| CAL
|
Cal ha un ceppo veneto, nel trevisano, a Moreno di Piave, Oderzo e Vazzola,
qualche presenza a Iesolo nel veneziano e nel pordenonese a Porcia e Chions,
con presenze secondarie anche a Cisterna di Latina nel latinense ed a Fiumicino
nel romano, dovrebbe essere di origini ungheresi o slave. |
| CALÀ
|
Tipico siciliano, del nisseno in particolare, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco kalon
(bello, buono).
Tracce illustri di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Martirano
(CZ) con Giovanni ed Enrico Calà al seguito dell'imperatore Enrico
VI°, nel Cilento nel 1600 quando il casato dei Calà diviene
feudatario del territorio di Sassano (SA) e di Canna (CS). |
| CALABRESE
|
Molto diffuso in tutto il centrosud, deriva dall'etnico di Calabria. |
| CALABRETTA
|
Calabretta ha un ceppo nel catanese ed uno nel catanzarese e crotonese,
dovrebbe indicare un'origine calabrese della famiglia attraverso una forma
neogreca Kalabrita per abitante della Calabria. |
CALABRETTI
CALABRETTO
CALABRITTA |
Calabretti è del brindisino, Calabretto è del barese, Calabritta,
che sembrerebbe unico, è del barese, dovrebbero derivare dall'antico
nome del Salento chiamato in epoca romana Calabria o Messapia, tutti questi
cognomi starebbero ad indicare un'origine salentina del capostipite. |
| CALABRIA
|
Calabria è presente a macchia di leopardo un pò in tutt'Italia,
dovrebbe semplicemente indicare la regione di provenienza della famiglia,
cioè la Calabria. |
| CALABRITTO
|
Calabritto è specifico di Santa Maria Capua Vetere nel casertano,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal modo di dire greco kala
britton (bella pietra) che
definiva forse un tempo una località della zona.
integrazioni fornite da Vincenzo
Scognamiglio
dovrebbe derivare dal toponimo Calabritto nell'avellinese. |
CALABRO
CALABRO' |
Calabro, abbastanza raro, è tipico del Salento, Calabrò ha
un nucleo in Sicilia, nel reggino e nel cosentino, con ceppi anche nel
napoletano, a Roma e nel cagliaritano, derivano dalla forma greca per calabrese
kalabròs (abitante
della Calabria), ricordiamo che il Salento in epoca romana veniva
chiamato Calabria. |
CALACIURA
CALICIURI |
Caliciura è tipicamente siciliano, ha un ceppo nel catanese, uno
a Butera nel nisseno ed uno a Palermo, ma è ben distribuito in tutta
l'isola, Caliciuri, molto più raro è calabrese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Calaciura è tipico del catanese e del nisseno, Caliciuri, molto
raro, pare originario del reggino, questi cognomi derivano entrambi dal
nome greco Kalokioures o Kalokyres,
col significato di buon signore, buon
uomo (dal greco kalos = buono,
bello e kyrios = signore).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Calaciura secondo G. Rohlfs 57 deriva dal termine greco 'kalokýris'
che significa semplicemente 'prete'. Cfr.
anche Caracausi 130.
|
CALAFA
CALAFA' |
Calafa è assolutamente rarissimo, Calafà sempre estremamente
raro sembrerebbe di Verona, potrebbe essere di origini veneziane e derivare
dal mestiere di calafatore (dal bizantino kalaphatêin)
cioè di chi calafata cioè rende impermeabili le giunture
delle imbarcazioni.
|
CALAFATA
CALAFATI
CALAFATO
CALAFATTI
CALAFATTO |
Calafata, praticamente unico, è del palermitano, Calafati sembrerebbe
di origini calabresi, di Cessaniti nel vibonese in particolare, Calafato
ha un ceppo a Napoli ed in Sicilia a Mazara del Vallo nel trapanese, a
Palma di Montichiaro, Ravanusa e Licata nell'agrigentino ed a Riesi nel
nisseno, Calafatti, quasi unico, e Calafatto che sembra proprio essere
unico, sono probabilmente dovuti ad un'errata trascrizione dei precedenti,
dovrebbero derivare da un soprannome grecanico originato dall'unione dei
termini καλώς kalos (buona)
e φάτις fatis (fama),
indicando probabilmente che il capostipite fosse stato un personaggio di
buona fama, probabilmente onorato presso la sua comunità, non si
può escludere che in qualche caso possano derivare dal mestiere
di calafatore (vedi
CALAFA).
|
| CALAFIORE
|
Ha un nucleo siciliano a Palermo e nel palermitano ed a Siracusa e nel
siracusano, con una presenza significativa anche a Messina ed a Napoli,
dovrebbe derivare da un nome originato dalla fusione del termine greco
kalos (bello) e fiore e starebbe per
Belfiore.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome tipico della Sicilia e della punta meridionale della Calabria,
con ceppi maggiori nel siracusano, nel palermitano e nel reggino, ma con
un ceppo non secondario anche nel napoletano, deriva da un adattamento
piuttosto radicale del nome greco Kalokioures
o Kalokyres, col significato di buon
signore, buon uomo (dal greco kalos=buono,
bello e kyrios=signore) |
| CALAMAI
|
Decisamente toscano, specifico della zona che comprende il fiorentino ed
il pistoiese, potrebbe derivare dal toponimo fenicio Kalama in Numidia,
anche se lo ritengo poco probabile, ed avrebbe pertanto la stessa etimologia
del toponimo Calamecca (PT), più probabilmente deriva dal termine
latino calamarius e può essere legata alla funzione di scrivano
(calamarius era, in latino, la custodia degli arnesi per scrivere). |
| CALAMANDREI
|
Calamandrei ha un ceppo a Firenze e nel fiorentino ed uno a Fano nel pesarese,
potrebbe derivare dal nome medioevale Calamandro
di cui abbiamo un esempio: "...Che il Principe di
Francia uccise il gigante Calamandro
in tempo, che il compagno haueua ucciso l'altro caualliere, la gran cura,
che fi prese la donzella Mora per la salute del suo creduto amante, &
come dopo l'esser guarito, si misero tutti a mirare il marauiglioso fonte.
..:", o anche, molto più probabilmente, da un soprannome
originato dal termine kalamandrea,
pianta erbacea curativa succedanea dello zucchero in epoca medioevale,
come leggiamo in questo scritto del 1310: "...Ancora
prendete tuzia polverezata sottil mente e stenperata con sugho di kalamandrea...",
potrebbe, anche se altamente improbabile, derivare dal vocabolo calamandro,
una sorta di legno esotico (indiano) molto duro, una traccia molto antica
di questa cognominizzazione in Toscana la troviamo alla fine dell'anno
1294: "...In questo mentre stimandosi papa Bonifìido
esser venuto il tempo opportuno, che i Siciliani ricevessero il re Carlo,
mandò in Sicilia Bonifacio Calamandro,
uomo astutissimo e molto pratico nelle legazioni e faccende di importanza,
a persuadere i Siciliani a pigliar per lor signore il re Carlo...". |
CALAMANI
CALAMANO |
Calamani, molto molto raro, parrebbe dell'Italia centrosettentrionale,
Calamano, quasi unico, parrebbe ligure, dovrebbero derivare dal nome medioevale
bizantino Calamanus di cui abbiamo
un esempio nella Historia rerum gestarum in partibus
transmarinis sulle Crociate: "...Displicuerat
sane ab initio sibi, quod hostes ab obsidione discedentes, fuerant insecuti;
et dissuadere adorsus fuerat, sed praevaluit inutilior aliorum sententia.
Dominus autem Boamundus princeps Antiochenus, dominus quoque Raimundus
comes Tripolitanus, Calamanus
etiam Ciliciae procurator, Hugo quoque de Liniziaco, de quo superius fecimus
mentionem; Joscelinus etiam tertius, comitis Edessani secundi Joscelini
filius, et multi alii nobiles, ut vitae cum probro et ignominia consulerent,
hostibus se tradentes, vinculis tanquam vilia mancipia, miserabiliter alligantur;
et Halapiam traducti, spectaculum facti sunt populis infidelibus et carceribus
mancipati. ...", nome a sua volta derivato dal nome ebraico Kaliman
(vedi CALIMAN). |
CALAMARI
CALAMARO |
Calamari ha un ceppo nel piacentino, uno in provincia di Lucca ed uno tra
la provincia di Roma ed il frusinate, di Calamaro si individuano tre ceppi
distinti, uno in provincia di Genova, Napoli e Siracusa, l'origine di questi
cognomi può essere legata alla funzione di scrivano (calamarius
era, in latino, la custodia degli arnesi per scrivere), come a quella di
pescatore. |
| CALAMI
|
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere toscano, potrebbe derivare da
un soprannome originato dal mestiere di scrivano, cioè di un utilizzatore
di calami (penne). |
| CALAMIA
|
Tipico del trapanese, dovrebbe derivare da un toponimo greco Kalami, questo
nome è abbastanza diffuso nella zona d'influenza degli antichi greci,
ricordiamo a titolo di esempio una cittadina a 3 chilometri da Samo ed
una sull'isola di Corfù che portano entrambe questo nome.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Calamia è cognome siciliano, calabrese e napoletano: dal greco
'ta kalàmia' = le
canne. Rohlfs 57. |
| CALAMIDA
|
Assolutamente rarissimo, è tipico di Cagliari, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo sardo calamidade
(calamità). |
| CALAMINICI
|
Calaminici, molto raro, è tipicamente calabrese, di Catanzaro e
Petilia Policastro nel crotonese, dovrebbe derivare dal nome della località
di origine della famiglia, località caratterizzata dalla presenza
di un canneto, che in grecanico si diceva kalamionas. |
| CALAMO
|
Tipico del brindisino, è in particolare specifico di Ostuni (BR),
potrebbe derivare da un soprannome originato dal calamo, radice con un
forte odore aromatico di cannella, o dal toponimo greco Kalamos (città
a 45 km da Atene). |
| CALAMONACI
|
Calamonaci, quasi unico, è siciliano e dovrebbe derivare dal nome
del paese di Calamonaci nell'agrigentino. |
| CALAMOSCA
|
Calamosca, molto raro, è sicuramente emiliano, di Imola e Bologna. |
CALANCA
CALANCHI |
Calanca ha un piccolo ceppo tra varesotto e milanese, che deriva probabilmente
dal nome della Val Calanca. attualmente in Svizzera, il ceppo più
importante a Mirandola, Modena, San Felice sul Panaro, Medolla e Soliera
nel modenese ed a Bologna ed un ceppo a Graffignano e Civitella d'Agliano
nel viterbese ed a Roma, Calanchi è specifico di Bologna e di Spilamberto
nel modenese, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti provenissero
da zone di calanchi (dirupi,
solchi di erosione prodotti in terreni argillosi
o marnosi tipici ad esempio delle pendici dell'appennino emiliano),
o da nomi di località come la Collina, della Calanca tra pistoiese
e modenese. |
CALANDRA
CALANDRI
CALANDRIA
CALANDRO |
Calandra è diffusissimo in tutta la Sicilia e nel napoletano, Calandri
ha un ceppo piemontese, nel torinese e soprattutto nel cuneese, ed in Liguria
nell'imperiese, savonese e genovese, un ceppo umbro, soprattutto nel perugino
ed uno romano, Calandria, quasi unico, è del savonese, Calandro
ha un ceppo romano, uno campano nel napoletano e soprattutto nel beneventano
ed uno nel trapanese, potrebbero derivare dal nome medioevale Calandro,
Calandra, che si rifacesse al calandrius,
un uccello mitico medioevale, citato nel Deuteronomio, che avrebbe avuto
la capacità di assorbire i fluidi malefici fonti delle malattie,
portando la salute all'uomo che lo avesse avvicinato al suo volto: "..Dicitur
in Naturalibus, quod calandrius,
avis tota alba, cuius interiora oculorum curant caliginem, in infirmum
fixe aspicit si vivere debet, quod sanitatis ipsius est indicium: et tunc
ipsa avis accedit ad faciem infirmi, et eius infirmitatem haurit et in
se recipit, et postea volat in aera et ibi in ferventi radio solis totam
consumit. Sic Christus, noster amicus, totus albus, quia ab omni labe peccati
mundus, ex cuius lateris apertura sanguis defluens nostrae animae, quae
prius clare videre non poterat, curavit caliginem. ..", il nome
attribuirebbe così al proprio figlio delle proprietà taumaturgiche,
cosa probabilmente vera almeno a livello psicologico. |
CALANDRELLA
CALANDRELLI
CALANDRELLO
CALANDRIELLO |
Calandrella ha un ceppo tra Lazio ed aquilano ed uno a Morcone (BN) e a
Santa Croce Di Magliano (CB), Calandrelli ha un ceppo a Marta (VT), uno
a Roma ed uno a Benevento, Calandriello ha un ceppo nella zona di Sassano
(SA) e Sala Consilina, ed uno nella zona di Tramutola (PZ) e Paterno, Calandrello,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, potrebbero derivare dal termine arcaico calandrella
(tipo di allodola), o calandrello
(piviere), tracce
di queste cognominizzazioni le troviamo in in Campania nel 1700 con un tal
Giuseppe Antonio Calandriello attore in un giudizio.
integrazioni fornite da P. Calandrelli
personaggi di rilievo sono stati il garibaldino Generale Alessandro
Calandrelli (Roma, 1805 - Albano, 1888) che fu uno dei triumviri della
Repubblica Romana dal 1 luglio 1849 al 4 dello stesso mese 1849.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Sono principalmente quattro i ceppi Calandrelli in Italia: a Benevento,
a Roma, nel viterbese ed a Napoli. Sembrerebbe derivare dal termine calandra,
che può designare un uccello simile all'allodola, un tipo di coleottero
con corpo lungo e stretto, oppure una macchina (dal greco kylindros,
cilindro) costituita da pesanti cilindri e usata per levigare tessuti o
carta. In tipografia la calandra è invece la pressa che comprime
il flano contro la composizione per ottenere l'impronta. Il cognome
Calandrelli, presente anche nella variante Calandrella a Roma e nel beneventano,
potrebbe in tal senso derivare da un soprannome attribuito al capostipite
in base alla sua attività lavorativa (lavoratore di tessuti o tipografo)
o in base ad una sua particolare caratteristica fisica o caratteriale (calandrella
perche piccolo come l'omonimo uccello, o perchè ottimo imitatore
del suo verso), ipotesi quest'ultima più plausibile per l'invenzione
avvenuta in tempi moderni della calandra. Tra i vari Calandrelli
si individuano illustri personaggi di rilievo della storia del nostro Paese,
quali il Professore Ignazio Calandrelli, scienziato e astronomo nella Napoli
dell'800, e l'Abate Giuseppe Calandrelli (Zagarolo, Roma, 22/5/1749 - Roma,
25/12/1827), astronomo e dotto scienziato. |
CALANDRINI
CALANDRINO |
Calandrini, è tipico della fascia che
dal forlivese, attraverso il pesarese e l'Umbria arriva al Lazio, Calandrino
è specifico della Sicilia occidentale, derivano dal nome medioevale
Calandrino presente nel 1200 e 1300 e di cui abbiamo un esempio anche nel
Decamerone di Boccaccio. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
in Toscana nella seconda metà del 1300 con Federico Calandrini,
Ufficiale della Porta di San Donato di Lucca, in Campania nel 1600
nel perugino opera il condottiero Simone Calandrini capitano
della Repubblica di Fossato di Vico (PG). |
| CALAPSO
|
Calapso, quasi unico, sembrerebbe siciliano, potrebbe derivare da un soprannome
grecanico a sua volta derivato dal verbo greco antico καλύψω
kalupso (nascondere, occultare). |
| CALARESE
|
Calarese ha un minuscolo ceppo a Gambatesa nel campobassano ed uno, più
consistente, in Sicilia, a Messina.
integrazioni fornite da Maria Nicolosi
Questo era il cognome di una mia bisnonna vissuta a Messina che, secondo
quanto ho saputo dalla mia famiglia, era di origine greca: il cognome originario
era Chirieleison, poi volutamente cambiato
in Calarese. |
CALARESI
CALARESO
CALARESU |
Calaresi è quasi unico, Calareso, assolutamente rarissimo, ha un
piccolo ceppo a Messina, Calaresu è specifico del sassarese, di
Alghero, Pozzomaggiore e Sassari, dovrebbero tutti derivare da una forma
etnica dialettale per cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CALARESU: di Calaris > di
Cagliari = calaritanu. Noi
in Campidano diciamo : Casteddaiu >
de Casteddu = di
Castello > Cagliari. Cognome
presente negli antichi documenti della lingua sarda. Ricordiamo inoltre
che su calaresu era una moneta
sarda antica, comune a tutta l'isola, conosciuta anche col nome
su calaritanu e in italiano, il
cagliaritano, del valore della sesta parte del soldo sardo,
che a sua volta era la decima parte di una lira (la lira sarda del periodo
medioevale aveva un valore che si aggirava sui 500 Euro di oggi). Nel Condaghe
di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° sec. figurano : Calaresu
Nichola (50), prete, teste in una vendita di terra in balle de Mela (l'attuale
Badde Mela, a sud ovest di Semestene); Calaresu Mical (67), prete, teste
in una permuta di servi. Attualmente il cognome Calaresu è presente
in 55 Comuni italiani, di cui 20 in Sardegna: Alghero 80, Pozzomaggiore
72, Sassari 47, Macomer 11, Carbonia 11, etc. |
| CALARI
|
Calari è tipico del bolognese di Bologna e di Casalecchio di Reno,
dovrebbe derivare dal nome tardo latino Calarius,
una forma superlativa eufonica del nome Clarus. |
| CALASANZIO
|
Calasanzio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe meridionale, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Sanctius
(vedi SANZA), cui sia stato aggiunto il prefisso
Cala dal termine greco kalòs
(bello), con il significato quindi
di il bel Sanzio.
|
CALASSI
CALASSO |
Calassi è assolutamente rarissimo, e si dovrebbe trattare di modifiche
successive a trascrizioni errate del cognome Calasso, che è tipiamente
salentino, del tarentino, brindisino e del leccese, di Copertino nel leccese
e di Lizzano nel tarantino soprattutto, si dovrebbe trattare di una forma
alterata del nome medioevale Galassus
(vedi GALASSI). |
CALATABIANO
CALTABIANO |
Calatabiano, molto molto raro, è siciliano, Caltabiano è
tipico della Sicilia orientale, del catanese in particolare, dovrebbero
derivare entrambi dal toponimo Calatabiano (CT). |
CALATI
CALATO |
Calati dovrebbe essere originario del leccese e della Sicilia, Calato ha
un piccolissimo ceppo a Napoli ed uno più consistente nel palermitano
a Vicari e Palermo, potrebbe trattarsi di un'alterazione dialettale del
cognome Galati (vedi
GALATI), o di un'errore di trascrizione ad opera di ufficiali anagrafici
settentrionali, ma esiste anche la concreta possibilità che possa
in molti casi derivare da soprannomi originati dal termine latino calathus
a sua volta derivato dal greco kalathos
una specie di vaso a forma di cesto, forse ad indicare nei capostipiti
dei vasai. |
CALATINA
CASALATINA |
Calatina, quasi unico, dovrebbe essere una forma arcaica del cognome Casalatina,
che, molto molto raro, è specifico del vicentino, di Vicenza ed
Altavilla Vicentina, dovrebbero derivare da un nome di località,
probabilmente nella frazione vicentina di Bertesina, dove esisteva una
zona chiamata nel XVIII° secolo della Cà Latina. |
CALATRO
CALATRONE
CALATRONI |
Calatro e Calatrone sono praticamente unici e dovrebbe trattarsi di errori
di trascrizione di Calatroni che è specifico dell'Oltrepo pavese,
e dovrebbe derivare dal cognomen latino Calatro di cui abbiamo un esempio
nel I° secolo con il Duomviro Caius Sattio Calatro. |
CALBI
CALBO |
Calbi ha un piccolo ceppo a Milano, uno nell'area tra pratese, fiorentino,
forlivese ed aretino, ed uno nel materano, a Stigliano soprattutto, a San
Mauro Forte ed a Policoro, Calbo ha un ceppo a Messina, potrebbero derivare
dal soprannome e nome medioevale Calbus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in una Carta venditionis del 1174 a Barasso
nel varesotto: "Anno dominice incarnacionis milleximo
centeximo septuaximo quarto, decimo die mensis decembris, indicione octava.
Cartam vendicionis per hereditatem salvo honore eclesie Sancte Marie de
Monte Vellate fecit Marchisius qui dicitur Miliane de loco Balasse in manibus
et postestatibus Ottonis qui dicitur Calbus
medietatem et Uberti et Laurentii germanorum filiorum quondam Balassi
Calbi de suprascripto loco Balasse...",
in qualche caso possono anche derivare dal nome di paesi come Calbi nell'aretino. |
CALCAGNI
CALCAGNINI
CALCAGNINO
CALCAGNO |
Calcagni sembra tipico laziale, con un ceppo anche nella Puglia meridionale,
Calcagnini, molto raro, ha un ceppo nello spezzino ed uno nel pesarese,
Calcagnino, rarissimo, è del barese, Calcagno ha un nucleo importante
tra Piemonte e Liguria ed uno in Sicilia, sono presenti anche piccoli ceppi
in Campania, Basilicata e Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Calcagno, di cui abbiamo tracce nel 1500 in Lombardia con il capitano di
ventura Calcagno Origone. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Pontremoli (MS) nel 1400: "...Zuchi de Valsasina
dicti Calcagno..",
a Ferrara con l'erudito Coelius Calcagninus e a Offida (AP) con il tesoriere
della Provincia Niccolò Calcagni, a Montecorice (SA) nel 1500 con
il feudatario Tiberio Calcagno, nel 1500 a Genova è menzionato Vincenzo
Calcagno come uno degli assassini di Giannettino Doria.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Calcagnini è un cognome d'origine soprannominale, movente dal
veneto calcagnino «calzare
dal tacco molto alto» (Olivieri). Alla famiglia comitale
dei Calcagnini apparteneva il castello di Formigine (MO). Fonte:
G. Violi, Cognomi Modena e nel Modenese. |
| CALCAMO
|
Calcamo, quasi unico, sembrerebbe del catanese, dovrebbe derivare da un
soprannome riferito al mestiere di venditore ambulante
di panni vecchi, che in arabo si identificava con il termine hulqānī. |
| CALCARA
|
Calcara è un cognome tipico della Sicilia occidentale, di Castelvetrano
e Mazara del Vallo nel trapanese e di Palermo e Caccamo nel palermitano,
dovrebbe derivare da nomi di località come Calcara di Panarea, tipica
per le sorgenti termali e fumarole, o come Cala Calcara di Levanzo nelle
Egadi, ma è molto più probabile che derivi dal fatto di abitare
la famiglia nei pressi di una calcara,
voce dialettale siciliana per fornace da calce
o gesso, o per il fatto di essere loro stessi dei produttori
di calce o gesso. |
| CALCATELLI
|
Calcatelli ha un ceppo marchigiano, ad Arcevia nell'anconetano, ed uno
nel romano a Roma, Velletri e Ciampino, il ceppo romano potrebbe essere
di origini molisane e derivare dal nome della località Calcatello
sul Monte Caraceno di Pietrabbondante nell'iserniese, come potrebbe pure
derivare da una forma etnica del paese di Calcata nel viterbese, che potrebbe
anche aver dato luogo al ceppo nell'anconetano, una seconda ipotesi proporrebbe
una derivazione dal verbo latino calcare
(calpestare, ma anche il pigiare
l'uva), in questo caso deriverebbe da un soprannome attribuibile
ad un vignaiolo, forse il mestiere dei capostipiti. |
CALCATERRA
INCALCATERRA |
Calcaterra è presente in tutto il territorio nazionale si evidenziano
due ceppi distinti, uno in Sicilia, l'altro nelle Marche, Incalcaterra
ha un ceppo siciliano, soprattutto a Trapani e Mazara del Vallo nel trapanese
ed uno nel Lazio a Civitavecchia, dovrebbero entrambi derivare da soprannomi
legati all'attività del capostipite, probabilmente un contadino,
secondo altri si tratterebbe invece di soprannomi originati dalla bassa
statura del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
In Sicilia il cognome Calcaterra viene dal vocabolo siciliano scherzoso
'carcaterra' = nanerottolo.
Rohlfs 58. |
| CALCHERA
|
Molto molto raro è tipicamente veneto, ha un piccolo ceppo in Cadore
ed uno a Venezia, dovrebbe derivare dal vocabolo dialettale calchera
(fornace da calce).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Fino a circa una sessantina di anni fa la calce veniva prodotta
in fornaci chiamate localmente calchere.
Il termine calchera deriva dal latino calcaria
fornax, col significato appunto di forno
per produrre calce e calcina. La calchera
è un forno costruito con sassi squadrati, possibilmente resistenti
al calore. Il luogo per la sua costruzione veniva scelto con cura: erano
necessari la presenza di una strada per il trasporto e una grande disponibilità
di rocce calcaree e legname per alimentare il fuoco. Il cognome Calchera
sembrerebbe tipico della provincia di Belluno, del comune di Forno di Zoldo,
ma altri ceppi sono riscontrabili a Venezia e relativa provincia nonchè
in Lombardia, a Milano. Chiaramente il cognome trae origine dall'attività
legata alla produzione della calce oppure dalla toponomastica, considerando
il fatto che molti luoghi potevano essere denominati in tal modo con specifico
riferimento ad una calchera attiva
nelle vicinanze. |
| CALCHI
|
 Abbastanza
raro sembrerebbe avere due ceppi, uno tra Milano e Bergamo ed uno in Abruzzo
tra Pescara e Chieti, il ceppo lombardo dovrebbe derivare dal toponimo
Calco (CO), famiglia nobile di cui si ha traccia fin dal 1277, quando Ottone
Visconti la iscrisse nella Matricola degli Ordinari della Metropolitana,
nel 1400 troviamo un Bartolomeo Calchi segretario particolare di Ludovico
il Moro, nel 1578 i Calchi furono ammessi al Patriziato milanese.
Un'ipotesi sull'origine del cognome fa riferimento al fatto che Strabone
storico e geografo greco ( 63 a.C. - 19 d.C), scrive che, onde ripopolare
dopo la cacciata dei Galli il territorio dal Lago di Como al fiume Adda,
i Romani abbiano trasferito in quella zona un certo numero di greci provenienti
dall'isola di Calchi (Colcide) del mar Egeo. |
| CALCI
|
Calci ha un piccolo ceppo lombardo, che potrebbe derivare dal toponimo
Calcio nel bergamasco, uno a Mondragone nel casertano ed uno a Gizzeria
nel catanzarese, che potrebbero derivare o da nomi di località o
dal mestiere dei capostipiti. |
CALCIA
CALCIO |
Calcia, assolutamente rarissimo, è diffuso in Piemonte, Calcio,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascizione del
precedente, che dovrebbe derivare dal nome medioevale Calcia,
di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1218 ne la Histoire
de la ville de Nismes: "Anno
MCCXVIII. kal. Julii, petit in jure W. de Fonte à R. Cabassono quoddam
stare quod confrontat ab oriente in via, à vento cum fstari Poncii
Vilani, à circio cum stari uxoris B. Corderii ; & dicit quod
istud stare tenebat R. Cabassonus, nomine Calce
, & debebat eidem Bernardo dare de censu annuatim VI. denarios; quem
censum R. Cabassonus non solvit, XX. anni proxime continui sunt elapti.
Preterea dicit W. de Fonte se habere totum jus quod dictus Calcia
habebat in dicto stari reale sive personale, sive quocumque modo dictus
Calcia ibi jus
haberet. R.Cabassonus confitetur se possidere predictum stare, sed dissiterur
quod tenebat illud nomine Calcia
sub censu vel alio modo. V. kal. Julii, ponit G. de Fonte quod R. Cabassonus
debebat dare de censu annuatim VI denarios Calcie,
nomine dicti staris: quod altera pars dissitetur. ..". |
CALCO
CALCO' |
Entrambi siciliani, Calco è quasi unico, Calcò è specifico
del messinese, di Alcara li Fusi, Tortorici e San Salvatore di Fitalia,
dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine grecanico calcòs
(fabbro), stando così probabilmente
ad indicare quale fosse stato il mestiere dei capostipiti. |
| CALCOPIETRO
|
Calcopietro cognome tipicamente calabrese del reggino, di Polistena in
particolare, potrebbe derivare da un soprannome antico basato sul termine
greco chalcòs (rame),
forse ad indicare nel capostipite un artigiano del rame di nome Pietro,
ma è pure possibile una derivazione aferetica dal termine medioevale
scalco (servitore),
a sua volta derivato dal germanico medioevale scalh
(servo), e si tratterebbe allora di
un capostipite conosciuto come il servo Pietro. |
CALDAN
CALDANA
CALDANI
CALDANO |
Caldan è quasi unico, Caldana è tipico dell'area che comprende
bresciano, veronese e vicentino, Caldani ha un piccolo ceppo nell'imperiese,
uno nel fiorentino ed uno a Roma, Caldano, estremamente raro, ha un piccolo
ceppo tra Piemonte e Liguria ed uno forse nel potentino, dovrebbero derivare
dai tanti toponimi contenenti la radice Caldan-,
come ad esempio Caldana nel varesotto, nel grossetano e nel senese, Caldane
nel potentino o altri simili, ma potrebbero anche derivare da soprannomi
originati dal termine arcaico caldana
o caldano (locale
riscaldato) con questo nome si chiamava il locale
dove i panettieri mettevano il pane a lievitare, caldano
inoltre veniva chiamato il vaso usato per scaldarsi,
spesso di rame, dove si riponeva della brace ancora accesa. |
CALDARA
CALDARELLI
CALDARI
CALDARINI
CALDARINO
CALDERA
CALDERINI
CALDERINO |
Caldara, oltre al ceppo milanese, bergamasco, ne ha uno nel barese ed uno
nel palermitano, Caldarelli è specifico dell'Italia centromeridionale,
delle Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, casertano e napoletano, Caldari è
specifico della zona che comprende il riminese, il pesarese ed il perugino,
con un grosso ceppo tra Rimini, Riccione e Cattolica, nel riminese, Pesaro,
Colbordolo e Gabicce Mare nel pesarese, ed un ceppo a Città di Castello
ed Umbertide nel perugino, Caldarini ha un ceppo nel milanese a Milano,
Carate Brianza, Albiate e Paderno Dugnano, uno in Emilia nel parmense a
Colorno e Parma ed uno nel romano a Castel Gandolfo, Palombara Sabina e
Roma, Caldarino è unico, Caldera è tipico di Lombardia e
Piemonte, Calderini ha un ceppo nel vercellese e novarese, uno nell'udinese,
uno piccolo nel parmense, uno nel livornese e pisano, uno nel perugino
e ternano ed uno nel romano, Calderino, quasi unico, ha presenze sparse
qua e là per tutta l'Italia peninsulare, in alcuni casi possono
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati
dal mestiere dei capostipiti, occupati probabilmente nell'attività
di produttori o riparatori di caldaie o pentole,
in altri casi possono originare da toponimi come Caldera nel messinese
o Torre Caldera nell'alessandrino o da altri indicativi di località,
come si può vedere in uno scritto del 1183 tratto dal Codice
Diplomatico della Lombardia medievale: "...a
sero via canpus dicitur in Zerbo prope Dupum
de la Caldera, est iugera quattuor et perticas
quattuor. et tabulas undecim...". |
| CALDAROLA
|
Tipico della provincia di Bari,
dovrebbe derivare dal vocabolo latino calidarium (luogo termale) ed essere
riferito ad un'origine riferita ad una località termale, come Caldarola
(MC) nelle Marche. |
| CALDART
|
Caldart è tipico di Belluno e della sua provincia,
di Ponte nelle Alpi, Sospirolo e Sedico, potrebbe derivare dal toponimo
Kaltern (Caldaro sulla strada del vino) in provincia di Bolzano. |
| CALDATO
|
Abbastanza raro č tipico di Treviso. |
CALDERAN
CALDERANI
CALDERANO |
Calderan è tipicamente veneto, dell'area che comprende le province
di Venezia, Treviso e Pordenone, Calderani, molto raro, è invece
toscano, del pisano, di Ponsacco, Calderano, molto raro, è specifico
di Maratea nel potentino, dovrebbero tutti derivare dal mestiere di calderano,
cioè di maestro artigiano addetto alla bollitura ed al trattamento
dei bachi da seta, probabile occupazione del capostipite. |
CALDERALE
CALDERALO |
Calderale, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario del barese,
zona di Alberobello e Monopoli, Calderalo, se possibile ancora più
raro, sembrerebbe dell'area tarentino, brindisina, questi cognomi dovrebbero
derivare dal mestiere di artigiano produttore di pentole e caldaie, riteniamo
poco probabile il riferimento all'associazione dei calderali
o calderai, un'associazione segreta
reazionaria, filo-borbonica costituita in opposizione alla Carboneria. |
CALDERARA
CALDERARI
CALDERARO |
Calderara è diffuso in Lombardia ad Agnadello (CR), Milano, Besnate
e Cuasso Al Monte (VA) e in tutto il varesotto, in Emilia e a San Bonifacio
(VR), Calderari, meno diffuso, ha un piccolo ceppo a Pieve di Soligo (TV),
a Bologna ed un nucleo nel Lazio, a Roma, Anticoli Corrado (RM), Ceccano
(FR) e Orte (VT), Calderaro ha un ceppo nel padovano e vari nuclei al sud,
in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, dovrebbero tutti derivare dal
mestiere di artigiani produttori di pentole e caldaie, ma in alcuni casi
possono derivare da toponimo come Calderara (MI) o Calderara di Reno (BO). |
CALDEROLI
CALDIROLI |
Entrambi tipicamente lombardi, Calderoli è bergamasco, di Bergamo
e di Azzano San Paolo, Caldiroli, più diffuso, è specifico
dell'area tra milanese e varesotto, di Castellanza, Gorla Minore e Busto
Arsizio nel varesotto e Legnano nel milanese, dovrebbero derivare
dal vocabolo lombardo caldera (grosso
pentolone di rame usato normalmente per scaldare l'acqua per
il bucato), starebbe probabilmente ad indicare l'attività di produttore, o riparatore
di caldere svolta dai capostipiti. |
CALDERON
CALDERONE
CALDERONI |
Calderon è quasi scomparso, Calderone è tipico siciliano,
Calderoni ha un ceppo nel ravennate ed uno nel barese, dovrebbe essere
di origini spagnole, potrebbe derivare o da un toponimo, di paesi chiamati
Calderon in Spagna ce ne sono almeno due, o da un soprannome legate o a
caratteristiche di una località o ad un mestiere, il casato dei
Calderon lo troviamo come feudatario del re spagnolo in Calabria nel 1600,
a Bormio (SO) nel 1507 in un atto si legge: "...Et
super hoc dat pro testibus Angelum Redulfini, Antonium Juliani, Simonem
Andree Calderoni....". |
| CALDI
|
Cognome del centro nord Italia,
si individuano molte possibili zone d'origine (Verbania Intra, Milano,
Bologna, Massa Carrara, ecc), potrebbe derivare da toponimi quali Caldè
(VA) o altri con la stessa radice. |
CALDOGNETTO
CALDOGNO |
Entrambi tipicamente veneti, Caldognetto è tipico di Vicenza, Isola
Vicentina e Dueville, con presenze anche nel mantovano, Caldogno, molto
molto raro, è di Peschiera del Garda nel veronese e di San Giorgio
in Bosco nel padovano, dovrebbero derivare dal nome del paese di Caldogno
nel vicentino, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti. |
| CALDONAZZO
|
Caldonazzo,
specifico della zona tra trentino
e veronese, deriva dal toponimo Caldonazzo in Trentino. La dinastia dei Caldonazzo
nasce in epoca longobarda con l'Arimanno Warbert. |
| CALECA
|
Caleca è di origini siciliane, è diffuso a Castellammare
del Golfo nel trapanese, a Palermo e Partinico nel palermitano, a Santa
Margherita di Belice nell'agrigentino e nel messinese a Patti, Torrenova
e Montagnareale, questo cognome dovrebbe derivare da un soprannome dialettale
basato sul termine siciliano arcaico calèca
(un tipo di susina di piccole dimensioni),
il cui nome sembrerebbe essere di origini arabe e derivare dal termine
hawaiha (prugna). |
CALEF
CALEFFA
CALEFFI
CALEFFO |
Calef, estremamente raro, è presente in modo sporadico nella fascia
umbro, marchigiana, con un piccolo ceppo a Senigallia, Caleffa, assolutamente
rarissimo, è specifico del vicentino, Caleffi è diffusissimo
nell'area che comprende il veronese, il mantovano, il parmense, il reggiano,
il modenese, il bolognese ed il ferrarese, Caleffo, quasi unico, sembrerebbe
dell'area veronese, potrebbero derivare dal nome ebraico Caleb
o anche da un'alterazione di Haleb,
l'attuale Aleppo in Siria, probabile luogo d'origine delle famiglie.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Caleffi è d'origine soprannominale e muove dall'antico
italiano calèffo «burla»
e da caleffare «burlare». Il nome personale Calleffus
è presente in una carta modenese del 1163. Fonte: F. Violi, Cognomi
a Modena e nel Modenese. |
CALEGARI
CALEGARIS
CALEGARO
CALIGARI
CALIGARIS
CALIGARO
CALLEGARI
CALLEGARIS
CALLEGARO
CALLIGARI
CALLIGARIS
CALLIGARO |
Calegari è tipicamente lombardo, del bergamasco e del milanese,
Calegaris è unico, Calegaro, molto raro, decisamente veneto, è
soprattutto del veronese, Caligari, abbastanza raro, ha un ceppo in provincia
di Sondrio ed uno tra forlivese e riminese, Caligaris è specifico
dell'area nordoccidentale, del Piemonte, Liguria ed ovest Lombardia, Caligaro
è unico, Callegari è proprio del nord Italia, Callegaris,
molto raro, ha un ceppo nel pavese ed uno nel triestino, dove probabilmente
è solo una variante dovuta ad errori di trascrizione di Calligaris,
Callegaro è tipico veneto, della fascia che comprende il rovigoto,
il padovano, il veneziano ed il trevisano, Calligari ha la sua massima
concentrazione nelle provincie di Milano, Pavia e Novara, ma si nota una
presenza significativa anche in provincia di Napoli, Calligaris, decisamente
friulano, è tipico dell'udinese, goriziano e triestino, Calligaro
è specifico dell'udinese. La derivazione
è facilmente intuibile, infatti ha origine dal vocabolo tardo latino
caligarius (calzolaio),
cioè chi produceva o commerciava in scarpe (in latino calzatura
= caliga). Si pensi che persino un famoso imperatore romano prese il nome proprio
dal termine caliga, il famoso imperatore
Caligola, Tacito nel primo libro dei
suoi Annali infatti scrive: "...iam infans in castris
genitus, in contubernio legionum eductus, quem militari vocabulo Caligulam
appellabant, quia plerumque ad concilianda vulgi studia eo tegmine pedum
induebatur...". |
| CALEO
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Caleo ha un ceppo a Carrara con diramazioni a Livorno
e nello spezzino a Sarzana, Ortonovo e La Spezia, potrebbe derivare da
modificazioni italianizzate del nome provenzale Caleb,
esiste anche un ceppo nel salernitano, che potrebbe invece derivare invece
dal toponimo Caleo nel Cilento, improponibile la derivazione dal verbo
latino caleo
(scaldarsi). |
| CALESTANI
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Calestani è tipico dell'area lombardo emiliana, ha un piccolo ceppo
a Leno nella bassa bresciana a ed uno più consistente a Parma e
nel parmense e vicino reggiano, dovrebbe derivare dal nome del paese parmense
di Calestano, anche se non si può escludere una derivazione analoga
a quella del toponimo, cioè dal nome tardo latino Callistanus,
nome tipico dei liberti di un Callistus,
oltre che delle sue proprietà terriere. |
| CALFAPIETRA
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Calfapietra ha un ceppo romano ed uno nel reggino, dovrebbe derivare da
un soprannome con il significato di scaldapietre, attribuito probabilmente
ad un capostipite ritenuto uno scansafatiche. |
| CALGARO
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Tipico del vicentino, deriva dal
vocabolo tardo latino caligarius (calzolaio), cioè chi produceva
o commerciava in scarpe (in latino calzatura = caliga). |
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