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CAL Cal ha un ceppo veneto, nel trevisano, a Moreno di Piave, Oderzo e Vazzola, qualche presenza a Iesolo nel veneziano e nel pordenonese a Porcia e Chions, con presenze secondarie anche a Cisterna di Latina nel latinense ed a Fiumicino nel romano, dovrebbe essere di origini ungheresi o slave.
CALÀ Tipico siciliano, del nisseno in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco kalon (bello, buono). Tracce illustri di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Martirano (CZ) con Giovanni ed Enrico Calà al seguito dell'imperatore Enrico VI°, nel Cilento nel 1600 quando il casato dei Calà diviene feudatario del territorio di Sassano (SA) e di Canna (CS).
CALABRESE Molto diffuso in tutto il centrosud, deriva dall'etnico di Calabria.
CALABRETTA Calabretta ha un ceppo nel catanese ed uno nel catanzarese e crotonese, dovrebbe indicare un'origine calabrese della famiglia attraverso una forma neogreca Kalabrita per abitante della Calabria.
CALABRETTI
CALABRETTO
CALABRITTA
Calabretti è del brindisino, Calabretto è del barese, Calabritta, che sembrerebbe unico, è del barese, dovrebbero derivare dall'antico nome del Salento chiamato in epoca romana Calabria o Messapia, tutti questi cognomi starebbero ad indicare un'origine salentina del capostipite.
CALABRIA Calabria è presente a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia, dovrebbe semplicemente indicare la regione di provenienza della famiglia, cioè la Calabria.
CALABRITTO Calabritto è specifico di Santa Maria Capua Vetere nel casertano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal modo di dire greco kala britton (bella pietra) che definiva forse un tempo una località della zona.
integrazioni fornite da Vincenzo Scognamiglio
dovrebbe derivare dal toponimo Calabritto nell'avellinese.
CALABRO
CALABRO'
Calabro, abbastanza raro, è tipico del Salento, Calabrò ha un nucleo in Sicilia, nel reggino e nel cosentino, con ceppi anche nel napoletano, a Roma e nel cagliaritano, derivano dalla forma greca per calabrese kalabròs (abitante della Calabria), ricordiamo che il Salento in epoca romana veniva chiamato Calabria.
CALACIURA
CALICIURI
Caliciura è tipicamente siciliano, ha un ceppo nel catanese, uno a Butera nel nisseno ed uno a Palermo, ma è ben distribuito in tutta l'isola, Caliciuri, molto più raro è calabrese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Calaciura è tipico del catanese e del nisseno, Caliciuri, molto raro, pare originario del reggino, questi cognomi derivano entrambi dal nome greco Kalokioures o Kalokyres, col significato di buon signore, buon uomo (dal greco kalos = buono, bello e kyrios = signore).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Calaciura secondo G. Rohlfs 57 deriva dal termine greco 'kalokýris' che significa semplicemente 'prete'. Cfr. anche Caracausi 130.
CALAFA
CALAFA'
Calafa è assolutamente rarissimo, Calafà sempre estremamente raro sembrerebbe di Verona, potrebbe essere di origini veneziane e derivare dal mestiere di calafatore (dal bizantino kalaphatêin) cioè di chi calafata cioè rende impermeabili le giunture delle imbarcazioni.
CALAFATA
CALAFATI
CALAFATO
CALAFATTI
CALAFATTO
Calafata, praticamente unico, è del palermitano, Calafati sembrerebbe di origini calabresi, di Cessaniti nel vibonese in particolare, Calafato ha un ceppo a Napoli ed in Sicilia a Mazara del Vallo nel trapanese, a Palma di Montichiaro, Ravanusa e Licata nell'agrigentino ed a Riesi nel nisseno, Calafatti, quasi unico, e Calafatto che sembra proprio essere unico, sono probabilmente dovuti ad un'errata trascrizione dei precedenti, dovrebbero derivare da un soprannome grecanico originato dall'unione dei termini καλώς kalos (buona) e φάτις  fatis (fama), indicando probabilmente che il capostipite fosse stato un personaggio di buona fama, probabilmente onorato presso la sua comunità, non si può escludere che in qualche caso possano derivare dal mestiere di calafatore (vedi CALAFA).
CALAFIORE Ha un nucleo siciliano a Palermo e nel palermitano ed a Siracusa e nel siracusano, con una presenza significativa anche a Messina ed a Napoli, dovrebbe derivare da un nome originato dalla fusione del termine greco kalos (bello) e fiore e starebbe per Belfiore.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome tipico della Sicilia e della punta meridionale della Calabria, con ceppi maggiori nel siracusano, nel palermitano e nel reggino, ma con un ceppo non secondario anche nel napoletano, deriva da un adattamento piuttosto radicale del nome greco Kalokioures o Kalokyres, col significato di buon signore, buon uomo (dal greco kalos=buono, bello e kyrios=signore)
CALAMAI Decisamente toscano, specifico della zona che comprende il fiorentino ed il pistoiese, potrebbe derivare dal toponimo fenicio Kalama in Numidia, anche se lo ritengo poco probabile, ed avrebbe pertanto la stessa etimologia del toponimo Calamecca (PT), più probabilmente deriva dal termine latino calamarius e può essere legata alla funzione di scrivano (calamarius era, in latino, la custodia degli arnesi per scrivere).
CALAMANDREI Calamandrei ha un ceppo a Firenze e nel fiorentino ed uno a Fano nel pesarese, potrebbe derivare dal nome medioevale Calamandro di cui abbiamo un esempio: "...Che il Principe di Francia uccise il gigante Calamandro in tempo, che il compagno haueua ucciso l'altro caualliere, la gran cura, che fi prese la donzella Mora per la salute del suo creduto amante, & come dopo l'esser guarito, si misero tutti a mirare il marauiglioso fonte. ..:", o anche, molto più probabilmente, da un soprannome originato dal termine kalamandrea, pianta erbacea curativa succedanea dello zucchero in epoca medioevale, come leggiamo in questo scritto del 1310: "...Ancora prendete tuzia polverezata sottil mente e stenperata con sugho di kalamandrea...", potrebbe, anche se altamente improbabile, derivare dal vocabolo calamandro, una sorta di legno esotico (indiano) molto duro, una traccia molto antica di questa cognominizzazione in Toscana la troviamo alla fine dell'anno 1294: "...In questo mentre stimandosi papa Bonifìido esser venuto il tempo opportuno, che i Siciliani ricevessero il re Carlo, mandò in Sicilia Bonifacio Calamandro, uomo astutissimo e molto pratico nelle legazioni e faccende di importanza, a persuadere i Siciliani a pigliar per lor signore il re Carlo...".
CALAMANI
CALAMANO
Calamani, molto molto raro, parrebbe dell'Italia centrosettentrionale, Calamano, quasi unico, parrebbe ligure, dovrebbero derivare dal nome medioevale bizantino Calamanus di cui abbiamo un esempio nella Historia rerum gestarum in partibus transmarinis sulle Crociate: "...Displicuerat sane ab initio sibi, quod hostes ab obsidione discedentes, fuerant insecuti; et dissuadere adorsus fuerat, sed praevaluit inutilior aliorum sententia. Dominus autem Boamundus princeps Antiochenus, dominus quoque Raimundus comes Tripolitanus, Calamanus etiam Ciliciae procurator, Hugo quoque de Liniziaco, de quo superius fecimus mentionem; Joscelinus etiam tertius, comitis Edessani secundi Joscelini filius, et multi alii nobiles, ut vitae cum probro et ignominia consulerent, hostibus se tradentes, vinculis tanquam vilia mancipia, miserabiliter alligantur; et Halapiam traducti, spectaculum facti sunt populis infidelibus et carceribus mancipati. ...", nome a sua volta derivato dal nome ebraico Kaliman (vedi CALIMAN).
CALAMARI
CALAMARO
Calamari ha un ceppo nel piacentino, uno in provincia di Lucca ed uno tra la provincia di Roma ed il frusinate, di Calamaro si individuano tre ceppi distinti, uno in provincia di Genova, Napoli e Siracusa, l'origine di questi cognomi può essere legata alla funzione di scrivano (calamarius era, in latino, la custodia degli arnesi per scrivere), come a quella di pescatore.
CALAMI Assolutamente rarissimo, potrebbe essere toscano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di scrivano, cioè di un utilizzatore di calami (penne).
CALAMIA Tipico del trapanese, dovrebbe derivare da un toponimo greco Kalami, questo nome è abbastanza diffuso nella zona d'influenza degli antichi greci, ricordiamo a titolo di esempio una cittadina a 3 chilometri da Samo ed una sull'isola di Corfù che portano entrambe questo nome.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Calamia è cognome siciliano, calabrese e napoletano: dal greco 'ta kalàmia' = le canne. Rohlfs 57.
CALAMIDA Assolutamente rarissimo, è tipico di Cagliari, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo calamidade (calamità).
CALAMINICI Calaminici, molto raro, è tipicamente calabrese, di Catanzaro e Petilia Policastro nel crotonese, dovrebbe derivare dal nome della località di origine della famiglia, località caratterizzata dalla presenza di un canneto, che in grecanico si diceva kalamionas.
CALAMO Tipico del brindisino, è in particolare specifico di Ostuni (BR), potrebbe derivare da un soprannome originato dal calamo, radice con un forte odore aromatico di cannella, o dal toponimo greco Kalamos (città a 45 km da Atene).
CALAMONACI Calamonaci, quasi unico, è siciliano e dovrebbe derivare dal nome del paese di Calamonaci nell'agrigentino.
CALAMOSCA Calamosca, molto raro, è sicuramente emiliano, di Imola e Bologna.
CALANCA
CALANCHI
Calanca ha un piccolo ceppo tra varesotto e milanese, che deriva probabilmente dal nome della Val Calanca. attualmente in Svizzera, il ceppo più importante a Mirandola, Modena, San Felice sul Panaro, Medolla e Soliera nel modenese ed a Bologna ed un ceppo a Graffignano e Civitella d'Agliano nel viterbese ed a Roma, Calanchi è specifico di Bologna e di Spilamberto nel modenese, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti provenissero da zone di calanchi (dirupi, solchi di erosione prodotti in terreni argillosi o marnosi tipici ad esempio delle pendici dell'appennino emiliano), o da nomi di località come la Collina, della Calanca tra pistoiese e modenese.
CALANDRA
CALANDRI
CALANDRIA
CALANDRO
Calandra è diffusissimo in tutta la Sicilia e nel napoletano, Calandri ha un ceppo piemontese, nel torinese e soprattutto nel cuneese, ed in Liguria nell'imperiese, savonese e genovese, un ceppo umbro, soprattutto nel perugino ed uno romano, Calandria, quasi unico, è del savonese, Calandro ha un ceppo romano, uno campano nel napoletano e soprattutto nel beneventano ed uno nel trapanese, potrebbero derivare dal nome medioevale Calandro, Calandra, che si rifacesse al calandrius, un uccello mitico medioevale, citato nel Deuteronomio, che avrebbe avuto la capacità di assorbire i fluidi malefici fonti delle malattie, portando la salute all'uomo che lo avesse avvicinato al suo volto: "..Dicitur in Naturalibus, quod calandrius, avis tota alba, cuius interiora oculorum curant caliginem, in infirmum fixe aspicit si vivere debet, quod sanitatis ipsius est indicium: et tunc ipsa avis accedit ad faciem infirmi, et eius infirmitatem haurit et in se recipit, et postea volat in aera et ibi in ferventi radio solis totam consumit. Sic Christus, noster amicus, totus albus, quia ab omni labe peccati mundus, ex cuius lateris apertura sanguis defluens nostrae animae, quae prius clare videre non poterat, curavit caliginem. ..", il nome attribuirebbe così al proprio figlio delle proprietà taumaturgiche, cosa probabilmente vera almeno a livello psicologico.
CALANDRELLA
CALANDRELLI
CALANDRELLO
CALANDRIELLO
Calandrella ha un ceppo tra Lazio ed aquilano ed uno a Morcone (BN) e a Santa Croce Di Magliano (CB), Calandrelli ha un ceppo a Marta (VT), uno a Roma ed uno a Benevento, Calandriello ha un ceppo nella zona di Sassano (SA) e Sala Consilina, ed uno nella zona di Tramutola (PZ) e Paterno, Calandrello, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, potrebbero derivare dal termine arcaico calandrella (tipo di allodola), o calandrello (piviere), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in in Campania nel 1700 con un tal Giuseppe Antonio Calandriello attore in un giudizio.
integrazioni fornite da P. Calandrelli
personaggi di rilievo sono stati il garibaldino Generale Alessandro Calandrelli (Roma, 1805 - Albano, 1888) che fu uno dei triumviri della Repubblica Romana dal 1 luglio 1849 al 4 dello stesso mese 1849.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sono principalmente quattro i ceppi Calandrelli in Italia: a Benevento, a Roma, nel viterbese ed a Napoli. Sembrerebbe derivare dal termine calandra, che può designare un uccello simile all'allodola, un tipo di coleottero con corpo lungo e stretto, oppure una macchina (dal greco kylindros, cilindro) costituita da pesanti cilindri e usata per levigare tessuti o carta.  In tipografia la calandra è invece la pressa che comprime il flano contro la composizione per ottenere l'impronta.  Il cognome Calandrelli, presente anche nella variante Calandrella a Roma e nel beneventano, potrebbe in tal senso derivare da un soprannome attribuito al capostipite in base alla sua attività lavorativa (lavoratore di tessuti o tipografo) o in base ad una sua particolare caratteristica fisica o caratteriale (calandrella perche piccolo come l'omonimo uccello, o perchè ottimo imitatore del suo verso), ipotesi quest'ultima più plausibile per l'invenzione avvenuta in tempi moderni della calandra.  Tra i vari Calandrelli si individuano illustri personaggi di rilievo della storia del nostro Paese, quali il Professore Ignazio Calandrelli, scienziato e astronomo nella Napoli dell'800, e l'Abate Giuseppe Calandrelli (Zagarolo, Roma, 22/5/1749 - Roma, 25/12/1827), astronomo e dotto scienziato.
CALANDRINI
CALANDRINO
Calandrini, è tipico della fascia che dal forlivese, attraverso il pesarese e l'Umbria arriva al Lazio, Calandrino è specifico della Sicilia occidentale, derivano dal nome medioevale Calandrino presente nel 1200 e 1300 e di cui abbiamo un esempio anche nel Decamerone di Boccaccio.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Toscana nella seconda metà del 1300 con Federico Calandrini, Ufficiale della Porta di San Donato di Lucca, in Campania nel 1600 nel perugino opera il condottiero Simone Calandrini capitano della Repubblica di Fossato di Vico (PG).
CALAPSO Calapso, quasi unico, sembrerebbe siciliano, potrebbe derivare da un soprannome grecanico a sua volta derivato dal verbo greco antico καλύψω kalupso (nascondere, occultare).
CALARESE Calarese ha un minuscolo ceppo a Gambatesa nel campobassano ed uno, più consistente, in Sicilia, a Messina.
integrazioni fornite da Maria Nicolosi
Questo era il cognome di una mia bisnonna vissuta a Messina che, secondo quanto ho saputo dalla mia famiglia, era di origine greca: il cognome originario era Chirieleison, poi volutamente cambiato in Calarese.
CALARESI
CALARESO
CALARESU
Calaresi è quasi unico, Calareso, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a Messina, Calaresu è specifico del sassarese, di Alghero, Pozzomaggiore e Sassari, dovrebbero tutti derivare da una forma etnica dialettale per cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CALARESU: di Calaris > di Cagliari = calaritanu. Noi in Campidano diciamo : Casteddaiu > de Casteddu = di Castello > Cagliari. Cognome presente negli antichi documenti della lingua sarda. Ricordiamo inoltre che su calaresu era una moneta sarda antica, comune a tutta l'isola, conosciuta anche col nome su calaritanu e in italiano, il cagliaritano, del valore della sesta parte del soldo sardo, che a sua volta era la decima parte di una lira (la lira sarda del periodo medioevale aveva un valore che si aggirava sui 500 Euro di oggi). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° sec. figurano : Calaresu Nichola (50), prete, teste in una vendita di terra in balle de Mela (l'attuale Badde Mela, a sud ovest di Semestene); Calaresu Mical (67), prete, teste in una permuta di servi. Attualmente il cognome Calaresu è presente in 55 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna: Alghero 80, Pozzomaggiore 72, Sassari 47, Macomer 11, Carbonia 11, etc.
CALARI Calari è tipico del bolognese di Bologna e di Casalecchio di Reno, dovrebbe derivare dal nome tardo latino Calarius, una forma superlativa eufonica del nome Clarus.
CALASANZIO Calasanzio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe meridionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale Sanctius (vedi SANZA), cui sia stato aggiunto il prefisso Cala dal termine greco kalòs (bello), con il significato quindi di il bel Sanzio.
CALASSI
CALASSO
Calassi è assolutamente rarissimo, e si dovrebbe trattare di modifiche successive a trascrizioni errate del cognome Calasso, che è tipiamente salentino, del tarentino, brindisino e del leccese, di Copertino nel leccese e di Lizzano nel tarantino soprattutto, si dovrebbe trattare di una forma alterata del nome medioevale Galassus (vedi GALASSI).
CALATABIANO
CALTABIANO
Calatabiano, molto molto raro, è siciliano, Caltabiano è tipico della Sicilia orientale, del catanese in particolare, dovrebbero derivare entrambi dal toponimo Calatabiano (CT).
CALATI
CALATO
Calati dovrebbe essere originario del leccese e della Sicilia, Calato ha un piccolissimo ceppo a Napoli ed uno più consistente nel palermitano a Vicari e Palermo, potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del cognome Galati (vedi GALATI), o di un'errore di trascrizione ad opera di ufficiali anagrafici settentrionali, ma esiste anche la concreta possibilità che possa in molti casi derivare da soprannomi originati dal termine latino calathus a sua volta derivato dal greco kalathos una specie di vaso a forma di cesto, forse ad indicare nei capostipiti dei vasai.
CALATINA
CASALATINA
Calatina, quasi unico, dovrebbe essere una forma arcaica del cognome Casalatina, che, molto molto raro, è specifico del vicentino, di Vicenza ed Altavilla Vicentina, dovrebbero derivare da un nome di località, probabilmente nella frazione vicentina di Bertesina, dove esisteva una zona chiamata nel XVIII° secolo della Cà Latina.
CALATRO
CALATRONE
CALATRONI
Calatro e Calatrone sono praticamente unici e dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione di Calatroni che è specifico dell'Oltrepo pavese, e dovrebbe derivare dal cognomen latino Calatro di cui abbiamo un esempio nel I° secolo con il Duomviro Caius Sattio Calatro.
CALBI
CALBO
Calbi ha un piccolo ceppo a Milano, uno nell'area tra pratese, fiorentino, forlivese ed aretino, ed uno nel materano, a Stigliano soprattutto, a San Mauro Forte ed a Policoro, Calbo ha un ceppo a Messina, potrebbero derivare dal soprannome e nome medioevale Calbus, di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta venditionis del 1174 a Barasso nel varesotto: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo septuaximo quarto, decimo die mensis decembris, indicione octava. Cartam vendicionis per hereditatem salvo honore eclesie Sancte Marie de Monte Vellate fecit Marchisius qui dicitur Miliane de loco Balasse in manibus et postestatibus Ottonis qui dicitur Calbus medietatem et Uberti et Laurentii germanorum filiorum quondam Balassi Calbi de suprascripto loco Balasse...", in qualche caso possono anche derivare dal nome di paesi come Calbi nell'aretino.
CALCAGNI
CALCAGNINI
CALCAGNINO
CALCAGNO
Calcagni sembra tipico laziale, con un ceppo anche nella Puglia meridionale, Calcagnini, molto raro, ha un ceppo nello spezzino ed uno nel pesarese, Calcagnino, rarissimo, è del barese, Calcagno ha un nucleo importante tra Piemonte e Liguria ed uno in Sicilia, sono presenti anche piccoli ceppi in Campania, Basilicata e Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale Calcagno, di cui abbiamo tracce nel 1500 in Lombardia con il capitano di ventura Calcagno Origone.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pontremoli (MS) nel 1400: "...Zuchi de Valsasina dicti Calcagno..", a Ferrara con l'erudito Coelius Calcagninus e a Offida (AP) con il tesoriere della Provincia Niccolò Calcagni, a Montecorice (SA) nel 1500 con il feudatario Tiberio Calcagno, nel 1500 a Genova è menzionato Vincenzo Calcagno come uno degli assassini di Giannettino Doria.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Calcagnini è un cognome d'origine soprannominale, movente dal veneto calcagnino «calzare dal tacco molto alto» (Olivieri). Alla famiglia comitale dei Calcagnini apparteneva il castello di Formigine (MO).  Fonte: G. Violi, Cognomi Modena e nel Modenese.
CALCAMO Calcamo, quasi unico, sembrerebbe del catanese, dovrebbe derivare da un soprannome riferito al mestiere di venditore ambulante di panni vecchi, che in arabo si identificava con il termine hulqānī.
CALCARA Calcara è un cognome tipico della Sicilia occidentale, di Castelvetrano e Mazara del Vallo nel trapanese e di Palermo e Caccamo nel palermitano, dovrebbe derivare da nomi di località come Calcara di Panarea, tipica per le sorgenti termali e fumarole, o come Cala Calcara di Levanzo nelle Egadi, ma è molto più probabile che derivi dal fatto di abitare la famiglia nei pressi di una calcara, voce dialettale siciliana per fornace da calce o gesso, o per il fatto di essere loro stessi dei produttori di calce o gesso.
CALCATELLI Calcatelli ha un ceppo marchigiano, ad Arcevia nell'anconetano, ed uno nel romano a Roma, Velletri e Ciampino, il ceppo romano potrebbe essere di origini molisane e derivare dal nome della località Calcatello sul Monte Caraceno di Pietrabbondante nell'iserniese, come potrebbe pure derivare da una forma etnica del paese di Calcata nel viterbese, che potrebbe anche aver dato luogo al ceppo nell'anconetano, una seconda ipotesi proporrebbe una derivazione dal verbo latino calcare (calpestare, ma anche il pigiare l'uva), in questo caso deriverebbe da un soprannome attribuibile ad un vignaiolo, forse il mestiere dei capostipiti.
CALCATERRA
INCALCATERRA
Calcaterra è presente in tutto il territorio nazionale si evidenziano due ceppi distinti, uno in Sicilia, l'altro nelle Marche, Incalcaterra ha un ceppo siciliano, soprattutto a Trapani e Mazara del Vallo nel trapanese ed uno nel Lazio a Civitavecchia, dovrebbero entrambi derivare da soprannomi legati all'attività del capostipite, probabilmente un contadino, secondo altri si tratterebbe invece di soprannomi originati dalla bassa statura del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
In Sicilia il cognome Calcaterra viene dal vocabolo siciliano scherzoso 'carcaterra' = nanerottolo. Rohlfs 58.
CALCHERA Molto molto raro è tipicamente veneto, ha un piccolo ceppo in Cadore ed uno a Venezia, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale calchera (fornace da calce).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
 Fino a circa una sessantina di anni fa la calce veniva prodotta in fornaci chiamate localmente calchere. Il termine calchera deriva dal latino calcaria fornax, col significato appunto di forno per produrre calce e calcina. La calchera è un forno costruito con sassi squadrati, possibilmente resistenti al calore. Il luogo per la sua costruzione veniva scelto con cura: erano necessari la presenza di una strada per il trasporto e una grande disponibilità di rocce calcaree e legname per alimentare il fuoco. Il cognome Calchera sembrerebbe tipico della provincia di Belluno, del comune di Forno di Zoldo, ma altri ceppi sono riscontrabili a Venezia e relativa provincia nonchè in Lombardia, a Milano. Chiaramente il cognome trae origine dall'attività legata alla produzione della calce oppure dalla toponomastica, considerando il fatto che molti luoghi potevano essere denominati in tal modo con specifico riferimento ad una calchera attiva nelle vicinanze.
CALCHI Abbastanza raro sembrerebbe avere due ceppi, uno tra Milano e Bergamo ed uno in Abruzzo tra Pescara e Chieti, il ceppo lombardo dovrebbe derivare dal toponimo Calco (CO), famiglia nobile di cui si ha traccia fin dal 1277, quando Ottone Visconti la iscrisse nella Matricola degli Ordinari della Metropolitana, nel 1400 troviamo un Bartolomeo Calchi segretario particolare di Ludovico il Moro, nel 1578 i Calchi  furono ammessi al Patriziato milanese. Un'ipotesi sull'origine del cognome fa riferimento al fatto che Strabone storico e geografo greco ( 63 a.C. - 19 d.C), scrive che, onde ripopolare dopo la cacciata dei Galli il territorio dal Lago di Como al fiume Adda, i Romani abbiano trasferito in quella zona un certo numero di greci provenienti dall'isola di Calchi (Colcide) del mar Egeo.
CALCI Calci ha un piccolo ceppo lombardo, che potrebbe derivare dal toponimo Calcio nel bergamasco, uno a Mondragone nel casertano ed uno a Gizzeria nel catanzarese, che potrebbero derivare o da nomi di località o dal mestiere dei capostipiti.
CALCIA
CALCIO
Calcia, assolutamente rarissimo, è diffuso in Piemonte, Calcio, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascizione del precedente, che dovrebbe derivare dal nome medioevale Calcia, di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1218 ne la Histoire de la ville de Nismes: "Anno MCCXVIII. kal. Julii, petit in jure W. de Fonte à R. Cabassono quoddam stare quod confrontat ab oriente in via, à vento cum fstari Poncii Vilani, à circio cum stari uxoris B. Corderii ; & dicit quod istud stare tenebat R. Cabassonus, nomine Calce , & debebat eidem Bernardo dare de censu annuatim VI. denarios; quem censum R. Cabassonus non solvit, XX. anni proxime continui sunt elapti. Preterea dicit W. de Fonte se habere totum jus quod dictus Calcia habebat in dicto stari reale sive personale, sive quocumque modo dictus Calcia ibi jus haberet. R.Cabassonus confitetur se possidere predictum stare, sed dissiterur quod tenebat illud nomine Calcia sub censu vel alio modo. V. kal. Julii, ponit G. de Fonte quod R. Cabassonus debebat dare de censu annuatim VI denarios Calcie, nomine dicti staris: quod altera pars dissitetur. ..".
CALCO
CALCO'
Entrambi siciliani, Calco è quasi unico, Calcò è specifico del messinese, di Alcara li Fusi, Tortorici e San Salvatore di Fitalia, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine grecanico calcòs (fabbro), stando così probabilmente ad indicare quale fosse stato il mestiere dei capostipiti.
CALCOPIETRO Calcopietro cognome tipicamente calabrese del reggino, di Polistena in particolare, potrebbe derivare da un soprannome antico basato sul termine greco chalcòs (rame), forse ad indicare nel capostipite un artigiano del rame di nome Pietro, ma è pure possibile una derivazione aferetica dal termine medioevale scalco (servitore), a sua volta derivato dal germanico medioevale scalh (servo), e si tratterebbe allora di un capostipite conosciuto come il servo Pietro.
CALDAN
CALDANA
CALDANI
CALDANO
Caldan è quasi unico, Caldana è tipico dell'area che comprende bresciano, veronese e vicentino, Caldani ha un piccolo ceppo nell'imperiese, uno nel fiorentino ed uno a Roma, Caldano, estremamente raro, ha un piccolo ceppo tra Piemonte e Liguria ed uno forse nel potentino, dovrebbero derivare dai tanti toponimi contenenti la radice Caldan-, come ad esempio Caldana nel varesotto, nel grossetano e nel senese, Caldane nel potentino o altri simili, ma potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal termine arcaico caldana o caldano (locale riscaldato) con questo nome si chiamava il locale dove i panettieri mettevano il pane a lievitare, caldano inoltre veniva chiamato il vaso usato per scaldarsi, spesso di rame, dove si riponeva della brace ancora accesa.
CALDARA
CALDARELLI
CALDARI
CALDARINI
CALDARINO
CALDERA
CALDERINI
CALDERINO
Caldara, oltre al ceppo milanese, bergamasco, ne ha uno nel barese ed uno nel palermitano, Caldarelli è specifico dell'Italia centromeridionale, delle Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, casertano e napoletano, Caldari è specifico della zona che comprende il riminese, il pesarese ed il perugino, con un grosso ceppo tra Rimini, Riccione e Cattolica, nel riminese, Pesaro, Colbordolo e Gabicce Mare nel pesarese, ed un ceppo a Città di Castello ed Umbertide nel perugino, Caldarini ha un ceppo nel milanese a Milano, Carate Brianza, Albiate e Paderno Dugnano, uno in Emilia nel parmense a Colorno e Parma ed uno nel romano a Castel Gandolfo, Palombara Sabina e Roma, Caldarino è unico, Caldera è tipico di Lombardia e Piemonte, Calderini ha un ceppo nel vercellese e novarese, uno nell'udinese, uno piccolo nel parmense, uno nel livornese e pisano, uno nel perugino e ternano ed uno nel romano, Calderino, quasi unico, ha presenze sparse qua e là per tutta l'Italia peninsulare, in alcuni casi possono derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal mestiere dei capostipiti, occupati probabilmente nell'attività di produttori o riparatori di caldaie o pentole, in altri casi possono originare da toponimi come Caldera nel messinese o Torre Caldera nell'alessandrino o da altri indicativi di località, come si può vedere in uno scritto del 1183 tratto dal Codice Diplomatico della Lombardia medievale: "...a sero via canpus dicitur in Zerbo prope Dupum de la Caldera, est iugera quattuor et perticas quattuor. et tabulas undecim...".
CALDAROLA Tipico della provincia di Bari, dovrebbe derivare dal vocabolo latino calidarium (luogo termale) ed essere riferito ad un'origine riferita ad una località termale, come Caldarola (MC) nelle Marche.
CALDART Caldart è tipico di Belluno e della sua provincia, di Ponte nelle Alpi, Sospirolo e Sedico, potrebbe derivare dal toponimo Kaltern (Caldaro sulla strada del vino) in provincia di Bolzano.
CALDATO Abbastanza raro č tipico di Treviso.
CALDERAN
CALDERANI
CALDERANO
Calderan è tipicamente veneto, dell'area che comprende le province di Venezia, Treviso e Pordenone, Calderani, molto raro, è invece toscano, del pisano, di Ponsacco, Calderano, molto raro, è specifico di Maratea nel potentino, dovrebbero tutti derivare dal mestiere di calderano, cioè di maestro artigiano addetto alla bollitura ed al trattamento dei bachi da seta, probabile occupazione del capostipite.
CALDERALE
CALDERALO
Calderale, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario del barese, zona di Alberobello e Monopoli, Calderalo, se possibile ancora più raro, sembrerebbe dell'area tarentino, brindisina, questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di artigiano produttore di pentole e caldaie, riteniamo poco probabile il riferimento all'associazione dei calderali o calderai, un'associazione segreta reazionaria, filo-borbonica costituita in opposizione alla Carboneria.
CALDERARA
CALDERARI
CALDERARO
Calderara è diffuso in Lombardia ad Agnadello (CR), Milano, Besnate e Cuasso Al Monte (VA) e in tutto il varesotto, in Emilia e a San Bonifacio (VR), Calderari, meno diffuso, ha un piccolo ceppo a Pieve di Soligo (TV), a Bologna ed un nucleo nel Lazio, a Roma, Anticoli Corrado (RM), Ceccano (FR) e Orte (VT), Calderaro ha un ceppo nel padovano e vari nuclei al sud, in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, dovrebbero tutti derivare dal mestiere di artigiani produttori di pentole e caldaie, ma in alcuni casi possono derivare da toponimo come Calderara (MI) o Calderara di Reno (BO).
CALDEROLI
CALDIROLI
Entrambi tipicamente lombardi, Calderoli è bergamasco, di Bergamo e di Azzano San Paolo, Caldiroli, più diffuso, è specifico dell'area tra milanese e varesotto, di Castellanza, Gorla Minore e Busto Arsizio nel varesotto e Legnano nel milanese,  dovrebbero derivare dal vocabolo lombardo caldera (grosso pentolone di rame usato normalmente per scaldare l'acqua per il bucato), starebbe probabilmente ad indicare l'attività di produttore, o riparatore di caldere svolta dai capostipiti.
CALDERON
CALDERONE
CALDERONI
Calderon è quasi scomparso, Calderone è tipico siciliano, Calderoni ha un ceppo nel ravennate ed uno nel barese, dovrebbe essere di origini spagnole, potrebbe derivare o da un toponimo, di paesi chiamati Calderon in Spagna ce ne sono almeno due, o da un soprannome legate o a caratteristiche di una località o ad un mestiere, il casato dei Calderon lo troviamo come feudatario del re spagnolo in Calabria nel 1600, a Bormio (SO) nel 1507 in un atto si legge: "...Et super hoc dat pro testibus Angelum Redulfini, Antonium Juliani, Simonem Andree Calderoni....".
CALDI Cognome del centro nord Italia, si individuano molte possibili zone d'origine (Verbania Intra, Milano, Bologna, Massa Carrara, ecc), potrebbe derivare da toponimi quali Caldè (VA) o altri con la stessa radice.
CALDOGNETTO
CALDOGNO
Entrambi tipicamente veneti, Caldognetto è tipico di Vicenza, Isola Vicentina e Dueville, con presenze anche nel mantovano, Caldogno, molto molto raro, è di Peschiera del Garda nel veronese e di San Giorgio in Bosco nel padovano, dovrebbero derivare dal nome del paese di Caldogno nel vicentino, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti.
CALDONAZZO Caldonazzo, specifico della zona tra trentino e veronese, deriva dal toponimo Caldonazzo in Trentino. La dinastia dei Caldonazzo nasce in epoca longobarda  con l'Arimanno Warbert.
CALECA Caleca è di origini siciliane, è diffuso a Castellammare del Golfo nel trapanese, a Palermo e Partinico nel palermitano, a Santa Margherita di Belice nell'agrigentino e nel messinese a Patti, Torrenova e Montagnareale, questo cognome dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine siciliano arcaico calèca (un tipo di susina di piccole dimensioni), il cui nome sembrerebbe essere di origini arabe e derivare dal termine hawaiha (prugna).
CALEF
CALEFFA
CALEFFI
CALEFFO
Calef, estremamente raro, è presente in modo sporadico nella fascia umbro, marchigiana, con un piccolo ceppo a Senigallia, Caleffa, assolutamente rarissimo, è specifico del vicentino, Caleffi è diffusissimo nell'area che comprende il veronese, il mantovano, il parmense, il reggiano, il modenese, il bolognese ed il ferrarese, Caleffo, quasi unico, sembrerebbe dell'area veronese, potrebbero derivare dal nome ebraico Caleb o anche da un'alterazione di Haleb, l'attuale Aleppo in Siria, probabile luogo d'origine delle famiglie.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Caleffi è d'origine soprannominale e muove dall'antico italiano calèffo «burla» e da caleffare «burlare». Il nome personale Calleffus è presente in una carta modenese del 1163. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
CALEGARI
CALEGARIS
CALEGARO
CALIGARI
CALIGARIS
CALIGARO
CALLEGARI
CALLEGARIS
CALLEGARO
CALLIGARI
CALLIGARIS
CALLIGARO
Calegari è tipicamente lombardo, del bergamasco e del milanese, Calegaris è unico, Calegaro, molto raro, decisamente veneto, è soprattutto del veronese, Caligari, abbastanza raro, ha un ceppo in provincia di Sondrio ed uno tra forlivese e riminese, Caligaris è specifico dell'area nordoccidentale, del Piemonte, Liguria ed ovest Lombardia, Caligaro è unico, Callegari è proprio del nord Italia, Callegaris, molto raro, ha un ceppo nel pavese ed uno nel triestino, dove probabilmente è solo una variante dovuta ad errori di trascrizione di Calligaris, Callegaro è tipico veneto, della fascia che comprende il rovigoto, il padovano, il veneziano ed il trevisano, Calligari ha la sua massima concentrazione nelle provincie di Milano, Pavia e Novara, ma si nota una presenza significativa anche in provincia di Napoli, Calligaris, decisamente friulano, è tipico dell'udinese, goriziano e triestino, Calligaro è specifico dell'udinese. La derivazione è facilmente intuibile, infatti ha origine dal vocabolo tardo latino caligarius (calzolaio), cioè chi produceva o commerciava in scarpe (in latino calzatura = caliga). Si pensi che persino un famoso imperatore romano prese il nome proprio dal termine caliga, il famoso imperatore Caligola, Tacito nel primo libro dei suoi Annali infatti scrive: "...iam infans in castris genitus, in contubernio legionum eductus, quem militari vocabulo Caligulam appellabant, quia plerumque ad concilianda vulgi studia eo tegmine pedum induebatur...".
CALEO Caleo ha un ceppo a Carrara con diramazioni a Livorno e nello spezzino a Sarzana, Ortonovo e La Spezia, potrebbe derivare da modificazioni italianizzate del nome provenzale Caleb, esiste anche un ceppo nel salernitano, che potrebbe invece derivare invece dal toponimo Caleo nel Cilento, improponibile la derivazione dal verbo latino caleo (scaldarsi).
CALESTANI Calestani è tipico dell'area lombardo emiliana, ha un piccolo ceppo a Leno nella bassa bresciana a ed uno più consistente a Parma e nel parmense e vicino reggiano, dovrebbe derivare dal nome del paese parmense di Calestano, anche se non si può escludere una derivazione analoga a quella del toponimo, cioè dal nome tardo latino Callistanus, nome tipico dei liberti di un Callistus, oltre che delle sue proprietà terriere.
CALFAPIETRA Calfapietra ha un ceppo romano ed uno nel reggino, dovrebbe derivare da un soprannome con il significato di scaldapietre, attribuito probabilmente ad un capostipite ritenuto uno scansafatiche.
CALGARO Tipico del vicentino, deriva dal vocabolo tardo latino caligarius (calzolaio), cioè chi produceva o commerciava in scarpe (in latino calzatura = caliga). 
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