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CANAL
CANALE
CANALI
Canal è tipico del triveneto, del trevisano e del bellunese in particolar modo, ma anche del veneziano, del trentino e del goriziano, Canale è presente in tutt'Italia, Canali è più tipico del centro nord, derivano, direttamente o tramite una modificazione dialettale, da toponimi quali Canale (TR) - (CN) - (AV) - (BL) - (GE) - (RM) - (TN) - (BO), o dal fatto che la fgamiglia abitava in prossimità o sulle rive di un canale.
CANALA Canala è specifico di Ascoli Piceno e provincia, dovrebbe derivare da una voce dialettale del Piceno per intendere una vallata lunga e stretta, quella che anche in italiano viene detta canalone, probabilmente ad identificare le caratteristiche della zona di provenienza o d'abitazione della famiglia.
CANALAZ Assolutamente rarissimo, è tipico della zona orientale dell'udinese, di Grimacco in particolare, deriva da una voce dialettale friulana canal che sta ad indicare la valle, e si riferirebbe a persone provenienti da vicine vallate.
CANALIS Molto molto raro ha un ceppo sardo ed uno piemontese, dovrebbe essere di origini liguri o piemontesi e dovrebbe derivare da un nome di località o dalla vicinanza ad un canale. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1400 nel torinese con il casato dei Canalis influenti notai e giureconsulti alla corte pinerolese dei principi d'Acaia furono marchesi di Altavilla (1635), Spigno (1731); conti di Cumiana , S. Giorio (1400); consignori di di Bruino, Cantogno, Caselle, Caselette, Genola, Givoletto, S. Martino, Stoerda, Villafranca, Villarfocchiardo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CANALIS: ha il ceppo più rappresentativo a Sassari, ma è presente anche in diversi Comuni della provincia di Torino; anche Roma ne ha un ceppo, con oltre 20 presenze. In sardo is canalis o is canabis (betacismo) hanno diversi significati: is canabis de is crabeturas, sono le gronde dei tetti; is canabis de su monti, sono le valli strette e profonde della montagna o le forre, etc. Non lo troviamo nelle carte antiche se non con uscita diversa. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Canals Franciscus rector ecclesie parrochialis ville Algueri. ** Ville Algueri.odierno Alghero. Camella Bernardus, Bos Franciscus, Ferret Anthonius sindici, actores et procuratores.et nos, superius nominati: Serra (de) Thomas, major camere; Pancie Comita, sub cancellarius; Caso Anthonio procuratores.et singulos homines civitatum Sasseri et Ville Ecclesiarum ac loci Telluri et locorum Mole de Posata et Iscle de Galtelì ac Contrate de Baronia .et ego De Vieri Jacobus praedictus tutor et curator datus et etiam adsignatus nobili Mariano filio (di Eleonora e Brancaleone Doria). Fideiussores Donnum De Villa Gonnarium et Donnum Musca Bartholomeum, cives Aristanni. Presentibus: Marinella Torbino, Polvirella Anthonio, Sirgo Barçòlo, civibus Aristanni. In die vigesima mensis Januarii, anno millesimo CCCLXXXVIII (1388). Seguono nomi di funzionari di tutta la Sardegna: Arenosio (de) Petri, ville Algueri; Masala Galeago, ville Bosa; Culto (de) Lemuxio, ville Terranova (Olbia); Ferrali Augustino, Marmilla; Casilis Petrus, Castri Javensis; Galluresu Mariano, Castri Montis; Montis (de) Laurencio, Parte Montibus; Sabiu Francisco, Parte de Valença; De Sii Jacobo, Mandrolisay; Lacono (de) Basilon, Parte Virigadis (Barigadu); Sotgiu (de) Thoma, Campitani Majore; Porcu Guantino, Parte Milis; Sori (de) Francisco, Parte Guilcier; Agus (de) Joanne, Montis de Verro; Senalo (de) Barisono, Planarie de Bosa; Seche Gonnario, Montis Leonis e Caputis Abbas; Masala Joanne, Serra de Vallis; Coghu Petro, Macumeri et Margini; Aletti Anthonio, Alçana; Vare (de) Nicolao, Claramonte et Anglona; Sunna Elia, Mejloco. Segue l'atto notarile.quod fuit actum die loco et anno predictis.testibus ad haec vocatis: Tholono (de) Giordano, Tardino (de) Poncio et Coloma Francisco Joannis militibus; Colle (de) Petro, jurisperito; Tomich Francisco, Rigonfi Jacobo, Sagrestani Bernardo, Monge Petro, Celis Betto ( ville Ecclesiarum de Sigerro et Bassagoda Berengarius( Castri Calleri).Jonquerio Bernardo, Serranei Anthonium et De Vineolis Petrum, notai (Castri Calleri). Actum in villa Algueri; Baringe Damianum canonicum Arestanni et Virgili Nicolaum (Arestanni). Nella storia ricordiamo Canales de Vega Antonio, cagliaritano di origine, vissuto nel XVII° secolo, in periodo spagnolo. Professore delle cattedre di Diritto nell'Università di Cagliari ed infine Giudice della Reale Udienza (Di. Sto. Sa). Attualmente il cognome Canalis è presente in 54 Comuni italiani, di cui
CANANI Canani, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo lombardo nel mantovano, con antiche origini ferraresi, ricordiamo Giovanni Battista Canani nato a Ferrara nel 1515, autore del Musculorum humani corporis picturata disectio, sempre nel 1500 il Cardinale ferrarese Giulio Canani, e, nello stesso periodo troviamo Antonio Maria Canani in qualità di Podestà di Guiglia nel modenese, possiede inoltre un ceppo in Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale gotico Cananus, nel De generatione principum Walliae possiamo leggere: "Haec itaque est generatio principum Sudwalliae : Resus filius Griphini, Griphinus filius Resi, Resus filius Theodori, Theodorus filius Cadelh, Cadelh filius Eneae, Eneas filius Oenei, Oeneus filius Hoeli da, id est Hoeli boni, Hoelus filius Cadelh, Cadelh filius Roderici magni. De Cadelo igitur, filio Rotherici magni, descenderunt principes Sudwalliae. De Mervino principes Nortwalliae, in hunc modum ; David filius Oeni, Oeneus filius Griphini, Griphinus filius Canani, Cananus filius Iago, Iago filius Ythewal, Ythewal filius Meuric, Meuric filius Anaudrech, Anaudrech, filius Mervini, Mervinus filius Rotherici magni...".
CANAPA
CANEPA
Canapa ha un piccolo ceppo tra novarese ed alessandrino, ed uno ad Osimo nell'anconetano, Canepa è un cognome genovese ma si individuano ceppi in Sicilia e nel Cagliaritano. L'origine dei cognomi può risalire a soprannomi legati al mestiere di cordaio o di coltivatore di canapa o anche al fatto che il capostipite dimorasse nei pressi di una fabbrica di corde o di un campo di canapa.
CANAVACCI
CANAVACCIO
CANAVASSI
CANAVASSO
CANEVACCI
CANEVAZZI
CANNAVACCIO
Cognomi tutti molto rari, derivano da un soprannome.
integrazioni fornite da Stefano Bettazzi
Canavacci, Canevacci e Cannavaccio, rarissimi, sono presenti soprattutto nel romano, Canavaccio, unico, si riscontra soltanto a Cittaducale
(RI), Canavasso, quasi unico, è forse originario del torinese, per Canavassi, anch'esso quasi unico, è invece molto difficile indicare una precisa provenienza, Canevazzi, infine, è presente per lo più in Emilia Romagna, fra il ferrarese e il modenese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da varianti arcaiche o dialettali del termine canovaccio, col significato di strofinaccio (usato spesso in cucina), ad indicare così il mestiere di fabbricante o commerciante di strofinacci. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
CANAVACCIUOLO
CANNAVACCIOLO
CANNAVACCIUOLI
CANNAVACCIUOLO
CANNAVACIUOLO
Canavacciuolo, Cannavacciuoli e Cannavaciuolo sono quasi unici, Cannavacciolo. estremamente raro, è del napoletano, Cannavacciuolo è tipico del napoletano e zona limitrofa del salernitano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Canavacciuolo e Cannavaciuolo, unici, si riscontrano soltanto a Scauri (LT) e a Napoli, Cannavacciolo, rarissimo, ha un ceppo nel napoletano e l'altro nel viterbese, Cannavacciuoli, quasi unico, è originario di Scafati (SA), Cannavacciuolo, molto più comune dei precedenti, ha un epicentro in Campania, fra il napoletano e il salernitano, ma è presente a bassa frequenza anche nel nord e centro nord del paese, tutti questi cognomi derivano da varianti arcaiche o dialettali del termine canovaccio, col significato di straccio, strofinaccio (usato per lo più in cucina), ad indicare così il mestiere di fabbricante o commerciante di strofinacci (altrimenti detto cenciaiolo). Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
CANAVESE
CANAVESI
Canavese è specifico del torinese e del cuneese, anche se è ben rappresentato anche nell'imperiese, Canavesi invece è specifico dell'area che comprende il nordmilanese ed il varesotto, dovrebbero derivare dal toponimo Canavese presente in misura massiccia nel torinese, o dal nome stesso (Canavese) dell'area geografica posta nella zona settentrionale della provincia di Torino con centro principale Ivrea.
CANCEDDA Cancedda è specifico del sud della Sardegna, di Cagliari, Quartu Sant'Elena, Decimomannu, Villaputzu, Nurri e Selargius nel cagliaritano, di Carbonia, di Arbus, Villamar, Villacidro, San Gavino Monreale e Guspini nel Medio Campidano e di Oristano, Villaurbana, Gonnosnò, Usellus e Simala nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo cancèdha, cantzedha, che significa cannuccia, vocabolo usato soprattutto per indicare la canna utilizzata per estrarre il vino dalle botti grosse.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CANCEDDA: è difficile dire che cosa significhi e da dove derivi la voce cancèdda: non è presente nei dizionari della lingua sarda e neppure nel DES del Wagner. Tentiamo alcuni suggerimenti. Nella ipotesi di una eventuale corruzione del termine, nella lingua sarda esiste la parola conkèdda e la sua variante cunkèdda…e perché no, cankèdda, nel significato di catino, catinella di terra cotta, dal latino concha = scodella. Sa contzèdda nella parlata di Dorgali è la metà del  guscio della noce o anche il guscio vuoto dell’uovo, dopo che ne è uscito il pulcino; la base è sempre il latino concha. Oppure possiamo pensare ad una parola di derivazione greca, da κάγκελον (kànkelon) = cancello, sbarra, etc. cancèllos in latino. O ancora dal greco κάγχαλος = cancano, cardine o rampino. Non sappiamo altro. Nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna, abbiamo una serie di varianti, che potrebbero far pensare alle diverse ipotesi su esposte, ma fra tutte  prevale la voce greca κάγκελον = cancello  Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388 figurano: Canceda Nicolao, jurato ville Seuis, * Seuis…odierno Seuis (Laconi…Contrate partis Alença); Cancellu Antiogho, ville Ecclesiarum, *** Villa Ecclesiarum…odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum…sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum…seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna…in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri…nona die januarii 1388; Cancellu Juliano ville Ecclesiarum; Canchello Barsolo, majore(amministratore di giustizia, sindaco) ville de Dolefa (Onnifai, Contrate Partis Montis Acuti). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI, XIII secolo, al capitolo 70 abbiamo Cancella Corsa e Cancella Iustu, in un acquisto(comporeili) di terra: Ego Armanus, prior de Bonarcato, comporeili ad Abisatu et a Corsa Cankella, socra sua (sua suocera) et a muliere sua Vera, plaza in Cellevane (Zeddiani : 1100 ab. Prov. Oristano), tenendo (confinante) assa de Furadu Corrìa servu de Sancta Maria de Bonarcato ; e deindeli (in cambio ho dato…segue l’elenco) ; tra i testes figura Cankella Iustu, che è probabilmente il fratello di Corsa. Sempre del CSMB, al capitolo 82 è menzionato Cankella Mariane, prete: Ego Girardo, prior de Bonarcato, facio partione cun iudice, homines ki hamus in Augustis (Austis) : (si tratta di una spartizione di servi) ; segue un lungo elenco, suddiviso in paragrafi. Fra i « testes » figura prebietru Mariane Cancella o Cankella. Il cognome Cankella è presente pure nel Condaghe di San Michele di Salvennor, CSMS, XI, XIII secolo (al capitolo 133/209): Caço Pedro Quanquella – Cankella - (è in spagnolo)siervo entero de San Miguel con Juerra que fue esclava entera de Comida de Tori…y la icieron a Maria Canquella – Cankella - y Comida de Tori…Al 9 e 314 (è una ripetizione) abbiamo Marian Cankella :  - en Billikennor (lungo la strada che unisce Banari ad Ossi – v. il CSMS a cura di V. Tetti – Delfino Ed.) – Comprè de Marian Cankella con voluntade de su Muger su viña de la Villa…etc. (al 314 si ripete ma Cankella diventa Quanquella). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI, XIII secolo : ai capitoli 108 e 117 è citato Mariane Cancella, servo per un « pede »(un quarto)di San Nicola.  E’ usufruttuario di una terra in località Bingias Maiores in Consedin (Cossoine). Questi in una lite uccide un altro servo, « intero » di San Nicola, pertanto il monastero ne acquisisce « latus » (la metà più 2 giorni la settimana e lo stesso trattamento è riservato ale sue due figlie : - Ego prebiteru Salomone k nce ponio in ‘stu codice certo ki feci pro homine ki occisit Mariane Kancella : a Ianne Corrìa, ki fuit integru de Sanctu Nichola, et. etc. ..et derunminde latus et .II. dies de Mariane, et cis latus et .II. dies in anbas fiias ( Il CSNT a cura di Paolo Merci – Ed. Delfino). Al capitolo 177 sempre del CSNT, è citato (Kancella) Cane (già menzionato in un documento del 1145 – Artizzu Geneal. VII, 13), marito di Pisana de Athen, membro della potente famiglia degli Athen di Torres.  Attualmente il cognome Cancedda è presente in 150 Comuni italiani, di cui 80 in Sardegna : Cagliari 121, Carbonia 47, Arbus 38, Quartu 38, etc. Nella penisola è Roma ad avere il numero più alto, con 50, segue Genova con 15, etc.
CANCELLARA
CANCELLARI
CANCELLARO
Cancellara è tipico dell'area potentino, barese, di Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania, Acerenza, Oppido Lucano, Venosa e Bella nel potentino e di Spinazzola, Gravina in Puglia, Andria e Minervino Murge nel barese, Cancellari, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Cancellaro è tipicamente pugliese, di Foggia e Sant'Agata di Puglia jnel foggiano e di Andria e Canosa di Puglia nel barese, dovrebbero derivare dal nome del paese potentino di Cancellara, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CANCELLI
CANCELLINI
CANCELLINO
CANCELLO
CANCIELLO
Cancellini praticamente unico è presente solo a Castelfranco Veneto (TV), negli USA ed in Brasile, dovrebbe derivare da un antenato che nel 1886 a Edolo (TV), in quanto bambino abbandonato, ricevette questo cognome dall'ente che lo accolse, di questo cognome esistono comunque tracce anteriori in Sicilia ed a Benevento dove si riscontra una presenza nella seconda metà del 1800 del cognome Cancellino, probabilmente per indicare i neonati abbandonati in prossimità del cancello di un monastero, la stessa origine dovrebbero avere i cognomi Cancelli, diffuso in Toscana, Umbria, Abruzzo e Lazio, con un ceppo anche nel leccese, Cancello, molto raro, tipico del napoletano, come il molto meno raro Canciello, molto diffuso nel napoletano a Frattamaggiore, Napoli, Frattaminore, e nel casertano a Capua e ad Orta di Atella, che potrebbe anche derivare da nomi di località o plebi come la napoletana Santa Maria a Canciello.
CANCELLIERI Presente in tutt'Italia ha più zone di provenienza, dalle Marche, al Lazio alla Sicilia, deriva dall'appartenere ad una famiglia dove qualcuno ha svolto la professione omonima.
CANCEMI
CANGEMI
Tipici siciliani dovrebbero derivare da un nome di località, la Contrada Cangemi di Termini Imerese nel palermitano potrebbe essere un esempio, potrebbero anche  derivare dal cognomen Cangemius di cui abbiamo tracce nel 1600 con il dotto medico Franciscus Cangemius autore di un trattato medico sulla cura di varie patologie.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1593 ad Alessandria della Rocca (AG) dove viene fatto parroco della chiesa Madre di S. Maria del Pilerio il reverendo Don Natale Cangemi.
integrazioni fornite da Carmelo Ciccia tratte da I cognomi di Paternò C:R:E:S Catania
il cognome deriva dal vocabolo arabo haggam (applicatore di mignatte, barbiere, chirurgo, guaritore). A Palermo troviamo un Galterius Changemi nel 1283
CANCIAN
CANCIANI
Cancian è tipico del trevigiano e pordenonese, Canciani è più dell'udinese, dovrebbero derivare da una modificazione dialettale del nomen latino Cantianus, ricordiamo i martiri cristiani delle persecuzioni dell'Imperatore Diocleziano, Cantius, Cantianus e Cantianilla uccisi nel 300 ad Aquileia (UD), l'uso di questo nome nel medioevao si riscontra in un atto del 1139 conservato a Pavia, dove si legge: "...Signum + manuum Arderici Marchesii Bullii, Guidonis Buzii, Onfredi de Concorezo, Proculini, Cantiani, testium. Ibi statim, presentibus ipsis testibus, dederunt guadiam suprascripti Petrus Pecia et Iohannes et Bellonus germani, pater et filii, eidem Ingelzende abbatisse ...", traccia di questa cognominizzazione la troviamo con l'autore storico Paulus Canciani autore del Barbarorum leges antiquae Accedunt formularum fasciculi et selectae constitutiones medii aevi. Collegit ... monumentis quoque ineditis exornavit .
CANDEAGO
CANDIAGO
Candeago è tipico di Belluno e del bellunese, Candiago, decisamente più raro, è più tipico di Vittorio Veneto e del trevisano, dovrebbe derivare da un nome di località ormai scomparso, potrebbe trattarsi di terreni di proprietà di un profugo di Candia (città dll'isola di Creta, sotto il dominio veneziano), ma potrebbe anche trattarsi di possedimente di un Canidius (nome gentilizio romano o di un paese che potrebbe aver preso il nome dai Candeo signori di Faedis nell'udinese.
CANDELA Ha un ceppo nel trapanese e palermitano, uno nel barese, uno tra napoletano ed avellinese, potrebbe derivare da toponimi come Candela, presente sia nel foggiano che nel potentino.
CANDELARI Candelari sembrerebbe tipicamente marchigiano, di Ancona in particolare, potrebbe derivare dal mestiere di produttore di candelari, forma arcaica per candelieri, svolto forse dai capostipiti, troviamo tracce di questa cognominizzazione almeno dal 1300, tra i notai della Serenissima Repubblica Veneta compare infatti un Notaro Stefano Candelari in atti datati 1324.
CANDELI Candeli è tipico del modenese, di Modena, Maranello, Serramazzoni e Pavullo nel Frignano, potrebbe derivare dal mestiere di produttore di candele o ceri, svolto forse dal capostipite.
CANDELIERE
CANDELIERI
Candeliere è tipico di Gravina in Puglia nel barese e di Bari, con sparute presenze nel catanzarese, Candelieri ha un ceppo nel leccese a Calimera e Martignano ed uno nel catanzarese a Vallefiorita e Soverato, potrebbero derivare dal mestiere di produttore di candelieri svolto dai capostipiti.
CANDELO Candelo è tipicamente piemontese, con un ceppo a Capriglio nell'astigiano, a Torino ed a Racconigi nel cuneese, dovrebbe derivare dal toponimo Candelo nel biellese.
CANDELORA
CANDELORI
CANDELORO
DI CANDELORO
Candelora, molto raro, ha un ceppo a Fano nel pesarese ed uno a Bari e Triggiano nel barese, Candelori è tipico del teramano, zona di Roseto degli Abruzzi e suo entroterra, Candeloro è invece della fascia del chietino e pescarese, Di Candeloro, sempre del teramano, molto molto raro, dovrebbe comunque riferirsi alla famiglia di un figlio di un Candeloro, dovrebbero tutti derivare dal nome Candeloro o Candelora, nomi attribuiti anticamente ai figli nati nel giorno cosiddetto della Candelora, così chiamato perchè perché in quel giorno vengono benedette le candele, simbolo di Cristo, la luce che illumina le genti.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Candeloro è un cognome abruzzese, diffuso nelle province di Chieti e Pescara. Qualche presenza significativa anche nel sud Italia. Il nome Candeloro veniva dato soprattutto, ma non soltanto, ai bambini che nascevano nel giorno della festa religiosa della Candelora, che dovrebbe essere il 2 Febbraio, nella quale si facevano benedire le candele e i ceri, per poi accenderli per chiedere protezione.
CANDELU' Candelù, molto raro, è tipico di Venezia e di Mogliano Veneto nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Candelù, una frazione di Maserada sul Piave nel trevisano.
CANDEO Abbastanza poco comune è specifico del padovano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di candido o forse e più probabilmente può derivare dal toponimo Candia, troviamo traccia del casato dei Candeo come signori di Faedis (UD) arrivati da Padova nel 1600.
CANDI
CANDIO
Candi ha un ceppo emiliano, a Parma, Modena, Bologna ed Argenta nel ferrarese, uno nell'anconetano ad Ostra, Senigallia, Chiaravalle ed Jesi, ed uno ad Albano Laziale, Roma e Frascati nel romano, Candio, molto meno comune, ha un piccolo ceppo tra veronese e vicentino, uno a Roma ed uno in Puglia nel barese e nel leccese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Candius, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto secentesco: "..Optatissimus adfuit Candius et Episcopo, et Ciuitati, et max me Angelo, ac Sodalibus. Post mutuam salutationem, in conspectu omnium recitantur Patris Generalis literae: quibus collaudans eorum pietatem, singularique voluptati, atque exemplo sibi, ac ceteris Patribus fuisse demonstrans, quod tanto studio, quantum subscriptionibus quisque suis declarauerant, ad diuinae Maiestatis obsequium in hac minima Societate Iesu dedicarent sese..".
CANDIA
LA CANDIA
Candia, molto raro, sembra originario del potentino e della zona di confine del casentino, deriva dal toponimo Candia (Creta), è presente anche un ceppo autonomo nel pavese che deriverebbe dal toponimo Candia Lomellina (PV), La Candia, tipico del barese, di Molfetta in particolare e di Giovinazzo, dovrebbe essere una forma matronimica del precedente. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Fano (PS) nel 1400 con una certa Bernardina Candia.  Un Giovanni Candia fu prevosto di Melegnano dal 1766 al 1812.
CANDIANI
CANDIANO
Candiani sembra avere un ceppo nel milanese ed uno nella provincia di Venezia, Candiano sembrerebbe del ragusano, dovrebbe derivare dal toponimo Candia di Lomellina (PV) ma più probabilmente dal toponimo greco Candia (Creta) indicando la provenienza di esuli da quella terra dopo la conquista turca dell'isola (1669), esempio di questa derivazione e prima cognominizzazione si ha nel X° secolo, nella Istoria Veneticorum di Johannes Diaconus si legge tra l'altro: "...Igitur Petrus Candianus dux, quem prediximus, sexto sui ducatus anno triginta et tres naves, quas Venetici gumbarias nominant, contra Narrentanos Sclavos misit, quibus Ursus Badovarius et Petrus Rosolus prefuerunt, ..."; questo cognome lo si trova a Lodi nel 1500 nel testamento del senatore ducale Bernardino Busti, vedovo della moglie, Lucrezia Candiani.
integrazioni fornite da Enrico Candiani Busto Arsizio
A Busto Arsizio esiste un ceppo numeroso di Candiani.  Il senatore ducale Bernardino Busti sopracitato è verosimile che sia di origini bustocche, esistono infatti personaggi storici di sicura provenienza bustocca che venivano chiamati genericamente Busti, fra questi, lo scultore della scuola lombarda Agostino Busti (1483-1548) detto il Bambaia.
CANDIDA
CANDIDI
CANDIDO
Candida ha un ceppo romano, uno nel napoletano a Cardito e Napoli, ed uno salentino ad Oria e Francavilla Fontana nel brindisino ed a Taranto, Candidi è tipico del romano, di Velletri, Roma, Lariano e Tivoli, Candido è panitaliano, con i ceppi più importanti in Friuli, nel romano e latinense, nel napoletano, in Puglia, soprattutto nel leccese, nel reggino ed in Sicilia, dovrebbero derivare dal cognomen latino Candidus, Candida.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Candido, che, nell'onomastica augurale, va inteso probabilmente nel senso di puro, dall'animo candido. Nel sud Italia, però, non si può escludere che i cognomi Candida, Candido, etc abbiano talvolta un'origine arbëreshë (più probabilmente greco-albanese), facendo riferimento, cioè, al nome etnico dell'isola di Candia, oggi conosciuta come Creta (per una spiegazione più approfondita, vedi Candita e Di Candia): questa considerazione, in effetti, sembra applicarsi per lo più ai ceppi salentini e tarantini, tenendo conto che, nel sud della Puglia, la distribuzione dei cognomi Candida e Candido è molto simile a quella dei cognomi Candita e Candito.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Da segnalare anche la possibilità di una derivazione dal toponimo Candida in provincia di Avellino.
CANDILA Cognome quasi scomparso.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Candìla è oggi un cognome molto raro, forse unico, presente nei comuni di Roma, Napoli e Salerno: è proprio nel Salernitano, nel Cilento, dove con ogni probabilità in passato il cognome era più diffuso, che andrebbero ricercate le sue origini. Il termine candìla che forma il cognome è una variante dialettale del vocabolo candela: come per i cognomi Candeloro, Candelora e Candiloro, diffusi per lo più in Sicilia e in Calabria meridionale, anche la forma cognominale Candìla è stata a mio avviso generata dalla cognominizzazione di Candeloro, nome dato agli infanti nati il giorno della festa religiosa delle Candelora o della Purificazione di Maria Vergine, festa popolare durante la quale in passato si facevano benedire candele e ceri, da cui festa candelorum, che si accendevano poi per chiedere grazie e protezione.
CANDINI
CANDINO
Candini è tipicamente emiliano, del bolognese, di Bologna soprattutto e di Crevalcore, Crespellano, Castel Maggiore e San Lazzaro di Savena, Di Castelfranco Emilia, Modena e Finale Emilia nel modenese e di Cento nel ferrarese, Candino, molto molto raro, ha presenze sparse in giro per l'Italia, la prima ipotesi li riconduce ad una forma etnica arcaica relativa all'isola di Candia, forse luogo di provenienza dei capostipiti, esuli all'epoca delle guerre contro gli invasori turchi, ma la più probabile si rifà al cognomen latino Candinus di cui abbiamo un esempio d'uso con il console Lucius Cornelius Lentulus Candinus, console di Roma nel 237 a.C. assieme a Quinto Fulvio Flacco. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Bormio nella prima metà del 1500 con il canipario (cantiniere) di taverna Giuseppe Candinus.
CANDIRACCI Candiracci, molto molto raro, è tipico dell'urbinate, di Cagli, Acqualagna ed Urbania, potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine arcaico candi (zucchero di canna, zucchero in verghe), forse ad identificare nel capostipite un importatore di zucchero.
CANDITA
CANDITELLI
CANDITI
CANDITO
CANDITONE
Candita è specifico di Francavilla Fontana nel brindisino, Canditelli è quasi unico, Canditi, solo leggermente meno raro, parrebbe abruzzese, Candito ha un ceppo nel leccese a Sternatia ed a Brindisi ed uno nel reggino a Condofuri, Canditone, assolutamente rarissimo, è di Napoli e dintorni.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, da ritenersi valide a seconda della diversa provenienza di queste famiglie. Da un lato, infatti, Candita e le sue varianti potrebbero nascere da un arcaismo del nome medievale Candido (vedi Candida), tenendo conto soprattutto degli ipocoristici Canditelli e Canditone - che, in effetti, fanno pensare proprio a un nome di persona. Nel sud Italia, però, va notato che i cognomi Candita e Candito hanno più spesso un'origine arbëreshë (probabilmente greco-albanese) e, in questi casi, è piuttosto chiara la derivazione dal termine candita, il nome etnico, cioè, dell'isola di Candia, oggi conosciuta come Creta (vedi Di Candia e Candida): come nel caso di Candido e varianti, quest'origine greca o arvanita si applica per lo più ai ceppi salentini e tarantini, se si tiene conto della forte presenza arbëreshë nel sud della Puglia (soprattutto nella cosiddetta Albania tarantina).
CANDOLINI
CANDOLINO
Candolini, molto raro, ha un piccolo ceppo friulano nell'udinese, in particolare a Gemona del Friuli, Bordano e Fagagna, ed uno piccolissimo nel teramano, Candolino, quasi unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche dialettali di troncature dialettali del nome Candido, che in friulano diventa Cjandi, poi attraverso l'ipocoristico tipicamente veneto in -olo, -ulo è diventato Cjàndul, che, con una successiva modificazione ipocoristica, si è modificato in Cjandulìn, quindi italianizzato in Candolini. Tracce di queste cognominizzazioni risalgono almeno al 1600, nel libro Cenni storici sul castello di Porcia del 1629 si legge: "Li popolari di Portia per la massim parte, anzi quasi tutti, sono forestieri, venuti da diversi luochi e prima: li Bernardi e quelli dal Ponte furon da Davian; li Varischi, quelli dell'Oro e quelli d'Albin,.. ..Zaniacomo Paris brescian; Orlando savel campanaro da Gemona, Rubeo forestier; Marco Candolin dalla Meduna; li eredi di Zangiacomo de Zanchis da Triviso...".
CANDORE Assolutamente rarissimo, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare dal nome arcaico Candore, Candoris (purezza, candore).
CANDOTTI
CANDOTTO
Candotti è tipico dell'udinese, della zona di Tolmezzo in particolare, Candotto è specifico di Gonars (UD), dovrebbero derivare da una modificazione dialettale del nome Candido con l'accrescitivo dialettale in -ot.
CANDUCCI
CANDUSSI
CANDUSSIO
Canducci è specifico dell'area romagnola, in particolare del forlivese e riminese, con presenze nel ravennate e nel pesarese, Candussi è tipico di Romans D'isonzo (GO), Candussio, assolutamente rarissimo, è tipico dell'udinese, dovrebbero derivare dal nome medioevale latino Canduccius o Candussius di cui abbiamo un esempio a Costalta (BL) nel 1400: in un atto troviamo un certo: "...Candussius Bitini de Ultrarinum...".
CANDUSCIO Canduscio è specifico di Ribera nell'agrigentino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine dialettale candùscia (una lunga tunica), probabilmente il tipo di veste che il capostipite era abituato a portare.
CANE
CANE'
CANI
Cane è tipico piemontese e valdostano, Canè ha il nucleo principale nel bolognese, a Bologna in particolare, ha anche un ceppo a Napoli ed uno a Narcao nell'iglesiense, Cani ha più ceppi, nel cagliaritano, nella zona di Carbonia, Iglesias e Santadi (CA), in Emilia e nell'agrigentino, dovrebbero derivare tutti dal nome medioevale Cane, si ricordi ad esempio Cane Grande Della Scala (1291-1329) Signore di Verona. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio in Valle Anzasca, nel manoscritto Memorie antiche della valle Anzasca del notaio anzinese Carlo Zambonini, si legge che: il 5 maggio del 1496 arrivarono a Pianezza (TO) tre fratelli, i conti Cani di San Pietro in valle d'Aosta.
precisrazioni fornite dal Cav. Luca Giambonino
i Cani di San Pietro non arrivarono a Pianezza (TO) ma a Battiggio, Ciola, Pianezza ora San Carlo ovverosia un comune della valle Anzasca (VB) nel quale presero a lavorare miniere d'oro.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
CANÈ  è cognome emiliano che ha all'origine il nome locale Canè, che è il latino cannetum = canneto. Cfr. i nomi locali Canè, comune di Vione (Brescia), e Canè, comune di Limana (Belluno). Fonte: F. Violi Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996.
CANEGALLI
CANEGALLO
Canegalli, quasi unico sembra essere una modificazione pavese di Canegallo che è tipico della punta orientale dell'alessandrino, traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Sant Agata nell'alessandrino fin dalla seconda metà del 1700, potrebbe derivare da un antico nome di località ormai scomparso.
CANELLA Canella ha un piccolo ceppo tra novarese, vercellese e pavese ed uno, decisamente più consistente nell'area veneto, emiliana, soprattutto nel vicentino, veneziano, padovano, rovigoto, ferrarese e bolognese, in particolare in Veneto ad Abano Terme, Padova, Selvazzano Dentro e Saccolongo nel padovano, a Venezia e Noventa di Piave nel veneziano ed a Porto Tolle e Taglio di Po nel rovigoto, ed in Emilia a Ferrara, con presenze anche a Copparo, Ro, Massa Fiscaglia e Portomaggiore nel ferrarese ed a Bologna, dovrebbe derivare da soprannomi originati o dal fatto di essere figli di un Can (nome particolarmente diffuso nell'area veneta), ricordiamo solo a titolo di esempio il veronese Can Grande della Scala, o anche derivare dal fatto di essere i capostipiti dei vinai o di essere comunque avvezzi ad usare la piccola canna o tubo di legno utilizzata per spillare il vino dalle botti, meno probabile una connessione con il commercio della cannella (spezia), troviamo tracce di questa cognominizzazione a Chioggia verso la fine del 1200 con il notaio Dionisio Canella, e a Chios (isola greca sotto il controllo genovese), nella seconda metà del 1300, con il notaio Giuliano de Canella.
CANELLES Canelles è tipicamente sardo, è un'antica famiglia catalana di origine medievale che si è insediata in Sardegna nel XIV° secolo al seguito delle armate di Alfonso D'Aragona.
integrazioni fornite da Matteo Fanni Canelles   
La famiglia Canelles nota nel medioevo come Canyelles secondo l'idioma catalano, si è insediata in Sardegna dal 1326 ed è probabilmente insieme agli Aymerich la famiglia di origine iberica, che risiede da più tempo nell'intera isola. I  Canyelles, secondo la tradizione familiare e studi di genealogisti del '600, vengono ricondotti alla  stirpe reale dei Conti di Tolosa e Barcellona. Gli storici di oggi tuttavia, a causa della mancanza di fonti dirette e di incongruenze genealogiche, non condividono questa versione, per avvalorare la tesi di un origine  mercantile. Il nome Canyelles - Canellas - Canelles è comunque presente in Catalogna ben prima del 1326 come è dimostrato da diversi documenti conservati in Spagna.
Anche se le prime tracce  si possono ricondurre al 992, quando viene citato il castello de Canyelles a nord est della Spagna, l'attuale letteratura spagnola annovera numerosi personaggi storicamente vissuti tra il XII e XIV secolo legati al nome Canyelles, Canellas, Canelles (cioè secondo le principali varianti idiomatiche catalane, aragonesi e castigliane).
Nel 1147 il re Raimondo Berengario IV incaricò Dalmau de Canyelles di occuparsi della riconquista di Calaceite; nel 1205 l'ordine di Calatrava consegnò a Dalmacio de Canyelles il Castello di Lledo nello stesso territorio di Calaceite. Nel 1235 troviamo un Pedro Canellas valoroso cavaliere della Corona d'Aragona che partecipò alla conquista di Majorca e Valencia e ottenne dal Re Jaime I, particolari privilegi tra i quali l'eredità la Villa de Algemesi.
Il personaggio più celebre è sicuramente Vidal de Canyelles (noto anche come Vidal de Canellas- de Canelles) giurista e vescovo di Huesca, fu grande confidente e parente del re Jaime I d'Aragona (della dinastia dei conti di Barcellona) nonché amico e collaboratore di Raimondo di Penafort. Nel 1247, Vidal  conferì alla sua Corte (Curia) una grande autorità nella regione di sua competenza. Dopo la laurea all'Università di Bologna nel 1221, scrisse importanti trattati di diritto come il  Vidal Maior che per il contenuto fortemente democratico dei suoi principi, fu osteggiato dalla nobiltà dell'epoca tanto che solo la compilazione minore fu considerata ufficiale nel regno.
La tradizione familiare vuole che la famiglia discenda da Beltran de Canyelles pronipote del vescovo Vidal e figlio di Elvira Zapata che divenne Cavaliere della corona d'Aragona. Nel 1315, fu incaricato dal re, di andare in Sardegna ed esplorare il territorio per valutare il luogo più agevole per un eventuale sbarco e conquistare l'isola. La baia utilizzata nello sbarco del 1323 da parte delle truppe aragonesi,si chiamò  per alcuni decenni proprio porto Canyelles. Mancando in Sardegna fonti risalenti all'epoca narrata (sec. X-XIII), la tradizione familiare dei Canelles deve essere considerata una leggenda : non esistono documenti ad oggi che testimoniano accordi tra il re d'Aragona e Bertran (o Beltran) de Canyelles e che questi giunse effettivamente in Sardegna; non abbiamo documenti che testimoniano legami di parentela tra Bertran (che pur ebbe diversi figli) e i Canyelles effettivamente presenti a Cagliari in quell'epoca.  Tuttavia, nella letteratura spagnola tra il XIII e il XIV sec, troviamo un cavaliere Bertran Canelles con uno stemma araldico analogo a quello dei Canyelles sardi (fino al XVI sec) con inserite all'interno  dello scudo, tre foglie verdi in campo d'argento; nel 1381, cioè successivamente ai primi Canyelles che compaiono in Sardegna, troviamo Jaime Canellas Giurato di Palma (Canarie) discendente di Ramon Canellas cavaliere che partecipò alla conquista delle Baleari con uno stemma simile a quello sardo. Nei secoli  XIV e XVI in Spagna, troviamo diversi Antonio Canyelles che diedero in Spagna un altro ramo della famiglia (stemma con raffigurato un mazzo di canne). I gradi di parentela di questi personaggi tra loro e questi con il gruppo familiare che appare in Sardegna nella prima metà del '300 non è facilmente ricostruibile per l'esiguo numero dei documenti oggi disponibili,  ma,  in base alla descrizione dello stemma è probabile un legame di parentela tra il ceppo delle Baleari e quello sardo.
Sicuramente i Canyelles sardi appartenevano ad una famiglia ben radicata nel contesto sociale catalano  se ben tre personaggi  imparentati tra loro si trasferirono stabilmente a Cagliari già dal 1326: Pedro (XIII sec -1336) Jaime e Guillermo. Presumibilmente appartenevano ad un ramo cadetto della famiglia che si trasferì nell'Isola per sviluppare i traffici commerciali con i parenti di Barcellona e delle Baleari. L'insediamento nell'Isola non fu improvvisato ed è verosimile che i Canyelles parteciparono (anche se non militarmente) allo sbarco catalano - aragonese del 1323; la famiglia riuscì infatti subito ad insediarsi nell'ambito dell'oligarchia catalana; troviamo lo stesso Pedro nominato saggiatore della Zecca di Iglesias e Guillermo nominato nel 1360 prohombre della città di Cagliari. Nel 1477, Pedro Canyelles, alla fine del regno catalano-aragonese analogamente ad altre illustri famiglie della Sardegna , chiese al re e lo ottenne, il conferimento della generosità, titolo nobiliare riconosciuto solo alle famiglie di antica e illustre stirpe.
CANELLI
CANELLO
Canelli ha vari ceppi nel novarese, nel modenese e bolognese, e nel napoletano, beneventano e foggiano, Canello è tipico di Valdobbiadene nel trevigiano, potrebbero derivare da una forma ipocoristica del nome medioevale Cane (vedi CANE), o anche dal fatto di abitare le famiglie nei pressi di un canneto, ma è anche possibile una derivazione da toponimi come Canelli nell'astigiano. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad Alba nel cuneese in un atto dell'anno 1186: "..Nos Oglerius Canellus et Oto Rava Albenses accepimus a te Alvino de Araça tantum de tuis rebusunde promitimus tibi vel tuo certo miso per nos vel nostrum nuncium solvere usque ad octavamproximam Pasce resurrectionis..".
CANEO Caneo ha un ceppo ad Alghero (SS) in Sardegna ed uno nel veneziano a Santo Stino di Livenza, dovrebbero derivare dal nome medioevale Caneus, il ceppo veneziano potrebbe prendere il nome dalla località Caneo presso Grado.
CANESE
CANESI
CANESIO
CANESSA
CANISI
Canese è tipicamente ligure, dello spezzino, di La Spezia, Portovenere, Follo, e di Genova, Canesi ha vari ceppi nell'area lombardo, piacentino, ligure, carrarese, in particolare  nel milanese a Milano e Monza ed a Cremona, a Piacenza, a Genova, ed a Carrara, con un ceppo anche nel pisano, a San Giuliano Terme ed a Pisa, Canesio, praticamente unico, parrebbe pugliese, Canisi, quasi unico, è del piacentino, Canessa è specifico del genovese, di Rapallo e Genova, con piccoli ceppi a Santa Margherita Ligure, sempre nel genovese, a Livorno e Piombino nel livornese ed a Monte Argentario nel grossetano, dovrebbero tutti derivare da alterazioni medioevali del cognomen latino Canesius o Canisius, la cui diffusione aumentò in epoca rinascimentale per il culto del Padre Gesuita San Pietro Canisio  il cui cognome latinizzato in Canisius deriva però dall'olandese Kanijs, ricordiamo che grande fu la devozione di questo santo del 1500 in Svizzera, in Austria e nella Germania meridionale.
CANESSI
CANESSO
Canessi, molto molto raro, è tipico del rovigoto, Canesso, meno raro, ha un piccolo ceppo nel padovano a Casalserugo, San Giorgio in Bosco e Galliera Veneta, e nel vicentino a Fara Vicentina e Rosà, dovrebbe trattarsi di tipiche forme patronimiche venete dove il suffisso -sso sta per il figlio di, riferito probabilmente a capostipiti il cui padre si chiamasse Cane, nome molto diffuso in tutto il Veneto in epoca medioevale, ricordiamo ad esempio il veronese Cane Francesco detto Grande della Scala (1291 - 1329) Vicario generale del Santissimo Impero Cesareo nella città di Verona e presso il popolo di Vicenza.
CANESIN Canesin è specifico dell'area friulano, giuliana, di Cervignano del Friuli nell'udinese e di Cormons nel goriziano, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale del nome latino Canesius (vedi CANESE).
CANESTRARI
CANESTRARO
CANESTRI
CANESTRINI
CANESTRINO
CANESTRO
CANISTRA'
CANISTRARO
CANNESTRARO
CANNISTRA'
CANNISTRARO
Canestrari ha un ceppo nel veronese, uno a Fano, Pesaro, Piagge e Mondolfo nel pesarese, ed uno a Roma ed Allumiere (RM), Canestraro ha un ceppo a Carmignano di Brenta (PD) ed uno a Broccostella e Fontechiari nel frusinate, Canestri ha un ceppo ad Alessandria e nell'alessandrino ed uno nel romano a Roma, Marino e Grottaferrata, Canestrini ha un piccolissimo ceppo trentino ed uno più consistente a Bagno di Romagna, Forlì e Meldola nel forlivese, Canestrino, assolutamente rarissimo, ha un ceppo a Napoli e nel napoletano ed uno a Cosenza e nel cosentino, Canestro ha un piccolo ceppo piemontese ed uno tra viterbese e romano, Canistraro dovrebbe essere derivato da errori di trascrizione del precedente, come la presenza laziale quasi unica di Cannestraro, che è probabilmente anch'essa dovuta ad un errore di trascrizione del precedente, mentre quella siciliana a Floridia (SR) è probabilmente dovuta ad una modificazione per trascrizione del cognome Cannistraro che ha un ceppo a Palermo, uno a Floridia (SR) ed uno ad Aragona e Cattolica Eraclea nell'agrigentino, Canistrà, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di Cannistrà, che ha un ceppo a Catanzaro e provincia ed uno nel messinese, a Monforte San Giorgio, Messina, Torregrotta, Milazzo e Lipari, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di fabbricante di canestri svolto dal capostipite e dalla sua famiglia.
CANETTA
CANETTE
CANETTI
Canetta è tipicamente lombardo, di Milano in particolare anche se sembrerebbe essere stato di origini ossolane, Canette, quasi unico, è del milanese, Canetti ha un ceppo nel milanese, uno nel parmense, uno tra ferrarese e rovigoto ed uno nel napoletano, potrebbero derivare da forme ipocoristiche del nome medioevale Cane (vedi CANE), anche se, in qualche caso, si può ipotizzare un collegamento con toponimi contenenti la radice Canneto, come ad esempio Canneto Pavese, Canneto di Postiglione nel salernitano o altri simili.
CANEVA Ha un ceppo tra genovese ed alessandrino ed uno nel vicentino, deriva da un soprannome originato dal vocabolo latino caneva (cantina, osteria).
CANEVARI
CANEVARO
Canevari è tipicamente lombardo, del milanese e del pavese, di Milano, Pavia e Voghera (PV), con ceppi anche ad Ottone e Piacenza nel piacentino, Canevaro ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno tra veronese e mantovano, in particolare è diffuso a Garbagna (AL) ed Alessandria ed a Verona e Goito (MN), dovrebbero derivare dalla carica di Canevarius ( Tesoriere comunale) probabilmente ricoperta dal capostipite: "...Et quod ipse Canevarius teneatur et debeat antequam se intromittat de dicto offitio iurare ut iurat rector et ultra hoc satisdare idonee cum bono fideiussore in manibus notarii comunis recipientis nomine dicti comunis de reddendo et fatiendo bonam, iustam et completam rationem dicto comuni...".
CANEVISIO Cognome di origini della zona del milanese e bergamasco. L'origine del cognome può risalire a soprannomi legati al mestiere di produttore di canovacci (canevass in milanese) o di cordaio o di coltivatore di canapa.
CANGARO Cangaro, ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe essere calabrese, del cosentino, forse di San Giovanni in Fiore, dovrebbe derivare da un soprannome probabilmente collegato con un mestiere (come suggerirebbe il suffisso -aro), del quale non si riesce ad individuare alcunche, è difficile pensare ad un collegamento con il termine dialettale càngaru (cancro), collegamento comunque da tenere in considerazione.
CANGELOSI Cangelosi è tipicamente siciliano di Palermo con grosse presenze anche nel palermitano, a Pollina, Cefalù, Castelbuono, San Giuseppe Jato, Bagheria, Marineo e Castellana Sicula, presenze significative si riscontrano anche nel trapanese, a Poggioreale ed Alcamo, l'unica ipotesi anche se poco attendibile consiste in un collegamento con il nome medioevale Cangemius.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cangelosi è cognome diffuso soprattutto in Sicilia che significa: "cambia le uose". G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, 1984, p. 60.
CANGERI
CANGERO
Cangeri è tipicamente siciliano, di Leonforte nell'ennese e di Catania, Cangero è specifico di Sturno nell'avellinese, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine dialettale meridionale ciangero (uno che opera il baratto), indicando così probabilmente che i capostipiti fossero dei commercianti.
CANGI
CANGIO
Cangi sembra avere un ceppo fondamentale nell'aretino ed uno nel potentino, Cangio, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del foggiano, derivano dal cognomen latino Cangius un esempio del quale troviamo in un atto di vendita del X° secolo redatto a Sant'Elpidio (AP), dove si legge: "...modo pro collusione apud infimae latinitatis scriptores usurpatum fuit, ut testatur Cangius in hac voce...", o anche nella Nova Chronica del Villani dove nel libro VI° par XXIX° si legge: "...e feciono per divina visione loro imperadore e signore uno fabbro di povero stato, il quale avea nome Cangius, il quale in su un povero feltro fu levato imperadore...".
CANGINI Forlivese con presenze significative anche nel Lazio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cangini è un cognome riminese che è diminutivo del nome latino Cangius, citato anche dal Villani nel libro VI della sua Nuova Cronica.
CANGIANI
CANGIANO
Cangiani è estremamente raro, Cangiano è decisamente napoletano, dovrebbero derivare da modificazioni del cognomen latino Cantianus (Canziano), con questa cognominizzazione troviamo nella seconda metà del 1700 Monsignor Bernardo Cangiano vescovo di Campobasso.
CANIATI
CANIATO
Caniati molto raro è tipico del ferrarese, Caniato abbastanza raro è specifico della provincia di Rovigo, potrebbero derivare da modificazioni del cognomen latino Canius che si trova citato anche da Cicerone : "...Caius Canius, eques Romanus, nec infacetus et satis litteratus...".
CANICATTI
CANICATTI'
Canicatti è meno diffuso di Canicattì, ma entrambi sono decisamente siciliani, tipici di Canicattì (AG) toponimo da cui hanno evidentemente preso il nome.
CANIDIO Canidio, quasi unico sembrerebbe cremonese, dovrebbe derivare dalla Gens latina Canidia o dal nome gentilizio romano Canidius di cui abbiamo un esempio in uno scritto dello storico latino del I° secolo d.C. Gaio Suetonio Tranquillo: "...Quibus quondam Caius Canidius obicientibus sibi quod in Republica administranda potissimum consularis Isaurici sectam sequeretur, malle respondit Isaurici esse discipulum, quam Epidii calumniatoris. ....
CANIFFI Caniffi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dello spezzino, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine arabo khalifa (guida spirituale, sindaco di un paese), forse a sottolineare la posizione dominante del capostipite, probabilmente un uomo di mare.
CANIGLIA Caniglia ha un ceppo nel teatino, uno tra brindisino e tarantino, uno nel napoletano ed uno tra catanese e siracusano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine latino canilia (crusca del grano) entrato nell'uso arcaico come caniglia (nutrimento per cavalli), tracce di questa cognominizzazione si trovano a Mesagne (BR) almeno dalla seconda metà del 1600,  Personaggio di rilievo è stato il soprano napoletano Maria Caniglia nata appunto a Napoli nel 1906.
CANINI
CANINO
Canini ha un ceppo tra milanese, bergamasco e bresciano, uno nel lucchese, uno tra ravennate, forlivese, riminese e pesarese, uno tra grossetano, senese, ternano e perugino ed uno molto importante nel Lazio centromeridionale, a Roma, Velletri, Marcellina e Bracciano nel romano, ad Alvito nel frusinate ed a Cisterna di Latina nel latinense, Canino, decisamente meno comune, ha un ceppo calabrese, nel cosentino e catanzarese, ed uno siciliano soprattutto nel catanese e palermitano, con presenze significative anche nell'agrigentino, nel siracusano e nel catanese, potrebbero derivare dal nome della Gens Caninia di origini etrusche, ma in alcuni casi può anche derivare da toponimi come Canino nel viterbese, meno probabile una derivazione da una forma ipocoristica del nome medioevale Cane, ricordiamo a solo titolo di esempio Cane Grande della Scala.  Tracce molto antiche di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Milano in una Carta confessionis, finis et investiture dell'anno 1169: "Anno dominice incarnacionis milleximo centeximo sexageximo nono, quintodecimo kalendas iunii, indicione secunda. Manifestavit et contentus fuit Peregrinus qui dicitur Caninus, de civitate Mediolani, accepisse a Gaidone qui dicitur Faseolus et ex parte Conradi, nepotis sui, libras sedecim denariorum tertiolorum Mediolanensium pro obligatione seu fideiussione aut debitoria illa in qua ipse Gaido et quondam Ardericus, frater eius...".
CANIO Canio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe sardo, dovrebbe derivare dal nome medioevale Canius, originato dal nome latino Canus, con il significato di canuto, bianco di capelli.
CANIPARI
CANIPARO
Canipari, molto raro, è specifico dell'area bresciana, Caniparo, quasi unico, è presente ora solo nell'alessandrino, dovrebbero derivare dall'occupazione del capostipite, che molto probabilmente avevano la mansione di caniparo, o canipario termine arcaico che indicava colui cui l'autorità religiosa o feudale aveva affidato il compito di amministrare la canipa, cioè l'ufficio che si faceva carico di immagazzinare e ridistribuire i cereali, usati come foraggio per le bestie, le granaglie ed il vino, ricevuti a pagamento dell'affitto dagli agricoltori che conducevano a mezzadria i terreni della diocesi o del Signore locale, di questo tipo di incarico abbiamo un esempio in un registro del 1430 ad Aquileia nell'udinese: "..Titulus affictuum spectantium ad canipam venerabili capituli Aquilegensis sub secunda caniparia mei Petri de Monopoli mansionari in anno domini MCCCCXXX. In chorum in festo beatissimorum martirorum Hermacorae et Fortunati..".
CANIZZARO Estremamente raro è probabilmente un'errore di trascrizione del cognome Cannizzaro.
CANNARA Cannara, estremamente raro, forse del centro Italia, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cannara nel perugino.
CANNAS Specifico della Sardegna, dovrebbe derivare da nomi di località caratterizzate dalla presenza di canne.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CANNAS: canna, dal latino canna, dal greco κάννα (cànna). Unu sulìttu de canna = un flauto di canna; in latino càlamus = zufolo. La canna è anche una misura di lunghezza, usata per misurare terreni di non grande estensione e soprattutto stoffe,  corrispondente a circa tre metri: fu introdotta in Sardegna dai Pisani. Nel *CSNT, XI°, XIII° secolo al cap. 131, in una vendita:.et II cannas de pannu.e due canne di panno (stoffa). Su cannisòni è la canna palustre; su cannayiòni è la gramigna, la nemica degli ortolani; sa cannitzàda è il graticcio di canne che si usava per coprire i tetti, come base, prime delle tegole; sa cannaròtza è la trachea o in senso lato il collo; sa cannàcca è la collana, che per molti linguisti deriva dall'arabo kannaq, per noi deriva da canna, perché copre sa canna de su tzugu = il collo. Il cognome è presente negli antichi documenti della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 figurano: Cannas (de) Bartholomeo, jurato ville Usedos (Usellus- contrate Partis de Montibus); Cannas (de) Guantinus, ville Sasseri; Cannas (de) Lupo, ville Forru (Villanovaforru, oggi Collinas, famosa per il suo vino - binu de Forru -Contrate Partis de Montibus); Cannas (de) Petro , jurato ville Guilciochor(villaggio distrutto, conosciuto col nome di Borticoco: diocesi di Ottana . Curatorie de Anella). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec., abbiamo: Cannas (de) Mariane(5), testis apatissa Massimilla(madre badessa del Convento di San Pietro): in una compera di terra, in su saltu de Arave( nel territorio di Arave - villaggio abbandonato, i cui resti si trovano in territorio di Usini); Cannas (de) Bittoria(47), sposa prete Solina Istefane( si tratta di una richiesta - pettitura - e recita: Ego piscopu Jorgi Maiule, ki li pettî muiere a presbiteru Istefane Solina, ki fuit servu intregu de scu. Petru de Silki, pettilîla a Bittoria de Cannas e derunnilila sos donnos suos(Io Jorgi Maiule, vescovo, chiesi moglie per prete Stefano Solina, che era servo intero di San Pietro di Silki, chiesi Vittoria de Cannas e i suoi padroni me la diedero);  Cannas(de)Gosantine(31) testis kertu de servis(teste in una lite per la partizione della servitù). Nel Sulcis a nord est di Narcao esisteva un tempo un villaggio (villa - bidda), detto Bau de Cannas (guado delle canne). Appartenne alla Curadorìa di Sulcis, del regno giudicale di Calari (Cagliari). Intorno al 1070 il villaggio fu dato in dono dal Giudice Torchitorio de Laccon - Gunale, all'Archidiocesi di Calari. Verso la fine del XV° secolo risultava completamente spopolato. Attualmente il cognome Cannas è presente in 247 Comuni d'Italia, di cui 124 in Sardegna(con maggiore diffusione a sud): Cagliari 271, Quartu S.E. 91, San Sperate 89, Villagrande Strisaili 63, Sassari 53, Ulassai 50.
CANNATA
CANNATA'
CANNATARO
Cannata, molto diffuso, è tipicamente siciliano, Cannatà, molto più raro sembrerebbe del reggino, Cannataro è specifico di Cosenza, Rende, Mendicino, Castrolibero, Trenta e Rovito nel cosentino, potrebbero derivare da un soprannome, più o meno dialettale, originato dal fatto che il capostipitre fosse un artigiano che costruiva cannate (sorta di reti da pesca), ma in Calabria si chiama cannata anche il vaso da notte.
integrazioni fornite da Paolo Chiaselotti
Il cognome deriva dal mestiere di fabbricante di cannate, boccali di terracotta.
CANNATELLI
CANNATELLO
Cannatelli ha un ceppo a Roma ed uno a Latina ed uno in Calabria a Crotone ed a Sorianello e Soriano Calabro nel Valentiano, Cannatello, assolutamente rarissimo, è presente nelle stesse aree, dovrebbero derivare da soprannomi originati da ipocoristici del termine dialettale cannata (boccali di terracotta) ad indicare forse l'attività dei fabbricante di boccali svolta dai capostipiti o dalla loro predilezione per il bere.
CANNAVALE
CANNAVIELLO
Cannavale, decisamente campano, è del napoletano in particolare, Cannaviello, rarissimo, ha un ceppo napoletano, uno avellinese ed uno salernitano, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da forme ipocoristiche del vocabolo latino caneva o canova (cantina) e starebbe ad indicare o il mestiere di cantiniere o l'abitudine del capostipite di alzare il gomito spesso e volentieri.
CANNAVARO Molto raro è tipico del napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale relativo al mestiere del cordaio, ma è pure possibile una correlazione con l'attività del coltivatore di canapa.
CANNAVO' Cognome tipico siciliano delle provincie di Messina e Catania deriva dal toponimo Cannavò (RC).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cannavò è cognome siciliano e calabrese che viene dal greco κανναβός (kannavós) = grigio.
CANNEA Cannea è tipicamente sardo, della provincia di Oristano e di Ollastra in particolare, potrebbe trattarsi di un cognome derivato dalla presenza di canne nella località d'origine della famiglia, ma non si deve trascurare la possibilità che derivi invece da soprannomi originati da modificazioni dialettali del termine sardo canniya (lamentela, implorazione noiosa, petulanza) forse motivato da modi d'essere del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CANNEA: vi sono incertezze sul significato e l'etimologia. Considerando la radice della parola,"cann", dovrebbe derivare da canna! Non l'abbiamo trovato nelle carte antiche. Attualmente il cognome è presente in 18 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna(quasi tutti concentrati nella zona di Oristano: ricchissima di canneti, anche per la vicinanza della foce del Tirso): Ollastra 47, Simagis 17, Oristano 12, etc.
CANNEDDU Canneddu, molto molto raro, è tipicamente sardo del nuorese, di Mamoiada e di Nuoro.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CANNEDDU: significa canneto e deriva da canna o dal tardo latino cannetum. Cannedu è il nome di un villaggio scomparso, ubicato in territorio di Ittiri. Appartenne alla Curadorìa di Coros, del Regno Giudicale di Torres. Fu abbandonato verosimilmente verso la fine del XIV° secolo. Il cognome è presente nel Condaghe di San Pietro di Silki, *XI°, XIII° sec.: Cannetu (de) Gosantine, donnu, vicario dell'arcivescovado, tramutu de servis (97): Ego apatissa Massimilla, tramutai homines cun donnu Gosantine de Cannetu, visdominu dess'Arkipiscopatu: ego deili latus in Gosantina, fiia de Maria Pithiris e de Janne Albu, et isse deitimilatus d'Elene Culurione, fiia de Furata Culurione e de Gavini Kitera; tramutande a boluntade de donnu Ithoccor de Laccon, curatore de Romangia et armentariu dess'arkipiscopatu e cun boluntade dessa monacas sorres meas. Seguono i testimoni. (Io abadessa Massimila scambiai uomini con donnu(nobile) Gosantine de Cannetu, vicario dell'arcivescovado. Io gli diedi la metà, "del servizio" di Gosantina(Costantina), figlia di Maria Pithiris e di Janne (Gianni) Albu ed egli mi diede la metà di Elena Culurione, figlia di Furata Culurione e di Gavino Kitera; col consenso di donnu Ithoccor de Laccon curatore(giudice supremo del tribunale) di Romangia e armentario (amministratore generale)dell'arcivescovado. Nella storia medioevale rimane inoltre il nome di Pietro de Canneto, vescovo prima della Diocesi di Plaghe(scomparsa)e poi arcivescovo, dal 1134 al 1139, dell'archidiocesi di Sassari, allora nel Regno Giudicale di Torres. Fu uno dei fondatori del Monastero di San Nicola di Trullas. Nel Condaghe omonimo, *CSNT, XI°, XIII° sec. lo troviamo citato al cap. 291, in qualità di testimone in uno scambio tra la chiesa di San Nicola e l'arcivescovo donnu Albertu. Attualmente il cognome Canneddu è presente in 16 Comuni d'Italia, di cui 8 in Sardegna: Mamoiada 21, Nuoro 15, Sassari 9, Budoni 8, etc.
CANNELLA
CANNELLI
CANNELLO
Cannella, molto diffuso, ha ceppi in Liguria, in Piemonte, in Lombardia, nel riminese, nell'ascolano, nel viterbese, romano e latinense, nel salernitano, nel barese e tarantino, nel vibonese, e, soprattutto, in Sicilia, dove è molto diffuso nel palermitano ed agrigentino, nel nisseno, nel catanese, nel siracusano e nel ragusano, con presenze anche nel trapanese e nel messinese, Cannelli ha un ceppo nell'aretino a Terranuova Bracciolini e Montevarchi, ed a Grosseto, un ceppo ad Assisi nel perugino, uno a Monterubbiano nell'ascolano, che potrebbe derivare dal toponimo Cannelli nel teramano, ed uno a Roma, Cannello, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del primo, che assieme al secondo potrebbe derivare da soprannomi basati su forme diminutive del termine canna, sia riferita all'attrezzo dei vinai, sia alle piante di un canneto, non si può escludere un possibile collegamento con la cannella (corteccia profumatissima molto usata nel medioevo soprattutto per aromatizzare il vino).
CANNIELLO Canniello è specifico della città di Bari, potrebbe derivare dal nome della località Pozzo Canniello nell'iserniese, ma, molto più probabilmente deriva da un soprannome dialettale legato al mestiere del capostipite.
CANNIZZARO Tipico siciliano e della zona calabrese dello stretto, dovrebbe essere di origine spagnola, ma potrebbe anche derivare dal toponimo Cannizzaro (CT). Il casato dei Cannizzaro compare in Sicilia nell'XI° secolo dove viene investito della castellania di Terranova da re Pietro I° d'Aragona.  Tracce di questa cognominizzazione si trova nel 1600 a Catania, in uno scritto dell'epoca si legge: "...Die l9 Augustu 1657 si compro du pezzu di lu tirrenu di li patri gesuiti per crisciri la Clesia: l'attu fu fatto in Catania per li atti di notar Marco Cannizzaro: lu preezzu di detto terreno fu di onze 1.10...".  Personaggio famoso è stato il chimico palermitano Stanislao Cannizzaro (1826-1910).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Il cognome Cannizzaro, in realtà, nasce sulla base di un nome di mestiere, quello cioè del fabbricante di stuoie: nel dialetto siciliano, il cannizzu è, infatti, la stuoia, così chiamata poiché questo tessuto è fatto generalmente di canne (dal tardo latino cannicius, che letteralmente significa di canna). In tal modo, questo cognome dovrebbe derivare più che altro da un nome di mestiere attribuito ai capostipiti delle famiglie Cannizzaro, benché non si possa tuttavia escludere l'ipotesi di un'origine toponomastica per alcune di tali famiglie (dal toponimo omonimo, in provincia di Catania).
CANNOBBIO
CANNOBIO
CANOBIO
Tutti assolutamente rarissimi, sembrerebbero lombardo-piemontesi, dovrebbero derivare dal toponimo Cannobio (VB).
CANNONE
CANNONI
Cannone è diffusissimo nel Lazio ed in Puglia, con ceppi significativi anche nel Piceno, nel teatino, nel napoletano ed in Sicilia nel trapanese, palermitano, messinese, catanese e siracusano, Cannoni è tipico dell'area toscana che comprende il fiorentino, l'aretino ed il senese, del perugino. del romano, con un ceppo anche in Sardegna a Ittiri, Sassari ed Alghero nel sassarese, potrebbe derivare in alcuni casi da toponimi contenenti la radice Canne o Cannone, ma, nella maggior parte dei casi deriva dal nome medioevale Cannonus, di cui abbiamo un esempio nel quinto secolo a. C. con lo statista e legislatore ateniese Cannonus citato anche da Xenophonte e, in tempi a noi più vicini con Cannonus de Ganducio mercante e banchiere del secolo XIII° nell'alessandrino.
CANO
CANU
Cano ha un ceppo ad Alghero nel sassarese ed unoad Olbia in Gallura, Canu è decisamente sardo, è distribuito in modo massiccio in tutta l'isola, ma con prevalenza al nord, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine sardo canu (bigio, grigio, canuto).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CANO/U: grigio, canuto. Dal latino canus. Cognome diffuso nella parte centro settentrionale dell'isola,  sinonimo di Murru: cognome ampiamente diffuso nella parte meridionale. Presente nei documenti antichi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, abbiamo: Cano Gonnario, jurato ville Tadasuni (*odierno Tadasuni. Contrate Partis de Guilcier); Cano Juliano, majore(amministratore, sindaco) ville Borone (*odierno Boroneddu. Contrate Partis de Guilcier); Cano Lodovico, ville Silanus. (* odierno Silanus. Castri Montis de Verro); Canu Anthonio - de Bosa; Canu Elias, ville Sasseri; Canu Flasius, ville Sasseri. Nella storia medioevale ricordiamo: Cano o Canu Antonio , vescovo di Sassari, dal 1448 al 1480 (*DiStoSa). Nella storia moderna figura: Cano Francesco, sassarese:  con cento uomini, il 20 aprile del 1527 respinse 400 barbareschi sbarcati all'Asinara, infliggendo loro gravissime perdite. Per il suo valore fu nominato cavaliere nel 1541 da Carlo I re di Spagna (Carlo V imperatore) *DiStoSa. Della storia contemporanea citiamo, Cano Eugenio, vescovo della diocesi di Bosa dal 1871 al 1905, (*DiStoSa). Attualmente Cano è presente in soli 32 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Alghero 59, Olbia 31, Tempio 9, Cagliari 8, Sassari 6, etc. Invece Canu è presente in ben 379 Comuni d'Italia, di cui 126 in Sardegna, con maggiore diffusione nella parte alta dell'isola: Sassari 783, Olbia 291, Alghero 222, Ossi 183, Cagliari 130, Ittiri 128, Budoni 120, Nuoro 116, etc.
CANOBBIO Canobbio ha un ceppo lombardo a Costa Volpino (BG), Fenegrò (CO) e Pisogne (BS),  ed uno ad Acqui Terme (AL) dovrebbero derivare dal toponimo del Canton Ticino Canobbio un tempo parte della diocesi milanese.
CANOFARI Canofari è oggi caratteristico di Roma, ma sembrerebbe essere stato di origini abruzzesi o irpine, troviamo tracce cinquecentesche di questo cognome, con il Notaio Angelo Canofari di Montereale operante nell'aquilano nella prima metà del 1500.
CANOLA Canola, molto raro, è tipicamente veneto, dell'area che comprende il vicentino, il padovano ed il rovigoto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale veneto arcaico cànola (tubetto di legno usato per spillare il vino dalla botte), forse ad indicare nel capostipite un cantiniere o semplicemente uno che amasse bere il vino.
CANONICA Canonica è tipicamente piemontese dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenente la radice Canonica.
CANONICI
CANONICO
Canonici ha un ceppo anconetano tra Ancona e Falconara Marittima ed uno romano, Canonico è presente a macchia di leopardo, nel cosentino a Cassano allo Ionio e San Marco Argentano, in Sicilia, soprattutto ad Avola e Siracusa, in Campania a Napoli, Avella e Mugnano del Cardinale (AV), a Falconara Marittima (AN) ed è presente anche al nord, dovrebbero tutti derivare dall'essere state famiglie cui apparteneva un canonico, cioè un religioso del Capitolo di una Cattedrale che può essere sia un sacerdote che un secolare.
CANOPIA
CANOPPIA
Canopia, estremamente raro, sembrerebbe sardo, del lato occidentale dell'isola, così come il cognome Canoppia, solo leggermente meno raro, potrebbero derivare da una forma alterata dialettalmente del termine latino medioevale canipa, che consisteva nell'incarico amministrativo dell'addetto alla gestione dei viveri di una comunità, o anche e più probabilmente da soprannomi basati sul termine spagnolo canopia (baldacchino, struttura a volta che può essere matrimoniale, di pietra, o anche composta dalle frasche degli alberi), forse riferito ad artigiani costruttori di baldacchini.
CANOPOLI
CANOPULO
Canopoli è specifico della Sardegna settentrionale, del sassarese e di Erula in particolare, con buone presenze anche a Sassari e Perfugas, Canopulo, assolutamente rarissimo, è sempre del nord della Sardegna ma più che altro della Gallura, questi cognomi potrebbero derivare dal nome di una località Canopoli nei pressi di Perfugas, e nelle vicinanze di Erula, tracce importanti di queste cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1600 con Antonio Canopoli Arcivescovo di Oristano dal 1588 al 1621.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Canopoli è presente in Sardegna ma è di origine còrsa, deriva dall'antico italiano 'canòpo' = minatore. M. Pittau, Dizionario dei Cognomi di Sardegna, 1, p. 170.
CANOSA Parrebbe avere oltre al ceppo forse primario nel barese, anche uno in Basilicata ed uno in Abruzzo, dovrebbe derivare dal toponimo Canosa di Puglia (BA).
CANOVA
CANOVI
Canova è specifico dell'Italia settentrionale, Canovi è tipico del reggiano e del modenese, di Reggio Emilia, Castelnovo ne` Monti, Carpineti e Villa Minozzo, con un ceppo a Buglio In Monte (SO) ed in Valtellina ed uno a Genova, dovrebbero derivare o da toponimi come Canova (AT), (VI), (PV), (RE), (PC), (VR), (BS) ed altre, o da nomi di località identificabili da una casa nuova o anche da soprannomi originati dal termine tardo latino canova o caneva (cantina, osteria). Personaggio di assoluto rilievo è stato il celeberrimo scultore di Possagno (TV) Antonio Canova (1757-1822) il maggior esponente del neoclassicismo italiano.
CANSELLA Cansella, assolutamente rarissimo, è tipico della Sardegna, potrebbe derivare da un soprannome originato da vocabolo sardo cansai (stancarsi), che sottolineasse forse l'atteggiamento stanco del capostipite o forse la sua malavoglia.
CANTACESSI
CANTACESSO
Cantacessi è tipico di Adelfia nel barese, Cantacesso, molto molto raro, parrebbe specifico di Irsina nel materano, anche se tracce antiche porterebbero a Triggiano nel barese, dovrebbero derivare da soprannomi attribuiti al capostipite.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
è un tipico e raro cognome pugliese, che ha come epicentro di diffusione il comune di Adelfia nel Barese; dal punto di vista etimologico, questo bizzarro cognome dovrebbe derivare dall'antico mestiere meridionale esercitato da coloro che dovevano piangere il defunto, quindi i canta decessi, da cui cantacessi per contrazione del termine. Tale mestiere, diffuso nel Mezzogiorno fino a pochi decenni fa, derivato dalla pròthesis greca e romana (esposizione del cadavere e pianto comune, rito noto archeologicamente già dalle raffigurazioni su ceramica geometrica risalente al 900-700 a. C.), serviva ad attribuire prestigio e onore al defunto: più questi era "pianto", più la comunità ne riconosceva importanza.
CANTAFIO Tipicamente calabrese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale legato ad un mestiere.
CANTAGALLI
CANTAGALLO
Cantagalli è tipico del bolognese, del ravennate e del forlivese, della Toscana e del Lazio, Cantagallo è specifico di Penne nel pescarese, di Ferentino nel frusinate, di Anagni (FR) e di Roma, con un ceppo anche a Troina nell'ennese, dovrebbero derivare da nomi di località, il toponimo Cantagallo è abbastanza diffuso soprattutto in Italia centrale.
CANTALAMESSA Cantalamessa è tipico dell'ascolano, di Colli del Tronto, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Folignano e Spinetoli, dovrebbe derivare da un soprannome, si tratta di una nobile ed antica famiglia ascolana.
CANTALE
CANTALI
Cantale è tipicamente siciliano, di Troina nell'ennese, con ceppi secondari a Catania e Messina, Cantali, sempre siciliano, è tipico di Maniace e Biancavilla nel catanese e di Tortorici e Cesarò nel messinese, questi cognomi dovrebbero essere di origini antiche e derivare dal termine grecanico cantàles (cestaio), a sua volta derivato dal termine greco antico κανθήλια  kanthelia (panieri, ceste).
CANTALENA
CANTILENA
Assolutamente rarissimi, probabilmente di origini campane, del basso napoletano o dell'alto salernitano, potrebbero derivare da un nome di località.
CANTALUPI Cantalupi, decisamente raro, sembra tipico del milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Cantalupo di Cerro Maggiore (MI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Cantalupi ha origine dal toponimo Cantalupo, diffuso nella toponomastica italiana medievale, ad indicare zone boschive in cui era presente il lupo. Ricorderò, fra gli altri, Cantalupo di Bondeno (Ferrara), ma anche Cantalupo in Sabina, Cantalupo nel Sannio, Cantalupo ligure, ecc. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
CANTALUPO Cantalupo è tipico della Campania, del napoletano e salernitano in particolare, dovrebbe derivare da toponimi come Cantalupo (IS), toponimo la cui origine sembrerebbe risalire all'espressione greca kata lucon (situato in mezzo al bosco), mentre secondo altri risalirebbe all'espressione bulgara Kan teleped (abitazione del Capo), i bulgari nella zona erano presenti e nell'anno 667 il bulgaro Altzek pose la sua dimora proprio a Cantalupo, che da allora venne chiamato dai suoi seguaci Kan Teleped e che il popolo adi lingua latina trasformò in Cantalupo.
CANTARANO
CANTERANI
CANTERANO
Cantarano ha un ceppo a Roccagorga e Fondi nel latinense, ed a Roma, Canterani, molto raro, è tipico di Genzano di Roma, Canterano è quasi unico e si potrebbe trattare di un errore di trascrizione del cognome precedente, dovrebbero derivare dal nome antico, o da quello più recente, del paese di Canterano in provincia di Roma.
CANTARELLA
CANTARELLI
Cantarella è tipico del catanese, con ceppi anche nel salernitano, Cantarelli è specifico del parmense e del reggiano, dovrebbero derivare entrambi da soprannomi originati dal vocabolo latino cantharus (tipo di coppa con manici, vaso), possono anche riferirsi a nomi di località come il locus Cantharellus citato in un atto del 1131 ad Afragola (NA), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1104: "...Petrus filius Albizzi, et Ughiccione filius Uberti, et Leo de Babilonia, et Wido Cantarello, et Tebaldinus, et Gerardus filius Petri, et Alcherius, et Gerardus Pandulfi, et Rodulfinus, et alii plures...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome cognome Cantarella esiste anche in Veneto dove deriva da cantarèla, nome di un pesce, lo 'sparus cantharus' che in quella regione ha anche altre denominazioni: cantarina, cantarena, cantarena de aspero, ociada. Fonte: Olivieri 213.
CANTARINI
CANTARINO
Cantarini è un cognome marchigiano, Cantarino, è praticamente unico, potrebbero derivare da un soprannome, o anche da una modificazione del cognomen latino Cantaber. Troviamo tracce di questa cognominizzazione nel XII° secolo a Pisa con Cantarinus Pisanae urbis cancellarius dal 1140 al 1147, nell'elenco degli studenti dell'ateneo di Perugia nel 1577 troviamo il marchigiano Philippus Cantarinus.
CANTATORE
CANTATORI
CANTORE
CANTORI
CANTORO
Cantatore sembrerebbe di origini pugliesi, di Ruvo di Puglia, Molfetta e Bari, con ceppi probabilmente secondari a Corato, Bitonto, Terlizzi e Bisceglie, sempre nel barese, in Piemonte, nell'alessandrino sembrerebbero esserci stati altri ceppi, forse non secondari, Cantatori, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di registrazione, Cantore ha un ceppo nel napoletano, ad Acerra, Napoli e Torre del Greco, uno nel potentino, a Muro Lucano e Potenza, ed uno pugliese, soprattutto a Gioia del Colle nel barese e nel tarentino a Taranto, Martina Franca, Mottola, Ginosa e Grottaglie, Cantori, molto più raro, ha un ceppo a Cento nel ferrarese e nel bolognese ed uno ad Osimo in particolare nell'anconetano, e ad Ancona e Novafeltria nel pesarese, Cantoro ha un ceppo abruzzese, a Pineto, Atri e Roseto degli Abruzzi nel teramano ed a Pescara, ed uno pugliese, nel brindisino a Villa Castelli, Fasano e Brindisi, nel tarantino a Taranto e Grottaglie, nel leccese a Lecce, Otranto, Acquarica del Capo, Campi Salentina e Presicce, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dall'attività di cantori svolta dai capostipiti, anche se, per quanto riguarda i ceppi pugliesi, si può ipotizzare che il soprannome derivi dal fatto che i capostipiti facessero i cantori per le commemorazioni di defunti, o per serenate romantiche.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cantatore è cognome pugliese che oltre alla derivazione da 'cantatore' = cantore, potrebbe anche essere forma aferetica di 'incantatore' nel senso di 'affascinante, seducente'.
CANTE
CANTELLI
CANTELLO
CANTI
Cante è specifico di Giugliano in Campania, con presenze significative anche a Villaricca, Mugnano di Napoli. Napoli, Qualiano e Marano di Napoli, tutti nel napoletano, Canti ha un ceppo nel nordmilanese e varesotto, uno tra forlivese, riminese e pesarese, uno nel grossetano ed uno a Roma, Cantelli è molto diffuso in Emilia, nel modenese, bolognese e ferrarese, con ceppi anche in Liguria, nel rovigoto, in Romagna, nel fiorentino, aretino e senese, nel romano e nel casertano e napoletano, Cantello sembrerebbe siciliano, di Mazzarino nel nisseno e di Assoro nell'ennese, con un ceppo anche nel torinese, a San Giusto Canavese e Foglizzo, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale italiano Cante di cui abbiamo un illustre esempio nel politico italiano di parte guelfa Cante dei Gabrielli da Gubbio (1260 circa - 1335 circa), che fu Podestà di Pistoia nel 1290, Podestà di Siena nel 1298 e Podestà di Firenze nello stesso anno, fu proprio lui ad emettere le due famose sentenze di condanna contro Dante Alighieri: quella del 27 gennaio e quella del 10 marzo 1302 con l'accusa di  concussione e baratteria.
CANTELMI
CANTELMO
Cantelmi ha un ceppo a Sulmona nell'aquilano, con presenze ad Ortona nel teatino ed a Roma, ed un ceppo a Teggiano nel salernitano, Cantelmo ha un ceppo a Roma, in Campania a Napoli, ad Avellino ed Atripalda nell'avellinese, a Vairano Patenora ed Ailano nel casertano ed a Sapri nel salernitano, dovrebbero derivare dal cognome normanno Kantelm, i Cantelmo arrivarono in Italia dalla Francia, forse dalla Provenza, al seguito di Carlo I° d'Angiò, questi conferì nel 1269 a Giacomo Cantelmo privilegi feudali con un vasto territorio in Abruzzo e nel frusinate, nel 1284 questi venne nominato Giustiziere d'Abruzzo da Carlo II°, furono conti di Alvito fino al 1454 quando re Alfonso V° d'Aragona concesse il titolo di Duca di Sora e di Alvito a Piergiampaolo Cantelmo, figlio di Nicola Cantelmo duca di Sora "Petrus Ioannes Paulus Cantelmus Sorae Albeti dux ", verso la fine del 1600 troviamo arcivescovo di Napoli il Cardinale Giacomo Cantelmo.
CANTERA
CANTERO
Cantera, molto molto raro è tipico dell'area che comprende il romano, l'aquilano ed il pescarese, Cantero è quasi unico, l'origine probabile è dalla gente cantoria, cioè i canteri o cantori di chiesa, che, nella zona di confine tra il romano ed l'aquilano, avevano acquisito un particolare rilievo sociale presso la corte papale arrivando ad ottenere il controllo politico di alcuni paesi, un'altra possibile ipotesi è che questi cognomi possano derivare dal fatto di essere attribuiti come soprannomi a dei benestanti, che, per distinguersi dal resto del popolo, assistevano alle funzioni religiose nella cosiddetta cantoria, cioè nell'area della chiesa riservata ai cantori.
CANTERGIANI Cantergiani è specifico del modenese, di Pavullo nel Frignano, Castelvetro di Modena, Sassuolo, Vignola, Castelnuovo Rangone e Modena, potrebbe derivare da un'alterazione
del termine medioevale castregianus, cioè di abitante del Castrum Feronianum, antico nome dell'attuale Pavullo nel Frignano, ma potrebbe anche derivare dal nome della località di Cantergiano nel territorio del comune di Pavullo nel Frignano nel modenese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
bisognerebbe considerare lo sviluppo del termine latino 'cantherius/canterius', non tanto nel suo significato di 'cavallo castrato', quanto piuttosto in quello, usato da Columella, di 'palo per sostenere le viti'. 'Canterianus' (che non esiste nel lat. classico), potrebbe essere un termine tardo affine a 'cantheriatus' che invece esiste e significa 'posto sopra gioghi semplici, di viti messe a cavalletto'. Una specie di viticoltore, quindi. La G potrebbe essere di origine epentetica.
CANTERI Canteri è tipico del veronese, di Verona, Roverè veronese e Bosco Chiesanuova, potrebbe derivare dal termine latino canterius (filare di viti), forse ad indicare che il capostipite facesse di mestiere il vignaiuolo, ma il termine cantherius, di origine barbarica, dal termine illirico catar (mulo), indicava anche in epoca medioevale il cavallo da tiro o da soma, ed il cognome potrebbe anche aver avuto origine da soprannomi originati da questo termine, ad indicare il mestiere del capostipite o sue caratteristiche fisiche.
ipotesi fornite da Gilberto Trombin
Canteri deriva dal nome di una contrada Cantero sita nelle prealpi venete alle spalle di Verona, nella zona denominata Lessinia, in origine molto probabilmente il nome della località era Kanter.
CANTIANI
CANTIANO
Cantiani ha un piccolo ceppo nell'anconetano a Serra San Quirico e Fabriano, che potrebbe derivare dal nome del paese di Cantiano nell'urbinate, un ceppo molto più consistente a Roma e nel romano ed a Ronciglione nel viterbese, ha inoltre un ceppo nel potentino a Marsicovetere, Cantiano, molto molto raro, sembrerebbe di Albano Laziale e Roma, dovrebbero derivare dal cognomen latino Cantianus, un personale dei liberti della Gens Cantia, che oltre a Roma e nel romano aveva proprietà anche nelle Marche ed in Friuli, ricordiamo con questo nome San Cantianus martire romano decapitato in Friuli nell'anno 303 sotto l'imperatore Diocleziano.
CANTIELLO Cantiello è tipico del casertano, di Casal di Principe, Macerata Campania, Santa Maria Capua Vetere, Grazzanise, San Cipriano d'Aversa, Portico di Caserta, San Tammaro e Capua e di Sant'Antimo e Napoli nel napoletano, dovrebbe derivare da un soprannome, nella parlata catalana antica il cantiello era un pezzetto dell'Ostia consacrata, ma cantiello nel dialetto campano arcaico era il cantuccio, l'angolino e potrebbe far riferimento alla posizione dell'abitazione dei capostipiti.
CANTIER
CANTIERI
CANTIERO
Cantier, quasi unico, sembrerebbe friulano dell'udinese, Cantieri ha un ceppo a Verona e nel veronese ed uno a Capannori e Lucca nel lucchese, Cantieroha un ceppo a Bovolone nel veronese con sparute presenze in Campania, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal termine arcaico veneto cantièr (cantiere navale, bacino di carenaggio), probabilmente ad indicare che i capostipiti lavorassero in un cantiere nautico o vi abitassero nelle immediate vicinanze.
CANTINA
CANTINI
Cantina, estremamente raro, potrebbe avere due ceppi, uno nel milanese ed uno nel viterbese, Cantini è originario della Toscana, potrebbero derivare entrambi dal mestiere di oste.
CANTON
DAL CANTON
Canton è tipico del Veneto centro orientale e del pordenonese, Dal Canton, sempre veneto, è però tipico del bellunese, di Quero e di Alano di Piave, con un ceppo anche a Venezia, potrebbero derivare da nomi di località o frazioni come Canton dell'Asino frazione di Storo (TN) o Canton di Verona, o Canton della Madonna di Padova, Contrà Del Dese o Canton di Castelfranco Veneto, e così molte altre, la locuzione Cantone o Canton in dialetto veneto è molto usata in tutta l'Italia del nord, ad indicare una parte di una regione o di un paese.
integrazioni fornite da Tibère Gheno
I dal Canton derivarono verosimilmente il loro cognome dal fatto di risiedere in una località marginale, in un canton del paese in dialetto. L'indicazione dal Canton riferita a una perona abitante a Quero compare però relativamente tardi, solo nella seconda metà del 1400, con Vetor di Antonio dal Canton. Probabilmente Vetor non veniva da fuori, ma era di Quero, di qualche famiglia, per ora non individuabile, al cui interno un ramo assunse quel nuovo nome.
CANTONE Cantone ha un ceppo forse originario nel lodigiano, cremonese e mantovano, nella Lombardia nordoccidentale e nel Piemonte nordorientale, ha un ceppo tra casertano e napoletano ed uno in Sicilia, soprattutto nel catanese, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cantonus di cui abbiamo un esempio in una Carta finis et refutationis causa transactionis del 1174 a Prada (LO): "...iuxta legem una cum noticia de propinquioribus parentibus suis, hii sunt Carnelvalis et Belonus de Vailathe, propinqui suprascripte Bilie, et Cantonus et Dominicus, propinqui suprascripte Zusiane, et Goizo, pater suprascripte Berlende, et Lanfrancus Gerbilinus, propinquus...", nel 1200 troviamo un Cantonus de Cantono consigliere del governo cittadino di Mantova.
CANTONI Cantoni è un cognome del centro nord Italia con più di un ceppo lombardo ed emiliano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cantonus (vedi CANTONE), ma potrebbe anche derivare da un soprannome legato ad una posizione (quelli dell'angolo (canton in dialetto)).
CANTOREGGI Cantoreggi, molto molto raro, è specifico del varesotto, dovrebbe derivare dal nome della Contrada Cantoreggio di Masnago, una frazione di Varese, questa contrada nei tempi antichi esisteva come agglomerato urbano a se stante, con una propria identità locale.
CANTU' Cognome lombardo, deriva dal toponimo Cantù (CO).
CANZI Cognome lombardo, dovrebbe derivare dal toponimo Canzo (CO).
CANZIAN Tipico friulano e trevigiano, deriva dal cognomen latino Cantius e Cantianus, ricordiamo i fratelli santi Cantius, Cantianus e Cantianilla che nel III° secolo si trasferirono dalla natia Roma ad Aquileia (UD) e nel 303 subirono il martirio; in alcuni casi può esserci anche una derivazione dal toponimo San Canzian d'Isonzo (TS).
CANZIANI Sembrano esserci due ceppi, nel nordmilanese e varesotto e nel triestino, potrebbero entrambi derivare sa toponimi Canzo (CO) e San Canzian d'Isonzo (TS), Canziano sembra essere unico, dovrebbero derivare dal cognomen latino Cantianus (vedi Canzian).
CANZONIERI Un ceppo in provincia di ragusa ed uno in provincia di Reggio Calabria, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un mestiere.
CAO Cao è un cognome tipicamente sardo, di Cagliari e del cagliaritano, di Monserrato, Selargius, Quartu Sant'Elena e Decimomannu, con un ceppo anche a Villanovafranca nel Medio Campidano, ma presenta un ceppo significativo anche a Caneva e Sacile nel pordenonese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CAO: Per il significato e l'etimologia vedi Cau, ma non sappiamo se la forma più antica sia Cao o Cau. Attualmente il cognome Cao è presente in 131 Comuni italiani, di cui 40 in Sardegna (area di Cagliari): Cagliari 157, Monserrato 42, Selargius 40, Villanovafranca 38, Quartu S. E. 35, etc. Anche nelle carte antiche è presente nelle due varianti: Cao e Cau. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388,  figurano: Cao Petro, ville Leunelli (odierno Neonelli. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Cao Raimondo, majore( amministratore, sindaco) ville Orteddi(* Oroteddi.odierna Orotelli. Curatorie Dore). Nella storia contemporanea ricordiamo Cao Umberto (Cagliari 1871 - 1959), intellettuale e politico. Esponente di punta del movimento regionalista ed autonomista, già dal 1921 divenne uno degli ideologi del Partito Sardo D'Azione. Nello stesso anno fu eletto deputato al Parlamento, con Pietro Mastino, Paolo Onano ed Emilio Lussu,  ma nel 1924 dichiarò la sua adesione al Fascismo.
CAODURO
CAUDURO
Caoduro è specifico di Vicenza, Monticello Conte Otto e Montecchio Maggiore nel vicentino, e di Giavera del Montello nel trevisano, Cauduro è specifico del trevisano, di Volpago del Montello e Giavera del Montello in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome con il significato di testa dura, che può essere interpretato in diversi modi, potrebbe ad esempio sottolineare l'ostinazione e la caparbietà del capostipite, come potrebbe fare riferimento ad episodi dove lo stesso abbia dato sfoggio di una particolare resistenza cranica, magari in scontri militari, ma la cosa più probabile è che si faccia riferimento al luogo d'origine della famiglia, che potrebbe essere stata la contrada chiamata Caoduro (Capo Duro), come quella ad esempio citata in un contratto di affitto di un Mulino con casa murata in Contrà Caoduro (del Capo Duro) di Barbarano Vicentino, atto stipulato appunto nel vicentino il 27 settembre del 1538.
CAOLO Caolo, molto molto raro, sembrerebbe tipico del salernitano, con un piccolo ceppo a Padula ed a Santa Marina, potrebbe derivare dal nome del paese di Caolo Raspullo nel potentino.
CAON Caon è tipicamente veneto, particolarmente presente nel trevisano a Resana, Castelfranco Veneto e Loria, nel padovano a Villa del Conte, Campo San Martino. San Giorgio delle Pertiche e Santa Giustina in Colle, con un ceppo anche a Venezia e nel romano a Gallicano Sabina, probabile frutto dell'emigrazione veneta per la bonifica delle Paludi Pontine, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale veneto basato sull'accrescitivo del termine dialettale cao (capo, testa, capoccia, chi comanda), probabilmente con il significato di capoccione, forse anche semplicemente perchè i capostipiti erano dotati di una testa particolarmente grossa.
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