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BARELL
BARELLA
BARELLI
BARELLO
Barell è assolutamente rarissimo, Barella ha ceppi nel torinese, nella Lombardia occidentale, nel parmense, tra rovigoto e padovano, tra viterbese e romano e nel brindisino, Barelli, non comune, ha un ceppo nel milanese e comasco ed uno in Toscana, Barello è specifico del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare dal nome medioevale Barellus, Barella, di cui abbiamo un esempio nel bergamasco nel 1100, come possiamo leggere in una pergamena lodigiana: "Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo nonagesimo septimo, nono kallendas decembris, indictione prima manifestavit Barellus, filius Alberti Schilini libras quatuor imperialium, quas Anselmus Arothi mutuo accepit ab Alberto Caxola...", troviamo un principio di questa cognominizzazione nella seconda metà del 1200 con il notaio Barellus de Osio (BG) e nel 1400 in Friuli con: "...Gotfredus qui dicitur Barellus ...".
BARENCO
BARENGHI
BARENGO
Barenco, estremamente raro, parrebbe dello spezzino, Barengo sembrerebbe specifico di Mazzè (TO) con un ceppo anche nel rovigoto, Barenghi ha un nucleo a Magenta ed Abbiategrasso dovrebbero derivare dal toponimo Barengo (NO), ma è pure possibile in alcuni casi che derivi dall'aver svolto il capostipite l'incarico di Barengo il Barengo in epoca rinascimentale era una sorta di Cancelliere papale: "...Et a me è stato detto da persona che udì che sua santità comandò al Barengo che facesse ditta bolla più gagliarda et più forte che si possa... ...et l'illustrissimo di Napoli diede commissione al vescovo di Thilesia che lo dicesse al Barengo perché faccia li brevi...", come leggiamo nei Dispacci da Roma al Doge ed al Senato inviati nel 1558 da Bernardo Navagero.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome piemontese derivato dal toponimo Barengo, Novara, in dialetto Baréngh; = Belingum (- vicus), a. 1025-36; dal 1200 in poi fu chiamato Barengum. Il Massia (Nomi Novaresi, VI, 15 e IX, 3), insieme col Barengo di Mazzè, Ivrea, e quello di Montiglio, Asti, pensa sia forse riportabile al nome personale celtico 'Belus'. Può competere, però, il personale germanico 'Barino' o 'Bering', registrato dal Förstemann.
BARESI Tipico bresciano, dovrebbe derivare da un nome di località come l'antica Contrada Bares o De Baresis in Val di Scalve nel bergamasco, e anche possibile che il cognome derivi dalla Val di Bares nel comasco.
BARETTA Il cognome è distribuito al settentrione con tre nuclei distinti, Nel Veneto, in Lombardia ed in Piemonte. Si possono ipotizzare più origini, ma probabilmente sempre legati ad un soprannome da un dialettale barett (berretto) o ad un mestiere che avesse a che fare con le onoranze funebri.
BARETTI
BARETTO
BARO
BAROLINI
BARON
BARONE
BARONI
BAROTTI
Baretti è tipico del bergamasco, Baretto è dell'alessandrino e genovese, Baro è tipicamente veneto, di Padova, di Pianiga e Spinea nel veneziano e di Maserada sul Piave ed Ormelle nel trevisano, Barolini, quasi scomparso parrebbe del Lazio, Baron è concentrato nelle Venezie, Barone è distribuito massicciamente in tutt'Italia, Baroni è diffuso al centro nord, Barotti è specifico dell'area tra rovigoto e ferrarese, di Canaro e Castelmassa nel rovigoto e di Voghiera e Ferrara nel ferrarese. Questi cognomi dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici dal termine germanico baro (uomo libero) declinato baroni (dell'uomo libero): : "...sic dictus Dominus Baro voluit et ita ei placuit et placet fieri...", in alcuni casi possono derivare da forme dialettali del termine berretto (copricapo). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Grosio in Valtellina nella seconda metà del 1400, quando un certo Giacomo del Baretto fu Giorgio è sacrestano della chiesa di S. Giorgio in Grosio, a Bormio, nel 1630 una tale Catherina del Baron è testimone in un processo per stregoneria.
BARGELLI
BARGELLINI
BARICELLI
BARRICELLI
Bargelli sembra avere un ceppo a Massa Marittima (GR), uno nel fiorentino ed uno perugino, Bargellini ha un ceppo nel fiorentino e pistoiese ed uno nel riminese, Baricelli, ha un piccolo ceppo lombardo, uno genovese ed uno leccese, Barricelli è tipicamente campano di Benevento e di Macerata Campania, Portico di Caserta e Santa Maria Capua Vetere nel casertano, e di Serrara Fontana e napoli nel napoletano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o alterazioni, dal termine medioevale bargello (magistrato di polizia o comandante delle guardie).  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel livornese nel 1400 con i Conti Bargellini.
BARGI Bargi ha un piccolo ceppo tra reggiano e modenese ed uno tra pisano, pistoiese e fiorentino, dovrebbero derivare dal nome dei paesi di Bargi nel bolognese o di Ponte a Bargi nel pistoiese, probabili luoghi d'origine dei capostipiti.
BARGIACCHI Tipico del pistoiese orientale, Pistoia, Agliana e Quarrata, ha un ceppo anche a Villa Minozzo  nel reggiano, dovrebbe avere radici giudaiche e derivare dall'ebraico bar Jacob (figlio di Giacobbe), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Casellina (FI) nel 1700 con il Camarlingo: Jacopo Bargiacchi.
BARI Bari è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, anche se la massima concentrazione è in Puglia, deriva dal nome della città pugliese di Bari, in molti casi può trattarsi di famiglie ebraiche.
BARIANI
BARIANO
DA BARIANO
Bariani ha un ceppo nel bergamasco ed uno nel pavese, a Voghera soprattutto, ed un ceppo emiliano a Portomaggiore nel ferrarese, Bariano in Italia è ormai scomparso, come l'antico cognome dei Da Bariano, potrebbero derivare da toponimi come Bariano nel bergamasco, Bariana nel milanese o Castelnovo Bariano nel rovigoto, come pure è possibile un'origine dal nome medioevale Barianus, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale nell'anno 1171 a Milano: "...Signum + + + (k) manuum Gasspari et Churadi qui dicuntur Menclocii, Bariani de Pusterla, Guidrici de Ugionno, Arderici Spate testium. ...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in un atto di vendita del 1326 a Bergamo dove un certo Alberto fu Martino Barianus di borgo Sant'Alessandro in Colonna compare come cedente, a Piacenza verso la fine del 1400: "...Nicolaus Barianus placentinus, congregationis Insubricae nobilis Alumnus, ut testatur ipsemet in dedicatoria sui Quadragesimalis Herculi Estensi Ferrariae Duci, ubi inter alia haec adsunt verba...".
BARICHELLO
BARRICHELLO
Barichello è tipico della zona tra trevigiano e padovano, Barrichello, quasi unico è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbe derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome di Treviso che viene dal termine dialettale mantovano 'barichei' = 'birilli'. Olivieri 235.'Bering', registrato dal Förstemann.
BARIGAZZI Barigazzi è tipicamente emiliano, di Parma, di Reggio Emilia, Correggio, San Martino in Rio e Rubiera nel reggiano e di Pievepelago e Carpi nel modenese, dovrebbe derivare dal nome di Barigazzo, una frazione di Lama Mocogno nel modenese, toponimo che sembrerebbe molto molto antico ed il cui nome dovrebbe derivare dal termine medioevale ligure barga (capanna).
BARIGHINI Barighini sembrerebbe tipico del genovese, anche se l'origine parrebbe dell'area veneta, potrebbe derivare da un ipocoristico dell'aferesi del nome medioevale Barbarigus, di cui abbiamo un esempio in un'iscrizione a Noventa Vicentina risalente all'anno 1367: "BARBARIGUS DIVI MARCI PROCURATOR MAXIMUM REI PUB(LICE) NAVALE CAPESSIT IMPERIUM ANNO MCCCLXVII", potrebbe, anche se improbabile, derivare da un soprannome originato dal termine bergamasco barighi che significa muri di sassi.
BARIGLIANO Barigliano, assolutamente rarissimo, probabilmente di origini abruzzesi, dovrebbe derivare da Barigliano, un antico nome del paese di Barisciano in provincia de L'Aquila, probabilmente il luogo d'origine del capostipite.
BARIGOZZI Barigozzi, basandosi sulla distribuzione geografica attuale del cognome, che individua due diversi nuclei, uno in Liguria l'altro in Romagna, si possono ritenere esistano almeno due diverse origini per questo cognome, che dovrebbero derivare dal termine germanico baro (uomo libero), ma è pure possibile una derivazione da un soprannome occitano con il senso di panciuto.
BARILA
BARILARI
BARILARO
BARILE
BARILI
BARILLA
BARILLARI
BARILLARO
BARILLI
Barila è quasi unico, Barilari ha un ceppo nello spezzino ed uno tra riminese e pesarese, Barilaro e Barillaro hanno un ceppo nel torinese, uno nel genovese, uno nel romano ed uno in Calabria in particolare nel reggino, Barillari ha un ceppo nel torinese, uno piccolo a Genova, il nucleo più consistente nel ferrarese, un ceppo nel romano ed uno tra catanzarese e crotonese, Barile è panitaliano, con maggiore concentrazione al sud peninsulare, Barili ha un ceppo lombardo, soprattutto nel cremonese ed uno parmense, Barilla, molto raro, ha un ceppo nel parmense ed uno nel reggino, dove è probabilmente una forma alterata da errori di trascrizione del cognome Barillà, Barilli è molto diffuso in tutta l'Emilia, dal piacentino al bolognese, nel bolognese in particolare, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto di essere il capostipite un artigiano produttore di barili, la forma con la doppia elle è arcaica, come vediamo anche nel Baldus di Teofilo Folengo: "...Zambellus ait suspirans, «et ayme tapinum! // non habeo panem, sacchellam cerne vodatam, // non habeo vinum, vacuum quoque cerne barillum. // Oyde utinam, sic sic ut ego, disinasset et ipse // Baldus, et ipsa mei mangiatrix Berta poderi. ...", tracce molto antiche di queste cognominizzazioni le troviamo a Bergamo già nella seconda metà del 1300 con un certo Leonardo d. Zanfinus fu Lanfranco Barilli di Bergamo agricoltore, e ancora in uno scritto del 1577: "...uditi longamente gli ecc.ti  Phisici, i ceroici.. ..et Pietro Brocco, et Rinaldo Barilli spetiali et interuenienti per il loro paratico et ueduti gli ordini in questo proposito della inclita città di Venetia, di Roma, di Padova, di Milano, di Pavia et de altre città d'Ittalia'...".
BARILA'
BARILLA'
Barilà, non rarissimo, è tipico di Bagnara Calabra, Barillà è molto diffuso nel reggino nella zona dello stretto, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal mestiere di scaricatore o movimentatore di barili in porto, ma è pure probabile un riferimento al mestiere di bottaio. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Seminara (RC) fin dal 1700.
BARISON Il cognome ha una grossa concentrazione nel veneto, ma è presente in miodo significativo anche in Piemonte e Lombardia, dovrebbe derivare dal termine germanico baro (uomo libero).
integrazioni fornite da Giovanni Barison Sestri di Ripavecchia
I Barison sono stati Signori di Vigonza (PD) dal 1178 al 1229 e successivamente Conti di Vigonza.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome veneto; secondo Olivieri 198, è voce del dialetto milanese per  'carrettonaio',  per designare chi trasportava roba nel 'carrettone' che era una sorta di carro simile a una cassa senza coperchio per trasportare calcinacci, scarichi, immondizia e anche cadaveri. Il 'caratòun' era anticamente a Modena il carro funebre dei poveri.
BARISONZI Concentrato in Lombardia e in particolare nel sud milanese dovrebbe derivare dal termine germanico baro (uomo libero).
BARIVIERA
BAROVIER
Bariviera è specifico del trevigiano di Santa Lucia di Piave in particolare, Barovier è specifico di Venezia, di Murano in particolare, il cognome Barovier risale almeno al 1450 quando Angelo Barovier inventa un nuovo modo di creare il vetro con una formula che darà il via ai cristalli di Murano, l'origine di entrambi i cognomi sembrerebbe del trevigiano dove probabilmente il capostipite era un barriviere o berroviere, cioè un armato il cui compito era di difendere il Capitano del Popolo.
BARLA
BARLI
BARLINI
BARLINO
BARLO
BARLONE
BARLONI
Barla ha un ceppo principale nell'imperiese ad Imperia, Taggia e Cesio, con un ceppo anche ad Asti ed a Torino,  Barli, molto molto raro, è ligure, sia dell'imperiese che dello spezzino, Barlini, assolutamente rarissimo, ha presenze nella Sardegna meridionale, Barlino, quasi unico, è del napoletano, Barlo sembrerebbe unico, forse ligure, Barlone è specifico di Monte San Biagio in provincia di Latina, Barloni, quasi unico, è della Lombardia settentrionale, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi originati dal termine medioevale francese barle, che identifica un posto dove tenere le mandrie, ma che veniva anche usato con il significato di barilotto, panciuto riferito forse a capostipiti con questa caratteristica, una seconda ipotesi propone sempre una derivazione dal francese arcaico, ma dal termine berl (crescione).
BARLAAM Barlaam, assolutamente rarissimo, sembrerebbe abruzzese, della zona tra teramano e pescarese, dovrebbe derivare dal nome di origine greca Barlaam, famoso è stato il teologo bizantino Barlaam che nel 1334 venne scelto dall'imperatore Andronico III° per rappresentarlo in un confronto teologico tra le Chiese Greco Ortodossa e quella Cattolica: "...Etenim sicut ille Barlaam, Basilij caesariensis monacum, litterarum graecarum imprimis peritissimum, audire voluit ut suo insatiabili legendi desiderio per graecorum librorum lectionem penitus satisfaceret, quando latine legens satiari non poterat;...".
BARLASSINA Abbastanza raro è tipico del milanese, deriva dal toponimo Barlassina (MI), troviamo traccia del casato dei Da Barlassina a Monza fin dal 1400.
BARLETTA Molto diffuso nel Lazio e nel sud peninsulare con ceppi anche in Sicilia, dovrebbe derivare dal toponimo Barletta (BA).
BARLOCCHI
BARLOCCO
Barlocchi, molto raro, parrebbe del milanese, Barlocco è tipico della provincia di Savona, dovrebbero derivare dal nome medioevale Barlocco di cui abbiamo un esempio in una registrazione senese dell'anno 1241 dove viene citato un certo Dietisalvi, figlio di Bernardo del fu Barlocco.
BARMINA
BARMINI
Barmina è tipicamente sardo, di Sassari, Nule e Benetutti nel sassarese e di Orune nel nuorese, Barmini è unico, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine dialettale sardo arcaico barminai (scardazzare, cardare la lana), stando così ad indicare probabilmente il mestiere di pastore o di cardatore svolto dal capostipite.
BARNA
BARNA'
BARNI
BARNO
Barna ha un piccolo ceppo nel milanese, uno nel perugino, ed in Sicilia uno a Sciacca nell'agrigentino, uno molto piccolo a Palermo ed uno altrettanto piccolo a Castell'Umberto nel messinese, Barnà ha un ceppo a Messina, Barni ha un ceppo nel milanese a Giussano, Monza, Inveruno, Milano, Mesero, Seregno, Sovico, Limbiate e Cesano Maderno, ed uno più piccolo a Mariano Comense e Cabiate nel comasco, ha un ceppo toscano a Prato e Pistoia soprattutto ed a Monsummano Terme, Montale,, Serravalle Pistoiese, Montecatini Terme ed Agliana nel pistoiese, a Vaiano e Montemurlo nel pratese, a Firenze, a Sansepolcro nell'aretino ed a Chiusi nel senese, ed un ceppo a Roma e Segni nel romano, Barno, quasi unicosembrerebbe avere qualche rara presenza nel varesotto ed in Sicilia tra agrigentino e nisseno, il ramo lombardo potrebbe derivare dal toponimo Barni nel comasco, tutti dovrebbero derivare dal nome longobardo Barna, Barno, o dal nome celtico Barna, ma potrebbero anche derivare da una forma apocopaica del nome medioevale Barnaba. I Barni, famiglia nobile, si trovano nel Repertorio delle famiglie nobili dell'anno 1227, conservato in Duomo a Milano, nel 1413 compare a Lodi Andrea Barni, forse il capostipite del ramo lodigiano, che era stato Generale di un armata di Filippo Maria Visconti, nel 1697 Antonio Barni, feudatario di Roncadello, vengono fatti Conti.
BARNABA
BARNAVA
Barnaba è specificatamente pugliese, della zona tra il barese, il tarentino ed il brindisino, presenta un probabile ceppo nel Friuli, dove è presente anche la forma Barnava modificata dal precedente per betacismo della seconda B, derivano dal nome Barnaba di origine ebraica bar nàbìah con il significato di figlio della profezia o del profeta, nome probabilmente portato dal capostipite.
BARNABE'
BARNABEI
BARNABO'
BERNABE'
BERNABEI
BERNABÓ
Romagnolo Barnabé e marchigiano Barnabei, lombardo e trentino Barnabò, distribuito in tutto il nord Bernabè, particolarmente concentrato al centro Bernabei, anche se presente anche al nord, Bernabò è specifico della zona tra spezzino e piacentino, tutti questi cognomi hanno in comune la derivazione dal nome ormai desueto Barnabas di origine ebraica con il significato di figlio della profezia, usato nelle varie accezioni durante il medioevo: "...Dominus Barnabas Sanseverinus erat Dominus Veritoni....", ricordiamo Bernabò Visconti: "...Barnabas Mediolanensium Vicecomes cum tanta saevitia apud Insubres imperavit, ut integram aliquando familiam, quae aprum occisum sale conditum comedisset, suspendio punire non veritus sit....".
BARNI Dovrebbe avere due ceppi, uno nel milanese e nel comasco ed uno nel lucchese e pistoiese, il ramo lombardo potrebbe derivare dal toponimo Barni (CO), ma anche da una contrazione del nome medioevale Barnaba. I Barni, famiglia nobile, si trovano nel Repertorio delle famiglie nobili dell'anno 1227, conservato in Duomo a Milano, nel 1413 compare a Lodi Andrea Barni, forse il capostipite del ramo lodigiano, che era stato Generale di un armata di Filippo Maria Visconti, nel 1697 Antonio Barni, feudatario di Roncadello, vengono fatti Conti.
BAROC Baroc, quasi unico, sembrerebbe originario dell'area siculo, calabrese, potrebbe derivare dal nome turco Baroc, ma non si può escludere invece che derivino da alterazioni del nome provenzale Baruch, che può essere giunto nell'Italia meridionale al seguito degli angioini.
BAROCCHIERE
BAROCCHIERI
Entrambi assolutamente rarissimi, sembrerebbero siciliani, Barocchiere ha qualche presenza nel palermitano, Barocchieri ha un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine arcaico barocchio, che significava sia usura, che vendita di prodotti ad un prezzo esagerato.
BAROCCI Barocci è tipico dell'area basso rimagnola ed alta marchigiana,, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare dal termine italiano ormai in disuso baroccio (biroccio o carretto) derivato dal termine latino birotius (dotato di due ruote), forse perchè il mestiere del capostipite era quello di carrettiere.
BAROLI
BAROLO
Baroli è specifico del milanese e del verbanese, Barolo è tipico del Piemonte occidentale, avrebbe un ceppo anche nel padovano, dovrebbero derivare dal toponimo Barolo (CN) o da antichi toponimi simili ricordiamo che Barolum era un nome di città di chiara derivazione celtica, presente in varie zone in epoca latina (ricordiamo ad esempio Barletta che anticamente si chiamava Barolum).
BARONCELLI
BARONCINI
BARONETTI
BARONETTO
Baroncelli ha un ceppo romagnolo a Ravenna e Cervia nel ravennate, ed uno toscano, a Prato, a Firenze, Signa, Campi Bisenzio e Scandicci nel fiorentino, a Pistoia, Agliana e Montale nel pistoiese, a Livorno ed a Forte dei Marmi nel lucchese, Baroncini è tipico della zona tra le province di Bologna, Ravenna e Toscana settentrionale, Baronetti ha un piccolo ceppo a Chioeti ed uno a Casarano nel leccese, Baronetto ha un ceppo piemontese a Giaveno nel torinese ed a Rivoli e Pinerolo, sempre nel torinese, con tracce anche in Calabria, dovrebbero tutti derivare da varie forme ipocoristiche del termine germanico baro (uomo libero), declinato baroni (dell'uomo libero).  Esempio di queste cognominizzazioni lo troviamo a Lucca nel 1300 dove il Vicario del conte Ranieri della Gherardesca conte di Donoratico capitano Generale di Pisa e di Lucca è tal Giovanni Baroncini d'Arezzo, come si legge in un atto del 1346: "...Existente eius Vicario in dicta civitate lucana, sapiente viro domino Iohanne Baroncini de Aritio, legumdoctore....".
BARONIO Baronio ha un ceppo lombardo molto consistente, a Brescia e nel bresciano a Verolanuova, Lumezzane, Dello, Alfianello, Pontevico e Quinzano d'Oglio, ma presenta anche un ceppo romagnolo a Cesena e Rimini, dovrebbe derivare dal nome medioevale latino Baronius derivato dal termine e nome germanico baro (uomo libero) (vedi BARETTI), di questo nome abbiamo un esempio nel testo di Mabillonio Venerabilis Bedae Elogium Historicum: "..Dignus quidem fuit Beda quem consulerent Romani pontifices, sed interest certa secernere ab incertis. Sane Bedam nunquam adiisse Romanam urbem vel inde recte colligit Baronius, quod ea quae ad texendam suae gentis historiam Roma expetere opus erat, non a se ablata, sed opera Nothelmi qui Gregorio papa II Romam petierat ..".
BARONTI
BARONTINI
BARONTINO
Baronti, tipico toscano, è specifico della zona che comprende il livornese, il pisano, il pistoiese ed il fiorentino, con ceppi anche nel grossetano e nel lucchese, Barontini ha un ceppo toscano, a Livorno, Rosignano Marittimo e Cecina nel livornese, a Prato, a Pistoia, Agliana e Quarrata nel pistoiese, a Cascina, Pisa e Pontedera nel pisano, a Firenze ed a Viareggio nel lucchese, uno marchigiano nell'anconetano, ad Osimo, Ancona e Castelfidardo, un piccolo ceppo a Cannara nel perugino ed a Roma, Barontino, praticamente unico, è un alterato del precedente, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome longobardo Baronte o Barontus di cui si hanno tracce fin dal VII° secolo, come possiamo leggere in un atto: "...Signum + manus Baronte viri devoti, qui pro mercide patris vel barbanis suis seo et sua anima et de germano suo Auderat offerse...": nel 1300 in una lettera redatta a Pisa si legge: "...Religiosus vir fr. Barontus olim Dati de Pisis, vicarius fr. Laurentii olim Marci de Urbeveteri prioris claustralis conventus Sancte Caterine de Pisis ordinis fratrum Predicatorum..."
BAROSSO
BAROTTO
Barosso ha un ceppo nel torinese, a Torino e Collegno ed a Viale nell'astigiano, ed un ceppo a Genova e Montoggio nel genovese, Barotto è piemontese, di Cavour, Pinerolo e Campiglione-Fenile nel torinese e di Barge nel cuneese, dovrebbero derivate da un soprannome originato dal termine dialettale ligure baròs (bastone) o da modificazioni del piemontese baròt (randello, bastone).
BAROZZI
BAROZZINI
Barozzi è tipico dell'area lombardo emiliana, con un ceppo anche nel basso trentino, Barozzini è specifico del modenese, dovrebbero derivare dal termine dialettale barozzo (carretto) derivato dal termine latino birotius (dotato di due ruote), forse perchè il mestiere del capostipite era quello di carrettiere.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Barozzi, col diminutivo Barozzini, mediamente diffuso nel Modenese, deriva dal nome proprio Barocius (germ. baro «uomo», attestato a Modena dal 1105). Difficile, ma non da escludere a priori, anche un'origine soprannominale dalle voci dialettali: baròz «birroccio» e baruzèin «birroccino». Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
BARP Barp è tipico del bellunese e del vicino trevigiano, di Trichiana, Mel, Sedico, Sospirolo, Feltre, Belluno, Santa Giustina nel bellunese e di Montebelluna nel trevigiano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Barp, una frazione di San Gregorio nelle Alpi nel bellunese.
BARRA
SBARRA
Barra è un cognome molto diffuso nel torinese e cuneese, in Sardegna, in Campania e nel foggiano e potentino, con presenze significative anche in Sicilia, esiste un ramo nobile napoletano di questa famiglia, Sbarra ha vari ceppi sparsi qua e là nella penisola, con consistenti presenze nel cosentino, nel napoletano, in Umbria e nal Lazio centrosettentrionale, quest'ultimo potrebbe essere una diversa forma del cognome precedente, con l'aggiunta di una S- epentetica, potrebbero derivare da nomi di località o dal fatto di essere stato il capostipite responsabile di una barra, o sbarra (barriera doganale) per conto del Signore o del Re, o di essere una guardia daziaria.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BARRA: cognome diffuso in tutta Italia. Il suo significato di base è sbarra o asta di legno o di ferro o d'altro materiale che serve da leva. Il termine è usato in tantissime espressioni. L'etimo del vocabolo rimane incerto. In catalano abbiamo barra, nello stesso significato. Non esiste voce latina alla quale si possa fare riferimento. Esiste invece la radice greca "bar-" (βαρ), che indica peso,  pressione, da cui βαρέω (Barèo) = gravo, premo, opprimo; βάρος (baros) = peso, pressione, potenza; etc. Qui in Sardegna assume diversi significati: sbarra, spranga, catenaccio, ma soprattutto quello di mascella: is barras = le mascelle, di animale o persona. Fai is barras de pressi = mangiare in fretta, di buona lena; de barra bella = mangione, buongustaio; homini de barra o barras mannas (in aragonese home de barras) = uomo di fegato, coraggioso, sinonimo di barròsu o barroni (Barroi, presente anche come cognome) (spagnolo barròso) = coraggioso. Il cognome Barra non è presente nelle carte antiche in nostro possesso, supponiamo sia recente o perlomeno arrivato in periodo spagnolo. Citiamo Giovanni Barra, sassarese del XVI°/XVII° secolo, padre gesuita autore del libro "de Arte Rettorica" , del 1614, e di una Orazione all'arcivescovo Gavino Manca Cedrelles, pubblicata a Barcellone nel medesimo anno. Attualmente il cognome Barra è presente in 472 Comuni d'Italia, con maggiore diffusione in Piemonte (Torino 123),  ed in Campania(Cardito  - NA, 729). In Sardegna il cognome è presente in 22 Comuni, per lo più dell'alta Sardegna: Codrongianus 48, Sassari 32.
BARRACANI
BARRACANO
Specifico di Bari Barracano, quasi unico Barracani, potrebbero derivare da un soprannome originato dal fatto di essere il capostipite o un arabo o abituato ad indossare vesti come il barracano derivato dall'arabo barcan (classico indumento grezzo nordafricano di lana di capra o di pelo di cammello), forse in quanto mercante che trafficava appunto con quelle zone.
BARRACCA
BARRACCU
Barracca ha un piccolo ceppo nel casertano, a San Marcellino ed Aversa, ed uno a Desulo nel nuorese, Barraccu è specifico invece di Santu Lussurgiu , Bosa e Bonarcado nell'oristanese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BARRACCA; BARRACCU: baracca, capanna; dal catalano barraca, probabilmente di origine prelatina. Barraccu in centro Sardegna (in sos barraccos perdidos de su monte), corrisponde per lo più a pinnetta = capanna dei pastori, costruita generalmente con frasche, su basamento in pietra, prevalentemente di forma tondeggiante. Quando uno perde tutto si usa l'espressione: "Addio baracca e burattini"! Che si traduce in sardo: "Adiosu barracca"! Senza riferimento alla sfortunata vicenda dei fratelli Baracca! Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo un certo Barraca Furatu (154), servo in Noracucuma, in una donazione: positinke Comita Icalis pro anima sua sa parçone sua de Noracucuma: et domos  et terras de agrile et binjas et salto et homines, filios de Furatu Barraca..= donò (a San Nicola) Comita Icalis per (salvare) la sua anima la sua parte di Noragugume (attuale paese di 378 abitanti della provincia di Nuoro): e le case e le terre da semina e le vigne e il salto e gli uomini (servi)figli di Furato Barraca. Il cognome Barràcca è presente in 34 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: Desulo 16, Nuoro 5. Il cognome Barràccu è presente in 8 Comuni italiani di cui 3 in Sardegna: Sassari 30, Mores 15, Tula 11.
BARRACCO
BARRACO
Sia Barracco che Barraco sono tipici siciliani del trapanese, ma è presente anche un ceppo originario in Valtellina, potrebbero essere di origini spagnole e derivare dal vocabolo barracho (grosso contenitore), ma è pure possibile una derivazione dal nome di una località, come potrebbe essere a solo titolo di esempio: "...Dallo lito del mare dove discende il fiume chiamato Barraco, et sale per lo detto fiume ..." in uno scritto nel 1400.  Tracce di questo cognome le troviamo nel 1300 a Spezzano (CS) dove la famiglia viene annoverata tra i nobili di parte aragonese, nel crotonese nel 1600 con il nobile proprietario terriero di Montespinello (KR) Bernardo Barracco e, in Valtellina nella seconda metà del 1500 Giovanni de Barracco fu Galeazzo è decano della comunitò di Fusine (SO), nel 1800 i Barracco possono fregiarsi nel casertano del titolo di Barone.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome siciliano, calabrese e napoletano, potrebbe derivare dallo spagnolo 'varraco' = 'verro' o dall'arabo 'barrāk' = 'mugnaio'. Rohlfs, 45.
BARRALE Barrale è tipico del palermitano, di Palermo e Belmonte Mezzagno soprattutto, potrebbe derivare dal termine medioevale barrale derivato a sua volta dal vocabolo latino barragium (barriera doganale, cancello o steccato per interrompere l'accesso), forse ad intendere che il capostipite faceva il doganiere o la guardia daziaria.
BARRANCOTTO Barrancotto, molto molto raro, è tipico della provincia di Palermo, dovrebbe derivare dall'etnico della località Barranco di Fondachelli nel palermitano, ma potrebbe anche derivare dal cognome francese Barrachon, o anche dal nome sempre francese Barreault.
BARRANU Barranu, molto molto raro, è tipicamente sardo, di Baunei nell'Ogliastra, potrebbe derivare da una forma dialettale originata dal vocabolo sardo barrancu (impedimento, imbarazzo).
BARRAVECCHIA Barravecchia è tipicamente siciliano, ha un ceppo a Vittoria nel ragusano ed uno nel palermitano a Cefalù e Palermo, di difficile interpretazione, potrebbe derivare da un soprannome o da un nome di località.
BARRECA
BARRICA
Barreca è ben diffuso in Sicilia, soprattutto nel palermitano, in Calabria, soprattutto nel reggino e nel napoletano, Barrica, assolutamente rarissimo, parrebbe del catanese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine arcaico francese barreque, l'attuale barrique (piccola botte o barile), che anticamente era una misura di capacità in uso in Francia pari a circa 225 litri, soprannome attribuito forse per caratterizzare una corporatura grassottella del capostipite.
BARRERA
BARRERI
BARRERO
Barrera ha un ceppo piemontese a Torino e nel torinese e ad Asti e nell'astigiano, ed uno siciliano, nel ragusano a Pozzallo in particolare, Barreri è tipicamente pienontese, di Torino e del cuneese, Barrero, praticamente unico, è del cuneese, si dovrebbe trattare di italianizzazioni del cognome francese Barrere, derivato a sua volta dal termine barrière (barriera, varco doganale), ad indicare probabilmente funzionari cittadini adibiti alla riscossione dei dazi o alla sorveglianza delle barriere doganali, o anche derivati dal fatto di abitare le famiglie nei pressi di confini cittadini.
BARRESE
BARRESI
Barrese, ha un ceppo nel reggino ed uno in Campania, Barresi è tipico della Sicilia e del reggino, dovrebbero derivare dall'etnico di Barrafranca (EN), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Napoli nella seconda metà del 1200 con il nobile siciliano Alaimo Barresi, nel 1330 Abbo Barresi, titolare del feudo di Militello, acquisisce il feudo di Convicino e nel 1336 quello di Caltabellotta (AG): "...Dominus Abbas Barresius pro Petrapercia, Militello, Feudo et Molendinis...", nel 1500 troviamo Pietro Barresi, marchese di Pietraperzia (EN).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cognome calabrese e siciliano, ricalca il cognome francese Barrès = originario di Barre. Rohlfs 48.
BARRETTA Tipico del napoletano, con ceppi anche nel salernitano, nel crotonese e nel palermitano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da un particolare tipo di copricapo portato dal capostipite, potrebbe anche in alcuni casi derivare dal cognome francese Barrett.
BARRI
BARRO
Barri, molto raro, è tipico di Dubino nel sondriese, Barro è specifico dell'area tra Veneto e Friuli, di Arcade, Conegliano e Nervesa della Battaglia nel trevisano, di San Donà di Piave nel veneziano e di Cordenons nel pordenonese, dovrebbero derivare dal nomen latino Barrus, di cui abbiamo un esempio in Cicerone: "...omnium autem eloquentissumus extra hanc urbem Titus Betutius Barrus Asculanus, cuius sunt aliquot orationes Asculi habitae; illa Romae contra Caepionem nobilis sane...", ma più probabilmente deriva o dal nome del Monte Barro tra Lecco e Sondrio o dall' antico toponimo Barra, che risale ad un insediamento di Ostrogoti in quella zona.
BARRILI Barrili, assolutamente rarissimo, è tipicamente sardo dell'Ogliastra ed in particolare di Bari Sardo, originato probabilmente da un soprannome derivato da caratteristiche fisiche o dal mestiere del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BARRILI: barile. Barrìli o barrìbi (betacismo) in Campidano. Come etimo è più vicino allo spagnolo barrìl che all'italiano barile. Cognome raro, presente in soli 7 Comuni italiani, di cui 5 in Sardegna: Barisardo 32, Viallagrande Strisaili 9, Cagliari 5, etc. non è presente negli antichi documenti della Sardegna.
BARROCCU
BARROCU
Barroccu, molto raro, è specifico del nord della Sardegna, Barrocu, ancora più raro, sembrerebbe del nuorese, dovrebbero entrambi derivare da soprannomi originati da caratteristiche della località di dimora identificabile dalla presenza di un barroccu che in lingua sarda sta per pantano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
non ne conosciamo con esattezza il significato e quindi nemmeno l'etimo. Se derivano da Barocco o Barrocco, il loro significato è di stravagante, dal francese baroque o dal portoghese barroco = perla variegata. Abbiamo inoltre l'italiano barroccio = carro generalmente a due ruote, a trazione umana o animale. Se si trattasse di un cognome solo sardo potremmo pensare alla forma accorciata di barraccòccu > grande, riferito a frutta (ceresia barraccòcca = ciliegie giganti, o anche a persona: unu barraccòccu de pippìu = un bambino bello, grande. Non sappiamo altro! Non l'abbiamo trovato nelle carte antiche da noi consultate. Barroccu è attualmente presente in 30 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna: Sassari 30, Mores 15, Tula 11, etc. Barrocu è presente in  39 Comuni: Sassari 18, Mores 16, Ozieri 9. La presenza dei due cognomi si registra per lo più negli stessi centri, per cui è facile pensare a ceppi comuni, con trascrizione anagrafica errata.
BARROI Barroi, molto molto raro, è tipico dell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo bárriu (soma, carico), forse a descrivere l'attività del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BARROI: barrôi sta per barroni; probabilmente da barra (vedi BARRA); barroni = barras mannas; barrosu = coraggioso, ma anche presuntuoso, borioso. Si tratta di un cognome raro, presente solo in 18 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna: Tortoli 22, Girasole 17, Mogoro 12, etc.
BARROTTA Barrotta ha un ceppo pugliese nel leccese, a Nardò, Salice Salentino, San Donato di Lecce, Vernole e Lecce, con qualche presenza anche nel siracusano, dovrebbe derivare da un soprannome, originato dallo spagnolo barrote, a sua volta derivato dall'arabo barr (fango), di quest'uso abbiamo un esempio nel Rerum Sicularum libri di Saba Malaspina: "... Sicque dum octingenti stipendiarii equites gallici apud Seminariam commorantur, quae distabat per duas leucas tantum a plano Coronae, ubi Petrus de Aragona cum exercitu residebat, contingit, quod quodam magistro Henrico dicto Barrotta portante VI. M. unciarum auri pro stipendiariis praedictis, apud Seminariam commorantibus, qui thesaurarii vices in hac parte gerebat, dum ibi nocte manerent, adventus suus cum hujusmodi pecunia, exploratorum praedictorum relatibus, ad aures dicti Petri de Aragonia est perlatus. ...".
BARRUFFI
BARRUFFO
BARUFFO
Molto rari sono specifici del napoletano, potrebbero essere di origine iberico portoghese.
BARRUI Barrui, molto raro, è tipico dell'Ogliastra, di Ilbono e Tortolì.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BARRUI: secondo noi sta per barrîu e quindi bàrrinu o barrìnu > barrûi per metatesi. Prende il significato di piccolo, nano, e probabilmente deriva da "barra", che nel Sàrrabus prende il significato oltre che di spranga o mascella, anche di gonna > barrèddu = gonnellino di tela bianca dei bambini; cognome raro, presente in 15 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: Ilbono 42, Tortolì 20, Quartu S. E. 12, etc.
BARSACCHI Barsacchi è tipicamente toscano, di Livorno, Collesalvetti, Castagneto Carducci e Cecina nel livornese e di Pisa, Cascina, San Giuliano Terme e Crespina nel pisano, dovrebbero stare ad indicare un'origine francese dei capostipiti, probabilmente originari del paese di Barsacus, l'attuale Barsac nei pressi di Bordeaux.
BARSANTI Barsanti è tipicamente toscano, diella zona settentrionale della regione, di Lucca, Pietrasanta, Viareggio, Borgo a Mozzano, Capannori, Camaiore, Stazzema e Bagni di Lucca, di Pisa, Vecchiano e San Giuliano Terme nel pisano, di Livorno, Pescia nel pistoiese e Firenze, dovrebbe derivare dall'unione dei termini baro (uomo nobile, uomo libero) e Sanctus (Sante, Santo), indicando una probabile origine longobarda dei capostipiti, di nome Sanctus, che essendo di stirpe longobarda erano ovviamente uomini liberi rispetto alle popolazioni italiche sottomesse.
BARSOTTI Cognome massimamente concentrato in Toscana, dovrebbe derivare dal termine germanico baro (uomo libero).
BARTALESI Bartalesi è tipicamente toscano di Firenze, San Casciano in Val di Pesa, Barberino Val d'Elsa, Scandicci, Tavarnelle Val di Pesa ed Impruneta nel fiorentino e di Poggibonsi nel senese, potrebbe trattarsi di una forma etnica arcaica riferita a persone provenienti dai paesi di San Bartolo a Cintoia o Pian di San Bartolo nel fiorentino.
BARTALI
BARTALINI
BARTALONI
BARTALOTTA
BARTALUCCI
BARTOLETTI
BARTOLINI
BARTOLO
BARTOLONI
BARTOLOTTA
BARTOLOTTI
BARTOLUCCI
Bartali è specifico del fiorentino e del senese, Bartalini è tipicamente toscano, Bartaloni è decisamente toscano, dell'area che comprende le province di Firenze, Pisa e Livorno, con massima concentrazione nel pisano, a Volterra, Peccioli, Palaia, Pontedera e Cecina, Bartalotta è un cognome di origine calabrese, Bartalucci è decisamente toscano, anche se presente in misura significativa in tutta la regione, parrebbe originario del grossetano, Bartoletti è tipico della fascia che da Lucca arriva alla Romagna, Bartolini è molto diffuso dall'Emilia al Lazio, Bartolo è tipico del sud, ha ceppi nel napoletano, nel barese, in Sicilia ed in Calabria, nel reggino soprattutto e nel catanzarese, Bartoloni è molto diffuso nell'area che comprende la Toscana, soprattutto il fiorentino, le Marche e l'Umbria ed il Lazio, soprattutto il romano, Bartolotta sembrerebbe siciliano, Bartolotti è specifico del bolognese e ravennate, Bartolucci è molto diffuso nella fascia centrale che comprende Romagna, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo e Lazio, derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche o accrescitive, dal nome medioevale Bartalus o Bartolus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1308 a Siena: "Anno Domini millesimo CCCVIII°, indictione secunda, die X° mensis ianuarii. Actum Senis .. ..titulo locationis ad pensionem a kalendis januarii proxime pretoritis ad duos annos proxime venturos, loco et concedo tibi Cecchini Guidi vinaiolo de populo sancti Desiderii de Senis quondam domum dicti Musciatti cum camara que est iuxta dictorum domum versus fundacum calzolaiorum de la vacca, que camera est super cella quam ego dicrus ser Monte teneo,, posita subtus domun et casamentum dicti Musciatti, senis in poulo sancti Desiderii, cui ex uno latere est domus dicti Musciatti quam teneo ego dictus ser monte, ex uno est turris quam domum consuevit tenere Bartalus vinaiolos, et siqui dicte domus sunt plure confines pro annua pensione XIII libr. denariorum Senarum ..", o anche con l'insigne giurista bolognese Bartolus de Saxoferratus (1314-57) ed in quest'atto del 1400 nel cesenate: "...Postquam super venit Bartolus predictus filius dicti Sanctis et armatus una stanga lignea fecit insultum, impetum et aggressuram contra dictum Ser Joannem...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Vengono dal nome proprio Bartolomeo, derivato dal nome aramaico "Barthalmay" = figlio ("bar") di Tolmai.
BARTESAGHI
BARTEZAGHI
BARTEZZAGHI
Bartesaghi è tipico della zona del comasco, di Inverigo, Erba, Como, Pusiano ed Albavilla e soprattutto del lecchese, di Annone Di Brianza, Lecco e Mandello Del Lario, e di Giussano nel milanese, Bartezaghi è tipico di Bareggio nel milanese, Bartezzaghi è sempre tipico del milanese, di Vittuone in particolare, sono entrambi molto molto rari, dovrebbero derivare da un nome di località originata dal vocabolo celtico barto = foresta, bosco forse ad intendere appunto una zona boscosa il suffisso -aghi è chiaramente il plurale del celtico -ago (campo) ad intendere la zona coltivata in prossimità di un bosco.
BARTOLACELLI Bartolacelli è tipicamente emiliano del modenese, di Modena, Castelfranco Emilia, Serramazzoni, Sassuolo e Maranello, dovrebbe trattarsi di un ipocoristico di una forma peggiorativa del nome Bartolo (vedi BARTALI).
BARTOLAZZI Estremamente raro sembrerebbe attualmente specifico del maceratese, ma con probabili origini emiliane, troviamo tracce di questa cognominizzazione nel modenese nel 1600 con Bartolazzi Agostino fu Giovanni, da Vignola (MO).
BARTOLESCHI
BARTOLI
Bartoleschi è tipico di Montefiascone nel viterbese, con un ceppo anche a Roma, il suffisso -eschi, che intende, soprattutto in Toscana e limitrofe, una relazione riduttiva con la radice Bartoli cui il suffisso si riferisce, fa pensare quindi che si tratti di un ramo cadetto di una famiglia Bartoli, cognome questo diffusissimo in tutt'Italia, in particolare nell'area che comprende l'Emilia, la Romagna, la Toscana, le Marche, l'Umbria ed il Lazio, cognome che deriva da una forma apocopaica del nome Bartolomeo.
BARTOLOMEI
BARTOLOMEO
BARTOLOMUCCI
Bartolomei ha un ceppo nel padovano, ed è molto diffuso nell'area che comprende il bolognese, la Romagna, la Toscana, il pesarese, l'Umbria, il Lazio, il Piceno ed il teramano, Bartolomeo invece è specifico del Lazio, aquilano, Molise, Puglia, Basilicata, napoletano e salernitano, della Calabria ed in Sicilia soprattutto dell'agrigentino, Bartolomucci è tipicamente laziale, del romano e del frusinate in particolare, questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome Bartolomeo di origine ebraica dal nome Bar Talmay (figlio di Tolomeo, figlio di colui che vince, considerando una derivazione dal greco Ptolemaios o del contadino secondo il significato aramaico della radice).
BARTOLOZZI Tipico toscano della zona che comprende le province di Pistoia, Prato e soprattutto Firenze, deriva da modificazioni del nome Bartolomeo, troviamo questa cognominizzazione a Prato nel 1600, in un testo dell'epoca leggiamo di un notabile con questo cognome: "...Et inoltre furono cavati tutti i prigioni che erano carcerati per debito con denari fatti in un accatto per Prato. Solo tre case non fecero fuochi né allegrezze di alcuna sorte, che furono il Sig. Cavaliere Giovanni Francesco Buonamici, il Sig. Cavaliere Niccolò Bizzocchi ed il Sig. Giovanni Bartolozzi, senza penetrarsi la cagione....", tra i personaggi rinomati citiamo il pittore ed incisore Francesco Bartolozzi nato a Firenze nel 1725.
BARTOMEO Bartomeo è ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe del sud, probabilmente del salernitano o del leccese, si tratta di una forma contratta del nome Bartolomeo, probabilmente portato dal capostipite.
BARUCCA
BARUCCHI
BARUCCO
Barucca è tipicamente marchigiano con un ceppo anche tra viterbese e romano, Barucchi, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nell'imperiese ed uno nel romano, Barucco ha un nucleo nel bresciano, un piccolo ceppo nel cuneese, uno, ancora più piccolo nel trevigiano, nel napoletano e nel siracusano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Barucco, l'italianizzazione cioè del personale ebraico Baruch, col significato letterale di benedetto (vedi Benedet e Barucchelli). Con questo nome, ad esempio, la Bibbia ricorda il personaggio di Baruch ben Neriah, discepolo e segretario del profeta Geremia (a lui, inoltre, è attribuita la stesura del Libro di Baruch, uno dei testi apocrifi e deuterocanonici della Bibbia); nella storia della filosofia, invece, si può citare l'esempio del filosofo ebreo-olandese Baruch Spinoza (Amsterdam, 1632 - L'Aia, 1677), che nelle antiche trascrizioni latine è ricordato appunto come Benedictus de Spinoza. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
BARUCCHELLI
BARUCCHELLO
BARUCHELLI
BARUCHELLO
Barucchelli, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo nel bresciano ed uno ancora più piccolo nel barese, Barucchello è quasi unico, Baruchelli, molto molto raro, è tipico del basso trentino, Baruchello ha un piccolissimo ceppo tra rovigoto e ferrarese ed uno nel romano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Baruchello, da intendere o come vezzeggiativo del nome Barucco (vedi Barucca) o come adattamento del personale ebraico Barachel, col significato di benedetto da Dio (si tratta comunque di una variante di Baruch, derivando entrambi i nomi dalla radice ebraica berakhah): nella Bibbia, ad esempio, Barachel è il padre di Elihu, uno degli antagonisti di Giobbe nel Libro di Giobbe. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
BARUFFA
BARUFFETTI
BARUFFI
BARUFFINI
BARUFFINO
Baruffa ha un ceppo nel ferrarese ed uno tra aquilano e romano, Baruffetti, molto molto raro, è di Massa, Baruffi, oltre ai ceppi lombardi, ne ha uno anche nel modenese, Baruffini ha un ceppo nel comasco ed uno nel reggiano, Baruffino, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, diffusi solo in Lombardia ed in Emilia questi cognomi potrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo italiano baruffa o addirittura all'originario longobardo baraufen (azzuffarsi), ma è pure possibile che derivino da modificazioni del nome germanico Baro (uomo libero).  Questa cognominizzazione la troviamo ad esempio nel 1500 a Caravaggio con un tal Giovanni Baruffi e nel 1700 con Don Carlo Baruffi, Parroco di Sant'Agata a Basiglio dal 1680 al 1710, proprietario di alcuni terreni a Melegnano.
integrazioni fornite da Aldo Piglia Milano
I rari Baruffini della provincia di Sondrio dovrebbero derivare il loro nome dalla località Baruffini, frazione di Tirano, una volta importante perché vi passava la mulattiera che portava dalla Valtellina verso il Bernina, passando per lo xenodochio di S.Remigio (ora S. Romerio) di proprietà di Tirano, malgrado sia in territorio svizzero.
BARUFALDI
BARUFFALDI
Barufaldi, quasi unico è del lombardoveneto, Baruffaldi ha un nucleo nel lecchese a Primaluna, nel mantovano a Viadana ed a Cento (FE), questi cognomi dovrebbero derivare dal termine medioevale germanico beraufen nel senso lato di mettere d'accordo, concordare tra due, abbiamo tracce di queste cognominizzazioni a Ferrara agli inizi del 1700: "..Ad rituale Romanum commentaria, auctore Hironymo Baruffaldo Ferrariensi, ..." (vedi integrazione di Massimiliano Fabbri).
integrazioni fornite da Maura Baruffaldi
La famiglia Baruffaldi, antichissima nella città di Cento in provincia di Ferrara, vanta una tradizione gentilizia di otto secoli; le vicende che l'hanno portata ancora a sussistere tutt'oggi vanno ricercate nelle concesioni enfiteutiche vescovili ed ai beni allodiali delle quali ha beneficiato sin dal XIII° secolo; il cognome Baruffaldi ha proprio origine a Cento, così come attesta la grandissima fonte di documentazione che proviene dall'archivio del comune di Bologna e da quello storico di Cento, tutta documentazione inerente i rapporti di concessione e vendita di terreni tra il vescovo ed alcune famiglie tra le quali la mia. La documentazione è vastissima ed io stessa, quale studiosa medievista, ho potuto consultarla direttamente.  Tali ricerche mi hanno portato ad individuare il capostipite, Baruffaldus Albrici figlio di Galvanus insieme ai fratelli Thomax, Gandolfus, Albricus. Questa documentzione si rifà ad estimi fatti dalla universitas homini Centi pro acquisizione di terreni dal nobile De Cazanemicis. Tali famiglie erano inserite all'interno di quel contesto magnatizio che, un pò per grazia vescovile e un pò per la maggiore attenzione rivolta verso i grandi magnati in epoca antimagnatizia, non risentirono delle ripercussioni che, per molti altri di loro, erano state prese sul finire del XIII° secolo. Attualmente il nucleo più cospicuo và individuato nel ferrarese e nel mantovano.  Dai primi secoli della presenza di tale famiglia nel centese assistiamo ad uno spostamento veso nord (città di Ferrara metà del XV° secolo) e verso il Mantovano.
integrazioni fornite da Massimiliano Fabbri
A proposito della citazione sul "Ad rituale Romanum commentaria, auctore Hironymo Baruffaldo Ferrariensi" tale Girolamo Baruffaldi, Protonotario apostolico per il vicariato di Cento discendeva, come tutti i Baruffaldi di Ferrara da quelli di Cento, ne sono riprova l'appartenenza a quel gruppo di famiglie patrizie che, sin dal XIII sec. godevano di privilegi fondiari ereditari che costituiscono di fatto l'elemento incontrovertibile della loro appartenenza alle genti di Cento. Inoltre la cooptazione al consiglio e alla arcipretura della collegiata di S.Biagio era appannaggio esclusivo delle famiglie patrizie centesi. Girolamo Baruffaldi fù inoltre l'artefice dell'erezione di Cento a Città per opera del pontefice Benedetto XIV nel 1754 elargita in seguito all'analisi della relazione redatta dallo stesso Baruffaldi.  Dal 1754 la collegiata di S.Biagio, oggi Basilica minore (Giovanni Paolo II) è co-cattedra arcivescovile con S.Pietro in Bologna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Baruffaldi è un cognome lombardo che deriva dal soprannome 'baruffaldo' = venditore di cavalli. Fonte: O. Lurati, 114. Per F. Violi è derivato dal nome di mestiere medievale barufaldus «sensale; mediatore»  passato a nome di persona.
BARZAGHI Tipico lombardo della zona del milanese e del comasco, deriva dal toponimo Barzago (LC).
BARZAGLI
BARZAGLIA
Barzagli è tipicamente tosco-emiliano, ha un ceppo tra bolognese, fiorentino e basso ravennate ed uno nel grossetano, Barzaglia, quasi unico è dell'area bolognese, ravennate, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo antico alto tedesco barezzo (prosciutto), che potrebbe così indicare che il capostipite era o un allevatore di maiali o un produttore di prosciutti, la seconda ipotesi è invece che derivino dal vocabolo medioevale germanico barskalk inteso come servus ecclesiae (servo alle dipendenze di prelati o di comunità religiose), o anche come servo della gleba.
BARZI Ha un ceppo nel trevisano e uno a Fabro (TR) e nel viterbese, potrebbe derivare dal nome medioevale Barthaeus (Bartius) di cui abbiamo un esempio nel XV° secolo: "...Barthaeus vocatus, Aretinus, clarus musices praefectus...".
BARZIO
BARZO
Sia Barzio che Barzo sono estremamente rari e sembrerebbero del milanese, se per entrambi si potrebbe ipotizzare una derivazione dal toponimo Barzio (LC) va detto che Barzo ad esempio potrebbe essere di origini ebraico russe della zona di Leonpol.
BARZIZZA Tipico dell'alessandrino e del milanese, potrebbe derivare dal toponimo Barzizza (BG) o anche da Barzio (LC).

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