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BONELLI
BONELLO
Bonelli è molto diffuso in tutt'Italia, con prevalenza in quella centro settentrionale, Bonello è più tipicamente piemontese, con un ceppo anche nel padovano ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome latino Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo; l'ipocoristico di Bonus è anche diventato un nome e cognome medioevale Bonellus del cui uso abbiamo un esempio nel Liber de Regno Siciliae di Hugo Falcandus: "..Matheus ergo Bonellus, prout ei imperatum fuerat, in secretiore domus parte militibus convocatis, rem eis totam exponit, paucisque admonet ut audaci fortique sint animo ..". In Val Seriana troviamo una famiglia Bonelli nel  1400, nel piacentino la nobile famiglia Bonelli possedeva terreni e castelli, nel 1500 il Cardinale piemontese Michele Bonelli era legato pontificio.
BONERA
BONORA
BONORI
BONORINO
BONORO
BUONORA
Bonera è tipico di Brescia e del bresciano, di Collebeato soprattutto, ma anche di Rezzato, Castel Mella, Castenedolo e Manerbio, Bonora è molto diffuso in tutto il nord centrorientale, ha un forte nucleo nel bolognese e ferrarese ed aree circostanti, uno nel Triveneto con massima concentrazione nel trevigiano, uno nella Lombardia orientale ed uno nel tarentino, Bonori molto raro è tipico del bolognese, Bonorino, quasi unico, è della zona tra astigiano, alessandrino e savonese, Bonoro, quasi unico, è meridionale, Buonora, sempre rarissimo, ha piccoli ceppi nel salernitano, nel tarentino e nel siracusano, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dal nome medioevale Bonera e Bonora di cui abbiamo un esempio nel documento con il quale nell'agosto 1228 quattromilaetrecento Pisani giurano di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, nell'elenco compare tra gli altri un certo Bonera De populo Sancti Salvatoris in Ponte , in un praeceptum dell'anno 1280 a Guzzanica di Dalmine nel bergamasco si legge di un Alberto figlio di Bonera di borgo Sant'Alessandro in Colonna in qualità di procuratore della chiesa di S. Giacomo della Porta, i nomi Bonera, Bonora e Buonora dovrebbero essere un'alterazione del nome medioevale più antico Bonahora (ora buona, cioè che sia fortunato) attribuito a figli molto desiderati.   Tracce di questa cognominizzazione l'abbiamo ad esempio a Rimini nel 1400 con un eremita di nome Ondidei Bonora che diede il nome al famoso Santuario della Madonna di Bonora di Montefiore Conca nel riminese.
BONERBA
BUONERBA
Bonerba è tipicamente pugliese, con un ceppo a Bari ed uno a Squinzano nel leccese, Buonerba ha un ceppo a Napoli e Pompei nel napoletano ed a Salerno, ed uno molto piccolo a Castellana Grotte nel barese ed a Lecce, questi cognomi potrebbero essere derivati dal nome medioevale Bonerba, che tenda ad identificare i capostipiti come di buona razza, troviamo un principio di queste cognominizzazioni in un atto del 1384: "In nomine Domini amen. Anno Incarnationis 1384 mense Julii III Indictionis. Regnante Serenissima nostra Regina Maria Dei gratia inclita Regina Siciliae, ducissa Athenarum et Neopatriae Regni ejus anno VIII feliciter . Amen. Nos Franciscus Golochianus et Petrus de Petroconte judices terrae S. Philippi de Argirione, Donadeus Bonerba Regius Publicus Civitatem terminum et locum Castri Joannis et Demine nec non et ipsius terrae S. Philippi Notarius, et testes subscripti ad hoc vocati specialiter et rogati pp. scripto publico transumpto notum facimus et testamur quod ad nostram accedendo praesentiam  ..", più tardi, agli inizi del 1600 troviamo il frate agostiniano Raphael Bonerba Argyrensis che studiò teologia prima a Palermo e poi a Milano e Bologna, non si può ignorare che è anche possibile, che possa trattarsi di cognomi di fantasia attribuiti a fanciulli abbandonati da funzionari borbonici, i quali avevano la consuetudine di attribuire dei cognomi beneauguranti, o che rispecchiassero particolari qualità o difetti del trovatello.
BONESCHI Tipico delle provincie di Milano e circostanti, deriva dal nome latino Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo.
BONESSI
BONESSO
Bonessi ha un ceppo nell'udinese, uno nel savonese ed uno nel crotonese, Bonesso è tipicamente veneto del veneziano e del trevisano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dialettale veneta in -esso ed indicherebbe quindi il fatto che i capostipiti fossero figli di un Bono o di una Bona.
BONETTI
BONETTO
BONOTTI
BONOTTO
Bonetti è diffuso in tutt'Italia, con forte prevalenza nella fascia centrale dell'Italia settentrionale, Bonetto invece ha un ceppo piemontese ed uno veneto, Bonotti ha un ceppo a Chiari nel bresciano, uno a Massa e Carrara ed uno a Roma, Bonotto è decisamente veneto, di Mogliano Veneto, Vazzola, Cimadolmo, San Polo di Piave, Treviso ed Oderzo nel trevisano, di Venezia e Marcon nel veneziano, di Marostica, Bassano del Grappa, Molvena e VIcenza nel vicentino, dovrebbero tutti derivare da modificazioni ipocoristiche del nomen latino Bonus, passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono infatti è anche nome longobardo.
BONEVENTO
BONIVENTI
BONIVENTO
Bonevento è unico, Boniventi, assolutamente rarissimo, è della provincia romana, Bonivento invece ha un ceppo a Roma ed uno a Trieste, ma la massima concentrazione è a Venezia e Chioggia, dovrebbe derivare dal nome augurale medioevale Bonevento con la duplice funzione di definire la nascita del figlio come un buon evento ed anche con lo scopo di augurare una buona fortuna al neonato.
BONEZZI Bonezzi ha un ceppo a Cremona e nel cremonese ed uno a Reggio Emilia e nel reggiano ed a Modena e nel modenese, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita a capostipiti i cui padri si chiamassero con il nomen latino Bonus o con il nome longobardo Bono, la terminazione in -zzi è di tipo aggregativo o cumulativo, indica cioè coloro che appartenevano al gruppo dei Bone-, cioè quelli della famiglia di un Bonus o di un Bono, si potrebbe considerare un equivalente dei prefissi o suffissi di clan.
BONFA'
BONFANT
BONFANTE
BONFANTI
BONIFANTE
BONIFANTI
BUONFANTE
BUONFANTI
Bonfà sembra tipico dell'area che comprende il veronese, il rovigoto, il mantovano, il modenese ed il reggiano, Bonfant è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Bonfanti che è diffuso in tutt'Italia, con forte prevalenza nella fascia individuata dalla Lombardia Emilia, Toscana e Lazio, con un ceppo anche in Sicilia, Bonfante ha un nucleo importante in Veneto, soprattutto nel veronese, un ceppo nell'imperiese ed in Sicilia, Bonifante è del centro Italia e sembrerebbe praticamente unico, Bonifanti, molto molto raro, ha un piccolo ceppo piemontese ed uno laziale, Buonfante, assolutamente rarissimo, ha varie presenze qua e là per l'Italia, con il ceppo più rappresntativo, comunque minuscolo, nel napoletano, Buonfanti, quasi unico, ha qualche presenza anch'esso nel napoletano, sembrano derivare, direttamente o tramite apocope, dal nome augurale tardo latino Bonusinfans (buon fanciullo). Le prime tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Genova con un Bonusinfans cancellarius, che opera dal 1132 al 1141 in qualità di cancelliere comunale, una specie di notaio consolare.
BONFADINI
BONFADINO
BONFANTINI
BONFANTINO
BONFARDINI
BUONFANTINI
BUONFANTINO
Bonfadini è tipico bresciano, Bonfadino, praticamente unico, è anch'esso bresciano, Bonfantini, rarissimo, sembrerebbe comunque lombardo, Bonfantino, quasi unico, è della zona tra Puglia e Basilicata, Bonfardini, estremamente raro è veneto e dovrebbe essere dovuto ad una forma epentetica del primo, Buonfantino è specifico di Napoli e di Portici nel napoletano, così come l'assolutamente rarissimo Buonfantini, dovrebbero tutti derivare dal nome beneaugurale medioevale Bonfantinus (buon bambino), esempio di questo nome si trova a Firenze verso la fine del 1200 con un "frater Bonfantinus Florentinus". (vedi anche BONFA')
integrazionie fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Bonfadini è un cognome regionale della Lombardia, particolarmente presente nel Bresciano, in provincia di Milano, Bergamo e Sondrio. Bonfadini valtellinesi originari di Boffetto (comune di Piateda), sono attualmente presenti soprattutto a Sondrio città. Cognome derivato da un antico nome augurale, significato "il destino ti sia propizio".
BONFERRARO
BONFIRRARO
Bonferraro, assolutamente rarissimo, è tipico dell'agrigentino, zona di Casteltermini e Santa Elisabetta, Bonfirraro, meno raro, è dell'ennese, di Barrafranca in particolare e di Pietra perzia, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere del capostipite, a  quanto sembra, un buon fabbro ferraio.
BONFICHI Bonfichi, molto molto raro, decisamente lombardo, è tipico del milanese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che il capostipite possedesse una pianta che producesse fichi particolarmente gustosi, ma non si deve escludere che possa trattarsi di una forma alterata, a seguito di un'errata trascrizione, del cognome Bonfigli.
BONFIGLI
BONFIGLIO
BONFIGLIOLI
BONFIGLIUOLI
BUONFIGLI
BUONFIGLIO
BUONFIGLIOLI
BUONFIGLIUOLI
Bonfigli ha due ceppi, uno nella provincia di Massa ed uno tra maceratese e Piceno, Bonfiglio sembrerebbe siciliano, ma con un nucleo probabilmente autonomo in Liguria ed uno nel milanese, Bonfiglioli è specifico del bolognese, Bonfigliuoli, molto molto raro, sembrerebbe del modenese, Buonfigli, assolutamente rarissimo, parrebbe del marchigiano, in particolare del Piceno, Buonfiglio ha un ceppo nel romano, uno tra napoletano e salernitano, uno nel foggiano ed uno tra nisseno e catanese, Buonfiglioli, rarissimo, è del bolognese, Buonfigliuoli è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome beneaugurale medioevale Bonfilius; esempio di questo nome si ha nel XI° secolo con San Bonfilius nato a Osimo nel Piceno e divenuto vescovo benedettino di Foligno nel 1078, l'uso del nome Bonfilius come inizio di cognominizzazione si ha ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove in un atto del 1186 si legge: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo octuageximo sesto, duodecimo die mensis februarii, indicione quarta. Vendicionem ad proprium sub dupla defensione fecit Otto filius quondam Iohannis qui dicebatur Bonfilius de loco Albariate in Arderico qui dicitur de Moecia de civitate Mediolani pro accepto precio argenti denariorum bonorum Mediolanensium nove monete...". Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1600 ad Arezzo con lo scultore Jacopo Bonfiglioli di Arezzo.
BONFITTO Bonfitto è tipico del foggiano e in particolare di San Marco in Lamis, di San Nicandro Garganico e di Foggia, dovrebbe derivare da una forma contratta del cognomen tardo romano Bonifitus, un'alterazione del più antico Bonifatius, ricordiamo con questo nome il generale romano che negli anni 423, 425 prese il controllo del nord Africa e che in alcuni testi è indicato come Bonifitus.
BONFORTE
BONFORTI
BONIFORTE
BONIFORTI
Bonforte e Bonforti, assolutamente rarissimi, sembrerebbero lombardi, Boniforte, assolutamente rarissimo, è tipico di Osasio (TO), Boniforti è specifico del milanese, derivano dal nome medioevale Boniforte di cui abbiamo un esempio a Brescia nel 1500: "...Magistro Petro quondam magistri Arusini de Salinis de Placentia et magistro Boniforte, fratres, magistri a liriis...".
BONFRATE
BONFRATELLO
BONFRATI
BUONFRATE
Bonfrati, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione di Bonfrate, che è specifico dell'area tarantina, di Grottaglie, Taranto e Crispiano e di Cellino San Marco e San Donaci nel brindisino, Buonfrate della stessa zona, è specifico di Martina Franca, Taranto e Manduria nel tarentino e di Monteroni di Lecce nel leccese, Bonfratello, estremamente raro, parrebbe caratteristico di Marsala nel trapanese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonusfrater, attribuito ai propri figli con l'augurio che fossero dei buoni ragazzi, bisogna però considerare che forse in alcuni casi potrebbe anche derivare da un soprannome tratto dal portoghese bonifrate (marionetta, burattino).
BONFRISCO
BUONFRISCO
Bonfrisco è tipico di Magliano Vetere, Capaccio e Battipaglia nel salernitano, Buonfrisco, della stessa zona, è dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbe derivare da nomi dialettali di località.
BONGARZONE
BUONGARZONE
Bongarzone, ha un ceppo a Roma e nel viterbese a Civita Castellana e Fabrica di Roma, ed a magliano Sabina nel reatino, un secondo ceppo si trova in Calabria a Vallefiorita ed Amaroni nel catanzarese, Buongarzone è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, presente in misura accettabile solo a Macerata e nella sua provincia, dovrebbe essere originario della provincia di Catanzaro, zona di Vallefiorita e Palermiti, entrambi dovrebbero derivare dal nome e cognome medioevale Buongarzone, inteso come auspicio che il bambino possa diventare da grande un bravo ragazzo, appunto un buon garzone, nome e cognome attribuito a dei trovatelli.
BONGIANNI
BONGIOANNI
BONGIOVANNI
Bongianni ha un ceppo lombardo a Piuro e Chiavenna nel sondriese, uno a Sesto Fiorentino (FI) e San Giuliano Terme (PI), ed a Roma, Bongioanni è tipico del cuneese, Bongiovanni sembrerebbe avere più ceppi, in Sicilia, in Piemonte e Liguria, nel bolognese ed in Lombardia e basso Veneto, deriva dal nome medioevale Bonus Johannes.  Tracce di questa cognominizzazione la si trova a Piacenza nel 1100 con il notaio Bonus Johannes, si ricorda inoltre il Cardinale di Mantova fatto poi Beato  Bonus Johannes (1168-1249).
BONGIORNI
BONGIORNO
Bongiorni è specifico di Piacenza e del piacentino con un ceppo anche a Massa, Bongiorno è tipico siciliano ha un ceppo, probabilmente secondario in Puglia, derivano dal nome beneaugurale medioevale Bongiorno.
integrazioni fornite da Cosimo De Giovanni Centelles
La famiglia Bongiorno è molto diffusa nel Sud Italia soprattutto nel Siciliano con larga presenza in Messina Catania e Paesi limitrofi. Secondo il Crollallanza - ed altri valenti studiosi - essa deriverebbe da Patti o da Lentini ottenendo privilegi da parte dei sovrani aragonesi per i servigi resi. Secondo altri sarebbe di origine spagnola e scesa in Italia sul terminare del secolo XV°.   Pare che un ramo abbia ottenuto il titolo di Baroni di Santo Stefano e il governatorato della Città di Messina.  Un tal Alfonso Bongiorno di Aci Reale si è unito con una discendente dei Borboni delle Due Sicilie del ramo dei Conti di Roccaguglielmina, la cui discendenza ancora esiste.   A Gangi esiste tuttora il Palazzo Bongiorno del XVIII° secolo.  Presente nel comune di Giarre e di Riposto (CT) rappresentato dalla signora donna Venera Bongiorno Buscemi fu Isidoro.
BONGIOVI
BONGIOVI'
Bongiovi è tipico di Sciacca (AG), Bongiovì ha presenze significative a Caltabellotta sempre nell'agrigentino, a Palermo ed a Villarosa (EN).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Più tipicamente siciliani, ma presenti anche nel nord e centro nord del paese, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Bongiovi o Bongiovì, che, assieme a Bongianni, Bongioanni, Bonzanni, etc, nasce come forma contratta o dialettale del nome Bongiovanni, un tempo piuttosto diffuso nel nostro paese (per lo più in Sicilia e nel nord Italia). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
BONICCHIO
BONICHI
Bonicchio è specifico di Seriate nel bergamasco, Bonichi, estremamente raro, ha qualche presenza in Piemonte, in Liguria ed in Toscana, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche con suffisso diminutivo germanico -ich del nome longobardo Bono (vedi BONA), dando luogo ai vari nomi Bonicho, Bonichio, Bonicchio, di cui abbiamo un esempio d'uso in una lettera commerciale del 1260 spedita da un mercante senese: "...E anche intendemo da te per la detta tua lettara, chome tu e Talomeo Pelachane eravate istati a Bonicho Maniardi, e avàteli detto come voi volavate andare a Leona, per sapere se voi poteste trare achordo o chapo neuno cho lui; e el detto Bonichio vi rispose e disse, che voi andaste in buonora, che egli no pagarebe de le spese neuna chosa, se Mino Pieri no li li mandasse dicendo...".
BONICELLI Tipico dell'Italia settentrionale, con buona presenza nella provincia di Bergamo, deriva dal nome latino Bonus passato in uso anche presso i barbari conquistatori, Bono è anche nome longobardo.
BONIFACCI
BONIFACI
BONIFACINI
BONIFACINO
BONIFACIO
BONIFAZI
BONIFAZIO
BONIFAZZI
Bonifacci ha un piccolo ceppo nel mantovano ed uno a bologna e nel bolognese, Bonifaci, rarissimo sembra avere un ceppo nel vicentino ed uno in Abruzzo, Bonifacini, quasi unico è dell'Italia settentrionale centroccidentale, Bonifacino è specifico del savonese, di Cairo Montenotte in particolare, Bonifacio è diffuso in tutta Italia, Bonifazi è specifico della fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, Bonifazio sembra avere un ceppo nel torinese, uno nel savonese, uno nel crotonese ed uno in Sicilia, Bonifazzi, molto raro, è specifico del ferrarese occidentale, di Bondeno, Sant'Agostino e Poggio Renatico e del bolognese settentrionale, derivano, direttamente o tramite ipocoristici o alterazioni dialettali, dal nomen latino Bonifatius (buona fortuna) di cui si ha un esempio con il Papa del VII° secolo Bonifatius natione Marsorum (Bonifacio IV°) o dalla forma medioevale Bonifazio.  Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel 1300 con ser Pietro di Giovanni de' Bonifazi da Cascia citato come giudice a Firenze in alcune sentenze del 1340 e seguenti.
BONINA
BONINI
BONINO
Bonina è tipicamente siciliano, delle province di Enna, Catania e Messina, Bonini è presente in modo significativo in Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio, Bonino è tipicamente piemontese, derivano dal nome medioevale Boninus, Bonina di cui abbiamo un esempio nello scrittore del XIII° secolo Boninus Mombritius, autore del de dominica passione: "...quate Boninus Mombritius, qui ut alias dixi, acta Sanctorum duobus tomis impresserat...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Verona nella seconda metà del 1400 con il letterato Boninus de Boninis.
BONINSEGNA
BONINSEGNI
BONSEGNA
Trento, Brescia, Verona e Bologna sono le province dove si riscontrano le massime concentrazioni del cognome Boninsegna, diffuso in tutta l'Italia settentrionale, Boninsegni è tipicamente toscano delle province di Firenze ed Arezzo, Bonsegna è specifico del leccese, in particolare di Nardò, questi cognomi hanno origine dal nome augurale medioevale Boninsegna con il significato di segnato dal bene, dalla fortuna, di questo nome abbiamo un esempio, in un atto notarile del 1218 dove si legge: "...silicet Ildebrandino et Jacopo Cavalcantis et Ranerio Ranucci pro tertia parte et Gundo et Ranuccino et Bencivenni Gislincionis recipientibus pro se et Boninsegna predicto ...".
BONIOLI
BONIOLO
Bonioli parrebbe del veronese, di Verona in particolare, Boniolo è tipico di Rovigo, di Padova e del padovano, di Castelbaldo e Boara Pisani, dovrebbero derivare da soprannomi originati da una forma ipocoristica di appartenenza dell'aferesi del termine dialettale veneto imbonio (zona ripianata, interrata, recuperata dai fiumi), probabilmente ad indicare che i capostipiti provenissero da aree bonificate o recuperate di quel tipo.
BONIPERTI Molto raro è specifico di Barengo nel novarese, deriva dal nome longobardo Bonipertus, di cui si hanno tracce ad esempio nel Codex Diplomaticus Longobardorum nell'anno 770 a Chiusi si legge: "...Dilectissimis mihi semperque amantissimis Bonipertulo et Leopert neputibus meis...." e nel 950 nel Codex Cavensis Diplomaticus si legge: "...qui fuit bisabio mulieri nomine grusu, que est uxor predicti ursi, can dede bonipertus de uniano cum uxore et filiis et omnia eius pertinentia. cum autem precepta illa relegere fecimus,...". Tracce di questa cognominizzazione la si trova a Cravegna ora integrata nel comune di Crodo (VB) nella seconda metà del 1500 era vicario generale della diocesi un certo Carlo Boniperti.
integrazioni fornite da Andrea Manni
Il cognome Boniperti deriva dal nome Boniperto, un ibrido latino-longobardo composto dal latino bonus (in uso anche presso i Longobardi) e dal germanico pertus o bertus da Bertha (luminoso). Il nome Boniperto è attestato nel 762 a Grosseto, nel 770 a Brioni, nel 771 a Chiusi (Cfr. Nicoletta Francovich Onesti, L'incontro fra le culture latina e germanica nell'Italia longobarda alla luce dell'antroponimia, in D. Hägermann, W. Haubrichs, J. Jarnut (a cura di), Akkulturation. Probleme einer germanisch-romanischen Kultursynthese, Berlin/New York, Walter de Gruyter , 2004, p. 207)
BONISIOL
BONISIOLI
Bonisiol, quasi unico, è del trevigiano, Bonisioli, unico, è veneziano, questi cognomi dovrebbero derivare da alterazioni dialettali venete dell'ipocosristico Bonizolo del nome medioevale Bonizzo, derivato a sua volta dal nome longobardo Bono (vedi BONA).
BONISOLI Molto raro, è tipico della zona che comprende il cremonese, il mantovano ed il reggiano, potrebbe essere originario della bassa veronese, deriva dal nome medioevale Bonizzo (vedi Bonizzi), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Lonigo (VR) con l'umanista Ognibene de' Bonisoli (1412-1474), detto "Leonicenus", che insegnò retorica alla Scuola Pubblica di Vicenza, a Cremona nel 1633 nasce il famoso pittore di storia e ritratto Agostino Bonisoli (1633 - 1700).
integrazioni fornite da Alfredo Bonisoli
la casata Bonisoli ha lasciato antiche ed illustri memorie a Cremona, dove Lanfranco Bonezolo nel 1211 fece acquisto di un terreno e nel 1219 altro Lanfranco, qualificato Chierico della Pieve di Casalbuttano.Giovanni, la cui iscrizione sepolcrale datata 1511 si vede nella chiesa S.Agata,fu padre di Giovanni Battista, abitante col fratello Paolo, nelle vicinanze di San Leonardo. Da Giovanni Battista discese Prospero, che nel 1594 figura aggregato al Collegio dei Notai, e dal quale discese Giovanni Battista, che fu padre di Agostino, nato nel 1638, valente pittore.
BONISSONE
BONISSONI
BONIZZONE
BONIZZONI
Bonissone è tipico della zona tra alessandrino e genovese, di Spineto Scrivia (AL) in particolare, Bonissoni, molto molto raro, è lombardo, dell'area bergamasco bresciana, Bonizzone, assolutamente rarissimo, potrebbe essere genovese, Bonizzoni è tipico lombardo del pavese, milanese e cremonese, derivano tutti, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal nome medioevale Bonizzone, citato ad esempio in un atto redatto a Cremona nel 753, dove si legge: "...manibus testi Gyselprando et Ildeprando germanis, seu Bonifredo et Eldefrido atque Uuini zonis et Amezonis atque Bonizonis, huius ciuitatis habitatoribus, rogati sunt testes. ...".  Traccia di questa cognominizzazione si trova in un atto di vendita del 1154 scritto in Milano, dove si legge: "...manuum Uberti Bonizoni, Iohannis Cagadenarii...".
BONITATIBUS Molto raro è tipico abruzzese, della zona circoscritta al comune di Sulmona e Pettorano sul Gizio, deriva dal termine tardo latino bonitas (bontà) potrebbe essere riferito ad un nome di località Bonitatibus Divinis (Alle Bontà Divine) forse per la presenza di un monastero od un'opera pia, può anche derivare da caratteristiche caratteriali del capostipite.
BONITI
BONITO
Boniti, quasi unico, sembrerebbe umbro, Bonito è tipicamente meridionale, diffuso in Campania a Minori nel salernitano, a Montefusco e Montemiletto nell'avellinese ed a Napoli, con un piccolo ceppo a Termoli nel campobassano e nel foggiano ad Accadia, Foggia e Zapponeta, ed un ceppo a Palermo, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Bonitus, di cui abbiamo un esempio d'uso in un testo di epoca imperiale latina: "...Claudius Regaliano multam salutem. felicem rem publicam quae te talem virum habere in castris bellicis18 meruit, felicem Gallienum, etiamsi ei vera nemo nec de bonis nec de malis nuntiat pertulerunt ad me Bonitus et Celsus, stipatores principis nostri, qualis apud Scupos in pugnando fueris, quot uno die proelia et qua celeritate confeceris. dignus eras triumpho, si antiqua tempora exstarent...".
BONIZZARDI Bonizzardi è tipico del bresciano, di Prevalle, Brescia e Gavardo, dovrebbe derivare da una forma di appartenenza con suffisso in -ardi riferito a capostipit,i che fossero appartenuti ad una famiglia il cui capostipite fosse stato riconociuto dal nome medioevale Bonizzo (vedi BONIZZI)
BONIZZI Cognome lombardo veneto con un ceppo originario nella provincia di Cremona, deriva dal nome medioevale Bonizzo derivato dal nome longobardo Bono, nome di cui abbiamo tracce nel milanese in un atto di vendita del 1084 dove si legge: "...mea bona et spontanea voluntatem, accepisemus sicuti et in presencia testium accepimus ad vos Ato et Bonizo iermanis, filii quondam Enrici, per miso tuo ipso Ato...".
BONMASSAR
BONMASSARI
Bonmassar è tipicamente trentino, di Trento, Gargazzone, Civezzano ed Arco, Bonmassari sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe essere originario del basso Trentino e derivare da un soprannome che esalti le qualità di massaro (fattore) del capostipite.
BONOLI
BONOLIS
BONOLO
Bonoli è tipico del forlivese, soprattutto della zona di Cesenatico, Cesena e Forlì e di Ravenna, Bonolis, molto più raro, ha un piccolo ceppo nel teramano, a Roma ed a Napoli, Bonolo è specificatamente romano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonolus,  nella prima metà del 1300 a Caldes (TN) opera ad esempio il notaio Bonolus da Idullo.
BONOMETTI
BONOMETTO
BONOMI
BONOMINI
BONOMO
BUONOMINI
BUONOMO
BUONUOMO
Bonometti è tipicamente lombardo dell'area bresciana in particolare, ma anche del bergamasco, mantovano e cremonese, con espansione anche nel vicino veronese, Bonometto, molto raro, è veneziano, Bonomi è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale con grossa prevalenza nella zona centro settentrionale (Milano, Como, Varese, Bergamo, Brescia, Sondrio, Trento, Verona), Bonomini è specifico del bresciano, Bonomo ha un nucleo siciliano, uno laziale ed uno nel veronese, Buonomini è tipico della Toscana, Buonomo ha un ceppo nell'area che comprende il romano, il latinense, il casertano, il napoletano ed il salernitano, ha un ceppo nel tarentino ed uno in Sicilia tra siracusano e ragusano, Buonuomo, assolutamente rarissimo, è del ragusano, tutti questi cognomi traggono origine, direttamente o tramite alterazioni ipocoristiche, dal nome augurale medioevale Bonushomus (buonuomo) o da sue modificazioni più o meno dialettali, quali ad esempio quella che troviamo in un atto di vendita del 1144 redatto in Pavia: "Constat nos Bonumiohannem, filium quondam Donumdei de Valli , et Purpuram iugalis, filia quondam Niger Bonum Marro, qui professi sumus ambo ex nacione nostra lege vivere Longobardorum ipso namque iugale et mundoaldo meo mihi consençiente et subter confirmante et iusta ex meam lege una cum noticia propinquorum parentum meorum qui supra Purpura visi sunt Lanfranco germano meo et Vasallo consobrino meo, in quorum presentia et testium certam facio professione quod nullam me pati violentiam ad quopiam hominem nec ab ipso iugale et mundoaldo meo nisi mea bona et spontanea voluntate, accepisse communiter sicuti et in presentia testium accepimus a te Oberto presbitero canonice Sancte Marie de loco Lomello, a parte ipsius ecclesie Sancte Marie argenti denariorum bonorum Papiensium libras decem, finito precio pro pecia una de terra aratoria iuris nostri, quam habere visi sumus super fluvio Ticini in loco et fundo Octabiano et in eius territorio ad locus ubi dicitur Plozone, et est pecia ipsa de terra aratoria per mensuram iustam iugeas duas....", o nella forma corretta in un atto dell'anno 1166 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale dove leggiamo: "...inter Bonomum qui dicitur da Syrone germanum suum de loco Salvano ut in Dei nomine debeat dare, sicut a presenti dedit, ipse presbiter Arnoldus eidem Bonomo germani suo ...".  Abbiamo tracce inoltre di un Giovanni Francesco Bonomi nel 1536, Vescovo di Vercelli e letterato.
BONONCINI
BONONI
Bononcini è tipico della provincia di Modena e Bologna, Bononi ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno tra reggiano e modenese, ed uno tra padovano, rovigoto e ferrarese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Bononius, ricordiamo con questo nome il santo del 1000, discepolo di San Romualdo, o anche dall'antico nome latino Bononia della città di Bologna. Nel 1640 abbiamo a Modena un Giovanni Maria Bononcini, celebre violoncellista e compositore.
BONSAVER Bonsaver, molto molto raro, è specifico del veronese, di Pescantina, Pastrengo e Caprino Veronese, dovrebbe derivare da una forma dialettale tronca del nome medioevale Bonsaverio, composto dall'aggettivo bon (buono) unito al vocabolo saver (sapere), nome che auspicava per il proprio figlio un domani di conoscenza e preparazione, di questo nome abbiamo un esempio d'uso a Trento, in un atto del 1305, dove si dice che un certo Bonsaverio detto Pesatino del fu Pesato da Trento, abitante nella contrada di Santa Maria Maddalena, riconsegna un terreno ai canonici Gislimberto da Brentonico e Guglielmo figlio di Alberto da Rovione, che agiscono in rappresentanza del Capitolo della Cattedrale.
BONSERVIZI Bonservizi, quasi unico, parrebbe marchigiano, probabilmente di Urbisaglia nel maceratese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Boniservizi attribuito ad un figlio sul quale si faceva affidamento, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1800 con il fabbro di Urbisaglia Adolfo Bonservizi.
BONSI
BONSO
Bonsi ha un ceppo tra bresciano e veronese ed uno tra ferrarese e bolognese, Bonso, tipicamente veneto, è del padovano e veneziano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bonso, di cui abbiamo un esempio a Vallombrosa nel fiorentino nella seconda metà del XI° secolo, quando tra i notai roganti è indicato un certo Bonso,  e qualche secolo dopo a Firenze, dove nel 1346 troviamo un tale Bonso Bianchi elencato fra i Consiliari Communis Florentiae, possono anche derivare da nomi di località come quella citata in questo testo emiliano del 1400: ".. Et causa adveniente quod predicta uxor sua pacifice non posset, vel stare nollet cum dicto eius herede, eidem reliquit, toto tempore vite sue, usufructum, redditus et proventum molendini ipsius testatoris siti in villa Sabloni, necnon possessionis site in territorio Scandiani, in loco dicto Al Bonso quod molendinum et qua possessio ibidem pro legitime expressis et confinatis haberi voluit. ..", un esempio di queste cognominizzazioni lo troviamo nel 1700 con il Prepositus fiorentino Bonso Pio Bonsi, autore di una volgarizzazione degli inni sacri del breviario romano.
BONSIGNORE
BONSIGNORI
Bonsignore è tipicamente siciliano, Bonsignori è toscano, di Livorno in particolare, con un ceppo anche a Pontedera e nel pisano, derivano dal nome medioevale Bonussenior (Buonsignore), di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in uno scritto del 1115 a Milano: "...Mediolani, in burgo Porte Ticinensis, prope ecclesia Sancti Laurentii, necnon et inter Ugonem filium quondam Vuariberti qui fuit dictus de Sabladore et Bonumseniorem filium quondam item Bonisenioris  qui dicitur Guita de Auro de suprascripta civitate...".
BONTEMPI
BONTEMPO
BUONTEMPO
Esistono diversi ceppi, nelle Marche, nel Lazio, in provincia di Brescia e di Milano per Bontempi, mentre è diffuso in tutta Italia Bontempo, Buontempo è distribuito a macchia di leopardo al centrosud, in particolare nel chietino ed in provincia di Roma, derivano dal nome augurale medioevale Bontempo (che il tempo ti sia propizio), in molti casi può trattarsi di cognomi attribuiti come augurio a dei trovatelli.
BONUCCELLI
BONUCELLI
Bonuccelli è tipico della provincia di Lucca, di Camaiore, Viareggio, Pietrasanta e Massarosa, Bonucelli, assolutamente raro, è tipico della provincia di Massa, dovrebbero derivare dal nome medioevale composto dai nomi Bono e Uccello. (vedi BONA e UCCELLI )
BONUCCI Bonucci è tipico di Toscana, Umbria e Lazio centrosettentrionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale Bonuccius di cui abbiamo un esempio nell'anno 1301 dove tra gli Anziani della città di Pisa incaricati dell'Ordine di Controllo per il mese di novembre è annoverato Bonuccius de Brachiis, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Roma nella prima metà del 1500 con il Padre Servita Agostino Bonucci Servita, generale dell'ordine e teologo, e più tardi, sempre nel 1500 con Stefano Bonucci aretino, prima vescovo di Arezzo dal 1574 al 1589 poi cardinale.
BONUGLI
BONUGLIA
Bonugli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario di Fosciandora in Garfagnana in provincia di Lucca, Bonuglia, decisamente più diffuso è specifico di Roma e di Olevano Romano nel romano, questi cognomi dovrebbero derivare da un'italianizzazione del casato nobile francese De Bonnelles, originato dal toponimo Bonnelles di Yvelines, a sud di Versailles, vicino a Chartres, secondo altri deriverebbe invece dal casato de Bonneuil, originato dal nome del paese francese Vouneuil-sous-Biard, situato presso Vienne, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Roma in una lettera del Cardinal Bentivoglio datata novembre 1620: "Or ora parte da me il nostro Signor di Bonuglio, che è venuto a rallegrarsi meco in nome del Signor Duca di Luines di questo felice successo di Boemia, avendomi fatto dire il medesimo Signor Duca, che il Re n' ha sentita allegrezza grandissima. ...".
BONURA Bonura è decisamente siciliano, del palermitano e del trapanese, si dovrebbe trattare di una forma dialettale del nome medioevale Bonora probabilmente portato dal capostipite, Bonura era un nome femminile in uso in Sicilia almeno dalla seconda metà del 1300, quando vediamo, in un testamento, citata come beneficiaria una certa Bonura Mayda.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bonura è un cognome siciliano che significa 'ora buona'. Rohlfs 52.
BONUSI
BONUSO
Bonusi sembra specifico del bresciano, di Lodrino e Gardone Val Trompia, Bonuso ha un piccolissimo ceppo nel napoletano, uno nel leccese a Copertino, Galatina e Nardò, ed uno a Palermo, dovrebbero entrambi derivare dal nome medioevale Bonuso, attribuito al proprio figlio augurandogli che possa fare un buon uso della propria vita, i ceppi meridionali potrebbero essere cognomi attribuiti a trovatelli da funzionari borbonici.
BONVEGNA Sembrerebbe siciliano, del mesasinese e di Catania in particolare, si tratta di una modificazione del cognome Bencivegna (vedi Bencivegna).
BONVENTRE
BUONVENTRE
LO VENTRE
LOVENTRE
VENTRE
VENTRI
VENTRONE
Bonventre ha un ceppo romano, uno nel napoletano, ma il nucleo principale è nel trapanese ad Alcamo, Trapani, Castellammare del Golfo, Erice, Marsala, Calatafimi e Valderice, Buonventre, estremamente raro è del napoletano, Loventre, molto raro, è tipico di Napoli, Lo Ventre è quasi unico e sempre del napoletano, Ventre è molto diffuso nel Lazio centromeridionale, in Campania, in particolare nel casertano, napoletano e salernitano, nel potentino ed in Calabria nel cosentino, ma soprattutto nel reggino, Ventri, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Ventrone ha un ceppo a Roma, uno a Latina, ed il ceppo principale in Campania nel casertano a Maddaloni, Curti, Santa Maria Capua Vetere, Casapulla, Mondragone e Macerata Campania, tutti questi cognomi hanno in comune la radice in un soprannome probabilmente attribuito ai capostipiti per la loro capacità o abitudine di mangiare oltremodo o per un'adipe molto prominente, si tratta in molti casi di cognomi attribuiti a dei trovatelli da funzionari di orfanotrofi che così intendevano meglio caratterizzare i loro assistiti.
BONVICINI
BONVICINO
Bonvicini è diffuso in tutto il centro nord, con nuclei importanti in Emilia Romagna e, a seguire, Lombardia e Veneto, Bonvicino dembrerebbe avere un'origine nella fascia centrooccidentale dell'Italia settentrionale, ma con presenze anche al sud, questi cognomi possono avere diverse origini, dal nome augurale Bonvicinus o Bonovesinus, di cui abbiamo un esempio in una Cartula vinditione del 1070 a Grumello del Piano: "...Constat nos Bonovisino et Alberto seu Petro germanis et filiis quondam Vualperti, de loco Gromole, qui profesi summus ex natione nostra legem vivere Langobardorum , accepisemus nos communiter sicuti et in presentia testium...", ricordiamo lo scrittore milanese Bonvicinus de Rippa meglio noto come Bonvesin della Riva (~1240 -1315), al soprannome alla derivazione dal toponimo Bonvicino (CN). Pietro e Alessandro Bonvicini, figli di Moretto di professione lanaiolo, furono pittori a Brescia nel 1400.
BONVINI
BONVINO
Bonvini è distribuito al centro nord con massima concentrazione in Lombardia, ma con un ceppo importante nelle Marche ed alcuni non trascurabili in Liguria, Bonvino invece sembra tipico di Giovinazzo (BA) e di Pietramontecorvino (FG), potrebbero derivare da un soprannome collegato alla qualità dei vini della zona o al mestiere di oste, come potrebbe essere originato dalla contrazione di nomi come Bonvicino, intorno al 1450 opera a Genova il notaio Jacobo Bonvino, nella seconda metà del 1500 troviamo a Bisceglie (BA) un certo Marco Bonvino, a Fano in un registro si legge: "Adì 25 giugno 1634 ho pagato scudi quattro a Tomasso Bonvino per avere fatto buttare giù et accatastato migliara di pietra rotta e ottocento matoni sani della torre del Molino del Metaro".
BONVISSUTO Bonvissuto è Stipicamente siciliano, di Licata nell'agrigentino e di Gela nel nisseno, con un ceppo significativo anche a Palermo.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Bonvissuto, che, nell'onomastica augurale, assume il significato di che tu abbia una buon vissuto, una buona vita (vedi Bonavita). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione del nome personale dei capostipiti.
BONZI
BONZIN
BONZINI
BONZO
Bonzi, tipico lombardo, ha un nucleo nella zona che comprende il varesotto, il milanese, il bergamasco ed il bresciano, ha anche un ceppo non secondario nel bolognese, Bonzin è praticamente unico, Bonzini, molto raro è specifico del varesotto, Bonzo, molto molto raro sembrerebbe dell'astigiano.(vedi Bonci)
notizie ulteriori  fornite da Daniele Todeschini
Il cognome Bonzi deriva dalla nobile e potente famiglia Bonghi  o Bongis che nel medioevo aveva palazzo in citta alta e che godeva dei diritti feudali su buona parte di Dossena. Le persone e le famiglie soggette al feudo erano chiamate boncio o bonci, la Famiglia faceva parte della compagnia dei Bastazi della dogana di Venezia. La Famiglia vanta illustri personaggi nel campo della medicina e della giurisprudenza.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bonzo, Bonzi, Bonzini - Dal nome medievale 'Boncius' diffuso in Lombardia e derivato dal latino 'bonus' che può essere riferito sia a qualità morali che fisiche. Ad esempio troviamo a Brescia nel 1175 "Bonzulum". Bonzini è il diminutivo è può riferirsi sia a un avo di piccola statura sia a un nucleo familiare numeroso il cui capostipite era un Bonzo. Questa forma la troviamo anche in dialetto: i figli di Bonzo sono "i Bunzit".

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