BO
BO' |
Bo sembra essere tipico del Piemonte, con un ceppo importante a Sestri
Levante (GE) e Genova, a Milano, a Parma e Guastalla (RE), a Olbia (SS)
e Ala dei Sardi (SS), Bò, molto molto raro, parrebbe del milanese
e del genovese, si dovrebbe trattare di forme dialettali contratte del
termine bove usate anticamente ad indicare una certa agiatezza della famiglia. |
BOAR
BOARA
BOARI
BOARO
BOER
BOERA
BOERCHI
BOERCHIO
BOERETTO
BOERI
BOERO
BOVERI
BOVERIO |
Cognomi legati a soprannomi relativi al vocabolo latino bovarius (relativo ai buoi) o al vocabolo italiano
bove, quindi correlati con il lavoro agricolo o di mandriano,
oppure derivati da uno dei molti toponimi correlati con la parola Bove, i ceppi liguri, piemontesi potrebbero anche derivare dal termine francese arcaico bouvier (bovaro, mandriano), o dal termine catalano antico boher
(guardiano dei buoi), in alcuni casi
è possibile inoltre che derivino da alterazioni del nome medioevale
germanico Bodhari, originato a sua
volta dall'unione dei termini medioevali germanici bod
(messaggero) ed hari
(esercito), con il significato di portaordini,
messo militare, alfiere.
Boar, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Boara, assolutamente rarissimo,
parrebbe del milanese, Boari ha un ceppo nel milanese, uno tra bolognese
e ferrarese, ed uno nell'area che comprende l'anconetano, il maceratese
ed il perugino, Boaro ha un ceppo nel trevisano, uno nell'udinese ed uno
nell'anconetano, Boer è tipicamente veneto mentre Boera, Boerchi
e Boerchio sono tipici dell'area milanese, pavese e delle provincie limitrofe,
Boeretto, estremamente raro, parrebbe originario del veneziano, Boeri ha
un ceppo nell'astigiano a Costigliole d`Asti in particolare, un ceppo nel
piacentino a Piacenza ed a Ferriere, ma il nucleo principale è in
Liguria nell'imperiese soprattutto, a Badalucco, Taggia e San Remo, Boero
è ligure piemontese con un ceppo anche a Agliari ed a Capoterra
nel cagliaritano, concentrato in particolar modo a Torino, Asti, Mazzè nel torinese
ed a Genova soprattutto, Boveri proviene dall'alessandrino, ma diffuso
molto anche nelle provincie di Pavia e Piacenza, Boverio, assolutamente
rarissimo, è tipico dell'area alessandrino, pavese. Nel 1568 a Saluzzo
nel cuneese troviamo Zaccaria Boverio che diventerà padre cappuccino e
ci lascerà scritti di teologia. |
BOASSA
BUASSA |
Boassa, molto raro, è tipicamente sardo, di San Nicolò d'Arcidano,
Uras e Terralba nell'oristanese, di Serramanna nel Medio Campidano e di
Cagliari, Buassa è praticamente unico.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BOASSA; BUASSA: boassa o buassa
in Campidano, buatta in Logudoro, è
riferito a malattia esantematica simile al morbillo,
ma più grave: lo si chiama anche vaiolo
benigno! Il vocabolo deriva da bua,
voce infantile onomatopeica per indicare il dolore.
Mentre il vero vaiolo viene comunemente
chiamato sa pigòtta o sarrosa
cun su cristallu mascu. Sa buatta
è inoltre la "veste" della pannocchia del
granoturco, ma deriva dal francese boite
= involucro o anche scatola; buatta
o boatta anche in italiano (region.). Buattone in Logudorese è il
fantoccio di carnevale e buatta o buattina è una bambola di stracci
o cenci; così anche in piemontese. Il cognome Boassa è attualmente
presente in 21 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: San Nicolò
Arcidano 34, Serramanna 28, Uras 14, Cagliari 13, Terralba 13, etc. La
variante Buassa è presente solo nel Comune di Gonnosfanadiga (un
nucleo familiare) e si tratta evidentemente di trascrizione anagrafica
errata, perché i Buassa di Gonnosfanadiga hanno dichiarato
di provenire dalla zona di Arcidano -Terralba. |
BOASSO
BUASSO |
Boasso è tipicamente piemontese, di Torino, Carmagnola e Collegno
nel torinese e di Alba, Fossano e Grinzane Cavour nel cuneese, con un piccolo
ceppo anche a Genova, Buasso, quasi unico, è del cuneese, dovrebbero
derivare da un soprannome dialettale basato sul termine dialettale piemontese
arcaico böass (grosso
bue), forse a sottolineare l'imponenza del capostipite. |
BOATI
BOATO
BOATTI
BOATTO |
Boati e Boatti sono tipici del milanese e del pavese, Boato è tipicamente
veneto, dell'area veneziano, trevisana, Boatto, oltre al ceppo veneziano,
ne ha uno nell'alessandrino e nel pavese, tutti questi cognomi nascono
da soprannomi dialettali aventi per argomento il bove, sia per il mestiere
del capostipite legato a quelle bestie, sia anche per una particolare forza
o costanza. |
| BOBBA
|
Bobba, decisamente piemontese, in particolare del vercellese, di Cigliano,
Saluggia, Bianzè e Vercelli, dovrebbe derivare da un soprannome
provenzale originato dal termine bobe,
un'alterazione del latino balbus (balbuziente),
forse ad indicare che il capostipite fosse affetto da questo tipo di difetto. |
BOBBIESE
BOBBIESI |
Entrambi molto molto rari sono tipici del pavese, dovrebbero derivare dall'etnico
di Bobbio nel piacentino. |
| BOBBIO
|
Bobbio ha un ceppo principale tra pavese, alessandrino e genovese, con
massima concentrazione ad Alessandria e Novi Ligure ed uno nel torinese
tra Torino e San Benigno Canavese, e nel novarese a Novara e Cameri, tutti
i ceppi dovrebbero derivare dalla toponomastica, da Bobbio Pellice nel
torinese o dai Piani di Bobbio nel piacentino, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Soncino (CR) tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600 con
il notaio Gianbattista Bobius, circa cinquant'anni dopo troviamo nel bresciano
un certo Gerolamo Bobius pretore di Pumenengo (BG). |
| BOCA
|
Tipico del novarese, deriva dal
toponimo Boca (NO). |
BOCALETTI
BOCALETTO
BOCCALETTI
BOCCALETTO |
Bocaletti e Bocaletto sono quasi unici, Boccaletti è specifico della
zona di confine tra modenese, reggiano e mantovano, zona di Novi di Modena
e Carpi (MO), Boccaletto, rarissimo, è tipico della zona tra trevisano
e veneziano, dovrebbero derivare da soprannomi forse legati al mestiere
di oste.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Boccaletti è di derivazione soprannominale e deriva
dal nome medievale bucaletus «piccolo
boccale», ad indicare forse «persona
piccola e grossa». È d'area modenese-reggiana.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996. |
| BOCCA
|
Tipico del nord ovest ha un nucleo a Vigevano nel pavese e nell'alessandrino,
ha un ceppo anche a Torino, dovrebbe derivare da nomi di località
quali lo sbocco di un torrente o di un fiume come Bocca D'Adda e simili. |
BOCCACCI
BOCCACCIO
BOCCADORO
BOCCATO
BOCCHETTA
BOCCHETTI
BOCCHETTO
BOCCHI
BOCCHINI
BOCCHINO
BOCCHIOLA
BOCCHIOLI
BOCCIARELLI
BOCCON
BOCCONE
BOCCONI
BOCCOTTI
BOCCUCCI
BOCCUCCIA
BUCCIARELLI
BUCCUCCIA |
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche
fisiche legate all'aspetto o all'uso della bocca, ma in alcuni casi possono
anche essere collegati al luogo di dimora della famiglia collocato nelle
vicinanze di una bocca o sbocco di un fiume o comunque di un corso d'acqua,
ma è pure possibile che derivino direttamente o tramite accrescitivi
od ipocoristici dal nome medioevale di origine germanica Bocco,
Bocconis, di cui abbiamo un
esempio in questo scritto del 1610: "..Consimilis
est Bocco Humalda,
vir devotus, modestus, ac sobrius, cum quo tuo te posse conversari existimo.
Lamberti nuncii illius, quem nosti, aedes quantum potes fugias...".
Boccacci ha un ceppo nel parmense, uno nell'anconetano ed il nucleo principale
nel Lazio, Boccaccio particolarmente presente in Piemonte, Liguria, Puglie
e Sicilia, Boccadoro in tutto il centro nord, ma particolarmente in provincia
di Milano, solo al nord, ma con forte concentrazione nel Veneto ed in Lombardia
e Piemonte Boccato, in tutto il centro nord Bocchi, ma soprattutto in Lombardia
ed Emilia, Bocchetta, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nel perugino,
uno a Roma, uno a Cagliari, uno nel napoletano ed uno nel potentino, Bocchetti
ha un grosso ceppo a Napoli e nel napoletano, ed a Roma, e nel viterbese,
Bocchetto, quasi unico, parrebbe avere un piccolissimo ceppo nel veneziano
ed uno altrettanto piccolo nel napoletano, Bocchini, massimamente concentrato
nel forlivese, è ben diffuso in tutta l'area che comprende le Marche,
l'Umbria, il viterbese ed il romano, Bocchino ha un nucleo campano, particolarmente
nel beneventano, uno nel ternano, viterbese e romano, uno nell'astigiano
ed uno nel catanzarese, Boccon, molto molto raro, è del padovano,
Boccone ha un ceppo nel genovese ed uno secondario a Carloforte (CA), Bocconi
ha un ceppo emiliano tra parmense e reggiano ed uno fiorentino, originari
dell'area milanese Bocchiola, Bocchioli e Boccotti, piacentino Bocciarelli,
Bucciarelli invece oltre al ceppo nel reggiano, è ben diffuso in
Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio e Campania, Boccucci è del
casertano, di Sessa Aurunca in particolare, Boccuccia è specifico
del romano, di Cave e di Roma, Buccuccia, quasi unico, è laziale. Giovanni Boccacci (il famoso Boccaccio del Decamerone)
scrittore, nasce nel 1313 a Parigi, ma da padre originario di Certaldo
(FI).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bocchi è cognome veneto, presente nel secolo XII come Bocho,
Buco, Bocco, viene dal nome germanico Bocco,
Buchilo registrato in Förstemann 344. Fonte: Olivieri 157.
Secondo F. Violi è invece la cognominizzazione del nome personale
medievale Boca, dal lat. bucca
«bocca», con valore soprannominale,
documentato nel Modenese dal 1164. La sua diffusione è maggiore
nel Mirandolese. |
| BOCCADIFUOCO
|
Boccadifuoco è tipicamente siciliano, di Siracusa e di Vittoria,
Pozzallo e ragusa nel ragusano e di Butera nel nisseno, si dovrebbe trattare
di un soprannome attribuito a capostipiti particolarmente adusi all'alterco,
in molti casi si può trattare anche di un cognome attribuito a trovatelli
dai funzionari degli orfanotrofi borbonici. |
BOCCAFUSCA
BUCCAFUSCA
BUCCAFUSCHI
BUCCAFUSCO |
Boccafusca, praticamente unico, parrebbe campano, Buccafusca ha un ceppo
calabrese a Nicotera nel vibonese ed uno siciliano a Palermo e Milazzo
nel messinese, Buccafuschi, quasi unico è del palermitano, Buccafusco,
abbastanza raro, ha un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare da soprannomi
dialettali originati probabilmente dal compostamento del capostipite, forse
aduso a parlar male degli altri, o a rispondere in modo ombroso, in molto
casi si potrebbe trattare di cognomi attribuiti da funzionari borbonici
a dei fanciulli abbandonati. |
BOCCALARI
BOCCALINI |
Cognomi derivati probabilmente
dal termine spagnolo bocal (brocca) tramite soprannomi relativi al mestiere
di oste o di servitore. Tipicamente dell'area milanese, pavese e mantovana
Boccalari, mentre è specifico dell'Italia centrale Boccalini.
Nella seconda metà del 1500 troviamo a Carpi l'architetto Giovanni
Boccalini. |
BOCCANEGRA
BOCCANERA |
Boccanegra è specifico genovese anche se ora è presente soprattutto
a Venezia, Boccanera è tipico del centro, ha vari ceppi nelle province
di Roma, Rieti, Macerata ed Ancona, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dal nome medioevale Bocca o Bucca o anche da toponimi contenenti la radice
Bocca come ne esistono molti in tutto il paese, tracce illustri di queste
cognominizzazioni le troviamo nel 1200 a Genova con il Capitano del Popolo
Guglielmo Boccanegra di una ricca famiglia di mercanti e nel 1300 con suo nipote Simon
Boccanegra primo Doge di Genova eletto il 24 Settembre 1339. |
BOCCANFUSA
BOCCANFUSO |
Boccanfusa è quasi unico, Boccanfuso è specifico dell'isola
d'Ischia, di Ischia, Barano di Ischia, Forio e di Napoli, presenta inoltre
un ceppo a Taranto, si dovrebbe trattare di cognomi attribuito a dei trovatelli,
individuati dal funzionario dell'orfanotrofio come bocca
bagnata, 'nfuso o 'nfoso
in dialetto campano significa appunto bagnato. |
BOCCARDI
BOCCARDO
BOCCIARDI
BOCCIARDO
BUCCARDI
BUCCARDO |
Boccardi ha vari ceppi in giro per l'Italia, dal torinese alla Toscana,
al Lazio, al Molise e alla Puglia, Boccardo ha un nucleo genovese e ceppi
sparsi sia al nord che al centrosud, Bocciardi, molto molto raro, è
toscano di Santa Croce Sull`Arno e Castelfranco Di Sotto nel pisano in
particolare, Bocciardo è specifico di Genova, Buccardi e Buccardo
sono quasi unici, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Burghard.
attraverso la sua versione latina Bociardus
di cui abbiamo un esempio a Milano in una Sententia
dell'anno 1138: "...Et ibi statim, per laudamentum
ipsorum consulum, iuraverunt ipsi testes, ad sancta Dei Euvangelia, ita
esse verum, sicut supra testificati sunt, et ipse Bociardus
insuper iuravit, in suo sacramento, quod habet valente libras septem et
dimidiam denariorum Mediolanensium...". |
BOCCHICCHIO
BOCHICCHIO |
Bocchicchio ha un ceppo a Prato ed a Cascina nel pisano, ed uno a Panni
nel foggiano ed a Montecalvo Irpino nell'avellinese, Bochicchio è
tipico della zona di Potenza ed Avigliano nel potentino, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale anche se la presenza di una località
Bochicchi di Morcone (BN) potrebbe far erroneamente pensare ad una derivazione
dalla toponomastica, (in realtà il toponimo deriva dal nome della
famiglia colonica che vi abitò) (vedi anche
BUCCHICCHIO).
ricerche fornite da Fabio Paolucci
(Salerno)
Il cognome Bochicchio deriva da un'antica famiglia di origine albanese,
i Bosichio, che trapiantatisi in Lucania tra Potenza e Avignano italianizzarono
la propria forma cognominale in Bochicchio. Il ceppo Bochicchio di
Forenza annovera nell'800 molte figure di spicco come i fratelli patrioti
Antonio, Nicola e Vincenzo (figli di Canio Bochicchio, benestante di Forenza),
Francesco Saverio, Michele Antonio Gaetano e Vincenzo Antonio Francesco
(figli di Giuseppe), Gabriele fu Vincenzo Antonio e Nicola fu Pasquale. |
BOCCI
BOCCIA
BOCCIO |
Bocci è molto diffuso nella fascia centrale che comprende la Toscana,
le Marche, l'Umbria ed il Lazio, con piccoli ceppi in Emilia, a Genova
ed a San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo nel foggiano, Boccia è
panitaliano, ma la sua massima concentrazione la troviamo tra Lazio e Campania,
Boccia è panitaliano, ma la sua massima concentrazione la troviamo
tra Lazio e Campania, Boccio ha un ceppo nel ternano ed uno a Roma, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Boccio, Boccia
di cui abbiamo un esempio a S.Giovanni Valdarno nel 1401 con Boccia
di Niccolò del Rosso eletto Commissario della Repubblica Fiorentina,
nome esistente sia in forma autonoma, che come apocope di nomi come Bocciardo. |
BOCCIANTI
BUCCIANTE
BUCCIANTI
BUCCIANTINI |
Boccianti, estremamente raro, sembrerebbe dovuto ad un errore di trascrizione,
Bucciante ha un solo ceppo nel teatino a Fossacesia, Buccianti è
tipico del fiorentino, Bucciantini, sicuramente toscano, parrebbe più
tipico del pistoiese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome
medioevale Bocciante o Bucciante
derivato da una modificazione dell'aferesi del nome Iacobus,
tracce di queste cognominizzazioni le abbiamo a Firenze ad esempio in questo
contratto dell'anno 1446: "...Facemo novo contratto,
dove si chiarisce come Piero detto è tenuto per di qui a x anni
proximi a venire a rivendermi detta casa a ogni mia richiesta per detto
prezo di f. d, pagandogli ne' tenpi e termini si saranno ricevuti da lui
come dovere, benché nel contratto non si chiarisce. E dal dì
ch'io la ricomperassi glela debbo apigionare per 5 anni e per f. 24, e
f. jº per la casetta overo striscia di sopra nominata. E in caso ch'io
in detti x anni non la ricomperassi, volendola vendere in tra[n]sattione,
m'obligo darla a detto Piero per f. secento, computandovi detti f. d di
prima ricevuti, o per quel pregio più che se ne trovassi da altri.
Rogato ser Matheo di ser Batista Bocciante
da Pisa e ser Piero di Michele di messer Rinaldo Partigiani da Sa·Miniato...",
agli inizi del 1800 troviamo a Fossacesia nel teatino il Gran Maestro della
Carboneria Nicolantonio Bucciante. |
| BOCELLI
|
Bocelli ha un ceppo a Parma ed uno in Toscana nel livornese, a Rosignano
Marittimo, Campiglia Marittima e Cecina, a Lajatico, Volterra e Pisa nel
pisano, ed a Grosseto, dovrebbe derivare dal nome medioevale Bocellus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un testo rinascimentale: ".. et
aliquot regij milites duce Cantoclaro sacrifico, qui aggredienteis Protestanteis
aliquanto tempore morati, quosdam etiam ex illis interfecerunt. qua re
iritati Bocellus
et Siluagius praecipui Protestantium duces maiore vi inuecti templum et
circumpositas porticus perrumpunt ..". |
| BOCOLA
|
Molto raro, sembra specifico del foggiano, di San Severo in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino bucula
(giovane mucca). |
| BODDI
|
Boddi è tipico del fiorentino, di Firenze, Bagno a Ripoli e Reggello,
di Ponsacco nel pisano, di Piombino (LI, e di Follonica e Massa Marittima
nel grossetano, secondo alcuni deriverebbe dalla voce celtica boddi
(che sommerge, sommerso), nel Glossario
delle antiche voci Celtiche del Boxhornio boddi
significa sommergere, ma è altamente improbabile. |
| BODEI
|
Bodei è specifico del bresciano, di Serle e Novolento in particolare,
ma anche di Nuvolera, Mazzano, Brescia, Bedizzole, Gavardo, Paitone e Vallio
Terme, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale
bodei (budelli),
probabilmente ad indicare che il o i capostipiti facessero di mestiere
i salumai, cioè utilizzassero appunto i budelli di animale per insaccare
i loro prodotti, nella zona di Serle è molto antica la tradizione
della produzione di salumi, ma potrebbe anche derivare da modificazioni
del nome celtico Boduos (il
vincitore). |
BODI
BODO |
Bodi è tipico di Cavallino-Treporti nel veneziano, Bodo, decisamente
più comune, ha un ceppo nel padovano, e nel bellunese ed uno tra
novarese e vercellese, dovrebbero derivare da Bodo, antico toponimo celtico
del vicentino, Castello ormai scomparso con feudo annesso in prossimità
di Sarcedo (VI), questo toponimo celtico è abbastanza diffuso: "...Bodo
enim vel bodum
profundum antiqua Gallorum lingua significare author est Plinius,
unde Bodincomagus
urbs, ut habet ille, ubi maxima Padi altitudo,..." , ma potrebbero anche derivare da modificazioni del nome celtico
Boduos (il
vincitore). |
| BODINI
|
Cognome tipico del lombardo veneto
potrebbe derivare dalla parola latina botellus (budello) usato anticamente
per fare sanguinacci, quindi identificante, come soprannome, un mestiere, ma più probabilmente potrebbe anche essere un ipocoristico
del nome celtico Boduos (il
vincitore). |
BODRATI
BODRATO |
Bodrati, quasi unico, è ligure, piemontese, Bodrato ha un ceppo
ad Ovada nell'alessandrino ed a Torino, ma il nucleo principale è
genovese, con un piccolo ceppo anche ad Urbe nel savonese, dovrebbero derivare
dal nome medioevale di origini germaniche Boderatus,
di cui abbiamo un esempio d'uso a Roma nell'anno 901, quando tra gli iudices
domni imperatoris compare un certo Vivencius
alias Boderatus, in uno scritto del 1343 ad Avignone troviamo
citato un tale Bodratus Malabayla di
Asti, questo nome dovrebbe essere nato da una latinizzazione del nome germanico
Edelrad, composto dai termini edel
(nobile) e rad
(Consiglio), con il significato di
nobile Consigliere, potrebbe anche
in qualche caso derivare dal toponimo tedesco Edelrath., secondo un'altra
ipotesi deriverebbero invece dal nome medioevale germanico Bodhard,
composto da bod (messaggero)
ed hard (duro,
deciso). |
BODRITI
BODRITO |
Bodriti, quasi unico, è piemontese, così come il più
diffuso Bodrito, che ha un ceppo a Vesime nell'astigiano ed a Torino, dovrebbe
trattarsi di forme alterate derivate dal nome medioevale e di origini germaniche
Boderatus (vedi
BODRATI).
su suggerimento di Daniele Zaia |
BOE
BOI |
Boe ha un ceppo a Cagliari, a Dorgali, Orosei (NU) ed a Nuoro, a Ghilarza
(OR), Boi è molto diffuso in tutta la Sardegna, ma nel cagliaritano
in modo particolare, derivano da soprannomi originati dal vocabolo sardo boi
(bue), soprannomi che caratterizzavano
normalmente persone abbienti.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BOE; BOI: hanno in comune significato ed etimo: boe
in Logudoro e boi in Campidano = bue
e derivano dal latino bos o dal greco
βοΰς. Su boe/i marinu
è la foca monaca; su
boi tomasu è lo scarabeo unicorno,
che io ho ribattezzato: bombus rinoceronticus; s'erbiòi
(erba 'e boi) è il
rosolaccio; s'oghiòi
(ogu 'e boi) è un
uccellino: testa di moro, altrimenti detto su
kerri (onomat.). Boinargiu
= allevatore o custode di buoi:; dal
greco βόες + άρχω
(boes + arko)
= guido, conduco buoi. Soprattutto
Boi è presente in tutta la Sardegna (con maggior diffusione in centro
sud). Boe è molto meno diffuso ed ha maggiori presenze nel centro
nord. Nelle carte antiche è invece più frequente Boe. Tra
i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388, figurano: Boe Arsòco,
ville Uta (*distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu - non si tratta
quindi dell'attuale Uta); Boe Barono, ville Gonnos de Codina(*Gonnoscodina
- Contrate Partis de Montibus); Boe Gonnario, jurato ville Palmas
de Ponte(* distrutto: Isca de su Ponti. Contrate Campitani Simagis); Boe
Guantino, jurato ville Leonessa(* distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay
o Barbagia di Belvì); Boe Joanne, ville Genone (* odierno Genoni
- Contrate Laconi et Partis Alença); Boe Margiano, jurato ville
Nuradau (* odierno Nurallao - Contrate Partis Alença); Boi Comita,
jurato ville Uta (* l'attuale Uta - Curatoriae Decimi (Decimomannu). Nel
Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., troviamo:
Boe Iusta(18), serva in Usune (villa - l'attuale Usini, la cui chiesa di
San Pietro era associata a quella di San Nicola - * Il Condaghe di San
Nicola di Trullas - a cura di Paolo Merci ; Ed. Delfino - ): - donazione
(cap. 18)- positinke(donò) donna Elene de Bosove, ki fuit muliere
de donnu Yçoccor de Athen .IIII.(4) homines a Sanctu Nicola, cun
boluntade dessu maridu, cando es morta.et de cussos .IIII. homines deitnosinde
su maritu .II.(di quei 4, 2 celi diede il marito) : a Presnaki Manicas
et a Iusta Boe.; Gosantine Boe(cap. 151), servo rapisce in moglie Elene
Manicas, serva di San Nicola, ma ne è allontanato dal priore, il
quale non aveva dato il consenso: Ego Petrus Prior (di San Nicola di Trullas)
ponio intu Condace pro Elene Manicas, ki mi levait a llarga(rubò)
Gosantine Boe, kene boluntade mea et de armentariu meu (né del
mio amministratore).Al cap. 290, sempre del *CSNT, abbiamo uno scambio(tramutu)
di servi:.ego Petru Manno, prior de S.N. . Tramutai cum Petru de Serra
Boe(un nobile, proprietario terriero) homines: isse deitimi pede(egli mi
diede un quarto - del servizio)in Mariane Lasso, et pede in Manikella,
fiia de Petru d'Orane, servu de Sanctu Nichela; et ego deitili (gli diedi
in cambio) latus (la metà- del servizio) in Maria Virrake, fiia
de Iorgi Virrake.seguono i testimoni. Il cognome Boe è attualmente
presente in 43 Comuni italiani, di cui 22 in Sardegna: Sassari 63, Orosei
31, Oliena 21, Nuoro 18, Lula 15, etc. Boi è invece presente in
ben 378 Comuni italiani, di cui 130 in Sardegna: Cagliari 696, Quartu S.
E. 308, Oliena 138, Iglesias 113, Guspini 100, etc. Nella storia contemporanea
ricordiamo Boi Antonio, storico autodidatta, di Sassari, 1912 - 1958 (
Dizionario Storico Sardo, di Francesco Cesare Casula). |
| BOEDDU
|
Tipico sardo di Dorgali (NU), Sant`Antonio Di Gallura (SS) e Ghilarza (OR)
dovrebbe derivare dal diminutivo del vocabolo sardo boe
(bue) forse in quanto il capostipite
era o figlio di un Boe o Boi o era moderatamente agiato, secondo alcuni
deriverebbe da soprannomi originati dal vocabolo sardo boidu
(vuoto) è starebbe ad indicare
invece una persona dappoco.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BOEDDU: boèllu, diminutivo di boe = piccolo bue? In latino bovillus
per bubulus = bovino.
Improbabile da metatesi di boddèu
(gruppo di persone o di case - furriadròxus).
È un cognome raro, assente nelle carte antiche, attualmente presente
in 28 Comuni italiani di cui 14 in Sardegna: Dorgali 59, Ghilarza 34, Nuoro
23, Bolotana 10, etc. |
BOEM
BOEMO
BOHM |
Boem è veneto del veneziano, ha un ceppo importante a San Donà
di Piave e ceppi ad Eraclea, Iesolo e Musile di Piave, ed uno a Codroipo
nell'udinese, Boemo sembrerebbe più tipicamente friulano, di Grado
nel goriziano e di Carlino ed Udine nell'udinese, Bohm, molto molto raro,
è triestino, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dal
fatto di essere i capostipiti provenienti dalla Boemia,
una regione dell'attuale Repubblica Ceca. |
| BOEMI
|
Boemi è siciliano, ha un ceppo importante a Messina ed uno a Catania,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'essere stato il
capostipite un agente daziario, bisogna sapere che in Sicilia i boemi erano
gli incaricati della riscossione dei dazi e del plateatico (diritto di
superficie) nei mercati. |
BOEZI
BOEZIO |
Boezi è tipico di Alatri (FR), di Roma e del frusinate, Boezio ha
un ceppo a Gemona del Friuli (UD) e nell'udinese ed uno a Capurso (BA)
e nel barese, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Boetius
o Boethius
derivato dal greco Boethus, ricordiamo
con questo nome il famosissimo Anicio Manlio Torquato
Severino (480-526), l'autore del De
consolatione philosophiae, meglio conosciuto come Severino Boezio:
"...ego Boetius
qui quondam tempore prosperitatis studio meo florente, peregi, idest composui,
carmina, supple delectabilia et jucunda, nunc tempore adversitatis, flebilis,
idest dignus ut defleam. Vel flebilis, idest tristis, cogor inire, idest
inchoare moestos modos, idest tristia metra de mea miseria....". |
| BOERIO
|
Tipico del Canavese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Boerius (Boverius),
tracce di questa cognominizzazione si hanno nel 1300 con Pietro Boerio vescovo
d'Orvieto e nel 1500 con lo scrittore di Montpellier Nicolò Boerio:
"...Nicolaus Boerius
dicit, id quod Cornelius Tacitus de Germanis quoque scribit, Franciae consuetudine,
uxorem a matito postulatam adulterii, et convictam, tonderi, et capillis...". |
BOF
BOFF
BOFFI
BOFFO |
Bof, tipicamente veneto, è specifico dell'area trevisano, bellunese,
di Seren del Grappa, Feltre e Lentiai nel bellunese e di Mareno di Piave,
Montebelluna e Segusino nel trevisano, Boff è quasi unico, Boffo
è tipico di Dueville nel vicentino, di San Zenone degli Ezzelini,
Chiarano ed Asolo nel trevisano, e di Mestrino nel padovano, Boffi sembrerebbe
tipicamente lombardo di Giussano, Milano, Lentate Sul Seveso e Varedo nel
milanese, di Lodi e Dalmine nel bergamasco, con un ceppo anche nel Lazio
a Roma ed Arce nel frusinate, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
forme apocopate dialettali, dal nome medioevale Boffus,
di cui abbiamo un esempio nelle Cronache fermane sotto l'anno 1383: "..
Eodem millesimo et die viii februarii , foro cohadunato, Pucciarellus Vannis
de Firmo, spiritu diabolico instigatus, in platea magna, percussit Antonium
Vannis Case Marchitti, in gula post auriculam dexteram; et cecidit in terra
semivivus; et demum, non contentus predictis, in dicto impetu, percussit
Stephanum Thome de Gruptis in capite; et non cecidit: et Franciscus Vagnotii
domini Dominici percussit, in dieta platea et in dicto contextu, magistrum
Dominicum de Tolentino medicum communis, credens ipsum occidisse: et demum
dictus Franciscus cucurrit per stratam et venit in Campiletium, dicendo:
« che facete? pigliate l'armi perchè in piazza se grida -
viva lo populo -, et sunt interfecti sex cives ». Et dictus Pucciarellus
subito exivit plateam, et in introita, sive via per quam itur ad Sanctum
Dominicum, stabant quam plures, et maxime Sirectus magistri lannetti, Boffus
Coluctii Paccarò, Trintia lustiniani
de Firmo et Ranaldus de Monte Florum, Grassus de Cosignano, armati ad faciendum
spallas predictis, et dicentes: « viva lo populo »; et feribantur
cives stantes in platea videntes predicta obstupefacti. Aliqui cucurreruut
retro ipsum Pucciarellum dicendo: « pigliatelo »; sed supradicti
, qui faciebant spallam cum bergamaschis in manibus , retinuerunt gentes,
et tunc dum Vannes Cisci Marchitti, et dominus Vannes Andreutii Andree
fuerunt versus predictos ...", e nel 1400 con il capitano Boffo
Grillo di Salerno reggente di Montefuscoli nel Sannio dal 1425.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Boffo è un cognome veneto dal termine valsuganese 'boffo'
= gonfio. Olivieri 222. |
| BOFONDI
|
Bofondi, quasi unico, sembrerebbe essere di origini illiriche e derivare
dall'albanese pa fundi (senza
sedere, dal sedere piatto), indicando probabilmente così
una caratteristica fisica del capostipite. |
BOGANI
BOGGI
BOGGIA |
Due ceppi per Bogani uno dell'area nord milanese l'altro toscano. Presente
sopratutto nel sud milanese e nella Toscana e Lazio occidentali e nelle
Marche Boggi, Boggia ha un ceppo nel nord della Lombardia, uno tra spezzino e carrarese, uno
napoletano ed uno brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
da un soprannome come ne abbiamo esempio in una Carta
investiture per massaricium del 1161 a Milano: "...suprascriptum
Arduinum interim esse tacitum et contentum in suprascripta investitura;
et sic posuit fideiussorem Azonem qui dicitur Bogia,
de ipsa civitate...", o da nomi di località come ne troviamo
ad esempio in Valtellina. |
| BOGETTI
|
Bogetti è tipico del cuneese, di Cherasco, Brà, Fossano e
Sanfrè, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica del nome
medioevale germanico Bogius, una latinizzazione
di Bogio (vedi
BOGGIONI), dell'uso di questo nome/cognome abbiamo un esempio nel
1376 nell'obituario della Collegiata di San Lorenzo a Cuvio nel varesotto:
"...MCCCLXXVI VII mensis aprilis. ...Obiit Guarimbertus
de Vercelio qui iudicavit predium suum Cuveli. Obiit Dominicus de Ranzio:
denarios II. Obiit Domina Franda de Brincio que iudicavit solidos X. Obiit
Ugo Bogius qui
iudicavit culcidram I et pulvinum I et linteamina II: valentia libras III....". |
| BOGGIONI
|
Estremamente raro è tipico del sudmilanese e del pavese orientale,
dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Bogio
(Bogionis)
di cui abbiamo traccia ad esempio in una lapide tardo latina: "Teutio
Verco[n] Bogionis
f(ilius) magis(ter)
structorum Aravisco h(ic)
s(itus) e(st)"
e nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
in un atto di vendita del 1145, dove si legge: "...Signa
+ + + + + manuum Alberti de Vila et Ambroxi Bogioni
et Alegri et Bruni Spiringoni et Vuilitioni
et Alberti, testium...". Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Chiavenna (SO) nel 1500 dove in un atto leggiamo:
"...Domenico
Bogioni del Toscho di Giovanni e Giovan Pietro
dell'Olzadello ..:". |
BOGHI
BOGO
BOGONI |
Boghi ha un piccolo ceppo romagnolo ed uno a Roma ed a Tivoli, Bogo ha
un ceppo a Genova ed uno a Belluno e nel bellunese, in particolare a Limana
e Sedico, Bogoni è tipicamente veneto, in particolare del veronese
di Verona e di Monteforte d'Alpone, ma anche di Rovolon nel padovano e
di Vicenza e Lonigo nel vicentino, dovrebbero derivare dal nome germanico
Bogo, Bogonis,
di cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto del 1200: "Querela
Comitis Cornubiae, versus Bogonem de Clare
& Priorem Sanctae Trinitatis London, quòd ipsi tempore Parliamenti
ipsum comitem in medio aulae Westm' ad procurationem ipsius Bogonis
citaverunt, quòd compareret coram Archiepiscopo Cantuar' &c.
Ipse prior venit & Bogo
similiter, & ponunt se in gratiam, misericordiam, & voluntatem
Regis de alto & basso, ob quod mandantur turri London: Postea venit
dictus Bogo & finem fecit domino regi pro praedicta transgressione
per duas mille marcas, &c. & quoad praedict' Comitem respondeat
Comiti 1000. li. pro transgressione sibi fact', &c. & praedictus
Prior mittitur ibidem ad faciend' secund? quod thesaurius ei dicet ex parte
dñi Regis.". |
BOGNANNI
BOGNANNO |
Bognanni ha un ceppo a Genova ed uno in Sicilia nel nisseno in particolare
a Mazzarino con presenze significative anche a Riesi, Caltanissetta e Gela,
Bognanno è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare con una
lieve modifica dialettale, dal nome medioevale Bonusannus,
(vedi BONANNI) |
BOIAN
BOIANI
BOIANO
BUIANO |
Boian sembra essere unico ed è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Boiani, che ha un ceppo valtellinese ad Ardenno (SO),
uno a Novara ed uno ad Arquata Scrivia nell'alessandrino, uno nel bolognese
ed uno a Fano e Pesaro nel pesarese, Boiano è tipicamente campano,
del napoletano soprattutto, di Napoli, Portici ed Ercolano e del casertano
di Gallo Matese e San Gregorio Matese, Buiano, molto raro, specifico del
napoletano è una forma modificata del precedente, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Boianus di cui abbiamo un esempio in un Breve immissionis
in tenutam dell'anno 1191: "..Alla Lama, pertice
quinque et plus. Et sedimen quod tenet Girardus de Solperto, pertice IIIIor
et plus, inter sedimen et subter In Pratello, unum sedimen, tabula una.
In Castello, a monte portus. Et sedimen quod tenet Ugo de Solperto Ferarius
de Rainer. Et sedimen quod tenet Boianus..
..Anno Domini factum est MC nonagesimo primo, suprascripto die, indictione
X...", ma ricordiamo anche che con il nome di Bos
Boianus si identificavano in epoca medioevalei bufali e che
quindi i ceppi campani potrebbero derivare proprio dall'attività
di allevatore di bufali svolta dal capostipite. |
BOIARDI
BOIARDO
BOJARDI |
Boiardi è tipicamente emiliano, di Piacenza e reggioemilia e relative
province, Bojardi, praticamente unico, è una forma arcaica del precedente,
Boiardo, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione,
dovrebbero derivare dal nome medioevale di origine germanica Boiardus,
un importantissimo esempio di queste cognominizzazioni le troviamo con
Matteo Maria Boiardo, l'autore del romanzo cavalleresco Orlando
innamorato, nato a Scandiano (RE) nel 1441 e morto a Reggio
Emilia, nel 1494. |
BOIERI
BOIERO |
Boieri è specifico di Novara, Boiero è specifico del Piemonte
di Cavour, Pinerolo e Luserna San Giovanni nel torinese e di Bagnolo Piemonte
nel cuneese, dovrebbero derivare dal nome tardo medioevale Boierus
di cui abbiamo un esempio nel Iacobi Augusti Thuani
Historiarum sui temporis: "...itaque arx
Damuillae tradita est, quam ille cum diu postea tenuisset, tandem Ioannes
Bellofortius Alesiae vicecomes cum ipso transegit, et permutationis titulo
Sergij fanum in Aruernis ab Astremonio Boiero
homine vanitatis insulsae olim Momorantio patri donatum pro Alesia accepit...". |
BOIN
BOINI
BOINO |
Boin è tipicamente veneto, con un ceppo nel trevisano a Vedelago,
Altivole e Castelfranco Veneto, uno a Cinto Euganeo nel padovano e Cassola
e Rosà nel vicentino, Boini, quasi unico, sembrerebbe emiliano,
Boino, altrettanto raro, è piemontese e dovrebbe essere di origini
venete e dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare da un soprannome
veneto originato dal vocabolo boin
(bulino, attrezzo per intagli o intarsi
su metallo), forse ad identificare i capostipiti come artigiano del rame
o di altri metalli, non si può comunque escluderer che possa in
alcuni casi trattarsi di una forma aferetica, anche dialettale, del nome medioevale longobardo Albwin
italianizzato in Alboino, nome probabilmente
portato dai capostipiti. |
| BOIOCCHI
|
Presente nell'Italia settentrionale
occidentale, ma con massima concentrazione in Lombardia, questo cognome
dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo baiocco (denaro) o ad
un dialettale boiocch (rapa, navone). |
BOLATTI
BOLATTO |
Molto molto rari sembrerebbero entrambi originari del torinese, potrebbero
derivare da forme locali derivate dal nome di origine franco germanica
Bolland (generato dalla fusione dei
termini bolo (amico)
e land (terra,
paese) con il significato forse di conterraneo
o derivato forse dal nome germanico Bolohard. |
BOLA
BOLI
BOLLA
BOLLI
BOLLO
BOLO |
Bola, quasi unico, è dell'Italia settentrionale occidentale, Bolla
è molto diffuso in Piemonte, nel savonese e nel genovese, nella
Lombardia occidentale e nel Veneto, soprattutto nel veronese, ma anche
nel vicentino, padovano e veneziano, Bolli ha presenze in Lombardia, nel
milanese, cremonese e bresciano e nel centro, nella fascia che comprende
l'anconetano, il perugino, il ternano ed il romano, Bollo è tipicamente
piemontese, del torinese e dell'alessandrino, biellese e vercellese in
particolare, Bolo, quasi unico, sembrerebbe piemontese, Boli, altrettanto
raro è dell'Italia centrale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
dalla cognominizzazione di nomi germanici come Bolland,
derivato dall'unione dei termini bol[o]
(amico) e land
(terra, patria) o come Bolo
(amico). |
BOLDI
BOLDIN
BOLDINI
BOLDINO
BOLDO
BOLDONI |
Boldi è tipicamente lombardo, soprattutto del bresciano e del milanese,
con un ceppo anche in Toscana, Boldin è quasi unico, così
come Boldino, Boldini, particolarmente lombardo del bresciano, ha un ceppo
nel verbanese e novarese ed uno nel bolognese, Boldo è tipicamente
veneto del bellunese in particolare, con un ceppo forse non secondario
anche nel milanese, Boldoni, abbastanza raro, è del milanese, potrebbero
derivare da toponimi come San Boldo nel trevigiano, ma molto più
probabilmente derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi
di nomi come Uboldus o Ramboldus
o simili, portati dal capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio in un
Atto d'Investitura dell'anno 1152 a Brescia: "...decima
iacet in Camolengo, iuxta fossatum quod vadit versus montem, tabule centum
.XXII. et duo pedes: a mane fossatum, ab omnibus partibus Sancti Cosme,
a meridie Boldus
et Raimundus et Codeporci tenent, a sero et monte Rastel tenet; undecima
iacet in Camolengo...". |
BOLDRIN
BOLDRINI |
Boldrin è di origine veneta, Boldrini è diffuso in tutto
il centronord, dovrebbero discendere da Boldrinus nome derivato da uno
dei nomi con terminazione boldo (baldo) o poldo (Uboldo, Leopoldo ecc.)
che derivano da un nome germanico composto con bald (baldo, coraggioso),
esempio di questo nome lo abbiamo verso la fine del 1300 con Boldrino da
Panicale, famoso capitano di ventura; tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Venezia nel 1500 con l'incisore Nicolaus Boldrinus.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Boldrini è un cognome veneto dal termine veronese 'boldro'
(sboldro) = enfiato.
Olivieri 222. Secondo Bongioanni (Nomi e cognomi, Torino, 1928 p.
128) deriverebbe invece dal pers. germ. *Waldhari
evolutosi poi nella forma Walther da
aat. 'waltan' = reggere,
governare + aat. 'heri'
= esercito. Tali forme si sono latinizzate
in Vualterius, Gualterius, Walterius
in età franca, ma in quella longobarda avevano avuto esiti come:
Waltarius, Gualtarius, originando cosi
il cognome base Gualtieri (cfr.) da
cui discenderebbero anche i derivati Baldari,
Baldorini. Significato approssimativo: capo
dell'esercito. |
| BOLELLI
|
Bolelli è specifico di Bologna soprattutto e di Modena, si dovrebbe
trattare di una forma ipocoristica dell'aferesi del nome medioevale Christobolus,
che dapprima per aferesi sia divenuta Bolus
e quindi, tramite una forma sia diminutiva che vezzeggiativa, Bolellus,
Bolello è però anche
una forma utilizzata, anche se raramente, in alternativa al termine e nome
Bellino. |
| BOLETTI
|
Cognome di origine bresciana, dovrebbe
essere originato dal nomen latino Paulus, Paoletti, Poletti . |
| BOLGAN
|
Bolgan è specifico del veneziano, di Salzano, Venezia, Spinea e
Mira, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine arcaico
per identificare un piccolo pesce d'acqua dolce, per estensione, una cosa
da poco. |
| BOLIA
|
Tipico della Liguria di ponente, in particolare nella zona di Albenga è
assolutamente rarissimo.
integrazioni fornite da Eugenio
Bolia
Famiglia ligure di origine provenzale, risulta derivare dalle variazioni
subite da Boglio, antichissima stirpe viscontile di Nizza che godette la
Signoria del feudo omonimo. Un ramo della famiglia successivamente si
trova a Carrara, dove era iscritta fra le famiglie nobili, come appare
dagli almanacchi di Corte Estiensi e dai Libri d'Oro della città.
Si è divisa poi in due rami il primo dei quali è passato
in Firenze. Nel XVII sec. la Famiglia Bolia è presente nella Liguria
di ponente, nell'entroterra di Albenga, dove fu particolarmente fiorente
a Bosco di Casanova Lerrone con Lazzaro, considerato il capostipite del
ramo "Ingauno". |
BOLIGNANI
BOLIGNANO |
Rarissimi sono specifici del reggino, non è probabile una derivazione
dal toponimo Bolignano nelle Marche (località di Ancona). |
| BOLIS
|
Tipico dell'area che comprende le province di Milano, Como, Bergamo e Brescia,
dovrebbe derivare dal nome latino Bolo di cui si hanno tracce ad esempio
nel I° secolo a.C. con il filosofo, medico e fisico Bolo di Mende l'uso
successivo lo si può ad esempio trovare ad Albino (BG) nel 1500
dove in un atto del 1545 si parla di un Bolo fu Giovanni Maria dell´Omo
sottopriore del convento di S. Maria della Ripa di Albino. Traccia
di questa cognominizzazione si trova a Bergamo nel 1500 , in un atto del
1583 viene citato un certo Martino de Bolis Giudice dei pubblici incanti
. |
| BOLLATI
|
Concentrato nell'Italia settentrionale
occidentale, con massima presenza nella provincia di Milano e Cuneo dovrebbe
avere origini diversificate, dal toponimo Bollate (MI) e dal vocabolo latino
bullatus (ornato di borchie) tramite un soprannome. |
BOLLETTIN
BOLLETTINI |
Bollettin è caratteristico del padovano, di Conselve, Arre, Correzzola
e Selvazzano Dentro, Bollettini è tipico di San Benedetto del Tronto
nel Piceno, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine veneziano
bollettin (atto
di convocazione giudiziaria o anche atto di pignoramento), forse
ad indicare così nei capostipiti degli Ufficiali Giudiziari della Repubblica Veneta. |
BOLLINA
BOLLINI
BOLLINO |
Bollina è un cognome non molto diffuso e concentrato nelle province
di Milano, Lodi e Bologna, così come il più rappresentato
Bollini che ha un grosso ceppo nel milanese, varesotto e comasco, uno nel
mantovano ed uno nel bolognese e nel vicino ravennate, ha presenze anche
a Genova, nel fiorentino, nel riminese e nel teramano, Bollino che ha un
nucleo nel foggiano e nel barese, presenta ceppi, probabilmente secondari
anche nel torinese, nel milanese e nel romano, ed un piccolo ceppo a Palermo,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Bollinus,
Bollina, formae ipocoristiche del nome
germanico Bollo, derivato dal termine
medioevale germanico a.a.t bollo
(freccia, dardo, proiettile). |
| BOLOGNA
|
Deriva direttamente dal toponimo Bologna, questo cognome non compare fra
quelli degli ebrei safarditi, ma non è impossibile qualche ceppo
ebreo. |
| BOLOGNANI
|
Specifico trentino, di Cavedine nel trentino in particolare, deriva dal toponimo
Bolognano in provincia di Trento. |
BOLOGNESE
BOLOGNESI
BOLOGNINI |
Diffuso in tutt'Italia, ma prevalentemente
al sud Bolognese ed al centro nord Bolognesi e Bolognini, tutti questi
cognomi derivano dai toponimi Bologna, Bolognano nel pescarese, Bolognetta nel palermitano,
o Bolognola nel maceratese. |
BOLOGNI
BOLOGNO |
Bologni ha un piccolissimo ceppo a Prato ed a Carmignano nel pratese, ed
a Certaldo e Firenze nel fiorentino, un ceppo decisamente più consistente
a San Giustino nel perugino, ed uno a Roma e Latina, Bologno ha qualche
rara presenza nel biellese e nel vercellese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Bolognius o Bolonius,
di cui abbiamo un esempio nella Hierographia
del Concilio di Nicea nell'anno 325: ".. Sic tua
nos virtus quemcunqe tandem Mysta affatur trahit, rentinet, deuincit sibi
; quemadmodum Scombrus Alausas ducit, & quo vult amore sui ductas rapit.
Quod satis causae visum est Gallis, ut narrat Bolonius,
has virgines, melius meretrices, illum Leonem si digne, appellandi, quanquam
nonnulli dubitent ...", e nel 1187 con il crociato Godfridus Bolonius
vittorioso sui saraceni invasori del Santo Sepolcro. |
| BOLZAN
|
Bolzan è tipico veneto delle province di Belluno, Pordenone, Treviso,
Vicenza e Venezia, dovrebbero derivare da toponimi come Bolzano di Belluno
(BL) o Bolzano Vicentino (VI). |
| BOLZICCO
|
Bolzicco è specifico dell'udinese, di Buttrio, Corno di Rosazzo,
San Giovanni al Natisone ed Udine, dovrebbe derivare da un nome di località
o forse da un'alterazione del nome del paese di Bonzicco di Dignano, sempre
nell'udinese. |
| BOLZONARO
|
Molto raro è tipico della zona tra padovano e rovigoto, dovrebbe
derivare dal toponimo Bolzano Vicentino (VI).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bolzonaro è un cognome veneto che potrebbe significare 'fabbricante
di balestre', dal termine veneto 'bolzon'
= 'dardo' 'balestra'. |
BOLZON
BOLZONI |
Bolzon, decisamente veneto, ha un ceppo a Castello di Godego, Castelfranco
Veneto e Resana nel trevisano, uno a Trissino, Castelgomberto e Sovizzo
nel vicentino ed a San Martino di Lupari nel padovano, ed un ceppo friulano
a Bucinicco nell'udinese, Bolzoni è un cognome molto diffuso in
Lombardia, nel piacentino, parmense, reggiano e modenese e nel veronese
e rovigoto, può essere derivato da toponimi, ma non è improbabile
anche una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo veneto bolzon
(punzone, ma
anche zimbello ed
ariete per rompere le mura), forse a ricordare il mestiere di
orafo o argentiere svolto dai capostipiti, o la loro particolare irruenza,
o dal vocabolo lombardo bolson (cuneo,
ma anche colui che cava d'impaccio gli altri).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bolzoni è un cognome veneto che deriva dal termine veneto 'bolzon'
= 'dardo' 'balestra'.
Cfr. Bolzonaro. Olivieri 236. |
| BOMBA
|
Bomba è specifico di Lanciano nel teatino, dovrebbe derivare dal
nome del paese di Bomba sempre nel teatino, situato ad una trentina di
chilometri da Lanciano, probabile paese d'origine del capostipite o dal
fatto che questi provenisse dalla zona bagnata dal lago omonimo. |
| BOMBARDELLI
|
Bombardelli è tipico del trentino, di Arco, Drena, Trento e Riva
del Garda, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale
Bombardus di cui abbiamo un esempio
in uno scritto del 1600: "...Quas Praeside Clariss.
Viro, Bombardo Strevarzio,
Clarefortensi, Defendere conabitur, Buldrianus Sclopetarius, Blesensis...",
ma è pure possibile che derivi semplicemente da un soprannome, troviamo
tracce di questa cognominizzazione nel bresciano a San Gervasio Bresciano
agli inizi del 1600 con il malgese et fattore
Giovanni Bombardello, a Rovereto, nel trentino, troviamo una
causa del 1649 "Pro domina Margarita Benvenuta contra
dominum Georgium Bombardellum
et eius uxorem". |
| BOMBARDI
|
Cognome tipico romagnolo può essere legato a soprannomi relativi
o al mestiere di soldato o altro. Tracce di questo cognome si trovano
a Firenze nel 1400 con un certo Jacopo Bombardi. |
BOMBARDIERE
BOMBARDIERI |
Bombardiere è rarissimo, sembrerebbe calabrese, Bombardieri è
tipico lombardo, potrebbe esserci un ceppo secondario nel reggino derivato
dal primo, dovrebbero derivare da soprannomi legati forse alla funzione
di servente o di costruttore di bombarde (tipo di cannone). Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in Valcamonica nel 1500 con il mastro ferraio
Venturino Bombardieri, a Sondrio si trovano tracce di una famiglia Bombardieri
dalla metà del 1600.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome presente in Lombardia, soprattutto nel Bergamasco e meno frequentemente
in provincia di Sondrio, Brescia, Milano, Varese, presente anche in Calabria.
Molto più sporadico nel Lazio e in Piemonte. In provincia di Sondrio
è presente soprattutto a Tirano e
Chiuro. Deriva dal nome di un corpo degli eserciti di molti secoli
fa, quelli che usavano le bombarde (prima dell'avvento del cannone). |
| BOMBASSEI
|
Bombassei, assolutamente rarissimo, tipico del bellunese, dovrebbe derivare
da un soprannome originato da una specie di italianizzazione del plurale
del termine veneto antico bombaser
(mercante di cotone e bambagia), mestiere
probabilmente svolto dal capostipite. |
| BOMBELLI
|
Cognome tipicamente lombardo può
derivare da un nome tardo latino Bonusbellus (buono e bello). |
| BOMBEN
|
Bomben è specifico di Pordenone e di Zoppola, Fiume Veneto, Cordenons
e Roveredo in Piano nel pordenonese, potrebbe derivare da una forma dialettale
apocopaica del nome tardo latino Bonusbellus
(vedi BOMBELLI), ma, molto più probabilmente,
deriva da un soprannome originato dal termine dialettale bomben
(tipica carrozza bassa e panciuta),
ma potrebbe anche sottolineare un aspetto rotondetto del capostipite, bisogna
inoltre considerare che la voce bombèe
indicava in maniera infantile e scherzosa il vino,
e potrebbe essere stata usata per prendere in giro capostipiti che indulgessero
nel bere. |
| BOMBINI
|
Specifico di Bisceglie (BA), ha pure un ceppo cosentino, il ceppo pugliese
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale bommìne
(bambini), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo su di una lapide del 1700 conservata nella Cattedrale di Cosenza:
"...CONSENTINUS EQUES THOMAS
BOMBINUS...", personaggio di rilievo
è stato lo storiografo gesuita cosentino Pietro Paolo Bombini (1575
- 1648). |
| BOMBOI
|
Bomboi è tipicamente sardo, specifico di Siniscola nel nuorese,
dovrebbe derivare da un soprannome in lingua sarda basato sul termine dialettale
nuorese bomboi (sciocco). |
BOMBONATI
BOMBONATO
BOMBONATTI |
Bombonati ha un ceppo milanese ed uno nel rovigoto tra Fiesso Umbertiano
e Canaro, Bombonatti è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
Bombonato ha un ceppo tra milanese e bergamasco ed uno nella provincia
di Rovigo tra Rovigo, Lendinara e Pontecchio Polesine, derivano dal nome
gratulatorio medioevale Bonattus di
cui abbiamo un esempio: "...De Pineo geniti sunt
Iafus et Guidolus laici et Bonattus
clericus Iafus pro parte sua acepit quattuor solidos a canonicis..."
con il rafforzativo Bonus ottenendo
Bonus Bonattus come nome di buon auspicio. |
BOMBONE
BOMBONI
BOMBONINI |
Bombone, quasi unico, parrebbe del sud, Bomboni è assolutamente
rarissimo, parrebbe toscano, Bombonini è praticamente unico, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Bonusbonus
o Benebonus forma rafforzativa del
nome Bonus, quest'uso abbiamo un esempio
in una Carta venditionis del 1194 a Rosate (MI): "...Revegiadus
et Ugetus et Gervasinus, filii quondam Anselmi de Castelleto, omnes de
loco Gudi Antibiago, qui professi sunt lege vivere Longobardorum, quibus
videlicet Maiorice et Gervasino Mainfredus
Benbonus, missus donni Flederici imperatoris,
licentiam et auctoritatem tribuit, in manibus fratris Martini de Garbaniate
et fratris Ugonis de Gudi...". |
BOMPADRE
BONPADRE
BUONPADRE |
Bompadre, molto raro, ha piccoli ceppi nelle Marche, in particolare a Civitanova
Marche nel maceratese, a Foligno, Spoleto e Trevi nel perugino e nel romano,
Bonpadre e Buonpadre, quasi unici, sono dovuti ad errate trascrizioni del
precedente, dovrebbe derivare dal nome augurale medioevale Bonuspater (Buonpadre),
con il quale si augurava al proprio figlio che il Padre Eterno fosse buono
con lui, in qualche caso potrebbe anche trattarsi di un cognome attribuito
ad un fanciullo abbandonato. |
BOMPEDE
BONPEDE
BUOMPEDE
BUONPEDE |
Bompede, Buompede, Bonpede e Buonpede sono quasi unici, l'origine sembrerebbe
essere campana, potrebbero aver avuto origine da soprannomi, ma la cosa
più probabile è che si tratti invece di cognomi attribuiti
anticamente a dei trovatelli, l'uso di dare ai bambini abbandonati cognomi,
che descrivessero qualche loro qualità o difetto, era molto diffuso
in Campania in epoca sia angioina che aragonese, dato il loro elevatissimo
numero, negli orfanotrofî i funzionari furono costretti a far ricorso
a tutta la loro fantasia pur di poter differenziare questi poveri fanciulli
ed evitare di attribuire loro un marchio. |
BOMPENSIERO
BONPENSIERO
BUOMPENSIERO
BUONPENSIERO |
Bompensiero, Buompensiero e Bonpensiero sono praticamente unici, Buonpensiero
ha un ceppo a Napoli ed uno, più importante, a Foggia, si tratta
con molta probabilità di cognomi attribuiti a dei trovatelli, ma
è pure possibile che possano in qualche raro caso derivare da nomi
di località di cui non siamo però riusciti a trovare traccia
nelle zone dove questi cognomi vengono riscontrati. Un personaggio
interessante con questa cognominizzazione lo troviamo a Giovinazzo nel
barese nella seconda metà del 1700 con lo scultore Nicola Buonpensiero. |
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