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CAU Cognome assolutamente sardo. diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo cau  che significa gabbiano, ma anche torsolo.
CAUSIO
CAUSO
CAUZO
Causio sembrerebbe originario della zona di Cannole (LE), Causo è specifico della zona di Melissano e Racale (LE), Cauzo, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare dal nome greco Kaousios latinizzato in Causius: "... unde gentile nomen Causius, quo nomine appellatus est Aesculapius, qui ibi colebatur ...", altro nome di Esculapio.
CAUTI
CAVUTI
CAVUTO
Cauti, molto raro, è abruzzese, con un ceppo ad Ortona e nel teramano a Sant`Egidio alla Vibrata e Sant`Omero, presenta un ceppo anche a Roma, Cavuti, molto molto raro, è tipico abruzzese, della provincia di Chieti, di Miglianico e Crecchio in particolare, Cavuto, decisamente meno raro è sempre tipico del chietino di Tollo ed Ortona, esiste anche un piccolo ceppo napoletano dovuto probabilmente a variazioni del cognome Cavoto, potrebbero derivare da nomi di località come Passo Cavuto sui Monti Marsicani nel Parco Nazionale d Abruzzo o, con molte minori probabilità, come Monte Cavuto nell'alto casertano, potrebbero anche derivare da emigrazioni provenzali (vedi CAVOTI).
CAVA Cava è panitaliano, dovrebbe derivare dai moltissimi toponimi contenenti la radice Cava, come Cava Manara (PV), Cava dei Tirreni (SA), Cava di Melis o Cava Farinata nel cosentino e così tanti altri.
CAVACCIUTI
CAVAZZUTI
Cavacciuti, assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona di confine tra piacentino e parmense, Cavazzuti è tipico modenese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Alberto Cavazzuti
il cognome Cavazzuti dovrebbe derivare derivare da un soprannome originato dalla scapigliatura o cavazza (chioma degli alberi in dialetto modenese) , per quanto riguarda la derivazione piacentina, visto che ci abito mi sembra strana, qui la doppia z non esiste e il mio cognome viene storpiato metodicamente in Cavacciuti. Mio padre mi raccontava che nel 700 a causa di una migrazione dovuta a motivi religiosi (fuga!!) molti modenesi si rifugiarono in  un paesino di montagna del piacentino. Vi è traccia nel cimitero, dove man mano il cognome viene storpiato in Cavacciuti proprio per questa difficoltà di pronuncia della z.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sul cognome Cavazzuti mi pare importante segnalare quanto riporta il prof. F. Violi, recentemente scomparso, il massimo studioso di toponomastica, onomastica e dialettologia modenese nel suo saggio Cognomi a Modena e nel Modenese, Aedes Muratoriana, Modena, 1996: “Cavazzuti è uno dei cognomi più rappresentati a Modena, a Carpi e nella media pianura, mentre è pressoché assente nella montagna e nella bassa modenese.  La più antica attestazione del nome si trova in un atto del vescovo di Modena Fredulfo del 1135.  Fra i confinanti del terreno dato in enfiteusi a Martino di Freto si cita un Geminianus Cavacutus e proprietà di un Cavacutus vengono citate, sempre in quel di Freto, nel 1176 e nel 1187 in documenti capitolari modenesi.  Non è improbabile che il nome personale Cavacutus sia corruzione di Cavazochus, documentato a Modena nel 1171 e antecedentemente nelle forme Cavazochi (1156) e Cavazocho (1160), indicante l'attività di «cavar tronchi, ceppi d'albero»; dal mediolatino zoccus (ceppo)".
CAVACECE Cavacece è decisamente laziale, di Piedimonte San Germano nel frusinate e di Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale romano cavacecio o cavacece (cavalcioni sulle spalle).
CAVAGLIA' Tipico piemontese, dell'Hinterland meridionale torinese, deriva dal toponimo Cavaglià (BI).
CAVAGNA
CAVAGNI
CAVAGNOLA
CAVAGNOLI
CAVAGNOLO
Cavagna è decisamente del nord, la zona d'origine comprende le provincie di Pavia, Milano, Bergamo, Brescia e Trento,  Cavagni ha un ceppo nel parmense ed uno nel frusinate, Cavagnola, rarissimo, ha un ceppo nel genovese ed uno nel bresciano, Cavagnoli viene dal cremonese e bresciano, Cavagnolo è tipico del Monferrato. Dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo lombardo cavagna (cesta, mucchio, quantità), ma in alcuni casi possono discendere da toponimi come Cavagnolo (TO), o Cavagnola nel milanese ora scomparso, uno dei paesi distrutti nel 1162 da Federico Barbarossa.  Tracce di questa cognomizzazione si trovano nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1154 in un atto di compravendita si legge: "...Signum + manuum Iohannis Osmirii et Cavagnoli de Veura, propinqui parentes suprascripte femine...".
CAVAGNARI
CAVAGNARO
Cavagnari, molto molto raro, sembrerebbe del cremonese, Cavagnaro è tipico di Genova del genovese di levante, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale cavagna (cesta, gerla, mucchio, quantità) e potrebbe indicare l'attività di spallone, cioè di chi trasporta merci caricandosi una gerla in spalla.
CAVALAZZI
CAVALLAZZI
Cavalazzi, molto molto raro, con un ceppo nel milanese ed uno emiliano, dovrebbe essere una forma alterata del cognome Cavallazzi che ha un piccolo ceppo nel bolognese, ad Imola, Anzola dell'Emilia e Bologna ed uno tra milanese e pavese a Milano e Rosate nel milanese ed a Cilavegna nel pavese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Cavalatius di cui abbiamo un esempio nel 1100 con un Cavalatius iudex novarensis, troviamo tracce di queste cognominizzazioni verso il 1250 con il Vescovo di Novara Sigebaldo Cavallazzi e alla fine del XIII° secolo con Englesio Cavallazzi anch'esso vescovo di Novara.
CAVALCA Cavalca sembrerebbe specifico dell'area reggiano, parmense, di Parma in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cavalca, si dovrebbe trattare di una derivazione da una forma tronca del nome Cavalcante (vedi CAVALCANTE), nome del cui uso abbiamo un esempio nelle Dissertazioni sopra le antichità italiane di Ludovico Muratori (1672 - 1750), che scrive: "...Farulfo et Teudegrimo germanis quondam Farolfi, de quibus descendunt Lambardi quidam de Sancto Miniate, scilicet Cavalca Lambardus et filii...", un principio illustre di questa cognominizzazione lo troviamo nel 1300 con il Padre frate Domenico Cavalca da Vico Pisano dell' Ordine de' Frati Predicatori.
CAVALCABO' Rarissimo, probabilmente di origini lombarde, deriva da un soprannome (cavalca buoi), famiglia nobile di rango baronale. Troviamo nel giuramento di fedeltà alla città di Piacenza del 1141: "...aliam medietatem a comuni Placentie per foedum tenere debent; et si marchiones filii Malespine val Cavalcabo aut marchio Pelavicinus vel Gerardus de Cornazano predictos homines de valle Tarii placitare voluerint,...", nel 1313 comandante della fazione guelfa e signore di Cremona è  un Cavalcabò, Girolamo Cavalcabo nel 1580 ci lascia un testo sulla scherma, nel 1600 è presente uno scrittore Hieronimo Cavalcabò, nel 1773 Caterina IIa di Russia invia come suo rappresentante a Malta un Marchese Cavalcabò
CAVALCANTE
CAVALCANTI
Cavalcante è estremamente raro, si potrebbe immaginare un'origine meridionale, Cavalcanti, sempre molto molto raro, parrebbe del cosentino, derivano dal nome medioevale italiano Cavalcante , ricordiamo il banchiere lombardo ducentesco Cavalcante della Scala o meglio il più famoso Cavalcante Cavalcanti fiorentino di parte guelfa ed avversario politico di Farinata degli Uberti citato da Dante nell'Inferno tra gli eretici.
CAVALERA Specifico del Salento, di Casarano (LE) in particolare e del brindisino, potrebbe derivare da un nome di località.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Brindisi nel 1300 con il nobile casato dei Pandi-Cavalera.
CAVALIERE
CAVALIERI
Diffusi in tutt'Italia, Cavaliere è molto più presente al sud e nel Veneto, Cavalieri è più diffuso al nord, in Emilia soprattutto, hanno diverse origini, da soprannomi riferiti al mestiere di cavallaio (chi cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia di Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell'esercito, all'aver fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli. Si hanno tracce di questo cognome già dal rinascimento, a Ferrara un Bartolomeo Cavalieri vende a Ludovico Ariosto con rogito 30 giugno 1526 redatto dal notaio Ercole Pistoia, una casa in Contrada del Mirasole.
CAVALIERI D'ORO Molto raro sembra avere un ceppo originario nel ferrarese.
CAVALLARA
CAVALLARI
CAVALLARO
CAVALLERI
CAVALLERO
Cavallara, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, Cavallari ha un nucleo emiliano tra bolognese e ferrarese, uno forse non secondario milanese ed uno laziale, Cavallaro è presente in modo significativo in Campania, Calabria, Sicilia, ma anche in Lazio e Abruzzo e nel Veneto, Cavalleri è lombardo tra milanese, bergamasco e bresciano, Cavallero è tipicamente piemontese, potrebbero derivare da toponimi come Cà Cavallara (FE) o Cavallara di Ostellato (FE) o i vari Cavallari (SO), (CE), SQ) o Cavallaro (VI) o Cavalleri Fumeri (TO), ma è molto probabile anche una connessione con il mestiere di commerciante di cavalli o di addetto ai cavalli. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Ventimiglia (IM) fin dalla fine del 1400 con il notaio Simone Cavallaro.
CAVALLETTI
CAVALLI
CAVALLIN
CAVALLINI
CAVALLINO
CAVALLO
CAVALLONI
CAVALLOTTI
Cavalletti ha un ceppo nel reggiano, e nella fascia che comprende l'anconetano, il maceratino, l'Umbria, il rietino ed il romano, Cavalli è diffuso in tutt'Italia, ma prevalentemente nella parte nord occidentale, Cavallin è tipicamente veneto, del trevisano soprattutto ed in particolare di Montebelluna, Vedelago, Paese, Istrana e Morgano, Cavallini è tosco emiliano, pur se diffuso in tutta la penisola, Cavallino parrebbe avere tre ceppi uno genovese, uno napoletano ed uno palermitano, Cavallo è pure diffuso in tutt'Italia, ma soprattutto al sud, Cavalloni è specifico del sudmilanese, Cavallotti dovrebbe avere due ceppi uno tra il pavese ed il milanese ed un altro tra Modena e Bologna. Questi cognomi hanno molte diverse origini, da soprannomi riferiti al mestiere di cavallaio (chi cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia di Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell'esercito, all'aver fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli, oppure da toponimi quali Cavallino (VE) o (LE) o Cavallo Pastorio (ME) o simili.
CAVANNA Cognome tipico dell'area tra le provincie di Genova, Alessandria e Piacenza, dovrebbe discendere da un soprannome dialettale derivato dal vocabolo capanna. 
CAVAROCCHI Cavarocchi parrebbe del teramano, con un ceppo, probabilmente secondario a Roma, si potrebbe trattare di una specie di forma ipocoristica, o addirittura patronimica del nome gallico Kabar, Κάβαρος in graco e poi latinizzato in Cavarus, con questo nome troviamo il Re di una tribù barbara in Tracia, nazione situata sul lato balcanico della costa adriatica, il capostipite potrebbe essere stato figlio di un gallo di nome Cavarus.
CAVARZERE Cavarzere, specifico del veronese, di di Castagnaro, Verona e Legnago in particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cavarzere nel basso veneziano, probabile luogo d'origine del capostipite.
CAVASIN Cavasin è specifico del trevisano, dovrebbe derivare dal toponimo Cavasio del Tomba (TV), traccia di questa cognomizzazione si trova verso la fine del XII° secolo con Gualperto da Cavasio capitano dei Trevigiani, ma ben prima come possiamo leggere in un atto di vendita del 1119 conservato presso l'archivio di stato di Treviso troviamo un suo omonimo: "...Constat nos Ubertum et Ripertum germanos filios q.(uondam) Pellegrini de Spineto, qui professi sumus ex natione nostra vivere Longobarda, accepisse sicut in praesentia testium accepimus a te Valperte de Cavasio inter argentum et aliam rem ...".
CAVASINI
CAVASINO
Cavasini è quasi unico, Cavasino assolutamente rarissimo, sembrerebbe del trapanese, dell'isola di Favignana in particolare, con un possibile ceppo secondario nel napoletano, appunto a Napoli si trovano tracce di questo cognome nel 1700 con il mercante di formaggi Nicola Cavasino.
CAVAZZA
CAVAZZI
CAVAZZINI
Cavazza sembra avere due ceppi, nel veronese, mantovano e nella zona che comprende le province di Modena e Bologna, e in Piemonte, Cavazzi oltre ad un ceppo bolognese sembra averne anche uno nel piacentino ed uno nel sondriese, Cavazzini ha un nucleo parmense ed uno ferrarese, dovrebbero derivare da un medioevale Cavatia e Cavatinus.  Tracce di questa cognomizzazione si hanno ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove in una Carta vendicionis redatta a Vimercate (MI) l'otto luglio del 1180, si legge: "...Signum + + manuum Marcadi Cavatie et Petri Cavatie propincorum suprascripte Adelaxie qui eam interrogaverunt ut supra. Et ibi interfuerunt Iohannes Cavatia et Armaninus Cavatia atque Grilionus de Bonate testium. ...", a Mombasiglio (CN) nel 1500 troviamo tali Christoforus Cavatia e Cavatinus Cavatia.
CAVECCHIA Cavecchia sembrerebbe avere un ceppo nel genovese, uno nel ferrarese ed uno nel trevisano, dovrebbero derivare da toponimi come Cà Vecchia, presente sia nel vicentino che nel mantovo, Casavecchia (di Tiglieto) nel genovese o Cascina Vecchia nell'alessandrino, ma è pure possibile una derivazione proprio da caratteristiche dell'abitazione del capostipite.
CAVEDAL
CAVEDALE
CAVEDALI
Cavedale, molto molto raro, è specifico dell'udinese, Sia Cavedal che Cavedali sono quasi unici, potrebbero derivare tutti dal termine arcaico cavedio (Atrio di stile romano). intendendo forse il mestiere di custode o portiere di una famiglia patrizia, consideriamo anche che nella Venezia del 1300 il cavedale di una ditta era una specie di amministratore, meno probabile una derivazione da un'altra accezione del vocabolo cavedale (capitale).
CAVEDONI
CAVEDURI
Cavedoni è specifico del modenese, Caveduri, non comune, sembrerebbe specifico di Ferrara, dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni dialettali dal termine arcaico cavedone , nel Veneto ed in Emilia e Romagna viene così chiamato il piccolo argine trasversale posto in tutti i corsi d'acqua, che in caso di magra impedisce all'acqua di defluire a valle, vocabolo derivato a sua volta dal termine latino cavaedium (atrio delle case degli antichi romani), fuso con il termine latino capito, capitonis (dalla testa grossa), ad indicare la parte iniziale del corso d'acqua, probabilmente ad indicare che la famiglia abitava in prossimità di un corso d'acqua, dove era situato un cavedone.
CAVENAGHI Specifico dell'areale milanese, dovrebbe essere derivato da un soprannome legato a toponimi come Cavenago d'Adda (LO) o Cavenago Brianza (MI). Questa famiglia ha tra i suoi avi due pittori degni di nota Emilio e Luigi Cavenaghi della seconda metà del 1800.
CAVERZAGHI Assolutamente rarissimo, tipico bergamasco, potrebbe derivare dal toponimo Caverzago in Val Trebbia nell'alto piacentino.
CAVESTRI
CAVESTRO
Cavestri è tipico dell'area che comprende le province di Milano, Varese e Verbania, con massima concentrazione a Lonate Pozzolo nel varesotto e ad Omegna e Nonio nel verbanese, Cavestro, tipicamente veneto, è del padovano, in particolare di Monselice con buona diffusione anche a Padova, Este, Solesino e Pernumia, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine medioevale cavestro (nodo scorsoio, capestro) di cui abbiamo un esempio in uno scritto dell'anno 1468 a Canneto sull'Oglio nel mantovano: "...dapoy debia esser impichato in la ditta piaza a un certo legno, per Nuy deputado, per el ministro de la justicia, cum uno cavestro a la golla, per tal e così fatto modo che el non mora, ma che el stenta per uno pezo, e dapoy debia esser taliata la testa in tal e così fatto modo che la anima dal corpo si ge desparta....".
CAVEZZINI Rarissimo è tipico del grossetano.
CAVICCHI
CAVICCHIO
CAVICCHIOLI
CAVICCHIOLO
Cavicchi è tipico dell'area toscoemiliana, del fiorentino, del bolognese e del ferrarese, Cavicchio, decisamente più raro, è specifico del rovigoto, Cavicchioli ha un ceppo nel milanese, probabilmente secondario, uno tra mantovano, modenese e bolognese ed uno in Toscana tra pisano e senese, Cavicchiolo, decisamente del padovano, della zona di Tombolo, Galliera Veneta e Cittadella, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine italiano arcaico cavicchio (piolo, piccolo bastoncino appuntito), vocabolo che assume vari significati a volte con senso positivo, riferendosi alla sua possibile funzione di perno, a volte con valore di offesa richiamando il termine il membro maschile, ricordiamo che l'uso di questo cognome era normale ad esempio per il Goldoni che lo attribuiva a Brighella, che si presenta così ne La madre amorosa: "Brighella Cavicchio, quondam Bertoldo".
CAVIGLIA Caviglia è tipicamente ligure, del savonese e del genovese soprattutto e dell'alessandrino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine marinaresco caviglia (piccolo cilindro di legno, rigonfio in centro, che si infila in una cavigliera per tirare con forza un cavetto o una sagola), forse per la conformazione fisica del capostipite o per un carattere rissoso dello stesso.
CAVIGLIONE
CAVIGLIONI
Caviglione è molto raro, mentre Caviglioni è assolutamente rarissimo, per il primo l'origine è ligure, tra Genova e Savona, con un possibile ceppo secondario mentre il secondo non permette ipotesi certe, se non, per assonanza si può ipotizzare un'origine simile, entrambi possono derivare dal vocabolo caviglione che ha più significati, nella Liguria costiera viene usato con il significato di cuneo troncoconico di legno usato per sigillare il fasciame delle barche, mentre in campagna il caviglione è un attrezzo metallico utilizzato per legare gli asini., se ne desumerebbe una connessione con il mestiere di carpentiere o di mulattiere, non è comunque da ignorare una possibile derivazione da un nome di località, basti pensare alla grotta del Caviglione, sempre in Liguria. 
CAVIONI Specifico del milanese e lodigiano, dovrebbe essere originato da un soprannome derivato dal vocabolo dialettale cavion (dai capelli folti e lunghi)..
CAVOS Cavos, praticamente unico è presente oggi solo a Egna in provincia di Bolzano, ma sembrerebbe originario della zona del lago di Santa Giustina in Trentino, potrebbe derivare da un nome di località ora scomparso, troviamo tracce di questa cognominizzazione nel 1600 con un Filippo Cavos che sposa la nobile Maddalena Mendini.
CAVOTI
CAVOTO
CAVUOTI
CAVUOTO
GAVOTO
Cavoto, estremamente raro, è tipico della zona tra beneventano e foggiano, di Montefalcone Di Val Fortore e San Marco Dei Cavoti (BN) in particolare, Cavoti è dovuto ad errori di trascrizione, Cavuoti è lucano, Cavuoto è il più diffuso sia nel beneventano che nel foggiano, Gavoto è del iserniese.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci da - i Cognomi di Colle Sannita, (cognomi estinti a Colle),  di prossima pubblicazione
Tipico di San Marco dei Cavoti e di Montefalcone di Val Fortore, Cavoto è un cognome legato all’origine di San Marco dei Cavoti, fondato da una colonia di Provenzali venuti al servizio degli Angioini presumibilmente fra il 1353 e il 1355.  Il termine Cavoti deriva dal francese Gavots che indica gli abitanti di Gap, città della Provenza dalla quale sembra che provenisse la colonia più numerosa di questi antichi fondatori, i quali scelsero il nome di S. Marco in onore del loro santo protettore. I Cavoto discenderebbero in tal senso da uno o più capostipiti provenzali
provenienti da Gap e stabilitisi nel territorio sannita, partecipando così all’atto di fondazione di San Marco dei Cavoti. Varianti di Cavoto sono le forma cognominali: Cavoti, molto raro, derivato da un errore di trascrizione anagrafica della forma originaria Cavoto; Cavuoto, molto diffuso nel beneventano, per cui si presume l’origine comune al ceppo di San Marco dei Cavoti, ma presente anche in Puglia nel Barese e nel Foggiano, nonché a Roma, Torino e Milano come conseguenza del fenomeno migratorio dal Sud. Cavuoti, tipico lucano, più precisamente del Potentino, di presunta origine comune ai precedenti (ma non si può in questo caso escludere una origine diversa, come ad esempio dalla fusione di due parole dialettali come capa, col significato di testa e vuoto, vuoti nel senso canzonatorio di testa vuota, quelli dalla testa vuota). Gavoto, caratteristico del comune molisano di Belmonte del Sannio in provincia di Isernia, di possibile correlazione al ceppo sanmarchese. È chiaro, quindi, che la debole presenza dei Cavoto a Colle nei secoli scorsi sia dovuta a nascite “occasionali” di sanmarchesi in agro di Colle o comunque alla presenza in loco di famiglie originarie del vicino comune di San Marco dei Cavoti. Ricordiamo, solo a titolo informativo, che altri cognomi di San Marco devono la loro formazione ad antichi termini provenzali italianizzati; cito l’esempio di due cognomi illustri quali Zuppa, che deriva dal vocabolo jupòn, ovvero giubba, mantello, e Jelardi, originato dal cognome dei tre nobili fratelli feudatari Rinaldo, Guglielmo e Giovanni Gaullart, il cui cognome venne poi italianizzato in Galardus e poi, per successiva corruzione, in Jalardus e quindi Jelardo e Jelardi.
CAZZARO' Cazzarò è tipico del leccese, di Miggiano ed Alezio.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D’origine grika o, in alternativa, greco-albanese, il cognome Cazzarò nasce da un adattamento dell’aggettivo katsaròs, che, in greco moderno, ha il significato di riccio, riccioluto (vedi Rizza e Ricciuti). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione di un soprannome o del nome personale del capostipite.
CAZZATO Tipico pugliese, del Salento e del tarentino, può essere originato da un soprannome dialettale legato al vocabolo cacciare.
integrazioni fornite da Anna Carletto
cazzare in dialetto leccese, significa rompere, frantumare, come ad esempio di un piatto che cade per terra (dal francese casser). Lo schiaccianoci è infatti chiamato cazzamennele (rompimandorle).
CAZZINI Molto raro, è tipico dell'area milanese, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale italiano Caccino (diminutivo di Caco).
CAZZOLANI
CAZZULANI
Cazzolani è praticamente unico, Cazzulani è specificatamente lombardo, potrebbero derivare da soprannomi collegati al vocabolo basso latino caza (catino) tramite modificazioni dialettali e starebbe quindi ad indicare il mestiere di venditori o fabbricanti di casseruole svolto dalla famiglia, ma è pure possivile una derivazione dal termine dialettale lombardo cazzöla (cazzuola, attrezzo del muratore) e starebbe ad indicare che questo era invece il mestiere del capostipite.
CAZZOLARO Cazzolaro, molto molto raro è tipico del padovano, di Galliera Veneta in particolare, potrebbe derivare da una trascrizione errata del cognome Calzolaro, ma è molto più probabile una derivazione da un soprannome originato dal termine cazzola o cazzuola ( arnese del muratore), forse originato dal mestiere di muratore svolto dal capostipite.

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