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CAPACCHI Capacchi è specifico del parmense, oggi presente a Palanzano ed a Parma, dovrebbe derivare da una forma alterata del termine capo (testa, colui che comanda), forse indicando così nel capostipite uno con la testa grossa o uno che occupasse una posizione di rilievo. Lo stemma sembrerebbe proporre una lontana origine ebraica (le tre stelle a sei punte), cui abbia avuto seguito una conversione (la mano alzata in segno di giuramento). I Capacchi furono feudatari di Vairo nel parmense e di Vallisnera nel reggiano.
CAPACCHIETTI Capacchietti ha presenze a Brescia e tra ascolano e teramano, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica di una forma semidispregiativa del termine capo (testa, colui che comanda).
CAPACCHIONE
CAPACCHIONI
Capacchione ha un ceppo campano nel salernitano, a Baronissi in particolare ed a Salerno e Battipaglia, ed uno pugliese nel foggiano, a San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia,  e nel barese, a Barletta e Canosa di Puglia, Capacchioni, quasi unico, dovrebbe essere il frutto di errori di trascrizione del precedente, potrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale riferibile agli abitanti, o a chi provenisse dal paese di Capaccio nel salernitano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Capacchione è un cognome del Barese e del Foggiano che deriva dal cognome base 'Capo', dal latino 'caput' = testa.
CAPACCIO Capaccio è tipicamente campano, del salernitano in particolare, di Campagna, Eboli, Bracigliano, Salerno, Olevano sul Tusciano, Battipaglia e Altavilla Silentina, con ceppi anche a Napoli ed a Frignano nel casertano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Capaccio nel salernitano, probabile luogo di provenienza delle famiglie.
CAPACI Molto raro è specifico del palermitano, dovrebbe derivare dal toponimo Capaci (PA).
CAPALBI
CAPALBO
CAPALDI
CAPALDO
GABUALDI
Capalbi, molto raro, ha un ceppo nel materano, in particolare a Stigliano, e nel cosentino a Mormanno, Capalbo ha un ceppo a Napoli, è ben presente in Basilicata, a Senise nel potentino ed a San Giorgio Lucano nel materano, ma la massima concentrazione è presente ad Acri e Corigliano Calabro nel cosentino, dove è molto diffuso anche a Rossano, Rose, Grisolia, Bisignano, Cosenza, Bocchigliero e Montalto Uffugo, e nel crotonese a Cirò, Cirò Marina, Strongoli e Verzino, Capaldi è specifico della fascia centrale che comprende le Marche, l'Umbria, il Lazio e l'aquilense, in particolare Celano, L'Aquila, Avezzano e Sulmona nell'aquilense, Cassino, Picinisco, Villa Latina e Cervaro nel frusinate, Ronciglione nel viterbese, Roma, San Severino Marche nel maceratese e Spoleto nel perugino, Capaldo ha un ceppo nell'aquilense a Campo di Giove e Sulmona, uno a Roma e ad Aplilia nel latinense, con il grosso concentrato in Campania a Napoli, a Casapesenna nel casertano,a Nocera Inferiore, Agropoli, Nocera Superiore, Castel San Giorgio, Pagani e Salerno nel salernitano e ad Avellino ed Atripalda nell'avellinese, Gabualdi, quasi unico, è del nord, dovrebbero tutti derivare direttamente o tramite modificazioni distorsive dal nome longobardo Gabualdus, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Palmi nel reggino, dove, in un atto del 1547, è indicato come beneficiario un tale Clericus Baptista Capalbus, ed a Conversano nel barese in un atto del 1610, dove un tale Vito Capaldo  è citato in giudizio.
CAPANCIONI Capancioni, molto molto raro, è specifico del Piceno, di Fermo e Porto San Giorgio.
CAPANNA
CAPANNI
CAPANNO
Capanna ha un piccolo ceppo tra riminese e pesarese, uno a Genova, uno a LIvorno, ma il ceppo più consistente è a Roma e nel romano con buone presenze anche nell'aquilano, nel teramano, nel'ascolano e nel reatino, Capanni ha un piccolo ceppo nel reggiano, uno tra forlivese e riminese ed uno in Toscana, soprattutto nel fiorentino e senese e nell'aretino e grossetano, Capanno, quasi unico, è probabilmente il frutto di errate trascrizioni dei precedenti, dovrebbero derivare dal nome dei tanti paesi contenenti la radice Capanna o Capanni.
CAPANNOLI Capannoli è tipico del senese, di Siena soprattutto e di Castelnuovo Berardenga, dovrebbe derivare dal toponimo Capannoli nel pisano, probabilmente usato per identificare dei profughi dal pisano in epoca di conflitti tra guelfi e ghibellini.
CAPANO Capano ha ceppi al sud nel napoletano, a Napoli, Torre del Greco, Casoria e Giugliano in Campania ed a Vibonati nel salernitano e Lauria nel potentino, ha un ceppo a deliceto nel foggiano, a Racale nel leccese ed a Corato nel barese, ed uno importante nel cosentino a Belvedere Marittimo, Cosenza e San Donato di Ninea ed a Catanzaro e Botricello nel catanzarese, dovrebbe derivare da nomi di località come quella citata in quest'atto tratto da Codex Diplomaticus cavensis: "In nomine domini sextodecimo anno principatus domni nostri gisulfi gloriosi principis, mense nobembri, undecima indictione. Memoratorium factum a nobis romualdus presbiter filius quondam petri et romoaldus presbiter, qui sumus pater et filius, eo quod coram presentia domne theodore filiae domni gregorii consuli et ducis romanorum, que fuerat uxor paldulfi filii.. .. parte occidentis passi centum sexaginta duo, et una pecia de terra cum arbustis et binea in locum selecta ubi trulianum dicitur, et una pecia de terra cum arbustum et castanietum in locum propiciano ubi capano dicitur, et alia pecia de terra ubi bico dicitur et milito vocatur. ...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1500 quando i Capano, principi di Pollica, fanno costruire e controllano la Torre di Cannetiello o del Capo della Punta nel salernitano, con funzione di Torre di avvistamento contro gli attacchi dei saraceni, nel 1550 Ferrante Capano diventa Signore di Siderno nel reggino, nella seconda metà del 1600 la principessa Vittoria Capano è la moglie del feudatario di Mesagne (BR) Nicola de Angelis, nel 1700 Marianna Capano Orsini, principessa di Pollica e anche contessa di Celso.
CAPARELLA
CAPARELLI
CAPARELLO
CAPPARELLA
CAPPARELLI
CAPPARELLO
Caparella è unico, Caparelli è del cosentino, di Mongrassano, Roggiano Gravina, Cerzeto, Rossano e Montalto Uffugo, Caparello, sempre calabrese, è più caratteristico di Lamezia Terme nel catanzarese, Capparella è laziale, con un grosso ceppo a Roma e nel romano ad Anguillara Sabazia, Tivoli, Civitavecchia e Guidonia Montecelio, e nel reatino a Poggio Mirteto, Monte San Giovanni in Sabina e Montopoli in Sabina, Capparelli ha un piccolo ceppo a Campochiaro nel campobassano, uno a Roma, uno a Napoli, uno a Foggia, ma il ceppo principale è in Calabria nel cosentino, ad Altomonte, Acquaformosa, Cosenza, Cerzeto, Mottafollone, Lungro, San Benedetto Ullano, Firmo, Fagnano Castello, Castrovillari, Rende e Verbicaro, Capparello, quasi unico, è del napoletano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da un soprannome basato su di un termine di origine grecanica per taverniere, o anche da un ipocoristico dialettale del termine latino magister capparius (artigiano che produce le cappe ed i mantelli).
CAPARROTTA
CAPARROTTI
Caparrotta è specifico di Lamezia Terme nel catanzarese, Caparrotti, assolutamente rarissimo, è  probabilmente originario della stessa zona calabrese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Caparrotti è un cognome calabrese, variante di Caparrotta che significa 'testa rotta'.
CAPASA Tipico del Salento, di Martano, Bagnolo Del Salento e Lecce.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Tipico del leccese, questo cognome deriva dal termine dialettale capasa, col significato di giara, vaso: si tratta, infatti, di un tipo di contenitore (detto anche capasone o capasunu in dialetto) che un tempo veniva utilizzato per la conservazione dei prodotti locali (soprattutto vino e olive, ma anche cereali e fichi secchi). L'origine del termine va ricercata nel latino capax, col significato di ampio, capace, adatto cioè a contenere molte cose al suo interno (con chiaro riferimento alla capacità delle capase). In conclusione, dunque, visto anche che si parla di un prodotto tipicamente locale, l'ipotesi più probabile è che il cognome Capasa sia nato sulla base un nome di mestiere attribuito a un vasaio o, più nello specifico, a un fabbricante di capase.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Capasa è cognome leccese e brindisino che P. Minervini, Diz. cogn. pugliesi, 122, considera variante del cognome base Capo.
CAPASSI
CAPASSO
Capassi, molto molto raro, è tipico della zona tra aquilense e frusinate di Avezzano (AQ) in particolare, Capasso è decisamente campano, con ceppi anche nel vicino Lazio, nel barese e nel potentino, ma la massima concentrazione è nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi originati o dal mestiere del capostipite produttore di giare e vasi (vedi CAPASA) o da caratteristiche fisiche dello stesso.
CAPECE Capece ha un nucleo importante a Picerno nel potentino ed uno nel napoletano e salernitano nonchè un ceppo nella penisola salentina, Capeci, assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Calabria nel 1408, quando la contea di Laureana di Borrello (RC) fu venduta dal re Ladislao a Bernardo Capece.
integrazioni fornite da Cosimo De Giovanni de Centelles
La famiglia Capece, una delle famiglie più potenti del regno, era originaria della Campania.  Avversi agli Angioini e sostenitori degli Aragonesi con il prevalere della prima fazione essi furono costretti a rifugiarsi chi in Dalmazia, chi in Sicilia e chi in Terra d'Otranto. Qui ottennero varie baronie, principati e marchesati. Da un ramo principale discesero i Baroni di Lucugnano (LE) e da questo quello di Barbarano (LE) e da quest'ultimo a sua volta discese il ramo dei Baroni di Corsano. Nel 1663 don Giovan Giuseppe Cicala, Barone di Corsano e discendente dei Securo di Corsano vendette il feudo a Giovan Tommaso Cicala per atto del notar Rausa. I Capece detennero tale titolo fino all'eversione della
feudalità. Ultima rappresentante fu donna Carmela (n. 1849) andata in sposa a un Galluccio che ne ereditò il titolo puramente formale. Dai Galluccio il titolo di baroni di Corsano passò ai Mongiò.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Capeceè cognome lucano presente a Picerno, Pisticci, Potenza, Ripacàndida e altrove, anche calabrese, siciliano, napoletano e nel Salento: abbreviazione di 'cacapece'. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.
CAPECELATRO Assolutamente rarissimo, dovrebbe essere di origini molisane o campane, agli inizi del 1600 Andrea Capecelatro è feudatario nell'avellinese, nel 1651 Ettore Capecelatro è reggente del Consiglio Collaterale a Foggia, nella seconda metà del 1600 Francesco Capecelatro è Marchese di Lucito (CB) e i Capecelatro sono Duchi di Siano (SA), nella seconda metà del 1700 Giuseppe Capecelatro è Arcivescovo di Taranto.
CAPECCHI Capecchi è molto diffuso in tutta la Toscana, soprattutto nel pistoiese, pratese e fiorentino e nel grossetano, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine italiano arcaico capecchio (sorta di ovatta di lino o canapa usata per imbottiture), forse ad indicare che il mestiere dei capostipiti fosse quello di tappezziere, quindi nel suo lavoro adoperasse quel tipo di materiale, ma potrebbe anche trattarsi di un soprannome denigratorio essendo il capecchio un prodotto di scarsissimo pregio. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo già dal medioevo, come possiamo vedere in un atto fiorentino del 1257, dove si può leggere: "..Qualiter Falconiere quondam Capecchi de Cafaggio tenetur & debet dare & solvere annuatim perpetuo dicto Episcopatui de mense Augusti prosuo poderi flarios duodecim grani. Nota quod Episcopatus Florentinus habet & tenet & possidet hodie dictum podere..".
CAPECCI Cognome tipico delle Marche con un ceppo nel  Piceno, uno nel pesarese ai confini con l'anconetano, uno nel perugino ed uno in provincia di Roma.
integrazioni fornite da prof. Walter Angelini
Tipico delle Marche, e nello specifico della zona del Piceno, questo cognome nasce ad Acquaviva Picena (AP) nel 1690 come alias affiancato all'originario cognome Camelis o Camela (antica famiglia proveniente da Pietra Camela, in Abruzzo). Il ramo principale dei Camelis o Camela, nobile famiglia di Ripatransone nel 1571 diede, tramite  Hierolamus Camelae, appartenente al Consiglio di Cernita, un contributo importante per l'erezione di questo luogo al rango di Diocesi e, contestualmente di città, da parte del Papa Pio V° ( vedi il libro L'erezione della diocesi di Ripatransone, pagine di storia religiosa marchigiana sec. XVI°, opera di Monsignor Giovanni Papa, 1976 Ediz.Studia Picena). Questa famiglia si trasferì ad Acquaviva Picena intorno al 1631.  Fu qui che il cognome Camelis si trasformò in Capecci ( dal latino Caput,capitis, equivalente del toscano Capecchio, e che si riferisce alla pregiata fibra del lino).  A partire dal 1773, sempre ad Acquaviva Picena (AP), la famiglia Capecci diede il via alla tradizione ( ancora oggi in vigore) di dare ad ogni primogenito maschio il nome Giuseppe e  Valerio, alternandoli ad ogni generazione. Attualmente il ramo principale della nobile famiglia Camelis-Capecci è fiorente in San Benedetto del Tronto (AP) con il Prof.Giuseppe, Ch.mo Accademico Gentium Pro Pace, e coi due figli Mauro Valerio e Gianmarco. Lo stemma della famiglia, risalente ai Camelis di Ripatransone ( conservato presso la biblioteca del Museo Archeologico di Ripatransone) è uno scudo accartocciato, partito: nel primo a sei bisanti posti in cintuta e sormontati da una corona, nel secondo ad un leone alato e rivolto, armato e lampassato.
integrazioni fornite da Francesco Capecci
In merito alla storia del cognome Capecci, debbo ritenere che lo stesso sia compresente in vari luoghi delle Marche almeno dal 17° secolo.  In Urbino, nell'oratorio di San Giuseppe è presente nell'elenco dei confratelli deceduti all'inizio del secolo 18° un Francesco Antonio Capecci o Capeci, priore del convento dei frati minori di Urbino all'epoca del decesso. Ritengo pertanto che il cognome sia apparso in più luoghi delle Marche, e non solo tramite il ramo gentilizio riportato.
CAPEI Capei, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere una famiglia nobile fiorentina, di origine etimologica oscura, personaggio di rilievo è stato il Cavaliere Federigo Capei al quale il Granduca di Toscana Ferdinando III° affidò l'incarico di Vicario regio dello Stato di Piombino nell'anno 1815.
CAPELLA Ha un ceppo a Borgo Val di Taro (PR), uno a Villa Di Serio (BG) ed uno a Torino, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia abitava in prossimità di una Cappella o veniva indicata come Quelli della Cappella grazie ad un particolare fatto, di quest'uso abbiamo un esempioin un attyo del 1117: "...Preterea quinque plegios abbati et monachis dedit, Popart de Montargum, Normandum Pochin, Petrum Mocel, Britonem de Capella, Gervasium de Marciliaco, quod quicquid tunc illis promittebat et dabat...", in questo scritto del 1416 si vede un principio di cognominizzazione: "...fecerunt harengas suas insimul XVI Junii : Petrus Faitray, Matheus de Capella, Frater Poncius Goberti...".
CAPELLARI
CAPELLETTI
CAPELLI
CAPELLINI
CAPELLO
CAPPELLA
CAPPELLARI
CAPPELLERI
CAPPELLI
CAPPELLINI
CAPPELLINO
CAPPELLO
Capellari, molto raro è dell'area che comprende il mantovano, il veronese, il bolognese ed il ferrarese, con presenze anche nell'udinese, Capelletti è specifico del sudmilanese e del cremonese, sono concentrati in Lombardia, Emilia e Liguria Capelli e Capellini sembrano essere originari della zona tra Piacenza e Cremona, piemontese Capello,Cappella è diffuso nel centro Italia, sembrerebbero esserci tre nuclei, nel Lazio, nelle Marche in provincia di Macerata e nel Molise in provincia di Campobasso, Cappellari è tipico del Triveneto, con massima concentrazione nel vicentino e nel padovano, è diffuso in tutta Italia, Cappelleri è specifico del reggino, di Roccella Ionica e Campo Calabro,  Cappellini, soprattutto al centro Cappelli, in provincia di Palermo e di Cuneo Cappellino, siciliano Cappello, ma con presenze massiccie anche in provincia di Lecce e nel Veneto. Tutti questi cognomi sono originati da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche o identificatori di mestiere, quali il venditore o fabbricante di cappelli.
integrazioni fornite da Cappella
Cognomi come questi nel sud italia venivano attribuiti a persone dotte e colte di gusto e finezza e comunque aristocratiche, a differenziarsi dal popolo comune.  Un certo Nicolò Cappella ebbe nel 1333,dopo un grave lutto identificabile nello stemma dalle strisce nere,il feudo "molisena",e si trasferì dal nord Italia,probabilmante Venezia o Piacenza, in Molise.  Nicolò ebbe una figlia, Franca Cappella che diede in sposa a Nicolò D'Arezzo. La corona sulla stemma di famiglia è di marchese, per cui è probabile che questo fosse il titolo di cui era stata investita la famiglia Cappella; un'altra ipotesi è la discendenza diretta dalla famiglia Cappelli, con il tempo il cognome si sarebbe mutato probabilmente da Cappelli in Cappella; tutt'oggi la famiglia Cappella è presente in Molise in modo notevole,nelle Marche e in Lazio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Capelli muove dal nome proprio medievale Capellus, dal lat. capillus «capello» documentato in carta modenese del 1154. Rientra nell'ambito dei soprannomi, per indicare persona sottile quanto un «capello». La sua diffusione è pari a quella del cognome Cappelli, che muove invece dal mediolatino cappellus «cappello; copricapo», da cappa «cappuccio», donde pure il diffuso cognome Cappi. Per il cognome Cappello, poco diffuso nel Modenese, si potrà pensare anche al toponimo Cappello del Cuneese. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
CAPELUTTI
CAPELUTTO
CAPPELUTI
CAPPELUTO
CAPPELUTTI
Capelluti e Capelluto, assolutamente rarissimi, sicuramente pugliesi, dovrebbe trattarsi di due forme alterate del cognome Cappelluti, che è tipicamente pugliese del barese, di Molfetta, Ruvo di Puglia, Bari e Bisceglie, Cappelluto, estremamente raro, e Cappeluti, praticamente unico, dovrebbero essere dovuti ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome basato probabilmente sul fatto che i capostipiti fossero dotati di una folta e rigogliosa capigliatura.
CAPERCHI
CAPERCHIO
CAPIRCHIO
Caperchi è decisamente romano, Caperchio, molto raro, è napoletano, Capirchio è tipico del latinense, di Itri, Terracina e Fondi, potrebbero derivare da un nome di località come Colle Caperchio nei pressi di Orte nel viterbese, ma più probabilmente derivano da soprannomi basati sul termine dialettale laziale caperchio (capecchio, cioè quel materiale filaccioso acome la bambagia usato per imbottiture), probabilmente motivato dal fatto che i capostipiti avessero dei capelli o barbe ispide, troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1400 a Pastena nel frusinate, dove in un atto testamentario viene citato come beneficiario un tale Cola Capirchio.
CAPERDONI Tipico della provincia di Milano e Lodi dovrebbe essere originato da un soprannome derivato da un nome di località, che potrebbe essere "la casa del perdono" non meglio identificata.
CAPEZZA
CAPEZZI
CAPEZZONE
CAPEZZONI
Capezza è specifico del napoletano, di Casamicciola Terme, Napoli, Gragnano e Pimonte, Capezzi , quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Capezzone è tipicamente laziale, di Roccasecca nel frusinate e di Roma, Capezzoni è praticamente unico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Capezza, che, nell'idioma popolare, significa letteralmente testa, capo (vedi Caputo e Testa): dal punto di vista etimologico, infatti, il termine capezza è un chiaro prestito dello spagnolo cabeza, derivato a sua volta dal basso latino capitia (forma popolare di caput (capo, testa)). Detto questo, però, va notato che talvolta i cognomi Capezza, Capezzone, etc potrebbero venire direttamente dalla Spagna, trattandosi cioè dell'italianizzazione dei cognomi spagnoli Cabeza e Cabezòn (forse si tratta anche di cognomi ebreo-sefarditi): com'è facile intuire, entrambi questi cognomi alludono a caratteristiche fisiche o comportamentali dei capostipiti, anche se, a ben vedere, non è affatto escluso un rapporto con la toponomastica spagnola - si pensi ai tanti toponimi spagnoli contenenti i termini cabeza e cabezòn, quali ad esempio Cabeza de Campo, Cabeza de Framontanos, Cabezòn de Pisuerga, Cabezòn de la Sierra, etc. Un'ultima ipotesi prima di concludere: per quanto improbabile, non si può escludere che qualche ceppo dei Capezza sia legato alla nobile famiglia dei Capece, anch'essa originaria del napoletano (vedi Capece).
CAPEZZERA Sembrerebbe originario della provincia di Potenza, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un nome di località "casa della pezzera".
CAPEZZUOLI Capezzuoli è tipicamente toscano del senese, di Poggibonsi, Colle di Val d'Elsa e San Gimignano, con un ceppo anche nel fiorentino a Firenze e Barberino Val d'Elsa, dovrebbero derivare dal nome della località di Capezzuolo situata nel promontorio di Piombino, davanti all'isola d'Elba, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti.
CAPEZZUTI
CAPEZZUTO
Capezzuti è praticamente unico, Capezzuto è tipico di Napoli e della fascia che comprende il casertano, il napoletano ed il salernitano, di Sparanise, Pastorano, Carinola e Camigliano nel casertano, di Castellabate, Salerno e Battipaglia nel salernitano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Capezzuto, che, nell'idioma popolare, significa letteralmente testone, dalla testa grossa o, in senso figurato, testardo, ostinato (vedi Caputo e Testa): dal punto di vista etimologico, infatti, l'aggettivo capezzuto è un chiaro prestito dello spagnolo cabezudo, tratto a sua volta dal sostantivo cabeza (per una spiegazione più approfondita, vedi Capezza). Detto questo, però, va notato che talvolta i cognomi Capezzuti e Capezzuto potrebbero venire direttamente dalla Spagna, trattandosi cioè dell'italianizzazione del cognome spagnolo Cabezudo (forse si tratta anche di un cognome ebreo-sefardita). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti, anche se, per quanto improbabile, non si può escludere una connessione con la toponomastica spagnola - in riferimento a uno dei tanti toponimi contenenti la radice cabez-.
CAPILONGO
CAPILUNGO
CAPOLONGO
CAPOLUNGO
Capilongo, molto raro, è specifico di Napoli, poco comune e originario del leccese Capilungo, mentre è decisamente perugino Capolungo, Capolongo ha un ceppo laziale a Roma e ad Anagni nel frusinate, uno campano nel napoletano, a Cicciano in particolare, con presenze anche a Tufino, Pozzuoli, Camposano e Napoli, ed un ceppo a Cerignola e Foggia nel foggiano ed a Gravina in Puglia nel barese, fovrebbero derivare da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche dei capostipiti, cioè una forma allungata del capo.
CAPILUPI
CAPILUPO
CAPILUPPI
CAPOLUPI
CAPOLUPO
Capilupi, molto molto raro, sembrerebbe di origini calabresi, di Catanzaro in particolare e di Pentone nel catanzarese, Capilupo, molto più raro, è del cosentino, Capolupi, assolutamente rarissimo, è presente solo al nord, dove è invece abbastanza diffuso Capiluppi, che ha un ceppo tra mantovano, reggiano e modenese, anche se in qualche caso può essere il frutto di errate trascrizioni anagrafiche del cognome Capolupo, che ha un ceppo nell'avellinese, ad Avellino, Capriglia Irpina, Sant'Angelo a Scala e Summonte, ed a Napoli, uno, probabilmente secondario, a Roma, uno a Matera ed uno nel cosentino a San Donato di Ninea, questi cognomi dovrebbero derivare dall'italianizzazione del nome longobardo, ma molto usato anche dagli svevi, Hauptwolf, che ha il significato di primo fra i lupi, di lupo dei lupi, cioè di grande capo glorioso, se pensiamo al valore attribuito alla figura del lupo presso i popoli germanici.
CAPIROSSI Capirossi è specifico dell'area bolognese, ravennate, di Imola e Monterenzio nel bolognese e di Riolo Terme, Faenza, Castel Bolognese e Brisighella nel ravennate, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che il capostipite fosse rosso di capelli, si può anche trattare di un cognome attribuito ad un trovatello, avente comunque la stessa motivazione.
CAPISTRANO Capistrano ha un ceppo a Sarno nel salernitano ed uno in provincia di Vibo Valentia, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Capistrano nel valentiano.
CAPITA
CAPITTA
Capita è quasi scomparso in Sardegna, Capitta, molto più diffuso, è tipico di Sassari e del sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CAPITA; CAPITTA: (per il significato e l'etimologia vedi Cabitza). Lo ritroviamo nelle carte antiche. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388 figurano: Capìta Ambrosius, ville Sasseri; Capìta Anthonius, ville Sasseri; Capita Arcoco - ville Terrenove (Olbia); Capita Arcoco - ville Terrenove; Capita Dominigho, ville Ecclesiarum (Iglesias - Villa di Chiesa); Capita Joanne, ville Selluri (Sanluri - Seddòri); Capita Manuel, jurato (guardia giurata, collaboratore del maiore - sindaco) ville Tiesi ( *odierno Tiesi. Contrate Caputabas). Sempre tra i firmatari della *LPDE troviamo: Capissa Juliano, ville Loddu (* distrutto. Contrate Partis Varicati - Barigadu). Nel condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XIII° sec., figura: Capiça Gosanrine (27) nella vendita di un terreno, coltivato a vigna in territorio di Semestene (oggi è un piccolo centro abitato di 227 anime, della provincia di Sassari). Attualmente il cognome CAPITA è presente in 13 Comuni Italiani, di cui 2 in Sardegna( con significato ed etimo diversi da quelli del continente): Sassari 3, Quartu S. E. 3. CAPITTA è presente in 42 Comuni italiani, di cui 19 in Sardegna (per lo più s nord, come nelle carte antiche): Sassari 110, Quartu S.E. 8 Cagliari 8.
CAPITANI
CAPITANIO
CAPITANO
Capitani è molto diffuso in tutto il centronord, Capitanio ha la sua massima concentrazione nel lombardo veneto, ma presenta ceppi anche nel Lazio, negli Abruzzi e nelle Puglie, Capitano sembrerebbe tipicamente siciliano del palermitano e dell'agrigentino, con un ceppo anche a Roma e piccoli ceppi nel savonese e nel napoletano. Questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo medioevale Capitaneus (capitano, massima autorità cittadina), soprannomi raramente derivanti dall'aver fatto parte della famiglia di un Capitaneus, più spesso per esserne al servizio o in qualche modo collegati ad un Capitaneo.
CAPIZZI Cognome originario della Sicilia, dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche, essendo la contrazione di un capiddi rizzi (capelli ricci).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Capizzi è un cognome siciliano che viene dal toponimo Capizzi (ME).
CAPO Sembra avere un nucleo in Campania, nel salernitano in particolare, un ceppo nel veneziano ed un ceppo nel trapanese, dovrebbe derivare dall'apocope di cognomi o soprannomi composti dal vocabolo capo seguito normalmente da un aggettivo; ad esempio da Caporizzo si arriva a Capo.
CAPOANI Cognome originario del cremonese, la sua derivazione dovrebbe essere dal toponimo Capua (NA) ipotizzando una lontana origine campana.
CAPOBIANCO Molto diffuso al sud, nel Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, ha un ceppo anche nell'agrigentino, deriva da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, come l'essere bianco di capelli.
CAPOCASALE Capocasale sembrerebbe un cognome meridionale, molto poco diffuso in Campania, in Calabria e nella Sicilia meridionale, in qualche caso potrebbe derivare dal nome del paese di Capocasale, una zona di Nocera Inferiore nel salernitano, e con questo nome anche varie altre frazioni, come ad esempio quella di Capocasale di Cosenza, in qualche altro caso, poco probabile, potrebbero invece derivare dalla posizione del capostipite, cui probabilmente veniva demandata la guida di un casale
CAPOCCELLO
CAPOCCETTA
CAPOCCETTI
CAPOCCI
CAPOCCIA
CAPOCCIONI
CAPOCCITTI
CAPOCCIUTI
CAPUCCI
CAPUCCIO
Capoccello è tipicamente pugliese, di Salice Salentino nel leccese e di San Pancrazio Salentino nel brindisino, Capoccetta, tipicamente laziale, è soprattutto di Ceccano nel frusinate, ma anche del latinense, Capoccetti ha un ceppo in Umbria, uno nell'aquilano ed uno tra romano e latinense, Capoccia è tipico di Umbria e Lazio, con un ceppo anche nel Salento, Capocci, molto più raro, ha un ceppo a Roma e nella zona di Cassino (FR) e Picinisco (FR) ed uno in Umbria a Terni, Capoccioni è di Viterbo, Capoccitti è specifico di Balsorano nell'aquilense e del vicino frusinate, Capocciuti è di Trevi nel perugino, Capucci ha un ceppo nel mantovano e nel vicino veronese, in Emilia nel bolognese e ferrarese e nel ravennate, forlivese e riminese, con piccoli ceppi anche nel romano e latinense, Capuccio ha un ceppo a Latina ed uno, molto piccolo, nel nisseno, che dovrebbe essere un alterato del cognome Cappuccio, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal cognomen tardo latino Capoccius, abbiamo ad esempio quattro Cardinali Capoccius tra il 1200 ed il 1400: "...Nam inter alios eminuit Cardinalis Rainerus Capoccius, qui tempore Innocentij IV e Flisca Familia insigni Genuensi, cum Fridericus secundus Imperator suam Civitatem occupasset, adiuvantibus Consanguineis proprijs,...", in alcuni casi potrebbero anche derivare da un soprannome originato forse dal fatto che il capostipite fosse dotato di una testa più grande del normale..
CAPODACQUA Tipico di Capistrello ed Avezzano nella provincia de L'Aquila, con ceppi anche nelle Marche e nel Lazio, dovrebbe derivare da toponimi Capodacqua di Celano (AQ), ma è pure possibile una derivazione da nomi di località come Capodacqua (PG), (AP) o (LT).
CAPODANNO Cognome tipicamente campano, del napoletano soprattutto, derivano dal nome arcaico Capodanno che veniva a volte attribuito ai figli nati a Capodanno.
CAPODICASA Capodicasa ha un ceppo a Foligno e Gualdo Cattaneo nel perugino, uno a Pescara ed uno a Siracusa ed a Palermo, dovrebbe derivare da capostipiti che avessero assolto la funzione di capi della servitù presso una casa patrizia o comunque presso famiglie molto benestanti.
CAPODIECI Capodieci ha un ceppo nel brindisino a Mesagne, Latiano, Cellino San Marco e Brindisi, ed a Trepuzzi nel leccese, ed un ceppo siciliano a Siracusa, dovrebbe derivare dal termine medioevale capodieci, una sorta di comandante di un gruppo di armati volontari, che si organizzavano spontaneamente in armata per combattere un'invasione, spesso saracena.
CAPODILUPO Capodilupo, di probabili origini abruzzesi e laziali, ha un piccolo ceppo nel pescarese, uno nel latinense, uno nel foggiano ed uno nel beneventano, dovrebbe derivare da soprannomi originati dalla presenza, un tempo molto diffusa, del lupo nelle zone appenniniche.
CAPOFERRI Due i ceppi uno lombardo tra la provincia di Bergamo e Brescia ed uno marchigiano abruzzese, tra Ascoli Piceno e Teramo, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche testa dura come il ferro o dall'occupazione di mastro ferraio.
CAPOGROSSI
CAPOGROSSO
Capogrossi ha un ceppo nell'anconetano a Cupramontana, Ancona e Falconara Marittima ed uno laziale a Roma, a Genzano di Roma nel romano, a Cori nel latinense ed a Pontecorvo nel frusinate, Capogrosso ha un piccolo ceppo ad Osimo e Filottrano nell'anconetano, uno a Roma ed a Formia nel latinense, uno ad Aversa nel casertano ed uno nel napoletano a Napoli, Caivano, Casoria e Frattaminore, il ceppo più consistente è in Puglia a Manduria nel tarantino ed a Trani nel barese, dovrebbero derivare da soprannomi derivati dal fatto che i capostipiti fossero dotati di una grossa testa.
CAPOLEI
CAPOLEONI
Capolei è tipico di Roma, Anzio e Marino, sempre nella provincia romana, Capoleoni, molto molto raro, sembrerebbe specifico della provincia di Roma, di Roma stessa e di Zagarolo (RM), dovrebbero derivare dal nome medioevale Capoleo, Capoleonis, forma contratta del nome Caputleonis (testa di leone), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio nell'elenco degli scolari dell'Ateneo di Perugia dove sotto l'anno 1596 troviamo iscritto un certo Lelius Capoleo originario della provincia di Roma.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Capoleone, col significato letterale di testa di leone, da intendersi o in senso laico (quale simbolo di fierezza, di coraggio) o in senso religioso (quale simbolo cristiano). Per capire meglio quest'ultimo significato, innanzitutto, va ricordato che la simbologia cristiana rappresenta il leone non soltanto come immagine di misericordia e di regalità, ma anche come simbolo dell'Incarnazione e della Resurrezione di Gesù Cristo; il riferimento alla testa del leone, inoltre, può essere spiegato dall'antica credenza secondo la quale tutte le qualità attive del leone sono situate nella parte anteriore del corpo (testa, petto e zampe anteriori), mentre la parte posteriore, sempre secondo tale credenza, ha una semplice funzione di sostegno (anterioribus partibus coelestia refert, posterioribus terram, come sostenevano gli antichi autori cristiani).  Seguendo quest'interpretazione, allora, la simbologia cristiana attribuisce alla parte anteriore del corpo l'immagine della natura divina di Cristo e a quella posteriore il simbolo della Sua natura umana. Tornando al cognome in questione, tracce del nome Capoleone si trovano in Umbria nel '500, col poeta Capoleone Ghelfucci (Capoleo Ghelphutius) da Città di Castello (autore di poemi religiosi, fra i quali Il rosario della Madonna - Poema eroico), ma noto anche all'interno della sfera politica, dove occupò la carica di paciere, gonfaloniere e priore del popolo e, nel 1582, anche quella di consigliere dei Quaranta.
CAPOLICCHIO Capolicchio sembrerebbe di origini istriane, anche se oggi è presente più in Piemonte, che in Friuli, si dovrebbe trattare dell'italianizzazione di un cognome austriaco o sloveno.
CAPONE
CAPONI
CAPONIO
CAPONNETTO
Capone è un cognome del centro sud, Caponi è della Toscana settentrionale, Marche, teramano, Umbria, Lazio, pugliese Caponio che è originario dell'area compresa tra le provincie di Bari e Taranto, Caponnetto è tipico del catanese, tutti questi nomi dovrebbero derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche (testa grossa). Tracce molto antiche di queste cognominizzazioni si trovano ad esempio nell'alessandrino in una Recordatio terrarum della seconda metà del 1100: "...coheret: Rufinus Deta et veder. Arnaldus Caponus .III. staria; coheret: Rufinus Deta et Manegoto et via et veder. Manegotus .XX. staria; coheret: Arnaldus Caponus et veder et Burmia..." o anche nel XV° secolo: "...ex quibus Caponus, magnam pecuniae vim profundens viginti et octo suffragia, sive emit, sive impetravit; Cardinalis autem de Medicis opera, Chigius, prudens et probus vir ab omnibus habitus, Pontificis quondam monasterium,...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
il cognome Capone, come Caponnetto, sono anche siciliani (Catania, Milazzo, Pace del Mela) e come tali provengono dal vocabolo siciliano.capuni = cappone, gallo castrato. Cfr. G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Centro di Studi Filologici e Linguistici, Palermo, 1984, p. 62
CAPONERA
CAPONERI
CAPONERO
Caponera, il più diffuso, ha un piccolo ceppo nel perugino, ma il grosso è concentrato nel romano e frusinate e nel latinense, Caponeri, molto molto raro, è tipico dell'area che comprende il senese, il perugino ed il ternano, soprattutto di Chianciano Terme nel senese, Caponero ha un piccolo ceppo nel pisano ed uno nel viterbese e romano, a Civitavecchia e Roma nel romano ed a Soriano nel Cimino nel viterbese, dovrebbero derivare da soprannomi medioevali, forse dovuti al colore nero dei capelli dei capostipiti, divenuti in seguito nomi, di quest'uso abbiamo un esempio in un atto del 1265 a Siena, dove l'estensore è un certo Buonadote figlio del già Caponero, l'uso continua, come riscontriamo in una registrazione di decesso a Siena nel 1648: "Adì 27 Settembre 1648 - Caterina detta Caponero, Vedova, Moglie già di Giovanni detto l'Imburchia riceuto tutti li Santissimi Sacramenti morì a hore quattro...".
CAPORALE
CAPORALI
CAPORALONI
Caporale è del centrosud, Caporali è tipico della fascia che comprende Toscana, Umbria e Lazio, Caporaloni, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere originario dell'anconetano, potrebbero derivare dalla posizione di chi è a capo dei braccianti o ha la mansione di fattore, è pure possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo dialettale marchigiano capuràle nome attribuito al fascio di spighe di grano posto in cima al covone.
CAPORASO Caporaso è tipico campanop con un ceppo principale nel beneventano e nel napoletano, ha ceppi anche a Roma e nella sua provincia ed a Prato ed Empoli (FI), dovrebbe derivare da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite, come l'essere con i capelli completamente rasati.
CAPORELLA
CAPORELLI
CAPORELLO
Caporella, assolutamente rarissimo, è probabilmente dell'area laziale e campana, Caporelli, molto molto raro, ha un piccolo ceppo ad Ancona e a Falconara Marittima nell'anconetano ed uno molto piccolo a Roma, Caporello ha un ceppo veneto a Padova ed uno laziale, a Palestrina ed a Roma, questi cognomi dovrebbero essere abbastanza recenti e dovrebbero derivare da soprannomi basati sul mestiere dei capostipiti, probabilmente dei fattori o dei capisquadra di lavoratori dell'agricoltura.
CAPORICCI
CAPORICCIO
Caporicci è tipico della zona centrale, del perugino, del romano e del frusinate e del campobassese, Caporiccio, molto più raro, è del latinense, dovrebbero originare da soprannomi determinati dalla capigliatura riccia del capostipite.
CAPORRINI
CAPORRINO
CAPURRI
CAPURRO
Caporrini, quasi unico, ha presenze nel romano e nel casertano, Caporrino ha un ceppo a Monte San Giacomo nel salernitano ed uno molto piccolo nel palermitano, Capurri, assolutamente molro raro, ha un piccolo ceppo a Piacenza, Capurro ha un grosso nucleo nel genovese, un piccolo ceppo nel napoletano ed uno altrettanto piccolo nel messinese, dovrebbero derivare, direttamente o tremite una forma ipocoristica, da un soprannome dialettale arcaico basato su di un termine con il senso di testa dura, ostinato, testardo, probabilmente identificando così un aspetto del carattere dei capostipiti. Tracce di queste cognominizzazioni nel genovese si trovano almeno dalla fine del 1300, quando un certo Francesco Capurro è rettore di San Nicolò di Voltri (GE), nella seconda metà del 1500 opera a Genova il notaio Antonio Capurro, il ceppo napoletano ha prodotto Giovanni Capurro, autore della celebre canzone «'O sole mio».
CAPORUSSO Caporusso sembrerebbe tipico del barese, di Bari, Barletta, Acquaviva Delle Fonti e Modugno, ma ha un ceppo anche nel frusinate a Vallerotonda e Piedimonte San Germano ed uno nel materano a Montalbano Jonico, dovcrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto di avere il capostipite i capelli rossi.
CAPOTI Capoti è specifico di Gallipoli nel leccese, potrebbe stare ad indicare chi abitasse proprio nella zona del Capo della penisola di Gallipoli.
CAPOTONDI
CAPOTONDO
Capotondi ha un ceppo tra pesarese ed anconetano ed uno nel romano, Capotondo ha un ceppo umbro, soprattutto nel perugino ed uno nell'anconetano, dovrebbero derivare da soprannomi originati da caratteristiche somatiche del capostipite, probabilmente con la testa calva.
CAPOTORTO Cognome pugliese originario della provincia di Bari, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche (testa storta).
CAPOTOSTI Tipico del centro, tra il Lazio l'Umbria e le Marche, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche o comportamentali (testa dura ) del capostipite.
CAPOVILLA Tipico delle Tre Venezie, del padovano e del trevigiano in particolare, potrebbe derivare da nomi di località come ad esempio Capovilla (VI) o anche dall'abitare la famiglia in un luogo elevato del villaggio o all'inizio dello stesso.
CAPOZIO
CAPOZZA
CAPOZZI
CAPOZZO
CAPOZZOLI
CAPOZZOLO
CAPPOZZO
CAPUOZZI
CAPUOZZO
Capozio ha ceppi a Roma, nel casertano, nel campobassano, nel foggiano ed a Siracusa, Capozza ha un ceppo campano, a Pesco Sannita nel beneventano, a Morra de Sanctis nell'avellinese e ad Eboli nel salernitano, uno grosso pugliese a Taranto, nel barese, a Corato, Andria, Bari e Putignano, ed a Lecce e Galatone nel leccese, uno a Crotone ed uno a Casteltermini nell'agrigentino, Capozzi ha una grossa presenza nel Lazio tra le province di Roma e latina ed il nucleo principale tra napoletano, beneventano, avellinese, foggiano e barese, Capozzo ha un ceppo campano tra Alife e Gioia Sannitica nel casertano ed a Molinara nelm beneventano ed uno nel barese ad Acquaviva Delle Fonti e Gravina In Puglia, Cappozzo ha un ceppo nel vicentino, uno nel beneventano ed uno tra foggiano e barese, Capuozzo è decisamente napoletano, Capuozzi, molto raro, è una modificazione del precedente, sia Capozzoli che Capozzolo sono specifici del salernitano dell'area del Cilento, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale , basato su alterazioni del termine capoccia, stante ad indicare una posizione di privilegio, cioè qualcuno a capo di altri uomini.come pastori, agricoltori, pescatori o manovali.
CAPPA Cappa è un cognome panitaliano, più diffuso nell'area lombardo, piemontese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale cappa (mantello), di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1185: ".. Et debeo dare Rainaldello pannaiolo de Sancto Xisto libras tres denariorum et solidos quinque de panno quod ab eo emi. Et Andree pannaiolo eiusdem loci debeo dare de una cappa quam emi ab eo libras tres et dimidiam denariorum. ..", soprannome forse motivato dall'abbigliamento abituale del capostipite, ma è anche possibile che il motivo sia da ascrivere al mestiere da lui esercitato.  Un esempio di questa cognominizzazione lo troviamo in una Charta venditionis del 1183: ".. a sero et monte heredis Beaque, pertice sex et tabule tres et pedes quinque et est propria; petia est buscus et dicitur in Carrobia Sancti Ambrosii, a mane Ambrosii Cappa et via, a meridie heredis Beaque et Asgerii de Concorezo, a monte Sancti Dionisii  ..".
CAPPAGLI
CAPPALLI
Cappagli è tipicamente toscano del livornese e pisano, in particolare di Livorno, Collesalvetti (LI) e Cascina (PI), Cappalli, molto più raro, anchesso del livornese di Rosignano Marittimo in particolare, è probabilmente una forma modificata del primo, potrebbero derivare da un soprannome originato da un antico termine marinaresco ad indicare forse che il capostipite svolgesse quel tipo di mestiere.
CAPPAI Tipico della Sardegna occidentale e del cagliaritano, di etimologia oscura e di origini probabilmente spagnole, troviamo questo cognome fin dal 1200 annoverato tra le famiglie nobili, quando Giovanni Chiano de Bas-Serra il Re di Arborea, uno dei 4 stati in cui è divisa la Sardegna, sposa la ricca benestante Vera Cappai figlia del banchiere Conte Johanni Perra de Cappai, nel 1667 Bonifacio Cappai viene insignito con il titolo di Don, Cavaliere ereditario e Nobile sardo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome Cappai è sardo, potrebbe corrispondere al plurale di famiglia di un supposto vocabolo toscano *cappaio = fabbricante di cappe. M. Pittau, Dizionario dei Cognomi di Sardegna, 1, p. 174.
CAPPALUNGA Cappalunga, attualmente presente solo in Lombardia, sembrerebbe aver avuto un ceppo, probabilmente originario, in Sicilia, dove potrebbe essere derivato dal nome della località Cappalunga di Aragona nel palermitano, potrebbe derivare da un soprannome originato dall'abitudine del capostipite di indossare una cappa lunga, cioè una specie di tabarro lungo fino ai piedi.
CAPPARI
CAPPERI
Cappari è praticamente unico, Capperi, comunque assolutamente rarissimo, parrebbe emiliano, dovrebbero entrambi derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal termine medioevale magister capparius (artigiano che produce le cappe o mantelli), termine di cui abbiamo un esempio nell'atto del 1228 con il quale 4300 cittadini pisani giurarono di mantenere l'alleanza fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, uno dei sottoscrittori si chiama infatti Bonifatius capparius.
CAPPELLETTI
CAPPELLETTO
Cappelletti è diffuso in tutto il centronord, Cappelletto è tipico veneto, del veneziano e trevigiano, derivano da soprannomi di epoca medioevale legati a volte a nomi di località individuabili dalla presenza di Cappelle votive, altre volte da un soprannome originato dal vocabolo cappello, esempio di questa consuetudine l'abbiamo nel 1400 nel parmense nel 1422 era Podestà a Busseto Giacomo Vitali, figlio di Bartolino, cittadino di Piacenza, di Milano e soprannominato il Cappelletto, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 a Grosseto con il lucchese Domenico Cappelletti, a Narni (TR) in un atto del 1572 un certo Martinus Cappellettus è uditore del governatore, nell'elenco del 1585 degli scolari dell'Ateneo di Perugia è citato un Agabitus Cappellettus.
CAPPIELLO
CAPPILLI
Cappiello è tipicamente meridionale, dell'area che comprende il campobassano, la Campania, la Basilicata e la Puglia, Cappilli, molto più raro, è del leccese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale probabilmente attribuito a capostipiti che facessero i cappellai o che fossero soliti portare un particolare tipo di cappello.
CAPPONCELLI
CAPPONCINI
CAPPONE
CAPPONI
Capponcelli è specifico di San Giovanni in Persiceto nel bolognese e di Bologna, Capponcini sembrerebbe romano, Cappone, molto molto raro, è tipico del nordovest, Capponi è tipico del centro, con un forte ceppo in Umbria a Gubbio, Perugia e Terni, ma con il nucleo principale nel Lazio a Roma e San Felice Circeo (LT), dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, da un soprannome legato al mestiere di allevatore o venditore di polli e capponi (galli castrati).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome CAPPONI è massicciamente presente nel Centro e, in misura minore, nel Nord. Si presta a numerose interpretazioni che dovrebbero essere chiarite di volta in volta secondo il luogo geografico della sua comparsa.
Potrebbe essere un accrescitivo di CAPPA, dal tardo latino cappa = mantello con cappuccio, inteso come parola metonimica per un nome di mestiere (chi costruisce cappe), o anche. nomignolo per chi abitualmente indossava questo tipo di mantello come segno distintivo; potrebbe anche essere una variante di CAPONE, accrescitivo di CAPO = testa, nomignolo di chi aveva la testa grossa non in senso strettamente fisico, quanto piuttosto inteso come 'arrogante, caparbio', è pure possibile una derivazione da CAPPONE, dal latino capone(m) = gallo castrato da giovane, inteso come nomignolo spregiativo per chi era tradito dalla moglie, o parola metonimica per un nome di mestiere (chi allevava pollame). Le scarsissime occorrenze siciliane, calabresi e campane potrebbero riferirsi al termine dialettale capuni = un pesce di mare.
CAPPUCCI
CAPPUCCIO
Cappucci ha un ceppo laziale, soprattutto nel romano ed uno, molto consistente a San Giovanni Rotondo nel foggiano, con buone presenze anche a Foggia e San Severo, Cappuccio è tipicamente meridionale, con massima concentrazione in Campania, nel napoletano, salernitano ed avellinese, ed in Sicilia, nel messinese, catanese e siracusano, l'origine di questi cognomi potrebbe essere da soprannomi originati dall'abitudine dei capostipiti di indossare come copricapo un cappuccio, ma è pure possibile che possa trattarsi di alterazioni dialettali originate dal nome medioevale tardo latino Capoccius (vedi CAPOCCELLO).
CAPPUCCINI Tipico del centro, con un forte ceppo nel Lazio, può derivare da un soprannome originato da un mestiere o dall'essere in qualche modo collegabile con i frati cappuccini, potrebbe anche essere originato dal toponimo Cappuccini (NA).
CAPPUGI Cappugi è tipicamente fiorentino, dovrebbe derivare da un soprannome originato da una forma dialettale alterata del termine cappuccio, probabilmente ad indicare l'abitudine del capostipite ad indossare sempre un particolare tipo di cappuccio.
CAPPUSSI
CAPUSSI
Capussi, quasi unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Cappussi che è tipico di Roma e del Sannio di Poggio Sannita e Civitanova del Sannio nell'iserniese, l'origine del cognome dovrebbe essere attribuibile ad una forma dialettale di un soprannome originato dal fatto di essere probabilmente il capostipite al comando di una squadra di pastori di capre o di pecore.
CAPPUZZELLO
CAPPUZZO
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere padovano e trattarsi probabilmente di un errore di trascrizione del cognome Capuzzo, con un ceppo originario in Sicilia, nell'alto palermitano che potrebbe derivare da un soprannome originato da caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite, Cappuzzello è tipicamente siciliano, di Ragusa, con buone presenze nel ragusano, e dovrebbe derivare da una forma ipocoristica del precedente.
CAPRA Diffuso in tutta l'Italia settentrionale centro occidentale con ceppi isolati anche al centro ed al sud, deriva da un soprannome legato al vocabolo capra, o per caratteristiche del mestiere di pastore o altro.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1400 con Baldassarre Capra cancelliere della curia arcivescovile.
CAPRANZANO Capranzano, quasi unico, dovrebbe essere siciliano, dell'ennese in particolare di Gagliano Castelferrato, dovrebbe derivare da una forma alterata dialettalmente del nome del paese di origine dei capostipiti, probabilmente Carpanzano nel cosentino, che dovrebbe derivare da una forma prediale latina dal nome latino Carpantius, probabilmente da un ager carpantianus o da un castrum carpantianum.
CAPRARA
CAPRARI
CAPRARO
Caprara ha un ceppo nel Lazio, uno in Emilia, nel bolognese e modenese, uno nel veronese e probabili ceppi non secondari in Liguria, Molise e Basilicata, Caprari sembra avere un ceppo nel sondriese, uno nel reggiano, uno nell'anconetano ed uno nel Lazio, Capraro ha un ceppo veneto nel bellunese, vicentino e trevigiano, uno nel Lazio e Campania settentrionale, uno nell'agrigentino ed uno nel Salento, dovrebbero derivare o da toponimi come Caprarola (VT), Caprarico (MT), Caprarica di Lecce (LE), Caprara d'Abruzzo (PE), Caprara (RE), o monte Capraro nel Molise e molti altri, oppure dal cognomen latino Caprarius portato ad esempio da Caius Caecilius Metellus Caprarius console nel 113, o anche da soprannomi legati al mestiere di custode di capre.
CAPRESI Capresi, abbastanza raro, sembra tipico del senese, di Monteriggioni, Poggibonsi e Colle Di Val D`Elsa, potrebbero derivare da etnici di toponimi come Capraia (FI), (AR), (LU) o (LI) o direttamente da toponimi come Caprese (AR).
CAPRETTA
CAPRETTI
CAPRETTINI
CAPRETTO
Capretta ha un ceppo nel trevisano, uno tra ascolano e teramano, uno nel romano ed uno nell'iserniese, Capretti è abbastanza diffuso in Italia, ha un ceppo nel bresciano, uno nel parmense, uno nel fiorentino, uno tra ascolano e teramano, uno nel romano e reatino ed uno nel napoletano, Caprettini, assolutamente rarissimo, è settentrionale, Capretto ha un ceppo nel ternano ed uno tra casertano e napoletano, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Caprettus, Capretta, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella seconda metà del 1400 a Bitonto in un atto: "Donacio pro Petro Nicolai Capretti filii quondam Thome de Luvicchiono".
CAPRI Capri, abbastanza diffuso, ha un piccolo ceppo a Gualdo Cattaneo nel perugino, un grosso ceppo a Roma, ed è ben presente a Valmontone, Zagarolo, Labico, Albano Laziale e San Cesareo, un ceppo a L'Aquila e Pescara, piccole presenze in Campania, un ceppo a Fasano nel brindisino ed a Bari, e piccoli ceppi a Messina e nel palermitano, l'origine può essere, nella stragrande maggioranza dei casi, da toponimi come Capri nel napoletano o Capri Leone nel messinese o altri simili, in alcuni casi da soprannomi dialettali riferiti forse al mestiere di pastore forse svolto dai capostipiti (vedi anche CAPRI')
CAPRI' Caprì è specifico di Messina, dovrebbe derivare dal nome arabo Qabri, ricordiamo con questo nome il poeta cieco medioevale della Spagna araba mussulmana Muqaddam al-Qabri, non si può comunque escludere una possibile derivazione dal nome del paese di Capri nel messinese, l'attuale Capri Leone.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Caprì è cognome messinese che deriva dal termine 'crapì' = verro, del dialetto grecanico della zona di Bova in Calabria. In greco moderno: kaprì. Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, 1984, p. 62.
CAPRIA
CAPRIO
LA CAPRIA
Capria ha un ceppo calabrese tra vibonese e reggino con buone presenze anche nel messinese, Caprio è ben presente in tutta la fascia che comprende il viterbese, il romano, il latinense e frusinate, il casertano, il napoletano, l'avellinese ed il salernitano, il foggiano, il barese, il potentino ed il cosentino, La Capria sembrerebbe essere originario del foggiano, della zona di Apricena e Foggia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome latino Caprius, Capria, citato ad esempio in un Sermone di Orazio: "...alias, iustum sit necne poema nunc illud tantum quaeram, meritone tibi sit suspectum genus hoc scribendi. Sulgius acer ambulat et Caprius rauci male cumque libellis, magnus uterque timor latronibus; at bene siquis et vivat puris manibus, contemnat utrumque. ut sis tu similis Caeli Birrique latronum...", anche se non si può del tutto ignorare l'ipotesi che in qualche caso possano derivare invece dal nome arabo Qabri.
CAPRIATI Capriati è specifico di Bari, potrebbe derivare dal toponimo Capriati a Volturno nel casertano.
CAPRIGLI
CAPRIGLIA
CAPRIGLIO
CAPRIGLIONE
CAPRIGLIONI
Capriglia parrebbe pugliese, di Ostuni nel brindisino e di Grottaglie nel tarentino, Caprigli è unico ed è pugliese, Capriglio, sembrerebbe unico e veneziano, Capriglione è un cognome tipicamente campano, di Castellammare di Stabia nel napoletano, di Mugnano del Cardinale, Sirignano e Santo Stefano del Sole nell'avellinese e di Salerno, Sant'Egidio del Monte Albino e Furore nel salernitano, Capriglioni, quasi unico, lo troviamo in settentrione, forse come esito di un'errata trascrizione del precedente, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dal nomen latino Caprilius, Caprilia, specifico della gens Caprilia, rappresentata ad esempio nel primo secolo dal commerciante di vino e di schiavi  Aulus Caprilius Timotheos, in alcuni casi possono derivare dal nome di paesi come Capriglia nel salernitano o Capriglia Irpina nell'avellinese.
CAPRILE
CAPRILI
CAPRILLI
Caprile ha un grosso ceppo a Genova, nel genovese, savonese, imperiese ed alessandrino, con un ceppo anche nel napoletano e nel salernitano, Caprili ha un ceppo toscano, in particolare nel lucchese e pisano ed uno nel forlivese, Caprilli ha un piccolo ceppo a Genova, uno in Toscana, in particolare sull'isola d'Elba ed a Roma, dovrebbero derivare dal nome di uno dei molti paesi chiamati Caprile, come ne esistono nel genovese, nel napoletano, nel lucchese, nel fiorentino e nel pesarese.
CAPRINI
CAPRINO
Caprini ha un ceppo lombardo, soprattutto nel milanese, bergamasco e bresciano e nel veronese, ed un ceppo nella fascia che comprende il pesarese, l'anconetano, il perugino, il ternano, il grossetano, il viterbese ed il romano, Caprino ha un ceppo nell'alessandrino e genovese, uno nel tarentino, uno nel cosentino e valentiano, ed uno nel messinese, questi cognomi possono in alcuni casi derivare da toponimi come Caprino Bergamasco o Caprino Veronese, ma nella maggioranza dei casi dovrebbero derivare dalla Gens Caprenia o dal nome personale latino medioevale Caprinus., di cui abbiamo un esempio in una Sententia consulum Mediolani dell'anno 1196: "Die mercurii, secundo die mensis octubris, in civitate Mediolani. Sententiam protulit Albertus qui dicitur de Marliano, consul Mediolani, et cum eo Guertius iudex qui dicitur de Ostiolo.. ..Interfuerunt Mediolanus de Villa, Lanfrancus Crivellus, Arialdus Grassellus, Ardigacius Gambarus, Sanzamale Cazule, Carnelevarius de Vicomercato, Ottobellus Cagapistus, Arnaldus de Canturio; de servitoribus Guidottus Mengiainpelle, Caprinus, Adelardus de Castello, Brochinus. Ego Baldicionus iudex qui dicor Stampa, consul, interfui ut supra et subscripsi ...".
CAPRIOLI
CAPRIOLO
Caprioli è presente a macchia di Leopardo in Piemonte e Veneto, è molto diffuso in Lombardia, nel Lazio, in Puglia e nel potentino, Capriolo ha un ceppo piemontese ed uno nell'avellinese, potrebbe derivare da toponimi come ad esempio Serracapriola nel foggiano, Caprioli nel salernitano, Gerre de' Caprioli nel cremonese, Capriolo nel bresciano o altri simili.
CAPRIONE
CAPRIONI
Caprione, praticamente unico è forse dovuto ad errori di trascrizione di Caprioni, che è specifico del teramano, di Giulianova e Mosciano Sant`Angelo, in particolare, e di Bellante, Roseto degli Abruzzi e Teramo, ha anche un piccolo ceppo nello spezzino che dovrebbe derivare dal nome del promontorio del Caprione, l'ultimo della costa ligure di levante, dovrebbero derivare da un accrescitivo del nome o soprannome Capra, probabilmente attribuito al capostipite perchè pastore appunto di capre.
CAPRIOTTI Capriotti ha un ceppo riminese, uno tra Piceno e teramano ed uno nel romano, dovrebbe derivare da un ipocoristico del nome o soprannome Capra, probabilmente perchè il capostipite di mestiere avesse a che fare con le capre.
CAPUA Capua è diffuso in Lazio ad Amaseno nel frusinate ed a Roma, in Campania ed in Calabria a Crosia ed Acquappesa nel cosentino, dovrebbe derivare dal nome della città di Capua nel casertano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Capua è cognome meridionale dal toponimo Capua (CE) il cui nome pare risalire a un condottiero sannita, Capye, che la conquistò.
CAPUANA
CAPUANI
CAPUANO
Capuana, abbastanza raro è tipico della Sicilia e potrebbe derivare dal toponimo Capuano località di Gangi (PA), Capuani ha un ceppo nel Lazio ed uno nel teramano, Capuano è particolarmente diffuso inel basso Lazio, in Campania ed in Puglia, derivano dall'etnico capuano (originario della città di Capua).
CAPURSO Tipico pugliese, del barese soprattutto, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di custode di capre o da caratteristiche del carattere del capostipite che potessero richiamare la testardaggine della capra.
CAPUTA
CAPUTANO
Caputa, estremamente raro, sembrerebbe specifico dell'ennese, Caputano, abbastanza raro, è specifico di Cava de' Tirreni nel salernitano, dovrebbero derivare dal termine medioevale Caputa (Capo, ma anche dalla testa grossa) e caputano (posto a capo, ma anche dalla testa grossa), di quest'uso abbiamo un esempio nel Codex diplomaticus Cavensis : "..In nomine Domini vicesimoprimo anno principatus domni nostri Gisulfi gloriosi principis, mense iunio, quintadecima indictione. Ante me Petrum iudicem Ursus filius quondam Iannacii Atrianensis, qui dictus est Curiale.. ..Et tota terra cum arboribus et insites de ipso loco Ayrole, ubi ad via dicitur, qualiter ego et ipsi germani mei eam comparavimus a Guidone et Iaquinto filio quondam (deest nomen) et a Petro qui dicitur Caputa, Et quanta res michi et ipsis germanis meis habere pertinet in loco Pasciano ...".
CAPUTI
CAPUTO
Caputi ha un nucleo nella zona di Molfetta (BA), uno a Roma, uno a Napoli ed uno in Basilicata, soprattutto a San Fele (PZ), Caputo è estremamente diffuso in tutto il sud Italia, derivano dal soprannome medioevale Caputus originato probabilmente o dall'avere il capostipite una testa grossa o dall'essere estremamente cocciuto.  Tracce di questo cognome si hanno ad esempio ad Aversa già dal 1302, data di un atto dove si legge: "...Nomina hominum, et Vassallorum dicti Casalis Cayvani sunt hec videlicet: ... Cajvanus Caputus, Cannameli Thomas Caputus,...".
CAPUZZELLI
CAPUZZELLO
Capuzzelli, quasi unico, dovrebbe essere salentino e molto probabilmente è dovuto ad un errore di registrazione di Capuzzello, che sembrerebbe specifico di Nardò nel leccese, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato o dal fatto di avere il capostipite una testa più piccola del normale, o dal fatto di essere piccolo di corporatura e di gestire degli uomini forse per il lavoro dei campi.
CAPUZZO
CAPUZZONI
Concentrato al nord Capuzzo, probabilmente originario della provincia di Padova, Capuzzoni è invece lombardo originario della zona tra Pavia e Milano. Questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati o a caratteristiche fisiche o a località d'origine casa del puzzo, cioè luogo dove si svolgeva una lavorazione maleodorante come ad esempio la concia delle pelli.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Nel meridione capuzzo può indicare chi è capo di un nucleo familiare colonico, di una squadra di lavoratori agricoli, di mandriani e pastori. Nel napoletano, inoltre, può rappresentare il nome regionale del muggine, capòzzo o capuzzo, "cefalo". Nel Veneto potrebbe indicare il nome regionale del cavolo cappuccio, varietà di cavolo con le foglie avvolte strettamente in modo da assumere l'aspetto di una palla.

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