L'origine dei cognomi - Ca
|
|
Visite dal 22/04/2004
|
CABANI
CABANO |
Cabani, molto raro, è specifico dell'area spezzino, carrarese, di
Lerici (SP) e di Carrara (MS), Cabano è decisamente dello spezzino,
anch'esso di Lerici soprattutto, dovrebbero derivare dall'antico termine
toscano cabano (ampio
cappotto con cappucio spesso foderato) che viene citato da Ludovico
Muratori nella sua Dissertazione: Dell'arte del
Tessere, e delle Vesti de' secoli rozzi.: "...V'erano
eziandio pellirdae, così chiamate dalle pelli; e cabani,
oggidì gabbani;..." lo Zingarelli al vocabolo gabbana o gabbano
riporta appunto ampio cappotto con cappucio spesso
foderato. |
| CABASSI
|
Sembra avere oltre ad un nucleo tra sondriese e bresciano, anche uno nel
reggiano, dovrebbe derivare da un nome di località (casa bassa oppure
casa dei bassi)"frater Bonfantinus Florentinus".
integrazionie fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cognome Emiliano-Lombardo, maggiormente diffuso in Emilia: soprattutto
reggio Emilia, poi Parma, Modena e Bologna. In Lombardia si trova
soprattutto a Brescia, Sondrio e Milano. I Cabassi Valtellinesi: sono concentrati
nel comune di Tirano (SO) dove esiste già dal 1500, sembra però
che la famiglia sia di origine bergamasca, ma il cognome è nato
nel borgo valtellinese ( lo afferma il Dott. PALAZZI-TRIVELLI,esperto di
cognomi valligiani). Possibile origine toponomastica data la radice
ca. |
CABBOI
CABOI |
Cabboi è tipico del cagliaritano, di Dolianova, San Nicolò
Gerrei ed Armungia, con un piccolo ceppo anche ad Oliena nel nuorese, Caboi,
molto più raro, è tipico dell'Ogliastra di Gairo e Cardedu,
con un piccolo ceppo anche a Cagliari, dovrebbero derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale sardo arcaico caboi
(cappone). |
| CABELLA
|
Tipico dell'alessandrino e genovese, deriva dal toponimo Cabella Ligure
nell'alessandrino. |
| CABELLO
|
Tipico della Val Malenco, in particolare di Chiesa Valmalenco nel sondriese, potrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine dialettale arcaico per fabbro. |
| CABERLETTI
|
Caberletti, molto molto raro, è tipico del rovigoto ai confini con
il mantovano, di Bergantino e di Bagnolo di Po, dovrebbe derivare dal nome
medioevale Berleto, di cui abbiamo un esempio
d'uso in uno scritto del 1360: ".. ordinis sancti
Johannis Hierosolimitani Claudio de Montone domino de Cormandi Theobaldo
de la Briga Johanne Du Boys Anthonio de Varennis Johanne de Grymaldis Mermeto
Lombardy Francisco de Chissiaco Berleto de
Alodio cum pluribus aliis nobilibus testibus
ibidem astantibus et vocalis. Deinde statim et incontinenti post premissa
et in eodem loco convocatis in unum nobilibus ..", ma è anche
possibile una derivazione da un nome di località basato sul termine
berleto, come ne esistono nel bolognese,
nel ravennate, nel forlivese ed in altri siti della zona, veneto, emiliana,
romagnola, nella parlata emiliana e romagnola il berleto
è una specie di salice, quindi
si potrebbe pensare che la località fosse indicata come casa
dei salici.
ipotesi fornite da Michelangelo
Caberletti
Caberletti sembrerebbe composto dal prefisso Cà (Casa - Casato)
e dalla radice berletum, da berula (pianta acquatica), oppure terreno incolto
e boscoso (Terre buschive seu berlete). Berleta era denominazione di aree
golenali in uso fino al Sei-Settecento. Potrebbe essere perciò ascrivibile
fra i cognomi derivanti da un toponimo di uso antico: Casa del Berletto,
localizzabile nel serraglio di Berlè, forma contratta di berletto,
fra Castelmassa e Ceneselli (Ro). |
| CABIANCA
|
Cabianca è decisamente veneto, ha ceppi a Venezia, ed a Marcon nel
veneziano, a Verona, a Cornedo Vicentino ed a Rubano nel padovano, dovrebbe
derivare da nomi di località come la frazione di Chioggia Cà
Bianca, o la frazione di Boara Pisani nel padovano, o di Castelfranco Veneto
nel trevisano con lo stesso nome di Cà Bianca, e come queste molte
altre omonime. |
CABIB
CABIBBE
CABIBBO
CABIBI |
Cabib, assolutamente rarissimo, parrebbe della zona litoranea toscoligure,
Cabibbe ha un ceppo secondario a Milano, Cabibbo ha un ceppo a Ragusa,
Comiso, Vittoria e Santa Croce Camerina nel ragusano, ed uno secondario
a Roma, Cabibi sembrerebbe specifico di Lucca Sicula nell'agrigentino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Cabibbe
o Cabibbo, l'italianizzazione
cioè del personale arabo o ebraico Habib,
che può essere tradotto come amore
o amato (da intendere spesso
in senso religioso): per la precisione, comunque, va notato che i ceppi
peninsulari, rappresentati per lo più dalle famiglie Cabibbe o Cabib,
dovrebbero avere origini ebraiche (sefardite nello specifico), mentre i
ceppi siciliani, rappresentati maggiormente dalle famiglie Cabibi e Cabibbo,
dovrebbero essere d'origine araba. Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
CABIGIOSO
CABIGIOSU |
Cabigioso, praticamente unico, è di Sassari, Cabigiosu è
specifico di Sassari e Ploaghe nel sassarese, dovrebbero derivare da un
soprannome originato dal termine sardo cabigiu
(capezzolo), ad intendere che il capostipite
avesse dei capessoli probabilmente molto sporgenti. |
CABITTA
CABITZA
CABIZZA |
Cabitta, molto raro, parrebbe tipico del sassarese e di Porto Torres in
particolare, Cabizza, molto più diffuso, è tipico di Sassari
e del sassarese, Cabitza è tipicamente sardo, di Cabras (OR) e,
nel cagliaritano di Cagliari e Decimoputzu e nell'Ogliastra di Perdasdefogu
e Tertenia, potrebbero derivano entrambi dal vocabolo sardo cabitta
(testolina, capezzale del letto), ma
è pure possibile che si riferiscano ad una contrazione del termine
sardo cabiddáda (grande
quantità) ad indicare forse una buona disponibilità
economica della famiglia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CABITZA; CABIZZA; CABITTA: sa cabìtza
(capitza; capitsa; capi(th)a)
è la testa: dal latino capitis
= capo, testa. In spagnolo abbiamo
cabèza. Oggi per capo o testa
è più usato, sa conca,
che nelle carte antiche, soprattutto logudoresi, aveva per lo più
il significato di scodella. Sa cabìtza
è anche la spiga del grano o
testa del grano e qui è più
chiara la derivazione dal latino capìta
= foraggio, profenda (brovènda).
Su cabitzali è il
capezzale, o anche guanciale; è inoltre lo spazio libero
ai lati di una vigna o di un campo arato o alberato( is cabitzalis). Nelle
carte antiche lo ritroviamo nella variante Capìta (vedi
Capìta). Attualmente il cognome CABITZA è presente
in 40 Comuni italiani, di cui 27 in Sardegna(con maggiore diffusione a
sud): Cabras 52, Perdasdefogu 51, Decimoputzu 36, Cagliari 29, Gonnosfanadiga
18, Oristano 18, Sassari 18, etc. CABIZZA è presente in 27 Comuni
d'Italia, di cui 15 in Sardegna(per lo più a nord): Sassari 105,
Quartu S. E. 8, Oschiri 8, etc. CABITTA, è presente in 8 Comuni
sardi( per lo più del nord): P. Torres 39, Sassari 15, Olbia 6,
etc. |
| CABIZZOSU
|
Cabizzosu ha un ceppo nel sassarese a Illorai e Sassari ed uno a Nuoro.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Cabizzosu: significa dalla testa grande,
non solo in senso fisico (per l'etimo vedi Cabitza).
Può avere inoltre il significato di pieno
di spighe (un campo di grano). Il cognome è attualmente
diffuso in 13 Comuni d'Italia, di cui 12 in Sardegna(per lo più
del centro nord): Illorai 40, Sassari 23, Nuoro 15, etc. |
| CABONA
|
Questo cognome,
abbastanza raro è specifico del genovese, deriva dalla contrazione
del vocabolo casabona (casa buona). |
| CABONI
|
Cognome tipico della Sardegna sudoccidentale,
potrebbe derivare dal vocabolo dialettale sardo su
cabòni (il gallo). Nel 1700 troviamo un mastro Antonio
Caboni di Oristano incaricato della fabbrica del campanile della chiesa
di Santa Maria Maddalena ad Uras (OR)
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CABONI: dall'italiano cappone (gallo
castrato), ma in sardo significa gallo
non castrato. Caboniscu
è il galletto. Deriva dal latino
caponis. Su
cabòni de mari è un pesce
della famiglia delle scorpène (cappone). Su
cabòni de murdegu = cappone
dei cisti è la beccaccia. Caboni
o caboniscu campidanese è sinonimo
di puddu, logudorese. Lo troviamo nelle
carte antiche, con varie uscite. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
figurano: Capoi Thomeo, jurato (guardia giurata, collaboratore del maiore
- sindaco) ville Goçula (*distrutto. Goçuna: Partis de Montibus);
Capone Furatu, jurato ville Silano (*.distrutto - Curatorie de Marghine
de Gociano. da non confondere con l'odierno Silanus); Caponi Dominico,
jurato ville Ogiastra (*Ollasta Usellus; Useddus. Partis de Montibus);
Caponi Joanne, jurato ville Meana. (*odierno Meana - Mandrolisay o Barbagia
di Belvì). Nella storia ricordiamo Caboni Stanislao (Cagliari 1795
- 1880), giudice della Reale Udienza; primo presidente della Corte d'Appello
di Milano. Di spirito giacobino, fu amico di D'Azeglio, di Manzoni e soprattutto
di Vincenzo Gioberti. Attualmente il cognome Caboni è presente in
147 Comuni d'Italia, di cui 76 in Sardegna( per lo più a sud): Cagliari
154, Serramanna 102, Sarroch 79, San Gavino 78, Villasor 61, Capoterra
47, Quartu S. E. 44, etc. |
| CABRA
|
Cabra è tipicamente lombardo, di Gambara nel bresciano, di
Brescia e di Stezzano nel bergamasco, l'ipotesi dell'origine spagnola e
della derivazione dal nome della città andalusa di Cabra, è
l'unica con qualche grado di affidabilità, potrebbe risalire al
periodo della dominazione spagnola in Lombardia. |
| CABRAS
|
Specifico della Sardegna, dovrebbe
derivare dal toponimo Cabras (OR).
integrazioni fornite da Giusappe
Concas
CABRA; CABRAS; CRABA; CRABU; CAPRILE; CAPRINO: crapa,
craba è la capra,
dal latino capra. Crabu
è il maschio della capra, il caprone
o becco e viene dal latino caper.
Sa craba de mari è il
ragno di mare. Crabìnu
è proprio della capra: petza
crabìna = carne di capra.
Sa craba mudula è la
capra senza corna. L'espressione: "Arreu
che una craba"! = "Che va in giro come
una capra"! (vedi nel Web dicius
di Giuseppe Concas). Essi cumenti 'e unu crabu,
significa essere grezzo, rozzo e maleodorante
come un caprone. Il caprile in italiano, su crapìle o
crabìli, in sardo, è la stalla o recinto delle capre. Nelle
carte antiche della lingua sarda troviamo i suddetti cognomi nelle varie
uscite. Tra i firmatari della pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo:
Capra Angelus, ville Sasseri; Capra Barisono, ville Ecclesiarum(Iglesias);
Capra Barsolo - ville Terrenove et Fundi Montis(Olbia); Capra Bernardo
- ville de Ala (Alà dei Sardi); Capra Gaschino - de Bosa; Capra
Georgio, ville Laconi; Capra Guantino, jurato ville Zaramonte(Chiaramente);
Capra Guantino, ville Laconi; Capra Gunnario, ville Martis (Martis - Anglona);
Capra Leonardo, jurato ville Layrru (Laerru); Capra Manuele - de Bosa;
Capra Nicolao - ville de Pac¢ada (Pattada); Capra Nicolaus, ville
Sasseri; Capra Petro, jurato ville Gocille ( * Gocille.villaggio Distrutto.Curatorie
de Anella); Capra Torbino, ville Ecclesiarum; Capra(de) Angelino, ville
Macumerii(Macomer); Capras (de) Lusurgio, ville Gonnos de Tramacia (Gonnostramatza);
Caprilis (de) Joannes, ville Sasseri. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo: Capra Iorgi e i figli Capra
Gunnari, Capra Elene, Capra Samaridanu e Capra Gosantine, in una partizione
di servi: partirus (divisero) fiios de Iorgi Capra cun Gosantine de Lacon
Lauri, armentariu de Sollie (. Clesia levavit a Gosantine et a Samaridanu
et juige levavit a Gunnari et a Elene.(seguono i testimoni). Capra Gavini
(40, 43), citato in una donazione(postura)e in una compera (comporu); (43):
posit Iorgi Capai terra de Gavini Capra a Clesia; testes: Iohanne Capai,
Goantine Cogone et Gavine Capai. Cabru Gavine (108), teste in una partizione
di servi. Cabru Petru (98) prete di Leonissa (abitato scomparso * Leonissa
.distrutto..Lunissa (Atzàra). Mandrolisay o Barbagia di Belvì):.et
sunt testimonios.et donnu (nobile) Petru Cabru presbiteru de Leonissa.Nel
Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, abbiamo:
Capra Goantine (307), teste in una donazione (positinke); Capra Petru,
maiore de Scolca (194 - il maiore de Scolca era il capo delle squadre a
guardia dei confini), teste in una lite per la divisione di terre, in Salto
di Puçu Passarsi (Villa medioevale scomparsa, sita, molto probabilmente,
tra Romana e Cheremule); Capra Iorgi(122 -fratello del precedente Petro),
coinvolto in una lite sfociata in una rissa: largarum homines de Sanctu
Nichola cun homines de Iorgi Capra e de Petru su frate. Feruninde uno homine,
Furatu de Rivu et moribit. Et Petru Capra et Iorgi Capra su frate benneru
a me, et ego deindelis unu pulletru, a boluntade issoro bona.(vennero alle
mani gli uomini di San Nicola con gli uomini di Iorgi Capra e di Petru
suo fratello. Ne ferirono uno, e morirà. E Petru Capra e Iorgi Capra
vennero da me (Iohannes Prior di San Nicola), et ego diedi (in cambio)un
puledro col loro pieno consenso.). Capra Iusta e Capra Maria, sorelle (120),
serve in Ugusule (forse l'odierna Osilo?). Caprinu Gunnari (235, 270 e
271), teste in una lite (kertu) per il possesso della terra. Caprinu Petru
(305), in lite (kertu) con San Nicola per il risarcimento della uccisione
di una cavalla, che dice essere sua. Nell'opera di Giovanni Francesco Fara
"de Rebus Sardois IV", a pagina 174/1, è citato Capra Valentinus:.Valentinus
Capra et Ferdinandus de Heredia, insignes viri sassarenses, fuerunt a rege
generositatis privilegio honestati (.ottennero dal re la concessione della
nobiltà - anno 1438). Ricordiamo inoltre che Cabras è un
centro abitato di 9.000 abitanti, sito sulla costa occidentale della Sardegna,
sulla riva sinistra dell'omonimo stagno, a pochi chilometri da Oristano,
della cui provincia fa parte. Popolata sin dal V° millennio a. Cr.
non lontana dal Tarros, uno dei siti archeologici più importanti
della Sardegna (vedi nel Web), in peridodo medioevale fu villa (bidda)
appartenenente alla Curadorìa del Campidano Maggiore o di Cabras,
del regno giudicale di Arborea. La sua prima menzione è in un documento
dell'XI° secolo, ove è citata come domus de masone de capras
= recinti, ovili di capre (furriadròxus de crabas). Nel 1410, dopo
la sconfitta delle truppe arborensi anche il suo territorio andò
a far parte del Regno di Sardegna, aggregato alla corona d'Aragona. Per
saperne di più vedi nel Web oppure nel Di.Sto.Sa di F. Cesare Casula.
Nella storia ricordiamo De La Cabra Bernardo, arcivescovo della Archidiocesi
di Calari dal 1642 al 1655. Di origine spagnola, fu prima canonico, arcidiacono
e inquisitore di Saragozza, Cuenca e Siviglia e poi vescovo di Barbastro.
Durante i suo arcivescovado cagliaritano si scontrò con vari uomini
politici e religiosi del suo territorio e non solo. Godeva comunque e sempre
dell'appoggio della Curia Romana (Di. Sto. Sa).Nella storia contemporanea
citiamo Antonello Cabras, di Sant'Antioco( 1949), ingegnere, sindaco del
suo paese, consigliere regionale, senatore della Repubblica, eletto per
la prima volta il 21 aprile 1996; ancora oggi membro del Senato: l'ultima
elezione (col PD) risale all'aprile 2008. I suddetti cognomi nella
situazione attuale: Cabra, è presente in 36 Comuni, di cui nessuno
in Sardegna; è diffuso soprattutto in Piemonte. Cabras è
presente in 377 Comuni italiani, di cui 147 in Sardegna: Cagliari 468,
Quartu S. E. 411, Sassari 187, Balnei 163, etc. Craba è presente
in 37 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna: Siapiccia 33, Villaurbana
20, Berchidda 11, etc. Crabu è presente in 32 Comuni italiani, di
cui 14 in Sardegna: Cagliari 32, Mandas 23, Isili 20, etc. Caprile è
presente in 84 Comuni italiani (con prevalenza in Liguria, Lombardia, Campania),
di cui nessuno in Sardegna. Caprino è presente in 140 Comuni italiani,
con prevalenza in Calabria, Sicilia, Lazio, Lombardia), di cui 1 in Sardegna:
Oristano 3. |
| CABRELE
|
Questo cognome,
tipico della provincia di Padova, dovrebbe derivare dal nome Gabriele,
modificato attraverso una forma dialettale.
integrazioni fornite da Gabriele
Farronato
Cabrele è il modo nel quale si scriveva Gabriele nel secolo
sedicesimo nel Veneto Centrale anche nella zona tra i fiumi Brenta e Piave. |
| CABRINI
|
Tipico dell'area che comprende
il milanese, il bergamasco, il bresciano, il cremasco e il lodigiano e
le province di Mantova, Reggio, Parma e Piacenza, dovrebbe derivare dal
personale latino Cabrius, probabilmente a sua volta derivato dal celtico
Cabrach. Si trovano tracce di questo cognome fin dal 1300, nel 1347
un intelligente popolano romano diviene notaio è Nicola di Rienzo
Cabrini, comunemente chiamato Cola di Rienzo, famoso anche perchè
organizzò la legazione inviata ad Avignone per richiamarne il Papa
Clemente VI°, verso la fine dello stesso secolo a Verdello (BG) troviamo
atti rogati da Petrus de Cabrinis de Verdello notarius,
nella prima metà del 1400 a Taleggio (BG) troviamo un altro notaio
Cabrini: "...Liber seu fragmentum instrumentorum
d. Cabrini q.
d. Viviani olim d. Costanzii alias q. alterius Viviani q. d. Boni olim
nati d. Guilielmi de Supramonte Savionum notarii imperialis de Subecclesia
Talegii, qui d. Cabrinus, ut ex suis plurimis ", verso la seconda
metà del 1400 a Bologna opera una bottega artigiana di mastri vetrai
Cabrini, le cui opere sono siglate CAF (Cabrini Fecerunt), nel 1510, ad
Alfianello(BS) nasce Francesco Cabrini, di nobile famiglia, che fattosi
prete, divenne direttore spirituale dei padri della Pace. La più
famosa rappresentante della famiglia è stata senza ombra di dubbio
la suora Francesca Saverio Cabrini, nata nel 1850 a Sant'Angelo Lodigiano,
fatta santa canonizzata nel 1946 sa Pio XII° |
CABULA
CAPULA |
Cabula, abbastanza raro, è diffuso in modo omogeneo in tutta la
Sardegna, Capula è specifico di Castelsardo nel sassarese, dovrebbero
derivare dal toponimo medioevale Cabula situato nella diocesi di Sorres
che fa parte dell'Arcidiocesi di Oristano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CABULA; (CAPULA): significato ed etimologia non ben chiari. . Capula
= castello e villaggio distrutti (Contrate Ardar et Meylogu - di Siligo);
chiamato anche Monte di Sant'Antonio, poiché nei pressi si trovano
i ruderi della chiesa del Santo: secondo lo Spano deriva dal fenicio chevel
= eredità. In latino capula
è una piccola coppa.
Sempre in latino, capulum coleorum
è il membro virile. Capulare,
sempre in latino ha il significato di scappare,
fuggire. Capulai in campidanese,
anche nelle varianti capuai e accapuai
prende il significato di tagliuzzare, sminuzzare,
tritare, fare il pesto, dallo spagnolo capolar
= picar la carne (tritare la carne). Capulare
in logudorese significa battere le biade, il lino
o le pannocchie di granoturco. Fai sa
cabùda in campidanese significa fare festa
insieme agli amici; dal catalano cabùda.
Lo troviamo nelle carte antiche, nella variante Capula. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figurano: Capula Bonnano, jurato
ville Sia Sancti Nicolai ( *odierno Sia Piccina o Piccìa. Contrate
Campitani Simagis); Capula Michaele, ville Selluri (Sanluri - Seddori);
Capula Nicolao, ville Genadas (*villaggio distrutto-Laconi ..Contrate partis
Alença); Capùla Salvatore, jurato ville Gemessi (*distrutto:
Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus). Il cognome Cabùla attualmente
è presente in 51 Comuni d'Italia, di cui 15/377, in Sardegna( per
lo più a sud):Serrenti23, Furti 14, Samatzai 12, Villacidro 9, Cagliari
8, etc. |
CABUTTI
CABUTTO
GABUTTI
GABUTTO |
Cabutto ha un ceppo nel cuneese a Bra, Narzole, Cherasco ed Alba, Cabutti,
molto raro, è sempre piemontese, di Dogliani nel cuneese e di Torino,
Gabutti, meno raro, ha piccoli ceppi a Torino e Villar Perosa nel torinese,
ad Asti, a Vercelli, a Casale Monferrato e Cassine nell'alessandrino e
ad Alba e Dogliani nel cuneese, con presenze anche in Liguria, Gabutto,
molto raro, ha presenze nel basso Piemonte ed a Genova, dovrebbero essere
di origini occitane e derivare da soprannomi originati da variazioni del
vocabolo occitano cabut (dalla
grossa testa), a sottolineare probabilmente questa caratteristica
dei capostipiti. |
| CACACE
|
Cacace ha un grosso ceppo a Roma ed a Tivoli nel romano, uno molto più
consistente nel napoletano, in particolare a Napoli, Massa Lubrense e Castellammare
di Stabia, ma ben presente anche a Volla, Meta, Casalnuovo di Napoli, Piano
di Sorrento, Sorrento, Torre del Greco, Capri, Casoria, Anacapri, Portici.
Pozzuoli, Sant'Antimo e tutta la provincia, ed a Salerno, ha un ceppo a
Bari e Taranto, ed uno a Palermo, nell'isola di Lipari ed a Messina, dovrebbe
derivare dal nome e cognome greco Kakakis. |
| CACAPECE
|
Cacapece è un antico cognome dell'area campano, pugliese, ormai
quasi scomparso, potrebbe nascere dalla professione di mastro calafataro
svolta dal capostipite, che nello svolgimento del suo mestiere utilizzava
ovviamente molta pece. |
CACAVALE
CACCAVALE
CACCAVALLO |
Cacavale, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione
di Caccavale che è specifico di Napoli e del napoletano, Caccavallo
è decisamente napoletano, dovrebbero derivare da un soprannome,
vedi a titolo di esempio il cognome Caccavella, ma potrebbero anche stare
ad indicare la povertà dei capostipiti, con riferimento al caccavo
(pentolone usato dai frati per nutrire
i poveri) (vedi CACCAVO).
integrazioni fornite da Gigi Colombo
potrebbe essere stato originato dall'italianizzazione del cognome greco
Kakavoulis. |
| CACCAMO
|
Tipico della Sicilia e del reggino, deriva dal toponimo Caccamo nel palermitano. |
| CACCARO
|
Caccaro ha un ceppo nel varesotto a Somma Lombardo ed a Sirmione nel bresciano
ed uno nel padovano a Villa del Conte, Campo San Martino e Santa Giustina
in Colle, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine
medioevale veneto cacaro (uomo
da poco, persona insignificante).
| |
CACCAVELLA
CACCAVELLI
CACCAVELLO
CACCAVIELLO |
Caccavella e Caccavelli sono molto rari e tipici del foggiano, Caccavello
è ancora più raro e sembrerebbe avere un ceppo nell'orvietino
ed uno nel napoletano, Caccaviello è specifico della provincia di
Napoli, di Massa Lubrense in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo dialettale caccavella (o putipù tipico strumento
napoletano) usato a volte ad indicare una cosa da poco. |
CACCAVO
CACCAVO'
CACCAVONE |
Caccavo ha un ceppo campano a Napoli, Salerno e Pontecagnano Faiano sempre
nel salernitano, un ceppo a Barile nel potentino ed uno a Giovinazzo e
Canosa Di Puglia nel barese e a Foggia, Caccavò è quasi unico
ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione nelle anagrafi
del nord, Caccavone sembrerebbe specifico di Serracapriola nel foggiano,
dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine campano caccavo
(pentolone), forse a richiamare l'uso
di questi grossi pentoloni nei monasteri che distribuivano quotidianamente
minestre per i poveri e quindi per classificare il capostipite come un
mendicante. |
CACCIA
CACCIARI |
Diffuso in tutt'Italia Caccia, con buona concentrazione in Lombardia nelle
provincie di Bergamo, Milano e Varese, tipico bolognese Cacciari, dovrebbero
derivare da un soprannome legato all'abilità venatoria o comunque
a qualcosa legato alla caccia. |
| CACCIAGUERRA
|
Cacciaguerra ha un ceppo a Cesena e nel cesenate, uno a Piazza al Serchio
nel lucchese ed uno in Sicilia ad Augusta nel siracusano, a Comiso nel
ragusano, a Niscemi nel nisseno ed a Catania, deriva dal nome medioevale
Cacciaguerra, di cui abbiamo un esempio
in un atto del 1178, dove compare come teste un certo Ranuccino figlio
di Cacciaguerra, o in un trattato del 1260 a Luni nello spezzino: "..
In nomine Domini, amen. Omnes et singuli homines infrascripti de villa
Sancti Terencii, videlicet Cacciaguerra
quondam Rollandini, Aidante quondam Meliorati, Bonaparte quondam Bonafidei,
Bonsegnore filius Bonaiuncte,..". |
| CACCIAGUIDA
|
Cacciaguida, ormai quasi scomparso, potrebbe essere stato fiorentino, visto
che il sommo poeta Dante Alighieri fu un pronipote di un Cacciaguida, il cognome dovrebbe derivare
da un soprannome, forse riservato ad un addetto all'organizzazione della
caccia di qualche famiglia nobile. |
| CACCIALANZA
|
Tipico della provincia di Milano
e Lodi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Caccialanza è composto da 'caccia'
+ 'lanza' dove quest'ultimo termine
viene dal dialetto e indica una 'lancia',
cioè una imbarcazione a remi. |
CACCIANIGA
CAZZANIGA
GAZZANIGA |
Caccianiga è decisamente milanese, Cazzaniga è tipico del
milanese e del bergamasco, Gazzaniga sembrerebbe specifico del pavese,
potrebbero derivare dal toponimo Gazzaniga (BG) l'antico Caccianiga e poi
Cazaniga, di quest'uso abbiamo un esempio nel 1442: "...dicti
loci de Cassago de mandato et impositione Iacobini dicti Bolpini de Nava
filii quondam Iohannis et Zanis de Cazaniga
filii quondam Bertini habitantium in dicto loco Cassago...", un
'esempio di questa cognominizzazione lo troviamo a Cassago nel 1524: "...Li
heredi di messer Bernardo Cazaniga
obligati a uno annuale di messa trenta et staia dodeci di formento per
anni quaranta come per testamento sotto li 23 di genaro 1524...". |
| CACCIAPAGLIA
|
Cacciapaglia è tipicamente pugliese, del barese e di Santeramo in
Colle in particolare, di Acquaviva delle Fonti, di Bari, di Noicattaro
e di Conversano, di Tuglie, Parabita e Nardò nel leccese e di Taranto,
dovrebbe derivare da un soprannome scherzoso riferito a capostipiti che
non fossero dei gran cacciatori, o anche a dei contadini visti come addetti
ai pagliai. |
| CACCIAPUOTI
|
Cacciapuoti è tipico del casertano e del napoletano, dovrebbe derivare
da un soprannome, ma secondo un'ipotesi non trascurabile dovrebbe invece
derivare dall'italianizzazione dialettale del cognome francese Chassepot,
che a sua volta deriva da un termine che indicava la mansione di esattore
delle imposte, si trovano tracce di questo cognome nel napoletano
almeno fin dal 1400, nel 1419 infatti Giovanni Cacciapuoti dona alla chiesa
di San Giovanni a Campo, oggi della Madonna delle Grazie di Giugliano in
Campania nel napoletano. |
| CACCIATORE
|
Molto presente in tutta Italia,
con origini diversificate e ceppi in Piemonte, Abruzzi, Lazio, Puglie e
Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome legato all'abilità venatoria. |
| CACCIAVILLANI
|
Cacciavillani ha un ceppo emiliano a Reggio Emilia ed Albinea (RE), uno
nel vicentino, uno a Roma, uno nel chietino ed uno ad Agnone (IS), dovrebbe
derivare da un soprannome originato da qualche episodio storico di epoca
feudale durante il quale probabilmente un cavaliere si conquistò
la nobiltà cacciando i villani in rivolta. |
| CACCINI
|
Molto raro, è tipico dell'area
milanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Caccino (diminutivo
di Caco). |
CACCIOLA
CACCIOLI
CACCIOLO
CACIOLA
CACIOLI
CACIOLLA
CACIOLLI
CACIOLO |
Cacciola è tipico della Sicilia sudorientale, del messinese e del
catanese, con ceppi anche in Calabria, in particolare nel reggino, nel
napoletano e casertano e nel romano e latinense, Caccioli, molto
molto raro, è specifico dell'appennino parmense, di Borgo Val di
Taro in particolare, potrebbe anche forse derivare dal toponimo Cacciola
nel reggiano, Cacciolo, estremamente raro, tipicamente siciliano, è
specifico di Patti nel messinese, Caciola è tipico del viterbese,
di Viterbo e Vetralla, Caciolla è tipico di Orvieto nel ternano,
Cacioli è decisamente toscano, di Arezzo e dell'aretino, con un
ceppo anche a Firenze, Caciolli è tipico dell'area fiorentino, pratese,
in particolare di Firenze, Campi Bisenzio, Scandicci e di Prato, Caciolo
è tipico del frusinate di Anagni e di Roma, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal mestiere di produttore di cacio (formaggio)
o essere lavoranti in un caciolaio
(locale adibito alla produzione del formaggio), ma è pure possibile, in alcuni casi una derivazione dal nome personale
latino Cassiolus, un'ipocoristico in
uso presso la Gens Cassia,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Spello (PG) nella seconda
metà del 1100 con il Beato Andreas Caccioli (o Cacciola), guida
spirituale di Santa Chiara di Assisi, nella seconda metà del 1200
nel Pisano con un certo Iacobus Caciolus citato tra gli Anziani della città
di Pisa, nel 1391 a Gubbionel perugino tra le registrazioni del Monastero
di San Pietro si legge: "...Die XV dicti mensis,
hora causarum. Supradictus Iohannes, publicus bayulus et nuntius suprascriptus,
vadens (fol. 74v) et rediens, relulit dicto D.no Vicario, sedente etc.,
et mihi, Notario infrascripto, se ivisse et fratrem Gregorium
Manni Caccioli, fratrem dicti loci et syndicum
ipsorum fratrum et loci predicti, ad hec specialiter constitutum ...".
integrazioni fornite da Giovanni
Cacciola
il cognome Cacciola potrebbe derivare dal latino cassis (laccio da
caccia o rete del cacciatore) e da olus (erbaggi, ortaggi), starebbe ad indicare,
se così fosse, la caccia praticata dai rustici o un territorio di
caccia coltivato. L'arma della famiglia cacciola ne è una
conferma:d'azzurro all'aquila d'argento. Cacciola è anche
il nome di un antico feudo del XII° secolo, dove sorge l'omonima località,
feudo destinato alla caccia nel medioevo. Un Giovanni Giacomo Cacciola
fu senatore di Messina nel 1232, Jacopo tenne la stessa carica nel 1322. |
CACCIOPINI
CACCIOPPINI
CACIOPINI
CACIOPPINI |
Assolutamente rarissimi, le varie
forme di questo cognome sembrano suggerire un antico insediamento nella
zona tosco-umbra, dovrebbe essere di origine spagnola e deriverebbe da
un soprannome disceso dal vocabolo cachopin (ciabattone, di uno che sbatte
gli zoccoli) comparso in Spagna dopo il ritorno dalla scoperta dell'America,
termine di derivazione náhuatl (linguaggio mesoamericano). |
CACCIOPPO
CACIOPPI
CACIOPPO |
Caccioppo, molto molto raro, è specifico di Messina, Cacioppi, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Cacioppo,
che è decisamente più diffuso, ha un grosso ceppo palermitano
ed uno nell'agrigentino a Sambuca di Sicilia, Menfi e Santa Margherita
di Belice, ed a Gela nel nisseno, questi cognomi potrebbero essere di origine
spagnola e risalire al termine di derivazione náhuatl (linguaggio
mesoamericano) cachopin (ciabattone,
di uno che sbatte gli zoccoli), termine entrato in uso, prima
come soprannome in Spagna, e poi nei territori soggetti alla dominazione
aragonese. |
CACCIOTTOLI
CACCIOTTOLO
CACCIUOTTOLO |
Cacciottoli ha un piccolissimo ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno altrettanto
piccolo ad Eboli nel salernitano, Cacciottolo, assolutamente rarissimo,
è tipicamente campano, ha presenze nel napoletano ed un ceppo ad
Eboli e Battipaglia nel salernitano, Cacciuottolo, il più diffuso
dei tre, è specifico di Napoli, Pozzuoli e Torre del Greco nel napoletano,
questi cognomi sono antichissimi e sembra risalgano al sesto secolo, ricordiamo
di quest'epoca il santo eremita, padre benedettino, ed abate del monastero
della città di Sorrento, Antonino Cacciottolo. L'origine di questo
cognome dovrebbe essere da soprannomi basati sul termine greco antico κακκύτες
kaccùtes (vedi CACCIUTTO), o anche da un'alterazione ipocoristica del cognomen tardo
latino Catellus (cagnolino)
che attraverso varie alterazioni si dovrebbe essere trasformato in Caciottellus
e quindi in Caciottolus. |
| CACCIUTTO
|
Cacciutto è specifico dell'isola d'Ischia, di Lacco Ameno, Forio
e Barano d'Ischia, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato
sul termine greco arcaico κατά
κύτες katà
kùtes contratto poi in κακκύτες
kaccùtes che significava sudatorio
o luogo termale riscaldato da fenomeni vulcanici
naturali, probabilmente ad indicare che il capostipite provenisse
da un luogo dove fossero stati presenti simili fenomeni vulcanici. |
| CACCO
|
Tipico dell'area padovano veneta,
dovrebbe derivare dal nome medioevale italiano Caco. |
| CACCURI
|
Caccuri è specifico del cosentino, di Campana, Rossano, Rovito,
Pietrafitta e Cosenza, dovrebbe derivare dal toponimo Caccuri nel crotonese,
probabile luogo d'origine della famiglia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Caccuri è un cognome calabrese. Oltre che dal toponimo omonimo,
potrebbe essere una italianizzazione del cognome greco Kakuris. |
| CACI
|
Caci è un cognome tipicamente siciliano, di Gela nel nisseno, ma
anche dell'agrigentino, di Licata, Aragona, Agrigento, Porto Empedocle
e Ravanusa, potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di
casaro (produttore
di cacio), svolto forse dai capostipiti, ma non si può
escludere una possibile derivazione dal nome personale turco Qaji,
che potrebbe essere stato portato dai capostipiti. |
| CACICIA
|
Cacicia, molto raro, è tipico di Palermo con un ceppo anche ad Agrigento,
potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome arabo Hashim,
ma è pure possibile, se non addirittura più probabile, una
derivazione da un soprannome legato al vocabolo arabo hashish
o hashasha (erba,
erbaccia), il mondo islamico a varie riprese proibì l'uso
dell'hashish per i suoi effetti stupefacenti, ma lo stesso venne anche
usato per raggiungere l'estasi religiosa dai Sufi persiani e dai Dervisci
arabi, ricordiamo Hasan Ibn-Al Sabbah vissuto tra la fine del 1000 e gli
inizi del 1100 che fondò la setta degli hashes-hin
o mangiatori di hashish, da quel termine deriva l'odierno vocabolo assassino. |
CACOPARDI
CACOPARDO |
Cacopardi è assolutamente rarissimo e si tratta quasi sicuramente
di errori di trascrizione del più diffuso Cacopardo che è
specifico della costa nordorientale della Sicilia, di Messina, Taormina,
Gallodoro, Letojanni, Giardini Naxos e Casalvecchio Siculo nel messinese
e di Catania, potrebbero derivare da un soprannome o nomignolo scherzoso,
ma è anche possibile, se non addirittura più probabile, una
derivazione da un soprannome composto dal termine greco kakò
(cattivo, feroce) e dal termine pardos
(pantera), se consideriamo che in epoca
medioevale i saraceni erano anche chiamati con l'epiteto di pantere, si
potrebbe ipotizzare un origine saracena del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cacopardo è un cognome della Sicilia orientale che viene dal greco
moderno 'kakòkardos' = afflitto,
triste. Rohlfs 36. |
| CACOZZA
|
Cacozza è tipicamente calabrese, dell'area che comprende il cosentino,
il crotonese ed il catanzarese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine arbëreshë, il cognome Cacozza sembra derivare dalla
toponomastica albanese, se si considera che, in Albania, esistono due città
dal nome Kakoz (anche note come Cacossi),
situate rispettivamente nella prefettura di Berat e in quella di Argirocastro.
Con questo cognome, comunque, un esempio famoso è offerto dal poeta
e cantautore arbëreshë Pino Cacozza (nato a San Demetrio Corone,
Cosenza, nel 1957), che, nel mondo della musica arbëreshë, è
una delle figure più note e apprezzate dei nostri tempi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cacozza: si tratta di una variante del cognome siciliano Cacòcciola
= carciofo. Rohlfs 57. |
CADALANU
CADELANO
CADELANU |
Cadalanu è quasi unico, forse del nuorese, Cadelanu, altrettanto
raro, sembrerebbe del cagliaritano, si tratta probabilmente di forme arcaiche
di Cadelano, che è molto diffuso nel cagliaritano, in particolare
a Quartu Sant'Elena, Cagliari, Quartucciu, Settimo San Pietro e Villasimius,
con un ceppo anche a Terralba nell'oristanese ed uno a Sassari, deriva
dall'etnico di Catalogna in lingua sarda.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CADELANO; CADALANU; CADELANU: cadalanu,
catalanu = di origini catalane.
.Come cognome è presente nelle carte antiche della Sardegna. Tra
i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Catalane Jacobus,
ville Algueri ** Ville Algueri.odierno Alghero. Camella Bernardus, Bos
Franciscus, Ferret Anthonius sindici, actores et procuratores.et nos, superius
nominati: Serra (de) Thomas, major camere; Pancie Comita, sub cancellarius;
Caso Anthonio procuratores.et singulos homines civitatum Sasseri et Ville
Ecclesiarum ac loci Telluri et locorum Mole de Posata et Iscle de Galtelì
ac Contrate de Baronia. Die sexta febroarii (1388)..; Cathalanu Comita
- de Aristanni. *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE.
Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum
et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data :
die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Nel Condaghe
di Santa Maria di Bonarcado,CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo :
Cadalanu Iohanne(94), in una donazione : posit Janne de Monte terra ad
clesia in Guraeda( ?), cabizale assa binia de donnu Goantine de Lacon,
tenendo assas cinnigas, pro s'anima sua cun boluntade bona
de Iohanne Cadalanu et de donna Preciosa..Nella storia ricordiamo : Catalan
Antonio, cagliaritano di origine provenzale. In periodo iberico del Regno
di Sardegna, nel 1668, acquistò all'asta la Baronia di Teulada e
nel 1670 ottenne, dal re di Spagna, il cavalierato ereditario e la nobiltà.
Attualmente il cognome Cadelano è presente in 48 Comuni italiani
di cui 22 in Sardegna: Quartu S. E. 144, Cagliari 51, Quartucciu 45, Terralba
44, etc. Cadalanu è presente in soli 2 Comuni: Nuoro 15, Orosei
3; Cadelanu è presente in soli 4 Comuni: Settimo, Sinna, Solemnis
etc. NOTA: il cognome Catalano è presente in tutta Italia con maggiore
diffusione in Sicilia (Palermo 1313); seguono: Roma con 693, Napoli con
481, Torino con 395, Milano con 389, etc. Catalano è presente anche
in Sardegna, ma di chiara importazione: Sassari 9, Iglesias 8, Assemini
6, etc. |
| CADAMAGNANI
|
Assolutamente rarissimo è tipico del piacentino, dovrebbe derivare
dal mestiere praticato dalla famiglia, quello di calderai o stagnini e
starebbe ad indicare quelli della casa degli stagnini, venditori o riparatori
di pentole. |
| CADAMURO
|
Cadamuro è specifico dell'area trevigiano, veneziana, di Musile
di Piave, San Donà di Piave, Venezia, Cavallino Treporti e Meolo
nel veneziano e di Cimadolmo, Treviso e Casale sul Sile nel trevisano,
troviamo tracce di questa cognominizzazione fra la borghesia di Capodistria
fin dal 1700, si può solo ipotizzare una derivazione da nomi di
località riferiti ad una casa con un muro, forse particolarmente
alto o lungo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cadamuro è un cognome veneto che significa letteralmente 'casa
di muro', cioè 'murata'.
Olivieri 170. |
| CADAU
|
Tipicamente sardo, potrebbe derivare da una modificazione dal cognome spagnolo
Cadeu. |
| CADDEMI
|
Caddemi, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine arabo haddām (servo). |
CADDEO
CADDEU |
Tipici sardi delle province di Oristano e Cagliari, estremamente raro il
secondo, possono derivare da nomi di località come Is Caddeus nei
pressi di Decimomannu (CA), o più probabilmente dal cognome spagnolo
Cadeu, secondo alcuni dovrebbero derivare da modificazioni dialettali del
nome bizantino Kalleo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CADDEO; CADDEU: di etimo e significato incerti. Prof. Massimo Pittau
suggerisce la derivazione dall'italiano Taddeo,
non da Coddeus, presente come nomen
in Africa, ma non in Sardegna. Il latino callum
significa pelle indurita, callo. In
greco abbiamo kalais = turchino
(pietra preziosa); kalèo = chiamare;
Kallèas, da Kallìas,
nel significato di bellezza o bontà.
Lo ritroviamo nelle carte antiche della Sardegna, generalmente nella variante
antica Calleo. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo: Calleo Fuliado, jurato Villa
de Abbas (Santa Maria Acquas - Sardara); Calleo Marcho, ville de Sardara.
** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano
habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate
Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne,
de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388. Nella storia
ricordiamo, Caddeo Rinaldo, di San Gavino Monreale (1881 - 1956), giornalista
e storico (Di.Sto.Sa). Attualmente il cognome Caddeo è presente
in 229 Comuni italiani, di cui 103 in Sardegna: Cagliari 243, Sardara 124,
Arbus 98, Quartu S. E. 73, Carbonia 53, Santadi 49, etc. Caddeu è
invece presente in 15 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna: Segariu 23,
Furti 11, Sanluri 9, Vallermosa 6, etc. |
| CADDIA
|
Caddìa, molto raro, è tipicamente sardo, ha piccoli ceppi
a Villacidro nel Medio Campidano, Cagliari e Usini nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CADDIA: caddìâ deriva
da caddìna per nasalizzazione
vocalica, per caduta della "n" intervocalica: fenomeno fonetico corrente
soprattutto nei dialetti meridionali. Caddìâ,
a sua volta deriva da gaddìâ, gaddìna,
dall'italiano gallina. Caddìna
potrebbe però derivare da cuàddu,
in campidanese, càddu nei dialetti
centrali: sa musca cuaddìna
(camp.), sa musca caddìna (dialetti
centrali) = la mosca dei cavalli. Una
femmina, una pippia c(u)addìna
= una donna, una bambina capricciosa,
cavallina. Esiste pure il termine càddia
o gàddia, che però significa
poplite, piega
o grinza della pelle o anche di un
vestito e deriva dal latino callum,
o callica. Per definire un vestito
spiegazzato diciamo: est tottu accaddionàu.
Il cognome Caddìa, con l'accento sulla "i" non deriva assolutamente
da càddia, piega. Abbiamo telefonato a tanti Caddìa della
Sardegna e tutti hanno puntualizzato l'accento sulla "i". Anche se nessuno
ha rimarcato il fenomeno fonetica della nasalizzazione. È comunque
cosa normale, ne abbiamo tantissimi esempi: Mascìâ, Carìâ,
Angiòî, Cardìâ, Pittàû, Lillìû,
Làî, etc.etc. Attualmente il cognome è presente in
36 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna: Villacidro 21, Cagliari 13,
Usini 11, Selargius 6, Capoterra 6, Pabillonis 3, etc. |
| CADDORI
|
Caddori, estremamente raro, tipicamente sardo, sembrerebbe specifico di
Arzana e Lotzorai nell'Ogliastra, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo logudurese caddu (cavallo)
ed indicherebbe la qualifica di cavaliere attribuita al capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CADDORI: di significato ed etimo incerti. Potrebbe derivare da cavaddu,
cuaddu, caddu = cavallo,
dal tardo latino caballus, ed in questo
caso starebbe ad indicare le caratteristiche di un cavallo; con cavaddèri,
caddèri, cuaddèri, si indicano invece le caratteristiche
del cavaliere: caddèri = un
buon cavaliere. Più probabilmente deriva da caddu
= callo, dal latino callum.
Caddòsu significa di
pelle dura, ma anche ostinato,
come l'italiano incallito. Caddòri
quindi starebbe ad indicare una caratteristica della personalità,
ad esempio, ostinazione, caparbietà, testardaggine,
che sono peculiarità abbastanza comuni in noi sardi, in senso buono
ed in senso cattivo! Attualmente il cognome Caddòri è presente
in 8 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: arzana 24, Lotzorai 14, Cagliari
5, etc. |
| CADEDDU
|
Tipico sardo, della fascia orientale e del cagliaritano, dovrebbe derivare
da un soprannome originato da una modificazione dialettale del vocabolo
latino catellus (cagnolino),
è abbastanza improbabile una derivazione dal vocabolo sardo caddu
(cavallo).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CADEDDU: calèddu, calellèddu,
cathèddu, catzèddu = cagnolino
o cucciolo di cane. Viene dal latino catellus
= cucciolo di cane. Iscatzeddài/re,
significa togliere i cuccioli alla cagna
o anche ad altro animale. Cognome diffuso in tutta la Sardegna sin dai
tempi antichi. Negli antichi documenti della lingua sarda è presente
in diverse varianti. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, figurano: Cadeddu Angioleddu, ville Selluri (Sanluri - Seddori);
Cadeddu Anthonio, ville Mahara (Villamar); Cadeddu Marco, jurato ville
Duçaramanna (*odierno Ussaramanna. Contrate Marmille; Cadellu Guantino,
ville Magumadas (*Magomadas. Contrate Castri Serravallis); Catedu Bartholomeo,
majore (amministratore - sindaco)ville Oruinas (Ruinas); Catedu Guantino,
jurato(guardia giurata, collaboratore del maiore) ville Baugadi (*Bauyadi.villaggio
distrutto- Contrate Partis Milis) ; Catelli Marianus - de Aristanni (Oristano);
Catello Francisco - de Castri Januensis (Castelsardo); Catellu Arsòco,
majore ville Sia Sancte Lucie (* Odierno Siamanna. Contrate Campitani Simagis);
Catellu Francisco, jurato ville Pauli (*Paulilatino. Contrate Partis de
Guilcier); Catellu Leonardo, jurato ville Milis (*odierno Milis - Contrate
Partis de Milis); Cathellu Comita., ville Solgono(Sorgono - Mandrolisay
o Barbagia di Belvì); Cathellu Mariano, ville Solgono. Nella storia
ricordiamo: Cadeddu Gaetano, cagliaritano, studente di medicina, figlio
dell'avvocato Salvatore, col quale fu coinvolto nella congiura di
Palabanda, contro il governo piemontese. In seguito al fallimento dell'insurrezione
riuscì a dileguarsi. Lo ritroviamo poi con Napoleone Bonaparte e
sempre con lui a Waterloo, ma in qualità di direttore delle ambulanze.
Fu in seguito perseguitato come Bonapartista. Si rifugiò infine
in Toscana cambiando nome in Cadelli. A Pisa, sotto la protezione del Professor
Andrea Vacca, docente di chirurgia, riuscì a riprendere gli studi
ed a laurearsi in medicina. Fu poi, come medico ad Algeri. In seguito a
Tunisi e poi di nuovo in Italia. Ricoprì l'incarico di console di
Svezia, Norvegia e America a Sfax. Fu quindi di nuovo a Tunisi, dove morì
nel 1858. Cadello Diego Gregorio, del nobile casato dei Cadello,
marchesi di San Sperate, vescovo della archidiocesi di Cagliari dal 1798
al 1807, poi cardinale. Cadello Francesco Ignazio (padre del cardinale
Diego Gregorio) visse nel primo periodo sabaudo del Regno di Sardegna.
Fu uno dei più importanti giuristi del suo tempo. Percorse tutta
la carriera accademica e forense; infine fu proposto dal re di Sardegna
Carlo Emanuele I° per l'incarico di Reggente del Supremo Consiglio
di Sardegna, che rifiutò per motivi di salute. Attualmente il cognome
Cadeddu è presente in 320 Comuni italiani, di cui 143 in Sardegna:
Cagliari 252, Sassari 140, Guspini 114, Oristano 95, Quartu S. E. 88, Carbonia
81, Borore 80, Nuoro 59,. Etc. Nella penisola è Roma ad avere il
numero più alto con 131. |
| CADELLI
|
Cognome assolutamente raro, probabilmente
di origine friulana, dovrebbe derivare da soprannomi legati all'aferesi
di un toponimo come Roncadelle (TV), Falcade (BL), Biancade (TV) o simili. |
| CADENASSO
|
Cadenasso è tipico di Genova, dovrebbe derivare dall'italianizzazione
del termine francese cadenas (catenaccio,
serratura), forse indicando così che il mestiere del
capostipite fosse quella di fabbro esperto nella produzione di catenacci
e lucchetti. |
CADENAZZI
CADENAZZO
CAENAZZO |
Cadenazzi
è molto raro e sembrerebbe specifico del comasco, Cadenazzo è
praticamente unico, Caenazzo, rarissimo, è tipico veneziano, dovrebbe
derivare dal termine dialettale veneto caenazzo (catenaccio) tant'è
che nello stemma di cui si hanno tracce fin dal 1600 si vedono due ferri
da catenaccio incrociati. Si hanno tracce del cognome Caenazzo o Cadenazzo,
fin dal 1450 quando troviamo un "... Piero
Cadenazzo quidem Domenico sartor da Venezia...",
a Rovigno, in Istria, si trova un'iscrizione, nella chiesa di San Giuseppe,
che dice: "JO CAPITAN ISEPPO CAENAZZO FECI FAR PER
MIA DEVOZIONE ANO 1673". |
CADENELLA
CADENELLI |
Cadenella, praticamente unico, è veneziano, Cadenelli è specifico
di Vobarno nel bresciano, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul
termine dialettale bresciano cadenel,
che significa sia catenaccio che quel
ferro particolare situato all'altezza della bocca della canna fumaria di
un camino, usato per appendervi tramite catene i paioli per cucinare. |
| CADEO
|
Cognome molto raro, parrebbe bergamasco,
ma dovrebbe derivare dal toponimo Cadeo (PC) o da un soprannome connesso
con l'abitare nelle prossimità di un monastero o una chiesa (casa
di dio - cà deo). |
CADICAMO
CHIDICHIMO |
Cadicamo, molto molto raro, è tipico del cosentino, Chidichimo,
un pò meno raro, è sempre tipico del cosentino, di Platacci,
Trebisacce, Villapiana e Castrovillari, si dovrebbe trattare di cognomi
di origini albanesi, che dovrebbero derivare da un toponimo. |
CADILE
CADILI |
Cadile, assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, di Tripi e Patti
nel messinese, Cadili, più comune è decisamente del messinese,
di Patti, Messina e Tripi, potrebbero derivare da forme dialettali derivate
dal termine e nome latino catellus
(cagnolino), una seconda ipotesi li
fa derivare da un soprannome grecanico con il significato di vasai. |
CADONE
CADONEDDA
CADONI |
Cadone è tipico di Alghero (SS), Cadonedda, forse del nuorese, sembrerebbe
ormai quasi scomparso, Cadoni è molto diffuso in tutta la Sardegna,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi
originati dai vocaboli sardi cadone o cadoni
(mercorella, pianta delle Euphorbiacee chiamata
anche mercurialis annua infestante dei vigneti e che da un pessimo sapore
al vino) forse usati in modo dispregiativo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CADONE; CADONI: su cadòni
è un'erba, la mercorella: chenopodium
album. È un nemico dei viticoltori, perché da
un cattivo sapore al vino: "Custu binu tenit sabori
de cadòni"! Questo vino ha sapore
di mercorella.è da buttare! È proprio una peste:
rovina il vino! Sull'etimo della parola permangono incertezze, lo stesso
Wagner mette punto interrogativo. Dal nostro punto di vista, considerando
il fatto che i monaci bizantini sono stati i maestri, per i sardi, per
la conservazione dei prodotti della terra e per l'uso delle erbe
e delle piante officinali, oltre che per la cultura e la religione, abbiamo
pensato ad una parola greca contenente gli effetti della mercorella: col
verbo κάδω + όινος
(càdo + òinos)
= danneggio il vino. Non abbiamo altri
suggerimenti. Come cognome non l'abbiamo trovato nelle carte antiche. Nella
storia ricordiamo: Cadoni Antioco, storico del XIX° secolo, autore
di storia economica ed amministrativa. Fra le sue opere citiamo, Il Comune
di Iglesias ed il ministro Sella, del 1872. Attualmente il cognome Cadoni
è presente in 245 Comuni d'Italia, di cui 102 in Sardegna: Cagliari
122, Oristano 113, Santa Giusta 113, Quartu S. E. 103, Escolca 68, Sassari
53, etc. Roma ne conta 103. Cadone invece è presente in 6
Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna.: Alghero 56, Selargius 3, Cagliari
3. |
CADORE
CADORI
CADORIN
CADORINI |
Cadore è abbastanza raro ed è tipico dell'alto bellunese
e di Bassano del Grappa ed area limitrofa nel vicentino, Cadori e Cadorini,
assolutamente rarissimi si trovano nel bresciano, Cadorin è tipico
del bellunese e trevigiano, dovrebbero derivare dai molti toponimi contenenti
il vocabolo Cadore o dall'etnico relativo.
integrazioni fornite da Davide
Cadore
i miei antenati risiedevano a Mason Vicentino dal 1600 e così
per altri Cadore oggi residenti a Bassano e Nove. Dai documenti che si
conservano presso la mia famiglia siamo potuti risalire quanto meno al
luogo di provenienza del nostro ceppo famigliare: Sospirolo, un paesino
in provincia di Belluno, che la famiglia ha lasciato a seguito della concessione
di terre nel vicentino da parte della Repubblica di Venezia per servigi
resi alla Repubblica stessa. |
| CADRINGHER
|
Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini ungheresi trapiantati
nell'alta Lombardia e deriverebbe dal cognome magiaro Kadringer. Personaggio
famoso è stato Remo Cadringher noto aviatore degli anni 30. |
| CADROBBI
|
Cadrobbi è tipico del Trentino, di Baselga di Pinè
in particolare, dovrebbe derivare dal termine tardo latino quadrobium
(quadrivio, incrocio tra quattro strade)
di cui riportiamo un esempio in un registro comunale del 1487: "...per
capicia decemseptem ad alios duos terminos inter quos est ampla via brachia
decemseptem et quartas duas Et deinde per capicia decemnovem et pedes quinque
itur versus quadrobium
ad alios duos terminos inter quos est ampla via capicia duos et pedes duos
Et ab inde itur infra per capicia tredecim ad alios duos terminos inter
quos est ampla via capicia duo pedes quatuor et oncias septem ...",
probabilmente perchè l'abitazione della famiglia era situata appunto
presso un incrocio di tal fatta. |
CAEM
CAIM |
Entrambi estremamente rari, presenti da tempo nel bresciano, derivano entrambi
dal nome ebreo sefardita Caim (Caino), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo in un trattato di pace del 3 settembre 1143 concluso tra il
conte Alfonso di Tolosa, l'abate, i consoli e gli abitanti di Saint-Gilles
da una parte e i consoli di Pisa e di Genova dall'altra: "...Et
ego Lanfranchus Piper, consul Ianuensis ,et ego Willelmus
Caim, consul Pisanus, hoc idem sacramentum
quod nos facimus faciemus facere consulibus Genue et Pise...".". |
CAFA
CAFA' |
Cafa, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
di Cafà, che è specifico di Gela, dovrebbe derivare dal nome
della città bizantina di Cafà sul mar Nero, probabile luogo
d'origine della famiglia, forse fuggita con l'arrivo dei turchi, ma non
si può escludere una derivazione da un soprannome originato dal
termine arabo akfàs (dalle
gambe storte), Al Akfas
è anche un nome e cognome arabo. |
CAFAGNA
CAFAGNI
CAFAGNO |
Cafagna è tipicamente pugliese, del barese in particolare, di Barletta,
Bari ed Andria, Cafagni sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto
ad un errore di trascrizione, Cafagno è specifico di Bari, dovrebbero
tutti derivare dall'essere il capostipite un fattore o cafagiarius
(sovrintendente di campagna), o semplicemente
un abitante di un cafagium (cascina),
tracce di queste cognominizzazioni si trovano nel barese fin dal 1500.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cafagna è un cognome pugliese che potrebbe derivare dal sostantivo
regionale 'cavagno' = cesta,
canestro, paniere, oppure dal dialetto siciliano 'fiscella
per ricotta'. Minervini, 111. |
CAFARI
CAFARO
CAFFAREL
CAFFARELLA
CAFFARELLI
CAFFARELLO
CAFFARI
CAFFARO
CAFFARRI |
Cafari è quasi unico, Cafaro è tipicamente meridionale, della
zona che comprende la Campania litoranea, la Basilicata e la Puglia, con
massima concentrazione nel salernitano e nel barese, Caffarella sembrerebbe
specifico di Trani nel barese, Caffarelli ha vari ceppi, nel ternano e
reatino, a Roma, ed in Sicilia nel messinese a San Piero Patti e Patti,
ed a Palermo, Caffarello, quasi unico, sembrerebbe siciliano, Caffari sembra
tipico del Lazio, Caffaro, molto raro, e Caffarel quasi unico sono specifici
del basso torinese, della zona di Pinerolo e dintorni in particolare, Caffarri
è specifico dell'area reggiana, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite forme ipocoristiche, dal nome medioevale Cafarus
o Caffarus di cui abbiamo un esempio
a cavallo tra XI° e XII° secolo con il marinaio, crociato,
console di Genova: "..Caffarus
de Caschifellone Genuensis Rei publicae rector
et historiographus...", dagli Annali genovesi anni 1099-1163: "...Ianua
tuta quidem fuit illo consule pridem, Urbs ea que movit, quod sic ex ordine
novit; Nomen ei Cafarus,
presens quem signat imago; Vivat in eternum cuius generosa propago, le forme meridionali potrebbero anche derivare da soprannomi originati
dal vocabolo arabo kaafir (infedele).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cafaro è un cognome meridionale che oltre all'ipotesi di 'kafir'
= infedele, potrebbe anche derivare
dall'aggettivo calabrese e siciliano 'càfaru'
= tarlato. |
CAFASSI
CAFASSO
CAFAZZA
CAFAZZO |
integrazioni di Stefano Ferrazzi
Cafassi, unico, si riscontra soltanto a Settala (MI), Cafasso, molto
più diffuso, ha due ceppi principali, uno fra il napoletano, l'avellinese
e il salernitano e l'altro fra il torinese, il vercellese e l'astigiano,
Cafazza, quasi unico, è presente esclusivamente nel trapanese e
a Carrara (MS), Cafazzo, piuttosto raro, ha un nucleo maggiore fra l'avellinese
e il foggiano, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale Cafasso,
l'italianizzazione, cioè, del personale greco Kaiaphas:
si tratta, in realtà, di un nome d'origine aramaica, reso noto nel
Nuovo Testamento tramite la figura di Yhosef Bar
Kayafa, uno dei giudici, cioè, che parteciparono al processo
di Gesù. In epoca molto più recente, personaggio di rilievo
fu il sacerdote piemontese Giuseppe Cafasso (nato a Castelnuovo d'Asti
nel 1811 e morto a Torino nel 1860), che, canonizzato nel 1947 e proclamato
patrono dei condannati a morte, è oggi ricordato come San Giuseppe
Cafasso. Per quanto riguarda i cognomi in questione, si tratta comunque
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
CAFFARATA
CAFFARATI
CAFFARATO |
Caffarata, assolutamente rarissimo, tipicamente ligure, sembrerebbe originario
dello spezzino, Caffarati, quasi unico, e Caffarato, che sembrerebbe unico,
dovrebbero essere dovuti ad errate trascrizioni del precedente, che dovrebbe
essere di origini provenzali e derivare da alterazioni dialettali del termine
occitano cafroth, cafarot
(piccolo anfratto o grotta), forse
ad identificare caratteristiche del luogo di provenienza del capostipite,
una seconda ipotesi, meno probabile, propone un collegamento con l'antico
termine medioevale francese cafre (lebbroso). |
| CAFFARENA
|
Caffarena è specifico di Genova, Recco e Bogliasco nel genovese,
dovrebbe derivare dal nome della località di Caffarena di Propata
(GE), vicino a Bavastri, circa a 35 chilometri a nordest di Genova, troviamo
traccia di questa cognominizzazione a Recco nel 1700 con il notaio Levantino
Caffarena, verso la fine dello stesso secolo Pietro Maria Caffarena esercita
invece a Levanto nello spezzino. |
| CAFICI
|
Cafici è tipicamente siciliano, molto raro, ha un ceppo a Ramacca
nel catanese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sull'alterazione
del termine arabo akfas (dalle
gambe arcuate), probabilmente a sottolineare un particolare
dell'aspetto del capostipite. |
CAFIERI
CAFIERO
CAFORIO
CAFUERI |
Cafieri, assolutamente rarissimo, è quasi certamente dovuto ad errori
di trascrizione di Cafiero che ha un ceppo nel napoletano a Napoli, Castellammare
di Stabia, Meta e Piano di Sorrento ed uno salentino a Lecce e Brindisi,
Caforio è tipicamente pugliese, dell'area che comprende il barese,
il brindisino ed il tarentino, Cafueri sembra specifico del brindisino,
di Francavilla Fontana in particolare, dovrebbero tutti derivare dal nome
medioevale di origine germanica Gauferius
di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1132: "In
nomine Dei eterni et Salvatoris nostri Jesu Christi. Anno incarnations
eiusdem millesimo centesimo tricesimo secondo, mense iunio, indictione
decima. Nos Alexander Cupersanensis comes et Tancredus Cupersani et Gauferius
Catenzanii comes et Robertus Gravini iuramus
ex precepto et voluntate domini nostri Rogerii Sicilie et Italie regis
magnifici per hec sancta evangelia...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cafiero, Cafieri: Cognome presente anche in Veneto: secondo Olivieri
133 viene dai personali Cayfer, Gafier
dell'epopea francese. Per Minervini 111 può invece riflettere il
microtoponimo Cafièri (CZ) derivato dall'arabo 'kāfir'
= incredulo, infedele. |
| CAFRA
|
Cafra, molto raro, è specifico del siracusano, di Sortino e Melilli
in particolare, dovrebbe derivare dal toponimo spagnolo Cafra, un paese
dell'Estremadura. |
|
Torna all'inizio pagina
sito curato da Ettore Rossoni