| CAU
|
Cognome assolutamente sardo. diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo cau
che significa gabbiano, ma anche torsolo.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CAU: su cau marinu è il
gabbiano e si tratta di una voce onomatopeica. Su
cau è inoltre il cavo dell'albero
e viene dal latino cavum, da cui cavea
= alveare, arnia; casiddu
in Campidano, che solitamente si ricavava dalla corteccia (sughero) della
quercia. Cau è inoltre il nome di un villaggio scomparso, altrimenti
detto Cleu. La villa era ubicata in agro di Sassari: appartenne alla Curadorìa
di Romangia, nel regno giudicale di Torres. Fu abbandonato verso la prima
metà del XIV° secolo. Il cognome Cau è presente negli
antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, figurano: Cau Andrea, jurato ville Turala(*odierno Torralba(Meylogu).
Contrate de Ardar et Meylogu); Cau Andrea, ville Selluri(Sanluri - Seddori);
Cau Francisco, ville Oddini(*distrutto (anche Ollini), del Salto di Orotelli.
Curatorie Dore); Cau Gantino, ville Ecclesiarum(Iglesias - villa di Chiesa);
Cau Joanne, jurato ville Barumela(* Mogorella? Partis de Montibus); Cau
Joanne, jurato ville Nuraci Niello(* odierno Nuraxinieddu. Campitani Majoris);
Cau Martinus - de Aristanni(Oristano); Cau Nicolao, jurato ville Gemessi(*
distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus); Cau Nicolao, ville Selluri(Sanluri);
Cau Paulo, ville Poupo (*Distrutto. Partis de Montibus; Cau Petro, ville
Ecclesiarum(Iglesias); Cau Petro, ville Sammungleo(*odierno Samugheo. Mandrolisay
o Barbagia di Belvì); Cau Petro, ville Sarule (* odierna Sarule.
Curatorie Dore); Cau Salvatore, ville Turri(* odierno Turri. Contrate Marmille).
Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS XI°, XIII° sec., troviamo
invece: Cleu(de) Ithoccor, testis parthizione de servis, (18°); Cleu(de)
Justa, donna, parthizione de servis (18°). Anche nel Condaghe di San
Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XIII° sec., troviamo un de Cleu:
Cleu (de) Petru (125), teste in una vendita di servi: "Ego Iohannes priore
de S. N. di Trullas, comporaili a Dorgotori de Mularia pede de sa filla
de Iusta Lorica; et deibili I caballu domatu, caput a caput pro Susanna
Lorica. Testes Petru de Cleu et Gosantine de Reças". Attualmente
il cognome Cau è presente in 413 Comuni italiani, di cui 178 in
Sardegna: Cagliari 249, Sassari 244, Sestu 189, P. Torres 77, Oristano
77, Sini 62, Mogoro 50. |
CAUCCI
CAUCI |
Caucci ha un ceppo triestino, uno nel Piceno ad Acquasanta Terme, San Benedetto
del Tronto ed Ascoli Piceno e nella vicina Teramo, un grosso ceppo è
presente a Roma con presenze anche a Marinom Civitavecchia e Ciampino nel
romano, Cauci, assolutamente rarissimo, è del veronese, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Chaucius,
questo cognomen era normalmente attribuito a dei legionari che avessero
combattuto in Germania contro i Chauci,
un'antico popolo germanico che abitava lungo la costa del Mare del Nord,
confinante ad ovest con i Frisoni, a sud con i Cherusci ed i Chasuarii,
ed a est con i Longobardi. |
| CAUCIELLO
|
Cauciello, estremamente raro, tipicamente campano, ha qualche presenza
nel salernitano, a Mercato San Severino in particolare, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale basato sul termine napoletano caucio
(calcio), personaggio di rilievo è
stato il musicista e compositore Prospero Cauciello (1740 - 1790). (vedi
anche CAUCCI) |
| CAUDA
|
Cauda è tipicamente piemontese, di Torino, di Montà, Canale,
Alba e Santo Stefano Roero nel cuneese e di Cisterna d'Asti ed Asti nell'astigiano,
con un ceppo anche a Genova, dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine piemontese cauda (caldana,
caldura, ma anche minestra). |
| CAUDERA
|
Caudera è specifico del torinese, di Ciriè soprattutto e
di Torino, San Carlo Canavese e Chivasso, dovrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale vercellese, e non solo, caudèra
(caldaia con la quale si prepara il formaggio,
ma anche strumento che serve per distillare la vinaccia per fare la grappa). |
CAUSIO
CAUSO
CAUZO |
Causio sembrerebbe originario della zona di Cannole (LE), Causo è
specifico della zona di Melissano e Racale (LE), Cauzo, assolutamente rarissimo,
è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
dovrebbe derivare dal nome greco Kaousios
latinizzato in Causius: "...
unde gentile nomen Causius,
quo nomine appellatus est Aesculapius, qui ibi colebatur ...", altro
nome di Esculapio. |
| CAUTERUCCIO
|
Cauteruccio è specifico del cosentino, di Buonvicino, Diamante,
Belvedere Marittimo e Grisolia, dovrebbe derivare dal termine medioevale
di origini grecolatine cauterio (piccola
fonte), forse ad indicare che i capostipiti abitassero appunto
presso una piccola fonte. |
CAUTI
CAVUTI
CAVUTO |
Cauti, molto raro, è abruzzese, con un ceppo ad Ortona e nel teramano
a Sant`Egidio alla Vibrata e Sant`Omero, presenta un ceppo anche a Roma,
Cavuti, molto molto raro, è tipico abruzzese, della provincia di
Chieti, di Miglianico e Crecchio in particolare, Cavuto, decisamente meno
raro è sempre tipico del chietino di Tollo ed Ortona, esiste anche
un piccolo ceppo napoletano dovuto probabilmente a variazioni del cognome
Cavoto, potrebbero derivare da nomi di località come Passo Cavuto
sui Monti Marsicani nel Parco Nazionale d Abruzzo o, con molte minori probabilità,
come Monte Cavuto nell'alto casertano, potrebbero anche derivare da emigrazioni
provenzali (vedi CAVOTI). |
| CAVA
|
Cava è panitaliano, dovrebbe derivare dai moltissimi toponimi contenenti
la radice Cava, come Cava Manara (PV), Cava dei Tirreni (SA), Cava di Melis
o Cava Farinata nel cosentino e così tanti altri. |
CAVACCIUTI
CAVAZZUTI |
Cavacciuti, assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona di confine
tra piacentino e parmense, Cavazzuti è tipico modenese, dovrebbero
derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Alberto
Cavazzuti
il cognome Cavazzuti dovrebbe derivare derivare
da un soprannome originato dalla scapigliatura o cavazza
(chioma degli alberi in dialetto modenese) , per quanto riguarda la derivazione
piacentina, visto che ci abito mi sembra strana, qui la doppia z non esiste
e il mio cognome viene storpiato metodicamente in Cavacciuti. Mio padre
mi raccontava che nel 700 a causa di una migrazione dovuta a motivi religiosi
(fuga!!) molti modenesi si rifugiarono in un paesino di montagna
del piacentino. Vi è traccia nel cimitero, dove man mano il cognome
viene storpiato in Cavacciuti proprio per questa difficoltà di pronuncia
della z.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Sul cognome Cavazzuti mi pare importante segnalare quanto riporta il
prof. F. Violi, recentemente scomparso, il massimo studioso di toponomastica,
onomastica e dialettologia modenese nel suo saggio Cognomi
a Modena e nel Modenese, Aedes Muratoriana, Modena, 1996: "Cavazzuti
è uno dei cognomi più rappresentati a Modena, a Carpi e nella
media pianura, mentre è pressoché assente nella montagna
e nella bassa modenese. La più antica attestazione del nome
si trova in un atto del vescovo di Modena Fredulfo del 1135. Fra
i confinanti del terreno dato in enfiteusi a Martino di Freto si cita un
Geminianus Cavacutus e proprietà di un Cavacutus vengono citate,
sempre in quel di Freto, nel 1176 e nel 1187 in documenti capitolari modenesi.
Non è improbabile che il nome personale Cavacutus
sia corruzione di Cavazochus, documentato
a Modena nel 1171 e antecedentemente nelle forme Cavazochi
(1156) e Cavazocho (1160), indicante
l'attività di «cavar tronchi, ceppi
d'albero»; dal mediolatino zoccus
(ceppo)". |
| CAVACECE
|
Cavacece è decisamente laziale, di Piedimonte San Germano nel frusinate
e di Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale
romano cavacecio o cavacece
(cavalcioni sulle spalle). |
| CAVAGLIA'
|
Tipico piemontese, dell'Hinterland meridionale torinese, deriva dal toponimo
Cavaglià (BI). |
CAVAGNA
CAVAGNI
CAVAGNOLA
CAVAGNOLI
CAVAGNOLO |
Cavagna è decisamente del nord, la zona d'origine comprende le provincie
di Pavia, Milano, Bergamo, Brescia e Trento, Cavagni ha un ceppo
nel parmense ed uno nel frusinate, Cavagnola, rarissimo, ha un ceppo nel
genovese ed uno nel bresciano, Cavagnoli viene dal cremonese e bresciano,
Cavagnolo è tipico del Monferrato. Dovrebbero derivare da un soprannome
dialettale originato dal vocabolo lombardo cavagna
(cesta, mucchio, quantità),
ma in alcuni casi possono discendere da toponimi come Cavagnolo (TO), o
Cavagnola nel milanese ora scomparso, uno dei paesi distrutti nel 1162
da Federico Barbarossa. Tracce di questa cognominizzazione
si trovano nel Codice Diplomatico della Lombardia
medievale sotto l'anno 1154 in un atto di compravendita si legge:
"...Signum + manuum Iohannis Osmirii et Cavagnoli
de Veura, propinqui parentes suprascripte
femine...". |
CAVAGNARI
CAVAGNARO |
Cavagnari, molto molto raro, sembrerebbe del cremonese, Cavagnaro è
tipico di Genova del genovese di levante, dovrebbero derivare da soprannomi
originati dal vocabolo dialettale cavagna
(cesta, gerla, mucchio, quantità)
e potrebbe indicare l'attività di spallone, cioè di chi trasporta
merci caricandosi una gerla in spalla. |
CAVALAZZI
CAVALLAZZI |
Cavalazzi, molto molto raro, con un ceppo nel milanese ed uno emiliano,
dovrebbe essere una forma alterata del cognome Cavallazzi che ha un piccolo
ceppo nel bolognese, ad Imola, Anzola dell'Emilia e Bologna ed uno tra
milanese e pavese a Milano e Rosate nel milanese ed a Cilavegna nel pavese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Cavalatius
di cui abbiamo un esempio nel 1100 con un Cavalatius
iudex novarensis, troviamo tracce di queste cognominizzazioni
verso il 1250 con il Vescovo di Novara Sigebaldo Cavallazzi e alla fine
del XIII° secolo con Englesio Cavallazzi anch'esso vescovo di Novara. |
| CAVALCA
|
Cavalca sembrerebbe specifico dell'area reggiano, parmense, di Parma in
particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cavalca,
si dovrebbe trattare di una derivazione da una forma tronca del nome Cavalcante
(vedi CAVALCANTE), nome del cui uso abbiamo
un esempio nelle Dissertazioni sopra le antichità
italiane di Ludovico Muratori (1672 - 1750), che scrive: "...Farulfo
et Teudegrimo germanis quondam Farolfi, de quibus descendunt Lambardi quidam
de Sancto Miniate, scilicet Cavalca
Lambardus et filii...", un principio illustre di questa cognominizzazione
lo troviamo nel 1300 con il Padre frate Domenico Cavalca da Vico Pisano
dell' Ordine de' Frati Predicatori. |
| CAVALCABO'
|
Rarissimo, probabilmente di origini
lombarde, deriva da un soprannome (cavalca buoi), famiglia nobile di rango
baronale. Troviamo nel giuramento di fedeltà alla città di
Piacenza del 1141: "...aliam medietatem a comuni
Placentie per foedum tenere debent; et si marchiones filii Malespine val
Cavalcabo
aut marchio Pelavicinus vel Gerardus de Cornazano predictos homines de
valle Tarii placitare voluerint,...", nel 1313 comandante della
fazione guelfa e signore di Cremona è un Cavalcabò,
Girolamo Cavalcabo nel 1580 ci lascia un testo sulla scherma, nel 1600
è presente uno scrittore Hieronimo Cavalcabò, nel 1773 Caterina
IIa di Russia invia come suo rappresentante a Malta un Marchese Cavalcabò |
CAVALCANTE
CAVALCANTI |
Cavalcante è estremamente raro, si potrebbe immaginare un'origine
meridionale, Cavalcanti, sempre molto molto raro, parrebbe del cosentino,
derivano dal nome medioevale italiano Cavalcante
, ricordiamo il banchiere
lombardo ducentesco Cavalcante della Scala o meglio il più famoso
Cavalcante Cavalcanti fiorentino di parte guelfa ed avversario politico
di Farinata degli Uberti citato da Dante nell'Inferno tra gli eretici. |
| CAVALERA
|
Specifico del Salento, di Casarano (LE) in particolare e del brindisino,
potrebbe derivare da un nome di località, come ad esempio Cavalera
di Mormanno nel cosentino, in Italia sono molte le località con
questo nome. Tracce di questa
cognominizzazione le troviamo a Brindisi nel 1300 con il nobile casato dei
Pandi-Cavalera.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cavalera è cognome leccese che deriva dal cognome base Cavalli.
Minervini 136. |
CAVALER
CAVALERI
CAVALERO |
Cavaler, estremamente raro, è tipico del veronese, Cavaleri è tipicamente siciliano, di Licata, Favara, Aragona, Agrigento
e Naro nell'agrigentino, di Gela e Riesi nel nisseno, di Catania, di Lentini
nel siracusano e di Cerami nell'ennese, Cavalero è praticamente
unico, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati
dal mestiere dei capostipiti, che probabilmente erano addetti all'allevamento
o conduzione dei cavalli. |
CAVALIERE
CAVALIERI |
Diffusi in tutt'Italia, Cavaliere è molto più presente al
sud e nel Veneto, Cavalieri è più diffuso al nord, in Emilia
soprattutto, hanno diverse origini, da soprannomi riferiti al mestiere
di cavallaio (chi cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia
di Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell'esercito, all'aver
fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia
distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli. Si hanno
tracce di questo cognome già dal rinascimento, a Ferrara un Bartolomeo
Cavalieri vende a Ludovico Ariosto con rogito 30 giugno 1526 redatto dal
notaio Ercole Pistoia, una casa in Contrada del Mirasole. |
| CAVALIERI
D'ORO |
Molto raro sembra avere un ceppo
originario nel ferrarese. |
| CAVALLA
|
Cavalla sembrerebbe specifico di Villafranca d'Asti e dell'astigiano, potrebbe
derivare da un nome di località come Cavalla, una frazione di Morbello
nell'alessandrino, ma con lo stesso nome esiste anche una frazione di Farigliano
nel cuneese ed altre simili. |
CAVALLARA
CAVALLARI
CAVALLARO
CAVALLERI
CAVALLERO |
Cavallara, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, Cavallari ha
un nucleo emiliano tra bolognese e ferrarese, uno forse non secondario
milanese ed uno laziale, Cavallaro è presente in modo significativo
in Campania, Calabria, Sicilia, ma anche in Lazio e Abruzzo e nel Veneto,
Cavalleri è lombardo tra milanese, bergamasco e bresciano, Cavallero
è tipicamente piemontese, potrebbero derivare da toponimi come Cà
Cavallara (FE) o Cavallara di Ostellato (FE) o i vari Cavallari (SO), (CE),
SQ) o Cavallaro (VI) o Cavalleri Fumeri (TO), ma è molto probabile
anche una connessione con il mestiere di commerciante di cavalli o di addetto
ai cavalli. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Ventimiglia
(IM) fin dalla fine del 1400 con il notaio Simone Cavallaro. |
CAVALLETTI
CAVALLETTO
CAVALLI
CAVALLIN
CAVALLINI
CAVALLINO
CAVALLO
CAVALLONI
CAVALLOTTI
CAVALLUZZI |
Cavalletti ha un ceppo nel reggiano, e nella fascia che comprende l'anconetano,
il maceratese, l'Umbria, il rietino ed il romano, Cavalletto è tipicamente
veneto, specifico del padovano soprattutto, con piccolissimi ceppi nel
mantovano, nel rovigoto e nel veneziano, Cavalli è diffuso in tutt'Italia,
ma prevalentemente nella parte nord occidentale, Cavallin è tipicamente
veneto, del trevisano soprattutto ed in particolare di Montebelluna, Vedelago,
Paese, Istrana e Morgano, Cavallini è tosco emiliano, pur se diffuso
in tutta la penisola, Cavallino parrebbe avere tre ceppi uno genovese,
uno napoletano ed uno palermitano, Cavallo è pure diffuso in tutt'Italia,
ma soprattutto al sud, Cavalloni è specifico del sudmilanese, Cavallotti
dovrebbe avere due ceppi uno tra il pavese ed il milanese ed un altro tra
Modena e Bologna, Cavalluzzi è decisamente del barese, di Grumo
Appula e Bari. Questi cognomi hanno molte diverse origini, che vanno
dal nome medioevale Cavallo,
a soprannomi riferiti al mestiere di cavallaio (chi
cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia di
Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell'esercito, all'aver
fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia
distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli, oppure
da toponimi quali Cavallino (VE) o (LE) o Cavallo Pastorio (ME) o simili.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cavalletti origina dal latino medievale 'cavallettus
-i' = "combattente a cavallo, cavaliere
cadetto", con scambio per metonimia cavallo
> cavaliere, e con il valore cadetto
ricavabile dal diminutivo. |
CAVANI
CAVANO |
Cavani è tipicamente emiliano, di Modena in particolare e del modenese,
di Formigine, Sassuolo, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Maranello,
Spilamberto, Fiorano Modenese, San Cesario sul Panaro, Vignola, Carpi e
Serramazzoni, con un piccolo ceppo anche nel lucchese a Castelnuovo di
Garfagnana, Pieve Fosciana e Camporgiano, Cavano, praticamente unmico,
dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe
derivare da un nome o soprannome generato dal termine latino cavanus,
cavannus (civetta),
ricordiamo la favola di Fedro Cavanus, cattus
et mus, favola che riportiamo integralmente: "Cavannus
petiit Cattum, ut adscensor sibi fieri liceret, et secum quaererent quae
colloquia inter se haberent. Cattus asportavit eum ad domum Muris. Rogavit
Cavannus C[attum]
ut clamaret se. Sic fec[it]. Mus, cum audisset vocem eius, ad (h)ostium
domus venit, dixitque : Quid quaeritis, aut quid dicitis? At illi : Volumus
tecum loqui. Mus cognovit quod malum consilium contra ipsum cogitassent.
Dixit : Maledictus tu sis, Catte, tu dominus meus, et ipse qui super te
sedet, et domus vestrae, et filii et filiae, et omnis parentela vestra
sit maledicta! Male huc venissetis et mae sit redeuntibus vobis de h[oc]
loco. Qui inimicis suis bona loqui non queunt, qui
sibi inimicitias imponunt, vel malum inter ser ineunt.". |
| CAVANNA
|
Cognome tipico dell'area tra le
provincie di Genova, Alessandria e Piacenza, dovrebbe discendere da un
soprannome dialettale derivato dal vocabolo capanna. |
| CAVAROCCHI
|
Cavarocchi parrebbe del teramano, con un ceppo, probabilmente secondario
a Roma, si potrebbe trattare di una specie di forma ipocoristica, o addirittura
patronimica del nome gallico Kabar,
Κάβαρος
in graco e poi latinizzato in Cavarus,
con questo nome troviamo il Re di una tribù barbara in Tracia, nazione
situata sul lato balcanico della costa adriatica, il capostipite potrebbe
essere stato figlio di un gallo di nome Cavarus. |
| CAVARRETTA
|
Cavarretta ha un ceppo calabrese nel crotonese ed uno siciliano nel trapanese
e palermitano, si dovrebbe trattare di una famiglia nobile di origine normanna,
Cabarret, giunta in Italia al seguito
del Conte Ruggero D'Altavilla, figlio di Tancredi e fratello di Roberto
il Guiscardo, liberatore della Sicilia dagli invasorie mussulmani, da questi
ottenne la baronia di Sicamino nel messinese, Riccardo Cavarretta nel XII°
secolo ottenne la Castellania di Messina da Guglielmo II° di Sicilia,
suo figlio Orlando ebbe da Federico II° il dominio di Cosenza, un altro
suo figlio Corrado il dominio di Salemi nel trapanese. |
| CAVARZERE
|
Cavarzere, specifico del veronese, di di Castagnaro, Verona e Legnago in
particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cavarzere nel basso
veneziano, probabile luogo d'origine del capostipite. |
| CAVASIN
|
Cavasin è specifico del trevisano, dovrebbe derivare dal toponimo
Cavasio del Tomba (TV), traccia di questa cognominizzazione si trova verso
la fine del XII° secolo con Gualperto da Cavasio capitano dei Trevigiani,
ma ben prima come possiamo leggere in un atto di vendita del 1119 conservato
presso l'archivio di stato di Treviso troviamo un suo omonimo: "...Constat
nos Ubertum et Ripertum germanos filios q.(uondam)
Pellegrini de Spineto, qui professi sumus ex natione nostra vivere Longobarda,
accepisse sicut in praesentia testium accepimus a te Valperte
de Cavasio inter argentum et aliam rem ...". |
CAVASINI
CAVASINO |
Cavasini è quasi unico, Cavasino assolutamente rarissimo, sembrerebbe
del trapanese, dell'isola di Favignana in particolare, con un possibile
ceppo secondario nel napoletano, appunto a Napoli si trovano tracce di
questo cognome nel 1700 con il mercante di formaggi Nicola Cavasino. |
CAVATAI
CAVATAIO |
Cavatai è unico, probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione
di Cavataio, che è tipico della Sicilia occidentale, di Cinisi,
Palermo, Terrasini e Balestrate nel palermitano e di Alcamo e Mazara del
Vallo nel trapanese, e che dovrebbe derivare dal mestiere di cavatore di sale o di zolfo, svolto dai capostipiti. |
CAVAZZA
CAVAZZI
CAVAZZINI
CAVAZZONI |
Cavazza sembra avere due ceppi, nel veronese, mantovano e nella zona che
comprende le province di Modena e Bologna, e in Piemonte, Cavazzi oltre
ad un ceppo bolognese sembra averne anche uno nel piacentino ed uno nel
sondriese, Cavazzini ha un nucleo parmense ed uno ferrarese, Cavazzoni
è specifico dell'area che comprende il mantovano, il reggiano soprattutto,
il modenese ed il bolognese, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale
Cavatia, o da suoi ipocoristici o accrescitivi,
o dal nome Cavatinus. Tracce
di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio nel Codice Diplomatico della
Lombardia medievale, dove in una Carta vendicionis
redatta a Vimercate (MI) l'otto luglio del 1180, si legge: "...Signum
+ + manuum Marcadi Cavatie
et Petri Cavatie
propincorum suprascripte Adelaxie qui eam interrogaverunt ut supra. Et
ibi interfuerunt Iohannes Cavatia
et Armaninus Cavatia
atque Grilionus de Bonate testium. ...", a Mombasiglio (CN) nel
1500 troviamo tali Christoforus Cavatia e Cavatinus Cavatia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Cavazza par muovere da una località Cavazza, dal
mediolatino cava «fossato,
luogo basso, valle», quasi certamente ferrarese. Troviamo
infatti fra i testimoni di un atto di donazione di terreni, redatto in
Ferrara nel 1195, ma giacente nell'Archivio Capitolare del Duomo di Modena,
un «Petrobonus de Cavaça»
e un «Girardinus de Cavaça»,
sicuramente ferraresi. Il cognome, anche nella forma Cavazzi, è
presente a Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Solara. Dal derivato Cavazzoni
prende nome la località Cavazzona, in com. di Castelfranco Emilia.
Altro derivato è Cavazzini. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e
nel Modenese. |
| CAVECCHIA
|
Cavecchia sembrerebbe avere un ceppo nel genovese, uno nel ferrarese ed
uno nel trevisano, dovrebbero derivare da toponimi come Cà Vecchia,
presente sia nel vicentino che nel mantovo, Casavecchia (di Tiglieto) nel
genovese o Cascina Vecchia nell'alessandrino, ma è pure possibile
una derivazione proprio da caratteristiche dell'abitazione del capostipite. |
CAVEDAL
CAVEDALE
CAVEDALI |
Cavedale, molto molto raro, è specifico dell'udinese, Sia Cavedal
che Cavedali sono quasi unici, potrebbero derivare tutti dal termine arcaico
cavedio (Atrio
di stile romano). intendendo forse il mestiere di custode o
portiere di una famiglia patrizia, consideriamo anche che nella Venezia
del 1300 il cavedale di una ditta era
una specie di amministratore, meno probabile una derivazione da un'altra
accezione del vocabolo cavedale (capitale). |
| CAVEDINI
|
Cavedini, molto molto raro, è specifico del veronese, di Verona
e San Martino Buon Albergo, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine veneto cavedin (recipiente
dove si effettua la salinazione dell'acqua per la conservazione di alimenti
e per estensione anche la salina),
forse ad indicare che il mestiere del capostipite fosse appunto quello
di mettere in salamoia degli alimenti per poterli conservare e probabilmente
rivenderli, non si può escludere comunque la possibilità
di una derivazione dal nome del paese di Cavedine nel trentino, anche se
la sua distanza da Verona rende questa ipotesi meno probabile. |
CAVEDONI
CAVEDURI |
Cavedoni è specifico del modenese, Caveduri, non comune, sembrerebbe
specifico di Ferrara, dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni
dialettali dal termine arcaico cavedone
, nel Veneto ed in Emilia e Romagna viene così chiamato il piccolo
argine trasversale posto in tutti i corsi d'acqua, che in caso di magra
impedisce all'acqua di defluire a valle, vocabolo derivato a
sua volta dal termine latino cavaedium
(atrio delle case degli antichi romani),
fuso con il termine latino capito, capitonis
(dalla testa grossa), ad indicare la
parte iniziale del corso d'acqua, probabilmente ad indicare che la famiglia
abitava in prossimità di un corso d'acqua, dove era situato un cavedone. |
| CAVENAGHI
|
Specifico dell'areale milanese,
dovrebbe essere derivato da un soprannome legato a toponimi come Cavenago
d'Adda (LO) o Cavenago Brianza (MI). Questa famiglia ha tra i suoi avi
due pittori degni di nota Emilio e Luigi Cavenaghi della seconda metà
del 1800. |
| CAVERI
|
Caveri, assolutamente rarissimo, è di probabili origini liguri,
dovrebbe derivare dal nome tardo latino Caverius,
di cui abbiamo conoscenza in Gallia nell'attuale paese di Caveirac vicino
a Nimes in Francia, paese che prese il proprio nome proprio da un Caverius. |
CAVERNA
CAVERNI |
Caverna, praticamente unico, sembrerebbe aver avuto un ceppo piemontese
ed uno siciliano, Caverni ha un ceppo toscano nel fiorentino, a Firenze,
Montelupo Fiorentino, Empoli, Scandicci, Montespertoli e Lastra a Signa,
ed a Prato, ed uno marchigiano, a Fano nel pesarese e nell'anconetano,
potrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome francese Caverne,
che nasce dal nome di parecchie località francesi. |
| CAVERZAGHI
|
Assolutamente rarissimo, tipico bergamasco, potrebbe derivare dal toponimo
Caverzago in Val Trebbia nell'alto piacentino. |
CAVESTRI
CAVESTRO |
Cavestri è tipico dell'area che comprende le province di Milano,
Varese e Verbania, con massima concentrazione a Lonate Pozzolo nel varesotto
e ad Omegna e Nonio nel verbanese, Cavestro, tipicamente veneto, è
del padovano, in particolare di Monselice con buona diffusione anche a
Padova, Este, Solesino e Pernumia, potrebbero derivare da soprannomi originati
dal termine medioevale cavestro (nodo
scorsoio, capestro) di cui abbiamo un esempio in uno scritto
dell'anno 1468 a Canneto sull'Oglio nel mantovano: "...dapoy
debia esser impichato in la ditta piaza a un certo legno, per Nuy deputado,
per el ministro de la justicia, cum uno cavestro
a la golla, per tal e così fatto modo che el non mora, ma che el
stenta per uno pezo, e dapoy debia esser taliata la testa in tal e così
fatto modo che la anima dal corpo si ge desparta....". |
CAVEZZA
CAVEZZI
CAVEZZO |
Cavezza è tipicamente campano, di Cicciano nel napoletano, dove
è presente anche a Roccarainola, Camposano, Nola, Pomigliano d'Arco
e Marigliano, Cavezzi, assolutamente rarissimo, parrebbe del Piceno, Cavezzo
è praticamente unico, dovrebbero derivare da un nome di località
come Cavezza di Mozzagrogna nel teatino, ma è più probabile
una derivazione da un soprannome basato sul termine cavezza
(fune che serve per trattenere le bestie come
cavalli, muli o buoi), forse ad indicare che i capostipiti fossero
soliti utilizzare questo tipo di strumento nel loro lavoro. |
CAVEZZALE
CAVEZZALI |
Entrambi molto molto rari, Cavezzale è tipico dell'area pavese,
Cavezzali è invece del milanese, dovrebbero derivare da soprannomi
basati sul termine dialettale lombardo cavezzal
(cavedano, un tipo di pesce d'acqua
dolce simile al cefalo o muggine di mare). |
| CAVEZZINI
|
Rarissimo è tipico del grossetano. |
CAVICCHI
CAVICCHIA
CAVICCHIO
CAVICCHIOLI
CAVICCHIOLO |
Cavicchi è tipico dell'area toscoemiliana, del fiorentino, del bolognese
e del ferrarese, Cavicchia ha un ceppo a San Remo nell'imperiese, uno a
Mantova, uno in Abruzzo a Capitignano nell'aquilano, a Montesilvano, Penne
ed Alanno nel pescarese ed a Lettopalena nel teatino, ed uno a Roma, Cavicchio,
decisamente più raro, è specifico del rovigoto, Cavicchioli
ha un ceppo nel milanese, probabilmente secondario, uno tra mantovano,
modenese e bolognese ed uno in Toscana tra pisano e senese, Cavicchiolo,
decisamente del padovano, della zona di Tombolo, Galliera Veneta e Cittadella,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi
originati dal termine italiano arcaico cavicchio
(piolo, piccolo bastoncino appuntito),
vocabolo che assume vari significati a volte con senso positivo, riferendosi
alla sua possibile funzione di perno, a volte con valore di offesa richiamando
il termine il membro maschile, ricordiamo che l'uso di questo cognome era
normale ad esempio per il Goldoni che lo attribuiva a Brighella, che si
presenta così ne La madre amorosa:
"Brighella Cavicchio,
quondam Bertoldo". |
| CAVIGLIA
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Caviglia è tipicamente ligure, del savonese e del genovese soprattutto
e dell'alessandrino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
marinaresco caviglia (piccolo
cilindro di legno, rigonfio in centro, che si infila in una cavigliera
per tirare con forza un cavetto o una sagola), forse per la
conformazione fisica del capostipite o per un carattere rissoso dello stesso. |
| CAVIGLIANI
|
Cavigliani, assolutamente rarissimo, è del pavese, di Vigevano,
dovrebbe derivare dal nome della località ticinese Cavigliano ad
una decina di chilometri da Locarno, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
CAVIGLIONE
CAVIGLIONI |
Caviglione è molto raro,
mentre Caviglioni è assolutamente rarissimo, per il primo l'origine
è ligure, tra Genova e Savona, con un possibile ceppo secondario
mentre il secondo non permette ipotesi certe, se non, per assonanza si
può ipotizzare un'origine simile, entrambi possono derivare dal
vocabolo caviglione che ha più significati, nella Liguria costiera
viene usato con il significato di cuneo troncoconico di legno usato per
sigillare il fasciame delle barche, mentre in campagna il caviglione è
un attrezzo metallico utilizzato per legare gli asini., se ne desumerebbe
una connessione con il mestiere di carpentiere o di mulattiere, non è
comunque da ignorare una possibile derivazione da un nome di località,
basti pensare alla grotta del Caviglione, sempre in Liguria. |
CAVINA
CAVINI
CAVINO |
Cavina è molto diffuso nell'area romagnola, a Faenza, Ravenna, Riolo
Terme, Brisighella, Castel Bolognese, Lugo, Casola Valsenio, Conselicee,
Bagnacavallo, Massa Lombarda, Solarolo e Cotignola nel ravennate,
ed a Forlì e Modigliana nel forlivese e ad Imola, Bologna, Castel
San Pietro Terme, Ozzano nell'Emilia, Medicina, San Lazzaro di Savena,
Mordano, Dozza e Borgo Tossignano nel bolognese, con un ceppo anche nel
fiorentino a Marradi e Firenze, Cavini, meno comune, ha un ceppo ad Imola
nel bolognese e ad Alfonsine e Faenza nel ravennate, ed uno a Firenze,
Palazzuolo sul Senio e Tavarnelle Val di Pesa nel fiorentino ed a Poggibonsi
nel senese, Cavino, rarissimo, ha un piccolo ceppo a Roma ed uno altrettanto
piccolo a San Vito dei Normanni nel brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare dal cognomen latino Cavinus,
Cavina, una variante del nome
Calvinus, di cui abbiamo un esempio
nel console romano Titus Veturius Cavinus o anche con Decimus Caelius Cavinus
Balbinus (170 - 238) imperatore di Roma assieme a Marco Clodio Pupieno
Massimo. |
| CAVIOLA
|
Caviola è tipico del bellunese, di Belluno, Sospirolo e Santa Giustina,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Caviola, una frazione di Falcade
nell'agordino, sempre nel bellunese. |
| CAVIONI
|
Specifico del milanese e lodigiano,
dovrebbe essere originato da un soprannome derivato dal vocabolo dialettale
cavion (dai capelli folti e lunghi). |
| CAVO'
|
Cavò è specifico di Messina, dovrebbe essere di origini francesi
e derivare dall'italianizzazione del cognome Cabau
o Cabot, che a loro volta dovrebbero
derivare da soprannomi originati dal fatto che i capostipiti avessero una
grossa testa. |
CAVOS
CAVOSI |
Cavos, praticamente unico è presente oggi solo a Egna in provincia
di Bolzano, ma sembrerebbe originario della zona del lago di Santa Giustina
in Trentino, Cavosi, sempre raro, ha un ceppo in provincia di Bolzano
ad Egna e Bolzano ed a Sfruz in trentino, potrebbero derivare da un nome
di località ora scomparso, troviamo tracce di questa cognominizzazione
nel 1600 con un Filippo Cavos che sposa la nobile Maddalena Mendini.
integrazioni fornite da Paolo Cavosi
Cavosi è presente a Sfruz (TN) vicino al lago di Santa Giustina.
Tradizione orale riporta collegamenti con Egna. Originariamente il nome
era Cavos ed è riportato su vari documenti parrocchiali di fine
700. |
CAVOTI
CAVOTO
CAVUOTI
CAVUOTO
GAVOTO |
Cavoto, estremamente raro, è tipico della zona tra beneventano e
foggiano, di Montefalcone Di Val Fortore e San Marco Dei Cavoti (BN) in
particolare, Cavoti è dovuto ad errori di trascrizione, Cavuoti
è lucano, Cavuoto è il più diffuso sia nel beneventano
che nel foggiano, Gavoto è del iserniese.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
da - i Cognomi di Colle Sannita, (cognomi estinti
a Colle), di prossima pubblicazione
Tipico di San Marco dei Cavoti e di Montefalcone di Val Fortore, Cavoto
è un cognome legato all'origine di San Marco dei Cavoti, fondato
da una colonia di Provenzali venuti al servizio degli Angioini presumibilmente
fra il 1353 e il 1355. Il termine Cavoti
deriva dal francese Gavots che indica
gli abitanti di Gap, città della Provenza dalla quale sembra che
provenisse la colonia più numerosa di questi antichi fondatori,
i quali scelsero il nome di S. Marco
in onore del loro santo protettore. I Cavoto discenderebbero in tal senso
da uno o più capostipiti provenzali
provenienti da Gap e stabilitisi nel territorio sannita, partecipando
così all'atto di fondazione di San Marco dei Cavoti. Varianti di
Cavoto sono le forma cognominali: Cavoti, molto raro, derivato da
un errore di trascrizione anagrafica della forma originaria Cavoto; Cavuoto,
molto diffuso nel beneventano, per cui si presume l'origine comune al ceppo
di San Marco dei Cavoti, ma presente anche in Puglia nel Barese e nel Foggiano,
nonché a Roma, Torino e Milano come conseguenza del fenomeno migratorio
dal Sud. Cavuoti, tipico lucano, più precisamente del Potentino,
di presunta origine comune ai precedenti (ma non si può in questo
caso escludere una origine diversa, come ad esempio dalla fusione di due
parole dialettali come capa, col significato
di testa e vuoto,
vuoti nel senso canzonatorio di testa
vuota, quelli dalla testa vuota). Gavoto, caratteristico
del comune molisano di Belmonte del Sannio in provincia di Isernia, di
possibile correlazione al ceppo sanmarchese. È chiaro, quindi, che la debole presenza dei Cavoto a Colle
nei secoli scorsi sia dovuta a nascite "occasionali" di sanmarchesi in
agro di Colle o comunque alla presenza in loco di famiglie originarie del
vicino comune di San Marco dei Cavoti. Ricordiamo, solo a titolo informativo,
che altri cognomi di San Marco devono la loro formazione ad antichi termini
provenzali italianizzati; cito l'esempio di due cognomi illustri quali
Zuppa, che deriva dal vocabolo jupòn,
ovvero giubba, mantello, e Jelardi,
originato dal cognome dei tre nobili fratelli feudatari Rinaldo, Guglielmo
e Giovanni Gaullart, il cui cognome
venne poi italianizzato in Galardus
e poi, per successiva corruzione, in Jalardus
e quindi Jelardo e Jelardi.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo G. Rohlfs (Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985)
Cavuoti e Cavuoto sono cognomi lucani presenti a Accettura, Melfi, Montemilone,
Potenza; attestato un Cola Cavotus nel 1551 a Melfi: significa: 'gente
di Cava de' Tirreni' (prov. di Salerno). |
| CAVRIANI
|
Cavriani ha qualche presenza, quasi certamente secondaria, nell'alessandrino
ed un piccolo ceppo tra rovigoto e ferrarese, a Stienta ed Occhiobello
nel rovigoto ed a Ferrara, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine dialettale veneto arcaico cavria
(strumento per alberare e disalberare i battelli
a vela, utile per superare tratti di fiume con ponti troppo
bassi), indicando probabilmente che i capostipiti fossero addetti a quel
tipo di manovre. |
CAZZA
CAZZETTA |
Cazza, praticamente unico, è del leccese, Cazzetta è un cognome
tipicamente pugliese, distribuito nel materano, nel barese, nel tarentino
in particolare, nel brindisino e nel leccese, con qualche presenza anche
in Sicilia, nel palermitano e nel nisseno e catanese, dovrebbero derivare
direttamente o attraverso un diminutivo, dal termine latino medioevale
caza (mestolo
di metallo, casseruola), strumento usato prevalentemente dagli
alchimisti e dagli erboristi nella preparazione delle loro miscele; si
potrebbe quindi supporre che queste fossero le professioni dei capostipiti. |
| CAZZARO'
|
Cazzarò è tipico del leccese, di Miggiano ed Alezio.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine grika o, in alternativa, greco-albanese, il cognome Cazzarò
nasce da un adattamento dell'aggettivo katsaròs,
che, in greco moderno, ha il significato di riccio,
riccioluto (vedi Rizza e Ricciuti).
In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione di un soprannome
o del nome personale del capostipite. |
CAZZATI
CAZZATO |
Cazzati, estremamente raro, è tipico del tarentino e del vicino
materano, Cazzato è tipicamente pugliese, del Salento e del tarentino,
possono essere stati originati da un soprannome dialettale legato al vocabolo
cacciare o al termine greco kuathos
(vaso, coppa,
ma anche casseruola), forse
ad intendere che il capostipite facesse il venditore itinerante d'acqua.
integrazioni fornite da Anna Carletto
cazzare in dialetto leccese, significa
rompere, frantumare, come ad esempio
di un piatto che cade per terra (dal francese casser).
Lo schiaccianoci è infatti chiamato cazzamennele
(rompimandorle).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cazzato è un cognome pugliese che può avere alla base
l'italiano 'cazzato' = cacciato,
esiliato, oppure un termine dialettale di Molfetta 'kazzatæ'
che indica un uomo "preso dall'ira, incollerito,
tenace". Minervini 137. |
| CAZZINI
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Molto raro, è tipico dell'area
milanese, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale
italiano Caccino (diminutivo di Caco). |
CAZZOLANI
CAZZULANI |
Cazzolani è praticamente unico, Cazzulani è specificatamente
lombardo, potrebbero derivare da soprannomi collegati al vocabolo basso
latino caza (catino)
tramite modificazioni dialettali e starebbe quindi ad indicare il mestiere
di venditori o fabbricanti di casseruole svolto dalla famiglia, ma è
pure possivile una derivazione dal termine dialettale lombardo cazzöla
(cazzuola, attrezzo
del muratore) e starebbe ad indicare che questo era invece il
mestiere del capostipite. |
| CAZZOLARO
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Cazzolaro, molto molto raro è tipico del padovano, di Galliera Veneta
in particolare, potrebbe derivare da una trascrizione errata del cognome
Calzolaro, ma è molto più probabile una derivazione da un
soprannome originato dal termine cazzola
o cazzuola ( arnese del muratore), forse originato dal mestiere di muratore
svolto dal capostipite. |
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