Visite dal 22/04/2004 
CABANI
CABANO
Cabani, molto raro, è specifico dell'area spezzino, carrarese, di Lerici (SP) e di Carrara (MS), Cabano è decisamente dello spezzino, anch'esso di Lerici soprattutto, dovrebbero derivare dall'antico termine toscano cabano (ampio cappotto con cappucio spesso foderato) che viene citato da Ludovico Muratori nella sua Dissertazione: Dell'arte del Tessere, e delle Vesti de' secoli rozzi.: "...V'erano eziandio pellirdae, così chiamate dalle pelli; e cabani, oggidì gabbani;..." lo Zingarelli al vocabolo gabbana o gabbano riporta appunto ampio cappotto con cappucio spesso foderato.
CABASSI Sembra avere oltre ad un nucleo tra sondriese e bresciano, anche uno nel reggiano, dovrebbe derivare da un nome di località (casa bassa oppure casa dei bassi)"frater Bonfantinus Florentinus".
integrazionie fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome Emiliano-Lombardo, maggiormente diffuso in Emilia: soprattutto reggio Emilia, poi Parma, Modena e Bologna.  In Lombardia si trova soprattutto a Brescia, Sondrio e Milano. I Cabassi Valtellinesi: sono concentrati nel comune di Tirano (SO) dove esiste già dal 1500, sembra però che la famiglia sia di origine bergamasca, ma il cognome è nato nel borgo valtellinese ( lo afferma il Dott. PALAZZI-TRIVELLI,esperto di cognomi valligiani). Possibile origine toponomastica data la radice  ca.
CABBOI
CABOI
Cabboi è tipico del cagliaritano, di Dolianova, San Nicolò Gerrei ed Armungia, con un piccolo ceppo anche ad Oliena nel nuorese, Caboi, molto più raro, è tipico dell'Ogliastra di Gairo e Cardedu, con un piccolo ceppo anche a Cagliari, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale sardo arcaico caboi (cappone).
CABELLA Tipico dell'alessandrino e genovese, deriva dal toponimo Cabella Ligure nell'alessandrino.
CABELLO Tipico della Val Malenco, in particolare di Chiesa Valmalenco nel sondriese, potrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine dialettale arcaico per fabbro.
CABERLETTI Caberletti, molto molto raro, è tipico del rovigoto ai confini con il mantovano, di Bergantino e di Bagnolo di Po, dovrebbe derivare dal nome medioevale Berleto, di cui abbiamo un esempio d'uso in uno scritto del 1360: ".. ordinis sancti Johannis Hierosolimitani Claudio de Montone domino de Cormandi Theobaldo de la Briga Johanne Du Boys Anthonio de Varennis Johanne de Grymaldis Mermeto Lombardy Francisco de Chissiaco Berleto de Alodio cum pluribus aliis nobilibus testibus ibidem astantibus et vocalis. Deinde statim et incontinenti post premissa et in eodem loco convocatis in unum nobilibus ..", ma è anche possibile una derivazione da un nome di località basato sul termine berleto, come ne esistono nel bolognese, nel ravennate, nel forlivese ed in altri siti della zona, veneto, emiliana, romagnola, nella parlata emiliana e romagnola il berleto è una specie di salice, quindi si potrebbe pensare che la località fosse indicata come casa dei salici.
ipotesi fornite da Michelangelo Caberletti
Caberletti sembrerebbe composto dal prefisso Cà (Casa - Casato) e dalla radice berletum, da berula (pianta acquatica), oppure terreno incolto e boscoso (Terre buschive seu berlete). Berleta era denominazione di aree golenali in uso fino al Sei-Settecento. Potrebbe essere perciò ascrivibile fra i cognomi derivanti da un toponimo di uso antico: Casa del Berletto, localizzabile nel serraglio di Berlè, forma contratta di berletto, fra Castelmassa e Ceneselli (Ro).
CABIANCA Cabianca è decisamente veneto, ha ceppi a Venezia, ed a Marcon nel veneziano, a Verona, a Cornedo Vicentino ed a Rubano nel padovano, dovrebbe derivare da nomi di località come la frazione di Chioggia Cà Bianca, o la frazione di Boara Pisani nel padovano, o di Castelfranco Veneto nel trevisano con lo stesso nome di Cà Bianca, e come queste molte altre omonime.
CABIB
CABIBBE
CABIBBO
CABIBI
Cabib, assolutamente rarissimo, parrebbe della zona litoranea toscoligure, Cabibbe ha un ceppo secondario a Milano, Cabibbo ha un ceppo a Ragusa, Comiso, Vittoria e Santa Croce Camerina nel ragusano, ed uno secondario a Roma, Cabibi sembrerebbe specifico di Lucca Sicula nell'agrigentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Cabibbe o Cabibbo, l'italianizzazione cioè del personale arabo o ebraico Habib, che può essere tradotto come amore o amato (da intendere spesso in senso religioso): per la precisione, comunque, va notato che i ceppi peninsulari, rappresentati per lo più dalle famiglie Cabibbe o Cabib, dovrebbero avere origini ebraiche (sefardite nello specifico), mentre i ceppi siciliani, rappresentati maggiormente dalle famiglie Cabibi e Cabibbo, dovrebbero essere d'origine araba. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CABIGIOSO
CABIGIOSU
Cabigioso, praticamente unico, è di Sassari, Cabigiosu è specifico di Sassari e Ploaghe nel sassarese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo cabigiu (capezzolo), ad intendere che il capostipite avesse dei capessoli probabilmente molto sporgenti.
CABITTA
CABITZA
CABIZZA
Cabitta, molto raro, parrebbe tipico del sassarese e di Porto Torres in particolare, Cabizza, molto più diffuso, è tipico di Sassari e del sassarese, Cabitza è tipicamente sardo, di Cabras (OR) e, nel cagliaritano di Cagliari e Decimoputzu e nell'Ogliastra di Perdasdefogu e Tertenia, potrebbero derivano entrambi dal vocabolo sardo cabitta (testolina, capezzale del letto), ma è pure possibile che si riferiscano ad una contrazione del termine sardo cabiddáda (grande quantità) ad indicare forse una buona disponibilità economica della famiglia.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CABITZA; CABIZZA; CABITTA:  sa cabìtza (capitza; capitsa;  capi(th)a) è la testa: dal latino capitis = capo, testa. In spagnolo abbiamo cabèza. Oggi per capo o testa è più usato, sa conca, che nelle carte antiche, soprattutto logudoresi, aveva per lo più il significato di scodella. Sa cabìtza è anche la spiga del grano o testa del grano e qui è più chiara la derivazione dal latino capìta = foraggio, profenda (brovènda). Su cabitzali è il capezzale, o anche guanciale; è inoltre lo spazio libero ai lati di una vigna o di un campo arato o alberato( is cabitzalis). Nelle carte antiche lo ritroviamo nella variante Capìta (vedi Capìta). Attualmente il cognome CABITZA è presente in 40 Comuni italiani, di cui 27 in Sardegna(con maggiore diffusione a sud): Cabras 52, Perdasdefogu 51, Decimoputzu 36, Cagliari 29, Gonnosfanadiga 18, Oristano 18, Sassari 18, etc. CABIZZA è presente in 27 Comuni d'Italia, di cui 15 in Sardegna(per lo più a nord): Sassari 105, Quartu S. E. 8, Oschiri 8, etc. CABITTA, è presente in 8 Comuni sardi( per lo più del nord): P. Torres 39, Sassari 15, Olbia 6, etc.
CABIZZOSU Cabizzosu ha un ceppo nel sassarese a Illorai e Sassari ed uno a Nuoro.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Cabizzosu: significa dalla testa grande, non solo in senso fisico (per l'etimo vedi Cabitza). Può avere inoltre il significato di pieno di spighe (un campo di grano). Il cognome è attualmente diffuso in 13 Comuni d'Italia, di cui 12 in Sardegna(per lo più del centro nord): Illorai 40, Sassari 23, Nuoro 15, etc.
CABONA Questo cognome, abbastanza raro è specifico del genovese, deriva dalla contrazione del vocabolo casabona (casa buona).
CABONI Cognome tipico della Sardegna sudoccidentale, potrebbe derivare dal vocabolo dialettale sardo su cabòni (il gallo).  Nel 1700 troviamo un mastro Antonio Caboni di Oristano incaricato della fabbrica del campanile della chiesa di Santa Maria Maddalena ad Uras (OR)
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CABONI: dall'italiano cappone (gallo castrato), ma in sardo significa gallo non castrato. Caboniscu è il galletto. Deriva dal latino caponis. Su cabòni de mari è un pesce della famiglia delle scorpène (cappone). Su cabòni de murdegu = cappone dei cisti è la beccaccia. Caboni o caboniscu campidanese è sinonimo di puddu, logudorese. Lo troviamo nelle carte antiche, con varie uscite. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, figurano: Capoi Thomeo, jurato (guardia giurata, collaboratore del maiore - sindaco) ville Goçula (*distrutto. Goçuna: Partis de Montibus); Capone Furatu, jurato ville Silano (*.distrutto - Curatorie de Marghine de Gociano. da non confondere con l'odierno Silanus); Caponi Dominico, jurato ville Ogiastra (*Ollasta Usellus; Useddus. Partis de Montibus); Caponi Joanne, jurato ville Meana. (*odierno Meana - Mandrolisay o Barbagia di Belvì). Nella storia ricordiamo Caboni Stanislao (Cagliari 1795 - 1880), giudice della Reale Udienza; primo presidente della Corte d'Appello di Milano. Di spirito giacobino, fu amico di D'Azeglio, di Manzoni e soprattutto di Vincenzo Gioberti. Attualmente il cognome Caboni è presente in 147 Comuni d'Italia, di cui 76 in Sardegna( per lo più a sud): Cagliari 154, Serramanna 102, Sarroch 79, San Gavino 78, Villasor 61, Capoterra 47, Quartu S. E. 44, etc.
CABRA Cabra è tipicamente lombardo, di Gambara  nel bresciano, di Brescia e di Stezzano nel bergamasco, l'ipotesi dell'origine spagnola e della derivazione dal nome della città andalusa di Cabra, è l'unica con qualche grado di affidabilità, potrebbe risalire al periodo della dominazione spagnola in Lombardia.
CABRAS Specifico della Sardegna, dovrebbe derivare dal toponimo Cabras (OR).
integrazioni fornite da Giusappe Concas
CABRA; CABRAS; CRABA; CRABU; CAPRILE; CAPRINO: crapa, craba è la capra, dal latino capra. Crabu è il maschio della capra, il caprone o becco e viene dal latino caper. Sa craba de mari è il ragno di mare. Crabìnu è proprio della capra: petza crabìna = carne di capra. Sa craba mudula è la capra senza corna. L'espressione: "Arreu che una craba"! = "Che va in giro come una capra"! (vedi nel Web dicius di Giuseppe Concas). Essi cumenti 'e unu crabu, significa essere grezzo, rozzo e maleodorante come un caprone. Il caprile in italiano, su crapìle o crabìli, in sardo, è la stalla o recinto delle capre. Nelle carte antiche della lingua sarda troviamo i suddetti cognomi nelle varie uscite. Tra i firmatari della pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Capra Angelus, ville Sasseri; Capra Barisono, ville Ecclesiarum(Iglesias); Capra Barsolo - ville Terrenove et Fundi Montis(Olbia); Capra Bernardo - ville de Ala (Alà dei Sardi); Capra Gaschino - de Bosa; Capra Georgio, ville Laconi; Capra Guantino, jurato ville Zaramonte(Chiaramente); Capra Guantino, ville Laconi; Capra Gunnario, ville Martis (Martis - Anglona); Capra Leonardo, jurato ville Layrru (Laerru); Capra Manuele - de Bosa; Capra Nicolao - ville de Pac¢ada (Pattada); Capra Nicolaus, ville Sasseri; Capra Petro, jurato ville Gocille ( * Gocille.villaggio Distrutto.Curatorie de Anella); Capra Torbino, ville Ecclesiarum; Capra(de) Angelino, ville Macumerii(Macomer); Capras (de) Lusurgio, ville Gonnos de Tramacia (Gonnostramatza); Caprilis (de) Joannes, ville Sasseri. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo: Capra Iorgi e i figli Capra Gunnari, Capra Elene, Capra Samaridanu e Capra Gosantine, in una partizione di servi: partirus (divisero) fiios de Iorgi Capra cun Gosantine de Lacon Lauri, armentariu de Sollie (. Clesia levavit a Gosantine et a Samaridanu et juige levavit a Gunnari et a Elene.(seguono i testimoni). Capra Gavini (40, 43), citato in una donazione(postura)e in una compera (comporu); (43): posit Iorgi Capai terra de Gavini Capra a Clesia; testes: Iohanne Capai, Goantine Cogone et Gavine Capai. Cabru Gavine (108), teste in una partizione di servi. Cabru Petru (98) prete di Leonissa (abitato scomparso * Leonissa .distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay o Barbagia di Belvì):.et sunt testimonios.et donnu (nobile) Petru Cabru presbiteru de Leonissa.Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, abbiamo: Capra Goantine (307), teste in una donazione (positinke); Capra Petru, maiore de Scolca (194 - il maiore de Scolca era il capo delle squadre a guardia dei confini), teste in una lite per la divisione di terre, in Salto di Puçu Passarsi (Villa medioevale scomparsa, sita, molto probabilmente, tra Romana e Cheremule); Capra Iorgi(122 -fratello del precedente Petro), coinvolto in una lite sfociata in una rissa: largarum homines de Sanctu Nichola cun homines de Iorgi Capra e de Petru su frate. Feruninde uno homine, Furatu de Rivu et moribit. Et Petru Capra et Iorgi Capra su frate benneru a me, et ego deindelis unu pulletru, a boluntade issoro bona.(vennero alle mani gli uomini di San Nicola con gli uomini di Iorgi Capra e di Petru suo fratello. Ne ferirono uno, e morirà. E Petru Capra e Iorgi Capra vennero da me (Iohannes Prior di San Nicola), et ego diedi (in cambio)un puledro col loro pieno consenso.). Capra Iusta e Capra Maria, sorelle (120), serve in Ugusule (forse l'odierna Osilo?). Caprinu Gunnari (235, 270 e 271), teste in una lite (kertu) per il possesso della terra. Caprinu Petru (305), in lite (kertu) con San Nicola per il risarcimento della uccisione di una cavalla, che dice essere sua. Nell'opera di Giovanni Francesco Fara "de Rebus Sardois IV", a pagina 174/1, è citato Capra Valentinus:.Valentinus Capra et Ferdinandus de Heredia, insignes viri sassarenses, fuerunt a rege generositatis privilegio honestati (.ottennero dal re la concessione della nobiltà - anno 1438). Ricordiamo inoltre che Cabras è un centro abitato di 9.000 abitanti, sito sulla costa occidentale della Sardegna, sulla riva sinistra dell'omonimo stagno, a pochi chilometri da Oristano, della cui provincia fa parte. Popolata sin dal V° millennio a. Cr. non lontana dal Tarros, uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna (vedi nel Web), in peridodo medioevale fu villa (bidda) appartenenente alla Curadorìa del Campidano Maggiore o di Cabras, del regno giudicale di Arborea. La sua prima menzione è in un documento dell'XI° secolo, ove è citata come domus de masone de capras = recinti, ovili di capre (furriadròxus de crabas). Nel 1410, dopo la sconfitta delle truppe arborensi anche il suo territorio andò a far parte del Regno di Sardegna, aggregato alla corona d'Aragona. Per saperne di più vedi nel Web oppure nel Di.Sto.Sa di F. Cesare Casula. Nella storia ricordiamo De La Cabra Bernardo, arcivescovo della Archidiocesi di Calari dal 1642 al 1655. Di origine spagnola, fu prima canonico, arcidiacono e inquisitore di Saragozza, Cuenca e Siviglia e poi vescovo di Barbastro. Durante i suo arcivescovado cagliaritano si scontrò con vari uomini politici e religiosi del suo territorio e non solo. Godeva comunque e sempre dell'appoggio della Curia Romana (Di. Sto. Sa).Nella  storia contemporanea citiamo Antonello Cabras, di Sant'Antioco( 1949), ingegnere, sindaco del suo paese, consigliere regionale, senatore della Repubblica, eletto per la prima volta il 21 aprile 1996; ancora oggi membro del Senato: l'ultima elezione (col PD) risale all'aprile 2008.  I suddetti cognomi nella situazione attuale: Cabra, è presente in 36 Comuni, di cui nessuno in Sardegna; è diffuso soprattutto in Piemonte. Cabras è presente in 377 Comuni italiani, di cui 147 in Sardegna: Cagliari 468, Quartu S. E. 411, Sassari 187, Balnei 163, etc. Craba è presente in 37 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: Siapiccia 33, Villaurbana 20, Berchidda 11, etc. Crabu è presente in 32 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: Cagliari 32, Mandas 23, Isili 20, etc. Caprile è presente in 84 Comuni italiani (con prevalenza in Liguria, Lombardia, Campania), di cui nessuno in Sardegna. Caprino è presente in 140 Comuni italiani, con prevalenza in Calabria, Sicilia, Lazio, Lombardia), di cui 1 in Sardegna: Oristano 3.
CABRELE Questo cognome, tipico della provincia di Padova, dovrebbe derivare dal nome Gabriele, modificato attraverso una forma dialettale.
integrazioni fornite da Gabriele Farronato
Cabrele è il modo nel quale si scriveva Gabriele nel secolo sedicesimo nel Veneto Centrale anche nella zona tra i fiumi Brenta e Piave.
CABRINI Tipico dell'area che comprende il milanese, il bergamasco, il bresciano, il cremasco e il lodigiano e le province di Mantova, Reggio, Parma e Piacenza, dovrebbe derivare dal personale latino Cabrius, probabilmente a sua volta derivato dal celtico Cabrach.  Si trovano tracce di questo cognome fin dal 1300, nel 1347 un intelligente popolano romano diviene notaio è Nicola di Rienzo Cabrini, comunemente chiamato Cola di Rienzo, famoso anche perchè organizzò la legazione inviata ad Avignone per richiamarne il Papa Clemente VI°, verso la fine dello stesso secolo a Verdello (BG) troviamo atti rogati da Petrus de Cabrinis de Verdello notarius, nella prima metà del 1400 a Taleggio (BG) troviamo un altro notaio Cabrini: "...Liber seu fragmentum instrumentorum d. Cabrini q. d. Viviani olim d. Costanzii alias q. alterius Viviani q. d. Boni olim nati d. Guilielmi de Supramonte Savionum notarii imperialis de Subecclesia Talegii, qui d. Cabrinus, ut ex suis plurimis ", verso la seconda metà del 1400 a Bologna opera una bottega artigiana di mastri vetrai Cabrini, le cui opere sono siglate CAF (Cabrini Fecerunt), nel 1510, ad Alfianello(BS) nasce Francesco Cabrini, di nobile famiglia, che fattosi prete, divenne direttore spirituale dei padri della Pace. La più famosa rappresentante della famiglia è stata senza ombra di dubbio la suora Francesca Saverio Cabrini, nata nel 1850 a Sant'Angelo Lodigiano, fatta santa canonizzata nel 1946 sa Pio XII°
CABULA
CAPULA
Cabula, abbastanza raro, è diffuso in modo omogeneo in tutta la Sardegna, Capula è specifico di Castelsardo nel sassarese, dovrebbero derivare dal toponimo medioevale Cabula situato nella diocesi di Sorres che fa parte dell'Arcidiocesi di Oristano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CABULA; (CAPULA): significato ed etimologia non ben chiari. . Capula = castello e villaggio distrutti (Contrate Ardar et Meylogu - di Siligo); chiamato anche Monte di Sant'Antonio, poiché nei pressi si trovano i ruderi della chiesa del Santo: secondo lo Spano deriva dal fenicio chevel = eredità. In latino capula è una piccola coppa. Sempre in latino, capulum coleorum è il membro virile. Capulare, sempre in latino ha il significato di scappare, fuggire. Capulai in campidanese, anche nelle varianti capuai e accapuai prende il significato di tagliuzzare, sminuzzare, tritare, fare il pesto, dallo spagnolo capolar = picar la carne (tritare la carne). Capulare in logudorese significa battere le biade, il lino o le pannocchie di granoturco. Fai sa cabùda in campidanese significa fare festa insieme agli amici; dal catalano cabùda. Lo troviamo nelle carte antiche, nella variante Capula. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figurano: Capula Bonnano, jurato ville Sia Sancti Nicolai ( *odierno Sia Piccina o Piccìa. Contrate Campitani Simagis); Capula Michaele, ville Selluri (Sanluri - Seddori); Capula Nicolao, ville Genadas (*villaggio distrutto-Laconi ..Contrate partis Alença); Capùla Salvatore, jurato ville Gemessi (*distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus). Il cognome Cabùla attualmente è presente in 51 Comuni d'Italia, di cui 15/377, in Sardegna( per lo più a sud):Serrenti23, Furti 14, Samatzai 12, Villacidro 9, Cagliari 8, etc.
CABUTTI
CABUTTO
GABUTTI
GABUTTO
Cabutto ha un ceppo nel cuneese a Bra, Narzole, Cherasco ed Alba, Cabutti, molto raro, è sempre piemontese, di Dogliani nel cuneese e di Torino, Gabutti, meno raro, ha piccoli ceppi a Torino e Villar Perosa nel torinese, ad Asti, a Vercelli, a Casale Monferrato e Cassine nell'alessandrino e ad Alba e Dogliani nel cuneese, con presenze anche in Liguria, Gabutto, molto raro, ha presenze nel basso Piemonte ed a Genova, dovrebbero essere di origini occitane e derivare da soprannomi originati da variazioni del vocabolo occitano cabut (dalla grossa testa), a sottolineare probabilmente questa caratteristica dei capostipiti.
CACACE Cacace ha un grosso ceppo a Roma ed a Tivoli nel romano, uno molto più consistente nel napoletano, in particolare a Napoli, Massa Lubrense e Castellammare di Stabia, ma ben presente anche a Volla, Meta, Casalnuovo di Napoli, Piano di Sorrento, Sorrento, Torre del Greco, Capri, Casoria, Anacapri, Portici. Pozzuoli, Sant'Antimo e tutta la provincia, ed a Salerno, ha un ceppo a Bari e Taranto, ed uno a Palermo, nell'isola di Lipari ed a Messina, dovrebbe derivare dal nome e cognome greco Kakakis.
CACAPECE Cacapece è un antico cognome dell'area campano, pugliese, ormai quasi scomparso, potrebbe nascere dalla professione di mastro calafataro svolta dal capostipite, che nello svolgimento del suo mestiere utilizzava ovviamente molta pece.
CACAVALE
CACCAVALE
CACCAVALLO
Cacavale, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione di Caccavale che è specifico di Napoli e del napoletano, Caccavallo è decisamente napoletano, dovrebbero derivare da un soprannome, vedi a titolo di esempio il cognome Caccavella, ma potrebbero anche stare ad indicare la povertà dei capostipiti, con riferimento al caccavo (pentolone usato dai frati per nutrire i poveri) (vedi CACCAVO).
integrazioni fornite da Gigi Colombo
potrebbe essere stato originato dall'italianizzazione del cognome greco Kakavoulis.
CACCAMO Tipico della Sicilia e del reggino, deriva dal toponimo Caccamo nel palermitano.
CACCARO Caccaro ha un ceppo nel varesotto a Somma Lombardo ed a Sirmione nel bresciano ed uno nel padovano a Villa del Conte, Campo San Martino e Santa Giustina in Colle, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine medioevale veneto cacaro (uomo da poco, persona insignificante).
CACCAVELLA
CACCAVELLI
CACCAVELLO
CACCAVIELLO
Caccavella e Caccavelli sono molto rari e tipici del foggiano, Caccavello è ancora più raro e sembrerebbe avere un ceppo nell'orvietino ed uno nel napoletano, Caccaviello è specifico della provincia di Napoli, di Massa Lubrense in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale caccavella (o putipù tipico strumento napoletano) usato a volte ad indicare una cosa da poco.
CACCAVO
CACCAVO'
CACCAVONE
Caccavo ha un ceppo campano a Napoli, Salerno e Pontecagnano Faiano sempre nel salernitano, un ceppo a Barile nel potentino ed uno a Giovinazzo e Canosa Di Puglia nel barese e a Foggia, Caccavò è quasi unico ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione nelle anagrafi del nord, Caccavone sembrerebbe specifico di Serracapriola nel foggiano, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine campano caccavo (pentolone), forse a richiamare l'uso di questi grossi pentoloni nei monasteri che distribuivano quotidianamente minestre per i poveri e quindi per classificare il capostipite come un mendicante.
CACCIA
CACCIARI
Diffuso in tutt'Italia Caccia, con buona concentrazione in Lombardia nelle provincie di Bergamo, Milano e Varese, tipico bolognese Cacciari, dovrebbero derivare da un soprannome legato all'abilità venatoria o comunque a qualcosa legato alla caccia.
CACCIAGUERRA Cacciaguerra ha un ceppo a Cesena e nel cesenate, uno a Piazza al Serchio nel lucchese ed uno in Sicilia ad Augusta nel siracusano, a Comiso nel ragusano, a Niscemi nel nisseno ed a Catania, deriva dal nome medioevale Cacciaguerra, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1178, dove compare come teste un certo Ranuccino figlio di Cacciaguerra, o in un trattato del 1260 a Luni nello spezzino: ".. In nomine Domini, amen. Omnes et singuli homines infrascripti de villa Sancti Terencii, videlicet Cacciaguerra quondam Rollandini, Aidante quondam Meliorati, Bonaparte quondam Bonafidei, Bonsegnore filius Bonaiuncte,..".
CACCIAGUIDA Cacciaguida, ormai quasi scomparso, potrebbe essere stato fiorentino, visto che il sommo poeta Dante Alighieri fu un pronipote di un Cacciaguida, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome, forse riservato ad un addetto all'organizzazione della caccia di qualche famiglia nobile.
CACCIALANZA Tipico della provincia di Milano e Lodi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Caccialanza è composto da 'caccia' + 'lanza' dove quest'ultimo termine viene dal dialetto e indica una 'lancia', cioè una imbarcazione a remi.
CACCIANIGA
CAZZANIGA
GAZZANIGA
Caccianiga è decisamente milanese, Cazzaniga è tipico del milanese e del bergamasco, Gazzaniga sembrerebbe specifico del pavese, potrebbero derivare dal toponimo Gazzaniga (BG) l'antico Caccianiga e poi Cazaniga, di quest'uso abbiamo un esempio nel 1442: "...dicti loci de Cassago de mandato et impositione Iacobini dicti Bolpini de Nava filii quondam Iohannis et Zanis de Cazaniga filii quondam Bertini habitantium in dicto loco Cassago...", un 'esempio di questa cognominizzazione lo troviamo a Cassago nel 1524: "...Li heredi di messer Bernardo Cazaniga obligati a uno annuale di messa trenta et staia dodeci di formento per anni quaranta come per testamento sotto li 23 di genaro 1524...".
CACCIAPAGLIA Cacciapaglia è tipicamente pugliese, del barese e di Santeramo in Colle in particolare, di Acquaviva delle Fonti, di Bari, di Noicattaro e di Conversano, di Tuglie, Parabita e Nardò nel leccese e di Taranto, dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso riferito a capostipiti che non fossero dei gran cacciatori, o anche a dei contadini visti come addetti ai pagliai.
CACCIAPUOTI Cacciapuoti è tipico del casertano e del napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome, ma secondo un'ipotesi non trascurabile dovrebbe invece derivare dall'italianizzazione dialettale del cognome francese Chassepot, che a sua volta deriva da un termine che indicava la mansione di esattore delle imposte, si trovano tracce di questo cognome nel napoletano almeno fin dal 1400, nel 1419 infatti Giovanni Cacciapuoti dona alla chiesa di San Giovanni a Campo, oggi della Madonna delle Grazie di Giugliano in Campania nel napoletano.
CACCIATORE Molto presente in tutta Italia, con origini diversificate e ceppi in Piemonte, Abruzzi, Lazio, Puglie e Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome legato all'abilità venatoria.
CACCIAVILLANI Cacciavillani ha un ceppo emiliano a Reggio Emilia ed Albinea (RE), uno nel vicentino, uno a Roma, uno nel chietino ed uno ad Agnone (IS), dovrebbe derivare da un soprannome originato da qualche episodio storico di epoca feudale durante il quale probabilmente un cavaliere si conquistò la nobiltà cacciando i villani in rivolta.
CACCINI Molto raro, è tipico dell'area milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Caccino (diminutivo di Caco).
CACCIOLA
CACCIOLI
CACCIOLO
CACIOLA
CACIOLI
CACIOLLA
CACIOLLI
CACIOLO
Cacciola è tipico della Sicilia sudorientale, del messinese e del catanese, con ceppi anche in Calabria, in particolare nel reggino, nel napoletano e casertano e  nel romano e latinense, Caccioli, molto molto raro, è specifico dell'appennino parmense, di Borgo Val di Taro in particolare, potrebbe anche forse derivare dal toponimo Cacciola nel reggiano, Cacciolo, estremamente raro, tipicamente siciliano, è specifico di  Patti nel messinese, Caciola è tipico del viterbese, di Viterbo e Vetralla, Caciolla è tipico di Orvieto nel ternano, Cacioli è decisamente toscano, di Arezzo e dell'aretino, con un ceppo anche a Firenze, Caciolli è tipico dell'area fiorentino, pratese, in particolare di Firenze, Campi Bisenzio, Scandicci e di Prato, Caciolo è tipico del frusinate di Anagni e di Roma, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di produttore di cacio (formaggio) o essere lavoranti in un caciolaio (locale adibito alla produzione del formaggio), ma è pure possibile, in alcuni casi una derivazione dal nome personale latino Cassiolus, un'ipocoristico in uso presso la Gens Cassia, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Spello (PG) nella seconda metà del 1100 con il Beato Andreas Caccioli (o Cacciola), guida spirituale di Santa Chiara di Assisi, nella seconda metà del 1200 nel Pisano con un certo Iacobus Caciolus citato tra gli Anziani della città di Pisa, nel 1391 a Gubbionel perugino tra le registrazioni del Monastero di San Pietro si legge: "...Die XV dicti mensis, hora causarum. Supradictus Iohannes, publicus bayulus et nuntius suprascriptus, vadens (fol. 74v) et rediens, relulit dicto D.no Vicario, sedente etc., et mihi, Notario infrascripto, se ivisse et fratrem Gregorium Manni Caccioli, fratrem dicti loci et syndicum ipsorum fratrum et loci predicti, ad hec specialiter constitutum ...".
integrazioni fornite da Giovanni Cacciola
il cognome Cacciola potrebbe derivare dal latino cassis (laccio da caccia o rete del cacciatore) e da olus (erbaggi, ortaggi), starebbe ad indicare, se così fosse, la caccia praticata dai rustici o un territorio di caccia coltivato.  L'arma della famiglia cacciola ne è una conferma:d'azzurro all'aquila d'argento.  Cacciola è anche il nome di un antico feudo del XII° secolo, dove sorge l'omonima località, feudo destinato alla caccia nel medioevo.  Un Giovanni Giacomo Cacciola fu senatore di Messina nel 1232, Jacopo tenne la stessa carica nel 1322.
CACCIOPINI
CACCIOPPINI
CACIOPINI
CACIOPPINI
Assolutamente rarissimi, le varie forme di questo cognome sembrano suggerire un antico insediamento nella zona tosco-umbra, dovrebbe essere di origine spagnola e deriverebbe da un soprannome disceso dal vocabolo cachopin (ciabattone, di uno che sbatte gli zoccoli) comparso in Spagna dopo il ritorno dalla scoperta dell'America,  termine di derivazione náhuatl (linguaggio mesoamericano).
CACCIOPPO
CACIOPPI
CACIOPPO
Caccioppo, molto molto raro, è specifico di Messina, Cacioppi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Cacioppo, che è decisamente più diffuso, ha un grosso ceppo palermitano ed uno nell'agrigentino a Sambuca di Sicilia, Menfi e Santa Margherita di Belice, ed a Gela nel nisseno, questi cognomi potrebbero essere di origine spagnola e risalire al termine di derivazione náhuatl (linguaggio mesoamericano) cachopin (ciabattone, di uno che sbatte gli zoccoli), termine entrato in uso, prima come soprannome in Spagna, e poi nei territori soggetti alla dominazione aragonese.
CACCIOTTOLI
CACCIOTTOLO
CACCIUOTTOLO
Cacciottoli ha un piccolissimo ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno altrettanto piccolo ad Eboli nel salernitano, Cacciottolo, assolutamente rarissimo, è tipicamente campano, ha presenze nel napoletano ed un ceppo ad Eboli e Battipaglia nel salernitano, Cacciuottolo, il più diffuso dei tre, è specifico di Napoli, Pozzuoli e Torre del Greco nel napoletano, questi cognomi sono antichissimi e sembra risalgano al sesto secolo, ricordiamo di quest'epoca il santo eremita, padre benedettino, ed abate del monastero della città di Sorrento, Antonino Cacciottolo. L'origine di questo cognome dovrebbe essere da soprannomi basati sul termine greco antico κακκύτες  kaccùtes (vedi CACCIUTTO), o anche da un'alterazione ipocoristica del cognomen tardo latino Catellus (cagnolino) che attraverso varie alterazioni si dovrebbe essere trasformato in Caciottellus e quindi in Caciottolus.
CACCIUTTO Cacciutto è specifico dell'isola d'Ischia, di Lacco Ameno, Forio e Barano d'Ischia, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato sul termine greco arcaico κατά  κύτες  katà kùtes contratto poi in κακκύτες  kaccùtes che significava sudatorio o luogo termale riscaldato da fenomeni vulcanici naturali, probabilmente ad indicare che il capostipite provenisse da un luogo dove fossero stati presenti simili fenomeni vulcanici.
CACCO Tipico dell'area padovano veneta, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Caco. 
CACCURI Caccuri è specifico del cosentino, di Campana, Rossano, Rovito, Pietrafitta e Cosenza, dovrebbe derivare dal toponimo Caccuri nel crotonese, probabile luogo d'origine della famiglia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Caccuri è un cognome calabrese. Oltre che dal toponimo omonimo, potrebbe essere una italianizzazione del cognome greco Kakuris.
CACI Caci è un cognome tipicamente siciliano, di Gela nel nisseno, ma anche dell'agrigentino, di Licata, Aragona, Agrigento, Porto Empedocle e Ravanusa, potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di casaro (produttore di cacio), svolto forse dai capostipiti, ma non si può escludere una possibile derivazione dal nome personale turco Qaji, che potrebbe essere stato portato dai capostipiti.
CACICIA Cacicia, molto raro, è tipico di Palermo con un ceppo anche ad Agrigento, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome arabo Hashim, ma è pure possibile, se non addirittura più probabile, una derivazione da un soprannome legato al vocabolo arabo hashish o hashasha (erba, erbaccia), il mondo islamico a varie riprese proibì l'uso dell'hashish per i suoi effetti stupefacenti, ma lo stesso venne anche usato per raggiungere l'estasi religiosa dai Sufi persiani e dai Dervisci arabi, ricordiamo Hasan Ibn-Al Sabbah vissuto tra la fine del 1000 e gli inizi del 1100 che fondò la setta degli hashes-hin o mangiatori di hashish, da quel termine deriva l'odierno vocabolo assassino.
CACOPARDI
CACOPARDO
Cacopardi è assolutamente rarissimo e si tratta quasi sicuramente di errori di trascrizione del più diffuso Cacopardo che è specifico della costa nordorientale della Sicilia, di Messina, Taormina, Gallodoro, Letojanni, Giardini Naxos e Casalvecchio Siculo nel messinese e di Catania, potrebbero derivare da un soprannome o nomignolo scherzoso, ma è anche possibile, se non addirittura più probabile, una derivazione da un soprannome composto dal termine greco kakò (cattivo, feroce) e dal termine pardos (pantera), se consideriamo che in epoca medioevale i saraceni erano anche chiamati con l'epiteto di pantere, si potrebbe ipotizzare un origine saracena del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cacopardo è un cognome della Sicilia orientale che viene dal greco moderno 'kakòkardos' = afflitto, triste. Rohlfs 36.
CACOZZA Cacozza è tipicamente calabrese, dell'area che comprende il cosentino, il crotonese ed il catanzarese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine arbëreshë, il cognome Cacozza sembra derivare dalla toponomastica albanese, se si considera che, in Albania, esistono due città dal nome Kakoz (anche note come Cacossi), situate rispettivamente nella prefettura di Berat e in quella di Argirocastro. Con questo cognome, comunque, un esempio famoso è offerto dal poeta e cantautore arbëreshë Pino Cacozza (nato a San Demetrio Corone, Cosenza, nel 1957), che, nel mondo della musica arbëreshë, è una delle figure più note e apprezzate dei nostri tempi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cacozza: si tratta di una variante del cognome siciliano Cacòcciola = carciofo. Rohlfs 57.
CADALANU
CADELANO
CADELANU
Cadalanu è quasi unico, forse del nuorese, Cadelanu, altrettanto raro, sembrerebbe del cagliaritano, si tratta probabilmente di forme arcaiche di Cadelano, che è molto diffuso nel cagliaritano, in particolare a Quartu Sant'Elena, Cagliari, Quartucciu, Settimo San Pietro e Villasimius, con un ceppo anche a Terralba nell'oristanese ed uno a Sassari, deriva dall'etnico di Catalogna in lingua sarda.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CADELANO; CADALANU; CADELANU:  cadalanu, catalanu = di origini catalane. .Come cognome è presente nelle carte antiche della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Catalane Jacobus, ville Algueri ** Ville Algueri.odierno Alghero. Camella Bernardus, Bos Franciscus, Ferret Anthonius sindici, actores et procuratores.et nos, superius nominati: Serra (de) Thomas, major camere; Pancie Comita, sub cancellarius; Caso Anthonio procuratores.et singulos homines civitatum Sasseri et Ville Ecclesiarum ac loci Telluri et locorum Mole de Posata et Iscle de Galtelì ac Contrate de Baronia. Die sexta febroarii (1388)..; Cathalanu Comita - de Aristanni. *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo : Cadalanu Iohanne(94), in una donazione : posit Janne de Monte terra ad clesia in Guraeda( ?), cabizale assa binia de donnu Goantine de Lacon, tenendo assas cinnigas, pro s'anima sua  cun boluntade  bona de Iohanne Cadalanu et de donna Preciosa..Nella storia ricordiamo : Catalan Antonio, cagliaritano di origine provenzale. In periodo iberico del Regno di Sardegna, nel 1668, acquistò all'asta la Baronia di Teulada e nel 1670 ottenne, dal re di Spagna, il cavalierato ereditario e la nobiltà. Attualmente il cognome Cadelano è presente in 48 Comuni italiani di cui 22 in Sardegna: Quartu S. E. 144, Cagliari 51, Quartucciu 45, Terralba 44, etc. Cadalanu è presente in soli 2 Comuni: Nuoro 15, Orosei 3; Cadelanu è presente in soli 4 Comuni: Settimo, Sinna, Solemnis etc. NOTA: il cognome Catalano è presente in tutta Italia con maggiore diffusione in Sicilia (Palermo 1313); seguono: Roma con 693, Napoli con 481, Torino con 395, Milano con 389, etc. Catalano è presente anche in Sardegna, ma di chiara importazione: Sassari 9, Iglesias 8, Assemini 6, etc.
CADAMAGNANI Assolutamente rarissimo è tipico del piacentino, dovrebbe derivare dal mestiere praticato dalla famiglia, quello di calderai o stagnini e starebbe ad indicare quelli della casa degli stagnini, venditori o riparatori di pentole.
CADAMURO Cadamuro è specifico dell'area trevigiano, veneziana, di Musile di Piave, San Donà di Piave, Venezia, Cavallino Treporti e Meolo nel veneziano e di Cimadolmo, Treviso e Casale sul Sile nel trevisano, troviamo tracce di questa cognominizzazione fra la borghesia di Capodistria fin dal 1700, si può solo ipotizzare una derivazione da nomi di località riferiti ad una casa con un muro, forse particolarmente alto o lungo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cadamuro è un cognome veneto che significa letteralmente 'casa di muro', cioè 'murata'. Olivieri 170.
CADAU Tipicamente sardo, potrebbe derivare da una modificazione dal cognome spagnolo Cadeu.
CADDEMI Caddemi, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine arabo haddām (servo).
CADDEO
CADDEU
Tipici sardi delle province di Oristano e Cagliari, estremamente raro il secondo, possono derivare da nomi di località come Is Caddeus nei pressi di Decimomannu (CA), o più probabilmente dal cognome spagnolo Cadeu, secondo alcuni dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del nome bizantino Kalleo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CADDEO; CADDEU: di etimo e significato incerti. Prof. Massimo Pittau suggerisce la derivazione dall'italiano Taddeo, non da Coddeus, presente come nomen in Africa, ma non in Sardegna. Il latino callum significa pelle indurita, callo. In greco abbiamo kalais = turchino (pietra preziosa); kalèo = chiamare; Kallèas, da Kallìas, nel significato di bellezza o bontà. Lo ritroviamo nelle carte antiche della Sardegna, generalmente nella variante antica Calleo. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo: Calleo Fuliado, jurato Villa de Abbas (Santa Maria Acquas - Sardara); Calleo Marcho, ville de Sardara. ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388. Nella storia ricordiamo, Caddeo Rinaldo, di San Gavino Monreale (1881 - 1956), giornalista e storico (Di.Sto.Sa). Attualmente il cognome Caddeo è presente in 229 Comuni italiani, di cui 103 in Sardegna: Cagliari 243, Sardara 124, Arbus 98, Quartu S. E. 73, Carbonia 53, Santadi 49, etc. Caddeu è invece presente in 15 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna: Segariu 23, Furti 11, Sanluri 9, Vallermosa 6, etc.
CADDIA Caddìa, molto raro, è tipicamente sardo, ha piccoli ceppi a Villacidro nel Medio Campidano, Cagliari e Usini nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CADDIA: caddìâ deriva da caddìna per nasalizzazione vocalica, per caduta della "n" intervocalica: fenomeno fonetico corrente soprattutto nei dialetti meridionali. Caddìâ, a sua volta deriva da gaddìâ, gaddìna, dall'italiano gallina. Caddìna potrebbe però derivare da cuàddu, in campidanese, càddu nei dialetti centrali: sa musca cuaddìna (camp.), sa musca caddìna (dialetti centrali) = la mosca dei cavalli. Una femmina, una pippia c(u)addìna = una donna, una bambina capricciosa, cavallina. Esiste pure il termine càddia o gàddia, che però significa poplite, piega o grinza della pelle o anche di un vestito e deriva dal latino callum, o callica. Per definire un vestito spiegazzato diciamo: est tottu accaddionàu. Il cognome Caddìa, con l'accento sulla "i" non deriva assolutamente da càddia, piega. Abbiamo telefonato a tanti Caddìa della Sardegna e tutti hanno puntualizzato l'accento sulla "i". Anche se nessuno ha rimarcato il fenomeno fonetica della nasalizzazione. È comunque cosa normale, ne abbiamo tantissimi esempi: Mascìâ, Carìâ, Angiòî, Cardìâ, Pittàû, Lillìû, Làî, etc.etc. Attualmente il cognome è presente in 36 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna: Villacidro 21, Cagliari 13, Usini 11, Selargius 6, Capoterra 6, Pabillonis 3, etc.
CADDORI Caddori, estremamente raro, tipicamente sardo, sembrerebbe specifico di Arzana e Lotzorai nell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo logudurese caddu (cavallo) ed indicherebbe la qualifica di cavaliere attribuita al capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CADDORI: di significato ed etimo incerti. Potrebbe derivare da cavaddu, cuaddu, caddu = cavallo, dal tardo latino caballus, ed in questo caso starebbe ad indicare le caratteristiche di un cavallo; con cavaddèri, caddèri, cuaddèri, si indicano invece le caratteristiche del cavaliere: caddèri = un buon cavaliere. Più probabilmente deriva da caddu = callo, dal latino callum. Caddòsu significa di pelle dura, ma anche ostinato, come l'italiano incallito. Caddòri quindi starebbe ad indicare una caratteristica della personalità, ad esempio, ostinazione, caparbietà, testardaggine, che sono peculiarità abbastanza comuni in noi sardi, in senso buono ed in senso cattivo! Attualmente il cognome Caddòri è presente in 8 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: arzana 24, Lotzorai 14, Cagliari 5, etc.
CADEDDU Tipico sardo, della fascia orientale e del cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una modificazione dialettale del vocabolo latino catellus (cagnolino), è abbastanza improbabile una derivazione dal vocabolo sardo caddu (cavallo).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CADEDDU: calèddu, calellèddu, cathèddu, catzèddu = cagnolino o cucciolo di cane. Viene dal latino catellus = cucciolo di cane. Iscatzeddài/re, significa togliere i cuccioli alla cagna o anche ad altro animale. Cognome diffuso in tutta la Sardegna sin dai tempi antichi. Negli antichi documenti della lingua sarda è presente in diverse varianti. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figurano: Cadeddu Angioleddu, ville Selluri (Sanluri - Seddori); Cadeddu Anthonio, ville Mahara (Villamar); Cadeddu Marco, jurato ville Duçaramanna (*odierno Ussaramanna. Contrate Marmille; Cadellu Guantino, ville Magumadas (*Magomadas. Contrate Castri Serravallis); Catedu Bartholomeo, majore (amministratore - sindaco)ville Oruinas (Ruinas); Catedu Guantino, jurato(guardia giurata, collaboratore del maiore) ville Baugadi (*Bauyadi.villaggio distrutto- Contrate Partis Milis) ; Catelli Marianus - de Aristanni (Oristano); Catello Francisco - de Castri Januensis (Castelsardo); Catellu Arsòco, majore ville Sia Sancte Lucie (* Odierno Siamanna. Contrate Campitani Simagis); Catellu Francisco, jurato ville Pauli (*Paulilatino. Contrate Partis de Guilcier); Catellu Leonardo, jurato ville Milis (*odierno Milis - Contrate Partis de Milis); Cathellu Comita., ville Solgono(Sorgono - Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Cathellu Mariano, ville Solgono. Nella storia ricordiamo: Cadeddu Gaetano, cagliaritano, studente di medicina, figlio dell'avvocato  Salvatore, col quale fu coinvolto nella congiura di Palabanda, contro il governo piemontese. In seguito al fallimento dell'insurrezione riuscì a dileguarsi. Lo ritroviamo poi con Napoleone Bonaparte e sempre con lui a Waterloo, ma in qualità di direttore delle ambulanze. Fu in seguito perseguitato come Bonapartista. Si rifugiò infine in Toscana cambiando nome in Cadelli. A Pisa, sotto la protezione del Professor Andrea Vacca, docente di chirurgia, riuscì a riprendere gli studi ed a laurearsi in medicina. Fu poi, come medico ad Algeri. In seguito a Tunisi e poi di nuovo in Italia. Ricoprì l'incarico di console di Svezia, Norvegia e America a Sfax. Fu quindi di nuovo a Tunisi, dove morì nel 1858.  Cadello Diego Gregorio, del nobile casato dei Cadello, marchesi di San Sperate, vescovo della archidiocesi di Cagliari dal 1798 al 1807, poi cardinale. Cadello Francesco Ignazio (padre del cardinale Diego Gregorio) visse nel primo periodo sabaudo del Regno di Sardegna. Fu uno dei più importanti giuristi del suo tempo. Percorse tutta la carriera accademica e forense; infine fu proposto dal re di Sardegna Carlo Emanuele I°  per l'incarico di Reggente del Supremo Consiglio di Sardegna, che rifiutò per motivi di salute. Attualmente il cognome Cadeddu è presente in 320 Comuni italiani, di cui 143 in Sardegna: Cagliari 252, Sassari 140, Guspini 114, Oristano 95, Quartu S. E. 88, Carbonia 81, Borore 80, Nuoro 59,. Etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto con 131.
CADELLI Cognome assolutamente raro, probabilmente di origine friulana, dovrebbe derivare da soprannomi legati all'aferesi di un toponimo come Roncadelle (TV), Falcade (BL), Biancade (TV) o simili.
CADENASSO Cadenasso è tipico di Genova, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del termine francese cadenas (catenaccio, serratura), forse indicando così che il mestiere del capostipite fosse quella di fabbro esperto nella produzione di catenacci e lucchetti.
CADENAZZI
CADENAZZO
CAENAZZO
Cadenazzi è molto raro e sembrerebbe specifico del comasco, Cadenazzo è praticamente unico, Caenazzo, rarissimo, è tipico veneziano, dovrebbe derivare dal termine dialettale veneto caenazzo (catenaccio) tant'è che nello stemma di cui si hanno tracce fin dal 1600 si vedono due ferri da catenaccio incrociati. Si hanno tracce del cognome Caenazzo o Cadenazzo, fin dal 1450 quando troviamo un "... Piero Cadenazzo quidem Domenico sartor da Venezia...", a Rovigno, in Istria, si trova un'iscrizione, nella chiesa di San Giuseppe, che dice: "JO CAPITAN ISEPPO CAENAZZO FECI FAR PER MIA DEVOZIONE ANO 1673".
CADENELLA
CADENELLI
Cadenella, praticamente unico, è veneziano, Cadenelli è specifico di Vobarno nel bresciano, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine dialettale bresciano cadenel, che significa sia catenaccio che quel ferro particolare situato all'altezza della bocca della canna fumaria di un camino, usato per appendervi tramite catene i paioli per cucinare.
CADEO Cognome molto raro, parrebbe bergamasco, ma dovrebbe derivare dal toponimo Cadeo (PC) o da un soprannome connesso con l'abitare nelle prossimità di un monastero o una chiesa (casa di dio - cà deo).
CADICAMO
CHIDICHIMO
Cadicamo, molto molto raro, è tipico del cosentino, Chidichimo, un pò meno raro, è sempre tipico del cosentino, di Platacci, Trebisacce, Villapiana e Castrovillari, si dovrebbe trattare di cognomi di origini albanesi, che dovrebbero derivare da un toponimo.
CADILE
CADILI
Cadile, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, di Tripi e Patti nel messinese, Cadili, più comune è decisamente del messinese, di Patti, Messina e Tripi, potrebbero derivare da forme dialettali derivate dal termine e nome latino catellus (cagnolino), una seconda ipotesi li fa derivare da un soprannome grecanico con il significato di vasai.
CADONE
CADONEDDA
CADONI
Cadone è tipico di Alghero (SS), Cadonedda, forse del nuorese, sembrerebbe ormai quasi scomparso, Cadoni è molto diffuso in tutta la Sardegna, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dai vocaboli sardi cadone o cadoni (mercorella, pianta delle Euphorbiacee chiamata anche mercurialis annua infestante dei vigneti e che da un pessimo sapore al vino) forse usati in modo dispregiativo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CADONE; CADONI: su cadòni è un'erba, la mercorella: chenopodium album. È un nemico dei viticoltori, perché da un cattivo sapore al vino: "Custu binu tenit sabori de cadòni"! Questo vino ha sapore di mercorella.è da buttare! È proprio una peste: rovina il vino! Sull'etimo della parola permangono incertezze, lo stesso Wagner mette punto interrogativo. Dal nostro punto di vista, considerando il fatto che i monaci bizantini sono stati i maestri, per i sardi, per la conservazione dei prodotti della terra  e per l'uso delle erbe e delle piante officinali, oltre che per la cultura e la religione, abbiamo pensato ad una parola greca contenente gli effetti della mercorella: col verbo κάδω + όινος (càdo + òinos) = danneggio il vino. Non abbiamo altri suggerimenti. Come cognome non l'abbiamo trovato nelle carte antiche. Nella storia ricordiamo: Cadoni Antioco, storico del XIX° secolo, autore di storia economica ed amministrativa. Fra le sue opere citiamo, Il Comune di Iglesias ed il ministro Sella, del 1872. Attualmente il cognome Cadoni è presente in 245 Comuni d'Italia, di cui 102 in Sardegna: Cagliari 122, Oristano 113, Santa Giusta 113, Quartu S. E. 103, Escolca 68, Sassari 53, etc. Roma ne conta 103.  Cadone invece è presente in 6 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna.: Alghero 56, Selargius 3, Cagliari 3.
CADORE
CADORI
CADORIN
CADORINI
Cadore è abbastanza raro ed è tipico dell'alto bellunese e di Bassano del Grappa ed area limitrofa nel vicentino, Cadori e Cadorini, assolutamente rarissimi si trovano nel bresciano, Cadorin è tipico del bellunese e trevigiano, dovrebbero derivare dai molti toponimi contenenti il vocabolo Cadore o dall'etnico relativo.
integrazioni fornite da Davide Cadore
i miei antenati risiedevano a Mason Vicentino dal 1600 e così per altri Cadore oggi residenti a Bassano e Nove. Dai documenti che si conservano presso la mia famiglia siamo potuti risalire quanto meno al luogo di provenienza del nostro ceppo famigliare: Sospirolo, un paesino in provincia di Belluno, che la famiglia ha lasciato a seguito della concessione di terre nel vicentino da parte della Repubblica di Venezia per servigi resi alla Repubblica stessa.
CADRINGHER Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini ungheresi trapiantati nell'alta Lombardia e deriverebbe dal cognome magiaro Kadringer. Personaggio famoso è stato Remo Cadringher noto aviatore degli anni 30.
CADROBBI Cadrobbi è tipico del Trentino, di   Baselga di Pinè in particolare, dovrebbe derivare dal termine tardo latino quadrobium (quadrivio, incrocio tra quattro strade) di cui riportiamo un esempio in un registro comunale del 1487: "...per capicia decemseptem ad alios duos terminos inter quos est ampla via brachia decemseptem et quartas duas Et deinde per capicia decemnovem et pedes quinque itur versus quadrobium ad alios duos terminos inter quos est ampla via capicia duos et pedes duos Et ab inde itur infra per capicia tredecim ad alios duos terminos inter quos est ampla via capicia duo pedes quatuor et oncias septem ...", probabilmente perchè l'abitazione della famiglia era situata appunto presso un incrocio di tal fatta.
CAEM
CAIM
Entrambi estremamente rari, presenti da tempo nel bresciano, derivano entrambi dal nome ebreo sefardita Caim (Caino), tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un trattato di pace del 3 settembre 1143 concluso tra il conte Alfonso di Tolosa, l'abate, i consoli e gli abitanti di Saint-Gilles da una parte e i consoli di Pisa e di Genova dall'altra: "...Et ego Lanfranchus Piper, consul Ianuensis ,et ego Willelmus Caim, consul Pisanus, hoc idem sacramentum quod nos facimus faciemus facere consulibus Genue et Pise...".".
CAFA
CAFA'
Cafa, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Cafà, che è specifico di Gela, dovrebbe derivare dal nome della città bizantina di Cafà sul mar Nero, probabile luogo d'origine della famiglia, forse fuggita con l'arrivo dei turchi, ma non si può escludere una derivazione da un soprannome originato dal termine arabo akfàs (dalle gambe storte), Al Akfas è anche un nome e cognome arabo.
CAFAGNA
CAFAGNI
CAFAGNO
Cafagna è tipicamente pugliese, del barese in particolare, di Barletta, Bari ed Andria, Cafagni sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Cafagno è specifico di Bari, dovrebbero tutti derivare dall'essere il capostipite un fattore o cafagiarius (sovrintendente di campagna), o semplicemente un abitante di un cafagium (cascina), tracce di queste cognominizzazioni si trovano nel barese fin dal 1500.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cafagna è un cognome pugliese che potrebbe derivare dal sostantivo regionale 'cavagno' = cesta, canestro, paniere, oppure dal dialetto siciliano 'fiscella per ricotta'. Minervini, 111.
CAFARI
CAFARO
CAFFAREL
CAFFARELLA
CAFFARELLI
CAFFARELLO
CAFFARI
CAFFARO
CAFFARRI
Cafari è quasi unico, Cafaro è tipicamente meridionale, della zona che comprende la Campania litoranea, la Basilicata e la Puglia, con massima concentrazione nel salernitano e nel barese, Caffarella sembrerebbe specifico di Trani nel barese, Caffarelli ha vari ceppi, nel ternano e reatino, a Roma, ed in Sicilia nel messinese a San Piero Patti e Patti, ed a Palermo, Caffarello, quasi unico, sembrerebbe siciliano, Caffari sembra tipico del Lazio, Caffaro, molto raro, e Caffarel quasi unico sono specifici del basso torinese, della zona di Pinerolo e dintorni in particolare, Caffarri è specifico dell'area reggiana, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale Cafarus o Caffarus di cui abbiamo un esempio a cavallo tra XI° e XII° secolo con il  marinaio, crociato, console di Genova: "..Caffarus de Caschifellone Genuensis Rei publicae rector et historiographus...", dagli Annali genovesi anni 1099-1163: "...Ianua tuta quidem fuit illo consule pridem, Urbs ea que movit, quod sic ex ordine novit; Nomen ei Cafarus, presens quem signat imago; Vivat in eternum cuius generosa propago, le forme meridionali potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal vocabolo arabo kaafir (infedele).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cafaro è un cognome meridionale che oltre all'ipotesi di 'kafir' = infedele, potrebbe anche derivare dall'aggettivo calabrese e siciliano 'càfaru' = tarlato.
CAFASSI
CAFASSO
CAFAZZA
CAFAZZO
integrazioni di Stefano Ferrazzi
Cafassi, unico, si riscontra soltanto a Settala (MI), Cafasso, molto più diffuso, ha due ceppi principali, uno fra il napoletano, l'avellinese e il salernitano e l'altro fra il torinese, il vercellese e l'astigiano, Cafazza, quasi unico, è presente esclusivamente nel trapanese e a Carrara (MS), Cafazzo, piuttosto raro, ha un nucleo maggiore fra l'avellinese e il foggiano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Cafasso, l'italianizzazione, cioè, del personale greco Kaiaphas: si tratta, in realtà, di un nome d'origine aramaica, reso noto nel Nuovo Testamento tramite la figura di Yhosef Bar Kayafa, uno dei giudici, cioè, che parteciparono al processo di Gesù. In epoca molto più recente, personaggio di rilievo fu il sacerdote piemontese Giuseppe Cafasso (nato a Castelnuovo d'Asti nel 1811 e morto a Torino nel 1860), che, canonizzato nel 1947 e proclamato patrono dei condannati a morte, è oggi ricordato come San Giuseppe Cafasso. Per quanto riguarda i cognomi in questione, si tratta comunque delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CAFFARATA
CAFFARATI
CAFFARATO
Caffarata, assolutamente rarissimo, tipicamente ligure, sembrerebbe originario dello spezzino, Caffarati, quasi unico, e Caffarato, che sembrerebbe unico, dovrebbero essere dovuti ad errate trascrizioni del precedente, che dovrebbe essere di origini provenzali e derivare da alterazioni dialettali del termine occitano cafroth, cafarot (piccolo anfratto o grotta), forse ad identificare caratteristiche del luogo di provenienza del capostipite, una seconda ipotesi, meno probabile, propone un collegamento con l'antico termine medioevale francese cafre (lebbroso).
CAFFARENA Caffarena è specifico di Genova, Recco e Bogliasco nel genovese, dovrebbe derivare dal nome della località di Caffarena di Propata (GE), vicino a Bavastri, circa a 35 chilometri a nordest di Genova, troviamo traccia di questa cognominizzazione a Recco nel 1700 con il notaio Levantino Caffarena, verso la fine dello stesso secolo Pietro Maria Caffarena esercita invece a Levanto nello spezzino.
CAFICI Cafici è tipicamente siciliano, molto raro, ha un ceppo a Ramacca nel catanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sull'alterazione del termine arabo akfas (dalle gambe arcuate), probabilmente a sottolineare un particolare dell'aspetto del capostipite.
CAFIERI
CAFIERO
CAFORIO
CAFUERI
Cafieri, assolutamente rarissimo, è quasi certamente dovuto ad errori di trascrizione di Cafiero che ha un ceppo nel napoletano a Napoli, Castellammare di Stabia, Meta e Piano di Sorrento ed uno salentino a Lecce e Brindisi, Caforio è tipicamente pugliese, dell'area che comprende il barese, il brindisino ed il tarentino, Cafueri sembra specifico del brindisino, di Francavilla Fontana in particolare, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale di origine germanica Gauferius di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1132: "In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri Jesu Christi. Anno incarnations eiusdem millesimo centesimo tricesimo secondo, mense iunio, indictione decima. Nos Alexander Cupersanensis comes et Tancredus Cupersani et Gauferius Catenzanii comes et Robertus Gravini iuramus ex precepto et voluntate domini nostri Rogerii Sicilie et Italie regis magnifici per hec sancta evangelia...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cafiero, Cafieri: Cognome presente anche in Veneto: secondo Olivieri 133 viene dai personali Cayfer, Gafier dell'epopea francese. Per Minervini 111 può invece riflettere il microtoponimo Cafièri (CZ) derivato dall'arabo 'kāfir' = incredulo, infedele.
CAFRA Cafra, molto raro, è specifico del siracusano, di Sortino e Melilli in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo spagnolo Cafra, un paese dell'Estremadura.
Torna all'inizio pagina

sito curato da Ettore Rossoni

articoli vari sul tema per inviarci notizie su di un cognome per suggerire la ricerca di un cognome mancante invia commenti nel guestbook o forum per informazioni ed istruzioni d'uso cognomi che iniziano per A cognomi che iniziano per b cognomi che iniziano per  C cognomi che iniziano per D cognomi che iniziano per E cognomi che iniziano per F cognomi che iniziano per G cognomi che iniziano per I cognomi che iniziano per L cognomi che iniziano per M cognomi che iniziano per N cognomi che iniziano per O cognomi che iniziano per P cognomi che iniziano per Q cognomi che iniziano per R cognomi che iniziano per S cognomi che iniziano per T cognomi che iniziano per U cognomi che iniziano per V cognomi che iniziano per W cognomi che iniziano per X cognomi che iniziano per Z Ca Cag Cal Cali Cam Can Cap Car Carl Cas Cassa Cat Cau Ce Cer Ch Ci Cio Co Col Com Con Cor Cos Cot Cro