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BORA Bora è tipicamente marchigiano di Tolentino, Treia e Appignano nel maceratese, e di Sirolo e Montemarciano nell'anconetano, potrebbe derivare dal toponimo Bora di Mercato Saraceno nel cesenate, secondo alcuni potrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che il capostipite proveniva dal levante (direzione del vento di bora).
BORAGNI
BORAGNO
Boragni è assolutamente rarissimo e anche Boragno è molto raro, dovrebbero essere originari del savonese, della zona tra Finale e Pietra Ligure, dovrebbero derivare da Boragni, località di Finale (SV), a Boragni si trova la lunga falesia che si vede arrivando da Savona. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nelle Cinque Terre nella seconda metà del 1200 con il notaio forse genovese Simone Boragno.
BORASI
BORASO
Borasi ha un ceppo a Villaromagnano (AL) con diramazioni a Genova, Boraso è invece veneto, delle province di Verona, Padova e Venezia, potrebbero derivare da soprannomi originati o da voci dialettali per Borraggine (Borrago officinalis, pianta alimentare) o per borace (un minerale, borato idrato di sodio, utilizzato nell'artigianato vetrario).
BORDI
BORDIN
BORDINI
BORDINO
BORDO
BURDIN
BURDINO
Bordi ha un ceppo nel parmense e nel vicino piacentino e genovese, ed ha un nucleo nella fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, Bordin è molto diffuso in tutto il Veneto, con un ceppo anche a Bolzano e Brunico (BZ), Bordini ha un ceppo nella fascia che comprense mantovano, reggiano, modenese, bolognese e ravennate ed un ceppo nel perugino e nel romano, Bordino ha un ceppo piemontese tra torinese e cuneese, uno tra ternano, viterbese e romano ed uno nell'agrigentino e nel palermitano, Bordo ha un ceppo nel genovese e savonese, uno nell'area che comprende il grossetano, il viterbese soprattutto ed il romano, ed uno nel foggiano e barese, Burdin è quasi unico, Burdino, molto raro, ha un ceppo a Girifalco (CZ) ed uno in Piemonte, tutti questi cognomi potrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici del praenomen latino Burdus ( vedi BURDO), ma in alcuni casi potrebbero anche derivare dal nome medioevale germanico di origine burgunda Bordinus o Burdinus, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1090: "...Hujus rei testes sunt ex sua parte: Winerannus de Parvoponte, Aszo panetarius; Bernerius, Fulbertus de Stampis; Amalricus viator, Burdinus frater ejus..."; un esempio di queste cognominizzazioni lo troviamo nell'Antipapa Gregorio VIII° Mauritius Burdinus posto sul seggio papale dall'imperatore Enrico V° il  giorno 8 Marzo 1118, questi interrogato dall'imperatore rispose come riportato in questo testo: "Quem ellectum imperator duxit in pulpitum, ubi ipse ellectus interrogantibus de nomine suo dixit: "Meum nomen est Burdinus; sed quando papa Urbanus ordinavit me episcopum, nominavit me Mauritium".".
BORDIGION
BORDIGIONI
BORDIGNON
BORDIGNONI
BORTIGNON
BORTIGNONI
Bordigion e Bordigioni sono dovuti a diverse trascrizioni del cognome Bordignon, che è tipicamente veneto, della zona che comprende le province di Vicenza, Treviso e Padova, è probabilmente originario del vicentino di Romano d'Ezzelino in particolare, Bordignoni, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Bortignoni, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Bortignon, che è molto diffuso nel vicentino e nel vicino trevigiano, dovrebbero derivare da un soprannome.
integrazioni fornite da Gabriele Farronato
questi cognomi derivano dal nome Bartolomeo che in Veneto si dice Bortolo, per distinguere un ceppo famigliare dagli altri si è fatto ricorso a varie modificazioni soprannominali com Bortoli, Bortignoli, Bortignon con successivo mutamente della dentale in d. da Bordignon derivano anche le varianti Bordigion e Bordigioni.
BORDONI Diffuso in tutto il centro nord con nuclei importanti in provincia di Sondrio, di Milano, di Rimini, in Umbria e nel Lazio, potrebbe derivare da soprannomi legati a vocaboli tardo latini quali burdonem (asino selvatico) o al medioevale bordone (bastone da pellegrino).
integrazioni fornite da Riccardo Bordoni
la famiglia Bordoni in Firenze è sempre stata di primaria importanza e di indiscussa fede guelfa (neri); ha avuto importanti cariche cittadine nell’età comunale fino all’avvento della dinastia Medicea per poi continuare ad essere una ragguardevole stirpe di possidenti nel contado Fiorentino gestendo ampie fattorie e ville signorili. Nella storia ricordiamo Gherardo Bordoni che combatte al fianco di  Corso Donati, (illustrato pure dal Villani dove si vedono i due cavalieri con i relativi stemmi delle famiglie sugli scudi da guerra). Ricordiamo che la famiglia contribuisce generosamente, assieme ad altre nobilissime famiglie fiorentine , alla edificazione di Santa Maria Novella , il famoso palazzo Antinori nella piazza omonima di Firenze viene costruito sulle case comprate da messer Lionardo Bordoni, la via accanto al palazzo, fino a cento anni fa ha portato il nome di questa storica famiglia per poi ‘“forse“ trovare maggior lustro diventando via degli Antinori. Lo stemma , codificato gia dal 1292 ,è così: d’argento al lupo rapace d’azzurro. Nel 1500 circa , (come lamenta il Borghini nei suoi studi sull’ arme Fiorentine) ,per dare forse più importanza al loro stemma , aggiungono un ‘“ bordone d’oro in palo ‘“ e rimane invariato fino ai giorni d’oggi.
BOREL
BORELLA
BORELLI
BORELLO
BORIELLI
BORIELLO
BORRELLA
BORRELLI
BORRELLO
BORRELI
BORRELO
BORRIELLI
BORRIELLO
Borelli, cognome molto comune, è decisamente panitaliano, distribuito in tutt'Italia, ma particolarmente presente nel Piemonte occidentale ed in Calabria Borello, tipici dell'Italia centro meridionale Borrelli e Borrello, quest'ultimo particolarmente in Sicilia e Calabria, con chiara derivazione dai toponimi Borrello di Catania (CT), Borrello d San Mauro (PA) e Laureana di Borrello (CZ), tipicamente campano Borriello. La derivazione di questi cognomi, oltre che da toponimi potrebbe essere ascritta al termine borro (torrente, orrido, crepaccio), o anche in alcuni casi dal vocabolo celtico borro (altero, fiero), che sembra aver anche generato il nome medioevale Borellus, di cui abbiamo un esempio in quest’atto di vendita del 24 giugno 1010: “In nomine Domini, ego Borellus vobis emtoribus meis Bernard et filiis suis Onoffredus et Dominico. Per hanc scripturam vindicionis mee vindo vobis .I. sorte de terra cum suis arboribus que est in valle Nepetana, in ipso Vilare, et est ad ipsos …”, che sembra essere l’origine più probabile di questi cognomi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Borel, quasi unico, sembra essere originario del torinese, Borella, molto più comune, ha una vasta concentrazione nel nord del paese, Borelli, anch’esso diffuso per lo più nel nord e centro nord, presenta ceppi secondari anche nel sud, soprattutto nel catanzarese e nel leccese, nonché nel Lazio, fra il romano e il latinense, Borello è  prevalentemente piemontese, ma ha un ceppo originario anche nel vibonese, Borielli, unico, è probabilmente un errore di trascrizione di Borrielli, concentrato per lo più nel sassarese, Boriello, rarissimo, è anch’esso un errore di trascrizione di Borriello, che, presente un po’ in tutto il paese, ha un largo epicentro nel napoletano, Borrel, unico, si riscontra soltanto a Collegno (TO), Borrelli, distribuito più o meno in tutta Italia, ha una maggiore frequenza nel napoletano, Borrello ha ceppi maggiori nell’area siculo-calabrese, nonché nel leccese, e ceppi minori sparsi per l’intera penisola, Borrelo, unico, si riscontra solo ad Altomonte (CS), per Borreli e Borrella, quasi unici, è invece molto difficile indicare una precisa provenienza. Per quanto concerne l’aspetto etimologico, si possono trarre diverse ipotesi riguardo a tutti questi cognomi, anzi, data la loro grande varietà, è molto probabile che non tutti condividano la stessa origine: per alcuni, cioè, può essere valida un’interpretazione in senso topografico o toponomastico, per altri una derivazione da un vecchio soprannome e per altri ancora (probabilmente la maggior parte di essi) può infine valere la cognominizzazione di un antico nome di battesimo. Iniziando con la prima categoria, quella cioè relativa alla toponomastica o a identificatori di località, bisogna ricordare che nel nostro paese numerosi sono i toponimi contenenti i termini borello, borella e simili (solo per citarne qualcuno, Borrello (CH), Borella (PD), Valle del Borello, nell’Appennino Romagnolo, etc.): alla loro base si trova spesso (ma non sempre) il termine borro, col quale si indica o un burrone o un luogo scosceso attraversato dall’acqua. In tal caso, allora, il cognome potrebbe derivare o direttamente dalla toponomastica o dall’abitare i capostipiti nei pressi di un borro. Come ho già detto prima, però, alcuni dei suddetti toponimi non traggono necessariamente origine dal termine borro. Interessante, ad esempio, è la storia del comune di Borrello, un tempo parte della cosiddetta Terra Borrellense: estesa fra l’Alto Molise e il chietino, questa terra, in effetti, era un grande possedimento feudale appartenente a una potente famiglia franca, che portava il nome di Borrello (l’italianizzazione, cioè, del francese Borel; per chiunque fosse interessato alla storia della Terra Borrellense, si può consultare il sito www.borrellosite.com/fidibo.htm). In particolari casi, allora, non si può escludere una discendenza diretta da alcuni rami dei cosiddetti Figli di Borrello o, comunque, dall’aver lavorato i capostipiti presso tale famiglia. La seconda ipotesi, quella cioè relativa alla derivazione da un soprannome, prende in considerazione i diversi significati che, nel corso del tempo, hanno assunto i termini burella o burello (di cui borella, borello e simili potrebbero essere varianti): con burella, ad esempio, si intendeva un corridoio sotterraneo, angusto e buio e, per estensione, il termine veniva usato anche nel significato di carcere; in un’altra accezione di significato, poi, il vocabolo burella era anche sinonimo di budella, intestino; burello, infine, era il nome dato a un tipo di panno scuro e grezzo. A mio parere questa seconda ipotesi è quella che gode di minore validità poiché, data l’alta diffusione e varietà di questi cognomi, pare strano che essi possano trarre origine da termini così specifici; tuttavia proprio questi termini mi aiutano a introdurre la terza e ultima ipotesi, che ritengo essere la più probabile o, per lo meno, quella che meglio giustifica la varietà e la frequenza dei cognomi presi in esame. Nella maggior parte dei casi, infatti, Borello, Borriello e simili dovrebbero derivare dal nome medievale Borellus: si tratta di un personale piuttosto comune nel Medioevo, non solo in Italia a dire il vero (in Francia, ad esempio, era conosciuto come Borel, Bouriel, etc., in Spagna come Borrell e Burrel, nei paesi anglofoni come Borel, Burrel, etc. e così via). Secondo un’interessante teoria, l’origine di questo nome (di cui, tuttavia, non si hanno certezze assolute) dovrebbe essere ricercata nel termine tardo latino burrus (di cui burellus o borellus sono forme ipocoristiche), col significato di rosso fuoco, fiammeggiante (in latino, in realtà, il termine ha assunto anche l’accezione di rosso cupo, tetro): burrus, mutuato dal greco pyrrhos, è la stessa voce che ha dato origine anche ai vocaboli burella e burello sopra citati, nonché al termine buio (che, nell’italiano arcaico, era infatti conosciuto come buro). Per riassumere, allora, il nome Borellus non significherebbe altro che rossiccio, rossastro e equivarrebbe al nome greco Pyrrhos (noto in Italia come Pirro); se si pensa, ora, all’altissima diffusione di nomi e cognomi derivati dall’antico nome e soprannome italiano Rosso (Rossi, ad esempio, è il cognome più diffuso in tutta Italia), si capisce allora perché Borello, Borriello e simili siano così largamente presenti nel nostro paese (e anche all’estero). A conferma di questa teoria, in conclusione, si può citare un illustre personaggio francese del XI secolo: Oddone I, meglio conosciuto col soprannome di Borel, cioè il Rosso, fu duca di Borgogna dal 1079 al 1103.
BORGATI
BORGATO
BORGATTI
BORGATTO
Borgati è assolutamente rarissimo, Borgatti è invece molto diffuso in Emilia, soprattutto nel bolognese e nel ferrarese, Borgatto sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Borgato che è decisamente veneto del veneziano e del rovigoto e soprattutto del padovano, dovrebbero tutti derivare da forme semipatronimiche derivate dal termine borgo (villaggio rurale) originato dal celtico borg (luogo fortificato, paese), stanti ad indicare famiglie originarie del borgo o di figli del borgo.
BORGHERO Abbastanza raro sembra avere due ceppi, uno padovano ed uno cagliaritano, quest'ultimo originario della Liguria si sarebbe insediato nella zona di Carloforte (CA) nel 1700.
BORGHESE
BORGHESI
Borghese ha ceppi nel Piemonte occidentale, a Milano, in Friuli, a Roma, a Napoli e nella Sicilia orientale, Borghesi è molto diffuso in tutto il centronord, sono cognomi originati probabilmente da una provenienza cittadina, in contrasto con l'ambiente villano, probabilmente come soprannome prima e poi come indicativo di appartenenza famigliare, ricordiamo il nobile casato dei Principi Borghese iniziato con Agostino Borghese che nel 1432 divenne Conte del Sacro Romano Impero e nel 1458 fu fatto Conte Palatino del Laterano 1458 e Patrizio di Siena, a questo casato appartenne il Papa Paolo V°.
BORGHETTI
BORGHETTO
BORGHEZIO
Borghetti ha un ceppo nel milanese e nord della Lombardia, uno nel bresciano ed uno tra le province di La Spezia e Massa, Borghetto è sicuramente veneto, Borghezio, molto raro è tipico di Rivoli e Torino, dovrebbero derivare dal fatto di abitare la famiglia in borgo, cioè in contrade periferiche, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel 1600 a Lissago (VA) dove è console un certo Carlo Borghetti: "...Dicta die perventus ad locum Lissaghi plebis suprascriptæ, assumptus fuit per dictum Ostiarium Carolus Borghettus Consul et habitator suprascripti loci iuratus...".
BORGHI Abbastanza diffuso ha un nucleo importante nell'area che comprende le province di Varese, Como e Milano ed un ceppo nella zona che dal mantovano e ferrarese comprendendo il reggiano, il modenese ed il bolognese arriva nel fiorentino e nel senese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dai tanti toponimi che utilizzano il termine Borgo come ad esempio: Borgo Capanne (BO), Borgo Castelletto (MN), Borgo Lombardo (MI), Borgo Rivola (RA) e moltissimi altri.
BORGHINI
BORGHINO
BORGIANI
Borghini è distribuito in tutta l'Italia centro settentrionale, ma soprattutto in Toscana ed Emilia, Borghino, decisamente più raro, è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, Borgiani ha un ceppo nel maceratino ed uno nel romano, dovrebbero tutti derivare dal fatto di abitare le famiglie in un borgo o in una località con quel nome, anche Melegnano possiede un rione con questa denominazione, ma in epoca medioevale Borghinus era anche un nome e potrebbe essere questa l'etimologia più corretta, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio a Firenze, dove dal 15 agosto al 14 ottobre 1298 è Priore Borghinus del Bieco Baldovinetti.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Firenze nella seconda metà del 1500: "..etiam Raph. Borghinus qui eodem tempore corrigebat vitam beati Jo: Gualberti ab eo in meliorem formam redactam quis correctores tenentur etiam denuo corrigere opera ab auctoribus vel ab aliis eorum nomine correcta quia ut superius dixit ..".
BORGI Borgi ha un ceppo toscano tra fiorentino e pratese, con massima concentrazione a Prato ed uno tra romano, ad Allumiere e Civitavecchia ed aquilano, dove è ben presente a Carsoli, dovrebbe derivare dalla forma genitiva del termine medioevale borgus (borgo, contrada), indicando così che il capostipite era quello del borgo.
BORGIA Presente a macchia di leopardo in tutta Italia, con ceppi importanti al sud, soprattutto in Puglia e nel Lazio.  Il casato dei Borja o Borgia, di origine spagnola, il cui nome deriva dal termine arabo burj (torre), era già nel 1400 tra i più nobili e potenti di Aragona, un'antica città vicino a Saragoza, l'antica Bursao, chiamata Burija dagli arabi (città della torre) porta il loro nome e da quel toponimo possono essere derivati alcuni ceppi italiani. Questo casato ha dato i natali a Papi, come Callisto III° e Alessandro VI°, a Cardinali e principi come Cesare Borgia, detto il Valentino, famosissima fu Lucrezia Borgia (1480-1519) figlia di Papa Alessandro VI°, a questa famiglia appartiene anche Francisco de Borja (1510 - 1572) che fu dichiarato santo da Clemente X nel 1671.
BORGNA
BORGNI
BORGNINI
BORGNINO
BORGNO
Borgna è molto diffuso in Liguria a Genova, Savona, Albenga (SV), San Remo (IM) ed Imperia, ed in Piemonte dove il nucleo principale è nel cuneese a Mondovì, Garessio, Ceva, Albaretto della Torre e Cuneo, con un ceppo anche a Torino, ha un ceppo nell'udinese a Fagagna ed uno nel viterbese a Caprarola ed a Roma, Borgni, molto molto raro, ha un ceppo nell'aretino a Cortona, Mentre Borgnini, ancora più raro, è del perugino, Borgnino ha un ceppo torinese ed uno astigiano, Borgno, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel cuneese occidentale, dovrebbero tutti derivare o direttamente o tramite ipocoristici dal termine dialettale settentrionale borgno derivato dal francese borgne (guercio) probabilmente causato da un difetto fisico del capostipite.
BORGOBELLO Borgobello è tipicamente friulano, di Udine, Casarsa della Delizia e Palazzolo dello Stella, dovrebbe derivare dal nome del toponimo Borgobello di Tricesimo, probabile luogo d'origine del capostipite.
BORGOGNONE
BORGOGNONI
Borgognone ha un ceppo tra l'agrigentino ed il palermitano ed uno in Piemonte, Borgognoni ha un ceppo nel bolognese, uno nell'anconetano ed uno nel Lazio.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Borgognone, col significato di nativo o proveniente dalla Borgogna (regione storica della Francia, un tempo suddivisa fra il Ducato di Borgogna e la Contea di Borgogna). Dal punto di vista storico, tracce di questo nome si trovano a Siena nel corso del 1200, con personaggi come Borgognone di Lotringo, Borgognone di Luttieri, Borgognone di Vernaccio, Borgognone del fu Guido, etc. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
BORGONOVI
BORGONOVO
Borgonovi ha un ceppo nel milanese e tra reggiano e mantovano, soprattutto a Toano, Reggiolo e Rottofreno nel reggiano, Borgonovo invece è tipico del milanese, di Cesano Maderno, Milano, Seregno, Verano Brianza, Meda, Giussano, Monza, Sesto San Giovanni e Bovisio Masciago, e nel comasco di Mariano Comense, Cabiate ed Erba, con un piccolo ceppo anche a Genova, potrebbero derivare da uno dei molti toponimi contenenti la radice Borgonovo.
BORIA
BORJA
Boria ha un ceppo nell'udinese in particolare a Verzegnis, alcuni nella fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, nell'anconetano ad Ancona, Jesi, Senigallia e Chiaravalle, nel ternano a Narni e Terni, ed a Roma, ed uno a Caltagirone nel basso catanese, Borja è quasi unico, potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine, in antico alto tedesco, borjan (innalzare, elevare) o anche dal gotico bairan (trasportare), e fare così riferimento al mestiere del capostipite; in alcuni casi si potrebbe trattare di collegamenti antichi con il casato dei Borgia.
BORIANI
BORIOTTI
Tipico delle provincie di Milano e Lodi, con ceppi consistenti anche in provincia di Bologna, di Como, nelle Marche e nel Lazio per Boriani, mentre Boriotti è limitato alle provincie di Milano, Lodi e Piacenza. La derivazione è incerta, potrebbero derivare da soprannomi dialettali legati in qualche modo alla famiglia Borja spagnola o al carattere. 
BORIN
BORINI
BORINO
Borin è molto diffuso in tutto il Veneto, Borini ha un ceppo tra veronese, mantovano e rovigoto, uno nel forlivese ed uno nell'anconetano, Borino ha un ceppo tra casertano e beneventano ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Borinus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1216 nel torinese: "...dominus Hanricus et nepos eius Borinus investiverunt...", o anche dal termine tardo latino borinus (settentrionale, che proviene dal nord).
BORIO Cognome decisamente piemontese.
integrazioni fornite da Roberto Borio di Tigliole
cognome di sicure origini esclusivamente piemontesi. Appare nel 1149 nel primo documento sulla composizione del consiglio comunale di Torino.  Deriverebbe o dal sostantivo provenzale "borio" che vuol dire maniero, cascinale o stazzo oppure dal sostantivo romano "boria" caverna.  Nel Piemonte occidentale si ritrovano alcuni agglomerati urbani dal nome Borio, Boria, Bosia.
BORLENGHI
BORLENGO
Borlenghi è tipico del piacentino e del parmense con un ceppo anche nel milanese e nel cremonese, Borlengo, molto raro, è tipico del Piemonte occidentale, potrebbe derivare dal toponimo Borlengo della Pieve di Brivio nel lecchese, ma è pure possibile una derivazione da forme etniche di toponimi come Borla nel piacentino, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'anno 1133 a Vimercate in un Libellum: "...Prima petia terre iacet ad locum ubi dicitur a Canova et Turrigla: coheret ei a mane Petri da Cambiago, a meridie Stefanardi et in aliquo Petri da Buirade, a sero Grimerrii Pamporro, et in aliquo Iohannis Balla, a monte Petri Borlengo. ..".
BORLINI Cognome lombardo presente anche nella provincia di Novara potrebbe derivare da un soprannome dialettale, come da una contrazione di Bortolini (vedi Bertoli).
BORMETTI Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO)  ipotesi suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio.
BORMOLINI Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO) ( ipotesi suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio) ), presente a Livigno fin dal 1600 come si evince dagli atti di un processo del giugno 1651 dove viene citato un tal Martino Bormolini.
BOROMEI
BORROMEI
Boromei, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel riminese ed uno nel Piceno, Borromei, assolutamente rarissimo, parrebbe marchigiano, si dovrebbe trattare di rami cadetti della famiglia milanese dei Borromeo.
BOROTTO Cognome di origine veneta dovrebbe derivare dalla contrazione di Bortolotto (vedi Bertoli).
BORRACCI
BORRACCIA
BORRACCIO
BORRASSO
Borracci è tipico della zona di Noicattaro e Rutigliano nel barese, ma ha anche un ceppo, forse secondario, nel Piceno, Borraccia è specifico di Pisticci (MT), Borraccio, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Borrasso, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Santa Maria Capua Vetere (CE), potrebbero derivare dal nome normanno Bourachot, o dal nome di origine slava Borya, ma è pure possibile che derivino dal nome arabo Bourach.
BORRASSA Nel 1530 Monopoli viene ceduta da Venezia a Carlo V. Nella città entrano gli spagnoli. Tra di essi Diego Borrassa o Borrassà, , nobile di  Valencia, ma discendente della famiglia Borràs o Borrasà di Majorca (è documentato),  cui viene affidato il comando “nella torre dell’Ancina territorio di Monopoli”. Nel 1563 tale Matteo Borrassa compera una casa da Antonio Lorusso dove c’era, vicino al Castello di Carlo V, “la torre et chiesa di S.Nicola della pinna”. Nel 1593  Giulio Cesare Borrassa, figlio della nobile spagnola Margherita Moncon, sposo di Raimonda De Magistris, lascia al figlio Gio.Giacomo metà delle sue terre in Locorotondo. Al secondogenito Gio.Geronimo lascia proprietà varie in Cisternino e, al terzogenito Gio.Battista, ulteriori beni nello stesso paese. Alla moglie lega la seconda metà dei beni in Locorotondo. Denari ed altri beni lascia alle figlie Vittoria, Beatrice, Giustina, Lucrezia e Laura, nonché alla sorella Antonia. Ordina, quindi, a tutti, lasciando opportuni mezzi, di costruire una cappella di famiglia nella Cattedrale. Nel 1604 la famiglia Borrassa compera dalla famiglia Figueroa la metà del feudo di Locorotondo essumendone la baronia e il sindacato. Il loro stemma viene riprodotto, assieme a quelli delle maggiori famiglie, all’interno del chiostro di S.Francesco di Paola in Monopoli: “Di azzurro al leone d’oro tenente nella branca destra un giglio d’oro”.
Successivamente, in seguito ad una furiosa lite fra i Borrassa e il vescovo di Monopoli Francesco Surgente (1640-1651), la moglie di Gio.Battista viene scomunicata.  Nel 1645 i Borrassa devono vendere la baronia di Locorotondo per debiti contratti con l’Ospedale e Banco della Santissima Annunziata di Napoli. Comprano feudo e baronia i Caracciolo. Di qui inizia un veloce declino del casato. Alla fine del ‘600 la famiglia Borrassa è ancora annoverata fra le famiglie nobili della prima piazza di Monopoli, ma nella prima metà del  secolo successivo scompare nel nulla. Nel 1750, nel corso di una radicale ristrutturazione della Cattedrale, fu distrutta anche la cappella di famiglia dei Borrassa che ospitava il quadro della Madonna della Madia, la maggior reliquia di Monopoli. La famiglia Borrassa, nel corso di due secoli, si era imparentata con le maggiori famiglie nobili di Monopoli
informazioni fornite da Ezio Simini
BORRECA Borreca ha un ceppo a Roma, uno campano a Pannarano nel beneventano, a Cervinara (AV) ed a Napoli, a Lagonegro nel potentino ed a Foggia, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Borreca Caputi di Pannarano (BN).
BORRI
BORRINI
BORRINO
BORRO
BORRONE
BORRONI
Borri è diffuso in tutta l'Italia centrale e nella parte occidentale dell'Italia settentrionale, Borrini ha ceppi in Lombardia tra varesotto, milanese e cremonese, nel piacentino, carrarese e spezzino ed a Roma, Borrino e Borrone sembrano specifici di Pozzuoli (NA), Borro, presente a Santhià e Tronzano Vercellese nel vercellese ed a Garbagna (AL), ha un ceppo a San Remo e Vallecrosia (IM) e nel savonese a Pallare, Carcare e Pietra Ligure, ma il nucleo principale è a Velletri (RM), Borroni ha il nucleo principale in Lombardia nel milanese a Milano, Solaro, Lainate, Cesate, Cogliate, Legnano, Bollate, Garbagnate Milanese e Rho, e nel varesotto a Saronno, Origgio, astellanza, Caronno Pertusella ed Uboldo, e nel comasco a Turate, ha un piccolo ceppo a Trieste ed uno , probabilmente secondario, nell'anconetano, dovrebbero derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto nome, Borro, Borronis di cui abbiamo un esempio a Milano in un Breve investiture feudi del 1150: "...Anno dominice incarnationis milleximo centeximo quinquageximo, mense februarii, indictione tertiadecima. Presentia bonorum hominum, quorum nomina subter leguntur, per lignum et pergamenum, quod in sua tenebat manu, Guidottus qui dicitur Borro, filius quondam Alberti, investivit per feudum Guasconem ...", in alcuni casi potrebbero anche derivare dai toponimi Borro (AR) o Borroni (PG) o anche dal termine borro (grande fossato) forse ad indicarne una vicinanza di un grosso fossato o canale all'abitazione della famiglia.
BORROMEO Tipica famiglia nobile milanese, dovrebbe discendere come ramo cadetto dal casato dei Vitaliani di Padova assumendo l'identificativo di Vitalianus Bonus Romeus trasformatosi poi nel tempo in Borromeo, di lì si trasferirono a San Miniato (PI) dove come banchieri di fede ghibellina accumularono grandi sostanze, con la vittoria dei guelfi nel 1370 vennero privati dei loro beni e mandati in esilio arrivarono nel milanese a Lainate (MI), troviamo tracce di questo casato in un atto del 1422 dove si legge: "...Vitalianum de Vitalianis dictus de Borromeis filius quendam domimi Joacob...nominatiae de sedime jacens in loco Leynate plebis..."; il Visconti fece Vitaliano Borromeo proprio feudatario della contrada di Arona nel 1439 e gli conferì il titolo di Conte nel 1445.  Il personaggio più famoso di questa famiglia fu San Carlo il milanese Carolus Borromeus (1538-1584) arcivescovo di Milano.
BORROMINI Tipica famiglia valtellinese, dovrebbe derivare dal toponimo Bormio (SO) ( ipotesi suggerita da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (Sondrio) ), personaggio famoso è stato Francesco Borromini (1559 -1667), il famoso architetto originario di Bissone nel Canton Ticino, che iniziò a Milano, probabilmente come scalpellino nel cantiere della Fabbrica del Duomo, per poi trasferirsi a Roma dove esercitò al massimo livello la professione di architetto, lavorò anche in San Pietro.
BORSA Borsa è tipico della Lombardia centroccidentale, del milanese e del pavese soprattutto, con piccoli ceppi anche nell'aquilano, nel latinense, nel napoletano e nel salernitano, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal mestiere di produttore di borse, ma, soprattutto per il ceppo lombardo potrebbe trattarsi di soprannomi originati dall'attività di banchiere o usuraio svolta dal capostipite.
BORSANI Tipico del basso varesotto e nordmilanese, zona di Uboldo, Saronno, Castellanza (VA) e Legnano, Parabiago (MI), dovrebbe derivare dal toponimo Borsano (VA), tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Milano nel 1500 con il patrizio milanese Gian Ambrogio Borsani.
BORSATI
BORSATO
BORSATTI
BORSATTO
Borsati è tipico del veronese, Borsato è molto diffuso nella zona che comprende il vicentino, il padovano, il veneziano e soprattutto il trevisano, Borsatti ha un ceppo nel pordenonese ed uno tra mantovano e ferrarese, Borsatto è specifico dell'area vicentino, padovana e trevisana, possono essere forme patronimiche in -ati ed in -ato del nome medioevale Borso, che avrebbero la funzione di figlio di, ma potrebbe pure trattarsi di soprannomi originati dal mestiere di fabbricante di borse svolto dai capostipiti.
BORSELLINI
BORSELLINO
BORSI
BORSO
BORSOI
Borsellini ha un ceppo a Gubbio nel perugino, con presenze anche in Toscana, Borsellino è tipicamente siciliano, dell'area agrigentina in particolare e del palermitano, Borsi è molto diffuso in Lombardia, in Emilia, nel goriziano e triestino e nel pistoiese, Borso è tipico del vicentino mentre Borsoi lo è del trevigiano, dove potrebbe anche derivare dal toponimo Borso del Grappa (TV), ma presenta un ceppo anche a Grignasco nel novarese, la più probabile derivazione per tutti questi cognomi è, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Borso, che dovrebbe essere una forma contratta del nome medioevale italiano Bonaccorso, del nome Borso abbiamo un esempio in uno scritto del 1200: "Anno incarnationis domini MCCLIIII, VIII Kal. Februarii Borso nobilis vir detentus est...", ricordiamo con questo nome il Duca di Modena e Ferrara del 1400 Borso d'Este, non si può comunque escludere che in alcuni casi si tratti di cognomi derivanti da soprannomi originati dal mestiere di produttore artigianale di borse o anche da aspetti particolari di tirchieria o , al contrario, di liberalità del capostipite.
BORSIER
BORSIERI
Borsier sembrerebbe unico, Borsieri, assolutamente rarissimo, parrebbe toscano, forse di  Comano (MS) o di Firenze, ma potrebbe anche avere un ceppo lombardo, dovrebbero derivare dal nome del mestiere svolto dal capostipite, quello di artigiano produttore di borse.
BORSOTTI Diffuso in Lombardia Borsotti ed in provincia di Piacenza con un ceppo anche in Toscana, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale Borso.
BORTINI Cognome bolognese presente anche nelle provincie limitrofe potrebbe derivare da una contrazione di Bortolini (vedi Bertoli).
BORTONE
BORTONI
Bortone è tipico del Lazio centromeridionale, della Campania, del casertano in particolare, e della Puglia, Bortoni, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di corme contratte dell'accrescitivo del nome Bortolo, da Bortolone, per contrazione Bortone.
BORZELLI
BORZILLI
BORZILLO
Borzelli, abbastanza raro, ha un ceppo romano ed uno napoletano, Borzilli è praticamente unico, Borzillo, assolutamente rarissimo, è tipico della Campania centrosettentrionale,  dovrebbero derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale Bortius. (vedi Borzi)
BORZI
BORZINI
Cognomi molto rari, per Borzi si individua un ceppo nel catanese, uno in provincia di Roma e forse uno nel milanese e comasco, per Borzini forse uno nel novarese ed uno nel ternano, dovrebbero derivare entrambi dal nome medioevale Bortius (derivato dal nome gentilizio latino Portius), ma per il ceppo catanese è pure possibile ipotizzare una derivazione la mestere di conciatore di pellami (byrseos in greco).
BORZI' Tipico del catanese.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
secondo il Dott. Alfio Borzì professore all'Università di Graz in Austria, il cognome sarebbe di origine albanese e
significherebbe "neve nera" (bor -zi) si tratterebbe della neve dell'Etna dopo le eruzioni. I Borzì sarebbero originari di Belpasso (CT) e di un altro comune.

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