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CAU Cognome assolutamente sardo. diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo cau  che significa gabbiano, ma anche torsolo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CAU: su cau marinu è il gabbiano e si tratta di una voce onomatopeica. Su cau è inoltre il cavo dell'albero e viene dal latino cavum, da cui cavea = alveare, arnia; casiddu in Campidano, che solitamente si ricavava dalla corteccia (sughero) della quercia. Cau è inoltre il nome di un villaggio scomparso, altrimenti detto Cleu. La villa era ubicata in agro di Sassari: appartenne alla Curadorìa di Romangia, nel regno giudicale di Torres. Fu abbandonato verso la prima metà del XIV° secolo. Il cognome Cau è presente negli antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, figurano: Cau Andrea, jurato ville Turala(*odierno Torralba(Meylogu). Contrate de Ardar et Meylogu); Cau Andrea, ville Selluri(Sanluri - Seddori); Cau Francisco, ville Oddini(*distrutto (anche Ollini), del Salto di Orotelli. Curatorie Dore); Cau Gantino, ville Ecclesiarum(Iglesias - villa di Chiesa); Cau Joanne, jurato ville Barumela(* Mogorella? Partis de Montibus); Cau Joanne, jurato ville Nuraci Niello(* odierno Nuraxinieddu. Campitani Majoris); Cau Martinus - de Aristanni(Oristano); Cau Nicolao, jurato ville Gemessi(* distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus); Cau Nicolao, ville Selluri(Sanluri); Cau Paulo, ville Poupo (*Distrutto. Partis de Montibus; Cau Petro, ville Ecclesiarum(Iglesias); Cau Petro, ville Sammungleo(*odierno Samugheo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Cau Petro, ville Sarule (* odierna Sarule. Curatorie Dore); Cau Salvatore, ville Turri(* odierno Turri. Contrate Marmille). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS XI°, XIII° sec., troviamo invece: Cleu(de) Ithoccor, testis parthizione de servis, (18°); Cleu(de) Justa, donna, parthizione de servis (18°). Anche nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XIII° sec., troviamo un de Cleu: Cleu (de) Petru (125), teste in una vendita di servi: "Ego Iohannes priore de S. N. di Trullas, comporaili a Dorgotori de Mularia pede de sa filla de Iusta Lorica; et deibili I caballu domatu, caput a caput pro Susanna Lorica. Testes Petru de Cleu et Gosantine de Reças". Attualmente il cognome Cau è presente in 413 Comuni italiani, di cui 178 in Sardegna: Cagliari 249, Sassari 244, Sestu 189, P. Torres 77, Oristano 77, Sini 62, Mogoro 50.
CAUCCI
CAUCI
Caucci ha un ceppo triestino, uno nel Piceno ad Acquasanta Terme, San Benedetto del Tronto ed Ascoli Piceno e nella vicina Teramo, un grosso ceppo è presente a Roma con presenze anche a Marinom Civitavecchia e Ciampino nel romano, Cauci, assolutamente rarissimo, è del veronese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Chaucius, questo cognomen era normalmente attribuito a dei legionari che avessero combattuto in Germania contro i Chauci, un'antico popolo germanico che abitava lungo la costa del Mare del Nord, confinante ad ovest con i Frisoni, a sud con i Cherusci ed i Chasuarii, ed a est con i Longobardi.
CAUCIELLO Cauciello, estremamente raro, tipicamente campano, ha qualche presenza nel salernitano, a Mercato San Severino in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine napoletano caucio (calcio), personaggio di rilievo è stato il musicista e compositore Prospero Cauciello (1740 - 1790). (vedi anche CAUCCI)
CAUDA Cauda è tipicamente piemontese, di Torino, di Montà, Canale, Alba e Santo Stefano Roero nel cuneese e di Cisterna d'Asti ed Asti nell'astigiano, con un ceppo anche a Genova, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine piemontese cauda (caldana, caldura, ma anche minestra).
CAUDERA Caudera è specifico del torinese, di Ciriè soprattutto e di Torino, San Carlo Canavese e Chivasso, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale vercellese, e non solo, caudèra (caldaia con la quale si prepara il formaggio, ma anche strumento che serve per distillare la vinaccia per fare la grappa).
CAUSIO
CAUSO
CAUZO
Causio sembrerebbe originario della zona di Cannole (LE), Causo è specifico della zona di Melissano e Racale (LE), Cauzo, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare dal nome greco Kaousios latinizzato in Causius: "... unde gentile nomen Causius, quo nomine appellatus est Aesculapius, qui ibi colebatur ...", altro nome di Esculapio.
CAUTERUCCIO Cauteruccio è specifico del cosentino, di Buonvicino, Diamante, Belvedere Marittimo e Grisolia, dovrebbe derivare dal termine medioevale di origini grecolatine cauterio (piccola fonte), forse ad indicare che i capostipiti abitassero appunto presso una piccola fonte.
CAUTI
CAVUTI
CAVUTO
Cauti, molto raro, è abruzzese, con un ceppo ad Ortona e nel teramano a Sant`Egidio alla Vibrata e Sant`Omero, presenta un ceppo anche a Roma, Cavuti, molto molto raro, è tipico abruzzese, della provincia di Chieti, di Miglianico e Crecchio in particolare, Cavuto, decisamente meno raro è sempre tipico del chietino di Tollo ed Ortona, esiste anche un piccolo ceppo napoletano dovuto probabilmente a variazioni del cognome Cavoto, potrebbero derivare da nomi di località come Passo Cavuto sui Monti Marsicani nel Parco Nazionale d Abruzzo o, con molte minori probabilità, come Monte Cavuto nell'alto casertano, potrebbero anche derivare da emigrazioni provenzali (vedi CAVOTI).
CAVA Cava è panitaliano, dovrebbe derivare dai moltissimi toponimi contenenti la radice Cava, come Cava Manara (PV), Cava dei Tirreni (SA), Cava di Melis o Cava Farinata nel cosentino e così tanti altri.
CAVACCIUTI
CAVAZZUTI
Cavacciuti, assolutamente rarissimo, sembra tipico della zona di confine tra piacentino e parmense, Cavazzuti è tipico modenese, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Alberto Cavazzuti
il cognome Cavazzuti dovrebbe derivare derivare da un soprannome originato dalla scapigliatura o cavazza (chioma degli alberi in dialetto modenese) , per quanto riguarda la derivazione piacentina, visto che ci abito mi sembra strana, qui la doppia z non esiste e il mio cognome viene storpiato metodicamente in Cavacciuti. Mio padre mi raccontava che nel 700 a causa di una migrazione dovuta a motivi religiosi (fuga!!) molti modenesi si rifugiarono in  un paesino di montagna del piacentino. Vi è traccia nel cimitero, dove man mano il cognome viene storpiato in Cavacciuti proprio per questa difficoltà di pronuncia della z.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sul cognome Cavazzuti mi pare importante segnalare quanto riporta il prof. F. Violi, recentemente scomparso, il massimo studioso di toponomastica, onomastica e dialettologia modenese nel suo saggio Cognomi a Modena e nel Modenese, Aedes Muratoriana, Modena, 1996: "Cavazzuti è uno dei cognomi più rappresentati a Modena, a Carpi e nella media pianura, mentre è pressoché assente nella montagna e nella bassa modenese.  La più antica attestazione del nome si trova in un atto del vescovo di Modena Fredulfo del 1135.  Fra i confinanti del terreno dato in enfiteusi a Martino di Freto si cita un Geminianus Cavacutus e proprietà di un Cavacutus vengono citate, sempre in quel di Freto, nel 1176 e nel 1187 in documenti capitolari modenesi.  Non è improbabile che il nome personale Cavacutus sia corruzione di Cavazochus, documentato a Modena nel 1171 e antecedentemente nelle forme Cavazochi (1156) e Cavazocho (1160), indicante l'attività di «cavar tronchi, ceppi d'albero»; dal mediolatino zoccus (ceppo)".
CAVACECE Cavacece è decisamente laziale, di Piedimonte San Germano nel frusinate e di Roma, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo dialettale romano cavacecio o cavacece (cavalcioni sulle spalle).
CAVAGLIA' Tipico piemontese, dell'Hinterland meridionale torinese, deriva dal toponimo Cavaglià (BI).
CAVAGNA
CAVAGNI
CAVAGNOLA
CAVAGNOLI
CAVAGNOLO
Cavagna è decisamente del nord, la zona d'origine comprende le provincie di Pavia, Milano, Bergamo, Brescia e Trento,  Cavagni ha un ceppo nel parmense ed uno nel frusinate, Cavagnola, rarissimo, ha un ceppo nel genovese ed uno nel bresciano, Cavagnoli viene dal cremonese e bresciano, Cavagnolo è tipico del Monferrato. Dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo lombardo cavagna (cesta, mucchio, quantità), ma in alcuni casi possono discendere da toponimi come Cavagnolo (TO), o Cavagnola nel milanese ora scomparso, uno dei paesi distrutti nel 1162 da Federico Barbarossa.  Tracce di questa cognominizzazione si trovano nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1154 in un atto di compravendita si legge: "...Signum + manuum Iohannis Osmirii et Cavagnoli de Veura, propinqui parentes suprascripte femine...".
CAVAGNARI
CAVAGNARO
Cavagnari, molto molto raro, sembrerebbe del cremonese, Cavagnaro è tipico di Genova del genovese di levante, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale cavagna (cesta, gerla, mucchio, quantità) e potrebbe indicare l'attività di spallone, cioè di chi trasporta merci caricandosi una gerla in spalla.
CAVALAZZI
CAVALLAZZI
Cavalazzi, molto molto raro, con un ceppo nel milanese ed uno emiliano, dovrebbe essere una forma alterata del cognome Cavallazzi che ha un piccolo ceppo nel bolognese, ad Imola, Anzola dell'Emilia e Bologna ed uno tra milanese e pavese a Milano e Rosate nel milanese ed a Cilavegna nel pavese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Cavalatius di cui abbiamo un esempio nel 1100 con un Cavalatius iudex novarensis, troviamo tracce di queste cognominizzazioni verso il 1250 con il Vescovo di Novara Sigebaldo Cavallazzi e alla fine del XIII° secolo con Englesio Cavallazzi anch'esso vescovo di Novara.
CAVALCA Cavalca sembrerebbe specifico dell'area reggiano, parmense, di Parma in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cavalca, si dovrebbe trattare di una derivazione da una forma tronca del nome Cavalcante (vedi CAVALCANTE), nome del cui uso abbiamo un esempio nelle Dissertazioni sopra le antichità italiane di Ludovico Muratori (1672 - 1750), che scrive: "...Farulfo et Teudegrimo germanis quondam Farolfi, de quibus descendunt Lambardi quidam de Sancto Miniate, scilicet Cavalca Lambardus et filii...", un principio illustre di questa cognominizzazione lo troviamo nel 1300 con il Padre frate Domenico Cavalca da Vico Pisano dell' Ordine de' Frati Predicatori.
CAVALCABO' Rarissimo, probabilmente di origini lombarde, deriva da un soprannome (cavalca buoi), famiglia nobile di rango baronale. Troviamo nel giuramento di fedeltà alla città di Piacenza del 1141: "...aliam medietatem a comuni Placentie per foedum tenere debent; et si marchiones filii Malespine val Cavalcabo aut marchio Pelavicinus vel Gerardus de Cornazano predictos homines de valle Tarii placitare voluerint,...", nel 1313 comandante della fazione guelfa e signore di Cremona è  un Cavalcabò, Girolamo Cavalcabo nel 1580 ci lascia un testo sulla scherma, nel 1600 è presente uno scrittore Hieronimo Cavalcabò, nel 1773 Caterina IIa di Russia invia come suo rappresentante a Malta un Marchese Cavalcabò
CAVALCANTE
CAVALCANTI
Cavalcante è estremamente raro, si potrebbe immaginare un'origine meridionale, Cavalcanti, sempre molto molto raro, parrebbe del cosentino, derivano dal nome medioevale italiano Cavalcante , ricordiamo il banchiere lombardo ducentesco Cavalcante della Scala o meglio il più famoso Cavalcante Cavalcanti fiorentino di parte guelfa ed avversario politico di Farinata degli Uberti citato da Dante nell'Inferno tra gli eretici.
CAVALERA Specifico del Salento, di Casarano (LE) in particolare e del brindisino, potrebbe derivare da un nome di località, come ad esempio Cavalera di Mormanno nel cosentino, in Italia sono molte le località con questo nome.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Brindisi nel 1300 con il nobile casato dei Pandi-Cavalera.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cavalera è cognome leccese che deriva dal cognome base Cavalli. Minervini 136.
CAVALER
CAVALERI
CAVALERO
Cavaler, estremamente raro, è tipico del veronese, Cavaleri è tipicamente siciliano, di Licata, Favara, Aragona, Agrigento e Naro nell'agrigentino, di Gela e Riesi nel nisseno, di Catania, di Lentini nel siracusano e di Cerami nell'ennese, Cavalero è praticamente unico, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi dialettali originati dal mestiere dei capostipiti, che probabilmente erano addetti all'allevamento o conduzione dei cavalli.
CAVALIERE
CAVALIERI
Diffusi in tutt'Italia, Cavaliere è molto più presente al sud e nel Veneto, Cavalieri è più diffuso al nord, in Emilia soprattutto, hanno diverse origini, da soprannomi riferiti al mestiere di cavallaio (chi cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia di Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell'esercito, all'aver fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli. Si hanno tracce di questo cognome già dal rinascimento, a Ferrara un Bartolomeo Cavalieri vende a Ludovico Ariosto con rogito 30 giugno 1526 redatto dal notaio Ercole Pistoia, una casa in Contrada del Mirasole.
CAVALIERI D'ORO Molto raro sembra avere un ceppo originario nel ferrarese.
CAVALLA Cavalla sembrerebbe specifico di Villafranca d'Asti e dell'astigiano, potrebbe derivare da un nome di località come Cavalla, una frazione di Morbello nell'alessandrino, ma con lo stesso nome esiste anche una frazione di Farigliano nel cuneese ed altre simili.
CAVALLARA
CAVALLARI
CAVALLARO
CAVALLERI
CAVALLERO
Cavallara, assolutamente rarissimo, sembrerebbe lombardo, Cavallari ha un nucleo emiliano tra bolognese e ferrarese, uno forse non secondario milanese ed uno laziale, Cavallaro è presente in modo significativo in Campania, Calabria, Sicilia, ma anche in Lazio e Abruzzo e nel Veneto, Cavalleri è lombardo tra milanese, bergamasco e bresciano, Cavallero è tipicamente piemontese, potrebbero derivare da toponimi come Cà Cavallara (FE) o Cavallara di Ostellato (FE) o i vari Cavallari (SO), (CE), SQ) o Cavallaro (VI) o Cavalleri Fumeri (TO), ma è molto probabile anche una connessione con il mestiere di commerciante di cavalli o di addetto ai cavalli. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Ventimiglia (IM) fin dalla fine del 1400 con il notaio Simone Cavallaro.
CAVALLETTI
CAVALLETTO
CAVALLI
CAVALLIN
CAVALLINI
CAVALLINO
CAVALLO
CAVALLONI
CAVALLOTTI
CAVALLUZZI
Cavalletti ha un ceppo nel reggiano, e nella fascia che comprende l'anconetano, il maceratese, l'Umbria, il rietino ed il romano, Cavalletto è tipicamente veneto, specifico del padovano soprattutto, con piccolissimi ceppi nel mantovano, nel rovigoto e nel veneziano, Cavalli è diffuso in tutt'Italia, ma prevalentemente nella parte nord occidentale, Cavallin è tipicamente veneto, del trevisano soprattutto ed in particolare di Montebelluna, Vedelago, Paese, Istrana e Morgano, Cavallini è tosco emiliano, pur se diffuso in tutta la penisola, Cavallino parrebbe avere tre ceppi uno genovese, uno napoletano ed uno palermitano, Cavallo è pure diffuso in tutt'Italia, ma soprattutto al sud, Cavalloni è specifico del sudmilanese, Cavallotti dovrebbe avere due ceppi uno tra il pavese ed il milanese ed un altro tra Modena e Bologna, Cavalluzzi è decisamente del barese, di Grumo Appula e Bari.  Questi cognomi hanno molte diverse origini, che vanno dal nome medioevale Cavallo, a soprannomi riferiti al mestiere di cavallaio (chi cura i cavalli), al fatto di aver servito in una famiglia di Cavalieri, al fatto di aver militato a cavallo nell'esercito, all'aver fatto il messo postale a cavallo, al fatto di appartenere ad una famiglia distinta (borghesia) o altro che avesse riferimento con i cavalli, oppure da toponimi quali Cavallino (VE) o (LE) o Cavallo Pastorio (ME) o simili.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cavalletti origina dal latino medievale 'cavallettus -i' = "combattente a cavallo, cavaliere cadetto", con scambio per metonimia cavallo > cavaliere, e con il valore cadetto ricavabile dal diminutivo.
CAVANI
CAVANO
Cavani è tipicamente emiliano, di Modena in particolare e del modenese, di Formigine, Sassuolo, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Maranello, Spilamberto, Fiorano Modenese, San Cesario sul Panaro, Vignola, Carpi e Serramazzoni, con un piccolo ceppo anche nel lucchese a Castelnuovo di Garfagnana, Pieve Fosciana e Camporgiano, Cavano, praticamente unmico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un nome o soprannome generato dal termine latino cavanus, cavannus (civetta), ricordiamo la favola di Fedro Cavanus, cattus et mus, favola che riportiamo integralmente: "Cavannus petiit Cattum, ut adscensor sibi fieri liceret, et secum quaererent quae colloquia inter se haberent. Cattus asportavit eum ad domum Muris. Rogavit Cavannus C[attum] ut clamaret se. Sic fec[it]. Mus, cum audisset vocem eius, ad (h)ostium domus venit, dixitque : Quid quaeritis, aut quid dicitis? At illi : Volumus tecum loqui. Mus cognovit quod malum consilium contra ipsum cogitassent. Dixit : Maledictus tu sis, Catte, tu dominus meus, et ipse qui super te sedet, et domus vestrae, et filii et filiae, et omnis parentela vestra sit maledicta! Male huc venissetis et mae sit redeuntibus vobis de h[oc] loco. Qui inimicis suis bona loqui non queunt, qui sibi inimicitias imponunt, vel malum inter ser ineunt.".
CAVANNA Cognome tipico dell'area tra le provincie di Genova, Alessandria e Piacenza, dovrebbe discendere da un soprannome dialettale derivato dal vocabolo capanna. 
CAVAROCCHI Cavarocchi parrebbe del teramano, con un ceppo, probabilmente secondario a Roma, si potrebbe trattare di una specie di forma ipocoristica, o addirittura patronimica del nome gallico Kabar, Κάβαρος in graco e poi latinizzato in Cavarus, con questo nome troviamo il Re di una tribù barbara in Tracia, nazione situata sul lato balcanico della costa adriatica, il capostipite potrebbe essere stato figlio di un gallo di nome Cavarus.
CAVARRETTA Cavarretta ha un ceppo calabrese nel crotonese ed uno siciliano nel trapanese e palermitano, si dovrebbe trattare di una famiglia nobile di origine normanna, Cabarret, giunta in Italia al seguito del Conte Ruggero D'Altavilla, figlio di Tancredi e fratello di Roberto il Guiscardo, liberatore della Sicilia dagli invasorie mussulmani, da questi ottenne la baronia di Sicamino nel messinese, Riccardo Cavarretta nel XII° secolo ottenne la Castellania di Messina da Guglielmo II° di Sicilia, suo figlio Orlando ebbe da Federico II° il dominio di Cosenza, un altro suo figlio Corrado il dominio di Salemi nel trapanese.
CAVARZERE Cavarzere, specifico del veronese, di di Castagnaro, Verona e Legnago in particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cavarzere nel basso veneziano, probabile luogo d'origine del capostipite.
CAVASIN Cavasin è specifico del trevisano, dovrebbe derivare dal toponimo Cavasio del Tomba (TV), traccia di questa cognominizzazione si trova verso la fine del XII° secolo con Gualperto da Cavasio capitano dei Trevigiani, ma ben prima come possiamo leggere in un atto di vendita del 1119 conservato presso l'archivio di stato di Treviso troviamo un suo omonimo: "...Constat nos Ubertum et Ripertum germanos filios q.(uondam) Pellegrini de Spineto, qui professi sumus ex natione nostra vivere Longobarda, accepisse sicut in praesentia testium accepimus a te Valperte de Cavasio inter argentum et aliam rem ...".
CAVASINI
CAVASINO
Cavasini è quasi unico, Cavasino assolutamente rarissimo, sembrerebbe del trapanese, dell'isola di Favignana in particolare, con un possibile ceppo secondario nel napoletano, appunto a Napoli si trovano tracce di questo cognome nel 1700 con il mercante di formaggi Nicola Cavasino.
CAVATAI
CAVATAIO
Cavatai è unico, probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di Cavataio, che è tipico della Sicilia occidentale, di Cinisi, Palermo, Terrasini e Balestrate nel palermitano e di Alcamo e Mazara del Vallo nel trapanese, e che dovrebbe derivare dal mestiere di cavatore di sale o di zolfo, svolto dai capostipiti.
CAVAZZA
CAVAZZI
CAVAZZINI
CAVAZZONI
Cavazza sembra avere due ceppi, nel veronese, mantovano e nella zona che comprende le province di Modena e Bologna, e in Piemonte, Cavazzi oltre ad un ceppo bolognese sembra averne anche uno nel piacentino ed uno nel sondriese, Cavazzini ha un nucleo parmense ed uno ferrarese, Cavazzoni è specifico dell'area che comprende il mantovano, il reggiano soprattutto, il modenese ed il bolognese, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Cavatia, o da suoi ipocoristici o accrescitivi, o dal nome Cavatinus.  Tracce di queste cognominizzazioni si hanno ad esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove in una Carta vendicionis redatta a Vimercate (MI) l'otto luglio del 1180, si legge: "...Signum + + manuum Marcadi Cavatie et Petri Cavatie propincorum suprascripte Adelaxie qui eam interrogaverunt ut supra. Et ibi interfuerunt Iohannes Cavatia et Armaninus Cavatia atque Grilionus de Bonate testium. ...", a Mombasiglio (CN) nel 1500 troviamo tali Christoforus Cavatia e Cavatinus Cavatia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
II cognome Cavazza par muovere da una località Cavazza, dal mediolatino cava «fossato, luogo basso, valle», quasi certamente ferrarese. Troviamo infatti fra i testimoni di un atto di donazione di terreni, redatto in Ferrara nel 1195, ma giacente nell'Archivio Capitolare del Duomo di Modena, un «Petrobonus de Cavaça» e un «Girardinus de Cavaça», sicuramente ferraresi. Il cognome, anche nella forma Cavazzi, è presente a Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Solara. Dal derivato Cavazzoni prende nome la località Cavazzona, in com. di Castelfranco Emilia. Altro derivato è Cavazzini. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese.
CAVECCHIA Cavecchia sembrerebbe avere un ceppo nel genovese, uno nel ferrarese ed uno nel trevisano, dovrebbero derivare da toponimi come Cà Vecchia, presente sia nel vicentino che nel mantovo, Casavecchia (di Tiglieto) nel genovese o Cascina Vecchia nell'alessandrino, ma è pure possibile una derivazione proprio da caratteristiche dell'abitazione del capostipite.
CAVEDAL
CAVEDALE
CAVEDALI
Cavedale, molto molto raro, è specifico dell'udinese, Sia Cavedal che Cavedali sono quasi unici, potrebbero derivare tutti dal termine arcaico cavedio (Atrio di stile romano). intendendo forse il mestiere di custode o portiere di una famiglia patrizia, consideriamo anche che nella Venezia del 1300 il cavedale di una ditta era una specie di amministratore, meno probabile una derivazione da un'altra accezione del vocabolo cavedale (capitale).
CAVEDINI Cavedini, molto molto raro, è specifico del veronese, di Verona e San Martino Buon Albergo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine veneto cavedin (recipiente dove si effettua la salinazione dell'acqua per la conservazione di alimenti e per estensione anche la salina), forse ad indicare che il mestiere del capostipite fosse appunto quello di mettere in salamoia degli alimenti per poterli conservare e probabilmente rivenderli, non si può escludere comunque la possibilità di una derivazione dal nome del paese di Cavedine nel trentino, anche se la sua distanza da Verona rende questa ipotesi meno probabile.
CAVEDONI
CAVEDURI
Cavedoni è specifico del modenese, Caveduri, non comune, sembrerebbe specifico di Ferrara, dovrebbero derivare, anche attraverso modificazioni dialettali dal termine arcaico cavedone , nel Veneto ed in Emilia e Romagna viene così chiamato il piccolo argine trasversale posto in tutti i corsi d'acqua, che in caso di magra impedisce all'acqua di defluire a valle, vocabolo derivato a sua volta dal termine latino cavaedium (atrio delle case degli antichi romani), fuso con il termine latino capito, capitonis (dalla testa grossa), ad indicare la parte iniziale del corso d'acqua, probabilmente ad indicare che la famiglia abitava in prossimità di un corso d'acqua, dove era situato un cavedone.
CAVENAGHI Specifico dell'areale milanese, dovrebbe essere derivato da un soprannome legato a toponimi come Cavenago d'Adda (LO) o Cavenago Brianza (MI). Questa famiglia ha tra i suoi avi due pittori degni di nota Emilio e Luigi Cavenaghi della seconda metà del 1800.
CAVERI Caveri, assolutamente rarissimo, è di probabili origini liguri, dovrebbe derivare dal nome tardo latino Caverius, di cui abbiamo conoscenza in Gallia nell'attuale paese di Caveirac vicino a Nimes in Francia, paese che prese il proprio nome proprio da un Caverius.
CAVERNA
CAVERNI
Caverna, praticamente unico, sembrerebbe aver avuto un ceppo piemontese ed uno siciliano, Caverni ha un ceppo toscano nel fiorentino, a Firenze, Montelupo Fiorentino, Empoli, Scandicci, Montespertoli e Lastra a Signa, ed a Prato, ed uno marchigiano, a Fano nel pesarese e nell'anconetano, potrebbero derivare dall'italianizzazione del cognome francese Caverne, che nasce dal nome di parecchie località francesi.
CAVERZAGHI Assolutamente rarissimo, tipico bergamasco, potrebbe derivare dal toponimo Caverzago in Val Trebbia nell'alto piacentino.
CAVESTRI
CAVESTRO
Cavestri è tipico dell'area che comprende le province di Milano, Varese e Verbania, con massima concentrazione a Lonate Pozzolo nel varesotto e ad Omegna e Nonio nel verbanese, Cavestro, tipicamente veneto, è del padovano, in particolare di Monselice con buona diffusione anche a Padova, Este, Solesino e Pernumia, potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine medioevale cavestro (nodo scorsoio, capestro) di cui abbiamo un esempio in uno scritto dell'anno 1468 a Canneto sull'Oglio nel mantovano: "...dapoy debia esser impichato in la ditta piaza a un certo legno, per Nuy deputado, per el ministro de la justicia, cum uno cavestro a la golla, per tal e così fatto modo che el non mora, ma che el stenta per uno pezo, e dapoy debia esser taliata la testa in tal e così fatto modo che la anima dal corpo si ge desparta....".
CAVEZZA
CAVEZZI
CAVEZZO
Cavezza è tipicamente campano, di Cicciano nel napoletano, dove è presente anche a Roccarainola, Camposano, Nola, Pomigliano d'Arco e Marigliano, Cavezzi, assolutamente rarissimo, parrebbe del Piceno, Cavezzo è praticamente unico, dovrebbero derivare da un nome di località come Cavezza di Mozzagrogna nel teatino, ma è più probabile una derivazione da un soprannome basato sul termine cavezza (fune che serve per trattenere le bestie come cavalli, muli o buoi), forse ad indicare che i capostipiti fossero soliti utilizzare questo tipo di strumento nel loro lavoro.
CAVEZZALE
CAVEZZALI
Entrambi molto molto rari, Cavezzale è tipico dell'area pavese, Cavezzali è invece del milanese, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine dialettale lombardo cavezzal (cavedano, un tipo di pesce d'acqua dolce simile al cefalo o muggine di mare).
CAVEZZINI Rarissimo è tipico del grossetano.
CAVICCHI
CAVICCHIA
CAVICCHIO
CAVICCHIOLI
CAVICCHIOLO
Cavicchi è tipico dell'area toscoemiliana, del fiorentino, del bolognese e del ferrarese, Cavicchia ha un ceppo a San Remo nell'imperiese, uno a Mantova, uno in Abruzzo a Capitignano nell'aquilano, a Montesilvano, Penne ed Alanno nel pescarese ed a Lettopalena nel teatino, ed uno a Roma, Cavicchio, decisamente più raro, è specifico del rovigoto, Cavicchioli ha un ceppo nel milanese, probabilmente secondario, uno tra mantovano, modenese e bolognese ed uno in Toscana tra pisano e senese, Cavicchiolo, decisamente del padovano, della zona di Tombolo, Galliera Veneta e Cittadella, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine italiano arcaico cavicchio (piolo, piccolo bastoncino appuntito), vocabolo che assume vari significati a volte con senso positivo, riferendosi alla sua possibile funzione di perno, a volte con valore di offesa richiamando il termine il membro maschile, ricordiamo che l'uso di questo cognome era normale ad esempio per il Goldoni che lo attribuiva a Brighella, che si presenta così ne La madre amorosa: "Brighella Cavicchio, quondam Bertoldo".
CAVIGLIA Caviglia è tipicamente ligure, del savonese e del genovese soprattutto e dell'alessandrino, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine marinaresco caviglia (piccolo cilindro di legno, rigonfio in centro, che si infila in una cavigliera per tirare con forza un cavetto o una sagola), forse per la conformazione fisica del capostipite o per un carattere rissoso dello stesso.
CAVIGLIANI Cavigliani, assolutamente rarissimo, è del pavese, di Vigevano, dovrebbe derivare dal nome della località ticinese Cavigliano ad una decina di chilometri da Locarno, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CAVIGLIONE
CAVIGLIONI
Caviglione è molto raro, mentre Caviglioni è assolutamente rarissimo, per il primo l'origine è ligure, tra Genova e Savona, con un possibile ceppo secondario mentre il secondo non permette ipotesi certe, se non, per assonanza si può ipotizzare un'origine simile, entrambi possono derivare dal vocabolo caviglione che ha più significati, nella Liguria costiera viene usato con il significato di cuneo troncoconico di legno usato per sigillare il fasciame delle barche, mentre in campagna il caviglione è un attrezzo metallico utilizzato per legare gli asini., se ne desumerebbe una connessione con il mestiere di carpentiere o di mulattiere, non è comunque da ignorare una possibile derivazione da un nome di località, basti pensare alla grotta del Caviglione, sempre in Liguria. 
CAVINA
CAVINI
CAVINO
Cavina è molto diffuso nell'area romagnola, a Faenza, Ravenna, Riolo Terme, Brisighella, Castel Bolognese, Lugo, Casola Valsenio, Conselicee, Bagnacavallo, Massa Lombarda, Solarolo e Cotignola  nel ravennate, ed a Forlì e Modigliana nel forlivese e ad Imola, Bologna, Castel San Pietro Terme, Ozzano nell'Emilia, Medicina, San Lazzaro di Savena, Mordano, Dozza e Borgo Tossignano nel bolognese, con un ceppo anche nel fiorentino a Marradi e Firenze, Cavini, meno comune, ha un ceppo ad Imola nel bolognese e ad Alfonsine e Faenza nel ravennate, ed uno a Firenze, Palazzuolo sul Senio e Tavarnelle Val di Pesa nel fiorentino ed a Poggibonsi nel senese, Cavino, rarissimo, ha un piccolo ceppo a Roma ed uno altrettanto piccolo a San Vito dei Normanni nel brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen latino Cavinus, Cavina, una variante del nome Calvinus, di cui abbiamo un esempio nel console romano Titus Veturius Cavinus o anche con Decimus Caelius Cavinus Balbinus (170 - 238) imperatore di Roma assieme a Marco Clodio Pupieno Massimo.
CAVIOLA Caviola è tipico del bellunese, di Belluno, Sospirolo e Santa Giustina, dovrebbe derivare dal nome del paese di Caviola, una frazione di Falcade nell'agordino, sempre nel bellunese.
CAVIONI Specifico del milanese e lodigiano, dovrebbe essere originato da un soprannome derivato dal vocabolo dialettale cavion (dai capelli folti e lunghi).
CAVO' Cavò è specifico di Messina, dovrebbe essere di origini francesi e derivare dall'italianizzazione del cognome Cabau o Cabot, che a loro volta dovrebbero derivare da soprannomi originati dal fatto che i capostipiti avessero una grossa testa.
CAVOS
CAVOSI
Cavos, praticamente unico è presente oggi solo a Egna in provincia di Bolzano, ma sembrerebbe originario della zona del lago di Santa Giustina in Trentino, Cavosi, sempre raro,  ha un ceppo in provincia di Bolzano ad Egna e Bolzano ed a Sfruz in trentino, potrebbero derivare da un nome di località ora scomparso, troviamo tracce di questa cognominizzazione nel 1600 con un Filippo Cavos che sposa la nobile Maddalena Mendini.
integrazioni fornite da Paolo Cavosi
Cavosi è presente a Sfruz (TN) vicino al lago di Santa Giustina. Tradizione orale riporta collegamenti con Egna. Originariamente il nome era Cavos ed è riportato su vari documenti parrocchiali di fine 700.
CAVOTI
CAVOTO
CAVUOTI
CAVUOTO
GAVOTO
Cavoto, estremamente raro, è tipico della zona tra beneventano e foggiano, di Montefalcone Di Val Fortore e San Marco Dei Cavoti (BN) in particolare, Cavoti è dovuto ad errori di trascrizione, Cavuoti è lucano, Cavuoto è il più diffuso sia nel beneventano che nel foggiano, Gavoto è del iserniese.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci da - i Cognomi di Colle Sannita, (cognomi estinti a Colle),  di prossima pubblicazione
Tipico di San Marco dei Cavoti e di Montefalcone di Val Fortore, Cavoto è un cognome legato all'origine di San Marco dei Cavoti, fondato da una colonia di Provenzali venuti al servizio degli Angioini presumibilmente fra il 1353 e il 1355.  Il termine Cavoti deriva dal francese Gavots che indica gli abitanti di Gap, città della Provenza dalla quale sembra che provenisse la colonia più numerosa di questi antichi fondatori, i quali scelsero il nome di S. Marco in onore del loro santo protettore. I Cavoto discenderebbero in tal senso da uno o più capostipiti provenzali
provenienti da Gap e stabilitisi nel territorio sannita, partecipando così all'atto di fondazione di San Marco dei Cavoti. Varianti di Cavoto sono le forma cognominali: Cavoti, molto raro, derivato da un errore di trascrizione anagrafica della forma originaria Cavoto; Cavuoto, molto diffuso nel beneventano, per cui si presume l'origine comune al ceppo di San Marco dei Cavoti, ma presente anche in Puglia nel Barese e nel Foggiano, nonché a Roma, Torino e Milano come conseguenza del fenomeno migratorio dal Sud. Cavuoti, tipico lucano, più precisamente del Potentino, di presunta origine comune ai precedenti (ma non si può in questo caso escludere una origine diversa, come ad esempio dalla fusione di due parole dialettali come capa, col significato di testa e vuoto, vuoti nel senso canzonatorio di testa vuota, quelli dalla testa vuota). Gavoto, caratteristico del comune molisano di Belmonte del Sannio in provincia di Isernia, di possibile correlazione al ceppo sanmarchese. È chiaro, quindi, che la debole presenza dei Cavoto a Colle nei secoli scorsi sia dovuta a nascite "occasionali" di sanmarchesi in agro di Colle o comunque alla presenza in loco di famiglie originarie del vicino comune di San Marco dei Cavoti. Ricordiamo, solo a titolo informativo, che altri cognomi di San Marco devono la loro formazione ad antichi termini provenzali italianizzati; cito l'esempio di due cognomi illustri quali Zuppa, che deriva dal vocabolo jupòn, ovvero giubba, mantello, e Jelardi, originato dal cognome dei tre nobili fratelli feudatari Rinaldo, Guglielmo e Giovanni Gaullart, il cui cognome venne poi italianizzato in Galardus e poi, per successiva corruzione, in Jalardus e quindi Jelardo e Jelardi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs (Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985) Cavuoti e Cavuoto sono cognomi lucani presenti a Accettura, Melfi, Montemilone, Potenza; attestato un Cola Cavotus nel 1551 a Melfi: significa: 'gente di Cava de' Tirreni' (prov. di Salerno).
CAVRIANI Cavriani ha qualche presenza, quasi certamente secondaria, nell'alessandrino ed un piccolo ceppo tra rovigoto e ferrarese, a Stienta ed Occhiobello nel rovigoto ed a Ferrara, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale veneto arcaico cavria (strumento per alberare e disalberare i battelli a vela, utile per superare tratti di fiume con ponti troppo bassi), indicando probabilmente che i capostipiti fossero addetti a quel tipo di manovre.
CAZZA
CAZZETTA
Cazza, praticamente unico, è del leccese, Cazzetta è un cognome tipicamente pugliese, distribuito nel materano, nel barese, nel tarentino in particolare, nel brindisino e nel leccese, con qualche presenza anche in Sicilia, nel palermitano e nel nisseno e catanese, dovrebbero derivare direttamente o attraverso un diminutivo, dal termine latino medioevale caza (mestolo di metallo, casseruola), strumento usato prevalentemente dagli alchimisti e dagli erboristi nella preparazione delle loro miscele; si potrebbe quindi supporre che queste fossero le professioni dei capostipiti.
CAZZARO' Cazzarò è tipico del leccese, di Miggiano ed Alezio.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
D'origine grika o, in alternativa, greco-albanese, il cognome Cazzarò nasce da un adattamento dell'aggettivo katsaròs, che, in greco moderno, ha il significato di riccio, riccioluto (vedi Rizza e Ricciuti). In conclusione, dunque, si tratta della cognominizzazione di un soprannome o del nome personale del capostipite.
CAZZATI
CAZZATO
Cazzati, estremamente raro, è tipico del tarentino e del vicino materano, Cazzato è tipicamente pugliese, del Salento e del tarentino, possono essere stati originati da un soprannome dialettale legato al vocabolo cacciare o al termine greco kuathos (vaso, coppa, ma anche casseruola), forse ad intendere che il capostipite facesse il venditore itinerante d'acqua.
integrazioni fornite da Anna Carletto
cazzare in dialetto leccese, significa rompere, frantumare, come ad esempio di un piatto che cade per terra (dal francese casser). Lo schiaccianoci è infatti chiamato cazzamennele (rompimandorle).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cazzato è un cognome pugliese che può avere alla base l'italiano 'cazzato' = cacciato, esiliato, oppure un termine dialettale di Molfetta 'kazzatæ' che indica un uomo "preso dall'ira, incollerito, tenace". Minervini 137.
CAZZINI Molto raro, è tipico dell'area milanese, dovrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale italiano Caccino (diminutivo di Caco).
CAZZOLANI
CAZZULANI
Cazzolani è praticamente unico, Cazzulani è specificatamente lombardo, potrebbero derivare da soprannomi collegati al vocabolo basso latino caza (catino) tramite modificazioni dialettali e starebbe quindi ad indicare il mestiere di venditori o fabbricanti di casseruole svolto dalla famiglia, ma è pure possivile una derivazione dal termine dialettale lombardo cazzöla (cazzuola, attrezzo del muratore) e starebbe ad indicare che questo era invece il mestiere del capostipite.
CAZZOLARO Cazzolaro, molto molto raro è tipico del padovano, di Galliera Veneta in particolare, potrebbe derivare da una trascrizione errata del cognome Calzolaro, ma è molto più probabile una derivazione da un soprannome originato dal termine cazzola o cazzuola ( arnese del muratore), forse originato dal mestiere di muratore svolto dal capostipite.

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