiamati un tempo agnusdei. |
| AGOLLI
|
Agolli, assolutamente rarissimo, oggi con sparute presenze in Lombardia,
dovrebbe essere originario del centro Italia, forse del maceratese, dove
troviamo un paese chiamato Agolla, o del Lazio, dove esisteva una località
Agolli ed una chiamata Insula
de Agolli, in un documento del 1043 si legge: "...fundum
qui vocatur Agolli,
in quo est insula Agolli....". |
AGONE
AGONI |
Agone è quasi unico, Agoni, tipicamente lombardo del bergamasco
e del vicino milanese e bresciano, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal fatto che il capostipite facesse il pescatore, l'agone è un
tipico pesce di lago e di fiume diffuso in quella stessa zona. |
| AGONIGI
|
Agonigi, molto raro, è tipicamente toscano, di Pisa e di Livorno,
dovrebbe essere originato di una zona di San Miniato nel pisano, potrebbe
derivare da un'alterazione del nome di origini ebraiche Akonis. |
| AGORNI
|
Agorni, estremamente raro, è lombardo, dovrebbe derivare da una
forma dialettale arcaica Agorno del
nome del comune bergamasco di Gorno. |
AGOS
AGUS |
Agos, assolutamente estremamente raro, Agus, tipico sardo del nuorese e
cagliaritano soprattutto, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo agus (aghi)
originato forse da un soprannome legato al mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
AGUS; AGOS: ago, dal latino
acus; dal greco (άκίς
- ). Lo troviamo nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, figurano: Agos (de) Joanne, (de villa de Muchiano -
villaggio scomparso; altrimenti detto Musitanu; ubicato in agro di Padria.
Il paese medioevale o villa apparteneva alla Curadorìa di Caputabbas,
nel regno giudicale di Torres. All'inizio del XV° secolo, i suoi abitanti
si trasferirono nel centro vicino di Padria), sindicus, actor, et etc.
Contrate Castri Montis de Verro (il sindicus, actor etc. era governatore
della Contrada di Castri Montis de Verro); Agos (de) Joanne, jurato ville
Culleri (* Cuglieri - era il capoluogo della Contrada di Castri Montis
de Verro); Agus (de) Barisono, jurato ville Mogoreda (* Mogorella - Contrate
Partis Alença). Lo stesso Agos de Joanne (già menzionato)
lo troviamo citato nell'opera di Ionnis Francisci Farae - De Rebus Sardois
III, (oppidi de Muchiano) sempre come sindicus, actor etc. encontrada Castri
Montis Verri. Il cognome Agus è quello attualmente più diffuso.
È presente in ben 192 Comuni italiani, di cui 74 in Sardegna: Cagliari
152, Dolianonova 146, Quartu S. E. 94, Ghilarza 52, Lanusei 47, Escalaplano
46, etc. Agos è invece presente in solo 7 Comuni italiani: 2 in
Piemonte, 2 in Veneto, 1 in Liguria, 1 in E. Romagna e 1 in Sardegna: proprio
a Cuglieri (5), che è ancora il centro abitato più importante
del MontiVerro. |
AGOSTA
AGOSTI
AGOSTINI
AGOSTINIS
AGOSTINELLI
AGOSTINELLO
AGOSTINO
AGOSTO
AGUSTI
AGUSTO
D'AGOSTO
DE AGOSTINI
DE AGOSTINIS
DE AGOSTINO
DEAGOSTINI
DEAGOSTINO |
Agosta è decisamente siciliano, anche se compare un ceppo, forse
non secondario, nel mantovano ed uno nella provincia romana, che dovrebbe
derivare dal toponimo Agosta (RM), Agosti è tipico lombardo e dell'alta
Emilia, Agostini è diffuso in tutto il centrosud, Agostinis molto
raro è dell'udinese, Agostinelli è tipico del centro Italia
e del beneventano, Agostinello, rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo veneto
ed uno nel Salento, Agostino ha ceppi in Sicilia, in Calabria, nel potentino
e salernitano, nel romano, a Genova, nel torinese ed in Val d'Aosta, Agosto
sembra avere un ceppo nel Piemonte occidentale, uno nell'udinese, uno nel
salernitano, uno nel leccese ed uno nel catanzarese, Agusti ed Agusto,
assolutamente rarissimi, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione
o a modificazioni dialettali, D'Agosto, poco diffuso, ha un ceppo friulano
ed uno nel napoletano e salernitano, De Agostini è molto diffuso
in tutto il nord con un ceppo anche a Cagliari, De Agostinis, estremamente
raro, è tipico della zona tra Lazio ed Abruzzo, Deagostini, abbastanza
raro sembrerebbe dell'area che comprende il varesotto ed il novarese, De
Agostino, molto molto raro, parrebbe del pavese, mentre Deagostino, assolutamente
rarissimo, è forse nel settentrione d'Italia, hanno origine quasi
tutti, direttamente o tramite patronimici ed ipocoristici, dal cognomen
e soprannome latino Augustus
(consacrato agli auguri) titolo di
dignità degli imperatori romani, può anche essere riferito
al mese di agosto, come bambino nato ad agosto,
il nucleo siciliano può anche prevalentemente derivare dal toponimo
Augusta (SR). Traccia di queste cognominizzazioni la troviamo a Bergamo
nel 1500, nel 1513 un certo Oliverio Agosti, insigne giurista, viene designato
dai cittadini di Bergamo come patrocinatore dei loro interessi ed ambasciatore
presso il vicerè spagnolo a Milano. |
| AGOSTINIANO
|
Agostiniano, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbe derivare dal fatto
di essere il capostipite o un padre agostiniano (seguace di Sant'Agostino), cosa molto improbabile,
o di essere alle dipendenze di un convento di padri agostiniani o, più
probabilmente, di essere
un trovatello affidato ad un convento di suore agostiniane. |
| AGRATI
|
Chiaro il riferimento al toponimo
lombardo Agrate (Agrate Brianza) o a quello piemontese (Agrate Conturbia),
indicherebbe quindi un'origine di quei luoghi. |
AGRESTA
AGRESTE
AGRESTI
AGRESTINI
AGRESTINO |
Agresta ha un ceppo nel chietino, uno nel salernitano ed uno tra il sud
della Calabria e la Sicilia orientale, Agreste assolutamente rarissimo
è probabilmente un'errore di trascrizione del primo, Agresti ha
ceppi nel bolognese, nel fiorentino, nel basso Lazio, nel salernitano e
nel barese, Agrestini è tipicamente laziale, Agrestino è
quasi unico, tutti questi cognomi possono derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche, da soprannomi legati al vocabolo agrestis
(agreste, anche nel senso di rustico)
o agresta (uva
acerba). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1148, in
un atto di vendita, leggiamo: "...Signum + manuum Amizonis qui
dicitur Ciriolus et Ottonis, fratris eius, et Marchisi seu Adammi
Agresto testium...", poi ad Udine nel
1500 con il sacerdote Giulio Agresta, parroco di Cassacco (UD) dal 1580
al 1610, a Mammola (RC) nel 1600 con Apollinare Agresta (1621-1695),
prima teologo e filosofo poi Abate dell'ordine di San Basilio Magno e quindi
Generale dei monaci basiliani. |
AGRICOLA
AGRICOLE
AGRICOLI
AGRICOLO |
Agricola ha vari ceppi, uno piccolo a Roma, uno nel foggiano a Ischitella
e San Severo, ed uno tra ragusano e siracusano, a Siracusa, Pachino ed
Avola nel siracusano e ad Ispica nel ragusano, Agricole ed Agricolo sono
praticamente unici, Agricoli, assolutamente rarissimo, è proprio
dell'area toscano, umbra, dovrebbero derivare dal cognomen latino Agricola,
di cui abbiamo un esempio negli Annali di Tacito: "..Natus
erat Agricola Gaio Caesare
tertium consule Idibus Iuniis, excessit quarto et quinquagesimo anno, decimo
Kalendas Septembris Conlega Priscoque consulibus. Quod si habitum quoque
eius posteri noscere velint, decentior quam sublimior fuit; nihil impetus
in vultu, gratia oris supererat. Bonum virum facile crederes, magnum libenter.
Et ipse quidem, quamquam medio in spatio integrae aetatis ereptus, quantum
ad gloriam, longissimum aevum peregit. ..". |
| AGRIOLI
|
Assolutamente rarissimo, forse marchigiano, potrebbe derivare o direttamente
dal cognomen latino Agricola (vedi
AGRICOLA) per contrazione, o da un'alterazione del termine medioevale
agricola (contadino).
notizie ulteriori fornite
da Luca Agrioli
Nome di origine Marchigiana per la precisione si hanno notizie ad Ancona
in tempi recenti e, in epoche meno recenti, a Filottrano (AN). |
| AGRIPPA
|
Estremamente raro, deriva dal cognomen latino Agrippa attribuito ai neonati
di parto podalico, ricordiamo il famosissimo tribuno della plebe Menenio
Agrippa (500 a. C.): "...Menenius
Agrippa concordiam inter patres plebemque
restituit nam cum plebs a patribus secessisset, quod tributum et militiam
non toleraret...". |
| AGRO'
|
Agrò è tipicamente siciliano, dell'agrigentino in particolare,
di Agrigento, Racalmuto, Favara, Canicattì, Porto Empedocle e Castrofilippo,
con un ceppo anche a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome, derivante dal termine greco άγρός agros
(campo, podere),
probabilmente attribuito a capostipiti piccoli proprietari terrieri. |
| AGROSTELLI
|
Agrostelli, molto molto raro, è specifico di Brienza e Sant'Angelo
le Fratte nel potentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'ipocoristico
dell'italianizzazione del termine greco άγρός agros
(campo, podere), intendendo forse che
il capostipite fosse stato un piccolo proprietario terriero. |
AGUANNO
D'AGUANNO
DAGUANNO
D'AQUANNO |
Aguanno è specifico del trapanese, di Calatafimi, Alcamo, Castelvetrano,
Vita e Trapani, Daguanno, quasi unico, è probabilmente dovuto ad
errori di trascrizione del cognome D'Aguanno, che ha un ceppo siciliano
in particolare nel trapanese a Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Castellammare
del Golfo, Paceco ed a Palermo, ed uno laziale a Roma e nel frusinate a
Villa Santa Lucia, Cervaro, Cassino e Piedimonte San Germano, D'Aquanno,
molto raro, è specifico di Roma e del frusinate, così come
Daquanno, decisamente romano, mentre per il ceppo siciliano dovrebbe trattarsi
di un indicatore di provenienza da una località, Aguanno, nel trapanese,
ora scomparsa, per il ceppo laziale è più probabile che derivino
dal nome medioevale di origine germanica Aquanus,
che rinveniamo in questo testo riferito all'anno 1130: "...Magnus
conatur semina odii iacere in Canutum apud Nicolaum Regem; fingitque ab
illo offensum Daniae Regem gueciae, nihil tamen proficit. Nicolaus Rex
magnus filius Aquanus
cognatus regis ...", anche se non si può anche qua escludere
una derivazione toponomastica dal nome antico Aquana
del paese di Civitaquana in Abruzzo. |
| AGUECI
|
Agueci è specifico del trapanese, di Trapani, Salemi, Vita ed Erice,
e di Palermo, l'origine etimologica è oscura. |
AGUGLIA
AGUGLIARI
AGUGLIARO
AUGUGLIARO |
Aguglia ha un nucleo siciliano a Palermo e nel palermitano ed anche a Piazza
Armerina nell'ennese, con un ceppo anche a Lecce e nel leccese, Agugliari
è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
di Agugliaro che sè siciliano con un ceppo a Palermo, uno a Scicli
nel ragusano ed uno a Castellammare del Golfo nel trapanese, Augugliaro
è siciliano, con un ceppo nel trapanese, a Trapani, Erice, Valderice
e Paceco, un ceppo a Palermo ed uno a Scicli nel ragusano, dovrebbero derivare
o da un mestiere marinaresco, aguglia
era detto un tempo l'ago della bussola,
o dal mestiere di pescatore o costruttore di reti, agugliara
si chiama un particolare tipo di rete
utilizzata per la pesca alle aguglie. |
AGUIAR
AGUIARI
AGUIARO
ANGUIARI |
Aguiar. decisamente veneto, è quasi unico, Aguiari è tipico
del ferrarese, in particolare di Ferrara, Mesola, Copparo e Trisigallo
e del rovigoto, Aguiaro, decisamente rarissimo è dell'area rovigota,
Anguiari, estremamente raro, è del rovigoto, dovrebbero tutti derivare
da soprannomi dialettali originari dall'attività di pescatore di
anguille tipico dell'area del delta del Po.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Aguiari è variante del cognome Aguglia a proposito del quale
scrive P. Minervini nel suo Dizionario dei cognomi
pugliesi, p. 35: "Poco diffuso in It.
e in Puglia nella forma base (spec. nel Leccese) e nelle varianti Aguiàri,
Agujari, è la cognominizzazione del personale latino Aquilius,
la cui gens Aquilia
era molto diffusa in Campania presso i Vestini e gli Irpini ed in Umbria.
Da esso si è avuto in Italia il toponimo Agugliano (AN), che è
un centro situato tra i fiumi Esino e Musone [.]. L'antroponimo in esame
potrebbe essere in relazione con lo zoonimo Aquila e con il veneto settentrionale
'gugia' e il toscano 'guglia' (<aculea), riferite queste forme a varie
specie di falconidi oppure a una specie di pesce teleosteo commestibile,
dal corpo allungato con mascella e mandibola sottili, che formano un caratteristico
rostro. Potrebbe anche riferirsi a uno speciale ago, che si usa ancora
oggi per cucire vele e tende, oppure derivare dal lat. mediev. 'agulia'
= "obelisco" o dal toponimo sic. Aguglia.". |
| AGUNIANO
|
Bellavide, moglie del fu Bonvillanii de Aguniano (Gugnano) |
| AGUZZI
|
Sembrerebbe avere tre nuclei, uno nel pavese e sud milanese,
uno tra Pesaro ed Ancona ed uno nel rietino, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Acutius di cui si hanno tracce ad esempio nel "de
bello civili" di Giulio Cesare troviamo "...Acutius
Rufus apud Pompeium...", nelle Aepistolae di Plinio minore:"Secutae
sunt diversae sententiae consulum designatorum. Cornutus Tertullus censuit
ordine movendum, Acutius Nerva in sortitione provinciae rationem eius non
habendam.", e in una lapide del 300 d.C sul sarcofago di Acutius
a Ghedi. |
AIALA
AJALA |
Aiala
è unico a Palermo, Ajala è rarissimo e dovrebbe essere originario
della Sicilia, derivano probabilmente dall'arabo ayal (cervo) o dal nome
ebraico Ayal, con la stessa radice, ma potrebbero anche essere di origine
spagnola (nel 1606 si riporta un Jeronimo Ayala Alcalde (sindaco) di una
cittadina spagnola), in Spagna c'è una valle di Ayala e nel 1400,
a valledolid ci sono tracce di un Anton Ayala. |
AIAN
AIANI |
Aian sembrerebbe unico, Aiani ha un ceppo a Tavernerio, Capiago Intimiano
e Como nel comasco, uno a Villafranca di Verona e Verona nel veronese e
presenze nel ternano e nel romano, dovrebbero derivare dal nome tardolatino
Aianus. |
| AIANA
|
Tipico sardo del cagliaritano è molto molto raro, deriva da un soprannome
originato dal vocabolo sardo aiana
(signorina, donna nubile) originato
evidentemente da un soprannome legato alla condizione della capostipite. |
AIASSA
AYASSA
AYASSE |
Aiassa è tipico del torinese, di Torino, Carmagnola, Vigone, Chiero
e Moriondo Torinese, Ayasse, sempre piemontese, sembrerebbe unico, così
come Ayassa, dovrebbero derivare dal cognome francese Ayasse
che sembrerebbe essere nato dal termine latino acastus
(acero), probabilmente ad indicare
una caratteristica della località d'origine dei capostipiti, secondo
un'altra ipotesi deriverebbe invece dal termine basco aitz
(roccia), considerando la discreta diffusione di valdesi di origine basca nell'astigiano.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Cognome del nord-ovest della Provincia di Asti. Suggerisco una derivazione
dal toponmo Val d'Ayas in Valle d'Aosta |
AIAZZI
AIAZZO |
Aiazzi è tipicamente toscano, del fiorentino, pistoiese e senese,
Aiazzo è unico, potrebbero derivare da una forma aferetica modificata
di un ipocoristico del nome Caio. |
AICARDI
AICARDO |
Entrambi liguri, Aicardi è diffuso nelle province di Savona, soprattutto
a Tovo San Giacomo, ed Imperia, Aicardo, molto più raro, sembrerebbe
savonese, derivano dal nome medioevale di origine germanica Aicardus
di cui abbiamo un esempio in una charta venditionis
del settembre 1045 nel Codice Diplomatico Bresciano
dove il notaio così si firma: "...Aicardus
notarius subscripsit postradita complevit
et dedit". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo agli
inizi del 1400 con il Vescovo di Novara Bartolomeo Aicardi Visconti. |
| AIDONE
|
Aidone ha un ceppo a Venezia ed uno a Vizzini nel catanese ed a Misilmeri
nel palermitano, il ceppo siciliano dovrebbe derivare dal nome del paese
di Aidone nell'ennese, mentre il ceppo veneziano sembrerebbe essere derivato
da un'alterazione del nome bizantino Adonis. |
AIELLI
AIELLO
AJELLI
AJELLO
DAIELLI
DAJELLI
D'AIELLO
D'AJELLO |
Aielli, probabilmente originario del pescarese, ha un ceppo anche nel romano
e nel latinense, Aiello è tipico del sud, molto diffuso soprattutto
in Campania, Calabria e Sicilia, Ajello, molto più raro, ha un ceppo
romano, uno nel napoletano ed uno nel messinese, D'Ajello, molto raro,
è napoletano, mentre D'Aiello è, oltre che del napoletano,
anche e soprattutto del casertano, con un ceppo anche nel palermitano,
Daielli quasi unico, Ajelli e Dajelli, molto molto rari, dovrebbero essere
abbastanza recenti e sono probabilmente il frutto di errate trascrizioni
nelle anagrafi settentrionali, derivano tutti dal vocabolo medioevale latino
agellum (piccolo
podere, campicello) anche
tramite toponimi come Aielli nell'aquilano, Aiello Calabro nel cosentino,
Aiello del Friuli nell'udinese, Aiello del Sabato nell'avellinese e molti
altri. Abbiamo tracce di queste cognominizzazioni fin dal XII° secolo,
Matteo d'Ajello è stato nella seconda metà del 1100 notabile
al servizio dei sovrani normanni, personaggio di rilievo della seconda
metà del 1500 fu il pittore Antonio Ajello nativo di Rivello nel
potentino.
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
deriva dal toponimo Aiello (in varie parti dell'It. merid.) da latino
augellus "piccolo podere". Si deve a questo cognome l'esistenza isolana
del toponimo Aiello. Questa famiglia è dello stesso stipite
del napoletano ascritta al sedile di Capuana. Un Francesco fu console generale
di Spagna in Messina per tutto il Regno delle Sicilie nell'anno 1711 e
fu padre di un Letterio che troviamo ascritto alla Mastra Nobile di detta
città del 1807.
Blasone: d'oro, alla sbarra d'azzurro, caricata da tre stelle del campo,
accompagnata da due leoni rivolti del secondo. |
AIMAR
AIMARO
AYMAR |
Aimar è specifico del cuneese, di Cuneo, Dronero, Barge, Busca,
Caraglio, Savigliano, Saluzzo e Fossano, Aymar, estremamente raro, è
piemontese, Aimaro è specifico del vercellese, di Moncrivello e
Cigliano, dovrebbero derivare da una forma contratta del nome medioevale
germanico Ademarus, composto dalle
radici adal (nobile)
e mar (celebre). |
AIMI
AIMO
AIMONE
AIMONI
AJMO
AJMONE |
Aimi è specifico dell'area parmense di Parma e Fidenza in particolare,
Aimo è specifico del cuneese, di Mondovì in particolare,
Aimone è più tipicamente torinese, Aimoni, molto molto raro,
parrebbe lombardo, ma quasi sicuramente a seguito di trasferimenti dal
Piemonte, Ajmo e Ajmone, assolutamente rarissimi, sono probabilmente residui
di grafie antiche degli stessi cognomi, derivano tutti dal nome germanico
Aimo, Aimone di cui abbiamo un esempio in
epoca longobarda in questa Charta Convenientiae
dell'anno 768: "In nomine Domini. regnantes dominis
nostris Desiderius et Adelchis filio eius ueris excelentissimis et a Deo
conserbatis magnis regibus, anno regnis eorum in Dei nomine undecimo et
nono, mense ianoario, per indictione sexta; feliciter. Placuet igitur adque
bona bolontate conuenit inter Aimone,
habitatore castello Ueterbo, nec non et Gumpertu presbiterum...",
con questo nome ricordiamo Aimone di Savoia (15 dicembre 1291 - 22 giugno
1343), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bresciano fin
dal 1100, con Ardiccio degli Aimoni, nato a Vobarno (BS) in guerra con
il Vescovo di Brescia Arimanno. |
| AINI
|
Tipico di Ozieri (SS) è molto raro, deriva da una modificazione
dialettale del nome Gavino.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
AINI: significato ed etimo incerti. Potrebbe derivare da aìna
= strumento di lavoro degli artigiani
( is aìnas = i
vari strumenti); oppure da àinu
= asino. Àinu in Logudoro, molenti
in Campidano; oppure da àina, àxina
= vite, uva, dal latino
àcina; o ancora da aìna
= avena, dal latino avena;
infine, prendiamo in considerazione anche il vocabolo àlinu
= alno, ontano, dal latino alnus.
Non trova riscontro nelle carte antiche. Attualmente il cognome Aini è
presente in 20 Comuni italiani di cui 10 in Sardegna: Ozieri 39, Berchidda
11, Sassari 6, Sinnai 3 Milis 3, etc. |
AIOLFI
AJOLFI |
Aiolfi , abbastanza raro è specifico della zona che comprende il
milanese, il bergamasco, il lodigiano, il cremonese ed il parmense, Ajolfi
rarissimo è più tipicamente emiliano del parmense, derivano
dal nome longobardo Agilulfus o Aginulfus, da cui Aghilolfi e Aginolfi
e per contrazione Aiolfi. Il nome deriva da due termini germanici agi (paura)
e wolf (lupo), che uniti starebbero a significare lupo che incute terrore
quindi uomo terrificante. Le popolazioni germaniche trasferiscono nei nomi
da loro usati il rispetto che provano per la forza fisica e per il potere
rappresentato dal saper incutere timore, nel medioevo nomi tremendi erano
di buon auspicio per il figlio che avrebbe dovuto difendere l'onore del
casato. Il cognome indica quindi una discendenza da un Agilulfus o Aghinolfus,
nome di cui abbiamo un esempio in una pergamena del 1119, conservata a
Pavia: "...Trigexima tercia dicitur de Bercela, et
est pertice tres et tabule quinque: est ei a mane Aginulfi,
a monte Lanfranci Ariprandi...". |
AIOSA
AIOSI
AIOSSA
AIOSSI |
Aiosa è siciliano, in particolare del palermitano, di Palermo e
Polizzi Generosa, Aiossa, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo romano,
uno nel casertano ed uno nel reggino, Aiosi ed Aiossi sono praticamente
unici e probabilmente sono dovuti ad errori di trascrizione dei precedenti,
dovrebbero derivare dal nomen latino Abbius, ricordiamo
Statius Abbius Oppianicus citato ad
esempio da Cicerone nella sua requisitoria Pro
Aulo Cluentio Habito. |
AIRALDI
AIROLDI
AIROLDO
ARALDI
ARALDO
ARIOLDI
ARIOLDO |
Nome diffuso particolarmente in
Lombardia, anche se a volte è presente in buona parte dell'Italia
settentrionale. Il nome è di origine longobarda e deriva da Ariovaldo
composto da haria (esercito o anche popolo degli Arii (guerrieri)) e waldan
(guidare, comandare), con il chiaro significato di condottiero, cioè
di colui che guida l'esercito. Il nome in epoca medioevale veniva spesso
dato ai primogeniti di casate importanti come buon augurio. Si diffuse
poi per imitazione presso il popolo. Il cognome assume quindi il significato
di appartenente alla famiglia di un Ariovaldo e non è necessariamente
sinonimo di nobiltà di stirpe. |
| AIRASCA
|
Airasca, molto molto raro, è tipico della zona tra cuneese e torinese,
dovrebbe derivare dal toponimo Airasca (TO), feudo della contea di Piossasco,
di questo feudo si hanno tracce almeno dal 1300 con il nome di Ayrasca. |
AIRAUDI
AIRAUDO |
Airaudi è decisamente di Vallo Torinese, con ceppi anche a Cafasse,
Torino e Robassomero, tutti nel torinese, Airaudo è anch'esso specifico
del torinese, di Villafranca Piemonte e Torino, con un ceppo anche a Bagnolo
Piemonte nel cuneese, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Hariwald, che significa colui che conduce
l'esercito, o anche dal nome di origine longobarda Ariovaldo
(vedi AIRALDI). |
| AIRO'
|
Sembra avere due ceppi, nel tarentino e nell'agrigentino, è molto
raro, dovrebbe derivare dal nome longobardo Airoaldo di cui abbiamo traccia
ad esempio in un atto di compravendita datato 765 stilato in Chiusi (SI):
"...Constat me prenominatus Teudemari ab ac die uindedisse
et uindedi tiui Airoaldo
terra purectas in casale Quaratule...". |
| AIROLA
|
Airola ha un ceppo nel torinese ed una presenza in Irpinia, che dovrebbe
derivare dal toponimo Airola (BN), il ceppo torinese invece è di
origini oscure.". |
| AIROMA
|
Airoma, assolutamente rarissimo, parrebbe di Mercato San Severino e Salerno
nel salernitano. |
| AISA
|
Aisa sembrerebbe tipico del perugino, di Assisi, Perugia, Bastia e Foligno,
con un grosso ceppo anche a Roma, potrebbe derivare dal nome di Aisa, una
città della Tracia, o anche da un soprannome basato sul termine
osco aisa (parte,
porzione), ma non dobbiamo dimenticare che Aisa
è anche un nome della mitologia greca e che potrebbe quindi trattarsi
di una forma matronimica. |
| AITA
|
Sembrerebbe avere tre ceppi, nell'udinese, nel napoletano e nel cosentino,
dovrebbe derivare da una modificazione del nome Agata, mutatosi prima in
Aghjta e quindi in Ajta e Aita.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Si tratta di una variante tipicamente toscana dal ceppo "Aiuti",
che proviene dal sostantivo "aiuto"
(e dal più antico "aita"). Il
cognome si è formato molto probabilmente da un soprannome dato a
persone particolarmente generose. |
AIUTI
AIUTO
AJUTI |
Aiuti ed Ajuti, molto molto rari, sembrano originari dell'Italia centrale,
forse del pistoiese, Aiuto, sempre rarissimo, sembrerebbe del trapanese,
dovrebbero derivare dall'aferesi di cognomi come Diolaiuti o simili, è
pure possibile che derivino dal nome medioevale beneaugurale Aiutus di
cui abbiamo un esempio nel 1200 in uno scritto dei padri agostiniani: "...In
Dei nomine Amen. Ex hoc publico Instrumento sit omnibus manifestum, quod
frater Simon Prior Eremitarum Sancti Antonii de Ardinguesca, et frater
Aiutus Prior
Collae, Praesbyteri Rustici, Lucensis alias Livontij Dioecesis...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in Sicilia nel
1300 con Vincenzo Ajuto nobile cavaliere della corte di Federico III°. |
| AJOSSA
|
Ajossa, quasi unico, sembrerebbe del cagliaritano, potrebbe derivare da
una forma esclamativa sarda ajosa di
disaccordo. |
|
|