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BON
BONIN
Bon è tipico del Veneto e basso Friuli, Bonin è anch'esso veneto con un ceppo triestino, dovrebbero derivare direttamente dall'aggettivo veneto e friulano bon (buono) e dal suo diminutivo bonin, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia in atti registrati agli inizi del 1300 dal notaio Nicolò Bon e all'inizio del 1400 da un certo notaio Moretto Bon, il primo Capitano e Podestà di Mestre fu nel 1338 il veneziano: Francesco Bon da San Cassiano.
BONA
BONACINA
BONACINI
BONI
BONI'
BONO
Bonacina è un cognome presente in tutto il nord nel Lazio ed in Sicilia, Bonacini sembrerebbe tipicamente emiliano, del reggiano e del modenese, Bona, in tutto il centro nord, Boni e tipico della Lombardia settentrionale (provincie di Como, Varese, Milano, Bergamo, Brescia), Bonì, molto raro, è tipicamente siciliano, del trapanese e di Alcamo in particolare, Bono è diffusissimo in Piemonte, Liguria e Lombardia, nelle province di Roma e latina, nel Salento, in Calabria ed in Sicilia. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici o alterazioni dialettali, dal nome latino Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo, di cui abbiamo un esempio a Pavia in una Cartula venditionis del 1144: "...manuum suprascriptorum iugalium qui hanc cartulam vendicionis fieri rogaverunt et suprascriptum precium acceperunt et ipse Bonus Iohannes eidem coniux sua consensit ut supra...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nel 1204 a Cesena nel Convento di Santa Maria dove uno dei frati citati in uno scritto si chiama Joanne Bono ed a Verona dove nel 1500 si legge: "...interrogatus Dominus Julius Bonaccinus, veronensis, rector dictae ecclesiae, super primum capitulum dixit...".
BONACCHI
BONACCI
BONACCIO
BONASSI
BONASSO
Bonacchi è tipico della zona tra Agliana e Pistoia, Bonacci, presente soprattutto nell'Italia centrale, ha un ceppo anche a Decollatura (CZ), Bonaccio, molto raro è tipico di Pastorano (CE), Bonassi ha un grosso ceppo tra bergamasco e bresciano, un ceppo nel parmense ed uno in Friuli, Bonasso ha un ceppo a Torino ed uno a San Giovanni in Fiore nel cosentino, derivano, direttamente o tramite alterazioni dialettali, dal nome medioevale Bonaccius, di cui abbiamo un esempio nel 1100 con Bonaccius padre del famoso matematico Leonardo di Pisa, alias Fibonacci, un esempio di questa cognominizzazione si ha in un atto del 1164 a Pisa dove si legge: "...Ugo Buccha dictus filius quondam Rainerii Bonacci...".
BONACETO Bonaceto sembrerebbe specifico di Barcellona Pozzo di Gotto nel messinese, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica dialettale del nome di origine greca Bonakis.
BONACOLSI Casata nobile, ormai estinta in Italia, di origine mantovana, troviamo già nel 1272 un Pinamonte Bonacolsi rettore del comune di Mantova in qualità di Capitano del Popolo che divenne poi nel 1291 Capitaneus et Rector Perpetuus. Nel 1328 Rinaldo detto il Passerino, l'ultimo dei Bonacolsi, fu ucciso durante una rivolta popolare fomentata dai Gonzaga. Il cognome Bonacolsi dovrebbe derivare da un nome medioevale con il senso di bene accolto, riferito evidentemente al capostipite, un figlio probabilmente molto atteso.
BONACCORSI
BONACCORSO
BONACORSI
BONACORSO
BUONACCORSI
BUONACCORSO
Presenti in tutta Italia, ma di origine prevalentemente siciliana sia Bonaccorsi che Bonaccorso, Bonacorsi è specifico del modenese, Bonacorso, quasi unico è dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Bonaccorso, Buonaccorsi è decisamente toscano, di Viareggio e Capannori nel lucchese e di Livorno, con presenze anche a Roma e nel romano, Buonaccorso è tipicamente siciliano di Palermo, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome bene augurale tardo latino Bonacusrsus. Tracce di questo cognome si hanno già nel 1100 a Brescia con il notaio Bonacursus, dal 1272 arcivescovo di tiro è Franciscus Bonacursus, in un atto del 1279 stilato in Sarzana si legge: "...Ego Bonacursus, filius Petri notarii de castro Sarzane, notarius sacri pal....", negli anni 1324-1325 a Tricarico viene fatto vescovo un Bonacursus.
BONACQUISTI
BONACQUISTO
BUONACQUISTI
BUONACQUISTO
Bonacquisti ha un piccolo ceppo nel bergamasco ed il nucleo principale è laziale, a Ferentino (FR) ed a Roma, Bonacquisto ha un ceppo nel frusinate, ma il nucleo principale è a Francofonte nel siracusano, sempre laziali sono Buonacquisti e Buonacquisto, probabilmente dovuti o ad errori di trascrizione o derivati dal toponimo Buonacquisto (TR), dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Bonacquisto nome stante ad indicare il nuovo nato come un beneaugurato buon acquisto per la famiglia, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a roma fin dal 1600 con il padre dell'ordine ospedaliero camilliano Giulio Bonacquisto.
BONADDIO Specifico di Lamezia Terme (CZ), dovrebbe derivare dal nome medioevale Bonadeus. (vedi Bonadei)
BONADEI
BONADEO
BONADIO
Bonadei è tipico del bergamasco e del bresciano al confine con il bergamasco, Bonadeo sembra avere due ceppi, in Valtellina e nell'alessandrino, Bonadio oltre ad un ceppo veneto, sembra averne anche uno calabrese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonadeus, di cui si hanno tracce ad esempio nel 1180 a Isola di Capo Rizzuto dove troviamo come vescovo un certo Bonadeus de Negronibus, esempio di questa cognominizzazione si ha nella seconda metà del 1400 nel bergamasco, dove a Ponte San Pietro (BG) come parroco c'è: "Bonadeus, presbiter et beneficialis ecclesje S. Petri", in Valtellina nel 1600 come esattore delle gabelle del comune di Bianzone (SO) troviamo un certo Lorenzo Bonadeo.
BONADDUCE
BONADUCE
Molto raro Bonadduce, leggermente più diffuso Bonaduce, sono entrambi specifici del teramano, derivano dal nome medioevale beneaugurale Bonaduce.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bonaduce da una espressione latina corrotta che forse sottintende "bona duce fortuna" = "con buona fortuna come vostra guida".
BONADONNA Tipico del palermitano, deriva dal nome medioevale Bonadonna di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 1197, dove in un atto di compravendita leggiamo: "...vendicionem fecerunt ad proprium Nicola Gariverti et Bonadonna eius uxor, qui professi sunt se lege vivere Longobardorum...".
BONAFE
BONAFE'
BONAFEDE
BONAFIDE
BUONAFEDE
Bonafe, estremamente raro è una forma errata di Bonafè che ha un ceppo nel bolognese ed uno nel rovigoto, presenta inoltre una diffusione significativa nella fascia che comprende le province di Milano, Pavia ed Alessandria, Bonafede ha un nucleo siciliano soprattutto tra palermitano e trapanese, un ceppo romano e presenze significative nel bresciano, milanese e torinese, Bonafide, assolutamente rarissimo, parrebbe del torinese, Buonafede, molto raro, parrebbe avere un ceppo nel napoletano ed uno nel ferrarese, derivano tutti dalla forma diretta o contratta del nome medioevale Bonafides di cui abbiamo un esempio negli Annali Spoletani sotto l'anno 1180: "Anno domini Millesimo CLXXX. Indictione XIII mense Januarij, temporibus Alesandri tertij, Summi Pontificis et Frederici Imperatoris... ...Ofreducius avultrinus, Bonafides,Amedeus henrici, Jacobus Judex, Transaricus albertucij cives spoletani...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel Codice diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1188 in un atto di Iuramenta fidelitatis hominum Paxilliani, Montis, Casalis et aliorum locorum: "...Interfuerunt testes Ardericus Nasus, Benno Curtus, Montenarius Iudex, Rogerius Rigizonus, Otto Plattus et Ariprandus Bonafides et quamplures alii de civitate Mediolani....".
BONAFFINE
BONAFFINI
BONAFINE
BONAFINI
BONFINE
BONFINI
BUONAFFINI
Bonaffine e Buonaffini sono praticamente unici, Bonaffini ha un ceppo a Pioltello nel milanese, probabilmente frutto dell'immigrazione dal sud, ed uno siciliano nell'ennese a Barrafranca e Pietraperzia, a Messina e nel nisseno a Niscemi, Caltanissetta e Mazzarino, Bonafine sembra specifico dell'area al confine tra Basilicata e Calabria soprattutto a Viggianello (PZ), Bonafini è tipico dell'area che comprende il bresciano, il veronese ed il mantovano, Bonfine è praticamente unico, Bonfini ha un ceppo tra ascolano e teramano ed uno nel romano, derivano tutti dal nome augurale medioevale Bonafinis con il significato di buon parente, cioè di buon acquisto per la famiglia, o anche dal nome medioevale Bonafine nel senso che il proprio figlio consegua dei buoni risultati.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bonafini, presente anche in Trentino (Giudicarie), deriva dal nome Bonafine buon esito; ma è anche possibile che sia stato composto con Fina, diminutivo di Serafina (Bonafina la buona Serafina).
BONAFIGLIA
BUONAFIGLIA
Bonafiglia è tipico del casertano, di Riardo e Pietramelara, Buonafiglia, quasi unico, è una diversa forma del precedente, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a delle fanciulle abbandonate, da funzionari di istituti di assistenza borbonici.
BONAGIUNTA
BONAGIUNTI
BUONAGGIUNTA
BUONAGIUNTA
BUONAGIUNTO
Bonagiunta è praticamente unico, Bonagiunti, assolutamente rarissimo, è del veronese, Buonaggiunta, quasi unico, sembrerebbe del napoletano, così come Buonagiunta che è praticamente unico, Buonagiunto, solo leggermente meno raro, è del salernitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonajonta o Bonejonte (Bonagiunta), di cui abbiamo un esempio a Spoleto in un atto di donazione dell'anno 1293: "nostra plana et spontanea voluntate vobis dominis Symoni, Petro Transarici, Munaldo Transarici, atque Bonajonte Oderisij, consulibus civitatis Spoleti existentibus et pro ipsa civitate et comunitate ipsius recipientibus titulo donationis inter vivos et inrevocabiliter damus...", questo nome veniva attribuito al figlio molto desiderato ed il cui arrivo era veramente una buona aggiunta alla composizione della famiglia.
BONAGURA
BONAGURI
BONAGURO
BONAUGURI
BONAUGURO
BUONAUGURA
BUONAUGURIO
BUONAUGURO
Bonagura è tipico di Poggiomarino e Torre del Greco nel napoletano, Bonaguri è tipico di Forlì, Bonaguro sembrerebbe specifico di Caltrano nel vicentino, con ceppi anche tra rovigoto e ferrarese, Bonauguri e Bonaugurio sono quasi unici, Buonagura è specifico di Palma Campania (NA), Buonauguro è di Nola (NA), Buonagurio, estremamente raro, sembrerebbe campano, dovrebbero tutti derivare dal nome gratulatorio medioevale Bonaugurius, tracce di queste cognominizzazioni nella zona vicentina dei sette comuni cimbri le troviamo in un atto del 1632: "... Quia coram nobis conquestus est Ioannes de Bonaguro de Caltrano Juridictionis Scledi nobis comissae qualiter per nonnulos subditos spectabilitatis Vestrae in pertinentiis septem Comunium jurisdictionis Vestrae comissae...".
BONAITA
BONAITI
BONAIUTI
BONAIUTO
BONAJUTO
BUONAIUTI
BUONAIUTO
Tipicamente lombardi Bonaita e Bonaiti, Bonaita è del bergamasco in particolare, di Martinengo, Romano di Lombardia e Bergamo, Bonaiti è molto diffuso soprattutto nel lecchese, a Calolziocorte, Lecco, Carenno e Torre de' Busi, ed a San Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Cisano Bergamasco e Caprino Bergamasco nel bergamasco, toscano Bonaiuti, Buonaiuti, rarissimo, è di Firenze, caratteristico di Prato e del fiorentino, di Firenze, Pontassieve, Sesto Fiorentino e Calenzano, con un ceppo anche nel bolognese, a Casalecchio di Reno e Bologna, siciliano Bonaiuto, specialmente del siracusano, di Siracusa, Palazzolo Acreide, Canicattini Bagni e Pachino, di Nicosia nell'ennese e di Pachino nel catanese, rarissimo e di origini antecedenti Bonajuto, Buonaiuto è specifico di Sarno nel salernitano, con un ceppo importante anche a Napoli, Saviano, San Gennaro Vesuviano, Scisciano e Nola nel napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dai nomi medioevali Bonaita o Bonaiutus, un nome medioevale bene augurale tardo latino, composto dai termini bon o buon per buono e aita o aiuto per aiuto, nome attribuito ai propri figli nella speranza che gli stessi costituissero un buon aiuto per la famiglia.
BONALDA
BONALDI
BONALDO
Bonalda è tipicamente lombardo, Bonaldi oltre al ceppo lombardo, soprattutto nel bergamasco, ha anche un ceppo veneto, uno nel lucchese ed uno nell'aquilano,Bonaldo è tipicamente veneto, anche se presenta un ceppo probabilmente secondario in provincia di Latina dovrebbero tutti derivare dal nome germanico Bonwald.
BONALUCE
BONALUME
BONALUMI
Bonaluce, quasi scomparso, è del nord Italia, Bonalume, estremamente raro, sembra specifico del lecchese, Bonalumi è tipico del bergamasco e del milanese, dovrebbero derivare da nomi gratulatori medioevali.
BONAMICI
BONAMICO
BUONAMICI
BUONAMICO
Bonamici ha un ceppo emiliano tra Berra (FE e Forlimpopoli (FC), uno a San Giuliano Terme (PI) e nel pistoiese a Monsummano Terme e Montecatini Terme, ed uno a Roma, Magliano Sabina (RI) e Acquapendente (VT), Bonamico ha un nucleo siciliano tra Melilli (SR), Militello In Val di Catania e Catania, con ceppi probabilmente secondari in Piemonte ed a Roma, Buonamici parrebbe toscano con ceppi a Ponte Buggianese (PT), Lucca e Firenze, Buonamico è specifico di Bari, derivano tutti dal nome gratulatorio medioevale Bonamicus di cui abbiamo un esempio nel 1200 a Volterra (PI): "...Item confirmavit dictus sindicus, nomine et vice comunis dicti castri et ratificavit supradicto domino Rainerio potestati et capitaneo vulterani comunis recipienti pro ipso comuni vulterano et ipsi comuni vulterano suppositiones, omnes promissiones et obligationes factas a Bonamico Pastriccie sindico comunis dicti castri de Monteviridi ..."
BONAMIGO Bonamigo è tipico del vicentino, di Bassano del Grappa soprattutto, ma anche di Cassola e Rosà e del vicino trevisano come Castello di Godego, si tratta della forma dialettale veneta del cognome Bonamico (vedi BONAMICI) e deriva anch'esso dal nome gratulatorio medioevale Bonamicus., esempi dell'uso del nome Bonamigo li troviamo ad esempio in un atto del 1346 a Dermulo in trentino, personaggio di rilievo con questo cognome è stato l'umanista Lazzaro Bonamigo (1479-1552) di Bassano del Grappa (VI).
BONAMINI
BONAMINO
Bonamini ha un ceppo nello spezzino soprattutto a La Spezia ed Arcola ed uno a Verona e nel veronese a Tregnago, Illasi, San Martino Buon Albergo e Zevio, Bonamino è tipico dell'alessandrino, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonaminus, una variante del nome Beniamino, troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Pergine Valsugana in trentino nel 1555, in un atto si legge che Pietro Fitzer, vicario della giurisdizione di Pergine, su istanza di ser Lorenzo Planitzer, sindaco della chiesa di S. Maria di Pergine, dà mandato a Michele Bonaminus, giurato della curia di Pergine, di pignorare un bosco sito nel territorio di Madrano, in un fascicolo processuale veneziano del 1629 leggiamo: "...È vero che avanti che togliesse per marito il detto signor Francesco Bonamin, hebbi intentione di maritarmi in un giovane greco mercante, il quale mi diede simplicemente annello, mentre io ero in monastero delle donne di San Zorzi qui a Venetia. ..".
BONANDI
BUONANDI
BUONANDI'
Bonandi, molto molto raro, ha un ceppo nell'area bresciano, mantovana, ad Asola (MN) e nel bresciano a Visano e Gottolengo, ed uno nell'area forlivese, riminese, Buonandi, ancora più raro, sembrerebbe del napoletano, come il praticamente unico Buonandì, dovrebbero derivare dal nome medioevale augurale Bonandus, di cui abbiamo un esempio a Rimini in un atto del 1279 dove un certo Bonandus quondam Ugolini Bonandi cede a domno Alberto, priore dell'Ospedale di S. Spirito di Rimini, due orti posti in civitate Arimini, l'uno in contrada S. Giorgio antico, e l'altro in contrada S. Maria in Trivio, et Broilo, si potrebbe anche trattare, in qualche caso, di cognomi attribuiti a dei trovatelli come augurio bivalente "che ti vada bene la vita" o anche "che tu vada verso il bene".
BONANNI
BUONANNO
Bonanni è molto diffuso in tutto il centro Italia, ha ceppi anche nel fiorentino, nella Liguria centro orientale e nell'udinese, Buonanno è specifico della Campania, delle province di Caserta, Napoli e Benevento, dovrebbero tutti derivare dal nome augurale Bonusannus. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pisa nel 1130 con il letterato Buonanno Bonanni, in Friuli a Cividale nel 1300, in Irpinia nel 1600 con la famiglia Buonanno che si insedia a Solofra proveniente dalla Toscana, in Sicilia nel 1600 con  il pittore Giuseppe Bonanni, nella seconda metà del 1600 a Paganica (AQ) con un Cesare Bonanni, citato in una lapide: "...cum beneficio Cesaris Bonanni de Paganica..:", questo cognome a Paganica è comunque presente fin dalla fine del 1200.
BONANNO Cognome siciliano di probabile origine pisana (vedi Bonanni) deriva dal nome augurale Bonusannus, le prime tracce dei Bonanno in Sicilia si trovano a Caltagirone nella seconda metà del 1200, quando Giangiacomo Bonanno fu promosso a gran cancelliere del regno dall'imperatore Federico II°, personaggio degno di nota è stato Filingieri Bonanno che nel 1700 fu capitano di Giustizia di Palermo e Governatore della nobile compagnia della Pace.
BONANOMI Bonanomi è molto diffuso in Lombardia, soprattutto nel lecchese a Merate, Santa Maria Hoè, Lomagna, Olgiate Molgora, Osnago, Lecco, Cernusco Lombardone e Monte Marenzo, nel milanese a Milano, Triuggio, Cinisello Balsamo, Muggiò e Cassano d'Adda, ad Erba nel comasco ed a Bergamo, dovrebbe derivare da una forma alterata del nome augurale medioevale Bonushomus (buonuomo) (vedi anche BONOMI).
BONAPACE Molto raro sembra essere di origini trentine, deriva dal nome beneaugurale medioevale Bonapasia (Bonapace), tracce di questo cognome le troviamo a Rovereto (TN) nel 1500 con ser Antonio Bonapace, notaio di Roncone (TN).
approfondimenti forniti da Massimiliano Bonapace 
Bonapace è un patronimico che deriva dall'antico nome beneaugurale tedesco Hud fried'u ovvero Pace di Dio che venne poi italianizzato in Goffredo o tradotto in Bonapace. I Bonapace di tutto il mondo discendono da Bonapasium de Tocculis, nato a Ledro nel 1342 e morto nel 1391. Il vero cognome de Torcolo venne perso con la Rivoluzione Francese.
BONAPERSONA Bonapersona, estremamente raro, sembrerebbe avere un ceppo veneto ed uno nel varesotto, deriva da un soprannome originato da caratteristiche comportamentali del capostipite divenuto anche nome in epoca rinascimentale.
BONARDELLI
BONARDELLO
BONARDI
BONARDINI
BONARDO
BONIARDI
Bonardelli, molto raro, ha un ceppo nel bresciano ed uno nel messinese, Bonardello, altrettanto raro, è specifico di Dronero nel cuneese, Bonardi è tipico della parte occidentale dell'Italia settentrionale, ma prevalentemente lombardo, Bonardini, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia settentrionale, Bonardo è decisamente piemontese, di Torino e nel cuneese di Mondovì, Fossano e Bra, Boniardi, molto raro, è specifico del milanese, e basso varesotto, possono derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da soprannomi originati dal nome bonarda (tipo di vino dell'oltrepò), ma, molto più probabilmente, derivano dal nome longobardo Bono con l'aggiunta di un hard (duro, coraggioso).
BONAROTA
BONAROTI
BONARROTI
BUONAROTA
BUONAROTI
BUONARROTA
BUONARROTI
Bonarota sembrerebbe specifico di Formello (RM), Buonarota è tipico di Foggia, Bonaroti, Bonarroti, Buonaroti, Buonarrota e Buonarroti, sono assolutamente estremamente rari, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Bonarrota con il significato di ringraziamento per la buona aggiunta al nucleo famigliare.
integrazione dovuta a Stefano Ferrazzi
Buonarota ha un nucleo maggiore nel foggiano, Buonarrota, unico, si riscontra soltanto a Loreto Aprutino (PE), Buonaroti, rarissimo, è un errore di trascrizione di Buonarroti, che, anch'esso molto raro, sembra avere due ceppi, uno nel fiorentino e uno fra il trapanese e il ragusano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Buonarrota, che letteralmente significa buona aggiunta (dal latino arrogere o arrogare, col significato di aggiungere, integrare): così come Buonaccorso, Buonacquisto, Buonguadagno, Buonaggiunta, etc, anche Buonarrota rientra nella categoria dei nomi gratulatori, nati cioè come espressione di gioia e gratitudine per l'arrivo (o l'aggiunta) di un nuovo membro nella famiglia. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
BONASERA
BUONASERA
Sia Bonasera che Buonasera sembrerebbero tipici di Messina, anche se il primo è molto più diffuso, con ceppi anche ad Enna e Palermo, entrambi presentano un ceppo anche nel pisano soprattutto a San Giuliano Terme e Pisa.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Bonasera è più tipicamente siciliano, con ceppi maggiori nel messinese, nell'ennese e nel nisseno, ma ceppi minori si riscontrano anche fra il nord e il centro nord del paese, Buonasera, più raro del precedente, è diffuso maggiormente nel messinese, ma, come Bonasera, è presente a bassissima frequenza anche nell'area settentrionale e centro settentrionale della penisola, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Bonasera, nato in senso gratulatorio e commemorativo per celebrare la sera in cui è stato partorito il bambino (così come i nomi medievali Bongiorno e Bonanotte). Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
BONASORTE
BONASORTI
BUONASORTE
Bonasorte, assolutamente rarissimo, parrebbe del sud, così come il cognome Buonasorte, un pò meno raro, che sembrerebbe campano, Bonasorti invece è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da nomi beneaugurali attribuiti al proprio figlio come viatico per la vita futura o da cognomi attribuiti a bambini abbandonati perchè possano avere miglior sorte nella vita.
BONATI
BONATO
BONATTI
BONATTO
Bonati è tipico della parte occidentale dell'Italia settentrionale, ma prevalentemente concentrato nel milanese e nel bergamasco con presenze significative anche in Emilia ed in Liguria, Bonato è specifico del Veneto, del Trentino e del nord della Lombardia, Bonatti è molto diffuso nell'area che comprende il bresciano, il mantovano, il veronese ed il Trentino, ha ceppi nel milanese, varesotto e comasco, nel piacentino, parmense spezzino e carrarese, e nel fiorentino, Bonatto, molto più raro, è specifico del torinese, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale Bonatus di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1531 nel Canton Grigioni a Brusio: "...omnes consiliarii dicte vicinantie de Bruxio et cum eis affuerunt hii infrascripti videlicet Bonatus filius quondam Iohannis de Gasparro, Petrus et Betinus eius fratres,...", in alcuni casi deriva dal nome latino Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo mentre il ceppo bergamasco potrebbe derivare dal toponimo Bonate (BG).
BONAVENA Bonavena ha un piccolo ceppo in Calabria nel vibonese, a Cessaniti e Briatico in particolare, potrebbe avere diverse origini possibili, la prima consiste nell'identificare il bona vena come buon carattere e potrebbe essere stato sia un nome attribuito ad un figlio particolarmente tranquillo, sia un cognome attribuito ad un trovatello, la seconda ipotizza una derivazione da un nome di località caratterizzata da una buona vena d'acqua o minerale, la terza, ed anche la meno probabile, propone una derivazione da un nome di località caratterizzata dalla produzione di un tipo di avena particolarmente gradita.
BONAVENTURA
BONAVENTURI
DI BONAVENTURA
Bonaventura sembra avere tre ceppi autonomi, tra le province di Venezia e Treviso, in quelle di Viterbo, Roma e l'Aquila ed in Sicilia nel catanese, Bonaventuri, praticamente unico, parrebbe toscano, Di Bonaventura è specifico di Teramo, Roseto degli Abruzzi e del teramano, derivano dal nome beneaugurale Bonaventura, di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale in un atto del 1184 redatto in Brescia"...Ego Bonaventura notarius interfui et rogatus hoc breve scripsi..." e anche in uno scritto del 1261 a Firenze: "...Tunc florebat in ordine fratrum minorum frater Bonaventura, patria Tuscus et magister in theologia,..." Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nell'archivio di Stato di Modena dove nel repertorio dei Notai del 1200 troviamo un notajo Albertino Bonaventura.
BONAVERA Cognome non comune, ma presente a macchia di leopardo in tutta la penisola, la zona di massima concentrazione è la Liguria, la derivazione dal nome Bonavera, (veramente buona), sembrerebbe la più plausibile.
BONAVIA
BUONAVIA
Bonavia è specifico del nordovest, del cuneese, di Cuneo, Genola e Savigliano e dell'imperiese, di Imperia e Bordighera, Buonavia è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome augurale medioevale Bonavia, attribuito a figli cui si augurava una buona via, cioè un buon cammino nella vita.
BONAVIGO Bonavigo ha un ceppo nel vicentino ed uno nel rovigoto a Guarda Veneta, dovrebbe derivare dal toponimo Bonavigo nel veronese.
BONAVITA
BONAVITE
BUONAVITA
Bonavita è diffuso in Romagna, a Roma, in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Bonavite è sicuramente una forma dovuta ad un errore di trascrizione del precedente, Buonavita, molto raro, è tipicamente campano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Bonavita, presente dal nord al sud del paese, è più tipicamente meridionale, con ceppi maggiori nel cosentino, nel reggino, nel foggiano, nel potentino, nel materano, nel messinese e un po' in tutta la Campania, ma con un ceppo non secondario anche nel forlivese e cesenate, Bonavite, praticamente unico, dovrebbe essere un errore di trascrizione del precedente, Buonavita, piuttosto raro, si riscontra a bassa frequenza dal nord al sud della penisola, con una concentrazione maggiore in Campania, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Bonavita, che, al pari di altri nomi quali Bonifacio, Bonaventura, Bontempo, etc, veniva attribuito al neonato come augurio di buona vita. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
BONAVITACOLA Bonavitacola è tipico dell'avellinese, di Montella e Bisaccia in particolare, dovrebbe derivare da un capostipite cui era stato imposto il nome composto dai nomi Bonavita e Nicola, la fusione del primo con l'aferesi del secondo ha dato luogo prima al nome e quindi al cognome.
BONAVOGLIA
BUONAVOGLIA
Bonavoglia sembrerebbe tipico dell'area barese, ma presenta ceppi anche a Taranto, nel leccese, a Roma, nel napoletano e nel salernitano e potentino, Buonavoglia ha un ceppo a Bari e nel barese, uno nel potentino ed uno a Napoli e nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonavolia di cui abbiamo un esempio in un documento pisano del 1227: "...Rainerii Marcii constituit et ordinavit atque creavit, nomine comunis Pisane civitatis et pro ipso comuni, Ricomannum de Sancta Christina quondam Roboani et Bonavoliam filium Guicciardi absentes, sindicos et actores ac procuratores et speciales nuntios ad exigendum et petendum et recipiendum nomine dicti comunis Pisani et pro ipso comuni solutionem ...".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Conversano (BA) in un atto del 1645 che cita: "...pro Ersilia Bonavoglia contra don Lonardum, e don Givanni Lazza...".
BONAVOLTA
BUONAVOLTA
Bonavolta, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Maniago nel pordenonese ed uno a Napoli, Buonavolta, quasi unico, parrebbe del napoletano, dovrebbero derivare dal nome augurale medioevale Bonavolta di cui abbiamo un esempio nel Petri Cantinelli Chronicon degli inizi del 1300 dove viene citato un certo Dominus Bonavolta Tuçimaninus de Malavoltis.
BONAZZA
BONAZZI
Bonazza sembra avere un ceppo nel ferrarese, uno a Trieste ed uno tra basso Trentino e bresciano, Bonazzi è tipico dell'area che comprende la Lombardia orientale, il veronese e l'Emilia, derivano dal nome latino Bonus o dal longobardo Bono.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1183 a Sartirana (PV) conservato nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale: "...a mane Uberti Bonatii, a meridie de Zaziis, a sero illorum de Floa, a monte Ottonis Iudicis...", o a Viadana (MO) nel 1400 con Don Cavalerio de' Bonazzi investito nel 1442 della rettoria.della chiesa di San Martino di Viadana, o a Bologna nel 1500 con un Andrea Bonazzi ripetitore di Retorica all'Università di Bologna.
BONAZZOLA
BONAZZOLI
BONIZZOLI
Bonazzola è tipico del lecchese, di Dervio, Sueglio e Vestreno, Bonazzoli, più diffuso, oltre al ceppo lombardo dell'area che comprende il cremonese, il bresciano ed il mantovano, ha un piccolo ceppo nel pesarese, Bonizzoli, una forma arcaica del precedente, è abbastanza raro ed è tipico di Pralboino e Brescia nel bresciano, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche originate dal nome medioevale Bonizzo (vedi BONISOLI).
BONCI
BONCIO
BONZI
BONZO
Bonci è diffuso in centro Italia, Boncio molto raro è umbro, Bonzi sembra avere due ceppi, nell'area che comprende il milanese, il bergamasco ed il bresciano, e nel bolognese, Bonzo rarissimo sembrerebbe del torinese ed astigiano, derivano tutti dal nome medioevale Boncius, un esempio di questa modificazione si ha nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, sotto l'anno1175, a Brescia, dove, in una testimonianza, si legge: "...Marchesium Peccorarium custodire illam silvam per Sanctum Petrum et per vicinos de Nuvolera; et post istos vidit Bonzolum et Scaliam et alios quamplures, scilicet Walterium et Rubeum, custodire similiter illam silvam per vicinos ...".  Traccia di questa cognominizzazione la troviamo nell'elenco degli allievi dell'Università di Perugia dove, sotto l'anno 1577, compare un certo Mercurius Boncius, o a San Giovanni Bianco (BG) dove nel 1718 diventa Parroco della locale chiesa di San Gallo un certo Don Vittorio Bonzi.
BONCONTE
BONCONTI
BONINCONTRI
BONINCONTRO
BUONICONTI
BUONINCONTI
BUONINCONTRI
BUONINCONTRO
Sia Bonconte che Bonconti sono quasi unici, Bonincontri è specifico di Tignale nel bresciano, Bonincontro è tipicamente siciliano, di Barrafranca nell'ennese e di Scicli nel ragusano, con piccoli ceppi anche a San Cono nel catanese ed a Gela nel nisseno, Buoninconti è specifico dell'area casertano, napoletano, salernitana, di Aversa (CE), Castellammare di Stabia (NA), Napoli e Nocera Inferiore e Sant`Egidio del Monte Albino nel salernitano, si tratta, come per Buoniconti, che occupa lo stesso areale, di forme alterate del cognome Buonincontri che assieme a Buonincontro è sempre tipico del napoletano di Marigliano il primo e di Acerra il secondo, dovrebbero tutti derivare direttamente o attraverso modificazioni e corruzioni da trascrizione dall'antico nome gratulatorio medioevale Bonincontro o Buonincontro, nome attribuito come augurio al neonato, sia nel senso che lui fosse sempre fonte di buoni incontri sia che potesse essere lui stesso considerato dagli altri come un buon incontro, un esempio dell'uso di questo nome lo troviamo ad esempio agli inizi del 1300 con Buonincontro da Fiorano, Vescovo di Modena, un altro esempio lo possiamno vedere in quest'atto del 1348 nel trentino: "Anno 1348, indictione 1, die 28 iulii. Super castrum de Besseno Tridentini episcopatus. Praesentibus Bonincontro quondam ser Cerboni a Vulpe de Rovredo, Iohanne dicto Longino quondam Lotti de dicto loco de Rovredo, et Nasinbeno quondam Calzabrunae de burgo Avollani dicti episcopatus, egregia domina, domina Florida filia quondam et heres nobilis militis domini Alberti dicti Vivarii de Vivario, constituit discretum virum dominum Nicolaum de Gosmaris de Verona, habitatorem Vincentiae, suum nuncium, missum, et procuratorem ad omnes suas causas, lites, et controversias in quacumque Curia civitatis Vincentinae, et cuiuslibet alterius civitatis, et loci coram domino protestate Vincentiae, et coram quocumque iudice, et officiale tam ecclesiastico, quam saeculari. ...".
BONCORDI
BONCORDO
Boncordi è quasi unico, Boncordo, molto molto raro, è sicuramente siciliano, con un piccolo ceppo a Messina ed uno ancora più piccolo a Siracusa, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito a fanciulli abbandonati affidati secondo il modo di dire latino bono cordi (al buon cuore) della gente.
BONCORE
BONOCORE
BUONCORE
BUONCUORE
BUONOCORE
Boncore, molto raro, è panitaliano, con un ceppo a Genova ed uno a Reggio Emilia, Bonocore, assolutamente rarissimo, sembrerebbe panitaliano, Buoncore, estremamente raro, parrebbe dovuto a diverse trascrizioni di Buonocore, che è invece molto diffuso, soprattutto nel napoletano e nel salernitano, ma è comunque presente in misura significativa in tutt'Italia, Buoncuore ha un ceppo a Taranto ed in Sicilia a Caltagirone nel catanese ed a Corleone e Palermo nel palermitano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Bonocore, ma è pure possibile che in alcuni casi si tratti di cognomi attribuiti a fanciulli abbandonati, affidati al buon cuore di chi li ha trovati, troviamo tracce di queste cognominizzazioni in una registrazione del 1451 a Castellammare di Stabia (NA): "Item VI de agusto donay ad mastro Costanzo Bonocore e ad mostro Trophonello de Balsano de Vico magistri intallyaturi de petra per succurrimento delo escunalio e doye porte  e lo bastione dela Torre Alfonsina quactro alfonsinj secundo appare per contracto per mano de notare Jacobo Coppola de Castelloamare", o anche in uno scritto del 1527 a Solofra (AV), dove viene citato un certo artigiano napoletano Sebastiano Bonocore battargento (che lavora l'argento).
BONCRISTIANI
BONCRISTIANO
BUONCRISTIANI
BUONCRISTIANO
Boncristiani ha un piccolo ceppo a Fucecchio nel fiorentino ed uno ancora più piccolo a Roma, Buoncristiani ha un ceppo nel pisano a Castelfranco di Sotto e Pisa, uno a Foligno nel perugino ed uno a Roma, Boncristiano sembrerebbe originario di San Severo nel foggiano, Buoncristiano oltre al ceppo nel foggiano a San Severo e San Nicandro Garganico ne ha uno anche a Potenza, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Boncristiano, ma è pure possibile che in alcuni casi si possa trattare di cognomi augurali attribuiti da istituti confessionali a dei trovatelli.
integrazioni e stemmi forniti da Giovanni Boncristiani - Pisa
Il cognome relativo al casato Boncristiani è quasi sicuramente di origine toscana, ciò si evince anche dalla troncatura tipica del parlato toscano che traduce un più corretto buoncristiani in quello sopra indicato.  Si trovano tracce di tale cognome nella Pisa del duecento relativamente all'Anziano Leopardus Bonaccorsi Boncristiani consigliere al governo pisano nel 1256. A Firenze è presente tra il  1306 ed il 1313 Vannes Boncristiani come indicato su un testo dell' Archivum Fratrum Praedicatorum - Archivio Domenicano tra XIII e XIV secolo.  Altra personalità nota è tale Andrea Boncristiani (1343) pittore pisano alla corte sabauda, fidanzato con Maria appartenente al prestigioso casato Savoia. Nel 1400 ca. i Boncristiani sono banchieri a Certaldo Fiorentino che, successivamente, si spostano a Verona per motivi politici (guelfi-ghibellini). Notai in Firenze risultano Boncristiani Virgilio (1571 - 1577) di Bastiano da Santa Croce e Boncristiani Giovanni Battista di Raffaello (1569 - 1606). Più recentemente si possono trovare tracce del casato in sudamerica (Brasile) probabilmente a causa delle migrazioni di fine ottocento, in Francia e negli Stati Uniti. L'attuale Arcivescovo di Siena è il Monsignor Antonio Boncristiani.
Sono presenti due stemmi di detto casato, il primo assimilabile alla città di Pisa l'altro al ceppo fiorentino. L'arma del primo, come rilevato dal testo Dizionario Storico Blasonico delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane dell'araldista Giovan Battista di Crollalanza recita: d'azzurro, alla banda d'argento accompagnata da una croce trifogliata dello stesso in punta. La croce trifogliata è ancora oggi presente nello stemma della città di Pisa.  L'altro stemma, quello riferibile al ceppo fiorentino, recita in Blau 3 liegende silberne Halbmonde (rilevato da una traduzione tedesca di un testo fiorentino, probabilmente il famoso Stemmario Fiorentino) è di colore azzurro con tre mezzelune poste a triangolo di color argento. Nella cittadina di Cingoli (Marche) in via filati c'è il palazzo Boncristiani.
BONDANZA Cognome poco diffuso che parrebbe avere più di una zona d'origine, la provincia di Milano, di Genova e forse anche nelle Puglie. Parrebbe derivare da un nome augurale tardo latino Abundantia (abbondanza).
BONDAVALLI Cognome originario della zona tra le provincie di Mantova, Reggio e Modena potrebbe derivare dai toponimi Bondeno di Gonzaga (MN) o Bondanello (MN).
BONDI
BONDINI
BONDINO
Toscoemiliano Bondi, tipicamente romagnolo di Cesena Bondini con ceppi anche a Ferrara ed a Ronciglione nel viterbese, Bondino, rarissimo, ha ceppi nel torinese e nell'udinese, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dall'aferesi del nome medioevale Abundius di cui abbiamo un esempio in un atto del 1600: "...Coram domino Joanne Petro Zenono regente, citatus fuit Abundius quondam Joannis del Sertor de Semogo...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
è anche possibile una derivazione dal nome proprio medievale Bonadies, Bondie, Bondi, cioè «buon dì», che si dava ai neonati come augurio per il loro ingresso nella vita. Il corrispondente meridionale di questo cognome è Buongiorno. Anche questo nome, usato in ambiente cristiano con significato morale, era di buon auspicio preconizzando al neonato «abbondanza di doni celesti».
BONDIOLI Lombardo emiliano con due distinte aree di concentrazione, la provincia di Modena e Bologna e quella di Milano, parrebbe derivare da un nome augurale tardo latino Abundantia (abbondanza)o dalla sua corruzione dialettale bondant (abbondante).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
è cogn. ligure - toscano, derivato dal cognome Bondi  (vedi)
BONDIONI Bondioni è specifico di Niardo nel bresciano, dovrebbe derivare, o dal nome dell'antico paese di Bondione, in Alta Val Seriana, l'attuale frazione del paese di Valbondione, situato nel bergamasco, o anche dal nome dei territori vicini al lago di Bondione o al torrente omonimo.
BONDONNO
BUONDONNO
Bondonno è decisamente piemontese, del vercellese e di Alice Castello in particolare, Buondonno è specifico del napoletano, di Pompei, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Santa Maria la Carità, e del salernitano, soprattutto di Scafati, entrambi questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonusdominus (buon signore), nome a volte attribuito in epoca medioevale ad ebrei, di questo nome abbiamo un esempio a Casalmaggiore (CR) in un atto del 1417 dove compare come teste un certo Bondomino Camisa Pilipacio.

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