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DABELLANI Specifico bresciano
integrazioni fornite da Giacomo Ganza
è possibile che il cognome possa derivare dal toponimo Bellano paese del lago di Como "Da Bellano".
DA BO'
DAL BO
DAL BO'
Da Bò è unico, si tratta molto probabilmente di un errore di trascrizione del cognome Dal Bò, che sembra specifico del trevisano, di Treviso, Preganziol, Vittorio Veneto, Conegliano e Oderzo, Dal Bo è ancora più diffuso nel trevigiano, nel pordenonese e ad Udine, dovrebbero derivare dal termine bove ad indicare probabilmente una situazione economica florida della famiglia.
D'ABROSCA Molto raro è tipico del casertano.
DACCO' Della zona compresa tra le provincie di Milano, Pavia e Lodi. Potrebbe derivare dalla contrazione di un Dalla Corte. (vedi Cortese)
notizie ulteriori fornite da Gian Luigi Daccò
Il cognome Daccò è davvero diffuso tra le province di Lodi, Cremona e sud Milano ma è tipico del Lodigiano, zona di S.Angelo. Credo che l'etimologia più coerente sia : Da Cò, dove Cò in lodigiano significa fontanile, quindi Daccò = Dal Fontanile, dalla Fonte.  In comune di Missaglia ( LC ) è attestato fin dal XV° secolo il toponimo Dacò o Dagò (vedi Statuto acque e faglie di Milano, 1346): Il toponimo si modificò, per italianizzazione, in Degore nel XVIII° secolo.  Di fatto il cognome Daccò a Dacò non è testimoniato poi in Brianza o nel Lecchese.  Più probabilmente anche il toponimo Dacò ha la stessa etimologia del cognome lodigiano: casina Da Cò, cascina del fontanile.
D'ACCURSO D'Accurso, molto molto raro, sembrerebbe originario della Sicilia, dell'ennese, zona di Sperlinga e Nicosia, e del palermitano zona di Bisacquino, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il D' sta per il figlio di, riferendosi ad un padre del capostipite il cui nome era Accursus (vedi ACCORSI).
DA CHA Da Cha sembra essere unico, potrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal fatto di essere il capostipite identificabile come quello della casa, probabilmente in un ambiente contadino dove l'abitare in una casa singola era un'eccezione.
DA COSTA
DALLA COSTA
DALLACOSTA
Da Costa, molto molto raro, sembrerebbe del nord Italia, Dallacosta è quasi unico, si tratta di una variazione del cognome Dalla Costa, tipicamente veneto, del vicentino in particolare, dovrebbero derivare da nomi di località contenenti la radice Costa, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo almeno dal 1500 ad esempio agli inizi del 1500 a Foza (VI) con il parroco prè Giorgio Dalla Costa e cinquant'anni più tardi a Rotzo (VI) con Domenego quondam Antonio dalla Costa citato in un atto del 1578.
D'ACQUISTO Tipico del palermitano, deriva dal nome gratulatorio medioevale Acquisto (vedi Acquisti).
D'ACUNTO Cognome tipico del salernitano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci (Salerno)
D’Acunto è un tipico cognome campano, cospicuamente diffuso nel Salernitano, sia nel versante interno (Buccino, Battipaglia, Bellizzi, Pontecagnano, Eboli) che, maggiormente, nel capoluogo e nei comuni della Costiera Amalfitana (Vietri sul Mare) e aree limitrofe (Cava dei Tirreni), con propaggini nel Napoletano (a Napoli, Barano d’Ischia, Torre del Greco e Ischia, isola in cui i D’Acunto sono presenti sicuramente, perchè documentati, già dal XVII sec.). Un ceppo D’Acunto ben radicato, ben più folto di quello del Salernitano, è rintracciabile nel basso Lazio, nelle località marittime di Minturno e Scauri, mentre ancora un altro ceppo è ravvisabile in Molise, ad Isernia. Numerose varianti del cognome sono individuabili in tutta l’Italia Meridionale, come Acunto, Acunti, Acunzo, Acunzi D’Acunti, D’Acunzo, D’Acunzi, e Dacunto (quasi unico) in Campania, De Cunto in Basilicata, con maggiore concentrazione nel comune potentino di San Severino Lucano, Di Cunto in Calabria (Frascineto, dove fino all’800 era registrata anche la forma Di Cunta, e Cassano allo Ionio nel Casentino). Un ceppo Daconto, poi originario di Giovinazzo, nel Barese, discende da un tale “mastro Giuseppe da Cunto di Bari, vissuto nel XVIII secolo. Dal punto di vista etimologico, il cognome dovrebbe derivare da uno o più toponimi esistiti in passato, denominati Cunto o Conto, in relazione ad aree di proprietà di personaggi elevati al rango comitale (come poteva essere, ad esempio, un toponimo detto Casale del Conte), ma non si può escludere una possibile derivazione del cognome da un soprannome, attribuito al capostipite per diversi motivi, come la dipendenza da un Conte, la discendenza da questi, la somiglianza fisica con un Conte, o addirittura creato in relazione ai modi di fare e alla baldanza simile a quella di un nobile. La teoria di derivazione più accettabile resta, in ogni modo, quella relativa al toponimo di provenienza, che avrebbe dato luogo a più ceppi Da Cunto o De Cunto e Di Cunto, divenuti poi per trascrizione anagrafica, in seguito a fusione dei termini, D’Acunto e varianti. La forma cognominale De Cunto risulta attestata fin dal XV sec. nei territori della Costiera Amalfitana: un Palamide de Cunto fu Vescovo di Minori dal 1475 al 1483, mentre un suo congiunto, Andrea de Cunto (o D’Acunto), fu prima Vescovo di Minori negli anni 1483 – 84, poi Arcivescovo di Amalfi dal 1484 al 1504, anno in cui morì. Le spoglie dell’Arcivescovo de Cunto furono depositate nella famosissima Cattedrale di Amalfi, in un apposito sacello ancora ammirabile nel suo splendore architettonico. A questo Casato appartenne anche l’Amalfitano Giovanni di Cunto, segretario del Re Ferrante d’Aragona (1458-1494), il quale fu investito dal Sovrano di molti feudi del Salernitano, fra cui Montecorice e Casal Velino. Si ha notizia documentaria che Giovanni di Cunto lasciò nel 1515 i feudi di Cannicchio e Novella (in agro di Montecorice) in eredità al convento napoletano della Madonna delle Grazie, che a sua volta li diede in permuta a Giovan Francesco Poderico nel 1519. Riguardo al citato potente Casato non si rinviene più alcuna fonte dei secoli successivi, probabilmente perché estintosi in linea maschile già a partire dalla prima metà del Cinquecento. Quasi certamente, i De Cunto (o D’Acunto) di Amalfi appena citati, accrebbero in ricchezze e sostanze soprattutto sfruttando il commercio marittimo, favoriti dalla potenza nei mari stabilita dalla Repubblica Marinara di Amalfi, città dove si erano insediati, riuscendo ad elevarsi dal rango mercantile di appartenenza a quello aristocratico con una repentina scalata sociale nello svolgersi di meno di un secolo (fine 400 – inizi 500). Poi, dalla prima metà del Cinquecento, sul Casato cala il sipario del buio documentario. Con ogni probabilità, i D’Acunto erano impegnati in special modo nella redditizia attività legata alla produzione ed al commercio di mercanzie soprattutto in ceramica, prodotta nella cittadina costiera di Vietri sul Mare, a pochi chilometri da Salerno: non a caso, proprio Vietri sul Mare è uno dei maggiori centri di irradiazione dei D’Acunto nel Salernitano. Inoltre, tuttora in tale comune è fiorente la produzione di manufatti in ceramica, attività artigianale il più delle volte tramandata da padre in figlio, non mancando, ancora oggi, e non a caso, aziende familiari del settore gestite da D’Acunto. Ancora un’ulteriore considerazione va precisata. Si è detto, all’inizio del paragrafo, che località di maggiore concentrazione di famiglie D’Acunto sono Minturno e Scauri, suggestive e antiche cittadine dell’area meridionale del Lazio, nella provincia di Latina, confinanti con i territori campani del Casertano, di cui le due località facevano parte fino alla seconda metà dell’800. Sembra evidente, quindi, lo svolgimento del fenomeno di irradiazione dei D’Acunto dalla Costiera Amalfitana a Minturno – Scauri, o viceversa da Minturno alla Costiera se questi erano originari di Minturno, e a tutti gli altri centri costieri del Napoletano e del Salernitano, nonché ad Ischia, come conseguenza dell’attività commerciale svolta dai D’Acunto per secolare tradizione, e in particolar modo nel periodo dei fasti della Repubblica Marinara di Amalfi. Dalle zone costiere, poi, molti rami si sarebbero insediati nelle zone interne della Campania, come ad esempio a Buccino, ultima roccaforte dei D’Acunto, quasi al confine con la Lucania dove invece sono concentrati i De Cunto, dedicandosi alle attività agricolo-pastorali. Resta ancora da verificare se tali ceppi sono originari dell’area di Minturno o della Costiera Amalfitana: solo a titolo informativo, sembrerebbe più accettabile una origine dei D’Acunto appartenente a Minturno (dove tutt’oggi è registrato il numero più consistente delle famiglie D’Acunto di tutta la Penisola, essendo il secondo cognome in ordine di frequenza dopo Conte, da cui potrebbe fra l’altro essersi formato), da cui sarebbero migrati alla volta di altri luoghi marittimi (del Napoletano e della Costiera) per motivi legati alle attività mercantili e artigianali (o legati alla pesca), e soprattutto, quindi, per la presenza di empori commerciali nei succitati luoghi. Non si può escludere, d’altro canto, l’estraneità dei più ceppi D’Acunto da una eventuale origine comune: se la forma cognominale è derivata da un toponimo o da un soprannome, è possibile che molti ceppi omonimi abbiano origini diverse fra loro, e, di conseguenza, non siano ricollegabili all’ipotizzata comune origine. Ad avvalorare la tesi dell’origine dalla cognominizzazione di un soprannome è la presenza, nel XVI sec., del pittore Napoletano Giulio di Angelo alias D’Acunto (o Felice D’Acunto), vivente nel 1562 e autore, tra tante opere, di una Madonna del Popolo col Bambino che accoglie sotto il manto fedeli infermi supplicanti in ginocchio, conservata nella chiesa di S. Maria del Popolo a Torre del Greco. Un ultima riflessione, per sostenere ancora più fermamente l’eventualità che il cognome di molti ceppi D’Acunto possa essersi originato dalla cognominizzazione di un soprannome, è la possibile derivazione etimologica dal termine dialettale “cunto”, con il significato di “racconto, filastrocca”: si ricordi, a tale proposito l’opera letteraria di Giambattista Basile (1566-1632) intitolata “Lo cunto de li cunti”.
D'ADAM
DADAM
D'ADAMI
D'ADAMO
DADAMO
DE ADAMO
DI ADAMO
D’Adam, molto molto raro, ha un ceppo nel vicentino ed uno nel brindisino, Dadam, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del trentino, D’Adami è quasi unico, D’Adamo è molto diffuso nel Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Dadamo, anch'esso rarissimo, è pugliese, dell'area che comprende le province di Brindisi e Taranto, De Adamo, quasi unico, sembra veneto, Di Adamo, molto raro, è tipico del romano e del frusinate.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Adamo, l’italianizzazione cioè del personale ebraico Adam, col significato letterale di uomo (com’è noto, Adamo è il nome che la Genesi attribuisce al primo uomo sulla Terra): dal punto di vista etimologico, in effetti, il termine adam (ancora in uso nella lingua ebraica) sembra nascere sulla base del termine adamah (terra), probabilmente in allusione alla nascita dell’uomo (come essere che nasce dalla terra ed è partecipe della vita sulla Terra). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
D'ADAMIO
D'ADDAMIO
D'Adamio è tipico di San Salvo (CH) e del teatino, D'Addamio è un cognome tipicamente abruzzese, concentrato a Castelvecchio Subequo (AQ) ed a Roccaspinalveti (CH).
integrazioni fornite da Dr. Giovanni D'Addamio
D'Addamio è un cognome italiano di origine abruzzese, diffuso nella Valle Subequana, in provincia dell’Aquila, e nella zona montuosa compresa tra il fiume Trigno e il fiume Sangro, in provincia di Chieti. Tutte le persone che portano questo cognome sembrano provenire da questi luoghi o essere discendenti da persone che sono emigrate dagli stessi. Eventuali varianti possono essere dovute a errori di trascrizione da parte di soggetti di lingua inglese o spagnola.  L’origine di questo cognome è incerta. Apparentemente si tratta di un doppio patronimico (Di – Ad) utilizzato nel sud della penisola italiana, e significa letteralmente discendente di Damio ( Damio è un nome di origine greca : Damio era l’ammiraglio di Eumene II°, re di Pergamo negli anni 197-159 a.C).  Potrebbe anche trattarsi di una errata trascrizione anagrafica del più comune cognome D’Addario, molto diffuso su tutto il versante italiano del medio e basso adriatico. Tuttavia la localizzazione geografica, circoscritta in zone montuose o arroccate, il numero esiguo di individui che portano questo cognome e la presenza negli stessi luoghi (in provincia di Chieti ) di un cognome simile e altrettanto poco comune (D’Adamio), lasciano molti interrogativi sia sull’origine del cognome che delle genti.  Si tratta di luoghi che nel basso medio evo subirono un progressivo spopolamento a causa della peste del 1348 e dal carattere frequente delle epidemie che fecero la loro ricomparsa a intervalli di circa dieci anni. A ciò si aggiunse la catastrofica sequenza sismica iniziata il 5 dicembre 1456 che è ancora oggi ritenuto il più forte terremoto della storia italiana.  Il territorio ubicato della provincia di Chieti, insieme a parte del Molise, venne successivamente ripopolato, intorno al XV-XVI secolo, da popolazioni che sfuggivano all’avanzata ottomana nei Balcani. Tra esse vi erano genti di etnia serbo-croata, greca e albanese ( veggasi la monografia di Milan Rešetar - Le colonie serbocroate nell’Italia Meridionale- Vienna 1911 ). Pertanto, non è da escludersi che il cognome D’Addamio sia l’italianizzazione  dei cognomi slavi Adamič e/o Addamič, ancora in uso nella Slovenia centrale (Osrednjeslovenska) e in Croazia ( Quarnaro e Zagabria).  Posta l’origine adriatica del cognome, la presenza dei D’Addamio nella Valle Subequana, si deve probabilmente ad una successiva migrazione interna verso Castelvecchio (ora Castelvecchio Subequo) che tra il basso medioevo e l'inizio del Rinascimento, visse il periodo più bello della sua storia: acquistò importanza per il numero di botteghe e il raffinato gusto dei suoi artigiani, diventò un luogo di commercio e richiamò l'attenzione dei paesi circonvicini; qui si svolgevano periodiche fiere e mercati rinomati.  Castelvecchio, posta in un luogo strategico del territorio, nei pressi della Via Claudio Valeria, già dal periodo bizantino aveva scambi commerciali con Lanciano e Vasto ed era uno dei paesi inseriti nel circuito della transumanza.
Nonostante non sia stato possibile acquisire notizie attraverso fonti storiche attendibili, è stato possibile accertare che alla fine del XIX secolo i D’Addamio erano presenti solo nei paesi di Roccaspinalveti (CH), Palmoli (CH), Dogliola (CH) e Castelvecchio Subequo (AQ).
Un interessante indizio a conferma dell’origine croato-ragusea dei D’Addamio lo troviamo a Castelvecchio Subequo, dove un ramo della famiglia ha conservato attraverso i secoli, quale soprannome, la forma abbreviata di un antico saluto in lingua albanese : Tungjatjeta. Si traduce nell’italiano salve o ciao e a sua volta deriva dall’originario saluto T'u ngjatte / zgjatte jeta ossia Possa la vostra vita essere lunga. Era un saluto sicuramente usato a Durazzo e conosciuto anche nella vicina Dubrovnik (L’antica Repubblica di Ragusa, la quinta Repubblica marinara).
D'ADDA
DADDA
Originario della zona compresa fra la provincia di Bergamo e quella di Milano, ovvia la derivazione o da qualche toponimo contenente il nome del fiume Adda o dal nome del fiume stesso. Le tracce più antiche si trovano ad Olgiate, dove Leone D’Adda, nel 1356 già disponeva di grandi ricchezze. Nel 1500 il Sansovino esaltò la magnificazione di Giovanni Rinaldo e Francesco D’Adda.
D'ADDIO D'Addio è un cognome tipico del casertano e del napoletano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito da confraternite di carità o conventi a dei bimbi abbandonati.
D'ADDARIO Diffuso dall'Abruzzo alla Puglia, dovrebbe derivare dal nome Addarius di cui si hanno tracce ad esempio nel 1700 a Pollutri (CH) con un certo Addarius Di Rosa e della cui cognomizzazione si hanno tracce verso la fine del 1700 nel Molise a Gambatesa (CB).
DADIE' Dadié è specifico di Cortina d'Ampezzo nel Cadore, potrebbe derivare da una modificazione dialettale del nome medioevale germanico Dadhari a sua volta derivato dall'unione dei termini dad (azione) cui si è aggiunto il termine hari (armata).
DAELLI Concentrato nella provincia di Milano
D'AFFLITTO Tipico napoletano, deriva da un soprannome originato dal fatto che il capostipite, Placido Romano, diventato cristiano e fattosi battezzare con il nome di Eustachio, morì martire durante la persecuzione di Adriano e per "l'afflizione che patì detto cavaliere di Cristo, i suoi figliuoli acquistarono il cognome D'Afflitto", i D'Afflitto furono signori di Lizzanello in Puglia.
DAFFONCHIO Parrebbe originario della provincia di Alessandria.
D'AGARO Molto raro è specifico friulano, dovrebbe derivare dal nome medioevale di origine ebraica Agar, di cui abbiamo un esempio in un atto di vendita dell'anno 759: "In Dei nomine. regnante domno nostro Desiderio rege, anno regni eius tertio, mense iunium... ...Signum + manus Agari clerici uindituri et conseruaturi....", è pure possibile una derivazione da un nome di località friulana ora scomparsa, come Agaro (VB) in Val d'Ossola, o anche da un soprannome, ricordiamo che agar in dialetto significa solco, canalone.
DAGGIANO Tipico della provincia di Taranto è molto raro, potrebbe derivare dall'aferesi del nome italo germanico Andagis, ma è poco probabile.
D'AGNOLO
DE AGNOLI
De Agnoli, assolutamente rarissimo, parrebbe veneto, D'Agnolo, sicuramente friulano, ha un ceppo a Vivaro nel pordenonese ed uno a Trieste, dovrebbero derivare entrambi da forme patronimice derivate dal nome medioevale Agnolus, una forma arcaica del nome Angelo (vedi AGNOLETTI), ad intendere quindi le famiglie di figli di un Agnolo.
D'AGOSTINI
D'AGOSTINO
DAGOSTINI
DAGOSTINO
D'Agostini ha un ceppo tra Veneto e Friuli ed uno nel Lazio, Dagostini, assolutamente rarissimo, è tipico di Trieste, D'Agostino è diffuso moltissimo  in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud, Dagostino, decisamente più raro è specifico di Giovinazzo (BA) e della zona di Barletta, derivano da ipocoristici o del nome latino Augustus o di soprannomi derivanti dal fatto di essere nati in agosto, riferimento da cui il capostipite ha tratto il soprannome.  Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Giovinazzo (BA) almeno dal 1500, quando in un atto viene citato mastro Giuseppe de Agostino di Nola.
DA GRADI
DAGRADI
Dagradi è tipico del sudmilanese e del pavese, Da Gradi è quasi unico, dovrebbero derivare da toponimi locali (vedi DE GRADA).
DAIDONE Daidone è tipicamente siciliano, dovrebbe derivare dal toponimo Aidone in provincia di Enna, indicandolo così come luogo di provenienza del capostipite.
DAINESE
DAINESI
Il primo è tipico dell'area che comprende le province di Venezia, Padova e Rovigo, il secondo, più raro sembra più specifico dell'alto bolognese e rovigoto, dovrebbe derivare dal nome medioevale Dainesio, di cui si hanno tracce ad esempio ad Imola nel 1400 con l'Architetto Dainesio Maineri, mentre della cognomizzazione di questo nome si hanno a Bologna nel 1350 con il dottore Sante Dainesi  e troviamo tracce a Padenghe (BS) nel 1650 con tal Zenone Dainesi, come si legge su un'iscrizione: "...AD MAIOREM DEI GLORIAM MONUMENTUM DEVOTIONIS ET DEBITI POSUERE ZENONE DAINESIO ED IACOBO SALODINI ...".
DAINI
DAINO
DAINOTTI
DAINOTTO
Daini ha un ceppo nel bresciano tra Calcinato e Montichiari, ma il nucleo è in Toscana a Livorno, Pontedera, San Miniato e Pisa nel pisano, Fucecchio, Firenze e Cerreto Guidi nel fiorentino, Daino parrebbe siciliano di San Mauro Castelverde (PA) e Palermo, con ceppi anche nel catanese a San Cono e Caltagirone e nell'agrigentino ad Agrigento, Ribera e Porto Empedocle, ha un ceppo anche nel napoletano ad Afragola e Casoria ed uno quasi sicuramente secondario a Milano, Dainotti, molto raro, ha ceppi siciliani e tra milanese  e pavese, Dainotto sembrerebbe siciliano di Licata e Ravanusa nell'agrigentino, con un ceppo anche a Palermo ed uno quasi sicuramente secondario a Milano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dal nome medioevale italiano Dainus di cui abbiamo un esempio in un atto del 1529 a Solofra (AV): "...Domaschino ha pagato a Nicola e Samuele Ebreo, con fideiussione di Vincenzo de Amore di Napoli.. ..G: nobile P. Angelo Fasano. T: domino Hieronimo Ronca u.j.d., egregio notaio Andrea Alfano, clerico Annunzio Alfano, magistro Daino Ausolerio de Leonardo capitano di Solofra,..", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto del 1601 dove si da in concessione a Cefalù (PA): "...l’ortagio della grassura detta della turri a Paolino Lo Daino per onze 6...".
D'ALBA Sembrerebbe tipico della Puglia, Bari, Taranto e Uggiano La Chiesa (LE) e Giurdignano (LE), con un ceppo forse non secondario nel palermitano, potrebbe derivare da uno dei tanti toponimi contenenti la radice Alba come ad esempio Contrada Monte d’Alba (BA), ma più probabilmente deriva dal nome spagnolo Alba, pensiamo al vicerè di Napoli il famoso Duca D'Alba. Tracce di questa cognomizzazione le troviamo a Capurso (BA) nel 1600 con Don Diomede D’Alba arciprete della Chiesa Matrice di Capurso.
DAL BELLO
DALBELLO
DEL BELLO
DELBELLO
Dal Bello è un cognome tipicamente veneto, con un grosso ceppo nel trevisano, soprattutto a Fonte, Vedelago, Asolo, Altivole e Castelfranco Veneto, un ceppo nel rovigoto a Lusia ed uno a Padova e nel padovano, Dalbello, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, Del Bello ha un ceppo nel bergamasco, uno tra goriziano e triestino, uno tra anconetano e Piceno, uno nel perugino a Spoleto, uno nel teatino a Lanciano, ed uno a Roma, Delbello è tipicamente triestino, si dovrebbe trattare di forme patronimiche del nome augurale medioevale Bellus (vedi BELLI), dove il Dal ed il Del stanno per figlio del.
DALBON Specifico trentino, deriva dal nome medioevale Bono.
DAL BORGO Tipico del bellunese tra Pieve d`Alpago e Chies d`Alpago, con un ceppo anche a Venezia e nel ravennate nella zona tra Faenza, Lugo, Cotignola e Bagnacavallo, dovrebbe derivare da soprannomi indicanti la provenienza o da paesi contenenti la radice Borgo, come ce ne sono moltissimi in Italia o nelle città da contrade o rioni denominati appunto il Borgo, nome anche questo estremamente comune.
DAL BOSCO Originario dell'area compresa tra le provincie di Verona e Vicenza (vedi Boschi)
DAL CASTEL
DAL CASTELLO
Dal Castel, molto molto raro, è tipico del bellunese, di San Gregorio nelle Alpi, Santa Giustina e Feltre, Dal Castello è specifico dell'area veronese, vicentina, di Cogollo del Cengio (VI) in particolare, ma anche di Badia Calavena nel veronese, dovrebbero derivare da toponimi contenenti la radice castello, come ad esempio Castel d'Azzano (VR) o Castelcucco nel trevisano, o anche da luoghi nelle vicinanze di un castello.
DAL CERO Tipico del veronese, dovrebbe derivare dal nomen latino Cerus, nome derivato da quello di una divinità che costituiva l'alter ego maschile della dea Cerere; il nome di questa divinità viene riportata in Valerio Flacco: "Matrem Matutam antiqui ob bonitatem appellabant, et maturum idoneum usui, et mane principium diei; el inferir di Manes, ut supliciter boni apellati essent, et in carmine Saliari Cerus Manus appellatur creador bonus." e in Terenzio Varrone: "...Ianeus iam es, duonus Cerus es, duonus Ianus....".
DAL CIN
DALCIN
Tipico del trevisano e della provincia di Pordenone ai confini con quella di Treviso, Dal Cin è specifico in particolare della zona tra Conegliano e Sacile, Dalcin quasi unico è dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbe derivare dal nome medioevale Cino di cui abbiamo un esempio nel 1300 con il famoso poeta e insigne giurista Cino da Pistoia.
DAL DEGAN Tipico del veronese e vicentino, (vedi Degan).
D'ALENA
DALENA
D'Alena, molto raro, parrebbe originario della Puglia, così come Dalena tipico del barese.
integrazioni fornite da Alfonso di Sanza d'Alena
Le ipotesi più probabili, in merito all’origine del cognome d’Alena sono due: la derivazione da un matronimico, poiché Alena viene descritto come un nome di origine greca o slava, usato come variante di Magdalena o Maddalena; oppure l’origine potrebbe ricercarsi nel significato del sostantivo, ormai desueto, aléna usato sin dal XIII secolo, che starebbe ad indicare respiro, fiato o anche vento o soffio leggero. Il Sergent, 1861, lo precisa come alito difficile; il Devoto, “Dizionario etimologico”, Le Monnier, Firenze, 1968, indica: alena, latino medievale (X secolo), metatesi di anela, respiro; Zingarelli, 1970, riporta: aléna, da alenare, s.f., lett. lena, fiato.  Il cognome, nella forma latina de Alena, era usato già nel XII e XIII secolo, come testimonia il Manno, che cita una famiglia de Alena dei signori di Moretta (estinta prima del XII secolo), mentre al sud la notizia più antica risale al XIII sec., epoca in cui Carlo d’Angiò con lettera datata 4 aprile 1269, diretta a Dionisio di Amalfi, Procuratore dei beni devoluti al Fisco, ordinò di immettere Matteo de Alena nel possesso dei beni sottrattigli e di affidargli inoltre la custodia del Castello di Valva per conto del Fisco. In seguito lo investì anche del feudo di Campora. In altro documento datato 1280, Matteo de Alena è annoverato tra i baroni del Regno che costruirono e misero a disposizione di Carlo d’Angiò, navi da guerra. Il cognome si è, poi, mantenuto in questa forma fino al XVIII secolo, per assumere quella attuale, d’Alena, nel XIX secolo. Nel XVII secolo la famiglia d’Alena si sposta in Molise a Frosolone con Berardino, per poi dividersi nei due rami dei baroni di Macchia d’Isernia (linea estintasi con Celeste d’Alena + 1938 che sposò il Conte Giulio Frisari di Bisceglie) e dei baroni di Vicennepiane, tuttora fiorente.  La diffusione del cognome, che conosce alcune varianti quali Dalena ed Alena, è molto limitata in Italia: in soli 42 comuni per d’Alena, con prevalente presenza al sud, in particolare Puglia e Molise; in 61 comuni nella variante Dalena, anche in questo caso prevalenza al sud, in Puglia; Alena, in soli 3 comuni del nord.
D'ALESSANDRO Diffuso moltissimo  in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud, deriva dal nome Alessandro. Cognome abbastanza antico, visto che se ne trovano tracce già in un atto del 1431:"...ex parte et mandato eorum offitii filiis et heredibus Ughonis de Alexandris...", e in un titolo di credito del 1443 stilato in Firenze: "....Item prefati operarii simili modo et forma declaraverunt debitores Opere prefate in florenis auri undecim libris sexaginta novem et soldis tredecim infrascriptas personas pro quodam dirizatorio seu acquario marmoris albi facto ad instantiam eorum per prefatam Operam et suos ministros, nomina quorum sunt hec, videlicet:  ...Iohannes domini Foresis de Salviatis ... Loysius Alexandri (d'Alessandro) ser Lanberti...".
integrazioni fornite da Ettore D'Alessandro di Pescolanciano
Duca di Pescolanciano (mpr), patrizio napoletano con uso di Don e Donna (mf), barone di Civitanova S., Carovilli, Castiglione, Civitavetere (Duronia), Castel del Giudice, Roccacinquemiglia, Sprondasino, Pietrabbondante (mf). (Cons.Aral. ricon.D.M. 8 mar.1922, iscr.Libro d’Oro Nob.Ital. 1933, iscr.Elenco Nob.Ital. Cons.Aral.Regno su G.U. 1934 p.16). La famiglia trae origine da talune tribù elleniche, stanziatesi nella Magna Grecia identificate nel nome proprio di Alexander,composto da alexein (proteggere) ed ander (o genitivo andròs, degli uomini), dal significato etimologico difensore degli uomini. Le più antiche e primordiali baronie possedute dal Casato furono collocate tra la penisola sorrentina ed il Cilento.
D'ALESSIO D'Alessio è molto diffuso nell'area che comprende il Lazio, l'Abruzzo, il Molise, la Puglia e soprattutto la Campania, con presente secondarie un pò in tutt'Italia, dovrebbe derivare da una forma patronimica, dove il D' sta per figlio di, riferito ad un padre del capostipite il cui nome era probabilmente Alessio (vedi ALESSI).
DAL FORNO
DEL FORNO
Dal Forno ha un ceppo a Verona e nel veronese Tregnago ed Illasi ed uno a Marano lagunare nel basso udinese, Del Forno ha un ceppo a Pasian di Prato nell'udinese, uno a San Severo e Torremaggiore nel foggiano ed uno a Napoli ed a Pagani, Angri e Vallo della Lucania nel salernitano, dovrebbero derivare dal fatto che la famiglia era titolare di un forno o abitava nei suoi pressi.
DALFOVO Molto raro è tipico trentino della zona di Mezzolombardo (TN), dovrebbe derivare da un identificativo di località legato al termine favo o faggio, per indicare una zona caratterizzata dalla presenza di uno di questi due elementi.
D'ALI'
D'ALO'
D'ALU'
(vedi Alì)
D'ALISE Specifico della provincia di Napoli e Caserta, (vedi Aloise) deriva dal nome Aloisio (Luigi). 
DALLABORA Di origini piacentine, dobrebbe derivare per contrazione dal nome augurale Bonora (equivalente di Fortunato).
DALLA CHIESA
DELLA CHIESA
Dalla Chiesa è del parmense, Della Chiesa sembrerebbe avere due ceppi, uno del novarese ed uno del riminese. (vedi Chiesa)
DALL'ACQUA
DALLACQUA
DELL'ACQUA
DELLACQUA
Dall'Acqua ha un ceppo tra le province di Treviso, Venezia e Pordenone, uno nel mantovano, uno nel milanese ed uno tra Liguria ed alessandrino, Dallacqua, decisamente molto più raro, è una forma modificata del precedente, tipèico del torinese, così come Dellacqua che è una diversa forma di Dell'Acqua che ha un grosso nucleo lombardo nel pavese, milanese, varesotto e comasco, un ceppo nel genovese, uno nel materano ed uno nel messinese, dovrebbero derivare da toponimi contenenti la radice acqua come ne esistono moltissimi in tutta l'Italia.
DALLA FRATTA
DALLE FRATTE
Dalla Fratta, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del cognome Dalle Fratte, che è tipicamente veneto, di Borso del Grappa nel trevisano, di Campodarsego e Villanova di Camposampiero nel padovano, di Santa Maria di Sala nel veneziano e di Mussolente nel vicentino, con un piccolo ceppo anche a Borgo Valsugana nel trentino, dovrebbero derivare dai vari toponimi contenenti la radice Fratta o Fratte, come ad esempio Fratta di Caneva o di Maniago (PN), Fratta di Oderzo o di Tarzo nel trevisano, Fratta Casoni nel padovano, Fratta Polesine nel rovigoto, Fratta (VE), e così molti altri. (vedi anche DELLE FRATTE)
DALLAGIOVANNA Dallagiovanna è tipico del piacentino, di Piacenza, Castel San Giovanni, Sarmato e Borgonovo Val Tidone, dovrebbe derivare dall'essere i capostipiti prima figli e poi discendenti di una Giovanna, il Dalla Giovanna caratterizzerebbe una linea di discendenza femminile.
DALL'AGNOL Tipico del basso bellunese, zona di Arsiè, sembrerebbe originario di Fastro ai confini tra vicentino e bellunese, deriva dal nome medioevale Agnolo.
DALLA PORTA Sembra avere due ceppi, in Toscana nel pratese e nel Veneto nel trevigiano, probabilmente è esistito un ceppo nel comasco, dovrebbe derivare da indicatori di località (vedi Porta), troviamo tracce di questa cognomizzazione a Rovellasca (CO) nella seconda metà del 1400 dove i Dalla Porta risultano annoverate tra i ricchi possidenti locali e assursero poi alla dignità di Conti, nel 1600 troviamo i conti Dalla Porta a Pesaro, famoso è un quadro dell'epoca che raffigura il Conte Tommaso Dalla Porta a Frontone (PS).
DALL'ARA
DALLARA
DALL'ERA
DALLERA
Dall'Ara sembrerebbe tipico del forlivese, ma con un ceppo autonomo nel rovigoto, Dall'Era, estremamente raro, è tipico del bresciano, Dallara sembra avere tre ceppi distinti, tra ravennate e forlivese, nel parmense e nel palermitano, Dallera ha un nucleo nel pavese ed uno nel bresciano, dovrebbero tutti derivare da toponimi contenenti la radice Ara o Aria.
DALLA RIVA
DALLE RIVE
Dalla Riva è tipicamente veneto, del vicentino in particolare, così come Dalle Rive anch'esso vicentino con una possibile frangia in provincia di Modena, dovrebbe derivare da toponimi come Riva del Garda (TN) o come soprannome legato ad una provenienza dalle rive di un fiume o di un lago.
DALLA ROVERE Dalla Rovere, molto molto raro, ha un ceppo nel nordmilanese, uno nel bolognese ed uno nel vicentino, dovrebbe derivare dalla presenza di querce nella zona di abitazione del capostipite. (vedi anche Della Rovere)
DALL'ASEN Dall'Asen è specifico del comune di Mel (BL).
integrazioni fornite da Massimiliano Jattoni
Dall'Asén è un cognome rarissimo originario del paese di Villa di Villa nel Comune di Mel (BL). Attualmente esistono tre famiglie distinte portanti questo cognome. L'origine è oscura. Si può ipotizzare una trascrizione erronea del cognome da Lasen (Lasen è una località nel bellunese) o del cognome Dal Asìn (indicante la provenienza dalla Val d'Arziere, in Friuli). Infine, ma molto meno probabile, un'origine slava: AsÊn è un cognome croato (in un documento del 1700 conservato presso l'Archivio di Stato di Belluno viene citato un certo Giovanni dall'AsÊn di Villa).
DALL'AVA Localizzato nel trevisano, vicentino e nord milanese
integrazioni fornite da Patrick Dall'Ava
Originario della regione di Treviso, indicizzata fra le famiglie nobili della marche Trevigiana. Una lapide del 16° secolo situata in una chiesa di Conegliano ed una stemma del Magnifico Consiglio de Conegliano sembra che lo attestino.  Dal 19° secolo si sono dipartiti dal nucleo in Oderzo (TV), San Polo e Santa Lucia di Piave (TV), Conegliano (TV), due ceppi uno verso Chiampo (VI) ed uno in Lombardia, cui si aggiungono un'emigrazione italiana in  Francia, negli Stati-Uniti ed in Sudamerica.
DALLA VALLE Dalla Valle è un cognome tipicamente di origine veneta, del vicentino in particolare, la presenza di ceppi secondari nel ravennate e nel vicentino sono dovuti a fenomeni emigratorii, il piccolo ceppo piemontese è invece originario del Monferrato, l'origine del cognome è da nomi di località ad indicare probabilmente una provenienza valligiana della famiglia.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Schio (VI) nel 1500 con il notaio Giovanni Francesco Dalla Valle e sempre nel 1500 a Lù nel Monferrato troviamno il famoso giurista Rolando Dalla Valle, presidente del Senato di Monferrato.
DALLA VECCHIA Dalla Vecchia è tipicamente veneto del vicentino in particolare, di Schio, Santorso, Vicenza, Malo, Torri di Quartesolo e di Verona, l'origine di questo cognome potrebbe essere diversa, in alcuni casi si ritiene risalga al Calle della Vecchia di Venezia, così chiamato perchè nel 1474 venne eretto in quel luogo l'ospitale de' vecchi marinai, si hanno tracce di una famiglia Dalla Vecchia, ormai estinta, che, provenendo da Bergamo con un diverso cognome, prese nel 1500 proprio quella denominazione perchè la sua attività era collocata in quel calle, famosa è stata la famiglia Dalla Vecchia intagliatori, doratori, scultori e artisti nella lavorazione del legno di Santorso.
DALLA ZUANNA Dalla Zuanna è tipico del vicentino, di Valstagna, San Nazario e Camposampiero, si dovrebbe trattare di famiglie dei figli di una capostipite di nome Giovanna, che le trasformazioni dialettali  fecero diventare Zuanna.
integrazioni fornite da Tibère Gheno (France)
Dalla Zuanna, abbastanza raro, è specifico del vicentino di Bassano del Grappa e del bassanese e l’origina sua è di San Nazario. Questa famiglia proviene dalla famiglia Belenzon alla terza generazione con Melchiorre (nato circa nel 1448) fu Pace fu Antonio Belenzon sposato con Giovanna (Zuanna in veneto) N.... Giovanna/Zuanna rimane vedova con due figli, Battista e Matteo (nati fra il 1480 ed il 1485). Troviamo la prima citazione nell'atto notarile del martedi 06 giugno 1486 con la riunione dei capi famiglia di Solagna, San Nazario, Merlo e Carpanè dove e citata “Dª Joana relicta quondam Melchioris Pacis” fra gli altri capi famiglia. Battista e Matteo saranno chiamati “Dalla Zuanna” come figli della Giovanna, e da loro derivano due rami. Tutti i Dalla Zuanna discendono da questi due rami.
Bibliografia : Archivio di Stato di Vicenza e Bassano del Grappa, Fondo Notarile di Bassano, archivi parrocchiali del Canale di Brenta, etc.
DALL'ORA Tipico veronese, deriva dall'aferesi del nome propiziatorio medioevale Hora Bona (dell'ora favorevole).
DAL MAGRO Dal Magro è tipico di Trichiana nel bellunese, potrebbe stare ad indicare la discendenza da un capostipite noto per la sua magrezza.
DAL MAS
DAL MASO
Dal Mas è tipico del trevigiano, ma è ben presente anche nelle aree vicine del bellunese, pordenonese e veneziano, Dal Maso, sempre veneto, è più specifico del vicentino, pur essendo ben presente anche nel vicino veronese, padovano, veneziano e trevisano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche più o meno dialettali, dove il Dal sta per della famiglia di, riferito ad un Tommaso, che per aferesi è diventato Maso o, in dialetto, Mas.
DALMASI
DALMASIO
Entrambi assolutamente rarissimi, sembrerebbero del milanese, derivano inizialmente dal cognomen latino Dalmatius, ricordiamo nel IV° secolo Dalmatius Censor, nipote di Costantino il grande, ma anche possono derivare dal nome medioevale Dalmasius di cui abbiamo tracce con il nobile capitano di ventura spagnolo Dalmasio Dei Banoli  che operò in tutt'Italia nel 1300, potrebbero anche derivare da toponimi come San Dalmazio nel Frignano (MO) o Borgo S. Dalmazzo (CN).
DAL MOLIN Vedi Molin
DAL MONEGO Cognome raro di origine veneta, deriva dal vocabolo monaco, come riferimento a famiglia dove era vissuto uno fattosi frate o come soprannome originato da atteggiamenti o carattere. 
DAL MONTE
DALMONTE
DEL MONTE
DELMONTE
DI MONTE
DIMONTE
Dal Monte dovrebbe avere due ceppi, uno nella zona compresa tra le provincie di Bologna e Ravenna e l'altro in provincia di Vicenza, Dalmonte è tipico della zona compresa tra le provincie di Bologna e Ravenna,Del Monte, diffuso in tutt'Italia, ha un forte nucleo originario nel Lazio, Delmonte è proprio del settentrione occidentale, Di Monte dovrebbe essere originario dell'area foggiana-barese, Dimonte è tipicamente della provincia di Bari. Tutti questi cognomi dovrebbero derivare da toponimi contenenti Monte o da soprannomi legati alla provenienza da una zona montana.
DAL NEGRO
DEL NEGRO
DELNEGRO
DEL NIGRO
Dal Negro è tipico del veronese ma presenta un ceppo anche nel trevigiano, Del Negro ha un forte nucleo nell'udinese, un piccolo ceppo nel chietino ed uno tra foggiano e barese, Delnegro, assolutamente rarissimo, parrebbe del barese, di Barletta e Trani, Del Nigro, rarissimo, è di Trani (BA), dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Niger e dai suoi derivati medioevali Nigrus e Negro, in altri casi discendono da soprannomi legati al colore dei capelli o alla carnagione scura, al sud possono riferirsi a discendenze saracene.
DAL PINO Dal Pino è specifico della provincia di Lucca, di Viareggio in particolare, potrebbe derivare dal fatto che la famiglia del capostipite abitasse in prossimità di un particolare albero di pino, un inizio di questa cognominizzazione lo troviamo in una registrazione daziaria pisana dell'anno 1219, dove si trova citato un certo Buonamicho Rustichelli dal Pino.
DAL PIO LUOGO
DEL PIO LUOGO
Dal Pio Luogo, assolutamente rarissimo e Del Pio Luogo, un pò meno raro, sembrerebbero veneti della zona tra Treviso, Pordenone e Venezia, probabilmente originari del trevigiano, dovrebbero derivare da cognomi attribuiti a bambini abbandonati o a figli di madri ricoverate in Sanatori che avessero dato alla luce un figlio e che fossero morte a seguito del parto.
DAL PIZZOL
DEL PIZZOL
Tutti estremamente rari sono tipici dell'alto Veneto, tra bellunese, trevisano e Friuli, dovrebbero derivare da un soprannome dialettale originato dalla piccola statura (dal o del piccolo).
DAL POZZO
DA POZZO
Dal Pozzo ha un ceppo nel nord milanese, uno nel sondriese, uno nel Veneto centroccidentale ed uno nel bolognese, Da Pozzo ha un ceppo nello spezzino, uno nell'alto udinese ed uno nel veronese, dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla presenza di un pozzo in prossimità dell'abitazione del capostipite o dal fatto di esserne lo stesso il proprietario.
DAL PRA
DAL PRA'
DA PRA
DA PRA'
Dal Pra, è tipico del vicentino, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Dal Prà, che è diffusissimo nel padovano, trevisano e soprattutto vicentino,  Da Pra è specifico di Lozzo di Cadore nel bellunese, così come il meno diffuso Da Prà, dovrebbero derivare o da nomi locali di contrade che contengano la radice Pra (prato), o da toponimi come Prà (PD), Pra di Este (PD), Pra Cividella o Pra della Fratta nel Cadore.
DAL SIE Dal Sie, molto molto raro, è tipico del trevigiano, di Breda di Piave in particolare, potrebbe derivare dall'aferesi di toponimi come Arsiè nel bellunese.
D'ALTOBRANDO D'Altobrando, quasi unico, sembrerebbe della zona tra Piceno e teramano, in particolare nel teramano di Cittadella, Castagneto e Sant'Egidio, potrebbe derivare dal toponimo Castiglione Aldobrando di Gubbio nel perugino, possibile luogo d'origine del capostipite, esiste una larvata possibilità che si tratti di una forma patronimica e che il D', invece che provenienza, stia ad indicare figlio di un Hildebrand longobardo, o, meno improbabilmente, di un Aldobrando o Altobrando di epoche successive, nomi non infrequenti nel teramano.
DAL TOSO Specifico vicentino, deriva da un soprannome originato dal vocabolo dialettale veneto toso (ragazzo, sbarbatello), traccia eminente di questa cognomizzazione la troviamo con il pittore Girolamo Dal Toso di Vicenza le cui opere risalenti al periodo 1510-1543 si possono ammirare in varie chiese vicentine.
DAL VERME Il Dal Verme è un Casato originario di Verona, ma presente oggi solo nel milanese, deve la sua fortuna al capitano di ventura Luchino Dal Verme, che, nato nel 1320, dopo aver militato al servizio dei Della Scala, arriva a Milano alla corte dei Visconti e ne diventa il braccio armato, dopo di lui Jacopo, Luigi e Pietro ne seguono le orme acquisendo il feudo delle terre piacentine di Bobbio e di Voghera."Nos, Ioannes Galeaz Vicecomes, comes Virtutum, Mediolani etc., imperialis vicarius generalis. Non in totalem quidem, sed in aliqualem obsequiorum multiplicium recompensationem, quae spectabilis miles dominus Jacobus de Verme dilectus consiliarius noster nobis hactenus libenter impendit exhibetque, et supportat presentialiter indefessus merita premiis compensantes nostram in eum munificentiam extendere inclinamur...". Questo cognome dovrebbe essere una forma patronimica dove il Dal sta per figlio di riferito ad un Verme o Vermo, nome del padre del capostipite (vedi VERME).
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