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CARABELLI Tipico del nordmilanese e varesotto, di difficile etimologia, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo medioevale carabo (sorta di imbarcazione a vela), ma non esistono riscontri.  Cognome molto antico, in un atto custodito nell'Archivio Notarile di Milano datato 1483  si trova in qualità di teste un tal "...Abondius de Carabellis ...".
CARABOT
CARABOTT
Cognome assolutamente rarissimo in entrambe le forme è originario di Malta, probabilmente di La Valletta.
integrazioni fornite da Pasquale Carabot
Il nome Carabot probabilmente deriva dal nome dispregiativo dato a certi rivoluzionari Francesi., consultando  i registri della chiesa di Valletta Malta, si evince che un Carabot arrivò a Malta, probabilmente con la moglie, dalla Francia ed ebbe molti figli. Nel 1800 molti Carabot emigrarono in Libia. Ora ci sono parecchi Carabot un po dappertutto nel mondo. Ho trovato Carabot in nord e sud America, nelle Filippine, in Australia, a Malta ed in Inghilterra, oltre che in Italia.
(N.d.R.) I Carabot erano un gruppo di sanculotti creatosi a Caen in Normandia  all’epoca della Rivoluzione Francese. Provenivano dalla classe media militare, si costituirono in gruppo rivoluzionario armato nei primi giorni della rivoluzione approvvigionandosi di armi e munizioni sottraendole dalle casematte del castello di Caen, assunsero le funzioni di vera e propria Guardia Nazionale il cui motto era o la Legge o la morte. Il termine carabot, dispregiativo e denigratorio, venne attribuito loro dalla nobiltà, assimilandoli a degli sbandati, sottovalutando enormemente sia la situazione che le possibili conseguenze, che la storia francese ci ha poi raccontato.
CARACCIOLI
CARACCIOLO
CARACCIUOLO
Caraccioli è rarissimo ed è quasi sicuramente derivato da Caracciolo che è invece molto diffuso in tutto il sud, Caracciuolo, tipico di Salerno, è dovuto probabilmente ad una corruzione dialettale di Caracciolo, dovrebbero derivare da una variazione del cognomen latino Carus (vedi Caro); cognomizzazione molto antica, portata da importanti prelati, nobili e principi, ricordiamo nel XIV° secolo Jacopo Caracciolo morto a Roma nel 1357: "Jacobus Caracciolus, natione Italus, Patria Patricius Neapolitanus, Alumnus Congregationis Carbonariae", nel XV° secolo Roberto Caracciolo di Lecce (1425-1495) padre francescano autore di importanti testi e poi vescovo di Aquino: "...Nam cum Eccius et Caracciolus ex Urbe attulissent Bullam damnatricem Lutheri eamque insinuassent ille hi..." e Giovanni Caracciolo (1487-1550) Principe di Melfi, duca di Ascoli Satriano, marchese di Atella, conte di Forenza, duca di Venosa, conte di Avellino, signore di Molfetta, nel secolo successivo "Horatius Caracciolus Episcopus Venafranus", famosi poi saranno i Principi Caracciolo di Avellino, di Napoli e di Calabria.
CARACOI Assolutamente rarissimo, decisamente tipico dell'alto Veneto dovrebbe derivare da un nome di località come Caracoi Cimai o Caracoi Agoin (BL).
CARACRISTI Tipico trentino, deriva dal nome medioevale beneaugurale Caracristo originato dall'augurio che fosse il neonato caro a Cristo.
CARADONNA Ha un ceppo importante a Bari, uno a Roma ed uno nel trapanese tra Salemi, Marsala ed Alcamo, potrebbe derivare da nomi di località come Ceradonna frazione di Rossano Calabro (CS).  Tracce di questa cognomizzazione si trovano in Sicilia nel 1200 con Nicola di Caradonna feudatario del territorio di Ramacca (CT) e nel 1700 ad Amiseno (FR) con l'abate Domenico Caradonna.
CARAFA
CARAFFA
Carafa ha tre ceppi uno abruzzese in provincia di Chieti e due pugliesi in provincia di Foggia e Lecce, Caraffa è distribuito in tutta Italia e sembrerebbe essere originario della Sicilia un ceppo e della Basilicata un altro, dovrebbero derivare da toponimi quali Caraffa (RC) - (CZ).
CARAFOLI
CARAFOLLI
CARAFULLI
CAROFOLI
CEROFOLI
CEROFOLINI
Carafoli è tipicamente modenese, Carafolli, quasi unico, è anch'esso emiliano, Carafulli è quasi scomparso, Carofoli è unico, Cerofoli, quasi unico è dell'aretino, Cerofolini, decisamente toscano, è soprattutto dell'aretino, di Arezzo, Subbiano, Bibbiena, Capolona e Castel Focognano e di Firenze, doivrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da modificazioni del nome medioevale Carulfus o Garulfus una latinizzazione del nome longobardo Gairulf o Garolf, di quest'uso abbiamo un esempio in questo atto di donazione risalente circa ll'anno 1000: "In nomine summe et individue Trinitatis. Ego Gauslabertus, in articulo mortis positus, reminiscens et vehementer expavescens enormitatem meorum peccaminum, dono Deo et sanctis ejus apostolis Petro et Paulo, ad locum Cluniacum, coloniam quam michi dedit socer meus Garulfus, simul cum filia sua Eufenia, quam michi copulavit in conjugio. ...".
CARAI
CARAU
CARRAI
Carai è tipico del nord della Sardegna, Carau, sempre sardo è assolutamente rarissimo, Carrau, molto molto raro è tipico di Zerfaliu (OR), dovrebbero derivare da modificazioni dialattali del mestiere di carraio, portatore di carri.
CARAMANI
CARAMANICO
Caramani è assolutamente rarissimo, Caramanico sembrerebbe specifico del teatino, di Guardiagrele, Miglianico, Chieti e San Giovanni Teatino, dovrebbero essere diverse forme dell'etnico di Caramania, regione anatolica prospiciente Cipro, potrebbe risalire almeno al 1566, epoca dell'invasione dei turchi in terra d'Abruzzo, quando 120 navi saracene aggredirono il litorale abruzzese, è pure possibile anche se meno probabile una derivazione dal termine longobardo karaman (arimanno o uomo libero), in alcuni casi potrebbe trattarsi di una derivazione dal toponimo Caramanico Terme nel pescarese. Dell'uso dell'etnico di Caramania abbiamo un esempio nella seconda metà del 1400 negli scritti di Caterino Zeno ambasciatore della Serenissima, nei suoi Commentarii del viaggio in Persia e delle guerre persiane di messer Caterino Zeno il Cavalliere leggiamo:"...Veduto Samper moversi di luogo i Caramani e caricar Amarbei, anch'egli, serrato il suo squadrone, si mosse e urtò per fianco Sinan, ruppe i Caramani e in un attimo fu adosso l'esercito del signore, e rotta e malmenata la cavalleria tagliò a pezzi le prime ordinanze de' gianizzari e mise in confusione tutte quelle brave fanterie...".
CARAMASCHI Cognome mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un nome di località.
CARAMELLI
CARAMELLO
Caramelli è un cognome tipico del pistoiese, Caramello è specifico del cuneese.
CARAMIA
CARAMMIA
Caramia ha un grosso ceppo pugliese tra barese, brindisino e tarentino, in particolare a Martina Franca, Taranto, Grottaglie e Massafra nel tarentino, ed a Fasano, Mesagne e Cisternino nel brindicino, ed un ceppo siciliano a Palermo ed a San Cataldo nel nisseno, Carammia, quasi unico, è siciliano, potrebbero derivare da nomi, soprannomi originati dal termine meridionale dialettale car'a'mmia (a me caro), potrebbero anche derivare da forme dialettali contratte usate per indicare una provenienza dalla Caramania (regione turca abbandonata dalle forze crociate).
CARAMIELLO Tipico napoletano.
CARAMMA Ha un ceppo nella zona di Acireale (CT) ed uno nella zona di Floridia (SR), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco karagma (marchiatura a caldo, incisione, sigillo) forse ad indicare una particolare condizione del capostipite.
CARANI Rarissimo, deriva da nomi di località come ad esempio San Martino Carano, località che dista un chilometro da Modena,  è tipico del modenese, troviamo traccia di questo cognome a Bergamo nel 1600 con il giudice delle vettovaglie Giovanni Battista Carani.
CARANO Molto raro, sembra avere più ceppi nel Molise, nel foggiano e nel casertano, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo Carano (CE), tutti gli altri dovrebbero derivare dal nome greco latino Caranus, ricordiamo un Caranus figlio di Cleopatra, sorella di Alessandro il macedone e di Filippo Attalo: "...Circa quod tempus Caranus, vir generis regii, sextus decimus ab Hercule, profectus Argis regnum Macedoniae occupavit...", da cui dovrebbe derivare la Gens latino campana Carania. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Gambatesa (CB) nel 1700 con il tavernaro Giovanni Carano.
integrazioni fornite da Marco Carano (Brasile)
il cognome CARANO si trova anche nel nord Italia e dovrebbe derivare dal toponimo Carano in Val di Fiemme nel Trentino, il comune è uno dei più antichi della Valle nel suo territorio sono state rinvenute monete dell'epoca imperiale romana, ma anche reperti risalenti all'età del ferro (aghi). Nel 1570, sulla zona si abbattè una terribile carestia la fame del 1570 che costrinse molte famiglie a lasciare Carano verso altre regioni quali la Toscana, l'Abruzzo ed il Molise in cerca di migliori condizioni di vita.
CARANNANTE Originario della provincia di Napoli e Caserta, potrebbe essere originato da un soprannome legato ad un toponimo Carano (CE).
CARAPELLI Tipico del senese, potrebbe derivare da toponimi come Carapelle (FG) o da Carapello nome di un fiume molisano.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questo cognome potrebbe derivare da un toponimo abruzzese Carapelle Calvisio (AQ). Leggendo i nomi dei Carapelli emigrati a New York in effetti non si trova nessun Carapelli toscano, ma sono Abruzzesi o Laziali (di Frosinone). Qualche Carapelli esiste ancora in Abruzzo, ma è una rarità, mentre i Carapelli del Frosinate sembrerebbero scomparsi.
CARAPEZZA Carapezza ha un ceppo nell'agrigentino ad Agrigento e Palma di Montechiaro, uno a Palermo e Petralia Sottana (PA), uno nel catanese a Caltagirone e Mirabella Imbaccari ed uno a Caltanissetta.
CARASSAI Specifico delle Marche meridionali, del maceratino e del Piceno, potrebbe derivare da un nome gratulatorio medioevale Caro-assai, ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Carassai (AP).
integrazioni fornite da Mario Carassai
il cognome sembra derivare dalla zona tra le province di Macerata e la costituenda di Fermo. Nei pressi di Fermo si trova anche il comune di Carassai. Una storia narra che nel medioevo una nobile fermana perse un figlio in battaglia e per un periodo ai nuovi nati venne messo il nome di caro assai moltocaro; ho riscontrato in più atti e conoscenze che nel XVII sec. molti Carassai fossero mugnai e coincidenza vuole che oggi il comune di Carassai ha lo stemma azzurro con tre monti e rispettive spighe di grano.
CARATELLI
CARATELLO
Caratelli è caratteristico di Roma e provincia, di Sgurgola nel frusinatye e di Cori nel latinense, Caratello è unico, potrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo caratello (piccolo vaso di legno adatto al trasporto di vini o liquori pregiati), forse ad indicare la buona qualità del capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio nella seconda metà del 1600 a Pula (TS): "...Messer Zuanne da Curzola mariner del Patron Francesco detto Caratello...", ma è pure possibile che si tratti di un ipocoristico di soprannomi derivati dal vocabolo caratto (vedi CARATTI).
CARATTI
CARATTO
Caratti sembra avere oltre ad un ceppo importante nell'alessandrino, anche uno nel milanese, nel bresciano ed in Valtellina, Caratto più raro è specifico del torinese e dell'alessandrino, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo arcaico caratto (quota, divisione).  Tracce di questa cognomizzazione la troviamo ad esempio a Bergamo dove nel 1564 è Console dei Mercanti un certo Cristoforo Carattus o Caratti.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
questo cognome regionale è diffuso nel Bresciano, nel Comasco e nel Milanese, ma anche in provincia di Sondrio a Lòvero dove il primo il primo "De Carate" compare nel XIII° secolo. Ovviamente solo dopo qualche secolo il nome diventerà quello di oggi. I Caratti di Lovero hanno la loro lontana origine a Carate Urio (Co). Da Lovero si sono diffusi in Valtellina, nel Bresciano e in altre parti della regione. Peraltro ancora oggi nel piccolo paese valtellinese si contano 11 soprannomi attribuiti ai Caratti.
CARAVAGGI
CARAVAGGIO
Caravaggi è tipico di Brescia e di Offanengo (CR) con un ceppo, probabilmente secondario a Formello (RM), Caravaggio oltre ad un piccolo nucleo a Capriano Del Colle nel bresciano ha un grosso ceppo nel chietino a Rocca San Giovanni, Fossacesia, Lanciano e San Vito Chietino ed a Pescara, dovrebbero derivare dal toponimo Caravaggio (BG).
CARAVATI Specifico del varesotto, di Varese in particolare, deriva dal toponimo Caravate (VA) la cui origine è dal latino carabus  mucchio di pietrame.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nella prima metà del 1400 con un certo Giovanni de Caravato che sposa la nobile patrizia milanese Antonia Cotta dei Consignori di Cella.
CARAVELLA
CARAVELLI
CARAVELLO
GARAVELLI
GARAVELLO
Caravella ha un ceppo a Roma ed uno a Sora (FR), a Piedimonte Matese (CE) ed a Napoli, a Foggia ed a Giovinazzo (BA) ed a Palermo, Caravelli ha un ceppo a Tricarico (MT), uno a Roggiano Gravina (CS) ed uno a Palmi (RC), è presente anche in Abruzzo, Caravello sembrerebbe tipicamente siciliano di Palermo con un ceppo significativo anche a Milazzo (ME), ha un ceppo anche tra Mirano e Noale nel veneziano, dove è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Garavello che presenta un nucleo nel Veneto tra Solesino ed Este nel padovano e tra San Martino di Venezze e Rovigo nel rovigoto, ha inoltre un piccolo ceppo probabilmente secondario tra alessandrino e genovese, Garavelli ha un ceppo nel bergamasco tra Cologno Al Serio, Romano Di Lombardia ed Urgnano ed uno a Cremona e nel cremonese, ha anche un ceppo romagnolo a Savignano sul Rubicone e Cesena ed uno piemontese tra Alessandria e Valenza.
integrazioni fornite da Prof. Pietro Luigi Garavelli - estratto da
I  CARAVELLO Storia di una antica Famiglia italiana - in collaborazione con Prof. Caravello di Padova
II cognome Caravello si ritrova anche nelle varianti Caravelli , Garavello e Garavelli . Nel Medio Evo il casato è rintracciabile prevalentemente nel veneziano, nell'alessandrino, nel giovinazzese ed in Sicilia.  I Caravello sono localizzati in Veneto, Lombardia e soprattutto in Sicilia, i Caravelli sono distribuiti più omogeneamente sul territorio nazionale. i Garavello risiedono tutti in Veneto, Lombardia e Piemonte mentre i Garavelli si trovano fra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna,  L'etimo è molto incerto. Se di origine veneta il cognome Caravello avrebbe avuto nelle varianti Garavello e Garavelli la sonorizzazione della velare iniziale fenomeno ( K -> G ) presente ma raro, potrebbe risalire al latino tardo carabum (granchio poi piccolo battello) con riferimento all'ambiente lacustre od all'attività svolta oppure alla colla caravella, tipica della carpenteria navale, e quindi legata alla professione di calafatore  addetto alla lavorazione alla caravella delle barche, che poi si sposterà in Portogallo nel XII secolo.   Se non veneto, Garavello, potrebbe derivare dalla radice gar o ger ossia gairu (lancia). Il significato sarebbe in tal caso, approssimativamente, armato di lancia. Poiché i nomi di origine germanica derivati da gairu non sono facilmente distinguibili da quelli derivati dalla radice garva (preparato), all'origine di Garavello vi potrebbe essere anche quest'ultima radice. In tal caso il significato del cognome sarebbe pronto alla guerra. In Piemonte il cognome potrebbe richiamare la base preromana caravos (pietra) da cui la nota garavela (calcinaccio) con allusione ad un aspetto geomorfologico del territorio.  In Puglia il casato deriverebbe dalla famiglia francese Garau stabilitasi nel XIII° secolo a Giovinazzo al seguito degli angioini, un suo ramo collaterale assunse il cognome Vernice nel quale si può riconoscere il nome, storpiato, della Serenissima Venezia.
CARBONARI
CARBONARO
CARBONERI
CARBONERO
Carbonari ha un ceppo nel bergamasco ed uno nel basso trentino, un ceppo nel forlivese, ma il nucleo è nell'area che comprende le Marche, L'Umbria, il viterbese ed il romano, Carbonaro, decisamente meridionale, ha un ceppo tra napoletano e salernitano, uno tra foggiano e barese, uno nel cosentino e reggino ed uno in Sicilia, soprattutto nella zona orientale dell'isola, il messinese, catanese, siracusano e ragusano, Carboneri, rarissimo, parrebbe dell'area ligure, piemontese, Carbonero, abbastanza raro, è tipico del torinese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di carbonaio svolto dal capostipite, ma è pure possibile una derivazione toponomastica da nomi di località come Carbonara (BA), (CE), (PD), (RM), (PV), (NA), (MN) e (AL) o Carbonare (TN), Carbonaro (CS), Carbonera (TV), (BI) o Carboneri (AT) e così molti altri.
CARBONE
CARBONI
CARBONINI
Carbone è diffuso in tutta Italia soprattutto al sud, Carboni in tutto il centro nord e nella Sardegna, Carbonini sembrerebbe bresciano, ma con un ceppo forse in provincia di Pavia. Tutti questi cognomi sono derivati da soprannomi collegati con l'attività di estrattore o venditore di carbone o provengono da uno dei molti toponimi legati al vocabolo carbone, quali Carbone (PZ) Carbonara (BA) - (NA) ecc..
CARCANO Tipico della zona che comprende le province di Milano, Como e Varese, deriva dal toponimo Carcano (CO) che nel 1928. è stato accorpato in Albavilla, assieme al paese di Villa. I Carcano sono una famiglia di nobiltà antichissima, già nel 899 troviamo Andrea da Carcano Arcivescovo di Milano, nella seconda metà del 900 viene nominato Bonizo Carcano, dall'imperatore Ottone I°, a guidare la città di Milano, nel 978 diventa Arcivescovo di Milano Landolfo da Carcano, e così via nei secoli, i Carcano hanno legato il loro nome alla storia di Milano.
CARCHEN Carchen, molto molto raro, è tipico del comasco e del bergamasco, potrebbe derivare da Carchen espressione dialettale per identificare il paese di Carcano nel comasco, abbastanza improbabile una derivazione da una forma dialettale del cognomen latino Carconius.
CARCIOFALI
CARCIOFALO
CARCIOFOLI
CARCIOFOLO
Tutti assolutamente rarissimi, quasi scomparsi, Carciofali e Carciofoli sembrerebbero rimasti solo nel Lazio, Carciofalo e Carciofolo quasi unci sembrerebbero siciliani,
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Carciofalo è un cognome rarissimo, originario della Sicilia centrale, con ogni probabilità della città di Enna. Dal punto di vista etimologico dovrebbe trattarsi di una variante di Carciofolo, anche questo cognome siciliano molto raro, presente solo a Caltanissetta e a Palermo, ma originario della Sicilia centrale. Carciofalo e Carciofolo derivano dalla cognominizzazione di un soprannome canzonatorio dato al capostipite in riferimento alla sua presunta stupidità; nelle provincie meridionali l'espressione essere un carciofo, in dialetto appunto carcioffolo o carciuoffolo, è utilizzata ancora ai giorni nostri in senso offensivo e canzonatorio.
CARCONE
CARCONI
Tipicamente laziali, Carcone è specifico del frusinate, di Cervaro, di Roma e di Minturno nel latinense, Carconi è più specificatamente romano con ceppi anche in provincia di Latina ad Aprilia e Sezze, dovrebbero derivare dal cognomen latino Carconius.
CARDAMONE
CARDAMONI
Cardamone ha un nucleo principale in Calabria tra Catanzaro e Cosenza con un ceppo anche nel salernitano, cardamoni, è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal nome di una pianta aromatica. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Rogliano (CS) nel 1600 quando la famiglia Cardamone è menzionata fra le nobili, a Parenti (CS) nel 1700 il capitano civico è Giuseppe Cardamone.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci - Salerno
Il cognome Cardamone è la cognominizzazione del termine italiano antico cardamone, derivato dal latino cardamomum, a sua volta originato dal greco kardamomon, composto dai vocaboli kardamon e amomon, con i rispettivi significati di crescione e amomo. Il cardamone, nel lessico attuale cardamomo, è quindi una grande pianta erbacea perenne, a fiori giallastri avvolti in spate, che cresce spontanea sulla costa del Malabar e che viene coltivata soprattutto per i suoi frutti, i cui semi da secoli sono industrialmente impiegati per vari usi. Con ogni probabilità, il termine cardamone fu attribuito al capostipite come soprannome, in relazione al tipo di attività svolta, ed in seguito cognominizzato. Infatti, l'uso dei semi del cardamone, bruni esternamente e bianchi all'interno, farinacei e di odore aromatico, era riservato nei secoli scorsi ad un ristretto numero di attività: l'olio denso ottenuto da tali semi, contenente per lo più amido, zucchero, acqua e cellulosa, veniva largamente usato in liquoreria e pasticceria per l'odore quasi canforaceo e per il sapore rinfrescante. Un maggiore uso di tale sostanza massicciamente importata anche in Italia, però, veniva fatto in medicina come eupeptico carminativo sotto forma di tintura. Di conseguenza, coloro i quali avevano quasi quotidianamente a che fare con il cardamone erano i medici ed i farmacisti, ossia i cosiddetti speziali, che il più delle volte trasmettevano la propria preziosa e redditizia attività da padre in figlio: è dunque possibile che il cognome Cardamone si sia originato in epoca medievale in primo luogo dalla redditizia attività dello speziale, o, con minore probabilità, dai mestieri artigianali di pasticciere o di produttore di liquori. Oltre alla derivazione dalle citate attività, si potrebbe ipotizzare anche una possibilissima origine per i ceppi campani e calabresi dal termine dialettale cardamone, con il significato di neonato di ghiro, quindi dormiglione. Ancora oggi, infatti, in Campania si usa l'espressione sei proprio un cardamone oppure sei proprio un cardalimone per apostrofare in senso canzonatorio una persona che si distrae troppo facilmente o un classico bonaccione.  Tra i personaggi illustri con questo cognome va segnalato Mons. Andrea Cardamone, arcivescovo di Rossano tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.
CARDANI
CARDANO
Cardani è tipico dell'area milanese e comasca, Cardano è tipico del varesotto, con un ceppo anche nel barese, i ceppi lombardi dovrebbero derivare dal toponimo Cardano al Campo (VA) o da Cardana sempre nel varesotto, il ceppo pugliese dovrebbe invece derivare dal nome medioevale Cardanus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1389 dove si legge tra l'altro: "...Cardanus filius quondam Tomaxii consul vicinorum ...", tracce importanti di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con il matematico, medico e astrologo Girolamo Cardano (Pavia, 24 settembre 1501 - Roma, 21 settembre 1576).
CARDARELLA
CARDARELLI
CARDARELLO
Cardarella, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a San Salvo (CH), Cardarelli è specifico della fascia che comprende le Marche meridionali, l'Umbria, il Lazio, l'aquilano, l'iserniese ed il napoletano, Cardarello è tipico di Sezze (LT), dovrebbero derivare da modificazioni vezzeggiative dell'aferesi del nome Riccardo, poco probabile una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo cardo (tipo di pianta erbosa), tra i personaggi nella seconda metà del 1700 troviamo il conte Alessandro Cardarelli di Roma, nel secolo successivo il Generale Cardarelli delle truppe borboniche che depose le armi a favore di Garibaldi, nel 1832 nasce a Civitanova del Sannio il famoso medico molisano Antonio Cardarelli cui verrà intitolato l'omonimo nosocomio napoletano di rilevanza nazionale.
CARDEA
CARDIA
Cardea ha un nucleo a Grottaglie (TA) ed uno nella zona dello stretto di Messina, Cardia ha un nucleo principale nella Sardegna meridionale ed uno nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo greco kardia (cuore), in alcuni casi possono derivare da toponimi greci omonimi come la Città di Kardia in Tracia, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nella Locride fin dal 1600.
CARDELLI
CARDELLO
CARDILLI
CARDILLO
CARDULLI
CARDULLO
Cardelli è tipico della fascia che comprende Romagna, Toscana, Marche, abruzzo e Lazio,  Cardello, molto raro, è tipico siciliuano, di Caltagirone (CT) e Catania e di Vittoria (RG), Cardilli ha ceppi a Roma, in Abruzzo a Massa d`Albe (AQ) ed a Spinazzola (BA), Cardillo è molto diffuso al centrosud, Lazio, Campania e Sicilia soprattutto, Cardulli è praticamente unico, Cardullo ha un ceppo a Castellabate nel salernitano ed un nucleo importante a Messina, Palermo e Catania, dovrebbero derivare da modificazioni, anche dialettali a volte, dell'ipocoristico dell'aferesi del nome Riccardo, Accardo o simili, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1363 a Napoli: "...coram Cardillo Brancacio de Neapoli dicto Imbriaco et Masello Brancacio, dicto Imbriaco, eius filío.ex quondam nobili muliere domina Vera Baraballa de Gayeta...", in alcuni casi potrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardolatino cardellus (cardellino, tipo di uccello canoro).
CARDIN
CARDINI
CARDINO
Cardin è tipico del padovano, Cardini sembrerebbe toscano, con un ceppo anche nel maceratino, Cardino, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area campano-laziale, derivano tutti dall'aferesi del diminutivo del nome Riccardo. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nell'Archivio di Stato di Cremona dove si trovano gli atti del notaio Francesco Cardini datati dal 1451 al 1487 e del notaio Giacomo Cardini datati dal 1480 al 1509 e nel XVI° secolo Mons. Luca Cardino è Vescovo di Latina dal 1582 al 1594.
CARDINALE
CARDINALI
Cognome comune in tutto il sud Cardinale, mentre sembra originario del centro Italia Cardinali (Marche, Umbria, Lazio), possono aver avuto origine da soprannomi  derivati da toponimi come Cardinale (CZ) o da caratteristiche comportamentali. 
CARDONA Cardona, molto raro, è specifico del reggino, della zona dello stretto, sembrerebbe di nobili origini, probabilmente spagnole, nella prima metà del 1300 Raimondo di Cardona duce dell'esercito angioino è alleato dei Torriani contro i Visconti, aghli inizi del 1400 Alfonso de Cardona è viceré di Calabria e Pietro Cardona maestro giustiziere del Regno d’Aragona, diviene conte di Collesano (PA), il cognome dovrebbe derivare in qualche modo dal cardo (vegetale) visto che nello stemma compaiono appunto tre fiori di cardo.
CARDONE
CARDONI
Cardone è tipico della zona che comprende Lazio, Abruzzo, Campania, Molise , Puglia e Potentino, Cardoni è proprio della fascia centrale di Marche, Umbria e Lazio, derivano tutti dall'aferesi dell'accrescitivo del nome Riccardo. Trcacce di queste cognomizzazioni le troviamo a Narni nel 1600 in un atto del 1652: "...Coram illustrissimo et admodum reverendissimo vicario generali Narnie processus remissorialis pro dominis de Gregorio et Camillo de Cardonibus nominibus contra reverendissimum dominum abbatem Deodatum...".
CARDUCCI Cognome tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, con ceppi anche nella Toscana tirrenica, deriva dall'aferesi del vezzeggiativo del nome Riccardo.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Ha probabilmente alla base il nome Riccardo. Il cognome è diffuso nel Lazio a Roma e provincia (Albano Laziale e Tolfa), nel frusinate (Ceprano e Arce) e nel rietino (Borgorose), nelle Marche a Macerata e provincia (Civitanova Marche, San Ginesio, San Severino Marche e Loro Piceno), in Toscana nel livornese (Piombino, Cecina e Campiglia Marittima) e nel lucchese (Querceta di Seravezza e Forte dei Marmi), in Puglia a Foggia e provincia (Cerignola) e nel barese (Gravina in Puglia), in Abruzzo a L’Aquila e provincia (Tornimparte e Pratola Peligna) e in Umbria a Terni e provincia (Sangemini) e nel perugino (Foligno). Il poeta, scrittore e letterato Giosuè Carducci nasce a Valdicastello di Pietrasanta (Lucca) il 27 luglio 1835 e trascorre la sua infanzia a Bolgheri di Castagneto (LI). Scriverà in una famosa lettera:”Quel tratto della Maremma che va da Cecina (LI) a San Vincenzo (LI) è il cerchio della mia fanciullezza e della mia prima adolescenza”.  La produzione poetica è molto vasta: con le “Rime Nuove” raggiunge la fama nazionale. Tra le composizioni in prosa si ricordano “Confessioni e battaglie” e “Per la morte di Giuseppe Garibaldi”. Nel 1859 sposa Elvira Menicucci, dalla quale avrà tre figlie ed un figlio (Dante, che morirà a tre anni e al quale dedicherà i drammatici versi di “Pianto Antico”). Nel 1906 viene insignito del premio Nobel per la letteratura. Muore nella sua casa di Bologna nel 1907. Giosuè Carducci era figlio di Michele Carducci, medico, e di Ildeganda Celli. La famiglia paterna era originaria di Querceta di Seravezza (Lucca). I nonni paterni si chiamavano Francesco Giuseppe Carducci e Lucia Galleni.
CAREDDA
CAREDDU
Caredda è tipico del sud della Sardegna, mentre Careddu è molto diffuso in tutta l'isola, anche se con grande prevalenza nella parte centro settentrionale.
CARELLA
CARELLI
CARELLO
Carella, estremamente diffuso in Puglia, ma con ceppi anche nel palermitano, a Napoli ed a Roma, Carelli è un cognome del sud sembra ci siano due ceppi uno in provincia di Cosenza e l'altro in provincia di Bari, Carello. abbastanza raro, ha un ceppo nel catanzarese ed uno nel torinese, dovrebbero aver avuto origine dal nome medioevale Carella, Carellus (carino). Tra i personaggi di rilievo citiamo il pittore Domenico Carella (1721-1813).
CAREMOLI Cognome tipico milanese, può essere stato originato da un soprannome derivato da una località di provenienza, quale Carema (TO) o più probabilmente casa dei remoli (remolass = radici mangerecce)-
CARENA Carena ha un ceppo lombardo ed uno piemontese, il ceppo lombardo dovrebbe derivare dal toponimo Carena nella Regione Valle Morobbia in Svizzera. sul fronte svizzero del Lario, nobile casato estintosi con il conte Carlo Francesco Carena la cui famiglia esercitava dal 1711 la Signoria su due paesi dell’Alta Brianza, Annone e Merone, nei pressi di Lecco, il cognome comunque non si estinse in quell'occasione perchè l'imperatore Carlo VI di Asburgo consentì all'unica figlia del conte Rosa Carena sposata con un Aliprandi di trasferire al primo erede maschio sia il cognome che il titolo ed il feudo.
CARENINI Carenini è specifico del lecchese, di Calolziocorte, Torre de' Busi, Carenno e Monte Marenzo, con presenze significative anche a Milano e in provincia di Bergamo a Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco e Ponteranica, si dovrebbe trattare di una forma etnica del paese di Carenno nel lecchese, indicando probabilmente che la famiglia era originaria proprio di quel paese.
CARENZI Cognome lombardo originario della zona compresa fra le provincie di Lodi, Cremona e Milano, può essere stato originato da un soprannome derivato da una località di provenienza casa dei Lorenzi.
CARERE
CARERI
Cognomi che sembrerebbero originari di Reggio Calabria e dovrebbero derivare dal toponimo Careri (RC).
integrazioni fornite da Andrea (Milano)
potrebbe in parte avere alla base il toponimo reggino Careri, è diffuso in Calabria 38%, Valle d’Aosta 20%, Lazio 14%, Piemonte 11%, etc. Il cognome reggino Carere risulta essere presente nell’Italia nord-occidentale con il 37% delle occorrenze.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
CARERE, CARERI è cognome calabrese che origina dal calabrese hareri, siciliano careri = tessitore, entrambi dall’arabo harrar = tessitore di seta. Cfr. G. Rohlfs, Dizionario dei cognomi in Calabria, p. 66.
CARESTA Decisamente raro, dovrebbe essere originario della zona tra Abruzzo e Lazio, potrebbe derivare da un nome di località come Colle Caresto (PU), o anche da un soprannome legato al termine dialettale caresta (carestia).
CARETTA
CARETTI
CARETTO
Caretta, abbastanza raro, sembra avere più ceppi, nel Lazio e nell'aquilano, nel vicentino e nel tarentino, Caretti oltre al nucleo a Verbania e dintorni, dovrebbe avere un ceppo nel modenese, uno nel beneventano ed uno a Roma, Caretto, molto raro, è tipico del Salento, deriva da variazioni del cognomen latino Carus del quale abbiamo un esempio con il famoso poeta latino Titus Lucretius Carus (99 a.C. - 55 a.C.).
CARFAGNA
CARFAGNI
CARFAGNO
Carfagna sembra avere un nucleo importante nel Lazio, e ceppi nel Piceno, in Abruzzo, nel Molise, nel napoletano e nel foggiano, Carfagni è assolutamente rarissimo, Carfagno sembra essere tipico di Montella (AV), potrebbero derivare dal nome latino Carfanius, di cui abbiamo un esempio in una lapide dell'anno 345: "Veneri Aug(ustae) sacr(um) / T(itus) Carfanius T(iti filius) Pol(lia tribu) Barbarus / Ti(berius) Claudius Spuri (filius) Papir(ia tribu) Timonianus / promagistri soc(iorum) IIII p(ublicorum) Afric(ae) dedic(averunt) / Venustus vilicus aediculam ab solo de suo ref(ecit)", o anche da nomi di località come Carfagna nel Molise, ma è pure possibile che derivino in alcuni casi da soprannomi legati al vocabolo dialettale abruzzese carfagna indicante una tipica lana nera delle montagne tra Puglia ed Abruzzo.  Troviamo tracce di questa cognomizzazione nella seconda metà del 1200 con Petrus Carfagnus o de Carfagno feudatario angioino in Irpinia, e con i Carfagna feudatari di Poggio Sannita (IS) nel XVI° secolo e nel 1515 con un Salvitto Carfagna che acquista da Bartolomeo Carafa il Castello de' Pizzi di Palena (CH).
CARFI
CARFÌ
Carfi è assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origine calabrese e derivare dal toponimo Carfidi, che ha dato origine all'attuale Carfizzi (KR), Carfì è invece specifico del ragusano.-
integrazioni fornite da cav. prof. G.ppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
Carfì è cognome normanno dall'inglese carf = scultore in legno, vedi Geoffrey Chaucer, nato tra il 1340 e il 1345, il Dante Alighieri inglese, I Racconti di Canterbury, gruppo A, verso 100; in inglese moderno carv.  Altri studiosi farebbero derivare il cognome Carfì dal greco chiodo (Kάρφιόν) = Carfì, per assonanza delle due parole in Magna Grecia; più che altro per il fatto che ivi viveva un ramo dei Carfì (don Guillelmus).  Tale stirpe proveniente prima del 1145 (atti di vendita di terreni a Scordia di Catania, citati dal Garufi in Documenti Inediti dell'Epoca Normanna, Palermo 1899) dalla Normandia, stanziatasi nella Contea di Modica (al 90% l’attuale provincia di Ragusa) a Chiaramonte Gulfi, ove fiorì con un Magnifico Nicolò, che con la sua famiglia fu tra i primi abitanti di questa cittadina, si estinse in questa località nel sec. XV. I fasti di questa illustre Famiglia, i cui componenti ebbero sempre il trattamento di Magnifico erano ricordati in una lapide sepolcrale (attualmente esistente sotto all’attuale pavimento di marmo che ha ricoperto tutto all’inizio del 1800) eretta nella Chiesa Madre nel 1572, come ricorda nel libro Famiglie Storiche Chiaramontane del 1903 il Barone Corrado Melfi di S. Maria. Il ramo chiaramontano ebbe nel sec.XVIII un Pietro, un Simone ed il fratello sac. Simone.  Due rami di questa prosapia erano già passati a Ragusa e a Vittoria, ed un altro ramo a Santa Severina (Crotone) nel 1326, ove risiedeva Don Guillelmus Carfì (Vendola, Rationes Decimarum Italiae, sec. XIII e XIV, anno 1939), dal cui nome nacquero in zona le città di Carfizzi, Carfici, Carfidi.  Anche a Ragusa ebbero il trattamento di Magnifico già prima del 1540. Alfonsina figlia del Magnifico Pietro, sempre nel 1540, contrasse nozze con Antonino Ventura, nobile modicano. Un Giovanni appare con il titolo di Magnifico dal 1572 al 1600. Un Nicolò fu Mastro Notaro nel 1644. Una Giovannula sposò il Barone Serravalli ed una Margherita il Giureconsulto Mariano de Mulé. Qui, dal matrimonio del Magnifico Gaetano Carfì con Carmela Lami, nacque il 2.6.1772 Concetta Marcellina, sposatasi con il nobile ragusano Angelo Geronimo Rosario Cappello (Archivio Chiesa di S. Giorgio a Ragusa Ibla). Anche a Vittoria, ebbero il trattamento di Don (Don Emanuele, Donna Maria (atti di nascita del figlio Giuseppe nel 1865), ecc.) ed è citata più volte nel libro Memorie Storiche di Vittoria del 1877 del barone Paternò Castello di Pozzobollente.  Nei primi anni del 1600 su territori del Comune di Chiaramonte Gulfi e di Comiso, fu fondata la città di Vittoria. I Carfì abitavano già, prima di tale fondazione, nel territorio Serra Rovetto e nel Feudo Boscopiano (zone di Vittoria), come attestano antiche mappe, ed anche le attuali (2004) carte topografiche dell'I.G.M., Istituto Geografico Militare), carte ufficiali d'Italia, territorio a quel tempo di Chiaramonte Gulfi). Erano Guglielmo Carfì, che nel febbraio 1586 ricevette “salmas duas terrae in Feudo Nemoris (Bosco) Plani in contrata de Sabugi, confinantes cum via per lo Comiso”, e Filippo Carfì che ricevette altre ”salmas duas terrae in Feudo Nemoris Plani, in contrata Pirayno, confinantes cum via per lo Biscari (Acate), (in: Francesco Ereddia, Vittoria Storia e Tradizione, vol.II, La Contea di Modica, I Feudi Cammarana, Boscopiano e Dirillo, sec.XV e XVI, edizioni del Comune di Vittoria, e Archivio di Stato di Modica) I Carfì contribuirono validamente alla Fondazione della Città di Vittoria (Colonna, figlia di Marcantonio)  - da non confondersi con la poetessa -, moglie del Conte Henriquez Cabrera, vicerè di Spagna in Sicilia, nella Contea di Modica, fondatrice della città il 24 aprile 1607 nel territorio di Boscopiano, con Giuseppe nel 1614 (concessione n. 37), Martino il 19.10.1616 (conc. n. 172), Vito nel 1617 (conc. n. 189, Archivio di Stato di Modica). Qui un fratello di Don Emanuele, Giambattista, entrambi figli di Marcello, si sposò nel 1763 con Felicia Manciapani. Il ramo di Don Emanuele, diede luogo ad altri rami: Carfì Pavia, Carfì Scalone (ramo estinto), Carfì Ingallina poi diventato Carfì Linares, tutti con doppi cognomi anagrafici.  Il primo Giurato di Vittoria fu appunto Giuseppe Carfì (Barone Paternò Castello, Memorie Storiche di Vittoria, dal 1609 al 1799, edizione 1877), discendente dall’altro Giuseppe (1614), e che sempre il Paternò, a pag.30 cita che un documento del 1763 “contiene le firme dei Primari del luogo , tra cui Giuseppe Carfì di certo discendente dal seniore Giuseppe, primo Giurato di Vittoria”, che figura come uno dei primi firmatari dell’accordo territoriale del 1614 (assegnazione gratuita di quasi 4 ettari di terreno, case ed esenzione delle tasse per 15 anni).  Lo stemma Carfì é citato dal Pluchinotta a pag. 25 del Blasonario della Contea di Modica pubblicato a Siracusa nel 1934, e sempre dallo stesso autore é l'articolo pubblicato nel 1932, anno XXX della Rivista del Collegio Araldico, ove cita ancora lo stemma.  Attualmente la famiglia, che ha depositato entrambe le Armi (stemmi), vistate dal Ministero dell'Industria con copyright ed anche dal Ministero di Grazia e Giustizia Spagnolo, e la cui riproduzione non autorizzata raffigura reato, con richiesta di danni civili) é rappresentata dal barone cav. prof. Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano (tale anagraficamente).
CARFORA Specifico della zona che comprende il casertano ed il napoletano, tracce di questo casato si trovano a Napoli fin dal 1300, nel dicembre 1558 viene annoverata fra le famiglie nobili del Regno.
CARGNEL
CARGNELLI
CARGNELLO
Cargnel è molto raro e sembra abbia due nuclei, nel goriziano e nel bellunese, Cargnelli è friulano, Cargnello è tipico dell'udinese, deriva dall'etnico carnellus (abitante della Carnia), in un documento scritto a Cividale (UD) verso la fine del XII secolo si parla di un certo Johannes Carnellus.
CARGNELUTI
CARGNELUTTI
Molto raro Cargneluti, un pò meno Cargnelutti, sono specifici dell'udinese dell'area di Gemona in particolare, derivano dall'etnico dialettale Cjargnél (abitante della Carnia).
CARIA Specifico sardo che potrebbe derivare dal nome del monte Caria, presso Teulada (CA), con un ceppo anche nel catanzarese che dovrebbe derivare dal toponimo Caria (CZ), dovrebbe derivare da Karya, nome di una regione dell'Anatolia, ma è pure possibile che derivino dal cognomen latino Carus (vedi Caro).  Un principio di questa cognomizzazione si trova nel 1700 con l'erudito Pasquale De Caria di Squillace.
CARIATI Cariati è specifico del cosentino, di Torano Castello in particolare, ma ben presente anche a Rossano, Cosenza e Longobucco, dovrebbe derivare dal toponimo Cariati nel cosentino, ma si potrebbe anche trattare di forme etniche relative ai paesi di Caria nel catanzarese, nel valentiano e nel messinese.
CARIDDI
CARIDI
Caridi è molto diffuso nel reggino e nel messinese, Cariddi, molto più raro, ha un piccolo ceppo nel reggino ed un nucleo nel Salento, potrebbero derivare da Cariddi, il nome del gorgo impersonificato da un mostro marino che divide l'Italia dalla Sicilia nello stretto di Messina, o dalla località di Caridi sull'Aspromonte in Calabria, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale cariddi (cari).
CARIELLO Cariello è tipico dell'area campana, soprattutto del salernitano di San Giovanni a Piro, Roccagloriosa, Buccino e Salerno e di Napoli, con un grosso ceppo che sembrerebbe primario nel barese a Bitonto, Barletta, Altamura e Bari, si dovrebbe trattare di una modificazione dialettale del nome medioevale Carellus (vedi CARELLA), ma è pure possibile che derivi dal termine dialettale carriello (carretto) identificando il mestiere di carradore svolto dal capostipite, un riferimento che ci fa rutenere concreta questa ipotesi lo troviamo in un inventario di beni post mortem del 1609 a Solofra (AV) : "..Item, da Prospero de Angelo de lo Cariello Guarino ducati 3 per obbliganza...".
CARIMATI Diffuso nelle provincie di Milano, Lecco e Sondrio, deriva da un soprannome legato al toponimo Carimate (CO).
CARINA
CARINI
CARINO
Carina sembrerebbe avere due ceppi uno in provincia di Messina ed uno in provincia di Brescia e di Cremona, presente in tutt'Italia a macchia di leopardo Carini, campano calabrese Carino. Tutti questi cognomi dovrebbero aver avuto origine dal cognomen latino Carinus, il ceppo siciliano dei Carini, presenti soprattutto newl palermitano, può derivare dal toponimo Carini (PA).
CARINELLI Molto raro è tipico del sudmilanese e del lodigiano, deriva da un vesseggiativo del cognomen latino Carinus portato ad esempio da Marcus Aurelius Carinus (250-285d.C.) fatto imperatore di Roma nel 283.
integrazioni fornite da Mario Carinelli
Le origini della famiglia Carinelli si perdono a S Angelo Lodigiano, ai tempi dell'occupazione spagnola del milanese.
CARIOLA Cariola ha un ceppo lombardo, uno nello spezzino, uno nel barese ed uno nel catanese, si dovrebbe trattare di matronimici da forme ipocoristiche modificate del nome Carola, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine arcaico cariola (carriola), non è da escludere anche la possibilità di una derivazione da toponimi. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Brescia in una Carta investiture del marzo 1222: "...Ego Baldoynus quondam domini Ugonis de Casalialto sacri Pallatii notarius, coram suprascripto domino Petro Amadeo iudice et consule iusticie Brixie, una cum suprascripto Bonifacino Cariola et infrascripto Venturino notaris, autenticum huius exempli vidi legi et abscultavi ...".
CARIONI Comune, tipicamente lombardo, sembrerebbe essere originario della provincia di Cremona.
CARIOTA
CARIOTI
CARIOTO
Cariota, estremamente raro, parrebbe siciliano, Carioti ha un ceppo calabrese a Catanzaro, Sant`Andrea Apostolo dello Ionio (CZ) e Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, con un ceppo importante anche a Roma, Carioto, molto molto raro, parrebbe di Palermo e del palermitano, si dovrebbe trattare di vari aspetti di una forma etnica della città di Karya sull'isola di Lefkada nelle Isole Ionie, ma , in alcuni casi, potrebbe anche riferirsi alla Karya, nome della regione dell'Anatolia prospiciente l'isola di Rodi ed indicare famiglie cristiane fuggite ai turchi all'epoca dei conflitti degli stessi con Venezia e le flotte europee.
CARISI
CARISIO
CARRISI
CARRISIO
Carisi è tipico di Chioggia (VE), Carisio, estremamente raro, è tipico della zona tra Pavese,e Piemonte, Carrisio, unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Carrisi è specifico del Salentodovrebbero tutti derivare dal nomen latino Carisius o Carisus, nelle Historiae di Tito Livio leggiamo: "...tam cum consilio uenientibus, nisi Brigaecini prodidissent, a quibus praemonitus Carisius cum exercitum aduenit..." e in un'antichissima lapide romana si legge: "D(is) M(anibus) / M(arci) Carisi Maxi/mini M(arcus) Caris(ius) Paca/tus fratri piissimo".

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