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CERA
CIRA
Cera è molto diffuso in tutt'Italia, ha un ceppo torinese, uno nel milanese e nell'ovest della Lombardia, uno in Veneto, soprattutto nel vicentino e padovano, nel veneziano e nell'udinese, un ceppo traferrarese e bolognese, uno nel perugino, uno nell'aquilano, nel romano, nel frusinate e nel latinense, uno nel foggiano, nel tarantino e nel leccese, uno nel napoletano ed uno in Sardegna nella parte meridionale dell'isola, Cira, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nel leccese, potrebbero derivare, anche attraverso alterazioni dialettali, dal mestiere di venditore di cera o di produttore di candele svolto dai capostipiti.
CERADINI Ceradini è specifico del veronese, di San Pietro in Cariano, Verona, Rivoli Veronese, Fumane e Sant'Ambrogio di Valpollicella, dovrebbe derivare dal toponimo Ceradino, località, posta a circa 12 chilometri da Verona nell'attuale comune di Bussolengo, citata nei documenti delle campagne napoleoniche in Italia: "...Vial had been driven from San Marco, and chased into the little village of Mutole in the valley. Wukassowich had marched down the left bank of the Adige nearly as far as Ceradino, and had planted a battery in a position whence he could send his shot across the river against the small garrison which kept the head of the defile of Incanale at Osteria. ...".
CERALDI
CERALDO
CIRALDI
CIRALDO
Ceraldi ha un ceppo nel casertano soprattutto a Mondragone, Sessa Aurunca e Carinola ed a Napoli, uno nel potentino a Pietragalla e Potenza ed uno a San Mauro Marchesato nel crotonese, Ceraldo, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, così come Ciraldi, altrettanto unico, mentre Ciraldo, tipicamente siciliano, di Bronte nel catanese, dovrebbe essere una variazione dialettale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal termine provenzale charaut (mignotta), possono anche derivare dal  vocabolo greco kerayles (suonatore di strumento a fiato usato per richiamare l'attenzione della gente), ad indicare forse che il capostipite facesse il banditore, ma il termine ceraldo in epoca antica significava anche imbroglione, ciurmadore derivando dal greco cheraos (cornuto, riferito al diavolo).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo G. Rohlfs il cognome lucano Ceraldi, presente anche in Calabria ed a Napoli, è una variante del cognome GIRALDI attestato nelle stesse zone, che viene dal personale germanico Geroaldus, documentato nel secolo X in Francia e divenuto il cognome Giraud.
CERALLI
CERALLO
Ceralli, molot molto raro, è tipico del Piemonte nordoccidentale, Cerallo è praticamente unico, dovrebbero derivare da nomi di località come Cerallo nel cuneese.
CERAMELLI
CIARAMELLI
Originari del Fiorentino questi cognomi derivano da cognomi connessi con l'uso di uno strumento musicale pastorale, una specie di oboe, normalmente suonato assieme alla piva o zampogna, che in alcuni luoghi della Toscana, in particolare tra gli aretini, veniva chiamato Ciaramella.
CERAMI
CIRAMI
Cerami è tipico del palermitano, sdi Petralia Soprana e Palermo, con ceppi forse secondari anche a Cefalù, Castellana Sicula e Petralia Sottana, Caltanissetta, Catania e Marsala (TP), Cirami, molto meno diffuso, è tipico di Bronte (CT) e dell'agrigentino, dovrebbe trattarsi di una modificazione dialettale del primo che parrebbe derivare dal toponimo Cerami (EN).
CERANTOLA Cerantola è tipico del vicentino, di Tezze sul Brenta in particolare e di Bassano del Grappa, Rosà e Romano d'Ezzelino, con un ceppo anche a Loria nel trevisano e Cavarzere nel veneziano, dovrebbe derivare dal nome della località Cerantola di Tezze sul Brenta.
CERASA
CERASINI
CERASINO
CERESA
CERESINI
Cognome tipico del centro Italia Cerasa, potrebbe avere ceppi nel leccese e nel palermitano, Cerasini, assolutamente rarissimo, è probabilmente la conseguenza di errori di trascrizione del cognome Cerasino, che è tipicamente pugliese del brindisino, di Ostuni, Carovigno e Torre Santa Susanna, Ceresa sembra essere specificatamente lombardo e piemontese, Ceresini è tipicamente parmense, con presenze anche a Felino, Sala Baganza e Langhirano sempre nel parmense. Questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi legati, direttamente o tramite ipocoristici, al vocabolo latino cerasum (ciliegia), nelle varianti dialettali oppure a toponimi come Cerasa (PS), Cerasuolo (IS), Ceresara (MN), Cereseto Monferrato (AL), ecc.
CERASUOLO Cerasuolo è tipicamente campano, di Napoli in particolare, con un piccolo ceppo nell'iserniese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cerasuolo nell'iserniese, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CERATI Dovrebbe avere due ceppi uno nel comasco ed uno nel cremonese potrebbe derivare da soprannomi collegati al toponimo Cerati (CN) o Cerano d'Intelvi (CO).
CERBAI Cerbai è tipicamente toscano, ha un ceppo a Prato, Firenze e nel fiorentino ed uno a Campiglia Marittima nel livornese, potrebbe stare ad indicare una provenienza dei capostipiti dalla zona del Colle di Cerbaio nel lucchese.
CERBARA Cerbara ha un ceppo tra riminese e pesarese a Rimini e Verucchio nel riminese ed a Sant'Agata Feltria e Pennabilli nel pesarese, ed un ceppo nel romano a Roma, Gavignano e Colleferro, dovrebbero derivare da toponimi come Cerbara di Piagge nel pesarese o Cerbara di Città di Castello nel perugino, probabili luoghi d'origine dei capostipiti.
CERBARANO Cerbarano, abbastanza raro, sembrerebbe specifico di Carinola nel casertano, con un piccolo ceppo nel pescarese, potrebbe derivare da nomi di località come la Contrada Cerbarano a Manoppello nel pescarese, o da forme etniche di paesi come Cerbaro nel potentino o l'antica località Cerbaro nel beneventano o un'altra oimonima nell'avellinese delle quali abbiamo tracce in documenti del XII° secolo.
CERBONE
CERBONI
Cerbone è tipicamente campano, del napoletano, con grossi ceppi ad Afragola, Casalnuovo di Napoli, Napoli e Casoria, ma ben presente anche ad Acerra, Caivano, Cardito e Pomigliano d'Arco, un piccolo ceppo a Vallo della Lucania nel salernitano e ad Avella nell'avellinese, Cerboni è tipico della zona tosco, umbra, a Grosseto, Arezzo e Firenze e nel perugino a San Giustino, Perugia e Castiglione del Lago, con un ceppo anche a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale Cerbonius (Cerbone), ricordiamo nel VI° secolo San Cerbone Vescovo di Populonia nel livornese: "Anno 572 claruit Sanctus Cerbonius ante quem nullus qui in Populoniæ Massæque sede floruerit. Fuit ille Affricanus, et cum esset Sancti Regali Alumnus secum in Ætruriam venit, et post Magistri Martirium cum Populoniam se contulisset ejus Civitatis enunciatos est Episcopus cujus Vitam Sanctus Gregorius scripsit...".
CERCA Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Ancona, dovrebbe derivare da un riferimento toponomastico, cioè dal fatto di abitare la famiglia sulla strada Cerca, così venivano anticamente chiamate alcune vie che uscendo dalla città giravano attorno ad  uno o più ostacoli.
CERCACE
CERCACI
Cercace, quasi unico, è dell'anconetano, Cercaci, molto raro, tipicamente marchigiano, è anch'esso dell'anconetano, in particolare di Monte San Vito, Jesi e Senigallia.
integrazioni fornite da Marco Cercaci
Il cognome Cercaci compare in documenti di archivio civili e religiosi della metà del XVI° secolo nel territorio di Jesi (AN).  Per secoli esponenti di questa famiglia hanno ricoperto cariche nelle confraternite avendo anche il compito della questua (cerca in dialetto) cioè reperire le offerte dei devoti.
CERCATO Molto raro è tipico di Venezia e dintorni, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cercatus, nome dato normalmente ad un figlio molto desiderato.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Il cognome veneto Cercato per Olivieri 200 potrebbe forse derivare da cercaore = 'esattore'.
CERCHIAI Cerchiai è tipico di Pescia nel pistoiese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cerchiaio nel pistoiese, probabile luogo d'origine del capostipite, paese situato a circa una dozzina di chilometri a nord di Pistoia.
CERE' Cerè è tipico del bolognese, di Bologna, Casalecchio di Reno, Castel San Pietro Terme, Ozzano nell'Emilia e San Lazzaro di Savena, potrebbe derivare da un soprannome originato dal fatto che i capostipiti provenissero dal paesino bolognese di Cereglio.
CEREA Cerea è tipicamente lombardo, di Inzago, Milano, Vaprio d'Adda, Pozzuolo Martesana e Segrate nel milanese e di Bergamo, Mornico al Serio, Curno, Treviolo, Canonica d'Adda, Dalmine ed Almenno San Bartolomeo nel bergamasco, dovrebbe derivare da una forma tronca del termine cerreta (bosco di cerri), transitando attraverso l'aferesi della forma dialettale scerea, improbabile una derivazione dal toponimo Cerea nel veronese.
CEREDA Cereda è tipicamente lombardo, del nordmilanese, varesotto, comasco e lecchese in particolare, dovrebbe derivare da nomi di località individuate dalla presenza di un bosco di cerri.
CERELLO Assolutamente veneziano, potrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo latino cirrus (ricciolo), indicante quindi una caratteristica fisica, il fatto di essere riccio di capelli.
CEREMELETTI Esclusivamente del milanese, deriva da un soprannome dialettale arcaico che potrebbe essere riferito o all'abitudine di esagerare nel bere o da qualche fatto relativo alla cera.
CERES Ceres è un cognome specifico di Caposele nell'avellinese, nobile famiglia di origini spgnole, il cui insediamento a Caposele risale alla fine del XV° secolo su incarico di re Ferdinando I° D'Aragona.
CERESETTI Ceresetti è tipico del bresciano, di Pisogne in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato da ipocoristici del termine dialettale arcaico ceresa (ciliegia), forse per caratteristiche somatiche quali il tipico naso rosso del capostipite.
CERETTA Tipico del vicentino di Trissino in particolare, e nell'area dei Colli Euganei, in provincia di Padova, dove risiede un gruppo (poco numeroso) di Ceretta tra i Comuni di Torreglia e Montegrotto Terme, potrebbe derivare dal toponimo Cereda (VI).
integrazioni fornite da Moreno Ceretta
La famiglia Ceretta è originaria del comune di di Altissimo (VI) nella località Molino di Altissimo,  così chiamata per la presenza da vari secoli di un mulino (ancora esistente).  Questo mulino era proprietà, fino al 1850 circa, della famiglia Ceretta, che per questo aveva il soprannome di munareti. Nel 1850 circa, a causa di problemi finanziari, dovettero vendere e lasciare il mulino, e nel corso di pochi anni si sparpagliarono in tutto il Veneto. I rami principali derivati da questa migrazione sono ancora a Chiampo, Trissino, Vicenza e Lonigo, nonchè in molti altri comuni. Escludo che l'origine del cognome possa essere Cereda, non essendo questo il luogo originario della famiglia.
CERETTI Tipico lombardo, del bergamasco e del cremonese, potrebbe derivare dal toponimo Cerete (BG).
CERIALE
CERIALI
Ceriale ha un ceppo ligure ad Albenga nel savonese ed uno campano a Campagna nel salernitano, il ceppo ligure dovrebbe derivare dal toponimo Ceriale (SV), Ceriali è tipicamente lombardo di Cremona e del cremonese in particolare, dovrebbero derivare dal nome latino Cerialis di cui abbiamo un esempio nel generale romano del tempo dell'imperatore Vespasiano Quintus Petillius Cerialis Cesius Rufus Legato della nona legione e comandante della decima legione ispanica, di cui parla Tacito nelle  sue Historiae: "...Postera die quartadecima legio in superiorem pro vinciam Gallo Annio missa: Cerialis exercitum decima ex Hispania legio supplevit: Civili Chaucorum auxilia venere. Non tamen ausus oppidum Batavorum armis tueri, raptis quae ferri poterant, ceteris iniecto igni..".
CERIANI Ceriani è specifico della zona che comprende il milanese, il varesotto ed il comasco, Ceriano è quasi unico, dovrebbero derivare in molti casi dal toponimo Ceriano (MI), ma è pure molto probabile una derivazione dal nomen latino Cerilianus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ceriani è un cognome veneto. Aggettivo etnico da 'Cerèa' (VR).
CERIARO Ceriaro, quasi unico, parrebbe ligure, potrebbe derivare dal nome latino Cerialis (vedi CERIALE), dove per il fenomeno del rotacismo, tipico nei dialetti settentrionali, si è sostituita la erre alla elle.
CERINA
CIRINA
Cerina ha un ceppo sardo nell'Ogliastra ad Ilbono in particolare, ed uno autonomo nel novarese a Trecate, Cirina, tipico del cagliaritano sembra specifico della zona di Selegas, Senorbì e Silius, l'origine dovrebbe essere molto diversa, quella del ceppo piemontese potrebbe derivare da modificazione dialettali dell'etnico di Cerano (NO), quella dei ceppi sardi probabilmente deriva da soprannomi originati dal vocabolo arcaico dell'Ogliastra quali cerina o chirina (recinto per ovini o maiali).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CIRINA: deriva da kirra, chirra, cirra (vedi Chirra). Col termine chirrìna o kirrìna o cirìna si indica, nelle parlate centrali, il recinto del maiale o meglio della scrofa, che qui in Campidano chiamiamo comunemente s'aùrra; vocabolo, quest'ultimo, che proviene dall'italiano antico arella = piccola stalla e dal latino harula. Per l'etimologia vedi Chirra. Non l'abbiamo trovato negli antichi documenti da noi consultati. Attualmente è presente in 78 Comuni Italiani, di cui 35 in Sardegna: Senorbì 66, Cagliari 54, Assemini 27, Ortacesus 21, etc.
CERINI
CERINO
CERRINI
CERRINO
Cerini ha più ceppi, nella zona che dal milanese, attraversa il varesotto ed arriva all'alto novarese (Verbania, Intra), nel mantovano, nella Toscana centro orientale ed in provincia di Roma, Cerrini, decisamente meno diffuso, oltre ad un piccolo ceppo milanese, ne ha uno fiorentino ed uno nell'alto perugino, Cerino e Cerrino sono tipicamente del napoletano e salernitano, dovrebbero derivare dal praenomen latino Cerrinus di cui abbiamo un esempio a Pompei nel I° secolo con Marcus Cerrinus Vatia o nell' Ab Urbe Condita di Tito Livio, dove leggiamo: "...Inter multos nobiles equites Campanos Cerrinus Vibellius erat, cognomine Taurea...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel 1500 a Perugia, dove nell'albo degli scolari iscritti per l'anno 1572 troviamo un certo Cerrinus de Cerrinis.
integrazioni fornite da Alessandro Benfatto
il cognome Cerini é presente nell'archivio del Centro di Ricerca Araldico.Infatti il cognome suddetto è stato fregiato con il titolo di nobile di Venezia.
CERIOLI
CERIOTTI
CERIOTTO
Cerioli è di origine cremonese, con buona presenza in tutta la Lombardia ed in Emilia, Ceriotti è tipicamente lombardo del milanese e del varesotto, Ceriotto è quasi unico ed è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da forme ipocoristiche di un soprannome legato al vocabolo latino cirrus (ricciolo), indicante quindi una caratteristica fisica dei capostipiti, il fatto di essere ricci di capelli.
CERIONESE
CERIONESI
Sia Cerionese che Cerionesi sono quasi unici, tipici del vebeziano, potrebbero derivare da un soprannome dialettale veneziano arcaico stante ad indicare chi conduceva in processione dei ceri in occasione della festività dedicata alla Purificazione della Madonna.
CERIONI Sembra avere un ceppo nell'anconetano ed uno in provincia di Roma, potrebbe derivare da un soprannome originato da una caratteristica fisica, i capelli ricci, o dall'appartenere ad una congregazione come portatore di ceri durante le processioni.
CERISE Cerise è tipicamente valdostano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine francese cerisier (ciliegio), ma è pure possibile un collegamento con il termine dialettale locale cere (cera) ed indicare quindi che il capostipite fosse un produttore di quell'articolo, un apicultore.
CERMIGNANI
GERMIGNANI
Cermignani, molto raro, ha un ceppo abruzzese, nel teramano e nel teatino, ed uno romano, Germignani sembrerebbe unico ed è probabilmente il frutto di un errore di trascrizione del precedente, molto probabile una derivazione dal nome del paese di Cermignano nel teramano, anche se non si può ignorare una possibile connessione con il nome medioevale latino Germinianus, o Geminianus, ricordiamo ad esempio il Patrono di Modena San Geminiano.
CERMINARA
CERMINARI
CERMINARO
GERMINARA
Cerminara è un cognome tipicamente calabrese, Cerminari e Cerminaro sono praticamente quasi unici, Germinara, molto raro, è tipico del cosentino, di Campana soprattutto, e del crotonese, potrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere dei capostipiti, forse dei vivaisti, cioè dei padroni di un germinarium (vivaio).
CERNA
CERNE
CERNIC
CERNO
Cerna è un cognome friulano tipicamente triestino, Cerne è la forma più diffusa, anche nel goriziano, dello stesso cognome, Cernic, anch'esso specifico del goriziano, ha la stessa origine, così come Cerno che è invece tipico dell'udinese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal termine sloveno c(e)rn (nero), si dovrebbe trattare quindi di nomi attribuiti ai capostipiti che da bambini  erano caratterizzati dall'avere i capelli neri o una carnagione più scura della norma.
CERNELLI Cernelli, molto molto raro, sembrerebbe specifico del salernitano, di Prignano Cilento e di Ogliastro Cilento in particolare, potrebbe essere di origini normanne e derivare dal nome della località di Cernelium (l'attuale Cerne nel Dorsetshire), nome che troviamo citato in questo testo del 1125: "..Procurante igitur Almaro episcopo et decernente sancto Dunstano, ossa sancti Edwoldi de terra eleuata, cum ad episcopalem sedem Schireburnie ferri deberent, a loco illo moueri non potuerunt. Episcopus igitur cum populo genua flectit, orationibus humiliter instans; et Almarus comes qui tunc aderat, vt ad Cernelium portaretur si ipse sanctus dignaretur, cum ceteris deum exorat...".
CERNUSCHI Molto raro è tipico del milanese, dovrebbe derivare dal toponimo Cernusco sul Naviglio (MI), tracce illustri di questa cognominizzazione le troviamo nel 1400 con lo scultore Luchino Cernuschi, autore fra l'altro dell'Arca Torelli nella chiesa di Sant'Eustorgio a Milano, nella prima metà del 1700 Paolo Cernuschi è vescovo di Como.
CEROLINI Cerolini è specico della provincia di Macerata, di Civitanova Marche in particolare, potrebbee derivare da una forma ipocoristica del nome antico latino Cerulus, o Cerullus (vedi anche CERULLI), ricordiamo con questo nome un re latino di 5 secoli prima della fondazione di Roma, potrebbe però anche derivare da una modificazione del cognomen latino Cerularius.
CERONE
CERONI
CERRONE
CERRONI
Cerone è originario di Muro Lucano (PZ), ma esiste anche un ceppo nell'aquilano nella zona tra Avezzano, Celano e Collelongo, Ceroni ha un ceppo veneto tra vicentino, padovano e veneziano ed un ceppo toscoemiliano, tra fiorentino, bolognese, forlivese e soprattutto ravennate, Cerrone e tipico della fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Campania e foggiano, Cerroni è laziale, questi ultimi 3 potrebbero anche derivare dal toponimo Cerrone (CH) o Cerrone di Piediluco (TR), l'origine più probabile dovrebbe però risalire al nome greco Cerone, nome del tiranno che distrusse Siracusa nel 270 a.C, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio a Napoli in un atto del 28 aprile 1555 Gio. Battista Carfagno e i suoi nipoti Ferdinando, Prospero e Geronima (figli di Cornelio suo fratello defunto) si obbligarono a pagare 20 ducati di oro a mastro Cerrone di Bagnoli "acciò fabricasse la detta cappella", secondo un altra ipotesi questi cognomi potrebbero derivare, soprattutto se appartenenti a famiglie originarie di zone di montagna, dal cerro che è una varietà di quercia caratteristica forse del luogo in cui quelle famiglie abitavano, personaggio di rilievo è stato Giovanni Cerroni che nel 1351 fu nominato senatore e capitano dal Papa ricevendone pieni poteri, e che governò Roma fino al 1352.
CERQUA
CERQUI
Cerqua ha un ceppo laziale a Roma, Guidonia Montecelio (RM) e a Sora e Broccostella nel frusinate, ed un ceppo campano a Giugliano in Campania, Qualiano, Villaricca, Marano di Napoli e Napoli nel napoletano, Cerqui sembra invece tipico del bresciano e di Preseglie in particolare.
integrazioni fornite da stefano Ferrazzi
Cerqua, presente da nord a sud del paese, è più tipicamente campano e laziale, con ceppi maggiori nel napoletano e nel romano e ceppi minori nel casertano e nel frusinate, Cerqui, più raro del precedente, sembra specifico del bresciano, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Cerqua (variante del più comune Quercia), da intendersi o come simbolo di forza (sia fisica che morale) o come simbolo cristiano (la quercia, infatti, è una pianta cara alla tradizione cristiana e il nome Cerqua potrebbe anche riflettere il culto per la Madonna della Cerqua); dal punto di vista etimologico, l'origine del termine cerqua (ancora in uso in alcuni dialetti) va ricercata nella stessa metatesi dell'italiano quercia. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti.
CERQUETI
CERQUETO
CERQUETTI
Cerqueti ha un ceppo marchigiano ed uno abruzzese, Cerqueto, assolutamente rarissimo, è napoletano, Cerquetti sembrerebbe specifico di Civitanova Marche (MC) ma con un ceppo anche a Roma, potrebbe derivare da uno dei tanti toponimi presenti nelle Marche ed in Umbria come ad esempio Cerquete (AN), Cerqueto (PU) e (PG) e (VT), Cerqueta (FR), di quest'uso abbiamo un esempio nel XIII° secolo: "...alumnus fuit Jacobus de Cerqueto, qui suis orationibus obtinuit ...".
CERRATI
CERRATO
Cerrati molto raro è specifico del Piemonte, Cerrato è abbastanza diffuso, sembra avere due ceppi autonomi, nel Piemonte occidentale e nel napoletano e salernitano, potrebbero derivare da toponimi contenenti la radice Cerr... cioè legati alla presenza di cerri (varietà di querce), si ipotizza anche che il ceppo campano possa in qualche modo definire una provenienza dalla città di Acerra (NA).  Tracce di questo cognome si trovano ad Alba (CN) nel 1500 con il poeta Paolo Cerrato e nell'astigiano a Tigliole fin dal 1600.
CERRETA
CERRETI
CERRETO
DA CERRETO
DE CERRETO
Cerreta è tipicamente campano, di Calitri nell'avellinese, Cerreti è tipico dell'area centrale che comprende la Toscana, dove è massivamente rappresentato nel fiorentino e nell'aretino, nelle Marche e nel romano, Cerreto è tipicamente campano, del napoletano, beneventano e soprattutto del casertano, con un ceppo anche a Roma, Da Cerreto e De Cerreto sono praticamente unici e parrebbero marchigiani, dovrebbero tutti derivare dal nome del luogo d'origine o d'abitazione dei capostipiti, con  toponimi come Cerreta di Sant'Agata dei Goti nel beneventano, Cerreto di Ariano Irpino o Cerreto di Lioni nell'avellinese, Cerreto Sannita nel beneventano, Cerreto di Monte Cavallo nel maceratese, Cerreto di Montegiorgio nel Piceno, Cerreto di Saviano nel napoletano, Cerreto Guidi nel fiorentino o come questi moltissimi altri, ma è pure possibile che derivino semplicemente da soprannomi originati dalla presenza di un bosco di cerri nelle vicinanze delle abitazioni delle famiglie.
CERRI
CERRUTI
CERUTI
CERUTTI
Cerri è presente in tutta la fascia occidentale dell'Italia centro settentrionali ha più aree di origine, una nelle provincie di Milano, Novara e Pavia, una nelle provincie di Pisa e Lucca, almeno un'altra nel Lazio; Cerruti è ligure piemontese, Ceruti è lombardo, Cerutti è lombardo piemontese. Tutti questi cognomi deriverebbero da soprannomi legati alla presenza di uno o più cerri (alberi) nelle vicinanze dell'abitazione delle famiglie o, più probabilmente, da toponimi che contengono la radice Cerro, estremamente diffusi in Italia, a titolo di esempio: Cerreto Alpi (RE), Cerreto Castello (BI), Cerreto d'Asti (AT), Cerreto Laziale (RM), Cerro al Lambro (MI), Cerro Maggiore (MI) ecc.  Tracce di famiglia Cerri la troviamo in Lunigiana, dove nel 1550 è presente con mansioni di notaio un tal Giovanni Michele dei Cerri di Bigliolo, nel 1580 M. Antonio Cerri da Montone (PG) scrive saggi sulla poesia lirica latina, nel 1770 a Pumenengo (BG), troviamo in qualità di podestà Girolamo dei Cerri di Vailate.
CERRO Ha un ceppo nel savonese, a Quiliano in particolare ed uno nel frusinate nella zona di Pontecorvo (FR), dovrebbe derivare da toponimi come Cerro di Cassino (FR), Cerro Grosso (FR) o simili.
CERSOSIMO Specifico del cosentino, della zona di Mormanno in particolare, deriva dal toponimo Cersosimo (PZ) (vedi CERZOSIMO).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cersosimo è un cognome e toponimo lucano e calabrese che deriva dall'espressione greca 'κυρ' Ζώσιμος' = signor Zosimo.
CERULLI
CERULLO
Cerulli, abbastanza raro, sembrerebbe avere più ceppi distinti, a Monte Argentario (GR), a Roma e a Napoli, Cerullo, molto diffuso in tutta la Campania e nel potentino, ha un ceppo nel catanzarese, zona di Montauro e Squillace, ed uno nel Salento a Maglie, dovrebbero tutti derivare dal praenomen romano Cerullus di cui abbiamo un esempio in un'antica lapide romana: "Laribus Augustis mag(istri) reg(ionis) III  - vici Corniclar(i) -ann(o) LXI aediculam vetustate - vexatam et tectum eius - sua impensa refecerunt - et marmorarunt - C(aius) Iulius Macareus - M(arcus) Graecinius Cerullus - N(umerius) Graecinius Philetus - M(arcus) Gavius Speratus - L(ucio) Iunio Gallione - T(ito) Cutio Cilto co(n)s(ulibus) ", troviamo tracce di questa cognominizzazione nell'avellinese a Montoro in un atto d'indulto del 1340 concesso da Roberto d'Angiò.
CERVASI
CERVASIO
Cervasi, assolutamente rarissimo, è dell'anconetano, Cervasio è tipico del napoletano di Napoli, Pozzuoli, Torre del Greco e Sant'Antimo e di Lioni nell'avellinese, dovrebbero derivare dalla forma medioevale germanica Cervasius derivata dal nome latino Gervasius.
CERVELIN
CERVELLA
CERVELLI
CERVELLINI
CERVELLINO
CERVELLO
Cervelin è praticamente unico, Cervella, assolutamente rarissimo, è del centro Italia, Cervelli ha ceppi in Toscana, in Umbria, nel romano e nel reatino, uno a Napoli e Casoria nel napoletano ed uno in Puglia, a Bitonto nel barese, a Taranto ed a Lecce, Cervellini ha un piccolo ceppo tra riminese e pesarese, uno a Civitanova Marche nel maceratese, uno in Abruzzo nell'aquilano a Trasacco, Avezzano e Luco dei Marsi e nel teramano a Giulianova e Martinsicuro, ed uno a Roma e Palombara Sabina nel romano, Cervellino è specifico del potentino, di Oppido Lucano, Genzano di Lucania e Venosa, Cervello, sicuramente meridionale, ha un piccolo ceppo a Barletta nel barese ed unoa Palermo, con un piccolissimo ceppo anche a Caltagirone nel catanese, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, anche dialettali, da alterazioni del nome medioevale latino Cervelius, una forma alterata del nomen latino Servilius, il personale gentilizio della Gens Servilia, o del nomen latino Cervilius.
CERVELLATI Cervellati è tipicamente emiliano, di Bologna soprattutto e di Imola, Molinella e Castenaso nel bolognese di Ferrara ed Argenta nel ferrarese e di Ravenna, si possono ipotizzare due possibili origini soprannominali, la prima dal termine cervellata (un tipo di salsiccia allo zafferano), ipotizzando così che i capostipiti potessero essere dei salumieri, la seconda, molto lontana dalla prima come significato, ipotizza invece una derivazione dal termine medioevale cervelliera (un tipo di elmo), in questo caso i capostipiti potrebbero essere stati dei militari, dotati cioè di cervelliera.
CERVELLERA
CERVELLERI
CERVELLERO
Cervellera è specifico della zona che comprende il brindisino e il Tarentino, Cervelleri e Cervellero, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti ad un errore di trascrizione, dovrebbero derivare da un nome di mestiere, ma è anche possibile che derivino da soprannomi originati dal termine normanno cervillier (una sorta di elmo o bandana di metallo posta attorno al capo), tracce di questa cognominizzazione si trovano almeno dal 1700 a Palagiano (TA), dove ad esempio nella seconda metà del secolo Pietro Cervellera è Priore della Confraternita del SS.mo Sacramento.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cervellera è un cognome di origine soprannominale che origina dal sostantivo "cervello", latino 'cerebellu(m)' diminutivo di 'cerebrum', inteso come "parte principale dell'encefalo, posta nella cavità cranica", ma anche "senno, intelletto, intelligenza". Etimologicamente connessa anche la derivazione da 'cervelliera' = cervillier (vedi anche CERVIGLIERE).
CERVERA
CERVERO
Tipico napoletano o meglio ischitano Cervera è abbastanza raro, Cervero, anch'esso napoletano, è decisamente più raro, dovrebbero essere di origine spagnola e derivare dal nome greco Kerberos latinizzato in Cerberus con il significato di guardiano o di uno dal carattere severo, modificato poi dagli spagnoli in Cervero, ma è pure possibile che derivino dal nome della località spagnola Cervera capoluogo della regione di Segarra in Catalogna, in Spagna il casato nobile dei baroni De Cervera era già presente nel 1100. Del cognome Cervera si hanno tracce ad Ischia già nel 1600 quando in un atto troviamo citato un tal Melchiorre Cervera accusato di omicidio.
CERVETTI
CERVETTO
CERVOTTI
Cervetti ha un ceppo ad Alessandria e nell'alessandrino ed uno a Frassinoro, Modena e Sassuolo nel modenese, Cervetto è specifico di Genova e del genovese e savonese, Cervotti è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Cervetus o Cervottus di cui abbiamo un esempio alla fine del 1200 con il bolognese Cervetus o Cervottus Accursius (1240 -1287) insigne giurista, amante anche dello studio delle lingue antiche d'Italia e di Francia.
CERVI
CERVO
Cervi sembra avere oltre al nucleo primario in Emilia, anche uno in Lombardia, uno nel trevigiano ed uno nelle province di Roma e Frosinone, Cervo sembra avere un ceppo tra vicentino e bellunese ed uno in Campania, dovrebbero derivare dal cognomen latino Cervius, che si ritrova ad esempio in un'antica lapide romana: "Q(uintus) Cervius Q(uinti) l(ibertus) Fidelis v(ivus) f(ecit) sib(i)".  Troviamo tracce di questa cognominizzazione in una pergamenna conservata in Bergamo, dove si legge: "...ad banchum iuris sapientis viri dom. Peterzoli de Cervis de Cremona...".
CERVIGLIERE Cervigliere sembrerebbe ormai scomparso in Italia, dovrebbe derivare da un soprannome derivato dal fatto che il capostipite utilizzasse appunto il cervigliere, una sorta di elmo medioevale di cui abbiamo un esempio nei bandi lucchesi del 1300: "...Et.tucti li mercadanti et artifici, in qualunqua porta della cità di Lucca abitano, li quali avessero boteghe o mercantie in ella contrada dove il fuoco fusse acceso, et tucti li omini di quella porta dove il fuoco fusse accesso, liberamente et senza pena possano traere per spegnare lo dicto fuoco, per cavare et portare via le dicte mercatantie, senza alcuna arme offendevole o defendevole, se non con pavese o rotella, cervigliere o segure, a quella pena che per suo arbitrio torre volesse...".
CERVINI
CERVINO
Cervini sembra avere due ceppi, uno nel varesotto ed uno nel Lazio, Cervino è tipicamente meridionale, della Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, dovrebbero derivare dal nome medioevale Cervinus, la cognominizzazione di questo nome è già presente nel 1500 quando troviamo ad esempio un Cardinal Marcello Cervini (1501-1555) amministratore apostolico della Diocesi di Reggio Emilia.
CERVIONE
CERVIONI
CERVONE
CERVONI
Cervione è proprio unico, Cervioni, quasi unico, parrebbero del centro Italia, Cervone sembra tipico del napoletano, con un possibile ceppo nel barese, Cervoni è decisamente laziale, potrebbero derivare, direttamente o attraverso una modificazione, dal cognomen latino Cervo, Cervonis, di cui si trova un esempio su di un'antica lapide: "D(is) M(anibus) - Claudi Cervoni - Ionici lib(erti)".  Tracce di questa cognominizzazione si trovano a Norcia in un atto del 1565, dove si legge: "...Coram magnifico domino Thoma Cervone de Colle gubernatore et illius dominis audit...".
CERZA
CERZOSO
Cerza, molto raro, è tipico campano. Cerzoso, altrettanto raro, è specifico del cosentino.
ipotesi fornite da Gianpaolo Ferrara
Cerza era un cognome molto diffuso nell'entroterra meridionale sannita. Cerzoso molto probabilmente deriva da Cerza e cerza in dialetto avellinese e beneventano sta a significare quercia, quindi essere una quercia cioè essere di buona salute o di forte carattere. Esempio:  kella femmena è na cerza, cioè quella donna è forte.
CERZOSIMO
CERZOSO
Cerzosimo, molto molto raro, è nel salernitano a Montecorvino Rovella e nel cosentino, Cerzoso, assolutamente rarissimo, è del cosentino, dovrebbero derivare dal toponimo Cersosimo (PZ).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cersosimo è un cognome e toponimo lucano e calabrese che deriva dall'espressione greca 'κυρ' Ζώσιμος' = signor Zosimo (N.d.r. Zosimo è il nome dell'abate fondatore del monastero basiliano che diede sviluppo al paese).
CESANA
CESANO
Cesana è originario del milanese e comasco, Cesano ha due ceppi, uno nelle provincie di Torino e Cuneo ed uno in puglia nel leccese e brindisino. Dovrebbero derivare da soprannomi originati da toponimi quali: Cesana Brianza (LC), Cesano Boscone (MI), Cesana Torinese (TO), Cesano (TE).
CESARANO Cesarano, tipicamente campano è soprattutto specifico di napoletano e salernitano, dovrebbe derivare da toponimi come Cesarano di Sorrento (NA), Cesarano di Cesara (CE) o Cesarano di Tramonti (SA).
CESARATTI
CESARATTO
CESARETTO
CESAROTTO
Cesaratti sembrerebbe ormai estinto, le ultime tracce sono marchigiane, Cesaratto parrebbe originario della provincia di Pordenone, zona di Spilimbergo e Vivaro, Cesaretto dovrebbe essere rovigoto, Cesarotto è tipico padovano, questi cognomi derivano da ipocoristici del cognomen latino Caesar (Cesare).
CESARE
CESARI
CESARINI
CESARIS
CESARO
CESARO'
CISARO'
DE CESARE
DE CESARI
DE CESARIS
DI CESARE
DI CESARI
Cesare è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, ma il ceppo più significativo è in Campania, nel napoletano e nel beneventano, Cesari è presente in tutt'Italia, ma maggiormente nel centro ed in Emilia e Romagna, con un ceppo anche nel leccese, Cesarini è proprio della fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, Cesaris è lombardo, Cesaro ha un ceppo veneto, con particolare concentrazione nel trevisano, veneziano e soprattutto padovano, ed in Campania nel casertano, napoletano e salernitano, Cesarò sembrerebbe siciliano, con un ceppo nel trapanese, a Marsala, Erice, Trapani e Custonaci, Cisarò, molto più raro, ha un piccolo ceppo a Calatafimi nel trapanese, De Cesare è molto diffuso in tutto il sud peninsulare, soprattutto in Campania ed in Puglia, Di Cesare è più diffuso nel Lazio, in Abruzzo, Molise, foggiano, casertano, napoletano e palermitano, De Cesari, ha un ceppo tra bresciano e mantovano, uno nel lucchese, uno nel forlivese ed uno nel romano, Di Cesari, assolutamente rarissimo, parrebbe romano, De Cesaris è del Piceno, Abruzzo, Lazio, ternano e grossetano. Questi cognomi derivano, direttamente o tramite forme ipocoristiche, dal cognomen latino Caesar (Cesare), portato dal più famoso dei condottieri dell'antica Roma, tanto da venire immortalato come sinonimo mondiale del termine imperatore, basti pensare al Kaiser germanico o allo Czar russo, che hanno appunto tratto origine da questo nome.
CESCHI
CESCHIN
CESCHINA
CESCHINI
CESCHINO
CESCON
CESCONI
Ceschi è tipico veronese, Ceschin è specifico del trevisano e del vicino pordenonese, Ceschina molto raro è del comasco, Ceschini, più raro,  sembra avere un ceppo nel basso trentino ed uno in provincia di Macerata, Ceschino è rarissimo e parrebbe del torinese, Cescon è specifico del trevisano e del vicino veneziano, Cesconi è quasi unico, derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, più o meno modificati dal dialetto, dall'aferesi del nome Francesco, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1500 a Riva del Garda in trentino negli atti di una causa tra un certo Bartolomeo Gomberti e Francesco Ceschini di Gargnano nel bresciano, verso la fine del 1500 si trovano atti di un notaio Francesco Ceschini di Cologna in Alto Adige.
CESCHIA Ceschia è specifico del Friuli Venezia Giulia, di Udine, Nimis, San Daniele del Friuli, Magnano in Riviera, Gemona del Friuli e Tarcento nell'udinese, di San Canzian d'Isonzo nel goriziano e di Trieste, dovrebbe trattarsi dell'italianizzazione del nome sloveno Cèscje, una forma aferetica del nome slavo Francèscje (Francesca).
CESETTI
CESI
CESINI
Cesetti ha un ceppo nel Piceno a Montegiorgio, Serviglisano, Montappone e Sant'Elpidio a Mare, con una discreta presenza anche nel maceratese a Mogliano, un secondo ceppo lo presenta in Lazio, a Roma ed a Tuscania nel viterbese, Cesi, molto raro, sembra avere due ceppi, uno nel brindisino ed uno nel Lazio, Cesini ha un ceppo ad Ancona e Recanati nel maceratese, uno a Roma ed uno molto piccolo a Trieste, sembrerebbero tutti derivare, direttamente o attraverso varie forme ipocoristiche, dalla Gens latina Cesia, secondo alcune ipotesi la zona originaria sarebbe Cesi, un castello umbro dal quale sarebbe fuggito il Pietro Cesi capostipite della nobile famiglia romana, altri addirittura fanno risalire le origini ad un tale Ceso o Ciso, figlio di Temeno re di Micene e di Argo (1190-1100 a.C.).  Al casato dei Cesi appartennero Vescovi, Cardinali, Priori, Conti, Duchi e Marchesi, sia nel Lazio che in Umbria. (vedi anche CESINARO)
CESINARO Cesinaro, assolutamente rarissimo, specifico del teatino, dovrebbe essere originario di San Giovanni Teatino in provincia di Chieti, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine medioevale cesinare, cioè colui che lavora nelle cesinas (unità di misura agricola), leggiamo negli Statuti di Laurino: "...et Baiulos qui fuerint pro tempore prpportionaliter dividendos, et qui eum accusabit habeat de ipsa pena tarenos tres, et si animalia ibunt ad labores cesinarum ibi forsan faciandarum .. ..tem si quis fecerit cesinas in territorio comuni Laurini in Carpineto et Sorbato, solvat Curie tarenos septem, et medium,...".
CESTARA
CESTARI
CESTARO
Cestara, rarissimo, sembra di Colliano (SA), Cestari ha un importante nucleo nel Trentino, in Emilia tra le province di Modena e Ferrara e nel rovigoto, uno nel torinese ed uno tra napoletano e salernitano, Cestaro è veneto con un ceppo forse non secondario nel napoletano e salernitano, dovrebbero tutti derivare dal mestiere di cestai o venditori di cesti, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Veneto fin dal 1600, ad esempio una famiglia Cestaro è menzionata tra i ricchi possidenti di Cividale, nel 1700 troviamo a Napoli un tal Jacopo Cestaro maestro di pittura.
CESTER Cester è tipico dell'area trevisano, veneziana, con presenze significative anche nel vicino padovano e pordenonese, la presenza nel Lazio potrebbe risalire all'esodo forzato di manovalanza veneta in occasione della bonifica delle paludi pontine, dovrebbe risalire al termine veneto per cestaio, o produttore di cesti, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Portogruaro nella seconda metà del 1700 con il calzolaio e poi conciatore di pellami Francesco Cester.
CESTRONE
CESTRONI
Cestrone è specifico del casertano, di Sessa Aurunca, Roccamonfina, Teano e San Prisco, Cestroni, quasi unico, sembrerebbe laziale, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal termine medioevale cestro, cestronis, la betonica, una pianta dall'odore di limone utilizzata in passato per la sua azione specifica contro le cefalee e perchè favorisce la cicatrizzazione delle ferite, forse ad indicare nel capostipite un erborista o comunque una specie di medico.
CETARELLI
CITAREDO
CITARELLA
CITARELLI
CITARELLO
CITTARELLI
CITTARELLO
Cetarelli è unico ed è una forma alterata di Citarelli, che ha un ceppo a Napoli ed uno a Foggia e Bari, Citarella è un cognome tipicamente meridionale, con un ceppo campano, particolarmente nel salernitano a Nocera Inferiore, con presenze significative anche a Nocera Superiore e Pagani, a Napoli e Mugnano di Napoli, uno ad Aversa nel casertano ed uno a Benevento, ed un ceppo pugliese a Bari, Citarello è praticamente unico, Cittarelli, molto raro, è specifico di Terracina nel latinense, Cittarello, estremamente raro,  sembrerebbe del maceratese, Citaredo, quasi unico, parrebbe campano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal mestiere di citaredo (suonatore di cetra, dal termine latino cithara), ma potrebbero anche derivare dai molti nomi di località che prendevano il nome dalla presenza di un tempio o di una statua della Venere Citarea, è anche possibile che in alcuni casi derivino da una forma ipocoristica del nome, soprannome medioevale Citara, troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Napoli nella seconda metà del 1500 con il casato marchionale dei Citarella.
CETRARA
CETRARI
CETRARO
Cetrara e Cetrari sono praticamente unici, Cetraro è un cognome tipico del cosentino di Sangineto, Aieta, Praia a Mare e Verbicaro, dovrebbero derivare dal toponimo Cetraro (CS).
CETRULLO
CETRULO
CITRULLO
CITRULO
Cetrullo è specifico di Pescara, con un piccolo ceppo a Miglianico nel teatino, Cetrulo ha un ceppo nell'avellinese a Caposele ed a Sant'Andrea di Conza, e ad Eboli nel salernitano, Citrullo è unico, Citrulo, praticamente unico, è dell'avellinese, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine latino cetrullus (anguria), probabilmente ad indicare nel capostipite un coltivatore di quel tipo di frutti.
CETTI
CETTINI
CETTO
Cetti ha un ceppo lombardo nel comasco, a Laglio, Lenno, Como e Tremezzo, e nel bresciano e veronese ed un ceppo toscano nel fiorentino, pisano e livornese, Cettii è quasi unico, Cetto è tipicamente trentino, di Levico Terme in particolare, dovrebbero derivare direttamente o tramite un'ulteriore forma ipocoristica, da ipocoristici aferetici di nomi come Dolce, Lancia, Lucio, o altri nomi simili.
CEVA Ceva è tipicamente piemontese, dell'alessandrino, di Valenza e Tortona, dovrebbe derivare dal toponimo cuneese di Ceva, ad indicarlo probabilmente come luogo di provenienza del capostipite.
CEVASCO Cevasco è tipicamente ligure, di Genova in particolare, potrebbe derivare da una forma arcaica dell'etnico del paese di Ceva (CN), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Bargagli (GE) fin dal 1500 quando i Cevasco erano una delle due famiglie dominanti pur non essendo nobili, agli inizi del 1600 Alessandro Invrea (Doria) Patrizio genovese sposa Maria Cecilia Cevasco, figlia di Francesco Cevasco.
CEVENINI Cevenini è tipicamente emiliano, di Bologna in particolare, e del bolognese, di Sasso Marconi, Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Pianoro, Sal Lazzaro di Savena, Ozzano dell'Emilia e Medicina, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ceveninus, di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1275 a Bologna, quando, in un conflitto tra faentini e bolognesi morì tra gli altri un certo Ceveninus de Çovençonibus: "... In quo quidem supradicto conflictu mortui fuerunt de magnis et nobilioribus de Bononia, de parte Geremiorum, scilicet d. Nicholaus Baçaleriis, d. Rigucius de Galluciis, d. Thomaxinus de Riosti, d. Ugolinus Çanboni doctor legum, d. Nicholaus de Tencarariis iudex, d. Sovranus de Stupa, dominus Lanbertinus Pacis, d. Ceveninus de Çovençonibus et duo sui filii, dominus Lanbertinus Piçella, d. Ugonittus de Garixinis, d. Guilielmus de Malavoltis, d. Franciscinus de Ducia, d. Pirulinus domine Hostie, d. Albertus de Sala, d. Albertus de Caçe et Bartolomeus de Baxacomatre, et alii infiniti ...", nome la cui originedovrebbe essere celtica e derivare per betacismo dal termine gallico cebenna (alture, montagne), con la stessa etimologia delle Cevennes francesi.
CEVOLANI Cevolani è tipico di Cento nel ferrarese e di Pieve di Cento e Bologna nel bolognese, dovrebbe derivare dall'etnico del paese di Cevola nel parmense o di Cevolabbate nel riminese.
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