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DE IACO Tipico del Salento, dovrebbe derivare dall'apocope del nome Jacopo (Giacobbe).
DEI
DEO
Dei è molto diffuso in Toscana, in particolare nel fiorentino e nel senese, nel viterbese e nel romano, Deo, molto molto raro, è tipico del salernitano, di San Gregorio Magno ed Eboli, dovrebbero derivare da forme aferetiche dell'italianizzazione di nomi come Donus Dei (Donadeus, vedi DONADEI) o Bonadeus (vedi BONADEI).
DEIANA
DEJANA
Due diversi modi di scrivere lo stesso cognome assolutamente sardo, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo jana (maga), si hanno tracce di questo cognome già nel 1300 nella giurisdizione parrocchiale di San Gavino (CA) il Canonico Giovanni Deiana di Guspini (CA).
integrazioni fornite da Antonello Sirigu
i cognomi Deiana e Dejana son due diversi e distinti. Infatti, in sardo gairese Deiana si pronuncia per esteso De Ana e significa proveniente da lontano, mentre Dejana si pronuncia De Janas e significa che era di proprietà delle Janas, ovvero delle fate-streghe della mitologia sarda. Per intenderci erano dei piccoli esseri magici che detenevano le ricchezze e l'oro, e che passavano la vita a tessere delle tele d'oro con le loro delicatissime mani. Tele che la notte stendevano sopra i monti dopo averle lavate e che illuminavano i boschi e le pianure con il loro lucicchio. Se i mortali vedevano in faccia una Jana rimanevano pietrificati e persi per l'eternità.
DEIAS Deias ha un nucleo nel cagliaritano ed uno nella provincia di Oristano, dovrebbero derivare da una forma dialettale originata dai vocaboli de bia con la s ad indicare il plurale Debias, che si è poi contratto in Deias, stava ad indicare quelli della via, quelli della strada, probabilmente riferito alla posizione della loro abitazione.
DEIDDA Deidda è diffusissimo nella Sardegna centromeridionale, con un ceppo anche nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DEIDDA: è la versione moderna di De – Idda/s. Nella maggior parte dei casi nei cognomi moderni, si assiste alla perdita della preposizione “de” che indica la discendenza o provenienza; in Deidda rimane, come del resto in Delogu, Desogus, Deledda, Deiana, Demuru, Demontis, Dearca, etc. Nelle carte antiche troviamo sempre la preposizione separata dal nome( per il significato e l’etimologia, vedi IDDA/S). Attualmente il cognome Deidda è presente in ben 348 Comuni Italiani, di cui 144/377 della Sardegna(sud): Cagliari 490, Villacidro 222, Assemini 123, Quartu S. E. 106, Sanluri 101, Oristano 90, Capoterra 80, etc.
DEIOANNON
DE JOANNON
DEJOANNON
Tutti estremamente rari potrebbero avere un'origine dalla Magna Grecia e potrebbero allora derivare dal toponimo Ioannon dell'isola di Milos.
DE IUDICIBUS
DE JUDICIBUS
Entrambi tipici pugliesi del foggiano e barese, la forma De Judicibus è assolutamente rarissima, potrebbero avere anche dei ceppi originari al nord, dovrebbero derivare dall'appartenenza ad un casato di maggiorenti giudici o amministratori. Tracce di questa cognomizzazione si hanno nel 1400 con Fachino fu Tomaso de Iudicibus de Monasterolo notaio nel bergamasco e nel 1500 a Mombasiglio (CN) dove in un atto si legge: "...constituti coram spectabili iureconsulto ut doctor domino Petro Baptista de Auria De Iudicibus vicario marchionali Finarii actore et actario nomine decreto...".
DEI ZOTTI
DEL ZOTTI
DEL ZOTTO
DE ZOTTI
DE ZOTTO
Dei Zotti, molto raro, è del vicentino, Del Zotti, tipicamente pugliese, ha un ceppo a Modugno (BA) e Bari ed uno a Brindisi, Del Zotto è estremamente comune in Friuli, nella zona di Cordenons (PN) in particolare, di Udine, Codroipo e Tavagnacco, De Zotti è del veneziano di Venezia, Iesolo, Musile di Piave e zone limitrofe, De Zotto è unico, dovuto probabilmente ad errori di trascrizione, tutti questi cognomi hanno due possibili origini, dall'aferesi di modificazioni di nomi come Giorgio e Lorenzo, (Zorzotto, Lorenzotto) o anche in alcuni casi direttamente dal nome longobardo Zotto (vedi ZOTTI). Tracce illustri di queste cognominizzazioni le troviamo in Gianfrancesco Del Zotto detto da Tolmezzo (1450­ 1515), il più grande pittore friulano del Quattrocento.
DELAI
DELLADDIO
DELLADIO
DELLAI
Delladio è tipico di Tesero (TN), Delladdio è quasi unico ed è sicuramente dovuto ad errori di trascrizione, Dellai è tipico della zona che comprende trentino e vicentino, Civezzano e Pergine Valsugana (TN) e Schio (VI) soprattutto, Delai è specifico del bresciano gardesano, Puegnago Sul Garda e Gavardo, dovrebbero tutti derivare dal nome gratulatorio medioevale Delaidus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in un atto redatto nel 1183 a Nave (BS): "...Lafrancus de Mora quod debet ei permutare predictam peciam terre si erunt convicti cum racione a predicto Obizo et anc permutacionem debet fieri sub estimacione Delaidi Medici et Iohannis de Gazo; et Iacobus filius condam Ugoni Secasoli estitit fideisor et debitor pro eiis ...".
integrazione dovuta a Jossieli Delai
Il cognome Delai e le sue varianti derivano dai nomi di persona Delaido, Deolaido, Delaita, tutti con il significato benaugurante di ‘Dio l’aiuti’. Il cognome è diffuso soprattutto in Valsugana e nella Valle dell’Adige. Secondo il Lorenzi, hanno la stessa origine anche le forme Dalladio, Deladio, Delladdio. Il Cesarini Sforza ritiene invece che abbiano come radice ‘del Adìo’, dove Adìo sta per il nome di persona Adiodato, o Adeodato, ‘dato a Dio’.
DE LAURENTI
DE LAURENTIIS
DE LAURENTIS
De Laurenti, estremamente raro, è piemontese, De Laurentiis ha un ceppo abruzzese a   Roccascalegna, Altino e Guardiagrele nel teatino, a Teramo ed a Pescara, un ceppo a Roma ed uno ad Acerra e Napoli, De Laurentis ha un ceppo ad Acerra e Napoli nel napoletano ed a Baiano nell'avellinese ed uno a Polignano a Mare, Corato e Trani nel barese, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il de sta per uno dei figli di, riferito ad un Laurentius (vedi LAURENTI ), i tre cognomi sono equivalenti e perfettamente accumunabili, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Cento nel ferrarese in un atto del 1329, dove si legge: "...Johannes quondam Laurentii de Laurentiis, Michael quondam Petri de Arardis, et Bitinus quondam Petroni Consules Communis Centi, .." ed a Conversano (BA) in un atto del 1741 si legge: "Acta assensus permutationis inter reverendum canonicum don Vitum Pappalepore et reverendum canonicum don Carolum De Laurentis".
DE LAZZARI
DELAZZARI
De Lazzari è tipicamente veneto dell'area veneziano, trevisana, con un ceppo anche nel Lazio, probabile conseguenza dell'emigrazione forzata di manodopera veneta in occasione della bonifica delle paludi pontine, Delazzari, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il De sta per della famiglia dei figli di un Lazzaro, (vedi LAZZARA).
DEL BALZO Abbastanza raro è tipico napoletano, dovrebbe essere di origine francese e derivare dal toponimo Les-Baux-de-Provence (la Balcium latina) di cui i De Baux, poi diventati Del Balzo, furono Signori fino al 1426, le prime tracce di questo casato si trovano in Provenza fin dal IX° secolo, il loro arrivo a Napoli dovrebbe risalire al XIII° secolo al seguito di Carlo d'Angiò. Esempio di questa cognomizzazione si ha con il Conte di Acerra Pirro del Balzo, a Minervino Murge (BA) su di un'iscrizione incisa in marmo sulla porta di una torre si leggono le seguenti parole: "Construixit in Specula Dux de Baucia Pyrrhus".
DEL BEN
DEL BENE
Del Ben è tipico della provincia di Pordenone, Del Bene è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, si individuano ceppi in Liguria, nel fiorentino, nel pesarese, nel casertano e nel barese, dovrebbero derivare da nomi gratulatori composti con la radice bene, in alcuni casi potrebbero derivare dalla troncatura del nome Benedetto, di questa cognomizzazione si trovano tracce a Brescia nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale sotto l'anno 1143, dove si legge: "...Gerardus de Burnado et Zuca filius Carnevalis del Bene et Arnulfus filius Oldeberti Sutoris et alii testes....".
DEL BIANCO Ha un nucleo importante in Friuli, uno nel pesarese e nel maceratese ed uno in provincia di Lucca, deriva dal vocabolo bianco usato come nome o come soprannome derivante da una caratteristica fisica, i capelli, il colore della carnagione o da una caratteristica ambientale tipo case bianche. Si hanno tracce di questa cognomizzazione illustre con il modenese Francesco Del Bianco (1460 - 1510) pittore che fu il primo maestro del Correggio: "Morì M.ro Franc.o de Biancho Frare depintore perfetto e homo dabene".
integrazioni fornite da Aldo Piglia Milano
il pittore modenese conosciuto anche come Francesco Bianchi Ferrari o Francesco de’ Bianchi o Francesco Del Bianco Ferraro o Francesco Fraro o Francesco Del Fraro. Questi era quasi certamente figlio del pittore modenese Bianco Ferraro, che nel 1481 eseguì lo stemma del duca Ercole I° d'Este sulla torre del Comune di Modena. Il suo luogo di nascita (Modena) non è accertato, ma solo presunto.
DEL BONO
DEL BUONO
Del Bono è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, con massima concentrazione nel bresciano, nel parmense, nel romano e latinense e nel napoletano, Del Buono ha ceppi nell'Italia settentrionale, nel senese, nel Lazio, nel casertano e nel foggiano, deriva dal nome medioevale Bonus o Buonus, di cui abbiamo esempio nel 1200 a Pisa, nell'elenco dei pisani che giurarono l'alleanza con Siena e Pistoia si trova un Buonus Buonsignoris, traccia di questa cognomizzazione si trova nel 1400 a Pisa: "...Doni et Buonus Niccolai Buoni de Businis ...".
DEL BORRELLO Sembra essere originario degli Abruzzi ed esattamente della zona di CasalBordino e Vasto, potrebbe derivare dal toponimo Borello (CH).
DEL CARRETTO Del Carretto Assolutamente rarissimo, è un nobile casato originario del Monferrato, trasferitosi in Liguria, già nel 1115 i Del Carretto sono marchesi di Clavesana (CN), Enrico I° Del Carretto, detto il Guercio diventa nel 1142 marchese di Finale e di Noli e nel 1176 marchese di Savona, nel 1500 i Del Carretto si imparentarono con i Doria, Zenobia Del Carretto sposa Giovanni Andrea Doria.
DEL CET Tipico della zona di Feltre e Seren del Grappa (BL).
DEL CONTE Del Conte ha vari ceppi, nel fiorentino, a Roma, nel pescarese e teatino, in provincia di Campobasso, nel foggiano e nel barese, potrebbe derivare da toponimi contenenti la radice Del Conte, come ad esempio Ronco del Conte nel fiorentino o simili, ma potrebbe anche derivare dal fatto di essere la famiglia alle dipendenze o residente nelle proprietà di un Conte.
DEL CORNO Sembrerebbe del milanese ed originato dal toponimo Corno Giovine (LO) o Cornovecchio (LO).
DEL DEBBIO Del Debbio è tipico di Lucca e delle aree limitrofe, dovrebbe derivare o da nomi di località come Debbio di Ceparana (SP), Debbio di Rosignano Marittimo (LI), il Debbio di Piombino (LI) o altre località ottenute disboscando con l'uso dell'incendio boschivo o debbio, atto a recuperare dei terreni per uso abitativo o di coltura, o anche da un soprannome originato dal vocabolo debbio (falò di stoppie, legni e sterpi che i contadini attizzavano per concimare il terreno), vocabolo ormai caduto in disuso, il cognome si riferirebbe quindi o alle caratteristiche del luogo di provenienza del capostipite o ad un suo comportamento abituale.
DEL DUCA Del Duca è molto diffuso nel Lazio, nel romano, latinense e frusinate, in Campania, in particolare nel napoletano e salernitano, e nel foggiano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Del sta per figlio del, riferito ad un padre del capostipite soprannominato dux (guida, comandante), soprannome che può essere stato attribuito sia in segno di rispetto, per particolari incarichi affidati ai capostipiti, sia come presa in giro per sottolineare particolari atteggiamenti degli stessi.
DELEDDA Tipico del nord della Sardegna, potrebbe derivare dall'antico toponimo Ledda nel sassarese, ora scomparso, personaggio di assoluto rilievo è stata la scrittrice nuorese Grazia Deledda (1871-1936).
DE LEO
DE LEONE
DE LIO
DI LEO
DILEO
DI LEONE
DI LIO
DI LIONE
De Leo è diffuso in tutto il sud peninsulare e nella provincia di Roma, De Leone è assolutamente rarissimo ed ha come area probabile d'origine il casertano, Di Leo è diffuso in tutto il sud peninsulare e nella provincia di Roma ed è molto presente anche in Sicilia,  Dileo è specifico del barese, di Altamura e Barletta in particolare, Di Leone abbastanza raro, ha un ceppo campano soprattutto a Mondragone e Cellole (CE) e Calabritto (AV), ed uno nel cosentino a Saracena e Morano Calabro, De Lio, molto raro, è tipico del cosentino, Buonvicino, San Fili e San Vincenzo la Costa, Di Lio è specifico di Bivona (AG), Di Lione, molto raro, è tipico di Colliano (SA), dovrebbero tutti derivare dall'essere i discendenti di uno di nome Leo Leonis (vedi Leo) o per aferesi di Pantaleo (Pantalone) o Pantaleone.
DEL FABBRO
DEL FABRO
DELFABBRO
DELFABRO
Del Fabro e Del Fabbro sono tipici dell'udinese, Delfabro e Delfabbro, assolutamente rarissimi e tipici della stessa zona, sono probabilmente dovuti ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare dal mestiere di fabbro esercitato dal capostipite, tracce di queste cognomizzazioni le troviamo nel bellunese in un registro del 1507 dove viene citato come Giurato tale Nicolò del Fabro.
DEL FANTE Ha un ceppo nel comasco e sembrerebbe uno nel fiorentino, deriva dal nome medioevale Fante (vedi).
DELFINI
DELFINO
Delfini potrebbe avere un ceppo lombardo ed uno romano, Delfino, presente in tutt'Italia ha un forte ceppo ligure piemontese ed uno calabrese siciliano, nella zona dello stretto di Messina.
DEL FRARO Assolutamente rarissimo probabilmente del nord Italia, dovrebbe derivare dal mestiere di ferraro (fabbro), tracce di una cognomizzazione simile le troviamo a Modena nel 1500 con il pittore Francesco Fraro. (vedi Del Bianco)
DEL FREO Del Freo, molto molto raro, è tipico di Massa e Montignoso nel massese, con presenze significative anche a Carrara, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Del sta per figlio di e Freo è una forma contratta e tronca del nome medioevale Fredoricus, a sua volta derivato dal germanico Frederich.
DEL GRANDE Presente a macchia di leopardo in tutto il centro, nel genovese, pesarese e napoletano. (vedi Grandi)
D'ELIA
DELIA
D'Elia è specifico del sud, dove è molto diffuso, Delia, pur avendo un ceppo nel varesotto e nel carrarese, sembrerebbe tipico anch'esso del sud, del barese, materano e tarentino e della Sicilia, messinese e palermitano soprattutto, l'origine più probabile di entrambi è dal nome Elias con l'aggiunta della d' patronimica.
DE LIA Tre possibili nuclei, uno a Bari, il più antico, uno a Cosenza, ed uno a Napoli, potrebbe indicare la discendenza da una gens Cornelia o Servilia, o derivare da un toponimo come Delianuova (RC).
DE LIBERA
DELIBERA
DELLA LIBERA
De Libera è quasi unico, Delibera è proprio unico, Della Libera è decisamente veneto, del trevisano, di Vittorio Veneto in particolare, con significative presenze anche a Cordignano, Conegliano, Maserada sul Piave e Colle Umberto, si dovrebbe trattare di famiglie dei figli di una non meglio identificata Libera (vedi LIBERA).
DE LIBERALI De Liberali, abbastanza raro, è tipicamente veneto, con un ceppo a Vedelago nel trevisano, uno a Santa Maria di Sala e Pianiga nel veneziano ed uno molto piccolo nel padovano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il De sta per figlio di, riferito a padri del capostipite di nome Liberale (vedi LIBERALE).
DE LIGUORI
DE LIGUORO
Entrambi rarissimi sembrerebbero del napoletano, derivano dal nome medioevale Ligorius (vedi Ligorio)
integrazioni e stemma forniti da Fabio Paolucci (Salerno)
 Il cognome dell'illustre famiglia de Liguoro deriva dall'originario de Ligorio, chiara cognominizzazione in senso patronimico del nome medievale Ligorius. Tale famiglia vanta origini molto antiche, risultando aggregata al Seggio di Portanova di Napoli fin dalla sua creazione: nel XII sec. Marco de Ligorio, probabilmente proveniente da Lettere, fu nominato Console di Napoli assieme a Giovanni Pignatelli, come risulta in un documento del 9-5-1190. Nel corso dei secoli, altri valenti personaggi di questa Famiglia diedero lustro alla Casata: Crescenzio e Florimondo de Ligorio furono armati cavalieri da Carlo I Re di Sicilia nel 1273; Giovanni de Liguoro fu Sollecitatore delle Regie Entrate nel 1412 e, in seguito, Tesoriere del Re Ladislao I di Sicilia; nel cedolario del 1430 erano menzionati un cavaliere Francesco de Liguoro Signore di Canne e un Pietro de Liguoro Signore di Ruscigna. La variazione del cognome da de Ligorio a de Liguoro è avvenuta nel corso del Quattrocento per effetto dell'inflessione dialettale napoletana che ne ha viziato la pronuncia. La genealogia dei de Liguoro è ben accertata fin dal 1100, e inizia con un Bernardo de Liguoro, padre di quel Marco succitato che fu nominato Console di Napoli. Sant'Alfonso Maria de Liguoro appartenne alla diciottesima generazione della Casata: figlio del Patrizio Napoletano Giuseppe Felice (San Paolo Belsito 11-2-1670 + 11-11-1745), Capitano della Galera Padrona della Regia Squadra del Regno di Napoli, e di Donna Anna Caterina Cavalieri (Napoli 24-11-1670 + ivi 28-11-1755), figlia di Federico Cavalieri, Presidente della Regia Camera della Sommaria e Consigliere del Sacro Real Consiglio di Santa Chiara, e di Elena dei Marchesi d’Avenia, sorella di Emilio Giacomo Cavalieri Vescovo di Troia. Primo di otto fratelli (Antonio, Barbara, Maddalena, Gaetano, Anna Maria, Teresa, Ercole) Sant'Alfonso nacque a Marianella il 26-9-1696. Dopo aver frequentato dal 1708, appena dodicenne, l’Università di Napoli (dove sostenne un esame con il celebre filosofo Giambattista Vico), fu Dottore in utroque iure dal 1713, e quindi brillante Avvocato a Napoli. Ben presto, in seguito ad una sconfitta professinale, decise di seguire la sua vocazione cristiana: fu sacerdote dal 1727 e fondò la Congregazione del Santo Redentore il 9-11-1732. Dal 9-3-1762 fu Vescovo di Sant’Agata dei Goti (BN); nel nuovo compito pastorale sviluppò un'attività che ha quasi dell'incredibile, nella duplice direzione del ministero diretto - avviando una riforma spirituale del clero nei tre fondamentali momenti della vocazione, del ministero e della preghiera - e dell'apostolato della penna. Immensa fu la Sua opera spirituale, rivolta ai cuori di tutti e soprattutto dei più umili e diseredati, cui Sant'Alfonso non esitava a rivolgersi affettuosamente in dialetto. Come missionario percorse i paesi vesuviani, gli Appennini e le Puglie annunciando con semplicità i princìpi della vita cristiana. Nel 1775, fiaccato da molte sofferenze fisiche e spirituali, sant'Alfonso lasciò la diocesi e si ritirò a Pagani, nel Salernitano, in una casa del suo istituto religioso, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 1° agosto 1787. Beatificato nel settembre 1816, Alfonso de Liguoro fu proclamato Santo il 26-5-1839, dichiarato Dottore della Chiesa Universale il 23-3-1871, e Patrono dei confessori e dei teologi moralisti il 26-4-1950. Oltre a numerose opere sacre che gli diedero fama come Padre della Chiesa ("Le massime eterne", le "Storie delle eresie" e le "Riflessioni utili ai vescovi per ben governare le loro diocesi"), si occupò di musica scrivendo la celebre pastorale "Tu scendi dalle stelle" nel 1755, il "Recitativo" e "Duetto tra l’Anima e Gesù Christo" (eseguito a Napoli nel 1760) e un’opera teorica sulla musica applicata al culto "La Messa e l’officio". Essendo la Casata de Liguoro tra le più nobili del Mezzogiorno, la sua genealogia è ben attestata fin dalle origini: ciò lascia facilmente intuire l'estraneità delle numerosissime famiglie Liguori e Liguoro presenti al Sud che non sono documentate nella genealogia. Il nome Ligorius deriva dal personale Lidorius, diffusosi in Occidente per effetto del Cristianesimo grazie al culto di San Ligorio o Lidorio, vescovo di Tours, morto nel 371. Lidorius, la cui variante nell'accezione comune divenne Ligorius, significava letteralmente "colui che colpisce", derivando dal verbo latino "laedo, is, laesi, laesum, ere". Ritengo che non ci sia alcuna connessione tra il nome di persona Ligorio e il ramarro, che in latino era denominato "lacerta viridis" o semplicemente "lacerta".
DE LILLO L'origine dovrebbe essere dell'area compresa tra le provincie di Foggia ed Avellino, può derivare da un vezzeggiativo di uno dei tanti nomi tardo latini o medioevali terminanti con lius, come Acilius, Atilius ecc., come potrebbe pure derivare da una corruzione dialettale del nome latino Laelius.
DE LISI De Lisi è tipico del palermitano, con ceppi anche nel foggiano, nel casertano e nel romano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il De sta per figlio di e si riferisce ad un Lisi, originato dall'aferesi di contrazioni del nome Aloisi (Luigi o Eligi), (vedi LISI).
DE LITTERIS Assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo foggiano ed uno napoletano, potrebbe derivare dal mestiere di scrivano.
integrazioni fornite da Giovanni De Litteris
l'origine dovrebbe essere da San Severo (FG)
DELLA BELLA
DELLABELLA
Della Bella sembra avere un ceppi nel nordmilanese e varesotto, nel trevigiano, nell'alta Toscana, nell'anconetano, nel napoletano ed in provincia di Roma, Dellabella rarissimo sembrerebbe anconetano, derivano dal nome medioevale Bella, troviamo tracce di questa cognomizzazione a Firenze con il Priore Giano Della Bella nella seconda metà del 1200.
DELLA BRUNA Della Bruna ha un ceppo nel pordenonese a Fontanafredda ed uno nel napoletano e nell'avellinese, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica indicante la famiglia del figlio di una Bruna, ma è pure possibile una derivazione dal toponimo di Santa Maria la Bruna (NA) o La Bruna nel materano.
DELLA CORTE Sembrerebbe specifico della fascia che comprende il casertano, il napoletano e l'alto salernitano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Della Corte è diffuso in tutto il territorio nazionale a macchia di leopardo, con consistenti picchi d'intensità in Campania, a Napoli, a Villa di Briano nel Casertano, e a Cava de'Tirreni nel Salernitano, nonchè in Puglia, a Francavilla Fontana nel Brindisino. Vanno individuati svariati ceppi Della Corte di origine diversa, che trovano la loro origine nel toponimo medievale "curtis". Tale toponimo nasce dal sistema di riorganizzazione fondiaria creato intorno all'VIII sec. nei territori dei Franchi ed esportato poi in molti dei paesi conquistati da Carlo Magno, compresi, ovviamente, quelli italiani. La corte (o "villa") era un'azienda agraria divisa in due parti, delle quali una, la cosiddetta parte dominica (cioè del dominus, del signore), che il proprietario faceva coltivare direttamente ai suoi servi e i cui frutti utilizzava direttamente per il suo fabbisogno, e un'altra, detta parte massaricia, divisa in mansi, cioè poderi, data in affitto a famiglie di contadini liberi o di servi casati in cambio di censi in denaro o in natura. Tale sistema di riorganizzazione del lavoro nei latifondi durò dalla sua creazione, avvenuta come precedentemente accennato intorno all'VIII sec., fino all'XI sec. inoltrato. In relazione a tale sistema, molti toponimi si sono in seguito creati sulla base del termine curtis o corte, e molte persone nel medioevo vennero documentate come provenienti da corti, sia contadini dipendenti di condizione servile che ricchi proprietari delle corti stesse: avvenne così la cognominizzazione del toponimo nella forma cognominale "de Curte" (oppure Curtense o Cortense, Cortese e Cortexano), italianizzato poi nell'attuale diffuso cognome Della Corte (o, negli altri casi, Cortese o Cortesano e Cortegiano). Dal punto di vista araldico, una Famiglia Della Corte fu nobile e potente in passato: trattasi dei de Curte Isei, il cui Capostipite fu Romualdus, attestato nel 1123, che tennero supremazie feudali nei dintorni del lago d'Iseo sino al secolo XIII e furono spesso registrati come de Ridanis nei secoli XIV-XV. Un ramo di questa ricca e potente Famiglia, conosciuta già verso la metà del 1100 a Brescia, Bologna e Verona, si trasferì in un secondo momento nel Salernitano, nel territorio di Cava de'Tirreni, dove erano già presenti altri "Della Corte" di umili e borghesi origini, provenienti da altre "corti" italiane. E' probabile, per questo ceppo aristocratico elevato al rango comitale, una discendenza longobarda, essendo il nome del Capostipite, Romualdus, di chiara derivazione germanica. Ancora una precisazione, circa l'origine del cognome in questione, andrebbe affrontata per ottenere un quadro completo sulla corretta genesi: molto spesso, in epoca medievale e moderna, soprattutto nelle aree meridionali del notro Paese, chi viveva o prestava servizio presso corti di principi, re o imperatori, veniva spesso registrato a livello documentario con l'appellativo, poi cognominizzato, di "Cortese", "Cortense", "Corteggiano", "Cortesano" o, per l'appunto, "Della Corte".
DELLA FERRERA
DELLAFERRERA
Entrambi tipici del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzate dalla presenza di attività di estrazione o di lavorazione del ferro.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Dellaferrera è un cognome piemontese diffuso nelle province di Cuneo (Bossolasco, Dogliani ed Alba) e Torino (Isolabella, Torino). Alba, Dogliani e Bossolasco. Compare nei registri parrocchiali di Serravalle Langhe (Cuneo) sin dal 18° secolo. Un nucleo a Formazza (Verbania).  Della Ferrera è una variante di DellaFerrera, è diffuso nelle province di Torino, Cuneo e Savona. Un nucleo isolato a Chiuro (Sondrio).
DELLA GIACOMA Della Giacoma, assolutamente rarissimo, è tipico del bellunese, zona di Canale d'Agordo e Falcade, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica riferita ad un capostipite figlio di una certa Giacoma.
DELLA GIOVANNA Dovrebbe essere di origine cremonese, deriva dall'essere prima figli e poi discendenti di una Giovanna, il Della Giovanna caratterizzerebbe una linea di discendenza femminile.
DELLA GIUSTA Tipico del basso udinese, di Tarcento in particolare, dovrebbe derivare dal nome Giusta ed indicare una discendenza per linea materna, ricordiamo Santa Giusta della seconda metà del III° secolo, il nome deriva dall'aggettivo latino iustus (giusto, onesto).
DELLA GIUSTINA Cognome specifico di Vittorio Veneto (TV), dovrebbe derivare dal toponimo Santa Giustina (BL).
DELLA GRAZIA Cognome raro forse triestino, potrebbe derivare dal nome femminile Grazia identificando una linea di discendenza femminile, ma potrebbe anche essere un cognome attribuito a dei trovatelli.
DELL'AIA Raro, è presente qua e là, non sembra possibile individuare una zona d'origine, che potrebbe anche essere torinese.
DELLA MAGGIORA Raro, è tipico della provincia di Lucca, dovrebbe derivare da un soprannome legato al luogo in cui abitava il capostipite.
DELLA MONACA
DELLA MONICA
DELLAMONICA
DELLE MONACHE
Della Monaca, abbastanza raro, ha un ceppo a Monte Argentario (GR), uno a Palombara Sabina (RM) ed uno nel Salento, Della Monica è tipico dell'area del napoletano e salernitano, soprattutto della zona di Cava De' Tirreni (SA), Vietri e Salerno, Dellamonica, praticamente unico è dovuto ad errori di trascrizione, Delle Monache ha un ceppo a Sanremo in provincia d'Imperia, uno a Viterbo e Vetralla nel viterbese ed a Roma ed uno a Penne, Montesilvano, Loreto Aprutino, Farindola, Montebello di Bertona e Pescara nel pescarese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi connessi con legami a vicini monasteri o alla presenza di una religiosa in famiglia (vedi Monaci). Tracce di queste cognomizzazioni le troviamo a Sorrento nel 1600 con una certa Maria Della Monica che va in sposa ad un nobile sorrentino e a Taranto: "...In anno 1665 se vista il Regio Assenso alla vendita libera fatta per Gio: Simone della Monica...et per li deputati delli creditori del quondam Gio: Cristofaro de Franchi, della Città di Castellaneta...".
DELLA MORTE
DELLAMORTE
Dellamorte è assolutamente rarissimo, Della Morte ha un ceppo in Valtellina ed uno nel napoletano e casertano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Della Morte è un cognome discretamente diffuso in Italia: è presente in più regioni, con epicentri in Lombardia nei comuni di Capodolcino, Chiavenna e Tirano in provincia di Sondrio, nel Lazio a Roma, in Campania nei comuni del Casertano (San Felice a Cancello, Castel Campagnano, Santa Maria a Vico e Arienzo) e a Napoli, e in Basilicata nel comune di Maratea. Più ipotesi possono essere formulate circa l'origine del cognome preso in analisi: potrebbe trattarsi della cognominizzazione di un nome apotropaico, ovvero assegnato al nascituro allo scopo di allontanare influssi maligni, pericoli e mali. Potrebbe quindi trattarsi di un cognome apotroaico assegnato a fanciulle o fanciulli proietti, cioè abbandonati al loro destino subito dopo la nascita. Una seconda ipotesi, da non sottovalutare per il ceppo lombardo, è la derivazione del cognome dalla famosa Compagnia della Morte attorno al Carroccio che operò durante la battaglia di Legnano del 1176, ai cui adepti fu probabilmente assegnato Della Morte come soprannome dalla popolazione. Una terza ed ultima ipotesi indicherebbe l'origine del cognome Della Morte nell'attività di avere la cura dei defunti, ovvero dare sepoltura alle persone trovate morte in strada e in campagna, che in passato erano veramente molte: molte Compagnie della Morte furono fondate in Italia, a partire da quella romana, creata nel 1538 ed elevata ad Arciconfraternita con molti privilegi ed indulgenze da Pio IV nel 1560. I confratelli, oltre a cercare i morti e a condurli in Chiesa, erano obbligati a fare quaranta ore di orazione ogni mese. Inoltre, il loro vestito era composto da un sacco nero con cordone di lana di uguale colore, uno scapolare nero con ai lati scudi nei quali si vedeva un teschio, una croce e due orologi a polvere (la Compagnia esiste ancora oggi, ma con funzioni totalmente diverse rispetto al passato).
DELLA NEGRA Della Negra è tipico dell'udinese, di Udine, Mortegliano e Latisana, si potrebbe trattare di un matronimico, dove il Della sta per il figlio della, riferito ad una madre del capostipite che potrebbe essere stata di carnagione nera o scura, ricordiamo che in epoca medioevale, durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, non era rara la presenza di persone di colore tra i cittadini veneti, soprattutto nell'area dalmata.
DELLA NOCE
DEL NOCE
Della Noce ha un ceppo tra cremonese e bresciano, uno nel romano ed uno nel napoletano, Del Noce ha un ceppo nel sudmilanese, uno nel genovese, uno nel napoletano ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dai molti nomi di località contenenti il termine Noce, come, a solo titolo di esempio, Noce (BS) o (PA), Noceverde nel beneventano, Nocegrossa nel mantovano e così molti altri toponimi.
DELLA PELLE Della Pelle è un cognome tipicamente abruzzese di Ortona e Guardiagrele nel teatino e di Penne nel pescarese, con un ceppo anche a Roma, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome forse originato dal mestiere di conciatore o di confezionatore di abiti in pelle svolta dal capostipite, ipotesi resa plausibile dal fatto che l'Abruzzo è da moltissimo tempo terra ricca e famosa per l'artigianato della pelle.
DELLA PEPA ipico della zona di Montecorice nel salernitano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Tipico dell'area cilentana, Della Pepa è originario del comune di Montecorice, centro nel quale tuttora si registra il maggior numero di occorrenze (34,44), seguito da altri vicini comuni salernitani che sono, in ordine di diffusione del cognome, Agropoli (16,50), Laureana Cilento (13,45), Perdifumo (10,24), Eboli (6,28), Capaccio (3,31), Battipaglia (3,15), Salerno (2,86) e Castellabate (2,71). Sporadica la presenza dei Della Pepa, sempre in territorio campano, anche a Napoli (3,07) e a Marigliano (3,27), nonché nell'area del Centro-Nord della Penisola, per effetto del fenomeno migratorio dal Mezzogiorno. Dal punto di vista etimologico, si possono seguire due differenti interpretazioni riguardo l’origine del cognome preso in analisi: una prima linea di pensiero indurrebbe a considerare il cognome come derivato, in senso matronimico, dal nomen di origine latina Pepa, ae, già frequentemente attestato in epoca romana.  Altra ipotesi, forse più plausibile, spingerebbe a ritenere tale forma cognominale come cognominizzazione del termine dialettale locale pepa, ancora in uso nel Cilento, nel Vallo di Diano e nell’Agro nocerino-sarnese, adoperato per apostrofare una persona di sesso femminile goffa, stupida, beota, priva di senso intellettivo o pratico. Nel gergo del trivio, inoltre, il vocabolo pepa veniva in passato, e viene tuttora, adoperato in riferimento all’organo genitale femminile. Alla luce dell’ultima considerazione, si potrebbe ipotizzare che l’origine del cognome sia da attribuire al processo di cognominizzazione di un nome dialettale attribuito in senso canzonatorio al (o alla) capostipite del ceppo.  Soltanto in America, alcuni emigrati italiani con questo cognome sono stati registrati erroneamente dalle autorità locali con la forma cognominale integrale Dellapepa.
DELLA PORTA
DELLAPORTA
Della Porta sembra avere un ceppo primario in Campania, nel salernitano ed uno minore nel brindisino, Dellaporta, assolutamente rarissimo sembrerebbe lombardo, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzate ad esempio dalla prossimità con una porta cittadina, esempio di questa cognomizzazione si trova a Porto Valtravaglia (VA) nel 1400 con la famiglia notarile di Tommaso DePortu e nel Tarantino nel 1500 con i maestri muratori Gaspare e Vincenzo Della Porta di Castelnuovo, attuale Manduria (TA).
DELLA RATTA Specifico di Sant'Agata Dei Goti (BN), ha un ceppo, probabilmente non secondario a Prato, deriva dal casato dei Della Ratta di origine spagnola, di cui sarebbe il capostipite il catalano Diego de La Rath Conte Gran Camerlengo” (1285-1328), che venne Italia verso il 1302 tra i cortigiani della Regina Sancia di Napoli; Governatore di Cotrone, Maresciallo, Capitano Generale in Toscana nel 1305, Conte di Caserta e Gran Camerlengo del Regno di Napoli; nel Salento nel 1600 i Conti de Alneto della Ratta furono feudatari del basso salentino zona di Leverano e Castrignano del Capo.
DELL'ARCIPRETE Dell'Arciprete è tipico dell'area teatino, pescarese, sembrerebbe originario di Guardiagrele, dovrebbe derivare da un capostipite arciprete della chiesa cristiano ortodossa, quell'area abruzzese accolse già nel X° secolo una comunità di padri basiliani che edificò presso la vicina Casoli (CH) un monastero nel rispetto del rito greco bizantino ortodosso.
DELLA ROCCA Della Rocca è molto diffuso nell'area che comprende l'Abruzzo, il Lazio e la Campania, con un ceppo anche nel Salento, dovrebbe derivare dai molti toponimi contenenti la radice Rocca, come a solo titolo di esempio Rocca Canterano nel romano, Rocca d'Arce nel frusinate, Rocca d'Evandro nel casertano,Rocca Cilento nel salernitano, Rocca Cinquemiglia nell'aquilano e così molte altre, ma è pure possibile che derivi dal fatto di abitare la famiglia all'interno o nei pressi di una rocca o castello.
DELLA ROTONDA Assolutamente rarissimo sembrerebbe originario del napoletano, dovrebbe derivare da un nome di località.
DELLA ROTTA Della Rotta . assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Della Ratta (vedi DELLA RATTA), è anch'esso originario di Sant'Agata dei Goti nel beneventano.
DELLA ROVERE Molto molto raro ha un piccolo ceppo a Montebello Di Bertona (PE), e due altrettanto piccoli a Roma ed a Genova, derivano da nomi di località legati alla presenza di querceti (vedi Rovere), tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in un atto di vendita dell'anno 1196 dove leggiamo: "...Anno dominice incarnationis millesimo centesimo nonagesimo sesto, decimo kalendas octubris, indictione quintadecima. Vendicionis cartam fecerunt ad proprium sub dupla defensione Stirpacesia, filius quondam Refutati qui dicebatur de la Rovore, de loco Azello, et Amizetus, filius quondam Gisiberti qui dicebatur similiter de la Rovore...", il casato dei Della Rovere annovera Principi, Cardinali e Papi, ricordiamo il savonese Giuliano Della Rovere che diventò poi Papa Giulio II°, il savonese Francesco della Rovere di Albissola che divenne Papa Sisto IV°, un ramo marchigiano del casato fu signore di Senigallia e divenne poi anche Duca di Urbino, un altro con Carlo della Rovere ebbe signorie nel torinese.
DELLA SALA vedi SALA
DELLA TORRE Sembrerebbe tipico lombardo, anche se sono presenti ceppi a Perugia, Pescara, Roma, nel napoletano e nel salernitano, deriva dalla località d'origine individuabile dalla presenza di una torre. I Della Torre parteciparono alle Crociate, ebbero titolo di Conti, Marchesi e Principi, detennero feudi in Friuli, in Piemonte, in Romagna, in Puglia e, soprattutto, in Lombardia. si ricordino i Torriani chiamati in primis Della Torre. (vedi Torre)
DELL'ATTI Originario della zona che comprende le provincie di Lecce e Brindisi
DELLA VALLE
DEL VALLE
LA VALLE
LAVALLE
Della Valle è diffuso a macchia di leopardo un pò in tutta l'Italia peninsulare, Del Valle, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente a errori di trascrizione, La Valle ha ceppi nel Lazio centromeridionale, tra potentino e cosentino ed in Sicilia, Lavalle ha ceppi nel Lazio centromeridionale, tra barese e Basilicata e nell'ennese, tutti questi ceppi dovrebbero derivare da nomi di località contenenti il vocabolo valle, come ne esistono ovunque in Italia.
DELLA VECCHIA Della Vecchia ha un ceppo nel bellunese, uno tra romano, latinense e frusinate ed uno in Campania tra casertano, napoletano ed avellinese, dovrebbe derivare da un soprannome stante ad indicare un figlio di una chiamata La Vecchia.
DELLA VEDOVA Presenta 3 ceppi apparentemente autonomi, in provincia di Udine, in provincia di Milano ed in quella di Sondrio, dovrebbero derivare dall'essere il capostipite il figlio di una vedova.
DELLA VENTURA Della Ventura è un cognome specifico di Maddaloni nel casertano, potrebbe trattarsi di un cognome indicatore del fatto che il capostipite fosse un figlio della ventura (fortuna), e che potrebbe quindi trattarsi di un bambino abbandonato.
DELLA VOLPE Della Volpe ha un ceppo a Villa Celiera nel pescarese, uno a Roma ed uno principale nel casertano ad Aversa, Trentola-Ducenta, Carinaro, Teverola, Lusciano, San Marcellino e Frignano, con significative presenze anche nel napoletano, a Napoli, Frattamaggiore e Pozzuoli, ma le tracce storiche più antiche le troviamo in Romagna ad Imola e Ravenna, Dellavolpe, che sembrerebbe unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, l'origine di queste cognominizzazioni è legata a soprannomi originati da collegamenti ad episodi , il Casato dei Della Volpe nella seconda metà del 1400 è presente ad Imola dove acquista quello che ancor oggi viene chiamato Palazzo Della Volpe e dove ebbe i natali il condottiero e capitano di Ventura Taddeo della Volpe (1474 – 1534), nel 1916 Francesco Salesio Della Volpe venne fatto Cardinale da Papa Leone XIII°.
DELLA ZUANA Rarissimo sembra originario della Val di Fiemme, dovrebbe derivare dalla Zuana (Giovanna) donna processata per stregoneria nel secolo XV° in Val di Fiemme.
DELLE DONNE Presente al sud della penisola, ha più origini, una sicura campana, una salentina ed una abruzzese.
DELLE FOGLIE Delle Foglie è specifico di Bari, l'origine etimologica del cognome è riconducibile ad un soprannome legato a caratteristiche del luogo d'origine del capostipite, o ad un aspetto del luogo di abitazione o anche ad episodi.
DELLE FRATTE Delle Fratte è tipico di Roma e del romano, di Zagarolo, Anguillara Sabazia e Palestrina, e di San Cesareo nel frusinate, potrebbe derivare da nomi di località indicate come fratte (luoghi irti e scoscesi, perlopiù intricati di rovi e sterpi, tanto da renderli impraticabili), in tutt'Italia sono moltissimi i toponimi che contengono questa radice, come, a solo titolo di esempio, Fontana Fratta o Vallefratta nel frusinate, luoghi che probabilmente erano identificabili come zona d'origine o di abitazione dei capostipiti.
DELLE GROTTAGLIE Molto raro e tipico della zona tra Mesagne (BR) e Avetrana (TA), deriva dal toponimo Grottaglie (TA), come si può evincere da quest'atto del 1635: "...in virtù d'Istrumento per mano di notaro Cataldo Caforio Delle Grottaglie...".
DELL'ELCE Tipico abruzzese, della zona di Lanciano (CH) e Silvi (TE) in particolare potrebbe derivare dalla toponomastica, si pensi ad Elce (TE), Villa Elce di Lanciano (CH) o Castellelce (CB).
integrazioni di Stefano Ferrazzi
Dell’Elce è un cognome tipicamente abruzzese, diffuso fra il chietino, il pescarese e il teramano. Per quanto riguarda il suo significato, dovrebbe trattarsi di un cognome di origine topografica: il termine elce, infatti, è una variante del più comune leccio, un tipo di albero simile alla quercia, il cui legno è spesso utilizzato nei lavori di carpenteria. Si tratterebbe, quindi, della cognominizzazione di un soprannome probabilmente derivato dall’abitare il capostipite presso un lecceto (bosco di lecci).
DELLE PIANE
DELLEPIANE
Dellepiane è tipico dell'area che comprende le province di Alessandria, Savona e Genova, Delle Piane, molto meno diffuso, è più tipicamente ligure e genovese in particolare, dovrebbe derivare dall'essere la famiglia originaria di zone pianeggianti, ma è pure possibile che derivino da toponimi contenenti la radice Piane o Piana.
DELL'ERA
DELLERA
DOLERA
Dell'era è specifico del comasco e lecchese e del nordmilanese, Dellera, abbastanza raro sembrerebbe milanese, Dolera è molto molto raro, sembrerebbe tipico della zona che comprende il sudmilanese, il lodigiano ed il cremasco, ma tracce di questo cognome le troviamo a Moneglia fin dal 1400, si ricorda Clemente Dolera nato il 21 maggio 1501 a Moneglia che divenne ministro generale dell’ordine dei francescani e nel 1557 fu fatto cardinale, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da nomi di località contenenti la radice Era.
integrazioni fornite da Aldo Piglia Milano
Trattandosi di cognomi lombardi, la radice Era non dovrebbe avere nessun collegamento a nomi di località, ma dovrebbe derivare dalla voce era del dialetto milanese che significa aia. Si tratta quindi di cognomi che si riferiscono all’attività agricola della famiglia. Lo stesso vale, in parallelo per le forme cognominali lombarde Dallara, Dallera, ecc. Vedere il Dizionario Milanese-Italiano di Cletto Arrighi. (Alpi)
DELLI CARRI Cognome specifico di Foggia.
DELLI ZOTTI Delli Zotti tipico dell'udinese, di Paluzza, Udine e Treppo Carnico, dovrebbe essere una forma patronimica dove il Delli sta per figlio di e Zotti è una forma aferetica di un ipocoristico di una modificazione dialettale del nome Giorgio (vedi ZOTTI).
DELLI ZUANI Delli Zuani, molto molto raro, è tipico dell'udinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo zuane (giovane), forse ad indicare che il capostipite apparteneva ad un ceppo di formazione più recente del resto del paese, secondo un'altra tesi si tratterebbe invece di una forma dialettale contratta del nome Giovanni e starebbe quindi ad indicare che il capostipite fosse un figlio di un Giovanni.
DELLO IACONO Tipicamente campano, del napoletano in particolare, deriva dalla forma aferetica del termine diacono e starebbe ad indicare quelli del diacono, i famigliari del diacono.
DELL'OMODARME
OMODARME
Dell'Omodarme, molto molto raro, è tipicamente toscano di Pisa, Omodarme, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, l'origine di questo cognome è oscura, anche se si può ipotizzare una derivazione dal fatto che il capostipite fosse probabilmente il figlio, probabilmente naturale o cadetto, di un ufficiale vissuto in epoca tardo medioevale o rinascimentale.
DELL'OSBEL Cognome molto raro, tipico dell'agordino nel bellunese, di La Valle Agordina (BL) in particolare.
DELL'OSTE Dell'Oste ha un ceppo a Pasian di Prato ed Ovaro nell'udinese, un ceppo a Roma e Civitavecchia ed uno nel beneventano a Sant`Angelo a Cupolo e Benevento, il cognome dovrebbe essere nato dal fatto che il capostipite fosse uno dell'oste, cioè fosse figlio di un particolare oste o che fosse comunque conosciuto come Oste.
DEL MAGRO Del Magro, molto molto raro, è tipico del lucchese, di Lucca, Viareggio e Capannori, potrebbe stare ad indicare la famiglia di un figlio di un capostipite noto per la sua magrezza, si può anche considerare la possibilità che derivi invece dal fatto che il capostipite provenisse dalla zona del fiume Magro nello spezzino.
DELMATI Tipico del milanese e lodigiano, potrebbe derivare dalla contrazione del cognomen latino Delmaticus di cui abbiamo un esempio nel console Lucius Caecilius Metellus Delmaticus del II° secolo. a.C.: "...Aliqui, pro Dalmatis, apud Caesar. Delmatis reponunt, et ita antiqui lapides et Fasti Capitol. in quibus est Delmaticus, non Dalmaticus...".
DELMIGLIO Dovrebbe essere lodigiano e del milanese, può essere derivato sia dalla contrazione e modifica dei nomi medioevali Migliore e Migliorozzo, che dal vivere il capostipite producendo o vendendo miglio.
DEL MIGLIO Dovrebbe essere dell'area tra Cremona, Lodi, Pavia e Milano
DEL MONACO
DE MONACO
DI MONACO
Del Monaco è tipico dell'area che comprende l'Abruzzo, le province di Roma e Latina, il Molise, il caserano, il napoletano ed il beneventano, con un ceppo anche nel tarentino, De Monaco, molto meno comune, è tipico di Teano nel casertano, Di Monaco è ben presente nel Lazio centromeridionale e nelle province di Campobasso, Napoli e Caserta, ma è nel casertano che ha il suo nucleo principale a San Prisco, Santa Maria Capua Vetere, Macerata Campania e Capua in particolare, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che nella famiglia era presente un frate o che abitavano vicino ad un monastero o che erano alle sue dipendenze.
DEL MONDO Molto molto raro è tipicamente napoletano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Del Mondo è un tipico cognome napoletano, intensamente diffuso nei comuni di Afragola, Casoria, Napoli e Cardito, nonchè nei limitrofi centri campani.  Se analizziamo il cognome etimologicamente, ci accorgiamo che sono molteplici le chiavi di interpretazione per poter intavolare una teoria di possibile genesi; il termine mondo deriva dal latino mundus, aggettivo con il significato di adorno, sontuoso, elegante.  Il termine mundus, nel vocabolario latino, ebbe anche valore sostantivale di ornamento, oppure, come si legge in autori di notevole spessore come Ennio e Plauto, di cielo e universo creato: l'idea di considerare il mondo come un complesso di ornamento per l'ordine e la bellezza che vi regna è dovuto alla scuola Pitagorica, la cui filosofia mediante la Magna Grecia ebbe proseliti anche in Roma al tempo della sua grandezza.  E' per tale motivo che l'aggettivo mundus, prima unito al termine (a volte sottinteso) locus, cioè luogo (luogo elegante), è divenuto sostantivo con il significato anche di "Terra", pianeta in cui viviamo, appunto, "mondo".  E' possibile, seguendo questo filo di pensiero, che il cognome derivi dal sostantivo "mondo", attribuito come nome da ecclesiastici e uomini di Chiesa ad infanti abbandonati al loro miserabile destino di trovatelli avanti a portoni, usci o "ruote" di conventi, monasteri e sedi di Ordini religiosi.  Una seconda ipotesi muoverebbe a considerare Del Mondo come derivato dalla cognominizzazione di un soprannome: mòndo, inteso come "netto, pulito", originato dal participio passato del verbo "mondare", cioè "pulire".  Si ricordi come alcuni termini, come ad esempio "mondezza" o "immondezza", "mondezzaio", "mondigia" e "mondizia", siano derivati dal termine "mondo" inteso con il significato di "pulito, netto".  E' possibile che il capostipite del ceppo Del Mondo sia stato un "mondo" nel senso di "ripulito", cioè riscattatosi dalla povertà.  Ancora un'altra considerazione circa la genesi del cognome in questione indurrebbe a riflettere sulla possibile cognominizzazione in senso patronimico del nome Mondo, ipocoristico aferetico di nomi di persona di origine germanica come Gismondo (già derivato da Sigismondo), Raimondo, Edmondo, etc. Esempi di tali cognomi patronimici possono essere Mondo, Mondi, Monda, Munda, Mundo, Mundi, De Mundo, De Munda, Di Mondo, Di Monda, Dimonda, Dimondo, Demundo, De Mondi, etc, cognomi variamente diffusi sul suolo nazionale italiano e all'estero per effetto del fenomeno migratorio che dall'Ottocento ha spopolato costantemente molti territori della nostra amata Penisola.
DELOGU Tipicamente sardo in particolare del nord dell'isola, dovrebbe derivare dal nome della regione del Logoduro, località della Sardegna settentrionale occidentale.
DE LONGHI De Longhi è un cognome tipico di Treviso e di Ponzano Veneto nel trevisano, con presenze significative anche nel veneziano e nel vicentino.
integrazioni fornite da Antonio de Longhi
è un cognome tipico dell'area veneta e specialmente delle province di Treviso e Vicenza, dove è localizzata la maggiore densità di diffusione. Si tratta di un cognome di probabile origine germanica, nella sua forma originaria Longhi a cui è stato aggiunto per errata traslitterazione il De nel corso del Sei-Settecento. E' documentato il ceppo facente riferimento a nuclei famigliari provenienti dall'Altopiano di Lavarone (TN) e successivamente stanziatisi nell'area dell'Alto Vicentino successivamente alla peste di metà Seicento. La diffusione in aree distanti dal Veneto (Friuli e in misura minore Piemonte e Liguria) è imputabile a migrazioni in epoche recenti di autoctoni veneti.
DE LORENZI
DE LORENZIS
DE LORENZO
DELORENZI
DELORENZIS
DELORENZO
De Lorenzi è diffuso in Liguria, Lombardia, Veneto, Romagna e Salento, Delorenzi, estremamente raro, sembrerebbe tipico dell'area alessandrino, genovese, De Lorenzis è tipicamente salentino, Delorenzis è quasi unico e si tratta quasi sicuramente di un errore di trascrizione del precedente, De Lorenzo è molto diffuso in tutto il sud peninsulare ed a Roma, ha anche un ceppo nel genovese e nel bellunese, Delorenzo, assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico della Basilicata e di Cirigliano (MT) in particolare, derivano tutti da una forma patronimica del nome Lorenzo, dove il De sta per figlio di.
DELOS Delos, molto molto raro, è tipico del Salento, dovrebbe indicare un origine greca e derivare dal toponimo Delos, l’isola sacra nel centro dell’arcipelago delle Cicladi dove sarebbe nato il divino Apollo.
DEL PECORA Casato toscano di Montepulciano (SI), ormai scomparso, potrebbe prendere il nome da una località come il fiume Pecora in Lunigiana. (vedi Pecora)
notizie ulteriori  fornite da Simone
I Conti Del Pecora erano un importante famiglia della Toscana , più precisamente del Comune di Montepulciano (SI) che di arme 7 sbarre gialle e rosse. La dinastia inizia nel 1150, ovvero l'anno in cui si hanno le prime notizie certe. Tale anno segna anche la crescita della famiglia in potere e ricchezza divenendo successivamente anche i Tiranni di Montepulciano. essi ebbero amicizie sia con la Signoria di Perugia, Siena, Firenze, uno di essi divenne anche Podestà di Firenze .
Per Ulteriori informazione vedi anche Storia di Montepulciano (Autore Spinello Benci, Casa Editrice Arco dei Gavi ), Archivio di stato di Siena (Fondo: Archivio Bucelli / Filza: N° 62), Dizionario geografico Fisico Storico della Toscana (Autore Emanuele Repetti )
DEL PINTO Tipico della zona che comprende le province di Roma e dell'Aquila di Scoppito (AQ) e di Roma in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo tardo latino pinctus (dipinto).
DEL PONTE
DELPONTE
Del Ponte ha un ceppo nel basso udinese nella zona interna prospicente alla Laguna di Marano, uno nel novarese tra Oleggio e Borgomanero, Delponte è tipico della zona tra genovese ed alessandrino, derivano da nomi di località o dalla vicinanza ad un ponte da parte dell'abitazione del capostipite.
DEL PRATO Sembrerebbe avere un ceppo bergamasco, uno nel parmense ed uno napoletano, deriva da un toponimo contenente la radice Prato o da un soprannome legato al tipo di località identificabile per la presenza di un prato, tracce di questo cognome le troviamo a Parma nel 1400 con il notaio Gaspare del Prato.
DEL PRETE Presente un pò in tutta l'Italia peninsulare, ha un nicleo importante in Campania e nel basso Lazio, in Puglia e nelle Marche, deriva dall'essere appartenenti alla famiglia di un prete, troviamo tracce di questa cognomizzazione a Manfredonia (FG) nel 1500 con una certa Aurelia Del Prete, di Sant'Anastasia.
DEL REGNO Il cognome Del Regno tipico di Montoro Inferiore nell'avellinese e di Fisciano, Mercato San Severino, Salerno, Nocera Inferiore, Pontecagnano Faiano e Baronissi nel salernitano, dovrebbe essere un cognome attribuito nel 1800 a dei bambini abbandonati, lasciati al poco sostentamento che il Re Ferdinando di Borbone stanziava annualmente per quello scopo.
DEL RIO Parrebbe tipico sardo, ma è presente un forte nucleo anche in provincia di Reggio Emilia.
DEL ROSARIO Del Rosario ha un ceppo a Chieti ed uno molto più piccolo a Taviano nel leccese, dovrebbe derivare da nomi attribuiti grazie al culto della Madonna; nel teatino è molto forte il culto della Madonna del Rosario e del suo miracolo avvenuto nel 1566 durante la battaglia tra i teatini di Tollo ed i saraceni, "Ci furono numerosi attacchi dei turchi, i quali stavano per sopraffare le stremate forze tollesi quando all’improvviso, le campane del paese, miracolosamente, cominciarono a suonare a distesa, mentre, un angelo, in alto sulla torre, apparve indicando con la spada in mano, il luogo ove, in tutta la sua bellezza, si intravedeva la figura della Madonna del Rosario. A quel punto i turchi si diedero alla fuga, nonostante gli sforzi profusi dal loro comandante per indurli a combattere ancora. I cristiani, vedendo l’immagine della Madonna, depongono le armi e si inginocchiano pregando con le mani giunte: anche il comandante turco si arrende definitivamente. (tratto da http://www.comune.tollo.ch.it/eventi_battagliaDeiTurchi.asp )".
DEL ROSSO Sembrano esserci 3 ceppi, nel barese, nel pisano e pistoiese e nel pescarese, deriva probabilmente da caratteristiche fisiche come i capelli rossi.  Troviamo in un atto redatto in Siena nel 1178, come teste Berlinguiero del Rosso, nel 1280 Cione di Lapo del Rosso fa parte del consiglio della Signoria di Poggibonsi (SI), nel 1400 Boccia di Niccolò  del Rosso fu nominato Commissario della Repubblica Fiorentina a S.Giovanni Valdarno.
DEL SIGNORE Del Signore è specifico di Lazio ed Abruzzo, con questo cognome si identificavano i bambini abbandonati che venivano quindi considerati proprietàdel Signore e quindi da Lui protetti.
DEL SORBO Tipico del napoletano
DEL TUFO Del Tufo ha un ceppo nel beneventano tra Airola e Sant`Agata De` Goti ed a Napoli ed ha un ceppo ad Alliste nel leccese, dovrebbe derivare dal toponimo Tufo (AV).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci - Salerno
DEL TUFO – Baroni, poi Marchesi, di Tufo
Del Tufo è diffuso a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale, ma presenta principalmente tre picchi d'intensità nel beneventano,
ad Airola e Sant'Agata dei Goti, nell'area del napoletano, e nei comuni leccesi di Alliste, Matino e zone limitrofe.  Come attesta la documentazione relativa ai vari ceppi Del Tufo, il cognome sembrerebbe con certezza trarre origine dalla toponomastica. E' questo, ad esempio, il caso dei del Tufo baroni, poi marchesi, di Tufo, attualmente comune della provincia di Avellino: in questo borgo si stabilì nel XIII il capostipite, Simone, originario di Aversa e di famiglia normanna, che divenne primo Barone di Tufo e nel 1269 fu armato Cavaliere da Carlo I di Sicilia.  I discendenti di Simone presero il cognome del Tufo dal nome del feudo in loro possesso.  Verso gli inizi del '600, un ramo di questa potente e nobile famiglia di guerrieri si trasferì a Benevento, città che già aveva intessuto rapporti di alleanza con i del Tufo soprattutto nel 1571, quando il barone Giovan Vincenzo del Tufo aveva combattuto al fianco dei beneventani nella battaglia delle Curzolari.  A Benevento, da Simonetto del Tufo (ante 1578 + 6-3-1643) nacque Carlo, Patrizio di Aversa e Patrizio di Benevento, divenuto Marchese il 19-6-1657.  Maestro di campo spagnolo in Lombardia, Consigliere di Stato del Regno di Napoli, Capitano Generale d’artiglieria e Governatore delle armi della Calabria, Consigliere Collaterale nel 1657, Governatore del Principato Ultra nel 1662, Governatore e Capitano Generale del Molise nel 1667, Carlo passò alla storia soprattutto per essere stato protagonista di un tragico episodio: l'aver egli trucidato in Benevento, nell'autunno 1642, l'innocente bellissima sua moglie e cugina Elena del Tufo (figlia di Fulvio Barone di San Cipriano, Patrizio di Aversa, e di Ippolita Carmignano, sposata il 16-2-1631), soltanto perchè ingiustamente sospettata d'infedeltà.  Per dimenticare l'orribile tradedia familiare, Carlo militò valorosamente al servizio di Filippo IV e di Carlo II, conquistando alti gradi della milizia e sfidando la morte in ardite imprese.  Il figlio Antonio, causa indiretta della tragedia, seguì le orme paterne, restando poi vittima del disastroso terremoto del 1688. Sempre nel capoluogo sannita, nella seconda metà del XVIII, dallo stesso nobile casato nacque Domenico, insigne drammaturgo.  I del Tufo si sono distinti nel corso dei secoli in vari rami aristocratici in Campania ed in Puglia, dando luogo ad una ricca genealogia tuttora fiorente.
DE LUCA Diffuso massicciamente in tutt'Italia, deriva dal nome Luca.
DE LUCIA
DI LUCIA
De Lucia è un cognome panitaliano, con massima diffusione nel romano, nel teatino, in Campania, soprattutto nel casertano e nel napoletano, in Puglia ed in Basilicata, Di Lucia ha un ceppo laziale nel romano, frusinate e latinense, uno campano, nel casertano e salernitano ed uno siciliano nel palermitano ed agrigentino, possono avere origini diverse, da quelle da toponimi contenenti la radice Lucia, come ne esistono ovunque in Italia, ed in questo caso il De ed il Di hanno funzione di indicatori di provenienza, a quelle di tipo matronimico dove  il De ed il Di hanno funzione di figlio di.
DELUGAN Tipico trentino, della val di Fiemme, tra Predazzo e Tesero, dovrebbe derivare dal cognomen latino Lucanus, nome imposto usualmente dai latini ai figli nati all'alba, con questo nome ricordiamo: "Marcus Annaeus Lucanus, poeta, natus Cordubae 39 post Christum. natum., filius M. Annaei Melae fratris Lucii Annaei Senecae, educatus Romae. ", tracce di questa cognomizzazione le troviamo nel 1700 a Panchià (TN).
DE LUIGI
DELUIGI
DI LUIGI
DILUIGI
De Luigi ha un ceppo a Rimini ed uno a Ferrara, presenze significative, probabilmente secondarie in Lombardia e Piemonte ed a Roma, Deluigi, molto raro, ha un ceppo nel riminese a Rimini e Verucchio ed uno sardo a Dorgali nel nuorese, Diluigi è unico ed è riminese, Di Luigi ha un ceppo a Riccione (RN), uno nel teramano a Teramo, Montorio al Vomano e Civitella del Tronto ed a Pescara, uno a Roma ed uno a Sant`Antimo nel napoletano, derivano da forme patronimiche del nome Luigi, stanno cioè per la famiglia del figlio di un Luigi.
DE LUIS
DE LUISE
DE LUISI
DELUIS
DELUISE
DELUISI
Deluis è praticamente unico, De Luis è assolutamente rarissimo e sembrerebbe della provincia di Sondrio, Deluise è quasi unico ed è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione di De Luise che ha un ceppo a Napoli, Casamicciola Terme (NA), Gricignano di Aversa (CE), Lacco Ameno (NA), Salerno e Praiano (SA), con un piccolo ceppo anche a Spinoso nel potentino, Deluisi è unico, De Luisi è specifico di Bari derivano da forme patronimiche (figlio di) dell'aferesi di modificazioni del nome medioevale Aloisius.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Luise o Luisi, una delle tanti italianizzazioni, cioè, del personale germanico Ludwig, che, composto dagli elementi hrod (gloria, fama) e wig (guerra), può essere tradotto come glorioso in guerra (vedi anche Aloisi). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
DE LUSSU
ELUSSU
De Lussu, assolutamente rarissimo, è sardo, Delussu sembra specifico del nuorese, di Dorgali e Orosei, dovrebbero derivare da un antico nome di località, ma è pure possibile un collegamento con il termine sardo lussu attraverso un soprannome ad indicare una condizione particolarmente agiata della famiglia.
DEL VACCHIO Molto raro è specifico del napoletano e avellinese.
DEL VECCHIO Tipico della zona centro meridionale d'Italia, deriva da soprannomi, troviamo tracce di una famiglia Del Vecchio a Firenze fin dal 1200.
DEL VENEZIANO Del Veneziano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico di Carrara e di Serravezza nel lucchese, l'origine del cognome dovrebbe essere intuitiva, cioè derivare dal fatto che il capostipite fosse stato figlio di un veneziano, in epoca medioevale tra Carrara e Venezia vi furono periodi alternativamente di fedele collaborazione e di fiera ostilità.
DEL VESCOVO
DEL VISCOVO
DE VESCOVI
DE VESCOVO
De Vescovi, molto raro, è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia settentrionale, De Vescovo  è praticamente unico, Del Vescovo ha un ceppo laziale a   Alatri (FR), a Roma ed a Poggio Moiano (RI) ed un ceppo pugliese a Molfetta (BA), Del Viscovo, abbastanza raro, è tipico di Grottaminarda (AV), dovrebbero derivare da soprannomi legati a rapporti di vario genere, quali dipendenza o vicinanza con un vescovo o anche a caratteristiche fisiche o comportamentali.
DEL VINCIO Molto raro, potrebbe essere originario della Toscana ed in particolare dei suoi confini meridionali
DEL VO Cognome molto raro.
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