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CRO' Crò ha un piccolissimo ceppo a Napoli e nel napoletano e qualche presenza nella Sicilia sudorientale, dovrebbe essere di origini normanne e derivare da un soprannome basato sul termine dialettale brettone croc (uncino) o crotz (gruccia).
CROATI
CROATO
CROATTI
CROATTINI
CROATTINO
CROATTO
CROVATI
CROVATIN
CROVATINI
CROVATO
CROVATTI
CROVATTO
Croati e Croato sono talmente rari da poter essere considerati quasi unici, Croatti è specifico della bassa Romagna, di Rimini e Sant'Arcangelo di Romagna nel riminese, di Cervia nel ravennate e di Borghi e Cesenatico nel cesenate, Croatto è caratteristico di Udine e dell'udinese, di Tarcento, Reana del Rojale, Attimis e Povoletto, Croattini è specifico di Udine, Croattino, quasi unico, è anch'esso dell'udinese, Crovati è praticamente unico, Crovatin e Crovatini, anch'essi estremamente rari e quasi unici, sono invece il primo dell'udinese, il secondo giuliano, Crovato, il meno raro, è tipico invece del pordenonese, con presenza significative anche nel trevigiano e veneziano, Crovatti e Crovatto, entrambi assolutamente rarissimi, sono tipici dell'udinese, starebbero ad indicare una provenienza croata cioè dovrebbero identificare i capostipiti come originari della Croazia, ma è pure possibile un'origine comunque balcanica in quanto, con il termine croato, in epoca tardo medioevale si indicavano spesso, soprattutto nell'area della Repubblica Serenissima, i profughi dalle terre occupate dai saraceni, durante la loro espansione dalla Turchia nei Balcani, fin quasi a raggiungere Vienna, un principio di queste cognominizzazioni lo troviamo ad esempio nel 1600 con: "...Zechius Croatinus haud obscuns parentibus ortus,...".
CROBIS Crobis, assolutamente rarissimo, è del sud della Sardegna.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CROBIS: cognome molto raro; le persone che lo portano sono circa 18 in tutta Italia: 14 in Sardegna: San Gavino 9 e Cagliari 5, e 4 nella penisola, di cui due a Vigevano, in Lombardia, e due a Cesena , in Emilia Romagna. Sappiamo con certezza che il cognome Cròbis è originario di San Gavino e che, i circa 18 che lo portano, appartengono ad un unico ceppo. La voce cròbis significa corbe, cioè ceste di paglia, che compongono il cosiddetto, strexu de fenu = recipienti di paglia, tradizionali della Sardegna e non solo: cròbis, crobèddas, pobìnas, canistèddas. In latino corbis. Un tempo San Gavino Monreale, era uno dei tanti centri del Medio Campidano, nel quale si confezionavano le ceste di paglia. Per saperne di più, vedi nel Web Giuseppe Concas, DICIUS, Detti e Proverbi del Campidano di Sardegna, parte 28^: "tristu e miserinu s'arriccu, su poburu jei s'arrangiat").
CROBU (vedi CORBU)
CROCCO
CROCCOLI
CROCCOLO
CROCO
CROCOLI
Crocco è diffuso in modo disomogeneo in tutta la penisola, nell'alessandrino e nel genovese, nel vicentino, veronese, padovano, rovigoto e veneziano, in Campania, soprattutto nel casertano e beneventano, in Basilicata e in particolare nel cosentino e nel catanzarese, Croccoli sembra unico, Croccolo è estremamente raro, sono una forma ipocoristica del precedente, Croco, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, Crocoli, molto molto raro, è romano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome di mestiere del tintore, originato dal termine latino crocus (zafferano, giallo), ricordiamo che il nome scientifico dello zafferano è crocus sativus, ma è anche probabile che, in molti casi, individuino famiglie ebraiche, caratterizzate da soprannomi originati dall'editto di Papa Paolo IV° che aveva imposto agli ebrei di portare un berretto giallo, editto che aveva effetto particolarmente nei territori dello stato pontificio, ma anche nella Serenissima e cattolica Repubblica Veneta e nel sud degli angioini e degli aragonesi.  Un importante esponente di queste famiglie è stato il bandito lucano Carmine Crocco (1830 - 1905),  nato a Rionero in Vulture nel potentino.
integrazioni fornite da Marco Russo
non è da escludere che nell'area estremo meridionale il cognome Crocco derivi più semplicemente dal termine dialettale "croccu" (Rohlfs) derivato a sua volta dal latino "croccus",  con cui i calabresi indicano più comunemente un gancio, un uncino o comunque un ferro ricurvo. Nel dialetto calabrese, sempre nella variante estremo meridionale, il "crocco" può essere anche un bastone. Inoltre può assumere un connotato metaforico, tra gli anziani calabresi si era soliti dare del "crocco" a qualcuno quando si voleva indicare una persona i cui tratti caratteriali dominanti sono l'ottusità e la testardaggine. Notando le connessioni di cui sopra non è da escludere che il capostipite sia stato un fabbricatore di ganci, uncini, aghi, attaccapanni e bastoni oppure che abbia avuto un uncino in sostituzione di una mano o di un intero arto amputato o che abbia avuto la schiena storta.
CROCE
CROCETTA
CROCETTI
CROCETTO
CROCI
CROCINI
CROCIONI
Croce è diffuso in tutt'Italia, Croci tipico del centro nord, nordovest Lombardia ed Emilia in particolare, Crocini è tipicamente toscano, particolarmente di Arezzo, dell'aretino e del senese, Crocioni è umbro, di Città di Castello e Perugia in particolare e di Giove e Terni nel ternano, Crocetta ha un ceppo tra trevisano e padovano, uno tra pescarese e teatino, uno nel romano, uno nele napoletano, nel barese e piccoli ceppi in Sicilia, Crocetti ha un ceppo tra spezzino e lucchese, uno toscano, uno nell'area che comprende Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio, Crocetto, molto molto raro, ha un piccolo ceppo nel napoletano ed uno nel potentino, possono essere originati da soprannomi legati ad uno dei tanti toponimi contenenti il vocabolo Croce o Crocetta, come Croce di Casale (AP), Croce di Magara (CS), Croce di Monte Colombo (FO), Crocetta di Fornelli (IS), Crocetta di Perano (CH) e molti altri ancora, come potrebbero pure derivare da soprannomi legati a fatti religiosi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
In alternativa all'ipotesi proposta (che, comunque, non è affatto da escludere), i cognomi Croce, Croci, etc potrebbero derivare dal nome medievale Croce, che, in ambito religioso, allude naturalmente alla crocifissione di Gesù Cristo (evento centrale dell'intero Cristianesimo): l'emblema della croce, in effetti, occupa un posto d'assoluta importanza nella simbologia cristiana e, in questo senso, la stessa onomastica religiosa gli rende omaggio, anche al di fuori dell'Italia (a titolo d'esempio, basti pensare al nome greco Stavros, equivalente all'italiano Croce, che ancora oggi è molto diffuso in Grecia). Detto questo, comunque, va aggiunta un'ultima osservazione riguardo al cognome Croce: secondo alcune fonti, questo cognome nasconderebbe talvolta un'origine arbëreshë, trattandosi probabilmente di una traduzione del nome albanese Stavri, equivalente al greco Stavros (questa fonte, che non esclude un'origine greco-albanese, varrebbe soprattutto nel sud Italia e, a maggior ragione, in quelle provincie che storicamente hanno ospitato diverse comunità arbëreshë).
ipotesi fornita da Enrico Franzil
Il cognome Croce potrebbe derivare da un soprannome attribuito a chi avsse avuto le ciglia incrociate (ciglia cioè che si prolungavano  verso l'interno dove il naso si congiunge con la fronte). Nelle credenze popolari a questo aspetto del viso venivano attribuiti dei significati particolari. Un mio studente, molti anni fa, aveva evidentemente ereditato dagli antenati delle vistose  ciglia incrociate e portava il cognome Crose, fu allora che pensai ad questa possibile relazione.
CROCIANELLI
CROCIANI
CROCIANO
CRUCIANELLI
CRUCIANI
CRUCIANO
Crocianelli è specifico di Roma, Crociani è tipico del forlivese, cesenate, Toscana, Umbria e Lazio, Crociano è quasi unico, Crucianelli è tipico della zona che comprende anconetano, maceratese e perugino, con presenze anche nel romano, Cruciani è tipico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria, Lazio ed Abruzzo, Cruciano, assolutamente rarissimo è specifico di Sannicandro Garganico nel foggiano, derivano, direttamente o tramite un ipocoristico, dal nome medioevale Crucianus di cui abbiamo un esempio nel grossetano nel 1500: "...Hoc Dominicus Johannetti Sindicus, Crucianus Antonelli, Jacobus Venturi et Bernardinus Catena Priores Comitatis Orbetelli admirati cum ineo genere officij...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad Ancona nella seconda metà del 1600 in una causa dove l'attore è un certo Sante Cruciano.
integrazioni fornite da Cruciano Giallombardo
Il Nome Cruciano è ancora molto usato ad esempio in Sicilia e, in particolare, a Montemaggiore Belsito (PA).  Il significato di questo nome è portatore di croce, il Santo si festeggia il 3 maggio e il 14 settembre, in corrispondenza dei festeggiamenti del S.S.Crocifisso.
CROCIATI
CROCIATO
CRUCIATI
CRUCIATO
Crociati è specifico dell'area che comprende il forlivese, il riminese ed il pesarese, ed è particolarmente diffuso a Bellaria Igea Marina, Cesena, Rimini Savignano sul Rubicone e Novafeltria, Crociato è quasi unico, Cruciati è praticamente unico, Cruciato, estremamente raro, è specifico di San Pietro in Lama nel leccese, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi originati dall'essere stati i capostipiti connessi in qualche modo con manifestazioni religiose, non necessariamente le Crociate vere e proprie, ma molto più probabilmente confraternite che adottassero la croce come loro segno distintivo.
CROCICCHIA Specifico di Capranica (VT) con un ceppo probabilmente secondario anche a Roma, potrebbe derivare dal toponimo Crocicchia di Urbino (PU) o anche Crocicchie di Lisciano Niccone (PG).
notizie ulteriori  fornite da Pio Crocicchia
l'origine del cognome e in Capranica (VT) con diffusione anche a Roma da non oltre 50 anni ed in 4-5 stati U.S.A. come frutto dell'emigrazione dei primi del '900; nei testi storici capranichesi questo cognome viene riportato gia dal 1700.
CROGNALE Specifico della zona di Castel Frentano e Lanciano (CH), dovrebbe derivare dal termine locale crognale (corniolo), Crognale è anche il nome di un'antica Contrada di Lanciano da cui è pure possibile che qualcuno possa aver derivato il cognome. Casato baronale risalente almeno al XII° secolo nel 1500 fu feudatario dei territori di Arielli (CH) e Poggiofiorito (CH).
CROPELLI Tipico bresciano, potrebbe derivare da toponimi come Gropello (PV), tracce di questa cognominizzazione le troviamo in questo testo del 1534: "...His medius (nisi me animus fallit) interiectus erat Gulielmus Saeua, uir admodum honestus, Gallicaeque probitatis plurimum in se habens; aderat etiam Augustinus Mainardus, pietate et  doctrina clarus, Galeacius Gropellus, iuris peritus, Claudius Figonus, Laura Barbatus, uiri clarissimi et in omni doctrinae genere excellentes....".
CROPI
CRUPI
Cropi è praticamente unico, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del più comune Crupi che è tipico della Calabria meridionale e della Sicilia orientale, della zona dello stretto in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo greco kouroupes (tosato, rasato), ma è pure possibile che possa derivare da un soprannome originato dal vocabolo siciliano crupu (letame) derivato dal termine greco κόπρος (escremento), indicando forse così il mestiere del capostipite.
CROSA Crosa è tipico dell'area ligure, piemontese, dovrebbe derivare dal nome del paese biellese di Crosa, o dal nome della Val Crosa, il nome di questo paese deriva dal fatto di essere situato ad una crosa (crocevia in dialetto piemontese) di strade percorse anticamente dalla transumanza.
CROSARA
CROSERA
Crosara è decisamente veneto, di Chioggia e Venezia nel veneziano, e del vicentino, di Valdagno, Cornedo Vicentino, Monte di Malo, Lugo di Vicenza, Malo, Vicenza e Zugliano, Crosera è del veneziano, di Venezia, San Donà di Piave e Meolo, dovrebbero derivare dal nome di uno dei tanti paesi veneti chiamati Crosara, come ad esempio Crosara di Bolzano Vicentino, Crosara di Marostica e Crosara di Valdagno nel vicentino ed altri simili, ma può anche derivare dal fatto di abitare il capostipite nei pressi di una crosara, o crosera, che in veneto arcaico significa crocevia, crocicchio.
CROSARIOL Crosariol è specifico del veneziano, di Santo Stino di Livenza e di Annone Veneto, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale veneto basato sul termine veneziano arcaico crosariol (quello della crosara, quello dell'incrocio), stante ad indicare che il capostipite abitasse in prossimità di un particolare quadrivio o crocicchio.
CROSSIGNANI Specifico milanese potrebbe derivare da nomi di località come Crosignano (PC).
CROTALI Crotali, assolutamente rarissimo, è del centro Italia, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine crotali (cimbali), forse ad indicare nei capostipiti degli artisti girovaghi.
CROTT Assolutamente rarissimo, sembrerebbe toscano.
CROTTA
CROTTI
CROTTO
Crotta ha un ceppo lombardo a Lecco, uno a Romagnese (PV), ed in Piemonte a Chiaverano (TO), Crotti è dell'area lombardo emiliana, con grossa concentrazione nell'area compresa tra le provincie di Brescia, Bergamo e Cremona, Crotto, molto raro, è della provincia di Torino, dovrebbero derivare da un soprannome dipendente da toponimi come Crotta d'Adda (CR) o Crotto (CO) o anche da nomi di località identificabile dalla presenza di una grotta o crotto, Crottus era anche un nome maschile in uso nel medioevo, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Milano in un atto del 1113 dove compare come testimone: "Signum + manuum ...Crotto da Canova...", più tardi nella seconda metà del 1300 alla Corte dei Visconti è Segretario Ducale Ludovico Crotto, nel 1400 da Dominus Michele di Ser Antonio de Crottus de Bondiono (abitante a Ponte in Valtellina, che si trasferì nel castello di Bellaguarda dando origine ai nobili Crotti di Mazzo, a Mazzo (SO) nel 1600 Giovanni Abbondio Crotto è Decano della comunità di Mazzo per l'anno 1616.
CRUCCAS
CURCAS
Cruccas è specifico dell'iglesiente, di Perdaxius, Iglesias e Tratalias, Curcas, assolutamente rarissimo, è di Carbonia, dovrebbero derivare per metatesi da toponimi come Curcuris nell'oristanese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CRUCCAS; CURCAS: di significato ed etimo incerti. Secondo lo studioso Giovanni Spano deriva dalla voce fenicia CUR = città. Ma  potrebbe significare croce  e quindi derivare dal latino crux. Pertanto potrebbe essere la variante sarda di Croce, diffuso in 906 Comuni italiani. Non dimentichiamo che Curcas o Crucca o Curcaso è inoltre il nome di un antichissimo centro abitato, oggi abbandonato, di origine romana. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Flumenargia, nel regno giudicale di Torres. Dal 1238 fece parte dei possedimenti dei Doria. All'inizio del 1300 andò spopolandosi e verso la metà del secolo fu definitivamente abbandonato. È frequente, come cognome, negli antichi documenti della lingua sarda ed è sempre preceduto da "de", ad indicare la provenienza. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Curcas (de) Comita, ville Desilo (* Desilo.odierno Desulo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Curcas (de) Creyndeu, majore (amministratore, sindaco) ville Bilbì (* Bilbì.odierno Belvì. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Curcas (de) Gasparro, jurato ville Solgono (* Solgono.odierno Sorgono. Mandrolisay e Barbagia di Belvì); Curcas (de) Joanne, jurato ville Bilbì; Curcas(de)Nicolao, jurato ville Seercela ( *Seercela.distrutto. Sarcela - Serzele. Partis de Montibus); Curcha (de) Simeone, jurato ville Masudas(Masullas - Partis de Montibus); Curchas (de) Basilio, ville Selluri (** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388); Curchas (de) Francisco, ville Selluri; Curchas (de) Guantino, jurato ville Simagis de Sancto Juliano (* Simagis de Sancto Juliano.distrutto. Simaxis di su. Contrate Campitani Simagis; Curchas (de) Guantino, ville Cerchillo ( * Cerchillo... attuale Berchidda. Curatorie de Costa de Valls); Curchas (de) Hugolino, ville Genadas ( * Genadas.villaggio distrutto(Laconi ..Contrate partis Alença); Curchas (de) Joanne, ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Curchas (de) Laorencio, jurato ville Goçula ( * Goçula .distrutto. Goçuna: Partis de Montibus);   Curchas (de) Laorencio, ville Laconi (** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc); Curchas (de) Leorio, majore ville Serdis de Monte (* Serdis de Monte.distrutto. Partis de Montibus); Curchas (de) Leorio, ville Laconi ; Curchas (de) Petro, castellano majore Castri Serravallis(il castello si trova presso la città di Bosa e fu edificato dai Malaspina). Curchas (de) Petro, jurato ville Laconi; Curchas (de) Philipo; Curchas (de) Salvatore, jurato ville Oçana ( * Oçana.odierno Ottana. Curatorie Dore); Curchas (de) Stefano, ville de Sardara; Curchas De) Gunario, jurato ville Gistorlu * Gistorlu...villaggio distrutto(Anglona). Contrate de Anglona  - Chiaramente); Curchas Petro, ville Gemessi ( * Gemussi.distrutto: Jemussi o Gimussa? Partis de Montibus); Curchas(de) Gantino, ville de Sardara. Il nome del centro abitato, Curcas o Curcaso è presente nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo: (42, 45, 85): (postura de servos = donazione di servi).et ego presbiteru Ithoccor de Frauile, ki tenni corona  de iudike Gosantine in Curcaso.Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, al cap. 284, in una permuta di servi: Tramutai cun Gosantine de Thori de Curcas, cum boluntade dessa mujere donna  Anna, fiia de donnu Petru de serra, fiiu de donnu Dorbeni. Isse deitimi (mi diede) latus (la metà, del servizio) de Ythoccor Thule; e t ego deili latus de Gosantine Leppore, fiiu de Petru Biote. Testes. ( seguono i testimoni). Attualmente il cognome Cruccas è presente in 40 Comuni italiani, di cui 22 in Sardegna (con maggior frequenza nel Sulcis Iglesiente): Perdaxius 25, Iglesias 19, Tratalias 14, Cagliari 23, Guspini 11; etc.  Curcas è presente in 5 Comuni della Sardegna: Carbonia 17, Siniscola 3, Decimoputzu 3, etc.
CRUCCU
CURCU
Entrambi tipicamente sardi, Cruccu è tipico di San Gavino Monreale nel Medio Campidano, Curcu è specifico dell'oristanese, di Cuglieri e Scano di Montiferro, potrebbe derivare da un soprannome originato da un arcaico termine cruccu o curcu (nodo).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CRUCCU; CURCU: di significato ed etimo incerti. Nella lingua sarda, tanto in logudorese, quanto in campidanese esiste la voce croccu, che significa gancio, arpione, uncino e deriva dal tardo latino croccus. Non sappiamo altro. Sono cognomi poco diffusi. Cruccu ha il  ceppo più consistente a San Gavino Monreale, con un cinquantina di presenze; Curcu conta il numero più alto di presenze a Cuglieri, con 35 ed a Scano Montiferro con 18. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo:  Curchu (de) Petro, jurato ville de Sardara ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Curchu Gantino, ville Selluri (* Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, al capitolo 213, figura un certo Curçu Ianne, proprietario di una vigna in località n agro di Consedin (Cossoine): positinke (diede) Elene Cersa, socra (suocera) di Presnaci Virde  .i. sollu (un soldo aureo sardo) de vinia in Mandra, in pedale (sotto) de sa binia de Ianne  Curçu. Testes.Osservazione: Curçu, potrebbe derivare da curtzu o curtu = corto, dal latino curtus. Curtu esiste come cognome (vedi Curtu). Attualmente Cruccu è presente in 31 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: San Gavino Monreale 49, San Giovanni Suergiu 14, San Nicola d'Arcidano 12, etc. Curcu è presente in 19 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Cuglieri 35, Scano Montiferro 18, Furti 11, etc.
CRUCILLA
CRUCILLA'
Crucilla è quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata di Crucillà, che è specifico di San Cataldo nel nisseno e di Palermo, che dovrebbe essere di origini arabe non meglio identificate.
CRUDELE
CRUDELI
Crudele ha un ceppo ad Isernia ed uno a Barletta e Triggiano nel barese, Crudeli ha un ceppo nel forlivese ed uno tra carrarese e lucchese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Crudelis di cui abbiamo un esempio in una Carta venditionis del 1143 a Rosate (MI): "...Signum + manuum Villani Mura atque Durii .. ..Trinkerii qui dicitur Serene atque Boccarini Avocatus et Arderici Crudelis testium. ".
CRUGLIANO Crugliano è specifico di Crotone, potrebbe derivare da una forma dialettale per Corigliano, si potrebbe ipotizzare una provenienza dei capostipiti  dalla città di Corigliano Calabro.
CRUSAFIO Crusafio è tipico del leccese, di Matino in particolare, dovrebbe derivare dal nome greco Chrysáphis, a sua volta derivato dal termine greco antico krisáfi (aureo).
CRUSCA
CRUSCHI
CRUSCO
Crusca, assolutamente rarissimo, sembrerebbe di origini meridionali, dell'area salernitana e lucana e della Sicilia, Cruschi ha un ceppo a Cutrofiano nel leccese, Crusco ha un ceppo a Sapri nel salernitano ed a Napoli, a Maratea e Muro Lucano nel potentino ed a Grisolia, Santa Maria del Cedro, Diamante e Scalea nel cosentino, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale lucano e calabrese crùscu (duro, rude), probabilmente a sottolineare dei comportamenti dei capostipiti.
CUALLO Cuallo è un cognome ormai scomparso in Italia, sembrerebbe essere di origini campane, se ne hanno tracce a fine 1800 a Nola nel napoletano, l'origine etimologica è oscura.
CUBEDDU Cubeddu è specifico della Sardegna settentrionale, ma ha anche un ceppo a Cagliari, dovrebbe derivare dal diminutivo di cuba (mastello per la fermentazione del mosto).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUBEDDU; CUBELLO; CUPELLO: cubeddu o cubedda, ha il significato di tinozzo, detto anche cubidìna e viene da cuba o cupa = botte, tino; dal latino cupa. Cubone/i o cupone/i = grosso tino o botte ad un solo fondo, per la fermentazione del mosto con le vinacce. Attualmente il cognome Cubeddu è presente in 133 Comuni italiani, di cui 56 in Sardegna: Sassari 217, Seneghe 103, Cagliari 62, Olbia 46, etc. Il cognome Cubello è presente in 33 Comuni italiani, di cui nessuno in Sardegna. Il cognome Cubello è però presente nei documenti antichi sardi del medioevo: Cubello Deiana Costanza figlia di un nobile spagnolo Cubèl di Valenza e di una nobildonna sarda del casato dei Deiana; sposò, verso la metà del 1300 il "donikello" Salvatore dei Bas-Serra di Arborea, dal quale ebbe tre figli, con i quali inizia la dinastia sarda dei Cubello; a partire da Leonardo primo marchese di Oristano del Regno Catalano Aragonese di Sardegna; Antonio (figlio di Leonardo), secondo marchese di Oristano; Salvatore, fratello di Antonio, terzo marchese di Oristano, etc. (Di. Sto. Sa di F. Cesare Casula). Anche il testo del Fara, "de Rebus Sardois II" riporta Leonardo ed Antonio, marchesi di Oristano: anno 1420, Leonardus Cubello fuit marchio Aristanis, a Petro Torrella prorege 4 kal. Aprilis et comes Gotiani creatus uxoremque duxit Quiricam Decana, ex qua duos filios habuit, Antonium et Salvatorem et 5 idus novembris anni 1427 obiit. I Cubello non sono citati nei  Condaghi e ciò conferma quanto detto, sull'origine del cognome. Cubeddu potrebbe essere la versione in sardo di Cubello, ma non abbiamo alcuna prova per dimostrarlo. Il cognome Cupello è presente in 41 Comuni italiani, di cui nessuno in Sardegna. Ma compare tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Cupello Joanne - ville Terrenove(Olbia).
CUBONI Tipico sardo, ha un ceppo a Lanusei (NU) ed uno nel cagliaritano, dovrebbe derivare dal vocabolo sardo su cuboni (grosso mastello per la fermentazione del mosto).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUBONI: da cuba o cupa = botte, tino, che qui in Campidano chiamiamo comunemente carràda, dall'italiano antico carrata. In latino abbiamo cupa. Cubone/i o cupone/i = grossa botte (vedi Cubeddu). Attualmente il cognome è presente in 48 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna: Lanusei 103, Cagliari 46, Selargius 27, etc. Non figura negli antichi documenti della Sardegna, nei quali è però presente cupa, nel significato appunto di botte: nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo (40, 309, 358 ) cupa de uinu, e cupas de uinu (44); nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo: cupa de vinu (38; nella Carta de Logu, al cap. 127, abbiamo cuba de vjno over carràda.
CUCCA
CUCCO
CUCCU
CUCCUS
Cucca è cognome sardo del nuorese, con un possibile ceppo in provincia di Caserta che potrebbe derivare come contrazione dal toponimo Cuccaro Vetere (SA),  Cucco è distribuito in tutt'Italia, Cuccu è tipico della Sardegna meridionale e sudoccidentale, Cuccus, assolutamente rarissimo, è cagliaritano, potrebbero derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo sardo cuccu (cuculo).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUCCU; CUCCUS: cuccu in sardo ha diversi significati: cuculo; dal latino cuculus.; in greco κόκκυξCandu cantat su cuccu est codendi sa ceresia = quando canta il cuculo le ciliegie stanno maturando. Su cuccumeu in alcune parti è la civetta, da noi è il gufo. Cuccu è il nome di un pesce di mare, il pesce prete, non documentato in latino, ma presente nel greco (κόκκυξ). Su cuccu o meglio, is cuccus è il pane per i cani. Cuccu è inoltre il fiore del melograno. Chi porta questo cognome può scegliere liberamente. Aggiungiamo poi che Cuccu è il nome di due centri abitati scomparsi: Cuccu Marròccu (conosciuto anche come Ròcho Marròcho), villa (bidda) medioevale sita in agro di Iglesias; appartenne alla Curadorìa di Sulcis, nel regno giudicale di Càlari e dal 1258 fu possedimento signorile dei pisani della Gherardesca. Andò spopolandosi alla fine del XIV° secolo, a causa della guerra tra il regno catalano aragonese di Sardegna ed il regno giudicale di Arborea. L'altro centro abitato che portava questo nome era Muntcort, detto anche Cuccu, che lo storico Giovanni Francesco Fara nell'opera "in Sardiniae Corographiam", chiama Montis Curtei (188/ 24).memoratum caeteraque oppida Massadae, Montis Curtei, , Sanctae Victoriae, Mociatni,.paese, villa(bidda) medioevale, sito in agro di Villanova Monteleone. Appartenne alla Curadorìa di Nurcàra, nel regno giudicale di Torres. È documentato nelle fonti solo sino al 1439. Il cognome Cuccu è presente negli antichi documenti della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388, figurano: Cuchu Andrea, ville Ecclesiarum(Villa di Chiesa - Iglesias); Cuchu Gonario, ville Curchuris (* Curchuris.Curcuris: Partis de Montibus); Cuchu Guantinus -de Aristanni(Oristano); Cuchu Leone, ville Selluri(Seddori - Sanluri); Cuchu Petro, ville de Sardara (**  Burgi Castri Montis Regalis - Castello di Monreale - Sardara). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, figura: Cucu Gosantine (92), coinvolto come testimone nella rivendicazione di una terra (su padru de Sanctu Symione), da parte del priore Alibertu ginivesu (genovese) priore de Bonarcado.Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, compare: Cuccu Ianne (331), teste in una lite per la spartizione di servi; Ego Iuvanne Aspru, vicariu et priore de Trullas kertai cun donnu Gosantine Alfanu in Corona (tribunale) de donnu Saltaro Tortu in Faules pro Iusta Toroti et.Testes: .et Ianne Cuccu et tocta corona. Nella storia ricordiamo Cuccu fra Giacomo (era nato a Pisa) vescovo della diocesi di  Santa Giusta, oggi scomparsa, dal 1340, al 1348(Di.Sto.Sa di F. C. Casula). Attualmente il cognome Cuccu è presente in 332 Comuni italiani, di cui 145 in Sardegna: Cagliari 241, Iglesias 138, Villacidro 113, Carbonia 87, San Vito 85, Quartu S. E. 76, Oristano 60, etc. Cuccus è presente solo in 8 Comuni italiani, di cui 7 in Sardegna: Sinnai 19, Quartu 6, Cagliari 5, etc.
CUCCARESE Cuccarese è tipico di Senise nel potentino e di Tursi e Policoro nel materano, dovrebbe trattarsi di una forma etnica relativa al paese di Cuccaro Vetere nel salernitano, la cui origine etimologica dovrebbe essere da un antico termine sannita per appuntito, posto in cima.
CUCCHETTI
CUCCHIANI
Cucchetti  e Cucchiani, sono tipici del milanese, dovrebbero derivare da soprannomi legati al toponimo Moncucco (MI).
CUCCHI Ha un nucleo lombardo soprattutto tra milanese e bresciano, un ceppo romagnolo, nel forlivese in particolare e nel marchigiano ed uno in provincia di Roma, potrebbe derivare da soprannomi originati da nomi di località, cuccus sta ad indicare una cima tondeggiante, ma, più probabilmente deriva dal termine cucco (l'uccello cuculo); personaggio illustre è stato il pittore del 1600 Giovanni Antonio Cucchi.
CUCCHIA Cucchia, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel teatino ed uno, ancora più piccolo nel ragusano, dovrebbe essere di origini albanesi e derivare da un soprannome basato sul vocabolo albanese kuqi (rosso), probabilmente ad indicare che il capostipite fosse rosso di capelli.
CUCCHIARI
CUCCHIARO
Cucchiari sembrerebbe specifico di Marta nel viterbese e di Roma, Cucchiaro è tipicamente friulano, di Trasaghis, Gemona del Friuli, Tolmezzo ed Osoppo nell'udinese, con un ceppo anche a Roma, l'origine di questi cognomi dovrebbe essere diversa, il ceppo friulano dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere del capostipite derivato dal termine tedesco kutscher (cocchiere, vetturino) o dal suo equivalente friulano cùcjar, il cognome Cucchiaro è presente nell'area di Gemona e dintorni almeno dal 1500, i ceppi laziali potrebbero derivare da soprannomi originati dal termine medioevale latino cucchiarius scritto a volte anche cugiarius, alterazione del vocabolo latino coclearium, che significa cucchiaio.
CUCCI
CUCCIA
CUCCIO
Cucci è tipicamente pugliese, con ceppi anche nel cosentino ed in Sicilia, nel palermitano e nell'ennese, Cuccia , tipicamente siciliano, è del palermitano in particolare, Cuccio, anch'esso del palermitano, è specifico di Palermo e Ficarazzi.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi - alcune informazioni sono tratte dal sito www.ancestry.com
D'origine arbëreshë, questi cognomi nascono da diverse italianizzazioni del cognome albanese Kuqi, che, tratto dalla radice kuq, significa letteralmente rosso (per una spiegazione più approfondita, vedi Russa): dal punto di vista etimologico, infatti, va notato che la q albanese ha un suono difficilmente adattabile in italiano (la pronuncia approssimativa è quella di una ch aspirata), cosicché, al momento di italianizzare il cognome, si è dovuto ripiegare su suffissi quali -ucci, -uccia ed -uccio, più comuni nell'onomastica italiana (lo stesso, talvolta, capita con nomi e cognomi d'origine greca, quando, cioè, la lettera k viene adattata con una c dolce, come nel caso di Kyriakos/Ciriaco e Kalokyris/Calaciura). Dal punto di vista storico, comunque, i cognomi Cucci e Cuccia compaiono sia in Calabria che in Sicilia già dalla metà del 1400, in seguito all'emigrazione dei fratelli Giovanni e Basilio Reres (i figli del nobile condottiero albanese Demetrio Reres); secondo alcune ricerche, inoltre, pare che almeno una parte delle famiglie Kuqi provenissero da Himarë, nella prefettura di Vlorë, da dove emigrò appunto nel XV o XVI secolo. Senza nulla togliere a quest'ipotesi, comunque, va detto che talvolta i cognomi Cucci, Cuccia e Cuccio potrebbero anche derivare dal nome medievale Cuccio, che, assieme al femminile Cuccia, rappresenta un ipocoristico aferetico di nomi quali Enrico, Federico, Teodorico, Talarico, etc (tutti nomi terminanti in -co, spesso d'origine germanica): qualora fosse valida, comunque, quest'ipotesi varrebbe per lo più nel nord Italia, considerata la frequenza di cognomi albanesi sparsi per il sud (in effetti, i ceppi maggiori di queste famiglie si trovano nel Meridione e, cosa ancora più importante, sono tipici di quelle province che storicamente hanno ospitato diverse comunità arbëreshë).
CUCCIARI Cucciari ha un ceppo in Gallura, ad Arzachena, Olbia, Sant'Antonio in Gallura e Luogosanto, con un ceppo anche a Sassari ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUCCIARI: cucciàri = cucchiaio. Dallo spagnolo antico cuchàr; piemontese cuciàr. Qui in Campidano cullèra, dal catalano cullèra (cutzèra). Cucciarìnu, coccerìnu = cucchiaino. Cucceròni, cocceròni = cucchiaione, mestolo, che qui in Campidano chiamiamo altrimenti sa turra, dal latino trulla → trudda → turùdda → turra. Il cognome potrebbe essere riferito ad un fabbricante di cucchiai (di legno!). Qui in Campidano il cucchiaio di legno (generalmente di erica) lo chiamiamo su cragallu(in Campidano); corcariu, corcardzu( in centro Sardegna)Corcàriu deriva dal latino coclearium; ma (secondo noi), non cragàllu. Per questo suggeriamo una parola composta da cra'-'e-callu = grosso cucchiaio di legno (spatola) per mescolare il caglio(su callu, dal latino coàgulum), nei pentoloni (is caddaxus) di rame, per fare il formaggio. Nei documenti antichi in nostro possesso, il cognome Cucciàri non è presente. Attualmente lo troviamo in 25 Comuni d'Italia, di cui 14 in Sardegna: Arzachena 36, Olbia 28, S. A. di Gallura 18, Luogosanto 18, Sassari 15, etc.
CUCCULIU
CUCCULLIU
Cucculiu è praticamente unico, Cucculliu, assolutamente rarissimo, è specifico di Budoni in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUCCULIU; CUCCULLIU: probabilmente da cucculìnu o cucculìna = piccola pentola, tegamino etc. in latino coculum,  da cokere = cuocere, dal latino coquere. Sa cucculìa o cucculìna o cuccubìa o cuccubìna è anche l'allodola: probabilmente dal verbo latino cuccubire, che però richiama il verso del gufo o della civetta. Infine in latino c'è cucullio - onis = cappuccio, che da in sardo cugullòni. Su cugulloni de su saccu = l'angolo del sacco, dove appunto si infila la testa per trasportarlo, quando il sacco è pieno a metà circa, ad es. di olive o d'altro (a scaparroni). Per ora non sappiamo altro. Cucculliu e Cucculiu sono molto rari: il primo è presente in soli due Comuni sardi: Budoni con 29, Alghero con 3. Cucculiu è presente a Torino, con un nucleo familiare (di Budoni) e a Budoni con 12. In realtà i Cucculliu e i Cucculiu appartengono allo stesso ceppo, vi è solo trascrizione anagrafica diversa.
CUCCUREDDU
CUCCURU
Cuccureddu è tipico del sassarese, di Ittiri e di Alghero, Cuccuru è tipicamente sardo specifico anch'esso della parte nordoccidentale dell'isola, di Sassari, Pozzomaggiore, Alghero ed Usini nel sassarese, con un piccolo ceppo anche a Sindia nel nuorese, a Cagliari e ad Olbia, Cuccureddu è tipico del sassarese, di Ittiri e di Alghero, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla provenienza della famiglia dalla sommità di un monte, legato perciò al vocabolo sardo cúccuru (cima, cocuzzolo, colmo), espresso sia direttamente che tramite una forma ipocoristica.
integrazii fornite da Giuseppe Concas
CUCCURU; CUCCUREDDU: cùccuru, generalmente è la cima della montagna: su cùccuru de su monti; oppure è sinonimo di collina o montagna: su cùccuru; u' cuccureddu/a = una collinetta. Pieno sino all'orlo = prènu a cùccuru; portai a cùccuru = portare in testa. Accuccurài = riempire sino all'orlo. Sa cùcca o su cùccuru è anche la testa: una scuccuràda o scuccàda = manrovescio sulla testa. Tantissimi toponimi sardi hanno come base "cùccuru" nel significato di monte, colle: su Cuccuru de Sennòris; Cuccuru 'e Fenugu; Cuccuru de Killèlla; Cuccuru 'e Cauli; etc. etc. (toponimi del Monte Linas - Sardegna sud occidentale). Per l'etimo, cuccuru potrebbe derivare dal verbo greco ??? (o), dal participio ????????? (kùkuron) = luogo elevato, rialzo. Il famoso linguista J. Hubschmid, propone il basco kukur = cima. Nell'antico provenzale (Francia meridionale) cuguron = le haut de la tête (la parte alta della testa). Non abbiamo riscontrato i due cognomi nelle carte antiche da noi consultate. Nelle quali compare invece come toponimo e come centro abitato: la località Cuccuru Nuraxi, in agro di Settimo San Pietro, contiene i resti di un complesso nuragico e di un "bellissimo" pozzo sacro; Cuccuru è il nome di un centro abitato scomparso (villa - bidda, medioevale, i cui resti si trovano nei pressi di Domus de Maria), che appartenne alla Curadorìa ( o Parte di) di Nora, del regno giudicale di Càlari (Di.Sto.Sa di Francesco Cesare Casula). Il centro abitato è citato nel "De Rebus Sardois III" di Giovanni Francesco Fara: (86/20) Franciscus Rubeus, qui habebat oppida Sirochi, Petrae Salis, Garabionis, Sanctae Mariae et Cuchi, Curatorie Norae. Cucur, altro centro abitato medioevale scomparso. Appartenne alla Curadorìa di Taras del regno giudicale di Gallura. Attualmente il cognome Cuccuru è presente in 112 Comuni italiani, di cui 49 in Sardegna: Sassari 172, Pozzomaggiore 128, Alghero 36, Usini 33, etc. Cuccureddu è presente in 43 Comuni italiani, di cui 25 in Sardegna: Sassari 101, Ittiri 29, Alghero 28, etc.
CUCCURULLO Cuccurullo è tipico di Napoli e del napoletano, di Casoria, Torredel Greco e Massa Lubrense, e del salernitano, di Salerno, Angri, Nocera Inferiore e Cava de' Tirreni, dovrebbe trattarsi di una forma etnica dialettale ad indicare capostipiti provenienti dal paese di Cuccaro Vetere nel salernitano.
CUCINATO Cucinato è estremamente raro e sembrerebbe del vicentino. (vedi Cusin)
CUCINIELLO Tipico della zona tra napoletano ed alto salernitano, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo cucina o cugina, cognome famoso a Napoli fin dal 1700, nel Museo di San Martino si conserva ancora il grande presepe Cuciniello dal nome del suo collezionista.
CUCINOTTA Tipico del messinese. ma presente in modo significativo anche nel reggino e nel catanese, dovrebbe derivare o da modificazioni del termine cugina, ma è pure possibile una derivazione da modificazioni dell'aferesi di vezzeggiativi di nomi come Enrico, Malrico ecc.
CUCOVAZ Estremamente raro è tipico dell'udinese, di origine slovena deriva da un soprannome collegato con il vocabolo slavo kukec (tarlo).
CUCUGLIATA Cognome assolutamente rarissimo, quasi unico, potrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di appisolata, addormentata.
integrazioni fornite da Antonella Cucugliata
cognome rarissimo, (si segnala il Torrente Cucugliata a San Filippo del Mela (Messina), la famiglia origina da Santa Caterina di Villarmosa (Caltanissetta), in cui rimane un piccolo nucleo, alcuni altri sono emigrati a inizio 1900 a New York ove tuttora risiedono. Un piccolo ramo della famiglia è a Roma e Fiumicino. Il nome potrebbe essere di origine araba.
integrazione di Enzo Papa
Nelle parlate della Bassa Calabria ionica la cucugliata è la grandinata (i  cùcuglia, plurale, sono l'insieme dei grani di grandine. Cucugliata, come cognome, può essere un'allusione a comportamenti impulsivi e improvvisamente rovinosi.
CUCURACHI Cucurachi è specifico del Salento, di Caprarica Di Lecce, Veglie, Monteroni Di Lecce, Lecce e Lizzanello nel leccese, dovrebbe derivare dal cognome greco Koukourakis.
CUCUSI
CUGUSI
Cucusi, quasi unico, dovrebbe essere una forma alterata del cognome Cugusi, che è decisamente sardo, di Fonni e di Gavoi nel nuorese, con ceppi anche a Cagliari ed a Sassari, e che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine arcaico sardo kugúsa (appio d'acqua o ranino, crescione), o anche dal nome medioevale Cucusa, da quello stesso termine derivato, nome del cui uso abbiamo un esempio nei testi medioevali campidanesi: ".Et dedilloi donna Cucusa de Sii, mulieri de donnu Saltori de Unali corrogla, a Sanctu Jorgi de Suelli omnia cantu aeda in sa billa de Sestu.", ricordiamo inoltre che Cucusa è anche un nome di località: "...vesindado de Cucusa..." è citato in un atto del 1737 a Mamoiada nel nuorese.
CUCUZZA
CUCUZZELLA
CUCUZZO
Cucuzza è tipicamente siciliano, di Palagonia, Grammichele, Caltagirone e Catania nel catanese, di Palermo, Carini, Montelepre e Belmonte Mezzagno nel palermitano. di Scicli nel ragusano, e di Rosolini nel siracusano, Cucuzzella, molto più raro, è sempre siciliano, di Vittoria e Comiso nel ragusano e di Ribera e Casteltermini nell'agrigentino, Cucuzzo, quasi unico, è probabilmente il frutto di errori di trascrizione delle anagrafi laziali, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, da soprannomi originati dal termine dialettale siciliano cucuzza (zucca), forse ad evidenziare particolari fisici come la forma allungata della testa o caratteristiche comportamentali del capostipite.
CUDA
CUDO
Cuda è tipicamente meridionale, ha un ceppo nel salernitano a Futani ed Ascea, uno nel catanzarese a Lamezia Terme. Falerna, Gizzeria, Andali, Catanzaro e Martirano Lombardo e nel crotonese a Mesoraca e Petilia Policastro, ed un ceppo nel nisseno a Caltanissetta e Mazzarino, Cudo, quasi unico, è del catanzarese, l'origine di questi cognomi potrebbe essere da un soprannome derivato dal termine greco koutos (κουτός) che significa sciocco, citrullo, balordo, forse ad identificare una caratteristica comportamentale del capostipite.
CUDIA Cudia è tipicamente siciliano, del trapanese, di Marsala, Castelvetrano, Petrosino, Alcamo e Mazara del Vallo, con un ceppo anche a Palermo, dovrebbe derivare dal nome di Cudia, un antico feudo posto tra Erice e Trapani, probabile zona d'origine dei capostipiti.
CUDICINI
CUDICIO
Cudicio è tipicamente friulano dell'udinese, di Torreano soprattutto e di Cividale del Friuli, Cudicini, assolutamente rarissimo, è tipicamente friulano, dovrebbe trattarsi per entrambi di una forma etnica riferita alla località di Čudići in Croazia.
CUFFARI
CUFFARO
Entrambi tipicamente siciliani Cuffari ha un ceppo catanese ed uno a Caronia (ME), Cuffaro è più tipico di Raffadali (AG) con ceppi anche ad   Agrigento, Palermo, Bagheria (PA) e Scicli (RG), possono derivare dal mestiere di produttore o venditore di coffe (panieri di vimini), nel ragusano potrebbe esserci un'origine diversa il cùffaro è il nome locale del grecale (vento freddo, violento e secco proveniente da nordest), questo termine deriva dal vocabolo arabo kuffar (gli infedeli, i traditori, quelli di cui non puoi fidarti) e potrebbe caratterizzare una caratteristica comportamentale del capostipite.
CUFFINI Cuffini è un cognome specifico dello spezzino, di La Spezia e Bolano in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale medioevale cuffino o coffin (cestino, paniere di vimini), forse ad indicare nel capostipite un produttore di ceste, non si può però ignorare una possibile connessione con il termine basso latino cuphia, la moderna cuffia, che potrebbe caratterizzare l'abitudine del capostipite a mostrarsi con quel tipo di copricapo, un principio di questa cognominizzazione le troviamo nell'astigiano in un decumento del 1283, dove viene citato come testimone un tale "Iacobus Cuffinus, clericus ecclesie Sancti Cristofori de Corseono".
CUGGIA Assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico del sassarese e di Ossi (SS) in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo logudorese cuggia (cuccia).
integrazioni fornite da Bruno Cugglia
cognome presente a Nizza (Francia) fin dal 1400.
CUGLIARA Cugliari ha un ceppo a Mileto nel vibonese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di fabbricante di cucchiai forse svolto dal capostipite.
CUGLIARI Cugliara è tipicamente sardo di Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sardo meridionale cugliara (mestolo, cucchiaione).
CUGNONE
CUGNONI
Cugnone è praticamente unico, Cugnoni,. assolutamente rarissimo, è tipico del verbanese, dovrebbero derivare da un nome di località, come Cugnone frazione di Valprato Soana (TO).
CUGUDDA Cugudda è molto raro, tipico della Sardegna centromeridionale, dovrebbe derivare dal termine sardo campidanese cugùdda (riccio della castagna), forse per rappresentare le caratteristiche di capostipiti particolarmente irsuti, o a sottolineare un carattere spinoso del capostipite, che però in fondo fosse una pasta d'uomo.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUGUDDA: su cuguddu, in Campidanese è il cappuccio. A Fonni su cukuddu è il mantello di orbace con cappuccio: dal latino cucullus.A Tonara sa cruccùdda è la crocchia delle donne (sa cotza in Campidanese). In logudorese, Curkùddu ha inoltre il significato di treccia ed in senso lato anche di intestino. Ancora in Campidanese sa cugùdda è il riccio della castagna. Accuguddàu significa incappucciato. Il cognome potrebbe derivare da una delle varie sfumature, riconducibili, tutte al cucullus latino = cappuccio. Ma non dimentichiamo che con la voce cugùdda o cugùdula è denominata la trinciatela (hyoseris radiata) e il cardo (cynara cardunculus). Se riflettiamo ulteriormente sul significato e sull'etimo di cugudda, ci si presenta un'altra possibilità e cioè che derivino dal latino cucutia: voce che il professor Ferruccio Calonghi, luminare della lingua latina, nel suo vocabolario definisce: cucutia, frutto a noi sconosciuto, presente nelle opere di Plinio e Valerio Massimo. * Cucutia altro non è che il frutto (carciofino) del cardo selvatico e cioè il cynara cardunculus silvestris, su menzionato, che qui nella Sardegna meridionale chiamiamo sa cugùtzua. Ritroviamo il cognome tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388(anche se con la varianteCuculla): Cuculla Gonnario, jurato ville Sammungleo (* Sammungleo.odierno Samugheo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, XI°, XIII° secolo, figurano inoltre: Cucuta Ianne (306), servo di San Nicola, proprietario di una vigna in Narbones, da lui venduta senza il consenso del priore: il priore del monastero pertanto ne rivendica la proprietà; Cucutu Petru(252 - 287); e Cucutu Andria(241, 252 e 287), servi in Mularia (l'attuale Mulargia). Attualmente il cognome Cugudda è presente in 17 Comuni italiani, di cui 11 in Sardegna: Neoneli 14, Samugheo 8, Tortoli 8, etc. Se osserviamo ancora possiamo notare che il Cuculla Gonnario del LPDE del 1388 è proprio di Samugheo!
CUGURRA Cugurra è specifico di Sassari. dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo logudorese cugùrra (forbicina, tipo di insetto).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUGURRA: cucùrra nei dialetti centrali, cugùrra in Campidano e Logudoro. Sa cugùrra è il bruco; sa cugurra frucaxàda è la forfecchia. Sa cugùrra per eccellenza è il bruco dei cavoli, una peste per gli ortolani. L'etimo di cugùrra o cucùrra, resta ancora nell'incertezza. Il Wagner lo definisce vocabolo preromano. Potrebbe derivare da curri-curri (che corre, dal latino currere), ma è il nome che si da solitamente al millepiedi. Il cognome è presente nei documenti antichi della lingua sarda. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figura: Cucurra Petro, ville Illorai (* Illorai...villaggio attuale. Curatorie de Anella). Nel condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII° secolo, abbiamo: Cugurra Orzoco (104), in una lite per la spartizione della servitù: ego Nocolaus, prior de Sancta Maria de Bonarcadu, facio recordazione de kertu(lite) qui fecit megu(mecum = con me)Orzoco Cugurra, in corona de logu (tribunale) de sanctu Petru (san Pietro di Silki) etc. etc. Cugurra Furadu, sposo a Maria Caidana(Coiana) (137) (una vendita di terre): et ego monagu Benedictu, regendo (sostituto priore) sa domo de Bonarcatu, comporei (ho comprato) ad (da) Maria Caidana et assu maridu (dal marito)Furatu Cugurra, vinia tenendo (dalla parte di )assa de sanctu Symione(San Simeone) etc. Cugurra Melleos (115), in una spartizione di servi): ego iudice Orzoco de Zori, potestando logu d'Arboree (giudice del tribunale d'Arborea) fazo recordatione pèro fiios de jorgiLongu ki siant serbos de Sancta Corona totos tres.tra i testes (testimoni) figura Melleos Cugurra. Qui da noi in Medio Campidano il cognome Cugurra esiste come soprannome. Attualmente il cognome Cugurra è presente in 23 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Sassari 47, P. Torres 3, Oristano 3, etc.
CUIANI Cuiani, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della zona tra aretino e perugino, dovrebbe derivare dal nome della località Villa Cuiano nei pressi di Cortona nell'aretino.
CUIUS Cuius è specifico di Grammichele nel catanese, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito a figli di ignoti, il termine cuius (letteralmente in latino significa di chi?) veniva evidentemente attribuito nella zona ai bambini abbandonati, cioè a figli di chi?.
CULEDDU Culeddu è tipicamente sardo, di Bono nel sassarese soprattutto.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CULEDDU: un cognome non facile da portare, poiché significa "ficcanaso" e deriva da culo; culus in latino. A meno che non gli si conosca altro significato e atro etimo! Non abbiamo altro da aggiungere. Attualmente il cognome Culeddu è presente in 33 Comuni italiani, di cui 15 in Sardegna: Bono 28, Sassari 23, Cagliari 8, etc.
CULIN
CULLIN
Sia Culin che Cullin, molto molto rari, sono cognomi originari del trevisano e del vicino basso Friuli, dovrebbero derivare da una forma aferetica di un ipocoristico del nome Nicola, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto dell'anno 1203 nel territorio della Repubblica veneta: "...Accepimus autem, quod cum nuper Venerabilis frater noster Spalatensis Archiepiscopus Patarenos non paucos de Spalatensi et Traguriensi Civitatibus effugasset, nobilis vir Culinus Banus Bossinus iniquitati eorum non solum tutum latibulum, sed et presidium contulit manifestum...".
CULOS Tipico friulano, specifico della ristrettissima zona che comprende Casarsa della Delizia, San Vito al Tagliamento e loro circondario, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale Colossus, come pure da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome Nicola.
CULOSI
CULOSO
Tipico del catanese Culosi, del messinese Culoso, di origine molto incerta, si può ipotizzare una derivazione dal toponimo Culon città giudea di Palestina, ma più probabilmente discendono da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome Nicola.
CULLOTTA
CULOTTA
CULOTTI
CULOTTO
Culotta è specifico del palermitano, di Cefalù in particolare di Palermo, di Lascari, di Pollina e di Collesano, Cullotta, assolutamente rarissimo, anch'esso siciliano, è dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Culotti e Culotto, quasi unici, sono forme alterate del primo, dovrebbero essere di origini normanne e derivare dal termine medioevale francese culot (basso di statura), ad indicare probabilmente che i capostipiti avessero questa caratteristica.
CULMONE
CURMONA
Culmone, tipicamente siciliano, di Delia e Caltanissetta nel nisseno e di Alcamo, Calatafimi e Poggioreale nel trapanese, Curmona, quasi unico, è siciliano dell'agrigentino, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine dialettale curmùne (tronco d'albero, massiccio), probabilmente ad indicare che i capostipiti avessero una struttura fisica imponente.
CULTORE
CULTORI
Sia Cultore che Cultori sono quasi unici, tipici dell'Italia settentrionale, dovrebbero derivare dal termine latino cultor, cultoris (agricoltore, contadino), ad indicare probabilmente l'attività dei capostipiti.
CULTRONE Cultrone è specifico di Vittoria nel ragusano, potrebbe derivare dal termine latino cultro, cultronis (coltello usato dagli antichi romani per uccidere animali per un sacrificio), vocabolo usato ad esempio nell'Eudemia di Janus Nicius Aerithraeus: "...At illa, tanquam praedivinans quid futurum esset, dum ille in fenestra foribus injuriam factam queritur, furtim e lecto desiluerat ac rubrica in eum usum quaesita dexteram impleverat. Venit ergo ille amenti similis, clamans: 'Itane pessima? Ante meos oculos amatorculum mihi tuum adducis?' unaque opera femur illi dexterum et brachium lato cultro percussit...", forse ad identificare il mestiere del capostipite come quello di un macellaio.
CUM Cum è specificatamente friulano, dell'udinese e del goriziano, dovrebbe derivare da una forma apocopaica del cognome Altesino ed austriaco Cumer (vedi CUMER)
CUMER
CUMERLOTTI
CUMERO
KUMER
Cumer è tipico di Rovereto (TN), Cumerlotti quasi unico è dell'Alto Adige, Cumero, assolutamente rarissimo è dell'udinese, Kumer sembrerebbe praticamente unico, derivano da un soprannome proveniente dal vocabolo dialettale cumer (macilento, sofferente), originato dal vocabolo tedesco kummer (pena, afflizione) e stava a caratterizzare probabilmente la persona estremamente magra del capostipite.
tesi  fornite da Ferruccio Cumer
secondo accreditati ricercatori delle provincia autonoma di Trento Cumer è un cognome originatosi tra le popolazioni di stirpe germanica stabilitesi nei secoli passati in Trentino. Ha alla sua base il nome di persona Cummar / Kummar, dal gotico Guma / Gummar, che significa maschio, uomo, virile (affine, come significato, al Marius latino e all'Andréas greco). Nelle sue varie forme, il cognome è tipico delle aree linguistiche cimbre del Trentino e del Veneto (i Sette Comuni dell'Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, e i Tredici Comuni della Lessinia, in provincia di Verona). Cumer si è originato ed è tuttora diffuso nella Vallarsa. La forma Comer era un tempo tipica di Folgaria, dove ora è estinta. Da Cumerle, diminutivo di Cumer (il piccolo Cumer, il giovane Cumer), sono derivati Cumerlotti (in provincia di Trento; è originario della Vallarsa, dove esiste la frazione omonima), Cumerlato (nei Sette Comuni), Comerlati (nei Tredici Comuni).
CUMINETTI
CUMINETTO
CUMINI
CUMINO
Cuminetti, estremamente raro sembra del bergamasco, Cuminetto è praticamente unico, Cumini. molto raro, è specifico friulano della zona tra Udine e Cividale, Cumino, anch'esso molto raro, è tipico di Torino e dintorni, derivano tutti dal nome medioevale Cuminus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale a Milano nell'anno 1153: "...Placuit atque convenit inter Adelardum diaconum de ordine maiore Sancte Mediolanensis Ecclesie filium quondam Lanfranci qui dicitur Cuminus, nec non et inter Iohannem qui dicitur da Muzane de civitate Mediolani...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Villa d'Adda (BG) fin dalla fine del 1300 dove i Cumini sono citati tra le famiglie ghibelline della città, nello stesso periodo troviamo dei Cumini ad Artegna (UD).
CUMMO Cummo è tipico di Canicattì nell'agrigentino, potrebbe essere di origini slave e derivare da alterazioni dialettali del nome gotico Guma, ma è anche possibile che derivi dal nome medioevale  Cummo di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1166 in Lombardia, dove possiamo leggere: "...et posuit ei fideiussores Unfredum qui dicitur de Cummo de Varisio et Deuseumadiuvet de Busti communiter...".
CUNA Originario del Leccese, dovrebbe derivare dal nome di una località.
CUNDARI Ha un ceppo cosentino, uno nel reggino ed uno nel messinese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Cognome tipicamente siciliano e calabrese, con ceppi maggiori nel messinese, nel cosentino e nel reggino, Cundari è un cognome di origine greca che deriva dall'aggettivo kunduros, col significato di corto. Si tratta, quindi, della cognominizzazione di un soprannome indicante caratteristiche fisiche del capostipite.
CUNEGATI
CUNEGATO
CUNEGATTI
CUNEGO
CUNICO
Cunegati  e Cunegato sono tipici della zona a ovest di Schio (VI) e sono estremamente rari, Cunegatti sempre molto raro è tipico del veronese, zona di Vestena Nuova e Badia Calavena, con un ceppo anche in Lombardia, Cunego. rarissimo è proprio della zona di Verona e di Villafranca, Cunico è ben diffuso nel veronese, e vicentino soprattutto, in particolare a Vicenza, Asiago, Caldogno, Gambellara e Schio nel vicentino, e a San Bonifacio nel veronese, potrebbero derivare dal nome germanico Kunegund, o da un soprannome, poi divenuto nome, originato dal termine medioevale germanico (a.a.t.) kuning o kunig (Re,sovrano, Signore di un territorio, governatore).
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Sono tutti cognomi di origine cimbra. Cunego è diffuso nel Veronese (in Lessinia e a Dossobuono), oltre che a Rovereto, Ala e Trento; Cunico è diffuso in tutto il Vicentino, soprattutto nella zona collinare. La forma Cùnego compare dapprima a Recoaro e a Badia Calavena (forse contemporanea nelle colonie cimbre trentine); essa risale al diffuso soprannome medio alto tedesco (1050-1500 d.C.) Kùnig, Chunech e simili, significante Re. Il soprannome era riferito al vincitore di gare importanti, al Re di una brigata di amici. Fonte: Giovanni Rapelli, Cognomi di Verona e del Veronese.
CUNEGONDA
CUNEGONDI
Quasi unico Cunegonda sembrerebbe dell'estremo sud, Cunegondi, estrememente raro sembrerebbe parmense,.potrebbero derivare dal nome germanico Cunegund.
integrazioni fornite da Massimo Cunegondi
Il cognome Cunegondi, per quanto riguarda il ceppo parmense (nel quale tutti i Cunegondi sono parenti), non deriva dal germanico Cunegund ma dal ritrovamento di un orfano, che divenne il capostipite della famiglia, nel giorno di Santa Cunegonda nel tardo ottocento.
CUNEO Cuneo è specifico del genovese, Cunei, assolutamente rarissimo dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del primo, dovrebbe derivare dal toponimo piemontese Cuneo.
CUNGI Cungi è tipicamente toscano dell'aretino, di Monte San Savino, Bibbiena e Caprese Michelangelo, potrebbe derivare da nomi di località con quel nome situate vicino a Sansepolcro nell'aretino, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Sansepolcro nell'aretino agli inizi del 1500 con i pittori Giovan Battista e Leonardo Cungi e nella seconda metà dello stesso secolo con il pittore Francesco Cungi.
CUNIAL Cognome tipico di Possagno (TV).
notizie ulteriori  fornite da Giancarlo Cunial
Il cognome deriva da quello della borgata di Possagno che ha forma di cuneo (in loco qui dicitur cunealis, 1076).
CUNIETTI Assolutamente rarissimo sembrerebbe dell'alessandrino, troviamo tracce di questa cognominizzazione con un Leopoldo Cunietti, elencato tra gli amministratori della città di Alessandria nominati dall'esercito napoleonico nel 1798.
integrazioni fornite da Arnaldo Cunietti
Cunietti è originario da Castelnuovo Bormida (AL). Cognome unico di questo paese che appare all'incirca verso il 1630/1640. Originariamente questa famiglia si denominava Chinetti e appare per la prima volta con questo cognome in un censimento del 1489/90. Chinetti e voce d'origine incerta, probabilmente derivata dal nome Melchiorre, attraverso le forme Marchiodi, Chiodi, Chionio, Chionetti, Chinetti.(Vedere La famiglia Cunietti di Castelnuovo e Capriata - Cinque secoli di storia. 1489-1999 Acqui Terme 2001.- Autore: Arnaldo Cunietti-Ferrando. Esemplare nella biblioteca del Archivo Storico di Alessandria).
CUOCO Cognome campano, dovrebbe derivare da un soprannome dipendente da un mestiere.
CUOGHI
CUOGO
Cuoghi è tipico dell'areea che comprende le province di Verona, Mantova, Rovigo, Ferrara, Bologna e soprattutto Modena, Cuogo è decisamente veneto, di Salzano, Noale e Santa Maria di Sala nel veneziano e di Massanzago nel padovano, dovrebbero derivare dal termine veneto cuogo (cuoco), del cui uso abbiamo un esempio anche ne i Rusteghi di Carlo Goldoni: "..E se el cuogo de sior Lunardo non ha provisto salvadeghi, a tola no ghe n'ha da esser, e no ghe ne sarà. Semo tuti desmesteghi, tuti boni amici, con tanto de cuor. Stemo aliegri, magnemo, bevemo, e femo un prindese alla salute de tuti queli, che con tanta bontà, e cortesia n'ha ascoltà, n'ha sofferto, e n'ha compatìo. ..", si tratta dunque di cognominizzazioni originate probabilmente dal mestiere del capostipite.
CUOLLO Cuollo, assolutamente rarissimo, è specifico del napoletano,dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite, probabilmente a causa di un suo collo particolarmente grosso.
CUOMO Tipico campano, del napoletano in particolare, deriva dalla contrazione del nome dialettale Cuosimo (Cosimo), tracce di questa cognominizzazione si trovano a Napoli e Stabia fin dal 1600.
CUONZO Cuonzo è specifico del barese, di Bari,  Barletta dovrebbe derivare dal nome pugliese Cuonzo, una forma dialettale aferetica del nome latino di origini greche Acuntius (vedi DI CUONZO).
CUORDIFEDE Assolutamente rarissimo è napoletano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Cuordifede è un cognome rarissimo, presente solo a Napoli e con ogni probabilità appartenente ad un unico nucleo familiare. Dal punto di vista etimologico è chiara la derivazione da un soprannome legato ad una peculiarità caratteriale del capostipite propenso spesso e volentieri a far del bene. Non sarebbe da escludere la recente formazione del cognome in ambienti ecclesiastici, dove molto spesso venivano abbandonati i cosiddetti figli di nessuno o figli del peccato che venivano salvati e allevati poi da frati e monache: a costoro spettava anche il compito di dare un nome e un cognome agli sventurati infanti salvati e il più delle volte, oltre ai soliti Esposito, Proietti o degli Infanti, assegnavano nomi legati al Cristianesimo (nomi di Santi del giorno del ritrovamento oppure nomi dettati dallo spirito cattolico, come può essere, in questo caso, l'espressione cognominizzata Cuor di fede).
CUORGENTILE Il cognome Cuorgentile  ormai scomparso, sembrerebbe essere stato di Castellammare di Stabia nel napoletano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a fanciulli abbandonati da parte di un'associazione di carità.
CUOZZO Cuozzo è tipicamente campano, con un grosso ceppo a Napoli, ma con presenze significative anche nel napoletano a melito di Napoli, Giugliano di Campania, Mugnano di Napoli e Marano di Napoli, nel salernitano ad Acerno, Valva, Battipaglia, Salerno, Eboli e Pellezzano, nel Beneventano a Moiano e Sant'Agata dei Goti, e nell'avellinese a Caposele, ha ceppi anche a Roma, a Sant'Elia Fiumerapido nel frusinate e ad Aprilia nel latinense, ed uno piccolo anche nel foggiano a San Severo, dovrebbe derivare da un nome di località identificabile dall'aspetto a punta della cima, o anche da un soprannome dialettale probabilmente riferito all'aspetto fisico del capostipite.
CUPAIOLI
CUPAIOLO
CUPAIUOLI
CUPAIUOLO
Cupaioli è specifico della zona di Cupello e Vasto nel teatino, Cupaiolo ha un ceppo nel teatino a San Buono, Vasto e San Salvo, ed un ceppo a San Severo nel foggiano, Cupaiuoli è praticamente unico, sembrerebbe del foggiano, Cupaiuolo è assolutamente rarissimo, sembrerebbero di origini abruzzesi, forse del teatino, potrebbe trattarsi di varie alterazioni di una forma etnica arcaica del paese di Cupello in provincia di Chieti.
CUPELLI
CUPELLINI
CUPELLO
CUPELLONI
Cupelli ha presenze nel Piceno, uno ceppo nel romano a Roma e Moricone e nel viterbese a Vetralla e Viterbo ed un ceppo nel cosentino a Lago, Cosenza, Amantea e Mendicino, Cupellini è specifico di Monte Porzio Catone, Roma e Mentana nel romano, con un piccolo ceppo anche a Ferrara, Cupello ha un ceppo nel ternano ad Orvieto, Allerona e Castel Viscardo, qualche presenza a Roma ed un ceppo a Paola , San Lucido e Fuscaldo nel cosentino, Cupelloni è tipicamente laziale di Nepi nel viterbese e di Roma e Fiumicino nel romano, dovrebbero derivare, direttamente o tramite dorme ipocoristiche o accrescitive, da zone come Valle Cupella nel frusinate o Colle Cupellone nel romano o da paesi come Cupello nel teatino, non si può comunque escludere che possano derivare da soprannomi basati sul mestiere di fabbricanti di tegole svolto dai capostipiti, soprannome originatosi dal termine latino cupella (oggetto a forma di piccolo barile e per estensione tegola).
CUPERTINO
DE CUPERTINIS
Cupertino è tipicamente pugliese, di Sammichele di Bari, Casamassima e Locorotondo nel barese, di Fasano nel brindisino e di Foggia, De Cupertinis è specifico di Nardò nel leccese, dovrebbero derivare dall'antico nome Cupertino, di epoca bizantina, del paese leccese di Copertino, indicandolo come luogo d'origine dei capostipiti.
CUPIDI
CUPIDO
Cupidi ha un piccolo ceppo nel pratese e nel pisano ed uno tra viterbese e romano, Cupido, abbastanza raro, è specifico dell'Italia centromeridionale, con un ceppo tra anconetano e maceratese, uno tra ternano, viterbese e romano, uno nel teatino, e piccolissimi ceppi sparsi in Campania, Calabria e Sicilia, l'origine di questi cognomi potrebbe essere dal nome del dio romano dell'amore e dell'erotismo Cupidus figlio di Venere e Giove, nome probabilmente attribuito ai capostipiti, come potrebbe derivare da un nome o soprannome originato dal verbo latino cupio (desiderare, bramare).
CUPOLO Cupolo è tipico di Sicignano degli Alburni nel salernitano e soprattutto di Sant'Angelo le Fratte nel potentino, potrebbe derivare dal nome di paesi come Sant'Angelo a Cupolo nel beneventano, o nella contrada di Cupolo vicino ad Aversa nel casertano, ma molto più probabilmente deriva da nomi di località come Cupolo di Castelmezzano nel potentino, o Aia del Cupolo sempre nel potentino, probabili paesi d'origine del capostipite.
CUPPARI
CUPPARO
Cuppari è tipicamente calabrese, specifico della provincia di Reggio Calabria, ed in particolare di Laureana del Borrello e Bova Marina, Cupparo è specifico della zona del potentino ai confini con il cosentino, di Francavilla in Sinni in particolare, dovrebbero derivare da un soprannome legato al mestiere del capostipite, forse un artigiano produttore di catini e bacili.
CUPPERI Cupperi, estremamente raro, è del ragusano, soprattutto di Ragusa, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul mestiere del capostipite, probabilmente un coppiere o servo di tavola di qualche nobile, anche se non si può escludere che possa invece riferirsi al fatto che le coppe le producesse.
CUPPI
CUPPINI
Cuppi è tipicamente emiliano del bolognese, di Bologna, Monte San Pietro e Sasso Marconi, Cuppini ha un ceppo emiliano, a Bologna e nel bolognese a San Lazzaro di Savena, ed uno laziale, a Ferentino nel frusinate ed a Lariano e Roma nel romano, dovrebbero derivare , direttamente o tramite un ipocoristico, dal nome medioevale Cuppus, di cui troviamo tracce nel parmense nell'anno 1254 in un lascito testamentario o confessione maioris ecclesie, Armanus Marencus de Petrascremola, nel quale viene concesso un lascito di una vigna ad un tale Cuppus Dalianus de Casellis de Pado.
CUPPO Cuppo, quasi unico, è tipicamente giuliano, di Trieste in particolare, dovrebbe derivare dall'italianizzazione del cognome sloveno Kuppon.
CUPPONE Cuppone ha un ceppo a Neviano, Galatone, Nardò ed Aradeo nel leccese ed a Brindisi, ed un piccolo ceppo a Catania, potrebbe derivare da nomi di località, pensiamo al monte Cuppone nel cosentino o alla Contrada Cuppone di Castrovillari, ma potrebbe anche derivare da nomi germanici come Koppon o da cognomi slavi o albanesi come Kuppen o Kuppon, non si può escludere inoltre una possibile derivazione da un soprannome.
CURA' Curà, molto raro, è specifico dell'alto parmense, di Albareto e Borgo Val di Taro, dovrebbe derivare da un nome dialettale di località come Curà nel rovigoto.
CURATELLI Curatelli, quasi unico, parrebbe della Basilicata dovrebbe derivare dal toponimo barese di Corato.
integrazioni fornite da Francesco Curatelli
Il cognome Curatelli è ad origine singola; è stata infatti accertata la sua derivazione dal cognome Coratelli per modifica della o in u (a causa delle inflessioni dialettali) in un paese della Basilicata in cui il capostipite si era trasferito da Andria nel 1700  Mio padre Emilio, nativo di Montalbano Jonico (MT), andò alla ricerca negli archivi parrocchiali del suo paese, risalendo fino al XVIIIé secolo, quando il capostipite Domenico Coratelli (ancora con la "o") si stabilì a Gallicchio (PZ) dalla nativa Andria (vicino a Corato, da cui certamente derivò il cognome originario). Mio padre riuscì a trovare negli archivi parrocchiali (unica fonte delle informazioni prima della legislazione napoleonica del primo '800) gli atti di matrimonio e altri successivi (testimoni di nozze o battesimi) in cui si vede come gradualmente avvenne il cambio in Curatelli (nei dialetti lucani c'è questa tendenza a pronunciare la o come u). Infatti vi è un atto intermedio in cui nel testo del documento l'estensore dell'atto ha scritto Domenico Curatelli, e l'interessato si firmò Domenico Coratelli. Questo cognome si è poi trasmesso ai discendenti che vivono in Italia (ormai sparsi in molti posti) ed in Argentina.
CURATOLA
CURATOLO
DEL CURATOLO
DELCURATOLO
Curatola è tipico del reggino, Curatolo ha un ceppo nel Gargano nella zona di Cagnano Varano nel foggiano e di Sannicandro Garganico, ed uno in Sicilia a Caltanissetta ed a Marsala nel trapanese, Del Curatolo e Delcuratolo sono specifici di Barletta e di Trani nel barese, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso una forma patronimica dove il prefisso Del- stia per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre svolgesse il compito di intendente, dovrebbero infatti derivare tutti da alterazioni del termine bizantino kourator (intendente).
CURCI
CURCIO
Curci è tipico del sud peninsulare, della Puglia in particolare e del napoletano, con un possibile ceppo lombardo ma originario del veneziano, Curcio è più diffuso in tutto il sud Campania, Calabria e Sicilia, deriva da soprannomi originati da vocaboli dialettali che possono significare sia corto (basso di statura), sia l'organo sessuale femminile, in pugliese curciu. Traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Paternopoli (AV) nel 1600 con Giacomo  Curcio Procuratore della Cappella del Rosario della locale chiesa della Beata Vergine Maria, a Venezia sempre nel 1600 troviamo il liutaio  Zuanne Curci.
integrazioni fornite da Giuseppe Curcio
curcio o curci nel dialetto di Pedace (CS), dove ho tracce di parenti fin dal 1700, vuol dire corto e grasso insieme e indica anche le castagne non innestate, che sono appunto corte e chiatte., anche alcune forme di unghie delle mani vengono chiamate così.
CURCURUTO Curcuruto è tipicamente siciliano del messinese in particolare, di Taormina, Messina, Letojanni, Mongiuffi Melia, Santa Teresa di Riva e Giardini Naxos, con un piccolo ceppo anche nel catanese a Fiumefreddo di Sicilia e Calatabiano, dovrebbe trattarsi della forma dialettale di origine grecanica indicante chi proveniva dal paese Curcuraci di Messina, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CURI Un ceppo ascolano, uno romano ed uno leccese, il ceppo romano dovrebbe derivare da un soprannome legato al toponimo Cura (VT), quello ascolano dal toponimo Curetta (AP), quello leccese potrebbe derivare da una deformazione del toponimo Cursi (LE).
CURIA Curia ha un ceppo calabrese a Rossano, San Giovanni in Fiore, Cariati, Corigliano Calabro, Crosia e Cosenza nel cosentino, ed un ceppo nel trapanese a Castelvetrano, Salemi e Marsala, a Catania, ad Aidone nell'ennese ed a Partinico nel palermitano, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico basato sul termine κουρεύς kureis (barbiere), probabilmente indicando così che questo fosse il mestiere dei capostipiti.
CURIALE
CURIALI
Curiale ha un ceppo a Roma, nel foggiano, in particolare a Foggia e Lucera, nel reggino a Riace ed in Sicilia a Castelvetrano nel trapanese, a Palermo, a Catania ed a Ragusa, Curiali è quasi unico, dovrebbero derivare dal termine latino curiale, una sorta di antico notaio, dell'uso di questo termine abbiamo un esempio nel Codex diplomaticus Cavensis : "..In nomine Domini vicesimoprimo anno principatus domni nostri Gisulfi gloriosi principis, mense iunio, quintadecima indictione. Ante me Petrum iudicem Ursus filius quondam Iannacii Atrianensis, qui dictus est Curiale..".
CURIO
CURIONE
CURIONI
Curio è assolutamente rarissimo, Curione, abbastanza raro, ha ceppi nel barese e nel palermitano, Curioni un pò meno raro, sembrerebbe tipico del nordmilanese, varesotto e comasco, derivano dal cognomen latino Curio (Curionis) di cui abbiamo un esempio nel De Bello Gallico di Giulio Cesare: "...Qua in fuga Fabius Pelignus quidam ex infimis ordinibus de exercitu Curionis primus agmen fugientium consecutus magna voce Varum nomine appellans requirebat...".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 a Gallarate, dove i Curioni sono annoverati tra i nobili della città, nel 1300 nel comasco con Bertrame Curione nativo di Asso (CO) in qualità di prevosto di Dervio (LC): "...In  nomine domini Anno a nativitate eiusdem millesimo trecentesimo sexagesimo septimo Indictione quinta - die decimo septimo mensis Januarij In presentia mei notarij testiumque infrascriptorum ad hoc vocatorum et rogatorum dominus presbiter Bertramus Curionus prepositus ecclesie sancti petri de Dervio suo nomine proprio...".
CURIALE Potrebbe avere due ceppi uno siciliano ed uno pugliese, potrebbe essere derivato da un soprannome legato al termine latino curialis (di pertinenza di un raggruppamento giudiziario, ecclesiastico o amministrativo).
CURIGLIANO Curigliano, molto raro, è tipicamente calabrese, con un piccolo ceppo a Catanzaro, dovrebbe derivare da una forma dialettale del nome del paese di Corigliano Calabro nel cosentino, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
CURINGA Curinga è tipicamente calabrese del reggino, di Cittanova, Rizziconi e Galatro in particolare, dovrebbe derivare dal nome del paese di Curinga in provincia di Catanzaro, probabile luogo d'origine dei capostipiti, il nome del paese dovrebbe derivare dal termine dialettale curinghe (arengo, luogo di raduno dei maggiorenti del paese), a sua volta derivato dal termine germanico hring (cerchio, normalmente di saggi).
CURLETTA Curletta, assolutamente rarissimo, è specifico del maceratese di Civitanova Marche in particolare, e di Sant'Elpidio a Mare nel Piceno, potrebbe derivare dal cognome greco Kourleta, cosa più probabile, o anche dal cognome polacco Kurleta, a sua volta derivato dal nome Kuryl (Carlo).
CURLO Curlo è tipico di Fasano nel brindisino e di Taranto, potrebbe derivare dal nome normanno Curly, o da un'alterazione del nome slavo Curyl.
CURONE Curone sembra essere specifico di Castelnuovo Scrivia, potrebbe derivare dall'idronomo Curone, un torrente della zona, ma molto più probabilmente deriva dal nome latino Curo, Curonis di cui abbiamo un esempio in questo testo del 1231: "...Ceterum si quispiam de rebus eiusdem predicti Curonis minus vel maius retinuisse probabitur, eundem vigore iuramenti nobis prestiti iudicamus...".
integrazioni fornite da Massimiliano Jattoni
Antica famiglia piemontese, originaria di Dernice e Fabbrica Curone di cui ressero la Signoria. Uno dei rami principali trasferito a Castelnuovo Scrivia (AL) già nel 1300 (documentazione cartari di rivalta) un Valentino Curone Medico nel 1436 chiarì e capì come si diffondeva la peste.  Diversi cavalieri nell'Ordine di Malta, hanno dato lustro alla famiglia. Imparentati con le famiglie Scarabelli della Mirandola, Grassi, Bassi, Stella di cui ereditarono le armi.
Arma: Inquartato: nel primo e nel quarto: di rosso alla croce d'argento sormontata da uno scudetto d'oro caricato da una "C" gotica di nero; nel secondo: d'azzurro al gufo nascente con le ali alzate e spiegate di nero; nel terzo: partito: nel 1° d'argento alla stella (5) d'oro; nel 2° scaccato di nero e d'argento. Capo d'oro all'aquila di S.Giovanni al naturale.
Motto: AB ORIENTE ET OCCIDENTE SEMPER FIDELIS.
CUROTTI
CUROTTO
Curotti, rarissimo, è piacentino, Curotto, tipico del genovese, è molto raro, dovrebbero derivare dal nome celtico Cur o dal suo corrispondente latino Curius.
CURRELI Tipicamente sardo, è diffuso in tutta l'isola, dovrebbe derivare da una modificazione del nome sardo Correli (Cornelio).
CURRIDORI Curridori è tipicamente sardo di Villacidro nel Medio Campidano, con un ceppo anche a Vallermosa nel cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CURRIDORI: corridore e viene dal latino cùrrere = correre, andar di fretta. Andài cùrri, cùrri = andar correndo. Su cùrri, cùrri è il mille piedi o un qualsiasi insetto che cammina con una certa velocità: su babbalòtti. Cuaddu curridòri = cavallo da corsa; è detto anche il giovanotto che va spesso e volentieri dietro le gonnelle! Currèra = corsa. Ad esempio, quando un bambino entra in casa di fretta, trova la madre che gli chiede: "E ita est custa currèra"? = "Perché tanta fretta"?  Currèra a trivas = gara di corsa. Sa scurrentzia = dissenteria.  Come cognome non l'abbiamo trovato negli antichi documenti, ove è presente come sostantivo: su curritòre era il corriere, il postino, colui che consegnava le lettere e spesso era anche il banditore. Attualmente il cognome è presente in 25 Comuni italiani, di cui 13 in Sardegna: Villacidro 127, Vallermosa 15, Cagliari 5, Maracalagonis 3, Domusnovas 3, etc. E'chiaramente originario di Villacidro e provengono da questo anche i Corridori degli altri centri. Due sono le ipotesi: 1) che il cognome Curridori sia derivato dall'antico curritòre = corriere, postino; 2) che provenga dalla Toscana, provincia di Grosseto, dove si attesta il più grosso ceppo del cognome Corridori, passato in Sardegna a Curridori.
CURRO' Di origini siciliane.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri
Di origine messinese di Milazzo in particolare, deriva da una forma dialettale del nome Corrado.
CURSIETTI Assolutamente rarissimo, potrebbe essere di origini laziali, deriva da una modificazione del cognomen latino Curtius, trasformatosi nel medioevale Curzio e da questo in Cursio, una seconda ipotesi lo fa derivare dall'aferesi del cognome Accursio (vedi).
CURSIO Specifico del foggiano, della zona tra San Severo, Apricena e San Marco in Lamis, potrebbe derivare dal nomen latino Cursius di cui abbiamo un esempio in un testo del 1204: "...Cursius carceri perpetuo adjudicatus remansit; proditores vice promissi auri ab Hugone suspensi sunt, eorumque bona direpta...", o anche dall'aferesi del nome Accursio (vedi), ma è pure possibile una modificazione dialettale del cognome Curcio.
CURTI
CURTIS
CURTO
Curti è diffuso in tutt'Italia, Curtis, molto raro, sembra specifico di Cervaro (FR), Curto ha ceppi in tutto il sud, in provincia di Roma, in quella di Belluno ed in Piemonte, dovrebbero tutti aver avuto origine da un soprannome legato alla bassa statura del capostipite, il cognome Curtis potrebbe anche derivare dal sostantivo medioevale curtis (della Corte) intendendo l'appartenenza alla corte di un nobile.
CURTOLI
CURTOLO
Curtoli, quasi unico, sembrerebbe piemontese, ed è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Curtolo, che è tipicamente veneto del trevisano, di Breda di Piave, Conegliano, Treviso e Carbonera, potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale arcaico curtolo (tipo di martello usato dai calderai per spianare la lamiera), magari ad indicare il mestiere del capostipite, ma potrebbe anche derivare da una forma ipocoristica del termine dialettale curto (corto, basso), forse ad indicare una caratteristica fisica del capostipite.
CURTU Curtu, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico della parte settentrionale della Sardegna.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CURTU: significa corto e deriva dall'italiano corto e quindi dal latino curtus. In Campidano usiamo la variante curtzu o crutzu, con metatesi. Cognome raro, presente in 8 Comuni italiani, di cui 6 in Sardegna: Alà dei Sardi 14, Olbia 3, Sarroch 3, etc.
CURZI
CURZIO
Curzi è specifico della fascia che comprende il riminese, il pesarese, l'anconetano, il maceratese, l'ascolano ed il teramano, con un grosso ceppo anche a Roma e nel romano, Curzio, molto meno comune, ha qualche presenza nel rovigoto ed un ceppo a Napoli, Melito di Napoli e Sant'Antimo nel napoletano, questi cognomi dovrebbero derivare dalla Gens Curtia o dal suo nomen gentilizio Curtius.
CUSANELLI
CUSANI
CUSANO
Cusanelli è tipico di Pietraroja nel beneventano, Cusani, molto raro, ha forse un ceppo milanese ed uno campano, Cusano è tipicamente campano, dovrebbero derivare da toponimi come Cusano Milanino (MI) e soprattutto come Cusano Mutri nel beneventano.
CUSCONA
CUSCONA'
CUSCUNA
CUSCUNA'
Cuscona, assolutamente rarissimo, ormai quasi limitato al catanese, sembrerebbe essere stato originario del messinese, Cusconà, quasi unico, parrebbe calabrese del reggino, Cuscuna, assolutamente rarissimo ha un piccolissimo ceppo nel reggino ed uno nel catanese, Cuscunà ha un ceppo nel reggino a Locri ed uno nel catanese a Motta Sant'Anastasia e Catania, questi cognomi dovrebbero derivare dal cognome turcoalbanese Kuskuni, o più probabilmente dalla sua variante greca e albanese Kuskunàs, come è pure possibile una derivazione da un soprannome basato sul termine grecanico coyscoynàs (allevatore di porci) ad indicare forse il mestiere dei capostipiti.
CUSCUSA Cuscusa, decisamente sardo, ha un ceppo nell'oristanese a Paulilatino, ad Iglesias ed a Macomer nel nuorese, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine sardo logudorese cuscusa o cuscuso (una specie di minestra a base di semolino).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
CUSCUSA: cuscusa, cuscusone/i: con queste voci sono denominate parti di alcune erbe selvatiche, in genere spighe di cereali: l'orzo murino (hordeum murinum), il forasacco (bromus), la lappa o lappola (arctium lappa). Queste hanno tutte dei frutti (le parti delle spighe) che si attaccano ai calzoni, alle magliette, ai vestiti in genere. Sono fastidiosissimi perché penetrano nei calzoni, nelle calze delle scarpe sino a pungere la pelle. Sono assai pericolosi quando penetrano nelle narici dei cani, perché vanno sempre più a fondo. Quando una persona si rende fastidiosa e insistente diciamo comunemente:" Esti peus de u' cuscusòni" ( E' peggiore di un ..) Forse il cognome deriva dalle caratteristiche del cuscusòni. "Non mene voglia chi porta questo cognome, per la mia osservazione"! Sul loro etimo permane incertezza: forse si tratta di onomatopee. Il Wagner mette punto di domanda! Ma non dimentichiamo che il cuscus o cuscussù è una pietanza tipica del nord Africa, a base di semola di grano, selvatico un tempo: dal berbero kuskus. Per il momento non sappiamo altro. Attualmente il cognome Cuscusa è presente in 36 Comuni italiani, di cui 19 in Sardegna: Paulilatino 34, Iglesias 16, Macomer 14, etc.
CUSIMANO
CUSMA'
CUSMANO
CUSUMANO
Sono tutti cognomi di origine siciliana, Cusimano è molto presente nel palermitano, ma ha grossi ceppi anche nell'agrigentinmo, nisseno, catanese e messinese, Cusmà, quasi unico, è del messinese, Cusmano ha un ceppo a Palermo, uno nell'agrigentino, uno nel catanese ed uno nel messinese, Cusumano è il più diffuso, soprattutto nel trapanese, agrigentino, palermitano, catanese e messinese, ma ben presente comunque in tutto il resto dell'isola, con sparute presenze solo nell'ennese, dovrebbero tutti derivare da una latinizzazione (Cosmanus) del nome greco Kosmas, si ricordino i SS Cosma e Damiano, da Cosmanus si è arrivati poi a Cusmano e poi a Cusimano e Cusumano.
CUSIN Cusin è tipico del padovano e veneziano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale per cugino.
integrazioni fornite da Livio Morpurgo
il cognome è di origine ebreo Sefardita e proviene dal Portogallo da dove è partito verso l'italia quando ne furono cacciati tutti gli ebrei nel 1492.
CUSINATI
CUSINATO
CUSINI
Cusinati assolutamente rarissimo e Cusinato sono di origine padovana, Cusini è tipico della Valtellina, dovrebbero dipendere da un soprannome dialettale.
integrazioni fornite da Giacomo Ganza / Villa di Tirano (SO)
Questi cognomi derivano da un vocabolo dialettale significante cugino (legame di parentela).
integrazioni fornite da Paolo Cucinato Alzate Brianza (Co)
Si possono fare parecchie ipotesi, su questi cognomi. La famiglia Cusinato era originaria di Bassano del Grappa (VI) almeno fin dal 1259: una iscrizione romana che elenca i nomi componenti di una centuria riporta  "....Aulus Cusinius Clarus munificies......"; da Dante Olivieri (Toponomastica veneta) un certo Cusinius risulta essere il fondatore del paese di Cusignana di Arcade (Tv); il cognome Cusin è elencato tra i cognomi di origine ebraica il significato è : figlio di Kus (Chus), ossia Saulle, figlio di Cam. Re Davide scrive una lamentazione in suo proposito (Bibbia salmo 7:1 ); in un atto notarile di Bassano del 1259 ( F.Scarmoncin) risulta testimone un Pietro Cosino; in un atto notarile del 1316 risulta testimone  Albertino, figlio di Cusin da Crespano (G. Farronato); nel 1508 esistono i Cuxin, sempre a Bassano nella Rosà (G. Farronato); nel 1550 esistono i Cuxinus, sempre della Rosà (G.Farronato); secondo il F.Signori (toponomastica storica bassanese) i Cusin della Rosà danno il
nome alla contrada dei Cusinati tuttora esistente come frazione di Rosà, comune del bassanese.  La nostra famiglia era Cusinato fino al  1810/20. Da allora in poi nei registri di stato civile (S.Maria in Colle di Bassano) venne variato in Cucinato, mentre il cognome originario non alterato continua in altre località del Veneto.  Ultima ipotesi da non trascurare: in una regione  della Croazia, 100 km a sud di Zagabria esiste il cognome Kucinic in diversi paesi della zona (scritto anche Kuchinich).Un uomo politico americano, distintosi nell'ultima campagna elettorale
USA, Dennis Kuchinich, è di dichiarate origini croate. Una mia trisavola (1789) era di origine dalmata.  Quindi, visto le ipotesi sopraesposte, ho ritenuto abbastanza semplicistico e sbrigativo far derivare il cognome in questione solo dalla forma dialettale di cugino = cusin, che è realistica, ma non completa.
CUSMA Cusma è tipicamente giuliano, di Trieste in particolare, deriva dal nome slavo Kusma, a sua volta derivato dal nome greco Kosmas, ricordiamo i Santi Kosmas e Damianus.
CUSSA Cussa, quasi unico, è del cuneese, dovrebbero derivare dal nome latino di origini germaniche Cussa o Kussa di cui troviamo tracce in un cippo funerario ai piedi dello Stelvio: "PONTICO // GERMANI . F // ET . CVSSAE // GRAECI . F // CAMUNNIS // MEDUSSA // GRAECI . F // SORORI // HIC SITI SUNT", nome che può anche essere femminile: "...Item Stephanus Drasych vendidit Johanni sutori unum fundum pro debitis Kussa mulieris, tempore dicti Johannis....".
CUTARELLA
CUTARELLI
Cutarella, molto molto raro, è del napoletano, così come il leggermente più diffuso Cutarelli che è tipico di Napoli, con un ceppo anche a Roma, potrebbe derivare da una forma ipocoristica di un soprannome originato dal termine greco κιθάρα (kithara), cetra, forse perchè il capostipite ne fosse un suonatore.
CUTI
CUTO
Cuti, molto raro, è specifico del palermitano, di Palermo in particolare e di Casteldaccia, Cuto è praticamente unico, potrebbero derivare dal nome ebraico Cuth o anche dal nome ebraico Kittim, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio a Gallipoli in una registrazione di battesimo del 1608, del figlio di  un tale Quintiliano Cuti e di Caterina sua moglie.
CUTIETTA Cutietta è specifico di Carini nel palermitano, famiglia importante della città fin dal 1700, l'origine del cognome potrebbe essere da un soprannome originato da un'alterazione del termine dialettale siciliano cutieddu (coltello).
CUTINI Cutini è tipico dell'area che comprende le province di Arezzo, Perugia, Macerata ed il Piceno, con un ceppo anche tra romano ed aquilano, l'origine di questo cognome potrebbe essere dal popolo dei Cutini, abitanti anticamente la città sannita di Cutina nell'aquilano, di cui parla Tito Livio nel Libro ottavo del suo Ab Urbe Condita: "...refugerent hostes sed iam ne uallo quidem ac fossis freti dilaberentur in oppida, situ urbium moenibusque se defensuri. postremo oppida quoque ui expugnare adortus, primo Cutinam ingenti ardore militum a uolnerum ira quod haud fere quisquam integer proelio excesserat, scalis cepit, deinde Cingiliam. utriusque urbis praedam militibus, quod eos neque portae nec muri hostium arcuerant, concessit...", non si può comunque escludere, anche se meno probabile, una derivazione attraverso ipocoristici dalla Gens etrusca Cutu (vedi CUZZI).
CUTINO Cutino, abbastanza raro, è specifico del palermitano, di Palermo e di Isola delle Femmine e di Alcamo nel trapanese, con un ceppo anche tra napoletano e salernitano potrebbe derivare da forme ipocoristiche del nome ebraico Cuth o Kittim (vedi CUTI), l'ipotesi che farebbe derivare invece quaesto cognome da un soprannome originato dal termine ungaro kut (fontana), facendolo risalire all'epoca dell'imperatore Federico, sembrerebbe molto poco credibile.
CUTOLO
CUTULI
Cutolo è tipico del napoletano di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e Napoli, Cutuli, tipicamente siciliano, ha un ceppo nel catanese ed uno tra messinese e reggino, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal termine greco arcaico kutylè (oggetto cavo, scavato, coppa).
CUTONE Cutone ha un ceppo ad Isernia ed uno, molto più piccolo, a Lucera nel foggiano, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome dialettale, probabilmente nato dal fatto che il capostipite commerciasse in cotone, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Pascarola nel napoletano in una registrazione dell'anno 1271: "..Die V octobris XV ind. apud Melfiam. Nicolao de Rugeth et Isabelle uxori, heredibus etc. [conceduntur] bona que fuerunt quondam Iacobe Cutone, existentia in Aversa. (Inter que bona: .... in villa Pascarole petia una terre iuxta domum Martini de Rahone de eadem villa et hortum Roberti Capicis, et ibi nemus quod fuit Iohannis de Rebursa; item in pertinentiis Palude Carbonarie terra una iuxta terram Sergii de Iudice de Neapoli et terram heredum Henrici de Sancto Arcangelo; item terra una iuxta terram Petri Visconti; item iardenum unum iuxta terram Roberti Capicis et ortum Andree de Thomasio...".
CUTRIGNELLI Cutrignelli è specificatamente barese, potrebbe trattarsi di una forma etnica arcaica per crotonesi, ma molto più probabilmnete si tratta di un soprannome originato dal termine grecanico cutra (vasellame cotto d'argilla), probabilmente ad indicare che il mestiere dei capostipiti fosse quello di produttori di stoviglie in argilla cotta al forno.
CUTRONE
CUTRONI
Cutrone ha un ceppo molisano a Toro e Campobasso, uno importante nel barese a Palo Del Colle, Bari e Modugno ed in Sicilia a Corleone nel palermitano e nel ragusano a Chiaramonte Gulfi, Acate, Ragusa e Comiso, Cutroni, estremamente raro, parrebbe del messinese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo della Magna Grecia cutra (oggetto prodotto con l'argilla), è anche possibile un collegamento con il nome meridionale della città di Crotone che è appunto Cutrone.
CUTROPIA
CUTRUPIA
Cutropia e Cutrupia sono specifici del messinese, in particolare di Barcellona Pozzo di Gotto, il primo ha anche un ceppo a Milazzo il secondo a Terme Vigliatore, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo con l'Arciprete Cutropia agli inizi del 1700 a Barcellona Pozzo di Gotto, potrebbero derivare, direttamente o tramite un ipocoristico, dal termine greco kostropòs (alla maniera di Kos  o anche originario di Kos l'isola greca di Coo nel Dodecanneso), indicandone probabilmente l'origine da parte dei capostipiti, secondo un'altra ipotesi deriverebbero invece da soprannomi basati sul termine dialettale cutrùpu (piccola brocca).
CUTRUFELLI
CUTRUFO
Cutrufelli, assolutamente rarissimo, è dell'area messinese catanese, Cutrufo ha un ceppo a Siracusa ed a Noto nel siracusano ed a Catania, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da soprannomi basati sul termine dialettale cutrùfo (caraffa).
CUTAIA
CUTTAIA
Entrambi tipicamente siciliani, Cutaia ha un ceppo nel nisseno a Riesi ed a Caltanissetta, nell'agrigentino, ad Agrigento, Grotte, Canicattì, Racalmuto, Porto Empedocle e Palma di Montichiaro, e nel palermitano, a Termini Imerese e Palermo, Cuttaia è specifico di Licata nell'agrigentino, dovrebbero derivare da un soprannome basato sul termine arabo quttayah (cima di un piccolo monte).
CUZZI Molto molto raro, con un ceppo nell'udinese ed altri in giro per l'Italia, potrebbe essere di origini latine e derivare dal praenomen romano Cutius, originato dalla gens Cutu etrusca, di cui abbiamo un esempio negli Annales di Tacito: "...cum velut munere deum tres biremes adpulere ad usus commeantium illo mari. et erat isdem regionibus Cutius  Lupus quaestor, cui provinci a vetere ex more calles evenerant...", ma è pure possibile una derivazione dall'aferesi di una modificazione del nome Marco, Marcuzzo, dei Marcuzzi, Cuzzi.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Rovigno in Istria fin dal 1600.
CUZZOCREA Tipico del reggino, dovrebbe derivare da un soprannome di origine greca cuzzocrea (carne mozzata), dal greco koutsos (tagliato) e krea (carne), forse in ricordo di un episodio di guerra o di un disastro durante la pesca, ma anche, e non lo si può assolutamente escludere, che derivi da un soprannome atto ad identificare il capostipite come un ebreo circonciso.
CUZZOLIN
CUZZOLINA
CUZZOLINI
CUZZOLINO
Cuzzolin è tipicamente veneto e friulano, con massima concentrazione nel veneziano, a San Donà di Piave, Venezia, Iesolo, Portogruaro, Noventa di Piave ed Annone Veneto, Cuzzolina, è unico, del salernitano, Cuzzolini è quasi unico, Cuzzolino ha un ceppo a San Gregorio Magno nel salernitano, con presenze anche nel cosentino, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche nate dal termine greco koutsos (tagliato, forse circonciso), ma il ceppo veneto potrebbe anche derivare da un soprannome dialettale con il significato di cucciolino.
CUZZUOL Cuzzuol, estremamente raro, è del trevigiano, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal termine dialettale trevigiano arcaico cuzzuol (cuccia per animali domestici, il fatto di accovacciarsi).
CUZZUPOLI Cuzzupoli, molto molto raro, è tipico del reggino, di Palmi in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome originato dall'unione dei termini greci koutsos (tagliato) e poulos (figlio), probabilmente utilizzato per indicare nel capostipite il figlio di un ebreo circonciso (vedi CUZZOCREA)
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