Visite dal 22/04/2004 
ANACLERIO Anaclerio ha un ceppo a Napoli e Pozzuoli, uno molto consistente a Bari, con un ceppo a Taranto ed a Modugno e Mola di Bari nel barese, dovrebbe derivare dal nome rinascimentale Anaclerius, di cui abbiamo un esempio nel 1600 a Napoli nel libro Massanielli Seditio Neapolitana: "...talisque hominum indignantium fremitus exortus est, qualis magni plerumque motus ad omnem imperii & magistratuum reverentiam exuendam tandem proruentis haud dubium est indicium, concursu ergo in forum a promiscua multitudine novitatem irrogati tributi execrante facto Anaclerius electus populi (id magistratui illi, cui res populi curae sunt, nomen est) praesidem Regni nuntio trepide tanquam super re atroci misso certiorem fecit, ...".
ANANIA Anania è tipicamente meridionale, con un ceppo nel potentino, in particolare a Lauria e Nemoli, uno tra catanzarese e crotonese, a Crotone, Cirò Marina, Casabona e Savelli nel crotonese, ed a Curinga, Lamezia Terme, Petronà, Catanzaro, Maida, Isca sullo Ionio e Stalettì nel catanzarese, ed uno tra palermitano e messinese, a Milazzo e San Filippo del Mela nel messinese ed a Palermo e Cinisi nel palermitano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Anania, l'italianizzazione cioè del personale ebraico Hananiah, che, composto dai termini hannah (favore, grazia) e Yah (Dio), può essere tradotto come grazia di Dio, favore divino (vedi Grazia e Graziadei): in questo contesto, è interessante notare che i nomi Anania e Anna condividono la stessa radice (vale a dire il termine hannah), tenendo conto che nel nome Anna il suffisso Yah è semplicemente implicito - a differenza di Anna, però, il nome Anania viene usato per lo più al maschile. Nell'area siculo-calabrese, ad ogni modo, va precisato che il cognome Anania dovrebbe avere o un'origine grika - soprattutto nel messinese - o un'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), derivando appunto dal nome greco Ananias (l'italiano Anania). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale dei capostipiti.
ANARDU Anardu, molto molto raro, è tipico del sudovest della Sardegna, con un piccolo ceppo ad Arbus nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANARDU: anadru, anadre (a Nuoro), anàdi o enàdi in Campidano = anatra; dal latino anatis. Anàrdzu, enàrdzu o enàrju è anche l'avena selvatica, aèna, dal latino avena. A-renardzu è il granchio " su cavuru de areni". V-enardzu (v-enadroxu, o benadroxu) è la sorgente. Supponiamo si tratti di un cognome recente, perché non l'abbiamo riscontrato negli antichi documenti sardi. Attualmente il cognome Anardu è presente in 23 Comuni italiani, di cui 11 in Sardegna: Arbus 16, Turri 7, Capoterra 6, Quartu S. E. 6, Ales 6 etc.
ANASTASI
ANASTASIA
ANASTASIO
Anastasi ha un nucleo importante in Sicilia ed un ceppo non secondario nel perugino, Anastasia ha un ceppo pugliese ed uno nel basso udinese, Anastasio è specifico del napoletano e salernitano, dovrebbero derivare dal nome tardo latino di tradizione cristiana Anastasius o dal nome greco bizantino Anastasios, nomi di cui abbiamo un esempio in Paolo Diacono nel suo Historiae Langobardorum: "...Hic Anastasius litteras Constantino papae Romam per Scolasticum patricium et exarcum Italiae direxit...", ma è pure possibile che in qualche caso derivino da toponimi come: Motta S. Anastasia (CT), Sant'Anastasia (NA), Sant'Anastasio (LU) o Valle Sant'Anastasio (PU).
ANATRA
ANETRA
ANITRA
DANETRA
Anatra è tipicamente siciliano, della Sicilia occidentale, di Partanna nel trapanese e di Palermo e Geraci Siculo nel palermitano, Anetra è quasi unico e Danetra, ormai scomparso in Italia, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione di Anatra o Anitra, che è specifico del palermitano, di Monreale, Altofonte e Palermo, all'origine di questi cognomi dovrebbero esserci dei soprannomi originati dal termine anatra o anitra (uccello palustre, ma anche da cortile), forse a sottolineare il modo di camminare ondeggiante dei capostipiti.
ANCARANI
ANGARANI
ANGARANO
Ancarani è tipico della Romagna e delle Marche, Angarani è quasi unico, Angarano è invece pugliese, del barese ed in particolare di Bisceglie, Trani, Bari e Terlizzi, potrebbero derivare dal toponimo Ancarano nell'urbinate o dall'omonimo nel teramano, ma più probabilmente derivano da nomi di località originati dalla presenza in loco di un tempio dedicato alla dea Ancaria o dalla presenza di un podere di proprietà di un Ancharius, nome latino di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide: "Ti(berio) Iulio Po[l]/lieno Auspici lega[t(o)] Augusti / pr(o) pr(aetore) c(larissimo) v(iro) co(n)s(uli) / praesidi ra/rissimo / Q(uintus) Ancharius / Felix a militiis", ricordiamo con questo nome il Margravio di Spoleto e Camerino dal 937 al 940.
integrazioni fornite da Luca Agrioli
cognome abbastanza diffuso nell'Italia centrosettentrionale si divide in due categorie una, la piu diffusa, di origine cristiana, la seconda derivata dal nome Ancarano e Angarano di origine ebraica oggi diffusa solo in poche unità nel centro Italia. L'origine del nome Ancarano nel centro Italia è sicuramente comprovato dall'archivio di stato di Ancona che tratta di atti notarili di compravendita fatti dagli Ancarano sino al 1656, esistono inoltre informazioni piu' recenti reperite dagli archivi del comune di Ancona,  in epoche precedenti esistono tracce in Portogallo.
ANCELLOTTI
ANCELLOTTO
ANCELOTTI
ANCILLOTTI
ANCILLOTTO
ANCILOTTI
ANCILOTTO
Sono entrambi decisamente lombardi, Ancelotti è estremamente raro, Ancellotti ha un ceppo bresciano tra Capriano Del Colle, Brescia e Azzano Mella ed uno principale mantovano a Gonzaga, Ancellotto, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, mentre invece Ancillotti è chiaramente toscano di Empoli e Firenze e di Lamporecchio (PT), in particolare, Ancilotti, molto molto raro, è di Empoli e Castelfiorentino, Ancillotto e Ancilotto sono veneziani, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Ancillottus di cui abbiamo un esempio nell'elenco degli allievi dell'Ateneo perugino dove sotto l'anno 1583 è citato il marchigiano Ancillottus Ancillottus, il nome è una variante del molto più noto Lancillotto.
ANCESCHI Anceschi è specifico del reggiano e del modenese, di Reggio Emilia e Scandiano (RE), probabile luogo di origine, con diramazioni anche a Modena e Sassuolo (MO), potrebbe trattarsi di una forma aferetica del nome Francesco, tracce di questa cognominizzazione si trovano a Scandiano almeno dalla seconda metà del 1500.
ANCONA
ANCONETANI
Ancona è molto diffuso in Puglia, soprattutto a Bari e nel barese, ad Altamura, Bitonto, Triggiano, Molfetta e Monopoli, ha un ceppo a Palermo e nel trapanese a Castelvetrano, Castellammare del Golfo e Trapani, ha ceppi campani a Napoli e Villa Literno (CE) e nel Lazio a Roma, Anconetani è specifico di Jesi (AN), derivano dal toponimo Ancona e dal suo etnico (anconetano).
ANDALORE
ANDALORO
Andalore, che sembrerebbe essere unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Andaloro, che, tipicamente siciliano, ha ceppi nel messinese, in particolare a Milazzo, a Messina, Caltanissetta, Palermo e Catania, e che potrebbe derivare da una forma aferetica italianizzata del nome longobardo Auriwandalus o del gotico Vandalarius, o dall'aferesi del nome Wandalor di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto di donazione del 1078: ".. de meo comitali fisco orto illum qui est inparochia ecclesiae illius quae dicitur Wandalor. Dedi quoque similiter ibidem casale ubi custos sive ortolanus possit ibi iugiter manere..".
ANDENA
ANDENI
ANDENNA
Andena è tipico del milanese, del lodigiano e del cremonese, di Milano in particolare, di Lodi, di Casalpusterlengo e Marudo nel lodigiano e di Dovera e Spino d'Adda nel cremasco, Andeni è praticamente unico, Andenna è un cognome di probabili origini novaresi, ma presenta anche un ceppo milanese, forse derivato da modificazioni del cognome Andena, dovrebbe derivare dall'antico toponimo di Andena nel bergamasco di cui abbiamo un esempio in quest'atto del 1322 redatto a Serina: "Confines communis de Serina et de Bracha. In Christi nomine amen. Die vegessimo secundo mensis octubris millessimo trecentesimo novagessimo secundo, indicione quintadecima in vicinia de Levrene loci de Serina Vallis Brembane episcopatus Pergami in contrata de Zuglato ad domum habitationis Guarischini dicti Rasgete filii quondam Zamboni de Amigonibus de Serina, presentibus testibus... ...primo cum dicto communi et territorio de Serina et de Bracha coheret ab una parte commune de Honeta in parte et in parte de Gorne et in parte commune de Primolo Vallis Seriane Superioris et in parte commune de Vertoa Vallis Seriane Inferioris, ab alia parte coheret dicto communi de Serina et de Bracha commune de La Costa in parte et in parte commune de Andena et in parte commune de Postcantu. Ab alia parte commune de Spino in parte et in parte de Plazze et in parte commune de Sancto Gallo et in parte commune de Dossena....", ma non si può escludere anche una possibile derivazione da un soprannome originato dal vocabolo dialettale andana o andèna che sta per andazzo, malvezzo, modo di fare disdicevole, forse per prendere in giro o per sottolineare un particolare comportamento del o dei capostipiti.
ANDERLINI
ANDERLONI
Anderlini ha un piccolo ceppo nel verbanese, un piccolo ceppo veneto, un nucleo importante tra modenese e bolognese, un ceppo nel perugino ed uno nel romano, Anderloni ha un ceppo nel veronese a Verona, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Caprino Veronese, con presenze anche nel vicino bresciano, a Brescia ed a Milano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Anderlinus, forma ipocoristica arcaica di Andrea, o dalla forma accrescitiva dello stesso, Anderlone, di questo diminutivo abbiamo un esempio in un atto dell'anno 1116: "...Paganus nepos Odonis de Banterlu, Anderlinus de Cleriaco...", e in uno scritto del 1484 a Vigasio nel veronese: "...Anderlinus dictus barba quondam Bartholomei...".
ANDIDERI
ANDIDERO
Andideri, praticamente unico dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione, Andidero è assolutamente rarissimo, si individua un ceppo barese ed uno reggino.
ANDO
ANDO'
Ando è quasi unico, Andò è decisamente siciliano, di Messina e Taormina nel messinese, di Palermo e di Giarre e Catania nel catanese, dovrebbe trattarsi di una forma tronca del nome latino Andochius o del nome greco Andochos.
ANDOLFI
ANDOLFO
Andolfi ha un ceppo nel pavese, uno nella zona tra Livorno e Pisa ed un grosso nucleo tra napoletano e casertano, Andolfo ha un ceppo padovano ed uno napoletano, derivano dal nome gotico Antolf e dalla sua latinizzazione in Andulfus: "...manent ibi, Godrandus, Bertrandus, Andulfus, servi ...".
ANDOLINA Specifico della Sicilia, potrebbe derivare dal termine arabo El Andolus (una persona dei Vandali). Fin dal XVI° secolo troviamo in Sicilia, nell'agrigentino, questo cognome, ad esempio con l'illustre letterata di quei tempi Suor Maria Andolina.
ANDORNI
ANDORNO
Andorni, assolutamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Andorno, che è specifico della zona che comprende il novarese, a Suno e Novara, il vercellese, a Borgo d'Ale e Moncrivello, ed il torinese, a Torino e provincia, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine celta Andornus o Andornius.
ANDRADE
D'ANDRADE
DE ANDRADE
Cognomi estremamente rari, con comune origine galiziana,  gli Andrade costituirono un nobilissimo casato, furono feudatari di La Coruna, la provincia più a nord nella Spagna occidentale. Nei primi anni del 1300 troviamo a Lisbona un alto prelato di nome Nuno Freire de Andrade, il Conte Don Fernando de Andrade è uno dei più importanti comandanti delle forze spagnole nella campagna d'Italia del 1520, a la Coruña si trova ancora el castillo de los Andrade.
ANDREA
ANDREACCI
ANDREASI
ANDREETTA
ANDREETTI
ANDREI
ANDREINI
ANDREOCCI
ANDREOLI
ANDREOLO
ANDREOTTI
ANDRETTI
ANDREUTTI
ANDREUTTO
ANDRIOLO
ANDRIULO
Andrea è assolutamente rarissimo, così come Andreacci, Andreasi è tipico del Triveneto, del Trentino, veronese e rovigoto, con presenze significative anche nel latinense, dovute probabilmente all'emigrazione veneta all'epoca della bonifica delle Paludi Pontine, Andreetta, decisamente veneto del trevisano, con presenze significative anche nel padovano e nel veneziano, Andreetti ha un ceppo nel ferrarese ed uno nell'aquilano, Andrei ha un ceppo nel parmense ed in Toscana, Andreini è tipicamente toscano delle province di Lucca, Firenze ed Arezzo in particolare, Andreocci è tipicamente laziale, diffuso a Priverno nel latinense, a Vignanello nel viterbese ed a Roma, Andreoli è diffusissimo in tutto il centronord, nella Campania settentrionale ed in Calabria, Andreolo, quasi scomparso, parrebbe veneto, Andreotti è diffuso al nord, nell'alta Toscana, nell'aquilano, nel Lazio, nel napoletano e nel beneventano, Andretti ha un ceppo nel napoletano ed uno nel foggiano, Andreutti è tipico friulano di Ragogna, Majano e San Daniele del Friuli nell'udinese e di Trieste, Andreutto, molto raro, è veneziano, Andriolo ha un grosso ceppo veneto, soprattutto nel vicentino e nel veneziano, un ceppo pugliese tra barese, brindisino e leccese, ed un ceppo sicliano, in particolare nel palermitano e nel messinese e catanese, Andriulo è tipicamente pugliese, abbastanza raro, è specifico del brindisino e tarentino. Tutti questi cognomi e molti altri ancora hanno in comune la derivazione, attraverso modificazioni dialettali, ipocoristiche o particolari forme patronimiche, dal nome proprio grecoAndreas che ha origine dal greco andros (uomo) che ritroviamo nel latino Andreas, che è diventato l'italiano Andrea. L'antichità del nome ha permesso una distribuzione omogenea per tutta l'Italia, anche se con forme diverse. La zona di massima concentrazione di questi cognomi è comunque quella nord orientale.
ANDREANI Andreani è tipico della fascia dell'Italia centrale con ceppi anche in Lombardia, Liguria e Piemonte e Trentino, dovrebbe derivare dal nome Andreanus (vedi Andreano), ma è pure possibile una derivazione da uno dei tanti toponimi che prendono il nome da Sant'Andrea. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Trentino nel 1600 con don Valentino Andreani Rettore della chiesa di Isola della Scala (VR).
ANDREANO Andreano è tipico della zona che comprende avellinese e foggiano, dovrebbe derivare dal nome Andreano, di cui abbiamo memoria ad esempio nel 1400 con un certo Andreano d'Andreano di doccia (MO), ma potrebbe anche derivare da toponimi come Andretta (AV), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pietradefusi (AV) fin dal  1600 con un certo Pietro Andreano citato in una cronaca giudiziaria del tempo.
ANDREASSI
ANDREAZZA
ANDREAZZI
ANDREAZZINI
ANDREAZZO
ANDREOZZI
Andreassi ha un nucleo nel bresciano ed uno in centro Italia, Andreazza è tipico veneto, del trevigiano e basso bellunese in particolare, Andreazzi, estremamente raro, sembrerebbe sempre veneto, Andreazzini, quasi unico, parrebbe della Lunigiana, Andreazzo rarissimo è tipico padovano, Andreozzi oltre al ceppo principale tra Lazio, casertano e napoletano, ha anche un ceppo marchigiano ed uno nella Toscana settentrionale, derivano da modificazioni medioevali del nome Andrea, uso dimostrato in questo testo del 1352: "...Venerunt de Ungaria de carcere, ubi per septem annos steterunt Domini Regales Robertus Imperator Romaniae Despotus Princeps Achayae, et Tarenti Philippus frater eius et Dominus Lodovicus de Duracio pro quorum adventu Neapoli, magnae festivitates per Lodovicum et Ioannam Reginam, qui fuerunt capti a Rege quando venit in Regnum ad vindicandum mortem Andreassi fratris, quando fecit mutilare Capite Dominum Carolum de Durachio in Castello Aversae....".
ANDREATO Andreato è tipicamente veneto del veneziano, di Campagna Lupia, Mira e Camponogara, cn presenze nel latinense dovute all'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina, si dovrebbe trattare di una tipica forma patronimica veneta, dove il suffisso -ato stia per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Andrea./font>
ANDREIS Andreis ha un ceppo tra cuneese e torinese ed uno tra bresciano, veronese e basso Trentino, un piccolo ceppo autonomo è presente in Friuli e dovrebbe derivare dal toponimo Andreis (UD), gli altri dovrebbero derivare dal nome Andrea. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco nel 1500 dove troviamo un "Memoriale mei Perini de Andreis civis Bergomi [et] Marci Berette quondam dicti Perini".
ANDRELLI
ANDRELLO
Andrelli, molto molto raro, parrebbe del marchigiano, di Fermo nel Piceno e di Ancona, Andrello, anch'esso molto raro, pur avendo la massima diffusione tra milanese e varesotto, dovrebbe essere originario del reggino in Calabria dove ha un ceppo nel valentiano a Dinami e a Serrata nel reggino, dovrebbero derivare da un ipocoristico del nome Andrea, tracce di queste cognominizzazioni si hanno nel reggino nel 1700 quando gli Andrello erano annoverati tra le famiglie nobili del paese di Acquaro (RC), tanto da avere sepoltura in tombe di famiglia all'interno del Convento di Santa Maria del Soccorso.
ANDRENACCI Tipico del Piceno e teramano, deriva da modificazioni ipocoristiche del nome Andrea, è presente nel teramano fin dal 1600.
ANDRIA Andria è tipico del salernitano, con un ceppo anche nel valentiano ed in Sardegna, i ceppi continentali dovrebbero derivare dal toponimo Andria nel barese, ma è pure possibile una derivazione dal nome greco Andros.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANDRIA: in sardo significa Andrea ed è il nome del Santo Apostolo, fratello minore di Pietro: nato in Galilea a Bethsaida nel 6 a. C. crocifisso e martirizzato il 30 novembre del 60 d. C. a Patrasso in Grecia. Il suo nome ebraico d'origine non compare. I greci lo chiamarono Andrea (Ανδρέας), il cui significato è di uomo forte, vigoroso. È venerato in tutto il mondo cristiano ed in maniera eccezionale in Sardegna(Sant'Andrìa). A lui i sardi hanno dedicato tantissime chiese, campestri e parrocchiali. La più antica è senz'altro la chiesa campestre di Sant'Andrea di Torralba, di origini paleocristiane, costruita probabilmente fra il VII° e l'VIII° sec. Era ancora consacrata nel XIX° secolo.  Alcuni villaggi portano, sin dal primo periodo medioevale, il nome del santo apostolo; tra questi citiamo Sant'Andrea Frius (Sant'Andrìa per i sardi) della provincia di Cagliari; 1892 abitanti (santandriesi). Andria è molto diffuso come nome, ma come cognome è raro. Persino il mese di novembre è chiamato, in molte parti della Sardegna (Bitti, Nuoro, Dorgàli, Fonni, Macomer, Bonarcado, Milis, Laconi, etc.) oltre che Onnyassantu, il mese di Sant'Andrìa.  Nelle carte antiche lo troviamo come nome, ma tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figura un certo Andrèe Guillermus, ville Algueri(Alghero). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec. troviamo Andrìa in diversi capitoli, solo come nome (208, 121, 166, 184, 173, 130, etc.). Attualmente il cognome Andria è presente in 55 Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna( con la pronuncia Andrìa, ad indicare la discendenza o la provenienza): Sassari 24, Cagliari 11, Muravera 8, Uras 8, Seneghe 8, Iglesias 8, etc. In Campania è presente in 11 Comuni con Giffoni 86, Napoli 15, etc. Non sappiamo però se in quella regione la pronuncia è Andrìa o Andria: in quest'ultimo caso significato ed estimo sono completamente diversi da quelli individuati per il primo.
ANDRIAN Andrian ha un ceppo nel padovano, ma il grosso è specifico dell'area friulano, giuliana, di Fiumicello, Aquileia, San Vito a Torre e Cervignano del Friuli nell'udinese e di Gorizia e Monfalcone nel goriziano, dovrebbe derivare dal nome slavo Andrian, un'alterazione del nome Andrey, probabilmente portato dal capostipite.
ANDRIANI
ANDRIANO
Tipicamente pugliesi, Andriani, è il più comune, molto diffuso nel barese a Molfetta, Bari, Giovinazzo e Barletta, a Taranto, nel brindisino a Brindisi, Francavilla Fontana e Carovigno, e nel leccese a Squinzano, Andriano è diffuso particolarmente a Giovinazzo (BA) ed a Trinitapoli (FG), dovrebbero entrambi derivare dall'etnico di Andria (BA) di quest'uso abbiamo un esempio nel 1242 in uno scritto: "...Deinde cum vellet ulterius procedere exivit Andria et, cum esset extra portas, Andriani omnes supplicaverunt ut Andrianis aliquam gratiam faceret. ...", le presenze al nord non sempre derivano dall'emigrazione, a volte sono invece dovute al mantenimento di antiche grafie del cognome Andreani di cui si ha un esempio nel 1371 in una lapide sepolcrale a Corenno (LC): "In nomine Domini amen, anno Christi MCCCLXXI hoc opus fieri fecit Stephanus filius quondam domini Balsari de Andriani de burgo Corenni diocesis Mediolani".
ANDRIGHETTI
ANDRIGHETTO
ANDRIGHI
ANDRIGO
Andrighetti è tipico dell'alto Veneto orientale, diTrevignano e Montebelluna nel trevisano, di Fonzaso nel bellunese, di Venezia e di Legnago nel veronese, Andrighetto, sempre veneto, è più specifico del vicentino, di Vicenza, Dueville, Costabissara, Schio, Breganze, Sandrigo e Fara Vicentino, e del trevisano, a Cavaso del Tomba e Quinto di Treviso, Andrighi, estremamente raro, è del trentino, di Vermiglio in particolare, Andrigo, altrettanto raro, ha un ceppo nel padovano a San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle e Limena ed uno nel pordenonese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche, dal nome medioevale di origini germaniche Andericus, di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1189 a Milano: "...Apud Mediolanum obiit Andericus de Palacio, avus domni Anderici episcopi, era Mª Cª LXXXIX...".
ANDRISANI
ANDRISANO
Andrisani ha un ceppo nel materano a Matera e Montescaglioso ed uno a Taranto, a Ceglie Messapica (BR) ed a Gravina In Puglia (BA), un ceppo a Marcianise (CE) ed uno a Pomigliano d`Arco (NA), Andrisano invece è specifico di Manduria, San Marzano Di San Giuseppe, Fragagnano e Taranto nel tarentino, dovrebbero derivare dal termine andrisano forma arcaica dell'etnico della città di Andria (BA).
ANDRONICO Andronico ha un ceppo siciliano, soprattutto a Messina, a Catania e nel catanese a Belpasso, San Giovanni la Punta e Acireale, ed a palermo, presenta un piccolo ceppo anche nel Salento a Sannicola e Seclì nel leccese, dovrebbe derivare dal cognomen latino di origini greche Andronicus, derivato da Andronikos, ricordiamo lo scrittore latino Lucius Livius Andronicus  (284 a.C. - 204 a.C.) e l'imperatore bizantino Andronikos II Palaiologos (1259 - 1332).
ANDRUSIANI Estremamente raro sembra originario del cremonese, dovrebbe derivare da Androsianus, dal greco Andros (uomo), ed essere quindi una variante rara ed arcaica del nome Andrea.
ANEDDA
ANELA
ANELLA
Anedda è tipico della Sardegna centromeridionale, Anela, molto molto raro, è tipico di Nuoro e di San Teodoro (SS), dovrebbe derivare dal toponimo Anela (SS), Anella è specifico del romano, frusinate e latinense, hanno diverse origini possibili, o da un diminutivo del nome Ana (Anna), da ipocoristici del nomen della Gens Annia, o dal vocabolo anedda l'anello murato dove si legavano gli animali come mulo, asino o cavallo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANEDDA; ANELA; ANELLA:  Il cognome potrebbe essere legato all'antico mestiere del fabbro ferraio.  In lingua sarda abbiamo aneddu, oneddu nel significato di anello da dito, riferito a persone. S'anella era il picchiotto dei portoni delle case dei proprietari terrieri, in forma di grosso anello di ferro; s'anella de su porcu è invece l'anello di ferro che si mette sul muso del maiale da ingrasso, in modo che non crei danno al pavimento della stalla (s'aùrra de su porcu); s'anella po ferrai is cuaddus e is bois l'anello di ferro che si trovava davanti alla porta dell'officina del fabbro ferraio). In catalano abbiamo anella, in latino anellus. Anella o Anela è il nome di un 'antica città del Goceano, regione della Sardegna centro settentrionale ( centro abiatao della Prov. di Sassari, di 817 abitanti - villa romana risalente all'epoca Sillana - Feudo regio  sino al 1839 - etc. ), della cui Curadorìa era appunto capoluogo(Curadorìa de Gociano o de Anella). In tutte la carte antiche della Sardegna troviamo citato il centro abitato. Era tra le Curatorie aderenti al Trattato di Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 ** Curatoria de Anella (de Gociano).et ego Alesio (de) Anthonius, habitator ville de Sporlachu (odierna Isporlatu).sindicus actor et procurator Curatorie de Anella et villarum...nisi bestiaris pastores.congregatis in villa de Bilĉochor (Guilciochor) et etc. in  posse  Salari Arsoci de Bose...X die januarii 1388).appartenne alla Curadorìa di Gociano di cui fu capoluogo, nel regno giudicale di Torres sino al 1272. Poi al Regno catalano aragonese di Sardegna. Dal sovrano Alfonso il Benigno fu concesso in feudo al donnichello Mariano d'Arborea(futuro Mariano IV° padre di Eleonora) e fu in seguito compreso nel Giudicato di Arborea. Scoppiata la guerra tra il re aragonese e il Giudicato di Arborea, di cui era Giudice appunto Mariano, il villaggio di Anella fu concesso in feudo a Valore de Ligia, ma solo nominalmente, perché di fatto la "villa" continuò ad appartenere al regno arborense. Nel 1420 la villa fu inglobata nel Regno di Sardegna, etc. (Di. Sto. Sa. - Dizionario Storico Sardo, di Francesco Cesare Casula). Nel testo del Fara ( Ioannis Francisci Farae - in Sardiniae Chorographiam), ove tratta della diocesi di Castro (Castrensis diocesis mediterranea, Ottanensi proxima, nomen sumpsit ab urbe Castri .- la diocesi di Castro, sita nell'entroterra e attigua a quella di Ottana, prende il nome dalla città di Castro.), cuius diocesis incipit a regione curatorie Anelae.la cui diocesi ha inizio con la regione della Curatoria di Anela.Il cognome Anedda attualmente è presente in 212 Comuni d'Italia, di cui 87 in Sardegna( per lo più concentrati nella zona di Cagliari): Cagliari 252, Orroli, 105, Sinnai 86, San Sperate 68, Villaputzu 60, Narcao 53, etc. Il più famoso degli Anedda è Gianfranco(CA 28 agosto 1930), avvocato, politico militante di Alleanza Nazionale, parlamentare dal 1992. Il cognome Anella presenta un ceppo ben radicato in Lazio, nel quale è presente in 8 Comuni su 12 di tutto il territorio nazionale: Roma 40, etc.- assente in Sardegna - Il cognome Anela ( presente in 12 Comuni italiani) ha un ceppo radicato in Puglia( in 3 Comuni): Bari 12, etc.; uno in Sardegna (3 Comuni): Nuoro 12, San Teodoro 6, Sedini 3.
ANELLI Anelli è diffuso diffuso prevalentemente in Lombardia, l'origine può essere messa in relazione sia ad anelli particolari, cui il capostipite era legato sia ad una chioma ad anelli, cioè riccioluta , come potrebbe essere una diversificazione del cognome Agnelli, passando tramite un Anielli per diventare quindi Anelli. (vedi Anello)
ANELLO Tipico della Sicilia e della Calabria meridionale, dovrebbe derivare da una contrazione del nome Aniello (vedi) di cui abbiamo un esempio nel 1500 con l'erudito salernitano Anellus Sanvitus, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Filadelfia (VV) nel 1700, tra i cittadini appartenenti al 2° ceto si trovano quattro famiglie Anello.
ANERIS Aneris, estremamente raro, è tipico della zona di Oristano, dovrebbe derivare per aferesi da San Neri, la forma sarda di San Ranieri, santo molto venerato in Sardegna (vedi SANNERIS).
ANESA Anesa è specifico del bergamasco, in particolare di Vertova, ma anche di Fiorano al Serio, Peia , Albino e Gazzaniga, dovrebbe derivare dal nome della località Anesa citata in questo testo del 1516: "...Montani vero tractus vallibus distinguntur, quæ a meridie in septemtrionem protensæ in Sassinam et Tellinam demum valles illis sese ex transverso obiicientes omnes fere desinunt. Earum primæ ad ortum Caballina illique adnexa Calepina sunt, quarum utranque Sebini lacus prospectu exhilaratur; cæterum Caballina ad septentrionem vergens lacu (qua patentior est) alluitur, in cuius margine Luerium oppidum sedet, confectura pannorum celebre. Calepina vero ad meridiem versa et ad emissorium lacus posita Ollii etiam fluvii amoenitate perfruitur, in cuius dextera ripa Calepium (unde sibi cognomen) habet. His proxima est Serriana a Serrio intersecante dicta, quæ propter amplitudinem sui in superiorem, mediam et inferiorem dividitur. Superiori Clusonium, Gromum, Gandelinum, Suerum, Castilio, Præmolum, Gorne, Onetum et Cerete; mediæ Gandinum (unde et Gandinia quadam sui parte appellatur) Vertua, Gazaniga, Cazanum, Lavium, Cazanigum; inferiori Alzanum, Nembre, Albinum, Comendunum, Dezenzanum, Anesa, Aranica, ascribuntur....", o dal  nome del torrente Anesa in Val Seriana.
ANESE Anese è tipico di Concordia Sagittaria, Portogruaro, Cinto Caomaggiore e Fossalta di Portogruaro nel veneziano e di Pordenone e Fiume Veneto nel pordenonese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Borgo Anese nel trevisano, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
ANESI Anesi è tipico di Verona e di Baselga di Pinè e Trento nel trentino, dovrebbe derivare dal nome del paese di Anesi nel veronese.
ANESIN
ANESINI
Assolutamente rarissimi, specifico di Baselga Di Pinè (TN) Anesin e di Pergine Valsugana (TN) Anesini, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal termine anes (anice), ma è pure possibile una derivazione dal nome Agnese.
integrazioni fornite da Magda Lúcia Turrer Rodrigues
Anesini potrrebbe derivare dal nome di persona dal latino Iohannes. Il cognome è diffuso soprattutto nelle zone di Pergine, Civezzano, Piné.
ANFOLSI Anfolsi è quasi unico, dovrebbe derivare dalla cognominizzazione del nome Anfolso, forma dislessica del nome Alfonso.
ANFORA Tipico di Casale di Carinola (CE), famiglia patrizia, il cui nome probabilmente deriva da un particolare dello stemma del casato.
integrazioni fornite da Domenico Anfora
Questa famiglia, sin dal XII° secolo, era presente in Terra del Lavoro, nella zona di Carinola, dove Tommaso divenne Vescovo alla fine del secolo. Godette nobiltà in Sorrento e durante il periodo borbonico alcuni componenti della famiglia furono ammessi nelle Guardie del Corpo del re.  Francesco fu generale di brigata e maggiordomo di settimana di Ferdinando II°.  Francesco Saverio, figlio del generale Raffaele, raggiunse il grado di tenente colonnello e fu tra i più valorosi difensori di Gaeta contro i piemontesi (1860-61). Scrisse un saggio su quell'assedio.  Ai principi del XIX° secolo la famiglia si divise in due rami, ambedue patrizi di Sorrento. A Giuseppe, deceduto nel 1894, fu riconosciuto il titolo di Duca di Licignano con R.D. del 21-06-1891.
ANFORTI Assolutamente rarissimo, probabilmente di origini franche insediatisi a Firenze, dovrebbe derivare dal nome franco Aufort, il casato Anforti appartenne al patriziato fiorentino fin dal 1700, furono grandi proprietari terrieri nella zona di Pontassieve (FI).
ANFOSSI
ANFOSSO
Anfossi è tipico dell'estrema fascia occidentale dell'Italia settentrionale, con un nucleo principale nella zona di Taggia (IM), un ceppo nella zona di Alba (CN), uno a Torino ed uno non secondario a Milano, Anfosso è tipico della Liguria  derivano dal nome medioevale Anfossus, forma arcaica di Alfonso, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1179: "...qui in eorum subter leguntur presentia estimaverunt quod pocior illa terra erat quam ipse prefatus Anfossus presbiter ab eodem monasterio Morimondi recipiebat quam ipse dabat...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pisa nel XII° secolo: "...ideo nos Alcherius Anfossi et Bandinus Burgundii, Lamfrancus quondam Gerarduccii, Lamfrancus Boccii atque Battepalia, pisanorum Dei gratia consules...", a Taggia nel 1600 troviamo la famiglia dei notai Anfossi.
ANFUSO Anfuso è un cognome tipicamente siciliano del catanese, messinese ed ennese, si dovrebbe trattare di una forma dialettale medioevale  Anfusus derivata dal nome Anfossus, forma arcaica di Alfonso (vedi ANFOSSI), di questa modificazione abbiamo un esempio in questo atto redatto a Palermo nel 1201: "Fredericus dei gratia rex Sicilie, ducatus Apulie et principatus Capue. Per hoc presens scriptum notum facimus universis nostris fidelibus presentem paginam inspecturis, quod nos de solita gratia et liberalitate nostra, attendentes quoque puram fidem et grata servitia, que Anfusus de Roto comes Tropee, fidelis noster, ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome siciliano, calabrese e tarantino. Viene dalla voce calabrese 'nfusu' = bagnato. Fonte: Rohlfs, 42.
ANGARAN Angaran è abbastanza raro ed è tipico di Fonzaso nel bellunese, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale per chi proveniva dalla frazione di Fonzaso chiamata Agana, con una n epentetica per rendere più fluida la pronuncia del termine.
ANGARI
ANGARONE
ANGARONI
Angari è assolutamente rarissimo, Angarone è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione di Angaroni che è specifico di Gerenzano (VA), dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino aggarius (messo a cavallo spesso del servizio postale) e starebbe ad indicare che il capostipite era addetto a quel tipo di servizio, ma potrebbe, anche se meno plausibilmente, derivare anche dal termine medioevale angaria (la punizione per la quale il reo era costretto a percorrere le vie del paese con un ceppo al collo) e potrebbe in questo caso essere riferito ad un fatto occorso a d un componente della famiglia.
ANGEI Angei, abbastanza raro, è tipicamente sardo di San Gavino Monreale nel Medio Campidano, dove è ben presente anche a Samassi.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANGEI: (angèi -potrebbe derivare da angèî (con nasalizzazione della i, per caduta della "n")  sul significato e l'etimo permangono incertezze. Suggeriamo la radice "agn." del latino agnus = agnello. Ma non trascuriamo la radice greca άγγ di άγγος, che significa recipiente, anfora, boccale etc. In greco abbiamo inoltre il vocabolo άγνοσ (agnos) = agnocasto (su pibiri sardu) e αγνός (agnòs) = casto, puro, venerando. Citiamo pure il verbo greco άγχω = angustio, creo sofferenza. È un cognome raro, con la maggior parte delle presenze a San Gavino Monreale (Medio Campidano). Lo troviamo in 28 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: San Gavino 79, Samassi 18, Cagliari 8, Villacidro 6, etc.
ANGELANTONI
ANGELANTONIO
ANGELANTONJ
Angelantoni, molto molto raro, è tipico dell'area centrale che comprende Umbria, Lazio ed aquilano, Angelantonio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe abruzzese, Angelantonj, sempre abruzzese, è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome composto da Angelo ed Antonio. Lo stemma si riferisce al casato degli Angelantonj, che dovrebbe risalire almeno al 1505.
integrazioni fornite da Lelio Angelantonj
Negli ultimi 200 anni il cognome Angelantonj proviene da Tocco da Casauria in Abruzzo dove è locato il palazzo Angelantonj con stemma nobiliare.
ANGELELLI
ANGELETTI
ANGELI
ANGELINA
ANGELINI
ANGELINO
ANGELO
ANGELONI
ANGELUCCI
ANGIOLINI
Angelelli, Angeletti e Angeloni sono specifici dell'Italia centrale, Marche, Umbria e Lazio, con piccoli ceppi secondari in Lombardia, Angelelli ha anche un ceppo nel Salento, Angeli è molto diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, Angelini oltre ad una diffusione importante nel centro e nel settentrione, ha un ceppo nelle Puglie, Angelino è molto diffuso in Piemonte nel torinese e biellese e nell'alessandrino, ha un ceppo tra napoletano e casertano ed uno tra ragusano e siracusano, Angelo, abbastanza raro sembra originario del trapanese, Angelelli, Angeletti e Angeloni sono specifici dell'Italia centrale, Marche, Umbria e Lazio, con piccoli ceppi secondari in Lombardia, Angelelli ha anche un ceppo nel Salento, Angeli è molto diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale, Angelina, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo piemontese, in particolare nel biellese ed uno veneto, in particolare nel vicentino, Angelini oltre ad una diffusione importante nel centro e nel settentrione, ha un ceppo nelle Puglie, Angelino è molto diffuso in Piemonte nel torinese e biellese e nell'alessandrino, ha un ceppo tra napoletano e casertano ed uno tra ragusano e siracusano, Angelo, abbastanza raro sembra originario del trapanese, Angiolini sembra avere due nuclei, uno in Toscana e nel bolognese ed uno nel milanese e bergamasco. Derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal greco è molto diffuso nella fascia centrale che comprende il riminese, le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo, il Lazio, con ceppi anche più a sud, Angiolini sembra avere due nuclei, uno in Toscana e nel bolognese ed uno nel milanese e bergamasco. Derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal grecoanghelos (messaggero sottinteso di Dio) che si ritrova nel Latino angelus che diviene in epoca medioevale un nome beneaugurante. Dal nome al cognome come attributo di uomo timorato di Dio o di persona legata ad un'immagine angelica dipinta nei pressi della sua abitazione il passo è breve. In alcuni casi derivano dal nome medioevale Angelinus di cui abbiamo ad esempio tracce nella seconda metà del 1300 in questo scritto: "...Et ego Angelinus Agacia, natus quondam domini Georgii notarii Vercellensis, publicus imperiali auctoritate notarius, habitans Vercellis in parrochia Sancti Michaelis, millesimo tricentesimo nonagesimo septimo, indicione quinta, die secundo mensis iunii, intravi collegium notariorum comunis Vercellarum...".  Tracce in Lombardia della notabile famiglia Angeloni si hanno a Villa d'Adda (BG) fin dal 1400, in Abruzzo, a Roccaraso (AQ), si trovano nel 1600 i degli Angeloni baroni di Montemiglio; degli Angelini si hanno tracce nel Veneto sin dal XIV° secolo, con la loro iscrizione alla nobiltà di Verona e di Ala di Trento, atti redatti da un notaio Giovanpietro Angelini risalgono alla seconda metà del 1500
per approfondamenti sul ramo istriano degli Angelini http://www.digilander.iol.it/arupinum/
ANGELERI
ANGELIERI
ANGIOLIERI
Angeleri è tipico dell'area alessandrino, pavese, di Alessandria, Tortona, Valenza e Castelnuovo Scrivia nell'alessandrino, di Voghera, Vigevano e Pieve del Cairo nel pavese e di Milano e Genova, Angelieri è specifico di Roma, Angiolieri è quasi unico, si tratta di forme collettive arcaiche e  dialettali in -eri, o -ieri, stanti ad indicare il gruppo dei figli di un Angelo o Angeli, indicando cioè le famiglie dei figli di uno di nome Angelo o Angiolo.  Tracce illustri di queste cognominizzazioni le abbiamo in epoca dantesca con il famoso scrittore e poeta senese Cecco Angiolieri (1260 -~ 1312).
ANGELICA
ANGELICI
ANGELICO
Angelica è tipicamente siciliano, ha un ceppo a Palermo ed uno nel ragusano a Monterosso Almo, Giarratana e Comiso ed a Siracusa e Catania, Angelici è specidico della fasciz che comprende il maceratese, il Piceno, l'Umbria, il reatino ed il romano, Angelico ha un ceppo romano, uno ad Acerra e Napoli nel napoletano, uno piccolo in Puglia nel barese a Terlizzi, Bisceglie e Bari ed uno in Sicilia nel siracusano a Palazzolo Acreide, Siracusa e Canicattini Bagni, nel catanese a Caltagirone, Grammichele e Catania e ad Ispica nel ragusano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Angelicus, Angelica, di cui abbiamo un esempio d'uso con un tale Angelicus filius Hieronimi de Augustis Podestà di Lovere nel bergamasco nel 1524.
ANGELILLI
ANGELILLIS
ANGELILLO
Angelilli ha un ceppo a Roma, uno a Schiavi Di Abruzzo (CH) ed uno a Lucera (FG), Angelillis è tipico del foggiano, Angelillo, oltre al nucleo pugliese, tra barese e tarantino, ha un ceppo non secondario a Napoli e nel napoletano, derivano dal nome medioevale angelillus di cui abbiamo un esempio in questa lapide del 1585 a Frattamaggiore (NA): "A. 1585 - ADAM PARRETTA, EIUSQUE FILIUS ANGELILLUS, HOC - MONUMENTUM FF. NEPOS - JO. DOM.CUS PATRICI.US NEAP.NUS I.P. - TOT  POST LABORES". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel casertano a Cerreto nel 1400: "Anno domini Millesimo quadringentesimo trigesimo secundo die duodecimo mensis Madij X inditionis... ...Insuper per presencium seriem eligimus in idoneos confessores Dominum Guillelmum de Angelillo dominum Nicolaum Martinum vel ipsorum alterum cappellanorum dicti ...", e a Sant'Angelo di Alife (CE) nel 1600 con il notaio Giuseppe de Angelillis.
ANGELINO GIORZET Angelino Giorzet, molto molto raro, è specifico dell'area tra biellese e vercellese, dovrebbe trattarsi di un ramo della famiglia Angelino, molto diffusa in Piemonte (vedi ANGELELLI), il cui capostipite si chiamasse Giorgio, che per una forma ipocoristica dialettale è poi diventato Giorzet, dando origine, probabilmente nel 1800, ad un nucleo nuovo individuabile dal cognome composto dal cognome e nome del capostipite.
ANGELISANTI
ANGELOSANTE
ANGELOSANTO
Angelisanti è tipico di Ferentino nel frusinate, Angelosante è caratteristico dell'aquilano, di Avezzano, Ovindoli e L'Aquila, Angelosanto sembrerebbe anch'esso specifico del frusinate, di Cassino, Sant'Elia Fiumerapido e Sant'Andrea del Garigliano, con un grosso ceppo secondario anche a Roma, dovrebbero tutti derivare dal nome composto dai nomi Angelo e Sante o Santo, o anche dal nome antico Angelosanto, originato dalla fede cristiana, probabilmente portato dal capostipite.
ANGELLA Angella è tipico di Pontremoli, Filattiera e Villafranca in Lunigiana nel carrarese, con un piccolo ceppo anche a La Spezia, dovrebbe derivare da un'alterazione toscana del nome medioevale Ancilla Dei (serva di Dio, l'attuale suora).
ANGEMI Angemi, molto molto raro, è tipico di San Giovanni la Punta e Catania nel catanese e di Messina, si dovrebbe trattare di una forma aferetica del cognome Cancemi o Cangemi (vedi CANCEMI).
ANGERAMI
ANGERAMO
Angerami, molto molto raro ha un piccolo ceppo a Napoli e nel napoletano ed un altro piccolo ceppo a Montemurro nel potentino, Angeramo è specifico di Cerignola nel foggiano, si tratta di modificazioni locali del nome germanico Enghiramo o Inghiramo (vedi INGHIRAMI)
ANGERI
ANGERO
ANGIERI
ANGIERO
Angero, assolutamente estremamente raro, è del veronese, Angieri, molto raro, ha un ceppo campano a Taurano nell'avellinese ed a Napoli, Angiero, molto molto raro, è specifico di Pago del Vallo di Lauro nell'avellinese, Angeri, molto molto raro, sembrerebbe della zona bresciano, veronese, e potrebbe derivare, come Angero, da un'alterazione del toponimo Angiari nel veronese, ma, molto probabilmente questo cognome ha un ceppo, ormai scomparso in Italia, originario del siracusano, di Melilli in particolare, dove potrebbe invece derivare, assieme ai ceppi campani, dal nome normanno Angerius, che dovrebbe derivare dal nome germanico Ansgari, composto dai termini Ans (divinità, dio) e gari (lancia), con il significato di lancia divina, ricordiamo con questo nome il vescovo di Catania Angerius Brito del XII° secolo.
ANGHEBEN Angheben è tipico di Rovereto, Vallarsa e Trambileno nel trentino, dovrebbe derivare dall'aferesi di un nome di località individuata dai termini tirolesi lange ebene (lungo pianoro) o dal toponimo Anghebeni di Vallarsa (TN).
ANGHELEDDU Angheleddu, tipicamente sardo, è specifico del nuorese, di Fonni e Nuoro, deriva dall'ipocoristico in lingua sarda del nome Anghelu (Angelo), si tratta quindi dell'equivalente sardo di Angelino.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANGHELEDDU: angioletto: da angelo; dal latino angelus; ancor più dal greco άγγελος (ànghelos). Molti toponimi della Sardegna portano questo nome: il più famoso è Anghelu Ruju, necropoli preistorica sita in agro di Alghero, con grotte ipogeiche artificiali del tipo "domus de Janas" - 38 tombe scavate in roccia(arenaria calcarea - vedi nel Web - Alghero - necropoli di Anghelu Ruju). Il cognome Angheleddu è presente in 20 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Fonni 40, Nuoro 36, Sassari 12, Ittiri 11, etc.
ANGIARGIA
ANGIARGIU
Angiargia, abbastanza raro, è tipico di Decimoputzu e Decimomannu nel cagliaritano, Angiargiu, molto più raro, sembra specifico di Gonnosfanadiga (MD), dovrebbero derivare entrambi dal nome locale della chiesa di San Michele Arcangelo del paese di Collinas (CA), cioè Santa Maria Angiargia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANGIARGIA; ANGIARGIU: significa custode o guardiano/a degli agnelli e deriva dal latino agnus ago = conduco, spingo, custodisco gli agnelli, come boinargiu, vaccargiu, molentargiu, etc. In agro di Collinas (un tempo Forru, famoso per i suoi vini), centro abitato della provincia del Medio Campidano (già nella provincia di Cagliari), di 1045 abitanti(2008), vi è la chiesa campestre di Santa Maria Angiargia, la cui festa si celebra in settembre. Sorge nelle vicinanze di antiche terme romane, in località Su Angiu ? Non si ha notizia certa sulla data della sua costruzione; alcuni storici la fanno risalire al XII° secolo. Gli abitanti di Collinas fanno derivare il nome della Santa da Su Angiu quindi Angiargia, ma non sanno evidentemente che su angiu significa l'agnello e deriva dal latino agnus e che la santa è appunto la custode dell'agnello di Dio, cioè del Bambino Gesù. Angiargia e Angiargiu sono due cognomi rari; non presenti nelle carte antiche. Attualmente Angiargia è presente in 12 Comuni d'Italia, di cui 8/377 in Sardegna(sud): Decimoputzu 18, Villasor 12, Decimomannu 9, Assemini 6, etc. Angiargiu è presente in 11 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Serramanna 12, Gonnosfanadiga 9, Samassi 6, Furtei 5, Cagliari 5, etc.
ANGIO'
D ANGIO'
DANGIO'
Angiò, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Roma ed uno altrettanto piccolo a Trebisacce nel cosentino ed ad Ardore nel reggino, Dangiò, altrettanto raro, parrebbe invece settentrionale, D'Angiò, il meno raro, ha un ceppo a Formia nel latinense ed a Roma ed uno a Napoli e Nola nel napoletano, dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite fosse originario dell'antica provincia francese dell'Anjou, l'attuale dipartimento di Maine-et-Loire.
integrazioni fornite da Ettore C. Angiò
Per gli Angiò calabresi secondo Amedeo Miceli di Serradileo ed altri autori, il cognome Angiò, dal francese Anjou, è stato assunto da alcuni nobili angioini, che scesi in Calabria nel XV° secolo al seguito di Luigi III° vi rimasero anche dopo la sua morte. Nei documenti da me rinvenuti il cognome Angiò è riportato anche nella variante d'Angiò e spesso riferendosi alla stessa persona.
bibliografia
- Amedeo Miceli di Serradileo "Una dichiarazione di Luigi III d'Angiò dalla città di S. Marco in Calabria" in ASCL, anno XLIII, 1976, pp. 69-81
- G. Rohls "Dizionario dei cognomi e dei soprannomi della Calabria" Longo Ed. Ravenna
ANGIOI
ANGIOJ
ANGIONI
ANGIOY
Angioi è tipico della Sardegna settentrionale di Alghero (SS) e di Irgoli e Ottana nel nuorese, Angioj è quasi unico, Angioy, molto molto raro, pur essendo presente anche nel nuorese e sassarese, sembrerebbe più caratteristico di Iglesias (CI), Angioni è specifico di Cagliari e del cagliaritano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo angioni  (agnello), forse ad indicare il mestiere di pastore, o, più probabilmente, ad indicare una discreta agiatezza della famiglia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANGIOI; ANGIOJ; ANGIONI; ANGIOY: hanno tutti e quattro lo stesso significato e la stessa origine: agnello e deriva dal latino agnus. Oggi è un cognome mediamente diffuso, soprattutto nella variante Angioni; è invece raro nelle carte antiche, ove è presente solo nella variante Anione (Angioni), in cui la radice latina "ang" di agnus (agn-ione), si confonde con quella greca "amn" di αμνός (amnòs - agnello). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB XI°, XIII° sec. troviamo: Anione Gosantine, sposato a Furata Cambuli (167), in una spartizione di servi. (sott. Ego priore Iohanni - di S. Maria di Bonarcado) - Partivi cun donnu Trodòri Cocco, arkipiscopu (canonico della chiesa di Santa Maria di Oristano e arcivescovo di Arborea - 205, 206). Coiuedi Gosantine Anione serbu de Santa Maria de Bonarcadu cun Furata Cambuli, ankilla de Santa Maria de Aristanis. Fegerunt IIII (4) fiios. Santa Maria d'Aristanis levedi ad Samaridanu (Anione) et ad Iorgi (Anione)et Santa Maria de Bonarcadu levedi a Ianni (Anione) et ad Iohanne(Anione). - (Ho maritato Gosantine Anione servo di Santa Maria di Bonarcado con Furata Cambuli ancella di Santa Maria di Oristano. Santa Maria di Oristano ha preso Samaritano e Giorgio, e Santa Maria di Bonarcado ha preso Gianni e Giovanni). Attualmente Angioi è presente in 79 Comuni d'Italia, di cui 42 in Sardegna(nord): Sassari 53, Irgoli 47, Alghero 33, Ottana 30, Cagliari 27, Nuoro 23, etc. Angioj, è presente in 3 Comuni sardi: Sassari 6, Quartu S. E. 3, Iglesias 3. Angioni è presente in 175 Comuni italiani, di cui 62 in Sardegna(sud): Quartu S. E. 361, Cagliari 195, Sestu 152, Maracalagonis 66, Teulada 65, Borore 50, Carbonia 47, Sassari 38, etc. Angioy è presente in 23 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna: Iglesias 19, Sassari 6, Bolotana 5, Magomadas 4, Nuoro 3, etc. Nella storia ricordiamo: Angioy Giommaria, giudice della Reale Udienza. Alternos viceregio. Uno dei più importanti personaggi della storia della Sardegna. Nacque a Bono il 21, 10 del 1751. Figlio di un nobile possidente. Visse in periodo sabaudo. Dopo gli studi medi seguì studi universitari e si laureò in Filosofia ed Arti. Subì il fascino delle idee riformiste del ministro Giambattista Lorenzo Bogino. Trasferitosi a Cagliari prese la Laurea in Leggi (utroque jure) nel 1771. Nel 1773 ebbe la cattedra di Istituzioni Civili. In seguito ottenne la nomina a Giudice della Reale Udienza. Nel 1794, in seguito alla cacciata del vicerè piemontese, il potere passò nelle mani della Reale Udienza. Fu uno dei capi del movimento patriottico sardo. Operò con tutte le sue forze per abbattere il sistema feudale in Sardegna. Il rientro dei Savoia in Sardegna e la pressione esercitata dai feudatari sardi contro lo spirito riformista dell'Angioy, furono l'inizio della fine del suo sogno indipendentista e riformista. Finì in Francia e inutili furono le sue suppliche rivolte a Napoleone Bonaparte per la conquista della Sardegna. All'imperatore la Sardegna non interessava più. Morì esule e ridotto in povertà a Parigi, nel 1808.
ANGIOLANI Angiolani, molto molto raro, ha qualche presenza nel genovese ed un piccolo ceppo ad Ancona, dovrebbe derivare dal nome medioevale Angiolanus, di cui abbiamo iun esempio d'uso con Angiolanus de Praefectis Capitaneus Senensium.
ANGIOLILLI
ANGIOLILLO
Specifico di Isernia Angiolilli, di Genzano di Lucania (PZ), Napoli e Foggia Angiolillo, derivano da modificazioni dialettali del termine Angelo o del nome da lui derivato, in alcuni casi si può trattare di cognome attribuito a neonati abbandonati.
ANGIU
ANGIUS
Angiu è quasi unico, Angius invece è molto diffuso in tutta la Sardegna, sembrerebbero derivare per aferesi da modificazioni del termine latino balneum (bagno), che sarebbe all'origine di soprannomi generati da toponimi contenenti appunto quella radice che identificava spesso la presenza in luogo di acque termali.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ANGIUS: potrebbe significare  agnello, dal latino agnus (vedi Angiõi etc.). Oppure  potrebbe derivare dalla voce greca άγγος (àngos), che significa anfora, boccale, recipiente in genere. O dal verbo greco άγχω(ànco) = angustio, angoscia (angustiare, angosciare). Secondo alcuni linguisti deriverebbe da bangius > balneum > bagno, come toponimo = luogo ricco di acque termali, con aferesi della consonante iniziale (un fenomeno fonetico frequente nella lingua sarda parlata, ma raro in quella scritta)! Su questa ipotesi permangono in noi dubbi, per il fatto che nelle carte antiche sia come cognome che come toponimo è riportato con la “b” iniziale. Quando è avvenuta la caduta della “b”? Di rimando l’ipotesi dei diversi linguisti potrebbe trovare riscontro nel fatto che il cognome “Bangius” è quasi totalmente sparito dagli odierni registri anagrafici. Ma siamo certi che al suo posto si trova Angius? E perché tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo il cognome Bangius, ma anche Angiu (vedi più avanti)? Esistevano in Sardegna ben 6 centri abitati, col nome Bangios o Bangiu, oggi abbandonati, ma documentati nelle carte antiche medioevali: 1) - Bangios, abitato scomparso; era ubicato in località Spirito Santo, in agro di Perfugas. In periodo medioevale fu “villa” – “bidda”, appartenente alla Curadorìa di Anglona, nel regno giudicale di Torres, sino al 1272 fu possedimento privato dei Doria. Il paese fu definitivamente abbandonato verso la fine del 1300 e l’inizio del 1400, verosimilmente per le continue guerre tra gli arborensi e gli aragonesi; 2) – Bangios, villaggio abbandonato: è attestato nei documenti medioevali della Sardegna, ma non ben localizzato. Appartenne alla Curadorìa o Parte di Campidano Simaxis o di Oristano, nel regno giudicale di Arborea. Non sappiamo quando fu abbandonato, ma non risulta più documentato dalla fine de 1300; 3) – Bangiu de Liri, abitato medioevale scomparso, era ubicato in prossimità della chiesa di Nostra Signora d’Itria in agro di Quasìla. Il territorio è segnato da abbondanti resti preistorici e romani, evidentemente per la presenza delle acque termali. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Trexenta, nel regno giudicale di Càlari. Passò poi al Regno catalano aragonese di Sardegna, quindi fu possedimento oltremarino della Repubblica di Pisa, poi conquistato dalle truppe giudicali di Arborea e di nuovo, dal 1410, del Regno catalano aragonese di Sardegna: alla fine del 1400 il paese risulta disabitato; 4) – Bangiu, paese scomparso, sito in agro di Laconi; della “villa” si sa ben poco: è ricordata in una “quartina rimata” del 1868 del canonico Giovanni Spano: Bangiu e Pardubiore/ Sperdidu in mal’amore/ Pardubiore e Bangiu Sperdidu in malu prangiu/ (da una citazione riportata dal conte Alberto Ferrero della Marmora, nel suo “Itinerario nell’isola di Sardegna”); 5) – Bangios, detto anche Bangios, villaggio scomparso. Era ubicato in agro di Uri, in località oggi detta Banzos, lungo la valle del Rio Mannu. Il paese è attestato nei Condaghi di San Michele di Salvennor, di San Pietro di Silki e di San Nicola di Trullas. Fu abbandonato verso la fine del 1300, verosimilmente per le continue scorribande delle truppe arborensi e di quelle aragonesi, in guerra per la conquista del territorio; 6) – infine citiamo Bangiargia, detta anche Bangius, abitato medioevale scomparso. Era ubicato non lontano da Villa di Chiesa (Iglesias) e fece parte della Curadorìa di Cixèrri, nel regno giudicale di Càlari. Probabilmente a causa delle continue guerre tra il giudicato di Arborea ed il Regno catalano aragonese di Sardegna, verosimilmente nella seconda metà del XIV la sua popolazione si trasferì definitivamente nei centri vicini, tra i quali, Tratalias ed Iglesias. Nelle carte antiche medioevali della lingua e della storia della Sardegna è attestato il cognome nelle sue varianti: de Bançu, de Bangius, de Banjos, de Baniu. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo infatti: Bançu (de) Anthonio, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii 1388; Bangius (de) Petro, jurato ville Busache, * Busache…odierno Busachi. Contrate Partis Varicati; Bangius (de) Petro, jurato ville Golossane, * Golossane…villaggio distrutto…Curatorie de Marghine de Gociano;Bangius (de) Petro, ville Ecclesiarum. Ma nel LPDE troviamo anche, de Angiu Leonardo, jurato ville Ogiastra, * odierno Ollasta Simaxis -Contrate Campitani Simagis. Nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo, al capitolo 191: dio a San Miguel Gunnari de Banjos por su alma con voluntat de su muger y de sus hiios su parte de cortinque, quanto tenia de tierra y de viña …(Gunnari de Banjos dona a San Miguel per la sua anima, con la volontà della propria moglie e dei propri figli la parte di Cortinque località – quanto ha di terra e di vigna)etc. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, al capitolo 28 troviamo de Baniu Goantine chierico, citato come teste in una partizione di servi tra la chiesa di Sanctu Georgii de Calcaria e quella di Sanctu Gregorii de Bauladu: Ego Arrigu priore de Sancta Maria de Bonarcadu e Samaridanu servitore de Sanctu Georgii de Calcaria, fagemus recordatione…etc. Fra i numerosi testimoni c’è Goantine de Baniu clerigu. Al capitolo 166/2^ parte, sempre del CSMB è citato de Baniu Petru, teste in una partizione di servi: (Ego Priore Iohanne) partivi (ho diviso) cun su piscopu(vescovo) de Sancta Iusta fiios de Goantine de Figus et de Iusta Barbis…tra i testimoni c’è appunto Pedru de Baniu. Nella storia il più famoso degli Angius è Vittorio (1798 - 1862). Collaborò, per la parte riguardante il regno territoriale di Sardegna, alla stesura del Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S. M. il re di Sardegna, dell'abate prof. Goffredo Casalis. Attualmente il cognome Angius è presente in 255 Comuni italiani, di cui 110 in Sardegna: Cagliari 284, Sassari 196, Quartu 129, Terralba 77, Alghero 56, Lanusei 50, Bonorva 49, Isili 45, Guspini 43, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto, con 60; seguono: Genova 31, Milano 29, Torino 26, etc.
ANGIULI
ANGIULLI
ANGIULLO
ANGIULO
Angiuli è tipicamente pugliese del barese, di Adelfia e Bari in particolare, e di Valenzano, Angiulli è molto diffuso in Puglia, nel barese soprattutto a Monopoli e Gravina in Puglia, ma anche a Noci, Alberobello e Bari, nel tarantino a Massafra, Taranto e Grottaglie ed a Fasano nel brindisino, Angiullo, quasi unico, è del barese, con un piccolo ceppo ad Andria, Angiulo è specifico di Cassano delle Murge nel barese, dovrebbero derivare direttamente o tramite ulteriori alterazioni dialettali dal nome dialettale pugliese Angiulo o Angiullo (Angelo).
ANGLESIO Tipico del torinese ed in particolare di Rocca Canavese, è molto raro, dovrebbe derivare dal nome Anglesius derivato dall'etnico englesius o anglesius (inglese), uso che troviamo ad esempio a Genova nel 1200 con il fabbricante di carta Gualterius Englesius, nome portato dal vescovo di Novara (1287 - 1291) il novarese Englesio Cavallazzi  e nel 1400 da Anglesia Visconti.
ANGOBALDO Angobaldo è ormai praticamente quasi scomparso in Italia, dovrebbe derivare dal nome germanico Angobald, portato dal capostipite, composto dai termini medioevali germanici ango (aculeo, punta di freccia, punta di spada) e bald (audace), con il significato di colui che usa la spada con audacia.
ANGOLI Angoli, tipicamente lombardo, sembrerebbe specifico del bresciano, di Cologne e Palazzolo sull'Oglio, con un ceppo anche nel pavese a Frascarolo e Vigevano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica del paese di Angolo Terme nel bresciano, probabile località d'origine del capostipite.
ANGONOVA Assolutamente rarissimo, probabilmente del cuneese, potrebbe essere di origini spagnole.
ANGORI Angori è tipicamente toscano, dell'aretino, di Cortona, Castiglion Fiorentino, Arezzo e Foiano della Chiana, con un piccolo ceppo anche ad Orbetello nel grossetano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Angorius, che troviamo in uno scritto medioevale che cita un tale Angorius puer claustralis monasterii de Biterbis.
ANGRISANI
ANGRISANO
Tipicamente campano Angrisani è specifico soprattutto del salernitano, di Nocera Superiore, Salerno, Cava de` Tirreni e Nocera Inferiore e di Somma Vesuviana (NA) e Napoli, Angrisano, decisamente più raro, è più tipico del napoletano, di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici e Torre Annunziata con presenze significative anche a Grottaminarda (AV), dovrebbero derivare dall'etnico di Angri (SA).
ANICE
ANICI
ANICIO
Anice, Anici, Anicio, tutti assolutamente rarissimi, quasi unici, potrebbero derivare dal nome della Gens Anicia, o dal nome gentilizio romano Anicius, di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide romana: "Consimiles fratrum trabeis gestamina honorum / tertia quae derant addidimus titulis / dilectae Probus haec persolvo munera matri / restituens statuis praemia quae dederat // Aniciae Faltoniae / Probae Amnios Pincios / Aniciosque decoranti / consulis uxori / consulis filiae / consulum matri / Anicius Probinus v(ir) c(larissimus) / consul ordinarius / et Anicius Probus v(ir) c(larissimus) / quaestor candidatus / filii devincti / maternis meritis / dedicarunt".
ANICETO Aniceto, molto molto raro, è meridionale, dovrebbe derivare da un nome originato dal termine greco anìketos (invincibile).
ANICHINI
ANICO
Anichini è tipicamente toscano, molto diffuso a Firenze ed a Greve in Chianti, Scandicci, San Casciano in Val di Pesa, Impruneta e Lastra a Signa nel fiorentino, a Siena, Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi nel senese, a Terricciola, Ponsacco e Pomarance nel pisano ed a Monte Argentario ed Isola del Giglio nel grossetano, Anico, quasi unico, è emiliano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico dal nome tardo latino Anicus, una variante medioevale di Anicius, nome gentilizio della Gens Anicia, di cui abbiamo un esempio in Anicus Manlius Severinus Boethius (475-524), il famoso filosofo, autore del famoso De consolatione philophiae, che, console di Roma sotto Teodorico, venne da questi fatto imprigionare e condannato a morte nel 524.
ANICITO Anicito è tipico di Paternò (CT), deriva dal nome di Sant'Anicito che fu l'undicesimo papa dall'anno 155 al 166, o dal toponimo Anicito, valle e lago del catanese.
ANIELLO Aniello, non comune, sembra avere oltre al ceppo campano, tra Napoli e Caserta, anche uno nel barese, deriva dal nome medioevale Aniellus (Agnello sottinteso di Dio) di cui si ha esempio nel V° secolo con Aniellus Oratius de Venosa (PZ), potrebbe anche, in alcuni casi derivare dall'aferesi di toponimi come Curtaniello (BA) o Puccianiello (CE) o anche da un soprannome dialettale originato dal vocabolo aniello (agnello), esempio di questa cognominizzazione lo troviamo nel 1700 con monsignor Domenico Aniello, vescovo di Acerenza (PZ).
ANIGONI
ANNIGO
ANNIGONI
Anigoni, assolutamente rarissimo, è dell'area reggiano, parmense, Annigoni è specifico del reggiano, di Scandiano, Reggio Emili, Casina e Carpineti, Annigo è praticamente unico, dovrebbero derivare, direttamente e soprattutto attraverso una forma accrescitiva, da un'alterazione dialettale del nome tardo latino Anicus (vedi ANICHINI).
ANITORI Anitori ha un piccolissimo ceppo a Sant'Angelo in Pontano nel maceratese, un ceppo a Roma e Velletri nel romano ed uno a Ronciglione nel viterbese, dovrebbe derivare da Anitor, il nome medioevale di un angelo invocato spesso in riti magici come guida spirituale.
ANNARELLI Annarelli ha un piccolo ceppo a Sora nel frusinate ed a Terracina e Pontinia nel latinense ed uno a Foggia, dovrebbe derivare da Annarello, un ipocoristico del nome Anna al maschile.
ANNARILLI Annarilli è specifico di Ariccia e di Albano Laziale nel romano, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome Annarello, un ipocoristico del nome Anna al maschile (vedi ANNARELLI).
ANNARUMMA Annarumma è specifico del salernitano, di Angri soprattutto, ma anche di Scafati, Salerno, Cava de` Tirreni, Calabritto e Pagani, dovrebbe derivare dalla forma dialettale del nome composto da Anna e dalla contrazione di Rumménéca, rotacismo dialettale per Domenica, nome portato evidentemente dalla capostipite.
ANNECCHIARICO
ANNECHIARICO
ANNICCHIARICO
ANNICHIARICO
Annecchiarico, abbastanza raro, sembra tipico di Montemiletto (AV), Annechiarico è dovuto ad errori di trascrizione, Annichiarico, molto raro, e Annicchiarico, più diffuso, sembrano tipici di Grottaglie (TA).
integrazioni fornite da Stefano Bettazzi
Annechiarico, quasi unico, è un errore di trascrizione di Annecchiarico, tipico per lo più dell'avellinese, Annichiarico, molto raro, è anch'esso probabilmente un errore di trascrizione di Annicchiarico, che presenta un ceppo largamente maggiore nel tarantino e ceppi minori nel nord e centro nord del paese, nonché nell'avellinese, tutti questi cognomi derivano dall'antico italiano annicchio o annicchiarico, col significato di giovenco, manzo: l'origine del termine va ricercata nel latino anniculus, che letteralmente significa di un anno, in riferimento, quindi, ai giovenchi che hanno raggiunto il primo anno di vita. Questi cognomi, dunque, derivano o dal mestiere svolto dai capostipiti (probabilmente dei mandriani o dei commercianti in giovenchi) oppure da loro caratteristiche fisiche o comportamentali (talvolta, infatti, il termine annicchio o annichiarico poteva essere utilizzato anche come soprannome per un ragazzo, in relazione alla giovinezza che accomuna uomini e animali nei primi anni della loro vita).
ANNESA
ANNESE
ANNESI
Annesa sembrerebbe unico, Annese è tipicamente pugliese, di Molfetta, Monopoli, Alberobello e Bari nel narese, di Massafra nel tarentino e di Torremaggiore ed Orta Nova nel foggiano, con un ceppo anche a Grottaminarda nell'avellinese ed a Roma, Annesi ha un ceppo laziale a Vignanello e Civita Castellana nel viterbese ed a Roma ed Anguillara Sabazia nel romano, ed uno a Miggiano nel leccese con buone presenze anche a Montesano Salentino,  dovrebbero derivare dal nome latino Anesius, Anesia, ricordiamo con questo nome il Santo Martire sotto Diocleziano citato dal Martyrologium Romanum, o dal nome medioevale Annesius, Annesia, derivato dal precedente, di queste cognominizzazioni abbiamo un esempio d'uso nel 1600 in uno scritto sulla Compagnia di Gesù: "...Neque promerita commemoratione fraudandi sunt fortissimi Alii ex Societate in infecto rum obsequium demortui.] Sacerdotes, inuictissimique Fratres: illi quidem Petrus Correa, Laureutius Fonseca, Balthassar Esteuius: hi vero Antonius Abreus, Alexander Coëlius, Andreas Annesius, ac Rodericus Gomesius: qui nimirum omnes Socij non laborum minus, quam palmarum, inter haec eadem huiusce temporis discrimina ..".
ANNIBALDI
ANNIBALE
ANNIBALI
ANNIBALINI
ANNIBALINO
ANNIBALLO
Annibale, molto raro sembra essere di origini campane anche se potrebbe avere un ceppo secondario nel veneziano, Annibali e Annibaldi sono tipici dell'Italia centrale, Annibalini è specifico del pesarese, di Pesaro, Fano e Gabicce Mare, Annibalino, praticamente unico, sembrerebbe romano, Anniballo, estremamente raro, potrebbe essere campano.  Dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome punico Hannibal o dal bizantino Hannibalianus. Tracce di questo cognomen si hanno fin dal 300 d.C. con l'imperatore Flavius Hannibalianus figlio di Flavius Dalmatius e nipote dell'imperatore di origine illirica Flavius Valerius Constantius.  Nel 1350 troviamo il Cardinale Annibaldo da Ceccano, principe di Avignone, in qualità di legato del Pontefice Romano Clemente VI. La famiglia Annibaldi, divisa in 3 ceppi:  della Molara, di Montecompatri e Zancato, ebbe numerosi senatori e cardinali, tra i suoi più celebri figli annovera il cardinale Riccardo della Molara, che prende il nome della omonima fortezza vicino Tuscolo, sua abituale residenza. Nella biografia del Petrarca, fra i suoi amici, incontriamo Paolo Annibaldi. San Tommaso d'Acquino dedica parte della sua Catena Aurea ad Annibaldo Annibaldi, a Roma, nella basilica di S.Maria in Trastevere, è conservato il mausoleo del cardinale Pietro Annibaldi (?-1414).
ANNICCHINI
ANNICCHINO
INNECCO
Annicchini è quasi unico, Annicchino, assolutamente rarissimo, sembra avere un ceppo nel napoletano ed uno nel cosentino, Innecco, estremamente raro, sembrerebbe lucano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme dialettali derivante dall'antico italiano annicchio, con il significato di giovenco o manzo, forse indicatori in passato di particolare agiatezza questi cognomi indicavano a volte dei proprietari di bestiame a volte dei semplici mandriani.
ANNIS Specifico sardo del cagliaritano, dovrebbe essere una modificazione dialettale derivata dal nome Anna, ma più probabilmente deriva da una variazione sul tema del nome Giovanni.
ANNONE
ANNONI
Cognome tipicamente dell'areale milanese, la cui origine è da attribuirsi al toponimo Annone (CO).  Risulta già dal medioevo un nobile e prosperoso ceppo antico, forse originario, nella città di Lodi (l'attuale Lodivecchio); nel 1500 troviamo poi questa famiglia citata nel Repertorio dei Nobili della città di Milano con la qualifica di Conti.
ANNOVAZZI Specifico del milanese e del bergamasco, è poco diffuso, potrebbe derivare dal nome tardo latino Novatius, di cui si hanno tracce fin dal 250 quando un Novatius contrastò le idee cattoliche opponendosi alla sacralità di alcuni sacramenti.
ANNUNZI
ANNUNZIO
Annunzi, molto molto raro, sembrerebbe tipico del Piceno, Annunzio è quasi scomparso, derivano dal nome medioevale Annuntius di cui abbiamo un esempio con Annuntius Persicus de Persicis citato nella Lista degli scolari dello Studio di Perugia relativa all'anno 1574.
ANNUNZIATA
ANNUNZIATO
Annunziata è tipico di Sarno (SA) e della zona di Napoli, Annunziato, molto molto raro è della stessa zona, derivano dal nome della località Torre Annunziata (SA) o direttamente dal nome Annunziata (da Santa Maria Annunziata) tipico della tradizione cristiana.
ANOE' Anoè è specifico del veneziano, di Martellago e Venezia, dovrebbe derivare da una forma arcaica Anoè del nome biblico Noè, probabilmente portato dal capostipite.
 
Torna all'inizio pagina

sito curato da Ettore Rossoni

articoli vari sul tema per inviarci notizie su di un cognome per suggerire la ricerca di un cognome mancante invia commenti nel guestbook o forum per informazioni ed istruzioni d'uso cognomi che iniziano per A cognomi che iniziano per b cognomi che iniziano per  C cognomi che iniziano per D cognomi che iniziano per E cognomi che iniziano per F cognomi che iniziano per G cognomi che iniziano per I cognomi che iniziano per L cognomi che iniziano per M cognomi che iniziano per N cognomi che iniziano per O cognomi che iniziano per P cognomi che iniziano per Q cognomi che iniziano per R cognomi che iniziano per S cognomi che iniziano per T cognomi che iniziano per U cognomi che iniziano per V cognomi che iniziano per W cognomi che iniziano per X cognomi che iniziano per Z Cognomi che iniziano per Ab Cognomi che iniziano per Ac Cognomi che iniziano per Ad Cognomi che iniziano per Af Cognomi che iniziano per Ag Cognomi che iniziano per Al Cognomi che iniziano per Ald Cognomi che iniziano per Am Cognomi che iniziano per An Cognomi che iniziano per Ans Cognomi che iniziano per Ap Cognomi che iniziano per Ar Cognomi che iniziano per Ari Cognomi che iniziano per A Cognomi che iniziano per At Cognomi che iniziano per Av