COTA
COTE
COTI |
Cota sembrerebbe pugliese, con un ceppo nel foggiano a San Severo e Mattinata,
ed uno piccolo nel leccese a Lecce e Taviano, Cote è quasi unico,
Coti ha un ceppo a Casarano nel leccese ed uno molto piccolo, forse secondario
a Morengo nel bergamasco ed a Crema nel cremonese, potrebbero derivare
da un soprannome originato dal termine albanese arcaico kota
(cosa da poco, inutile), troviamo anche
rare presenze nel sondriese, dove l'origine potrebbe essere dal vocabolo
dialettale cota (pietra
per affilare), forse ad indicare che il capostipite facesse
di mestiere il contadino, spesso visto con in mano la pietra per affilare
la falce. |
COTELLA
COTELLI
COTELLO |
Cotella è tipico di Genova e Campomorone (GE), con ceppi, probabilmente
secondari, anche nel torinese, Cotelli è specifico del bresciano,
di Gardone Val Trompia, Brescia, Bagnolo Mella, Sarezzo e Corzano, Cotello,
quasi unico e probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
potrebbero derivare da un soprannome originato da un ipocoristico del termine
cote (pietra
usata per affilare lame) forse dovuto ad un caratteristico modo
di affilare la falce, probabilmente denotando un'origine contadina. |
COTICA
COTTICA
CUTICA
CUTTICA |
Cotica, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo nel milanese ed
uno tra anconetano e maceratese, Cottica, solo leggermente meno raro, ha
un ceppo tra milanese e cremonese, ed uno a Verbania, Cutica è quasi
unico e sicuramente piemontese, Cuttica, il più diffuso di questi
cognomi, tipicamente piemontese, ha un ceppo nell'alessandrino ad Alessandria
e Quargnento, a Torino ed a Genova, dovrebbero derivare da soprannomi originati
dal termine dialettale codega o cuttega,
che significano sia cotenna del maiale
che sona superficiale di un prato erboso, dove l'erba forma zolle
compatte trattenute dalle radici dell'erba. Troviamo tracce
di queste cognominizzazioni nella seconda metà del 1500 a Milano,
dove opera il notaio Gian Giacomo Cottica e a Cassago Brianza con una certa
Clemenza Cottica, citata come beneficiaria in un testamento del 1608 e,
sempre a Bologna nel 1645 troviamo Rettore il milanese Giovannandrea Cottica:
"Die 14 septembris 1645. Admodum Rev. Pater D. Andreas
Cotica Rector huius domus advenit, suffectus
loco". |
| COTIGNOLA
|
Estremamente raro, parrebbe originario
della Campania, dovrebbe derivare da un soprannome legato alle mele cotogne,
più difficile la derivazione dal toponimo Cotignola (RA).
Personaggio degno di nota del 1400 è il Capitano di ventura
Micheletto Cotignola (o da Cotignola) |
COTOGNI
COTOGNO
COTUGNO |
Cotogni ha un ceppo romano, Cotogno, molto raro, ha un ceppo ad Anzio,
Cotugno è tipicamente meridionale, con ceppi importanti tra iserniese,
casertano, beneventano e napoletano e foggiano in particolare, con presenze
comunque significative anche nel barese, tarentino e materano ed un ceppo
tra reggino e messinese, dovrebbero derivare da nomi di località
o dalla presenza di piante di mele cotogne nelle vicinanze dell'abitazione
dei capostipiti, ma non si può escludere in alcuni casi una derivazione
da soprannomi originati dal termine arabo qutun
(cotone), forse perchè il mestiere
dei capostipiti avesse in qualche modo connessioni con quella fibra tessile,
Cotugno in molti casi è di origini spagnole, derivando dal cognome
Cotuņo tipico dell'area di Toledo. |
| COTRONA
|
Cotrona tipico del reggino, dovrebbe derivare da Cotrona,
il nome latino della città di Crotone, come possiamo leggere nella
Historia Romana di Paolo Diacono: "...Quinto
Gulone Favio Pictore consulibus Picentes bellum commovere et ab insequentibus
consulibus Publio Sempronio, Appio Claudio victi sunt; et de his triumphatum
est. Conditae a Romanis civitates Ariminus in Gallia et Beneventum in Samnio.
Tunc etiam a Romanis Cotrona
invaditur. Eo tempore pluribus locis e fontibus cruor fluxit et de nubibus
in specie pluviae lac descendit. ..". |
COTRONEI
COTRONEO |
Entrambi tipici del reggino, dovrebbero derivare dal toponimo Cotronei
nel crotonese, o dall'etnico arcaico di Crotone (vedi Cotrona). |
COTRUFFO
COTRUFO |
Cotruffo, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Cotrufo, che ha un ceppo a Napoli, uno molto piccolo a Matera ed uno
in Puglia a Manfredonia nel foggiano e ad Acquaviva delle Fonti e Bari
nel barese, e che dovrebbe derivare da un nome o soprannome grecanico basato
su di un'alterazione del termine greco antico κόττυφος
kottyfos (merlo). |
| COTTA
|
Ha un ceppo nella provincia di Imperia ed uno nel comasco, dovrebbe derivare
dal cognomen latino Cotta, portato ad esempio da Aurelio Cotta Console
del I° secolo avanti Cristo: "...Aurelius
Cotta consul, cum ad opus equites necessitate
cogente iussisset accedere eorumque pars detractasset imperium, questus
apud censores effecit, ut notarentur; a patribus deinde obtinuit..."
integrazioni fornite da Giancarlo
Mainardi
il cognome Cotta Ramusino trae origine intorno al 1600 da due insediamenti
originari dell'area della Lomellina nel pavese, entrambi di cognome Cotta
e fra loro imparentati. Gli appartenenti all'uno dei rami erano di
carattere rissoso, intollerante, i componenti del secondo ramo erano invece
di carattere pacifico, mite e tranquillo. Per distinguersi dal primo ramo
nella comunità rurale, i componenti del secondo ramo adottarono
il simbolo di un ramo d'ulivo, (nel dialetto di Lomellina ramoscello si
dice ramusin) simbolo di pace, e con tale simbolo marchiarono gli attrezzi
agricoli, le botti, i carri e quant'altro. Il simbolo divenne poi cognome
allorché i capi famiglia fecero battezzare i nuovi nati con il distinguo:
Cotta Ramusino. Tradizione orale dalla Lomellina, 1970 circa, e Dizionario
Pavese-Italiano. |
COTTI
COTTINI |
Cotti dovrebbe essere bolognese, ma con un ceppo anche nel bresciano ed
uno nel parmense, Cottini ha un ceppo nel verbanese, uno nel bergamasco,
uno nel veronese ed uno tra urbinate, Umbria, aretino e senese, potrebbero
derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dalla contrazione di una
variazione del nome Menico. |
| COTTITTO
|
Cottitto è tipicamente siciliano, di Palma di Montichiaro nell'agrigentino,
dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato su di un'alterazione del termine greco antico
κόττυφος kottyfos (merlo). |
COTTONE
COTTONI |
Cottone è tipicamente siciliano, molto diffuso in particolare a
Palermo, Balestrate (PA ) e Villabate (PA), ad Alcamo (TP), ad Adrano (CT)
e nell'agrigentino a Sciacca, Caltabellotta e Realmonte, Cottoni è
assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
vocabolo dialettale cuttuni (cotone),
forse ad indicare il mestiere del capostipite. |
| COTTU
|
Cottu, decisamente sardo, è tipico del nuorese, di Ollolai in particolare
e di Nuoro e Gavoi, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale nuorese
basato sul termine cottu, che significa
sia cotto, che maturo
e abbronzato, forse una caratteristica
del capostipite. |
COTTURA
COTURA |
Cottura è tipicamente piemontese, Cotura è quasi unico, dovrebbero
derivare dall'italianizzazione dei cognomi francesi Cottour o Cotour, che
dovrebbero derivare dalla toponomastica, probabilmente brettone. |
| COUTANDIN
|
Abbastanza raro, sembrerebbe tipico della zona di Perosa Argentina (TO),
dovrebbe essere di origini occitane e deriverebbe dal mestiere di guardiano
dei campi coutaudier in antico provenzale. |
| COTZA
|
Specifico del cagliaritano dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo còtza (mitile,
cozza, ma anche
cuneo).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
COTZA; COZZA: all'origine era senz'altro Cotza,
e quindi Cozza risulta come errore
di trascrizione anagrafica. L'etimo ed il significato del termine lasciano
spazi aperti, per il fatto che codza, cozza, cotza,
cotssa, hanno diversi significati e quindi origini diverse,
a secondo delle varie aree linguistiche della Sardegna. Esempio còtza
in campidanese può significare cuneo, cavicchia,
bietta dell'aratro, che in logudorese è detto còtta
o còndzu. Sa
marra est scotzàda (iscondzàda - log.) = la
zappa ha perso il cuneo. Su pippiu
tenit su bratzu sconciàu (iscontzàu, iscottàu)
= il bambino ha il braccio slogato.
Quindi accotzai significa mettere
il cuneo o anche sostenere.
In senso figurato, raccomandare. Da
accotzai deriva anche cotzìna,
che è l'insieme delle radici di un albero.
Cotzìna in senso figurato significa
uomo balordo e stupido. Cotza
in campidanese è la crocchia
o acconciatura dei capelli delle donne; crocchia deriva dal latino cordulare,
mettere in tondo: un crocchio di persone = un gruppo di persone disposte
in cerchio. Sa cotza o codza
in log. colla in campid.
È lo scroto o borsa dei maschi,
da cui deriva cotzùdu (log.),
collùdu (camp.) = non
castrato; e quindi codzòne
in log. callòni in camp., ma
nel significato di testicolo. Abbiamo
in altre parti chiarito che il termine dispregiativo sardo calloni, non
significa testicolo, bensì uomo da poco, facchino, portaborse e
deriva dal latino calonis = garzone, servo, sguattero, scudiero. Infine
is cozzas, sono le cozze di mare, cioè i mitili, che tutti conosciamo.
I cognomi Cotza e Cozza non sono presenti nelle carte antiche da noi esaminate.
Attualmente Cotza è presente in 136 Comuni italiani, di cui 56 in
Sardegna: Cagliari 100, Villasalto 71, Uras 36, etc. Cozza è presente
in 382 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Cagliari 10, Mandas 5, Maracalagonis
3. Ribadiamo: è nostra convinzione che il cognome Cozza in Sardegna
derivi dall'errata trascrizione anagrafica di Cotza. Cozza (chiaramente
col significato di mitilo), è diffuso in tutta la penisola, con
ceppi consistenti in Calabria, in Veneto, in Lombardia, in Piemonte etc. |
| COVA
|
Cova è tipico di Milano e del milanese, con un ceppo anche a Varese,
uno nel Trentino ed uno nel ferrarese, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo lombardo cova,
coa (coda). |
| COVATI
|
Covati è tipico del piacentino di Coli e Piacenza, parrebbe di origini
bresciane, dovrebbero derivare dal nome medioevale Covatus
di cui abbiamo un esempio in una Carta donationis
del 1200 a Milano: "...Signum + manuum Medii superstantis
ecclesie Sancte Tegle et Covati Cadenarii
et Guaschi Maistri qui dicitur de Senago, testium. ...", in epoca
medioevale i Covati sarebbero stati Signori dell'area che attualmente si
chiama Castelcovati nel bresciano, tracce di questa cognominizzazione le
troviamo ad esempio nel 1400 in uno scritto: "...Exemplum
vero codicis Othoboniani Joannes Odo Covatus
ad nonas martias MCCCCLXVIII raptim exaravit, ut ille in calce opusculi
notavit...". |
| COVATO
|
Covato è tipico di Modica nel ragusano e di Ispica, potrebbe derivare
dal nome medioevale Covatus (vedi
COVATI). |
COVELLI
COVELLO |
Covelli ha un ceppo nel bergamasco, uno tra romano e latinense, ma il nucleo
è nell'area che comprende napoletano, salernitano, potentino, Puglia,
cosentino, crotonese e catanzarese, Covello sembra tipico del cosentino
e del palermitano, dovrebbero derivare da una forma ipocoristica dell'aferesi
di una variazione del nome Iacopo,
modificato prima in Iacovo, poi in
Covo, quindi in Covello.
ipotesi fornita da Filippo Covelli
molti dei Covelli del ceppo bergamasco, come quelli del paese di Songavazzo,
e comuni limitrofi prendono il loro cognome dal paese di Covo, a est della
provincia di Bergamo. Il paese viene spesso nominato Covello ancora oggi. |
| COVER
|
Originario della zona tra Treviso
e Pordenone, potrebbe derivare da un soprannome originato da un vocabolo
slavo kovec (mastro ferraio), oppure dal toponimo Covolo (TV). |
| COVERI
|
Originario dell'area compresa tra
Firenze e Forlì |
COVI
COVO |
Covi è tipico del Trentino, di Fondo, Trento, Bolzano e Sarnonico
(TN), Covo è unico, dovrebbero derivare da un nome medioevale Covus
non meglio identificato, ma è pure possibile una derivazione da
un soprannome originato dal vocabolo dialettale covo,
covi (covone, covoni di paglia o fieno),
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Soncino nella seconda
metà del 1500 con il Notaio Ottavio Covus. |
| COVIELLO
|
Coviello è molto diffuso in Campania, potentino e barese, potrebbe
derivare da una modificazione dialettale del nome Covello
(vedi COVELLI), ma l'ipotesi più probabile
è una derivazione da un soprannome originato dal nome della maschera
del teatro dialettale centromeridionale Coviello
(servo astuto, ruffiano, cialtrone)
personaggio che si trova anche nella commedia di Molière, il
Borghese Gentiluomo. |
COVINI
COVINO |
Covini è tipico dell'area milanese e pavese, Covino è tipicamente
campano, dell'area napoletano, avellinese soprattutto, questi cognomi dovrebbero
derivare da ipocoristici dell'aferesi di nomi come Iacopo
(vedi COVELLI). |
| COVIOLI
|
Tipico bergamasco, dovrebbe essere
originato da un soprannome discendente dal toponimo Covo (BG). |
| COVONI
|
Originario fiorentino, dovrebbe
derivare dal nome Iacopo. |
| COVRE
|
Tipico della zona tra Conegliano nel trevisano e Sacile nel pordenonese.
integrazioni fornite da Damiana
Covre
il cognome deriva dal latino cuprum
(rame) con lenimento e spirantizzazione
della consonante. Da notare lo spagnolo cobre
e il portoghese covre che significano
appunto rame. |
COX
COXE |
Entrambi probabilmente di origini francesi, Cox è presente in particolare
a Roma, Coxe, estremamente raro, è del cuneese e savonese, dovrebbero
derivare dal cognome francese Cox,
a sua volta derivato da un soprannome, che sembrerebbe volesse significare
fanfarone, ma anche seduttore. |
COZZA
COZZI
COZZO |
Cozza è tipico calabrese, del cosentino in particolare, Cozzi è
diffuso a macchia di leopardo in tutta l'Italia peninsulare, Cozzo dovrebbe
essere originario della provincia di Messina, dovrebbero derivare da modificazioni
dell'aferesi contratta del nome Jacopo, ma è pure possibile che
derivino da soprannomi originati dal fatto di essere il capostipite monco. |
| COZZAGLIO
|
Cozzaglio è specifico del bresciano, di Tremosine in particolare,
dovrebbe derivare da un nome di località non meglio identificabile. |
| COZZOLINO
|
Cozzolino è tipico campano, con un ceppo anche nel Lazio e
nel cosentino, si tratta di una forma ipocoristica dell'aferesi sincopata
di nomi come Jacopo. |
COZZUBBO
CUZZUBBO |
Cozzubbo è tipicamente siciliano, di Giarre e Paternò nel
catanese, Cuzzubbo, quasi unico, ha qualche presenza nel napoletano e nell'area
messinese e catanese, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale cuzzùpu, che significa
sia paniere largo e privo di manici,
sia, come estensione, ragazzotto piccolo di statura,
e forse questa potrebbe essere l'origine del soprannome riferito ad un
capostipite molto basso. |
| COZZULA
|
Tipico del sassarese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
vocabolo sardo cozzula (focaccia). |
| COZZUOL
|
Cozzuol, assolutamente rarissimo, parrebbe del trevigiano, potrebbe derivare
da una forma dialettale aferetica contratta di un ipocoristico complesso
del nome Iacopo, da Iacopuzzo, Iacopuzzuolo, Cozzuolo e quindi Cozzuol. |
CRABA
CRABU |
Craba è tipico delle province di Oristano, zona di Zerfaliu (OR),
Siapiccia e Villaurbana, e del sassarese, dintorni di Tula, Crabu, sempre
sardo, è specifico più del cagliaritano, di Cagliari, Mandas
ed Isili, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo
craba (capra),
ma è pure possibile che in qualche caso derivino da nomi di località
come Sa Craba nel cagliaritano. (vedi anche CABRAS) |
CRACCHI
CRACCO
GRACCHI
GRACCO |
Cracchi, molto raro, è bolognese, Cracco è tipicamente veneto,
del veronese e vicentino, soprattutto di Valdagno nel vicentino, ma anche
di Cornedo Vicentino, Arzignano, Vicenza, Brendola, Chiampo, Trissino,
Brogliano, Altissimo e Sovizzo sempre nel vicentino e di Verona, Vestenanova,
San Martino Buonalbergo e Tregnago nel veronese, Gracchi, assolutamente
rarissimo, è presente qua e là nell'Italia settentrionale,
Gracco, leggermente meno raro, sembrerebbe avere un piccolo ceppo in Friuli
ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare dal cognomen latino Cracchus
o Gracchus, di cui abbiamo svariati
esempi, uno dei quali è questo: ".. Tiberius
Cracchus cum
comitia consularia habuisset, dicerentque Etrusci augures rem in augurio
experti vitio Coss. creatos fuisse, Gracchusque
ut ineptos et insanos Etruscos incesseret, abiens in provinciam Senatui
rescripsit, veridicos, non autem insanos Etruscos esse. ..". |
| CRACO'
|
Cracò è tipicamente siciliano, specifico di San Fratello
nel messinese, con un piccolo ceppo anche nell'agrigentino a Sciacca, dovrebbe
derivare da un soprannome basato sul termine dialettale siciliano cracò
originato da un'alterazione del vocabolo grecanico calcòs
(fabbro), stando così probabilmente
ad indicare quale fosse stata la professione dei capostipiti. |
| CRAIGHERO
|
Specifico dell'alto udinese, zona di Ligosullo e
Tolmezzo (UD), deriva dall'essere stati i capostipiti soldati mercenari,
al seguito del colonnello Kreig, questi venivano chiamati all'epoca Kraighers. |
| CRAMARO
|
Cramaro, molto molto raro è specifico dell'udinese.
integrazioni fornite da Pietro
Bortolotti
Cramaro è un cognome tipico dell'alto Friuli: i cramàrs
infatti erano coloro (soprattutto originari della Carnia), che si
recavano all'estero a svolgere il mestiere di venditori ambulanti. Il vocabolo
cramars deriva dal tedesco kram,
(merce, roba). |
CRAMER
CRAMERI
CRAMERO
CRAMEROTTI
KRAMER |
Cramer ha varie presenze sparse qua e là in Lombardia, basso Trentino,
Veneto, udinese ed a Trieste, Crameri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe
della Lombardia nordorientale, Cramero è unico, Cramerotti ha un
ceppo trentino ad Aldeno e Trento ed uno ad Aprilia nel latinense, probabilmente
conseguenza dell'emigrazione triveneta in occasione della bonifica Pontina,
Kramer ha varie presenze sparse qua e là in tutta l'Italia settentrionale,
dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal
termine germanico kramer (merciao,
bottegaio, mercivendolo), probabilmente a sottolineare l'attività
dei capostipiti. |
CRANCHI
CRANCO |
Cranchi, tipicamente lombardo, è concentrato nell'area di Bellagio
nel comasco, anche se presenta un ceppo, probabilmente secondario, a Sermide
nel mantovano, Cranco è quasi unico, di etimologia oscura, si potrebbe
assimilare al termine granchio o cancro, o forse al tedesco kranke (ammalato),
ma senza alcun riferimento concreto. |
| CRAPANZANO
|
Crapanzano è tipicamente siciliano, particolarmente concentrato
nel trapanese, agrigentino, nisseno ed ennese, si dovrebbe trattare di
un cognome originario della Catalogna, che vanta anche un casato nobile,
un Palascino Crapanzano sarebbe arrivato in Sicilia dalla Spagna nella
seconda metà del 1200 e si sarebbe posto al servizio di Re Manfredi
di Sicilia, successivamente Guglielmo Crapanzano avrebbe esercitato potere
feudale su Marsala.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Crapanzano è cognome calabrese e siciliano che viene dal toponimo
Carpanzano in provincia di Cosenza. |
| CRAPULLI
|
Crapulli, assolutamente rarissimo, parrebbe del materano, di Gorgoglione,
Stigliano e Matera in particolare, dovrebbe derivare dal termine greco
kraipale (gozzovigliare,
darsi ai bagordi), forse a caratterizzare il comportamentio
del capostipite.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Crapulli è un cognome lucano che significa 'capretto.
Fonte: G. Rohlfs, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, 1985. |
CRASCI
CRASCI'
CRAXI |
Crascì, molto raro, è di Tortorici e Capo d'Orlando nel messinese,
Crasci, assolutamente rarissimo, è tipico della Sicilia settentrionale,
Craxi, altrettanto raro, è più specifico della parte orientale
dell'isola, ed è una forma arcaica del precedente, dovrebbero derivare
dal vocabolo greco κρασί (vino)
ad intendere probabilmente che il capostipite di mestiere facesse il vinaio. |
CRAST
CRASTI
CRASTIC
CRASTICH
KRASTI
KRASTIC
KRASTICH |
Crast, assolutamente rarossomo, è dell'udinese, Crasti, abbastanza
raro, è tipicamente giuliano, di Trieste in particolare,cosi come
il rarissimo Crastich, Crastic è praticamente unico, così
come Krasti, Krastic e Krastich, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o nelle tipiche forme patronimiche slave in -ic
o in -ich, dove questi suffissi hanno
il valore di il figlio di, dal cognome
slavo Hrast, a sua volta derivato dal
vocabolo slavo hrast (quercia),
l'origine dovrebbe quindi essere da un soprannome, che potrebbe essere
stato motivato da una particolare robustezza del capostipite, o riferirsi
al valore religioso e spirituale dell'albero e del bosco di querce presso
gli antichi, con un riferimento forse ad una posizione nella gerarchia
religiosa da parte del capostipite, o a una sua vicinanza geografica o
provenienza da una località chiamata Hrast. |
CRASTA
CRASTU
CRASTUS |
Crasta è tipico del sassarese, di Berchidda in particolare, Crastu
è quasi unico, mentre Crastus sembrerebbe specifico dell'iglesiente,
di Sant'Antioco soprattutto.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
CRASTA: abba (acqua)
cràsta: è il liquido
residuo della frangitura e spremitura delle olive. In centro
Sardegna (Nuoro) lo chiamano, s'abba 'e cràstu. Secondo lo studioso
Massimo Pittau deriva dal latino castrum, inteso come pietra, sasso, granito.
In riferimento alla macina o mola di pietra granitica. Questa ipotesi non
convince il Wagner (M. L. Wagner D. E. S.), che opta per il vocabolo latino
crassus = grasso, sporco, oleoso. Il nostro parere si discosta dall'uno
e dall'altro. Sappiamo che i monaci bizantini, non solo importarono molti
innesti di ulivi, ma introdussero in Sardegna tecniche avanzate per ottenere
l'olio dalle olive e dai lentischi. Riteniamo che il termine cràsta
sia arrivato con loro e derivi dal greco κλάω (clào) = frangere,
spezzare, il cui aggettivo verbale è κλαστόσ (clastòs). È
ben vero che la frantumazione avviene con la pietra (il granito), ma tra
castrum e clastòs passa una bella differenza! Non lo ritroviamo
nelle carte antiche come cognome, ma esistono ancora i ruderi (in agro
di Monti) del castello di Crasta, che però è la trascrizione
con metatesi di Castra(vedi Castra o Castro). Attualmente il cognome Crasta,
è presente in 36 Comuni italiani, di cui 11/377 in Sardegna: Berchidda
62, Sassari 12, Cagliari 11, Nule 9, Olbia 6, Pattàda 6, etc. Nel
Continente è Napoli ad avere il maggior numero con 49 Crasta, non
di provenienza sarda, pertanto con etimologia e significato probabilmente
diversi da quelli citati.
CRASTU: per significato ed etimologia vedi Crasta. Il cognome Crastu
è attualmente presente in 3 Comuni d'Italia, di cui 2 in Sardegna:
Ottana 3, San Giovanni Suergiu 3; e 1 nel Lazio a Roma, con 5 presenze.
CRASTUS: per etimologia e significato vedi Crasta. Attualmente è
presente solo in 3 Comuni della Sardegna: Sant'Antioco con 28, Cagliari
con 5, Porto Torres con 3. Su Crastus facciamo una piccola osservazione:
nel gioco delle monete, o, ad esempio, prima di una partita di calcio,
per la scelta del campo, o del calcio iniziale si fa a "testa o croce"
che in sardo si dice a gruxis o grastus (crastus, in alcuni paesi). Le
monete medioevali (anche quelle sarde)solitamente avevano sul diritto i
segni del casato che rappresentavano (ad esempio un castello - qui il termine
deriverebbe da castra o castrum = castello, roccaforte - crastus o grastus)
e sul rovescio la croce (gruxis). Vedi Castro. |
CRAVERI
CRAVERO |
Craveri è una forma dovuta probabilmente ad errori di trascrizioine
del cognome Cravero che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal
mestiere di pastore di capre svolto dai capostipiti. |
CRAVOTTA
CRAVERO |
Cravotta è siciliano, di San Cataldo e Caltanissetta nel nisseno
e di Barrafranca e Villarosa nell'ennese, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale indicante un'origine croata dei capostipiti. |
CREA
CRIA |
Crea è un cognome tipico del reggino, Cria, praticamente unico,
è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco creas
(carne), forse ad indicare il mestiere
di macellaio. |
CREACO
CRIACO |
Creaco è specifico del reggino, di Campo Calabro e Villa San Giovanni,
Criaco, più diffuso è specifico di Africo, sempre nel reggino,
potrebbero derivare da un soprannome grecanico per macellaio
(vedi CREA). |
CREAZZI
CREAZZO |
Creazzi è tipico di Avio (TN), Creazzo è specifico del vicentino
di Vicenza e di Montecchio Maggiore, potrebbero derivare da nomi di località
originate da termini dialettali derivati dal termine latino cretaceus
(cretaceo, dove è presente in
modo massiccio la creta) come ad esempio Creazzo (VI). |
CRECCHIO
DE CRECCHIO
DI CRECCHIO |
Crecchio è assolutamente rarissimo, Di Crecchio, sempre assolutamente
rarissimo, è anch'esso specifico di Chieti, De Crecchio, comunque
raro, ha un piccolo ceppo a Lanciano e Chieti, sempre nel teatino ed uno
a Napoli, dovrebbero tutti derivare dal nome del paese di Crecchio nel
teatino ed il Di o il De
starebbero ad indicare appunto la provenienza del capostipite da quel paese. |
CREDA
CREDI |
Creda, quasi unico, sembrerebbe emiliano, Credi, estremamente raro, è
tipico del bolognese e di Montese nel modenese, dovrebbero derivare dal
toponimo Creda (BO). |
| CREDO
|
Credo rarissimo è napoletano, dovrebbe derivare da toponimi come
Santa Maria del Credo (CS). |
| CREMA
|
Tipico della zona che comprende Lombardia sudorientale e Veneto, presenta
un ceppo anche in Molise, dovrebbe derivare dal toponimo Crema (CR). |
| CREMAGNANI
|
Cremagnani è tipico milanese,
possono esserci all'origine del cognome sia legami al toponimo Crema (CR)
che al vocabolo dialettale magnan (stagnaio). |
CREMASCHI
CREMASCO |
Cremaschi è tipicamente lombardo, dell'area che comprende il milanese,
il bergamasco, il cremonese, il lodigiano ed il pavese, con un piccolo
ceppo anche tra mantovano e modenese, Cremasco è specificatamente
veneto, dell'area tra vicentino e trevisano, dovrebbero derivare o dall'etnico
di Crema (cremasco) o da uno dei tanti
toponimi contenenti la radice cremasco, il cremasco costituiva il confine
dello Stato veneto prima con il Ducato e poi con lo Stato di Milano, quindi
non deve stupire la presenza di cremaschi in Veneto, infatti la libera
circolazione degli uomini era garantita nell'ambito della Serenissima Repubblica
veneta. |
| CREMASCOLI
|
Originario del lodigiano, deriva da un soprannome collegato
al toponimo Crema (CR) o a quello di Monte Cremasco (CR). |
| CREMISI
|
Cremisi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipicamente livornese, con
qualche presenza anche nel fiorentino e nel romano, dovrebbe essere di
origine ebraico siciliana, avrebbe origine dall'attività di tintori
tessili svolta dalle famiglie. |
| CREMONA
|
Molto diffuso in Lombardia ed Emilia, deriva dal toponimo omonimo.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Cremona è un etnico dal poleonimo Cremona, attestato in iscrizioni
e in autori latini della classicità. L'etimologia è incerta:
il suffisso "ona" è frequente nei toponimi prelatini, la radice
"cram-" potrebbe forse derivare da
"carra" (sasso),
anch'esso prelatino. |
CREMONCINI
CREMONI
CREMONIN
CREMONINI
CREMONINO |
Cremoncini, assolutamente rarisimo, sembrerebbe aver avuto due ceppi uno
in Lombardia ed uno tra spezzino e carrarese,
Cremoni ha qualche presenza nel veronese e nell'urbinate, un piccolo ceppo
a Livorno, nel livornese, nel pisano ed a Firenze, Cremonin, assolutamente
rarissimo, è veneto, Cremonini sembra tipico emiliano, del modenese
e bolognese soprattutto, Cremonino quasi scomparso, potrebbe essere del
Italia nordoccidentale, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso
varie forme ipocoristiche anche dialettali, dal nome medioevale Cremonius,
attribuito sia come riferimento alla città di Cremona, sia come
alterazione del cognomen latino Cremutius
o del nome celtico Greme o della sua
forma francona Kremon, improbabile
un'alterazione del cognome ebraico Cremona. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni
a Padova nel 1600 con Cćsar Cremonius (1550-1631) il Cesare Cremonini che fino al 1631 insegnò
filosofia aristotelica ad indirizzo averroistico, troviamo poi nel 1700, nel reggiano,
il nobile casato dei Cremonini. |
CREMONESE
CREMONESI |
Cremonese ha un nucleo veneto e ceppi nel pescarese e nel basso Lazio,
Cremonesi, probabilmente originario di Cremona, è diffusissimo in
tutta la Lombardia, dovrebbero derivare dall'etnico di Cremona. |
| CRENNA
|
Molto raro è tipico del varesotto, deriva dal toponimo Crenna di
Gallarate (VA), della famiglia Crenna si hanno tracce nel varesotto già
nel 1500. |
CREPALDI
CREPALDO |
Crepaldi è tipico di Lombardia, milanese e varesotto e Veneto, veneziano
e rovigoto, Crepaldo sembrerebbe unico, dovrebbero derivare da una forma
contratta del nome medioevale Garipaldus,
di cui abbiamo un esempio nella Historia Langobardorum
di Paolo Diacono: "...unde Garipaldus
transiturus erat, evaginatum ensem sub amictu tenens, cum iuxta eum Garipald
venisset, ut pertransiret, ipse, elevato amictu, toto adnisu eodem ense
in cervice percussit caputque eius protinus amputavit....", ma potrebbe
anche derivare da toponimi come Crepaldo (VE).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Crepaldo è un cognome veneto che dovrebbe deriva dal nome germanico
Haribald, (per
il mutamento C/H si veda CLODOVEO < Hlod-). Non esclusa però
una derivazione dal toponimo Crepaldo in provincia di Venezia. Olivieri
159.
integrazioni fornite da Emanuele
Crepaldi - Adria (RO)
Ho condotto un'indagine presso l'archivio anagrafico della chiesa Santa
Maria Assunta di Adria (RO). Esistono documenti risalenti al 1264 (circa);
dalla consultazione del 3° libro (dal 1290 circa e successivi) si possono
trovare registrate le nascite dei primi Crepaldo. Con il passare
degli anni le nascite di bambini con cognome Crepaldo vanno in progressivo
aumento dai 50-60 ogni 10 anni dagli inizi del 1600, fino ai 140 (sempre
ogni 10 anni) del 1798. Tutti gli atti di nascita dopo tale data venivano
trascritti in italiano e non più in latino e il cognome divenne
Crepaldi. Da notare che un ceppo dei Crepaldo tuttora esistente si trova
nel Veneziano in particolare a San Donà di Piave. ad Eraclea fu
dato il nome anche ad una località Ponte Crepaldo. Mi è
stato tramandato da generazioni che i Crepaldo arrivarono a Venezia nel
secolo 13°, ma che a causa di due gravi pestilenze si diffusero inizialmente
sul territorio di Adria e Cavarzere e poi successivamente su tutto il territorio
Veneto e italiano. Esisteva anche una pergamena tramandata da generazioni
e poi andata perduta a causa dei frequenti traslochi, che dava la cittadinanza
ai primi Crepaldo. |
CREPAX
CREPAZ |
Crepax, molto molto raro, sembrerebbe veneziano, Crepaz è tipico
dell'Alto Adige, di Brunico e Bolzano, potrebbero derivare dal nome della
località Crepaz di Livinallongo o della Malga Crepaz nei pressi
di Campolongo, entrambe nel bellunese. |
CRESCENZI
CRESCENZIO
CRESCENZO |
Crescenzi ha un grosso nucleo a Roma, Frosinone e tra Lazio ed Abruzzo,
un ceppo nel salernitano ed uno nel foggiano, Crescenzio ha due ceppi uno
padovano ed uno brindisino, Crescenzo sembrerebbe specifico del salernitano,
derivano dal nomen latino Crescentius
di cui abbiamo un esempio in San Crescenzio martirizzato sotto Diocleziano. |
CRESCI
CRESCINI
CRESCIO
CRESCITELLI |
Cresci, non molto comune, sembra avere un ceppo in Toscana, nel fiorentino
e nel massese ed uno in Basilicata, Crescini sembra tipico del bresciano,
con un ceppo anche nel parmense, Crescio, molto raro, ha un ceppo tra alessandrino
e genovese ed uno, probabilmente secondario, nel sassarese, Crescitelli,
molto raro, è specifico di Altavilla Irpina (AV), dovrebbero derivare
dal nome medioevale Crescius di cui
si hanno tracce ad esempio a Firenze nel V° secolo con un vescovo con
questo nome; si ricorda il beato Crescio, terziario francescano, nato a
Foligno nel 1243, o anche nel 1500 in una lettera leggiamo: "Nicolaus
Crescius Florentinus monachus cisterciensis
Antonio Lanfredino Florentino civi illustri salutem. Multa quidem sunt,
Antoni Lanfredine, et in philosophia et in theologia, cum obscure dicta,
tum ad cognoscendum difficilia....". Esempio di questa cognominizzazione
lo si ha a San MIniato (FI) nel 1480 con il vicario Andrea Cresci di Crescio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Crescini è cCognome veneto; per Olivieri 134 potrebbe derivare
da Criscino, nome di Santo (sec. III). |
CRESCIMANNI
CRESCIMANNO
CRISCIMANNI
CRISCIMANNO |
Crescimanni, assolutamente rarissimo, parrebbe della Sicilia occidentale,
Crescimanno, un poco meno raro, è di Palermo e del palermitano,
Criscimanni ha un ceppo a Roma, Criscimanno, estremamente raro è
siciliano, potrebbero derivare da una fusione del termine greco krasi (vino)
con il termine medioevale di origine germanica manno (uomo) ed intendere
che il mestiere del capostipite era quello di vinaio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Molto opinabile l'interpretazione di G. Rohlfs 88 che suggerisce la
derivazione dal toponimo Crescimanno in provincia di Agrigento (che non
esiste) o, in forma dubitativa, dal napoletano criscemunno
= crescimento (?). Più probabile invece la derivazione germanica,
originariamente forse Kressmann/Cressmann,
sulla cui interpretazione vi sono diverse teorie: secondo una, il nome
verrebbe dal termine Kresse, un tipo
di pesce, secondo un'altra verrebbe dallo slavo e avrebbe la
stessa origine del cognome polacco Karczmarz
(oste). Anche il cognome Kretschmann viene dal temine slavo 'kretscham' = osteria. |
CRESCIMBENE
CRESCIMBENI |
Crescimbene è molto raro e sembrerebbe romano, Crescimbeni un pò
più diffuso sembre avere più ceppi, nel bresciano, nel fiorentino,
nel maceratese ed in provincia di Roma, dovrebbero derivare da un nome
beneaugurale. Tracce di questa cognominizzazione si hanno a Macerata
nel XIII° secolo con il poeta Giovanni Battista Crescimbeni, personaggio
illustre è stato anche Giovanni Mario Crescimbeni, letterato maceratese
del 1600 autore della Historia della volgar poesia. |
| CRESPI
|
Tipicamente milanese, diffusissimo
a Busto Arsizio (VA), esiste un ceppo anche in provincia d'Imperia, deriva
da soprannomi legati a toponimi quali Crespi d'Adda (BG), o a caratteristiche
somatiche, quali il tipo di capelli. Nel 1550 troviamo Pietro
Antonio Crespi, nativo di Busto Arsizio, che venne ordinato sacerdote
dall'Arcivescovo Carlo Borromeo e che divenne nel 1581 parroco di Morazzone
(VA), nel 1585 fu eletto Prete Canonico nel Borgo di Busto Arsizio, sempre
a Busto Arsizio (VA), nel 1600, troviamo un notaio di nome Francesco
Crespi de Roberti, e un nobile avvocato Gabriele
Crespi, pittore famoso, grande protagonista della pittura milanese,
fu Daniele Crespi, detto il Raffaello Lombardo,
nacque a Busto nel 1597 e morì di peste a Milano nel 1630. Fu uno
dei maggiori artisti del '600 lombardo. |
| CRESPIATICO
|
Originario della zona tra le provincie
di Cremona e di Lodi, deriva da un soprannome derivato dal toponimo Crespiatica
(LO). |
CRESTA
CRESTE
CRESTI
CRESTO |
Cresta ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno nel ternano ed uno
nell'avellinese, Creste è quasi unico, Cresti è decisamente
toscano, Cresto è tipico del torinese, si dovrebbe trattare di forme
dialettali arcaiche del nome Christus. |
CRESTANI
CRESTANINI |
Crestani è molto diffuso in tutto il settentrione, soprattutto
nel Veneto e nel vicentino in particolare, Crestanini, assolutamente rarissimo,
è specifico dell'area veronese, mantovana, la derivazione etimologica
non è chiara, essendo molte le possibili origini, direttamente o
tramite una forma contratta dell'ipocoristico del nome
Cristiano, al vocabolo dialettale veneto
per marito, maritino, all'etnico di paesi come
Cresta in Alto Adige, e così via. |
CRETA
CRETAIO
|
Creta è tipico del viterbese, di Vasanello e Gallese e di Roma,
con un ceppo anche a Cusano Mutri e San Salvatore Telesino nel beneventano
ed a Pietravairano nel casertano, ed uno a Lucera nel foggiano, Cretaio, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del ternano, dovrebbero
derivare dal mestiere di estrattore di creta o di argilla, sia per usi edili
che per scultura, svolto dai capostipiti, per il ceppo campano e pugliese si potrebbe anche ipotizzare un'origine
dal nome antico della città di Creta, si potrebbe allora trattare
di capostipiti, cittadini della Repubblica di Venezia, costretti a fuggire
dall'isola di Creta, dominio veneziano, a seguito dell'invasione da parte dei turchi avvenuta
nel 1669. |
CRETELLA
CRETELLI
CRITELLI
CRITELLO |
Cretella anche se ha un ceppo romano, che potrebbe derivare dal nome della
località di Porta Cretella nel romano, è tipicamente campano,
di Napoli e Casalnuovo di Napoli nel napoletano, di Succivo e Sant'Arpino
nel casertano e di Scafati, Maiori, Amalfi ed Atrani nel salernitano, Cretelli
è praticamente unico, Critelli è tipicamente calabrese, di
Catanzaro soprattutto e nel catanzarese di Tiriolo, Simeri Crichi, Marcellinara
e Gimigliano, di Cariati nel cosentino e di Crotone, Critello, assolutamente
molto più raro, è specifico di Catanzaro, dovrebbero tutti
derivare da forme ipocoristiche del nome greco Kretheus,
nome del re mitologico di Iolco, città da cui partì la spedizione
degli Argonauti. |
| CRETI
|
Creti sembrerebbe un cognome salentino, con un ceppo anche in Romagna ed
in Toscana, che potrebbe derivare dal toponimo Creti di Budrio nel bolognese,
e Creti di Cortona nell'aretino, o dalle Creti senesi, un ceppo a Roma
ed a Milano, probabilmente secondari, al sud il cognome potrebbe derivare
dal nome latino Cretheus o direttamente
dal nome greco originario Κρηδεΰς
ricordiamo con questo nome il mitologico nonno del famoso Giasone del vello
d'oro, Creteo eroe tessalo, figlio di Eolo ed Enarete, fratello di Salmoneo
ed Atamante, ma molto più probabilmente deriva dal nome di Creti
(Creta), l'antico nome della
città di Candia, l'attuale Ηράκλειο., probabile luogo d'origine del capostipite. |
| CREUSO
|
Creuso è un cognome tipico del padovano, di Piove di Sacco, Battaglia
Terme e Montegrotto Terme soprattutto, potrebbe derivare da Creusus,
nome portato ad esempio da un re della Lidia nella seconda metà del
VI° secolo avanti Cristo, molto più famosa è la forma
femminile di questo nome Creusa, nome
della moglie di Enea e madre di Ascanio. |
| CREVANI
|
Crevani, molto molto raro, è tipico del basso vogherese, ai confini
con il piacentino, zona di Zavattarello e Romagnese (PV), dovrebbe derivare
da un nome di località individuato da una creva (crepa, fenditura
nel terreno). |
CREVATIN
CREVATINI |
Crevatin è tipico della Venezia Giulia, di Trieste e Muggia, starebbero
ad indicare una provenienza croata cioè dovrebbero identificare
i capostipiti come originari della Croazia, ma è pure possibile
un'origine comunque balcanicai, quasi unico, è del goriziano, dovrebbero
indicare una provenienza croata, cioè dovrebbero identificare i
capostipiti come originari della Croazia, ma è pure possibile un'origine
comunque balcanica (vedi anche CROATI). |
| CRIALESI
|
Due i ceppi uno in provincia d'Ancona,
uno in provincia di Roma, potrebbe essere stato originato dal toponimo
Crio (FE). |
| CRIBIO
|
Molto raro è specifico del milanese, della zona di Rescaldina, potrebbe
derivare da un soprannome originato da una storpiatura del nome di Cristo. |
| CRICCA
|
Cricca ha quattro ceppi distinti, uno molto piccolo nel veronese a Mozzecane,
uno a Carrara e Massa, uno nel ravennate a Lugo, Ravenna e Massa Lombarda
e ad Imola nel bolognese, ed uno a Castelpagano nel beneventano, dovrebbe
derivare dal nome, soprannome medioevale Cricha
di cui abbiamo un esempio nel registro dei morti di peste nella bergamasca
dell'anno 1512, dove tra l'altro si legge: "...La
sorella del Cricha,
fiola de Michel da Castion...". |
CRICCHIO
LO CRICCHIO |
Sia Cricchio che Lo Cricchio sono siciliani, Cricchio è specifico
di Palermo, con un piccolo ceppo nel trapanese a Mazara del Vallo ed Alcamo,
Lo Cricchio è specifico del palermitano, di Terrasini, Palermo,
Carini, Partinico e Monreale, dovrebbero derivare da soprannomi basati
sul termine dialettale siciliano cricchio
(capriccio), forse a sottolineare caratteristiche
particolari dei capostipiti. |
CRICELLA
CRICELLI |
Cricella, praticamente unico, è calabrese, Cricelli è tipicamente
calabrese, di Catanzaro, di Caulonia e Roccella Ionica nel reggino e di
Ricadi nel vibonese, dovrebbero derivaare da un soprannome grecanico basato
sul termine greco antico cricellion
(piccolo anello o cerchio), forse ad indicare nei capostipiti dei produttori di braccialetti. |
CRIFASI
CRIFO
CRIFO' |
Crifasi, tipicamente siciliano del palermitano, di San Cipirello e Palermo, con presenze anche nel trapanese, Crifo, quasi unico, dovrebbe essere il prodotto di errate trascrizioni
del cognome Crifò, che è tipicamente siciliano del messinese,
di Gioiosa Marea, Messina e Patti, con un ceppo anche a Lentini nel siracusano
ed a Catania, e che dovrebbero derivare da un soprannome grecanico basato
sul termine greco antico κρυφαΐος kryfaios
(nascosto, clandestino, segreto), forse
ad indicare che il capostipite fosse un tipo molto riservato, o che provenisse
da un luogo segreto. |
CRIM
CRIMI
KRIMI |
Crim, ormai scomparso in Italia, era presente a Palermo nei primi del 1900,
Crimi è decisamente siciliano, molto diffuso nel messinese e catanese
e nel trapanese, Krimi sembrerebbe unico, dovrebbero derivare dal nome
greco Klimis
(Clemente), dove per un fenomeno di
rotacismo la elle si è modificata in erre, ma è pure possibile una derivazione dal nome arabo K'rim, Karim. |
CRIMALDI
CRIMALDO |
Crimaldi è decisamente siciliano di Palermo e di San Marco D'Alunzio,
Sant'Agata di Militello e San Pier Niceto nel messinese, e di Mazara del
Vallo nel trapanese, con un grosso ceppo anche nel napoletano ad Acerra,
Brusciano e Napoli, Crimaldo, che parrebbe unico, è sicuramente
campano, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del nome medioevale
franco Grimald o del nome longobardo
Grimoald. |
| CRIPPA
|
Cognome tipicamente lombardo ha
una presenza significativa anche in Liguria, dovrebbe derivare da soprannomi
legati al toponimo Crippa (CO).
integrazioni fornite da Andrea
Balzarotti
Il cognome Crippa è un toponimo antichissimo, prelatino. Klapp/Krapp
= roccia, sasso e lo si ritrova nel
milanese ciapp, ciapèl
cioè coccio, terracotta; nel
cantone svizzero ticinese ciapa = sasso,
roccia; nel friulano klapp
e nel canavesano ciapera con il significato
di luogo ciottoloso. Crippa è una frazione di Sirtori. Nell'elenco
del 1377 delle casate nobili milanesi, più volte ricordato, si trova
una famiglia de Creppa. Nell'elenco dei Nocevento dell'Aurea Repubblica
Ambrosiana appare un solo de Creppa. Il cognome si è, dunque, diffuso
più tardi in Brianza. |
| CRISA'
|
Crisà è decisamente siciliano, del messinese, in particolare
di Patti e Capo d`Orlando e di Palermo, con un ceppo anche nel crotonese
a Petilia Policastro, potrebbero derivare dall'idronimo Chrysas,
attualmente chiamato Del Dittaino, che è un fiume della Sicilia
centrale, importante affluente del Simeto, e che si potrebbe ipotizzare come possibile luogo d'origine della famiglia, ma è pure possibile che
derivino dal nome del dio neogreco Chrysas,
che veniva venerato in Sicilia come dio dei buoni auspici, dio citato da
Cicerone nelle Verrinae, e con il qual
nome sarebbe stato chiamato il capostipite, secondo altri deriverebbe invece
dal termine greco chrysòs (oro)
ad intendere quindi un mestiere probabile di orefice. |
CRISAFI
CRISAFIO |
Crisafi è siciliano, del catanese e messinese in particolare, Crisafio,
assolutamente rarissimo è ormai presente solo nel romano, in Toscana
e nel nord milanese, ma il ceppo originario è molisano o calabrese,
derivano dal nome greco Chrysophalos
(Macarius Chrysophalus). Traccia di questa cognominizzazione la troviamo
in Sicilia verso la seconda metà del 1300 con il messinese Calogero
Crisafi, che nel 1398 divenne Barone di Comiso.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Crisafi è cognome siciliano dal cognome greco Chrysáphis;
si veda il sostantivo 'krisáfi'
= 'oro', del dialetto grecanico della
zona di Bova in Calabria e il neogreco 'chrysáphi'
con lo stesso significato. Rohlfs 77. |
| CRISAFULLI
|
Crisafulli è tipico della Sicilia orientale, messinese e catanese,
deriva dal nome greco Chrysophalos. (vedi Crisafi)
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Crisafulli è cognome siciliano vezzeggiativo di Crisafi,
dal greco chrysaphúllion = piccolo
oro. Rohlfs 77. |
| CRISALDI
|
Assolutamente rarissimo sembrerebbe
originario della zona di confine tra pavese e milanese, deriva dal nome
longobardo Crisaldo o Crisoaldo. |
CRISANTE
CRISANTI
CRISANTO
CRISANZIO |
Crisante è specifico dell'area pescarese in Abruzzo, di Montesilvano
e Pescara in particolare, ma anche di Cepagatti, Pianella e Spoltore, Crisanti
sembra avere due zone d'origine, in Umbria e nell'alto Lazio e nel palermitano,
Crisanto, molto raro, non si riesce ad individuarne una zona d'origine,
Crisanzio, praticamente unico, è pugliese, dovrebbero tutti derivare
dal nome greco Chrysantos, o dal suo
corrispondente latino Chrisante, di
cui abbiamo un ricordo nelle giaculatorie in latino: "...Sancte
Sebastiane intercede pro eo Sancte Chrisante
intercede pro eo Sancte Hermes intercede pro eo...", ricordiamo
San Crisanto martire romano del terzo secolo, questo nome veniva usato
ad esempio nel 1700 a Rodi Garganico (FG), dove troviamo un certo Crisanto
Iacullo citato in una lapide votiva.
integrazioni fornite da Adriano
Crisanti
Il cognome Crisanti probabilmente proviene dal greco Crisantos (crisos
= dorato e antos = fiore). Si ritrova nel Trimalcione di Petronio, citando
ai fratelli Crisantos. |
| CRISCI
|
Probabilmente originario delle provincie di Napoli e Caserta, potrebbe
derivare dal toponimo Crisci nel casertano, ma non si può comunque
escludere che possa anche derivare dal cognomen latino Criscius
o Crixsius, nel 1200 ad Amalfi troviamo
un Criscius Amalfitanus magister procurator, ad Afragola, in una sentenza
del 1271 è citato in qualità di coimputato un Criscius de
Presbitero.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Il cognome Crisci, alla cui base sta una forma imperativale del verbo
latino cresco, viene dal personale
medievale Crissius e Crescius,
diffusi in tutta Italia. Fonte: F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese. |
| CRISCINO
|
Criscino è specifico di Vittoria nel ragusano, dovrebbe derivare
dal nome grecanico Chrysinos, probabilmente
portato dal capostipite, nome che dovrebbe significare fatto d'oro, preziosissimo. |
| CRISCIONE
|
Cognome siciliano, con un nucleo in provincia di Ragusa e Catania, forse
con un ceppo anche in provincia di Caserta, potrebbe derivare da un soprannome
originato da una modificazione dialettale del vocabolo crescione
(tipo di pianta), ma è pure
possibile una derivazione dal cognomen latino Criscius.
(vedi Crisci) |
CRISCITI
CRISCITO |
Crisciti è quasi unico, Criscito è assolutamente rarissimo,
sembrerebbero entrambi del salernitano, dovrebbe trattarsi, secondo l'uso
greco con terminazione in -ita, di
etnici del paese di Crisci nel casertano, probabile luogo d'origine dei
capostipiti. |
| CRISCONIO
|
Crisconio, assolutamente rartissimo è proprio
del salernitano, dovrebbe derivare dal nome latino Crisconius di cui abbiamo
un esempio nell'anno 435: "...Nam Crisconius
Villaregiensis episcopus, plebe sua derelicta, Tuburniensem invasit ecclesiam,
et usque hodie commonitus, secundum quod statutum fuerat relinquere eandem
quam invaserat plebem contempsit adversus statuta quae pronuntiata fuerant....". |
| CRISCUOLO
|
Di origine campana, probabilmente
dell'areale tra Napoli e Salerno, già nel 1500 un pittore originario
di Gaeta portava questo cognome. |
| CRISONA'
|
Crisonà, quasi unico, sembrerebbe calabrese, potrebbe derivare dal
nome greco Crisone, nome di un maratoneta che disputò molte olimpiadi
tra il quinto ed il quarto secolo prima di Cristo, ma potrebbe anche semplicemente
derivare da un soprannome originato dalla contrazione e modificazione del
vocabolo greco chrysafenios (dorato),
forse ad indicare il mestiere di orafo svolto dal capostipite. |
CRISOSTOMI
CRISOSTOMO |
Crisostomi ha un ceppo principale a Terni con derivazioni nel Lazio, Crisostomo,
molto molto raro, sembrerebbe specifico di Tricase (LE), deriva dal nome
Crisostomo derivato dal latino di origine bizantina Chrysostomus
(originariamente un soprannome che significava bocca d'oro), ricordiamo
San Giovanni Crisostomo (345 ca.-407): "...Unum
itaque dicens, omnia declaravit; at vero Matthaeus et Marcus et vestitu
et cinctu et cibo prophetam declarare voluerunt. Chrysostomus.
Verbum autem Dei hic mandatum esse dicitur....". |
CRISPI
CRISPINI
CRISPINO
CRISPO |
Crispi diffuso a macchia di leopardo in tutto il sud ha un ceppo importante
in Sicilia nel catanese, Crispini rarissimo sembrerebbe umbro, Crispino
diffuso in tutto il sud ha un ceppo nel napoletano e casertano, uno nel
cosentino ed uno nel catanese, Crispo ha un ceppo in Campania ed uno in
Calabria, derivano tutti dal cognomen latino Crispus o dal suo diminutivo Crispinus, questo nome è citato ad esempio da Svetonio: "...Passienus
Crispus, municeps Viselliensis, tirocinio
suo in senatu ita coepit:..." storico latino vissuto nel I°
e II° secolo d.C., mentre il secondo viene ricordato dal Console romano
dal 354 al 351 a.C. Titus Quinctius Poenus Capitolinus Crispinus.
integrazioni fornite da Maurizio
Crispini
Ho fatto delle ricerche genealogiche: il mio ceppo risiede dal 1450/1500
nelle Marche in provincia di Macerata; penso che il ceppo umbro maggiormente
localizzato a Spoleto derivi dal nostro ma ovviamente non c'è sicurezza
per scarsità d'informazioni. |
CRISPOLDI
CRISPOLTI |
Crispoldi, molto raro, sembrerebbe tipicamente umbro, con un ceppo
a Terni ed uno a Spoleto nel perugino, una buona presenza a Roma è
probabilmente non secondaria, Crispolti, ancora più raro, ha un
ceppo a Perugia ed uno a Roma, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Crispoldo, santo il cui culto è
presente nel perugino, ricordiamo che San Crispoldo da Gerusalemme, martirizzato
nell'anno 58, fu il primo vescovo di Foligno nel perugino. |
| CRISTADORO
|
Cristadoro ha un ceppo romano ed uno, molto piccolo, nel palermitano, dovrebbe
derivare dal nome medioevale Christadorus,
di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto pugliese dell'anno 1111: "In
nomine Domini eterni salvatoris nostri Iesu Christi atque Spiritus Sancti.
Ego Fulco de Balungerio notum facio quoniam domnum Christadorum
Ammiratum et preco nobilissimum me requisisse
de casale quod alias fuit Kiccini Porcelli quod dicitur Sancti Apollinaris
et est secus fluvium Conchilis in iis mansis ...". |
| CRISTALDI
|
Cognome siciliano, tipico del catanese,
con un ceppo secondario tra brindisino e leccese, forse ha un ceppo anche
nella Calabria settentrionale, deriva dal nome longobardo Cristaldo. Troviamo
verso la fine del 1400 nel brindisino un Cristaldo Panza, tra i notabili
della marca brindisina. La cognominizzazione di questo nome è già
riscontrabile nel 1500, a Lecce troviamo una Caterina Castaldo, di probabile
origini siciliane. |
CRISTALLI
CRISTALLINI
CRISTALLINO
CRISTALLO |
Cristalli ha un ceppo a Piacenza e nel piacentino, uno nel marchigiano
a Cerreto d`Esi (AN) ed uno pugliese a San Severo (FG), Cristallini ha
un ceppo a Perugia ed uno a Roma, Cristallino, molto molto raro, parrebbe
campano, Cristallo è tipico della zona tra Altamura (BA) e Matera,
con un ceppo anche a Barletta (BA), dovrebbero tutti derivare dal nome
tardo medioevale Crystallus o Cristallo,
simbolo di purezza e di bellezza. |
CRISTANI
CRISTANO |
Cristani oltre al nucleo veronese ha un ceppo anche nel mantovano e nel
bresciano, Cristano è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Christanus di cui abbiamo un esempio nell'anno 1183: "Anno
dominicae incarnationis MCLXXXIII Christanus,
archiepiscopus Moguntinus, moritur in transalpinis partibus, preliator,
sicut dicunt, opinatissimus, qui uicem gesserat plenam imperatoris siue
in expedicionibus, siue in omnibus regni negociis...". |
CRISTI
CRISTO |
Cristi ha un ceppo a Ferrara ed a Bologna, ed uno molto piccolo a Naro
nell'agrigentino, Cristo ha un ceppo sull'isola di Ponza nel latinense,
uno a Napoli ed uno a Tortolì nell'Ogliastra e ad Olbia, potrebbero
derivare per apocope da capostipiti di nome Christophorus
o Christobolus, o aventi proprio il
nome greco Christos. |
CRISTIANI
CRISTIANO |
Cristiani sembra avere un ceppo
nel bolognese, uno nel sud milanese e pavese ed uno nel Lazio, Cristiano,
specifico meridionale, con un importante nucleo nel napoletano, derivano
dal nome Cristianus, in uso presso i Franchi già ai tempi di Carlo
Magno, si cita a titolo di esempio: "...Eo tempore
erat quidam de Lothariis nomine Cristianus,
qui videns regi cuncta prospere procedere, quaesivit,..."; riferendosi
ad avvenimenti del 1165, leggiamo: "...Cristianus
cancellarius et comes Gonzolinus ceperunt Maritimam et Campaniam, praeter
Anagniam quam devastaverunt..." |
CRISTINA
CRISTINI
CRISTINO |
Cristina ha un ceppo tra varesotto e verbanese ed uno in Sicilia tra messinese
e palermitano, Cristini ha un ceppo nella Lombardia orientale, soprattutto
nel bresciano e nel vicino veronese ed un ceppo nel Lazio centromeridionale,
soprattutto nel romano e nel frusinate, Cristino invece sembra specifico
dell'avellinese, del foggiano e del barese, dovrebbero derivare dal nome
medioevale Christinus di cui abbiamo
un esempio in questo testo del 1291: "..super cameram
sitam super operatorium domus quondam Christini
barbitonsoris predicti..". |
CRISTINZIO
DI CRISTINZI
DI CRISTINZIO |
Cristinzio è caratteristico di Monteroduni in provincia di Isernia,
Di Cristinzi è specifico di Montaquila, sempre nell'iserniese, Di
Cristinzio, sempre molisano, sembrerebbe unico, dovrebbero derivare direttamente
o tramite forma patronimiche dove il Di- sta per il figlio di, dal nome
medioevale Christinius o Christintius,
una forma arcaica nel nome che diventerà poi Cristiano o Cristino,
molto più diffuso nella sua forma femminile Cristina. |
CRISTADORO
CRISTODARO
CRISTODORO |
Cristadoro ha un ceppo a Roma e presenze distribuite in tutta la Sicilia,
Cristodaro ha un ceppo ad Isola di Capo Rizzuto nel crotonese ed uno nel
palermitano a Polizzi Generosa e Palermo, Cristodoro ha un piccolo ceppo
nel napoletano ed uno ancora più piccolo nel palermitano, tutti
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso alterazioni
dialettali, dal nome greco Cristòdoros,
che significa dono di Cristo. |
CRISTOFALETTI
CRISTOFALI
CRISTOFALO
CRISTOFOLETTI
CRISTOFOLETTO
CRISTOFOLI
CRISTOFOLINI
CRISTOFOLO |
Cristofaletti, molto raro, ha un ceppo nel veronese, Cristofali è
unico, Cristofalo ha ceppi al sud, nel palermitano, nel cosentino, catanzarese
e crotonese, nel tarentino e nel Salento, Cristofoletti ha un ceppo nel
Trentino ed uno nel bresciano, presenta un ceppo anche nel varesotto a
Venegono Superiore, Cristofoletto, molto molto raro, parrebbe del trevisano,
di Monastier di Treviso in particolare, Cristofoli ha un ceppo nel veronese
ed uno nel veneziano, trevigiano e nel Friuli, Cristofolini ha un ceppo
trentino a Trento, Fornace e Pergine Valsugana, con presenze, probabilmente
secondarie, nel bresciano, Cristofolo, assolutamente rarissimo, è
trevigiano, derivano tutti direttamente o tramite ipocoristici dal nome
bizantino Christophalus
o Christopholus, forme arcaiche per
Cristoforo, o anche da alterazioni del nome Christopoulos
(figlio di Cristo). |
CRISTOFANI
CRISTOFANO |
Cristofani è specifico dell'Italia
centrale, sembrerebbe avere più ceppi, nel Lazio, in Romagna e nel
lucchese, Cristofano, decisamente più raro, sembra tipico del Molise
ai confini con la Campania, dovrebbero derivare dal nome beneaugurale Christhophanus.
L'uso della forma volgare di questo nome è già in auge a
Pisa nei primi anni del 1400, dove Cristofano di Gherardo di Dino, maestro
d'abaco, scrive nel 1446 la sua Pratica geometriae
: "...Qui incomincia la pratica della geometria di
M.o Lunardo Pisano ...". Il cognome Cristofani era già in
uso nel 1500, quando a Lucca operava il notaio Nicolao Cristofani i cui
registri sono conservati nell'archivio di Stato di Lucca. |
CRISTOFARI
CRISTOFARO
CRISTOFERI
CRISTOFERO
CRISTOFORETTI
CRISTOFORI
CRISTOFORONI |
Cristofari ha un nucleo importante nel Lazio ed un ceppo non secondario
nel vicentino, Cristofaro è tipico del sud, Cristoferi, molto raro,
ha un ceppo nel ravennate ed uno nel vicentino, Cristofero è praticamente
unico e probabilmente si tratta di un errore di trascrizione di Cristofaro,
Cristoforetti è specifico del trentino, di Avio in particolare,
ma anche di Rovereto, Trento, Taio e Mori, Cristofori ha un nucleo emiliano
tra bolognese e ferrarese ed uno nel viterbese, Cristoforoni, assolutamente
rarissimo ha presenze in Liguria ed in Lombardia, derivano tutti, direttamente
o tramite ipocoristici o accrescitivi, dal nome bizantino Christopharus
o Christophorus vedi ad esempio il
famosissimo Christophorus Colombus, le forme con il Di-
stanno ad indicare le famiglie di figli di un Christophorus o Christopharus. Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo a Vicenza con il testamento Castellini Cristofaro, datato 16
giugno 1502, a Canelli (AT) nel 1600: "...don Antonio
Cristofari
curato, et parocho di San Marciano
alli molto magnifici signori Consiglieri della Cità di Canelli...". |
CRIVELLARI
CRIVELLARO
CRIVELLI
CRIVELLINI
CRIVELLINO
CRIVELLO |
Crivellari e Crivellaro sono del nord, Crivelli è specificatamente
lombardo, Crivellini è presente qua e là nell'Italia centrosettentrionale,
con un piccolo ceppo in Emilia ed uno a Roma, Crivellino, quasi unico,
sembrerebbe ligure, Crivello è specifico invece del palermitano
soprattutto e del trapanese, questi cognomi potrebbero derivare, direttamente
o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal vocabolo dialettale
antico crivell
(stampo per dar forma ai cappelli)
e potrebbero far quindi riferimento al mestiere di cappellaio, come
potrebbero essere legati al vocabolo crivello
(setaccio) ed essere quindi indicatori del mestiere di mugnaio svolto dal capostipite.
integrazioni fornite da Andrea
Balzarotti
Il cognome Crivelli si potrebbe far risalire ai crivelli
cioè ai setacci: fabbricanti dunque. Il più antico rappresentante
sinora ritrovato è un Pietro fu Arderico "qui dicitur Cribello"
che appare in una pergamena milanese del 1086. Abbiamo poi Uberto Crivelli,
vescovo di Vercelli, arcivescovo di Milano nel 1186 e poi papa col nome
di Urbano III. Tra i cavalieri lombardi che aiutarono il comune di Alba
in guerra nel 1229 c'è Petrus Crivellus qui habitat in loco Parabiago.
Fra i prigionieri della battaglia di Cortenova (1237), fatti da Ferico
II e mandati nel regno di Napoli, compaiono ben sette Crivelli. Nel giuramento
di fedeltà prestato dai Milanesi alla Santa Sede, nel 1266, vi sono
otto Crivelli. Nell'elenco delle schiatte nobili milanesi del 1377
sono rappresentati ben quattro rami della famiglia: de Cribellis, de Cribelli
de Parabiago, de Cribellis de Uboldo, de Cribellis de Narviano. Sono presenti
nel Consiglio dei Novecento dell'Aurea Repubblica Ambrosiana (1447) in
dodici. Saranno poi presenti presso la corte sforzesca: nel 1497 Ludovico
Sforza dona il feudo di Nesso e la sua pieve all'amante Lucrezia Crivelli;
sono inoltre elencati in otto tra i 41 a cui Luigi XII, re di Francia,
confisca i beni il 25 agosto 1500. Sono iscritti nella Matricola dei Mercanti
di lana di Milano in venti tra il Trecento ed il Cinquecento.Il Casanova,
nel suo Dizionario Feudale, riporta: 1647, il feudo di Rancate, Ponte d'Albiate,
Calò, Rosnigo; Briosco ecc., è concesso a Tiberio Crivelli;
1655: il feudo d'Agliate è concesso a Flaminio Crivelli col titolo
di marchese; 1655: il feudo di Verano con Robbiano è concesso al
marchese Flaminio Crivelli; 1669: il feudo di Nerviano è concesso
al capitano Prospero Crivelli; 1676: il feudo di Varedo con Masciago è
concesso al giureconsulto collegiato questore marchese Flaminio Crivelli; 1677
il feudo della corte di Casale con Canzo, Caslino, Castelmarte, Proserpio,
Longone, ecc: è concesso al marchese Flaminio Crivelli; 1683: il
feudo di Carugate è concesso al marchese questore Flaminio Crivelli;
1691: il feudo di Lambrugo è concesso al marchese Enea Crivelli;
1691: il feudo di Castellanza è concesso al giureconsulto collegiato
Giovanni Crivelli; 1717: diploma dell'imperatore Carlo VI per la concessione
del feudo d'Ossolaro (Cremona) al conte Giuseppe Angelo Crivelli; 1755:
diploma dell'imperatrice Maria Teresa per la concessione del feudo di Luino
e Quattro Valli col titolo di conte al conte Antonio Crivelli." |
| CRIVELLER
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Criveller, tipico del trevigiano, di Casale sul Sile e Treviso, ha un piccolo
ceppo anche nel latinense, frutto dell'emigrazione forzata in epoca fascista
in occasione della bonifica delle Paludi Pontine, dovrebbe derivare dal
termine dialettale per chi usa il setaccio, probabilmente dovuto al fatto
che il capostipite prestava servizio presso un mugnaio. Tracce molto
antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel 1245 quando in un processo
per eresia troviamo citato come teste un certo Guillelmus Criveller. |
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