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BOR Bor, tipicamente piemontese, ha un ceppo nel vercellese a Santhià ed Alice Castello ed a Biella, dovrebbe essere di origini francesi e derivare dal nome di paesi come Bor-et-Bar a nordest di Toulose o Bor à Plaigne a sud di Limoges.
BORA Bora è tipicamente marchigiano di Tolentino, Treia e Appignano nel maceratese, e di Sirolo e Montemarciano nell'anconetano, potrebbe derivare dal toponimo Bora di Mercato Saraceno nel cesenate, secondo alcuni potrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che il capostipite proveniva dal levante (direzione del vento di bora), ma è pure possibili che derivi dal nome medioevale germanico Bora (vedi BORI).
BORACCHI
BORACCO
Boracchi è tipicamente lombardo, Boracco, molto più raro, è dell'area piemontese, lombarda, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine dialettale lombardo piemontese arcaico borach (ometto, omuncolo, bassottello), forse ad indicare che i capostipiti fossero abbastanza piccoli di statura e di corporatura minuta.
BORAGINA
BORAGINE
BORAGINI
BORRAGINE
Boragina, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente calabrese, del vibonese, con un ceppo anche a Genova, Boragine ha qualche presenza nel Lazio, un ceppo a Teano e Sant'Arpino nel casertano ed uno a Terlizzi nel barese, Boragini, estremamente raro, sembrerebbe del bolognese, Borragine, quasi unico sembrerebbe laziale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal nome della pianta di borragine (borago officinalis), una tra le piante selvatiche più utilizzate in cucina, molto utilizzata anche in erboristeria per le sue proprietà diuretiche, decongestionanti, depurative ed antiflogistiche.
BORAGNI
BORAGNO
Boragni è assolutamente rarissimo e anche Boragno è molto raro, dovrebbero essere originari del savonese, della zona tra Finale e Pietra Ligure, dovrebbero derivare da Boragni, località di Finale (SV), a Boragni si trova la lunga falesia che si vede arrivando da Savona. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nelle Cinque Terre nella seconda metà del 1200 con il notaio forse genovese Simone Boragno.
BORASI
BORASO
Borasi ha un ceppo a Villaromagnano (AL) con diramazioni a Genova, Boraso è invece veneto, delle province di Verona, Padova e Venezia, potrebbero derivare da soprannomi originati o da voci dialettali per Borraggine (Borrago officinalis, pianta alimentare) o per borace (un minerale, borato idrato di sodio, utilizzato nell'artigianato vetrario).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Boraso è diffuso nel nord-est d'Italia, dovrebbe avere alla base il sostantivo Bora, "vento di est-nord-est freddo, secco, violento, che scende dalle Alpi orientali sul golfo di Trieste", quindi 'boraso' assumerebbe il significato di luogo dove soffia particolarmente vento freddo.
BORDALOTTA Bordalotta, assolutamente rarissimo, è specifico del cuneese, dovrebbe derivare da un antico soprannome basato sul termine medioevale francese bordelon, che identificava una piccola fattoria, probabilmente a caratterizzare così le caratteristiche abitative del capostipite.
BORDANI Bordani è un cognome del foggiano, praticamente unico.
BORDI
BORDIN
BORDINI
BORDINO
BORDO
BURDIN
BURDINO
Bordi ha un ceppo nel parmense e nel vicino piacentino e genovese, ed ha un nucleo nella fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, Bordin è molto diffuso in tutto il Veneto, con un ceppo anche a Bolzano e Brunico (BZ), Bordini ha un ceppo nella fascia che comprense mantovano, reggiano, modenese, bolognese e ravennate ed un ceppo nel perugino e nel romano, Bordino ha un ceppo piemontese tra torinese e cuneese, uno tra ternano, viterbese e romano ed uno nell'agrigentino e nel palermitano, Bordo ha un ceppo nel genovese e savonese, uno nell'area che comprende il grossetano, il viterbese soprattutto ed il romano, ed uno nel foggiano e barese, Burdin è quasi unico, Burdino, molto raro, ha un ceppo a Girifalco (CZ) ed uno in Piemonte, tutti questi cognomi potrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici del praenomen latino Burdus ( vedi BURDO), ma in alcuni casi potrebbero anche derivare dal nome medioevale germanico di origine burgunda Bordinus o Burdinus, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1090: "...Hujus rei testes sunt ex sua parte: Winerannus de Parvoponte, Aszo panetarius; Bernerius, Fulbertus de Stampis; Amalricus viator, Burdinus frater ejus..."; un esempio di queste cognominizzazioni lo troviamo nell'Antipapa Gregorio VIII° Mauritius Burdinus posto sul seggio papale dall'imperatore Enrico V° il  giorno 8 Marzo 1118, questi interrogato dall'imperatore rispose come riportato in questo testo: "Quem ellectum imperator duxit in pulpitum, ubi ipse ellectus interrogantibus de nomine suo dixit: "Meum nomen est Burdinus; sed quando papa Urbanus ordinavit me episcopum, nominavit me Mauritium".".
BORDIGA
BORDIGHI
BORDIGONI
Bordiga è tipicamente lombardo, in particolare del bresciano, di Bagolino, Brescia, Erbusco, Castelcovati, Orzinuovi ed Orzivecchi, Bordighi, praticamente unico, è valtellinese, Bordigoni ha un ceppo tra spezzino e massese, a La Spezia e Pignone nello spezzino ed a Massa e Carrara, oltre ad avere un piccolo ceppo a Cagliari, potrebbero derivare, direttamente o tramite un accrescitivo, da un soprannome originato dal termine dialettale sia ligure che lombardo bordega (macchia, sbrodolamento), ma potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal termine medioevale bordigare (rimestare nel torbido, ordire imbrogli, tramare), verbo di cui abbiamo un esempio in questa poesia del 1311: "...Ché atrui ponze e peciga / en [ tuto] zo che lo meschin / fa, tegnando tal camin; / e 'n tuto zo ch'elo bordiga / conseigo lo paire liga, / che de paga à tar quartim / che tristo quelo a la fim / chi so fijo mar noriga...", tracce di questa cognominizzazione le troviamo nei verbali di un processo per stregoneria nel contado di Bormio nel 1630: ".. Die jovis 21 mensis novembris 1630. Antonius del Cotolo addidit: Io sentii de Andrea Bordiga, pegoraro che alpegiava in Dosdé, qual mi disse: Questa Domeniga è una vera et grande stria. Ho visto cose che la tengo proprio per una strega. Essendo venuta in casa mia Martholina, circa un mese avanti fosse fatta prigione, col solo vederla mi spaurii talmente, che mi durò per quattro o 5 giorni tal paura. Et io sospettai di lei, non essendo mai solita venir in casa mia. Ritrovandosi Antonio della Moniga et io insieme, dissi che sì, che vengono ancora a tuorre Martholina. Lui disse: Vorrei giocare 50 scudi. Et io li giocai, così burlando. ..".
BORDIGION
BORDIGIONI
BORDIGNON
BORDIGNONI
BORTIGNON
BORTIGNONI
Bordigion e Bordigioni sono dovuti a diverse trascrizioni del cognome Bordignon, che è tipicamente veneto, della zona che comprende le province di Vicenza, Treviso e Padova, è probabilmente originario del vicentino di Romano d'Ezzelino in particolare, Bordignoni, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Bortignoni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Bortignon, che è molto diffuso nel vicentino e nel vicino trevigiano, dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Gabriele Farronato
questi cognomi derivano dal nome Bartolomeo che in Veneto si dice Bortolo, per distinguere un ceppo famigliare dagli altri si è fatto ricorso a varie modificazioni soprannominali com Bortoli, Bortignoli, Bortignon con successivo mutamente della dentale in d. da Bordignon derivano anche le varianti Bordigion e Bordigioni.
BORDON
BORDONI
Bordon è tipicamente veneto, di Rovigo e di Iesolo e Campolongo Maggiore nel veneziano, Bordoni è diffuso in tutto il centro nord con nuclei importanti in provincia di Sondrio, di Milano, di Rimini, in Umbria e nel Lazio, potrebbero derivare da soprannomi legati a vocaboli tardo latini quali burdonem (asino selvatico) o al medioevale bordone (bastone da pellegrino, sostegno).
integrazioni fornite da Riccardo Bordoni
la famiglia Bordoni in Firenze è sempre stata di primaria importanza e di indiscussa fede guelfa (neri); ha avuto importanti cariche cittadine nell'età comunale fino all'avvento della dinastia Medicea per poi continuare ad essere una ragguardevole stirpe di possidenti nel contado Fiorentino gestendo ampie fattorie e ville signorili. Nella storia ricordiamo Gherardo Bordoni che combatte al fianco di  Corso Donati, (illustrato pure dal Villani dove si vedono i due cavalieri con i relativi stemmi delle famiglie sugli scudi da guerra). Ricordiamo che la famiglia contribuisce generosamente, assieme ad altre nobilissime famiglie fiorentine , alla edificazione di Santa Maria Novella , il famoso palazzo Antinori nella piazza omonima di Firenze viene costruito sulle case comprate da messer Lionardo Bordoni, la via accanto al palazzo, fino a cento anni fa ha portato il nome di questa storica famiglia per poi '"forse" trovare maggior lustro diventando via degli Antinori. Lo stemma , codificato gia dal 1292 ,è così: d'argento al lupo rapace d'azzurro. Nel 1500 circa , (come lamenta il Borghini nei suoi studi sull' arme Fiorentine) ,per dare forse più importanza al loro stemma , aggiungono un '" bordone d'oro in palo '" e rimane invariato fino ai giorni d'oggi.
BOREA Borea ha un ceppo a San Remo nell'imperiese, uno nel cagliaritano a Quartu Sant'Elena, Cagliari ed Assemini, uno a Roma, uno a Calitri, Manocalzati, San Mango sul Calore nell'avellinese, uno a Orta Nova nel foggiano, ed uno a Fardella e Roccanova nel potentino, dovrebbe derivare dal nome latino Borea di origine greca, così veniva chiamato nella mitologia greca il vento del nord (la tramontana), impersonificato nel figlio del titano Astreo e dell'Aurora, è pure possibile che il cognome abbia avuto origine da un soprannome attribuito ai capostipiti in quanto provenienti da regioni settentrionali, da dove appunto spira la tramontana o borea.
BOREALE
BOREALI
BORREALE
Boreale ha qualche presenza nel napoletano e nel ragusano con un piccolo ceppo nel barese, Boreali è unico, Borreale, quasi unico, è del napoletano, potrebbero derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti in quanto provenienti da regioni settentrionali o boreali, dove spira appunto la tramontana o borea, ma potrebbero anche derivare dal nome catalano Borreil o Boreil.
BOREANAZ Boreanaz, molto molto raro, è tipico dell'udinese, della zona di Ponteacco e Premariacco, si dovrebbe trattare della forma dialettale del cognome sloveno Borjanac, dove il suffisso -ac sta ad indicare provenienza, ed è riferito al toponimo sloveno di Borjana, zona di Kobarid, vicina il confine con l'Italia.
BOREL
BORELLA
BORELLI
BORELLO
BORIELLI
BORIELLO
BORRELLA
BORRELLI
BORRELLO
BORRELI
BORRELO
BORRIELLI
BORRIELLO
Borelli, cognome molto comune, è decisamente panitaliano, distribuito in tutt'Italia, ma particolarmente presente nel Piemonte occidentale ed in Calabria Borello, tipici dell'Italia centro meridionale Borrelli e Borrello, quest'ultimo particolarmente in Sicilia e Calabria, con chiara derivazione dai toponimi Borrello di Catania (CT), Borrello d San Mauro (PA) e Laureana di Borrello (CZ), tipicamente campano Borriello. La derivazione di questi cognomi, oltre che da toponimi potrebbe essere ascritta al termine borro (torrente, orrido, crepaccio), o anche in alcuni casi dal vocabolo celtico borro (altero, fiero), che sembra aver anche generato il nome medioevale Borellus, di cui abbiamo un esempio in quest'atto di vendita del 24 giugno 1010: "In nomine Domini, ego Borellus vobis emtoribus meis Bernard et filiis suis Onoffredus et Dominico. Per hanc scripturam vindicionis mee vindo vobis .I. sorte de terra cum suis arboribus que est in valle Nepetana, in ipso Vilare, et est ad ipsos .", che sembra essere l'origine più probabile di questi cognomi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Borel, quasi unico, sembra essere originario del torinese, Borella, molto più comune, ha una vasta concentrazione nel nord del paese, Borelli, anch'esso diffuso per lo più nel nord e centro nord, presenta ceppi secondari anche nel sud, soprattutto nel catanzarese e nel leccese, nonché nel Lazio, fra il romano e il latinense, Borello è  prevalentemente piemontese, ma ha un ceppo originario anche nel vibonese, Borielli, unico, è probabilmente un errore di trascrizione di Borrielli, concentrato per lo più nel sassarese, Boriello, rarissimo, è anch'esso un errore di trascrizione di Borriello, che, presente un po' in tutto il paese, ha un largo epicentro nel napoletano, Borrel, unico, si riscontra soltanto a Collegno (TO), Borrelli, distribuito più o meno in tutta Italia, ha una maggiore frequenza nel napoletano, Borrello ha ceppi maggiori nell'area siculo-calabrese, nonché nel leccese, e ceppi minori sparsi per l'intera penisola, Borrelo, unico, si riscontra solo ad Altomonte (CS), per Borreli e Borrella, quasi unici, è invece molto difficile indicare una precisa provenienza. Per quanto concerne l'aspetto etimologico, si possono trarre diverse ipotesi riguardo a tutti questi cognomi, anzi, data la loro grande varietà, è molto probabile che non tutti condividano la stessa origine: per alcuni, cioè, può essere valida un'interpretazione in senso topografico o toponomastico, per altri una derivazione da un vecchio soprannome e per altri ancora (probabilmente la maggior parte di essi) può infine valere la cognominizzazione di un antico nome di battesimo. Iniziando con la prima categoria, quella cioè relativa alla toponomastica o a identificatori di località, bisogna ricordare che nel nostro paese numerosi sono i toponimi contenenti i termini borello, borella e simili (solo per citarne qualcuno, Borrello (CH), Borella (PD), Valle del Borello, nell'Appennino Romagnolo, etc.): alla loro base si trova spesso (ma non sempre) il termine borro, col quale si indica o un burrone o un luogo scosceso attraversato dall'acqua. In tal caso, allora, il cognome potrebbe derivare o direttamente dalla toponomastica o dall'abitare i capostipiti nei pressi di un borro. Come ho già detto prima, però, alcuni dei suddetti toponimi non traggono necessariamente origine dal termine borro. Interessante, ad esempio, è la storia del comune di Borrello, un tempo parte della cosiddetta Terra Borrellense: estesa fra l'Alto Molise e il chietino, questa terra, in effetti, era un grande possedimento feudale appartenente a una potente famiglia franca, che portava il nome di Borrello (l'italianizzazione, cioè, del francese Borel; per chiunque fosse interessato alla storia della Terra Borrellense, si può consultare il sito www.borrellosite.com/fidibo.htm). In particolari casi, allora, non si può escludere una discendenza diretta da alcuni rami dei cosiddetti Figli di Borrello o, comunque, dall'aver lavorato i capostipiti presso tale famiglia. La seconda ipotesi, quella cioè relativa alla derivazione da un soprannome, prende in considerazione i diversi significati che, nel corso del tempo, hanno assunto i termini burella o burello (di cui borella, borello e simili potrebbero essere varianti): con burella, ad esempio, si intendeva un corridoio sotterraneo, angusto e buio e, per estensione, il termine veniva usato anche nel significato di carcere; in un'altra accezione di significato, poi, il vocabolo burella era anche sinonimo di budella, intestino; burello, infine, era il nome dato a un tipo di panno scuro e grezzo. A mio parere questa seconda ipotesi è quella che gode di minore validità poiché, data l'alta diffusione e varietà di questi cognomi, pare strano che essi possano trarre origine da termini così specifici; tuttavia proprio questi termini mi aiutano a introdurre la terza e ultima ipotesi, che ritengo essere la più probabile o, per lo meno, quella che meglio giustifica la varietà e la frequenza dei cognomi presi in esame. Nella maggior parte dei casi, infatti, Borello, Borriello e simili dovrebbero derivare dal nome medievale Borellus: si tratta di un personale piuttosto comune nel Medioevo, non solo in Italia a dire il vero (in Francia, ad esempio, era conosciuto come Borel, Bouriel, etc., in Spagna come Borrell e Burrel, nei paesi anglofoni come Borel, Burrel, etc. e così via). Secondo un'interessante teoria, l'origine di questo nome (di cui, tuttavia, non si hanno certezze assolute) dovrebbe essere ricercata nel termine tardo latino burrus (di cui burellus o borellus sono forme ipocoristiche), col significato di rosso fuoco, fiammeggiante (in latino, in realtà, il termine ha assunto anche l'accezione di rosso cupo, tetro): burrus, mutuato dal greco pyrrhos, è la stessa voce che ha dato origine anche ai vocaboli burella e burello sopra citati, nonché al termine buio (che, nell'italiano arcaico, era infatti conosciuto come buro). Per riassumere, allora, il nome Borellus non significherebbe altro che rossiccio, rossastro e equivarrebbe al nome greco Pyrrhos (noto in Italia come Pirro); se si pensa, ora, all'altissima diffusione di nomi e cognomi derivati dall'antico nome e soprannome italiano Rosso (Rossi, ad esempio, è il cognome più diffuso in tutta Italia), si capisce allora perché Borello, Borriello e simili siano così largamente presenti nel nostro paese (e anche all'estero). A conferma di questa teoria, in conclusione, si può citare un illustre personaggio francese del XI secolo: Oddone I, meglio conosciuto col soprannome di Borel, cioè il Rosso, fu duca di Borgogna dal 1079 al 1103.
BORESTA
BORESTI
Boresta è assolutamente rarissimo, tipicamente marchigiano  dell'area pesarese, anconetana, Boresti, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un'alterazione del nome medioevale Borista citato in un Dialogo di Giordano Bruno: "Amice Borista, in lectione Circaei cantus, eiusdémque fictorum successuum, exigui quo uti licet temporis trivisse partem, non potest metedere. Ibi non modicam rerum conspicio varietatem, ibi multos in ipso verborum cortice sensus explicitos: intentiones quoque medullitus implicitas, innumeras esse coniicio, de quibus omnibus id quod seriosum est atque praecipuum, ignorare me fateor...", o da italianizzazioni di ipocoristici del nome slavo Borislav.
BORGATELLI
BORGATELLO
BORGATI
BORGATO
BORGATTI
BORGATTO
Borgatelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area tra vercellese, alessandrino e pavese, Borgatello ha qualche presenza nel vercellese ed un piccolo ceppo nel padovano, a Legnaro in particolare, ed uno ancora più piccolo a Merano in Alto Adige, Borgati è assolutamente rarissimo, Borgatti è invece molto diffuso in Emilia, soprattutto nel bolognese e nel ferrarese, Borgatto sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Borgato che è decisamente veneto del veneziano e del rovigoto e soprattutto del padovano, dovrebbero tutti derivare da forme semipatronimiche derivate, direttamente o tramite ipocoristici, dal termine borgo (villaggio rurale) originato dal celtico borg (luogo fortificato, paese), stanti ad indicare famiglie originarie del borgo o di figli del borgo.
BORGES
BORGIS
Borges, quasi unico, sembrerebbe dell'area lombardo, piemontese, Borgis è tipico del torinese, di Bruzolo, Bussoleno, Torino e Rivoli, dovrebbero essere di origini provenzali e derivare dal fatto di essere i capostipiti originari di un Borgo.
BORGESE
BORGESI
Borgese sembrerebbe tipico dell'area calabro, siciliana, con ceppi nel reggino nel palermitano e nel ragusano, presenta anche dei ceppi a Napoli e soprattutto a Roma, Borgesi, estremamente raro, è tipicamente siciliano, di Catania, dovrebbero derivare dal termine dialettale arcaico borgese (abitante del borgo, ma poi divenuto un equivalente di appartenente alla Borghesia, benestante).
BORGHERO Abbastanza raro sembra avere due ceppi, uno padovano ed uno cagliaritano, quest'ultimo originario della Liguria si sarebbe insediato nella zona di Carloforte (CA) nel 1700.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Borghero, cognome veneto che per Olivieri 185 deriverebbe dall'etnico 'Bulgarus' che ha dato anche il cognome Bulgarelli (Bulgarellus). Di diversa opinione M. Pittau (Cognomi sardi) per il quale significa 'abitante di uno dei tanti centri chiamati Borgo' Questa seconda ipotesi sembrerebbe la più corretta.
BORGHESAN
BORGHESANI
BORGHESANO
Borghesan è tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Padova, Santa Margherita d'Adige e Casale di Scodosia, di Breganze nel vicentino e di Noale e Dolo nel veneziano, Borghesani ha un piccolissimo ceppo tra mantovano e veronese ed uno nel bolognese, a San Giovanni in Persiceto e Bologna, Borghesano è praticamente unico, dovrebbe derivare dal fatto che i capostipiti fossero abitanti del Borgo, cioè non fossero dei campagnoli.
BORGHESE
BORGHESI
Borghese ha ceppi nel Piemonte occidentale, a Milano, in Friuli, a Roma, a Napoli e nella Sicilia orientale, Borghesi è molto diffuso in tutto il centronord, sono cognomi originati probabilmente da una provenienza cittadina, in contrasto con l'ambiente villano, probabilmente come soprannome prima e poi come indicativo di appartenenza famigliare, ricordiamo il nobile casato dei Principi Borghese iniziato con Agostino Borghese che nel 1432 divenne Conte del Sacro Romano Impero e nel 1458 fu fatto Conte Palatino del Laterano 1458 e Patrizio di Siena, a questo casato appartenne il Papa Paolo V°.
BORGHESU Borghesu, quasi unico è sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BORGHESU: cognome presente in soli due Comuni della Sardegna: Guspini (VS) con 6, Aggius (OT) con  5. Può derivare dall'italiano borghese, cioè abitante del borgo, per distinguerlo dagli abitanti del contado. Ma può avere anche il significato di appartenente o sostenitore della borghesia, o anche di civile, non militare, in abiti borghesi. A Guspini, storico centro minerario della Sardegna sud-occidentale, dall'ultimo '800 sin quasi ai giorni nostri (2009), chi non era politicamente schierato con la cosiddetta "classe operaia", era ritenuto un "borghese", cioè sostenitore della politica della "borghesia" e quindi  "nemico" del popolo.
ipotesi fornita da Elisabetta Borghesu
I Borghesu di Guspini sono otto e sono tutti originari di Sennori nel sassarese. Mio nonno, nato e vissuto a Sennori si trasferì a Guspini nel Medio Campidano per lavorare in miniera. L'origine del cognome è probabile che derivi da Burgos, e che stia quindi per abitante di Burgos, piccolo comune in provincia di Sassari. E' inoltre molto probabile che i Borghesu di Aggius siano lontani parenti dei Borghesu di Guspini.
BORGHETTI
BORGHETTO
BORGHEZIO
Borghetti ha un ceppo nel milanese e nord della Lombardia, uno nel bresciano ed uno tra le province di La Spezia e Massa, Borghetto è sicuramente veneto, Borghezio, molto raro è tipico di Rivoli e Torino, dovrebbero derivare dal fatto di abitare la famiglia in borgo, cioè in contrade periferiche, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1600 a Lissago (VA) dove è console un certo Carlo Borghetti: "...Dicta die perventus ad locum Lissaghi plebis suprascriptæ, assumptus fuit per dictum Ostiarium Carolus Borghettus Consul et habitator suprascripti loci iuratus...".
BORGHI
BORGO
Borghi, abbastanza diffuso, ha un nucleo importante nell'area che comprende le province di Varese, Como e Milano ed un ceppo nella zona che dal mantovano e ferrarese comprendendo il reggiano, il modenese ed il bolognese arriva nel fiorentino e nel senese, Borgo è diffuso in tutto il nord, con un ceppo anche a Roma e nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal nome di uno dei tanti toponimi che contengono la radice Borgo, come ad esempio: Borgo Capanne (BO), Borgo Castelletto (MN), Borgo Lombardo (MI), Borgo Rivola (RA) e moltissimi altri, o anche da una delle moltissime contrade paesane e cittadine denominate il Borgo.
BORGHINI
BORGHINO
BORGIANI
Borghini è distribuito in tutta l'Italia centro settentrionale, ma soprattutto in Toscana ed Emilia, Borghino, decisamente più raro, è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, Borgiani ha un ceppo nel maceratese ed uno nel romano, dovrebbero tutti derivare dal fatto di abitare le famiglie in un borgo o in una località con quel nome, anche Melegnano possiede un rione con questa denominazione, ma in epoca medioevale Borghinus era anche un nome e potrebbe essere questa l'etimologia più corretta, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio a Firenze, dove dal 15 agosto al 14 ottobre 1298 è Priore Borghinus del Bieco Baldovinetti.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Firenze nella seconda metà del 1500: "..etiam Raph. Borghinus qui eodem tempore corrigebat vitam beati Jo: Gualberti ab eo in meliorem formam redactam quis correctores tenentur etiam denuo corrigere opera ab auctoribus vel ab aliis eorum nomine correcta quia ut superius dixit ..".
BORGI Borgi ha un ceppo toscano tra fiorentino e pratese, con massima concentrazione a Prato ed uno tra romano, ad Allumiere e Civitavecchia ed aquilano, dove è ben presente a Carsoli, dovrebbe derivare dalla forma genitiva del termine medioevale borgus (borgo, contrada), indicando così che il capostipite era quello del borgo.
BORGIA Presente a macchia di leopardo in tutta Italia, con ceppi importanti al sud, soprattutto in Puglia e nel Lazio.  Il casato dei Borja o Borgia, di origine spagnola, il cui nome deriva dal termine arabo burj (torre), era già nel 1400 tra i più nobili e potenti di Aragona, un'antica città vicino a Saragoza, l'antica Bursao, chiamata Burija dagli arabi (città della torre) porta il loro nome e da quel toponimo possono essere derivati alcuni ceppi italiani. Questo casato ha dato i natali a Papi, come Callisto III° e Alessandro VI°, a Cardinali e principi come Cesare Borgia, detto il Valentino, famosissima fu Lucrezia Borgia (1480-1519) figlia di Papa Alessandro VI°, a questa famiglia appartiene anche Francisco de Borja (1510 - 1572) che fu dichiarato santo da Clemente X nel 1671.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Borgia è l'italianizzazione del cognome spagnolo Borja. Il cognome potrebbe però anche derivare dal toponimo omonimo in provincia di Catanzaro, fondato per iniziativa del principe Borgia di Aragona.
integrazioni fornite da Daniele Borghini
Il cognome Borgia, in alcuni casi specifici, può essere l’italianizzazione del cognome spagnolo “Borja”. Il cognome Borja in Spagna ha più ceppi distinti e più derivazioni, la celebre famiglia italiana di origine spagnola dei Borgia derivava da uno di questi ceppi, per la precisione da una famiglia valenciana-catalana di antiche origini aragonesi (Borja è toponimo in Aragona). Inoltre nel sud Italia, soprattutto in Sicilia (Piana degli Albanesi, Contessa Entellina), Borgia è anche l’italianizzazione di un cognome greco-albanese (“Tre millenni di storia linguistica della Sicilia\": atti del Convegno della Società italiana di glottologia, Palermo, 1983).  Tuttavia, essendo il cognome Borgia diffuso praticamente in tutta Italia con ben 1163 (Pagine Bianche del 2010), non si può assolutamente escludere che per la maggioranza dei ceppi di cognome Borgia presenti in Italia (difficilmente legati alla celebre famiglia Borgia di origine valenciana-catalana che dovrebbe essere estinta) esistano altre spiegazioni, oltre a quella spagnola e a quella greco-albanese. A mio modesto parere, Borgia nella maggioranza dei casi in Italia ha un legame etimologico con la parola latina “borgus”, che ha generato i cognomi Burgisi, Borghi, Borghetti, Borghese, Borgese.
BORGIN
BORGINI
BORGINO
Borgin è praticamente unico, Borgini ha un ceppo a Novara ed a Garbagna novarese, con presenze anche in Lombardia, Borgino ha qualche presenza a Novara, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale piemontese arcaico borgìn, che assume almeno due diversi significati, uno di borsellino e potrebbe così stare a sottolineare forse una certa tirchieria del capostipite, mentre l'altro significato è quello di abitante del borgo, cioè di paesanotto.
BORGNA
BORGNI
BORGNINI
BORGNINO
BORGNO
Borgna è molto diffuso in Liguria a Genova, Savona, Albenga (SV), San Remo (IM) ed Imperia, ed in Piemonte dove il nucleo principale è nel cuneese a Mondovì, Garessio, Ceva, Albaretto della Torre e Cuneo, con un ceppo anche a Torino, ha un ceppo nell'udinese a Fagagna ed uno nel viterbese a Caprarola ed a Roma, Borgni, molto molto raro, ha un ceppo nell'aretino a Cortona, Mentre Borgnini, ancora più raro, è del perugino, Borgnino ha un ceppo torinese ed uno astigiano, Borgno, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel cuneese occidentale, dovrebbero tutti derivare o direttamente o tramite ipocoristici dal termine dialettale settentrionale borgno derivato dal francese borgne (guercio) probabilmente causato da un difetto fisico del capostipite.
BORGOBELLO Borgobello è tipicamente friulano, di Udine, Casarsa della Delizia e Palazzolo dello Stella, dovrebbe derivare dal nome del toponimo Borgobello di Tricesimo, probabile luogo d'origine del capostipite.
BORGOGNA
BORGOGNI
BORGOGNO
Borgogna ha un piccolo ceppo nel novarese, uno nel bresciano, uno nel maceratese ed uno tra casertano e napoletano, Borgogni è tipicamente toscano, di Arezzo in particolare e di Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Monte San Savino, Cavriglia e Bucine nell'aretino, di Siena e Poggibonsi nel senese, Di Firenze e di Grosseto, Borgogno ha un grosso ceppo piemontese nel torinese a Torino, Pinerolo, Volvera, Collegno e Castagnole Piemonte, nel cuneese a La Morra, Alba e Bra, ad Asti e Roasio nel vercellese, e nell'imperiese a Perinaldo e San Remo, ed uno in trentino a Telve di Sopra, Borgo Valsugana e Trento ed a Bolzano in Alto Adige, dovrebbero derivare dal termine francese Bourgogne (Borgogna) ed indicarne probabilmente la provenienza dei capostipiti, probabilmente di razza burgunda, i Burgundi, una popolazione germanica di origini scandinave, che divenne foederata di Roma ed acquisì il diritto di stanziarsi tra la Savoia, e l'attuale Svizzera francese, regione da cui facilmente arrivarono nel Piemonte occidentale, in Liguria e di lì in Toscana.
BORGOGNONE
BORGOGNONI
Borgognone ha un ceppo tra l'agrigentino ed il palermitano ed uno in Piemonte, Borgognoni ha un ceppo nel bolognese, uno nell'anconetano ed uno nel Lazio.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Borgognone, col significato di nativo o proveniente dalla Borgogna (regione storica della Francia, un tempo suddivisa fra il Ducato di Borgogna e la Contea di Borgogna). Dal punto di vista storico, tracce di questo nome si trovano a Siena nel corso del 1200, con personaggi come Borgognone di Lotringo, Borgognone di Luttieri, Borgognone di Vernaccio, Borgognone del fu Guido, etc. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
BORGONOVI
BORGONOVO
Borgonovi ha un ceppo nel milanese e tra reggiano e mantovano, soprattutto a Toano, Reggiolo e Rottofreno nel reggiano, Borgonovo invece è tipico del milanese, di Cesano Maderno, Milano, Seregno, Verano Brianza, Meda, Giussano, Monza, Sesto San Giovanni e Bovisio Masciago, e nel comasco di Mariano Comense, Cabiate ed Erba, con un piccolo ceppo anche a Genova, potrebbero derivare da uno dei molti toponimi contenenti la radice Borgonovo.
BORGU
BORGU'
Borgu sembrerebbe unico e dovrebbe essere una forma alterata del cognome Borgú, che, assolutamente rarissimo, è tipico dell'udinese centrorientale, dovrebbero derivare dal termine tedesco burg (paese, città) ed indicare un'origine cittadina dei capostipiti.
BORI
BORO
Bori, molto raro, è piemontese, con un ceppo a Torino e Chieri nel torinese ed a Savigliano nel cuneese, ha anche un piccolo ceppo  in Umbria, a Gualdo Tadino e Perugia, Boro, ancora più raro, ha un piccolo ceppo nel vicentino a Montecchio Maggiore, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Boro, probabilmente portato dal capostipite, nel 1319 troviamo un Boro condam Saffiri Giudice ad Arezzo citato nel contratto di matrimonio tra sua figlia Bora ed un certo Angelus Bindi Vachi di Castiglione Ugolino.
BORIA
BORJA
Boria ha un ceppo nell'udinese in particolare a Verzegnis, alcuni nella fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, nell'anconetano ad Ancona, Jesi, Senigallia e Chiaravalle, nel ternano a Narni e Terni, ed a Roma, ed uno a Caltagirone nel basso catanese, Borja è quasi unico, potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine, in antico alto tedesco, borjan (innalzare, elevare) o anche dal gotico bairan (trasportare), e fare così riferimento al mestiere del capostipite; in alcuni casi si potrebbe trattare di collegamenti antichi con il casato dei Borgia.
BORIANI
BORIOTTI
Tipico delle provincie di Milano e Lodi, con ceppi consistenti anche in provincia di Bologna, di Como, nelle Marche e nel Lazio per Boriani, mentre Boriotti è limitato alle provincie di Milano, Lodi e Piacenza. La derivazione è incerta, potrebbero derivare da soprannomi dialettali legati in qualche modo alla famiglia Borja spagnola o al carattere. 
BORIN
BORINI
BORINO
Borin è molto diffuso in tutto il Veneto, Borini ha un ceppo tra veronese, mantovano e rovigoto, uno nel forlivese ed uno nell'anconetano, Borino ha un ceppo tra casertano e beneventano ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Borinus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1216 nel torinese: "...dominus Hanricus et nepos eius Borinus investiverunt...", o anche dal termine tardo latino borinus (settentrionale, che proviene dal nord).
BORINATO Borinato, molto raro, sembrerebbe tipico del vicentino, Borinatto è praticamente unico, e potrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbe trattarsi di una forma patronimica tipicamente veneta con suffisso in -ato, che assume il valore di il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse Borinus (vedi BORIN), ma non si può escludere che in qualche caso possa derivare dal termine veneto antico borinato (che stringe il vento, che va diretto alla meta), ma potrebbe anche essersi originato dal termine sempre veneto antico borina (brina), forse ad indicare nel capostipite uno dai capelli grigi.
integrazione fornite da Francesco Borinato
la zona di origine del cognome è quella di Pozzolo di Villaga in provincia di Vicenza, è un cognome poco diffuso che, secondo l'opinione comune, deriva dal nome proprio Liborio, poi Borio e diminutivo Borin, quindi nato da Borin.
BORIO Cognome decisamente piemontese.
integrazioni fornite da Roberto Borio di Tigliole
cognome di sicure origini esclusivamente piemontesi. Appare nel 1149 nel primo documento sulla composizione del consiglio comunale di Torino.  Deriverebbe o dal sostantivo provenzale "borio" che vuol dire maniero, cascinale o stazzo oppure dal sostantivo romano "boria" caverna.  Nel Piemonte occidentale si ritrovano alcuni agglomerati urbani dal nome Borio, Boria, Bosia.
BORIOSI Boriosi ha un ceppo tra aretino e perugino, ad Anghiari e Sansepolcro nell'aretino ed a Città di Castello soprattutto e San Giustino nel perugino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine italiano borioso (arrogante, altero, superbo).
BORLA Borla è tipicamente piemontese, ha un ceppo a Torino e nel torinese a Lanzo Torinese, Ciriè, Caselle Torinese, Condove e San Maurizio Canavese ed a Trino nel vercellese, dovrebbe prendere il nome dalla località Borla tra Fiano e Robassomero, a nordovest di Torino nel torinese, si trovano tracce di questa cognominizzazione a Chivasso già nel 1600.
BORLANDI
BORLANDO
BURLANDI
BURLANDO
Borlandi e Burlandi sono assolutamente rarissimi, Borlando, molto raro, sembrerebbe tipico del novarese, Burlando, decisamente il più diffuso, sembrerebbe specifico di Genova, dove è largamente presente, con piccoli ceppi nel torinese e nell'alessandrino, tracce di queste cognominizzazioni si hanno nel Canavese in Piemonte fin dalla seconda metà del 1400, quando troviamo un de la Facia alias Burlandus, proseguito poi come Burlandus, che sembra originato da un soprannome collegato al mestiere del capostipite, probabilmente un cacciatore, che acchiappava le volpi servendosi di burelle (trappole), ma le prime tracce di questo cognome si hanno con lo scrittore Hadrianus Burlandus, che nell'anno 869 scrive, a Bressanone, di una pioggia rossa durata tre giorni, le tracce storiche a Genova risalgono ai tempi della prima Crociata.
BORLENGHI
BORLENGO
Borlenghi è tipico del piacentino e del parmense con un ceppo anche nel milanese e nel cremonese, Borlengo, molto raro, è tipico del Piemonte occidentale, potrebbe derivare dal toponimo Borlengo della Pieve di Brivio nel lecchese, ma è pure possibile una derivazione da forme etniche di toponimi come Borla nel piacentino, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'anno 1133 a Vimercate in un Libellum: "...Prima petia terre iacet ad locum ubi dicitur a Canova et Turrigla: coheret ei a mane Petri da Cambiago, a meridie Stefanardi et in aliquo Petri da Buirade, a sero Grimerrii Pamporro, et in aliquo Iohannis Balla, a monte Petri Borlengo. ..".
BORLINI Cognome lombardo presente anche nella provincia di Novara potrebbe derivare da un soprannome dialettale, come da una contrazione di Bortolini (vedi Bertoli).
BORMETTI Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO)  ipotesi suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio.
BORMIOLI Bormioli è tipico di Altare nel savonese, dovrebbe derivare da Bormia, il nome arcaico della val Bormida, probabile luogo d'origine del capostipite.
BORMOLINI Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO) ( ipotesi suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio) ), presente a Livigno fin dal 1600 come si evince dagli atti di un processo del giugno 1651 dove viene citato un tal Martino Bormolini.
BORNAGHI
BORNAGO
Bornaghi è specifico di Treviglio nel bergamasco e di Cassano d'Adda nel milanese, Bornago, assolutamente rarissimo è tipico del milanese verso il bergamasco, dovrebbero derivare dal nome del paese di Bornago situato nel milanese lungo la strada per Treviglio, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
BOROMEI
BORROMEI
Boromei, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel riminese ed uno nel Piceno, Borromei, assolutamente rarissimo, parrebbe marchigiano, si dovrebbe trattare di rami cadetti della famiglia milanese dei Borromeo.
BOROTTO Cognome di origine veneta dovrebbe derivare dalla contrazione di Bortolotto (vedi Bertoli).
BORRA
BURRA
Borra è molto diffuso in Piemonte, soprattutto nel torinese e cuneese, in Lombardia, in Liguria, nel genovese in particolare, e nel piacentino e parmense, con un ceppo anche a Porto Torres nel sassarese, Burra, molto molto raro, è specifico dell'udinese, potrebbero derivare da un'italianizzazione del nome germanico Bodrad, a sua volta derivato dall'unione dei termini bod (messaggero, ma anche bolla o editto) e rad (consiglio, organo di governo), con il significato di voce del governo, ma potrebbe anche derivare da un'alterazione del vocabolo latino burra (stoffa pesante di lana).
BORRACCI
BORRACCIA
BORRACCIO
BORRASSO
Borracci è tipico della zona di Noicattaro e Rutigliano nel barese, ma ha anche un ceppo, forse secondario, nel Piceno, Borraccia è specifico di Pisticci (MT), Borraccio, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Borrasso, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Santa Maria Capua Vetere (CE), potrebbero derivare dal nome normanno Bourachot, o dal nome di origine slava Borya, ma è pure possibile che derivino dal nome arabo Bourach.
BORRASSA Nel 1530 Monopoli viene ceduta da Venezia a Carlo V. Nella città entrano gli spagnoli. Tra di essi Diego Borrassa o Borrassà, , nobile di  Valencia, ma discendente della famiglia Borràs o Borrasà di Majorca (è documentato),  cui viene affidato il comando "nella torre dell'Ancina territorio di Monopoli". Nel 1563 tale Matteo Borrassa compera una casa da Antonio Lorusso dove c'era, vicino al Castello di Carlo V, "la torre et chiesa di S.Nicola della pinna". Nel 1593  Giulio Cesare Borrassa, figlio della nobile spagnola Margherita Moncon, sposo di Raimonda De Magistris, lascia al figlio Gio.Giacomo metà delle sue terre in Locorotondo. Al secondogenito Gio.Geronimo lascia proprietà varie in Cisternino e, al terzogenito Gio.Battista, ulteriori beni nello stesso paese. Alla moglie lega la seconda metà dei beni in Locorotondo. Denari ed altri beni lascia alle figlie Vittoria, Beatrice, Giustina, Lucrezia e Laura, nonché alla sorella Antonia. Ordina, quindi, a tutti, lasciando opportuni mezzi, di costruire una cappella di famiglia nella Cattedrale. Nel 1604 la famiglia Borrassa compera dalla famiglia Figueroa la metà del feudo di Locorotondo essumendone la baronia e il sindacato. Il loro stemma viene riprodotto, assieme a quelli delle maggiori famiglie, all'interno del chiostro di S.Francesco di Paola in Monopoli: "Di azzurro al leone d'oro tenente nella branca destra un giglio d'oro".
Successivamente, in seguito ad una furiosa lite fra i Borrassa e il vescovo di Monopoli Francesco Surgente (1640-1651), la moglie di Gio.Battista viene scomunicata.  Nel 1645 i Borrassa devono vendere la baronia di Locorotondo per debiti contratti con l'Ospedale e Banco della Santissima Annunziata di Napoli. Comprano feudo e baronia i Caracciolo. Di qui inizia un veloce declino del casato. Alla fine del '600 la famiglia Borrassa è ancora annoverata fra le famiglie nobili della prima piazza di Monopoli, ma nella prima metà del  secolo successivo scompare nel nulla. Nel 1750, nel corso di una radicale ristrutturazione della Cattedrale, fu distrutta anche la cappella di famiglia dei Borrassa che ospitava il quadro della Madonna della Madia, la maggior reliquia di Monopoli. La famiglia Borrassa, nel corso di due secoli, si era imparentata con le maggiori famiglie nobili di Monopoli
informazioni fornite da Ezio Simini
BORRECA Borreca ha un ceppo a Roma, uno campano a Pannarano nel beneventano, a Cervinara (AV) ed a Napoli, a Lagonegro nel potentino ed a Foggia, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Borreca Caputi di Pannarano (BN).
BORRERI
BORRERO
Borreri, estremamente raro, sembrerebbe del parmense, Borrero è praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale parmigiano borrer (scovare la selvaggina, far levare gli uccelli), forse attribuito ad un guardiacaccia o guardiaboschi ducale.
BORRI
BORRINI
BORRINO
BORRO
BORRONE
BORRONI
Borri è diffuso in tutta l'Italia centrale e nella parte occidentale dell'Italia settentrionale, Borrini ha ceppi in Lombardia tra varesotto, milanese e cremonese, nel piacentino, carrarese e spezzino ed a Roma, Borrino e Borrone sembrano specifici di Pozzuoli (NA), Borro, presente a Santhià e Tronzano Vercellese nel vercellese ed a Garbagna (AL), ha un ceppo a San Remo e Vallecrosia (IM) e nel savonese a Pallare, Carcare e Pietra Ligure, ma il nucleo principale è a Velletri (RM), Borroni ha il nucleo principale in Lombardia nel milanese a Milano, Solaro, Lainate, Cesate, Cogliate, Legnano, Bollate, Garbagnate Milanese e Rho, e nel varesotto a Saronno, Origgio, astellanza, Caronno Pertusella ed Uboldo, e nel comasco a Turate, ha un piccolo ceppo a Trieste ed uno , probabilmente secondario, nell'anconetano, dovrebbero derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto nome, Borro, Borronis di cui abbiamo un esempio a Milano in un Breve investiture feudi del 1150: "...Anno dominice incarnationis milleximo centeximo quinquageximo, mense februarii, indictione tertiadecima. Presentia bonorum hominum, quorum nomina subter leguntur, per lignum et pergamenum, quod in sua tenebat manu, Guidottus qui dicitur Borro, filius quondam Alberti, investivit per feudum Guasconem ...", in alcuni casi potrebbero anche derivare dai toponimi Borro (AR) o Borroni (PG) o anche dal termine borro (grande fossato) forse ad indicarne una vicinanza di un grosso fossato o canale all'abitazione della famiglia.
BORROMEO Tipica famiglia nobile milanese, dovrebbe discendere come ramo cadetto dal casato dei Vitaliani di Padova assumendo l'identificativo di Vitalianus Bonus Romeus (buon pellegrino) trasformatosi poi nel tempo in Borromeo, di lì si trasferirono a San Miniato (PI) dove come banchieri di fede ghibellina accumularono grandi sostanze, con la vittoria dei guelfi nel 1370 vennero privati dei loro beni e mandati in esilio arrivarono nel milanese a Lainate (MI), troviamo tracce di questo casato in un atto del 1422 dove si legge: "...Vitalianum de Vitalianis dictus de Borromeis filius quendam domini Joacob...nominatiae de sedime jacens in loco Leynate plebis..."; il Visconti fece Vitaliano Borromeo proprio feudatario della contrada di Arona nel 1439 e gli conferì il titolo di Conte nel 1445.  Il personaggio più famoso di questa famiglia fu San Carlo il milanese Carolus Borromeus (1538-1584) arcivescovo di Milano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Borromei deriva dalla nobile famiglia milanese i cui membri più insigni furono il cardinale Federico Borromeo e San Carlo Borromeo, la cui origine è da ricercare nei Vitaliani di Padova; infatti il banchiere Vitaliano Vitaliani prese nel 1406 il cognome Borromeo dalla famiglia della madre. Per l'etimologia: 'Buon Romeo', cioè buon pellegrino diretto a Roma.
BORROMINI Borromini è un tipico cognome valtellinese, che sembrerebbe specifico di Buglio in Monte nel sondriese,  dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO).
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano
personaggio famoso è stato Francesco Borromini (1559 -1667), il famoso architetto originario di Bissone nel Canton Ticino, che iniziò a Milano, probabilmente come scalpellino nel cantiere della Fabbrica del Duomo, per poi trasferirsi a Roma dove esercitò al massimo livello la professione di architetto, lavorò anche in San Pietro.
BORSA Borsa è tipico della Lombardia centroccidentale, del milanese e del pavese soprattutto, con piccoli ceppi anche nell'aquilano, nel latinense, nel napoletano e nel salernitano, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal mestiere di produttore di borse, ma, soprattutto per il ceppo lombardo potrebbe trattarsi di soprannomi originati dall'attività di banchiere o usuraio svolta dal capostipite.
BORSACCHI
BURSACCHI
Borsacchi è specifico di Prato e Carmignano nel pratese e di Pisa, Bursacchi è corso, quest'ultimo potrebbe derivare da un'alterazione del primo, ma, molto più probabilmente deriva da una forma indicante la provenienza dalla città ora turca di Bursa, Borsacchi potrebbe derivare da nomi di località, come, solo a titolo di esempio, il teramano Borsacchio, un Parco abruzzese.
BORSANI Tipico del basso varesotto e nordmilanese, zona di Uboldo, Saronno, Castellanza (VA) e Legnano, Parabiago (MI), dovrebbe derivare dal toponimo Borsano (VA), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1500 con il patrizio milanese Gian Ambrogio Borsani.
integrazioni fornite da Mario Colombo - Gruppo Ricerche Storiche Borsano
Nel Trecento erano numerosi i borsanesi residenti a Milano per lavoro (artigiani tessitori), e sono noti i seguenti personaggi, nativi di Milano e con cognome Borsano-Brossano: Francescuolo, genero del Petrarca, Simone, cardinale e arcivescovo di Milano, Beltramo o Bertrando, vescovo di Parma e poi di Como, e Luchino, pure vescovo di Como.
Parenti di Beltramo Borsano rimasero a Parma dopo la sua nomina a vescovo di Como. Alcuni si trasferirono a Piacenza, dove il cognome è ancora presente. Uno di loro, notaio, acquistò  sui monti di Calestano (PR) un casale che diventò Villa Borsana e poi crebbe  diventando l'attuale borgo di Borsano (12 case). Il cognome Borsano è attestato nei dintorni di Calestano almeno fino al 1600.
BORSARI
BORSARO
Borsari è tipicamente emiliano, di Modena in particolare e del modenese, di Carpi, Mirandola, Finale Emilia, Nonantola,San Giovanni in Persiceto, Formigine, Crevalcore, San Felice sul Panaro e Medolla, con ramificazioni nel mantovano a Bagnolo San Vito e Moglia, e con un ceppo secondario importante a Bologna ed a Ferrara, Borsaro, molto raro, è specifico di Verona e del veronese, dovrebbe trattarsi di soprannomi legati al fatto che il mestiere dei capostipiti, probabilmente consisteva nel produrre e vendere borse. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'archivio dei notai della Serenissima, dove un Antonio de Borsari esercita la professione notarile dal 1358 al 1377.
BORSATI
BORSATO
BORSATTI
BORSATTO
Borsati è tipico del veronese, Borsato è molto diffuso nella zona che comprende il vicentino, il padovano, il veneziano e soprattutto il trevisano, Borsatti ha un ceppo nel pordenonese ed uno tra mantovano e ferrarese, Borsatto è specifico dell'area vicentino, padovana e trevisana, possono essere forme patronimiche in -ati ed in -ato del nome medioevale Borso, che avrebbero la funzione di figlio di, ma potrebbe pure trattarsi di soprannomi originati dal mestiere di fabbricante di borse svolto dai capostipiti.
BORSELLINI
BORSELLINO
BORSI
BORSO
BORSOI
Borsellini ha un ceppo a Gubbio nel perugino, con presenze anche in Toscana, Borsellino è tipicamente siciliano, dell'area agrigentina in particolare e del palermitano, Borsi è molto diffuso in Lombardia, in Emilia, nel goriziano e triestino e nel pistoiese, Borso è tipico del vicentino mentre Borsoi lo è del trevigiano, dove potrebbe anche derivare dal toponimo Borso del Grappa (TV), ma presenta un ceppo anche a Grignasco nel novarese, la più probabile derivazione per tutti questi cognomi è, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Borso, che dovrebbe essere una forma contratta del nome medioevale italiano Bonaccorso, del nome Borso abbiamo un esempio in uno scritto del 1200: "Anno incarnationis domini MCCLIIII, VIII Kal. Februarii Borso nobilis vir detentus est...", ricordiamo con questo nome il Duca di Modena e Ferrara del 1400 Borso d'Este, non si può comunque escludere che in alcuni casi si tratti di cognomi derivanti da soprannomi originati dal mestiere di produttore artigianale di borse o anche da aspetti particolari di tirchieria o , al contrario, di liberalità del capostipite.
BORSETTI
BORSETTO
BORSOTTI
BORSOTTO
Borsetti h un ceppo piemontese, nel torinese, biellese e vercellese, un ceppo nel rovigoto, ferrarese e bolognese ed uno a Roma, Borsetto ha un piccolo ceppo nel varesotto, ma il grosso è in Veneto, a Padova, Solesino, Albignasego e Maserà di Padova nel padovano, di Santa Maria di Sala, Mirano e Scorzè nel veneziano e di Rovigo, Villadose e San Martino di Venezze nel rovigoto, Borsotti è diffuso in Lombardia ed in provincia di Piacenza con un ceppo anche in Toscana, Borsotto è tipico del cuneese, di Cuneo, Bernezzo e Caraglio, dovrebbero derivare da varie forme ipocoristiche del nome medioevale Borso (vedi BORSELLINI).
BORSIER
BORSIERI
Borsier sembrerebbe unico, Borsieri, assolutamente rarissimo, parrebbe toscano, forse di  Comano (MS) o di Firenze, ma potrebbe anche avere un ceppo lombardo, dovrebbero derivare dal nome del mestiere svolto dal capostipite, quello di artigiano produttore di borse.
BORTINI Cognome bolognese presente anche nelle provincie limitrofe potrebbe derivare da una contrazione di Bortolini (vedi Bertoli).
BORTOLATO
BORTOLATTO
Bortolato è specifico del veneziano, soprattutto di Noale, Venezia, Scorzè e Salzano, con un'ottima distribuzione anche a Mira, Santa Maria di Sala, Mirano, Spinea e Martellago, con un ceppo anche a Zero Branco nel trevisano e Campodarsego, Massanzago, Trebaseleghe, Padova e Borgoricco nel padovano, Bortolatto è specifico di Scorzè nel veneziano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ato o -atto, tipicamente venete, dove il suffisso sta per quelli di o del, cioè i figli di o del, riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero Bortolo (vedi BERTOLA).
BORTOLUSSI
BORTOLUSSO
BORTOLUTTI
Bortolussi è tipico dell'area veneto, friulana, del veneziano, pordenonese ed udinese, Bortolusso è caratteristico della zona di confine tra veneziano ed udinese, Bortolutti è assolutamente rarissimo, si dovrebbe trattare di forme patronimiche tipicamente friulane con suffisso -uss- ed -utt- che stanno per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Bortolo (vedi BERTOLA).
BORTONE
BORTONI
Bortone è tipico del Lazio centromeridionale, della Campania, del casertano in particolare, e della Puglia, Bortoni, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di corme contratte dell'accrescitivo del nome Bortolo, da Bortolone, per contrazione Bortone.
BORTOT Bortot è molto diffuso nel Veneto, in particolare nel bellunese e trevisano, a Belluno, Ponte nelle Alpi, Sedico, Limana nel bellunese ed a Conegliano, Sernaglia della Battaglia e Montebelluna nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome veneto Bortot, una forma ipocoristica dialettale derivata dall'apocope del nome Bortolo, o anche una forma dialettale contratta dell'ipocoristico Bortolotto.
BORZACCHIELLI
BORZACCHIELLO
Borzacchielli, quasi unico, è una forma alterata di Borzacchiello, che è decisamente campano, di Sant'Antimo, Casalnuovo di Napoli, Napoli, Giugliano in Campania e Casandrino nel napoletano e di Cesa, Lusciano, Aversa, Trentola Ducenta e Santa Maria a Vico nel casertano, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica dialettale basata sul termine grecanico βύρσης byrsis (cuoiame), forse ad indicare il mestiere di pellettiere svolto dai capostipiti.
BORZELLI
BORZILLI
BORZILLO
Borzelli, abbastanza raro, ha un ceppo romano ed uno napoletano, Borzilli è praticamente unico, Borzillo, assolutamente rarissimo, è tipico della Campania centrosettentrionale,  dovrebbero derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale Bortius. (vedi Borzi)
BORZI
BORZINI
Cognomi molto rari, per Borzi si individua un ceppo nel catanese, uno in provincia di Roma e forse uno nel milanese e comasco, per Borzini forse uno nel novarese ed uno nel ternano, dovrebbero derivare entrambi dal nome medioevale Bortius (derivato dal nome gentilizio latino Portius), ma per il ceppo catanese è pure possibile ipotizzare una derivazione la mestere di conciatore di pellami (byrseos in greco).
BORZI'
BURZI'
Borzì è specifico del catanese, di Paternò, Belpasso, Acireale, Catania e Nicolosi in particolare, ma ben presente anche a Misterbianco, Mascalucia, Aci Catena e Sant'Alfio, sempre nel catanese e di Messina, Burzì ha un ceppo a Joppolo nel valentiano ed uno a Rizziconi nel reggino, presenta inoltre qualche piccola presenza nell'ennese, dovrebbero derivare da soprannomi grecanici svuluppati attorno al termine greco βύρσης byrsis (cuoiame), forse ad indicare il mestiere di pellettiere svolto dai capostipiti.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
secondo il Dott. Alfio Borzì professore all'Università di Graz in Austria, il cognome sarebbe di origine albanese e
significherebbe "neve nera" (bor -zi) si tratterebbe della neve dell'Etna dopo le eruzioni. I Borzì sarebbero originari di Belpasso (CT) e di un altro comune.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Borzì, Burzì - Cognome frequente nel Messinese e nel Catanese, presente anche in Calabria, che riproduce il cognome greco Βουρτζής (Burźís). Rohlfs 55.

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