AGAGLIATE
AGAGLIATI
|
Agagliate è tipico di Torino, Castelnuovo Don Bosco e Moncalieri, Agagliati, decisamente più raro, ha un piccolo ceppo tra Chieri e Torino ed uno a
Buttigliera d'Asti, dovrebbero derivare dal nome di una località, Agagliate, del comune di Capriglio nell'astigiano. |
| AGANI
|
Cognome assolutamente rarissimo, deriva dal nomen latino Aganus, menzionato
ad esempio su di una lapide funeraria, dove è possibile leggere:
"Primigenius v(ixit)
a(nnos) V / Priscus vix(it)
a(nnos)
X / Aganus v(ixit)
a(nnos) XIII
/ Plautia Symperusa / Primus et Ingenua"; ricordiamo Aganus Signore
di Toscana dal 835 al 845. |
AGAPITI
AGAPITO
|
Agapiti è quasi unico, Agapito, assolutamente rarissimo, sembra
avere un ceppo nel cosentino ed uno a Trieste, dovrebbero derivare dal
nome medioevale Agapitus a sua volta
derivato dal nome greco Agapetòs
(Amabile, gentile), ricordiamo con
questo nome Agapito I°, Papa dal 535 al 536 venerato come santo. |
AGARI
AGARINI
AGARINIS
AGARIO
|
Agari è quasi unico, Agario è quasi scomparso, Agarini, molto
raro, parrebbe del livornese, Agarinis, sempre molto raro, è friulano
dell'alto udinese, in alcuni casi potrebbero derivare dal toponimo walser
di Agaro (I walser sono popolazioni di origine germanica che attorno al
900/1000 si sono insediate in territorio alpino), ma normalmente dovrebbero
derivare dal nome medioevale di origine ebraica Agar
(vedi D'Agaro), il ceppo friulano potrebbe
anche derivare dal termine friulano agar
(canalone) forse ad indicare alcune
caratteristiche del luogo d'abitazione del capostipite. |
AGASSI
AGASSINI
AGASSO
AGAZZI
AGAZZINI
AGAZZINO
AGAZZONE
AGAZZONI
|
Agassi è quasi unico, Agassini è altrettanto raro, Agasso,
oltremodo raro, sembrerebbe piemontese, dovrebbe trattarsi di deformazioni
dialettali dei cognomi come Agazzi e derivati, Agazzi è tipicamente
lombardo, del bergamasco in particolare, Agazzini, Agazzone e Agazzoni,
molto molto rari, sembrerebbero della zona tra alta Lombardia e Piemonte,
Agazzino è quasi unico, dovrebbero derivare dal cognomen tardo latino
Agathius, di cui qui abbiamo un esempio in
questa antica lapide latina:
"...[Aia]ci
L(uci) l(iberti)
Agato
/ portitor(is)
soc(ii) s(ervus)
/ [3] columnasque
mag(nas) fi(ctiles)
/ [3 de s]uo
Menervai d(onum)
d(at) / l(ibens)
m(erito)...":ricordiamo
Sant'Agatio, un centurione della Cappadocia martirizzato a Costantinopoli
nel 306: "...Constantinopoli sancti Agathii
Centurionis, qui, in persecutione Diocletidni et Maximiani, a Firmo Tribuno
delatus quod Christianus esset...". Tracce degli Agazzi nel
bergamasco si trovano fin dal 1400, mentre gli Agazzini sempre nel 1400
sono menzionati tra i notabili di Cassano Magnago (VA).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo Francipane 260, Agazzi viene dal personale Agàzio,
dal greco-latino agasia =
illustre; per D. Olivieri 234 da un agaccio
(da lat. acus = ago)
o dal friulano agàzz = guazzo,
o dal veneto agazzo = acquazzone. |
AGATE
AGATI
|
Agate è specifico di Marsala (TP) ,Agati ha un nucleo importante
nel catanese ed uno nel fiorentino, dovrebbero entrambi derivare dal cognomen
latino Agathius, ma è pure possibile
siano originati da soprannomi di origine greca dal termine agathos
(buono). (vedi
Agazzi) |
| AGATENSI
|
Agatensi è specifico di Forlì e Ravenna, potrebbe derivare
dall'etnico del toponimo di Sant'Agata Feltria nel pesarese, ma è
pure possibile una connessione con l'etnico di Sant'Agata Ferrarese, ora
chiamata Sant'Agata sul Santerno, nel ravennate, paese molto antico, che
risale ad epoca romana. |
AGGI
AGGIO
|
Aggi è assolutamente rarissimo, potrebbe essere dell'Italia del
nord, Aggio, molto meno raro, sembra avere un ceppo. tra padovano e rovigoto,
uno nel centronord della Lombardia ed uno in Piemonte dal novarese al torinese,
può derivare dall'aferesi di toponimi come Baraggia (NO) - (VC)
- (VA) o simili, ma è più probabile derivino dal nome medioevale
germanico Aggiuo, di cui si ha un esempio nel Gesta
Danorum di Saxo Grammaticus del XII° secolo: "...His
accedunt Skalc Scanicus et Alf Aggi
filius, quibus iunguntur Olvir latus et Gnepia vetulus. His adnumeratur
Gardh, Stang oppidi cultor. ...". |
| AGHILAR
|
Aghilar è tipico di Orta Nova nel foggiano, dovrebbe derivare dal
toponimo andaluso (Spagna) Aguilar de la Frontera, i D'Aghilar in Spagna
erano Marchesi della corona aragonese il Guicciardini nella sua Storia
d'Italia tra l'altro cita nella seconda metà del 1400: "...Consalvo
Ernandes di casa d'Aghilar,
di patria cordovese...". |
| AGIRMO
|
Praticamente unico, dovrebbe derivare dal vocabolo greco agyrmos (simposio
o assemblea) così era chiamato il primo giorno dei Misteri Eleusini
ad Atene.
integrazioni fornite da Roberto
Agirmo
il cognome deriva dallo spagnolo arcaico e significa: il primo giorno
della bella stagione, giornata che era festeggiata con un rituale specifico. |
AGLI
AGLIERI
AGLIETTI
AGLIO |
Agli è rarissimo, potrebbe
essere piemontese, Aglieri, molto raro è proprio del sudmilanese
e lodigiano, Aglietti parrebbe della zona tra Firenze e Pistoia, con possibili
ramificazioni in Umbria e un ceppo secondario nel novarese, Aglio sembrerebbe
avere oltre ad un nucleo lombardo, un ceppo in Sicilia, dovrebbero derivare
dal nomen latino Allius o Alleius, a volte tramite dei toponimi come Agliè
(TO), Aglietti (VC), Agliana (PT) o Agliate (MI). (vedi anche AGLIALORO) |
| AGLIALORO
|
Aglialoro, molto raro, sembrerebbe specifico del palermitano, di Palermo
e di Caccamo, potrebbe derivare dal nome franco di origini germaniche Ailloud
derivato a sua volta dal nome Agilwald,
formato da agil (lama)
e waldan (governo),
con il significato di bravo spadaccino,
o anche dal nome franco Aillard derivato
a sua volta dal nome Agilhard,
formato da agil (lama)
e hard (duro),
con il significato simile al precedente di buona
lama. , ma potrebbe pure derivare, ed è più probabile,
dal nome di origini normanne Allyre,
latinizzato in Allyrius, che potrebbe
facilmente essere stato deformato dalla parlata siciliana in Aglialoro,
ricordiamo Sant'Allyrius Vescovo nel IV° secolo di Clermont ,capoluogo
dell'Alvernia in Francia. |
| AGLIARDI
|
Agliardi è tipico del bergamasco, di Morengo, Costa Volpino e Romano
Di Lombardia, del bresciano di Montichiari e Brescia e di Milano, dovrebbe
derivare da una forma dialettale del nome Aleardus
(vedi ALEARDI), ma è pure possibile,
anche se non probabile, una derivazione dal nome Galiardus
per aferesi. Tracce di questa cognominizzazione nel bergamasco la
troviamo almeno dalla seconda metà del 1600 con il Giudice delle
Vettovaglie Camillo Agliardi. |
| AGNATI
|
Agnati sembra tipico di Milano e Vimercate, potrebbe derivare da una forma
aferetica di toponimi come Garbagnate Milanese. |
AGNELLI
AGNELLO
AGNELLUTI
AGNELLUTTI |
In epoca medioevale Agnello era
un nome diffuso, in modo particolare nell'Italia centrale e settentrionale,
dal nome proprio al cognome il passo fu breve. Esiste anche un'ipotesi
che propone il cognome come derivante dall'aggettivo agnello, inteso come
mite come un agnello, quindi di carattere timido e accondiscendente. |
AGNES
AGNESE
AGNESI |
Agnes ha un ceppo nell'avellinese ed uno forse non secondario nel milanese,
pavese e lodigiano, Agnese oltre al ceppo nel napoletano, ha un grosso
nucleo nel Piemonte occidentale ed in Liguria, soprattutto nell'imperiese,
Agnesi è decisamente lombardo, del bresciano e del milanese, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni dialettali
dal nome Agnese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognomi che derivano dal nome proprio Agnese che viene dall'aggettivo
greco haghnòs che significa
pura, casta. |
| AGNITTI
|
Agnitti, estremamente raro, sembrerebbe del centro Italia, dovrebbe derivare
dal cognomen latino Agnitius, tracce
di questa cognominizzazione in Toscana le troviamo nel 1385 ad Arezzo con
lo scrittore Boetius Torquatus Severinus Manlius Agnitiius. |
AGNOLETTI
AGNOLETTO
AGNOLI
AGNOLIN
AGNOLINI
AGNOLO
AGNOLON
AGNOLONI |
Agnoletti è specifico del forlivese e delle vicine province di Ravenna,
Firenze, Arezzo e Rimini, Agnoletto è tipico del veneziano e trevigiano,
Agnoli ha ceppi nel bellunese, nel veronese, tra parmense e piacentino
e nel frusinate, Agnolin, tipico delle tre Venezie, ha il nucleo più
importante tra veronese e vicentino, Agnolini, assolutamente rarissimo,
parrebbe del veronese, Agnolo, quasi unico, potrebbe essere o del veronese
o del trentino, Agnolon, molto raro, è della zona che comprende
le province di Pordenone, Venezia e Padova, Agnoloni è decisamente
del fiorentino, dovrebbero tutti derivare da vezzeggiativi, diminutivi,
accrescitivi o direttamente dal nome medioevale Agnolus,
una forma arcaica del nome Angelo, di quest'uso abbiamo un esempio illustre
in Agnolo Ambrogini detto il Poliziano, illustre scrittore e poeta sia
in italiano, che in latino ed in greco classico, nato a Montepulciano nel
1454. |
AGNUSDEI
SDEI |
Agnusdei, molto raro, sembrerebbe specifico della zona tra Lizzano e Manduria
nel tarentino, Sdei, tipicamente umbro, del perugino, di Foligno e Trevi,
ne è probabilmente la forma aferetica, si dovrebbe trattare di uno
dei cognomi originati dalla misericordia cattolica ed attribuiti a trovatelli,
ma non è da escludere la connessione con un soprannome legato ad
un comportamento particolarmente devoto o alla consuetudine di portare
degli amuleti benedetti chiamati un tempo agnusdei. |
| AGONIGI |
Molto molto raro è tipico pisano. |
AGOSTA
AGOSTI
AGOSTINI
AGOSTINIS
AGOSTINELLI
AGOSTINELLO
AGOSTO
AGUSTI
AGUSTO
D'AGOSTO
DE AGOSTINI
DE AGOSTINIS
DEAGOSTINI |
Agosta è decisamente siciliano, anche se compare un ceppo, forse
non secondario, nel mantovano ed uno nella provincia romana, che dovrebbe
derivare dal toponimo Agosta (RM), Agosti è tipico lombardo e dell'alta
Emilia, Agostini è diffuso in tutto il centrosud, Agostinis molto
raro è dell'udinese, Agostinelli è tipico del centro Italia
e del beneventano, Agostinello, rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo veneto
ed uno nel Salento, Agosto sembra avere un ceppo nel Piemonte occidentale,
uno nell'udinese, uno nel salernitano, uno nel leccese ed uno nel catanzarese,
Agusti ed Agusto, assolutamente rarissimi, sono probabilmente dovuti ad
errori di trascrizione o a modificazioni dialettali, D'Agosto, poco diffuso,
ha un ceppo friulano ed uno nel napoletano e salernitano, De Agostini è
molto diffuso in tutto il nord con un ceppo anche a Cagliari, De Agostinis,
estremamente raro, è tipico della zona tra Lazio ed Abruzzo, Deagostini,
abbastanza raro sembrerebbe dell'area che comprende il varesotto ed il
novarese, hanno origine quasi tutti, direttamente o tramite patronimici
ed ipocoristici, dal cognomen e soprannome latino Augustus
(consacrato agli auguri) titolo di
dignità degli imperatori romani, può anche essere riferito
al mese di agosto, come bambino nato ad agosto,
il nucleo siciliano può anche prevalentemente derivare dal toponimo
Augusta (SR). Traccia di queste cognomizzazioni la troviamo a Bergamo
nel 1500, nel 1513 un certo Oliverio Agosti, insigne giurista, viene designato
dai cittadini di Bergamo come patrocinatore dei loro interessi ed ambasciatore
presso il vicerè spagnolo a Milano. |
| AGOSTINIANO |
Agostiniano, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbe derivare dal fatto
di essere il capostipite o un padre agostiniano (seguace di Sant'Agostino), cosa molto improbabile,
o di essere alle dipendenze di un convento di padri agostiniani o, più
probabilmente, di essere
un trovatello affidato ad un convento di suore agostiniane. |
| AGRATI |
Chiaro il riferimento al toponimo
lombardo Agrate (Agrate Brianza) o a quello piemontese (Agrate Conturbia),
indicherebbe quindi un'origine di quei luoghi. |
AGRESTA
AGRESTE
AGRESTI
AGRESTINI
AGRESTINO |
Agresta ha un ceppo nel chietino, uno nel salernitano ed uno tra il sud
della Calabria e la Sicilia orientale, Agreste assolutamente rarissimo
è probabilmente un'errore di trascrizione del primo, Agresti ha
ceppi nel bolognese, nel fiorentino, nel basso Lazio, nel salernitano e
nel barese, Agrestini è tipicamente laziale, Agrestino è
quasi unico, tutti questi cognomi possono derivare, direttamente o tramite
forme ipocoristiche, da soprannomi legati al vocabolo agrestis
(agreste, anche nel senso di rustico)
o agresta (uva
acerba). Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1148, in
un atto di vendita, leggiamo: "...Signum + manuum Amizonis qui
dicitur Ciriolus et Ottonis, fratris eius, et Marchisi seu Adammi
Agresto testium...", poi ad Udine nel
1500 con il sacerdote Giulio Agresta, parroco di Cassacco (UD) dal 1580
al 1610, a Mammola (RC) nel 1600 con Apollinare Agresta (1621-1695),
prima teologo e filosofo poi Abate dell'ordine di San Basilio Magno e quindi
Generale dei monaci basiliani. |
| AGRIOLI |
Assolutamente rarissimo, forse marchigiano, potrebbe derivare da un'alterazione
del termine medioevale agricola (contadino).
notizie ulteriori fornite
da Luca Agrioli
Nome di origine Marchigiana per la precisione si hanno notizie ad Ancona
in tempi recenti e, in epoche meno recenti, a Filottrano (AN). |
| AGRIPPA |
Estremamente raro, deriva dal cognomen latino Agrippa attribuito ai neonati
di parto podalico, ricordiamo il famosissimo tribuno della plebe Menenio
Agrippa (500 a. C.): "...Menenius
Agrippa concordiam inter patres plebemque
restituit nam cum plebs a patribus secessisset, quod tributum et militiam
non toleraret...". |
AGUGLIA
AGUGLIARI
AGUGLIARO |
Aguglia ha un nucleo siciliano a Palermo e nel palermitano ed anche a Piazza
Armerina nell'ennese, con un ceppo anche a Lecce e nel leccese, Agugliari
è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
di Agugliaro che sembrerebbe siciliano con un ceppo a Palermo e nel trapanese,
dovrebbero derivare o da un mestiere marinaresco, aguglia
era detto un tempo l'ago della bussola,
o dal mestiere di pescatore o costruttore di reti, agugliara
si chiama un particolare tipo di rete
utilizzata per la pesca alle aguglie. |
AGUIAR
AGUIARI
AGUIARO
ANGUIARI |
Aguiar. decisamente veneto, è quasi unico, Aguiari è tipico
del ferrarese, in particolare di Ferrara, Mesola, Copparo e Trisigallo
e del rovigoto, Aguiaro, decisamente rarissimo è dell'area rovigota,
Anguiari, estremamente raro, è del rovigoto, dovrebbero tutti derivare
da soprannomi dialettali originari dall'attività di pescatore di
anguille tipico dell'area del delta del Po.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Aguiari è variante del cognome Aguglia a proposito del quale
scrive P. Minervini nel suo Dizionario dei cognomi
pugliesi, p. 35: “Poco diffuso in It.
e in Puglia nella forma base (spec. nel Leccese) e nelle varianti Aguiàri,
Agujari, è la cognominizzazione del personale latino Aquilius,
la cui gens Aquilia
era molto diffusa in Campania presso i Vestini e gli Irpini ed in Umbria.
Da esso si è avuto in Italia il toponimo Agugliano (AN), che è
un centro situato tra i fiumi Esino e Musone […]. L'antroponimo in esame
potrebbe essere in relazione con lo zoonimo Aquila e con il veneto settentrionale
‘gugia’ e il toscano ‘guglia’ (<aculea), riferite queste forme a varie
specie di falconidi oppure a una specie di pesce teleosteo commestibile,
dal corpo allungato con mascella e mandibola sottili, che formano un caratteristico
rostro. Potrebbe anche riferirsi a uno speciale ago, che si usa ancora
oggi per cucire vele e tende, oppure derivare dal lat. mediev. ‘agulia’
= "obelisco" o dal toponimo sic. Aguglia.”. |
| AGUNIANO |
Bellavide, moglie del fu Bonvillanii de Aguniano (Gugnano) |
| AGUS |
Tipico sardo del nuorese e cagliaritano soprattutto, deriva da un soprannome
originato dal vocabolo sardo agus (aghi)
originato forse da un soprannome legato al mestiere del capostipite. |
| AGUZZI |
Sembrerebbe avere tre nuclei, uno nel pavese e sud milanese,
uno tra Pesaro ed Ancona ed uno nel rietino, dovrebbe derivare dal cognomen
latino Acutius di cui si hanno tracce ad esempio nel "de
bello civili" di Giulio Cesare troviamo "...Acutius
Rufus apud Pompeium...", nelle Aepistolae di Plinio minore:"Secutae
sunt diversae sententiae consulum designatorum. Cornutus Tertullus censuit
ordine movendum, Acutius Nerva in sortitione provinciae rationem eius non
habendam.", e in una lapide del 300 d.C sul sarcofago di Acutius
a Ghedi. |
AIALA
AJALA |
Aiala
è unico a Palermo, Ajala è rarissimo e dovrebbe essere originario
della Sicilia, derivano probabilmente dall'arabo ayal (cervo) o dal nome
ebraico Ayal, con la stessa radice, ma potrebbero anche essere di origine
spagnola (nel 1606 si riporta un Jeronimo Ayala Alcalde (sindaco) di una
cittadina spagnola), in Spagna c'è una valle di Ayala e nel 1400,
a valledolid ci sono tracce di un Anton Ayala. |
| AIANA
|
Tipico sardo del cagliaritano è molto molto raro, deriva da un soprannome
originato dal vocabolo sardo aiana
(signorina, donna nubile) originato
evidentemente da un soprannome legato alla condizione della capostipite. |
AIAZZI
AIAZZO |
Aiazzi è tipicamente toscano, del fiorentino, pistoiese e senese,
Aiazzo è unico, potrebbero derivare da una forma aferetica modificata
di un ipocoristico del nome Caio. |
AICARDI
AICARDO |
Entrambi liguri, Aicardi è diffuso nelle province di Savona, soprattutto
a Tovo San Giacomo, ed Imperia, Aicardo, molto più raro, sembrerebbe
savonese, derivano dal nome medioevale di origine germanica Aicardus
di cui abbiamo un esempio in una charta venditionis
del settembre 1045 nel Codice Diplomatico Bresciano
dove il notaio così si firma: "...Aicardus
notarius subscripsit postradita complevit
et dedit". Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo agli
inizi del 1400 con il Vescovo di Novara Bartolomeo Aicardi Visconti. |
AIELLO
AJELLO
D'AIELLO
D'AJELLO |
Aiello è tipico del sud, molto diffuso soprattutto in Campania,
Calabria e Sicilia, Ajello, molto più raro, ha un ceppo romano,
uno nel napoletano ed uno nel messinese, D'Ajello, molto raro, è
napoletano, mentre D'Ajello è, oltre che del napoletano, anche e
soprattutto del casertano, derivano tutti dal vocabolo latino Agellum
“piccolo podere”, “campicello” anche tramite toponimi come Aielli (AQ),
Aiello Calabro (CS), Aiello del Friuli (UD), Aiello del Sabato (AV) r molti
altri. Molto diffuso nel Sud Italia in special modo a Catania. Abbiamo
tracce di questa cognomizzazione fin dal XII° secolo, Matteo d'Ajello
è stato nella seconda metà del 1100 notabile al servizio
dei sovrani normanni, personaggio di rilievo della seconda metà
del 1500 fu il pittore Antonio Ajello nativo di Rivello (PZ).
notizie ulteriori fornite
dal barone Ugo Antonio Bella
deriva dal toponimo Aiello (in varie parti dell'It. merid.) da latino
augellus "piccolo podere". Si deve a questo cognome l'esistenza isolana
del toponimo Aiello. Questa famiglia è dello stesso stipite
del napoletano ascritta al sedile di Capuana. Un Francesco fu console generale
di Spagna in Messina per tutto il Regno delle Sicilie nell'anno 1711 e
fu padre di un Letterio che troviamo ascritto alla Mastra Nobile di detta
città del 1807.
Blasone: d'oro, alla sbarra d'azzurro, caricata da tre stelle del campo,
accompagnata da due leoni rivolti del secondo. |
AIOSA
AIOSI
AIOSSA
AIOSSI |
Aiosa è siciliano, in particolare del palermitano, di Palermo e
Polizzi Generosa, Aiossa, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo romano,
uno nel casertano ed uno nel reggino, Aiosi ed Aiossi sono praticamente
unici e probabilmente sono dovuti ad errori di trascrizione dei precedenti,
dovrebbero derivare dal nomen latino Abbius, ricordiamo
Statius Abbius Oppianicus citato ad
esempio da Cicerone nella sua requisitoria Pro
Aulo Cluentio Habito. |
AIMI
AIMO
AIMONE
AIMONI
AJMO
AJMONE |
Aimi è specifico dell'area parmense di Parma e Fidenza in particolare,
Aimo è specifico del cuneese, di Mondovì in particolare,
Aimone è più tipicamente torinese, Aimoni, molto molto raro,
parrebbe lombardo, ma quasi sicuramente a seguito di trasferimenti dal
Piemonte, Ajmo e Ajmone, assolutamente rarissimi, sono probabilmente residui
di grafie antiche degli stessi cognomi, derivano tutti dal nome germanico
Aimo, Aimone di cui abbiamo un esempio in
epoca longobarda in questa Charta Convenientiae
dell'anno 768: "In nomine Domini. regnantes dominis
nostris Desiderius et Adelchis filio eius ueris excelentissimis et a Deo
conserbatis magnis regibus, anno regnis eorum in Dei nomine undecimo et
nono, mense ianoario, per indictione sexta; feliciter. Placuet igitur adque
bona bolontate conuenit inter Aimone,
habitatore castello Ueterbo, nec non et Gumpertu presbiterum...",
con questo nome ricordiamo Aimone di Savoia (15 dicembre 1291 - 22 giugno
1343), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bresciano fin
dal 1100, con Ardiccio degli Aimoni, nato a Vobarno (BS) in guerra con
il Vescovo di Brescia Arimanno. |
| AINI
|
Tipico di Ozieri (SS) è molto raro, deriva da una modificazione
dialettale del nome Gavino. |
AIOLFI
AJOLFI |
Aiolfi , abbastanza raro è specifico della zona che comprende il
milanese, il bergamasco, il lodigiano, il cremonese ed il parmense, Ajolfi
rarissimo è più tipicamente emiliano del parmense, derivano
dal nome longobardo Agilulfus o Aginulfus, da cui Aghilolfi e Aginolfi
e per contrazione Aiolfi. Il nome deriva da due termini germanici agi (paura)
e wolf (lupo), che uniti starebbero a significare lupo che incute terrore
quindi uomo terrificante. Le popolazioni germaniche trasferiscono nei nomi
da loro usati il rispetto che provano per la forza fisica e per il potere
rappresentato dal saper incutere timore, nel medioevo nomi tremendi erano
di buon auspicio per il figlio che avrebbe dovuto difendere l'onore del
casato. Il cognome indica quindi una discendenza da un Agilulfus o Aghinolfus,
nome di cui abbiamo un esempio in una pergamena del 1119, conservata a
Pavia: "...Trigexima tercia dicitur de Bercela, et
est pertice tres et tabule quinque: est ei a mane Aginulfi,
a monte Lanfranci Ariprandi...". |
AIRALDI
AIROLDI
AIROLDO
ARALDI
ARALDO
ARIOLDI
ARIOLDO |
Nome diffuso particolarmente in
Lombardia, anche se a volte è presente in buona parte dell'Italia
settentrionale. Il nome è di origine longobarda e deriva da Ariovaldo
composto da haria (esercito o anche popolo degli Arii (guerrieri)) e waldan
(guidare, comandare), con il chiaro significato di condottiero, cioè
di colui che guida l'esercito. Il nome in epoca medioevale veniva spesso
dato ai primogeniti di casate importanti come buon augurio. Si diffuse
poi per imitazione presso il popolo. Il cognome assume quindi il significato
di appartenente alla famiglia di un Ariovaldo e non è necessariamente
sinonimo di nobiltà di stirpe. |
| AIRASCA |
Airasca, molto molto raro, è tipico della zona tra cuneese e torinese,
dovrebbe derivare dal toponimo Airasca (TO), feudo della contea di Piossasco,
di questo feudo si hanno tracce almeno dal 1300 con il nome di Ayrasca. |
| AIRO' |
Sembra avere due ceppi, nel tarentino e nell'agrigentino, è molto
raro, dovrebbe derivare dal nome longobardo Airoaldo di cui abbiamo traccia
ad esempio in un atto di compravendita datato 765 stilato in Chiusi (SI):
"...Constat me prenominatus Teudemari ab ac die uindedisse
et uindedi tiui Airoaldo
terra purectas in casale Quaratule...". |
| AIROLA |
Airola ha un ceppo nel torinese ed una presenza in Irpinia, che dovrebbe
derivare dal toponimo Airola (BN), il ceppo torinese invece è di
origini oscure.". |
| AITA |
Sembrerebbe avere tre ceppi, nell'udinese, nel napoletano e nel cosentino,
dovrebbe derivare da una modificazione del nome Agata, mutatosi prima in
Aghjta e quindi in Ajta e Aita. |
AIUTI
AIUTO
AJUTI |
Aiuti ed Ajuti, molto molto rari, sembrano originari dell'Italia centrale,
forse del pistoiese, Aiuto, sempre rarissimo, sembrerebbe del trapanese,
dovrebbero derivare dall'aferesi di cognomi come Diolaiuti o simili, è
pure possibile che derivino dal nome medioevale beneaugurale Aiutus di
cui abbiamo un esempio nel 1200 in uno scritto dei padri agostiniani: "...In
Dei nomine Amen. Ex hoc publico Instrumento sit omnibus manifestum, quod
frater Simon Prior Eremitarum Sancti Antonii de Ardinguesca, et frater
Aiutus Prior
Collae, Praesbyteri Rustici, Lucensis alias Livontij Dioecesis...".
Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo ad esempio in Sicilia nel
1300 con Vincenzo Ajuto nobile cavaliere della corte di Federico III°. |
|
|