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ALA Ala ha un ceppo nel torinese, in particolare a Cantoira, Torino e Balangero, uno a Campi Salentina e Salice Salentino nel leccese, più altri molto piccoli a San Vero Milis nell'oristanese, a Roma, a Napoli, a Rapolla nel potentino ed in Sicilia a Palermo, Naro nell'agrigentino e Salaparuta nel trapanese, dovrebbero tutti derivare da toponimi come Ala di Stura nel torinese, Ala di Trento o Ala dei Sardi nel sassarese.
ALABARDI
ALABARDIERI
Alabardi, assolutamente rarissimo, ha due piccoli ceppi, uno nell'area tra reggiano e modenese ed uno nell'anconetano, Alabardieri, praticamente unico, è del pesarese, dovrebbero derivare dal mestiere di alabardiere svolto dai capostipiti, così veniva ad esempio chiamato un soldato delle antiche milizie munito di alabarda, ma era anche l'identificativo specifico di un armato dei Lanzichenecchi e delle Guardie papali.
ALACCA
ALACCHI
ALACCO
Alacca, quasi unico, ed Alacchi, solo leggermente meno raro, sembrerebbero essere di origini campane, forse dell'area salernitano, avellinese, e siciliane, Alacco che oggi sembrerebbe scomparso in Italia, potrebbe essere di origini foggiane, potrebbero derivare da una forma aferetica etnica riferita a quanti provenissero dalla regione della Valacchia, nell'attuale Romania, indicandone così la provenienza da parte dei capostipiti.
ALAFACI Alafaci, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini calabresi, del reggino in particolare, dovrebbe derivare da un nome o soprannome basato sul termine grecanico elafaki, una forma ipocoristica greca del termine elafos (cervo), con il significato quindi di cerbiatto.
ALAGNA Alagna parrebbe tipicamente siciliano, soprattutto del trapanese, di Marsala e Mazara del Vallo, con un importante nucleo anche a Palermo, potrebbe trattarsi di un cognome a derivazione etnica ed indicare una provenienza germanica dei capostipiti o come contrazione del nome Alemagna (Germania) o come distorsione del termine alani ed indicare quindi l'appartenenza dei capostipiti a quel popolo, altamente improbabile una connessione con i toponimi Alagna del vercellese o del pavese.
ALAGONA Molto raro, tipico della provincia di Caltanissetta, famiglia nobile spagnola originaria dell'Aragona da cui prende il nome. Annovera tra i propri membri personaggi illustri come Blasco Alagona che nel 1328 è Capitano di Pietro II° re di Sicilia, o Artale I°  (m. 1389), Gran Giustiziere di Sicilia e tutore della regina Maria, figlia di Federico III° il Semplice, che abbandonò la tradizionale politica filoaragonese e si oppose a Maria e a Martino d'Aragona suo marito che ambiva impadronirsi della Sicilia, il Barone Giovanni Alagona si mise in contrasto con Martino II° Re di Sicilia, suo nipote, Artale II°, riprendendo la politica dello zio,scatenò la ribellione ai Martini (1392) e progettò l'intervento di Gian Galeazzo Visconti (1395).  Rifugiatosi alla corte del duca, fu nominato podestà di Pavia (1401) e di Milano (1402).
integrazioni fornite da Ferdinando Lauricella
ALAIMO Tipico siciliano, deriva dal nome medioevale Alaimo, ma in alcuni casi può derivare dal nome della località Alaimo di Lentini, inizio di questa cognominizzazione la troviamo nel 1200 con il Conte Alaimo di Lentini Maestro Giustiziere del Regno, Strategoto (governatore) di Messina, custode della famiglia Reale durante l'assenza del Re angioino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Alaimo è un cognome siciliano diffuso anche nel resto dell'Italia. Viene dal personale germanico Heimo, Haimo che è probabilmente ipocoristico di nomi inizianti in heim, come Heimeran o Heimeric, e ha prodotto il latino Aimo, Aimonis. La base è il vocabolo germanico heimcasa, patria.
ALAMANNI Abbastanza raro è tipico fiorentino, deriva dall'etnico alemanno (tedesco), presente a Firenze fin da prima del 1300, occupando posti di rilievo nell'organizzazione cittadina, annoverando Gonfaloni di Giustizia, Priori di libertà, Senatori del Granducato e Cavalieri di Santo Stefano fra le proprie fila fino a diventare Marchesi.
ALAMPI
ALAMPO
Alampi è tipico calabrese, del reggino, Alampo, invece è rarissimo e tipico di Catania, dovrebbero derivare da modificazioni del nome greco Eulampio che significa uno che possiede grande bontà.
ALARI
ALARIA
ALARIO
Alari, molto raro, ha un ceppo nel bergamasco ed uno a Roma, Alaria, estremamente raro, è del torinese, Alario ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Trani nel barese, uno a Cassano allo Ionio nel cosentino, ed uno a Palermo, Caltagirone nel catanese, Niscemi e Gela nel nisseno, potrebbero derivare dal fatto di essere stati i capostipiti degli equites alarii, cioè appartenenti alle formazioni della cavalleria romana, che costituivano le ali del fronte d'attacco: "...Livius équités legionarios et alarios clare distinguit et illos vocat Romanos. Sed fortasse Romani équités ibi dicuntur, qui cum Romanis erant, ut alarii etiam équités sociorum, non quia e sociis lecti, quanquam hoc quoque, sed quia cum ipsis pugnabant. Sic et Victorius iudicat...", dagli Annales di Tacito leggiamo: "...quod peditum Germanorum inter nostros merebat circumgredi terga hostium iubet, qui iam acie compositi pellunt turmas socialis equitesque legionum subsidio missos. tum tres leves cohortes ac rursum duae, dein tempore interiecto alarius eques immissus: satis validi si simul incubuissent, per intervallum adventantes neque constantiam addiderant turbatis et pavore fugientium auferebantur. Cethego Labeoni legato quintae legionis quod reliquum auxiliorum tradit...", ma è pure possibile una derivazione dal nome medioevale Alarius, un'alterazione del nome Ilarius, ne abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1096: "...De parte monachorum: Warinus cellararius, Alarius Barratus, Gervasius mariscallus, Johannes Peregrinus, Bodinus de Mairono, Walterius de Calciata...".
ALARICO Assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dal nome germanico Alarico (il famoso re dei Visigoti.).
ALASIA
ALASIO
Alasia abbastanza raro è specifico del cuneese e torinese, Alasio, molto più raro è tipico dell'astigiano, dovrebbero derivare dal nome originario della Linguadoca Alas divenuto Alasius in latino, di questa cognominizzazione si hanno tracce ad esempio nel cuneese nel 1500, in un atto tra l'altro si può leggere: "...Iohannis Francisco Romano, Iohannis de Alasio testibus ad omnia supradicta vocatis et rogatis." e con il frate linguista Gregorio Alasia da Sommariva (CN) autore di un vocabolario italo slavo.
integrazioni fornite da Maria Luisa Alasia Nienstedt
Famiglia nobile cuneese Alasia (De Domina Alasia) risale al XIII° secolo, seguaci dei marchesi di Saluzzo appartennero alla classe dominante ghibellina; cacciati dalla città vennero riammessi nel 1277 in occasione della pace con Asti. In S. Francesco dei conventuali di Cuneo si trovano le loro sepolture; furono ammessi dall'ordine di Malta come quarto Ceva (1595). Foresto, sec. XIV; il Vernazza ne illustrò il sigillo. Giacomo, vicario di Fossano (1309) per Carlo III re di Napoli.
ALASSIO Alassio, molto molto raro, è tipico dell'area di Imperia, dovrebbe derivare dal nome del toponimo Alassio nel savonese, indicandone così la zona d'origine del capostipite.
ALAZIO Alazio, cognome rarissimo, sembrerebbe dell'area siculo calabrese, dovrebbe derivare dal nome latino medioevale Alatius di cui abbiamo un esempio in questo scritto del XIII° secolo: "...At miraculosa mutatio lacrimarum mastichis ab Alatio ex Papagomeno, et aliis relatoribus asserta; satis ibidem a praefato Iustiniano reicitur....".
ALBA Alba è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia isole comprese, potrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome femminile Alba, ma è pure possibile una derivazione dai molti toponimi contenenti la radice Alba, coma Alba (CN) o (TN), Terralba (GE) o (OR) o Torralba (SS), Villalba (RM o (CL), ecc.
ALBANESE
ALBANESI
Cognome diffuso al sud, ha chiara origine geografica, indicando l'appartenenza ad un popolo, l'albanese, che si insediò nelle zone costiere adriatiche dagli Abruzzi alle Puglie e di lì in Sicilia.
ALBANI
ALBANIS
ALBANO
L'origine di questo cognome è abbastanza varia. La prima possibilità è che sia una derivazione da un toponimo romano Alba presente in varie zone d'Italia, dalla piemontese Alba Pompeia (Alba) alla più famosa Alba Longa. Una seconda teoria è che il cognome derivi da un nome tardo latino Albanus, mentre una terza ipotesi plausibile è che derivi da un toponimo medioevale Albano, presente in molte parti d'Italia. Le prime tracce di questi cognomi sono del 1500.
ALBANITO Albanito, molto molto raro, sembrerebbe tipico di Torano Castello nel cosentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), il cognome Albanito sembra nascere da un'italianizzazione del cognome greco Arvanitis, col significato letterale di albanese (è chiara l'affinità col cognome Albanese): nel corso della storia, infatti, il fenomeno plurisecolare dell'emigrazione albanese (la cosiddetta diaspora albanese) si è diretto molto spesso verso la Grecia e, al tempo stesso, verso l'Italia, dando vita, in entrambi i paesi, a parecchi cognomi d'origine albanese (per tradizione, gli italo-albanesi vengono definiti arbëreshë, mentre i greco-albanesi son detti arvaniti); in questo contesto, inoltre, è importante notare che molti cognomi arbëreshë provengono in realtà dalla Grecia e non dall'Albania, trattandosi appunto di cognomi arvaniti (vedi anche Greca).
ALBE
ALBE'
Albe, quasi unico, è del nordmilanese, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome Albè, che è tipico dell'area tra milanese e varesotto, di Legnano nel milanese e di Gorla Maggiore, Gorla Minore, Olgiate Olona, Busto Arsizio e Castellanza nel varesotto, potrebbe essere di origini longobarde e derivare dal nome derivato dal termine longobardo albhi (elfo, spirito dei boschi).
ALBENGA Albenga ha un ceppo nell'astigiano, a San Marzano Oliveto, Nizza Monferrato ed Incisa Scapaccino, con presenze anche nell'alessandrino e nella Lombardia occidentale, dovrebbe derivare dal nome della cittadina ligure di Albenga, probabile luogo d'origine del capostipite, paese il cui nome dovrebbe derivare dall'espressione prelatina album Ingaunum (il capoluogo degli Ingauni, un popolo ligure).
ALBENZI
ALBENZIO
Albenzi, molto molto raro, è tipico della provincia di Roma, di Gallicano nel Lazio e di Roma stessa, Albenzio ha un piccolo ceppo in Irpinia a Bisaccia (AV) ed uno primario a Bari e Cassano Delle Murge (BA), dovrebbero derivare dal nome medioevale Albentius di cui abbiamo un esempio in Albenzio Rossi in una lapide funeraria del 1606 a Roma: "...fr. Albentius De Rubeis a Vetrario clericus eremita studio religionis in Deum ac pietatis in proximum ecclesiam hanc Ascensioni Domini dicatam ...", di lui si parla anche nelle Acta Visitationis sotto Alessandro VII: "...Albentio da Cetrario in Calabria huomo timorato del Sig. Iddio essendo andato al Monte d' Ancona per ricevere da quei Padri Camaldoli di Montecorona qualche carità, gli diede il Priore un tonichino bianco dell' habito loro con il quale venne a Roma l' anno 1586 e prese l' habito di eremita di lana pura bianca sopra della nuda carne senza cappuccio...".
ALBERANI
ALBERANO
ALBERONE
ALBERONI
Alberani è tipico dell'area bolognese, ferrarese, ravennate, Alberano è quasi unico, così come Alberone, Alberoni, tipicamente emiliano, ha un ceppo nel piacentino ed uno nel bolognese, potrebbero in alcuni casi derivare dai vari toponimi come Alberone di Cento nel ferrarese o altri contenenti la radice albero o alberi.
ALBERGHI
ALBERGO
Alberghi ha un ceppo genovese ed uno a Faenza nel ravennate, Albergo è tipicamente meridionale, ha un ceppo a Napoli, uno a Venosa nel potentino ed a Tursi nel materano, uno consistente nel barese, a Bari, Altamura, Modugno, Valenzano e Bitonto, ed uno in Sicilia a Catania e Vizzini nel catanese, dovrebbero derivare dal nome longobardo Aliberg, originato dall'unione dei termini ali (diverso, altro) e da berg (montagna), ma non si può escludere possa anche trattarsi di un'alterazione del nome germanico Albericus (vedi ALBERICI).
ALBERGHINI Tipico della zona che comprende il bolognese ed il ferrarese, dovrebbe derivare dal nome longobardo Aliberg o Alibergo di cui si hanno tracce anche al femminile nel VII°, VIII° secolo, in alcuni casi potrebbe anche derivare dal toponimo Malalbergo nel bolognese.
ALBERI
ALBERO
Alberi ha un ceppo nel ferrarese ed uno nel bolognese, Albero è tipicamente campano del napoletano e del vicino salernitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Alberius (vedi ALBERIO), ma potrebbe anche derivare da soprannomi utili ad indicare sia quelli dell'albero, intendendo una pianta particolarmente rinomata, sia quelli che tagliavano gli alberi e che degli alberi vivevano.
ALBERICI
ALBERICO
ALBERIGHI
ALBERIGO
ALBRICI
ALBRIGHI
ALBRIGO
ALBRISI
ALBRISIO
Alberici è molto diffuso nella Lombardia occidentale, in Emilia e nel romano, Alberico ha un ceppo lombarso, uno nell'area che comprende il romano, il latinense, l'aquilano, il pescarese, il teatino, il campobassano, il casertano ed il napoletano, Alberighi, decisamente molto raro, è specifico del ferrarese, Alberigo, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, Albrici, tipicamente lombardo, è soprattutto specifico del bergamasco, di Bergamo e Vilminore di Scalvi e di Cologne nel bresciano, Albrighi, estremamente raro, ha qualche presenza nel nordovest della Lombardia e nel ferrarese, Albrigo ha qualche presenza in Trentino ed un ceppo nel veronese, a Sommacampagna, Verona e Bussolengo, Albrisi, quasi unico, è del milanese, Albrisio è praticamente unico, Albrizi è una forma alterata di Albrizio che ha un ceppo a Napoli ed uno nel barese. Dovrebbero tutti derivare da alterazioni del nome ostrogoto Alarico, Alberico, parola composta dai due termini albhi (folletto, elfo) e rix, ric (Re, Signore) che assieme assumono il significato di Re degli Elfi. Il nome latinizzato in Albericus si diffuse nella penisola, il cognome che da questo deriva, identifica un'origine medioevale, probabilmente Franca, della famiglia.
ALBERIO
ALBERIOLI
ALBERIONE
Alberio ha un nucleo lombardo, a Rovello Porro nel comasco, con ceppi anche a Turate, Como, Lomazzo e Rovellasca,  un ceppo nel varesotto a Saronno e Gavirate ed uno a Milano,Alberioli, assolutamente rarissimo, è del bellunese, Alberione, molto raro, è tipico del cuneese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici od accrescitivi dal nome medioevale Alberius di cui abbiamo un esempio in una Cartula ordinationis dell'anno 1098 a Sombreno nel bergamasco: "In Christi nomine. Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo nonageximo octavo, mense marcio, indicione sesta. Ego Alberius filius quondam Alkerii de loco Breno, qui profesus sum lege vivere Langobardorum, presens presentibus dixi: "Vita et mors in manu Dei est; melius est enim homini metu mortis vivere quam spe vivendi morte subitanea pervenire". Ideoque ego qui supra Albero volo et statuo seu iudico atque per hanc cartulam et ordinationis ...".
ALBERTA
ALBERTACCI
ALBERTARELLI
ALBERTARIO
ALBERTAZZI
ALBERTELLA
ALBERTELLI
ALBERTI
ALBERTIN
ALBERTINI
ALBERTINO
ALBERTIS
ALBERTO
ALBERTON
ALBERTONE
ALBERTONI
ALIBERTI
ALIBERTO
Il nome Alberto è arrivato in Italia con i Longobardi prima e con i Franchi poi, deriva dal nome Adalberto che ha origine da due vocaboli germanici athala (nobiltà) e berth (splendore), identifica cioè uno di nobilissima stirpe, di splendente nobiltà. Il nome, per imitazione, venne dato, in epoca medioevale, a bambini come indice di nobiltà e poi come semplice augurio. I cognomi pur se distribuiti per tutta la penisola hanno una maggiore concentrazione al nord, dove maggiore è stata l'influenza dei Longobardi prima e dei Franchi dopo. Alberta rarissimo è specifico di Castelnuovo Della Daunia (FG), Albertacci, estremamente raro, ha un piccolissimo ceppo triestino ed uno torinese, Albertarelli, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo nel milanese ed uno nel ravennate, Albertario è della zona tra Milano e Pavia, Albertazzi ha un nucleo nel bolognese ed un ceppo tra pavese e piacentino, Albertella sembrerebbe specifico del verbanese, di Cannobio, Cannero Riviera e Verbania, Albertelli ha un piccolo ceppo nell'alessandrino ed a Genova, ha ceppi lombardi, a Milano ed a Cedegolo nel bresciano, ed ha ceppi emiliani, a Piacenza e Bettola nel piacentino e nel parmense a Corniglio e  Parma, Alberti è panitaliano, Albertin, tipicamente veneto, è specifico della zona che comprende le province di Padova e Rovigo, Albertini è tipico della zona che comprende Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Marche, Albertino è piemontese, di Carmagnola e Carignano nel torinese e del cuneese, Albertis è praticamente unico, Alberto ha un nucleo tra torinese, cuneese e savonese e ceppi nel napoletano ed in provincia di Catanzaro, Alberton è tipico del vicentino anche se è presente in modo significativo anche nel trevisano, Albertone è di Chivasso (TO) e del torinese, Albertoni sembrerebbe lombardo, del bresciano, del cremonese, del milanese e del mantovano, ma ha presenze significative anche nel bolognese e nel fiorentino, Aliberti ha un nucleo principale in Campania e ceppi nella zona dello stretto, a Roma ed in Piemonte, Aliberto, molto raro, ha un ceppo nel messinese ed uno nel napoletano.
ALBIERI
ALBIERO
Albieri è tipico dell'area rovigoto, ferrarese, mentre Albiero è decisamente veneto, in particolare del vicentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Albiero, una variante del più diffuso Alberico a sua volta derivato dai termini medioevali germanici alb (elfo) e  ric (potente, ricco), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1400 a Castelvecchio di Valdagno (VI) con la famiglia degli Albieri.
ALBINATI Albinati, molto molto raro, ha un ceppo lombardo tra varesotto e milanese ed uno romano, si potrebbe trattare di forme etniche derivanti dal toponimo Sant'Albino nel milanese, ma è pure possibile che si tratti di forme patronimiche dove -ati sta per figlio di e starebbe allora ad indicare la famiglia del figlio di un Albino (vedi ALBINI).
ALBINI
ALBINO
ALBINONI
Albini è distribuito in tutt'Italia, ma ha un forte gruppo lombardo che potrebbe derivare dal toponimo Albino (BG), ha ceppi in Liguria, nel fiorentino, in Romagna, in Umbria, nel beneventano, nel Salento, nel potentino, nel reggino e nel catanese, Albino, più propriamente meridionale, ha ceppi in Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, Albinoni è assolutamente rarissimo, oltre alla derivazione da toponimi contenenti la radice Albino, questi cognomi possono derivare dalla Gens Albinia o dal nome personale latino Albinius da questa derivato, riportiamo a titolo di esempio Marcus Albinius tribuno militare dell'epoca di Roma repubblicana nell'anno 378 a. C., è pure possibile una derivazione da soprannomi originati da caratteristiche fisiche cioè dal fatto che il capostipite avesse la pelle chiara o i capelli bianchi.
ALBINIANO Albiniano, molto raro, è specifico del Molise e di Campobasso in particolare, deriva dal cognomen latino Albinianus di cui abbiamo un esempio in Lucius Sestius Quirinalis Albinianus proquestore del più famoso Marcus Iunius Brutus, si potrebbe anche ipotizzare che l'Albiniano si debba intendere come locus Albini indicando quindi una località Albiniano di cui si sarebbero perse le tracce, nei pressi di San'Agata dei Goti nel beneventano un simile toponimo esisteva almeno nel 1100 perchè in uno scritto locale del 1120 possiamo leggere "...Rogerio filio Attardi de Albiniano...".
ALBIS Molto molto raro sembra avere un ceppo piemontese ed uno laziale, potrebbe derivare dal nome Albis attribuito a volte ai nati in quel periodo (settimana in Albis e domenica in Albis, la settimana successiva alla Pasqua, così chiamata in riferimento alla massiccia presenza delle vesti bianche dei neobattezzati).
ALBIZZATI Tipico del varesotto e del vicino milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Albizzate (VA).
ALBOINI
ALBOINO
ALBORINI
ALBORINO
Alboini e Alboino, estremamente rari, sono quasi sicuramente settentrionali, Alborini è assolutamente rarissimo, Alborino sembrerebbe specifico di Napoli, Grumo Nevano, Bacoli, Quarto, Arzano e Frattamaggiore nel napoletano e di Aversa nel casertano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Alborinus, una forma latinizzata del nome longobardo Alboino, ricordiamo con questo nome il Re dei longobardi dall'anno 560, il cui nome Albwin, composto da alb (elfo) e win (amico), ha il significato di amico degli elfi.
ALBONETTI
ALBONI
ALBONICI
ALBONICO
Albonetti ha un ceppo romagnolo a Faenza, Brisighella, Ravenna, Lugo e Castel Bolognese nel ravennate, a Forlì e Tredozio nel forlivese e ad Imola e Bologna nel bolognese, un ceppo a Senigallia nell'anconetano ed uno a Roma, Alboni è tipico emiliano con un ceppo nel lodigiano, Albonici, assolutamente rarissimo, sembrerebbe laziale, Albonico è specifico del comasco che, in qualche caso, potrebbe derivare dal toponimo Albonico, frazione di Sorico appunto nel comasco, tutti dovrebbero derivare, direttamente o tramite alterazioni ipocoristiche, dal nome tardo latino Albonius, di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "Albonius Targell(i) Saturnino / militante S(aluti) v(otum) f(ecit)", o dal nome equivalente longobardo Alboino.
ALBORE Albore, molto raro, sembrerebbe avere un ceppo campano nel napoletano ed uno tra foggiano e barese, si dovrebbe trattare di un'alterazione dialettale del cognome Arbore (vedi ARBORE).
ALBORGHETTI Alborghetti è tipicamente lombardo, di Bergamo, Ambivere, Sanzorosciate, Palazzago, Mapello, Cisano Bergamasco, Alzano Lombardo, Cenate Sopra Nembro, Comun Nuovo, Bolgare, Filago, Trescore Balneario, Entratico, Villa di Serio e Terno d'Isola, con ceppi anche nel bresciano a Rovato e Chiari e nel lecchese a Calolziocorte e Lecco, un piccolo ceppo è presente anche a Trieste, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, probabilmente motivato dal mestiere di albergatore o locandiere svolto dai capostipiti.
ALBORINI
ALBORINO
Albrizi, praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Albrizio che è specifico del barese, Albrizzi, molto molto raro potrebbe essere bolognese, derivano tutti dal nome medioevale Alberigus modificato in Albritius.
ALBRICCI Molto raro sembra essere tipico della bergamasca, deriva dal nome medioevale Alberigus modificato in Albritius, esempio di questa cognominizzazione la troviamo in val di Scalve dal 1200 tra le famiglie nobili di importanza notevole per la politica della valle, abbiamo ad esempio Alessio Albricci Console della valle nel 1484 e nel 1488; la famiglia Albricci estese la sua rinomanza fino al veronese, a SanBonifacio (VR) troviamo nel 1400 una famiglia Albricci che lascia alla Chiesa della Misericordia una discreta somma per il mantenimento dell'Altare di San Francesco, in base al testamento di Aurelio Albricci del 9 febbraio 1441.
ALBRIZI
ALBRIZIO
ALBRIZZI
Albrizi, praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Albrizio che è specifico del barese, Albrizzi, molto molto raro potrebbe essere bolognese, derivano tutti dal nome medioevale Alberigus modificato in Albritius.
ALCAINI
ALCAINO
Alcaini,estremamente raro, è tipico di Dossena (BG) Alcaino, quasi unico sembrerebbe originario del salentino, dovrebbero essere di origini basche, nell'elenco dei notai della Repubblica di Venezia troviamo il notaio Francesco Alcaini che esercitò dal 1580 al 1603 e negli atti della cancelleria pretoria del comune di Bergamo troviamo in un atto del 1617 una cessione di beni ad un certo Giovanni Maria Alcaini, fu Francesco.
integrazioni fornite da Daniele Todeschini
Alcaini è un cognome originario di Dossena (BG) risalente all'epoca romana. La famiglia fu presente nella compagnia detti dei Bastazi della dogana di Venezia.
ALCAMO Alcamo, tipicamente siciliano, del trapanese, particolarmente concentrato ad Alcamo, Trapani, Mazara del Vallo ed Erice, con ceppi anche a Ficarazzi e Palermo nel palermitano, ed a Lentini nel siracusano, potrebbe derivare dal nome arabo Alqamah, ma è pure possibile, in alcuni casi una derivazione dal toponimo trapanese Alcamo.
ALCESTE
ALCESTI
CESTE
CESTI
Alceste ed Alcesti sono quasi unici, Ceste è decisamente piemontese, del torinese, astigiano e cuneese, soprattutto di Costigliole (AT) e di Govone (CN), Cesti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere avuto un ceppo tra varesotto e pavese, probabilmente ad Uboldo ed uno nel modenese, soprattutto a Finale Emilia e Castelvetro di Modena, ancora esistente, dovrebbero derivare dalla cognominizzazione del nome Alceste portato dal capostipite, sia per aferesi che con lo stesso nome.
ALCIBIADE Alcibiade, molto molto raro, è tipico di Roma e di Viterbo, dovrebbe derivare dal nome greco Άλκιβιάδης   Alkibiadês (Alcibiade), ricordiamo con questo nome l'uomo politico e generale ateniese vissuto dal 450 al 404 a.C., un parente stretto di Pericle.
ALCINI
ALCINO
Alcini, ha un ceppo umbro a Massa Martana e Giano dell'Umbria nel perugino ed a Terni e Narni nel ternano, ed uno a Pineto nel teramano, Alcino è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome latino Alcinus derivato dal nome omerico Αλκίνοος Alcinoo, citato nell'Odissea, portato dal Re dei Feaci che fornisce ad Ulisse l'imbarcazione per tornare ad Itaca.
ALCOZER Alcozer, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere di origini spagnole, trapiantato in Sicilia, dovrebbe derivare dal nome del paese di Alcozer sotto Valencia o di Alcozer di Guadalajara, entrambi in Spagna, un feudo di Alcozer è citato anche nell'introduzione del libro di Cervantes Don Chisciotte del la Mancia, che inizia così: "El ingenioso Hidalgo Don Quixote del la Mancha. Compuesto por Miguel de Ceruantes Saauedra. / Dirigido al Duque de Beiar, Marques de Gibraleon, Conde de Barcelona, y Bañares, Vizconde de la Puebla de Alcozer, Señor de las villas de Capilla, Curiel, y Burgillos ...", nel 1776 nasce lo scrittore dialettale siciliano Giovanni Alcozer che prese parte alla rivoluzione del 1848, entrò nel Consiglio dei Pari del Parlamento siciliano e fu tra i firmatari dell'atto di decadenza della dinastia borbonica.
 
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