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CHA Cognome tipico di Aquila di Arroscia (IM).
integrazioni fornite da Guillermo Cha - Argentina (tratto da il secolo XIX°)
Racconta lo storico locale Domenico Quartino che Carlo Magno creò un feudo in Belgio che diede in possesso alla famiglia dei Cha. “Questi - spiega Quartino - erano amanti della libertà e decisero di aiutare i greci nella lotta contro i pirati, ma la spedizione fu una vera catastrofe: furono tutti uccisi. Si salvò Joannes Cha, monaco a Venezia. Allora Aquila di Arroscia era una base della Repubblica di Venezia e veniva utilizzata per spiare la vita di Albenga, che apparteneva ai genovesi. Il Doge, conosciuta la storia del glorioso feudo, chiese al Papa una dispensa per Joannes, la ottenne, diede sua figlia in sposa all’ex monaco e mandò la coppia a governare sul borgo ligure. Fino a settant’anni fa - ricorda ancora Domenico Ouartino - il settanta per cento degli abitanti di Aquila di Arroscia era uno dei Cha e ancora oggi sono abbastanza presenti in paese”.
CHABAUD
CHABOD
Chabaud, pressocchè unico è del cuneese, Chabod è tipicamente valdostano, di Aosta, Saint Pierre, Villeneuve e La Salle, entrambi derivano dal cognome provenzale Chabaud che potrebbe essere derivato da un soprannome originato dal vocabolo latino caput (testa), forse a caratterizzare una testa particolarmente grossa del capostipite, secondo altri si tratterebbe invece di una forma contratta derivata dal nome germanico Theodbald a sua volta derivato dai germanici theod (popolo) e da bald (coraggio audace) con il senso di razza audace, ma è pure possibile che derivi da toponimi con la radice Chabot come ne esistono alcuni in Francia.
CHAPEL Molto molto raro è tipico della zona tra le province di Cuneo e di Savona, potrebbe essere di origine francese e derivare da toponimi contenenti il termine Chapelle (Cappella).
CHARRIER Charrier è tipico del torinese, di Perosa Argentina in particolare, di origini francesi, probabilmente originario della Vandea derivarebbe dal mestiere di carrettiere svolto dal capostipite, ma in alcuni casi potrebbe trattarsi di una forma tronca del cognome savoiardo Charriere.
CHARRIERE Charriere, molto molto raro è tipico di Saint Vincent in Val d'Aosta, dovrebbe essere un cognome originario dell'alta Savoia e derivare dal toponimo la Charrière presente sia in Savoia che altrove in Francia.
CHEBARO
CHIBARO
CHIBBARO
Chebaro sembra essere unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Chibbaro che assieme al molto più raro Chibaro è specifico della Sicilia, ed in particolare dell'agrigentino e del palermitano, dovrebbero tutti derivare dal nome arabo Akbar (il grande), ricordiamo con questo nome il grande persiano Jalaluddin Muhammad Akbar (1542 - 1605) conquistatore dell'India e che è considerato il più importante imperatore dell'Impero Mogul.
CHECCHETTI
CHECCHETTO
CHECCHI
CHECCHINI
CHECCHINO
CHECCO
CHECCONE
CHECCONI
CHECCUCCI
Checchetti, molto molto raro, è del padovano, Checchetto tipico del padovano e veneziano ha un ceppo più definito a Padova, Checchi è di origine tosco emiliana, Checchini sembrerebbe veneto, ha un ceppo a Verona e Bussolengo (VR) ed uno a Padova, ma è presente in maniera significativa anche a Roma, Checchino, che sembra unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, Checco è specifico di Motta San Giovanni (RC), Checcone è probabilmente un'errore di registrazione di Checconi che ha un ceppo a Cortona (AR) tra aretino e perugino ed uno romano, Checcucci, probabilmente originario del fiorentino, ha un grosso ceppo a Firenze e San Casciano In Val Di Pesa, con presenze significative anche nel senese ed a Foligno (PG), derivano tutti da una variazione familiare dell'aferesi del nome Francesco e da suoi ipocoristici, di quest'uso parla anche Ludovico Antonio Muratori nella sua Dissertazione Dei Nomi e Soprannomi degli Antichi: "...Né pur noi facciamo altrimenti a’ nostri tempi, perché diciamo Checco invece di Francesco; Goro in vece di Gregorio; Pippo in vece di Filippo; Meo in vece di Bartolomeo, Ghitta in vece di Margherita...".
CHELI
CHELLI
Entrambi tipici toscani, Chelli oltre ai vari ceppi in tutta la regione presentano anche un ceppo bolognese, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome Michele, tracce di questa cognomizzazione le troviamo a San Miniato nel 1300, in un atto del 1336 si legge: "...Dominorum Della Scala. Existente Maiore Exactore ser Michele Chelis de Sancto Miniato, et Camerario Dectoro Dellieto...".
CHENAL Tipicamente valdostano, di probabili origini savoiarde, dovrebbe derivare da un toponimo originato dalla presenza di un canale o che rappresenti una specie di canale.
CHERCHI
CHERCHIA
CHIERCHIA
CHIERCHIO
Cherchi è decisamente sardo, Chierchia  è napoletano, Cherchia e Chierchio sono rarissimi è dovrebbero essere un errore di trascrizione di Chierchia, dovrebbero tutti derivare da Kyerikos nome greco bizantino con il significato di letterato o scrivano.
CHERICI
CHERICO
CHIERICI
DEL CHERICO
DEL CHIERICO
Cherici è specifico della zona tra Firenze ed Arezzo, Cherico è quasi scomparso, forse lombardo, Chierici è tipico emiliano del parmense e del reggiano in particolare, estremamente raro, Del Cherico si attesta tra Genova e Livorno, Del Chierico, altrettanto raro, parrebbe toscano o marchigiano, derivano tutti da nomi originati dal termine medioevale clericus (uomo di chiesa, ma non ordinato prete), dell'uso di questo nome si ha traccia ad esempio in uno scritto fiorentino del 1300, dove si legge: "...Poi gli portò Gierozo di Cherico a chasa Niccholò detto e ma’ poi no. gli avemo noi per niuno bisongnio..:", ma già dal 1000 principi di questa cognomizzazione sembrano essere già presenti a Firenze, in un atto del 1022 viene citato un Alberto Cherico figlio di Acze.
CHERINI Assolutamente rarissimo, sembrerebbe triestino, dovrebbe derivare dal nomen latino Quirinius o dal suo derivato medioevale Chirino. Nello stato veneto, nel 1300, troviamo un Matteo Querin.
CHERSONI Chersoni è tipico di Ferrara, Bologna, del bolognese e del ferrarese, si dovrebbe trattare di capostipiti di origine bizantina ed il cognome dovrebbe derivare dall'antica città bizantina di Chersona l'attuale Sebastopoli in Ucraina, anche se non si può escludere una derivazione dal termine Chersoneso, dal greco chersónesos, composto da chersos (terra asciutta) e nesos (isola), con questo nome i greci identificavano varie zone: il Chersoneso Taurico era la penisola di Crimea, in Ucraina; il Chersoneso Tracico era la penisola di Gallipoli in Tracia, situata tra l'Ellesponto ed il golfo di Salonicco nel Mar Egeo, in Turchia, probabilmente con la perdita di questi territori da parte dell'impero romano d'oriente, forse a seguito della calata degli unni, o successivamente dei turchi, alcuni profughi si rifugiarono presso l'esarcato bizantino di Ravenna.
CHERUBIN
CHERUBINI
CHERUBINO
Cherubin, tipicamente veneto, del vicentino e del padovano in particolare, è una forma dialettale di Cherubini, che ha due zone di grande diffusione, in Lombardia tra bresciano e veronese e nel centro Italia, tra Toscana, Umbria e Lazio, Cherubino ha un ceppo a Fondi (LT), uno calabrese a Siderno (RC) ed a Guardavalle (CZ) ed una piccola presenza nel leccese, derivano dal nome medioevale Cherubinus di cui si hanno tracce ad esempio nel 1400 con il santo Cherubinus de Spoleto, un altro santo con questo nome fu Cherubino Testa (1451-1479) di Avigliana (TO), a Siena nel 1500 troviamo la cognomizzazione del nome con un tal Cherubinus domini Cesaris, verso la fine del 1500 tra i giureconsulti umbri figura Laerzio Cherubini di Norcia.  Degno di menzione è Francesco Cherubini, l’autore del Vocabolario Milanese-Italiano, scritto agli inizi del 1800.
CHESINI Chesini è specifico del veronese, di Verona, Pescantina, San'Ambrogio di Valpollicella e Fumane, si dovrebbe trattare di una forma aferetica del cognome Marchesini (vedi MARCHESE).
CHESSA Tipico sardo del nord della Sardegna, potrebbe derivare da un nome di località come scala della Chessa, ma, più probabilmente deriva da un soprannome originato dal vocabolo sardo chersa (lentischio).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CHESSA: lentischio (pistacia lentiscus), in sardo lentisco. Il lentischio nei dialetti centro settentrionali viene chiamato chersa o kersa, dal greco ακέσριλα (akèrsila). Nei dialetti campidanesi il lentischio è comunemente chiamato sa moddìtzi e deriva dal latino mollis, per le caratteristiche dei suoi rami (flessuosi). Nei tempi antichi dai semi dei lentischi si ricavava l’olio, generalmente per le candele, ma anche per la cucina (era detto l’olio dei poveri). È un cognome abbastanza diffuso in Sardegna, sin dai tempi antichi. Tra i firmatari della Pace di Eleonora *LPDE del 1388, troviamo: Chessa Gonarius – de Aristanni (Oristano); Chessa Petro, ville Silano (odierna Silanus - Castri Montis de Verro). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB, XI°, XIII° sec., è presente nelle forme Cersa e Kersa: Cersa Comita, chierico (190), teste in una donazione alle chiese di San Giorgio e di San Simeone - …donarunt ad sanctu Iorgi et ad sanctu Simione, pro amore de Deus et de sancta Maria et pro anima issòro (per la loro anima) e dessos parentes (e dei loro congiunti)…; Kersa Taniel (28), teste in una spartizione di servi, tra le chiese di San Giorgio di Calcaria e quella di San Gregorio di Bauladu (fagemus recordatione de serbos set ankillas c’aviat sanctu Georgici de Calcaria cun sanctu Gregorii de Bauladu…). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT XI°, XIII° sec. troviamo: Kersa Dorbeni K. minore(246). Vende vigna in Scanu: comporaili a Dorbeni Kersa minore IIII sollos de binia in Iscanu; et deivili I caballu arçu, caput a caput…(ho comprato da Dorbeni Kersa…4 soldi di vigna(cfr. un giogo di buoi aveva il valore di 8 soldi), gli ho ceduto un cavallo arçu (sul cui significato ed etimo esiste tuttora incertezza: balzano – Wagner; rossiccio, dall’italiano arso, GSA; da varius e quindi screziato secondo altri, etc.); ciò che più ci interessa è sapere che un cavallo (prob. di razza), valeva la metà di un giogo di buoi(cfr. *CSNT 4,6,23,etc.). Elene Cersa(var. di Kersa -213), dona un soldo di vigna. Gosantine Cersa (110), dona una terra(a San Nocola) per l’ anima della madre…(positinke I terra pro anima de sa mama(sic) in monticlu de Subiles: termen a sa de clesia( nel colle di Subiles confinante con le terre della chiesa). Nel *CSNT, sono nominati inoltre: Gosantine Cersa (diverso dal precedente); Ianne Cersa, fratello di Iusta; Iusta Cersa; Petru Cersa. Attualmente il cognome Chessa è presente in 417 Comuni d’Italia, di cui 145 in Sardegna, con maggiore diffusione a centro nord: Sassari 894, Cagliari 208, Alghero 170, Nuoro 164, P. Torres 76, Olbia 87, etc. Nel continente è Roma ad avere il numero più alto di Chessa, con 248; in USA è presente in 9 Stati, per lo più con un solo nucleo familiare a testa.
CHIABAUDO
CHIABOTTi
CHIABOTTO
Chiabaudo, molto raro, è specifico di Venaus (TO), Chiabotti è assolutamente rarissimo, Chiabotto è decisamente più diffuso, sono tutti sicuramente piemontesi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Chiabaudo, rarissimo, è originario di Venaus (TO), Chiabotti, anch’esso estremamente raro, ha un ceppo maggiore fra il torinese e il novarese, Chiabotto, più comune dei precedenti, è più tipicamente piemontese, con un nucleo principale nel torinese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medievale Chiabaudo o Chiabotto, che, attraverso la mediazione del francese Chabaud o Chabot, attinge direttamente al personale germanico Garibald (da cui anche il famoso Garibaldi; per il significato del nome, vedi il cognome Garibaldi). Per capire meglio il complesso passaggio dal germanico Garibald al piemontese Chiabaudo o Chiabotto, bisogna innanzitutto ricordare che molti cognomi piemontesi hanno subito una forte influenza dall’onomastica franco-provenzale (citando solo pochi esempi, basti pensare alla corrispondenza fra i nomi Gerbaudo/Gerbaud, Ghio/Guy, Giraudo/Giraud e Rinaudo/Rinaud, riscontrabili anche al di fuori del Piemonte). Partendo dall’onomastica francese, allora, va detto che in Francia il germanico Garibald ha conosciuto diversi adattamenti, quali Gerbald, Gerbaud, Gerbot, Chabaud, Chabot, etc: gli ultimi due, in particolar modo, si spiegano come varianti fonetiche di Gerbaud e Gerbot, dovute alla pronuncia franco-provenzale dei prefissi Ger- e Cha-; di qui, infine, è facile immaginare la successiva italianizzazione in Chiabaudo e Chiabotto. Per quanta riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratterebbe delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CHIABOLOTTI Chiabolotti è specifico di Perugia, si potrebbe trattare di un'antica forma etnica, che attraverso un processo di betacismo indichi gente proveniente da Chiavano di Cascia nel perugino.
CHIABRA
CHIABRANDO
Chiabra, rarissimo sembra essere genovese, Chiabrando dovrebbe essere della zona tra torinese e cuneese, derivano dal termine dialettale chiabra (capra).
CHIACCHIO Chiacchio ha un grosso ceppo nel napoletano, soprattutto a Grumo Nevano, ma anche a Frattamaggiore, Napoli, Casandrino e Cardito e nel vicino casertano a Sant'Arpino, presenta anche un ceppo lucano ai confini con il cosentino, a Lauria ed Episcopia nel potentino, la derivazione è di difficile interpretazione, si può ipotizzare una sorta di contrazione del nome franco Childerico, ma non si può del tutto escludere una connessione con il nome celtico, germanico Kiach o con una forma aferetica famigliare del nome Francesco, la famiglia Chiacchio a Frattamaggiore era annoverata tra le famiglie nobili.
CHIAFFARATA Cognome di origine barese, deriva probabilmente da un soprannome dialettale.
CHIAI Estremamente raro, tipico sardo, è specifico della zona di Arbatax (NU)
CHIAINI
CHIAINO
Assolutamente rarissimi, quasi unici, di origine incerta, potrebbero essere di origini campane, di derivazione dubbia, potrebbero derivare da toponimi come Chiaio, località di Dragoni (CE).
CHIANA
DELLA CHIANA
Sia Chiana che Della Chiana sono quasi unici, dovrebbero derivare da soprannomi stanti ad indicare che le famiglie provenivano dalla chiana (piana, pianura).
CHIANALE Tipico del Piemonte occidentale.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
molto raro è tipico del Piemonte,  deriva dal toponimo Chianale (CN).
CHIANCA
CHIANCONE
Chianca è tipico di Ariano Irpino (AV), Chiancone, molto raro, dovrebbe avere un ceppo in Campania, tra avellinese e salernitano e un nucleo secondario nella zona di confine tra materano, barese e tarantino, i ceppi campani dovrebbero derivare dal toponimo Chianche (AV), mentre l'altro ceppo sembrerebbe originario della zona di Canosa di Puglia (BA) e dovrebbe avere la stessa etimologia del nome del paese di Chianche, cioè il termine medioevale semidialettale, comune all'avellinese, materano e barese chianche (lastre di pietra); si può presumere che il cognome nasca come identificativo di località (abitare dove esisteva un lastricato) ad esempio a Bitonto la Chianca è una zona dove si trovano dei resti romani con lastroni di pietra (chianconi).  Da un scritto del 1585, relativo ai confini tra i territori di Bitonto, Bari e Modugno: "...fino ad una strada qual va ad quadrivio de Chianca...".
CHIANDUSSI
CHIANDUSSO
Chiandussi, molto raro, è specifico dell'udinese, così come il molto più raro Chiandusso, dovrebbero derivare da ipocoristici friulani in -us del nome Cjandi o Chiandi versione friulana del nome Candido, varrebbe quindi per i Candidini.
CHIANELLA
CHIANELLI
CHIANELLO
Chianella ha un ceppo umbro, nel perugino a Foligno ed a Perugia ed a Terni ed uno nel leccese a Gallipoli, Chianelli ha un ceppo a Perugia, uno a Palermo ed uno nel cosentino a Rende, Chianello è specifico di Palermo, e del cosentino, di Paola e San Lucido con un ceppo secondario anche a Roma, i ceppi umbri dovrebbero derivare dalla Val di Chiana, con un chiaro riferimento alla provenienza geografica del capostipite, il ceppo romano potrebbe derivare dal toponimo viterbese Chianello, i ceppi meridionali dovrebbero invece derivare da soprannomi originati da ipocoristici del termine dialettale chiane (piano, adagio, lento), con probabili riferimenti a caratteristiche comportamentali del capostipite.
CHIANESE
CHIANESI
Chianese è tipicamente campano soprattutto del casertano e del napoletano, con un piccolo ceppo anche nel reggino e messinese ed uno a Roma, Chianesi è chiaramente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da etnici di località come Chiano Rosario nel Cilento o Chiano di Camerota nel salernitano o Chiano di Tocco Caudio nel beneventano o Chiano d’Abbiento nell'avellinese o Chiano nel trapanese.
CHIANI
CHIANINI
CHIANO
Chiani ha un nucleo tra Roma e Viterbo ed una presenza significativa nell'alto fiorentino, Chianini è rarissimo ed è probabilmente toscano, Chiano è praticamente unico, si può ipotizzare che provengano dall'aferesi di nomi bizantini o tardo latini come Eutychianus si ricorda un Eutichiano Papa dal 275 al 283.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
 vista la collocazione geografica potrebbe fare pensare anche a un toponimo della provincia di Arezzo La Val di Chiana, il solco vallivo del fiume Chiani.  La Chianina è una razza di mucche originaria della valle citata. Sono bovine completamente bianche, molto buone per la carne. Allevate in Toscana fin da epoche immemorabili, oggi sono allevate anche nelle Americhe.
CHIAPELLA
CHIAPPA
CHIAPPELLA
CHIAPPELLINI
CHIAPPINI
CHIAPPINO
Chiapella è di origine cuneese, Chiappella ha un ceppo salernitano ed uno ligure, Chiappa ha un ceppo nella provincia di Ancona uno nella bergamasca ed è possibile che ne esistano altri, Chiappellini è milanese, Chiappini è molto diffuso in tutto il centronord, mentre Chiappino è specifico dell'alessandrino e del vicino genovese, . L'origine di questi cognomi è da individuare in soprannomi derivati dal vocaboo germanico klappa (trappola) o da quello latino medioevale clapare (catturare), sarebbe quindi legato in qualche modo alla caccia.
CHIAPPUZZI
CHIAPPUZZO
CHIAPUZZI
CHIAPUZZO
Sia Chiappuzzi che Chiappuzzo, Chiapuzzi e Chiapuzzo sono assolutamente rarissimi e sembrano originari della zona tra Pavia e Tortona (AL), dovrebbero derivare dal nome del monte Chiappo situato tra le province di Alessandria e Pavia.
CHIARA Chiara ha vari ceppi in Piemonte, Veneto, Puglia e Sicilia, possono derivare dal nome mediovale Clara (luminosa), ma è pure possibile una derivazione dai vari toponimi contenenti la radice Chiara.
CHIARAVALLOTI Tipico calabrese è specifico di Catanzaro, Soverato e Satriano (CZ) e di Crotone, dovrebbero derivare dal toponimo Chiaravalle Centrale (CZ).
CHIARAVALLOTTI Molto molto raro sembrerebbe tipico del sudmilanese e dovrebbe derivare dal nome della località Chiaravalle (MI), le presenze calabresi dovrebbero essere dovute ad errori di trascrizione del più diffuso Chiaravalloti.
CHIARELLA
CHIARELLI
CHIARELLO
Chiarella ha un ceppo importante a Borgia (CZ) ed a Catanzaro ed uno a Polignano A Mare e Molfetta (BA) e nel foggiano, Chiarelli è panitaliano, Chiarello ha ceppi sparsi per l'Italia, nel vicentino, nel Salento, in Calabria ed in Sicilia, derivano dal nome medioevale Clarella -Clarellus di cui abbiamo un esempio nella Cronica di Salimbene da Parma nel 1200: "...In isto autem exercitu erat quidam frater laycus ex Ordine Minorum, natione Paduanus, nomine Clarellus, quem vidi et bene cognovi...".
CHIARETTI
CHIARETTO
Chiaretti è specifico del rietino, nel Lazio, Chiaretto, molto raro, è tipico di Padova e del suo circondario, dovrebbero derivare dal cognomen latino Clarus. Tracce di questo cognomen si hanno fin dai tempi di Diocleziano, (284-305d.C.) in una lapide si legge: "...Dedicata d(ominis) n(ostris) Diocletiano et Maximiano Aug(ustis) co(n)s(ulibus) VII Idus  Iunias ......... Geggius Fortunius / Sempronius Faor / Iulius Clarus / Antonius Gorgonius / Aurelius Tertius / Servius Crescens.......".
CHIARI
CHIARINI
Chiari ha un ceppo bergamasco, uno parmense ed uno toscano ed umbro, Chiarini ha un nucleo nel bresciano ed uno importante nell'area che comprende il bolognese, il ferrarese, il ravennate, il fiorentino ed il pistoiese, possono derivare dal nome mediovale Claro (luminoso) quelli del Chiaro, o anche da soprannomi generati da toponimi come Chiari (BS) o Chiarone (GR).
CHIARIELLO Tipico campano, del napoletano e di Sant'Antimo e dintorni in particolare, ha un ceppo anche a Barletta (BA), dovrebbe derivare da un soprannome.
CHIARION
CHIARON
CHIAROTTO
Chiarion è originario di Rovigo, Chiaron è fiorentino, Chiarotto è veneto, possono derivare dal nome mediovale Claro (luminoso), o anche da soprannomi generati da toponimi come Chiari (BS) o Chiarone (GR).
CHIARLA
CHIARLE
CHIARLI
CHIARLO
CHIARLONE
Chiarla, molto molto raro, è del cuneese, Chiarle è tipicamente piemontese, del cuneese in particolare, Chiarli, molto più raro, ha un piccolo ceppo a Riccione (RN), Chiarlo, sempre piemontese è dell'alessandrino, con presenze significative anche nel genovese, Chiarlone è specifico del savonese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Chiarle o Chiarlo, che, attraverso la mediazione del francese Charles, nasce da un’italianizzazione del personale germanico Karl, meglio conosciuto nella forma Carlo (vedi Carli). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CHIATTA
CHIATTI
CHIATTO
Chiatta è quasi unico, Chiatti è tipico della fascia centrale, di Perugia e Città di Castello nel perugino, di Bucine nell'aretino, di Marta nel viterbese e di Roma, Chiatto è tipico di Grumo Nevano nel napoletano, possono derivare da forme aferetiche dialettali riconducibili al nome Francesco, ma in alcuni casi possono anche derivare da soprannomi originati dal termine dialettale chiatta, chiatto (grasso, obeso).
CHIAVACCI Chiavacci è tipicamente toscano, del fiorentino, pistoiese e livornese, con un ceppo anche nel viterbese e nel romano, questo cognome potrebbe avere almeno due possibili origini, da un soprannome scherzoso originato dall'antico termine toscano chiavaccio (membro virile all'opera), al più semplice riferimento al mestiere dell'artigiano produttore di chiavacci o chiavistelli e serrature.
CHIAVARI
CHIAVERI
Chiavari è del Lazio con un possibile ceppo nelle Marche, Chiaveri è originario del novarese e del milanese. Questi cognomi possono aver avuto origine da soprannomi legati al mestiere di fabbricante di chiavi o a toponimi come Chiavari (GE) o Chiavano (PG).
CHIAVAZZO Chiavazzo sembrerebbe specifico di Angri nel salernitano, con presenze significative anche a Scafati, Sant`Antonio Abate e Caivano, potrebbe derivare da un nome di località, ma molto più probabilmente deriva da un soprannome originato dal mestiere di artigiano costruttore di serrature o chiavistelli.
CHIAVES Chiaves, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del torinese, dovrebbe derivare dal toponimo Chiaves di Monastero di Lanzo nel torinese.
CHICOLI Probabilmente è pugliese, potrebbe derivare da un soprannome dialettale.
CHIEA Chiea è specifico del bennunese, sembrerebbe di Gosaldo, Sedico e feltre, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo ladino chiehla che richiama cose dolci e golose, ma anche un aspetto rotondetto del capostipite.
CHIEPPI Originario dell'area milanese e pavese, potrebbe derivare da un soprannome collegato al vocabolo medioevale clipeus (scudo), con modificazioni dialettali.
CHIERA
CHIERI
Chiera. abbastanza poco diffuso, ha un ceppo principale in Calabria dal catanzarese al reggino, ed uno nel cuneese nella zona di Mondovì, Chieri è quasi scomparso, dovrebbero derivare da un francesismo medioevale chiero per biondo o chiaro di carnagione, in alcuni casi è possibile una derivazione da toponimi come Chieri (TO) o Monchiero (CN).
CHIEREGATI
CHIEREGATO
CHIERIGATI
CHIERIGATO
Chieregati sembra specifico del rovigoto, di   Trecenta in particolare, Chieregato ha un nucleo a Chioggia (VE) ed uno a Badia Polesine (RO), Chierigati e Chierigato sono solo forme dovute ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare dall'essere il capostipite figlio di un clericus, vocabolo medioevale  per definire un uomo di chiesa, non ordinato prete, o dall'esserlo egli stessso.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo agli inizi del 1500 a Fabriano dove un certo Franciscus Chierigatus di Vicenza è Locumtenens Cardinalis.
CHIEREGHINI Chiereghini è assolutamente rarissimo, probabilmente del nord Italia, forse lombardo del mantovano, troviamo tracce di questa cognomizzazione a Mantova nel 1600.
integrazioni fornite da Benito Chereguini (Spagna)
sono risalito fino al 1660 circa nella ricerca delle mie radici ho trovato un mio antenato, Giulio Antonio Chiereghini, nato a Genova tra il 1660 ed il 1670, questi fu console della Republica di Genova a Cartagena (Spagna) dal 1713 al 1738.
CHIERICHETTI Un ceppo nel milanese e comasco ed uno nella provincia di Roma, deriva dal nome latino Quiricus (dedicato al Signore).
CHIERICHINI Chierichini è tipicamente romano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Chierichino di cui abbiamo un esempio in una lettera di Francesco Sforza inviata a Gabriele Bossi, castellano della rocca di Bergolo: "...Per compiacere ala toa rechiesta siamo contenti et per questa nostra te concedimo piena licentia che tucta volta te accada per bisogno de quella rocha o per altri tuoi facti, lassando lì Chierichino, tuo fratello, te possi absentare da quella et andare tu vorrai liberamente senza alcuna ritentione...".
CHIERICO
CHIRICO
Chierico abbastanza raro sembrerebbe del barese, Chirico sembra avere più ceppi, sulla costiera campana, nella zona che comprende le province di Taranto e Brindisi, nel reggino, messinese e catanzarese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Chirico derivato dal vocabolo greco bizantino Kyericos con il significato di letterato o scrivano.
CHIESA Presente in tutt'Italia è più diffuso nell'area occidentale del nord, si individuano anche due probabili ceppi nel Lazio e nel catanese, deriva da soprannomi connessi a toponimi contenenti il vocabolo Chiesa, come Chiesa di Rossano (MS), Chiesa Nuova (FE), Chiesanuova (TO), Chiesanuova Uzzanese (PT), ecc. o anche ad abitudini di devozione.
CHIESSI Chiessi, molto molto raro, è tipicamente emiliano, dell'area che comprende il modenese ed il reggiano, molto difficile una correlazione con il toponimo di Chiessi sull'isola d'Elba, e pure con il paese svizzero di Chiesso (l'attuale Ces), anche se questa ipotesi potrebbe anche essere presa in considerazione.
CHIGI Assolutamente rarissimo, probabilmente di origine senese, nel 1400 il famosissimo mecenate e banchiere  Agostino Chigi diede inizio al ceppo romano della famiglia cui appartenne anche il Papa Alessandro VII°.
CHIGNOLA Chignola è tipico del veronese, di Caprino Veronese, Costermano e Verona, dovrebbe derivare da un nome di località originato dal termine dialettale chignol (cuneo, zeppa) o anche da un soprannome con la stessa origine.
CHIGNOLI Chignoli sembrerebbe specifico di Vaprio D`adda (MI), dovrebbe derivare dal toponimo Chignolo d'Isola (BG), più difficilmente dal toponimo Chignolo Po' (PV), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Milano nel 1600 circa quando nasce il pittore Gerolamo Chignoli ed a Calcio (BG) in una lettera del 1706 indirizzata al capitano Chignoli, comandante di Calcio.
CHILELLI Dovrebbe essere originario del cosentino, potrebbe derivare da un soprannome dialettale.
CHILLE'
CHILLEMI
Chillè è tipico di Messina e del messinese, di Torregrotta, Rometta e Monforte San Giorgio, Chillemi, specifico di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, Santa Teresa di Riva, Casalvecchio Siculo, Furci Siculo, Savoca, Giardini Naxos e Terme Vigliatore nel messinese, ha pure un ceppo a Catania ed uno a Palermo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Chillé o Chillemi, che, attraverso la mediazione del francese Guillé o Guilhem, nasce da un’italianizzazione del personale germanico Wilhelm, meglio conosciuto nella forma Guglielmo (vedi Guglielmi). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CHILLON
CHILLONI
Chillon ha un ceppo nel padovano, soprattutto a Cadoneghe ed uno secondario a Cisterna di Latina, prodotto probabilmente dall'emigrazione forzata dei veneti per la bonifica delle Paludi Pontine, Chilloni, praticamente unico, parrebbe emiliano, si dovrebbe trattare di forme aferetiche di maggiorativi del nome Achille, probabilmente portato dal capostipite, cui si può anche ragionevolmente ascrivere una corporatura superiore alla media.
CHILO' Molto molto raro, parrebbe veneto, si potrebbe trattare di una forma tronca e contratta del cognome Chillon.
CHIMENTI
CHIMENTO
CHIUMENTI
CHIUMENTO
Chimenti è presente a macchia di leopardo nel paese, ha nuclei importanti in Toscana, a Roma e dintorni, nel barese e tarentino, nel cosentino e nel palermitano, con presenze anche nel torinese e nel milanese, Chimento ha ceppi nel vicentino, nelle province di Roma e Latina, nel cosentino e nel barese, Chiumenti, molto raro, ha ceppi nel vicentino e nel foggiano, così come il più diffuso Chiumento, dovrebbero tutti derivare da modificazioni del nomen latino Clemens, Clementis, di cui abbiamo un esempio nelle Historiae di Tacito: "...Suedius Clemens ambitioso imperio regebat, ut adversus modestiam disciplinae corruptus, ita proeliorum avidus. non Italia adiri nec loca sedesque patriae videbantur...", dell'uso di questo tipo di modifica del nome abbiamo un esempio a Firenze nel 1434 in un registro leggiamo: "Opere cum consilio Chimentis Cipriani ser Nigi".
CHIMERA
CHIMERI
Chimera, molto raro, ha un ceppo piemontese, uno siciliano ed uno romano, Chimeri, ancora più raro, ha un ceppo genovese.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
Chimera, raro, è diffuso maggiormente in Sicilia, con ceppi maggiori nel nisseno, nel palermitano e nel catanese, ma è presente a bassissima frequenza anche nel nord e centro nord del paese, Chimeri, rarissimo, si riscontra quasi esclusivamente a Genova e a Roma, entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Chimera, nato in riferimento all’omonima creatura mitologica dalla testa di leone, la coda di serpente e una seconda testa di capra sulla schiena (anche se altri la descrivono con una testa di leone, un corpo di capra e una coda di serpente o di drago). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CHIMISSO Chimisso è specifico della provincia di Campobasso, di Campomarino in particolare, è un cognome di chiara origine Arbërësh (albanese).
CHINA
CHINELLI
CHINELLO
CHINI
CHINO
China ha un piccolo ceppo nell'udinese, uno a Monte Romano nel viterbese ed uno a Roma, esiste un ceppo siciliano nell'isola di Lipari, Chinelli che sembrerebbe tipicamente lombardo del bergamasco,e sudmilanese, ha un ceppo anche nel piacentino ed uno nel barese, Chinello è specifico del padovano, Chini è molto diffuso in trentino e nel vicino bresciano, nel milanese, in Toscana, soprattutto nel fiorentino, e nel Lazio, Chino, molto raro, ha un ceppo veneto nel padovano e veneziano ed uno in Piemonte, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche e da loro ipocoristici di un ipocoristico del nome Francesco diventato prima Franceschino, nella sua forma ipocoristica, quindi Chino per aferesi, ed in alcuni casi per un ulteriore ipocoristico Chinello.
CHINAGLIA Chinaglia è tipico del rovigoto, padovano e veronese, con un ceppo, probabilmente non secondario, nel milanese, varesotto e pavese, si dovrebbe trattare di una forma collettiva in -aglia (anticamente il suffisso non aveva valore peggiorativo, ma collettivo), riferita ai figli di un Francesco diventato Chino per aferesi, quindi Chinaglia intendendo con ciò i Chini, cioè i suoi figli.
CHINCARINI Tipico di Malcesine (VR) di etimologia incerta.
integrazioni fornite da Paolo Chincarini
si hanno tracce di questa cognominizzazione a Malcesine almeno dal 1600 con Philippus Chincarinus, rettore del Santuario della Madonna della Corona in Monte Balbo dal 1623 al 1635; troviamo dal 1718 al 1726 un Michele Chincarini Parroco a Malcesine, Francesco Chincarini di Malcesine è scrittore della seconda metà del 1700.
Fonte bibliografica D.G. Borsatti - Malcesine - Storia illustrazioni documenti.
CHINELLATO Chinellato è tipico dell'area veneziano, trevisana, di Venezia in particolare e di Martellago, Spinea, Mirano, Mira, Marcon, Salzano, Scorzè e San Donà di Piave nel veneziano e di Mogliano Veneto, Casale sul Sile e Roncade nel trevisano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in -ato, dove il suffisso sta per il figlio di, riferito ad un ipocoristico del nome Francesco (vedi CHINA), probabile nome del padre del capostipite.
CHINNICI Chinnici, decisamente siciliano, del palermitano, soprattutto di Belmonte Mezzagno, Palermo e Misilmeri, e di Catania e Misterbianco nel catanese, dovrebbe derivare da un nome anticamente attribuito al quindicesimo figlio Chìnnici in dialetto quindici, con l'accento sulla prima vocale, modificazioni successive hanno poi portato ad una pronuncia piana del cognome.
CHIOCHIA Molto raro è specifico di Taranto, potrebbe derivare dal vocabolo spagnolo chocho (sciocco, brontolone) anche se è poco probabile.
integrazioni da parte di Cristina Chiochia
Si ritrova in documenti del 1600 sulle armi gentilizie in Piemonte, ma, si dice che Chiochia sia un cognome proveniente dalla Magna Grecia, quando i primi coloni greci provenienti dall'isola di Chio arrivarono a Taranto e, a seguito del raddoppiamento, divennero Chio Chios ovvero provenienti dall'isola di Chio. I documenti invece lo fanno risalire al paesino di Costigliole di Saluzzo,dove erano Nobili della zona, con uno stemma singolare: uno scudo spaccato d'azzurro e d'oro con due rose d'argento sopra l'azzurro ed una rossa sopra l'oro.
ho trovato che: chiochiaro e chiochiero, che è una voce ancora viva nell’icastico linguaggio popolare (napoletano però..), è voce usata per indicare il melenso, sciocco babbeo di zucca vuota, accompagnata per solito da un gesto offensivo consistente nel far muovere velocemente ed alternativamente l’avambraccio a dritta e mancina, tenendo la mano destra drizzata verso l’alto con le dita unite in modo che il polpastrello del pollice , tocchi contemporaneamente tutti gli altri; etimologicamente più che allo spagnolo chocho =molle, vuoto, pare che debba riferirsi al latino cochlea = conchiglia, considerata nel momento che sia vuotata del suo frutto;non è però da scartar l’ipotesi che la parola, giacché è usata anche per designare lo zotico villano, possa collegarsi alla voce chiochia che è variante di ciocia (termine dall’etimo sconosciuto, di ambito laziale usato per indicare un particolare tipo di calzatura indossata dai contadini) alla voce chiochia unendo il tipico suffisso di competenza aro/ero si arriva ai nostri chiochiaro/chiochiero; resta invece comunque confermata da molti la provenienza arcaica greca con raddoppiamento.
CHIODA
CHIODAROLI
CHIODI
CHIODINI
CHIODO
Bergamasco Chioda e dell'area piacentino lodigiana Chiodaroli, Chiodi è molto diffuso in pianura padana, con ceppi anche nelle Marche, Abruzzo e Lazio, Chiodini ha un ceppo lombardo tra bresciano, bergamasco, milanese, varesotto e pavese, un ceppo tra modenese, bolognese e ravennate ed uno tra fiorentino, aretino e perugino, Chiodo sembrerebbe originario del cosentino, ma con ceppi anche in Lombardia, potrebbero essere originati da soprannomi legati al mestiere di produttori o venditori di chiodi, o, in alcuni casi, legati al toponimo Chiuduno (BG), ma la cosa più probabile è che derivino dalla forma tronca del nome franco Chlodowig (Clodoveo).  Troviamo tracce di questa cognominizzazione con il letterato Johannes Baptista Chiodinus che visse tra la seconda metà del 1500 e gli inizi del 1600.
integrazioni fornite da Francesca Chiodo
i Chiodo della provincia di Cosenza sono originari della Val Chisone in Piemonte, migrati nell'isola alloglotta provenzale di Torano Castello; si diffusero nel resto della provincia di Cosenza dopo essere sfuggiti al massacro di valdesi perpetrato nel 1561 dal marchese Salvatore Spinelli di Fuscaldo (CS).
CHIOGNA Tipico di Trento e della frazione di Gardolo in particolare, deriva da un soprannome originato da una modificazione dialettale del termine colonia per indicare una famiglia di coloni (servi della gleba).
CHIOLA Sembrerebbe avere un nucleo originario nel pescarese, dove la famiglia nobile Chiola, diede il nome ad un castello medioevale Castello di Chiola a LoretoAprutino (PE), si trovano inoltre un ceppo nel salernitano ed uno in Piemonte.
CHIOLO Chiolo è un cognome decisamente siciliana, dell'area agrigentino, nisseno palermitana, di Mazzarino nel nisseno e di Ravanusa nell'agrigentino in particolare, l'origine etimologica è oscura, potrebbe derivare dall'aferesi di nomi di località, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi neogreci originati da caratteristiche fisiche del capostipite, come le grosse labbra (chilà).
CHIONCHIO Specifico di Vieste (FG), molto molto raro, dovrebbe derivare dal fatto di essere la famiglia originaria dell'isola di Chio (vedi commento a CHIOCHIA)
CHIOZZOTTI
CHIOZZOTTO
Chiozzotti è quasi unico, Chiozzotto, molto molto raro è di Venezia e Chioggia, dovrebbero derivare dall'etnico dialettale della città di Choggia, probabile luogo d'origine del capostipite, ricordiamo le goldoniane Chiozzotte, commedia più nota come Le Baruffe Chiozzotte: "...Semo donne da ben, e semo donne onorate; ma semo aliegre, e volemo stare aliegre, e volemo balare, e volemo saltare. E volemo che tutti posse dire: e viva le Chiozotte, e viva le Chiozotte!".
CHIRCHIO
CHIRCO
Chirchio, assolutamente rarissimo, è del palermitano, Chirco è tipicamente siciliano del trapanese e in particolare di Marsala, con un ceppo anche nel palermitano a Cinisi e Palermo, si dovrebbe trattare di forme modificate del cognome Chirico e derivare quindi dal nome medioevale Chiricus derivato dal vocabolo greco bizantino Kyericos con il significato di letterato o scrivano.
CHIRELEISON
CHIRIELEISON
Chirieleison è tipico del messinese e di Alì Terme in particolare, Chireleison, una modificazione del precedente, è sempre del messinese, ma di Itala, dovrebbederivare dalla forma liturgica cattolica di origine greca, che significa Signore abbi pietà, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a bambini abbandonati, ma è pure possibile che derivino da un nome attribuito al proprio figlio da genitori molto devoti e poco colti.
CHIRIACO
CHIRIACO'
Chiriaco è calabrese, di Catanzaro, Crotone e Maida (CZ), Chiriacò è tipico del Salento, di Sternatia, Lecce e Cutrofiano nel leccese e di Brindisi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
l’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Chiriaco, che, assieme alla variante Chiriacò, nasce da un adattamento del personale greco Kyriakos, col significato di devoto al Signore (si tratta dell’equivalente greco del nome Domenico): dal punto di vista etimologico, infatti, il nome Kyriakos è composto dal termine Kyrios (Signore) con l’aggiunta del suffisso -akos, di valore aggettivale (ad indicare un rapporto d’appartenenza, anche in senso figurato). Detto questo, comunque, bisogna fare una precisazione riguardo ai cognomi Chiriaco e Chiriacò: considerandone la distribuzione geografica, queste famiglie sembrano avere o una discendenza arbëreshë (più probabilmente greco-albanese) o un’origine grika, soprattutto nel reggino e nel leccese. In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CHIRICOSTA
CIRICOSTA
Chiricosta sembra specifico di Ardore (RC) e del vicino Sant`Ilario dello Ionio, Ciricosta è tipico di Melicucco e Rosarno sempre nel reggino.
ipotesi fornite da Alessio Bruno Bedini
Cognome diffuso in modo esclusivo nella zona Locri (RC) - Gerace (RC) con un alta incidenza nella citta di Ardore (RC). Dai dati in mio possesso risulta una famiglia nobile originaria di Locri (RC). Etimologicamente nel dialetto reggino la "chirica" è la parte superiore di qualcosa.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine dei cognomi Chiricosta e Ciricosta, in realtà, va ricercata nei dialetti greci del sud, dove l’espressione chiri/ciri Costa (dal greco kyrie Costas) significa letteralmente signor Costa (come avviene in cognomi quali Serantoni, Sergianni, Sernicola, etc): Costa, infatti, è un nome greco di antica tradizione e, al di là della stessa Grecia (dove è ancora in uso come nome di persona), pare che, un tempo, godesse di una certa fama anche nel nostro paese (per una spiegazione più approfondita sul nome, vedi il cognome Costa). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CHIRIGU Estremamente raro è tipico della zona sudoccidentale della Sardegna, Iglesias (CA) e Santedi (CA), deriva da una modificazione dialettale del nome medioevale Chirico derivato dal vocabolo greco bizantino Kyericos (letterato o scrivano).
CHIRIZZI Tipico del Salento dovrebbe trattarsi di una modificazione del cognome greco Kiritsi o Kiritsis, ma è pure possibile derivi da un soprannome originato dal vocabolo greco koritsi (ragazza, fanciulla).
CHIRONE
CHIRONI
Chirone, molto raro ha un ceppo nel napoletano ed uno nel brindisino, Chironi ha un ceppo nel salento leccese ed uno tra nuorese e sassarese in Sardegna, dovrebbero derivare dal nome greco Chirone, ricordiamo famosissimo il Chirone centauro figlio di Filiara e di Crono (il padre di tutti gli Dei), Chirone, secondo la mitologia, fu il primo ad utilizzare le erbe nella cura delle malattie.
CHISO
CHISU
Chiso, quasi unico, parrebbe del centro Italia, ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Chisu, che è invece tipicamente sardo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CHISU: potrebbe essere una variante di Ghisu = pettirosso (vedi Ghisu). In sardo la parola chisu o kisu può derivare dal verbo kisìre, nel significato di zittire, far tacere. Quindi chisu significherebbe cenno per imporre il silenzio( col dito indice in verticale sulla punta del naso)! E solitamente si aggiunge: “Ssh…citu”! (Ssh…zitto!). Kis, kis o chis, chis è invece il richiamo, con qualcosa che abbiamo in mano, da offrire a chi ci sta di fronte, bambino o anche piccolo animale! Crediamo che in tutti i casi si tratti di una onomatopea. Attualmente il cognome è presente in 25 Comuni italiani, di cui 11 in Sardegna: Orosei 43, Nuoro 27, Siniscola 20, Orani 8, etc.
CHITI
CHITO
Chiti è tipicamente toscano, particolarmente della zona che comprende le province di Pistoia, Prato e Firenze, Chito sembrerebbe specifico di Matera, dovrebbero derivare dal nome medioevale Chito di cui abbiamo un esempio nell'Archivio di Stato di Milano in un atto del 1491: "...Bernardus filius quondam Antonius Barufi Iohannes filius quondam Albertoli Bossi Chito de la Cassina Magni...".
CHIUCH Chiuch è un cognome tipico dell'area orientale dell'udinese, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal vocabolo slavo cuk o kiuk (gufo).
CHIUSANI
CHIUSANO
Chiusani, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Chiusano, che ha un ceppo piemontese, ad Asti e Torino, ed uno nell'area laziale, campana, a Fondi nel latinense, a Sant`Angelo dei Lombardi nell'avellinese, ad Anacapri nel napoletano ed a Caserta, si potrebbe trattare di forme etniche di paesi come Chiusa nell'avellinese, Chiusano d'Asti nell'astigiano, Chiusa di San Michele nel torinese, Chiusano di San Domenico nell'avellinese o altri simili.
CHIVU Cognome raro presente nel padovano.
integrazionie e precisazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Si tratta di un cognome rumeno, che risulta presente in numerose province del paese balcanico, assieme a Chivulescu. La forma cognominale con terminazione in U potrebbe trarre in inganno suggerendo il dubbio su di una possibile origine sarda, peraltro da escludere.
CHIZIO Chizio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di Mestre.
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