BULDREGHINI
BULDRIGHINI |
Buldreghini, quasi unico è quasi sicuramente dovuto ad un errore
di trascrizione del pur rarissimo Buldrighini, che dovrebbe derivare dall'ipocoristico
del nome medioevale Buldrico di cui si ha un esempio negli Annali Bertiniani
dove si narra che "nell’anno 820 i popoli della Carniola
e Carintia si diedero a Buldrico
marchese o duca del Friuli" citazione tratta da Antichità
italiane di Ludovico Antonio Muratori. |
BULF
BULFONE |
Bulf, molto raro, è tipico di Taibon Agordino (BL), Bulfone, abbastanza
poco comune, è tipico friulano, della zona tra Tavagnacco (UD),
Fagagna (UD) e lo stesso capoluogo, qust'ultimo potrebbe derivare dal toponimo
Bulfons (UD), ma più probabilmente derivano tutti da una modificazione
del nome germanico Wulf (lupo), Bulfone è da intendersi come italianizzazione
dialettale del nome germanico Wolfgang. |
BULGARELLI
BULGARELLO
BULGARI
BULGARINI
BULGARINO |
Bulgarelli è tipico della zona tra le province di Mantova, Modena
e Ferrara, Bulgarello sembra veneziano, Bulgari e Bulgarini sono bresciani,
Bulgarino, assolutamente rarissimo, sembra cosentino, derivano dal nome
medioevale Bulgarus di cui abbiamo un esempio nel Codice
diplomatico della Lombardia medioevale in una Cartula
venditionis scritta in Pavia nell'anno 1178: "...Bulgarus,
filius quondam Petri Ferrarii, et Airaldus Brugnolus , qui professi sunt
vivere lege Longobardorum, vendiderunt Bernardo de Montebello pro precio
librarum septem denariorum bonorum Papiensium nominative casam unam...",
o anche dal nome Bulgarellus, che troviamo in uno scritto del 1100: "Per
idem tempus invitatus est reverentissimus Iohannes a Guilihelmo comite,
qui et Bulgarellus
vocabatur, et a monachis Septimensis monasterii, quatenus id sub regimine
susciperet suo. ", i nomi provenivano dalla presenza di mercenari
unni al seguito dei longobardi. |
BULLA
BULLI
BULLO |
Bulla ha ceppi lombardi, soprattutto nel bresciano, a Roma, nel catanese
e nel nord della Sardegna, Bulli ha un ceppo nel fiorentino ed uno romano,
Bullo è tipico di Venezia e del veneziano, dovrebbero derivare dal
nome medioevale latino Bullus,
Bulla di cui abbiamo un esempio
in questo epitaffio: "En carnifex Bullus
iacet sepultus hic, - Notus celebri in urbe furcifer nimis. - Taurus (novum
est) et carnifex una iacent, - Funus cruentum! Hunc mortuum lugent viri...",
potrebbero anche derivare da modificazioni dell'aferesi del nome longobardo
Rebollus (vedi
REBOLLO), ma è pure possibile che derivino da un soprannome
legato al termine bulla (bolla,
messa al bando). |
| BULUGGIU |
Assolutamente rarissimo, è tipico della Sardegna settentrionale,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale buluzu
(nausea, subbuglio). |
| BULZI |
Specifico della provincia di Milano
e Lodi. |
| BULZOMI |
Bulzomi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del reggino in
Calabria, probabilmente del paese di Cinquefrondi. |
| BUONADONNA |
Deriva dalla forma gratulatoria
Bonadomina (buona signora), è presente in tutta Italia a macchia
di leopardo. Area geografica d'origine probabilmente il sud. |
| BUONANNO |
vedi BONANNI |
| BUONCAMMINO |
Buoncammino è estremamente raro ed è tipico del napoletano,
dovrebbe derivare dal nome augurale medioevale Buoncammino, attribuito
a figli cui si augurava un buon cammino nella vita. |
BUONCOMPAGNI BONCOMPAGNI |
Boncompagni è tipico della fasacia che comprende la Toscana centroccidentale,
l'Umbria, le province di Roma e di Rieti, Buoncompagni è originario
dell'area compresa tra le Marche e la Toscana, derivano dal nome Boncompagnus
e dalla forma gratulatoria (che tu abbia buoni compagni), abbiamo un esempio
di quest'uso: "...Ego, Boncompagnus
video et considero, quod homo derivatus ab humo subiacet vanitati Dies
Domini sicut fur venit et repente concludit,...". Personaggio importante
con questo cognome è stato il cardinale bolognese Ugo Boncompagni
(1502-1585) che divenne nel 1572 Papa Gregorio XIII, la cui famiglia era
originaria della zona di Norcia. |
| BUONFIGLIO |
Tipico del napoletano. (vedi Bonfigli) |
| BUONGIORNO |
Deriva dal nome augurale omonimo,
originario probabilmente del sud ha come zona d'elezione le Puglie, anche
se è diffuso in tutta Italia. |
BUONI
BUONO |
Buoni, molto raro, è tipico toscano, Buono è diffuso in Umbria
e in tutto il sud, derivano dal nome medioevale Buonus
derivato a sua volta dal nomen latino Bonus,
ne abbiamo un esempio in una lettera al podestà di Pistoia del 1432,
dove si legge: "...Doni et Buonus
Niccolai Buoni
de Businis ...".
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Come giustamente detto, l’origine di questi cognomi va ricercata nel
soprannome o nome medievale Buono,
che, nell’onomastica arcaica, assume un chiaro valore augurale (vedi
Bona). In questo contesto, tuttavia, va notato che il cognome Buono
non ha sempre un’origine italiana, per lo meno non in senso stretto: alcune
di queste famiglie, infatti, sono di antica origine arbëreshë,
mentre altre hanno una lontana discendenza ebraica. Nel caso arbëreshë,
innanzitutto, pare che Buono traduca o l’albanese mirë
o il greco kalòs, che, nelle
rispettive lingue, significano appunto buono
(in greco antico, a dire il vero, l’aggettivo kalòs aveva diverse
sfumature, che spaziavano fra il concetto di bontà e il concetto
di bellezza): fra le due ipotesi, in effetti, la più probabile è
quella di un’origine arvanita (greco-albanese),
se si pensa anche alla diffusione del cognome Calò nel sud Italia
(vedi Calò). Passando ora alla fonte ebraica, va notato che qui
bisogna distinguere fra almeno tre origini, a seconda della diversa provenienza
geografica. Nel caso il cognome sia nato in Italia, infatti, è probabile
che queste famiglie abbiano adottato semplicemente un cognome italiano,
sulla base dell’onomastica nazionale: si tratta di un fenomeno molto frequente
nei cognomi ebreo-italiani, che, in molti casi, si confondono facilmente
con cognomi puramente italiani (per lo meno, in senso linguistico). In
alternativa, tuttavia, è anche possibile che i Buono ebreo-italiani
abbiano origini straniere, in parte ashkenazite e in parte sefardite: nel
primo caso, Buono nascerebbe da una traduzione del cognome tedesco Gut,
che, assieme alla variante Guth, significa
letteralmente buono (questo cognome,
in effetti, presenta anche una fonte ebraica, nella fattispecie ashkenazita);
nel secondo caso, invece, Buono deriverebbe da un adattamento del cognome
spagnolo Bueno, di evidente significato
(Bueno, in questo senso, è anch’esso un cognome ebraico, sefardita
nello specifico). |
| BUONPASTORE |
Buonpastore sembrerebbe specifico di Montescaglioso nel materano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome cristiano medievale
Buonpastore, nato in chiaro riferimento
alla figura di Gesù Cristo, il Buon Pastore (per una spiegazione
più approfondita sull’origine del nome, vedi il cognome Pastore).
Si tratta, dunque, della cognominizzazione del nome personale del capostipite. |
BURANELLI
BURANELLO |
Assolutamente rarissimo Buranelli, meno raro Buranello sono veneziani e
derivano dal toponimo Burano (VE), tracce di questa cognomizzazione le
troviamo a Venezia nel 1500 quando troviamo un certo Iseppo da Buran, detto
Buranello, garzon de barca. |
BURANA
BURANI |
Burana, quasi unico, parrebbe del piacentino, Burani Sembra avere due ceppi,
uno tra Modena e Reggio ed uno in provincia di Perugia, potrebbero derivare
da toponimi come Burana (FE) o Burano località di Cagli nel pesarese,
ma più probabilmente deriva dal nome medioevale germanico Bueren
o Beuren citato ad esempio dal Guicciardini nella sua Storia d'Italia:
"...Espedí adunque, Beuren,
cameriere intimo e molto accetto, a notificare a' capitani la sua deliberazione
e a visitare in suo nome il re di Francia,...". |
BURATTI
BURATTINI |
Buratti è molto rappresentato in tutta l'Italia centro settentrionale,
Burattini è specifico della fascia centrale, dovrebbero aver origine
dal termine medioevale buratto (setaccio fatto con un tessuto sottilissimo
e rado chiamato buro) relativo al lavoro dei mugnai, potrebbero anche derivare
dall'essere produttori del buro, cioè del tessuto per setacci. Comunque
sia fa riferimento ad una professione. |
| BURATTO |
Specifico del Veneto, dovrebbe derivare dal termine medioevale buratto
(setaccio fatto con un tessuto sottilissimo e rado chiamato buro) relativo
al lavoro dei mugnai, potrebbe anche derivare dall'essere produttori del
buro, cioè del tessuto per setacci. Troviamo tracce di questa cognomizzazione
in un atto di compravendita stilato a Portogruaro (VE) nel 1618 da un certo
Giovanni Buratto. |
BURCHI
BURCHIO |
Burchi è tipico dell'area emiliana, del modenese in particolare,
e della toscana, nel fiorentino e nel pisano, Burchio, estremamente raro,
difficile individuarne la zona di origine, potrebbero derivare dal termine
medioevale burchio (imbarcazione
utilizzata per i trasporti fluviali e in Adriatico sotto costa, in questo
caso, normalmente dotata di due alberi), forse ad indicare che il capostipite
lavorasse appunto su di un burchio.
|
| BURDO |
Molto raro sembra tipico della zona tra barese e materano, soprattutto
nella zona di Andria (BA) e di Montescaglioso (MT), deriva dal praenomen
latino Burdus di cui abbiamo un esempio
in un'antica lapide di epoca romana:
"M(arcus)
Valer(ius) /
M(arci) f(ilius)
/ Burdo / Valeriae
/ Inventae / coni(ugi)
pientis(simae)
/ et Valeriis / Secundo / Valeriano / Invento / collibertis / vi(vis)
et sibi". |
| BUREI |
Molto raro Burei è sicuramente veneto sembrerebbe circoscritto al
trevisano con una concentrazione significativa a Spresiano (TV), potrebbe
derivare da toponimi come Bure (VR). |
BURGASSI
BURGAZZI |
Burgassi è tipicamente toscano, in particolar modo di Firenze
e Greve In Chianti (FI), Burgazzi è tipico di Piacenza e del piacentino,
di Fiorenzuola d`Arda, Cortemaggiore, Ponte dell`Olio e Vigolzone, dovrebbero
derivare da nomi di località come Burgazzi di Vernasca (PC), tracce
del cognome Burgassi si trovano nel pisano già dal 1500. (vedi Borghi)
|
| BURGNICH |
Burgnich, molto molto raro è tipico della zona di Ruda e Cervignano
del Friuli (UD), dovrebbe essere di origini slovene e derivare da Bergnach
a sua volta derivato dal nome latino Bernardus. |
BURICHETTI
BURICO
BURRICO |
Burichetti è toscano, con un piccolo ceppo a San Giuliano Terme
nel pisano, Burico sembrerebbe umbro, di Castiglione del Lago (PG) in particolare,
Burrico è quasi unico, dovrebbe derivare da un soprannome, o da
suoi ipocoristici, legato al termine tardo latino buricus
(puledrino), forse conseguente ad una
struttura fisica particolarmente minuta o all'attività di allevatore
di cavalli. |
| BURLA |
Originario dell'area compresa tra
Lazio ed Umbria |
BURLO
BURLOVICH
BUROLO |
Molto molto raro Burlo ha un ceppo nel torinese ed uno triestino, Burolo,
estremamente raro, è triestino, dovrebbe derivare dal personale
latino Burolus.
integrazioni fornite da Denis Burolo
Cognome triestino molto raro di origine istriana, nella fattispecie
dalla zona di Umago (Croazia) il qual comune ebbe in feudo Matterada e Carso,
poi il suo territorio si estese comprendendo Petrovia, San Lorenzo, Bassanìa,
Zambrattìa, Metti, Momo, Frattizzi e BUROLI. Località quest’ultima già
documentata sin dal 1614 con il nome di Contrà Borlovichio ( conosciuta anche
come casale dei Burlovich) ove vi era una stanzia (podere con casa colonica) di
proprietà di tale Matteo Borlovichio. Il cognome inizia ad affermarsi come
BUROLO verso la fine del 1700 ove è sicuramente documentata la presenza in
Matterada di tale BUROLO Maria (1778-1840) moglie di COSLOVICH Thomas e
successivamente con BUROLO Zuane (1806) per affermarsi definitivamente nel 1833,
contestualmente alla presenza nella zona dell’Umaghese, dell’ultimo BURLOVICH
tale Antonio figlio di Antonio dei Buroli. Eventi questi che sono il risultato
di una lenta evoluzione del originario cognome triestino BURLO o de BURLO
(dapprima signori, poi conti palatini ed infine baroni estinti come ramo nobile
nel 1918 con la morte del Barone Antonio de BURLO), già riportato nel 1246 nel
novero della “Vetustae Nobilitatis Tergestina Congregatio” con la presenza di
Tebaldo Burlo (peraltro proprietario di terre e di una casa colonica ad Umago)
figlio di Dominici e padre di Arno o Arnaldo, il quale viene indicato in alcuni
scritti del 1291 come “mercator” o “peregrinus” e che sembrerebbe commerciasse
il sale dal Mare alla CARNIOLA, regione questa della odierna Slovenia in cui si
individua nella località di Castelnuovo d’Istria un punto di partenza per
l’espansione della famiglia Burlo nell’Istria croata, avvalorata dalla presenza
di tale Catarinus Burlo, che nel 1428 risulta essere uno dei dodici che insieme
al capitano e Giudice avranno a nominare il Capitano di Castelnuovo dei Carsi
(oggi d’Istria), pel comune di Trieste. Qui il Catarinus sembra stabilirsi con
la famiglia e divenire successivamente anche lui Capitano di Castelnuovo
d’Istria e da qui inizia pure la slavizzazione del cognome in Burlovic/Burlovich
diffondendosi così verso i primi del 1600 nella zona del Umaghese ove come già
preaccennato il cognome inizia ad assumere diverse varianti quali Borlovicchio
(1614), Burol (1629), Borlo (1744) ed infine Burolo (1778) il quale quindi, non
è altro che un riadattamento romanzo-istriano di Burlovich/Burlovic e che a sua
volta è la slavizzazione di Burlo originariamente indicante un “burlatore,
burlone” oppure un “grassottello” (borlo) oppure nel personale germanico di
Buro/Burilo o infine nel personale latino di Burriolus/Burolus. Va evidenziata
la presenza già dal 1700 ad Ercsi nella regione dello Fejer (Ungheria centrale)
di una propaggine, nella forma slavizzata di
BURLOVIC/BURLOVICH/BUROLOVIC/BUROLOVICH, dei Burlo/Burolo, si consideri a
riguardo che la Corona d’Ungheria nel 1687 viene ereditata dagli Asburgo già
protettori di Trieste dal 1382 e che il Fejer è da sempre al centro di vie
commerciali che proseguono verso sud-ovest nella penisola balcanica. |
| BURNELLI |
Burnelli ha un ceppo a Bologna e Molinella (BO) ed
uno a Perugia, dovrebbe derivare da una modificazione per metatesi del
nome Brunellus. |
| BURO |
La derivazione dovrebbe essere
dal termine buro (tessuto sottilissimo e rado) quindi al fatto di essere
produttori del buro. Ha due aree d'origine, la provincia di Verona e la
Campania. |
BURZA
BURZO |
Burza ha un ceppo a Cosenza e nel cosentino, Burzo ha un ceppo a Pisticci
nel materano ed uno a Napoli ed a Montesano sulla Marcellana nel salernitano,
dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome medioevale Borsus,
ricordiamo Borso d'Este primo Duca di Modena e Reggio nel 1452, in alcuni
casi potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino bursa
(borsa per contenere denari) probabilmente
ad indicare lo stato di benestante del capostipite: "Bursa
vacans aere vetat inter vina sedere", è anche possibile una
derivazione dal toponimo turco Bursa. |
BURZI
BURZIO |
Burzi sembra avere un ceppo bolognese ed uno aretino, Burzio è tipicamente
piemontese, tra torinese e cuneese, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Burtius, tracce di queste cognomizzazioni le abbiamo nella seconda metà
del 1400 con il musicista e scrittore parmense Nicolaus Burtius,
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Burzio è un cognome prevalentemente del torinese e cuneese,
dovrebbe derivare dall'aferesi del nome Tiburzio. |
| BUS |
Molto molto raro, è tipico della zona di confine della Val d'Aosta
con il biellese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del
nome germanico Boso, ma può anche derivare da una contrazione del
cognome savoiardo Bussey. |
| BUSA |
Il cognome, che sembra essere di
origine vicentina, dovrebbe far riferimento alle caratteristiche della
località di provenienza del capostipite, quello della buca, transitando
dal dialetto. |
| BUSALACCHI |
Busalacchi è tipico di Palermo, potrebbe derivare dal nome della
località libica Sidi Bu Salah nei pressi di Bengasi.
ipotesi suggerita da Carlo Barbieri
il cognome potrebbe derivare dall'arabo Abu Salah o Bu Salah. |
BUSAN
BUSANA |
Busan, assolutamente rarissimo, potrebbe essere friulano, Busana sembra
tipico del trentino, ma con ceppi non secondari anche nel padovano e nel
reggiano dove dovrebbe derivare dal toponimo Busana (RE), tutti gli altri
ceppi, secondo un'interessante ipotesi deriverebbero dall'etnico busii
(popolazione gallica), ma è pure possibile che derivino dal nome
Busius, modificazione del nome germanico Boso (Bosonis) o Buso (Busonis),
o da altre località con un simile nome, come il castello che ad
esempio viene citato da Ammiano Marcellino del IV° secolo: "...cum
prope castella Romana venisset, quorum unum Reman, alterum Busan
appellatur...". |
BUSATI
BUSATO
BUSATTI
BUSATTO |
Busati, assolutamente rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione
di Busato, che è tipico del Veneto, dove è molto diffuso
ovunque, come la forma Busatto, solo un attimo meno diffusa, Busatti è
invece specifico di Ferrara, si dovrebbe trattare di tipiche forme patronimiche,
con terminazione in -ato o -atto
le venete ed in -atti le emiliane,
del nome Boso (vedi
BUSI), modificato dal dialetto in Buso,
probabile nome del padre del capostipite. Di queste cognominizzazioni si
hanno tracce a Martellago (VE) fin dalla prima metà del 1400. |
| BUSCA |
Sembra avere un nucleo in Piemonte con un ceppo originario nel biellese
ed uno nel cuneese, uno nel milanese ed uno nel Pesarese, può derivare
da toponimi come Busca (CN) o Buscate (MI) ma in alcuni casi deriva da
soprannome legato al vocabolo bosco, cioè di uno che fa il boscaiolo
od abita nei pressi o all'interno di un bosco o ci ha comunque a che fare.
Tracce molto antiche di questa cognomizzazione si hanno in un atto di vendita
datato 15 dicembre del 1141 a Morimondo (MI), dove si legge: "...Baldo,
filio quondam Martini argenti denariorum bonorum Papiensium libras duodecim,
finito pretio, pro casa una murata et tuvata cum area sua et curte uno
tenente, iuris nostri, quam habere visi sumus intra hanc Ticinensem civitatem,
in porta Pertuso, prope ecclesiam Sancte Eufemie>; coheret ei: a meridie
Maraboti de Volta, ab aquilone et sero Ricard
Busca, a mane via publica sive ibi alia sint
coherentia, omnia cum omnibus ad ipsam casam et curtem cum areis suis pertinentibus,
inintegrum; quam autem suprascrip>tam casam et curtem cum areis suis iuris
nostri superius dictam, una cum accessionibus et ingressibus seu cum superioribus
et inferioribus suis, qualiter supra legitur, inintegrum, ab hac die tibi
cui supra Baldo pro suprascripto pretio vendimus, tradimus et mancipamus,
nulli alii venditam, donatam, alienatam, obnoxiatam vel traditam nisi tibi,
et fatias exinde a presenti die tu et heredes tui aut cui vos dederitis,
iuris proprietario nomine, quicquid volueritis, sine omni nostra et heredum
nostrorum contradictione....". Nel 1700 a Ceriano (MI) si
trovano i Marchesi Busca, il marchesato di Busca risale al XII° secolo derivando dalla spartizione dei territori posseduti dal Marchese Bonifacio Del Vasto
. |
BUSCAGLIA
BUSCAGLIONE
BUSCAGLIONI |
Buscaglia è tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese,
l'alessandrino e la Liguria centrale, Buscaglione, abbastanza raro, è
tipico del biellese, Buscaglioni, praticamente unico, è dovuto ad
un errore di trascrizione del precedente, derivano da soprannomi originati
o da toponimi contenenti la radice Bosco o dal nome di località
individuabili con il nome medioevale di buscalia,
come si può leggere in una Carta commutationis del 1024 a Brescia:
"...buscalia
est tabulas quattuor centi quadrainta ...". Il Casato dei
Buscaglia si espresse a Milano nel 1500 con il sovrintendente di Polizia Pietro
Francesco il cui figlio venne fatto Cavaliere di Santo Spirito di Toscana,
nel 1600 acquisì il feudo di Lamagna, nel 1661 Filippo IV° di
Spagna concesse loro il rango nobiliare di Marchesi. |
BUSCEDDU
BUSEDDU |
Busceddu è tipico di Castelsardo (SS), Buseddu, assolutamente rarissimo,
sembrerebbe della zona di Alghero (SS), dovrebbero derivare da un soprannome
originato da una modificazione dell'ipocoristico del termine sardo buscia
(borsa) con il significato di borsellino ad indicare forse una particolare
disponibilità finanziaria del capostipite. |
BUSCEMA
BUSCEMI
BUSSEMI |
Buscema è tipico della Sicilia meridionale, del catanese, siracusano
e ragusano in particolare, Buscemi è specifico di tutta la Sicilia,
Bussemi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, sono tutti cognomi di origine araba derivando dal toponimo
Buscemi (SR) e dalla sua forma arcaica Bussema o Buscema.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Buscemi ha un'altissima frequenza in tutta la Sicilia orientale.
Deriva dall'arabo: abu-samah = dal
grosso neo. Cfr. G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi nella
Sicilia orientale, Palermo, 1984, p.55
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull’origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi,
che, sommate l’una all’altra, ne giustificano l’alta frequenza nel territorio
siciliano. Da una parte, infatti, è piuttosto probabile una connessione
col toponimo siracusano Buscemi, d’indubbia origine araba (dovrebbe trattarsi
di un toponimo prediale). D’altra parte, però, va detto che in molti
casi questi cognomi derivano direttamente dal nome medievale Buscema
o Buscemi, l’italianizzazione cioè
del personale arabo Abu Shama, che
può essere tradotto come l’uomo dal neo
o dalla voglia (uno dei tanti epiteti,
cioè, del Profeta Maometto): in questo contesto, infatti, il termine
shama fa riferimento a quello che i
musulmani chiamano il Sigillo della Profezia
(Khatam An-Nubuwwa), che consiste in
un neo o in una voglia che Maometto portava sulla schiena, probabilmente
in mezzo alle spalle; secondo un’interpretazione tratta dalla Bibbia, infatti,
i musulmani ritenevano che l’Ultimo Profeta si sarebbe contraddistinto
proprio tramite un segno portato sulla spalla (il verso, tratto da Isaia
9:6, cita “ci è nato un Bambino, ci è
dato un Figlio: e il governo sarà sulla sua spalla”); per
questo motivo, allora, lo shama che Maometto portava presso la spalla venne
visto come la prova fisica e concreta della Sua Elezione, il vero e proprio
Sigillo della Profezia (per saperne di più, vedi il sito http://answering-islam.org/Index/S/seal_of_prophethood.html).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti
(in relazione al toponimo siciliano Buscemi). |
BUSCETTA
BUSETTA |
Buscetta è tipicamente siciliano, di Palermo e di Mazara del Vallo
nel trapanese, Busetta è anch'esso specifico della Sicilia, di Palermo
e del trapanese, di Pantelleria, Marsala e Trapani, dovrebbero entrambi
essere di origini arabe e derivare dall'espressione araba Bu'sh
Sayid (padre di Sayid). |
| BUSCHETTU |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della provincia di Oristano,
potrebbe derivare da un nome di località.
integrazioni fornite da Anna Maria
Buschettu
L'origine del cognome sardo Buschettu,potrebbe essere dal cognome
catalano Busquets tipico di Barcellona e di Maiorca. Nel 1410 un Raimondo
Busquets era responsabile delle rendite reali, mentre il figlio Tommaso
fu consigliere del Castello. |
BUSI
BUSO
BUSONE
BUSONI |
Busi è molto diffuso sia in lombardia che in Emilia, Buso è
specifico del Veneto, del padovano, veneziano e trevigiano in particolare,
Busone, praticamente unico, Busoni sembra specifico della fascia che da
Firenze arriva a Livorno, potrebbe derivare da una variazione del nome
germanico Boso declinato Bosoni (vedi Busan).
Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo ad esempio nel 1541 con il
milite Stepano Busi tra le forze della Repubblica Veneta sotto il comando
del capitaneo Alessio Gambiera. Personaggi di rilievo sono stati il pittore
Giovanni Busi (1480 circa - ? 1547) originario della Val Brembana ed il
compositore Ferruccio Busoni (1866-1924). |
BUSILACCHI
BUSLACCHI |
Busilacchi, abbastanza raro, è specifico di Loreto nell'anconetano,
Buslacchi anch'esso rarissimo, è tipico di Novara, si dovrebbe trattare
di forme cumulative (quelli dei) in
-acchi riferite ad una variazione dialettale
del cognomen latino Bucius o Buccius,
ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati
dal termine busillis (problema
spinoso e di difficile soluzione, punto cruciale). |
BUSINELLI
BUSNE'
BUSNELLI |
Busnè è tipicamente milanese e lodigiano, Busnelli è
specifico dell'area che comprende il milanese, il varesotto ed il comasco,
Businelli, assolutamente molto molto raro, è dell'area lombardoveneta,
potrebbero derivare dal vocabolo dialettale lombardo büseree
il cui ipocoristico era büsnèll
o businell che
indicava lo scaccino (chi
spegne le candele in chiesa e provvede anche a mantenere pulito il pavimento
della chiesa). |
BUSIOL
BUZIOL |
Molto rari sono entrambi specifici del trevigiano, dovrebbero derivare
da soprannomi legati a caratteristiche della località di origine. |
BUSO
BUSONE
BUSONI |
Buso è specifico del Veneto, del padovano, veneziano e trvigiano
in particolare, Busone, praticamente unico, Busoni sembra specifico della
fascia che da Firenze arriva a Livorno, potrebbe derivare da una variazione
del nome germanico Boso declinato Bosoni (vedi Busan).
Personaggio di rilievo è stato il compositore Ferruccio Busoni (1866-1924). |
| BUSSO |
Si individua
un nucleo importante tra il torinese ed il cuneese ed uno nel Veneto, potrebbe
derivare dal vocabolo latino bussus che sta per boscus (bosco) come potrebbe
derivare dal toponimo Bussoleno (TO) o Bussolino (TO) e per il ramo veneto
da Bussolengo (VR). Personaggio famoso fu il pittore Aurelio Busso (nato
attorno al 1500), discepolo di Raffaello e rinomato affrescatore di palazzi
a Roma, a Genova e anche a Crema. |
BUSSOLA
BUSSOLI
BUSSOLO |
Bussola sembra avere un nucleo principale nel veronese, uno nel napoletano
ed uno nel barese, Bussoli decisamente raro ha un ceppo nel reggiano e
modenese ed uno tra Abruzzo e Molise, Bussolo ancora più raro parrebbe
avere due nuclei, nel padovano e nel torinese, tracce di questa cognomizzazione
si trovano ben rappresentate a Vignola (MO) fin dal 1500. |
BUSSOLOTTI
BUSSOLOTTO |
Bussolotti è molto raro, sembra avere oltre al nucleo mantovano,
anche un ceppo nell'anconetano, Bussolotto ancora più raro sembra
avere un ceppo nel padovano ed uno nel maceratino, dovrebbero derivare
da soprannomi. |
| BUSTI |
Busti sembra avere più ceppi, nel milanese
a Busto Garolfo in particolare, ceppo che dovrebbe derivare proprio da
questo toponimo o da quello di Busto Arsizio (VA), nel veronese, nel perugino
ad Assisi ed a Perugia e nel Salento a Gallipoli (LE). Un principio di
questa cognomizzazione la troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale all'anno
1181: "...consensu et parabola Ottonis et
Designati et Iacobi, qui omnes dicuntur de
Busti...", nella
seconda metà del 1400 è un cognome consolidato, come dimostra
la presenza di un Guido Antonio Busti in qualità di canonico a Parabiago
ed a Gorgonzola. |
| BUSURGI |
Molto raro è tipico della zona dello stretto di Messina, dovrebbe
derivare da un modo di dire latino boves urgere (spingere i buoi) ed essere
pertanto riferito ad un'attività di mandriano. |
| BUTERA |
Butera ha un grosso ceppo nel catanzarese ed uno ancora più importante
nella Sicilia centroccidentale, soprattutto nel trapanese, palermitano,
agrigentino e nisseno, potrebbero derivare dal toponimo Butera in provincia
di Caltanissetta, ma è pure possibile che derivi da un'italianizzazione
del nome arabo Abu Tir, o anche dal
mestiere del capostipite espresso dal vocabolo arabo butirah
(pastore) o anche dal vocabolo greco
boutyras (venditore
di burro). |
| BUTTA' |
Dovrebbe essere originario della provincia di Messina, deriva probabilmente
da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Frequente a Catania, Brolo, Caronìa, Naso, Librizzi e altrove.
Viene da bottaio. Il suffisso à
è di origine greca e serve in molti casi per formare nomi di mestiere.
Cfr. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale,
Palermo, 1984, pp.35/55 |
BUTTAFOCHI
BUTTAFOCO
BUTTAFUOCO |
Buttafochi, praticamente unico, è dovuto ad errori di trascrizione
di Buttafoco che ha un ceppo a Terracina (LT) ed uno a San Benedetto Del
Tronto (AP), Buttafuoco sembrerebbe siciliano di Menfi e Ribera (AG), di
San Giovanni La Punta e Misterbianco (CT), di Leonforte e Nicosia (EN)
e di Mazara del Vallo (TP), dovrebbe derivare da un nome medioevale o rinascimentale
di fantasia o da un soprannome, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel 1500 in Sicilia nell'agrigentino con il pittore Magister Nicolaus Buttafoco
julianensis e nelle Marche nella seconda metà del 1500 con il Cardinale
Costanzo Buttafoco da Sarnano (MC). |
| BUTTI |
Tipicamente lombardo, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale, probabilmente legato alla cura della
api. |
| BUTTICE' |
Butticè è tipicamente siciliano dell'agrigentino, di Raffadali
soprattutto e di Agrigento, Favara, Porto Empedocle e di Palermo, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato dal diminutivo del vocabolo
butti (botte),
forse a sottolineare l'aspetto grassottello del capostipite, tanto da poterlo
chiamare botticella. |
| BUTTO |
Assolutamente rarissimo è specifico della zona di Pozzuoli (NA). |
| BUTTU |
Assolutamente rarissimo è specifico della zona di Fonni (NU). |
BUTTURA
BUTTURI |
Buttura è tipico del veronese, Butturi è specifico della
zona di confine tra mantovano e modenese, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo tardo latino buturum (burro), esempio di questo uso in
epoca latina si può vedere in un'iscrizione su di una lapide, dove
si legge: "D(is)
M(anibus) s(acrum)
Iulia Buturaria
v(ixit) a(nnos)
XXXVI". Personaggio notevole è stato lo scrittore e
poeta Antonio Buttura nato a Malcesine (VR) nel 1770. |
BUZANCA
BUZZANCA |
Buzanca è praticamente unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
di Buzzanca, che è tipico della Sicilia, con un grosso ceppo nel
messinese, a Gioiosa Marea, Patti e Montagnareale, ed uno a Palermo, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine arabo bu
(padre) e zaqq
(otre rigonfio, pancione)
e che in maltese significa cornamusa,
forse attribuito perchè il capostipite era il padre di un figlio
molto grasso o perchè era lui stesso ad esserlo. |
BUZIO
BUZZI
BUZZO
BUZZONI |
Buzio, tipicamente piemontese, è caratteristico dell'alessandrino,
si individuano 4 ceppi di Buzzi, nelle provincie di Milano e Varese, in
quella di Trieste, di Ferrara e nel Lazio, Buzzo ha un ceppo genovese,
uno veneziano, uno anconetano, uno tra napoletano e beneventano ed uno
cagliaritano, Buzzoni ha un nucleo tra ferrarese e bolognese ed uno nella
zona che comprende le province di Milano, Lecco, Bergamo e Brescia, dovrebbero
tutti derivare dal cognomen latino Butius,
ma è pure proponibile una derivazione da modificazioni dell'aferesi
di vezzeggiativi del nome Ugo o Arrigo. (vedi Bozza)
integrazioni fornite da Vittoriio
Buzzi
Uno dei quattro ceppi del cognome Buzzi non è localizzato in
provincia di Trieste, come da Voi indicato, bensì in quella di Udine
e precisamente a Pontebba dove è molto diffuso. A Trieste ci
sono solo alcuni emigrati dal pontebbano. |
| BUZZOLINO |
Molto raro è scarsamente
presente solo nelle provincie di Milano, Imperia e Palermo. |
| BUZZONE |
Molto raro è tipico della zona che comprende il catanese, l'ennese
ed il nisseno, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
arabo butah (casa colonica); tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Nicosia (EN) in quest'atto di
matrimonio del 1712: "...testibus Clerico D. Antonio
Nigreli et Clerico D. Sancto Buzzone
et nonnullis alijs...". |
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