| CARABELLI |
Tipico del nordmilanese e varesotto,
di difficile etimologia, potrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo medioevale carabo (sorta di imbarcazione a vela), ma non esistono
riscontri. Cognome molto antico, in un atto custodito nell'Archivio
Notarile di Milano datato 1483 si trova in qualità di teste
un tal "...Abondius de Carabellis ...". |
CARABOT
CARABOTT |
Cognome
assolutamente rarissimo in entrambe le forme è originario di Malta,
probabilmente di La Valletta.
integrazioni fornite da Pasquale
Carabot
Il nome Carabot probabilmente deriva dal nome dispregiativo dato a
certi rivoluzionari Francesi., consultando i registri della chiesa
di Valletta Malta, si evince che un Carabot arrivò a Malta, probabilmente
con la moglie, dalla Francia ed ebbe molti figli. Nel 1800 molti Carabot
emigrarono in Libia. Ora ci sono parecchi Carabot un po dappertutto nel
mondo. Ho trovato Carabot in nord e sud America, nelle Filippine, in Australia,
a Malta ed in Inghilterra, oltre che in Italia.
(N.d.R.) I
Carabot erano un gruppo di sanculotti creatosi a Caen in Normandia
all’epoca della Rivoluzione Francese. Provenivano dalla classe media militare,
si costituirono in gruppo rivoluzionario armato nei primi giorni della
rivoluzione approvvigionandosi di armi e munizioni sottraendole dalle casematte
del castello di Caen, assunsero le funzioni di vera e propria Guardia Nazionale
il cui motto era o la Legge o la morte.
Il termine carabot,
dispregiativo e denigratorio, venne attribuito loro
dalla nobiltà, assimilandoli a degli sbandati, sottovalutando enormemente
sia la situazione che le possibili conseguenze, che la storia francese
ci ha poi raccontato. |
CARACCIOLI
CARACCIOLO
CARACCIUOLO |
 Caraccioli è rarissimo ed è quasi sicuramente derivato da
Caracciolo che è invece molto diffuso in tutto il sud, Caracciuolo,
tipico di Salerno, è dovuto probabilmente ad una corruzione dialettale
di Caracciolo, dovrebbero
derivare da una variazione del cognomen latino Carus (vedi
Caro); cognomizzazione molto antica, portata da importanti prelati,
nobili e principi, ricordiamo nel XIV° secolo Jacopo Caracciolo morto
a Roma nel 1357: "Jacobus Caracciolus,
natione Italus, Patria Patricius Neapolitanus, Alumnus Congregationis Carbonariae",
nel XV° secolo Roberto Caracciolo di Lecce (1425-1495) padre francescano
autore di importanti testi e poi vescovo di Aquino: "...Nam
cum Eccius et Caracciolus
ex Urbe attulissent Bullam damnatricem Lutheri eamque insinuassent ille
hi..." e Giovanni Caracciolo (1487-1550) Principe di Melfi, duca
di Ascoli Satriano, marchese di Atella, conte di Forenza, duca di Venosa,
conte di Avellino, signore di Molfetta, nel secolo successivo "Horatius
Caracciolus Episcopus Venafranus",
famosi poi saranno i Principi Caracciolo di Avellino, di Napoli e di Calabria. |
| CARACOI |
Assolutamente rarissimo, decisamente tipico dell'alto Veneto dovrebbe derivare
da un nome di località come Caracoi Cimai o Caracoi Agoin (BL). |
| CARACRISTI |
Tipico trentino, deriva dal nome medioevale beneaugurale Caracristo originato
dall'augurio che fosse il neonato caro a Cristo. |
| CARADONNA |
Ha un ceppo importante a Bari, uno a Roma ed uno nel trapanese tra Salemi,
Marsala ed Alcamo, potrebbe derivare da nomi di località come Ceradonna
frazione di Rossano Calabro (CS). Tracce di questa cognomizzazione
si trovano in Sicilia nel 1200 con Nicola di Caradonna feudatario del territorio
di Ramacca (CT) e nel 1700 ad Amiseno (FR) con l'abate Domenico Caradonna. |
CARAFA
CARAFFA |
Carafa ha tre ceppi uno abruzzese
in provincia di Chieti e due pugliesi in provincia di Foggia e Lecce, Caraffa
è distribuito in tutta Italia e sembrerebbe essere originario della
Sicilia un ceppo e della Basilicata un altro, dovrebbero derivare da toponimi quali Caraffa (RC)
- (CZ). |
CARAFOLI
CARAFOLLI
CARAFULLI
CAROFOLI
CEROFOLI
CEROFOLINI |
Carafoli è tipicamente modenese, Carafolli, quasi unico, è
anch'esso emiliano, Carafulli è quasi scomparso, Carofoli è
unico, Cerofoli, quasi unico è dell'aretino, Cerofolini, decisamente
toscano, è soprattutto dell'aretino, di Arezzo, Subbiano, Bibbiena,
Capolona e Castel Focognano e di Firenze, doivrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, da modificazioni del nome medioevale Carulfus
o Garulfus una latinizzazione del nome
longobardo Gairulf o Garolf,
di quest'uso abbiamo un esempio in questo atto di donazione risalente circa
ll'anno 1000: "In nomine summe et individue Trinitatis.
Ego Gauslabertus, in articulo mortis positus, reminiscens et vehementer
expavescens enormitatem meorum peccaminum, dono Deo et sanctis ejus apostolis
Petro et Paulo, ad locum Cluniacum, coloniam quam michi dedit socer meus
Garulfus, simul
cum filia sua Eufenia, quam michi copulavit in conjugio. ...". |
CARAI
CARAU
CARRAI |
Carai è tipico del nord della Sardegna, Carau, sempre sardo è
assolutamente rarissimo, Carrau, molto molto raro è tipico di Zerfaliu
(OR), dovrebbero derivare da modificazioni dialattali del mestiere di carraio,
portatore di carri. |
CARAMANI
CARAMANICO |
Caramani è assolutamente rarissimo, Caramanico sembrerebbe specifico
del teatino, di Guardiagrele, Miglianico, Chieti e San Giovanni Teatino,
dovrebbero essere diverse forme dell'etnico di Caramania,
regione anatolica prospiciente Cipro, potrebbe risalire almeno al 1566,
epoca dell'invasione dei turchi in terra d'Abruzzo, quando 120 navi saracene
aggredirono il litorale abruzzese, è pure possibile anche se meno
probabile una derivazione dal termine longobardo karaman
(arimanno o uomo
libero), in alcuni casi potrebbe trattarsi di una derivazione
dal toponimo Caramanico Terme nel pescarese. Dell'uso dell'etnico di Caramania
abbiamo un esempio nella seconda metà del 1400 negli scritti di Caterino Zeno ambasciatore della Serenissima,
nei suoi Commentarii del viaggio in Persia e delle
guerre persiane di messer Caterino Zeno il Cavalliere leggiamo:"...Veduto
Samper moversi di luogo i Caramani
e caricar Amarbei, anch'egli, serrato il suo squadrone, si mosse e urtò
per fianco Sinan, ruppe i Caramani
e in un attimo fu adosso l'esercito del signore, e rotta e malmenata la
cavalleria tagliò a pezzi le prime ordinanze de' gianizzari e mise
in confusione tutte quelle brave fanterie...". |
| CARAMASCHI |
Cognome mantovano, dovrebbe derivare
da un soprannome legato ad un nome di località. |
CARAMELLI
CARAMELLO |
Caramelli
è un cognome tipico del pistoiese, Caramello è specifico
del cuneese. |
CARAMIA
CARAMMIA |
Caramia ha un grosso ceppo pugliese tra barese, brindisino e tarentino,
in particolare a Martina Franca, Taranto, Grottaglie e Massafra nel tarentino,
ed a Fasano, Mesagne e Cisternino nel brindicino, ed un ceppo siciliano
a Palermo ed a San Cataldo nel nisseno, Carammia, quasi unico, è
siciliano, potrebbero derivare da nomi, soprannomi originati dal termine
meridionale dialettale car'a'mmia (a
me caro), potrebbero anche derivare da forme dialettali contratte
usate per indicare una provenienza dalla Caramania (regione turca abbandonata
dalle forze crociate). |
| CARAMIELLO |
Tipico napoletano. |
| CARAMMA |
Ha un ceppo nella zona di Acireale (CT) ed uno nella zona di Floridia (SR),
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco karagma
(marchiatura a caldo, incisione, sigillo) forse ad indicare una particolare
condizione del capostipite. |
| CARANI |
Rarissimo, deriva da nomi di località come ad esempio San Martino
Carano, località che dista un chilometro da Modena, è
tipico del modenese, troviamo traccia di questo cognome a Bergamo nel 1600
con il giudice delle vettovaglie Giovanni Battista Carani. |
| CARANO |
Molto raro, sembra avere più ceppi nel Molise, nel foggiano e nel
casertano, quest'ultimo potrebbe derivare dal toponimo Carano (CE), tutti
gli altri dovrebbero derivare dal nome greco latino Caranus, ricordiamo
un Caranus figlio di Cleopatra, sorella di Alessandro il macedone e di
Filippo Attalo: "...Circa quod tempus Caranus,
vir generis regii, sextus decimus ab Hercule, profectus Argis regnum Macedoniae
occupavit...", da cui dovrebbe derivare la Gens latino campana Carania.
Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Gambatesa (CB) nel 1700
con il tavernaro Giovanni Carano.
integrazioni fornite da Marco Carano
(Brasile)
il cognome CARANO si trova anche nel nord Italia e dovrebbe derivare
dal toponimo Carano in Val di Fiemme nel Trentino, il comune è uno
dei più antichi della Valle nel suo territorio sono state rinvenute
monete dell'epoca imperiale romana, ma anche reperti risalenti all'età
del ferro (aghi). Nel 1570, sulla zona si abbattè una terribile
carestia la fame del 1570 che costrinse
molte famiglie a lasciare Carano verso altre regioni quali la Toscana,
l'Abruzzo ed il Molise in cerca di migliori condizioni di vita. |
| CARANNANTE |
Originario della provincia di Napoli
e Caserta, potrebbe essere originato da un soprannome legato ad un toponimo
Carano (CE). |
| CARAPELLI |
Tipico del senese, potrebbe derivare da toponimi come Carapelle (FG) o
da Carapello nome di un fiume molisano.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questo cognome potrebbe derivare da un toponimo abruzzese Carapelle
Calvisio (AQ). Leggendo i nomi dei
Carapelli emigrati a New York in effetti non si trova nessun Carapelli
toscano, ma sono Abruzzesi o Laziali (di Frosinone). Qualche Carapelli
esiste ancora in Abruzzo, ma è una rarità, mentre i Carapelli
del Frosinate sembrerebbero scomparsi. |
| CARAPEZZA |
Carapezza ha un ceppo nell'agrigentino ad Agrigento e Palma di Montechiaro,
uno a Palermo e Petralia Sottana (PA), uno nel catanese a Caltagirone e
Mirabella Imbaccari ed uno a Caltanissetta. |
| CARASSAI |
Specifico delle Marche meridionali, del maceratino e del Piceno, potrebbe
derivare da un nome gratulatorio medioevale Caro-assai,
ma è pure possibile una derivazione dal toponimo Carassai (AP).
integrazioni fornite da Mario Carassai
il cognome sembra derivare dalla zona tra le province di Macerata
e la costituenda di Fermo. Nei pressi di Fermo si trova anche il comune
di Carassai. Una storia narra che nel medioevo una nobile fermana perse
un figlio in battaglia e per un periodo ai nuovi nati venne messo il nome
di caro assai moltocaro;
ho riscontrato in più atti e conoscenze che nel XVII sec. molti
Carassai fossero mugnai e coincidenza vuole che oggi il comune di Carassai
ha lo stemma azzurro con tre monti e rispettive spighe di grano. |
CARATELLI
CARATELLO |
Caratelli è caratteristico di Roma e provincia, di Sgurgola nel
frusinatye e di Cori nel latinense, Caratello è unico, potrebbe
derivare da soprannomi legati al vocabolo caratello
(piccolo vaso di legno adatto al trasporto di vini
o liquori pregiati), forse ad indicare la buona qualità del
capostipite, di quest'uso abbiamo un esempio nella seconda metà
del 1600 a Pula (TS): "...Messer Zuanne da Curzola
mariner del Patron Francesco detto Caratello...",
ma è pure possibile che si tratti di un ipocoristico di soprannomi
derivati dal vocabolo caratto (vedi
CARATTI). |
CARATTI
CARATTO |
Caratti sembra avere oltre ad un ceppo importante nell'alessandrino, anche
uno nel milanese, nel bresciano ed in Valtellina, Caratto più raro
è specifico del torinese e dell'alessandrino, potrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo arcaico caratto (quota, divisione).
Tracce di questa cognomizzazione la troviamo ad esempio a Bergamo dove
nel 1564 è Console dei Mercanti un certo Cristoforo Carattus o Caratti.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
questo cognome regionale è diffuso nel Bresciano, nel Comasco
e nel Milanese, ma anche in provincia di Sondrio a Lòvero dove il
primo il primo "De Carate" compare nel XIII° secolo. Ovviamente solo
dopo qualche secolo il nome diventerà quello di oggi. I Caratti
di Lovero hanno la loro lontana origine a Carate Urio (Co). Da Lovero si
sono diffusi in Valtellina, nel Bresciano e in altre parti della regione.
Peraltro ancora oggi nel piccolo paese valtellinese si contano 11 soprannomi
attribuiti ai Caratti. |
CARAVAGGI
CARAVAGGIO |
Caravaggi è tipico di Brescia e di Offanengo (CR) con un ceppo,
probabilmente secondario a Formello (RM), Caravaggio oltre ad un piccolo
nucleo a Capriano Del Colle nel bresciano ha un grosso ceppo nel chietino
a Rocca San Giovanni, Fossacesia, Lanciano e San Vito Chietino ed a Pescara,
dovrebbero derivare dal toponimo Caravaggio (BG). |
| CARAVATI |
Specifico del varesotto, di Varese in particolare, deriva dal toponimo
Caravate (VA) la cui origine è dal latino carabus
mucchio di pietrame. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Milano nella prima metà del 1400 con un certo Giovanni de Caravato
che sposa la nobile patrizia milanese Antonia Cotta dei Consignori di Cella. |
CARAVELLA
CARAVELLI
CARAVELLO
GARAVELLI
GARAVELLO |
Caravella ha un ceppo a Roma ed uno a Sora (FR), a Piedimonte Matese (CE)
ed a Napoli, a Foggia ed a Giovinazzo (BA) ed a Palermo, Caravelli ha un
ceppo a Tricarico (MT), uno a Roggiano Gravina (CS) ed uno a Palmi (RC),
è presente anche in Abruzzo, Caravello sembrerebbe tipicamente siciliano
di Palermo con un ceppo significativo anche a Milazzo (ME), ha un ceppo
anche tra Mirano e Noale nel veneziano, dove è probabilmente dovuto
ad un errore di trascrizione di Garavello che presenta un nucleo nel Veneto
tra Solesino ed Este nel padovano e tra San Martino di Venezze e Rovigo
nel rovigoto, ha inoltre un piccolo ceppo probabilmente secondario tra
alessandrino e genovese, Garavelli ha un ceppo nel bergamasco tra Cologno
Al Serio, Romano Di Lombardia ed Urgnano ed uno a Cremona e nel cremonese,
ha anche un ceppo romagnolo a Savignano sul Rubicone e Cesena ed uno piemontese
tra Alessandria e Valenza.
integrazioni fornite da Prof. Pietro
Luigi Garavelli - estratto
da
I CARAVELLO Storia di una
antica Famiglia italiana - in collaborazione con Prof. Caravello di Padova
II cognome Caravello si ritrova anche nelle varianti Caravelli , Garavello
e Garavelli . Nel Medio Evo il casato è rintracciabile prevalentemente
nel veneziano, nell'alessandrino, nel giovinazzese ed in Sicilia.
I Caravello sono localizzati in Veneto, Lombardia e soprattutto in Sicilia,
i Caravelli sono distribuiti più omogeneamente sul territorio nazionale.
i Garavello risiedono tutti in Veneto, Lombardia e Piemonte mentre i Garavelli
si trovano fra Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, L'etimo è
molto incerto. Se di origine veneta il cognome Caravello avrebbe avuto
nelle varianti Garavello e Garavelli la sonorizzazione della velare iniziale
fenomeno ( K -> G ) presente ma raro, potrebbe risalire al latino tardo
carabum
(granchio poi piccolo
battello) con riferimento all'ambiente lacustre od all'attività
svolta oppure alla colla caravella,
tipica della carpenteria navale, e quindi legata alla professione di calafatore
addetto alla lavorazione alla caravella delle barche, che poi si sposterà
in Portogallo nel XII secolo. Se non veneto, Garavello, potrebbe
derivare dalla radice gar o ger
ossia gairu (lancia).
Il significato sarebbe in tal caso, approssimativamente, armato
di lancia. Poiché i nomi di origine germanica derivati
da gairu non sono facilmente distinguibili
da quelli derivati dalla radice garva
(preparato), all'origine di Garavello
vi potrebbe essere anche quest'ultima radice. In tal caso il significato
del cognome sarebbe pronto alla guerra.
In Piemonte il cognome potrebbe richiamare la base preromana caravos
(pietra) da cui la nota garavela
(calcinaccio) con allusione ad un aspetto
geomorfologico del territorio. In Puglia il casato deriverebbe dalla
famiglia francese Garau stabilitasi nel XIII° secolo a Giovinazzo al
seguito degli angioini, un suo ramo collaterale assunse il cognome Vernice
nel quale si può riconoscere il nome, storpiato, della Serenissima
Venezia. |
CARBONARI
CARBONARO
CARBONERI
CARBONERO |
Carbonari ha un ceppo nel bergamasco ed uno nel basso trentino, un ceppo
nel forlivese, ma il nucleo è nell'area che comprende le Marche,
L'Umbria, il viterbese ed il romano, Carbonaro, decisamente meridionale,
ha un ceppo tra napoletano e salernitano, uno tra foggiano e barese, uno
nel cosentino e reggino ed uno in Sicilia, soprattutto nella zona orientale
dell'isola, il messinese, catanese, siracusano e ragusano, Carboneri, rarissimo,
parrebbe dell'area ligure, piemontese, Carbonero, abbastanza raro, è
tipico del torinese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere
di carbonaio svolto dal capostipite, ma è pure possibile una derivazione
toponomastica da nomi di località come Carbonara (BA), (CE), (PD),
(RM), (PV), (NA), (MN) e (AL) o Carbonare (TN), Carbonaro (CS), Carbonera
(TV), (BI) o Carboneri (AT) e così molti altri. |
CARBONE
CARBONI
CARBONINI |
 Carbone
è diffuso in tutta Italia soprattutto al sud, Carboni in tutto il
centro nord e nella Sardegna, Carbonini sembrerebbe bresciano, ma con un
ceppo forse in provincia di Pavia. Tutti questi cognomi sono derivati da
soprannomi collegati con l'attività di estrattore o venditore di
carbone o provengono da uno dei molti toponimi legati al vocabolo carbone,
quali Carbone (PZ) Carbonara (BA) - (NA) ecc.. |
| CARCANO |
Tipico
della zona che comprende le province di Milano, Como e Varese, deriva dal
toponimo Carcano (CO) che nel 1928. è stato accorpato in Albavilla,
assieme al paese di Villa. I Carcano sono una famiglia di nobiltà
antichissima, già nel 899 troviamo Andrea da Carcano Arcivescovo
di Milano, nella seconda metà del 900 viene nominato Bonizo Carcano,
dall'imperatore Ottone I°, a guidare la città di Milano, nel
978 diventa Arcivescovo di Milano Landolfo da Carcano, e così via
nei secoli, i Carcano hanno legato il loro nome alla storia di Milano. |
| CARCHEN |
Carchen, molto molto raro, è tipico del comasco e del bergamasco,
potrebbe derivare da Carchen espressione dialettale per identificare il
paese di Carcano nel comasco, abbastanza improbabile una derivazione da
una forma dialettale del cognomen latino Carconius. |
CARCIOFALI
CARCIOFALO
CARCIOFOLI
CARCIOFOLO |
Tutti assolutamente rarissimi, quasi scomparsi, Carciofali e Carciofoli
sembrerebbero rimasti solo nel Lazio, Carciofalo e Carciofolo quasi unci
sembrerebbero siciliani,
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Carciofalo è un cognome rarissimo, originario della Sicilia
centrale, con ogni probabilità della città di Enna. Dal punto
di vista etimologico dovrebbe trattarsi di una variante di Carciofolo,
anche questo cognome siciliano molto raro, presente solo a Caltanissetta
e a Palermo, ma originario della Sicilia centrale. Carciofalo e Carciofolo
derivano dalla cognominizzazione di un soprannome canzonatorio dato al
capostipite in riferimento alla sua presunta stupidità; nelle provincie
meridionali l'espressione essere un carciofo,
in dialetto appunto carcioffolo
o carciuoffolo, è utilizzata
ancora ai giorni nostri in senso offensivo e canzonatorio. |
CARCONE
CARCONI |
Tipicamente laziali, Carcone è specifico del frusinate, di Cervaro,
di Roma e di Minturno nel latinense, Carconi è più specificatamente
romano con ceppi anche in provincia di Latina ad Aprilia e Sezze, dovrebbero
derivare dal cognomen latino Carconius. |
CARDAMONE
CARDAMONI |
Cardamone ha un nucleo principale in Calabria tra Catanzaro e Cosenza con
un ceppo anche nel salernitano, cardamoni, è quasi unico, dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal nome di una pianta aromatica. Troviamo
tracce di questa cognomizzazione a Rogliano (CS) nel 1600 quando la famiglia
Cardamone è menzionata fra le nobili, a Parenti (CS) nel 1700 il
capitano civico è Giuseppe Cardamone.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
- Salerno
Il cognome Cardamone è la cognominizzazione del termine italiano
antico cardamone, derivato dal latino
cardamomum, a sua volta originato dal
greco kardamomon, composto dai vocaboli
kardamon e amomon,
con i rispettivi significati di crescione
e amomo. Il cardamone, nel lessico
attuale cardamomo, è quindi
una grande pianta erbacea perenne, a fiori giallastri avvolti in spate,
che cresce spontanea sulla costa del Malabar e che viene coltivata soprattutto
per i suoi frutti, i cui semi da secoli sono industrialmente impiegati
per vari usi. Con ogni probabilità, il termine cardamone fu attribuito
al capostipite come soprannome, in relazione al tipo di attività
svolta, ed in seguito cognominizzato. Infatti, l'uso dei semi del cardamone,
bruni esternamente e bianchi all'interno, farinacei e di odore aromatico,
era riservato nei secoli scorsi ad un ristretto numero di attività:
l'olio denso ottenuto da tali semi, contenente per lo più amido,
zucchero, acqua e cellulosa, veniva largamente usato in liquoreria e pasticceria
per l'odore quasi canforaceo e per il sapore rinfrescante. Un maggiore
uso di tale sostanza massicciamente importata anche in Italia, però,
veniva fatto in medicina come eupeptico carminativo sotto forma di tintura.
Di conseguenza, coloro i quali avevano quasi quotidianamente a che fare
con il cardamone erano i medici ed i farmacisti, ossia i cosiddetti speziali,
che il più delle volte trasmettevano la propria preziosa e redditizia
attività da padre in figlio: è dunque possibile che il cognome
Cardamone si sia originato in epoca medievale in primo luogo dalla redditizia
attività dello speziale, o, con minore probabilità, dai mestieri
artigianali di pasticciere o di produttore di liquori. Oltre alla derivazione
dalle citate attività, si potrebbe ipotizzare anche una possibilissima
origine per i ceppi campani e calabresi dal termine dialettale cardamone,
con il significato di neonato di ghiro,
quindi dormiglione. Ancora oggi, infatti,
in Campania si usa l'espressione sei proprio un
cardamone oppure sei proprio un cardalimone
per apostrofare in senso canzonatorio una persona che si distrae troppo
facilmente o un classico bonaccione.
Tra i personaggi illustri con questo cognome va segnalato Mons. Andrea
Cardamone, arcivescovo di Rossano tra la fine del XVIII e gli inizi del
XIX secolo. |
CARDANI
CARDANO |
Cardani è tipico dell'area milanese e comasca, Cardano è
tipico del varesotto, con un ceppo anche nel barese, i ceppi lombardi dovrebbero
derivare dal toponimo Cardano al Campo (VA) o da Cardana sempre nel varesotto,
il ceppo pugliese dovrebbe invece derivare dal nome medioevale Cardanus
di cui abbiamo un esempio in un atto del 1389 dove si legge tra l'altro:
"...Cardanus
filius quondam Tomaxii consul vicinorum ...", tracce importanti
di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 con il matematico, medico
e astrologo Girolamo Cardano (Pavia, 24 settembre 1501 - Roma, 21 settembre
1576). |
CARDARELLA
CARDARELLI
CARDARELLO |
Cardarella, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo a San Salvo (CH),
Cardarelli è specifico della fascia che comprende le Marche meridionali,
l'Umbria, il Lazio, l'aquilano, l'iserniese ed il napoletano, Cardarello
è tipico di Sezze (LT), dovrebbero derivare da modificazioni vezzeggiative
dell'aferesi del nome Riccardo, poco probabile una derivazione da un soprannome
originato dal vocabolo cardo (tipo
di pianta erbosa), tra i personaggi nella seconda metà del 1700
troviamo il conte Alessandro Cardarelli di Roma, nel secolo successivo
il Generale Cardarelli delle truppe borboniche che depose le armi a favore
di Garibaldi, nel 1832 nasce a Civitanova del Sannio il famoso medico molisano
Antonio Cardarelli cui verrà intitolato l'omonimo nosocomio napoletano
di rilevanza nazionale. |
CARDEA
CARDIA |
Cardea ha un nucleo a Grottaglie (TA) ed uno nella zona dello stretto di
Messina, Cardia ha un nucleo principale nella Sardegna meridionale ed uno
nel messinese, dovrebbero derivare da soprannomi connessi con il vocabolo
greco kardia (cuore),
in alcuni casi possono derivare da toponimi greci omonimi come la Città
di Kardia in Tracia, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nella
Locride fin dal 1600. |
CARDELLI
CARDELLO
CARDILLI
CARDILLO
CARDULLI
CARDULLO |
Cardelli è tipico della fascia che comprende Romagna, Toscana, Marche,
abruzzo e Lazio, Cardello, molto raro, è tipico siciliuano,
di Caltagirone (CT) e Catania e di Vittoria (RG), Cardilli ha ceppi a Roma,
in Abruzzo a Massa d`Albe (AQ) ed a Spinazzola (BA), Cardillo è
molto diffuso al centrosud, Lazio, Campania e Sicilia soprattutto, Cardulli
è praticamente unico, Cardullo ha un ceppo a Castellabate nel salernitano
ed un nucleo importante a Messina, Palermo e Catania, dovrebbero derivare
da modificazioni, anche dialettali a volte, dell'ipocoristico dell'aferesi
del nome Riccardo, Accardo
o simili, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del 1363 a Napoli: "...coram
Cardillo Brancacio
de Neapoli dicto Imbriaco et Masello Brancacio, dicto Imbriaco, eius filío.ex
quondam nobili muliere domina Vera Baraballa de Gayeta...", in alcuni casi potrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo tardolatino
cardellus (cardellino,
tipo di uccello canoro). |
CARDIN
CARDINI
CARDINO |
Cardin è tipico del padovano, Cardini sembrerebbe toscano, con un
ceppo anche nel maceratino, Cardino, assolutamente rarissimo, parrebbe
dell'area campano-laziale, derivano tutti dall'aferesi del diminutivo del
nome Riccardo. Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nell'Archivio
di Stato di Cremona dove si trovano gli atti del notaio Francesco Cardini
datati dal 1451 al 1487 e del notaio Giacomo Cardini datati dal 1480 al
1509 e nel XVI° secolo Mons. Luca Cardino è Vescovo di Latina
dal 1582 al 1594. |
CARDINALE
CARDINALI |
Cognome comune in tutto il sud
Cardinale, mentre sembra originario del centro Italia Cardinali (Marche,
Umbria, Lazio), possono aver avuto origine da soprannomi derivati
da toponimi come Cardinale (CZ) o da caratteristiche comportamentali. |
| CARDONA
|
Cardona, molto raro, è specifico del reggino, della zona dello stretto,
sembrerebbe di nobili origini, probabilmente spagnole, nella prima metà
del 1300 Raimondo di Cardona duce dell'esercito angioino è alleato
dei Torriani contro i Visconti, aghli inizi del 1400 Alfonso de Cardona
è viceré di Calabria e Pietro Cardona maestro giustiziere
del Regno d’Aragona, diviene conte di Collesano (PA), il cognome dovrebbe
derivare in qualche modo dal cardo (vegetale) visto che nello stemma compaiono
appunto tre fiori di cardo. |
CARDONE
CARDONI |
Cardone è tipico della zona che comprende Lazio, Abruzzo, Campania,
Molise , Puglia e Potentino, Cardoni è proprio della fascia centrale
di Marche, Umbria e Lazio, derivano tutti dall'aferesi dell'accrescitivo
del nome Riccardo. Trcacce di queste cognomizzazioni le troviamo a Narni
nel 1600 in un atto del 1652: "...Coram illustrissimo
et admodum reverendissimo vicario generali Narnie processus remissorialis
pro dominis de Gregorio et Camillo de Cardonibus
nominibus contra reverendissimum dominum abbatem Deodatum...". |
| CARDUCCI |
Cognome tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio
ed Abruzzo, con ceppi anche nella Toscana tirrenica, deriva dall'aferesi
del vezzeggiativo del nome Riccardo.
integrazioni fornite da Andrea
Ferreri
Ha probabilmente alla base il nome Riccardo. Il cognome è diffuso
nel Lazio a Roma e provincia (Albano Laziale e Tolfa), nel frusinate (Ceprano
e Arce) e nel rietino (Borgorose), nelle Marche a Macerata e provincia
(Civitanova Marche, San Ginesio, San Severino Marche e Loro Piceno), in
Toscana nel livornese (Piombino, Cecina e Campiglia Marittima) e nel lucchese
(Querceta di Seravezza e Forte dei Marmi), in Puglia a Foggia e provincia
(Cerignola) e nel barese (Gravina in Puglia), in Abruzzo a L’Aquila e provincia
(Tornimparte e Pratola Peligna) e in Umbria a Terni e provincia (Sangemini)
e nel perugino (Foligno). Il poeta, scrittore e letterato Giosuè
Carducci nasce a Valdicastello di Pietrasanta (Lucca) il 27 luglio 1835
e trascorre la sua infanzia a Bolgheri di Castagneto (LI).
Scriverà in una famosa lettera:”Quel tratto
della Maremma che va da Cecina (LI) a San Vincenzo (LI) è il cerchio
della mia fanciullezza e della mia prima adolescenza”. La
produzione poetica è molto vasta: con le “Rime Nuove” raggiunge
la fama nazionale. Tra le composizioni in prosa si ricordano “Confessioni
e battaglie” e “Per la morte di Giuseppe Garibaldi”. Nel 1859 sposa Elvira
Menicucci, dalla quale avrà tre figlie ed un figlio (Dante, che
morirà a tre anni e al quale dedicherà i drammatici versi
di “Pianto Antico”). Nel 1906 viene insignito del premio Nobel per la letteratura.
Muore nella sua casa di Bologna nel 1907. Giosuè Carducci era figlio
di Michele Carducci, medico, e di Ildeganda Celli. La famiglia paterna
era originaria di Querceta di Seravezza (Lucca). I nonni paterni si chiamavano
Francesco Giuseppe Carducci e Lucia Galleni. |
CAREDDA
CAREDDU |
Caredda è tipico del sud della Sardegna, mentre Careddu è
molto diffuso in tutta l'isola, anche se con grande prevalenza nella parte
centro settentrionale. |
CARELLA
CARELLI
CARELLO |
Carella, estremamente diffuso in Puglia, ma con ceppi anche nel palermitano,
a Napoli ed a Roma, Carelli è un cognome del sud sembra ci siano
due ceppi uno in provincia di Cosenza e l'altro in provincia di Bari, Carello.
abbastanza raro, ha un ceppo nel catanzarese ed uno nel torinese, dovrebbero
aver avuto origine dal nome medioevale Carella,
Carellus (carino). Tra i personaggi
di rilievo citiamo il pittore Domenico Carella (1721-1813). |
| CAREMOLI |
Cognome tipico milanese, può
essere stato originato da un soprannome derivato da una località
di provenienza, quale Carema (TO) o più probabilmente casa dei remoli
(remolass = radici mangerecce)- |
| CARENA |
Carena ha un ceppo lombardo ed uno piemontese, il ceppo lombardo dovrebbe
derivare dal toponimo Carena nella Regione Valle Morobbia in Svizzera.
sul fronte svizzero del Lario, nobile casato estintosi con il conte Carlo
Francesco Carena la cui famiglia esercitava dal 1711 la Signoria su due
paesi dell’Alta Brianza, Annone e Merone, nei pressi di Lecco, il cognome
comunque non si estinse in quell'occasione perchè l'imperatore Carlo
VI di Asburgo consentì all'unica figlia del conte Rosa Carena sposata
con un Aliprandi di trasferire al primo erede maschio sia il cognome che
il titolo ed il feudo. |
| CARENINI |
Carenini è specifico del lecchese, di Calolziocorte, Torre de' Busi,
Carenno e Monte Marenzo, con presenze significative anche a Milano e in
provincia di Bergamo a Caprino Bergamasco, Cisano Bergamasco e Ponteranica,
si dovrebbe trattare di una forma etnica del paese di Carenno nel lecchese,
indicando probabilmente che la famiglia era originaria proprio di quel
paese. |
| CARENZI |
Cognome lombardo originario della
zona compresa fra le provincie di Lodi, Cremona e Milano, può essere
stato originato da un soprannome derivato da una località di provenienza
casa dei Lorenzi. |
CARERE
CARERI |
Cognomi che sembrerebbero originari di Reggio Calabria e dovrebbero derivare
dal toponimo Careri (RC).
integrazioni fornite da Andrea
(Milano)
potrebbe in parte avere alla base il toponimo reggino Careri, è
diffuso in Calabria 38%, Valle d’Aosta 20%, Lazio 14%, Piemonte 11%, etc.
Il cognome reggino Carere risulta essere presente nell’Italia nord-occidentale
con il 37% delle occorrenze.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
CARERE, CARERI è cognome calabrese che origina dal calabrese
hareri, siciliano careri
= tessitore, entrambi dall’arabo harrar
= tessitore di seta. Cfr. G. Rohlfs,
Dizionario dei cognomi in Calabria, p. 66. |
| CARESTA |
Decisamente raro, dovrebbe essere
originario della zona tra Abruzzo e Lazio, potrebbe derivare da un nome
di località come Colle Caresto (PU), o anche da un soprannome legato
al termine dialettale caresta (carestia). |
CARETTA
CARETTI
CARETTO |
Caretta, abbastanza raro, sembra avere più ceppi, nel Lazio e nell'aquilano,
nel vicentino e nel tarentino, Caretti oltre al nucleo a Verbania e dintorni,
dovrebbe avere un ceppo nel modenese, uno nel beneventano ed uno a Roma,
Caretto, molto raro, è tipico del Salento, deriva da variazioni
del cognomen latino Carus del quale abbiamo un esempio con il famoso poeta
latino Titus Lucretius Carus (99 a.C. - 55 a.C.). |
CARFAGNA
CARFAGNI
CARFAGNO |
Carfagna sembra avere un nucleo importante nel Lazio, e ceppi nel Piceno,
in Abruzzo, nel Molise, nel napoletano e nel foggiano, Carfagni è
assolutamente rarissimo, Carfagno sembra essere tipico di Montella (AV),
potrebbero derivare dal nome latino Carfanius,
di cui abbiamo un esempio in una lapide dell'anno 345: "Veneri
Aug(ustae) sacr(um)
/ T(itus)
Carfanius T(iti
filius) Pol(lia
tribu) Barbarus
/ Ti(berius)
Claudius Spuri (filius)
Papir(ia tribu)
Timonianus / promagistri
soc(iorum) IIII
p(ublicorum)
Afric(ae) dedic(averunt)
/ Venustus vilicus aediculam ab solo de suo
ref(ecit)", o anche da nomi di località
come Carfagna nel Molise, ma è pure possibile che derivino in alcuni
casi da soprannomi legati al vocabolo dialettale abruzzese carfagna
indicante una tipica lana nera delle montagne tra Puglia ed Abruzzo.
Troviamo tracce di questa cognomizzazione nella seconda metà del
1200 con Petrus Carfagnus o de Carfagno feudatario angioino in Irpinia,
e con i Carfagna feudatari di Poggio Sannita (IS) nel XVI° secolo e
nel 1515 con un Salvitto Carfagna che acquista da Bartolomeo Carafa il
Castello de' Pizzi di Palena (CH). |
CARFI
CARFÌ |
Carfi è assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origine calabrese
e derivare dal toponimo Carfidi, che ha dato origine all'attuale Carfizzi
(KR), Carfì è invece specifico del ragusano.-
integrazioni fornite da cav. prof.
G.ppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
Carfì è cognome normanno dall'inglese carf = scultore in legno, vedi Geoffrey
Chaucer, nato tra il 1340 e il 1345, il Dante Alighieri inglese, I Racconti
di Canterbury, gruppo A, verso 100; in inglese moderno carv. Altri
studiosi farebbero derivare il cognome Carfì dal greco chiodo (Kάρφιόν)
= Carfì, per assonanza delle due parole in Magna Grecia; più
che altro per il fatto che ivi viveva un ramo dei Carfì (don Guillelmus).
Tale stirpe proveniente prima del 1145 (atti di vendita di terreni a Scordia
di Catania, citati dal Garufi in Documenti Inediti dell'Epoca Normanna,
Palermo 1899) dalla Normandia, stanziatasi nella Contea di Modica (al 90%
l’attuale provincia di Ragusa) a Chiaramonte Gulfi, ove fiorì con
un Magnifico Nicolò, che con la sua famiglia fu tra i primi abitanti
di questa cittadina, si estinse in questa località nel sec. XV.
I fasti di questa illustre Famiglia, i cui componenti ebbero sempre il
trattamento di Magnifico erano ricordati in una lapide sepolcrale (attualmente
esistente sotto all’attuale pavimento di marmo che ha ricoperto tutto all’inizio
del 1800) eretta nella Chiesa Madre nel 1572, come ricorda nel libro Famiglie
Storiche Chiaramontane del 1903 il Barone Corrado Melfi di S. Maria. Il
ramo chiaramontano ebbe nel sec.XVIII un Pietro, un Simone ed il fratello
sac. Simone. Due rami di questa prosapia erano già passati
a Ragusa e a Vittoria, ed un altro ramo a Santa Severina (Crotone) nel
1326, ove risiedeva Don Guillelmus Carfì (Vendola, Rationes Decimarum
Italiae, sec. XIII e XIV, anno 1939), dal cui nome nacquero in zona le
città di Carfizzi, Carfici, Carfidi. Anche a Ragusa ebbero
il trattamento di Magnifico già prima del 1540. Alfonsina figlia
del Magnifico Pietro, sempre nel 1540, contrasse nozze con Antonino Ventura,
nobile modicano. Un Giovanni appare con il titolo di Magnifico dal 1572 al 1600. Un Nicolò fu Mastro Notaro nel 1644.
Una Giovannula sposò il Barone Serravalli ed una Margherita il Giureconsulto
Mariano de Mulé. Qui, dal matrimonio del Magnifico Gaetano Carfì
con Carmela Lami, nacque il 2.6.1772 Concetta Marcellina, sposatasi con
il nobile ragusano Angelo Geronimo Rosario Cappello (Archivio Chiesa di
S. Giorgio a Ragusa Ibla). Anche a Vittoria, ebbero il trattamento di Don
(Don Emanuele, Donna Maria (atti di nascita del figlio Giuseppe nel 1865), ecc.) ed è citata
più volte nel libro Memorie Storiche di Vittoria del 1877 del barone
Paternò Castello di Pozzobollente. Nei primi anni del 1600
su territori del Comune di Chiaramonte Gulfi e di Comiso, fu fondata la città di Vittoria. I Carfì abitavano
già, prima di tale fondazione, nel territorio Serra Rovetto e nel
Feudo Boscopiano (zone di Vittoria), come attestano antiche mappe, ed anche
le attuali (2004) carte topografiche dell'I.G.M., Istituto Geografico Militare),
carte ufficiali d'Italia, territorio a quel tempo di Chiaramonte Gulfi).
Erano Guglielmo Carfì, che nel febbraio 1586 ricevette “salmas duas
terrae in Feudo Nemoris (Bosco) Plani in contrata de Sabugi, confinantes
cum via per lo Comiso”, e Filippo Carfì che ricevette altre ”salmas
duas terrae in Feudo Nemoris Plani, in contrata Pirayno, confinantes cum via per lo Biscari (Acate),
(in: Francesco Ereddia, Vittoria Storia e Tradizione, vol.II, La Contea
di Modica, I Feudi Cammarana, Boscopiano e Dirillo, sec.XV e XVI, edizioni
del Comune di Vittoria, e Archivio di Stato di Modica) I Carfì contribuirono
validamente alla Fondazione della Città di Vittoria (Colonna, figlia
di Marcantonio) - da non confondersi con la poetessa -, moglie del
Conte Henriquez Cabrera, vicerè di Spagna in Sicilia, nella Contea
di Modica, fondatrice della città il 24 aprile 1607 nel territorio
di Boscopiano, con Giuseppe nel 1614 (concessione n. 37), Martino il 19.10.1616
(conc. n. 172), Vito nel 1617 (conc. n. 189, Archivio di Stato di Modica).
Qui un fratello di Don Emanuele, Giambattista, entrambi figli di Marcello,
si sposò nel 1763 con Felicia Manciapani. Il ramo di Don Emanuele,
diede luogo ad altri rami: Carfì Pavia, Carfì Scalone (ramo
estinto), Carfì Ingallina poi diventato Carfì Linares, tutti
con doppi cognomi anagrafici. Il primo Giurato di Vittoria fu appunto
Giuseppe Carfì (Barone Paternò Castello, Memorie Storiche di Vittoria, dal 1609 al 1799, edizione
1877), discendente dall’altro Giuseppe (1614), e che sempre il Paternò,
a pag.30 cita che un documento del 1763 “contiene le firme dei Primari
del luogo , tra cui Giuseppe Carfì di certo discendente dal seniore
Giuseppe, primo Giurato di Vittoria”, che figura come uno dei primi firmatari
dell’accordo territoriale del 1614 (assegnazione gratuita di quasi 4 ettari
di terreno, case ed esenzione delle tasse per 15 anni). Lo stemma
Carfì é citato dal Pluchinotta a pag. 25 del Blasonario della
Contea di Modica pubblicato a Siracusa nel 1934, e sempre dallo stesso
autore é l'articolo pubblicato nel 1932, anno XXX della Rivista
del Collegio Araldico, ove cita ancora lo stemma. Attualmente la
famiglia, che ha depositato entrambe le Armi (stemmi), vistate dal Ministero
dell'Industria con copyright ed anche dal Ministero di Grazia e Giustizia
Spagnolo, e la cui riproduzione non autorizzata raffigura reato, con richiesta
di danni civili) é rappresentata dal barone cav. prof. Giuseppe
Carfì di Serra Rovetto Boscopiano (tale anagraficamente).
|
| CARFORA
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Specifico della zona che comprende il casertano ed il napoletano, tracce
di questo casato si trovano a Napoli fin dal 1300, nel dicembre 1558 viene
annoverata fra le famiglie nobili del Regno. |
CARGNEL
CARGNELLI
CARGNELLO |
Cargnel è molto raro e sembra abbia due nuclei, nel goriziano e
nel bellunese, Cargnelli è friulano, Cargnello è tipico dell'udinese,
deriva dall'etnico carnellus (abitante della Carnia), in un documento scritto
a Cividale (UD) verso la fine del XII secolo si parla di un certo Johannes Carnellus. |
CARGNELUTI
CARGNELUTTI |
Molto raro Cargneluti, un pò meno Cargnelutti, sono specifici dell'udinese
dell'area di Gemona in particolare, derivano dall'etnico dialettale Cjargnél
(abitante della Carnia). |
| CARIA |
Specifico sardo che potrebbe derivare dal nome del monte Caria, presso
Teulada (CA), con un ceppo anche nel catanzarese che dovrebbe derivare
dal toponimo Caria (CZ), dovrebbe derivare da Karya, nome di una regione
dell'Anatolia, ma è pure possibile che derivino dal cognomen latino
Carus (vedi Caro). Un principio di questa
cognomizzazione si trova nel 1700 con l'erudito Pasquale De Caria di Squillace. |
| CARIATI |
Cariati è specifico del cosentino, di Torano Castello in particolare,
ma ben presente anche a Rossano, Cosenza e Longobucco, dovrebbe derivare
dal toponimo Cariati nel cosentino, ma si potrebbe anche trattare di forme
etniche relative ai paesi di Caria nel catanzarese, nel valentiano e nel
messinese. |
CARIDDI
CARIDI
|
Caridi è molto diffuso nel reggino e nel messinese, Cariddi, molto
più raro, ha un piccolo ceppo nel reggino ed un nucleo nel Salento,
potrebbero derivare da Cariddi, il nome del gorgo impersonificato da un
mostro marino che divide l'Italia dalla Sicilia nello stretto di Messina,
o dalla località di Caridi sull'Aspromonte in Calabria, ma è
pure possibile una derivazione da soprannomi connessi con il vocabolo dialettale
cariddi (cari). |
| CARIELLO |
Cariello è tipico dell'area campana, soprattutto del salernitano
di San Giovanni a Piro, Roccagloriosa, Buccino e Salerno e di Napoli, con
un grosso ceppo che sembrerebbe primario nel barese a Bitonto, Barletta,
Altamura e Bari, si dovrebbe trattare di una modificazione dialettale del
nome medioevale Carellus (vedi
CARELLA), ma è pure possibile che derivi dal termine dialettale
carriello (carretto)
identificando il mestiere di carradore svolto dal capostipite, un riferimento
che ci fa rutenere concreta questa ipotesi lo troviamo in un inventario
di beni post mortem del 1609 a Solofra (AV) : "..Item,
da Prospero de Angelo de lo Cariello
Guarino ducati
3 per obbliganza...". |
| CARIMATI |
Diffuso nelle provincie di Milano,
Lecco e Sondrio, deriva da un soprannome legato al toponimo Carimate (CO). |
CARINA
CARINI
CARINO |
Carina sembrerebbe avere due ceppi uno in provincia di Messina ed uno in
provincia di Brescia e di Cremona, presente in tutt'Italia a macchia di
leopardo Carini, campano calabrese Carino. Tutti questi cognomi dovrebbero
aver avuto origine dal cognomen latino Carinus, il ceppo siciliano dei
Carini, presenti soprattutto newl palermitano, può derivare dal
toponimo Carini (PA). |
| CARINELLI |
Molto raro è tipico del sudmilanese e del lodigiano, deriva da un
vesseggiativo del cognomen latino Carinus portato ad esempio da Marcus
Aurelius Carinus (250-285d.C.) fatto imperatore di Roma nel 283.
integrazioni fornite da Mario Carinelli
Le origini della famiglia Carinelli si perdono a S Angelo Lodigiano,
ai tempi dell'occupazione spagnola del milanese. |
| CARIOLA |
Cariola ha un ceppo lombardo, uno nello spezzino, uno nel barese ed uno
nel catanese, si dovrebbe trattare di matronimici da forme ipocoristiche
modificate del nome Carola, ma è
pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine arcaico
cariola (carriola), non è
da escludere anche la possibilità di una derivazione da toponimi. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio a Brescia in
una Carta investiture del marzo 1222:
"...Ego Baldoynus quondam domini Ugonis de Casalialto
sacri Pallatii notarius, coram suprascripto domino Petro Amadeo iudice
et consule iusticie Brixie, una cum suprascripto Bonifacino
Cariola et infrascripto Venturino notaris,
autenticum huius exempli vidi legi et abscultavi ...". |
| CARIONI |
Comune, tipicamente lombardo, sembrerebbe
essere originario della provincia di Cremona. |
CARIOTA
CARIOTI
CARIOTO |
Cariota, estremamente raro, parrebbe siciliano, Carioti ha un ceppo
calabrese a Catanzaro, Sant`Andrea Apostolo dello Ionio (CZ) e Isola di
Capo Rizzuto nel crotonese, con un ceppo importante anche a Roma, Carioto,
molto molto raro, parrebbe di Palermo e del palermitano, si dovrebbe trattare
di vari aspetti di una forma etnica della città di Karya sull'isola
di Lefkada nelle Isole Ionie, ma , in alcuni casi, potrebbe anche riferirsi
alla Karya, nome della regione dell'Anatolia prospiciente l'isola di Rodi
ed indicare famiglie cristiane fuggite ai turchi all'epoca dei conflitti
degli stessi con Venezia e le flotte europee. |
CARISI
CARISIO
CARRISI
CARRISIO |
Carisi è tipico di Chioggia (VE), Carisio, estremamente raro, è
tipico della zona tra Pavese,e Piemonte, Carrisio, unico, è probabilmente
dovuto ad un errore di trascrizione, Carrisi è specifico del Salentodovrebbero
tutti derivare dal nomen latino Carisius
o Carisus, nelle Historiae di Tito
Livio leggiamo: "...tam cum consilio uenientibus,
nisi Brigaecini prodidissent, a quibus praemonitus Carisius
cum exercitum aduenit..." e in un'antichissima lapide romana si
legge: "D(is)
M(anibus) / M(arci)
Carisi Maxi/mini M(arcus)
Caris(ius) Paca/tus
fratri piissimo". |
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