| BRACACCIA
|
Cognome di origine umbro laziale,
potrebbe derivare da un soprannome. |
BRACAGLIA
BRAGAGLIA
BRAGUGLIA |
Bracaglia è specifico del Lazio, di Frosinone in particolare, Bragaglia
ha un ceppo emiliano a Bologna e Malalbergo nel bolognese ed a Ferrara,
ed uno a Roma, con presenze significative anche a Frosinone e Ceccano nel
frusinate ed a Viterbo, Braguglia, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
romano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine
medioevale bracale (sorta
di alta cintura di stoffa che avvolge le reni), forse ad identificare
nei capostipiti delle specie di bellimbusti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bragaglia è un cognome diffuso specialmente in Emilia e nel
Lazio, deriva probabilmente dal termine latino mediato dal celtico 'bracae'
= pantaloni. Tale voce ha originato
il cognome base Braga con i derivati Bragoni, Braguglia, Braghetta, ecc. |
| BRACALE
|
Bracale è specifico di Napoli e del napoletano, potrebbe derivare
da un nome di località, uso riscontrabile in epoca medioevale in
quest'atto dell'anno 1094 a Calcinate nel bergamasco: "...sicut
inter nobis convenit pro peciis duabus de terra aratories iuris megi quam
abere viso sum in suprascripto loco Sosiago. Prima pecia de terra iaceat
allo cus ubi dicitur Bracale,
et est per mensura iusta pertices legiptimes iuiales trex et tabules legiptimes
viginti et una et pedes legiptimes novem...", in Toscana in un atto
del 1250 è citato un certo Uguccione del
fu Ranieri da Bracale, ma è pure possibile che il cognome
possa derivare da un soprannome originato dal termine medioevale bracale
(sono le brache o larghi pantaloni dell'epoca),
dell'uso di questo termine abbiamo un esempio nel Processo ai Templari
del 1309: "...qui recepit eum in quadam capella dicte
domus, cum idem testis exuisset sibi omnes vestes quas deferebat, exceptis
camisia et bracis, tradidisse sibi vestes ordinis et mantellum; et quod
inmediate fuit osculatus eundem testem, primo in ore, secundo in umbilico,
tertio in spina dorsi, supra locum quo defertur bracale,
dicens quod idem frater P. levavit vestes ipsi testi ante et retro, quando
fuit eum osculatus in umbilico et in spina dorsi predictis...",
non deve stupire che un soprannome possa nascere da un simile termine,
in un'epoca in cui l'uso delle brache era abbastanza insolita, preferendo
gli uomini l'uso di tuniche o di sai, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Vietri nel salernitano, nella seconda metà del 1600,
con il produttore laniero Alessio Bracale di Acquamela (SA).
ipotesi fantasiosamente suggerita
da Raffaele Bracale
la strada che mi sembra la piú percorribile è quella
che lega bracale all'antico verbo
bracare = dissodare
e per estensione scavare, ed anche
investigare su
fatti e cose altrui; il verbo bracare (che è da
un antico tedesco brahon) indicò
un mestiere quello appunto di dissodatore e poi quello di investigatore
e come indicatore di mestiere e/o arte ben si prestava a diventar cognome;
né può lasciar dubbiosi il fatto che un bracare abbia
prodotto un bracale, atteso che in campo linguistico non fa meraviglia
l'alternanza tra le liquide r e l. |
BRACALONE
BRACALONI |
Bracalone, quasi unico, sembrerebbe laziale, Bracaloni è decisamente
toscano, in particolare del pisano, di Pontedera, Pisa, Ponsacco e Cascina
e di Livorno, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine arcaico
bracalone (detto
di chi ha le brache molto larghe soggette a cascare). |
| BRACARDI
|
Bracardi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Perugia, si dovrebbe
trattare di una forma alterata derivata dal nome Brocardus
(vedi BROCARDO). |
| BRACCA
|
Bracca, molto raro, è tipicamente lombardo del bresciano, dovrebbe
derivare dal nome del paese bergamasco di Bracca, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
BRACCHI
BRACCHITTA |
Diffuso in tutto il centro nord
con prevalenza in Lombardia ed in provincia di Bergamo in particolare Bracchi,
mentre Bracchitta sembra essere specifico del Piemonte, entrambi questi
cognomi potrebbero derivare da un nome tardo latino Brachius (Braccio)
o anche qualche ceppo dal toponimo Bracchio (NO) o Bracca (BG). |
BRACCI
BRACCIO |
Bracci, molto comune nella fascia centrale, Braccio sembra avere più
ceppi, nelle Puglie, in Campania ed in Calabria, derivano dall'aferesi del
nome medioevale Fortebraccio, troviamo tracce di questo uso ad esempio
nel 1400 con Braccio di Fortebraccio da Montone Capitano di Ventura comandante
delle milizie al soldo delle signorie bolognesi e dei mercenari del Papa.
integrazioni fornite da Mario Bracci
Devoti
La prima traccia documentata, "alias Bracciu" a San Giorgio di Cascia
1447, abitante in una masseria fortificata detta "casa di Braccio". Il
figlio Bartolomeo Bracci 1469, Agostino Domenico dei Bracci 1553, Bartolomeo
Bracci 1640 si trasferisce a Roma con il figlio Pietro sotto la protezione
del cardinale Poli suo conterraneo. Il figlio Bartolomeo Cesare abita a
palazzo Lante a Sant'Eustachio. Il figlio Pietro (1700-1773) massimo scultore
romano autore della fontana di Trevi. il figlio Virginio (1748-1815) architetto
principe del consiglio del buon governo. Il figlio Emilio alto funzionario
vaticano. Il figlio Luigi Nicola avvocato dello Zar presso il vaticano,
cavaliere di prima classe dell'ordine di Sant'Anna. Il figlio Costantino
Bracci-Devoti cavaliere della corona d'Italia e dell'ordine dei SS Maurizio
e Lazzaro. Il figlio Carlo alto funzionario del ministero dell'areonautica.
Lo scrivente, architetto Mario Bracci-Devoti. La memoria storica della
famiglia fa risalire il capostipite, Bracciu, da una relazione tra Fortebraccio
ed una Trinci di Foligno. La casa di Braccio a Cascia, di cui i Trinci
erano signori, la forte amicizia tra le due famiglie ed il nome Bartolomeo,
come il conte Bartolomeo Trinci ucciso a tradimento nel 1421, sono elementi
a riprova di una memoria tramandata in via orale da molti secoli. |
BRACCIAFORTE
BRACCIFORTI
BRANCAFORTE
BRANCIFORTE
BRANCIFORTI |
Bracciaforte, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del cosentino, Bracciforti,
estremamente raro, dovrebbe essere lombardo, Brancaforte ha qualche presenza
nel napoletano e presenze nel sud della Sicilia, in particolare a Noto
nel siracusano, Branciforte è siciliano, di Catania e Mirabella
Imbaccari nel catanese, di Melilli nel siracusano, di Enna e di Vittoria
nel ragusano, Branciforti è anch'esso siciliano, con il ceppo principale
a Caltagirone nel catanese, dove è ben presente anche a Catania
ed a Mirabella Imbaccari, con un ceppo anche a Mazzarino nel nisseno, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare da nomi augurali attribuiti a figli
cui si auguravano braccia forti che permettessero loro di affrontare le
difficoltà della vita, o cui si augurava che abbracciassero con
forza la fede in Dio. |
BRACCIALE
BRACCIALI |
Bracciale ha un ceppo ad Ortona, Chieti e San Salvo nel teatino ed a Pescara,
un ceppo laziale a Fondi nel latinense, a Roma ed a Cervaro nel frusinate,
un ceppo a Torre del Greco ed Ercolano nel napoletano ed uno a San Pietro
Vernotico nel brindisino ed a Squinzano nel leccese, Bracciali ha un ceppo
toscano ad Arezzo, Monte San Savino, Foiano della Chiana, Civitella in
Val di Chiana e Marciano della Chiana nell'aretino, a Sinalunga, Torrita
di Siena e Siena nel senese, a Grosseto e nel pistoiese ad Agliana, dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine tardomedioevale arcaico bracciale
(manovale, bracciante, lavoratore agricolo),
probabile mestiere dei capostipiti. |
| BRACCO
|
Bracco è un cognome ligure piemontese, dovrebbe derivare dal nome
medioevale germanico Brachus, ma in molti casi potrebbe derivare da un
nome di località come Bracco di Moneglia nel Levante ligure, o come
Monte Bracco nel cuneese, cognominizzazione molto antica già presente
nel 1172 come riporta un atto nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale: "Oprandum iudicem
qui dicitur Braccus
de civitate Mediolani et Amizonem iudicem qui dicitur Daiberti, ambo de
civitate Mediolani, necnon et inter domnum Guifredum prepositum ecclesie
Sancti Georgii que dicitur in Palatio...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bracco è un cognome presente anche nella Sicilia orientale,
in Calabria ed a Napoli. In queste regioni viene dalla voce calabrese 'braccu'
= basso e paffuto'. Rohlfs 53 |
| BRACESCHI
|
Si individuano due ceppi uno in
provincia di Verona ed uno in provincia di Piacenza entrambi dovrebbero
avere in comune l'origine dal nome medioevale Braccio o dall'aver militato
sotto ad un Braccio o ad un Fortebraccio. |
BRACONE
BRACONI |
Bracone è specifico della provincia di Campobasso in Molise nella
zona che comprende Termoli, Palata e Petacciato, Braconi è tipico
della fascia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio, potrebbe
derivare dal nome normanno Bracon. |
| BRADI
|
Bradi, molto molto raro, è tipicamente sardo di Alghero, potrebbe
derivare da un soprannome dialettale sardo con il probabile significato
di smargiasso, ma potrebbe anche derivare da una forma apocopaica del termine
sardo bradinu (acquitrino),
in questo caso si farebbe forse riferimento a caratteristiche del luogo
di provenienza del capostipite. |
BRAGA
BRAGALINI
BRAGATO
BRAGHIERI |
Diffuso in tutto il nord Braga,
specifico delle provincie di Milano e Cremona Bragalini, decisamente veneto
Bragato, piacentino Braghieri. Tutti questi cognomi hanno diverse origini
ma potrebbero avere in comune una derivazione celtica sia dal vocabolo
brac (palude) che dal vocabolo braca (calzoni). Circa l'antichità
del cognome Braga, in un atto di cessione di terreni, risalente all'anno
1136, leggiamo: "Duodecima iacet in via de Cario
et est pertice .V.; ab una parte terra Bernardi
Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia via
de Aqua Longa. Tercia decima petia iacet in via de Cario, in loco Candiani
et est pertice .X.; ab una parte terra Bernardi
Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia Sancte
Marie."
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BRAGA: non è propriamente un cognome sardo, ma del nord Italia:
Veneto, Lombardia, Piemonte, etc. Attualmente Verona ne conta 220, Milano
181, Torino 68, Genova 29, Ferrara 32, etc. Braga
è la variante antica di braca.
È un vocabolo di origine gallica, usato per lo più al plurale:
bracae - arum. Nome con cui si indicava
un tempo (soprattutto nel medioevo) un indumento maschile simile ai calzoni,
ma più corto e meno ampio. Dalle brache o meglio braghe hanno tratto
origine i "mutandoni" maschili! È tipica l'espressione, "calarsi
le brache", nel significato di sottomettersi, cedere vilmente, per paura!
In Sardegna il cognome è presente solo in due centri: Cuglieri 2,
Stintino 2. anche se di poca consistenza, per numero s'intende, il ceppo
sardo ci pare autoctono, o se si tratta di importazione, questa risale
ai primi secoli del secondo millennio. Infatti ritroviamo il cognome negli
antichi documenti della lingua sarda da noi consultati. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figurano: Braga Nicolao - de Castri
Januensis. ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel Sardo).
Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima januarii .in
posse De Valle Anthoni filii); Braga Joanne - ville Terrenove et Fundi
Montis. ** Terranova et Fundi de Montis (Olbia e Monti). Sempre De Yola
Petro et Filio Guantino di Sassari, notai imperiali( 15 - gennaio - 1388).
Habitatoribus Fundi Montis...XV Januarii 1388; in posse ...). Ed ancora
nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *XI°, XIII° secolo, troviamo
Braca Mariane (190), di Kilemuli (odierna Cheremule già villa
(bidda) medioevale appartenente alla Curadorìa di Caputabas, nel
regno giudicale di Torres), in una donazione di servi: positinke donna(nobildonna)
Secuçana (de Athen)a Gosantine (Braca), fiiu de Mariane Braca, su
de Kilemuli, pro s'anima sua - diede donna Secutana de Athen, Gosantine,
figlio di Mariano braca, per(salvare) l'anima sua. Nella lingua sarda,
sa braga (raramente is
bragas) è un indumento caratteristico
dei sardi, oggi non più usato se non da pochissimi anziani
pastori di Barbagia. È comunque parte integrante dei costumi antichi
sardi, che possiamo osservare nelle sfilate durante le sagre o le feste
popolari e religiose, o nelle manifestazioni canore e di balli sardi. È
il gonnellino nero di orbace, sotto cui sono i calzoni bianchi
di lino. |
BRAGADIN
BRAGADINI |
Bragadin, assolutamente rarissimo, è veneto, in particolare del
padovano e veneziano, Bragadini, molto molto raro, è di Parma e
del parmense, dovrebbero derivare dal mestiere di calafatore
(chi impermeabilizza con il catrame le imbarcazioni)
svolto dal capostipite, dal termine medioevale brago
(catrame, ma anche melma), ricordiamo
che famosissimo fu il veneziano Marcantonio Bragadin (1523 - 1571), Capitano
Generale di Famagosta del corpo dei Fanti da Mar della Serenissima Repubblica
di Venezia, che ricoprì la carica di Governatore di Cipro e la difese
contro i turchi passando alla storia sia per la sua bravura, capacità
organizzativa e coraggio, che per la morte orrenda che il comandante turco
Mustafà Pascià gli inflisse tradendo la parola data. Nonostante
il trattato di resa stabilisse che i militari superstiti potessero ritirarsi
a Candia con i civili, il Bragadin, dopo una lunga serie di umiliazioni,
fu sottoposto ad un orribile supplizio: lo scorticamento da vivo. Le sue
membra squartate vennero distribuite tra i vari reparti dell'esercito e
la pelle, riempita di paglia e ricucita, venne rivestita delle insegne
militari e portata a cavallo di un bue in corteo per Famagosta (tratto
da Wikipedia).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bragadin è un cognome veneto dal latino 'bracatus'
= vestito con calzoni ma anche forestiero'.
Olivieri 222. |
| BRAGAGIA
|
Bragagia, estremamente raro, sembrerebbe originario del trevigiano o comunque
del Veneto, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale probabilmente
originato dall'abitudine del capostipite ad indossare una sorta di braghe
larghe e corte, ma è pure possibile che il soprannome si rifaccia
ad alterazioni dell'antico termine veneziano bragagnar
(stazzonare, palpeggiare). |
BRAGAGLIO
BREGAGLIO |
Bragaglio è lombardo del bresciano, in particolare di Nave, di Brescia,
Mairano e Lonato, Bregaglio, sempre lombardo, è specifico di Lecco,
dovrebbero derivare dalla Val Bregaglia, nella fascia svizzera della valle
di Chiavenna (SO). |
| BRAGAJA
|
Bragaja è quasi unico, sembrerebbe del veronese, potrebbe derivare
da una forma etnica dialettale del paese di Braga nel veronese, ma è
pure possibile, se non più probabile, che derivi da un soprannome
originato dal termine dialettale lombardoveneto arcaico bragaja
(finimenti dei cavalli da tiro), forse
ad indicare il mestiere del capostipite. |
BRAGHINI
BRAGONE
BRAGONI |
Braghini ha un ceppo lombardo, a Brescia, Gussago e Rodengo Saiano nel
bresciano, uno a Vergiate, Varese e Somma Lombardo nel varesotto, con presenze
anche nel bergamasco e nel mantovano, ha un ceppo emiliano a Ferrara ed
Imola nel bolognese ed uno laziale, a Velletri e Roma nel romano ed a Sabaudia
nel latinense, Bragone è quasi unico, Bragoni ha un ceppo a La Spezia
e nello spezzino con presenze sporadiche nella fascia che comprende il
marchigiano, l'Umbria ed il Lazio, potrebbero derivare da soprannomi originati
da forme ipocoristiche o accrescitive del termine celta braca (sorta
di larghi calzoni). |
BRAIDA
BRAYDA
BRAYDE |
Braida è tipico dell'udinese, presenta un ceppo forse secondario
nel milanese, Brayda estremamente raro, e Brayde praticamente unico sono
tipici della Val di susa nel torinese, derivano tutti dal termine longobardo
breda o braida equivalente al latino proedium (podere, prato), come pure
può derivare dai molti toponimi contenenti il termine Braida, come
San Giorgio in Braida (UD), Braida di Valperga (TO), Braida di Vaglio Serra
(AT), ecc.. In un atto rogato a Tortona si legge che ilgiudice e
vicario del vescovo Pietro Busseti il 24 ottobre 1234 sentenzia ed arbitra
una vertenza sorta tra i fratelli De Braida
ed il Monastero di S. Eufemia in merito ad una vigna, un rinomato pittore
genovese del 1500 fu Giovanni Battista Braida. |
| BRAINA
|
Braina è specifico di Ozieri nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BRAINA: in logudorese settentrionale significa pozzanghera,
acquitrino e deriva dal toscano antico braina.
È un cognome raro, presente in 18 Comuni d'Italia, di cui 9 in Sardegna:
Ozieri 30, Cagliari 8, Arbus 6, etc. Non è presente nelle carte
antiche da noi consultate. Pensiamo si tratti di un cognome arrivato in
Sardegna con i toscani tagliatori di sughero e carbonai verso la seconda
metà del XIX° sec. Per il momento non abbiamo altri suggerimenti.
|
| BRAITO
|
Braito è decisamente trentino, di Daiano, Trento, Denno e Cavalese
e di Bolzano, dovrebbe derivare da un soprannome originato da un'alterazione
dialettale del termine medioevale germanico braidus,
detto probabilmente indicando chi abitava in un'estesa zona pianeggiante
dell'altopiano. |
BRAJ
BRAY |
Molto rari sono tipici del Salento di Martignano e Lecce in particolare, Braj sembra dovuto ad errori di trascrizione del cognome Bray che
potrebbe derivare dalla regione gallica Bray: "...Nominis
reliquiae supersunt planissime, Bibracte Galliae etiam nunc in Bray
contrahitur, et non procul hinc Caesar Tamisim cum suis transmisit ...",
ma più probabilmente discende dal nome normanno Bray derivato appunto
da Bray in Normandia.
|
BRAMANTA
BRAMANTE
BRAMANTI |
Bramanta, quasi unico, parrebbe piemontese, Bramante ha ceppi nel foggiano,
nel siracusano e nel torinese con particolare concentrazione a Giaveno,
presenta ceppi probabilmente secondari anche a Roma, Napoli e Milano, Bramanti
ha un piccolo ceppo a Romagnese (PV), a Pietrasanta (LU) ed a Firenze ed
un nucleo importante tra siracusano e ragusano a Modica (RG), Augusta e
Priolo Gargallo (SR), dovrebbero tutti derivare dal nome soprannome medioevale
Bramante di cui abbiamo un illustre
esempio nel famosissimo pittore ed architetto Donato di Angelo di Pascuccio,
detto il Bramante (1444 - 1514), l'autore del progetto originario della
Basilica di San Pietro a Roma, il nome Bramante
si trova nella forma femminile anche nei poemi cavallereschi come l'Orlando
furioso di Ludovico Ariosto.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
BRAMANTE, BRAMANTI - Etimologicamente risale al participio presente
del verbo 'bramare' = desiderare
intensamente, dal germanico *brammōn
= muggire. |
BRAMATI
BRAMATO |
Bramati è specifico di Monza e della bassa bergamasca, ma ha un
ceppo che sembrerebbe non secondario a Monte Compatri (RM), Bramato è
tipico del Salento, di Tricase e di Miggiano (LE, potrebbe derivare da
un nome medioevale Bramatus (molto
desiderato, molto atteso). il ceppo lombardo potrebbe, in alcuni
casi, anche derivare da una contrazione del cognome Brambati. |
BRAMBATI
BREMBATI |
Specifico della provincia di Milano
Brambati e della provincia di Bergamo Brembati, hanno origine dal toponimo
Brembate (BG) |
BRAMBILLA
BREMBILLA |
Specifico lombardo, anche se presente
in modo significativo anche in Piemonte e Liguria Brambilla mentre è
assolutamente bergamasco Brembilla che dovrebbe derivare dal toponimo omonimo.
integrazione di Sergio Fantini
Nel 1300 gli abitanti di Brembilla in Val Brembilla (BG) erano feroci
Ghibellini e alleati dei signori di Milano contro tutto il vicinato Guelfo
fedele ai Veneziani. Dopo la pace di Verona tra Venezia. e Milano nel 1441,
Milano cedette Brembilla a Venezia. Ogni occasione era buona per provocare
Venezia, finchè nel 1443, furono convocati i capi Brembillesi in
Bergamo, dove vennero arrestati e un messo intimò che tutti i Brembillesi
se ne andassero da Brembilla per cento anni, questo doveva essere attuato
in tre giorni altrimenti gli ostaggi sarebbero stati giustiziati. Quasi
tutti si trasferirono nel milanese accolti molto bene e anche se avevano
tanti nomi come Carminati, Pesenti, ecc, furono soprannominati tutti Brambilla
o Brembilla che rimasero loro come cognomi. |
| BRAMBILLASCA
|
Brambillasca è specifico dell'area che comprende Carugate, Agrate
Brianza e Monza, il suffisso -asca
si riferisce alla radice Brambilla con il significato di appartenenza o
partecipazione, potrebbe perciò riferirsi a capostipiti provenienti
dalla Valle Brembilla o dal paese di
Brembilla nel bergamasco, con apertura dialettale della e
fino a farla diventare una a, è
pure possibile un riferimento al toponimo Brambilla di Concorezzo, ma molto
meno probabile. |
BRAMINI
BRAMINO |
Bramini, tipicamente lombardo, di Casalpusterlengo nel lodigiano e del
milanese, Bramino, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad
un errata trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da soprannomi
dialettali originati dal termine milanese bràmina
(nuvolaglia grigiastra che anticipa i temporali,
ma anche acquerugiola tipica autunnale) e per estensione i mandriani
che con l'inizio della stagione autunnale riportano le vacche alle stalle
in pianura. |
BRANCA
BRANCHI
BRANCO |
Branca è molto diffuso in tutto il sud ed in Sardegna, Branchi ha
ceppi nel bresciano, nel parmense, nel fiorentino ed in Toscana ed a Roma,
Branco ha un piccolo ceppo tra veronese e vicentino, uno a Roma ed uno
nel casertano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Branca
o Branco, in una Cartula
iudicati del 1106 a Teglio (SO) leggiamo: "...Signa
manuum Ottoni de Cluri et Iohannis de Veridha et Venerandi de Pradho et
Giaselberti Branco
et Adammi testium. ...", nel 1300 leggiamo invece di un: "...miles
Branca Frumentinus...",
ma è pure possibile una derivazione da nomi di località come
ad esempio Branca (PG) o Branco (UD).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BRANCA: cognome attualmente presente in tutte le regioni italiane,
con ceppi più o meno consistenti: Roma 179, Specchia (Lecce) 139,
Milano 91, Napoli 55, Torino 48, Genova 47, Messina 44, M. San Giovanni
(R. Calabria) 36, etc. Ha diversi significati, tutti più o meno
simili: zampa di animale, munita di artigli;
mano avida; tentacolo
del polipo; branche delle tenaglie;
ramo portante di un albero; suddivisione,
ripartizione, in scienze, letteratura, arte, etc; etc. Il vocabolo deriva
dal tardo latino branca = zampa.
Nella lingua sarda il significato è simile a quello italiano: branca
= zampa, branca. In bràncas o meglio, in farrùncas = tra
le mani o meglio zampe, in senso spregiativo. Is brancas o meglio is francas,
sono le branche uncinate (gen. di ferro), che servono per ripescare qualcosa
che è caduto nel pozzo, esempio, il secchio. Maria Farrànca,
personaggio delle leggende e fiabe di Sardegna, è una strega che
ruba, abbranca i bambini. Una farrancàda è una giumella,
una manciata piena, di sabbia, di farina, di monete, o d'altro. Il cognome
è attualmente presente in 44 Comuni della Sardegna: Sassari 140,
Cagliari 49, Sennori 40, Ossi 28, Dorgali 26, Cheremule 25, etc. Nei documenti
antichi della Sardegna, non abbiamo trovato il cognome Branca, se non legato
ai Doria (Brancadoria) e alla loro potente famiglia, di origine genovese:
i Doria ebbero un ruolo importantissimo nella storia medioevale di Sardegna;
il più famoso di loro fu forse Brancaleone Doria, marito di Eleonora
regina di Arborea (vedi: Dizionario. Storico. Sardo. di Francesco Cesare
Casula). Nella storia moderna ricordiamo: Branca, Alfredo Pino, storico.
La sua opera principale, "La politica economica del governo sabaudo in
Sardegna - 1773 - 1848"; e "Vita economica della Sardegna Sabauda". Altro
famoso Branca fu Sebastiano (1738 - 1812), poeta nazionale, conosciuto
in Sardegna per le sue rime in lingua sarda, in dialetto sassarese. |
BRANCACCI
BRANCACCIO |
Brancacci è assolutamente rarissimo, Brancaccio ha un nucleo romano,
uno campano tra casertano,napoletano e salernitano con massima concentrazione
a Napoli, Torre del Greco (NA), Orta di Atella (CE) ed a Scafati
(SA), ed ha un ceppo anche nel barese a Modugno ed a Martina Franca (TA)possono
derivare da modificazioni del nome medioevale Branco
(vedi BRANCA), tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo ad esempio nel 1294 quando Celestino V° consacra cardinale
Landulfus Brancaccius di illustre famiglia napoletana.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Brancaccio è un cognome presente nella Sicilia orientale, in
Calabria ed a Napoli. È una corruzione di Pancrazio,
latino Pancratius. Rohlfs 53. |
BRANCADORE
BRANCADORI
BRANCADORO |
Brancadore è quasi scomparso, Brancadori, molto molto raro, ha un
ceppo nel maceratese ed uno nel romano, Brancadoro ha un ceppo a Roma ed
uno a Pescara, dovrebbero derivare dal termine arcaico semidialettale branchador
(colui che acchiappa, che prende),
usato nel periodo rinascimentale anche come nome. |
| BRANCALEONE
|
Molto raro sembra avere due nuclei,
uno nel bellunese ed uno in Campania; dovrebbe essere derivato dalla fusione
di due nomi medioevali Branca e Leone personaggio famoso con questo nome
composto fu nel 1300 il capitano di ventura Brancaleone Doria; nel 1200
troviamo già la cognominizzazione di questo nome con il Cardinale
Leone Brancaleone, originario della provincia di Latina, nel 1500,
nel beneventano, troviamo il medico e filosofo Giovanfrancesco Brancaleone. |
| BRANCALION
|
Originario della provincia di Rovigo
dovrebbe essere derivato da una modificazione dialettale della fusione
di due nomi medioevali Branca e Leone. |
BRANCATELLI
BRANCATELLO |
Brancatelli sembrerebbe tipicamente siciliano, soprattutto del messinese,
Brancatello, decisamente più raro, è del palermitano, si
dovrebbe trattare di forme ipocoristiche del nome tardo latino Brancatius
(vedi BRANCATI). |
BRANCATI
BRANCATO
BRANCAZI
BRANCAZIO |
Brancati, molto raro, è presente nella provincia di Siracusa, Reggio
Calabria, Catanzaro, in Basilicata ed in Campania, Brancazi sembra essere
specifico di Roviano in provincia di Roma, Brancazio, assolutamente rarissimo,
è del casertano, Brancato è specifico siciliano con un ceppo
nel potentino e nel napoletano che potrebbero derivare dal toponimo San
Brancato (PZ), gli altri dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino
Brancatius, che discende dal nome bizantino
Pancratius (Pancrazio),
di questo nome abbiamo un esempio nel 1500: "...Te
prima doctae gloria Purpurae Franciscus Maria Card. Brancatius
Brancatiorum gloria fascium, Orbique Praesul sat regendo Saepe oculis leget
eraditis...". Tracce di questa cognominizzazione si trovano
a Malta fin dal 1500: "...quod
tota hereditas predicta devolvatur hori Petro
Brancato ipsius testatricis patruo et...". |
| BRANCATISANO
|
Questo raro cognome potrebbe indicare una provenienza del capostipite dal
paese di San Brancato nel potentino, secondo un'altra ipotesi starebbe
invece ad indicare una provenienza dal paese di Brancaleone nel reggino.
integrazioni fornite da Alessio
Bruno Bedini
Cognome diffuso in modo esclusivo nella zona Locri (RC) - Gerace (RC).
Risulta una nobile famiglia originaria di Samo (RC).
integrazioni fornite da Alessio
Bruno Bedini
integrazioni fornite da Antonio
Brancatisano
Da notizie tramandate il ceppo è unico e proviene da Papanice
nel crotonese. Agli inizi 1600 quando avvenne la migrazione della verso
il sud della Calabria ad un certo punto, la famiglia, si divise: una parte
andò verso la costa jonica, come segnalato, ed un'altra parte si
stabilì in S. Cristina d'Aspromonte el reggino. Famiglia, quest'ultima,
di ricchi proprietari terrieri. |
| BRANCIANI
|
Branciani, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nel maceratese
e nel romano, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome del
paese romano di Bracciano. |
BRANDALESE
BRANDALISE
BRANDOLESE
BRANDOLESIO
BRANDOLISI
BRANDOLISIO |
Brandalese, molto molto raro, ha un ceppo nel padovano ed uno nel pavese,
Brandalise è tipico del bellunese, di Arsiè in particolare,
Brandolese è un cognome tipico del rovigoto, di Lendinara (RO) in
particolare, Brandolesi e Brandolesio sono probabilmente dovuti ad un errore
di trascrizione del primo e di Brandolisio che ha un ceppo a Maniago (PN),
uno a Trieste ed uno a Venezia e Mestre, derivano dal nome tardo medioevale
Brandalisius
o Brandolisio una variante di Brando
,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1308: "...Et
de predictis omnibus et singulis preceptum fuit mihi Francisco Trossello
notario ipsius d. marchionis unum intrumentum et plura fieri et refci,
semel et pluries, ad consilium sapientes. Nomina predictorum vassallorum
et nobilum sunt hec.. ..Henricus Thalomeus et Brandalisius
de Cochonato fratres...", queste cognominizzazioni si riscontrano
a Padova fin dalla seconda metà del 1700 con un libraio ed editore
chiamato Pietro Brandolese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo Olivieri 158 Brandalise deriva dal personale germanico Brando,
Förstemann 234. |
| BRANDANO
|
Tipico sardo della Gallura di Olbia, San Teodoro e Loiri Porto San Paolo,
potrebbe derivare dal nome medioevale Brandanus
di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Bartholomaeus
Brandanus Carosius,
Senensis, in loco natus, cui vulgare nomen erat Palatium de Manacia in
municipio Montis Fullonici;...", poco probabile, anche se non impossibile,
una connessione con il vocabolo gallurese brandali
(alare del cammino, treppiede). |
BRANDELLI
BRANDELLO
BRANDINI
BRANDINO
BRANDONE
BRANDONI |
Brandelli, assolutamente rarissimo, sembra essere del centro Italia, Brandello,
ancora più raro, forse potrebbe essere casertano, Brandini molto
meno raro è toscano, Brandino è piemontese, Brandone, assolutamente
rarissimo, ha un ceppo tra basso Piemonte e Liguria ed uno in Molise, Brandoni
ha un ceppo nell'anconetano ad Ancona, Castelfidardo, Osimo e Camerano
ed uno a Viterbo ed a Roma, derivano tutti, attraverso ipocoristici o accrescitivi,
dal nome medioevale di origine germanica Brando
(vedi BRANDI), tracce di queste cognominizzazioni
si trovano nel 1300 a Firenze, come possiamo leggere nella Cronica
delle cose occorrenti ne' tempi suoi di Dino Compagni: "...Vermiglio
d'Iacopo Alfani, e Piero Brandini Gonfaloniere
di Giustizia; i quali come furono tratti, n'andarono a Santa Croce, però
che l'uficio degli altri non era compiuto...". |
BRANDI
BRANDO |
Brandi è diffuso in tutta l'Italia peninsulare, Brando sembrerebbe
avere due nuclei, uno nel napoletano ed uno nella zona costiera di confine
tra Basilicata, Calabria e Campania, derivano dal nome medioevale di origine
germanica Brando, di cui abbiamo un
esempio in un atto scritto a Ravenna nel 1081: "...Innovacio
Ungani et Brandi
germanorum facta Scole piscatorum de omnibus iuribus suis que habebant
in valibus Iusverti et Fenarie, sub pensione omni anno sacharum triginta
piscium...", anche attraverso l'aferesi dei suoi composti come Ildebrando
ecc. Questo nome, abbastanza diffuso nel tardo medioevo venne portato ad
esempio nel 1400 dal Cardinal Brando Brancacci. |
| BRANDIMARTE
|
Tipico della zona costiera tra
il Piceno ed il pescarese, deriva dal nome medioevale Brandimarte, reso
famoso dalla Chanson de Roland e dall'Ariosto. L'uso di questo nome
lo troviamo ad esempio in un atto della seconda metà del 1500 stilato
in Cremona, dove viene citato il canonico Brandimarte Brunelli prevosto
della chiesa dei SS. Maria e Sigismondo di Rivolta d'Adda (BG). |
BRANDOARDI
BRANDOVARDI
BRANDUARDI |
Brandoardi e Brandovardi sono quasi unici, Branduardi è più
diffuso, sono tutti specifici del milanese, dovrebbero derivare dal
nome germanico Brandward. |
| BRANDOLINI
|
Si individuano tre ceppi uno nelle
provincie di Pavia e Milano, uno in Romagna ed uno nel Lazio e Abruzzi,
dovrebbe derivare da nomi germanici composti con Brando (Aldobrando,
Ildebrando ecc) o da soprannomi legati alla stessa radice.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Brandolini è derivato diminutivo del cognome Brandoli,
attestato a Modena da gran tempo, si lascia ricondurre al personale longobardo
Brandilo, da cui muove anche il toponimo
Bràndola (in com. di Polinago modenese) nominato dal 1001, che potrebbe,
per altro, essere all'origine del cognome stesso. |
BRANZANI
BRANZI
BRANZINI |
Branzi ha un piccolo ceppo a Verona e neò veronese ed uno nel fiorentino
e nel pisano, Branzini è praticamente unico, così come Branzani,
dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale
Branzo, a sua volta derivato dal nome
celtico Brancus, nell'Archivio di Stato
di Venezia, fra i titolati ai feudi troviamo un certo Branzo de Loschi
di Vicenza. |
| BRARDINONI
|
Brardinoni, molto molto raro, è specifico di Urbania nel pesarese,
si dovrebbe trattare di una forma accrescitiva di un ipocoristico del nome
Berardo derivato derivare dal nome
di origine germanica Baerhard. (vedi
BERARD) |
| BRASA
|
Brasa è specifico del bolognese, di Gaggio Montano in particolare,
dovrebbe derivare dal nome della vicina località di Passo Brasa
a qualche chilometro dal paese, ma a poco più di un chilometro in
linea d'aria. |
BRASCA
BRASCHI
BRASCO |
Brasca è un cognome presente a macchia di leopardo in tutta la parte
continentale d'Italia ha la sua massima concentrazione in provincia di
Milano e nelle provincie lombarde, ma è presente in modo significativo
anche in Piemonte, Liguria, Marche e Calabria, Braschi ha ceppi soprattutto
in Romagna ed in Toscana, con buone presenze anche nel genovese, nel bolognese,
nel romano e nel foggiano, Brasco è quasi unico. L'origine dovrebbe
essere dal vocabolo gotico brakia (lotta)
tramite un soprannome, o da un'alterazione del termine medioevale germanico
*brahsinoo (merluzzo),
secondo un'ipotesi giuntaci recentemente, che difficilmente può
essere estesa a tutti i casi, potrebbe anche trattarsi di una derivazione
dal vocabolo dialettale lombardo, piemontese e ligure brasca
(brace, anche un
tipo di fungo). |
| BRASCIOLU
|
Brasciolu, assolutamente rarissimo, tipicamente sardo, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine gallurese braciolu
(bracciolo) o dal termine nuorese brasciolu
(culla, lettino). |
| BRASI
|
Ha un ceppo bergamasco nella zona di Clusone ed uno a Venezia, potrebbe
derivare da un antico nome di località, come quello citato in un
testo del 1251: "...fratris Hilarij Prioris S. Salvatoris
de Cavina, alias de Cassina; fratris Bonavogliae Prioris Eremi de Brasi,
alias de Buyo; fratris Huguccionis Prioris de Corbaria, alias Cerbaria...",
, un'altra ipotesi è che derivi dal nome medioevale Blasius (vedi
Biasio) di cui abbiamo un esempio in uno scritto del 1563 a Pavia:
"...Ego Blasius,
filius egregii Baptiste de Saliis de Auxiliano, ducalis et appostolicus
notarius, habitans in civitate Vercellarum et in vicinia Sancti Laurenti...". |
BRASILE
BRASILI
BRASILIO |
Brasile ha vari piccoli ceppi, nel teatino, nel napoletano, nel catanzarese,
nel catanese e soprattutto nel palermitano, Brasili ha un ceppo nelle Marche,
nell'anconetano, maceratese ed ascolano, ed uno nel viterbese e nel romano,
Brasilio, quasi unico, è del casertano, si dovrebbe trattare di
forme alterate dialettalmente del nome Basilio,
o da forme arcaiche, anch'esse alterate, del più comune cognome
Basile, che dovrebbe derivare dal termine
greco basileios (regale),
forse a sottolineare un portamento particolarmente imponente dei capostipiti. |
BRASIOLI
BRASOLA |
Brasioli, molto raro, sembrerebbe veneto, del veronese in particolare,
Brasola, molto raro anch'esso, è specifico del padovano, dovrebbero
derivare da un soprannome basato sul termine veneto arcaico brasiola
(braciola, per estensione una persona
dal volto di colore rosso vivo), forse ad identificare nei capostipiti
dei ristoratori, o persone molto timide. |
| BRATTA
|
Bratta è specifico di Bari, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale bratta = scarafaggio. |
BRATTI
BRATTO
BRATUS |
Bratti, è tipico della zona che comprende le province di Modena,
Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, con un ceppo forse non secondario
nel Friuli, Bratto è assolutamente rarissimo, Bratus, estremamente
raro, è istriano, dalmata, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Brattus
derivato dal celtico Brath o anche direttamente da quest'ultimo,
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Umago in Istria nel 1200
con il nobile Almerigo Bratti e nel 1300 a Carpi (MO) troviamo il giureconsulto
Ingrano Bratti.
integrazioni fornite da Marco Pasquali
- Roma
BRATUS oltre che istriano è anche dalmata, e potrebbe derivare
dal nome greco Brathos dell'odierna
isola di Brazza. |
BRATTULICH
BRATULIC
BRATULICH |
Brattulich, Bratulich e Bratulic sono tutti quasi unici, dovrebbe trattarsi
di forme patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
con il nome slavo di origini rumene Bratul,
tracce importandi di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1600 con
Simone Bratulich, nativo di Zagabria, dove ne divenne vescovo. |
| BRAU
|
Brau, tipico sardo, ha un ceppo tra Orotelli e Oniferi nel nuorese ed uno nel
cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato al termine
brau (blù,
turchino), ma potrebbe anche essere di origine occitanica o
basca e deriverebbe dal termine occitanico brau
(torello, o anche grezzo,
duro).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BRAU; (BLAU): brau in Campidano ed
in Barbagia significa celeste, azzurro;
blau in Logudoro. Viene dal catalano
blau, con lo stesso significato. Biaittu
= celestino. Il cognome Brau è
presente in 59 Comuni italiani, di cui 32/377 in Sardegna: Orotelli 61,
Oniferi 42, Nuoro 35, San Gavino Monreale 32, Sassari 27, Caglairi 24,
Carbonia 19, Sardara 15, etc. Nella Penisola, in 6 Comuni è presente
il cognome Blau, probabilmente con lo stesso significato e la stessa provenienza
linguistica: 2 in Liguria, 1 in Lombardia, 1 Piemonte, 1 Em. Romagna, Trieste. |
BRAVETTI
BRAVI
BRAVIN
BRAVINI
BRAVO |
Distribuito in tutt'Italia con una prevalenza nel centro nord Bravi. più
specifico del centro Bravetti, Bravin è del Friuli e del vicino
trevisano, Bravini è tipico del ternano, del viterbese e del romano,
Bravo è ben presente in tutta l'Italia settentrionale, nel Lazio
ed Abruzzo e nel palermitano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, dal termine rinascimentale bravo
(guardia), incarico spesso caratteristico
di gente di ceppo germanico, a volte anche semplicemente come soprannome
originato da atteggiamenti del capostipite, ma è pure possibile
che derivino dal nome Bravo entrato in uso in Italia in epoca tardo rinascimentale. |
BRAZALE
BRAZZALE
BRAZZALI |
Brazzale è specifico del vicentino, di Calvene, Sarcedo, Thiene,
Zanè, Dueville, Zugliano, Lugo di Vicenza, Fara Vicentino, Caltranò,
Villaverla, Schio, Vicenza e Malo, con piccoli ceppi anche in Val d'Aosta,
nel verbanese e nel varesotto, Brazzali, estremamente raro, sembrerebbe
dell'area trentina, Brazale è praticamente unico, dovrebbero derivare
da un soprannome originato probabilmente dalla consuetudine dei capostipiti
di indossare il bracciale, cioè
un'antica armatura protettiva del braccio, normalmente utilizzata dagli
arceri. |
| BRAZZIT
|
Brazzit, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del pordenonese,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale brazzit
(braccino, braccio corto), che potrebbe
essere stato originato da una caratteristica fisica del capostipite, ma,
molto più probabilmente, sottolineerebbe invece la caratteristica
comportamentale del risparmiatore, probabilmente un poco tirchio. |
|
|