| BORA
|
Bora è tipicamente marchigiano di Tolentino, Treia e Appignano nel
maceratese, e di Sirolo e Montemarciano nell'anconetano, potrebbe derivare
dal toponimo Bora di Mercato Saraceno nel cesenate, secondo alcuni potrebbe
derivare da un soprannome originato dal fatto che il capostipite proveniva
dal levante (direzione del vento di bora). |
BORAGNI
BORAGNO |
Boragni è assolutamente rarissimo e anche Boragno è molto raro, dovrebbero essere originari del savonese, della zona tra Finale
e Pietra Ligure, dovrebbero derivare da Boragni, località di Finale (SV), a Boragni si trova la lunga falesia che si vede arrivando
da Savona. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nelle Cinque Terre nella seconda metà del 1200 con il notaio forse
genovese Simone Boragno. |
BORASI
BORASO |
Borasi ha un ceppo a Villaromagnano (AL) con diramazioni a Genova, Boraso
è invece veneto, delle province di Verona, Padova e Venezia, potrebbero
derivare da soprannomi originati o da voci dialettali per Borraggine (Borrago
officinalis, pianta alimentare) o per borace (un minerale, borato idrato
di sodio, utilizzato nell'artigianato vetrario). |
BORDI
BORDIN
BORDINI
BORDINO
BORDO
BURDIN
BURDINO |
Bordi ha un ceppo nel parmense e nel vicino piacentino e genovese, ed ha
un nucleo nella fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il
Lazio, Bordin è molto diffuso in tutto il Veneto, con un ceppo anche
a Bolzano e Brunico (BZ), Bordini ha un ceppo nella fascia che comprense
mantovano, reggiano, modenese, bolognese e ravennate ed un ceppo nel perugino
e nel romano, Bordino ha un ceppo piemontese tra torinese e cuneese, uno
tra ternano, viterbese e romano ed uno nell'agrigentino e nel palermitano,
Bordo ha un ceppo nel genovese e savonese, uno nell'area che comprende
il grossetano, il viterbese soprattutto ed il romano, ed uno nel foggiano
e barese, Burdin è quasi unico, Burdino, molto raro, ha un ceppo
a Girifalco (CZ) ed uno in Piemonte, tutti questi cognomi potrebbero derivare
direttamente o tramite ipocoristici del praenomen latino Burdus ( vedi
BURDO), ma in alcuni casi potrebbero anche derivare dal nome medioevale
germanico di origine burgunda Bordinus
o Burdinus, di cui abbiamo un esempio
in un atto del 1090: "...Hujus rei testes sunt ex
sua parte: Winerannus de Parvoponte, Aszo panetarius; Bernerius, Fulbertus
de Stampis; Amalricus viator, Burdinus
frater ejus..."; un esempio di queste cognominizzazioni lo troviamo
nell'Antipapa Gregorio VIII° Mauritius Burdinus
posto sul seggio papale dall'imperatore Enrico V° il giorno 8
Marzo 1118, questi interrogato dall'imperatore rispose come riportato in
questo testo: "Quem ellectum imperator duxit in pulpitum,
ubi ipse ellectus interrogantibus de nomine suo dixit: "Meum nomen est
Burdinus; sed
quando papa Urbanus ordinavit me episcopum, nominavit me Mauritium".". |
BORDIGION
BORDIGIONI
BORDIGNON
BORDIGNONI
BORTIGNON
BORTIGNONI |
Bordigion e Bordigioni sono dovuti a diverse trascrizioni del cognome Bordignon,
che è tipicamente veneto, della zona che comprende le province di
Vicenza, Treviso e Padova, è probabilmente originario del vicentino
di Romano d'Ezzelino in particolare, Bordignoni, assolutamente rarissimo,
dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Bortignoni,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di
Bortignon, che è molto diffuso nel vicentino e nel vicino trevigiano,
dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Gabriele
Farronato
questi cognomi derivano dal nome Bartolomeo
che in Veneto si dice Bortolo, per
distinguere un ceppo famigliare dagli altri si è fatto ricorso a
varie modificazioni soprannominali com Bortoli, Bortignoli, Bortignon con
successivo mutamente della dentale in d. da Bordignon derivano anche le
varianti Bordigion e Bordigioni. |
| BORDONI |
Diffuso in tutto il centro nord
con nuclei importanti in provincia di Sondrio, di Milano, di Rimini, in
Umbria e nel Lazio, potrebbe derivare da soprannomi legati a vocaboli tardo
latini quali burdonem (asino selvatico) o al medioevale bordone (bastone
da pellegrino).
integrazioni fornite da Riccardo
Bordoni
la famiglia Bordoni in Firenze è sempre stata di primaria importanza
e di indiscussa fede guelfa (neri); ha avuto importanti cariche cittadine
nell’età comunale fino all’avvento della dinastia Medicea per poi
continuare ad essere una ragguardevole stirpe di possidenti nel contado Fiorentino
gestendo ampie fattorie e ville signorili. Nella storia ricordiamo Gherardo
Bordoni che combatte al fianco di Corso Donati, (illustrato pure
dal Villani dove si vedono i due cavalieri con i relativi stemmi delle
famiglie sugli scudi da guerra). Ricordiamo che la famiglia contribuisce
generosamente, assieme ad altre nobilissime famiglie fiorentine , alla edificazione di Santa Maria Novella , il famoso palazzo Antinori nella
piazza omonima di Firenze viene costruito sulle case comprate da messer
Lionardo Bordoni, la via accanto al palazzo, fino a cento anni fa ha portato
il nome di questa storica famiglia per poi ‘“forse“ trovare maggior lustro
diventando via degli Antinori. Lo stemma , codificato gia dal 1292 ,è così: d’argento
al lupo rapace d’azzurro. Nel 1500 circa , (come lamenta il Borghini nei
suoi studi sull’ arme Fiorentine) ,per dare forse più importanza
al loro stemma , aggiungono un ‘“ bordone d’oro in palo ‘“ e rimane invariato
fino ai giorni d’oggi. |
BOREL
BORELLA
BORELLI
BORELLO
BORIELLI
BORIELLO
BORRELLA
BORRELLI
BORRELLO
BORRELI
BORRELO
BORRIELLI
BORRIELLO |
Borelli, cognome molto comune, è decisamente panitaliano, distribuito
in tutt'Italia, ma particolarmente presente nel Piemonte occidentale ed
in Calabria Borello, tipici dell'Italia centro meridionale Borrelli e Borrello,
quest'ultimo particolarmente in Sicilia e Calabria, con chiara derivazione
dai toponimi Borrello di Catania (CT), Borrello d San Mauro (PA) e Laureana
di Borrello (CZ), tipicamente campano Borriello. La derivazione di questi
cognomi, oltre che da toponimi potrebbe essere ascritta al termine borro
(torrente, orrido, crepaccio), o anche
in alcuni casi dal vocabolo celtico borro
(altero, fiero), che sembra aver anche
generato il nome medioevale Borellus,
di cui abbiamo un esempio in quest’atto di vendita del 24 giugno 1010:
“In nomine Domini, ego Borellus
vobis emtoribus meis Bernard et filiis suis Onoffredus et Dominico. Per
hanc scripturam vindicionis mee vindo vobis .I. sorte de terra cum suis
arboribus que est in valle Nepetana, in ipso Vilare, et est ad ipsos …”,
che sembra essere l’origine più probabile di questi cognomi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Borel, quasi unico, sembra essere originario del torinese, Borella,
molto più comune, ha una vasta concentrazione nel nord del paese,
Borelli, anch’esso diffuso per lo più nel nord e centro nord, presenta
ceppi secondari anche nel sud, soprattutto nel catanzarese e nel leccese,
nonché nel Lazio, fra il romano e il latinense, Borello è
prevalentemente piemontese, ma ha un ceppo originario anche nel vibonese,
Borielli, unico, è probabilmente un errore di trascrizione di Borrielli,
concentrato per lo più nel sassarese, Boriello, rarissimo, è
anch’esso un errore di trascrizione di Borriello, che, presente un po’
in tutto il paese, ha un largo epicentro nel napoletano, Borrel, unico,
si riscontra soltanto a Collegno (TO), Borrelli, distribuito più
o meno in tutta Italia, ha una maggiore frequenza nel napoletano, Borrello
ha ceppi maggiori nell’area siculo-calabrese, nonché nel leccese,
e ceppi minori sparsi per l’intera penisola, Borrelo, unico, si riscontra
solo ad Altomonte (CS), per Borreli e Borrella, quasi unici, è invece
molto difficile indicare una precisa provenienza. Per quanto concerne l’aspetto
etimologico, si possono trarre diverse ipotesi riguardo a tutti questi
cognomi, anzi, data la loro grande varietà, è molto probabile
che non tutti condividano la stessa origine: per alcuni, cioè, può
essere valida un’interpretazione in senso topografico o toponomastico,
per altri una derivazione da un vecchio soprannome e per altri ancora (probabilmente
la maggior parte di essi) può infine valere la cognominizzazione
di un antico nome di battesimo. Iniziando con la prima categoria, quella
cioè relativa alla toponomastica o a identificatori di località,
bisogna ricordare che nel nostro paese numerosi sono i toponimi contenenti
i termini borello, borella e simili (solo per citarne qualcuno, Borrello
(CH), Borella (PD), Valle del Borello, nell’Appennino Romagnolo, etc.):
alla loro base si trova spesso (ma non sempre) il termine borro, col quale
si indica o un burrone o un luogo scosceso attraversato dall’acqua. In
tal caso, allora, il cognome potrebbe derivare o direttamente dalla toponomastica
o dall’abitare i capostipiti nei pressi di un borro. Come ho già
detto prima, però, alcuni dei suddetti toponimi non traggono necessariamente
origine dal termine borro. Interessante, ad esempio, è la storia
del comune di Borrello, un tempo parte della cosiddetta Terra Borrellense:
estesa fra l’Alto Molise e il chietino, questa terra, in effetti, era un
grande possedimento feudale appartenente a una potente famiglia franca,
che portava il nome di Borrello (l’italianizzazione, cioè, del francese
Borel; per chiunque fosse interessato alla storia della Terra Borrellense,
si può consultare il sito www.borrellosite.com/fidibo.htm). In particolari
casi, allora, non si può escludere una discendenza diretta da alcuni
rami dei cosiddetti Figli di Borrello o, comunque, dall’aver lavorato i
capostipiti presso tale famiglia. La seconda ipotesi, quella cioè
relativa alla derivazione da un soprannome, prende in considerazione i
diversi significati che, nel corso del tempo, hanno assunto i termini burella
o burello (di cui borella, borello e simili potrebbero essere varianti):
con burella, ad esempio, si intendeva un corridoio sotterraneo, angusto
e buio e, per estensione, il termine veniva usato anche nel significato
di carcere; in un’altra accezione di significato, poi, il vocabolo burella
era anche sinonimo di budella, intestino; burello, infine, era il nome
dato a un tipo di panno scuro e grezzo. A mio parere questa seconda ipotesi
è quella che gode di minore validità poiché, data
l’alta diffusione e varietà di questi cognomi, pare strano che essi
possano trarre origine da termini così specifici; tuttavia proprio
questi termini mi aiutano a introdurre la terza e ultima ipotesi, che ritengo
essere la più probabile o, per lo meno, quella che meglio giustifica
la varietà e la frequenza dei cognomi presi in esame. Nella maggior
parte dei casi, infatti, Borello, Borriello e simili dovrebbero derivare
dal nome medievale Borellus: si tratta di un personale piuttosto comune
nel Medioevo, non solo in Italia a dire il vero (in Francia, ad esempio,
era conosciuto come Borel, Bouriel, etc., in Spagna come Borrell e Burrel,
nei paesi anglofoni come Borel, Burrel, etc. e così via). Secondo
un’interessante teoria, l’origine di questo nome (di cui, tuttavia, non
si hanno certezze assolute) dovrebbe essere ricercata nel termine tardo
latino burrus (di cui burellus o borellus sono forme ipocoristiche), col
significato di rosso fuoco, fiammeggiante (in latino, in realtà,
il termine ha assunto anche l’accezione di rosso cupo, tetro): burrus,
mutuato dal greco pyrrhos, è la stessa voce che ha dato origine
anche ai vocaboli burella e burello sopra citati, nonché al termine
buio (che, nell’italiano arcaico, era infatti conosciuto come buro). Per
riassumere, allora, il nome Borellus non significherebbe altro che rossiccio,
rossastro e equivarrebbe al nome greco Pyrrhos (noto in Italia come Pirro);
se si pensa, ora, all’altissima diffusione di nomi e cognomi derivati dall’antico nome e soprannome italiano Rosso (Rossi,
ad esempio, è il cognome più diffuso in tutta Italia), si
capisce allora perché Borello, Borriello e simili siano così
largamente presenti nel nostro paese (e anche all’estero). A conferma di
questa teoria, in conclusione, si può citare un illustre personaggio
francese del XI secolo: Oddone I, meglio conosciuto col soprannome di Borel,
cioè il Rosso, fu duca di Borgogna dal 1079 al 1103. |
BORGATI
BORGATO
BORGATTI
BORGATTO |
Borgati è assolutamente rarissimo, Borgatti è invece molto
diffuso in Emilia, soprattutto nel bolognese e nel ferrarese, Borgatto
sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
di Borgato che è decisamente veneto del veneziano e del rovigoto
e soprattutto del padovano, dovrebbero tutti derivare da forme semipatronimiche
derivate dal termine borgo (villaggio
rurale) originato dal celtico borg
(luogo fortificato, paese), stanti
ad indicare famiglie originarie del borgo o di figli del borgo. |
| BORGHERO |
Abbastanza raro sembra avere due
ceppi, uno padovano ed uno cagliaritano, quest'ultimo originario della
Liguria si sarebbe insediato nella zona di Carloforte (CA) nel 1700. |
BORGHESE
BORGHESI |
Borghese ha ceppi nel Piemonte occidentale, a Milano, in Friuli, a Roma,
a Napoli e nella Sicilia orientale, Borghesi è molto diffuso in
tutto il centronord, sono cognomi originati probabilmente da una provenienza
cittadina, in contrasto con l'ambiente villano, probabilmente come soprannome
prima e poi come indicativo di appartenenza famigliare, ricordiamo il nobile
casato dei Principi Borghese iniziato con Agostino Borghese che nel 1432
divenne Conte del Sacro Romano Impero e nel 1458 fu fatto Conte Palatino
del Laterano 1458 e Patrizio di Siena, a questo casato appartenne il Papa
Paolo V°. |
BORGHETTI
BORGHETTO
BORGHEZIO |
Borghetti ha un ceppo nel milanese e nord della Lombardia, uno nel bresciano
ed uno tra le province di La Spezia e Massa, Borghetto è sicuramente
veneto, Borghezio, molto raro è tipico di Rivoli e Torino, dovrebbero derivare dal fatto di abitare la famiglia in borgo,
cioè in contrade periferiche, tracce di queste cognomizzazioni le
troviamo nel 1600 a Lissago (VA) dove è console un certo Carlo Borghetti:
"...Dicta die perventus ad locum Lissaghi plebis
suprascriptæ, assumptus fuit per dictum Ostiarium Carolus
Borghettus Consul et habitator suprascripti
loci iuratus...". |
| BORGHI
|
Abbastanza diffuso ha un nucleo importante nell'area che comprende le province
di Varese, Como e Milano ed un ceppo nella zona che dal mantovano e ferrarese
comprendendo il reggiano, il modenese ed il bolognese arriva nel fiorentino
e nel senese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dai tanti toponimi
che utilizzano il termine Borgo come ad esempio: Borgo Capanne (BO), Borgo
Castelletto (MN), Borgo Lombardo (MI), Borgo Rivola (RA) e moltissimi altri. |
BORGHINI
BORGHINO
BORGIANI |
Borghini è distribuito in tutta l'Italia centro settentrionale,
ma soprattutto in Toscana ed Emilia, Borghino, decisamente più raro,
è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, Borgiani ha
un ceppo nel maceratino ed uno nel romano, dovrebbero tutti derivare dal
fatto di abitare le famiglie in un borgo o in una località con quel
nome, anche Melegnano possiede un rione con questa denominazione, ma in
epoca medioevale Borghinus era anche
un nome e potrebbe essere questa l'etimologia più corretta, dell'uso
di questo nome abbiamo un esempio a Firenze, dove dal 15 agosto al 14 ottobre
1298 è Priore Borghinus del Bieco Baldovinetti. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Firenze nella seconda
metà del 1500: "..etiam Raph.
Borghinus qui eodem tempore corrigebat vitam
beati Jo: Gualberti ab eo in meliorem formam redactam quis correctores
tenentur etiam denuo corrigere opera ab auctoribus vel ab aliis eorum nomine
correcta quia ut superius dixit ..". |
| BORGI
|
Borgi ha un ceppo toscano tra fiorentino e pratese, con massima concentrazione
a Prato ed uno tra romano, ad Allumiere e Civitavecchia ed aquilano, dove
è ben presente a Carsoli, dovrebbe derivare dalla forma genitiva
del termine medioevale borgus (borgo,
contrada), indicando così che il capostipite era quello
del borgo. |
| BORGIA |
Presente a macchia di leopardo in tutta Italia, con ceppi importanti al
sud, soprattutto in Puglia e nel Lazio. Il casato dei Borja o Borgia,
di origine spagnola, il cui nome deriva dal termine arabo burj
(torre), era già
nel 1400 tra i più nobili e potenti di Aragona, un'antica città
vicino a Saragoza, l'antica Bursao, chiamata Burija dagli arabi (città
della torre) porta il loro nome e da quel toponimo possono essere derivati
alcuni ceppi italiani. Questo casato ha dato i natali a Papi, come Callisto
III° e Alessandro VI°, a Cardinali e principi come Cesare Borgia,
detto il Valentino, famosissima fu Lucrezia Borgia (1480-1519) figlia di
Papa Alessandro VI°, a questa famiglia appartiene anche Francisco de
Borja (1510 - 1572) che fu dichiarato santo da Clemente X nel 1671. |
BORGNA
BORGNI
BORGNINI
BORGNINO
BORGNO |
Borgna è molto diffuso in Liguria a Genova, Savona, Albenga (SV),
San Remo (IM) ed Imperia, ed in Piemonte dove il nucleo principale è
nel cuneese a Mondovì, Garessio, Ceva, Albaretto della Torre e Cuneo,
con un ceppo anche a Torino, ha un ceppo nell'udinese a Fagagna ed uno
nel viterbese a Caprarola ed a Roma, Borgni, molto molto raro, ha un ceppo
nell'aretino a Cortona, Mentre Borgnini, ancora più raro, è
del perugino, Borgnino ha un ceppo torinese ed uno astigiano, Borgno, assolutamente
rarissimo, ha un ceppo nel cuneese occidentale, dovrebbero tutti derivare
o direttamente o tramite ipocoristici dal termine dialettale settentrionale
borgno derivato dal francese borgne
(guercio) probabilmente causato da
un difetto fisico del capostipite. |
| BORGOBELLO
|
Borgobello è tipicamente friulano, di Udine, Casarsa della Delizia
e Palazzolo dello Stella, dovrebbe derivare dal nome del toponimo Borgobello
di Tricesimo, probabile luogo d'origine del capostipite. |
BORGOGNONE
BORGOGNONI |
Borgognone ha un ceppo tra l'agrigentino ed il palermitano ed uno
in Piemonte, Borgognoni ha un ceppo nel bolognese, uno nell'anconetano
ed uno nel Lazio.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Borgognone,
col significato di nativo o proveniente dalla
Borgogna (regione storica della Francia, un tempo suddivisa
fra il Ducato di Borgogna e la Contea di Borgogna). Dal punto di vista
storico, tracce di questo nome si trovano a Siena nel corso del 1200, con
personaggi come Borgognone di Lotringo, Borgognone di Luttieri, Borgognone
di Vernaccio, Borgognone del fu Guido, etc. Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione
da soprannomi ad essi attribuiti. |
BORGONOVI
BORGONOVO |
Borgonovi ha un ceppo nel milanese e tra reggiano e mantovano, soprattutto
a Toano, Reggiolo e Rottofreno nel reggiano, Borgonovo invece è
tipico del milanese, di Cesano Maderno, Milano, Seregno, Verano Brianza,
Meda, Giussano, Monza, Sesto San Giovanni e Bovisio Masciago, e nel comasco
di Mariano Comense, Cabiate ed Erba, con un piccolo ceppo anche a Genova,
potrebbero derivare da uno dei molti toponimi contenenti la radice Borgonovo. |
BORIA
BORJA |
Boria ha un ceppo nell'udinese in particolare a Verzegnis, alcuni nella
fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, nell'anconetano
ad Ancona, Jesi, Senigallia e Chiaravalle, nel ternano a Narni e Terni,
ed a Roma, ed uno a Caltagirone nel basso catanese, Borja è quasi
unico, potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine, in antico
alto tedesco, borjan (innalzare,
elevare) o anche dal gotico bairan
(trasportare), e fare così riferimento
al mestiere del capostipite; in alcuni casi si potrebbe trattare di collegamenti
antichi con il casato dei Borgia. |
BORIANI
BORIOTTI |
Tipico delle provincie di Milano
e Lodi, con ceppi consistenti anche in provincia di Bologna, di Como, nelle
Marche e nel Lazio per Boriani, mentre Boriotti è limitato alle
provincie di Milano, Lodi e Piacenza. La derivazione è incerta, potrebbero
derivare da soprannomi dialettali legati in qualche modo alla famiglia
Borja spagnola o al carattere. |
BORIN
BORINI
BORINO |
Borin è molto diffuso in tutto il Veneto, Borini ha un ceppo tra
veronese, mantovano e rovigoto, uno nel forlivese ed uno nell'anconetano,
Borino ha un ceppo tra casertano e beneventano ed uno nel palermitano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Borinus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1216 nel torinese: "...dominus
Hanricus et nepos eius Borinus
investiverunt...", o anche dal termine tardo latino borinus
(settentrionale, che proviene dal nord). |
| BORIO
|
Cognome decisamente piemontese.
integrazioni fornite da Roberto
Borio di Tigliole
cognome di sicure origini esclusivamente piemontesi. Appare nel 1149
nel primo documento sulla composizione del consiglio comunale di Torino.
Deriverebbe o dal sostantivo provenzale "borio" che vuol dire maniero,
cascinale o stazzo oppure dal sostantivo romano "boria" caverna.
Nel Piemonte occidentale si ritrovano alcuni agglomerati urbani dal nome
Borio, Boria, Bosia. |
BORLENGHI
BORLENGO |
Borlenghi è tipico del piacentino e del parmense con un ceppo anche
nel milanese e nel cremonese, Borlengo, molto raro, è tipico del
Piemonte occidentale, potrebbe derivare dal toponimo Borlengo della Pieve
di Brivio nel lecchese, ma è pure possibile una derivazione da forme
etniche di toponimi come Borla nel piacentino, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nell'anno 1133 a Vimercate in un Libellum: "...Prima
petia terre iacet ad locum ubi dicitur a Canova et Turrigla: coheret ei
a mane Petri da Cambiago, a meridie Stefanardi et in aliquo Petri da Buirade,
a sero Grimerrii Pamporro, et in aliquo Iohannis Balla, a monte Petri
Borlengo. ..". |
| BORLINI |
Cognome lombardo presente anche
nella provincia di Novara potrebbe derivare da un soprannome dialettale,
come da una contrazione di Bortolini (vedi Bertoli). |
| BORMETTI
|
Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO)
ipotesi suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio. |
| BORMOLINI
|
Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO)
( ipotesi suggerita da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (Sondrio) ), presente a Livigno fin dal
1600 come si evince dagli atti di un processo del giugno 1651 dove viene
citato un tal Martino Bormolini. |
BOROMEI
BORROMEI |
Boromei, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel riminese ed uno nel
Piceno, Borromei, assolutamente rarissimo, parrebbe marchigiano, si dovrebbe
trattare di rami cadetti della famiglia milanese dei Borromeo. |
| BOROTTO |
Cognome di origine veneta dovrebbe
derivare dalla contrazione di Bortolotto (vedi Bertoli). |
BORRACCI
BORRACCIA
BORRACCIO
BORRASSO |
Borracci è tipico della zona di Noicattaro e Rutigliano nel barese,
ma ha anche un ceppo, forse secondario, nel Piceno, Borraccia è
specifico di Pisticci (MT), Borraccio, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione, Borrasso, molto molto raro, sembrerebbe
specifico di Santa Maria Capua Vetere (CE), potrebbero derivare dal nome
normanno Bourachot, o dal nome di origine
slava Borya, ma è pure possibile
che derivino dal nome arabo Bourach. |
| BORRASSA |
Nel 1530 Monopoli viene ceduta da Venezia a Carlo V. Nella città
entrano gli spagnoli. Tra di essi Diego Borrassa o Borrassà, , nobile
di Valencia, ma discendente della famiglia Borràs o Borrasà
di Majorca (è documentato), cui viene affidato il comando
“nella torre dell’Ancina territorio di Monopoli”. Nel 1563 tale Matteo
Borrassa compera una casa da Antonio Lorusso dove c’era, vicino al Castello
di Carlo V, “la torre et chiesa di S.Nicola della pinna”. Nel 1593
Giulio Cesare Borrassa, figlio della nobile spagnola Margherita Moncon,
sposo di Raimonda De Magistris, lascia al figlio Gio.Giacomo metà
delle sue terre in Locorotondo. Al secondogenito Gio.Geronimo lascia proprietà
varie in Cisternino e, al terzogenito Gio.Battista, ulteriori beni nello
stesso paese. Alla moglie lega la seconda metà dei beni in Locorotondo.
Denari ed altri beni lascia alle figlie Vittoria, Beatrice, Giustina, Lucrezia
e Laura, nonché alla sorella Antonia. Ordina, quindi, a tutti, lasciando
opportuni mezzi, di costruire una cappella di famiglia nella Cattedrale.
Nel 1604 la famiglia Borrassa compera dalla famiglia Figueroa la metà
del feudo di Locorotondo essumendone la baronia e il sindacato. Il loro
stemma viene riprodotto, assieme a quelli delle maggiori famiglie, all’interno
del chiostro di S.Francesco di Paola in Monopoli: “Di azzurro al leone d’oro
tenente nella branca destra un giglio d’oro”.
Successivamente, in seguito ad una furiosa lite fra i Borrassa e il
vescovo di Monopoli Francesco Surgente (1640-1651), la moglie di Gio.Battista
viene scomunicata. Nel 1645 i Borrassa devono vendere la baronia
di Locorotondo per debiti contratti con l’Ospedale e Banco della Santissima
Annunziata di Napoli. Comprano feudo e baronia i Caracciolo. Di qui inizia
un veloce declino del casato. Alla fine del ‘600 la famiglia Borrassa è
ancora annoverata fra le famiglie nobili della prima piazza di Monopoli,
ma nella prima metà del secolo successivo scompare nel nulla.
Nel 1750, nel corso di una radicale ristrutturazione della Cattedrale,
fu distrutta anche la cappella di famiglia dei Borrassa che ospitava il
quadro della Madonna della Madia, la maggior reliquia di Monopoli. La famiglia
Borrassa, nel corso di due secoli, si era imparentata con le maggiori famiglie
nobili di Monopoli
informazioni fornite da Ezio Simini |
| BORRECA
|
Borreca ha un ceppo a Roma, uno campano a Pannarano nel beneventano, a
Cervinara (AV) ed a Napoli, a Lagonegro nel potentino ed a Foggia, dovrebbero
tutti derivare dal toponimo Borreca Caputi di Pannarano (BN). |
BORRI
BORRINI
BORRINO
BORRO
BORRONE
BORRONI |
Borri è diffuso in tutta l'Italia centrale e nella parte occidentale
dell'Italia settentrionale, Borrini ha ceppi in Lombardia tra varesotto,
milanese e cremonese, nel piacentino, carrarese e spezzino ed a Roma, Borrino
e Borrone sembrano specifici di Pozzuoli (NA), Borro, presente a Santhià
e Tronzano Vercellese nel vercellese ed a Garbagna (AL), ha un ceppo a
San Remo e Vallecrosia (IM) e nel savonese a Pallare, Carcare e Pietra
Ligure, ma il nucleo principale è a Velletri (RM), Borroni ha il
nucleo principale in Lombardia nel milanese a Milano, Solaro, Lainate,
Cesate, Cogliate, Legnano, Bollate, Garbagnate Milanese e Rho, e nel varesotto
a Saronno, Origgio, astellanza, Caronno Pertusella ed Uboldo, e nel comasco
a Turate, ha un piccolo ceppo a Trieste ed uno , probabilmente secondario,
nell'anconetano, dovrebbero derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto
nome, Borro, Borronis di cui abbiamo
un esempio a Milano in un Breve investiture feudi
del 1150: "...Anno dominice incarnationis milleximo
centeximo quinquageximo, mense februarii, indictione tertiadecima. Presentia
bonorum hominum, quorum nomina subter leguntur, per lignum et pergamenum,
quod in sua tenebat manu, Guidottus qui dicitur Borro,
filius quondam Alberti, investivit per feudum Guasconem ...", in
alcuni casi potrebbero anche derivare dai toponimi Borro (AR) o Borroni
(PG) o anche dal termine borro (grande
fossato) forse ad indicarne una vicinanza di un grosso fossato
o canale all'abitazione della famiglia. |
| BORROMEO
|
Tipica famiglia nobile milanese, dovrebbe discendere come ramo cadetto
dal casato dei Vitaliani di Padova assumendo l'identificativo di Vitalianus
Bonus Romeus trasformatosi poi nel tempo in Borromeo, di lì si trasferirono
a San Miniato (PI) dove come banchieri di fede ghibellina accumularono
grandi sostanze, con la vittoria dei guelfi nel 1370 vennero privati dei
loro beni e mandati in esilio arrivarono nel milanese a Lainate (MI), troviamo
tracce di questo casato in un atto del 1422 dove si legge: "...Vitalianum
de Vitalianis dictus de Borromeis filius quendam
domimi Joacob...nominatiae de sedime jacens in loco Leynate plebis...";
il Visconti fece Vitaliano Borromeo proprio feudatario della contrada di
Arona nel 1439 e gli conferì il titolo di Conte nel 1445.
Il personaggio più famoso di questa famiglia fu San Carlo il milanese
Carolus Borromeus (1538-1584) arcivescovo di Milano. |
| BORROMINI
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Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO)
( ipotesi suggerita da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (Sondrio) ), personaggio famoso è
stato Francesco Borromini (1559 -1667), il famoso architetto originario
di Bissone nel Canton Ticino, che iniziò a Milano, probabilmente
come scalpellino nel cantiere della Fabbrica del Duomo, per poi trasferirsi
a Roma dove esercitò al massimo livello la professione di architetto,
lavorò anche in San Pietro. |
| BORSA
| Borsa è tipico della Lombardia centroccidentale, del milanese e
del pavese soprattutto, con piccoli ceppi anche nell'aquilano, nel latinense,
nel napoletano e nel salernitano, dovrebbe derivare da soprannomi originati
dal mestiere di produttore di borse, ma, soprattutto per il ceppo lombardo
potrebbe trattarsi di soprannomi originati dall'attività di banchiere
o usuraio svolta dal capostipite. |
| BORSANI
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Tipico del basso varesotto e nordmilanese, zona di Uboldo, Saronno, Castellanza
(VA) e Legnano, Parabiago (MI), dovrebbe derivare dal toponimo Borsano
(VA), tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Milano nel 1500 con
il patrizio milanese Gian Ambrogio Borsani. |
BORSATI
BORSATO
BORSATTI
BORSATTO |
Borsati è tipico del veronese, Borsato è molto diffuso nella
zona che comprende il vicentino, il padovano, il veneziano e soprattutto
il trevisano, Borsatti ha un ceppo nel pordenonese ed uno tra mantovano
e ferrarese, Borsatto è specifico dell'area vicentino, padovana
e trevisana, possono essere forme patronimiche in -ati
ed in -ato del nome medioevale Borso,
che avrebbero la funzione di figlio di, ma potrebbe pure trattarsi di soprannomi
originati dal mestiere di fabbricante di borse svolto dai capostipiti. |
BORSELLINI
BORSELLINO
BORSI
BORSO
BORSOI |
Borsellini ha un ceppo a Gubbio nel perugino, con presenze anche in Toscana,
Borsellino è tipicamente siciliano, dell'area agrigentina in particolare
e del palermitano, Borsi è molto diffuso in Lombardia, in Emilia,
nel goriziano e triestino e nel pistoiese, Borso è tipico del vicentino
mentre Borsoi lo è del trevigiano, dove potrebbe anche derivare
dal toponimo Borso del Grappa (TV), ma presenta un ceppo anche a Grignasco
nel novarese, la più probabile derivazione per tutti questi cognomi
è, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Borso,
che dovrebbe essere una forma contratta del nome medioevale italiano Bonaccorso,
del nome Borso abbiamo un esempio in
uno scritto del 1200: "Anno incarnationis domini
MCCLIIII, VIII Kal. Februarii Borso nobilis
vir detentus est...", ricordiamo con questo nome il Duca di Modena
e Ferrara del 1400 Borso d'Este, non
si può comunque escludere che in alcuni casi si tratti di cognomi
derivanti da soprannomi originati dal mestiere di produttore artigianale
di borse o anche da aspetti particolari di tirchieria o , al contrario,
di liberalità del capostipite. |
BORSIER
BORSIERI |
Borsier sembrerebbe unico, Borsieri, assolutamente rarissimo, parrebbe
toscano, forse di Comano (MS) o di Firenze, ma potrebbe anche avere
un ceppo lombardo, dovrebbero derivare dal nome del mestiere svolto dal
capostipite, quello di artigiano produttore di borse. |
| BORSOTTI |
Diffuso in Lombardia
Borsotti ed in provincia di Piacenza con un ceppo anche in Toscana, potrebbe
derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale Borso. |
| BORTINI |
Cognome bolognese presente anche
nelle provincie limitrofe potrebbe derivare da una contrazione di Bortolini
(vedi Bertoli). |
BORTONE
BORTONI |
Bortone è tipico del Lazio centromeridionale, della Campania, del
casertano in particolare, e della Puglia, Bortoni, assolutamente rarissimo,
è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
si dovrebbe trattare di corme contratte dell'accrescitivo del nome Bortolo,
da Bortolone, per contrazione Bortone. |
BORZELLI
BORZILLI
BORZILLO |
Borzelli, abbastanza raro, ha un ceppo romano ed uno napoletano, Borzilli
è praticamente unico, Borzillo, assolutamente rarissimo, è
tipico della Campania centrosettentrionale, dovrebbero derivare da
una modificazione dialettale del nome medioevale Bortius. (vedi
Borzi) |
BORZI
BORZINI |
Cognomi molto rari, per Borzi si individua un ceppo nel catanese, uno in
provincia di Roma e forse uno nel milanese e comasco, per Borzini forse
uno nel novarese ed uno nel ternano, dovrebbero derivare entrambi dal nome
medioevale Bortius (derivato dal nome
gentilizio latino Portius), ma per
il ceppo catanese è pure possibile ipotizzare una derivazione la
mestere di conciatore di pellami (byrseos
in greco). |
| BORZI'
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Tipico del catanese.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
secondo il Dott. Alfio Borzì professore all'Università
di Graz in Austria, il cognome sarebbe di origine albanese e
significherebbe "neve nera" (bor -zi) si tratterebbe della neve dell'Etna
dopo le eruzioni. I Borzì sarebbero originari di Belpasso (CT) e
di un altro comune. |
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