| AMADASI
|
Amadasi è tipico di Parma in particolare e del parmense, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Amadasius,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel veneziano, nell'anno 1298, quando troviamo
il notaio: "Amadasius de Ravegnanis
imperiali auctoritate iudex ordinarius et notarius.. .. in episcopatu Torcellano
(Torcello nel veneziano)". |
AMADDEO
AMADDIO
AMADEI
AMADEO
AMADINI
AMADIO
AMEDALI
AMEDEI
AMEDEO
AMODEO
AMODIO |
Amaddeo è specifico di reggio Calabria, Amaddio è tipico
siciliano, di Rosolini (SR) e di Catania, Amadei è molto diffuso
in Lombardia, Emilia e Romagna e pesarese, basso trentino e veronese, con
massima concentrazione nel bresciano, ha ceppi nel genovese, spezzino,
carrarese e lucchese, ha un ceppo anche tra le province di Terni, Rieti
e Roma, Amadeo ha un ceppo lombardo ed uno reggino, Amadini è tipicamente
lombardo, Amadio è molto presente al nord ed al centro, con un ceppo
anche nel catanese, ha una grossa concentrazione in Veneto e nel Lazio,
Amedali, quasi unico, sembrerebbe lombardo, Amedei, molto molto raro, parrebbe
di Toscana e Lazio, Amedeo ha un ceppo nel reggino ed uno nel Piemonte
occidentale, Amodeo è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia,
ma con massima concentrazione in Sicilia e Calabria, Amodio è tipico
del sud, di Campania e Puglia in particolar modo. Tutte
queste varianti hanno in comune l'origine religiosa medioevale Amo
Deus - Ama Deus cioè ama il
Signore, sono cognomi molto comuni in tutta Italia con forme
più frequentemente presenti in alcune zone ed altre in altre. Esistono
tracce di questi tipi di cognomi già dal XIII° secolo, anche
se la piena diffusione avvenne in epoca rinascimentale. |
AMADELLI
AMADI
AMADINI
AMADU
AMADUCCI
AMADUZZI |
Amadelli è tipico della zona di confine tra modenese e ferrarese,
di Finale Ligure (MO) e di Voghiera (FE), Amadi ha un ceppo nello spezzino
a La Spezia e Calice al Cornoviglio, ed uno a Venzia e nel veneziano limitrofo,
Amadini sembra tipicamente lombardo con un ceppo principale a Bovegno nel
bresciano ed a Gazzuolo nel mantovano, Amadu è tipicamente sardo
di Pattada (SS), Amaducci è specifico della Romagna, di Cesena,
Forlì, Rimini, Bertinoro (FC) e Ravenna, Amaduzzi ha un ceppo a
Bologna e Pianoro nel bolognese ed in Romagna a Cesena, Rimini e Savignano
sul Rubicone (FC), con un ceppo a Fano (AN) ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Amado
(forma dialettale di Amato), che, in
ambito cristiano, va letto nel senso di amato
o protetto da Dio (vedi Amata):
in questo contesto, infatti, l'ipotesi di un'origine araba è poco
probabile o, comunque, limitata a poche famiglie, se si considera la distribuzione
dei cognomi per lo più nel nord e centro nord del paese (lo stesso
discorso vale
anche in Sardegna per le famiglie Amadu). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
| AMADESI
|
Amadesi è tipicamente emiliano, di Bologna in particolare e di Casalecchio
di Reno, dovrebbe derivare dal nome medioevale Amadesius,
nome di un antico arcivescovo di Ravenna. |
AMADORE
AMADORI
AMATORE
AMATORI |
Amadore, molto molto raro, sembrerebbe della zona tra Galati Mamertino
(ME) e Capo D'Orlando, Amadori diffusissimo tra bolognese, Romagna e pesarese
ha ceppi anche in costa Smeralda e nel bresciano e basso trentino, Amatore
ha un nucleo nel siracusano nella zona di Noto e Palazzolo Acreide (SR)
ed uno nel napoletano, Amatori ha un ceppo nel pesarese, uno a Thiene (VI)
e dintorni ed uno secondario a Roma, derivano tutti dal nome latino Amator
di cui abbiamo un esempio in Historia Longobardorum
di Paolo Diacono: "...Quo vita decedente, Amator
in eius loco episcopus ordinatus est. Usque ad eundem enim diem superiores
patriarchae, quia in Aquileia propter Romanorum incursionem habitare minime
poterant,..", tracce di questa cognominizzazione le troviamo con gli
Amadori a Sabbionara d'Avio (TN) nel 1400, sempre nel 1400 a Vinci troviamo
Albiera Amadori matrigna di Leonardo. |
AMALBERTI
AMALBERTO |
Amalberti è tipico della zona tra Ventimiglia, Vallecrosia e Soldano
nell'imperiese, Amalberto, assolutamente rarissimo, sembra astigiano, derivano
dal nome di origine franca Amalbertus, di cui abbiamo un esempio nel VII°
secolo con San Amalberto e più tardi nel Codex
Chronologico Diplomaticus Episcopatus Ratisbonensis nell'anno 885:
"...Signum Domni Karoli Serenissimi Imperatoris Augusti.Amalbertus
Notarius ad vicem Liutuuardi Archcancellarii recognovi...". |
AMALFI
AMALFITANI
AMALFITANO |
Amalfi ha un ceppo a Napoli, uno a Lagonegro (PZ) ed uno nel messinese
a Santa Lucia Del Mela (ME) in particolare, Amalfitani è quasi unico,
Amalfitano è specifico di Napoli ed Ischia, derivano dal toponimo
Amalfi e dal etnico relativo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel 1200 alla corte di Federico II° con il gran valletto Crescius Amalfitanus. |
AMANATI
AMANNITI
AMMANATI
AMMANATO
AMMANITI
AMMANNATI
AMMANNATO
AMMANNITI
AMMANNITO |
Amanati, quasi unico, è della zona tra riminese e pesarese, Amanniti
sembrerebbe unico, come Ammanati, che è probabilmente dovuto ad
un errore di trascrizione di Ammannati, che ha un ceppo nel fiorentino
a Firenze, Empoli, Sesto Fiorentino, Vinci e Lastra a Signa, a Pistoia
e Montale nel pistoiese, a Pisa e San Miniato nel pisano ed a Montemurlo
e Prato nel pratese, Ammanato , quasi unico, sembrerebbe siciliano, ed
è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Ammannato, che
è specifico di Palermo, Ammaniti, quasi unico, Ammanniti ed Ammannito,
molto molto rari, sono specifici del centro Italia.
informazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Ammannato
(con una variante in Ammannito), che,
nell'onomastica augurale, assume il significato di ben
pronto, preparato o, per estensione, dotato
(di virtù, qualità, talento, etc): va osservato, in effetti,
che, per quanto disusato ai giorni nostri, l'aggettivo ammannato
o ammannito deriva dal verbo ammannare
o ammannire (letteralmente raccogliere
in manne), che, in senso figurato, significa proprio allestire,
preparare, predisporre - in ambito onomastico, è chiaro
il riferimento a un'inclinazione del carattere o un'auspicata dote naturale.
A titolo esemplificativo, si può citare un verso di fra' Domenico
Cavalca (Vicopisano, 1270 c.ca - Pisa, 1432), che, nelle sue Rime, dice
"e siamo di virtù tutte amannate,
e di divino amor tutte infiammate e di bellezza". Dal punto di visto
storico, esempi del nome Ammannato si hanno già nella Siena del
'200, con personaggi quali Ammannato del fu Prospero da Firenze, Ammannato
del fu Rontieri, Ammannata del fu Parabuoi, Ammannato console del castello
di Abbadia, etc. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
AMANDOLA
AMENDOLA
AMENDOLEA
AMENDOLIA
AMMENDOLA
AMMENDOLEA
AMMENDOLIA |
Amandola è piemontese, del torinese, astigiano e cuneese, Amendola
è tipico del Lazio, Campania e Calabria settentrionale, Amendolea,
assolutamente rarissimo, potrebbe essere di Polistena nel reggino, Amendolia,
molto raro, è specifico di Messina e dintorni, Ammendola ha un grosso
ceppo nel napoletano, a Napoli, San Giuseppe Vesuviano, Torre Annunziata,
Terzigno, San Giorgio a Cremano, Ottaviano, Castellammare di Stabia e Torre
del Greco, ed uno tra catanzarese e reggino, in particolare a Lamezia Terme
nel catanzarese ed a Taurianova nel reggino, Ammendolea, molto molto raro,
ha un piccolissimo ceppo nel reggino, Ammendolia ha un ceppo nell'area
dello stretto, a Messina e nel reggino a Caulonia e Polistena, derivano
tutti da soprannomi legati al vocabolo dialettale amandula,
amendula
o mendola (mandorla). Tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel Salento nel 1300 con i feudatari dell'Amendolea,
a Lipari nel 1500 in un atto viene citato: "...Baldasar
Blasius pro magnifico Ioannello Amendula,
iurato...". |
AMANTEA
AMANTIA |
Amantea, molto raro, è tipico calabrese, di Amantea (CS), Amantia
anch'esso raro, è tipico di Catania e dintorni, dovrebbero entrambi
derivare dal toponimo Amantea e dal suo equivalente arcaico Amantia. |
| AMAOLO
|
Amaolo è tipico del sud delle Marche, di Sant'Elpidio a mare, Montegranaro
e Porto San Giorgio nel Piceno, e di Civitanova Marche e Corridonia nel
maceratese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Amaulus
a sua volta derivato dal nome provenzale Amaul. |
AMAPANE
AMAPANI |
Amapane, cognome assolutamente rarissimo, di cui si ha una presenza nel
pavese, ma che sembrerebbe essere stato originario del barese, forse di
Acquaviva delle Fonti, come possiamo arguire da un registro dell'università
di Brema: "14 Iunii 1696 Joseph
Dominicus Amapane, ex regno Neapolitano oriundus,
ex civitate Barii. Proselytus, linguae Italicae magister ex decreto 9 Iunii
constitutus, adeoque gratis inscriptus.", e da una registrazione
del 1722 a Rutigliano sempre nel barese: "...Rutiliani
1722. Acta super petitione legati pii montis fundati per quondam diaconum
Vitum Pappalepore inter magnificam Anna Amapano
et canonicum don Ignatium Pappalepore...", si hanno tracce dei de
Amapano comunque anche in Piemonte, nella zona di Borgaro Torinese, tracce
di una famiglia benestante risalenti almeno al 1500, il cognome Amapani,
quasi unico, ha una presenza barese, dovrebbero derivare dal nome troiano
Amopaon citato da Omero nell'Iliade
come figlio di Polyaemon. |
AMARELLI
AMARELLO
AMARI
AMARINI
AMARINO
AMARO |
Amari è tipicamente siciliano, di Ribera nell'agrigentino, di Palermo
e Bagheria e di Partanna e Salemi nel trapanese, Amarini ed Amarino sono
quasi unici, così come Amarelli ed Amarello, Amaro ha un ceppo a
Boscoreale, Napoli e Boscotrecase nel napoletano, a Scafati nel salernitano,
un ceppo a Melicucco nel reggino ed uno in Sicilia nel trapanese a Trapani,
Alcamo ed Erice, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere, direttamente
o attraverso ipocoristici, da forme contratte del nome germanico Ademaro,
ma non si può escludere, soprattutto per i ceppi siciliani una derivazione
dal nome arabo Ammar, ricordiamo con
questo nome Ammar ibn Yasir nato nel 570, stesso anno di Maometto, di cui
fu grande amico.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cognome siciliano dalla voce dialettale 'amaru'=
infelice. Fonte: Rohlfs, 40. |
| AMAS
|
Amas è quasi unico, sicuramente siciliano, forse del catanese, dovrebbe
derivare dal nome arabo Hamas (Leone). |
AMATA
AMATI
AMATIELLO
AMATINO
AMATO
AMATU
AMATUCCI
AMATULLI
AMATUZZI |
 Dal nome medioevale Amatus. nei cristiani,
"amato, protetto da Dio "di cui abbiamo
un esempio in un atto di compravendita del 1195 a Solofra (AV): "...Que
tota petia videtur esse per hos fines: a parte orientis fine heredum quondam
Amati Cioffi
et Iaconi Petri qui dicitur de Archipresbitero; a parte meridiei fine via
puplica; a parte occidentis fine ipsius Iaconi Petri et Iohannis qui dicitur
de Archi... ..ego Falco notarius iussu suprascripti iudicis scripsi".
Amata ha un ceppo laziale a Roma e ad Atina nel frusinate, ed un ceppo
siciliano a Sant`Agata di Militello e Militello Rosmarino nel messinese,
a Troina nell'ennese ed a Catania, Amati è presente in tutt'Italia,
ma in particolar modo nel milanese, lecchese e comasco, tra forlivese,
riminese e pesarese e tra Basilicata e Puglia centrale, Amatiello, abbastanza
raro, è specifico di Cervinara nell'avellinese, Amatino, rarissimo,
sembrerebbe di Minori nel salernitano, Amato è diffuso in tutto
il Sud Italia, Amatu, estremamente raro, parrebbe del ragusano, Amatucci
ha un ceppo nell'aretino ad Arezzo e Castiglion Fiorentino, uno nel Piceno
ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Castignano, Folignano e Castel
di Lama e nel vicino teramano a Sant`Egidio alla Vibrata ed Ancarano, ed
in Campania a Napoli, Avellino, San Potito Ultra (AV) e Castellabate nel
salernitano, Amatulli è pugliese, del barese, di Noci, Grumo Appula,
Conversano, Bari, Rutigliano e Putignano e. nel tarantino di Taranto e
Mottola, Amatuzzi, molto molto raro, parrebbe del cosentino. Personaggio
famoso fu Andrea Amati nato nel 1505 a Cremona che diede origine alla famosa
famiglia di liutai cremonesi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due ipotesi,
che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'altissima diffusione nell'intero
paese (soprattutto nella forma Amato). Cominciando con la prima interpretazione,
innanzitutto, è sicuramente corretta la derivazione dal nome medievale
Amato, che, grazie al suo chiaro valore
augurale, si è diffuso anche al di fuori dei confini italiani (basti
pensare al nome spagnolo Amado o al
francese Aimé o all'ebraico
David o all'arabo Habib,
etc). Tenendo ferma quest'ipotesi, comunque, è interessante notare
la fortissima diffusione del cognome Amato in Sicilia e, a dire il vero,
un po' in tutto il sud Italia (soprattutto nell'area occidentale): in queste
parti del paese, infatti, pare che i cognomi in questione nascano spesso
dall'italianizzazione
del nome arabo Ahmad o dell'ancora
più noto Muhammad (accostato
foneticamente ad Ahmad tramite aferesi
della prima sillaba); al di là della fonetica, inoltre, va notato
che Ahmad può essere considerato
di fatto come una variante di Muhammad,
anzi, nel mondo arabo-musulmano (così come nello stesso Corano),
entrambi questi nomi vengono usati in riferimento alla figura del profeta
Maometto. Dal punto di vista etimologico, comunque, i nomi Muhammad e Ahmad
derivano entrambi dal verbo arabo hamida
(lodare, encomiare) e vengono spesso
tradotti col significato di lodevole, degno di
ogni lode o encomio; solo per curiosità, inoltre, va
detto che questi nomi sono tra i più diffusi nel mondo musulmano
(Muhammad, di fatto, è il più comune fra tutti i nomi arabi
e, secondo statistiche recenti, pare che sia addirittura il nome più
diffuso al mondo) e questo, allora, spiega la vasta concentrazione di famiglie
Amato soprattutto in Sicilia (anche se, naturalmente, non bisogna dimenticare
la prima ipotesi di significato, che può valere anche per molte
famiglie del sud Italia). |
| AMATOBENE
|
Amatobene, estremamente raro, ha un ceppo nel pescarese, in particolare
a Villa Celiera, dovrebbe derivare dal nome medioevale Amatobene
attribuito probabilmente al capostipite da genitori che avessero molto
desiderato il proprio figlio. |
| AMATRICE
|
Tipico napoletano, dovrebbe derivare dal toponimo Amatrice (RI), ma è
pure possibile interderlo come matronimico dal nome femminile Amatrice,
in uso in epoca rinascimentale, ricordiamo con questo cognome l'architetto
e pittore Cola dell'Amatrice (1480-1547). |
AMATRUDA
AMATRUDE
AMATRUDI
AMATRUDO |
Amatruda ha un ceppo calabrese nella zona di Lamezia Terme (CZ) ed uno
salernitano nella zona di Amalfi e Tramonti, Amatrude, quasi unico è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Amatrudi,
assolutamente rarissimo, è napoletano mentre il meno raro Amatrudo
è salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Amoltrud. |
AMAZZINI
AMMAZZINI |
Amazzini ha qualche presenza nel lucchese ed un piccolo ceppo a Napoli,
Ammazzini è tipico di Villa Basilica nel lucchese e di Pescia nel
pistoiese, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere da una forma ipocoristica
dell'aferesi di nomi medioevali come Iammazzo
(vedi IAMMAZZO). |
| AMBESI
|
Ambesi ha un ceppo a Ventimiglia nell'imperiese ed uno nel reggino a Molochio
e Careri, di origine etimologica oscura, per il ceppo ligure si può
ipotizzare una derivazione da un soprannome originato dal termine celta
ambes (fiumi),
mentre per il ceppo calabrese si potrebbe ipotizzare una correlazione con
il vocabolo medioevale germanico ambaht
(guida, emissario, procuratore), anche
se l'ipotesi è molto poco plausibile. |
AMBIVERI
AMBIVERO |
Entrambi molto molto rari, Ambiveri è del milanese, Ambivero ha
un piccolo ceppo a Treviglio nel bergamasco ed a Milano, potrebbero derivare
dal nome del paese di Ambivere nel bergamasco, meno probabilmente si può
ipotizzare una derivazione dal popolo gallico degli Ambivareti,
che si insediarono appunto in quel paese dandogli il nome. |
AMBOLA
AMBOLI
AMBOLO |
Ambola ed Ambolo, praticamente unici, sembrerebbero siciliani, Amboli,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del piacentino, questi cognomi potrebbero
derivare dal nome del paese spagnolo di Ambolo vicino a Valencia in Spagna
o del paese pirenaico francese di Ambole, riteniamo assolutamente casuale ed ininfluente
il fatto che il termine latino medioevale ambolus
(uno di due, ambedue) sia foneticamente
simile. |
AMBRA
AMBRO |
Ambra ha un ceppo romano, uno napoletano ed a Pozzuoli e Quarto sempre
nel napoletano ed uno siciliano, a Catania ed Acireale nel catanese, a
Caltanissetta e San Cataldo nel nisseno ed a Taormina nel messinese, Ambro,
quasi unico, è palermitano, dovrebbero derivare dal nome greco Ambar
(luce), o anche direttamente dal termine
arabo da cui questo è derivato, cioè anbar
(luminoso). |
| AMBRASSA
|
Ambrassa è specifico di Savigliano nel cuneese, dovrebbe derivare
da una forma dialettale del nome francese Ambrose
(Ambrogio), secondo un'altra ipotesi
originerebbe da un soprannome basato sul termine francese embrasse
(abbraccio). |
AMBROGETTI
AMBROGGI
AMBROGGIO
AMBROGI
AMBROGINI
AMBROGIO
AMBROSETTI
AMBROSI
AMBROSIN
AMBROSINI
AMBROSINO
AMBROSIO |
Ambrogetti è tipico di Verghereto nel cesenate, Ambroggi è tipico di Piacenza e di Fidenza nel parmense, Ambroggio ha un ceppo piemontese, a Savigliano nel cuneese ed a Rivarolo
Canavese nel torinese, ed uno a Reggio Calabria, Ambrogi sembrerebbe
specifico dell'Umbria, con ceppi anche nel milanese, in Emilia, a Firenze
ed a Roma, Ambrogini, molto molto raro, è toscano, Ambrogio ha un
grosso nucleo nel Piemonte occidentale e ceppi anche tra Calabria e Sicilia,
Ambrosetti ha un nucleo lombardo ed uno non secondario nel Lazio, Ambrosi
è panitaliano, ma con un nucleo molto importante tra Veneto e Lombardia
e ceppi rilevanti nella fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, Ambrosin,
molto raro, è decisamente veneto, Ambrosini è diffuso in
tutto il centronord, con un nucleo principale tra Lombardia e Veneto, Ambrosino
sembrerebbe specifico della Campania, Ambrosio, tipicamente campano, ha
ceppi anche in Calabria e nel Veneto, derivano tutti da ipocoristici o
direttamente, anche tramite alterazioni dialettali, dal nome Ambrosius di
origine greca che ha il significato di immortale, passato in uso in latino
e poi in italiano, con varie forme e variazioni. L'antica presenza di questo
nome nella penisola italiana fa sì che i cognomi che ne derivano
siano diffusi in modo pressocchè uniforme, anche se nelle varie
località prevalgono forme diverse tutte comunque aventi in comune
la sorgente. |
AMBROSECCHI
AMBROSECCHIA
AMBROSECCHIO |
Ambrosecchi, praticamente unico, è dell'avellinese, Ambrosecchia
ha un ceppo a Morra De Sanctis nell'avellinese, un ceppo a Gravina in Puglia
nel barese, ma il nucleo principale è a Matera, Ambrosecchio, quasi
unico, ha sparute presenze in Campania ed in Sicilia, dovrebbero derivare
dall'italianizzazione del nome greco Ambrosakys
(divino, immortale). |
| AMBROSIANI
|
Ambrosiani è tipicamente lombardo del milanese e del cremonese,
dovrebbe derivare dal fatto di essere il capostipite originario di Milano
o comunque dell'area della sua Diocesi. |
| AMBROSIANO
|
Ambrosiano, molto molto raro, è diffuso in maniera sporadica soprattutto
al sud, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ambrosianus
o dallo stato di soggezione della famiglia nei confronti di un Ambrosius
da cui presero il nome come proprietà dello stesso il suffisso -anus
indicava appunto la proprietà. |
AMBROSOLI
BROSOLI |
Ambrosoli è tipicamente lombardo, di Milano e di Gallarate e Varese
nel varesotto e del comasco, Brosoli, quasi unico, dovrebbe essere una
forma aferetica del precedente, che dovrebbe derivare da Ambrosolus
un ipocoristico medioevale del nome Ambrosius,
di quest'uso troviamo un esempio tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400
con un tale Ambrosolus de Cisnuschulo filius quondam domini Poroli, di
porta Orientale milanese, sindicus della corporazione dei sarti della città
di Milano. |
| AMBRUOSO
|
Ambruoso è tipico di Scafati nel salernitano, con un grosso ceppo
anche a Bari, dovrebbe derivare da una forma dialettale meridionale del
nome medioevale Ambrosius di origine
greca (vedi AMBROGETTI). |
| AMBU
|
Ambu, decisamente sardo, di Cagliari e del cagliaritano, potrebbe derivare
da un soprannome originato da una contrazione del termine sardo ámbulu
(tinta nera o rossa per stoffe).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
AMBU: in italiano ambo (dal latino
ambo) significa tutti
e due; o è una combinazione vincente nel gioco della
tombola o del lotto. Ambos, ambas in
logudorese significa tutti e due; ambadùs
o ambedùs, esteso a tutta la
Sardegna. Potrebbe derivare da bambu
= insipido. Si dice: custu
brodu esti ambu = questo brodo è
bambo, insipido ( dalla radice bamb,
da cui deriva anche bambino). Come cognome non è presente nelle
carte antiche. Attualmente lo troviamo in 53 Comuni italiani, di cui 23
in Sardegna(per lo più nel cagliaritano): Selargius 226, Cagliari
84, Monserrato 78, Quartu S. E. 23, etc. |
AMEGLI
AMEGLIO
AMELI
AMELII
AMELIO
AMELLI
AMELLIO
D'AMEGLIO
D'AMELIO |
Amegli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione,
Ameglio è tipico dell'area che comprende genovese, alessandrino
ed astigiano, Ameli ha un ceppo romano ed uno tra teramano e Piceno, Amelii,
tipico del teramano, sembra più propriamente specifico di Pineto
ed Atri, Amelio ha piccoli ceppi a Roma, in Campania, Puglia, Basilicata
e Calabria, Amelli, estremamente raro, è lombardo, Amellio è
praticamente unico, D'Ameglio è unico, D'Amelio è tipico
del meridione, del chietino, delle province di Roma e Latina, della Campania,
della Puglia e del potentino, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino
Amelius derivato da Amius
nome di origine etrusca , ma si deve pure prendere in considerazione un'altra
possibile origine e cioè che derivi invece da Amali,
nome di una potente famiglia Ostrogota che significa "vergine
dei boschi", il cognome che ne deriva, in questo caso, è
una prerogativa della zona del nord ovest della nostra penisola, anche
se alcune varianti sono presenti in modo sporadico anche al sud. |
AMELIA
D'AMELIA |
Amelia, molto raro, ha un ceppo laziale tra Rocca Priora e Roma ed uno
campano, D'Amelia ha la stessa distribuzione geografica, potrebbero derivare
da soprannomi originati dal toponimo Amelia (TR), ma è anche possibile
una derivazione matronimica dal nome latino Amelia. |
AMELLA
AMELLO |
Amella. estremamente raro, sembrerebbe originario di San Biagio Platani
(AG), Amello, quasi unico, dovrebbe essere del centro Italia, potrebbero
derivare dal rarissimo praenomen latino Amellus (Amella) originato dal
nome di un fiore, come si legge in Virgilio nel libro quarto delle Georgiche:
"...Est etiam flos in pratis, cui nomen amello fecere
agricolae,...". |
AMENTA
AMINTA |
Amenta è tipicamente siciliano, in particolare di Siracusa e del
siracusano, Canicattini Bagni, Floridia, Solarino e Lentini, di Palermo,
Catania, Messina e nel ragusano di Scicli e Vittoria, con un piccolo ceppo
anche a Matera e nel materano, Aminta è quasi unico, dovrebbero
derivare dal nome greco Amyntas
(Αμύντας),
che significa difensore, anche se non si può escludere una derivazione
da soprannomi dialettali originati dal fatto di abitare la famiglia in
aree vicine a campi di menta o, ipotesi interessante, anche se assolutamente
poco credibile, da soprannomi derivati dall' egiziano Aha
Men Ptah, il paradiso e regno dei morti egizio. |
AMERI
AMERINI
AMERIO |
Ameri sembrerebbe tipico del genovese ed alessandrino, Amerini è
specifico delle province di Firenze, Prato e Pistoia, Amerio è tipicamente
piemontese, dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino Amerius
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale a Sesto Calende nell'anno 1145: "Anno
dominice incarnacionis milleximo centeximo quadrageximo quinto, mense ienuarii,
indicione octava... ...dicebant ac reclamabant eo quod predictus quondam
Amerius genitor
eorum reliquisset eis debitum usque ad argenti denariorum bonorum Mediolanensium
solidos quadraginta et novem et denarios duos..." o dal nome medioevale
Amerinus: "...Roscius,
pater huiusce, municeps Amerinus
fuit, cum genere et nobilitate et pecunia non modo sui municipi, verum
etiam eius vicinitatis facile primus...". |
AMERIGHI
AMERIGO
EMERIGO
MARIGA
MARIGHI
MARIGO
MERIGA
MERIGHI
MERIGO |
Amerighi è tipicamente toscano, del fiorentino, aretino e grossetano
in particolare, Amerigo, estremamente raro potrebbe anche essere ligure,
Emerigo è specifico della provincia d'Imperia, di Borgomaro in particolaare,
Mariga, molto raro, è tipico dell'area vicentino, padovana, di Carmignano
di Brenta e Loreggia nel padovano e di Monticello Conte Otto e Vicenza
nel vicentino, Marighi, molto molto raro, è di Comacchio nel ferrarese,
Marigo è tipicamente veneto, del vicentino, padovano e veneziano
soprattutto, Meriga è praticamente unico, Merighi è tipico
di Bologna e di Bondeno e Ferrara nel ferrarese, di Modena e Castelfranco
Emilia (MO) e di Parma, Merigo è specifico del bresciano, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite aferesi, o alterazioni dialettali, dal
nome medioevale Ameriga, Amarigus
o Amerigus di cui abbiamo un
esempio nel Baldus: "...Hic Brunellus adest, Gambo,
Schiavina, Lafrancus, ardet Amerigus,
pariter bravegiante Galetta, alter ballestram, fert alter tergore schioppum
...", il più famoso esempio dell'uso di questo nome è
stato sicuramente Amerigus Vespuccius
o Vesputius (1451-1512), il famoso astronomo, cosmografo ed esploratore
che dieve il proprio nome al continente americano. |
AMICHETTI
AMICHINI
AMICI
AMICO
AMICONE
AMICONI
AMICUCCI
AMIGHETTI
AMIGHINI
AMIGO |
Amichetti, molto molto raro, è tipico dell'anconetano e maceratese,
Amichini è praticamente unico, Amici ha un ceppo in Lombardia ed
è diffuso in Romagna, Marche, Umbria e Lazio, Amico ha un ceppo
brindisino ed uno napoletano ed un grosso nucleo in Sicilia, Amicone ha
un ceppo abruzzese ed uno nell'iserniese oltre ad un grosso ceppo romano,
Amiconi, molto più raro, ha un ceppo nel teramano, uno nell'aquilano
ed uno a Roma, Amicucci ha un ceppo nell'anconetano, uno nell'aquilano
ed uno nel romano, Amighetti è tipicamente lombardo, del Bresciano,
di Verolanuova e Brescia, del bergamasco, di Urgnano, Costa Volpino e Lovere
e di Milano, Amighini ha un ceppo a Cremona ed uno a Verona, Amigo, quasi
unico, è ligure, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite
accrescitivi o ipocoristici, dal nome gratulatorio medioevale Amicus
o Amigus ricordiamo l'abruzzese San
Amico, morto nel 1045; tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a
Brescello nel reggiano agli inizi del 1400, con Pietro degli Amighetti
di Cremona notaio di Duodo ed anche Camerlengo, più tardi a Narni
nella seconda metà del 1500 troviamo il governatore Iulius Amicus. |
| AMIDANI
|
Amidani è tipicamente lombardo, di Brescia, Pralboino e Seniga nel
bresciano e di San Giovanni in Croce nel cremonese, dovrebbe derivare dal
cognomen tardo latino Amidanus, di
cui abbiamo un esempio in epoca tardomedioevale: "..Profecto
Plinio emendando plurimam operam navarunt viri docti Mediolanenses, quorum
hi codices fuerunt, praecipue Pizolpassus archiepiscopus et Petrus Candidus
Decembrius. Qua de re afferam tres epistulas, unam Decembrii reliquas Zenonis
Amidani, in quibus de Plinio emendando agitur..",
una traccia illustre di questo cognome la troviamo nel 1500 con Aetius
Amidanus, autore del Medicae certis principes post Hippocratem Galenium,
Graeci latinitate donati. |
| AMIRANDA
|
Specifico del napoletano è molto raro, dovrebbe derivare dal toponimo
Miranda (IS) o da Miranda di Poggiomarino nel napoletano. |
AMIRATA
AMIRATO
AMMIRATA
AMMIRATI
AMMIRATO |
Amirata ed Amirato sono quasi unici, quasi certamente meridionali, Ammirata
ha un nucleo nel palermitano ed uno nel cosentino, Ammirati ha un ceppo
in provincia d'Imperia, uno in provincia di Napoli ed uno nel crotonese,
Ammirato sembra specifico del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Amirata e Amirato, quasi unici, si riscontrano esclusivamente a Pozzuoli
(NA) il primo e nel cosentino e a Firenze il secondo, Ammirata è tipicamente siciliano e calabrese, con ceppi maggiori nel palermitano
e nel cosentino, ma con ceppi minori anche nel nord e centro nord del paese,
Ammirati ha un nucleo principale nel napoletano e nuclei secondari nel
crotonese, nell'imperiese, nel pescarese e nel chietino, Ammirato è
tipico per lo più del cosentino e, in misura minore, anche del barese,
del brindisino, del casertano e del napoletano, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Ammirato o Amirato,
che, diversamente da quanto si possa pensare, non trae origine dal verbo ammirare: alla base di questo nome, infatti, si trova la voce
araba amir, col significato di principe,
governatore (lo stesso termine che, tra l'altro, ha dato origine
ai vocaboli emiro e ammiraglio). Nell'antico Regno di Sicilia, in realtà,
esisteva anche la carica di amiratus (Giorgio di Antiochia, per esempio,
venne nominato amiratus amiratorum nel 1132 da parte di Ruggiero II, re
di Sicilia), ma è meno probabile che i cognomi in questione abbiano
qualcosa a che fare con l'appartenere alla famiglia d'un amiratus o con
l'aver lavorato presso una di tali famiglie. In conclusione, dunque, tutti
questi cognomi derivano dai nomi personali dei capostipiti. |
| AMISTA
|
Specifico del mantovano, di Suzzara in particolare, potrebbe derivare da
una contrazione del nome medioevale d'uso longobardo Amistada
di cui abbiamo un esempio in una Charta venditionis
dell'anno 1119 nel bresciano a San Pietro in Oliveto: "...Theudoldus
quondam Ghisulbertini et Amistada
iugales, lege Langobardorum vivere professi, pretio librarum quinque argenti
boni habitarum a Iohanne presbitero ecclesiae Sancti Petri in Oliveto,
vendiderunt eidem presbitero Iohanni quattuor petias terras...". |
| AMISTADI
|
Cognome raro molto antico, originario
della zona di Arco di Trento e Riva del Garda, deriva dal termine rinascimentale
amistade (amicizia) o dal nome medioevale Amistada (vedi Amista). |
| AMITRANO
|
Amitrano è un cognome tipico del napoletano, di Massa Lubrense,
Napoli, Torre Annunziata, Pompei, Capri, Torre Del Greco e Marano di Napoli,
potrebbe derivare da una modificazione arcaica dell'etnico di Montemitro
in Molise, probabile luogo d'origine dei capostipiti, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Napoli nel 1600 con Beatrice Amitrano che
si congiunge in matrimonio con il patrizio napoletano, doganiere della
Regia Dogana di Napoli, Pompeo d'Anna. |
AMMAZZAGATTI
MAZZAGATTI |
Ammazzagatti è quasi unico, Mazzagatti ha un ceppo nel teramano
ed uno nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi scherzosi originati
forse da episodi particolari o dalla spacconeria del capostipite. |
| AMMAZZALAMORTE
|
Ammazzalamorte, molto raro, sembrerebbe specifico di Cerveteri nel romano, dovrebbe
derivare da un soprannome poi divenuto nome beneaugurale che augurava al
suo portatore di essere più forte della morte. |
| AMMAZZALORSO
|
Specifico abruzzese del pescarese in particolare è estremamente
raro, dovrebbe derivare dal mestiere di cacciatore di orsi, molto diffusi
in epoche passate in quella regione; è certo che tra il '500 e il
'600 i cacciatori di orsi più che per soldi, come
invece accadeva nell'800, lo facevano per passione e per mettere alla
prova il proprio coraggio.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO) |
AMMIRAGLI
AMMIRAGLIA |
Ammiragli, quasi unico, sembrerebbe calabrese, Ammiraglia è tipico
di Roma e del reatino, dovrebbe derivare da un soprannome, probabilmente
scherzoso, forse ad indicare il mestiere di marinaio svolto dal capostipite. |
| AMMUTINATO
|
Ammutinato, molto raro, sicuramente dell'area casertano, napoletana, dovrebbe
essere un cognome attribuito ad un trovatello in epoca borbonica, forse
perchè il suo comportamento non era particolarmente piaciuto al
funzionario dell'orfanotrofio, che così lo identificava come un
carattere ribelle. |
| AMOLINI
|
Amolini è decisamente del bresciano, di Bione e Casto, ma dovrebbe
essere di origine veneta, probabilmente del rovigoto, dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome e soprannome veneto amolo
(susina), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel 1500 a Rovigo con il medico e filosofo Laurentius Amolinus
Rhodiginus. |
AMONE
AMONI |
Amone è quasi unico, Amoni, estremamente raro, sembrerebbe tipico
dell'Italia centrale, deriva da modificazioni del nome medioevale Aimone
derivato dal nome longobardo Haimon, di questo nome abbiamo un esempio
nell'anno 768 in una Charta Convenientae: "...Placuit
igitur adque bona bolontate conuenit inter Aimone,
habitatore castello Ueterbo, nec non et presbyter monachus Sancti Salbatoris
de terris cultis et incultis ....", un esempio di questa modificazione
lo troviamo nell'Orlandino di Teofilo
Folengo (1491-1544): "...Narra lo gran viaggio al
mar Euxino, / ove trovò ch'Amone
suo fratello, / scampando dal figliuolo di Pipino, / condotto avea d'armati
un gran drapello,...".
integrazioni fornite da Daniele
Amoni, storico ed antropologo culturale
Amoni: "Antica famiglia di origine normanna. Si trova stabilita nel Reame di
Napoli fin dal 1135 nella persona di un Lanfranco, condottiero di milizia sotto
Re Ruggero II°. Gli Amoni da tempo remoto hanno fatto parte della nobiltà di
Sorrento al Seggio di Porta. Un ramo si trapiantò in Sulmona, un ramo nel perugino.
Possederono il feudo di Tricarico. Giulio nel 1460 era Capitano di Sulmona. Vari
furono eminenti prelati". (G.B. Di Crollalanza)
Francesco Bonazzi, nell'opera Famiglie Nobili e Titolate del Napoletano, descrive
questa famiglia: "Patrizia della città di Sorrento del Seggio di Porta, antica feudataria, ricevuta
nell'ordine di Malta nel 1751, riconosciuta ammissibile nelle RR. Guardie del
Corpo, ed ascritta al Re. Aimone d'Aarienzo (de Argentia): uomo d'arme normanno della famiglia dei conti
d'Acerra che, al tempo di Riccardo I°, principe di Capua, era già notevolmente
consolidata nell'agro aversano, é ricordato per la prima volta in un atto del 28
agosto 1097: la madre, con il suo consenso, aveva fatto una donazione al monastero
di S. Lorenzo di Aversa, ottenendo la conferma del principe capuano.
Signore di Castel Cicala, sposò Sica, figlia del conte di Pozzuoli, appartenente,
alla aristocrazia napoletana. Nel 1116 sottoscrisse un diploma del principe Roberto
in favore del monastero di S. Lorenzo d'Aversa. Nel 1121 risulta ancora tra i più fidi baroni capuani, al seguito di Giordano II°,
presenziando e sottoscrivendo una donazione del principe al vescovo d'Aversa,
Roberto. Forse dopo la morte del principe dovette separare la propria sorte da
quella di Capua; infatti, durante il conflitto scoppiato tra Roberto di Capua e
Ruggero, egli stette dalla parte di quest'ultimo, e quando nel 1135 Ruggero
ricevette la sottomissione dell'aristocrazia capuana venne inviato nella città
quale amministratore della giustizia insieme con l'arcivescovo. Nel maggio 1143
fece una donazione al prete Mairano e qualche mese dopo (nel novembre del 1143)
partecipò in Salerno alla curia del re.
Amoni di Sulmona: "Errico Amone, (anno 1307), figlio del Cavalier Giacomo Amone di Solmona fu molto
a cuore a Carlo II° Re di Napoli per l'ottime sue qualità, e per la fede
conservatagli, e per i servigj prestati alla Real Corona: il Sovrano perciò in un
diploma l'onora col titolo di Regio Milite, e riduce in burgensatico un di costui
molino in flumine ubi dicitur carbonaria per cui pagava un annuo censo di tomola
venti di vettovaglie" (Diploma Caroli II Reg. Neap. An. 1301 ex Regest. in M. C.
lit. A fol . 84). "Gio. Battista Amone (anno 1546), fu egli celebre nella Giurisprudenza motivo per
cui il Principe D. Filippo Lanoja Capitan Generale di S. M. l'Imperatore Carlo V°
lo creò suo Uditore Generale, e Giudice dell'intero Esercito Imperiale; dandogli
perciò tutte le facoltà ad modum belli, e altri Privilegi, che leggonsi nella
Patente spedita. In essa vi si legge eziandio stabilito là per quei tempi non
piccola provvigione di trenta scudi al mese. Di tal Nobile soggetto ignorasi le più
precise notizie: si sa solo c'ebbe un figlio Placido D'Amone che si casò con
Giovannella Carafa figlia di D. Diomede Carafa german fratello del Pontefice Paolo
IV° come si dirà in appresso. "Lorenzo Amone (anno 1553), fratello germano del sovramentovato Gio. Battista. Dopo
aver atteso allo studio delle Umane lettere, si applicò tutto a quello delle Armi:
servì l'Imperatore Carlo V° in qualità di Capitano di Cavalleria, da cui con
Imperial Diploma gli fu concesso di poter usare nello Stemma gentilizio di sua
famiglia l'Aquila Imperiale. Perciò quella tuttavia si osserva nell'Impresa del
riferito Casato".
Il ramo di Gualdo Tadino documentato a partire dal 1580 fiorisce tuttora con il
dott. Daniele Amoni, storico ed antropologo culturale. |
AMOR
AMORE
AMORELLI
AMORELLO
AMORETTI
AMORETTO
AMORI
AMORINI
AMORINO |
Amor assolutamente rarissimo, parrebbe del Trentino, Amore ha un nucleo
siciliano, soprattutto nella Sicilia meridionale, uno nel napoletano, beneventano
e casertano, un ceppo nel Lazio, in particolare a Roma, Amorelli ha un
ceppo nel salernitano a Moio della Civitella e Salerno, ed uno in Sicilia
a Caltanissetta, ad Alessandria della Rocca nell'agrigentino, a Palermo
ed a Vittoria nel ragusano, Amorello è tipico di Palermo e di Partinico
nel palermitano, Amoretti sembrerebbe abere un ceppo in provincia d'Imperia
ed uno nel parmense, Amoretto è assolutamente rarissimo, Amori ha
un ceppo a Roma ed un piccolo ceppo a Sassoferrato nell'anconetano, Amorini
è assolutamente rarissimo, con un ceppo nel reggiano e probabilmente
uno in provincia di Roma, Amorino, anch'esso rarissimo, sembra avere un
ceppo nel napoletano ed uno in Puglia, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, dal cognomen latino Amor,
o da un suo derivato ipocoristico medioevale come Amoretto,
di cui abbiamo un esempio a Spoleto nel 1400 con Amoretto Coldumario Governatore
di castel San Giovanni di trevi (PG) e castellano della Rocca di Spoleto. |
| AMORESANO
|
Amoresano, molto raro, ha un piccolo ceppo a Montecorice e Perdifumo nel
salernitano, potrebbe trattarsi di una forma etnica del comune beneventano
di Amorosi, probabile luogo d'origine del capostipite. |
AMOROSI
AMOROSO
AMORUSI
AMORUSO |
Amoroso è diffuso in tutto il centrosud, Amorosi sembrerebbe tipico
romano, Amorusi semrerebbe specifico di Apricena (FG) ed è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione, Amoruso è molto diffuso in Puglia
e nella fascia costiera della Campania ed ha un ceppo anche in Sicilia,
derivano tutti dal nome tardolatino Amorusus o Amorusius. |
| AMOVILLI
|
Amovilli è tipicamente emiliano, probabilmente originario del reggiano,
di difficile interpretazione etimologica, potrebbe derivare per betacismo
da un soprannome originato dal termine amobilis
stante ad indicare la fermezza del capostipite. |
AMPELLI
AMPELLIO |
Sia Ampelli che Ampellio sono assolutamente rarissimi,
dovrebbero derivare dal nomen latino Ampellius
di cui abbiamo un esempio nello scrittore del III° secolo Lucius Ampellius,
non dimentichiamo poi Sant'Ampellio Arcivescovo di Milano dal 672 al 676. |
| AMPOLA
|
Specifico abruzzese del pescarese in particolare è estremamente
raro, dovrebbe derivare dal mestiere di cacciatore di orsi, molto diffusi
in epoche passate in quella regione; è certo che tra il '500 e il
'600 i cacciatori di orsi più che per soldi, come invece accadeva
nell'800, lo facevano per passione e per mettere alla prova il proprio
coraggio.
notizie fornite da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (SO)
Il cognome Ampola è anche di famiglia nobile da secoli stabilita
in Sicilia (notai in Castelvetrano 1570, nobili in Palermo..)
integrazioni di Filippo Ampola |
| AMURRI
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Amurri, molto molto raro, specifico del Piceno, dovrebbe derivare da una
forma genitiva patronimica in i, di
un nome italiaco preromano Amurus o
Amurrus, è veramente remota
la possibilità che in qualche modo abbia a che vedere con la popolazione
accadica mediorientale degli Amurri o Amorites. |
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