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BO
BO'
Bo sembra essere tipico del Piemonte, con un ceppo importante a Sestri Levante (GE) e Genova, a Milano, a Parma e Guastalla (RE), a Olbia (SS) e Ala dei Sardi (SS), Bò, molto molto raro, parrebbe del milanese e del genovese, si dovrebbe trattare di forme dialettali contratte del termine bove usate anticamente ad indicare una certa agiatezza della famiglia.
BOAR
BOARA
BOARI
BOARO
BOER
BOERA
BOERCHI
BOERCHIO
BOERETTO
BOERI
BOERO
BOVERI
BOVERIO
Cognomi legati a soprannomi relativi al vocabolo latino bovarius (relativo ai buoi) o al vocabolo italiano bove, quindi correlati con il lavoro agricolo o di mandriano, oppure derivati da uno dei molti toponimi correlati con la parola Bove, i ceppi liguri, piemontesi potrebbero anche derivare dal termine francese arcaico bouvier (bovaro, mandriano), o dal termine catalano antico boher (guardiano dei buoi), in alcuni casi è possibile inoltre che derivino da alterazioni del nome medioevale germanico Bodhari, originato a sua volta dall'unione dei termini medioevali germanici bod (messaggero) ed hari (esercito), con il significato di portaordini, messo militare, alfiere. Boar, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Boara, assolutamente rarissimo, parrebbe del milanese, Boari ha un ceppo nel milanese, uno tra bolognese e ferrarese, ed uno nell'area che comprende l'anconetano, il maceratese ed il perugino, Boaro ha un ceppo nel trevisano, uno nell'udinese ed uno nell'anconetano, Boer è tipicamente veneto mentre Boera, Boerchi e Boerchio sono tipici dell'area milanese, pavese e delle provincie limitrofe, Boeretto, estremamente raro, parrebbe originario del veneziano, Boeri ha un ceppo nell'astigiano a Costigliole d`Asti in particolare, un ceppo nel piacentino a Piacenza ed a Ferriere, ma il nucleo principale è in Liguria nell'imperiese soprattutto, a Badalucco, Taggia e San Remo, Boero è ligure piemontese con un ceppo anche a Agliari ed a Capoterra nel cagliaritano, concentrato in particolar modo a Torino, Asti, Mazzè nel torinese ed a Genova soprattutto, Boveri proviene dall'alessandrino, ma diffuso molto anche nelle provincie di Pavia e Piacenza, Boverio, assolutamente rarissimo, è tipico dell'area alessandrino, pavese. Nel 1568 a Saluzzo nel cuneese troviamo Zaccaria Boverio che diventerà padre cappuccino e ci lascerà scritti di teologia.
BOASSA
BUASSA
Boassa, molto raro, è tipicamente sardo, di San Nicolò d'Arcidano, Uras e Terralba nell'oristanese, di Serramanna nel Medio Campidano e di Cagliari, Buassa è praticamente unico.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BOASSA; BUASSA: boassa o buassa in Campidano, buatta in Logudoro, è riferito a malattia esantematica simile al morbillo, ma più grave: lo si chiama anche vaiolo benigno! Il vocabolo deriva da bua, voce infantile onomatopeica per indicare il dolore. Mentre il vero vaiolo viene comunemente chiamato sa pigòtta o sarrosa cun su cristallu mascu. Sa buatta è inoltre la "veste" della pannocchia del granoturco, ma deriva dal francese boite = involucro o anche scatola; buatta o boatta anche in italiano (region.). Buattone in Logudorese è il fantoccio di carnevale e buatta o buattina è una bambola di stracci o cenci; così anche in piemontese. Il cognome Boassa è attualmente presente in 21 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: San Nicolò Arcidano 34, Serramanna 28, Uras 14, Cagliari 13, Terralba 13, etc. La variante Buassa è presente solo nel Comune di Gonnosfanadiga (un nucleo familiare) e si tratta evidentemente di trascrizione anagrafica errata, perché  i Buassa di Gonnosfanadiga hanno dichiarato di provenire dalla zona di Arcidano -Terralba.
BOASSO
BUASSO
Boasso è tipicamente piemontese, di Torino, Carmagnola e Collegno nel torinese e di Alba, Fossano e Grinzane Cavour nel cuneese, con un piccolo ceppo anche a Genova, Buasso, quasi unico, è del cuneese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale basato sul termine dialettale piemontese arcaico böass (grosso bue), forse a sottolineare l'imponenza del capostipite.
BOATI
BOATO
BOATTI
BOATTO
Boati e Boatti sono tipici del milanese e del pavese, Boato è tipicamente veneto, dell'area veneziano, trevisana, Boatto, oltre al ceppo veneziano, ne ha uno nell'alessandrino e nel pavese, tutti questi cognomi nascono da soprannomi dialettali aventi per argomento il bove, sia per il mestiere del capostipite legato a quelle bestie, sia anche per una particolare forza o costanza.
BOBBA Bobba, decisamente piemontese, in particolare del vercellese, di Cigliano, Saluggia, Bianzè e Vercelli, dovrebbe derivare da un soprannome provenzale originato dal termine bobe, un'alterazione del latino balbus (balbuziente), forse ad indicare che il capostipite fosse affetto da questo tipo di difetto.
BOBBIESE
BOBBIESI
Entrambi molto molto rari sono tipici del pavese, dovrebbero derivare dall'etnico di Bobbio nel piacentino.
BOBBIO Bobbio ha un ceppo principale tra pavese, alessandrino e genovese, con massima concentrazione ad Alessandria e Novi Ligure ed uno nel torinese tra Torino e San Benigno Canavese, e nel novarese a Novara e Cameri, tutti i ceppi dovrebbero derivare dalla toponomastica, da Bobbio Pellice nel torinese o dai Piani di Bobbio nel piacentino, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Soncino (CR) tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con il notaio Gianbattista Bobius, circa cinquant'anni dopo troviamo nel bresciano un certo Gerolamo Bobius pretore di Pumenengo (BG).
BOCA Tipico del novarese, deriva dal toponimo Boca (NO).
BOCALETTI
BOCALETTO
BOCCALETTI
BOCCALETTO
Bocaletti e Bocaletto sono quasi unici, Boccaletti è specifico della zona di confine tra modenese, reggiano e mantovano, zona di Novi di Modena e Carpi (MO), Boccaletto, rarissimo, è tipico della zona tra trevisano e veneziano, dovrebbero derivare da soprannomi forse legati al mestiere di oste.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Boccaletti è di derivazione soprannominale e deriva dal nome medievale bucaletus «piccolo boccale», ad indicare forse «persona piccola e grossa». È d'area modenese-reggiana. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
BOCCA Tipico del nord ovest ha un nucleo a Vigevano nel pavese e nell'alessandrino, ha un ceppo anche a Torino, dovrebbe derivare da nomi di località quali lo sbocco di un torrente o di un fiume come Bocca D'Adda e simili.
BOCCACCI
BOCCACCIO
BOCCADORO
BOCCATO
BOCCHETTA
BOCCHETTI
BOCCHETTO
BOCCHI
BOCCHINI
BOCCHINO
BOCCHIOLA
BOCCHIOLI
BOCCIARELLI
BOCCON
BOCCONE
BOCCONI
BOCCOTTI
BOCCUCCI
BOCCUCCIA
BUCCIARELLI
BUCCUCCIA
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche fisiche legate all'aspetto o all'uso della bocca, ma in alcuni casi possono anche essere collegati al luogo di dimora della famiglia collocato nelle vicinanze di una bocca o sbocco di un fiume o comunque di un corso d'acqua, ma è pure possibile che derivino direttamente o tramite accrescitivi od ipocoristici dal nome medioevale di origine germanica Bocco, Bocconis, di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1610: "..Consimilis est Bocco Humalda, vir devotus, modestus, ac sobrius, cum quo tuo te posse conversari existimo. Lamberti nuncii illius, quem nosti, aedes quantum potes fugias...". Boccacci ha un ceppo nel parmense, uno nell'anconetano ed il nucleo principale nel Lazio, Boccaccio particolarmente presente in Piemonte, Liguria, Puglie e Sicilia, Boccadoro in tutto il centro nord, ma particolarmente in provincia di Milano, solo al nord, ma con forte concentrazione nel Veneto ed in Lombardia e Piemonte Boccato, in tutto il centro nord Bocchi, ma soprattutto in Lombardia ed Emilia, Bocchetta, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nel perugino, uno a Roma, uno a Cagliari, uno nel napoletano ed uno nel potentino, Bocchetti ha un grosso ceppo a Napoli e nel napoletano, ed a Roma, e nel viterbese, Bocchetto, quasi unico, parrebbe avere un piccolissimo ceppo nel veneziano ed uno altrettanto piccolo nel napoletano, Bocchini, massimamente concentrato nel forlivese, è ben diffuso in tutta l'area che comprende le Marche, l'Umbria, il viterbese ed il romano, Bocchino ha un nucleo campano, particolarmente nel beneventano, uno nel ternano, viterbese e romano, uno nell'astigiano ed uno nel catanzarese, Boccon, molto molto raro, è del padovano, Boccone ha un ceppo nel genovese ed uno secondario a Carloforte (CA), Bocconi ha un ceppo emiliano tra parmense e reggiano ed uno fiorentino, originari dell'area milanese Bocchiola, Bocchioli e Boccotti, piacentino Bocciarelli, Bucciarelli invece oltre al ceppo nel reggiano, è ben diffuso in Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio e Campania, Boccucci è del casertano, di Sessa Aurunca in particolare, Boccuccia è specifico del romano, di Cave e di Roma, Buccuccia, quasi unico, è laziale. Giovanni Boccacci (il famoso Boccaccio del Decamerone) scrittore, nasce nel 1313 a Parigi, ma da padre originario di Certaldo (FI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bocchi è cognome veneto, presente nel secolo XII come Bocho, Buco, Bocco, viene dal nome germanico Bocco, Buchilo registrato in Förstemann 344. Fonte: Olivieri 157. Secondo F. Violi è invece la cognominizzazione del nome personale medievale Boca, dal lat. bucca «bocca», con valore soprannominale, documentato nel Modenese dal 1164. La sua diffusione è maggiore nel Mirandolese.
BOCCADIFUOCO Boccadifuoco è tipicamente siciliano, di Siracusa e di Vittoria, Pozzallo e ragusa nel ragusano e di Butera nel nisseno, si dovrebbe trattare di un soprannome attribuito a capostipiti particolarmente adusi all'alterco, in molti casi si può trattare anche di un cognome attribuito a trovatelli dai funzionari degli orfanotrofi borbonici.
BOCCAFUSCA
BUCCAFUSCA
BUCCAFUSCHI
BUCCAFUSCO
Boccafusca, praticamente unico, parrebbe campano, Buccafusca ha un ceppo calabrese a Nicotera nel vibonese ed uno siciliano a Palermo e Milazzo nel messinese, Buccafuschi, quasi unico è del palermitano, Buccafusco, abbastanza raro, ha un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati probabilmente dal compostamento del capostipite, forse aduso a parlar male degli altri, o a rispondere in modo ombroso, in molto casi si potrebbe trattare di cognomi attribuiti da funzionari borbonici a dei fanciulli abbandonati.
BOCCALARI
BOCCALINI
Cognomi derivati probabilmente dal termine spagnolo bocal (brocca) tramite soprannomi relativi al mestiere di oste o di servitore. Tipicamente dell'area milanese, pavese e mantovana Boccalari, mentre è specifico dell'Italia centrale Boccalini.  Nella seconda metà del 1500 troviamo a Carpi l'architetto Giovanni Boccalini.
BOCCANEGRA
BOCCANERA
Boccanegra è specifico genovese anche se ora è presente soprattutto a Venezia, Boccanera è tipico del centro, ha vari ceppi nelle province di Roma, Rieti, Macerata ed Ancona, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal nome medioevale Bocca o Bucca o anche da toponimi contenenti la radice Bocca come ne esistono molti in tutto il paese, tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1200 a Genova con il Capitano del Popolo Guglielmo Boccanegra di una ricca famiglia di mercanti e nel 1300 con suo nipote Simon Boccanegra primo Doge di Genova eletto il 24 Settembre 1339.
BOCCANFUSA
BOCCANFUSO
Boccanfusa è quasi unico, Boccanfuso è specifico dell'isola d'Ischia, di Ischia, Barano di Ischia, Forio e di Napoli, presenta inoltre un ceppo a Taranto, si dovrebbe trattare di cognomi attribuito a dei trovatelli, individuati dal funzionario dell'orfanotrofio come bocca bagnata, 'nfuso o 'nfoso in dialetto campano significa appunto bagnato.
BOCCARDI
BOCCARDO
BOCCIARDI
BOCCIARDO
BUCCARDI
BUCCARDO
Boccardi ha vari ceppi in giro per l'Italia, dal torinese alla Toscana, al Lazio, al Molise e alla Puglia, Boccardo ha un nucleo genovese e ceppi sparsi sia al nord che al centrosud, Bocciardi, molto molto raro, è toscano di Santa Croce Sull`Arno e Castelfranco Di Sotto nel pisano in particolare, Bocciardo è specifico di Genova, Buccardi e Buccardo sono quasi unici, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Burghard. attraverso la sua versione latina Bociardus di cui abbiamo un esempio a Milano in una Sententia dell'anno 1138: "...Et ibi statim, per laudamentum ipsorum consulum, iuraverunt ipsi testes, ad sancta Dei Euvangelia, ita esse verum, sicut supra testificati sunt, et ipse Bociardus insuper iuravit, in suo sacramento, quod habet valente libras septem et dimidiam denariorum Mediolanensium...".
BOCCHICCHIO
BOCHICCHIO
Bocchicchio ha un ceppo a Prato ed a Cascina nel pisano, ed uno a Panni nel foggiano ed a Montecalvo Irpino nell'avellinese, Bochicchio è tipico della zona di Potenza ed Avigliano nel potentino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale anche se la presenza di una località Bochicchi di Morcone (BN) potrebbe far erroneamente pensare ad una derivazione dalla toponomastica, (in realtà il toponimo deriva dal nome della famiglia colonica che vi abitò) (vedi anche BUCCHICCHIO).
ricerche fornite da Fabio Paolucci (Salerno)
Il cognome Bochicchio deriva da un'antica famiglia di origine albanese, i Bosichio, che trapiantatisi in Lucania tra Potenza e Avignano italianizzarono la propria forma cognominale in Bochicchio.  Il ceppo Bochicchio di Forenza annovera nell'800 molte figure di spicco come i fratelli patrioti Antonio, Nicola e Vincenzo (figli di Canio Bochicchio, benestante di Forenza), Francesco Saverio, Michele Antonio Gaetano e Vincenzo Antonio Francesco (figli di Giuseppe), Gabriele fu Vincenzo Antonio e Nicola fu Pasquale.
BOCCI
BOCCIA
BOCCIO
Bocci è molto diffuso nella fascia centrale che comprende la Toscana, le Marche, l'Umbria ed il Lazio, con piccoli ceppi in Emilia, a Genova ed a San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo nel foggiano, Boccia è panitaliano, ma la sua massima concentrazione la troviamo tra Lazio e Campania,  Boccia è panitaliano, ma la sua massima concentrazione la troviamo tra Lazio e Campania, Boccio ha un ceppo nel ternano ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale Boccio, Boccia di cui abbiamo un esempio a S.Giovanni Valdarno nel 1401 con  Boccia di Niccolò del Rosso eletto Commissario della Repubblica Fiorentina, nome esistente sia in forma autonoma, che come apocope di nomi come Bocciardo.
BOCCIANTI
BUCCIANTE
BUCCIANTI
BUCCIANTINI
Boccianti, estremamente raro, sembrerebbe dovuto ad un errore di trascrizione, Bucciante ha un solo ceppo nel teatino a Fossacesia, Buccianti è tipico del fiorentino, Bucciantini, sicuramente toscano, parrebbe più tipico del pistoiese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Bocciante o Bucciante derivato da una modificazione dell'aferesi del nome Iacobus, tracce di queste cognominizzazioni le abbiamo a Firenze ad esempio in questo contratto dell'anno 1446: "...Facemo novo contratto, dove si chiarisce come Piero detto è tenuto per di qui a x anni proximi a venire a rivendermi detta casa a ogni mia richiesta per detto prezo di f. d, pagandogli ne' tenpi e termini si saranno ricevuti da lui come dovere, benché nel contratto non si chiarisce. E dal dì ch'io la ricomperassi glela debbo apigionare per 5 anni e per f. 24, e f. jº per la casetta overo striscia di sopra nominata. E in caso ch'io in detti x anni non la ricomperassi, volendola vendere in tra[n]sattione, m'obligo darla a detto Piero per f. secento, computandovi detti f. d di prima ricevuti, o per quel pregio più che se ne trovassi da altri. Rogato ser Matheo di ser Batista Bocciante da Pisa e ser Piero di Michele di messer Rinaldo Partigiani da Sa·Miniato...", agli inizi del 1800 troviamo a Fossacesia nel teatino il Gran Maestro della Carboneria Nicolantonio Bucciante.
BOCELLI Bocelli ha un ceppo a Parma ed uno in Toscana nel livornese, a Rosignano Marittimo, Campiglia Marittima e Cecina, a Lajatico, Volterra e Pisa nel pisano, ed a Grosseto, dovrebbe derivare dal nome medioevale Bocellus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un testo rinascimentale: ".. et aliquot regij milites duce Cantoclaro sacrifico, qui aggredienteis Protestanteis aliquanto tempore morati, quosdam etiam ex illis interfecerunt. qua re iritati Bocellus et Siluagius praecipui Protestantium duces maiore vi inuecti templum et circumpositas porticus perrumpunt ..".
BOCOLA Molto raro, sembra specifico del foggiano, di San Severo in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino bucula (giovane mucca).
BODDI Boddi è tipico del fiorentino, di Firenze, Bagno a Ripoli e Reggello, di Ponsacco nel pisano, di Piombino (LI, e di Follonica e Massa Marittima nel grossetano, secondo alcuni deriverebbe dalla voce celtica boddi (che sommerge, sommerso), nel Glossario delle antiche voci Celtiche del Boxhornio boddi significa sommergere, ma è altamente improbabile.
BODEI Bodei è specifico del bresciano, di Serle e Novolento in particolare, ma anche di Nuvolera, Mazzano, Brescia, Bedizzole, Gavardo, Paitone e Vallio Terme, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale bodei (budelli), probabilmente ad indicare che il o i capostipiti facessero di mestiere i salumai, cioè utilizzassero appunto i budelli di animale per insaccare i loro prodotti, nella zona di Serle è molto antica la tradizione della produzione di salumi, ma potrebbe anche derivare da modificazioni del nome celtico Boduos (il vincitore).
BODI
BODO
Bodi è tipico di Cavallino-Treporti nel veneziano, Bodo, decisamente più comune, ha un ceppo nel padovano, e nel bellunese ed uno tra novarese e vercellese, dovrebbero derivare da Bodo, antico toponimo celtico del vicentino, Castello ormai scomparso con feudo annesso in prossimità di Sarcedo (VI), questo toponimo celtico è abbastanza diffuso: "...Bodo enim vel bodum profundum antiqua Gallorum lingua significare author est Plinius,  unde Bodincomagus urbs, ut habet ille, ubi maxima Padi altitudo,..." , ma potrebbero anche derivare da modificazioni del nome celtico Boduos (il vincitore).
BODINI Cognome tipico del lombardo veneto potrebbe derivare dalla parola latina botellus (budello) usato anticamente per fare sanguinacci, quindi identificante, come soprannome, un mestiere, ma più probabilmente potrebbe anche essere un ipocoristico del nome celtico Boduos (il vincitore).
BODRATI
BODRATO
Bodrati, quasi unico, è ligure, piemontese, Bodrato ha un ceppo ad Ovada nell'alessandrino ed a Torino, ma il nucleo principale è genovese, con un piccolo ceppo anche ad Urbe nel savonese, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origini germaniche Boderatus, di cui abbiamo un esempio d'uso a Roma nell'anno 901, quando tra gli iudices domni imperatoris compare un certo Vivencius alias Boderatus, in uno scritto del 1343 ad Avignone troviamo citato un tale Bodratus Malabayla di Asti, questo nome dovrebbe essere nato da una latinizzazione del nome germanico Edelrad, composto dai termini edel (nobile) e rad (Consiglio), con il significato di nobile Consigliere, potrebbe anche in qualche caso derivare dal toponimo tedesco Edelrath., secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece dal nome medioevale germanico Bodhard, composto da bod (messaggero) ed hard (duro, deciso).
BODRITI
BODRITO
Bodriti, quasi unico, è piemontese, così come il più diffuso Bodrito, che ha un ceppo a Vesime nell'astigiano ed a Torino, dovrebbe trattarsi di forme alterate derivate dal nome medioevale e di origini germaniche Boderatus (vedi BODRATI).
su suggerimento di Daniele Zaia
BOE
BOI
Boe ha un ceppo a Cagliari, a Dorgali, Orosei (NU) ed a Nuoro, a Ghilarza (OR), Boi è molto diffuso in tutta la Sardegna, ma nel cagliaritano in modo particolare, derivano da soprannomi originati dal vocabolo sardo boi (bue), soprannomi che caratterizzavano normalmente persone abbienti.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BOE; BOI: hanno in comune significato ed etimo: boe in Logudoro e boi in Campidano = bue e derivano dal latino bos o dal greco βοΰς. Su boe/i marinu è la foca monaca; su boi tomasu è lo scarabeo unicorno, che io ho ribattezzato: bombus rinoceronticus; s'erbiòi (erba 'e boi) è il rosolaccio; s'oghiòi (ogu 'e boi) è un uccellino: testa di moro, altrimenti detto su kerri (onomat.). Boinargiu = allevatore o custode di buoi:; dal greco βόες + άρχω (boes + arko) = guido, conduco buoi.  Soprattutto Boi è presente in tutta la Sardegna (con maggior diffusione in centro sud). Boe è molto meno diffuso ed ha maggiori presenze nel centro nord. Nelle carte antiche è invece più frequente Boe. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388, figurano: Boe Arsòco, ville Uta (*distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu - non si tratta quindi dell'attuale Uta); Boe Barono, ville Gonnos de Codina(*Gonnoscodina -  Contrate Partis de Montibus); Boe Gonnario, jurato ville Palmas de Ponte(* distrutto: Isca de su Ponti. Contrate Campitani Simagis); Boe Guantino, jurato ville Leonessa(* distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Boe Joanne, ville Genone (* odierno Genoni - Contrate Laconi et Partis Alença); Boe Margiano, jurato ville Nuradau (* odierno Nurallao - Contrate Partis Alença); Boi Comita, jurato ville Uta (* l'attuale Uta - Curatoriae Decimi (Decimomannu). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., troviamo: Boe Iusta(18), serva in Usune (villa - l'attuale Usini, la cui chiesa di San Pietro era associata a quella di San Nicola - * Il Condaghe di San Nicola di Trullas - a cura di Paolo Merci ; Ed. Delfino - ): - donazione (cap. 18)- positinke(donò) donna Elene de Bosove, ki fuit muliere de donnu Yçoccor de Athen .IIII.(4) homines a Sanctu Nicola, cun boluntade dessu maridu, cando es morta.et de cussos .IIII. homines deitnosinde su maritu .II.(di quei 4, 2 celi diede il marito) : a Presnaki Manicas et a Iusta Boe.; Gosantine Boe(cap. 151), servo rapisce in moglie Elene Manicas, serva di San Nicola, ma ne è allontanato dal priore, il quale non aveva dato il consenso: Ego Petrus Prior (di San Nicola di Trullas) ponio intu Condace pro Elene Manicas, ki mi levait a llarga(rubò) Gosantine Boe, kene boluntade mea et de armentariu meu (né del  mio amministratore).Al cap. 290, sempre del *CSNT, abbiamo uno scambio(tramutu) di servi:.ego Petru Manno, prior de S.N. . Tramutai cum Petru de Serra Boe(un nobile, proprietario terriero) homines: isse deitimi pede(egli mi diede un quarto - del servizio)in Mariane Lasso, et pede in Manikella, fiia de Petru d'Orane, servu de Sanctu Nichela; et ego deitili (gli diedi in cambio) latus (la metà- del servizio) in Maria Virrake, fiia de Iorgi Virrake.seguono i testimoni. Il cognome Boe è attualmente presente in 43 Comuni italiani, di cui 22 in Sardegna: Sassari 63, Orosei 31, Oliena 21, Nuoro 18, Lula 15, etc. Boi è invece presente in ben 378 Comuni italiani, di cui 130 in Sardegna: Cagliari 696, Quartu S. E. 308, Oliena 138, Iglesias 113, Guspini 100, etc. Nella storia contemporanea ricordiamo Boi Antonio, storico autodidatta, di Sassari, 1912 - 1958 ( Dizionario Storico Sardo, di Francesco Cesare Casula).
BOEDDU Tipico sardo di Dorgali (NU), Sant`Antonio Di Gallura (SS) e Ghilarza (OR) dovrebbe derivare dal diminutivo del vocabolo sardo boe (bue) forse in quanto il capostipite era o figlio di un Boe o Boi o era moderatamente agiato, secondo alcuni deriverebbe da soprannomi originati dal vocabolo sardo boidu (vuoto) è starebbe ad indicare invece una persona dappoco.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BOEDDU: boèllu, diminutivo di boe = piccolo bue? In latino bovillus per bubulus = bovino. Improbabile da metatesi di boddèu (gruppo di persone o di case - furriadròxus). È un cognome raro, assente nelle carte antiche, attualmente presente in 28 Comuni italiani di cui 14 in Sardegna: Dorgali 59, Ghilarza 34, Nuoro 23, Bolotana 10, etc.
BOEM
BOEMO
BOHM
Boem è veneto del veneziano, ha un ceppo importante a San Donà di Piave e ceppi ad Eraclea, Iesolo e Musile di Piave, ed uno a Codroipo nell'udinese, Boemo sembrerebbe più tipicamente friulano, di Grado nel goriziano e di Carlino ed Udine nell'udinese, Bohm, molto molto raro, è triestino, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal fatto di essere i capostipiti provenienti dalla Boemia, una regione dell'attuale Repubblica Ceca.
BOEMI Boemi è siciliano, ha un ceppo importante a Messina ed uno a Catania, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'essere stato  il capostipite un agente daziario, bisogna sapere che in Sicilia i boemi erano gli incaricati della riscossione dei dazi e del plateatico (diritto di superficie) nei mercati.
BOEZI
BOEZIO
Boezi è tipico di Alatri (FR), di Roma e del frusinate, Boezio ha un ceppo a Gemona del Friuli (UD) e nell'udinese ed uno a Capurso (BA) e nel barese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Boetius o Boethius derivato dal greco Boethus, ricordiamo con questo nome il famosissimo Anicio Manlio Torquato Severino (480-526), l'autore del De consolatione philosophiae, meglio conosciuto come Severino Boezio: "...ego Boetius qui quondam tempore prosperitatis studio meo florente, peregi, idest composui, carmina, supple delectabilia et jucunda, nunc tempore adversitatis, flebilis, idest dignus ut defleam. Vel flebilis, idest tristis, cogor inire, idest inchoare moestos modos, idest tristia metra de mea miseria....".
BOERIO Tipico del Canavese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Boerius (Boverius), tracce di questa cognominizzazione si hanno nel 1300 con Pietro Boerio vescovo d'Orvieto e nel 1500 con lo scrittore di Montpellier Nicolò Boerio: "...Nicolaus Boerius dicit, id quod Cornelius Tacitus de Germanis quoque scribit, Franciae consuetudine, uxorem a matito postulatam adulterii, et convictam, tonderi, et capillis...".
BOF
BOFF
BOFFI
BOFFO
Bof, tipicamente veneto, è specifico dell'area trevisano, bellunese, di Seren del Grappa, Feltre e Lentiai nel bellunese e di Mareno di Piave, Montebelluna e Segusino nel trevisano, Boff è quasi unico, Boffo è tipico di Dueville nel vicentino, di San Zenone degli Ezzelini, Chiarano ed Asolo nel trevisano, e di Mestrino nel padovano, Boffi sembrerebbe tipicamente lombardo di Giussano, Milano, Lentate Sul Seveso e Varedo nel milanese, di Lodi e Dalmine nel bergamasco, con un ceppo anche nel Lazio a Roma ed Arce nel frusinate, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme apocopate dialettali, dal nome medioevale Boffus, di cui abbiamo un esempio nelle Cronache fermane sotto l'anno 1383: ".. Eodem millesimo et die viii februarii , foro cohadunato, Pucciarellus Vannis de Firmo, spiritu diabolico instigatus, in platea magna, percussit Antonium Vannis Case Marchitti, in gula post auriculam dexteram; et cecidit in terra semivivus; et demum, non contentus predictis, in dicto impetu, percussit Stephanum Thome de Gruptis in capite; et non cecidit: et Franciscus Vagnotii domini Dominici percussit, in dieta platea et in dicto contextu, magistrum Dominicum de Tolentino medicum communis, credens ipsum occidisse: et demum dictus Franciscus cucurrit per stratam et venit in Campiletium, dicendo: « che facete? pigliate l'armi perchè in piazza se grida - viva lo populo -, et sunt interfecti sex cives ». Et dictus Pucciarellus subito exivit plateam, et in introita, sive via per quam itur ad Sanctum Dominicum, stabant quam plures, et maxime Sirectus magistri lannetti, Boffus Coluctii Paccarò, Trintia lustiniani de Firmo et Ranaldus de Monte Florum, Grassus de Cosignano, armati ad faciendum spallas predictis, et dicentes: « viva lo populo »; et feribantur cives stantes in platea videntes predicta obstupefacti. Aliqui cucurreruut retro ipsum Pucciarellum dicendo: « pigliatelo »; sed supradicti , qui faciebant spallam cum bergamaschis in manibus , retinuerunt gentes, et tunc dum Vannes Cisci Marchitti, et dominus Vannes Andreutii Andree fuerunt versus predictos ...", e nel 1400 con il capitano Boffo Grillo di Salerno reggente di Montefuscoli nel Sannio dal 1425.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Boffo è un cognome veneto dal termine valsuganese 'boffo' = gonfio. Olivieri 222.
BOFONDI Bofondi, quasi unico, sembrerebbe essere di origini illiriche e derivare dall'albanese pa fundi (senza sedere, dal sedere piatto), indicando probabilmente così una caratteristica fisica del capostipite.
BOGANI
BOGGI
BOGGIA
Due ceppi per Bogani uno dell'area nord milanese l'altro toscano. Presente sopratutto nel sud milanese e nella Toscana e Lazio occidentali e nelle Marche Boggi, Boggia ha un ceppo nel nord della Lombardia, uno tra spezzino e carrarese, uno napoletano ed uno brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da un soprannome come ne abbiamo esempio in una Carta investiture per massaricium del 1161 a Milano: "...suprascriptum Arduinum interim esse tacitum et contentum in suprascripta investitura; et sic posuit fideiussorem Azonem qui dicitur Bogia, de ipsa civitate...", o da nomi di località come ne troviamo ad esempio in Valtellina.
BOGETTI Bogetti è tipico del cuneese, di Cherasco, Brà, Fossano e Sanfrè, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica del nome medioevale germanico Bogius, una latinizzazione di Bogio (vedi BOGGIONI), dell'uso di questo nome/cognome abbiamo un esempio nel 1376 nell'obituario della Collegiata di San Lorenzo a Cuvio nel varesotto: "...MCCCLXXVI VII mensis aprilis. ...Obiit Guarimbertus de Vercelio qui iudicavit predium suum Cuveli. Obiit Dominicus de Ranzio: denarios II. Obiit Domina Franda de Brincio que iudicavit solidos X. Obiit Ugo Bogius qui iudicavit culcidram I et pulvinum I et linteamina II: valentia libras III....".
BOGGIONI Estremamente raro è tipico del sudmilanese e del pavese orientale, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Bogio (Bogionis) di cui abbiamo traccia ad esempio in una lapide tardo latina: "Teutio Verco[n] Bogionis f(ilius) magis(ter) structorum Aravisco h(ic) s(itus) e(st)" e nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto di vendita del 1145, dove si legge: "...Signa + + + + + manuum Alberti de Vila et Ambroxi Bogioni et Alegri et Bruni Spiringoni et Vuilitioni et Alberti, testium...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Chiavenna (SO) nel 1500 dove in un atto leggiamo: "...Domenico Bogioni del Toscho di Giovanni e Giovan Pietro dell'Olzadello ..:".
BOGHI
BOGO
BOGONI
Boghi ha un piccolo ceppo romagnolo ed uno a Roma ed a Tivoli, Bogo ha un ceppo a Genova ed uno a Belluno e nel bellunese, in particolare a Limana e Sedico, Bogoni è tipicamente veneto, in particolare del veronese di Verona e di Monteforte d'Alpone, ma anche di Rovolon nel padovano e di Vicenza e Lonigo nel vicentino, dovrebbero derivare dal nome germanico Bogo, Bogonis, di cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto del 1200: "Querela Comitis Cornubiae, versus Bogonem de Clare & Priorem Sanctae Trinitatis London, quòd ipsi tempore Parliamenti ipsum comitem in medio aulae Westm' ad procurationem ipsius Bogonis citaverunt, quòd compareret coram Archiepiscopo Cantuar' &c. Ipse prior venit & Bogo similiter, & ponunt se in gratiam, misericordiam, & voluntatem Regis de alto & basso, ob quod mandantur turri London: Postea venit dictus Bogo & finem fecit domino regi pro praedicta transgressione per duas mille marcas, &c. & quoad praedict' Comitem respondeat Comiti 1000. li. pro transgressione sibi fact', &c. & praedictus Prior mittitur ibidem ad faciend' secund? quod thesaurius ei dicet ex parte dñi Regis.".
BOGNANNI
BOGNANNO
Bognanni ha un ceppo a Genova ed uno in Sicilia nel nisseno in particolare a Mazzarino con presenze significative anche a Riesi, Caltanissetta e Gela, Bognanno è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare con una lieve modifica dialettale, dal nome medioevale Bonusannus, (vedi BONANNI)
BOIAN
BOIANI
BOIANO
BUIANO
Boian sembra essere unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Boiani, che ha un ceppo valtellinese ad Ardenno (SO), uno a Novara ed uno ad Arquata Scrivia nell'alessandrino, uno nel bolognese ed uno a Fano e Pesaro nel pesarese, Boiano è tipicamente campano, del napoletano soprattutto, di Napoli, Portici ed Ercolano e del casertano di Gallo Matese e San Gregorio Matese, Buiano, molto raro, specifico del napoletano è una forma modificata del precedente, dovrebbero derivare dal nome medioevale Boianus di cui abbiamo un esempio in un Breve immissionis in tenutam dell'anno 1191: "..Alla Lama, pertice quinque et plus. Et sedimen quod tenet Girardus de Solperto, pertice IIIIor et plus, inter sedimen et subter In Pratello, unum sedimen, tabula una. In Castello, a monte portus. Et sedimen quod tenet Ugo de Solperto Ferarius de Rainer. Et sedimen quod tenet Boianus.. ..Anno Domini factum est MC nonagesimo primo, suprascripto die, indictione X...", ma ricordiamo anche che con il nome di Bos Boianus si identificavano in epoca medioevalei bufali e che quindi i ceppi campani potrebbero derivare proprio dall'attività di allevatore di bufali svolta dal capostipite.
BOIARDI
BOIARDO
BOJARDI
Boiardi è tipicamente emiliano, di Piacenza e reggioemilia e relative province, Bojardi, praticamente unico, è una forma arcaica del precedente, Boiardo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica Boiardus, un importantissimo esempio di queste cognominizzazioni le troviamo con Matteo Maria Boiardo, l'autore del romanzo cavalleresco Orlando innamorato, nato a Scandiano (RE) nel 1441 e morto a Reggio Emilia, nel 1494.
BOIERI
BOIERO
Boieri è specifico di Novara, Boiero è specifico del Piemonte di Cavour, Pinerolo e Luserna San Giovanni nel torinese e di Bagnolo Piemonte nel cuneese, dovrebbero derivare dal nome tardo medioevale Boierus di cui abbiamo un esempio nel Iacobi Augusti Thuani Historiarum sui temporis: "...itaque arx Damuillae tradita est, quam ille cum diu postea tenuisset, tandem Ioannes Bellofortius Alesiae vicecomes cum ipso transegit, et permutationis titulo Sergij fanum in Aruernis ab Astremonio Boiero homine vanitatis insulsae olim Momorantio patri donatum pro Alesia accepit...".
BOIN
BOINI
BOINO
Boin è tipicamente veneto, con un ceppo nel trevisano a Vedelago, Altivole e Castelfranco Veneto, uno a Cinto Euganeo nel padovano e Cassola e Rosà nel vicentino, Boini, quasi unico, sembrerebbe emiliano, Boino, altrettanto raro, è piemontese e dovrebbe essere di origini venete e dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare da un soprannome veneto originato dal vocabolo boin (bulino, attrezzo per intagli o intarsi su metallo), forse ad identificare i capostipiti come artigiano del rame o di altri metalli, non si può comunque escluderer che possa in alcuni casi trattarsi di una forma aferetica, anche dialettale, del nome medioevale longobardo Albwin italianizzato in Alboino, nome probabilmente portato dai capostipiti.
BOIOCCHI Presente nell'Italia settentrionale occidentale, ma con massima concentrazione in Lombardia, questo cognome dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo baiocco (denaro) o ad un dialettale boiocch (rapa, navone).
BOLATTI
BOLATTO
Molto molto rari sembrerebbero entrambi originari del torinese, potrebbero derivare da forme locali derivate dal nome di origine franco germanica Bolland (generato dalla fusione dei termini bolo (amico) e land (terra, paese) con il significato forse di conterraneo o derivato forse dal nome germanico Bolohard.
BOLA
BOLI
BOLLA
BOLLI
BOLLO
BOLO
Bola, quasi unico, è dell'Italia settentrionale occidentale, Bolla è molto diffuso in Piemonte, nel savonese e nel genovese, nella Lombardia occidentale e nel Veneto, soprattutto nel veronese, ma anche nel vicentino, padovano e veneziano, Bolli ha presenze in Lombardia, nel milanese, cremonese e bresciano e nel centro, nella fascia che comprende l'anconetano, il perugino, il ternano ed il romano, Bollo è tipicamente piemontese, del torinese e dell'alessandrino, biellese e vercellese in particolare, Bolo, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Boli, altrettanto raro è dell'Italia centrale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dalla cognominizzazione di nomi germanici come Bolland, derivato dall'unione dei termini bol[o] (amico) e land (terra, patria) o come Bolo (amico).
BOLDI
BOLDIN
BOLDINI
BOLDINO
BOLDO
BOLDONI
Boldi è tipicamente lombardo, soprattutto del bresciano e del milanese, con un ceppo anche in Toscana, Boldin è quasi unico, così come Boldino, Boldini, particolarmente lombardo del bresciano, ha un ceppo nel verbanese e novarese ed uno nel bolognese, Boldo è tipicamente veneto del bellunese in particolare, con un ceppo forse non secondario anche nel milanese, Boldoni, abbastanza raro, è del milanese, potrebbero derivare da toponimi come San Boldo nel trevigiano, ma molto più probabilmente derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi di nomi come Uboldus o Ramboldus o simili, portati dal capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio in un Atto d'Investitura dell'anno 1152 a Brescia: "...decima iacet in Camolengo, iuxta fossatum quod vadit versus montem, tabule centum .XXII. et duo pedes: a mane fossatum, ab omnibus partibus Sancti Cosme, a meridie Boldus et Raimundus et Codeporci tenent, a sero et monte Rastel tenet; undecima iacet in Camolengo...".
BOLDRIN
BOLDRINI
Boldrin è di origine veneta, Boldrini è diffuso in tutto il centronord, dovrebbero discendere da Boldrinus nome derivato da uno dei nomi con terminazione boldo (baldo) o poldo (Uboldo, Leopoldo ecc.) che derivano da un nome germanico composto con bald (baldo, coraggioso), esempio di questo nome lo abbiamo verso la fine del 1300 con Boldrino da Panicale, famoso capitano di ventura; tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nel 1500 con l'incisore Nicolaus Boldrinus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Boldrini è un cognome veneto dal termine veronese 'boldro' (sboldro) = enfiato. Olivieri 222.  Secondo Bongioanni (Nomi e cognomi, Torino, 1928 p. 128) deriverebbe invece dal pers. germ. *Waldhari evolutosi poi nella forma Walther da aat. 'waltan' = reggere, governare + aat. 'heri' = esercito. Tali forme si sono latinizzate in Vualterius, Gualterius, Walterius in età franca, ma in quella longobarda avevano avuto esiti come: Waltarius, Gualtarius, originando cosi il cognome base Gualtieri (cfr.) da cui discenderebbero anche i derivati Baldari, Baldorini. Significato approssimativo: capo dell'esercito.
BOLELLI Bolelli è specifico di Bologna soprattutto e di Modena, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica dell'aferesi del nome medioevale Christobolus, che dapprima per aferesi sia divenuta Bolus e quindi, tramite una forma sia diminutiva che vezzeggiativa, Bolellus, Bolello è però anche una forma utilizzata, anche se raramente, in alternativa al termine e nome Bellino.
BOLETTI Cognome di origine bresciana, dovrebbe essere originato dal nomen latino Paulus, Paoletti, Poletti .
BOLGAN Bolgan è specifico del veneziano, di Salzano, Venezia, Spinea e Mira, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine arcaico per identificare un piccolo pesce d'acqua dolce, per estensione, una cosa da poco.
BOLIA Tipico della Liguria di ponente, in particolare nella zona di Albenga è assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da Eugenio Bolia
Famiglia ligure di origine provenzale, risulta derivare dalle variazioni subite da Boglio, antichissima stirpe viscontile di Nizza che godette la Signoria del feudo omonimo. Un ramo della famiglia successivamente si  trova a Carrara, dove era iscritta fra le famiglie nobili, come appare dagli almanacchi di Corte Estiensi e dai Libri d'Oro della città. Si è divisa poi in due rami il primo dei quali è passato in Firenze. Nel XVII sec. la Famiglia Bolia è presente nella Liguria di ponente, nell'entroterra di Albenga, dove fu particolarmente fiorente a Bosco di Casanova Lerrone con Lazzaro, considerato il capostipite del ramo "Ingauno".
BOLIGNANI
BOLIGNANO
Rarissimi sono specifici del reggino, non è probabile una derivazione dal toponimo Bolignano nelle Marche (località di Ancona).
BOLIS Tipico dell'area che comprende le province di Milano, Como, Bergamo e Brescia, dovrebbe derivare dal nome latino Bolo di cui si hanno tracce ad esempio nel I° secolo a.C. con il filosofo, medico e fisico Bolo di Mende l'uso successivo lo si può ad esempio trovare ad Albino (BG) nel 1500 dove in un atto del 1545 si parla di un Bolo fu Giovanni Maria dell´Omo sottopriore del convento di S. Maria della Ripa di Albino.  Traccia di questa cognominizzazione si trova a Bergamo nel 1500 , in un atto del 1583 viene citato un certo Martino de Bolis Giudice dei pubblici incanti .
BOLLATI Concentrato nell'Italia settentrionale occidentale, con massima presenza nella provincia di Milano e Cuneo dovrebbe avere origini diversificate, dal toponimo Bollate (MI) e dal vocabolo latino bullatus (ornato di borchie) tramite un soprannome.
BOLLETTIN
BOLLETTINI
Bollettin è caratteristico del padovano, di Conselve, Arre, Correzzola e Selvazzano Dentro, Bollettini è tipico di San Benedetto del Tronto nel Piceno, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine veneziano bollettin (atto di convocazione giudiziaria o anche atto di pignoramento), forse ad indicare così nei capostipiti degli Ufficiali Giudiziari della Repubblica Veneta.
BOLLINA
BOLLINI
BOLLINO
Bollina è un cognome non molto diffuso e concentrato nelle province di Milano, Lodi e Bologna, così come il più rappresentato Bollini che ha un grosso ceppo nel milanese, varesotto e comasco, uno nel mantovano ed uno nel bolognese e nel vicino ravennate, ha presenze anche a Genova, nel fiorentino, nel riminese e nel teramano, Bollino che ha un nucleo nel foggiano e nel barese, presenta ceppi, probabilmente secondari anche nel torinese, nel milanese e nel romano, ed un piccolo ceppo a Palermo, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bollinus, Bollina, formae ipocoristiche del nome germanico Bollo, derivato dal termine medioevale germanico a.a.t bollo (freccia, dardo, proiettile).
BOLOGNA Deriva direttamente dal toponimo Bologna, questo cognome non compare fra quelli degli ebrei safarditi, ma non è impossibile qualche ceppo ebreo.
BOLOGNANI Specifico trentino, di Cavedine nel trentino in particolare, deriva dal toponimo Bolognano in provincia di Trento.
BOLOGNESE
BOLOGNESI
BOLOGNINI
Diffuso in tutt'Italia, ma prevalentemente al sud Bolognese ed al centro nord Bolognesi e Bolognini, tutti questi cognomi derivano dai toponimi Bologna, Bolognano nel pescarese, Bolognetta nel palermitano, o Bolognola nel maceratese.
BOLOGNI
BOLOGNO
Bologni ha un piccolissimo ceppo a Prato ed a Carmignano nel pratese, ed a Certaldo e Firenze nel fiorentino, un ceppo decisamente più consistente a San Giustino nel perugino, ed uno a Roma e Latina, Bologno ha qualche rara presenza nel biellese e nel vercellese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bolognius o Bolonius, di cui abbiamo un esempio nella Hierographia del Concilio di Nicea nell'anno 325: ".. Sic tua nos virtus quemcunqe tandem Mysta affatur trahit, rentinet, deuincit sibi ; quemadmodum Scombrus Alausas ducit, & quo vult amore sui ductas rapit. Quod satis causae visum est Gallis, ut narrat Bolonius, has virgines, melius meretrices, illum Leonem si digne, appellandi, quanquam nonnulli dubitent ...", e nel 1187 con il crociato Godfridus Bolonius vittorioso sui saraceni invasori del Santo Sepolcro.
BOLZAN Bolzan è tipico veneto delle province di Belluno, Pordenone, Treviso, Vicenza e Venezia, dovrebbero derivare da toponimi come Bolzano di Belluno (BL) o Bolzano Vicentino (VI).
BOLZICCO Bolzicco è specifico dell'udinese, di Buttrio, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone ed Udine, dovrebbe derivare da un nome di località o forse da un'alterazione del nome del paese di Bonzicco di Dignano, sempre nell'udinese.
BOLZONARO Molto raro è tipico della zona tra padovano e rovigoto, dovrebbe derivare dal toponimo Bolzano Vicentino (VI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bolzonaro è un cognome veneto che potrebbe significare 'fabbricante di balestre', dal termine veneto 'bolzon'  = 'dardo' 'balestra'.
BOLZON
BOLZONI
Bolzon, decisamente veneto, ha un ceppo a Castello di Godego, Castelfranco Veneto e Resana nel trevisano, uno a Trissino, Castelgomberto e Sovizzo nel vicentino ed a San Martino di Lupari nel padovano, ed un ceppo friulano a Bucinicco nell'udinese, Bolzoni è un cognome molto diffuso in Lombardia, nel piacentino, parmense, reggiano e modenese e nel veronese e rovigoto, può essere derivato da toponimi, ma non è improbabile anche una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo veneto bolzon (punzone, ma anche zimbello ed ariete per rompere le mura), forse a ricordare il mestiere di orafo o argentiere svolto dai capostipiti, o la loro particolare irruenza, o dal vocabolo lombardo bolson (cuneo, ma anche colui che cava d'impaccio gli altri).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bolzoni è un cognome veneto che deriva dal termine veneto 'bolzon'  = 'dardo' 'balestra'. Cfr. Bolzonaro. Olivieri 236.
BOMBA Bomba è specifico di Lanciano nel teatino, dovrebbe derivare dal nome del paese di Bomba sempre nel teatino, situato ad una trentina di chilometri da Lanciano, probabile paese d'origine del capostipite o dal fatto che questi provenisse dalla zona bagnata dal lago omonimo.
BOMBARDELLI Bombardelli è tipico del trentino, di Arco, Drena, Trento e Riva del Garda, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale Bombardus di cui abbiamo un esempio in uno scritto del 1600: "...Quas Praeside Clariss. Viro, Bombardo Strevarzio, Clarefortensi, Defendere conabitur, Buldrianus Sclopetarius, Blesensis...", ma è pure possibile che derivi semplicemente da un soprannome, troviamo tracce di questa cognominizzazione nel bresciano a San Gervasio Bresciano agli inizi del 1600 con il malgese et fattore Giovanni Bombardello, a Rovereto, nel trentino, troviamo una causa del 1649 "Pro domina Margarita Benvenuta contra dominum Georgium Bombardellum et eius uxorem".
BOMBARDI Cognome tipico romagnolo può essere legato a soprannomi relativi o al mestiere di soldato o altro.  Tracce di questo cognome si trovano a Firenze nel 1400 con un certo Jacopo Bombardi.
BOMBARDIERE
BOMBARDIERI
Bombardiere è rarissimo, sembrerebbe calabrese, Bombardieri è tipico lombardo, potrebbe esserci un ceppo secondario nel reggino derivato dal primo, dovrebbero derivare da soprannomi legati forse alla funzione di servente o di costruttore di bombarde (tipo di cannone). Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Valcamonica nel 1500 con il mastro ferraio Venturino Bombardieri, a Sondrio si trovano tracce di una famiglia Bombardieri dalla metà del 1600.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome presente in Lombardia, soprattutto nel Bergamasco e meno frequentemente in provincia di Sondrio, Brescia, Milano, Varese, presente anche in Calabria. Molto più sporadico nel Lazio e in Piemonte. In provincia di Sondrio è presente soprattutto a Tirano e
Chiuro.  Deriva dal nome di un corpo degli eserciti di molti secoli fa, quelli che usavano le bombarde (prima dell'avvento del cannone).
BOMBASSEI Bombassei, assolutamente rarissimo, tipico del bellunese, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una specie di italianizzazione del plurale del termine veneto antico bombaser (mercante di cotone e bambagia), mestiere probabilmente svolto dal capostipite.
BOMBELLI Cognome tipicamente lombardo può derivare da un nome tardo latino Bonusbellus (buono e bello).
BOMBEN Bomben è specifico di Pordenone e di Zoppola, Fiume Veneto, Cordenons e Roveredo in Piano nel pordenonese, potrebbe derivare da una forma dialettale apocopaica del nome tardo latino Bonusbellus (vedi BOMBELLI), ma, molto più probabilmente, deriva da un soprannome originato dal termine dialettale bomben (tipica carrozza bassa e panciuta), ma potrebbe anche sottolineare un aspetto rotondetto del capostipite, bisogna inoltre considerare che la voce bombèe indicava in maniera infantile e scherzosa il vino, e potrebbe essere stata usata per prendere in giro capostipiti che indulgessero nel bere.
BOMBINI Specifico di Bisceglie (BA), ha pure un ceppo cosentino, il ceppo pugliese dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale bommìne (bambini), tracce di questa cognominizzazione le troviamo su di una lapide del 1700 conservata nella Cattedrale di Cosenza: "...CONSENTINUS EQUES THOMAS BOMBINUS...", personaggio di rilievo è stato lo storiografo gesuita cosentino Pietro Paolo Bombini (1575 - 1648).
BOMBOI Bomboi è tipicamente sardo, specifico di Siniscola nel nuorese, dovrebbe derivare da un soprannome in lingua sarda basato sul termine dialettale nuorese bomboi (sciocco).
BOMBONATI
BOMBONATO
BOMBONATTI
Bombonati ha un ceppo milanese ed uno nel rovigoto tra Fiesso Umbertiano e Canaro, Bombonatti è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Bombonato ha un ceppo tra milanese e bergamasco ed uno  nella provincia di Rovigo tra Rovigo, Lendinara e Pontecchio Polesine, derivano dal nome gratulatorio medioevale Bonattus di cui abbiamo un esempio: "...De Pineo geniti sunt Iafus et Guidolus laici et Bonattus clericus Iafus pro parte sua acepit quattuor solidos a canonicis..." con il rafforzativo Bonus ottenendo Bonus Bonattus come nome di buon auspicio.
BOMBONE
BOMBONI
BOMBONINI
Bombone, quasi unico, parrebbe del sud, Bomboni è assolutamente rarissimo, parrebbe toscano, Bombonini è praticamente unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonusbonus o Benebonus forma rafforzativa del nome Bonus, quest'uso abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1194 a Rosate (MI): "...Revegiadus et Ugetus et Gervasinus, filii quondam Anselmi de Castelleto, omnes de loco Gudi Antibiago, qui professi sunt lege vivere Longobardorum, quibus videlicet Maiorice et Gervasino Mainfredus Benbonus, missus donni Flederici imperatoris, licentiam et auctoritatem tribuit, in manibus fratris Martini de Garbaniate et fratris Ugonis de Gudi...".
BOMPADRE
BONPADRE
BUONPADRE
Bompadre, molto raro, ha piccoli ceppi nelle Marche, in particolare a Civitanova Marche nel maceratese, a Foligno, Spoleto e Trevi nel perugino e nel romano, Bonpadre e Buonpadre, quasi unici, sono dovuti ad errate trascrizioni del precedente, dovrebbe derivare dal nome augurale medioevale Bonuspater (Buonpadre), con il quale si augurava al proprio figlio che il Padre Eterno fosse buono con lui, in qualche caso potrebbe anche trattarsi di un cognome attribuito ad un fanciullo abbandonato.
BOMPEDE
BONPEDE
BUOMPEDE
BUONPEDE
Bompede, Buompede, Bonpede e Buonpede sono quasi unici, l'origine sembrerebbe essere campana, potrebbero aver avuto origine da soprannomi, ma la cosa più probabile è che si tratti invece di cognomi attribuiti anticamente a dei trovatelli, l'uso di dare ai bambini abbandonati cognomi, che descrivessero qualche loro qualità o difetto, era molto diffuso in Campania in epoca sia angioina che aragonese, dato il loro elevatissimo numero, negli orfanotrofî i funzionari furono costretti a far ricorso a tutta la loro fantasia pur di poter differenziare questi poveri fanciulli ed evitare di attribuire loro un marchio.
BOMPENSIERO
BONPENSIERO
BUOMPENSIERO
BUONPENSIERO
Bompensiero, Buompensiero e Bonpensiero sono praticamente unici, Buonpensiero ha un ceppo a Napoli ed uno, più importante, a Foggia, si tratta con molta probabilità di cognomi attribuiti a dei trovatelli, ma è pure possibile che possano in qualche raro caso derivare da nomi di località di cui non siamo però riusciti a trovare traccia nelle zone dove questi cognomi vengono riscontrati.  Un personaggio interessante con questa cognominizzazione lo troviamo a Giovinazzo nel barese nella seconda metà del 1700 con lo scultore Nicola Buonpensiero.

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