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CATACCHIO Decisamente di Bari, potrebbe derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Domenico Francesco Catacchio
origine potrebbe essere greca  cata-kios ovvero venuto dall'isola di Kios.
CATAGINI Assolutamente rarissimo è tipico del vicentino, potrebbe derivare da un soprannome dialettale.
integrazione di Luigi Colombo
Nel Nord un cognome come Catagini fa pensare immediatamente a Cà Tagini, cioè a Casa dei Tagini, i Catagini sembrerebbero originari di Altavilla Vicentina..
CATALAN
CATALANI
CATALANO
CATALANOTTO
CATALONI
CATELAN
CATELANI
CATTALAN
CATTALANI
CATTALANO
CATTELAN
Catalan, rarissimo, sembrerebbe triestino, Catalani è raro e sembra avere un ceppo nel Lazio ed uno nelle Marche, Catalano è diffusissimo in tutt'Italia sembrerebbe decisamente centro meridionale, ma potrebbero esserci anche altri ceppi in Liguria, tra Bologna e Firenze e in Lombardia, Catalanotto è tipicamente siciliano, della parte occidentale dell'isola, di Salemi e Castelvetrano nel trapanese, di Palermo e di Ribera nell'agrigentino, Cataloni, quasi unico, è del centro Italia, Catelan è del vicentino, Cattelan è molto diffuso in tutta l'area vicentino, trevisana, padovana e veneziana, Catelani è toscano, delle province di Lucca e Firenze, Cattalan, quasi unico, è forse veneziano, Cattalani molto raro potrebbe avere oltre al ceppo marchigiano anche uno, probabilmente secondario nel mantovano, Cattalano rarissimo, sembra proprio del torinese, la loro origine è o direttamente dal nome medioevale italiano Catalanus o da soprannomi originati dalla provenienza geografica del capostipite, la regione della Catalogna in Spagna, origine che può essere reale o attribuita a chi, come i legionari veterani di Pompeo, aveva effettuato delle campagne in Spagna, ma è anche da prendere in considerazione un'origine ebraica a seguito della cacciata degli ebrei dalla Spagna. Nel 1200 sulla Nova Cronicha del Villani si legge: "...due cavalieri frati godenti di Bologna per podestadi di Firenze, che l'uno ebbe nome messer Catalano de' Malavolti, e l'altro messer Loderigo delli Andalò, ...", sempre nel 1200 in un atto leggiamo: "...dominico de Villalonga Ferrarius Catalanus, «haereticorum terror»,...", nel 1300 nell'elenco dei vescovi fatti da Giovanni XXII° si trova Jordanus Catalanus, nel 1500 troviamo un famoso pittore Gian Domenico Catalano, in un atto rogato a Monterubbiano (AP) si parla di 1500 ducati, impegnati a favore di un tale ebreo Abraham Catalanus.
integrazioni fornite da Norberto Catelani
Molto probabilmente Catelani è dovuto ad un errore di trascizione in quanto forse originariamente il cognome era Catalani. E' presente un ceppo nella Versilia Storica (Stazzema). Tracce di tale cognome si trovano a partire dalla metà del 1700.
CATALDI
CATALDO
Cataldi, abbastanza diffuso in tutto il sud ha ceppi importanti in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, ma sembrano esserci nuclei anche nel Lazio e nelle Marche, Cataldo è specifico di tutto il sud, derivano dal nome medioevale Cataldus, di cui si ha traccia ad esempio in un atto di donazione del 686 scritto in Cremona, dove si può leggere: "In nomine domini Dei et beatissimi auctoris nostri Iesu Christi et beate matris eius Marie domine nostre. regnantes gloriosissimis domnis nostris Pertharith et Chuniberth uiri excellentissimi regibus, anno regni eorum decimo sexsto et nono... ...Ego Cataldus indignus primus presbiter ut primerius ut custus Sancte Marie huic cartula donactonis et dotacionis a nobis facta subscripsimus et probaui...", ma è pure possibile una derivazione da toponimi come San Cataldo (CL) o San Cataldo di Bella (PZ) o dal termine longobardo Gastaldo (vedi).  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Messina nel 1300, in un testamento infatti si legge: "...et meridiem est via pubblica et a septentrione hospitium dicti Donni Cataldi et tertiam partem bonorum et iurium suorum existentium ...".
CATALE Assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario dell'alta Basilicata, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali di nomi di località contenenti la radice Cataldo, come San Cataldo di Bella (PZ) e simili.
CATALFAMO Catalfamo è tipicamente siciliano, della zona orientale dell'isola, del messinese in particolare, di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Terme Vigliatore, Milazzo e Furnari, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico a sua volta derivato dai termini greci katà (contro) e phamà (grido, voce, che parla), con il senso di antagonista, ribelle,  anche se non si può escludere che si tratti di un'alterazione dialettale del termine greco καταφαίνω  katafaino, che significa mostrare, evidenziare, ma anche rappresentare, forse ad identificare nel capostipite una specie di oracolo o comunque un uomo di religione.
CATALIN Catalin è tipico di Villar Pellice e Luserna San Giovanni nel torinese, dovrebbe derivare dal nome Cathelin forma maschile savoiarda del nome Caterina.
CATALINI
CATTALINI
Catalini è tipico marchigiano, della provincia di Macerata, Cattalini sembra avere un ceppo tra le province di Sondrio e di Brescia ed uno tra le province di Reggio e di Lucca, dovrebbero derivare da modificazioni del nome Catalina, una variante del nome Caterina.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto del 1 febbraio 1481 scritto a Mombasiglio (CN): "...Actum in recepto Montisbaxili in quadam domo Antonii Catalini..." e nel 1600 a Civago (RE) con don Giacomo Cattalini.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Cattalini è presente nella zona di Tirano (SO) da almeno tre secoli. Fino all'800 si scriveva Catalini. Diversi Cattalini sono emigrati negli ultimi due secoli dal mandamento di Tirano verso Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia.
CATALLI
CATALLO
CATULLI
CATULLO
Catalli ha un ceppo a Pescina nell'aquilano ed uno a Roma, Catallo ha un ceppo nel frusinate a Isola del Liri, Casalvieri, Arpino, Sora ed Anagni, ed a Roma, Catulli, assolutamente rarissimo, ha un ceppo a Caprarola nel viterbese ed a Roma, Catullo ha un ceppo a Venezia, uno a Roma, Civitavecchia e Velletri, uno a Castel di Sangro nell'aquilano, ed uno a Napoli, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Catallus o Catullus, forme ipocoristiche del più noto Cato, Catonis, reso famoso da Marco Porcio Catone il Censore e da Marco Porcio Catone l'Uticense.
CATALUFFI
CATALUFFO
Cataluffi ha un ceppo umbro, in particolare a Foligno, ed uno romano, Cataluffo, quasi unico, parrebbe dell'area aquilano, laziale, e potrebbe derivare dal nome di Colle Cataluffo nel frusinate, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine arcaico cataluffa o cataluffo, una specie di stoffa damascata a mò di broccato povero, fatta di lino e cotonaccio a righe di vari colori a fiori, usata anticamente per tende, tappezzeria e per abiti o paramenti sacri come la pianeta, soprannome che potrebbe essere stato motivato sia dal tipodi abbigliamento dei capostipiti, che magari dal fatto che commerciassero o tessessero quel tipo di stoffa.
CATANEO Cataneo sembrerebbe specifico del foggiano di San Severo in particolare, dovrebbe derivare dal termine medioevale Cataneus carica attribuita in epoca medioevale a quanti occupassero cariche di rilievo in campo militare, giudiziario o amministrativo di un paese o di un castello e che divenne in uso anche come nome personale, come possiamo vedere in uno scritto dell'anno 1393 a Genova: "In nomine Domini Amen - Cataneus Spinola civis Ianue quondam Domini Catanei ex una parte et Thadeus de Senis pictor Janue ad sanctum Laurentium ex parte altera pervenerunt et pervenisse sibi invicem et vicissim confitentur et confessi sunt et fuerunt ad infrascripta pacta conventiones promissiones et obligationes slemni stipulatione valata et firmata et valatas et firmatas...", tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Modugno agli inizi del 1500, nel 1512 Guarino Cataneo fu fatto Castellano di Bari dalla Regina Isabella d'Aragona.
CATANI
CATANO
Catani è tipico della fascia centrale che comprende Romagna, Marche, Umbria, Toscana e Lazio, Catano, molto molto più raro è specifico del barese ed in particolare di Canosa Di Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale Catanus di cui abbiamo un esempio nel De casibus virorum illustrium del Boccaccio: "...Verum, ut hos omiserim, se rebus Romulde cum Gisulpho tranquillis habentibus, turbo cunta circumagitans repente exortus est. Nam Catanus, Avarorum rex, congregata armatorum multitudine hostiliter Gisulphi fines ingressus...", secondo altri deriverebbe invece da una forma contratta del termine medioevale capitaneus divenuto prima capitanus e quindi catanus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Catano, cognome barese, per Minervini 135 è variante del toponimo Catania, dal greco bizantino Katàne, latino Catina, italiano antico Catana. In Sicilia potrebbe derivare dal personale Gaetano.
CATANIA Cognome specifico siciliano, deriva ovviamente dal toponimo omonimo. Il ceppo messinese si stabilì a Messina sotto Federico II°, da cui ebbe il feudo di Nissoria, la castellania di Asaro ed il casale di Placa di Baione costituito in Baronia.
CATANZARITA
CATANZARITI
Catanzarita, praticamente unico, potrebbe essere o una forma arcaica o un errore di trascrizione di Catanzariti che è specifico della Calabria meridionale, dovrebbero comunque derivare dall'etnico greco del toponimo Catanzaro.
CATANZARO Diffuso in Sicilia, Calabria e Puglia, deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Catanzaro è un cognome derivante dal toponimo omonimo che viene dal greco medievale Καταντζάριον  Katantzàrion, che ha origine dal termine greco kàto (giù, in basso, di sotto) aggiunto al termine arabo 'anzār' = terrazza, con il significato di terrazza situata in basso, inteso in basso rispetto alla Sila, la città infatti sorge ai suoi piedi.
CATAPANE
CATAPANI
CATAPANO
Catapane è tipico di Caserta, Catapani è di San Giuseppe Vesuviano (NA), Catapano, molto diffuso in tutta la Puglia, nel potentiuno, nel napoletano e salernitano e nel cosentino, con nuclei importanti a Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano nel napoletano e, in Puglia, a Taranto e Barletta (BA), derivano dal termine bizantino Catapanus o Catepanus (Prefetto di una provincia dell'Impero) cioè sovrintendente, guardia daziaria al controllo di alcuni territori nel senso di ufficiale addetto all'esazione delle multe, ma anche Giudice nelle liti civili.
CATARAME
CATRAME
Catarame quasi unico, parrebbe siciliano, così con il leggermente meno raro Catrame, per entrambi l'origine dovrebbe essere quella di artigiani calafatari.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Catarame, praticamente unico, proviene forse dal catanese, Catrame, rarissimo, è originario di Modica (RG), questi cognomi derivano dal termine catrame, ad indicare, così, un mestiere connesso con l'uso di questo liquido viscoso: un tempo, infatti, il catrame veniva usato per diversi scopi, come l'impermeabilizzazione delle navi e dei cavi, il fissaggio delle carene, la copertura dei tetti con assicelle, etc. Si tratta, dunque, delle cognominizzazione di nomi di mestiere attribuiti ai capostipiti.
CATARIN
CATARINI
CATARINO
CATERINI
CATERINO
CATTARIN
CATTARINI
CATTARINO
CATTERINI
CATTERINO
Catarin, assolutamente rarissimo, è del trevisano, Catarini, ancora più raro, è dell'area marchigiano, abruzzese, Catarino, quasi unico, è campano, Caterini ha un ceppo nell'Italia centrale tra Toscana, Umbria, Lazio settentrionale e Roma ed uno tra potentino e cosentino, Cattarin ha un ceppo nel trevisano a Silea, Treviso, Breda di Piave, Casale sul Sile, Roncade, Villorba, Istrana e Paese, un ceppo nel goriziano a Cormons e Mariano del Friuli ed uno a Roma, probabile esito della Bonifica Pontina, Cattarini ha un ceppo triestino ed uno molto piccolo a Pergola nell'urbinate, Cattarino, molto raro, ha un piccolo ceppo a Buia e Tolmezzo nell'udinese, Catterini, assolutamente rarissimo, parrebbe umbro, Caterino è molto diffuso in Puglia, in Molise, nel napoletano e soprattutto nel casertano, con un ceppo anche a Roma, Catterino, quasi unico, sembra essere molisano, dovrebbero derivare dal nome germanico Catherin, versione maschile del più noto Catharina, ma in alcuni casi, soprattutto al sud, potrebbe derivare dal termine greco katharos (immacolato, lindo, puro, lucente) rientrando nel caso dei nomi originati dalla devozione cristiana.
integrazioni fornite da Carlo Caterini
il cognome Caterini o Caterina ha origine dalla devozione per Santa Caterina d'Alesandria. Questa famiglia ha tre rami nobili: di Terni, Onano e di Vaglio Basilicata. Alla nobile famiglia Caterini di Onano in provincia di Viterbo, apparteneva il cardinale Prospero Caterini cugino di Marcantonio Pacelli, nonno di del papa Eugenio Pacelli. Il suo blasone é raffigurato nel dizionario blasonico di Vittorio Spreti. Alla famiglia Caterini di Vaglio Basilicata apparteneva la nobile Maddalena Caterini di Acerenza che sposò nel 1629 il Conte Donato Gattini di Matera: il suo blasone è raffigurato nel dizionario blasonico del Crollalanza. il blasone dei Caterini di Terni é raffigurato nel dizionario blasonico del Crollalanza e dello Spreti. A questa famiglia appartennero numerosi personaggi che ricoprirono cariche municipali a Terni e possedettero il feudo di Poggio nel Comune di Otricoli.
integrazioni fornite da Vito Caterini
Il ramo Caterini sviluppatosi nella provincia di Avellino proviene dall'attuale provincia di Foggia ed in particolare da San Marco in Lamis, dove il cognome originale era Catarina successivamente trasformatosi in Catarini e poi dal 1840 in Caterini, l'origine del casato è bizantina  e anche oggi esiste in Grecia una città dal nome Katherini (n.d.r. Katherini è una città situata nel golfo di Tessalonika a circa 50 Km da questa città).Tale ramo avellinese ha un blasone inquartato e sormontato da corone ducali.
CATARINICCHIA
CATERINICCHIA
Catarinicchia, molto raro, è specifico del palermitano, di Cinisi, Palermo e Terrasini, con un ceppo anche ad Alcamo nel trapanese, Caterinicchia, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale siciliana del nome medioevale Catharina derivato dal greco katharòs (puro).
CATAVOLO Catavolo, quasi unico, è specifico del latinense, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine greco antico χατάβολος katàbolos (in greco la pronuncia della lettera beta (β) corrisponde ad una -v-), che significa magazzino marittimo, fondaco, serraglio, probabilmente intendendo così che il capostipite fosse o reponsabile di una simile struttura, o vi ci lavorasse.
CATELLA
CATELLI
CATELLO
Catella ha un ceppo a Cantello (VA) ed uno ad Adelfia e Bisceglie nel barese, si individuerebbero due zone d'origine per Catelli, il comasco ed il parmense, Catello sembra essere decisamente napoletano, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo latino catellus (cagnolino) e potrebbe riferirsi al fatto di allevare cani o aver avuto a che fare, in un episodio significativo, con un cane, ma in molti casi . possono derivare da modificazioni di nomi latini come Catullus o Cato.
CATELLANI
CATELLANO
Catellani è tipicamente emiliano, della zona che comprende le province di Reggio Emilia, Modena e Bologna, Catellano è praticamente unico, dovrebbe derivare dal nome medioevale Catellanus o Chatellanus di cui troviamo tracce in uno scritto del 1250: "...Potestas Parmensium de civitate erat tunc temporis dominus Catellanus de Carbonisiis de Bononia, qui non fuit captus quia optime scivit sibi cavere. In glarea fluminis Tari ligaverunt captivos, ut dixit michi dominus Glarattus, qui ibi fuit ligatus. ...", un principio di questa cognominizzazione la troviamo nel 1300: "...Sermo factus in Parasceve coram Summo Pontifice per fratrem Bernardum Chatellanum sacre pagine professorem ordinis fratrum S. Augustini, qui cum aliis sermonibus adespotis asservatur in Bibliotheca Communali ..:".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Catellani è cognome etnico, indicante i Catalani, cioè gli oriundi della Catalogna. Molto probabile è l'origine israelitica. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
CATELOTTI Catelotti è un cognome tipico di Berbenno Di Valtellina (SO), potrebbe derivare da soprannomi originati dal termine catello (cagnolino) dal tardolatino catellus, ma è pure possibile un'origine da modificazioni del cognome Castellotti,  tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Valtellina fin dal 1700 in un atto del 1726 "Locazione concessa a Giovanni de Censo, Marciona e Catelotto rogata ut supra" della comunità delle Fusine (SO).
CATENA
CATENACCI
CATENACCIO
CATENAZZI
CATENAZZO
CATENELLI
CATENI
CATENINO
Catena è diffuso in tutta l'Italia centromeridionale, Cateni è tipicamente toscano, Catenacci ha un ceppo lombardo, uno tra Lazio ed Abruzzo, ed uno tra barese e potentino, Catenaccio, molto raro, parrebbe del romano, Catenazzi, anch'esso molto raro, è tipico dell'area tra varesotto e verbanese, Catenazzo è specificatamente del foggiano, Catenelli, assolutamente rarissimo, parrebbe romano, Catenino, quasi unico, è del napoletano.
Integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, entrambe valide a spiegarne la diffusione dal nord al sud del paese. Cominciando con la prima interpretazione, innanzitutto, è abbastanza probabile una connessione con la toponomastica italiana, se si pensa a toponimi quali Aci Catena (CT) e Catenanuova (EN), nonché ad alcune frazioni di nome Catena riscontrabili nel trevigiano, nel pisano e nel cosentino. Passando alla seconda ipotesi, invece, va detto che in molti casi questi cognomi derivano dal nome medievale Catena, che, in ambito cristiano, allude al culto per la Madonna della Catena (in questo senso, ad esempio, i nomi Catena e Maria Catena sono ancora diffusi in alcune aree della Sicilia). Sostenuto da diversi miracoli e visioni, il culto per la Madonna della Catena ha origini piuttosto antiche, probabilmente rintracciabili nell'Alto Medioevo: la tradizione cristiana, in questo contesto, attribuisce alla Madonna la facoltà di liberare gli uomini da ogni male, sciogliendo loro dalle catene che li rendono schiavi delle sofferenze umane; in alcuni casi, tuttavia, il ruolo della Vergine è quello di tramite per un'unione fra l'essere umano e l'essere divino, in cui la catena rappresenta il forte legame col Bene, la comunione spirituale con Gesù Cristo. Dal punto di vista storico, comunque, tracce del nome Catena si trovano nella Siena del '200, con un certo Catenaccio del fu Boldrone. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti (da intendere anche in senso toponomastico).
CATERINA Caterina è un cognome diffuso a macchia di leopardo al sud, potrebbero esserci più nuclei, in Puglia, nel Molise, ed in Calabria, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenenti la radice Caterina, quali: San Caterina Albanese (CS), Santa Caterina (LE) o Santa Caterina dello Ionio e Marina (CZ).
CATI
CATO
CATOZZI
CATOZZO
Cati ha un ceppo tra bolognese, pistoiese e pratese, concentrato a Camugnano nel bolognese, uno a Gavorrano nel grossetano, uno a Roma e Grottantica nel reatino ed uno nel brindisino a Latiano in particolare, Cato è quasi unico, Catozzi ha un ceppo tra rovigoto, ferrarese, bolognese, ravennate e forlivese, uno nell'anconetano, uno nel ternano ed uno tra romano e latinense, Catozzo, molto più raro, ha un ceppo piccolo tra rovigoto e ferrarese, dovrebbero derivare o dal cognomen latino Cato (vedi CATONE), o, più probabilmente, dal praenomen latino Catus di cui abbiamo un esempio nel De Lingua latina di Terenzio Varrone: "...hoc enim verbo dicunt Sabini: quare Catus Aelius Sextus non, ut aiunt, sapiens, sed acutus, et quod est: Tunc coepit memorare simul cata dicta, accipienda acuta dicta. .." o anche negli Annales di Tacito: "..vertit regresso Suillio; quem vidit sequens aetas praepotentem, venalem et Claudii principis amicitia diu prospere, numquam bene usum. eadem poena in Catum Firmium senatorem statuitur, tamquam falsis maiestatis criminibus sororem petivisset. Catus, ut rettuli, Libonem inlexerat insidiis, deinde indicio perculerat..".
CATINELLA
CATINELLO
Catinella ha un ceppo a Bari e Modugno nel barese ed in Sicilia, a Siracusa e Floridia nel siracusano, a Mazara del Vallo nel trapanese ed a Palermo, Catinello è tipico di Avola e Siracusa nel siracusano e di Messina, potrebbe trattarsi, perlomeno per i ceppi siciliani, di forme etniche della città di Catania, il cui nome latino è stato Catina, negli altri casi potrebbe derivare da nomi di località.
CATINI
CATINO
Catini sembra avere più ceppi, nel maceratese. nel teramano, in Umbria e nel Lazio, Catino occupa in misura molto limitata due aree, quella campana e quella pugliese, dovrebbero derivare da toponimi contenenti il vocabolo Catino, come Poggio Catino (RI), Monti Catini e Campi Catini (AQ), ecc.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
In origine Catino è un toponimo (Poggio Catino, RI) dal latino 'catinus' = "luogo concavo e roccioso". Di qui il cognome, non troppo diffuso in Puglia.
CATONE
CATONI
Catone è tipico della fascia tirrenica della Campania, Catoni è presente in Toscana con un grosso nucleo a Roma, dovrebbero derivare dal cognomen latino Cato (Catonis), ricordiamo il famosissimo Catone il Censore di Ciceroniana memoria nel Cato Maior de senectute.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Catone è tipico della Campania, dove è diffuso con maggiore intensità soprattutto nel Napoletano.  Dal punto di vista etimologico, Catone deriva dalla cognominizzazione del nome di persona Catone, tornato alla ribalta in epoca tardomedievale grazie alla letteratura e alla riscoperta della figura di Catone l'Uticense, primo personaggio incontrato nel Purgatorio da Dante e Virgilio nella Divina Commadia. Catone trae origine dall'aggettivo latino catus, col significato di perspicace, d'intelligenza acuta, divenuto poi soprannome, quindi cognomen, nella forma Cato.  Fu questo il cognomen di Marco Porcio Catone, detto il Vecchio o il Censore, che nacque a Tusculum nel 234 a. C. da una famiglia plebea di agricoltori e divenne uomo politico di spicco assumendo la censura sotto Valerio Flacco nel 184, dopo aver ovvimente affrontato un cursus honorum di tutto rispetto. Catone il Censore è noto agli studiosi e agli storici per la sua lotta contro il lusso e la corruzione dei costumi tradizionali e per aver coniato l'espressione Delenda Chartago (Ceterum censeo Carthaginem esse delendam), perchè profondamente convinto della necessità di distruggere Cartagine. Pronipote di Catone il Censore fu il dantesco Marco Porcio Catone Uticense, vissuto tra il 95 ed il 46 a.C., uomo politico romano sostenitore dell'ideale repubblicano e del potere del senato, che si schierò dalla parte di Pompeo contro Cesare e si suicidò ad Utica nel 46 a. C. dopo la sconfitta di Tapso.  Il nome Catone festeggia l'onomastico il 1° novembre, pur non comparendo nessun San Catone nel Martirologio Romano. Inoltre, è ipotizzabile, per l'etimologia del termine latino cato, una possibile derivazione dall'osco settentrionale o dalla lingua etrusca.
CATRACCHIA Catracchia è un cognome specifico di Ferentino nel frusinate, con un ceppo secondario anche a Roma, potrebbe derivare da un soprannome riconducibile ad una forma ipocoristica dialettale derivata dal termine latino catreca (spina dorsale, schiena).
CATRICALA
CATRICALA'
Catricalà è tipicamente calabrese, della provincia di Catanzaro e di Chiaravalle Centrale in particolare, Catricala è dovuto ad un errore di trascrizione dove è stato omesso l'accento, dovrebbe derivare da un soprannome di origine greca relativo al mestiere di cacciatore di uccelli.
CATRINI Catrini, abbastanza raro, è tipicamente siciliano, di Mazzarino nel nisseno e di Nicosia nell'ennese, dovrebbe derivare da un nome o soprannome originato da una forma ipocoristica del termine greco katharos (immacolato, lindo, puro, lucente), nome probabilmente portato dal capostipite, ma è pure possibile una derivazione da  toponimi con il nome di Santa Catrini, l'espressione dialettale siciliana per Santa Caterina, con questo nome esistono in Sicilia varie contrade o località, come ad esempio Santa Catrini di Partinico nel palermitano, Santa Catrini di Melilli nel siracusano o Contrada Catrini di Bisacquino nel palermitano.
CATTABIANI Cattabiani è tipico dell'area parmense e reggiana, di Parma e Reggio Emilia, dovrebbe derivare dal toponimo Cattabiano di Langhirano (PR).
CATTABRIGA Tipicamente emiliano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo catabrighe (attaccabrighe).
CATTADORI Cattadori è tipico del piacentino, di Monticelli d`Ongina, Piacenza e Caorso, dell'area cremonese, di Cremona, Stagno Lombardo e Crotta d'Adda, con una buona presenza anche a Milano, dovrebbe derivare dal termine dialettale lombardo, emiliano, catador o cattador (raccoglitore di frutta), forse ad indicare che il mestiere del capostipite era appunto quello di lavoratore agricolo.
CATTAI Cattai è tipicamente veneto, soprattutto del trevigiano, di Fontanelle, Oderzo, Codognè e Treviso, con presenze anche ad Eraclea e Musile di Piave nel veneziano, dovrebbe derivare dal nome tardo latino Cataius o Cattaius portato probabilmente dal capostipite, una variazione del più comune Catius.
CATTANEO Decisamente dell'Italia settentrionale occidentale ed in particolare delle provincie di Bergamo e Milano, In effetti questo cognome è imparentato, etimologicamente, sia con i Cattani che con i De Capitani e i Capitanio, avendo in comune la derivazione dalla carica di Capitaneo. Vari atti antichi riportano tracce di queste casate, in una lettera del Duca di Milano si legge: "...Melchione et Bertho de Cataneis et consortibus...", nel 1534 leggiamo: "...Mr. Augustinis de Cataneis seu de Moynis de Albio habit. in loco de Rippa sancti Vitalis..." (vedi Capitani). Una figura rilevante della nostra storia è rappresentata da Carlo Cattaneo, nato a Parabiago nel milanese nel 1801, fu dapprima seminarista, poi, abbandonata la carriera ecclesistica, si diede agli studi classici e nel 1820 divenne docente di grammatica latina presso il ginnasio di Santa Marta a Milano, nel 1824 si laureò in giurisprudenza a Pavia; diede avvio nel 1848 alle cinque giornate di Milano, opponendosi però all'eventuale intervento piemontese che lui considerava meno moderno ed efficiente della Lombardia e, soprattutto, assolutamente non democratico e si trasferì a Lugano in Svizzera.  Eletto più volte parlamentare del Regno d'Italia, rifiutò sempre l'incarico pur di non giurare fedeltà ai Savoia; morì in Svizzera nel 1869.
integrazioni fornite da Enrico Cattaneo
Durante uno studio genealogico sulla mia famiglia, dimorante dal 1410 a Carnago nel varesotto, ho trovato documenti notarili che attestano l'origine della stessa dal conferimento del capitanato a una famiglia luganese i Carnavarys. Il documento riporta: "... Antonius de Carnavaris dicto Capitaneys ...". Ai primi del 1500 i suoi discendenti, come i rami collaterali (fratelli) vengono nominati solo Cataneis, il vecchio cognome Carnavarys sparisce.
CATTANI Diffuso in tutto il nord Italia, deriva da una contrazione del vocabolo Capitanus.  Notizie storiche si hanno già dal medioevo, in un atto del 1378 si legge: "Simonolus Zanini quidam Guidonis dicti Cattani"; nel 1466 a Firenze nasce "...quidam Francesco de Zanobi Cattani de Diaccetto naquit..", che fu allievo di  Marsilio Ficino.  In effetti questo cognome è imparentato, etimologicamente, sia con i Cattaneo che con i De Capitani e i Capitanio, avendo in comune la derivazione dalla carica di Capitaneo. (vedi Capitani)
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Alla base del cognome Cattani c'è il termine 'cattaneo' o 'cattano', titolo medievale dato ai piccoli vassalli, ai comandanti di fortificazioni e castelli e a coloro che ricoprivano cariche amministrative e giudiziarie. Il termine può derivare sia dal toscano 'capitano' che dal provenzale 'captan' ("capo"). Lo studioso Lamberto Cesarini Sforza ritiene che, in Trentino, la famiglia Cattani sia originaria di Denno, nella Val di Non. Il cognome è diffuso attualmente in tutto il Trentino.
CATTAPANI Cattapani, assolutamente rarissimo, parrebbe del mantovano, dovrebbe derivare dal termine bizantino Catapanus o Catepanus (vedi CATAPANE), probabilmente il capostipite è originario del ravennate dove rivestiva una carica pubblica.
CATTARI Cattari, decisamente sardo, è tipico di Sennori nel sassarese, di origine etimologica oscura.
CATTARUZZA
CATTARUZZI
Cattaruzza è un cognome del Friuli Venezia Giulia, con un ceppo a Trieste, uno nel pordenonese, a San Quirino, Pordenone ed Aviano, ed uno a Venezia e ad Auronzo di Cadore nel bellunese, Cattaruzzi, molto meno comune, ha un piccolo ceppo ad Udine e Trieste, ed uno, probabilmente secondario, a Brescia, dovrebbero derivare da forme dialettali slovene del nome Caterina , probabilmente con riferimento al nome dei paesi di provenienza dei capostipiti, come, a puro titolo di esempio, Santa Caterina di Pasian di Prato nell'udinese, o di altre simili, potrebbero forse anche derivare da soprannomi originati da forme diminutive riferite al termine dialettale sloveno cuotar (carbonaio).
CATTERINA Assolutamente rarissimo, sono presenti pochissimi esemplari solo in Lombardia, sembrerebbe specifico della provincia di Brescia, e dovrebbe derivare a questo punto dal nome germanico Catharina, ma è più probabile che si tratti di una diversa scrittura del cognome Caterina (Catterina era una forma arcaica equivalente a Caterina) e, a questo punto, il cognome sarebbe di origini meridionali e deriverebbe quindi o dal nome greco .Caterina o da un toponimo come: San Caterina Albanese (CS), Santa Caterina (LE) o Santa Caterina dello Ionio e Marina (CZ).
CATTI Cognome dell'Italia settentrionale.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Catti è presente in nuclei distinti in Italia settentrionale, con picchi di intensità nell'area occidentale in Lombardia, a Milano e nel Bergamasco, in Liguria e in Piemonte, nei rispettivi Capoluoghi di Regione, e nell'Emilia. Il cognome dovrebbe derivare dalla modificazione del nome di persona Caterina (dal nome di etimo oscuro Hekaterìne, così riportato nei testi greci e per questo accostato all'aggettivo katharòs, con il significato di puro, e adattato al latino Katharìne). Tale nome si diffuse in passato specialmente nell'Italia del nord con il culto di Santa Caterina (Hekaterìne) di Alessandria, martirizzata dall'Imperatore Massimiano Daia (309-313) e venerata soprattutto nei secoli X°, XI° e XII°, e poi con il culto di Santa Caterina da Siena (XIV° sec.) e di altre sante omonime.  Un'altra ipotesi legherebbe il cognome Catti al ben più diffuso Gatti, panitaliano, specifico della Lombardia, Piemonte e Liguria, derivato dal soprannome gatto, attribuito al capostipite in relazione alle caratteristiche dell'animale (furbizia, scaltrezza), o dal nome di persona Gatto (originato dai nomi medievali Gactus e Hatto, quest'ultimo derivato dal longobardo hatto, con il significato di combattente).
CATTIN
CATTINI
CATTINO
CATTO
Cattin ha un ceppo a Vicenza e Piazzola sul Brenta nel padovano ed uno nel rovigoto a Porto Tolle, Porto Viro, Ceregnano e Rovigo, Cattini è decisamente emiliano, dell'area reggiano modenese in particolare di Carpi e Modena nel modenese e di Correggio e Reggio Emilia nel reggiano, Cattino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Catto, tipicamente veneto, del veneziano in particolare, dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, anche dialettali, dal nome medioevale Gactus, ma è pure possibile una derivazione dal vocabolo longobardo hatto (combattente) (vedi Gatto).
CATTO'
CATTON
CATTONE
CATTONI
Cattò, estremamente raro, sembrerebbe tipico della Lombardia, in particolare del milanese e del varesotto, Catton è unico, Cattone, lo è quasi, sono entrambi comunque del nord, Cattoni, il meno raro, ha ceppi a Milano e nel milanese, a Uggiate-Trevano nel comasco ed a Trento ed in trentino, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche o accrescitive di modificazioni del nome medioevale Gactus (vedi CATTO), o anche, e più probabilmente, da forme dirette o contratte dal dialetto del nome longobardo Hattone di cui abbiamo un esempio in questo testo della fine del IX° secolo: "..Theudrada regina et postea sancti monialis qui cum viro suo Hattone dedit fratribus Haraldi montem..".
CATTOLICA Cattolica ha un ceppo marchigiano, a Civitanova Marche nel maceratese, che potrebbe derivare dal nome del paese di Cattolica tra riminese e pesarese, ed un ceppo a Palermo, che potrebbe derivare dal nome del paese agrigentino di Cattolica Eraclea.
CATTOLICO Cattolico ha un ceppo nel casertano, a Mondragone, Sessa Aurunca e Maddaloni, e nel napoletano a San Giuseppe Vesuviano e Napoli, con presenze anche in Calabria, potrebbe derivare dal fatto che il capostipite fosse di religione cattolica in una comunità, dove probabilmente prevalevano i seguaci della religione ortodossa.
CATTONAR
CATTONARO
CATTUNAR
Sia Cattonar che Cattunar sono rarissimi e tipici triestini, Cattonaro, ancora più raro potrebbe essere anch'esso originario di quella zona, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo medioevale cathenarius (che ha a che fare con le catene), traccia di questi cognomi a Rovigno in Istria si ha fin dal 1500.
CATUOGNO Catuogno è caratteristico del napoletano, di Marano di Napoli, Napoli, Quarto, Capri, Pozzuoli, Anacapri, Torre del Greco e Giugliano in Campania, dovrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine arabo  qatun o qutun (cotone), forse ad indicare nei capostipiti dei commercianti di quel tipo di prodotto, meno probabile una derivazione dal nome della regione irachena di Qatun.
CATZULA (vedi CASULA)

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