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ARA
ARE
Ara ha un ceppo a Bologna, uno a Roma e nel sassarese in Sardegna a Sassari, Alghero, Sedini e Viddalba, Are è specifico della Sardegna centrosettentrionale, i ceppi sardi potrebbero derivare da nomi di località che si rifacciano al concetto di domo le 'ara (luogo per gente di rispetto) o anche semplicemente al vocabolo sardo ara (adesso, ora), forse originato dalle caratteristiche comportamentali del capostipite, o al termine ara, non tanto come unità di misura di superficie, ma intendendo un territorio ampio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Ara deriva dal cognome Aria che si rifà al concetto di aia nel senso di spiazzo, piazzale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARA; ARE: dal sardo arva, abra = brezza. Dal latino aura = aria venticello. In campidanese abbiamo anche araxi, frida o callenti = arietta fredda o calda. Ara, unità di misura di superficie, dal francese are = 1damq = 1000 mq. Dal latino area. Ara è inoltre un pappagallo sudamericano. In latino vi è anche hara, o harula,  che significa porcile, hara suis = la stalla della scrofa, da cui deriva in campidanese s'aùrra de su procu. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo: Aras Joanne - de Bosa; Are (de) Comitaçu, ville Zaramonte(* odierno Chiaramonte - Contrate de Anglona ). Attualmente Ara è presente in 122 Comuni italiani, di cui 37 in Sardegna: Sassari 89, Alghero 51, Sedini 29, Viddalba 26, Ittireddu 24, etc. Nella Penisola è presente in 15 regioni(per le quali la provenienza sarda non è scontata): Bologna 31, Roma 20, Genova 11, Milano 9, Napoli 9, Torino 7, etc. Are è attualmente in 55 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna: Bolotana 21, S Lussurgiu 19, Sorso 17, Olbia 15, etc. Nella penisola è presente in 9 regioni e, come per Ara, non è accertata la provenienza sarda.
ARABITO Arabito, assolutamente rarissimo, è tipico della Sicilia orientale, dovrebbe derivare dal nome franco Arbitio, ma è pure possibile una derivazione dal termine grecanico per arabo, ad indicare forse una provenienza araba del capostipite, tracce molto antiche di questo casato si hanno fin dagli inizi del 1300 a Policastro nel crotonese: "...cum contra nostram et communbem intentionem foret eorum absentiam depopulationem terre domini in suspenso tenere, ad septimum quod incipit Item Nicolaus de Arabito (Signore di Policastro agli inizi del 1300) qui tenet quoddam tenimentum et plura alia bona de antiquo dominio asserit illa patri suo per clare memorie dominum regem Carolum secundum esse concessa privilegium ed exinde estendere non curavit...", questo fatto farebbe propendere per l'ipotesi di derivazione normanna piuttosto che araba.
ARACCHIO Aracchi, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Arachio, una forma italianizzata dialettale campana del nome ebraico Arioch.
ARACHIDE Arachide è unico, attualmente del novarese.
integrazioni fornite da Piero Arachide
è un cognome dato ad un trovatello a San Giorgio di Piano nel bolognese il  2 febbraio del 1882, che divenne quindi il capostipite di questa famiglia, egli ebbe due figli: Gino e Guerrino nati a Camugnano (BO).
ARACRI Aracri ha un ceppo a Napoli e Pozzuoli nel napoletano ed uno in Calabria nel crotonese a Crotone, Cutro e Rocca di Neto, con presenze anche nel catanzarese a Catanzaro ed a Girifalco, dovrebbe derivare da alterazioni dialettali del nome greco Eràclios (dedicato ad Ercole), ma è anche possibile un riferimento ad una provenienza dalla città greca di Ηράκλειον  Herakleion, il nome della città di Candia sull’isola di Creta, che fu veneziana fino 1669 anno della conquista ed invasione turca dell'isola, con conseguente fuga verso l'Italia dei profughi italici e greci, soprattutto verso le più sicure coste tirreniche ed ioniche occidentali.
ARAGNI
ARAGNO
ARANI
ARANO
Aragni è quasi unico, sembrerebbe settentrionale, Aragno è tipicamente piemontese, di Torino e Settimo Torinese nel torinese e di Fossano e Savigliano nel cuneese, Arani, molto molto raro, sembrerebbe della zona tra Piemonte orientale e Lombardia occidentale, Arano è praticamente unico, questi cognomi dovrebbero derivare dal nomen latino Aranius, a sua volta originato dal termine latino araneus (ragno), dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in Abruzzo un ara funeraria di epoca latina: "Dis Manibus Sacrum Aranius Pullo  et Avidia Successa Avidio Felici filio pientissimo qui vixit annos  XIII et menses VI  et dies VIIII posuerunt".
ARAGONA
ARAGONESE
D'ARAGONA
Aragona ha vari ceppi, a Sorso (SS), a San Filippo del Mela (ME) e Messina, a Palermo, a Roma, a Napoli ed in Calabria nel cosentino e nel catanzarese, Aragonese è quasi unico, D'Aragona sembrerebbe campano, dovrebbero essere di origine spagnola e derivare da soprannomi originati dal nome della regione spagnola Aragona o dal suo etnico, si potrebbe in rarissimi casi intendere una derivazione dal casato spagnolo degli Aragona, più probabile invece per i D'Aragona.
ARAGONI Aragoni, molto molto raro, tipicamente sardo, ha un piccolissimo ceppo a Baunei nell'Ogliastra, con presenze a Cagliari ed a Sassari, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo aragoni (bile, amaro, ma anche coraggioso), probabilmente attribuito ad un capostipite per esaltarne un atto di coraggio.
ARALDI
ARALDO
Araldi sembra specifico del cremonese e mantovano, Araldo molto più raro potrebbe avere un ceppo tra cuneese e savonese, uno dubbio nel barese ed uno molto dubbio in Calabria, derivano dal nome di origine longobarda Aroald di cui si ha un esempio in una carta di matrimonio del 722 dove si legge: "...cum familia eorum, uinea, oliuito, silua, peculiare prato in ipso loco supra memorato; et casa Aroald...", la modificazione in Araldus la troviamo nell'alto milanese nella seconda metà del 1100 con un certo Araldus de Pontegana (potrebbe già essere un inizio di cognominizzazione).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Araldi deriva dal personale medievale Araldus, che è a sua volta il mediolatino haraldus, dal francone *hariwald «impiegato dell'esercito; araldo».
ARAMINI
ARAMINO
Aramini è molto presente, anche se in misura sporadica, in tutt'Italia, con due ceppi consistenti a Roma ed a Latina, Aramino, molto molto raro, è del napoletano, potrebbero derivare da una forma ipocoristica latina del nome ebraico Aram, uno dei figli di Sem di cui parla la Genesi, nome che fu abbastanza comune presso le famiglie ebraiche, il termine araminus, in epoca medioevale, indicava anche chi provenisse, o fosse stato in Siria, magari durante qualche Crociata.
ARAMU Aramu è tipico del sud della Sardegna, di Terralba nell'oristanese, di Cagliari, Capoterra, Quartu Sant'Elena ed Elmas nel cagliaritano e di Serrenti nel Medio Campidano.
integrazioni di Giuseppe Concas
ARAMU:  a-ramu, ar-ramu, ramu, significa ramo e deriva dal latino ramus. Nelle parlate del Campidano prende la vocale prostetica, come, del resto, quasi tutte le parole che cominciano con erre. Si tratta infatti di un cognome tipicamente campidanese. Il significato proprio è di piccolo ramo, per grosso ramo diciamo sa nai  o sa sida. Arramai ha il significato di tagliare i piccoli rami, ad esempio nella potatura dei fiori o anche degli alberi da frutto; arramai ha inoltre il significato di cospargere le strade di erbe aromatiche e di fiori prima del passaggio di un corteo o processione etc. In catalano enramar significa ornare i balconi  e i davanzali delle finestre delle case di fiori, o anche i petti femminili! Negli antichi documenti in nostro possesso non è presente il cognome Aramu, che attualmente troviamo in 74 Comuni italiani, di cui 33 in Sardegna(con maggior diffusione a Cagliari e Terralba): Cagliari 108, Terralba 101, Capoterra 30, Quartu S. E. 26, Elmas 20, etc. E' recentemente scomparso, a Milano (ottobre 2006), Francesco Aramu, nativo dell'isola sarda La Maddalena, milanese di adozione, giornalista, scrittore e soprattutto pittore di grande caratura: visita nell'Web - Francesco Aramu: per lui noi aggiungiamo in sardo - u' a-ramu bellu, de matta bona = un bel ramo, di un buon albero!
ARANCI
ARANCIO
ARANGI
ARANGIO
NARANGIO
Aranci, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascriione di Arancio, che è tipicamente siciliano, molto diffuso a Palermo, Catania, Gela nel nisseno, Vittoria nel ragusano, Agrigento, Favara e Naro nell'agrigentino, Piazza Armerina nell'ennese e Rosolini nel siracusano, Arangi è quasi unico, Arangio è decisamente siciliano, di Enna, Pachino e Siracusa nel siracusano, Vittoria nel ragusano e Palermo, Narangio, assolutamente rarissimo, è del napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Narangio (forma italianizzata dall'arabo naranj, il nome originale del frutto dell'arancia, derivato dal sanscrito nagaranga), e dalle sue successive modificazioni, fino ad arrivare al nome italiano Arancio.
ARATA Arata è specifico dell'area che comprende il genovese, con Genova, Rapallo e Chiavari, l'alessandrino con Ovada, con ceppi anche a Torino e Piacenza, dovrebbe derivare da nomi di località come la Borgata Arata del comune di Marmora nel cuneese.
ARATORE
ARATORI
Aratore è specifico del salernitano, di Nocera Inferiore in particolare, Aratori, quasi unico, sembrerebbe emiliano, dovrebbero derivare dal mestiere di contadino svolto dai capostipiti.
ARBA Arba, tipicamente sardo, è specifico del cagliaritano, di San Basilio, Cagliari, San Nicolò Gerrei, Suelli e Muravera, e di Urzulei nell'Ogliastra.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARBA: arba, arbu, arvu, alvu, albu significa bianco e deriva dal latino album. Nelle varie parlate della Sardegna viene comunemente usato l'aggettivo biancu e si tratta di un italianismo. Ma s'arbiu o s'arviu o s'arvu de s'ou è il bianco dell'uovo. Linnarba o linnarbu o linnarvu è il pioppo (legno bianco). Arvu è anche il campo arativo = agrum necdum satum = campo non ancora seminato; detto altrimenti arvoni, arboni, narboni. Narbonai significa preparare il campo per la semina: togliere le malve (althea officinalis). Avra, arba, arva, ara, araxi = aura, brezza, dal latino aura. Non abbiamo altri suggerimenti. Negli antichi documenti della lingua sarda troviamo il cognome Albu. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° secolo, troviamo:  Albu Gavini (106), in un Kertu de servis(lite per la spartizione della servitù) - tenit mecu corona (tribunale) Petru de Roma, pro fiias de Furatu Boriche.ca mi lu desti tu a Furatu Boriche cando partuimus (dividemmo), levande tu a Gavini Albu (e tu prendesti Gavini Albu); Albu Gosantina di Janne e Maria Pithiris et Albu Janne, tramutu de servis (97), in uno scambio di servi: Ego Apatissa (badessa)Massimilla tramutati homines cun donnu(nobile) Gosantine de Cannettu.ego deili latus (la metà, del servizio) in Gosantina fiia de Maria Pithiris e de janne Albu. Attualmente il cognome Arba è presente in 89 Comuni italiani, di cui 43 in Sardegna: San Basilio 58, Urzulei 52, Cagliari 40, San Nicolò Gerrei 21, etc.
ARBATI
ARBATO
Arbati è quasi unico, Arbato, sempre assolutamente rarissimo, è del messinese, dovrebbero derivare dal nome latino Arbatus derivato dal nome medioorientale Arbacen, come possiamo leggere nelle Historiae adversum paganos: "...Rex primus apud Assyrios, qui eminere ceteris potuit, Ninus fuit occiso Nino Samiramis uxor eius, totius Asiae regina, Babylonam urbem instaurauit caputque regni Assyriis ut esset instituit regnum Assyriorum diu inconcussa potentia stetit; sed cum Arbatus, quem alii Arbacen uocant, praefectus Medorum idemque natione Medus, Sardanapallum regem suum apud Babylonam interfecisset, regni nomen et summam ad Medos transtulit....".
ARBAU Arbau è tipicamente sardo, del nuorese in particolare, di Macomer e Ollolai con un piccolo ceppo anche a Sinnai nel cagliaritano, potrebbe derivare da un soprannome in lingua sarda per orbace, il tipico tessuto di lana grezza utilizzato per i costumi tradizionali sardi, tessuto ottenuto mediante una lavorazione particolare che risale ad epoche molto antiche.
ARBERI Estremamente raro Arberi è ortmai presente in modo sporadico nella Sardegna centromeridionale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARBERI: deriva da arbu, arvu, dal latino arvum, che significa campo arativo. Arvèri, arbèri, abrèri, obrèri è colui che presta opera nei campi, sinonimo di bracciante agricolo. Is obrèris nelle feste popolari e religiose sono i componenti del Comitato per la festa, coloro che operano, che si danno da fare (detti anche oberàius) per la buona riuscita della manifestazione. Si tratta di un cognome poco diffuso e assente negli antichi documenti della lingua sarda. Oggi è presente in 12 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Nuoro 9, Gonnosfanadiga 6, Sorgono 5, Assemini 3, etc.
ARBIZZANI
ARBIZZI
Arbizzani è tipico di Bologna in particolare e di tutto il bolognese, Arbizzi, abbastanza raro è proprio della zona tra reggiano e modenese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Arbitio, Arbitionis diffusosi poi presso i Franchi, di questo nome si hanno tracce ad esempio nella Storia di Roma di Ammiano Marcellino, dove si legge tra l'altro: "...Huic sententiae uersabilium adulatorum refragantibus globis, inter quos erat Arbitio ad insidiandum acer et flagrans et Eusebius tunc praepositus cubiculi effusior ad nocendum, id occurebat Caesare discedente ...", ai tempi dell'imperatore Costantino troviamo ad esempio un Comes Arbitio in qualità di magister equitum (comandante della cavalleria).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Arbizzani muove dal nome locale Arbizzano di Valpolicella (Verona), anticamente Albutiano, che l'Olivieri fa giustamente derivare dal personale latino Albutius.
ARBIZZONI Arbizzoni molto raro è tipico del nord milanese e varesotto, dovrebbe derivare dal toponimo Arbizzo nel varesotto.
ARBOIT Arboit è tipico del bellunese. di Arsiè e Feltre, potrebbe derivare da una forma dialettale contratta del nome medioevale germanico Arbogast, a sua volta formato dalle radici arb (eredità) e gast (che ospita, che detiene), ma potrebbe anche derivare da un soprannome dialettale basato sul termine cimbro arbatan (lavorare) con il significato di operaio.
ARBOLINO Arbolino è tipico del casertano di Sant`Arpino ed Aversa e del napoletano, dovrebbe derivare dal nome medioevale latino Arbolus citato ad esempio in un atto senese del 1298: "...restituantur illis omnibus qui eas et ea dederunt et illis aliis qui cautionem similem facient et non aliis, salvo et reservato semper omni et quolibet precepto et mandato sanctissimi patris domini Bonifatii pape octavi in quem fuit compromissum factum per omnes sotios dicte sotietatis... ..Vannes Herrigi, Angelus Benvenuti , Arbolus Bernardini.", troviamo tracce di questa cognominizzazione nel Catasto Onciario del 1754 di Crispano (NA) con un certo "Marcello Arbolino di anni 30 che abita in casa propria sita al Trivio, giusto li beni di Nicola Lizzano consistente in quattro bassi con giardinetto".
ARBORE
ARBORI
Arbore è tipicamente pugliese del barese in particolare e del foggiano, di Corato e Rutigliano entrambi nel barese, Arbori è unico ed è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino arbor, arboris (albero) o ad indicare località specifiche o il mestiere di tagliaboschi svolto dai capostipiti.
ARBORETO Arboreto è ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia abitava in prossimità di un arboreto che è un posto dove si trovano essenze di molte specie diverse, soprattutto collocati in epoca rinascimentale in prossimità di conventi.
ARBUCCI Arbucci è molto raro e specifico della zona tra la provincia di Avellino e quella di Napoli, difficile identificare un'origine etimologica, solo a titolo di mera ipotesi si potrebbe pensare ad una derivazione dal nome spagnolo Arburus, troviamo nel 1811 un Francesco Arbucci in qualità di sindaco ad Avella (AV).
informazioni fornite da Anna Arbucci Drefs
Il cognome è di provenienza toscana.
ARBUS Arbus è specifico di Cagliari del cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARBUS: per noi del Medio Campidano Arbus più che un cognome è il nome di un centro abitato: Arbus, Medio Campidano, 6779 abitanti (31.12.2006), 314 metri s.l.m., confina con: Gonnosfanadiga, Guspini, Fluminimaggiore, Terralba. Ha 47 chilometri di costa (quasi vergine), da Capo Pecora a Capo Frasca. Paese di origini nuragiche: sono tanti gli elementi archeologici a dimostrarlo; numerosi i nuraghi e le tombe di giganti sinora scoperte e catalogate. In periodo Fenicio - Punico e successivamente romano fu sede di numerose ricerche minerarie argentifere. In periodo medioevale fu villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di Bonorzuli, nel regno giudicale di Arborea. Nel 1410, in seguito alla disfatta del regno di Arborea, passò al regno catalano aragonese di Sardegna, sotto la giurisdizione di Berengario Bertran Carròs. Dopo alterne vicende fu unita alla contea di Quirra, sempre dei Carròs, i cui possedimenti furono ereditati dai Centelles e poi da Borgia, dai Català etc. etc. (Di. Sto. Sa - Dizionario Storico Sardo di Francesco Cesare Casula). Il significato del nome è legato alla radice arb- che può estendersi in arbus > albus = bianco, o in arbor > arboris = albero, verde etc. Il cognome Arbus, attualmente, è presente in 7 Comuni della Sardegna: Sinnai 133, Burchi 62, Cagliari 38, Quartu S. E. 32. Lotzorai 14, etc.
ARCA
DE ARCA
DEARCA
Arca è un cognome tipicamente sardo, molto diffuso a Sassari, Alghero e Bultei nel sassarese, a Silanus e Macomer nel nuorese, a Cagliari, a Cuglieri, Abbasanta, Santo Lussurgiu ed Oristano nell'oristanese, De Arca, quasi scomparso è del nuorese, Dearca, solo leggermente meno raro, è sempre del nuorese, dovrebbero derivare dal vocabolo sardo arca (cassapanca) probabilmente ad indicare la professione di mastro falegname svolto dal capostipite, ma è pure possibile un riferimento allo stato di benessere della famiglia o alla taccagneria attribuita al capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARCA: arca sia in campidanese che in logudorese = arca o cassapanca di legno, generalmente di castagno, che si fabbricavano nei villaggi intorno al Gennargentu, Aritzo, Desulo, Tonara, ma che ormai si fabbricano in tutta la Sardegna: erano e sono numerosi i maestri "de arca", tra i quali molti bravissimi intagliatori. Qui in Medio Campidano, gode di gran fama il maestro Antioco Tomasi di Gonnosfanadiga (1913- 2005), per le sue "arche" dai bellissimi intagli. Il cognome è presente in Sardegna sin dai tempi antichi, a prova del fatto che questa arte affonda le radici nelle antiche tradizioni dell'isola. Nei documenti antichi si presenta sempre preceduto da "de". Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo: Arca (de) Daniele, ville Mumutata (l'odierna Mamoiada. Barbagie Ollolai et Curatorie de Austis); Arca (de) Fuliato, jurato ville Baratili (odierno Baratili. Campitani majoris); Archa (de) Gunnario, jurato ville Oruinas (odierno Ruinas - Contrate Laconi - Partis Alença); Archa (de) Jacobo, ville Alary (odierno Alai. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Archa (de) Joanne, majore Villa de Abbas(Santa Mariacquas Terme. Contrate Montis Regalis); Archa (de) Sthefano, jurato ville Gestori (odierno Gesturi. Contrate Marmille); Archai Arçoco, jurato ville Layrru (odierno Laerru. Contrate de Anglona- Chiaramente); De Alca Corbu Franciscus, ville Sasseri ; De Arc Georgius, ville Sasseri; De Arca Arsoco - de Bosa; De Arca Guantino, ville Macumerii (Macomer - MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano..  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); De Arca Leonardo, ville Macumerii; De Arca Mon. Ville Macumerii ; De Archa Nicolao - de Bosa. Nel testo del Fara - De Rebus Sardois IV - figura un certo Antonio Arca.Soltanto i Sassaresi avevano inviato a Genova Antonio Arca, che aveva procurato le bocche da fuoco per la difesa dell'isola Piana e di Porto Torres.Sassarenses tantum aenea tormenta, quibus insulae Planae et Portus Turrium arces munirent, misso Antonio Arca ex Genua sibi compararunt.Nel periodo in cui il vicerè sequestrò tutti i beni che gli ebrei possedevano in Sardegna( siamo nel 1527, all'indomani della nascita del primogenito Filippo, di Carlo V° imperatore, per cui ci furono anche in Sardegna grandi festeggiamenti) e nacque una contesa tra Sassaresi ed Algheresi per il diritto di pesca del corallo a Porto Ferro). Nella storia ricordiamo Arca Proto, storico (Bitti 1562 -1599), ordinato sacerdote nel 1584. Nello stesso anno entrò a far parte della Compagnia di Gesù. Nel 1592 pubblicò l'opera "de bello et interitu marchionis Oristanei, che narra la rivolta  e la fine di Leonardo Alagòn, un secolo prima. Forse per imitazione di Alagòn anche prete Arca diventò ribelle e fu espulso dalla Compagnia. Fu poi rettore di Lodè, ma anche qui manifestò contrarietà verso alcuni parrocchiani. Fu nuovamente inquisito dal Santo Uffizio nel 1599, ma la morte, sopraggiunta all'improvviso, a soli 37 anni, lo salvò da una severa condanna! (Di. Sto. Sa). Ricordiamo che Arca è anche il nome di un villaggio abbandonato, detto anche Arave, ubicato in agro di Usini. Appartenne alla Curadorìa di Flumenàrgia, del regno giudicale di Torres, abbandonato verso la fine del XIII° secolo. Il villaggio è citato, col nome Arave, nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. Attualmente il cognome Arca è presente in 193 Comuni italiani, di cui 62 in Sardegna: Sassari 128, Silanus 125, Alghero 85, Cagliari 81, Cuglieri 50, Baltei 49, Abbasanta 40, etc.
DE ARCA: rarissimo; presente in soli due Comuni: Teti 3, Tonara 2. Per significato ed etimologia vedi Arca.
DEARCA: raro, presente in 10 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Tonara 12, Teti 3, Ortueri 2. Per i riferimenti ai Dearca della Sardegna, vedi Arca.
ARCA' Arcà, molto raro, è tipicamente romano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale derivato dal mestiere di arcaro (fabbricante di casse o falegname).
ARCAINI
ARCARI
ARCARO
ARCHIERI
Arcaini abbastanza raro è tipico lombardo, con un piccolo ceppo nel teramano, Arcari ha un ceppo nella zona che comprende le province di Cremona, Brescia, Milano, Reggio Emilia, ed uno in Molise, Arcaro sembra avere un ceppo tra padovano e vicentino, uno nell'iserniese ed uno nel salernitano che potrebbe derivare dal toponimo Arcara (SA), Archieri, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del cremonese, dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante di arche (casse, teche), come anche dal vocabolo latino arcarius (tesoriere, gabelliere): "...Ego Bonushomo presbiter et arcarius qui super ipsas res accessi et misus fui ut supra ...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pisa nel XII° secolo con Giovanni, Grasso, Paganello, Guido e Giovanni Arcari, indicati tra i mille firmatari del trattato di pace con la repubblica marinara di Genova.
ARCANGELI
ARCANGELO
ARCANGELONI
DE ARCANGELI
DE ARCANGELIS
Arcangeli è tipico della fascia che comprende la Romagna meridionale, le Marche, l'Umbria ed il Lazio, Arcangelo, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel vicentino ed uno tra salernitano e cosentino, Arcangeloni è tipico della zona tra riminese e pesarese, di Rimini e di Fano e San Leo nel pesarese, De Arcangeli, assolutamente rarissimo, parrebbe dovuto ad errori di trascrizione di De Arcangelis, che è tipico dell'area che comprende Abruzzo e Lazio, Roma e Guidonia Montecelio nel romano ed Arpino nel frusinate, dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, o forme patronimiche, dove il prefisso De stia per il figlio di, dal nome medioevale Arcangelus o dai vari toponimi contenenti la radice Arcangelo come Sant'Arcangelo (SA), (BN), (PG)  e (RN). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nelle Marche fin dal 1600 tra le famiglie di origine ebraica.
ARCELLA
ARCELLI
ARCELLO
ARCELLONE
ARCELLONI
ARGELLI
Arcella è di origini napoletane, di Napoli, Torre Annunziata, Casoria, Caivano, Afragola, Frattamaggiore, Boscoreale e Crispano, Arcelli ha un ceppo nel piacentino a Piacenza e Sarmato ed a Bologna, un ceppo in Umbria nel perugino, a Perugia in particolare e ad Umbertide, Arcello, quasi unico, è del napoletano, Arcellone è ormai scomparso, Arcelloni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, Argelli è romagnolo del ravennate, di Lugo, Alfonsine, Ravenna, Fusignano e Bagnacavallo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme accrescitive, dal mestiere di falegname o produttore di arche (casse, cassapanche), anche se non si può escludere che in qualche caso possa trattarsi di produttori di archi da caccia o da guerra.
ARCERE
ARCERI
ARCIERE
ARCIERI
Arcere ed Arciere sono quasi unici, Arceri ha ceppi a Roma ed Olevano Romano (RM), in Sicilia a Palermo, a Francofonte nel siracusano e nel trapanese a Trapani, Marsala ed Erice, ha ceppi anche in Sardegna nel carboniense a Santadi e Nuxis, Arcieri ha un grosso nucleo a Roma, nel salernitano, nel potentino, nel barese, in Calabria e nell'agrigentino, potrebbero derivare dal fatto di essere stati i capostipiti dei soldati specializzati nel tiro con l'arco, ma è pure possibile una derivazione da toponimi come Arcera e Arcieri nell'ennese.
ARCERITO Arcerito è tipicamente siciliano di Niscemi nel nisseno, dovrebbe trattarsi di una forma etnica grecanica riferita a cvapostipiti che provenissero dal paese di Arcera nell'ennese.
ARCHETTI
ARCHI
Archetti è specifico del bresciano, Archi, estremamente raro, sembra lombardo, dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante di archi o di arcere, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Brescia nel 1600, sempre a Brescia gli Archetti assurgono al rango di Marchesi nella seconda metà del 1700.
ARCHINTI Estremamente raro è specifico del sudmilanese, Troviamo la famiglia Archintus tra i notabili milanesi, Ambrosius Archintus è uno scrittore milanese del 1400, Filippo Archintus diventa Arcivescovo di Milano nel 1556, all'epoca del Medeghino, gli Archinto cedono al cardinale Giovanni Angelo Medici dei terreni limitrofi al suo Palazzo di Milano, permettendogli così di costruire le nuove ali, Troviamo un Filippo Archinti (1595- 1621) vescovo di Como.
ARCIDIACO
ARCIDIACONE
ARCIDIACONO
Arcidiaco, molto molto raro è tipico di Reggio Calabria, Arcidiacone è specifico del cosentino, di Longobucco, Crosia e Rossano, Arcidiacono sembra essere specifico del catanese, con un possibile ceppo secondario nel cosentino, derivano dal titolo di arcidiacono (arciprete, capo dei diaconi) cui la famiglia era in qualche modo connessa, anche forse perchè questa era la carica occupata dal capostipite, ovviamente ortodosso.  In un atto del 1138 si può individuare un principio di cognominizzazione: "...anno Dominice Incarnationis MCXXXVIII. Indictione vero IIII, kalendis Septembris. Ego Stephanus Archidiaconus hoc Decretum confirmavi. ...", tracce degli Arcidiaco si trovano nel reggino fin dal 1540 con Nardo Arcidiaco.
integrazioni fornite da Giacomo Arcidiaco
gli Arcidiaco hanno tutti origine nel paese di San Lorenzo Superiore (RC), dove, oltre al mio capostipite Nardo Arcidiaco, che, in ogni caso, sembra essere l'avo comune di tutti o quasi tutti gli Arcidiaco attualmente residenti in Italia (emigrati da San Lorenzo per lo più tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento), esistevano altri rami.
ARCIDUCA
ARDUCA
Arciduca, che sembrerebbe unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Arduca, che è specifico di Palmi nel reggino, che potrebbe derivare da un soprannome scherzoso, forma contratta del vocabolo arciduca, forse a sottolineare un comportamento esageratamente pomposo del capostipite, ma, più probabilmente deriva da una posizione di rilievo occupata dalla famiglia, forse nella quale era presente un arcidiacono.
ARCINI Arcini è originario dell'area calabrese e siciliana, dovrebbe derivare dal nome di origini greche Arcino, ma non si puo escludere che posaa deivare dal fatto che il luogo di abitazione o di provenienza del capostipite fosse ricco di cespugli di arcinus alpinus (un arbusto tipico delle zone montuose).
ARCIPRETE
ARCIPRETI
Arciprete ha un ceppo a Civitavecchia nel romano, uno nel napoletano a Napoli, Pozzuoli, Grumo Nevano ed Arzano e presenze in Sicilia, Arcipreti, quasi unico, sembrerebbe del perugino, dovrebbero derivare dal fatto di essere i capostipiti degli arcipreti ortodossi o di essere parenti prossimi di un Arciprete cattolico.
ARCODIA
ARCOLEO
ARCOLIA
ARCUDI
ARCUDIA
Arcodia ha ceppi nel messinese a San Marco d'Alunzio, Tortorici e Naso, a Maniace e Bronte nel catanese ed a Termini Imerese e Trabia nel palermitano, Arcoleo è specifico di Palermo, Arcolia, molto più raro, ha un piccolo ceppo a Troina nell'ennese e nel catanese, Arcudi è specifico di Reggio Calabria, Arcudia, sempre siciliano, è quasi unico, questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o attraverso varie modificazioni dialettali da nomi grecanici originati dal termine greco antico άρκτος  arktos (orso), o dal nome greco Αρκούδι  Arkoudi con lo stesso significato, in qualche caso potrebbero forse anche derivare dal nome dell'isola greca di Arkoudi, situata tra Lefkada ed Ithaka, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1500 con il teologo Petrus Arcudius, autore del De Concordia Ecclesiae Occidentalis et Orientalis, e nel 1600 con il vescovo di Nusco (AV) Francesco Arcudio.
ARCOLIN
ARCOLINI
ARCOLINO
Arcolin è specifico di Padova e di Correzzola nel padovano, Arcolini è tipico di Massa e Carrara, con un ceppo anche nel veronese a Cerea e Salizzole, Arcolino è quasi unico, si potrebbe trattare di una forma aferetica di un ipocoristico del nome Marco, ma molto più probabilmente sono forme etniche di toponimi come Arcola nello spezzino o Arcole nel veronese, o derivano direttamente da toponimi come Arcolino di Santa Croce sull'Arno nel pisano.
ARCONATI Assolutamente rarissimo, è specifico del milanese, deriva dal toponimo Arconate nel milanese. La famiglia Arconati, nobile e imparentata con i Visconti che già nel 1500 era diventata feudataria della pieve di Dairago emerse nel 1600 con dovizia di mezzi finanziari, dandosi al mecenatismo, raccogliendo varie opere d'arte.
ARCONDO Arcondo, ormai unico, è tipicamente siciliano, dovrebbe derivare da una forma dialettale per Arconte, nome grecanico originato dal termine arcon, un alto magistrato bizantino.
ARCONE
ARCONI
Arcone è tipico di Napoli e Pozzuoli nel napoletano, con un piccolo ceppo anche a Maddaloni nel casertano, Arconi è tipicamente laziale e dovrebbe derivare da un'alterazione del precedente, che dovrebbe derivare dal termine grecanico arcone (capoccia), basato sul vocabolo greco antico άρχων arcon (capo), forse ad indicare così che il capostipite fosse una specie di capoccia o caporale, cioè reclutasse manodopera.
ARCURI
ARCURIA
ARCURIO
ARCURO
Arcuri, tipico calabrese, ha un ceppo anche nella Sicilia occidentale, Arcuria, assolutamente rarissimo, potrebbe essere siciliano, Arcurio, altrettanto raro, è sicuramente meridionale, Arcuro sembrerebbe del napoletano, potrebbero derivare da una modificazione del nome longobardo Arculf, o anche dal termine arcarius (tesoriere, gabelliere), ma è più probabile che derivino da modificazioni del greco arkouda (orso), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove sotto l'anno 1171 si può leggere: "...constituerat se soluturum pro ipso Chunrado in Gotefredum qui dicitur de Arcuri de suprascripta civitate intus pretium centum librarum..."., nel 1600, nel crotonese, troviamo come agente erariale del Conte di Melissa nel crotonese un certo Nuntiato Arcuri.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Arcuri è più tipicamente siculo calabrese, con ceppi maggiori nel cosentino, nel catanzarese, nel crotonese, nel reggino, nel palermitano e nell'agrigentino, ma con ceppi minori sparsi un po' in tutta Italia, per lo più fra il nord e il centro nord, Arcuria, rarissimo, è originario dell'ennese, Arcuro, anch'esso estremamente raro, è prevalentemente napoletano, per Arcurio, quasi unico, è invece molto difficile indicare un'esatta provenienza, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Arcurio o Arcudio, che, secondo alcuni studiosi, è in realtà una corruzione dell'originale Arcadio, col significato di arcade, nativo o proveniente dall'Arcadia (un'antica regione del Peloponneso): la successiva alterazione in Arcudio o Arcurio, invece, sarebbe dovuta ad un accostamento fonetico fra l'etnico Arkadios e il termine greco moderno arkouda, col significato di orso. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
ARDAO
ARDAU
Ardao, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Ardau, che, decisamente sardo, è tipico del sud dell'isola, di Cagliari, Guasila, Assemini e Quartu Sant'Elena nel cagliaritano, di Segariu nel Medio Campidano e di Iglesias, potrebbe derivare dal toponimo Ardauli nell'oristanese, ma non si può scartare l'idea che possa trattarsi di un soprannome originato dal termine sardo arda (altare).
ARDEMAGNI
ARDEMANI
ARDEMANNI
Ardemagni è tipicamente lombardo, del milanese, pavese e lodigiano in particolare, ma ben presente in tutta la regione, Ardemani, molto più raro, è più propriamente del lodigiano e del sudmilanese, Ardemanni è quasi unico ed è sempre del lodigiano, dovrebbero derivare da un nome di origine germanica composto da due vocaboli hard (duro, forte) e mann (uomo) Hardmann "uomo forte", italianizzato in Ardemanno, nome che distingueva all'origine una discendenza patrizia.
ARDENGHI
ARDENGO
Ardenghi è tipico lombardo con un ceppo nella Toscana meridionale, Ardengo. molto raro, sembra avere un ceppo nel trevigiano ed uno nel torinese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ardengus di cui si hanno tracce ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto del 1189 dove si legge: "...Interfuerunt testes infrascripti vicini ecclesie qui huic commutacioni consenserunt et firmaverunt, silicet Ambroxius de Ottonebono, Guilielmus de Rozo, Lezo Ferrarius, Ubertus de Prato, Ardengus Magister, Ardengus Pozolus,...", in alcuni casi può derivare da toponimi come Villanova d'Ardenghi (PV) o una località Ardengo nel milanese, tracce di questa cognominizzazione si trovano a Pisa nel 1200 con Ardengo degli Ardengi, nel 1300 troviamo a Lucca il Vicario Pietro degli Ardenghi.
ARDESI Specifico del bresciano, potrebbe derivare dal cognomen latino Ardesius, ricordiamo verso la fine del III° secolo Sant'Ardesius martire in Alessandria.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
il cognome deriva dal toponimo Ardesio (BG). Cognome a diffusione locale, è concentrato soprattutto nel bresciano, molto più sporadico nel milanese. Ardesio, nell'Alta Val Seriana, è nota nel bresciano, in Valtellina e nel Bergamasco per il suo santuario, meta di pellegrinaggi.
ARDIGO' Probabilmente derivato da  *Harding,  cioè Ardigo, dalla radice germanica *hardhu-, cioè hard "forte", con suffisso derivativo -ing, qui però con l'omissione della "n".
ARDIMENTI
ARDIMENTO
ARDIMENTOSO
Ardimenti è praticamente unico e sembrerebbe del napoletano, Ardimento, molto raro, ha un ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno a Bari, Ardimentoso, quasi unico, è anch'esso del napoletano, si potrebbe trattare di cognomi attribuiti da soprannomi originati dal carattere del capostipite, ma la cosa più probabile è che si tratti di cognomi attribuiti a trovatelli da funzionari di orfanotrofi borbonici, tipici cognomi di fantasia attribuiti ad un fanciullo abbandonato, augurandogli forse di poter essere tanto ardimentoso da poter superare le avversità della vita.
ARDINI
ARDINO
ARDOVINI
ARDOVINO
ARDUINI
ARDUINO
Nome di origine germanica composto da due vocaboli hard (duro, forte) e win (amico) Hardwin con il significato di "veramente amico" latinizzato in Ardovinus e diventato in italiano Arduino. Il Cognome abbastanza diffuso copre un'area discretamente ampia dal centro al nord Italia.
ARDISIO
ARDIZIO
ARDIZZI
Ardisio è praticamente unico, Ardizio ha un ceppo nel varesotto ed uno nel napoletano, Ardizzi, abbastanza raro, ha un nucleo nel sudmilanese, pavese e lodigiano ed un ceppo secondario nel teramano, derivano dal nome italogermanico Arditius.  Troviamo questo nome con Arditius vescovo di Modena (1179-1195).
ARDISSINO Assolutamente rarissimo è tipico della zona di Cigliano (VC).
integrazioni fornite da Sara Audissino
Cognome rarissimo e antichissimo originario del Canavese, si fanno risalire le origini al nome Ardicino dal latino Ardicinus, figlio secondogenito di Arduino marchese d'Ivrea, vissuto intorno all'anno 1000, i cui feudi erano collocati proprio nei luoghi d'origine della famiglia Ardissino. Il cognome Ardissino è attualmente localizzato nelle provincie di Vercelli e di Torino.
ARDISSON
ARDISSONE
ARDISSONI
ARDIZZON
ARDIZZONE
ARDIZZONI
ARDUZZONI
Ardisson, assolutamente rarissimo, e Ardissoni, quasi unico, parrebbero piemontesi, Ardissone ha un nucleo piemontese tra Torino, Borgofranco d`Ivrea (TO) e Castellamonte (TO), ed un nucleo tra Diano San Pietro, Diano Marina e Diano Castello nell'imperiese, Ardizzon è specifico di Chioggia (VE), Ardizzone, abbastanza diffuso, ha un ceppo importante nella Sicilia nord orientale, ed un ceppo tra Piemonte e Lombardia, Ardizzoni è tipico del ferrarese, Arduzzoni, estremamente raro, è specifico dell'area reggiano, parmense, derivano tutti, direttamente o attraverso modificazioni dialettali, dalla forma obliqua del nome italogermanico Arditio (Arditionis).  Troviamo tracce di questo nome in un atto di cessione di proprietà terriere del XII° secolo conservato a Milano: "...Primus campus dicitur Sute Curte, coheret ei a mane via, a meridie Ardizionis, a sero Ugonis de Citilli, et est per mensuram iustam tabule treginta et sex. Secundus campus est ibi prope, a mane via et terra Otonis, a meridie Bollagii, a sero Straciadi, et est tabule decem et dimidia. Tertius campus dicitur in Cagalli, a mane Ugonis de Citilli, a meridie via, a sero Ardizionis, a monte via, et est tabule decem et octo. ".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ardizzoni muove dal nome personale medievale Ardicionus, d'origine germanica (da *hardhu - «forte, valoroso»), come Ardissone.
ARDITI
ARDITO
Arditi, abbastanza raro, ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno tra bolognese e fiorentino ed altri nel perugino, nel pescarese e nel Salento, Ardito, decisamente molto più diffuso, ha ceppi importanti  in Piemonte e Liguria, nel bolognese e nel triestino, in Campania, in Sicilia e soprattutto in Puglia, derivano dal nome medioevale Arditus di cui abbiamo un esempio a Firenze in un atto del 1432: "...stabat dominus Arditus de Antilla prope domum...".
ARDONE
ARDONI
Ardone ha un ceppo a Napoli ed uno a San Vito dei Normanni nel brindisino, Ardoni, quasi unico, sembrerebbe del mantovano, dovrebbero derivare dal nome longobardo Ardone, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Cartula commutacionis del 1021 ad Alfianello nel bresciano: "... coerit ei fines a mane Valperti et Martini germanes et in alico Garibaldi, a meridie eidem Dominici quod sibi reservavit, a sera via, a munti Iohanni et Ardoni diaconus, et est per iusta mensura ipsa vinea cum area eius perticas legiptimas sex cum tabulas sedecim; predicto campo ibi se tenente infra ipsas corencias per iusta mensura iugie legiptima una et pertica una cum tabulis octo; secundo campo dicitur Barraina, coerit ei fines a mane via, a meridie Addammi, a sera eidem Dominici quod sibi reservavit...".
ARDU Ardu tipicamente sardo del sudovest dell'isola, di Santo Lussurgiu, Pompu, Oristano, Mogoro, Uras, Gonnosno e Zerfaliu nell'oristanese, di Cagliari, Assemini e Sestu nel cagliaritano e di Segariu nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARDU: ardu (logudorese), cardu, cadru, gardu, bardu = cardo; dal latino cardus. Gardurèu o Cardurèu o ardurèu o carduèru = cardo vero, è il cardo selvatico. In Medio Campidano lo chiamiamo gurèu (abbrev. di gardurèu) de sattu = cardo dei campi, che da il carciofino selvatico = sa cugùtzua o cucùtza, in latino cucutia (*quel che ci pare strano, a proposito di cucutia latino, riportato da Plinio nella sua opera "Naturalis Historia" è che Ferruccio Calonghi, autore del "Dizionario della Lingua Latina", ancora oggi tra i migliori in Italia, non conosce la cucutia e riporta in proposito: frutto a noi sconosciuto!), chiamata a Pabillonis e dintorni, s'occi balla, per distinguerlo dal gurèu meseru = cardo (mansueto) domestico, degli orti, che dà il carciofo = sa canciòffa. Il cognome è presente negli antichi documenti in nostro possesso. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 troviamo: Ardu Gabriele, ville Mahara (* Mahara - Barbaraquesa .Arbarei -  Villamar. Contrate Marmille); Ardu Guiducio, jurato ville Bauladu (Bauladu - Contrate Partis de Milis); Ardu Gunnario, ville Mahara; Ardu Joanne, jurato ville Palmas .Majore. . (* Palmas Arborea. Contrate Campitani Simagis); Ardu Laurencio, ville de Sardara. (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Ardu Mariano, jurato ville Bauladu. Nel condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., troviamo: Ardo (de) Gosantine(256), teste in una donazione di servi (del loro servizio). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. troviamo: 3 persone col cognome d' Ardu (182, 399, 422): Janne, Ithoccor e Gunnari, probabilmente fratelli, testimoni in altrettanti atti: una donazione e due acquisti (comporaili). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° sec., troviamo: 4 "de Ardu", Elene, moglie a Comita Sepis(97), Petru, figlio a Comita Sepis(97), Torbeni, maiore de scolca (134): Troodori (130). Ardu è inoltre il nome di un villaggio scomparso, detto anche Ardo e Cardo, la cui etimologia, secondo alcuni studiosi, deriva dal latino cardinis, per il fatto che il villaggio si trovava, territorialmente, in un punto cruciale, che collegava Torres al resto del territorio. Sta di fatto comunque che il cardus latino, cioè su gureu de sattu, vi cresceva e vi cresce spontaneamente e abbondante! La villa (bidda) in periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Flumenargia del regno giudicale di Torres. Dal 1323 fu inglobata nel regno catalano aragonese di Sardegna. Dal 1364, per conquista in guerra da parte di Mariano IV°, al 1388 fu parte del giudicato di Arborea. Tornò poi al regno di Sardegna sino al 1391; e riconquistata dalle truppe giudicali di Arborea, al cui regno appartenne di nuovo sino al 1420, cioè alla fine del Giudicato Arborense. Forse perché il suo territorio era diventato un vero e proprio campo di battaglia, il paese fu abbandonato poco dopo, verosimilmente tra il 1420 e il 1435 (Di. Sto. Sa - di F. C. Casula). Ardu o Pardu è infine il nome di un abitato scomparso, i cui resti si trovano nelle vicinanze di Musei, nella valle del Cixerri, nel Sulcis. Appartenne alla Curadorìa di Cixerri, del regno giudicale di Cagliari. Terminato questo stato, nel 1258,  Pardu  fu feudo dei conti della Gherardesca (Ugolino, il famoso personaggio dantesco). Appartenne poi al regno catalano aragonese di Sardegna e infeudato a Petro de Athen (o Açen o Atzeni). Fu conquistato dalle truppe arborensi, ma dopo il 1409, per la sconfitta definitiva di queste, tornò al regno di Sardegna. Forse a causa delle continue guerre anche Pardu fu abbandonata poco dopo il 1409. Pardu ha chiaramente significato ed etimologia diversi da Ardu/Cardu. Pardu, significa infatti territorio pianeggiante, prato, dal latino pratum. Attualmente il cognome Ardu è presente in 107 Comuni italiani, di cui 60 in Sardegna(con maggior diffusione in Prov. di Oristano): Santulussurgiu 38, Pompu 36, Oristano 36, Mogoro 35, Cagliari 35, Segariu 34, etc.
ARECCHI
ARECCO
Arecchi ha un piccolo ceppo a Genova ed uno nel reggino a campo Calabro, Arecco è specifico dell'area che comprende l'alessandrino, il savonese ed il genovese, dovrebbero derivare dal praenomen tardo latino Areccus o Arecus, di cui abbiamo un esempio in "Arecus filius Nestoris Euridices".
ARELLA
ARELLI
ARELLO
Arella, estremamente raro, quasi unico, sembrerebbe dell'area campana e calabrese, Arelli, molto molto raro ha vecchie radici sia nel pavese, che in Veneto, in Campania ed in Puglia, Arello è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome latino Arellus, Arella, di cui abbiamo un esempio in una satira medioevale: "..Improvisa, satis reverens habeare futuri. // Si vel tussicula leporis vexatus Arellum // Aut Dasium, fratres infausto sidere natos, // Sub tua tecta voces. Cosconi, fidis Arello?//..", nome che può sia essersi originato da forme ipocoristiche del nome Ares, sia da alterazioni dialettali medioevali del nome Aurelius.
ARENA
ARENI
Arena è diffusisimo in tutt'Italia, la cui origine dovrebbe essere in Calabria ed in Sicilia, Areni, assolutamente rarissimo, è probabilmente del centronord, dovrebbero derivare da soprannomi con riferimento alla  toponomastica locale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARENA: è un cognome diffuso in tutta Italia (in 1059 Comuni) e presenta i ceppi più consistenti in Sicilia, a Messina (1996), a Catania (967), a Palermo (521). Significa rena, arena, sabbia e deriva dal latino rena; in sardo arena o areni. In Sardegna è presente in 11 Comuni: Guspini 11, S. N. d'Arcidano 6, P. Torres 6, Nuoro 6, Quartu S. E. 6, etc. Lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388: Arena (de) Fuliato, jurato ville Nurapulia (* odierno Narbolia - Contrate Partis de Milis). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec. Lo ritroviamo come toponimo (108) : località saltu d'Arena, in agro di Consedin (l'attuale Cossoine). Il Vocabolario Sardo Geografico Patronimico ed Etimologico del canonico Giovanni Spano, recita: "Arenas, villaggio distrutto nel Sulcis. Era oppido romano dove si coltivava in vicinanza la miniera". Nel Di. Sto. Sa. di F. C. Casula, Arenas: paese, villa (bidda) medioevale, ubicato ai piedi del monte San Michele Arenas, in agro di Tratalìas, appartenente alla Curadoria di Sulcis, nel regno giudicale di Càlari. Il paese fu abbandonato verosimilmente nella seconda metà del XIV° secolo, a causa delle continue guerre tra il regno giudicale di Arborea ed il regno catalano aragonese di Sardegna. Nell'opera "In Sardiniae Chorographiam" di Giovanni Francesco Fara (la cui stesura si colloca tra il 1580 ed il 1590), è citato il villaggio sulcitano di Arenas(14 - 17).et oppida.Uratelis, Paesus, Burstiris, Bau der Cannas, Petrargius, Garamatae, Smergi, Arenae, Flumentepidi.
ARENALDI
ARINALDI
Arenaldi sembra essere ormai scomparso in Italia, Arinaldi, ormai quasi completamente scomparso anch'esso, dovrebbe provenire dall'area campano, foggiana, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine germanica Arenaldus o Arinaldus, di questo nome abbiamo un esempio nelle Historiae Venetae: "...Anno 1458. Philelphi epistolas Venetiis editas fuisse asserit Johan. Arenaldus apud Freytag, & hoc anno Romam appulisse Germanos scribunt permulti quibus praeiverat Polydorus Vergilius, accedente etiam auctoritate Sabellici. ..", ricordiamo con questo nome un principe degli Alemanni.
ARENZI Probabilmente l'origine del cognome è da un toponimo scomparso. Il cognome pochissimo diffuso è presente solo nel milanese.
ARESCA Aresca è specifico di Mombercelli nell'astigiano, dovrebbe derivare da nomi di località come Aresca di Pavone Canavese nel torinese, o Aresca di Castagnole Lanze nell'astigiano, anche se sembrerebbe che siano invece queste località a prendere il nome dal nome della famiglia Aresca, che deriverebbe invece da un soprannome originato dal termine piemontese aresca, resca (lisca di pesce).
ARESCO Aresco è tipicamente siciliano, di Melilli e Sortino nel siracusano, dovrebbe derivare dal nome greco Areskon a sua volta derivato dal verbo greco antico άρέσκω  aresko  (essere gradito), molto meno probabile la derivazione da un'alterazione dialettale del nome latino Aretius.
ARESE Arese, tipicamente piemontese, è specifico del cuneese, di Fossano, Cuneo, Savigliano e Centallo, dovrebbe derivare dal nome provenzale Ares, probabilmente derivato da un'alterazione del nome latino Aretius, piuttosto che direttamente dal nome greco Ares.
ARESI Aresi, tipicamente lombardo, molto diffuso nel milanese e bergamasco, dovrebbe derivare dal nome del paese di Arese, tra Milano e Bergamo, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
ARESPICI
ARUSPICI
Arespici ed Aruspici, praticamente entrambi unici e toscani, dovrebbero derivare dal termine latino di origini etrusche haruspex, haruspicis, che indicava chi esaminando le viscere di un animale sacrificato, in particolare il fegato e l'intestino, pronunciasse divinazioni e soprattutto valutazioni circa l'esito di un'impresa.
ARESTE
ARESTI
Areste, quasi unico, sembrerebbe specifico di Osilo nel sassarese, Aresti, abbastanza raro, è specifico del cagliaritano, derivano da un soprannome dialettale, in sardo aresti significa selvatico, riservato, schivo, secondo alcuni deriverebbe dal nome basco Aresti, ma non è molto probabile.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARESTI; ARESTE: selvatico, non addomesticato; dal latino agrestis. Qui in Sardegna è frequente come toponimo: acquas arestis = acque selvatiche; terras arestis = terre non coltivate; riferito ad animali: su pisittu aresti = il gatto selvatico. Riferito a persone, assume il significato non tanto di rude o rozzo, ma di timido, schivo. Nei documenti antichi ritroviamo il cognome tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388: Arestis Paulo, ville Selluri (Sanluri - Seddori - **(prima dell'elenco dei firmatari di Sanluri, il documento riporta:. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388.). Attualmente il cognome Aresti è presente in 67 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna: Sanluri 56, Villacidro 48, Cagliari 32, Iglesias 25, Carbonia 19, etc. Areste è invece presente solo a Macomer, con un unico nucleo familiare.
ARESU Decisamente sardo, del cagliaritano e del basso nuorese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo aresu (selvatico, selvaggio, indomito, intrepido), gli Aresu ottennero il cavalierato ereditario ed il rango di nobili  nel 1600.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARESU:  permane incertezza sul significato e l'etimologia. Dalla radice latina "are", asciutto, secco, o dal greco αραιός araiòs (raro). Ma non dimentichiamo che il verbo resài o aresài significa pregare, invocare, quindi rèsu o arèsu significa preghiera, ma anche invocato, desiderato, richiesto (per analogia pensiamo al cognome Desiderato). Non abbiamo altri suggerimenti! Supponiamo si tratti di un cognome di recente origine, perché non figura negli antichi documenti in nostro possesso. Attualmente lo troviamo in 195 Comuni italiani, di cui 76 in Sardegna: Cagliari 401, Lanusei 130, Quartu S. E. 82, Orroli 64, Seni 61, Settimo 53, Carbonia 50, Dolianova 46, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto, con 73; seguono: Genova 24, Milano 13, Padova 12, Torino 9, etc. In USA è presente in 5 Stati con un nucleo familiare ciascuno.
ARETUSA
ARETUSI
ARETUSO
Tutti estremamente rari, Aretusa è quasi unico, Aretusi è presente in modo decisamente sporadico nel centronord, con un piccolo ceppo in Abruzzo ad Alanno nel pescarese e Pineto nel teramano, Aretuso parrebbe avere un piccolissimo ceppo specifico di Ospedaletti nell'imperiese, dovrebbero derivare dal nome femminile latino Arethusa originato dal greco Αρέθουςα, il nome di un personaggio della mitologia greca, figlia di Nereo e di Doride, che in epoca tardo latina venne anche usato al maschile come Arethusus, ricordiamo il martire Marcus Arethusus che all'epoca dell'imperatore Giuliano l'Apostata sacrifico la propria vita pur di non sostenere la ricostruzione di un tempio pagano.
AREZIO
AREZZIO
AREZZO
Arezio è tipico di Firenze mentre Arezzio è ormai quasi scomparso, Arezzo, il più diffuso ha un ceppo a Bari ed uno a Ragusa e nel ragusano e catanese, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Aretius di cui abbiamo un esempio in un atto di donazione dell'anno 998 a Cluny: "Nos, in Dei nomine, Constantius et filii ejus Constant, Aretius, donamus ad locum Cluniacum campum unum in villa Colonias; terminat a mane terra Sancti Nazarii, a medio die terra Sancti Romani, a sero increpito, a certio de ipsa hereditate: in eo tenore, ut quamdiu nos tres vixerimus teneamus...", ma è pure possibile una derivazione dal nome del toponimo Arezzo il cui nome originario era Arretium, e non si può escludere in alcuni casi degli Arezzo un'origine ebraica.
AREZZINI Tipico della zona del senese dove si trovano i comuni di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore, dovrebbe derivare dal nome latino Aretius ricordiamo Sant'Arezio martire romano la cui tomba è situata sulla via Appia, ma non si può escludere una derivazione dal toponimo Arezzo.
ARFE' Arfè è tipicamente napoletano, dovrebbe essere di origini francesi, risalire al periodo angioino e derivare dal nome di uno dei vari paesi francesi come Arfeil, Arfel, Arfeille o Arphel, tutti originati dal termine latino acrifolius o aquifolius (agrifoglio), per ala diffusione di questa pianta in quelle località.
ARGAZZI Argazzi è tipico della zona tra il bolognese ed il basso ferrarese, potrebbe derivare dal termine argati (servo) di origine albanese.
ARGENIO
D'ARGENIO
DARGENIO
Argenio e d'Argenio sembrerebbero tipicamente campani dell'Irpinia di Avellino in particolare con ceppi anche a Benevento, Napoli e Mercogliano (AV), con ceppi anche in Puglia a Barletta (BA) e a Margherita Di Savoia e San Ferdinando Di Puglia nel foggiano, è ben presente anche a Roma, Dargenio invece sembra specifico di Barletta (BA) e del basso foggiano, dovrebbero derivare dal nome latino Argenius, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel settembre 1799 in una deposizione a favore di un tale Don Nicola D'Argenio di Banzano casale del Regio Stato di Montoro (AV).
integrazioni fornite da Francesco D'Argenio
Nell'opera"Documenti per la Storia dei Comuni dell'Irpinia" di Francesco Scandone pag 114 il 14 marzo 1605 viene menzionato il Comm. Della Somm. Francescantonio d'Argenio. Nell'Opera "Gli uffici del Dominio Sforzesco" di Caterina Santoro - Fondazione Treccani degli Alfieri a pag. 290 viene citato per l'anno 1465 Baldessar de Argenio con la carica per la "Potestaria Mendrisii et plebis balerne".  Nell'opera "Il comune di Alanno (nelle sue origini nelle sue vicende nel suo lavoro) di Augusto Nini a pag.74 si cita per l'anno 1505 il Magnifico Benedetto de Argenio.  Tommaso Leccisotti nell'Opera "Le pergamene latine di Taranto nell'archivio di Montecassino" a pag. 10 cita per l'anno 1456 del 17 di novembre la concessione all'Abate Cesare di Riccardo de Argenii di Taranto la concessione per nove anni di affittare le terre della chiesa di San Pietro Imperiale Notaio Bernardo Bonamico di Taranto - Giudice a contratti Francesco di Taranto. Lo stemma che compete a quest'antica e nobile Casata è conservato nell'Archivio Araldico Guelfi Camaiani dei Conti Pierfrancesco e Alessandro Guelfi Camaiani, e risulta così blasonato: "D'Argento, a tre rose di rosso".
ARGENTERI
ARGENTERO
ARGENTIERI
ARGENTIERO
Argenteri, molto molto raro, sembrerebbe di Voghera nel pavese, Argentero, tipico piemontese, ha un ceppo a Biella ed è abbastanza diffuso nel torinese, Argentieri e Argentiero sono specifici del brindisino, con ceppi anche in Abruzzo, i piemontesi potrebbero derivare da toponimi come Argentera presente sia nel cuneese che nel torinese, o anche dal mestiere di argenterius (argentiere, artigiano dell'argento), come tutti gli altri, traccia di quest'uso le troviamo nel 1500 a Siena con il medico Iohannes Bartholi argenterius: "...et dictus Johannes Bartholi de Senis argenterius nomine dicti capituli in presentia mei notarii et testium infrascriptorum recognovit...". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1700 nel cuneese con il Marchese Niccolo Argentero.Berzesio di Bagnasco (CN).
ARGENTI
ARGENTINA
ARGENTINI
ARGENTINO
ARGENTO
Argenti ha un nucleo importante in Umbria e Lazio e possibili ceppi anch'essi probabilmente primari lungo la riviera tosco ligure e nel Veneto, Argentina sembrerebbe specifico di Francavilla Fontana nel brindisino, Argentini, non molto diffuso, è caratteristico del centro Italia, Argentino è tipico del sud, soprattutto della Campania, del foggiano, del siracusano e ragusano, Argento sembra avere un ceppo in Sicilia tra palermitano ed agrigentino, uno nel napoletano e probabilmente anche uno nel barese, dovrebbero derivare dal mestiere di argentiere o dal nome Argento abbastanza diffuso in centro Italia in epoca medievale, o da suoi ipocoristici. Esempio di questa cognominizzazione si ha a Capua (CE) dove in un atto del 1120 si legge: "...Quoniam per interventum Aymonis cognomento De Argintia...." e a Firenze nel 1200 con Filippo Argenti contemporaneo e nemico personale di Dante che apparteneva alla fazione politica dei Guelfi Neri, Dante lo incontra nel quinto girone dell'Inferno tra i superbi immersi nella melma della palude stigia. A Roma nel 1500 troviamo gli Argenti alla Corte papale in qualità di segretari di Papi e Cardinali.
ARGENTON
ARGENTONE
ARGENTONI
Argenton, abbastanza raro, è tipicamente veneto, dell'area del rovigoto e delle zone viciniori  del padovano e del veneziano, di Rovigo, Trecenta e Castelguglielmo in particolare, Argentone è quasi unico, Argentoni, molto molto raro, sembrerebbe del veronese, questi cognomi potrebbero derivare dal nome medioevale Argento o anche da soprannomi originati dal colore dei capelli del capostipite, assolutamente improbabile una connessione con la cittadina francese di Argenton, la gallica Argentomago, anche se a Venezia abbiamo avuto la presenza per alcun tempo del Signore d'Argenton, come spiega il Guicciardini nella sua Storia d'Italia: "...Però il re, necessitato a fare nuovi pensieri, commesse a Filippo monsignore di Argenton, il quale, essendo stato poco innanzi imbasciadore per lui appresso al senato viniziano, aveva nel partirsi da Vinegia offerto al Pisano e al Trivisano, già diputati proveditori, d'affaticarsi per disporre l'animo del re alla pace, che mandasse un trombetto a detti proveditori...".
ARGERI
ARGERIO
Entrambi assolutamente rarissimi, probabilmente di origine longobarda, derivano dal nome medioevale di origini germaniche Argerius, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove nell'anno 1020 si trovano atti scritti in Alfianello (BS) da Argerius  notarius imperatoris, la possibile derivazione dal termine argere per arciere è molto improbabile.
ARGIOLAS Tipico della Sardegna centromeridionale dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dall'essere nati di luglio, in campidanese il mese di luglio viene chiamato mesi de argiolas.
integrazioni fornite da Nicoletta Argiolas
in alcune zone della Sardegna meridionale, sta ad indicare una zona dove in passato si riunivano le famiglie a battere il grano..... una specie di aia.Sa argiola era appunto il nome di tale cortile.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARGIOLAS: s'argiòla o arjòla, significa aia, dal latino areola. Spazio più o meno chiuso dove venivano depositati i covoni del grano o altro cereale, per la trebbiatura. Questa veniva fatta solitamente con i cavalli etc.  Il mese di luglio, appunto perché mese della trebbiatura è detto mes''e argiòlas o arjòlas. Cognome legato probabilmente al mestiere di arjòlaio/u, addetto alla trebbiatura. Presente negli antichi documenti in lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eelonora, *LPDE del 1388, troviamo: Argiola(de) Sisinnio, ville Sorradili (*odierno Sorradìle. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Argiolas (de) Barçòlo, ville Selluri(Sanluri - Seddòri); Argiolas(de)Gonario, jurato ville Segacos ( *Villaggio distrutto (Segatos) - Contrate Partis  Milis). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado è presente come toponimo: ariòla de Musellu (159), in una donazione di terre: Ego Mariane de Uta ki ponio ad Sancta Maria de Bonarcatu pro s'anima mea terras quantas apo...Io Mariane de Uta dono a Santa Maria di Bonarcado, per l'anima mia quante terre possiedo.segue l'elenco, tra cui altera(terra) ante ariola de Musellu (in agro di Baratili). Ariolas Floràdas (176), sempre in una donazione di terre alla chiesa di S. Maria. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, troviamo: Ariolas (de) Gosantine(172, 173, 174) servo in Mularia(l'attuale Mulargia - Curadorìa del Marghine); di lui si acquistano, da 3 proprietari diversi, una giornata, il latus(la metà, del sevizio settimanale, s'intende) e ancora, due giornate. Attualmente il cognome Argiolas è presente in 260 Comuni d'Italia, di cui 109 in Sardegna(con maggiore diffusione nell'area cagliaritana): Monserrato 498, Cagliari 439, Sestu 179, Quartu S. E. 147, Selargius 131, Ussana 95, Elmas 84, Carbonia 78, Serrenti 67, Terralba 61, Serramanna 49, Assemini 48, Sanluri 44, Sassari 38. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto con 126; seguono: Genova 38, Torino 28, Milano 11.
ARGIOLU Argiolu, molto raro, è specifico di Cagliari e dell'oristanese, di Nureci in particolare.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
ARGIOLU: argiòlu, arjòlu, oriolu, orgiolu, orjòlu, vargiòlu, barjòlu, brajòlu = orzaiolo (generalmente), ma anche vaiolo. Nei dialetti centrali si presenta con "o" , orgiòlu, dal latino hordeolum in quelli meridionali con "a", argiòlu, dal latino variolus (vedi inoltre il cognome Vargiolu). Attualmente il cognome è presente in 27 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna: Cagliari 30, Nureci 12, Ballao 8, Genoni 5, Armungia 4, etc.
ARGIRO' Molto raro sembrerebbe calabrese, dovrebbe derivare dal nome bizantino Argyros latinizzato in Argirus, in uno scritto medioevale si legge: "Anno millesimo centesimo septimo decimo Dominicae Incarnationis, et octavo decimo pontificatus domini Paschalis... ...Riso Barensis archiepiscopus ab Argiro cive Barensi trucidatus est in via Canosina...".  Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Sinopoli (RC) fin dal 1500, nella locale Chiesa della Madonna delle Grazie si trova questa iscrizione: "ANTONINUS ARGIRÒ HANC IMAGINEM FIERI MORIENS LEGAVIT QUOD N. EGISMONDUS BIELATI ADIMPLEVIT ANNO D. N. I., MDIIIL".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Argirò è un cognome calabrese di origine greca Argyròs che proviene dall'aggettivo argyròs (argenteo).
ARGONDIZZA
ARGONDIZZO
Entrambi calabresi del cosentino, Argondizza, assolutamente rarissimo è soprattutto di San Giorgio Albanese, Argondizzo, meno raro, è di Mongrassano e San Marco Argentano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), i cognomi Argondizza e Argondizzo sembrano nascere da un adattamento del cognome greco Archontis, col significato letterale di arconte, il sommo magistrato, cioè, delle antiche città elleniche - lo stesso titolo, in epoca bizantina, passò a indicare diverse figure di magistrati, quali, ad esempio, il maestro di palazzo e il prefetto di corte: dal punto di vista etimologico, va notato che il termine arconte è un prestito del greco àrchontos (genitivo di àrchon), termine che, alla lettera, può essere tradotto come comandante, magistrato (nel senso di capo, maestro, dal latino magister). In conclusione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti, anche se non è escluso un rapporto più generico con un arconte, in senso non strettamente familiare.
ARGURIO Estremamente raro sembrerebbe tipico di Messina, dovrebbe derivare dal nome greco Argurios, il nome portato anche da un leggendario guerriero di Micene.
 
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