APA
APE
API |
Apa è un tipico cognome calabrese, con un ceppo anche a Napoli,
Ape , molto molto più raro, è invece specifico di Monopoli
nel barese, Api ha un piccolissimo ceppo ad Andretta nell'avellinese ed
uno più consistente ad Ostra Vetere nell'anconetano, tutti questi
cognomi dovrebbero derivare sia dal vocabolo italiano ape che da sue varianti
dialettali, probabilmente intendendo così definire i capostipiti
come apicultori, o anche sottolineando una particolare operosità
degli stessi, esiste anche la possibilità che in alcuni casi possa
derivare da modificazioni del nome degli Appi
della Gens Appia (una famiglia della
Gens Claudia cui venne ascritto anche il territorio barese), bisogna considerare
che il nome Apius è una variante
consolidata di questo gentilizio. |
| APARO
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Aparo è tipicamente siciliano, dell'area siracusano, ragusana, di
Solarino, Lentini e Priolo Gargallo nel siracusano e di Modica nel ragusano,
dovrebbe derivare dal termine aparo
(arnia, cassettino per le api), probabilmente
ad indicare che il capostipite facesse l'apicultore, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo in un testamento palermitano dell'anno 1333, dove, tra i vari
lasciti, ne figura uno ad un certo Christopharo Aparo: "...Item
legavit Christopharo Aparo
unceas decem..." e nella seconda metà del 1600 con Don Tommaso
Aparo sacerdote di Santa Maria Maggiore ad Ispica (RG). |
| APEDDU
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Apeddu, molto molto raro, è tipico della Gallura nel nord della
Sardegna, di Berchidda, Oschiri ed Alà dei Sardi, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale originato dal vocabolo gallurese apeddu
(abbaio, latrato), forse ad indicare
una caratteristica comportamentale del capostipite. |
APICE
APICELLA
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Apice è tipico di Napoli e dintorni, Apicella è tipico campano,
del napoletano e salernitano in particolare, dovrebbero derivare dal nomen
latino Apicius di cui abbiamo un esempio in una satira di Giovenale: "...emit
sibi. multa videmus quae miser et frugi non fecit Apicius.
hoc tu succinctus patria quondam, Crispine,...", tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Pietrelcina (BN) fin dalla seconda metà
del 1500 con un certo Consultore Apicella, a Napoli nel 1600: "...Fiorello
Apicella Fr. Ioannes Baptista, Neapolitanus,
floruit circa medietatem saeculi XVII ...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Apicella è un tipico cognome campano, con epicentro a Cava de'Tirreni (SA),
Salerno e Napoli, nonchè in costiera amalfitana nei comuni salernitani
di Tramonti, Maiori, Vietri sul Mare e Minori, e nell'Agro Nocerino - sarnese
nei centri di Nocera Superiore, Nocera Inferiore ed Angri, sempre nel Salernitano,
ma ampiamente diffuso in più nuclei in tutto il territorio nazionale.
Più ipotesi possono essere formulate circa l'origine etimologica.
La prima intuizione muoverebbe a pensare ad una probabile derivazione latina,
ma sono molti i termini della lingua parlata dai nostri lontani antenati
che si possono ricollegare etimologicamente al cognome in questione. Il primo vocabolo latino da tenere in considerazione è il sostantivo
apex, icis, che può essere tradotto
con i significati di apice, punta, sommità,
apice come segno della vocale lunga (apex litterarum),
cresta, ciuffo di penne sul berretto o sull'elmo,
ornamento, sommo decoro, grado.
Apicella potrebbe quindi derivare da un soprannome legato all'attività
svolta o ad una specifica connotazione fisica del Capostipite. Un
altro termine da considerare è apica, ae,
termine che designava un particolare tipo di pecora che non ha lana al
ventre: in tal caso, il cognome potrebbe derivare dall'attività
di pastore, allevatore, tosatore o produttore di formaggi e latte di pecora.
Sempre legato al mondo delle attività agresti è il vocabolo
apicia: era chiamata con questo nome
una particolare uva moscata che dava luogo al cosiddetto vinum
apicium, vino ampiamente apprezzato nell'antica Roma.
In ultima analisi, Apicella potrebbe derivare dalla cognominizzazione del
nome di persona Apicius, nome di un
famosissimo ghiotto gastronomo Romano vissuto sotto Tiberio: egli fu autore
di un'opera in dieci libri, fortunatamente giunta fino ai nostri giorni,
il de re coquinaria, in cui trattava
dei piaceri della tavola e dei modi di stimolare l'appetito. Per
il motivo appena citato, il nome Apicio fu soprattutto usato al femminile
per auspicare e sottolineare le buone doti culinarie di una fanciulla,
destinata a diventare una onesta sposa e fattiva donna di casa. Apicius divenne così al femminile Apicia, in termini domestici
e affettivi Apicellula, da cui Apicella. Tale ultima considerazione,
che sembra la più accettabile, dimostrerebbe il fatto che sono tanti
e di origine diversa i ceppi Apicella, anche se localizzabili nella medesima circoscritta area geografica: tale combinazione è dovuta
con ogni probabilità alla maggiore diffusione, ancora nel Medioevo
per tradizione popolare, del nome di persona Apicia più in area
campana che in altri luoghi italici. Da diverse Apicia
sarebbero quindi sorti e si sarebbero poi ramificati i svariati ceppi Apicella
nel corso dei secoli. Ancora un'ultima considerazione, da non sottovalutare,
riguarderebbe la derivazione del cognome non dal nome Apicia, ma da un
tipo di attività molto fiorente in passato, soprattutto in epoca
medievale: quella dell'apicoltore e produttore di miele, alimento fondamentale
per la dieta del passato e adoperato anche allo scopo di conservare altri generi alimentari. In tal senso Apicella
deriverebbe dall'unione dei due termini ape,
o al plurale api (da apis,
is), e cella (da cella,
ae), cioè cella per api in senso popolare, ossia in latino
parlato, quindi alveare artificiale costruito dall'apicoltore al fine di
produrre del miele. Potrebbe anche derivare dal toponimo campano Apice
(BN). |
| APIS
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Apis è proprio del maceratese, potrebbe derivare dal termine latino
apis (ape),
ma molto più probabilmente deriva dal nome mediorientale in uso
presso i bizantini Apis: "...Nominis
autem huius, cur non Apis
etiam post mortem, sed Serapis appellatus sit, facillimam rationem Varro
reddidit.. ..quoniam eum sine sarcophago vivum venerabantur, Apis,
non Serapis vocabatur: quo bove mortuo, quoniam quaerebatur, et reperiebatur
vitulus, coloris eiusdem...". |
APOLITO
APPOLITO |
Apolito ha un piccolo ceppo nel nord milanese, un ceppo consistente nel
salernitano a Perito, Salerno. Ogliastro Cilento, Agropoli, Bellosguardo
e Battipaglia, ed a Napoli ed uno a Francavilla Marittima nel cosentino,
Appolito, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad una diversa
trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale Apolitus
o Appolitus, forma arcaica alterata
del nome greco Ippolytos, tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad Arona nel novarese verso la fine
1100 con Albertus Apolito de Staciona, iudex sacri palatii che ricopre
la carica di notaio presso il monastero di Arona. |
APOLLO
APOLLONE
APOLLONI
APOLLONIA
APOLLONIO
APPOLLONI
APPOLLONIA
APPOLLONIO
APPOLONI
APPOLONIA
APPOLONIO |
Tutti estremamente rari, Apollo ha un ceppo a Napoli, uno a Lucera nel
foggiano ed uno a Mazara del Vallo nel trapanese, Apollone è quasi
unico, probabilmente siciliano, Apollonia, parrebbe avere un ceppo lombardo
ed uno nel bellunese, Appolonia ha un piccolissimo ceppo lombardo nel bresciano,
Appollonia, ha un ceppo lombardo ed uno nel bellunese, Apolloni invece
è ben presente, ha un ceppo importante nel vicentino, uno tra Marche,
forlivese e fiorentino ed uno nel romano, Apollonio ha un grosso ceppo
lombardo, soprattutto nel bresciano, uno nel bellunese, uno nel romano,
uno nell'iserniese ed uno nel leccese, Appolloni è tipico della
fascia centrale che comprende anconetano e maceratese, Umbria, Lazio ed
aquilano, Appollonio, molto raro, è del casertano, Appoloni ha un
ceppo nel trentino che interessa anche il vicino veronese e vicentino,
Appolonio, abbastanza raro, è dell'area che comprende il veneziano
e l'udinese, derivano tutti dal nome del dio greco Apollon trasformatosi
presso i Romani nel nome personale Apollonius,
italianizzato poi in Apollonio, abbiamo
un illustre esempio in Apollonio Rhodio (295 a.C. - 215 a.C.) poeta
greco bibliotecario della Biblioteca di Alessandria autore tra l'altro
delle Argonautiche: "...Apollonius
Rhodius Graeco, et Valerius Faccus, Latino
carmine, descripserunt. Igniarium quod in Aureo torque Equitum illorum
intertextum velleri conspicitur...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Apollonio, cognome proveniente dal nome Apollonio,
continuatore del latino Apollonius
che è un incrocio fra il gentilizio romano di origine etrusca Aplonius/Apluni
e il nome greco Apollonios
derivato da Apollon, il nome del dio
Apollo nella mitologia greco-romana. |
APONTE
D'APONTE
DAPONTE |
Aponte è specifico del napoletano, di Napoli, Castellammare di Stabia,
Sant'Agnello e Sorrento, D'Aponte ha un ceppo nel napoletano, a Napoli,
Sant'Antimo, Casoria, San'Agnello e Giugliano in Campania, a Mercato San
Severino nel salernitano e ad Aversa nel casertano, Daponte, quasi unico,
è sempre campano, del napoletano e del salernitano, questi cognomi
dovrebbero tutti derivare da registrazioni, falsate dal dialetto e dalla scarsa cultura dei primi ufficiali anagrafici, originate dal fatto che i capostipiti provenissero da una zona nei pressi di un ponte. |
| APORTI
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Molto raro sembrerebbe tipico della zona che comprende mantovano e cremonese.
Personaggio famoso è stato nel 1800 l'abate cremonese Ferrante Aporti. |
APOSTOLICA
APOSTOLICO |
Apostolica, quai unico, è campano, dovrebbe trattarsi di un'errata
trascrizione di Apostolico, che ha un ceppo nel perugino a Bastia, Assisi,
Gualdo Tadino e Perugia, uno a Latina, a Roma ed a Cassino nel frusinate
ed uno nel salernitano a Castel San Giorgio, Battipaglia, Salerno, Roccapiemonte
e Praiano, e che dovrebbe derivare dal nome medioevale Apostolicus,
che troviamo ad esempio citato nel Chronicon Beneventanum
relativo all'anno 1139: "... nec moara, prefato regi
nuntiatum est, qualiter iam dictus Apostolicus
castellum illud esset agressus. Quid multa? Cursu rapidissimo rex ille
ad terram Sancti Germani, ubi Apostolicus
ipse morabatur, pervenit; en subito de regis adventu fama terribilis pervolat,
et continuo castra regis confixa sunt. Apostolicus
itaque, et princeps Robertus Capuanus et romanorum militia regis adventum
sentiens, castra eorum omnia amoveri iubent, ut in securiori parte manerent.
...". |
APOSTOLI
APOSTOLO |
Apostoli sembra avere oltre al nucleo principale nel bresciano, anche un
ceppo a Trieste, uno in provincia di Roma ed uno nel maceratese, Apostolo
sembra essere specifico del varesotto, dovrebbe derivare da un nome di
località tipo Borgo Santi Apostoli, presente in molte contrade d'Italia. |
| APPARI
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Appari, quasi unico, dovrebbe essere siciliano, dell'area palermitano,
trapanese, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato sulla dialettizzazione
del termine greco antico àppas
(padre putativo, ministro). |
| APPELLO
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Quasi unico se ne trovano tracce nel pavese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale di origine grecolatina Appellus. |
APPIANI
APPIANO |
Cognome che deriva dal toponimo Appiano Gentile (CO) è diffuso ormai
praticamente solo nel milanese. Nell'Alto Adige si trova Castel d'Appiano
(BZ) signoria dei Conti d'Appiano, vassalli dei Vescovi di Trento e Bressanone,
sino al 1140, quando questo ramo della famiglia si estinse, a Pisa nel
1200 Guarnito d'Appiano esercitò la professione di notaio, nel 1392
la sua famiglia ottenne la Signoria di Pisa con Jacopo I°, mentre suo
figlio Gherardo divenne successivamente signore di Piombino.. |
| APPICCIAFUOCO
|
Appicciafuoco, assolutamente rarissimo, sembrerebbe abruzzese, dovrebbe
derivare dal mestiere del capostipite, probabilmente un addetto all'accensione
dei fuochi d'illununazione del paese. |
| APPIERTO
|
Assolutamente rarissimo, tipico napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale legato forse a caratteristiche della persona, ma potrebbe anche
avere un'origine francese e derivare quindi dal cognome francese Appert
diffuso nel dipartimento della Marna. |
| APPINO
|
Abbastanza raro è specifico del torinese, dovrebbe derivare dal
nomen latino Appinus, una modificazione di Appius; su di una lapide medioevale
si legge: "Ava Magimari f(ilia)
= an(norum)
XXV et Siliduna =
et Appinus fil(ii)
h(eredes) = Sisi
et Quintus = |
APREA
D'APREA
DAPREA |
Aprea ha un grosso ceppo a Napoli e nel napoletano a Massa Lubrense, Castellammare
di Stabia, Sant`Antonio Abate, Sorrento, Torre del Greco, Portici e nell'isola
di Capri, uno a Roma e Latina con una buona presenza anche nell'isola di
Ponza ed un piccolo ceppo anche a Taranto, Daprea è quasi unico,
mentre D'Aprea è tipico di Torre del Greco e del napoletano, l'origine
di questi cognomi potrebbe essere dal nome greco Aprea
o da un nome di località caratterizzato dalla presenza di un tempio
dedicato a Venere Aprea citato ad esempio
in questo testo del 1516 scritto da Mario Equicolo di Alvito: "...In
quelle bande essere un tempio di Venere Aprea
dice Strabone (63a.C.~20d.C.),
in lo quale non potevano intrare domne. Haveva lochi ad lei dedicati in
la insula Amatho et Idalia...", un principio di queste cognominizzazioni
lo troviamo a Napoli nel 1339 quando troviamo il pubblico Notaro Facium
de Aprea, a Palermo nel 1450 in un atto possiamo leggere: "Fuit
propositum in consilio per dominos pretorem et iuratos in curie preture
in loco solito et consueto videlicet per ki omni iornu per lu portari di
li armi di iornu et di nocti suchedinu multi brighii et multi inconvenienti
non solum per lu passatu ymmo omni iornu di mali in peyu fina ad heri ki
foru morti di xarri homini quactru... ...Nobilis Adinolfus di Furnaya ut
dominus Bernardus Pinos.Magister Laurencius di la Balba ut Antonius di
Curnaya. Fabrizio Titone Notarus Andreas di
Aprea ut proximus.Magister Fidericus di Sinibaldis
est in voto quod provideant officiales di iustixia...". |
APRILE
APRILI
D'APRILE
|
Aprile è molto diffuso in tutto il sud, in Sicilia ed in Puglia
soprattutto, ma con presenze importanti anche nel napoletano, Aprili, molto
raro, parrebbe dell'area toscana, D'Aprile è specifico di tutta
la Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale Aprile, attribuito in senso beneaugurale
ai propri figli, con riferimento alla bellezza ed alla godibilità
di quel mese primaverile, si potrebbe anche trattare in alcuni casi di
cognomi attribuiti ai neonati abbandonati in quel mese. |
| APULEI
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Assolutamente rarissimo sembrerebbe del padovano, dovrebbe derivare dal
nomen gentilizio romano Apuleius ricordiamo
lo scrittore e filosofo neoplatonico latino Lucius Apuleius, l'autore delle
Metamorfosi. |
AQUILA
D'AQUILA
DELL'AQUILA |
Aquila è un cognome diffuso a macchie di leopardo un pò in
tutto il sud, D'Aquila ha un ceppo nel campobassano, uno nel cosentino
ed uno nel siracusano, tra catanese e ragusano ed a Palermo, Dell'Aquila
è molto diffuso a Roma, nel napoletano e casertano, in tutta la
Puglia, in particolare nel barese, presente in Lucania e con un ceppo nel
catanese, potrebbero derivare da un soprannome o anche dal toponimo abruzzese
omonimo, ma la cosa più probabile è che derivino dal nome
medioevale Aquila,
di cui abbiamo menzione ad esempio negli Atti
degli Apostoli: "...Qui trovò un
Giudeo chiamato Aquila,
oriundo del Ponto, arrivato poco prima dall'Italia con la moglie Priscilla,
in seguito all'ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei...",
e che i casi in D' e Dell'
siano delle forme patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero
Aquila, o tuttalpiù provenissero
dalla città dell'Aquila, come si evince ad esempio da questo scritto
del 1460 a Sulmona: "Hanc Bibliam ego Nicolaus ser
Pauli de Raynaldis de Sulmona donavi conventui Sancti Nicolai de Sulmona
quam tenere debeant fratres in loco dicto ad usum fratrum dicti conventus
et eam consignavi in manibus fratris Leonis
de Aquila tunc guardiani dicti conventus,
octobris 1460, et eam nunc tenet pro usu suo...", tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1300 con il Signore di Anagni Giacomo
Caetani (o Gaetani) dell'Aquila (1338 ca.- 1423). |
AQUILANI
AQUILANO |
Aquilani ha un ceppo a Teramo, nel teramano e nel pescarese ed un ceppo
a Roma, Viterbo e nel viterbese a Vetralla, Aquilano è tipico del
teatino, di Celenza sul Trigno, Ortona, Vasto e San Salvo, ha un ceppo
anche nel foggiano a San Severo ed a Lucera, nonchè a Roma, dovrebbero
derivare dall'etnico della città dell'Aquila ad indicarla probabilmente
come provenienza geografica delle famiglie dei capostipiti. |
AQUILANTE
AQUILANTI |
Aquilante ha un ceppo principale a Gricignano di Aversa (CE), ceppi a Carinaro(CE),
Palombaro (CH), San Martino in Pensilis (CB) e San Giovanni Rotondo (FG),
Aquilanti ha ceppi a Roma e Viterbo e nell'anconetano, derivano dal nome
Aquilante reso diffuso dai poemi cavallereschi, leggiamo ad esempio nel
libro primo dell'Orlando innamorato
di Matteo Maria Boiardo: "...Vedevasi Marfisa la
regina / Di qua di là voltar sì fur a, / Perché Aquilante
e 'l suo fratel pregiato / La combatteano atorno in ciascun lato...."
o anche nell'Orlando furioso di Ludovico
Ariosto: "... venuti a queste parti eran di poco;
/ di tal valor, che non ha nostra etade / tant'altri buoni al bellicoso
gioco: / Aquilante,
Grifone e Sansonetto, / ed un Guidon Selvaggio giovinetto....". |
AQUILI
AQUILINI
AQUILINO
AQUILOTTI
AQUILOTTO |
Aquili è tipico dell'anconetano di Filottrano, Chiaravalle, Jesi
e Falconara Marittima e di Roma, Aquilini ha un ceppo bergamasco ed uno
tra Lazio ed Umbria, Aquilino ha ceppi in Puglia, Calabria e Sicilia, Aquilotti,
assolutamente rarissimo, parrebbe del centro Italia, Aquilotto, quasi unico,
potrebbe essere del sud, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dalla Gens
Aquillia o dal nomen Aquilius
da lei derivato ricordiamo a titolo di esempio Caius
Aquilius Proculus console romano del 90 d.C. |
| AQUINO
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Tipico campano, in particolare nella zona di Boscoreale (NA), dell'avellinese
e di Benevento, con un ceppo anche nel cosentino, dovrebbe derivare dal
cognomen latino Aquinus di cui abbiamo un esempio nelle Historiae
di Tacito: "...Macrum in Africa haud dubie turbantem
Trebonius Garutianus procurator iussu Galbae, Capitonem in Germania, cum
similia coeptaret, Cornelius Aquinus
et Fabius Valens legati legionum interfecerant antequam iuberentur. ...",
ma è pure possibile un collegamento con il toponimo Acquino (FR). |
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