CORA'
CORRA' |
Corà è tipico del vicentino, di Vicenza, Lendinara, Sovizzo,
Valdagno, Schio e Asiago, Corrà è molto più diffuso
non solo nel vicentino, ma anche nel veronese e nel trentino, si dovrebbe
trattare di forme dialettali dell'apocope del nome Corrado,
dove l'accento sulla a finale sostituisce
la terminazione in -ado. |
CORAGGI
CORAGGIO |
Coraggi, molto raro, è tipicamente umbro, Coraggio ha un ceppo romano
ed uno nel frusinate, ma la maggiore diffusione la troviamo in Campania
a Napoli e Castellammare di Stabia nel napoletano ed a Salerno, Roccagloriosa
e Pagani nel salernitano, dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome
medioevale Boncoraggio (vedi
BONCORAGGIO). |
| CORAI
|
Tipico di Pordenone potrebbe derivare da un soprannome dialettale legato
al vocabolo coraggio, ma più probabilmente deriva da una modificazione
dialettale del nome Corrado. |
| CORAIN
|
Tipico del veronese è molto raro, probabilmente deriva da una modificazione
dialettale del nome Corradino. |
| CORALLI
|
Coralli ha un ceppo nella zona che comprende il bolognese, il fiorentino
ed il ravennate ed un altro tra romano e reatino, potrebbero derivare dalla
Gens Corellia, o anche dal nome Corallus
di cui abbiamo un esempio a Roma agli inizi del 1600 con il
notaio Corallus Simon Petrus. |
| CORALLO
|
Corallo ha un ceppo pugliese a Bari, Lecce e Taranto in particolare ed
un ceppo siciliano a Paternò, Gela e Palermo, ma il nucleo principale
è nel ragusano a Ragusa, Comiso, Vittoria, Modica ed Ispica, dovrebbero
derivare da soprannomi derivati dal mestiere del capostipite, in qualche
modo connesso con il corallo, o per la pesca o per la lavorazione, o potrebbero
anche derivare direttamente dal nome Corallo
portato dal capostipite, nome di cui abbiamo un esempio in quest'atto del
1614: "...per
il prezzo di scudi 1626 moneta
compresi il laudemio et altro, come per instromento
rogato per li atti del Corallo
notaro di Campidoglio...". |
| CORAPI
|
Sembra specifico del catanzarese, potrebbe derivare da un toponimo germanico
Corapia ricordiamo nel X° secolo i Conti Von Corapia, come è
pure possibile che derivi dal nome spagnolo Corapia.
integrazioni fornite da Francesco
Corapi
cognome specificatamente dei comuni di San Sostene e Davoli in provincia
di Catanzaro, fino alla fina degli anni 50 nel comune di San Sostene era
il cognome più diffuso. Come riportato nel testo sui cognomi
calabresi il termine corapi corrisponde a corvo, derivato
dal greco koraki
e poi italianizzato. |
| CORASANITI
|
Corasaniti è tipicamente calabrese, della provincia di Catanzaro,
di Davoli, San Sostene e Catanzaro, e di Crotone, dovrebbe derivare da
un nome grecanico di località, non meglio identificabile, legato al termine greco κόραξ
(korax) corvo, forse Khora in Grecia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Corasaniti è un cognome calabrese che significa 'gente
di *Corasano'; cfr. nel sec. XII Stephanus de Corasiano in zona
di Stilo. Rohlfs, 86. |
| CORATELLI
|
Coratelli sembrerebbe di origine barese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal toponimo Corato (BA). |
| CORATO
|
Corato è tipico del vicentino, di Vicenza, Monteviale, Arzignano,
Creazzo e Nogarole Vicentino, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica tipica veneta in -ato stante ad indicare famiglia dei figli
di un Corà o Corrado (vedi
CORA').
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Per la sparuta presenza meridionale del cognome Corato, si può
ipotizzare un'origine locale dal toponimo pugliese Corato, in provincia
di Bari. |
CORAZZA
CORAZZE
CORAZZI
CORAZZINI
CORAZZO |
Corazza è diffuso in tutto il nord ed in provincia di Roma, è
particolarmente presente nel veneto ed in provincia di Bologna e Ferrara,
Corazzi è invece tipico della fascia centrale che comprende il riminese,
il pesarese, il fiorentino, l'aretinoed il perugino con un ceppo anche
a Roma, Corazze è unico mentre Corazzo lo è quasi, Corazzini
è presente in maniera sporadica nell'Italia centrosettentrionale,
con piccoli ceppi a Massa, a Roma e nel pescarese a Pescara e Popoli, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Coraza di cui abbiamo un esempio in Coraza
canonarius in palatio Pupii, citato in un testo dell'epoca,
o anche con Coraza Ubaldini che nel 1302 venne esiliato, assieme al poeta
Dante Alighieri, da Firenze, come si può leggere nella Cronica
di Dino Compagni: "...Del mese d'aprile 1302, avendo
fatti richiedere molti cittadini ghibellini, e guelfi di Parte bianca,
condannò gli Uberti, la famiglia degli Scolari, de' Lamberti, delli
Abati, Soldanieri, Rinaldeschi, Migliorelli, Tebaldini: e sbandì
e confinò tutta la famiglia de' Cerchi; messer Baldo, messer Biligiardo,
Baldo di messer Talano e Baschiera Tosinghi; messer Goccia e 'l figliuolo,
Corso di messer Forese, e Baldinaccio Adimari; messer Vanni de' Mozi, messer
Manetto e Vieri Scali, Naldo Gherardini, i Conti da Gangalandi, messer
Neri da Gaville, messer Lapo Salterelli, messer Donato di messer Alberto
Ristori, Orlanduccio Orlandi, Dante Allighieri che era anbasciadore a Roma,
i figliuoli di Lapo Arrighi, i Ruffoli, gli Angelotti, gli Ammuniti, Lapo
del Biondo e' figliuoli, Giovangiacotto Malispini, i Tedaldi, il Coraza
Ubaldini, ser Petracca di ser Parenzo dall'Ancisa,
notaio alle Rinformagioni; Masino Cavalcanti e alcuno suo consorto; messer
Betto Gherardini, Donato e Teghia Finiguerri, Nuccio Galigai e Tignoso
de' Macci; e molti altri: che furno più di uomini DC, i quali andorono
stentando per lo mondo, chi qua e chi là....", ma possono
anche essere stati originati, direttamente o tramite ipocoristici da soprannomi
legati al vocabolo corazza, derivanti
dal fatto che il capostipite avesse militato nell'esercito, o da episodi
che facessero riferimento ad una particolare resistenza fisica o morale
dello stesso. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni a Bologna agli
inizi del 1700 con Ercole Corazzi letterato e scienziato, o anche a Cortona
(AR) con Galeotto Corazzi. |
| CORBA
|
Tipico della provincia di Pordenone, di Montereale Valcellina in particolare,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo serbo korba
(zuppa, brodaglia e per estensione
sciocco, tonto), non è da escludersi
comunque una diversa origine dall'antico vocabolo italiano corba
(cesta). |
CORBANI
CORBARA
CORBARI |
La provincia di Cremona e di La Spezia e Massa Carrara sono le aree di
provenienza di Corbani, mentre Corbari dovrebbe essere originario della
provincia di Cremona, Corbara ha un ceppo tra forlivese, cesenate e ravennate
ed uno nel napoletano, l'origine di questi cognomi potrebbe essere da soprannomi
legati al mestiere di fabbricante o venditore di cesti, corbis
in latino significa cesto, ma in alcuni
casi è pure possibile prendere in considerazione una derivazione
da Toponimi come Corbara nel salernitano o nel casertano. |
| CORBASCIO
|
Corbascio è tipicamente pugliese, di Monopoli, Locorotondo e Castellana
Grotte nel barese e di Fasano nel brindisino, potrebbe derivare da un soprannome
basto sul termine arabo qurbash o sul
vocabolo arabo egiziano korbasch, entrambi
indicano un particolare tipo di frusta
con molte code di pelle d'ippopotamo, strumento anticamente utilizzato
per punire gli schiavi ai remi nelle navi saracene. |
CORBELLA
CORBELLI
CORBELLINI
CORBELLINO
CORBELLO |
Corbella è proprio della Lombardia occidentale, soprattutto nel
comasco e milanese, Corbelli ha un ceppo nel bresciano, uno tra reggiano
e modenese, uno nel pistoiese, uno nel riminese ed uno nel cosentino, Corbellini
dovrebbe essere originario dell'area coperta dalle provincie di Milano,
Pavia, Lodi e Piacenza, Corbellino, assolutamente rarissimo è probabilmente
ad un errore di trascrizione, Corbello, anch'esso estremamente raro, sembrerebbe
tipico dell'Irpinia. Questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi connessi
con il vocabolo latino corbis (cesto),
o per il mestiere svolto o per episodi diversi.
integrazioni fornite da Roberto
Lobsang Corbella
I Corbella italiani derivano da immigrazioni
dalla Catalogna (Spagna) effettuate nel medioevo o forse ancora prima:
Corbella è nome di un clan celtibero chiamato in antico catalano
"CORBELLA" ovvero "falce" dal latino "curvus" nome dato loro dai romani
per la forma dei loro pugnali, stabilita a Tarragona. Dopo le invasioni
barbariche il clan si disperse ricomparendo nel primo medioevo come famiglia
di cavalieri nobili con titolo di "Hidalgos". Nel 1300 diversi membri della
famiglia combatterono come cavalieri di ventura nelle forze dei Visconti
in Valdossola e ebbero in feudo il paesino che ancora porta il loro nome
situato nell'alta Val Onsernone (oggi in Canton Ticino, CH) da lì
nel 1700 alcuni membri della famiglia emigrarono a Lomazzo (CO) e da lì
a MIlano. Stemma di famiglia: un albero di rovere verde con un levriero
bianco e marrone legato con il guinzaglio al tronco su fondo oro.
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| CORBETTA
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Particolarmente concentrato nelle
provincie di Como, Lecco, Milano, deriva da un soprannome originato dal
toponimo Corbetta (MI). |
CORBI
CORBIN
CORBINI
CORBINO
CORBO |
Corbi è tipico di Roma e di Cori e Sezze in provincia di Latina,
con un ceppo anche a Napoli, Corbin, assolutamente rarissimo, parerebbe
del padovano o veneziano, Corbini sembrerebbe specifico di Siena, Corbino
ha un ceppo a Roma ed uno a Ischia, ma il nucleo principale sembrerebbe
in Sicilia a Scordia (CT) e Vittoria (RG), Corbo, tipicamente campano,
ha ceppi a Roma, in Molise, nel foggiano, nel potentino, nell'agrigentino
e nel nisseno, Corboni sembra essere unico, dovrebbero tutti derivare o
direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale Corbus
di cui abbiamo un esempio nell'anno 604 : "...Anno
9 regni Theuderici nascitur ei filius de concubina, nomine Corbus.
Cum jam Protadius genere Romanus vehementer ab omnibus in palatio veneraretur...",
un principio di questa cognominizzazione la troviamo nel Codice
Diplomatico della Lombardia medioevale in un Libellus
del 1148 a Milano: "Anno dominice incarnationis millesimo
centesimo quadragesimo octavo, tertio die mensis aprilis, indictione undecima.
Placuit atque convenit inter Petrum qui dicitur de la Mamma et Guifredum
qui dicitur Corbus, ambo de civitate Mediolani,
nec non et inter Petrum qui dicitur de Barzago, de suprascripta civitate...".
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CORBISIERI
CORBISIERO
CORBUSIERO |
Corbisieri, assolutamente rarissimo, presente in misura limitatissima nel
napoletano, avellinese, foggiano e potentino, è dovuto probabilmente
ad errori di trascrizione di Corbisiero, che è tipico del napoletano
e dell'avellinese, di Marzano di Nola e Mugnano del Cardinale (AV) e di
Marigliano, Nola e Visciano (NA), Corbusiero è praticamente unico,
potrebbero derivare dal mestiere di cestaio, secondo altri deriva invece
dal vocabolo tardo latino corbiceus (specifico
del corvo, dal latino corbus)
e starebbe ad indicare caratteristiche o atteggiamenti particolari del
capostipite.
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CORBU
CROBU |
Corbu, molto raro, è tipico di Nuoro, Crobu è specifico della
Sardegna occidentale, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
vocabolo latino corbus (corvo),
ma è pure possibile un collegamento con il nome di località
sul monte Crobu nella zona di Carbonia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CROBU: crobu, corbu, corvu è
il corvo, dal latino corvus.
Qui in Campidano su crobu (o su latzu)
è anche il laccio o trappola
che si prepara per catturare la selvaggina: con filo, che può essere
di spago, di nailon, o addirittura d'acciaio, per i cinghiali. Accrobai
= prendere, catturare con il laccio.
In senso figurato, riferito ad animali ed anche a persone si dice: si
funt accrobàus = sono in amplesso;
accrobàus ke cabaxèttas
= accoppiati come due lucertole! È
frequente in Sardegna come toponimo: niu de crobu;
sa paba de is crobus;
funtàna de crobu;
nuraghe de crobu (citato nel
testo del Fara " In Sardiniae Chorographiam" 126/25 : Flumen Balnei oritur
ex regionis Carici, non procul a Norace Corbi et in mare decurrit);
etc. Come cognome è presente nelle carte antiche da noi consultate,
generalmente nell'uscita corbu. Tra i firmatari della pace di Eleonora,
LPDE del 1388, figurano: Corbu Arçoco, majore ville Oddini.
(* Oddini .distrutto (anche Ollini), del Salto di Orotelli. Curatorie Dore);
Corbu Chalituto - ville Terrenove(Olbia); Corbu Cogotti(?), jurato ville
Sancte Juste(Santa Giusta); Corbu Joanne, jurato ville Sindia(Sindia);
Corbu Comita, jurato ville Mogoreda(Mogorella); Corbu Maniello, jurato
ville Sindia; Corbu Nicolao - ville de Donani; (* Donani.esistente, Contrate
Montis Acuti - Ozieri); Corbu Nicolaus, ville Sasseri; Corbu Sisto, ville
Sporlacu ( * Sporlacu.l'odierna Isporlatu. Curatorie de Anella).
Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII° secolo, sono
presenti: Corbu Barbara( 167) in una partizione di servi: et remanserunt
depus custa partizione ad comuni (e rimasero in comune, dopo questa partizione,
tra la chiesa di Santa Maria di Oristano e quella di Santa Maria di Bonarcado)..et
Barbara (serva), fiia de Petru Corbu et de Iorgia Martalu.Testes.; Corbu
(de) Comita ( 186) in una donazione (a Santa Maria): donaitimi Barbara
de Urri et ipsas sorres, ki stant in Donigalia noa (Campiotani Majoris
- Donigala Fenugheddu) et in Sacte Eru (San Vero) sa parzone ispiro,
kìhaviant tenendo assa de Trodori Gaza et ae s'atera parte ad Petru
De Syi. Corbu Iohanne presbiteru (prete) ( 81), testimone in una compera
di servi: comporeilli. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, XI°, XIII°
secolo, è citata una località: Riu de Janne Corbu ( nei pressi
di Putzu Passaris: villa - bidda medioevale oggi scomparsa, che si trovava
con molte probabilità tra l'agro di Romana e quello di Cheremule).
Nella storia ricordiamo: Crobu Emanuele di Bono; fu amico e segretario
privato di Giommaria Angioy (Di. Sto. Sa di F. C. Casula). Attualmente
il cognome Crobu è presente in 118 Comuni italiani, di cui 612 in
Sardegna: Oristano 74, Cagliari 70, Zerfaliu 39, etc. |
| CORCAGNANI
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Corcagnani, molto molto raro, è specifico del piacentino, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Corcagnano, una frazione di Parma.
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| CORCIULO
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Corciulo è specifico del leccese, di Gallipoli, Salve, Melendugno,
Melissano, Tricase e Lecce, con un piccolo ceppo anche a Napoli, potrebbe
trattarsi di un'italianizzazione del cognome slavo Korciul
o Korciol, che indicherebbe una provenienza
del capostipite dall'isola dalmata di Korkula, attualmente in Croazia.
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CORDA
CORDANI
CORDINI
CORDONE
CORDONI |
Corda è tipico sardo, e potrebbe derivare dal vocabolo dialettale
corda (visceri), probabilmente come soprannome legato al mestiere di beccaio,
Cordani è piacentino, Cordini
dovrebbe essere della zona tra Milano e Pavia, Cordone ha un ceppo palermitano,
uno napoletano ed uno molisano, Cordoni ha tre ceppi, uno nell'area delle
provincie di Bergamo, Milano e Lodi, uno nella provincia di Teramo ed uno
nella provincia di Lucca e dovrebbero tutti derivare dalla Gens
Cordia o dal cognomen latino Cordus
o dal nomen Cordius, di cui abbiamo
un esempio nello storico latino Iunius Cordus:
"...Sed priusquam de actibus eorum loquar, placet
aliqua dici de moribus atque genere, non eo modo quo Iunius
Cordus est persecutus omnia, sed illo quo
Suetonius Tranquillus et Valerius Marcellinus, quamvis Curius Fortunatianus,
qui omnem hanc historiam perscripsit...".
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CORDA: corda in logudorese, codra
in campidanese. Is codras o cordas
de su tzugu = i tendini del collo
(le corde del collo. In spagnolo cuerdas.
In latino chorda significa più
che altro corda di strumento musicale
> non didicit tangere chordas = non
sa suonare la cetra; in greco χορδή cordì.
Sa corda o còrdule
(log.) o còrdula (camp.) sono
gli intestini della pecora intrecciati ed arrostiti
> in latino chordula intestinorum.
Corda, in lingua sarda non assume mai il significato di fune o spago. Come
cognome è presente negli antichi documenti della lingua sarda. Tra
i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Corda Barc¢olo
- de Bosa (** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose.nisi
pastores.congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii
1388; Corda Costantino, ville Laconi(** Laconi.et Contrate Partis Alença
et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença.
In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii
1388; nisi pastores bestiarium et etc); Corda Elia, jurato ville Cossein.
(* Cossein.odierno Cossoine. Contrate Caputabas); Corda Jacobo - de Castri
Januensis(Castelsardo); Corda Jinetino, ville Laconi; Corda Mariano, ville
Macumerii(Macomer); Corda Nicolao - de Castri Januensis; Corda Parisono
officiali Curatorie de Anella; Corda Sargiu(?) Mariano, ville Macumerii;
Corda Simone, jurato ville Sancto Lussurgio(Santulussurgiu). Nel Condaghe
di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo:
Corda Iorgi (160); in un atto di donazione; "In nomine Domini.ego presbiteru
Remundinu de Varca, ki mi fazo manago (uomo senza grazia)ad hora de sa
morte in sancta Maria de Bonarcado, in manu dessu priore donnu Ianne Meloni
e dessos monagos suos set cun boluntade dessu donnu meu donnu Ugo archiepiscopu
de Arbore. Et poniove ad sancta Maria una libra de argentu laborata....et
issa parzone dessa vinia de Cinnìga porkile, ki parzo cun sorre
mia Saracina tenendo assa vinia de Iorgi Corda. Testes:...Attualmente il
cognome Corda è presente in 457 Comuni italiani, di cui 139 in Sardegna:
Cagliari 374, Nuoro 226, Sassari 160, Quartu 147, Olbia 99, etc. |
CORDARA
CORDARI
CORDARO
CORDERA
CORDERI
CORDERIO
CORDERO |
Cordara è specifico dell'area che comprende il milanese, il pavese,
l'alessandrino, l'astigiano, il torinese ed il cuneese, Cordari potrebbe
essere ascolano, Cordaro è specifico siciliano, Cordera è
tipico del torinese e del biellese, Corderi e Corderio sono praticamente
unici, Cordero, molto diffuso è tipicamente piemontese, del cuneese
e del torinese, di Torino e Priocca (CN) in particolare, dovrebbero tutti
derivare da un soprannome, più o meno dialettale, legato al mestiere
del produttore o venditore di corde. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nell'astigiano nel 1700 con il Padre Gesuita ed umanista Giulio
Cesare Cordara. |
CORDEDDA
CORDEDDU
CORDELLA |
Cordedda è tipicamente sardo, di Sassari e Banari nel sassarese,
di Serramanna nel Medio Campidano e di Selargius e Villasor nel cagliaritano,
Cordeddu è specifico del cagliaritano, di Cagliari, Selargius, San
Basilio, Suelli, Quartu Sant'Elena e San Sperate, Cordella ha un ceppo
originario delle Puglie, province di Lecce e Brindisi, ed uno della provincia
di Napoli, dovrebbero derivare da soprannomi dialettali.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CORDEDDA; CORDEDDU; CORDELLA: sa codrèdda,
sa cordella, su cordèddu o codrèddu,
è una cordicella, un cordoncino.
Qui in Campidano preferiamo il termine cardiòba
o cardiòla o cadriòba
= funicella, spago. Derivano tutti
dal catalano cordilla o anche dall'italiano
antico cordiglio. Anche cordella è
voce antica regionale, ancora frequente, soprattutto in Veneto. Deriva
sempre da corda italiano e da chorda
latino. Troviamo i cognomi nei documenti antichi della lingua sarda. Tra
i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Cordedda Joanne,
ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu
Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis
Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde
Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Cordedda
Michele, ville Selluri (** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri.
Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a
Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente
potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis.
X die januarii 1388); Cordedda Petro, ville de Sardara; Cordedda Petro,
ville Selluri; Cordella Joanne, jurato ville Salansi (* Salanis.distrutto.
Campitani Majoris). Attualmente il cognome Crdedda è presente in
53 Comuni italiani, di cui 18 in Sardegna: Sassari 53, Serramanna 37, Banari
23, etc. Cordeddu è presente in 21 Comuni sardi: Cagliari 54, Selargius
43, San Basiglio 38, etc. Cardella è presente in 238 Comuni italiani,
di cui 15 in Sardegna: Sassari 38, Buschi 11, Cagliari 10, etc. |
CORDELLI
CORDELLINI
CORDELLO |
Cordelli ha un ceppo a Cantiano nell'urbinate, con preesenze anche a Montevarchi
nell'aretino ed a Marsciano nel perugino, ed un ceppo a Roma ed a Grotte
di Castro nel viterbese, Cordello, quasi unico, forse romano, dovrebbe
essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Cordellini, quasi
unico, sembrerebbe dell'area umbro, laziale, potrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal nome
medioevale Cordellus (cuoricino). |
CORDESCHI
CORDESCO
CORDISCHI
CORDISCO |
Cordeschi, è specifico della zona che comprende le province de l'Aquila,
Rieti e Roma, in particolare dell'Aquila e Montereale nell'aquilano, di
Roma e di Magliano Sabina e Pescorocchiano nel reatino, Cordesco, assolutamente
rarissimo, è del pescarese, Cordischi ha un ceppo romano ed uno
nell'aquilano a San Benedetto dei Marsi, Pescina e Gioia dei Marsi, Cordisco
ha un ceppo nel teatino a San Salvo e Vasto, con presenze a Roccaraso nell'aquilano,
ha un grosso ceppo nel campobassano a Montefalcone nel Sannio, Termoli
e Campobasso, nel foggiano, a Foggia ed Ascoli Satriano, ed a Rapolla nel
potentino, dovrebbero derivare dal toponimo abruzzese di Cordesco
nel teramano, un principio di queste cognominizzazioni lo troviamo a Montemassi
nel senese fin dal 1300 in un atto: "...Agresto da
Montemassi ane la metia per non diviso d'una pezza di terra lavoratia posta
nela corte detta e contrata dela Casellina, ala quale da l'una parte è el fossato, dal'altra
del'eredi del Buglia, dal'altra de Ugolino
da Cordesco; la quale pezza di terra è
in tutto, una cum ser Vanni di Toro, .xiiii. staia a tavola, la parte del
detto Agresto .vii. staia a tavola....", nel 1366 in un atto del
12 aprile, redatto in Roma, si legge: "...Item simili
modo et forma renumptiavit et refutavit dictus Nucius dicto Laurentio,
presenti et recipienti vice et nomine Cecchi Falconis de regione Montium,
Cordeschi de
regione Sancti Angeli et aliorum sociorum eorum, quorum nomina pro specificatione
sint et esse intelligatur, et mihi notario ut publice persone recipienti
et stipulanti pro eis...". |
CORDI
CORDI'
CORDO |
Cordi ha un ceppo in Valle d'Aosta, dove potrabbe essere nato dall'italianizzazione
del cognome francese Cordié,
che signidica letteralmente cordaio, ed uno nel reggino, Cordì è
specifico del reggino, di San Giorgio Morgeto, Locri, Siderno, Gioia Tauro,
Roccella Ionica e Melicucco, Cordo, quasi unico, è meridionale,
potrebbero derivare da un soprannome greco originato dal vocabolo greco
antico χορδή
cordì (corda di cetra),
forse ad indicare che il capostipite fosse un cantore o un suonatore di uno
strumento musicale a corde. |
| CORDOLA
|
Cordola sembra specifico della Bassa Valle Susa nel torinese, di Condove
in particolare, presenta un ceppo anche a Taranto, potrebbe derivare dal
nome della frazione Cordole nello stesso comune di Condove, ma più
probabilmente si tratta di un matronimico che deriva da un ipocoristico
femminile del cognomen latino Cordus
o del nomen latino Cordius (vedi
Corda).
integrazioni fornite da Gianni
Cordola
Cordola potrebbe derivare dal toponimo Cordola, borgata di Condove,
ma è più probabile in rapporto alla sua etimologia che derivi
dal vocabolo celtico Cordd o Kordd
stante ad indicare un clan gallico, soprannome mutato in Korda
o Corda nel Gallico Cisalpino e latinizzato
nel cognomen latino Cordus o nel nomen
Cordius da cui dovrebbero derivare
con le alterazioni, varianti e troncamenti intervenute nei tempi i cognomi
italiani Cordola, Corda, Cordani, Cordella, Cordini, Cordone, Cordoni,
Cordova (nobili marchesi di Palermo) e quelli stranieri Cordule (famiglia
di cavalieri localizzata in Allemagne), Cordelois de Wittenburg (famiglia
nobile local. Rotterdam) e Cordelles (famiglia nobile di Espagne), Cordelier
(famiglia nobile local. in Francia a Picardie, Champagne e Forez), Cordell
(local. Suffolk), Cordelere (local. Brabant), Cordelian, Cordelien.
Cordola potrebbe anche derivare da un soprannome legato al mestiere del
produttore o venditore di corde: dall'inglese cord
(corda) abbrev: di corderoy
che è forse dal francese corde
du roi, velluto di trama a coste costituito da un ordito di fili intrecciato;
oppure dal francese Cordeliers denominazione
dei frati minori conventuali e derivato di cordelle
(cordicella), per il cingolo che i
frati portano intorno alla vita; ed anche da cordella
voce antica indicante nastro o cordoncino intrecciato. |
CORDOVANA
CORDOVANI
CORDOVANO |
Cordovana, molto raro, parrebbe siciliano, di Nicosia (EWN), Catania, Tremestieri
Etneo (CT) e Mazzarino (CL), Cordovani ha un ceppo toscano a Bibbiena (AR)
ed uno laziale a Celleno (VT), Cordovano è quasi unico, potrebbero
derivare da soprannomi derivati dal termine arcaico cordovana
o cordovano
(tipo di pelle conciata per fare scarpe, spesso
di capretto) ad intendere forse che il capostipite fosse un
artigiano, in alcuni casi potrebbe trattarsi dell'etnico della città
spagnola di Cordova.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cordovana è cognome catanese che significa 'donna
di Cordova' (gr. Kurdoánis),
la città spagnola. Rohlfs, 75. |
| COREA
|
Tipico di Catanzaro e Sellia Marina (CZ), potrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo greco crea (carne),
forse ad indicare il mestiere di macellaio.
integrazioni fornite da Giovanni
Verdegiglio
cognome diffuso sull'altopiano della Sila (molto meno sulla costa del
catanzarese): pare più probabile che derivi dal greco choreos
(artista-ballo-ballerino-ballata-persona di spettacolo).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Corèa è cognome calabrese dal cognome greco Κορέας
(Corèas). Rohlfs, 86. |
CORELLI
CORI
CORINI
CORINO
CORIO |
Corelli ha vari ceppi, nell'area emiliano, romagnolo pesarese, nel romano,
latinense e frusinate, nel napoletano e nel brindisino, Cori è diffuso
in tutta la fascia centrale, tipico del Lazio con un ceppo nelle Marche
e nell'alto Abruzzo, potrebbe avere un nucleo originario anche nella provincia
di Caltanissetta, dovrebbe derivare, perlomeno il ceppo laziale, dal toponimo
Cori (LT), Corini ha un ceppo nella Lombardia orientale, in particolare
nel bresciano, con ramificazioni anche nel parmense e piacentino, un ceppo
nel teramano ed uno nel romano, Corino è specifico del Piemonte
e della Liguria centroccidentali, del torinese e cuneese in particolare,
con un ceppo nel romano ed uno nel cosentino, Corio ha un ceppo nel milanese
e varesotto, uno nel torinese, alessandrino, astigiano, genovese e savonese,
un piccolo ceppo nel romano ed uno nel reggino e nella Sicilia orientale,
tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite diverse
forme ipocoristiche, dal nome personale latino Corius
di cui abbiamo un esempio in epoca medioevale a Milano con Bernardinus
Corius Mediolanensis historicus sub nomine Aicardi scriptoris
eorum temporum, autore della historia Mediolanensium. |
| CORESE
|
Corese, assolutamente rarissimo, dovrebbe essere laziale e deravare dal
nome del paese di Corese Terra, una frazione di Fara in Sabina nel reatino, probabile luogo d'origine del capostipite. |
| CORGNATI
|
Tipico di Torino e dintorni e di Livorno Ferraris (VC) e dintorni, dovrebbe
derivare dal nome arcaico del toponimo Cuorgnè (TO) i cui abitanti
si chiamano cuorgnatesi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Molto raro, è tipico del vercellese e torinese, potrebbe derivare
dal toponimo Corgnate di Bobbio (PC). |
CORIANI
CORIANO |
Coriani è tipicamente emiliano, di Castellarano nel reggiano e di
Sassuolo nel modenese, Coriano è quasi unico, dovrebbero derivare
dal toponimo Coriano (RE), ma è pure possibile una derivazione dal
termine corianus
o curianus (proprietà
della Curia Diocesana). |
CORICA
CORICO |
Corica è tipico della zona dello stretto di Messina, di Taurianova,
Polistena e Cinquefrondi nel reggino e di Barcellona Pozzo di Gotto, Messina
e Sinagra nel messinese, con un ceppo anche nel palermitano a Palermo e
Trabia, Corico, praticamente unico, è siciliano, dovrebbero derivare
da un nome o soprannome grecanico basato sul termine greco antico korax,
korakos (corvo). |
CORIGLIANI
CORIGLIANO |
Corigliano, apparentemente unico, è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione del cognome Corigliano che è tipico del Salento,
di Salice Salentino (LE) e di Lizzano (TA), e della Calabria, di Crotone,
San Mauro Marchesato e Rocca di Neto nel crotonese, di Mileto e Nicotera
(VV) e di Villa San Giovanni nel reggino, dovrebbero derivare dai toponimi
Corigliano d'Otranto (LE) o Corigliano Calabro (CS). |
CORIOLANI
CORIOLANO |
Tutti rarissimi, potrebbero derivare dall'etnico del toponimo volscio Corioli nel Lazio,
ma più probabilmente originano dal nome del capostipite legato al
cognomen latino Coriolanus, non è
da escludersi anche una derivazione dalla Gens
Corellia. |
| CORIZZA
|
Corizza è tipico di Roma e provincia, potrebbe derivare da un soprannome
originato dalla voce italiana corizza
(raffreddore, infiammazione delle fossa nasali
con notevole produzione di muco) forse ad indicare che il capostipite
ne era spesso affetto o a sottolinearne spiacevoli aspetti comportamentali. |
| CORLEONE
|
Tipico palermitano, deriva dal toponimo omonimo in provincia di Palermo.
Cognome reso famoso dal film il Padrino. |
CORLETA
CORLETO |
Corleta, ormai quasi scomparso in Italia, sembrerebbe originario del salernitano,
dovrebbe derivare dal toponimo Corleto Monforte nel salernitano, ma potrebbe
in alcuni casi trattarsi di un errore di trascrizione del più comune
Corleto, tipico del potentino, di Pignola, Sasso di Castalda, Potenza e
Miglionico e che deriva invece dal toponimo Corleto Perticara nel potentino. |
CORLIANO
CORLIANO' |
Corliano, quasi unico, è del leccese, dovrebbe essere una variante
del cognome Corlianò, decisamente più diffuso, presente in
particolare a Calimera nel leccese, dove è ben presente anche a
Martano, Lecce e Melendugno, ha un ceppo anche a Brindisi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel termine corlianò,
che, in dialetto grecanico, ha il significato di coriglianese,
proveniente da Corigliano d'Otranto
(in provincia di Lecce): va notato, infatti, che Corigliano d'Otranto -
un tempo noto come Corliano - è un comune grecanico appartenente
alla cosiddetta Grecìa Salentina, un'area del Salento che, storicamente,
è stata soggetta a una forte influenza greca (ancora oggi, in quest'area
della Puglia, si mantiene vivo il dialetto griko o grecanico). In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi etnici attribuiti
ai capostipiti. |
CORNA
CORNI
CORNO |
Corna è tipicamente bergamasco, Corni sembrerebbe modenese, Corno
oltre al ceppo milanese sembrerebbe averne anche uno cosentino, dovrebbero
derivare dai vari toponimi contenenti la radice Corn- tipo Corna Imagna,
Cornalba e Cornale, tutti in provincia di Bergamo, o Cornate d'Adda (MI)
o Corno Giovine (LO).
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza
"Corna" è una parola diffusa
in tutta la parte montana della Lombardia (da Bergamo a Brescia, a Como
e Sondrio) significa dirupo, ma soprattutto masso, quelle enormi pietre
che i fiumi trasportano durante le piene. Pertanto è possibile una
derivazione da una caratteristica della località.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
II cognome Corni può essere tanto un soprannome, dato ad un
individuo con protuberanza frontale, quanto derivare da toponimo. Si veda,
ad esempio, Corna Imagna nel Bergamasco. Buona la sua diffusione a Modena.
Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
CORNACCHIA
CORNACCHI
CORNACCHINI
CORNACCHIO
CORNACCHIONE
CORNACCHIONI |
Cornacchia è molto diffuso nel ravennate, in Lazio, Abruzzo, Campania
e Puglia, Cornacchi come Cornacchioni è quasi unico, Cornacchini
invece ha un ceppo friulano, uno romagnolo e nel pesarese, nell'aretino
e nel perugino, Cornacchio è assolutamente rarissimo, Cornacchione
ha un ceppo tra bolognese e ravennate ed uno in provincia di Campobasso.
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Soragna (PR)
dove nell'anno 1230 fu notaio del Sacro Palazzo un certo Bernardo Cornacchia
e a Tirano (SO) dove nella seconda metà del 1500 troviamo il Notaio
Giovanni Francesco Cornacchi fu Cristoforo di Tirano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cornacchia, presente da nord a sud della penisola, ha nuclei principali
nel barese, nel foggiano, nel leccese, nell'avellinese, nel chietino, nell'aquilano,
nel teramano e nel ravennate, Cornacchi, quasi unico, si riscontra per
lo più nel bolognese e nel triestino, Cornacchio, rarissimo, ha
un ceppo maggiore nel foggiano, Cornacchini ha ceppi sparsi fra il nord
e il centro nord, il più grande dei quali si trova nell'udinese,
Cornacchione è più tipicamente campobassano e, in misura
minore, bolognese e ravennate, tutti questi cognomi derivano dal nome medievale
Cornacchia, la cui diffusione in Italia
si deve probabilmente all'influenza della cultura germanica, dove la cornacchia
(e, più generalmente, anche il corvo) era considerata come un animale
quasi sacro; solo per curiosità, inoltre, va detto che lo stesso
nome Rocco, d'origine germanica, sembra appunto significare corvo o cornacchia.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cornacchia, Cornacchione e Cornacchioni derivano dal latino parlato
*cornacula = "cornacchia".
Nomignolo per chi aveva una voce sgradevole o per indicare una persona
ciarliera e importuna. |
CORNACCHIOLA
CORNACCHIOLI |
Cornacchiola ha un ceppo a Rieti ed uno a Roma, Cornacchioli, estremamente
raro, sembrerebbe del barese, dovrebbero derivare da nomi di località
chiamate Cornacchiola, come ne è presente una a Roma ed a Cerveteri,
o Cornacchiolo a Castel del Monte nel barese. |
| CORNAGGIA
|
Cornaggia è tipicamente lombardo, con un ceppo principale nel sondriese
a Cosio Valtellino e Morbegno, presenze a Milano, Pavia e nel lodigiano,
dovrebbe derivare da una forma dialettale lombarda del nome medioevale
Cornacchia (vedi
CORNACCHIA). |
| CORNAGHI
|
Specifico della provincia di Milano,
potrebbe derivare da un soprannome originato dal toponimo Cornate d'Adda
(MI) o anche Cornale (BG) - (PV). |
| CORNAGLIA
|
Cornaglia sembrerebbe tipico piemontese, di Torino, Bra (CN), Fossano (CN)
ed Alessandria, dovrebbe derivare da nomi di località simili a Cornale,
molto presenti sia nel torinese che nell'alessandrino e nel cuneese.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
il cognome Cornaglia potrebbe anche derivare dalla parola piemontese
"curnaja", (tale il soprannome dialettale
di questa famiglia) voce che, indica per l'appunto la cornacchia
grigia. |
| CORNALBA
|
Tipico lombardo dell'areale delle
provincie di Milano, Pavia e Lodi, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal toponimo Cornalba (BG). |
| CORNALE
|
Cornale è tipico del vicentino, di Recoaro Terme e Valdagno, dovrebbe
derivare da nomi di località derivati da cornus,
o corniolo, quindi riferiti ad una
zona ricca di cornioli. |
| CORNALI
|
Tipicamente lombardo particolarmente di Almenno San Bartolomeo, Strozza,
Almenno San Salvatore e Gorle nella bergamasca, Castenedolo e Brescia nel
bresciano e di Milano, dovrebbe derivare da toponimi come Cornale (PV),
Cornale di Pradalunga (BG), o Cornaleto (CR), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo ad esempio già nel 1184 a Sartirana (PV) come si evince
da un Breve investiture per massaricium contenuto
nel Codice diplomatico della Lombardia medievale:
"...Item investivit eum medietatem aliarum peciarum
quatuor indivise a Petro Cornali.
Prima quarum est medietas braide Loirani, que medietas est iugera tria
et dimidia..."..
integrazioni fornite da Luigi Colombo
Sicuramente deriva da nomi di località.alla cui base ci
potrebbe essere o la parola corna che
in Lombardia assume il significato di masso, roccia, oppure il nome di
un arbusto il corniolo, dal legno durissimo
usato in passato per confezionare certe parti delle macchine utensili o
di attrezzi usati in agricoltura (vedere la parola dialettale lombarda
"cornàl"). |
CORNARA
CORNARI
CORNARO
CORNER
CORNERO |
Cornara, molto raro, ha un ceppo nel nordest del milanese ed uno
nel genovese, Cornari è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del successivo, Cornaro è tipico del bergamasco, della zona di Ponteranica
in particolare, Corner, assolutamente rarissimo dovrebbe essere veneziano,
Cornero parrebbe genovese con un ceppo anche tra cuneese e torinese, potrebbero
derivare dal termine latino cornius
(corniolo), in qualche caso, soprattutto i ceppi liguri
e piemontesi potrebbero derivare dal termine provenzale cornard
(sciocco, credulone), ma, più probabilmente
derivano dalla gens Cornelia, tracce
di questa cognominizzazione le troviamo a Venezia nel 1400 con il patrizio
veneziano Marco Cornaro, padre della famosa Caterina Cornaro (1454-1510)
regina di Cipro, di Armenia e di Gerusalemme, nella stessa epoca i Corner
erano una delle famiglie più ricche ed influenti del patriziato
della Serenissima e sempre nella Repubblica Veneta nel 1500 troviamo l'erudito
Janus Cornarus (1500-1558), nel mezzo del 1500 è Vescovo di Bergamo
il Cardinale Luigi Cornaro; un Marco Cornero fu podestà di Bergamo
tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600. |
CORNELI
CORNELIA
CORNELLI
CORNELIO |
Corneli è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria,
Abruzzo e Lazio, in particolare di Silvi nel teramano, Cornelia è
unico, Cornelli è tipico del bergamasco, del milanese e del piacentino,
Cornelio ha un ceppo a Pavone Canavese nel torinese, uno a Scafa nel pescarese
e Celano nell'aquilano, uno a Roma ed uno a Floridia nel siracusano, dovrebbero
derivare dalla Gens romana Cornelia,
ma è pure possibile una derivazione dal nomen latino Cornelius
di cui abbiamo un illustre esempio nello storico latino del primo secolo
Publius Cornelius Tacitus. |
| CORNETTI
|
Cornetti dovrebbe essere bresciano, con un piccolo ceppo piemontese.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Oltre che a un diminutivo di corno, per il cognome Cornetti si può
agevolmente risalire al nome locale Cornetti,
in comune di Balme (TO). |
| CORNIA
|
Cornia è tipicamente emiliano, del reggiano, bolognese e soprattutto
modenese, potrebbe derivare dal nome del monte Cornia nella media Valle
del Taro nel parmense. |
| CORODDA
|
Corodda, quasi unico, tipico del centro della Sardegna, potrebbe trattarsi
di una forma matronimica e derivare da una forma arcaica di un nome originato
dal termine sardo logodurese coro (cuore),
che starebbe per amata.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CORODDA; Corolla: significa coroncina:
dall'italiano, o dal latino corolla
= piccola corona. Ricordiamo che in
agro di Oniferi (NU) esiste una torre nuragica: Nuraghe
Coròdda [ vedi nel Web Nuraghe Corodda - Oniferi > ippovie
Sardegna<]. Non abbiamo trovato il cognome Coròdda nelle carte
antiche da noi consultate, ma solo come vocabolo e come nome del Nuraghe
- nel voc. Del canonico G. Spano, ripreso dal DES del Wagner. Attualmente
il cognome Coròdda è presente in due Comuni della Sardegna:
Galtelli e Simaxis, con un solo nucleo familiare a testa. Nel nord Italia
il cognome Corolla, è presente in 19 Comuni, con i ceppi più
consistenti in Lombardia e Piemonte. Non è da escludere che Corodda,
sardo provenga da Corolla piemontese. |
| COROLI
|
Coroli, assolutamente rarissimo, è del sudmilanese, del pavese e
del piacentino, dovrebbe trattarsi di una forma arcaica del nome franco
Carolus, dovuta probabilmente ad un'errata
interpretazione della scrittura, troviamo un esempio negli Annales
Boiorum, dove esiste la compresenza delle due forme infatti
vi possiamo leggere "..Lotharius Carolo bellum indicit,
Ludodouicus fratres conciliare studet. Bohemi reprimuntur. Corolus
Gisalpertum regno pellit, qui Ludouico deprecatore a Lothario veniam impetrat.
Pax Lotharii cum Carolo. .." ed il Corolus è sicuramente
dovuto ad un errore di interpretazione del testo da parte dell'amanuense. |
CORONA
CORONELLA
CORONELLI
CORONELLO |
Corona è presente un pò in tutt'Italia, ha ceppi con origini
diverse, in Sardegna, nel tarantino, in Campania e nel palermitano, Coronella
ha un ceppo nel casertano e napoletano ed uno nel catanese e siracusano,
Coronelli ha un ceppo nel barese a Triggiano e Capurso, Coronello, assolutamente
rarissimo, parrebbe campano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite
ipocoristici, dal termine corona inteso
come organo di governo, un pò come giudice o baglio o capitaneo,
ma è pure possibile una derivazione dal termine spagnolo coronel
(colonnello), sia forse
ad indicare che i capostipiti appartenessero alla gerarchia militare, sia
in tono scherzoso a caratterizzarne il comportamento, nel Trentino potrebbe
derivare da toponimi come Mezzacorona (TN), e così via. Tracce di
queste cognominizzazioni le troviamo a Solofra (AV) nella seconda metà
del 1400 con un certo Nardello de Corona.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CORONA: significa corona e deriva dal latino corona,
dal greco κορώνη (coròne).
Si tratta di un cognome diffuso in tutta Italia, in 857 Comuni, di cui
139 in Sardegna: Cagliari 308, Maracalagonis 189, Quartu 149, Selargius
94. Nella penisola: Roma ne conta 389, Palermo 230, Milano 141, Torino
137, Napoli 135, etc. etc. E' un termine usato in tantissime espressioni:
una corona di fiori; la corona d'alloro dei poeti e anticamente dei generali
vincitori a Roma; la corona (d'oro) del re, o per metonimia il sovrano
stesso; la corona dei frati, francescani e domenicani, che delimita la
tonsura; un insieme di persone disposte in cerchio; e tante altre. Ma nella
storia medioevale della Sardegna il termine Corona, con lettera maiuscola,
assume particolari significati. Nei regni giudicali di Càlari, Torres,
Gallura e Arborea ed anche nel successivo Regno catalano - aragonese di
Sardegna, "Sa Corona", era un'assise
giudicante ed era così chiamata perché all'inizio,
i giudici, si riunivano in cerchio. Nella Carta de Logu, di Arborea
(la prima raccolta di leggi scritte in lingua sarda, in 198 capitoli; redatta
per ordine di Mariano IV° ed emanata nel 1392 dalla figlia Eleonora),
le Coronas attive sono 5, con diverse funzioni: "Sa Corona" de Mayori de
Villa; si tratta di un tribunale territoriale, giudiziario ed amministrativo,
formato da una giuria, presieduta dal Mayori de Villa (amministratore,
sindaco), composta da giurati, il cui numero varia a secondo della grandezza
della Villa, cioè del numero degli abitanti. La Corona de Mayori
de Villa non si riuniva di domenica e neppure negli altri giorni festivi.
La "Corona" de Portu,: tribunale di 4 membri, presieduta da un funzionario
del regno, il Mayori de Portu, che aveva la vigilanza sui prodotti in commercio;
puniva le frodi, fissava il giusto prezzo delle merci, ispezionava i pesi
e le misure; non si riuniva nei giorni festivi. La "Corona de Kita de Berrùda,
era senza dubbio un tribunale militare. La Kita de Berrùda era infatti
costituita da un corpo di guardia o meglio da una vera e propria guarnigione
di "lieros de caballu" (uomini armati, forniti di cavallo, addestrati alla
battaglia e di "berrùda" , arma tipica dei "lieros" (uomini liberi),
che era costituita da una lunga asta, generalmente di legno, con la punta
metallica. La "Corona" de Curatore: era un tribunale composto da circa
5 "Curatori" > magistrati per casi giudiziari, penali e civili, ma
che avevano anche il compito di eleggere i magistrati della Corona de Logu,
che era il Tribunale Maggiore del Regno, che interveniva nelle cause
più rilevanti; questa era presieduta direttamente dal Giudice. La
"Corona" de Armentario de Logu; quando la Corona de Logu era presieduta
dal massimo funzionario (dopo il Giudice) del regno: solitamente per i
casi di natura amministrativa ed economica. Le "Corone", tutte, non si
riunivano nei giorni festivi. Corona, come cognome è presente negli
antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, figurano: Corona (de) Andrea, jurato ville Ville Longe
( * Ville Longe.Villalonga: distrutto. Campitani Majoris); Corona (de)
Benedicto, ville Lunamadrona ( * Lunamadrona.odierno Lunamatrona. Contrate
Marmille); Corona(de) Joanne, jurato ville Solgono ( * Solgono.odierno
Sorgono. Mandrolisay e Barbagia di Belvì); Corona(de) Mursino, jurato
ville Ville Longe. Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°,
XIII°, figurano: Corona (de) Micale (214), e Corona (de) Orzocco (150).
Nella storia contemporanea citiamo, Corona Armando(noto Armandino): ( Villaputzu
- 1921 . Ca), politico; presidente del Consiglio della Regione Autonoma
della Sardegna; assessore regionale; presidente della Massoneria Italiana;
laureato in medicina e chirurgia presso la Facoltà di Medicina di
Cagliari. Ha esercitato la professione di medico sino al 1969; dopodichè
si è dedicato all'attività imprenditoriale e politica. |
| CORONATO
|
Sembra avere due ceppi, nell'alto foggiano e nel potentino, il ceppo foggiano
potrebbe derivare dal toponimo Borgo Incoronata (FG), tracce di questa
cognominizzazione si trovano a Teramo nel 1488, in un atto si legge: "...Iulius
de Scorciatis locumtenens et Franciscus Coronatus
pro magistro actorum Capitanei Terami". |
CORONEI
CORONEO
|
Coronei è praticamente unico e dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione del cognome Coroneo che sembrerebbe tipico del Salento,
della zona di Galatina (LE) e potrebbe derivare dal nomen latino Coroneus
di cui abbiamo un esempio nelle Metamorphosi
di Publio Ovidio Nasone: "...nam me Phocaica clarus
tellure Coroneus (nota
loquor) genuit...", ma molto più probabilmente deriva dall'etnico
di Koronè città greca della Morea nel Peloponneso.
integrazioni fornite da Guido Massacci
Esistono anche minime presenze del cognome Coroneo in Sardegna e Sicilia.
I Coroneo sardi, di Cagliari, per lo più, e i Coroneo siciliani
di origine cagliaritana, hanno una origine diversa dai Coroneo pugliesi:
discendono infatti dai francesi Joseph, Jean, e Claude Codonel, giunti
a Cagliari all'inizio del XVIII° secolo dalla Provenza, probabilmente
da Le Puy Sainte Reparade, presso Aix En Provence; il cognome fu trasformato
in Codoneo nel corso del XVIII secolo e in Coroneo intorno al 1800. |
| CORONGIU
|
Tipico sardo è diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo sardo corongiu
che significa piccola collina rocciosa o grosso
masso, generato forse dall'abitare la famiglia in prossimità
di una roccia o anche forse da peculiarità del carattere del capostipite,
in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Corongiu (CA).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas CORONGIU: il suo significato è di grossa
pietra, sasso di notevoli dimensioni,
rupe, roccione di montagna. Deriva senza dubbio dal latino corona:
corona montium, suggerisce il Wagner. Come toponimo è
frequente in tutto il territorio della Sardegna. Proprio sul centro abitato
di Gonnosfanadiga, circondata a est, sud e ovest dalla montagna, domina,
si fa per dire, un grosso roccione detto appunto "Corongiu de Mayori".
Non dimentichiamo inoltre il nome dell'antica città greca Coronea
(in Beozia - Кορώνεια), circondata da monti.
In periodo medioevale, in Sardegna esistevano ben tre centri abitati (villae
- biddas) con questo nome: Corongiu o Corogno, abitato scomparso (villa
- bidda), appartenente alla Curadorìa di Campidano o Civita, nel
regno giudicale di Càlari; era ubicato in località Santa
Itròxa (Santa Vittoria), nei pressi della casa cantoniera "Corongiu",
al 18° Km. della S. Statale 125. Fu abbandonato verso la fine
del XIV° secolo. Corognu o Corongiu, abitato scomparso (villa - bidda)
appartenente alla Curadorìa di Dolia o Parte Olla, nel regno giudicale
di Càlari; era ubicato nei pressi di Monastir; andò spopolandosi
verso la metà del XV° secolo. Corongiu o Coronio, abitato scomparso
(villa - bidda ), ubicato tra Iglesias e Carbonia; appartenente alla Curadorìa
di Cixerri, nel regno giudicale di Cagliari; fece parte poi dei possedimenti
di Ugolino della Gherardesca, conte di Donoratico; quando il territorio
tornò a far parte, dopo il 1409, del Regno di Sardegna, catalano
- aragonese, il paese era ormai spopolato (Di. Sto. Sa. di Francesco Cesare
Casula). Corongii Castrum (il castello di Corongiu - di Sigerro o Cixerri),
è citato nel "de Rebus Sardois IV" - 80/1 - di Giovanni Francesco
Fara: .presidio optimisque ducibus castro Sasseris, Calarsi, Quirrae, Corongii,
Santadi, Geriti .Ed ancora: Corongiu (Curatoria del Campidano), è
citato, nella stessa opera del Fara (82/6), et oppidum.Corongii.Come cognome
è presente nelle carte antiche della Sardegna. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Corongiu (de) Barisono, jurato
ville Mogoreda(Mogorella); Corongiu (de) Gonnario, jurato ville Spasulèe.
(* Spasulèe .scomparso. Espasulè - Ispasulè. Mandrolisay
o Barbagia di Belvì); Corongiu (de) Joanne, ville Solgono(Sorgono);
Corongiu (de) Nicolao, ville Mahara (Villamar). Nel Condaghe di Santa Maria
di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo, Petru de Coroniu
(71), teste in una donazione a Santa Maria della Regina d'Arborea donna
Algarburs:.do a Sancta Maria de Bonarcatu su latus (la metà del
servizio) ki avia in Lugia, sa fiia de Egizu Figos, et latus de Maria fiia
de Lugia.pro sa anima de Berringeri de Scol. Donna Algarburs, regina d'Arboera,
moglie del giudice Barisone de Serra. (Barisone I de Lacon - Serra, primogenito
di Comita III de Lacon - Serra. Sposò in prime nozze Pellegrina
de Lacon, dalla quale ebbe 5 figli. Spinto dal suo desiderio politico di
unificazione del regno di Sardegna, nel 1157, ripudiò la moglie
Pellegrina, per sposare in seconde nozze Algarbursa De Bas figlia del nobile
catalano Poncio de Cervera de Bas, cognato di Berengario IV, conte di Barcellona,
re designato alla corona d'Aragona (per saperne di più vedi Di.
Sto. Sa. di F. C. Casula). A pagina 324/15, della sua opera "De Rebus Sardois
II", Ioanne Franciscus Fara, riporta una notizia in parte diversa rispetto
al Di. Sto. Sa. > Barison Lacon, defunto patri iudex arborensis successit
et prius Peregrinam Laconem uxorem duxit..deinde Peregrina defuncta
(non ripudiata quindi), secundis nuptis cum Aglbursa se coniunxit.Attualmente
il cognome Corongiu è presente in 118 Comuni italiani, di cui 62
in Sardegna: Quartu S. E. 70, Laconi 66, Cagliari 59, etc. |
CORPI
CORPO
CORPUS
|
Corpi è praticamente quasi scomparso, Corpo, molto molto raro, sembra
napoletano, Corpus sembrerebbe avere oltre al ceppo salentino, anche uno
probabilmente veneziano, dovrebbe derivare dal nome augurale cristiano
Corpus Christi o Corpi Santi, a volte usato per battezzare un trovatello.
integrazioni fornite da Carlo Corpi
La famigli Corpi è di origine genovese o veneziana. Si attesta
la presenza di alcuni Corpi, presso Istanbul nel 1830. Dove erano proprietari
di uno splendido Palazzo eretto nel 1873 nel distretto Tepebasi di Istanbul:
Palazzo Corpi, appunto.
integrazioni fornite da Guido Buldrini
Palazzo Corpi (in turco Korpi Sarayi) è stato costruito dall'armatore
Ignazio Corpi, ed è oggi proprietà del governo degli Stati
Uniti che vi hanno il loro Consolato dopo il trasferimento dell'Ambasciata
ad Ankara nel 1937. Curiosamente si tratta della prima proprietà
immobiliare acquistata all'estero dal governo americano. Appartiene invece
ancora ai Corpi una delle più grandi cappelle, ma in stato di quasi
abbandono, nel cimitero cattolico di Feriköy, sempre a Istanbul. |
CORRADA
CORRADAZZI
CORRADAZZO
CORRADELLI
CORRADENGO
CORRADETTI
CORRADI
CORRADIN
CORRADINA
CORRADINI
CORRADINO
CORRADO
CORRADONE
CORRADONI
CORRADOSSI
CORRADUCCI
CURRADI
CURRADINI
CURRADO
GURRADO |
Corrada è specifico delle provincie di Milano e Lodi, sia Corradazzi
che Corradazzo estremamente rari, sono del nord Italia, Corradelli, molto
molto raro, è tipico di San Benedetto Po nel mantovano, Corradengo,
rarissimo sembrerebbe avere oltre al ceppo piemontese anche uno palermitano,
Corradetti è tipico della fascia centrale che comprende il maceratese,
il Piceno, il teramano, il reatino ed il romano, Corradi è proprio
dell'area occidentale del Veneto, Lombardia centro orientale,Emilia e Liguria,
Corradin è molto diffuso in tutto il Veneto, in particolare nel
vicentino e padovano, Corradina, assolutamente rarissimo, sembrerebbe friulano,
Corradini è di tutto il centro nord, Corradino ha un ceppo nel novarese,
uno nel genovese, uno a Roma, uno nel salernitano, uno nel barese ed uno
nel palermitano,Corrado è panitaliano, Corradone e Corradoni
sono estremamente rari, Corradossi è tipicamente toscano, del fiorentino,
di Firenze, Pontassieve, Rufina e Pelago, Corraducci, molto molto raro,
è di Pesaro e del pesarese, Curradi è fiorentino, Curradini,
assolutamente rarissimo, sembrerebbe del lombardoveneto, Currado parrebbe
avere un ceppo tra cuneese ed alessandrino ed uno calabrese a Curinga (CZ), Gurrado è tipico dell'area che comprende il barese, il tarentino
e soprattutto il materano.
Questi cognomi dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite varie
forme ipocoristiche, accrescitive o patronimiche cumulative, dal nome medioevale Curradus
molto diffuso nel tardo medioevo, nome che si è poi modificato in
Corrado . Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1200 nel cuneese
dove i Corradenghi esercitano potestà feudale suil territorio di
Monforte d'Alba (CN) e a Reggio Emilia nel 1500 con un certo Sebastiano
Corrado, precettore di lettere greche e latine.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Corradi viene dal personale germanico Konrad/Conrad composto da althochdeutsch
kuoni = ardito
(ted. kühn) + althochdeutsch rat
= consiglio (ted. Rat),
latinizzatosi in Conradus, Corradus,
nome tra i preferiti nel medioevo con il significato di ardito consigliere.
Cfr. Giovanni Vezzelli: Cognomi romagnoli di origine barbarico - germanica,
Il Sodalizio, Rimini, 1988 |
CORRAO
CORRAU
CURRAO
CURRAU |
Corrao è tipico siciliano, del palermitano soprattutto, Corrau,
praticamente unico, è probabilmente dovuto da un errore di trascrizione
del precedente, Currao ha un ceppo calabrese, in particolar modo a Catanzaro,
ed uno siciliano ad Adrano, Bronte e Randazzo nel catanese, con ceppi anche
a Messina e Malvagna (ME), Currau è probabilmente nato da errori
di trascrizione, derivano tutti da modificazioni dialettali del nome Corrado,
in alcuni casi possono derivare da nomi di località come il Lago
calabrese Currao. |
CORREALE
CORREALI |
Il ceppo principale dei Correale è in Campania, a Napoli, Casoria,
San Giuseppe Vesuviano, Marano di Napoli, Giugliano in Campania e Torre
Annunziata nel napoletano, a Roccapiemonte, Salerno, Vallo della Lucania,
Ceraso e Sarno nel salernitano e ad Avellino, ha un piccolo ceppo a Foggia
e Manfredonia nel foggiano ed in Calabria a Crotone, Catanzaro ed a Siderno
e Gioiosa Ionica nel reggino, Correali è unico è dovrebbe
essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare
dal termine latino curiale, una sorta
di antico notaio (vedi
CURIALE), i Correale, di origini napoletane, furono feudatari di
Gioia del Colle nel salernitano, |
| CORREDDU
|
Tipico della provincia di Sassari, potrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo correddas (fragore
ottenuto suonando un corno marino in occasione delle seconde nozze di un
vedovo) forse ad indicare che il capostipite aveva preso moglie
per una seconda volta.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CORREDDU: corrèddu, corrèdda,
corrinu significano di corno,
da corru, a sua volta dal latino cornu.
Su correddu o sa
corrèdda sono in genere delle
scatoline fatte di corno, per metterci i gioielli o più
comunemente per metterci il tabacco: tabacchiere. Sa
corrèdda è inoltre il
tritone marino; is corrèddas
sono gli schiamazzi ed i suoni (con
dei corni) che si fanno davanti alla casa di un vedovo che riprende moglie!
Nelle carte antiche della lingua sarda non abbiamo trovato il cognome Corrèddu,
però tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano
Corru e Corredda: Corru Comita , ville Sasseri; Corru Guantinus, ville
Sasseri; Corredda (de) Furado, ville Selluri (** Selluri - Sedduri - Seddori:
odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville
Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa,
locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre,
congregatis. X die januarii 1388); Corredda Nicolao, ville Selluri. Attualmente
il cognome Corrèddu è presente in 38 Comuni italiani, di
cui 13 in Sardegna (nord - ovest): Alghero 113, Sassari 62, Villanovamonteleone
59, etc. |
CORREGGI
CORREGGIA
CORREGGIO
DA CORREGGIO |
Correggi, molto raro, è tipico del reggiano, di Busana in particolare,
Correggia ha un ceppo piemontese tra Canale (CN) e Torino, un ceppo campano
a Mondragone nel casertano e soprattutto a Sant`Antimo nel napoletano,
Correggio è quasi unico, Da Correggio, molto molto raro, parrebbe
torinese, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Correggio (RE), nella
forma moderna o dalla sua forma antica di "in castro
Coregia"; esiste un Casato nobile, che dovrebbe risalire a prima
del 1000, e che deve la sua nobiltà a meriti conquistati combattendo
per Matilde di Canossa il capostipite dovrebbe essere un Wido da Coregia,
che già in un atto dell'anno 1009 risulta feudatario di quel territorio:
"...Frogerio et Adalberto germani, filiis quondam
Widonis de comitatu Reiense.. ..donamus tibi Sigheri presbyter et rectores
Sancti Michaelis archangeli sito ubi dicitur Corregia finibus regiense...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Correggio è sia toponimo che cognome, entrambi derivano dal
termine 'corrigia' = «striscia
di terra emergente da acquitrini», una sorta di argini
delle paludi bonificate vicino alle quali si sviluppò l'abitato. |
CORRENTE
CORRENTI |
Corrente è tipicamente meridionale, ha un ceppo siciliano, uno nel
cosentino, uno nel tarentino, uno nel salernitano ed uno tra romano, latinense
e casertano, Correnti ha un nucleo siciliano ed un ceppo nel milanese cui
appartenne il famoso Cesare Correnti (1815 - 1888) che fu tra gli organizzatori
delle 5 giornate di Milano e divenne segretario del Governo provvisorio
di Lombardia, fu successivamente un senatore del Regno d'Italia e presidente
della Società Geografica Italiana dal 1873 al 1879. |
CORRIA
CORRIAS
|
Corria è quasi unico, Corrias invece è diffusissimo in tutta
la Sardegna, casato nobile che ricevette nel 1644 il titolo di Nobile Sardo
e di Cavaliere Ereditario con l'autorizzazione a fregiarsi del titolo di
Don, dovrebbe derivare dal termine sardo corria
(correggia, ma anche cardine,
laccio in pelle, stringa, striscia di terra come misura lineare)
(al plurale corrias), forse ad identificare
la terra di cui era proprietaria la famiglia, come una striscia stretta
e lunga.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CORRIA; CORRIAS: corrìa
= correggia, di pelle o d'altro. Dal
latino corrigia. Una corria
de terra è una striscia di terra.
Corriàtzu = di
pelle dura: si dice anche di persona. Iscorriàu
= sbrindellato. Su
pantaloni iscorriàu = il calzone
sfilacciato, rattoppato: oggi va di moda! Kirriòlu,
o corriòlu de arròba
= striscia di tela. Come cognome è
presente negli antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo: Corria Andrea, jurato ville Busache
(Busachi); Corria Barçòlo, ville Mahara (Villamar); Corria
Barisono, ville Selluri (Seddòri - Sanluri) Corria Jurato, jurato
ville Salanis ( * Salanis.distrutto. Campitani Majoris); Corrìa
Saraceno, majore (amministratore, sindaco) ville Sii Majore ( * Sii Majore.odierno
Siamaggiore. Campitani Majoris); Corria Truisco, jurato ville Simala (Partis
de Montibus). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, XI°, XIII°
secolo, figura: Corria Ianne (117), servo "integru" di San Nicola, viene
ucciso da Mariane Cancella. Ego presbiteru Salomone ki nce ponio in stu
codice certo ki feci pro homine ki occisit Mariane Cancella: a Iane Corria,
ki fuit integru de Sanctu Nichola.(segue) Pertanto, in cambio il giudice
(Barusone de Laccon) mi diede latus (la metà del servizio) più
due giorni di Mariane e latus e duas dies de anbas sas fiias (la metà
e due giorni delle sue due figlie). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado,
CSMB, XI°, XIII° secolo, abbiamo: Corria Furatu (70), mandatore
de clesia (rappresentante giudiziale di una chiesa), teste in una compera
(comporeilli). Nel "De Rebus Sardois IV (14/8 )" di Giovanni Francesco
Fara, figura un certo Corria Guillelmus: morto deinde Bonifacio, 1304 (si
tratta di papa Bonifacio VIII° ), Iacobus rex legatos misit Vitalem
Villanovam et Guillelmum Corriam, qui Benedicto XI°, pontifici
creato, pro regno Sardiniae et Corsicae fidei iuramentum praestarent (prestassero
giuramento in nome del regno di Sardegna e di Corsica);.Nella storia ricordiamo
Corrias Efisio(1911 - 1975) politico, presidente della Giunta Regionale
per ben 5 volte e del Consiglio della Regione Autonoma della Sardegna per
due volte. Personalmente ricordo Corrias Vincenzino, fratello del presidente
Efisio, poiché è stato il mio professore di latino e greco
al liceo classico di Villacidro (vedi nel Web - Giuseppe Concas - racconti:
ιχθύς ισχύς;).
Attualmente il cognome Corria è molto raro ed è presente
in 5 Comuni Italiani, di cui 2 in Sardegna: Orgosolo 5, Nuoro 3.
Corrias è invece presente in 333 Comuni italiani, di cui 126 in
Sardegna: Cagliari 249, Quartu S. E. 147, Siniscola 103, etc. |
| CORRIDONI
|
Corridoni è tipico della fascia centrale che comprende le Marche
meridionali, l'Umbria ed il Lazio settentrionale, Macerata, Serravalle
di Chienti, Mogliano e Camerino nel maceratese, il perugino, Roma e Pomezia
nel romano e Tarquinia nel viterbese, dovrebbe derivare dal nome latino
Corido, Coridonis, citato da Virgilio
nella sua seconda ecloga: "..Hic historia pastoris
Coridonis describitur:
ille iuvinem Alexem adamat et pro eo canit, sed Corido
non curatur..", nome probabilmente portato dai capostipiti. |
| CORRIDORI
|
Corridori ha il ceppo principale a Grosseto e nel grossetano a Roccalbegna,
Scansano e Magliano in Toscana, presenta un ceppo anche a Milano, Provaglio
d'Iseo nel bresciano e Goito nel mantovano, ed a Roma, Genazzano e Ciampino
nel romano e ad Alatrie Morolo nel frusinate, dovrebbe derivare dal termine
medioevale curritores, milizia a cavallo,
molto agile e veloce, specializzata in scorrerie: "...Item,
sub eodem anno, die mercurii VI mensis iunii, sicut fuerat ordinatum, dominus
Aço marchio Estensis, cum militibus et popularibus Mutine et Regii,
et maxenatis suis militum et peditum, equitavit in comitatu Bononie ad
terram, que vocatur Crespelanum, et misit suos curritores
veniendo versus Bononiam usque ad burgum Panicalis. Ex alia parte dominus
Franciscus frater predicti domini marchionis, cum comuni et hominibus Ferarie
et eorum exforcio, equitaverunt in comitatu Bononie ad terram Peole et
ad Altedium et per illas contratas, incendendo et conburendo domos, et
capiendo homines et boves, et multa danpna inferendo...", venivano
così chiamate anche i messaggeri a cavallo. |
CORRU
CORRU' |
Corru è quasi unico, parrebbe dell'alessandrino, Corrù è
caratteristico del lodigiano, di Cavenago d'Adda, Lodi e Mairago, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale originato da un arnese tipico utilizzato
anticamente dai produttori di funi o cordai, il corriö. |
| CORSA
|
Molto raro sembrerebbe tipico dell'area
di Brindisi. |
CORSARI
CORSARO |
Corsari, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dovuto ad errori di trascrizione
del cognome Corsaro operati negli uffici anagrafe del centronord, Corsaro
è invece specifico dell'area reggina, valentiana, messinese e catanese,
difficile una derivazione dal termine corsaro (pirata), più probabilmente
può essere stato originato dal mestiere di scrivano svolto dal capostipite,
nel primo medioevo il cursarius era
uno scrivano altamente qualificato e veloce, ma con il termine cursarius
o corsarius si identificava
più tardi anche una persona esperta nel rintracciare le tracce. |
CORSELLI
CORSELLO
CORSETTI
CORSETTO
CORSI
CORSINELLI
CORSINI
CORSINO
CORSO
DAL CORSO |
Corselli, Corselli e Corsello sono tipicamente siciliani, del palermitano e trapanese
il primo e del palermitano e agrigentino e del catanese e siracusano il
secondo, Corsetti ha un ceppo nel bresciano, uno nell'aretino e nel grossetano,
uno tra maceratese e Piceno ed uno tra aquilano, romano, frusinate e latinense,
uno nel napoletano ed uno nel palermitano, Corsetto è tipico dell'avellinese,
di Serino in particolare, Corsinelli è praticamente unico, Corsi
e Corsini sono diffusissimi al centronord, Corsino ha ceppi in Sicilia
e nel foggiano, Corso è presente sia al sud che al nord, Dal
Corso ha un grosso ceppo nel veronese ed uno tra padovano e veneziano,
derivano tutti, direttamente o tramite ipocoristici più o meno complessi
o forme patronimiche, come Dal Corso dove il Dal
sta per figlio di, o ipocoristiche,
dal nome medioevale Corsus di cui abbiamo
un esempio in un atto redatto in Pisa nel 1210: "...elegit
et constituit Corsum
quondam fratrem Forestani et Garsendam eius uxorem et filiam quondam Bonvassalli
Ansoaldi, presentes et suscipientes..." e Corsino citato sempre
nel 1200 a Firenze: "...Corsinus
comes da Gangalandi dei gratia Vulterranorum potestas...".
Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo nel 1600 a Firenze: "...Nerius
Corsinus Archiepiscopus Damiatensis Camere
Apostolice Thesaurarius Generalis ac Decimarum...Collector Generalis......". |
CORTAZZA
CORTAZZI
CORTAZZO |
Cortazza è quasi unico, Cortazzi è assolutamente rarissimo,
Cortazzo, il più diffuso, ha un ceppo nel salernitano a Cannalonga
in paricolare, a Vallo della Lucania e ad Agropoli, dovrebbero derivare
da toponimi contenenti il riferimento a Corte o da nomi di località
che facciano riferimento al termine medioevale corte
(vedi CORTE). |
CORTE
CORTI
CORTINI
CORTUCCI |
Corte è molto diffuso in tutt'Italia, soprattutto in Sicilia a Poggioreale
(TP), nel Lazio a Roma, Formia (LT) e Coreno Ausonio (FR), in Piemonte
a Novi Ligure (AL) e Torino ed in Liguria a Genova, Corti è diffuso
in tutto il centro nord, ha un ceppo importante in Lombardia ed uno in
Toscana, Cortini ha un ceppo tra forlivese e ravennate ed uno nel fiorentino,
Cortucci è specifico di Ancona e di Jesi nell'anconetano, dovrebbero
tutti derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche, dal termine
medioevale corte tipica organizzazione
agraria risalente all'amministrazione dei Franchi, probabilmente ad indicare
che i capostipiti fossero appunto provenienti da una corte.
(vedi Della Corte) |
CORTECCI
CORTECCIA |
Cortecci ha piccoli ceppi in Toscana, a Grosseto, Civitella Paganico e
Roccastrada nel grossetano ed a San Giovanni Valdarno nell'aretino, ha
un piccolo ceppo a Spoleto nel perugino ed uno a Roma, Corteccia è
praticamente unico, dovrebbero derivare da nomi di località, come
Corteccia di Castelnuovo della Berardenga nel senese. |
CORTEGGIANI
CORTEGGIANO
CORTEGIANI
CORTEGIANO
CORTIGIANI
CORTIGIANO |
Corteggiani, molto raro, è tipico di Roma e del romano, Corteggiano,
molto molto raro, ha un ceppo a Roma, uno a Napoli ed uno nel foggiano,
Cortegiani ha un ceppo a Roma ed uno a Mompeo nel reatino ed uno a Palermo,
Cortegiano, quasi unico, è del centro Italia, Cortigiani è
tipicamente toscano, di Firenze e del senese, di Poggibonsi, Colle Val
d'Elsa e Siena, Cortigiano, più raro, è specifico di Bari,
dovrebbero tutti derivare dal fatto che alla famiglia appartenessero dei
cortigiani, cioè persone che orbitavano nella corte papale, ducale
o reale, come personaggi di contorno, o come accompagnatori di qualche
nobile. |
CORTELAZZI
CORTELLAZZI |
Cortelazzi ha un ceppo nel milanese ed uno tra cremonese, bresciano e mantovano,
Cortellazzi sembrerebbe tipicamente lombardo anch'esso, in particolare
del basso bresciano, cremonese e mantovano, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine dialettale lombardo cörtelass
(coltellaccio, ma
anche tipo di lama dell'aratro),
forse ad indicare nei capostipiti dei lavoranti agricoli. |
| CORTELAZZO
|
Cortelazzo è tipico del padovano con maggior concentrazione a Montagnana,
dovrebbe derivare da un nome di località come ad esempio Cortelazzo
di Jesolo nel veneziano. |
CORTELLI
CORTELLINI |
Cortelli ha ceppi nel perugino, nell'aquilano e nel romano, Cortellini
sembra avere tre ceppi, nel trentino occidentale, nel milanese e nel teramano,
dovrebbero derivare da toponimi contenenti la radice Corte, come Corte
(TN), Corte de' Cortesi (CR), Corte Palasio (LO), Piano di Corte (TE),
Santa Maria a Corte (AP), Casale della Corte (RM) o simili. Tracce di questa cognominizzazione
si trova a Cento (BO) nel 1540, nel libro Memoria
Delle cose di Cento Raccolte Dal Il.mo Padre Don Biagio Bagni Centese dove
si legge: "...l'anno seguente mille cinquecento quaranta
alli noue di Genaro à due hore di notte, s'accese il fuoco munitione
della Rocca ne sì sà il modo, ne la causa; et facendo grandissimo
strepito, e danno, ui concorse molto popolo per aiutare, ma era tanta la
furia del fuoco, che non poterono saluare ne la roba, ne li seruitori del
Cameslengo, quali furono abbruciati miseramente, due erano da Cento, Antonio,
e Bastiano Cortellini, il terzo era forastiero....". |
| CORTELLO
|
Cortello ha un piccolo ceppo a Portogruaro ed Eraclea nel veneziano, ma
il ceppo principale è nel vicino udinese a Latisana e Lignano Sabbiadoro,
dovrebbe derivare dal nome del paese di Cortello, vicino a Palmanova nell'udinese. |
CORTENOVA
CORTINOVI
CORTINOVIS |
Cortenova, estremamente raro, sembra specifico di Mandello Del Lario (LC),
Cortinovi è assolutamente rarissimo e dovrebbe trattarsi di un'errore
di trascrizione di Cortinovis che è ben diffuso ed è tipico
del bergamasco e di Bergamo in particolare, dovrebbero derivare dal
toponimo Cortenuova (BG), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
a Bergamo in una pergamena del 1468 (Biblioteca Camai) nella quale un certo
Zanino fu Venturino Cortinovis della Costa, abitante. in Borgo Sant´Antonio,
si impegna, obbligando tutti i propri beni, a pagare a Martino fu Bonomo
Cabrini L. 99 per una fornitura di formaggio, nell'Archivio di Stato di
Venezia, tra i notai della Repubblica Serenissima, negli anni 1504/1510,
figura un certo Cortinovis Bernardo. |
CORTES
CORTIS |
Cortes, assolutamente rarissimo, ha presenze sparse in Sardegna, Cortis,
decisamente sardo, abbastanza raro, ha un ceppo a Cagliari e Capoterra
nel cagliaritano, a Terralba nell'oristanese ed a Villanovafranca nel Medio
Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CORTE; CORTES; CORTI; CORTIS: corte, corti
o anche cotti, in sardo ha il significato
di recinto degli animali, ma talvolta
anche di cortile. Nelle case dei villaggi
della Sardegna, ad esempio, c'era il doppio cortile, sa corti de basciu
e sa corti de susu, detti inoltre, sa pràtza de bàsciu e
sa pràtza de sùsu. Nella Sardegna medievale sa corte era
lo spazio, più o meno recintato dedicato al pascolo e riposo delle
greggi di bestiame minuto: pecore o capre. In italiano, come in sardo
ha inoltre il significato di Corte o Curia, cioè di reggia o Sede
Amministrativa di Giustizia. Derivano tutti dal latino cohortis = cortile,
recinto, chiuso, ma anche stuolo, folla, turba etc. Il termine "còrti"
compare nelle carte antiche della Sardegna, nei suoi vari usi: nella Carta
de Logu di Arborea, abbiamo: sa Corti de Spendiu >.mandit ( il reo,
per essere giudicato).in Aristanis a sa Corti de Spendiu (la voce
"spendiu" è di etimo incerto, secondo la maggior parte degli studiosi
della lingua sarda; noi crediamo si tratti della trascrizione errata di
"speddiu" nel senso giustizia = corte suprema di giustizia, per un condannato
a morte > spèddiu, da speddiai = spellare, ma usato nel senso di
giustiziare, condannare a morte). Sempre nella Carta de Logu, il termine
"corte" ha diversi significati, seppure simili: corte come reggia; corte
come alto collegio giudiziario; corte come curia o luogo dove si amministra
la giustizia. In tutta la Sardegna, corte nel Logudoro e corti in Campidano,
sono toponimi molto frequenti: sa corti de is bois = il recinto dei buoi,
etc. Come cognomi sono diffusi in tutta la Sardegna sin dal primo medioevo
e sono presenti negli antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Cortis (de) Benedicto,
ville Mahara ( * Mahara - Barbaraquesa .Arbarei - Villamar. Contrate
Marmille); Cortis (de) Gunnario, ville Fodorachi ( * Fodorachi.distrutto:
villaggio del Meylogu. Contrate de Ardar et Meylogu); Cortis (de) Seraphino,
jurato ville Petra Veurra (* Petra Veurra.distrutto. Campitani Majoris);
Cortis (de)- Ventura Franciscus - de Aristanni (*** Aristanni= Oristano:
elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et
habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter
demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii
M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.). Nel Condaghe di Santa Maria di
Bonarcado, CSMB, XI° ; XIII° secolo, abbiamo: (1°) - Corte
(de) Comida, mandatore de Rennu (71°)[nei regni giudicali della Sardegna
medioevale, il mandatore de Rennu era l'inviato dello Stato, cioè
l'incaricato delle ambasciate, dei messaggi, delle citazioni regie]: ego
donna Algaburs, regina de Logu d'Arbore ( si tratta della, seconda moglie
del giudice Barisone de Serra, sposata, in seconde nozze, nel 1157,
successivamente alla morte della prima, Pellegrina de Laccon). ki lli dono
(donazione di servi) a Sancta Maria de Bonarcatu su latus (la metà
del servizio) ki avìa in Lugìa, sa fiia de Egizu Figos .Bennit
Comida de Corte, mandatore de Sancte Eru (San Vero) a Bonarcatu per comandamentu
dessa donna(Algabursa) et positilla in sa manu dessu Priore Armannu.(2°)
- Corte Iorgi (70), teste in un acquisto di terre, da parte del Priore
Armanno: ego prior...comporeilli (ho comprato) a Abisatu et Corsa Cankella.plaza
in Collevane.(località in agro di Bonarcado). Attualmente il cognome
Corte è presente in 196 Comuni italiani, ma in soli 3 in Sardegna:
Cagliari 19, Maracalagonis 3 Quartu S. E. 3. Cortes è presente in
22 Comuni italiani, di cui 10 in Sardegna: Cagliari 13, Benetutti
9, Quartu 9, etc. Corti è presente in 948 Comuni italiani, con i
ceppi maggiori in Lombardia e Toscana. In Sardegna è presente in
12 Comuni: Monserrato 12, Sassari 11, Cagliari 11, etc. Cortis è
presente in 58 Comuni italiani di cui 19 in Sardegna: Cagliari 29, Terralba
17, Villanovafranca 16, etc. |
CORTESE
CORTESI
CORTESINI |
Cortese è diffuso in tutt'Italia, Cortesi è specifico di
Lombardia e Romagna, con ceppi anche nel fiorentino ed a Roma, Cortesini
oltre al nucleo romano con un ceppo anche a Marino, ne ha uno anche nel
cremonese, possono essere originati da soprannomi derivanti dal fatto di
essere a servizio alla corte di qualche signorotto, come è possibile
che derivino da uno dei tanti toponimi con la radice Corte-, come Corte
(PD) - (TN) o Corte Brugnatella (PC), Corte de' Cortesi (CR), Corte Palasio
(LO), o uno dei tanti altri.
integrazioni fornite da Angelo
Cortesi
Cortesi è un cognome sufficentemente diffuso in Italia, ma la
mia famiglia discende da un Corradus Cortesius
pincipe di Bretagna che giunse in italia nel III° secolo d.c. a Vicus
Abenza, un toponimo ora scomparso nella zona di Ferrara, a capo di una
legazione che doveva conferire con il vescovo di quella località.
A Ferrara sembrava esserci un castello dei Cortesi luogo della sovranità popolare. Da quel che mi risulta i Cortesi di quel
ramo sono solamente nobili e servitori dell'Impero, lo stemma della casata
è d'oro alla torre al naturale con leone illeopardito brandente
la spada terrazzato di verde, cimiero l'aqula d'imperio. Tracce della casata
dei Cortesi possono ritrovarsi lungo la via Francigena da Ravenna, in Toscana
a Sangimignano (torre del diavolo o dei Cortesi) ed a Todi (più
esattamente Casigliano) dove, narra la leggenda, la moglie di Angelo Cortesi
usava farsi il bagno nel latte di asina per mantenere la giovinezza. |
| CORTIANA
|
Cortiana sembrerebbe originariodel vicentino, di Schio, Valli del Pasubio,
Torrebelvicino, Isola Vicentina e Posina, il cognome dovrebbe derivare
dal nome del paese di Cortiana, una frazione di Valli del Pasubio sempre
nel vicentino, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti. |
| CORTONA
|
Cortona è specifico del perugino, di Perugia e di Assisi, dovrebbe
derivare dal nome della città di Cortona nell'aretino, probabilmente
il luogo d'origine dei capostipiti. |
CORTONE
CORTONI |
Cortone, molto raro, ha un piccolo ceppo a Napoli e Casalnuovo di Napoli
nel napoletano ed uno a Bari, Cortoni ha un piccolo ceppo nel viterbese
ed uno a Roma e Cave nel romano, potrebbero derivare dal nome medioevale
Cortone, nome che a sua volta deriva
dal nome del cortone un'uccello
rapace, una specie di falco, in qualche caso si può ipotizzare
una derivazione dal nome della città aretina di Cortona. |
CORUZZI
CORUZZO |
Coruzzi sembrerebbe avere un ceppo emiliano nel parmense a Parma, Langhirano,
Felino, Calestano, Montechiarugolo e Fontevivo, ed un ceppo abruzzese nel
teramano a Montorio al Vomano, Coruzzo, quasi unico, prrebbe essere il
frutto di un'errata trascrizione del precedente, potrebbe derivare da un
nome dialettale arcaico Coruzzo (Cuoricino),
attribuito da genitori molto felici di aver avuto quel figlio cui tenevano
come al proprio cuore, cioè alla propria vita. |
CORVAGLIA
CORVAGLIO |
Corvaglia è tipicamente salentino, particolarmente diffuso nel leccese
a Spongano, Racale, Poggiardo e Diso, ma comunque ben presente anche a
Taurisano, Lecce, Casarano, Melissano, Minervino di Lecce, Ruffano, Specchia
e Uggiano la Chiesa e nel tarentino a Taranto e Manduria, Corvaglio è
quasi unico, di dovrebbe trattare di un'italianizzazione del termine croato
arcaico horvatski (croato,
della Croazia), probabile terra d'origine dei capostipiti, che
fuggirono forse con l'arrivo degli ottomani nelle vicinanze del loro paese. |
CORVAIA
CORVAJA |
Corvaia è tipicamente siciliano, con un grosso ceppo a Palermo,
nel messinese a Graniti e Messina, ed a Siracusa, Corvaja, estremamente
raro, è del catanese e messinese, l'origine di questi cognomi potrebbe
essere dal toponimo Corvaia nel lucchese, o da altri simili, la famiglia
Corvaja è stata una delle più antiche e nobili di Taormina,
ed annovera dal 1600 sia amministratori che magistrati e letterati, Corvaia
è stato invece un nobile casato lucchese che dettenne il titolo
di marchese in Sicilia nel messinese. |
CORVASCE
CORVASCI
CORVASCIO
CROVASCE
CROVASCIO |
Corvasce è specifico del barese, dove è molto diffuso a Barletta,
con buone presenze anche a bari, Trani e Canosa di Puglia, Corvasci, praticamente
unico, sembrerebbe essere dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
come gli appena meno rari Corvascio e Crovasce, Crovascio sempre rarissimo,
è specifico di San Vito dei Normanni nel brindisino.
integrazioni di Stefano Ferrazzi
Tenendo conto della provenienza geografica (più tipicamente
pugliese), i cognomi Corvasce, Crovascio, etc sembrano nascere da un'italianizzazione
- dialettale - dell'etnonimo hrvatski
(horvatski in forma arcaica), che,
in lingua serbo-croata, significa letteralmente croato
- hrvatski, per la precisione, ha valore
d'aggettivo, mentre hrvat ha valore
di sostantivo (vedi Croati e Horvat). Va notato,
a questo proposito, che in epoca antica la Croazia era anche nota col nome
Corvazia o Crovazia (dal croato Hrvatska
o Horvatska) e, in questo senso, non
impossibile che il termine corvasce
o corvascio rappresenti un antico etnonimo
dialettale per un cittadino o un immigrante croato (tratto appunto dallo
slavo horvatski): l'uscita in -asce
o -ascio, in effetti, potrebbe riflettere
un adattamento eufonico del suffisso -atski,
addolcito in -asce/-ascio per renderlo più accessibile alla pronuncia
italiana o, meglio, ancora dialettale - si tenga presente che i cognomi
pugliesi ricorrono spesso al suono della -sc-,
sia nelle italianizzazioni dei cognomi stranieri (spesso proprio slavi)
sia nelle versioni dialettali di alcuni cognomi italiani. Va poi aggiunto,
a questo proposito, che anche in italiano il termine Croazia risente di
un adattamento eufonico della desinenza -atska, adattata in -azia proprio
per renderne più facile la pronuncia. Al di là della questione
etimologica, ad ogni modo, l'ipotesi di un'origine slava si appoggia anche
sulla distribuzione geografica dei cognomi in questione, diffusi prevalentemente
nelle Puglie: in questa regione, in effetti, vi è un gran numero
di cognomi slavi (italianizzati nel corso dei secoli), che, in molti casi,
sembrano venire proprio dall'area balcanica, soprattutto dai territori
della ex-Jugoslavia - anche se, forse, vi è un ulteriore presenza
di altri cognomi provenienti dall'Est Europa, presumibilmente fino su nell'area
mitteleuropea (ad esempio si pensi al cognome Ungaro, molto diffuso in
terra pugliese). |
CORVATTA
CORVATTI |
Corvatta è tipico della provincia di Macerata, di Recanati, Tolentino
e Porto Recanati in particolare, Corvatti è quasi unico, dovrebbero
derivare dal fatto che probabilmente i capostipiti provenissero dalla Corvatia
(Croazia). |
CORVELLI
CORVELLO |
Corvelli è tipico del foggiano, di Lucera in particolare, Corvello,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad una diversa trascrizione
del precedente, che dovrebbe derivare dal nome medioevale Corvellus,
un ipocoristico del nome Corvus (vedi
CORVI), in qualche caso si può anche ipotizzare che possa
derivare dal nome del paese di Corvello di Gioia del Colle nel barese. |
CORVETTA
CORVETTI
CORVETTO |
Corvetta, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Bolzano, Corvetti,
leggermente meno raro, ha un piccolo ceppo nel bresciano a Bedizzole ed
a Pescina nell'aquilano, Corvetto ha un piccolissimo ceppo nel sud della
Sardegna a Portoscuso nell'iglesiente ed a Cagliari e Sinnai nel cagliaritano,
ed un ceppo più significativo a Brindisi, l'origine di questi cognomi
può in alcuni casi derivare dall'italianizzazione del termine slavo
hrvat (croato), indicando
un'origine del capostipite da quella regione balcanica, in altri casi deriva
invece da una forma ipocoristica del nome medioevale Corvo,
derivato dal cognomen latino Corvus
(vedi CORVI). |
CORVI
CORVINA
CORVINI
CORVINO
CORVO |
Corvi è diffuso in Lombardia, soprattutto in provincia di Sondrio,
nel piacentino, nel ternano e nel Lazxio, Corvina è quasi unico,
Corvini sembra essere originario della zona fra Ferrara e Bologna, Corvino
è molto diffuso in Campania, Puglia, soprattutto nel foggiano e
nel Salento e nel cosentino, Corvo è diffuso in Lazio, Molise, Campania
e Sicilia, dovrebbero derivare dal cognomen latino Corvus
o dal suo ipocoristico Corvinus, di
questi nomi abbiamo un esempio negli Hannales
di Tacito: "...mox rerum potitus ob magnitudinem
populi ac tarda legum auxilia sumpsit e consularibus qui coerceret servitia
et quod civium audacia turbidum, nisi vim metuat. primusque Messala
Corvinus eam potestatem et paucos intra dies
finem accepit quasi nescius exercendi...", e nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale sotto l'anno 1158 a Milano: "...tam
iudicatis quam non iudicatis, volo et ordino ut sint errogatarii Corvus
presbiter ac prepositus ecclesie et canonice Sancti Laurentii et Vivianus
presbiter ipsius ecclesie et prefatus Arnaldus de la Porta...",
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo già nel 1189 a Castiglione
in una Carta venditionis: "Anno ab incarnatione domini
nostri Iesu Christi millesimo centesimo octuagesimo nono, octavo kalendas
iunii, indicione septima. Venditionem fecerunt ad proprium de proprietario
et ad libellum de libellaria Anselminus, filius quondam Castelli de Cuzego,
et Virida eius uxor, qui professi sunt se lege vivere Longobardorum, ipso
namque viro et Mondoaldo suo ei cui supra Viride uxori sue consentiente
et subter confirmante et iusta legem una cum notitia de propinquioribus
parentibus meis, hi sunt Guido Corvus
pater meus et ...". |
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