| CAPACI |
Molto raro è specifico del palermitano, dovrebbe derivare dal toiponimo
Capaci (PA). |
| CAPANCIONI |
Capancioni, molto molto raro, è specifico del Piceno, di Fermo e Porto San Giorgio. |
| CAPANNOLI |
Capannoli è tipico del senese, di Siena soprattutto e di Castelnuovo
Berardenga, dovrebbe derivare dal toponimo Capannoli nel pisano, probabilmente
usato per identificare dei profughi dal pisano in epoca di conflitti tra
guelfi e ghibellini. |
| CAPARROTTI |
Assolutamente rarissimo, probabilmente
originario del sud Italia (Calabria?) |
| CAPASA |
Tipico del Salento, di Martano, Bagnolo Del Salento e Lecce.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Tipico del leccese, questo cognome deriva dal termine dialettale capasa,
col significato di giara, vaso: si
tratta, infatti, di un tipo di contenitore (detto anche capasone
o capasunu in dialetto) che un tempo
veniva utilizzato per la conservazione dei prodotti locali (soprattutto
vino e olive, ma anche cereali e fichi secchi). L’origine del termine va
ricercata nel latino capax, col significato
di ampio, capace, adatto cioè a contenere molte cose al suo interno
(con chiaro riferimento alla capacità delle capase). In conclusione,
dunque, visto anche che si parla di un prodotto tipicamente locale, l’ipotesi
più probabile è che il cognome Capasa sia nato sulla base
un nome di mestiere attribuito a un vasaio o, più nello specifico,
a un fabbricante di capase. |
CAPASSI
CAPASSO |
Capassi, molto molto raro, è tipico della zona tra aquilense e frusinate
di Avezzano (AQ) in particolare, Capasso è decisamente campano,
con ceppi anche nel vicino Lazio, nel barese e nel potentino, ma la massima
concentrazione è nel napoletano, dovrebbero derivare da soprannomi
originati o dal mestiere del capostipite produttore di giare e vasi (vedi
CAPASA) o da caratteristiche fisiche dello stesso. |
| CAPECE |
Capece ha un nucleo importante a Picerno nel potentino ed uno nel napoletano
e salernitano nonchè un ceppo nella penisola salentina, Capeci,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe marchigiano, tracce di questa cognomizzazione
le troviamo in Calabria nel 1408, quando la contea di Laureana di Borrello
(RC) fu venduta dal re Ladislao a Bernardo Capece.
integrazioni fornite da Cosimo
De Giovanni de Centelles
La famiglia Capece, una delle famiglie più potenti del regno,
era originaria della Campania. Avversi agli Angioini e sostenitori
degli Aragonesi con il prevalere della prima fazione essi furono costretti
a rifugiarsi chi in Dalmazia, chi in Sicilia e chi in Terra d'Otranto.
Qui ottennero varie baronie, principati e marchesati. Da un ramo principale
discesero i Baroni di Lucugnano (LE) e da questo quello di Barbarano (LE)
e da quest'ultimo a sua volta discese il ramo dei Baroni di Corsano. Nel
1663 don Giovan Giuseppe Cicala, Barone di Corsano e discendente dei Securo
di Corsano vendette il feudo a Giovan Tommaso Cicala per atto del notar
Rausa. I Capece detennero tale titolo fino all'eversione della
feudalità. Ultima rappresentante fu donna Carmela (n. 1849)
andata in sposa a un Galluccio che ne ereditò il titolo puramente
formale. Dai Galluccio il titolo di baroni di Corsano passò ai Mongiò. |
| CAPECELATRO |
Assolutamente rarissimo, dovrebbe
essere di origini molisane o campane, agli inizi del 1600 Andrea Capecelatro
è feudatario nell'avellinese, nel 1651 Ettore Capecelatro è
reggente del Consiglio Collaterale a Foggia, nella seconda metà
del 1600 Francesco Capecelatro è Marchese di Lucito (CB) e i Capecelatro
sono Duchi di Siano (SA), nella seconda metà del 1700 Giuseppe Capecelatro
è Arcivescovo di Taranto. |
| CAPECCI |
Cognome tipico delle Marche con un ceppo nel Piceno, uno nel pesarese
ai confini con l'anconetano, uno nel perugino ed uno in provincia di Roma.
integrazioni fornite da prof. Walter
Angelini
Tipico delle Marche, e nello specifico della zona del Piceno, questo
cognome nasce ad Acquaviva Picena (AP) nel 1690 come alias
affiancato all'originario cognome Camelis o Camela (antica famiglia proveniente
da Pietra Camela, in Abruzzo). Il ramo principale dei Camelis o Camela,
nobile famiglia di Ripatransone nel 1571 diede, tramite Hierolamus
Camelae, appartenente al Consiglio di Cernita, un contributo importante
per l'erezione di questo luogo al rango di Diocesi e, contestualmente di
città, da parte del Papa Pio V° ( vedi il libro L'erezione
della diocesi di Ripatransone, pagine di storia religiosa marchigiana sec.
XVI°, opera di Monsignor Giovanni Papa, 1976 Ediz.Studia Picena).
Questa famiglia si trasferì ad Acquaviva Picena intorno al 1631.
Fu qui che il cognome Camelis si trasformò in Capecci ( dal latino
Caput,capitis, equivalente del toscano Capecchio, e che si riferisce alla
pregiata fibra del lino). A partire dal 1773, sempre ad Acquaviva
Picena (AP), la famiglia Capecci diede il via alla tradizione ( ancora
oggi in vigore) di dare ad ogni primogenito maschio il nome Giuseppe e
Valerio, alternandoli ad ogni generazione. Attualmente il ramo principale
della nobile famiglia Camelis-Capecci è fiorente in San Benedetto
del Tronto (AP) con il Prof.Giuseppe, Ch.mo Accademico Gentium Pro Pace,
e coi due figli Mauro Valerio e Gianmarco. Lo stemma della famiglia, risalente
ai Camelis di Ripatransone ( conservato presso la biblioteca del Museo
Archeologico di Ripatransone) è uno scudo accartocciato, partito:
nel primo a sei bisanti posti in cintuta e sormontati da una corona, nel
secondo ad un leone alato e rivolto, armato e lampassato.
integrazioni fornite da Francesco
Capecci
In merito alla storia del cognome Capecci, debbo ritenere che lo stesso
sia compresente in vari luoghi delle Marche almeno dal 17°
secolo. In Urbino, nell'oratorio di San Giuseppe è presente
nell'elenco dei confratelli deceduti all'inizio del secolo 18° un Francesco
Antonio Capecci o Capeci, priore del convento dei frati minori di Urbino
all'epoca del decesso. Ritengo pertanto che il cognome sia apparso in più
luoghi delle Marche, e non solo tramite il ramo gentilizio riportato. |
| CAPELLA |
Ha un ceppo a Borgo Val di Taro (PR), uno a Villa Di Serio (BG) ed uno
a Torino, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia abitava in prossimità
di una Cappella o veniva indicata come Quelli
della Cappella grazie ad un particolare fatto, di quest'uso
abbiamo un esempioin un attyo del 1117: "...Preterea
quinque plegios abbati et monachis dedit, Popart de Montargum, Normandum
Pochin, Petrum Mocel, Britonem de Capella,
Gervasium de Marciliaco, quod quicquid tunc illis promittebat et dabat...",
in questo scritto del 1416 si vede un principio di cognominizzazione: "...fecerunt
harengas suas insimul XVI Junii : Petrus Faitray, Matheus
de Capella, Frater Poncius Goberti...". |
CAPELLARI
CAPELLETTI
CAPELLI
CAPELLINI
CAPELLO
CAPPELLA
CAPPELLARI
CAPPELLI
CAPPELLINI
CAPPELLINO
CAPPELLO |
Capellari, molto raro è dell'area che comprende il mantovano, il
veronese, il bolognese ed il ferrarese, con presenze anche nell'udinese,
Capelletti è specifico del sudmilanese e del cremonese, sono concentrati
in Lombardia, Emilia e Liguria Capelli e Capellini sembrano essere originari
della zona tra Piacenza e Cremona, piemontese Capello,Cappella è
diffuso nel centro Italia, sembrerebbero esserci tre nuclei, nel Lazio,
nelle Marche in provincia di Macerata e nel Molise in provincia di Campobasso,
Cappellari è tipico del Triveneto, con massima concentrazione nel
vicentino e nel padovano, è diffuso in tutta Italia Cappellini,
soprattutto al centro Cappelli, in provincia di Palermo e di Cuneo Cappellino,
siciliano Cappello, ma con presenze massiccie anche in provincia di Lecce
e nel Veneto. Tutti questi cognomi sono originati da soprannomi relativi
a caratteristiche fisiche o identificatori di mestiere, quali il venditore
o fabbricante di cappelli.
integrazioni fornite da Cappella
Cognomi
come questi nel sud italia venivano attribuiti a persone dotte e colte
di gusto e finezza e comunque aristocratiche, a differenziarsi dal popolo
comune. Un certo Nicolò Cappella ebbe nel 1333,dopo un grave lutto
identificabile nello stemma dalle strisce nere,il feudo "molisena",e si
trasferì dal nord Italia,probabilmante Venezia o Piacenza, in Molise.
Nicolò ebbe una figlia, Franca Cappella che diede in sposa a Nicolò
D'Arezzo. La corona sulla stemma di famiglia è di marchese, per
cui è probabile che questo fosse il titolo di cui era stata investita
la famiglia Cappella; un'altra ipotesi è la discendenza diretta
dalla famiglia Cappelli, con il tempo il cognome si sarebbe mutato probabilmente
da Cappelli in Cappella; tutt'oggi la famiglia Cappella è presente
in Molise in modo notevole,nelle Marche e in Lazio. |
| CAPERDONI |
Tipico della provincia di Milano
e Lodi dovrebbe essere originato da un soprannome derivato da un nome di
località, che potrebbe essere "la casa del perdono" non meglio identificata. |
| CAPEZZERA |
Sembrerebbe originario della provincia
di Potenza, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un nome di località
"casa della pezzera". |
CAPILUNGO
CAPOLUNGO |
Poco comune originario del leccese
Capilungo, mentre è decisamente perugino Capolungo, derivano da
soprannomi relativi a caratteristiche fisiche. |
| CAPISTRANO |
Capistrano ha un ceppo a Sarno nel salernitano ed uno in provincia di Vibo
Valentia, dovrebbero entrambi derivare dal toponimo Capistrano nel valentiano. |
CAPITANI
CAPITANIO |
Presente in tutto il centro nord
Capitani, Capitanio ha la sua massima concentrazione nel lombardo veneto,
ma presenta ceppi anche nel Lazio, negli Abruzzi e nelle Puglie. Questi
cognomi derivano da soprannomi originati dal vocabolo medioevale Capitaneus
(capitano, massima autorità cittadina), soprannomi raramente derivanti
dall'aver fatto parte della famiglia di un Capitaneus, più spesso
per esserne al servizio o in qualche modo collegati. |
| CAPIZZI |
Cognome originario della Sicilia,
dovrebbe derivare da un soprannome legato a caratteristiche fisiche, essendo
la contrazione di un capiddi rizzi (capelli ricci). |
| CAPO |
Sembra avere un nucleo in Campania, nel salernitano in particolare, un
ceppo nel veneziano ed un ceppo nel trapanese, dovrebbe derivare dall'apocope
di cognomi o soprannomi composti dal vocabolo capo seguito normalmente
da un aggettivo; ad esempio da Caporizzo si arriva a Capo. |
CAPOALDI
CAPOALDO
GABUALDI |
Capaldi è tipico dell'area che comprende l'Abruzzo, il Lazio, in
particolare il frusinate, ed il casertano, Capaldo è diffuso nell'aquilano,
nel Lazio centromeridionale, nella Puglia centrosettentrionale ed in Campania,
Gabualdi, quasi unico, è del nord, dovrebbero tutti derivare direttamente
o tramite modificazioni distorsive dal nome longobardo Gabualdus,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Conversano
(BA) in un atto del 1610 dove un tale Vito Capaldo è citato
in giudizio. |
| CAPOANI |
Cognome originario del cremonese,
la sua derivazione dovrebbe essere dal toponimo Capua (NA) ipotizzando
una lontana origine campana. |
| CAPOBIANCO |
Molto diffuso al sud, nel Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, ha un ceppo
anche nell'agrigentino, deriva da soprannomi legati a caratteristiche fisiche
del capostipite, come l'essere bianco di capelli. |
CAPOCCIA
CAPOCCI |
Capoccia è tipico di Umbria e Lazio, con un ceppo anche nel Salento,
Capocci, molto più raro, ha un ceppo a Roma e nella zona di Cassino
(FR) e Picinisco (FR) ed uno in Umbria a Terni, dovrebbero derivare dal
cognomen tardo latino Capoccius, abbiamo ad esempio quattro Cardinali Capoccius
tra il 1200 ed il 1400: "...Nam inter alios eminuit
Cardinalis Rainerus Capoccius,
qui tempore Innocentij IV e Flisca Familia insigni Genuensi, cum Fridericus
secundus Imperator suam Civitatem occupasset, adiuvantibus Consanguineis
proprijs,...". |
| CAPODACQUA |
Tipico di Capistrello ed Avezzano nella provincia de L'Aquila, con ceppi
anche nelle Marche e nel Lazio, dovrebbe derivare da toponimi Capodacqua
di Celano (AQ), ma è pure possibile una derivazione da nomi di località
come Capodacqua (PG), (AP) o (LT). |
| CAPODANNO |
Cognome tipicamente campano, del napoletano soprattutto, derivano dal nome
arcaico Capodanno che veniva a volte attribuito ai figli nati a Capodanno. |
| CAPODILUPO |
Capodilupo, di probabili origini abruzzesi e laziali, ha un piccolo ceppo
nel pescarese, uno nel latinense, uno nel foggiano ed uno nel beneventano,
dovrebbe derivare da soprannomi originati dalla presenza, un tempo molto
diffusa, del lupo nelle zone appenniniche. |
| CAPOFERRI |
Due i ceppi uno lombardo tra la
provincia di Bergamo e Brescia ed uno marchigiano abruzzese, tra Ascoli
Piceno e Teramo, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche
testa dura come il ferro o dall'occupazione di mastro ferraio. |
CAPOLEI
CAPOLEONI |
Capolei è tipico di Roma, Anzio e Marino, sempre nella provincia
romana, Capoleoni, molto molto raro, sembrerebbe specifico della provincia
di Roma, di Roma stessa e di Zagarolo (RM), dovrebbero derivare dal nome
medioevale Capoleo, Capoleonis, forma
contratta del nome Caputleonis (testa
di leone), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad
esempio nell'elenco degli scolari dell'Ateneo di Perugia dove sotto l'anno
1596 troviamo iscritto un certo Lelius Capoleo originario della provincia
di Roma.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L’origine di questo cognome va ricercata nel nome medievale Capoleone,
col significato letterale di testa di leone, da intendersi o in senso laico
(quale simbolo di fierezza, di coraggio) o in senso religioso (quale simbolo
cristiano). Per capire meglio quest’ultimo significato, innanzitutto, va
ricordato che la simbologia cristiana rappresenta il leone non soltanto
come immagine di misericordia e di regalità, ma anche come simbolo
dell’Incarnazione e della Resurrezione di Gesù Cristo; il riferimento
alla testa del leone, inoltre, può essere spiegato dall’antica credenza
secondo la quale tutte le qualità attive del leone sono situate
nella parte anteriore del corpo (testa, petto e zampe anteriori), mentre la parte posteriore, sempre secondo
tale credenza, ha una semplice funzione di sostegno (anterioribus
partibus coelestia refert, posterioribus terram, come sostenevano
gli antichi autori cristiani). Seguendo quest’interpretazione, allora,
la simbologia cristiana attribuisce alla parte anteriore del corpo l’immagine
della natura divina di Cristo e a quella posteriore il simbolo della Sua
natura umana. Tornando al cognome in questione, tracce del nome Capoleone
si trovano in Umbria nel ’500, col poeta Capoleone Ghelfucci (Capoleo Ghelphutius)
da Città di Castello (autore di poemi religiosi, fra i quali Il
rosario della Madonna - Poema eroico), ma noto anche all'interno della
sfera politica, dove occupò la carica di paciere, gonfaloniere e
priore del popolo e, nel 1582, anche quella di consigliere dei Quaranta. |
CAPONE
CAPONI
CAPONIO
CAPONNETTO |
Capone è un cognome del centro sud, Caponi è della Toscana
settentrionale, Marche, teramano, Umbria, Lazio, pugliese Caponio che è
originario dell'area compresa tra le provincie di Bari e Taranto, Caponnetto
è tipico del catanese, tutti questi nomi dovrebbero derivare da
soprannomi legati a caratteristiche fisiche (testa grossa). Tracce molto
antiche di queste cognominizzazioni si trovano ad esempio nell'alessandrino
in una Recordatio terrarum della seconda
metà del 1100: "...coheret: Rufinus Deta et
veder. Arnaldus Caponus
.III. staria; coheret: Rufinus Deta et Manegoto et via et veder. Manegotus
.XX. staria; coheret: Arnaldus Caponus
et veder et Burmia..." o anche nel XV° secolo: "...ex quibus
Caponus, magnam pecuniae vim profundens viginti et octo suffragia, sive
emit, sive impetravit; Cardinalis autem de Medicis opera, Chigius, prudens
et probus vir ab omnibus habitus, Pontificis quondam monasterium,...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
il cognome Capone, come Caponnetto, sono anche siciliani (Catania,
Milazzo, Pace del Mela) e come tali provengono dal vocabolo siciliano.capuni
= cappone, gallo castrato. Cfr. G.
Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Centro
di Studi Filologici e Linguistici, Palermo, 1984, p. 62 |
CAPORALE
CAPORALI
CAPORALONI |
Caporale è del centrosud, Caporali è tipico della fascia
che comprende Toscana, Umbria e Lazio, Caporaloni, assolutamente rarissimo,
dovrebbe essere originario dell'anconetano, potrebbero derivare dalla posizione
di chi è a capo dei braccianti o ha la mansione di fattore, è
pure possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo dialettale
marchigiano capuràle nome attribuito al fascio di spighe di grano
posto in cima al covone. |
| CAPORASO |
Caporaso è tipico campanop con un ceppo principale nel beneventano
e nel napoletano, ha ceppi anche a Roma e nella sua provincia ed a Prato
ed Empoli (FI), dovrebbe derivare da soprannomi legati a caratteristiche
fisiche del capostipite, come l'essere con i capelli completamente rasati. |
CAPORICCI
CAPORICCIO |
Caporicci è tipico della zona centrale, del perugino, del romano
e del frusinate e del campobassese, Caporiccio, molto più raro,
è del latinense, dovrebbero originare da soprannomi determinati
dalla capigliatura riccia del capostipite. |
| CAPORUSSO |
Caporusso sembrerebbe tipico del barese, di Bari, Barletta, Acquaviva Delle
Fonti e Modugno, ma ha un ceppo anche nel frusinate a Vallerotonda e Piedimonte
San Germano ed uno nel materano a Montalbano Jonico, dovcrebbe derivare
da un soprannome originato dal fatto di avere il capostipite i capelli
rossi. |
CAPOTONDI
CAPOTONDO |
Capotondi ha un ceppo tra pesarese ed anconetano ed uno nel romano, Capotondo
ha un ceppo umbro, soprattutto nel perugino ed uno nell'anconetano, dovrebbero
derivare da soprannomi originati da caratteristiche somatiche del capostipite,
probabilmente con la testa calva. |
| CAPOTORTO |
Cognome pugliese originario della
provincia di Bari, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche fisiche
(testa storta). |
| CAPOTOSTI |
Tipico del centro, tra il Lazio
l'Umbria e le Marche, derivano da soprannomi relativi a caratteristiche
fisiche (testa dura ). |
| CAPOVILLA |
Tipico delle Tre Venezie, del padovano e del trevigiano in particolare,
potrebbe derivare da nomi di località come ad esempio Capovilla
(VI) o anche dall'abitare la famiglia in un luogo elevato del villaggio
o all'inizio dello stesso. |
CAPOZZI
CAPOZZO
CAPOZZOLI
CAPOZZOLO
CAPPOZZO
CAPUOZZI
CAPUOZZO |
Capozzi ha una grossa presenza nel Lazio tra le province di Roma e latina
ed il nucleo principale tra napoletano, beneventano, avellinese, foggiano
e barese, Capozzo ha un ceppo campano tra Alife e Gioia Sannitica nel casertano
ed a Molinara (BN) ed uno nel barese ad Acquaviva Delle Fonti e Gravina
In Puglia, Cappozzo ha un ceppo nel vicentino, uno nel beneventano ed uno
tra foggiano e barese, Capuozzo è decisamente napoletano, Capuozzi,
molto raro, è una modificazione del precedente, sia Capozzoli che
Capozzolo sono specifici del salernitano dell'area del Cilento, dovrebbero
derivare da un soprannome stante ad indicare una posizione di privilegio,
cioè qualcuno a capo di altri uomini.come pastori, agricoltori,
pescatori o manovali. |
| CAPPA
|
Cappa è un cognome panitaliano, più diffuso nell'area lombardo,
piemontese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo
medioevale cappa (mantello),
di cui abbiamo un esempio in questo scritto del 1185: "..
Et debeo dare Rainaldello pannaiolo de Sancto Xisto libras tres denariorum
et solidos quinque de panno quod ab eo emi. Et Andree pannaiolo eiusdem
loci debeo dare de una cappa
quam emi ab eo libras tres et dimidiam denariorum. ..", soprannome
forse motivato dall'abbigliamento abituale del capostipite, ma è
anche possibile che il motivo sia da ascrivere al mestiere da lui esercitato.
Un esempio di questa cognominizzazione lo troviamo in una Charta venditionis
del 1183: ".. a sero et monte heredis Beaque, pertice
sex et tabule tres et pedes quinque et est propria; petia est buscus et
dicitur in Carrobia Sancti Ambrosii, a mane Ambrosii
Cappa et via, a meridie heredis Beaque et
Asgerii de Concorezo, a monte Sancti Dionisii ..". |
CAPPAGLI
CAPPALLI
|
Cappagli è tipicamente toscano del livornese e pisano, in particolare
di Livorno, Collesalvetti (LI) e Cascina (PI), Cappalli, molto più
raro, anchesso del livornese di Rosignano Marittimo in particolare, è
probabilmente una forma modificata del primo, potrebbero derivare da un soprannome
originato da un antico termine marinaresco ad indicare forse che il capostipite
svolgesse quel tipo di mestiere. |
| CAPPAI |
Tipico della Sardegna occidentale e del cagliaritano, di etimologia oscura
e di origini probabilmente spagnole, troviamo questo cognome fin dal 1200
annoverato tra le famiglie nobili, quando Giovanni Chiano de Bas-Serra
il Re di Arborea, uno dei 4 stati in cui è divisa la Sardegna, sposa
la ricca benestante Vera Cappai figlia del banchiere Conte Johanni Perra
de Cappai, nel 1667 Bonifacio Cappai viene insignito con il titolo di Don,
Cavaliere ereditario e Nobile sardo. |
CAPPARI
CAPPERI
|
Cappari è praticamente unico, Capperi, comunque assolutamente rarissimo,
parrebbe emiliano, dovrebbero entrambi derivare, direttamente o tramite
modificazioni dialettali, dal termine medioevale magister
capparius (artigiano che produce le
cappe o mantelli), termine di cui abbiamo un esempio nell'atto
del 1228 con il quale 4300 cittadini pisani giurarono di mantenere l'alleanza
fatta con Siena, Pistoia e Poggibonsi, uno dei sottoscrittori si chiama
infatti Bonifatius capparius. |
CAPPELLETTI CAPPELLETTO
|
Cappelletti è diffuso in tutto il centronord, Cappelletto è
tipico veneto, del veneziano e trevigiano, derivano da soprannomi di epoca
medioevale legati a volte a nomi di località individuabili dalla
presenza di Cappelle votive, altre volte da un soprannome originato dal
vocabolo cappello, esempio di questa consuetudine l'abbiamo nel 1400 nel
parmense nel 1422 era Podestà a Busseto Giacomo Vitali, figlio
di Bartolino, cittadino di Piacenza, di Milano e soprannominato il Cappelletto,
tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel 1500 a Grosseto con il
lucchese Domenico Cappelletti, a Narni (TR) in un atto del 1572 un certo
Martinus Cappellettus è uditore del governatore, nell'elenco del
1585 degli scolari dell'Ateneo di Perugia è citato un Agabitus Cappellettus. |
CAPPONE
CAPPONI |
Cappone, molto molto raro, è tipico del nordovest, Capponi è
tipico del centro, con un forte ceppo in Umbria a Gubbio, Perugia e Terni,
ma con il nucleo principale nel Lazio a Roma e San Felice Circeo (LT),
possono derivare da un soprannome legato ad un mestiere.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome CAPPONI è massicciamente presente nel Centro e, in
misura minore, nel Nord. Si presta a numerose interpretazioni che dovrebbero
essere chiarite di volta in volta secondo il luogo geografico della sua
comparsa.
Potrebbe essere un accrescitivo di CAPPA, dal tardo latino cappa
= mantello con cappuccio, inteso come
parola metonimica per un nome di mestiere (chi costruisce cappe),
o anche. nomignolo per chi abitualmente indossava questo tipo di mantello
come segno distintivo; potrebbe anche essere una variante di CAPONE, accrescitivo
di CAPO = testa, nomignolo di chi aveva la testa grossa non in senso strettamente
fisico, quanto piuttosto inteso come ‘arrogante, caparbio’, è pure
possibile una derivazione da CAPPONE, dal latino capone(m)
= gallo castrato da giovane, inteso
come nomignolo spregiativo per chi era tradito dalla moglie, o parola metonimica
per un nome di mestiere (chi allevava pollame). Le scarsissime occorrenze
siciliane, calabresi e campane potrebbero riferirsi al termine dialettale
capuni = un pesce
di mare. |
| CAPPUCCINI |
Tipico del centro, con un forte
ceppo nel Lazio, può derivare da un soprannome originato da un mestiere
o dall'essere in qualche modo collegabile con i frati cappuccini, potrebbe
anche essere originato dal toponimo Cappuccini (NA). |
| CAPPUZZO |
Assolutamente rarissimo, potrebbe essere padovano e trattarsi probabilmente
di un errore di trascrizione del cognome Capuzzo, con un ceppo originario
in Sicilia, nell'alto palermitano che potrebbe derivare da un soprannome
originato da caratteristiche fisiche o comportamentali del capostipite. |
| CAPRA |
Diffuso in tutta l'Italia settentrionale centro occidentale con ceppi isolati
anche al centro ed al sud, deriva da un soprannome legato al vocabolo capra,
o per caratteristiche del mestiere di pastore o altro. Tracce di
questa cognomizzazione le troviamo a Milano nel 1400 con Baldassarre Capra
cancelliere della curia arcivescovile. |
CAPRARA
CAPRARI
CAPRARO |
Caprara ha un ceppo nel Lazio, uno in Emilia, nel bolognese e modenese,
uno nel veronese e probabili ceppi non secondari in Liguria, Molise e Basilicata,
Caprari sembra avere un ceppo nel sondriese, uno nel reggiano, uno nell'anconetano
ed uno nel Lazio, Capraro ha un ceppo veneto nel bellunese, vicentino e
trevigiano, uno nel Lazio e Campania settentrionale, uno nell'agrigentino
ed uno nel Salento, dovrebbero derivare o da toponimi come Caprarola (VT),
Caprarico (MT), Caprarica di Lecce (LE), Caprara d'Abruzzo (PE), Caprara
(RE), o monte Capraro nel Molise e molti altri, oppure dal cognomen latino
Caprarius portato ad esempio da Caius Caecilius Metellus Caprarius console
nel 113, o anche da soprannomi legati al mestiere di custode di capre. |
| CAPRESI |
Capresi, abbastanza raro, sembra tipico del senese, di Monteriggioni, Poggibonsi
e Colle Di Val D`Elsa, potrebbero derivare da etnici di toponimi come Capraia
(FI), (AR), (LU) o (LI) o direttamente da toponimi come Caprese (AR). |
| CAPRIATI |
Capriati è specifico di Bari, potrebbe derivare dal toponimo Capriati
a Volturno nel casertano. |
CAPRIOLI
CAPRIOLO |
Caprioli è presente a macchia di Leopardo in Piemonte e Veneto,
è molto diffuso in Lombardia, nel Lazio, in Puglia e nel potentino,
Capriolo ha un ceppo piemontese ed uno nell'avellinese, potrebbe derivare
da toponimi come ad esempio Serracapriola nel foggiano, Caprioli nel salernitano,
Gerre de' Caprioli nel cremonese, Capriolo nel bresciano o altri simili. |
CAPRIONE
CAPRIONI |
Caprione, praticamente unico è forse dovuto ad errori di trascrizione
di Caprioni, che è specifico del teramano, di Giulianova e Mosciano
Sant`Angelo, in particolare, e di Bellante, Roseto degli Abruzzi e Teramo,
ha anche un piccolo ceppo nello spezzino che dovrebbe derivare dal nome
del promontorio del Caprione, l'ultimo della costa ligure di levante, dovrebbero
derivare da un accrescitivo del nome o soprannome Capra,
probabilmente attribuito al capostipite perchè pastore appunto di
capre. |
| CAPRIOTTI |
Capriotti ha un ceppo riminese, uno tra Piceno e teramano ed uno nel romano,
dovrebbe derivare da un ipocoristico del nome o soprannome Capra, probabilmente
perchè il capostipite di mestiere avesse a che fare con le capre. |
| CAPUA |
Capua è diffuso in Lazio ad Amaseno nel frusinate ed a Roma, in
Campania ed in Calabria a Crosia ed Acquappesa nel cosentino, dovrebbe
derivare dal nome della città di Capua nel casertano. |
CAPUANA
CAPUANI
CAPUANO |
Capuana, abbastanza raro è tipico della Sicilia e potrebbe derivare
dal toponimo Capuano località di Gangi (PA), Capuani ha un ceppo
nel Lazio ed uno nel teramese, Capuano è particolarmente diffuso
inel basso Lazio, in Campania ed in Puglia, derivano dall'etnico capuano
(originario della città di Capua). |
| CAPURRO |
Capurro ha un grosso nucleo nel genovese, un piccolo ceppo nel napoletano
ed uno altrettanto piccolo nel messinese, dovrebbe derivare da un vocabolo
dialettale per capoccia, tracce di questa cognominizzazione nel genovese
si trovano almeno dalla fine del 1300 quando un certo Francesco Capurro
è rettore di San Nicolò di Voltri (GE), nella seconda metà
del 1500 opera a Genova il notaio Antonio Capurro, il ceppo napoletano
ha prodotto Giovanni Capurro, autore della celebre canzone «‘O sole
mio». |
| CAPURSO |
Tipico pugliese, del barese soprattutto, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal mestiere di custode di capre o da caratteristiche del carattere
del capostipite che potessero richiamare la testardaggine della capra. |
| CAPUSSI |
Capussi, quasi unico è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
di Cappussi che è tipico del Sannio di Poggio Sannita e Civitanova
del Sannio nell'iserniese, l'origine del cognome dovrebbe essere attribuibile
ad una forma dialettale di un soprannome originato dal fatto di essere
probabilmente il capostipite al comando di una squadra di pastori di capre
o di pecore. |
CAPUTI
CAPUTO |
Caputi ha un nucleo nella zona di Molfetta (BA), uno a Roma, uno a Napoli
ed uno in Basilicata, soprattutto a San Fele (PZ), Caputo è estremamente
diffuso in tutto il sud Italia, derivano dal soprannome medioevale Caputus
originato probabilmente o dall'avere il capostipite una testa grossa o
dall'essere estremamente cocciuto. Tracce di questo cognome si hanno
ad esempio ad Aversa già dal 1302, data di un atto dove si legge:
"...Nomina hominum, et Vassallorum dicti Casalis
Cayvani sunt hec videlicet: ... Cajvanus Caputus,
Cannameli Thomas Caputus,...". |
CAPUZZO
CAPUZZONI |
Concentrato al nord Capuzzo, probabilmente
originario della provincia di Padova, Capuzzoni è invece lombardo
originario della zona tra Pavia e Milano. Questi cognomi dovrebbero derivare
da soprannomi legati o a caratteristiche fisiche o a località d'origine
casa del puzzo, cioè luogo dove si svolgeva una lavorazione maleodorante
come ad esempio la concia delle pelli.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Nel meridione capuzzo può indicare chi è capo di un nucleo
familiare colonico, di una squadra di lavoratori agricoli, di mandriani
e pastori. Nel napoletano, inoltre, può rappresentare il nome regionale
del muggine, capòzzo o capuzzo,
“cefalo”. Nel Veneto potrebbe indicare il nome regionale del cavolo cappuccio,
varietà di cavolo con le foglie avvolte strettamente in modo da
assumere l’aspetto di una palla. |
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