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CANAL
CANALE
CANALI
Canal è tipico del triveneto, del trevisano e del bellunese in particolar modo, ma anche del veneziano, del trentino e del goriziano, Canale è presente in tutt'Italia, Canali è più tipico del centro nord, derivano, direttamente o tramite una modificazione dialettale, da toponimi quali Canale (TR) - (CN) - (AV) - (BL) - (GE) - (RM) - (TN) - (BO), o dal fatto che la fgamiglia abitava in prossimità o sulle rive di un canale.
CANALA Canala è specifico di Ascoli Piceno e provincia, dovrebbe derivare da una voce dialettale del Piceno per intendere una vallata lunga e stretta, quella che anche in italiano viene detta canalone, probabilmente ad identificare le caratteristiche della zona di provenienza o d'abitazione della famiglia.
CANALAZ Assolutamente rarissimo, è tipico della zona orientale dell'udinese, di Grimacco in particolare, deriva da una voce dialettale friulana canal che sta ad indicare la valle, e si riferirebbe a persone provenienti da vicine vallate.
CANALIS Molto molto raro ha un ceppo sardo ed uno piemontese, dovrebbe essere di origini liguri o piemontesi e dovrebbe derivare da un nome di località o dalla vicinanza ad un canale. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1400 nel torinese con il casato dei Canalis influenti notai e giureconsulti alla corte pinerolese dei principi d’Acaia furono marchesi di Altavilla (1635), Spigno (1731); conti di Cumiana , S. Giorio (1400); consignori di di Bruino, Cantogno, Caselle, Caselette, Genola, Givoletto, S. Martino, Stoerda, Villafranca, Villarfocchiardo.
CANAVACCI
CANAVACCIO
CANAVASSI
CANAVASSO
CANEVACCI
CANEVAZZI
CANNAVACCIO
Cognomi tutti molto rari, derivano da un soprannome.
integrazioni fornite da Stefano Bettazzi
Canavacci, Canevacci e Cannavaccio, rarissimi, sono presenti soprattutto nel romano, Canavaccio, unico, si riscontra soltanto a Cittaducale
(RI), Canavasso, quasi unico, è forse originario del torinese, per Canavassi, anch’esso quasi unico, è invece molto difficile indicare una precisa provenienza, Canevazzi, infine, è presente per lo più in Emilia Romagna, fra il ferrarese e il modenese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da varianti arcaiche o dialettali del termine canovaccio, col significato di strofinaccio (usato spesso in cucina), ad indicare così il mestiere di fabbricante o commerciante di strofinacci. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
CANAVACCIUOLO
CANNAVACCIOLO
CANNAVACCIUOLI
CANNAVACCIUOLO
CANNAVACIUOLO
Canavacciuolo, Cannavacciuoli e Cannavaciuolo sono quasi unici, Cannavacciolo. estremamente raro, è del napoletano, Cannavacciuolo è tipico del napoletano e zona limitrofa del salernitano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Canavacciuolo e Cannavaciuolo, unici, si riscontrano soltanto a Scauri (LT) e a Napoli, Cannavacciolo, rarissimo, ha un ceppo nel napoletano e l’altro nel viterbese, Cannavacciuoli, quasi unico, è originario di Scafati (SA), Cannavacciuolo, molto più comune dei precedenti, ha un epicentro in Campania, fra il napoletano e il salernitano, ma è presente a bassa frequenza anche nel nord e centro nord del paese, tutti questi cognomi derivano da varianti arcaiche o dialettali del termine canovaccio, col significato di straccio, strofinaccio (usato per lo più in cucina), ad indicare così il mestiere di fabbricante o commerciante di strofinacci (altrimenti detto cenciaiolo). Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
CANAVESE
CANAVESI
Canavese è specifico del torinese e del cuneese, anche se è ben rappresentato anche nell'imperiese, Canavesi invece è specifico dell'area che comprende il nordmilanese ed il varesotto, dovrebbero derivare dal toponimo Canavese presente in misura massiccia nel torinese, o dal nome stesso (Canavese) dell'area geografica posta nella zona settentrionale della provincia di Torino con centro principale Ivrea.
CANCELLIERI Presente in tutt'Italia ha più zone di provenienza, dalle Marche, al Lazio alla Sicilia, deriva dall'appartenere ad una famiglia dove qualcuno ha svolto la professione omonima.
CANCELLINI
CANCELLINO
Cancellini praticamente unico è presente solo a Castelfranco Veneto (TV), negli USA ed in Brasile, dovrebbe derivare da un antenato che nel 1886 a Edolo (TV), in quanto bambino abbandonato, ricevette questo cognome dall'ente che lo accolse, di questo cognome esistono comunque tracce anteriori in Sicilia ed a Benevento dove si riscontra una presenza nella seconda metà del 1800 del cognome Cancellino, probabilmente per indicare i neonati abbandonati in prossimità del cancello di un monastero.
CANCEMI
CANGEMI
Tipici siciliani dovrebbero derivare da un nome di località, la Contrada Cangemi di Termini Imerese nel palermitano potrebbe essere un esempio, potrebbero anche  derivare dal cognomen Cangemius di cui abbiamo tracce nel 1600 con il dotto medico Franciscus Cangemius autore di un trattato medico sulla cura di varie patologie.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1593 ad Alessandria della Rocca (AG) dove viene fatto parroco della chiesa Madre di S. Maria del Pilerio il reverendo Don Natale Cangemi.
integrazioni fornite da Carmelo Ciccia tratte da I cognomi di Paternò C:R:E:S Catania
il cognome deriva dal vocabolo arabo haggam (applicatore di mignatte, barbiere, chirurgo, guaritore). A Palermo troviamo un Galterius Changemi nel 1283
CANCIAN
CANCIANI
Cancian è tipico del trevigiano e pordenonese, Canciani è più dell'udinese, dovrebbero derivare da una modificazione dialettale del nomen latino Cantianus, ricordiamo i martiri cristiani delle persecuzioni dell'Imperatore Diocleziano, Cantius, Cantianus e Cantianilla uccisi nel 300 ad Aquileia (UD), l'uso di questo nome nel medioevao si riscontra in un atto del 1139 conservato a Pavia, dove si legge: "...Signum + manuum Arderici Marchesii Bullii, Guidonis Buzii, Onfredi de Concorezo, Proculini, Cantiani, testium. Ibi statim, presentibus ipsis testibus, dederunt guadiam suprascripti Petrus Pecia et Iohannes et Bellonus germani, pater et filii, eidem Ingelzende abbatisse ...", traccia di questa cognomizzazione la troviamo con l'autore storico Paulus Canciani autore del Barbarorum leges antiquae Accedunt formularum fasciculi et selectae constitutiones medii aevi. Collegit ... monumentis quoque ineditis exornavit .
CANDEAGO
CANDIAGO
Candeago è tipico di Belluno e del bellunese, Candiago, decisamente più raro, è più tipico di Vittorio Veneto e del trevisano, dovrebbe derivare da un nome di località ormai scomparso, potrebbe trattarsi di terreni di proprietà di un profugo di Candia (città dll'isola di Creta, sotto il dominio veneziano), ma potrebbe anche trattarsi di possedimente di un Canidius (nome gentilizio romano o di un paese che potrebbe aver preso il nome dai Candeo signori di Faedis nell'udinese.
CANDELA Ha un ceppo nel trapanese e palermitano, uno nel barese, uno tra napoletano ed avellinese, potrebbe derivare da toponimi come Candela (FG), (PZ).
CANDELORI
CANDELORO
DI CANDELORO
Candelori è tipico del teramese, zona di Roseto degli Abruzzi e suo entroterra, Candeloro è invece della fascia del chietino e pescarese, Di Candeloro, sempre del teramese, molto molto raro, dovrebbe comunque riferirsi alla famiglia di un figlio di un Candeloro.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Candeloro è un cognome abruzzese, diffuso nelle province di Chieti e Pescara. Qualche presenza significativa anche nel sud Italia. Il nome Candeloro veniva dato soprattutto, ma non soltanto, ai bambini che nascevano nel giorno della festa religiosa della Candelora, che dovrebbe essere il 2 Febbraio, nella quale si facevano benedire le candele e i ceri, per poi accenderli per chiedere protezione.
CANDEO Abbastanza poco comune è specifico del padovano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di candido o forse e più probabilmente può derivare dal toponimo Candia, troviamo traccia del casato dei Candeo come signori di Faedis (UD) arrivati da Padova nel 1600.
CANDIA
LA CANDIA
Candia, molto raro, sembra originario del potentino e della zona di confine del casentino, deriva dal toponimo Candia (Creta), è presente anche un ceppo autonomo nel pavese che deriverebbe dal toponimo Candia Lomellina (PV), La Candia, tipico del barese, di Molfetta in particolare e di Giovinazzo, dovrebbe essere una forma matronimica del precedente. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Fano (PS) nel 1400 con una certa Bernardina Candia.  Un Giovanni Candia fu prevosto di Melegnano dal 1766 al 1812.
CANDIANI
CANDIANO
Candiani sembra avere un ceppo nel milanese ed uno nella provincia di Venezia, Candiano sembrerebbe del ragusano, dovrebbe derivare dal toponimo Candia di Lomellina (PV) ma più probabilmente dal toponimo greco Candia (Creta) indicando la provenienza di esuli da quella terra dopo la conquista turca dell'isola (1669), esempio di questa derivazione e prima cognomizzazione si ha nel X° secolo, nella Istoria Veneticorum di Johannes Diaconus si legge tra l'altro: "...Igitur Petrus Candianus dux, quem prediximus, sexto sui ducatus anno triginta et tres naves, quas Venetici gumbarias nominant, contra Narrentanos Sclavos misit, quibus Ursus Badovarius et Petrus Rosolus prefuerunt, ..."; questo cognome lo si trova a Lodi nel 1500 nel testamento del senatore ducale Bernardino Busti, vedovo della moglie, Lucrezia Candiani.
integrazioni fornite da Enrico Candiani Busto Arsizio
A Busto Arsizio esiste un ceppo numeroso di Candiani.  Il senatore ducale Bernardino Busti sopracitato è verosimile che sia di origini bustocche, esistono infatti personaggi storici di sicura provenienza bustocca che venivano chiamati genericamente Busti, fra questi, lo scultore della scuola lombarda Agostino Busti (1483-1548) detto il Bambaia.
CANDÌLA Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Candìla è oggi un cognome molto raro, forse unico, presente nei comuni di Roma, Napoli e Salerno: è proprio nel Salernitano, nel Cilento, dove con ogni probabilità in passato il cognome era più diffuso, che andrebbero ricercate le sue origini. Il termine candìla che forma il cognome è una variante dialettale del vocabolo candela: come per i cognomi Candeloro, Candelora e Candiloro, diffusi per lo più in Sicilia e in Calabria meridionale, anche la forma cognominale Candìla è stata a mio avviso generata dalla cognominizzazione di Candeloro, nome dato agli infanti nati il giorno della festa religiosa delle Candelora o della Purificazione di Maria Vergine, festa popolare durante la quale in passato si facevano benedire candele e ceri, da cui festa candelorum, che si accendevano poi per chiedere grazie e protezione.
CANDOLINI
CANDOLINO
Candolini, molto raro, ha un piccolo ceppo friulano nell'udinese, in particolare a Gemona del Friuli, Bordano e Fagagna, ed uno piccolissimo nel teramano, Candolino, quasi unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche dialettali di troncature dialettali del nome Candido, che in friulano diventa Cjandi, poi attraverso l'ipocoristico tipicamente veneto in -olo, -ulo è diventato Cjàndul, che, con una successiva modificazione ipocoristica, si è modificato in Cjandulìn, quindi italianizzato in Candolini. Tracce di queste cognominizzazioni risalgono almeno al 1600, nel libro Cenni storici sul castello di Porcia del 1629 si legge: "Li popolari di Portia per la massim parte, anzi quasi tutti, sono forestieri, venuti da diversi luochi e prima: li Bernardi e quelli dal Ponte furon da Davian; li Varischi, quelli dell’Oro e quelli d’Albin,.. ..Zaniacomo Paris brescian; Orlando savel campanaro da Gemona, Rubeo forestier; Marco Candolin dalla Meduna; li eredi di Zangiacomo de Zanchis da Triviso...".
CANDORE Assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano.
CANDOTTI
CANDOTTO
Candotti è tipico dell'udinese, della zona di Tolmezzo in particolare, Candotto è specifico di Gonars (UD), dovrebbero derivare da una modificazione dialettale del nome Candido con l'accrescitivo dialettale in -ot.
CANDUSSI
CANDUSSIO
Candussi è tipico di Romans D'isonzo (GO), Candussio, assolutamente rarissimo, è tipico dell'udinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Candussius di cui abbiamo un esempio a Costalta (BL) nel 1400: in un atto troviamo un certo "...Candussius Bitini de Ultrarinum...".
CANE
CANE'
CANI
Cane è tipico piemontese e valdostano, Canè ha il nucleo principale nel bolognese, a Bologna in particolare, ha anche un ceppo a Napoli ed uno a Narcao nell'iglesiense, Cani ha più ceppi, nel cagliaritano, nella zona di Carbonia, Iglesias e Santadi (CA), in Emilia e nell'agrigentino, dovrebbero derivare tutti dal nome medioevale Cane, si ricordi ad esempio Cane Grande Della Scala (1291–1329) Signore di Verona. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo ad esempio in Valle Anzasca, nel manoscritto Memorie antiche della valle Anzasca del notaio anzinese Carlo Zambonini, si legge che: il 5 maggio del 1496 arrivarono a Pianezza (TO) tre fratelli, i conti Cani di San Pietro in valle d’Aosta.
precisrazioni fornite dal Cav. Luca Giambonino
i Cani di San Pietro non arrivarono a Pianezza (TO) ma a Battiggio, Ciola, Pianezza ora San Carlo ovverosia un comune della valle Anzasca (VB) nel quale presero a lavorare miniere d'oro.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
CANÈ  è cognome emiliano che ha all’origine il nome locale Canè, che è il latino cannetum = canneto. Cfr. i nomi locali Canè, comune di Vione (Brescia), e Canè, comune di Limana (Belluno). Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
CANEGALLI
CANEGALLO
Canegalli, quasi unico sembra essere una modificazione pavese di Canegallo che è tipico della punta orientale dell'alessandrino, traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Sant Agata (AL) fin dalla seconda metà del 1700.
CANELLES Canelles è tipicamente sardo, è un'antica famiglia catalana di origine medievale che si è insediata in Sardegna nel XIV° secolo al seguito delle armate di Alfonso D'Aragona.
integrazioni fornite da Matteo Fanni Canelles   
La famiglia Canelles nota nel medioevo come Canyelles secondo l'idioma catalano, si è insediata in Sardegna dal 1326 ed è probabilmente insieme agli Aymerich la famiglia di origine iberica, che risiede da più tempo nell'intera isola. I  Canyelles, secondo la tradizione familiare e studi di genealogisti del '600, vengono ricondotti alla  stirpe reale dei Conti di Tolosa e Barcellona. Gli storici di oggi tuttavia, a causa della mancanza di fonti dirette e di incongruenze genealogiche, non condividono questa versione, per avvalorare la tesi di un origine  mercantile. Il nome Canyelles - Canellas - Canelles è comunque presente in Catalogna ben prima del 1326 come è dimostrato da diversi documenti conservati in Spagna.
Anche se le prime tracce  si possono ricondurre al 992, quando viene citato il castello de Canyelles a nord est della Spagna, l'attuale letteratura spagnola annovera numerosi personaggi storicamente vissuti tra il XII e XIV secolo legati al nome Canyelles, Canellas, Canelles (cioè secondo le principali varianti idiomatiche catalane, aragonesi e castigliane).
Nel 1147 il re Raimondo Berengario IV incaricò Dalmau de Canyelles di occuparsi della riconquista di Calaceite; nel 1205 l'ordine di Calatrava consegnò a Dalmacio de Canyelles il Castello di Lledo nello stesso territorio di Calaceite. Nel 1235 troviamo un Pedro Canellas valoroso cavaliere della Corona d'Aragona che partecipò alla conquista di Majorca e Valencia e ottenne dal Re Jaime I, particolari privilegi tra i quali l'eredità la Villa de Algemesi.
Il personaggio più celebre è sicuramente Vidal de Canyelles (noto anche come Vidal de Canellas- de Canelles) giurista e vescovo di Huesca, fu grande confidente e parente del re Jaime I d'Aragona (della dinastia dei conti di Barcellona) nonché amico e collaboratore di Raimondo di Penafort. Nel 1247, Vidal  conferì alla sua Corte (Curia) una grande autorità nella regione di sua competenza. Dopo la laurea all'Università di Bologna nel 1221, scrisse importanti trattati di diritto come il  Vidal Maior che per il contenuto fortemente democratico dei suoi principi, fu osteggiato dalla nobiltà dell'epoca tanto che solo la compilazione minore fu considerata ufficiale nel regno.
La tradizione familiare vuole che la famiglia discenda da Beltran de Canyelles pronipote del vescovo Vidal e figlio di Elvira Zapata che divenne Cavaliere della corona d'Aragona. Nel 1315, fu incaricato dal re, di andare in Sardegna ed esplorare il territorio per valutare il luogo più agevole per un eventuale sbarco e conquistare l'isola. La baia utilizzata nello sbarco del 1323 da parte delle truppe aragonesi,si chiamò  per alcuni decenni proprio porto Canyelles. Mancando in Sardegna fonti risalenti all'epoca narrata (sec. X-XIII), la tradizione familiare dei Canelles deve essere considerata una leggenda : non esistono documenti ad oggi che testimoniano accordi tra il re d'Aragona e Bertran (o Beltran) de Canyelles e che questi giunse effettivamente in Sardegna; non abbiamo documenti che testimoniano legami di parentela tra Bertran (che pur ebbe diversi figli) e i Canyelles effettivamente presenti a Cagliari in quell'epoca.  Tuttavia, nella letteratura spagnola tra il XIII e il XIV sec, troviamo un cavaliere Bertran Canelles con uno stemma araldico analogo a quello dei Canyelles sardi (fino al XVI sec) con inserite all'interno  dello scudo, tre foglie verdi in campo d'argento; nel 1381, cioè successivamente ai primi Canyelles che compaiono in Sardegna, troviamo Jaime Canellas Giurato di Palma (Canarie) discendente di Ramon Canellas cavaliere che partecipò alla conquista delle Baleari con uno stemma simile a quello sardo. Nei secoli  XIV e XVI in Spagna, troviamo diversi Antonio Canyelles che diedero in Spagna un altro ramo della famiglia (stemma con raffigurato un mazzo di canne). I gradi di parentela di questi personaggi tra loro e questi con il gruppo familiare che appare in Sardegna nella prima metà del '300 non è facilmente ricostruibile per l'esiguo numero dei documenti oggi disponibili,  ma,  in base alla descrizione dello stemma è probabile un legame di parentela tra il ceppo delle Baleari e quello sardo.
Sicuramente i Canyelles sardi appartenevano ad una famiglia ben radicata nel contesto sociale catalano  se ben tre personaggi  imparentati tra loro si trasferirono stabilmente a Cagliari già dal 1326: Pedro (XIII sec -1336) Jaime e Guillermo. Presumibilmente appartenevano ad un ramo cadetto della famiglia che si trasferì nell'Isola per sviluppare i traffici commerciali con i parenti di Barcellona e delle Baleari. L'insediamento nell'Isola non fu improvvisato ed è verosimile che i Canyelles parteciparono (anche se non militarmente) allo sbarco catalano - aragonese del 1323; la famiglia riuscì infatti subito ad insediarsi nell'ambito dell'oligarchia catalana; troviamo lo stesso Pedro nominato saggiatore della Zecca di Iglesias e Guillermo nominato nel 1360 prohombre della città di Cagliari. Nel 1477, Pedro Canyelles, alla fine del regno catalano-aragonese analogamente ad altre illustri famiglie della Sardegna , chiese al re e lo ottenne, il conferimento della generosità, titolo nobiliare riconosciuto solo alle famiglie di antica e illustre stirpe.
CANEO Caneo ha un ceppo ad Alghero (SS) in Sardegna ed uno nel veneziano a Santo Stino di Livenza, dovrebbero derivare dal nome medioevale Caneus, il ceppo veneziano potrebbe prendere il nome dalla località Caneo presso Grado.
CANEPA Canepa è un cognome genovese ma si individuano ceppi in Sicilia e nel Cagliaritano. L'origine dei cognomi può risalire a soprannomi legati al mestiere di cordaio o di coltivatore di canapa o anche al fatto che il capostipite dimorasse nei pressi di una fabbrica di corde o di un campo di canapa.
CANESTRARI
CANESTRARO
CANISTRA'
CANISTRARO
CANNESTRARO
CANNISTRA'
CANNISTRARO
Canestrari ha un ceppo nel veronese, uno a Fano, Pesaro, Piagge e Mondolfo nel pesarese, ed uno a Roma ed Allumiere (RM), Canestraro ha un ceppo a Carmignano di Brenta (PD) ed uno a Broccostella e Fontechiari nel frusinate, Canistraro dovrebbe essere derivato da errori di trascrizione del precedente, come la presenza laziale quasi unica di Cannestraro, che è probabilmente anch'essa dovuta ad un errore di trascrizione del precedente, mentre quella siciliana a Floridia (SR) è probabilmente dovuta ad una modificazione per trascrizione del cognome Cannistraro che ha un ceppo a Palermo, uno a Floridia (SR) ed uno ad Aragona e Cattolica Eraclea nell'agrigentino, Canistrà, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di Cannistrà, che ha un ceppo a Catanzaro e provincia ed uno nel messinese, a Monforte San Giorgio, Messina, Torregrotta, Milazzo e Lipari, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante di canestri svolto dal capostipite e dalla sua famiglia.
CANEVA Ha un ceppo tra genovese ed alessandrino ed uno nel vicentino, deriva da un soprannome originato dal vocabolo latino caneva (cantina, osteria).
CANEVARI
CANEVARO
Canevari è tipicamente lombardo, del milanese e del pavese, di Milano, Pavia e Voghera (PV), con ceppi anche ad Ottone e Piacenza nel piacentino, Canevaro ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno tra veronese e mantovano, in particolare è diffuso a Garbagna (AL) ed Alessandria ed a Verona e Goito (MN), dovrebbero derivare dalla carica di Canevarius ( Tesoriere comunale) probabilmente ricoperta dal capostipite: "...Et quod ipse Canevarius teneatur et debeat antequam se intromittat de dicto offitio iurare ut iurat rector et ultra hoc satisdare idonee cum bono fideiussore in manibus notarii comunis recipientis nomine dicti comunis de reddendo et fatiendo bonam, iustam et completam rationem dicto comuni...".
CANEVISIO Cognome di origini della zona del milanese e bergamasco. L'origine del cognome può risalire a soprannomi legati al mestiere di produttore di canovacci (canevass in milanese) o di cordaio o di coltivatore di canapa.
CANGELOSI Cangelosi è tipicamente siciliano di Palermo con grosse presenze anche nel palermitano, a Pollina, Cefalù, Castelbuono, San Giuseppe Jato, Bagheria, Marineo e Castellana Sicula, presenze significative si riscontrano anche nel trapanese, a Poggioreale ed Alcamo, l'unica ipotesi anche se poco attendibile consiste in un collegamento con il nome medioevale Cangemius.
CANGI
CANGIO
Cangi sembra avere un ceppo fondamentale nell'aretino ed uno nel potentino, Cangio, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del foggiano, derivano dal cognomen latino Cangius un esempio del quale troviamo in un atto di vendita del X° secolo redatto a Sant'Elpidio (AP), dove si legge: "...modo pro collusione apud infimae latinitatis scriptores usurpatum fuit, ut testatur Cangius in hac voce...", o anche nella Nova Chronica del Villani dove nel libro VI° par XXIX° si legge: "...e feciono per divina visione loro imperadore e signore uno fabbro di povero stato, il quale avea nome Cangius, il quale in su un povero feltro fu levato imperadore...".
CANGINI Forlivese con presenze significative anche nel Lazio.
CANGIANI
CANGIANO
Cangiani è estremamente raro, Cangiano è decisamente napoletano, dovrebbero derivare da modificazioni del cognomen latino Cantianus (Canziano), con questa cognominizzazione troviamo nella seconda metà del 1700 Monsignor Bernardo Cangiano vescovo di Campobasso.
CANIATI
CANIATO
Caniati molto raro è tipico del ferrarese, Caniato abbastanza raro è specifico della provincia di Rovigo, potrebbero derivare da modificazioni del cognomen latino Canius che si trova citato anche da Cicerone : "...Caius Canius, eques Romanus, nec infacetus et satis litteratus...".
CANICATTI
CANICATTI'
Canicatti è meno diffuso di Canicattì, ma entrambi sono decisamente siciliani, tipici di Canicattì (AG) toponimo da cui hanno evidentemente preso il nome.
CANIDIO Canidio, quasi unico sembrerebbe cremonese, dovrebbe derivare dalla Gens latina Canidia o dal nome gentilizio romano Canidius di cui abbiamo un esempio in uno scritto dello storico latino del I° secolo d.C. Gaio Suetonio Tranquillo: "...Quibus quondam Caius Canidius obicientibus sibi quod in Republica administranda potissimum consularis Isaurici sectam sequeretur, malle respondit Isaurici esse discipulum, quam Epidii calumniatoris. ....
CANIGLIA Caniglia ha un ceppo nel teatino, uno tra brindisino e tarantino, uno nel napoletano ed uno tra catanese e siracusano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine latino canilia (crusca del grano) entrato nell'uso arcaico come caniglia (nutrimento per cavalli), tracce di questa cognominizzazione si trovano a Mesagne (BR) almeno dalla seconda metà del 1600,  Personaggio di rilievo è stato il soprano napoletano Maria Caniglia nata appunto a Napoli nel 1906.
CANINI
CANINO
Canini ha un ceppo tra milanese, bergamasco e bresciano, uno nel lucchese, uno tra ravennate, forlivese, riminese e pesarese, uno tra grossetano, senese, ternano e perugino ed uno molto importante nel Lazio centromeridionale, a Roma, Velletri, Marcellina e Bracciano nel romano, ad Alvito nel frusinate ed a Cisterna di Latina nel latinense, Canino, decisamente meno comune, ha un ceppo calabrese, nel cosentino e catanzarese, ed uno siciliano soprattutto nel catanese e palermitano, con presenze significative anche nell'agrigentino, nel siracusano e nel catanese, potrebbero derivare dal nome della Gens Caninia di origini etrusche, ma in alcuni casi può anche derivare da toponimi come Canino nel viterbese, meno probabile una derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale Cane, ricordiamo a solo titolo di esempio Cane Grande della Scala.  Tracce molto antiche di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Milano in una Carta confessionis, finis et investiture dell'anno 1169: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo sexageximo nono, quintodecimo kalendas iunii, indicione secunda. Manifestavit et contentus fuit Peregrinus qui dicitur Caninus, de civitate Mediolani, accepisse a Gaidone qui dicitur Faseolus et ex parte Conradi, nepotis sui, libras sedecim denariorum tertiolorum Mediolanensium pro obligatione seu fideiussione aut debitoria illa in qua ipse Gaido et quondam Ardericus, frater eius...".
CANIZZARO Estremamente raro è probabilmente un'errore di trascrizione del cognome Cannizzaro.
CANNAS Specifico della Sardegna, dovrebbe derivare da nomi di località caratterizzate dalla presenza di canne.
CANNATA
CANNATA'
CANNATARO
Cannata, molto diffuso, è tipicamente siciliano, Cannatà, molto più raro sembrerebbe del reggino, Cannataro è specifico di Cosenza, Rende, Mendicino, Castrolibero, Trenta e Rovito nel cosentino, potrebbero derivare da un soprannome, più o meno dialettale, originato dal fatto che il capostipitre fosse un artigiano che costruiva cannate (sorta di reti da pesca), ma in Calabria si chiama cannata anche il vaso da notte.
integrazioni fornite da Paolo Chiaselotti
Il cognome deriva dal mestiere di fabbricante di cannate, boccali di terracotta.
CANNATELLI
CANNATELLO
Cannatelli ha un ceppo a Roma ed uno a Latina ed uno in Calabria a Crotone ed a Sorianello e Soriano Calabro nel Valentiano, Cannatello, assolutamente rarissimo, è presente nelle stesse aree, dovrebbero derivare da soprannomi originati da ipocoristici del termine dialettale cannata (boccali di terracotta) ad indicare forse l'attività dei fabbricante di boccali svolta dai capostipiti o dalla loro predilezione per il bere.
CANNAVALE
CANNAVIELLO
Cannavale, decisamente campano, è del napoletano in particolare, Cannaviello, rarissimo, ha un ceppo napoletano, uno avellinese ed uno salernitano, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da forme ipocoristiche del vocabolo latino caneva o canova (cantina) e starebbe ad indicare o il mestiere di cantiniere o l'abitudine del capostipite di alzare il gomito spesso e volentieri.
CANNAVARO Molto raro è tipico del napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale relativo al mestiere del cordaio, ma è pure possibile una correlazione con l'attività del coltivatore di canapa.
CANNAVO' Cognome tipico siciliano delle provincie di Messina e Catania deriva dal toponimo Cannavò (RC).
CANNEA Cannea è tipicamente sardo, della provincia di Oristano e di Ollastra in particolare, potrebbe trattarsi di un cognome derivato dalla presenza di canne nella località d'origine della famiglia, ma non si deve trascurare la possibilità che derivi invece da soprannomi originati da modificazioni dialettali del termine sardo canniya (lamentela, implorazione noiosa, petulanza) forse motivato da modi d'essere del capostipite.
CANNIZZARO Tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto, dovrebbe essere di origine spagnola, ma potrebbe anche derivare dal toponimo Cannizzaro (CT). Il casato dei Cannizzaro compare in Sicilia nell'XI° secolo dove viene investito della castellania di Terranova da re Pietro I° d'Aragona.  Tracce di questa cognomizzazione si trova nel 1600 a Catania, in uno scritto dell'epoca si legge: "...Die l9 Augustu 1657 si compro du pezzu di lu tirrenu di li patri gesuiti per crisciri la Clesia: l'attu fu fatto in Catania per li atti di notar Marco Cannizzaro: lu preezzu di detto terreno fu di onze 1.10...".  Personaggio famoso è stato il chimico palermitano Stanislao Cannizzaro (1826-1910).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Il cognome Cannizzaro, in realtà, nasce sulla base di un nome di mestiere, quello cioè del fabbricante di stuoie: nel dialetto siciliano, il cannizzu è, infatti, la stuoia, così chiamata poiché questo tessuto è fatto generalmente di canne (dal tardo latino cannicius, che letteralmente significa di canna). In tal modo, questo cognome dovrebbe derivare più che altro da un nome di mestiere attribuito ai capostipiti delle famiglie Cannizzaro, benché non si possa tuttavia escludere l’ipotesi di un’origine toponomastica per alcune di tali famiglie (dal toponimo omonimo, in provincia di Catania).
CANNOBBIO
CANNOBIO
CANOBIO
Tutti assolutamente rarissimi, sembrerebbero lombardo-piemontesi, dovrebbero derivare dal toponimo Cannobio (VB).
CANOBBIO Canobbio ha un ceppo lombardo a Costa Volpino (BG), Fenegrò (CO) e Pisogne (BS),  ed uno ad Acqui Terme (AL) dovrebbero derivare dal toponimo del Canton Ticino Canobbio un tempo parte della diocesi milanese.
CANONICA Canonica è tipicamente piemontese dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenente la radice Canonica.
CANONICI
CANONICO
Canonici ha un ceppo anconetano tra Ancona e Falconara Marittima ed uno romano, Canonico è presente a macchia di leopardo, nel cosentino a Cassano allo Ionio e San Marco Argentano, in Sicilia, soprattutto ad Avola e Siracusa, in Campania a Napoli, Avella e Mugnano del Cardinale (AV), a Falconara Marittima (AN) ed è presente anche al nord, dovrebbero tutti derivare dall'essere state famiglie cui apparteneva un canonico, cioè un religioso del Capitolo di una Cattedrale che può essere sia un sacerdote che un secolare.
CANOSA Parrebbe avere oltre al ceppo forse primario nel barese, anche uno in Basilicata ed uno in Abruzzo, dovrebbe derivare dal toponimo Canosa di Puglia (BA).
CANOVA
CANOVI
Canova è specifico dell'Italia settentrionale, Canovi è tipico del reggiano e del modenese, di Reggio Emilia, Castelnovo ne` Monti, Carpineti e Villa Minozzo, con un ceppo a Buglio In Monte (SO) ed in Valtellina ed uno a Genova, dovrebbero derivare o da toponimi come Canova (AT), (VI), (PV), (RE), (PC), (VR), (BS) ed altre, o da nomi di località identificabili da una casa nuova o anche da soprannomi originati dal termine tardo latino canova o caneva (cantina, osteria). Personaggio di assoluto rilievo è stato il celeberrimo scultore di Possagno (TV) Antonio Canova (1757-1822) il maggior esponente del neoclassicismo italiano.
CANTACESSI
CANTACESSO
Cantacessi è tipico di Adelfia nel barese, Cantacesso, molto molto raro, parrebbe specifico di Irsina nel materano, anche se tracce antiche porterebbero a Triggiano nel barese, dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti al capostipite.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un tipico e raro cognome pugliese, che ha come epicentro di diffusione il comune di Adelfia nel Barese; dal punto di vista etimologico, questo bizzarro cognome dovrebbe derivare dall'antico mestiere meridionale esercitato da coloro che dovevano piangere il defunto, quindi i canta decessi, da cui cantacessi per contrazione del termine. Tale mestiere, diffuso nel Mezzogiorno fino a pochi decenni fa, derivato dalla pròthesis greca e romana (esposizione del cadavere e pianto comune, rito noto archeologicamente già dalle raffigurazioni su ceramica geometrica risalente al 900-700 a. C.), serviva ad attribuire prestigio e onore al defunto: più questi era "pianto", più la comunità ne riconosceva importanza.
CANTAFIO Tipicamente calabrese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale legato ad un mestiere.
CANTAGALLI
CANTAGALLO
Cantagalli è tipico del bolognese, del ravennate e del forlivese, della Toscana e del Lazio, Cantagallo è specifico di Penne nel pescarese, di Ferentino nel frusinate, di Anagni (FR) e di Roma, con un ceppo anche a Troina nell'ennese, dovrebbero derivare da nomi di località, il toponimo Cantagallo è abbastanza diffuso soprattutto in Italia centrale.
CANTALENA
CANTILENA
Assolutamente rarissimi, probabilmente di origini campane, del basso napoletano o dell'alto salernitano, potrebbero derivare da un nome di località.
CANTALUPI Cantalupi, decisamente raro, sembra tipico del milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Cantalupo di Cerro Maggiore (MI).
CANTALUPO Cantalupo è tipico della Campania, del napoletano e salernitano in particolare, dovrebbe derivare da toponimi come Cantalupo (IS), toponimo la cui origine sembrerebbe risalire all'espressione greca kata lucon (situato in mezzo al bosco), mentre secondo altri risalirebbe all'espressione bulgara Kan teleped (abitazione del Capo), i bulgari nella zona erano presenti e nell'anno 667 il bulgaro Altzek pose la sua dimora proprio a Cantalupo, che da allora venne chiamato dai suoi seguaci Kan Teleped e che il popolo adi lingua latina trasformò in Cantalupo.
CANTARANO
CANTERANI
CANTERANO
Cantarano ha un ceppo a Roccagorga e Fondi nel latinense, ed a Roma, Canterani, molto raro, è tipico di Genzano di Roma, Canterano è quasi unico e si potrebbe trattare di un errore di trascrizione del cognome precedente, dovrebbero derivare dal nome antico, o da quello più recente, del paese di Canterano in provincia di Roma.
CANTARELLA
CANTARELLI
Cantarella è tipico del catanese, con ceppi anche nel salernitano, Cantarelli è specifico del parmense e del reggiano, dovrebbero derivare entrambi da soprannomi originati dal vocabolo latino cantharus (tipo di coppa con manici, vaso), possono anche riferirsi a nomi di località come il locus Cantharellus citato in un atto del 1131 ad Afragola (NA), tracce di queste cognomizzazioni le troviamo in un atto del 1104: "...Petrus filius Albizzi, et Ughiccione filius Uberti, et Leo de Babilonia, et Wido Cantarello, et Tebaldinus, et Gerardus filius Petri, et Alcherius, et Gerardus Pandulfi, et Rodulfinus, et alii plures...".
CANTARINI
CANTARINO
Cantarini è un cognome marchigiano, Cantarino, è praticamente unico, potrebbero derivare da un soprannome, o anche da una modificazione del cognomen latino Cantaber. Troviamo tracce di questa cognomizzazione nel XII° secolo a Pisa con Cantarinus Pisanae urbis cancellarius dal 1140 al 1147, nell'elenco degli studenti dell'ateneo di Perugia nel 1577 troviamo il marchigiano Philippus Cantarinus.
CANTERA
CANTERO
Cantera, molto molto raro è tipico dell'area che comprende il romano, l'aquilano ed il pescarese, Cantero è quasi unico, l'origine probabile è dalla gente cantoria, cioè i canteri o cantori di chiesa, che, nella zona di confine tra il romano ed l'aquilano, avevano acquisito un particolare rilievo sociale presso la corte papale arrivando ad ottenere il controllo politico di alcuni paesi, un'altra possibile ipotesi è che questi cognomi possano derivare dal fatto di essere attribuiti come soprannomi a dei benestanti, che, per distinguersi dal resto del popolo, assistevano alle funzioni religiose nella cosiddetta cantoria, cioè nell'area della chiesa riservata ai cantori.
CANTERI Canteri è tipico del veronese, di Verona, Roverè veronese e Bosco Chiesanuova, potrebbe derivare dal termine latino canterius (filare di viti), forse ad indicare che il capostipite facesse di mestiere il vignaiuolo, ma il termine cantherius, di origine barbarica, dal termine illirico catar (mulo), indicava anche in epoca medioevale il cavallo da tiro o da soma, ed il cognome potrebbe anche aver avuto origine da soprannomi originati da questo termine, ad indicare il mestiere del capostipite o sue caratteristiche fisiche.
ipotesi fornite da Gilberto Trombin
Canteri deriva dal nome di una contrada Cantero sita nelle prealpi venete alle spalle di Verona, nella zona denominata Lessinia, in origine molto probabilmente il nome della località era Kanter.
CANTINA
CANTINI
Cantina, estremamente raro, potrebbe avere due ceppi, uno nel milanese ed uno nel viterbese, Cantini è originario della Toscana, potrebbero derivare entrambi dal mestiere di oste.
CANTON
DAL CANTON
Canton è tipico del Veneto centro orientale e del pordenonese, Dal Canton, sempre veneto, è però tipico del bellunese, di Quero e di Alano di Piave, con un ceppo anche a Venezia, potrebbero derivare da nomi di località o frazioni come Canton dell'Asino frazione di Storo (TN) o Canton di Verona, o Canton della Madonna di Padova, Contrà Del Dese o Canton di Castelfranco Veneto, e così molte altre, la locuzione Cantone o Canton in dialetto veneto è molto usata in tutta l'Italia del nord, ad indicare una parte di una regione o di un paese.
integrazioni fornite da Tibère Gheno
I dal Canton derivarono verosimilmente il loro cognome dal fatto di risiedere in una località marginale, in un canton del paese in dialetto. L’indicazione dal Canton riferita a una perona abitante a Quero compare però relativamente tardi, solo nella seconda metà del 1400, con Vetor di Antonio dal Canton. Probabilmente Vetor non veniva da fuori, ma era di Quero, di qualche famiglia, per ora non individuabile, al cui interno un ramo assunse quel nuovo nome.
CANTONE Cantone ha un ceppo forse originario nel lodigiano, cremonese e mantovano, nella Lombardia nordoccidentale e nel Piemonte nordorientale, ha un ceppo tra casertano e napoletano ed uno in Sicilia, soprattutto nel catanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cantonus di cui abbiamo un esempio in una Carta finis et refutationis causa transactionis del 1174 a Prada (LO): "...iuxta legem una cum noticia de propinquioribus parentibus suis, hii sunt Carnelvalis et Belonus de Vailathe, propinqui suprascripte Bilie, et Cantonus et Dominicus, propinqui suprascripte Zusiane, et Goizo, pater suprascripte Berlende, et Lanfrancus Gerbilinus, propinquus...", nel 1200 troviamo un Cantonus de Cantono consigliere del governo cittadino di Mantova.
CANTONI Cantoni è un cognome del centro nord Italia con più di un ceppo lombardo ed emiliano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cantonus (vedi CANTONE), ma potrebbe anche derivare da un soprannome legato ad una posizione (quelli dell'angolo (canton in dialetto)).
CANTU' Cognome lombardo, deriva dal toponimo Cantù (CO).
CANU Decisamente sardo, è distribuito in modo massiccio in tutta l'isola, ma con prevalenza al nord, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo canu (bigio, grigio, canuto).
CANZI Cognome lombardo, dovrebbe derivare dal toponimo Canzo (CO).
CANZIAN Tipico friulano e trevigiano, deriva dal cognomen latino Cantius e Cantianus, ricordiamo i fratelli santi Cantius, Cantianus e Cantianilla che nel III° secolo si trasferirono dalla natia Roma ad Aquileia (UD) e nel 303 subirono il martirio; in alcuni casi può esserci anche una derivazione dal toponimo San Canzian d'Isonzo (TS).
CANZIANI Sembrano esserci due ceppi, nel nordmilanese e varesotto e nel triestino, potrebbero entrambi derivare sa toponimi Canzo (CO) e San Canzian d'Isonzo (TS), deriva dal cognomen latino Cantianus (vedi Canzian).
CANZONIERI Un ceppo in provincia di ragusa ed uno in provincia di Reggio Calabria, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un mestiere.
CAODURO Sembrerebbe tipico di Vicenza, dovrebbe derivare da un soprannome originato da caratteristiche caratteriali del capostipite, probabilmente una persona molto cocciuta e determinata, uno con la testa dura o cao duro.
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