ARA
ARE |
Ara ha un ceppo a Bologna, uno a Roma e nel sassarese in Sardegna a Sassari,
Alghero, Sedini e Viddalba, Are è specifico della Sardegna centrosettentrionale,
i ceppi sardi potrebbero derivare da nomi di località che si rifacciano
al concetto di domo
le 'ara (luogo per gente di rispetto) o anche semplicemente
al vocabolo sardo ara (adesso,
ora), forse originato dalle caratteristiche comportamentali
del capostipite, o al termine ara,
non tanto come unità di misura di superficie, ma intendendo un territorio ampio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Ara deriva dal cognome Aria che si rifà al concetto
di aia nel senso di spiazzo,
piazzale.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARA; ARE: dal sardo arva, abra
= brezza. Dal latino aura
= aria venticello. In campidanese abbiamo
anche araxi, frida o callenti = arietta
fredda o calda. Ara, unità
di misura di superficie, dal francese are
= 1damq = 1000 mq. Dal latino area.
Ara è inoltre un pappagallo sudamericano. In latino vi è
anche hara, o harula,
che significa porcile, hara
suis = la stalla della scrofa,
da cui deriva in campidanese s'aùrra de
su procu. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, troviamo: Aras Joanne - de Bosa; Are (de) Comitaçu, ville
Zaramonte(* odierno Chiaramonte - Contrate de Anglona ). Attualmente Ara
è presente in 122 Comuni italiani, di cui 37 in Sardegna: Sassari
89, Alghero 51, Sedini 29, Viddalba 26, Ittireddu 24, etc. Nella Penisola
è presente in 15 regioni(per le quali la provenienza sarda non è
scontata): Bologna 31, Roma 20, Genova 11, Milano 9, Napoli 9, Torino 7,
etc. Are è attualmente in 55 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna:
Bolotana 21, S Lussurgiu 19, Sorso 17, Olbia 15, etc. Nella penisola è
presente in 9 regioni e, come per Ara, non è accertata la provenienza
sarda. |
| ARABITO
|
Arabito, assolutamente rarissimo, è tipico della Sicilia orientale,
dovrebbe derivare dal nome franco Arbitio,
ma è pure possibile una derivazione dal termine grecanico per arabo,
ad indicare forse una provenienza araba del capostipite, tracce molto antiche
di questo casato si hanno fin dagli inizi del 1300 a Policastro nel crotonese:
"...cum contra nostram et communbem intentionem foret
eorum absentiam depopulationem terre domini in suspenso tenere, ad septimum
quod incipit Item Nicolaus de Arabito
(Signore di Policastro agli inizi del 1300)
qui tenet quoddam tenimentum et plura alia bona de antiquo dominio asserit
illa patri suo per clare memorie dominum regem Carolum secundum esse concessa
privilegium ed exinde estendere non curavit...", questo fatto farebbe
propendere per l'ipotesi di derivazione normanna piuttosto che araba. |
| ARACCHIO
|
Aracchi, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Arachio, una forma
italianizzata dialettale campana del nome ebraico Arioch. |
| ARACHIDE
|
Arachide è unico, attualmente del novarese.
integrazioni fornite da Piero Arachide
è un cognome dato ad un trovatello a San Giorgio di Piano nel
bolognese il 2 febbraio del 1882, che divenne quindi il capostipite
di questa famiglia, egli ebbe due figli: Gino e Guerrino nati a Camugnano
(BO). |
| ARACRI
|
Aracri ha un ceppo a Napoli e Pozzuoli nel napoletano ed uno in Calabria
nel crotonese a Crotone, Cutro e Rocca di Neto, con presenze anche nel
catanzarese a Catanzaro ed a Girifalco, dovrebbe derivare da alterazioni
dialettali del nome greco Eràclios
(dedicato ad Ercole), ma è anche
possibile un riferimento ad una provenienza dalla città greca di
Ηράκλειον Herakleion, il nome
della città di Candia sull’isola
di Creta, che fu veneziana fino 1669 anno della conquista ed invasione
turca dell'isola, con conseguente fuga verso l'Italia dei profughi italici
e greci, soprattutto verso le più sicure coste tirreniche ed ioniche occidentali. |
ARAGNI
ARAGNO
ARANI
ARANO |
Aragni è quasi unico, sembrerebbe settentrionale, Aragno è
tipicamente piemontese, di Torino e Settimo Torinese nel torinese e di
Fossano e Savigliano nel cuneese, Arani, molto molto raro, sembrerebbe
della zona tra Piemonte orientale e Lombardia occidentale, Arano è
praticamente unico, questi cognomi dovrebbero derivare dal nomen latino
Aranius, a sua volta originato dal
termine latino araneus (ragno),
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in Abruzzo un ara funeraria
di epoca latina: "Dis Manibus Sacrum Aranius
Pullo et Avidia Successa Avidio Felici
filio pientissimo qui vixit annos XIII et menses VI et dies
VIIII posuerunt". |
ARAGONA
ARAGONESE
D'ARAGONA |
Aragona ha vari ceppi, a Sorso (SS), a San Filippo del Mela (ME) e Messina,
a Palermo, a Roma, a Napoli ed in Calabria nel cosentino e nel catanzarese,
Aragonese è quasi unico, D'Aragona sembrerebbe campano, dovrebbero
essere di origine spagnola e derivare da soprannomi originati dal nome
della regione spagnola Aragona o dal suo etnico, si potrebbe in rarissimi
casi intendere una derivazione dal casato spagnolo degli Aragona, più
probabile invece per i D'Aragona. |
| ARAGONI
|
Aragoni, molto molto raro, tipicamente sardo, ha un piccolissimo ceppo
a Baunei nell'Ogliastra, con presenze a Cagliari ed a Sassari, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine sardo aragoni
(bile, amaro, ma anche coraggioso),
probabilmente attribuito ad un capostipite per esaltarne un atto di coraggio. |
ARALDI
ARALDO |
Araldi sembra specifico del cremonese e mantovano, Araldo molto più
raro potrebbe avere un ceppo tra cuneese e savonese, uno dubbio nel barese
ed uno molto dubbio in Calabria, derivano dal nome di origine longobarda
Aroald di cui si ha un esempio in una carta di matrimonio del 722 dove
si legge: "...cum familia eorum, uinea, oliuito,
silua, peculiare prato in ipso loco supra memorato; et casa Aroald...",
la modificazione in Araldus la troviamo nell'alto milanese nella seconda
metà del 1100 con un certo Araldus de Pontegana (potrebbe già
essere un inizio di cognominizzazione).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Araldi deriva dal personale medievale Araldus,
che è a sua volta il mediolatino haraldus,
dal francone *hariwald «impiegato
dell'esercito; araldo». |
ARAMINI
ARAMINO |
Aramini è molto presente, anche se in misura sporadica, in tutt'Italia,
con due ceppi consistenti a Roma ed a Latina, Aramino, molto molto raro,
è del napoletano, potrebbero derivare da una forma ipocoristica
latina del nome ebraico Aram, uno dei
figli di Sem di cui parla la Genesi, nome che fu abbastanza comune presso
le famiglie ebraiche, il termine araminus,
in epoca medioevale, indicava anche chi provenisse, o fosse stato in Siria,
magari durante qualche Crociata. |
| ARAMU
|
Aramu è tipico del sud della Sardegna, di Terralba nell'oristanese,
di Cagliari, Capoterra, Quartu Sant'Elena ed Elmas nel cagliaritano e di
Serrenti nel Medio Campidano.
integrazioni di Giuseppe Concas
ARAMU: a-ramu, ar-ramu, ramu,
significa ramo e deriva dal latino
ramus. Nelle parlate del Campidano
prende la vocale prostetica, come, del resto, quasi tutte le parole che
cominciano con erre. Si tratta infatti di un cognome tipicamente campidanese.
Il significato proprio è di piccolo ramo,
per grosso ramo diciamo sa nai
o sa sida. Arramai
ha il significato di tagliare i piccoli rami,
ad esempio nella potatura dei fiori o anche degli alberi da frutto; arramai
ha inoltre il significato di cospargere le strade
di erbe aromatiche e di fiori prima del passaggio di un corteo
o processione etc. In catalano enramar
significa ornare i balconi e i davanzali
delle finestre delle case di fiori, o anche i petti femminili!
Negli antichi documenti in nostro possesso non è presente il cognome
Aramu, che attualmente troviamo in 74 Comuni italiani, di cui 33 in Sardegna(con
maggior diffusione a Cagliari e Terralba): Cagliari 108, Terralba 101,
Capoterra 30, Quartu S. E. 26, Elmas 20, etc. E' recentemente scomparso,
a Milano (ottobre 2006), Francesco Aramu, nativo dell'isola sarda La Maddalena,
milanese di adozione, giornalista, scrittore e soprattutto pittore di grande
caratura: visita nell'Web - Francesco Aramu: per lui noi aggiungiamo in
sardo - u' a-ramu bellu, de matta bona = un bel ramo, di un buon albero! |
ARANCI
ARANCIO
ARANGI
ARANGIO
NARANGIO |
Aranci, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori
di trascriione di Arancio, che è tipicamente siciliano, molto diffuso
a Palermo, Catania, Gela nel nisseno, Vittoria nel ragusano, Agrigento,
Favara e Naro nell'agrigentino, Piazza Armerina nell'ennese e Rosolini
nel siracusano, Arangi è quasi unico, Arangio è decisamente
siciliano, di Enna, Pachino e Siracusa nel siracusano, Vittoria nel ragusano
e Palermo, Narangio, assolutamente rarissimo, è del napoletano,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Narangio
(forma italianizzata dall'arabo naranj,
il nome originale del frutto dell'arancia, derivato dal sanscrito nagaranga),
e dalle sue successive modificazioni, fino ad arrivare al nome italiano
Arancio. |
| ARATA
|
Arata è specifico dell'area che comprende il genovese, con Genova,
Rapallo e Chiavari, l'alessandrino con Ovada, con ceppi anche a Torino
e Piacenza, dovrebbe derivare da nomi di località come la Borgata
Arata del comune di Marmora nel cuneese. |
ARATORE
ARATORI |
Aratore è specifico del salernitano, di Nocera Inferiore in particolare,
Aratori, quasi unico, sembrerebbe emiliano, dovrebbero derivare dal mestiere
di contadino svolto dai capostipiti. |
| ARBA
|
Arba, tipicamente sardo, è specifico del cagliaritano, di San Basilio,
Cagliari, San Nicolò Gerrei, Suelli e Muravera, e di Urzulei nell'Ogliastra.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARBA: arba, arbu, arvu, alvu, albu
significa bianco e deriva dal latino
album. Nelle varie parlate della Sardegna
viene comunemente usato l'aggettivo biancu
e si tratta di un italianismo. Ma s'arbiu
o s'arviu o s'arvu
de s'ou è il bianco dell'uovo.
Linnarba o linnarbu
o linnarvu è il pioppo
(legno bianco). Arvu
è anche il campo arativo = agrum
necdum satum = campo non ancora seminato;
detto altrimenti arvoni, arboni, narboni.
Narbonai significa preparare
il campo per la semina: togliere le
malve (althea officinalis). Avra, arba, arva, ara, araxi = aura,
brezza, dal latino aura. Non abbiamo altri suggerimenti. Negli antichi
documenti della lingua sarda troviamo il cognome Albu. Nel Condaghe di
San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° secolo, troviamo:
Albu Gavini (106), in un Kertu de servis(lite per la spartizione della
servitù) - tenit mecu corona (tribunale) Petru de Roma, pro fiias
de Furatu Boriche.ca mi lu desti tu a Furatu Boriche cando partuimus (dividemmo),
levande tu a Gavini Albu (e tu prendesti Gavini Albu); Albu Gosantina di
Janne e Maria Pithiris et Albu Janne, tramutu de servis (97), in uno scambio
di servi: Ego Apatissa (badessa)Massimilla tramutati homines cun donnu(nobile)
Gosantine de Cannettu.ego deili latus (la metà, del servizio) in
Gosantina fiia de Maria Pithiris e de janne Albu. Attualmente il cognome
Arba è presente in 89 Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: San
Basilio 58, Urzulei 52, Cagliari 40, San Nicolò Gerrei 21, etc. |
ARBATI
ARBATO |
Arbati è quasi unico, Arbato, sempre assolutamente rarissimo, è
del messinese, dovrebbero derivare dal nome latino Arbatus
derivato dal nome medioorientale Arbacen,
come possiamo leggere nelle Historiae adversum
paganos: "...Rex primus apud Assyrios,
qui eminere ceteris potuit, Ninus fuit occiso Nino Samiramis uxor eius,
totius Asiae regina, Babylonam urbem instaurauit caputque regni Assyriis
ut esset instituit regnum Assyriorum diu inconcussa potentia stetit; sed
cum Arbatus,
quem alii Arbacen
uocant, praefectus Medorum idemque natione Medus, Sardanapallum regem suum
apud Babylonam interfecisset, regni nomen et summam ad Medos transtulit....". |
| ARBAU
|
Arbau è tipicamente sardo, del nuorese in particolare, di Macomer
e Ollolai con un piccolo ceppo anche a Sinnai nel cagliaritano, potrebbe
derivare da un soprannome in lingua sarda per orbace,
il tipico tessuto di lana grezza utilizzato per i costumi tradizionali
sardi, tessuto ottenuto mediante una lavorazione particolare che risale
ad epoche molto antiche. |
| ARBERI
|
Estremamente raro Arberi è ortmai presente in modo sporadico nella
Sardegna centromeridionale.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARBERI: deriva da arbu, arvu, dal
latino arvum, che significa campo
arativo. Arvèri, arbèri,
abrèri, obrèri è colui che presta opera
nei campi, sinonimo di bracciante agricolo.
Is obrèris nelle feste popolari
e religiose sono i componenti del Comitato per la festa, coloro
che operano, che si danno da fare (detti anche oberàius)
per la buona riuscita della manifestazione. Si tratta di un cognome poco
diffuso e assente negli antichi documenti della lingua sarda. Oggi è
presente in 12 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Nuoro 9, Gonnosfanadiga
6, Sorgono 5, Assemini 3, etc. |
ARBIZZANI
ARBIZZI |
Arbizzani è tipico di Bologna in particolare e di tutto il bolognese, Arbizzi, abbastanza raro è
proprio della zona tra reggiano e modenese, dovrebbero derivare dal nome
tardo latino Arbitio, Arbitionis diffusosi poi
presso i Franchi, di questo nome si hanno tracce ad esempio nella Storia
di Roma di Ammiano Marcellino, dove si legge tra l'altro: "...Huic sententiae uersabilium
adulatorum refragantibus globis, inter quos erat Arbitio
ad insidiandum acer et flagrans et Eusebius tunc praepositus cubiculi effusior
ad nocendum, id occurebat Caesare discedente ...", ai tempi dell'imperatore
Costantino troviamo ad esempio un Comes Arbitio in qualità di magister
equitum (comandante della cavalleria).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Arbizzani muove dal nome locale Arbizzano di Valpolicella (Verona),
anticamente Albutiano, che l'Olivieri fa giustamente derivare dal personale
latino Albutius. |
| ARBIZZONI
|
Arbizzoni molto raro è tipico del nord milanese e varesotto, dovrebbe
derivare dal toponimo Arbizzo nel varesotto. |
| ARBOIT
|
Arboit è tipico del bellunese. di Arsiè e Feltre, potrebbe
derivare da una forma dialettale contratta del nome medioevale germanico
Arbogast, a sua volta formato dalle
radici arb (eredità)
e gast (che
ospita, che detiene), ma potrebbe anche derivare da un soprannome
dialettale basato sul termine cimbro arbatan
(lavorare) con il significato di operaio. |
| ARBOLINO
|
Arbolino è tipico del casertano di Sant`Arpino ed Aversa e del napoletano,
dovrebbe derivare dal nome medioevale latino Arbolus citato ad esempio
in un atto senese del 1298: "...restituantur illis
omnibus qui eas et ea dederunt et illis aliis qui cautionem similem facient
et non aliis, salvo et reservato semper omni et quolibet precepto et mandato
sanctissimi patris domini Bonifatii pape octavi in quem fuit compromissum
factum per omnes sotios dicte sotietatis... ..Vannes Herrigi, Angelus Benvenuti
, Arbolus Bernardini.",
troviamo tracce di questa cognominizzazione nel Catasto Onciario del 1754
di Crispano (NA) con un certo "Marcello Arbolino
di anni 30 che abita in casa propria sita al Trivio,
giusto li beni di Nicola Lizzano consistente in quattro bassi con giardinetto". |
ARBORE
ARBORI |
Arbore è tipicamente pugliese del barese in particolare e del foggiano,
di Corato e Rutigliano entrambi nel barese, Arbori è unico ed è
quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal termine latino arbor,
arboris (albero)
o ad indicare località specifiche o il mestiere di tagliaboschi
svolto dai capostipiti. |
| ARBORETO
|
Arboreto è ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare dal fatto
che la famiglia abitava in prossimità di un arboreto
che è un posto dove si trovano essenze di molte specie diverse,
soprattutto collocati in epoca rinascimentale in prossimità di conventi. |
| ARBUCCI
|
Arbucci è molto raro e specifico della zona tra la provincia di
Avellino e quella di Napoli, difficile identificare un'origine etimologica,
solo a titolo di mera ipotesi si potrebbe pensare ad una derivazione dal
nome spagnolo Arburus, troviamo nel 1811 un Francesco Arbucci in qualità
di sindaco ad Avella (AV).
informazioni fornite da Anna Arbucci
Drefs
Il cognome è di provenienza toscana. |
| ARBUS
|
Arbus è specifico di Cagliari del cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARBUS: per noi del Medio Campidano Arbus più che un cognome
è il nome di un centro abitato: Arbus,
Medio Campidano, 6779 abitanti (31.12.2006), 314 metri s.l.m., confina
con: Gonnosfanadiga, Guspini, Fluminimaggiore, Terralba. Ha 47 chilometri
di costa (quasi vergine), da Capo Pecora a Capo Frasca. Paese di origini
nuragiche: sono tanti gli elementi archeologici a dimostrarlo; numerosi
i nuraghi e le tombe di giganti sinora scoperte e catalogate. In periodo
Fenicio - Punico e successivamente romano fu sede di numerose ricerche
minerarie argentifere. In periodo medioevale fu villa (bidda) appartenente
alla Curadorìa di Bonorzuli, nel regno giudicale di Arborea. Nel
1410, in seguito alla disfatta del regno di Arborea, passò al regno
catalano aragonese di Sardegna, sotto la giurisdizione di Berengario Bertran
Carròs. Dopo alterne vicende fu unita alla contea di Quirra, sempre
dei Carròs, i cui possedimenti furono ereditati dai Centelles e
poi da Borgia, dai Català etc. etc. (Di. Sto. Sa - Dizionario Storico
Sardo di Francesco Cesare Casula). Il significato del nome è legato
alla radice arb- che può estendersi
in arbus > albus
= bianco, o in arbor
> arboris = albero,
verde etc. Il cognome Arbus, attualmente, è presente
in 7 Comuni della Sardegna: Sinnai 133, Burchi 62, Cagliari 38, Quartu
S. E. 32. Lotzorai 14, etc. |
ARCA
DE ARCA
DEARCA |
Arca è un cognome tipicamente sardo, molto diffuso a Sassari, Alghero
e Bultei nel sassarese, a Silanus e Macomer nel nuorese, a Cagliari, a
Cuglieri, Abbasanta, Santo Lussurgiu ed Oristano nell'oristanese, De Arca,
quasi scomparso è del nuorese, Dearca, solo leggermente meno raro,
è sempre del nuorese, dovrebbero derivare dal vocabolo sardo arca
(cassapanca) probabilmente ad indicare
la professione di mastro falegname svolto dal
capostipite, ma è pure possibile un riferimento allo
stato di benessere della famiglia o alla taccagneria attribuita al capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARCA: arca sia in campidanese che
in logudorese = arca o cassapanca di legno,
generalmente di castagno, che si fabbricavano nei villaggi intorno al Gennargentu,
Aritzo, Desulo, Tonara, ma che ormai si fabbricano in tutta la Sardegna:
erano e sono numerosi i maestri "de arca",
tra i quali molti bravissimi intagliatori. Qui in Medio Campidano, gode
di gran fama il maestro Antioco Tomasi di Gonnosfanadiga (1913- 2005),
per le sue "arche" dai bellissimi intagli. Il cognome è presente
in Sardegna sin dai tempi antichi, a prova del fatto che questa arte affonda
le radici nelle antiche tradizioni dell'isola. Nei documenti antichi si
presenta sempre preceduto da "de". Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, troviamo: Arca (de) Daniele, ville Mumutata (l'odierna
Mamoiada. Barbagie Ollolai et Curatorie de Austis); Arca (de) Fuliato,
jurato ville Baratili (odierno Baratili. Campitani majoris); Archa (de)
Gunnario, jurato ville Oruinas (odierno Ruinas - Contrate Laconi - Partis
Alença); Archa (de) Jacobo, ville Alary (odierno Alai. Contrate
Partis Varicati - Barigadu); Archa (de) Joanne, majore Villa de Abbas(Santa
Mariacquas Terme. Contrate Montis Regalis); Archa (de) Sthefano, jurato
ville Gestori (odierno Gesturi. Contrate Marmille); Archai Arçoco,
jurato ville Layrru (odierno Laerru. Contrate de Anglona- Chiaramente);
De Alca Corbu Franciscus, ville Sasseri ; De Arc Georgius, ville Sasseri;
De Arca Arsoco - de Bosa; De Arca Guantino, ville Macumerii (Macomer -
MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.. In posse Chelis Simonis,
notarii publici...die XII Januarii 1388); De Arca Leonardo, ville Macumerii;
De Arca Mon. Ville Macumerii ; De Archa Nicolao - de Bosa. Nel testo del
Fara - De Rebus Sardois IV - figura un certo Antonio Arca.Soltanto i Sassaresi
avevano inviato a Genova Antonio Arca, che aveva procurato le bocche da
fuoco per la difesa dell'isola Piana e di Porto Torres.Sassarenses tantum
aenea tormenta, quibus insulae Planae et Portus Turrium arces munirent,
misso Antonio Arca ex Genua sibi compararunt.Nel periodo in cui il vicerè
sequestrò tutti i beni che gli ebrei possedevano in Sardegna( siamo
nel 1527, all'indomani della nascita del primogenito Filippo, di Carlo
V° imperatore, per cui ci furono anche in Sardegna grandi festeggiamenti)
e nacque una contesa tra Sassaresi ed Algheresi per il diritto di pesca
del corallo a Porto Ferro). Nella storia ricordiamo Arca Proto, storico
(Bitti 1562 -1599), ordinato sacerdote nel 1584. Nello stesso anno entrò
a far parte della Compagnia di Gesù. Nel 1592 pubblicò l'opera
"de bello et interitu marchionis Oristanei, che narra la rivolta
e la fine di Leonardo Alagòn, un secolo prima. Forse per imitazione
di Alagòn anche prete Arca diventò ribelle e fu espulso dalla
Compagnia. Fu poi rettore di Lodè, ma anche qui manifestò
contrarietà verso alcuni parrocchiani. Fu nuovamente inquisito dal
Santo Uffizio nel 1599, ma la morte, sopraggiunta all'improvviso, a soli
37 anni, lo salvò da una severa condanna! (Di. Sto. Sa). Ricordiamo
che Arca è anche il nome di un villaggio abbandonato, detto anche
Arave, ubicato in agro di Usini. Appartenne alla Curadorìa di Flumenàrgia,
del regno giudicale di Torres, abbandonato verso la fine del XIII°
secolo. Il villaggio è citato, col nome Arave, nel Condaghe di San
Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. Attualmente il cognome
Arca è presente in 193 Comuni italiani, di cui 62 in Sardegna: Sassari
128, Silanus 125, Alghero 85, Cagliari 81, Cuglieri 50, Baltei 49, Abbasanta
40, etc.
DE ARCA: rarissimo; presente in soli due Comuni: Teti 3, Tonara 2.
Per significato ed etimologia vedi Arca.
DEARCA: raro, presente in 10 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna:
Tonara 12, Teti 3, Ortueri 2. Per i riferimenti ai Dearca della Sardegna,
vedi Arca. |
| ARCA'
|
Arcà, molto raro, è tipicamente romano, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale derivato dal mestiere di arcaro
(fabbricante di casse o falegname). |
ARCAINI
ARCARI
ARCARO
ARCHIERI |
Arcaini abbastanza raro è tipico lombardo, con un piccolo ceppo
nel teramano, Arcari ha un ceppo nella zona che comprende le province di
Cremona, Brescia, Milano, Reggio Emilia, ed uno in Molise, Arcaro sembra
avere un ceppo tra padovano e vicentino, uno nell'iserniese ed uno nel
salernitano che potrebbe derivare dal toponimo Arcara (SA), Archieri, assolutamente
rarissimo, dovrebbe essere del cremonese, dovrebbero derivare dal mestiere
di fabbricante di arche (casse, teche), come anche dal vocabolo latino
arcarius (tesoriere,
gabelliere): "...Ego Bonushomo presbiter
et arcarius qui
super ipsas res accessi et misus fui ut supra ...". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Pisa nel XII° secolo con Giovanni, Grasso,
Paganello, Guido e Giovanni Arcari, indicati tra i mille firmatari del
trattato di pace con la repubblica marinara di Genova. |
ARCANGELI
ARCANGELO
ARCANGELONI
DE ARCANGELI
DE ARCANGELIS |
Arcangeli è tipico della fascia che comprende la Romagna meridionale,
le Marche, l'Umbria ed il Lazio, Arcangelo, assolutamente rarissimo, ha
un ceppo nel vicentino ed uno tra salernitano e cosentino, Arcangeloni
è tipico della zona tra riminese e pesarese, di Rimini e di Fano
e San Leo nel pesarese, De Arcangeli, assolutamente rarissimo, parrebbe
dovuto ad errori di trascrizione di De Arcangelis, che è tipico
dell'area che comprende Abruzzo e Lazio, Roma e Guidonia Montecelio nel
romano ed Arpino nel frusinate, dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, o forme patronimiche, dove il prefisso De stia per il figlio di, dal nome medioevale
Arcangelus o dai vari toponimi contenenti
la radice Arcangelo come Sant'Arcangelo (SA), (BN), (PG) e (RN).
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nelle Marche fin dal 1600
tra le famiglie di origine ebraica. |
ARCELLA
ARCELLI
ARCELLO
ARCELLONE
ARCELLONI
ARGELLI |
Arcella è di origini napoletane, di Napoli, Torre Annunziata, Casoria,
Caivano, Afragola, Frattamaggiore, Boscoreale e Crispano, Arcelli ha un
ceppo nel piacentino a Piacenza e Sarmato ed a Bologna, un ceppo in Umbria
nel perugino, a Perugia in particolare e ad Umbertide, Arcello, quasi unico,
è del napoletano, Arcellone è ormai scomparso, Arcelloni,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, Argelli è romagnolo
del ravennate, di Lugo, Alfonsine, Ravenna, Fusignano e Bagnacavallo, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite forme accrescitive, dal mestiere di falegname
o produttore di arche (casse,
cassapanche), anche se non si può escludere che in qualche
caso possa trattarsi di produttori di archi da caccia o da guerra. |
ARCERE
ARCERI
ARCIERE
ARCIERI |
Arcere ed Arciere sono quasi unici, Arceri ha ceppi a Roma ed Olevano Romano
(RM), in Sicilia a Palermo, a Francofonte nel siracusano e nel trapanese
a Trapani, Marsala ed Erice, ha ceppi anche in Sardegna nel carboniense
a Santadi e Nuxis, Arcieri ha un grosso nucleo a Roma, nel salernitano,
nel potentino, nel barese, in Calabria e nell'agrigentino, potrebbero derivare
dal fatto di essere stati i capostipiti dei soldati specializzati nel tiro con
l'arco, ma è pure possibile una derivazione da toponimi come Arcera
e Arcieri nell'ennese. |
| ARCERITO
|
Arcerito è tipicamente siciliano di Niscemi nel nisseno, dovrebbe
trattarsi di una forma etnica grecanica riferita a cvapostipiti che provenissero
dal paese di Arcera nell'ennese. |
ARCHETTI
ARCHI |
Archetti è specifico del bresciano, Archi, estremamente raro, sembra
lombardo, dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante di archi o di
arcere, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Brescia nel 1600,
sempre a Brescia gli Archetti assurgono al rango di Marchesi nella seconda
metà del 1700. |
| ARCHINTI
|
Estremamente raro è specifico del sudmilanese,
Troviamo la famiglia Archintus tra i notabili milanesi, Ambrosius Archintus
è uno scrittore milanese del 1400, Filippo Archintus diventa Arcivescovo
di Milano nel 1556, all'epoca del Medeghino, gli Archinto cedono al cardinale
Giovanni Angelo Medici dei terreni limitrofi al suo Palazzo di Milano,
permettendogli così di costruire le nuove ali, Troviamo un Filippo
Archinti (1595- 1621) vescovo di Como. |
ARCIDIACO
ARCIDIACONE
ARCIDIACONO |
Arcidiaco, molto molto raro è tipico di Reggio Calabria, Arcidiacone
è specifico del cosentino, di Longobucco, Crosia e Rossano, Arcidiacono
sembra essere specifico del catanese, con un possibile ceppo secondario
nel cosentino, derivano dal titolo di arcidiacono
(arciprete, capo dei diaconi) cui la
famiglia era in qualche modo connessa, anche forse perchè questa
era la carica occupata dal capostipite, ovviamente ortodosso. In un atto del 1138 si
può individuare un principio di cognominizzazione: "...anno
Dominice Incarnationis MCXXXVIII. Indictione vero IIII, kalendis Septembris.
Ego Stephanus Archidiaconus
hoc Decretum confirmavi. ...", tracce degli Arcidiaco si trovano
nel reggino fin dal 1540 con Nardo Arcidiaco.
integrazioni fornite da Giacomo
Arcidiaco
gli Arcidiaco hanno tutti origine nel paese di San Lorenzo Superiore
(RC), dove, oltre al mio capostipite Nardo Arcidiaco, che, in ogni caso,
sembra essere l'avo comune di tutti o quasi tutti gli Arcidiaco attualmente
residenti in Italia (emigrati da San Lorenzo per lo più tra la fine
dell'Ottocento e la prima metà del Novecento), esistevano altri
rami. |
ARCIDUCA
ARDUCA |
Arciduca, che sembrerebbe unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
del cognome Arduca, che è specifico di Palmi nel reggino, che potrebbe
derivare da un soprannome scherzoso, forma contratta del vocabolo arciduca,
forse a sottolineare un comportamento esageratamente pomposo del capostipite,
ma, più probabilmente deriva da una posizione di rilievo occupata
dalla famiglia, forse nella quale era presente un arcidiacono. |
| ARCINI
|
Arcini è originario dell'area calabrese e siciliana, dovrebbe derivare
dal nome di origini greche Arcino,
ma non si puo escludere che posaa deivare dal fatto che il luogo di abitazione
o di provenienza del capostipite fosse ricco di cespugli di arcinus
alpinus (un arbusto tipico delle zone montuose). |
ARCIPRETE
ARCIPRETI |
Arciprete ha un ceppo a Civitavecchia nel romano, uno nel napoletano a
Napoli, Pozzuoli, Grumo Nevano ed Arzano e presenze in Sicilia, Arcipreti,
quasi unico, sembrerebbe del perugino, dovrebbero derivare dal fatto di
essere i capostipiti degli arcipreti ortodossi o di essere parenti prossimi
di un Arciprete cattolico. |
ARCODIA
ARCOLEO
ARCOLIA
ARCUDI
ARCUDIA |
Arcodia ha ceppi nel messinese a San Marco d'Alunzio, Tortorici e Naso,
a Maniace e Bronte nel catanese ed a Termini Imerese e Trabia nel palermitano,
Arcoleo è specifico di Palermo, Arcolia, molto più raro,
ha un piccolo ceppo a Troina nell'ennese e nel catanese, Arcudi è
specifico di Reggio Calabria, Arcudia, sempre siciliano, è quasi
unico, questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o attraverso varie
modificazioni dialettali da nomi grecanici originati dal termine greco
antico άρκτος arktos
(orso), o dal nome greco Αρκούδι
Arkoudi con lo stesso significato, in qualche caso potrebbero
forse anche derivare dal nome dell'isola greca di Arkoudi, situata tra Lefkada
ed Ithaka, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel 1500 con il teologo Petrus Arcudius,
autore del De Concordia Ecclesiae Occidentalis
et Orientalis, e nel 1600 con il vescovo di Nusco (AV) Francesco
Arcudio. |
ARCOLIN
ARCOLINI
ARCOLINO |
Arcolin è specifico di Padova e di Correzzola nel padovano, Arcolini
è tipico di Massa e Carrara, con un ceppo anche nel veronese a Cerea
e Salizzole, Arcolino è quasi unico, si potrebbe trattare di una
forma aferetica di un ipocoristico del nome Marco,
ma molto più probabilmente sono forme etniche di toponimi come Arcola
nello spezzino o Arcole
nel veronese, o derivano direttamente da toponimi come Arcolino di Santa
Croce sull'Arno nel pisano. |
| ARCONATI
|
Assolutamente rarissimo, è
specifico del milanese, deriva dal toponimo Arconate nel milanese. La famiglia
Arconati, nobile e imparentata con i Visconti che già nel 1500 era
diventata feudataria della pieve di Dairago emerse nel 1600 con dovizia
di mezzi finanziari, dandosi al mecenatismo, raccogliendo varie opere d'arte. |
| ARCONDO
|
Arcondo, ormai unico, è tipicamente siciliano, dovrebbe derivare
da una forma dialettale per Arconte,
nome grecanico originato dal termine arcon,
un alto magistrato bizantino. |
ARCONE
ARCONI |
Arcone è tipico di Napoli e Pozzuoli nel napoletano, con un piccolo
ceppo anche a Maddaloni nel casertano, Arconi è tipicamente laziale
e dovrebbe derivare da un'alterazione del precedente, che dovrebbe derivare
dal termine grecanico arcone (capoccia),
basato sul vocabolo greco antico άρχων arcon
(capo), forse ad indicare così
che il capostipite fosse una specie di capoccia o caporale, cioè
reclutasse manodopera. |
ARCURI
ARCURIA
ARCURIO
ARCURO |
Arcuri, tipico calabrese, ha un ceppo anche nella Sicilia occidentale,
Arcuria, assolutamente rarissimo, potrebbe essere siciliano, Arcurio, altrettanto
raro, è sicuramente meridionale, Arcuro sembrerebbe del napoletano,
potrebbero derivare da una modificazione del nome longobardo Arculf,
o anche dal termine arcarius (tesoriere,
gabelliere), ma è più probabile che derivino da
modificazioni del greco arkouda (orso),
tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale dove sotto l'anno 1171
si può leggere: "...constituerat se soluturum
pro ipso Chunrado in Gotefredum qui dicitur de
Arcuri de suprascripta civitate intus pretium
centum librarum..."., nel 1600, nel crotonese, troviamo come agente
erariale del Conte di Melissa nel crotonese un certo Nuntiato Arcuri.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Arcuri è più tipicamente siculo calabrese, con ceppi
maggiori nel cosentino, nel catanzarese, nel crotonese, nel reggino, nel
palermitano e nell'agrigentino, ma con ceppi minori sparsi un po' in tutta
Italia, per lo più fra il nord e il centro nord, Arcuria, rarissimo,
è originario dell'ennese, Arcuro, anch'esso estremamente raro, è
prevalentemente napoletano, per Arcurio, quasi unico, è invece molto
difficile indicare un'esatta provenienza, tutti questi cognomi derivano
dal nome medievale Arcurio o Arcudio,
che, secondo alcuni studiosi, è in realtà una corruzione
dell'originale Arcadio, col significato
di arcade, nativo
o proveniente dall'Arcadia (un'antica regione del Peloponneso):
la successiva alterazione in Arcudio
o Arcurio, invece, sarebbe dovuta ad
un accostamento fonetico fra l'etnico Arkadios
e il termine greco moderno arkouda,
col significato di orso. In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
ARDAO
ARDAU |
Ardao, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione
di Ardau, che, decisamente sardo, è tipico del sud dell'isola, di
Cagliari, Guasila, Assemini e Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, di Segariu
nel Medio Campidano e di Iglesias, potrebbe derivare dal toponimo Ardauli
nell'oristanese, ma non si può scartare l'idea che possa trattarsi
di un soprannome originato dal termine sardo arda
(altare). |
ARDEMAGNI
ARDEMANI
ARDEMANNI |
Ardemagni è tipicamente lombardo, del milanese, pavese e lodigiano
in particolare, ma ben presente in tutta la regione, Ardemani, molto più
raro, è più propriamente del lodigiano e del sudmilanese,
Ardemanni è quasi unico ed è sempre del lodigiano, dovrebbero
derivare da un nome di origine germanica composto da due vocaboli hard
(duro, forte) e mann
(uomo) Hardmann
"uomo forte", italianizzato in Ardemanno,
nome che distingueva all'origine una discendenza patrizia. |
ARDENGHI
ARDENGO |
Ardenghi è tipico lombardo con un ceppo nella Toscana meridionale,
Ardengo. molto raro, sembra avere un ceppo nel trevigiano ed uno nel torinese,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Ardengus di cui si hanno tracce ad
esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto del
1189 dove si legge: "...Interfuerunt testes infrascripti
vicini ecclesie qui huic commutacioni consenserunt et firmaverunt, silicet
Ambroxius de Ottonebono, Guilielmus de Rozo, Lezo Ferrarius, Ubertus de
Prato, Ardengus Magister, Ardengus Pozolus,...",
in alcuni casi può derivare da toponimi come Villanova d'Ardenghi (PV) o una località
Ardengo nel milanese, tracce di questa cognominizzazione si trovano a Pisa
nel 1200 con Ardengo degli Ardengi, nel 1300 troviamo a Lucca il Vicario
Pietro degli Ardenghi. |
| ARDESI
|
Specifico del bresciano, potrebbe derivare dal cognomen latino Ardesius,
ricordiamo verso la fine del III° secolo Sant'Ardesius martire in Alessandria.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
il cognome deriva dal toponimo Ardesio (BG). Cognome a diffusione locale,
è concentrato soprattutto nel bresciano, molto più sporadico
nel milanese. Ardesio, nell'Alta Val Seriana, è nota nel bresciano,
in Valtellina e nel Bergamasco per il suo santuario, meta di pellegrinaggi. |
| ARDIGO'
|
Probabilmente derivato da
*Harding, cioè Ardigo, dalla radice germanica *hardhu-, cioè
hard "forte", con suffisso derivativo -ing, qui però con l'omissione
della "n". |
ARDIMENTI
ARDIMENTO
ARDIMENTOSO |
Ardimenti è praticamente unico e sembrerebbe del napoletano, Ardimento,
molto raro, ha un ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno a Bari, Ardimentoso,
quasi unico, è anch'esso del napoletano, si potrebbe trattare di
cognomi attribuiti da soprannomi originati dal carattere del capostipite,
ma la cosa più probabile è che si tratti di cognomi attribuiti
a trovatelli da funzionari di orfanotrofi borbonici, tipici cognomi di
fantasia attribuiti ad un fanciullo abbandonato, augurandogli forse di
poter essere tanto ardimentoso da poter superare le avversità della
vita. |
ARDINI
ARDINO
ARDOVINI
ARDOVINO
ARDUINI
ARDUINO |
Nome
di origine germanica composto da due vocaboli hard (duro, forte) e win
(amico) Hardwin con il significato di "veramente amico" latinizzato in
Ardovinus e diventato in italiano Arduino. Il Cognome abbastanza diffuso
copre un'area discretamente ampia dal centro al nord Italia. |
ARDISIO
ARDIZIO
ARDIZZI |
Ardisio è praticamente unico, Ardizio ha un ceppo nel varesotto
ed uno nel napoletano, Ardizzi, abbastanza raro, ha un nucleo nel sudmilanese,
pavese e lodigiano ed un ceppo secondario nel teramano, derivano dal nome
italogermanico Arditius. Troviamo
questo nome con Arditius vescovo di Modena (1179-1195). |
| ARDISSINO
|
Assolutamente rarissimo è tipico della zona di Cigliano (VC).
integrazioni fornite da Sara Audissino
Cognome rarissimo e antichissimo originario del Canavese, si fanno
risalire le origini al nome Ardicino dal latino Ardicinus, figlio secondogenito
di Arduino marchese d'Ivrea, vissuto intorno all'anno 1000, i cui feudi
erano collocati proprio nei luoghi d'origine della famiglia Ardissino.
Il cognome Ardissino è attualmente localizzato nelle provincie di
Vercelli e di Torino. |
ARDISSON
ARDISSONE
ARDISSONI
ARDIZZON
ARDIZZONE
ARDIZZONI
ARDUZZONI |
Ardisson, assolutamente rarissimo, e Ardissoni, quasi unico, parrebbero
piemontesi, Ardissone ha un nucleo piemontese tra Torino, Borgofranco d`Ivrea
(TO) e Castellamonte (TO), ed un nucleo tra Diano San Pietro, Diano Marina
e Diano Castello nell'imperiese, Ardizzon è specifico di Chioggia
(VE), Ardizzone, abbastanza diffuso, ha un ceppo importante nella Sicilia
nord orientale, ed un ceppo tra Piemonte e Lombardia, Ardizzoni è
tipico del ferrarese, Arduzzoni, estremamente raro, è specifico
dell'area reggiano, parmense, derivano tutti, direttamente o attraverso
modificazioni dialettali, dalla forma obliqua del nome italogermanico
Arditio (Arditionis). Troviamo tracce
di questo nome in un atto di cessione di proprietà terriere del
XII° secolo conservato a Milano: "...Primus campus
dicitur Sute Curte, coheret ei a mane via, a meridie Ardizionis,
a sero Ugonis de Citilli, et est per mensuram iustam tabule treginta et
sex. Secundus campus est ibi prope, a mane via et terra Otonis, a meridie
Bollagii, a sero Straciadi, et est tabule decem et dimidia. Tertius campus
dicitur in Cagalli, a mane Ugonis de Citilli, a meridie via, a sero
Ardizionis, a monte via, et est tabule decem
et octo. ".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Ardizzoni muove dal nome personale medievale Ardicionus,
d'origine germanica (da *hardhu - «forte,
valoroso»), come Ardissone. |
ARDITI
ARDITO |
Arditi, abbastanza raro, ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno tra
bolognese e fiorentino ed altri nel perugino, nel pescarese e nel Salento,
Ardito, decisamente molto più diffuso, ha ceppi importanti
in Piemonte e Liguria, nel bolognese e nel triestino, in Campania, in Sicilia
e soprattutto in Puglia, derivano dal nome medioevale Arditus
di cui abbiamo un esempio a Firenze in un atto del 1432: "...stabat
dominus Arditus
de Antilla prope domum...". |
ARDONE
ARDONI |
Ardone ha un ceppo a Napoli ed uno a San Vito dei Normanni nel brindisino,
Ardoni, quasi unico, sembrerebbe del mantovano, dovrebbero derivare dal
nome longobardo Ardone, di cui abbiamo
un esempio d'uso in una Cartula commutacionis
del 1021 ad Alfianello nel bresciano: "... coerit
ei fines a mane Valperti et Martini germanes et in alico Garibaldi, a meridie
eidem Dominici quod sibi reservavit, a sera via, a munti Iohanni et Ardoni
diaconus, et est per iusta mensura ipsa vinea cum area eius perticas legiptimas
sex cum tabulas sedecim; predicto campo ibi se tenente infra ipsas corencias
per iusta mensura iugie legiptima una et pertica una cum tabulis octo;
secundo campo dicitur Barraina, coerit ei fines a mane via, a meridie Addammi,
a sera eidem Dominici quod sibi reservavit...". |
| ARDU
|
Ardu tipicamente sardo del sudovest dell'isola, di Santo Lussurgiu, Pompu,
Oristano, Mogoro, Uras, Gonnosno e Zerfaliu nell'oristanese, di Cagliari,
Assemini e Sestu nel cagliaritano e di Segariu nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARDU: ardu (logudorese), cardu,
cadru, gardu, bardu = cardo;
dal latino cardus. Gardurèu
o Cardurèu o ardurèu
o carduèru = cardo
vero, è il cardo selvatico.
In Medio Campidano lo chiamiamo gurèu
(abbrev. di gardurèu) de
sattu = cardo dei campi,
che da il carciofino selvatico = sa
cugùtzua o cucùtza,
in latino cucutia (*quel che ci pare
strano, a proposito di cucutia latino, riportato da Plinio nella sua opera
"Naturalis Historia" è che Ferruccio Calonghi, autore del "Dizionario
della Lingua Latina", ancora oggi tra i migliori in Italia, non conosce
la cucutia e riporta in proposito: frutto a noi sconosciuto!), chiamata
a Pabillonis e dintorni, s'occi balla,
per distinguerlo dal gurèu meseru =
cardo (mansueto)
domestico, degli orti, che dà
il carciofo = sa
canciòffa. Il cognome è presente negli antichi
documenti in nostro possesso. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE
del 1388 troviamo: Ardu Gabriele, ville Mahara (* Mahara - Barbaraquesa
.Arbarei - Villamar. Contrate Marmille); Ardu Guiducio, jurato ville
Bauladu (Bauladu - Contrate Partis de Milis); Ardu Gunnario, ville Mahara;
Ardu Joanne, jurato ville Palmas .Majore. . (* Palmas Arborea. Contrate
Campitani Simagis); Ardu Laurencio, ville de Sardara. (** SARDARA MONTIS
REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara,
sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum
et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii
publici, die XI Januarii 1388; Ardu Mariano, jurato ville Bauladu. Nel
condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., troviamo:
Ardo (de) Gosantine(256), teste in una donazione di servi (del loro servizio).
Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. troviamo:
3 persone col cognome d' Ardu (182, 399, 422): Janne, Ithoccor e Gunnari,
probabilmente fratelli, testimoni in altrettanti atti: una donazione e
due acquisti (comporaili). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB,
XI°, XIII° sec., troviamo: 4 "de Ardu", Elene, moglie a Comita
Sepis(97), Petru, figlio a Comita Sepis(97), Torbeni, maiore de scolca
(134): Troodori (130). Ardu è inoltre il nome di un villaggio scomparso,
detto anche Ardo e Cardo, la cui etimologia, secondo alcuni studiosi, deriva
dal latino cardinis, per il fatto che il villaggio si trovava, territorialmente,
in un punto cruciale, che collegava Torres al resto del territorio. Sta
di fatto comunque che il cardus latino, cioè su gureu de sattu,
vi cresceva e vi cresce spontaneamente e abbondante! La villa (bidda) in
periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Flumenargia del
regno giudicale di Torres. Dal 1323 fu inglobata nel regno catalano aragonese
di Sardegna. Dal 1364, per conquista in guerra da parte di Mariano IV°,
al 1388 fu parte del giudicato di Arborea. Tornò poi al regno di
Sardegna sino al 1391; e riconquistata dalle truppe giudicali di Arborea,
al cui regno appartenne di nuovo sino al 1420, cioè alla fine del
Giudicato Arborense. Forse perché il suo territorio era diventato
un vero e proprio campo di battaglia, il paese fu abbandonato poco dopo,
verosimilmente tra il 1420 e il 1435 (Di. Sto. Sa - di F. C. Casula). Ardu
o Pardu è infine il nome di un abitato scomparso, i cui resti si
trovano nelle vicinanze di Musei, nella valle del Cixerri, nel Sulcis.
Appartenne alla Curadorìa di Cixerri, del regno giudicale di Cagliari.
Terminato questo stato, nel 1258, Pardu fu feudo dei conti
della Gherardesca (Ugolino, il famoso personaggio dantesco). Appartenne
poi al regno catalano aragonese di Sardegna e infeudato a Petro de Athen
(o Açen o Atzeni). Fu conquistato dalle truppe arborensi, ma dopo
il 1409, per la sconfitta definitiva di queste, tornò al regno di
Sardegna. Forse a causa delle continue guerre anche Pardu fu abbandonata
poco dopo il 1409. Pardu ha chiaramente significato ed etimologia diversi
da Ardu/Cardu. Pardu, significa infatti territorio pianeggiante, prato,
dal latino pratum. Attualmente il cognome Ardu è presente in 107
Comuni italiani, di cui 60 in Sardegna(con maggior diffusione in Prov.
di Oristano): Santulussurgiu 38, Pompu 36, Oristano 36, Mogoro 35, Cagliari
35, Segariu 34, etc. |
ARECCHI
ARECCO |
Arecchi ha un piccolo ceppo a Genova ed uno nel reggino a campo Calabro,
Arecco è specifico dell'area che comprende l'alessandrino, il savonese
ed il genovese, dovrebbero derivare dal praenomen tardo latino Areccus
o Arecus, di cui abbiamo un esempio
in "Arecus filius Nestoris
Euridices". |
ARELLA
ARELLI
ARELLO |
Arella, estremamente raro, quasi unico, sembrerebbe dell'area campana e
calabrese, Arelli, molto molto raro ha vecchie radici sia nel pavese, che
in Veneto, in Campania ed in Puglia, Arello è praticamente unico,
dovrebbero derivare dal nome latino Arellus, Arella,
di cui abbiamo un esempio in una satira medioevale: "..Improvisa,
satis reverens habeare futuri. // Si vel tussicula leporis vexatus Arellum
// Aut Dasium, fratres infausto sidere natos, // Sub tua tecta voces. Cosconi,
fidis Arello?//..",
nome che può sia essersi originato da forme ipocoristiche del nome
Ares, sia da alterazioni dialettali
medioevali del nome Aurelius. |
ARENA
ARENI |
Arena è diffusisimo in tutt'Italia, la cui origine dovrebbe essere
in Calabria ed in Sicilia, Areni, assolutamente rarissimo, è probabilmente
del centronord, dovrebbero derivare da soprannomi con riferimento alla
toponomastica locale.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARENA: è un cognome diffuso in tutta Italia (in 1059 Comuni)
e presenta i ceppi più consistenti in Sicilia, a Messina (1996),
a Catania (967), a Palermo (521). Significa rena,
arena, sabbia e deriva dal latino rena;
in sardo arena o areni.
In Sardegna è presente in 11 Comuni: Guspini 11, S. N. d'Arcidano
6, P. Torres 6, Nuoro 6, Quartu S. E. 6, etc. Lo ritroviamo tra i firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388: Arena (de) Fuliato, jurato ville
Nurapulia (* odierno Narbolia - Contrate Partis de Milis). Nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec. Lo ritroviamo
come toponimo (108) : località saltu d'Arena, in agro di Consedin
(l'attuale Cossoine). Il Vocabolario Sardo Geografico Patronimico ed Etimologico
del canonico Giovanni Spano, recita: "Arenas, villaggio distrutto nel Sulcis.
Era oppido romano dove si coltivava in vicinanza la miniera". Nel Di. Sto.
Sa. di F. C. Casula, Arenas: paese, villa (bidda) medioevale, ubicato ai
piedi del monte San Michele Arenas, in agro di Tratalìas, appartenente
alla Curadoria di Sulcis, nel regno giudicale di Càlari. Il paese
fu abbandonato verosimilmente nella seconda metà del XIV° secolo,
a causa delle continue guerre tra il regno giudicale di Arborea ed il regno
catalano aragonese di Sardegna. Nell'opera "In Sardiniae Chorographiam"
di Giovanni Francesco Fara (la cui stesura si colloca tra il 1580 ed il
1590), è citato il villaggio sulcitano di Arenas(14 - 17).et oppida.Uratelis,
Paesus, Burstiris, Bau der Cannas, Petrargius, Garamatae, Smergi, Arenae,
Flumentepidi. |
ARENALDI
ARINALDI |
Arenaldi sembra essere ormai scomparso in Italia, Arinaldi, ormai quasi
completamente scomparso anch'esso, dovrebbe provenire dall'area campano,
foggiana, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Arenaldus
o Arinaldus, di questo nome abbiamo
un esempio nelle Historiae Venetae: "...Anno 1458.
Philelphi epistolas Venetiis editas fuisse asserit Johan. Arenaldus
apud Freytag, & hoc anno Romam appulisse Germanos scribunt permulti
quibus praeiverat Polydorus Vergilius, accedente etiam auctoritate Sabellici.
..", ricordiamo con questo nome un principe degli Alemanni. |
| ARENZI
|
Probabilmente l'origine del cognome
è da un toponimo scomparso. Il cognome pochissimo diffuso è
presente solo nel milanese. |
| ARESCA
|
Aresca è specifico di Mombercelli nell'astigiano, dovrebbe derivare
da nomi di località come Aresca di Pavone Canavese nel torinese,
o Aresca di Castagnole Lanze nell'astigiano, anche se sembrerebbe che siano
invece queste località a prendere il nome dal nome della famiglia
Aresca, che deriverebbe invece da un soprannome originato dal termine piemontese
aresca, resca
(lisca di pesce). |
| ARESCO
|
Aresco è tipicamente siciliano, di Melilli e Sortino nel siracusano,
dovrebbe derivare dal nome greco Areskon
a sua volta derivato dal verbo greco antico άρέσκω
aresko (essere gradito),
molto meno probabile la derivazione da un'alterazione dialettale del nome
latino Aretius. |
| ARESE
|
Arese, tipicamente piemontese, è specifico del cuneese, di Fossano,
Cuneo, Savigliano e Centallo, dovrebbe derivare dal nome provenzale Ares,
probabilmente derivato da un'alterazione del nome latino Aretius,
piuttosto che direttamente dal nome greco Ares. |
| ARESI
|
Aresi, tipicamente lombardo, molto diffuso nel milanese e bergamasco, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Arese, tra Milano e Bergamo, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
ARESPICI
ARUSPICI |
Arespici ed Aruspici, praticamente entrambi unici e toscani, dovrebbero
derivare dal termine latino di origini etrusche haruspex,
haruspicis, che indicava chi esaminando le viscere di un animale
sacrificato, in particolare il fegato e l'intestino, pronunciasse divinazioni
e soprattutto valutazioni circa l'esito di un'impresa. |
ARESTE
ARESTI |
Areste, quasi unico, sembrerebbe specifico di Osilo nel sassarese, Aresti,
abbastanza raro, è specifico del cagliaritano, derivano da un soprannome
dialettale, in sardo aresti significa
selvatico, riservato, schivo, secondo
alcuni deriverebbe dal nome basco Aresti,
ma non è molto probabile.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARESTI; ARESTE: selvatico, non addomesticato;
dal latino agrestis. Qui in Sardegna
è frequente come toponimo: acquas arestis
= acque selvatiche; terras
arestis = terre non coltivate;
riferito ad animali: su pisittu aresti
= il gatto selvatico. Riferito a persone,
assume il significato non tanto di rude o rozzo, ma di timido,
schivo. Nei documenti antichi ritroviamo il cognome tra i firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388: Arestis Paulo, ville Selluri (Sanluri
- Seddori - **(prima dell'elenco dei firmatari di Sanluri, il documento
riporta:. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu
a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente
potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis.
X die januarii 1388.). Attualmente il cognome Aresti è presente
in 67 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna: Sanluri 56, Villacidro 48,
Cagliari 32, Iglesias 25, Carbonia 19, etc. Areste è invece presente
solo a Macomer, con un unico nucleo familiare. |
| ARESU
|
Decisamente sardo, del cagliaritano e del basso nuorese, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo sardo aresu
(selvatico, selvaggio, indomito, intrepido),
gli Aresu ottennero il cavalierato ereditario ed il rango di nobili
nel 1600.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARESU: permane incertezza sul significato e l'etimologia. Dalla
radice latina "are", asciutto,
secco, o dal greco αραιός araiòs
(raro).
Ma non dimentichiamo che il verbo resài
o aresài significa pregare,
invocare, quindi rèsu
o arèsu significa preghiera,
ma anche invocato, desiderato, richiesto (per
analogia pensiamo al cognome Desiderato). Non abbiamo altri suggerimenti!
Supponiamo si tratti di un cognome di recente origine, perché non
figura negli antichi documenti in nostro possesso. Attualmente lo troviamo
in 195 Comuni italiani, di cui 76 in Sardegna: Cagliari 401, Lanusei 130,
Quartu S. E. 82, Orroli 64, Seni 61, Settimo 53, Carbonia 50, Dolianova
46, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto,
con 73; seguono: Genova 24, Milano 13, Padova 12, Torino 9, etc. In USA
è presente in 5 Stati con un nucleo familiare ciascuno. |
ARETUSA
ARETUSI
ARETUSO |
Tutti estremamente rari, Aretusa è quasi unico, Aretusi è
presente in modo decisamente sporadico nel centronord, con un piccolo ceppo
in Abruzzo ad Alanno nel pescarese e Pineto nel teramano, Aretuso parrebbe
avere un piccolissimo ceppo specifico di Ospedaletti nell'imperiese, dovrebbero
derivare dal nome femminile latino Arethusa
originato dal greco Αρέθουςα, il nome di un
personaggio della mitologia greca, figlia di Nereo e di Doride, che in
epoca tardo latina venne anche usato al maschile come Arethusus, ricordiamo
il martire Marcus Arethusus che all'epoca dell'imperatore Giuliano l'Apostata
sacrifico la propria vita pur di non sostenere la ricostruzione di un tempio pagano. |
AREZIO
AREZZIO
AREZZO |
Arezio è tipico di Firenze mentre Arezzio è ormai quasi scomparso,
Arezzo, il più diffuso ha un ceppo a Bari ed uno a Ragusa e nel
ragusano e catanese, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Aretius
di cui abbiamo un esempio in un atto di donazione dell'anno 998 a Cluny:
"Nos, in Dei nomine, Constantius et filii ejus Constant,
Aretius, donamus
ad locum Cluniacum campum unum in villa Colonias; terminat a mane terra
Sancti Nazarii, a medio die terra Sancti Romani, a sero increpito, a certio
de ipsa hereditate: in eo tenore, ut quamdiu nos tres vixerimus teneamus...",
ma è pure possibile una derivazione dal nome del toponimo Arezzo
il cui nome originario era Arretium, e non si può escludere in alcuni casi degli Arezzo un'origine
ebraica. |
| AREZZINI
|
Tipico della zona del senese dove si trovano i comuni di Piancastagnaio
e Abbadia San Salvatore, dovrebbe derivare dal nome latino Aretius
ricordiamo
Sant'Arezio martire romano la cui tomba è situata sulla via Appia,
ma non si può escludere una derivazione dal toponimo Arezzo. |
| ARFE'
|
Arfè è tipicamente napoletano, dovrebbe essere di origini
francesi, risalire al periodo angioino e derivare dal nome di uno dei vari
paesi francesi come Arfeil, Arfel, Arfeille o Arphel, tutti originati dal
termine latino acrifolius
o aquifolius (agrifoglio), per
ala diffusione di questa pianta in quelle località. |
| ARGAZZI
|
Argazzi è tipico della zona tra il bolognese ed il basso ferrarese,
potrebbe derivare dal termine argati (servo) di origine albanese. |
ARGENIO
D'ARGENIO
DARGENIO |
Argenio e d'Argenio sembrerebbero tipicamente campani dell'Irpinia di Avellino
in particolare con ceppi anche a Benevento, Napoli e Mercogliano (AV),
con ceppi anche in Puglia a Barletta (BA) e a Margherita Di Savoia e San
Ferdinando Di Puglia nel foggiano, è ben presente anche a Roma,
Dargenio invece sembra specifico di Barletta (BA) e del basso foggiano,
dovrebbero derivare dal nome latino Argenius,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel settembre
1799 in una deposizione a favore di un tale Don Nicola D'Argenio di Banzano
casale del Regio Stato di Montoro (AV).
integrazioni fornite da Francesco
D'Argenio
Nell'opera"Documenti per la Storia dei Comuni dell'Irpinia" di Francesco
Scandone pag 114 il 14 marzo 1605 viene menzionato il Comm. Della Somm.
Francescantonio d'Argenio. Nell'Opera "Gli uffici del Dominio Sforzesco"
di Caterina Santoro - Fondazione Treccani degli Alfieri a pag. 290 viene
citato per l'anno 1465 Baldessar de Argenio con la carica per la "Potestaria
Mendrisii et plebis balerne". Nell'opera "Il comune di Alanno (nelle
sue origini nelle sue vicende nel suo lavoro) di Augusto Nini a pag.74
si cita per l'anno 1505 il Magnifico Benedetto de Argenio. Tommaso
Leccisotti nell'Opera "Le pergamene latine di Taranto nell'archivio di
Montecassino" a pag. 10 cita per l'anno 1456 del 17 di novembre la concessione
all'Abate Cesare di Riccardo de Argenii di Taranto la concessione per
nove anni di affittare le terre della chiesa di San Pietro Imperiale Notaio
Bernardo Bonamico di Taranto - Giudice a contratti Francesco di Taranto. Lo stemma che compete a quest'antica e nobile Casata è conservato
nell'Archivio Araldico Guelfi Camaiani dei Conti Pierfrancesco e Alessandro
Guelfi Camaiani, e risulta così blasonato: "D'Argento, a tre rose
di rosso". |
ARGENTERI
ARGENTERO
ARGENTIERI
ARGENTIERO |
Argenteri, molto molto raro, sembrerebbe di Voghera nel pavese, Argentero,
tipico piemontese, ha un ceppo a Biella ed è abbastanza diffuso
nel torinese, Argentieri e Argentiero sono specifici del brindisino, con
ceppi anche in Abruzzo, i piemontesi potrebbero derivare da toponimi come
Argentera presente sia nel cuneese che nel torinese, o anche dal mestiere
di argenterius
(argentiere, artigiano dell'argento),
come tutti gli altri, traccia di quest'uso le troviamo nel 1500 a Siena
con il medico Iohannes Bartholi argenterius: "...et
dictus Johannes Bartholi
de Senis argenterius
nomine dicti capituli in presentia mei notarii et testium infrascriptorum
recognovit...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
1700 nel cuneese con il Marchese Niccolo Argentero.Berzesio di Bagnasco
(CN). |
ARGENTI
ARGENTINA
ARGENTINI
ARGENTINO
ARGENTO |
Argenti ha un nucleo importante in Umbria e Lazio e possibili ceppi anch'essi
probabilmente primari lungo la riviera tosco ligure e nel Veneto, Argentina
sembrerebbe specifico di Francavilla Fontana nel brindisino, Argentini,
non molto diffuso, è caratteristico del centro Italia, Argentino
è tipico del sud, soprattutto della Campania, del foggiano, del
siracusano e ragusano, Argento sembra avere un ceppo in Sicilia tra palermitano
ed agrigentino, uno nel napoletano e probabilmente anche uno nel barese,
dovrebbero derivare dal mestiere di argentiere o dal nome Argento
abbastanza diffuso in centro Italia in epoca medievale, o da suoi ipocoristici.
Esempio di questa cognominizzazione si ha a Capua (CE) dove in un atto del
1120 si legge: "...Quoniam
per interventum Aymonis cognomento De Argintia...."
e a Firenze nel 1200 con Filippo Argenti contemporaneo e nemico personale
di Dante che apparteneva alla fazione politica dei Guelfi Neri, Dante lo
incontra nel quinto girone dell'Inferno tra i superbi immersi nella melma
della palude stigia. A Roma nel 1500 troviamo gli Argenti alla Corte papale
in qualità di segretari di Papi e Cardinali. |
ARGENTON
ARGENTONE
ARGENTONI |
Argenton, abbastanza raro, è tipicamente veneto, dell'area del rovigoto
e delle zone viciniori del padovano e del veneziano, di Rovigo, Trecenta
e Castelguglielmo in particolare, Argentone è quasi unico, Argentoni,
molto molto raro, sembrerebbe del veronese, questi cognomi potrebbero derivare
dal nome medioevale Argento o anche
da soprannomi originati dal colore dei capelli del capostipite, assolutamente
improbabile una connessione con la cittadina francese di Argenton, la gallica
Argentomago, anche se a Venezia abbiamo
avuto la presenza per alcun tempo del Signore d'Argenton, come spiega il
Guicciardini nella sua Storia d'Italia:
"...Però il re, necessitato a fare nuovi pensieri,
commesse a Filippo monsignore di Argenton,
il quale, essendo stato poco innanzi imbasciadore per lui appresso al senato
viniziano, aveva nel partirsi da Vinegia offerto al Pisano e al Trivisano,
già diputati proveditori, d'affaticarsi per disporre l'animo del
re alla pace, che mandasse un trombetto a detti proveditori...". |
ARGERI
ARGERIO |
Entrambi assolutamente rarissimi, probabilmente di origine longobarda,
derivano dal nome medioevale di origini germaniche Argerius, di cui abbiamo
un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale dove nell'anno 1020 si trovano atti scritti in Alfianello
(BS) da Argerius notarius imperatoris, la possibile derivazione
dal termine argere per arciere è molto improbabile. |
| ARGIOLAS
|
Tipico della Sardegna centromeridionale dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale originato dall'essere nati di luglio, in campidanese il mese
di luglio viene chiamato mesi de argiolas.
integrazioni fornite da Nicoletta
Argiolas
in alcune zone della Sardegna meridionale, sta ad indicare una zona
dove in passato si riunivano le famiglie a battere il grano..... una specie
di aia.Sa argiola era appunto il nome
di tale cortile.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARGIOLAS: s'argiòla o arjòla,
significa aia, dal latino areola.
Spazio più o meno chiuso dove venivano depositati i covoni del grano
o altro cereale, per la trebbiatura. Questa veniva fatta solitamente con
i cavalli etc. Il mese di luglio, appunto perché mese della
trebbiatura è detto mes''e argiòlas o arjòlas. Cognome
legato probabilmente al mestiere di arjòlaio/u,
addetto alla trebbiatura. Presente
negli antichi documenti in lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di
Eelonora, *LPDE del 1388, troviamo: Argiola(de) Sisinnio, ville Sorradili
(*odierno Sorradìle. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Argiolas
(de) Barçòlo, ville Selluri(Sanluri - Seddòri); Argiolas(de)Gonario,
jurato ville Segacos ( *Villaggio distrutto (Segatos) - Contrate Partis
Milis). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado è presente come
toponimo: ariòla de Musellu (159), in una donazione di terre: Ego
Mariane de Uta ki ponio ad Sancta Maria de Bonarcatu pro s'anima mea terras
quantas apo...Io Mariane de Uta dono a Santa Maria di Bonarcado, per l'anima
mia quante terre possiedo.segue l'elenco, tra cui altera(terra) ante ariola
de Musellu (in agro di Baratili). Ariolas Floràdas (176), sempre
in una donazione di terre alla chiesa di S. Maria. Nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, troviamo: Ariolas (de) Gosantine(172, 173, 174) servo
in Mularia(l'attuale Mulargia - Curadorìa del Marghine); di lui
si acquistano, da 3 proprietari diversi, una giornata, il latus(la metà,
del sevizio settimanale, s'intende) e ancora, due giornate. Attualmente
il cognome Argiolas è presente in 260 Comuni d'Italia, di cui 109
in Sardegna(con maggiore diffusione nell'area cagliaritana): Monserrato
498, Cagliari 439, Sestu 179, Quartu S. E. 147, Selargius 131, Ussana 95,
Elmas 84, Carbonia 78, Serrenti 67, Terralba 61, Serramanna 49, Assemini
48, Sanluri 44, Sassari 38. Nella penisola è Roma ad avere il numero
più alto con 126; seguono: Genova 38, Torino 28, Milano 11. |
| ARGIOLU
|
Argiolu, molto raro, è specifico di Cagliari e dell'oristanese,
di Nureci in particolare.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ARGIOLU: argiòlu, arjòlu, oriolu,
orgiolu, orjòlu, vargiòlu, barjòlu, brajòlu
= orzaiolo (generalmente), ma anche
vaiolo. Nei dialetti centrali si presenta
con "o" , orgiòlu, dal latino
hordeolum in quelli meridionali con
"a", argiòlu, dal latino variolus
(vedi inoltre il cognome Vargiolu). Attualmente
il cognome è presente in 27 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna:
Cagliari 30, Nureci 12, Ballao 8, Genoni 5, Armungia 4, etc. |
| ARGIRO'
|
Molto raro sembrerebbe calabrese, dovrebbe derivare dal nome bizantino
Argyros latinizzato in Argirus, in uno scritto medioevale si legge: "Anno
millesimo centesimo septimo decimo Dominicae Incarnationis, et octavo decimo
pontificatus domini Paschalis... ...Riso Barensis archiepiscopus ab Argiro
cive Barensi trucidatus est in via Canosina...". Tracce di
questa cognominizzazione si trovano a Sinopoli (RC) fin dal 1500, nella locale
Chiesa della Madonna delle Grazie si trova questa iscrizione: "ANTONINUS
ARGIRÒ HANC IMAGINEM FIERI MORIENS
LEGAVIT QUOD N. EGISMONDUS BIELATI ADIMPLEVIT ANNO D. N. I., MDIIIL".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Argirò è un cognome calabrese di origine greca Argyròs
che proviene dall'aggettivo argyròs
(argenteo). |
ARGONDIZZA
ARGONDIZZO |
Entrambi calabresi del cosentino, Argondizza, assolutamente rarissimo è
soprattutto di San Giorgio Albanese, Argondizzo, meno raro, è di
Mongrassano e San Marco Argentano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese),
i cognomi Argondizza e Argondizzo sembrano nascere da un adattamento del
cognome greco Archontis, col significato
letterale di arconte,
il sommo magistrato, cioè,
delle antiche città elleniche - lo stesso titolo, in epoca bizantina,
passò a indicare diverse figure di magistrati, quali, ad esempio,
il maestro di palazzo e il
prefetto di corte: dal punto di vista etimologico, va notato
che il termine arconte è un prestito del greco àrchontos
(genitivo di àrchon), termine
che, alla lettera, può essere tradotto come comandante,
magistrato (nel senso di capo, maestro,
dal latino magister). In conclusione,
dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi di mestiere attribuiti
ai capostipiti, anche se non è escluso un rapporto più generico
con un arconte, in senso non strettamente familiare. |
| ARGURIO
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Estremamente raro sembrerebbe tipico di Messina, dovrebbe derivare dal
nome greco Argurios, il nome portato anche da un
leggendario guerriero di Micene. |
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