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CABANI
CABANO
Cabani, molto raro, è specifico dell'area spezzino, carrarese, di Lerici (SP) e di Carrara (MS), Cabano è decisamente dello spezzino, anch'esso di Lerici soprattutto, dovrebbero derivare dall'antico termine toscano cabano (ampio cappotto con cappucio spesso foderato) che viene citato da Ludovico Muratori nella sua Dissertazione: Dell’arte del Tessere, e delle Vesti de’ secoli rozzi.: "...V’erano eziandio pellirdae, così chiamate dalle pelli; e cabani, oggidì gabbani;..." lo Zingarelli al vocabolo gabbana o gabbano riporta appunto ampio cappotto con cappucio spesso foderato.
CABASSI Sembra avere oltre ad un nucleo tra sondriese e bresciano, anche uno nel reggiano, dovrebbe derivare da un nome di località (casa bassa oppure casa dei bassi)"frater Bonfantinus Florentinus".
integrazionie fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome Emiliano-Lombardo, maggiormente diffuso in Emilia: soprattutto reggio Emilia, poi Parma, Modena e Bologna.  In Lombardia si trova soprattutto a Brescia, Sondrio e Milano. I Cabassi Valtellinesi: sono concentrati nel comune di Tirano (SO) dove esiste già dal 1500, sembra però che la famiglia sia di origine bergamasca, ma il cognome è nato nel borgo valtellinese ( lo afferma il Dott. PALAZZI-TRIVELLI,esperto di cognomi valligiani). Possibile origine toponomastica data la radice  ca.
CABELLA Tipico dell'alessandrino e genovese, deriva dal toponimo Cabella Ligure (AL).
CABELLO Tipico della Val Malenco, in particolare di Chiesa Valmalenco (SO).
CABIB
CABIBBE
CABIBBO
CABIBI
Cabib, assolutamente rarissimo, parrebbe della zona litoranea toscoligure, Cabibbe ha un ceppo secondario a Milano, Cabibbo ha un ceppo a Ragusa, Comiso, Vittoria e Santa Croce Camerina nel ragusano, ed uno secondario a Roma, Cabibi sembrerebbe specifico di Lucca Sicula nell'agrigentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Cabibbe o Cabibbo, l’italianizzazione cioè del personale arabo o ebraico Habib, che può essere tradotto come amore o amato (da intendere spesso in senso religioso): per la precisione, comunque, va notato che i ceppi peninsulari, rappresentati per lo più dalle famiglie Cabibbe o Cabib, dovrebbero avere origini ebraiche (sefardite nello specifico), mentre i ceppi siciliani, rappresentati maggiormente dalle famiglie Cabibi e Cabibbo, dovrebbero essere d’origine araba. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CABITTA
CAPITTA
Cabitta, molto raro, parrebbe tipico del sassarese e di Porto Torres in particolare, Capitta, molto più diffuso, è tipico di Sassari e del sassarese, potrebbero derivano entrambi dal vocabolo sardo cabitta (testolina, capezzale del letto), ma è pure possibile che si riferiscano ad una contrazione del termine sardo cabiddáda (grande quantità) ad indicare forse una buona disponibilità economica della famiglia.
CABITZA Cabitza è tipicamente sardo, di Cabras (OR) e, nel cagliaritano di Cagliari e Decimoputzu e nell'Ogliastra di Perdasdefogu e Tertenia, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine sardo cabitza (spiga di grano) forse ad indicare nel capostipite un proprietario terriero.
CABONA Questo cognome, abbastanza raro è specifico del genovese, deriva dalla contrazione del vocabolo casabona (casa buona).
CABONI Cognome tipico della Sardegna sudoccidentale, potrebbe derivare dal vocabolo dialettale sardo su cabòni (il gallo).  Nel 1700 troviamo un mastro Antonio Caboni di Oristano incaricato della fabbrica del campanile della chiesa di Santa Maria Maddalena ad Uras (OR)
CABRAS Specifico della Sardegna, dovrebbe derivare dal toponimo Cabras (OR).
CABRELE Questo cognome, tipico della provincia di Padova, dovrebbe derivare dal nome Gabriele, modificato attraverso una forma dialettale.
integrazioni fornite da Gabriele Farronato
Cabrele è il modo nel quale si scriveva Gabriele nel secolo sedicesimo nel Veneto Centrale anche nella zona tra i fiumi Brenta e Piave.
CABRINI Tipico dell'area che comprende il milanese, il bergamasco, il bresciano, il cremasco e il lodigiano e le province di Mantova, Reggio, Parma e Piacenza, dovrebbe derivare dal personale latino Cabrius, probabilmente a sua volta derivato dal celtico Cabrach.  Si trovano tracce di questo cognome fin dal 1300, nel 1347 un intelligente popolano romano diviene notaio è Nicola di Rienzo Cabrini, comunemente chiamato Cola di Rienzo, famoso anche perchè organizzò la legazione inviata ad Avignone per richiamarne il Papa Clemente VI°, verso la fine dello stesso secolo a Verdello (BG) troviamo atti rogati da Petrus de Cabrinis de Verdello notarius, nella prima metà del 1400 a Taleggio (BG) troviamo un altro notaio Cabrini: "...Liber seu fragmentum instrumentorum d. Cabrini q. d. Viviani olim d. Costanzii alias q. alterius Viviani q. d. Boni olim nati d. Guilielmi de Supramonte Savionum notarii imperialis de Subecclesia Talegii, qui d. Cabrinus, ut ex suis plurimis ", verso la seconda metà del 1400 a Bologna opera una bottega artigiana di mastri vetrai Cabrini, le cui opere sono siglate CAF (Cabrini Fecerunt), nel 1510, ad Alfianello(BS) nasce Francesco Cabrini, di nobile famiglia, che fattosi prete, divenne direttore spirituale dei padri della Pace. La più famosa rappresentante della famiglia è stata senza ombra di dubbio la suora Francesca Saverio Cabrini, nata nel 1850 a Sant'Angelo Lodigiano, fatta santa canonizzata nel 1946 sa Pio XII°
CABULA Cabula, abbastanza raro, è diffuso in modo omogeneo in tutta la Sardegna, dovrebbe derivare dal toponimo medioevale Cabula situato nella diocesi di Sorres che fa parte dell'Arcidiocesi di Oristano.
CACAVALE
CACCAVALE
Cacavale, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione di Caccavale che è specifico di Napoli e del napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome, vedi a titolo di esempio il cognome Caccavella.
integrazioni fornite da Gigi Colombo
potrebbe essere stato originato dall'italianizzazione del cognome greco Kakavoulis.
CACCAMO Tipico della Sicilia e del reggino, deriva dal toponimo Caccamo (PA).
CACCAVELLA
CACCAVELLI
CACCAVELLO
CACCAVIELLO
Caccavella e Caccavelli sono molto rari e tipici del foggiano, Caccavello è ancora più raro e sembrerebbe avere un ceppo nell'orvietino ed uno nel napoletano, Caccaviello è specifico della provincia di Napoli, di Massa Lubrense in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale caccavella (o putipù tipico strumento napoletano) usato a volte ad indicare una cosa da poco.
CACCAVO
CACCAVO'
CACCAVONE
Caccavo ha un ceppo campano a Napoli, Salerno e Pontecagnano Faiano sempre nel salernitano, un ceppo a Barile nel potentino ed uno a Giovinazzo e Canosa Di Puglia nel barese e a Foggia, Caccavò è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione nelle anagrafi del nord, Caccavone sembrerebbe specifico di Serracapriola nel foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine campano caccavo (pentolone), forse a richiamare l'uso di questi grossi pentoloni nei monasteri che distribuivano quotidianamente minestre per i poveri e quindi per classificare il capostipite come un mendicante.
CACCIA
CACCIARI
Diffuso in tutt'Italia Caccia, con buona concentrazione in Lombardia nelle provincie di Bergamo, Milano e Varese, tipico bolognese Cacciari, dovrebbero derivare da un soprannome legato all'abilità venatoria o comunque a qualcosa legato alla caccia.
CACCIAGUERRA Cacciaguerra ha un ceppo a Cesena e nel cesenate, uno a Piazza al Serchio nel lucchese ed uno in Sicilia ad Augusta nel siracusano, a Comiso nel ragusano, a Niscemi nel nisseno ed a Catania, deriva dal nome medioevale Cacciaguerra, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1178, dove compare come teste un certo Ranuccino figlio di Cacciaguerra, o in un trattato del 1260 a Luni nello spezzino: ".. In nomine Domini, amen. Omnes et singuli homines infrascripti de villa Sancti Terencii, videlicet Cacciaguerra quondam Rollandini, Aidante quondam Meliorati, Bonaparte quondam Bonafidei, Bonsegnore filius Bonaiuncte,..".
CACCIALANZA Tipico della provincia di Milano e Lodi.
CACCIANIGA
CAZZANIGA
GAZZANIGA
Caccianiga è decisamente milanese, Cazzaniga è tipico del milanese e del bergamasco, Gazzaniga sembrerebbe specifico del pavese, potrebbero derivare dal toponimo Gazzaniga (BG) l'antico Caccianiga e poi Cazaniga, di quest'uso abbiamo un esempio nel 1442: "...dicti loci de Cassago de mandato et impositione Iacobini dicti Bolpini de Nava filii quondam Iohannis et Zanis de Cazaniga filii quondam Bertini habitantium in dicto loco Cassago...", un 'esempio di questa cognomizzazione lo troviamo a Cassago nel 1524: "...Li heredi di messer Bernardo Cazaniga obligati a uno annuale di messa trenta et staia dodeci di formento per anni quaranta come per testamento sotto li 23 di genaro 1524...".
CACCIAPUOTI Tipico del casertano e napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome, si trovano tracce di questo cognome nel napoletano almeno fin dal 1400, nel 1419 infatti Giovanni Cacciapuoti dona alla chiesa di San Giovanni a Campo, oggi della Madonna delle Grazie di Giugliano in Campania (NA).
CACCIATORE Molto presente in tutta Italia, con origini diversificate e ceppi in Piemonte, Abruzzi, Lazio, Puglie e Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome legato all'abilità venatoria.
CACCIAVILLANI Cacciavillani ha un ceppo emiliano a Reggio Emilia ed Albinea (RE), uno nel vicentino, uno a Roma, uno nel chietino ed uno ad Agnone (IS), dovrebbe derivare da un soprannome originato da qualche episodio storico di epoca feudale durante il quale probabilmente un cavaliere si conquistò la nobiltà cacciando i villani in rivolta.
CACCINI Molto raro, è tipico dell'area milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Caccino (diminutivo di Caco).
CACCIOPINI
CACCIOPPINI
CACIOPINI
CACIOPPINI
Assolutamente rarissimi, le varie forme di questo cognome sembrano suggerire un antico insediamento nella zona tosco-umbra, dovrebbe essere di origine spagnola e deriverebbe da un soprannome disceso dal vocabolo cachopin (ciabattone, di uno che sbatte gli zoccoli) comparso in Spagna dopo il ritorno dalla scoperta dell'America,  termine di derivazione náhuatl (linguaggio mesoamericano).
CACICIA Cacicia, molto raro, è tipico di Palermo con un ceppo anche ad Agrigento, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome arabo Hashim, ma è pure possibile, se non addirittura più probabile, una derivazione da un soprannome legato al vocabolo arabo hashish o hashasha (erba, erbaccia), il mondo islamico a varie riprese proibì l'uso dell'hashish per i suoi effetti stupefacenti, ma lo stesso venne anche usato per raggiungere l'estasi religiosa dai Sufi persiani e dai Dervisci arabi, ricordiamo Hasan Ibn-Al Sabbah vissuto tra la fine del 1000 e gli inizi del 1100 che fondò la setta degli hashes-hin o mangiatori di hashish, da quel termine deriva l'odierno vocabolo assassino.
CACIOLA
CACIOLI
CACIOLLA
CACIOLLI
CACIOLO
Caciola è tipico del viterbese, di Viterbo e Vetralla, Caciolla è tipico di Orvieto nel ternano, Cacioli è decisamente toscano, di Arezzo e dell'aretino, con un ceppo anche a Firenze, Caciolli è tipico dell'area fiorentino, pratese, in particolare di Firenze, Campi Bisenzio, Scandicci e di Prato, Caciolo è tipico del frusinate di Anagni e di Roma, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di produttore di cacio (formaggio) o essere lavoranti in un caciolaio (locale adibito alla produzione del formaggio), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Spello (PG) nella seconda metà del 1100 con il Beato Andreas Caccioli (o Cacciola), guida spirituale di Santa Chiara di Assisi, nella seconda metà del 1200 nel Pisano con un certo Iacobus Caciolus citato tra gli Anziani della città di Pisa, nel 1391 a Gubbionel perugino tra le registrazioni del Monastero di San Pietro si legge: "...Die XV dicti mensis, hora causarum. Supradictus Iohannes, publicus bayulus et nuntius suprascriptus, vadens (fol. 74v) et rediens, relulit dicto D.no Vicario, sedente etc., et mihi, Notario infrascripto, se ivisse et fratrem Gregorium Manni Caccioli, fratrem dicti loci et syndicum ipsorum fratrum et loci predicti, ad hec specialiter constitutum ...".
CACCO Tipico dell'area padovano veneta, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Caco. 
CACOPARDI
CACOPARDO
Cacopardi è assolutamente rarissimo e si tratta quasi sicuramente di errori di trascrizione del più diffuso Cacopardo che è specifico della costa nordorientale della Sicilia, di Messina, Taormina, Gallodoro, Letojanni, Giardini Naxos e Casalvecchio Siculo nel messinese e di Catania, potrebbero derivare da un soprannome o nomignolo scherzoso, ma è anche possibile, se non addirittura più probabile, una derivazione da un soprannome composto dal termine greco kakò (cattivo, feroce) e dal termine pardos (pantera), se consideriamo che in epoca medioevale i saraceni erano anche chiamati con l'epiteto di pantere, si potrebbe ipotizzare un origine saracena del capostipite.
CACOZZA Cacozza è tipicamente calabrese, dell'area che comprende il cosentino, il crotonese ed il catanzarese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D’origine arbëreshë, il cognome Cacozza sembra derivare dalla toponomastica albanese, se si considera che, in Albania, esistono due città dal nome Kakoz (anche note come Cacossi), situate rispettivamente nella prefettura di Berat e in quella di Argirocastro. Con questo cognome, comunque, un esempio famoso è offerto dal poeta e cantautore arbëreshë Pino Cacozza (nato a San Demetrio Corone, Cosenza, nel 1957), che, nel mondo della musica arbëreshë, è una delle figure più note e apprezzate dei nostri tempi.
CADAMAGNANI Assolutamente rarissimo è tipico del piacentino, dovrebbe derivare dal mestiere praticato dalla famiglia, quello di calderai o stagnini e starebbe ad indicare quelli della casa degli stagnini, venditori o riparatori di pentole.
CADAMURO Cadamuro è specifico dell'area trevigiano, veneziana, di Musile di Piave, San Donà di Piave, Venezia, Cavallino Treporti e Meolo nel veneziano e di Cimadolmo, Treviso e Casale sul Sile nel trevisano, troviamo tracce di questa cognominizzazione fra la borghesia di Capodistria fin dal 1700, si può solo ipotizzare una derivazione da nomi di località riferiti ad una casa con un muro, forse particolarmente alto o lungo.
CADAU Tipicamente sardo, potrebbe derivare da una modificazione dal cognome spagnolo Cadeu.
CADDEO
CADDEU
Tipici sardi delle province di Oristano e Cagliari, estremamente raro il secondo, possono derivare da nomi di località come Is Caddeus nei pressi di Decimomannu (CA), o più probabilmente dal cognome spagnolo Cadeu, secondo alcuni dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome bizantino Kalleo.
CADDORI Caddori, estremamente raro, tipicamente sardo, sembrerebbe specifico di Arzana e Lotzorai nell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo logudurese caddu (cavallo) ed indicherebbe la qualifica di cavaliere attribuita al capostipite.
CADEDDU Tipico sardo, della fascia orientale e del cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una modificazione dialettale del vocabolo latino catellus (cagnolino), è abbastanza improbabile una derivazione dal vocabolo sardo caddu (cavallo).
CADELLI Cognome assolutamente raro, probabilmente di origine friulana, dovrebbe derivare da soprannomi legati all'aferesi di un toponimo come Roncadelle (TV), Falcade (BL), Biancade (TV) o simili.
CADENAZZI
CADENAZZO
CAENAZZO
Cadenazzi è molto raro e sembrerebbe specifico del comasco, Cadenazzo è praticamente unico, Caenazzo, rarissimo, è tipico veneziano, dovrebbe derivare dal termine dialettale veneto caenazzo (catenaccio) tant'è che nello stemma di cui si hanno tracce fin dal 1600 si vedono due ferri da catenaccio incrociati. Si hanno tracce del cognome Caenazzo o Cadenazzo, fin dal 1450 quando troviamo un "... Piero Cadenazzo quidem Domenico sartor da Venezia...", a Rovigno, in Istria, si trova un'iscrizione, nella chiesa di San Giuseppe, che dice: "JO CAPITAN ISEPPO CAENAZZO FECI FAR PER MIA DEVOZIONE ANO 1673".
CADEO Cognome molto raro, parrebbe bergamasco, ma dovrebbe derivare dal toponimo Cadeo (PC) o da un soprannome connesso con l'abitare nelle prossimità di un monastero o una chiesa (casa di dio - cà deo).
CADICAMO
CHIDICHIMO
Cadicamo, molto molto raro, è tipico del cosentino, Chidichimo, un pò meno raro, è sempre tipico del cosentino, di Platacci, Trebisacce, Villapiana e Castrovillari, si dovrebbe trattare di cognomi di origini albanesi, che dovrebbero derivare da un toponimo.
CADONE
CADONI
Cadone è tipico di Alghero (SS) Cadoni è molto diffuso in tutta la Sardegna, dovrebbero derivare da soprannomi originati dai vocaboli sardi cadone o cadoni (mercorella, pianta delle Euphorbiacee chiamata anche mercurialis annua infestantre dei vigneti e che da un pessimo sapore al vino) forse usati in modo dispregiativo.
CADORE
CADORI
CADORIN
CADORINI
Cadore è abbastanza raro ed è tipico dell'alto bellunese e di Bassano del Grappa ed area limitrofa nel vicentino, Cadori e Cadorini, assolutamente rarissimi si trovano nel bresciano, Cadorin è tipico del bellunese e trevigiano, dovrebbero derivare dai molti toponimi contenenti il vocabolo Cadore o dall'etnico relativo.
integrazioni fornite da Davide Cadore
i miei antenati risiedevano a Mason Vicentino dal 1600 e così per altri Cadore oggi residenti a Bassano e Nove. Dai documenti che si conservano presso la mia famiglia siamo potuti risalire quanto meno al luogo di provenienza del nostro ceppo famigliare: Sospirolo, un paesino in provincia di Belluno, che la famiglia ha lasciato a seguito della concessione di terre nel vicentino da parte della Repubblica di Venezia per servigi resi alla Repubblica stessa.
CADRINGHER Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini ungheresi trapiantati nell'alta Lombardia e deriverebbe dal cognome magiaro Kadringer. Personaggio famoso è stato Remo Cadringher noto aviatore degli anni 30.
CADROBBI Cadrobbi è tipico del Trentino, di   Baselga di Pinè in particolare, dovrebbe derivare dal termine tardo latino quadrobium (quadrivio, incrocio tra quattro strade) di cui riportiamo un esempio in un registro comunale del 1487: "...per capicia decemseptem ad alios duos terminos inter quos est ampla via brachia decemseptem et quartas duas Et deinde per capicia decemnovem et pedes quinque itur versus quadrobium ad alios duos terminos inter quos est ampla via capicia duos et pedes duos Et ab inde itur infra per capicia tredecim ad alios duos terminos inter quos est ampla via capicia duo pedes quatuor et oncias septem ...", probabilmente perchè l'abitazione della famiglia era situata appunto presso un incrocio di tal fatta.
CAEM
CAIM
Entrambi estremamente rari, presenti da tempo nel bresciano, derivano entrambi dal nome ebreo sefardita Caim (Caino), tracce di questa cognomizzazione le troviamo in un trattato di pace del 3 settembre 1143 concluso tra il conte Alfonso di Tolosa, l’abate, i consoli e gli abitanti di Saint-Gilles da una parte e i consoli di Pisa e di Genova dall'altra: "...Et ego Lanfranchus Piper, consul Ianuensis ,et ego Willelmus Caim, consul Pisanus, hoc idem sacramentum quod nos facimus faciemus facere consulibus Genue et Pise...".".
CAFAGNA
CAFAGNI
CAFAGNO
Cafagna è tipicamente pugliese, del barese in particolare, di Barletta, Bari ed Andria, Cafagni sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Cafagno è specifico di Bari, dovrebbero tutti derivare dall'essere il capostipite un fattore o cafagiarius (sovrintendente di campagna), o semplicemente un abitante di un cafagium (cascina), tracce di queste cognominizzazioni si trovano nel barese fin dal 1500.
CAFARI
CAFARO
CAFFAREL
CAFFARI
CAFFARO
CAFFARRI
Cafari è quasi unico, Cafaro è tipicamente meridionale, della zona che comprende la Campania litoranea, la Basilicata e la Puglia, con massima concentrazione nel salernitano e nel barese, Caffari sembra tipico del Lazio, Caffaro, molto raro, e Caffarel quasi unico sono specifici del basso torinese, della zona di Pinerolo e dintorni in particolare, Caffarri è specifico dell'area reggiana, dovrebbero derivare dal nome medioevale Cafarus o Caffarus di cui abbiamo un esempio a cavallo tra XI° e XII° secolo con il  marinaio, crociato, console di Genova: "..Caffarus de Caschifellone Genuensis Rei publicae rector et historiographus...", dagli Annali genovesi anni 1099-1163: "...Ianua tuta quidem fuit illo consule pridem, Urbs ea que movit, quod sic ex ordine novit; Nomen ei Cafarus, presens quem signat imago; Vivat in eternum cuius generosa propago, le forme meridionali potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal vocabolo arabo kaafir (infedele)
CAFASSI
CAFASSO
CAFAZZA
CAFAZZO
integrazioni di Stefano Ferrazzi
Cafassi, unico, si riscontra soltanto a Settala (MI), Cafasso, molto più diffuso, ha due ceppi principali, uno fra il napoletano, l’avellinese e il salernitano e l’altro fra il torinese, il vercellese e l’astigiano, Cafazza, quasi unico, è presente esclusivamente nel trapanese e a Carrara (MS), Cafazzo, piuttosto raro, ha un nucleo maggiore fra l’avellinese e il foggiano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Cafasso, l’italianizzazione, cioè, del personale greco Kaiaphas: si tratta, in realtà, di un nome d’origine aramaica, reso noto nel Nuovo Testamento tramite la figura di Yhosef Bar Kayafa, uno dei giudici, cioè, che parteciparono al processo di Gesù. In epoca molto più recente, personaggio di rilievo fu il sacerdote piemontese Giuseppe Cafasso (nato a Castelnuovo d’Asti nel 1811 e morto a Torino nel 1860), che, canonizzato nel 1947 e proclamato patrono dei condannati a morte, è oggi ricordato come San Giuseppe Cafasso. Per quanto riguarda i cognomi in questione, si tratta comunque delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CAFIERI
CAFIERO
CAFORIO
CAFUERI
Cafieri, assolutamente rarissimo, è quasi certamente dovuto ad errori di trascrizione di Cafiero che ha un ceppo nel napoletano a Napoli, Castellammare di Stabia, Meta e Piano di Sorrento ed uno salentino a Lecce e Brindisi, Caforio è tipicamente pugliese, dell'area che comprende il barese, il brindisino ed il tarentino, Cafueri sembra specifico del brindisino, di Francavilla Fontana in particolare, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale di origine germanica Gauferius di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1132: "In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri Jesu Christi. Anno incarnations eiusdem millesimo centesimo tricesimo secondo, mense iunio, indictione decima. Nos Alexander Cupersanensis comes et Tancredus Cupersani et Gauferius Catenzanii comes et Robertus Gravini iuramus ex precepto et voluntate domini nostri Rogerii Sicilie et Italie regis magnifici per hec sancta evangelia...".
CAFRA Cafra, molto raro, è specifico del siracusano, di Sortino e Melilli in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo spagnolo Cafra, un paese dell'Estremadura.
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