BARELL
BARELLI
BARELLO |
Barell è assolutamente rarissimo, Barelli, non comune, ha
un ceppo nel milanese e comasco ed uno in Toscana, Barello è specifico
del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare dal nome medioevale Barellus,
di cui abbiamo un esempio nel bergamasco nel 1100 in una pergamena lodigiana:
"Anno ab incarnacione domini nostri Iesu Christi
millesimo centesimo nonagesimo septimo, nono kallendas decembris, indictione
prima manifestavit Barellus,
filius Alberti Schilini libras quatuor imperialium, quas Anselmus Arothi
mutuo accepit ab Alberto Caxola...", troviamo un principio di questa
cognomizzazione nella seconda metà del 1200 con il notaio Barellus
de Osio (BG) e nel 1400 in Friuli con: "...Gotfredus
qui dicitur Barellus
...". |
BARENCO
BARENGHI
BARENGO |
Barenco, estremamente raro, parrebbe dello spezzino, Barengo sembrerebbe
specifico di Mazzè (TO) con un ceppo anche nel rovigoto, Barenghi
ha un nucleo a Magenta ed Abbiategrasso dovrebbero derivare dal toponimo
Barengo (NO), ma è pure possibile in alcuni casi che derivi dall'aver
svolto il capostipite l'incarico di Barengo il Barengo in epoca rinascimentale
era una sorta di Cancelliere papale: "...Et a me
è stato detto da persona che udì che sua santità comandò
al Barengo che
facesse ditta bolla più gagliarda et più forte che si possa...
...et l’illustrissimo di Napoli diede commissione al vescovo di Thilesia
che lo dicesse al Barengo
perché faccia li brevi...", come leggiamo nei Dispacci da
Roma al Doge ed al Senato inviati nel 1558 da Bernardo Navagero. |
| BARESI |
Tipico bresciano, dovrebbe derivare da un nome di località come
l'antica Contrada Bares o De Baresis in Val di Scalve nel bergamasco, e
anche possibile che il cognome derivi dalla Val di Bares nel comasco. |
| BARETTA
|
Il cognome è distribuito
al settentrione con tre nuclei distinti, Nel Veneto, in Lombardia ed in
Piemonte. Si possono ipotizzare più origini, ma probabilmente sempre
legati ad un soprannome da un dialettale barett (berretto) o ad un mestiere
che avesse a che fare con le onoranze funebri. |
BARETTI
BARETTO
BARO
BAROLINI |
Sono tutti abbastanza rari, Baretti è tipico del bergamasco, Baretto
è dell'alessandrino e genovese, Baro ha un ceppo nel Veneto ed uno
nel torinese, Barolini, quasi scomparso parrebbe del Lazio, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche dal termine
germanico baro (uomo
libero):
"...sic dictus Dominus
Baro voluit et ita ei placuit et placet fieri...". |
BARGELLI
BARGELLINI |
Bargelli sembra avere un ceppo a Massa Marittima (GR), uno nel fiorentino
ed uno perugino, Bargellini ha un ceppo nel fiorentino e pistoiese ed uno
nel riminese, derivano dal termine medioevale bargello
(magistrato di polizia
o comandante delle guardie).
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel livornese nel 1400 con
i Conti Bargellini. |
| BARGIACCHI |
Tipico del pistoiese orientale, Pistoia, Agliana e Quarrata, ha un ceppo
anche a Villa Minozzo nel reggiano, dovrebbe avere radici giudaiche
e derivare dall'ebraico bar Jacob (figlio di Giacobbe), tracce di questa
cognomizzazione le troviamo a Casellina (FI) nel 1700 con il Camarlingo:
Jacopo Bargiacchi. |
| BARI |
Bari è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, anche se la
massima concentrazione è in Puglia, deriva dal nome della città
pugliese di Bari, in molti casi può trattarsi di famiglie ebraiche. |
BARIANI
BARIANO
DA BARIANO |
Bariani ha un ceppo nel bergamasco ed uno nel pavese, a Voghera soprattutto,
ed un ceppo emiliano a Portomaggiore nel ferrarese, Bariano in Italia è
ormai scomparso, come l'antico cognome dei Da Bariano, potrebbero derivare
da toponimi come Bariano nel bergamasco, Bariana nel milanese o Castelnovo
Bariano nel rovigoto, come pure è possibile un'origine dal nome
medioevale Barianus, di cui abbiamo
un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale nell'anno 1171 a Milano: "...Signum
+ + + (k) manuum Gasspari et Churadi qui dicuntur Menclocii, Bariani
de Pusterla, Guidrici de Ugionno, Arderici
Spate testium. ...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad esempio in un atto di vendita del 1326 a Bergamo dove un certo Alberto
fu Martino Barianus di borgo Sant'Alessandro in Colonna compare come cedente,
a Piacenza verso la fine del 1400: "...Nicolaus
Barianus placentinus, congregationis Insubricae
nobilis Alumnus, ut testatur ipsemet in dedicatoria sui Quadragesimalis
Herculi Estensi Ferrariae Duci, ubi inter alia haec adsunt verba...". |
BARICHELLO
BARRICHELLO |
Barichello è tipico della zona tra trevigiano e padovano, Barrichello,
quasi unico è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
potrebbe derivare da un soprannome. |
| BARIGHINI |
Barighini sembrerebbe tipico del genovese, anche se l'origine parrebbe
dell'area veneta, potrebbe derivare da un ipocoristico dell'aferesi del
nome medioevale Barbarigus, di cui
abbiamo un esempio in un'iscrizione a Noventa Vicentina risalente all'anno
1367: "BARBARIGUS DIVI
MARCI PROCURATOR MAXIMUM REI PUB(LICE) NAVALE
CAPESSIT IMPERIUM ANNO MCCCLXVII", potrebbe, anche se improbabile,
derivare da un soprannome originato dal termine bergamasco barighi
che significa muri di sassi. |
| BARIGOZZI |
Dalla distribuzione geografica,
che individua due diversi nuclei, uno in Liguria l'altro in Romagna, si
possono ritenere esistano almeno due diverse origini per questo cognome.
Il cognome dovrebbe derivare dal termine germanico baro (uomo libero). |
BARILA
BARILE
BARILI
BARILLA
BARILLI |
Barila è quasi unico, Barile è panitaliano, con maggiore
concentrazione al sud peninsulare, Barili ha un ceppo lombardo, soprattutto
nel cremonese ed uno parmense, Barilla, molto raro, ha un ceppo nel parmense
ed uno nel reggino, dove è probabilmente una forma alterata da errori
di trascrizione del cognome Barillà, Barilli è molto diffuso
in tutta l'Emilia, dal piacentino al bolognese, nel bolognese in particolare,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto di essere il capostipite
un artigiano produttore di barili, la forma con la doppia elle è
arcaica, come vediamo anche nel Baldus
di Teofilo Folengo: "...Zambellus ait suspirans,
«et ayme tapinum! // non habeo panem, sacchellam cerne vodatam, //
non habeo vinum, vacuum quoque cerne barillum.
// Oyde utinam, sic sic ut ego, disinasset et ipse // Baldus, et ipsa mei mangiatrix Berta poderi.
...", tracce molto antiche di queste cognominizzazioni le troviamo
a Bergamo già nella seconda metà del 1300 con un certo Leonardo
d. Zanfinus fu Lanfranco Barilli di Bergamo agricoltore, e ancora in uno
scritto del 1577: "...uditi longamente gli ecc.ti
Phisici, i ceroici.. ..et Pietro Brocco, et Rinaldo
Barilli spetiali et interuenienti per il loro
paratico et ueduti gli ordini in questo proposito della inclita città
di Venetia, di Roma, di Padova, di Milano, di Pavia et de altre città
d’Ittalia’...". |
BARILÁ
BARILLÁ |
Barilà, non rarissimo, è tipico di Bagnara Calabra, Barillà
è molto diffuso nel reggino nella zona dello stretto, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal mestiere di scaricatore o movimentatore
di barili in porto, ma è pure probabile un riferimento al mestiere
di bottaio. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Seminara (RC)
fin dal 1700. |
| BARISON |
Il cognome ha una grossa concentrazione nel veneto, ma è presente
in miodo significativo anche in Piemonte e Lombardia, dovrebbe derivare
dal termine germanico baro (uomo libero).
integrazioni fornite da Giovanni
Barison Sestri di Ripavecchia
I Barison sono stati Signori di Vigonza (PD) dal 1178 al 1229 e successivamente
Conti di Vigonza. |
| BARISONZI |
Concentrato in Lombardia e in particolare
nel sud milanese dovrebbe derivare dal termine germanico baro (uomo libero). |
BARIVIERA
BAROVIER |
Bariviera è specifico del trevigiano di Santa Lucia di Piave in
particolare, Barovier è specifico di Venezia, di Murano in particolare,
il cognome Barovier risale almeno al 1450 quando Angelo Barovier inventa
un nuovo modo di creare il vetro con una formula che darà il via
ai cristalli di Murano, l'origine di entrambi i cognomi sembrerebbe del
trevigiano dove probabilmente il capostipite era un barriviere
o berroviere, cioè un armato
il cui compito era di difendere il Capitano del Popolo. |
| BARLAAM |
Barlaam, assolutamente rarissimo, sembrerebbe abruzzese, della zona tra
teramano e pescarese, dovrebbe derivare dal nome di origine greca Barlaam,
famoso è stato il teologo bizantino Barlaam che nel 1334 venne scelto
dall'imperatore Andronico III° per rappresentarlo in un confronto teologico
tra le Chiese Greco Ortodossa e quella Cattolica: "...Etenim
sicut ille Barlaam,
Basilij caesariensis monacum, litterarum graecarum imprimis peritissimum,
audire voluit ut suo insatiabili legendi desiderio per graecorum librorum
lectionem penitus satisfaceret, quando latine legens satiari non poterat;...". |
| BARLASSINA |
Abbastanza raro è tipico del milanese, deriva dal toponimo Barlassina
(MI), troviamo traccia del casato dei Da Barlassina a Monza fin dal 1400. |
| BARLETTA |
Molto diffuso nel Lazio e nel sud peninsulare con ceppi anche in Sicilia,
dovrebbe derivare dal toponimo Barletta (BA). |
BARLOCCHI
BARLOCCO |
Barlocchi, molto raro, parrebbe del milanese, Barlocco è tipico
della provincia di Savona, dovrebbero derivare dal nome medioevale Barlocco
di cui abbiamo un esempio in una registrazione senese dell'anno 1241 dove
viene citato un certo Dietisalvi, figlio di Bernardo del fu Barlocco. |
BARNABA
BARNAVA |
Barnaba è specificatamente pugliese, della zona tra il barese, il
tarentino ed il brindisino, presenta un probabile ceppo nel
Friuli, dove è presente anche la forma Barnava modificata dal precedente per betacismo
della seconda B, derivano dal nome Barnaba
di origine ebraica bar nàbìah
con il significato di figlio della profezia o
del profeta, nome probabilmente portato dal capostipite. |
BARNABE'
BARNABEI
BARNABO'
BERNABE'
BERNABEI
BERNABÓ |
Romagnolo Barnabé e marchigiano Barnabei, lombardo e trentino Barnabò,
distribuito in tutto il nord Bernabè, particolarmente concentrato
al centro Bernabei, anche se presente anche al nord, Bernabò è
specifico della zona tra spezzino e piacentino, tutti questi cognomi hanno
in comune la derivazione dal nome ormai desueto Barnabas
di origine ebraica con il significato di figlio della profezia, usato nelle
varie accezioni durante il medioevo: "...Dominus
Barnabas Sanseverinus
erat Dominus Veritoni....", ricordiamo Bernabò Visconti:
"...Barnabas
Mediolanensium Vicecomes cum tanta saevitia apud Insubres imperavit, ut
integram aliquando familiam, quae aprum occisum sale conditum comedisset,
suspendio punire non veritus sit....". |
| BARNI |
Dovrebbe
avere due ceppi, uno nel milanese e nel comasco ed uno nel lucchese e pistoiese,
il ramo lombardo potrebbe derivare dal toponimo Barni (CO), ma anche da
una contrazione del nome medioevale Barnaba. I Barni, famiglia nobile,
si trovano nel Repertorio delle famiglie nobili dell'anno 1227, conservato
in Duomo a Milano, nel 1413 compare a Lodi Andrea Barni, forse il capostipite
del ramo lodigiano, che era stato Generale di un armata di Filippo Maria
Visconti, nel 1697 Antonio Barni, feudatario di Roncadello, vengono fatti
Conti. |
| BAROCCI |
Barocci è tipico dell'area basso rimagnola ed alta marchigiana,,
con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare dal termine italiano ormai
in disuso baroccio (biroccio
o carretto) derivato dal termine latino
birotius (dotato
di due ruote), forse perchè il mestiere del capostipite
era quello di carrettiere. |
BAROLI
BAROLO |
Baroli è specifico del milanese e del verbanese, Barolo è
tipico del Piemonte occidentale, avrebbe un ceppo anche nel padovano, dovrebbero
derivare dal toponimo Barolo (CN) o da antichi toponimi simili ricordiamo
che Barolum era un nome di città di chiara derivazione celtica,
presente in varie zone in epoca latina (ricordiamo ad esempio Barletta
che anticamente si chiamava Barolum). |
BARON
BARONE
BARONI |
Diffuso al centro nord Baroni,
concentrato nelle Venezie Baron e distribuito massicciamente in tutt'Italia
Barone. Questi cognomi dovrebbero tutti derivare dal termine germanico
baro (uomo libero) declinato baroni (dell'uomo libero). |
| BARONCINI |
Tipico della zona tra le province di Bologna, Ravenna e Toscana settentrionale,
deriva dal termine germanico baro (uomo libero) declinato baroni (dell'uomo
libero). Esempio di questa cognomizzazione lo troviamo a Lucca nel
1300 dove il Vicario del conte Ranieri della Gherardesca conte di Donoratico
capitano Generale di Pisa e di Lucca è tal Giovanni Baroncini d'Arezzo,
come si legge in un atto del 1346: "...Existente
eius Vicario in dicta civitate lucana, sapiente viro domino Iohanne
Baroncini de Aritio, legumdoctore...."." |
| BARONTI |
Tipico toscano, deriva dal nome
longobardo Baronte o Barontus di cui si hanno tracce fin dal VII° secolo,
come possiamo leggere in un atto: "...Signum + manus
Baronte
viri devoti, qui pro mercide patris vel barbanis suis seo et sua anima
et de germano suo Auderat offerse...": nel 1300 in una lettera redatta
a Pisa si legge: "...Religiosus vir fr. Barontus
olim Dati de Pisis, vicarius fr. Laurentii olim Marci de Urbeveteri prioris
claustralis conventus Sancte Caterine de Pisis ordinis fratrum Predicatorum..." |
| BAROZZI |
Barozzi è tipico dell'area lombardo emiliana, con un ceppo anche
nel basso trentino, dovrebbe derivare dal termine dialettale barozzo
(carretto) derivato dal termine latino
birotius (dotato
di due ruote), forse perchè il mestiere del capostipite
era quello di carrettiere. |
BARRACCO
BARRACO |
Sia Barracco che Barraco sono tipici siciliani del trapanese, ma è
presente anche un ceppo originario in Valtellina, potrebbero essere di
origini spagnole e derivare dal vocabolo barracho (grosso contenitore),
ma è pure possibile una derivazione dal nome di una località,
come potrebbe essere a solo titolo di esempio: "...Dallo
lito del mare dove discende il fiume chiamato Barraco, et sale per lo detto
fiume ..." in uno scritto nel 1400. Tracce di questo cognome
le troviamo nel 1300 a Spezzano (CS) dove la famiglia viene annoverata
tra i nobili di parte aragonese, nel crotonese nel 1600 con il nobile proprietario
terriero di Montespinello (KR) Bernardo Barracco e, in Valtellina nella
seconda metà del 1500 Giovanni de Barracco fu Galeazzo è
decano della comunitò di Fusine (SO), nel 1800 i Barracco possono
fregiarsi nel casertano del titolo di Barone." |
| BARRALE |
Barrale è tipico del palermitano, di Palermo e Belmonte Mezzagno
soprattutto, potrebbe derivare dal termine medioevale barrale
derivato a sua volta dal vocabolo latino barragium
(barriera doganale, cancello o steccato per interrompere
l'accesso), forse ad intendere che il capostipite faceva il
doganiere o la guardia daziaria. |
| BARRANCOTTO |
Barrancotto, molto molto raro, è tipico della provincia di Palermo,
dovrebbe derivare dall'etnico della località Barranco di Fondachelli
nel palermitano, ma potrebbe anche derivare dal cognome francese Barrachon,
o anche dal nome sempre francese Barreault. |
BARRECA
BARRICA |
Barreca è ben diffuso in Sicilia, soprattutto nel palermitano, in
Calabria, soprattutto nel reggino e nel napoletano, Barrica, assolutamente
rarissimo, parrebbe del catanese, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine arcaico francese barreque,
l'attuale barrique (piccola
botte o barile), che anticamente era una misura di capacità
in uso in Francia pari a circa 225 litri, soprannome attribuito forse per
caratterizzare una corporatura grassottella del capostipite. |
BARRESE
BARRESI |
Barrese ha un piccolo ceppo tra napoletano e salernitano ed uno nel cosentino
e reggino, Barresi è molto diffuso in tutta la Sicilia e nel reggino,con
un piccolo ceppo nel napoletano, si dovrebbe trattare della forma etnica
di paesi come Barrafranca in provincia di Enna o Barra di Napoli. |
| BARRI |
Molto raro è tipico di Dubino (SO), potrebbe derivare dal nomen
latino Barrus, di cui abbiamo un esempio in Cicerone: "...omnium
autem eloquentissumus extra hanc urbem Titus
Betutius Barrus Asculanus, cuius sunt aliquot
orationes Asculi habitae; illa Romae contra Caepionem nobilis sane...",
ma più probabilmente deriva o dal nome del Monte Barro tra Lecco
e Sondrio o dall' antico toponimo Barra, che risale ad un insediamento
di Ostrogoti in quella zona. |
BARROCCU
BARROCU |
Barroccu, molto raro, è specifico del nord della Sardegna,
Barrocu, ancora più raro, sembrerebbe del nuorese, dovrebbero entrambi
derivare da soprannomi originati da caratteristiche della località
di dimora identificabile dalla presenza di un barroccu
che in lingua sarda sta per pantano. |
| BARROI |
Barroi, molto molto raro, è tipico dell'Ogliastra, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo sardo bárriu
(soma, carico), forse a descrivere
l'attività del capostipite. |
BARRUFFI
BARRUFFO
BARUFFO |
Molto rari sono specifici del napoletano, potrebbero essere di origine
iberico portoghese. |
| BARSOTTI |
Cognome massimamente concentrato in Toscana, dovrebbe
derivare dal termine germanico baro (uomo libero). |
BARTALI
BARTALINI
BARTALOTTA
BARTALUCCI
BARTOLETTI
BARTOLINI
BARTOLO
BARTOLONI
BARTOLOTTA
BARTOLOTTI
BARTOLUCCI |
Bartali è specifico del fiorentino e del senese, Bartalini è
tipicamente toscano, Bartalotta è un cognome di origine calabrese,
Bartalucci è decisamente toscano, anche se presente in misura significativa
in tutta la regione, parrebbe originario del grossetano, Bartoletti è
tipico della fascia che da Lucca arriva alla Romagna, Bartolini è
molto diffuso dall'Emilia al Lazio, Bartolo è tipico del sud, ha
ceppi nel napoletano, nel barese, in Sicilia ed in Calabria, nel reggino
soprattutto e nel catanzarese, Bartoloni è molto diffuso nell'area
che comprende la Toscana, soprattutto il fiorentino, le Marche e l'Umbria
ed il Lazio, soprattutto il romano, Bartolotta sembrerebbe siciliano, Bartolotti
è specifico del bolognese e ravennate, Bartolucci è molto
diffuso nella fascia centrale che comprende Romagna, Marche, Toscana, Umbria,
Abruzzo e Lazio, derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche
o accrescitive, dal nome medioevale Bartolus di cui
abbiamo un esempio con l'insigne giurista bolognese Bartolus de Saxoferratus
(1314-57) ed in quest'atto del 1400 nel cesenate: "...Postquam
super venit Bartolus
predictus filius dicti Sanctis et armatus una stanga lignea fecit insultum,
impetum et aggressuram contra dictum Ser Joannem...". |
BARTESAGHI
BARTEZAGHI
BARTEZZAGHI |
Bartesaghi è tipico della zona del comasco, di Inverigo, Erba, Como,
Pusiano ed Albavilla e soprattutto del lecchese, di Annone Di Brianza,
Lecco e Mandello Del Lario, e di Giussano nel milanese, Bartezaghi è
tipico di Bareggio nel milanese, Bartezzaghi è sempre tipico del
milanese, di Vittuone in particolare, sono entrambi molto molto rari, dovrebbero
derivare da un nome di località originata dal vocabolo celtico barto
= foresta, bosco forse ad intendere
appunto una zona boscosa il suffisso -aghi
è chiaramente il plurale del celtico -ago
(campo) ad intendere la zona coltivata
in prossimità di un bosco. |
| BARTOLI |
Cognome diffuso in tutta Italia,
deriva dal nome Bartolomeo. |
| BARTOLAZZI |
Estremamente raro sembrerebbe attualmente specifico del maceratino, ma
con probabili origini emiliane, troviamo tracce di questa cognomizzazione
nel modenese nel 1600 con Bartolazzi Agostino fu Giovanni, da Vignola (MO). |
BARTOLOMEI
BARTOLOMEO
BARTOLOMUCCI |
Bartolomei ha un ceppo nel padovano, ed è molto diffuso nell'area
che comprende il bolognese, la Romagna, la Toscana, il pesarese, l'Umbria,
il Lazio, il Piceno ed il teramano, Bartolomeo invece è specifico
del Lazio, aquilano, Molise, Puglia, Basilicata, napoletano e salernitano,
della Calabria ed in Sicilia soprattutto dell'agrigentino, Bartolomucci
è tipicamente laziale, del romano e del frusinate in particolare,
questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici
dal nome Bartolomeo di origine ebraica
dal nome Bar Talmay (figlio
di Tolomeo, figlio di colui che vince,
considerando una derivazione dal greco Ptolemaios
o del contadino secondo il significato
aramaico della radice). |
| BARTOLOZZI |
Tipico toscano della zona che comprende le province di Pistoia, Prato e
soprattutto Firenze, deriva da modificazioni del nome Bartolomeo, troviamo
questa cognomizzazione a Prato nel 1600, in un testo dell'epoca leggiamo
di un notabile con questo cognome: "...Et inoltre
furono cavati tutti i prigioni che erano carcerati per debito con denari
fatti in un accatto per Prato. Solo tre case non fecero fuochi né
allegrezze di alcuna sorte, che furono il Sig. Cavaliere Giovanni Francesco
Buonamici, il Sig. Cavaliere Niccolò Bizzocchi ed il Sig. Giovanni
Bartolozzi, senza penetrarsi la cagione....",
tra i personaggi rinomati citiamo il pittore ed incisore Francesco Bartolozzi
nato a Firenze nel 1725. |
| BARTOMEO |
Bartomeo è ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe del sud,
probabilmente del salernitano o del leccese, si tratta di una forma contratta
del nome Bartolomeo, probabilmente portato dal capostipite. |
BARUCCA
BARUCCHI
BARUCCO |
Barucca è tipicamente marchigiano con un ceppo anche tra viterbese
e romano, Barucchi, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nell'imperiese
ed uno nel romano, Barucco ha un nucleo nel bresciano, un piccolo ceppo
nel cuneese, uno, ancora più piccolo nel trevigiano, nel napoletano
e nel siracusano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Barucco,
l’italianizzazione cioè del personale ebraico Baruch,
col significato letterale di benedetto
(vedi Benedet e Barucchelli). Con questo nome,
ad esempio, la Bibbia ricorda il personaggio di Baruch ben Neriah, discepolo
e segretario del profeta Geremia (a lui, inoltre, è attribuita la
stesura del Libro di Baruch, uno dei testi apocrifi e deuterocanonici della
Bibbia); nella storia della filosofia, invece, si può citare l’esempio
del filosofo ebreo-olandese Baruch Spinoza (Amsterdam, 1632 - L’Aia, 1677),
che nelle antiche trascrizioni latine è ricordato appunto come Benedictus
de Spinoza. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
BARUCCHELLI
BARUCCHELLO
BARUCHELLI
BARUCHELLO |
Barucchelli, assolutamente rarissimo, ha un piccolissimo ceppo nel bresciano
ed uno ancora più piccolo nel barese, Barucchello è quasi
unico, Baruchelli, molto molto raro, è tipico del basso trentino,
Baruchello ha un piccolissimo ceppo tra rovigoto e ferrarese ed uno nel
romano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Baruchello,
da intendere o come vezzeggiativo del nome Barucco
(vedi Barucca) o come adattamento del personale
ebraico Barachel, col significato di
benedetto da Dio (si tratta comunque
di una variante di Baruch, derivando
entrambi i nomi dalla radice ebraica berakhah):
nella Bibbia, ad esempio, Barachel è il padre di Elihu, uno degli
antagonisti di Giobbe nel Libro di Giobbe. Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
BARUFFA
BARUFFALDI
BARUFFETTI
BARUFFI
BARUFFINI
BARUFFINO |
Baruffa ha un ceppo nel ferrarese ed uno tra aquilano e romano, Baruffaldi
ha un nucleo nel lecchese a Primaluna, nel mantovano a Viadana ed a Cento
(FE), Baruffetti, molto molto raro, è di Massa, Baruffi, oltre ai
ceppi lombardi, ne ha uno anche nel modenese, Baruffini ha un ceppo nel
comasco ed uno nel reggiano, Baruffino, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione, diffusi solo in Lombardia ed in Emilia
questi cognomi potrebbero derivare da un soprannome legato al vocabolo
italiano baruffa o addirittura all'originario
longobardo baraufen (azzuffarsi),
ma è pure possibile che derivino da modificazioni del nome germanico
Baro (uomo
libero). Questa cognomizzazione la troviamo ad esempio
nel 1500 a Caravaggio con un tal Giovanni Baruffi e nel 1700 con Don Carlo
Baruffi, Parroco di Sant'Agata a Basiglio dal 1680 al 1710, proprietario
di alcuni terreni a Melegnano.
integrazioni fornite da Maura Baruffaldi
La famiglia Baruffaldi, antichissima nella città di Cento in
provincia di Ferrara, vanta una tradizione gentilizia di otto secoli; le
vicende che l'hanno portata ancora a sussistere tutt'oggi vanno ricercate
nelle concesioni enfiteutiche vescovili ed ai beni allodiali delle quali
ha beneficiato sin dal XIII° secolo; il cognome Baruffaldi ha proprio
origine a Cento, così come attesta la grandissima fonte di documentazione
che proviene dall'archivio del comune di Bologna e da quello storico di
Cento, tutta documentazione inerente i rapporti di concessione e vendita
di terreni tra il vescovo ed alcune famiglie tra le quali la mia. La documentazione
è vastissima ed io stessa, quale studiosa medievista, ho potuto
consultarla direttamente. Tali ricerche mi hanno portato ad individuare
il capostipite, Baruffaldus Albrici figlio
di Galvanus insieme ai fratelli Thomax,
Gandolfus, Albricus. Questa documentzione si rifà ad estimi fatti
dalla universitas homini Centi pro acquisizione di terreni dal nobile De
Cazanemicis. Tali famiglie erano inserite all'interno di quel
contesto magnatizio che, un pò per grazia vescovile e un pò
per la maggiore attenzione rivolta verso i grandi magnati in epoca antimagnatizia,
non risentirono delle ripercussioni che, per molti altri di loro, erano
state prese sul finire del XIII° secolo. Attualmente il nucleo più
cospicuo và individuato nel ferrarese e nel mantovano. Dai
primi secoli della presenza di tale famiglia nel centese assistiamo ad
uno spostamento veso nord (città di Ferrara metà del XV°
secolo) e verso il Mantovano.+
integrazioni fornite da Aldo Piglia
Milano
I rari Baruffini della provincia di Sondrio dovrebbero derivare il
loro nome dalla località Baruffini, frazione di Tirano, una volta
importante perché vi passava la mulattiera che portava dalla Valtellina
verso il Bernina, passando per lo xenodochio di S.Remigio (ora S. Romerio)
di proprietà di Tirano, malgrado sia in territorio svizzero. |
| BARZAGHI |
Tipico lombardo della zona del milanese e del comasco, deriva dal toponimo
Barzago (LC). |
BARZAGLI
BARZAGLIA |
Barzagli è tipicamente tosco-emiliano, ha un ceppo tra bolognese,
fiorentino e basso ravennate ed uno nel grossetano, Barzaglia, quasi unico
è dell'area bolognese, ravennate, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo antico alto tedesco barezzo
(prosciutto), che potrebbe così
indicare che il capostipite era o un allevatore di maiali o un produttore
di prosciutti, la seconda ipotesi è invece che derivino dal vocabolo
medioevale germanico barskalk inteso
come servus ecclesiae (servo
alle dipendenze di prelati o di comunità religiose),
o anche come servo della gleba. |
| BARZI |
Ha un ceppo nel trevisano e uno a Fabro (TR) e nel viterbese, potrebbe
derivare dal nome medioevale Barthaeus
(Bartius) di cui abbiamo un esempio
nel XV° secolo: "...Barthaeus
vocatus, Aretinus, clarus musices praefectus...". |
BARZIO
BARZO |
Sia Barzio che Barzo sono estremamente rari e sembrerebbero del milanese,
se per entrambi si potrebbe ipotizzare una derivazione dal toponimo Barzio
(LC) va detto che Barzo ad esempio potrebbe essere di origini ebraico
russe della zona di Leonpol. |
| BARZIZZA |
Tipico dell'alessandrino e del milanese, potrebbe derivare dal toponimo
Barzizza (BG) o anche da Barzio (LC). |
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