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COTELLA
COTELLI
COTELLO
Cotella è tipico di Genova e Campomorone (GE), con ceppi, probabilmente secondari, anche nel torinese, Cotelli è specifico del bresciano, di Gardone Val Trompia, Brescia, Bagnolo Mella, Sarezzo e Corzano, Cotello, quasi unico e probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da un soprannome originato da un ipocoristico del termine cote (pietra usata per affilare lame) forse dovuto ad un caratteristico modo di affilare la falce, probabilmente denotando un'origine contadina.
COTIGNOLA Estremamente raro, parrebbe originario della Campania, dovrebbe derivare da un soprannome legato alle mele cotogne, più difficile la derivazione dal toponimo Cotignola (RA).  Personaggio degno di nota del 1400 è il Capitano di ventura  Micheletto Cotignola (o da Cotignola)
COTOGNI
COTOGNO
COTUGNO
Cotogni ha un ceppo romano, Cotogno, molto raro, ha un ceppo ad Anzio, Cotugno è tipicamente meridionale, con ceppi importanti tra iserniese, casertano, beneventano e napoletano e foggiano in particolare, con presenze comunque significative anche nel barese, tarentino e materano ed un ceppo tra reggino e messinese, dovrebbero derivare da nomi di località o dalla presenza di piante di mele cotogne nelle vicinanze dell'abitazione dei capostipiti, ma non si può escludere in alcuni casi una derivazione da soprannomi originati dal termine arabo qutun (cotone), forse perchè il mestiere dei capostipiti avesse in qualche modo connessioni con quella fibra tessile, Cotugno in molti casi è di origini spagnole, derivando dal cognome Cotuņo tipico dell'area di Toledo.
COTRONEI
COTRONEO
Entrambi tipici del reggino, dovrebbero derivare dal toponimo Cotronei (KR), o dall'etnico di Crotone.
COTTA Ha un ceppo nella provincia di Imperia ed uno nel comasco, dovrebbe derivare dal cognomen latino Cotta, portato ad esempio da Aurelio Cotta Console del I° secolo avanti Cristo: "...Aurelius Cotta consul, cum ad opus equites necessitate cogente iussisset accedere eorumque pars detractasset imperium, questus apud censores effecit, ut notarentur; a patribus deinde obtinuit..."
integrazioni fornite da Giancarlo Mainardi
il cognome Cotta Ramusino trae origine intorno al 1600 da due insediamenti originari dell’area della Lomellina nel pavese, entrambi di cognome Cotta e fra loro imparentati. Gli appartenenti all’uno dei rami erano  di carattere rissoso, intollerante, i componenti del secondo ramo erano invece di carattere pacifico, mite e tranquillo. Per distinguersi dal primo ramo nella comunità rurale, i componenti del secondo ramo adottarono il simbolo di un ramo d’ulivo, (nel dialetto di Lomellina ramoscello si dice ramusin) simbolo di pace, e con tale simbolo marchiarono gli attrezzi agricoli, le botti, i carri e quant'altro. Il simbolo divenne poi cognome allorché i capi famiglia fecero battezzare i nuovi nati con il distinguo: Cotta Ramusino. Tradizione orale dalla Lomellina, 1970 circa, e Dizionario Pavese-Italiano.
COTTI
COTTINI
Cotti dovrebbe essere bolognese, ma con un ceppo anche nel bresciano ed uno nel parmense, Cottini ha un ceppo nel verbanese, uno nel bergamasco, uno nel veronese ed uno tra urbinate, Umbria, aretino e senese, potrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dalla contrazione di una variazione del nome Menico.
COTTONE
COTTONI
Cottone è tipicamente siciliano, molto diffuso in particolare a Palermo, Balestrate (PA ) e Villabate (PA), ad Alcamo (TP), ad Adrano (CT) e nell'agrigentino a Sciacca, Caltabellotta e Realmonte, Cottoni è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale cuttuni (cotone), forse ad indicare il mestiere del capostipite.
COUTANDIN Abbastanza raro, sembrerebbe tipico della zona di Perosa Argentina (TO), dovrebbe essere di origini occitane e deriverebbe dal mestiere di guardiano dei campi coutaudier in antico provenzale.
COTZA Specifico del cagliaritano dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo còtza (mitile, cozza, ma anche cuneo).
COVA Cova è tipico di Milano e del milanese, con un ceppo anche a Varese, uno nel Trentino ed uno nel ferrarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo lombardo cova, coa (coda).
COVATI Covati è tipico del piacentino di Coli e Piacenza, parrebbe di origini bresciane, dovrebbero derivare dal nome medioevale Covatus di cui abbiamo un esempio in una Carta donationis del 1200 a Milano: "...Signum + manuum Medii superstantis ecclesie Sancte Tegle et Covati Cadenarii et Guaschi Maistri qui dicitur de Senago, testium. ...", in epoca medioevale i Covati sarebbero stati Signori dell'area che attualmente si chiama Castelcovati nel bresciano, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio nel 1400 in uno scritto: "...Exemplum vero codicis Othoboniani Joannes Odo Covatus ad nonas martias MCCCCLXVIII raptim exaravit, ut ille in calce opusculi notavit...".
COVATO Covato è tipico di Modica nel ragusano e di Ispica, potrebbe derivare dal nome medioevale Covatus (vedi COVATI).
COVELLI
COVELLO
Covelli ha un ceppo nel bergamasco, uno tra romano e latinense, ma il nucleo è nell'area che comprende napoletano, salernitano, potentino, Puglia, cosentino, crotonese e catanzarese, Covello sembra tipico del cosentino e del palermitano, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica dell'aferesi di una variazione del nome Iacopo, modificato prima in Iacovo, poi in Covo, quindi in Covello.
COVER Originario della zona tra Treviso e Pordenone, potrebbe derivare da un soprannome originato da un vocabolo slavo kovec (mastro ferraio), oppure dal toponimo Covolo (TV).
COVERI Originario dell'area compresa tra Firenze e Forlì
COVI
COVO
Covi è tipico del Trentino, di Fondo, Trento, Bolzano e Sarnonico (TN), Covo è unico, dovrebbero derivare da un nome medioevale Covus non meglio identificato, ma è pure possibile una derivazione da un soprannome originato dal vocabolo dialettale covo, covi (covone, covoni di paglia o fieno), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Soncino nella seconda metà del 1500 con il Notaio Ottavio Covus.
COVIELLO Coviello è molto diffuso in Campania, potentino e barese, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome Covello (vedi COVELLI), ma l'ipotesi più probabile è una derivazione da un soprannome originato dal nome della maschera del teatro dialettale centromeridionale Coviello (servo astuto, ruffiano, cialtrone) personaggio che si trova anche nella commedia di Molière, il Borghese Gentiluomo.
COVINI
COVINO
Covini è tipico dell'area milanese e pavese, Covino è tipicamente campano, dell'area napoletano, avellinese soprattutto, questi cognomi dovrebbero derivare da ipocoristici dell'aferesi di nomi come Iacopo (vedi COVELLI).
COVIOLI Tipico bergamasco, dovrebbe essere originato da un soprannome discendente dal toponimo Covo (BG).
COVONI Originario fiorentino, dovrebbe derivare dal nome Iacopo.
COVRE Tipico della zona tra Conegliano (TV) e Sacile (PN).
COZZA
COZZI
COZZO
Cozza è tipico calabrese, del cosentino in particolare, Cozzi è diffuso a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare, Cozzo dovrebbe essere originario della provincia di Messina, dovrebbero derivare da modificazioni dell'aferesi contratta del nome Jacopo, ma è pure possibile che derivino da soprannomi originati dal fatto di essere il capostipite monco.
COZZOLINO Cozzolino è tipico campano, con un ceppo anche nel Lazio e nel cosentino, si tratta di una forma ipocoristica dell'aferesi  sincopata di nomi come Jacopo.
COZZULA Tipico del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo cozzula (focaccia).
COZZUOL Cozzuol, assolutamente rarissimo, parrebbe del trevigiano, potrebbe derivare da una forma dialettale aferetica contratta di un ipocoristico complesso del nome Iacopo, da Iacopuzzo, Iacopuzzuolo, Cozzuolo e quindi Cozzuol.
CRABA Tipico delle province di Oristano, zona di Zerfaliu (OR), Siapiccia e Villaurbana, e del sassarese, dintorni di Tula, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo craba (capra), ma è pure possibile che derivi da nomi di località come Sa Craba nel cagliaritano.
CRAIGHERO Specifico dell'alto udinese, zona di Ligosullo e Tolmezzo (UD), deriva dall'essere stati i capostipiti soldati mercenari, al seguito del colonnello Kreig, questi venivano chiamati all'epoca Kraighers.
CRAMARO Cramaro, molto molto raro è specifico dell'udinese.
integrazioni fornite da Pietro Bortolotti
Cramaro è un cognome tipico dell'alto Friuli: i cramàrs infatti erano coloro (soprattutto originari della Carnia), che  si recavano all'estero a svolgere il mestiere di venditori ambulanti. Il vocabolo cramars deriva dal tedesco kram, (merce, roba).
CRANCHI
CRANCO
Cranchi, tipicamente lombardo, è concentrato nell'area di Bellagio nel comasco, anche se presenta un ceppo, probabilmente secondario, a Sermide nel mantovano, Cranco è quasi unico, di etimologia oscura, si potrebbe assimilare al termine granchio o cancro, o forse al tedesco kranke (ammalato), ma senza alcun riferimento concreto.
CRAPANZANO Crapanzano è tipicamente siciliano, particolarmente concentrato nel trapanese, agrigentino, nisseno ed ennese, si dovrebbe trattare di un cognome originario della Catalogna, che vanta anche un casato nobile, un Palascino Crapanzano sarebbe arrivato in Sicilia dalla Spagna nella seconda metà del 1200 e si sarebbe posto al servizio di Re Manfredi di Sicilia, successivamente Guglielmo Crapanzano avrebbe esercitato potere feudale su Marsala.
CRAPULLI Crapulli, assolutamente rarissimo, parrebbe del materano, di Gorgoglione, Stigliano e Matera in particolare, dovrebbe derivare dal termine greco kraipale (gozzovigliare, darsi ai bagordi), forse a caratterizzare il comportamentio del capostipite.
CRASCI
CRAXI
Crasci, assolutamente rarissimo, è tipico della Sicilia settentrionale, Craxi, altrettanto raro, è più specifico di quella orientale, ed è una forma arcaica del precedente, dovrebbero derivare dal vocabolo greco κρασί (vino) ad intendere probabilmente che il capostipite di mestiere faceva il vinaio.
CRASTA
CRASTU
CRASTUS
Crasta è tipico del sassarese, di Berchidda in particolare, Crastu è quasi unico, mentre Crastus sembrerebbe specifico dell'iglesiente, di Sant'Antioco soprattutto.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CRASTA: abba (acqua) cràsta: è il liquido residuo della frangitura e spremitura delle olive. In centro Sardegna (Nuoro) lo chiamano, s’abba ‘e cràstu. Secondo lo studioso Massimo Pittau deriva dal latino castrum, inteso come pietra, sasso, granito. In riferimento alla macina o mola di pietra granitica. Questa ipotesi non convince il Wagner (M. L. Wagner D. E. S.), che opta per il vocabolo latino crassus = grasso, sporco, oleoso. Il nostro parere si discosta dall’uno e dall’altro. Sappiamo che i monaci bizantini, non solo importarono molti innesti di ulivi, ma introdussero in Sardegna tecniche avanzate per ottenere l’olio dalle olive e dai lentischi. Riteniamo che il termine cràsta sia arrivato con loro e derivi dal greco κλάω (clào) = frangere, spezzare, il cui aggettivo verbale è κλαστόσ (clastòs). È ben vero che la frantumazione avviene con la pietra (il granito), ma tra castrum  e clastòs passa una bella differenza! Non lo ritroviamo nelle carte antiche come cognome, ma esistono ancora i ruderi (in agro di Monti) del castello di Crasta, che però è la trascrizione con metatesi di Castra(vedi Castra o Castro). Attualmente il cognome Crasta,  è presente in 36 Comuni italiani, di cui 11/377 in Sardegna: Berchidda 62, Sassari 12, Cagliari 11, Nule 9, Olbia 6, Pattàda 6, etc. Nel Continente è Napoli ad avere il maggior numero con 49 Crasta, non di provenienza sarda, pertanto con etimologia e significato probabilmente diversi da quelli citati.
CRASTU: per significato ed etimologia vedi Crasta. Il cognome Crastu è attualmente presente in 3 Comuni d’Italia, di cui 2 in Sardegna: Ottana 3, San Giovanni Suergiu 3; e 1 nel Lazio a Roma, con 5 presenze.
CRASTUS: per etimologia e significato vedi Crasta. Attualmente è presente solo  in 3 Comuni della Sardegna: Sant’Antioco con 28, Cagliari con 5, Porto Torres con 3. Su Crastus facciamo una piccola osservazione: nel gioco delle monete, o, ad esempio, prima di una partita di calcio, per la scelta del campo, o del calcio iniziale si fa a “testa o croce” che in sardo si dice a gruxis o grastus (crastus, in alcuni paesi). Le monete medioevali (anche quelle sarde)solitamente avevano sul diritto i segni del casato che rappresentavano (ad esempio un castello – qui il termine deriverebbe da castra o castrum = castello, roccaforte – crastus o grastus) e sul rovescio la croce (gruxis). Vedi Castro.
CRAVERI
CRAVERO
Craveri è una forma dovuta probabilmente ad errori di trascrizioine del cognome Cravero che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di pastore di capre svolto dai capostipiti.
CREA
CRIA
Crea è un cognome tipico del reggino, Cria, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco crea (carne), forse ad indicare il mestiere di macellaio.
CREAZZI
CREAZZO
Creazzi è tipico di Avio (TN), Creazzo è specifico del vicentino di Vicenza e di Montecchio Maggiore, potrebbero derivare da nomi di località originate da termini dialettali derivati dal termine latino cretaceus (cretaceo, dove è presente in modo massiccio la creta) come ad esempio Creazzo (VI).
CREDA
CREDI
Creda, quasi unico, sembrerebbe emiliano, Credi, estremamente raro, è tipico del bolognese e di Montese nel modenese, dovrebbero derivare dal toponimo Creda (BO).
CREDO Credo rarissimo è napoletano, dovrebbe derivare da toponimi come Santa Maria del Credo (CS).
CREMA Tipico della zona che comprende Lombardia sudorientale e Veneto, presenta un ceppo anche in Molise, dovrebbe derivare dal toponimo Crema (CR).
CREMAGNANI Cremagnani è tipico milanese, possono esserci all'origine del cognome sia legami al toponimo Crema (CR) che al vocabolo dialettale magnan (stagnaio).
CREMASCHI
CREMASCO
Cremaschi è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il milanese, il bergamasco, il cremonese, il lodigiano ed il pavese, con un piccolo ceppo anche tra mantovano e modenese, Cremasco è specificatamente veneto, dell'area tra vicentino e trevisano, dovrebbero derivare o dall'etnico di Crema (cremasco) o da uno dei tanti toponimi contenenti la radice cremasco, il cremasco costituiva il confine dello Stato veneto prima con il Ducato e poi con lo Stato di Milano, quindi non deve stupire la presenza di cremaschi in Veneto, infatti la libera circolazione degli uomini era garantita nell'ambito della Serenissima Repubblica veneta.
CREMASCOLI Originario del lodigiano, deriva da un soprannome collegato al toponimo Crema (CR) o a quello di Monte Cremasco (CR).
CREMONA Molto diffuso in Lombardia ed Emilia, deriva dal toponimo omonimo.
CREMONESE
CREMONESI
CREMONIN
CREMONINI
CREMONINO
Cremonese ha un nucleo veneto e ceppi nel pescarese e nel basso Lazio, Cremonesi, probabilmente originario di Cremona, è diffusissimo in tutta la Lombardia, Cremonin, assolutamente rarissimo, è veneto, Cremonini sembra tipico emiliano, del modenese e bolognese soprattutto, Cremonino quasi scomparso, potrebbe essere del Italia nordoccidentale, derivano dal toponimo Cremona. Troviamo tracce di questa cognomizzazione a Padova nel 1600 con Cesare Cremonini che fino al 1631 insegnò filosofia aristotelica ad indirizzo averroistico, nel 1700 nel reggiano con il nobile casato dei Cremonini.
CRENNA Molto raro è tipico del varesotto, deriva dal toponimo Crenna di Gallarate (VA), della famiglia Crenna si hanno tracce nel varesotto già nel 1500.
CREPALDI
CREPALDO
Crepaldi è tipico di Lombardia, milanese e varesotto e Veneto, veneziano e rovigoto, Crepaldo sembrerebbe unico, dovrebbero derivare da una forma contratta del nome medioevale Garipaldus, di cui abbiamo un esempio nella Historia Langobardorum di Paolo Diacono: "...unde Garipaldus transiturus erat, evaginatum ensem sub amictu tenens, cum iuxta eum Garipald venisset, ut pertransiret, ipse, elevato amictu, toto adnisu eodem ense in cervice percussit caputque eius protinus amputavit....", ma potrebbe anche derivare da toponimi come Crepaldo (VE).
CRESCENZI
CRESCENZIO
CRESCENZO
Crescenzi ha un grosso nucleo a Roma, Frosinone e tra Lazio ed Abruzzo, un ceppo nel salernitano ed uno nel foggiano, Crescenzio ha due ceppi uno padovano ed uno brindisino, Crescenzo sembrerebbe specifico del salernitano, derivano dal nomen latino Crescentius di cui abbiamo un esempio in San Crescenzio martirizzato sotto Diocleziano.
CRESCI
CRESCINI
CRESCIO
CRESCITELLI
Cresci, non molto comune, sembra avere un ceppo in Toscana, nel fiorentino e nel massese ed uno in Basilicata, Crescini sembra tipico del bresciano, con un ceppo anche nel parmense, Crescio, molto raro, ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno, probabilmente secondario, nel sassarese, Crescitelli, molto raro, è specifico di Altavilla Irpina (AV), dovrebbero derivare dal nome medioevale Crescius di cui si hanno tracce ad esempio a Firenze nel V° secolo con un vescovo con questo nome; si ricorda il beato Crescio, terziario francescano, nato a Foligno nel 1243, o anche nel 1500 in una lettera leggiamo: "Nicolaus Crescius Florentinus monachus cisterciensis Antonio Lanfredino Florentino civi illustri salutem. Multa quidem sunt, Antoni Lanfredine, et in philosophia et in theologia, cum obscure dicta, tum ad cognoscendum difficilia....".  Esempio di questa cognomizzazione lo si ha a San MIniato (FI) nel 1480 con il vicario Andrea Cresci di Crescio.
CRESCIMANNI
CRESCIMANNO
CRISCIMANNI
CRISCIMANNO
Crescimanni, assolutamente rarissimo, parrebbe della Sicilia occidentale, Crescimanno, un poco meno raro, è di Palermo e del palermitano, Criscimanni ha un ceppo a Roma, Criscimanno, estremamente raro è siciliano, potrebbero derivare da una fusione del termine greco krasi (vino) con il termine medioevale di origine germanica manno (uomo) ed intendere che il mestiere del capostipite era quello di vinaio.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Molto opinabile l’interpretazione di G. Rohlfs 88 che suggerisce la derivazione dal toponimo Crescimanno in provincia di Agrigento (che non esiste) o, in forma dubitativa, dal napoletano criscemunno = crescimento (?).  Più probabile invece la derivazione germanica, originariamente forse Kressmann/Cressmann, sulla cui interpretazione vi sono diverse teorie: secondo una, il nome verrebbe dal termine Kresse, un tipo di pesce, secondo un’altra verrebbe dallo slavo e avrebbe la stessa origine del cognome polacco Karczmarz (oste). Anche il cognome Kretschmann viene dal temine slavo ‘kretscham’ = osteria.
CRESCIMBENE
CRESCIMBENI
Crescimbene è molto raro e sembrerebbe romano, Crescimbeni un pò più diffuso sembre avere più ceppi, nel bresciano, nel fiorentino, nel maceratino ed in provincia di Roma, dovrebbero derivare da un nome beneaugurale.  Tracce di questa cognomizzazione si hanno a Macerata nel XIII° secolo con il poeta Giovanni Battista Crescimbeni, personaggio illustre è stato anche Giovanni Mario Crescimbeni, letterato maceratese del 1600 autore della Historia della volgar poesia.
CRESPI Tipicamente milanese, diffusissimo a Busto Arsizio (VA), esiste un ceppo anche in provincia d'Imperia, deriva da soprannomi legati a toponimi quali Crespi d'Adda (BG), o a caratteristiche somatiche, quali il tipo di capelli.  Nel 1550 troviamo Pietro Antonio Crespi, nativo di Busto Arsizio, che venne ordinato sacerdote dall’Arcivescovo Carlo Borromeo e che divenne nel 1581 parroco di Morazzone (VA), nel 1585 fu eletto Prete Canonico nel Borgo di Busto Arsizio, sempre a Busto Arsizio (VA), nel 1600, troviamo un notaio di nome Francesco Crespi de Roberti, e un nobile avvocato Gabriele Crespi, pittore famoso, grande protagonista della pittura milanese, fu Daniele Crespi, detto il Raffaello Lombardo, nacque a Busto nel 1597 e morì di peste a Milano nel 1630. Fu uno dei maggiori artisti del ‘600 lombardo.
CRESPIATICO Originario della zona tra le provincie di Cremona e di Lodi, deriva da un soprannome derivato dal toponimo Crespiatica (LO).
CRESTA
CRESTE
CRESTI
CRESTO
Cresta ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno nel ternano ed uno nell'avellinese, Creste è quasi unico, Cresti è decisamente toscano, Cresto è tipico del torinese, si dovrebbe trattare di forme dialettali arcaiche del nome Christus.
CRETAIO Cretaio, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del ternano, dovrebbe derivare dal mestiere di estrattore di creta o argilla sia per usi edili che per scultura.
CRETI Creti sembrerebbe un cognome salentino, con un ceppo anche in Romagna ed in Toscana, che potrebbe derivare dal toponimo Creti di Budrio nel bolognese, e Creti di Cortona nell'aretino, o dalle Creti senesi, un ceppo a Roma ed a Milano, probabilmente secondari, al sud il cognome potrebbe derivare dal nome latino Cretheus o direttamente dal nome greco originario Κρηδεΰς ricordiamo con questo nome il mitologico nonno del famoso Giasone del vello d'oro, Creteo eroe tessalo, figlio di Eolo ed Enarete, fratello di Salmoneo ed Atamante, ma molto più probabilmente deriva dal nome di Creti (Creta), l'antico nome della città di Candia, l'attuale Ηράκλειο., probabile luogo d'origine del capostipite.
CREUSO Creuso è un cognome tipico del padovano, di Piove di Sacco, Battaglia Terme e Montegrotto Terme soprattutto, potrebbe derivare da Creusus, nome portato ad esempio da un re della Lidia nella seconda metà del VI° secolo avanti Cristo, molto più famosa è la forma femminile di questo nome Creusa, nome della moglie di Enea e madre di Ascanio.
CREVANI Crevani, molto molto raro, è tipico del basso vogherese, ai confini con il piacentino, zona di Zavattarello e Romagnese (PV), dovrebbe derivare da un nome di località individuato da una creva (crepa, fenditura nel terreno).
CRIALESI Due i ceppi uno in provincia d'Ancona, uno in provincia di Roma, potrebbe essere stato originato dal toponimo Crio (FE).
CRIBIO Molto raro è specifico del milanese, della zona di Rescaldina, potrebbe derivare da un soprannome originato da una storpiatura del nome di Cristo.
CRICCA Cricca ha quattro ceppi distinti, uno molto piccolo nel veronese a Mozzecane, uno a Carrara e Massa, uno nel ravennate a Lugo, Ravenna e Massa Lombarda e ad Imola nel bolognese, ed uno a Castelpagano nel beneventano, dovrebbe derivare dal nome, soprannome medioevale Cricha di cui abbiamo un esempio nel registro dei morti di peste nella bergamasca dell'anno 1512, dove tra l'altro si legge: "...La sorella del Cricha, fiola de Michel da Castion...".
CRIMI Crimi è decisamente siciliano, molto diffuso nel messinese e catanese e nel trapanese, dovrebbe derivare dal nome greco Klimis (Clemente), dove per un fenomeno di rotacismo la elle si è modificata in erre.
CRIPPA Cognome tipicamente lombardo ha una presenza significativa anche in Liguria, dovrebbe derivare da soprannomi legati al toponimo Crippa (CO).
integrazioni fornite da Andrea Balzarotti
Il cognome Crippa è un toponimo antichissimo, prelatino. Klapp/Krapp = roccia, sasso e lo si ritrova nel milanese ciapp, ciapèl cioè coccio, terracotta; nel cantone svizzero ticinese ciapa = sasso, roccia; nel friulano klapp e nel canavesano ciapera con il significato di luogo ciottoloso. Crippa è una frazione di Sirtori. Nell’elenco del 1377 delle casate nobili milanesi, più volte ricordato, si trova una famiglia de Creppa. Nell’elenco dei Nocevento dell’Aurea Repubblica Ambrosiana appare un solo de Creppa. Il cognome si è, dunque, diffuso più tardi in Brianza.
CRISA' Crisà è decisamente siciliano, del messinese, in particolare di Patti e Capo d`Orlando e di Palermo, con un ceppo anche nel crotonese a Petilia Policastro, potrebbero derivare dall'idronimo Chrysas, attualmente chiamato Del Dittaino, che è un fiume della Sicilia centrale, importante affluente del Simeto, e che si potrebbe ipotizzare come possibile luogo d'origine della famiglia, ma è pure possibile che derivino dal nome del dio neogreco Chrysas, che veniva venerato in Sicilia come dio dei buoni auspici, dio citato da Cicerone nelle Verrinae, e con il qual nome sarebbe stato chiamato il capostipite, secondo altri deriverebbe invece dal termine greco chrysòs (oro) ad intendere quindi un mestiere probabile di orefice.
CRISAFI
CRISAFIO
Crisafi è siciliano, del catanese e messinese in particolare, Crisafio, assolutamente rarissimo è ormai presente solo nel romano, in Toscana e nel nord milanese, ma il ceppo originario è molisano o calabrese, derivano dal nome greco Chrysophalos (Macarius Chrysophalus). Traccia di questa cognomizzazione la troviamo in Sicilia verso la seconda metà del 1300 con il messinese Calogero Crisafi, che nel 1398 divenne Barone di Comiso.
CRISAFULLI Crisafulli è tipico della Sicilia orientale, messinese e catanese, deriva dal nome greco Chrysophalos. (vedi Crisafi)
CRISALDI Assolutamente rarissimo sembrerebbe originario della zona di confine tra pavese e milanese, deriva dal nome longobardo Crisaldo o Crisoaldo.
CRISANTE
CRISANTI
CRISANTO
CRISANZIO
Crisante è specifico dell'area pescarese in Abruzzo, di Montesilvano e Pescara in particolare, ma anche di Cepagatti, Pianella e Spoltore, Crisanti sembra avere due zone d'origine, in Umbria e nell'alto Lazio e nel palermitano, Crisanto, molto raro, non si riesce ad individuarne una zona d'origine, Crisanzio, praticamente unico, è pugliese, dovrebbero tutti derivare dal nome greco Chrysantos, o dal suo corrispondente latino Chrisante, di cui abbiamo un ricordo nelle giaculatorie in latino: "...Sancte Sebastiane intercede pro eo Sancte Chrisante intercede pro eo Sancte Hermes intercede pro eo...", ricordiamo San Crisanto martire romano del terzo secolo, questo nome veniva usato ad esempio nel 1700 a Rodi Garganico (FG), dove troviamo un certo Crisanto Iacullo citato in una lapide votiva.
integrazioni fornite da Adriano Crisanti
Il cognome Crisanti probabilmente proviene dal greco Crisantos (crisos = dorato e antos = fiore). Si ritrova nel Trimalcione di Petronio, citando ai fratelli Crisantos.
CRISCI Probabilmente originario delle provincie di Napoli e Caserta, dovrebbe derivare dal cognomen latino Criscius o Crixsius, nel 1200 ad Amalfi troviamo un Criscius Amalfitanus magister procurator, ad Afragola, in una sentenza del 1271 è citato in qualità di coimputato un Criscius de Presbitero.
CRISCIONE Cognome siciliano, con un nucleo in provincia di Ragusa e Catania, forse con un ceppo anche in provincia di Caserta, potrebbe derivare da un soprannome originato da una modificazione dialettale del vocabolo crescione (tipo di pianta), ma è pure possibile una derivazione dal cognomen latino Criscius. (vedi Crisci)
CRISCONIO Crisconio, assolutamente rartissimo è proprio del salernitano, dovrebbe derivare dal nome latino Crisconius di cui abbiamo un esempio nell'anno 435: "...Nam Crisconius Villaregiensis episcopus, plebe sua derelicta, Tuburniensem invasit ecclesiam, et usque hodie commonitus, secundum quod statutum fuerat relinquere eandem quam invaserat plebem contempsit adversus statuta quae pronuntiata fuerant....".
CRISCUOLO Di origine campana, probabilmente dell'areale tra Napoli e Salerno, già nel 1500 un pittore originario di Gaeta portava questo cognome.
CRISONA' Crisonà, quasi unico, sembrerebbe calabrese, potrebbe derivare dal nome greco Crisone, nome di un maratoneta che disputò molte olimpiadi tra il quinto ed il quarto secolo prima di Cristo, ma potrebbe anche semplicemente derivare da un soprannome originato dalla contrazione e modificazione del vocabolo greco chrysafenios (dorato), forse ad indicare il mestiere di orafo svolto dal capostipite.
CRISOSTOMI
CRISOSTOMO
Crisostomi ha un ceppo principale a Terni con derivazioni nel Lazio, Crisostomo, molto molto raro, sembrerebbe specifico di Tricase (LE), deriva dal nome Crisostomo derivato dal latino di origine bizantina Chrysostomus (originariamente un soprannome che significava bocca d'oro), ricordiamo San Giovanni Crisostomo  (345 ca.-407): "...Unum itaque dicens, omnia declaravit; at vero Matthaeus et Marcus et vestitu et cinctu et cibo prophetam declarare voluerunt. Chrysostomus. Verbum autem Dei hic mandatum esse dicitur....".
CRISPI
CRISPINI
CRISPINO
CRISPO
Crispi diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud ha un ceppo importante in Sicilia nel catanese, Crispini rarissimo sembrerebbe umbro, Crispino diffuso in tutto il sud ha un ceppo nel napoletano e casertano, uno nel cosentino ed uno nel catanese, Crispo ha un ceppo in Campania ed uno in Calabria, derivano tutti dal cognomen latino Crispus o dal suo diminutivo Crispinus, questo nome è citato ad esempio da Svetonio: "...Passienus Crispus, municeps Viselliensis, tirocinio suo in senatu ita coepit:..." storico latino vissuto nel I° e II° secolo d.C., mentre il secondo viene ricordato dal Console romano dal 354 al 351 a.C. Titus Quinctius Poenus Capitolinus Crispinus.
integrazioni fornite da Maurizio Crispini
Ho fatto delle ricerche genealogiche: il mio ceppo risiede dal 1450/1500 nelle Marche in provincia di Macerata; penso che il ceppo umbro maggiormente localizzato a Spoleto derivi dal nostro ma ovviamente non c'è sicurezza per scarsità d'informazioni.
CRISTALDI Cognome siciliano, tipico del catanese, con un ceppo secondario tra brindisino e leccese, forse ha un ceppo anche nella Calabria settentrionale, deriva dal nome longobardo Cristaldo. Troviamo verso la fine del 1400 nel brindisino un Cristaldo Panza, tra i notabili della marca brindisina. La cognomizzazione di questo nome è già riscontrabile nel 1500, a Lecce troviamo una Caterina Castaldo, di probabile origini siciliane.
CRISTALLI
CRISTALLINI
CRISTALLINO
CRISTALLO
Cristalli ha un ceppo a Piacenza e nel piacentino, uno nel marchigiano a Cerreto d`Esi (AN) ed uno pugliese a San Severo (FG), Cristallini ha un ceppo a Perugia ed uno a Roma, Cristallino, molto molto raro, parrebbe campano, Cristallo è tipico della zona tra Altamura (BA) e Matera, con un ceppo anche a Barletta (BA), dovrebbero tutti derivare dal nome tardo medioevale Crystallus o Cristallo, simbolo di purezza e di bellezza.
CRISTANI
CRISTANO
Cristani oltre al nucleo veronese ha un ceppo anche nel mantovano e nel bresciano, Cristano è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome medioevale Christanus di cui abbiamo un esempio nell'anno 1183: "Anno dominicae incarnationis MCLXXXIII Christanus, archiepiscopus Moguntinus, moritur in transalpinis partibus, preliator, sicut dicunt, opinatissimus, qui uicem gesserat plenam imperatoris siue in expedicionibus, siue in omnibus regni negociis...".
CRISTIANI
CRISTIANO
Cristiani sembra avere un ceppo nel bolognese, uno nel sud milanese e pavese ed uno nel Lazio, Cristiano, specifico meridionale, con un importante nucleo nel napoletano, derivano dal nome Cristianus, in uso presso i Franchi già ai tempi di Carlo Magno, si cita a titolo di esempio: "...Eo tempore erat quidam de Lothariis nomine Cristianus, qui videns regi cuncta prospere procedere, quaesivit,..."; riferendosi ad avvenimenti del 1165, leggiamo: "...Cristianus cancellarius et comes Gonzolinus ceperunt Maritimam et Campaniam, praeter Anagniam quam devastaverunt..."
CRISTINA
CRISTINI
CRISTINO
Cristina ha un ceppo tra varesotto e verbanese ed uno in Sicilia tra messinese e palermitano, Cristini ha un ceppo nella Lombardia orientale, soprattutto nel bresciano e nel vicino veronese ed un ceppo nel Lazio centromeridionale, soprattutto nel romano e nel frusinate, Cristino invece sembra specifico dell'avellinese, del foggiano e del barese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Christinus di cui abbiamo un esempio in questo testo del 1291: "..super cameram sitam super operatorium domus quondam Christini barbitonsoris predicti..".
CRISTOFALO
CRISTOFOLETTI
CRISTOFOLETTO
CRISTOFOLI
CRISTOFOLINI
CRISTOFOLO
Cristofalo ha ceppi al sud, nel palermitano, nel cosentino, catanzarese e crotonese, nel tarentino e nel Salento, Cristofoletti ha un ceppo nel Trentino ed uno nel bresciano, presenta un ceppo anche nel varesotto a Venegono Superiore, Cristofoletto, molto molto raro, parrebbe del trevisano, di Monastier di Treviso in particolare, Cristofoli ha un ceppo nel veronese ed uno nel veneziano, trevigiano e nel Friuli, Cristofolini ha un ceppo trentino a Trento, Fornace e Pergine Valsugana, con presenze, probabilmente secondarie, nel bresciano, Cristofolo, assolutamente rarissimo, è trevigiano, derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome bizantino Christophalus o Christopholus, forme arcaiche per Cristoforo.
CRISTOFANI
CRISTOFANO
Cristofani è specifico dell'Italia centrale, sembrerebbe avere più ceppi, nel Lazio, in Romagna e nel lucchese, Cristofano, decisamente più raro, sembra tipico del Molise ai confini con la Campania, dovrebbero derivare dal nome beneaugurale Christhophanus. L'uso della forma volgare di questo nome è già in auge a Pisa nei primi anni del 1400, dove Cristofano di Gherardo di Dino, maestro d'abaco, scrive nel 1446 la sua Pratica geometriae : "...Qui incomincia la pratica della geometria di M.o Lunardo Pisano ...". Il cognome Cristofani era già in uso nel 1500, quando a Lucca operava il notaio Nicolao Cristofani i cui registri sono conservati nell'archivio di Stato di Lucca.
CRISTOFARI
CRISTOFARO
CRISTOFERI
CRISTOFERO
CRISTOFORI
Cristofari ha un nucleo importante nel Lazio ed un ceppo non secondario nel vicentino, Cristofaro è tipico del sud, Cristoferi, molto raro, ha un ceppo nel ravennate ed uno nel vicentino, Cristofero è praticamente unico e probabilmente si tratta di un errore di trascrizione di Cristofaro, Cristofori ha un nucleo emiliano tra bolognese e ferrarese ed uno nel viterbese, derivano tutti dal nome bizantino Christopharus o Christophorus vedi ad esempio il famosissimo Christophorus Colombus, le forme con il Di- stanno ad indicare le famiglie di figli di un Christophorus o Christopharus.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Vicenza con il testamento Castellini Cristofaro, datato 16 giugno 1502, a Canelli (AT) nel 1600: "...don Antonio Cristofari curato, et parocho di San Marciano alli molto magnifici signori Consiglieri della Cità di Canelli...".
CRIVELLARI
CRIVELLARO
CRIVELLI
CRIVELLO
Crivellari e Crivellaro sono del nord, Crivelli è specificatamente lombardo, Crivello è specifico invece del palermitano soprattutto e del trapanese, questi cognomi potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo dialettale antico crivell (stampo per dar forma ai cappelli) e potrebbero far quindi riferimento al mestiere di cappellaio, come potrebbero essere legati al vocabolo crivello (setaccio) ed essere quindi  indicatori del mestiere di mugnaio svolto dal capostipite.
integrazioni fornite da Andrea Balzarotti
Il cognome Crivelli si potrebbe far risalire ai crivelli cioè ai setacci: fabbricanti dunque. Il più antico rappresentante sinora ritrovato è un Pietro fu Arderico “qui dicitur Cribello” che appare in una pergamena milanese del 1086. Abbiamo poi Uberto Crivelli, vescovo di Vercelli, arcivescovo di Milano nel 1186 e poi papa col nome di Urbano III. Tra i cavalieri lombardi che aiutarono il comune di Alba in guerra nel 1229 c’è Petrus Crivellus qui habitat in loco Parabiago.  Fra i prigionieri della battaglia di Cortenova (1237), fatti da Ferico II e mandati nel regno di Napoli, compaiono ben sette Crivelli. Nel giuramento di fedeltà prestato dai Milanesi alla Santa Sede, nel 1266, vi sono otto Crivelli. Nell’elenco delle schiatte nobili milanesi  del 1377 sono rappresentati ben quattro rami della famiglia: de Cribellis, de Cribelli de Parabiago, de Cribellis de Uboldo, de Cribellis de Narviano. Sono presenti nel Consiglio dei Novecento dell’Aurea Repubblica Ambrosiana (1447) in dodici. Saranno poi presenti presso la corte sforzesca: nel 1497 Ludovico Sforza dona il feudo di Nesso e la sua pieve all’amante Lucrezia Crivelli; sono inoltre elencati in otto tra i 41 a cui Luigi XII, re di Francia, confisca i beni il 25 agosto 1500. Sono iscritti nella Matricola dei Mercanti di lana di Milano in venti tra il Trecento ed il Cinquecento.Il Casanova, nel suo Dizionario Feudale, riporta: 1647, il feudo di Rancate, Ponte d’Albiate, Calò, Rosnigo; Briosco ecc., è concesso a Tiberio Crivelli; 1655: il feudo d’Agliate è concesso a Flaminio Crivelli col titolo di marchese; 1655: il feudo di Verano con Robbiano è concesso al marchese Flaminio Crivelli; 1669: il feudo di Nerviano è concesso al capitano Prospero Crivelli; 1676: il feudo di Varedo con Masciago è concesso al giureconsulto collegiato questore marchese Flaminio Crivelli; 1677 il feudo della corte di Casale con Canzo, Caslino, Castelmarte, Proserpio, Longone, ecc: è concesso al marchese Flaminio Crivelli; 1683: il feudo di Carugate è concesso al marchese questore Flaminio Crivelli; 1691: il feudo di Lambrugo è concesso al marchese Enea Crivelli; 1691: il feudo di Castellanza è concesso al giureconsulto collegiato Giovanni Crivelli; 1717: diploma dell’imperatore Carlo VI per la concessione del feudo d’Ossolaro (Cremona) al conte Giuseppe Angelo Crivelli; 1755: diploma dell’imperatrice Maria Teresa per la concessione del feudo di Luino e Quattro Valli col titolo di conte al conte Antonio Crivelli.”
CRIVELLER Criveller, tipico del trevigiano, di Casale sul Sile e Treviso, ha un piccolo ceppo anche nel latinense, frutto dell'emigrazione forzata in epoca fascista in occasione della bonifica delle Paludi Pontine, dovrebbe derivare dal termine dialettale per chi usa il setaccio, probabilmente dovuto al fatto che il capostipite prestava servizio presso un mugnaio.  Tracce molto antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel 1245 quando in un processo per eresia troviamo citato come teste un certo Guillelmus Criveller.
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