CALI
CALI' |
Cali è tipico catanese, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione
del più comune Calì, molto diffuso in tutta la Sicilia, ma
soprattutto nel catanese e palermitano, dovrebbe derivare dal vocabolo
greco kalos (bello).
integrazioni fornite da Sac. Giuseppe
Di Bella
Calì è un cognome di origine greca accorciativo di kalìs
(kalès-in greco antico), che
vuol dire di bella: kalòs-nominativo
maschile, kalì (Kalè
gr. ant.)-nominativo famminile, kalòn-nominativo neutro; kaoù,kalìs,kaloù-genitivo. |
| CALIA
|
Calia ha un grosso ceppo in Puglia, uno nel trapanese e palermitano ed
uno nel nuorese in Sardegna, dovrebbe derivare dal termine italiano arcaico
calìa (calo,
persona gretta e ridicola), che veniva però anche riferito
a mercanti di gioielli di poco conto, a Lucera nel foggiano ad esempio,
in epoca rinascimentale, la via di Calìa era quella dove questi
mercanti da poco proponevano i loro articoli fatti con oro di recupero
e questo potrebbe essere stato il mestiere del capostipite, ma, nell'area
della Magna Grecia, potrebbe anche derivare dal termine greco kalos
(bello, carino) con un significato
completamente diverso. |
CALIAN
CALIANI
CALIANO |
Calian, assolutamente rarissimo, è specifico della parte meridionale
della provincia di Verona, Caliani, molto raro, è tipico del senese,
Caliano, molto molto raro, è tipico campano di Montoro (AV) una
cui frazione si chiama Caliano, derivano dal cognomen latino Calianus di
cui abbiamo un esempio in un'antica iscrizione latina del II° secolo
d.C.: "...M(arcus) Valerius
Speratus - L(ucius)
Aemilius Calianus
cor(nicen) -
T(itus) Flavius
Surus act(uarius)
leg(ionis)..."
o direttamente o attraverso toponimi con questo nome come Caliano di
Capolona (AR). |
CALIANDRO
CALIENDI
CALIENDO
CALIENDRO |
Caliandro è tipicamente pugliese, del brindisino e tarentino, Caliendi,
molto raro è dell'urbinate, Caliendo è un cognome tipicamente
campano, Caliendro, praticamente unico è quasi sicuramente dovuto
ad un errore di trascrizione di Caliandro, dovrebbero tutti derivare da
un soprannome legato ad una caratteristica fisica o al mestiere di parrucchiere,
infatti caliandrum - caliendrum era
il vocabolo latino per parrucca, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel brindisino fin dal 1700 con dei Caliandro in qualità di sacerdoti
e notai . (vedi Calandra)
integrazioni fornite da Domenico
Biondi
Il cognome Caliandro è tipico di Ceglie Messapica (BR) da qui
si è diffuso poi nei comuni limitrofi di nuova istituzione (inizio
del '900) ovvero, Villa Castelli e San Michele Salentino. L'antico nome
di Ceglie Messapica era Kalia, da qui
Kaliandrus, diventato poi Caliandro
per indicare un abitante di Ceglie. |
CALIARI
CALIARO
CALLIARI
CALLIARO |
Caliari è tipico dell'area che comprende il basso Trentino, Bleggio
Superiore, Trento e Mori, ed il veronese, a Verona, Villafranca di Verona,
Sommacampagna, Castelnuovo del Garda, Sona e Bussolengo, con un piccolo
ceppo anche a Valdagno nel vicentino, Caliaro, molto meno diffuso, è
tipico del vicentino, di Arzignano, Chiampo e Vicenza, con un ceppo anche
a Verona, Calliari è specifico del Trentino, di Trento, Volano,
Romeno, Villa Lagarina, Mezzolombardo e Lavis, con un ceppo anche a Termeno
sulla Strada del Vino in provincia di Bolzano, Calliaro è praticamente
unico, dovrebbero derivare da forme contratte del termine latino caligarius
(calzolaio) (vedi
CALEGARI), indicando che quello probabilmente fosse il mestiere
dei capostipiti. |
| CALICCHIO
|
Oltre al nucleo salernitano nella zona di Camerota è presente un
ceppo a Noci (BA) in Puglia. |
CALIFANI
CALIFANO
CALIFFI
CALIFFO |
Califani, praticamente unico è un errore di trascrizione di Califano
che è tipico della Campania, con un ceppo nel potentino ed uno nel
Lazio, Califfi e Califfo sono assolutamente rarissimi, dovrebbero tutti
derivare dal nome arabo Khalifa derivato
a sua volta dal termine omonimo (in italiano il califfo),
che identifica il capo supremo del paese,
il vicario del re, il podestà. |
CALIGIURI
CALOGERI
CALOGERO
CALOGIURI |
Caligiuri è calabrese, del basso cosentino, catanzarese e crotonese.
Calogeri è assolutamente rarissimo, Calogero è tipico della
Sicilia orientale e del reggino, Calogiuri è specifico salentino,
di Lizzanello (LE) in particolare, dovrebbero derivare tutti dal termine
greco kalogheros (bel
vecchio) titolo riservato in particolare ai frati ed alle persone
di rispetto, in alcuni casi è pure possibile una derivazione dal
nome greco Kalogeros o in alcuni casi
dal toponimo greco Kalogeros o da uno dei toponimi contenenti la radice
Calogero come ad esempio San Calogero (VV) e (AG) o Piano Calogero (PA)..
Presenze di queste cognominizzazioni le troviamo fin dal 1500 a Lizzanello
con i Calogiuri e nella seconda metà del 1700 a Bella (CZ) con il
canonico don Francesco Caligiuri. |
| CALIGNANO
|
Calignano ha un piccolo ceppo a Napoli, mentre il ceppo più importante
è pugliese, di Nardò nel leccese e di San Donaci nel brindisino,
sembrerebbe poter essere originario della provincia di Brindisi, potrebbe
essere originato da un soprannome dialettale derivato dal vocabolo greco
kali (bello) o da un'alterazione del nome del toponimo Carignano presente
nel foggiano, forse il luogo di provenienza dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Calignano poiché è presente anche al Nord, potrebbe derivare
dal toponimo omonimo in provincia di Pavia. |
CALIMAN
CALIMANI
CALIMANO
CALLIMAN |
Caliman è estremamente raro sembrerebbe originario della zona tra
Pordenone e Treviso, Calimani ancora più raro sembra sempre essere
comunque veneto, Calimano è assolutamente rarissimo, quasi unico,
Calliman sempre rarissimo è tipico del trevigiano, cognomi di origine
israelitica dovrebbero tutti derivare dal nome ebraico Calonimos o Kaliman.
Esempio di questo nome si trova nel Veneto fin da prima del 1500; ad Asolo
(TV) un certo Caliman Cohen è citato in un atto del 1547 nel quale
si legge: "ad istantia et requisitione de Caliman
et Iseppo hebrei figlioli del quondam Marco, et de altri hebrei habitanti
in Asolo". |
CALINI
CALINO |
Calini è specifico del milanese, con un piccolo ceppo nel bresciano,
Calino, assolutamente rarissimo, è del bresciano, quest'ultimo, assieme
al ramo bresciano dei Calini, potrebbe derivare dal toponimo Calino di
Cazzago San Martino (BS), tutti possono derivare dal cognomen latino
Calenus ricordiamo il generale romano
Quintus Fufius Calenus che divenne Console nel 47 d.C.. Tracce illustri
di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 a Brescia, dove i Calini
appartenevano alla migliore nobiltà e nel 1700 con Ludovico Calini
Vescovo di Crema. |
CALIO
CALIO' |
Calio, molto più raro, è del catanese, Caliò è
ben diffuso in Calabria, in particolare a Catanzaro, ma comunque ben presente
a Rossano nel cosentino, con presenze anche a Caraffa di Catanzaro, Botricello
e Girifalco nel catanzarese ed a Crotone, ed in Sicilia, soprattutto a
Naso e Capo d'Orlando nel messinese, con un piccolo ceppo anche nel catanese
a Ramacca e Catania, dovrebbe derivare dal nome greco Kalliòn
(più bello), o dal nome della
città di Kallion in Etolia (in
Grecia), o anche dal cognome greco Kalliòs. |
| CALIOLO
|
Caliolo è tipico del brindisino, di Carovigno in particolare, di
Latiano, di San Vito dei Normanni e di Mesagne, dovrebbe derivare dal nome
del monte Caliolo o meglio ancora dal nome della Contrada Monte Caliolo
situata nell'area del paese di Carovigno. |
| CALIPA
|
Calipa, assolutamente rarissimo, tipicamente calabrese del reggino, di
Gioia Tauro e Rizziconi, potrebbe derivare da un'italianizzazione del nome
arabo Khalib. |
CALIPARI
CALLIPARI |
Calipari, abbastanza raro, è specifico del reggino, in particolare
di Caulonia, Varapodio e Santa Cristina d'Aspromonte, Callipari, altrettanto
raro, è specifico sempre del reggino, di Careri, Locri e Bovalino, dovrebbero essere derivati da un soprannome grecanico kalè
pareia con il significato di bella
guancia, ma è pure possibile una derivazione dal nome
della ninfa Pareia, sempre con l'aggiunta
dell'aggettivo kalè (bella)
e si tratterebbe in questo caso di un matronimico. |
| CALIRI
|
Caliri è specifico del messinese, di Barcellona Pozzo di Gotto in
particolare e di Messina, Falcone, Terme Vigliatore e Milazzo, con ceppi
anche a Palermo e Catania, potrebbe derivare da un soprannome grecanico
originato dal termine kalion (potassio),
forse ad indicare che il mestiere del capostipite fosse quello di estrarre
la potassa dalle miniere di salgemma. |
CALISE
CALISI |
Calise è tipico del napoletano, Calisi ha un ceppo nella provincia
di Latina ed uno nel barese, derivano dal nome medioevale Calisius
, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1500
con Albertus Calisius pedagogo e retore e nel 1600 con il teologo Johannes
Calisius. |
CALISTA
CALISTE
CALISTI
CALISTO
CALLISTA
CALLISTI
CALLISTO |
Calista è tipico di Palermo e della provincia di Pescara, di Collecorvino
e Pescara in particolare, Caliste, molto molto raro, parrebbe romano, Calisti
è ben diffuso nelle Marche, nel teramano, in Umbria ed in Lazio,
Callista è quasi unico, Callisti, molto raro, ha un piccolissimo
ceppo romagnolo, uno nel romano ed uno nel valenziano, Callisto sembrerebbe
specifico di Molinara nel beneventano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Calisto
o Callisto, l'italianizzazione cioè
del personale greco Kallistos, col
significato letterale di bellissimo
(si tratta di un superlativo del nome greco Kalos;
(vedi Calò): nell'antica mitologia
greca, infatti, Callisto era il nome di una ninfa di Artemide, il cui nome,
in realtà, nasce da un epiteto della stessa dea, anche conosciuta
come Artemis Kalliste (Artemide
la bellissima). Per quanto riguarda i cognomi in questione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
CALISTRI
CALISTRO |
Calistri ha un ceppo a Pistoia e nel pistoiese, fiorentino e nel bolognese
a Granaglione e Porretta Terme, ed uno a Viterbo ed a Roma, Calistro, assolutamente
rarissimo, parrebbe del Piceno, Calistroni ha un ceppo nel perugino a Marsciano
e Perugia, ed uno nel viterbese a Civitella d'Agliano e Viterbo, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dal nome latino Callistrus
o Calistrus, ricordiamo nel I°
secolo un Callistrus prefetto della Guardia Pretoriana dell'Imperatore
Tiberio. |
| CALITRI
|
Calitri ha un ceppo tra potentino e foggiano, in particolare ad Acerenza
nel potentino ed a Foggia e Panni nel foggiano, dovrebbe derivare dal toponimo
Calitri nell'avellinese, probabile luogo di provenienza del capostipite. |
| CALIZZI
|
Cognome prettamente crotonese,
potrebbe essere originato da un soprannome dialettale derivato dal vocabolo
greco kali (bello).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Calizzi cognome calabrese, che è l'italianizzazione del cognome
greco Kalitsis. |
CALLA
CALLA' |
Calla, assolutamente rarissimo, del reggino e vibonese, dovrebbe essere
dovuto ad un'errata trascrizione di Callà, che è tipicamente
calabrese anch'esso, di Mammola nel reggino e di Serra San Bruno nel vibonese,
e che potrebbe derivare da un'italianizzazione del cognome greco Callas,
o derivare da soprannomi basati sull'aggettivo greco καλός
kalòs (bello). |
CALLARA
CALLARI
CALLARO |
Callara, assolutamente molto raro, ha un piccolo ceppo ad Anagni nel frusinate
ed uno a Colle Sannita nel beneventano, Callari č specifico della Sicilia, con un ceppo anche in provincia di Roma, Callaro, quasi unico, è del beneventano, potrebbero
derivare dal praenomen latino Callarus, un'ipotesi da prendere in considerazione è che in qualche caso
possano anche derivare dal nome di Castrum de Callari
(antico nome di Cagliari).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome prevalentemente siciliano, con un ceppo minore forse nel Lazio,
potrebbe derivare dal vocabolo dialettale caddaru,
che indicava un pentolone usato nei caseifici per fare il formaggio. Si
tratterebbe, dunque, della cognominizzazione di un soprannome derivato
da un mestiere, un'altra possibile origine di Callari vedrebbe alla base di questo
cognome il termine dialettale callara,
che indica in generale una pentola, una caldaia: si può allora ipotizzare
che callara fosse un nome di mestiere attribuito a un calderaio (detto,
infatti, anche callarale) e che questa fosse l'attività del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Callari è cognome siciliano e calabrese ed è la italianizzazione
del cognome greco Kalláris.
Nel XVIII secolo era il nome di un notaio a Oppido. Rohlfs 60. |
| CALLEDDA
|
Ha un ceppo a Cagliari ed uno a Aritzo (NU), dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo calleddu
(cagnolino).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CALLEDDA: callèdda e callèddu
= cane, femmina e maschio, o anche
cucciolo di cane. Per quest'ultimo
è più comune callellèddu.
Sono sinonimi di catzèdda, catzéddu
(vedi il cognome Cadeddu). Sempre dal latino
catellus = cucciolo
di cane. In calledda e calleddu è chiara la metatesi,
che il Wagner non scorge! Cognome presente nelle carte antiche. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura, Calleddu Juliano, ville
Selluri. ** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula
Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay,
locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre
Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii
1388. Cognome raro, presente in 29 Comuni italiani, di cui 21 in Sardegna:
Aritzo 38, Quartu S. E. 23. Nuoro 18, Ussana 6, etc. |
| CALLEGARINI
|
Callegarini, molto raro, ha un ceppo nel pavese, uno nel mantovano ed uno
nel ferrarese, deriva da una forma ipocoristica del vocabolo tardo latino
caligarius (calzolaio),
cioè chi produceva o commerciava in scarpe (in latino calzatura
= caliga). |
| CALLEGATI
|
Callegati, molto raro, è tipicamente romagnolo, di Faenza e Ravenna
nel ravennate, di Forlì e di Mordano ed Imola nel bolognese, dovrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine tardo latino calicatus
(intonacato, tirato a calce, imbiancato),
la motivazione del soprannome potrebbe essere dal mestiere del capostipite,
che potrebbe essere stato un magister calicarius
(muratore specializzato nell'intonacatura e finitura
a calce dei muri), o anche semplicemente dal fatto di abitare
la famiglia in una casa molto bianca. |
| CALLERI
|
Calleri ha un ceppo nel cuneese a Carrù e Mondovì ed a Torino
ha un ceppo a Genova ed Albenga (SV), ma il nucleo principale è
a Scordia nel catanese ed a Palazzolo Acreide, Siracusa e Canicattini Bagni
nel siracusano, i ceppi liguri e piemontesi sarebbero quindi dovuti al
fenomeno dell'emnigrazione dal sud, potrebbero perciò derivare da
una forma dialettale originata dal termine greco kalos(bello),
ma molto probabilmente si tratta semplicemente di una forma alterata del
cognome Callari (vedi CALLARI), l'ipotesi che porta a far derivare i Calleri del nord
da toponimi come Moncalieri o Pancalieri nel torinese è abbastanza
poco probabile.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Calleri è cognome siciliano e calabrese ed è la italianizzazione
del cognome greco Kalleris. Nel XVIII
secolo era il nome di un notaio a Oppido. Rohlfs 60. |
| CALLOCCHIA
|
Assolutamente rarissimo, del centro Italia, probabilmente laziale o abruzzese,
dovrebbe derivare da una modificazione del nome greco Kalò o dell'aggettivo
kalos (bello), ma è pure possibile che sia originato da un soprannome
legato al vocabolo calocchia (pertica usata per battere il grano). |
CALLONE
CALLONI
CALONE
CALONI |
Callone, assolutamente rarissimo, ha presenze nell'area comasca, varesotta,
milanese e verbanese ed un piccolissimo ceppo nel beneventano, Calloni
ha un nucleo lombardo nel milanese a Buscate, Arconate, Dairago, Agrate
Brianza, Monza, Milano, Arcore, Inveruno, Cernusco sul Naviglio e Bresso
e nella vicina Busto Arsizio nel varesotto, ed un ceppo in Toscana nel
pisano a Palaia e Pontedera, Calone ha un piccolo ceppo nel varesotto ed
uno nel napoletano, Caloni ha un ceppo nell'area milanese ed uno tra senese,
aretino e perugino, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso mutazioni
dialettali, dal nome medioevale Calone
una forma arcaica per Carlone o Carlomagno,
di cui abbiamo un esempio nei Codices Traditionum
Ecclesiae Pataviensis, olim Laureacensis, nell'anno 795 in un
testo che così si conclude: "...et haec sunt
testes qui audierunt et uiderunt hanc traditionem Rantolf comis. Into Chuntilo.
Perri. Ratolt. Pero, Taozi. Adalhart. Itto. Clauperht. Isanker. Aotker.
Adalhaoh. Kerhaoh. Ato. Siquis uoluerit hanc traditionem frangere aut ego
aut alius de heredibus et coheredibus meis. primum iram dei incurrat omnipotentis
et habeat luctam cum sancto Stephane coram deo et angelis ejus et haec
traditio. firma permaneat et est factum in III id. aprilis anno XXVII regni
Caloni regis
(nel 768 iniziò il regno di Carlomagno).
.", ma potrebbero anche derivare dal termine latino calones,
una sorta di manovalanza militare addetta alla funzione di attendenti (domestici)
o portatori presso le antiche legioni romane, ne leggiamo nel De
bello gallico di C. Giulio Cesare: "...Horum
adventu tanta rerum commutatio est facta, ut nostri, etiam qui vulneribus
confecti procubuissent, scutis innixi proelium redintegrarent, calones
perterritos hostes conspicati etiam inermes armatis occurrerent, equites
vero, ut turpitudinem fugae virtute delerent, omnibus in locis pugnantes
studio se legionariis militibus praeferrent....".
su suggerimento di Nicola Caloni |
| CALLOZZO
|
Callozzo, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale siciliano arcaico caddròzzu
(sciocco). |
CALMI
CALMO |
Calmi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe essere dovuto ad errate trascrizioni
del cognome Calmo, che è decisamente meridionale, assolutamente
rarissimo, ha piccole presenze in Campania ed in Sicilia e presenta un
piccolissimo ceppo nel foggiano, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Calmus di cui abbiamo un esempio in
questo atto del 1221: "Ego, Matheus de Tosquin, notum
facio omnibus presentes litteras inspecturis, quod de mandato domine mee
Blanchie, comitisse Trecensis palatine, ivi apud Joviniacum ad recipienda
juramenta militum castellarie Joviniaci et burgensium ejusdem castri, quod
si do minus P., comes Joviniaci, deficeret quod non redderet dicte comitisse
vel Th. comiti, nato ejus, quandocumque ab eis fuerit requisitus, castrum
Joveniaci, quod est jurabile et reddibile eis, dicti milites et burgenses
ex tunc se tenerent ad dominam comitissam, vel comitem natum ejus supradictos.
Hec sunt nomina eorum qui juraverunt: dominus Petrus de Chevallo; dominus
Renaudus de Septempilis; .... Vilanus Piscator; Calmus,
frater ejus; Uroz; .... ex parte vero domine Comitisse superius nominate;
presentibus domino Theobaldo de Buoterio, et me Matheo de Tosquin. In cujus
rei testimonium, feci fieri presens scriptum, sigilli nostri munimine roboratum.
Actum, anno Gracie Mº CCº vicesimo primo, ipsa die Epifanie.". |
CALO
CALO' |
Sia Calo che Calò sono molto comuni in Puglia con un ceppo
anche nel palermitano ed uno nel romano il primo ed in Irpinia il secondo,
derivano dal nome Calò derivato dal termine greco kalos
(bello). |
| CALOFARO
|
Calofaro, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale siciliano calòfaru
(garofano). |
CALONACI
CALONICI
CALONICO |
Calonaci è un cognome molto raro, specifico toscano, del fiorentino
in particolare con ceppi nel livornese e nel senese, Calonici, anch'esso
molto raro, è tipicamente emiliano, Calonico invece, un poco più
diffuso ha un ceppo nel cosentino, in particolare a San Sosti, uno nel
salernitano, uno a Cerignola nel foggiano e rare presenze qua e là
anche al nord, derivano dal vocabolo medioevale toscano calonaca
(canonica), o dal termine arcaico calonico
(canonico, chierico), il termine calonaci
è stato usato ad esempio a Firenze da Giovanni Villani
nel suo Nuova Cronica: "...sconfitto
il vescovo e sua gente, e morìvi il sire di Falcamonte, e più
altri gentili uomini e de' calonaci,
e dell'una parte e dell'altra..." o anche a Pisa, dove nell'archivio
di stato si legge: "...Domino Rinaldo da Riva di
Mantova potestà anno uno, 1279. Fu chiamato per li calonaci
di Pisa arciveschovo di Pisa ..." e a Lucca: "...L'anno
di .MCCXIIII Ingherame da Porcari fu podestà di Luccha contra la
voluntà de' grandi homini .. ... Allora vennero li calonaci
con le croci et colle reliquie santi per difentione del Podestà
vecchio. E in quel dì misse bando Ingherame, che alcuno raunamento
non si dovesse fare se non al suo consiglio...". |
| CALONGHI
|
Calonghi, abbastanza raro, sembrerebbe della zona tra cremonese e bresciano,
potrebbe derivare dal nome di una località ormai scomparsa, anche
se non si può escludere una derivazione da una forma arcaica dell'etnico
di Calusco nella bergamasca o di Colonius (Cologno al Serio sempre nel
bergamasco). |
| CALOPRESTI
|
Estremamente raro è tipico del reggino dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo greco kalos
(bello, buono) e dal vocabolo dialettale
presti (prete)
e starebbe per Buonprete. |
CALOR
CALORA
CALORE
CALORI |
Calor è praticamente unico, Calora è specifico di Santa Cesarea
Terme e Castro nel leccese, Calore è specifico di Padova con ceppi
anche nel padovano e nel veneziano, e nel Lazio, probabilmente trasferitisi
a seguito della bonifica delle Paludi Pontine, Calori ha un ceppo tra bolognese
e ferrarese ed uno a Roma, dovrebbero derivare, direttamente o ytamite
alterazioni dialettali, dal nome medioevale Calor, Caloris
attribuito a figli molto desiderati e che avrebbero riscaldato con la loro
presenza la casa. |
| CALOSSO
|
Calosso è ben presente in Piemonte, in particolare nell'astigiano
ad Asti, San Damiano d'Asti, Canelli e Nizza Monferrato ed a Torino, potrebbe
derivare dal nome medioevale Calocius,
nel 1400 a Genova troviamo un incisore chiamato Calocius de Guisulfis.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Calosso deriva dal nome del comune astigiano di Calosso. |
| CALTABELLOTTA
|
Specifico del palermitano, di Lercara Friddi (PA) in particolare.
integrazioni fornte da Stefano
Ferrazzi
molto raro, originario del palermitano, deriva dal toponimo Caltabellotta
(AG).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Caltabellotta è cognome e toponimo in provincia di Catania.
Il nome deriva dall'arabo Qal'at-al-ballut
= castello delle querce. |
| CALTAGIRONE
|
Tipico della Sicilia centrooccidentale, ha un ceppo secondario anche a
Roma, dovrebbe derivare dal toponimo Caltagirone (CT).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Caltagirone è cognome e toponimo siciliano, viene dall'arabo
Qal'at-al-ghiràn = castello
delle grotte. |
| CALTANISSETTA
|
Caltanissetta, assolutamente rarissimo, è siciliano, dovrebbe derivare
dal toponimo Caltanissetta, potrebbe avere origini ebraiche.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Caltanissetta è cognome e toponimo siciliano, è composto
da Nissa, nome di un'antica località
prima sicana e poi greca, al quale gli Arabi unirono la voce Qal-at
= castello. |
CALU
CALU' |
Calu è praticamente unico, dovrebbe essere un errore di trascrizione
di Calù che, assolutamente rarissimo, è specifico del reggino,
dovrebbero derivare da un soprannome dialettale derivato da un'alterazione
del nome Calò, a sua volta derivato
dal termine greco kalos (bello). |
| CALUBANI
|
Calubani, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romagnolo, dovrebbe derivare
dal nome della località Calubano nel forlivese, situata nella zona
appenninica tra Dovadola e Modigliana, probabilmente il luogo d'origine
del capostipite. |
CALUSI
CALUSIO
CALUSSI |
Calusi, molto molto raro è tipico di Firenze e di Poggibonsi nel
senese, Calusio è quasi unico, Calussi è tipico dell'aretino,
di Cortona ed Arezzo, di Grosseto e di Montepulciano nel senese, dovrebbe
derivare dal nome tardo latino medioevale Calusius,
di cui abbiamo un esempio nel trattato Caroli
Boucheroni de Thomas Valperga Calusio: "...Sed
contentiosa haec philosophia suos habuit lacertos, et optime de posteris
merita dicenda est, cum per tria et amplius secula a summis viris post
Lanfrancum et Anselmum nobilitata, quidquid doctrinarum a barbaria et vastationibus
reliquum erat, infestissima aetate servaverit. Ita sentiebat Calusius;
qui enim Baconem laudabat, quod homines ad meliora studia revocasset, non
minus aequum in scholasticos se ostendebat, Aquinatis et aliorum opera
digito plus semel indicando, unde complura derivaverant recentiores. ...". |
CALVANESE
CALVANESI
CALVANISE |
Calvanese è specifico del napoletano e salernitano, Calvanesi e
Calvanise dovrebbero essere dovuti ad un errore di trascrizione, dovrebbero
derivare dal toponimo Calvanico (SA). Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Salerno nel XV° secolo con il magistrato cittadino Angelo
Calvanese di Salerno, a Striano (NA) nella seconda metà del 1700
con il parroco don Gennaro Calvanese, nello stesso periodo a Castel San
Giorgio (SA) i Calvanese sono tra i magguiorenti della città. |
CALVANI
CALVANO |
Calvani è tipico della fascia centrale che comprende Toscana, Marche,
Umbria e Lazio, con un ceppo anche nel barese, Calvano ha ceppi nel teatino,
nel Lazio meridionale, nella Campania e nella Puglia settentrionale e nel
cosentino, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Calvanus, ma è pure possibile
una derivazione dal toponimo Calvano nel beneventano o dal Monte Calvano
in Toscana, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Barletta nel
1655 in una bolletta: "Don Fabrizio Capece Bozzuto
paga ducati 50 a mastro Onofrio Calvano
marmoraro in nome e per parte di Trojano Marulli, suo genero, in conto
di ducati 170 per tutto il prezzo di marmi bianchi e mischi di buona qualità
e condizione mandati nella cappella di detto Trojano e nel tumulo del "quondam"
Sebastiano Marullo, suo padre...", a Conversano (BA) in un atto
del 1659: "Informatione a querela del canonico Giovanni
Antonio Franco contro il canonico Francesco Paolo de Paulo clerico Santo
fratelli clerico Sabino Calvano
don Sante Attolino ...". |
CALVARI
CALVARIO
CALVERI |
Calvari, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel piacentino, uno nel
maceratese, uno a Roma ed uno nel reggino, Calvario ha un ceppo a Roma
e ad Anagni nel frusinate, uno a Bari e Molfetta nel barese ed uno a Villabate
nel palermitano, Calveri, molto raro, ha un ceppo a Roma ed uno a Messina
e nel vicino reggino, potrebbero derivare dal nome personale latino Calvarius
o Calverius, ma è pure possibile
che derivino dal nome medioevale Calvario
attribuito ai figli in memoria ed onore della Passione di Cristo.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad Ajaccio in Corsica almeno
dalla prima metà del 1500, quando il Nobile Quilico Calvari è
Consigliere della Città di Ajaccio. |
| CALVARUSO
|
Calvaruso è tipicamente siciliano, concentrato ad Alcamo nel trapanese
ed a Palermo, dovrebbe derivare dal toponimo siciliano Calvaruso nel messinese.
A Bafia nel messinese nel 1700 si trovano tracce di questa cognominizzazione
con il Sacerdote Francesco Calvaruso: "...tiene l'obligo
di far celebrare una messa per ogni giorno festivo e di precetto in tutto
l'anno, e nel giorno di detto Santo si deve fare sodisfare sei messe lette
et una messa cantata per l'anima del quondam sac. Francesco
Calvaruso; per la sodisfazione del qual legato
possiede suddetta chiesa un loco di celsi, terreno scapulo, pochi olivi
et una casa; et in detto loco esiste sudetta Chiesa di Santo Nicolao, quale
non tiene mobile, ma viene governata come sopra...". |
CALVELLI
CALVELLO |
Calvelli, abbastanza raro, ha un nucleo nel fiorentino, che potrebbe derivare
dal nome del Monte Calvello o della Località Calvello in Val di
Fiora, uno nel cosentino ed uno in Puglia che dovrebbe derivare dal paese
di Montecalvello nel foggiano, Calvello, abbastanza raro, è tipico
della Basilicata della cui regione dovrebbe essere originario, dovrebbe
derivare, così come il ceppo calabrese del precedente, dal toponimo
Calvello nel potentino. Fin dal 1300 si hanno tracce dei De Calvello,
si ricorda un feudatario siciliano Giovanni De Calvello cui vennero affidate
dall'imperatore terre nella zona di Caltanissetta. |
| CALVESI
|
Hanno un ceppo a Bitti (NU) ed uno a Olbia (SS), dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo sardo calvesa
(calvizie), e dovuto probabilmente
a caratteristiche fisiche del capostipite. |
CALVETTA
CALVETTI
CALVETTO
CALVI
CALVO |
Calvetta, assolutamente rarissimo, è romano, Calvetti è presente
nell'area che comprende il Piemonte, la Lombardia ed il veronese e basso
trentino, con un ceppo anche tra fiorentino e pisano, Calvetto è
specifico di Piscina e Cumiana nel torinese, Calvi è diffuso in
tutt'Italia, Calvo ha un ceppo nella Sicilia orientale, un ceppo nel crotonese
ed uno molto consistente nel Piemonte occidentale, possono avere diverse
origini, direttamente o tramite ipocoristici, o dal cognomen latino Calvus,
o da soprannomi legati alla forma della testa (in latino calva
= cranio) o a caratteristiche fisiche,
in molti casi l'origine è la provenienza da un toponimo iniziante
con Calvi, come ce ne sono molti in Italia (Es. Calvi (BN) - (TR) - (CE)
- (PV) ecc. |
| CALVIA
|
Calvia è tipicamente sardo del sassarese, di Alghero, Sassari, Ittiri,
Porto Torres e Mores, con un ceppo anche a Berchidda in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CALVIA: o Carbia: nome di un antica e mitica città, fondata
presumibilmente in periodo Fenicio, intorno all'VIII° - VII° secolo
a. Cr. assurta a massimo splendore in periodo romano. I cui resti, attualmente
oggetto di scavi archeologici, per conto delle Soprintendenze di Sassari
e di Nuoro, si trovano nelle vicinanze di Alghero, nei pressi della necropoli
di Monti Carru. In periodo medioevale fu "villa" (bidda - centro abitato)
appartenente alla Curadorìa di Nulàuro, del regno giudicale
di Torres, e fu possedimento privato dei Doria sino al 1272, ma dopo la
fine del regno turritano, negli ultimi anni del XIII° secolo, fu abbandonata:
no si conoscono ancora le cause del suo abbandono! L'etimologia di Carbia
è tuttora oscura; trattasi, secondo alcuni esperti di voce preromana.
Il canonico Spano la fa derivare dal fenicio Kar-bia = città di
piacere. Noi in proposito non abbiamo niente da aggiungere. Come cognome,
sempre preceduto da "de", ad indicare la provenienza, lo ritroviamo negli
antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, figurano: Carbia (de) Agustino, majore(amministratore,
sindaco) ville Setini (*odierno Sedini. Contrate de Anglona - Chiaramonte);
Carbia (de) Anthonio, ville Gurrutta (* odierno Borutta(Meylogu). Contrate
de Ardar et Meylogu); Carbia (de) Comita, ville Semestene(* odierno Semestene.
Curatorie de Costa de Valls ; Carbia (de) Joanne, ville Semestene ; Carbia
(de) Leonardo, jurato(guardia giurata, collaboratore del majore) ville
Seneghe (*odierno Seneghe-Contrate Partis de Milis); Carbia (de) Petro,
jurato ville Orani; Carbia (de) Petrus, ville Sasseri; Carbia (de) Santoro,
jurato ville Ardar (*odierno Seneghe(Contrate Partis de Milis); Carbia
Franciscus, ville Sasseri; Carbia(de) Barçolo, ville Setini ; Carbia(de)
Francisco, ville Gocille ( *villaggio Distrutto - Curatorie de Anella);
Carbia(de) Guantino, ville Burgi (*odierna Burgos, fondata da Mariano IV,
padre di Eleonora - Curatorie de Anella); Carbia(de) Joanne, jurato ville
Cossein (*odierno Cossoine. Contrate Caputabas). Nel Condaghe di San Pietro
di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec. troviamo: Carbia (de) Ithoccor
e Carbia (de), Thippari (79 - si tratta probabilmente di due fratelli,
che poi ritroviamo ai cap. 100 e 107 con la variante de Carvia), in una
lite (kertu) per il possesso di servi. Carbia (de) Janne, kertu de ancilla
(80 - in una lite per il possesso di una serva). Carbia (de) Petru, kertu
de servis (111 - sempre in una lite per il possesso di servi). Sempre con
la variante de Carvia troviamo: Carvia (de) Dorgotori (130 -postura = donazione);
Carvia (de) Comita(107- kertu de servis). Nel Condaghe di San Nicola di
Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., troviamo il cognome nelle due
varianti de Carbia e de Carvia, riferiti alle stesse persone. Carbia o
Carvia (de) Barusone, figlio di Furatu, fratello di Comita e Pietro e di
Furata e Mariane (sos de Carvia), in una vendita di terre in Balle(valle)
de Mela e in Sorcariu (due località poco a sud ovest del centro
abitato di Semestene - centro abitato di 227 abitanti - prov. Sassari -
Meilogu - appartenente all'antica Curadorìa Costavalle o Costa
de Valls). Non v'è dubbio che si tratti di un casato di antica nobiltà
terriera sarda. Sos de Carbia o Carvia citati nel Condaghe, oltre ad essere
proprietari di terre, avevano anche incarichi di rilievo nel regno giudicale
di Torres: Mariane de Carbia(117) era maiore de scolca, cioè capo
della scorta armata di vigilanza ai confini; Gosantine de Carbia(32) era
marito di Elene de Thori (i de Thori costituivano una delle più
potenti famiglie della Sardegna Giudicale); Mariane de Carbia (diverso
dal precedente) era armentariu de rennu( amministratore generale del giudicato),
etc. Attualmente il cognome Calvia è presente in 62 Comuni d'Italia,
di cui 34 in Sardegna: Alghero 62, Sassari 41, Berchidda30, Ittiri 29,
P. Torres 27, Mores 23, Oniferi 17, Torralba 13, etc. Come si nota la maggiore
diffusione del cognome si registra nell'area Alghero - Sassari come nei
tempi antichi. Sulla mitica città di Carbia, forse una delle prime
vere e proprie città della Sardegna antica, dovremmo attendere i
risultati degli scavi ancora in corso. Per saperne di più: visita
il sito - Carbia antica città - Carbia la memoria di Alghero nel
museo archeologico etc. |
| CALVIANI
|
Calviani, assolutamente estremamente raro, è del centro Italia,
forse toscano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Calviano. |
CALVINA
CALVINI
CALVINO |
Calvina è ormai unico, Calvini ha un ceppo a San Remo nell'imperiese
ed uno molto piccolo a Roma, Calvino ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed
un ceppo in Sicilia nel trapanese a Trapani ed Erice, con presenze a Palermo,
a Caltanissetta e nell'ennese, dovrebbero derivare dal cognomen latino
Calvinus, Calvina,
di cui abbiamo un esempio nel De Vita Caesarum - Divus Iulius di Svetonio:
"..Omnibus civilibus bellis nullam cladem nisi per
legatos suos passus est, quorum C. Curio in Africa periit, C. Antonius
in Illyrico in adversariorum devenit potestatem, P. Dolabella classem in
eodem Illyrico, Cn. Domitius Calvinus
in Ponto exercitum amiserunt. Ipse prosperrime semper ac ne ancipiti quidem
umquam fortuna praeterquam bis dimicavit; semel ad Dyrrachium, ubi pulsus
non instante Pompeio negavit eum vincere scire, iterum in Hispania ultimo
proelio, desperatis rebus etiam de consciscenda nece cogitavit...". |
CALVISE
CALVISI |
Calvise. assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Pescara, Calvisi è
tipico de L'Aquila e provincia, dovrebbero derivare dal nomen latino Calvisius
di cui abbiamo un esempio negli Annales
di Tacito: "...Appius Silanus Scauro Mamerco simul
ac Sabino Calvisio
maiestatis postulantur,...". |
| CALVOSA
|
Ha un nucleo a Laino (CS) ed uno a Castrovillari (CS). |
| CALZAFERRI
|
Calzaferri è tipicamente lombardo, dell'alto bergamasco, di Clusone
in particolare e dell'alto bresciano, di Malonno soprattutto, il cognome
dovrebbe derivare dal nome della località di Calzaferro di Malonno
nel bresciano, ma non si può escludere che derivi invece dall'attività
del capostipite, che probabilmente produceva cotte di maglia: una specie
di tunica fatta di molti, piccoli anelli di ferro fittamente collegati
fra loro., utilizzati dagli armati nel medioevo come prima difesa, pur
proteggendo il corpo dai colpi delle armi da taglio, la zona tra alto bergamasco
e bresciano, ricca di minerali di ferro e di fucine, si specializzò
anticamente nella produzione militare di armi ed armature. |
CALZATI
CALZATO |
Calzati è tipico del bolognese di San Giovanni in Persiceto e di
Bologna, Calzato, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'alessandrino,
potrebbero derivare da riferimenti a conventi dei frati agostiniani, ai
carmelitani od ai trinitari calzati, varie congregazioni religiose, cui
potrebbero aver aderito, con varie funzioni laiche, i capostipiti. |
| CALZAVACCA
|
Cognome la cui origine dovrebbe
essere bresciana, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un mestiere. |
CALZAVARA
CALZAVARI |
Calzavara è tipico del Triveneto, in particolare di Venezia, Mirano,
Santa Maria di Sala, Mira, Pianiga, Martellago, Dolo e Spinea nel veneziano
e di Campodarsego, Vigonza e Padova nel padovano, Calzavari è praticamente
unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, dovrebbero derivare da termini arcaici semidialettali per calzolaio
o produttore di scarpe, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
a Venezia nell'Archivio di Stato dove troviamo i notai Andrea Calzavara
operante dal 1638 al 1686, Angelo Calzavara operante dal 1651 al 1680
e Luca Calzavara dal 1668 al 1716. |
| CALZETTA
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Lo si trova qua e là in
Italia, senza una vera e propria zona elettiva, forse sono varie le aree
di origine, che potrebbero essere la provincia di La Spezia, il Lazio,
gli Abruzzi e la Sicilia. Il cognome potrebbe derivare da un soprannome
legato ad un mestiere. |
CALZOLAI
CALZOLAIO |
Calzolai è specifico fiorentino, Calzolaio tipico del sud, ha un
ceppo tra napoletano e casertano ed uno tra barese e tarantino, derivano
da un soprannome originato dal mestiere di calzolaio. |
CALZOLARE
CALZOLARI
CALZOLARO |
Calzolari è tipico della zona che comprende le province di Reggio
Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, Calzolaro è specifico della zona
sudoccidentale della penisola salentina, Calzolare è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, derivano da un soprannome
originato dal mestiere di calzolaio.
integrazionie e diversa ipotesi
fornite da Giancarlo Calzolari
Il cognome Calzolari non è un soprannome derivato dal mestiere
di calzolaio ma deriva la sua origine, come Fabbri, Speziali ed altri
cognomi, dalle corporazioni medievali. Non è un caso che questo
cognome sia diffuso proprio nelle città dove esistevano le antiche
corporazioni. Questo naturalmente non esclude che le persone indicate con
il cognome facessero i calzolai. Un esempio di cognome tipicamente professionale
è invece Calligari, Ciabattini e Ciabattoni, Scarpari ed altri. |
CALZONE
CALZONI |
Calzone ha un ceppo a Reino nel beneventano, uno nel foggiano a Casalvecchio
di Puglia ed uno in Calabria a Roccabernarda nel crotonese e Mileto e Briatico
nel valentiano, Calzoni è invece tipico del centronord, del bresciano,
dove potrebbe derivare dal toponimo Calzoni nel veronese, del bolognese
e del perugino, potrebbero derivare da modificazioni dialettali di nomi
di località come il castello del Calcione nell'aretino o il molisano
contrada Colle Calcione o anche come l'isola di Calcioni nel mar Egeo. |
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