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CIABATTI
CIABATTINI
CIABATTONI
CIAVATTINI
Ciabatti è decisamente toscano, molto diffuso a Prato, a Firenze, Calenzano e Scandicci nel fiorentino, a Bibbiena, Chiusi della Verna, Arezzo, Poppi e Castel Focognano nell'aretino, a Sovicile e Siena nel senese, a Livorno, Pisa ed a Grosseto, Ciabattini è anch'esso tipicamente toscano, Ciabattoni è specifico della zona tra Piceno e teramano, Ciavattini ha un ceppo tra Marche ed aretino, nel grossetano e nel Lazio centrosettentrionale, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal mestiere di ciabattino o calzolaio, si hanno tracce del cognome Ciabattoni a Corropoli nel teramano fin dal 1700.
CIABOTTI Ciabotti ha un ceppo a Pesaro e Fano nel pesarese ed uno a Roma, dovrebbe trattarsi di un'italianizzazione del nome di origini francesi Chabot (pronuncia ciabòt), che a sua volta dovrebbe essere nato da un'alterazione del nome medioevale germanico Haribald composto dai termini hari (esercito) e bald (ardito, coraggioso), con il significato di il più coraggioso dell'esercito, esiste anche la teoria che possa trattarsi di un'alterazione del cognome Ciabatti (vedi CIABATTI).
CIACCAFAVA Ciaccafava sembrerebbe marchigiano, di Montemarciano e Senigallia nell'anconetano, dovrebbe derivare da un soprannome con il significato di schiacciafave, cioè di colui che produce il purè di fave per la minestra di fave tipica dell'Italia centrale, ma il termine aveva anche un secondo significato offensivo di scansafatiche.
CIACCI
CIACCIA
CIACCIO
Ciacci è tipico della zona che comprende l'urbinate, il perugino, il senese ed il grossetano, Ciaccia ha un ceppo a Roma e nell'aquilano, a Celano e ad Avezzano, un ceppo a Campobasso, ed uno, il più consistente in Puglia, a Taranto, Maruggio e Lizzano nel tarentino, a Fasano e Brindisi nel brindisino, a Monopoli, Altamura, Gravina in Puglia, Mola di Bari e Bari nel barese, a Torremaggiore nel foggiano ed a Castrignano del Capo nel leccese, Ciaccio ha un nucleo siciliano nel palermitano e nell'agrigentino a Sciacca in particolare, ed un ceppo nel catanzarese, potrebbero derivare in qualche caso da un soprannome basato sul termine dialettale ciaccio (bleso, che male pronuncia qualche consonante, soprattutto la lettera esse), ma molto più probabilmente derivano dal nome medioevale Ciaccio, Ciaccia, una forma ipocoristica contratta derivata dal nome Franciscus, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Siena nel  1140 quando Campanese de' Ciacci è podestà della città, Carife (AV) nel 1646 Laura Ciaccio, vedova del beneventano Francesco Capobianco, acquisisce la Signoria di quelle terre e sempre nel 1600 a Ciminna (PA): "...Margarita Ciaccio, relicta del quondam, quale volendo ire all'incontro a quella Santa Figura, ..." e ad Arezzo: "...Per lettera del 7 di settembre 1684 il Sig. Giulio Giannerini scrive di aver dato a Suor Maria Diomira scudi quarantatre, de' quali riscosse venticinque da' Saracini e diciotto dal Ciacci, a conto di frutti di censi....".
CIAFFONE
CIAFFONI
CIAFONE
Ciaffone ha un ceppo a Rosignano Marittimo nel livornese, uno a Luco dei Marsi ed Avezzano nell'aquilano ed uno a Roma e Campoli Appennino nel frusinate, Ciaffoni ha un ceppo tra ascolano e teramano, ad Ascoli Piceno ed a Teramo ed Alba Adriatica e Controguerra nel teramano, ed uno a Roma ed Anagni nel frusinate, Ciafone è caratteristico di Sicignano degli Alburni nel salernitano, dovrebbero derivare da nomi di località come la contrada Ciafone o Castello Ciaffone di Offida nel Piceno o Colle Ciaffone di Veroli nel frusinate, ma non si può escludere che in qualche caso possano derivare da soprannomi originati dall'italianizzazione del termine spagnolo chanflòn (arruffone, grossolano), la cui pronuncia suonerebbe come ciaflon, con la prima n appena accennata, praticamente muta.
CIALFI Cialfi è specifico dell'area aquilana, di Montereale e L'Aquila e di Roma, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cialfo, una forma aferetica contratta ed alterata del nome Ricolfo, di quest'uso abbiamo un esempio in un contratto di compravendita del 1339 a Siena, dove compare come testimone alla firma del contratto un certo Cialfo di Tatino. (vedi anche CIOLFI)
CIAMARRA
CIAMARRI
Ciamarra è tipico della fascia centrale che comprende le Marche, nel maceratese a Tolentino ed Urbisaglia, l'Umbria a Spoleto nel perugino, e Roma, con un ceppo anche nella provincia di Campobasso a Torella del Sannio e Campobasso, Ciamarri, praticamente unico, è marchigiano, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un come composto dal nome Gianni alterato e compresso in Cia- probabilmente aggiunto al termine longobardo marr (cavallo), forse con il significato di Gianni lo stalliere o qualcosa di simile.
CIAMBELLOTTI
CIAMBELOTTI
Ciambellotti è tipicamente toscano, di Prato e di Campi Bisenzio e Firenze nel fiorentino, Ciambelotti, che sembrerebbe unico, è del fiorentino, potrebbero derivare da un soprannome basato su di un'alterazione dialettale del termine latino medioevale camelotum (un tipo di stoffa molto grezza e ruvida usata ad esempio per i sai dei monaci), secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece dal nome del ciambellotto una sorta di dolce della zona toscano, marchigiana.
CIAMPA
CIAMPELLI
CIAMPI
CIAMPITTI
CIAMPO
CIAMPOLI
CIAMPONE
CIAMPONI
Ciampa ha ceppi a Roma, nell'aquilano, tra napoletano ed avellinese, nel potentino e nel reggino, Ciampelli è tipico dell'aretino, di Poppi e Bibbiena, e di Citta` Di Castello ed Umbertide nel perugino, Ciampi è proprio dell'alta Toscana, con un ceppo anche nell'avellinese, Ciampitti ha un ceppo molisano a frosolone nell'iserniese ed uno, probabilmente secondario, a Roma, Ciampoli sembra avere un nucleo abruzzese ed uno toscano, Ciampo, molto raro, sembrerebbe barese, Ciampone ha un ceppo a Termoli nel campobassano, uno nel beneventano, soprattutto a Morcone ed uno a Foggia, Ciamponi, assolutamente rarissimo, ha un ceppo abruzzese ed uno toscoemiliano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici anche dialettali, dal nome Ciampo, Ciampolo, che sono corruzioni dialettali del nome Gianpaolo, di cui si hanno tracce fin dal medioevo, nel 1291, in un atto di procura che cita Dante Alighieri troviamo un Guiduccio di Ciampolo da Petrognano, lo stesso Dante cita un Ciampolo di Navarra nell'Inferno, tra i barattieri, Ciampolo del Cavalier Albizzo fu supremo Capitano della parte Guelfa di Siena nel 1261; in un atto di matrimonio del 1601 stilato a Montefusco (AV) si congiungono in matrimonio Terenzio Ciampo e Vittoria Camerino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Ciampi e Ciampo derivano dalla voce antica italiana ciampo (dalle gambe storte). Cfr. D. Olivieri, I cognomi della Venezia Euganea, 1924, p. 233
integrazione fornita da Alberto Ciampelli
I Ciampelli residenti nella provincia di Perugia sono in vari gradi parenti fra loro, da ricordi tramandati in famiglia l' origine è da ricercarsi in Toscana, Città di Castello non è lontana da Sansepolcro e dal Casentino. Con questo cognome è da ricordare il pittore Agostino vissuto nel XVI° secolo.
integrazioni fornite da Gianfranco Nassisi
Esiste una consistente presenza di Ciampi nel Foggiano, dove il termine ciampa significa zampa - piede e dovrebbe far riferimento ad una caratteristica anatomica ben precisa, così come l'accrescitivo Ciampone (piede grosso) e il diminutivo Ciampitti (piede piccolo).
CIANCAGLIONE
CIANCAGLIONI
Ciancaglione, molto molto raro, è specifico del teramano, di Roseto degli Abruzzi e Teramo, Ciancaglioni ha un ceppo romano ed uno nel reatino ad Amatrice, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale che sottolineasse il difetto della balbuzie, cui erano probabilmente soggetti i capostipiti.
CIANCARELLA
CIANCARELLI
Ciancarella ha un ceppo nell'aquilano e nel romano, Ciancarelli ha un ceppo nel pescarese ed aquilano, nel reatino, nel frusinate e nel romano, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine ipocoristico dialettale ciancarello (balbuziente o anche zoppicante), probabilmente un difetto riscontrabile nei capostipiti.
CIANCI
CIANCIO
CIANCIULLI
CIANCIULLO
DE CIANCIO
DI CIANCIO
Cianci è tipico della fascia che comprende: Abruzzi, Molise, Lazio, Campania , Basilicata e Puglia, Ciancio è specifico della Campania litoranea, Calabria e Sicilia sud orientale, Cianciulli è tipicamente campano, soprattutto di Avella ed Andretta nell'avellinese, di Napoli e di San Giuseppe Vesuviano nel napoletano e di Battipaglia, Giffoni Valle Piana, Acerno e Montecorvino Rovella nel salernitano, Cianciullo, molto più raro, ha un piccolo ceppo in Molise a Campobasso e Jelsi ed uno ancora più piccolo nel salernitano a Nocera Inferiore, De Ciancio, rarissimo, sembra cosentino, Di Ciancio, altrettanto raro, parrebbe laziale, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici dialettali o con l'aggiunta di particelle patronimiche De o Di, dal nomen latino Ciancius, di cui abbiamo tracce ad esempio nel Codice Diplomatico Longobardo sotto l'anno 768: "...demettere deueatis Cianci, et aueas petias de terra prope areas de filii Pertualdi, qui mihi obuine da filii quondam Ermerisci...". Esempio di questa cognominizzazione lo troviamo a Perugia, dove nell'albo degli iscritti alla locale università nell'anno 1582 si trova un certo Flaminius Ciancius dell'agro romano.
CIANCIAMINO
CIANCIMINO
Cianciamino è praticamente unico, si tratta probabilmente dell'errore di trascrizione del più diffuso Ciancimino, che è tipico della Sicilia occidentale, di Sciacca e Ribera nell'agrigentino e di Belmonte Mezzagno e Palermo nel palermitano, si potrebbe trattare di una forma ipocoristica del nome Ciancio (vedi CIANCI).
CIANFERRA Assolutamente rarissimo, quasi unico, probabilmente abruzzese della provincia dell'Aquila.
integrazioni fornite da Walter Cianferra (Caracas)
Il cognome Cianferra sarebbe di origine francese.  Un certo Jean Phillippe Cianferra combattè in Abruzzo militando nell'esercito di Napoleone.
CIANFLONE
CIANFRONE
Cianflone è calabrese, della provincia di Catanzaro, di Serrastretta e Lamezia Terme in particolare, Cianfrone ha un ceppo nel teatino a Mozzagrogna, Lanciano e Crecchio ed uno nel salernitano ad Agropoli, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nella Locride fin dagli inizi del 1600 con il notaio Gabriele Cianflone.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cianflone è cognome calabrese che viene dalla voce dialettale 'cianfruni' = antica moneta d'oro, ma ipotizzabile anche la derivazione dallo spagnolo 'chanflόn' = grossolano. Rohlfs 77.
CIANI
CIANO
Ciani è diffuso in tutta Italia, Ciano è proprio della provincia di Latina e di Napoli, dovrebbero derivare o da soprannomi legati a toponimi quali: Ciano (CZ), Ciano d'Enza (RE), Ciano del Montello (TV) o anche a diminutivi del nome Luciano.
Questa interessante teoria ci è stata comunicata dal Sig. Giancarlo Ciani
I cognomi Ciani-Ciarn-Cian-Cyani-Cjan-Khjani-Kins-Kinz-ecc." differiscono sostanzialmente dai cognomi "Ciano - o dotati di simile prefisso" e, diffusissimi in area alpina soprattutto nord-orientale (Friuli V.G, Austria, Slovenia, Croazia), da qui provengono, affondando le loro origini in epoca celtica; in tale zona geografica, infatti, erano prevalentemente insediate (in modo certo e comprovato almeno dal VI° secolo a.C.) le popolazioni/tribù dei "kiarns" da cui, tra l'altro, il nome di "Carnia, Carinzia-Karnten, Carniola Slovena ecc.". Il cognome, ovviamente "italianizzato", "Ciani" così come scritto, è attualmente rintracciabile secondo una linea discendente da nord-est verso l'area centro-meridionale in copia alla direzione di movimento che, verso sud appunto, seguirono le sopra citate tribù galliche (peraltro con caratteristiche differenti ai ceppi celti presenti nel resto del nord dell'attuale Italia, causa la barriera costituita dai popoli abitatori dell'area ora più o meno corrispondente al Veneto).
CIANNI Cianni ha un ceppo nel romano a Roma ed a Valmontone e Capena, ed un ceppo nel cosentino a Cetraro, Belvedere Marittimo, Sangineto e Sant`Agata di Esaro, dovrebbe trattarsi di una forma ipocoristica contratta riferibile al nome medioevale Cantius e soprattutto al nome Canzianus. (vedi anche CIANI)
CIAPETTI
CIAPI
CIAPIN
CIAPINI
CIAPPETTA
CIAPPETTI
CIAPPI
CIAPPINI
CIAPPONI
Ciapetti ha un ceppo lombardo a Castegnato nel bresciano, uno toscano nel fiorentino, a Firenze, Reggello, Sesto Fiorentino e Pontassieve e d a Prato e Montemurlo nel pratese, ed uno laziale, a Soriano nel Cimino nel viterbese ed a Roma, Ciapi, molto molto raro, è decisamente toscano, dell'area fiorentino, aretina, Ciapin sembra essere unico, Ciapini, sempre toscano, ha un ceppo a Livorno ed uno nel pratese, Ciappetta ha un piccolo ceppo romano ed uno a Cassano allo Ionio nel cosentino, Ciappetti, quasi unico, è del centro Italia, Ciappi è tipico di Firenze e del fiorentino, con un ceppo anche a Poggibonsi nel senese, Ciappini ha un ceppo nel sondriese in particolare a Val Masino ed uno in Romagna a Ravenna, Cesena, Cesenatico e Rimini, Ciapponi ha un ceppo nella Lombardia settentrionale, in particolare a Morbegno, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche od accrescitive, anche dialettali, dal nome medioevale Ciapo, o Ciappo, una forma aferetica alterata del nome Jacopo, modificata dalla lingua toscana antica: ".. potrebbe credersi avesse il nome d' Jacopo, donde per corruzione ne venisse Ciaffo, come anche ai giorni nostri ne viene Ciapo..", di quest'uso abbiamo un esempio nella seconda metà del 1300 con il Podestà di Siena è poi divenuto Capitano di ventura Ciappo (de' Ciappi) da Narni, di cui leggiamo ad esempio nella nuova Cronica di Matteo Villani: ".. Onde il comune prese oneste cagioni e' rivocarono il capitano e 'l suo consiglio , e in suo luogo mandarono il potestà con altri cittadini, il quale fu messer Ciappo da Narni, uomo d'arme valoroso, e sentito assai. Il quale avendo da Firenze molti maestri di legname e di cave, prestamente fece cignere la terra di fossi e di steccati ..".
CIAPRINI Ciaprini ha un piccolo ceppo a Scurcola Marsicana nell'aquilano ed uno a Roma, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale del termine caprino, ad indicare forse che il capostipite, abruzzese, facesse il pastore di capre.
CIARALLI
CIARALLO
Ciaralli è decisamente romano, mentre Ciarallo, molto più raro sembrerebbe molisano e abruzzese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo molisano abruzzese ciarallo così era chiamato tra Abruzzo e Molise l'ultimo di sette figli maschi, che con il rito chiamato inciaramazione veniva educato a prendere ed addomesticare i serpenti, senza correre alcun pericolo.
integrazioni fornite da Eleonora Ciaralli
intorno all'VIII° secolo, appaiono in Sicilia, in Calabria e nella Marsica operatori e terapeuti specializzati nei morsi di serpente che vengono indicati come ciaralli, probabilmente da un termine bizantino che ha il valore di suonatori di corno, di quel corno che serviva a incantare i serpenti. A Cocullo e in altri paesi marsicani, i Ciaralli derivavano il loro miracoloso potere da una facoltà ereditariamente trasmessa e attestata da segni particolari: si narra di un prete marsicano che aveva potere di guaritore antiofidico ed era nato con i segni di un serpente sulla schiena. Sono questi i Sandomenicani o Ciaralli di San Domenico, che si distinsero dagli omonimi operatori siciliani e pugliesi, detti Ciaralli della Casa San Paolo. Intorno al XVI° secolo, la figura di San Domenico, per vicende che non conosciamo bene, si carica di tutta la tradizione marsicana dei serpenti. Protettore di uomini e animali, lascia a Cocullo il ferro della sua mula e il suo dente molare che sono conservati nella chiesa locale. Per assicurarsi la guarigione dai mali e l'immunità dai morsi di cane e di serpente, tuttora, nel corso della festa, i fedeli baciano la reliquia del dente, mentre con il ferro di mula si toccavano gli animali ammalati.
CIARAMELLA Specifico della fascia che va da Campobasso a Napoli comprendendo beneventano e casertano, deriva da un soprannome dialettale originato dal vocabolo ciaramella, una specie particolare specie di rustico flauto od oboe della valle del Velino, tipicamente usata nelle feste popolari napoletane.
CIARAMIDARO Ciaramidaro, molto molto raro, probabilmente del trapanese, sicuramente siciliano dovrebbe derivare dal mestiere di costruttore di keramidos (dal greco) cioè di tegole.
CIARAVELLA
CIARAVELLO
Ciaravella sembrerebbe siciliano, con un piccolo ceppo a Cianciana ed Agrigento nell'agrigentino ed a Palermo, Ciaravello è quasi unico, dovrebbero derivare da un'alterazione dialettale del termine ciaramella (vedi CIARAMELLA) e starebbero forse ad indicare che i capostipiti fossero dei suonatori di questo tipo di strumento a fiato, forse dei pastori.
CIARAVINO Ciaravino è tipico della Sicilia sudoccidentale, di Castellammare del Golfo ed Erice nel trapanese e di Palermo, potrebbe derivare da una forma ipocoristica di un soprannome derivato dal termine arcaico ceraulo o ciraulo che significa sia incantatore di serpenti che imbroglione, a loro volta derivati dal termine greco keraùles (suonatore di flauto, incantatore), (vedi CELAURO).
CIARCIA Assolutamente specifico della zona di Venticano e  Pietradefusi (AV), potrebbe derivare dalla forma arcaica del nome spagnolo Garcia ricordiamo a titolo di esempio il monarca della casa reale di Navarra Carcia Ramirez (1134-1150) anche se non è trascurabile una derivazione dal nome celtico Ciarcius
integrazioni fornite da Michelangelo Ciarcia
Ciarcia deriva da Garçia di origine spagnolo. La C iniziale è chiaramente un errore degli scrivani dell'epoca e rappresenta la G con la sua stanghetta confusa con la lettera I. La cediglia è sparita... Per cui oggi Ciarcia con l'accento sulla prima A.
CIARDI
CIARDIELLO
CIARDINI
CIARDINO
CIARDO
CIARDULLI
CIARDULLO
Ciardi sembra avere più ceppi, nel fiorentino, nel Lazio, in Campania ed in Puglia, Ciardiello, tipico di Napoli, di Pietrastornina e San Martino Valle Caudina nell'avellinese e di Piedimonte Matese e Parete nel casertano, Ciardini è fiorentino, Ciardino, praticamente unico, è campano, Ciardulli ha un ceppo a Roma ed uno ad Aversa nel casertano, a Napoli e ad Ariano Irpino nell'avellinese, Ciardullo ha un ceppo a Roma e Mentana nel romano, ma il nucleo più consistente è nel cosentino a Cosenza, Luzzi, Dipignano, Montalto Uffugo, San Marco Argentano e Carolei, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, anche dialettali, dal nome medioevale Ciardo, aferesi del nome Ricciardo, variante arcaica del nome Riccardo, o da un suo ipocoristico dialettale, Ciardo è invece tipico del Salento e potrebbe anche derivare da un nome di località , è presente ad esempio a Castrignano del Capo (LE) una frazione con questo nome.  Traccia di questo nome la troviamo ad esempio a Siena nel 1300 con il notaio Ser Pietro di Ciardo, esempio di questa cognominizzazione si trova a Firenze nel 1400 dove troviamo un Giuliano Ciardi da Tavola, del contado di Firenze, a Solofra (AV) nel 1500 c'è un tal Ciardo de Garzillo che in un atto dichiara: "... di posedere una terra arbustata fruttifera sita in località lo castagnito confinante con i beni degli eredi del quondam Brando Pirolo, con la via ed altri beni con un censo di grana 17.".
CIARLA
CIARLE
CIARLI
CIARLO
Ciarla ha un ceppo nel romano, soprattutto a Velletri ed a Roma, e nel latinense a Latina e Cisterna di Latina, un ceppo nel campobassano a Ripabottoni e Santa Croce di Magliano, ed uno campano, a Fragneto Monforte nel beneventano, a Montemiletto ed Avellino nell'avellinese ed a Napoli, Ciarle è praticamente unico, Ciarli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romano, Ciarlo ha un ceppo ligure, a Savona ed a Quiliano, Vado Ligure e Varazze nel savonese ed a Cogoleto nel genovese, uno laziale, a Sezze nel latinense ed a Roma, ed uno campano nel beneventano, a Cerreto Sannita, Faicchio, Pontelandolfo e Morcone, dovrebbero derivara dal nome medioevale Ciarlo, Ciarla, a sua volta derivato dall'italianizzazione del nome francese Charles (la pronuncia del fonema cha è cia), nome di cui abbiamo un esempio d'uso nel Novellino di Masuccio Salernitano: "...Dico adunque che nel tempo che lo duca Rainere d'Angioia, emolo de la quieta pace, da la potencia col senno insiemi del divo principe re don Alfonso fu di Napoli e dal regno cacciato, como le piacque, per certo tempo in Fiorenza se raffisse; dove tra gli altri francisi, che a sì gran perdita e curso naufragio l'accompagnarno, fuoro dui valerusi e acconci cavalieri, l'uno chiamato Filippo de Lincurto e l'altro Ciarlo d'Amboia....".
CIARMATORE
CIARMATORI
Ciarmatore è specifico del latinense, di Roccagorga e Sonnino, Ciarmatori ha un ceppo marchigiano nell'anconetano a Jesi, Ancona e Chiaravalle, ed uno nel viterbese a Marta e Viterbo ed a Roma, dovrebbero derivare dall'antico termine italiano ciarmare (predire il futuro, ma anche incantare i serpenti), forse con il senso di ciarlatano più che di indovino, il ciarmatore o ciurmatore, detti anche ciaralli, erano degli imbonitori ed imbroglioni che, dicendo di essere in grado di guarire le persone morsicate da serpenti velenosi, approfittavano della credulità popolare rifilando patacche di vario genere, amuleti ed immaginette.
CIARRAPICO Ciarrapico, quasi unico, parrebbe abruzzese, improbabile una derivazione dal nome celtico Cerebig, più ipotizzabile una derivazione da un soprannome basato sul termine dialettale abruzzese ciarrapìche (brinata del mattino).
CIATTI
CIATTO
Ciatti è un cognome tipico della Toscana, di Prato, Firenze e Scandicci nel fiorentino e di Siena e Pistoia, e del Lazio, di Roma, Rieti e Viterbo in particolare, Ciatto ha un ceppo nel padovano ed uno nella Sicilia orientale, potrebbero derivare da una forma aferetica di un ipocoristico del nome Felice, da Felice a Feliciatto e quindi per aferesi Ciatto e Ciatti intendendo nella forma plurale la famiglia del Ciatto, la probabilità che questa derivazione sia corretta è anche supportata dalla notevole ricorrenza del nome Felice nell'ambito delle famiglie Ciatti. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in un attto dell'anno 1416 a Pisa, dove viene citato un rilegatore di nome Niccolò figlio di un certo Ciatto di Firenze: "Actum Pisis in studio primi solarii domus habitationis mey Iuliani notarii suprascripti, posita in cappella sancti Sebastiani kinziche, presentibus Geminiano Vinario quondam Iohannis de cappella sancte Christine, Niccolao alias Niccolo ligatore quondam Ciatti de Florentia, habitatore Pisarum in cappella sancti Sebastiani suprascripta ...".
CIAVAGLIA
CIAVAGLIO
CIAVAGLIOLI
Ciavaglia è ben diffuso nella fascia che comprende Marche, Umbria e Lazio, in particolare a Fano (PU), a Nocera Umbra e Gualdo Tadino nel perugino ed a Roma, Pastena nel frusinate e Cisterna di Latina nel latinense, Ciavaglioli, assolutamente rarissimo, parrebbe di Albano Laziale (RM), Ciavaglio, ormai scomparso in Italia, sembrerebbe della zona tra il teatino ed il molisano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi, Maria Rosaria Fierli e Antonella Faragalli
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Ciavaglia, che, al pari dei più comuni Tartaglia, Biagio e Balbo, significa letteralmente balbuziente: in questo contesto, però, va notato che il termine ciavaglia (ancora in uso in alcuni dialetti) viene spesso usato in riferimento alla parlata dei bambini, che, non sapendo pronunciare bene le parole, tendono a esprimersi in modo stentato o grammaticalmente scorretto (seguendo questa ipotesi, allora, viene da pensare a un soprannome o a un nome da intendere in senso affettivo e, in un certo senso, anche scherzoso). Dal punto di vista etimologico, comunque, il termine ciavaglia consiste in un deverbale del verbo ciavagliare, che, assieme a verbi quali tartagliare, ciangottare, barbugliare, farfugliare, etc, sembra trarre origine da una voce onomatopeica. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti o di soprannomi ad essi attribuiti.
CIAVARELLA
CIAVARELLI
CIAVARELLO
CIAVARRELLA
Ciavarella è tipico del foggiano San Marco In Lamis, Foggia, San Severo, Sannicandro Garganico, San Giovanni Rotondo e Torremaggiore e di Noicattaro nel barese, Ciavarelli, molto molto raro, sembra abruzzese, Ciavarello, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del palermitano, Ciavarrella è di Sannicandro Garganico (FG).
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Ciavarella, distribuito in larga parte della penisola, ha un nucleo principale nel foggiano e uno minore nel barese, Ciavarrella, molto più raro, è originario di Sannicandro Garganico (FG), Ciavarello, rarissimo, ha una presenza maggiore a Corleone, Ciavarelli è diffuso per lo più nel teramano e nel chietino, tutti questi cognomi derivano dal termine ciavarello o ciavarella, voce arcaica o dialettale col significato di capretto/a: l'origine di questo vocabolo va ricercata nell'antico francese chevrel/elle (italianizzato appunto in ciavarello/a, ma non solo), con uguale significato. Il cognome, dunque, deriva o dal mestiere svolto dal capostipite (probabilmente un pastore o un capraio) oppure da una sua caratteristica fisica o comportamentale (talvolta, infatti, il termine ciavarello/a poteva essere utilizzato anche come soprannome per un ragazzo o una ragazza, come a voler indicare una similitudine fra la giovinezza degli esseri umani e la tenera età dei capretti).
CIAVATTA
CIAVATTE
CIAVATTI
Ciavatta è distribuito nella fascia centrale che comprende il viterbese, il romano, il reatino, l'aquilano e teramano, il teatino ed il campobassano, Ciavatte è praticamente unico, Ciavatti ha un ceppo nel riminese, a Rimini e Riccione, ed uno a Roma, esiste la possibilità che derivino da soprannomi originati dal termine ciavatta, forma betacistica dialettale per ciabatta, ma , molto più probabilmente, derivano da una forma alterata arcaica del nome arcaico Giobatta (Giovanni Battista), nome probabilmente portato dai capostipiti.
CIAVATTONE
CIAVATTONI
Ciavattone è tipico del casertano, di San Nicola la Strada e Caserta, Ciavattoni, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, dovrebbe trattarsi di una forma accrescitiva del nome Ciavatta (vedi CIAVATTA).
CIAVOLA
CIAVOLI
CIAVOLINO
CIAVOLO
Ciavola ha un ceppo nell'aquilano a L'Aquila e Scoppitto, uno a Roma e Morlito nel romano ed uno in Sicilia a Carlentini nel siracusano ed a Catania, Ciavoli, praticamente unico, è del romano, Ciavolino ha un piccolo ceppo a Civitavecchia nel romano ed uno consistente a Torre del Greco nel napoletano, Ciavolo, anch'esso unico, è del napoletano, questi cognomi in qualche caso potrebbero derivare dal nome di località come Ciavola nel trapanese, Torre delle Ciavole nel messinese, Ciavola nel cosentino o Serra delle Ciavole nel potentino, ma normalmente derivano da soprannomi originati dal termine dialettale ciavola (gazza).
CIAVUCCO Ciavucco, quasi unico, ha qualche presenza in Abruzzo nel teramano, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del cognome turco Chavouch, originario della regione armena dello Javakhk, cognome che potrebbe essere giunto in Italia in occasione dell'invasione dell'anno 1064 ad opera dei turchi Selgiuchidi o al più tardi tra il 1602 ed il 1604 con l'opera di bonifica etnica effettuata sempre dai turchi sui cristiani armeni.
CIBELLA Cibella è specifico di Favara e Ribera nell'agrigentino, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del termine arabo gebel (montagna) ed indicare probabilmente che il capostipite arrivava dai monti. (vedi anche GIBELLA)
CIBELLI
CIBELLO
Cibelli ha un piccolo ceppo a Lenola nel latinense ed a Roma, il grosso è nella Campania settentrionale, a Napoli e Procida (NA), con ceppi anche nel salernitano a Mercato San Severino Salerno e Castel San Giorgio e nel foggiano a Cerignola, Foggia e Troia, Cibello è quasi unico, dovrebbe derivare o dall'aferesi di nomi medioevali come Dulcibellus, di cui abbiamo un esempio in questo testo che fa riferimento ad un contemporaneo di Pico della Mirandola: "...Joannis Francisci Pici Mirandulae Domini, Concordiaeque Comitis, Liber de Providentia Dei contra Philosophastros. Anno a Partu Virginis MDVIII.NO. Novemb. In suburbio Novi .... Librum hunc de providentia dei . . . Benedictus Dulcibellus Manguis Carpensis exscripsit, stamneis usus calamis...", o al fatto che la famiglia abitasse in prossimità di templi dedicati alla dea romana Cibele.
CIBIEN Cibien è specifico di Belluno e di Sedico, Limana e Trichiana nel bellunese, il cognome dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome del paese di Cibiana di Cadore, il cui toponimo sembrerebbe derivare da un ager cipianum. cioè dal nome di una proprietà fondiaria di epoca romana riferita ad un Cipius o Cepius.
CIBRA Tipico del milanese e lodigiano potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine arcaico cibra (capra).
CIBRARIO
CIBRARO
Cibrario è tipico di Torino e del canavese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cibrario è tipicamente torinese, Cibraro, quasi unico, si riscontra esclusivamente a Milano, entrambi questi cognomi derivano dal termine dialettale cibrario o cibraro, col significato di capraio o guardiano di capre. Personaggio
famoso fu lo storico e statista piemontese Luigi Cibrario (nato a Torino nel 1802 e morto a Trobiolo nel 1870), noto anche come poeta minore nel corso del XIX secolo. Per quanto riguarda i cognomi Cibrario e Cibraro, si tratta comunque della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.
CICALA
CIGALA
Cicala è tipico del centrosud, del Lazio centromeridionale, del casertano e napoletano, della Puglia, in particolare del barese  e tarentino, del potentino e salernitano, della Calabria ed in particolare della Sicilia, del messinese e catanese, Cigala ha un ceppo lombardo nel basso bresciano, cremonese, lodigiano, piacentino e parmense, ed uno siciliano nel messinese, in alcuni casi potrebbero derivare dal toponimo Cicala nel catanzarese o dall'antico toponimo Castel Cicala nel nolano, ma , molto più probabilmente, derivano da italianizzazioni di nomi o cognomi arabi, come ad esempio Jalal o Khalil, o ebraici come Kelaiah, Kehelahath o Jucal, nel De Bello Contra Turcas si può leggere: "..Sinan Chicala cur Hibraimo in officio ducis & Primo Visiriatu successerit. Cur ab iisdem officiis depositus & in Bursiam relegatus. Cur Venetis non faveat. De Meccha. Ratio una praesentis belli Turcici declaratur..", un principio di queste cognominizzazioni le troviamo in un Decreto della Curia Imperiale di Federico II del 1230: "..Herricum de Vineis tunc temporis Castellanum Scafati, et Castellimaris roboratum subscriptionibus Gualterii de Bauclumo Judicis Salerni, et Gualterii Judicis Summae, in quo vidimus contineri, quod Notarius Thomas de Cicala constitutus ab eodem D. Herrico procurator pro parte Curiae proposuit contra D. Palmerium Episcopum Stabiensem..", nel testamento di un ebreo catanese del 1392 si legge: "In nomine Domini amen. Anno dominice incarnacionis millesimo trecentesimo nonagesimo secundo mense augusti vicesimo septimo die eiusdem quintedecime indicionis regnante serenissima domina domina nostra regina Maria Dei gracia excellentissima regina Sicilie ac ducissa ducatuum Athenarum et Neopatrie regni eius vero anno sexto decimo, feliciter, amen. Nos Iohannes Pissis iudex civitatis Cathanie Antonius de Prothopapa puplicus eiusdem civitatis Cathanie notarius et testes infrascripti, delicet Grison di lu Presti, Aronus Actonus, Muximellus Sala, Vita David, Merdoc Ginar, Iusep Chicala, Iacob David, Merdoc Levi et Sabbatinus de Messana ad hoc vocati specialiter et rogati presenti scripto puplico notum facimus...".
CICARDI
CICARDO
CICCARDI
CICCARDINI
Cicardi è specifico del milanese, di Milano e Triuggio nel milanese e di Erba nel comasco, Cicardo è decisamente siciliano, con ceppi a Vittoria nel ragusano, a Caltanissetta ed a Gangi e Palermo nel palermitano, Ciccardi, molto raro sembra avere oltre al nucleo salentino a Galatina nel leccese in particolare, anche un ceppo, forse non secondario, nel milanese, Ciccardini è presente oggi nel comasco e nelle Marche, dovrebbero derivare dal nome medioevale tedesco Sieghard, divenuto poi Siccardo e di lì Ciccardo, nome chederiva dall'unione dei termini medioevali tedeschi sieg (vittoria) ed hard (duro, coraggioso), secondo un'altra ipotesi i ceppi meridionali potrebbero invece derivare dal nome medioevale francese Chicard. (vedi Siccardi)
CICCARELLA
CICCARELLI
CICCARELLO
CICCHELI
CICCHELLA
CICCHELLI
CICCHELLO
CICCORELLA
CICCORELLI
Ciccarella, molto raro, ha un ceppo nella zona dell'Aquila, uno nell'area di  Trivento nel campobassano ed uno a Roma, Ciccarelli è tipico della fascia che comprende le Marche meridionali, l'Abruzzo, il Molise, il Lazio, la Campania e la Puglia, Ciccarello sembrerebbe siciliano, Ciccheli, ormai scomparso in Italia, sembrerebbe del teatino, Cicchella è tipicamente campano, ha un ceppo ad Avellino, uno nel casertano a Maddaloni e Marcianise e nel napoletano ad Acerra e Torre del Greco, Cicchelli ha un piccolo ceppo nel pescarese, a Scafa e San Valentino in Abruzzo Citeriore, un ceppo a Bari e Minervino Murge nel barese, ed uno nel potentino a Sant'Arcangelo, San Chirico Raparo e Venosa, Cicchello, estremamente raro, sembrerebbe del vibonese, Ciccorella, quasi unico, sembrerebbe pugliese, Ciccorelli è decisamente foggiano, dovrebbero tutti derivare da modificazioni dialettali dell'ipocoristico di varie forme aferetiche del nome FranciscusFrancisca, che viene prima ridotto per aferesi a CiscusCisca, poi italianizzato in Cicco o Cicca, dai quali proviene poi la forma ipocoristica Ciccarella, Cicchella o Ciccorella e le varianti al maschile.
CICCIA
CICCIO
Ciccia ha un ceppo nel catanese ed uno nel genovese, Ciccio, molto molto raro, sembrerebbe siracusano, dovrebbero derivare da soprannomi.
integrazioni fornite da Carmelo Ciccia autore di "I cognomi di Paternò: oltre 2000 cognomi di Sicilia e d'altrove"
Ciccia. "Francesca" (ipocoristico dialett., femm. di Cicciu). Accentrato a Paternò, dov'è uno dei cognomi tipici, questo cognome è presente in 123 comuni di 14 regioni italiane (con maggior frequenza in Sicilia, Calabria e Lombardia) e in 12 Stati esteri (con maggior frequenza in Canadà, Argentina e Stati Uniti d'America). Per quanto riguarda il comune di Paternò, in Pagine Bianche del 2000 figuravano 78 abbonati di cognome Ciccia e nel sito d'Internet sicilia.indettaglio.it ammontano a 368 le persone che hanno tale cognome: numeri neanche immaginabili in qualsiasi altra località dov'è presente lo stesso cognome, il quale fa di Paternò il quartier generale dei Ciccia. Il nome personale Francesco/a ha prodotto alcune abbrev. familiari: Cecco/a, Cesco/a, Ciccio/a, Ciccu/a, che nelle lingue locali assumono varianti particolari: ad es. a Malta Cikku/a è nome d'anagrafe, come Ciccio/a tuttora in Italia. C'è poi una serie d'alterati, come Ceccarello/a, Ciccarello/a, Cicciarello/a, ecc. Dunque nell'Italia Merid. Ciccia è un matronimico (= "figlio/a di Francesca") ed esclude il significato di "carne" che il Rohlfs nel 1979 aveva erroneamente ipotizzato per la Calabria, mentre nel 1983 per la Sicilia ha corretto l'errore. La spiegazione Cicciu = "Francesco" si trova già nel Caglià del 1840 (a pag. 44), mentre la spiegazione Ciccia = "Francesca" è espressamente fornita dal Biundi nel lontano 1857 (a pag. 2 dell'appendice al suo dizionario) e seguita dal Rohlfs nel 1983, dal Ciccia nel 1987 (1^ edizione del presente libro), dal Micciché nel 1991 e dal Caracausi nel 1993. A sua volta Francesca, derivante dal lat. Francisca o Fràncica = "appartenente alla popolazione dei Franchi", "oriunda o proveniente dalla Francia", è dovuto alla devozione verso S. Francesco (d'Assisi e -- nell'Italia Merid. -- di Paola). Si segnala infine il monte Ciccia, vicino a Messina. · Frequenza: a Paternò 26°. · Attestaz.: Ciccia console, non meglio identificato, 1157, e Gualfreduccio Ciccia, capitano di custodia di Porta Travallii di Siena 10 , 1281 (Studio Araldico di Genova); Gherardo Ciccia de' Lamberti, Siena, 1260 (Giovanni Villani, Nuova Cronica al 1260, VII 77 1). · Famiglia già iscritta nella Mastra delle nobili famiglie patornesi. (Savasta) · Pers.: Carmelo Ciccia, preside, scrittore e saggista; Nino Franco Ciccia, giurista; il suddetto Gherardo Ciccia, ghibellino fiorentino che, quale braccio destro di Farinata degli Uberti, cooperò alla battaglia di Montaperti; Antonio Ciccia, di Siderno (RC), nel 1707 castellano della torre costiera; Bonaventura Ciccia, di Gerace (RC), nel 1712 padre provinciale dei conventuali; Alfio Ciccia, di Catania, presidente del distretto scolastico di Paternò, cultore d'archeologia e autore di testi scolastici; Giosuè Ciccia, di Monasterace (RC), saggista e poeta; Matilde Ciccia, di Milano, campionessa di pattinaggio artistico, presentatrice della RAI-TV e pittrice; Antonio Ciccia, di Melito di Porto Salvo (RC), tributarista e autore di testi giuridici; Benedetto Ciccia, di Calargius (CA), autore di pubblicazioni medico-scientif.; Calogero Ciccia, di Messina, poeta.
CICCIARI Cicciari è specifico del messinese, di Barcellona Pozzo di Gotto e San Filippo del Mela, dovrebbe derivare dal termine greco Κιρκος kirkos (sparviero, sia come uccello che come nome personale, come ad esempio Circe, la maga omerica), forse indicando nel capostipite un falconiere.
CICCIOMASCOLO Ciccomascolo è specifico della penisola garganica, di Vico del Gargano in particolare e di Rodi Garganico e Lesina, dovrebbe derivare dal nome composto dai nomi Francesco, nella sua forma ipocoristica aferetica e contratta di Cicco, alterata poi dal dialetto, aggiunto al nome Mascolo (vedi MASCOLI), nome probabilmente portato dal capostipite, ma potrebbe anche derivare da Ciccio inteso come piccolo, sempre aggiunto al nome Mascolo.
CICCIOMESSERE Cicciomessere è un cognome tipico di Bitonto nel barese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine ciccio che sta affettuosamente per piccolo e messere (signore), con il significato quindi di signorino.
CICCIONE
CICCIONI
CICIONE
CICIONI
Ciccione, abbastanza raro, ha un ceppo ligure, soprattutto nel savonese ed uno nel latinese, Ciccioni, leggermente meno raro, ha un ceppo tra riminese e pesarese, in particolare a Sant'Agata Feltria, ed uno tra ternano e viterbese, in particolare a Viterbo, Cicione è tipicamente laziale di Formia nel latinense, con un ceppo anche  a Roma, Cicioni ha un piccolo ceppo a Rimini, uno umbro tra perugino, a Marsciano, Perugia e Foligno, e ternano a San Venanzo, uno nel teramano, a Giulianova, Mosciano Sant'Angelo e Bellante, ed uno a Roma, questi cognomi dovrebbero derivare da forme ipocoristiche accrescitive derivate da alterazioni dialettali del nome Francesco.
CICCIRELLI
CICCIRELLO
CICIRELLI
CICIRELLO
Ciccirelli, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascizione come Ciccirello, che è quasi unico, dovrebbe trattarsi di alterazioni dei cognomi Cicirelli o Cicirello, Cicirelli ha un grosso ceppo ad Altamura nel barese ed uno piccolo a Torano Castello nel cosentino, Cicirello ha un ceppo ad Alcamo nel trapanese, uno a Sant'Agata di Militello e Gioiosa Marea nel messinese, uno a Palermo, uno a Ribera nell'agrigentino ed uno ad Acquaviva Platani nel nisseno, dovrebbe trattarsi di forme ipocoristiche derivate dallla forma aferetica, tipicamente meridionale Ciccio, forma dialettale per Francesco, nome probabilmente portato dai capostipiti.
CICCO
CICCOTTI
CICCOTTO
Cicco ha ceppi, nel romano a Nettuno ed a Roma, nel napoletano a Napoli e Casoria nel napoletano, nel barese ad Andria, nel catanzarese a Martirano Lombardo, San Mango d'Aquino e Lamezia Terme ed a Villa San Giovanni nel reggino, con un piccolo ceppo a Gangi nel palermitano, Ciccotti è tipico del Lazio, di Roma e Guidonia Montecelio nel romano, di Anagni  nel frusinate, di Canino nel viterbese e di Aprilia nel latinense, Ciccotto è tipicamente siciliano diell'agrigentino, di Favara e Castrofilippo, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, dalla forma aferetica del nome Franciscus, Ciscus, italianizzata poi in Cicco.
CICCOLECCHIA
CICOLECCHIA
Ciccolecchia, praticamente unico, è una forma alterata del cognome Cicolecchia, che è specifico di Gravina in Puglia nel barese, e che dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale leggermente dispregiativa, originatasi da una forma aferetica Cicco del nome Francesco.
CICCOLELLA
CICCOLELLI
CICOLELLA
Ciccolella ha un ceppo a Formia nel latinense ed a Roma, uno a Napoli, ma il nucleo principale è in Puglia a Molfetta e nel resto del barese, Ciccolelli, quasi unico, è dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Cicolella è specifico di Foggia e di Cerignola nel foggiano.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Ciccolella, che, nell'onomastica arcaica, sembra nascere da un ipocoristico del nome Cicca (abbreviazione popolare di Francesca): quest'ipotesi, in effetti, considera il suffisso -olella come un doppio ipocoristico (-ola + -ella), ma, a dire il vero, va detto che questa desinenza non è affatto comune nei cognomi italiani (benché grammaticalmente non vi sia alcun errore). Più probabilmente, allora, il personale Ciccolella nasce dall'unione fra i nomi Cicca e Colella (aferesi di Nicolella), tenendo conto che, un tempo, il nome Colella era molto diffuso nel sud e centro-sud Italia (vedi Colella). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali delle capostipiti, anche se, a ben vedere, non è escluso che Ciccolella sia ugualmente un nome da uomo (l'uscita in -ella, in questo senso, potrebbe riflettere il suffisso -a del nome Nicola, che, com'è noto, è un nome principalmente maschile in Italia, per lo meno nella sua forma base e non ipocoristica).
CICCONE
CICCONI
Ciccone è specifico della fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e foggiano, con un ceppo autonomo anche nel reggino, Cicconi è concentrato nella zona che comprende le Marche meridionali, l'Abruzzo settentrionale ed il Lazio, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'accrescitivo dell'aferesi del nome Francesco.
CICCOPAOLI
CICCOPAOLO
Sia Ciccopaoli che Ciccopaolo sono quasi unici, sembrerebbero del reatino, dovrebbero derivare dal nome dei capostipiti, composti probabilmente dal nome Francesco contratto per aferesi ipocoristica in Cicco e dal nome Paolo.
CICCOTOSTO Ciccotosto è tipico del teatino, del vicino pescarese e campobassano, di Vasto e San Salvo nel teatino, di Pescara e di Montenero di Bisaccia nel campobassano, dovrebbe derivare da capostipiti di nome Francesco, trasformato per aferesi e contrazione ipocoristica in Cicco, cui venne aggiunto l'attributo di tosto, cioè di duro, di forte e resistente.
CICCU
CICU
Ciccu, abbastanza raro, è tipicamente sardo, di Cagliari e di Marrubiu e Terralba nell'oristanese, Cicu, sempre sardo, ha un ceppo a terralba e marrubiu nell'oristanese, a Sassari e Sorso nel sassarese ed a Cagliari e Teulada nel cagliaritano, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche, aferetiche, contratte del nome Francesco.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CICCU; CICU: di etimologia e significato incerti. In latino ciccum prende il significato di pellicola, che nella melagrana separa i granelli. In senso figurato significa cosa di poco valore, da cui deriva cicca, che tanto in italiano quanto in sardo significa qualcosa che vale ben poco. In sardo tzìccu, tzikkèddu, significa un poco, di vino ad esempio: unu tzikkèddu de binu = un goccio di vino. Da un anziano di Ales apprendiamo che il suo bisnonno era conosciuto con nome de Kiccu o de Kicu, cioè de Franciscu = di Francesco. Questa ultima è per noi le versione più accettabile. Franciscu o Francischu, nelle carte antiche è frequente come nome, come cognome lo troviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388:  Francischu (de) Puciarello, ville Ecclesiarum (Villa di Chiesa = Iglesias). Attualmente il cognome Ciccu è presente in 44 Comuni italiani di cui 21 in Sardegna: Cagliari 29, Marrubiu 20, Terralba 10, etc. Cicu è presente in 45 Comuni italiani, di cui 19 in Sardegna: Terralba 33, Sassari 29, Cagliari 27, Marrubiu 23, etc. Nella penisola è presente ( in 97 Comuni) il cognome Cicco, che dovrebbe derivare sempre da Chicco = vezzeggiativo( ipocoristico) di Francesco.
CICCULLI
CICCULLO
Cicculli, quasi unico, ha presenze nel potentino, Ciccullo ha un ceppo ad Avellino ed a Salerno e Cava de' Tirreni nel salernitano, presenze nel potentino e nel siracusano, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dialettali del nome Ciccu, una forma aferetica dialettale contratta del nome Francesco, secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece da una forma ipocoristica dialettale del termine grecanico circos (cerchio, cupola).
CICERI
CICERO
LO CICERO
Tipicamente lombardo Ciceri, ma con possibili altri ceppi nel sassarese e in provincia di Firenze, mentre Cicero è sicuramente siciliano, così come Lo Cicero che è molto diffuso in tutta l'isola, particolarmente a Palermo ed in provincia a Villabate e Monreale, a Adrano nel catanese ed a Casteltermini nell'agrigentino, potrebbero derivare da soprannomi legati al vocabolo dialettale cicer (tazzine) il ceppo lombardo, quindi relative al mestiere di venditore o produttore di stoviglie, mentre tutti gli altri dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo cicer (cece) o dal nome medioevale Cicerus di cui abbiamo un esempio nel Codex cavensis diplomaticus sotto l'anno 955: "...In nomine domini vicesimo secundo anno principatus domni nostri Gisolfi gloriosi principis, mense ianuarius tertiadecima indictione. memoratorium factum a me mirandus filius quondam Ruscinii, eo quod ante presentia Guaiferi Castaldei et aliis subscripti testes per bonam convenientiam guadia mihi dederunt Petrus et Cicerus germani filii quondam Lademari, et mediatorem mihi posuerunt amatus filius Comperti...".
CICERONE
CICERONI
Cicerone ha un ceppo tra Avezzano e L'Aquila, uno a Roma, uno principale a Sesto Campano (IS) ed in Sicilia a Palermo e   Vittoria (RG), Ciceroni ha un nucleo principale a Roma ed uno forse non secondario a Ravenna, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Cicero Ciceronis il famosissimo Marcus Tullius Cicero (Cicerone) nato ad Arpino (FR) il 3 gennaio del 106 a.C., anche questo cognome deriva dal vocabolo latino cicer (cece).
CICHELLI
CICHELLO
Cichelli, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del teatino, Cichello, non molto comune, è del vibonese, di Mileto e Dinami, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche aferetiche derivate da forme dialettali spagnoleggianti riferite a capostipiti che probabilmente si fossero chiamati Francesco, o da alterazioni del nome medioevale Franciscus.
CICIGOI
CICIGOJ
Cicigoi è tipico dell'udinese e del goriziano, di Cividale del Friuli, Premariacco e San Giovanni al Natisone nell'udinese e di Gorizia, Cicigoj, praticamente unico, è una forma più arcaica del primo, dovrebbero derivare dall'antico nome di un paese sloveno, a sua volta derivato dal vocabolo slavo ĉika (mucca).
CICO Cico, assolutamente rarissimo è specifico di Torino e di Corsione nell'astigiano.
integrazioni fornite da Daniele Zaia
Tipico del piccolo comune di Corsione, (Asti) deriva dal piemontese cicu diminutivo del nome Francesco.
CICOGNA
CICOGNANI
CICOGNINI
CIGOGNINI
Cicogna è presente nella penisola a macchie di leopardo, sicuro un ceppo veneto, ed uno umbro, ma potrebbe essercene uno anche nel milanese, Cicognani è decisamente romagnolo, con massima concentrazione nel ravennate e forlivese e presenze significative anche nel bolognese e riminese, Cicognini è del centro sud della Lombardia, Cigognini è proprio del milanese e del lodigiano. Questi cognomi deriverebbero da soprannomi legati al fatto che una cicogna nidificasse sulla casa del capostipite, o derivati da toponimi come Cicognara (MN) o Cicognolo (CR). Lo stemma è quello dei Cicogna Conti di Peltrengo.
CICOIRA Cicoira è specifico di Calitri nell'avellinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale basato sul termine cicoira (cicoria, insalata mangereccia), forse perchè il capostipite ne fosse un gran produttore.
CICORIA Cicoria ha molti ceppi, uno a Perugia, uno nel viterbese a Montefiascone, Viterbo e Marta ed a Roma, uno a Palazzo San Gervasio e Ruvo del Monte nel potentino ed uno in Puglia, a Bari, Sammichele di Bari e Minervino Murge nel barese, a Foggia ed a Carovigno nel brindisino, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine cicoria (una famiglia di piante di insalata e verdura mangerecce), forse perchè i capostipiti ne fossero stati grandi mangiatori, grandi raccoglitori delle varietà selvatiche, o grandi produttori.
CICUTA
CICUTO
Cicuta è specifico di Pordenone e Bicinicco nel pordenonese, Cicuto è tipico della zona tra veneziano e Friuli, di Fossalta di Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Portogruaro nel veneziano, di Latisana e Torviscosa nell'udinese e di Cordovado, Arba e Chions nel pordenonese, potrebbero essere forme ipocoristiche dialettali friulane del nome Francesco, che dapprima sarebbe diventato Francescut, poi per aferesi Cescut, quindi per contrazione Cicut, italianizzato in Cicuta ed in Cicuto.
CICUTTINI
CUTTINI
Entrambi specifici dell'udinese, Cicuttini è meno diffuso ed è tipico di Cividale del Friuli, Remanzacco ed Udine, Cuttini è tipico di Pasian di Prato e di Udine, dovrebbero derivare direttamente o tramite una forma aferetica da ipocoristici friulani aferetici del nome Franciscus, improbabile un riferimento alla forma slava cikec (bue).
CIENO Estremamente raro, è specifico del veronese.
integrazioni fornite da Mario Cieno
Di etimologia incerta, ma probabilmente legata ad origini simili a quelle del cognome Ciani, probabilmente legato alle popolazioni cimbriche o celtiche stanziatesi nell'area della Lessinia veronese (13 comuni).
CIERVO Ciervo ha un ceppo tra Monsummano Terme e Quarrata nel pistoiese e Prato, uno nel latinense, ad Aprilia e Latina, ed a Roma, ed uno in Campania nel beneventano, a Sant'Agata dei Goti, Dugenta, Moiano e Frasso Telesino, a Napoli ed a Laurino nel salernitano, dovrebbe derivare dal nome spagnolo Ciervo (Cervo), ma è anche possibile una connessione con il termine laziale ciervo, una specie di dolce rappresentante un gallo, che si prepara con l'equinozio di primavera.
CIFALDI
CIFALDO
GIFALDI
Cifaldi ha un piccolo ceppo a Teramo, uno a Roma, uno nell'avellinese a Montaguto ed Ariano Irpino ed a Campolattaro nel beneventano, ed uno in Puglia nel foggiano, a Foggia, Orta Nova, Cerignola, Stornara e Lucera, Cifaldo e Gifaldi sono praticamente unici e sembrerebbero campani, si dovrebbe trattare di un'italianizzazione del nome normanno Giffard, latinizzato prima in Giphaldus, quindi in Cifaldo, nome probabilmente portato dai capostipiti.
CIFANI
SIFANI
SIFANO
Cifani ha piccoli ceppi a Fermo nel Piceno, in Abruzzo in particolare a Goriano Sicoli (AQ) ed a Roma e Ladispoli (RM), Sifani e Sifano sono unici, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Cifanus o Sifanus di cui abbiamo un esempio nello scrittore germanico Cifanus Laurentius (1510-1579).
CIFONE
CIFONI
CIFUNI
Cifone, molto raro, è di origine meridionale, sembrerebbe casertano, con un possibile ceppo nel tarantino, Cifoni è tipicamente abruzzese, assolutamente rarissimo, sembra specifico di Teramo, Cifuni, meno raro, ha un ceppo nel napoletano, a Napoli, Cercola, Sant'Anastasia e San Giorgio a Cremano, ed uno ad Accettura nel materano, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali stanti ad indicare probabilmente un portamento incurvato e ingobbito dei capostipiti.
CIGAGNA
CIGANA
Cigagna, estremamente raro, è della zona di confine tra le province di Treviso e Pordenone, di origini oscure, potrebbe derivare da un soprannome dialettale del cognome Cigana, che, diffuso nel pordenonese a Pasiano di Pordenone, Sacile e Prata di Pordenone, Torre di Mosto nel veneziano e Mottadi Livenza e Gaiarine nel trevigiano, sembra sia stato originato da un'alterazione medioevale del termine croato ciganoj (zingaro), o anche da una modificazione del cognome rumeno Cicanea, ma quest'ultima ipotesi è molto meno probabile, un'importante traccia di questo cognome la troviamo a Motta di Livenza nel trevigiano, nel 1401, quando la Madonna apparve al contadino Giovanni Cigagna, secondo alcuni, o Cigana, secondo altri, chiedendo che in quel luogo venisse edificata una chiesa, cosa che avvenne nel secolo successivo.
CIGALOTTI
CIGALOTTO
Cigalotti, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel basso trentino ed uno nel verbanese, Cigalotto, altrettanto raro, sembrerebbe specifico di Udine, dovrebbero derivare in alcuni casi da forme etniche del toponimo Cigole nel bresciano, in molti altri da una forma ipocoristica del nome medioevale Cichala o Cighala.
CIGLIUTI
CIGLIUTO
CIGLIUTTI
Cigliuti, molto molto raro, ha un ceppo ad Asti ed uno nel savonese, in particolare a Millesimo, Cigliuto, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione, Cigliutti, molto raro, è tipico di Savona e del savonese, con un ceppo anche a Mondovì ed Alba nel cuneese, si potrebbe trattare di forme etniche locali del toponimo Cigliè nel cuneese, anche se non si può escludere che possano anche derivare da soprannomi originati dal fatto che il capostipite fosse dotato di ciglia molto folte.
CIGNA
CIGNI
CIGNO
Cigna ha presenze in Piemonte, a Genova, in Toscana, a Campi Bisenzio e Firenze nel fiorentino ed a Poggibonsi nel senese, e ceppi in Sicilia, a Canicattì nell'agrigentino, a Palermo, a Raddusa e Catania nel catanese ed a Caltanissetta, Riesi, San Cataldo e Serradifalco nel nisseno, questi ceppi siciliani potrebbero derivare da un soprannome basato su di una traslitterazione del termine siciliano cinga (cinghia), Cigni ha un ceppo a Reggio Emilia, uno piccolo a Rimini, uno in Toscana, a Pomarance nel pisano, a Sovicille e Siena nel senese, a Cecina nel livornese ed a Firenze, Cigno, decisamente più raro, ha un ceppo siciliano a Gangi e Palermo nel palermitano, dovrebbero derivare dal nome del capostipite, probabilmente riferibile al nome latino Cygnus, derivato dal nome greco Cycnos (Cigno).
CIGNACCHI
CIGNACCO
Cignacchi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere delle presenze nel mantovano, Cignacco è invece tipicamente friulano, molto raro, ha un piccolo ceppo a Pordenone ed uno a Cividale del Friuli ed a Premariacco nell'udinese, dovrebbero derivare da un nome di località della zona del Natisone.
CIGNOLI Cignoli è specifico del pavese, di Voghera, Pavia, Broni e Casteggio, dovrebbe derivare dal nome della frazione Cignolo di Santa Margherita di Staffora sempre nel pavese, probabile luogo d'origine del capostipite.
CIGOLI
CIGOLINI
Certamente cremonese Cigoli, mentre Cigolini ha un ceppo bresciano, uno del milanese e lodigiano ed uno toscano, deriverebbero da soprannomi legati a vocaboli dialettali, probabilmente di carattere agricolo. Il Cigolini bresciano potrebbe essere disceso dal toponimo Cigole (BS).
CILANO Di origine siciliana (vedi CELANI).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cilano è un cognome siciliano variante di Celano che viene dal toponimo omonimo (AQ). L'origine è forse il personale latino Caelus o Celius.
CILEA
CILIA
Cilea, molto molto raro, è specifico di Reggio Calabria, Cilia invece è decisamente siciliano, diffuso in tutta l'isola, anche se con massima concentrazione nel ragusano, potrebbero derivare, direttamente o tramite modificazioni dialettali, per aferesi dal nome latino Caecilia, cognomen della Gens Metilia, ricordiamo Santa Cecilia martirizzata nell'anno 232.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cilìa è un cognome calabrese e siciliano che viene dal dialetto grecanico della zona di Bova in Calabria: cilìa = ventre (dal greco καλία).
CILENTI
CILENTO
CILIENTO
Cilenti ha un nucleo Foiano Di Val Fortore nel beneventano ed un ceppo nella zona di Rodi Garganico e Vico Del Gargano (FG) , Cilento, non molto comune, è tipico della fascia litoranea della Campania e del cosentino, Ciliento oltre al ceppo campano ne ha uno in Basilicata e nel foggiano, derivano o direttamente o tramite modificazioni dialettali dal nome della regione campana omonima, il Cilento (seu Cilenti, de Cilento) discendono dai Normanni d'Altavilla, di Napoli e di Sicilia.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci -  da "I cognomi di Colle Sannita"
La Famiglia Cilenti di Foiano Valfortore in provincia di Benevento vanta origini antiche e nobilissime: è discendente diretta della regale stirpe normanna dei d'Hauteville, meglio nota con il cognome italianizzato Altavilla. Gli Altavilla discesero in Italia nel 1035, quando cinque figli del capostipite Tancredi decisero di muoversi dalla Normandia. Nel 1042 Guglielmo, detto "Braccio di Ferro", progenitore dei Cilenti di Foioano Valfoltore, conquistò i territori di Melfi che poi passarono a Umfredo nominato conte di Puglia. Suoi fratelli erano Roberto il Guiscardo e Ruggero, padre, quest'ultimo, di Ruggero II re di Sicilia., nonno a sua volta di Federico II di Svevia (perché Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II aveva sposato Enrico VI di Svevia). Il predetto Guglielmo fu scomunicato da Papa Innocenzo, per cui si rifugiò con la famiglia a Roccadaspide in provincia di Salerno: fu qui che vennero soprannominati "del Cilento". Questo ramo degli Altavilla, imparentato con gli Aragonesi, tornò alla corte di Napoli durante il potere regio di Federico d'Aragona che nel 1442 sostituì gli Angioini. Si accesero però le dure lotte per il potere tra Angioini e Aragonesi: fu così che nel 1447 Giovanni il Rosso d'Altavilla, detto del Cilento, si trasferì a Foiano Valfortore nel 1447 per tenersi lontano dalle lotte politiche che avrebbero inevitabilmente travolto anche la sua famiglia. A Foiano nacque nel 1469 Andrea, detto Andreotto, capostipite dei Cilenti. Il figlio di Andrea, Giovannangelo Cilenti, con Bolla Papale di Pio V, fu nominato Conte con il diritto di tramandare il titolo nobiliare "ad infinitum".
Genealogia del Ramo Cilenti imparentato con i Meomartini di Colle Sannita: Andrea o Andreotto, Giovannangelo, Domenico, XXX, Antonio, Domenico, Pietro, Giovanni, Saverio (e Maria de Girolami), Pietro Antonio Giuseppe (e Chiara Martini), Luca (e Emanuela Girolami), Alfonso Pasquale Andrea Giuseppe (marito di Emilia Meomartini), Emanuele Luca, Aldo, Emanuele, Aldo .
Ramo imparentato con i Barbieri di Colle Sannita: Andrea o Andreotto, Giovannangelo, Domenico, XXX, Antonio, Domenico, Pietro, Giovanni, Saverio (e Maria de Girolami), Pietro Antonio Giuseppe (e Chiara Martini), Giovannangelo (e Maria Giuseppa Ferrari), Saverio (sposato con Teresa Barbieri fu Don Pasquale e Donna Concezione Torsili Pignatelli, la cui ava materna Carolina Meomartini era cugina di Don Giuseppe Nicola, padre di Donna Emilia Meomartini sposata con il conte Alfonso Pasquale Andrea Giuseppe Cilenti). Il ramo si è estinto.
CILFONE
CILFONI
Cilfone, molto raro, sembrerebbe specifico di San Marco La Catola (FG), Cilfoni, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero essere di origini albanesi e derivare dal toponimo Montecilfone (CB).
CILIBERTI
CILIBERTO
Ciliberti è tipico dell'Italia meridionale peninsulare, del napoletano, salernitano, potentino, cosentino, foggiano e barese, in particolare, Ciliberto ha un ceppo nel napoletano, uno in Calabria, in particolare tra valentiano, catanzarese e crotonese, ed uno in Sicilia, in particolare nel messinese e soprattutto nell'agrigentino, derivano da una modificazione dialettale del nome medioevale Gilibertus (vedi Giliberti), troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel valentiano fin da almeno il 1700 con un certo Antonio Ciliberti, quondam Domenico facente parte del locale parlamento.
CILLA
CILLI
CILLO
DE CILLIS
DE CILLO
DI CILLO
Cilla ha un ceppo nel foggiano a San Paolo Di Civitate e Poggio Imperiale ed uno nel potentino a Genzano Di Lucania, Cilli sembra avere un nucleo in Abruzzo, particolarmente a San Salvo (CH) e a Montesilvano (PE) ed un ceppo nel barese, Cillo ha ceppi nel napoletano, avellinese, potentino ed in Puglia, De Cillis è decisamente pugliese, soprattutto del barese, di Bisceglie e Trani, ma anche del foggiano, brindisino e leccese, De Cillo è quasi unico, Di Cillo, abbastanza raro, ha un ceppo a Ripamolisani nel campobassano ed uno a Bari, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso forme patronimiche in De o Di dal nome greco Cilla.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel pescarese fin dal 1700.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cilli può avere alla base il nome Cilli, antico popolo italico sottomesso agli Japigi, antichissimi abitanti della regione pugliese, oppure il toponimo Cilla, antica città dell'Eolia e città medievale del XII secolo, o Celje, città slovena a NE di Lubiana o l'aggettivo greco Kýllos = curvo, storto, monco, storpio. Minervini 148.
CIMA
CIMATTI
CIMETTI
Cima è diffuso nel Lazio, nel forlivese, nel lucchese e a macchia di leopardo nel nord centro occidentale, Cimatti è specifico romagnolo, del ravennate tra Faenza e Ravenna in particolare, Cimetti è specifico di Grosio nel sondriese e di Olgiate Comasco e Bizzarrone nel comasco, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici o forme patronimiche, dal nome medioevale Cima di cui abbiamo un esempio a Firenze, in uno scritto del 13 luglio 1273 leggiamo: "Item MCCLXXIII, indictione prima, die XIII iulii. Actum Florentie in ecclesia Sancti Laurentii presentibus testibus presbitero Guidone canonico ipsius ecclesie Sancti Laurentii, Guidalocto quondam domini Rigalecti et Cima quondam domini Lacopi Morandi. ...". Traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Forlì nel 1600 con lo stampatore Giovanni Cimatti (1626-1667).
CIMADUOMO Cognome assolutamente rarissimo, presente in un unico ceppo distribuito su Foggia, Rimini, Ferrara, Modena e Napoli (Piscinola).
informazioni inviate da Leandro Cimaduomo
CIMAN Molto raro è tipico di San Giovanni Ilarione (VR), potrebbe derivare dall'aferesi del termine latino decimanum utilizzato come indicatore di località: "Ab hoc exemplo antiqui mensuras agrorum normalibus longitudinibus incluserunt. Primum duos limites constituerunt: unum, qui ab oriente in occidentem dirigeret. Hunc appellaverunt duo[de]cimanum ideo, quod terram in duas partes dividat et ab eo omnis ager nominetur. Alterum a meridiano ad septentrionem; quem kardinem nominaverunt a mundi kardine[m]. Duo[de]cimanum postea decimanum appellaverunt. ".
CIMAROSTI
CIMAROSTO
CIMARRUSTI
CIMARRUSTO
CIMARUSTI
CIMMARRUSTI
CIMMARUSTI
Cimarosti raro è tipico del veneziano e Friuli occidentale, Cimarosto, rarissimo, è veneziano, Cimarrusto estremamente raro sembra foggiano, Cimarrusti sempre molto raro è tipico della zona che comprende barese, materano e tarentino, Cimarusti è assolutamente rarissimo, dovrebbe essere del barese, Cimmarrusti e Cimmarusti, molto rari, sono tipici del barese, zona di Valenzano in particolare, dovrebbero derivare da soprannomi, come si potrebbe arguire da questo pezzo tratto dal Baldus di Teofilo Folengo, scrittore nato a Mantova nel 1491: "...Alter erat Baldi Compagnus nomine Cingar, Cingar scampasoga, Cimarostus,... ... accortusque, ladro, semper truffare paratus...".
integrazioni fornite da Marco Cimarosti
esisteva una famiglia Zimarost (tipica la trasformazione della lettera C in Z nella lingua scritta dei documenti tirolesi del tempo) nel 1492 a Malè, Val di Sole trento: "Ser Laurentio Zimarost di Ser Antonio" compare come regolano nelle carte di regola di Malè, il titolo ser indica la professione di notaio, il fatto che sia regolano indica che la famiglia faceva parte della comunità da molto tempo.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cimarrusti è un cognome pugliese composto del cognome base Cima + 'arrusti' che nel dialetto calabrese significa 'rapa' o 'broccolo'. Minervini 148.
CIMAROTTA
CIMMAROTTA
Cimarotta è unico, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione di Cimmarotta, che, assolutamente rarissimo, è specifico del napoletano, e che dovrebbe essere una forma etnica grecanica stante ad indicare che il capostipite provenisse da una località come, a solo titolo di esempio, Cimarro nel reatino, o un'altra con un nome simile.
CIMBARLE
CIMBERLA
CIMBERLE
Cimberla e Ciambarle sono praticamente unici e sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione di Cimberle, estremamente raro, che sembrerebbe avere un ceppo nell'altipiano di Asiago ed uno, probabilmente secondario, nel torinese,
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
D. Olivieri nel suo I cognomi della Venezia Euganea, p.201' fa derivare il cognome simile Cimerle dalla voce zimberle = falegname, usuale nella zona dei sette comuni.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Questi cognomi, in realtà, si prestano a diverse ipotesi riguardo al loro significato. Da una parte, la proposta di D. Olivieri pare, infatti, essere giustificata: il termine zimberle/cimberle potrebbe provenire da una voce dialettale derivata dall'antico tedesco zimber, cioè legno, ed indicare, dunque, il mestiere di falegname, carpentiere (l'equivalente del cognome tedesco Zimmerman e delle sue varianti). D'altra parte, però, non è da escludere l'ipotesi, proposta da altri studiosi, di un'origine latina del termine cimberle: secondo J. Grzega (Materialien zu einem etymologischen Wörterbuch des Dolomitenladinischen), questo vocabolo deriva, infatti, dal latino cymbalum, col significato di cembalo. Nell'antichità, i cembali (detti anche cimbali o cimberli) erano degli strumenti musicali formati da due piatti concavi percossi l'uno contro l'altro per produrre musica; più tardi il termine andò ad indicare, in generale, un tamburello a sonagli. Ora, siccome la parola cimbali deriva da un sostantivo neutro latino, cioè cymbalum, questo termine potrebbe essere entrato nella lingua italiana sia in forma maschile che femminile (almeno in un primo momento o in alcune aree del paese) e di qui le varianti cimberli e cimberle. Se così fosse, allora, si possono ricavare due interpretazioni dall'etimologia di questi cognomi: la prima è che essi siano nati da un soprannome attribuito a un suonatore di cembali o, forse, a un fabbricante di questi strumenti; la seconda, proposta da Grzega, è che essi derivino invece da un soprannome scherzoso attribuito a una persona spesso ubriaca, interpretazione, questa, che ricalca l'espressione 'essere in cimberli', cioè 'essere ubriaco', poiché lo stare in compagnia al suono dei cembali evoca l'idea di allegria, di euforia e, per estensione, di ubriachezza.  In conclusione, i cognomi Cimbarle, Cimberla e Cimberle potrebbero essere nati o da nomi di mestiere, come quello del falegname, del suonatore di cembali o del fabbricante di tali strumenti, oppure da un soprannome col significato di ebbro, ubriaco (benché, personalmente, penso che possa riferirsi anche al significato di allegro o festaiolo).
CIMBRI Abbastanza raro, presente solo nel centro e nord Italia, dovrebbe fare riferimento all'origine cimbrica del capostipite (i cimbri erano un popolo germanico, provenente dalla penisola danese, che dìscesero in Italia e della cui lingua resta traccia nel veneto, nell'altipiano di Asiago, dove è ancora parlata), ma potrebbe anche essere derivato da un soprannome legato al toponimo Cimbro (VA) o Cimbergo (BS).
CIMIGOTTO Cimigotto sembrerebbe specifico di Marano Lagunare nell'udinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di molto miope, forse sottolineando il fatto che il capostipite ci vedesse veramente molto poco.
CIMINI Cimini è specifico della fascia centrale che comprende Lazio, Marche meridionali, Umbria ed Abruzzo, dovrebbe derivare dal nome dei monti Cimini.
CIMINO
CIMMINI
CIMMINO
Cimino è diffuso in tutto il sud, Cimmini assolutamente rarissimo, dovrebbe essere un derivato di Cimmino che è tipico campano, del napoletano e casertano in particolare, potrebbero derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi di nomi come Decimius o Ecimius.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cimino è cognome siciliano che si rifà alla pianta del 'comino' o 'cumino', latino cyminu(m), greco kýminon.
CIMOLI Cimoli ha un ceppo tra le province di La Spezia e di Massa ed uno, molto piccolo, nel tarantino, dovrebbe derivare da soprannomi originati dal termine cimolo, nome della pianta del pino cembro, ma, soprattutto il ceppo pugliese, potrebbe anche originare dal nome dell'isola greca di Cimolo.
CIMONE
CIMONI
Cimone, molto molto raro, ha un ceppo nel teatino in Abruzzo ed uno nel messinese, Cimoni, altrettanto raro sembrerebbe tipico del grossetano, in alcuni casi potrebbe derivare dalla zona del monte Cimone nell'appennino tra modenese e Toscana, ma la cosa più probabile è che derivino dal nome latino di origine greca Cimon, di cui abbiamo un esempio negli scritti dello storico romano Cornelio Nepote: "...Cimon, Miltiadis filius, Atheniensis, duro admodum initio usus est adulescentiae. Nam cumpater eius litem aestimatam populo solvere non potuisset ob eamque causam in vinclis publicisdecessisset, Cimon eadem custodia tenebatur neque legibus Atheniensium emitti poterat, nisipecuniam, qua pater multatus erat, solvisset. ...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cimone è un cognome messinese dal vocabolo siciliano 'cimuni' = parte più alta della canna da pesca. Rohlfs 71. (n.d.r. ???)
CINA
CINEL
CINELLA
CINELLI
CINELLO
CINI
CININI
CINO
CINOTTI
Cina ha un ceppo palermitano ed uno secondario romano, Cinella, quasi unico, è del napoletano, Cinel è tipicamente veneto, del trevisano, a Castelfranco Veneto, Crocetta del MOntello e Montebelluna e del vicentino, a Rossano Veneto e Cassola, con un piccolo ceppo anche nel veneziano a San Michele al Tagliamento, Cinelli è molto diffuso in tutta l'Italia peninsulare, ma sommamente in Toscana e Lazio, Cinello è invece specifico dell'udinese, con un ceppo anche nel trevigiano, Cini è tipicamente toscano, dove è diffusissimo, ma con ceppi anche nel bolognese, nel veneziano e nel romano, Cinini ha un ceppo a Livorno e qualche presenza nel bresciano, Cino ha un ceppo nel napoletano, uno nel barese ed uno nel leccese, uno nel cosentino ed uno in Sicilia, soprattutto nell'agrigentino e nisseno.  Tutti questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche semplici o da loro ipocoristici, anche dialettali, di un ipocoristico di nomi come Pace, Rinuccio, Leone, Barone o altri simili, Pace ad esempio diventato prima Pacino, nella sua forma ipocoristica, quindi Cino per aferesi, ed in alcuni casi per un ulteriore ipocoristico Cinello o Cinino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cinella, rarissimo, ha un ceppo nel maceratese e uno nel napoletano, Cinelli, praticamente panitaliano, ha una maggiore concentrazione fra il nord e il centro nord del paese, con nuclei principali nel bresciano, nel bolognese, nel fiorentino, nel grossetano, nel pistoiese, nel senese, nel frusinate, nel romano e nell'ascolano, ma nuclei non secondari si riscontrano anche nel beneventano, nel salernitano e nel cosentino, Cinello, molto più raro del precedente, è diffuso soprattutto nell'udinese e, in misura minore, nel trevigiano, Cinellu, anch'esso molto raro, è specifico della Sardegna, dove si trova maggiormente nel cagliaritano e nel sassarese, tutti questi cognomi derivano dal vezzeggiativo del nome medievale Cino, nato per aferesi da nomi quali Alcino, Baroncino, Leoncino, Pacino, etc. Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
CINAGLIA Specifico del Piceno, dovrebbe derivare da una forma collettiva in -aglia, intendendo quindi i Cini (vedi CINI), anche se è pure possibile una derivazione da un nome di località ora scomparso.
CINANNI Cinanni, estremamente raro, sembrerebbe tipico del reggino, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato da un alterazione grecanica del termine greco antico χήνος  cenos (orbo).
CINARDI
CINARDO
Cinardi ha un ceppo a Roma ed a Rieti ed uno ad Adrano nel catanese ed a Gela nel nisseno, Cinardo, più raro, ha un piccolo ceppo a Roma ed uno a Mazzarino e Gela nel nisseno, dovrebbero derivare dal nome medioevale germanico Chenardus o Chinardus, di cui abbiamo un esempio in un atto del 1163: "...Treverensibus quotannis inde solvantur. sicque statvimus. ut ipse locus ab abbate de Arenstein legitime electo in dei servicio ordinetur. .... quorum hec sunt nomina: Alessander. Bruno/Buron. Ioannis. Vulmarus. Archidiaconi. Phaldericus magister scolarum. Sifridus prepositus s. Castoris. Siccerus s. Maritimini. Chernicus s. Eucharii. Chenardus Epternacensis. Reinhaldus s. Marien. Codephreidus s. Martini. Adelelmuth Medeolarencis. .... Acta sunt hec Trevirus, anno incarnationis dominice M.C.LXIII. Indictione X. Epacta XXV. Concurrente I. Rogatu et petitione Ludovici cemitis in Arenstein. qui eiusdem loci ecclesiam a fundamento construxit.".  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Bari in un documento del 1247 dove Filippo Cinardo cipriota è castellano di Bari: "...In castro Bari sit castellanus Philippus Cinardus et conferant ad custodiam eius secundum formam idem Philippus...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Cinardo è cognome catanese che corrisponde a Ginard, cognome in Catalogna. Rohlfs 71.
CINATEMPO
GINATEMPO
Cinatempo, estremamente rarissimo, parrebbe di Alghero, Ginatempo, molto molto raro, è specifico di Porto Torres, di origini assolutamente oscure.
CINCINNATI
CINCINNATO
Cincinnati è assolutamente rarissimo,  parrebbe dell'Italia centrale, Cincinnato, leggermente meno raro, sembrerebbe più della zona tra Lazio e Campania, potrebbero derivare dall'antichissimo cognomen latino Cincinnatus, ricordiamo ad esempio Lucius Quinctius Cincinnatus nato prima del 520 a.C., ma potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal vocabolo latino cincinnatus (riccioluto).
CINCOTTO Cincotto, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Venezia e Musile di Piave nel veneziano e di Zenson di Piave nel trevisano, con antiche presenze anche nell'udinese, dovrebbe derivare da una forma ipocoristica dialettale italianizzata  di un nome o più probabilmente soprannome attribuito al quinto figlio.
CINGANO Cingano è tipicamente veneto, particolarmente diffuso a Vicenza ed a Padova, dovrebbe denunciare un'origine zingara delle famiglie, con il termine veneto arcaico cingano si definiva anticamente lo zingaro, ma il vocabolo assunse anche il significato di furbo e destro di mano, tracce antiche di questa cognominizzazione le troviamo verso la fine del 1600 in una registrazione battesimale: "..Justina ex Joanne Cingano et Antonia Coniugibus heri legitime orta, baptizata est ab Reverendissimo Domino Purpurino Cipriotto Canonico et Patrini fuere Hyeronimus Smundi et Catharina filia quondam Baptistae Beltrame dicti Poder; Pasqualinus Gobbo Canonicus et Curatus hic fideliter adnotavi...".
CINIERI Originario del brindisino
CINISELLI Originario della provincia di Milano, deriva da un soprannome legato al toponimo Cinisello Balsamo (MI).
CINNA
CINNI
CINNO
Sembrerebbero settentrionali, Cinna e Cinno sono ormai quasi scomparsi, Cinni è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare dal cognomen latino Cinna, citato ad esempio in un carme di Catullo: "Veste putat fieri cultissima carmina Cinna: // corporis a cultu iudicat ingenium, // hac ratione, cupit vates quia Cinna videri. // Dic mihi: "Quid Cinna stultius esse potest?", o anche da nomi basati sul termine latino cinnus, una forma aferetica di cincinnus (ricciolo).
CINQUANTA Un ceppo, il più numeroso nel milanese e lodigiano, un altro nella provincia di Massa ed un terzo in quella di Latina.  Potrebbe derivare da un soprannome legato ad un episodio nel quale ricorre il vocabolo o il concetto di cinquanta.
CINQUEGRANA Tipico della zona che comprende il casertano ed il napoletano, dovrebbe derivare dal nome di una località come Cinquegrana di Castel di Iudica (AV).
CINQUE
CINQUETTI
CINQUINI
CINQUINO
Cinque è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Puglia, ma soprattutto in Campania nel napoletano e nel salernitano, Cinquetti è di origine veronese, con un possibile ceppo nel cremonese, Cinquini tipico della provincia di Lucca, di Viareggio in particolare, ha un ceppo probabilmente secondario anche in Lombardia, Cinquino, molto raro, sembrerebbe pugliese, con presenze anche in Abruzzo,   potrebbero derivare direttamente o tramite modificazioni da un soprannome legato ad un episodio nel quale ricorre il vocabolo o il concetto di cinque, come ad esempio essere nati i capostipiti il cinque di un determinato mese. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1308 in un documento redatto a Cagliari riguardante alcuni rapporti con dei cittadini pisani: "...Et etiam illas alias libras octingentas triginta unam et solidos quinque denariorum pisanorum minutorum capitalis et earum penam dupli et expensas quas et quos Johannes Cinquinus, quondam Pericioli Cinquini, et Vannes Actavellium...".
interpretazione modificata con il contributo di Benedetto Zanchi e Giovanni Vezzelli
CINTI Tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria e Lazio, ha un ceppo importante anche nel bolognese, dovrebbe derivare dall'aferesi di un nome come Giacinto.
CINTOLA
CINTOLI
CINTOLO
Cintola è quasi unico, Cintoli è specifico del ragusano, di Pozzallo e Scicli, Cintolo è sempre del ragusano, ma specifico di Ragusa, di origini etimologiche oscure, potrebbero derivare da ipocoristici di forme aferetiche del nome greco Hyacinthus o dell'equivalente italiano Giacinto.
CINTOLESI Cintolesi è tipicamente toscano, di Carmignano nel pratese, di Livorno, Lastra a Signa nel fiorentino e di Capannori nel lucchese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cintolese nel pistoiese.
CINZANO Cinzano, estremamente raro è tipicamente piemontese, dovrebbe derivare dal nome dei paesi di Cinzano nel torinese o di Cinzano d'Alba nel cuneese, a loro volta probabilmente derivati dal fatto di essere delle proprietà terriere della Gens Cinthia.
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