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BIA Ha un nucleo a Parma ed uno probabilmente non secondario a Modugno (BA) e a Matera.
BIADEGO
BIADICO
BIADIGO
Biadego, quasi scomparso parrebbe veneto, Biadico e Biadigo sempre rarissimi sono tipici del milanese, dovrebbero indicare la condizione di nipoti di particolari nonni forse importanti, si tratterebbe di una deformazione dialettale del termine medioevale latino ablatichus (nipote) dal latino avia (nonna) un esempio di quest'uso lo abbiamo nel 1515 in un atto a Bormio: "...loquendo verba nequam et suprascripta Clareta fuit in stuffa suprascripti Thonii et quedam puella ablaticha seu nepotis ipsius Thonii..." da si sarebbe arrivati in dialetto lombardo al termine arcaico biàdich (nipote).
BIAGETTI
BIAGIOTTI
Biagetti è tipico della fascia che comprende le Marche, l'Umbria e l'alto Lazio, Biagiotti è tipico della fascia che comprende Toscana, pesarese e perugino con un ceppo probabilmente secondario in provincia di Roma, derivano da modificazioni del nome Biagio (vedi Biagi), troviamo tracce di questa cognomizzazione nel 1500 con la marchesa Euridice Biagiotti di Terrarossa (MS).
BIAGGI
BIAGGIO
BIAGI
BIAGINI
BIAGIO
Biaggi ha un ceppo lombardo ed uno laziale a Roma e provincia ed a Viterbo, Biaggio, decisamente lombardo di Legnano (MI) e di Pontevico (BS), Biagi e Biagini sono propri della fascia che comprende Liguria, Emilia e Romagna, Toscana, Marche, Umbria ed alto Lazio, Biagio è assolutamente rarissimo, derivano tutti dal nomen latino Blasus o dal praenomen Blaesus (con il significato di balbuziente), tracce di questi cognomi si trovano a Lucca nel 1300, la famiglia de' Biagini viene citata in una lettera di Bernardino Baroni Arciprete della locale Cattedrale ed a Brescia nel 1500, in una lettera del 1568 viene citato: "Ioseffo quondam Francesco Biagini in Bressa sonador di violino".
BIALE Biale è tipicamente ligure di Savona e della provincia, di Albisola Superiore, Varazze e Stella, potrebbe derivare da una italianizzazione del cognome francese Bial, come potrebbe anche se non è molto probabile derivare dal nome medioevale di origine germanica Bilawald con il significato di colui che governa con dolcezza.
BIAMONTE
BIAMONTI
Biamonte, molto raro, è specifico calabrese, di Catanzaro e dintorni con un ceppo anche nel cosentino, Biamonti, anch'esso molto raro, è tipico della provincia di Imperia, zona di Ventimiglia, Bordighera e dintorni, derivano dal nome medioevale Baiamons (tis). (vedi Baiamonti)  Traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Crotone nel 1600 con una certa Porzia Biamonte.
BIANCA
BIANCACCI
BIANCARELLI
BIANCHELLA
BIANCHELLI
BIANCHESSI
BIANCHET
BIANCHETTA
BIANCHETTI
BIANCHETTO
BIANCHI
BIANCHIN
BIANCHINI
BIANCO
BIANCOTTI
BIANCOTTO
BIANCU
BIANCUZZI
BIANCUZZO
Derivano dal vocabolo bianco usato come nome o come soprannome derivante da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale, case bianche, o da un toponimo, o dal nome di una zona, ecc. Bianca ha un ceppo siciliano, soprattutto nel siracusano e catanese, con un ceppo anche nel palermitano, ed un ceppo nel napoletano, Biancacci, molto molto raro, sembrerebbe tipico della zona che comprende il Piceno ed il teramano, Folignano nel Piceno e Sant`Egidio alla Vibrata nel teramano, Biancarelli è caratteristico del perugino, di Gubbio e di Perugia, Bianchella è specifico dell'anconetano, di Ancona e Falconara Marittima, Bianchelli ha un piccolo ceppo a Finale Ligure ed uno ad Ancona e nell'anconetano a Jesi e Falconara Marittima, Bianchessi, già documentato in epoca medioevale, è presente solo in Lombardia ed è probabilmente di origine cremonese, Bianchet è specifico del bellunese edella vicina area trevigiana, pordenonese ed udinese, Bianchetta, decisamente del torinese, è tipico di Salassa (TO), Bianchetti ha un ceppo lombardo, soprattutto a Brescia e nel bresciano, ma anche nel milanese e nel cremonese, un piccolo ceppo tra anconetano e maceratese, uno tra reatino e romano ed uno nel napoletano, Bianchetto ha un ceppo nel vercellese ed uno tra vicentino, padovano e veneziano, Bianchino è tipico della zona tra barese, potentino e salernitano, Bianchi, Bianchini e Bianco sono diffusi fortemente in tutto il territorio nazionale, con prevalenza al centro nord per Bianchini ed al centro sud e Piemonte per Bianco, Bianchin è tipico dell'area veneto, friulana, dove è molto diffuso, Biancotti ha un ceppo a Villa di Tirano e Tirano in Valtellina ed uno nel Livornese a Piombino, Livorno e Portoferraio, Biancotto ha un ceppo a Demonte e Aisone nel cuneese ed a Beinasco e Torino nel torinese ed uno nel veneziano a San Donà di Piave ed a Torre di Mosto e Musile di Piave, Biancu è molto diffuso, in modo omogeneo, in tutta la Sardegna, Biancuzzi, molto molto raro, è specifico dell'udinese, Biancuzzo sembrerebbe specificatamente siciliano, di Messina in particolare, ma anche di Capo d`Orlando e Villafranca Tirrena.  I Bianchi di Firenze risalgono almeno al 1000, nel 1200 sono inseriti fra le casate nobili consolari, cioè la classe di ricchi e potenti feudatari più aristocratica di Firenze. Il casato Bianchi di Milano dovrebbe provenire da Bologna, il capostipite sembra sia stato Ugolino Bianchi, che nel 1390 Gian Galeazzo Visconti nominò Maresciallo del Ducato di Milano.
BIANCALANA
BIANCALANI
Biancalana ha un ceppo ligure a Genova, uno nel lucchese a Viareggio, Lucca, Capannori e Massarosa, uno nel perugino a Perugia, Corciano e Marsciano e ad Orvieto nel ternano,  ed uno a Roma ed a Nepi e Montefiascone nel viterbese, Biancalani è tipico del pratese, di Prato, Vaiano e Montemurlo, del fiorentino, di Firenze, Calenzano, Sesto Fiorentino e Barberino Di Mugello e di Quarrata, Montale ed Agliana nel pistoiese, dovrebbero derivare dal mestiere di preparatore, lavatore e sbiancatore della lana svolto dal capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio ad Urbino nel 1610 in un Diploma in Iure pontificio et caesareo rilasciato a Curzio Merluccius da San Leo, dove fra i promotori figura un certo Federico Biancalana.
BIANCARDI
BIANCARDO
Traggono origine dal nome germanico Blankhard (bianco duro, bianco forte) o dal cognome francese Blanchard; Biancardi è presente in tutta Italia, ma con forte prevalenza al nord ed in Campania, con particolare intensità in provincia di Milano e di Napoli, Biancardo, molto molto raro, è del napoletano ed avellinese.
BIANCAT
BIANCATI
BIANCATO
Biancat è rarissimo ed è presente solo ad Aviano (PN) ed a Venezia, si tratta della forma dialettale del più comune Biancato, che è specifico di tutta l'area che comprende le province di Padova, Treviso e Venezia, Biancati, praticamente unico, è sicuramente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, potrebbero derivare da modificazioni del nome medioevale Blancus di cui abbiamo esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1170 in una Cartha investiturae redatta in Cremona: "...Die dominico primo intrante mense februarii, in burgo Sancti Michaelis. Presentia bonorum hominum quorum nomina subter leguntur, cum ligno quod in sua tenebat manu Blancus qui dicitur Pistor de suprascripto burgo, verbo et consensu Gontilde, abatisse monasterii Sancti Leonardi...".
integrazioni fornite da Alessandro Biancat
Dal catapan della parrocchia di Aviano (PN) luglio 1653 risulta che la famiglia Blanchiat pagava messa in perpetuo per il signor Marchet per campo ricevuto. Ora io abito ad Aviano in Via Biancat, dove i Biancat possegono ciò che rimane di una braida di terra. L'origine etimologica del cognome Biancat e della successiva italianizzazione Biancato potrebbe essere francese (GATTO BIANCO) O gallicana (BLANC=BIANCO CATUS= AUDACE) o una trasformazione dialettale del comune cognome friulano Del Bianco.
BIANCHEDI Molto raro è tipico di Faenza, deriva da un soprannome dialettale originato dal vocabolo bianco, personaggio di rilievo è stato il converso domenicano frà Girolamo Bianchedi (1802-1849) architetto di Faenza.
BIANCOLELLA
BIANCOLILLA
BIANCOLILLO
BIANCULLI
BIANCULLO
Biancolella, molto molto raro, è tipico di Mugnano di Napoli nel napoletano e di Aversa e Cancello ed Arnone nel casertano, Biancolilla, ancora più raro, parrebbe del siracusano, Biancolillo sembrerebbe del barese, con un ceppo anche a Roma ed uno a Trieste, Bianculli è specifico della zona tra salernitano e potentino, di Montesano sulla Marcellana e Sanza nel salernitano e di San Martino d`Agri, Moliterno e Grumento Nova nel potentino, Biancullo è specifico di Battipaglia nel salernitano, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche dialettali meridionali del nome Bianco o Blancus (vedi Bianca).
BIANCOLI
BIANCOLIN
BIANCOLINI
BIANCOLINO
Biancoli è tipico dell'area bolognese e ravennate, Biancolin è tipico della zona che sta tra il trevisano ed il pordenonese, Biancolini ha un ceppo tra carrarese, reggiano e modenese, uno tra senese e grossetano ed uno nel romano, Biancolino ha un ceppo a Moggio Udinese in Friuli, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali toscoemiliane o venete del nome Bianco o Blancus (vedi Bianca).
BIANCON
BIANCONE
BIANCONI
Biancon è tipico di Caorle nel veneziano, Biancone ha un ceppo tra romano ed aquilano ed uno nel palermitano, Bianconi è diffusissimo nell'area che comprende la Lombardia, il Veneto occidentale, l'Emilia, la Toscana, l'Umbria , le Marche ed il Lazio, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme soprannominali accrescitive derivate dal nome Bianco o Blancus (vedi Bianca), forse a caratterizzare la mole imponente del capostipite o la sua particolare bonarietà.
BIANCUCCI Biancucci è tipico del centro Italia, sembrerebbero esserci tre ceppi uno nelle Marche sud orientali con epicentro nel maceratese, uno nel senese ed uno nel Lazio, l'origine del cognome dovrebbe essere derivata da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale, case bianche, o da un toponimo, o dal nome di una zona, ecc.  Tracce di questa famiglia si trovano in Toscana già dal 1300, in un atto del 1389 leggiamo: "...domus et terre contigue in Villa Lavachi districtus Masse..., locata ad un certo Iacobuccio et Fosco del fu Biancucci del Comune di San Vitale (sottoposta alla signoria di Lucca)". Nelle Marche, a Senigallia, parroco della chiesa di Santa Maria della Neve nella seconda metà del 1600 è un tale don Pierfrancesco Biancucci che si ricorda soprattutto per avere lui fondato nel 1669 la Compagnia della "Santissima Trinità del Riscatto”.
BIASIBETTI Di probabile origine veneta, potrebbe essere l'unione di due cognomi Biasi (vedi) e Betti (vedi).
BIASI
BIASINI
Chiara l'origine, dal nome latino Blasus o dal prenome Blaesus (con il significato di balbuziente), presenti in tutt'Italia, ma prevalente nelle Venezie, nelle Puglie ed in Piemonte Biasi e nel Lazio e nella pianura padana Biasini.
BIASIO
BIASIOTTO
Biasio è specifico della zona tra Villafranca Padovana e Piazzola sul Brenta (PD) ai confini con il vicentino, Biasiotto è tipico dell'area che comprende il trevisano ed il veneziano, di Mira (VE), Venezia e Valdobbiadene (TV), con presenze significative anche nel padovano, derivano, direttamente o per ipocoristici, da modificazioni dialettali del nome medioevale Blasius di cui abbiamo un esempio in un atto del 1390: "...dictis nominibus seu monacis capitulo et conventu monasterij predicti fideiussi extitissent Blasius et Curadinus fratres de Casternago filij quondam Adanij...".
BIASUZ Assolutamente rarissimo, sembrerebbe del bellunese e dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Biagio.
BIAVA
BIAVATI
BIAVASCHI
Biava ha un nucleo lombardo, nel bergamasco ed uno nel torinese, Biavaschi rarissimo è tipico della zona di Chiavenna e Gordona (SO), Biavati, molto poco comune, è tipico di Bologna e della zona di Argenta e Portomaggiore nel ferrarese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo medioevale dialettale biava (biada) di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1136: "...reddunt fictum omni anno ad mensuram Mediolanensem de biava modios quinque...", ma Biava era anche un nome diffuso nel bergamasco nel tardo medioevo, si ricorda ad esempio nei primi anni del 1400 il notaio Biava Savioni di Taleggio (BG), a Gordona (SO) nella seconda metà del 1700 è procuratore della comunità Bernardino Biavaschi.
BIBBO' Cognome tipico di Castelvetere In Val Fortore (BN).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
cognome tipico dell'area compresa tra Capitanata e Sannio, è specifico dei comuni di Castelvetere in Val Fortore, dove è primo in ordine di frequenza, Volturara Appula nel Foggiano e Tufara in provincia di Campobasso. Tra le molteplici ipotesi da me formulate, quelle che ritengo più accreditate sono:
1) la derivazione etimologica dal nome di persona greco Biblos, romanizzato nella forma Bibulus e divenuto Bibbò nel latino popolare parlato; con il termine biblos era anche designato il papiro, o meglio, la membrana della corteccia da cui si ricavava il papiro.
2) una possibile conseguenza della cognominizzazione di un soprannome canzonatorio derivato dal verbo latino di terza coniugazione bibo, is, bibi, bibitum, ere, attribuito al capostipite del ceppo con specifico riferimento alla sua propensione a bere vino; va ricordato, che veniva definito bibosus colui che era avido di bere, ubriacone, mentre il vocabolo bibo, onis dava il nome ad un moscerino del vino.
3) l'origine del cognome dal termine italiano "bibelot", derivato dal termine dialettale francese di origine onomatopeica pronunciato bi'blò e adoperato per designare un oggettino di poco conto, un ninnolo.
BIBLICO Biblico è praticamente unico, sembrerebbe originario di Napoli, potrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un biblicus o lector Bibliae (lettore della Bibbia presso un convento).
BIBINI Bibini, abbastanza raro, è specifico delle province di Macerata ed Ascoli Piceno, di Tolentino nel maceratino e di Fermo nel Piceno, dovrebbe derivare dal nome tardo latino Bibinus, ma è pure possibile che origini invece dalla Gens Baebia o Bebia, una Gens plebea che annoverò alcuni pretori e consoli e che ebbe una larga diffusione in Emilia, Romagna, Marche ed Abruzzo.
BICCARI
BICCARINO
BICCARIO
Biccari ha un piccolo ceppo a Gubbio nel perugino, uno a Roma ed uno a Foggia e San Severo nel foggiano, Biccarino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del foggiano, Biccario, quasi unico, parrebbe del barese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici etnici, dal toponimo Biccari nel foggiano.
BICCONE Assolutamente rarissimo, tipicamente sardo, deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo biccuni (grande becco), probabilmente nato da un naso molto pronunciato del capostipite.
BICEGO Specifico del veronese e vicentino.
BICOCCHI Cognome di origine tosco emiliana, può aver avuto origine da un soprannome (quelli delle bicocche) o da una pratica agraria.
BIDDAU Biddau è molto diffuso nella Sardegna centrosettentrionale, a Sassari, Ittiri, Uri, Ozieri e Olmedo in particolare, ma con ceppi rappresentativbi anche nell'oristanese a Bosa e Modolo,  dovrebbe derivare da un soprannome in lingua sarda originato dal termine biddau (abitante del villaggio, contadino).
BIDDOCCU Biddoccu, molto raro, è del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una variazione ipocoristica del termine sardo beddu (bello), ma non si può escludere una possibile derivazione da un altro soprannome in lingua sarda originato dal termine bidduncu (abitante di un villaggio, contadino).
BIDUT Bidut, molto molto raro, è friulano dell'udinese, di Cervignano del Friuli e Terzo d`Aquileia, potrebbe derivare da un soprannome originato da una specie di participio passato della voce cimbrica bidan (torcere), forse ad indicare che la famiglia filava la lana.
BIELLA
BIELLI
BIELLO
Biella è tipico lombardo, Bielli ha un ceppo laziale, uno nel nordmilanese e varesotto ed uno nel vercellese, Biello, abbastanza raro, sembra avere un ceppo vercellese ed uno nel Molise, potrebbero in alcuni casi derivare dal toponimo Biella, ma più spesso derivano da forme arcaiche del nome medioevale Bellus di cui abbiamo un esempio a Clusone nel 1500 con un certo Biello Fanzago citato in un testamento.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1800 con Pietro Biello, Regio Giudice del Circondario di Calabritto (AV).
BIFFI Di origine lombarda questo cognome è di derivazione incerta, potrebbe aver avuto origine dal vocabolo milanese arcaico biff (paline.pertiche) con riferimento al mestiere di agrimensore, come potrebbe essere una derivazione dal latino bifer (che fruttifica due volte) sempre legato ad una qualifica agraria, oppure potrebbe derivare da un vocabolo catalano (dominazione spagnola) bifi (labbro in fuori) ed essere quindi un soprannome legato ad un carattere fisico.
BIFOLCHI
BIFOLCO
BIFULCA
BIFULCO
Bifolchi ha un ceppo a Perugia ed Umbertide sempre nel perugino ed uno a Sora nel frusinate ed a Roma, Bifolco, decisamente campano, ha un ceppo a Pagani e Sarno nel salernitano ed a Napoli ed Ercolano (NA), Bifulca sembrerebbe unico, Bifulco è tipicamente campano, del casertano, del napoletano soprattutto e del salernitano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull’origine di questi cognomi confluiscono perlomeno due ipotesi, entrambe valide a spiegare la loro diffusione. Cominciando con la prima, innanzitutto, è facile immaginare una relazione diretta col mestiere di bifolco, termine che, alla lettera, significa semplicemente bovaro o mandriano di buoi: dal punto di vista etimologico, infatti, questa parola deriva dal latino bufulcus (variante fonetica di bubulcus, probabilmente di origine greca), col significato letterale di custode di bovini (vedi anche Boero e Vaccaro). Passando invece alla seconda ipotesi, va detto che in molti casi questi cognomi derivano dal nome medievale Bifolco, che, aldilà del suo significato originale, va probabilmente letto nella stessa simbologia del nome medievale Pastore (per una spiegazione più approfondita, vedi il cognome Pastore). Dal punto di vista storico, infatti, tracce di questo nome si riscontrano più di una volta nella Siena del ’200, con personaggi quali Bifolco del fu Riccio di Chiusdino, Bifolco di Bandino e un certo notaio Bifolco. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi o nomi di mestiere ad essi attribuiti.
BIGATTI
BIGATTIN
BIGATTINI
BIGATTO
BIGATTON
Bigatti è tipicamente lombardo del milanese, bergamasco e bresciano, Bigattin, quasi unico, è friulano, Bigattini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centro Italia, Bigatto, molto molto raro, parrebbe dell'alessandrino, Bigatton è specifico di Maniago e Pordenone nel pordenonese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da un soprannome originato dal vocabolo dialettale bigatt (baco), il che starebbe ad indicare probabilmente che il mestiere del capostipite fosse quello di allevatore di bachi da seta.
BIGAZZI Bigazzi è tipicamente toscano, del fiorentino in particolare, troviamo tracce di questa cognominizzazione nel Registro dei Mandati di Pagamento dell'ospedale di S. Giacomo di Roma., dove sotto l'anno 1583. viene indicata una somma pagata all'infermiero Filippo Bigazzi Fiorentino.
BIGGIOGERO
BIGGIOGGERO
BIGIOGERO
BIZOZZERO
BIZZOZERO
BIZZOZZERO
Cognomi tipici della provincia milanese e del varesotto, potrebbero derivare dal toponimo Bizzozero (VA), toponimo già presente in età medioevale, come possiamo vedere nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in quest'atto di vendita del 1189: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo nono, die martis, quinto die decembris, indicione octava. Vendicionem fecerunt ad libellum dominus Obizo et Honricus nepos et Rugerius quondam Obizonis, omnes de loco Bexozaro , domino Algixio prepossito ecclesie Sancti Victoris de Varixio...", è anche possibile che questi cognomi possano avere una derivazione da un vocabolo dialettale milanese, nel 1850 bigiogin (guercino) stava ad indicare uno dalla vista molto corta, nulla vieta pensare che precedentemente si dicesse biggioger in dialetto per indicare uno molto miope. un'altra possibilità, ma molto meno probabile, è che il cognome derivi da Bigio (antica riduzione di Luigi).
BIGI
BIGIO
BIGIOLI
BIGIOLLI
BIGIOTTI
Bigi è molto diffuso iun Emilia, soprattutto nel reggiano e nel modenese, in Toscana nel fiorentino ed aretino ed in Umbria, Bigio, estremamente raro, ha un ceppo a San Remo (IM) ed uno a Portoferraio (LI), Bigioli è caratteristico di Pieve Santo Stefano (AR), Bigiolli, molto molto raro, è tipico della zona di Dubino in Valtellina, tracce di questo cognome nel sondriese si trovano fin dal 1600, Bigiotti ha un ceppo a Buglio In Monte (SO, uno a Firenze ed uno a Grotte di Castro (VT), tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine bigio (grigio) forse dovuto al fatto che il capostipite aveva i capelli o la barba grigi.
BIGLIA
BIGLINO
Tipici cognomi piemontesi e liguri con presenze anche in Lombardia (i conti Biglia di Milano furono feudatari di Casalmaiocco), possono aver avuto origine da un tardo latino billia (legni utilizzati per serrare le some) o dal francese bille (mazza) oppure dal nome germanico Willian (volontà) da cui deriva il nome italiano Guglielmo.
BIGNAMI
BIGNAMINI
Diffuso in tutto il centro nord Bignami e tipicamente lombardo Bignamini, la derivazione dal nome Beniamino è evidente.
BIGNARDI Bignardi è tipicamente emiliano del modenese, di Modena e Mirandola, Bologna e con un ceppo che si spinge fino al rovigoto a  Fiesso Umbertiano, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Binardus forma non rarissima del nome medioevale di origine germanica Bernardus.
BIGNOTTI
BIGNOTTO
Sono entrambi specifici della zona che comprende bresciano e mantovano, potrebbe derivare dal nome di località Bigno, ne esiste una nel varesotto. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Pavia con un tal Bignotto de Zimenasco, console di giustizia di Pavia; in un atto del 1194 si può leggere: "...Interfuere Bignottus de Ciminassco, Montenarius Porcus adque Bergondius de Macucco testes...."
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Bignotti è piuttosto diffuso nel bresciano e nel Mantovano, ma è presente anche in provincia di Milano. Rarissimo invece nel Bergamasco e in provincia di Sondrio dove però è presente in maniera stabile a partire dalla seconda metà dell'Ottocento a Villa di Tirano. Fuori dalla Lombardia le presenze di questo cognome sono di scarso rilievo e si limitano al Piemonte e all'Emilia Romagna
Secondo alcuni studiosi bresciani Bignotti deriverebbe da un soprannome che ha alla base la parola del dialetto bresciano "bignù", bubbone, ma lo ritengo improbabile.
BIGNU
BIGNU'
BIGNUCOLO
Bignu, praticamente unico, è probabilmente un errore di trascrizione di Bignù, che, molto raro, è tipico del trevigiano, Bignucolo, altrettanto raro, è sempre del trevigiano, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal termine dialettale veneto bignucolo (bernoccolo, foruncolo, bubbone).
BIGOGNO Tipico del milanese, Bigogno dovrebbe derivare dal toponimo Bigogno d'Agra nel Canton Ticino.
BIGOLOTTI Presente solo nella provincia di Milano, Lodi ed in Emilia, potrebbe essere originato dal termine milanese arcaico bigolott (mestiere di merciaio ambulante)
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