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DELLA BELLA
DELLABELLA
Della Bella sembra avere un ceppi nel nordmilanese e varesotto, nel trevigiano, nell'alta Toscana, nell'anconetano, nel napoletano ed in provincia di Roma, Dellabella rarissimo sembrerebbe anconetano, derivano dal nome medioevale Bella, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Firenze con il Priore Giano Della Bella nella seconda metà del 1200.
DELLA BONA Della Bona ha vari ceppi, uno lombardo a Tirano nel sondriese, a Gambara e Fiesse nel bresciano ed a Casalromano nel mantovano, uno a Vodo Cadore nel bellunese, uno toscano a Massa e Montignoso nel massese ed a Viareggio nel lucchese, ed uno nel leccese a San Pietro in Lama, Veglie, Lequile e Lecce,dovrebbe essere di origini matronimiche e riferirsi a capostipiti la cui madre si fosse chiamata con il nome longobardo Bona, ricordiamo con questo nome la granduchessa di Lituania e Regina di Polonia Bona Sforza, figlia del Duca di Milano Gian Galeazzo Sforza.
DELLA BRUNA Della Bruna ha un ceppo nel pordenonese a Fontanafredda ed uno nel napoletano e nell'avellinese, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica indicante la famiglia del figlio di una Bruna, ma è pure possibile una derivazione dal toponimo di Santa Maria la Bruna (NA) o La Bruna nel materano.
DELLA CASA
DELLACASA
Della Casa ha un ceppo a Modena e Bologna, uno a Genova, ed uno a Roma ed a Montefiascone nel viterbese, Dellacasa è tipicamente genovese, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti provenissero da una casa di accoglienza per trovatelli, nei secoli XVIII° e XIX° i trovatelli venivano chiamati, ad esempio a Genova, della casa grande o de domus magna.
DELLA CHIAIA
DELLA CIAIA
DELLE CHIAIE
Sia Della Chiaia che Della Ciaia, probabilmente originari di Chiusi nel senese, sono praticamente quasi scomparsi in Italia, Delle Chiaie è tipico di Roma e Frascati nel romano e di Ferentino nel frusinate, dovrebbero tutti derivare da nomi di località come Chiaia nell'iserniese o Foiano Della Chiaia nell'aretino, località che potrebbero rifarsi al termine medioevale chiaia o chiana (terreno paludoso). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Chiusi nel senese nel 1598 quando è Capitano del Popolo Emilio di Giovanni di Battista Della Ciaia.
DELLA CHIAVE Della Chiave, molto molto raro, sembrerebbe tipico di Marsala nel trapanese, potrebbe derivare dal fatto di essere stato insignito il capostipite dell'Ordine della Chiave d'Oro, uno dei riconoscimenti nobiliari dei Borboni.
DELLA CONTRADA Della Contrada, estremamente raro, sembrerebbe di origini beneventane, di Frasso Telesino in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome stante ad indicare un'origine paesana del capostipite.
DELLA CORTE Sembrerebbe specifico della fascia che comprende il casertano, il napoletano e l'alto salernitano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Il cognome Della Corte è diffuso in tutto il territorio nazionale a macchia di leopardo, con consistenti picchi d'intensità in Campania, a Napoli, a Villa di Briano nel Casertano, e a Cava de'Tirreni nel Salernitano, nonchè in Puglia, a Francavilla Fontana nel Brindisino. Vanno individuati svariati ceppi Della Corte di origine diversa, che trovano la loro origine nel toponimo medievale "curtis". Tale toponimo nasce dal sistema di riorganizzazione fondiaria creato intorno all'VIII sec. nei territori dei Franchi ed esportato poi in molti dei paesi conquistati da Carlo Magno, compresi, ovviamente, quelli italiani. La corte (o "villa") era un'azienda agraria divisa in due parti, delle quali una, la cosiddetta parte dominica (cioè del dominus, del signore), che il proprietario faceva coltivare direttamente ai suoi servi e i cui frutti utilizzava direttamente per il suo fabbisogno, e un'altra, detta parte massaricia, divisa in mansi, cioè poderi, data in affitto a famiglie di contadini liberi o di servi casati in cambio di censi in denaro o in natura. Tale sistema di riorganizzazione del lavoro nei latifondi durò dalla sua creazione, avvenuta come precedentemente accennato intorno all'VIII sec., fino all'XI sec. inoltrato. In relazione a tale sistema, molti toponimi si sono in seguito creati sulla base del termine curtis o corte, e molte persone nel medioevo vennero documentate come provenienti da corti, sia contadini dipendenti di condizione servile che ricchi proprietari delle corti stesse: avvenne così la cognominizzazione del toponimo nella forma cognominale "de Curte" (oppure Curtense o Cortense, Cortese e Cortexano), italianizzato poi nell'attuale diffuso cognome Della Corte (o, negli altri casi, Cortese o Cortesano e Cortegiano). Dal punto di vista araldico, una Famiglia Della Corte fu nobile e potente in passato: trattasi dei de Curte Isei, il cui Capostipite fu Romualdus, attestato nel 1123, che tennero supremazie feudali nei dintorni del lago d'Iseo sino al secolo XIII e furono spesso registrati come de Ridanis nei secoli XIV-XV. Un ramo di questa ricca e potente Famiglia, conosciuta già verso la metà del 1100 a Brescia, Bologna e Verona, si trasferì in un secondo momento nel Salernitano, nel territorio di Cava de'Tirreni, dove erano già presenti altri "Della Corte" di umili e borghesi origini, provenienti da altre "corti" italiane. E' probabile, per questo ceppo aristocratico elevato al rango comitale, una discendenza longobarda, essendo il nome del Capostipite, Romualdus, di chiara derivazione germanica. Ancora una precisazione, circa l'origine del cognome in questione, andrebbe affrontata per ottenere un quadro completo sulla corretta genesi: molto spesso, in epoca medievale e moderna, soprattutto nelle aree meridionali del notro Paese, chi viveva o prestava servizio presso corti di principi, re o imperatori, veniva spesso registrato a livello documentario con l'appellativo, poi cognominizzato, di "Cortese", "Cortense", "Corteggiano", "Cortesano" o, per l'appunto, "Della Corte".
DELLA FERA
DELLAFERA
Della Fera è tipico di Calabritto nell'avellinese, Dellafera è un cognome ormai quasi scomparso in Italia, dovrebbe trattarsi di un errore di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare da forme matronimiche riferite a capostipiti notevoli per la loro fierezza se ipotizziamo che il fera sia da intendersi per il suo significato di fiera o altera, ma è pure possibile che si riferiscano al termine fera inteso come bestia feroce e che i cognomi nascano da soprannomi originati da fatti particolari di caccia, che coinvolgano lupi o orsi.
DELLA FERRERA
DELLAFERRERA
Entrambi tipici del Piemonte occidentale, del cuneese in particolare, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzate dalla presenza di attività di estrazione o di lavorazione del ferro.
integrazioni fornite da Andrea Ferreri - Milano
Dellaferrera è un cognome piemontese diffuso nelle province di Cuneo (Bossolasco, Dogliani ed Alba) e Torino (Isolabella, Torino). Alba, Dogliani e Bossolasco. Compare nei registri parrocchiali di Serravalle Langhe (Cuneo) sin dal 18° secolo. Un nucleo a Formazza (Verbania).  Della Ferrera è una variante di DellaFerrera, è diffuso nelle province di Torino, Cuneo e Savona. Un nucleo isolato a Chiuro (Sondrio).
DELLA GASPERA Della Gaspera è specifico di Fontanafredda nel pordenonese, dovrebbe trattarsi di un matronimico stante ad indicare dei capostipiti le cui madri si fossero chiamati Gaspera, voce femminile del biblico Gasparre, anche se non si può escludere un'origine toponomastica, potendo anche derivare da nomi di località come il Gorgo Gaspera o la Corte della Gaspera presenti nel rovigoto.
DELLA GIACOMA Della Giacoma, assolutamente rarissimo, è tipico del bellunese, zona di Canale d'Agordo e Falcade, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica riferita ad un capostipite figlio di una certa Giacoma.
DELLA GIOVAMPAOLA Della Giovampaola è tipicamente toscano, del senese, di Montepulciano in particolare e di Chianciano Terme, con presenze anche a Livorno e Grosseto ed a Roma, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica riferita ad un capostipite la cui madre si fosse chiamata Giovampaola.
DELLA GIOVANNA Dovrebbe essere di origine cremonese, deriva dall'essere prima figli e poi discendenti di una Giovanna, il Della Giovanna caratterizzerebbe una linea di discendenza femminile.
DELLA GIUSTA Tipico del basso udinese, di Tarcento in particolare, dovrebbe derivare dal nome Giusta ed indicare una discendenza per linea materna, ricordiamo Santa Giusta della seconda metà del III° secolo, il nome deriva dall'aggettivo latino iustus (giusto, onesto).
DELLA GIUSTINA Cognome specifico di Vittorio Veneto (TV), dovrebbe derivare dal toponimo Santa Giustina (BL).
DELL'AGNELLO Dell'Agnello è tipicamente toscano, del pisano soprattutto, di Pontedera, Peccioli, Cascina e Pelaia, ma con ceppi anche a Livorno, a Chiusi nel senese ed a Firenze, dovrebbe derivare da nomi di località come Contrada dell'Agnello o Colle dell'Agnello.
DELLA GODENZA Della Godenza, molto raro, sembrerebbe romagnolo, dell'area tra ravennate e forlivese, di Forlì e Castel Bolognese nel ravennate, dovrebbe trattarsi di un matronimico e derivare dal nome medioevale Godenza, una forma arcaica del nome Gaudenzia, una seconda ipotesi collegherebbe questo cognome con l'ordine bolognese dei Frati Cavalieri di Maria Vergine Gloriosa detti Frati Godenti o Gaudenti, un ordine religioso istituito da Urbano IV° (rif INFERNO XXIII. fra gli ipocriti 103-XXIV. 45.): "..Frati Godenti fummo, e Bolognesi...".
DELLA GRAZIA Cognome raro forse triestino, potrebbe derivare dal nome femminile Grazia identificando una linea di discendenza femminile, ma potrebbe anche essere un cognome attribuito a dei trovatelli.
DELLA GRECA Della Greca è tipicamente campano, di Sessa Cilento ed Agropoli nel salernitano, si dovrebbe trattare di una forma matronimica riferita ad un capostipite, la cui madre si fosse chiamata con il nome medioevale Greca o fosse conosciuta come la greca.
DELL'AIA Raro, è presente qua e là, non sembra possibile individuare una zona d'origine, che potrebbe anche essere torinese, starebbe ad indicare che la famiglia fosse contadina, indicando l'aia come il luogo di lavoro della stessa.
DELL'AIRA Dell'Aira è tipicamente siciliano, ha un ceppo a Caltanissetta ed uno a Palermo, dovrebbe trattarsi di una forma arcaica simile al cognome Dell'Aia, in quanto dovrebbe derivare dal termine francese aire (area, aia), e starebbe quindi ad indicare la provenienza della famiglia da una località campestre.
DELLA MADDALENA Della Maddalena è specifico della Valtellina di Montagna in Valtellina soprattutto e di Sondrio, potrebbe derivare dal nome del monte Maddalena nel bresciano, ma molto più probabilmente indica che il capostipite proveniva dalla frazione di Santa Maria Maddalena in Valdisotto (SO).
DELLA MAGGIORA Raro, è tipico della provincia di Lucca, dovrebbe derivare da un soprannome legato al luogo in cui abitava il capostipite.
DELLA MARCHINA Della Marchina, molto molto raro, è specifico di Rimini e del riminese, si dovrebbe trattare di una forma matronimica identificando la famiglia del figlio di una certa Marchina, ma non si può escludere che derivi invece da un soprannome originato dal termine dialettale marchina (contrappeso della stadera, o bilancia a mano), forse riferito ad un particolare episodio della vita di un venditore ambulante.
DELLA MEA Della Mea è tipicamente friulano, di Tarvisio, Chiusaforte, Udine e Gemona del Friuli, con qualche presenza anche a Trieste, dovrebbe trattarsi di una forma matronimica riferita a capostipiti le cui madri si chiamassero Mea, una forma aferetica del nome Bartolomea.
DELLA MONACA
DELLA MONICA
DELLAMONICA
DELLE MONACHE
Della Monaca, abbastanza raro, ha un ceppo a Monte Argentario (GR), uno a Palombara Sabina (RM) ed uno nel Salento, Della Monica è tipico dell'area del napoletano e salernitano, soprattutto della zona di Cava De' Tirreni (SA), Vietri e Salerno, Dellamonica, praticamente unico è dovuto ad errori di trascrizione, Delle Monache ha un ceppo a Sanremo in provincia d'Imperia, uno a Viterbo e Vetralla nel viterbese ed a Roma ed uno a Penne, Montesilvano, Loreto Aprutino, Farindola, Montebello di Bertona e Pescara nel pescarese, dovrebbero tutti derivare da soprannomi connessi con legami a vicini monasteri o alla presenza di una religiosa in famiglia (vedi Monaci). Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Sorrento nel 1600 con una certa Maria Della Monica che va in sposa ad un nobile sorrentino e a Taranto: "...In anno 1665 se vista il Regio Assenso alla vendita libera fatta per Gio: Simone della Monica...et per li deputati delli creditori del quondam Gio: Cristofaro de Franchi, della Città di Castellaneta...".
DELLA MORTE
DELLAMORTE
Dellamorte è assolutamente rarissimo, Della Morte ha un ceppo in Valtellina ed uno nel napoletano e casertano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Della Morte è un cognome discretamente diffuso in Italia: è presente in più regioni, con epicentri in Lombardia nei comuni di Capodolcino, Chiavenna e Tirano in provincia di Sondrio, nel Lazio a Roma, in Campania nei comuni del Casertano (San Felice a Cancello, Castel Campagnano, Santa Maria a Vico e Arienzo) e a Napoli, e in Basilicata nel comune di Maratea. Più ipotesi possono essere formulate circa l'origine del cognome preso in analisi: potrebbe trattarsi della cognominizzazione di un nome apotropaico, ovvero assegnato al nascituro allo scopo di allontanare influssi maligni, pericoli e mali. Potrebbe quindi trattarsi di un cognome apotroaico assegnato a fanciulle o fanciulli proietti, cioè abbandonati al loro destino subito dopo la nascita. Una seconda ipotesi, da non sottovalutare per il ceppo lombardo, è la derivazione del cognome dalla famosa Compagnia della Morte attorno al Carroccio che operò durante la battaglia di Legnano del 1176, ai cui adepti fu probabilmente assegnato Della Morte come soprannome dalla popolazione. Una terza ed ultima ipotesi indicherebbe l'origine del cognome Della Morte nell'attività di avere la cura dei defunti, ovvero dare sepoltura alle persone trovate morte in strada e in campagna, che in passato erano veramente molte: molte Compagnie della Morte furono fondate in Italia, a partire da quella romana, creata nel 1538 ed elevata ad Arciconfraternita con molti privilegi ed indulgenze da Pio IV nel 1560. I confratelli, oltre a cercare i morti e a condurli in Chiesa, erano obbligati a fare quaranta ore di orazione ogni mese. Inoltre, il loro vestito era composto da un sacco nero con cordone di lana di uguale colore, uno scapolare nero con ai lati scudi nei quali si vedeva un teschio, una croce e due orologi a polvere (la Compagnia esiste ancora oggi, ma con funzioni totalmente diverse rispetto al passato).
DELLA NEGRA Della Negra è tipico dell'udinese, di Udine, Mortegliano e Latisana, si potrebbe trattare di un matronimico, dove il Della sta per il figlio della, riferito ad una madre del capostipite che potrebbe essere stata di carnagione nera o scura, ricordiamo che in epoca medioevale, durante il periodo della Serenissima Repubblica di Venezia, non era rara la presenza di persone di colore tra i cittadini veneti, soprattutto nell'area dalmata.
DELLA NEVE Della Neve, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Napoli, potrebbe trattarsi di una forma matronimica, dove il Della- sta per il figlio della, riferito ad un capostipite la cui madre si fosse chiamata Neve, forma italianizzata del nome femminile latino Nevia., anche se non si può escludere che possa proprio essersi chiamata direttamente Neve, forse come nome attribuito alla propria figlia in quanto nata in un giorno in cui stava nevicando o in un inverno particolarmente rigido, o che l'origine del cognome sia stata toponomastica, cioè da località intitolate alla Madonna della Neve, come ne troviamo ad esempio nel frusinate.
DELLA NOCE
DELLE NOCI
DEL NOCE
Della Noce ha un ceppo tra cremonese e bresciano, uno nel romano ed uno nel napoletano, Delle Noci è tipicamente pugliese, con ceppi a Bari ed Andria nel barese, a Foggia e Monte Sant'Angelo nel foggiano, ed a Vernole nel leccese, Del Noce ha un ceppo nel sudmilanese, uno nel genovese, uno nel napoletano ed uno nel palermitano, dovrebbero derivare dai molti nomi di località contenenti il termine Noce o Noci, come, a solo titolo di esempio, Noce (BS) o (PA), Noceverde nel beneventano, Nocegrossa nel mantovano, Agata Delle Noci nel foggiano e, come questi, molti altri toponimi.
DELLA PACE
DE PACE
Della Pace, molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel pisano, nel beneventano e nel leccese, De Pace, decisamente più comune, è tipico del Salento, di Taranto e Mottola nel tarantino, di Nardò e Porto Cesareo nel leccese, di Brindisi ed Oria nel brindisino e di San Ferdinando di Puglia nel foggiano, potrebbe derivare dal nome di località come Borgo Pace di Lecce, Madonna della Pace nel pescarese, La Pace nell'aretino o Pace nel reatino, come potrebbe trattarsi di porme patronimiche riferite a capostipiti il cui genitore si fosse chiamato Pace, nome abbastanza diffuso dal medioevo in poi.
DELLA PASQUA
DEL PASQUA
Della Pasqua è tipicamente romagnolo, di Savignano sul Rubicone nel forlivese, e di Sant'Arcangelo di Romagna e di Rimini nel riminese, Del Pasqua è toscano, di Rapolano Terme nel senese, di Arezzo e di Grosseto, dovrebbe trattarsi di forme matronimiche o patronimiche riferite a capostipiti, uno dei cui genitori si fosse chiamato con il nome medioevale Pasqua.
DELLA PELLE Della Pelle è un cognome tipicamente abruzzese di Ortona e Guardiagrele nel teatino e di Penne nel pescarese, con un ceppo anche a Roma, il cognome dovrebbe derivare da un soprannome forse originato dal mestiere di conciatore o di confezionatore di abiti in pelle svolta dal capostipite, ipotesi resa plausibile dal fatto che l'Abruzzo è da moltissimo tempo terra ricca e famosa per l'artigianato della pelle.
DELLA PEPA ipico della zona di Montecorice nel salernitano.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Tipico dell'area cilentana, Della Pepa è originario del comune di Montecorice, centro nel quale tuttora si registra il maggior numero di occorrenze (34,44), seguito da altri vicini comuni salernitani che sono, in ordine di diffusione del cognome, Agropoli (16,50), Laureana Cilento (13,45), Perdifumo (10,24), Eboli (6,28), Capaccio (3,31), Battipaglia (3,15), Salerno (2,86) e Castellabate (2,71). Sporadica la presenza dei Della Pepa, sempre in territorio campano, anche a Napoli (3,07) e a Marigliano (3,27), nonché nell'area del Centro-Nord della Penisola, per effetto del fenomeno migratorio dal Mezzogiorno. Dal punto di vista etimologico, si possono seguire due differenti interpretazioni riguardo l'origine del cognome preso in analisi: una prima linea di pensiero indurrebbe a considerare il cognome come derivato, in senso matronimico, dal nomen di origine latina Pepa, ae, già frequentemente attestato in epoca romana.  Altra ipotesi, forse più plausibile, spingerebbe a ritenere tale forma cognominale come cognominizzazione del termine dialettale locale pepa, ancora in uso nel Cilento, nel Vallo di Diano e nell'Agro nocerino-sarnese, adoperato per apostrofare una persona di sesso femminile goffa, stupida, beota, priva di senso intellettivo o pratico. Nel gergo del trivio, inoltre, il vocabolo pepa veniva in passato, e viene tuttora, adoperato in riferimento all'organo genitale femminile. Alla luce dell'ultima considerazione, si potrebbe ipotizzare che l'origine del cognome sia da attribuire al processo di cognominizzazione di un nome dialettale attribuito in senso canzonatorio al (o alla) capostipite del ceppo.  Soltanto in America, alcuni emigrati italiani con questo cognome sono stati registrati erroneamente dalle autorità locali con la forma cognominale integrale Dellapepa.
DELLA RAGIONE
LA RAGIONE
Della Ragione è specifico di Bacoli nel napoletano e di Napoli, Pozzuoli, Monte di Procida, Giugliano in Campania e Quarto sempre nel napoletano e di Montoro Superiore nell'avellinese e di Caserta, La Ragione, molto meno comune, ha un ceppo a Pozzuoli, Napoli e Portici nel napoletano, uno a Sant'Arcangelo nel potentino ed uno molto piccolo a Taranto, si possono formulare due ipotesi, la prima consiste in una derivazione dal termine Ragione come veniva inteso anticamente, cioè Giustizia, ed il riferimento intenderebbe che i capostipiti fossero il prodotto di un atto giudiziario, probabilmente figli di condannati o condannate, la seconda propone invece una derivazione da un diverso significato del termine ragione, come anticamente veniva chiamata la razione, e starebbe ad indicare che i capostipiti fossero figli di amministratori o magazzinieri pubblici.
DELLA RATTA Specifico di Sant'Agata Dei Goti (BN), ha un ceppo, probabilmente non secondario a Prato, deriva dal casato dei Della Ratta di origine spagnola, di cui sarebbe il capostipite il catalano Diego de La Rath Conte Gran Camerlengo" (1285-1328), che venne Italia verso il 1302 tra i cortigiani della Regina Sancia di Napoli; Governatore di Cotrone, Maresciallo, Capitano Generale in Toscana nel 1305, Conte di Caserta e Gran Camerlengo del Regno di Napoli; nel Salento nel 1600 i Conti de Alneto della Ratta furono feudatari del basso salentino zona di Leverano e Castrignano del Capo.
DELL'ARCIPRETE Dell'Arciprete è tipico dell'area teatino, pescarese, sembrerebbe originario di Guardiagrele, dovrebbe derivare da un capostipite arciprete della chiesa cristiano ortodossa, quell'area abruzzese accolse già nel X° secolo una comunità di padri basiliani che edificò presso la vicina Casoli (CH) un monastero nel rispetto del rito greco bizantino ortodosso.
DELLA ROCCA Della Rocca è molto diffuso nell'area che comprende l'Abruzzo, il Lazio e la Campania, con un ceppo anche nel Salento, dovrebbe derivare dai molti toponimi contenenti la radice Rocca, come a solo titolo di esempio Rocca Canterano nel romano, Rocca d'Arce nel frusinate, Rocca d'Evandro nel casertano,Rocca Cilento nel salernitano, Rocca Cinquemiglia nell'aquilano e così molte altre, ma è pure possibile che derivi dal fatto di abitare la famiglia all'interno o nei pressi di una rocca o castello.
DELLA ROSA Della Rosa ha vari ceppi sparsi qua e là, in Friuli, nel pisano e livornese, nel riminese, nel viterbese, romano, frusinate e latinense, nel casertano e nel napoletano, con qualche presenza anche nel Salento, potrebbe trattarsi di un matronimico riferito a capostipiti la cui madre si fosse chiamata Rosa, secondo Guglielmo Peirce si potrebbe trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli.
DELLA ROSSA Della Rossa ha un ceppo in Friuli, ad Udine in particolare, uno a Roma ed uno a Sant'Arpino e Succivo nel casertano e nel napoletano a Caivano, Napoli, Casoria, Grumo Nevano e Frattamaggiore, potrebbe trattarsi di un matronimico riferito a capostipiti la cui madre si fosse chiamata Rossa, di soprannome, forse a causa del colore dei suoi capelli, secondo Guglielmo Peirce si potrebbe trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli.
DELLA ROTONDA Assolutamente rarissimo sembrerebbe originario del napoletano, dovrebbe derivare da un nome di località.
DELLA ROTTA Della Rotta . assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del cognome Della Ratta (vedi DELLA RATTA), è anch'esso originario di Sant'Agata dei Goti nel beneventano.
DELLA ROVERE Molto molto raro ha un piccolo ceppo nell'udinese ad Udine, Cividale del Friuli e Manzano, uno a Montebello Di Bertona nel pescarese, e due altrettanto piccoli a Roma ed a Genova, derivano da nomi di località legati alla presenza di querceti (vedi Rovere), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale in un atto di vendita dell'anno 1196 dove leggiamo: "...Anno dominice incarnationis millesimo centesimo nonagesimo sesto, decimo kalendas octubris, indictione quintadecima. Vendicionis cartam fecerunt ad proprium sub dupla defensione Stirpacesia, filius quondam Refutati qui dicebatur de la Rovore, de loco Azello, et Amizetus, filius quondam Gisiberti qui dicebatur similiter de la Rovore...", il casato dei Della Rovere annovera Principi, Cardinali e Papi, ricordiamo il savonese Giuliano Della Rovere che diventò poi Papa Giulio II°, il savonese Francesco della Rovere di Albissola che divenne Papa Sisto IV°, un ramo marchigiano del casato fu signore di Senigallia e divenne poi anche Duca di Urbino, un altro con Carlo della Rovere ebbe signorie nel torinese.
DELLA SALA vedi SALA
DELLA TORRE Sembrerebbe tipico lombardo, anche se sono presenti ceppi a Perugia, Pescara, Roma, nel napoletano e nel salernitano, deriva dalla località d'origine individuabile dalla presenza di una torre. I Della Torre parteciparono alle Crociate, ebbero titolo di Conti, Marchesi e Principi, detennero feudi in Friuli, in Piemonte, in Romagna, in Puglia e, soprattutto, in Lombardia. si ricordino i Torriani chiamati in primis Della Torre. (vedi Torre)
DELL'ATTI Originario della zona che comprende le provincie di Lecce e Brindisi.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Dell'Atti è cognome pugliese patronimico della forma base Atti, cognominizzazione del soprannome Atti che potrebbe derivare dal greco antico 'aktinòs' = raggio di luce, con intento gratulatorio dato a un bambino, oppure dal nome gotico alterato 'atta' = padre, oppure ancora dall'antico etrusco 'atta' = persona dalle gambe storte. Minervini 67.
DELLA VALLE
DEL VALLE
LA VALLE
LAVALLE
Della Valle è diffuso a macchia di leopardo un pò in tutta l'Italia peninsulare, Del Valle, assolutamente rarissimo, è dovuto probabilmente a errori di trascrizione, La Valle ha ceppi nel Lazio centromeridionale, tra potentino e cosentino ed in Sicilia, Lavalle ha ceppi nel Lazio centromeridionale, tra barese e Basilicata e nell'ennese, tutti questi ceppi dovrebbero derivare da nomi di località contenenti il vocabolo valle, come ne esistono ovunque in Italia.
DELLA VECCHIA Della Vecchia ha un ceppo nel bellunese, uno tra romano, latinense e frusinate ed uno in Campania tra casertano, napoletano ed avellinese, dovrebbe derivare da un soprannome stante ad indicare un figlio di una chiamata La Vecchia.
DELLA VEDOVA Presenta 3 ceppi apparentemente autonomi, in provincia di Udine, in provincia di Milano ed in quella di Sondrio, dovrebbero derivare dall'essere il capostipite il figlio di una vedova.
DELLA VENTURA Della Ventura è un cognome specifico di Maddaloni nel casertano, potrebbe trattarsi di un cognome indicatore del fatto che il capostipite fosse un figlio della ventura (fortuna), e che potrebbe quindi trattarsi di un bambino abbandonato.
DELLA VOLPE Della Volpe ha un ceppo a Villa Celiera nel pescarese, uno a Roma ed uno principale nel casertano ad Aversa, Trentola-Ducenta, Carinaro, Teverola, Lusciano, San Marcellino e Frignano, con significative presenze anche nel napoletano, a Napoli, Frattamaggiore e Pozzuoli, ma le tracce storiche più antiche le troviamo in Romagna ad Imola e Ravenna, Dellavolpe, che sembrerebbe unico, è dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, l'origine di queste cognominizzazioni è legata a soprannomi originati da collegamenti ad episodi , il Casato dei Della Volpe nella seconda metà del 1400 è presente ad Imola dove acquista quello che ancor oggi viene chiamato Palazzo Della Volpe e dove ebbe i natali il condottiero e capitano di Ventura Taddeo della Volpe (1474 - 1534), nel 1916 Francesco Salesio Della Volpe venne fatto Cardinale da Papa Leone XIII°.
DELLA ZUANA Rarissimo sembra originario della Val di Fiemme, dovrebbe derivare dalla Zuana (Giovanna) donna processata per stregoneria nel secolo XV° in Val di Fiemme.
DELLEA Dellea è tipico del varesotto, di Dumenza, Luino, Agra e Maccagno, secondo la leggenda dovrebbe essere di origini spagnole e derivare dall'alterazione del cognome De Leyva.
integrazioni fornite da Silvano Dellea
il cognome Dellea sembra essere appartenuto ad uno dei quattro soldati spagnoli  (Dellea, Morandi, Ranzoni e Cassina) disertori dell'esercito di Carlo V° di Spagna, che fondarono Monteviasco nel varesotto. Sembra che la forma attuale derivi dal cognome spagnolo DeLeya. I due ceppi pricipali si sono diffusi nel varesotto e nel canton Ticino partendo dai comuni di Curiglia con Monteviasco e Veddasca.
DELLE CANNE Delle Canne è quasi unico, dovrebbe essere di origini pugliesi e dovrebbe derivare dal nome di Canne nei pressi di Barletta nel barese, probabile luogo d'origine del capostipite.
DELLE DONNE Presente al sud della penisola, ha più origini, una sicura campana, una salentina ed una abruzzese, dovrebbero tutti derivare da toponimi come Destra delle Donne o Acqua delle Donne nel potentino o altri simili.
DELLE FOGLIE Delle Foglie è specifico di Bari, l'origine etimologica del cognome è riconducibile ad un soprannome legato a caratteristiche del luogo d'origine del capostipite, o ad un aspetto del luogo di abitazione o anche ad episodi.
DELLE FRATTE Delle Fratte è tipico di Roma e del romano, di Zagarolo, Anguillara Sabazia e Palestrina, e di San Cesareo nel frusinate, potrebbe derivare da nomi di località indicate come fratte (luoghi irti e scoscesi, perlopiù intricati di rovi e sterpi, tanto da renderli impraticabili), in tutt'Italia sono moltissimi i toponimi che contengono questa radice, come, a solo titolo di esempio, Fontana Fratta o Vallefratta nel frusinate, luoghi che probabilmente erano identificabili come zona d'origine o di abitazione dei capostipiti.
DELLE GROTTAGLIE Molto raro e tipico della zona tra Mesagne (BR) e Avetrana (TA), deriva dal toponimo Grottaglie (TA), come si può evincere da quest'atto del 1635: "...in virtù d'Istrumento per mano di notaro Cataldo Caforio Delle Grottaglie...".
DELL'ELCE Tipico abruzzese, della zona di Lanciano (CH) e Silvi (TE) in particolare potrebbe derivare dalla toponomastica, si pensi ad Elce (TE), Villa Elce di Lanciano (CH) o Castellelce (CB).
integrazioni di Stefano Ferrazzi
Dell'Elce è un cognome tipicamente abruzzese, diffuso fra il chietino, il pescarese e il teramano. Per quanto riguarda il suo significato, dovrebbe trattarsi di un cognome di origine topografica: il termine elce, infatti, è una variante del più comune leccio, un tipo di albero simile alla quercia, il cui legno è spesso utilizzato nei lavori di carpenteria. Si tratterebbe, quindi, della cognominizzazione di un soprannome probabilmente derivato dall'abitare il capostipite presso un lecceto (bosco di lecci).
DELLE MACCHIE Delle Macchie, estremamente raro è specifico del senese, di Piancastagnaio in particolare, dovrebbe derivare dal nome della località Le Macchie nel senese, nei pressi di Pienza.
DELLE PIANE
DELLEPIANE
Dellepiane è tipico dell'area che comprende le province di Alessandria, Savona e Genova, Delle Piane, molto meno diffuso, è più tipicamente ligure e genovese in particolare, dovrebbe derivare dall'essere la famiglia originaria di zone pianeggianti, ma è pure possibile che derivino da toponimi contenenti la radice Piane o Piana.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Dellepiane, Delle Piane, è un cognome esclusivo della zona di Genova e in particolare della val Polcevera. De Felice (1978, 194) lo associa genericamente al tipo Piano, ma va osservata la specializzazione semantica subita in Liguria dalla voce ciann-a, che indica un particolare tipo di coltivazione terrazzata, caratteristica delle impervie montagne del paese.
integrazioni fornite da Carlo Della Volta
Antica e nobile famiglia ligure originaria della Valle Sturla e Valle Polcevera. Già nel XII secolo i Delle Piane compaiono nell’ambito dei liberi livellari, piccoli "vassalli rurali" dell’Arcivescovo di Genova, al quale pagano terratico, ed intorno al quale gravitano, come attestato dalla presenza di Oberto, che compare come teste in atti della Curia nel 1254, e di Fulco, teste in atti dell’Arcivescovo nel 1255. Dopo aver ricoperto cariche locali nel XII sec., qual i Consoli dei Ceranesi, un ramo della casata, dal XIV, militando nei "populares" tra gli "artifices albi" di parte ghibellina, partecipò attivamente al governo dell’antico Comune di Genova, con Matteo, ufficiale di Gazaria nel 1313, Niccolò Castellano di Pornassio e della Valle d’Arroscia nel 1343, Giovanni Anziano del Comune nel 1362, Benedetto Castellano della Corvara nel 1378, Oberto Anziano nel 1374, 1386, 1394 e Cavaliere del Doge nel 1380, Giacobo Consigliere nel 1382 e Anziano nel 1390, Antonio Anziano nel 1401 e Abate della Podesteria di Voltri nel 1404, Bertone Consigliere e membro dell’Ufficio di Moneta nel 1427, Bartolomeo Consigliere nel 1518. A seguito della riforma costituzionale del 1528 alcuni Delle Piane aventi "casa aperta" in Genova e appartenenti a questo ramo vennero ascritti al "Liber Nobilitatis" in Albergo De Franchi nel 1528/1531 ed in Albergo Cybo nel 1566/1568. Altro ramo della famiglia. si orig. con i discend. di Antonio, che vissero "more nobilium" in Polcevera quali "primari e principali", trasferiti a Novi Ligure sul finire del XVIII secolo., si ricordano Stefano, che nel 1564 fonda la tomba gentilizia nella badia benedettina di San Nicolò del Boschetto in Rivarolo; il magnifico Giovanni Battista abate della Polcevera nel 1582, i Rev.di D. Francesco e D. Giuseppe, che ancora nel 1768 pagano investitura alla Mensa Arcivescovile di Genova per le loro terre e proprietà di Le Folle in S. Quirico; Mariano (nato a Novi nel 1844 † ivi nel 1916), industriale tessile, "padre dei poveri", benefattore della Città di Novi, al quale è dedicata il palazzo e la piazza principale; suo figlio On. Francesco (nato a Novi 1881 † ivi 1953), Deputato al Parlamento del Regno nel 1913; professore Giuseppe Ernesto (nato a Novi nel 1897 † Torino nel 1973), Preside della Facoltà di Medicina dell’Univ. di Torino. Appartiene ad altro ramo, pure di Polcevera, il celebre Giovanni Maria detto il Mulinaretto (nato a Genova nel 1660 † Monticelli d’Ongina nel 1745), pittore di Corte di Casa Farnese a Parma, Reale pittore di Camera di Carlo di Borbone a Napoli, da cui discende Giovanni Maria (nato a Monticelli 1756 † a Fiorenzuola d’Arda nel 1836), nominato nel 1799 dal Duca di Parma Ferdinando I di Borbone capitano del Terzo di Busseto e della prima compagnia delle milizie di Monticelli. La famiglia, divisa in vari rami, nella linea della quale diamo qui la discendenza , venne ricevuta con prove di nob. nel ceto dei cavalieri di jure sanguinis nel S.M.O. Cost. di S. Giorgio (Alf.).
ARMA: d’azzurro alla figura della dea Fortuna, posata su di una palla d’argento, il tutto al naturale, corona di Nobile cimata di 8 perle (di cui 5 visibili), in base al titolo posseduto dal ramo familiare. alias: d’azzurro alla figura della dea Fortuna, posata su di una ruota, il tutto al naturale, corona di Nobile cimata di 8 perle (di cui 5 visibili), in base al titolo posseduto dal ramo familiare.
Titoli nobiliari posseduti dai vari rami della famiglia Delle Piane: Dominus e Nobile (corona cimata di 8 perle, di cui 5 visibili).
ipotesi di origine etimologica di Carlo Della Volta
Cognome genovese abbastanza raro e molto antico, deriva dal nome medioevale “de Planis”. Dovrebbe derivare dal fatto che i o le capostipiti provenissero dalle Piane di Genova, le Piane per eccellenza in Liguria. Potrebbe derivare dal nome della localita dove la famiglia possedeva terre nel medioevo.
DELL'ERA
DELLERA
DOLERA
Dell'era è specifico del comasco e lecchese e del nordmilanese, Dellera, abbastanza raro sembrerebbe milanese, Dolera è molto molto raro, sembrerebbe tipico della zona che comprende il sudmilanese, il lodigiano ed il cremasco, ma tracce di questo cognome le troviamo a Moneglia fin dal 1400, si ricorda Clemente Dolera nato il 21 maggio 1501 a Moneglia che divenne ministro generale dell'ordine dei francescani e nel 1557 fu fatto cardinale, potrebbero derivare da soprannomi dialettali originati da nomi di località contenenti la radice Era.
integrazioni fornite da Aldo Piglia Milano
Trattandosi di cognomi lombardi, la radice Era non dovrebbe avere nessun collegamento a nomi di località, ma dovrebbe derivare dalla voce era del dialetto milanese che significa aia. Si tratta quindi di cognomi che si riferiscono all'attività agricola della famiglia. Lo stesso vale, in parallelo per le forme cognominali lombarde Dallara, Dallera, ecc. Vedere il Dizionario Milanese-Italiano di Cletto Arrighi. (Alpi)
DELLI CARRI Cognome specifico di Foggia, potrebbe riferirsi all'attività di carrettiere svolta dal capostipite.
DELLI COMPAGNI Delli Compagni è specifico del teramano, di Cermignano in particolare e di Teramo, Roseto degli Abruzzi e Giulianova, dovrebbe derivare dal nome della frazione Villa Compagni di Cermignano, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
DELLI ROCILI
ROCILI
ROCILIA
Delli Rocili è specifico del pescarese, di Pescara, Spoltore e Montesilvano, Rocili e Rocilia sono praticamente unici, dovrebbero tutti derivare dal cognomen latino Rucilius, o Rocilius, un'alterazione locale del cognomen latino Rogelius.
DELLI SANTI Delli Santi è tipicamente pugliese, di Oria e Brindisi nel brindisino, di Bari, di San Marzano di San Giuseppe e Taranto nel tarantino e di Manfredonia e Vieste nel foggiano, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite provenisse da contrade di parrocchie dedicate ai Santi Pietro e Paolo, Nazaro, e Celso, Fabiano et Sebastiano, o altri.
DELL'ISOLA Dell'Isola ha un piccolo ceppo probabilmente autoctono a Loano nel savonese (vedi DELLISOLA), un ceppo tra napoletano, avellinese e salernitano ed uno tra barese e tarentino, dovrebbe derivare da nomi di località contenenti la radice Isola, o dal fatto che i capostipiti provenissero proprio da un'isola.
DELLISOLA Dellisola, assolutamente rarissimo, è specifico di  Loano nel savonese, potrebbe derivare dal fatto che il capostipite provenisse dalla Borgata Isola Superiore della frazione Verzi di Loano.
DELLI ZOTTI Delli Zotti tipico dell'udinese, di Paluzza, Udine e Treppo Carnico, dovrebbe essere una forma patronimica dove il Delli sta per figlio di e Zotti è una forma aferetica di un ipocoristico di una modificazione dialettale del nome Giorgio (vedi ZOTTI).
DELLI ZUANI Delli Zuani, molto molto raro, è tipico dell'udinese, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale originato dal vocabolo zuane (giovane), forse ad indicare che il capostipite apparteneva ad un ceppo di formazione più recente del resto del paese, secondo un'altra tesi si tratterebbe invece di una forma dialettale contratta del nome Giovanni e starebbe quindi ad indicare che il capostipite fosse un figlio di un Giovanni.
DELL'OGLIO
DELL'OLIO
DELLOLIO
Dell'Oglio ha un ceppo in Puglia a San Severo nel foggiano ed a Trani nel barese, un piccolo ceppo a Napoli e ad Apollosa nel beneventano, ed un ceppo a Palermo, Dellolio è quasi unico, Dell'Olio sembrerebbe pugliese, con un grosso ceppo a Bisceglie nel barese e con presenze significative sempre nel barese a Molfetta, Andria, Trani e Bari e nel foggianoa San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli, Cerignola, Manfredonia e Foggia, dovrebbero derivare da soprannomi stanti ad indicare che i capostipiti fossero produttori o commercianti importanti d'olio di oliva.
DELLO IACONO Tipicamente campano, del napoletano in particolare, deriva dalla forma aferetica del termine diacono e starebbe ad indicare quelli del diacono, i famigliari del diacono.
DELL'OMODARME
OMODARME
Dell'Omodarme, molto molto raro, è tipicamente toscano di Pisa, Omodarme, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, l'origine di questo cognome è oscura, anche se si può ipotizzare una derivazione dal fatto che il capostipite fosse probabilmente il figlio, probabilmente naturale o cadetto, di un ufficiale vissuto in epoca tardo medioevale o rinascimentale.
DELLO PREITE
DEL PREITE
Dello Preite è specifico di Campi Salentina nel leccese, Del Preite, quasi unico, sembrerebbe campano, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti appartenessero alla famiglia di un prete, probabilmente ortodosso, indicato con il termine preite, forma dialettale contratta del più comune previte.
DELL'OSBEL Cognome molto raro, tipico dell'agordino nel bellunese, di La Valle Agordina (BL) in particolare.
DELL'OSO Dell'Oso è tipicamente abruzzese, di Vasto nel teatino e di Cepagatti nel pescarese, potrebbe derivare dal nome della zona delle risorgenze dell'Auso nel salernitano.
DELL'OSTE Dell'Oste ha un ceppo a Pasian di Prato ed Ovaro nell'udinese, un ceppo a Roma e Civitavecchia ed uno nel beneventano a Sant`Angelo a Cupolo e Benevento, il cognome dovrebbe essere nato dal fatto che il capostipite fosse uno dell'oste, cioè fosse figlio di un particolare oste o che fosse comunque conosciuto come Oste.
DEL MAGRO Del Magro, molto molto raro, è tipico del lucchese, di Lucca, Viareggio e Capannori, potrebbe stare ad indicare la famiglia di un figlio di un capostipite noto per la sua magrezza, si può anche considerare la possibilità che derivi invece dal fatto che il capostipite provenisse dalla zona del fiume Magro nello spezzino.
DEL MASTRO
DELMASTRO
Del Mastro ha un ceppo nel romano, a Roma, Marino ed Anzio, uno campano, nel napoletano ad Ercolano, Napoli, Caivano, e Portici, a Sessa Aurunca nel casertano, ad Avella, Avellino, Monteforte Irpino e Sirignano nell'avellinese e nel salernitano, ed uno pugliese, nel foggiano a San Marco in Lamis, Lucera, Pietramontecorvino e Foggia, ad Andria, Bari, Trani e Spinazzola nel barese ed a Lecce, Delmastro è tipicamente piemontese, di Torino soprattutto, di Lozzolo e Gattinara nel vercellese, di Isolabella, San Sebastiano da Po. collegno e Chieri nel torinese e di Pino d'Asti ed Albugnano nell'astigiano, questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche stanti ad indicare i figli di un artigiano o mastro a sua volta derivato dal termine latino magister (mastro).
DELMATI Tipico del milanese e lodigiano, potrebbe derivare dalla contrazione del cognomen latino Delmaticus di cui abbiamo un esempio nel console Lucius Caecilius Metellus Delmaticus del II° secolo. a.C.: "...Aliqui, pro Dalmatis, apud Caesar. Delmatis reponunt, et ita antiqui lapides et Fasti Capitol. in quibus est Delmaticus, non Dalmaticus...".
DEL MESE Del Mese è tipicamente campano, abbastanza raro, è caratteristico di Eboli nel salernitano e di Capua, Pastorano e Vitulazio nel casertano, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito a dei trovatelli.
DEL MIGLIO
DELMIGLIO
Del Miglio dovrebbe essere dell'area tra Cremona, Lodi, Pavia e Milano, Delmiglio dovrebbe essere lodigiano e del milanese, possono essere derivati sia dalla contrazione e modifica dei nomi medioevali Migliore e Migliorozzo, che dal fatto che il capostipite vivesse producendo o vendendo miglio.
DE MONACO
DEL MONACO
DEL MONICO
DELMONICO
DI MONACO
Del Monaco è tipico dell'area che comprende l'Abruzzo, le province di Roma e Latina, il Molise, il casertano, il napoletano ed il beneventano, con un ceppo anche nel tarentino, Del Monico e Delmonico, quasi unici, sembrerebbero del pavese, De Monaco, molto molto raro, è tipico di Teano nel casertano, Di Monaco è ben presente nel Lazio centromeridionale e nelle province di Campobasso, Napoli e Caserta, ma è nel casertano che ha il suo nucleo principale a San Prisco, Santa Maria Capua Vetere, Macerata Campania e Capua in particolare, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che nella famiglia era presente un frate o che abitavano vicino ad un monastero o che erano alle sue dipendenze.
DEL MONDO
DE MONDI
DE MUNDA
DE MUNDO
DEMUNDO
DI MONDA
DIMONDA
DIMONDO
DI MUNDO
DIMUNDO
Del Mondo, molto molto raro, è tipicamente napoletano, De Mondi, quasi unico, parrebbe del romano, De Munda, molto molto raro, è del catanzarese, De Mundo, ancora più raro, parrebbe avere un ceppo nel barese ed uno nel cosentino, Demundo, ormai quasi scomparso, è specifico del barese, in particolare di Bitonto, Di Monda è tipico delnapoletano e casertano, Dimonda sembrerebbe unico, Dimondo, estremamente raro, è calabrese, Di Mundo ha un ceppo a Raviscanina nel casertano ed uno a Biutonto nel barese, Dimundo è specifico di Bitonto nel barese, potrebbero derivare da forme aferetiche di nomi di origine germanica come Raimondo, Sigmundo o altri simili.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Del Mondo è un tipico cognome napoletano, intensamente diffuso nei comuni di Afragola, Casoria, Napoli e Cardito, nonchè nei limitrofi centri campani.  Se analizziamo il cognome etimologicamente, ci accorgiamo che sono molteplici le chiavi di interpretazione per poter intavolare una teoria di possibile genesi; il termine mondo deriva dal latino mundus, aggettivo con il significato di adorno, sontuoso, elegante.  Il termine mundus, nel vocabolario latino, ebbe anche valore sostantivale di ornamento, oppure, come si legge in autori di notevole spessore come Ennio e Plauto, di cielo e universo creato: l'idea di considerare il mondo come un complesso di ornamento per l'ordine e la bellezza che vi regna è dovuto alla scuola Pitagorica, la cui filosofia mediante la Magna Grecia ebbe proseliti anche in Roma al tempo della sua grandezza.  E' per tale motivo che l'aggettivo mundus, prima unito al termine (a volte sottinteso) locus, cioè luogo (luogo elegante), è divenuto sostantivo con il significato anche di "Terra", pianeta in cui viviamo, appunto, "mondo".  E' possibile, seguendo questo filo di pensiero, che il cognome derivi dal sostantivo "mondo", attribuito come nome da ecclesiastici e uomini di Chiesa ad infanti abbandonati al loro miserabile destino di trovatelli avanti a portoni, usci o "ruote" di conventi, monasteri e sedi di Ordini religiosi.  Una seconda ipotesi muoverebbe a considerare Del Mondo come derivato dalla cognominizzazione di un soprannome: mòndo, inteso come "netto, pulito", originato dal participio passato del verbo "mondare", cioè "pulire".  Si ricordi come alcuni termini, come ad esempio "mondezza" o "immondezza", "mondezzaio", "mondigia" e "mondizia", siano derivati dal termine "mondo" inteso con il significato di "pulito, netto".  E' possibile che il capostipite del ceppo Del Mondo sia stato un "mondo" nel senso di "ripulito", cioè riscattatosi dalla povertà.  Ancora un'altra considerazione circa la genesi del cognome in questione indurrebbe a riflettere sulla possibile cognominizzazione in senso patronimico del nome Mondo, ipocoristico aferetico di nomi di persona di origine germanica come Gismondo (già derivato da Sigismondo), Raimondo, Edmondo, etc. Esempi di tali cognomi patronimici possono essere Mondo, Mondi, Monda, Munda, Mundo, Mundi, De Mundo, De Munda, Di Mondo, Di Monda, Dimonda, Dimondo, Demundo, De Mondi, etc, cognomi variamente diffusi sul suolo nazionale italiano e all'estero per effetto del fenomeno migratorio che dall'Ottocento ha spopolato costantemente molti territori della nostra amata Penisola.
DEL MORO Del Moro ha ceppi in Toscana, nel livornese, pisano, pistoiese e fiorentino, nelle Marche nel pesarese, anconetano e Piceno e nel vicino teramano, e nel Lazio nel viterbese, romano, reatino e frusinate, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il Del- sta per il figlio del, riferito a capostipiti, i cui padri fossero riconosciuti con il nome o soprannome di Moro (vedi MORI), o fossero di carnagione scura.
DEL NERI Del Neri, molto raro, è tipico dell'area friulana ai confini  con la Venezia Giulia, di Monfalcone nel goriziano in particolare, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Nereo, nome, particolarmente usato in Friuli, derivato dal nome greco Νηρεύς Nereus, il nome di una antichissima divinità marina della mitologia greca, figlio di Ponto e di Gea.
DEL NERO Del Nero ha un ceppo lombardo, in particolare nel sondriese, di Morbegno e di Albaredo per San Marco, uno toscano, di Carrara, ed uno laziale, di Roma e Rocca di Papa nel romano, di Veroli nel frusinate e di Ronciglione nel viterbese, si dovrebbe trattare di una forma patronimica riferita a capostipiti che fossero figli, di un moro in qualche raro caso, o, molto più probabilmente, appartenessero alla Gens Neria, o, più semplicemente, si chiamassero Nero, nome portato ad esempio dall'imperatore Nerone. Troviamo tracce di questa cognominizzazione a Firenze tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400 con Jacopo di Giorgio d'Aldobrandino Del Nero, camarlingo della gabella delle porte, questa famiglia toscana, sembrerebbe essere stata di origine ligure, trasferitasi a Firenze ed iscritta nella congregazione dei rigattieri, si schierò apertamente per i Medici, ottenendone l'aiuto per il passaggio alla congregazione dei lanaioli, decisamente più importante nel contesto fiorentino. Nel 1568 ottennero il titolo di Baroni di Porcigliano (l'attuale Porciano nell'aretino).
DEL NISTA
DELNISTA
Del Nista è specifico di Livorno, con un piccolo ceppo anche nel pisano, Delnista, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata registrazione del precedente, si dovrebbe trattare di forme patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Nista (vedi NISTA).
DE LOGU
DELOGU
De Logu, estremamente raro, originario della Sardegna, è ora più presente in Toscana e Lazio che sull'isola stessa, Delogu è anch'esso tipicamente sardo in particolare del nord dell'isola, dovrebbero derivare dal nome della regione del Logoduro, località della Sardegna settentrionale occidentale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DELOGU; DE LOGU: de logu = dal o del luogo. Logu o più anticamente locu. Su Logu, nella Sardegna Giudicale indica il “Luogo” per eccellenza: lo Stato, inteso come territorio e popolo. La Carta de Logu del Regno di Arborea è il primo “documento costituzionale scritto”, interamente pervenutoci, della storia della Sardegna: è un codice delle leggi dello stato. Riguardo alla Carta noi sappiamo solo del penultimo tentativo di raccolta (di leggi) di Mariano IV° del 1376 e possediamo, fortunatamente, l’ultima raccolta, definitivamente redatta e promulgata il 14 aprile del 1392 dalla figlia di Mariano IV°, regina – reggente Eleonora d’Arborea. Nella compilazione del testo sardo della Carta ebbe parte preminente il giurista  Filippo Mameli, del quale resta l’iscrizione funeraria nella Cattedrale di Oristano (– IOBIA DIES VIII DE MAIU DE MCCCXLIX MORIVIT MESSER PHILIPO MAMELI  DOTORE DE DECRETU ET DE LEGE ET CANONICU…OSSA SUA-). Locu o Logo è il nome di un centro abitato scomparso. Sito in località San Giorgio, in agro di Sassari, nel medioevo fu villa (bidda), della Curadorìa di Nurra, nel regno giudicale di Torres. Nel 1325 Locu passò al Regno catalano aragonese di Sardegna. Fu abbandonata circa 40 anni dopo. Logudoro: era così chiamato il Regno di Torres o Giudicato di Torres; > secondo la ricostruzione di alcuni linguisti Logu de Tore > Logu de Dore > Logudore > Logudoro. Come cognome compare nelle carte antiche da noi consultate. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, compaiono:  Loghu (de) Joanne, ville Macumerii (*** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano…Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); Loghu (de) Arsòco, burgi de Osilo (* Osilo …odierno Osilo); Logu (de) Mariano, ville Mumutata (* Mumutata...l’odierna Mamoiada. Barbagie Ollolai et Curatorie de Austis); Logu(de) Petro, ville Macumerii; De Loghu Xpoforo, jurato ville Birore ( * BIRORE…odierno Birore. Curatorie de Marghine  de Gociano); De Logu Agustino, major ville de Ilani(Montis Acuti Contrate); De Logu Andrea, jurato ville Giavi (* Giavi…odierno Giave. Contrate Caputabas); De Logu Anthonio – ville de Donani ( * Donani…esistente, Contrate Montis Acuti – Ozieri); De Logu Georgio, jurato ville Tresnuraghes ( *  TRESNURAGHES…odierno. Contrate Castri Serravallis); De Logu Joanne, jurato ville de Donani; De Logu Joanne, jurato ville de Geaciana ( * Geaciana …  distrutto (Contrate Montis Acuti); De Logu Laoreto – ville de Nughedu ( * Nughedu…San Nicolò: diocesi di Ozieri. Contrate Montis Acuti; De Logu Laurencio, ville Bordigale ( * BORTIGALE…odierno Bortigali. Curatorie de Marghine de Gociano); De Logu Leonardo, jurato ville de Geaciana; De Logu Petro – ville de Donani ; De Logu Petro – ville de Lecon ( * Lecon…distrutto. Contrate Montis Acuti (Salto di Pattàda); De Logu Petro, jurato ville de Geaciana; De Logu Thoma, ville Macumerii; Delogu Anthonio, jurato ville de Sorefa ( * Sorefa…distrutto per Spano( Contrate Montis Acuti); Goreai o Gorofai);  Delogu Guantino, majore ville Urune (* Urune…attuale Orune ( Oruni). Curatorie de Anella). Nel Condaghe di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, figura:  Locu (de) Dorgotori (89°), in una lite (kertu) per il possesso della servitù (de servis). Ego presbiteru Ithoccor de Fravile, ki kertai cun Ithoccor de Kerki, curatore de Nurra et cun Furatu de Gunale et cun Ithoccor Kerki Murris, generu de Dorgotori de Locu, pro fetu (per i figli) ki fekerun servos issopo cun ankillas de scu. Petru ( che fecero i loro servi con le serve (ancelle) di San Pietro; etc. etc. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° sec. Abbiamo: Dorgotori de Locu  (- diverso dal precedente – 92): positinke (diede- donazione) a San Nicola sa iscla (valle acquitrinosa) suta bia (sottostrada) tenende assu cuniatu ki fuit de Dorgotori de Locu (confinante col podere – chiuso – che fu di Dorgotori de Locu); Petru de Locu (286) – donazione – Ego Petru de Locu et muiere mea Maximilla de Gunale fakemus  custa carta, ca nos afferimus a Sanctu Nichola de Trullas( ci offriamo a) pro sas animas nostras et ponemus (doniamo) parthone (una parte o porzione) d’onu fiiu (di ciascun figlio). Seguono i testimoni. Nella storia contemporanea ricordiamo: Delogu Raffaello, nato a Siracusa, ma da genitori sardi di Ghilarza, nel 1909. Dottore in Leggi e poi in Lettere. Si occupò soprattutto di Storia dell’Arte. Docente all’Ateneo di Cagliari di Storia dell’Arte Medioevale e Moderna. È di grande rilevanza la sua opera, “L’Architettura Medioevale in Sardegna”. Morì nel 1971. Delogu Salvatore, di Bitti (1915), vescovo della diocesi di Lanusei dal 1972 al 1981, e successivamente della diocesi di Valva e Sulmona (L’Aquila). Attualmente il cognome Delogu è presente in 267 Comuni italiani, di cui 96 in Sardegna: Sassari 494, Nuoro 211, Alghero 98, Bitti 92, Quartu 91, Cagliari 89, etc. In continente: Roma 161, Milano 27, Genova 24, etc. De Logu è presente in 26 Comuni italiani, di cui 5 in Sardegna: Assemini 3, Sassari 3, Quartu 3, Cagliari 3, etc.
DE LONGHI De Longhi è un cognome tipico di Treviso e di Ponzano Veneto nel trevisano, con presenze significative anche nel veneziano e nel vicentino.
integrazioni fornite da Antonio de Longhi
è un cognome tipico dell'area veneta e specialmente delle province di Treviso e Vicenza, dove è localizzata la maggiore densità di diffusione. Si tratta di un cognome di probabile origine germanica, nella sua forma originaria Longhi a cui è stato aggiunto per errata traslitterazione il De nel corso del Sei-Settecento. E' documentato il ceppo facente riferimento a nuclei famigliari provenienti dall'Altopiano di Lavarone (TN) e successivamente stanziatisi nell'area dell'Alto Vicentino successivamente alla peste di metà Seicento. La diffusione in aree distanti dal Veneto (Friuli e in misura minore Piemonte e Liguria) è imputabile a migrazioni in epoche recenti di autoctoni veneti.
DE LONGIS De Longis ha un ceppo romano ed uno molto piccolo a Napoli ed a Benevento, dovrebbe stare ad indicare l'appartenenza ad una famiglia di persone particolarmente alte.
DE LORENZI
DE LORENZIS
DE LORENZO
DELORENZI
DELORENZIS
DELORENZO
De Lorenzi è diffuso in Liguria, Lombardia, Veneto, Romagna e Salento, Delorenzi, estremamente raro, sembrerebbe tipico dell'area alessandrino, genovese, De Lorenzis è tipicamente salentino, Delorenzis è quasi unico e si tratta quasi sicuramente di un errore di trascrizione del precedente, De Lorenzo è molto diffuso in tutto il sud peninsulare ed a Roma, ha anche un ceppo nel genovese e nel bellunese, Delorenzo, assolutamente rarissimo sembrerebbe specifico della Basilicata e di Cirigliano (MT) in particolare, derivano tutti da una forma patronimica del nome Lorenzo, dove il De sta per figlio di.
DELOS Delos, molto molto raro, è tipico del Salento, dovrebbe indicare un origine greca e derivare dal toponimo Delos, l'isola sacra nel centro dell'arcipelago delle Cicladi dove sarebbe nato il divino Apollo.
DE LOTTO De Lotto sembrerebbe specifico di San Vito di Cadore nel bellunese, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il De- stia per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Lotto (vedi LOTTI).
DEL PAPA Del Papa ha un ceppo toscano tra massese, lucchese e pisano, uno nella fascia che comprende le Marche centrosettentrionali, l'Abruzzo e l'iserniese ed uno tra viterbese e romano, questo cognome potrebbe derivare dalla consuetudine di chiamare i trovatelli dello stato della Chiesa come figli del Papa, in quanto affidati alla benevolenza delle sue istituzioni.
DEL PECORA Casato toscano di Montepulciano (SI), ormai scomparso, potrebbe prendere il nome da una località come il fiume Pecora in Lunigiana. (vedi Pecora)
notizie ulteriori  fornite da Simone
I Conti Del Pecora erano un importante famiglia della Toscana , più precisamente del Comune di Montepulciano (SI) che di arme 7 sbarre gialle e rosse. La dinastia inizia nel 1150, ovvero l'anno in cui si hanno le prime notizie certe. Tale anno segna anche la crescita della famiglia in potere e ricchezza divenendo successivamente anche i Tiranni di Montepulciano. essi ebbero amicizie sia con la Signoria di Perugia, Siena, Firenze, uno di essi divenne anche Podestà di Firenze .
Per Ulteriori informazione vedi anche Storia di Montepulciano (Autore Spinello Benci, Casa Editrice Arco dei Gavi ), Archivio di stato di Siena (Fondo: Archivio Bucelli / Filza: N° 62), Dizionario geografico Fisico Storico della Toscana (Autore Emanuele Repetti )
DEL PERO
DELPERO
Del Pero ha un piccolo ceppo a Torino, uno nel comasco a Cantù e nel milanese a Meda, Seveso e Lentate sul Seveso, ed uno in Toscana a Pistoia, Delpero ha piccoli ceppi piemontesi a Torino, Asti e Santo Stefano Roero e Canale nel cuneese, ha un piccolo ceppo nel bresciano ad Offlaga, Quinzano d'Oglio e Bagnolo Mella, ed un ceppo più consistente in Trentino a Vermiglio, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche riferite a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Pero, forma dialettale contratta del nome Petro, un alterato di Pietro.
DEL PIANO
DE PIANO
De Piano è tipico dell'avellinese, di Solofra, Serino, Santa Lucia di Serino e Montoro Superiore, Del Piano ha un ceppo nell'area casertano, napoletana, a Napoli, Nola, Casoria e Frattamaggiore nel napoletano e ad Aversa e Casal di Principe nel casertano, con un ceppo anche  a Barletta nel barese ed a Soleto e Taviano nel leccese, questi cognomi dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti fossero giunti in una zona collinare probabilmente provenendo dalla pianura campana, dal piano.
DEL PICCOLO Del Piccolo ha un ceppo a Muzzana del Turgnano nell'udinese ed a Cervignano del Friuli e San Giorgio di Nogaro, sempre nell'udinese ed a Trieste, con un piccolo ceppo anche a Pesaro, dovrebbe trattarsi di un forma patronimica, dove il Del- sta per il figlio del, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati con il nome Piccolus o Piccolo (vedi PICCOLA).
DEL PIERO
DE PIERO
Del Piero è tipico dell'area friulana, di Roveredo in Piano e Pordenone nel pordenonese, di Udine, con un ceppo anche a Trieste ed uno molto piccolo in Val d'Ossola, De Piero è anch'esso friulano, ma sembra specifico di Cordenons nel pordenonese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal fatto che i capostipiti abitassero in prossimità di un masso pièro (grosso sasso) in dialetto, ma non si può escludere la possibilità che possa anche trattarsi di una forma patronimica riferita a famiglie di figli di un Piero.
DEL PINO Del Pino è molto raro, se ne individuano alcuni ceppi distinti, a Magnano in Riviera e Tarcento nell'udinese, nel genovese, ad Impruneta nel fiorentino ed a Bella nel potentino, in tutti questi casi i cognomi dovrebbero derivare da soprannomi causati dalla presenza di un particolare pino nei pressi dell'abitazione della famiglia, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Chiavari dove un certo Francesco Del Pino è notaio dal 1458 al 1476, o anche a Brebbia nel varesotto, dove un certo Andrea Del Pino è parroco dal 1585 al 1624, dal 1715 al 1734 è Podestà di Sestri Levante un certo Domenico del Pino.
DEL PINTO Tipico della zona che comprende le province di Roma e dell'Aquila di Scoppito (AQ) e di Roma in particolare, dovrebbe derivare da un soprannome legato al vocabolo tardo latino pinctus (dipinto).
DEL POIO
DELPOIO
Sia Del Poio che Delpoio sono assolutamente rarissimi, quasi unici, dovrebbero essere originari dell'area che comprende il parmense, il carrarese e lo spezzino, potrebbero essere di origini spagnole e derivare dal nome del paese di Poio vicino a Pontevedra in Galizia.
DEL PONTE
DELPONTE
Del Ponte ha un ceppo nel basso udinese nella zona interna prospicente alla Laguna di Marano, uno nel novarese tra Oleggio e Borgomanero, Delponte è tipico della zona tra genovese ed alessandrino, derivano da nomi di località o dalla vicinanza ad un ponte da parte dell'abitazione del capostipite.
DEL POPOLO
DELPOPOLO
Del Popolo è siciliano, specifico in particolare del catanese, di Catania, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia e San Giovanni la Punta, e di Messina, Delpopolo, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di  un cognome attribuito, in epoca borbonica, a fanciulli abbandonati, accolti da istituzioni cui il Re Ferdinando di Borbone destinava delle misere rendite da utilizzare esclusivamente per il loro mantenimento. (vedi anche DEL REGNO)
DEL PRATO Sembrerebbe avere un ceppo bergamasco, uno nel parmense ed uno napoletano, deriva da un toponimo contenente la radice Prato o da un soprannome legato al tipo di località identificabile per la presenza di un prato, tracce di questo cognome le troviamo a Parma nel 1400 con il notaio Gaspare del Prato.
DEL PRETE
DE PRETE
Del Prete, presente un pò in tutta l'Italia peninsulare, ha un nucleo importante in Campania e nel basso Lazio, in Puglia e nelle Marche, De Prete, estremamente raro, ha un piccolissimo ceppo a Viareggio e presenze nel napoletano, dovrebbero derivare dall'essere stati i capostipiti appartenenti alla famiglia di un prete, probabilmente ortodosso, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Manfredonia nel foggiano nel 1500 con una certa Aurelia Del Prete, di Sant'Anastasia.
DEL QUONDAM
DEL QUONDAM CELLI
DEL QUONDAM CELLO
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI GIUSEPPE
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI LUCA
DEL QUONDAM GIUSEPPE DETTO CELLI NELLO
Del Quondam, Del Quondam Celli, Del Quondam Cello, Del Quondam Giuseppe Detto Celli, così come i suoi composti: Del Quondam Giuseppe Detto Celli Luca, Del Quondam Giuseppe Detto Celli Giuseppe e Del Quondam Giuseppe Detto Celli Nello, sono dovuti probabilmente ad un'errata interpretazione dell'ufficiale anagrafico, o del parroco, che ha interpretato, ad esempio, la frase Del Quondam Giuseppe Detto Celli, riferita al padre del capostipite, non come: figlio di un certo Giuseppe chiamato Celli, ma considerando l'intera frase come se fosse un cognome. Questo è un chiaro esempio del livello culturale e intellettivo degli antichi addetti alle registrazioni anagrafiche, una delle cause, non trascurabile, della straordinaria mole di cognomi (circa 350.000) esistenti oggi in Italia.
DEL RE Del Re ha vari ceppi, in Abruzzo, nel romano e latinense, in Campania, in particolare nel napoletano ed in Puglia, in particolare nel barese, dovrebbe derivare da un soprannome attribuito al padre del capostipite, in alcuni casi potrebbe invece trattarsi di un cognome attribuito a trovatelli da funzionari di orfanotrofi borbonici (vedi anche DEL REGNO).
DEL REGNO Il cognome Del Regno tipico di Montoro Inferiore nell'avellinese e di Fisciano, Mercato San Severino, Salerno, Nocera Inferiore, Pontecagnano Faiano e Baronissi nel salernitano, dovrebbe essere un cognome attribuito nel 1800 a dei bambini abbandonati, lasciati al poco sostentamento che il Re Ferdinando di Borbone stanziava annualmente per quello scopo.
DEL RIO
DEL RIU
DELRIO
DELRIU
DERRIU
Del Rio parrebbe tipico sardo, ma è presente un forte nucleo anche in provincia di Reggio Emilia, Delrio è specifico di Sassari, Alghero, Sorso nel sassarese e di Sindia ed Ottana nel nuorese, sia Delriu che Del Riu sono quasi unici, Derriu è specifico di Alghero.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DEL RIO; DELRIO; DEL RIU; DELRIU; DERRIU: (per significato ed etimologia vedi Deriu) si tratta di cognomi che hanno subito, nel tempo, modifiche nella trascrizione anagrafica. Nella storia  contemporanea ricordiamo Delrio Giorgio Maria, vescovo dell'Archidiocesi di Oristano, dal 1921 al 1938 (Di.Sto. Sa). Del Rio, attualmente, è presente in 158 Comuni italiani, di cui 38 della Sardegna: Cagliari 105, Alghero,  Nuoro 27, Sindia 25, Sassari 20, etc. Delrio, è presente in 76 Comuni italiani, di cui 32 della Sardegna: Sassari 128, Alghero 123, Sorso 76, Sindia 32, Ottana 27. ( Del Rio e Delrio, presentano ceppi consistenti anche in centro - nord Italia: Liguria, Em. Romagna, Lombardia, Toscana, etc.) Del Riu è presente in du Comuni della Liguria ed in un solo Comune della Sardegna, a Telti, con un solo nucleo familiare. Delriu, è presente in 8 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Sassari 9, Monastir 3, etc. Infine Derriu è presente a Sassari e ad Alghero con un nucleo familiare ciascuno.
DEL ROSARIO Del Rosario ha un ceppo a Chieti ed uno molto più piccolo a Taviano nel leccese, dovrebbe derivare da nomi attribuiti grazie al culto della Madonna; nel teatino è molto forte il culto della Madonna del Rosario e del suo miracolo avvenuto nel 1566 durante la battaglia tra i teatini di Tollo ed i saraceni, "Ci furono numerosi attacchi dei turchi, i quali stavano per sopraffare le stremate forze tollesi quando all'improvviso, le campane del paese, miracolosamente, cominciarono a suonare a distesa, mentre, un angelo, in alto sulla torre, apparve indicando con la spada in mano, il luogo ove, in tutta la sua bellezza, si intravedeva la figura della Madonna del Rosario. A quel punto i turchi si diedero alla fuga, nonostante gli sforzi profusi dal loro comandante per indurli a combattere ancora. I cristiani, vedendo l'immagine della Madonna, depongono le armi e si inginocchiano pregando con le mani giunte: anche il comandante turco si arrende definitivamente. (tratto da http://www.comune.tollo.ch.it/eventi_battagliaDeiTurchi.asp )".
DEL ROSSO Sembrano esserci 3 ceppi, nel barese, nel pisano e pistoiese e nel pescarese, deriva probabilmente da caratteristiche fisiche come i capelli rossi.  Troviamo in un atto redatto in Siena nel 1178, come teste Berlinguiero del Rosso, nel 1280 Cione di Lapo del Rosso fa parte del consiglio della Signoria di Poggibonsi (SI), nel 1400 Boccia di Niccolò  del Rosso fu nominato Commissario della Repubblica Fiorentina a S.Giovanni Valdarno.
DEL SIGNORE Del Signore è specifico di Lazio ed Abruzzo, con questo cognome si identificavano i bambini abbandonati che venivano quindi considerati proprietàdel Signore e quindi da Lui protetti.
DEL SORBO Tipico del napoletano
DEL TESTA Del Testa, tipicamente toscano, di Lucca e Capannori nel lucchese, di Volterra e Peccioli nel pisano e di Rosignano Marittimo e Cecina nel livornese, ha anche un ceppo a Bagno di Romagna nel forlivese, sull'appennino toscoemiliano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso Del- stia per il figlio di, riferito a capostipiti, il cui padre fosse noto come Testa, tracce antiche di questa cognominizzazione le troviamo nelle Dissertazioni di Ludovico Muratori, dove viene citato in qualità di Podestà di Modena per l'anno 1269 un tale Rainerius del Testa de Mutina, nel 1255, nell'elenco dei partecipanti al Consiglio della città di Firenze, compare un certo Uttinello del Testa, la famiglia Del Testa viene annoverata tra i Nobili di Pisa fin dal XIII° secolo.
DEL TITO Del Tito è tipico del foggiano, di Deliceto e Foggia, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Del- iniziale stia per il figlio di, riferito ad un capostipite, il cui padre si fosse chiamato Tito.
DEL TONGO Del Tongo è tipicamente toscano, di Civitella in Val di Chiana nell'aretino, di Grosseto, di Prato e di Livorno, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita a capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il nome medioevale di origini celtiche Tongo, secondo un'altra ipotesi potrebbe derivare da una forma aferetica dialettale derivata dal nome Antonio, esiste anche la possibilità di una derivazione da toponimi come, a titolo di esempio, il paese medioevale di Tongo, l'attuale Tonco nell'astigiano, ma l'eccessiva lontananza del luogo non ne favorisce certo la condivisione dell'ipotesi, tracce di questa cognominizzazione le troviamo in un atto di compravendita del 1349: "...Actum sub Logia Comerchij Civitatis Sij anno dominice nativitatis 1349, XIII Martii presentibus Maistro Nicola Scalamacha et Georgio Gara de Sio et Bartholomeo de Tongo et Rolandino de Castilliono Sigestri Civibus Janue.".
DEL TUFO Del Tufo ha un ceppo nel beneventano tra Airola e Sant`Agata De` Goti ed a Napoli ed ha un ceppo ad Alliste nel leccese, dovrebbe derivare dal toponimo Tufo (AV).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci - Salerno
DEL TUFO - Baroni, poi Marchesi, di Tufo
Del Tufo è diffuso a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale, ma presenta principalmente tre picchi d'intensità nel beneventano,
ad Airola e Sant'Agata dei Goti, nell'area del napoletano, e nei comuni leccesi di Alliste, Matino e zone limitrofe.  Come attesta la documentazione relativa ai vari ceppi Del Tufo, il cognome sembrerebbe con certezza trarre origine dalla toponomastica. E' questo, ad esempio, il caso dei del Tufo baroni, poi marchesi, di Tufo, attualmente comune della provincia di Avellino: in questo borgo si stabilì nel XIII il capostipite, Simone, originario di Aversa e di famiglia normanna, che divenne primo Barone di Tufo e nel 1269 fu armato Cavaliere da Carlo I di Sicilia.  I discendenti di Simone presero il cognome del Tufo dal nome del feudo in loro possesso.  Verso gli inizi del '600, un ramo di questa potente e nobile famiglia di guerrieri si trasferì a Benevento, città che già aveva intessuto rapporti di alleanza con i del Tufo soprattutto nel 1571, quando il barone Giovan Vincenzo del Tufo aveva combattuto al fianco dei beneventani nella battaglia delle Curzolari.  A Benevento, da Simonetto del Tufo (ante 1578 + 6-3-1643) nacque Carlo, Patrizio di Aversa e Patrizio di Benevento, divenuto Marchese il 19-6-1657.  Maestro di campo spagnolo in Lombardia, Consigliere di Stato del Regno di Napoli, Capitano Generale d'artiglieria e Governatore delle armi della Calabria, Consigliere Collaterale nel 1657, Governatore del Principato Ultra nel 1662, Governatore e Capitano Generale del Molise nel 1667, Carlo passò alla storia soprattutto per essere stato protagonista di un tragico episodio: l'aver egli trucidato in Benevento, nell'autunno 1642, l'innocente bellissima sua moglie e cugina Elena del Tufo (figlia di Fulvio Barone di San Cipriano, Patrizio di Aversa, e di Ippolita Carmignano, sposata il 16-2-1631), soltanto perchè ingiustamente sospettata d'infedeltà.  Per dimenticare l'orribile tradedia familiare, Carlo militò valorosamente al servizio di Filippo IV e di Carlo II, conquistando alti gradi della milizia e sfidando la morte in ardite imprese.  Il figlio Antonio, causa indiretta della tragedia, seguì le orme paterne, restando poi vittima del disastroso terremoto del 1688. Sempre nel capoluogo sannita, nella seconda metà del XVIII, dallo stesso nobile casato nacque Domenico, insigne drammaturgo.  I del Tufo si sono distinti nel corso dei secoli in vari rami aristocratici in Campania ed in Puglia, dando luogo ad una ricca genealogia tuttora fiorente.
DEL TURCO Del Turco ha un piccolo ceppo nel fiorentino ed uno tra aquilano e romano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Del- sta per il figlio del, riferito ad un capostipite, il cui padre fosse di origini saracene, cosa più probabile per il ceppo abruzzese, o, più semplicemente, avesse partecipato alle campagne militari del 1500 contro i Turchi.
DE LUCA Diffuso massicciamente in tutt'Italia, deriva dal nome Luca.
DE LUCIA
DI LUCIA
De Lucia è un cognome panitaliano, con massima diffusione nel romano, nel teatino, in Campania, soprattutto nel casertano e nel napoletano, in Puglia ed in Basilicata, Di Lucia ha un ceppo laziale nel romano, frusinate e latinense, uno campano, nel casertano e salernitano ed uno siciliano nel palermitano ed agrigentino, possono avere origini diverse, da quelle da toponimi contenenti la radice Lucia, come ne esistono ovunque in Italia, ed in questo caso il De ed il Di hanno funzione di indicatori di provenienza, a quelle di tipo matronimico dove  il De ed il Di hanno funzione di figlio di.
DELUGAN Tipico trentino, della val di Fiemme, tra Predazzo e Tesero, dovrebbe derivare dal cognomen latino Lucanus, nome imposto usualmente dai latini ai figli nati all'alba, con questo nome ricordiamo: "Marcus Annaeus Lucanus, poeta, natus Cordubae 39 post Christum. natum., filius M. Annaei Melae fratris Lucii Annaei Senecae, educatus Romae. ", tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel 1700 a Panchià (TN).
DE LUIGGI
DE LUIGI
DELUIGI
DI LUIGI
DILUIGI
De Luigi ha un ceppo a Rimini ed uno a Ferrara, presenze significative, probabilmente secondarie in Lombardia e Piemonte ed a Roma, Deluigi, molto raro, ha un ceppo nel riminese a Rimini e Verucchio ed uno sardo a Dorgali nel nuorese, De Luiggi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errata trascrizione del precedente, probabilmente alterata dal dialetto, Diluigi è unico ed è riminese, Di Luigi ha un ceppo a Riccione (RN), uno nel teramano a Teramo, Montorio al Vomano e Civitella del Tronto ed a Pescara, uno a Roma ed uno a Sant`Antimo nel napoletano, derivano da forme patronimiche del nome Luigi, stanno cioè per la famiglia del figlio di un Luigi, della forma alterata De Luiggi si hanno tracce almeno dalla seconda metà del 1700 nel mantovano con l’arciprete di Ostiglia un tale De Luiggi.
DE LUIS
DE LUISE
DE LUISI
DELUIS
DELUISE
DELUISI
DI LUISE
DI LUISI
Deluis è praticamente unico, De Luis è assolutamente rarissimo e sembrerebbe della provincia di Sondrio, Deluise è quasi unico ed è quasi sicuramente dovuto ad errori di trascrizione di De Luise che ha un ceppo a Napoli, Casamicciola Terme (NA), Gricignano di Aversa (CE), Lacco Ameno (NA), Salerno e Praiano (SA), con un piccolo ceppo anche a Spinoso nel potentino, Deluisi è unico, De Luisi è specifico di Bari, Di Luise è tipico del casertano, di Gricignano di Aversa in Particolare e di Marcianise, con un piccolo ceppo anche a San Salvatore Telesino nel beneventano, Di Luisi, quasi unico, è meridionale, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche, dove il prefisso De- o Di- stiano per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati con varie modificazioni dell'aferesi del nome medioevale Aloisius.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Luise o Luisi, una delle tanti italianizzazioni, cioè, del personale germanico Ludwig, che, composto dagli elementi hrod (gloria, fama) e wig (guerra), può essere tradotto come glorioso in guerra (vedi anche Aloisi). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
DE LUSSU
DELUSSU
De Lussu, assolutamente rarissimo, è sardo, Delussu sembra specifico del nuorese, di Dorgali e Orosei, dovrebbero derivare da un antico nome di località, ma è pure possibile un collegamento con il termine sardo lussu attraverso un soprannome ad indicare una condizione particolarmente agiata della famiglia.
DEL VACCHIO Molto raro è specifico del napoletano e avellinese.
DEL VAI
DELVAI
Del Vai, praticamente unico, è del veronese, Delvai è tipico del Trentino, di Carano, Cavalese e Castello Molina di Fiemme, e di Bolzano e Trodena in Alto Adige, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche dove il Del- iniziale sta per il figlio di, riferito ad un capostipite ilk cui padre si fosse chiamato Vaius, Vai in dialetto, (vedi VAI).
DEL VECCHIO
DELVECCHIO
Del Vecchio è tipico della zona centro meridionale d'Italia, Delvecchio ha un ceppo tra milanese e bergamasco, uno tra ravennate, forlivese, riminese e pesarese,  ed uno tra foggiano, barese e brindisino, derivano da forme patronimiche relative a capostipiti figli di uno di nome o con soprannome Vecchio, troviamo tracce di una famiglia Del Vecchio a Firenze fin dal 1200.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Sull'origine di questi cognomi confluiscono per lo meno due ipotesi, che, sommate l'una all'altra, ne giustificano l'elevata diffusione nel paese. Da una parte, innanzitutto, è molto probabile una derivazione dal soprannome o nome medievale Vecchio, che, di regola, veniva attribuito al più vecchio o al più grande fra due parenti con lo stesso nome (per una spiegazione più approfondita, vedi Vecchi). In molti casi, però, va notato che i cognomi Del Vecchio e Delvecchio appartengono ad antiche famiglie ebreo-italiane, che, a quanto si dice, abitano in Italia ormai da moltissimi secoli - presumibilmente fin dai tempi della cattura di Gerusalemme da parte dei romani (anche se, a ben vedere, non sono escluse delle successive ondate migratorie): in questo senso, si racconta che ai tempi dell'emigrazione ebreo-sefardita in Italia - dal 1492 in poi - molte delle vecchie famiglie ebreo-italiane adottarono il cognome Del Vecchio o Delvecchio per meglio distinguersi dalla nuova ondata migratoria di ebrei (di provenienza spagnola o portoghese), come a voler rivendicare un'appartenenza più antica alla comunità ebraica d'Italia - ma, forse, anche per evitare discriminazioni o persecuzioni di natura antisemita, come poteva accadere agli ebrei espulsi dalla Penisola iberica.
DEL VENEZIANO Del Veneziano, assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico di Carrara e di Serravezza nel lucchese, l'origine del cognome dovrebbe essere intuitiva, cioè derivare dal fatto che il capostipite fosse stato figlio di un veneziano, in epoca medioevale tra Carrara e Venezia vi furono periodi alternativamente di fedele collaborazione e di fiera ostilità.
DEL VERME Del Verme, molto raro, è specifico del salernitano, di Torchiara e Battipaglia, si dovrebbe trattare di un ramo cadetto della famiglia veronese dei Dal Verme (vedi DAL VERME), un esponente di quella famiglia il Conte Filippo Dal Verme andò in meridione verso il 1400, per sposare Antonia Monforte dei Duchi di Laurito, servì in guerra la casa D'Angiò ed ottenne dalla regina Giovanna II d'Angiò, Regina di Napoli, Gerusalemme, Sicilia ed Ungheria, il feudo di Alfano nel salernitano, feudo che venne successivamente confermato dal Re Alfonso d'Aragona.
DEL VESCOVO
DEL VISCOVO
DE VESCOVI
DE VESCOVO
De Vescovi, molto raro, è presente a macchia di leopardo in tutta l'Italia settentrionale, De Vescovo  è praticamente unico, Del Vescovo ha un ceppo laziale a   Alatri (FR), a Roma ed a Poggio Moiano (RI) ed un ceppo pugliese a Molfetta (BA), Del Viscovo, abbastanza raro, è tipico di Grottaminarda (AV), dovrebbero derivare da soprannomi legati a rapporti di vario genere, quali dipendenza o vicinanza con un vescovo o anche a caratteristiche fisiche o comportamentali.
DEL VINCIO Molto raro, potrebbe essere originario della Toscana ed in particolare dei suoi confini meridionali
DEL VO
DEL VO'
DELVO
DELVO'
Sembrerebbero tutti decisamente lombardi, Del Vo è quasi unico, così come l'altrettanto raro Delvo e Del Vò, Delvò, il meno raro, sembrerebbe del cremonese e del mantovano, dovrebbero stare ad indicare l'origine dei capostipiti dal paese di Vhò nell'alessandrino o Vho nel cremonese.
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