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CROATTINI
CROVATI
CROVATO
CROVATTI
CROVATTO
Croattini è specifico di Udine, Crovati è praticamente unico, Crovato, il meno raro, è tipico invece del pordenonese, con presenza significative anche nel trevigiano e veneziano, Crovatti e Crovatto, entrambi assolutamente rarissimi, sono tipici dell'udinese, starebbero ad indicare una provenienza croata cioè dovrebbero identificare i capostipiti come originari della Croazia, un principio di questa cognomizzazione lo troviamo nel 1600 con: "...Zechius Croatinus haud obscuns parentibus ortus,...".
CROBU Specifico della Sardegna occidentale, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo latino corbus (corvo), ma è pure possibile un collegamento con il nome di località sul monte Crobu nella zona di Carbonia.
CROCCO
CROCCOLI
CROCCOLO
CROCO
CROCOLI
Crocco è diffuso in modo disomogeneo in tutta la penisola, nell'alessandrino e nel genovese, nel vicentino, veronese, padovano, rovigoto e veneziano, in Campania, soprattutto nel casertano e beneventano, in Basilicata e in particolare nel cosentino e nel catanzarese, Croccoli sembra unico, Croccolo è estremamente raro, sono una forma ipocoristica del precedente, Croco, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, Crocoli, molto molto raro, è romano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome di mestiere del tintore, originato dal termine latino crocus (zafferano, giallo), ricordiamo che il nome scientifico dello zafferano è crocus sativus, ma è anche probabile che, in molti casi, individuino famiglie ebraiche, caratterizzate da soprannomi originati dall'editto di Papa Paolo IV° che aveva imposto agli ebrei di portare un berretto giallo, editto che aveva effetto particolarmente nei territori dello stato pontificio, ma anche nella Serenissima e cattolica Repubblica Veneta e nel sud degli angioini e degli aragonesi.  Un importante esponente di queste famiglie è stato il bandito lucano Carmine Crocco (1830 – 1905),  nato a Rionero in Vulture nel potentino.
CROCE
CROCETTA
CROCETTI
CROCETTO
CROCI
CROCINI
CROCIONI
Croce è diffuso in tutt'Italia, Croci tipico del centro nord, nordovest Lombardia ed Emilia in particolare, Crocini è tipicamente toscano, particolarmente di Arezzo, dell'aretino e del senese, Crocioni è umbro, di Città di Castello e Perugia in particolare e di Giove e Terni nel ternano, Crocetta ha un ceppo tra trevisano e padovano, uno tra pescarese e teatino, uno nel romano, uno nele napoletano, nel barese e piccoli ceppi in Sicilia, Crocetti ha un ceppo tra spezzino e lucchese, uno toscano, uno nell'area che comprende Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, Crocetto, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed uno nel potentino, possono essere originati da soprannomi legati ad uno dei tanti toponimi contenenti il vocabolo Croce o Crocetta, come Croce di Casale (AP), Croce di Magara (CS), Croce di Monte Colombo (FO), Crocetta di Fornelli (IS), Crocetta di Perano (CH) e molti altri ancora, come potrebbero pure derivare da soprannomi legati a fatti religiosi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
In alternativa all’ipotesi proposta (che, comunque, non è affatto da escludere), i cognomi Croce, Croci, etc potrebbero derivare dal nome medievale Croce, che, in ambito religioso, allude naturalmente alla crocifissione di Gesù Cristo (evento centrale dell’intero Cristianesimo): l’emblema della croce, in effetti, occupa un posto d’assoluta importanza nella simbologia cristiana e, in questo senso, la stessa onomastica religiosa gli rende omaggio, anche al di fuori dell’Italia (a titolo d’esempio, basti pensare al nome greco Stavros, equivalente all’italiano Croce, che ancora oggi è molto diffuso in Grecia). Detto questo, comunque, va aggiunta un’ultima osservazione riguardo al cognome Croce: secondo alcune fonti, questo cognome nasconderebbe talvolta un’origine arbëreshë, trattandosi probabilmente di una traduzione del nome albanese Stavri, equivalente al greco Stavros (questa fonte, che non esclude un’origine greco-albanese, varrebbe soprattutto nel sud Italia e, a maggior ragione, in quelle provincie che storicamente hanno ospitato diverse comunità arbëreshë).
ipotesi fornita da Enrico Franzil
Il cognome Croce potrebbe derivare da un soprannome attribuito a chi avsse avuto le ciglia incrociate (ciglia cioè che si prolungavano  verso l'interno dove il naso si congiunge con la fronte). Nelle credenze popolari a questo aspetto del viso venivano attribuiti dei significati particolari. Un mio studente, molti anni fa, aveva evidentemente ereditato dagli antenati delle vistose  ciglia incrociate e portava il cognome Crose, fu allora che pensai ad questa possibile relazione.
CROCIANI
CROCIANO
CRUCIANI
CRUCIANO
Crociani è tipico del forlivese, cesenate, Toscana, Umbria e Lazio, Crociano è quasi unico, Cruciani è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, Cruciano, assolutamente rarissimo è specifico di Sannicandro Garganico (FG), derivano dal nome medioevale Crucianus di cui abbiamo un esempio nel grossetano nel 1500: "...Hoc Dominicus Johannetti Sindicus, Crucianus Antonelli, Jacobus Venturi et Bernardinus Catena Priores Comitatis Orbetelli admirati cum ineo genere officij...", tracce di queste cognomizzazioni le troviamo ad Ancona nella seconda metà del 1600 in una causa dove l'attore è un certo Sante Cruciano.
integrazioni fornite da Cruciano Giallombardo
Il Nome Cruciano è ancora molto usato ad esempio in Sicilia e, in particolare, a Montemaggiore Belsito (PA).  Il significato di questo nome è portatore di croce, il Santo si festeggia il 3 maggio e il 14 settembre, in corrispondenza dei festeggiamenti del S.S.Crocifisso.
CROCICCHIA Specifico di Capranica (VT) con un ceppo probabilmente secondario anche a Roma, potrebbe derivare dal toponimo Crocicchia di Urbino (PU) o anche Crocicchie di Lisciano Niccone (PG).
notizie ulteriori  fornite da Pio Crocicchia
l'origine del cognome e in Capranica (VT) con diffusione anche a Roma da non oltre 50 anni ed in 4-5 stati U.S.A. come frutto dell'emigrazione dei primi del '900; nei testi storici capranichesi questo cognome viene riportato gia dal 1700.
CROGNALE Specifico della zona di Castel Frentano e Lanciano (CH), dovrebbe derivare dal termine locale crognale (corniolo), Crognale è anche il nome di un'antica Contrada di Lanciano da cui è pure possibile che qualcuno possa aver derivato il cognome. Casato baronale risalente almeno al XII° secolo nel 1500 fu feudatario dei territori di Arielli (CH) e Poggiofiorito (CH).
CROPELLI Tipico bresciano, potrebbe derivare da toponimi come Gropello (PV), tracce di questa cognominizzazione le troviamo in questo testo del 1534: "...His medius (nisi me animus fallit) interiectus erat Gulielmus Saeua, uir admodum honestus, Gallicaeque probitatis plurimum in se habens; aderat etiam Augustinus Mainardus, pietate et  doctrina clarus, Galeacius Gropellus, iuris peritus, Claudius Figonus, Laura Barbatus, uiri clarissimi et in omni doctrinae genere excellentes....".
CROPI
CRUPI
Cropi è praticamente unico, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del più comune Crupi che è tipico della Calabria meridionale e della Sicilia orientale, della zona dello stretto in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco kouroupes (tosato, rasato), ma molto più probabilmente deriva da un soprannome derivato dal vocabolo siciliano crupu (letame) derivato dal termine greco κόπρος (escremento).
CROSSIGNANI Specifico milanese potrebbe derivare da nomi di località come Crosignano (PC).
CROTT Assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano.
CROTTA
CROTTI
CROTTO
Crotta ha un ceppo lombardo a Lecco, uno a Romagnese (PV), ed in Piemonte a Chiaverano (TO), Crotti è dell'area lombardo emiliana, con grossa concentrazione nell'area compresa tra le provincie di Brescia, Bergamo e Cremona, Crotto, molto raro, è della provincia di Torino, dovrebbero derivare da un soprannome dipendente da toponimi come Crotta d'Adda (CR) o Crotto (CO) o anche da nomi di località identificabile dalla presenza di una grotta o crotto, Crottus era anche un nome maschile in uso nel medioevo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Milano in un atto del 1113 dove compare come testimone: "Signum + manuum ...Crotto da Canova...", più tardi nella seconda metà del 1300 alla Corte dei Visconti è Segretario Ducale Ludovico Crotto, nel 1400 da Dominus Michele di Ser Antonio de Crottus de Bondiono (abitante a Ponte in Valtellina, che si trasferì nel castello di Bellaguarda dando origine ai nobili Crotti di Mazzo, a Mazzo (SO) nel 1600 Giovanni Abbondio Crotto è Decano della comunità di Mazzo per l'anno 1616.
CRUCCAS Specifico del cagliaritano occidentale, dovrebbe derivare per metatesi da toponimi come Curcuris (OR).
CRUDELE
CRUDELI
Crudele ha un ceppo ad Isernia ed uno a Barletta e Triggiano nel barese, Crudeli ha un ceppo nel forlivese ed uno tra carrarese e lucchese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Crudelis di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1143 a Rosate (MI): "...Signum + manuum Villani Mura atque Durii .. ..Trinkerii qui dicitur Serene atque Boccarini Avocatus et Arderici Crudelis testium. ".
CUBEDDU Specifico della Sardegna settentrionale ha anche un ceppo a Cagliari, dovrebbe derivare dal diminutivo di cuba (mastello per la fermentazione del mosto).
CUBONI Tipico sardo, ha un ceppo a Lanusei (NU) ed uno nel cagliaritano, dovrebbe derivare dal vocabolo sardo su cuboni (grosso mastello per la fermentazione del mosto).
CUCCA
CUCCO
CUCCU
CUCCUS
Cucca è cognome sardo del nuorese, con un possibile ceppo in provincia di Caserta che potrebbe derivare come contrazione dal toponimo Cuccaro Vetere (SA),  Cucco è distribuito in tutt'Italia, Cuccu è tipico della Sardegna meridionale e sudoccidentale, Cuccus, assolutamente rarissimo, è cagliaritano, potrebbero derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo sardo cuccu (cuculo).
CUCCHETTI
CUCCHIANI
Cucchetti  e Cucchiani, sono tipici del milanese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al toponimo Moncucco (MI)
CUCCHI Ha un nucleo lombardo soprattutto tra milanese e bresciano, un ceppo romagnolo, nel forlivese in particolare e nel marchigiano ed uno in provincia di Roma, potrebbe derivare da soprannomi originati da nomi di località, cuccus sta ad indicare una cima tondeggiante, ma, più probabilmente deriva dal termine cucco (l'uccello cuculo); personaggio illustre è stato il pittore del 1600 Giovanni Antonio Cucchi.
CUCCI
CUCCIA
CUCCIO
Cucci è tipicamente pugliese, con ceppi anche nel cosentino ed in Sicilia, nel palermitano e nell'ennese, Cuccia , tipicamente siciliano, è del palermitano in particolare, Cuccio, anch'esso del palermitano, è specifico di Palermo e Ficarazzi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi - alcune informazioni sono tratte dal sito www.ancestry.com
D’origine arbëreshë, questi cognomi nascono da diverse italianizzazioni del cognome albanese Kuqi, che, tratto dalla radice kuq, significa letteralmente rosso (per una spiegazione più approfondita, vedi Russa): dal punto di vista etimologico, infatti, va notato che la q albanese ha un suono difficilmente adattabile in italiano (la pronuncia approssimativa è quella di una ch aspirata), cosicché, al momento di italianizzare il cognome, si è dovuto ripiegare su suffissi quali -ucci, -uccia ed -uccio, più comuni nell’onomastica italiana (lo stesso, talvolta, capita con nomi e cognomi d’origine greca, quando, cioè, la lettera k viene adattata con una c dolce, come nel caso di Kyriakos/Ciriaco e Kalokyris/Calaciura). Dal punto di vista storico, comunque, i cognomi Cucci e Cuccia compaiono sia in Calabria che in Sicilia già dalla metà del 1400, in seguito all’emigrazione dei fratelli Giovanni e Basilio Reres (i figli del nobile condottiero albanese Demetrio Reres); secondo alcune ricerche, inoltre, pare che almeno una parte delle famiglie Kuqi provenissero da Himarë, nella prefettura di Vlorë, da dove emigrò appunto nel XV o XVI secolo. Senza nulla togliere a quest’ipotesi, comunque, va detto che talvolta i cognomi Cucci, Cuccia e Cuccio potrebbero anche derivare dal nome medievale Cuccio, che, assieme al femminile Cuccia, rappresenta un ipocoristico aferetico di nomi quali Enrico, Federico, Teodorico, Talarico, etc (tutti nomi terminanti in -co, spesso d’origine germanica): qualora fosse valida, comunque, quest’ipotesi varrebbe per lo più nel nord Italia, considerata la frequenza di cognomi albanesi sparsi per il sud (in effetti, i ceppi maggiori di queste famiglie si trovano nel Meridione e, cosa ancora più importante, sono tipici di quelle province che storicamente hanno ospitato diverse comunità arbëreshë).
CUCCIARI Cucciari ha un ceppo in Gallura, ad Arzachena, Olbia, Sant'Antonio in Gallura e Luogosanto, con un ceppo anche a Sassari ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUCCIARI: cucciàri = cucchiaio. Dallo spagnolo antico cuchàr; piemontese cuciàr. Qui in Campidano cullèra, dal catalano cullèra (cutzèra). Cucciarìnu, coccerìnu = cucchiaino. Cucceròni, cocceròni = cucchiaione, mestolo, che qui in Campidano chiamiamo altrimenti sa turra, dal latino trulla → trudda → turùdda → turra. Il cognome potrebbe essere riferito ad un fabbricante di cucchiai (di legno!). Qui in Campidano il cucchiaio di legno (generalmente di erica) lo chiamiamo su cragallu(in Campidano); corcariu, corcardzu( in centro Sardegna)Corcàriu deriva dal latino coclearium; ma (secondo noi), non cragàllu. Per questo suggeriamo una parola composta da cra’–‘e-callu = grosso cucchiaio di legno (spatola) per mescolare il caglio(su callu, dal latino coàgulum), nei pentoloni (is caddaxus) di rame, per fare il formaggio. Nei documenti antichi in nostro possesso, il cognome Cucciàri non è presente. Attualmente lo troviamo in 25 Comuni d’Italia, di cui 14 in Sardegna: Arzachena 36, Olbia 28, S. A. di Gallura 18, Luogosanto 18, Sassari 15, etc.
CUCCUREDDU Cuccureddu è tipico del sassarese, di Ittiri e di Alghero, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla provenienza della famiglia dalla sommità di un monte, legato perciò al vocabolo sardo cúccuru (cima, cocuzzolo, colmo) ed espresso in forma ipocoristica.
CUCINATO Cucinato è estremamente raro e sembrerebbe del vicentino. (vedi Cusin)
CUCINIELLO Tipico della zona tra napoletano ed alto salernitano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo cucina o cugina, cognome famoso a Napoli fin dal 1700, nel Museo di San Martino si conserva ancora il grande presepe Cuciniello dal nome del suo collezionista.
CUCINOTTA Tipico del messinese. ma presente in modo significativo anche nel reggino e nel catanese, dovrebbe derivare o da modificazioni del termine cugina, ma è pure possibile una derivazione da modificazioni dell'aferesi di vezzeggiativi di nomi come Enrico, Malrico ecc.
CUCOVAZ Estremamente raro è tipico dell'udinese, di origine slovena deriva da un soprannome collegato con il vocabolo slavo kukec (tarlo).
CUCUGLIATA Cognome assolutamente rarissimo, quasi unico, potrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di appisolata, addormentata.
integrazioni fornite da Antonella Cucugliata
cognome rarissimo, (si segnala il Torrente Cucugliata a San Filippo del Mela (Messina), la famiglia origina da Santa Caterina di Villarmosa (Caltanissetta), in cui rimane un piccolo nucleo, alcuni altri sono emigrati a inizio 1900 a New York ove tuttora risiedono. Un piccolo ramo della famiglia è a Roma e Fiumicino. Il nome potrebbe essere di origine araba.
integrazione di Enzo Papa
Nelle parlate della Bassa Calabria ionica la cucugliata è la grandinata (i  cùcuglia, plurale, sono l'insieme dei grani di grandine. Cucugliata, come cognome, può essere un'allusione a comportamenti impulsivi e improvvisamente rovinosi.
CUCURACHI Cucurachi è specifico del Salento, di Caprarica Di Lecce, Veglie, Monteroni Di Lecce, Lecce e Lizzanello nel leccese, dovrebbe derivare dal cognome greco Koukourakis.
CUCUZZA
CUCUZZELLA
CUCUZZO
Cucuzza è tipicamente siciliano, di Palagonia, Grammichele, Caltagirone e Catania nel catanese, di Palermo, Carini, Montelepre e Belmonte Mezzagno nel palermitano. di Scicli nel ragusano, e di Rosolini nel siracusano, Cucuzzella, molto più raro, è sempre siciliano, di Vittoria e Comiso nel ragusano e di Ribera e Casteltermini nell'agrigentino, Cucuzzo, quasi unico, è probabilmente il frutto di errori di trascrizione delle anagrafi laziali, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine dialettale siciliano cucuzza (zucca), forse ad evidenziare particolari fisici come la forma allungata della testa o caratteristiche comportamentali del capostipite.
CUDA
CUDO
Cuda è tipicamente meridionale, ha un ceppo nel salernitano a Futani ed Ascea, uno nel catanzarese a Lamezia Terme. Falerna, Gizzeria, Andali, Catanzaro e Martirano Lombardo e nel crotonese a Mesoraca e Petilia Policastro, ed un ceppo nel nisseno a Caltanissetta e Mazzarino, Cudo, quasi unico, è del catanzarese, l'origine di questi cognomi potrebbe essere da un soprannome derivato dal termine greco koutos (κουτός) che significa sciocco, citrullo, balordo, forse ad identificare una caratteristica comportamentale del capostipite.
CUDICINI Cudicini, assolutamente rarissimo, è tipicamente friulano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica della località di Čudići in Croazia.
CUFFARI
CUFFARO
Entrambi tipicamente siciliani Cuffari ha un ceppo catanese ed uno a Caronia (ME), Cuffaro è più tipico di Raffadali (AG) con ceppi anche ad   Agrigento, Palermo, Bagheria (PA) e Scicli (RG), possono derivare dal mestiere di produttore o venditore di coffe (panieri di vimini), nel ragusano potrebbe esserci un'origine diversa il cùffaro è il nome locale del grecale (vento freddo, violento e secco proveniente da nordest), questo termine deriva dal vocabolo arabo kuffar (gli infedeli, i traditori, quelli di cui non puoi fidarti) e potrebbe caratterizzare una caratteristica comportamentale del capostipite.
CUGGIA Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del sassarese e di Ossi (SS) in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo logudorese cuggia (cuccia).
integrazioni fornite da Bruno Cugglia
cognome presente a Nizza (Francia) fin dal 1400.
CUGNONE
CUGNONI
Cugnone è praticamente unico, Cugnoni,. assolutamente rarissimo, è tipico del verbanese, dovrebbero derivare da un nome di località, come Cugnone frazione di Valprato Soana (TO).
CUGUDDA Cugudda è molto raro, tipico della Sardegna centromeridionale, dovrebbe derivare dal termine sardo campidanese cugùdda (riccio della castagna), forse per rappresentare le caratteristiche di capostipiti particolarmente irsuti.
CUIUS Cuius è specifico di Grammichele nel catanese, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito a figli di ignoti, il termine cuius (letteralmente in latino significa di chi?) veniva evidentemente attribuito nella zona ai bambini abbandonati, cioè a figli di chi?.
CULIN
CULLIN
Sia Culin che Cullin, molto molto rari, sono cognomi originari del trevisano e del vicino basso Friuli, dovrebbero derivare da una forma aferetica di un ipocoristico del nome Nicola, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto dell'anno 1203 nel territorio della Repubblica veneta: "...Accepimus autem, quod cum nuper Venerabilis frater noster Spalatensis Archiepiscopus Patarenos non paucos de Spalatensi et Traguriensi Civitatibus effugasset, nobilis vir Culinus Banus Bossinus iniquitati eorum non solum tutum latibulum, sed et presidium contulit manifestum...".
CULOS Tipico friulano, specifico della ristrettissima zona che comprende Casarsa della Delizia, San Vito al Tagliamento e loro circondario, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale Colossus, come pure da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome Nicola.
CULOSI
CULOSO
Tipico del catanese Culosi, del messinese Culoso, di origine molto incerta, si può ipotizzare una derivazione dal toponimo Culon città giudea di Palestina, ma più probabilmente discendono da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome Nicola.
CULTRONE Cultrone è specifico di Vittoria nel ragusano, potrebbe derivare dal termine latino cultro, cultronis (coltello usato dagli antichi romani per uccidere animali per un sacrificio), vocabolo usato ad esempio nell'Eudemia di Janus Nicius Aerithraeus: "...At illa, tanquam praedivinans quid futurum esset, dum ille in fenestra foribus injuriam factam queritur, furtim e lecto desiluerat ac rubrica in eum usum quaesita dexteram impleverat. Venit ergo ille amenti similis, clamans: 'Itane pessima? Ante meos oculos amatorculum mihi tuum adducis?' unaque opera femur illi dexterum et brachium lato cultro percussit...", forse ad identificare il mestiere del capostipite come quello di un macellaio.
CUMER
CUMERLOTTI
CUMERO
Cumer è tipico di Rovereto (TN), Cumerlotti quasi unico è dell'Alto Adige, Cumero, assolutamente rarissimo è dell'udinese, derivano da un soprannome proveniente dal vocabolo dialettale cumer (macilento, sofferente), originato dal vocabolo tedesco kummer (pena, afflizione) e stava a caratterizzare probabilmente la persona estremamente magra del capostipite.
tesi  fornite da Ferruccio Cumer
secondo accreditati ricercatori delle provincia autonoma di Trento Cumer è un cognome originatosi tra le popolazioni di stirpe germanica stabilitesi nei secoli passati in Trentino. Ha alla sua base il nome di persona Cummar / Kummar, dal gotico Guma / Gummar, che significa maschio, uomo, virile (affine, come significato, al Marius latino e all’Andréas greco). Nelle sue varie forme, il cognome è tipico delle aree linguistiche cimbre del Trentino e del Veneto (i Sette Comuni dell’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, e i Tredici Comuni della Lessinia, in provincia di Verona). Cumer si è originato ed è tuttora diffuso nella Vallarsa. La forma Comer era un tempo tipica di Folgaria, dove ora è estinta. Da Cumerle, diminutivo di Cumer (il piccolo Cumer, il giovane Cumer), sono derivati Cumerlotti (in provincia di Trento; è originario della Vallarsa, dove esiste la frazione omonima), Cumerlato (nei Sette Comuni), Comerlati (nei Tredici Comuni).
CUMINETTI
CUMINETTO
CUMINI
CUMINO
Cuminetti, estremamente raro sembra del bergamasco, Cuminetto è praticamente unico, Cumini. molto raro, è specifico friulano della zona tra Udine e Cividale, Cumino, anch'esso molto raro, è tipico di Torino e dintorni, derivano tutti dal nome medioevale Cuminus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale a Milano nell'anno 1153: "...Placuit atque convenit inter Adelardum diaconum de ordine maiore Sancte Mediolanensis Ecclesie filium quondam Lanfranci qui dicitur Cuminus, nec non et inter Iohannem qui dicitur da Muzane de civitate Mediolani...".  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Villa d'Adda (BG) fin dalla fine del 1300 dove i Cumini sono citati tra le famiglie ghibelline della città, nello stesso periodo troviamo dei Cumini ad Artegna (UD).
CUNA Originario del Leccese, dovrebbe derivare dal nome di una località.
CUNDARI Ha un ceppo cosentino, uno nel reggino ed uno nel messinese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome tipicamente siciliano e calabrese, con ceppi maggiori nel messinese, nel cosentino e nel reggino, Cundari è un cognome di origine greca che deriva dall'aggettivo kunduros, col significato di corto. Si tratta, quindi, della cognominizzazione di un soprannome indicante caratteristiche fisiche del capostipite.
CUNEGATI
CUNEGATO
CUNEGATTI
CUNEGO
Cunegati  e Cunegato sono tipici della zona a ovest di Schio (VI) e sono estremamente rari, Cunegatti sempre molto raro è tipico del veronese, zona di Vestena Nuova e Badia Calavena, con un ceppo anche in Lombardia, Cunego. rarissimo è proprio della zona di Verona e di Villafranca, potrebbero derivare dal nome germanico Cunegund.
CUNEGONDA
CUNEGONDI
Quasi unico Cunegonda sembrerebbe dell'estremo sud, Cunegondi, estrememente raro sembrerebbe parmense,.potrebbero derivare dal nome germanico Cunegund.
integrazioni fornite da Massimo Cunegondi
Il cognome Cunegondi, per quanto riguarda il ceppo parmense (nel quale tutti i Cunegondi sono parenti), non deriva dal germanico Cunegund ma dal ritrovamento di un orfano, che divenne il capostipite della famiglia, nel giorno di Santa Cunegonda nel tardo ottocento.
CUNEO Cuneo è specifico del genovese, Cunei, assolutamente rarissimo dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del primo, dovrebbe derivare dal toponimo piemontese Cuneo.
CUNIAL Cognome tipico di Possagno (TV).
notizie ulteriori  fornite da Giancarlo Cunial
Il cognome deriva da quello della borgata di Possagno che ha forma di cuneo (in loco qui dicitur cunealis, 1076).
CUNIETTI Assolutamente rarissimo sembrerebbe dell'alessandrino, troviamo tracce di questa cognomizzazione con un Leopoldo Cunietti, elencato tra gli amministratori della città di Alessandria nominati dall'esercito napoleonico nel 1798.
integrazioni fornite da Arnaldo Cunietti
Cunietti è originario da Castelnuovo Bormida (AL). Cognome unico di questo paese che appare all'incirca verso il 1630/1640. Originariamente questa famiglia si denominava Chinetti e appare per la prima volta con questo cognome in un censimento del 1489/90. Chinetti e voce d'origine incerta, probabilmente derivata dal nome Melchiorre, attraverso le forme Marchiodi, Chiodi, Chionio, Chionetti, Chinetti.(Vedere La famiglia Cunietti di Castelnuovo e Capriata - Cinque secoli di storia. 1489-1999 Acqui Terme 2001.- Autore: Arnaldo Cunietti-Ferrando. Esemplare nella biblioteca del Archivo Storico di Alessandria).
CUOCO Cognome campano, dovrebbe derivare da un soprannome dipendente da un mestiere.
CUOGHI
CUOGO
Cuoghi è tipico dell'areea che comprende le province di Verona, Mantova, Rovigo, Ferrara, Bologna e soprattutto Modena, Cuogo è decisamente veneto, di Salzano, Noale e Santa Maria di Sala nel veneziano e di Massanzago nel padovano, dovrebbero derivare dal termine veneto cuogo (cuoco), del cui uso abbiamo un esempio anche ne i Rusteghi di Carlo Goldoni: "..E se el cuogo de sior Lunardo non ha provisto salvadeghi, a tola no ghe n'ha da esser, e no ghe ne sarà. Semo tuti desmesteghi, tuti boni amici, con tanto de cuor. Stemo aliegri, magnemo, bevemo, e femo un prindese alla salute de tuti queli, che con tanta bontà, e cortesia n'ha ascoltà, n'ha sofferto, e n'ha compatìo. ..", si tratta dunque di cognominizzazioni originate probabilmente dal mestiere del capostipite.
CUOMO Tipico campano, del napoletano in particolare, deriva dalla contrazione del nome dialettale Cuosimo (Cosimo), tracce di questa cognomizzazione si trovano a Napoli e Stabia fin dal 1600.
CUORDIFEDE Assolutamente rarissimo è napoletano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Cuordifede è un cognome rarissimo, presente solo a Napoli e con ogni probabilità appartenente ad un unico nucleo familiare. Dal punto di vista etimologico è chiara la derivazione da un soprannome legato ad una peculiarità caratteriale del capostipite propenso spesso e volentieri a far del bene. Non sarebbe da escludere la recente formazione del cognome in ambienti ecclesiastici, dove molto spesso venivano abbandonati i cosiddetti figli di nessuno o figli del peccato che venivano salvati e allevati poi da frati e monache: a costoro spettava anche il compito di dare un nome e un cognome agli sventurati infanti salvati e il più delle volte, oltre ai soliti Esposito, Proietti o degli Infanti, assegnavano nomi legati al Cristianesimo (nomi di Santi del giorno del ritrovamento oppure nomi dettati dallo spirito cattolico, come può essere, in questo caso, l'espressione cognominizzata Cuor di fede).
CUORGENTILE Il cognome Cuorgentile  ormai scomparso, sembrerebbe essere stato di Castellammare di Stabia nel napoletano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a fanciulli abbandonati da parte di un'associazione di carità.
CUPAIOLI
CUPAIOLO
CUPAIUOLI
CUPAIUOLO
Cupaioli è specifico della zona di Cupello e Vasto nel teatino, Cupaiolo ha un ceppo nel teatino a San Buono, Vasto e San Salvo, ed un ceppo a San Severo nel foggiano, Cupaiuoli è praticamente unico, sembrerebbe del foggiano, Cupaiuolo è assolutamente rarissimo, sembrerebbero di origini abruzzesi, forse del teatino, potrebbe trattarsi di varie alterazioni di una forma etnica arcaica del paese di Cupello in provincia di Chieti.
CURATOLA
CURATOLO
Curatola è tipico del reggino, Curatolo ha un ceppo nel Gargano nella zona di Cagnano Varano (FG) e Sannicandro Garganico, ed uno in Sicilia a Caltanissetta e a Marsala (TP), derivano dal termine bizantino kourator (intendente).
CURCI
CURCIO
Curci è tipico del sud peninsulare, della Puglia in particolare e del napoletano, con un possibile ceppo lombardo ma originario del veneziano, Curcio è più diffuso in tutto il sud Campania, Calabria e Sicilia, deriva da soprannomi originati da vocaboli dialettali che possono significare sia corto (basso di statura), sia l'organo sessuale femminile, in pugliese curciu. Traccia di questa cognomizzazione la troviamo a Paternopoli (AV) nel 1600 con Giacomo  Curcio Procuratore della Cappella del Rosario della locale chiesa della Beata Vergine Maria, a Venezia sempre nel 1600 troviamo il liutaio  Zuanne Curci.
integrazioni fornite da Giuseppe Curcio
curcio o curci nel dialetto di Pedace (CS), dove ho tracce di parenti fin dal 1700, vuol dire corto e grasso insieme e indica anche le castagne non innestate, che sono appunto corte e chiatte., anche alcune forme di unghie delle mani vengono chiamate così.
CURI Un ceppo ascolano, uno romano ed uno leccese, il ceppo romano dovrebbe derivare da un soprannome legato al toponimo Cura (VT), quello ascolano dal toponimo Curetta (AP), quello leccese potrebbe derivare da una deformazione del toponimo Cursi (LE).
CURIO
CURIONE
CURIONI
Curio è assolutamente rarissimo, Curione, abbastanza raro, ha ceppi nel barese e nel palermitano, Curioni un pò meno raro, sembrerebbe tipico del nordmilanese, varesotto e comasco, derivano dal cognomen latino Curio (Curionis) di cui abbiamo un esempio nel De Bello Gallico di Giulio Cesare: "...Qua in fuga Fabius Pelignus quidam ex infimis ordinibus de exercitu Curionis primus agmen fugientium consecutus magna voce Varum nomine appellans requirebat...".  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1200 a Gallarate, dove i Curioni sono annoverati tra i nobili della città, nel 1300 nel comasco con Bertrame Curione nativo di Asso (CO) in qualità di prevosto di Dervio (LC): "...In  nomine domini Anno a nativitate eiusdem millesimo trecentesimo sexagesimo septimo Indictione quinta - die decimo septimo mensis Januarij In presentia mei notarij testiumque infrascriptorum ad hoc vocatorum et rogatorum dominus presbiter Bertramus Curionus prepositus ecclesie sancti petri de Dervio suo nomine proprio...".
CURIALE Potrebbe avere due ceppi uno siciliano ed uno pugliese, potrebbe essere derivato da un soprannome legato al termine latino curialis (di pertinenza di un raggruppamento giudiziario, ecclesiastico o amministrativo).
CURONE Curone sembra essere specifico di Castelnuovo Scrivia, potrebbe derivare dall'idronomo Curone, un torrente della zona, ma molto più probabilmente deriva dal nome latino Curo, Curonis di cui abbiamo un esempio in questo testo del 1231: "...Ceterum si quispiam de rebus eiusdem predicti Curonis minus vel maius retinuisse probabitur, eundem vigore iuramenti nobis prestiti iudicamus...".
integrazioni fornite da Massimiliano Jattoni
Antica famiglia piemontese, originaria di Dernice e Fabbrica Curone di cui ressero la Signoria. Uno dei rami principali trasferito a Castelnuovo Scrivia (AL) già nel 1300 (documentazione cartari di rivalta) un Valentino Curone Medico nel 1436 chiarì e capì come si diffondeva la peste.  Diversi cavalieri nell'Ordine di Malta, hanno dato lustro alla famiglia. Imparentati con le famiglie Scarabelli della Mirandola, Grassi, Bassi, Stella di cui ereditarono le armi.
Arma: Inquartato: nel primo e nel quarto: di rosso alla croce d’argento sormontata da uno scudetto d’oro caricato da una “C” gotica di nero; nel secondo: d’azzurro al gufo nascente con le ali alzate e spiegate di nero; nel terzo: partito: nel 1° d’argento alla stella (5) d’oro; nel 2° scaccato di nero e d’argento. Capo d’oro all’aquila di S.Giovanni al naturale.
Motto: AB ORIENTE ET OCCIDENTE SEMPER FIDELIS.
CUROTTI
CUROTTO
Curotti, rarissimo, è piacentino, Curotto, tipico del genovese, è molto raro, dovrebbero derivare dal nome celtico Cur o dal suo corrispondente latino Curius.
CURRELI Tipicamente sardo, è diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare da una modificazione del nome sardo Correli (Cornelio).
CURRO' Di origini siciliane.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Di origine messinese di Milazzo in particolare, deriva da una forma dialettale del nome Corrado.
CURSIETTI Assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origini laziali, deriva da una modificazione del cognomen latino Curtius, trasformatosi nel medioevale Curzio e da questo in Cursio, una seconda ipotesi lo fa derivare dall'aferesi del cognome Accursio (vedi).
CURSIO Specifico del foggiano, della zona tra San Severo, Apricena e San Marco in Lamis, potrebbe derivare dal nomen latino Cursius di cui abbiamo un esempio in un testo del 1204: "...Cursius carceri perpetuo adjudicatus remansit; proditores vice promissi auri ab Hugone suspensi sunt, eorumque bona direpta...", o anche dall'aferesi del nome Accursio (vedi), ma è pure possibile una modificazione dialettale del cognome Curcio.
CURTI
CURTIS
CURTO
Curti è diffuso in tutt'Italia, Curtis, molto raro, sembra specifico di Cervaro (FR), Curto ha ceppi in tutto il sud, in provincia di Roma, in quella di Belluno ed in Piemonte, dovrebbero tutti aver avuto origine da un soprannome legato alla bassa statura del capostipite, il cognome Curtis potrebbe anche derivare dal sostantivo medioevale curtis (della Corte) intendendo l'appartenenza alla corte di un nobile.
CUSANELLI
CUSANI
CUSANO
Cusanelli è tipico di Pietraroja nel beneventano, Cusani, molto raro, ha forse un ceppo milanese ed uno campano, Cusano è tipicamente campano, dovrebbero derivare da toponimi come Cusano Milanino (MI) e soprattutto come Cusano Mutri (BN).
CUSIMANO
CUSMANO
CUSUMANO
Sono cognomi tutti di origine siciliana, dovrebbero derivare da una latinizzazione (Cosmanus) del nome greco Kosmas, si ricordino i SS Cosma e Damiano, da Cosmanus si è arrivati poi a Cusmano e poi a Cusimano e Cusumano.
CUSIN
CUSINATI
CUSINATO
CUSINI
Cusin è tipico del padovano e veneziano, Cusinati assolutamente rarissimo e Cusinato sono di origine padovana, Cusini è tipico della Valtellina, dovrebbero dipendere da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questi cognomi derivano da un vocabolo dialettale significante cugino (legame di parentela).
integrazioni fornite da Paolo Cucinato Alzate Brianza (Co)
Si possono fare parecchie ipotesi, su questi cognomi. La famiglia Cusinato era originaria di Bassano del Grappa (VI) almeno fin dal 1259: una iscrizione romana che elenca i nomi componenti di una centuria riporta  "....Aulus Cusinius Clarus munificies......"; da Dante Olivieri (Toponomastica veneta) un certo Cusinius risulta essere il fondatore del paese di Cusignana di Arcade (Tv); il cognome Cusin è elencato tra i cognomi di origine ebraica il significato è : figlio di Kus (Chus), ossia Saulle, figlio di Cam. Re Davide scrive una lamentazione in suo proposito (Bibbia salmo 7:1 ); in un atto notarile di Bassano del 1259 ( F.Scarmoncin) risulta testimone un Pietro Cosino; in un atto notarile del 1316 risulta testimone  Albertino, figlio di Cusin da Crespano (G. Farronato); nel 1508 esistono i Cuxin, sempre a Bassano nella Rosà (G. Farronato); nel 1550 esistono i Cuxinus, sempre della Rosà (G.Farronato); secondo il F.Signori (toponomastica storica bassanese) i Cusin della Rosà danno il
nome alla contrada dei Cusinati tuttora esistente come frazione di Rosà, comune del bassanese.  La nostra famiglia era Cusinato fino al  1810/20. Da allora in poi nei registri di stato civile (S.Maria in Colle di Bassano) venne variato in Cucinato, mentre il cognome originario non alterato continua in altre località del Veneto.  Ultima ipotesi da non trascurare: in una regione  della Croazia, 100 km a sud di Zagabria esiste il cognome Kucinic in diversi paesi della zona (scritto anche Kuchinich).Un uomo politico americano, distintosi nell'ultima campagna elettorale
USA, Dennis Kuchinich, è di dichiarate origini croate. Una mia trisavola (1789) era di origine dalmata.  Quindi, visto le ipotesi sopraesposte, ho ritenuto abbastanza semplicistico e sbrigativo far derivare il cognome in questione solo dalla forma dialettale di cugino = cusin, che è realistica, ma non completa.
CUTI
CUTO
Cuti, molto raro, è specifico del palermitano, di Palermo in particolare e di Casteldaccia, Cuto è praticamente unico, potrebbero derivare dal nome ebraico Cuth o anche dal nome ebraico Kittim, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Gallipoli in una registrazione di battesimo del 1608, del figlio di  un tale Quintiliano Cuti e di Caterina sua moglie.
CUTINI Cutini è tipico dell'area che comprende le province di Arezzo, Perugia, Macerata ed il Piceno, con un ceppo anche tra romano ed aquilano, l'origine di questo cognome potrebbe essere dal popolo dei Cutini, abitanti anticamente la città sannita di Cutina nell'aquilano, di cui parla Tito Livio nel Libro ottavo del suo Ab Urbe Condita: "...refugerent hostes sed iam ne uallo quidem ac fossis freti dilaberentur in oppida, situ urbium moenibusque se defensuri. postremo oppida quoque ui expugnare adortus, primo Cutinam ingenti ardore militum a uolnerum ira quod haud fere quisquam integer proelio excesserat, scalis cepit, deinde Cingiliam. utriusque urbis praedam militibus, quod eos neque portae nec muri hostium arcuerant, concessit...", non si può comunque escludere, anche se meno probabile, una derivazione attraverso ipocoristici dalla Gens etrusca Cutu (vedi CUZZI).
CUTINO Cutino, abbastanza raro, è specifico del palermitano, di Palermo e di Isola delle Femmine e di Alcamo nel trapanese, con un ceppo anche tra napoletano e salernitano potrebbe derivare da forme ipocoristiche del nome ebraico Cuth o Kittim (vedi CUTI), l'ipotesi che farebbe derivare invece quaesto cognome da un soprannome originato dal termine ungaro kut (fontana), facendolo risalire all'epoca dell'imperatore Federico, sembrerebbe molto poco credibile.
CUTOLO
CUTULI
Cutolo è tipico del napoletano di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Napoli, Cutuli, tipicamente siciliano, ha un ceppo nel catanese ed uno tra messinese e reggino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine greco arcaico kutylè (oggetto cavo, scavato, coppa).
CUTRONE
CUTRONI
Cutrone ha un ceppo molisano a Toro e Campobasso, uno importante nel barese a Palo Del Colle, Bari e Modugno ed in Sicilia a Corleone nel palermitano e nel ragusano a Chiaramonte Gulfi, Acate, Ragusa e Comiso, Cutroni, estremamente raro, parrebbe del messinese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo della Magna Grecia cutra (oggetto prodotto con l'argilla), è anche possibile un collegamento con il nome meridionale della città di Crotone che è appunto Cutrone.
CUZZI Molto molto raro, con un ceppo nell'udinese ed altri in giro per l'Italia, potrebbe essere di origini latine e derivare dal praenomen romano Cutius, originato dalla gens Cutu etrusca, di cui abbiamo un esempio negli Annales di Tacito: "...cum velut munere deum tres biremes adpulere ad usus commeantium illo mari. et erat isdem regionibus Cutius  Lupus quaestor, cui provinci a vetere ex more calles evenerant...", ma è pure possibile una derivazione dall'aferesi di una modificazione del nome Marco, Marcuzzo, dei Marcuzzi, Cuzzi.  Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Rovigno in Istria fin dal 1600.
CUZZOCREA Tipico del reggino, dovrebbe derivare da un soprannome di origine greca cuzzocrea (carne mozzata) forse in ricordo di un episodio di guerra o ad un disastro durante la pesca.
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