| BRACACCIA |
Cognome di origine umbro laziale,
potrebbe derivare da un soprannome. |
| BRACALE |
Bracale è specifico di Napoli e del napoletano, potrebbe derivare
da un nome di località, uso riscontrabile in epoca medioevale in
quest'atto dell'anno 1094 a Calcinate nel bergamasco: "...sicut
inter nobis convenit pro peciis duabus de terra aratories iuris megi quam
abere viso sum in suprascripto loco Sosiago. Prima pecia de terra iaceat
allo cus ubi dicitur Bracale,
et est per mensura iusta pertices legiptimes iuiales trex et tabules legiptimes
viginti et una et pedes legiptimes novem...", in Toscana in un atto
del 1250 è citato un certo Uguccione del
fu Ranieri da Bracale, ma è pure possibile che il cognome
possa derivare da un soprannome originato dal termine medioevale bracale
(sono le brache o larghi pantaloni dell'epoca),
dell'uso di questo termine abbiamo un esempio nel Processo ai Templari
del 1309: "...qui recepit eum in quadam capella dicte
domus, cum idem testis exuisset sibi omnes vestes quas deferebat, exceptis
camisia et bracis, tradidisse sibi vestes ordinis et mantellum; et quod
inmediate fuit osculatus eundem testem, primo in ore, secundo in umbilico,
tertio in spina dorsi, supra locum quo defertur bracale,
dicens quod idem frater P. levavit vestes ipsi testi ante et retro, quando
fuit eum osculatus in umbilico et in spina dorsi predictis...",
non deve stupire che un soprannome possa nascere da un simile termine,
in un'epoca in cui l'uso delle brache era abbastanza insolita, preferendo
gli uomini l'uso di tuniche o di sai, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Vietri nel salernitano, nella seconda metà del 1600,
con il produttore laniero Alessio Bracale di Acquamela (SA).
ipotesi fantasiosamente suggerita
da Raffaele Bracale
la strada che mi sembra la piú percorribile è quella
che lega bracale all’antico verbo
bracare = dissodare
e per estensione scavare, ed anche
investigare su
fatti e cose altrui; il verbo bracare (che è da
un antico tedesco brahon) indicò
un mestiere quello appunto di dissodatore e poi quello di investigatore
e come indicatore di mestiere e/o arte ben si prestava a diventar cognome;
né può lasciar dubbiosi il fatto che un bracare abbia
prodotto un bracale, atteso che in campo linguistico non fa meraviglia
l’alternanza tra le liquide r e l. |
| BRACARDI |
Bracardi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Perugia, si dovrebbe
trattare di una forma alterata derivata dal nome Brocardus
(vedi BROCARDO). |
BRACCHI
BRACCHITTA |
Diffuso in tutto il centro nord
con prevalenza in Lombardia ed in provincia di Bergamo in particolare Bracchi,
mentre Bracchitta sembra essere specifico del Piemonte, entrambi questi
cognomi potrebbero derivare da un nome tardo latino Brachius (Braccio)
o anche qualche ceppo dal toponimo Bracchio (NO) o Bracca (BG). |
BRACCI
BRACCIO |
Bracci, molto comune nella fascia centrale, Braccio sembra avere più
ceppi, nelle Puglie, in Campania ed in Calabria, deriva dall'aferesi del
nome medioevale Fortebraccio, troviamo tracce di questo uso ad esempio
nel 1400 con Braccio di Fortebraccio da Montone Capitano di Ventura comandante
delle milizie al soldo delle signorie bolognesi e dei mercenari del Papa. |
| BRACCO
|
Bracco è un cognome ligure piemontese, dovrebb derivare dal nome
medioevale germanico Brachus, ma in molti casi potrebbe derivare da un
nome di località come Bracco di Moneglia nel Levante ligure, o come
Monte Bracco nel cuneese, cognomizzazione molto antica già presente
nel 1172 come riporta un atto nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale: "Oprandum iudicem
qui dicitur Braccus
de civitate Mediolani et Amizonem iudicem qui dicitur Daiberti, ambo de
civitate Mediolani, necnon et inter domnum Guifredum prepositum ecclesie
Sancti Georgii que dicitur in Palatio...". |
| BRACESCHI |
Si individuano due ceppi uno in
provincia di Verona ed uno in provincia di Piacenza entrambi dovrebbero
avere in comune l'origine dal nome medioevale Braccio o dall'aver militato
sotto ad un Braccio o ad un Fortebraccio. |
BRACONE
BRACONI |
Bracone è specifico della provincia di Campobasso in Molise nella
zona che comprende Termoli, Palata e Petacciato, Braconi è tipico
della fascia centrale che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio, potrebbe
derivare dal nome normanno Bracon. |
BRAGA
BRAGALINI
BRAGATO
BRAGHIERI |
Diffuso in tutto il nord Braga,
specifico delle provincie di Milano e Cremona Bragalini, decisamente veneto
Bragato, piacentino Braghieri. Tutti questi cognomi hanno diverse origini
ma potrebbero avere in comune una derivazione celtica sia dal vocabolo
brac (palude) che dal vocabolo braca (calzoni). Circa l'antichità
del cognome Braga, in un atto di cessione di terreni, risalente all'anno
1136, leggiamo: "Duodecima iacet in via de Cario
et est pertice .V.; ab una parte terra Bernardi
Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia via
de Aqua Longa. Tercia decima petia iacet in via de Cario, in loco Candiani
et est pertice .X.; ab una parte terra Bernardi
Braga, ab alia Pagani clerici, a tercia Sancte
Marie." |
BRAGADIN
BRAGADINI |
Bragadin, assolutamente rarissimo, è veneto, in particolare del
padovano e veneziano, Bragadini, molto molto raro, è di Parma e
del parmense, dovrebbero derivare dal mestiere di calafatore
(chi impermeabilizza con il catrame le imbarcazioni)
svolto dal capostipite, dal termine medioevale brago
(catrame, ma anche melma), ricordiamo
che famosissimo fu il veneziano Marcantonio Bragadin (1523 – 1571), Capitano
Generale di Famagosta del corpo dei Fanti da Mar della Serenissima Repubblica
di Venezia, che ricoprì la carica di Governatore di Cipro e la difese
contro i turchi passando alla storia sia per la sua bravura, capacità
organizzativa e coraggio, che per la morte orrenda che il comandante turco
Mustafà Pascià gli inflisse tradendo la parola data. Nonostante
il trattato di resa stabilisse che i militari superstiti potessero ritirarsi
a Candia con i civili, il Bragadin, dopo una lunga serie di umiliazioni,
fu sottoposto ad un orribile supplizio: lo scorticamento da vivo. Le sue
membra squartate vennero distribuite tra i vari reparti dell'esercito e
la pelle, riempita di paglia e ricucita, venne rivestita delle insegne
militari e portata a cavallo di un bue in corteo per Famagosta (tratto
da Wikipedia). |
BRAIDA
BRAYDA
BRAYDE |
Braida è tipico dell'udinese, presenta un ceppo forse secondario
nel milanese, Brayda estremamente raro, e Brayde praticamente unico sono
tipici della Val di susa nel torinese, derivano tutti dal termine longobardo
breda o braida equivalente al latino proedium (podere, prato), come pure
può derivare dai molti toponimi contenenti il termine Braida, come
San Giorgio in Braida (UD), Braida di Valperga (TO), Braida di Vaglio Serra
(AT), ecc.. In un atto rogato a Tortona si legge che ilgiudice e
vicario del vescovo Pietro Busseti il 24 ottobre 1234 sentenzia ed arbitra
una vertenza sorta tra i fratelli De Braida
ed il Monastero di S. Eufemia in merito ad una vigna, un rinomato pittore
genovese del 1500 fu Giovanni Battista Braida. |
BRAJ
BRAY |
Molto rari sono tipici del Salento di Martignano e Lecce in particolare, Braj sembra dovuto ad errori di trascrizione del cognome Bray che
potrebbe derivare dalla regione gallica Bray: "...Nominis
reliquiae supersunt planissime, Bibracte Galliae etiam nunc in Bray
contrahitur, et non procul hinc Caesar Tamisim cum suis transmisit ...",
ma più probabilmente discende dal nome normanno Bray derivato appunto
da Bray in Normandia.
|
BRAMANTA
BRAMANTE
BRAMANTI |
Bramanta, quasi unico, parrebbe piemontese, Bramante ha ceppi nel foggiano,
nel siracusano e nel torinese con particolare concentrazione a Giaveno,
presenta ceppi probabilmente secondari anche a Roma, Napoli e Milano, Bramanti
ha un piccolo ceppo a Romagnese (PV), a Pietrasanta (LU) ed a Firenze ed
un nucleo importante tra siracusano e ragusano a Modica (RG), Augusta e
Priolo Gargallo (SR), dovrebbero tutti derivare dal nome soprannome medioevale
Bramante di cui abbiamo un illustre
esempio nel famosissimo pittore ed architetto Donato di Angelo di Pascuccio,
detto il Bramante (1444 - 1514), l'autore del progetto originario della
Basilica di San Pietro a Roma, il nome Bramante
si trova nella forma femminile anche nei poemi cavallereschi come l'Orlando
furioso di Ludovico Ariosto. |
BRAMATI
BRAMATO |
Bramati è specifico di Monza e della bassa bergamasca, ma ha un
ceppo che sembrerebbe non secondario a Monte Compatri (RM), Bramato è
tipico del Salento, di Tricase e di Miggiano (LE, potrebbe derivare da
un nome medioevale Bramatus (molto
desiderato, molto atteso). il ceppo lombardo potrebbe, in alcuni
casi, anche derivare da una contrazione del cognome Brambati. |
BRAMBATI
BREMBATI |
Specifico della provincia di Milano
Brambati e della provincia di Bergamo Brembati, hanno origine dal toponimo
Brembate (BG) |
BRAMBILLA
BREMBILLA |
Specifico lombardo, anche se presente
in modo significativo anche in Piemonte e Liguria Brambilla mentre è
assolutamente bergamasco Brembilla che dovrebbe derivare dal toponimo omonimo.
integrazione di Sergio Fantini
Nel 1300 gli abitanti di Brembilla in Val Brembilla (BG) erano feroci
Ghibellini e alleati dei signori di Milano contro tutto il vicinato Guelfo
fedele ai Veneziani. Dopo la pace di Verona tra Venezia. e Milano nel 1441,
Milano cedette Brembilla a Venezia. Ogni occasione era buona per provocare
Venezia, finchè nel 1443, furono convocati i capi Brembillesi in
Bergamo, dove vennero arrestati e un messo intimò che tutti i Brembillesi
se ne andassero da Brembilla per cento anni, questo doveva essere attuato
in tre giorni altrimenti gli ostaggi sarebbero stati giustiziati. Quasi
tutti si trasferirono nel milanese accolti molto bene e anche se avevano
tanti nomi come Carminati, Pesenti, ecc, furono soprannominati tutti Brambilla
o Brembilla che rimasero loro come cognomi. |
| BRAMBILLASCA
|
Brambillasca è specifico dell'area che comprende Carugate, Agrate
Brianza e Monza, il suffisso -asca
si riferisce alla radice Brambilla con il significato di appartenenza o
partecipazione, potrebbe perciò riferirsi a capostipiti provenienti
dalla Valle Brembilla o dal paese di
Brembilla nel bergamasco, con apertura dialettale della e
fino a farla diventare una a, è
pure possibile un riferimento al toponimo Brambilla di Concorezzo, ma molto
meno probabile. |
BRANCA
BRANCHI
BRANCO |
Branca è molto diffuso in tutto il sud ed in Sardegna, Branchi ha
ceppi nel bresciano, nel parmense, nel fiorentino ed in Toscana ed a Roma,
Branco ha un piccolo ceppo tra veronese e vicentino, uno a Roma ed uno
nel casertano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Branca
o Branco, in una Cartula
iudicati del 1106 a Teglio (SO) leggiamo: "...Signa
manuum Ottoni de Cluri et Iohannis de Veridha et Venerandi de Pradho et
Giaselberti Branco
et Adammi testium. ...", nel 1300 leggiamo invece di un: "...miles
Branca Frumentinus...",
ma è pure possibile una derivazione da nomi di località come
ad esempio Branca (PG) o Branco (UD). |
BRANCACCI
BRANCACCIO |
Brancacci è assolutamente rarissimo, Brancaccio ha un nucleo romano,
uno campano tra casertano,napoletano e salernitano con massima concentrazione
a Napoli, Torre del Greco (NA), Orta di Atella (CE) ed a Scafati
(SA), ed ha un ceppo anche nel barese a Modugno ed a Martina Franca (TA)possono
derivare da modificazioni del nome medioevale Branco
(vedi BRANCA), tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo ad esempio nel 1294 quando Celestino V° consacra cardinale
Landulfus Brancaccius di illustre famiglia napoletana. |
BRANCADORE
BRANCADORI
BRANCADORO |
Brancadore è quasi scomparso, Brancadori, molto molto raro, ha un
ceppo nel maceratino ed uno nel romano, Brancadoro ha un ceppo a Roma ed
uno a Pescara, dovrebbero derivare dal termine arcaico semidialettale branchador
(colui che acchiappa, che prende),
usato nel periodo rinascimentale anche come nome. |
| BRANCALEONE |
Molto raro sembra avere due nuclei,
uno nel bellunese ed uno in Campania; dovrebbe essere derivato dalla fusione
di due nomi medioevali Branca e Leone personaggio famoso con questo nome
composto fu nel 1300 il capitano di ventura Brancaleone Doria; nel 1200
troviamo già la cognomizzazione di questo nome con il Cardinale
Leone Brancaleone, originario della provincia di Latina, nel 1500,
nel beneventano, troviamo il medico e filosofo Giovanfrancesco Brancaleone. |
| BRANCALION |
Originario della provincia di Rovigo
dovrebbe essere derivato da una modificazione dialettale della fusione
di due nomi medioevali Branca e Leone. |
BRANCATELLI
BRANCATELLO |
Brancatelli sembrerebbe tipicamente siciliano, soprattutto del messinese,
Brancatello, decisamente più raro, è del palermitano, si
dovrebbe trattare di forme ipocoristiche del nome tardo latino Brancatius
(vedi BRANCATI). |
BRANCATI
BRANCATO
BRANCAZI
BRANCAZIO |
Brancati, molto raro, è presente nella provincia di Siracusa, Reggio
Calabria, Catanzaro, in Basilicata ed in Campania, Brancazi sembra essere
specifico di Roviano in provincia di Roma, Brancazio, assolutamente rarissimo,
è del casertano, Brancato è specifico siciliano con un ceppo
nel potentino e nel napoletano che potrebbero derivare dal toponimo San
Brancato (PZ), gli altri dovrebbero tutti derivare dal nome tardo latino
Brancatius, che discende dal nome bizantino
Pancratius (Pancrazio),
di questo nome abbiamo un esempio nel 1500: "...Te
prima doctae gloria Purpurae Franciscus Maria Card. Brancatius
Brancatiorum gloria fascium, Orbique Praesul sat regendo Saepe oculis leget
eraditis...". Tracce di questa cognomizzazione si trovano
a Malta fin dal 1500: "...quod
tota hereditas predicta devolvatur hori Petro
Brancato ipsius testatricis patruo et...". |
| BRANCATISANO |
Cognome diffuso in modo esclusivo nella zona Locri (RC) - Gerace (RC).
Risulta una nobile famiglia originaria di Samo (RC).
integrazioni fornite da Alessio
Bruno Bedini |
BRANDALESE
BRANDALISE
BRANDOLESE
BRANDOLESIO
BRANDOLISI
BRANDOLISIO |
Brandalese, molto molto raro, ha un ceppo nel padovano ed uno nel pavese,
Brandalise è tipico del bellunese, di Arsiè in particolare,
Brandolese è un cognome tipico del rovigoto, di Lendinara (RO) in
particolare, Brandolesi e Brandolesio sono probabilmente dovuti ad un errore
di trascrizione del primo e di Brandolisio che ha un ceppo a Maniago (PN),
uno a Trieste ed uno a Venezia e Mestre, derivano dal nome tardo medioevale
Brandalisius
o Brandolisio una variante di Brando,
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1308: "...Et
de predictis omnibus et singulis preceptum fuit mihi Francisco Trossello
notario ipsius d. marchionis unum intrumentum et plura fieri et refci,
semel et pluries, ad consilium sapientes. Nomina predictorum vassallorum
et nobilum sunt hec.. ..Henricus Thalomeus et Brandalisius
de Cochonato fratres...", queste cognomizzazioni si riscontrano
a Padova fin dalla seconda metà del 1700 con un libraio ed editore
chiamato Pietro Brandolese. |
| BRANDANO |
Tipico sardo della Gallura di Olbia, San Teodoro e Loiri Porto San Paolo,
potrebbe derivare dal nome medioevale Brandanus
di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Bartholomaeus
Brandanus Carosius,
Senensis, in loco natus, cui vulgare nomen erat Palatium de Manacia in
municipio Montis Fullonici;...", poco probabile, anche se non impossibile,
una connessione con il vocabolo gallurese brandali
(alare del cammino, treppiede). |
BRANDELLI
BRANDELLO
BRANDINI
BRANDINO |
Brandelli, assolutamente rarissimo, sembra essere del centro Italia, Brandello,
ancora più raro, forse potrebbe essere casertano, Brandini molto
meno raro è toscano, Brandino è piemontese, derivano dal
nome medioevale di origine germanica Brando, tracce di queste cognomizzazioni
si trovano nel 1300 a Firenze, come possiamo leggere nella Cronica
delle cose occorrenti ne' tempi suoi di Dino Compagni: "...Vermiglio
d'Iacopo Alfani, e Piero Brandini Gonfaloniere
di Giustizia; i quali come furono tratti, n'andarono a Santa Croce, però
che l'uficio degli altri non era compiuto...". |
BRANDI
BRANDO |
Brandi è diffuso in tutta l'Italia peninsulare, Brando sembrerebbe
avere due nuclei, uno nel napoletano ed uno nella zona costiera di confine
tra Basilicata, Calabria e Campania, derivano dal nome medioevale di origine
germanica Brando, di cui abbiamo un
esempio in un atto scritto a Ravenna nel 1081: "...Innovacio
Ungani et Brandi
germanorum facta Scole piscatorum de omnibus iuribus suis que habebant
in valibus Iusverti et Fenarie, sub pensione omni anno sacharum triginta
piscium...", anche attraverso l'aferesi dei suoi composti come Ildebrando
ecc. Questo nome, abbastanza diffuso nel tardo medioevo venne portato ad
esempio nel 1400 dal Cardinal Brando Brancacci. |
| BRANDIMARTE |
Tipico della zona costiera tra
il Piceno ed il pescarese, deriva dal nome medioevale Brandimarte, reso
famoso dalla Chanson de Roland e dall'Ariosto. L'uso di questo nome
lo troviamo ad esempio in un atto della seconda metà del 1500 stilato
in Cremona, dove viene citato il canonico Brandimarte Brunelli prevosto
della chiesa dei SS. Maria e Sigismondo di Rivolta d'Adda (BG). |
BRANDOARDI
BRANDOVARDI
BRANDUARDI
|
Brandoardi e Brandovardi sono quasi unici, Branduardi è più
diffuso, sono tutti specifici del milanese, dovrebbero derivare dal
nome germanico Brandward. |
| BRANDOLINI |
Si individuano tre ceppi uno nelle
provincie di Pavia e Milano, uno in Romagna ed uno nel Lazio e Abruzzi,
dovrebbe derivare da nomi germanici composti con Brando (Aldobrando,
Ildebrando ecc) o da soprannomi legati alla stessa radice. |
| BRARDINONI |
Brardinoni, molto molto raro, è specifico di Urbania nel pesarese,
si dovrebbe trattare di una forma accrescitiva di un ipocoristico del nome
Berardo derivato derivare dal nome
di origine germanica Baerhard. (vedi
BERARD) |
| BRASCA |
Cognome presente a macchia di leopardo
in tutta la parte continentale d'Italia ha la sua massima concentrazione
in provincia di Milano e nelle provincie lombarde, ma è presente
in modo significativo anche in Piemonte, Liguria, Marche e Calabria. L'origine
dovrebbe essere dal vocabolo gotico brakia (lotta) tramite un soprannome,
un'ipotesi giuntaci recentemente, che difficilmente può essere estesa
a tutti i casi, propone una derivazione dal vocabolo dialettale lombardo
brasca (brace, anche un tipo di fungo). |
| BRASI |
Ha un ceppo bergamasco nella zona di Clusone ed uno a Venezia, potrebbe
derivare da un antico nome di località, come quello citato in un
testo del 1251: "...fratris Hilarij Prioris S. Salvatoris
de Cavina, alias de Cassina; fratris Bonavogliae Prioris Eremi de Brasi,
alias de Buyo; fratris Huguccionis Prioris de Corbaria, alias Cerbaria...",
, un'altra ipotesi è che derivi dal nome medioevale Blasius (vedi
Biasio) di cui abbiamo un esempio in uno scritto del 1563 a Pavia:
"...Ego Blasius,
filius egregii Baptiste de Saliis de Auxiliano, ducalis et appostolicus
notarius, habitans in civitate Vercellarum et in vicinia Sancti Laurenti...". |
| BRASOLA |
Molto raro è specifico del padovano, dovrebbe derivare da un soprannome. |
| BRATTA |
Bratta è specifico di Bari, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale bratta = scarafaggio. |
BRATTI
BRATTO
BRATUS |
Bratti, è tipico della zona che comprende le province di Modena,
Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, con un ceppo forse non secondario
nel Friuli, Bratto è assolutamente rarissimo, Bratus, estremamente
raro, è istriano, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Brattus
derivato dal celtico Brath o anche direttamente da quest'ultimo,
Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Umago in Istria nel 1200
con il nobile Almerigo Bratti e nel 1300 a Carpi (MO) troviamo il giureconsulto
Ingrano Bratti. |
| BRAU |
Tipico sardo, ha un ceppo tra Orotelli e Oniferi nel nuorese ed uno nel
cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato al termine
brau (turchino), ma potrebbe anche essere di origine occitanica o basca
e deriverebbe dal termine occitanico brau (torello, o anche grezzo, duro). |
BRAVETTI
BRAVI
BRAVIN
BRAVINI
BRAVO |
Distribuito in tutt'Italia con una prevalenza nel centro nord Bravi. più
specifico del centro Bravetti, Bravin è del Friuli e del vicino
trevisano, Bravini è tipico del ternano, del viterbese e del romano,
Bravo è ben presente in tutta l'Italia settentrionale, nel Lazio
ed Abruzzo e nel palermitano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, dal termine rinascimentale bravo
(guardia), incarico spesso caratteristico
di gente di ceppo germanico, a volte anche semplicemente come soprannome
originato da atteggiamenti del capostipite, ma è pure possibile
che derivino dal nome Bravo entrato in uso in Italia in epoca tardo rinascimentale. |
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