| BROCARDO
|
Brocardo è un cognome tipicamente piemontese, con un ceppo a Murazzano
nel cuneese ed uno probabilmente secondario a Torino, dovrebbe derivare
da Brocardus, nome derivato dal nome
provenzale Brochart, a sua volta derivato
dal nome medioevale germanico Burcard
composto da burg (cittadella
fortificata, rocca) e hard
(duro, resistente) dal significato
quindi di forte e duro come una rocca.,
un esempio dell'uso di questo nome lo troviamo in una cessionis
et positionis in locum del 1191: "...Petrus
de Cremia et Dominicus Macius et Ambroxius de Dubino et Brocardus
filius Iohannis Ferrarii et Otta de Montanea..." . |
BROCCA
BROCCHETTA
BROCCHI
BROCCHIERI
BROCCHIERO
BROCCO
BROCHETTA |
Diffuso in tutta Italia, ma particolarmente in provincia di Milano, Cremona,
Venezia e Brindisi Brocca, pavese Brocchetta, Brocchi è tipico della
Toscana, Romagna, Urbinate ed alto Lazio, dell'aretino in particolare,
proprio delle provincie di Milano e Cremona Brocchieri, mentre Brocchiero,
molto molto raro, è specifico del cuneese, di Verzuolo in particolare,
Brocco ha un ceppo veneto, uno abruzzese e laziale a Formia (LT), Veroli
(FR) e Roma, triestino Brochetta, tutti questi cognomi hanno diverse origini
che vanno dal soprannome legato al vocabolo brocchia
(vaso con il beccuccio) relativo al
servizio in tavola, al bucularius
(scudiero) tramite la trasformazione
spagnola in broquer, al vocabolo celtico
brocc (essere
a punta) relativo a caratteristiche fisiche del luogo di abitazione
o di provenienza della famiglia. |
BROCCOLI
BROCCOLO |
Broccoli ha un ceppo a Bologna e tra Romagna e Marche, a Rimini e Sant'Arcangelo
di Romagna nel riminese, a Cesena e Savignano sul Rubicone nel forlivese,
ad Argenta nel ferrarese, ad Imola, Crevalcore e Castel San Pietro Terme
nel bolognese, a Pesaro, a Fano nell'anconetano, ed a Città di Castello
nel perugino, un altro ceppo è invece collocato tra Lazio e Campania,
a Roma, a Sant'Ambrogio sul Garigliano e Sant'Apollinare nel frusinate,
a Vairano Patenora nel casertano, a Napoli ed a Forio d'Ischia nel napoletano,
Broccolo, molto più raro, ha piccoli ceppi a Civitanova Marche nel
maceratese, a Foligno nel perugino, a Roma, a Rende, Santa Sofia d'Epiro
e San Pietro in Guarano nel cosentino, ed a Ciminna e Palermo nel palermitano,
potrebbero derivare da alterazioni per betacismo del nome medioevale Procolus,
a sua volta derivato dal vocabolo latino procul
(lontano), a volte attribuito a figli
nati quando il padre era impegnato lontano in campagne militari, ricordiamo
con questo nome il quarto vescovo di Verona (310-330 d.C.) poi divenuto
santo ed il santo martire del VI° secolo, patrono di Pozzuoli, di questo
tipo di alterazione abbiamo un esempio nella Cronica
fiorentina: "... e giù per la via
di Sa· Martino, e della Badia di San
Brocolo, rimanendo le dette chiese e più
che mezzi i popoli loro nel detto quartiere; e fu al diritto per la via
di San Brocolo
per la Città Rossa..." e nella Nuova
Cronica di Giovanni Villani possiamo leggere: "...Negli
anni di Cristo MCCLXXV, del mese di giugno, i Bolognesi per comune andarono
ad oste in Romagna sopra la città di Forlì e quella di Faenza,
perché riteneano i loro usciti ghibellini; e di loro era capitano
messer Malatesta da Rimine; dalla parte de' Romagnuoli era capitano il
conte Guido da Montefeltro, il quale col podere de' Ghibellini di Romagna,
e cogli usciti di Bologna, e cogli usciti ghibellini di Firenze, ond'era
capitano messer Guiglielmino de' Pazzi di Valdarno, si feciono loro incontro
al ponte a San Brocolo
aboccandosi a battaglia; nel quale aboccamento la cavalleria de' Bolognesi
non resse, ma quasi sanza dare colpo si misono alla fugga, chi dice per
loro viltà, e chi dice perché il popolo di Bologna...". |
| BROCCU
|
Broccu, estremamente raro, è tipico del nuorese, dovrebbe derivare
da soprannomi derivati dal termine sardo logodurese broccu
(piolo, palo) forse grazie all'estrema
magrezza del capostipite o a caratteristiche comportamentali dello stesso,
come ad esempio la cocciutaggine.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BROCCU: su bròccu o su
ròccu è un piolo,
un paletto; ad esempio il paletto,
infisso nel muro della stalla, sporgente 40 o 50 centimetri, per legarvi
il cavallo. In latino abbiamo l'aggettivo brocchus
o broccus o broncus
= sporgente. In sardo troviamo anche
bruncu = sterpo,
ramo, brocco; brunconi, brunkioni,
sempre sterpo, bronco. Su
bruncu, su 'runcu è
anche il muso. Quando uno è
musone si dice: portat su (b)runcu. Quindi broccu potrebbe stare per bruncu,
ambedue dalla stessa radice latina. Anche l'italiano brocco ha il significato
di sporgente e deriva sempre dal latino broccus. Il termine brocco, riferito
a un cavallo, ma anche a persona sta a indicare il poco valore: un cavallo
scheletrito, con gli ossi sporgenti.crediamo! Il sardo bruncu, riferito
a persona potrebbe indicare la caratteristiche fisiche del capostipite:
il muso sporgente, ben pronunciato; o le caratteristiche abitudinarie:
musone. Non abbiamo trovato il cognome Broccu negli antichi documenti da
noi consultati. È molto raro; attualmente è presente in soli
5 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Gadoni, 5, Siniscola 3, Posada
3, tutti nella provincia di Nuoro. |
BRODA
BRODI
BRODO |
Estremamente raro Broda e Brodo sembrerebbero del napoletano, Brodi sempre
rarissimo dovrebbe essere del perugino, dovrebbero derivare da un soprannome.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Meleti (LO) nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale all'anno 1146: "...Ibi
fuerunt Crispo de Mola et Ugo Broda seu
Petri Ungaronis, testes." e nel 1260 a Mairano (LO): "...usque
ad viginti novem annos proximos completos Martino
Brode et sui heredibus omnia novaria que modo
sunt vel a modo aparissent in loco et teritorio de Villa Rubra et in loco
et teritorio de Mayrano..." (vedi) |
| BRODU
|
Brodu, decisamente sardo, ha un ceppo nel nuorese a Desulo, potrebbe derivare da un antico toponimo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BRODU: significa brodo e viene dall'italiano. In Logudoro si usa il
termine brou, probabilmente dal catalano
brou. È un cognome presente
solo in Sardegna, in 14 Comuni su 377: Desulo 27, Domusnovas 6, Sardara
6, Decimoputzu 6, Assemini 6, Pabillonis 6, Guspini 6, etc. In agro di
Oniferi, in provincia di Nuoro, esiste una località denominata
Brodu, sede di una necropoli preistorica,
caratterizzata da 4 grotte ipogeiche artificiali del tipo delle domus de
janas (vedi nell' Web: Sardegna Cultura - Luoghi di Cultura, Monumenti
- Oniferi, Necropoli di Brodu). |
BROGGI
BROGGIAN
BROGGIN
BROGGINI
BROGGIO
BROGI
BROGIN
BROGINI
BROGIO
BROGIONI |
Broggi è tipicamente lombardo, del milanese, comasco e lecchese
in particolare, Broggian è specifico del vicentino e padovano, Broggin,
assolutamente rarissimo, parrebbe del padovano, Broggini ha un ceppo nel
comasco e nel vicino nordmilanese, Broggio, oltre al ceppo lombardo nel
milanese e varesotto, ne ha anche uno alto piemontese ed uno nel Veneto
tra veronese e padovano, Brogi è decisamente toscano, Brogin, molto
raro, ha un ceppo tra milanese e pavese ed uno nel padovano, Brogini, decisamente
toscano, è in particolare del fiorentino e del senese, Brogio, molto
molto raro, è del padovano, Brogioni, anch'esso toscano, è
specificatamente del fiorentino, tutti questi cognomi derivano, direttamente
o tramite ipocoristici e accrescitivi, dall'aferesi del nome Ambrogio,
o anche da relazioni di provenienza riferite a uno dei molti paesi italiani dedicati a
San'Ambrogio. |
BROGLI
BROGLIA
BROGLIO |
Brogli, assolutamente rarissimo sembrerebbe del ferrarese, Broglia è
diffuso in tutto il centro nord, particolarmente rappresentato in provincia
di Milano e Pavia, Broglio ha un nucleo nel nodmilanese ed un ceppo nel
vicentino che potrebbe derivare dal toponimo Bogliano (VI), possono essere
derivati da broglio (luogo di adunanza
dei mercanti), quindi inerente alla professione oppure da broglio il brollus
(bosco, frutteto) quindi derivato dalle caratteristiche di una località.
Tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nel 1700
con il Marchese Broglio Solari, nel 1600 è vescovo di Asti Ottavio
Broglia. |
| BROGNARA
|
Di origine veronese potrebbe essere
collegata alla radice del toponimo Brognoligo (VR), un'interessante teoria
di un cortese lettore ipotizza una connessione con il vocabolo dialettale
brognara (susino). |
BROGNI
BROGNOLI |
Brogni è tipico del bergamasco, potrebbe essere legato al nome del
toponimo Brigniano Gera d'Adda (BG), Brognoli è tipicamente lombardo,
del bresciano in particolare, dell'area di Orzinuovi, Borgo San Giacomo,
Brescia, con piccoli ceppi anche a Villachiara, Quinzano d'Oglio ed Orzivecchi,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica da soprannomi
originati dal termine dialettale brogneau
(prugna selvatica, ma usato anche per
indicare un forestiero), forse ad indicare
che i capostipiti non fossero del posto. |
| BROGNO
|
Brogno è calabrese, del cosentino in particolare, di Luzzi, Montalto
Uffugo, Cosenza, Rende, Corigliano Calabro, Castrolibero ed Acri, potrebbe
derivare dall'italianizzazione del nome slavo Bronius,
anticamente in uso anche presso le popolazioni germaniche, sicuramente
più diffuso nella forma Bronislaw. |
| BROI
|
Due ceppi uno nel Cagliaritano,
l'altro in provincia di Belluno, potrebbe essere originato da un vocabolo
dialettale. |
BROILI
BROILO
BROLLO |
Entrambi assolutamente rarissimi, Broili è friulano, Broilo
è del Trentino al confine con il vicentino, Brollo è abbastanza
diffuso in Veneto nel veneziano e nel vicino trevisano ed in Friuli nell'udinese
e nel vicino pordenonese, derivano tutti da nomi di località derivate
a loro volta dal termine celtico brogilos
(frutteto, giardino) o dal suo derivato
broglio (territorio
di caccia, territorio chiuso).
Traccia di queste cognominizzazioni la troviamo in Carnia nell'anno 1608
con un certo Leonardo Broili da Siaio, convocato a Udine davanti alla Sacra
Inquisizione, accusato, con altri compaesani, di mancata osservanza dei
Precetti della Santa Madre Chiesa. |
BRONDI
BRONDO
BRUNDI
BRUNDO |
Brondi è tipico dell'arco costiero che dal savonese arriva al livornese,
di Lerici nello spezzino in particolare e di Livorno, Brondo è più
specificatamente del savonese, di Quiliano soprattutto, Brundi è
quasi unico, Brundo ha vari piccolissimi ceppi, a Cagliari, Roma, nel salernitano
e nella Sicilia orientale, dovrebbero derivare da una forma tronca del
nome germanico ed in particolare longobardo Brondolf
o Brundulf, ma potrebbero anche derivare
da soprannomi originati dalla voce dialettale arcaica brondo
(bronzo, pentola), forse ad indicare
che il capostipite lavorasse il bronzo o producesse pentole. Ormai scomparso
il ceppo sardo cagliaritano dei Brondo, mercanti di origine ebrea originari
dell'isola di Maiorca ,che ottennero nel 1616 il titolo di conte di Serramanna
e nel 1629 quello di marchese di Villacidro. |
| BRONTE
|
Tipicamente siciliano, ha un ceppo a Butera (CL) ed uno a Palermo, deriva
dal toponimo Bronte (CT). |
| BRONTESI
|
Brontesi è tipicamente lombardo del bresciano, di Ghedi in particolare
e di Leno, Brescia e Montichiari, l'ipotesi che possa trattarsi di un etnico
della località trentina La Bronta è poco plausibile, si può
ipotizzare una derivazione da un soprannome generato dal vocabolo latino brontes
(genere di ciclopi che fabbricano folgori)
e quindi per estensione fonditori o
fabbri. |
BROSEGHINI
BRUSEGHIN
BRUSEGHINI |
Broseghini è tipico di Baselga Di Pine' (TN), Bruseghin ha un ceppo
nella zona di Campo San Martino (PD) e San Giorgio Delle Pertiche (PD),
Bruseghini ha due ceppi, uno trentino a Rovereto (TN) ed uno lombardo a
Caspoggio (SO), potrebbero derivare dall'etnico di Brusago (TN),difficile
un collegamento con il nome della località Bruseghin in Val Camonica,
ma è pure possibile derivino in alcuni casi da un soprannome originato
dal vocabolo dialettale bruseghin (bruciore). |
| BROSOLO
|
Brosolo, estremamente raro, è friulano, di Pinzano al Tagliamento,
Fiume Veneto e Pordenone nel pordenonese, di Udine e di Trieste, potrebbe
derivare da una forma aferetica del nome medioevale Ambrosolus
(vedi AMBROSOLI), esiste una teoria, abbastanza
improbabile, che propone una derivazione dal nome del paese di Brosolo
(oggi Brozolo) nel torinese. |
BROTTI
BROTTO |
Brotti ha qualche presenza in Lombardia, nel sondriese e nel bergamasco,
potrebbe trattarsi di una forma etnica aferetica riferita al paese bergamasco
di Nembro, Brotto è tipicamente veneto, di Cittadella, Galliera
Veneta, Padova, Cadoneghe, Fontaniva, Campodarsego, San Martino di Lupari,
Campo San Martino e Camposampiero nel padovano, di Tezze sul Brenta, Rossano
Veneto, Camisano Vicentino, Romano d'Ezzelino, Cassola, Dueville, Bassano
del Grappa e Rosà nel vicentino, di Venezia, Verona e di Loria e
Borso del Grappa nel trevisano, ha anche qualche presenza nel goriziano
e nell'udinese, l'origine di questi nomi potrebbe essere dal nome medioevale
germanico Brotul, o dal nome slavo
di origini greche Brotus, o anche da
una forma afereticadel nome medioevale Nebrotto,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Padova fin dal 1400 con
lo stampatore Johanne Brotto. |
BROTZA
BROTZU
BROZZU |
Brotza, molto molto raro, è di Nuoro e del nuorese, Brotzu è
specifico di Nuoro, Brozzu invece è del sassarese, di Sassari, Nulvi
e Castelsardo, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine
sardo bròtzu (coltello),
forse ad indicare che il capostipite era particolarmente abile con il coltello
o molto lesto a prenderlo in mano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BROTZU; BROZZU: bròttsu, bròcciu,
broccìttu, brocchìttu, significano stocco,
coltello, lama, rasoio del ciabattino; dallo spagnolo brotxa
- punxò deis sabaters. Nell'italiano
antico abbiamo broccio = stocco.
Nella lingua sarda esiste anche bròtzu,
bròčču, nel significato di ricotta,
quaglio; di etimo incerto. I cognomi quindi possono essere riferiti
sia al mestiere del coltellinaio, sia a quello della preparazione del formaggio
(casàiu). Non li abbiamo trovati negli antichi documenti della lingua
sarda. Nella storia contemporanea ricordiamo Brotzu Giuseppe, cagliaritano
(1895 - 1976), politico, per diverse volte assessore e presidente della
Giunta Regionale della Sardegna, ed infine sindaco di Cagliari. Attualmente
il cognome Brotzu è presente in 25 Comuni italiani, di cui 13 in
Sardegna: Nuoro 65, Quartu S.E. 6, Orgosolo 6, Santa Maria Coghinas 5,
Cagliari 5 - Roma 15. Brozzu è presente in 41 Comuni italiani, di
cui 14 in Sardegna: Sassari 62, Nulvi 52, Castelsardo 13, Tempio 9, Sedini
8, etc. |
BROVADAN
BROVEDAN
BROVEDANI |
Brovadan è quasi unico, Brovedan, assolutamente rarissimo, è
tipicamente friulano, così come il più diffuso Brovedani,
che ha un ceppo nel pordenonese, a Spilimbergo, Clauzetto e San Vito al
Tagliamento, ad Udine ed Venezia e Trieste, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale friulano brovada,
un cibo locale a base di rape messe sotto vinaccia, e potrebbe stare ad
indicare che i capostipiti fossero dei preparatori di quel tipo di preparato
alimentare. |
| BROVARONE
|
Brovarone cognome specifico dell'area biellese, di Vigliano Biellese in
particolare, dovrebbe derivare dal nome della località Brovarone,
una frazione di Vigliano Biellese, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
| BROVELLI
|
Brovelli è specifico della zona che comprende il verbanese, soprattutto
a Verbania, il novarese, ad Arona in particolare, il varesotto ed il milanese,
con massima concentrazione nel varesotto ad Angera, Ranco, Taino e Luino,
con un piccolo ceppo secondario anche nell'oristanese, dovrebbero stare
ad indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di Brovello nel verbanese,
il cui toponimo dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine piemontese
arcaico brova o brua
(confine, bordo, orlo). |
| BROZZONI
|
Brozzoni è tipico del bergamasco, di Zogno e di Costa Di Serina
in particolare, potrebbe derivare da una forma accrescitiva dialettale
dell'aferesi del nome Ambrogio, molto improbabile una derivazione dal toponimo
bresciano di Brozzo situato troppo lontano dall'area bergamasca interessata. |
| BRUCCHIERI
|
Brucchieri, molto raro, è siciliano, dell'area tra catanese ed ennese,
dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale siciliano
brucchièri (chi guida i mietitori,
chi sta a capo dei mietitori). |
| BRUCCI
|
Brucci sembrerebbe specifico di Acerra nel napoletano, dovrebbe derivare
da una forma aferetica di un ipocoristico del nome di mestiere del fabbro,
che diventa fabbruccio, per aferesi
bruccio e con il classico genitivo
patronimico Brucci. |
| BRUCCULERI
|
Brucculeri è tipicamente siciliano, dell'agrigentino, di Grotte,
Castrofilippo, Agrigento, Racalmuto e Canicattì, con un ceppo anche
a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale per produttore
o venditore di broccoli. |
| BRUFANI
|
Brufani è tipico del perugino, di Assisi in particolare e di Foligno
e Bastia, si dovrebbe trattare di una forma etnica del paese di Brufa di
Torgiano, sempre nel perugino. |
| BRUGALETTA
|
Brugaletta è siciliano, di Ragusa in particolare, con presenze anche
a Vittoria, Santa Croce Camerina e Comiso nel ragusano, potrebbe derivare
dal nome di una non meglio identificata località. |
| BRUGELLIS
|
Brugellis è un cognome assolutamente rarissimo che sembrerebbe calabrese,
potrebbe derivare da un ipocoristico del termine latino brugius,
una variante del vocabolo latino phrygius
(abitante di una regione dell'Anatolia, la Frigia, nell'attuale Turchia),
meno probabile una derivazione dal termine brugo,
una pianta simile all'erica. |
BRUGGI
BRUGHI
BRUGI |
Bruggi, molto molto raro, è tipico della zona tra milanese e pavese,
Brughi è quasi unico, Brugi è tipicamente toscano con un
ceppo nel lucchese a Minucciano, Coreglia Antelminelli, Lucca e Capannori
ed uno nel grossetano a Grosseto e Manciano, dovrebbero derivare da termini
caratterizzanti le località di residenza delle famiglie probabilmente
caratterizzate dalla presenza di una brughiera. |
| BRUGHITTA
|
Brughitta è tipicamente sardo, del cagliaritano, di Cagliari, Quartucciu
e Gergei, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo cagliaritano,
campidanese brugu (borgo,
sobborgo) forse ad indicare la tipologia del luogo di abitazione
della famiglia. |
BRUGNANO
BRUGNERA |
Brugnano, oltre al ceppo a Reggio nell'Emilia, è tipico dell'area
calabrese e palermitana, di Cutro nel crotonese in particolare, di Locri
nel reggino e di Partinico nel palermitano, dovrebbe derivare da nomi di
località originati da dei possedimenti terrieri medioevali chiamati
ager apronianum, cioè podere
di Apronius. |
BRUGNETTI
BRUGNOLA
BRUGNOLI |
Brugnetti ha un ceppo nel bergamasco ed uno tra romano e frusinate, Brugnola
è rarissimo con ceppi in Friuli ed in Puglia, è diffuso in
tutta l'Italia centro settentrionale Brugnoli,
tutti questi cognomi derivano, tramite ipocoristici, dal nome Bruno, presente nell'uso italiano
dall'epoca medioevale ma già esistente presso i Goti e i Franchi,
o da un soprannome legato al colore della carnagione o dei capelli. Testimonianze
del cognome Brugnoli si trovano in un atto notarile del 1262:"...interfuerunt
ibi testes ser Morandus et Casparus fratres filii condam ser Redulfi Capitanei
de Stazona et Bertramus filius condam Ottoboni Brugnolli
de Nobiallo qui stat Blazono. Ego Mayfredus notarius filius condam
Viviani Bazonis de Bellaxio hanc cartam tradidi et scripsi.". |
BRUGNONE
BRUGNONI |
Brugnone ha un ceppo tra genovese ed alessandrino, un ceppo nel napoletano
ed uno tra trapanese e palermitano, Brugnoni sembrerebbe tipico della fascia
che comprende Marche, Umbria e Lazio, del perugino in particolare di Gubbio,
Perugia ed Umbertide, dovrebbero essere modificazioni accrescitive del
nome Bruno. |
| BRUGO
|
Brugo è tipico del novarese di Romagnano Sesia in particolare, dovrebbe
derivare dal nome del brugo, pianta
che ha dato origine a vari toponimi ed al termine brughiera per indicare
un'area campestre dove appunto il brugo è diffusissimo e che caratterizza
la riserva delle Baragge appunto nella zona di Romagnano Sesia. |
| BRUGORA
|
Brugora è specifico del milanese, di Desio, Monza e Biassono in
particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Brugora , una frazione
di Besana Brianza nel monzese, toponimo che prende il nome dal termine
celta bruko (erica),
probabilmente ad indicare che quella zona ne era infestata. |
BRUMANA
BRUMANI
BRUMANO |
Brumana è specifico del bergamasco, di Costa Valle Imagna in particolare,
ma è ben presente anche a Varese, Como, Travagliato nel bresciano
e Premana nel lecchese, Brumani e Brumano, quasi unici, sono probabilmente
dovuti ad errori di trascrizione del primo, che dovrebbe derivare dal toponimo
bergamasco di Brumano, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi
originati dal termine arcaico bruma
o brum (brina,
ma anche inverno,
freddo,
gelo) ad indicare chi proveniva
dal nord, a solo titolo di informazione ricordiamo che con il termine bruman
o brumanus, in epoca medioevale, i
Franchi indicavano dei fittavoli di arcivescovi o di altri feudatari imperiali. |
BRUN
BRUNA
BRUNACCI
BRUNATO
BRUNATTI
BRUNATTO
BRUNETTI
BRUNI
BRUNINI
BRUNINO
BRUNITTO
BRUNO
BRUNONE
BRUNONI
BRUNOTTI
BRUNOZZI
BRUNU |
Brun è molto diffuso nel settentrione d'Italia, nel triveneto in
particolare, Bruna è diffuso in Piemonte ed in provincia di Ragusa,
Brunacci è diffuso nel forlivese, riminese, fiorentino, aretino,
perugino, anconetano e maceratese, con un ceppo nel romano ed uno nell'alto
cosentino, Brunato è senz'altro veneto, del trevisano in particolare,
con un ceppo anche nell'udinese, sia Brunatti che Brunatto sono molto rari
e specifici del torinese, molto presente in tutta la nazione Brunetti,
Bruni e Bruno, Brunini ha un ceppo tra milanese e varesotto, uno nel lucchese
ed uno nel bolognese, Brunino, assolutamente rarissimo, è del padovano,
Brunitto, molto raro, è tipico del casertano, di Lusciano ed Aversa,
con un ceppo anche a Giugliano in Campania, Brunone. abbastanza raro, è
diffuso a macchie di leopardo nel meridione, Brunoni, anch'esso molto raro,
ha un ceppo lombardo ed uno toscano, Brunotti, specifico dell'Italia centrale,
del ternano, viterbese e romano, è particolarmente presente a Terni
e Narni nel ternano ed a Roma, Brunozzi, anch'esso della fascia centrale,
ha un ceppo ad Assisi nel perugino ed uno a Roma, Brunu, estremamente raro,
è sardo, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici,
dal nome Bruno.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Bruno,
che, nell'onomastica descrittiva, allude o al colore dei capelli o alla
carnagione scura (vedi Fusca). In alcuni casi,
tuttavia, non si può escludere una connessione con la toponomastica,
considerando che in Italia vi sono diversi toponimi contenenti la
radice brun- (soprattutto nel nord).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione
da un soprannome (talvolta connesso con la toponomastica nazionale). |
BRUNALDI
BRUNIALDI
BRUNIALTI |
Brunaldi, molto molto raro, è specifico del ferrarese, di Argenta
Ferrara e Voghiera, Brunialdi, quasi unico, parrebbe dell'area lombardo,
piemontese, Brunialti invece, comunque molto raro, è specifico dell'area
trentino, vicentina, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Brunealdus,
o Brunaldus, italianizzazione del nome
germanico Brunalt. |
| BRUNATI
|
Tipicamente comasco deriva dal
toponimo Brunate (CO). |
BRUNDO
BRUNDU |
Brundo, molto raro, è specifico del cagliaritano, Brundu, molto
più diffuso, è tipicamente sardo equamente distribuito in
tutta l'isola, derivano entrambi dal vocabolo sardo brundu
(biondo) o da una sua italianizzazione.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BRUNDU: biondo; dallo spagnolo
blondo. Generalmente sta ad indicare
il colore dei capelli. Mi viene in mente un proverbio (vedi Dicius di Giuseppe
Concas): su civràxu
fai beni su piu brùndu e s'ogu bràxu: il pane nero fa
diventare i capelli biondi e gli occhi azzurri. Non l'abbiamo riscontrato
nei documenti antichi della lingua sarda. Attualmente è presente
in 152 Comuni italiani, di cui 66 della Sardegna: Erula 91( in un paesino
di 807 abitanti, della provincia di Sassari, ben 91 portano il cognome
Brundu!), Sassari 86, Orani 69, Cagliari 56, etc. |
BRUNELLA
BRUNELLI
BRUNELLO |
Brunella è molto raro e sembrerebbe del varesotto, Brunelli è
diffuso in tutto il centro nord, Brunello è decisamente veneto,
derivano tutti dal nome Bruno o da soprannomi originati dal colorito della
pelle o dei capelli. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Cremona, dove
troviamo una lettera di intimazione della curia vescovile di Cremona datata
5 febbraio 1571, rivolta ai canonici della chiesa dei SS. Maria e Sigismondo
di Rivolta d'Adda, per il versamento di lire 20 ciascuno a Brandimarte
Brunelli, prevosto della suddetta chiesa. Personaggio abbastanza famoso fu il padre francescano Gregorio Brunelli
insigne predicatore e lettore nella provincia veneta confessore di Silvestro
Valerio Principe di Venezia. |
| BRUNENGO
|
Brunengo ha un piccolo ceppo a Torino ed a Mondovì nel cuneese,
ha un ceppo importante ad Imperia e nell'imperiese a Pieve di Teco e Chiusanico,
un ceppo a Genova e ad Albenga nel savonese, potrebbe derivare dal nome
medioevale burgundo Brunengus o Bruningus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale nell'anno 986 a Lodi: "...Andreas,
episcopus episcopio sancte Laudensis Ecclesie, nec non et Adam qui et Bruningus
et Gotefredus seu Raginpaldus germanis, filii quondam Rikerii, qui professi
sunt ipsis germanis ex nacione suorum legem vivere Langobardorum....". |
BRUNETTA
BRUNETTI
BRUNETTO |
Brunetta ha un nucleo importante tra la provincia di Pordenone e quella
di Treviso, con un ceppo, probabilmente autoctono, a Carpignano Salentino
(LE), Brunetti è assolutamente panitaliano, Brunetto ha un nucleo
nel torinese, uno a Villafranca Di Verona (VR), uno a Rialto (SV) e vari
ceppi in Sicilia, derivano tutti dal nome Brunetto, Brunetta di cui abbiamo
un esempio nel famoso, notaio e giudice di parte guelfa, Brunetto Latini
(~1220 - 1294), che fu guida di Dante Alighieri e che venne da lui citato
nel canto XIV° dell'Inferno: "... «Siete
voi qui, ser Brunetto?».
- E quelli: «O figliuol mio, non ti dispiaccia - se Brunetto
Latino un poco teco - ritorna 'n dietro e
lascia andar la traccia». ...". |
| BRUNOLI
|
Brunoli è oggi tipicamente lombardo, tipico della provincia di Sondrio,
di Mello in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome Brunolus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una registrazione nel padovano di epoca
medioevale, dove viene citato un tale Petrus dictus
Brunolus quondam Çenari de Cona,
o dal nome Brunolus, una forma ipocoristica
del nome Brunus, di questa cognominizzazione
abbiamo un esempio d'uso a Trento nel XVI° secolo: "..Dictus
fuit etiam Magnifcius iuris utriusaque doctor dominus Gaspar
Brunolus nobilis ferrariensis, honorandus
Praetor civitatis Tridenti. Idem fuit Tridenti non Praetor,sed cancellarius,
et secretarius principis episcopi tridentini Christophori Madrutii anno
1545,..". |
BRUSADIN
BRUSADINI
BRUSATIN |
Brusadin, presente nell'area che comprende il veneziano, il trevisano e
soprattutto il pordenonese, è molto diffuso a Pordenone, ma con
significative presenza anche a Fiume Veneto, Brusadini è praticamente
unico, Brusatin è presente nel trevisano e veneziano con un ceppo
molto piccolo anche a Trieste, gli ultimi due dovrebbero essere stati originati
da italianizzazioni del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo veneto brusadìn
(bruciaticcio, residuo di un piccolo incendio),
forse ad indicare che i capostipiti avessero subito un piccolo incendio,
o anche che non eccellessero per la loro grande capacità decisionale. |
BRUSAFERRI
BRUSAFERRO |
Brusaferri è tipicamente lombardo, del sudmilanese, lodigiano e
cremonese, Brusaferro è presente qua e là nel settentrione,
soprattutto in Piemonte e nel Veneto, dovrebbero derivare da un soprannome
probabilmente attribuito ad un fabbro, anche se in qualche caso possono
derivare da nomi di località come l'antico paese di Brusaferro "inter
curatiam Villazani et curatiam vallis Surdae", una località
anticamente esistente vicino al paese trentino di Villazzano, personaggio
di rilievo è stato il pittore veneziano Girolamo Brusaferro (1679-1745). |
| BRUSAMENTO
|
Brusamento è specifico di Montegrotto Terme nel padovano, dovrebbe
derivare da un soprannome basato su di un deverbale del termine dialettale veneto
brusare (bruciare),
forse con riferimento ad un incendio o ad un particolare evento bellico. |
BRUSAMOLIN
BRUSAMOLINI
BRUSAMOLINO |
Brusamolin, molto raro, è tipicamente veneto di Padova e di Piazzola
sul Brenta nel padovano, con un piccolissimo ceppo anche nel vicentino
a Vicenza ed a Torri di Quartesolo, Brusamolini è praticamente unico
e dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Brusamolino
è specifico del milanese, di Inzago, Cassano d'Adda, MIlano, Melzo
e Pozzuolo Martesana, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine
sia lombardo che veneto brusa (brucia,
ma anche marinare, abbandonare temporaneamente),
molto più probabilmente basati sul secondo significato, sottintendendo
forse in modo scherzoso che i capostipiti non fossero dei gran lavoratori. |
BRUSASCHI
BRUSASCHETTO
BRUSASCO |
Brusaschi, praticamente unico, è tipico di Villa Tirano (SO) e dovrebbe
derivare dal toponimo Brusio (GR) a 5 chilometri da Villa Tirano e attualmente
in Svizzera, Brusaschetto, rarissimo, e Brusasco, abbastanza raro, sembra
abbiano due ceppi nell'alessandrino, e nel torinese, derivano dai toponimi
Brusasco (TO) e Brusaschetto (AL).
Precisazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO) |
| BRUSATERRA
|
Brusaterra è specifico del vicentino, di Thiene in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome probabilmente attribuito ad un capostipite
contadino solito al particolare uso della bruciatura delle stoppie di grano,
una pratica agricola molto antica con lo scopo sia di concimare e di bonificare
il terreno da parassiti di ogni genere, sia per proteggere da rischi d'incendio
i boschi viciniori. |
BRUSATI
BRUSATTI |
Brusati è tipico della zona tra novarese, Bellinzago novarese in
particolare, Novara ed Oleggio, e milanese, Milano soprattutto, Brusatti,
quasi unico, è una forma alterata probabilmente da errori di trascrizione,
le ipotesi possibili sono almeno due, la prima è che si tratti di
una forma patronimica in -ati riferita
ad un padre dei capostipiti il cui nome fosse stato Ambrogio,
che per aferesi e successiva modificazione dialettale sia diventato Brös
e quindi, per successiva chiusura della vocale, Brus,
la seconda ipotesi è che derivi dal fatto che la famiglia provenisse
da località che avessero subito un incendio, in dialetto brüsad
(bruciate). |
BRUSCA
BRUSCAGLIONI
BRUSCHETTA
BRUSCHETTI
BRUSCHETTO
BRUSCHI
BRUSCHINI
BRUSCHINO
BRUSCO
BRUSCONE
BRUSCONI |
Di origine palermitana Brusca, Bruscaglioni è specifico di Firenze
e del fiorentino, molto raro e tipico di Rovereto, Bruschetta ha un ceppo veneto, tra veronese, padovano e trevisano ed uno
siciliano nel messinese, Bruschetti, presente
in misura limitatissima anche in centro Italia, č presente nel centro nord, Bruschetto, quasi unico, è siciliano,
Bruschi, ma particolarmente rappresentato nelle provincie di Milano e Lodi,
in Toscana, nelle Marche e nel Lazio, Bruschini, specifico della fascia
centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, è particolarmente
concentrato nel romano, a Roma, Anzio, San Vito Romano ed a Cori nel latinense,
Bruschino, quasi unico, sembrerebbe campano, Brusco ha un ceppo nell'area
ligure, piemontese, uno nella zona tra trentino e veronese, uno nel napoletano
ed uno nel cosentino, Bruscone è quasi unico ed è probabilmente
dovuto ad errori di trascrizione di Brusconi, che, assolutamente rarissimo,
è tipico dell'Italia centrale. Questi cognomi possono derivare,
direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi, transitati
per il dialetto, relativi ad aspetti del carattere o del mestiere brusca
(spazzola per cavalli), brusco
(pungitopo) e bruscare
(ripulire gli alberi), o anche dal
nome medioevale Bruscus di cui abbiamo
un esempio nel trattato dell'anno 1209, con il quale si definisce la pace
tra Pisa e Marsiglia: "In nomine Patris et Filii
et Spiritus Sancti amen. Hec sunt nomina Pisanorum civium qui pacem compositam
inter civitatem Pisanam et civitatem Massilie iuraverunt sicut in tenore
pacis continetur.. ..Ugolinus Cappellus, Treuguanus, Bernardus Pisani,
Ugolinus Ferioli, Rodione filius Alcherii, Albertus Rascha, Gerardus aurifex,
Blancus casearius, Guido Caccialoga, Boninsigna speciarius, Petrus Bardellonis,
Bruscus Paucefarine,
Ventura erovarius, Bonacursus massarius, Fredericus Blanci, Leonardus Galli,
Paganellus vinarius, Orlandus calthularius, Melanensis, ...". |
BRUSCI
BRUSCIA |
Brusci è unico, Bruscia ha un ceppoa Rimini e nel pesarese, a Fano,
Pesaro, Cagli e Fermignano, ed un ceppo in Sicilia, a Gela nel nisseno
e nel palermitano a Palermo, Roccamena e Santa Cristina Gela, dovrebbe
essere di origini normanne e derivare da un soprannome basato sul termine
medioevale francese brusse (spazzola,
pennello), forse ad indicare nei capostipiti degli stallieri
o degli imbianchini. |
BRUSIN
BRUSINI |
Brusin, assolutamente rarissimo, è specifico dei San Vito al Tagliamento
nel pordenonese, Brusini ha un piccolo ceppo nel mantovano a Goito, Guidizzolo
e Mantova ed uno nell'udinese in particolare a Cividale del Friuli, questi
cognomi dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine
veneto bruso (al
limite, alo sgocciolo), forse ad indicare che il capostipite
vivesse sempre in bilico sulla lama di un rasoio, o per carattere o per
il particolare mestiere svolto. |
BRUSON
BRUSONE
BRUSONI
BRUZONE
BRUZZONE |
Bruson è tipico del padovano e veneziano, Brusone, assolutamente
rarissimo sembra essere ligure come Bruzone che è praticamente unico
e dovrebbe derivare da un errore di trascrizione di Bruzzone, che è
molto diffuso e che occupa l'areale che comprende le province di Savona,
Genova ed Alessandria, Brusoni è tipico del milanese e del pavese,
dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale italiano
Bruzzo derivato dal cognomen latino
Brutus, ricordiamo il Bruzzo figlio
bastardo di Luchino Visconti messo da questi al governo del lodigiano nel
1314 governo che Bruzzo detenne fino alla morte di Luchino nel 1319, ma
è pure possibile che derivino da toponimi come Castello Bruzzo (AL)
nel tortonese o anche da soprannomi legati al vocabolo bruzzo,
sorta di ricotta tipica dell'imperiese. troviamo tracce di questa
cognominizzazione ad Altare (SV) fin dalla seconda metà del 1400.
integrazioni fornite da Pierluigi
Bruzzone
cognome diffusissimo in tutta la Liguria e più precisamente
nella zona fra Varazze e Voltri. La sua origine secondo alcuni potrebbe
derivare dall'antico francese brusson (mirtillo).
Punto di partenza di questo cognome fu la località detta bruxinetti
nell'entroterra di Voltri. |
| BRUSSOLO
|
Brussolo è specifico della zona che comprende il veneziano, in particolare
San Donà di Piave, Eraclea e Musile di Piave, ed il pordenonese,
a Sesto al Reghena, Azzano Decimo e San Vito al Tagliamento, dovrebbe derivare
da un soprannome veneziano arcaico basato sul termine brùssolo
(cyprinus amarus), che corrispondeva
ad un pesciolino d'acqua dolce dal sapore amaro e cattivo, probabilmente
ad indicare che il capostipite fosse un uomo molto minuto, forse con un
carattere scostante. Troviamo tracce dei Brussolo a Portogruaro nel veneziano fin dalla
seconda metà del 1600, quando li troviamo all'opera come mugnai. |
BRUSTOLIN
BRUSTOLINI |
Brustolin è tipicamente veneto, di Vidor e Pieve di Soligo nel trevisano
e di Arsiè e Feltre nel bellunese, Brustolini, assolutamente rarissimo,
è del trentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
vocabolo veneto brustolin (sentore
di bruciato, il tipico sapore amarognolo di bruciaticcio che assume a volte
il cibo che si attacca al fondo della pentola), difficile immaginare
quale possa essere stata la motivazione dell'attribuzione di un simile
nomignolo. |
BRUTI
BRUTO
BRUTTI
BRUTTO |
Bruti oltre al ceppo romano ne ha uno tra Orvieto (TR) e Bolsena (VT),
Bruto, assolutamente rarissimo ha un unico ceppo a Manduria (TA) pur essendo
presente in maniera sporadica in Campania e Lazio, Brutti ha un ceppo tra
veronese a Verona, Isola della Scala e Zevio e mantovano a Goito e Porto
Mantovano, uno nell'anconetano a Falconara Marittima, Ancona e Jesi, ed
uno molto importante a Roma, Brutto ha un ceppo veneto a Verona ed a Noventa
Vicentina (VI) ed uno calabrese a Catanzaro e provincia, dovrebbero tutti
derivare dal praenomen latino Brutus,
ma è pure possibile un collegamento con la Gens
Bruttia. |
BRUZICHE
BRUZICHES
BRUZZECHESSE
BRUZZICHES |
Bruziche, praticamente unico, è una forma alterata del cognome Bruziches,
che è specifico di Caprarola nel viterbese, Bruzziches, oltre che
a Caprarola è ben presente anche a Civita Castellana sempre nel
viterbese, Bruzzechesse è specifico di Matelica nel maceratese,
dovrebbero derivare da alterazioni del cognomen latino Brutticus,
riferito ad un origine dei capostipiti dal vicino Bruttius
(Abruzzo), non risulta probabile un'origine
germanica e neppure un'origine spagnola proposta da alcuni. |
| BRUZZESE
|
Presente in tutt'Italia, ma senza
una zona specifica che consenta di identificarne l'origine, particolarmente
presente in Piemonte, Liguria e Calabria, potrebbe derivare dall'indicativo
regionale (bruzzese degli Abruzzi). |
BRUZZI
BRUZZO |
Bruzzi, tipicamente emiliano, ha un ceppo nel piacentino ed uno tra modenese
e bolognese, Bruzzo ha un nucleo importante a Genova ed uno a Gambellara
(VI), potrebbero derivare da toponimi come Bruzzi di Boccolo Noce (PC),
ma più probabilmente derivano o dal nomen latino Brutius (pronuncia
Bruzius) di cui abbiamo un esempio: "...Sunt foederati
plurimi, plures erunt, Iunget Tarentum se mihi, et Graecae plagae, Samnisque,
Lucanusque, et audax Brutius,
Iuncta Quirites oppriment mecum manu....", o dal nome medioevale
italiano Bruzzo. (vedi Bruzone) |
BUA
BUO |
Bua ha ceppi in Sardegna ed in Sicilia, con piccoli nuclei in Calabria
e nel basso Lazio, Buo, molto raro, ha un ceppo nel napoletano ed uno nel
foggiano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale
indicante il bove, ma in alcuni casi è pure possibile una derivazione
da una modificazione dialettale del toponimo Bova (RC), o potrebbe, soprattutto per i ceppi meridionali, derivare dal cognome nobile albanese Bua,
nel 1400 i Bua sono Baroni di Morea, dal
1358 al 1400 Ghin Bua Spatas è Despota di Angelocastro in Albania, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Carolei (CS) in un atto del 16 novembre 1612:
"...Horatio Belluccio sindico In p[ræ]sentis
dicti Casalis, Thodaro Buscia, M[agist]ro
Fabio Squillizza et Basile Bua
electis dicti Casalis huius...".
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BUA: voce infantile, onomatopeica, per significare il
dolore > sa bùa o
sa bubùa è
il graffio o la pustola
che causa dolore al bambino. Bua a Cagliari è la boa,
ma significa anche donna grassa. Attualmente
il cognome Bua è presente in 227 Comuni italiani, di cui 42 in Sardegna:
Oschiri 62, Sassari 44, Olbia 37, Alà dei Sardi 36, Orosei 31, etc.
Non l'abbiamo trovato nelle carte antiche da noi consultate.
integrazioni fornite da Svetko
Buha
Il cognome Bua deriva dal cognome bosniaco Buha,
a seguito dell'invasione turca intorno al XV° secolo, molti abitanti
della Bosnia ed Erzegovina scapparono verso la Dalmazia ed altre zone d'Italia. |
| BUCALOSSI
|
Bucalossi è tipicamente toscano, diffuso nel fiorentino a Castelfiorentino,
Gambassi Terme, Certaldo, Empoli, Vinci e Firenze, a Cascina e Pomarance
nel pisano ed a Poggibonsi e San Gimignano nel senese, con un ceppo anche
a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome, probabilmente attribuito ai
capostipiti a causa della loro indigenza che li costringeva ad accontentarsi
di spolpare gli ossi per sfamarsi, cibandosi di midollo. |
BUCCA
BUCCELLA
BUCCELLI
BUCCELLO
BUCCHI
BUCCO |
Bucca è tipicamente siciliano, in particolare del messinese e di
Barcellona Pozzo di Gotto soprattutto, di Messina, Milazzo, San Filippo
del Mela, Merì, Terme Vigliatore, Pace del Mela e Falcone, con un
ceppo importante a Palermo ed a Mazara del Vallo nel trapanese, Bucchi
è diffuso nel bolognese e fiorentino, in Romagna, Marche settentrionali,
perugino e, soprattutto, a Roma, Bucco ha un ceppo nel pordenonese ed uno
nel teatino, Buccella ha un ceppo nel basso trentino , uno nel basso bresciano,
uno nel pescarese, aquilano e romano ed uno nel salernitano, Buccelli ha
un ceppo nel basso bresciano, uno nel forlivese ed uno nel napoletano,
Buccello, quasi unico, è meridionale, dovrebbero tutti derivare
dal nome medioevale Bucca o da suoi ipocoristici, ma è pure possibile
una derivazioni da soprannomi originati da forme particolarmente graziose
o al contrario esageratamente grandi della bocca dei capostipiti. |
BUCCAFURI
BUCCAFURRI |
Buccafuri, molto raro è tipico di Lamezia Terme nel catanzarese,
mentre Buccafurri, altrettanto raro e sempre del catanzarese con ceppi
anche nel reggino, è più tipico di Sersale (CZ), dovrebbero
derivare da soprannomi dialettali con il significato di bocca
di forno, forse ad indicare il mestiere del capostipite, tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo ad Oppido Mamertina (RC) nel 1700,
in un testamento ivi redatto nel 1757 si legge di un lascito ad un certo
Francesco Buccafurri. |
BUCCARELLA
BUCCARELLI
BUCCARELLO |
Buccarella è tipicamente pugliese del leccese, di Gallipoli, Nardò,
Sannicola e Tricase, con un piccolo ceppo anche a Monfalcone nel goriziano,
Buccarelli, molto più raro, ha un piccolo ceppo a Fossombrone nell'urbinate,
ed uno ad Andrano nel leccese, Buccarello è specifico del Salento,
del leccese in particolare, di Gagliano del Capo, Castrignano del capo,
Lecce, Alessano e Corsano, potrebbe trattarsi di forme ipocoristiche stanti
ad indicare la provenienza dei capostipiti da Bukar nell'attuale Croazia,
ricordiamo la famosa beffa di Buccari, tra il 10 e l'11 febbraio del 1918,
quando il capitano di fregata Costanzo Ciano, con trenta uomini a bordo
di tre M.A.S. ( motoscafi armati Svan, nome della ditta veneziana che li
produceva, e che più tardi vennero indicati come motoscafi anti
sommergibile) riuscirono a sgaiattolare per circa 45 miglia (83 chilometri
circa), tra le difese costiere austriache e raggiunta la baia di Buccari,
lanciarono sei siluri contro alcune navi avversarie, solo un siluro esplose,
lasciando gli austriaci di stucco, non si può comunque escludere
anche la possibilità che in alcuni casi derivino da soprannomi originati
da una bocca particolarmente piccola del capostipite. |
BUCCETTI
BUCCI
BUCCIO
BUCETTI |
Presente in tutta Italia Bucci, umbro Buccetti e molto raro e di origine
non individuabile Bucetti, tanto da far pensare ad errori di trascrizione
della forma con due t, Buccio ha due ceppi uno bresciano a Bagolino ed
uno campano a San Nicola Baronia (AV). L'origine potrebbe essere dal vocabolo
latino bucca tramite un soprannome
dialettale la finale in i identifica la forma quelli della bocca.
ntegrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bucci e Buccio vengono dal nome personale medievale Buccio,
ipocoristico aferetico di Giacobo,
variante di Giacomo che significa Dio ha protetto. |
BUCCHERI
BURCHERI |
Tipicamente siciliano Buccheri, con grossi ceppi a Palermo, a Catania e
nel catanese, nell'agrigentino, a Siracusa e nel siracusano, Burcheri è
specifico di San Cataldo (CL), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere
di beccaio o macellaio attraverso il termine arabo baker
(vaccheria), secondo altri deriverebbe dal termine francese boucher
(macellaio).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Buccheri è un cognome siciliano, calabrese e napoletano, potrebbe
venire direttamente dal toponimo omonimo in provincia di Siracusa o essere
l'italianizzazione del cognome francese Bouquier,
dalla voce 'boucher' = macellaio.
Rohlfs 54 |
| BUCCHIANERI
|
Bucchianeri, assolutamente rarissimo, è decisamente toscano, di
Capannori nel lucchese con presenze anche nella vicina Pescia nel pistoiese,
dovrebbe derivare dal mestiere del capostipite, probabilmente pilota di
un burchio (antica
imbarcazione utilizzata per i trasporti fluviali), o che vi
lavorava come marinaio. |
BUCCHIANICO
DI BUCCHIANICO |
Bucchianico è quasi unico, Di Bucchianico invece è molto
meno raro e sembra specifico di Lanciano nel teatino, dovrebbe derivare
dal nome del paese di Bucchianico nel teatino, probabile luogo d'origine
delle famiglie, che migrarono probabilmente verso il 1500. |
BUCCHICCHIO
BUCHICCHIO |
Bucchicchio, estremamente raro, parrebbe della zona tra teatino e campobassano,
Buchicchio ha un ceppo a Roma, uno nel foggiano a Cerignola e Casalnuovo
Monterotaro, ed uno nel potentino ad Anzi, Potenza e Bella.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine arbëreshë, i cognomi Buchicchio e Bucchicchio nascono
come varianti dei cognomi Bochicchio
e Bocchicchio, che, il più delle
volte, riflettono un'italianizzazione del cognome albanese Bozhiqi
(per una spiegazione più approfondita, vedi
Bocchicchio e Buscicchi): per maggiore chiarezza, in effetti, va
notato che i documenti antichi riportano il cognome nella forma Bosichio
- ad esempio, un certo Vreto Bosichio fu un capo degli stradioti nella
prima metà del Cinquecento - e, in questo senso, la trasformazione
in Bochicchio e nelle sue varianti è dovuta probabilmente a un adattamento
popolare del cognome Bosichio (in seguito a un accostamento paretimologico
col termine bocca). Detto questo, ad ogni modo, bisogna aggiungere che,
nel centro e centro-nord Italia, i cognomi Bocchicchio, Bochicchio e Buchicchio
non sono necessariamente dei cognomi arbëreshë, ma anzi la loro
origine potrebbe essere ricercata nel nome medievale Bocca (con una variante
in Bocco), di cui si hanno diverse testimonianze nei documenti antichi
(vedi Boccacci): in questo caso, infatti, il suffisso -icchio
assumerebbe semplicemente un valore ipocoristico (derivando dal latino
-iculus), come avviene di frequente
nei cognomi centro-settentrionali. |
| BUCCIGROSSI
|
Proprio dell'area Lazio, Abruzzi
e Molise, con presenza significativa anche in Puglia deriva da soprannomi
relativi alla forma della bocca (vedi Buccetti), si può anche
trattare di un cognome attribuito ad un trovatello, comunque motivato
dalla forma della bocca del capostipite. |
BUCCINI
BUCCINO
BUCCIONE
BUCCIONI
BUCCIOTTI |
Buccini è specifico della zona che comprende l'aquilano, il reatino
ed il romano, con un ceppo anche nel napoletano e casertano, Buccino è
tipicamente meridionale, con un ceppo campano, soprattutto nel napoletano
e salernitano, ed uno nel foggiano, Buccione ha un ceppo abruzzese a Chieti
e Pescara ed uno campano a San Bartolomeo in Galdo nel beneventano ed a
Napoli, Buccioni ha un ceppo fiorentino ed uno a Roma e Rieti, Bucciotti,
estremamente raro, è tipico della zona tra ternano e viterbese,
questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dall'avere il
capostipite una bocca grossa, ma è più probabile che derivino
dal nome medioevale Buccio, una forma
ipocoristica contratta di nomi come Jacobo
o anche da alterazioni per contrazione del nome Berto,
aferesi dei vari Alberto, Umberto, Lamberto ecc., da Berto
a Bertuccio, quindi per contrazione
Buccio e di lì Buccini,
Bucciotti e Buccione,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio ad Ancona nella prima metà
del 1300 con Buccione Andree de Barnabeis esecutore degli Ordinamenti di
Giustizia della città, non si può poi escludere una possibile
derivazione da ipocoristici aferetici del nome Jacobo, attraverso Jacobuccio,
per aferesi Buccio, quindi per ulteriore ipocoristico Buccino o con suffisso
accrescitivo Buccione ecc.. |
BUCCOLIERO
BUCOLI
BUCOLIERO
BUCOLO |
Buccoliero è molto diffuso nel Salento, a Bucoliero è quasi
unico, entrambi siciliani gli altri due, Bucoli è praticamente unico,
Bucolo è tipico della Sicilia orientale, di Catania, Calatabiano
e Misterbianco nel catanese e di Falcone, Messina, Mazzarrà Sant`Andrea,
Giardini Naxos, San Filippo del Mela e Furnari nel messinese, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o attraverso francesismi normanni, da soprannomi originati
dal termine greco bukòlos
(pastore, guardiano di animali da pascolo),
probabilmente a definire il mestiere del capostipite. |
| BUCHIGNANI
|
Buchignani è tipicamente toscanodi Lucca, di Massarosa nel lucchese
e di San Giuliano Terme nel pisano, potrebbe derivare da un nome di località
come Bocchiniano nel reatino, o da un non meglio specificabile ager
buchinianum, cioè dal nome della proprietà terriera
di un Buchinus (cognomen tardo latino)
di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno 836: "..Nam
Buchinus ex gentili
conversus, postea, inquit, Venerabilis, id est monachus, exstitit, ac Ferrariensi
coenobio praefuit, et Thillo vernaculus Eligii, postmodum venerabilem,
id est, monasticam vitam duxisse dicitur..". |
| BUCHINIZ
|
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere friulano, dovrebbe essere di origini
slovene e derivare dal termine slavo bukev (faggio). |
| BUDA
|
Presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, ha un grosso nucleo siciliano,
soprattutto nel catanese e messinese, e nel reggino, un'altro nel forlivese,
uno nel chietino, uno triestino ed altri ancora, dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal vocabolo tardolatino buda
(tipo di giunco utilizzato nelle impagliature) e starebbe probabilmente
ad indicare il mestiere del capostipite od il suo carattere, potrebbe essere
stato un raccoglitore di giunchi o un produttore di sedie o di fiaschi,
o anche un tipo particolarmente flessibile. |
| BUDETTI
|
Budetti, molto raro, è specifico del salernitano, potrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome catalano di origini germaniche Budo
o Bodo, originato dal termine
germanico bod (messaggero),
ma potrebbe anche derivare da modificazioni e ipocorismi dei nomi normanni
Budic o Budin. |
| BUDRONI
|
Budroni è specifico della Sardegna settentrionale, di Olbia ed Oschiri
in Gallura e di Sassari, Valledoria, Codrongianus, Perfugas, Ploaghe e
Porto Torres nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
BUDRONI: budròni, budròne, burdòne,
butròne, butròni, burdòni, etc. = grappolo,
generalmente di uva. Qui in Campidano: u''tròni;
u''dròni de axina = un
grappolo d'uva. Dal latino botruus
= grappolo d'uva; o botryonis
= graspo, ma anche grappolo. Il cognome,
fondamentalmente sardo, è probabilmente legato all' attività
di viticoltore. Lo troviamo negli antichi documenti della lingua sarda.
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° secolo,
figura: Butrone Furatu(260), teste in una vendita di terre: Comporaili
(ho comprato) a Gosantine de Cappattennor sa parzone de su nipote(la
parte del nipote)sa ke li ditavat (quella che gli spettava) in Frassinettu
(località in agro di Cheremule), ca sa sua mi aveat data innanti
(la sua parte me l'aveva data in precedenza), etc. etc. Fra i testimoni
(testes) della vendita c'è appunto Furatu Butrone. |
| BUEMI
|
Buemi è tipicamente siciliano, del messinese, di Novara di Sicilia,
Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Fondachelli-Fantina e Rodì -
Milici, e del catanese, di Paternò e Catania, dovrebbe essere di
origine araba e si dovrebbe trattare di una forma contratta del cognome
Buscemi (vedi BUSCEMA).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Buemi è siciliano, secondo Rohlfs 54 viene dall'aggettivo
'boemo'. |
BUFAINO
BUFALI
BUFALINI
BUFALINO
BUFALO
BUFALONI |
Bufaino, quasi unico, sembrerebbe del cosentino, Bufali è specifico di Perugia e del perugino, Bufalini sembra specifico
dell'area che comprende Marche, Umbria e Toscana, Bufalino, abbastanza
raro, sembrerebbe originario del siracusano, con possibili ceppi probabilmente
secondari nel cosentino, Bufalo ha vari ceppi, uno molto piccolo a Fano
nel pesarese, uno a San Severo nel foggiano ed uno a Brindisi, uno piccolissimo
a Dinami ed Acquaro nel vibonese ed uno a Lucca Sicula nell'agrigentino
ed a Palermo e Palazzo Adrano nel palermitano, Bufaloni, assolutamente
rarissimo, sembrerebbe umbro, di Terni e del perugino, dovrebbero tutti
derivare, sia direttamente che tramite ipocoristici o accrescitivi, dal
nome medioevale Bufalus di cui abbiamo
esempio nel 1300 con Bufalus de Cancellariis
sepolto nel 1404 in ecclesia in platea Columnae
a Roma. Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Città
di Castello (PG) nel XIV° secolo con il castellano Niccolò di
Manno Bufalini; personaggio famoso è stato l'architetto Francesco
Antonio Bufalini (1670-1716 ) che operò sia a Roma che a Urbino.
integrazioni fornite da Vincenza
Magi
una leggenda sulla famiglia Bufalini di San Giustino (PG), dice che
un cavaliere al servizio dell'imperatore di nome Paolo di Riccomanno durante
un torneo di caccia avrebbe ucciso una bufala e ne avrebbe preso la testa
come emblema della sua famiglia da questo il soprannome Bufalino.
I Bufalini furono signori di San Giustino dove è visitabile il loro
palazzo fatto erigere da loro nel 1492, con tanto di giardino all'italiana
con ancora intatto il labirinto. Personaggi della famiglia più conosciuti
sono: il cardinale Giovanni Ottavio, Ortensia madre del famoso cardinale
Mazzarino e la poetessa Francesca Turina. La famiglia è estinta,l
o stemma è una testa di bufalo con anello al naso nera, credo in
campo dorato. |
BUFANI
BUFANO |
Bufani è unico, Bufano invece è tipico del meridione, in
particolare della Puglia, del salernitano, del potentino e del cosentino,
potrebbero derivare dall'etnico latino bufani,
una tribù germanica citata anche
da Cesare: "..C. Caecilius Plinius de avunculo ad
Marcum scribit, IIII historiae natur. c. XVII haec memoriae prodit. Rhenum
accolentes, Germaniae gentes in eadem provincia, Nemetes, Triboci, Vangiones,
hinc Ubii, Colonia Agrippinensis, Guberni, Bufani,
et quos in insulis Rheni diximus, hi sunt Batavi, Cannefates, Frisii, Chauci,
Frisiaboni, Sturii, Morsatii..". |
BUFFA
BUFFI
BUFFINI
BUFFINO
BUFFO |
Buffa ha svariati ceppi, nel trapanese e palermitano, nel sud della Sardegna,
nel catanzarese, nel romano, nel trentino ed in Piemonte, Buffi ha un ceppo
nel trentino a Tione di Trento in particolare, uno nel mantovano a Gazoldo
Degli Ippoliti soprattutto, in Toscana a Firenze ed in Umbria a Nocera
Umbra, Buffini è tipico del pratese, di Prato e di Poggio a Caiano,
con presenze anche nel perugino, Buffino, quasi unico, è probabilmente
dovuto ad errore di trascrizione del precedente, Buffo ha vari ceppi, nel
torinese, nel veronese e nel trevigiano, nel genovese, in Puglia nel foggiano
e nel leccese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dall'aferesi del nome medioevale Rebufus
o Robufus (vedi
REBUFFI).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
La radice del cognome Buffa è storicamente la seguente: dal
tedesco Büffel, cioè bufalo.
I Büffel erano famiglie bavaresi trasferitesi in Italia, esistenti
ancor oggi in Baviera con lo stesso cognome. Nel 1050 un Oddo Buffa si
distingueva già come guerriero. I Buffa si stanziarono e si diffusero
nella bassa Lombardia e nel Piacentino. Nel basso Medioevo i Buffa li troviamo
nel Pinerolese e a Mondovì. Buffa è una frazione di Mondovì.
È possibile che dalla bassa Lombardia e dal Piacentino scendessero
per tutta l'Italia altre famiglie Buffa che italianizzarono il cognome
Büffel in altri modi: BUFALO (Messina), BUFALO o BUFALI (Velletri),
BUFALINI (Città di Castello), BUFARELLI (Velletri), BUFFERI (Genova),
BUFFI (Pesaro). Buffa è presente anche in Sicilia e nel Napoletano,
dove però viene dalla voce dialettale 'buffa'
= rospo. Rohlfs 54 |
BUFFELE
BUFFELE' |
Sia Buffele che Buffelè sono quasi unici e tipicamente lombardi,
potrebbero derivare da un termine dialettale originato dal vocabolo bufà
(soffiare) oppure dal termine buffè
(credenza, dispensa), ma non si può
escludere una contaminazione del termine ufelè
(pasticcere), in tutti i casi sembrerebbe
riferirsi al mestiere svolto del capostipite. |
BUFI
BUFIS
BUFO |
Bufi è tipico di Molfetta (BA), Bufis, molto molto raro, ha
un ceppo a Rodi Garganico (FG), Bufo ha un ceppo a Castiglione Messer Raimondo
(TE), uno a Roma, ma il grosso ceppo è in Puglia nel barese tra
Molfetta e Barletta, ed uno Margherita Di Savoia e Cerignola nel
foggiano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino
bufus (rospo),
dall'aferesi del nome medioevale Rebufus
di cui abbiamo un esempio nel 1100: "...Rigizo qui
dicitur de Pettorano et Rebufus
qui dicitur Ricius de suprascripta civitate, et qui ambo dixerunt..:",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1151 in una Carta donationis:
"...manus suprascripti Bernardi, qui hanc cartam
donationis ut supra fieri rogavit. Signa + + + manuum Anselmi de Ozano
et Alberti Bufo
et item Alberti testium...". |
BUGANE
BUGANE' |
Bugane, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di
Buganè, che è tipico del bolognese, di Bologna, Monzuno,
Loiano, Pianoro ed Imola, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
arcaico per lavandaia o lavandaio, indicando che questo era probabilmente
il mestiere del capostipite. |
BUGATTI
BUGATTO |
Bugatti ha un nucleo importante a Lumezzane nel bresciano, uno nel milanese
ed uno nell'anconetano, Bugatto, estremamente raro, è del genovese.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bresciano fin dal XII°
secolo, in un atto della seconda metà del 1100 vengono citati degli
Heredes Petri Bugatti, nel 1200 nell'estremità occidentale della
Provenza, ai confini con l'Italia troviamo in un atto: "...Actum
fuit hoc .II. idus Iuni anno Domini .M. CC. LXX. VII. Philipo
regnante B. comite Convenarum Raimundo episcopo Coseranensi Testes huius
rei son Amelis de Bugato
Arnaldus de Sancto Saturnino presbiteri et Arnaldus
de Bugato Arnaldus Faber notarius publicus
Vallis longe scripsit...", nel 1400 a Milano il pittore ritrattista
Zanetto Bugatto è alle dipendenze di Francesco Sforza e decora fra
l'altro la cappella delle reliquie nel Castello di Pavia. |
BUGEA
BUGIA |
Bugea è tipico di Agrigento, Bugia, decisamente più raro,
ha un ceppo a Palma di Montichiaro nell'agrigentino ed uno a Caltanissetta,
dovrebbero entrambi derivare, direttamente o tramite un'alterazione dialettale,
dal nome dell'antico toponimo algerino Bugea, citato ad esempio da Matteo
Bandello nelle sue Novelle: "...Dopo questi vi furono
aggiunti Serreffo, gran dottore de la legge maometana, nato in Bugea,
nobile cittá, ove sogliono essere le publiche scole degli studi
arabici. Questa Bugea
fu appo gli antichi Uzicata. ..." e di cui abbiamo traccia già
negli Annales Pisani: "...Quedam
alia galea de Porta Aurea Gigerim applicuit, cuius galee homines capti
pro piratis ducti sunti ad Bugeam,
et omnes, preter quatuor parvulos et XX alios quos fortuna liberavit, truncati
sunt. Alie vero XVIIII, nescientes de aliis quid inde esset, infra XI dies
Novembris Pisas cum triumpho de inimicis rediere. A. D. MCLXVII, indictione
XIIII, ..", probabilmente ad indicare la provenienza del capostipite
da quella città. |
| BUGELLA
|
Bugella, quasi unico, è piemontese, dovrebbe derivare da Bugella,
l'antico nome della città di Biella, probabilmente il paese d'origine
del capostipite. |
| BUGELLI
|
Bugelli ha qualche presenza nel ferrarese, nel pistoiese, nel livornese
e nel grossetano, dovrebbe derivare da un nome di località il cui
nome potrebbe essere derivato dal celtico buga
(brughiera), probabilmente indicando
così una caratteristica del luogo d'origine dei capostipiti. |
BUGGE
BUGGE'
BUGGI' |
Bugge è praticamente unico, così come il calabrese Buggì,
Buggè, estremamente raro, è specifico dell'area reggino,
messinese, dovrebbero derivare da soprannomi basati su alterazioni del
termine dialettale calabro,siculo buggìa
(borsetta, carniere), forse ad indicare
nei capostipiti degli artigiani produttori di borse o carnieri da pesca
o da caccia. |
BUGGIANI
BUGIANI |
Buggiani è tipicamente toscano, ha un ceppo a San Miniato nel pisano,
a Carrara ed a Fucecchio ed Empoli nel fiorentino, Bugiani è tipico
di Pistoia, Serravalle Pistoiese e Quarrata nel pistoiese e di Prato, dovrebbero
derivare dal nome del paese pistoiese di Buggiano, probabile paese d'origine dei capostipiti. |
BUGLI
BUGLIA
BUGLIAZZINI
BUGLIO
BUGLIONE
BUGLIONI |
Buglia, molto raro, è tipico della zona di Frascati e Monte Porzio
Catone nel romano, Bugli ha un grosso nucleo nel riminese a Rimini, Riccione
e Santarcangelo di Romagna, un piccolo ceppo a Rignano Sull`Arno e nel
fiorentino, Bugliazzini è specifico di Canale Monterano nel romano,
Buglio, molto raro ha un piccolo ceppo ad Albosaggia nel sondriese, che
potrebbe derivare dal nome del paese Buglio in Monte sempre nel sondriese,
uno piccolissimo nel veronese ed uno a Catania, Buglione è ben radicato
in Campania, soprattutto nel casertano e napoletano, ed in Basilicata nel
potentino, Buglioni è specifico della fascia centrale che comprende
Marche, Umbria e romano, dovrebbero tutti derivare, direttamente, tramite
ipocoristici anche compositi, o tramite accrescitivi, dal nome medioevale Bullius
di cui abbiamo un riscontro ad Arcene nel bergamasco in una Carta finis
del 1157: "Carta finis, quam fecit Mazolus, filius
condam Marchixi qui dicebatur Bullius,
de terris quas habebat | in territorio de Baniollo, facta .MCLVII. in manu
Ugonis qui dicitur Platus et quorumdam aliorum ...", ma è
pure possibile una derivazione da un soprannome forse originato dal termine
dialettale settentrionale buiol (sorgente
calda, spesso solforosa) o anche dall'antico vocabolo italiano buglia (confusione,
gazzarra), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a
Siena in un atto che riporta l'inventario dei beni del comune di Siena
in Montemassi (GR) nel 1381, dove si legge: "...
L'eredi del Buglia
da Montemassi, del contado di Siena, anno terra e vignia posta nela detta
cortee luoco detto nela contrata di Battifolle...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Bugli deriva probabilmente dall'antico italiano 'buglia'
= moltitudine confusa di persone o cose,
dal lat. 'bullare' = far
bolle, ribollire, da cui anche le voci 'bugliolo',
'gar-buglio', 'sub-buglio'
= zuffa, quasi bollore di più persone che
fanno rumore. O forse anche da un personale latino Bullius.
stemma fornito da Juliana Buglia
Magi
|
| BUGLIANI
|
Bugliani, tipico di Massa, Carrara ed Aulla nel massese, potrebbe essere di origini fiorentine e derivare dal nome del feudo fiorentino di Bugliano, ma molto probabilmente deriva invece da una forma arcaica del nome del paese pistoiese di Buggiano. |
BUGLIARI
BUGLIARO |
Sia Bugliari che Bugliaro, molto molto rari, sono tipici del cosentino,
si dovrebbe trattare di cognomi di origine albanese, che potrebbero derivare
da soprannomi originati dal termine albanese bullgar
(bulgaro o dal termine, sempre albanese,
bulijar (nobile,
persona di rilievo).
|
BUGNA
BUGNI
BUGNO |
Bugna è tipico di Bersone (TN), Bugni è un cognome abbastanza
raro, tipico del biellese, con un possibile ceppo secondario nel mantovano,
Bugno altrettanto raro è specifico della provincia di Venezia,
dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal termine bugna (arnia,
bernoccolo) o dal vocabolo bugno (cesto, qualcosa di convesso). I Bugni
possedevano beni nelle Chiusure di Cremona il notaio Giuseppe Bugni, figlio
o nipote di Redulfo, risultava operante nel 1270. Nel XIII° secolo
a Pistoia si trova un Meo di Bugno poeta e rimatore. |
BUGNOLA
BUGNOLI
BUGNOLO |
Bugnola, quasi unico, sembrerebbe del veronese, Bugnoli ha un ceppo emiliano
nel ferrarese a Goro, Ferrara e Comacchio ed a Ravenna ed un ceppo a Siena,
Bugnolo, molto raro, è piemontese, di Novara e Gattinara nel vercellese,
potrebbero derivare da nomi di località come Bugnolo nel senese,
ma molto più probabilmente derivano da soprannomi basati sul termine
arcaico bugnola o bugnolo
(vaso di paglia usato per tenervi dentro la biada). |
| BUGONI
|
Attualmente circoscritto al piacentino, zona di Nibbiano e Pianello Val
Tidone (PC), dovrebbe derivare dal nome medioevale Bugo (Bugo
filius quondam Arioaldi de loco Belusco anno 962) e Bugone di cui
abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia Medioevale nell'anno 1030 a Bergamo: "...Primo
campo dicitur Mururano; coeret ei a mane Vualpertii, a meridie Bugoni
et Algisi germanis, et est campo ipso per iustam mensuram perticas iugiales
sex et tabulas quattuor...". |
BUI
BUY |
Bui ha un ceppo tra bergamasco e bresciano, uno uno nel ferrarese, uno
tra senese e perugino ed uno romano, Buy è quasi unico, l'origine
di questi cognomi è incerta, potrebbero derivare da una troncatura
del nome celta Buic, da forme aferetiche
di nomi come il franco Lebuin, o da
alterazioni sia aferetiche che apocopaiche del nome longobardo Albuin. |
BUIAN
BUIANI |
Buian, quasi unico, è una forma arcaica del cognome Buiani che sembra
tipico di San Giovanni al Natisone e di Udine, dovrebbero entrambi derivare
dall'etnico di Buia (UD), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
in un atto del 1213: "...Item vendo vobis aliam domum
cum pertinentiis suis, quam tenet Pierus Orlandi homo quondam Teghiarii,
cui ex duabus est via ex alia parte tenet Filippus et ex alia tenet Iohannes
Buiani et sunt posite in dicto castello et
has quas vobis vendo ego Falcone et omnia que ambo nos Falcone et Ugolinus
vendimus nomine dicti Teghiarii vendimus vobis pro pretio ..:". |
| BUIZZA
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Buizza è tipicamente lombardo, specifico in particolare di Brescia
e del bresciano, di Paderno Franciacorta, Travagliato, Cazzago San Martino,
Ospitaletto, Rovato, Passirano e Castrezzato, di origine etimologica oscura. |
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