| DE IACO
|
Tipico del Salento, dovrebbe derivare dall'apocope del nome Jacopo (Giacobbe). |
DEI
DEO |
Dei è molto diffuso in Toscana, in particolare nel fiorentino e
nel senese, nel viterbese e nel romano, Deo, molto molto raro, è
tipico del salernitano, di San Gregorio Magno ed Eboli, dovrebbero derivare
da forme aferetiche dell'italianizzazione di nomi come Donus
Dei (Donadeus, vedi
DONADEI) o Bonadeus (vedi
BONADEI). |
DEIALA
DEJALA |
Deiala è tipicamente sardo di Cabras nell'oristanese, Dejala, sempre
sardo, è praticamente unico, di origini etimologiche oscure. |
DEIANA
DEJANA |
Due diversi modi di scrivere lo stesso cognome assolutamente sardo, dovrebbe
derivare da un soprannome dialettale legato al vocabolo jana
(maga), si hanno tracce di questo cognome
già nel 1300 nella giurisdizione parrocchiale di San Gavino (CA)
il Canonico Giovanni Deiana di Guspini (CA).
integrazioni fornite da Antonello
Sirigu
i cognomi Deiana e Dejana son due diversi e distinti. Infatti, in sardo
gairese Deiana si pronuncia per esteso De Ana e significa proveniente da
lontano, mentre Dejana si pronuncia De Janas e significa che era di proprietà
delle Janas, ovvero delle fate-streghe della mitologia sarda. Per intenderci
erano dei piccoli esseri magici che detenevano le ricchezze e l'oro, e
che passavano la vita a tessere delle tele d'oro con le loro delicatissime
mani. Tele che la notte stendevano sopra i monti dopo averle lavate e che
illuminavano i boschi e le pianure con il loro lucicchio. Se i mortali
vedevano in faccia una Jana rimanevano pietrificati e persi per l'eternità.
integrazioni fornite da Deiana
Giuseppina Giovanna Quirica
Jana compare come toponimo di un villaggio in una pergamena
laica del 11 settembre 1420 in cui viene concesso a Pietro
Gomic, oriundo del Regno di Aragona, in feudo iuxta
morem Italiae dal re Alfonso V il Magnanimo con atto dato ad
Alghero il 17 agosto 1420. Come cognome compare Giovanni Deiana Signore
delle due Barbagie del Mandrolisai e di Ollollay, titolo conferitogli
dal Re Martino di Sicilia.La figlia, Quirica Deyana fu la prima Marchesa
di Oristano Alla morte di Eleonora d'Arborea infatti scomparvero
i Giudicati e vennero sostituiti dai Marchesati. La Marchesa Quirica Deiana
nel 1422 concesse numerose franchigie agli abitanti del villaggio di Santa
Giusta in cambio della manutenzione di un ponte. Sposò Leonardo
Cubello, il loro figlio Antonio Cubello Marchese di Oristano, Conte del
Goceano e pretendente al trono d' Arborea la loro figlia fu donata in sposa
a un Carroz. Nel giudicato di Gallura e precisamente a Monte Major nella
Curatoria di Fundimonte, l'attuale Porto Rotondo a Olbia , il figlio di
Eleonora D'Arborea Giovanni, fratello di Mariano, aveva dato grande respiro
all'economia del luogo mediante lo sfruttamento delle cave di granito e
ampliando il golfo di Cugnana (nel 1347). Il feudo passò quindi
ai Carroz 1366. che ne provocarono la decadenza. Quelle terre ancora
oggi appartengono ai Deiana, nonostante le numerose cessioni al Pricipe
Haga Kan costruttore di Porto Rotondo e in loro memoria è stata
intitolata una piazza proprio al centro del paese. Nei primi anni del novecento
esisteva ancora una comunità ben organizzata e autonoma costitutiva
dalle famiglie Deiana che per distinguersi tra loro affiancavano
al cognome un soprannome: Deiana Bomboi, Deiana Marrone, Deiana Calzetta
e Deiana Carrozza che guarda caso erano i proprietari dei terreni
sui quali sorgevano le cave e il porto di Giovanni Deiana e dei Carroz.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEIANA; DEJANA; DIANA: hanno in comune significato ed origine: de
janas. Secondo la credenza sarda le Janas
(figure immaginarie) sono le fate
o dee dei boschi, delle caverne, dei nuraghi,
di minuscole dimensioni. Vi sono tombe preistoriche cosiddette domus de
janas (case delle fate) scavate in roccia, in diverse località della
Sardegna. Se ne contano circa 2000, con maggiore frequenza nel Sassarese.
A volte le troviamo isolate, altre riunite in vere e proprie necropoli,
come ad esempio a Santu Pedru ad Alghero. Le domus de janas fanno parte
del neolitico sardo e, secondo molti studiosi di archeologia della Sardegna,
apparterrebbero al periodo prenuragico, nel quale invece la tomba più
comune fu la cosiddetta "Tomba dei Giganti". Probabilmente, in alcune parti
della Sardegna, continuarono ad essere usate in pieno periodo nuragico.
Nella tradizione pagana le Janas erano portatrici di fortuna, ma talvolta
anche di sfortuna. In sardo esiste inoltre la voce ianna o janna o jenna
o enna o genna, ma che significa porta e deriva dal latino ianua. Jana
o Janna( deriva senza dubbio dal latino ianua)è il nome di un centro
abitato scomparso: di origine romana, ubicato in agro di Ussana. Qui passava
la strada militare che collegava Caralis con Olbia. In periodo medioevale
fu villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di Dolia, del Regno
Giudicale di Carali. Fu abbandonato nel corso del XVI° secolo.
Il cognome è presente nei documenti antichi della lingua sarda,
quasi sempre nella uscita De Yana o Deyana. Tra i firmatari della Pace
di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo: De Yana Gunnario, jurato ville
de Lesanis (* Lesanis.distrutto. Contrate Montis Acuti); De Yana Benedicto,
jurato ville Birore (*odierno Birore. Curatorie de Marghine de Gociano);
De Yana Georgio, jurato ville de Balamic (* Balamic.distrutto - Balamune?
Contrate Montis Acuti); De Yana Ioannes - de Aristanni(*** Aristanni: elenco
dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores
dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari
non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°.
CCC°. LXXXVIII° et etc.) ; De Yana Michele, ville Laconi. (** Laconi.et
Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali
Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii
(Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc.);
De Yana Nicolaus - de Aristanni ; De Yana Stephano, jurato ville de Donani
(* Donani.esistente, Contrate Montis Acuti - Ozieri); Deyana Federico,
jurato ville Nuracogoma (* odierna Noracugume. Curatorie de Marghine de
Gociano); Deyana M. jurato ville Nuracogoma; Deyana Mariano, ville Gorare
(* Gorare...Odierna Borore. Marghine de Gociano). Nel Con daghe di Santa
Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo: Diana Barusone
(33), curatore de Parte Valenza: teste in una donazione a Santa Maria,
da parte del Giudice di Arborea Petrus de Lacon: Ego Petrus de Lacon, iudice
de Arborea et visconte de Basso ad honore de Deus et de Sancta Maria et
de totos sos sanctos et cun voluntade bona de donna Diana(nome) mugere
mia, donna de Arborea.etc. nel Condagfhe di San Nicola di Trullas compare
la voce agitu de janas (agitu = ingresso, che noi in Campidano chiamiamo
jàssu = ingresso, generalmente in un podere chiuso, recintato (cunjàu).
Nell'opera "De Rebus Sardois II°" di Giovanni Francesco Fara, troviamo
Deyana Quirica al capitolo Marchiones Aristani (i marchesi di Oristano):
Anno 1420 Leonardus Cubello fuit primus marchio (marchese) Aristani a Petro
Torella prorege 4 Kal. Aprilis (29 marzo) et comes Gotiani creatus, uxorem
duxit (sposò) Quiricam Deyana, ex qua (dalla quale) duos filios
habuit (ebbe due figli) Antonium et Salvatorem.etc. Nella storia ricordiamo:
Deiana o De Iana Mariano, podestà giudicale di Alghero dal 1353
al 1354, nominato dal Giudice Mariano IV° di Arborea, difese la città
con coraggio e tenacia, contro gli assalti delle truppe catalane aragonesi,
comandate dal re Pietro il Cerimonioso. Lo stesso re racconta nella sua
"Cronaca", che nonostante il grandioso spiegamento di truppe, per terra
e per mare, la cittadina resistette agli assalti dal giorno di San Givanni
Battista (24 giugno 1354, sino al 16 novembre dello stesso anno. In realtà
Alghero cedette solo successivamente alla firma del trattato di pace tra
il re il Cerimonioso e il Giudice d'Arborea Mariano IV°. Ricordiamo
inoltre Deyana Giovanni, suocero di Leonardo Cubello, marchese dal 1410
delle Barbagie di Ollolai e Mandrolisay nel Regno di Sardegna, aggregato
alla corona d'Aragona: per la cronaca Giovanni Deyana fu padre della succitata
Quirica Deyana, moglie appunto del Cubello. Attualmente il cognome Deiana
è presente in 453 Comuni italiani, di cui 177/377, in Sardegna:
Olbia 958, Cagliari 347, Quartu 317, Selargius 257, Sassari 202, etc. Dejana
è presente in 26 Comuni, di cui 7 in Sardegna: Cagliari 16, La Maddalena
9, Selargius 3, etc. Diana ( questo cognome nella penisola ha significato
ed estimo completamente diversi da quelli sardi: deriva probabilmente da
Diana dea dei boschi) è un cognome presente in tutta Italia,
in 906 Comuni, di cui 127 in Sardegna: Cagliari 206, Sassari 181, Carbonia
123, Iglesias 94, Gonnosfanadiga 70, etc. Nel continente San Cipriano di
Caserta ne conta 750, Roma 500, Bari 297, Milano 141, Torino 125 etc. |
DE IANNI
DEIANNI
D'IANNI
DIANNI
DI IANNI |
De Ianni è specifico di Benevento, Deianni è quasi unico
così come D'Ianni, Dianni, assolutamente rarissimo, ha un piccolo
ceppo nel romano ed uno pugliese, Di Ianni ha un grosso ceppo romano, uno
abruzzese, soprattutto nell'aquilano, uno molisano, in particolare nell'iserniese
ed uno nel foggiano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il
De-, il D'-
ed il Di- stanno per il
figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Johannes, contratto ed italianizzato
in Ianni, tracce di questae cognominizzazioni
le troviamo anche a Palermo verso la fine del 1200 in un atto di matrimonio
dove la sposa è la figlia Francesca di un tale Giacomo de Ianni
ed a Teramo, in epoca aragonese, dove in un atto viene citato un Berardo
de Ianni. |
DEIAS
DEVIAS |
Deias ha un nucleo nel cagliaritano ed uno nella provincia di Oristano,
Devias, molto molto raro, è di Nuoro e del nuorese, dovrebbero derivare
da una forma dialettale originata dai vocaboli de
bia con la terminazione -s
ad indicare il plurale Debias, che si è poi contratto in Deias,
stava ad indicare quelli della via, quelli
della strada, probabilmente riferito alla posizione della loro
abitazione, o forse al fatto di essere stati i capostipiti dei trovatelli.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEIAS; DEVIAS: sa via,
sa 'ia,
sa bia = strada,
via, cammino. De (sa) bia
potrebbe avere il significato di "dalla strada"
ad indicare la provenienza; sinonimo di "trovato",
"agattau". In latino è via.
Attualmente la variante "bia" (betacismo)
è comune a tutta la Sardegna. È un termine presente in tantissime
espressioni delle varie parlate isolane, come del resto è presente,
solitamente con l'uscita "via", nei documenti antichi. Lo troviamo inoltre
in tantissimi toponimi: l'esempio più classico è "sa bia
de sa palla" = la Via Lattea. Il termine "via" per vite (strumento)
è moderno. Ma come cognome non figura nelle carte antiche, perlomeno
in quelle da noi consultate; è quindi pensabile che si tratti di
un cognome recente. Il cognome Deias è presente in 107 Comuni italiani,
di cui 49 in Sardegna: Samugheo 91, Carbonia 44, Iglesias 38, Ninnai 25,
Cagliari 19, Gonnosfanadiga 18. Devias è presente in soli 4 Comuni
sardi: Nuoro 15, Orgosolo 8, Siniscola 3, Cagliari 2. |
DE IASI
DE IASIO
DI IASI
DI IASIO |
De Iasi è tipico dell'avellinese e di Montoro superiore, De Iasio,
molto molto raro, è del beneventano, Di Iasi è dell'avellinese,
di Avellino e Montoro Superiore, con un piccolo ceppo ad Aversa nel casertano,
Di Iasio ha un piccolo ceppo a Roma, ed uno nel foggiano a Manfredonia,
Monte Sant'Angelo e Foggia, si dovrebbe trattare di forme patronimiche,
dove il De- ed il Di-
stanno per il figlio di, riferito a
capostipiti, i cui padri si chiamassero Iasio
(vedi IASELLA). |
| DEIDDA
|
Deidda è diffusissimo nella Sardegna centromeridionale, con un ceppo
anche nel sassarese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEIDDA: è la versione moderna di De - Idda/s. Nella maggior
parte dei casi nei cognomi moderni, si assiste alla perdita della preposizione
"de" che indica la discendenza o provenienza; in Deidda rimane, come del
resto in Delogu, Desogus, Deledda, Deiana, Demuru, Demontis, Dearca, etc.
Nelle carte antiche troviamo sempre la preposizione separata dal nome(
per il significato e l'etimologia, vedi IDDA/S). Attualmente il cognome
Deidda è presente in ben 348 Comuni Italiani, di cui 144/377 della
Sardegna(sud): Cagliari 490, Villacidro 222, Assemini 123, Quartu S. E.
106, Sanluri 101, Oristano 90, Capoterra 80, etc. |
DE IESO
DE IESU
DE JESO
DE JESU |
De Ieso è tipico del beneventano, di Pago Veiano in particolare,
ma anche di San Giorgio La Molara, Benevento e Pietrelcina, De Iesu, molto
raro, è specifico dell'avellinese, di Fontanarosa, Ariano Irpino
e Venticano, De Jeso, assolutamente rarissimo, sembrerebbe più del
basso Lazio, De Jesu è quasi unico, tutti questi cognomi dovrebbero
essere forme patronimiche in De, dove il De-
sta per figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si chiamasse Ieso o Iesu
(vedi IESO). |
DEIME
DEYME |
Deime è unico, Deyme, assolutamente rarissimo, è decisamente
piemontese dell'alto torinese, dovrebbero essere di origini provenzali
e derivare dal termine occitano dèyme
(decima), forse riferito ad un capostipite
che facesse di mestiere l'esattore per una comunità
religiosa, fosse cioè addetto alla riscossione della
decima (tassa
dovuta all'istituzione religiosa proprietaria del luogo). |
DEIOANNON
DE JOANNON
DEJOANNON |
Tutti estremamente rari potrebbero avere un'origine dalla Magna Grecia
e potrebbero allora derivare dal toponimo Ioannon dell'isola di Milos. |
DE IORIO
DEIORIO
DE IORIS |
De Iorio ha un piccolo ceppo a Pescara ed uno a Roma, ma il ceppo più
importante è nel casertano a Teano, Caianello e Marzano Appio ed
a Napoli, Deiorio è praticamente unico e dovrebbe trattarsi di un
errore di trascrizione del precedente, mentre De Ioris è tipico
di Gioia dei Marsi ed Avezzano nell'aquilano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Iorio,
che, nell'onomastica antica, consiste in una variante del più comune
Giorgio (vedi
Di Iorio e Iorio). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
DEIOSSO
DEJOSSO |
Deiosso è tipico di Pattada nel sassarese e di Sassari, Dejosso
è praticamente unico, sempre del sassarese, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine sardo de iosso
(di giù, di sotto), indicando
probabilmente che i capostipiti abitassero o provenissero da una zona bassa
del luogo, o dalla pianura. |
DE IUDICIBUS
DE JUDICIBUS |
Entrambi tipici pugliesi del foggiano e barese, la forma De Judicibus è
assolutamente rarissima, potrebbero avere anche dei ceppi originari al
nord, dovrebbero derivare dall'appartenenza ad un casato di maggiorenti
giudici o amministratori. Tracce di questa cognominizzazione si hanno nel
1400 con Fachino fu Tomaso de Iudicibus de Monasterolo notaio nel bergamasco
e nel 1500 a Mombasiglio (CN) dove in un atto si legge: "...constituti
coram spectabili iureconsulto ut doctor domino Petro
Baptista de Auria De Iudicibus vicario marchionali
Finarii actore et actario nomine decreto...". |
DE IURE
DE JURE
DEIURE
DEJURE |
De Iure ha un ceppo nel teatino, in particolare ad Ortona ed uno nel barese,
a Casamassima e Sammichele di Bari, Deiure, estremamente raro, sembrerebbe
specifico di Sammichele di Bari, De Jure e Dejure sono quasi unici.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Iure
(con una variante in Jure), l'italianizzazione
cioè del personale slavo Jure,
che, nell'onomastica italiana, corrisponde esattamente al nome Giorgio
- o Iorio, secondo la pronuncia arcaica
(vedi Giorge, Iorio, Di Giorgi e Di Iorio).
In questo contesto, per la precisione, va osservato che l'epicentro delle
famiglie De Iure si riscontra in provincia di Chieti, esattamente nella
stessa zona in cui è diffuso il cognome Iurisci - tant'è
che De Iure potrebbe nascere da una traduzione di questo cognome (per una
spiegazione più approfondita, vedi Iurisci).
Per quanto proponibile, invece, suona poco probabile una derivazione dall'espressione
latina de iure (per
legge), considerando che questa formula è utilizzata
per lo più in ambito governativo e legislativo - e dunque difficilmente
adattabile al contesto dei cognomi. |
DEI ZOTTI
DEL ZOTTI
DEL ZOTTO
DE ZOTTI
DE ZOTTO |
Dei Zotti, molto raro, è del vicentino, Del Zotti, tipicamente pugliese,
ha un ceppo a Modugno (BA) e Bari ed uno a Brindisi, Del Zotto è
estremamente comune in Friuli, nella zona di Cordenons (PN) in particolare,
di Udine, Codroipo e Tavagnacco, De Zotti è del veneziano di Venezia,
Iesolo, Musile di Piave e zone limitrofe, De Zotto è unico, dovuto
probabilmente ad errori di trascrizione, tutti questi cognomi hanno due
possibili origini, dall'aferesi di modificazioni di nomi come Giorgio e
Lorenzo, (Zorzotto, Lorenzotto) o anche
in alcuni casi direttamente dal nome longobardo Zotto
(vedi ZOTTI). Tracce illustri di queste cognominizzazioni
le troviamo in Gianfrancesco Del Zotto detto da Tolmezzo (1450 1515),
il più grande pittore friulano del Quattrocento. |
DELAI
DELLADDIO
DELLADIO
DELLAI |
Delladio è tipico di Tesero (TN), Delladdio è quasi unico
ed è sicuramente dovuto ad errori di trascrizione, Dellai è
tipico della zona che comprende trentino e vicentino, Civezzano e Pergine
Valsugana (TN) e Schio (VI) soprattutto, Delai è specifico del bresciano
gardesano, Puegnago Sul Garda e Gavardo, dovrebbero tutti derivare dal
nome gratulatorio medioevale Delaidus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia Medioevale in un atto redatto nel 1183 a Nave
(BS): "...Lafrancus de Mora quod debet ei permutare
predictam peciam terre si erunt convicti cum racione a predicto Obizo et
anc permutacionem debet fieri sub estimacione Delaidi
Medici et Iohannis de Gazo; et Iacobus filius
condam Ugoni Secasoli estitit fideisor et debitor pro eiis ...".
integrazione dovuta a Jossieli
Delai
Il cognome Delai e le sue varianti derivano dai nomi di persona Delaido,
Deolaido, Delaita, tutti con il significato benaugurante di 'Dio l'aiuti'.
Il cognome è diffuso soprattutto in Valsugana e nella Valle dell'Adige.
Secondo il Lorenzi, hanno la stessa origine anche le forme Dalladio, Deladio,
Delladdio. Il Cesarini Sforza ritiene invece che abbiano come radice 'del
Adìo', dove Adìo sta per il nome di persona Adiodato, o Adeodato, 'dato a Dio'. |
DE LANA
DELLANA |
De Lana, quasi unico, è dell'area veronese, bresciana, Dellana,
estremamente raro, è del basso trentino, potrebbero derivare dal
fatto che i capostipiti provenissero dalla zona dolomitica del Col di Lana. |
DE LANDRO
DI LANDRO |
De Landro è caratteristico di Napoli, Di Landro è tipico
del salernitano, di Maiori, Minori ed Atrani, dovrebbero derivare dal nome
del fiume Landro, che nasce dal monte Maruggio col nome di torrente San
Michele, assume il nome di Melandro a Satriano di Lucania ed a Vietri di
Potenza riceve il torrente Fiumarella di Vietri prendendo il nome di fiume
Landro, forse ad indicare che i capostipiti fossero originari di quella
zona, ma è pure possibile che si tratti invece di forme patronimiche
in De ed in Di,
riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero Landro,
forma arcaica del nome Leandro, il
nome Landro lo troviamo ad esempio portato dal bolognese Fra Landro Alberti
che nel 1581 pubblica a Venezia il libro Descrittione
di tutta l'Italia et Isole pertinenti ad essa. Tracce
antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in una registrazione di
una deposizione del 1527 a Napoli, dove in qualità di teste si produce
un certo Gio Loisio de Landro di Napoli. |
| DE LAPA
|
De Lapa, quasi unico, sembrerebbe calabrese, dovrebbe essere di origini
portoghesi e starebbe ad indicare la provenienza del capostipite da uno
dei tanti paesi chiamati Lapa esistenti in Portogallo. |
DE LAURENTI
DE LAURENTIIS
DE LAURENTIS |
De Laurenti, estremamente raro, è piemontese, De Laurentiis ha un
ceppo abruzzese a Roccascalegna, Altino e Guardiagrele nel
teatino, a Teramo ed a Pescara, un ceppo a Roma ed uno ad Acerra e Napoli,
De Laurentis ha un ceppo ad Acerra e Napoli nel napoletano ed a Baiano
nell'avellinese ed uno a Polignano a Mare, Corato e Trani nel barese, dovrebbe
trattarsi di forme patronimiche dove il de
sta per uno dei figli di, riferito
ad un Laurentius (vedi
LAURENTI ), i tre cognomi sono equivalenti e perfettamente accumunabili,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Cento nel ferrarese in
un atto del 1329, dove si legge: "...Johannes quondam
Laurentii de Laurentiis,
Michael quondam Petri de Arardis, et Bitinus quondam Petroni Consules Communis
Centi, .." ed a Conversano (BA) in un atto del 1741 si legge: "Acta
assensus permutationis inter reverendum canonicum don Vitum Pappalepore
et reverendum canonicum don Carolum De Laurentis". |
DE LAZZARI
DELAZZARI |
De Lazzari è tipicamente veneto dell'area veneziano, trevisana,
con un ceppo anche nel Lazio, probabile conseguenza dell'emigrazione forzata
di manodopera veneta in occasione della bonifica delle paludi pontine,
Delazzari, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente,
si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il De
sta per della famiglia dei figli di un Lazzaro,
(vedi LAZZARA). |
| DEL BALZO
|
Abbastanza raro è tipico napoletano, dovrebbe essere di origine
francese e derivare dal toponimo Les-Baux-de-Provence (la Balcium latina)
di cui i De Baux, poi diventati Del Balzo, furono Signori fino al 1426,
le prime tracce di questo casato si trovano in Provenza fin dal IX°
secolo, il loro arrivo a Napoli dovrebbe risalire al XIII° secolo al
seguito di Carlo d'Angiò. Esempio di questa cognominizzazione si ha con il Conte di Acerra Pirro
del Balzo, a Minervino Murge (BA) su di un'iscrizione incisa in marmo sulla
porta di una torre si leggono le seguenti parole: "Construixit
in Specula Dux de Baucia Pyrrhus". |
DEL BEN
DEL BENE |
Del Ben è tipico della provincia di Pordenone, Del Bene è
presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, si individuano ceppi in
Liguria, nel fiorentino, nel pesarese, nel casertano e nel barese, dovrebbero
derivare da nomi gratulatori composti con la radice bene, in alcuni casi
potrebbero derivare dalla troncatura del nome Benedetto, di questa cognominizzazione
si trovano tracce a Brescia nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
sotto l'anno 1143, dove si legge: "...Gerardus de
Burnado et Zuca filius Carnevalis del Bene
et
Arnulfus filius Oldeberti Sutoris et alii testes....". |
| DEL BIANCO
|
Ha un nucleo importante in Friuli, uno nel pesarese e nel maceratese ed
uno in provincia di Lucca, deriva dal vocabolo bianco usato come nome o
come soprannome derivante da una caratteristica fisica, i capelli, il colore
della carnagione o da una caratteristica ambientale tipo case bianche.
Si hanno tracce di questa cognominizzazione illustre con il modenese Francesco
Del Bianco (1460 - 1510) pittore che fu il primo maestro del Correggio:
"Morì M.ro Franc.o
de Biancho Frare depintore perfetto e homo
dabene".
integrazioni fornite da Aldo Piglia
Milano
il pittore modenese conosciuto anche come Francesco Bianchi Ferrari
o Francesco de' Bianchi o Francesco Del Bianco Ferraro o Francesco Fraro
o Francesco Del Fraro. Questi era quasi certamente figlio del pittore modenese
Bianco Ferraro, che nel 1481 eseguì lo stemma del duca Ercole I°
d'Este sulla torre del Comune di Modena. Il suo luogo di nascita (Modena)
non è accertato, ma solo presunto. |
DEL BONO
DEL BUONO |
Del Bono è presente a macchia di leopardo in tutt'Italia, con massima
concentrazione nel bresciano, nel parmense, nel romano e latinense e nel
napoletano, Del Buono ha ceppi nell'Italia settentrionale, nel senese,
nel Lazio, nel casertano e nel foggiano, deriva dal nome medioevale Bonus
o Buonus, di cui abbiamo esempio nel
1200 a Pisa, nell'elenco dei pisani che giurarono l'alleanza con Siena
e Pistoia si trova un Buonus Buonsignoris,
traccia di questa cognominizzazione si trova nel 1400 a Pisa: "...Doni
et Buonus Niccolai Buoni de
Businis ...". |
| DEL BORRELLO
|
Sembra essere originario degli
Abruzzi ed esattamente della zona di CasalBordino e Vasto, potrebbe derivare dal nome del paese di Del Borrello di Vasto o
dal toponimo Borello nel teatino. |
| DEL BUE
|
Del Bue ha un ceppo a Reggio Emilia e Correggio nel reggiano ed a Modena
a ed uno molto piccolo a Casaletto Spartano nel salernitano, dovrebbe stare
ad indicare che il capostipite fosse una persona benestante, in epoca medioevale,
così come ai tempi degli antichi romani, il possedere animali era
un chiaro indicatore di agiatezza, ma non si può escludere che possa
in qualche caso derivare da un toponimo come la contrada Del Bue di Mantova
o la veronese Cà del Bue. |
| DEL CAMPO
|
Del Campo ha un ceppo romano, uno nel foggiano ad Apricena e San Nicandro
Garganico ed uno nel catanese a Randazzo e Catania, potrebbero derivare
dai vari toponimi contenenti la radice Campo-,
come ne esistono svariati in tutta la nazione, indicando la provenienza
dei capostipiti da una di quelle località. |
| DEL CANTO
|
Del Canto ha un piccolissimo ceppo a Genova ed uno a Frignano ed Aversa
nel casertano, difficile individuarne l'origine. |
| DEL CARRETTO
|
Del Carretto Assolutamente rarissimo, è un nobile casato originario
del Monferrato, trasferitosi in Liguria, già nel 1115 i Del Carretto
sono marchesi di Clavesana (CN), Enrico I° Del Carretto, detto il Guercio
diventa nel 1142 marchese di Finale e di Noli e nel 1176 marchese di Savona,
nel 1500 i Del Carretto si imparentarono con i Doria, Zenobia Del Carretto
sposa Giovanni Andrea Doria. |
| DEL CET
|
Tipico della zona di Feltre e Seren del Grappa (BL). |
| DEL CONTE
|
Del Conte ha vari ceppi, nel fiorentino, a Roma, nel pescarese e teatino,
in provincia di Campobasso, nel foggiano e nel barese, potrebbe derivare
da toponimi contenenti la radice Del Conte,
come ad esempio Ronco del Conte nel fiorentino o simili, ma potrebbe anche
derivare dal fatto di essere la famiglia alle dipendenze o residente nelle
proprietà di un Conte. |
DEL CORE
DELCORE |
Del Core ha un ceppo campano nel napoletano, a Napoli, Marano di Napoli
e Mignano di Napoli, ed uno pugliese a Bari in particolare, con un piccolo
ceppo anche a Taranto, Delcore è quasi unico, dovrebbe trattarsi
di cognomi attribuiti a dei trovatelli in epoca borbonica da dei funzionari
regii. |
| DEL CORNO
|
Sembrerebbe del milanese ed originato
dal toponimo Corno Giovine o Cornovecchio nel lodigiano. |
| DEL CORPO
|
Del Corpo, assolutamente rarissimo, è della zona dell'Abruzzo e
Molise, con un piccolissimo ceppo a Pozzilli nell'iserniese, ed a
Larino nel campobassano, dovrebbe trattarsi di un cognome attribuito ad
un trovatello, probabilmente raccolto da religiosi del Corpus
Cristi o comunque facendo riferimento al concetto di Corpus
Cristi. |
| DEL CORSO
|
Del Corso ha un ceppo nella zona che comprende lo spezzino, il lucchese,
il pisano soprattutto ed il livornese, con ceppi anche nel torinese, nel
romano e nell'iserniese, il cognome dovrebbe derivare dal fatto che i capostipiti
fossero residenti nel corso principale cittadino. |
| DEL DEBBIO
|
Del Debbio è tipico di Lucca e delle aree limitrofe, dovrebbe derivare o da nomi di località
come Debbio di Ceparana (SP), Debbio di Rosignano Marittimo (LI), il Debbio
di Piombino (LI) o altre località ottenute disboscando con l'uso
dell'incendio boschivo o debbio, atto a recuperare dei terreni per uso
abitativo o di coltura, o anche da un soprannome originato dal vocabolo
debbio (falò
di stoppie, legni e sterpi che i contadini attizzavano per concimare il
terreno), vocabolo ormai caduto in disuso, il cognome si riferirebbe
quindi o alle caratteristiche del luogo di provenienza del capostipite
o ad un suo comportamento abituale. |
| DEL DEO
|
Del Deo è tipico di Forio nell'isola d'Ischia e di Napoli, si dovrebbe
trattare di un cognome attribuito anticamente a fanciulli abbandonati.
Tracce di questa cognominizzazione si trovano ad Ischia almeno dal 1700.
integrazioni fornite dal Prof. Fabio Paolucci
Cognome tipicamente campano, Del Deo è diffuso prevalentemente
nei comuni di Forio, Napoli, Lacco Ameno ed Ischia. Dal punto di vista
etimologico, tale forma cognominale andebbe ricollegata a personali quali
Deodato, Donadeo, Bonadeo, Amodeo,
divenuti Deo e cognominizzati in senso
patronimico con l'aggiunta della particella "Del",
oppure sarebbe da ricondurre ad un cognome inventato ed attribuito ad infanti
proietti con significato di "disceso, venuto,
donato da Dio" o, in alternativa, "di
Dio, appartenente al Signore". Da tenere in considerazione
è anche una possibile connessione con i vari nuclei familiari De
Deo, diffusi prevalentemente nei centri di Pescara, Sulmona e Chieti. Un
ceppo molto importante, pugliese di origine abruzzese, è costituito
da una facoltosa famiglia De Deo di Gioia del Colle che, stanziatasi a
Minervino Murge, diede i natali nel 1772 ad Emanuele De Deo, torturato
ed impiccato a soli 22 anni nel 1794 e considerato il primo martire della
Rivoluzione Napoletana soffocata nel sangue nel 1799. |
| DEL DOTTO
|
Del Dotto ha un ceppo toscano nel lucchese, a Lucca, Viareggio, Capannori
e Camaiore, uno marchigiano a Montegiorgio nell'ascolano ed a Tolentino
nel maceratese, ed uno laziale, a Sant'Angelo Romano e Roma, dovrebbe trattarsi
di una forma patronimica, dove il Del-
stia per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fosse chiamato con il nome germanico Dotto
o con il nome latino Doctus (vedi
DOT). |
| DEL DUCA
|
Del Duca è molto diffuso nel Lazio, nel romano, latinense e frusinate,
in Campania, in particolare nel napoletano e salernitano, e nel foggiano,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Del
sta per figlio del, riferito ad un
padre del capostipite soprannominato dux
(guida, comandante), soprannome che
può essere stato attribuito sia in segno di rispetto, per particolari
incarichi affidati ai capostipiti, sia come presa in giro per sottolineare
particolari atteggiamenti degli stessi. |
| DELEA
|
Delea, quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata del cognome
Dellea (vedi
DELLEA). |
| DELEDDA
|
Tipico del nord della Sardegna, potrebbe derivare dall'antico toponimo
Ledda nel sassarese, ora scomparso, personaggio di assoluto rilievo è
stata la scrittrice nuorese Grazia Deledda (1871-1936).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DELEDDA: de Ledda - per significato ed etimologia vedi Ledda. Nelle
carte antiche lo troviamo nella forma De Ledda tra i firmatari della Pace
di Eleonora, LPDE del 1388: De Leda Francisco, ville Culleri. (**
CULLERI.(attuale Cuglieri) CASTRI MONTIS DE VERRO.in posse Salari Arsocho,
notarii publici et etc. die X januario 1388. nisi bestiaris pastores.congregatis
in villa de Guilciochor .in posse Salari Arsoci, habitatoris Bose .notarii
publici et etc. die X januari 1388; De Ledda Camputani, ville de Sardara(**
SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator
velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis
Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate
Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); De Ledda Dominigo - de
Bosa ( ** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose.nisi pastores.congregatis
intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388); De Ledda Guantino
- de Castri Januensis ( ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese -
Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima
januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii). Nella storia contemporanea
ricordiamo Deledda Sebastiano, storico (Lula 1890 - Cagliari 1963), membro
del Consiglio Direttivo della Deputazione di Storia Patria per la
Sardegna. Fondatore e direttore della Rivista « La Regione ».
Deledda Grazia, scrittrice ( Nuoro 1871 - Roma 1936), premio Nobel per
la Letteratura nel 1926: infaticabile, produsse tantissimi romanzi e novelle,
tra i quali citiamo : « Elias Portolu », « Cenere »,
« Canne al Vento », « Marianna Sirca », «
L'incendio nell'uliveto », « La madre » e tante novelle.
Il cognome Deledda è attualmente presente in 114 Comuni Italiani,
di cui 54 in Sardegna : Olbia 77, Nuoro 74, Posada 61, Pattada 45, etc. |
DE LELLI
DE LELLIS
DE LELLO
DI LELLIS
DI LELLO |
De Lelli, assolutamente rarissimo, parrebbe romano, De Lellis, decisamente
più diffuso, è specifico dell'area che comprende il romano,
il latinense, il frusinate, il casertano, il napoletano ed il Molise, con
un piccolo ceppo anche nel pescarese ed a Bari, De Lello è quasi
unico, Di Lellis, quasi unico, è del romano, Di Lello ha ceppi a
Roma e nel romano, nel latinense, nel casertano e nel napoletano, ed in
Abruzzo, in particolare nel teatino, nel campobassano e nel foggiano, tutti
questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche dove il De- od il Di-
stanno per il figlio di, riferiti a capostipiti, i cui padri si fossero
chiamati Lello, probabilmente una forma
ipocoristica aferetica del nome Gabriele,
o Raffaele. |
DE LEO
DE LEONE
DE LIO
DI LEO
DILEO
DI LEONE
DI LIO
DI LIONE |
De Leo è diffuso in tutto il sud peninsulare e nella provincia di
Roma, De Leone è assolutamente rarissimo ed ha come area probabile
d'origine il casertano, Di Leo è diffuso in tutto il sud peninsulare
e nella provincia di Roma ed è molto presente anche in Sicilia,
Dileo è specifico del barese, di Altamura e Barletta in particolare,
Di Leone abbastanza raro, ha un ceppo campano soprattutto a Mondragone
e Cellole (CE) e Calabritto (AV), ed uno nel cosentino a Saracena e Morano
Calabro, De Lio, molto raro, è tipico del cosentino, Buonvicino,
San Fili e San Vincenzo la Costa, Di Lio è specifico di Bivona (AG),
Di Lione, molto raro, è tipico di Colliano (SA), dovrebbero tutti
derivare dall'essere i discendenti di uno di nome Leo
Leonis (vedi Leo) o per aferesi di Pantaleo
(Pantalone) o Pantaleone. |
DE LEONARDI
DE LEONARDIS
DE LEONARDO
DE LEONARDI
DE LEONARDIS
DE LEONARDO
DI LEONARDI
DI LEONARDIS
DI LEONARDO |
De Leonardi sembrerebbe tipicamente romano, Deleonardi, quasi unico, dovrebbe
essere dovuto ad errori di trascrizione di Deleonardis, che è decisamente
pugliese, del barese e del brindisino, De Leonardis, il più diffuso,
ha un grosso ceppo a Roma, uno in Abruzzo nel pescarese a Spoltore, Pescara
e Montesilvano e nel teatino a Bucchianico e Chieti, un ceppo nel potentino
a Lavello, Ruoti ed Avigliano, un nucleo importante è in Puglia,
nel brindisino a San Vito dei Normanni, Fasano ed Ostuni, a Taranto, Massafra,
Mottola e Crispiano nel tarentino, a Bari, Gravina di Puglia, Corato, Alberobello,
Casamassima, Castellana Grotte, Putignano e Trani nel barese, ed a Troia,
e Foggia nel foggiano, Di Leonardis, che sembrerebbe unico, e Di Leonardi,
che lo è quasi, dovrebbero essere dovuti ad un'errata trascrizione
del precedente, Deleonardo, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto
ad un'errata trascrizione di De Leonardo, che ha un ceppo a Taranto ed
uno piccolissimo a Vibo Valentia, Di Leonardo ha un ceppo abruzzese a Pianella
e Pescara nel pescarese, ad Avezzano ed Ortona dei Marsi nell'aquilano,
a Teramo, Sant'Omero e Torano nuovo nel teramano ed a Chieti ed Ortona
nel teatino, ed uno siciliano a Bagheria, Palermo, Bisacquino, Santa Flavia,
Cerda e Campofelice di Roccella nel palermitano, a Santa Ninfa ed Alcamo
nel trapanese ed a Calascibetta nell'ennese, Dileonardo, quasi unico, sembrerebbe
del napoletano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il De-
ed il Di- stanno per il
figlio di, riferiti a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Leonardo. |
DELERBA
DELL'ERBA
DELLERBA |
Delerba, quasi unico, sembrerebbe piemontese dell'alessandrino, Dell'Erba
ha un piccolo ceppo ligure nell'imperiese e nel genovese, un piccolo ceppo
nel napoletano, uno più consistente in Sicilia nel catanese, ad
Adrano in particolare, a Catania ed a Biancavilla, ma il nucleo principale
è pugliese, di Taranto e Martina Franca nel tarantino, di Bari,
Polignano a Mare, Rutigliano, Trani, Gioia del Colle e Castellana Grotte
nel barese, e di Vieste e Cerignola nel foggiano, Dellerba ha un ceppo
nell'imperiese ad Aurigo ed Imperia, qualche presenza nel cuneese ed un
piccolo ceppo a Rutigliano nel barese e nel foggiano a Foggia, Cerignola
e Stornara, dovrebbero derivare da soprannomi originati da un'origine contadina
dei capostipiti, forse dei proprietari di grossi pascoli. |
DE LEUCE
DI LEUCE |
De Leuce, quasi unico, sembrerebbe campano, Di Leuce, praticamente unico,
sembrerebbe del foggiano, dovrebbero stare ad indicare la provenienza del
capostipite dal leccese, dal paese chiamato in dialetto Leuce
(Leuca), o da altri contenenti la radice
Leuca nel loro nome, come Santa Maria
di Leuca, Morciano di Leuca o altri simili. |
DEL FABBRO
DEL FABRO
DELFABBRO
DELFABRO |
Del Fabro e Del Fabbro sono tipici dell'udinese, Delfabro e Delfabbro,
assolutamente rarissimi e tipici della stessa zona, sono probabilmente
dovuti ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare dal mestiere di fabbro
esercitato dal capostipite, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
nel bellunese in un registro del 1507 dove viene citato come Giurato tale
Nicolò del Fabro. |
| DEL FANTE
|
Ha un ceppo nel comasco e sembrerebbe
uno nel fiorentino, deriva dal nome medioevale Fante (vedi). |
DEL FERRARO
DEL FRARO |
Del Ferraro è tipicamente laziale, di Cori, Rocca Massima e Latina
nel latinense e di Roma e Velletri nel romano, Del Fraro, assolutamente
rarissimo, probabilmente del nord Italia, dovrebbero derivare dal mestiere
di magister ferrarius
o ferraro (fabbro),
tracce di una cognominizzazione simile le troviamo a Modena nel 1500 con
il pittore Francesco Fraro. (vedi Del Bianco) |
DEL FIANDRA
DI FIANDRA |
Del Fiandra ha un ceppo a Massa ed a Carrara, Di Fiandra ha un minuscolo
ceppo a Livorno e qualche presenza nel napoletano, dovrebbero derivare
da indicatori etnici stanti ad identificare i capostipiti come dei fiamminghi,
cioè provenienti dalla regione delle Fiandre. |
DELFINE
DELFINI
DELFINO |
Delfine è tipicamente pugliese del barese, specifico di Putignano,
con piccole presenze significative anche a Noci, Bari e Castellana Grotte,
Delfini potrebbe avere un ceppo lombardo ed uno romano, Delfino, presente
in tutt'Italia ha un forte ceppo ligure piemontese ed uno calabrese siciliano,
nella zona dello stretto di Messina, in alcuni casi potrebbero derivare
dal nome medioevale Delphinus, di cui
abbiamo un esempio in questa registrazione giudiziaria veneziana del 1392:
"...Quod sit gratia provido viro Marco Paulo quod
ipse absolvatur a pena incursa pro eo quod non fecit circari unam suam
conductam cum ignoraverit ordinem circa hoc. Ego Marcus Michael consiliarius.
Ego Paulus Delphinus
consiliarius de mandato ipsorum cancellavi....", ma, soprattutto
i ceppi meridionali potrebbero derivare sia dal nome della città
greca di Delphoi, sia dall'attributo del locale oracolo di Apollo, forse
il più famoso dell'antichità classica. |
| DEL FIOL
|
Del Fiol, estremamente raro, è specifico di Fontanafredda nel pordenonese,
dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al capostipite in quanto
figlio di un fiol (ragazzo
in veneto), probabilmente il padre veniva riconosciuto appunto con quel
soprannome, forse per il suo aspetto particolarmente giovanile o magari per la sua giovane età. |
| DEL FRANCIA
|
Del Francia ha un ceppo a Massa e Pisa ed uno ad Acquapendente nel viterbese,
a Roma ed a Castelliri nel frusinate, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica
dove il prefisso Del- stia per
il figlio del detto, riferito ad un capostipite il cui padre
venisse chiamato il Francia, probabilmente
perchè proveniente da quella nazione. |
DEL FRATE
DELFRATE
DEL FRATI
DELFRATI |
Del Frate ha vari ceppi, ne ha uno nel milanese, uno in Friuli soprattutto
nell'udinese, a Gonars, San Giorgio di Nogaro ed Udine, uno tra parmense,
massese e lucchese, in particolare a Lucca e Capannori nel lucchese ed
a Carrara, uno a Spoleto nel perugino ed uno a Roma ed a Priverno nel latinense,
Del Frati e Delfrati, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti ad un
errore di trascrizione del precedente, Delfrate, molto raro, è specifico
del pavese, di Cassolnovo e Vigevano, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche
dove il Del- sta per il
figlio del, riferito ad un Fratello,
inteso soprattutto nel senso cristiano di amico fraterno. |
| DEL FREO
|
Del Freo, molto molto raro, è tipico di Massa e Montignoso nel massese,
con presenze significative anche a Carrara, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica, dove il Del sta
per figlio di e Freo
è una forma contratta e tronca del nome medioevale Fredoricus,
a sua volta derivato dal germanico Frederich. |
| DEL GIGANTE
|
Del Gigante è caratteristico di Esperia nel frusinate, dovrebbe
derivare da un soprannome il gigante,
attribuito probabilmente al padre particolarmente grosso e alto del capostipite. |
| DEL GIOVANNINO
|
Del Giovannino, quasi unico, presente oggi solo in Lombardia, dovrebbe
essere una forma patronimica riferita ad un capostipite il cui padre si
fosse chiamato Giovannino. (vedi
GIOANNINA) |
| DEL GRANDE
|
Presente a macchia di leopardo in tutto il centro, nel genovese, pesarese e
napoletano. (vedi Grandi) |
| DEL GROSSI
|
Delgrossi, assolutamente rarissimo, è del milanesese, così
come Del Grossi, che è specifico di Milano, si dovrebbe trattare
di una forma patronimica riferita ad un capostipite figlio di un Grossi,
cioè di qualcuno che facesse di cognome Grossi
(vedi GROSSI). |
DEL GUERCIO
DELGROSSI |
Del Guercio ha un ceppo a Calabrittoe Caposele nell'avellinese ed a Salerno
e Napoli, con un ceppo, forse secondario, anche a Roma, si dovrebbe trattare
di una forma patronimica, dove il Del
sta per il figlio del, riferito ad
un capostipite il cui padre fosse conosciuto come il
Guercio. (vedi anche LO VERCIO) |
D'ELIA
DELIA |
D'Elia è specifico del sud, dove è molto diffuso, Delia,
pur avendo un ceppo nel varesotto e nel carrarese, sembrerebbe tipico anch'esso
del sud, del barese, materano e tarentino e della Sicilia, messinese e
palermitano soprattutto, l'origine più probabile di entrambi è
dal nome Elias con l'aggiunta della
d' patronimica. |
| DE LIA
|
Tre possibili nuclei, uno a Bari,
il più antico, uno a Cosenza, ed uno a Napoli, potrebbe indicare
la discendenza da una gens Cornelia o Servilia, o derivare da un toponimo
come Delianuova (RC).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
De Lia è cognome pugliese, variante matronimica del cognome
base Lìa, cognominizzazione
del personale Lìa, abbastanza
usato in Toscana, figlia di Làban e prima moglie di Giacobbe, il
cui nome in ebraico alcuni studiosi fanno risalire al verbo ebraico 'leah'
= affaticarsi. Il nome ebraico Lē'āh
fu tradotto in greco come Léia
che nella Vulgata fu reso con Lìa,
così come appare in latino. In Sicilia è una forma abbreviata
di Rosalìa, patrona di Palermo,
ma nelle altre regioni italiane può essere anche una forma ipocoristica
di Amàlia,
Aurèlia ecc. Infine qualche
altro studioso ha pensato a un nome aferetico di Elìa.
Minervini 270. |
DE LIBERA
DELIBERA
DELLA LIBERA |
De Libera è quasi unico, Delibera è proprio unico, Della
Libera è decisamente veneto, del trevisano, di Vittorio Veneto in
particolare, con significative presenze anche a Cordignano, Conegliano,
Maserada sul Piave e Colle Umberto, si dovrebbe trattare di famiglie dei
figli di una non meglio identificata Libera (vedi
LIBERA). |
| DE LIBERALI
|
De Liberali, abbastanza raro, è tipicamente veneto, con un ceppo
a Vedelago nel trevisano, uno a Santa Maria di Sala e Pianiga nel veneziano ed uno molto piccolo nel padovano,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il De
sta per figlio di, riferito a padri del capostipite di nome Liberale
(vedi LIBERALE). |
DE LIBERTI
DELIBERTI
DE LIBERTO
DELIBERTO |
De Liberti, assolutamente rarissimo, è del napoletano, Deliberti
è unico, Deliberto è praticamente unico, De Liberto lo è
quasi, dovrebbero derivare da un nome della devozione tardo latina medioevale
Dei Libertus ( il
liberto di Dio cioè colui che
Dio ha reso vero uomo libero nella fede in Cristo,
perchè solo nella fede, secondo la concezione medioevale l'uomo
poteva trovare la propria libertà dalla schiavitù del peccato). |
DELICATA
DELICATI
DELICATO |
Delicata è tipico del frusinate, di Atina e Gallinaro, Delicati
ha un ceppo umbro, a Perugia e Foligno nel perugino, ed uno laziale, a
Roma, ad Alatri nel frusinate, ad Oriolo Romano nel viterbese ed a Cisterna
di Latina nel latinense, Delicato ha un ceppo laziale, a Roma e nel frusinate
a Cassino ed a Piedimonte San Germano, ed uno nel napoletano, a Pozzuoli
ed a Napoli, dovrebbero derivare dal cognomen latino Delicatus,
Delicata, di cui abbiamo un esempio
d'uso in epoca medioevale in un documento scritto nel 1132 a Casandrino
nel napoletano: "Ego Willelmus clericus et notarius
permanens in Aversana civitate Aymerico de Casandrino, et a suo domino
Aimoni de Argentia, hanc chartulam donationis et offertionis manu propria
scripsi. Ego prephatus Aimo baro de Argentia, amnia que in hac chartula
leguntur laudo et confirmo. Signum crucis manus predicti Aymerici filii
quondam Hugonis de Casandrino. + Ego prenotatus Hugo frater eius insimul
cum filio suo Hugone + interfui et consensimus atque subscripsimus. + Ego
Herbertus iudex Averse, interfui et subscripsi.Isti tales interfuerunt
testes et propriis manibus subscripserunt. + Riccardus Delicatus.
+ Matheus filius quondam Richardi d'Avenabulo....". |
D'ELIGIO
DELIGIO |
D'Eligio è praticamente unico, Deligio è tipicamente pugliese,
di Bitritto e Casamassima nel barese e di Cerignola nel foggiano, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche dove il D-
sta per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fosse chiamato Eligio,
una forma arcaica del nome Luigi. |
| DELIGIOS
|
Deligios è tipicamente sardo di Sassari , Alghero e Porto Torrews
nel sassarese e di Calangianus in Gallura, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo ligios
(gigli) (vedi
LIGIA e LIGIOS), forse ad indicare che i capostipiti provenissero
da località con quel nome. |
DE LIGUORI
DE LIGUORO |
Entrambi rarissimi sembrerebbero del napoletano, derivano dal nome medioevale
Ligorius (vedi
Ligorio)
integrazioni e stemma forniti da Fabio Paolucci
(Salerno)
Il cognome dell'illustre famiglia de Liguoro deriva dall'originario de Ligorio,
chiara cognominizzazione in senso patronimico del nome medievale Ligorius.
Tale famiglia vanta origini molto antiche, risultando aggregata al Seggio di
Portanova di Napoli fin dalla sua creazione: nel XII sec. Marco de Ligorio,
probabilmente proveniente da Lettere, fu nominato Console di Napoli assieme a
Giovanni Pignatelli, come risulta in un documento del 9-5-1190.
Nel corso dei secoli, altri valenti personaggi di questa Famiglia diedero lustro
alla Casata: Crescenzio e Florimondo de Ligorio furono armati cavalieri da Carlo I
Re di Sicilia nel 1273; Giovanni de Liguoro fu Sollecitatore delle Regie Entrate nel
1412 e, in seguito, Tesoriere del Re Ladislao I di Sicilia; nel cedolario del 1430
erano menzionati un cavaliere Francesco de Liguoro Signore di Canne e un Pietro de
Liguoro Signore di Ruscigna.
La variazione del cognome da de Ligorio a de Liguoro è avvenuta nel corso del
Quattrocento per effetto dell'inflessione dialettale napoletana che ne ha viziato
la pronuncia.
La genealogia dei de Liguoro è ben accertata fin dal 1100, e inizia con un Bernardo
de Liguoro, padre di quel Marco succitato che fu nominato Console di Napoli.
Sant'Alfonso Maria de Liguoro appartenne alla diciottesima generazione della
Casata: figlio del Patrizio Napoletano Giuseppe Felice (San Paolo Belsito 11-2-1670
+ 11-11-1745), Capitano della Galera Padrona della Regia Squadra del Regno di
Napoli, e di Donna Anna Caterina Cavalieri (Napoli 24-11-1670 + ivi 28-11-1755),
figlia di Federico Cavalieri, Presidente della Regia Camera della Sommaria e
Consigliere del Sacro Real Consiglio di Santa Chiara, e di Elena dei Marchesi
d'Avenia, sorella di Emilio Giacomo Cavalieri Vescovo di Troia.
Primo di otto fratelli (Antonio, Barbara, Maddalena, Gaetano, Anna Maria, Teresa,
Ercole) Sant'Alfonso nacque a Marianella il 26-9-1696.
Dopo aver frequentato dal 1708, appena dodicenne, l'Università di Napoli (dove
sostenne un esame con il celebre filosofo Giambattista Vico), fu Dottore in utroque
iure dal 1713, e quindi brillante Avvocato a Napoli.
Ben presto, in seguito ad una sconfitta professinale, decise di seguire la sua
vocazione cristiana: fu sacerdote dal 1727 e fondò la Congregazione del Santo
Redentore il 9-11-1732.
Dal 9-3-1762 fu Vescovo di Sant'Agata dei Goti (BN); nel nuovo compito pastorale
sviluppò un'attività che ha quasi dell'incredibile, nella duplice direzione del
ministero diretto - avviando una riforma spirituale del clero nei tre fondamentali
momenti della vocazione, del ministero e della preghiera - e dell'apostolato della
penna.
Immensa fu la Sua opera spirituale, rivolta ai cuori di tutti e soprattutto dei più
umili e diseredati, cui Sant'Alfonso non esitava a rivolgersi affettuosamente in
dialetto.
Come missionario percorse i paesi vesuviani, gli Appennini e le Puglie annunciando
con semplicità i princìpi della vita cristiana.
Nel 1775, fiaccato da molte sofferenze fisiche e spirituali, sant'Alfonso lasciò la
diocesi e si ritirò a Pagani, nel Salernitano, in una casa del suo istituto
religioso, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 1° agosto 1787.
Beatificato nel settembre 1816, Alfonso de Liguoro fu proclamato Santo il 26-5-1839,
dichiarato Dottore della Chiesa Universale il 23-3-1871, e Patrono dei confessori e
dei teologi moralisti il 26-4-1950.
Oltre a numerose opere sacre che gli diedero fama come Padre della Chiesa ("Le
massime eterne", le "Storie delle eresie" e le "Riflessioni utili ai vescovi per
ben governare le loro diocesi"), si occupò di musica scrivendo la celebre pastorale
"Tu scendi dalle stelle" nel 1755, il "Recitativo" e "Duetto tra l'Anima e Gesù
Christo" (eseguito a Napoli nel 1760) e un'opera teorica sulla musica applicata al
culto "La Messa e l'officio".
Essendo la Casata de Liguoro tra le più nobili del Mezzogiorno, la sua genealogia è
ben attestata fin dalle origini: ciò lascia facilmente intuire l'estraneità delle
numerosissime famiglie Liguori e Liguoro presenti al Sud che non sono documentate
nella genealogia.
Il nome Ligorius deriva dal personale Lidorius, diffusosi in Occidente per effetto
del Cristianesimo grazie al culto di San Ligorio o Lidorio, vescovo di Tours, morto
nel 371.
Lidorius, la cui variante nell'accezione comune divenne Ligorius, significava
letteralmente "colui che colpisce", derivando dal verbo latino "laedo, is, laesi,
laesum, ere".
Ritengo che non ci sia alcuna connessione tra il nome di persona Ligorio e il
ramarro, che in latino era denominato "lacerta viridis" o semplicemente
"lacerta". |
| DE LILLO
|
L'origine dovrebbe essere dell'area
compresa tra le provincie di Foggia ed Avellino, può derivare da
un vezzeggiativo di uno dei tanti nomi tardo latini o medioevali terminanti
con lius, come Acilius, Atilius ecc., come potrebbe pure derivare da una
corruzione dialettale del nome latino Laelius. |
D'ELISI
D'ELISO
DE LISI
DE LISO
DI LISI
DI LISO |
D'Elisi è praticamente unico, De Lisi è tipico di Palermo
e del palermitano, con ceppi anche nel foggiano, nel casertano e nel romano,
D'Eliso, assolutamente rarissimo, è del barese, De Liso ha un ceppo
a Napoli e Marano di Napoli ed uno nel barese, a bari, Mola di Bari e Trani,
Di Lisi ha un ceppo a Termini Imerese nel palermitano ed uno tra salernitano
ed avellinese, Di Liso è specifico di Modugno e Bari nel barese,
si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il De
ed il Di stanno
per figlio di e si riferiscono ad un Lisi o ad un Liso,
originato dall'aferesi di contrazioni del nome Aloisi
(Luigi o Eligi), (vedi LISI). |
| DE LITTERIS
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo foggiano ed uno napoletano,
potrebbe derivare dal mestiere di scrivano.
integrazioni fornite da Giovanni
De Litteris
l'origine dovrebbe essere da San Severo (FG).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
De Litteris è un cognome foggiano patronimico dalla forma base
Lettère. È la cognominizzazione
del personale Lettèria, che,
specie nella Sicilia nord-orientale, si è diffuso per la devozione
locale per la Madonna della Lèttera,
patrona di Messina. Potrebbe anche derivare dai toponimi Lettère
(NA), Littèri (in Sicilia in
agro di Ragusa) o Pòsta Lettièri
(in Puglia in agro di Canosa, BA) oppure dal termine dialettale pugliese:
letterae = giaciglio
di paglia per animali domestici e per uomini. E' attestato in
docc. mediev. pugl. nel 1301 : "magister Letterius"; in Puglia a Castelluccio
dei Sauri (FG) nel 1220: "Lettèrio de Riccardo ; nel 1786: "Girolamo
Littèrio". Minervini 270. |
| DE LIZZA
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De Lizza, ormai quasi scomparso, dovrebbe aver avuto un ceppo a Sorrento
nel napoletano ed uno a Ferrandina nel materano, probabile area d'origine
del cognome, che dovrebbe derivare dal nome di una località
salentina presso Alezio nel leccese, dove esiste la contrada della Lizza
ed anche una parrocchia con la chiesa di Santa Maria della Lizza. |
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