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BOSA
BOSELLI
BOSELLO
BOSI
BOSO
BOSONE
BOSONI
Bosa ha un ceppo tra vicentino, padovano e soprattutto trevisano ed uno nell'udinese, diffuso in tutta la pianura padana Boselli, nel padovano e veneziano Bosello, in tutta l'Italia centro settentrionale, ma particolarmente in Emilia e Romagna Bosi, Boso ha un ceppo in Trentino a Castello Tesino ed uno nel veneziano, ad Eraclea e San Donà di Piave, ed a Padova, Bosone è essenzialmente del napoletano, di San Gennaro Vesuviano e di Napoli, Bosoni ha ceppi in Lombardia, Piacenza, Alessandria e Genova. Tutti questi cognomi hanno diverse zone di origine e diverse derivazioni che vanno da distorsioni del nome latino Ambrosius a modifiche del nome germanico Boso (declinato Bosoni) a soprannomi originati dal vocabolo germanico böse (superbo), a derivazione da toponimi quali Bosi (CN) e (TO), ma è anche possibile una derivazione da soprannomi originati dall'ipocoristico del vocabolo latino boscus. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Zogno in Val Brembana già nella prima metà del 1600 con il Vicario Iohannes Baptista Bosellus
BOSATRA Tipico del milanese, lodigiano e pavese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Tipicamente lombardo, con un ceppo maggiore nel milanese e ceppi minori nel pavese e nel lodigiano, questo cognome dovrebbe derivare dal termine bosadra o bosatra, variante arcaica o dialettale dell'aggettivo bugiarda: l'origine di questo vocabolo, infatti, va ricercata nel tedesco bösartig, col significato letterale di malvagio, cattivo (solo in italiano il termine ha poi assunto, per estensione, il significato di falso, ingannevole). Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un soprannome attribuito alla capostipite.
BOSC Bosc, molto molto raro, ha presenze in Val d'Aosta ed in Piemonte, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale piemontese, ma anche occitano bosc (bosco), ad indicare probabilmente che i capostipiti provenissero da una zona boschiva.
BOSCA Specifico piemontese, tipico dell'area che comprende torinese, astigiano e cuneese, deriva da un soprannome legato al vocabolo bosco, cioè di uno che fa il boscaiolo od abita nei pressi o all'interno di un bosco o ci ha comunque a che fare.  Tracce di questo cognome le troviamo a Sondalo nella seconda metà del 1700 con il Notaio Matteo fu Domenico della Bosca.
BOSCAGLIA Boscaglia ha ceppi sparsi a macchia di leopardo in tutt'Italia anche se in modo rado, dovrebbe derivare o da toponimi come Boscaglie (VI) o dal fatto che la famiglia abitava all'interno od in prossimità con un bosco.
BOSCARATO Boscarato è un cognome tipicamente veneto, del trevisano e veneziano in particolare, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in -ato riferentesi a figli di un Boscaro, da intendersi sia come cognome che come boscaiolo.
BOSCARDELLI
BOSCARDI
Entrambi quasi scomparsi potrebbero essere emiliani o mantovani, derivano dal nome medioevale Boscardus di cui abbiamo un esempio nel 1500 con il monaco Carolus Boscardus.
BOSCARELLI
BOSCARELLO
Boscarelli, pur molto raro, sembra avere tre ceppi, nel beneventano, nel cosentino e nel catanese, Boscarello oltre al ceppo catanese, parrebbe avere anche un nucleo nel vicentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vivere o presso boschi o dal lavorare nei boschi. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1600 a Caltagirone con l'illustre medico Gian Leonardo Boscarelli, medico personale di Donna Giovanna d'Austria, figlia di Giovanni d'Austria, il vincitore della battaglia di Lepanto.
BOSCARI
BOSCARO
BOSCHERI
BOSCHERO
BOSCHIERI
BOSCHIERO
Boscari, molto molto raro, è tipico dell'area vicentino, padovano, veneziana, Boscaro è invece molto diffuso in tutto il Veneto, in particolare nel padovano e nel veneziano, Boscheri è tipicamente trentino di Egna in Alto Adige e di Trento in trentino, Boschero, molto molto raro, è piemontese, del cuneese, di Busca, Piasco e Saluzzo, Boschieri, molto raro, ha un piccolo ceppo nel bolognese ed uno nel vicentino, Boschiero, anch'esso veneto, è specifico del vicentino, trevisano e veneziano, dovrebbero tutti derivare da soprannomi originati dall'attività di boscaiolo svolta dal capostipite, il ceppo piemontese potrebbe derivare da una forma etnica dialettale del paese di Busca.
BOSCARIOL
BOSCARIOLO
Boscariol è tipico del trevigiano e della provincia di Pordenone, in particolare della zona di Oderzo e dintorni, Boscariolo è assolutamente rarissimo, derivano da un soprannome dialettale originato dal mestiere di boscaiolo.
BOSCATI
BOSCATO
Boscati, estremamente raro, parrebbe del milanese, Boscato invece è tipicamente veneto, del vicentino, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in -ati o in -ato riferentesi a figli di un Bosco, soprannome che probabilmente si riferiva ad un boscaiolo.
BOSCH
BUSCH
Bosch è specifico di Romans d'Isonzo nel goriziano, Busch, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area toscoemiliana, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso un'alterazione dialettale, da un soprannome basato sul termine germanico busch (bosco), ad indicare probabilmente che i capostipiti provenissero da una zona boschiva.
BOSCHETTI
BOSCHETTO
BOSCHI
BOSCHIN
BOSCHINI
BOSCHIROLI
BOSCO
Diffusi in tutt'Italia, ma particolarmente al centro nord Boschetti è egualmente presente in tutto il centronord, Boschetto è tipicamente veneto, Boschi è tipico lombardo, Boschin è veneto, friulano, con ceppi a Salzano, Noale,e Portogruaro e a Trieste, Boschini con un ceppo nel bergamasco ed uno nel mantovano, soprattutto al sud ed al nord Bosco, tipicamente lombardo Boschiroli, questi cognomi dovrebbero derivare dall'attività di tagliaboschi o dal luogo d'origine o da soprannomi relativi ad un carattere ombroso.
BOSCHIGLIA Boschiglia, quasi unico, parrebbe del vicentino, dovrebbe derivare da un nome di località.
BOSCHIGLIO
BOSCIGLIO
Boschiglio, praticamente unico, è siciliano, e dovrebbe essere una forma alterata di Bosciglio, che, molto molto raro, è tipicamente siciliano, di Cianciana nell'agrigentino, che dovrebbe derivare da un soprannome grecanico originato dal termine greco antico βόσκω  bosko (condurre al pascolo), probabilmente motivato dal fatto che il capostipite facesse il pastore.
BOSCOLO Tipico veneto è molto diffuso dal rovigoto all'alto veneziano, dovrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo bosco o al mestiere di boscaiolo, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Firenze nel 1400 è famosa la congiura antimedicea di Pier Paolo Boscolo di cui fu sospettato di far parte anche il Macchiavelli.
BOSCOSCURO Boscoscuro è specifico di Torrebelvicino nel vicentino, dovrebbe derivare da un nome di località con quel nome.
BOSETTI
BOSETTO
Bosetti sembra avere due ceppi nel nord milanese e varesotto e nel bresciano e basso Trentino, Bosetto rarissimo parrebbe avere un ceppo torinese ed uno veronese, potrebbero derivare da nomi di località, come Bricco Bosetto frazione del comune di Cassinasco (AT), ma è pure possibile che derivino dal nome italo germanico Bosius, di cui abbiamo tracce ad esempio nel cremonese nel 1281, in un atto infatti si legge: "...MCCLXXXI, indictione X, die veneris penultimo ianuarii dominus Bosius de Dovaria, civis et nobilis civitatis Cremone...".
BOSIA
BOSIO
DE BOSIO
Bosia è tipicamente piemontese di Asti, con ceppi anche a Genova, Bosio ha ceppi in Piemonte, Lombardia ed in provincia di Verona, De Bosio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona tra nordmilanese e varesotto, potrebbero derivare da toponimi come Bosia (CN) o Bosio (AL).  (vedi anche Boselli) Tracce di questa cognominizzazione si trova a Vicenza nel 1600, in un atto si legge: "...Alexander Bosius filius quondam Curtii cancellarius archivii scripturarum notariorum defunctorum magnificæ civitatis Vincentiæ...".
BOSINCO
BOSINCU
BUSINCO
BUSINCU
Tutti estremamente rari e tipicamente sardi, Bosinco è specifico di Sassari, Bosincu, quasi unico, è sempre del sassarese, Businco è di Cagliari, mentre Busincu è di Porto Torres, sempre nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BOSINCO; BOSINCU; BUSINCU: cognomi rarissimi. Bosinco, Bosincu o Busincu = di Bosa, proveniente da.. Bosa, bellissima cittadina della costa occidentale, di 8.000 abitanti, della provincia di Oristano, della regione Planargia. Trae origine da Bosa Manna o Vetusta (antica). Dal fenico bos = stanziamento, agglomerato di case, secondo il canonico Giovanni Spano; fondata, secondo la leggenda, da Calmedia, figlia dell'eroe Sardus, della stirpe di Ercole! Nel Medioevo fu capoluogo della Curadorìa di Planargia. Fu abbandonata verso l'inizio del XII° sec .ma di li a poco fu fondata Bosa nuova, l'attuale. Bosa nuova continuò la storia dell'antica; assurse a grande importanza durante tutto il periodo medioevale e fu sede inoltre di una importante Diocesi Ecclesiastica, oggi fusa con quella di Alghero( per saperne di più vedi Bosa nel Dizionario Storico Sardo di F. C. Casula o visita il sito Web, Bosa; vedi inoltre nei dicius di Giuseppe Concas: Fai accumenti fainti in Bosa!). Nei documenti antichi non troviamo Bosinco, Bosincu o Busincu, ma de Bosa. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 troviamo: De Bosa Petro e Mele Margiano, majoribus ville de Sardara(** SARDARA MONTIS REGALIS...(11 GENNAIO 1388), et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° sec. troviamo: de Bosa Petru (131, 132, 133, 134), teste in due vendite (comporaili) ed in due scambi (tramutai) di terre in agro di Kerki, villa (bidda) scomparsa, in agro di Usini, presso il monte Kerkos. De Bosa Furatu (24), teste in una vendita (comporaili)di una vigna, in territorio di Balle de Nuce(valle di Nuce o Nuke): in agro d'Iscano (probabilmente l'attuale Scano Montiferro). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° secolo, figurano: de Bosa Costantine, prete (208): ego Perdu, priore de Bonarcado, fatzo regordatione pro kertu ki feci pro fundamentu ki poserat Mariane d'Orruu de Nuragi de vinias ad Sancta Maria de Bonarcado in Villa Longa(* Ville Longe.Villalonga: distrutto. Campitani Majoris). Kertei in Corona de Logu in Aristanis, sendo in kida de Berruda Toroodori Seke. Kertei cun sos homines c'aviant levadu custu fundamentu: preideru Costantine de Bosa et Mariane de Sivi et Costantine d'Orruvu de Villalonga et ipsos  frades et Pedru de Vrca etc. etc. Trad : io Pietro, priore di Santa Maria di Bonarcado faccio presente la lite che feci per il "fondamento"(su fundamentu è il nucleo patrimoniale di una collettività di un  villaggio, comprensivo di terre e d'animali etc.), che diede Mariane d'Orrùu de Nuragi  a Santa Maria, in Villalonga. Feci causa nel tribunale  di Oristano, nella settimana di vigilanza di Troodori Seke. Feci causa agli uomini che avevano preso questo "fondamento":..Attualmente il cognome Bosinco è presente in 18 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: Sassari 35, Laerru 5, Sennori 3, Olbia 3, etc. Bosincu è presente in 4 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Alghero 5, Sassari 3, Pozzomaggiore 2. Busincu è presente in 5 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Porto Torres 15, Olbia 3, Sassari 3, Nulvi 3.
BOSIS
DE BOSIS
Bosis è tipicamente lombardo, del bergamasco in particolare e delle zone viciniori del milanese e del bresciano, De Bosis, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel teatino ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome germanico Boso (vedi BOSELLI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Lovere in un Instrumentum cessionis del 1474: "...Cessione di Battista fu Oliviero de Guinizonibus di Crema, ab. a Lovere, a Giovanni fu Bartolomeo de Bonaldis, ab. a Lovere, di ogni suo diritto verso Matteo fu Marchisio de Bosis di Bergamo in ragione di ducati d'oro 95 e carantani d'argento 40, dovuti da Matteo a Battista. notaio: Celeri (de Celeris Giuseppe fu Giovanni..." e in Val Seriana nel 1616 è Vicario di Nembro un tale Castellus Cararia de Bosis.
BOSSA Bossa ha ceppi a Paesana nel cuneese, a Roma, ad Ercolano, Napoli ed Afragola nel napoletano, a Melissa nel crotonese ed a Messina, potrebbe trattarsi di un matronimico da una forma femminile del nome medioevale germanico Bosso, Bossonis, (vedi BOSSO).
BOSSERO Bossero, ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe essere originario di Boissano nel savonese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine medioevale francese, di origini brettoni, bosser (macellaio), una forma dialettale del francese boucher (sempre macellaio), indicando così probabilmente l'occupazione del capostipite.
BOSSETTI
BOSSETTO
Molto raro Bossetti sembrerebbe tipico bergamasco, anche Bossetto è raro, ma parrebbe del torinese, potrebbero derivare da modificazione del cognome Bossi.
BOSSI Bossi, presente praticamente in tutt'Italia, anche se le aree di elezione sono il Piemonte e la Lombardia, l'origine potrebbe essere dal nome germanico Boso, anche se si potrebbe anche ipotizzare una connessione con le caratteristiche della vegetazione della località d'origine. Le tracce del cognome sono antichissime, un'iscrizione su di un sigillo di ferro avente l'insegna di un bue riporta incise:  BEN.US  BOSS.  EPISC. MED, che starebbe per Benignus Bossius Episcopus Mediolanensis e determina così lo stemma di San Benigno Bossi, che fu arcivescovo di Milano dal 465 al 472. Nell''Archivio Capitolare di S. Vittore a Varese, è conservato un atto di compravendita risalente al giugno 1173, con il quale Stefano, Corbella e Lanfranco Bossii de Aciate (Azzate (VA))vendono una vigna.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Lurati indica il cognome Bossi, diffusissimo in area lombarda, come esito di Jacobossi, da Jacopo (Giacomo). Si chiarirebbe così, in area piemontese, con l'invalsa desinenza in -o, anche Bosso. Altra ipotesi: variante del ceppo "Bosio" che deriva dal personale medioevale "Boso" (cfr.)
BOSSIO Bossio ha un piccolo ceppo piemontese a Valenza nell'alessandrino ed un ceppo calabrese nel cosentino ad Amantea, Belmonte Calabro e Crosia, e nel crotonese a Cirò Crucoli e Verzino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Bosius originato dal nome germanico Boso.
BOSSO
BOSSONE
BOSSONI
Bosso è tipico ed è molto diffuso in Piemonte e nel genovese, ma presenta un grosso ceppo anche nel napoletano, soprattutto a Napoli, Bossone ha piccoli ceppi piemontesi a Torino, a Pieia nell'astigiano ed a Domodossola nell'ossolano, ed un ceppo a Lauro e Pago del Vallo di Lauro nell'avellinese ed a Napoli, Bossoni è tipico del bresciano, di Brescia, Salò, Verolanuova, Azzano Mella, Gottolengo, Pontevico e Quinzano d'Oglio, potrebbero derivare, in qualche raro caso, dalla troncatura del toponimo Bossolasco nel cuneese, ma molto più probabilmente derivano da modificazioni del nome germanico Bosso, Bossonis , di cui abbiamo un esempio in una Charta venditionis dell'anno 1198 a Comabbio (VA): "...et ita possuere fideiussores, omni tempore defensores, Iohannem Ruinum et Ianuarium Bossonem, consules de loco Comabio, et Tempinum, deganum ipsius loci...", o da alterazioni del nome medioevale germanico Bozo o Bozzo (vedi BOZZA), o potrebbero anche derivare da soprannomi in qualche modo legati alla pianta del bosso.
BOSSOLA
BOSSOLETTI
BOSSOLI
BOSSOLINI
BOSSOLO
Bossola, abbastanza raro, è tipico piemontese, con un ceppo a Vercelli ed uno forse secondario a Torino, Bossoletti, molto molto raro, è tipico dell'anconetano, Bossoli, altrettanto raro, dovrebbe essere toscano, Bossolini, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo nel pavese a Retorbido, ormai scomparso, ed uno toscano tra senese, area di Torrita di Siena, ed aretino, area di Foiano della Chiana, Bossolo, estremamente raro, sembrerebbe piemontese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Bosolus, anch'esso un ipocoristico del nome medioevale germanico Boso, Bosonis (vedi BOSELLI), dell'uso di questo nome abbiamo un esempio ad Arezzo in uno scritto del 1476: "...Cunizellus clericus iudicavit canonicis medietatem su partis eiusdem altaris; pro alia medietate filius eius Bosolus et nepotes sui, filii Brittoli, acceperunt XII solidos ab ipsis.", o anche da nomi di località originati dalla presenta di piante di bosso, ma è pure possibile che derivino da nomi di località come Bossola (AT), Bossola di Castelnoceto (AL) o Bossolasco (CN).
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Bossola potrebbe derivare anche da due altri toponimi, una frazione del Comune di Nizza Monferrato (AT) e una frazione del Comune di Carmagnola (TO).
BOSURGI Abbastanza raro è tipico della zona dello stretto di Messina, dovrebbe derivare dal cognome arabo Buzurg ricordiamo Kiya Buzurg Ummid persiano del 1100 studioso che contribuì a costruire un governo ismailita in Persia, ma è pure possibile una connessione con un soprannome derivato dall'arabo busurg o buzurg (grande, grosso).
BOTER
BOTERI
BOTERO
BOTTER
BOTTERI
BOTTERO
Boter è praticamente unico, Boteri è piemontese ed è praticamente unico, Botero è quasi unico, Botter ha un ceppo lombardo nell'area bergamasco, bresciana ed uno veneto nel trevisano, a Treviso, Asolo, San Zenone degli Ezzelini e Silea, e nel veneziano, a San Donà di Piave, Venezia, Caorle e Portogruaro, Botteri ha un ceppo tra pavese e piacentino, dove è più diffuso, ed uno a Trieste, Bottero è tipico del Piemonte centromeridionale, in particolare del cuneese, e della Liguria centrooccidentale, con un ceppo tra trevisano e padovano, dovrebbero derivare dal termine medioevale boterus o botterus (chi svolgeva il mestiere di bottaio o fabbricante di botti), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con lo scrittore e storico Giovanni Botero (1543-1617) originario di Bene Vagienna (Cuneo).
BOTRUGNO Abbastanza raro è tipico della zona dello stretto di Messina, dovrebbe derivare dal cognome arabo Buzurg ricordiamo Kiya Buzurg Ummid persiano del 1100 studioso che contribuì a costruire un governo ismailita in Persia, ma è pure possibile una connessione con un soprannome derivato dall'arabo busurg o buzurg (grande, grosso).
BOTTA
BOTTI
BOTTO
Botta è diffuso nella fascia centro occidentale dell'Italia settentrionale, ma sono presenti ceppi importanti anche in Campania, in Puglia ed in Sicilia, Botti è molto diffuso in Lombardia, Liguria, Emilia ed alta Toscana, con ceppi anche nel Lazio ed in Campania, Botto è specifico di Piemonte e Liguria, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bottus di cui ad esempio si hanno tracce nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove, in un atto del 1169 si legge: "...Albertum qui dicitur de Rivolta et Bottum qui dicitur Salinarius de Meleniano, nominative de ponte de Meleniano edificato supra flumen Lambri et de omnibus rebus territoriis et buschis...".  Tracce di questa cognominizzazione si trovano ad esempio ad Ardesio (BG) nel 1500 con il notaio Agostino Botto di Giovan Antonio di Ardesio e a Milano nel 1502 con Bergonzio Bottus uno dei conduttori delle entrate dello stato di Milano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Botti è un cognome veneto che secondo Olivieri 158 deriva dal personale germanico 'Boto, Botgis'. (Förstemann 323). Invece per F. Violi è la cognominizzazione del nome personale medievale Bottus che muove dal mediolatino 'buttis' = botte, usato come soprannome a indicare 'persona tozza e corpulenta'.
BOTTA' Molto raro sembra specifico della Valtellina.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
deriverebbe da una parola dialettale che significa "persona grassoccia".
BOTTAI Tipico della zona che comprende le province di Pisa, Livorno e Firenze, deriva dal nome di mestiere di bottaio (costruttore e riparatore di botti).
BOTTAIOLI Bottaioli, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Cremona ed uno ad Anagni nel frusinate, dovrebbe derivare dal nome del mestiere del capostipite che, molto probabilmente costruiva e riparava botti.
BOTTALICO Bottalico ha un grosso ceppo a Bari ed a Manfredonia nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che i capostipiti lavorassero ai bottali, dei tipici contenitori utilizzati nella conciatura delle pelli, composti da sorte di botti cilindriche sdraiate e ruotanti.
BOTTAMEDI Bottamedi è specifico di Andalo in trentino, di origini etimologiche oscure.
BOTTAN
BOTTANI
BOTTANO
Bottan ha il ceppo originario tra la provincia di Treviso e quella di Venezia, con un ceppo secondario nel latinense, dovuto all'esportazione di manodopera veneta per la bonifica delle paludi Pontine, Bottani è concentrato in Lombardia anche se presente in Piemonte, Liguria, province di Treviso, Roma e Cagliari, Bottano sembrerebbe quasi unico, questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di bottai o costruttori di botti.
BOTTARELLI
BOTTARELLO
BOTTARI
BOTTARIN
BOTTARINI
BOTTARO
Bottarelli ha un ceppo lombardo a Bedizzole e Brescia nel bresciano, a Milano, a Covo e Bariano nel bergamasco, a Canneto sull'Oglio nel mantovano ed a Cremona, ed un ceppo emiliano, nel parmense, a Parma, Salsomaggiore Terme, Fidenza e Fontanellato, e ad Alseno nel piacentino, Bottarello, praticamente unico, è dovuto ad un'errata trascizione del precedente, Bottari è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, in Emilia, in Toscana, in Abruzzo, in Puglia, nel reggino e soprattutto nel messinese, Bottarin è rarissimo e dovrebbe essere trentino, Bottarini, molto raro, è specifico del varesotto, Bottaro ha un grosso ceppo ligure, uno veneto, uno napoletano ed in Sicilia, nel messinese, nel siracusano e nell'agrigentino, tutti questi cognomi derivano direttamente o tramite ipocoristici da soprannomi derivanti dal mestiere di bottaio o bottaro, cioè fabbricante di botti, svolto dal capostipite.
BOTTAZZI
BOTTAZZO
Bottazzi è molto diffuso in Lombardia ed in Emilia, nell'alessandrino e nel genovese, Bottazzo ha un ceppo veneto nel padovano e veneziano ed uno pugliese soprattutto nel leccese, questi cognomi potrebbero essere derivati da un soprannome caratterizzato dalla corporatura grassoccia dei capostipiti, tale da richiamare l'immagine della botte, o anche, ma meno probabilmente, dall'attività di bottai.
BOTTECCHIA Bottecchia sembra specifico del trevisano, di Colle Umberto, Vittorio Veneto e Conegliano, dovrebbe derivare da un soprannome originato probabilmente dalla conformazione fisica del capostipite che forse era leggermente grassottello.  Personaggio famoso è stato il corridore ciclista Ottavio Bottecchia  di San Martino di Colle Umberto (TV), prima muratore, poi medaglia al valore militare durante la prima guerra mondiale vinse il Tour de France nel 1924 e nel 1925.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bottecchia è derivato del cognome base Botti, viene dal latino 'butticùla' = botticella.
BOTTEGA Tipico del trevigiano, tra Conegliano e Vittorio Veneto, potrebbe derivare da un nome di località.
BOTTICELLA
BOTTICELLI
Botticella è specifico di Sant'angelo a Cupolo (BN), Botticelli presente in tutta la penisola, dovrebbe essere originario del Lazio, anche se è ben rappresentato anche nelle Marche, potrebbero essere derivati dal mestiere del bottaio, o più probabilmente da un soprannome, come fu il caso nel 1400 del famoso pittore Sandro Filipepi detto il Botticello (Botticelli il famoso autore della Primavera e della Nascita di Venere).
BOTTIGLI
BOTTIGLIO
BOTTIGLIONE
BOTTIGLIONI
BUTTIGLI
BUTTIGLIO
BUTTIGLIONE
BUTTIGLIONI
Bottigli, assolutamente rarissimo, è presente nel perugino e nel livornese, Bottiglio è praticamente unico, Bottiglione ha un piccolo ceppo a Pescara e all'Aquila ed uno a Taranto, Bottiglioni, abbastanza raro, ha presenze significative nello spezzino, nel lucchese e nel senese, Buttigli, molto molto raro, è di Perugia, Buttiglio è praticamente unico, Buttiglione è tipicamente pugliese, del barese e del tarentino, Buttiglioni, unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal nome di una località come Monte Bottigli nel grossetano o anche, sia direttamente che per accrescitivi, dal nome medioevale Bottilio di cui abbiamo un esempio in un documento pisano del 1185: "...Presentibus Bottilio quondam Rubi de Cologole et Ciabatto pellario quondam Pinthuli et Ventura calsulario filio Moretty pellarii ...".
integrazioni fornite da Ubaldo Bottigli
Cognome presente in Umbria (in particolare Perugia) e Toscana. Il cognome è presente in un catasto del 1427 a Firenze.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Buttiglione è un cCognome frequente nel Barese, è un derivato accrescitivo di 'bottiglia' (la forma 'buttiglione' è dei dialetti meridionali). In senso metaforico come soprannome potrebbe indicare una persona bassa e tozza, dal collo particolare. Minervini 109.
BOTTIN
BOTTINA
BOTTINELLI
BOTTINERI
BOTTINI
BOTTINNERI
BOTTINO
Tutti questi cognomi dovrebbero derivare da un diminutivo del nome medioevale Bottus (vedi BOTTA), di quest'uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in una Carta venditionis scritta in Nerviano (MI) nel 115 si legge8: "Anno dominice incarnationis millesimo centesimo quinquagesimo octavo, primo die mensis februarii, indictionæ sesta. Constat me Massium filium quondam Alkerii qui dicebatur de Fargano de loco Parabiago qui professus sum lege vivere Longobardorum, accepisse, sicuti et in presentia testium manifestus sum quod accepi, a te Bottino filio quondam Amizonis qui dicebatur Botto de loco Axillano...".
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Bottineri e Bottinneri, quasi unici, sono presenti solo a Messina, Bottina, assolutamente rarissimo, si trova solo a Vigevano (PV) è si è probabilmente formato per un errore di trascrizione del cognome Bottini, Bottin è diffuso nel padovano, trevigiano e veneziano, con epicentro nel comune di Due Carrare (Padova), Bottinelli, tipicamente lombardo, è diffuso tra le province di Como e Varese (Olgiate Comasco-Co, Cagno-Co, Solbiate-Co, Appiano Gentile-Co, Malnate-Va, Besano-Va, Viggiù-Va, Vedano Olona-Va) con un nucleo nel bergamasco (Lurano, Brignano Gera d'Adda, Treviglio), e nel sud-milanese (Lacchiarella). Discreta la presenza del cognome nel Piemonte nord-orientale (vercellese e verbano), nella Liguria centro-orientale e nel grossetano, Bottini è diffuso nell'Italia centro-settentrionale con ceppi significativi nella quasi totalità delle province lombarde, con maggior frequenza tra le province di Milano e Varese (Busto Arsizio-Va, Lonate Pozzolo-Va, Solbiate Olona-Va, Busto Garolfo-Mi, Casorezzo-Mi, Inveruno-Mi, Legnano-Mi, Parabiago-Mi), in Piemonte è presente a Torino, nel verbano e nel novarese. In Liguria a Sanremo (Imperia), nel genovese e a Varese Ligure (La Spezia). In Emilia Romagna nel parmense (Salsomaggiore Terme) e nel ferrarese (Codigoro). In Umbria a Perugia. In Abruzzo nel pescarese. Nel Lazio nelle province di Frosinone (Alatri, Anagni) e Roma, Bottino è diffuso in Liguria, Piemonte, Sicilia, Campania e Calabria, in Liguria è tipico del genovese e del Ponente ligure, in Piemonte è presente a Torino e nel Canavese, nell'alessandrino ed astigiano, in Sicilia particolarmente nel catanese (Acireale e dintorni), in Campania principalmente nel napoletano, in Calabria nel cosentino. Alla base di tutti questi cognomi dovrebbe esserci un soprannome legato al mestiere del bottaio (chi fabbrica, ripara e vende botti).
BOTTONARO Probabile l'origine dal mestiere del fabbricante di bottoni, è molto raro ed è presente solo in provincia di Milano e di Napoli.
BOTTONE
BOTTONI
Bottone è tipico del napoletano e salernitano, Bottoni è presente in tutta Italia, con zona prevalente nel Lazio, ma anche in provincia di Milano, Ferrara, Bologna, nelle Marche ed in Toscana, l'origine del cognome può essere dal mestiere di fabbricante o venditore di botti o di bottoni o da un soprannome transitato dal dialetto.  Tracce di questa cognominizzazione si trova a Cento (FE) fin dal 1200 dove opera Gioanni di Jacopo Bottoni Notajo del Vicario Generale di Bologna.
BOTTOS
BOTTOSSO
Entrambi dell'area veneto, friulana, Bottos è di Caorle, Gruaro e Venezia nel veneziano e di Treviso, e di Azzano Decimo, Pasiano di Pordenone, Pordenone, Pravisdomini e San Vito al Tagliamento nel pordenonese e di Codroipo nell'udinese, Bottosso è del veneziano, di Portogruaro, Santo Stino di Livenza, Ceggia, San Donà di Piave e Fossalta di Portogruaro, con un piccolo ceppo a Pordenone, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome germanico medioevale Boto, di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1152 a Magenta nel milanese: ".. Ego Petrus, notarius sacri palaci, scripsi, post tradita complevi et dedii. Ibi statim coram ipsis testes, in ipso die, ligno et carta que sua tenebat manum, suprascripto Massio invistivit suprascripto Amizo dicitur Boto de loco Axiglane, nominative de suprascriptorum camporum et prato et sedimen que leguntur suprascripta carta, sicut dicernitur in suprascriptas coerentias in tali tenore ad tenendum et ad ficto redendum homnique anno argentum denariorum bonorum solidos decem per omnem festum sancti Martini usque ad annos quatuor...", nome a sua volta derivato dal termine germanico bod (messaggero), potrebbero però anche derivare da un soprannome basato su di una variazione dialettale del termine veneto boto (botta, scoccare delle ore, fracasso), improbabile, ma non impossibile, un collegamento con il termine gotico bauths (stupido, ottuso).
BOTTURA
BOTTURI
BOTURA
Bottura è tipico del mantovano, veronese e basso trentino, Botturi del basso bresciano e mantovano, Botura, quasi unico, sembrerebbe veneto, dovrebbero derivare da soprannomi legati al mestiere di bottaio, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo fin dal XVII° secolo a Rovereto (TN) con varie famiglie Bottura ed a Calcio (BG) con dei Botturi, a Malcesine (VR) nasce nel 1770 Antonio Bottura insigne poeta.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bottura è la cognominizzazione del nome proprio medievale augurativo Bonaventura, abbreviato per sincope in Botura.
BOVA Tipico calabrese, dell'area del reggino, ha un ceppo secondario nel palermitano ed uno nel napoletano e casertano, deriva dal toponimo Bova (RC), si ha traccia di questa cognominizzazione fin dal 1700 ad Aversa (CE).
BOVE Tipico di Lazio e Campania e Puglie, dovrebbe derivare o da soprannomi legati alla parola bove, ad esempio indicatori del mestiere di bovaro, o da toponimi simili a Bova (RC).  Riferimenti storici di questo cognome si trovano ad esempio a Solofra (AV) fin dal 1700 quando i Bove risultano fra i notabili della città.
BOVI
BOVO
BOVONE
BOVONI
Bovi ha vari ceppi, nel veronese a Verona, Illasi e Badia Calavena, a Ferrara, Bologna e Luzzara nel reggiano, a Roma ed a Sgurgola nel frusinate, e nel salernitano a Battipaglia, Acerno e Pontecagnano Faiano, Bovo è tipicamente veneto, ma presenta ceppi anche a Torino, Alessandria, Cossato nel biellese ed a Genova, Bovone è specifico dell'alessandrino, di Alessandria, Tortona, Novi Ligure e Pozzolo Formigaro, Bovoni è praticamente unico, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Bovo, Bovonis, di cui abbiamo un esempio d'uso nel pavese in un Breve investiture del 1152: "Die dominico qui est sesto kalendas iunii, in loco Castello Novo. In presencia bonorum hominum corum nomina subter leguntur, investivit Ventura, filius quondam Iohannisboni Mazaboe, cum lingno et bergamena quod in sua manu tenebat, Bovum, filius quondam Arderici, nominative de sedimine uno quod est de suo feodo ex parte, quod iacet in loco et fundo suprascripto Castello Novo infra ipsum burgum et est per mensuram iustam pertica una, coheret ei a mane Arialdi et Bovonis fratres, a meridie et a sero via ..." o dal nome Bovus, citato nello stesso documento o di cui abbiamo un esempio anche in una Carta refutationis dell'anno 1143 a Milano: "...Presentia bonorum hominum quorum nomina subter leguntur, per lignum et cartam quam sua tenebat manu, Bovus, filius quondam Ariprandi Advocati, de civitate Mediolani, qui refutavit hereditatem patris sui, fecit finem et refutationem in manu Petri qui dicitur Brullia, de suprascripta civitate...", in alcuni casi potrebbero derivare da toponimi come San Bovio nel milanese, San Bovo nel cuneese, o Bovo nel veronese.
BOVINA
BOVINI
Bovina è decisamente del bolognese, Bovini è molto raro sembra avere oltre alceppo emiliano, tra ferrarese e bolognese, anche un ceppo nel senese, dovrebbero derivare da soprannomi legati a mestieri collegati con il vocabolo bove.
BOVINO Sembra tipico della Puglia, con un ceppo anche nel beneventano, dovrebbero derivare dal toponimo Bovino (FG).
BOVIO Bovio è tipicamente piemontese e dell'area nordoccidentale della Lombardia, ha un ceppo anche nel napoletano e nel beneventano ed uno nel barese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Bovius di cui abbiamo un esempio in Lucius Bovius della tribù Falerna duumvir quinquenalis, augur , praefectus fabrum, tribuno militare della terza legione cirenaica in epoca augustea citato in una stele funeraria: "Lucius Bovius L(uci) l(ibertus) Lucrio, Barbia T(iti) f(ilia) Maxuma v(iva) f(ecit) sib(i) et suis libertis libertabus.  L(ocus) p(edum) q(uadratorum) XVI".
BOVISIO Bovisio, assolutamente rarissimo, è tipico dell'area che comprende il bergamasco ed il milanese, dovrebbe derivare dal nome del comune di Bovisio nel milanese.
BOVOLENTA Originario delle provincie di Rovigo e Ferrara un ceppo e cuneese l'altro, questo cognome è presente in tutto il nord Italia, potrebbe essere originato dal toponimo Bovolenta (PD) in alcuni casi e, in altri, dal termine latino benevolentia (indulgenza) usato come nome augurale.
BOZ Originario della provincia di Udine potrebbe essere di origine slava, dal nome croato Boz, o anche derivare dall'apocope del nome germanico Bozo (vedi BOZZA).
BOZA
BOZI
BOZO
Boza è unico, Bozi lo è quasi, Bozo sembrerebbe scomparso ormai in Italia, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Bozo (vedi BOZZA).
BOZANO
BOZZANO
Bozano, molto molto raro, è ligure, di Busalla e Genova, Bozzano è tipico di Genova, ma è comunque diffuso in tutto il genovese e savonese, con un ceppo anche a Imperia, dovrebbero derivare dal nome medioevale Bozanus, un' alterazione del nome germanico Bozo (vedi BOZZA), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella descrizione della guerra contro i turchi della seconda metà del 1500: "...Tria haec agmina, centum, vna ac sexaginta triremibus constabant, et ita instructa erant, vt media acies cum binis cornibus iuxta se vtrinque positis, aequis passibus progrederentur: tantum aunt distabant cornua ab acie media, vt interponi potuissent in illud spacium ternae quaternaeve triremes: idque in eum finem relictum erat, vt singula agmina, prout vsus postularet, sese conuertere possent. Subsidiorum agmini Aluarus Bozanus S. Crucis Marchio imperabat, cuius signum album erat dissectum in puppi. Caeterum habebat hoc agmen triginta et octo triremes: ex quibus octo vniuersam classem praeuidendi caussa, sub Ioanne Cardona duce, viginti circiter aut viginti quinque passuum millibus praecedebant...", non si può anche escludere una possibile derivazione dal toponimo Bozano Pisanis, l'Attuale Bozzano (LU) o da Bossaneu, il nome ligure di Bolzaneto (GE).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
BOZANO, BOZZANO - Cognome ligure caratteristico di Voltri e delle sue valli (Mele), e di qui diffusosi da Genova verso ovest fino a Savona (più sporadicamente fino ad Albenga) e con minore frequenza nella Riviera di Levante. Per l'etimo, è da connettere con l'altro cognome ligure Bozzo, che riprende l'aggettivo bozzo = 'acerbo'.
BOZIC
BOZICH
Entrambi tipicamente friulani, Bozich è praticamente unico, Bozic, comunque assolutamente rarissimo, e tipico di Trieste.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine slava, i cognomi Bozic e Bozich nascono da un adattamento del cognome slavo Bozic, col significato letterale di Natale (per una spiegazione più approfondita, vedi Natale). Secondo un'ipotesi alternativa, invece, Bozic sarebbe la cognominizzazione del nome slavo Bozo o Boza, abbreviazione di nomi quali Bozidar (dono divino), Bogdan (dono di Dio), Bogomil (caro a Dio), Boguslav (gloria di Dio), etc: va notato, infatti, che in questo caso il suffisso -ic assumerebbe un valore d'appartenenza - come avviene di frequente nei cognomi slavi - e il cognome Bozic andrebbe così tradotto come figlio di Bozo o Boza. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
BOZZA
BOZZETTI
BOZZETTO
BOZZI
BOZZINI
BOZZINO
BOZZO
Bozza e Bozzi sono diffusi in tutta l'Italia peninsulare, Bozzetti è tipicamente lombardo, con un ceppo anche nel vicentino, Bozzetto è decisamente veneto, diffuso in particolare nel vicentino, nel trevisano e nel veneziano, è ben presente anche nel pordenonese nel vicino Friuli, Bozzini è settentrionale, dell'area che comprende il genovese, la Lombardia, il veronese ed il piacentino, Bozzino è assolutamente rarissimo, Bozzo ha un nucleo importante in Liguria ed in Piemonte, uno nel Veneto, uno nel cosentino e con presenze significative un pò in tutt'Italia, potrebbero derivare dal nome medioevale Bozo (famoso è il Bozo o Bozzo reggitore di Bologna per conto dell'Imperatore che nel 1165 viene ucciso dai cittadini di quella città), Bozo è la modificazione in volgare del cognomen latino Butius; in un atto di vendita del 1361 rogato a Roma dal notaio Paulus Serromani si cita un certo Tebalduccio che eredita il patrimonio di famiglia dal padre Butius Annibaldi, può anche derivare dal medioevale Boetius, famoso è Anicio Manlio Torquato Severino (480-526), l'autore del De consolatione philosophiae. tracce di queste cognominizzazioni si trovano in Valtellina nel 1700 in un atto del comune di Bianzone (SO) si legge: "...1771 li gienaro nota del maneggio fatto da me Pietro quondam Giovanni Giacomo Bozzo di Bianzone per il deganato del suddetto anno come segue tanto per il speso, et ricavato...", nel vicentino a Nogarolo, in un atto del 1658 si legge: "...citado Mattio Bozzo instò predetto essersi sentenziato in £ire 31...".
BOZZATO Bozzato è tipicamente veneto, del veneziano in particolare, di Cavallino Treporti, Chioggia, Campagna Lupia, Venezia, Portogruaro, Iesolo, Teglio Veneto, Concordia Sagittaria e Caorle, e del padovano, di Arzergrande, Padova e Piove di Sacco, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine veneto arcaico bozzato (operatore di porto addetto alle gomene, ma anche apicultore).
BOZZOLI
BOZZOLO
Bozzoli è tipico del mantovano e delle zone limitrofe come modenese e bolognese, Bozzolo sembra avere un ceppo nel genovese ed uno nel veronese e vicentino, derivano dal toponimo Bozzolo (MN). Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Bedizzole (BS) nel 1600 dove troviamo: "...Pietro Belotto, Giulio Bozzolo e Bartolomeo Buono, deputati alla carità del comune di Bedizzole...".

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