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BULANTE
BULANTI
Bulante, praticamente unico è valtellinese, Bulanti è specifico di Morbegno, Talamona e Tartano nel sondriese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dalla forma aferetica del termine ambulante, probabilmente ad indicare che i capostipiti facessero di mestiere i commercianti ambulanti, troviamo tracce di queste cognominizzazioni in un atto del 1686 che cita un certo Battista Bulante di Talamona.
BULDREGHINI
BULDRIGHINI
Buldreghini, quasi unico è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione del pur rarissimo Buldrighini, che dovrebbe derivare dall'ipocoristico del nome medioevale Buldrico di cui si ha un esempio negli Annali Bertiniani dove si narra che "nell'anno 820 i popoli della Carniola e Carintia si diedero a Buldrico marchese o duca del Friuli" citazione tratta da Antichità italiane di Ludovico Antonio Muratori.
BULF
BULFONE
Bulf, molto raro, è tipico di Taibon Agordino (BL), Bulfone, abbastanza poco comune, è tipico friulano, della zona tra Tavagnacco (UD), Fagagna (UD) e lo stesso capoluogo, qust'ultimo potrebbe derivare dal toponimo Bulfons (UD), ma più probabilmente derivano tutti da una modificazione del nome germanico Wulf (lupo), Bulfone è da intendersi come italianizzazione dialettale del nome germanico Wolfgang.
BULFAMANTE Bulfamante, assolutamente molto raro, è decisamente siciliano del palermitano, dovrebbe derivare dal nome medioevale germanico Bulfman, forma betacistica alterata del nome Wolfman (uomo lupo).
BULGARELLI
BULGARELLO
BULGARI
BULGARINI
BULGARINO
Bulgarelli è tipico della zona tra le province di Mantova, Modena e Ferrara, Bulgarello sembra veneziano, Bulgari e Bulgarini sono del bresciano, così come il rarissimo Bulgaro, che è tipico del basso bresciano, Bulgari oltre che di Brescia è anche tipico di Manerbio, Pavone del Mella, Milzano e Pontevico sempre nel bresciano, Bulgarini invece è specifico di Pozzolengo e Desenzano del Garda, sempre nel bresciano, Bulgarino, assolutamente rarissimo, sembra cosentino, derivano, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Bulgarus di cui abbiamo un esempio nel Codice diplomatico della Lombardia medioevale in una Cartula venditionis scritta in Pavia nell'anno 1178: "...Bulgarus, filius quondam Petri Ferrarii, et Airaldus Brugnolus , qui professi sunt vivere lege Longobardorum, vendiderunt Bernardo de Montebello pro precio librarum septem denariorum bonorum Papiensium nominative casam unam...", o anche dal nome Bulgarellus, che troviamo in uno scritto del 1100: "Per idem tempus invitatus est reverentissimus Iohannes a Guilihelmo comite, qui et Bulgarellus vocabatur, et a monachis Septimensis monasterii, quatenus id sub regimine susciperet suo. ", i nomi provenivano dalla presenza di mercenari unni al seguito dei longobardi.
BULGINI Bulgini, molto raro, è specifico di Porto San Giorgio nell'ascolano, potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale bulgino (foruncolo).
BULLA
BULLI
BULLO
Bulla ha ceppi lombardi, soprattutto nel bresciano, a Roma, nel catanese e nel nord della Sardegna, Bulli ha un ceppo nel fiorentino ed uno romano, Bullo è tipico di Venezia e del veneziano, dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Bullus, Bulla di cui abbiamo un esempio in questo epitaffio: "En carnifex Bullus iacet sepultus hic, - Notus celebri in urbe furcifer nimis. - Taurus (novum est) et carnifex una iacent, - Funus cruentum! Hunc mortuum lugent viri...", potrebbero anche derivare da modificazioni dell'aferesi del nome longobardo Rebollus (vedi REBOLLO), ma è pure possibile che derivino da un soprannome legato al termine bulla (bolla, messa al bando).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BULLA: bulla è la bolla: una bubùlla de saboni = una bolla di sapone. Una bubùlla o bubulùcca de sa peddi = una grossa pustola. Sa pinjàda fait bubullas = la pentola bolle, fa le bolle. Il cognome è presente negli antichi documenti della Sardegna. Il cognome è presente nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo. Bulla Iohanne, sposo a Maria de Petra ed a Maria Campana? (90): Ego Remundu, priore de Bonarcado, fazo recordazione pro fiios de Iohanne Bulla, ki partivi cun presbiteru Orzoco de Luketas. Ipse levedi a Iorgi fiiu de Maria de Petra et ego levei  a Petru fiiu de Maria Campana. Et Gregori ladus a ladus; Bulla Petru e Bulla Iorgi sono i figli di Iohanne. Attualmente il cognome Bulla è presente in 223 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna: Sassari 59, Anela 19, Alghero 15.
BULLIRI Bulliri, quasi unico, sembrerebbe della Sardegna sudoccidentale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BULLIRI: di etimo e significato incerti. Bùlliri potrebbe derivare da bùllire, che in logudorese settentrionale è sinonimo di bullone = pollone. L'espressione bùlliri, bùlliri significa "superficialmente"; si usa  per dare significato ad un qualcosa di poco aderente, che si sta per staccare dal suo sito, da un momento all'altro.Il cognome Bùlliri è molto raro e presente in soli5 Comuni italiani, di cui 2 in Sardegna: Serramanna 6, Marrubiu 3.
BULTRINI Bultrini ha un piccolissimo ceppo a L'Aquila ed uno, molto più consistente, a Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale Bultrinus, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto delle Cronache Fermane del 1386: "MCCCLxxxvi, de mense .februarii, dominus Gentilis et Rodulfus de Camerino, cum gentibus de Camerino, expulerunt Gentilem et Berardum domini Berardi de Camerino, et combuserunt demos eorum et inceperunt guerram : qui Gentilis et Berardus habuerunt ad eorum stipendium subito Bultrinum et Grassum cum sexcentis equitibus vel circa, ut asserebant , in terra Tolentini , et fecerunt guerras ad insimul...".
BULUGGIU Assolutamente rarissimo, è tipico della Sardegna settentrionale, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale buluzu (nausea, subbuglio).
BULZI Specifico della provincia di Milano e Lodi.
BULZOMI Bulzomi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del reggino in Calabria, probabilmente del paese di Cinquefrondi.
BUONADONNA Deriva dalla forma gratulatoria Bonadomina (buona signora), è presente in tutta Italia a macchia di leopardo. Area geografica d'origine probabilmente il sud.
BUONADOSA
BUONADOSE
Buonadosa e Buonadose, quasi unici, sembrerebbero campani, si tratta probabilmente di cognomi attribuiti a dei trovatelli in epoca borbonica.
BUONANNO vedi BONANNI
BUONASPEME Buonaspeme, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del teramano, di Martinsicuro in particolare, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito in epoca medioevale ad un trovatello cui si augurava così una buona speme, cioè una buona speranza nel futuro.
BUONCAMMINO Buoncammino è estremamente raro ed è tipico del napoletano, dovrebbe derivare dal nome augurale medioevale Buoncammino, attribuito a figli cui si augurava un buon cammino nella vita.
BUONCOMPAGNI
BONCOMPAGNI
Boncompagni è tipico della fasacia che comprende la Toscana centroccidentale, l'Umbria, le province di Roma e di Rieti, Buoncompagni  è originario dell'area compresa tra le Marche e la Toscana, derivano dal nome Boncompagnus e dalla forma gratulatoria (che tu abbia buoni compagni), abbiamo un esempio di quest'uso: "...Ego, Boncompagnus video et considero, quod homo derivatus ab humo subiacet vanitati Dies Domini sicut fur venit et repente concludit,...". Personaggio importante con questo cognome è stato il cardinale bolognese Ugo Boncompagni (1502-1585) che divenne nel 1572 Papa Gregorio XIII, la cui famiglia era originaria della zona di Norcia.
BUONFIGLIO Tipico del napoletano. (vedi Bonfigli)
BUONGIORNO Deriva dal nome augurale omonimo, originario probabilmente del sud ha come zona d'elezione le Puglie, anche se è diffuso in tutta Italia.
BUONI
BUONO
Buoni, molto raro, è tipico toscano, Buono è diffuso in Umbria e in tutto il sud, derivano dal nome medioevale Buonus derivato a sua volta dal nomen latino Bonus, ne abbiamo un esempio in una lettera al podestà di Pistoia del 1432, dove si legge: "...Doni et Buonus Niccolai Buoni de Businis ...".
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Come giustamente detto, l'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Buono, che, nell'onomastica arcaica, assume un chiaro valore augurale (vedi Bona). In questo contesto, tuttavia, va notato che il cognome Buono non ha sempre un'origine italiana, per lo meno non in senso stretto: alcune di queste famiglie, infatti, sono di antica origine arbëreshë, mentre altre hanno una lontana discendenza ebraica. Nel caso arbëreshë, innanzitutto, pare che Buono traduca o l'albanese mirë o il greco kalòs, che, nelle rispettive lingue, significano appunto buono (in greco antico, a dire il vero, l'aggettivo kalòs aveva diverse sfumature, che spaziavano fra il concetto di bontà e il concetto di bellezza): fra le due ipotesi, in effetti, la più probabile è quella di un'origine arvanita (greco-albanese), se si pensa anche alla diffusione del cognome Calò nel sud Italia (vedi Calò). Passando ora alla fonte ebraica, va notato che qui bisogna distinguere fra almeno tre origini, a seconda della diversa provenienza geografica. Nel caso il cognome sia nato in Italia, infatti, è probabile che queste famiglie abbiano adottato semplicemente un cognome italiano, sulla base dell'onomastica nazionale: si tratta di un fenomeno molto frequente nei cognomi ebreo-italiani, che, in molti casi, si confondono facilmente con cognomi puramente italiani (per lo meno, in senso linguistico). In alternativa, tuttavia, è anche possibile che i Buono ebreo-italiani abbiano origini straniere, in parte ashkenazite e in parte sefardite: nel primo caso, Buono nascerebbe da una traduzione del cognome tedesco Gut, che, assieme alla variante Guth, significa letteralmente buono (questo cognome, in effetti, presenta anche una fonte ebraica, nella fattispecie ashkenazita); nel secondo caso, invece, Buono deriverebbe da un adattamento del cognome spagnolo Bueno, di evidente significato (Bueno, in questo senso, è anch'esso un cognome ebraico, sefardita nello specifico).
BUONPASTORE Buonpastore sembrerebbe specifico di Montescaglioso nel materano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome cristiano medievale Buonpastore, nato in chiaro riferimento alla figura di Gesù Cristo, il Buon Pastore (per una spiegazione più approfondita sull'origine del nome, vedi il cognome Pastore). Si tratta, dunque, della cognominizzazione del nome personale del capostipite.
BUORA
BUORO
Buora, molto raro, è oggi distribuito in misura abbastanza sporadica in tutto il settentrione, con presenze in Piemonte, in Lombardia, nel Veneto e nel basso Friuli, Buoro è specifico del trevisano, di Oderzo, Orsago, Ponte di Piave, Mareno di Piave e Pieve di Soligo, i ceppi veneti dovrebbero derivare dal termine veneziano arcaico buora o buoro (borea, vento freddo del nordest) e potrebbe stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dalle regioni austriache, le presenze piemontesi, ove, come sembra, non fossero gli esiti di migrazioni interne dal Veneto, potrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico buora (zona allagata, paludosa).
BUQUICCHIO Buquicchio è specifico del barese di Bitonto in particolare e di Bari, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del cognome albanese Bozhiqi (vedi BOCCHICCHIO).
BURANELLI
BURANELLO
Assolutamente rarissimo Buranelli, meno raro Buranello sono veneziani e derivano dal toponimo Burano (VE), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nel 1500 quando troviamo un certo Iseppo da Buran, detto Buranello, garzon de barca.
BURANA
BURANI
Burana, quasi unico, parrebbe del piacentino, Burani Sembra avere due ceppi, uno tra Modena e Reggio ed uno in provincia di Perugia, potrebbero derivare da toponimi come Burana (FE) o Burano località di Cagli nel pesarese, ma più probabilmente deriva dal nome medioevale germanico Bueren o Beuren citato ad esempio dal Guicciardini nella sua Storia d'Italia: "...Espedí adunque, Beuren, cameriere intimo e molto accetto, a notificare a' capitani la sua deliberazione e a visitare in suo nome il re di Francia,...".
BURASCA
BURASCHI
Burasca, estremamente raro, ha qualche presenza in Emilia e nelle Marche, Buraschi ha un ceppo lombardo nel milanese a Meda, Milano, Cormano e Cinisello Balsamo, a Saronno nel varesotto ed a Brescia ed Azzano Mella nel bresciano, ha presenze in Emilia, in particolare a Carpi nel modenese, ed un ceppo a Castelmassa nel rovigoto, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali, che potrebbo essere stati originati dal termine dialettale arcaico bura (terra magra), forse ad indicare chi provenisse da una zona pietrosa o arida, o dal termine dialettale medioevale burass (setaccio), che potrebbe indicare il tipo di mestiere dei capostipiti, che probabilmente utilizzavano quel tipo di strumento.
BURATO
BURATTO
Burato è tipicamente veneto, del veronese in particolare,di Montecchia di Crosara, Verona, San Bonifacio, Arcole, Belfiore, Soave ed Illasi, ma anche di Vicenza e Lonigo nel vicentino, di Stanghella nel padovano e, soprattutto, di Eraclea, Meolo, Venezia e San Donà di Piave nel veneziano, Buratto è specifico anch'esso del Veneto, di Crocetta del Montello nel trevisano, di San Donà di Piave nel veneziano e di Verona e Montecchia di Crosara nel veronese, e di Pozzonovo nel padovano, dovrebbero entrambi derivare dal termine medioevale buratto (setaccio fatto con un tessuto sottilissimo e rado chiamato buro), relativo al lavoro dei mugnai, potrebbe anche derivare dall'essere produttori del buro, cioè del tessuto per setacci. Troviamo tracce di questa cognominizzazione in un atto di compravendita stilato a Portogruaro (VE) nel 1618 da un certo Giovanni Buratto.
BURATTI
BURATTINI
BURATTINO
Buratti è molto rappresentato in tutta l'Italia centro settentrionale, Burattini è specifico della fascia centrale, Burattino, molto molto raro, è specifico di orvieto nel ternano, dovrebbero tutti aver avuto origine da soprannomi originati dal termine medioevale buratto (setaccio fatto con un tessuto sottilissimo e rado chiamato buro) relativo al lavoro dei mugnai, potrebbero anche derivare dall'essere produttori del buro, cioè del tessuto per setacci, come potrebbero in qualche caso derivare da soprannomi scherzosi. Comunque sia questi cognomi dovrebbero far riferimento ad una professione.
BURCHI
BURCHIO
Burchi è tipico dell'area emiliana, del modenese in particolare, e della toscana, nel fiorentino e nel pisano, Burchio, estremamente raro, difficile individuarne la zona di origine, potrebbero derivare dal termine medioevale burchio (imbarcazione utilizzata per i trasporti fluviali e in Adriatico sotto costa, in questo caso, normalmente dotata di due alberi), forse ad indicare che il capostipite lavorasse appunto su di un burchio.
BURDESE
BURDESI
Burdese è tipico del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, di Bra, Alba e Sommariva del Bosco, e di Torino, Burdesi è unico, dovrebbe trattarsi di una forma etnica riferita probabilmente a capostipiti originari del paese di Crociera Burdina di Bra nel cuneese.
BURDI
BURDO
Burdi è specifico di Bari e Bitetto nel barese, con presenze significative anche a Gravina di Puglia e Binetto, sempre nel barese, Burdo, molto raro, sembra tipico della zona tra barese e materano, soprattutto nella zona di Andria (BA) e di Montescaglioso (MT), dovrebbero derivare dal praenomen latino Burdus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide di epoca romana: "M(arcus) Valer(ius) / M(arci) f(ilius) / Burdo / Valeriae / Inventae / coni(ugi) pientis(simae) / et Valeriis / Secundo / Valeriano / Invento / collibertis / vi(vis) et sibi".
BUREI
BURELLI
Molto raro Burei è sicuramente veneto sembrerebbe circoscritto al trevisano con una concentrazione significativa a Spresiano (TV), dovrebbe essere un'alterato di Burelli, che ha un ceppo a venezia ed uno nell'udinese a Fagagna, Dignano e Rive d'Arcano, potrebbero derivare da toponimi come Bure nel veronese, ma, molto più probabilmente, derivano da soprannomi originati dal termine veneto arcaico burèlo (sorta di cilindretto di legno a punta ovoidale usato dai carpentieri).
BURGASSI
BURGAZZI
Burgassi è tipicamente toscano, in particolar modo di Firenze e Greve In Chianti (FI), Burgazzi è tipico di Piacenza e del piacentino, di Fiorenzuola d`Arda, Cortemaggiore, Ponte dell`Olio e Vigolzone, dovrebbero derivare da nomi di località come Burgazzi di Vernasca (PC), tracce del cognome Burgassi si trovano nel pisano già dal 1500. (vedi Borghi)
BURGHESU Burghesu, tipicamente sardo e molto raro, ha un piccolo ceppo a Bonorva nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BURGHESU: proveniente dal centro abitato e/o castello di Burgos. Burgos attualmente è un piccolo centro abitato di 1051 abitanti, della provincia di Sassari, in regione Goceano,  a 500 m. s.l.m.; di cui è frazione Foresta Burgos, una delle più belle foreste dell'isola (visitare per credere). Il castello della Burgos sarda, che si erge a un lato del centro abitato, fu edificato, secondo Vittorio Angius, collaboratore sardo del Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S. Maestà il re di Sardegna di Goffredo Casalis, del 1841, nel 1134 per volere del re di Torres  Gonnario II de Lacon -Gunale al suo ritorno da Pisa. Il toponimo, a nostro giudizio, non deriva direttamente dal latino burgus, come osservano alcuni linguisti, bensì dalla città spagnola di Burgos, oggi centro e capoluogo della omonima provincia, della regione autonoma spagnola di Castilla y Leòn, città famosa per la sua cattedrale, una delle più belle e significative dell'architettura gotica. Negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna non abbiamo trovato il cognome Burghesu, ma figura fra Giacomo de Burgos, (sarda o spagnola?), dell'Ordine di sant'Agostino, eletto vescovo di Bisarcio (diocesi scomparsa), nel 1394, dall'antipapa Benedetto XIII° . Fra Giacomo de Burgos forse non occupò mai la diocesi, che nel 1412 vide insediato il suo successore Cristoforo Jadra (Di.Sto.Sa. di F. C. Casula). Attualmente il cognome Burghesu è presente in 13 Comuni italiani, di cui 5 in Sardegna (centro nord): Bonorva 18, Cossoine 5, Sassari 3, Bosa 3, Pozzomaggiore 2.
BURGHI
BURGIO
BURGO
Burghi è quasi unico, forse del centro Italia, Burgio è tipicamente siciliano, dove è molto diffuso in tutta l'isola, in particolare a Palermo e nel palermitano, nell'agrigentino, nel nisseno, nel ragusano, nel siracusano e nel catanese, Burgo, decisamente meno comune, ha un ceppo nel siracusano ed uno nel catanzarese e cosentino, dovrebbero derivare dal termine germanico burg (villaggio) e starebbero probabilmente ad indicare che i capostipiti fossero originari di un agglomerato agricolo, l'ipotesi più probabile è però che derivino dal cognome francese arcaico Burgeos, Burgeoise, e che siano quindi giunti in Sicilia con gli angioini, molto meno probabile un collegamento con il nome germanico Burgwin.
BURGNICH Burgnich, molto molto raro è tipico della zona di Ruda e Cervignano del Friuli (UD), dovrebbe essere di origini slovene e derivare da Bergnach a sua volta derivato dal nome latino Bernardus.
BURICHETTI
BURICO
BURRICO
Burichetti è toscano, con un piccolo ceppo a San Giuliano Terme nel pisano, Burico sembrerebbe umbro, di Castiglione del Lago (PG) in particolare, Burrico è quasi unico, dovrebbe derivare da un soprannome, o da suoi ipocoristici, legato al termine tardo latino buricus (puledrino), forse conseguente ad una struttura fisica particolarmente minuta o all'attività di allevatore di cavalli.
BURLA Originario dell'area compresa tra Lazio ed Umbria
BURLO
BURLOVICH
BUROLO
Molto molto raro Burlo ha un ceppo nel torinese ed uno triestino, Burolo, estremamente raro, è triestino, dovrebbe derivare dal personale latino Burolus.
integrazioni fornite da Denis Burolo
Cognome triestino molto raro di origine istriana, nella fattispecie dalla zona di Umago (Croazia) il qual comune ebbe in feudo Matterada e Carso, poi il suo territorio si estese comprendendo Petrovia, San Lorenzo, Bassanìa, Zambrattìa, Metti, Momo, Frattizzi e BUROLI. Località quest'ultima già documentata sin dal 1614 con il nome di Contrà Borlovichio ( conosciuta anche come casale dei Burlovich) ove vi era una stanzia (podere con casa colonica) di proprietà di tale Matteo Borlovichio. Il cognome inizia ad affermarsi come BUROLO verso la fine del 1700 ove è sicuramente documentata la presenza in Matterada di tale BUROLO Maria (1778-1840) moglie di COSLOVICH Thomas e successivamente con BUROLO Zuane (1806) per affermarsi definitivamente nel 1833, contestualmente alla presenza nella zona dell'Umaghese, dell'ultimo BURLOVICH tale Antonio figlio di Antonio dei Buroli. Eventi questi che sono il risultato di una lenta evoluzione del originario cognome triestino BURLO o de BURLO (dapprima signori, poi conti palatini ed infine baroni estinti come ramo nobile nel 1918 con la morte del Barone Antonio de BURLO), già riportato nel 1246 nel novero della "Vetustae Nobilitatis Tergestina Congregatio" con la presenza di Tebaldo Burlo (peraltro proprietario di terre e di una casa colonica ad Umago) figlio di Dominici e padre di Arno o Arnaldo, il quale viene indicato in alcuni scritti del 1291 come "mercator" o "peregrinus" e che sembrerebbe commerciasse il sale dal Mare alla CARNIOLA, regione questa della odierna Slovenia in cui si individua nella località di Castelnuovo d'Istria un punto di partenza per l'espansione della famiglia Burlo nell'Istria croata, avvalorata dalla presenza di tale Catarinus Burlo, che nel 1428 risulta essere uno dei dodici che insieme al capitano e Giudice avranno a nominare il Capitano di Castelnuovo dei Carsi (oggi d'Istria), pel comune di Trieste. Qui il Catarinus sembra stabilirsi con la famiglia e divenire successivamente anche lui Capitano di Castelnuovo d'Istria e da qui inizia pure la slavizzazione del cognome in Burlovic/Burlovich diffondendosi così verso i primi del 1600 nella zona del Umaghese ove come già preaccennato il cognome inizia ad assumere diverse varianti quali Borlovicchio (1614), Burol (1629), Borlo (1744) ed infine Burolo (1778) il quale quindi, non è altro che un riadattamento romanzo-istriano di Burlovich/Burlovic e che a sua volta è la slavizzazione di Burlo originariamente indicante un "burlatore, burlone" oppure un "grassottello" (borlo) oppure nel personale germanico di Buro/Burilo o infine nel personale latino di Burriolus/Burolus. Va evidenziata la presenza già dal 1700 ad Ercsi nella regione dello Fejer (Ungheria centrale) di una propaggine, nella forma slavizzata di BURLOVIC/BURLOVICH/BUROLOVIC/BUROLOVICH, dei Burlo/Burolo, si consideri a riguardo che la Corona d'Ungheria nel 1687 viene ereditata dagli Asburgo già protettori di Trieste dal 1382 e che il Fejer è da sempre al centro di vie commerciali che proseguono verso sud-ovest nella penisola balcanica.
BURLOTTI
BURLOTTO
Burlotti, molto raro, è specifico dell'area bresciana, in particolare di Sale Marasino e Darfo Boario Terme, Burlotto, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area novarese e verbanese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine dialettale burlott (tappo della botte, ma anche persona piccola e grassottella), potrebbe anche trattarsi di forme ipocoristiche derivate dal nome latino Burolus, sembra invece che nessun collegamento possa esserci con il termine italiano arcaico burlotto o brulotto (piccola imbarcazione piena di materiale infiammabile utilizzata per tentare di bruciare le navi nemiche).
BURNELLI Burnelli ha un ceppo a Bologna e Molinella (BO) ed uno a Perugia, dovrebbe derivare da una modificazione per metatesi del nome Brunellus
BURO La derivazione dovrebbe essere dal termine buro (tessuto sottilissimo e rado) quindi al fatto di essere produttori del buro. Ha due aree d'origine, la provincia di Verona e la Campania. 
BURRO
BURRONE
BURRONI
Burro è caratteristico del veronese, di Verona, Mezzane di Sotto, Ronco d'Adige, Tregnago e San Martino Buon Albergo, Burrone ha un ceppo principale nell'alessandrino a Parodi Ligure e Novi Ligure, un piccolo ceppo a Garlasco nel pavese ed uno a Genova, ha anche un piccolissimo ceppo nel napoletano, Burroni ha un piccolo ceppo nel pavese a Voghera, Romagnese, Vigevano e Pavia, un piccolo ceppo a Genova e La Spezia, ma il ceppo più consistente è in Toscana, nel senese a Siena, Monteroni d'Arbia, Sovicille, Castelnuovo Berardenga, Asciano, Monteriggioni e Sinalunga, nell'aretino ad Arezzo, Cortona e Castiglion Fiorentino, a Firenze ed Impruneta nel fiorentino, a Livorno ed a Grosseto, queesti cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale longobardo Burro, Burronis, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta donacionis dell'anno 1166 a Lambrate nel milanese: "In nomine Domini. Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo sexageximo sexto, quarto die mensis ianuarii, indicione quartadecima. Hospitali pauperum de Brorio civitatis Mediolani ego in Dei nomine Ambrosius filius quondam Baiguerii qui dicebatur de Vicomercato, de Mediolano, qui professus sum lege vivere Longobardorum, dono et offero in suprascripto hospitale .... Quia sic decrevi mea bona voluntas pro salute anime mee et patris et matris mee. Actum in burgo Lambrate. Signum + manus suprascripti Ambrosii qui hanc cartam donacionis et offersionis ut supra fieri rogavit. Signum + + + manuum Burronis Dionisii, Amizonis qui dicitur Cigada, Cazurani testium. Ego Lanfrancus notarius sacri palatii tradidi et scripsi.", troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Firenze fin dal 1400 con un certo Franciscus Burrone.
BURZA
BURZO
Burza ha un ceppo a Cosenza e nel cosentino, Burzo ha un ceppo a Pisticci nel materano ed uno a Napoli ed a Montesano sulla Marcellana nel salernitano, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome medioevale Borsus, ricordiamo Borso d'Este primo Duca di Modena e Reggio nel 1452, in alcuni casi potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino bursa (borsa per contenere denari) probabilmente ad indicare lo stato di benestante del capostipite: "Bursa vacans aere vetat inter vina sedere", è anche possibile una derivazione dal toponimo turco Bursa.
BURZI
BURZIO
Burzi sembra avere un ceppo bolognese ed uno aretino, Burzio è tipicamente piemontese, tra torinese e cuneese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Burtius, tracce di queste cognominizzazioni le abbiamo nella seconda metà del 1400 con il musicista e scrittore parmense Nicolaus Burtius,
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Burzio è un cognome prevalentemente del torinese e cuneese, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Tiburzio.
BUS Molto molto raro, è tipico della zona di confine della Val d'Aosta con il biellese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome germanico Boso, ma può anche derivare da una contrazione del cognome savoiardo Bussey.
BUSA Busa ha il ceppo più importante nel vicentino, con un ceppo secondario nel ravennate, uno piccolo nel cosentino ed uno nel nord della Sardegna. Il cognome, che sembra essere di origine vicentina, dovrebbe far riferimento alle caratteristiche della località di provenienza del capostipite, quello della buca, transitando dalla voce dialettale veneta busa (buca, ma anche località situata in basso).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BUSA: il cognome Busa, pur presente in 99 Comuni italiani, può contare su ceppi di scarso numero. In Sardegna lo troviamo in 7 Comuni: Sassari 18, Santa Giusta 6, Cagliari 5, etc. I ceppi più consistenti (si fa per dire) delle altre regioni d'Italia li troviamo a Messina 17, a Corigliano Calabro 10, a Chivasso 8 (Piemonte), a Monza (Lombardia), a Roma 7. In Sardegna is busas sono i ferretti per fare le calze, quindi il cognome potrebbe essere legato al fabbricante di buse, o al mestiere di fare le calze. Crediamo che il vocabolo sia siciliano e derivi dall'arabo bûs, che corrisponde ad una cannuccia, tratta dall'arundo aegyptiaca (canna egiziana), che serviva appunto per fare le calze, sostituita poi dal ferretto. Ancora oggi i ferretti sono chiamati busas o buse in Sardegna e Sicilia. È probabile che il cognome si sia poi divulgato nel resto d'Italia, più dalla Sicilia che dalla Sardegna; o che sia addirittura arrivato dalla Sicilia anche qui nell'isola sarda. Per ora non sappiamo altro.
BUSA' Busà è tipicamente siciliano, del messinese e del catanese,  dovrebbe derivare da un soprannome basato sul vocabolo arabo bûs (cannuccia utilizzata a coppie per fare la maglia delle calze), indicando così forse che i o le capostipiti producessero calze, magari utilizzando come ferri quel tipo di canne. (vedi anche BUSA)
BUSAGLIA
BUSSAGLI
BUSSAGLIA
Bussagli è tipicamente toscano, ha un ceppo a Poggibonsi nel senese, uno a Volterra nel pisano, uno a Certaldo nel fiorentino ed uno a Piombino nel livornese, Bussaglia ha un ceppo a Pergola ed a Fano nel pesarese ed uno a Roma, Busaglia, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, potrebbero derivare dal nome della località di Bussaglia in Corsica, secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece da alterazioni dialettali del nome medioevale germanico Bussa, Busso, di cui abbiamo un esempio d'uso: "...Magna suae Busso pondera laudis habet. Marchia tunc equitum quo dicitur usa magistro, Opposuit patriam cum Pomeranus opem. Alvensleviacam quod si velit ordine gentem Verba ligans numeris Musa referre meis: Ilias est magno sua condita qualis Homero, Moliri temere tale viderer opus. ..".
BUSALACCHI Busalacchi è tipico di Palermo, potrebbe derivare dal nome della località libica Sidi Bu Salah nei pressi di Bengasi.
ipotesi suggerita da Carlo Barbieri
il cognome potrebbe derivare dall'arabo Abu Salah o Bu Salah.
BUSAN
BUSANA
Busan, assolutamente rarissimo, potrebbe essere friulano, Busana sembra tipico del trentino, ma con ceppi non secondari anche nel padovano e nel reggiano dove dovrebbe derivare dal toponimo Busana (RE), tutti gli altri ceppi, secondo un'interessante ipotesi deriverebbero dall'etnico busii (popolazione gallica), ma è pure possibile che derivino dal nome Busius, modificazione del nome germanico Boso (Bosonis) o Buso (Busonis), o da altre località con un simile nome, come il castello che ad esempio viene citato da Ammiano Marcellino del IV° secolo: "...cum prope castella Romana venisset, quorum unum Reman, alterum Busan appellatur...".
BUSATI
BUSATO
BUSATTI
BUSATTO
Busati, assolutamente rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione di Busato, che è tipico del Veneto, dove è molto diffuso ovunque, come la forma Busatto, solo un attimo meno diffusa, Busatti è invece specifico di Ferrara, si dovrebbe trattare di tipiche forme patronimiche, con terminazione in -ato o -atto le venete ed in -atti le emiliane, del nome Boso (vedi BUSI), modificato dal dialetto in Buso, probabile nome del padre del capostipite. Di queste cognominizzazioni si hanno tracce a Martellago (VE) fin dalla prima metà del 1400.
BUSCA Sembra avere un nucleo in Piemonte con un ceppo originario nel biellese ed uno nel cuneese, uno nel milanese ed uno nel Pesarese, può derivare da toponimi come Busca (CN) o Buscate (MI) ma in alcuni casi deriva da soprannome legato al vocabolo bosco, cioè di uno che fa il boscaiolo od abita nei pressi o all'interno di un bosco o ci ha comunque a che fare.  Tracce molto antiche di questa cognominizzazione si hanno in un atto di vendita datato 15 dicembre del 1141 a Morimondo (MI), dove si legge: "...Baldo, filio quondam Martini argenti denariorum bonorum Papiensium libras duodecim, finito pretio, pro casa una murata et tuvata cum area sua et curte uno tenente, iuris nostri, quam habere visi sumus intra hanc Ticinensem civitatem, in porta Pertuso, prope ecclesiam Sancte Eufemie>; coheret ei: a meridie Maraboti de Volta, ab aquilone et sero Ricard Busca, a mane via publica sive ibi alia sint coherentia, omnia cum omnibus ad ipsam casam et curtem cum areis suis pertinentibus, inintegrum; quam autem suprascrip>tam casam et curtem cum areis suis iuris nostri superius dictam, una cum accessionibus et ingressibus seu cum superioribus et inferioribus suis, qualiter supra legitur, inintegrum, ab hac die tibi cui supra Baldo pro suprascripto pretio vendimus, tradimus et mancipamus, nulli alii venditam, donatam, alienatam, obnoxiatam vel traditam nisi tibi, et fatias exinde a presenti die tu et heredes tui aut cui vos dederitis, iuris proprietario nomine, quicquid volueritis, sine omni nostra et heredum nostrorum contradictione....".  Nel 1700 a Ceriano (MI) si trovano i Marchesi Busca, il marchesato di Busca risale al  XII° secolo derivando dalla spartizione dei territori posseduti dal Marchese Bonifacio Del Vasto .
BUSCAGLIA
BUSCAGLIONE
BUSCAGLIONI
Buscaglia è tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese, l'alessandrino e la Liguria centrale, Buscaglione, abbastanza raro, è tipico del biellese, Buscaglioni, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, derivano da soprannomi originati o da toponimi contenenti la radice Bosco o dal nome di località individuabili con il nome medioevale di buscalia, come si può leggere in una Carta commutationis del 1024 a Brescia: "...buscalia est tabulas quattuor centi quadrainta ...".  Il Casato dei Buscaglia si espresse a Milano nel 1500 con il sovrintendente di Polizia Pietro Francesco il cui figlio venne fatto Cavaliere di Santo Spirito di Toscana, nel 1600 acquisì il feudo di Lamagna, nel 1661 Filippo IV° di Spagna concesse loro il rango nobiliare di Marchesi.
BUSCEDDU
BUSEDDU
Busceddu è tipico di Castelsardo (SS), Buseddu, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona di Alghero (SS), dovrebbero derivare da un soprannome originato da una modificazione dell'ipocoristico del termine sardo buscia (borsa) con il significato di borsellino ad indicare forse una particolare disponibilità finanziaria del capostipite.
BUSCEMA
BUSCEMI
BUSSEMI
Buscema è tipico della Sicilia meridionale, del catanese, siracusano e ragusano in particolare, Buscemi è specifico di tutta la Sicilia, Bussemi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, sono tutti cognomi di origine araba derivando dal toponimo Buscemi (SR) e dalla sua forma arcaica Bussema o Buscema.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Buscemi ha un'altissima frequenza in tutta la Sicilia orientale. Deriva dall'arabo: abu-samah = dal grosso neo. Cfr. G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Palermo, 1984, p.55
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'alta frequenza nel territorio siciliano. Da una parte, infatti, è piuttosto probabile una connessione col toponimo siracusano Buscemi, d'indubbia origine araba (dovrebbe trattarsi di un toponimo prediale). D'altra parte, però, va detto che in molti casi questi cognomi derivano direttamente dal nome medievale Buscema o Buscemi, l'italianizzazione cioè del personale arabo Abu Shama, che può essere tradotto come l'uomo dal neo o dalla voglia (uno dei tanti epiteti, cioè, del Profeta Maometto): in questo contesto, infatti, il termine shama fa riferimento a quello che i musulmani chiamano il Sigillo della Profezia (Khatam An-Nubuwwa), che consiste in un neo o in una voglia che Maometto portava sulla schiena, probabilmente in mezzo alle spalle; secondo un'interpretazione tratta dalla Bibbia, infatti, i musulmani ritenevano che l'Ultimo Profeta si sarebbe contraddistinto proprio tramite un segno portato sulla spalla (il verso, tratto da Isaia 9:6, cita "ci è nato un Bambino, ci è dato un Figlio: e il governo sarà sulla sua spalla"); per questo motivo, allora, lo shama che Maometto portava presso la spalla venne visto come la prova fisica e concreta della Sua Elezione, il vero e proprio Sigillo della Profezia (per saperne di più, vedi il sito http://answering-islam.org/Index/S/seal_of_prophethood.html). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti (in relazione al toponimo siciliano Buscemi).
BUSCETTA
BUSETTA
Buscetta è tipicamente siciliano, di Palermo e di Mazara del Vallo nel trapanese, Busetta è anch'esso specifico della Sicilia, di Palermo e del trapanese, di Pantelleria, Marsala e Trapani, dovrebbero entrambi essere di origini arabe e derivare dall'espressione araba Bu'sh Sayid (padre di Sayid).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Buscetta è cognome siciliano. Per Rohlfs 55 viene dalla voce siciliana 'buscetta' = pennello.
BUSCHETTU Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della provincia di Oristano, potrebbe derivare da un nome di località.
integrazioni fornite da Anna Maria Buschettu
L'origine del cognome  sardo Buschettu,potrebbe essere dal cognome catalano Busquets tipico di Barcellona e di Maiorca. Nel 1410 un Raimondo Busquets era responsabile delle rendite reali, mentre il figlio Tommaso fu consigliere del Castello.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BUSCHETTU: buscu, buschettu = bosco, piccolo bosco - italianismo. Non l'abbiamo ritrovato nelle carte antiche in nostro possesso, ma nella storia amministrativa di Cagliari figurano due Busquets (di origine catalana): Raimondo Busquets, 1410 e Giovanni Busquets, consigliere capo, 1535 - 1541 - 1545. Attualmente il cognome è presente in 7 Comuni italiani, di cui 5 in Sardegna: Palmas Arborea 21, Sassari 9, Cabras 6, etc.
BUSCICCHI
BUSCICCHIA
BUSCICCHIO
BUSICCHIO
Sia Buscicchi che Buscicchia sono quasi unici, Buscicchio è specifico della Puglia, di Lecce, Monopoli nel barese, Brindisi, Taranto e Foggia, Busicchio, assolutamente rarissimo, è quasi certamente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, i cognomi Buscicchio, Busicchio, etc nascono dall'italianizzazione del cognome albanese Bozhiqi, sul cui significato si possono trarre almeno due ipotesi. Da una parte, innanzitutto, non è esclusa una connessione con la toponomastica albanese e, in particolar modo, con la località di Bozhiq o Bozhiqi (anche nota come Bardhaj), che si colloca nella prefettura di Lezhë. Più probabilmente, però, va notato che Bozhiqi dovrebbe essere un cognome slavo-albanese - soprattutto se si considera il suffisso -iqi (tipica albanesizzazione del suffisso slavo -ić) - e, in questo caso, l'ipotesi più probabile è che si tratti di un adattamento del cognome slavo Bozić, presente dal nord al sud della ex Jugoslavia (per una spiegazione più approfondita, vedi Bozic).
BUSET
BUSETT
BUSETTI
BUSETTO
Buset è caratteristico di Pordenone e di Pasiano di Pordenone ed Aiello del Friuli nel pordenonese, Busett, praticamente unico, è anch'esso del pordenonese e dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, , Busetti ha un ceppo lombardo nel bergamasco, uno in Trentino ed uno tra trevisano, pordenonese e veneziano, Busetto è tipicamente veneto, di Venezia in particolare, con presenze, digran lunga inferiori, ma comunque significative anche a Chioggia, Martellago, Spinea, Cavallino, Marcon e Scorzè nel veneziano, a Padova, a Pieve di Soligo, Gaiarine e Mogliano Veneto nel trevisano ed a Legnago nel veronese, e nel basso Friuli, nel pordenonese, a Pordenone e Sacile, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali o alterazioni italianizzanti, dal nome di uno dei sestieri di Pellestrina, un'isola della laguna di Venezia, chiamato appunto Busetti, il cui nome si è originato dal termine veneto buseto (buchetto, ma anche nascondiglio), vocabolo che può aver dato luogo anche a soprannomi, indipendentemente dal fatto che i capostipiti provenissero dall'isola di Pellestrina.
BUSI
BUSO
BUSON
BUSONE
BUSONI
Busi è molto diffuso sia in Lombardia che in Emilia, Buso è specifico del Veneto, del padovano, veneziano e trevigiano in particolare, Buson è tipicamente veneto, in particolare del padovano, del vicentino e del rovigoto, Busone è praticamente unico, Busoni sembra specifico della fascia che da Firenze arriva a Livorno, potrebbero tutti derivare da una variazione del nome germanico Boso declinato Bosoni (vedi Busan).  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nel 1541 con il milite Stepano Busi tra le forze della Repubblica Veneta sotto il comando del capitaneo Alessio Gambiera. Personaggi di rilievo sono stati il pittore Giovanni Busi (1480 circa - ? 1547) originario della Val Brembana ed il compositore Ferruccio Busoni (1866-1924).
BUSILACCHI
BUSLACCHI
Busilacchi, abbastanza raro, è specifico di Loreto nell'anconetano, Buslacchi anch'esso rarissimo, è tipico di Novara, si dovrebbe trattare di forme cumulative (quelli dei) in -acchi riferite ad una variazione dialettale del cognomen latino Bucius o Buccius, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati  dal termine busillis (problema spinoso e di difficile soluzione, punto cruciale).
BUSILLI
BUSILLO
Busilli, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Busillo, che è tipicamente campano, del salernitano in particolare, di Campagna, Eboli e Battipaglia, le ipotesi possibili circa l'origine di questo cognome sono tre, la prima è che possa trattarsi di una forma ipocoristica dialettale del nome germanico Boso (vedi BOSELLI), la seconda e che possa derivare da un soprannome originato dal termine busillis (problema), divenuto busillo per alterazione dialettale, la terza ipotizza possa trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello da qualche funzionario di orfanotrofio borbonico.
BUSINAROLO Businarolo, molto raro, è specifico del padovano, di Este e di Sant'Elena in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale padovano arcaico businar (fischiare, zufolare), forse a sottolineare un'abitudine del capostipite, termine che a sua volta si è originato dal termine latino buccina o bucina (strumento bronzeo a fiato usato dalle legioni romane per segnalazioni, come precursore della tromba).
BUSINELLI
BUSNE'
BUSNELLI
Busnè è tipicamente milanese e lodigiano, Busnelli è specifico dell'area che comprende il milanese, il varesotto ed il comasco, Businelli, assolutamente molto molto raro, è dell'area lombardoveneta, potrebbero derivare dal vocabolo dialettale lombardo büseree il cui ipocoristico era büsnèll o businell che indicava lo scaccino (chi spegne le candele in chiesa e provvede anche a mantenere pulito il pavimento della chiesa).
BUSIOL
BUZIOL
Molto rari sono entrambi specifici del trevigiano, dovrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche della località di origine.
BUSOLIN Busolin, tipico dell'area veneziana e padovana, di Noale e Venezia nel veneziano e di Trebaseleghe e Camposampiero nel padovano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine veneto busolin (piccolo buco).
BUSONERA
BUSONERO
Busonera è specifico di Cagliari e del cagliaritano, con un piccolo ceppo anche a Sassari ed a Sant'Antioco nell'iglesiente, Busonero è invece specifico di Monte Argentario e Grosseto nel grossetano, dovrebbero derivare da soprannomi, anche di origine spagnola,. la buzonera in catalano è la chiavica o pozzo nero, termini probabilmente usati per definire il mestiere di chi si occupava della pulizia di questo tipo di scarichi.
BUSSADORI Bussadori ha un piccolo ceppo a Genova, con presenze nel mantovano e nel modenese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale bussador (scavabuche), originato dal mestiere dei capostipiti, probabilmente degli scavatori o manovali addetti a scavare buche.
BUSSO Si individua un nucleo importante tra il torinese ed il cuneese ed uno nel Veneto, potrebbe derivare dal vocabolo latino bussus che sta per boscus (bosco) come potrebbe derivare dal toponimo Bussoleno (TO) o Bussolino (TO) e per il ramo veneto da Bussolengo (VR). Personaggio famoso fu il pittore Aurelio Busso (nato attorno al 1500), discepolo di Raffaello e rinomato affrescatore di palazzi a Roma, a Genova e anche a Crema.
BUSSOLA
BUSSOLI
BUSSOLIN
BUSSOLINI
BUSSOLINO
BUSSOLO
BUSSOLON
Bussola sembra avere un nucleo principale nel veronese, uno nel napoletano ed uno nel barese, Bussoli decisamente raro ha un ceppo nel reggiano e modenese ed uno tra Abruzzo e Molise, Bussolin è decisamente veneto, di Monselice e Tombolo nel padovano e di Venezia, Bussolini, molto molto raro, ha un piccolo ceppo a Pavia, ed uno nel perugino a Perugia, Corciano e Magione, Bussolino è decisamente piemontese, di Torino e del torinese e dell'astigiano, di San Martino Alfieri, San Damiano d'Asti ed Asti, Bussolo molto molto raro parrebbe avere due nuclei, nel padovano e nel torinese, Bussolon è caratteristico di Padova, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite modificazioni ipocoristiche o accrescitive, anche dialettali, dal soprannome medioevale bussulus (piccolo bosso), forse collegato con la lavorazione del legno di bosso da parte del capostipite, il soprannome successivamente acquisì caratteristica di nome, bisogna comunque considerare che abbiamo tracce di un nome tardo latino Bussulus, citato in un'iscrizione ritrovata alla base delle Alpi Cozie, tracce di queste cognominizzazioni si trovano a Milano con un tale Petrus Bussulus Mediolanensis, o anche a Vignola nel modenese fin dal 1500.
BUSSOLETI
BUSSOLETTI
BUSSOLETTO
Bussoleti, laziale, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione di Bussoletti, che ha un piccolissimo ceppo a Senigallia nell'anconetano, uno a Narni e Terni nel ternano, ed uno a Roma, a Cave e Velletri nel romano, Bussoletto, quasi unico, è veneto, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine medioevale, di origini bizantine, bussoletus, o busoletus (ostensorio composto da un vaso di cristallo contenuto all'interno di un vaso metallico o eburneo, spesso dorato ed istoriato).
BUSSOLOTTI
BUSSOLOTTO
Bussolotti è molto raro, sembra avere oltre al nucleo mantovano, anche un ceppo nell'anconetano, Bussolotto ancora più raro sembra avere un ceppo nel padovano ed uno nel maceratese, dovrebbero derivare da soprannomi.
BUSSU Bussu è molto diffuso in tutta la Sardegna, ma particolarmente nel nuorese ad Ollolai, con presenze significative anche a Nuoro, Orani, Orotelli e Gavoi, a Sassari, nell'oristanese ad Abbasanta e Oristano,, a Guspini in Medio Campidano, e ad Olbia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BUSSU: bùsu, bùsulu, bùssu, bussulu = bosso, bossolo (arbusto della macchia mediterranea); dal latino buxus. Come cognome non è presente nei documenti antichi. Attualmente è presente in 84 Comuni italiani, di cui 44, in Sardegna: Ollolai 196, Sassari 65, Nuoro 50, Abbasanta 21, Oristano 20, Cagliari 16, Guspini 14, etc.
BUSTI Busti sembra avere più ceppi, nel milanese a Busto Garolfo in particolare, ceppo che dovrebbe derivare proprio da questo toponimo o da quello di Busto Arsizio (VA), nel veronese, nel perugino ad Assisi ed a Perugia e nel Salento a Gallipoli (LE). Un principio di questa cognominizzazione la troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale all'anno 1181: "...consensu et parabola Ottonis et Designati et Iacobi, qui omnes dicuntur de Busti...", nella seconda metà del 1400 è un cognome consolidato, come dimostra la presenza di un Guido Antonio Busti in qualità di canonico a Parabiago ed a Gorgonzola.
BUSURGI Molto raro è tipico della zona dello stretto di Messina, dovrebbe derivare da un modo di dire latino boves urgere (spingere i buoi) ed essere pertanto riferito ad un'attività di mandriano.
BUTELLI
BUTI
BUTINI
Butelli, tipicamente toscano, ha un ceppo a Prato ed uno a Grosseto, Buti, decisamente toscano, è molto diffuso in tutta la regione, in particolare a Firenze, Sesto Fiorentino, Calenzano e Fucecchio nel fiorentino, a Buti, Santa Maria a Monte e Santa Croce sull'Arno nel pisano, a Livorno e Rosignano Marittimo nel livornese, a Siena, a Follonica nel grossetano, a Viareggio nel lucchese ed a Prato, Butini, anch'esso tipicamente toscano, è specifico di Siena, Firenze e del fiorentino a Greve in Chianti e Impruneta, e dell'aretino a Cavriglia, e San Giovanni Valdarno, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere da forme sincopate del nome Benvenutus e da suoi ipocoristici, in alcuni casi può però derivare dal toponimo pisano di Buti, o da quello di Buto nello spezzino, dell'uso di questa forma contratta Butus o Buto abbiamo un esempio nel 1338 nei Documenti pistoiesi: "..Comperamo da Buto Baldi due anella uno diamante l'altro smiraldo gostorono a piccioli fior. II d'oro e sol. XXV.." o anche nei Documenta eugubina in un testamento del 1341: "..dicens: quod in millesimo CCCXLI, de mense decembri, Masscius Hoscy de Eugubio et quarterio S.ti Petri, suum de iure vallidum condidit testamentum, in quo, inter cetera per dictum testatorem disposita, reliquit D.ne Andriole Hoscy, eius sorori, quoddam suum podere et possessiones, que habet in villa Ansciani et in villa Montis Bertii, fines, a primo [latere], via sive foce thiani; a secundo Landolus Bicci, tunc et nunc eius successor; a tertio Butus Aiutoli, et a quarto res ecclesie S.ti Felicismi et ecclesie S.te Crucis; donec ipsa visserit, et post eius obitum deveniant dicte res in Nicolellum Cole, filium dicte D.ne, si supervisserit; et si non supervisserit, deveniant in D.num Francischum, si supervisserit; et si non supervisserit, reliquit dictas res loco Fratrum S.ti Agustini pro quadam capella construenda et edificanda in dicta ecclesia ad honorem Dei et sue matris Virginis Marie..".
BUTERA Butera ha un grosso ceppo nel catanzarese ed uno ancora più importante nella Sicilia centroccidentale, soprattutto nel trapanese, palermitano, agrigentino e nisseno, potrebbero derivare dal toponimo Butera in provincia di Caltanissetta, ma è pure possibile che derivi da un'italianizzazione del nome arabo Abu Tir, o anche dal mestiere del capostipite espresso dal vocabolo arabo butirah (pastore) o anche dal vocabolo greco boutyras (venditore di burro).
BUTTA
BUTTI
Entrambi tipicamente lombardi, Butta è specifico dell'area bergamasco, lecchese, di Calolziocorte e Lecco nel lecchese e di Cisano Bergamasco, Palazzago, Pontida e Treviolo nel bergamasco, Butti, molto più diffuso, oltre al ceppo lombardo, molto consistente soprattutto a Como ed a Valmadrera nel lecchese, con ottime presenze anche a Milano, San Fermo della Battaglia, Carlazzo, Porlezza, Cavargna e Maslianico nel comasco ed a Lecco e Calolziocorte nel lecchese, presenta un ceppo a Trieste ed uno a Montevarchi nell'aretino ed a Figline Valdarno nel fiorentino, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale, probabilmente legato al mestiere del bottaio, svolto dai capostipiti, o alla cura della api, potendo derivare dal termine lombardo arcaico butt (sciame di insetti o api).
BUTTA' Dovrebbe essere originario della provincia di Messina, deriva probabilmente da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Frequente a Catania, Brolo, Caronìa, Naso, Librizzi e altrove. Viene da bottaio. Il suffisso à è di origine greca e serve in molti casi per formare nomi di mestiere. Cfr. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Palermo, 1984, pp.35/55
BUTTAFOCHI
BUTTAFOCO
BUTTAFUOCO
Buttafochi, praticamente unico, è dovuto probabilmente ad errori di trascrizione di Buttafoco che ha un ceppo a Terracina (LT) ed uno a San Benedetto Del Tronto (AP), Buttafuoco sembrerebbe siciliano di Menfi e Ribera (AG), di San Giovanni La Punta e Misterbianco (CT), di Leonforte e Nicosia (EN) e di Mazara del Vallo (TP), dovrebbe derivare da un nome medioevale di fantasia Butafocus o Butafogus o da un soprannome, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Cremona nella seconda metà del 1300 con un Johannes Butafogo, nel 1500 in Sicilia nell'agrigentino con il pittore Magister Nicolaus Buttafoco julianensis e nelle Marche nella seconda metà del 1500 con il Cardinale Costanzo Buttafoco da Sarnano (MC).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Buttafuoco è un cognome della Sicilia orientale che viene dalla voce siciliana 'buttafòcu' = specie di salterio con tre corde. Rohlfs 55 (n.d.r. Il salterio è uno strumento musicale a corde che risale almeno al III° secolo a.C. e che veniva usato per accompagnare il canto)
BUTTARA
BUTTARELLA
BUTTARELLI
BUTTARELLO
BUTTARI
BUTTARINI
BUTTARO
Buttara e Buttarella sembrerebbero unici, Buttarelli ha un ceppo lombardo, soprattutto nel mantovano, a Viadana, Rivarolo Mantovano e Mantova, a Casalmaggiore e Rivarolo del Re nel cremonese, a Milano ed a Bergamo, ed uno laziale, a Roma ed Olevano Romano nel romano ed a Cisterna di Latina nel latinense, Buttarello, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel varesotto ed uno tra vicentino e padovano, Buttari ha un ceppo nell'aquilano, ad Avezzano soprattutto, ed a Tornimparte, un piccolo ceppo a Monteroduni nell'iserniese, uno a Roma e Guidonia Montevelio nel romano ed a San Felice Circeo nel latinense, ed uno molto piccolo a Barletta nel barese, Buttaro, più raro, ha un ceppo a Gaeta e Formia nel latinense ed a Roma, ed uno a Mola di Bari e Bari nel barese, Buttarini, ancora più raro, è del perugino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche, dal termine arcaico buttaro (chi produce le botti), l'italianizzazione del vocabolo latino medioevale buttarus, con lo stesso significato, possiamo quindi ipotizzare che i capostipiti svolgessero quel tipo di mestiere.
BUTTARAZZI
BUTTERAZZI
Buttarazzi è specifico di Monte San Giovanni Campano nel frusinate, Butterazzi, praticamente unico, napoletano, dovrebbe essere dovuto ad un'alterazione anagrafica del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome originato da una forma semidispregiativa del termine dialettale laziale buttaro (mandriano, chi governa le mandrie), ma non si può escludere un derivazione da un soprannome basato sul vocabolo latino medioevale buttarus (chi produce le botti) (vedi anche BUTTARA).
BUTTERI
BUTTERO
Butteri, abbastanza raro, ha piccoli ceppi nell'alessandrino, tra parmigiano e piacentino, tra fiorentino ed aretino, tra livornese e grossetano, nel Piceno e nel viterbese, Buttero è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine italiano, ormai caduto pressocchè in disuso, buttero, che, soprattutto in Toscana, ha il significato di mandriano a cavallo, ma anche di cicatrice da vaiolo, forse a caratterizzare un aspetto del capostipite o il suo mestiere.
BUTTICE' Butticè è tipicamente siciliano dell'agrigentino, di Raffadali soprattutto e di Agrigento, Favara, Porto Empedocle e di Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal diminutivo del vocabolo butti (botte), forse a sottolineare l'aspetto grassottello del capostipite, tanto da poterlo chiamare botticella.
BUTTIGLIERI Buttiglieri ha un ceppo siciliano, a Butera in particolare ed a Gela e Riesi nel nisseno, si potrebbe anche ipotizzare una derivazione da un soprannome per fabbricante di bottiglie, ma molto più probabilmente si tratta di una forma etnica arcaica riferita alla città di Butera.
BUTTIGLIERO Buttigliero assolutamente rarissimo, è piemontese, potrebbe derivare da un soprannome per fabbricante di bottiglie, ma molto più probabilmente origina dal nome di paesi come Buttigliera Alta nel torinese o Buttigliera d'Asti nell'astigiano.
BUTTIGNOL
BUTTIGNOLO
Buttignol è specifico dell'area trevisano, pordenonese, di Orsago nel trevisano e di Pordenone Brugnera e Prata di Pordenone nel pordenonese, Buttignolo, praticamente unico, è una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico con il significato di bottoncino.
BUTTITTA Buttitta è tipicamente siciliano del palermitano, di Bagheria in particolare e di Palermo, potrebbe derivare da un soprannome ipocoristico dialettale  con il significato di botticella, ad indicare forse una particolare rotondità e bassa statura dei capostipiti, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da un alterazione ipocoristica dialettale del termine grecanico botòn (capo di bestiame).
BUTTO Assolutamente rarissimo è specifico della zona di Pozzuoli (NA).
BUTTU Assolutamente rarissimo Buttu è specifico del nuorese, di Gavoi e Nuoro in particolare.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
BUTTU: su buttu de su carru, è il mozzo della ruota del carro, ad esempio, del carro a buoi. Secondo lo studioso M. L. Wagner viene dal piemontese but, di identico significato (But, inoltre, è un cognome presente in 19 Comuni del Nord Italia). Lo stesso Wagner fa notare che i piemontesi introdussero( nel XVIII° sec.) in Sardegna le ruote dei carri a raggi,  che sostituirono quelle piene. Qui in Campidano usiamo l'aggettivo buttu per bruttu, per indicare oggetto, animale o persona sporca. Non trovando il cognome negli antichi documenti della lingua sarda, confermiamo la prima ipotesi. Il cognome Buttu è presente in 17 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna: Gavoi 49, Nuoro 17, Oristano 6, Iglesias 5, etc.
BUTTURA
BUTTURI
Buttura è tipico del veronese, Butturi è specifico della zona di confine tra mantovano e modenese, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardo latino buturum (burro), esempio di questo uso in epoca latina si può vedere in un'iscrizione su di una lapide, dove si legge: "D(is) M(anibus) s(acrum) Iulia Buturaria  v(ixit) a(nnos)  XXXVI".  Personaggio notevole è stato lo scrittore e poeta Antonio Buttura nato a Malcesine (VR) nel 1770.
BUZANCA
BUZZANCA
Buzanca è praticamente unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata di Buzzanca, che è tipico della Sicilia, con un grosso ceppo nel messinese, a Gioiosa Marea, Patti e Montagnareale, ed uno a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arabo bu (padre) e zaqq (otre rigonfio, pancione) e che in maltese significa cornamusa, forse attribuito perchè il capostipite era il padre di un figlio molto grasso o perchè era lui stesso ad esserlo.
BUZIO
BUZZI
BUZZO
BUZZONI
Buzio, tipicamente piemontese, è caratteristico dell'alessandrino, si individuano 4 ceppi di Buzzi, nelle province di Milano e Varese, in quella di Trieste, di Ferrara e nel Lazio, Buzzo ha un ceppo genovese, uno veneziano, uno anconetano, uno tra napoletano e beneventano ed uno cagliaritano, Buzzoni ha un nucleo tra ferrarese e bolognese ed uno nella zona che comprende le province di Milano, Lecco, Bergamo e Brescia, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite un accrescitivo, dal cognomen latino Butius, ma è pure proponibile una derivazione da modificazioni dell'aferesi di vezzeggiativi del nome Ugo o Arrigo. (vedi Bozza)
integrazioni fornite da Vittoriio Buzzi
Uno dei quattro ceppi del cognome Buzzi non è localizzato in provincia di Trieste, come da Voi indicato, bensì in quella di Udine e precisamente a Pontebba dove è molto diffuso. A Trieste ci sono solo alcuni emigrati dal pontebbano.
BUZZAGO Buzzago, molto molto raro, è tipico del mantovano, di Piubega in particolare, potrebbe derivare dal nome della località Bozzago nell'alto Garda, ma non si può escludere una derivazione da un soprannome originato o dal termine dialettale arcaico buzzar (andare a sbattere contro qualcosa) o da un'alterazione del termine, sempre dialettale, bozzago (poiana, un uccello predatore).
BUZZARELLO Buzzarello, molto molto raro, è specifico del padovano, di Sant`Angelo di Piove di Sacco in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine veneto arcaico buzarelo, buzareto con il senso di persona piccola, ma anche di uno che ti inganna, ti buggera.
BUZZOLINO Molto raro è scarsamente presente solo nelle provincie di Milano, Imperia e Palermo.
BUZZONE Molto raro è tipico della zona che comprende il catanese, l'ennese ed il nisseno, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo arabo butah (casa colonica); tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Nicosia (EN) in quest'atto di matrimonio del 1712: "...testibus Clerico D. Antonio Nigreli et Clerico D. Sancto Buzzone et nonnullis alijs...".
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