| CATACCHIO
|
Decisamente di Bari, potrebbe derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Domenico
Francesco Catacchio
origine potrebbe essere greca cata-kios ovvero venuto dall'isola
di Kios. |
| CATAGINI
|
Assolutamente rarissimo è tipico del vicentino, potrebbe derivare
da un soprannome dialettale.
integrazione di Luigi Colombo
Nel Nord un cognome come Catagini fa pensare immediatamente a Cà
Tagini, cioè a Casa dei Tagini, i Catagini sembrerebbero originari
di Altavilla Vicentina.. |
CATALAN
CATALANI
CATALANO
CATALANOTTO
CATALONI
CATELAN
CATELANI
CATTALAN
CATTALANI
CATTALANO
CATTELAN |
Catalan, rarissimo, sembrerebbe triestino, Catalani è raro e sembra
avere un ceppo nel Lazio ed uno nelle Marche, Catalano è diffusissimo
in tutt'Italia sembrerebbe decisamente centro meridionale, ma potrebbero
esserci anche altri ceppi in Liguria, tra Bologna e Firenze e in Lombardia,
Catalanotto è tipicamente siciliano, della parte occidentale dell'isola,
di Salemi e Castelvetrano nel trapanese, di Palermo e di Ribera nell'agrigentino,
Cataloni, quasi unico, è del centro Italia, Catelan è del
vicentino, Cattelan è molto diffuso in tutta l'area vicentino, trevisana,
padovana e veneziana, Catelani è toscano, delle province di Lucca
e Firenze, Cattalan, quasi unico, è forse veneziano, Cattalani molto
raro potrebbe avere oltre al ceppo marchigiano anche uno, probabilmente
secondario nel mantovano, Cattalano rarissimo, sembra proprio del torinese,
la loro origine è o direttamente dal nome medioevale italiano Catalanus
o da soprannomi originati dalla provenienza geografica del capostipite,
la regione della Catalogna in Spagna, origine che può essere reale
o attribuita a chi, come i legionari veterani di Pompeo, aveva effettuato
delle campagne in Spagna, ma è anche da prendere in considerazione
un'origine ebraica a seguito della cacciata degli ebrei dalla Spagna. Nel
1200 sulla Nova Cronicha del Villani si legge: "...due
cavalieri frati godenti di Bologna per podestadi di Firenze, che l'uno
ebbe nome messer Catalano
de' Malavolti, e l'altro messer Loderigo delli Andalò, ...",
sempre nel 1200 in un atto leggiamo: "...dominico
de Villalonga Ferrarius Catalanus,
«haereticorum terror»,...", nel 1300 nell'elenco dei
vescovi fatti da Giovanni XXII° si trova Jordanus
Catalanus, nel 1500 troviamo un famoso pittore Gian Domenico Catalano,
in un atto rogato a Monterubbiano (AP) si parla di 1500 ducati, impegnati
a favore di un tale ebreo Abraham Catalanus.
integrazioni fornite da Norberto Catelani
Molto probabilmente Catelani è dovuto ad un errore di trascizione
in quanto forse originariamente il cognome era Catalani. E' presente un
ceppo nella Versilia Storica (Stazzema). Tracce di tale cognome si trovano
a partire dalla metà del 1700. |
CATALDI
CATALDO |
Cataldi, abbastanza diffuso in tutto il sud ha ceppi importanti in Puglia,
Basilicata, Calabria e Sicilia, ma sembrano esserci nuclei anche nel Lazio
e nelle Marche, Cataldo è specifico di tutto il sud, derivano dal
nome medioevale Cataldus, di cui si ha traccia ad esempio in un atto di
donazione del 686 scritto in Cremona, dove si può leggere: "In
nomine domini Dei et beatissimi auctoris nostri Iesu Christi et beate matris
eius Marie domine nostre. regnantes gloriosissimis domnis nostris Pertharith
et Chuniberth uiri excellentissimi regibus, anno regni eorum decimo sexsto
et nono... ...Ego Cataldus
indignus primus presbiter ut primerius ut custus Sancte Marie huic cartula
donactonis et dotacionis a nobis facta subscripsimus et probaui...",
ma è pure possibile una derivazione da toponimi come San Cataldo
(CL) o San Cataldo di Bella (PZ) o dal termine longobardo Gastaldo (vedi).
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Messina nel 1300, in un
testamento infatti si legge: "...et meridiem est
via pubblica et a septentrione hospitium dicti Donni
Cataldi et tertiam partem bonorum et iurium
suorum existentium ...". |
| CATALE
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario dell'alta Basilicata, dovrebbe
derivare da modificazioni dialettali di nomi di località contenenti
la radice Cataldo, come San Cataldo di Bella (PZ) e simili. |
| CATALFAMO
|
Catalfamo è tipicamente siciliano, della zona orientale dell'isola,
del messinese in particolare, di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale,
Terme Vigliatore, Milazzo e Furnari, dovrebbe derivare da un soprannome
grecanico a sua volta derivato dai termini greci katà
(contro) e phamà
(grido, voce, che parla), con il senso
di antagonista, ribelle, anche se non si può escludere che
si tratti di un'alterazione dialettale del termine greco καταφαίνω
katafaino, che significa mostrare,
evidenziare, ma anche rappresentare,
forse ad identificare nel capostipite una specie di oracolo o comunque un uomo di religione. |
| CATALIN
|
Catalin è tipico di Villar Pellice e Luserna San Giovanni nel torinese,
dovrebbe derivare dal nome Cathelin
forma maschile savoiarda del nome Caterina. |
CATALINI
CATTALINI |
Catalini è tipico marchigiano, della provincia di Macerata, Cattalini
sembra avere un ceppo tra le province di Sondrio e di Brescia ed uno tra
le province di Reggio e di Lucca, dovrebbero derivare da modificazioni
del nome Catalina, una variante del nome Caterina. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in un atto del 1 febbraio 1481 scritto a Mombasiglio
(CN): "...Actum in recepto Montisbaxili in quadam
domo Antonii Catalini..."
e nel 1600 a Civago (RE) con don Giacomo Cattalini.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cattalini è presente nella zona di Tirano (SO) da almeno tre
secoli. Fino all'800 si scriveva Catalini. Diversi Cattalini sono emigrati
negli ultimi due secoli dal mandamento di Tirano verso Stati Uniti, Argentina,
Brasile, Australia. |
CATALLI
CATALLO
CATULLI
CATULLO |
Catalli ha un ceppo a Pescina nell'aquilano ed uno a Roma, Catallo ha un
ceppo nel frusinate a Isola del Liri, Casalvieri, Arpino, Sora ed Anagni,
ed a Roma, Catulli, assolutamente rarissimo, ha un ceppo a Caprarola nel
viterbese ed a Roma, Catullo ha un ceppo a Venezia, uno a Roma, Civitavecchia
e Velletri, uno a Castel di Sangro nell'aquilano, ed uno a Napoli, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Catallus
o Catullus, forme ipocoristiche del
più noto Cato, Catonis,
reso famoso da Marco Porcio Catone il Censore e da Marco Porcio Catone
l'Uticense. |
CATALUFFI
CATALUFFO |
Cataluffi ha un ceppo umbro, in particolare a Foligno, ed uno romano, Cataluffo,
quasi unico, parrebbe dell'area aquilano, laziale, e potrebbe derivare
dal nome di Colle Cataluffo nel frusinate, dovrebbe derivare da soprannomi
originati dal termine arcaico cataluffa
o cataluffo, una specie di stoffa
damascata a mò di broccato povero, fatta di lino e cotonaccio
a righe di vari colori a fiori, usata anticamente per tende, tappezzeria
e per abiti o paramenti sacri come la pianeta, soprannome che potrebbe
essere stato motivato sia dal tipodi abbigliamento dei capostipiti, che
magari dal fatto che commerciassero o tessessero quel tipo di stoffa. |
| CATANEO
|
Cataneo sembrerebbe specifico del foggiano di San Severo in particolare,
dovrebbe derivare dal termine medioevale Cataneus
carica attribuita in epoca medioevale a quanti occupassero cariche di rilievo
in campo militare, giudiziario o amministrativo di un paese o di un castello
e che divenne in uso anche come nome personale, come possiamo vedere in
uno scritto dell'anno 1393 a Genova: "In nomine Domini
Amen - Cataneus Spinola
civis Ianue quondam Domini Catanei ex una parte et Thadeus de Senis pictor
Janue ad sanctum Laurentium ex parte altera pervenerunt et pervenisse sibi
invicem et vicissim confitentur et confessi sunt et fuerunt ad infrascripta
pacta conventiones promissiones et obligationes slemni stipulatione valata
et firmata et valatas et firmatas...", tracce di questa cognominizzazione
la troviamo a Modugno agli inizi del 1500, nel 1512 Guarino Cataneo fu
fatto Castellano di Bari dalla Regina Isabella d'Aragona. |
CATANI
CATANO |
Catani è tipico della fascia centrale che comprende Romagna, Marche,
Umbria, Toscana e Lazio, Catano, molto molto più raro è specifico
del barese ed in particolare di Canosa Di Puglia, dovrebbe derivare dal
nome medioevale Catanus di cui abbiamo un esempio nel De
casibus virorum illustrium del Boccaccio: "...Verum,
ut hos omiserim, se rebus Romulde cum Gisulpho tranquillis habentibus,
turbo cunta circumagitans repente exortus est. Nam Catanus,
Avarorum rex, congregata armatorum multitudine hostiliter Gisulphi fines
ingressus...", secondo altri deriverebbe invece da una forma contratta
del termine medioevale capitaneus divenuto
prima capitanus e quindi catanus.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Catano, cognome barese, per Minervini 135 è variante del toponimo
Catania, dal greco bizantino Katàne,
latino Catina, italiano antico Catana.
In Sicilia potrebbe derivare dal personale Gaetano. |
| CATANIA
|
Cognome
specifico siciliano, deriva ovviamente dal toponimo omonimo. Il ceppo messinese
si stabilì a Messina sotto Federico II°, da cui ebbe il feudo
di Nissoria, la castellania di Asaro ed il casale di Placa di Baione costituito
in Baronia. |
CATANZARITA
CATANZARITI |
Catanzarita, praticamente unico, potrebbe essere o una forma arcaica o
un errore di trascrizione di Catanzariti che è specifico della Calabria
meridionale, dovrebbero comunque derivare dall'etnico greco del toponimo
Catanzaro. |
| CATANZARO
|
Diffuso in Sicilia, Calabria e Puglia, deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Catanzaro è un cognome derivante dal toponimo omonimo che viene
dal greco medievale Καταντζάριον Katantzàrion,
che ha origine dal termine greco kàto (giù,
in basso, di sotto) aggiunto al termine arabo 'anzār'
= terrazza, con il significato di terrazza situata in basso, inteso in basso rispetto alla Sila,
la città infatti sorge ai suoi piedi. |
CATAPANE
CATAPANI
CATAPANO |
Catapane è tipico di Caserta, Catapani è di San Giuseppe
Vesuviano (NA), Catapano, molto diffuso in tutta la Puglia, nel potentiuno,
nel napoletano e salernitano e nel cosentino, con nuclei importanti a Ottaviano
e San Giuseppe Vesuviano nel napoletano e, in Puglia, a Taranto e Barletta
(BA), derivano dal termine bizantino Catapanus
o Catepanus (Prefetto
di una provincia dell'Impero) cioè sovrintendente, guardia
daziaria al controllo di alcuni territori nel senso di ufficiale addetto
all'esazione delle multe, ma anche Giudice nelle liti civili. |
CATARAME
CATRAME |
Catarame quasi unico, parrebbe siciliano, così con il leggermente
meno raro Catrame, per entrambi l'origine dovrebbe essere quella di artigiani
calafatari.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Catarame, praticamente unico, proviene forse dal catanese, Catrame,
rarissimo, è originario di Modica (RG), questi cognomi derivano
dal termine catrame, ad indicare, così, un mestiere connesso con
l'uso di questo liquido viscoso: un tempo, infatti, il catrame veniva usato
per diversi scopi, come l'impermeabilizzazione delle navi e dei cavi, il
fissaggio delle carene, la copertura dei tetti con assicelle, etc. Si tratta,
dunque, delle cognominizzazione di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti. |
CATARIN
CATARINI
CATARINO
CATERINI
CATERINO
CATTARIN
CATTARINI
CATTARINO
CATTERINI
CATTERINO |
Catarin, assolutamente rarissimo, è del trevisano, Catarini, ancora
più raro, è dell'area marchigiano, abruzzese, Catarino, quasi
unico, è campano, Caterini ha un ceppo nell'Italia centrale tra
Toscana, Umbria, Lazio settentrionale e Roma ed uno tra potentino e cosentino,
Cattarin ha un ceppo nel trevisano a Silea, Treviso, Breda di Piave, Casale
sul Sile, Roncade, Villorba, Istrana e Paese, un ceppo nel goriziano a
Cormons e Mariano del Friuli ed uno a Roma, probabile esito della Bonifica
Pontina, Cattarini ha un ceppo triestino ed uno molto piccolo a Pergola
nell'urbinate, Cattarino, molto raro, ha un piccolo ceppo a Buia e Tolmezzo
nell'udinese, Catterini, assolutamente rarissimo, parrebbe umbro, Caterino
è molto diffuso in Puglia, in Molise, nel napoletano e soprattutto
nel casertano, con un ceppo anche a Roma, Catterino, quasi unico, sembra
essere molisano, dovrebbero derivare dal nome germanico
Catherin, versione maschile del più
noto Catharina, ma in alcuni casi,
soprattutto al sud, potrebbe derivare dal termine greco katharos
(immacolato, lindo, puro, lucente)
rientrando nel caso dei nomi originati dalla devozione cristiana.
integrazioni fornite da Carlo Caterini
il cognome Caterini o Caterina ha origine dalla devozione per Santa
Caterina d'Alesandria. Questa famiglia ha tre rami nobili: di Terni, Onano
e di Vaglio Basilicata. Alla nobile famiglia Caterini di Onano in provincia
di Viterbo, apparteneva il cardinale Prospero Caterini cugino di Marcantonio
Pacelli, nonno di del papa Eugenio Pacelli. Il suo blasone é raffigurato
nel dizionario blasonico di Vittorio Spreti. Alla famiglia Caterini di
Vaglio Basilicata apparteneva la nobile Maddalena Caterini di Acerenza
che sposò nel 1629 il Conte Donato Gattini di Matera: il suo blasone
è raffigurato nel dizionario blasonico del Crollalanza. il blasone
dei Caterini di Terni é raffigurato nel dizionario blasonico del
Crollalanza e dello Spreti. A questa famiglia appartennero numerosi personaggi
che ricoprirono cariche municipali a Terni e possedettero il feudo di Poggio
nel Comune di Otricoli.
integrazioni fornite da Vito Caterini
Il ramo Caterini sviluppatosi nella provincia di Avellino proviene
dall'attuale provincia di Foggia ed in particolare da San Marco in Lamis,
dove il cognome originale era Catarina successivamente trasformatosi in
Catarini e poi dal 1840 in Caterini, l'origine del casato è bizantina
e anche oggi esiste in Grecia una città dal nome Katherini
(n.d.r.
Katherini è una città situata
nel golfo di Tessalonika a circa 50 Km da questa città).Tale
ramo avellinese ha un blasone inquartato e sormontato da corone ducali. |
CATARINICCHIA
CATERINICCHIA |
Catarinicchia, molto raro, è specifico del palermitano, di Cinisi,
Palermo e Terrasini, con un ceppo anche ad Alcamo nel trapanese, Caterinicchia,
che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale
siciliana del nome medioevale Catharina
derivato dal greco katharòs
(puro). |
| CATAVOLO
|
Catavolo, quasi unico, è specifico del latinense, dovrebbe derivare
da un soprannome basato sul termine greco antico χατάβολος
katàbolos (in greco la pronuncia della lettera beta
(β) corrisponde ad una -v-),
che significa magazzino marittimo, fondaco, serraglio,
probabilmente intendendo così che il capostipite fosse o reponsabile
di una simile struttura, o vi ci lavorasse. |
CATELLA
CATELLI
CATELLO |
Catella ha un ceppo a Cantello (VA) ed uno ad Adelfia e Bisceglie nel barese,
si individuerebbero due zone d'origine per Catelli, il comasco ed il parmense,
Catello sembra essere decisamente napoletano, potrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo latino catellus
(cagnolino) e potrebbe riferirsi al
fatto di allevare cani o aver avuto a che fare, in un episodio significativo,
con un cane, ma in molti casi . possono derivare da modificazioni di nomi
latini come Catullus o Cato. |
CATELLANI
CATELLANO |
Catellani è tipicamente emiliano, della zona che comprende le province
di Reggio Emilia, Modena e Bologna, Catellano è praticamente unico,
dovrebbe derivare dal nome medioevale Catellanus
o Chatellanus di cui troviamo tracce
in uno scritto del 1250: "...Potestas Parmensium
de civitate erat tunc temporis dominus Catellanus
de Carbonisiis de Bononia, qui non fuit captus
quia optime scivit sibi cavere. In glarea fluminis Tari ligaverunt captivos,
ut dixit michi dominus Glarattus, qui ibi fuit ligatus. ...", un
principio di questa cognominizzazione la troviamo nel 1300: "...Sermo
factus in Parasceve coram Summo Pontifice per fratrem Bernardum
Chatellanum sacre pagine professorem ordinis
fratrum S. Augustini, qui cum aliis sermonibus adespotis asservatur in
Bibliotheca Communali ..:".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Catellani è cognome etnico, indicante i Catalani,
cioè gli oriundi della Catalogna. Molto probabile è l'origine
israelitica. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
| CATELOTTI
|
Catelotti è un cognome tipico di Berbenno Di Valtellina (SO), potrebbe
derivare da soprannomi originati dal termine catello
(cagnolino) dal tardolatino catellus,
ma è pure possibile un'origine da modificazioni del cognome Castellotti,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina fin dal 1700
in un atto del 1726 "Locazione concessa a Giovanni de Censo, Marciona e
Catelotto rogata ut supra" della comunità delle Fusine (SO). |
CATENA
CATENACCI
CATENACCIO
CATENAZZI
CATENAZZO
CATENELLI
CATENI
CATENINO |
Catena è diffuso in tutta l'Italia centromeridionale, Cateni è
tipicamente toscano, Catenacci ha un ceppo lombardo, uno tra Lazio ed Abruzzo,
ed uno tra barese e potentino, Catenaccio, molto raro, parrebbe del romano,
Catenazzi, anch'esso molto raro, è tipico dell'area tra varesotto
e verbanese, Catenazzo è specificatamente del foggiano, Catenelli,
assolutamente rarissimo, parrebbe romano, Catenino, quasi unico, è
del napoletano.
Integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi,
entrambe valide a spiegarne la diffusione dal nord al sud del paese. Cominciando
con la prima interpretazione, innanzitutto, è abbastanza probabile
una connessione con la toponomastica italiana, se si pensa a toponimi quali
Aci Catena (CT) e Catenanuova (EN), nonché ad alcune frazioni di
nome Catena riscontrabili nel trevigiano, nel pisano e nel cosentino. Passando alla seconda ipotesi, invece, va detto
che in molti casi questi cognomi derivano dal nome medievale Catena,
che, in ambito cristiano, allude al culto per la Madonna
della Catena (in questo senso, ad esempio, i nomi Catena e Maria
Catena sono ancora diffusi in alcune aree della Sicilia). Sostenuto da
diversi miracoli e visioni, il culto per la Madonna della Catena ha origini
piuttosto antiche, probabilmente rintracciabili nell'Alto Medioevo: la
tradizione cristiana, in questo contesto, attribuisce alla Madonna la facoltà
di liberare gli uomini da ogni male, sciogliendo loro dalle catene che
li rendono schiavi delle sofferenze umane; in alcuni casi, tuttavia, il
ruolo della Vergine è quello di tramite per un'unione fra l'essere
umano e l'essere divino, in cui la catena rappresenta il forte legame col
Bene, la comunione spirituale con Gesù Cristo. Dal punto di vista
storico, comunque, tracce del nome Catena si trovano nella Siena del '200,
con un certo Catenaccio del fu Boldrone. Per quanto riguarda i cognomi
in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali
dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti (da intendere anche
in senso toponomastico). |
| CATERINA
|
Caterina è un cognome diffuso a macchia di leopardo al sud, potrebbero
esserci più nuclei, in Puglia, nel Molise, ed in Calabria, dovrebbe
derivare da uno dei vari toponimi contenenti la radice Caterina, quali:
San Caterina Albanese (CS), Santa Caterina (LE) o Santa Caterina dello
Ionio e Marina (CZ). |
CATI
CATO
CATOZZI
CATOZZO |
Cati ha un ceppo tra bolognese, pistoiese e pratese, concentrato a Camugnano
nel bolognese, uno a Gavorrano nel grossetano, uno a Roma e Grottantica
nel reatino ed uno nel brindisino a Latiano in particolare, Cato è
quasi unico, Catozzi ha un ceppo tra rovigoto, ferrarese, bolognese, ravennate
e forlivese, uno nell'anconetano, uno nel ternano ed uno tra romano e latinense,
Catozzo, molto più raro, ha un ceppo piccolo tra rovigoto e ferrarese,
dovrebbero derivare o dal cognomen latino Cato
(vedi CATONE), o, più probabilmente,
dal praenomen latino Catus di cui abbiamo
un esempio nel De Lingua latina
di Terenzio Varrone: "...hoc enim verbo dicunt Sabini:
quare Catus Aelius Sextus
non, ut aiunt, sapiens, sed acutus, et quod est: Tunc coepit memorare simul
cata dicta, accipienda acuta dicta. .." o anche negli Annales
di Tacito: "..vertit regresso Suillio; quem vidit
sequens aetas praepotentem, venalem et Claudii principis amicitia diu prospere,
numquam bene usum. eadem poena in Catum Firmium
senatorem statuitur, tamquam falsis maiestatis criminibus sororem petivisset.
Catus, ut rettuli,
Libonem inlexerat insidiis, deinde indicio perculerat..". |
CATINELLA
CATINELLO |
Catinella ha un ceppo a Bari e Modugno nel barese ed in Sicilia, a Siracusa
e Floridia nel siracusano, a Mazara del Vallo nel trapanese ed a Palermo,
Catinello è tipico di Avola e Siracusa nel siracusano e di Messina,
potrebbe trattarsi, perlomeno per i ceppi siciliani, di forme etniche della
città di Catania, il cui nome latino è stato Catina, negli
altri casi potrebbe derivare da nomi di località. |
CATINI
CATINO |
Catini sembra avere più ceppi, nel maceratese. nel teramano, in Umbria
e nel Lazio, Catino occupa in misura molto limitata due aree, quella campana e quella pugliese, dovrebbero derivare da toponimi contenenti il vocabolo Catino, come Poggio Catino (RI), Monti Catini e Campi Catini (AQ), ecc.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
In origine Catino è un toponimo (Poggio Catino, RI) dal latino
'catinus' = "luogo
concavo e roccioso". Di qui il cognome, non troppo diffuso in
Puglia. |
CATONE
CATONI |
Catone è tipico della fascia tirrenica della Campania, Catoni è
presente in Toscana con un grosso nucleo a Roma, dovrebbero derivare dal
cognomen latino Cato (Catonis),
ricordiamo il famosissimo Catone il Censore di Ciceroniana memoria nel
Cato Maior de senectute.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Catone è tipico della Campania, dove è diffuso
con maggiore intensità soprattutto nel Napoletano. Dal punto
di vista etimologico, Catone deriva dalla cognominizzazione del nome di
persona Catone, tornato alla ribalta in epoca tardomedievale grazie alla
letteratura e alla riscoperta della figura di Catone l'Uticense, primo
personaggio incontrato nel Purgatorio da Dante e Virgilio nella Divina
Commadia. Catone trae origine dall'aggettivo latino catus,
col significato di perspicace, d'intelligenza
acuta, divenuto poi soprannome, quindi cognomen, nella forma
Cato. Fu questo il cognomen di Marco Porcio Catone, detto il Vecchio
o il Censore, che nacque a Tusculum nel 234 a. C. da una famiglia plebea di agricoltori
e divenne uomo politico di spicco assumendo la censura sotto Valerio Flacco
nel 184, dopo aver ovvimente affrontato un cursus honorum di tutto rispetto.
Catone il Censore è noto agli studiosi e agli storici per la sua
lotta contro il lusso e la corruzione dei costumi tradizionali e per aver
coniato l'espressione Delenda Chartago (Ceterum
censeo Carthaginem esse delendam), perchè profondamente
convinto della necessità di distruggere Cartagine. Pronipote di
Catone il Censore fu il dantesco Marco
Porcio Catone Uticense, vissuto tra il 95 ed il 46 a.C., uomo politico
romano sostenitore dell'ideale repubblicano e del potere del senato, che
si schierò dalla parte di Pompeo contro Cesare e si suicidò
ad Utica nel 46 a. C. dopo la sconfitta di Tapso. Il nome Catone
festeggia l'onomastico il 1° novembre, pur non comparendo nessun San
Catone nel Martirologio Romano. Inoltre, è ipotizzabile, per l'etimologia
del termine latino cato, una possibile
derivazione dall'osco settentrionale o dalla lingua etrusca. |
| CATRACCHIA
|
Catracchia è un cognome specifico di Ferentino nel frusinate, con
un ceppo secondario anche a Roma, potrebbe derivare da un soprannome riconducibile
ad una forma ipocoristica dialettale derivata dal termine latino catreca
(spina dorsale, schiena). |
CATRICALA
CATRICALA' |
Catricalà è tipicamente calabrese, della provincia di Catanzaro
e di Chiaravalle Centrale in particolare, Catricala è dovuto ad
un errore di trascrizione dove è stato omesso l'accento, dovrebbe
derivare da un soprannome di origine greca relativo al mestiere di cacciatore
di uccelli. |
| CATRINI
|
Catrini, abbastanza raro, è tipicamente siciliano, di Mazzarino
nel nisseno e di Nicosia nell'ennese, dovrebbe derivare da un nome o soprannome
originato da una forma ipocoristica del termine greco katharos
(immacolato, lindo, puro, lucente),
nome probabilmente portato dal capostipite, ma è pure possibile
una derivazione da toponimi con il nome di Santa Catrini, l'espressione
dialettale siciliana per Santa Caterina, con questo nome esistono in Sicilia
varie contrade o località, come ad esempio Santa Catrini di Partinico
nel palermitano, Santa Catrini di Melilli nel siracusano o Contrada Catrini
di Bisacquino nel palermitano. |
| CATTABIANI
|
Cattabiani è tipico dell'area parmense e reggiana, di Parma e Reggio
Emilia, dovrebbe derivare dal toponimo Cattabiano di Langhirano (PR). |
| CATTABRIGA
|
Tipicamente emiliano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato
dal vocabolo catabrighe (attaccabrighe). |
| CATTADORI
|
Cattadori è tipico del piacentino, di Monticelli d`Ongina, Piacenza
e Caorso, dell'area cremonese, di Cremona, Stagno Lombardo e Crotta d'Adda,
con una buona presenza anche a Milano, dovrebbe derivare dal termine dialettale
lombardo, emiliano, catador o cattador (raccoglitore di frutta),
forse ad indicare che il mestiere del capostipite era appunto quello di
lavoratore agricolo. |
| CATTAI
|
Cattai è tipicamente veneto, soprattutto del trevigiano, di Fontanelle,
Oderzo, Codognè e Treviso, con presenze anche ad Eraclea e Musile
di Piave nel veneziano, dovrebbe derivare dal nome tardo latino Cataius
o Cattaius portato probabilmente dal
capostipite, una variazione del più comune Catius. |
| CATTANEO
|
 Decisamente
dell'Italia settentrionale occidentale ed in particolare delle provincie
di Bergamo e Milano, In effetti questo cognome è imparentato, etimologicamente,
sia con i Cattani che con i De Capitani e i Capitanio, avendo in comune
la derivazione dalla carica di Capitaneo. Vari atti antichi riportano tracce
di queste casate, in una lettera del Duca di Milano si legge: "...Melchione
et Bertho de Cataneis et consortibus...", nel 1534 leggiamo: "...Mr.
Augustinis de Cataneis seu de Moynis de Albio habit. in loco de Rippa sancti
Vitalis..."
(vedi Capitani).
Una figura rilevante della nostra storia è rappresentata da Carlo
Cattaneo, nato a Parabiago nel milanese nel 1801, fu dapprima seminarista,
poi, abbandonata la carriera ecclesistica, si diede agli studi classici
e nel 1820 divenne docente di grammatica latina presso il ginnasio di Santa
Marta a Milano, nel 1824 si laureò in giurisprudenza a Pavia; diede
avvio nel 1848 alle cinque giornate di Milano, opponendosi però
all'eventuale intervento piemontese che lui considerava meno moderno ed
efficiente della Lombardia e, soprattutto, assolutamente non democratico
e si trasferì a Lugano in Svizzera. Eletto più volte
parlamentare del Regno d'Italia, rifiutò sempre l'incarico pur di
non giurare fedeltà ai Savoia; morì in Svizzera nel 1869.
integrazioni fornite da Enrico
Cattaneo
Durante uno studio genealogico sulla mia famiglia, dimorante dal 1410
a Carnago nel varesotto, ho trovato documenti notarili che attestano l'origine
della stessa dal conferimento del capitanato a una famiglia luganese i
Carnavarys. Il documento riporta: "...
Antonius de Carnavaris dicto Capitaneys
...". Ai primi del 1500 i suoi discendenti, come i rami collaterali
(fratelli) vengono nominati solo Cataneis,
il vecchio cognome Carnavarys sparisce. |
| CATTANI
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Diffuso
in tutto il nord Italia, deriva da una contrazione del vocabolo Capitanus.
Notizie storiche si hanno già dal medioevo, in un atto del 1378
si legge: "Simonolus Zanini quidam Guidonis dicti
Cattani"; nel 1466 a Firenze nasce "...quidam Francesco de Zanobi
Cattani de Diaccetto naquit..", che fu allievo di Marsilio Ficino.
In effetti questo cognome è imparentato, etimologicamente, sia con
i Cattaneo che con i De Capitani e i Capitanio, avendo in comune la derivazione
dalla carica di Capitaneo. (vedi Capitani)
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Alla base del cognome Cattani c'è il termine 'cattaneo'
o 'cattano', titolo medievale dato
ai piccoli vassalli, ai comandanti
di fortificazioni e castelli e
a coloro che ricoprivano cariche amministrative
e giudiziarie. Il termine può derivare sia dal toscano
'capitano' che dal provenzale 'captan'
("capo"). Lo studioso Lamberto Cesarini
Sforza ritiene che, in Trentino, la famiglia Cattani sia originaria di
Denno, nella Val di Non. Il cognome è diffuso attualmente in tutto
il Trentino. |
| CATTAPANI
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Cattapani, assolutamente rarissimo, parrebbe del mantovano, dovrebbe derivare
dal termine bizantino Catapanus
o Catepanus (vedi
CATAPANE), probabilmente il capostipite è originario del
ravennate dove rivestiva una carica pubblica. |
| CATTARI
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Cattari, decisamente sardo, è tipico di Sennori nel sassarese, di
origine etimologica oscura. |
CATTARUZZA
CATTARUZZI |
Cattaruzza è un cognome del Friuli Venezia Giulia, con un ceppo
a Trieste, uno nel pordenonese, a San Quirino, Pordenone ed Aviano, ed
uno a Venezia e ad Auronzo di Cadore nel bellunese, Cattaruzzi, molto meno
comune, ha un piccolo ceppo ad Udine e Trieste, ed uno, probabilmente secondario,
a Brescia, dovrebbero derivare da forme dialettali slovene del nome Caterina
, probabilmente con riferimento al nome dei paesi di provenienza dei capostipiti,
come, a puro titolo di esempio, Santa Caterina di Pasian di Prato nell'udinese,
o di altre simili, potrebbero forse anche derivare da soprannomi originati
da forme diminutive riferite al termine dialettale sloveno cuotar
(carbonaio). |
| CATTERINA
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Assolutamente rarissimo, sono presenti
pochissimi esemplari solo in Lombardia, sembrerebbe specifico della provincia
di Brescia, e dovrebbe derivare a questo punto dal nome germanico Catharina,
ma è più probabile che si tratti di una diversa scrittura
del cognome Caterina (Catterina era una forma arcaica equivalente a Caterina)
e, a questo punto, il cognome sarebbe di origini meridionali e deriverebbe
quindi o dal nome greco .Caterina o da un toponimo come: San Caterina
Albanese (CS), Santa Caterina (LE) o Santa Caterina dello Ionio e Marina
(CZ). |
| CATTI
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Cognome dell'Italia settentrionale.
integrazioni fornite da
Fabio Paolucci
Catti è presente in nuclei distinti in Italia settentrionale,
con picchi di intensità nell'area occidentale in Lombardia, a Milano
e nel Bergamasco, in Liguria e in Piemonte, nei rispettivi Capoluoghi di
Regione, e nell'Emilia. Il cognome dovrebbe derivare dalla modificazione
del nome di persona Caterina (dal nome di etimo oscuro Hekaterìne,
così riportato nei testi greci e per questo accostato all'aggettivo
katharòs, con il significato
di puro, e adattato al latino Katharìne).
Tale nome si diffuse in passato specialmente nell'Italia del nord con il
culto di Santa Caterina (Hekaterìne)
di Alessandria, martirizzata dall'Imperatore Massimiano Daia (309-313)
e venerata soprattutto nei secoli X°, XI° e XII°, e poi con
il culto di Santa Caterina da Siena (XIV° sec.) e di altre sante omonime.
Un'altra ipotesi legherebbe il cognome Catti al ben più diffuso
Gatti, panitaliano, specifico della Lombardia, Piemonte e Liguria, derivato
dal soprannome gatto, attribuito al capostipite in relazione alle caratteristiche
dell'animale (furbizia, scaltrezza), o dal nome di persona Gatto (originato
dai nomi medievali Gactus e Hatto,
quest'ultimo derivato dal longobardo hatto,
con il significato di combattente). |
CATTIN
CATTINI
CATTINO
CATTO |
Cattin ha un ceppo a Vicenza e Piazzola sul Brenta nel padovano ed uno
nel rovigoto a Porto Tolle, Porto Viro, Ceregnano e Rovigo, Cattini è
decisamente emiliano, dell'area reggiano modenese in particolare di Carpi
e Modena nel modenese e di Correggio e Reggio Emilia nel reggiano, Cattino,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe dovuto ad errori di trascrizione del
precedente, Catto, tipicamente veneto, del veneziano in particolare, dovrebbero
derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, anche dialettali,
dal nome medioevale Gactus, ma è
pure possibile una derivazione dal vocabolo longobardo hatto
(combattente) (vedi
Gatto). |
CATTO'
CATTON
CATTONE
CATTONI |
Cattò, estremamente raro, sembrerebbe tipico della Lombardia, in
particolare del milanese e del varesotto, Catton è unico, Cattone,
lo è quasi, sono entrambi comunque del nord, Cattoni, il meno raro,
ha ceppi a Milano e nel milanese, a Uggiate-Trevano nel comasco ed a Trento
ed in trentino, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche o accrescitive
di modificazioni del nome medioevale Gactus
(vedi CATTO), o anche, e più probabilmente,
da forme dirette o contratte dal dialetto del nome longobardo Hattone
di cui abbiamo un esempio in questo testo della fine del IX° secolo:
"..Theudrada regina et postea sancti monialis qui
cum viro suo Hattone
dedit fratribus Haraldi montem..". |
| CATTOLICA
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Cattolica ha un ceppo marchigiano, a Civitanova Marche nel maceratese,
che potrebbe derivare dal nome del paese di Cattolica tra riminese e pesarese,
ed un ceppo a Palermo, che potrebbe derivare dal nome del paese agrigentino
di Cattolica Eraclea. |
| CATTOLICO
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Cattolico ha un ceppo nel casertano, a Mondragone, Sessa Aurunca e Maddaloni,
e nel napoletano a San Giuseppe Vesuviano e Napoli, con presenze anche
in Calabria, potrebbe derivare dal fatto che il capostipite fosse di religione
cattolica in una comunità, dove probabilmente prevalevano i seguaci
della religione ortodossa. |
CATTONAR
CATTONARO
CATTUNAR
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Sia Cattonar che Cattunar sono rarissimi e tipici triestini, Cattonaro,
ancora più raro potrebbe essere anch'esso originario di quella zona,
potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo medioevale cathenarius
(che ha a che fare con le catene), traccia di questi cognomi a Rovigno
in Istria si ha fin dal 1500. |
| CATUOGNO
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Catuogno è caratteristico del napoletano, di Marano di Napoli, Napoli,
Quarto, Capri, Pozzuoli, Anacapri, Torre del Greco e Giugliano in Campania,
dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine arabo
qatun o qutun
(cotone), forse ad indicare nei capostipiti
dei commercianti di quel tipo di prodotto, meno probabile una derivazione
dal nome della regione irachena di Qatun. |
| CATZULA
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(vedi CASULA) |
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