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DE ACETIS De Acetis, abbastanza raro, è tipicamente abruzzese, del pescarese in particolare , di Caramanico Terme e Pescara, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il De- sta per figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse Aceto (vedi ACETI), nell'Archivio di Stato di Firenze troviamo tracce di questa cognominizzazione con un Antonius de Acetis de Firmo (marchigiano), Capitano del popolo di Firenze dal 4 luglio 1385 al 4 gennaio 1386.
DE ADDIS
DEADDIS
De Addis sembrerebbe unico, Deaddis, comunque rarissimo, è specifico del sassarese, di Sedini, Sassari e Tergu, dovrebbe derivare da un soprannome indicatore di provenienza originato dal termine sardo adde, addis (valle o anche bosco), probabilmente originato dal fatto che la famiglia provenisse da una valle.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DEADDIS: de addis > de baddis > de vallis (vedi il cognome ADDIS) ; tradotto liberamente, Della Valle, che è nome diffuso in tutta Italia, con i ceppi più consistenti in Lombardia, Campania, Piemonte. Attualmente è presente in 11 Comuni, di cui 4 in Sardegna: Sedini 24, Sassari 12, Tergu 10, P Torres 3.
DEAGLIO
DELL'AGLI
DELL'AGLIO
Deaglio, quasi unico, è piemontese, frutto evidentemente di errori di trascrizione dei successivi, Dell'Agli ha qualche presenza in Sicilia, nel ragusano e siracusano, ma il ceppo principale è a Genzano di Lucania nel potentino, Dell'Aglio ha un piccolissimo ceppo campano tra napoletano e salernitano, ma il nucleo è tra Lucania e Puglia, a Montescaglioso nel materano e San Chirico nuovo nel potentino, un ceppo a Bari e Noicattaro nel barese, a Brindisi e Francavilla Fontana nel brindisino, e nel tarentino a Palagiano, Sava, Massafra e Taranto, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche riferite a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati con il nome latino Allius (vedi AGLI), o con il nome franco Ailloud (vedi AGLIALORO).
DE ALBENTIIS De Albentiis è quasi unico, sembrerebbe abruzzese, probabilmente originario di Atri nel teramano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il De sta per della famiglia degli Albentiis, che si riferisce ad un gruppo il cui capostipite probabilmente si chiamava Albentius (vedi ALBENZI).
DE AMICI
DE AMICIS
DEAMICI
DEAMICIS
DE AMICO
De Amici è tipico del milanese così come il più raro Deamici, De Amicis invece, molto più diffuso, è tipico della fascia che comprende tutto l'Abruzzo, e la provincia romana, Deamicis è quasi unico, De Amico, sia nella forma con la particella de minuscola che maiuscola, è assolutamente rarissimo ed è probabilmente una forma alterata del cognome D'Amico (vedi). Tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome medioevale Amicus (vedi Amici).
DEAN
DEANA
DEANI
DEANO
Dean è tipico dell'udinese, di Fiumicello e Codroipo in particolare e di Trieste, Deana è tipico dell'udinese di Talmassons in particolare, Deani, quasi unico, parrebbe triestino, Deano, altrettanto raro, è sempre dell'udinese, dovrebbe derivare dal termine friulano dean (decano), titolo attribuito anticamente agli amministratori comunali.
DE ANDRE'
DE ANDREIS
De Andrè, praticamente unico, sembrerebbe ligure e dovrebbe trattarsi della forma tronca del cognome De Andreis, che ha un ceppo ligure a Genova, ad Albenga nel savonese e nell'imperiese ad Imperia e San Remo, ed un ceppo nell'aquilano a Capitignano ed Avezzano, a Roma ed a Scandriglia nel reatino e Trivignano nel frusinate, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso De- stia per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Andrea, latinizzato in Andreis, come è stato in uso nel 1700 e 1800 per attribuire una sorta di nobiltà storica ad un casato.
DE ANGELIS
DEANGELIS
De Angelis è molto diffuso in tutt'Italia, nel centro in particolare, Deangelis, molto molto raro, ha un ceppo nel torinese, derivano dal nome medioevale Angelus. Troviamo tracce di questa cognominizzazione un pò dappertutto, ad esempio nel 1500 a Bormio (SO) in un atto viene citato un certo Domenico de Angelis, nel 1600 a Gualdo Tadino (PG) si legge di un certo Pietro De Angelis, nel 1700 il notaio Nicola De Angelis opera a Torricella Peligna (CH).
integrazioni fornite da Vincenzo De Angelis
il cognome De Angelis, si trova anche in Calabria a Brancaleone (RC) dove avevano il titolo di Cavalieri. Il casato era originario di Belvedere (CS), si trasferì a Bova nel 1699 quando il frate Antonio Gaudiosi fu eletto vescovo della diocesi e portò con se la sorella Vittoria moglie di Giovanbattista De Angelis. Nel 1745 Antonino De Angelis si trasferisce a Brancaleone per matrimonio con la baronessa Fortunata De Lorenzi, a Brancaleone vivono ancora gli eredi., vi sono stati matrimoni con i baroni Caffarelli, con i baroni Bologna e i marchesi Stranges, numerosi personaggi diedero lustro a questa famiglia. Lo stemma che si trovava all'interno della vecchia chiesa dove possedevano l'urna cineraria raffigura un'aquila con ali aperte, una palma e in basso una torre a due piani e una stella.
DE ANTIQUIS De Antiquis, quasi unico, sembrerebbe romagnolo, si hanno tracce di un notaio Ippolito de Antiquis de Forolivio (Forlì) nella prima metà del 1500, il cognome dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite fosse di un ceppo di antichi residenti nella città di Forlì.
DE ANTONI
DE ANTONIIS
DEANTONI
DEGLI ANTONI
De Antoni ha un ceppo veneto a Chioggia (VE) ed uno a Vicenza e nel vicentino, uno a La Spezia e Follo (SP), un ceppo lombardo a Laveno Mombello (VA), ed uno a Roma, De Antoniis ha un ceppo a Teramo e nel teramano a Sant`Omero e Castel Castagna ed uno a Roma e Monterotondo (RM), Deantoni, probabilmente dovuto ad errori di registrazione, molto molto raro, è limitato al Piemonte e Lombardia, Degli Antoni, assolutamente rarissimo, è della zona che comprende Lombardia ed Emilia, dovrebbero derivare dall'essere il capostipite appartenente ad una famiglia il cui capostipite era un figlio di un Antonio.
DE ASTIS Il ceppo principale dei De Astis è in Puglia nel barese a Ruvo di Puglia, con ceppi significativi anche a Bari, Terlizzi e Barletta, sempre nel barese, i piccoli ceppi a Genova, Torino e Roma sono probabilmente il frutto dell'emigrazione del primo, il cognome dovrebbe derivare dal nome della città di Asti e risalire all'epoca angioina, quando alcuni templari astigiani andarono al seguito di Roberto d'Angiò Re di Sicilia e di Gerusalemme.
DE BALZI
DE BALZO
DEL BALZI
De Balzi, De Balzo e Del Balzi, quasi unici, sono chiaramente errori di trascrizione del più comune Del Balzo (vedi DEL BALZO).
DE BAPTISTIS De Baptistis ha un ceppo a Teramo ed uno a Civitavecchia nel romano, dovrebbe derivare da una forma patronimica dove il De- sta per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse con il nome di Baptista, espressione arcaica per Battista.
DE BARDI De Bardi ha un ceppo veneto a Campo San Martino nel padovano ed uno laziale a Roma, Pomezia ed Albano Laziale nel romano, forse causato dall'emigrazione veneta in occasione della bonifica Pontina in epoca fascista, dovrebbe trattarsi di un indicatore etnico basato sull'aferesi del termine longobardi, probabilmente ad indicare che i capostipiti appartenessero a quel gruppo etnico.
DE BARTOLI
DE BARTOLO
DE BORTOLI
DEBORTOLI
DI BARTOLI
DI BARTOLO
DI BORTOLO
De Bartoli, molto molto raro, sembrerebbe essere originario dell'Italia centrale, De Bartolo ha un ceppo nel barese ed uno nel cosentino, Di Bartoli è praticamente unico, De Bortoli è tipicamente veneto, ma con ceppi anche in Friuli e nel Trentino, Debortoli, molto molto raro, è trentino, Di Bartolo parrebbe tipico della Sicilia, ma con ceppi anche a Raiano (AQ), a Roma ed a Genova, Di Bortolo è specifico di Maniago nel pordenonese, dovrebbero derivare tutti dal fatto che i vari capostipiti fossero figli di un Bartolo o Bortolo, in questi casi la particella De o Di hanno funzione patronimica, cioè stanno per il figlio di.
DE BARTOLOMEI
DE BARTOLOMEO
De Bartolomei, assolutamente rarissimo è del centro Italia, De Bartolomeo è tipicamente pugliese di Taranto, dovrebbero derivare da forme patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Bartolomeo e dove la particella iniziale De- sta per il figlio di.
DE BATTISTA
DE BATTISTI
DEBATTISTA
DEBATTISTI
De Battista sembra specifico del bellunese, con un ceppo anche nel nordmilanese, sembrano esserci anche dei ceppi pugliesi e siciliani, Debattista, assolutamente rarissimo sembra essere una modificazione dovuta ad un errore di trascrizione, De Battisti è tipicamente veneto, del veronese e padovano in particolare, ma anche del mantovano e del vicentino, Debattisti, assolutamente rarissimo, è del veronese, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche dove il De- sta per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse con il nome di Battista, questa cognominizzazione risale almeno al 1400, verso la fine del secolo troviamo infatti a Taormina il pittore Gabriele de Battista.
DE BEI De Bei è tipico di Chioggia e Venezia nel veneziano e di Porto Tolle nel rovigoto, dovrebbe derivare da un soprannome indicatore di appartenenza, cioè specificare che i capostipiti appartenevano ad un gruppo detto dei belli, che in veneziano si dice bei, forse in riferimento a caratteristiche del luogo di provenienza o di abitazione.
DE BELLA
DE BELLI
DE BELLO
De Bella ha un ceppo romano ed uno molto piccolo calabrese nel vibonese a Ricadi e Nicotera e nel reggino, con piccolissimi ceppi a Messina ed a Palermo, De Belli è quasi unico, mentre De Bello è pugliese, di Bari soprattutto e di San Pietro Vernotico nel brindisino e di Mottola nel tarentino, dovrebbero derivare da forme patronimiche del nome latino Bellus, Bella, dove la particella De- sta ad indicare il figlio di, riferito a capostipiti che portassero quel nome.
DE BELLIS Due probabili ceppi uno nell'udinese ed uno nel barese, potrebbe derivare da un soprannome. (vedi anche Bellani). Circa il ceppo barese, un discendente, Lorenzo Longo De Bellis, ci ha inviato queste ulteriori notizie:inizialmente il loro identificativo belli poi di bello e de bello,figlio di bello, erano una famiglia nobile di Bari, di cui esistono tracce dal 1282(???), da Bari si sono espansi a Castellana e a Rutigliano, il loro stemma sarebbe: "arma:d'azzurro al castello d oro aperto e fenestrato del campo merlato alla guelfa e torricellato  di tre pezzi quello di mrzzo piu alto  pure merlati aperti e fenestrati del campo". Un Giovanbattista de Bellis, originario di Rodio (SA), fu Vescovo di Telese (BN), . nel 1696 Domenico Bellisario de Bellis nato a Casamassima (BA) nel 1647, viene eletto vescovo di Molfetta e, nel 1694, Papa Innocenzo XII lo nominò vicario Apostolico di Sutri e Nepi per breve tempo, perchè il De Bellis fu nominato cappellano segreto e familiare del papa.
stemma fornito da Lorenzo Longo de Bellis
DE BENEDETTI
DE BENEDETTIS
DE BENEDETTO
DE BENEDICTIS
DE BENEDITTIS
De Benedetti è dell'alessandrino, De Benedettis, molto molto raro, ha un ceppo nel Salento ed uno nell'alto salernitano, De Benedetto è tipico del sud peninsulare, della Puglia e della Calabria in particolare, De Benedictis è barese, De Benedittis è specifico del campobassano e della Puglia, derivano tutti da forme patronimiche, dove il De sta per figlio di, del nome Benedetto, portato probabilmente dai padri dei capostipiti. (vedi anche BENEDUSI)
DE BENIGNI
DE BENIGNO
DI BENIGNO
De Benigni è unico, De Benigno è specifico di Salerno, Di Benigno, estremamente raro, ha un piccolo ceppo nel pescarese e presenze nel romano, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il nome latino Benignus (vedi BENIGNI).
DE BERNARDI
DE BERNARDO
DE BERNARDINI
DE BERNARDINO
DI BERNARDI
DI BERNARDINI
DI BERNARDINO
DI BERNARDO
De Bernardi sembrerebbe decisamente piemontese, ma potrebbe esserci un nucleo anche a Trieste, De Bernardini, molto molto raro, parrebbe del vicentino, De Bernardino, quasi unico, è romano, e dovrebbe essere una forma arcaica del cognome Di Bernardino, anch'esso romano, De Bernardo ha un ceppo friulano, presente sia a Pavia di Udine (UD) che a Pordenone, un ceppo calabrese ad Acri (CS), ma il nucleo principale è campano a Napoli e San Gennaro Vesuviano, Di Bernardi, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione, Di Bernardini, sicuramente romano è tipico di Roma, Marino, Forano e Mazzano Romano, Di Bernardo ha un ceppo friulano soprattutto a Venzone (UD) ed Udine, uno abruzzese, uno romano, uno in Molise a San Martino in Pensilis (CB) e Termoli (CB), uno nel napoletano a Mugnano di Napoli, Napoli, Calvizzano e nel casertano a Camigliano, e più ceppi in Sicilia. (vedi Bernardelli)
DE BIANCHI Abbastanza raro sembrerebbe avere tre ceppi, nel trevigiano, nel veronese, nel modenese ed in provincia di Roma, può derivare dal vocabolo bianco usato come nome o come soprannome derivante da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale tipo case bianche o anche come partigiano del partito guelfo dei Bianchi.  Di questa cognominizzazione abbiamo tracce a Modena nella prima metà del 1400 con lo scrittore Jacopino de'Bianchi e nella seconda metà dello stesso secolo a Desenzano (BS) con Ser Biancoso de' Bianchi; Padre Biagio Bagni di Cento (FE) nella seconda metà del 1500 scrive: "...Giouanni Lamberto, c'haueua inimicitia con la famiglia De Bianchi, essendo intrato in casa della Caualliera Lamberta con quindeci huomini armati suoi compagni,...".
DE BIASE
DE BIASI
DE BLASI
DE BLASIS
De Biase è tipico della provincia di Bari, De Biasi ha un ceppo nel Veneto, uno in Puglia, ma è presente in tutta Italia, De Blasi ha un ceppo tra palermitano e trapanese, uno nel Salento ed uno nel napoletano e avellinese, De Blasis è tipico della zona che comprende le province di Roma e L'Aquila, possono derivare dal cognomen latino Blaesus (vedi Biasi), o dal nome medioevale Blasius (vedi Biasio), o anche da un soprannome derivato dal nome Biagio.
DE BIDDA
DEBIDDA
DEIDDA
Debidda, molto molto raro, è tipico del nord della Sardegna, De Bidda è praticamente unico, Deidda è tipico invece del centrosud della Sardegna, sono la versione sarda del cognome italiano Villani derivando da Idda contrazione di Bidda (villa, villaggio, paese) e starebbero ad indicare un'origine paesana della famiglia, in quanto non isolata, ma proveniente dal paese.
DE BISOGNO
DI BISOGNO
Di Bisogno è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione del cognome De Bisogno, che, assolutamente rarissimo, è un cognome tipico del napoletano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli, dall'istituto di carità che lo aveva accolto, indicando in questo modo che il bambino era probabilmente il figlio di un militare spagnolo, con il termine bisoños venivano indicate, in epoca aragonese, le  reclute spagnole inviate come rincalzi dalla Spagna, come si evince dal Diccionario de la lengua española de la Real  Academia de España bisoño (Dicho de la tropa o de un soldado: nuevo; Nuevo e inexperto en cualquier arte u oficio).
DE BO
DEL BO
DEL BO'
De Bo, praticamente unico è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione di Del Bo, tipico del pavese come il molto più raro Del Bò, entrambi presenti in maniera notevole a Bressana Bottarone (PV) in particolare, ma presenti in tutta la provincia, dovrebbero derivare dal termine bove ad indicare una particolare agiatezza, la presenza in Lombardia di queste cognominizzazioni come possiamo leggere in atti della Santa Inquisizione che a Roma addì 8 Febbraio 1559 alcuni colpevoli di eresia furono: "...menati in Piazza Nauona, abrusciati uiui, Giovanni Antonio del Bò, Cremonese, pentito fu prima apichato e poi abrusciato...".
DE BONA
DE BONI
DE BONIS
DE BONO
DE BUONO
DEBONA
DEBONI
DEBONIS
DEBONO
DI BONA
DI BONI
DI BONO
De Bona è del bellunese, Debona è praticamente unico ed è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, De Boni e la forma alterata Deboni sono tipicamente veneti, De Bonis è molto diffuso al sud peninsulare, soprattutto nel foggiano, nel potentino e nel cosentino con un ceppo importante anche nelle province di Roma e Latina, Debonis, assolutamente rarissimo e della stessa zona, è sicuramente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, De Bono, molto raro, parrebbe romano, Debono è dovuto ad errori di trascrizione, De Buono è specifico di Cosenza e del cosentino, Di Bona ha ceppi nel romano, nel frusinate, nel casertano ed in Molise, ed un ceppo tra trapanese e palermitano, Di Boni, quasi unico, parrebbe del latinense, Di Bono ha piccoli ceppi nel frusinate e nel latinense, nel potentino ed in Sicilia nel trapanese e nel palermitano, dovrebbero tutti essere dovuti a forme patronimiche, dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, derivate dal nomen latino Bonus o dal suo derivato medioevale Bono, in alcuni casi potrebbero anche derivare da soprannomi originati dal carattere del capostipite. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Pavia in un atto del 1223 dove è citato un certo: "Bonusiohannes de Bono Filli condam Rolandi de Alagna", nella seconda metà del 1300 a Pisa con il mercante Giacomo de'Boni  citato in un atto di affidamento, verso la fine del 1500 a Padova opera il Notaio Gerolamo de Boni del quondam Giovanni di Padova.
DE BORRI De Borri estremamente raro ora limitato alla provincia di Novara, dovrebbe derivare dal soprannome medioevale, poi divenuto nome, Borro, Borronis (vedi BORRI), dovrebbe essere di origine longobarda ed appartenere indirettamente alla nobiltà lombarda in quanto ramo cadetto di un casato di Capitani e di Valvassori milanesi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
è un rarissimo cognome presente in provincia di Novara, derivato con ogni probabilità dal cognome base Borromei da Borromeo = buon Romeo, cioè buon pellegrino diretto a Roma.
DE BRASI Molto molto raro ha un ceppo nella zona di Albizzate e Carnago nel varesotto ed un'altro a Sangineto (CS), dovrebbe derivare dal nome medioevale Blasius (vedi Brasi).
DE BRUNO
DI BRUNO
De Bruno, molto molto raro, sicuramente meridionale, parrebbe avere un ceppo nel napoletano ed uno nel reggino, Di Bruno, ancora più raro, ha un piccolo ceppo nel beneventano ed uno nel vibonese, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si chiamassero Bruno.
DE BUGLIO De Buglio, molto molto raro, è specifico del sondriese, di Teglio in particolare, potrebbe trattarsi di una forma patronimica in De-, riferito ad un capostipite il cui padre fosse conosciuto come Buglio, ma molto più probabilmente deriva invece dal nome del paese Buglio in Monte, sempre nel sondriese. (vedi anche BUGLI)
DE CANDIA
DECANDIA
De Candia ha un nucleo nel barese ed un ceppo nell'olbiese, Decandia ha un nucleo nella zona di Olbia, ed un ceppo nel barese, dovrebbero derivare dal toponimo Candia (Creta), tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Roma a cavallo tra 1300 e 1400 con Petrus De Candia che divenne poi Papa Alessandro V°.
DE CANDIDO De Candido è un tipico cognome dell'area che comprende il Cadore, con Santo Stefano di Cadore nel bellunese, ed il Friuli, con San Giorgio della Richinvelda nel pordenonese e Varmo nell'udinese, potrebbe stare ad indicare che i capostipiti provenissero dal non molto lontano paese di San Candido in Alto Adige, distante appena una trentina di chilometri.
DE CANDITIIS De Canditiis, assolutamente rarissimo, è dell'area casertano, napoletana, De Canditis è unico, e dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, potrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il De-, pur avendo significato nobiliare, sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre fosse originario di Candia o si chiamasse Canditus, una forma arcaica del nome Candido (vedi CANDITA), troviamo tracce di questa cognominizzazione in Irpinia in uno scritto del 1590: "ABBAS MARCUS ANTONIUS de Canditiis U.I.D. nobilis presbiter nolanus admodum illustrissimi et reverendissimi domini domini Petri Antonii Vicedomini U.I.D. Deí et apostoìíce sedís gratia episcopi Avellini et Frequenti in spiritualibus et temporalibus vicarius et officialis generalis ...".
DECANI
DECANINI
DECANO
Decani, quasi unico, parrebbe soprattutto lombardo, Decanini è specifico di Capannori e di Lucca nel lucchese, Decano, quasi unico, sembrerebbe bergamasco, dovrebbero derivare direttamente o tramite ipocoristici dalla carica medioevale di Decano che rappresentava la più alta carica amministrativa del comune, carica di cui abbiamo menzione in questa Sententia del 1150 a Milano: "..de discordia que erat inter comune de loco Linate, preter homines Laurentii et Petri germanorum, filiorum quondam Iohannis Homobene, per missos ipsius comunis Bellonum de Longaniana decanum ipsius loci, Ambrosium Mulinarium atque Petrum de Lomenno de ipso loco Linate; et ex altera parte predictos Laurentium et Petrum germanos qui dicuntur Homobene...".
DE CANIO
DI CANIO
De Canio è tipico del potentino, di San Chirico Nuovo e Potenza, di Gioia del Colle e Bari nel barese e di Ginosa nel tarantino, Di Canio ha un ceppo lucano, a Pomarico e Bernalda nel materano ed a Potenza e Lavello nel potentino, ed un ceppo pugliese, a Foggia e Lucera nel foggiano, a Ginosa e Taranto nel tarantino ed a Bari ed Andria nel barese, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si chiamasserocon il nome medioevale Canius (vedi CANIO).
DE CAO De Cao è specifico del vicentino, di Trissino, Brendola ed Arzignano, dovrebbe derivare da un nome di località come Cao Mozzo nel veneziano ed il De- starebbe ad indicare la provenienza del capostipite.
DE CAPITANI
DECAPITANI
Sono cognomi dell'areale milanese e sono originati da un soprannome legato al fatto di essere il capostipite al servizio di una famiglia che aveva avuto un capitano tra le sue fila, oppure legato ad un modo autoritario di comportarsi.
DE CARA
DI CARA
De Cara, estremamente raro, è del catanese, Di Cara è anch'esso siciliano, con un grosso ceppo a Palermo e ceppi a Comiso nel ragusano, a Santa Caterina Villarmosa e Caltanissetta nel nisseno, a Licata nell'agrigentino, a Forza d'Agrò nel messinese ed a Villarosa nell'ennese, si potrebbe trattare di matronimici riferiti a capostipiti, la cui madre si fosse chiamata Cara.
DE CARIA
DECARIA
De Caria è tipicamente calabrese, di Crotone e di Gioia Tauro nel reggino, Decaria, quasi unico, sembrerebbe del vibonese, dovrebbero essere di origini toponomastiche e derivare dal nome delle frazioni di Caria, nel vibonese e nel messinese, o, molto più probabilmente, dal nome della regione della Caria, una regione anatolica abitata da secoli da gente di ceppo ellenico o bizantino, situata di fronte all'isola di Rodi, donde gli abitanti furono costretti ad emigrare a seguito dell'invasione turca, che tolse loro le terre greche per farle proprie trucidando quanti avessero opposto resistenza.
DE CARLI
DE CARLIS
DE CARLO
De Carli è tipico del Lombardoveneto e del Friuli, con un ceppo importante anche nel Lazio, De Carlis, assolutamente rarissimo, è piemontese, De Carlo è tipico del sud peninsulare, si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il De- sta per il figlio di, riferito a capostipiti, il cui padre avesse portato il nome Carlo derivato dal nome franco Karl (una specie di funzionario della corte reale), il De sta anche per quelli di riferendosi ai famigliari di un certo Carlo.
DE CARO
DI CARO
De Caro è molto diffuso in tutto il sud e nel romano, Di Caro è decisamente siciliano, molto diffuso in tutta l'isola, dovrebbero derivare da una forma patronimica in De, od in Di che starebbero per figlio di, riferiti a capostipiti, i cui padri, si fossero chiamati con il cognomen latino Carus (vedi CARO), troviamo tracce di questa cognominizzazione nel 1600 nel trapanese dove un certo Simone de Caro è citato nell'elenco dei Confrati della Compagnia del pretiosissimo sangue di Christo e di S. Michaele Archangelo della Città di Trapani.
DE CAROLIS De Carolis è un cognome tipico del centro Italia, di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, con massima concentrazione nel Piceno, nell'aquilano, nel romano e nel frusinate, ha un ceppo anche nel napoletano ed in Puglia, soprattutto nel barese e brindisino, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il De sta per figlio di, e si riferisce ad un padre del capostipite che si doveva chiamare Carolus, ma in alcuni casi questo cognome veniva attribuito a trovatelli affidati ad Ospedali o Istituti religiosi dedicati a San Carlo.
DE CASA
DEI CAS
DEICAS
DI CASA
Dei Cas è tipico della provincia di Sondrio, di Valdisotto, Bormio, Valfurva ed Ardenno, Deicas, De Casa e Di Casa sono quasi unici, questi cognomi risalgono ad forme dialettali del cognome Della Casa, usati in ambiente contadino per indicare normalmente la famiglia del fattore, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in un processo per stregoneria del 1630 a Bormio, dove possiamo leggere: "...Haver maleficiato Barbara, figliola di Francello di Casa, con haverla tocca con di quello onguento e li mise adosso un spirito affine vi stesse alquanto tempo, poi guarisse et non morisse. Et ciò fu in casa di detta Domeniga, con occasione che li portò del sale, et fu avanti ch'essa Barbara sii mutata. Et fuorno 3 di loro a far il congresso di maleficiarla ...".
DE CASTRO De Castro ha un ceppo nel Lazio centromeridionale, uno nel campobassano, uno nel leccese, in Sicilia ha ceppi nella parte occidentale ed in Sardegna, nel sassarese, è ormai quasi scomparso.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DE CASTRO: da castro, dal castello, ad indicare la provenienza. Erano molto numerose in Sardegna le località, centri abitati, castelli, fortificazioni in genere, nuraghi (vedi Castro). Come cognome lo ritroviamo nelle carte antiche: tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388: De Castro Comita, major (sindaco, amministratore di giustizia) ville de Dosìlle (* Osìdda (Contrate Montis Acuti - Ozieri); Castra (de) Petro, ville Orani; Castri (de) Matheo, ville Simala. Nella storia ricordiamo De Castro Salvator Angelo (Cagliari 1817 - Oristano 1880), sacerdote, politico, letterato e storico; ma come storico le sue analisi in difesa delle cosiddette "False Carte di Arborea", sono considerate del tutto inattendibili. Molti addirittura insinuano che siano state falsificate proprio da lui.
DE CATALDI
DE CATALDO
DI CATALDI
DI CATALDO
De Cataldi, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione di De Cataldo, che è decisamente pugliese, del tarantino in particolare di Sava, ma anche di Manduria e di San Marzano di San Giuseppe, e di Putignano e Casamassima nel barese, Di Cataldi, quasi unico, è della Sicilia meridionale, Di Cataldo ha un ceppo pugliese nel foggiano e nel barese, ed uno siciliano, nell'ennese, nel catanese e nel nisseno, dovrebbero essere dovuti da una forma patronimica, dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, riferito a capostipiti, il cui padre si fosse chiamato Cataldus (vedi CATALDI).
DE CECCO
DE CICCO
DI CECCO
DI CICCO
De Cecco ha un nucleo importante in Friuli, uno nel chietino ed uno in provincia di Roma, De Cicco è pochissimo diffuso e non è possibile individuarne una zona di provenienza, Di Cecco, molto raro, è dell'Abruzzo centromeridionale, Di Cicco è tipico della fascia che comprende Lazio, Abruzzo, Molise e Campania settentrionale, potrebbero derivare da modificazioni dialettale dell'aferesi del nome Francesco.
DE CECILIA
DE CECILIO
DI CECILIO
De Cecilia, assolutamente rarissimo, ha rare presenze nel napoletano e nell'avellinese, De Cecilio, quasi unico, è campano, Di Cecilia è specifico di Sturno e di Frigento nell'avellinese, si dovrebbe trattarre di forme matronimiche o patronimiche, dove i prefissi De- e Di- stiano per il figlio di, riferito a capostipiti le cui madri o i cui padri si fossero chiamati Cecilia o Cecilio. (vedi CECILI)
DE CEGLIE
DI CEGLIE
DICEGLIE
De Ceglie è tipico di Molfetta (BA), Di Ceglie, ha un ceppo nel barese a Bisceglie, Ruvo di Puglia, Andria, Modugno e Bari, ed uno a Fasano nel brindisino, dove è presente anche la forma cognominale Diceglie, i ceppi del barese, dovrebbero derivare dal toponimo Ceglie del Campo, una frazione di Bari, per il ceppo di Fasano è invece più probabile una derivazione dal toponimo Ceglie Messapica nel brindisino.
DE CENSI
DECENSI
DI CENSI
DICENSI
De Censi è specifico di Berbenno di Valtellina nel sondriese, Decensi, quasi unico, è anch'esso del sondriese, Di Censi è specifico di Roma e del romano, di Arsoli, Guidonia Montecelio e Tivoli, Dicensi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un piccolo ceppo a Massafra nel tarentino, potrebbe trattarsi di forme patronimiche in De od in Di, dove il De ed il Di stanno per figlio di, derivate dal cognomen latino Cencius o Censius, dell'uso medioevale di questo nome abbiamo un esempio nel Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica: "... Censius Episcopus Viterbiensis ab Eugenio III post diutinam vacationem anno 1149 electus...", ma potrebbe anche trattarsi di patronimici di una forma aferetica dialettale del nome Vincenzo.
DE CHIARA De Chiara è tipicamente campano, molto diffuso particolarmente nel casertano, napoletano e salernitano, ma con presenze significative anche bel beneventano e nell'avellinese, potrebbe derivare da toponimi come Torre Santa Chiara nel napoletano o da altre località o contrade dedicate a Santa Chiara, ma molto più probabilmente si tratta di capostipiti, fanciulli abbandonati da madri appartenenti a famiglie nobili o comunque importanti, per i quali era di rigore l'annotazione clara genus o de chiara familia.
DE CHIRICO Tipico pugliese, di Terlizzi (BA) in particolare, dovrebbe derivare dal nome medioevale Chiricus derivato dal vocabolo greco bizantino kyericos con il significato di letterato o scrivano. Personaggio di estremo rilievo è stato il pittore Giorgio De Chirico (1888-1978) nato in Grecia da padre palermitano.
DECIMA
DECIMI
DECIMO
Decima è specifico del bellunese, di Taibon Agordino ed Agordo, Decimi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe dell'area lombardoveneta, con sparute presenze in Umbria, Decimo ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, ed in Puglia a Carpignano Salentino nel leccese, a Foggia, a Trani nel barese ed a Latiano nel brindisino, dovrebbero derivare dal praenomen latino Decimus, Decima, risalente all'uso in epoca latina, abbastanza frequente nelle epoche passate ed anche abbastanza recenti, di attribuire ai figli come prenomen o come nome il numero ordinale con il quale nascessero, come appunto il decimo figlio o la decima figlia, dell'esistenza di quest'uso in epoca latina abbiamo un esempio nel Factorum Et Dictorum Memorabilium  di Valerio Massimo: "...nam gladiatorium munus primum Romae datum est in foro boario App. Claudio Q. Fulvio consulibus. dederunt Marcus et Decimus filii Bruti Perae funebri memoria patris cineres honorando. athletarum certamen a M. Scauri tractum est munificentia....", si dovrebbe quindi trattare di cognomi derivati dai nomi dei capostipiti.
DE CIUTIIS Ormai rarissimo De Ciutiis ha una sparuta presenza romana ed una campana, a Napoli e Caserta, dovrebbe derivare dal nome medioevale Ciutius di cui si hanno tracce a Rimini nel 1300, in un atto di rinnovo di enfiteusi datato 27 marzo 1354 si legge "..olim Ciutius Guasschethe et nunc Lunardinus Mesii...", dove quell'olim (una volta) fa pensare ad una presenza decisamente più antica, Dante ad esempio, nel Canto VI° del Purgatorio, scritto verso il 1312, scrive: "...Quiv'era l'Aretin che da le braccia // fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte, // e l'altro ch'annegò correndo in caccia...", dove l'altro sta per: "...Ciutius de Pretamala filius domini Tarlati antiqui frater domini Rodulfi et patruus domini Petri Sacconis, qui ex quodam conflictu fugiens suffocatus est in Arno. Tamen Bostuli, qui sunt nobiles Guelfi Aretini, accepere corpus ipsius et ad illum balistabant, propter quam iniuriam dominus Rodulfus interfecit nuntium domini Alberti de Bostulis, qua re dominus Fumus de Bostulis occisus est....". La famiglia De Ciutiis è di antichissima stirpe, una pergamena del XIII° secolo dell'Archivio della Società Romana di Storia Patria testimonia che nel 1297 i De Ciutiis possedevano il Castel Giubileo nella campagna romana; a Napoli ed in altre città del Regno di Napoli il casato produsse personaggi eminenti ed ebbe titoli cavallereschi e feudali.
DE CONCILIIS
DE CONCILIO
DI CONCILIO
De Conciliis ha un ceppo a Roma, uno a Napoli, uno a Pontecagnano Faiano ed Agropoli nel salernitano ed uno ad Avellino, De Concilio ha un ceppo a Napoli e nel salernitano a Salerno, Baronissi e Pontecagnano Faiano, Di Concilio è specifico del salernitano, di Salerno, Prignano Cilento, Giffoni Sei Casali, Ogliastro Cilento ed Agropoli, questi cognomi, di origini molto antiche, dovrebbero derivare dal fatto che il capostipite facesse parte del Consiglio della Corona, fossero cioè consiglieri dei Re normanni, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in una cartula venditionis (atto di vendita) dell'agosto 1170, dove la parte acquirente si identifica tra gli altri in un certo Johannes condam Johannis de Conciliis, i De Concilio costituirono una ricca casata patrizia, che detenne feudi nel Cilento almeno dal 1500.
DE CONNO Tipico del beneventano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
De Conno è un cognome tipico del comune di San Marco dei Cavoti in provincia di Benevento.  Dal punto di vista etimologico, esso trae origine dal termine latino cunnus o connus, con il significato di vulva, vagina. Il cognome in analisi significa quindi letteralmente uscito dalla vulva. Ancora oggi, nel territorio sannita, esiste il soprannome dialettale cionna, a cui si attribuisce identico significato. Tra i vari ceppi presenti a San Marco, da secoli se ne distingue uno per ricchezza e lustro.  E' questo il ramo che diede i natali, il 2 febbraio 1884, a Ernesto De' Conno, Professore di Chimica Bromatologica presso l'Università di Napoli, autore di diversi saggi scientifici, per ben quattro volte premiato dall'Accademia delle Scienze fisiche e matematiche di Napoli per lavori di Chimica Applicata.
DE CONTI Tipico dell'alto trevisano, di Vittorio Veneto e Fregona in particolare ha un ceppo secondario anche nel veronese, dovrebbe derivare da legami non necessariamente di parentela, ma molto più probabilmente di sudditanza con una famiglia di conti.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo con  Nicolò De Conti (1395-1469), viaggiatore e commerciante veneto del quale sono famosi i ricordi di viaggio che si affiancano a quelli di Marco Polo.
DE CORATO
DECORATO
DI CORATO
DICORATO
Decorato è tipico del barese, di Barletta e di Canosa Di Puglia in particolare dove è presente anche De Corato, dovrebbero essere forme modificate del cognome Dicorato che è specifico di Barletta (BA) così come Di Corato che ha un importante ceppo anche ad Andria, dovrebbero tutti derivare dal toponimo Corato (BA).
DE CRESCENZI
DE CRESCENZO
DI CRESCENZO
De Crescenzi è assolutamente rarissimo e si tratta quasi sicuramente di errori di trascrizione di De Crescenzo che è decisamente napoletano è comunque ben distribuito in tutta la fascia che comprende il casertano, il napoletano ed il salernitano, presenta ceppi anche a Roma e nel tarentino, Di Crescenzo ha un grosso ceppo a Guardiagrele nel teatino, con presenze significative anche a Pescara, L'Aquila, Notaresco nel teramano e Chieti e Francavilla al Mare nel teatino, a Roma ed a Monte San Biagio e Fondi nel latinense, ed a Maddaloni nel casertano e Cetara nel salernitano, derivano, come forma probabilmente patronimica, dal nome latino Crescentius o dal suo equivalente italiano Crescenzo, dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di. (vedi anche Crescenzi)
DE CRISTOFANO
DE CRISTOFARO
DE CRISTOFORO
DI CRISTOFANO
DI CRISTOFARO
DI CRISTOFORO
De Cristofano, abbastanza raro, ha un ceppo a Roma, uno principale a Raviscanina e Sant'Angelo di Alife nel casertano ed a Volturara Irpina nell'avellinese, Di Cristofano ha un ceppo a Magliano de' Marsi nell'aquilense, uno a Pizzone e Montaquila nell'iserniese, uno a Roma e Borgorose nel reatino ed uno a Volturara Irpina nell'avellinese e San Gregorio Matese nel casertano, De Cristofaro è molto diffuso in Campania, ma anche nel Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, con ceppi anche in Sicilia, De Cristoforo, molto molto raro, è dell'area campano, pugliese, Di Cristoforo, altrettanto raro, è invece abruzzese, Di Cristofaro è specifico della zona che comprende l'Abruzzo, il Molise ed il casertano, con un ceppo anche a Roma. (vedi CRISTOFANI e CRISTOFARI)
integrazioni fornite da Giuseppe de Cristofaro
Diffusissimo in varie zone d'Italia, ma particolarmente nel centro-sud, deriva dal nome Cristofaro. E' presente in molte varianti: "de Cristofaro", "de Cristofano", "de Cristoforo", con il prenome "di" ed anche senza alcun prenome. A Frosolone (nel Molise) si individua dal XIV° secolo un ceppo, quasi certamente autonomo, consolidatosi da oltre due secoli nella forma attuale, che ha esercitato un solido ma discreto potere economico (fin dal seicento risultano tra i principali "locati" e, successivamente, "censuari" della Dogana di Foggia), oltre a rappresentare personaggi di spicco dal punto di vista culturale e scientifico (tra gli altri: Giacomo 1728-1771 dottore fisico; Giacomo dottore in diritto nel XVIII secolo, Giacomo 1869-1948 preside di ginnasio, Filippo 1910-1991 professore e cultore di greco e di sanscrito), politici locali Alessandro, Orazio, Francesco e Donato nel XVII secolo, prelati (Iacovo e Giovanni nel XVI secolo, Alessandro, Felice e Nicola nel XVII secolo) e burocrati di elevato rango. La Famiglia de Cristofaro è proprietaria di una delle tre cappelle private costruite nel XIX secolo nel Cimitero di Frosolone. Pur non fregiandosi di alcun titolo nobiliare, la famiglia nei secoli si collega al ceto borghese e/o nobiliare del meridione.
DE CURTIS Tipico casato napoletano, originario di Somma Vesuviana, che dovrebbe risalire al 1500 il cui capostipite sarebbe stato un certo Angelo Griffo che cambiò cognome in De Curtis probabilmente per la caratteristica bassa statura della famiglia. Personaggio di rilievo è stato il celeberrimo attore cinematografico Antonio De Curtis in arte Totò.
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