AMADDEO
AMADDIO
AMADEI
AMADEO
AMADINI
AMEDALI
AMEDEI
AMEDEO
AMODEO
AMODIO |
Amaddeo è specifico di reggio Calabria, Amaddio è tipico
siciliano, di Rosolini (SR) e di Catania, Amadei è molto diffuso
in Lombardia, Emilia e Romagna e pesarese, basso trentino e veronese, con
massima concentrazione nel bresciano, ha ceppi nel genovese, spezzino,
carrarese e lucchese, ha un ceppo anche tra le province di Terni, Rieti
e Roma, Amadeo ha un ceppo lombardo ed uno reggino, Amadini è tipicamente
lombardo, Amedali, quasi unico, sembrerebbe lombardo, Amedei, molto molto
raro, parrebbe di Toscana e Lazio, Amedeo ha un ceppo nel reggino ed uno
nel Piemonte occidentale, Amodeo è presente a macchia di leopardo
in tutt'Italia, ma con massima concentrazione in Sicilia e Calabria, Amodio
è tipico del sud, di Campania e Puglia in particolar modo. Tutte
queste varianti hanno in comune l'origine religiosa medioevale Amo
Deus - Ama Deus cioè ama il
Signore, sono cognomi molto comuni in tutta Italia con forme
più frequentemente presenti in alcune zone ed altre in altre. Esistono
tracce di questi tipi di cognomi già dal XIII° secolo, anche
se la piena diffusione avvenne in epoca rinascimentale. |
AMADELLI
AMADI
AMADINI
AMADU
AMADUCCI
AMADUZZI |
Amadelli è tipico della zona di confine tra modenese e ferrarese,
di Finale Ligure (MO) e di Voghiera (FE), Amadi ha un ceppo nello spezzino
a La Spezia e Calice al Cornoviglio, ed uno a Venzia e nel veneziano limitrofo,
Amadini sembra tipicamente lombardo con un ceppo principale a Bovegno nel
bresciano ed a Gazzuolo nel mantovano, Amadu è tipicamente sardo
di Pattada (SS), Amaducci è specifico della Romagna, di Cesena,
Forlì, Rimini, Bertinoro (FC) e Ravenna, Amaduzzi ha un ceppo a
Bologna e Pianoro nel bolognese ed in Romagna a Cesena, Rimini e Savignano
sul Rubicone (FC), con un ceppo a Fano (AN) ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Amado
(forma dialettale di Amato), che, in
ambito cristiano, va letto nel senso di amato
o protetto da Dio (vedi Amata):
in questo contesto, infatti, l’ipotesi di un’origine araba è poco
probabile o, comunque, limitata a poche famiglie, se si considera la distribuzione
dei cognomi per lo più nel nord e centro nord del paese (lo stesso
discorso vale
anche in Sardegna per le famiglie Amadu). Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
AMADORE
AMADORI
AMATORE
AMATORI |
Amadore, molto molto raro, sembrerebbe della zona tra Galati Mamertino
(ME) e Capo D'Orlando, Amadori diffusissimo tra bolognese, Romagna e pesarese
ha ceppi anche in costa Smeralda e nel bresciano e basso trentino, Amatore
ha un nucleo nel siracusano nella zona di Noto e Palazzolo Acreide (SR)
ed uno nel napoletano, Amatori ha un ceppo nel pesarese, uno a Thiene (VI)
e dintorni ed uno secondario a Roma, derivano tutti dal nome latino Amator
di cui abbiamo un esempio in Historia Longobardorum
di Paolo Diacono: "...Quo vita decedente, Amator
in eius loco episcopus ordinatus est. Usque ad eundem enim diem superiores
patriarchae, quia in Aquileia propter Romanorum incursionem habitare minime
poterant,..", tracce di questa cognomizzazione le troviamo con gli
Amadori a Sabbionara d'Avio (TN) nel 1400, sempre nel 1400 a Vinci troviamo
Albiera Amadori matrigna di Leonardo. |
AMALBERTI
AMALBERTO |
Amalberti è tipico della zona tra Ventimiglia, Vallecrosia e Soldano
nell'imperiese, Amalberto, assolutamente rarissimo, sembra astigiano, derivano
dal nome di origine franca Amalbertus, di cui abbiamo un esempio nel VII°
secolo con San Amalberto e più tardi nel Codex
Chronologico Diplomaticus Episcopatus Ratisbonensis nell'anno 885:
"...Signum Domni Karoli Serenissimi Imperatoris Augusti.Amalbertus
Notarius ad vicem Liutuuardi Archcancellarii recognovi...". |
AMALFI
AMALFITANI
AMALFITANO |
Amalfi ha un ceppo a Napoli, uno a Lagonegro (PZ) ed uno nel messinese
a Santa Lucia Del Mela (ME) in particolare, Amalfitani è quasi unico,
Amalfitano è specifico di Napoli ed Ischia, derivano dal toponimo
Amalfi e dal etnico relativo, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo
nel 1200 alla corte di Federico II° con il gran valletto Crescius Amalfitanus. |
AMANTEA
AMANTIA |
Amantea, molto raro, è tipico calabrese, di Amantea (CS), Amantia
anch'esso raro, è tipico di Catania e dintorni, dovrebbero entrambi
derivare dal toponimo Amantea e dal suo equivalente arcaico Amantia. |
AMATA
AMATI
AMATIELLO
AMATINO
AMATO
AMATU
AMATUCCI
AMATULLI
AMATUZZI |
 Dal nome medioevale Amatus. nei cristiani,
“amato, protetto da Dio “di cui abbiamo
un esempio in un atto di compravendita del 1195 a Solofra (AV): "...Que
tota petia videtur esse per hos fines: a parte orientis fine heredum quondam
Amati Cioffi
et Iaconi Petri qui dicitur de Archipresbitero; a parte meridiei fine via
puplica; a parte occidentis fine ipsius Iaconi Petri et Iohannis qui dicitur
de Archi... ..ego Falco notarius iussu suprascripti iudicis scripsi".
Amata ha un ceppo laziale a Roma e ad Atina nel frusinate, ed un ceppo
siciliano a Sant`Agata di Militello e Militello Rosmarino nel messinese,
a Troina nell'ennese ed a Catania, Amati è presente in tutt'Italia,
ma in particolar modo nel milanese, lecchese e comasco, tra forlivese,
riminese e pesarese e tra Basilicata e Puglia centrale, Amatiello, abbastanza
raro, è specifico di Cervinara nell'avellinese, Amatino, rarissimo,
sembrerebbe di Minori nel salernitano, Amato è diffuso in tutto
il Sud Italia, Amatu, estremamente raro, parrebbe del ragusano, Amatucci
ha un ceppo nell'aretino ad Arezzo e Castiglion Fiorentino, uno nel Piceno
ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Castignano, Folignano e Castel
di Lama e nel vicino teramano a Sant`Egidio alla Vibrata ed Ancarano, ed
in Campania a Napoli, Avellino, San Potito Ultra (AV) e Castellabate nel
salernitano, Amatulli è pugliese, del barese, di Noci, Grumo Appula,
Conversano, Bari, Rutigliano e Putignano e. nel tarantino di Taranto e
Mottola, Amatuzzi, molto molto raro, parrebbe del cosentino. Personaggio
famoso fu Andrea Amati nato nel 1505 a Cremona che diede origine alla famosa
famiglia di liutai cremonesi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull’origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due ipotesi,
che, sommate l’una all’altra, ne giustificano l’altissima diffusione nell’intero
paese (soprattutto nella forma Amato). Cominciando con la prima interpretazione,
innanzitutto, è sicuramente corretta la derivazione dal nome medievale
Amato, che, grazie al suo chiaro valore
augurale, si è diffuso anche al di fuori dei confini italiani (basti
pensare al nome spagnolo Amado o al
francese Aimé o all’ebraico
David o all’arabo Habib,
etc). Tenendo ferma quest’ipotesi, comunque, è interessante notare
la fortissima diffusione del cognome Amato in Sicilia e, a dire il vero,
un po’ in tutto il sud Italia (soprattutto nell’area occidentale): in queste
parti del paese, infatti, pare che i cognomi in questione nascano spesso
dall’italianizzazione
del nome arabo Ahmad o dell’ancora
più noto Muhammad (accostato
foneticamente ad Ahmad tramite aferesi
della prima sillaba); al di là della fonetica, inoltre, va notato
che Ahmad può essere considerato
di fatto come una variante di Muhammad,
anzi, nel mondo arabo-musulmano (così come nello stesso Corano),
entrambi questi nomi vengono usati in riferimento alla figura del profeta
Maometto. Dal punto di vista etimologico, comunque, i nomi Muhammad e Ahmad
derivano entrambi dal verbo arabo hamida
(lodare, encomiare) e vengono spesso
tradotti col significato di lodevole, degno di
ogni lode o encomio; solo per curiosità, inoltre, va
detto che questi nomi sono tra i più diffusi nel mondo musulmano
(Muhammad, di fatto, è il più comune fra tutti i nomi arabi
e, secondo statistiche recenti, pare che sia addirittura il nome più
diffuso al mondo) e questo, allora, spiega la vasta concentrazione di famiglie
Amato soprattutto in Sicilia (anche se, naturalmente, non bisogna dimenticare
la prima ipotesi di significato, che può valere anche per molte
famiglie del sud Italia). |
| AMATRICE
|
Tipico napoletano, dovrebbe derivare dal toponimo Amatrice (RI), ma è
pure possibile interderlo come matronimico dal nome femminile Amatrice,
in uso in epoca rinascimentale, ricordiamo con questo cognome l’architetto
e pittore Cola dell’Amatrice (1480-1547). |
AMATRUDA
AMATRUDE
AMATRUDI
AMATRUDO |
Amatruda ha un ceppo calabrese nella zona di Lamezia Terme (CZ) ed uno
salernitano nella zona di Amalfi e Tramonti, Amatrude, quasi unico è
probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Amatrudi,
assolutamente rarissimo, è napoletano mentre il meno raro Amatrudo
è salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico
Amoltrud. |
AMBROGETTI
AMBROGI
AMBROGINI
AMBROGIO
AMBROSETTI
AMBROSI
AMBROSIN
AMBROSINI
AMBROSINO
AMBROSIO |
Ambrogetti è tipico di Verghereto nel cesenate, Ambrogi sembrerebbe
specifico dell'Umbria, con ceppi anche nel milanese, in Emilia, a Firenze
ed a Roma, Ambrogini, molto molto raro, è toscano, Ambrogio ha un
grosso nucleo nel Piemonte occidentale e ceppi anche tra Calabria e Sicilia,
Ambrosetti ha un nucleo lombardo ed uno non secondario nel Lazio, Ambrosi
è panitaliano, ma con un nucleo molto importante tra Veneto e Lombardia
e ceppi rilevanti nella fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, Ambrosin,
molto raro, è decisamente veneto, Ambrosini è diffuso in
tutto il centronord, con un nucleo principale tra Lombardia e Veneto, Ambrosino
sembrerebbe specifico della Campania, Ambrosio, tipicamente campano, ha
ceppi anche in Calabria e nel Veneto, derivano tutti da ipocoristici o
direttamente dal nome Ambrosius di
origine greca che ha il significato di immortale, passato in uso in latino
e poi in italiano, con varie forme e variazioni. L'antica presenza di questo
nome nella penisola italiana fa sì che i cognomi che ne derivano
siano diffusi in modo pressocchè uniforme, anche se nelle varie
località prevalgono forme diverse tutte comunque aventi in comune
la sorgente. |
| AMBROSIANI
|
Ambrosiani è tipicamente lombardo del milanese e del cremonese,
dovrebbe derivare dal fatto di essere il capostipite originario di Milano
o comunque dell'area della sua Diocesi. |
| AMBROSIANO
|
Ambrosiano, molto molto raro, è diffuso in maniera sporadica soprattutto
al sud, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ambrosianus
o dallo stato di soggezione della famiglia nei confronti di un Ambrosius
da cui presero il nome come proprietà dello stesso il suffisso -anus
indicava appunto la proprietà. |
| AMBRUOSO
|
Ambruoso è tipico di Scafati nel salernitano, con un grosso ceppo
anche a Bari, dovrebbe derivare da una forma dialettale meridionale del
nome medioevale Ambrosius di origine
greca (vedi AMBROGETTI). |
| AMBU
|
Ambu, decisamente sardo, di Cagliari e del cagliaritano, potrebbe derivare
da un soprannome originato da una contrazione del termine sardo ámbulu
(tinta nera o rossa per stoffe). |
AMEGLI
AMEGLIO
AMELI
AMELII
AMELIO
AMELLI
AMELLIO
D'AMEGLIO
D'AMELIO |
Amegli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione,
Ameglio è tipico dell'area che comprende genovese, alessandrino
ed astigiano, Ameli ha un ceppo romano ed uno tra teramano e Piceno, Amelii,
tipico del teramano, sembra più propriamente specifico di Pineto
ed Atri, Amelio ha piccoli ceppi a Roma, in Campania, Puglia, Basilicata
e Calabria, Amelli, estremamente raro, è lombardo, Amellio è
praticamente unico, D'Ameglio è unico, D'Amelio è tipico
del meridione, del chietino, delle province di Roma e Latina, della Campania,
della Puglia e del potentino, dovrebbero tutti derivare dal nomen latino
Amelius derivato da Amius
nome di origine etrusca , ma si deve pure prendere in considerazione un'altra
possibile origine e cioè che derivi invece da Amali,
nome di una potente famiglia Ostrogota che significa "vergine
dei boschi", il cognome che ne deriva, in questo caso, è
una prerogativa della zona del nord ovest della nostra penisola, anche
se alcune varianti sono presenti in modo sporadico anche al sud. |
AMELIA
D'AMELIA |
Amelia, molto raro, ha un ceppo laziale tra Rocca Priora e Roma ed uno
campano, D'Amelia ha la stessa distribuzione geografica, potrebbero derivare
da soprannomi originati dal toponimo Amelia (TR), ma è anche possibile
una derivazione matronimica dal nome latino Amelia. |
AMELLA
AMELLO |
Amella. estremamente raro, sembrerebbe originario di San Biagio Platani
(AG), Amello, quasi unico, dovrebbe essere del centro Italia, potrebbero
derivare dal rarissimo praenomen latino Amellus (Amella) originato dal
nome di un fiore, come si legge in Virgilio nel libro quarto delle Georgiche:
"...Est etiam flos in pratis, cui nomen amello fecere
agricolae,...". |
AMENDOLA
AMENDOLEA
AMENDOLIA |
Amendola è tipico del Lazio, Campania e Calabria settentrionale,
Amendolea, assolutamente rarissimo, potrebbe essere di Polistena (RC),
Amendolia, molto raro, è specifico di Messina e dintorni, derivano
tutti da soprannomi legati al vocabolo dialettale amendula
o mendola (mandorla). Tracce di queste
cognomizzazioni le troviamo nel Salento nel 1300 con i feudatari dell’Amendolea,
a Lipari nel 1500 in un atto viene citato: "...Baldasar
Blasius pro magnifico Ioannello Amendula,
iurato...". |
AMENTA
AMINTA |
Amenta è tipicamente siciliano, in particolare di Siracusa e del
siracusano, Canicattini Bagni, Floridia, Solarino e Lentini, di Palermo,
Catania, Messina e nel ragusano di Scicli e Vittoria, con un piccolo ceppo
anche a Matera e nel materano, Aminta è quasi unico, dovrebbero
derivare dal nome greco Amyntas
(Αμύντας),
che significa difensore, anche se non si può escludere una derivazione
da soprannomi dialettali originati dal fatto di abitare la famiglia in
aree vicine a campi di menta o, ipotesi interessante, anche se assolutamente
poco credibile, da soprannomi derivati dall' egiziano Aha
Men Ptah, il paradiso e regno dei morti egizio. |
AMERI
AMERINI
AMERIO |
Ameri sembrerebbe tipico del genovese ed alessandrino, Amerini è
specifico delle province di Firenze, Prato e Pistoia, Amerio è tipicamente
piemontese, dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino Amerius
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale a Sesto Calende nell'anno 1145: "Anno
dominice incarnacionis milleximo centeximo quadrageximo quinto, mense ienuarii,
indicione octava... ...dicebant ac reclamabant eo quod predictus quondam
Amerius genitor
eorum reliquisset eis debitum usque ad argenti denariorum bonorum Mediolanensium
solidos quadraginta et novem et denarios duos..." o dal nome medioevale
Amerinus: "...Roscius,
pater huiusce, municeps Amerinus
fuit, cum genere et nobilitate et pecunia non modo sui municipi, verum
etiam eius vicinitatis facile primus...". |
AMERIGHI
AMERIGO
MARIGA
MARIGHI
MARIGO
MERIGA
MERIGHI
MERIGO |
Amerighi è tipicamente toscano, del fiorentino, aretino e grossetano
in particolare, Amerigo, estremamente raro potrebbe anche essere ligure,
Mariga, molto raro, è tipico dell'area vicentino, padovana, di Carmignano
di Brenta e Loreggia nel padovano e di Monticello Conte Otto e Vicenza
nel vicentino, Marighi, molto molto raro, è di Comacchio nel ferrarese,
Marigo è tipicamente veneto, del vicentino, padovano e veneziano
soprattutto, Meriga è praticamente unico, Merighi è tipico
di Bologna e di Bondeno e Ferrara nel ferrarese, di Modena e Castelfranco
Emilia (MO) e di Parma, Merigo è specifico del bresciano, dovrebbero
derivare direttamente o tramite aferesi dal nome medioevale Ameriga, Amarigus
o Amerigus di cui abbiamo un
esempio nel Baldus: "...Hic Brunellus adest, Gambo,
Schiavina, Lafrancus, ardet Amerigus,
pariter bravegiante Galetta, alter ballestram, fert alter tergore schioppum
...", il più famoso esempio dell'uso di questo nome è
stato sicuramente Amerigus Vespuccius
o Vesputius (1451-1512), il famoso astronomo, cosmografo ed esploratore
che dieve il proprio nome al continente americano. |
AMICI
AMICO
AMICONE
AMICONI |
Amici ha un ceppo in Lombardia ed è diffuso in Romagna, Marche,
Umbria e Lazio, Amico ha un ceppo brindisino ed uno napoletano ed un grosso
nucleo in Sicilia, Amicone ha un ceppo abruzzese ed uno nell'iserniese
oltre ad un grosso ceppo romano, Amiconi, molto più raro, ha un
ceppo nel teramano, uno nell'aquilano ed uno a Roma, derivano, direttamente
o tramite accrescitivi, dal nome gratulatorio medioevale Amicus
ricordiamo l'abruzzese San Amico, morto nel 1045; tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo a Narni nella seconda metà del 1500 con il governatore
Iulius Amicus. |
| AMIRANDA |
Specifico del napoletano è molto raro, dovrebbe derivare dal toponimo
Miranda (IS) o da Miranda di Poggiomarino (NA). |
AMIRATA
AMIRATO
AMMIRATA
AMMIRATI
AMMIRATO |
Amirata ed Amirato sono quasi unici, quasi certamente meridionali, Ammirata
ha un nucleo nel palermitano ed uno nel cosentino, Ammirati ha un ceppo
in provincia d'Imperia, uno in provincia di Napoli ed uno nel crotonese,
Ammirato sembra specifico del cosentino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Amirata e Amirato, quasi unici, si riscontrano esclusivamente a Pozzuoli
(NA) il primo e nel cosentino e a Firenze il secondo, Ammirata è tipicamente siciliano e calabrese, con ceppi maggiori nel palermitano
e nel cosentino, ma con ceppi minori anche nel nord e centro nord del paese,
Ammirati ha un nucleo principale nel napoletano e nuclei secondari nel
crotonese, nell’imperiese, nel pescarese e nel chietino, Ammirato è
tipico per lo più del cosentino e, in misura minore, anche del barese,
del brindisino, del casertano e del napoletano, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Ammirato o Amirato,
che, diversamente da quanto si possa pensare, non trae origine dal verbo ammirare: alla base di questo nome, infatti, si trova la voce
araba amir, col significato di principe,
governatore (lo stesso termine che, tra l’altro, ha dato origine
ai vocaboli emiro e ammiraglio). Nell’antico Regno di Sicilia, in realtà,
esisteva anche la carica di amiratus (Giorgio di Antiochia, per esempio,
venne nominato amiratus amiratorum nel 1132 da parte di Ruggiero II, re
di Sicilia), ma è meno probabile che i cognomi in questione abbiano
qualcosa a che fare con l’appartenere alla famiglia d’un amiratus o con
l’aver lavorato presso una di tali famiglie. In conclusione, dunque, tutti
questi cognomi derivano dai nomi personali dei capostipiti. |
| AMISTA |
Specifico del mantovano, di Suzzara in particolare, potrebbe derivare da
una contrazione del nome medioevale d'uso longobardo Amistada
di cui abbiamo un esempio in una Charta venditionis
dell'anno 1119 nel bresciano a San Pietro in Oliveto: "...Theudoldus
quondam Ghisulbertini et Amistada
iugales, lege Langobardorum vivere professi, pretio librarum quinque argenti
boni habitarum a Iohanne presbitero ecclesiae Sancti Petri in Oliveto,
vendiderunt eidem presbitero Iohanni quattuor petias terras...". |
| AMISTADI |
Cognome raro molto antico, originario
della zona di Arco di Trento e Riva del Garda, deriva dal termine rinascimentale
amistade (amicizia) o dal nome medioevale Amistada (vedi Amista). |
| AMITRANO
|
Amitrano è un cognome tipico del napoletano, di Massa Lubrense,
Napoli, Torre Annunziata, Pompei, Capri, Torre Del Greco e Marano di Napoli,
potrebbe derivare da una modificazione arcaica dell'etnico di Montemitro
in Molise, probabile luogo d'origine dei capostipiti, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Napoli nel 1600 con Beatrice Amitrano che
si congiunge in matrimonio con il patrizio napoletano, doganiere della
Regia Dogana di Napoli, Pompeo d’Anna. |
AMMAZZAGATTI
MAZZAGATTI |
Ammazzagatti è quasi unico, Mazzagatti ha un ceppo nel teramano
ed uno nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi scherzosi originati
forse da episodi particolari o dalla spacconeria del capostipite. |
| AMMAZZALAMORTE |
Ammazzalamorte, molto raro, sembrerebbe specifico di Cerveteri nel romano, dovrebbe
derivare da un soprannome poi divenuto nome beneaugurale che augurava al
suo portatore di essere più forte della morte. |
| AMMAZZALORSO |
Specifico abruzzese del pescarese in particolare è estremamente
raro, dovrebbe derivare dal mestiere di cacciatore di orsi, molto diffusi
in epoche passate in quella regione; è certo che tra il '500 e il
'600 i cacciatori di orsi più che per soldi, come
invece accadeva nell'800, lo facevano per passione e per mettere alla
prova il proprio coraggio.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO) |
AMONE
AMONI |
Amone è quasi unico, Amoni, estremamente raro, sembrerebbe tipico
dell'Italia centrale, deriva da modificazioni del nome medioevale Aimone
derivato dal nome longobardo Haimon, di questo nome abbiamo un esempio
nell'anno 768 in una Charta Convenientae: "...Placuit
igitur adque bona bolontate conuenit inter Aimone,
habitatore castello Ueterbo, nec non et presbyter monachus Sancti Salbatoris
de terris cultis et incultis ....", un esempio di questa modificazione
lo troviamo nell'Orlandino di Teofilo
Folengo (1491-1544): "...Narra lo gran viaggio al
mar Euxino, / ove trovò ch'Amone
suo fratello, / scampando dal figliuolo di Pipino, / condotto avea d'armati
un gran drapello,...".
integrazioni fornite da Daniele
Amoni, storico ed antropologo culturale
Amoni: “Antica famiglia di origine normanna. Si trova stabilita nel Reame di
Napoli fin dal 1135 nella persona di un Lanfranco, condottiero di milizia sotto
Re Ruggero II°. Gli Amoni da tempo remoto hanno fatto parte della nobiltà di
Sorrento al Seggio di Porta. Un ramo si trapiantò in Sulmona, un ramo nel perugino.
Possederono il feudo di Tricarico. Giulio nel 1460 era Capitano di Sulmona. Vari
furono eminenti prelati”. (G.B. Di Crollalanza)
Francesco Bonazzi, nell'opera Famiglie Nobili e Titolate del Napoletano, descrive
questa famiglia: “Patrizia della città di Sorrento del Seggio di Porta, antica feudataria, ricevuta
nell'ordine di Malta nel 1751, riconosciuta ammissibile nelle RR. Guardie del
Corpo, ed ascritta al Re. Aimone d'Aarienzo (de Argentia): uomo d'arme normanno della famiglia dei conti
d'Acerra che, al tempo di Riccardo I°, principe di Capua, era già notevolmente
consolidata nell'agro aversano, é ricordato per la prima volta in un atto del 28
agosto 1097: la madre, con il suo consenso, aveva fatto una donazione al monastero
di S. Lorenzo di Aversa, ottenendo la conferma del principe capuano.
Signore di Castel Cicala, sposò Sica, figlia del conte di Pozzuoli, appartenente,
alla aristocrazia napoletana. Nel 1116 sottoscrisse un diploma del principe Roberto
in favore del monastero di S. Lorenzo d'Aversa. Nel 1121 risulta ancora tra i più fidi baroni capuani, al seguito di Giordano II°,
presenziando e sottoscrivendo una donazione del principe al vescovo d'Aversa,
Roberto. Forse dopo la morte del principe dovette separare la propria sorte da
quella di Capua; infatti, durante il conflitto scoppiato tra Roberto di Capua e
Ruggero, egli stette dalla parte di quest'ultimo, e quando nel 1135 Ruggero
ricevette la sottomissione dell'aristocrazia capuana venne inviato nella città
quale amministratore della giustizia insieme con l'arcivescovo. Nel maggio 1143
fece una donazione al prete Mairano e qualche mese dopo (nel novembre del 1143)
partecipò in Salerno alla curia del re.
Amoni di Sulmona: “Errico Amone, (anno 1307), figlio del Cavalier Giacomo Amone di Solmona fu molto
a cuore a Carlo II° Re di Napoli per l'ottime sue qualità, e per la fede
conservatagli, e per i servigj prestati alla Real Corona: il Sovrano perciò in un
diploma l'onora col titolo di Regio Milite, e riduce in burgensatico un di costui
molino in flumine ubi dicitur carbonaria per cui pagava un annuo censo di tomola
venti di vettovaglie” (Diploma Caroli II Reg. Neap. An. 1301 ex Regest. in M. C.
lit. A fol . 84). “Gio. Battista Amone (anno 1546), fu egli celebre nella Giurisprudenza motivo per
cui il Principe D. Filippo Lanoja Capitan Generale di S. M. l'Imperatore Carlo V°
lo creò suo Uditore Generale, e Giudice dell'intero Esercito Imperiale; dandogli
perciò tutte le facoltà ad modum belli, e altri Privilegi, che leggonsi nella
Patente spedita. In essa vi si legge eziandio stabilito là per quei tempi non
piccola provvigione di trenta scudi al mese. Di tal Nobile soggetto ignorasi le più
precise notizie: si sa solo c'ebbe un figlio Placido D'Amone che si casò con
Giovannella Carafa figlia di D. Diomede Carafa german fratello del Pontefice Paolo
IV° come si dirà in appresso. “Lorenzo Amone (anno 1553), fratello germano del sovramentovato Gio. Battista. Dopo
aver atteso allo studio delle Umane lettere, si applicò tutto a quello delle Armi:
servì l'Imperatore Carlo V° in qualità di Capitano di Cavalleria, da cui con
Imperial Diploma gli fu concesso di poter usare nello Stemma gentilizio di sua
famiglia l'Aquila Imperiale. Perciò quella tuttavia si osserva nell'Impresa del
riferito Casato”.
Il ramo di Gualdo Tadino documentato a partire dal 1580 fiorisce tuttora con il
dott. Daniele Amoni, storico ed antropologo culturale. |
AMOR
AMORE
AMORELLI
AMORELLO
AMORETTI
AMORETTO
AMORI
AMORINI
AMORINO |
Amor assolutamente rarissimo, parrebbe del Trentino, Amore ha un nucleo
siciliano, soprattutto nella Sicilia meridionale, uno nel napoletano, beneventano
e casertano, un ceppo nel Lazio, in particolare a Roma, Amorelli ha un
ceppo nel salernitano a Moio della Civitella e Salerno, ed uno in Sicilia
a Caltanissetta, ad Alessandria della Rocca nell'agrigentino, a Palermo
ed a Vittoria nel ragusano, Amorello è tipico di Palermo e di Partinico
nel palermitano, Amoretti sembrerebbe abere un ceppo in provincia d'Imperia
ed uno nel parmense, Amoretto è assolutamente rarissimo, Amori ha
un ceppo a Roma ed un piccolo ceppo a Sassoferrato nell'anconetano, Amorini
è assolutamente rarissimo, con un ceppo nel reggiano e probabilmente
uno in provincia di Roma, Amorino, anch'esso rarissimo, sembra avere un
ceppo nel napoletano ed uno in Puglia, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, dal cognomen latino Amor,
o da un suo derivato ipocoristico medioevale come Amoretto,
di cui abbiamo un esempio a Spoleto nel 1400 con Amoretto Coldumario Governatore
di castel San Giovanni di trevi (PG) e castellano della Rocca di Spoleto. |
AMOROSI
AMOROSO
AMORUSI
AMORUSO |
Amoroso è diffuso in tutto il centrosud, Amorosi sembrerebbe tipico
romano, Amorusi semrerebbe specifico di Apricena (FG) ed è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione, Amoruso è molto diffuso in Puglia
e nella fascia costiera della Campania ed ha un ceppo anche in Sicilia,
derivano tutti dal nome tardolatino Amorusus o Amorusius. |
| AMOVILLI |
Amovilli è tipicamente emiliano, probabilmente originario del reggiano,
di difficile interpretazione etimologica, potrebbe derivare per betacismo
da un soprannome originato dal termine amobilis
stante ad indicare la fermezza del capostipite. |
AMPELLI
AMPELLIO |
Sia Ampelli che Ampellio sono assolutamente rarissimi,
dovrebbero derivare dal nomen latino Ampellius
di cui abbiamo un esempio nello scrittore del III° secolo Lucius Ampellius,
non dimentichiamo poi Sant'Ampellio Arcivescovo di Milano dal 672 al 676. |
| AMPOLA |
Specifico abruzzese del pescarese in particolare è estremamente
raro, dovrebbe derivare dal mestiere di cacciatore di orsi, molto diffusi
in epoche passate in quella regione; è certo che tra il '500 e il
'600 i cacciatori di orsi più che per soldi, come invece accadeva
nell'800, lo facevano per passione e per mettere alla prova il proprio
coraggio.
notizie fornite da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (SO)
Il cognome Ampola è anche di famiglia nobile da secoli stabilita
in Sicilia (notai in Castelvetrano 1570, nobili in Palermo..)
integrazioni di Filippo Ampola |
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