| BIA
|
Ha un nucleo a Parma ed uno probabilmente non secondario a Modugno (BA)
e a Matera. |
BIADEGO
BIADICO
BIADIGO |
Biadego, quasi scomparso parrebbe veneto, Biadico e Biadigo sempre rarissimi
sono tipici del milanese, dovrebbero indicare la condizione di nipoti di
particolari nonni forse importanti, si tratterebbe di una deformazione
dialettale del termine medioevale latino ablatichus
(nipote) dal latino avia
(nonna) un esempio di quest'uso lo
abbiamo nel 1515 in un atto a Bormio: "...loquendo
verba nequam et suprascripta Clareta fuit in stuffa suprascripti Thonii
et quedam puella ablaticha seu nepotis
ipsius Thonii..." da si sarebbe arrivati in dialetto lombardo al
termine arcaico biàdich (nipote). |
BIAGETTI
BIAGIOTTI |
Biagetti è tipico della fascia che comprende le Marche, l'Umbria
e l'alto Lazio, Biagiotti è tipico della fascia che comprende Toscana,
pesarese e perugino con un ceppo probabilmente secondario in provincia
di Roma, derivano da modificazioni del nome Biagio (vedi
Biagi), troviamo tracce di questa cognomizzazione nel 1500 con la
marchesa Euridice Biagiotti di Terrarossa (MS). |
BIAGGI
BIAGGIO
BIAGI
BIAGINI
BIAGIO |
Biaggi ha un ceppo lombardo ed uno laziale a Roma e provincia ed a Viterbo,
Biaggio, decisamente lombardo di Legnano (MI) e di Pontevico (BS), Biagi
e Biagini sono propri della fascia che comprende Liguria, Emilia e Romagna,
Toscana, Marche, Umbria ed alto Lazio, Biagio è assolutamente rarissimo,
derivano tutti dal nomen latino Blasus
o dal praenomen Blaesus (con il significato
di balbuziente), tracce di questi cognomi si trovano a Lucca nel 1300, la famiglia de' Biagini viene
citata in una lettera di Bernardino Baroni Arciprete della locale Cattedrale
ed a Brescia nel 1500, in una lettera del 1568 viene citato: "Ioseffo
quondam Francesco Biagini
in Bressa sonador di violino". |
| BIALE
|
Biale è tipicamente ligure di Savona e della provincia, di Albisola
Superiore, Varazze e Stella, potrebbe derivare da una italianizzazione
del cognome francese Bial, come potrebbe
anche se non è molto probabile derivare dal nome medioevale di origine
germanica Bilawald con il significato
di colui che governa con dolcezza. |
BIAMONTE
BIAMONTI |
Biamonte, molto raro, è specifico calabrese, di Catanzaro e dintorni
con un ceppo anche nel cosentino, Biamonti, anch'esso molto raro, è
tipico della provincia di Imperia, zona di Ventimiglia, Bordighera e dintorni,
derivano dal nome medioevale Baiamons (tis). (vedi
Baiamonti) Traccia di questa cognomizzazione la troviamo a
Crotone nel 1600 con una certa Porzia Biamonte. |
BIANCA
BIANCACCI
BIANCARELLI
BIANCHELLA
BIANCHELLI
BIANCHESSI
BIANCHET
BIANCHETTA
BIANCHETTI
BIANCHETTO
BIANCHI
BIANCHIN
BIANCHINI
BIANCO
BIANCOTTI
BIANCOTTO
BIANCU
BIANCUZZI
BIANCUZZO |
 Derivano dal vocabolo bianco usato
come nome o come soprannome derivante da una caratteristica fisica, i capelli,
il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale, case bianche,
o da un toponimo, o dal nome di una zona, ecc. Bianca ha un ceppo siciliano,
soprattutto nel siracusano e catanese, con un ceppo anche nel palermitano,
ed un ceppo nel napoletano, Biancacci, molto molto raro, sembrerebbe tipico
della zona che comprende il Piceno ed il teramano, Folignano nel Piceno
e Sant`Egidio alla Vibrata nel teramano, Biancarelli è caratteristico
del perugino, di Gubbio e di Perugia, Bianchella è specifico dell'anconetano,
di Ancona e Falconara Marittima, Bianchelli ha un piccolo ceppo a Finale
Ligure ed uno ad Ancona e nell'anconetano a Jesi e Falconara Marittima,
Bianchessi, già documentato in epoca medioevale, è presente
solo in Lombardia ed è probabilmente di origine cremonese, Bianchet
è specifico del bellunese edella vicina area trevigiana, pordenonese
ed udinese, Bianchetta, decisamente del torinese, è tipico di Salassa
(TO), Bianchetti ha un ceppo lombardo, soprattutto a Brescia e nel bresciano,
ma anche nel milanese e nel cremonese, un piccolo ceppo tra anconetano
e maceratese, uno tra reatino e romano ed uno nel napoletano, Bianchetto
ha un ceppo nel vercellese ed uno tra vicentino, padovano e veneziano,
Bianchino è tipico della zona tra barese, potentino e salernitano,
Bianchi, Bianchini e Bianco sono diffusi fortemente in tutto il territorio
nazionale, con prevalenza al centro nord per Bianchini ed al centro sud
e Piemonte per Bianco, Bianchin è tipico dell'area veneto, friulana,
dove è molto diffuso, Biancotti ha un ceppo a Villa di Tirano e
Tirano in Valtellina ed uno nel Livornese a Piombino, Livorno e Portoferraio,
Biancotto ha un ceppo a Demonte e Aisone nel cuneese ed a Beinasco e Torino
nel torinese ed uno nel veneziano a San Donà di Piave ed a Torre
di Mosto e Musile di Piave, Biancu è molto diffuso, in modo omogeneo,
in tutta la Sardegna, Biancuzzi, molto molto raro, è specifico dell'udinese,
Biancuzzo sembrerebbe specificatamente siciliano, di Messina in particolare,
ma anche di Capo d`Orlando e Villafranca Tirrena. I Bianchi di Firenze
risalgono almeno al 1000, nel 1200 sono inseriti fra le casate nobili consolari,
cioè la classe di ricchi e potenti feudatari più aristocratica
di Firenze. Il casato Bianchi di Milano dovrebbe provenire da Bologna,
il capostipite sembra sia stato Ugolino Bianchi, che nel 1390 Gian Galeazzo
Visconti nominò Maresciallo del Ducato di Milano. |
BIANCALANA
BIANCALANI |
Biancalana ha un ceppo ligure a Genova, uno nel lucchese a Viareggio, Lucca,
Capannori e Massarosa, uno nel perugino a Perugia, Corciano e Marsciano
e ad Orvieto nel ternano, ed uno a Roma ed a Nepi e Montefiascone
nel viterbese, Biancalani è tipico del pratese, di Prato, Vaiano
e Montemurlo, del fiorentino, di Firenze, Calenzano, Sesto Fiorentino e
Barberino Di Mugello e di Quarrata, Montale ed Agliana nel pistoiese, dovrebbero
derivare dal mestiere di preparatore, lavatore e sbiancatore della lana
svolto dal capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad esempio ad Urbino nel 1610 in un Diploma in Iure pontificio et caesareo
rilasciato a Curzio Merluccius da San Leo, dove fra i promotori figura
un certo Federico Biancalana. |
BIANCARDI
BIANCARDO |
Traggono origine dal nome germanico Blankhard
(bianco duro, bianco forte) o dal cognome
francese Blanchard; Biancardi è
presente in tutta Italia, ma con forte prevalenza al nord ed in Campania,
con particolare intensità in provincia di Milano e di Napoli, Biancardo,
molto molto raro, è del napoletano ed avellinese. |
BIANCAT
BIANCATI
BIANCATO |
Biancat è rarissimo ed è presente solo ad Aviano (PN) ed
a Venezia, si tratta della forma dialettale del più comune Biancato,
che è specifico di tutta l'area che comprende le province di Padova,
Treviso e Venezia, Biancati, praticamente unico, è sicuramente dovuto
ad un'errata trascrizione del precedente, potrebbero derivare da modificazioni
del nome medioevale Blancus di cui
abbiamo esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1170 in una
Cartha investiturae redatta in Cremona: "...Die dominico
primo intrante mense februarii, in burgo Sancti Michaelis. Presentia bonorum
hominum quorum nomina subter leguntur, cum ligno quod in sua tenebat manu
Blancus qui dicitur
Pistor de suprascripto burgo, verbo et consensu Gontilde, abatisse monasterii
Sancti Leonardi...".
integrazioni fornite da Alessandro
Biancat
Dal catapan della parrocchia di Aviano (PN) luglio 1653 risulta che
la famiglia Blanchiat pagava messa in perpetuo per il signor Marchet per
campo ricevuto. Ora io abito ad Aviano in Via Biancat, dove i Biancat possegono
ciò che rimane di una braida di terra. L'origine etimologica del
cognome Biancat e della successiva italianizzazione Biancato potrebbe essere
francese (GATTO BIANCO) O gallicana (BLANC=BIANCO CATUS= AUDACE) o una
trasformazione dialettale del comune cognome friulano Del Bianco. |
| BIANCHEDI |
Molto raro è tipico di Faenza, deriva da un soprannome dialettale
originato dal vocabolo bianco, personaggio di rilievo è stato il
converso domenicano frà Girolamo Bianchedi (1802-1849) architetto
di Faenza. |
BIANCOLELLA
BIANCOLILLA
BIANCOLILLO
BIANCULLI
BIANCULLO |
Biancolella, molto molto raro, è tipico di Mugnano di Napoli nel
napoletano e di Aversa e Cancello ed Arnone nel casertano, Biancolilla,
ancora più raro, parrebbe del siracusano, Biancolillo sembrerebbe
del barese, con un ceppo anche a Roma ed uno a Trieste, Bianculli è
specifico della zona tra salernitano e potentino, di Montesano sulla Marcellana
e Sanza nel salernitano e di San Martino d`Agri, Moliterno e Grumento Nova
nel potentino, Biancullo è specifico di Battipaglia nel salernitano,
dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche dialettali meridionali
del nome Bianco o Blancus
(vedi Bianca). |
BIANCOLI
BIANCOLIN
BIANCOLINI
BIANCOLINO |
Biancoli è tipico dell'area bolognese e ravennate, Biancolin è
tipico della zona che sta tra il trevisano ed il pordenonese, Biancolini
ha un ceppo tra carrarese, reggiano e modenese, uno tra senese e grossetano
ed uno nel romano, Biancolino ha un ceppo a Moggio Udinese in Friuli, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali toscoemiliane
o venete del nome Bianco o Blancus
(vedi Bianca). |
BIANCON
BIANCONE
BIANCONI |
Biancon è tipico di Caorle nel veneziano, Biancone ha un ceppo tra
romano ed aquilano ed uno nel palermitano, Bianconi è diffusissimo
nell'area che comprende la Lombardia, il Veneto occidentale, l'Emilia,
la Toscana, l'Umbria , le Marche ed il Lazio, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da forme soprannominali accrescitive derivate dal nome Bianco
o Blancus (vedi
Bianca), forse a caratterizzare la mole imponente del capostipite
o la sua particolare bonarietà. |
| BIANCUCCI |
Biancucci è tipico del centro Italia, sembrerebbero esserci tre
ceppi uno nelle Marche sud orientali con epicentro nel maceratese, uno
nel senese ed uno nel Lazio, l'origine del cognome dovrebbe essere derivata
da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da
una caratteristica ambientale, case bianche, o da un toponimo, o dal nome
di una zona, ecc. Tracce di questa famiglia si trovano in Toscana
già dal 1300, in un atto del 1389 leggiamo: "...domus
et terre contigue in Villa Lavachi districtus Masse..., locata ad un certo
Iacobuccio et Fosco del fu Biancucci del
Comune di San Vitale (sottoposta alla signoria di Lucca)". Nelle
Marche, a Senigallia, parroco della chiesa di Santa Maria della Neve nella
seconda metà del 1600 è un tale don Pierfrancesco Biancucci
che si ricorda soprattutto per avere lui fondato nel 1669 la Compagnia
della "Santissima Trinità del Riscatto”. |
| BIASIBETTI |
Di probabile origine veneta, potrebbe
essere l'unione di due cognomi Biasi (vedi)
e Betti (vedi). |
BIASI
BIASINI |
Chiara l'origine, dal nome latino
Blasus o dal prenome Blaesus (con il significato di balbuziente), presenti
in tutt'Italia, ma prevalente nelle Venezie, nelle Puglie ed in Piemonte
Biasi e nel Lazio e nella pianura padana Biasini. |
BIASIO
BIASIOTTO |
Biasio è specifico della zona tra Villafranca Padovana e Piazzola
sul Brenta (PD) ai confini con il vicentino, Biasiotto è tipico
dell'area che comprende il trevisano ed il veneziano, di Mira (VE), Venezia
e Valdobbiadene (TV), con presenze significative anche nel padovano, derivano,
direttamente o per ipocoristici, da modificazioni dialettali del nome medioevale
Blasius di cui abbiamo un esempio in
un atto del 1390: "...dictis
nominibus seu monacis capitulo et conventu monasterij predicti fideiussi
extitissent Blasius
et Curadinus fratres de Casternago filij quondam Adanij...". |
| BIASUZ |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del bellunese e dovrebbe derivare
da modificazioni dialettali del nome Biagio. |
BIAVA
BIAVATI
BIAVASCHI |
Biava ha un nucleo lombardo, nel bergamasco ed uno nel torinese, Biavaschi
rarissimo è tipico della zona di Chiavenna e Gordona (SO), Biavati,
molto poco comune, è tipico di Bologna e della zona di Argenta e
Portomaggiore nel ferrarese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi
con il vocabolo medioevale dialettale biava (biada) di cui abbiamo un esempio
nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
all'anno 1136: "...reddunt fictum omni anno ad mensuram
Mediolanensem de biava modios
quinque...", ma Biava era anche un nome diffuso nel bergamasco nel
tardo medioevo, si ricorda ad esempio nei primi anni del 1400 il notaio
Biava Savioni di Taleggio (BG), a Gordona (SO) nella seconda metà
del 1700 è procuratore della comunità Bernardino Biavaschi. |
| BIBBO' |
Cognome tipico di Castelvetere In Val Fortore (BN).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
cognome tipico dell'area compresa tra Capitanata e Sannio, è
specifico dei comuni di Castelvetere in Val Fortore, dove è primo
in ordine di frequenza, Volturara Appula nel Foggiano e Tufara in provincia
di Campobasso. Tra le molteplici ipotesi da me formulate, quelle che ritengo
più accreditate sono:
1) la derivazione etimologica dal nome di persona greco Biblos,
romanizzato nella forma Bibulus e divenuto
Bibbò nel latino popolare parlato; con il termine biblos
era anche designato il papiro, o meglio, la membrana della corteccia da
cui si ricavava il papiro.
2) una possibile conseguenza della cognominizzazione di un soprannome
canzonatorio derivato dal verbo latino di terza coniugazione bibo,
is, bibi, bibitum, ere, attribuito al capostipite del ceppo
con specifico riferimento alla sua propensione a bere vino; va ricordato,
che veniva definito bibosus colui che
era avido di bere, ubriacone, mentre
il vocabolo bibo, onis dava il nome
ad un moscerino del vino.
3) l'origine del cognome dal termine italiano "bibelot", derivato dal
termine dialettale francese di origine onomatopeica pronunciato bi'blò
e adoperato per designare un oggettino di poco conto, un ninnolo. |
| BIBLICO |
Biblico è praticamente unico, sembrerebbe originario di Napoli,
potrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un biblicus
o lector Bibliae (lettore
della Bibbia presso un convento). |
| BIBINI |
Bibini, abbastanza raro, è specifico delle province di Macerata
ed Ascoli Piceno, di Tolentino nel maceratino e di Fermo nel Piceno, dovrebbe
derivare dal nome tardo latino Bibinus,
ma è pure possibile che origini invece dalla Gens
Baebia o Bebia, una Gens
plebea che annoverò alcuni pretori e consoli e che ebbe una larga
diffusione in Emilia, Romagna, Marche ed Abruzzo. |
BICCARI
BICCARINO
BICCARIO |
Biccari ha un piccolo ceppo a Gubbio nel perugino, uno a Roma ed uno a
Foggia e San Severo nel foggiano, Biccarino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
del foggiano, Biccario, quasi unico, parrebbe del barese, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite ipocoristici etnici, dal toponimo Biccari nel foggiano. |
| BICCONE |
Assolutamente rarissimo, tipicamente sardo, deriva da un soprannome originato
dal vocabolo sardo biccuni (grande
becco), probabilmente nato da un naso molto pronunciato del
capostipite. |
| BICEGO |
Specifico del veronese e vicentino. |
| BICOCCHI |
Cognome di origine tosco emiliana,
può aver avuto origine da un soprannome (quelli delle bicocche)
o da una pratica agraria. |
| BIDDAU |
Biddau è molto diffuso nella Sardegna centrosettentrionale, a Sassari,
Ittiri, Uri, Ozieri e Olmedo in particolare, ma con ceppi rappresentativbi
anche nell'oristanese a Bosa e Modolo, dovrebbe derivare da un soprannome
in lingua sarda originato dal termine biddau
(abitante del villaggio, contadino). |
| BIDDOCCU |
Biddoccu, molto raro, è del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato da una variazione ipocoristica del termine sardo beddu
(bello), ma non si può escludere
una possibile derivazione da un altro soprannome in lingua sarda originato
dal termine bidduncu (abitante
di un villaggio, contadino). |
| BIDUT |
Bidut, molto molto raro, è friulano dell'udinese, di Cervignano
del Friuli e Terzo d`Aquileia, potrebbe derivare da un soprannome originato
da una specie di participio passato della voce cimbrica bidan
(torcere), forse ad indicare che la
famiglia filava la lana. |
BIELLA
BIELLI
BIELLO |
Biella è tipico lombardo, Bielli ha un ceppo laziale, uno nel nordmilanese
e varesotto ed uno nel vercellese, Biello, abbastanza raro, sembra avere
un ceppo vercellese ed uno nel Molise, potrebbero in alcuni casi derivare
dal toponimo Biella, ma più spesso derivano da forme arcaiche del
nome medioevale Bellus di cui abbiamo un esempio a Clusone nel 1500 con
un certo Biello Fanzago citato in un testamento. Tracce di questa
cognomizzazione le troviamo nel 1800 con Pietro Biello, Regio Giudice del
Circondario di Calabritto (AV). |
| BIFFI |
Di origine lombarda questo cognome
è di derivazione incerta, potrebbe aver avuto origine dal vocabolo
milanese arcaico biff (paline.pertiche) con riferimento al mestiere di
agrimensore, come potrebbe essere una derivazione dal latino bifer (che
fruttifica due volte) sempre legato ad una qualifica agraria, oppure potrebbe
derivare da un vocabolo catalano (dominazione spagnola) bifi (labbro in
fuori) ed essere quindi un soprannome legato ad un carattere fisico. |
BIFOLCHI
BIFOLCO
BIFULCA
BIFULCO |
Bifolchi ha un ceppo a Perugia ed Umbertide sempre nel perugino ed uno
a Sora nel frusinate ed a Roma, Bifolco, decisamente campano, ha un ceppo
a Pagani e Sarno nel salernitano ed a Napoli ed Ercolano (NA), Bifulca
sembrerebbe unico, Bifulco è tipicamente campano, del casertano,
del napoletano soprattutto e del salernitano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull’origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due ipotesi,
entrambe valide a spiegare la loro diffusione. Cominciando con la prima,
innanzitutto, è facile immaginare una relazione diretta col mestiere
di bifolco, termine che, alla lettera,
significa semplicemente bovaro o mandriano
di buoi: dal punto di vista etimologico, infatti, questa parola
deriva dal latino bufulcus (variante
fonetica di bubulcus, probabilmente
di origine greca), col significato letterale di custode
di bovini (vedi anche Boero e Vaccaro).
Passando invece alla seconda ipotesi, va detto che in molti casi questi
cognomi derivano dal nome medievale Bifolco,
che, aldilà del suo significato originale, va probabilmente letto
nella stessa simbologia del nome medievale Pastore
(per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Pastore).
Dal punto di vista storico, infatti, tracce di questo nome si riscontrano
più di una volta nella Siena del ’200, con personaggi quali Bifolco
del fu Riccio di Chiusdino, Bifolco di Bandino e un certo notaio Bifolco.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi o nomi di mestiere
ad essi attribuiti. |
BIGATTI
BIGATTIN
BIGATTINI
BIGATTO
BIGATTON |
Bigatti è tipicamente lombardo del milanese, bergamasco e bresciano,
Bigattin, quasi unico, è friulano, Bigattini, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe del centro Italia, Bigatto, molto molto raro, parrebbe dell'alessandrino,
Bigatton è specifico di Maniago e Pordenone nel pordenonese, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da
un soprannome originato dal vocabolo dialettale
bigatt (baco), il che starebbe
ad indicare probabilmente che il mestiere del capostipite fosse quello
di allevatore di bachi da seta. |
| BIGAZZI |
Bigazzi è tipicamente toscano, del fiorentino in particolare, troviamo
tracce di questa cognominizzazione nel Registro dei Mandati di Pagamento
dell'ospedale di S. Giacomo di Roma., dove sotto l'anno 1583. viene indicata
una somma pagata all'infermiero Filippo Bigazzi
Fiorentino. |
BIGGIOGERO
BIGGIOGGERO
BIGIOGERO
BIZOZZERO
BIZZOZERO
BIZZOZZERO |
Cognomi tipici della provincia milanese e del varesotto, potrebbero derivare
dal toponimo Bizzozero (VA), toponimo già presente in età
medioevale, come possiamo vedere nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in quest'atto di vendita del 1189: "Anno
dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo nono, die martis,
quinto die decembris, indicione octava. Vendicionem fecerunt ad libellum
dominus Obizo et Honricus nepos et Rugerius quondam Obizonis, omnes de
loco Bexozaro
, domino Algixio prepossito ecclesie Sancti Victoris de Varixio...",
è anche possibile che questi cognomi possano avere una derivazione
da un vocabolo dialettale milanese, nel 1850 bigiogin
(guercino) stava ad indicare uno dalla
vista molto corta, nulla vieta pensare che precedentemente si dicesse biggioger
in dialetto per indicare uno molto miope. un'altra possibilità,
ma molto meno probabile, è che il cognome derivi da Bigio (antica
riduzione di Luigi). |
BIGI
BIGIO
BIGIOLI
BIGIOLLI
BIGIOTTI |
Bigi è molto diffuso iun Emilia, soprattutto nel reggiano e nel
modenese, in Toscana nel fiorentino ed aretino ed in Umbria, Bigio, estremamente
raro, ha un ceppo a San Remo (IM) ed uno a Portoferraio (LI), Bigioli è
caratteristico di Pieve Santo Stefano (AR), Bigiolli, molto molto raro,
è tipico della zona di Dubino in Valtellina, tracce di questo cognome
nel sondriese si trovano fin dal 1600, Bigiotti ha un ceppo a Buglio In
Monte (SO, uno a Firenze ed uno a Grotte di Castro (VT), tutti questi cognomi
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi
originati dal termine bigio (grigio) forse dovuto al fatto che il capostipite
aveva i capelli o la barba grigi. |
BIGLIA
BIGLINO |
Tipici cognomi piemontesi e liguri
con presenze anche in Lombardia (i conti Biglia di Milano furono feudatari
di Casalmaiocco), possono aver avuto origine da un tardo latino billia
(legni utilizzati per serrare le some) o dal francese bille (mazza) oppure
dal nome germanico Willian (volontà) da cui deriva il nome italiano
Guglielmo. |
BIGNAMI
BIGNAMINI |
Diffuso in tutto il centro nord
Bignami e tipicamente lombardo Bignamini, la derivazione dal nome Beniamino
è evidente. |
| BIGNARDI
|
Bignardi è tipicamente emiliano del modenese, di Modena e Mirandola,
Bologna e con un ceppo che si spinge fino al rovigoto a Fiesso Umbertiano,
dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Binardus
forma non rarissima del nome medioevale di origine germanica Bernardus. |
BIGNOTTI
BIGNOTTO |
Sono entrambi specifici della zona che comprende bresciano e mantovano,
potrebbe derivare dal nome di località Bigno, ne esiste una nel
varesotto. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Pavia con un
tal Bignotto de Zimenasco, console di giustizia di Pavia; in un atto del
1194 si può leggere: "...Interfuere Bignottus
de Ciminassco, Montenarius Porcus adque Bergondius
de Macucco testes...."
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Bignotti è piuttosto diffuso nel bresciano e nel Mantovano,
ma è presente anche in provincia di Milano. Rarissimo invece nel
Bergamasco e in provincia di Sondrio dove però è presente
in maniera stabile a partire dalla seconda metà dell'Ottocento a
Villa di Tirano. Fuori dalla Lombardia le presenze di questo cognome sono
di scarso rilievo e si limitano al Piemonte e all'Emilia Romagna
Secondo alcuni studiosi bresciani Bignotti deriverebbe da un soprannome
che ha alla base la parola del dialetto bresciano "bignù", bubbone,
ma lo ritengo improbabile. |
BIGNU
BIGNU'
BIGNUCOLO |
Bignu, praticamente unico, è probabilmente un errore di trascrizione
di Bignù, che, molto raro, è tipico del trevigiano, Bignucolo,
altrettanto raro, è sempre del trevigiano, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi dialettali originati dal termine dialettale veneto
bignucolo (bernoccolo,
foruncolo, bubbone). |
| BIGOGNO |
Tipico del milanese, Bigogno dovrebbe derivare dal toponimo Bigogno d'Agra
nel Canton Ticino. |
| BIGOLOTTI |
Presente solo nella provincia di
Milano, Lodi ed in Emilia, potrebbe essere originato dal termine milanese
arcaico bigolott (mestiere di merciaio ambulante) |
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