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BROCARDO Brocardo è un cognome tipicamente piemontese, con un ceppo a Murazzano nel cuneese ed uno probabilmente secondario a Torino, dovrebbe derivare da Brocardus, nome derivato dal nome provenzale Brochart, a sua volta derivato dal nome medioevale germanico Burcard composto da burg (cittadella fortificata, rocca) e hard (duro, resistente) dal significato quindi di forte e duro come una rocca., un esempio dell'uso di questo nome lo troviamo in una cessionis et positionis in locum del 1191: "...Petrus de Cremia et Dominicus Macius et Ambroxius de Dubino et Brocardus filius Iohannis Ferrarii et Otta de Montanea..." .
BROCCA
BROCCHETTA
BROCCHI
BROCCHIERI
BROCCHIERO
BROCCO
BROCHETTA
Diffuso in tutta Italia, ma particolarmente in provincia di Milano, Cremona, Venezia e Brindisi Brocca, pavese Brocchetta, Brocchi è tipico della Toscana, Romagna, Urbinate ed alto Lazio, dell'aretino in particolare, proprio delle provincie di Milano e Cremona Brocchieri, mentre Brocchiero, molto molto raro, è specifico del cuneese, di Verzuolo in particolare, Brocco ha un ceppo veneto, uno abruzzese e laziale a Formia (LT), Veroli (FR) e Roma, triestino Brochetta, tutti questi cognomi hanno diverse origini che vanno dal soprannome legato al vocabolo brocchia (vaso con il beccuccio) relativo al servizio in tavola, al bucularius (scudiero) tramite la trasformazione spagnola in broquer, al vocabolo celtico brocc (essere a punta) relativo a caratteristiche fisiche del luogo di abitazione o di provenienza della famiglia.
BROCCOLI
BROCCOLO
Broccoli ha un ceppo a Bologna e tra Romagna e Marche, a Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese, a Cesena e Savignano sul Rubicone nel forlivese, ad Argenta nel ferrarese, ad Imola, Crevalcore e Castel San Pietro Terme nel bolognese, a Pesaro, a Fano nell'anconetano, ed a Città di Castello nel perugino, un altro ceppo è invece collocato tra Lazio e Campania, a Roma, a Sant'Ambrogio sul Garigliano e Sant'Apollinare nel frusinate, a Vairano Patenora nel casertano, a Napoli ed a Forio d'Ischia nel napoletano, Broccolo, molto più raro, ha piccoli ceppi a Civitanova Marche nel maceratese, a Foligno nel perugino, a Roma, a Rende, Santa Sofia d'Epiro e San Pietro in Guarano nel cosentino, ed a Ciminna e Palermo nel palermitano, potrebbero derivare da alterazioni per betacismo del nome medioevale Procolus, a sua volta derivato dal vocabolo latino procul (lontano), a volte attribuito a figli nati quando il padre era impegnato lontano in campagne militari, ricordiamo con questo nome il quarto vescovo di Verona (310-330 d.C.) poi divenuto santo ed il santo martire del VI° secolo, patrono di Pozzuoli, di questo tipo di alterazione abbiamo un esempio nella Cronica fiorentina: "... e giù per la via di Sa· Martino, e della Badia di San Brocolo, rimanendo le dette chiese e più che mezzi i popoli loro nel detto quartiere; e fu al diritto per la via di San Brocolo per la Città Rossa..." e nella Nuova Cronica di Giovanni Villani possiamo leggere: "...Negli anni di Cristo MCCLXXV, del mese di giugno, i Bolognesi per comune andarono ad oste in Romagna sopra la città di Forlì e quella di Faenza, perché riteneano i loro usciti ghibellini; e di loro era capitano messer Malatesta da Rimine; dalla parte de' Romagnuoli era capitano il conte Guido da Montefeltro, il quale col podere de' Ghibellini di Romagna, e cogli usciti di Bologna, e cogli usciti ghibellini di Firenze, ond'era capitano messer Guiglielmino de' Pazzi di Valdarno, si feciono loro incontro al ponte a San Brocolo aboccandosi a battaglia; nel quale aboccamento la cavalleria de' Bolognesi non resse, ma quasi sanza dare colpo si misono alla fugga, chi dice per loro viltà, e chi dice perché il popolo di Bologna...".
BROCCU Broccu, estremamente raro, è tipico del nuorese, dovrebbe derivare da soprannomi derivati dal termine sardo logodurese  broccu  (piolo, palo) forse grazie all'estrema magrezza del capostipite o a caratteristiche comportamentali dello stesso, come ad esempio la cocciutaggine.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BROCCU: su bròccu o su ròccu è un piolo, un paletto; ad esempio il paletto, infisso nel muro della stalla, sporgente 40 o 50 centimetri, per legarvi il cavallo. In latino abbiamo l'aggettivo  brocchus o broccus o broncus = sporgente. In sardo troviamo anche bruncu = sterpo, ramo, brocco; brunconi, brunkioni, sempre sterpo, bronco. Su bruncu, su 'runcu è anche il muso. Quando uno è musone si dice: portat su (b)runcu. Quindi broccu potrebbe stare per bruncu, ambedue dalla stessa radice latina. Anche l'italiano brocco ha il significato di sporgente e deriva sempre dal latino broccus. Il termine brocco, riferito a un cavallo, ma anche a persona sta a indicare il poco valore: un cavallo scheletrito, con gli ossi sporgenti.crediamo! Il sardo bruncu, riferito a persona potrebbe indicare la caratteristiche fisiche del capostipite: il muso sporgente, ben pronunciato; o le caratteristiche abitudinarie: musone. Non abbiamo trovato il cognome Broccu negli antichi documenti da noi consultati. È molto raro; attualmente è presente in soli 5 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Gadoni, 5, Siniscola 3, Posada 3, tutti nella provincia di Nuoro.
BRODA
BRODI
BRODO
Estremamente raro Broda e Brodo sembrerebbero del napoletano, Brodi sempre rarissimo dovrebbe essere del perugino, dovrebbero derivare da un soprannome. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Meleti (LO) nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1146: "...Ibi fuerunt Crispo de Mola et Ugo Broda seu Petri Ungaronis, testes." e nel 1260 a Mairano (LO): "...usque ad viginti novem annos proximos completos Martino Brode et sui heredibus omnia novaria que modo sunt vel a modo aparissent in loco et teritorio de Villa Rubra et in loco et teritorio de Mayrano..." (vedi)
BRODU Brodu, decisamente sardo, ha un ceppo nel nuorese a Desulo, potrebbe derivare da un antico toponimo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BRODU: significa brodo e viene dall'italiano. In Logudoro si usa il termine brou, probabilmente dal catalano brou. È un cognome presente solo in Sardegna, in 14 Comuni su 377: Desulo 27, Domusnovas 6, Sardara 6, Decimoputzu 6, Assemini 6, Pabillonis 6, Guspini 6, etc. In agro di Oniferi, in provincia di Nuoro, esiste una località denominata Brodu, sede di una necropoli preistorica, caratterizzata da 4 grotte ipogeiche artificiali del tipo delle domus de janas (vedi nell' Web: Sardegna Cultura - Luoghi di Cultura, Monumenti - Oniferi, Necropoli di Brodu).
BROGGI
BROGGIAN
BROGGIN
BROGGINI
BROGGIO
BROGI
BROGIN
BROGINI
BROGIO
BROGIONI
Broggi è tipicamente lombardo, del milanese, comasco e lecchese in particolare, Broggian è specifico del vicentino e padovano, Broggin, assolutamente rarissimo, parrebbe del padovano, Broggini ha un ceppo nel comasco e nel vicino nordmilanese, Broggio, oltre al ceppo lombardo nel milanese e varesotto, ne ha anche uno alto piemontese ed uno nel Veneto tra veronese e padovano, Brogi è decisamente toscano, Brogin, molto raro, ha un ceppo tra milanese e pavese ed uno nel padovano, Brogini, decisamente toscano, è in particolare del fiorentino e del senese, Brogio, molto molto raro, è del padovano, Brogioni, anch'esso toscano, è specificatamente del fiorentino, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici e accrescitivi, dall'aferesi del nome Ambrogio, o anche da relazioni di provenienza riferite a uno dei molti paesi italiani dedicati a San'Ambrogio.
BROGLI
BROGLIA
BROGLIO
Brogli, assolutamente rarissimo sembrerebbe del ferrarese, Broglia è diffuso in tutto il centro nord, particolarmente rappresentato in provincia di Milano e Pavia, Broglio ha un nucleo nel nodmilanese ed un ceppo nel vicentino che potrebbe derivare dal toponimo Bogliano (VI), possono essere derivati da broglio (luogo di adunanza dei mercanti), quindi inerente alla professione oppure da broglio il brollus (bosco, frutteto) quindi derivato dalle caratteristiche di una località. Tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nel 1700 con il Marchese Broglio Solari, nel 1600 è vescovo di Asti Ottavio Broglia.
BROGNARA Di origine veronese potrebbe essere collegata alla radice del toponimo Brognoligo (VR), un'interessante teoria di un cortese lettore ipotizza una connessione con il vocabolo dialettale brognara (susino).
BROGNI
BROGNOLI
Brogni è tipico del bergamasco, potrebbe essere legato al nome del toponimo Brigniano Gera d'Adda (BG), Brognoli è tipicamente lombardo, del bresciano in particolare, dell'area di Orzinuovi, Borgo San Giacomo, Brescia, con piccoli ceppi anche a Villachiara, Quinzano d'Oglio ed Orzivecchi, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica da soprannomi originati dal termine dialettale brogneau (prugna selvatica, ma usato anche per indicare un forestiero), forse ad indicare che i capostipiti non fossero del posto.
BROGNO Brogno è calabrese, del cosentino in particolare, di Luzzi, Montalto Uffugo, Cosenza, Rende, Corigliano Calabro, Castrolibero ed Acri, potrebbe derivare dall'italianizzazione del nome slavo Bronius, anticamente in uso anche presso le popolazioni germaniche, sicuramente più diffuso nella forma Bronislaw.
BROI Due ceppi uno nel Cagliaritano, l'altro in provincia di Belluno, potrebbe essere originato da un vocabolo dialettale.
BROILI
BROILO
BROLLO
Entrambi assolutamente rarissimi, Broili è friulano, Broilo è del Trentino al confine con il vicentino, Brollo è abbastanza diffuso in Veneto nel veneziano e nel vicino trevisano ed in Friuli nell'udinese e nel vicino pordenonese, derivano tutti da nomi di località derivate a loro volta dal termine celtico brogilos (frutteto, giardino) o dal suo derivato broglio (territorio di caccia, territorio chiuso). Traccia di queste cognominizzazioni la troviamo in Carnia nell'anno 1608 con un certo Leonardo Broili da Siaio, convocato a Udine davanti alla Sacra Inquisizione, accusato, con altri compaesani, di mancata osservanza dei Precetti della Santa Madre Chiesa.
BRONDI
BRONDO
BRUNDI
BRUNDO
Brondi è tipico dell'arco costiero che dal savonese arriva al livornese, di Lerici nello spezzino in particolare e di Livorno, Brondo è più specificatamente del savonese, di Quiliano soprattutto, Brundi è quasi unico, Brundo ha vari piccolissimi ceppi, a Cagliari, Roma, nel salernitano e nella Sicilia orientale, dovrebbero derivare da una forma tronca del nome germanico ed in particolare longobardo Brondolf o Brundulf, ma potrebbero anche derivare da soprannomi originati dalla voce dialettale arcaica brondo (bronzo, pentola), forse ad indicare che il capostipite lavorasse il bronzo o producesse pentole. Ormai scomparso il ceppo sardo cagliaritano dei Brondo, mercanti di origine ebrea originari dell'isola di Maiorca ,che ottennero nel 1616 il titolo di conte di Serramanna e nel 1629 quello di marchese di Villacidro.
BRONTE Tipicamente siciliano, ha un ceppo a Butera (CL) ed uno a Palermo, deriva dal toponimo Bronte (CT).
BRONTESI Brontesi è tipicamente lombardo del bresciano, di Ghedi in particolare e di Leno, Brescia e Montichiari, l'ipotesi che possa trattarsi di un etnico della località trentina La Bronta è poco plausibile, si può ipotizzare una derivazione da un soprannome generato dal vocabolo latino brontes (genere di ciclopi che fabbricano folgori) e quindi per estensione fonditori o fabbri.
BROSEGHINI
BRUSEGHIN
BRUSEGHINI
Broseghini è tipico di Baselga Di Pine' (TN), Bruseghin ha un ceppo nella zona di Campo San Martino (PD) e San Giorgio Delle Pertiche (PD), Bruseghini ha due ceppi, uno trentino a Rovereto (TN) ed uno lombardo a  Caspoggio (SO), potrebbero derivare dall'etnico di Brusago (TN),difficile un collegamento con il nome della località Bruseghin in Val Camonica,  ma è pure possibile derivino in alcuni casi da un soprannome originato dal vocabolo dialettale bruseghin (bruciore).
BROSOLO Brosolo, estremamente raro, è friulano, di Pinzano al Tagliamento, Fiume Veneto e Pordenone nel pordenonese, di Udine e di Trieste, potrebbe derivare da una forma aferetica del nome medioevale Ambrosolus (vedi AMBROSOLI), esiste una teoria, abbastanza improbabile, che propone una derivazione dal nome del paese di Brosolo (oggi Brozolo) nel torinese.
BROTTI
BROTTO
Brotti ha qualche presenza in Lombardia, nel sondriese e nel bergamasco, potrebbe trattarsi di una forma etnica aferetica riferita al paese bergamasco di Nembro, Brotto è tipicamente veneto, di Cittadella, Galliera Veneta, Padova, Cadoneghe, Fontaniva, Campodarsego, San Martino di Lupari, Campo San Martino e Camposampiero nel padovano, di Tezze sul Brenta, Rossano Veneto, Camisano Vicentino, Romano d'Ezzelino, Cassola, Dueville, Bassano del Grappa e Rosà nel vicentino, di Venezia, Verona e di Loria e Borso del Grappa nel trevisano, ha anche qualche presenza nel goriziano e nell'udinese, l'origine di questi nomi potrebbe essere dal nome medioevale germanico Brotul, o dal nome slavo di origini greche Brotus, o anche da una forma afereticadel nome medioevale Nebrotto, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Padova fin dal 1400 con lo stampatore Johanne Brotto.
BROTZA
BROTZU
BROZZU
Brotza, molto molto raro, è di Nuoro e del nuorese, Brotzu è specifico di Nuoro, Brozzu invece è del sassarese, di Sassari, Nulvi e Castelsardo, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo bròtzu (coltello), forse ad indicare che il capostipite era particolarmente abile con il coltello o molto lesto a prenderlo in mano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BROTZU; BROZZU: bròttsu, bròcciu, broccìttu, brocchìttu, significano stocco, coltello, lama, rasoio del ciabattino; dallo spagnolo brotxa - punxò deis sabaters. Nell'italiano antico abbiamo broccio = stocco. Nella lingua sarda esiste anche bròtzu, bròčču, nel significato di ricotta, quaglio; di etimo incerto. I cognomi quindi possono essere riferiti sia al mestiere del coltellinaio, sia a quello della preparazione del formaggio (casàiu). Non li abbiamo trovati negli antichi documenti della lingua sarda. Nella storia contemporanea ricordiamo Brotzu Giuseppe, cagliaritano (1895 - 1976), politico, per diverse volte assessore e presidente della Giunta Regionale della Sardegna, ed infine sindaco di Cagliari. Attualmente il cognome Brotzu è presente in 25 Comuni italiani, di cui 13 in Sardegna: Nuoro 65, Quartu S.E. 6, Orgosolo 6, Santa Maria Coghinas 5, Cagliari 5 - Roma 15. Brozzu è presente in 41 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: Sassari 62, Nulvi 52, Castelsardo 13, Tempio 9, Sedini 8, etc.
BROVADAN
BROVEDAN
BROVEDANI
Brovadan è quasi unico, Brovedan, assolutamente rarissimo, è tipicamente friulano, così come il più diffuso Brovedani, che ha un ceppo nel pordenonese, a Spilimbergo, Clauzetto e San Vito al Tagliamento, ad Udine ed Venezia e Trieste, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale friulano brovada, un cibo locale a base di rape messe sotto vinaccia, e potrebbe stare ad indicare che i capostipiti fossero dei preparatori di quel tipo di preparato alimentare.
BROVARONE Brovarone cognome specifico dell'area biellese, di Vigliano Biellese in particolare, dovrebbe derivare dal nome della località Brovarone, una frazione di Vigliano Biellese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
BROVELLI Brovelli è specifico della zona che comprende il verbanese, soprattutto a Verbania, il novarese, ad Arona in particolare, il varesotto ed il milanese, con massima concentrazione nel varesotto ad Angera, Ranco, Taino e Luino, con un piccolo ceppo secondario anche nell'oristanese, dovrebbero stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dal paese di Brovello nel verbanese, il cui toponimo dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine piemontese arcaico brova o brua (confine, bordo, orlo).
BROZZONI Brozzoni è tipico del bergamasco, di Zogno e di Costa Di Serina in particolare, potrebbe derivare da una forma accrescitiva dialettale dell'aferesi del nome Ambrogio, molto improbabile una derivazione dal toponimo bresciano di Brozzo situato troppo lontano dall'area bergamasca interessata.
BRUCCHIERI Brucchieri, molto raro, è siciliano, dell'area tra catanese ed ennese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale siciliano brucchièri (chi guida i mietitori, chi sta a capo dei mietitori).
BRUCCI Brucci sembrerebbe specifico di Acerra nel napoletano, dovrebbe derivare da una forma aferetica di un ipocoristico del nome di mestiere del fabbro, che diventa fabbruccio, per aferesi bruccio e con il classico genitivo patronimico Brucci.
BRUCCULERI Brucculeri è tipicamente siciliano, dell'agrigentino, di Grotte, Castrofilippo, Agrigento, Racalmuto e Canicattì, con un ceppo anche a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale per produttore o venditore di broccoli.
BRUFANI Brufani è tipico del perugino, di Assisi in particolare e di Foligno e Bastia, si dovrebbe trattare di una forma etnica del paese di Brufa di Torgiano, sempre nel perugino.
BRUGALETTA Brugaletta è siciliano, di Ragusa in particolare, con presenze anche a Vittoria, Santa Croce Camerina e Comiso nel ragusano, potrebbe derivare dal nome di una non meglio identificata località.
BRUGELLIS Brugellis è un cognome assolutamente rarissimo che sembrerebbe calabrese, potrebbe derivare da un ipocoristico del termine latino brugius, una variante del vocabolo latino phrygius (abitante di una regione dell'Anatolia, la Frigia, nell'attuale Turchia), meno probabile una derivazione dal termine brugo, una pianta simile all'erica.
BRUGGI
BRUGHI
BRUGI
Bruggi, molto molto raro, è tipico della zona tra milanese e pavese, Brughi è quasi unico, Brugi è tipicamente toscano con un ceppo nel lucchese a Minucciano, Coreglia Antelminelli, Lucca e Capannori ed uno nel grossetano a Grosseto e Manciano, dovrebbero derivare da termini caratterizzanti le località di residenza delle famiglie probabilmente caratterizzate dalla presenza di una brughiera.
BRUGHITTA Brughitta è tipicamente sardo, del cagliaritano, di Cagliari, Quartucciu e Gergei, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo cagliaritano, campidanese brugu (borgo, sobborgo) forse ad indicare la tipologia del luogo di abitazione della famiglia.
BRUGNANO
BRUGNERA
Brugnano, oltre al ceppo a Reggio nell'Emilia, è tipico dell'area calabrese e palermitana, di Cutro nel crotonese in particolare, di Locri nel reggino e di Partinico nel palermitano, dovrebbe derivare da nomi di località originati da dei possedimenti terrieri medioevali chiamati ager apronianum, cioè podere di Apronius.
BRUGNETTI
BRUGNOLA
BRUGNOLI
Brugnetti ha un ceppo nel bergamasco ed uno tra romano e frusinate, Brugnola è rarissimo con ceppi in Friuli ed in Puglia, è diffuso in tutta l'Italia centro settentrionale Brugnoli, tutti questi cognomi derivano, tramite ipocoristici, dal nome Bruno, presente nell'uso italiano dall'epoca medioevale ma già esistente presso i Goti e i Franchi, o da un soprannome legato al colore della carnagione o dei capelli. Testimonianze del cognome Brugnoli si trovano in un atto notarile del 1262:"...interfuerunt ibi testes ser Morandus et Casparus fratres filii condam ser Redulfi Capitanei de Stazona et Bertramus filius condam Ottoboni Brugnolli de Nobiallo qui stat Blazono.  Ego Mayfredus notarius filius condam Viviani Bazonis de Bellaxio hanc cartam tradidi et scripsi.".
BRUGNONE
BRUGNONI
Brugnone ha un ceppo tra genovese ed alessandrino, un ceppo nel napoletano ed uno tra trapanese e palermitano, Brugnoni sembrerebbe tipico della fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, del perugino in particolare di Gubbio, Perugia ed Umbertide, dovrebbero essere modificazioni accrescitive del nome Bruno.
BRUGO Brugo è tipico del novarese di Romagnano Sesia in particolare, dovrebbe derivare dal nome del brugo, pianta che ha dato origine a vari toponimi ed al termine brughiera per indicare un'area campestre dove appunto il brugo è diffusissimo e che caratterizza la riserva delle Baragge appunto nella zona di Romagnano Sesia.
BRUGORA Brugora è specifico del milanese, di Desio, Monza e Biassono in particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Brugora , una frazione di Besana Brianza nel monzese, toponimo che prende il nome dal termine celta bruko (erica), probabilmente ad indicare che quella zona ne era infestata.
BRUMANA
BRUMANI
BRUMANO
Brumana è specifico del bergamasco, di Costa Valle Imagna in particolare, ma è ben presente anche a Varese, Como, Travagliato nel bresciano e Premana nel lecchese, Brumani e Brumano, quasi unici, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione del primo, che dovrebbe derivare dal toponimo bergamasco di Brumano, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine arcaico bruma o brum (brina, ma anche inverno, freddo, gelo) ad indicare chi proveniva dal nord, a solo titolo di informazione ricordiamo che con il termine bruman o brumanus, in epoca medioevale, i Franchi indicavano dei fittavoli di arcivescovi o di altri feudatari imperiali.
BRUN
BRUNA
BRUNACCI
BRUNATO
BRUNATTI
BRUNATTO
BRUNETTI
BRUNI
BRUNINI
BRUNINO
BRUNITTO
BRUNO
BRUNONE
BRUNONI
BRUNOTTI
BRUNOZZI
BRUNU
Brun è molto diffuso nel settentrione d'Italia, nel triveneto in particolare, Bruna è diffuso in Piemonte ed in provincia di Ragusa, Brunacci è diffuso nel forlivese, riminese, fiorentino, aretino, perugino, anconetano e maceratese, con un ceppo nel romano ed uno nell'alto cosentino, Brunato è senz'altro veneto, del trevisano in particolare, con un ceppo anche nell'udinese, sia Brunatti che Brunatto sono molto rari e specifici del torinese, molto presente in tutta la nazione Brunetti, Bruni e Bruno, Brunini ha un ceppo tra milanese e varesotto, uno nel lucchese ed uno nel bolognese, Brunino, assolutamente rarissimo, è del padovano, Brunitto, molto raro, è tipico del casertano, di Lusciano ed Aversa, con un ceppo anche a Giugliano in Campania, Brunone. abbastanza raro, è diffuso a macchie di leopardo nel meridione, Brunoni, anch'esso molto raro, ha un ceppo lombardo ed uno toscano, Brunotti, specifico dell'Italia centrale, del ternano, viterbese e romano, è particolarmente presente a Terni e Narni nel ternano ed a Roma, Brunozzi, anch'esso della fascia centrale, ha un ceppo ad Assisi nel perugino ed uno a Roma, Brunu, estremamente raro, è sardo, tutti questi cognomi derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome Bruno.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Bruno, che, nell'onomastica descrittiva, allude o al colore dei capelli o alla carnagione scura (vedi Fusca). In alcuni casi, tuttavia, non si può escludere una connessione con la toponomastica, considerando che in Italia vi sono diversi toponimi  contenenti la radice brun- (soprattutto nel nord). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da un soprannome (talvolta connesso con la toponomastica nazionale).
BRUNALDI
BRUNIALDI
BRUNIALTI
Brunaldi, molto molto raro, è specifico del ferrarese, di Argenta Ferrara e Voghiera, Brunialdi, quasi unico, parrebbe dell'area lombardo, piemontese, Brunialti invece, comunque molto raro, è specifico dell'area trentino, vicentina, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Brunealdus, o Brunaldus, italianizzazione del nome germanico Brunalt.
BRUNATI Tipicamente comasco deriva dal toponimo Brunate (CO).
BRUNDO
BRUNDU
Brundo, molto raro, è specifico del cagliaritano, Brundu, molto più diffuso, è tipicamente sardo equamente distribuito in tutta l'isola, derivano entrambi dal vocabolo sardo brundu (biondo) o da una sua italianizzazione.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BRUNDU: biondo; dallo spagnolo blondo. Generalmente sta ad indicare il colore dei capelli. Mi viene in mente un proverbio (vedi Dicius di Giuseppe Concas): su civràxu fai beni su piu brùndu e s'ogu bràxu: il pane nero fa diventare i capelli biondi e gli occhi azzurri. Non l'abbiamo riscontrato nei documenti antichi della lingua sarda. Attualmente è presente in 152 Comuni italiani, di cui 66 della Sardegna: Erula 91( in un paesino di 807 abitanti, della provincia di Sassari, ben 91 portano il cognome Brundu!), Sassari 86, Orani 69, Cagliari 56, etc.
BRUNELLA
BRUNELLI
BRUNELLO
Brunella è molto raro e sembrerebbe del varesotto, Brunelli è diffuso in tutto il centro nord, Brunello è decisamente veneto, derivano tutti dal nome Bruno o da soprannomi originati dal colorito della pelle o dei capelli. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Cremona, dove troviamo una lettera di intimazione della curia vescovile di Cremona datata 5 febbraio 1571, rivolta ai canonici della chiesa dei SS. Maria e Sigismondo di Rivolta d'Adda, per il versamento di lire 20 ciascuno a Brandimarte Brunelli, prevosto della suddetta chiesa. Personaggio abbastanza famoso fu il padre francescano Gregorio Brunelli insigne predicatore e lettore nella provincia veneta confessore di Silvestro Valerio Principe di Venezia.
BRUNENGO Brunengo ha un piccolo ceppo a Torino ed a Mondovì nel cuneese, ha un ceppo importante ad Imperia e nell'imperiese a Pieve di Teco e Chiusanico, un ceppo a Genova e ad Albenga nel savonese, potrebbe derivare dal nome medioevale burgundo Brunengus o Bruningus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale nell'anno 986 a Lodi: "...Andreas, episcopus episcopio sancte Laudensis Ecclesie, nec non et Adam qui et Bruningus  et Gotefredus seu Raginpaldus germanis, filii quondam Rikerii, qui professi sunt ipsis germanis ex nacione suorum legem vivere Langobardorum....".
BRUNETTA
BRUNETTI
BRUNETTO
Brunetta ha un nucleo importante tra la provincia di Pordenone e quella di Treviso, con un ceppo, probabilmente autoctono, a Carpignano Salentino (LE), Brunetti è assolutamente panitaliano, Brunetto ha un nucleo nel torinese, uno a Villafranca Di Verona (VR), uno a Rialto (SV) e vari ceppi in Sicilia, derivano tutti dal nome Brunetto, Brunetta di cui abbiamo un esempio nel famoso, notaio e giudice di parte guelfa, Brunetto Latini (~1220 - 1294), che fu guida di Dante Alighieri e che venne da lui citato nel canto XIV° dell'Inferno: "... «Siete voi qui, ser Brunetto?». - E quelli: «O figliuol mio, non ti dispiaccia - se Brunetto Latino un poco teco - ritorna 'n dietro e lascia andar la traccia». ...".
BRUNOLI Brunoli è oggi tipicamente lombardo, tipico della provincia di Sondrio, di Mello in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome Brunolus, di cui abbiamo un esempio d'uso in una registrazione nel padovano di epoca medioevale, dove viene citato un tale Petrus dictus Brunolus quondam Çenari de Cona, o dal nome Brunolus, una forma ipocoristica del nome Brunus, di questa cognominizzazione abbiamo un esempio d'uso a Trento nel XVI° secolo: "..Dictus fuit etiam Magnifcius iuris utriusaque doctor dominus Gaspar Brunolus nobilis ferrariensis, honorandus Praetor civitatis Tridenti. Idem fuit Tridenti non Praetor,sed cancellarius, et secretarius principis episcopi tridentini Christophori Madrutii anno 1545,..".
BRUSADIN
BRUSADINI
BRUSATIN
Brusadin, presente nell'area che comprende il veneziano, il trevisano e soprattutto il pordenonese, è molto diffuso a Pordenone, ma con significative presenza anche a Fiume Veneto, Brusadini è praticamente unico, Brusatin è presente nel trevisano e veneziano con un ceppo molto piccolo anche a Trieste, gli ultimi due dovrebbero essere stati originati da italianizzazioni del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo veneto brusadìn (bruciaticcio, residuo di un piccolo incendio), forse ad indicare che i capostipiti avessero subito un piccolo incendio, o anche che non eccellessero per la loro grande capacità decisionale.
BRUSAFERRI
BRUSAFERRO
Brusaferri è tipicamente lombardo, del sudmilanese, lodigiano e cremonese, Brusaferro è presente qua e là nel settentrione, soprattutto in Piemonte e nel Veneto, dovrebbero derivare da un soprannome probabilmente attribuito ad un fabbro, anche se in qualche caso possono derivare da nomi di località come l'antico paese di Brusaferro "inter curatiam Villazani et curatiam vallis Surdae", una località anticamente esistente vicino al paese trentino di Villazzano, personaggio di rilievo è stato il pittore veneziano Girolamo Brusaferro (1679-1745).
BRUSAMENTO Brusamento è specifico di Montegrotto Terme nel padovano, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un deverbale del termine dialettale veneto brusare (bruciare), forse con riferimento ad un incendio o ad un particolare evento bellico.
BRUSAMOLIN
BRUSAMOLINI
BRUSAMOLINO
Brusamolin, molto raro, è tipicamente veneto di Padova e di Piazzola sul Brenta nel padovano, con un piccolissimo ceppo anche nel vicentino a Vicenza ed a Torri di Quartesolo, Brusamolini è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Brusamolino è specifico del milanese, di Inzago, Cassano d'Adda, MIlano, Melzo e Pozzuolo Martesana, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine sia lombardo che veneto brusa (brucia, ma anche marinare, abbandonare temporaneamente), molto più probabilmente basati sul secondo significato, sottintendendo forse in modo scherzoso che i capostipiti non fossero dei gran lavoratori.
BRUSASCHI
BRUSASCHETTO
BRUSASCO
Brusaschi, praticamente unico, è tipico di Villa Tirano (SO) e dovrebbe derivare dal toponimo Brusio (GR) a 5 chilometri da Villa Tirano e attualmente in Svizzera, Brusaschetto, rarissimo, e Brusasco, abbastanza raro, sembra abbiano due ceppi nell'alessandrino, e nel torinese, derivano dai toponimi Brusasco (TO) e Brusaschetto (AL).
Precisazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
BRUSATERRA Brusaterra è specifico del vicentino, di Thiene in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome probabilmente attribuito ad un capostipite contadino solito al particolare uso della bruciatura delle stoppie di grano, una pratica agricola molto antica con lo scopo sia di concimare e di bonificare il terreno da parassiti di ogni genere, sia per proteggere da rischi d'incendio i boschi viciniori.
BRUSATI
BRUSATTI
Brusati è tipico della zona tra novarese, Bellinzago novarese in particolare, Novara ed Oleggio, e milanese, Milano soprattutto, Brusatti, quasi unico, è una forma alterata probabilmente da errori di trascrizione, le ipotesi possibili sono almeno due, la prima è che si tratti di una forma patronimica in -ati riferita ad un padre dei capostipiti il cui nome fosse stato Ambrogio, che per aferesi e successiva modificazione dialettale sia diventato Brös e quindi, per successiva chiusura della vocale, Brus, la seconda ipotesi è che derivi dal fatto che la famiglia provenisse da località che avessero subito un incendio, in dialetto brüsad (bruciate).
BRUSCA
BRUSCAGLIONI
BRUSCHETTA
BRUSCHETTI
BRUSCHETTO
BRUSCHI
BRUSCHINI
BRUSCHINO
BRUSCO
BRUSCONE
BRUSCONI
Di origine palermitana Brusca, Bruscaglioni è specifico di Firenze e del fiorentino, molto raro e tipico di Rovereto, Bruschetta ha un ceppo veneto, tra veronese, padovano e trevisano ed uno siciliano nel messinese, Bruschetti, presente in misura limitatissima anche in centro Italia, č presente nel centro nord, Bruschetto, quasi unico, è siciliano, Bruschi, ma particolarmente rappresentato nelle provincie di Milano e Lodi, in Toscana, nelle Marche e nel Lazio, Bruschini, specifico della fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria ed il Lazio, è particolarmente concentrato nel romano, a Roma, Anzio, San Vito Romano ed a Cori nel latinense, Bruschino, quasi unico, sembrerebbe campano, Brusco ha un ceppo nell'area ligure, piemontese, uno nella zona tra trentino e veronese, uno nel napoletano ed uno nel cosentino, Bruscone è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Brusconi, che, assolutamente rarissimo, è tipico dell'Italia centrale. Questi cognomi possono derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, da soprannomi, transitati per il dialetto, relativi ad aspetti del carattere o del mestiere brusca (spazzola per cavalli), brusco (pungitopo) e bruscare (ripulire gli alberi), o anche dal nome medioevale Bruscus di cui abbiamo un esempio nel trattato dell'anno 1209, con il quale si definisce la pace tra Pisa e Marsiglia: "In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti amen. Hec sunt nomina Pisanorum civium qui pacem compositam inter civitatem Pisanam et civitatem Massilie iuraverunt sicut in tenore pacis continetur.. ..Ugolinus Cappellus, Treuguanus, Bernardus Pisani, Ugolinus Ferioli, Rodione filius Alcherii, Albertus Rascha, Gerardus aurifex, Blancus casearius, Guido Caccialoga, Boninsigna speciarius, Petrus Bardellonis, Bruscus Paucefarine, Ventura erovarius, Bonacursus massarius, Fredericus Blanci, Leonardus Galli, Paganellus vinarius, Orlandus calthularius, Melanensis, ...".
BRUSCI
BRUSCIA
Brusci è unico, Bruscia ha un ceppoa Rimini e nel pesarese, a Fano, Pesaro, Cagli e Fermignano,  ed un ceppo in Sicilia, a Gela nel nisseno e nel palermitano a Palermo, Roccamena e Santa Cristina Gela, dovrebbe essere di origini normanne e derivare da un soprannome basato sul termine medioevale francese brusse (spazzola, pennello), forse ad indicare nei capostipiti degli stallieri o degli imbianchini.
BRUSIN
BRUSINI
Brusin, assolutamente rarissimo, è specifico dei San Vito al Tagliamento nel pordenonese, Brusini ha un piccolo ceppo nel mantovano a Goito, Guidizzolo e Mantova ed uno nell'udinese in particolare a Cividale del Friuli, questi cognomi dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal termine veneto bruso (al limite, alo sgocciolo), forse ad indicare che il capostipite vivesse sempre in bilico sulla lama di un rasoio, o per carattere o per il particolare mestiere svolto.
BRUSON
BRUSONE
BRUSONI
BRUZONE
BRUZZONE
Bruson è tipico del padovano e veneziano, Brusone, assolutamente rarissimo sembra essere ligure come Bruzone che è praticamente unico e dovrebbe derivare da un errore di trascrizione di Bruzzone, che è molto diffuso e che occupa l'areale che comprende le province di Savona, Genova ed Alessandria, Brusoni è tipico del milanese e del pavese, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nome medioevale italiano Bruzzo derivato dal cognomen latino Brutus, ricordiamo il Bruzzo figlio bastardo di Luchino Visconti messo da questi al governo del lodigiano nel 1314 governo che Bruzzo detenne fino alla morte di Luchino nel 1319, ma è pure possibile che derivino da toponimi come Castello Bruzzo (AL) nel tortonese o anche da soprannomi legati al vocabolo bruzzo, sorta di ricotta tipica dell'imperiese.  troviamo tracce di questa cognominizzazione ad Altare (SV) fin dalla seconda metà del 1400.
integrazioni fornite da Pierluigi Bruzzone
cognome diffusissimo in tutta la Liguria e più precisamente nella zona fra Varazze e Voltri.  La sua origine secondo alcuni potrebbe derivare dall'antico francese brusson (mirtillo). Punto di partenza di questo cognome fu la località detta bruxinetti nell'entroterra di Voltri.
BRUSSOLO Brussolo è specifico della zona che comprende il veneziano, in particolare San Donà di Piave, Eraclea e Musile di Piave, ed il pordenonese, a Sesto al Reghena, Azzano Decimo e San Vito al Tagliamento, dovrebbe derivare da un soprannome veneziano arcaico basato sul termine brùssolo (cyprinus amarus), che corrispondeva ad un pesciolino d'acqua dolce dal sapore amaro e cattivo, probabilmente ad indicare che il capostipite fosse un uomo molto minuto, forse con un carattere scostante. Troviamo tracce dei Brussolo a Portogruaro nel veneziano fin dalla seconda metà del 1600, quando li troviamo all'opera come mugnai.
BRUSTOLIN
BRUSTOLINI
Brustolin è tipicamente veneto, di Vidor e Pieve di Soligo nel trevisano e di Arsiè e Feltre nel bellunese, Brustolini, assolutamente rarissimo, è del trentino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo veneto brustolin (sentore di bruciato, il tipico sapore amarognolo di bruciaticcio che assume a volte il cibo che si attacca al fondo della pentola), difficile immaginare quale possa essere stata la motivazione dell'attribuzione di un simile nomignolo.
BRUTI
BRUTO
BRUTTI
BRUTTO
Bruti oltre al ceppo romano ne ha uno tra Orvieto (TR) e Bolsena (VT), Bruto, assolutamente rarissimo ha un unico ceppo a Manduria (TA) pur essendo presente in maniera sporadica in Campania e Lazio, Brutti ha un ceppo tra veronese a Verona, Isola della Scala e Zevio e mantovano a Goito e Porto Mantovano, uno nell'anconetano a Falconara Marittima, Ancona e Jesi, ed uno molto importante a Roma, Brutto ha un ceppo veneto a Verona ed a Noventa Vicentina (VI) ed uno calabrese a Catanzaro e provincia, dovrebbero tutti derivare dal praenomen latino Brutus, ma è pure possibile un collegamento con la Gens Bruttia.
BRUZICHE
BRUZICHES
BRUZZECHESSE
BRUZZICHES
Bruziche, praticamente unico, è una forma alterata del cognome Bruziches, che è specifico di Caprarola nel viterbese, Bruzziches, oltre che a Caprarola è ben presente anche a Civita Castellana sempre nel viterbese, Bruzzechesse è specifico di Matelica nel maceratese, dovrebbero derivare da alterazioni del cognomen latino Brutticus, riferito ad un origine dei capostipiti dal vicino Bruttius (Abruzzo), non risulta probabile un'origine germanica e neppure un'origine spagnola proposta da alcuni.
BRUZZESE Presente in tutt'Italia, ma senza una zona specifica che consenta di identificarne l'origine, particolarmente presente in Piemonte, Liguria e Calabria, potrebbe derivare dall'indicativo regionale (bruzzese degli Abruzzi).
BRUZZI
BRUZZO
Bruzzi, tipicamente emiliano, ha un ceppo nel piacentino ed uno tra modenese e bolognese, Bruzzo ha un nucleo importante a Genova ed uno a Gambellara (VI), potrebbero derivare da toponimi come Bruzzi di Boccolo Noce (PC), ma più probabilmente derivano o dal nomen latino Brutius (pronuncia Bruzius) di cui abbiamo un esempio: "...Sunt foederati plurimi, plures erunt, Iunget Tarentum se mihi, et Graecae plagae, Samnisque, Lucanusque, et audax Brutius, Iuncta Quirites oppriment mecum manu....", o dal nome medioevale italiano Bruzzo. (vedi Bruzone)
BUA
BUO
Bua ha ceppi in Sardegna ed in Sicilia, con piccoli nuclei in Calabria e nel basso Lazio, Buo, molto raro, ha un ceppo nel napoletano ed uno nel foggiano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale indicante il bove, ma in alcuni casi è pure possibile una derivazione da una modificazione dialettale del toponimo Bova (RC), o potrebbe, soprattutto per i ceppi meridionali, derivare dal cognome nobile albanese Bua, nel 1400 i Bua sono Baroni di Morea, dal 1358 al 1400 Ghin Bua Spatas è Despota di Angelocastro in Albania, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Carolei (CS) in un atto del 16 novembre 1612: "...Horatio Belluccio sindico In p[ræ]sentis dicti Casalis, Thodaro Buscia, M[agist]ro Fabio Squillizza et Basile Bua electis dicti Casalis huius...".
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BUA: voce infantile, onomatopeica, per significare il dolore > sa bùa o sa bubùa è il graffio o la pustola che causa dolore al bambino. Bua a Cagliari è la boa, ma significa anche donna grassa. Attualmente il cognome Bua è presente in 227 Comuni italiani, di cui 42 in Sardegna: Oschiri 62, Sassari 44, Olbia 37, Alà dei Sardi 36, Orosei 31, etc. Non l'abbiamo trovato nelle carte antiche da noi consultate.
integrazioni fornite da Svetko Buha
Il cognome Bua deriva dal cognome bosniaco Buha, a seguito dell'invasione turca intorno al XV° secolo, molti abitanti della Bosnia ed Erzegovina scapparono verso la Dalmazia ed altre zone d'Italia.
BUCALOSSI Bucalossi è tipicamente toscano, diffuso nel fiorentino a Castelfiorentino, Gambassi Terme, Certaldo, Empoli, Vinci e Firenze, a Cascina e Pomarance nel pisano ed a Poggibonsi e San Gimignano nel senese, con un ceppo anche a Roma, dovrebbe derivare da un soprannome, probabilmente attribuito ai capostipiti a causa della loro indigenza che li costringeva ad accontentarsi di spolpare gli ossi per sfamarsi, cibandosi di midollo.
BUCCA
BUCCELLA
BUCCELLI
BUCCELLO
BUCCHI
BUCCO
Bucca è tipicamente siciliano, in particolare del messinese e di Barcellona Pozzo di Gotto soprattutto, di Messina, Milazzo, San Filippo del Mela, Merì, Terme Vigliatore, Pace del Mela e Falcone, con un ceppo importante a Palermo ed a Mazara del Vallo nel trapanese, Bucchi è diffuso nel bolognese e fiorentino, in Romagna, Marche settentrionali, perugino e, soprattutto, a Roma, Bucco ha un ceppo nel pordenonese ed uno nel teatino, Buccella ha un ceppo nel basso trentino , uno nel basso bresciano, uno nel pescarese, aquilano e romano ed uno nel salernitano, Buccelli ha un ceppo nel basso bresciano, uno nel forlivese ed uno nel napoletano, Buccello, quasi unico, è meridionale, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Bucca o da suoi ipocoristici, ma è pure possibile una derivazioni da soprannomi originati da forme particolarmente graziose o al contrario esageratamente grandi della bocca dei capostipiti.
BUCCAFURI
BUCCAFURRI
Buccafuri, molto raro è tipico di Lamezia Terme nel catanzarese, mentre Buccafurri, altrettanto raro e sempre del catanzarese con ceppi anche nel reggino, è più tipico di Sersale (CZ), dovrebbero derivare da soprannomi dialettali con il significato di bocca di forno, forse ad indicare il mestiere del capostipite, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad Oppido Mamertina (RC) nel 1700, in un testamento ivi redatto nel 1757 si legge di un lascito ad un certo Francesco Buccafurri.
BUCCARELLA
BUCCARELLI
BUCCARELLO
Buccarella è tipicamente pugliese del leccese, di Gallipoli, Nardò, Sannicola e Tricase, con un piccolo ceppo anche a Monfalcone nel goriziano, Buccarelli, molto più raro, ha un piccolo ceppo a Fossombrone nell'urbinate, ed uno ad Andrano nel leccese, Buccarello è specifico del Salento, del leccese in particolare, di Gagliano del Capo, Castrignano del capo, Lecce, Alessano e Corsano, potrebbe trattarsi di forme ipocoristiche stanti ad indicare la provenienza dei capostipiti da Bukar nell'attuale Croazia, ricordiamo la famosa beffa di Buccari, tra il 10 e l'11 febbraio del 1918, quando il capitano di fregata Costanzo Ciano, con trenta uomini a bordo di tre M.A.S. ( motoscafi armati Svan, nome della ditta veneziana che li produceva, e che più tardi vennero indicati come motoscafi anti sommergibile) riuscirono a sgaiattolare per circa 45 miglia (83 chilometri circa), tra le difese costiere austriache e raggiunta la baia di Buccari, lanciarono sei siluri contro alcune navi avversarie, solo un siluro esplose, lasciando gli austriaci di stucco, non si può comunque escludere anche la possibilità che in alcuni casi derivino da soprannomi originati da una bocca particolarmente piccola del capostipite.
BUCCETTI
BUCCI
BUCCIO
BUCETTI
Presente in tutta Italia Bucci, umbro Buccetti e molto raro e di origine non individuabile Bucetti, tanto da far pensare ad errori di trascrizione della forma con due t, Buccio ha due ceppi uno bresciano a Bagolino ed uno campano a San Nicola Baronia (AV). L'origine potrebbe essere dal vocabolo latino bucca tramite un soprannome dialettale la finale in i identifica la forma quelli della bocca.
ntegrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bucci e Buccio vengono dal nome personale medievale Buccio, ipocoristico aferetico di Giacobo, variante di Giacomo che significa Dio ha protetto.
BUCCHERI
BURCHERI
Tipicamente siciliano Buccheri, con grossi ceppi a Palermo, a Catania e nel catanese, nell'agrigentino, a Siracusa e nel siracusano, Burcheri è specifico di San Cataldo (CL), dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di beccaio o macellaio attraverso il termine arabo baker (vaccheria), secondo altri deriverebbe dal termine francese boucher (macellaio).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Buccheri è un cognome siciliano, calabrese e napoletano, potrebbe venire direttamente dal toponimo omonimo in provincia di Siracusa o essere l'italianizzazione del cognome francese Bouquier, dalla voce 'boucher' = macellaio. Rohlfs 54
BUCCHIANERI Bucchianeri, assolutamente rarissimo, è decisamente toscano, di Capannori nel lucchese con presenze anche nella vicina Pescia nel pistoiese, dovrebbe derivare dal mestiere del capostipite, probabilmente pilota di un burchio (antica imbarcazione utilizzata per i trasporti fluviali), o che vi lavorava come marinaio.
BUCCHIANICO
DI BUCCHIANICO
Bucchianico è quasi unico, Di Bucchianico invece è molto meno raro e sembra specifico di Lanciano nel teatino, dovrebbe derivare dal nome del paese di Bucchianico nel teatino, probabile luogo d'origine delle famiglie, che migrarono probabilmente verso il 1500.
BUCCHICCHIO
BUCHICCHIO
Bucchicchio, estremamente raro, parrebbe della zona tra teatino e campobassano, Buchicchio ha un ceppo a Roma, uno nel foggiano a Cerignola e Casalnuovo Monterotaro, ed uno nel potentino ad Anzi, Potenza e Bella.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, i cognomi Buchicchio e Bucchicchio nascono come varianti dei cognomi Bochicchio e Bocchicchio, che, il più delle volte, riflettono un'italianizzazione del cognome albanese Bozhiqi (per una spiegazione più approfondita, vedi Bocchicchio e Buscicchi): per maggiore chiarezza, in effetti, va notato che i documenti antichi riportano il cognome nella forma Bosichio - ad esempio, un certo Vreto Bosichio fu un capo degli stradioti nella prima metà del Cinquecento - e, in questo senso, la trasformazione in Bochicchio e nelle sue varianti è dovuta probabilmente a un adattamento popolare del cognome Bosichio (in seguito a un accostamento paretimologico col termine bocca). Detto questo, ad ogni modo, bisogna aggiungere che, nel centro e centro-nord Italia, i cognomi Bocchicchio, Bochicchio e Buchicchio non sono necessariamente dei cognomi arbëreshë, ma anzi la loro origine potrebbe essere ricercata nel nome medievale Bocca (con una variante in Bocco), di cui si hanno diverse testimonianze nei documenti antichi (vedi Boccacci): in questo caso, infatti, il suffisso -icchio assumerebbe semplicemente un valore ipocoristico (derivando dal latino -iculus), come avviene di frequente nei cognomi centro-settentrionali.
BUCCIGROSSI Proprio dell'area Lazio, Abruzzi e Molise, con presenza significativa anche in Puglia deriva da soprannomi relativi alla forma della bocca (vedi Buccetti), si può anche trattare di un cognome attribuito ad un trovatello, comunque motivato dalla forma della bocca del capostipite.
BUCCINI
BUCCINO
BUCCIONE
BUCCIONI
BUCCIOTTI
Buccini è specifico della zona che comprende l'aquilano, il reatino ed il romano, con un ceppo anche nel napoletano e casertano, Buccino è tipicamente meridionale, con un ceppo campano, soprattutto nel napoletano e salernitano, ed uno nel foggiano, Buccione ha un ceppo abruzzese a Chieti e Pescara ed uno campano a San Bartolomeo in Galdo nel beneventano ed a Napoli, Buccioni ha un ceppo fiorentino ed uno a Roma e Rieti, Bucciotti, estremamente raro, è tipico della zona tra ternano e viterbese, questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dall'avere il capostipite una bocca grossa, ma è più probabile che derivino dal nome medioevale Buccio, una forma ipocoristica contratta di nomi come Jacobo o anche da alterazioni per contrazione del nome Berto, aferesi dei vari Alberto, Umberto, Lamberto ecc., da Berto a Bertuccio, quindi per contrazione Buccio e di lì Buccini, Bucciotti e Buccione, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio ad Ancona nella prima metà del 1300 con Buccione Andree de Barnabeis esecutore degli Ordinamenti di Giustizia della città, non si può poi escludere una possibile derivazione da ipocoristici aferetici del nome Jacobo, attraverso Jacobuccio, per aferesi Buccio, quindi per ulteriore ipocoristico Buccino o con suffisso accrescitivo Buccione ecc..
BUCCOLIERO
BUCOLI
BUCOLIERO
BUCOLO
Buccoliero è molto diffuso nel Salento, a Bucoliero è quasi unico, entrambi siciliani gli altri due, Bucoli è praticamente unico, Bucolo è tipico della Sicilia orientale, di Catania, Calatabiano e Misterbianco nel catanese e di Falcone, Messina, Mazzarrà Sant`Andrea, Giardini Naxos, San Filippo del Mela e Furnari nel messinese, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso francesismi normanni, da soprannomi originati dal termine greco bukòlos (pastore, guardiano di animali da pascolo), probabilmente a definire il mestiere del capostipite.
BUCHIGNANI Buchignani è tipicamente toscanodi Lucca, di Massarosa nel lucchese e di San Giuliano Terme nel pisano, potrebbe derivare da un nome di località come Bocchiniano nel reatino, o da un non meglio specificabile ager buchinianum, cioè dal nome della proprietà terriera di un Buchinus (cognomen tardo latino) di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno 836: "..Nam Buchinus ex gentili conversus, postea, inquit, Venerabilis, id est monachus, exstitit, ac Ferrariensi coenobio praefuit, et Thillo vernaculus Eligii, postmodum venerabilem, id est, monasticam vitam duxisse dicitur..".
BUCHINIZ Assolutamente rarissimo, potrebbe essere friulano, dovrebbe essere di origini slovene e derivare dal termine slavo bukev (faggio).
BUDA Presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, ha un grosso nucleo siciliano, soprattutto nel catanese e messinese, e nel reggino, un'altro nel forlivese, uno nel chietino, uno triestino ed altri ancora, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardolatino buda (tipo di giunco utilizzato nelle impagliature) e starebbe probabilmente ad indicare il mestiere del capostipite od il suo carattere, potrebbe essere stato un raccoglitore di giunchi o un produttore di sedie o di fiaschi, o anche un tipo particolarmente flessibile.
BUDETTI Budetti, molto raro, è specifico del salernitano, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome catalano di origini germaniche Budo o Bodo, originato dal termine germanico bod (messaggero), ma potrebbe anche derivare da modificazioni e ipocorismi dei nomi normanni Budic o Budin.
BUDRONI Budroni è specifico della Sardegna settentrionale, di Olbia ed Oschiri in Gallura e di Sassari, Valledoria, Codrongianus, Perfugas, Ploaghe e Porto Torres nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BUDRONI: budròni, budròne, burdòne, butròne, butròni, burdòni, etc. = grappolo, generalmente di uva. Qui in Campidano: u''tròni; u''dròni de axina = un grappolo d'uva. Dal latino botruus = grappolo d'uva; o botryonis = graspo, ma anche grappolo. Il cognome, fondamentalmente sardo, è probabilmente legato all' attività di viticoltore. Lo troviamo negli antichi documenti della lingua sarda. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° secolo, figura: Butrone Furatu(260), teste in una vendita di terre: Comporaili (ho comprato) a Gosantine  de Cappattennor sa parzone de su nipote(la parte del nipote)sa ke li ditavat (quella che gli spettava) in Frassinettu (località in agro di Cheremule), ca sa sua mi aveat data innanti (la sua parte me l'aveva data in precedenza), etc. etc. Fra i testimoni (testes) della vendita c'è appunto Furatu Butrone.
BUEMI Buemi è tipicamente siciliano, del messinese, di Novara di Sicilia, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Fondachelli-Fantina e Rodì - Milici, e del catanese, di Paternò e Catania, dovrebbe essere di origine araba e si dovrebbe trattare di una forma contratta del cognome Buscemi (vedi BUSCEMA).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Buemi è siciliano, secondo Rohlfs 54 viene dall'aggettivo 'boemo'.
BUFAINO
BUFALI
BUFALINI
BUFALINO
BUFALO
BUFALONI
Bufaino, quasi unico, sembrerebbe del cosentino, Bufali è specifico di Perugia e del perugino, Bufalini sembra specifico dell'area che comprende Marche, Umbria e Toscana, Bufalino, abbastanza raro, sembrerebbe originario del siracusano, con possibili ceppi probabilmente secondari nel cosentino, Bufalo ha vari ceppi, uno molto piccolo a Fano nel pesarese, uno a San Severo nel foggiano ed uno a Brindisi, uno piccolissimo a Dinami ed Acquaro nel vibonese ed uno a Lucca Sicula nell'agrigentino ed a Palermo e Palazzo Adrano nel palermitano, Bufaloni, assolutamente rarissimo, sembrerebbe umbro, di Terni e del perugino, dovrebbero tutti derivare, sia direttamente che tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome medioevale Bufalus di cui abbiamo esempio nel 1300 con Bufalus de Cancellariis sepolto nel 1404 in ecclesia in platea Columnae a Roma.  Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Città di Castello (PG) nel XIV° secolo con il castellano Niccolò di Manno Bufalini; personaggio famoso è stato l'architetto Francesco Antonio Bufalini (1670-1716 ) che operò sia a Roma che a Urbino.
integrazioni fornite da Vincenza Magi
una leggenda sulla famiglia Bufalini di San Giustino (PG), dice che un cavaliere al servizio dell'imperatore di nome Paolo di Riccomanno durante un torneo di caccia avrebbe ucciso una bufala e ne avrebbe preso la testa come emblema della sua famiglia da questo il soprannome Bufalino.  I Bufalini furono signori di San Giustino dove è visitabile il loro palazzo fatto erigere da loro nel 1492, con tanto di giardino all'italiana con ancora intatto il labirinto. Personaggi della famiglia più conosciuti sono: il cardinale Giovanni Ottavio, Ortensia madre del famoso cardinale Mazzarino e la poetessa Francesca Turina. La famiglia è estinta,l o stemma è una testa di bufalo con anello al naso nera, credo in campo dorato.
BUFANI
BUFANO
Bufani è unico, Bufano invece è tipico del meridione, in particolare della Puglia, del salernitano, del potentino e del cosentino, potrebbero derivare dall'etnico latino bufani, una tribù germanica citata anche da Cesare: "..C. Caecilius Plinius de avunculo ad Marcum scribit, IIII historiae natur. c. XVII haec memoriae prodit. Rhenum accolentes, Germaniae gentes in eadem provincia, Nemetes, Triboci, Vangiones, hinc Ubii, Colonia Agrippinensis, Guberni, Bufani, et quos in insulis Rheni diximus, hi sunt Batavi, Cannefates, Frisii, Chauci, Frisiaboni, Sturii, Morsatii..".
BUFFA
BUFFI
BUFFINI
BUFFINO
BUFFO
Buffa ha svariati ceppi, nel trapanese e palermitano, nel sud della Sardegna, nel catanzarese, nel romano, nel trentino ed in Piemonte, Buffi ha un ceppo nel trentino a Tione di Trento in particolare, uno nel mantovano a Gazoldo Degli Ippoliti soprattutto, in Toscana a Firenze ed in Umbria a Nocera Umbra, Buffini è tipico del pratese, di Prato e di Poggio a Caiano, con presenze anche nel perugino, Buffino, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errore di trascrizione del precedente, Buffo ha vari ceppi, nel torinese, nel veronese e nel trevigiano, nel genovese, in Puglia nel foggiano e nel leccese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dall'aferesi del  nome medioevale Rebufus o Robufus (vedi REBUFFI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
La radice del cognome Buffa è storicamente la seguente: dal tedesco Büffel, cioè bufalo. I Büffel erano famiglie bavaresi trasferitesi in Italia, esistenti ancor oggi in Baviera con lo stesso cognome. Nel 1050 un Oddo Buffa si distingueva già come guerriero. I Buffa si stanziarono e si diffusero nella bassa Lombardia e nel Piacentino. Nel basso Medioevo i Buffa li troviamo nel Pinerolese e a Mondovì. Buffa è una frazione di Mondovì. È possibile che dalla bassa Lombardia e dal Piacentino scendessero per tutta l'Italia altre famiglie Buffa che italianizzarono il cognome Büffel in altri modi: BUFALO (Messina), BUFALO o BUFALI (Velletri), BUFALINI (Città di Castello), BUFARELLI (Velletri), BUFFERI (Genova), BUFFI (Pesaro). Buffa è presente anche in Sicilia e nel Napoletano, dove però viene dalla voce dialettale 'buffa' = rospo. Rohlfs 54
BUFFELE
BUFFELE'
Sia Buffele che Buffelè sono quasi unici e tipicamente lombardi, potrebbero derivare da un termine dialettale originato dal vocabolo bufà (soffiare) oppure dal termine buffè (credenza, dispensa), ma non si può escludere una contaminazione del termine ufelè (pasticcere), in tutti i casi sembrerebbe riferirsi al mestiere svolto del capostipite.
BUFI
BUFIS
BUFO
Bufi è tipico di Molfetta (BA), Bufis, molto molto raro,  ha un ceppo a Rodi Garganico (FG), Bufo ha un ceppo a Castiglione Messer Raimondo (TE), uno a Roma, ma il grosso ceppo è in Puglia nel barese tra Molfetta e Barletta, ed uno  Margherita Di Savoia e Cerignola nel foggiano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino bufus (rospo), dall'aferesi del nome medioevale Rebufus di cui abbiamo un esempio nel 1100: "...Rigizo qui dicitur de Pettorano et Rebufus qui dicitur Ricius de suprascripta civitate, et qui ambo dixerunt..:", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1151 in una Carta donationis: "...manus suprascripti Bernardi, qui hanc cartam donationis ut supra fieri rogavit. Signa + + + manuum Anselmi de Ozano et Alberti Bufo et item Alberti testium...".
BUGANE
BUGANE'
Bugane, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Buganè, che è tipico del bolognese, di Bologna, Monzuno, Loiano, Pianoro ed Imola, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico per lavandaia o lavandaio, indicando che questo era probabilmente il mestiere del capostipite.
BUGATTI
BUGATTO
Bugatti ha un nucleo importante a Lumezzane nel bresciano, uno nel milanese ed uno nell'anconetano, Bugatto, estremamente raro, è del genovese.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel bresciano fin dal XII° secolo, in un atto della seconda metà del 1100 vengono citati degli Heredes Petri Bugatti, nel 1200 nell'estremità occidentale della Provenza, ai confini con l'Italia troviamo in un atto: "...Actum fuit hoc .II. idus Iuni  anno Domini .M. CC. LXX. VII.  Philipo regnante B. comite Convenarum Raimundo episcopo Coseranensi Testes huius rei son Amelis de Bugato Arnaldus de Sancto Saturnino presbiteri et Arnaldus de Bugato Arnaldus Faber notarius publicus Vallis longe scripsit...", nel 1400 a Milano il pittore ritrattista Zanetto Bugatto è alle dipendenze di Francesco Sforza e decora fra l'altro la cappella delle reliquie nel Castello di Pavia.
BUGEA
BUGIA
Bugea è tipico di Agrigento, Bugia, decisamente più raro, ha un ceppo a Palma di Montichiaro nell'agrigentino ed uno a Caltanissetta, dovrebbero entrambi derivare, direttamente o tramite un'alterazione dialettale, dal nome dell'antico toponimo algerino Bugea, citato ad esempio da Matteo Bandello nelle sue Novelle: "...Dopo questi vi furono aggiunti Serreffo, gran dottore de la legge maometana, nato in Bugea, nobile cittá, ove sogliono essere le publiche scole degli studi arabici. Questa Bugea fu appo gli antichi Uzicata. ..." e di cui abbiamo traccia già negli Annales Pisani: "...Quedam alia galea de Porta Aurea Gigerim applicuit, cuius galee homines capti pro piratis ducti sunti ad Bugeam, et omnes, preter quatuor parvulos et XX alios quos fortuna liberavit, truncati sunt. Alie vero XVIIII, nescientes de aliis quid inde esset, infra XI dies Novembris Pisas cum triumpho de inimicis rediere. A. D. MCLXVII, indictione XIIII, ..", probabilmente ad indicare la provenienza del capostipite da quella città.
BUGELLA Bugella, quasi unico, è piemontese, dovrebbe derivare da Bugella, l'antico nome della città di Biella, probabilmente il paese d'origine del capostipite.
BUGELLI Bugelli ha qualche presenza nel ferrarese, nel pistoiese, nel livornese e nel grossetano, dovrebbe derivare da un nome di località il cui nome potrebbe essere derivato dal celtico buga (brughiera), probabilmente indicando così una caratteristica del luogo d'origine dei capostipiti.
BUGGE
BUGGE'
BUGGI'
Bugge è praticamente unico, così come il calabrese Buggì, Buggè, estremamente raro, è specifico dell'area reggino, messinese, dovrebbero derivare da soprannomi basati su alterazioni del termine dialettale calabro,siculo buggìa (borsetta, carniere), forse ad indicare nei capostipiti degli artigiani produttori di borse o carnieri da pesca o da caccia.
BUGGIANI
BUGIANI
Buggiani è tipicamente toscano, ha un ceppo a San Miniato nel pisano, a Carrara ed a Fucecchio ed Empoli nel fiorentino, Bugiani è tipico di Pistoia, Serravalle Pistoiese e Quarrata nel pistoiese e di Prato, dovrebbero derivare dal nome del paese pistoiese di Buggiano, probabile paese d'origine dei capostipiti.
BUGLI
BUGLIA
BUGLIAZZINI
BUGLIO
BUGLIONE
BUGLIONI
Buglia, molto raro, è tipico della zona di Frascati e Monte Porzio Catone nel romano, Bugli ha un grosso nucleo nel riminese a Rimini, Riccione e Santarcangelo di Romagna, un piccolo ceppo a Rignano Sull`Arno e nel fiorentino, Bugliazzini è specifico di Canale Monterano nel romano, Buglio, molto raro ha un piccolo ceppo ad Albosaggia nel sondriese, che potrebbe derivare dal nome del paese Buglio in Monte sempre nel sondriese, uno piccolissimo nel veronese ed uno a Catania, Buglione è ben radicato in Campania, soprattutto nel casertano e napoletano, ed in Basilicata nel potentino, Buglioni è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria e romano, dovrebbero tutti derivare, direttamente, tramite ipocoristici anche compositi, o tramite accrescitivi, dal nome medioevale Bullius di cui abbiamo un riscontro ad Arcene nel bergamasco in una Carta finis del 1157: "Carta finis, quam fecit Mazolus, filius condam Marchixi qui dicebatur Bullius, de terris quas habebat | in territorio de Baniollo, facta .MCLVII. in manu Ugonis qui dicitur Platus et quorumdam aliorum ...", ma è pure possibile una derivazione da un soprannome forse originato dal termine dialettale settentrionale buiol (sorgente calda, spesso solforosa) o anche dall'antico vocabolo italiano buglia (confusione, gazzarra), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Siena in un atto che riporta l'inventario dei beni del comune di Siena in Montemassi (GR) nel 1381, dove si legge: "... L'eredi del Buglia da Montemassi, del contado di Siena, anno terra e vignia posta nela detta cortee luoco detto nela contrata di Battifolle...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Bugli deriva probabilmente dall'antico italiano 'buglia' = moltitudine confusa di persone o cose, dal lat. 'bullare' = far bolle, ribollire, da cui anche le voci  'bugliolo', 'gar-buglio', 'sub-buglio' = zuffa, quasi bollore di più persone che fanno rumore. O forse anche da un personale latino Bullius.

stemma fornito da Juliana Buglia Magi
BUGLIANI Bugliani, tipico di Massa, Carrara ed Aulla nel massese, potrebbe essere di origini fiorentine e derivare dal nome del feudo fiorentino di Bugliano, ma molto probabilmente deriva invece da una forma arcaica del nome del paese pistoiese di Buggiano.
BUGLIARI
BUGLIARO
Sia Bugliari che Bugliaro, molto molto rari, sono tipici del cosentino, si dovrebbe trattare di cognomi di origine albanese, che potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine albanese bullgar (bulgaro o dal termine, sempre albanese, bulijar (nobile, persona di rilievo).
BUGNA
BUGNI
BUGNO
Bugna è tipico di Bersone (TN), Bugni è un cognome abbastanza raro, tipico del biellese, con un possibile ceppo secondario nel mantovano, Bugno altrettanto raro è specifico della provincia di Venezia,  dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal termine bugna (arnia, bernoccolo) o dal vocabolo bugno (cesto, qualcosa di convesso). I Bugni possedevano beni nelle Chiusure di Cremona il notaio Giuseppe Bugni, figlio o nipote di Redulfo, risultava operante nel 1270. Nel XIII° secolo a Pistoia si trova un Meo di Bugno poeta e rimatore.
BUGNOLA
BUGNOLI
BUGNOLO
Bugnola, quasi unico, sembrerebbe del veronese, Bugnoli ha un ceppo emiliano nel ferrarese a Goro, Ferrara e Comacchio ed a Ravenna ed un ceppo a Siena, Bugnolo, molto raro, è piemontese, di Novara e Gattinara nel vercellese, potrebbero derivare da nomi di località come Bugnolo nel senese, ma molto più probabilmente derivano da soprannomi basati sul termine arcaico bugnola o bugnolo (vaso di paglia usato per tenervi dentro la biada).
BUGONI Attualmente circoscritto al piacentino, zona di Nibbiano e Pianello Val Tidone (PC), dovrebbe derivare dal nome medioevale Bugo (Bugo filius quondam Arioaldi de loco Belusco anno 962) e Bugone di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale  nell'anno 1030 a Bergamo: "...Primo campo dicitur Mururano; coeret ei a mane Vualpertii, a meridie Bugoni et Algisi germanis, et est campo ipso per iustam mensuram perticas iugiales sex et tabulas quattuor...".
BUI
BUY
Bui ha un ceppo tra bergamasco e bresciano, uno uno nel ferrarese, uno tra senese e perugino ed uno romano, Buy è quasi unico, l'origine di questi cognomi è incerta, potrebbero derivare da una troncatura del nome celta Buic, da forme aferetiche di nomi come il franco Lebuin, o da alterazioni sia aferetiche che apocopaiche del nome longobardo Albuin.
BUIAN
BUIANI
Buian, quasi unico, è una forma arcaica del cognome Buiani che sembra tipico di San Giovanni al Natisone e di Udine, dovrebbero entrambi derivare dall'etnico di Buia (UD), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1213: "...Item vendo vobis aliam domum cum pertinentiis suis, quam tenet Pierus Orlandi homo quondam Teghiarii, cui ex duabus est via ex alia parte tenet Filippus et ex alia tenet Iohannes Buiani et sunt posite in dicto castello et has quas vobis vendo ego Falcone et omnia que ambo nos Falcone et Ugolinus vendimus nomine dicti Teghiarii vendimus vobis pro pretio ..:".
BUIZZA Buizza è tipicamente lombardo, specifico in particolare di Brescia e del bresciano, di Paderno Franciacorta, Travagliato, Cazzago San Martino, Ospitaletto, Rovato, Passirano e Castrezzato, di origine etimologica oscura.
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