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CAPACI Molto raro è specifico del palermitano, dovrebbe derivare dal toiponimo Capaci (PA).
CAPANCIONI Capancioni, molto molto raro, è specifico del Piceno, di Fermo e Porto San Giorgio.
CAPANNOLI Capannoli è tipico del senese, di Siena soprattutto e di Castelnuovo Berardenga, dovrebbe derivare dal toponimo Capannoli nel pisano, probabilmente usato per identificare dei profughi dal pisano in epoca di conflitti tra guelfi e ghibellini.
CAPARROTTI Assolutamente rarissimo, probabilmente originario del sud Italia (Calabria?)
CAPASA Tipico del Salento, di Martano, Bagnolo Del Salento e Lecce.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Tipico del leccese, questo cognome deriva dal termine dialettale capasa, col significato di giara, vaso: si tratta, infatti, di un tipo di contenitore (detto anche capasone o capasunu in dialetto) che un tempo veniva utilizzato per la conservazione dei prodotti locali (soprattutto vino e olive, ma anche cereali e fichi secchi). L’origine del termine va ricercata nel latino capax, col significato di ampio, capace, adatto cioè a contenere molte cose al suo interno (con chiaro riferimento alla capacità delle capase). In conclusione, dunque, visto anche che si parla di un prodotto tipicamente locale, l’ipotesi più probabile è che il cognome Capasa sia nato sulla base un nome di mestiere attribuito a un vasaio o, più nello specifico, a un fabbricante di capase.
CAPASSI
CAPASSO
Capassi, molto molto raro, è tipico della zona tra aquilense e frusinate di Avezzano (AQ) in particolare, Capasso è decisamente campano, con ceppi anche nel vicino Lazio, nel barese e nel potentino, ma la massima concentrazione è nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal mestiere del capostipite produttore di giare e vasi (vedi CAPASA) o da caratteristiche fisiche dello stesso.
CAPECE Capece ha un nucleo importante a Picerno nel potentino ed uno nel napoletano e salernitano nonchè un ceppo nella penisola salentina, Capeci, assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, tracce di questa cognomizzazione le troviamo in Calabria nel 1408, quando la contea di Laureana di Borrello (RC) fu venduta dal re Ladislao a Bernardo Capece.
integrazioni fornite da Cosimo De Giovanni de Centelles
La famiglia Capece, una delle famiglie più potenti del regno, era originaria della Campania.  Avversi agli Angioini e sostenitori degli Aragonesi con il prevalere della prima fazione essi furono costretti a rifugiarsi chi in Dalmazia, chi in Sicilia e chi in Terra d'Otranto. Qui ottennero varie baronie, principati e marchesati. Da un ramo principale discesero i Baroni di Lucugnano (LE) e da questo quello di Barbarano (LE) e da quest'ultimo a sua volta discese il ramo dei Baroni di Corsano. Nel 1663 don Giovan Giuseppe Cicala, Barone di Corsano e discendente dei Securo di Corsano vendette il feudo a Giovan Tommaso Cicala per atto del notar Rausa. I Capece detennero tale titolo fino all'eversione della
feudalità. Ultima rappresentante fu donna Carmela (n. 1849) andata in sposa a un Galluccio che ne ereditò il titolo puramente formale. Dai Galluccio il titolo di baroni di Corsano passò ai Mongiò.
CAPECELATRO Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini molisane o campane, agli inizi del 1600 Andrea Capecelatro è feudatario nell'avellinese, nel 1651 Ettore Capecelatro è reggente del Consiglio Collaterale a Foggia, nella seconda metà del 1600 Francesco Capecelatro è Marchese di Lucito (CB) e i Capecelatro sono Duchi di Siano (SA), nella seconda metà del 1700 Giuseppe Capecelatro è Arcivescovo di Taranto.
CAPECCI Cognome tipico delle Marche con un ceppo nel  Piceno, uno nel pesarese ai confini con l'anconetano, uno nel perugino ed uno in provincia di Roma.
integrazioni fornite da prof. Walter Angelini
Tipico delle Marche, e nello specifico della zona del Piceno, questo cognome nasce ad Acquaviva Picena (AP) nel 1690 come alias affiancato all'originario cognome Camelis o Camela (antica famiglia proveniente da Pietra Camela, in Abruzzo). Il ramo principale dei Camelis o Camela, nobile famiglia di Ripatransone nel 1571 diede, tramite  Hierolamus Camelae, appartenente al Consiglio di Cernita, un contributo importante per l'erezione di questo luogo al rango di Diocesi e, contestualmente di città, da parte del Papa Pio V° ( vedi il libro L'erezione della diocesi di Ripatransone, pagine di storia religiosa marchigiana sec. XVI°, opera di Monsignor Giovanni Papa, 1976 Ediz.Studia Picena). Questa famiglia si trasferì ad Acquaviva Picena intorno al 1631.  Fu qui che il cognome Camelis si trasformò in Capecci ( dal latino Caput,capitis, equivalente del toscano Capecchio, e che si riferisce alla pregiata fibra del lino).  A partire dal 1773, sempre ad Acquaviva Picena (AP), la famiglia Capecci diede il via alla tradizione ( ancora oggi in vigore) di dare ad ogni primogenito maschio il nome Giuseppe e  Valerio, alternandoli ad ogni generazione. Attualmente il ramo principale della nobile famiglia Camelis-Capecci è fiorente in San Benedetto del Tronto (AP) con il Prof.Giuseppe, Ch.mo Accademico Gentium Pro Pace, e coi due figli Mauro Valerio e Gianmarco. Lo stemma della famiglia, risalente ai Camelis di Ripatransone ( conservato presso la biblioteca del Museo Archeologico di Ripatransone) è uno scudo accartocciato, partito: nel primo a sei bisanti posti in cintuta e sormontati da una corona, nel secondo ad un leone alato e rivolto, armato e lampassato.
integrazioni fornite da Francesco Capecci
In merito alla storia del cognome Capecci, debbo ritenere che lo stesso sia compresente in vari luoghi delle Marche almeno dal 17° secolo.  In Urbino, nell'oratorio di San Giuseppe è presente nell'elenco dei confratelli deceduti all'inizio del secolo 18° un Francesco Antonio Capecci o Capeci, priore del convento dei frati minori di Urbino all'epoca del decesso. Ritengo pertanto che il cognome sia apparso in più luoghi delle Marche, e non solo tramite il ramo gentilizio riportato.
CAPELLA Ha un ceppo a Borgo Val di Taro (PR), uno a Villa Di Serio (BG) ed uno a Torino, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia abitava in prossimità di una Cappella o veniva indicata come Quelli della Cappella grazie ad un particolare fatto, di quest'uso abbiamo un esempioin un attyo del 1117: "...Preterea quinque plegios abbati et monachis dedit, Popart de Montargum, Normandum Pochin, Petrum Mocel, Britonem de Capella, Gervasium de Marciliaco, quod quicquid tunc illis promittebat et dabat...", in questo scritto del 1416 si vede un principio di cognominizzazione: "...fecerunt harengas suas insimul XVI Junii : Petrus Faitray, Matheus de Capella, Frater Poncius Goberti...".
CAPELLARI
CAPELLETTI
CAPELLI
CAPELLINI
CAPELLO
CAPPELLA
CAPPELLARI
CAPPELLI
CAPPELLINI
CAPPELLINO
CAPPELLO
Capellari, molto raro è dell'area che comprende il mantovano, il veronese, il bolognese ed il ferrarese, con presenze anche nell'udinese, Capelletti è specifico del sudmilanese e del cremonese, sono concentrati in Lombardia, Emilia e Liguria Capelli e Capellini sembrano essere originari della zona tra Piacenza e Cremona, piemontese Capello,Cappella è diffuso nel centro Italia, sembrerebbero esserci tre nuclei, nel Lazio, nelle Marche in provincia di Macerata e nel Molise in provincia di Campobasso, Cappellari è tipico del Triveneto, con massima concentrazione nel vicentino e nel padovano, è diffuso in tutta Italia Cappellini, soprattutto al centro Cappelli, in provincia di Palermo e di Cuneo Cappellino, siciliano Cappello, ma con presenze massiccie anche in provincia di Lecce e nel Veneto. Tutti questi cognomi sono originati da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche o identificatori di mestiere, quali il venditore o fabbricante di cappelli.
integrazioni fornite da Cappella
Cognomi come questi nel sud italia venivano attribuiti a persone dotte e colte di gusto e finezza e comunque aristocratiche, a differenziarsi dal popolo comune.  Un certo Nicolò Cappella ebbe nel 1333,dopo un grave lutto identificabile nello stemma dalle strisce nere,il feudo "molisena",e si trasferì dal nord Italia,probabilmante Venezia o Piacenza, in Molise.  Nicolò ebbe una figlia, Franca Cappella che diede in sposa a Nicolò D'Arezzo. La corona sulla stemma di famiglia è di marchese, per cui è probabile che questo fosse il titolo di cui era stata investita la famiglia Cappella; un'altra ipotesi è la discendenza diretta dalla famiglia Cappelli, con il tempo il cognome si sarebbe mutato probabilmente da Cappelli in Cappella; tutt'oggi la famiglia Cappella è presente in Molise in modo notevole,nelle Marche e in Lazio.
CAPERDONI Tipico della provincia di Milano e Lodi dovrebbe essere originato da un soprannome derivato da un nome di località, che potrebbe essere "la casa del perdono" non meglio identificata.
CAPEZZERA Sembrerebbe originario della provincia di Potenza, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un nome di località "casa della pezzera".
CAPILUNGO
CAPOLUNGO
Poco comune originario del leccese Capilungo, mentre è decisamente perugino Capolungo, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche.
CAPISTRANO Capistrano ha un ceppo a Sarno nel salernitano ed uno in provincia di Vibo Valentia, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Capistrano nel valentiano.
CAPITANI
CAPITANIO
Presente in tutto il centro nord Capitani, Capitanio ha la sua massima concentrazione nel lombardo veneto, ma presenta ceppi anche nel Lazio, negli Abruzzi e nelle Puglie. Questi cognomi derivano da soprannomi originati dal vocabolo medioevale Capitaneus (capitano, massima autorità cittadina), soprannomi raramente derivanti dall'aver fatto parte della famiglia di un Capitaneus, più spesso per esserne al servizio o in qualche modo collegati.
CAPIZZI Cognome originario della Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche, essendo la contrazione di un capiddi rizzi (capelli ricci).
CAPO Sembra avere un nucleo in Campania, nel salernitano in particolare, un ceppo nel veneziano ed un ceppo nel trapanese, dovrebbe derivare dall'apocope di cognomi o soprannomi composti dal vocabolo capo seguito normalmente da un aggettivo; ad esempio da Caporizzo si arriva a Capo.
CAPOALDI
CAPOALDO
GABUALDI
Capaldi è tipico dell'area che comprende l'Abruzzo, il Lazio, in particolare il frusinate, ed il casertano, Capaldo è diffuso nell'aquilano, nel Lazio centromeridionale, nella Puglia centrosettentrionale ed in Campania, Gabualdi, quasi unico, è del nord, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite modificazioni distorsive dal nome longobardo Gabualdus, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Conversano (BA) in un atto del 1610 dove un tale Vito Capaldo  è citato in giudizio.
CAPOANI Cognome originario del cremonese, la sua derivazione dovrebbe essere dal toponimo Capua (NA) ipotizzando una lontana origine campana.
CAPOBIANCO Molto diffuso al sud, nel Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, ha un ceppo anche nell'agrigentino, deriva da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, come l'essere bianco di capelli.
CAPOCCIA
CAPOCCI
Capoccia è tipico di Umbria e Lazio, con un ceppo anche nel Salento, Capocci, molto più raro, ha un ceppo a Roma e nella zona di Cassino (FR) e Picinisco (FR) ed uno in Umbria a Terni, dovrebbero derivare dal cognomen tardo latino Capoccius, abbiamo ad esempio quattro Cardinali Capoccius tra il 1200 ed il 1400: "...Nam inter alios eminuit Cardinalis Rainerus Capoccius, qui tempore Innocentij IV e Flisca Familia insigni Genuensi, cum Fridericus secundus Imperator suam Civitatem occupasset, adiuvantibus Consanguineis proprijs,...".
CAPODACQUA Tipico di Capistrello ed Avezzano nella provincia de L'Aquila, con ceppi anche nelle Marche e nel Lazio, dovrebbe derivare da toponimi Capodacqua di Celano (AQ), ma è pure possibile una derivazione da nomi di località come Capodacqua (PG), (AP) o (LT).
CAPODANNO Cognome tipicamente campano, del napoletano soprattutto, derivano dal nome arcaico Capodanno che veniva a volte attribuito ai figli nati a Capodanno.
CAPODILUPO Capodilupo, di probabili origini abruzzesi e laziali, ha un piccolo ceppo nel pescarese, uno nel latinense, uno nel foggiano ed uno nel beneventano, dovrebbe derivare da soprannomi originati dalla presenza, un tempo molto diffusa, del lupo nelle zone appenniniche.
CAPOFERRI Due i ceppi uno lombardo tra la provincia di Bergamo e Brescia ed uno marchigiano abruzzese, tra Ascoli Piceno e Teramo, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche testa dura come il ferro o dall'occupazione di mastro ferraio.
CAPOLEI
CAPOLEONI
Capolei è tipico di Roma, Anzio e Marino, sempre nella provincia romana, Capoleoni, molto molto raro, sembrerebbe specifico della provincia di Roma, di Roma stessa e di Zagarolo (RM), dovrebbero derivare dal nome medioevale Capoleo, Capoleonis, forma contratta del nome Caputleonis (testa di leone), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco degli scolari dell'Ateneo di Perugia dove sotto l'anno 1596 troviamo iscritto un certo Lelius Capoleo originario della provincia di Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Capoleone, col significato letterale di testa di leone, da intendersi o in senso laico (quale simbolo di fierezza, di coraggio) o in senso religioso (quale simbolo cristiano). Per capire meglio quest’ultimo significato, innanzitutto, va ricordato che la simbologia cristiana rappresenta il leone non soltanto come immagine di misericordia e di regalità, ma anche come simbolo dell’Incarnazione e della Resurrezione di Gesù Cristo; il riferimento alla testa del leone, inoltre, può essere spiegato dall’antica credenza secondo la quale tutte le qualità attive del leone sono situate nella parte anteriore del corpo (testa, petto e zampe anteriori), mentre la parte posteriore, sempre secondo tale credenza, ha una semplice funzione di sostegno (anterioribus partibus coelestia refert, posterioribus terram, come sostenevano gli antichi autori cristiani).  Seguendo quest’interpretazione, allora, la simbologia cristiana attribuisce alla parte anteriore del corpo l’immagine della natura divina di Cristo e a quella posteriore il simbolo della Sua natura umana. Tornando al cognome in questione, tracce del nome Capoleone si trovano in Umbria nel ’500, col poeta Capoleone Ghelfucci (Capoleo Ghelphutius) da Città di Castello (autore di poemi religiosi, fra i quali Il rosario della Madonna - Poema eroico), ma noto anche all'interno della sfera politica, dove occupò la carica di paciere, gonfaloniere e priore del popolo e, nel 1582, anche quella di consigliere dei Quaranta.
CAPONE
CAPONI
CAPONIO
CAPONNETTO
Capone è un cognome del centro sud, Caponi è della Toscana settentrionale, Marche, teramano, Umbria, Lazio, pugliese Caponio che è originario dell'area compresa tra le provincie di Bari e Taranto, Caponnetto è tipico del catanese, tutti questi nomi dovrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche (testa grossa). Tracce molto antiche di queste cognominizzazioni si trovano ad esempio nell'alessandrino in una Recordatio terrarum della seconda metà del 1100: "...coheret: Rufinus Deta et veder. Arnaldus Caponus .III. staria; coheret: Rufinus Deta et Manegoto et via et veder. Manegotus .XX. staria; coheret: Arnaldus Caponus et veder et Burmia..." o anche nel XV° secolo: "...ex quibus Caponus, magnam pecuniae vim profundens viginti et octo suffragia, sive emit, sive impetravit; Cardinalis autem de Medicis opera, Chigius, prudens et probus vir ab omnibus habitus, Pontificis quondam monasterium,...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
il cognome Capone, come Caponnetto, sono anche siciliani (Catania, Milazzo, Pace del Mela) e come tali provengono dal vocabolo siciliano.capuni = cappone, gallo castrato. Cfr. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Centro di Studi Filologici e Linguistici, Palermo, 1984, p. 62
CAPORALE
CAPORALI
CAPORALONI
Caporale è del centrosud, Caporali è tipico della fascia che comprende Toscana, Umbria e Lazio, Caporaloni, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario dell'anconetano, potrebbero derivare dalla posizione di chi è a capo dei braccianti o ha la mansione di fattore, è pure possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo dialettale marchigiano capuràle nome attribuito al fascio di spighe di grano posto in cima al covone.
CAPORASO Caporaso è tipico campanop con un ceppo principale nel beneventano e nel napoletano, ha ceppi anche a Roma e nella sua provincia ed a Prato ed Empoli (FI), dovrebbe derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, come l'essere con i capelli completamente rasati.
CAPORICCI
CAPORICCIO
Caporicci è tipico della zona centrale, del perugino, del romano e del frusinate e del campobassese, Caporiccio, molto più raro, è del latinense, dovrebbero originare da soprannomi determinati dalla capigliatura riccia del capostipite.
CAPORUSSO Caporusso sembrerebbe tipico del barese, di Bari, Barletta, Acquaviva Delle Fonti e Modugno, ma ha un ceppo anche nel frusinate a Vallerotonda e Piedimonte San Germano ed uno nel materano a Montalbano Jonico, dovcrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto di avere il capostipite i capelli rossi.
CAPOTONDI
CAPOTONDO
Capotondi ha un ceppo tra pesarese ed anconetano ed uno nel romano, Capotondo ha un ceppo umbro, soprattutto nel perugino ed uno nell'anconetano, dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche somatiche del capostipite, probabilmente con la testa calva.
CAPOTORTO Cognome pugliese originario della provincia di Bari, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche (testa storta).
CAPOTOSTI Tipico del centro, tra il Lazio l'Umbria e le Marche, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche (testa dura ).
CAPOVILLA Tipico delle Tre Venezie, del padovano e del trevigiano in particolare, potrebbe derivare da nomi di località come ad esempio Capovilla (VI) o anche dall'abitare la famiglia in un luogo elevato del villaggio o all'inizio dello stesso.
CAPOZZI
CAPOZZO
CAPOZZOLI
CAPOZZOLO
CAPPOZZO
CAPUOZZI
CAPUOZZO
Capozzi ha una grossa presenza nel Lazio tra le province di Roma e latina ed il nucleo principale tra napoletano, beneventano, avellinese, foggiano e barese, Capozzo ha un ceppo campano tra Alife e Gioia Sannitica nel casertano ed a Molinara (BN) ed uno nel barese ad Acquaviva Delle Fonti e Gravina In Puglia, Cappozzo ha un ceppo nel vicentino, uno nel beneventano ed uno tra foggiano e barese, Capuozzo è decisamente napoletano, Capuozzi, molto raro, è una modificazione del precedente, sia Capozzoli che Capozzolo sono specifici del salernitano dell'area del Cilento, dovrebbero derivare da un soprannome stante ad indicare una posizione di privilegio, cioè qualcuno a capo di altri uomini.come pastori, agricoltori, pescatori o manovali.
CAPPA Cappa è un cognome panitaliano, più diffuso nell'area lombardo, piemontese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale cappa (mantello), di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1185: ".. Et debeo dare Rainaldello pannaiolo de Sancto Xisto libras tres denariorum et solidos quinque de panno quod ab eo emi. Et Andree pannaiolo eiusdem loci debeo dare de una cappa quam emi ab eo libras tres et dimidiam denariorum. ..", soprannome forse motivato dall'abbigliamento abituale del capostipite, ma è anche possibile che il motivo sia da ascrivere al mestiere da lui esercitato.  Un esempio di questa cognominizzazione lo troviamo in una Charta venditionis del 1183: ".. a sero et monte heredis Beaque, pertice sex et tabule tres et pedes quinque et est propria; petia est buscus et dicitur in Carrobia Sancti Ambrosii, a mane Ambrosii Cappa et via, a meridie heredis Beaque et Asgerii de Concorezo, a monte Sancti Dionisii  ..".
CAPPAGLI
CAPPALLI
Cappagli è tipicamente toscano del livornese e pisano, in particolare di Livorno, Collesalvetti (LI) e Cascina (PI), Cappalli, molto più raro, anchesso del livornese di Rosignano Marittimo in particolare, è probabilmente una forma modificata del primo, potrebbero derivare da un soprannome originato da un antico termine marinaresco ad indicare forse che il capostipite svolgesse quel tipo di mestiere.
CAPPAI Tipico della Sardegna occidentale e del cagliaritano, di etimologia oscura e di origini probabilmente spagnole, troviamo questo cognome fin dal 1200 annoverato tra le famiglie nobili, quando Giovanni Chiano de Bas-Serra il Re di Arborea, uno dei 4 stati in cui è divisa la Sardegna, sposa la ricca benestante Vera Cappai figlia del banchiere Conte Johanni Perra de Cappai, nel 1667 Bonifacio Cappai viene insignito con il titolo di Don, Cavaliere ereditario e Nobile sardo.
CAPPARI
CAPPERI
Cappari è praticamente unico, Capperi, comunque assolutamente rarissimo, parrebbe emiliano, dovrebbero entrambi derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal termine medioevale magister capparius (artigiano che produce le cappe o mantelli), termine di cui abbiamo un esempio nell'atto del 1228 con il quale 4300 cittadini pisani giurarono di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, uno dei sottoscrittori si chiama infatti Bonifatius capparius.
CAPPELLETTI
CAPPELLETTO
Cappelletti è diffuso in tutto il centronord, Cappelletto è tipico veneto, del veneziano e trevigiano, derivano da soprannomi di epoca medioevale legati a volte a nomi di località individuabili dalla presenza di Cappelle votive, altre volte da un soprannome originato dal vocabolo cappello, esempio di questa consuetudine l'abbiamo nel 1400 nel parmense nel 1422 era Podestà a Busseto Giacomo Vitali, figlio di Bartolino, cittadino di Piacenza, di Milano e soprannominato il Cappelletto, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel 1500 a Grosseto con il lucchese Domenico Cappelletti, a Narni (TR) in un atto del 1572 un certo Martinus Cappellettus è uditore del governatore, nell'elenco del 1585 degli scolari dell'Ateneo di Perugia è citato un Agabitus Cappellettus.
CAPPONE
CAPPONI
Cappone, molto molto raro, è tipico del nordovest, Capponi è tipico del centro, con un forte ceppo in Umbria a Gubbio, Perugia e Terni, ma con il nucleo principale nel Lazio a Roma e San Felice Circeo (LT), possono derivare da un soprannome legato ad un mestiere.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome CAPPONI è massicciamente presente nel Centro e, in misura minore, nel Nord. Si presta a numerose interpretazioni che dovrebbero essere chiarite di volta in volta secondo il luogo geografico della sua comparsa.
Potrebbe essere un accrescitivo di CAPPA, dal tardo latino cappa = mantello con cappuccio, inteso come parola metonimica per un nome di mestiere (chi costruisce cappe), o anche. nomignolo per chi abitualmente indossava questo tipo di mantello come segno distintivo; potrebbe anche essere una variante di CAPONE, accrescitivo di CAPO = testa, nomignolo di chi aveva la testa grossa non in senso strettamente fisico, quanto piuttosto inteso come ‘arrogante, caparbio’, è pure possibile una derivazione da CAPPONE, dal latino capone(m) = gallo castrato da giovane, inteso come nomignolo spregiativo per chi era tradito dalla moglie, o parola metonimica per un nome di mestiere (chi allevava pollame). Le scarsissime occorrenze siciliane, calabresi e campane potrebbero riferirsi al termine dialettale capuni = un pesce di mare.
CAPPUCCINI Tipico del centro, con un forte ceppo nel Lazio, può derivare da un soprannome originato da un mestiere o dall'essere in qualche modo collegabile con i frati cappuccini, potrebbe anche essere originato dal toponimo Cappuccini (NA).
CAPPUZZO Assolutamente rarissimo, potrebbe essere padovano e trattarsi probabilmente di un errore di trascrizione del cognome Capuzzo, con un ceppo originario in Sicilia, nell'alto palermitano che potrebbe derivare da un soprannome originato da caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite.
CAPRA Diffuso in tutta l'Italia settentrionale centro occidentale con ceppi isolati anche al centro ed al sud, deriva da un soprannome legato al vocabolo capra, o per caratteristiche del mestiere di pastore o altro.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Milano nel 1400 con Baldassarre Capra cancelliere della curia arcivescovile.
CAPRARA
CAPRARI
CAPRARO
Caprara ha un ceppo nel Lazio, uno in Emilia, nel bolognese e modenese, uno nel veronese e probabili ceppi non secondari in Liguria, Molise e Basilicata, Caprari sembra avere un ceppo nel sondriese, uno nel reggiano, uno nell'anconetano ed uno nel Lazio, Capraro ha un ceppo veneto nel bellunese, vicentino e trevigiano, uno nel Lazio e Campania settentrionale, uno nell'agrigentino ed uno nel Salento, dovrebbero derivare o da toponimi come Caprarola (VT), Caprarico (MT), Caprarica di Lecce (LE), Caprara d'Abruzzo (PE), Caprara (RE), o monte Capraro nel Molise e molti altri, oppure dal cognomen latino Caprarius portato ad esempio da Caius Caecilius Metellus Caprarius console nel 113, o anche da soprannomi legati al mestiere di custode di capre.
CAPRESI Capresi, abbastanza raro, sembra tipico del senese, di Monteriggioni, Poggibonsi e Colle Di Val D`Elsa, potrebbero derivare da etnici di toponimi come Capraia (FI), (AR), (LU) o (LI) o direttamente da toponimi come Caprese (AR).
CAPRIATI Capriati è specifico di Bari, potrebbe derivare dal toponimo Capriati a Volturno nel casertano.
CAPRIOLI
CAPRIOLO
Caprioli è presente a macchia di Leopardo in Piemonte e Veneto, è molto diffuso in Lombardia, nel Lazio, in Puglia e nel potentino, Capriolo ha un ceppo piemontese ed uno nell'avellinese, potrebbe derivare da toponimi come ad esempio Serracapriola nel foggiano, Caprioli nel salernitano, Gerre de' Caprioli nel cremonese, Capriolo nel bresciano o altri simili.
CAPRIONE
CAPRIONI
Caprione, praticamente unico è forse dovuto ad errori di trascrizione di Caprioni, che è specifico del teramano, di Giulianova e Mosciano Sant`Angelo, in particolare, e di Bellante, Roseto degli Abruzzi e Teramo, ha anche un piccolo ceppo nello spezzino che dovrebbe derivare dal nome del promontorio del Caprione, l'ultimo della costa ligure di levante, dovrebbero derivare da un accrescitivo del nome o soprannome Capra, probabilmente attribuito al capostipite perchè pastore appunto di capre.
CAPRIOTTI Capriotti ha un ceppo riminese, uno tra Piceno e teramano ed uno nel romano, dovrebbe derivare da un ipocoristico del nome o soprannome Capra, probabilmente perchè il capostipite di mestiere avesse a che fare con le capre.
CAPUA Capua è diffuso in Lazio ad Amaseno nel frusinate ed a Roma, in Campania ed in Calabria a Crosia ed Acquappesa nel cosentino, dovrebbe derivare dal nome della città di Capua nel casertano.
CAPUANA
CAPUANI
CAPUANO
Capuana, abbastanza raro è tipico della Sicilia e potrebbe derivare dal toponimo Capuano località di Gangi (PA), Capuani ha un ceppo nel Lazio ed uno nel teramese, Capuano è particolarmente diffuso inel basso Lazio, in Campania ed in Puglia, derivano dall'etnico capuano (originario della città di Capua).
CAPURRO Capurro ha un grosso nucleo nel genovese, un piccolo ceppo nel napoletano ed uno altrettanto piccolo nel messinese, dovrebbe derivare da un vocabolo dialettale per capoccia, tracce di questa cognominizzazione nel genovese si trovano almeno dalla fine del 1300 quando un certo Francesco Capurro è rettore di San Nicolò di Voltri (GE), nella seconda metà del 1500 opera a Genova il notaio Antonio Capurro, il ceppo napoletano ha prodotto Giovanni Capurro, autore della celebre canzone «‘O sole mio».
CAPURSO Tipico pugliese, del barese soprattutto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di custode di capre o da caratteristiche del carattere del capostipite che potessero richiamare la testardaggine della capra.
CAPUSSI Capussi, quasi unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Cappussi che è tipico del Sannio di Poggio Sannita e Civitanova del Sannio nell'iserniese, l'origine del cognome dovrebbe essere attribuibile ad una forma dialettale di un soprannome originato dal fatto di essere probabilmente il capostipite al comando di una squadra di pastori di capre o di pecore.
CAPUTI
CAPUTO
Caputi ha un nucleo nella zona di Molfetta (BA), uno a Roma, uno a Napoli ed uno in Basilicata, soprattutto a San Fele (PZ), Caputo è estremamente diffuso in tutto il sud Italia, derivano dal soprannome medioevale Caputus originato probabilmente o dall'avere il capostipite una testa grossa o dall'essere estremamente cocciuto.  Tracce di questo cognome si hanno ad esempio ad Aversa già dal 1302, data di un atto dove si legge: "...Nomina hominum, et Vassallorum dicti Casalis Cayvani sunt hec videlicet: ... Cajvanus Caputus, Cannameli Thomas Caputus,...".
CAPUZZO
CAPUZZONI
Concentrato al nord Capuzzo, probabilmente originario della provincia di Padova, Capuzzoni è invece lombardo originario della zona tra Pavia e Milano. Questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati o a caratteristiche fisiche o a località d'origine casa del puzzo, cioè luogo dove si svolgeva una lavorazione maleodorante come ad esempio la concia delle pelli.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Nel meridione capuzzo può indicare chi è capo di un nucleo familiare colonico, di una squadra di lavoratori agricoli, di mandriani e pastori. Nel napoletano, inoltre, può rappresentare il nome regionale del muggine, capòzzo o capuzzo, “cefalo”. Nel Veneto potrebbe indicare il nome regionale del cavolo cappuccio, varietà di cavolo con le foglie avvolte strettamente in modo da assumere l’aspetto di una palla.

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