Visite dal 22/04/2004 
CARA Cara ha un grosso ceppo nel sud della Sardegna, in particolare a Cagliari, Selargius, Dolianova,Quartu Sant'Elena, Domus de Maria, Monserrato, Teulada, ecc. nel cagliaritano, e Carbonia, Narcao e Sant'Antioco nell Carboniense, e Pabillonis e Guspini nel Medio Campidano, un grosso ceppo nel romano a Roma, Tivoli ed Anticoli Corrado, un piccolo ceppo a Bari ed uno piccolissimo in Calabria nel cosentino e nel reggino, di origini etimologiche diverse, deriva in qualche caso dal nome latino Cara, in qualche altro dalla Gens Caria, in altri ancora dalla toponomastica.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CARA: cara, tanto in Logudorese quanto in Campidanese significa, faccia, viso, espressione, e così anche in spagnolo e catalano. Niente a che fare quindi con l'aggettivo italiano cara = gentile, gradita, amata, dileta, etc. Cara bella e coru malu; cara mala e coru bellu (vedi nel Web Giuseppe Concas: Dicius, Detti e Proverbi del Campidano). De cara bella significa dall'espressione solare, ad indicare il bello aspetto ed anche la gentilezza. Carau e Garau sono due cognomi derivanti da cara, col significato di de cara bella, di bello aspetto. Cara attualmente è presente in 73/377 Comuni della Sardegna, con maggiore diffusione nella parte meridionale: Cagliari 181, Selargius 91, Dolianova 80, Quartu S. E. 64, Carbonia 53, etc. Lo ritroviamo negli antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Cara Joanne, ville Selluri. ** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388. - Cara Michele, jurato ville Mahara. * Mahara - Barbaraquesa .Arbarei -  Villamar. Contrate Marmille. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo è presente: Cara Torbeni (128), teste in una donazione: morivit enea (nubile, probabilmente dal greco bizantino ανεγ, nel significato di non sposata)Limpida Trogu et posit (donò) s'ortu de  Miili Piccinu(* Milis Picinnu.distrutto (Contrate Partis de Milis)suo ad Sanctu Petru de Milis Piccinu, pro s'anima sua.(per la sua anima).
CARABELLESE
CARABELLESI
CARAPELLESE
CARAPELLESI
Carabetta è calabrese del reggino, di Siderno, Locri, Brancaleone e Roccella Ionica, Carabetti è quasi unico, dovrebbe trattarsi di forme cognominali originate dall'alterazione dialettale del termine francese Carabot (vedi CARABOT).
CARABELLI Carabellese ha un ceppo sull'isola di Procida nel napoletano ed uno a Molfetta, Bari e Bisceglie nel barese, Carabellesi, quasi unico, è dovuto ad errori di registrazione del precedente, Carapellese è specifico di Andria nel barese, Carapellesi, sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da forme etniche riferite a capostipiti che provenissero dall'area del torrente Carapelle, corso d'acqua che ha dato il nome al paese foggiano di Carapelle, o al nome del paese aquilano di Carapelle Calvisio.
CARABETTA
CARABETTI
Carabetta è calabrese del reggino, di Siderno, Locri, Brancaleone e Roccella Ionica, Carabetti è quasi unico, dovrebbe trattarsi di forme cognominali originate dall'alterazione dialettale del termine francese Carabot (vedi CARABOT).
CARABA
CARABBA
CARABBI
CARABI
Caraba, quasi unico, è dell'Italia centrale, Carabi, altrettanto raro, è emiliano, Carabba è caratteristico di Lanciano e Chieti nel teatino, Carabbi, assolutamente rarissimo, è del bolognese, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine latino carabus (scarafaggio).
CARABOT
CARABOTT
Cognome assolutamente rarissimo in entrambe le forme è originario di Malta, probabilmente di La Valletta.
integrazioni fornite da Pasquale Carabot
Il nome Carabot probabilmente deriva dal nome dispregiativo dato a certi rivoluzionari Francesi., consultando  i registri della chiesa di Valletta Malta, si evince che un Carabot arrivò a Malta, probabilmente con la moglie, dalla Francia ed ebbe molti figli. Nel 1800 molti Carabot emigrarono in Libia. Ora ci sono parecchi Carabot un po dappertutto nel mondo. Ho trovato Carabot in nord e sud America, nelle Filippine, in Australia, a Malta ed in Inghilterra, oltre che in Italia.
(N.d.R.) I Carabot erano un gruppo di sanculotti creatosi a Caen in Normandia  all'epoca della Rivoluzione Francese. Provenivano dalla classe media militare, si costituirono in gruppo rivoluzionario armato nei primi giorni della rivoluzione approvvigionandosi di armi e munizioni sottraendole dalle casematte del castello di Caen, assunsero le funzioni di vera e propria Guardia Nazionale il cui motto era o la Legge o la morte. Il termine carabot, dispregiativo e denigratorio, venne attribuito loro dalla nobiltà, assimilandoli a degli sbandati, sottovalutando enormemente sia la situazione che le possibili conseguenze, che la storia francese ci ha poi raccontato.
CARACCIOLI
CARACCIOLO
CARACCIUOLO
Caraccioli è rarissimo ed è quasi sicuramente derivato da Caracciolo che è invece molto diffuso in tutto il sud, Caracciuolo, tipico di Salerno, è dovuto probabilmente ad una corruzione dialettale di Caracciolo, dovrebbero derivare da una variazione del cognomen latino Carus (vedi Caro); cognominizzazione molto antica, portata da importanti prelati, nobili e principi, ricordiamo nel XIV° secolo Jacopo Caracciolo morto a Roma nel 1357: "Jacobus Caracciolus, natione Italus, Patria Patricius Neapolitanus, Alumnus Congregationis Carbonariae", nel XV° secolo Roberto Caracciolo di Lecce (1425-1495) padre francescano autore di importanti testi e poi vescovo di Aquino: "...Nam cum Eccius et Caracciolus ex Urbe attulissent Bullam damnatricem Lutheri eamque insinuassent ille hi..." e Giovanni Caracciolo (1487-1550) Principe di Melfi, duca di Ascoli Satriano, marchese di Atella, conte di Forenza, duca di Venosa, conte di Avellino, signore di Molfetta, nel secolo successivo "Horatius Caracciolus Episcopus Venafranus", famosi poi saranno i Principi Caracciolo di Avellino, di Napoli e di Calabria.
CARACHINO Carachino è specifico di Galatina e Cutrofiano nel leccese, dovrebbe derivare dal nome medioevale latino di origini slave Carachinus, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto dell'anno 1254: "Nos Herricus Judex Curie Regie el Comes Symigiensis ad vniuersorum noticiam uolumus peruenire: quod cum Jacobus, Mica, Jarachinus, et Carachinus filij Bococh, Demetrium et fratres suos filios Salomonis ad nostram citassent presenciam, medietatem cuiusdam molendini in fluuio Zale decurrentis, racione porcionis Zeme ab eisdem requirentes, tandem mediantibus quibusdam probis viris ex nostro beneplacito et consensu, sicut ijdem personaliter constituti asseruerunt, pro bono pacis in talem composicionem deuenerunt; quod filij Bococh supradictam medietatem eiusdem molendini filijs Salomonis prenominatis relinquerunt in pace in perpetuum, et nunquam requirendam possidere, sicut et in primis possidebant cum terrarum medietate ad eundem molendinum pertinencium. Vt igitur processu temporis factum presentis composicionis et pacis per calumpniam uel alicuius litem in questionis materiam reuocari non possit, sed robur obtineat firmitatis, ex uoluntate parcium predictis filijs Salomonis litteras nostras concessimus sigilli nostri munimine roboratas. Datum anno gracie M CC quinquagesimo quarto. ..".
CARACOI Assolutamente rarissimo, decisamente tipico dell'alto Veneto dovrebbe derivare da un nome di località come Caracoi Cimai o Caracoi Agoin nel bellunese.
CARACRISTI Tipico trentino, deriva dal nome medioevale beneaugurale Caracristo originato dall'augurio che fosse il neonato caro a Cristo.
CARADONNA Ha un ceppo importante a Bari, uno a Roma ed uno nel trapanese tra Salemi, Marsala ed Alcamo, potrebbe derivare da nomi di località come Ceradonna frazione di Rossano Calabro (CS).  Tracce di questa cognominizzazione si trovano in Sicilia nel 1200 con Nicola di Caradonna feudatario del territorio di Ramacca (CT) e nel 1700 ad Amiseno (FR) con l'abate Domenico Caradonna.
CARAFA
CARAFFA
Carafa ha tre ceppi uno abruzzese in provincia di Chieti e due pugliesi in provincia di Foggia e Lecce, Caraffa è distribuito in tutta Italia e sembrerebbe essere originario della Sicilia un ceppo e della Basilicata un altro, dovrebbero derivare da toponimi quali Caraffa (RC) - (CZ).
CARAFOLI
CARAFOLLI
CARAFULLI
CAROFOLI
CARRAFELLI
CARRAFIELLO
CEROFOLI
CEROFOLINI
Carafoli è tipicamente modenese, Carafolli, quasi unico, è anch'esso emiliano, Carafulli è quasi scomparso, Carofoli è unico, Carrafelli è tipicamente laziale, con un ceppo a Roma e nel frusinate a Campoli Appennino e Pescosolido, Carrafiello è tipicamente campano, dell'area che comprende il salernitano, a Montecorvino Rovella, Eboli e Battipaglia, e Serino nell'avellinese, Cerofoli, quasi unico è dell'aretino, Cerofolini, decisamente toscano, è soprattutto dell'aretino, di Arezzo, Subbiano, Bibbiena, Capolona e Castel Focognano e di Firenze, doivrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni dialettali ed ipocoristiche, da modificazioni del nome medioevale Carulfus o Garulfus una latinizzazione del nome longobardo Gairulf o Garolf, di quest'uso abbiamo un esempio in questo atto di donazione risalente circa ll'anno 1000: "In nomine summe et individue Trinitatis. Ego Gauslabertus, in articulo mortis positus, reminiscens et vehementer expavescens enormitatem meorum peccaminum, dono Deo et sanctis ejus apostolis Petro et Paulo, ad locum Cluniacum, coloniam quam michi dedit socer meus Garulfus, simul cum filia sua Eufenia, quam michi copulavit in conjugio. ...".
CARAGLIO Caraglio è tipicamente piemontese, del cuneese, di Cuneo, Alba, Dogliani, Beinette e Robilante, dovrebbe derivare dal nome del paese di Caraglio, nelle vicinanze di Cuneo a occidente.
CARAGNANO Caragnano è tipicamente pugliese, di mottola nel tarentino in particolare, potrebbe derivare dal nome del locus Caranianus posto in quel di Paterno nel potentino, menzionato nel Chronicon Vulturnense di Iohannes Monachus, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CARAI
CARAU
CARRAU
Carai è tipico del nord della Sardegna, di Torpè e Nuoro nel nuorese, Carau, sicuramente sardo è assolutamente rarissimo, Carrau, molto molto raro è tipico di Zerfaliu nell'oristanese, sono tre cognomi derivanti da cara (vedi CARA), col significato di de cara bella (di bello aspetto), attributo probabilmente riferibile ai capostipiti grazie alla loro prestanza fisica e non solo al loro volto.
integrazioni fornite da Nazzarena Carrau
il cognome Carrau è presente solo attualmente nel Comune di Zerfaliu. Le mie ricerche risalgono fino ai primi anni del 1600 e si concentrano principalmente nel Comune di Siamanna. Il trasferimento del capostipite dei Carrau zerfaliesi è avvenuto nell'anno 1826, da lui ha avuto origine l'attuale famiglia. Dei Carrau rimasti a Siamanna si sono perse le tracce.
CARAMAGNA
CARAMANIA
CARAMANNA
Caramagna è decisamente siciliano, originario del siracusano in particolare, ma presenta anche un ceppo piemontese, completamente separato da quello siciliano, questo ceppo  dovrebbe derivare dal nome di paesi come Caramagna di Imperia, Caramagna di Morsasco nell'alessandrino o Caramagna Piemonte nel cuneese, Caramania sembrerebbe meridionale ed è ormai scomparso, Caramanna ha un ceppo siciliano nel nisseno a San Cataldo e Delia, a Palermo, a Canicattì nell'agrigentino e ad Agira nell'ennese, con un ceppo anche a Roma e Napoli, dovrebbero tutti derivare dal nome della Caramania, la regione anatolica posta di fronte all'isola di Cipro, probabile luogo originario dei capostipiti, o luogo dove gli stessi avevano forse partecipato alle Crociate.
CARAMANI
CARAMANICA
CARAMANICO
Caramani è assolutamente rarissimo, Caramanica ha un ceppo a Formia ed a Minturno nel latinense ed a Roma e Valmontone nel romano, ed uno nel casertano a Mondragone, Caramanico sembrerebbe specifico del teatino, di Guardiagrele, Miglianico, Chieti e San Giovanni Teatino, dovrebbero essere tutti diverse forme dell'etnico di Caramania, regione anatolica prospiciente Cipro, potrebbe risalire almeno al 1566, epoca dell'invasione dei turchi in terra d'Abruzzo, quando 120 navi saracene aggredirono il litorale abruzzese, è pure possibile anche se meno probabile una derivazione dal termine longobardo karaman (arimanno o uomo libero), in alcuni casi potrebbe trattarsi di una derivazione dal toponimo Caramanico Terme nel pescarese. Dell'uso dell'etnico di Caramania abbiamo un esempio nella seconda metà del 1400 negli scritti di Caterino Zeno ambasciatore della Serenissima, nei suoi Commentarii del viaggio in Persia e delle guerre persiane di messer Caterino Zeno il Cavalliere leggiamo:"...Veduto Samper moversi di luogo i Caramani e caricar Amarbei, anch'egli, serrato il suo squadrone, si mosse e urtò per fianco Sinan, ruppe i Caramani e in un attimo fu adosso l'esercito del signore, e rotta e malmenata la cavalleria tagliò a pezzi le prime ordinanze de' gianizzari e mise in confusione tutte quelle brave fanterie...".
CARAMASCHI Cognome mantovano, dovrebbe derivare da un soprannome legato ad un nome di località.
integrazioni fornite da Alfredo Calendi
Da studi da me compiuti sfociati nella pubblicazione "la dinastia dei Caramaschi", 2007), risulta che il primo Caramaschi a portare questo cognome fu Giulio (nato nel 1620 a Pieve di Guastalla), figlio di Battistino Cremaschi. Il cambio di cognome avvenne per il passaggio da Guastalla a Luzzara di detto Giulio, forse per una sorta di italianizzazione di Cremaschi-Cremasco, fenomeno che si ripeté puntualmente quando altri Cremaschi si spostarono verso Luzzara ed il mantovano, area in cui poi i Caramaschi si diffusero moltissimo a cavallo dell'Ottocento e del Novecento. Cremasco e Cremaschi era poi il cognome di un ramo della famiglia "da Crema-Crema" presente a Guastalla (RE) già nel 1400 e a Mantova nel 1100.
CARAMATI
CARIMATI
Caramati, quasi unico, è del cremonese, Carimati, diffuso nelle provincie di Milano, Lecco e Sondrio, dovrebbero derivare da un soprannome legato al toponimo Carimate nel comasco, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CARAMATTI Caramatti ha presenze nel cremonese e nel parmense appenninico, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di serra fascine, probabilmente attribuito ad un legnaiuolo.
CARAMELLI
CARAMELLO
Caramelli è un cognome tipico del pistoiese, Caramello è specifico del cuneese.
CARAMIA
CARAMMIA
Caramia ha un grosso ceppo pugliese tra barese, brindisino e tarentino, in particolare a Martina Franca, Taranto, Grottaglie e Massafra nel tarentino, ed a Fasano, Mesagne e Cisternino nel brindicino, ed un ceppo siciliano a Palermo ed a San Cataldo nel nisseno, Carammia, quasi unico, è siciliano, potrebbero derivare da nomi, soprannomi originati dal termine meridionale dialettale car'a'mmia (a me caro), potrebbero anche derivare da forme dialettali contratte usate per indicare una provenienza dalla Caramania (regione turca abbandonata dalle forze crociate).
CARAMIELLO Tipico napoletano.
CARAMMA Ha un ceppo nella zona di Acireale (CT) ed uno nella zona di Floridia (SR), dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco karagma (marchiatura a caldo, incisione, sigillo) forse ad indicare una particolare condizione del capostipite.
CARANA
CARANNA
Carana, quasi unico, ha presenze nello spezzino, e nell'Italia meridionale, Caranna, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere qualche presenza nel riminese e nel messinese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine italiano arcaico caranna, una sorta di resina oleosa, balsamica, il cui nome deriva dallo spagnolo caraña, forse riferita a capostipiti che ne facessero uso, magari come guaritori erboristi.
CARANANTE
CARANNANTE
Caranante, quasi unico, è del napoletano, Carannante è originario della provincia di Napoli e Caserta, potrebbero essere originati da un soprannome legato ad un toponimo Carano (nel casertano, ma, molto più probabilmente dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine italiano arcaico caranna, una sorta di resina oleosa, balsamica, il cui nome deriva dallo spagnolo caraña, probabilmente riferita a capostipiti che ne facessero uso nella loro probabile professione di erboristi guaritori.
CARANCI Caranci è specifico di Longano, Isernia, Macchia d'Isernia e Venafro nell'iserniese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Carancius, di origine normanna, dovrebbe essere la latinizzazione del nome Carrancy.
CARANCINI Carancini sembrerebbe marchigiano, dell'area tra maceratese ed anconetano, di Macerata, Montecassiano e Recanati nel maceratese, e di Filottrano, Osimo ed Ancona nell'anconetano, potrebbe derivare da un'ipocoristico del termine celta karuos (cervo), ma molto più probabilmente deriva dal nome tardo latino di origine cantabrica Carancinus (forse giunto tramite un veterano delle legioni ispaniche di Pompeo).
CARANDINA Carandina, molto raro, è tipico del rovigoto e ferrarese, di Lendinara nel rovigoto e di Bondeno e Ferrara nel ferrarese, dovrebbe derivare dal nome del Borgo Carandina, una frazione di Voghiera nel ferrarese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CARANI Rarissimo, deriva da nomi di località come ad esempio San Martino Carano, località che dista un chilometro da Modena,  è tipico del modenese, troviamo traccia di questo cognome a Bergamo nel 1600 con il giudice delle vettovaglie Giovanni Battista Carani.
CARANO Molto raro, sembra avere più ceppi nel Molise, nel foggiano e nel casertano, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo Carano (CE), tutti gli altri dovrebbero derivare dal nome greco latino Caranus, ricordiamo un Caranus figlio di Cleopatra, sorella di Alessandro il macedone e di Filippo Attalo: "...Circa quod tempus Caranus, vir generis regii, sextus decimus ab Hercule, profectus Argis regnum Macedoniae occupavit...", da cui dovrebbe derivare la Gens latino campana Carania. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Gambatesa (CB) nel 1700 con il tavernaro Giovanni Carano.
integrazioni fornite da Marco Carano (Brasile)
il cognome CARANO si trova anche nel nord Italia e dovrebbe derivare dal toponimo Carano in Val di Fiemme nel Trentino, il comune è uno dei più antichi della Valle nel suo territorio sono state rinvenute monete dell'epoca imperiale romana, ma anche reperti risalenti all'età del ferro (aghi). Nel 1570, sulla zona si abbattè una terribile carestia la fame del 1570 che costrinse molte famiglie a lasciare Carano verso altre regioni quali la Toscana, l'Abruzzo ed il Molise in cerca di migliori condizioni di vita.
CARAPELLA
CARAPELLE
CARAPELLO
Carapella è tipicamente campano, di Benevento e Foglianise nel beneventano e di Maddaloni nel casertano, Carapelle è tipico di Lucera nel foggiano, Carapello, molto raro, è tipico di MOntazzoli nel teatino, dovrebbero derivare dal nome del paese foggiano di Carapelle, o dal nome del paese aquilano di Carapelle Calvisio, i cui toponimi dovrebbero derivare dal nome del torrente Carapelle a sua volta originato dal termine prelatino carapo (gorgo).
CARAPELLI Tipico del senese, potrebbe derivare da toponimi come Carapelle (FG) o da Carapello nome di un fiume molisano.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questo cognome potrebbe derivare da un toponimo abruzzese Carapelle Calvisio (AQ). Leggendo i nomi dei Carapelli emigrati a New York in effetti non si trova nessun Carapelli toscano, ma sono Abruzzesi o Laziali (di Frosinone). Qualche Carapelli esiste ancora in Abruzzo, ma è una rarità, mentre i Carapelli del Frosinate sembrerebbero scomparsi.
CARAPEZZA Carapezza ha un ceppo nell'agrigentino ad Agrigento e Palma di Montechiaro, uno a Palermo e Petralia Sottana (PA), uno nel catanese a Caltagirone e Mirabella Imbaccari ed uno a Caltanissetta.
CARASSAI Specifico delle Marche meridionali, del maceratese e del Piceno, potrebbe derivare da un nome gratulatorio medioevale Caro-assai, ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Carassai nell'ascolano.
integrazioni fornite da Mario Carassai
il cognome sembra derivare dalla zona tra le province di Macerata e la costituenda di Fermo. Nei pressi di Fermo si trova anche il comune di Carassai. Una storia narra che nel medioevo una nobile fermana perse un figlio in battaglia e per un periodo ai nuovi nati venne messo il nome di caro assai moltocaro; ho riscontrato in più atti e conoscenze che nel XVII sec. molti Carassai fossero mugnai e coincidenza vuole che oggi il comune di Carassai ha lo stemma azzurro con tre monti e rispettive spighe di grano.
CARASSITI Carassiti è un cognome tipicamente emiliano, del ferrarese in particolare di Cento e di Ferrara, dovrebbe trattarsi di una forma etnica arcaica, di stampo bizantino, riferita agli abitanti del paese di Carassai nell'ascolano, probabile luogo d'origine del capostipite.
CARATELLI
CARATELLO
Caratelli è caratteristico di Roma e provincia, di Sgurgola nel frusinatye e di Cori nel latinense, Caratello è unico, potrebbe derivare da soprannomi legati al vocabolo caratello (piccolo vaso di legno adatto al trasporto di vini o liquori pregiati), forse ad indicare la buona qualità del capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio nella seconda metà del 1600 a Pula (TS): "...Messer Zuanne da Curzola mariner del Patron Francesco detto Caratello...", ma è pure possibile che si tratti di un ipocoristico di soprannomi derivati dal vocabolo caratto (vedi CARATTI).
CARATOZZOLA
CARATOZZOLO
Caratozzola, che sembrerebbe unico, è probabilmente il frutto di un'errata trascrizione del cognome Caratozzolo, che è specifico del reggino, di Bagnara Calabra in particolare, di Gioia Tauro, Scilla, Palmi e San Ferdinando, con un ceppo anche a Messina, e che dovrebbe derivare da un soprannome grecanico originato da una forma ipocoristica del termine κάρατό  karatò (testa capo), forse a sottolineare una particolarità della testa dei capostipiti.
CARATTI
CARATTO
Caratti sembra avere oltre ad un ceppo importante nell'alessandrino, anche uno nel milanese, nel bresciano ed in Valtellina, Caratto più raro è specifico del torinese e dell'alessandrino, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo arcaico caratto (quota, divisione).  Tracce di questa cognominizzazione la troviamo ad esempio a Bergamo dove nel 1564 è Console dei Mercanti un certo Cristoforo Carattus o Caratti.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
questo cognome regionale è diffuso nel Bresciano, nel Comasco e nel Milanese, ma anche in provincia di Sondrio a Lòvero dove il primo il primo "De Carate" compare nel XIII° secolo. Ovviamente solo dopo qualche secolo il nome diventerà quello di oggi. I Caratti di Lovero hanno la loro lontana origine a Carate Urio (Co). Da Lovero si sono diffusi in Valtellina, nel Bresciano e in altre parti della regione. Peraltro ancora oggi nel piccolo paese valtellinese si contano 11 soprannomi attribuiti ai Caratti.
CARAVAGGI
CARAVAGGIO
Caravaggi è tipico di Brescia e di Offanengo (CR) con un ceppo, probabilmente secondario a Formello (RM), Caravaggio oltre ad un piccolo nucleo a Capriano Del Colle nel bresciano ha un grosso ceppo nel chietino a Rocca San Giovanni, Fossacesia, Lanciano e San Vito Chietino ed a Pescara, dovrebbero derivare dal toponimo Caravaggio (BG).
CARAVATI Specifico del varesotto, di Varese in particolare, deriva dal toponimo Caravate (VA) la cui origine è dal latino carabus  mucchio di pietrame.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nella prima metà del 1400 con un certo Giovanni de Caravato che sposa la nobile patrizia milanese Antonia Cotta dei Consignori di Cella.
CARAVELLA
CARAVELLI
CARAVELLO
GARAVELLI
GARAVELLO
Caravella ha un ceppo a Roma ed uno a Sora (FR), a Piedimonte Matese (CE) ed a Napoli, a Foggia ed a Giovinazzo (BA) ed a Palermo, Caravelli ha un ceppo a Tricarico (MT), uno a Roggiano Gravina (CS) ed uno a Palmi (RC), è presente anche in Abruzzo, Caravello sembrerebbe tipicamente siciliano di Palermo con un ceppo significativo anche a Milazzo (ME), ha un ceppo anche tra Mirano e Noale nel veneziano, dove è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Garavello che presenta un nucleo nel Veneto tra Solesino ed Este nel padovano e tra San Martino di Venezze e Rovigo nel rovigoto, ha inoltre un piccolo ceppo probabilmente secondario tra alessandrino e genovese, Garavelli ha un ceppo nel bergamasco tra Cologno Al Serio, Romano Di Lombardia ed Urgnano ed uno a Cremona e nel cremonese, ha anche un ceppo romagnolo a Savignano sul Rubicone e Cesena ed uno piemontese tra Alessandria e Valenza.
integrazioni fornite da Prof. Pietro Luigi Garavelli - estratto da
I  CARAVELLO Storia di una antica Famiglia italiana - in collaborazione con Prof. Caravello di Padova
II cognome Caravello si ritrova anche nelle varianti Caravelli , Garavello e Garavelli . Nel Medio Evo il casato è rintracciabile prevalentemente nel veneziano, nell'alessandrino, nel giovinazzese ed in Sicilia.  I Caravello sono localizzati in Veneto, Lombardia e soprattutto in Sicilia, i Caravelli sono distribuiti più omogeneamente sul territorio nazionale. i Garavello risiedono tutti in Veneto, Lombardia e Piemonte mentre i Garavelli si trovano fra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna,  L'etimo è molto incerto. Se di origine veneta il cognome Caravello avrebbe avuto nelle varianti Garavello e Garavelli la sonorizzazione della velare iniziale fenomeno ( K -> G ) presente ma raro, potrebbe risalire al latino tardo carabum (granchio poi piccolo battello) con riferimento all'ambiente lacustre od all'attività svolta oppure alla colla caravella, tipica della carpenteria navale, e quindi legata alla professione di calafatore  addetto alla lavorazione alla caravella delle barche, che poi si sposterà in Portogallo nel XII secolo.   Se non veneto, Garavello, potrebbe derivare dalla radice gar o ger ossia gairu (lancia). Il significato sarebbe in tal caso, approssimativamente, armato di lancia. Poiché i nomi di origine germanica derivati da gairu non sono facilmente distinguibili da quelli derivati dalla radice garva (preparato), all'origine di Garavello vi potrebbe essere anche quest'ultima radice. In tal caso il significato del cognome sarebbe pronto alla guerra. In Piemonte il cognome potrebbe richiamare la base preromana caravos (pietra) da cui la nota garavela (calcinaccio) con allusione ad un aspetto geomorfologico del territorio.  In Puglia il casato deriverebbe dalla famiglia francese Garau stabilitasi nel XIII° secolo a Giovinazzo al seguito degli angioini, un suo ramo collaterale assunse il cognome Vernice nel quale si può riconoscere il nome, storpiato, della Serenissima Venezia.
CARAVENGHI Caravenghi, quasi unico, ha qualche sparuta presenza in Friuli ed in Sicilia, dovrebbe derivare dal nome medioevale con il significato di gradita, riferito ad una capostipite probabilmente molto desiderata.
CARAVOGLIA Caravoglia, praticamente unico, sembrerebbe di origini piemontesi, a Torino nella seconda metà del 1600 troviamo il pittore Bartolommeo Caravoglia allievo del Guercino, questo cognome potrebbe essere l'italianizzazione del cognome francese Carayol di origine toponomastica occitana.
CARAZZATO Carazzato è decisamente veneto, abbastanza raro ha un ceppo nel padovano a Merlara e Castelbaldo ed a Legnago nel veronese, dovrebbe essere di origini vicentine e derivare dalla forma etnica in -ato, stante ad indicare provenienza, riferita al paese di Carazza, una frazione di Campiglia dei Berici nel vicentino.
CARBI
CARBO
CARBONE
CARBONELLA
CARBONELLI
CARBONELLO
CARBONETTA
CARBONETTI
CARBONETTO
CARBONI
CARBONINI
Carbi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del nord Italia, Carbo, altrettanto raro, è però siciliano, Carbone è diffuso in tutta Italia soprattutto al sud, Carbonella ha un ceppo pugliese, ad Ischitella e San Nicandro Garganico nel foggiano ed a Brindisi, ed uno a Pietrapertosa nel potentino, Carbonelli ha un ceppo a Roma, uno in Abruzzo, ad Atessa e Scerni nel teatino e ad Avezzano nell'aquilano, uno a Napoli ed a Caiazzo nel casertano, ed uno nel foggiano a Monte Sant'Angelo, Peschici e Vico del Gargano, Carbonello, estremamente raro, è siciliano, Carbonetta è specifico di Perano nel teatino, Carbonetti è tipico della fascia centrale che comprende le Marche il Lazio, Roma in particolare, ed il teatino, Carbonetto, molto raro, ha un ceppo a San Remo nell'imperiese ed uno a San Fratello ed Acquedolci nel messinese, Carboni è diffuso in tutto il centro nord e nella Sardegna, Carbonini sembrerebbe bresciano, ma con un ceppo forse in provincia di Pavia. Tutti questi cognomi dovrebbero essere derivati, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal nome medioevale Carbo o Carbone, derivato dal cognomen latino Carbo, Carbonis, dell'uso del quale nome abbiamo un esempio nell'Archivio Capitolare di Parma nell'anno 1069: "Dum in Dei nomine Civitatis Parme ad Domini Episcopio Parmensi in solario qui est justa turre majore scilicet a meridie parte ubi nunc domnus Cadalus presul & presens atque Apostolicus Electus Sancte Parraensis Ecclesie una cum Ingezo Vicecomite in judicio residebat ad singulas deliberandas intenciones residentibus cum eis Mainfredus Angelbertus Ubaldus Rotechildus Albertus Aichardus judices sacri palacii Wido Richardus Ubertus Notarii sacri Palacii Wido filius quondam Gerardi & Rotechildus Vicedominus Arialdo Fante vassi jam dicti domni presuli Mainfredus quondam Addoni Oddo Elbelinus germanis filiis quondam Fredulfi judicis Anselmus burganus Ubertus & Ildebertus germanis filii quondam Gualberti Bernardus qui & Teuzo Armirius & Carbone Mainfredus Albertus Azo germanis filiis quondam Mazoli Albertus filius quondam Johannis Judici Gerardus filius quondam Rustci de Castro Aichardi & Rustico qui vocatur Cariolo Gerardus Mainfredus germanis filiis quondam Alberti qui dicitur de Viasiolo Prando Delora Azo Baldoni Albertus filius quondam Teberti Petrus & Gerardus germanis filii quondam Johanni Vitalis Petrus Mancapesa ...", potrebbero però anche derivare da soprannomi collegati con l'attività di estrattore o venditore di carbone o provengono da uno dei molti toponimi legati al vocabolo carbone, quali Carbone (PZ) Carbonara (BA) - (NA) ecc..
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CARBONE; CARBONI; CARBONELLI: il carbone in logudorese = su carbone; in campidanese = su carboni, su craboni  (con metatesi). Su crabôi in fonetica. Dal latino carbonis = carbone, sia spento o acceso; se spento qui in Campidano lo chiamiamo, carboni mortu = carbone morto. Il cognome è presente in Sardegna sin dai tempi antichi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,  figurano; Carbone Francisco, ville Leunelli (* Neonelli - partis Varicati - Barigadu); ); Carbone Georgio, jurato ville Gurrutta (* Gurrutta.odierno Borutta(Meylogu). Contrate de Ardar et Meylogu); Carbone Guantino, ville Cerchillo (* Cerchillo... attuale Berchidda. Curatorie de Costa de Valls); Carbone Nicolao, jurato ville Floxio ( * Floxio.odierna Flussio. Contrate Castri Montis de Verro) ; Carbone Paulo, jurato ville Oniferi; Carbone Petro, jurato ville Cerchillo; Carbone Petro, jurato ville Guilciochor (* Guilciochor.villaggio distrutto, conosciuto col nome di Borticoco: diocesi di Ottana . Curatorie de Anella); Carbonelli Nicolaus, juratus Castri Callari. (Cagliari); Carboni Anthonio, ville Turalba (* Turalba.odierno Torralba(Meylogu - Contrate de Ardar et Meylogu); Carboni Augustino, jurato ville Modolo ( * Modolo...Modulo. Contrate Castri Serravallis); Carboni Margiani, jurato ville de Ulusufe (* Ulusufe.distrutto Usulife[Spano](Contrate Montis Acuti); Carboni Mariane - de Bosa; Carboni Petro - ville de Pac¢ada (* Pac¢ada.Pattàda - Contrate Montis Acuti); Carboni Saturnius, ville Sasseri; Carboni-Ghiglotto Mariano - de Castri Januensis. ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese - Castel Sardo, Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima januarii .in posse De Valle Anthoni filii); Carbonis Bartolomeus, ville Algueri (** Ville Algueri.odierno Alghero. Camella Bernardus, Bos Franciscus, Ferret Anthonius sindici, actores et procuratores.et nos, superius nominati: Serra (de) Thomas, major camere; Pancie Comita, sub cancellarius; Caso Anthonio procuratores.et singulos homines civitatum Sasseri et Ville Ecclesiarum ac loci Telluri et locorum Mole de Posata et Iscle de Galtelì ac Contrate de Baronia .et ego De Vieri Jacobus praedictus tutor et curator datus et etiam adsignatus nobili Mariano filio (di Eleonora e Brancaleone Doria). Fideiussores Donnum De Villa Gonnarium et Donnum Musca Bartholomeum, cives Aristanni. Presentibus: Marinella Torbino, Polvirella Anthonio, Sirgo Barçòlo, civibus Aristanni. In die vigesima mensis Januarii, anno millesimo CCCLXXXVIII (1388). Seguono nomi di funzionari di tutta la Sardegna: Arenosio(de) Petri, ville Algueri; Masala Galeago, ville Bosa; Culto (de) Lemuxio, ville Terranova(Olbia); Ferrali Augustino, Marmilla; Casilis Petrus, Castri Javensis; Galluresu Mariano, Castri Montis; Montis (de) Laurencio, Parte Montibus; Sabiu Francisco, Parte de Valença; De Sii Jacobo, Mandrolisay; Lacono (de) Basilon, Parte Virigadis (Barigadu); Sotgiu (de) Thoma, Campitani Majore; Porcu Guantino, Parte Milis; Sori(de) Francisco, Parte Guilcier; Agus (de) Joanne, Montis de Verro; Senalo (de) Barisono, Planarie de Bosa; Seche Gonnario, Montis Leonis e Caputis Abbas; Masala Joanne, Serra de Vallis; Coghu Petro, Macumeri et Margini; Aletti Anthonio, Alçana; Vare (de) Nicolao, Claramonte et Anglona; Sunna Elia, Mejloco. Segue l'atto notarile.quod fuit actum die loco et anno predictis.testibus ad haec vocatis: Tholono (de) Giordano, Tardino (de) Poncio et Coloma Francisco Joannis militibus; Colle (de) Petro, jurisperito; Tomich Francisco, Rigonfi Jacobo, Sagrestani Bernardo, Monge Petro, Celis Betto ( ville Ecclesiarum de Sigerro et Bassagoda Berengarius( Castri Calleri).Jonquerio Bernardo, Serranei Anthonium et De Vineolis Petrum, notai (Castri Calleri). Actum in villa Algueri; Baringe Damianum canonicum Arestanni et Virgili Nicolaum (Arestanni). Die sexta febroarii (1388); Carbonis Guillermus, ville Algueri ; Carbonis Vincentius, ville Algueri. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo Carbone Dorgotori (57, 109): al 57 è teste in un acquisto (comporaili) di una vigna, del prezzo di 4 soldi (IIII sollos = il soldo aureo sardo), in cambio di un bue, una pezza di lana del valore di un soldo, un maiale, 5 moggi di grano(V moios de triticu, II capros iscoriatos (scuoiati) e una capra de bita (capra giovane); al 109 è donatore di una terra (positinke) in Colletariu (regione che si trova tra Trullas e Semestene). Nel testo del Fara - De Rebus Sardois IV - troviamo Carbonellus Franciscus (156/ 13) e Carboni Bernardus (46/ 12): Eodem etiam anno (1421) Ludovicus de Pontonibus vendidit.Francisco Carbonello oppidum Senis; anno 1303 Bernardus Carboni  episcopus  Gisarchensis (di Bisarcio - oggi diocesi di Ozieri). Nella storia ricordiamo, Enrico Carboni Boy: cagliaritano (1851 - 1925), avvocato, politico; deputato per 5 legislature. Dal 1914 fu proprietario dell'Unione Sarda. Nel 1914 fu Sottosegretario di Stato per la Marina Mercantile. Durante questo suo incarico fece istituire e inaugurò la Linea Marittima Cagliari Civitavecchia. Attualmente il cognome Carboni è presente in 959 Comuni Italiani, di cui 172 in Sardegna: Sassari 685, Cagliari 336, Alghero 296, Assemini 234, etc. Carbone è presente in 1541 Comuni italiani, di cui 23 in Sardegna: Irgoli 11, Ottana 6, Nuoro 6, etc.
CARBOGNO Carbogno è specifico di Comelico Superiore nel bellunese, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome medioevale Carbonus a sua volta alterato del cognomen latino Carbo, Carbonis (vedi CARBI), dell'uso di questo nome abbiamo un esempio d'uso in una Cartula venditionis del 1183 a Pavia: "Anno dominice incarnationis millesimo centesimo octuagesimo tercio, die iovis tercio mensis novembris, indictione prima. In urbe Papia. Carbonus de Palacio, qui professus est lege vivere Longobardorum, vendidit ac tradidit Ugoni advocato sedimen unum sui iuris vel libellarium sine ficto aliquo dando in loco Sancti Genexii; coheret ei: ab una parte suprascripti Ugonis, ab alia via, a tercia Cadrona, a quarta illorum de Cellanova; eo modo ut ipse Ugo suique heredes et cui dederint habeant et teneant suprascriptum sedimen cum area sua simul cum accessionibus et ingressibus et universis suis pertinentiis ...", mentre l'uso della forma alterata è riscontrabile in uno scritto del 1177: "In nomine domini nostri Iesu Christi. Anno a nativitate eiusdem millesimo centesimo LXXVII., die dominico, qui est XI dies exeunte mense augusto, indictione IX., in presentia bonorum hominum quorum nomina hec sunt: Araldus de Monticello, dominus Carbognus de Pado, Oto eius filius, Odolricus de Garzapane, Enricus Theotonicus ...".
CARBONARA
CARBONARI
CARBONARO
CARBONERA
CARBONERI
CARBONERO
Carbonara ha un ceppo romano, uno campano a Nusco nell'avellinese ed a Napoli, ed uno pugliese, in particolare nel barese a Triggiano, Bari, Bitonto, Trani, Monopoli, Bitetto, Capurso, Giovinazzo, Molfetta e Rutigliano, ed a Fasano nel brindisino, Carbonari ha un ceppo nel bergamasco ed uno nel basso trentino, un ceppo nel forlivese, ma il nucleo è nell'area che comprende le Marche, L'Umbria, il viterbese ed il romano, Carbonaro, decisamente meridionale, ha un ceppo tra napoletano e salernitano, uno tra foggiano e barese, uno nel cosentino e reggino ed uno in Sicilia, soprattutto nella zona orientale dell'isola, il messinese, catanese, siracusano e ragusano, Carbonera, abbastanza raro, è tipico della zona che comprende il trevisano, il veneziano, il pordenonese soprattutto e l'udinese, Carboneri, rarissimo, parrebbe dell'area ligure, piemontese, Carbonero, abbastanza raro, è tipico del torinese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di carbonaio svolto dal capostipite, ma è pure possibile, ed in molti casi addirittura probabile, una derivazione toponomastica da nomi di località come Carbonara (BA), (CE), (PD), (RM), (PV), (NA), (MN) e (AL) o Carbonare (TN), Carbonaro (CS), Carbonera (TV), (BI) o Carboneri (AT) e così molti altri.
CARBOTTA
CARBOTTI
Carbotta, abbastanza raro, ha qualche ceppo in Puglia, a Bari, nel brindisino e nel foggiano, Carbotti, decisamente più diffuso, è tipicamente pugliese del tarantino, di Martina Franca soprattutto, di Taranto, Crispiano, Mottola, Massafra, Pulsano e Grottaglie, di San Pancrazio Salentino nel brindisino e di Locorotondo nel barese, dovrebbero essere originari della Francia e derivare da alterazioni dialettali del termine gergale francese carabot, con questo vocabolo si indicava un gruppo di sanculotti creatosi a Caen in Normandia  all'epoca della Rivoluzione Francese. Provenivano dalla classe media militare, si costituirono in gruppo rivoluzionario armato nei primi giorni della rivoluzione approvvigionandosi di armi e munizioni sottraendole dalle casematte del castello di Caen, assunsero le funzioni di vera e propria Guardia Nazionale il cui motto era o la Legge o la morte. Il termine carabot, dispregiativo e denigratorio, venne attribuito loro dalla nobiltà, assimilandoli a degli sbandati, sottovalutando enormemente sia la situazione che le possibili conseguenze, che la storia francese ci ha poi raccontato.
CARCANGIU Carcangiu è tipico della Sardegna centromeridionale, di Cagliari, Sadali, Villanova Tulo, Quartu Sant'Elena ed Isili nel cagliaritano, di Serramanna e Sanluri nel Medio Campidano, e di Villa Verde, Genoni e Nureci nell'oristanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo campidanese carcangiu (calcagno, tallone).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CARCANGIU: calcàndzu, carcàngiu, craccàngiu, significa calcagno e viene dal latino calcaneum. È soprattutto a Villacidro (Medio Campidano) che chiamano carcàngiu il calcagno, mentre comunemente in Campidano lo chiamiamo carròni. Ma pure per noi accraccangiài significa dare di calcagno, calpestare con vigore. Quando si pigiava l'uva alla maniera tradizionale si diceva al pigiatore, appena entrato nel tino: "Accraccàngia puru"! " Dai pure di calcagno"! In questo caso, sinonimo di accraccangiài è accacigài: > da carcigare > derivato probabilmente dal latino calcicare. In alcune parti della Sardegna l'Agropyrum repens = la caprinella o dente canino è chiamato su carcangiu longu, che chiamiamo inoltre su cannajoni, erba infestante, nemica degli ortolani. Attualmente il cognome Carcangiu è presente in 90 Comuni italiani, di cui 44 in Sardegna: Cagliari 81, Serramanna 40, Sadali 37, etc. Non l'abbiamo trovato nelle carte antiche da noi consultate.
CARCANO Tipico della zona che comprende le province di Milano, Como e Varese, deriva dal toponimo Carcano (CO) che nel 1928. è stato accorpato in Albavilla, assieme al paese di Villa. I Carcano sono una famiglia di nobiltà antichissima, già nel 899 troviamo Andrea da Carcano Arcivescovo di Milano, nella seconda metà del 900 viene nominato Bonizo Carcano, dall'imperatore Ottone I°, a guidare la città di Milano, nel 978 diventa Arcivescovo di Milano Landolfo da Carcano, e così via nei secoli, i Carcano hanno legato il loro nome alla storia di Milano.
CARCHEN Carchen, molto molto raro, è tipico del comasco e del bergamasco, potrebbe derivare da Carchen espressione dialettale per identificare il paese di Carcano nel comasco, abbastanza improbabile una derivazione da una forma dialettale del cognomen latino Carconius.
CARCIOFALI
CARCIOFALO
CARCIOFOLI
CARCIOFOLO
Tutti assolutamente rarissimi, quasi scomparsi, Carciofali e Carciofoli sembrerebbero rimasti solo nel Lazio, Carciofalo e Carciofolo quasi unci sembrerebbero siciliani,
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Carciofalo è un cognome rarissimo, originario della Sicilia centrale, con ogni probabilità della città di Enna. Dal punto di vista etimologico dovrebbe trattarsi di una variante di Carciofolo, anche questo cognome siciliano molto raro, presente solo a Caltanissetta e a Palermo, ma originario della Sicilia centrale. Carciofalo e Carciofolo derivano dalla cognominizzazione di un soprannome canzonatorio dato al capostipite in riferimento alla sua presunta stupidità; nelle provincie meridionali l'espressione essere un carciofo, in dialetto appunto carcioffolo o carciuoffolo, è utilizzata ancora ai giorni nostri in senso offensivo e canzonatorio.
CARCIONE
CARCIONI
Carcione ha un ceppo a Roma ed a Piedimonte San Germano e ad Aquino nel frusinate, ma il grosso si trova in Sicilia, a Palermo e Bagheria nel palermitano ed a Galati Mamertino, Capri Leone, Longi, Castell'Umberto, Messina, San Salvatore di Fitalia, Capo d'Orlando, Tortorici, MIrto e Sant'Agata di Militello nel messinese, Carcioni, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe trattarsi o di un'alterazione dialettale del cognomen latino Carconius, o dell'italianizzazione del cognome greco Karconis o Karcounis.
CARCONE
CARCONI
Tipicamente laziali, Carcone è specifico del frusinate, di Cervaro, di Roma e di Minturno nel latinense, Carconi è più specificatamente romano con ceppi anche in provincia di Latina ad Aprilia e Sezze, dovrebbero derivare dal cognomen latino Carconius.
CARCURO Carcuro è specifico del potentino, di Genzano di Lucania e Banzi, dovrebbe derivare dal nome biblico Carcur, citato nell'Esdra, dove i suoi figli vengono indicati come Netinei o portieri, i Netinei costituiscono una classe religiosa israelitica al servizio dei Leviti, che Giuseppe Flavio indicò come gli schiavi del tempio.
CARDACCI
CARDACCIO
Cardacci è quasi unico, Cardaccio è specifico di Civitavecchia, dovrebbe trattarsi di una forma aferetica ipocoristica peggiorativa del nome Riccardo, nome probabilmente portato dal capostipite, dell'uso di questa forma nominale abbiamo un esempio verso la metà del 1200 con Cardaccio Malespini, un letterato e storico toscano.
CARDACI Cardaci è tipicamente siciliano, di Regalbuto ed Enna nell'ennese, di Catania e Raddusa nel catanese, di Palermo, di Sinagra nel messinese e di Niscemi nel nisseno, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico riferito a chi utilizzasse di mestiere il cardo, pianta con la quale si cardava la lana, cioè la si rendeva libera da grosse impurità e nodi, ciò farebbe ipotizzare che i capostipiti lavorassero appunto la lana di professione.
CARDAMONE
CARDAMONI
Cardamone ha un nucleo principale in Calabria tra Catanzaro e Cosenza con un ceppo anche nel salernitano, cardamoni, è quasi unico, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal nome di una pianta aromatica. Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Rogliano (CS) nel 1600 quando la famiglia Cardamone è menzionata fra le nobili, a Parenti (CS) nel 1700 il capitano civico è Giuseppe Cardamone.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci - Salerno
Il cognome Cardamone è la cognominizzazione del termine italiano antico cardamone, derivato dal latino cardamomum, a sua volta originato dal greco kardamomon, composto dai vocaboli kardamon e amomon, con i rispettivi significati di crescione e amomo. Il cardamone, nel lessico attuale cardamomo, è quindi una grande pianta erbacea perenne, a fiori giallastri avvolti in spate, che cresce spontanea sulla costa del Malabar e che viene coltivata soprattutto per i suoi frutti, i cui semi da secoli sono industrialmente impiegati per vari usi. Con ogni probabilità, il termine cardamone fu attribuito al capostipite come soprannome, in relazione al tipo di attività svolta, ed in seguito cognominizzato. Infatti, l'uso dei semi del cardamone, bruni esternamente e bianchi all'interno, farinacei e di odore aromatico, era riservato nei secoli scorsi ad un ristretto numero di attività: l'olio denso ottenuto da tali semi, contenente per lo più amido, zucchero, acqua e cellulosa, veniva largamente usato in liquoreria e pasticceria per l'odore quasi canforaceo e per il sapore rinfrescante. Un maggiore uso di tale sostanza massicciamente importata anche in Italia, però, veniva fatto in medicina come eupeptico carminativo sotto forma di tintura. Di conseguenza, coloro i quali avevano quasi quotidianamente a che fare con il cardamone erano i medici ed i farmacisti, ossia i cosiddetti speziali, che il più delle volte trasmettevano la propria preziosa e redditizia attività da padre in figlio: è dunque possibile che il cognome Cardamone si sia originato in epoca medievale in primo luogo dalla redditizia attività dello speziale, o, con minore probabilità, dai mestieri artigianali di pasticciere o di produttore di liquori. Oltre alla derivazione dalle citate attività, si potrebbe ipotizzare anche una possibilissima origine per i ceppi campani e calabresi dal termine dialettale cardamone, con il significato di neonato di ghiro, quindi dormiglione. Ancora oggi, infatti, in Campania si usa l'espressione sei proprio un cardamone oppure sei proprio un cardalimone per apostrofare in senso canzonatorio una persona che si distrae troppo facilmente o un classico bonaccione.  Tra i personaggi illustri con questo cognome va segnalato Mons. Andrea Cardamone, arcivescovo di Rossano tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cardamone è un cognome calabrese e siciliano che, secondo il Rohlfs, viene dal termine dialettale 'cardamune' = neonato di ghiro'. Rohlfs 66.
CARDAMURO Cardamuro, molto raro, è specifico del napoletano, di Bacoli e di Monte di Procida sulla penisola di Capo Miseno, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico attribuito al capostipite, con il significato di verduraio, basato sul termine greco antico κάρδαμον kardamon (insalata, verdura).
CARDANI
CARDANO
Cardani è tipico dell'area milanese e comasca, Cardano è tipico del varesotto, con un ceppo anche nel barese, i ceppi lombardi dovrebbero derivare dal toponimo Cardano al Campo (VA) o da Cardana sempre nel varesotto, il ceppo pugliese dovrebbe invece derivare dal nome medioevale Cardanus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1389 dove si legge tra l'altro: "...Cardanus filius quondam Tomaxii consul vicinorum ...", tracce importanti di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con il matematico, medico e astrologo Girolamo Cardano (Pavia, 24 settembre 1501 - Roma, 21 settembre 1576).
CARDARELLA
CARDARELLI
CARDARELLO
Cardarella, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a San Salvo (CH), Cardarelli è specifico della fascia che comprende le Marche meridionali, l'Umbria, il Lazio, l'aquilano, l'iserniese ed il napoletano, Cardarello è tipico di Sezze (LT), dovrebbero derivare da modificazioni vezzeggiative dell'aferesi del nome Riccardo, poco probabile una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo cardo (tipo di pianta erbosa), tra i personaggi nella seconda metà del 1700 troviamo il conte Alessandro Cardarelli di Roma, nel secolo successivo il Generale Cardarelli delle truppe borboniche che depose le armi a favore di Garibaldi, nel 1832 nasce a Civitanova del Sannio il famoso medico molisano Antonio Cardarelli cui verrà intitolato l'omonimo nosocomio napoletano di rilevanza nazionale.
CARDEA
CARDIA
Cardea ha un nucleo a Grottaglie (TA) ed uno nella zona dello stretto di Messina, Cardia ha un nucleo principale nella Sardegna meridionale ed uno nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo greco kardia (cuore), in alcuni casi possono derivare da toponimi greci omonimi come la Città di Kardia in Tracia, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella Locride fin dal 1600.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CARDIA: cardìa, in linguaggio fonetico cardîa = cardìna > caldina dal latino caldus, cardiggiài o scardiggiai o cardinai o cadrinai > scaldare. Cadrinai o cardinai anche nel significato di dare una sussa, riempire di botte! Cardina è inoltre un ferro rovente. Il cognome lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Cardia Barsòlo, ville Selluri (Seddòri, Sanluri, attuale capoluogo di Provincia del Medio Campidano). Non dimentichiamo però che la famiglia Cardìa di Tortolì, di origine iberica, divenne potente nel 1664, allorché Filippo III° di Spagna, concesse a Marcantonio Cardìa (di Tortolì), il cavalierato e la nobiltà. Nella storia contemporanea ricordiamo Umberto Cardìa, giornalista, scrittore e politico, di Arbatax (1921.): presidente della Regione Sarda, deputato al Parlamento Italiano e deputato al Parlamento Europeo. Attualmente il cognome Cardìa è presente in 227 Comuni italiani, di cui 71 in Sardegna: Cagliari 268, Sinnai 155, Quartu S. E. 97, Capoterra 77, etc.
CARDELLA
CARDELLI
CARDELLO
CARDILLI
CARDILLO
CARDULLI
CARDULLO
Cardella è molto diffuso in Sicilia, soprattutto nella parte occidentale dell'isola, e del palermitano in particolare, con ceppi anche a Roma e nel latinense, nel casertano, napoletano e salernitano, Cardelli è tipico della fascia che comprende Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo e Lazio,  Cardello, molto raro, è tipico siciliano, di Caltagirone (CT) e Catania e di Vittoria (RG), Cardilli ha ceppi a Roma, in Abruzzo a Massa d`Albe (AQ) ed a Spinazzola (BA), Cardillo è molto diffuso al centrosud, Lazio, Campania e Sicilia soprattutto, Cardulli è praticamente unico, Cardullo ha un ceppo a Castellabate nel salernitano ed un nucleo importante a Messina, Palermo e Catania, dovrebbero tutti derivare da modificazioni, anche dialettali a volte, di forme ipocoristiche dell'aferesi del nome Riccardo, Accardo o simili, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1363 a Napoli: "...coram Cardillo Brancacio de Neapoli dicto Imbriaco et Masello Brancacio, dicto Imbriaco, eius filío.ex quondam nobili muliere domina Vera Baraballa de Gayeta...", in alcuni casi potrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardolatino cardellus (cardellino, tipo di uccello canoro).<
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cardillo è un cognome meridionale. Secondo G. Rohlfs 63 viene dalla voce dialettale siciliana 'cardiddu',  'cardillu' = cardellino./font>
CARDELLICCHIO Cardellicchio ha un ceppo nell'area tra avellinese, foggiano e potentino, a Lacedonia e Calabritto nell'avellinese in particolare, ed uno a Taranto e Massafra nel tarentino, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica doppia del nome Viscardo o Riccardo probabilmente portato dal capostipite, ma è pure possibile che derivi da un imprecisato soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cardellicchio è cognome lucano che significa 'cardellino'. Fonte: G. Rohlfs. Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985.
CARDI
CARDO
Cardi è diffuso a macchia di leopardo nel centronord, in particolare nel ferrarese, bolognese, fiorentino e nel romano e latinense, Cardo ha un ceppo campano, a Circello nel beneventano ed a Napoli e San Giuseppe Vesuviano nel napoletano, ed un ceppo pugliese nel barese a Barletta e Monopoli, entrambi dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome di origine germanica Riccardo.
CARDIN
CARDINI
CARDINO
Cardin è tipico del padovano, Cardini sembrerebbe toscano, con un ceppo anche nel maceratese, Cardino, assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area campano-laziale, derivano tutti dall'aferesi del diminutivo del nome Riccardo. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nell'Archivio di Stato di Cremona dove si trovano gli atti del notaio Francesco Cardini datati dal 1451 al 1487 e del notaio Giacomo Cardini datati dal 1480 al 1509 e nel XVI° secolo Mons. Luca Cardino è Vescovo di Latina dal 1582 al 1594.
CARDINALE
CARDINALI
Cognome comune in tutto il sud Cardinale, mentre sembra originario del centro Italia Cardinali (Marche, Umbria, Lazio), possono aver avuto origine da soprannomi  derivati da toponimi come Cardinale (CZ) o da caratteristiche comportamentali. 
CARDONA Cardona, molto raro, è specifico del reggino, della zona dello stretto, sembrerebbe di nobili origini, probabilmente spagnole, nella prima metà del 1300 Raimondo di Cardona duce dell'esercito angioino è alleato dei Torriani contro i Visconti, aghli inizi del 1400 Alfonso de Cardona è viceré di Calabria e Pietro Cardona maestro giustiziere del Regno d'Aragona, diviene conte di Collesano (PA), il cognome dovrebbe derivare in qualche modo dal cardo (vegetale) visto che nello stemma compaiono appunto tre fiori di cardo.
CARDONE
CARDONI
Cardone è tipico della zona che comprende Lazio, Abruzzo, Campania, Molise , Puglia e Potentino, Cardoni è proprio della fascia centrale di Marche, Umbria e Lazio, derivano tutti dall'aferesi dell'accrescitivo del nome Riccardo. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Narni nel 1600 in un atto del 1652: "...Coram illustrissimo et admodum reverendissimo vicario generali Narnie processus remissorialis pro dominis de Gregorio et Camillo de Cardonibus nominibus contra reverendissimum dominum abbatem Deodatum...". (vedi anche CARDONIO)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cardone oltre che da Riccardo, il cognome può derivare anche dalla voce italiana 'cardo', latino 'carduus'.
CARDONIO Cardonio, ormai praticamente scomparso in Italia, sembrerebbe essere stato originario dell'ennese, di Calascibetta in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cardonius di cui abbiamo un esempio d'uso nella vita di Leone Decimo: ".. Ad haec mala Sacramorus quoque vicecomes, qui Mediolani obsidendae arci erat praepositus, perfidiosa levitate cum ala equitum ad Gallos transfugerat, regressusque Mediolanum omni militari praesidio nudatum, pervicerat apud cives, ut in Gallorum verba iuraretur. Livianus quoque adducto Venetorum exercitu, Cremonae partim metu partim egregia popularium voluntate fuerat receptus. Et Cardonius atque Piscarius, in quibus summa spes sustinendi belli collocari debuerat, certiores de induciis facti, nihil se vel in hanc vel in illam partem ab stativis ad Trebiam castris commovebant. ..".
CARDU Cardu, abbastanza raro, è tipico del cagliaritano, di San Nicolò Gerrei, Cagliari e Selargius, con un ceppo anche ad Illorai nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CARDU: cardo, dal latino cardus (vedi Ardu).  È presente tra i firmatari della Pace di Eleonora *LPDE del 1388, rappresentante della villa (bidda) di Bitti (Contrate Montis Acuti): Cardu Margiani, jurato ville de Biti. Il cognome Cardu è presente in 27 Comuni italiani di cui 12 in Sardegna: Illorai 27, S. N. Gerrei 18, Cagliari 17, Selargius 12, etc. Cardo non è propriamente sardo, ed è presente in 85 Comuni italiani di cui 3 in Sardegna: Selargius 3, Oristano 3, Quartu S. E. 3 ( il cognome Cardo in Sardegna potrebbe essere una variante semplicemente anagrafica di Cardu).
CARDUCCI Cognome tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, con ceppi anche nella Toscana tirrenica, deriva dall'aferesi del vezzeggiativo del nome Riccardo.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Ha probabilmente alla base il nome Riccardo. Il cognome è diffuso nel Lazio a Roma e provincia (Albano Laziale e Tolfa), nel frusinate (Ceprano e Arce) e nel rietino (Borgorose), nelle Marche a Macerata e provincia (Civitanova Marche, San Ginesio, San Severino Marche e Loro Piceno), in Toscana nel livornese (Piombino, Cecina e Campiglia Marittima) e nel lucchese (Querceta di Seravezza e Forte dei Marmi), in Puglia a Foggia e provincia (Cerignola) e nel barese (Gravina in Puglia), in Abruzzo a L'Aquila e provincia (Tornimparte e Pratola Peligna) e in Umbria a Terni e provincia (Sangemini) e nel perugino (Foligno). Il poeta, scrittore e letterato Giosuè Carducci nasce a Valdicastello di Pietrasanta (Lucca) il 27 luglio 1835 e trascorre la sua infanzia a Bolgheri di Castagneto (LI). Scriverà in una famosa lettera:"Quel tratto della Maremma che va da Cecina (LI) a San Vincenzo (LI) è il cerchio della mia fanciullezza e della mia prima adolescenza".  La produzione poetica è molto vasta: con le "Rime Nuove" raggiunge la fama nazionale. Tra le composizioni in prosa si ricordano "Confessioni e battaglie" e "Per la morte di Giuseppe Garibaldi". Nel 1859 sposa Elvira Menicucci, dalla quale avrà tre figlie ed un figlio (Dante, che morirà a tre anni e al quale dedicherà i drammatici versi di "Pianto Antico"). Nel 1906 viene insignito del premio Nobel per la letteratura. Muore nella sua casa di Bologna nel 1907. Giosuè Carducci era figlio di Michele Carducci, medico, e di Ildeganda Celli. La famiglia paterna era originaria di Querceta di Seravezza (Lucca). I nonni paterni si chiamavano Francesco Giuseppe Carducci e Lucia Galleni.
CAREDDA
CAREDDU
Caredda è tipico del sud della Sardegna, mentre Careddu è molto diffuso in tutta l'isola, anche se con grande prevalenza nella parte centro settentrionale.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Caredda e Careddu sono cognomi sardi che sono rispettivamente il diminutivo femminile e maschile dei cognomi Cara o Caru = cara e caro. M. Pittau, Dizionario dei Cognomi di Sardegna, 1, p. 176.
CAREGNATO Caregnato è decisamente veneto, del vicentino, padovano e veneziano, di Enego, Bassano del Grappa e Vicenza nel vicentino, di Curtarolo e Padova nel padovano e di Noale nel veneziano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica dove il suffisso -ato indica provenienza, riferendosi alla località trentina di Caregna.
CARELLA
CARELLI
CARELLO
Carella, estremamente diffuso in Puglia, ma con ceppi anche nel palermitano, a Napoli ed a Roma, Carelli è un cognome del sud sembra ci siano due ceppi uno in provincia di Cosenza e l'altro in provincia di Bari, Carello. abbastanza raro, ha un ceppo nel catanzarese ed uno nel torinese, dovrebbero aver avuto origine dal nome medioevale Carella, Carellus (carino). Tra i personaggi di rilievo citiamo il pittore Domenico Carella (1721-1813).
CAREMOLI Cognome tipico milanese, può essere stato originato da un soprannome derivato da una località di provenienza, quale Carema (TO) o più probabilmente casa dei remoli (remolass = radici mangerecce)-
CARENA Carena ha un ceppo lombardo ed uno piemontese, il ceppo lombardo dovrebbe derivare dal toponimo Carena nella Regione Valle Morobbia in Svizzera. sul fronte svizzero del Lario, nobile casato estintosi con il conte Carlo Francesco Carena la cui famiglia esercitava dal 1711 la Signoria su due paesi dell'Alta Brianza, Annone e Merone, nei pressi di Lecco, il cognome comunque non si estinse in quell'occasione perchè l'imperatore Carlo VI di Asburgo consentì all'unica figlia del conte Rosa Carena sposata con un Aliprandi di trasferire al primo erede maschio sia il cognome che il titolo ed il feudo.
CARENINI Carenini è specifico del lecchese, di Calolziocorte, Torre de' Busi, Carenno e Monte Marenzo, con presenze significative anche a Milano e in provincia di Bergamo a Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco e Ponteranica, si dovrebbe trattare di una forma etnica del paese di Carenno nel lecchese, indicando probabilmente che la famiglia era originaria proprio di quel paese.
CARENZI
CARENZIO
CARENZO
Carenzi, il più diffuso, è un cognome lombardo originario della zona compresa fra le provincie di Lodi, Cremona e Milano, molto diffuso a Milano e San Colombano al Lambro nel milanese, Carenzio, sempre lombardo, è caratteristico di Milano e Pavia, Carenzo ha un ceppo nel vercellese a Vercelli e Stroppiana ed a Gavi nell'alessandrino, con un ceppo anche a Genova, potrebbero derivare dal nome Carentius, nome di origine gallica, portato ad esempio dal Re dei Bretoni nel 590, ma potrebbero anche essere stati originati da un soprannome derivato da una località di provenienza, casa dei Lorenzi.
CARERA Carera è decisamente lombardo, in particolare di Ghedi e Brescia nel bresciano, di Milano, Bergamo e Crema nel cremonese, potrebbe derivare da nomi di località, come quella citata in un Breve investiture dell'agosto del 1134 a Nuvolento nel bresciano: "...Secunda pecia aratorea est a Campilgardo: a mane Albertus, a meridie Inverardo, a sero Iohannes, a muntis Vitalis. Tercia pecia ibi prope: a mane Vitalis, a meridie Martino, a sero Iohannes, a muntis Inverardo. Quarta pecia est in Carera: a mane via, a meridie Vitalis, a sero Vuido, a muntis Atto, sibique allie sunt coerentes; et acceperunt pro investituram solidos decem et octo...", ma, in alcuni casi potrebbe anche derivare da un soprannome dialettale originato dal mestiere di magister carrarius (carrettiere) svolto probabilmente dal capostipite, ipotesi che trova conforto in una registrazione notarile del 1435: ".. item similiter apparet quod pro quadam alia petia terre posita ad Rochetam, que ad presens detinetur per heredes condam Johannis de la Bellonia et pro quadam alia petia terre que destinebatur per magister Simeonem Bojonum et a presens destinetur per Franciscum dictum Carera. Et similiter pro quadam alia petia terre que est ibi prope terram suprascripti magistri Simeonis soluta fuerunt quartesia presbiteris Seravallis multis denique considerationibus habitis quas brevitatis causa ommissimus...".  Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Cassago Brianza nel lecchese in un atto del 1571, dove, tra le parti acquirenti di un bene immobile, figura anche un certo Angelo Carera.
CARERE
CARERI
Cognomi che sembrerebbero originari di Reggio Calabria e dovrebbero derivare dal toponimo Careri (RC).
integrazioni fornite da Andrea (Milano)
potrebbe in parte avere alla base il toponimo reggino Careri, è diffuso in Calabria 38%, Valle d'Aosta 20%, Lazio 14%, Piemonte 11%, etc. Il cognome reggino Carere risulta essere presente nell'Italia nord-occidentale con il 37% delle occorrenze.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
CARERE, CARERI è cognome calabrese che origina dal calabrese hareri, siciliano careri = tessitore, entrambi dall'arabo harrar = tessitore di seta. Cfr. G. Rohlfs, Dizionario dei cognomi in Calabria, p. 66.
CARESANI Caresani è un cognome tipico di Favè e Bleggio inferiore nel trentino, dovrebbe derivare dall'etnico di Cares, frazione di Bleggio Inferiore, probabile luogo d'origine della famiglia.
CARESTA Decisamente raro, dovrebbe essere originario della zona tra Abruzzo e Lazio, potrebbe derivare da un nome di località come Colle Caresto (PU), o anche da un soprannome legato al termine dialettale caresta (carestia).
CARESTIATO Carestiato è tipicamente veneto, di Venezia e di Treviso, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica tipicamente veneta, dove il suffisso di appartenenza -ato sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Carisius (vedi CARISI)
CARETTA
CARETTI
CARETTO
CARRETTA
CARRETTI
CARRETTO
Caretta, abbastanza raro, sembra avere più ceppi, nel Lazio e nell'aquilano, nel vicentino e nel tarentino, Caretti oltre al nucleo a Verbania e dintorni, dovrebbe avere un ceppo nel modenese, uno nel beneventano ed uno a Roma, Caretto, molto raro, è tipico del Salento, Carretta è molto diffuso nel parmense ed in Veneto, con un ceppo anche nel mantovano, ha un ceppo nel napoletano, nel potentino, nel foggiano e nel barese, Carretti è tipicamente emiliano, soprattutto dell'area reggiano, modenese, con ceppi anche nel bolognese e fiorentino, Carretto èp specifico del savonese e del Piemonte occidentale, dovrebbero derivare da ipocoristici del cognomen latino Carus, del quale abbiamo un esempio con il famoso poeta latino Titus Lucretius Carus (99 a.C. - 55 a.C.), ma in alcuni casi potrebbero anche derivare da soprannomi attribuiti ai capostipiti perchè di mestiere facevano i trasportatori a mezzo di carri.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Caretti muove dal personale medievale Carittus, dal latino carus «caro, gradito», presente anche in carte modenesi dal 1176. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
CAREZZANO Carezzano è tipico di Cassano Spinola e Novi Ligure nell'alessandrino, dovrebbe derivare dal nome del paese alessandrino di Carezzano a circa quattro chilometri da Cassano Spinola, paese il cui toponimo dovrebbe derivare dal termine ligure antichissimo car san, con il significato di sito posto in alto.
CARFAGNA
CARFAGNI
CARFAGNINI
CARFAGNINO
CARFAGNO
Carfagna sembra avere un nucleo importante nel Lazio, e ceppi nel Piceno, in Abruzzo, nel Molise, nel napoletano e nel foggiano, Carfagni è assolutamente rarissimo, Carfagnini è caratteristico dell'area molisano abruzzese, di Scanno e Sulmona nell'aquilano e di Montorio nei Frentani nel campobassano, con un ceppo anche a Roma, Carfagnino, quasi unico, parrebbe laziale, Carfagno sembra essere tipico di Montella nell'avellinese, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome latino Carfanius, di cui abbiamo un esempio in una lapide dell'anno 345: "Veneri Aug(ustae) sacr(um) / T(itus) Carfanius T(iti filius) Pol(lia tribu) Barbarus / Ti(berius) Claudius Spuri (filius) Papir(ia tribu) Timonianus / promagistri soc(iorum) IIII p(ublicorum) Afric(ae) dedic(averunt) / Venustus vilicus aediculam ab solo de suo ref(ecit)", o anche da nomi di località come Carfagna nel Molise, ma è pure possibile che derivino in alcuni casi da soprannomi legati al vocabolo dialettale abruzzese carfagna indicante una tipica lana nera delle montagne tra Puglia ed Abruzzo.  Troviamo tracce di questa cognominizzazione nella seconda metà del 1200 con Petrus Carfagnus o de Carfagno feudatario angioino in Irpinia, e con i Carfagna feudatari di Poggio Sannita (IS) nel XVI° secolo e nel 1515 con un Salvitto Carfagna che acquista da Bartolomeo Carafa il Castello de' Pizzi di Palena (CH).
CARFI
CARFÌ
Carfi è assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origine calabrese e derivare dal toponimo Carfidi, che ha dato origine all'attuale Carfizzi (KR), Carfì è invece specifico del ragusano.-
integrazioni fornite da cav. prof. G.ppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
Carfì è cognome normanno dall'inglese carf = scultore in legno, vedi Geoffrey Chaucer, nato tra il 1340 e il 1345, il Dante Alighieri inglese, I Racconti di Canterbury, gruppo A, verso 100; in inglese moderno carv.  Altri studiosi farebbero derivare il cognome Carfì dal greco chiodo (Kάρφιόν) = Carfì, per assonanza delle due parole in Magna Grecia; più che altro per il fatto che ivi viveva un ramo dei Carfì (don Guillelmus).  Tale stirpe proveniente prima del 1145 (atti di vendita di terreni a Scordia di Catania, citati dal Garufi in Documenti Inediti dell'Epoca Normanna, Palermo 1899) dalla Normandia, stanziatasi nella Contea di Modica (al 90% l'attuale provincia di Ragusa) a Chiaramonte Gulfi, ove fiorì con un Magnifico Nicolò, che con la sua famiglia fu tra i primi abitanti di questa cittadina, si estinse in questa località nel sec. XV. I fasti di questa illustre Famiglia, i cui componenti ebbero sempre il trattamento di Magnifico erano ricordati in una lapide sepolcrale (attualmente esistente sotto all'attuale pavimento di marmo che ha ricoperto tutto all'inizio del 1800) eretta nella Chiesa Madre nel 1572, come ricorda nel libro Famiglie Storiche Chiaramontane del 1903 il Barone Corrado Melfi di S. Maria. Il ramo chiaramontano ebbe nel sec.XVIII un Pietro, un Simone ed il fratello sac. Simone.  Due rami di questa prosapia erano già passati a Ragusa e a Vittoria, ed un altro ramo a Santa Severina (Crotone) nel 1326, ove risiedeva Don Guillelmus Carfì (Vendola, Rationes Decimarum Italiae, sec. XIII e XIV, anno 1939), dal cui nome nacquero in zona le città di Carfizzi, Carfici, Carfidi.  Anche a Ragusa ebbero il trattamento di Magnifico già prima del 1540. Alfonsina figlia del Magnifico Pietro, sempre nel 1540, contrasse nozze con Antonino Ventura, nobile modicano. Un Giovanni appare con il titolo di Magnifico dal 1572 al 1600. Un Nicolò fu Mastro Notaro nel 1644. Una Giovannula sposò il Barone Serravalli ed una Margherita il Giureconsulto Mariano de Mulé. Qui, dal matrimonio del Magnifico Gaetano Carfì con Carmela Lami, nacque il 2.6.1772 Concetta Marcellina, sposatasi con il nobile ragusano Angelo Geronimo Rosario Cappello (Archivio Chiesa di S. Giorgio a Ragusa Ibla). Anche a Vittoria, ebbero il trattamento di Don (Don Emanuele, Donna Maria (atti di nascita del figlio Giuseppe nel 1865), ecc.) ed è citata più volte nel libro Memorie Storiche di Vittoria del 1877 del barone Paternò Castello di Pozzobollente.  Nei primi anni del 1600 su territori del Comune di Chiaramonte Gulfi e di Comiso, fu fondata la città di Vittoria. I Carfì abitavano già, prima di tale fondazione, nel territorio Serra Rovetto e nel Feudo Boscopiano (zone di Vittoria), come attestano antiche mappe, ed anche le attuali (2004) carte topografiche dell'I.G.M., Istituto Geografico Militare), carte ufficiali d'Italia, territorio a quel tempo di Chiaramonte Gulfi). Erano Guglielmo Carfì, che nel febbraio 1586 ricevette "salmas duas terrae in Feudo Nemoris (Bosco) Plani in contrata de Sabugi, confinantes cum via per lo Comiso", e Filippo Carfì che ricevette altre "salmas duas terrae in Feudo Nemoris Plani, in contrata Pirayno, confinantes cum via per lo Biscari (Acate), (in: Francesco Ereddia, Vittoria Storia e Tradizione, vol.II, La Contea di Modica, I Feudi Cammarana, Boscopiano e Dirillo, sec.XV e XVI, edizioni del Comune di Vittoria, e Archivio di Stato di Modica) I Carfì contribuirono validamente alla Fondazione della Città di Vittoria (Colonna, figlia di Marcantonio)  - da non confondersi con la poetessa -, moglie del Conte Henriquez Cabrera, vicerè di Spagna in Sicilia, nella Contea di Modica, fondatrice della città il 24 aprile 1607 nel territorio di Boscopiano, con Giuseppe nel 1614 (concessione n. 37), Martino il 19.10.1616 (conc. n. 172), Vito nel 1617 (conc. n. 189, Archivio di Stato di Modica). Qui un fratello di Don Emanuele, Giambattista, entrambi figli di Marcello, si sposò nel 1763 con Felicia Manciapani. Il ramo di Don Emanuele, diede luogo ad altri rami: Carfì Pavia, Carfì Scalone (ramo estinto), Carfì Ingallina poi diventato Carfì Linares, tutti con doppi cognomi anagrafici.  Il primo Giurato di Vittoria fu appunto Giuseppe Carfì (Barone Paternò Castello, Memorie Storiche di Vittoria, dal 1609 al 1799, edizione 1877), discendente dall'altro Giuseppe (1614), e che sempre il Paternò, a pag.30 cita che un documento del 1763 "contiene le firme dei Primari del luogo , tra cui Giuseppe Carfì di certo discendente dal seniore Giuseppe, primo Giurato di Vittoria", che figura come uno dei primi firmatari dell'accordo territoriale del 1614 (assegnazione gratuita di quasi 4 ettari di terreno, case ed esenzione delle tasse per 15 anni).  Lo stemma Carfì é citato dal Pluchinotta a pag. 25 del Blasonario della Contea di Modica pubblicato a Siracusa nel 1934, e sempre dallo stesso autore é l'articolo pubblicato nel 1932, anno XXX della Rivista del Collegio Araldico, ove cita ancora lo stemma.  Attualmente la famiglia, che ha depositato entrambe le Armi (stemmi), vistate dal Ministero dell'Industria con copyright ed anche dal Ministero di Grazia e Giustizia Spagnolo, e la cui riproduzione non autorizzata raffigura reato, con richiesta di danni civili) é rappresentata dal barone cav. prof. Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano (tale anagraficamente).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Carfì è cognome siciliano che deriva dal greco 'karfì' = chiodo. Rohlfs 63.
CARFORA Specifico della zona che comprende il casertano ed il napoletano, tracce di questo casato si trovano a Napoli fin dal 1300, nel dicembre 1558 viene annoverata fra le famiglie nobili del Regno.
CARGNEL
CARGNELLI
CARGNELLO
Cargnel è molto raro e sembra abbia due nuclei, nel goriziano e nel bellunese, Cargnelli è friulano, Cargnello è tipico dell'udinese, deriva dall'etnico carnellus (abitante della Carnia), in un documento scritto a Cividale (UD) verso la fine del XII secolo si parla di un certo Johannes Carnellus.
CARGNELUTI
CARGNELUTTI
Molto raro Cargneluti, un pò meno Cargnelutti, sono specifici dell'udinese dell'area di Gemona in particolare, derivano dall'etnico dialettale Cjargnél (abitante della Carnia).
CARIA Specifico sardo che potrebbe derivare dal nome del monte Caria, presso Teulada (CA), con un ceppo anche nel catanzarese che dovrebbe derivare dal toponimo Caria (CZ), dovrebbe derivare da Karya, nome di una regione dell'Anatolia, ma è pure possibile che derivino dal cognomen latino Carus (vedi Caro).  Un principio di questa cognominizzazione si trova nel 1700 con l'erudito Pasquale De Caria di Squillace.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CARIA: carìa o meglio carîa (nasale), sta per carina > canina. Sa carîa è l'orata, dal genovese canina, dal latino canina. Non conosciamo il motivo per cui è stato dato il cognome, qualsiasi ipotesi, priva di certezza, potrebbe rivelarsi banale! È presente comunque nei documenti della Sardegna Medioevale. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Caria Francisco, ville Ecclesiarum. ** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388.;  Caria Guantinus - de Aristanni. *** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. ; Caria Joanne, ville Ecclesiarum; Caria Lazarino, jurato ville Ersorra. * Ersorra. Erjorra o ersorra Riola Sardo. Campitani Majoris; Caria Pellegrino, ville Ecclesiarum; Caria Petro, ville de Sardara. ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388. Il cognome Caria è presente in 348 Comuni italiani, di cui 126 in Sardegna: Alghero 263, Cagliari 244, Villanovaforru 27, Villasor 9, etc. Ricordiamo comunque che nella uscita Carîa = Carina, è esclusivamente sardo.
CARIANI
CARIANO
Cariani è specifico dell'area emiliana che comprende il modenese, il bolognese ed il ferrarese, con un ceppo anche nel romano e nel latinense, Cariano, estremamente raro, sembrerebbe avere qualche presenza nel grossetano ed un piccolissimo ceppo a Santa Severina nel crotonese, potrebbe trattarsi di forme etniche riferite alla Karya una regione anatolica dalla quale vi fu una massiccia evasione di profughi che scappavano nel XIV° secolo dai turchi invasori.
CARIATI Cariati è specifico del cosentino, di Torano Castello in particolare, ma ben presente anche a Rossano, Cosenza e Longobucco, dovrebbe derivare dal toponimo Cariati nel cosentino, ma si potrebbe anche trattare di forme etniche relative ai paesi di Caria nel catanzarese, nel valentiano e nel messinese.
CARIBONI Cariboni è tipicamente lombardo, del lecchese, di Bellano, Dervio e Lecco, con presenze anche nel bergamasco a Treviglio, e Ponte Nossa, dovrebbe derivare dal nome medioevale Caribonus, di cui abbiamo un esempio d'uso a Schignano nel comasco in un atto del 1300: ".. Albertino di fu Arico de Ultramontibus, Caribonus Cervellonus di fu Gerardo Cuellono di Schignano, Bertramolo di Lafranco de Cullino , omnes consiliarii di detto comune et vocalles.  ..", tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Dervio nel lecchese in una registrazione cinquecentesca della locale preppositura dellj S.ti Apostolj Pietro et Paulo: "... Una pezza di terra campiva prativa et vidata con una pianta de maroni et una de castagne de pertiche una et più dove se dice a Sedeyo alla qual coherentia da mattina l'herede de Andrea Caribone da mezo dì in parte Baldessare Cattani et in parte ms Boldo Polidor Boldoni da Bellano da nullora il medemo S.r Polidor da nullora li heredi de Gregorio Aganuzzi ...".
CARICAMAZZA
SCARICAMAZZA
Caricamazza è praticamente unico, Scaricamazza, molto molto raro, ha presenze nel teramano e nel romano, dovrebbe derivare da un soprannome medioevale basato sul termine medioevale germanico maza (tavolo da pranzo) ad indicare probabilmente nei capostipiti dei camerieri o dei valletti.
CARICATI
CARICATO
Caricati ha un ceppo ad Andria nel barese ed uno in Basilicata, a Latronico, Potenza, Castelsaraceno e Marsico Vetere nel potentino ed a Policoro nel materano, Caricato è tipicamente pugliese di Lecce, Campi Salentina, Lequile, Monteroni di Lecce, Carmiano, Cavallino, Novoli e San Pietro in Lama nel leccese, di Gioia del Colle e Bari nel barese e di Foggia, con presenze anche in Calabria a Rossano e Fagnano Castello nel cosentino ed a Villa San Giovanni nel reggino, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal fatto di svolgere un mestiere di scaricatore, o dal fatto di essere ricchi di impegni, anche forse nel senso che i capostipiti fossero oppressi dai debiti.
CARIDDI
CARIDI
Caridi è molto diffuso nel reggino e nel messinese, Cariddi, molto più raro, ha un piccolo ceppo nel reggino ed un nucleo nel Salento, potrebbero derivare da Cariddi, il nome del gorgo impersonificato da un mostro marino che divide l'Italia dalla Sicilia nello stretto di Messina, o dalla località di Caridi sull'Aspromonte in Calabria, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale cariddi (cari).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Caridi è cognome calabrese e siciliano derivato dal greco 'karýdi' = noce. CARIDDI viene invece dalla voce latina Charybdis < greco Χάρυβδις.
CARIDEI
CARIDEO
CARISDEO
Caridei è tipico di Napoli, Carideo ha un piccolo ceppo a Pennapiedimonte e Guardiagrele nel teatino, qualche presenza nel Gargano ed un piccolo ceppo a Pietradefusi nell'avellinese ed a San Nicola Manfredi nel beneventano, Carisdeo è estremamente raro, sembrerebbe originario del Gargano, di Rodi, Ischitella e Carpino, dovrebbe derivare da nomi gratulatori medioevali con il significato di Caro a Dio, nelle Grazie di Dio, ma non si può escludere una derivazione da nomi di località, come quella citata in quest'atto del 1042 a Melfi in Basilicata: ".. Eidem (iusticiario Basilicate). Cum in massaria nostra Caride existente prope Lacupensilem preter furnum, qui est in ea, furnum alium de novo provideamus faciendum, ut, nobis apud Lacupensilem feliciter existentibus, panis in eo ad opus nostri hospicii dequoquatur, ...precimus, quatinus...furnum unum in domibus ipsius massarie fieri facias in ea altitudine magnitudine et capacitate, quod per furnum ipsum die quolibet dequoqui possint inter duas vices in pane facto frumenti salme 6, videlicet qualibet vice salme 3..", troviamo tracce di queste cognominizzazioni fin dagli inizi del 1700 in una relazione del Razional Carideo, Commessario del Regio Cedolario, che, nel 1729 scrive che: ".. avendo data fuora la Relazione ordinatagli, si fè carico delle pretensioni dell'una parte e l'altra, e di una copia di Diploma del Re Ferdinando colla data di Sarno del dì 1 Aprile 1472 presentata negli atti, e riferì: "Che tal Molino affatto non costava la qualità feudale; accagionchè i quindemj pagati alla Regia Corte dall'anno 1500 per tutto l'anno 1710 pagati si erano per la sola giurisdizion criminale; né per lo Molino vi era alcuna Concessione Reale, né si era pagato mai alcun quindemio. Circostanze tutte, senza le quali non poteasi riputar feudale ..".
CARIELLO
CARILLO
Cariello è tipico dell'area campana, soprattutto del salernitano di San Giovanni a Piro, Roccagloriosa, Buccino e Salerno e di Napoli, con un grosso ceppo che sembrerebbe primario nel barese a Bitonto, Barletta, Altamura e Bari, Carillo è specificatamente campano, del napoletano, di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Ottaviano, Napoli, Torre del Greco, Torre Annunziata, Poggiomarino, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Nola e Sant'Antonio Abate, e di Sarno, Salerno e Scafati nel salernitano, si dovrebbe trattare di modificazioni dialettali del nome ed ipocoristico medioevale Carellus (vedi CARELLA), ma è pure possibile che derivi dal termine dialettale carriello (carretto) identificando il mestiere di carradore svolto dal capostipite, un riferimento che ci fa rutenere concreta questa ipotesi lo troviamo in un inventario di beni post mortem del 1609 a Solofra (AV) : "..Item, da Prospero de Angelo de lo Cariello Guarino ducati 3 per obbliganza...".
CARIFE Carife, praticamente unico è campano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Carife nell'avellinese, che dovrebbe derivare dal latino Callifae per rotacismo, a sua volta derivato dal greco calè yfe (bella posizione).
CARIFI Carifi è tipico di Visciano nel napoletano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Carifi, una frazione di Mercato San Severino nel salernitano.
CARIGLIA
CARIGLIO
Cariglia è specifico del Gargano, di Vieste in Particolare, Cariglio, praticamente unico, dovrebbe essere una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale cariglia (cerro), un tipo di quercia di cui è molto ricca la Foresta Umbra nel Parco Nazionale del Gargano.
CARIGLIANO Carigliano, assolutamente rarissimo, è specifico del messinese, dovrebbe stare ad indicare la provenienza del capostipite dal paese di Cariglio nel cosentino.
CARIGNANO Carignano è tipico del Piemonte occidentale, di Torino, Rivalta di Torino, Pinerolo e Cavour nel torinese e di Saluzzo e Cuneo nel cuneese e di Livorno Ferraris nel vercellese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Carignano nel torinese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CARIMI Carimi, ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe essere originario della Sicilia, in particolare del messinese e del palermitano, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del nome del paese siciliano di Carini nel palermitano, o anche da un nome o  soprannome grecanico per grazioso.
CARINA
CARINI
CARINO
Carina sembrerebbe avere due ceppi uno in provincia di Messina ed uno in provincia di Brescia e di Cremona, presente in tutt'Italia a macchia di leopardo Carini, campano calabrese Carino. Tutti questi cognomi dovrebbero aver avuto origine dal cognomen latino Carinus, il ceppo siciliano dei Carini, presenti soprattutto nel palermitano, può derivare dal toponimo Carini nel palermitano.
CARINELLI Molto raro è tipico del sudmilanese e del lodigiano, deriva da un vesseggiativo del cognomen latino Carinus portato ad esempio da Marcus Aurelius Carinus (250-285d.C.) fatto imperatore di Roma nel 283.
integrazioni fornite da Mario Carinelli
Le origini della famiglia Carinelli si perdono a S Angelo Lodigiano, ai tempi dell'occupazione spagnola del milanese.
CARINGI Caringi è specifico del Lazio, di Sora, Isola del Liri e Castelliri nel frusinate, di Roma e Segni nel romano e di Terracina nel latinense, potrebbe derivare dal nome della zona della valle del Fosso di Caringio nel latinense, forse il luogo d'origine dei capostipiti.
CARIO Il cognome Cario ha un ceppo a Napoli ed uno nel catanzarese a Falerna, Nocera Terinese e Lamezia Terme, dovrebbe derivare dal nome latino Carius, inteso come comparativo dell'aggettivo carum (caro, amato), ne vediamo l'uso negli scritti del poeta latino Catullo: "..Quinti, si tibi vis oculos debere Catullum aut aliud si quid carius est oculis, eripere ei noli, multo quod carius illi est oculis seu quid carius est oculis...", anche quando parla della sua amata Lesbia: "..Si quicquam cupido optantique obtigit umquam // insperanti, hoc est gratum animo proprie. // quare hoc est gratum nobis quoque, carius auro // quod te restituis, Lesbia, mi cupido. ..", nome probabilmente attribuito ai capostipiti, meno probabile, ma non impossibile, una derivazione da un soprannome originato dal termine greco κάρυον karyon (noce), dobbiamo però considerare che in epoca latina il frutto della noce veniva considerato come portatore di saggezza, quindi un soprannome del genere, che si sarebbe dovuto pronunciare come Karuo, e non Kario, avrebbe potuto essere l'equivalente de il saggio.
CARIOLA Cariola ha un ceppo lombardo, uno nello spezzino, uno nel barese ed uno nel catanese, si dovrebbe trattare di matronimici da forme ipocoristiche modificate del nome Carola, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine arcaico cariola (carriola), non è da escludere anche la possibilità di una derivazione da toponimi. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Brescia in una Carta investiture del marzo 1222: "...Ego Baldoynus quondam domini Ugonis de Casalialto sacri Pallatii notarius, coram suprascripto domino Petro Amadeo iudice et consule iusticie Brixie, una cum suprascripto Bonifacino Cariola et infrascripto Venturino notaris, autenticum huius exempli vidi legi et abscultavi ...".
CARION
CARIONE
CARIONI
Carion, molto raro, ha piccolissimi ceppi a Ferrara, Rovigo e nel padovano, in particolare a Solesino, Carione, altrettanto raro, ha presenze nel napoletano, salernitano e barese, mentre Carioni, il più diffuso, è tipico del basso bergamasco e soprattutto del cremonese, di Trescore Cremasco e Crema, con ceppi anche a Milano, Lodi e Turate nel comasco, dovrebbero derivare da forme accrescitive, anche dialettali, basate sul nome latino Carius (vedi CARIO).
CARIOTA
CARIOTI
CARIOTO
Cariota, estremamente raro, parrebbe siciliano, Carioti ha un ceppo calabrese a Catanzaro, Sant`Andrea Apostolo dello Ionio (CZ) e Isola di Capo Rizzuto nel crotonese, con un ceppo importante anche a Roma, Carioto, molto molto raro, parrebbe di Palermo e del palermitano, si dovrebbe trattare di vari aspetti di una forma etnica della città di Karya sull'isola di Lefkada nelle Isole Ionie, ma , in alcuni casi, potrebbe anche riferirsi alla Karya, nome della regione dell'Anatolia prospiciente l'isola di Rodi ed indicare famiglie cristiane fuggite ai turchi all'epoca dei conflitti degli stessi con Venezia e le flotte europee.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Carioti è un cognome calabrese e siciliano, è un etnico dal toponimo Carìa, presente in provincia di Catanzaro e di Vibo Valentia.
CARISI
CARISIO
CARRISI
CARRISIO
Carisi è tipico di Chioggia (VE), Carisio, estremamente raro, è tipico della zona tra Pavese,e Piemonte, Carrisio, unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Carrisi è specifico del Salentodovrebbero tutti derivare dal nomen latino Carisius o Carisus, nelle Historiae di Tito Livio leggiamo: "...tam cum consilio uenientibus, nisi Brigaecini prodidissent, a quibus praemonitus Carisius cum exercitum aduenit..." e in un'antichissima lapide romana si legge: "D(is) M(anibus) / M(arci) Carisi Maxi/mini M(arcus) Caris(ius) Paca/tus fratri piissimo".
CARITA
CARITI
CARITO
Carita è assolutamente rarissimo, Cariti, molto molto raro, ha presenze in Calabria nel catanzarese e creotonese, Carito è tipico del catanzarese, di Catanzaro, Montauro e Soverato, dovrebbe trattarsi di forme etniche grecaniche riferite al paese di Caria di Drupia nel vibonese, e di Accaria nel catanzarese, sempre in Calabria, o anche a chi provenisse dalla Caria, una regione della penisola anatolica, posta di fronte all'isola di Rodi, regione famosa perchè vi si trovava la città di Alicarnasso, bisogna ricordare che la penisola anatolica era anticamente chiamata Ionia perche abitata dallo stesso popolo di razza greca, che diede il nome al nostro mare Ionio, o al famosissimo capitello ionico usato nella prima epoca dagli antichi greci, l'arrivo degli invasori turchi di razza mongola e degli arabi, che uccisero e depredarono i popoli greci che abitavano tutta l'Anatolia, costrinse moltissimi abitanti a fuggire, per sottrarsi alla morte, riparandosi tra l'altro anche in Calabria.

Torna all'inizio pagina

sito curato da Ettore Rossoni

articoli vari sul tema per inviarci notizie su di un cognome per suggerire la ricerca di un cognome mancante invia commenti nel guestbook o forum per informazioni ed istruzioni d'uso cognomi che iniziano per A cognomi che iniziano per b cognomi che iniziano per  C cognomi che iniziano per D cognomi che iniziano per E cognomi che iniziano per F cognomi che iniziano per G cognomi che iniziano per I cognomi che iniziano per L cognomi che iniziano per M cognomi che iniziano per N cognomi che iniziano per O cognomi che iniziano per P cognomi che iniziano per Q cognomi che iniziano per R cognomi che iniziano per S cognomi che iniziano per T cognomi che iniziano per U cognomi che iniziano per V cognomi che iniziano per W cognomi che iniziano per X cognomi che iniziano per Z Ca Cag Cal Cali Cam Can Cap Car Carl Cas Cassa Cat Cau Ce Cer Ch Ci Cio Co Col Com Con Cor Cos Cot Cro