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D'AMADDIO
D'AMADIO
D'AMODIO
D'Amaddio, molto molto raro, sembrerebbe tipico del pistoiese, D'Amadio, molto molto raro, ha un ceppo a Sante Marie nell'aquilano ed uno a Roma, D'Amodio è specifico di Sant'Antimo e Melito di Napoli nel napoletano, dovrebbero essere delle forme patronimiche, dove il D' sta per figlio di, riferito a padri dei capostipiti il cui nome fosse stato il nome medioevale Amo Deus o Ama Deus (vedi AMADDEO), ma è pure possibile che possa trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli.
DA MALTA
DI MALTA
Da Malta, quasi unico, è del veneziano, Di Malta ha un piccolo ceppo ad Aprilia nel latinense ed a Barletta nel barese, uno nell'isola di Pantelleria ed uno nell'isola di Lampedusa e di Linosa, dovrebbe derivare da capostipiti originari dell'isola di Malta.
D'AMANTE D'Amante è tipicamente calabrese, dell'alto cosentino di Verbicaro in particolare, potrebbe derivare da una forma arcaica del nome del vicino paese di Diamante, ma più probabilmente deriva dal nome della città di Amantea, sempre nel cosentino, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
DA MAREN
MAREN
Da Maren è specifico di Vedelago nel trevisano, Maren, decisamente più raro, è anch'esso del trevisano, di Mogliano Veneto e Treviso, dovrebbero derivare dal nome del borgo di Maren frazione montana di Vittorio Veneto nel trevisano.
DAMASCELLI
DAMASCHI
DAMASCHINI
DAMASCHINO
DAMASCO
Damascelli è tipico di Bari e del barese con ceppi secondari a Roma e Milano, Damaschi, molto raro, è tipico dell'area milanese e pavese, Damaschini, sicuramente lombardo, è quasi unico, Damaschino, altrettanto raro, parrebbe del centrosud, Damasco ha vari ceppi in Puglia, uno nel napoletano, uno piccolo a Palermo ed a Cagliari, dovrebbero tutti derivare da modificazioni dialettali e da ipocoristici del nome Tommaso, secondo altri invece deriverebbero da soprannomi  originati, direttamente o tramite diminutivi, dal termine damasco (tipo di stoffa pregiata) forse ad indicare il mestiere di venditore di stoffe o di sarto.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Damascelli è un cognome tipico di Bari, è il patronimico del cognome Mascella/Mascello, dal soprannome Mascella, latino 'maxilla' = 'mascella superiore, mandibola', o 'ognuna delle due parti di attrezzi a forma di morsa'. Minervini 309.
D'AMATI
DAMATI
D'AMATO
DAMATO
D'Amati, molto raro, ha un ceppo nel foggiano ed uno nel romano, D'Amato, molto diffuso in tutt'Italia, è specifico del centrosud, Damato è tipicamente pugliese, del foggiano e del barese, Damati, quasi unico, dovrebbe essere il frutto di errori di registrazione, si dovrebbe trattare di forme patronimiche originate dal nome medioevale Amatus (vedi AMATA), si riferirebbero quindi alle famiglie di figli di Amati o Amato.
D'AMBRA D'Ambra ha un piccolo ceppo a La Spezia, uno, altrettanto piccolo, a Livorno, uno più consistente a Roma, uno a Guglionesi nel campobassano, uno a Margherita di Savoia e Foggia nel foggiano ed a Canosa di Puglia, Bari e Barletta nel barese, uno molto consistente in Campania a Forio, Napoli, Ischia, Afragola, Casoria, Caivano. San Giorgio a Cremano, Marano di Napoli e Mugnano di Napoli nel napoletano ed a Sant'Arpino, Orta di Atella ed Aversa nel casertano, ha inoltre ceppi in Sicilia, ad Aci Castello, Catania, Acireale ed Aci Catena nel catanese, a Lipari e Messina nel messinese, a Palermo, a Caltanissetta ed a Messina, potrebbe trattarsi di una forma matronimica riferito a capostipiti le cui madri si fossero chiamate Ambra, ma Anbar (ambra) è anche un nome maschile arabo, quindi potrebbe anche trattarsi di una forma patronimica.
D'AMBROSI
D'AMBROSIO
D'Ambrosi dovrebbe essere originario della provincia di Salerno, ma potrebbe esserci anche un nucleo nella zona compresa tra la provincia di Roma e quella di Frosinone, mentre D'Ambrosio, presente in tutta la penisola è particolarmente concentrato al centro sud, dovrebbe derivare dal nome neolatino Ambrosius di origine greca che ha il significato di immortale, passato in uso in latino e poi in italiano, con varie forme e variazioni, in questi casi si identificano quelli di Ambrosius (i famigliari).
D'AMBRUOSI
D'AMBRUOSO
D'Ambruosi, praticamente unico è dovuto ad un errore di trascrizione di D'Ambruoso che è specifico del barese della zona di Conversano e Mola di Bari, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Ambrosius.
DAMENO Potrebbe essere originario dell'area occidentale della provincia di Milano, potrebbe derivare da un soprannome legato al toponimo Menaggio (CO) o Premeno (VB), o più probabilmente dome aferesi contratta del nome Domenico.
DAMERI
D'AMERIO
DAMERIO
Dameri, sicuramente di origini piemontesi, è specifico dell'area alessandrino, genovese, di Novi Ligure, Gavi e San Cristoforo nell'alessandrino e di Genova, Damerio, estremamente raro, è piemontese, D'Amerio è quasi unico, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche, dove il D- o il D'- stanno per il figlio di, riferite ad un capostipite il cui padre si chiamasse Amerius (vedi AMERI).
DAMETTI La sua zona d'origine dovrebbe essere tra Piacenza e Parma
DAMIANI
DAMIANO
Mentre Damiani è molto diffuso in tutt'Italia, Damiano è circoscritto al sud, derivano dal nome Damiano.  Esempio famosissimo di questa cognominizzazione si ha con San Pier Damiani o Petrus Damiani (988 - 1072) fondatore dell'eremo di Camaldoli.
DAMIATA
DAMIATI
DAMIATO
Damiata, ha un ceppo siciliano a Palermo, Damiati, quasi unico, sembrerebbe veneto, Damiato è specifico di Torre del Greco nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome latino di origini greche Damiatus, alla fine del IX° secolo è doce di Venezia un tale Christophorus Damiatus.
D'AMICI
D'AMICIS
D'AMICO
D'Amici oltre al nucleo laziale di Roma, Priverno (LT) e Pofi (FR), presenta un ceppo a Brindisi, D'Amicis ha un ceppo a Manduria (TA) ed uno a Roma, D'Amico è diffuso moltissimo  in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud, dovrebbero derivare dal nome medioevale Amicus , di cui abbiamo un esempio a Capua in un atto dell'anno 1432: "In nomine domini nostri Iesu Christi. Anno a nativitate eius millesimo quatringentesimo tricesimo secundo, regnante serenissima domina nostra domina Iohanna Secunda Dei gratia Hungarie Ierusalem Sicilie Dalmacie Croacie Rame Servie Galicie Lodomerie Comanie Bulgarieque regina:.. ..Maczoccha iudex et Amicus de Ursis iurisperitus, ...", e starebbero ad indicare le famiglie dei figli di un Amico, nome quindi del padre del capostipite.
D'AMICODATRI D'Amicodatri è specifico di Chieti, dovrebbe derivare da un capostipite di cognome d'Amico proveniente da Atri nel teramano, cognome dato inizialmente come soprannome per meglio identificarlo data la presenza a Chieti di molti con cognome D'Amico.
DAMIN
DAMINI
Entrambi tipicamente veneti, Damin ha un ceppo a Mira nel veneziano, uno a Segusino nel trevisano, uno a Legnago nel veronese ed uno a Lentiai e Vas nel bellunese, Damini è tipico del veronese, di Verona e San Giovanni Ilarione e di Cavaso del Tomba nel trevisano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Daminus di cui abbiamo un esempio d'uso in un atto del 1319: "...Et insuper peciam concedo Domino Deo et eius martiri, cuncta que quorumlibet fidelium dono, juste vel potencialiter, predicta ecclesia Octavianensis cenobiis Cucuphati usque in finem seculi acquisierit in comitatu Barch, Atisonensi, Gerundensi, ut habitantes in iam dicto cenobio pro me et coniuge mea, necnon et prolibus atque genitoribus et fratribus meis, et pro omnibus fidelibus nostris, sine intermissione Domini misericordiam semper exorent, ut dignetur nobis Daminus largire indulgenciam criminum atque remissionem omnium peccatorum nostrorum...", ma non si può assolutamente escludere che possa trattarsi di forme ipocoristiche anche dialettali dell'aferesi del nome Adamo, o anche di ipocoristici dialettali di forme contratte del nome Damiano.
D'AMONE Specifico della penisola salentina dovrebbe derivare dal nome Amone (vedi Amone) e indicherebbe quelli della famiglia di un tal Aimone.
D'AMORE
DAMORE
D'Amore è diffuso in maniera significativa in tutto il sud, Damore è una variante, dovuta ad un errore di trascrizione, tipicamente pugliese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Damore, molto raro, è un errore di trascrizione di D'Amore, che, distribuito un po' in tutto il paese, presenta ceppi maggiori nel centro e nel meridione, in particolar modo in Campania (fra il napoletano, l'avellinese, il salernitano e il casertano), in Puglia (soprattutto nel barese e, in misura minore, nel tarantino), in Sicilia (fra il palermitano, il messinese e il catanese), nel Lazio (per lo più nel romano, con un ceppo minore nel frusinate) e in Abruzzo (principalmente nell'aquilano), entrambi questi cognomi derivano dal nome medievale Amore, un tempo diffuso anche fuori dal nostro paese (in Francia, ad esempio, era conosciuto come Amour, in Gran Bretagna e nella penisola iberica come Amor). Si tratta, dunque, delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
D'ANANIA
DANANIA
D'Anania, assolutamente rarissimo, parrebbe del napoletano, mentre Danania è praticamente unico. (vedi ANANIA)
D'ANASTASIO
DI ANASTASIO
D'Anastasio è tipicamente abruzzese, della provincia di Pescara in particolare, Di Anastasio, estremamente raro, è del teramano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche in D'- o in Di- del nome Anastasio (vedi ANASTASI), si riferirebbero quindi alle famiglie dei figli di un Anastasio.
D'ANCONA D'Ancona ha un ceppo nel teatino a Francavilla al Mare e Torrevecchia Teatina, un ceppo a Mesagne e Latiano nel brindisino ed uno a Pantelleria, Lampedusa e Palermo, dovrebbe satre ad indicare la provenienza dei capostipiti dalla città di Ancona.
D'ANDREA
D'ANDREIS
D'Andrea è diffuso moltissimo  in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud, D'Andreis ha un ceppo nell'udinese tra Codroipo e Varmo, ed un ceppo a roma, derivano come forme patronimiche dal nome medioevale Andrea e starebbero ad indicale le famiglie dei figli di un Andrea o dei figli di figli di un Andrea.
D'ANDRIA
DANDRIA
D'Andria è tipico di Taranto, con un ceppo anche in Campania tra Pontecagnano Faiano (SA) e Salerno, Dandria, assolutamente rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali del nome Andrea e starebbe ad indicare quelli della famiglia di un certo Andrea, secondo altri deriverebbe invece dal toponimo Andria (BA).
DANELLI Decisamente lombardo, proprio della zona tra le provincie di Como, Bergamo e Milano, deriva come soprannome dal nome Daniele.
DANERI
DANERO
Daneri è tipico ligure, del genovese, in particolare della zona di Chiavari e Cogorno e di Levanto nello spezzino, Danero è genovese, potrebbero derivare dall'etnico danerus (danese).
DANESE
DANESI
DANISE
DANISI
Danese sembra avere due nuclei, uno sulla costiera meridionale adriatica ed uno tra veronese e vicentino, Danesi ha un ceppo lombardo tra bergamasco e bresciano, uno toscano ed uno romagnolo, Danise, molto raro, è tipico di Napoli, Danisi, oltre al ceppo a Napoli e Gragnano nel napoletano, ne ha anche uno nel barese a Palo Del Colle, Bari e Grumo Appula, derivano, direttamente o tramite modificazioni dialettali, dal nome medioevale Danese di cui si hanno tracce a Bergamo nel 1500 con il senatore Danese Filiodoni, o da sue modificazioni come questa riportata in un atto del 1280, sempre nel bergamasco, dove troviamo: "...Petri detto Morettus filius quondam Danisi Rota de Valdimania...".
D'ANGELA
D'ANGELI
D'ANGELO
D'ANGELIS
DE ANGELIS
DEANGELIS
Diffusi moltissimo  in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud D'Angelo e De Angelis, tipico della provincia di Latina D'Angelis e della provincia di Foggia Deangelis, D'Angela ha un piccolo ceppo friulano ed uno nel frusinate, D'Angeli ha vari ceppi nella fascia centrale, tra riminese e pesarese, nel perugino, in tutto il Lazio e nell'aquilano, nel napoletano, nel nisseno e nel siracusano, ma il grosso è nel tarentino e brindisino. Tutti questi cognomi rappresentano forme patronimiche riferite ai nomi Angela o Angelo, probabili nomi dei padri o delle madri dei capostipiti.
D'ANGELANTONIO
DI ANGELANTONIO
Sia D'Angelantonio che Di Angelantonio sono molto rari, in particolare il secondo, e tipici di Teramo e del teramano, con un ceppo anche a Roma e nel Lazio settentrionale, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il D' o il Di stanno per figlio di, riferentosi al padre del capostipite di nome Angelo Antonio.
D'ANGELILLO D'Angelillo è assolutamente rarissimo, probabilmente dell'area tra basso Lazio e Campania, dovrebbe derivare dall'essere il capostipite figlio di un Angelillo, nome derivato dal nome medioevale Angelillus (vedi Angelilli).
D'ANGELLA D'Angella è della zona che comprende il barese, il potentino ed il materano, con due ceppi a Minervino MUrge, Bari e Trani nel barese ed a Pisticci nel materano e Venosa nel potentino, si dovrebbe trattare di una forma di provenienza apocopaica riferita al paese salernitano di Angellara, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
DANIEL
DANIELA
DANIELE
DANIELI
DANIELLI
Daniel sembra trevigiano, Daniela, assolutamente rarissimo, è panitaliano, Daniele è diffuso in tutta Italia, a Napoli in particolare, Danieli ha un importante nucleo veneto con un ceppo nel Lazio ed uno nel Salento, Danielli ha un ceppo tra alessandrino e genovese, uno tra milanese e lecchese, uno nel bolognese ed uno nel ternano, derivano dal nome Daniele, Daniela, tipico della tradizione protocristiana, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1200 in Istria con il mercadante fiorentino Manuccio Danieli.
integrazioni fornite da Cosimo De Giovanni de Centelles
Il nome di questa famiglia è diffuso in circa 822 comuni d\'Italia, massima concentrazione in Piemonte, Veneto e Campania con lieve presenza nelle Puglie, specialmente nel Salento. In quest'ultimo ha goduto nobiltà in Gagliano del Capo (LE) dove la famiglia vive tutt'ora. Celebri membri sono un Alessandro Daniele che prese parte ai movimenti successivi alla rivoluzione Napoletana  e iscritto nel Notamento de' Rubricati di Terra d'Otranto; e i coniugi Enrico Daniele ed Erminia Romasi dei Baroni di Montesardo per la costruzione dell'Ospedale di Gagliano del Capo. Il Palizzolo Gravina la fa derivare dalla città di Noto e feudataria di Canicattì.
D'ANIELLO
DANIELLO
D'Aniello oltre al grosso ceppo campano, presenta ceppi importanti a Roma, Latina e nel frusinate a Vallemaio, a Campobasso, a Terlizzi, Bari, Andria e Bitonto nel barese, a Taranto e Palagianello nel tarentino ed a Foggia, con un ceppo anche a Palermo, Daniello, molto meno comune, ha un ceppo a Roma, uno piccolo nel napoletano, uno a Cerignola nel foggiano ed a Palo del Colle nel barese, potrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita a capostipiti i cui padri portassero il nome medioevale Aniellus (vedi ANIELLO).
DANIOTTI Dovrebbe essere del trevisano, deriva come soprannome dal nome Daniele, i daniellotti e per contrazione daniotti.
DANNA Danna è un cognome specifico del Piemonte occidentale, in particolare di Monastero di Vasco nel cuneese e di Luserna San Giovanni e Torino nel torinese, ma presenta ceppi anche nell'udinese a Cavazzo Carnico, a Roma e Viterbo ed a Lucca Sicula nell'agrigentino, potrebbe derivare da una modificazione dell'aferesi del femminile del nome Giordano, o anche dalla forma franca Dannè del nome Daniele, il ceppo siciliano potrebbe derivare dalla forma matronimica d'Anna con la perdita dell'apostrofo (vedi D'ANNA).
D'ANNA
DE ANNA
DEANNA
DELL'ANNA
DI ANNA
D'Anna ha un nucleo molto forte in Sicilia, uno in Campania, soprattutto nel casertano e napoletano ed uno nel romano, De Anna, abbastanza raro, ha un ceppo romano ed uno friulano, Deanna, assolutamente rarissimo, parrebbe friulano, Dell'Anna è specifico della penisola salentina, dell'area di Nardò, San Donato di Lecce e Leverano, Di Anna, ancora più raro, è del centro Italia, si dovrebbe trattare di matronimici attribuibili pertanto alle famiglie di figli di una capostipite di nome Anna.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel matronimico del nome medievale Anna, l'italianizzazione cioè del personale ebraico Hannah, col significato di grazia divina, favore di Dio (vedi anche Grazia); solo per curiosità, comunque, va detto che oggi Anna è il secondo nome femminile più diffuso d'Italia (il primo è Maria) e la sua diffusione, in origine, si deve probabilmente al culto di Sant'Anna, madre della Beata Vergine Maria secondo alcuni testi apocrifi (Anna, comunque, è anche il nome della madre del profeta Samuele e l'agionimia, inoltre, non manca di altre sante con questo nome). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali delle capostipiti.
D'ANNIBALE D'Annibale è tipicamente laziale, molto diffuso a Roma ed a Ceccano nel frusinate, a Velletri, Lariano, Anzio Lanuvio e Nettuno nel romano, ad Aprilia, Cisterna di Latina e Latina nel latinense, a Frasso Sabino nel reatino, ed in Abruzzo a Pescara e Pianella nel pescarese e ad Ortona nel teatino, si tratta di una forma patronimica dove il D'- sta per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati Annibale (vedi ANNIBALE).
D'ANNUNZIO Tipico della zona che va da Pescara a Vasto, deriva dal nome Annuntius (vedi Annunzi), personaggio famosissimo il poeta pescarese Gabriele D'annunzio (12/3/1863 - 1/3/1938).
DANOVA Proprio dell'area tra Pavia, Lodi e Milano, dovrebbe derivare da un toponimo contenente il vocabolo Nova o Nuova.
DANOVARO Raro è tipico del genovese, dovrebbe derivare dal cognome Novaro (vedi), i Danovaro erano armatori in Genova nel 1800.
DANTE
DANTI
Dante ha un ceppo veneto in particolare a Piove di Sacco e Pontelongo nel padovano ed a Venezia, ed uno laziale a Roma, Vicovaro (RM), Rieti e Cittaducale (RI), Danti parrebbe tipicamente toscano del fiorentino, con un ceppo anche nel livornese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Dante (forma contratta dell'originale Durante), col significato letterale di resistente, tenace e, in senso lato, costante, fermo di carattere (vedi anche Costanzo e Fermo). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
DANTILE Cognome rarissimo del barese.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Dantile è cognome barese alterato di Durante (cfr.) Minervini 182.
D'ANTINO
DANTINO
D'Antino, abbastanza raro parrebbe avere un ceppo nel pescarese, uno nel romano ed uno nel foggiano, Dantino, quasi unico, è dell'area campano foggiana, il cognome dovrebbero derivare dal toponimo Civita D'Antino nell'aquilano, paese che in epoca tardo imperiale romana aveva una notevole rilevanza, costituendo un forte baluardo inserito nel sistema logistico difensivo romano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
D'Antino e Dantino sono cognomi presenti a Foggia ed a Bari. Si tratta di un alterato del cognome Durante (cfr.) Minervini 182.
D'ANTO
D'ANTO'
D'Anto, assolutamente rarissimo e D'Antò, un poco meno raro, sono tipici del napoletano, in particolare di Afragola, ma anche di Casoria, Acerra e Napoli, si dovrebbe trattare di forme tronche del patronimico d'Antonio, riferito a capostipiti, il cui padre si chiamassa appunto Antonio.
D'ANTONA
DANTONA
D'ANTONE
D'ANTONI
DANTONI
D'Antona è di origini siciliane, dell'area che comprende l'agrigentino, il nisseno ed il catanese, D'Antone, molto molto raro, anch'esso siciliano, è tipico di Catania e Trapani, D'Antoni, è il più diffuso in tutta la Sicilia, con massima concentrazione nel trapanese e nel palermitano, Dantona è estremamente raro ed è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, così come Dantoni che sembra però caratteristico del ragusano, di Scicli in particolare, dovrebbero tutti derivare da una forma patronimica in D'- del nome greco Antionos (Antuonos), che significa nato prima (ante gnatos con la stessa radice di antenato) e starebbero ad indicare famiglie di figli di un Antuonos.
D'ANTONIO
DANTONIO
DE ANTONIO
DEANTONIO
DI ANTONIO
DIANTONIO
D'Antonio, distribuito in tutt'Italia, è particolarmente presente nella fascia centrale, dove si individuano ceppi nel Lazio, Campagna, Abruzzi e Molise, provincie di Foggia e di Catania, sia Dantonio, che De Antonio e Deantonio sono assolutamente rarissimi e sembrerebbero originari dell'Abruzzo, del teramano e teatino in particolare, Diantonio è praticamente unico ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Di Antonio, che è invece ben presente nel teramano, a Teramo, Civitella del Tronto, Campli, Sant'Egidio alla Vibrata e Alba Adriatica, nel ternano, a Narni e Terni, ed a Roma, si tratta in tutti i casi di forme patronimiche in D', De, o Di, che hanno il valore di figlio di, riferite all'antico nome medioevale Antonio, tutt'ora in auge,  nome probabilmente portato dai padri dei capostipiti.
DANZA
DANZO
Danza sembrerebbe tipicamente pugliese, molto diffuso nel foggiano, a Foggia, Sant'Agata di Puglia e Rignano Garganico, a Bari ed a Taranto, Danzo sembrerebbe specifico del vicentino, di Schio, Valdagno e Valli del Pasubio, con un piccolo ceppo nel tarentino, dovrebbero derivare da forme aferetiche di Abundanza ed Abundanzo , l'italianizzazione del nome tardo latino Abundantius, ricordiamo con questo nome il Diacono santo martirizzato durante le persecuzioni dei cristiani da parte dell'imperatore Diocleziano nell'anno 304.
D'ANZI
DANZI
Danzi ha un ceppo tra milanese, lodigiano e cremonese, uno in provincia di Verona ed uno nella Basilicata, D'Anzi è specifico del potentino con discrete presenze anche nel materano e nel tarentino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Danzi, D'Anzi è un cognome lombardo e veneto ma molto frequente anche in Basilicata. Per la Lombardia si può ipotizzare una forma 'Danz' aferetica del nome di persona Abundantius o Fidanza (Lurati 213), mentre per la Basilicata si dovrebbe intendere 'gente di Anzi', comune in provincia di Potenza (G. Rohlfs).
DAOGLIO
DA OLIO
DAOLIO
Da Olio, quasi unico, dovrebbe essere una forma arcaica di Daolio, che è tipico della zona che comprende il mantovano ed il reggiano nei pressi dello sbocco del fiume Oglio nel Po, Daoglio, decisamente più raro, è del mantovano, di Suzzara, dovrebbero prendere il nome proprio dal fiume Oglio, indicando le sue rive come la zona d'origine dei capostipiti.
DA PALUDE Da Palude sembrerebbe ormai scomparso in Italia, originario del reggiano, dovrebbe derivare da un'alterazione del cognome De Paule, troviamo traccia di questa cognominizzazione in un atto di donazione della contessa Matilde di Canossa dell'anno 1102 dove viene citato tra i beneficiari Arduinus Comes de Palude.
DAPAS Dapas, molto raro, è tipico del goriziano e di Trieste, dovrebbe derivare da un modo dialettale di indicare coloro che abitavano in basso, in una zona al di sotto del livello altitudinale normale, in una sorta di fossa.
DAPEI Dapei, quasi unico, potrebbe essere ligure, l'ipotesi di una derivazione dal nome del paese di Pei, una frazione di Zerba nel piacentino, nell'alta val Trebbia ai confini con l'alessandrino, è possibile, anche se non esistono elementi a supporto.
DAPIAGGI Tipico del pavese
DA PIT
DAPIT
Da Pit è quasi unico, Dapit sicuramente friulano, ha un ceppo originario a Gemona del Friuli ed uno secondario a Sabaudia nel latinense causato dal trasferimento di lavoratori veneti e friulani per la bonifica delle Paludi Pontine in epoca fascista, deriva da un soprannome friulano, dapìt (in fondo) ad indicare probabilmente dove abitava la famiglia, cioè in fondo al paese.
DA POLENTA Da Polenta è un cognome illustre, le cui tracce in Italia sembrerebbero scomparse dalla prima metà del 1900, il casato dei Da Polenta governò la Signoria di Ravenna dal 1287 al 1441, deriva dal nome del Castello di Polenta, Castello con villaggio attualmente nel territorio di Bertinoro nel cesenate ai confini con il ravennate.
DAPORTO
DAPPORTO
Daporto, molto raro, ha un piccolo ceppo a Forl' e ad Imola nel bolognese, Dapporto è specifico di Faenza nel ravennate, dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite provenisse da uno dei tanti paesi contenenti la radice Porto, o che provenisse da una zona portuale.
DA POS
DAL POS
Da Pos, molto molto raro, è specifico del bellunese, di Pieve d'Alpago, Dal Pos è specifico di San Vendemiano nel trevisano, con buona concentrazione anche a San Fior, Conegliano, Mareno di Piave, ed Ormelle sempre nel trevisano e di Quero nel bellunese, dovrebbero da un nome di località coma la frazione Dal Pos di San Vendemiano nel trevisano.
DA PRELA'
DAPRELA'
Da Prelà è praticamente unico, Daprelà è specifico di Imperia e dell'imperiese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Prelà nell'imperiese, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti.
D'AQUI' Sembra originario della provincia di Reggio Calabria, potrebbe essere una contrazione di un soprannome legato al toponimo Aquilonia (AV), o legato ad un episodio o ad una caratteristica del capostipite, oppure potrebbe essere una contrazione del nome latino Aquilinus.
D'AQUINO Cognome tipico del centrosud, dovrebbe derivare dal toponimo Aquino (FR), ma è pure possibile un'origine dal cognomen latino Aquinus (vedi AQUINO).
DARA Dara ha un ceppo ad Andali e Catanzaro nel catanzarese ed uno in Sicilia in particolare ad Alcamo nel trapanese, casato nobile di origine albanese che venne investito del titolo di Baroni, ricordiamo Andrea Dara vissuto tra il 1700 ed il 1800, barone di Palazzo Adriano, Cannavata, Costamammana, S.Agata e Guadalami, nel palermitano.
DARCHI
DARCHINI
DARCHINO
DARCO
Darchi, quasi unico, è settentrionale, Darchini, abbastanza raro, ha un ceppo a Ravenna e Massa Lombarda nel ravennate e ad Imola nel bolognese, Darchino, quasi unico, sembrerebbe del savonese, Darco, quasi unico, è meridionale, potrebbero derivare da soprannomi etnici stanti ad indicare provenienza da paesi o località contenenti nel loro nome la radice Arco, ma molto più probabilmente derivano, direttamente o tramite un ipocoristico, dal nome slavo Darko.
DARDANI
DARDANO
Dardani è tipicamente emiliano, di Parma e Fornovo di Taro nel parmense e di Bologna e Medicina nel bolognese, Dardano è tipico della provincia di Catanzaro, dovrebberonentrambi derivare dal nome greco Dardanos, ricordiamo il mitologico figlio di Zeus e di Elettra che portava questo nome e che venne considerato il capostipite del popolo troiano.
DARDI
DARDO
Dardi abbastanza raro è tipico del bolognese e ravennate, Dardo estremamente più raro sembra avere un ceppo nel cuneese ed uno nel napoletano, deriva dal nome medioevale Dardus di cui si hanno tracce ad esempio nel 1400 come possiamo leggere nel De Scriptoribus: "...in quo luculenter illustratur Dardus de cuius operibus fortasse agam et professo...".  Tracce di questa cognominizzazione la troviamo a Pisa nel 1300 con il maestro Dardi autore del testo del 1344 Aliabraa argibra, uno dei pochi trattati medievali di argomento algebrico.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Dardi per Olivieri 143 deriva dal cognome Lunàrdi, a sua volta dal nome Lunardus. Si veda "Leonardus qui dicitur Dardi", Venezia 1290, N. Arch. Ven. XIX, 154.
DA RE
DA RE'
DARE
DARE'
DE RE
DE RE'
DERE'
Da Re è tipicamente veneto, del padovano, veneziano e soprattutto del trevisano, e del pordenonese, Dare è praticamente unico, Da Rè e Darè, assolutamente rarissimi, sembrerebbero del triveneto, De Rè è unico, Derè lo è quasi, De Re, decisamente friulano, è specifico del pordenonese, di Caneva, Porcia, Sacile e Pordenone, dovrebbero derivare dai molti toponimi contenenti il vocabolo Re al loro interno, ma è pure possibile che possa in alcuni casi trattarsi di forme patronimiche indicanti i figli di chi, per qualsivoglia motivo, era stato Re di una festa, di una sagra, o perchè era stato chiamato Re dai suoi genitori o amici.
DARELLI
DARELLO
DARI
DARIO
Darelli, molto molto raro, è tipico di Roma e di Torricella in Sabina nel reatino, Darello è quasi unico, Dari ha un ceppo tra bolognese, fiorentino e ravennate,  uno tra maceratese, Piceno e perugino, uno nel livornese, uno nel grossetano ed uno tra viterbese e romano, Dario ha un ceppo tra Veneto e Friuli, uno secondario nel Lazio, uno nel napoletano ed uno tra barese e brindisino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dal nome Dario, probabilmente portato dal capostipite.
D'ARGENIO vedi ARGENIO http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/cognomi0001r.htm
DA RIZ
DARIZ
DE RIZ
RIZ
Da Riz è specifico del bellunese, di Belluno e Sedico, Dariz è specifico di Bressanone in provincia di Bolzano, De Riz è tipico dell'area che comprende in Veneto il bellunese ed il trevigiano ed in Friuli il pordenonese, con massima concentrazione a Pedavena, Feltre e Santa Giustina nel bellunese, ed a Polcenigo e Sacile nel pordenonese, Riz è del Trentino, di Campitello di Fassa e Canazei, potrebbero derivare da soprannomi o nomi di località chiamate riz o ritz (graffio, fenditura crepa) vocabolo di origine tedesca usato soprattutto nella Val di Fiemme ad indicare località con quelle caratteristiche.
DARMAN
DARMIAN
Darman sembra caratteristico di Rocca Pietore nel bellunese, Darmian è praticamente unico, e lo troviamo oggi solo nel milanese, dovrebbero derivare da una forma dialettale lombardoveneta del nome medioevale Darmanus, un nome peraltro rarissimo, ma non si può escludere una derivazione da un soprannome originato dal termine germanico darm (frattaglie, viscere).
DA RODDA Da Rodda è specifico del trevisano, di Revine Lago e Conegliano, dovrebbe derivare dal nome della località Rodda, frazione del comune di Pulfero nell'udinese, il Da sarebbe quindi un prefisso di provenienza che indichi il probabile luogo d'origine del capostipite, il toponimo potrebbe prendere il nome dal termine celtico rod (fiume), visto la vicinanza del letto del Natisone, ma, molto più probabilmente, deriva dal nome, di origini slave, del monte Rode, un'altura in territorio di Pulfero.
DA ROLD Tipico di Belluno, dovrebbe derivare dall'aferesi del nome medioevale germanico Harold; "...illum quidem pro ingenita flectere nequivit saevitia; filium autem regis Haroldum, sua dicitur praedicatione lucratus...", ma č pure possibile che derivi da un toponimo tedesco Roldus.
DA RONCO
DARONCO
Daronco è quasi unico, Da Ronco ha un ceppo friulano nell'udinese ed uno nel veronese, dovrebbero derivare da toponimi come Ronco All'Adige (VR) o simili.
DA ROS
DAROS
Da Ros è molto diffuso nell'area che comprende il bellunese, il trevisano, il pordenonese e l'udinese, soprattuttola zona di Vittorio Veneto, Sarmede, Cappella maggiore, Conegliano, Cordignano, Mareno di Piave, Gaiarine, Oderzo, Tarzo, Fregona, Colle Umberto, Breda di Piave, San Vendemiano e Treviso nel trevisano e Trichiana nel bellunese, ed in Friuli nel pordenonese Sacile, Pordenone e Brugnera, Daros, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare dal fatto che i capostipiti provenissero da paesi come Case da Ros di Godega nel trevisano, Ros di San Vito al Tagliamento (PN) o Ros di Vito d'Asio (PN) o altre simili.
D'ARPA D'Arpa ha un ceppo a Carmiano nel leccese ed a San Donaci nel brindisino ed uno, molto consistente a Palermo, potrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale arpaiu (strumento in uso presso i bottai), ma molto più probabilmente deriva dal nome dell'arpia una sorta di uccello rapace della mitologia greca.
D'ARPIZIO D'Arpizio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe abruzzese, potrebbe derivare dal nome di una pianta di montagna l'arpitium.
integrazioni fornite da Massimo D'Arpizio
Le uniche notizie in mio possesso circa le origini del mio cognome riguardano un mio omonimo che pervenne in Città Sant'Angelo (ora in prov. di PE,allora in prov. di TE) verso fine del 1800, pare provenisse da Cellino Attanasio (TE). Mio padre riferiva che un evento drammatico o una faida paesana doveva averlo costretto alla fuga dal suo paese natale.
D'ARRIGO Sembra essere di origine siciliane, in particolare dell'area compresa tra le provincie di Messina e Catania, dovrebbe discendere dal nome Arrigo. (vedi Arrighi)
DARSIE
DARSIE'
D'ARSIE
D'ARSIE'
DASSIE
DASSIE'
Tutti del trevigiano, D'Arsie è unico ed è senza dubbio dovuto, come il quasi unico Darsie e il più diffuso Darsiè, specifico di Treviso e Villorba, ad un errata trascrizione di D'Arsiè, che è specifico di Vittorio Veneto, Conegliano e Treviso, sia Dassie che Dassiè sono tipici del trevisano, di Conegliano, Fontanelle, Oderzo e Susegana, e dovrebbe trattarsi di forme alterate dialettalmente del cognome precedente, dovrebbero tutti derivare dal nome del paese di Arsiè nel bellunese, probabile luogo di provenienza dei capostipiti.
DARTORA Dartora è tipicamente veneto, di Dolo e Camponogara nel veneziano e di Pederobba e Montebelluna nel trevisano, potrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico basato sull'italianizzazione di un termine veneziano ormai caduto in disuso ardora (calore intenso, ma usato come aggettivo per indicare una persona spiantata, senza il becco di un quattrino).
DA RU
DA RU'
DARU
DARU'
Da Rù, molto molto raro, è tipico dell'area veneta, di Pieve di Cadore nel bellunese in particolare, Da Ru e Darù, estremamente rari, sono anch'essi sempre tipicamente veneti, Daru è unico, tutti questi cognomi dovrebbero essere forme dialettali contratte del cognome Da Ruos (vedi DA RUOS).
DA RUOS
DARUOS
Daruos, praticamente unico, è dovuto ad un errore di trascrizione di Da Ruos, che è tipico del trevigiano, di Farra di Soligo e Conegliano, potrebbe derivare dal termine cimbro roush (cavallo), forse ad indicare lo stato di cavaliere del capostipite, ma è pure possibile una derivazione dal termine dell'antico alto tedesco rouhhðs (camino, fumarium) e a questo punto indicherebbe che la famiglia proveniva da una zona fumosa o nebbiosa.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Da Ruos è un cognome veneto e friulano di origine germanica. A mio parere deriva dall'antico alto tedesco '(h)ros'  = 'cavallo' che ha dato con lo stesso significato il tedesco moderno Ross (forma poetica di Pferd). Il gruppo vocalico -uo dovrebbe infatti escludere la derivazione di tale cognome dall'aggettivo 'rosso', a meno che in Ruos non si voglia vedere un ibrido insolito fra il cognome friulano Rós e l'aggettivo sloveno 'rus', ambedue significanti 'rosso'.
D'ASCIA D'Ascia sembrerebbe originario del napoletano, di Napoli e di Forio sull'isola d'Ischia, dovrebbe stare ad indicare un'origine dei capostipiti dal paese di Ascea nel salernitano, chiamata anticamente con il termine grecanico Ascia, forse originato dalla radice verbale greco antica άσκέω askeo (esercitare, addestrare, prepararsi).
DASSANI
DASSANO
DASSIANI
Dassani, molto raro, è tipicamente romagnolo, di Forlì e Ravenna, Dassano, molto molto raro, è tipico dell'area ligure, piemontese, del torinese in particolare, Dassiani è praticamente unica, dovrebbero derivare da alterazioni dialettali del nome latino Dassianus, ricordiamo con questo nome il governatore romano che martirizzò a Valencia in Spagna nel 304 d. C. San Vincenzo.
DASSE' Molto molto raro è tipico della bassa bresciana, dovrebbe derivare da modificazioni dialettali di toponimi come Dazze di Marcheno (Bs) in Valtrompia.
D'ASTOLFI
D'ASTOLFO
D'Astolfi è praticamente unico, D'Astolfo è tipicamente abruzzese, di Manoppello nel pescarese e di Chieti, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il D'- stia per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre avesse portato il nome longobardo Astulfus (vedi ASTOLFI).
DATA Data è tipicamente piemontese del torinese, di Forno Canavese in particolare, dovrebbe derivare da Data, il nome di una frazione della zona sudoccidentale di Forno Canavese.
D'ATRIA D'Atria è specifico di Palermo, potrebbe stare ad indicare l'appartenenza del capostipite alla Gens Atria, che aveva possedimenti terrieri nel salernitano ed in Sicilia, ma è pure possibile che possa trattarsi di una forma patronimica o matronimica riferita ad un capostipite, il cui genitore si fosse chiamato con il nome greco Atri. (vedi anche ATRIA)
D'ATTANASIO Sembra essere di origine abruzzese, deriva dal nome latino Athanasius. (vedi Atanasi)
D'AUBERT Il cognome D'Aubert, decisamente di origine francese, in Italia ha un ceppo a Palermo, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in D'-, dove il D' sta per figlio di, riferita al nome medioevale Aubert che deriva dai vocaboli germanici adal (nobile) e berth (luminoso, brillante).
D'AUDINO Rarissimo sembra tipico del catanzarese, deriva dal nome longobardo Audinus di cui si ha esempio nel Codice Diplomatico Longobardo in un atto del 750 conservato a Siena, dove tra l'altro si legge: "In nomine domini Dei nostris Iesum Christi. rignante domno nostro uiro excelentissimo Aistolfo rige, anno primo, mense aprilis, indictione tertia... ...quidquid ipsi suprascripti Audimari et Audini ad suam abuerunt potestatem; de ipsa sorticilla mea uobis in integrum uindedi, excepto alia portionem meam,...", traccia di questo cognome si trova a Bovalino (CS) fin dal 1600 con un certo Petro Audino citato in un atto di vendita.
D'AURIA Sembra essere specifico del sud, con un forte ceppo campano, nel tarentino, ed in Sicilia, è presente un probabile ceppo, forse non secondario in Piemonte e Lombardia.  Pur considerando che Auria sia stato un nome proprio longobardo derivato dall'Aurea latino, questo cognome potrebbe anche derivare da un nome di località, nel genovese ad esempio esisteva nel 1300 un sito chiamato Castrum Aurie, come si può leggere in un atto del 1321 conservato nell'Archivio di Stato di Genova: "...Item terra de Coronale cui coheret ab uno latere terra predicti Sancti Johannis de Salaxia et ab uno latere terra Michaelis de Serra et ab alio latere saltus et terra salvatica et via publica qua itur ad Castrum Aurie. ...". L'uso del nome Auria lo si riscontra nel 1000 ad esempio a Solofra (AV) dove in un atto si legge dei coniugi Cicero e Auria, figlia del fu Giaquinto: "...da partibus septemtrionalis fine sortione Ciceri et Aurie uxoris sue, que fuit filia Iaquinti presbiteri, ...".  Tracce molto antiche di questa cognominizzazione si hanno ad esempio nel nizzardo nel 1150 dove in un atto si legge: "...spectabiles juris utriusque doctores dominus Petrus de Auria Speronus, ac dominus Franciscus Mari, et nobiles ac egregijo Andreas Orignanus, Lambertus Casanova, Secundinus Galleanus...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
D'Auria è cognome messinese, calabrese e lucano che corrisponde al cognome Dòria.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
D'AURIA; DORIA: almeno per quanto riguarda la Sardegna i D'Auria o Auria e i Doria, crediamo appartengano allo stesso ceppo. I Doria sardi provenivano da Genova. Siamo convinti inoltre che i Doria genovesi prendano il nome da Doria, antica frazione del Comune di Genova. Nei testi antichi della lingua e della storia della Sardegna i D'Auria, gli Auria sono semplici varianti di Doria. La famiglia dei Doria, di provenienza e di origine genovese, fece la sua comparsa in Sardegna con Doria Manuele, vissuto tra il 1202 ed il 1252. Figlio di Nicolò e di Giacomina della Volta, diede origine al ramo principale dei Doria o D'Auria o Auria sardi,  sposando Giorgia de Lacon - Gunale, figlia di Comita de Lacon Giudice (sovrano) di Torres. Tra i quattro figli di Manuele e di Giorgia, si distinse Nicolò, il primogenito, che nel 1234 sposò la cugina (asimmetrica) Preziosa de Lacon - Gunale, figlia (legittimata) di Mariano II° giudice di Torres, dalla quale ebbe 8 figli. Tra i quali ci interessa Branca(leone), detto di Nurra, poiché possedeva estesi possedimenti in quella Curadorìa (Di. Sto. Sa. di Francesco Cesare Casula). Sposò Caterina Zanche, figlia di un ricco barattiere sassarese. Si tramanda che per appropriarsi degli averi del suocero lo avesse invitato ad una cena e fatto a pezzi (spedditzàu). Tale notizia varcò ben presto il Tirreno e raggiunse il resto d'Italia. "Ed elli a me: "Come il mio corpo stea // nel mondo su, nulla scienza porto//.(Dante Alighieri - Inferno, Canto 33 vv. 122 - 147).Cotal vantaggio ha questa Tolomea,//che spesse volte l'anima ci cade//innanzi c'Atropòs mossa le dea.// E perché tu più volentier mi rade// le invetriate lacrime del volto,// sappi che, tosto che l'anima trade,// come fec'io, il corpo suo l'è tolto//da un demonio, che poscia il governa//mentre che il tempo suo tutto sia vòlto.// Ella ruina in si fatta cisterna//e forse pare ancor lo corpo suso//de l'ombra che di qua dietro mi verna.// Tu 'l dei saper, se tu vien pur mo giuso:// elli è ser Branca Doria, e son più anni// poscia passati ch'el fu si racchiuso".//"Io credo - diss'io lui - che tu m'inganni;//chè Branca Doria non morì unquanche,//e mangia e bee e dorme e veste panni".// "Nel fosso su - diss'el - de Malebranche,//là dove bolle la tenace pece,// non era ancor giunto Michele Zanche (Inferno XXII, 88),//che questi lasciò il diavolo in sua vece// nel corpo suo, ed un suo prossimano// che il tradimento insieme con lui fece.//..Nel 22° canto dell'inferno, ai versi 85 - 87 (dove sono i "barattieri").Danar si tolse e lasciolli di piano,//sì com'e' dice; e ne li altri offici anche//barattier fu non picciol ma sovrano.// Usa con esso donno Michele Zanche// di Logudoro; e a dir di Sardigna//le lingue lor non si sentono stanche.//.Dante quindi sistema nella bolgia Tolemaica, Brancaleone Doria, quando era ancora in vita. Brancaleone Doria fu decapitato insieme al fratello Vinciguerra, nel 1325, per ordine del governatore generale Berengario Carròs, ma per l'accusa di aver partecipato, nel settembre 1324, alla guerra contro i Catalano - Aragonesi del Nuovo Regno di Sardegna. Il più famoso di tutti i Doria, fu senz'altro Brancaleone, marito di Eleonora d'Arborea. Nacque nel 1337 da Brancaleone Nicolò, (detto di Uta ma anche di Nurra, nipote del suddetto Brancaleone di Nurra) e da una concubina di nome Giacomina, poi legittimato. Nel 1376, dopo un lungo "fidanzamento", sposò la trentaseienne Eleonora de Bas Serra, figlia di Mariano IV° giudice di Arborea. La quale gli diede due figli: Federico e Mariano, etc. (per saperne di più Di.Sto.Sa di F. C. Casula, oppure visita nel Web: Eleonora d'Arborea). I Doria sono citati in molte carte antiche della lingua e della storia della Sardegna medioevale, ma non figurano nei tre Condaghi, pervenuti a noi al completo: il CSMB, il CSNT, il CSPS, tutti del XI°, XIII° secolo. Nel testo di Francesco Cesare Casula - Dizionario Storico Sardo, sono ben 54 i Doria citati. Molto spazio dedica loro l'opera di Giovanni Francesco Fara (Ioannis Francisci Farae: in Sardiniae Chorographiam; de Rebus Sardois I-II; de Rebus Sardois III- IV. Opera edita a Cagliari nel 1580, presso la tipografia di Nicolò Canyelles.  Dagli archivi di Torino, esattamente da "Diplomi e Carte", sono pervenuti a noi, in testo latino, grazie alla gentilezza di professor Luciano Carta, illustre studioso della storia della Sardegna, tutti i documenti che riguardano le vicende, che coinvolsero, dal 1382 al 1390 Brancaleone Doria, i figli Federico e Mariano e soprattutto la moglie Eleonora da una parte, e il re Don Giovanni d'Aragona, dall'altra, con l'elenco di tutti i centri abitati (villae - biddas), delle rispettive Curadorìe, che aderirono alla famosa, seppure effimera, Pace di Eleonora, LPDE del 1388. il documento riporta inoltre nome e cognome dei Curatori (Curatores delle Curadorìe), dei responsabili delle due corti; il nome delle Piazze e le date di raccolta, nonché di tutti i firmatari della Pace, ed il ruolo sociale occupato.  Dedicheremo, a breve, nel Web (Giuseppe Concas) un capitolo specifico su quei fatti. Attualmente il cognome D'Auria è presente in 500 Comuni italiani, di cui 5 in Sardegna: Cagliari 10, Uta 3, Assemini 3, Tempio 3, Calasetta 2.  I Doria sono presenti in 548 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Sassari 30, Cagliari 5, Uta 3, Arzachena 3.
D'AUTILIA
D'AUTILIO
D'Autilia ha un ceppo nel leccese a Cursi, Martano, Melendugno e Campi Salentina ed a Taranto, ed uno molto piccolo in Sicilia nel palermitano, D'Autilio ha qualche presenza tra Abruzzo e Puglia, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica o patronimica riferita a capostipiti il cui padre o la cui madre si fossero chiamati con il nome sia longobardo che normanno Autilia o Autilio (vedi AUTILI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Puglia in un atto del 1270: "..Donat Almerico de Montedragone casali Tullii de Justitiariatu terre Idronti; donat casale Matine de Justitiariatu terre Idronti lohanni de Autilio ..".
DA VALLE
DAVALLE
DE VALLE
DEVALLE
Da Valle, molto raro, sembrerebbe tipico della provincia di Lucca, di Porcari, Capannori e Lucca stessa, Davalle, ancora più raro ha un piccolo ceppo nell'alessandrino ed uno tra bolognese e ravennate, De Valle, assolutamente rarissimo, è dell'area piemontese e lombarda, Devalle è diffuso in Piemonte, a Dogliani e Racconigi nel cuneese ed a Torino, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto di essere stati i capostipiti originari di una valle o di località contenenti la radice Valle, come ne esistono molte in Italia.
DAVANZATI Estremamente raro è specifico della Toscana settentrionale, dovrebbe derivare dal nome medioevale Avanzo (aferesi del nome beneaugurale Diotavanzi), troviamo questo cognome rappresentato nel 1200 a Firenze dal rimatore Chiaro Davanzati che intrecciò con Dante Alighieri uno scambio di sonetti.
DAVANZO Davanzo è diffuso nel Veneto, nel veneziano e nel trevigiano in particolare, a Musile di Piave, San Donà di Piave, Venezia, Quarto d'Altino, Noventa di Piave, Fossalta di Piave, Iesolo, Meolo e Ceggia nel veneziano ed a Roncade, Treviso, Breda di Piave, Ponte di Piave e Salgareda nel trevisano, con un ceppo a Trieste ed a Monfalcone nel goriziano ed uno nel barese ad Andria e ad Acquaviva delle Fonti, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine veneziano arcaico davanzo (in esubero, giunto in soprannumero, di uno di cui si farebbe volentieri a meno), forse indicando nel capostipite l'ultimo nato di una famiglia molto numerosa.
D'AVANZO D'Avanzo è un cognome tipicamente meridionale, del napoletano ed avellinese in Campania e del barese in Puglia, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il D'- sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse Avanzo (vedi AVANZI).
DAVEN Assolutamente rarissimo, quasi unico, parrebbe concentrato nel Salento, di probabile origine normanna.
DA VENEZIA Da Venezia, molto raro, è tipico di Venezia, potrebbe essere di origine ebraica, starebbe comunque ad indicare un'origine veneziana del capostipite.
DAVERI
DAVERIO
Daveri ha un piccolo ceppo a Piacenza, ed un ceppo consistente ad Arezzo e nell'aretino, a Subbiano e Capolona, con un ceppo anche a Grosseto, Daverio è tipico del Piemonte orientale e della Lombardia occidentale, soprattutto del varesotto, dovrebbero derivare dal nome del paese di Daverio nel varesotto, dell'uso di utilizzare questo toponimo come elemento di identificazione abbiamo tracce fin dal 1000, in un atto del Codice diplomatico lombardo del 1100 leggiamo: "...Interfuerunt ibi vocati testes Guilielmus de Muro....... et Rainerius et Azinus domini Ioannis de Daverio..."; nel 1500 i Daverio vengono annoverati tra le famiglie più importanti di Gorla (MI).
D'AVERSA D'Aversa ha un ceppo nel romano e frusinate, uno nel teatino e campobassano, presenze significative in Campania ed in Puglia, in particolare nel Salento, dovrebbe derivare dal nome della città di Aversa nel casertano, donde dovrebbero probabilmente provenire i capostipiti.
DAVI
DAVI'
Davi e Davì sembrerebbero originari di Palermo e del palermitano, il secondo, il più diffuso, ha anche un ceppo nel messinese, nel catanese e nel siracusano, dovrebbero essere di origini angioine e derivare da una italianizzazione del nome normanno Davis, a sua volta derivato dal nome ebraico David, ma esistono anche ceppi nel rovigoto e nel torinese forse autonomi, che dovrebbero essere di origini ebraiche, probabilmente sefardite, e derivare dall'apocope del nome Davide, tracce di questo cognome le troviamo nel 1300 a Zevio nel veronese con una casa padronale chiamata Casa di Davì, nel 1600 ed a Caorle nel veneziano con un certo Stefano Davì.
DAVICO
DAVIGHI
DAVIGO
Davico è tipicamente piemontese di Cherasco, Alba e Bra nel cuneese, di Montemarzino e Tortona nell'alessandrino e di Torino e del torinese, con un ceppo anche a Genova, Davighi ha un ceppo nel parmense, in particolare a Salsomaggiore Terme, Davigo, il più raro, è dell'imperiese, a Lucinasco in particolare, potrebbero derivare da toponimi come Vico Canavese nel torinese o Vicoforte
nel cuneese o altri contenenti sempre la radice vico (villaggio, paese), ma, molto più probabilmente dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome medioevale Lodavigus  o Lodavicus, alcune delle forme alterate più comuni del nome Lodovicus, di queste alterazioni abbiamo un esempio d'uso in quest'atto del 1525: "Gum item quod dictus Lodavicus possit perficere dictam fenestram, dummodo predictus Lodovicus non possit facere aliqua insignia de Caponibus vel aliqua alia in dicta facciata, et maxime a parte exteriori que respicit super platea dicte ecclesie. Et cum hoc quod predictus Lodovicus non aquirat aliquod ius, nec domus de Caponibus, in preiudicium iuribus dictorum de Guicciardinis in dicta facciata. ..". . Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Ceva nel cuneese nel 1300 con il consigliere comunale Bartholomeus Davico.
DAVID
DAVIDE
DAVIDI
David è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, Davide sembrerebbe specifico del napoletano, Davidi, molto molto raro, potrebbe essere del nord Italia, forse ligure, dovrebbero tutti derivare dal nome proprio Davide derivato dal nome ebraico Dawid, in alcuni casi può trattarsi dell'italianizzazione del cognome gentilizio ebraico Dawid.
D'AVINI
D'AVINO
D'Avini è quasi unico e dovrebbe trattarsi di errori di trascrizione del cognome D'Avino che è tipicamente campano, del napoletano, di Somma Vesuviana, Poggiomarino, Napoli, Ottaviano, San Gennaro Vesuviano, Frigento, Marigliano, Pomigliano d`Arco, Gragnano, Torre Annunziata e Palma Campania e di San Marzano sul Sarno nel salernitano, dovrebbero derivare dauna forma patronimica dove il D' sta per figlio di del nome medioevale Avinus di cui abbiamo un esempio in un atto di donazione dell'anno 1098: "...id est quadrantem tocius terræ et omnium reddituum ipsius quadrantis, et medietatem venationis, pro XXVII libris denariorum quos in expensis suæ peregrinationis Hierosolimis detulit. Facta hæc apud castrum Malliacum, VI nonas martii, coram his testibus: Hugo Grossus; Gaufredus, frater ejus; Rainaldus, cognatus eorum; Wilelmus, frater ejus, et Widricus; Gaufredus de Vincellis; Norgaudus; Odo, vitricus ipsius Ascelini, Wido de Misera; Avinus, filius predicti Odonis; Gonterius, capellanus; Paganus, præsbiter; Rainerius et Henricus, famuli. ...".
DAVIN
DAVINI
DAVINO
Davin, molto raro, sembrerebbe del rovigoto, Davini sembrerebbe originario della zona delle provincie di Lucca e Pistoia ha un nucleo principale tra Lucca e Pisa, un ceppo probabilmente secondario a Genova ed uno a Brescia, Davino, molto più raro, sembrerebbe napoletano, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Davinus, ricordiamo San Davino confessore ed eremita, di origini armene, del secolo XI°, fece un pellegrinaggio in Terra Santa e di lì a Roma; da dove iniziò un altro pellegrinaggio verso S. Giacomo di Compostella in Spagna, transitando per Lucca si ammalò e morì nel 1029; fu sepolto nella chiesa di S.Michele in Foro (LU). A Lucca San Davino convertì parte della popolazione al cattolicesimo e questi presero il nome di Davini in suo onore, la venerazione popolare portò alla divulgazione del nome Davino. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pisa nel 1228 quando Ranierus Davini è un sottoscrittore dell'atto con il quale i Pisani giurano di mantener fede all'alleanza con Siena. LINK
DAZIERI
DAZZIERE
DAZZIERI
Dazieri, assolutamente rarissimo, è della zona tra piacentino, parmense, cremonese e mantovano, Dazziere è praticamente unico, Dazzieri lo è quasi, questi cognomi dovrebbero probabilmente derivare dal fatto che i capostipiti fossero dei dazieri, termine arcaico per identificare le guardie daziarie, cioè gli incaricati alla riscossione delle gabelle dovute per l'importazione di merci in una città.
D'AZZI
DAZZI
D'AZZO
DAZZO
D'Azzi è quasi unico, Dazzi ha un ceppo nel bellunese a Farra d'Alpago e Puos d'Alpago ed a Vittorio Veneto nel trevigiano, uno, molto più consistente, in Emilia a Parma e Reggio, ed uno in Toscana a Carrara e nel lucchese a Pietrasanta, Forte dei Marmi e Serravezza e nel vicino spezzino, D'Azzo, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppoa Napoli ed uno a Ribera e Burgio nell'agrigentino, Dazzo, molto molto raro, è tipicamente siciliano, di Lucca Sicula nell'agrigentino, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il D- od il D'- stanno per il figlio di, riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero Azzo (vedi AZZI).
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