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CALÀ Tipico siciliano, del nisseno in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco kalon (bello, buono). Tracce illustri di questa cognomizzazione le troviamo nel 1200 a Martirano (CZ) con Giovanni ed Enrico Calà al seguito dell'imperatore Enrico VI°, nel Cilento nel 1600 quando il casato dei Calà diviene feudatario del territorio di Sassano (SA) e di Canna (CS).
CALABRESE Molto diffuso in tutto il centrosud, deriva dall'etnico di Calabria.
CALABRETTA Calabretta ha un ceppo nel catanese ed uno nel catanzarese e crotonese, dovrebbe indicare un'origine calabrese della famiglia attraverso una forma neogreca Kalabrita per abitante della Calabria.
CALABRETTI
CALABRETTO
CALABRITTA
Calabretti è del brindisino, Calabretto è del barese, Calabritta, che sembrerebbe unico, è del barese, dovrebbero derivare dall'antico nome del Salento chiamato in epoca romana Calabria o Messapia, tutti questi cognomi starebbero ad indicare un'origine salentina del capostipite.
CALABRIA Calabria è presente a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia, dovrebbe semplicemente indicare la regione di provenienza della famiglia, cioè la Calabria.
CALABRITTO Calabritto è specifico di Santa Maria Capua Vetere nel casertano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal modo di dire greco kala britton (bella pietra) che definiva forse un tempo una località della zona.
integrazioni fornite da Vincenzo Scognamiglio
dovrebbe derivare dal toponimo Calabritto nell'avellinese.
CALABRO
CALABRO'
Calabro, abbastanza raro, è tipico del Salento, Calabrò ha un nucleo in Sicilia, nel reggino e nel cosentino, con ceppi anche nel napoletano, a Roma e nel cagliaritano, derivano dalla forma greca per calabrese kalabròs (abitante della Calabria), ricordiamo che il Salento in epoca romana veniva chiamato Calabria.
CALACIURA
CALICIURI
Caliciura è tipicamente siciliano, ha un ceppo nel catanese, uno a Butera nel nisseno ed uno a Palermo, ma è ben distribuito in tutta l'isola, Caliciuri, molto più raro è calabrese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Calaciura è tipico del catanese e del nisseno, Caliciuri, molto raro, pare originario del reggino, questi cognomi derivano entrambi dal nome greco Kalokioures o Kalokyres, col significato di buon signore, buon uomo (dal greco kalos = buono, bello e kyrios = signore).
CALAFA
CALAFÁ
Calafa è assolutamente rarissimo, Calafà sempre estremamente raro sembrerebbe di Verona, potrebbe essere di origini veneziane e derivare dal mestiere di calafatore (dal bizantino kalaphatêin) cioè di chi calafata cioè rende impermeabili le giunture delle imbarcazioni.
CALAFIORE Ha un nucleo siciliano a Palermo e nel palermitano ed a Siracusa e nel siracusano, con una presenza significativa anche a Messina ed a Napoli, dovrebbe derivare da un nome originato dalla fusione del termine greco kalos (bello) e fiore e starebbe per Belfiore.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome tipico della Sicilia e della punta meridionale della Calabria, con ceppi maggiori nel siracusano, nel palermitano e nel reggino, ma con un ceppo non secondario anche nel napoletano, deriva da un adattamento piuttosto radicale del nome greco Kalokioures o Kalokyres, col significato di buon signore, buon uomo (dal greco kalos=buono, bello e kyrios=signore)
CALAMAI Decisamente toscano, specifico della zona che comprende il fiorentino ed il pistoiese, potrebbe derivare dal toponimo fenicio Kalama in Numidia, anche se lo ritengo poco probabile, ed avrebbe pertanto la stessa etimologia del toponimo Calamecca (PT), più probabilmente deriva dal termine latino calamarius e può essere legata alla funzione di scrivano (calamarius era, in latino, la custodia degli arnesi per scrivere).
CALAMANDREI Calamandrei ha un ceppo a Firenze e nel fiorentino ed uno a Fano nel pesarese, potrebbe derivare dal nome medioevale Calamandro di cui abbiamo un esempio: "...Che il Principe di Francia uccise il gigante Calamandro in tempo, che il compagno haueua ucciso l’altro caualliere, la gran cura, che fi prese la donzella Mora per la salute del suo creduto amante, & come dopo l’esser guarito, si misero tutti a mirare il marauiglioso fonte. ..:", o anche, molto più probabilmente, da un soprannome originato dal termine kalamandrea, pianta erbacea curativa succedanea dello zucchero in epoca medioevale, come leggiamo in questo scritto del 1310: "...Ancora prendete tuzia polverezata sottil mente e stenperata con sugho di kalamandrea...", potrebbe, anche se altamente improbabile, derivare dal vocabolo calamandro, una sorta di legno esotico (indiano) molto duro, una traccia molto antica di questa cognominizzazione in Toscana la troviamo alla fine dell'anno 1294: "...In questo mentre stimandosi papa Bonifìido esser venuto il tempo opportuno, che i Siciliani ricevessero il re Carlo, mandò in Sicilia Bonifacio Calamandro, uomo astutissimo e molto pratico nelle legazioni e faccende di importanza, a persuadere i Siciliani a pigliar per lor signore il re Carlo...".
CALAMANI
CALAMANO
Calamani, molto molto raro, parrebbe dell'Italia centrosettentrionale, Calamano, quasi unico, parrebbe ligure, dovrebbero derivare dal nome medioevale bizantino Calamanus di cui abbiamo un esempio nella Historia rerum gestarum in partibus transmarinis sulle Crociate: "...Displicuerat sane ab initio sibi, quod hostes ab obsidione discedentes, fuerant insecuti; et dissuadere adorsus fuerat, sed praevaluit inutilior aliorum sententia. Dominus autem Boamundus princeps Antiochenus, dominus quoque Raimundus comes Tripolitanus, Calamanus etiam Ciliciae procurator, Hugo quoque de Liniziaco, de quo superius fecimus mentionem; Joscelinus etiam tertius, comitis Edessani secundi Joscelini filius, et multi alii nobiles, ut vitae cum probro et ignominia consulerent, hostibus se tradentes, vinculis tanquam vilia mancipia, miserabiliter alligantur; et Halapiam traducti, spectaculum facti sunt populis infidelibus et carceribus mancipati. ...", nome a sua volta derivato dal nome ebraico Kaliman (vedi CALIMAN).
CALAMARI
CALAMARO
Calamari ha un ceppo nel piacentino, uno in provincia di Lucca ed uno tra la provincia di Roma ed il frusinate, di Calamaro si individuano tre ceppi distinti, uno in provincia di Genova, Napoli e Siracusa, l'origine di questi cognomi può essere legata alla funzione di scrivano (calamarius era, in latino, la custodia degli arnesi per scrivere), come a quella di pescatore.
CALAMI Assolutamente rarissimo, potrebbe essere toscano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di scrivano, cioè di un utilizzatore di calami (penne).
CALAMIA Tipico del trapanese, dovrebbe derivare da un toponimo greco Kalami, questo nome è abbastanza diffuso nella zona d'influenza degli antichi greci, ricordiamo a titolo di esempio una cittadina a 3 chilometri da Samo ed una sull'isola di Corfù che portano entrambe questo nome.
CALAMIDA Assolutamente rarissimo, è tipico di Cagliari, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo calamidade (calamità).
CALAMO Tipico del brindisino, è in particolare specifico di Ostuni (BR), potrebbe derivare da un soprannome originato dal calamo, radice con un forte odore aromatico di cannella, o dal toponimo greco Kalamos (città a 45 km da Atene).
CALAMOSCA Calamosca, molto raro, è sicuramente emiliano, di Imola e Bologna.
CALANDRA
CALANDRI
CALANDRIA
CALANDRO
Calandra è tipico siciliano con un ceppo anche nel napoletano, Calandri sembra avere un nucleo nel Piemonte occidentale ed uno nel perugino, Calandria, assolutamente rarissimo, sembra specifico del savonese, Calandro è campano, ma con un ceppo anche nel trapanese, potrebbero derivare da un soprannome legato ad una caratteristica fisica o al mestiere di parrucchiere, infatti caliendrum era il vocabolo latino per parrucca. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Napoli nel XIV° secolo in un proclama di re Ladislao: "Ladislaus rex Privilegia atque rescripta concessa fore concernimus personisque tanguntur volumus observando sic remanere proficua quod in eorum firmitate et stabilitate permaneant et nullius diminucionis incomoda pertinescant... ...Petruccius Mercolinus dictus Liparo, Feulus de Lauro, Petruccius Calandra, Antonellus Castallanus Amerosus Zaccaria...", troviamo nel 1400  il fiorentino Piero Calandri (1419-1468) come appartenente alla più grossa ed importante famiglia di maestri d'abaco fiorentini, nel 1600 a Ceva (CN) troviamo il medico Stefano Calandri, nel 1400 nel cosentino a Spezzano lun certo Calandro risulta tra gli esattori del fisco aragonese.
CALANDRELLA
CALANDRELLI
CALANDRELLO
CALANDRIELLO
Calandrella ha un ceppo tra Lazio ed aquilano ed uno a Morcone (BN) e a Santa Croce Di Magliano (CB), Calandrelli ha un ceppo a Marta (VT), uno a Roma ed uno a Benevento, Calandriello ha un ceppo nella zona di Sassano (SA) e Sala Consilina, ed uno nella zona di Tramutola (PZ) e Paterno, Calandrello, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, tracce di questa cognomizzazione le troviamo in in Campania nel 1700 con un tal Giuseppe Antonio Calandriello attore in un giudizio.
integrazioni fornite da P. Calandrelli
personaggi di rilievo sono stati il garibaldino Generale Alessandro Calandrelli (Roma, 1805 - Albano, 1888) che fu uno dei triumviri della Repubblica Romana dal 1 luglio 1849 al 4 dello stesso mese 1849.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sono principalmente quattro i ceppi Calandrelli in Italia: a Benevento, a Roma, nel viterbese ed a Napoli. Sembrerebbe derivare dal termine calandra, che può designare un uccello simile all'allodola, un tipo di coleottero con corpo lungo e stretto, oppure una macchina (dal greco kylindros, cilindro) costituita da pesanti cilindri e usata per levigare tessuti o carta.  In tipografia la calandra è invece la pressa che comprime il flano contro la composizione per ottenere l'impronta.  Il cognome Calandrelli, presente anche nella variante Calandrella a Roma e nel beneventano, potrebbe in tal senso derivare da un soprannome attribuito al capostipite in base alla sua attività lavorativa (lavoratore di tessuti o tipografo) o in base ad una sua particolare caratteristica fisica o caratteriale (calandrella perche piccolo come l'omonimo uccello, o perchè ottimo imitatore del suo verso), ipotesi quest'ultima più plausibile per l'invenzione avvenuta in tempi moderni della calandra.  Tra i vari Calandrelli si individuano illustri personaggi di rilievo della storia del nostro Paese, quali il Professore Ignazio Calandrelli, scienziato e astronomo nella Napoli dell'800, e l'Abate Giuseppe Calandrelli (Zagarolo, Roma, 22/5/1749 - Roma, 25/12/1827), astronomo e dotto scienziato.
CALANDRINI
CALANDRINO
Calandrini, è tipico della fascia che dal forlivese, attraverso il pesarese e l'Umbria arriva al Lazio, Calandrino è specifico della Sicilia occidentale, derivano dal nome medioevale Calandrino presente nel 1200 e 1300 e di cui abbiamo un esempio anche nel Decamerone di Boccaccio.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in Toscana nella seconda metà del 1300 con Federico Calandrini, Ufficiale della Porta di San Donato di Lucca, in Campania nel 1600 nel perugino opera il condottiero Simone Calandrini capitano della Repubblica di Fossato di Vico (PG).
CALASANZIO Calasanzio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe meridionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale Sanctius (vedi SANZA), cui sia stato aggiunto il prefisso Cala dal termine greco kalòs (bello), con il significato quindi di il bel Sanzio.
CALASSI
CALASSO
Calassi è assolutamente rarissimo, e si dovrebbe trattare di modifiche successive a trascrizioni errate del cognome Calasso, che è tipiamente salentino, del tarentino, brindisino e del leccese, di Copertino nel leccese e di Lizzano nel tarantino soprattutto, si dovrebbe trattare di una forma alterata del nome medioevale Galassus (vedi GALASSI).
CALATABIANO
CALTABIANO
Calatabiano, molto molto raro, è siciliano, Caltabiano è tipico della Sicilia orientale, del catanese in particolare, dovrebbero derivare entrambi dal toponimo Calatabiano (CT).
CALATRO
CALATRONE
CALATRONI
Calatro e Calatrone sono praticamente unici e dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione di Calatroni che è specifico dell'Oltrepo pavese, e dovrebbe derivare dal cognomen latino Calatro di cui abbiamo un esempio nel I° secolo con il Duomviro Caius Sattio Calatro.
CALCAGNI
CALCAGNINI
CALCAGNINO
CALCAGNO
Calcagni sembra tipico laziale, con un ceppo anche nella Puglia meridionale, Calcagnini, molto raro, ha un ceppo nello spezzino ed uno nel pesarese, Calcagnino, rarissimo, è del barese, Calcagno ha un nucleo importante tra Piemonte e Liguria ed uno in Sicilia, sono presenti anche piccoli ceppi in Campania, Basilicata e Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale Calcagno di cui abbiamo tracce nel 1500 in Lombardia con il capitano di ventura Calcagno Origone.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Pontremoli (MS) nel 1400: "...Zuchi de Valsasina dicti Calcagno..", a Ferrara con l'erudito Coelius Calcagninus e a Offida (AP) con il tesoriere della Provincia Niccolò Calcagni, a Montecorice (SA) nel 1500 con il feudatario Tiberio Calcagno, nel 1500 a Genova è menzionato Vincenzo Calcagno come uno degli assassini di Giannettino Doria.
CALCARA Calcara è un cognome tipico della Sicilia occidentale, di Castelvetrano e Mazara del Vallo nel trapanese e di Palermo e Caccamo nel palermitano, dovrebbe derivare da nomi di località come Calcara di Panarea, tipica per le sorgenti termali e fumarole, o come Cala Calcara di Levanzo nelle Egadi, ma è molto più probabile che derivi dal fatto di abitare la famiglia nei pressi di una calcara, voce dialettale siciliana per fornace da calce o gesso, o per il fatto di essere loro stessi dei produttori di calce o gesso.
CALCATERRA
INCALCATERRA
Calcaterra è presente in tutto il territorio nazionale si evidenziano due ceppi distinti, uno in Sicilia, l'altro nelle Marche, Incalcaterra ha un ceppo siciliano, soprattutto a Trapani e Mazara del Vallo nel trapanese ed uno nel Lazio a Civitavecchia, dovrebbero entrambi derivare da soprannomi legati all'attività del capostipite, probabilmente un contadino, secondo altri si tratterebbe invece di soprannomi originati dalla bassa statura del capostipite.
CALCHERA Molto molto raro è tipicamente veneto, ha un piccolo ceppo in Cadore ed uno a Venezia, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale calchera (fornace da calce).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
 Fino a circa una sessantina di anni fa la calce veniva prodotta in fornaci chiamate localmente calchere. Il termine calchera deriva dal latino calcaria fornax, col significato appunto di forno per produrre calce e calcina. La calchera è un forno costruito con sassi squadrati, possibilmente resistenti al calore. Il luogo per la sua costruzione veniva scelto con cura: erano necessari la presenza di una strada per il trasporto e una grande disponibilità di rocce calcaree e legname per alimentare il fuoco. Il cognome Calchera sembrerebbe tipico della provincia di Belluno, del comune di Forno di Zoldo, ma altri ceppi sono riscontrabili a Venezia e relativa provincia nonchè in Lombardia, a Milano. Chiaramente il cognome trae origine dall'attività legata alla produzione della calce oppure dalla toponomastica, considerando il fatto che molti luoghi potevano essere denominati in tal modo con specifico riferimento ad una calchera attiva nelle vicinanze.
CALCHI Abbastanza raro sembrerebbe avere due ceppi, uno tra Milano e Bergamo ed uno in Abruzzo tra Pescara e Chieti, il ceppo lombardo dovrebbe derivare dal toponimo Calco (CO), famiglia nobile di cui si ha traccia fin dal 1277, quando Ottone Visconti la iscrisse nella Matricola degli Ordinari della Metropolitana, nel 1400 troviamo un Bartolomeo Calchi segretario particolare di Ludovico il Moro, nel 1578 i Calchi  furono ammessi al Patriziato milanese. Un'ipotesi sull'origine del cognome fa riferimento al fatto che Strabone storico e geografo greco ( 63 a.C. - 19 d.C), scrive che, onde ripopolare dopo la cacciata dei Galli il territorio dal Lago di Como al fiume Adda, i Romani abbiano trasferito in quella zona un certo numero di greci provenienti dall'isola di Calchi (Colcide) del mar Egeo.
CALDARA
CALDERA
Caldara, oltre al ceppo milanese, bergamasco, ne ha uno nel barese ed uno nel palermitano, Caldera è tipico di Lombardia e Piemonte, in alcuni casi derivano da soprannomi di mestiere, in altri da toponimi come Caldera (ME) o Torre Caldera (AL) o da indicativi di località, come si può vedere in uno scritto del 1183 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale: "...a sero via canpus dicitur in Zerbo prope Dupum de la Caldera, est iugera quattuor et perticas quattuor. et tabulas undecim...".
CALDAROLA Tipico della provincia di Bari, dovrebbe derivare dal vocabolo latino calidarium (luogo termale) ed essere riferito ad un'origine riferita ad una località termale, come Caldarola (MC) nelle Marche.
CALDART Caldart è tipico di Belluno e della sua provincia, di Ponte nelle Alpi, Sospirolo e Sedico, potrebbe derivare dal toponimo Kaltern (Caldaro sulla strada del vino) in provincia di Bolzano.
CALDATO Abbastanza raro č tipico di Treviso.
CALDERAN
CALDERANI
CALDERANO
Calderan è tipicamente veneto, dell'area che comprende le province di Venezia, Treviso e Pordenone, Calderani, molto raro, è invece toscano, del pisano, di Ponsacco, Calderano, molto raro, è specifico di Maratea nel potentino, dovrebbero tutti derivare dal mestiere di calderano, cioè di maestro artigiano addetto alla bollitura ed al trattamento dei bachi da seta, probabile occupazione del capostipite.
CALDERARA
CALDERARI
CALDERARO
Calderara è diffuso in Lombardia ad Agnadello (CR), Milano, Besnate e Cuasso Al Monte (VA) e in tutto il varesotto, in Emilia e a San Bonifacio (VR), Calderari, meno diffuso, ha un piccolo ceppo a Pieve di Soligo (TV), a Bologna ed un nucleo nel Lazio, a Roma, Anticoli Corrado (RM), Ceccano (FR) e Orte (VT), Calderaro ha un ceppo nel padovano e vari nuclei al sud, in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, dovrebbero tutti derivare dal mestiere di artigiani produttori di pentole e caldaie, ma in alcuni casi possono derivare da toponimo come Calderara (MI) o Calderara di Reno (BO).
CALDERON
CALDERONE
CALDERONI
Calderon è quasi scomparso, Calderone è tipico siciliano, Calderoni ha un ceppo nel ravennate ed uno nel barese, dovrebbe essere di origini spagnole, potrebbe derivare o da un toponimo, di paesi chiamati Calderon in Spagna ce ne sono almeno due, o da un soprannome legate o a caratteristiche di una località o ad un mestiere, il casato dei Calderon lo troviamo come feudatario del re spagnolo in Calabria nel 1600, a Bormio (SO) nel 1507 in un atto si legge: "...Et super hoc dat pro testibus Angelum Redulfini, Antonium Juliani, Simonem Andree Calderoni....".
CALDI Cognome del centro nord Italia, si individuano molte possibili zone d'origine (Verbania Intra, Milano, Bologna, Massa Carrara, ecc), potrebbe derivare da toponimi quali Caldè (VA) o altri con la stessa radice.
CALDONAZZO specifico della zona tra trentino e veronase, deriva dal toponimo Caldonazzo (TN). La dinastia dei Caldonazzo nasce in epoca longobarda  con l'Arimanno Warbert.
CALEGARI
CALEGARIS
CALEGARO
CALIGARI
CALIGARIS
CALIGARO
CALLEGARI
CALLEGARIS
CALLEGARO
CALLIGARI
CALLIGARIS
CALLIGARO
Calegari è tipicamente lombardo, del bergamasco e del milanese, Calegaris è unico, Calegaro, molto raro, decisamente veneto, è soprattutto del veronese, Caligari, abbastanza raro, ha un ceppo in provincia di Sondrio ed uno tra forlivese e riminese, Caligaris è specifico dell'area nordoccidentale, del Piemonte, Liguria ed ovest Lombardia, Caligaro è unico, Callegari è proprio del nord Italia, Callegaris, molto raro, ha un ceppo nel pavese ed uno nel triestino, dove probabilmente è solo una variante dovuta ad errori di trascrizione di Calligaris, Callegaro è tipico veneto, della fascia che comprende il rovigoto, il padovano, il veneziano ed il trevisano, Calligari ha la sua massima concentrazione nelle provincie di Milano, Pavia e Novara, ma si nota una presenza significativa anche in provincia di Napoli, Calligaris, decisamente friulano, è tipico dell'udinese, goriziano e triestino, Calligaro è specifico dell'udinese. La derivazione è facilmente intuibile, infatti ha origine dal vocabolo tardo latino caligarius (calzolaio), cioè chi produceva o commerciava in scarpe (in latino calzatura = caliga). Si pensi che persino un famoso imperatore romano prese il nome proprio dal termine caliga, il famoso imperatore Caligola, Tacito nel primo libro dei suoi Annali infatti scrive: "...iam infans in castris genitus, in contubernio legionum eductus, quem militari vocabulo Caligulam appellabant, quia plerumque ad concilianda vulgi studia eo tegmine pedum induebatur...".
CALEO Caleo ha un ceppo a Carrara con diramazioni a Livorno e nello spezzino a Sarzana, Ortonovo e La Spezia, potrebbe derivare da modificazioni italianizzate del nome provenzale Caleb, esiste anche un ceppo nel salernitano, che potrebbe invece derivare invece dal toponimo Caleo nel Cilento, improponibile la derivazione dal verbo latino caleo (scaldarsi)
CALGARO Tipico del vicentino, deriva dal vocabolo tardo latino caligarius (calzolaio), cioè chi produceva o commerciava in scarpe (in latino calzatura = caliga). 
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