| BOR
|
Bor, tipicamente piemontese, ha un ceppo nel vercellese a Santhià
ed Alice Castello ed a Biella, dovrebbe essere di origini francesi e derivare
dal nome di paesi come Bor-et-Bar a nordest di Toulose o Bor à Plaigne
a sud di Limoges. |
| BORA
|
Bora è tipicamente marchigiano di Tolentino, Treia e Appignano nel
maceratese, e di Sirolo e Montemarciano nell'anconetano, potrebbe derivare
dal toponimo Bora di Mercato Saraceno nel cesenate, secondo alcuni potrebbe
derivare da un soprannome originato dal fatto che il capostipite proveniva
dal levante (direzione del vento di bora), ma è pure possibili che derivi dal nome medioevale germanico Bora
(vedi BORI). |
BORACCHI
BORACCO |
Boracchi è tipicamente lombardo, Boracco, molto più raro,
è dell'area piemontese, lombarda, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale lombardo piemontese arcaico borach
(ometto, omuncolo, bassottello), forse
ad indicare che i capostipiti fossero abbastanza piccoli di statura e di
corporatura minuta. |
BORAGINA
BORAGINE
BORAGINI
BORRAGINE |
Boragina, molto molto raro, sembrerebbe tipicamente calabrese, del vibonese,
con un ceppo anche a Genova, Boragine ha qualche presenza nel Lazio, un
ceppo a Teano e Sant'Arpino nel casertano ed uno a Terlizzi nel barese,
Boragini, estremamente raro, sembrerebbe del bolognese, Borragine, quasi
unico sembrerebbe laziale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da
soprannomi originati dal nome della pianta di borragine
(borago officinalis), una tra le piante
selvatiche più utilizzate in cucina, molto utilizzata anche in erboristeria
per le sue proprietà diuretiche, decongestionanti, depurative ed
antiflogistiche. |
BORAGNI
BORAGNO |
Boragni è assolutamente rarissimo e anche Boragno è molto raro, dovrebbero essere originari del savonese, della zona tra Finale
e Pietra Ligure, dovrebbero derivare da Boragni, località di Finale (SV), a Boragni si trova la lunga falesia che si vede arrivando
da Savona. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nelle Cinque Terre nella seconda metà del 1200 con il notaio forse
genovese Simone Boragno. |
BORASI
BORASO |
Borasi ha un ceppo a Villaromagnano (AL) con diramazioni a Genova, Boraso
è invece veneto, delle province di Verona, Padova e Venezia, potrebbero
derivare da soprannomi originati o da voci dialettali per Borraggine (Borrago
officinalis, pianta alimentare) o per borace (un minerale, borato idrato
di sodio, utilizzato nell'artigianato vetrario).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Boraso è diffuso nel nord-est d'Italia, dovrebbe avere alla
base il sostantivo Bora, "vento
di est-nord-est freddo, secco, violento, che scende dalle Alpi
orientali sul golfo di Trieste", quindi 'boraso'
assumerebbe il significato di luogo dove soffia
particolarmente vento freddo. |
| BORDALOTTA
|
Bordalotta, assolutamente rarissimo, è specifico del cuneese, dovrebbe
derivare da un antico soprannome basato sul termine medioevale francese
bordelon, che identificava una piccola
fattoria, probabilmente a caratterizzare così le caratteristiche
abitative del capostipite.
|
| BORDANI
|
Bordani è un cognome del foggiano, praticamente unico.
|
BORDI
BORDIN
BORDINI
BORDINO
BORDO
BURDIN
BURDINO |
Bordi ha un ceppo nel parmense e nel vicino piacentino e genovese, ed ha
un nucleo nella fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il
Lazio, Bordin è molto diffuso in tutto il Veneto, con un ceppo anche
a Bolzano e Brunico (BZ), Bordini ha un ceppo nella fascia che comprense
mantovano, reggiano, modenese, bolognese e ravennate ed un ceppo nel perugino
e nel romano, Bordino ha un ceppo piemontese tra torinese e cuneese, uno
tra ternano, viterbese e romano ed uno nell'agrigentino e nel palermitano,
Bordo ha un ceppo nel genovese e savonese, uno nell'area che comprende
il grossetano, il viterbese soprattutto ed il romano, ed uno nel foggiano
e barese, Burdin è quasi unico, Burdino, molto raro, ha un ceppo
a Girifalco (CZ) ed uno in Piemonte, tutti questi cognomi potrebbero derivare
direttamente o tramite ipocoristici del praenomen latino Burdus ( vedi
BURDO), ma in alcuni casi potrebbero anche derivare dal nome medioevale
germanico di origine burgunda Bordinus
o Burdinus, di cui abbiamo un esempio
in un atto del 1090: "...Hujus rei testes sunt ex
sua parte: Winerannus de Parvoponte, Aszo panetarius; Bernerius, Fulbertus
de Stampis; Amalricus viator, Burdinus
frater ejus..."; un esempio di queste cognominizzazioni lo troviamo
nell'Antipapa Gregorio VIII° Mauritius Burdinus
posto sul seggio papale dall'imperatore Enrico V° il giorno 8
Marzo 1118, questi interrogato dall'imperatore rispose come riportato in
questo testo: "Quem ellectum imperator duxit in pulpitum,
ubi ipse ellectus interrogantibus de nomine suo dixit: "Meum nomen est
Burdinus; sed
quando papa Urbanus ordinavit me episcopum, nominavit me Mauritium".". |
BORDIGA
BORDIGHI
BORDIGONI |
Bordiga è tipicamente lombardo, in particolare del bresciano, di
Bagolino, Brescia, Erbusco, Castelcovati, Orzinuovi ed Orzivecchi, Bordighi,
praticamente unico, è valtellinese, Bordigoni ha un ceppo tra spezzino
e massese, a La Spezia e Pignone nello spezzino ed a Massa e Carrara, oltre
ad avere un piccolo ceppo a Cagliari, potrebbero derivare, direttamente
o tramite un accrescitivo, da un soprannome originato dal termine dialettale
sia ligure che lombardo bordega
(macchia, sbrodolamento), ma potrebbero
anche derivare da soprannomi originati dal termine medioevale bordigare
(rimestare nel torbido, ordire imbrogli, tramare),
verbo di cui abbiamo un esempio in questa poesia del 1311: "...Ché
atrui ponze e peciga / en [ tuto] zo che lo meschin / fa, tegnando tal
camin; / e 'n tuto zo ch'elo bordiga
/ conseigo lo paire liga, / che de paga à tar quartim / che tristo
quelo a la fim / chi so fijo mar noriga...", tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nei verbali di un processo per stregoneria nel contado di Bormio
nel 1630: ".. Die jovis 21 mensis novembris 1630.
Antonius del Cotolo addidit: Io sentii de Andrea
Bordiga, pegoraro che alpegiava in Dosdé,
qual mi disse: Questa Domeniga è una vera et grande stria. Ho visto
cose che la tengo proprio per una strega. Essendo venuta in casa mia Martholina,
circa un mese avanti fosse fatta prigione, col solo vederla mi spaurii
talmente, che mi durò per quattro o 5 giorni tal paura. Et io sospettai
di lei, non essendo mai solita venir in casa mia. Ritrovandosi Antonio
della Moniga et io insieme, dissi che sì, che vengono ancora a tuorre
Martholina. Lui disse: Vorrei giocare 50 scudi. Et io li giocai, così
burlando. ..". |
BORDIGION
BORDIGIONI
BORDIGNON
BORDIGNONI
BORTIGNON
BORTIGNONI |
Bordigion e Bordigioni sono dovuti a diverse trascrizioni del cognome Bordignon,
che è tipicamente veneto, della zona che comprende le province di
Vicenza, Treviso e Padova, è probabilmente originario del vicentino
di Romano d'Ezzelino in particolare, Bordignoni, assolutamente rarissimo,
dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Bortignoni,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di
Bortignon, che è molto diffuso nel vicentino e nel vicino trevigiano,
dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Gabriele
Farronato
questi cognomi derivano dal nome Bartolomeo
che in Veneto si dice Bortolo, per
distinguere un ceppo famigliare dagli altri si è fatto ricorso a
varie modificazioni soprannominali com Bortoli, Bortignoli, Bortignon con
successivo mutamente della dentale in d. da Bordignon derivano anche le
varianti Bordigion e Bordigioni. |
BORDON
BORDONI |
Bordon è tipicamente veneto, di Rovigo e di Iesolo e Campolongo
Maggiore nel veneziano, Bordoni è diffuso in tutto il centro nord
con nuclei importanti in provincia di Sondrio, di Milano, di Rimini, in
Umbria e nel Lazio, potrebbero derivare da soprannomi legati a vocaboli
tardo latini quali burdonem (asino
selvatico) o al medioevale bordone
(bastone da pellegrino, sostegno).
integrazioni fornite da Riccardo
Bordoni
la famiglia Bordoni in Firenze è sempre stata di primaria importanza
e di indiscussa fede guelfa (neri); ha avuto importanti cariche cittadine
nell'età comunale fino all'avvento della dinastia Medicea per poi
continuare ad essere una ragguardevole stirpe di possidenti nel contado Fiorentino
gestendo ampie fattorie e ville signorili. Nella storia ricordiamo Gherardo
Bordoni che combatte al fianco di Corso Donati, (illustrato pure
dal Villani dove si vedono i due cavalieri con i relativi stemmi delle
famiglie sugli scudi da guerra). Ricordiamo che la famiglia contribuisce
generosamente, assieme ad altre nobilissime famiglie fiorentine , alla edificazione di Santa Maria Novella , il famoso palazzo Antinori nella
piazza omonima di Firenze viene costruito sulle case comprate da messer
Lionardo Bordoni, la via accanto al palazzo, fino a cento anni fa ha portato
il nome di questa storica famiglia per poi '"forse" trovare maggior lustro
diventando via degli Antinori. Lo stemma , codificato gia dal 1292 ,è così: d'argento
al lupo rapace d'azzurro. Nel 1500 circa , (come lamenta il Borghini nei
suoi studi sull' arme Fiorentine) ,per dare forse più importanza
al loro stemma , aggiungono un '" bordone d'oro in palo '" e rimane invariato
fino ai giorni d'oggi. |
| BOREA
|
Borea ha un ceppo a San Remo nell'imperiese, uno nel cagliaritano a Quartu
Sant'Elena, Cagliari ed Assemini, uno a Roma, uno a Calitri, Manocalzati,
San Mango sul Calore nell'avellinese, uno a Orta Nova nel foggiano, ed
uno a Fardella e Roccanova nel potentino, dovrebbe derivare dal nome latino
Borea di origine greca, così
veniva chiamato nella mitologia greca il vento del nord (la tramontana),
impersonificato nel figlio del titano Astreo e dell'Aurora, è pure
possibile che il cognome abbia avuto origine da un soprannome attribuito
ai capostipiti in quanto provenienti da regioni settentrionali, da dove
appunto spira la tramontana o borea. |
BOREALE
BOREALI
BORREALE |
Boreale ha qualche presenza nel napoletano e nel ragusano con un piccolo
ceppo nel barese, Boreali è unico, Borreale, quasi unico, è
del napoletano, potrebbero derivare da un soprannome attribuito ai capostipiti
in quanto provenienti da regioni settentrionali o boreali,
dove spira appunto la tramontana o borea,
ma potrebbero anche derivare dal nome catalano Borreil
o Boreil. |
| BOREANAZ
|
Boreanaz, molto molto raro, è tipico dell'udinese, della zona di
Ponteacco e Premariacco, si dovrebbe trattare della forma dialettale del
cognome sloveno Borjanac, dove il suffisso
-ac sta ad indicare provenienza,
ed è riferito al toponimo sloveno di Borjana, zona di Kobarid, vicina
il confine con l'Italia. |
BOREL
BORELLA
BORELLI
BORELLO
BORIELLI
BORIELLO
BORRELLA
BORRELLI
BORRELLO
BORRELI
BORRELO
BORRIELLI
BORRIELLO |
Borelli, cognome molto comune, è decisamente panitaliano, distribuito
in tutt'Italia, ma particolarmente presente nel Piemonte occidentale ed
in Calabria Borello, tipici dell'Italia centro meridionale Borrelli e Borrello,
quest'ultimo particolarmente in Sicilia e Calabria, con chiara derivazione
dai toponimi Borrello di Catania (CT), Borrello d San Mauro (PA) e Laureana
di Borrello (CZ), tipicamente campano Borriello. La derivazione di questi
cognomi, oltre che da toponimi potrebbe essere ascritta al termine borro
(torrente, orrido, crepaccio), o anche
in alcuni casi dal vocabolo celtico borro
(altero, fiero), che sembra aver anche
generato il nome medioevale Borellus,
di cui abbiamo un esempio in quest'atto di vendita del 24 giugno 1010:
"In nomine Domini, ego Borellus
vobis emtoribus meis Bernard et filiis suis Onoffredus et Dominico. Per
hanc scripturam vindicionis mee vindo vobis .I. sorte de terra cum suis
arboribus que est in valle Nepetana, in ipso Vilare, et est ad ipsos .",
che sembra essere l'origine più probabile di questi cognomi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Borel, quasi unico, sembra essere originario del torinese, Borella,
molto più comune, ha una vasta concentrazione nel nord del paese,
Borelli, anch'esso diffuso per lo più nel nord e centro nord, presenta
ceppi secondari anche nel sud, soprattutto nel catanzarese e nel leccese,
nonché nel Lazio, fra il romano e il latinense, Borello è
prevalentemente piemontese, ma ha un ceppo originario anche nel vibonese,
Borielli, unico, è probabilmente un errore di trascrizione di Borrielli,
concentrato per lo più nel sassarese, Boriello, rarissimo, è
anch'esso un errore di trascrizione di Borriello, che, presente un po'
in tutto il paese, ha un largo epicentro nel napoletano, Borrel, unico,
si riscontra soltanto a Collegno (TO), Borrelli, distribuito più
o meno in tutta Italia, ha una maggiore frequenza nel napoletano, Borrello
ha ceppi maggiori nell'area siculo-calabrese, nonché nel leccese,
e ceppi minori sparsi per l'intera penisola, Borrelo, unico, si riscontra
solo ad Altomonte (CS), per Borreli e Borrella, quasi unici, è invece
molto difficile indicare una precisa provenienza. Per quanto concerne l'aspetto
etimologico, si possono trarre diverse ipotesi riguardo a tutti questi
cognomi, anzi, data la loro grande varietà, è molto probabile
che non tutti condividano la stessa origine: per alcuni, cioè, può
essere valida un'interpretazione in senso topografico o toponomastico,
per altri una derivazione da un vecchio soprannome e per altri ancora (probabilmente
la maggior parte di essi) può infine valere la cognominizzazione
di un antico nome di battesimo. Iniziando con la prima categoria, quella
cioè relativa alla toponomastica o a identificatori di località,
bisogna ricordare che nel nostro paese numerosi sono i toponimi contenenti
i termini borello, borella e simili (solo per citarne qualcuno, Borrello
(CH), Borella (PD), Valle del Borello, nell'Appennino Romagnolo, etc.):
alla loro base si trova spesso (ma non sempre) il termine borro, col quale
si indica o un burrone o un luogo scosceso attraversato dall'acqua. In
tal caso, allora, il cognome potrebbe derivare o direttamente dalla toponomastica
o dall'abitare i capostipiti nei pressi di un borro. Come ho già
detto prima, però, alcuni dei suddetti toponimi non traggono necessariamente
origine dal termine borro. Interessante, ad esempio, è la storia
del comune di Borrello, un tempo parte della cosiddetta Terra Borrellense:
estesa fra l'Alto Molise e il chietino, questa terra, in effetti, era un
grande possedimento feudale appartenente a una potente famiglia franca,
che portava il nome di Borrello (l'italianizzazione, cioè, del francese
Borel; per chiunque fosse interessato alla storia della Terra Borrellense,
si può consultare il sito www.borrellosite.com/fidibo.htm). In particolari
casi, allora, non si può escludere una discendenza diretta da alcuni
rami dei cosiddetti Figli di Borrello o, comunque, dall'aver lavorato i
capostipiti presso tale famiglia. La seconda ipotesi, quella cioè
relativa alla derivazione da un soprannome, prende in considerazione i
diversi significati che, nel corso del tempo, hanno assunto i termini burella
o burello (di cui borella, borello e simili potrebbero essere varianti):
con burella, ad esempio, si intendeva un corridoio sotterraneo, angusto
e buio e, per estensione, il termine veniva usato anche nel significato
di carcere; in un'altra accezione di significato, poi, il vocabolo burella
era anche sinonimo di budella, intestino; burello, infine, era il nome
dato a un tipo di panno scuro e grezzo. A mio parere questa seconda ipotesi
è quella che gode di minore validità poiché, data
l'alta diffusione e varietà di questi cognomi, pare strano che essi
possano trarre origine da termini così specifici; tuttavia proprio
questi termini mi aiutano a introdurre la terza e ultima ipotesi, che ritengo
essere la più probabile o, per lo meno, quella che meglio giustifica
la varietà e la frequenza dei cognomi presi in esame. Nella maggior
parte dei casi, infatti, Borello, Borriello e simili dovrebbero derivare
dal nome medievale Borellus: si tratta di un personale piuttosto comune
nel Medioevo, non solo in Italia a dire il vero (in Francia, ad esempio,
era conosciuto come Borel, Bouriel, etc., in Spagna come Borrell e Burrel,
nei paesi anglofoni come Borel, Burrel, etc. e così via). Secondo
un'interessante teoria, l'origine di questo nome (di cui, tuttavia, non
si hanno certezze assolute) dovrebbe essere ricercata nel termine tardo
latino burrus (di cui burellus o borellus sono forme ipocoristiche), col
significato di rosso fuoco, fiammeggiante (in latino, in realtà,
il termine ha assunto anche l'accezione di rosso cupo, tetro): burrus,
mutuato dal greco pyrrhos, è la stessa voce che ha dato origine
anche ai vocaboli burella e burello sopra citati, nonché al termine
buio (che, nell'italiano arcaico, era infatti conosciuto come buro). Per
riassumere, allora, il nome Borellus non significherebbe altro che rossiccio,
rossastro e equivarrebbe al nome greco Pyrrhos (noto in Italia come Pirro);
se si pensa, ora, all'altissima diffusione di nomi e cognomi derivati dall'antico nome e soprannome italiano Rosso (Rossi,
ad esempio, è il cognome più diffuso in tutta Italia), si
capisce allora perché Borello, Borriello e simili siano così
largamente presenti nel nostro paese (e anche all'estero). A conferma di
questa teoria, in conclusione, si può citare un illustre personaggio
francese del XI secolo: Oddone I, meglio conosciuto col soprannome di Borel,
cioè il Rosso, fu duca di Borgogna dal 1079 al 1103. |
BORESTA
BORESTI |
Boresta è assolutamente rarissimo, tipicamente marchigiano
dell'area pesarese, anconetana, Boresti, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare
da un'alterazione del nome medioevale Borista
citato in un Dialogo di Giordano Bruno: "Amice Borista,
in lectione Circaei cantus, eiusdémque fictorum successuum, exigui
quo uti licet temporis trivisse partem, non potest metedere. Ibi non modicam
rerum conspicio varietatem, ibi multos in ipso verborum cortice sensus
explicitos: intentiones quoque medullitus implicitas, innumeras esse coniicio,
de quibus omnibus id quod seriosum est atque praecipuum, ignorare me fateor...",
o da italianizzazioni di ipocoristici del nome slavo Borislav. |
BORGATELLI
BORGATELLO
BORGATI
BORGATO
BORGATTI
BORGATTO |
Borgatelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area tra vercellese,
alessandrino e pavese, Borgatello ha qualche presenza nel vercellese ed
un piccolo ceppo nel padovano, a Legnaro in particolare, ed uno ancora
più piccolo a Merano in Alto Adige, Borgati è assolutamente
rarissimo, Borgatti è invece molto diffuso in Emilia, soprattutto
nel bolognese e nel ferrarese, Borgatto sembrerebbe unico ed è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione di Borgato che è decisamente veneto
del veneziano e del rovigoto e soprattutto del padovano, dovrebbero tutti
derivare da forme semipatronimiche derivate, direttamente o tramite ipocoristici,
dal termine borgo (villaggio
rurale) originato dal celtico borg
(luogo fortificato, paese), stanti
ad indicare famiglie originarie del borgo o di figli del borgo. |
BORGES
BORGIS |
Borges, quasi unico, sembrerebbe dell'area lombardo, piemontese, Borgis
è tipico del torinese, di Bruzolo, Bussoleno, Torino e Rivoli, dovrebbero
essere di origini provenzali e derivare dal fatto di essere i capostipiti
originari di un Borgo. |
BORGESE
BORGESI |
Borgese sembrerebbe tipico dell'area calabro, siciliana, con ceppi nel
reggino nel palermitano e nel ragusano, presenta anche dei ceppi a Napoli
e soprattutto a Roma, Borgesi, estremamente raro, è tipicamente
siciliano, di Catania, dovrebbero derivare dal termine dialettale arcaico
borgese (abitante
del borgo, ma poi divenuto un equivalente
di appartenente alla Borghesia, benestante). |
| BORGHERO
|
Abbastanza raro sembra avere due
ceppi, uno padovano ed uno cagliaritano, quest'ultimo originario della
Liguria si sarebbe insediato nella zona di Carloforte (CA) nel 1700.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Borghero, cognome veneto che per Olivieri 185 deriverebbe dall'etnico
'Bulgarus' che ha dato anche il cognome
Bulgarelli (Bulgarellus). Di diversa
opinione M. Pittau (Cognomi sardi) per il quale significa 'abitante
di uno dei tanti centri chiamati Borgo' Questa seconda ipotesi
sembrerebbe la più corretta. |
BORGHESAN
BORGHESANI
BORGHESANO |
Borghesan è tipicamente veneto, del padovano in particolare, di
Padova, Santa Margherita d'Adige e Casale di Scodosia, di Breganze nel
vicentino e di Noale e Dolo nel veneziano, Borghesani ha un piccolissimo
ceppo tra mantovano e veronese ed uno nel bolognese, a San Giovanni in
Persiceto e Bologna, Borghesano è praticamente unico, dovrebbe derivare
dal fatto che i capostipiti fossero abitanti del Borgo, cioè non
fossero dei campagnoli. |
BORGHESE
BORGHESI |
Borghese ha ceppi nel Piemonte occidentale, a Milano, in Friuli, a Roma,
a Napoli e nella Sicilia orientale, Borghesi è molto diffuso in
tutto il centronord, sono cognomi originati probabilmente da una provenienza
cittadina, in contrasto con l'ambiente villano, probabilmente come soprannome
prima e poi come indicativo di appartenenza famigliare, ricordiamo il nobile
casato dei Principi Borghese iniziato con Agostino Borghese che nel 1432
divenne Conte del Sacro Romano Impero e nel 1458 fu fatto Conte Palatino
del Laterano 1458 e Patrizio di Siena, a questo casato appartenne il Papa
Paolo V°. |
| BORGHESU
|
Borghesu, quasi unico è sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BORGHESU: cognome presente in soli due Comuni della Sardegna: Guspini
(VS) con 6, Aggius (OT) con 5. Può derivare dall'italiano
borghese, cioè abitante
del borgo, per distinguerlo dagli abitanti del contado. Ma può
avere anche il significato di appartenente o sostenitore della borghesia,
o anche di civile, non militare, in abiti borghesi. A Guspini, storico
centro minerario della Sardegna sud-occidentale, dall'ultimo '800 sin quasi
ai giorni nostri (2009), chi non era politicamente schierato con la cosiddetta
"classe operaia", era ritenuto un "borghese", cioè sostenitore della
politica della "borghesia" e quindi "nemico" del popolo.
ipotesi fornita da Elisabetta Borghesu
I Borghesu di Guspini sono otto e sono tutti originari di Sennori nel
sassarese. Mio nonno, nato e vissuto a Sennori si trasferì a Guspini
nel Medio Campidano per lavorare in miniera. L'origine del cognome è
probabile che derivi da Burgos, e che stia quindi per abitante di Burgos, piccolo
comune in provincia di Sassari. E' inoltre molto probabile che i Borghesu
di Aggius siano lontani parenti dei Borghesu di Guspini. |
BORGHETTI
BORGHETTO
BORGHEZIO |
Borghetti ha un ceppo nel milanese e nord della Lombardia, uno nel bresciano
ed uno tra le province di La Spezia e Massa, Borghetto è sicuramente
veneto, Borghezio, molto raro è tipico di Rivoli e Torino, dovrebbero derivare dal fatto di abitare la famiglia in borgo,
cioè in contrade periferiche, tracce di queste cognominizzazioni le
troviamo nel 1600 a Lissago (VA) dove è console un certo Carlo Borghetti:
"...Dicta die perventus ad locum Lissaghi plebis
suprascriptæ, assumptus fuit per dictum Ostiarium Carolus
Borghettus Consul et habitator suprascripti
loci iuratus...". |
BORGHI
BORGO |
Borghi, abbastanza diffuso, ha un nucleo importante nell'area che comprende
le province di Varese, Como e Milano ed un ceppo nella zona che dal mantovano
e ferrarese comprendendo il reggiano, il modenese ed il bolognese arriva
nel fiorentino e nel senese, Borgo è diffuso in tutto il nord, con
un ceppo anche a Roma e nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal nome di uno dei tanti toponimi che contengono la radice Borgo,
come ad esempio: Borgo Capanne (BO), Borgo Castelletto (MN), Borgo Lombardo
(MI), Borgo Rivola (RA) e moltissimi altri, o anche da una delle moltissime
contrade paesane e cittadine denominate il Borgo. |
BORGHINI
BORGHINO
BORGIANI |
Borghini è distribuito in tutta l'Italia centro settentrionale,
ma soprattutto in Toscana ed Emilia, Borghino, decisamente più raro,
è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, Borgiani ha
un ceppo nel maceratese ed uno nel romano, dovrebbero tutti derivare dal
fatto di abitare le famiglie in un borgo o in una località con quel
nome, anche Melegnano possiede un rione con questa denominazione, ma in
epoca medioevale Borghinus era anche
un nome e potrebbe essere questa l'etimologia più corretta, dell'uso
di questo nome abbiamo un esempio a Firenze, dove dal 15 agosto al 14 ottobre
1298 è Priore Borghinus del Bieco Baldovinetti. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Firenze nella seconda
metà del 1500: "..etiam Raph.
Borghinus qui eodem tempore corrigebat vitam
beati Jo: Gualberti ab eo in meliorem formam redactam quis correctores
tenentur etiam denuo corrigere opera ab auctoribus vel ab aliis eorum nomine
correcta quia ut superius dixit ..". |
| BORGI
|
Borgi ha un ceppo toscano tra fiorentino e pratese, con massima concentrazione
a Prato ed uno tra romano, ad Allumiere e Civitavecchia ed aquilano, dove
è ben presente a Carsoli, dovrebbe derivare dalla forma genitiva
del termine medioevale borgus (borgo,
contrada), indicando così che il capostipite era quello
del borgo. |
| BORGIA
|
 Presente a macchia di leopardo in tutta Italia, con ceppi importanti al
sud, soprattutto in Puglia e nel Lazio. Il casato dei Borja o Borgia,
di origine spagnola, il cui nome deriva dal termine arabo burj
(torre), era già
nel 1400 tra i più nobili e potenti di Aragona, un'antica città
vicino a Saragoza, l'antica Bursao, chiamata Burija dagli arabi (città
della torre) porta il loro nome e da quel toponimo possono essere derivati
alcuni ceppi italiani. Questo casato ha dato i natali a Papi, come Callisto
III° e Alessandro VI°, a Cardinali e principi come Cesare Borgia,
detto il Valentino, famosissima fu Lucrezia Borgia (1480-1519) figlia di
Papa Alessandro VI°, a questa famiglia appartiene anche Francisco de
Borja (1510 - 1572) che fu dichiarato santo da Clemente X nel 1671.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Borgia è l'italianizzazione del cognome spagnolo Borja.
Il cognome potrebbe però anche derivare dal toponimo omonimo in
provincia di Catanzaro, fondato per iniziativa del principe Borgia di Aragona.
integrazioni fornite da Daniele
Borghini
Il cognome Borgia, in alcuni casi specifici, può essere l’italianizzazione
del cognome spagnolo “Borja”. Il cognome Borja in Spagna ha più
ceppi distinti e più derivazioni, la celebre famiglia italiana di
origine spagnola dei Borgia derivava da uno di questi ceppi, per la precisione
da una famiglia valenciana-catalana di antiche origini aragonesi (Borja
è toponimo in Aragona). Inoltre nel sud Italia, soprattutto in Sicilia
(Piana degli Albanesi, Contessa Entellina), Borgia è anche l’italianizzazione
di un cognome greco-albanese (“Tre
millenni di storia linguistica della Sicilia\": atti del Convegno della
Società italiana di glottologia, Palermo, 1983).
Tuttavia, essendo il cognome Borgia diffuso praticamente in tutta Italia
con ben 1163 (Pagine Bianche del 2010), non si può assolutamente
escludere che per la maggioranza dei ceppi di cognome Borgia presenti in
Italia (difficilmente legati alla celebre famiglia Borgia di origine valenciana-catalana
che dovrebbe essere estinta) esistano altre spiegazioni, oltre a quella
spagnola e a quella greco-albanese. A mio modesto parere, Borgia nella
maggioranza dei casi in Italia ha un legame etimologico con la parola latina
“borgus”, che ha generato i cognomi
Burgisi, Borghi, Borghetti, Borghese, Borgese. |
BORGIN
BORGINI
BORGINO |
Borgin è praticamente unico, Borgini ha un ceppo a Novara ed a Garbagna
novarese, con presenze anche in Lombardia, Borgino ha qualche presenza
a Novara, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale
piemontese arcaico borgìn, che
assume almeno due diversi significati, uno di borsellino
e potrebbe così stare a sottolineare forse una certa tirchieria
del capostipite, mentre l'altro significato è quello di abitante
del borgo, cioè di paesanotto. |
BORGNA
BORGNI
BORGNINI
BORGNINO
BORGNO |
Borgna è molto diffuso in Liguria a Genova, Savona, Albenga (SV),
San Remo (IM) ed Imperia, ed in Piemonte dove il nucleo principale è
nel cuneese a Mondovì, Garessio, Ceva, Albaretto della Torre e Cuneo,
con un ceppo anche a Torino, ha un ceppo nell'udinese a Fagagna ed uno
nel viterbese a Caprarola ed a Roma, Borgni, molto molto raro, ha un ceppo
nell'aretino a Cortona, Mentre Borgnini, ancora più raro, è
del perugino, Borgnino ha un ceppo torinese ed uno astigiano, Borgno, assolutamente
rarissimo, ha un ceppo nel cuneese occidentale, dovrebbero tutti derivare
o direttamente o tramite ipocoristici dal termine dialettale settentrionale
borgno derivato dal francese borgne
(guercio) probabilmente causato da
un difetto fisico del capostipite. |
| BORGOBELLO
|
Borgobello è tipicamente friulano, di Udine, Casarsa della Delizia
e Palazzolo dello Stella, dovrebbe derivare dal nome del toponimo Borgobello
di Tricesimo, probabile luogo d'origine del capostipite. |
BORGOGNA
BORGOGNI
BORGOGNO |
Borgogna ha un piccolo ceppo nel novarese, uno nel bresciano, uno nel maceratese
ed uno tra casertano e napoletano, Borgogni è tipicamente toscano,
di Arezzo in particolare e di Montevarchi, Terranuova Bracciolini, Monte
San Savino, Cavriglia e Bucine nell'aretino, di Siena e Poggibonsi nel
senese, Di Firenze e di Grosseto, Borgogno ha un grosso ceppo piemontese
nel torinese a Torino, Pinerolo, Volvera, Collegno e Castagnole Piemonte,
nel cuneese a La Morra, Alba e Bra, ad Asti e Roasio nel vercellese, e
nell'imperiese a Perinaldo e San Remo, ed uno in trentino a Telve di Sopra,
Borgo Valsugana e Trento ed a Bolzano in Alto Adige, dovrebbero derivare
dal termine francese Bourgogne (Borgogna)
ed indicarne probabilmente la provenienza dei capostipiti, probabilmente
di razza burgunda, i Burgundi, una
popolazione germanica di origini scandinave, che divenne foederata di Roma
ed acquisì il diritto di stanziarsi tra la Savoia, e l'attuale Svizzera
francese, regione da cui facilmente arrivarono nel Piemonte occidentale,
in Liguria e di lì in Toscana. |
BORGOGNONE
BORGOGNONI |
Borgognone ha un ceppo tra l'agrigentino ed il palermitano ed uno
in Piemonte, Borgognoni ha un ceppo nel bolognese, uno nell'anconetano
ed uno nel Lazio.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Borgognone,
col significato di nativo o proveniente dalla
Borgogna (regione storica della Francia, un tempo suddivisa
fra il Ducato di Borgogna e la Contea di Borgogna). Dal punto di vista
storico, tracce di questo nome si trovano a Siena nel corso del 1200, con
personaggi come Borgognone di Lotringo, Borgognone di Luttieri, Borgognone
di Vernaccio, Borgognone del fu Guido, etc. Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione
da soprannomi ad essi attribuiti. |
BORGONOVI
BORGONOVO |
Borgonovi ha un ceppo nel milanese e tra reggiano e mantovano, soprattutto
a Toano, Reggiolo e Rottofreno nel reggiano, Borgonovo invece è
tipico del milanese, di Cesano Maderno, Milano, Seregno, Verano Brianza,
Meda, Giussano, Monza, Sesto San Giovanni e Bovisio Masciago, e nel comasco
di Mariano Comense, Cabiate ed Erba, con un piccolo ceppo anche a Genova,
potrebbero derivare da uno dei molti toponimi contenenti la radice Borgonovo. |
BORGU
BORGU' |
Borgu sembrerebbe unico e dovrebbe essere una forma alterata del cognome
Borgú, che, assolutamente rarissimo, è tipico dell'udinese
centrorientale, dovrebbero derivare dal termine tedesco burg
(paese, città) ed indicare un'origine
cittadina dei capostipiti. |
BORI
BORO |
Bori, molto raro, è piemontese, con un ceppo a Torino e Chieri nel
torinese ed a Savigliano nel cuneese, ha anche un piccolo ceppo in
Umbria, a Gualdo Tadino e Perugia, Boro, ancora più raro, ha un
piccolo ceppo nel vicentino a Montecchio Maggiore, dovrebbero derivare
dal nome medioevale germanico Boro, probabilmente
portato dal capostipite, nel 1319 troviamo un Boro condam Saffiri Giudice
ad Arezzo citato nel contratto di matrimonio tra sua figlia Bora ed un
certo Angelus Bindi Vachi di Castiglione Ugolino. |
BORIA
BORJA |
Boria ha un ceppo nell'udinese in particolare a Verzegnis, alcuni nella
fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, nell'anconetano
ad Ancona, Jesi, Senigallia e Chiaravalle, nel ternano a Narni e Terni,
ed a Roma, ed uno a Caltagirone nel basso catanese, Borja è quasi
unico, potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine, in antico
alto tedesco, borjan (innalzare,
elevare) o anche dal gotico bairan
(trasportare), e fare così riferimento
al mestiere del capostipite; in alcuni casi si potrebbe trattare di collegamenti
antichi con il casato dei Borgia. |
BORIANI
BORIOTTI |
Tipico delle provincie di Milano
e Lodi, con ceppi consistenti anche in provincia di Bologna, di Como, nelle
Marche e nel Lazio per Boriani, mentre Boriotti è limitato alle
provincie di Milano, Lodi e Piacenza. La derivazione è incerta, potrebbero
derivare da soprannomi dialettali legati in qualche modo alla famiglia
Borja spagnola o al carattere. |
BORIN
BORINI
BORINO |
Borin è molto diffuso in tutto il Veneto, Borini ha un ceppo tra
veronese, mantovano e rovigoto, uno nel forlivese ed uno nell'anconetano,
Borino ha un ceppo tra casertano e beneventano ed uno nel palermitano,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Borinus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1216 nel torinese: "...dominus
Hanricus et nepos eius Borinus
investiverunt...", o anche dal termine tardo latino borinus
(settentrionale, che proviene dal nord). |
| BORINATO
|
Borinato, molto raro, sembrerebbe tipico del vicentino, Borinatto è
praticamente unico, e potrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, potrebbe trattarsi di una forma patronimica tipicamente
veneta con suffisso in -ato, che assume
il valore di il figlio di, riferito
ad un capostipite il cui padre si chiamasse Borinus
(vedi BORIN), ma non si può escludere
che in qualche caso possa derivare dal termine veneto antico borinato
(che stringe il vento, che va diretto alla meta),
ma potrebbe anche essersi originato dal termine sempre veneto antico borina
(brina), forse ad indicare nel capostipite
uno dai capelli grigi.
integrazione fornite da Francesco
Borinato
la zona di origine del cognome è quella di Pozzolo di Villaga
in provincia di Vicenza, è un cognome poco diffuso che, secondo
l'opinione comune, deriva dal nome proprio Liborio, poi Borio e diminutivo
Borin, quindi nato da Borin. |
| BORIO
|
Cognome decisamente piemontese.
integrazioni fornite da Roberto
Borio di Tigliole
cognome di sicure origini esclusivamente piemontesi. Appare nel 1149
nel primo documento sulla composizione del consiglio comunale di Torino.
Deriverebbe o dal sostantivo provenzale "borio" che vuol dire maniero,
cascinale o stazzo oppure dal sostantivo romano "boria" caverna.
Nel Piemonte occidentale si ritrovano alcuni agglomerati urbani dal nome
Borio, Boria, Bosia. |
| BORIOSI
|
Boriosi ha un ceppo tra aretino e perugino, ad Anghiari e Sansepolcro nell'aretino
ed a Città di Castello soprattutto e San Giustino nel perugino,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine italiano borioso
(arrogante, altero, superbo). |
| BORLA
|
Borla è tipicamente piemontese, ha un ceppo a Torino e nel torinese
a Lanzo Torinese, Ciriè, Caselle Torinese, Condove e San Maurizio
Canavese ed a Trino nel vercellese, dovrebbe prendere il nome dalla località
Borla tra Fiano e Robassomero, a nordovest di Torino nel torinese, si trovano tracce di questa cognominizzazione
a Chivasso già nel 1600. |
BORLANDI
BORLANDO
BURLANDI
BURLANDO |
Borlandi e Burlandi sono assolutamente rarissimi, Borlando, molto raro,
sembrerebbe tipico del novarese, Burlando, decisamente il più diffuso,
sembrerebbe specifico di Genova, dove è largamente presente, con
piccoli ceppi nel torinese e nell'alessandrino, tracce di queste cognominizzazioni
si hanno nel Canavese in Piemonte fin dalla seconda metà del 1400,
quando troviamo un de la Facia alias Burlandus,
proseguito poi come Burlandus, che
sembra originato da un soprannome collegato al mestiere del capostipite,
probabilmente un cacciatore, che acchiappava le volpi servendosi di burelle
(trappole), ma le prime tracce di questo
cognome si hanno con lo scrittore Hadrianus Burlandus, che nell'anno 869
scrive, a Bressanone, di una pioggia rossa durata tre giorni, le tracce storiche a Genova risalgono ai tempi della prima Crociata. |
BORLENGHI
BORLENGO |
Borlenghi è tipico del piacentino e del parmense con un ceppo anche
nel milanese e nel cremonese, Borlengo, molto raro, è tipico del
Piemonte occidentale, potrebbe derivare dal toponimo Borlengo della Pieve
di Brivio nel lecchese, ma è pure possibile una derivazione da forme
etniche di toponimi come Borla nel piacentino, tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nell'anno 1133 a Vimercate in un Libellum: "...Prima
petia terre iacet ad locum ubi dicitur a Canova et Turrigla: coheret ei
a mane Petri da Cambiago, a meridie Stefanardi et in aliquo Petri da Buirade,
a sero Grimerrii Pamporro, et in aliquo Iohannis Balla, a monte Petri
Borlengo. ..". |
| BORLINI
|
Cognome lombardo presente anche
nella provincia di Novara potrebbe derivare da un soprannome dialettale,
come da una contrazione di Bortolini (vedi Bertoli). |
| BORMETTI
|
Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO)
ipotesi suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio. |
| BORMIOLI
|
Bormioli è tipico di Altare nel savonese, dovrebbe derivare da Bormia,
il nome arcaico della val Bormida, probabile luogo d'origine del capostipite. |
| BORMOLINI
|
Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO)
( ipotesi suggerita da Giacomo Ganza
/ Villa di Tirano (Sondrio) ), presente a Livigno fin dal
1600 come si evince dagli atti di un processo del giugno 1651 dove viene
citato un tal Martino Bormolini. |
BORNAGHI
BORNAGO |
Bornaghi è specifico di Treviglio nel bergamasco e di Cassano d'Adda
nel milanese, Bornago, assolutamente rarissimo è tipico del milanese
verso il bergamasco, dovrebbero derivare dal nome del paese di Bornago
situato nel milanese lungo la strada per Treviglio, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
BOROMEI
BORROMEI |
Boromei, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel riminese ed uno nel
Piceno, Borromei, assolutamente rarissimo, parrebbe marchigiano, si dovrebbe
trattare di rami cadetti della famiglia milanese dei Borromeo. |
| BOROTTO
|
Cognome di origine veneta dovrebbe
derivare dalla contrazione di Bortolotto (vedi Bertoli). |
BORRA
BURRA |
Borra è molto diffuso in Piemonte, soprattutto nel torinese e cuneese,
in Lombardia, in Liguria, nel genovese in particolare, e nel piacentino
e parmense, con un ceppo anche a Porto Torres nel sassarese, Burra, molto
molto raro, è specifico dell'udinese, potrebbero derivare da un'italianizzazione
del nome germanico Bodrad, a sua volta
derivato dall'unione dei termini bod
(messaggero, ma anche bolla
o editto) e rad
(consiglio, organo di governo), con
il significato di voce del governo,
ma potrebbe anche derivare da un'alterazione del vocabolo latino burra
(stoffa pesante di lana). |
BORRACCI
BORRACCIA
BORRACCIO
BORRASSO |
Borracci è tipico della zona di Noicattaro e Rutigliano nel barese,
ma ha anche un ceppo, forse secondario, nel Piceno, Borraccia è
specifico di Pisticci (MT), Borraccio, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione, Borrasso, molto molto raro, sembrerebbe
specifico di Santa Maria Capua Vetere (CE), potrebbero derivare dal nome
normanno Bourachot, o dal nome di origine
slava Borya, ma è pure possibile
che derivino dal nome arabo Bourach. |
| BORRASSA
|
Nel 1530 Monopoli viene ceduta da Venezia a Carlo V. Nella città
entrano gli spagnoli. Tra di essi Diego Borrassa o Borrassà, , nobile
di Valencia, ma discendente della famiglia Borràs o Borrasà
di Majorca (è documentato), cui viene affidato il comando
"nella torre dell'Ancina territorio di Monopoli". Nel 1563 tale Matteo
Borrassa compera una casa da Antonio Lorusso dove c'era, vicino al Castello
di Carlo V, "la torre et chiesa di S.Nicola della pinna". Nel 1593
Giulio Cesare Borrassa, figlio della nobile spagnola Margherita Moncon,
sposo di Raimonda De Magistris, lascia al figlio Gio.Giacomo metà
delle sue terre in Locorotondo. Al secondogenito Gio.Geronimo lascia proprietà
varie in Cisternino e, al terzogenito Gio.Battista, ulteriori beni nello
stesso paese. Alla moglie lega la seconda metà dei beni in Locorotondo.
Denari ed altri beni lascia alle figlie Vittoria, Beatrice, Giustina, Lucrezia
e Laura, nonché alla sorella Antonia. Ordina, quindi, a tutti, lasciando
opportuni mezzi, di costruire una cappella di famiglia nella Cattedrale.
Nel 1604 la famiglia Borrassa compera dalla famiglia Figueroa la metà
del feudo di Locorotondo essumendone la baronia e il sindacato. Il loro
stemma viene riprodotto, assieme a quelli delle maggiori famiglie, all'interno
del chiostro di S.Francesco di Paola in Monopoli: "Di azzurro al leone d'oro
tenente nella branca destra un giglio d'oro".
Successivamente, in seguito ad una furiosa lite fra i Borrassa e il
vescovo di Monopoli Francesco Surgente (1640-1651), la moglie di Gio.Battista
viene scomunicata. Nel 1645 i Borrassa devono vendere la baronia
di Locorotondo per debiti contratti con l'Ospedale e Banco della Santissima
Annunziata di Napoli. Comprano feudo e baronia i Caracciolo. Di qui inizia
un veloce declino del casato. Alla fine del '600 la famiglia Borrassa è
ancora annoverata fra le famiglie nobili della prima piazza di Monopoli,
ma nella prima metà del secolo successivo scompare nel nulla.
Nel 1750, nel corso di una radicale ristrutturazione della Cattedrale,
fu distrutta anche la cappella di famiglia dei Borrassa che ospitava il
quadro della Madonna della Madia, la maggior reliquia di Monopoli. La famiglia
Borrassa, nel corso di due secoli, si era imparentata con le maggiori famiglie
nobili di Monopoli
informazioni fornite da Ezio Simini |
| BORRECA
|
Borreca ha un ceppo a Roma, uno campano a Pannarano nel beneventano, a
Cervinara (AV) ed a Napoli, a Lagonegro nel potentino ed a Foggia, dovrebbero
tutti derivare dal toponimo Borreca Caputi di Pannarano (BN). |
BORRERI
BORRERO |
Borreri, estremamente raro, sembrerebbe del parmense, Borrero è
praticamente unico, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale parmigiano borrer (scovare
la selvaggina, far levare gli uccelli), forse attribuito ad
un guardiacaccia o guardiaboschi ducale. |
BORRI
BORRINI
BORRINO
BORRO
BORRONE
BORRONI |
Borri è diffuso in tutta l'Italia centrale e nella parte occidentale
dell'Italia settentrionale, Borrini ha ceppi in Lombardia tra varesotto,
milanese e cremonese, nel piacentino, carrarese e spezzino ed a Roma, Borrino
e Borrone sembrano specifici di Pozzuoli (NA), Borro, presente a Santhià
e Tronzano Vercellese nel vercellese ed a Garbagna (AL), ha un ceppo a
San Remo e Vallecrosia (IM) e nel savonese a Pallare, Carcare e Pietra
Ligure, ma il nucleo principale è a Velletri (RM), Borroni ha il
nucleo principale in Lombardia nel milanese a Milano, Solaro, Lainate,
Cesate, Cogliate, Legnano, Bollate, Garbagnate Milanese e Rho, e nel varesotto
a Saronno, Origgio, astellanza, Caronno Pertusella ed Uboldo, e nel comasco
a Turate, ha un piccolo ceppo a Trieste ed uno , probabilmente secondario,
nell'anconetano, dovrebbero derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto
nome, Borro, Borronis di cui abbiamo
un esempio a Milano in un Breve investiture feudi
del 1150: "...Anno dominice incarnationis milleximo
centeximo quinquageximo, mense februarii, indictione tertiadecima. Presentia
bonorum hominum, quorum nomina subter leguntur, per lignum et pergamenum,
quod in sua tenebat manu, Guidottus qui dicitur Borro,
filius quondam Alberti, investivit per feudum Guasconem ...", in
alcuni casi potrebbero anche derivare dai toponimi Borro (AR) o Borroni
(PG) o anche dal termine borro (grande
fossato) forse ad indicarne una vicinanza di un grosso fossato
o canale all'abitazione della famiglia. |
| BORROMEO
|
Tipica famiglia nobile milanese, dovrebbe discendere come ramo cadetto
dal casato dei Vitaliani di Padova assumendo l'identificativo di Vitalianus
Bonus Romeus (buon pellegrino) trasformatosi poi nel tempo in Borromeo, di lì si trasferirono
a San Miniato (PI) dove come banchieri di fede ghibellina accumularono
grandi sostanze, con la vittoria dei guelfi nel 1370 vennero privati dei
loro beni e mandati in esilio arrivarono nel milanese a Lainate (MI), troviamo
tracce di questo casato in un atto del 1422 dove si legge: "...Vitalianum
de Vitalianis dictus de Borromeis filius quendam
domini Joacob...nominatiae de sedime jacens in loco Leynate plebis...";
il Visconti fece Vitaliano Borromeo proprio feudatario della contrada di
Arona nel 1439 e gli conferì il titolo di Conte nel 1445.
Il personaggio più famoso di questa famiglia fu San Carlo il milanese
Carolus Borromeus (1538-1584) arcivescovo di Milano.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Borromei deriva dalla nobile famiglia milanese i cui membri
più insigni furono il cardinale Federico Borromeo e San Carlo Borromeo,
la cui origine è da ricercare nei Vitaliani di Padova; infatti il
banchiere Vitaliano Vitaliani prese nel 1406 il cognome Borromeo
dalla famiglia della madre. Per l'etimologia: 'Buon
Romeo', cioè buon pellegrino
diretto a Roma. |
| BORROMINI
|
Borromini è un tipico cognome valtellinese, che sembrerebbe specifico
di Buglio in Monte nel sondriese, dovrebbe derivare dal toponimo
Bormio (SO).
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano
personaggio famoso è
stato Francesco Borromini (1559 -1667), il famoso architetto originario
di Bissone nel Canton Ticino, che iniziò a Milano, probabilmente
come scalpellino nel cantiere della Fabbrica del Duomo, per poi trasferirsi
a Roma dove esercitò al massimo livello la professione di architetto,
lavorò anche in San Pietro. |
| BORSA
| Borsa è tipico della Lombardia centroccidentale, del milanese e
del pavese soprattutto, con piccoli ceppi anche nell'aquilano, nel latinense,
nel napoletano e nel salernitano, dovrebbe derivare da soprannomi originati
dal mestiere di produttore di borse, ma, soprattutto per il ceppo lombardo
potrebbe trattarsi di soprannomi originati dall'attività di banchiere
o usuraio svolta dal capostipite. |
BORSACCHI
BURSACCHI
| Borsacchi è specifico di Prato e Carmignano nel pratese e di Pisa,
Bursacchi è corso, quest'ultimo potrebbe derivare da un'alterazione
del primo, ma, molto più probabilmente deriva da una forma indicante
la provenienza dalla città ora turca di Bursa, Borsacchi potrebbe
derivare da nomi di località, come, solo a titolo di esempio, il
teramano Borsacchio, un Parco abruzzese. |
| BORSANI
|
Tipico del basso varesotto e nordmilanese, zona di Uboldo, Saronno, Castellanza
(VA) e Legnano, Parabiago (MI), dovrebbe derivare dal toponimo Borsano
(VA), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1500 con
il patrizio milanese Gian Ambrogio Borsani.
integrazioni fornite da Mario Colombo
- Gruppo Ricerche Storiche Borsano
Nel Trecento erano numerosi i borsanesi residenti a Milano per lavoro
(artigiani tessitori), e sono noti i seguenti personaggi, nativi di Milano
e con cognome Borsano-Brossano: Francescuolo, genero del Petrarca, Simone,
cardinale e arcivescovo di Milano, Beltramo o Bertrando, vescovo di Parma
e poi di Como, e Luchino, pure vescovo di Como.
Parenti di Beltramo Borsano rimasero a Parma dopo la sua nomina a vescovo
di Como. Alcuni si trasferirono a Piacenza, dove il cognome è ancora
presente. Uno di loro, notaio, acquistò sui monti di Calestano
(PR) un casale che diventò Villa Borsana e poi crebbe diventando
l'attuale borgo di Borsano (12 case). Il cognome Borsano è attestato
nei dintorni di Calestano almeno fino al 1600. |
BORSARI
BORSARO |
Borsari è tipicamente emiliano, di Modena in particolare e del modenese,
di Carpi, Mirandola, Finale Emilia, Nonantola,San Giovanni in Persiceto,
Formigine, Crevalcore, San Felice sul Panaro e Medolla, con ramificazioni
nel mantovano a Bagnolo San Vito e Moglia, e con un ceppo secondario importante
a Bologna ed a Ferrara, Borsaro, molto raro, è specifico di Verona
e del veronese, dovrebbe trattarsi di soprannomi legati al fatto che il
mestiere dei capostipiti, probabilmente consisteva nel produrre e vendere
borse. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'archivio dei
notai della Serenissima, dove un Antonio de Borsari esercita la professione
notarile dal 1358 al 1377. |
BORSATI
BORSATO
BORSATTI
BORSATTO |
Borsati è tipico del veronese, Borsato è molto diffuso nella
zona che comprende il vicentino, il padovano, il veneziano e soprattutto
il trevisano, Borsatti ha un ceppo nel pordenonese ed uno tra mantovano
e ferrarese, Borsatto è specifico dell'area vicentino, padovana
e trevisana, possono essere forme patronimiche in -ati
ed in -ato del nome medioevale Borso,
che avrebbero la funzione di figlio di, ma potrebbe pure trattarsi di soprannomi
originati dal mestiere di fabbricante di borse svolto dai capostipiti. |
BORSELLINI
BORSELLINO
BORSI
BORSO
BORSOI |
Borsellini ha un ceppo a Gubbio nel perugino, con presenze anche in Toscana,
Borsellino è tipicamente siciliano, dell'area agrigentina in particolare
e del palermitano, Borsi è molto diffuso in Lombardia, in Emilia,
nel goriziano e triestino e nel pistoiese, Borso è tipico del vicentino
mentre Borsoi lo è del trevigiano, dove potrebbe anche derivare
dal toponimo Borso del Grappa (TV), ma presenta un ceppo anche a Grignasco
nel novarese, la più probabile derivazione per tutti questi cognomi
è, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Borso,
che dovrebbe essere una forma contratta del nome medioevale italiano Bonaccorso,
del nome Borso abbiamo un esempio in
uno scritto del 1200: "Anno incarnationis domini
MCCLIIII, VIII Kal. Februarii Borso nobilis
vir detentus est...", ricordiamo con questo nome il Duca di Modena
e Ferrara del 1400 Borso d'Este, non
si può comunque escludere che in alcuni casi si tratti di cognomi
derivanti da soprannomi originati dal mestiere di produttore artigianale
di borse o anche da aspetti particolari di tirchieria o , al contrario,
di liberalità del capostipite. |
BORSETTI
BORSETTO
BORSOTTI
BORSOTTO |
Borsetti h un ceppo piemontese, nel torinese, biellese e vercellese, un
ceppo nel rovigoto, ferrarese e bolognese ed uno a Roma, Borsetto ha un
piccolo ceppo nel varesotto, ma il grosso è in Veneto, a Padova,
Solesino, Albignasego e Maserà di Padova nel padovano, di Santa
Maria di Sala, Mirano e Scorzè nel veneziano e di Rovigo, Villadose
e San Martino di Venezze nel rovigoto, Borsotti è diffuso in Lombardia
ed in provincia di Piacenza con un ceppo anche in Toscana, Borsotto è
tipico del cuneese, di Cuneo, Bernezzo e Caraglio, dovrebbero derivare
da varie forme ipocoristiche del nome medioevale Borso
(vedi BORSELLINI). |
BORSIER
BORSIERI |
Borsier sembrerebbe unico, Borsieri, assolutamente rarissimo, parrebbe
toscano, forse di Comano (MS) o di Firenze, ma potrebbe anche avere
un ceppo lombardo, dovrebbero derivare dal nome del mestiere svolto dal
capostipite, quello di artigiano produttore di borse. |
| BORTINI
|
Cognome bolognese presente anche
nelle provincie limitrofe potrebbe derivare da una contrazione di Bortolini
(vedi Bertoli). |
BORTOLATO
BORTOLATTO |
Bortolato è specifico del veneziano, soprattutto di Noale, Venezia,
Scorzè e Salzano, con un'ottima distribuzione anche a Mira, Santa
Maria di Sala, Mirano, Spinea e Martellago, con un ceppo anche a Zero Branco
nel trevisano e Campodarsego, Massanzago, Trebaseleghe, Padova e Borgoricco
nel padovano, Bortolatto è specifico di Scorzè nel veneziano,
si dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ato
o -atto, tipicamente venete, dove il
suffisso sta per quelli di o del, cioè
i figli di o del, riferito a capostipiti
i cui padri si chiamassero Bortolo
(vedi BERTOLA). |
BORTOLUSSI
BORTOLUSSO
BORTOLUTTI |
Bortolussi è tipico dell'area veneto, friulana, del veneziano, pordenonese
ed udinese, Bortolusso è caratteristico della zona di confine tra
veneziano ed udinese, Bortolutti è assolutamente rarissimo, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche tipicamente friulane con suffisso
-uss- ed -utt- che stanno
per il figlio di, riferito a capostipiti
i cui padri si fossero chiamati Bortolo
(vedi BERTOLA). |
BORTONE
BORTONI |
Bortone è tipico del Lazio centromeridionale, della Campania, del
casertano in particolare, e della Puglia, Bortoni, assolutamente rarissimo,
è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
si dovrebbe trattare di corme contratte dell'accrescitivo del nome Bortolo,
da Bortolone, per contrazione Bortone. |
| BORTOT
|
Bortot è molto diffuso nel Veneto, in particolare nel bellunese
e trevisano, a Belluno, Ponte nelle Alpi, Sedico, Limana nel bellunese
ed a Conegliano, Sernaglia della Battaglia e Montebelluna nel trevisano,
dovrebbe derivare dal nome veneto Bortot,
una forma ipocoristica dialettale derivata dall'apocope del nome Bortolo,
o anche una forma dialettale contratta dell'ipocoristico Bortolotto. |
BORZACCHIELLI
BORZACCHIELLO |
Borzacchielli, quasi unico, è una forma alterata di Borzacchiello,
che è decisamente campano, di Sant'Antimo, Casalnuovo di Napoli,
Napoli, Giugliano in Campania e Casandrino nel napoletano e di Cesa, Lusciano,
Aversa, Trentola Ducenta e Santa Maria a Vico nel casertano, dovrebbero
derivare da una forma ipocoristica dialettale basata sul termine grecanico
βύρσης
byrsis (cuoiame), forse ad indicare il mestiere di pellettiere svolto
dai capostipiti. |
BORZELLI
BORZILLI
BORZILLO |
Borzelli, abbastanza raro, ha un ceppo romano ed uno napoletano, Borzilli
è praticamente unico, Borzillo, assolutamente rarissimo, è
tipico della Campania centrosettentrionale, dovrebbero derivare da
una modificazione dialettale del nome medioevale Bortius. (vedi
Borzi) |
BORZI
BORZINI |
Cognomi molto rari, per Borzi si individua un ceppo nel catanese, uno in
provincia di Roma e forse uno nel milanese e comasco, per Borzini forse
uno nel novarese ed uno nel ternano, dovrebbero derivare entrambi dal nome
medioevale Bortius (derivato dal nome
gentilizio latino Portius), ma per
il ceppo catanese è pure possibile ipotizzare una derivazione la
mestere di conciatore di pellami (byrseos
in greco). |
BORZI'
BURZI' |
Borzì è specifico del catanese, di Paternò, Belpasso,
Acireale, Catania e Nicolosi in particolare, ma ben presente anche a Misterbianco,
Mascalucia, Aci Catena e Sant'Alfio, sempre nel catanese e di Messina,
Burzì ha un ceppo a Joppolo nel valentiano ed uno a Rizziconi nel
reggino, presenta inoltre qualche piccola presenza nell'ennese, dovrebbero
derivare da soprannomi grecanici svuluppati attorno al termine greco βύρσης
byrsis (cuoiame), forse
ad indicare il mestiere di pellettiere svolto dai capostipiti.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
secondo il Dott. Alfio Borzì professore all'Università
di Graz in Austria, il cognome sarebbe di origine albanese e
significherebbe "neve nera" (bor -zi) si tratterebbe della neve dell'Etna
dopo le eruzioni. I Borzì sarebbero originari di Belpasso (CT) e
di un altro comune.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Borzì, Burzì - Cognome frequente nel Messinese e nel
Catanese, presente anche in Calabria, che riproduce il cognome greco
Βουρτζής
(Burźís). Rohlfs
55. |
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