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DE MAESTRI
DEMAESTRI
Demaestri, molto raro, è tipicamente piemontese, dell'alessandrino in particolare, De Maestri ha un ceppo ligure tra Genova e Spotorno (SV), ed in Lombardia uno a Pieranica (CR) ed uno a Fusine (SO), dovrebbero derivare dall'attività di mastri artigiani svolta dalla famiglia, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Fusine nella seconda metà del 1600 con Giovanni Pietro De Maestri fu Simone, decano della comunità di Fusine.
DE MAGGI
DE MAGGIO
DE MAIO
DE MAJO
DI MAGGIO
DI MAIO
DI MAJO
De Maggi, molto raro, è del centro Italia, di Roma in particolare, De Maggio ha un ceppo salentino ed uno messinese, De Maio è tipicamente campano, De Majo, estremamente raro, sembrerebbe campano, Di Maggio è diffuso nel Lazio, Campania, Puglia e Sicilia, Di Maio, ha un  nucleo campano ed uno nell'area situata all'estremità occidentale della Sicilia, Di Majo parrebbe palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maggio (vedi MAGGI) e riferirsi a famiglie di capostipiti il cui padre si fosse chiamato Maggio o Majo, quelli di Maggio o Majo.  Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo ad esempio in Sicilia in un testamento della prima metà del 1300: "...item quondam domino Rinaldo de Thermis sive suis heredibus uncias sex; Item Simoni de Maggio de Cammarata sive suis heredibus uncias octo...".
DE MAGISTRIS
DEMAGISTRIS
De Magistris ha un ceppo in Lombardia ed uno nel napoletano, Demagistris, assolutamente rarissimo, parrebbe piemontese, dovrebbero derivare dal fatto che la famiglia apparteneva ad una corporazione artigiana da magister (mastro artigiano) de magistris starebbe per quelli dei mastri artigiani.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Asti nella seconda metà del 1200 con il notaio Guglielmo De Magistris e a Bergamo nella seconda metà del 1500: "...Paulus de Magistris congregationem vocavit, et dixit loqutum fuisse cum Domino magistro capelle qui precipit ei ut nomine ipsius congregationi excusationem faceret atenta ocupatione in Sancto Petro..." e a Fusine (SO) nella seconda metà del 1600 con un certo Giovanni Pietro de Magistris fu Simone, decano di quel comune.
DE MAGLIE De Maglie è tipicamente pugliese, di Minervino di Lecce nel leccese, di taranto e di Manduria  (TA) in particolare, il De dovrebbe indicare la provenienza del capostipite dalla città di Maglie nel leccese.
DE MAIOLO Molto molto raro è specifico di Brusciano (NA) e dintorni, dovrebbe derivare dal nome gallico Maiolus o Majolus di cui abbiamo un esempio in epoca tardo romana: "Maiolus patria Aruernensis, archidiaconus Matiscensis, ex morbo luminibus orbatus est: visum tamen compluribus prodigiose restituit." o anche poi in un atto di vendita del 1206: "...a mane Sanctus Maiolus, a meridie morticia, a sero via et in parte Belloni, ab aquilone comes Amselmus..." , tracce di questa cognominizzazione le troviamo nella seconda metà del 1400 con Laurentius Maiolus autore del De gradibus medicinarum.
DE MAIORIBUS Assolutamente rarissimo, parrebbe molisano.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
è un cognome rarissimo, presente nel solo comune di S. Croce di Magliano (CB). E' uno di quei cognomi patronimici che hanno mantenuto fonemi o nessi latini, come per es. De Dominicis, De Iuliis, De Sanctis, De Vincentiis ecc. In epoca romana i 'Maiores' erano 'gli antenati', quindi il cognome, tradotto letteralmente, significa: (discendente) dagli antenati. Il cognome si è mantenuto nella forma latina probabilmente per la grande importanza che la religione romana attribuiva al culto degli avi.
DEMALDE
DEMALDE'
Demalde, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di Demaldé, che è tipico dell'area parmense, con Busseto, Fontanellato e Salsomaggiore, e piacentina, con Villanova sull'Arda e Piacenza.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Demaldè è cognome piacentino. Per Olivieri 196 deriva dalla formula antica Dio-mel-dè (Dio me lo ha dato), già presente come nome a S. Bonifacio nel 1544. (n.d.r.: nel 1260 a Guercinoro Ravenna troviamo, citato in un atto, un tale Diomelde figlio di Salomone da Guercinoro)
DE MARCA
DI MARCA
DIMARCA
De Marca, molto raro, parrebbe del potentino, di Potenza e Tramutola, Di Marca è decisamente siciliano, di Caltanissetta, Catania e Pietraperzia nell'ennese, Dimarca, quasi unico, è del nisseno, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche, dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero Marke o la cui madre si chiamasse Marca o Marka., dei quali nomi l'uso, a titolo di esempio è riportato in una Carta commutationis dell'anno 1150: "...idest omnes casas et res territorias proprias seu libellarias, reiacentes in locis et fundis Paneinsacco et Fossadolto aut in eorum territoriis, quas ipse domnus Anselmus emit a filiis quondam Marke si qui fuit dictus Partimaccum ...", ma è pure possibile una derivazione dal termine medioevale germanico marka o marha (terra) ed in questo caso i cognomi intenderebbero un'origine contadina dei capostipiti.
DE MARCANTONIO
DI MARCANTONIO
De Marcantonio è quasi unico, probabilmente laziale, Di Marcantonio è specifico della zona abruzzese, laziale, di Pescara e Montesilvano nel pescarese, di Teramo, Roseto degli Abruzzi, Cellino Attanasio, Morro d'Oro, Giulianova ed Arsita nel teramano, e di Sulmona nell'aquilano, e di Roma soprattutto e Civitavecchia nel romano, e di Aprilia e Latina nel latinense, si dovrebbe trattare di forma patronimiche, dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero con il nome Marcantonio (vedi MARCANTONI).
DE MARCHI
DEMARCHI
DE MARCHIS
DEMARCHIS
DE MARCO
DEMARCO
De Marchi è diffuso in tutto il nord, Veneto in particolare, e nel Lazio, Demarchi ha un nucleo piemontese, un piccolo ceppo ligure, uno trentino ed uno tra Gorizia e Trieste, De Marchis è specifico della zona che comprende le province di Roma e Latina, Demarchis, molto molto raro, parrebbe dell'astigiano, De Marco è molto diffuso in tutt'Italia, Demarco sembra essere del barese, derivano tutti dal nomen latino Marcius, Marcia era, tra i nomi di clan, uno dei più popolosi della Latinità, starebbe ad indicare quelli dei Marchi cioè gli appartenenti a quella famiglia.
DE MARI
DEMARI
DI MARI
DIMARI
De Mari ha un ceppo nel trevisano e bellunese ed uno nel napoletano, Di Mari è tipicamente siciliano del siracusano, di Rosolini, Lentini, Siracusa e Carlentini, Demari e Dimari sono quasi unici, dovrebbero derivare da forme aferetiche del nome germanico Ademar o Adimar, a loro volta nati dai termini medioevali germanici adal (nobiltà) e mari (celebre, noto), con il significato di persona celebre per la sua nobiltà.
DE MARIA
DEMARIA
DI MARIA
DIMARIA
De Maria è presente a macchia di leopardo in tutta Italia, particolarmente al sud e soprattutto nel napoletano, Demaria invece è tipico del Piemonte, torinese e cuneese in particolare, anche se presenta un piccolo ceppo autonomo in Lombardia e nel bolognese, Di Maria ha un grosso nucleo in Sicilia, ma ha ceppi anche nel brindisino, nel foggiano, beneventano e molisano, nel napoletano e nel romano e latinense, Dimaria, assolutamente rarissimo, è dovuto ad errori di trascrizione del precedente, si dovrebbe trattare di cognomi matronimici, cioè derivati dal nome della madre del capostipite, ma è anche molto probabile una derivazione geografica, ad esempio dal nome della Pieve di provenienza dedicata alla Madonna in una delle sue varie forme. come potrebbe essere Maria Ausiliatrice, Maria Delle Grazie, Maria Del Ponte ecc., tracce di questo tipo di cognominizzazione le troviamo ad esempio a Meda (MI) in un resoconto giudiziario Sindicatus comunis Brusii pro removendo Reverendo domino presbitero Augustino de Meda curatoBrusii a cura 1531 die 25 septembris: "...constituerunt et ordinaverunt ac fatiunt constitunt et ordinant suos et dictorum hominum et vicinorumde Bruxio certos missos nontios sindicos et legiptimos procuratores et quod quod melius dici posunt videlicet dominum Christoforum de Maria de Ponte, dominum Iohannem filius quondam domini Viviani...".
DE MARINIS
DE MARINO
DEMARINIS
DI MARINO
De Marinis ha un ceppo napoletano, uno principale nel barese ad Acquaviva Delle Fonti, Bari, Spinazzola, Noci, Putignano, Rutigliano e Monopoli, ed uno a Ruffano (LE), Demarinis è specifico del barese, di Acquaviva Delle Fonti, Putignano e Rutigliano, De Marino ha un ceppo tra napoletano e salernitano ed uno nel barese, Di Marino è più spiccatamente campano, del napoletano, salernitano ed avellinese, con presenze significative anche in Abruzzo e nel Lazio, dovrebbero derivare dal cognomen latino Marinus. Troviamo tracce di queste cognominizzazioni nel materano nel 1600 quando i De Marinis, nobile casato genovese di origine spagnola trasferitosi a Napoli nel 1600, figurano tra i feudatari più importanti.
DE MARIO
DEMARIO
DI MARIO
DIMARIO
De Mario ha un ceppo nel bellunese a Santo Stefano di Cadore ed uno nel barese a Valenzano, Capurso e Bari, Demario è praticamente unico, Di Mario ha un grosso nucleo tra Lazio, Abruzzo e Molise, con massima concentrazione nel romano e nel frusinate, ha un ceppo nel barese ed uno nella Sicilia orientale, Dimario è quasi unico.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Mario, la cui diffusione in Italia deve molto al culto della Vergine Maria (vedi De Maria): per secoli, infatti, si è ritenuto che Mario fosse il maschile del nome Maria, ma la sua vera origine, in realtà, è precristiana e il suo significato, al giorno d'oggi, è molto incerto e discusso. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti.
DE MARTA De Marta, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del sud Italia, con un possibile ceppo nel reggino ed uno nel casertano, anche se esistono tracce molto antiche di questa cognominizzazione anche in Lombardia, come si evince da una Cartula venditionis dell'anno 1180 a Pavia: "...in parte iuris eorum, que esse videntur in Campanea Papie , in via Fura, et est suprascripta pecia de vitibus cum area sua pertice quatuor et tabule sedecim, ex qua datur omni anno fictum denarios decem ecclesie Sancti Andree de Broilo; coheret suprascripte pecie de vitibus: ab una Alberti Gratalis, ab alia Martini de Martha, a tercia via Fura, a quarta Iohannes de Gunterio sive ibi alie sint coherencie, omnia cum omnibus inintegrum...", si dovrebbe trattare di una forma matronimica, il De sta per figlio di, riferita alla famiglia di discendenti di una tal Martha o Marta.
DE MARTIIS
DE MARTIS
DE MARZI
DE MARZIIS
De Martiis ha un ceppo piemontese ed uno romano, De Martis, presente in tutt'Italia ha solo un ceppo romano ed è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, De Marziis è unico e dovrebbe anch'esso essere stato originato da un errore, De Marzi, il più diffuso ha un ceppo lombardo a Sondrio, uno veneto nel vicentino ad Arzignano e Carrè con un ceppo anche a Venezia, ma il ceppo principale è a Roma e nel romano a Marino e Velletri, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da patronimici, il De sta per della famiglia dei, del nome Martius o Marcius, ricordiamo un re di Roma, appartenente a questa famigliA, Anco Marzio.
DE MARTINI
DEMARTINI
DE MARTINIS
DEMARTINIS
DE MARTINO
DEMARTINO
Demartini è specifico del genovese, alessandrino e torinese, Demartinis è quasi unico, De Martini, ha un ceppo nella zona che comprende il genovese, l'alessandrino, il pavese ed il milanese, un ceppo nel basso bellunese ed uno  di origine genovese nel cagliaritano, De Martinis ha un ceppo nel teramano ed uno nel foggiano, De Martino, tipico campano, del napoletano in particolare è presente in tutto il sud e nel Lazio, Demartino è assolutamente rarissimo, derivano tutti dal cognomen latino Martinus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico Bresciano nell'anno 1178: "...Loterius et Maifredus germani, filii quondam Alberti de Calcaria, et Martinus, filius quondam Obizonis ...". Troviamo tracce di queste cognominizzazioni ad Asolo (TV) nel 1400 con Alvise de Martini cancelliere di Caterina Cornaro reina de Jerusalem Cypri et Armeniae, a Milano nel 1500 con il notaio Jacomo de Martini.
DEMARTIS Demartis è un cognome tipicamente sardo, distribuito in tutta la Sardegna, ma particolarmente al nord, cognome nobile, con il titolo di Cavaliere ereditario attribuito a Giovanni Angelo Demartis nel 1646, con possibilità di fregiarsi del distintivo Don.
Arma: di rosso al cavallo d'argento scalpitante la coda e criniera irte e la zampa anteriore destra alta sopra al mare al naturale nella punta dello scudo (tratto dal Dizionario Storico Feudale, pubblicato da Vittorio Prunas Tola) . Improbabile una derivazione dal vocabolo sardo martis (martedì), più probabile una connessione con il nome medioevale Martius.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DE MARTIS; DEMARTIS: De Martis, proveniente da Martis. Nel vocabolario sardo geografico, patronimico ed etimologico del canonico Giovanni Spano si legge: Martis - villaggio, così chiamato da un tempio dedicato a Marte, che sorgeva nella vicina collina, detta Monte Francu, dove tuttora si vedono i ruderi. I popoli vicini li appellavano Mertenses (sic). Nel Di. Sto. Sa. Di Francesco Cesare Casula troviamo Martis, centro abitato, probabilmente dal latino Mars = Marte, forse per la presenza nel luogo di un tempio dedicato al dio della guerra. In passato è stato un centro abitato molto fiorente, oggi Martis è un paesino di 630 anime, della Sardegna settentrionale, in provincia di Sassari, nella regione storica dell'Anglona, che si affaccia sul golfo dell'Asinara. Le sue origini risalgono al periodo punico e fu villa romana prima e medioevale poi, appartenente alla Curadorìa d'Anglona del Giudicato di Torres e fu possedimento privato dei Doria, poi fece parte del regno di Sardegna catalano -aragonese. Gli abitanti di Martis parteciparono alla Corona de Curadorìa (assemblea) per la Pace di Eleonora del 1388. Il cognome è presente nelle carte antiche della Sardegna. Nella storia ricordiamo De Martis Comita, vescovo dell'antica diocesi di  Ampurias (oggi Tempio - Ampurias) dal1170 al 1179: anno in cui lo troviamo al Concilio Lateranense III°. Gli successe De Martis Pietro. Un altro De Martis Pietro, fu vescovo della Diocesi di Santa Giusta, nel regno giudicale di Arborea, dal 1228 al 1237. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Demartis Nicolao, jurato ville Sune(*  SUNE.Suni. Contrate Castri Serravallis); Martis (de) Anthonio, ville Burgi (* Burgi de Gociano...odierna Burgos - fondata da Mariano IV, padre di Eleonora. Curatorie de Anella);  Martis (de) Anthonio, ville Sammungleo ( * Sammungleo.odierno Samugheo. Mandrolisay o Barbagia di Belvì); Martis (de) Anthonio, ville Silano ( * SILANO....distrutto - Curatorie de Marghine de Gociano. (da non confondere con l'odierno Silanus); Martis (de) Arsocho, jurato ville Birore ( * BIRORE.odierno Birore. Curatorie de Marghine  de Gociano); Martis (de) Bartholomeo, ville Genone ( * Genone .odierno Genoni (contrate Laconi et Partis Alença); Martis (de) Comita, ville Sammungleo; Martis (de) Fuliato, jurato ville Laconi (** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc.); Martis (de) Gomita - ville Terrenove ( ** Terranova et Fundi de Montis (Olbia e Monti). Sempre De Yola Petro et Filio Guantino di Sassari, notai imperiali( 15 - gennaio - 1388). Habitatoribus Fundi Montis...XV Januarii 1388; in posse ...); Martis (de) Gosantino - ville Terrenove; Martis (de) Gosantino - ville Terrenove; Martis (de) Gunnario, ville de Sardara (** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Martis (de) Joanne - ville Terrenove; Martis (de) Joanne - ville Terrenove; Martis (de) Joanne, jurato ville Sedilo ( * Sedilo.odierno Sedilo. Contrate Partis de Guilcier); Martis (de) Joanne, majore ville Fonte. * Fonte.distrutto .della Diocesi di Dolia. Barbagie Ollolai et Curatorie Austis); Martis (de) Joanne, ville Masudas ( * Masudas.odierno Masullas; Masuddas. Partis de Montibus; Martis (de) Joannes, ville Sasseri ( ** Sasseri.Sassari. Et nos Pugioni Anthonius et De Lacon Salatinus, cives Sasseri, sindici, actores et procuratores.Marringoni Arsòcus potestas ac capitanus civitatis Sasseri. Omnes cives congregatis in civitate Sasseri, apud ecclesiam Sancte Caterine.presentibus Corda Jacobo, Magnispesa Francisco, De Mascara Francisco. In die XIII mensis Januarii MCCCLXXXVIII - 1388); Martis (de) Juentinu, jurato ville Açàra (* Açàra .odierno Atzàra. Mandrolisay e Barbagia di Belvì); Martis (de) Murrone, ville Ecclesiarum (** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Martis (de) Oguito, ville Orgosolo (* Orgosolo...odierno. Curatorie Dore); Martis (de) Paulus, ville Sasseri; Martis (de) Petro, Curie de Sacargia ( * Curie de Sacargia.curia di Saccargia: distrutto - presso Codrongianus (Spano); Martis (de) Petro, jurato ville Fodrongiani ( * Fodrongiani.odierno Fordongianus. Contrate Partis Varicati - Barigadu); Martis (de) Philipo, jurato ville Sammungleo; Martis (de) Valganuçu, ville Bangios (* Bangios.villaggio distrutto(contrate Anglona - Chiaramonte); Martis (de)Serio, ville Macumerii ( *** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); Martis Petro, ville Mumutata ( * Mumutata...l'odierna Mamoiada. Barbagie Ollolai et Curatorie de Austis); Martis(de) Gonnario, jurato ville Solarussa ( * Solarussa .odierno Solarussa. Campitani majoris); Martis(de) Guantino - de Castri Januensis(Castelsardo); Martis(de) Joanne, jurato ville Magumadas (* MAGUMADAS - Magomadas. Contrate Castri Serravallis); Martis(de) Petro, jurato ville Orteddi ( * Orteddi.Oroteddi.odierna Orotelli - Curatorie Dore); Martis(de)Petro, ville Dualche ( * Dualche.odierna Dualchi. Curatorie de Margine de Gociano).  Nel Con daghe di San Pietro di Silki, XI°, XIII° secolo, figurano: Martis (de) Donnantine, testis ( 102): teste in una lite (kertu) per la partizione della servitù; Martis (de) Gosantine donnu e maiore de Scolca  - comandante della guarnigione di guardia ai confini (28/95/97/105/111/112/114/129/140), teste in diversi capitoli, donazioni, partizioni di servitù, etc.; Martis(de) Barusone(25), testis parthizione de servis - teste in una partizione di servi: Ego presbiteru Petru Iscarpis ki ponio in ecustu Condake de scu. Petru de Silki, pro ca mi la furait Petru Tecas a Nastasia de Funtana.(Petru Tecas mi ha preso Nastasia de Funtana.).sene mi la peter (senza chiedermela).Testes: Therkis de Nureki, Barusone de Martis, Jorgi de Iscanu, Egithu de Seuin, Mariane de Nureki; Martis(de) Dericcor (45) kertu de servis( teste in una lite per la partizione della servitù); Martis(de) Gosantine(28), teste in una donazione(postura): sendevi a testimonju (essendo testimone).  Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo figurano diversi De Martis: Barusone de Martis (60), teste in una compera: comporaili ad Içoccor de Serra terra in Colletariu (regione tra Trullas e Semestene), tenende a ssa ki li comporararat su donnu maiore a Niscoli de Serra( confinante con la terra comprata dal giudice da Niscoli de Serra). Et ego dei bili .I.eba.(ed io gli diedi in cambio una cavalla). Testes: Barusone de Martis et Comita de Nurki. ; De Martis Pretiosa e De Martis Iorgia (sorelle - 298), cugine di Petru e di Comita; Pretiosa fa una donazione a San Nicola: ego Pretiosa de Martis ki ponio a Sanctu Nichola de Trullas phartones de sa terra in quo las aveat in Cosedin( dono a San Nicola la mia parte di terra che avevo in Cosedin - l'attuale Cossoine). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, XI°, XIII° secolo, abbiamo ben 12 persone di cognome De Martis, tra i quali citiamo: Martis de Arzocco (24/172/178/180), curatore di Simaxis prima e successivamente di Ortueri; il curatore era ufficiale amministrativo e giudiziario di una Curadorìa(Distretto Territoriale Amministrativo e Giudiziario) e presiede la Corona de Curadorìa, cioè il Tribunale. De Martis Barisone (14), teste in una donazione (detj) di donnu Mariane de Gunale a Santu Petru de Bitoni; De Martis Comita, arcivescovo di Arborea(110/125), teste in uno scambio: Terico Melone fuit servum de iudice et ego petivillu; et ipse prohonore suo dedimillu.De Martis Gosantine, filiu a Petru(donnu), curatore de Sia (171/178). De Martis Petru (33/179) vescovo di Santa Giusta. Etc. nel testo del Fara - Ioannis Francisci Farae, "In Sardiniae Chorographiam", il centro abitato di Martis figura in tre posti: 1°) nel cap. "de natura e bonitatae soli" - Paeterea in regione Logudori.sunt multa campestria loca, sed insigniores planities.Melae, Martis, Milis.etc. 2°), nel cap. de fluviis - lumen aliud oriens ex monte Leddas .decurrit per regionem Anglonis inter oppia Martis et Nulvi.in fluvium Cocinae (Coghinas) se effundit (sfocia); 3) - al cap. sulla ( elenco dei centri abitati della)Diocesi di Ampurias: - .Ostiae de Montibus, Baptanae, Orriae Magnae et Orriae Parve cum castro Burgis cuius oppidulum extat et alia semptem, Nulvis, Claramontis, Martis, etc. Come cognome il "De Rebus Sardois II°, nel cap. Pisani, Genuenses et Musactum, nella parte ultima dedicata agli arcivescovi e vescovi sardi, riporta: anno 1175 - Comita de Martis episcopus Ampuriensis; anno1187 - Petrus de Martis episcopus Ampuriensis; anno 1224 - Petrus de Martis episcopus Sanctae Iustae. Nel "De Rebus Sardois III°", in calce al cap. Ioannes Rex, dedicato a Giovanni re d'Aragona, succeduto al padre Pietro I° il Cerimonioso, dopo la sua morte, nel 1387, sono citati i più insigni presuli sardi: His Ionnis regis temporibus insignes paesules in Sardinia  infrascripti fuere: .anno1391 - Ioannes de Martis episcopus Sorrensis (della diocesi di Sorres). Per la cronaca: Re Giovanni morì il 18 maggio del 1396, cadendo da una mula nelle campagne di Castellon, e gli succedette, nello stesso giorno, al trono (dei regni di Aragona, Sardegna e Corsica) il fratello Martino. Nella storia ricordiamo inoltre, Demartis fra' Salvatore Angelo Maria, vescovo della Diocesi di Galtelì e Nuoro, dal 1867, al 1902. Durante il suo vescovado, fu eretta nel monte Ortobene la statua del Cristo Redentore. Attualmente il cognome De Martis è presente in 102 Comuni italiani, di cui 24/377 in Sardegna( si badi bene: non vi sono relazioni, se non per pochi emigrati  in Continente, tra i De Martis sardi e quelli della Penisola, anche se la voce "martis", sia nella Penisola che nell'Isola, presenta la stessa radice): Quartu S. E. 20, Cagliari 19, Alghero 10, Macomer 8, Oristano 6, etc.  Demartis(valgono le osservazioni del precedente) è presente in 109 Comuni italiani, di cui 57 in Sardegna: Sassari 169, Alghero 74, Mores 52, Chiesi 45, Ossi 40, etc.
DE MAS De Mas è tipico del bellunese, di Lorenzago di Cadore in particolare, dovrebbe derivare dal fatto che il capostipite provenisse da località chiamate Maso, come a titolo di esempio Maso Spilzi e Maso Roncador in Trentino o Maso Corto in Alto Adige, o anche dal fatto di provenire da un maso (abitazione rurale sui monti). (vedi anche DAL MAS)
DE MASI
DEMASI
DE MASO
De Masi è comune in Campania, Puglia e Calabria, Demasi, non comune,  è tipico del reggino, De Maso, abbastanza raro, è specifico del foggiano, derivano dal nome medioevale Masus derivato o dall'aferesi del nome Tomasus o dal nome germanico Maso (Masonis), di cui abbiamo un esempio nel 1400 con il Masaccio, famosissimo pittore fiorentino: "Masus S. Johannis Simonis pietas populi S. Nicholai de Florentia". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Solofra (AV) nel 1400 con un certo Iuliano De Masi de Andrea citato in un atto del 1442.
DE MASSARI Cognome molto raro tipico del veronese, dovrebbe derivare dal fatto che la famiglia era o una discendenza di una famiglia Massari o apparteneva ad una famiglia di fattori agricoli. (vedi Massarelli)
DE MATTE'
DEMATTE
DEMATTE'
De Mattè è assolutamente rarissimo, Demattè è tipico del trentino di Trento, Civezzano e Vigolo Vattaro in particolare, Dematte è praticamente unico, dovrebbero derivare da patronimici del nome latino Mattheus o dalla forma germanica Mathè derivati dall'ebraico Mattithyah formato da mattah (dono) e Yah (abbreviazione di Yahvé) il Dio degli ebrei.
DE MATTEI
DE MATTEIS
DE MATTEO
DE MATTIO
DEMATTIO
De Mattei, molto molto raro, sembra tipico ligure, De Matteis diffuso in tutt'Italia, ha un nucleo importante nel Salento, nel foggiano, Molise, alta Campania, Lazio ed Abruzzo, De Matteo, è specifico del napoletano e casertano, De Mattio, quasi unico, è del triveneto, Demattio ha un ceppo in Trentino a Cavalese e Carano ed a Laives in Alto Adige, si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il De stia per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si chiamassero con il nome medioevale Matteo, o con il suo equivalente arcaico Mattio, a loro volta derivati dal nome normanno Mathe o dal cognomen latino Matho. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Roma del 1500: "...porticus s. Angeli versus plateam Montanariam ubi est domus illorum De Matteis..:" e in Campania nel 1600 con il pittore Paolo De Matteis (1662 - 1728).
DE MATTIA Presente in tutt'Italia, sembrerebbero esserci ceppi autonomi in Lazio, Campania, Puglie e Veneto, deriva dal nome Mattia.
DE MAURO
DEMAURO
DI MAURO
DIMAURO
De Mauro sembrerebbe tipicamente pugliese, con un ceppo anche a Napoli ed a Roma, Demauro, estremamente raro, è anch'esso pugliese, del barese in particolare, Di Mauro è molto più diffuso, nel fiorentino, nel Lazio, in Campania, in Puglia e, soprattutto, in Sicilia, Dimauro ha un ceppo nel barese a Sant'Eramo in Colle nel barese ed a Vieste nel foggiano, ed uno in Sicilia a Siracusa e Ragusa, si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il De- ed il Di- stanno per il figlio di, riferiti a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Mauro,, di quest'uso abbiamo un esempio in uno scritto del decimo secolo ad Amalfi: "..Hoc opus fìeri iussit prò redemptione animae suae Pantaleo fìlii Mauri de Pantaleone de Mauro de Maurone Comite ..".
DE MECCO
DE MICCO
DI MICCO
De Mecco, sembrerebbe unico, probabilmente si tratta di un errore di trascrizione di De Micco che è decisamente napoletano, con presenze significative anche a Caivano (NA), Volla (NA) e Caserta, Di Micco ha il nucleo principale nel napoletano a Cardito, Caivano, Afragola, Crispano, Napoli e Casoria, ha ceppi in Lazio a Sonnino (LT), Latina e Minturno, a Roma ed a Sora (FR), ed ha un ceppo nel barese a Barletta e Trani, derivano tutti dal nome Domenico (vedi Mecca) il De o Di davanti al cognome sta ad indicare il figlio di.
DE MELAS
DEMELAS
De Melas, assolutamente rarissimo, è sardo, Demelas, presente in tutta la Sardegna, ha un ceppo a Stintino (SS), uno a Samugheo (OR), uno ad Atzara (NU) ed uno piccolo anche a Cagliari, dovrebbero derivare da un toponimo Melas ora scomparso, vicino a Guspini (CA) esiste un Nuraghe Melas ed un fiume Melas.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DE MELAS; DEMELAS: is o sas melas, sono le mele; più che dal latino mala, neutro plurale di malum, lo prendiamo dal greco μήλον, ma nel tardo latino troviamo anche melum/mela.  In sardo sa mela, is o sas melas indicano tanto il frutto quanto l'albero. Mela e Melas sono toponimi frequenti in tutto il territorio della Sardegna. Mela de Taras, abitato scomparso: detto anche Taras (Taras è presente in Sardegna come cognome, con maggior frequenza in Gallura), fu capoluogo della omonima Curadorìa, nel regno giudicale di Gallura, fece parte dei possedimenti di Pisa ed infine del Regno catalano - aragonese di Sardegna; fu abbandonato alla fine del XIV° secolo; era ubicato in agro di Santa Teresa di Gallura. nel testo del Fara " Ioannis Francisci Farae - In Sardiniam Chorographiam -", al capitolo De Fluviis, troviamo: Flumen Mascaris oritur ex agro oppidi Salvenneris, regionis Plovacae (nasce dalle campagne del paese di Salvennero, nella regione di Ploaghe).per Campum Melae impigre excurrit (.percorre impetuoso Campo Mela). De Mela e De Melas li troviamo come cognomi nei documenti antichi della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo: Mela(de) Amico, jurato ville Solarussa (* Solarussa .odierno Solarussa. Campitani Majoris); Mela(de) Gantino, ville Zaramonte ( * Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona - Chiaramente); Melas (de) Paschalino, ville Mahara (* Mahara - Barbaraquesa .Arbarei -  Villamar. Contrate Marmille); Melas(de) Molentino, jurato ville de Sancto Gavino ( *  Sancto Gavino. San Gavino Monreale. Montis Regalis). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, sono presenti: De Mela Dorgotori (27), teste in un acquisto e membro della Commissione che stabilisce il prezzo di una vigna, in Semestene: comporaili binia perdita (una vigna lasciata in abbandono) a Gosantine Capiça, in binias de Semeston, tenendo a sa binia(confinante con la vigna di) de donnu Comita de Laccon.Testes, ki bi furun ad apreçare(quelli che ne dovevano decidere il prezzo), Simio Mabronti et Dorgotori de Mela.De Mela Ytçoccor e Mariane, fratelli (133), insieme al loro cognato Gosantine Taras, vendono una terra: comporailis a fratres De Mela, a Mariane et ad Ytçoccor et assu connatu Gosantine Taras, terra in padule (palude), tenende (confinante) assa de Andria Voço. Et devili (loro diedi) sollo decasu(un soldo di formaggio) et .III.çiricas, et .XX. cubita de pannu, et .I. berbere. Testes.(3 tele di seta e 20 cubiti di panno e una pecora. Testimoni.); De Mela Petru (96): comporaili a Petru de Mela latus (ho comprato da Petru de Mela, la metà - del servizio -) in (di)Iusta Lorica; et ego deibili (ed io gli ho dato), .I. caballu in .IIII. sollos, et .I. maiale in dsollo, et .I. bacca in .II. sollos, a boluntade de pare( ed io gli ho dato un cavallo del valore di 4 soldi, un maiale del valore di un soldo, una vacca del valore di 2 soldi, con l'accordo reciproco). Teste, Furatu Melone et Gosantine Reças.  Attualmente il cognome De Melas è presente in 26 Comuni italiani, di cui 8 in Sardegna: Samugheo 3, Muros 3, Fonni 3, etc. Il cognome Demelas è presente in 105 Comuni italiani, di cui 62 in Sardegna: Atzara 75, Samugheo 62, Sassari 38, Budoni 33, Cagliari 32, etc.
DE MENEGHI
DEMENEGHI
Assolutamente rarissimi Demeneghi è probabilmente dovuto a errori di trascrizione di De Meneghi, sembrerebbero tipici della zona di Treviso, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'aferesi del nome Domenico.
DE MEO
DI MEO
De Meo è diffuso a Formia nel basso Lazio e nel foggiano, Di Meo è molto diffuso nell'area che comprende Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Puglia, derivano dal nome/cognome Meo (vedi Meo), tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Sicilia in un atto del 1420 scritto in Palermo: "...Ego Aloysius de Meo de Panormo Jnperialj autoritate vbique ac regia per totum regnum Jnsole Sicilie et archiepiscopali per dyocesim Panormitanam Judex ordinarius atque notarius puplicus premissa omnia rogatus scripsi et puplicaui et meo signo signaui....
DE MESTRIA
DE MESTRIO
MESTRI
MESTRIA
De Mestria è quasi unico, così come De Mestrio e Mestri, Mestria, comunque rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo a Ferrandina nel materano, dovrebbero derivare dal nome della Gens Mestria, una Gens consolidata nel riminese ed in Sabina, è anche possibile una derivazione dal nome greco Mestrius, ricordiamo Mestrius Plutarchus, il famosissimo storico e biografo greco Plutarco.
DE METRI
DEMETRI
DEMETRIA
DEMETRIO
DE MITRI
DEMITRI
DI METRI
DI MITRI
DIMITRI
De Metri, estremamente raro, dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione di Demetri, che ha un ceppo nel rovigoto, uno nel varesotto ed uno nel torinese, Demetria è unico, Demetrio ha un piccolo ceppo pugliese ed uno nel reggino, Demitri è decisamente pugliese, di Taranto e Sava nel tarantino e di Ceglie Messapica, Francavilla Fontana e Mesagne nel brindisino, è una forma più antica del cognome De Mitri che è molto diffuso in tutto il Salento, soprattutto a Taranto, Lecce, Galatone, Carmiano, Nardò, Botrugno, Copertino, Poggiardo e Calimera nel leccese ed a Brindisi, Di Metri è quasi unico, mentre Di Mitri ha un grosso ceppo nel Salento, a Manduria, Taranto e Pulsano nel tarentino ed a Calimera e Corigliano d'Otranto nel leccese,  ed uno a Palermo e Monreale nel palermitano, Dimitri è anch'esso molto diffuso a Manduria, ma è ben rappresentato anche a Taranto, Avetrana, Pulsano e Maruggio nel tarentino ed a Calimera e Corigliano d'Otranto nel leccese, dovrebbero tutti derivare direttamente dal nome slavo Dimitri o dal nome greco Demetrios, o dal nome latino Demetrius, entrambi derivati dal nome della dea pagana della Terra Demetra, di queste origini abbiamo un esempio nel Ab Urbe Condita di Tito Livio: "... Demetrio rege in Syria regnabat. Hunc Demetrius, Demetri filius, qui a patre quondam ob incertos belli casus ablegatus Cnidon fuerat ...".
integrazioni fornite da Sergio De Mitri
Il cognome De Mitri nasce da quella parte del Friuli a ridosso dei rilievi delle Prealpi Giulie, storica zona di transito aperta ad influenze orientali.  Dall'agionimo Demetrio, Demitri deriva il cognome che subirà nei secoli continue trasformazioni nelle trascrizioni parrocchiali , notarili , comunitarie.  E'documentato in varie epoche che persino il nome di una singola persona , appartenente alla stessa famiglia, nell' arco della sua vita, verrà scritto e trascritto indifferentemente come Dimitri o Demitri e (nella forma aferetica) Mitri e de Mitri. Viene ipotizzato un unico stipite, nel Quattrocento ben radicato a Cormòns (Giacomo Demitri in età matura nel 1559) la famiglia si diffonde a S. Giovanni al Natisone, nella zona di Santa Maria la Longa ed infine nella fortezza veneziana di Palmanova.  Il ceppo cormonese si dirama a Galleriano (1517 , Zuan Demetri ) e Remanzacco (1508, Daniele Mitri di Giovanni di Matteo) quindi la famiglia si sviluppa nelle località tra Udine ed il cividalese (tra le quali Pavoletto , Grions , Gagliano , Prepotto). Alcuni rami raggiungeranno le località di Venzone, Buja , Dignano , Sedigliano.  Nel Settecento ci sarà un notevole sviluppo a Trieste mentre una famiglia, dopo qualche anno di permanenza a Gorizia, si trasferirà in laguna, nell' isola di Murano quindi a Venezia.
DEMETRICO Demetrico, quasi unico, sembrerebbe siciliano, dovrebbe derivare da un termine tardo latino per colono o servo di un Demetrios.
DEMI
DEMO
Demo sembra tipico del padovano, con un ceppo, probabilmente secondario, nel torinese, Demi è tipicamente toscano, in particolare del livornese, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi come Niccodemo.
DE MICHELE
DE MICHELI
DEMICHELE
DEMICHELI
DI MICHELE
DI MICHELI
DIMICHELE
De Michele è tipico dell'area che comprende la Puglia in particolare, la Campania ed il Molise, con ceppi anche nell'aquilano e nel romano ed in Sicilia nel messinese e nel palermitano, Demichele sembrerebbe specifico del barese, De Micheli ha un ceppo in Lombardia, nell'alessandrino, nel piacentino ed in Liguria, ha un ceppo fiorentino, uno romano ed uno nel Salento, Demicheli sembrerebbe specifico dell'area alessandrina, Demichelis, sicuramente piemontese, è molto diffuso nel torinese e nel cuneese, ma con presenze significative anche nell'alessandrino, De Michelis ha un ceppo ligure ed uno nell'area che comprende l'aquilano, il reatino ed il romano, Di Michele ha un grosso ceppo abruzzese con un ceppo romano e nel reatino, uno molisano, uno nel foggiano ed uno nel tarentino, Dimichele è tipico del tarentino, Di Micheli, praticamente unico è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione, tutti questi cognomi sono forme patronimiche dove il De ed il Di stanno per figlio di, riferendosi a famiglie il padre del cui capostipite aveva come nome Michele.
D'EMIDI
D'EMIDIO
D'Emidi è quasi unico, sitratta probabilmente di errori di trascrizione del cognome D'Emidio, che è tipico della fasca che comprende il Piceno, soprattutto con Ascoli, il teramano, con Sant`Egidio alla Vibrata e Teramo, il pescarese, con Collecorvino e Pescara, ed il romano, con Roma e Monterotondo, si dovrebbe trattare di forme patronimiche relative a capostipiti i cui padri si chiamassero Emidio (vedi EMIDIO).
DE MIERE
DE MIERI
DEMIERI
DI MIERI
DIMIERI
DI MIERO
MIERA
MIERE
MIERI
MIERO
De Miere è praticamente unico e dovrebbe trattarsi del frutto di un errata trascrizione del cognome De Mieri, che, molto raro, presenta un ceppo a Sanza nel salernitano, Demieri, quasi unico, dovrebbe essere dovuto ad errate trascrizioni del precedente, Di Mieri è anch'esso specifico del salernitano, di Teggiano e di Agropoli, Dimieri, quasi unico anch'esso, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, Di Miero è specifico di Chieti, Miera, Miere, Mieri e Miero sono praticamente unici, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme patronimiche dove il prefisso De- o Di- stiano per il figlio di, da capostipiti i cui padri, o loro stessi si chiamassero con il nome germanico Meier che derivava dal termine germanico per fattore, o anche operaio, ma potrebbero anche essere derivati dal nome francese arcaico Demier, non è esclusa una possibile derivazione da soprannomi basati sul termine francese medioevale miere (medico), o da toponimi francesi come Miers, presenti nelle vicinanze di Brive la Gaillarde, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo con il pittore padovano del 1500 Pietro Antonio Miero.
DE MILATO De Milato è specifico di Francavilla Fontana nel brindisino, potrebbe stare ad indicare una provenienza del capostipite da Milatos una località sull'isola di Creta.
DE MITA
DEMITA
Demita ha un piccolo ceppo nel tarentino, dovrebbe derivare da errori di trascrizione di De Mita, che è specifico di Foggia e Lucera nel foggiano, di Martina Franca e Massafra nel tarantino e di Nusco nell'avellinese, potrebbe derivare dal fatto che i capostipiti fossero appartenenti alla Gens Mettia, ma è pure possibile che si tratti invece di forme patronimiche legate al nome tardo latino Mitia, di cui abbiamo un esempio in questo scritto: "...Invidiae semper regnum est: omnisque potestas Impatiens socii. Quid multum? haec summa precandi: Caelesteis Aquilas in visaque regna relinquas Arce procul, nostroque velis te credere iuri. Sic genus aethereum spretis sibi consulat armis, Inque vicem gens omnis amet. pax missa per orbem Munera militiae volet exercere togatae: Pacato quisque imperio, sine sanguinis haustu Mitia legitimo sub iudice bella movebit. Sin, quae iusta, rogo, porro abnuis ore superbo; heic subito, heic pacem temerataque iura relinquam: Teque sequar Fortuna. procul tunc faedera. si nos Credidimus fatis; utendum est iudice bello. ..", o anche che possa trattarsi di una forma matronimica legata al nome femminile Mita.
DE MOLO De Molo, assolutamente rarissimo, sicuramente veneto, sembrerebbe del vicentino, forse di Piovene Rocchette, Velo d'Astico od Arsiero, dovrebbe derivare da un antico nome di località Molo, come quello indicato ad esempio in un atto del 1195 a Chiavenna nel sondriese: "...petia una vinee in Runcalia Bertrami de Molo medietas unius vinee ad Molum, que fuit Arnoldi Zue petie due vinee ad Molum Bunzeri Tantoni petia una vinee Bertrami de Molo ad Molum...".
DE MONTE
DEMONTE
DE MONTI
DE MONTIS
DEMONTI
DEMONTIS
De Monte ha un ceppo friulano, ad Artegna, Ragogna, Udine, San Daniele del Friuli, Ampezzo e Buia, un ceppo a Trieste ed uno pugliese, a Nardò e Lecce nel leccese, a Mola di Bari nel barese, a Taranto ed a Brindisi, Demonte ha un ceppo nel torinese, probabilmente secondario, e probabilmente dovuto all'emigrazione dal meridione, ed un ceppo pugliese a Mola di Bari nel barese ed a Cerignolka nel foggiano, Demonti, molto raro, è tipico della zona tra bresciano e trentino, De Monti invece è tipico della Valtellina, di Valdisotto nel sondriese, Demontis è decisamente sardo ed è molto diffuso, De Montis ha un ceppo nel cagliaritano, uno nel romano ed uno nel genovese, dovrebbero tutti indicare una provenienza dei capostipiti da zone di montagna, si trovano tracce di Demontis in Sardegna almeno dal 1500.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DEMONTIS: dai monti (ad indicare la provenienza). In latino suonerebbe "de montibus". Esistono tantissimi toponimi col termine monte o monti. Molti centri abitati, che contenevano il vocabolo "monti" o "monte" sono scomparsi. Attualmente Monti è un centro di 2500 abitanti (Paesino di montagna, a 300 m. s.l.m.) della nuova provincia di Olbia - Tempio. Nelle carte antiche il cognome è registrato con "De" separato da "Montis". Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo 15 de Monte, 2 de Montes, 6 de Montis: Monte (de) Anthonio, ville Macumerii(Macomer); Monte (de) Comita - ville Terrenove et Fundi Montis(Olbia) ; Monte (de) Gaìno, jurato ville Tiesi; Monte (de) Guantino, jurato ville Borone(* odierno Boroneddu. Contrate Partis de Guilcier); Monte (de) Joanne - ville Terrenove ; Monte (de) Joanne - ville Terrenove ; Monte (de) Joanne, ville Bonorbe(Bonorva) ; Monte (de) Martino, jurato ville Cerchillo(* attuale Berchidda. Curatorie de Costa de Valls; Monte (de) Martino, jurato ville Silanus; Monte (de) Rafuco, ville Macumerii; Monte (de) Sergadorio, ville Macumerii; Monte (de) Thoma, ville Ribechu(* attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls ; Monte (de) Valentino, jurato ville Silanus; Monte(de)  Joannes -de Aristanni ; Monte(de) Iulianus - de Aristanni ; Montes (de) Andrea, jurato ville Lequeses(* Lachesos...villaggio distrutto della Diocesi di Sorres( Meylogu)- Contrate Ardar et Meylogu); Montes (de) Guantino, jurato ville Cossein (*odierno Cossoine - Contrate Caputabas); Montis (de) Andrea, ville Ardar(Ardara); Montis (de) Joanne, ville Macumerii ; Montis(de) Petro, jurato ville de Biti ; Montis (de)Joanne - de Bosa; Montis (de) Juliano, ville Lunamadrona; Montis(de) Librando, jurato ville Mahara(Villamar). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, *CSMB XI°, XIII° sec., è presente un certo Janne de Monte(94), in una donazione alla chiesa: "posit Janne de Monte terra ad clesia.pro s'anima sua .". Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., son citati 4 de Monte: Gosantine (186), figlio di Pietro, testimone, insieme al padre, in un acquisto di servi (del servizio): Comporaili a Comita de Thori. Latus de Gunnari Masala et pede de sa filia Vera, e deivili 1 mesa libra de argentu laborata, et unu pulletru de domare = ho comprato da Comita de Thori, la metà (del servizio) di Gunnari Masala e un quarto della figlia Vera; in cambio di mezza lira d'argento, e un puledro non domato; De Monte Petru, padre di Gosantine è, tra l'altro, maiore de ianna ( il maiore de ianna sta a capo di una kita di armati: kita = turno di guardia di una settimana); de Monte Ithoccor (236; 270), priore della chiesa di San Pietro di Sorres, membro della Corona della Curadorìa in Bonorzoli, presieduta dal Giudice Ic(i)occor de Laccon. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS, XI°, XIII° sec., troviamo: Monte(de) Janne(27), rapitore e poi marito di De Funtana Elene ed i loro 4 figli, Caterina, Gavini, Justa e Maria, in una spartizione di servi: Ego presbiteru Petru Iscarpis (priore della chiesa di San Pietro) ponio in ecustu Condake .pro Elene de Funtana, ki fuit ankilla de scu. Petru de Silki, e levatilla a llarga Janne de Monte e fekerun iiij (4)fiios.etc. (Io prete Petru Iscarpis registro in questo Condaghe di San Pietro.Elene de Funtana che era serva di San Pietro e fu rapita da Janne de Monte e fecero 4 figli.segue la lite (kertidu de servis) nella Corona (tribunale) del Giudice Barusone (di Torres), per il possesso dei 4 figli, con i padroni di Janne de Monte: Furatu de Seuin e Comita de Gunale. Attualmente Demontis è presente in 245 Comuni italiani, di cui 124 in Sardegna: Sassari 235, Cagliari 222, Quartu S. E. 82, Alghero 64, Escalaplano 52, Ozieri 51, etc. Nella penisola Roma 35, Torino 29, Milano 27, Genova 16.  Negli USA è presente in 5 Stati, per lo più della costa occidentale, con un nucleo familiare a testa.
DE MUNARI
DE MUNER
De Munari, tipicamente veneto, sembrerebbe tipico del vicentino con diramazioni anche nel veneziano e nel basso pordenonese, De Muner, assoltamente estremamente raro, dovrebbe essere veneto, questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche arcaiche riferite a famiglie di figli di mugnai (vedi MUNARETTI ), nell'antichità il mugnaio era un personaggio importante nelle comunità soprattutto agricole e la forma patronimica con il De ne evidenzia il prestigio.
DE MUNNO
DEMUNNO
DI MUNNO
DIMUNNO
Demunno, quasi unico, è del cosentino, come De Munno, che, assolutamente molto molto raro, è specifico di Amantea nel cosentino, Dimunno, quasi unico, è del barese, Di Munno ha un ceppo pugliese a Lucera e Cerignola nel foggiano ed a Monopoli nel barese, con un piccolo ceppo anche a Poggiofiorito nel teatino, questi cognomi dovrebbero derivare da forme patronimiche, dove il De- ed il Di- starebbero per il figlio di, riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero Munno (vedi MUNNO).
DE MURO
DEMURO
DE MURU
DEMURU
De Muro ha un ceppo cagliaritano ed uno napoletano, Demuro è tipicamente sardo, diffusi in tutta l'isola, in particolare nella parte settentrionale, De Muru è tipicamente sardo, Demuru è dovuto probabilmente ad un errore di trascrizione del precedente, potrebbero derivare da soprannomi originati dal vocabolo sardo muru (asino, ma anche muro, parete), è pure possibile una derivazione dal toponimo Muros (SS).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DE MURO; DEMURO; DE MURU; DEMURU: de muru = dal o del o di muro; in latino murus. Murai/re = murare, fare i muri. Murayolu (log. antico)= muratore; oggi méstu o maìstru de muru = maestro di muro. Muru a bullu = muro (di pietre) senza malta. Muro, muros, muru, murus, murèra, sono toponimi comuni, diffusi in tutta la Sardegna. Muros è il nome di un centro abitato; in periodo medioevale appartenne alla Curadorìa di Figulina, nel regno giudicale di Torres. Fu possedimento privato dei Malaspina. Dal 1365 al 1388 appartenne al regno giudicale di Arborea. Dopo alterne vicende, dal 1410 in poi andò a far parte del Regno catalano aragonese di Sardegna. Nel 1928 il paese fu aggregato al Comune di Cargeghe. Nel 1950 tornò autonomo. Oggi è un paese di 754 abitanti della provincia di Sassari. Muro è inoltre il nome di un centro abitato scomparso; ubicato in agro di Galtellì, in periodo medioevale fece parte della Curadorìa di Orosei - Galtellì, nel regno giudicale di Gallura. Fu abbandonato verso le fine del XIV° secolo. Come cognomi, li ritroviamo nei documenti antichi della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388 troviamo: De Muru Bernardo, jurato ville Culleri ( ** CULLERI.(attuale Cuglieri) CASTRI MONTIS DE VERRO.in posse Salari Arsocho, notarii publici et etc. die X januario 1388. nisi bestiaris pastores.congregatis in villa de Guilciochor .in posse Salari Arsoci, habitatoris Bose .notarii publici et etc. die X januari 1388); De Muru Florencio, jurato ville Culleri; De Muru Joanne - de Bosa ( ** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose.nisipastores.congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388); De Muru Juliano, jurato ville Sia Sancti Nicolai ( * Sia Sancti Nicolai.odierno Sia Piccina o Picca - Contrate Campitani Simagis); De Muru Petro, jurato ville Macumerii (*** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); De Muru Petro, majore ville Bortigale ( * BORTIGALE.odierno Bortigali. Curatorie de Marghine de Gociano); De Muru Stefano, jurato ville Culleri;  Demuru Joanne, ville de Guspini ( * Guspini...Guspini. Contrate Montis Regalis); DeMuru Leonardo, ville Zaramonte ( * Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona - Chiaramente); Demuru Leorio, majore ville Usthei ( * Usthei ...villaggio distrutto della Diocesi di S. Giusta. Contrate Partis de Guilcier); DeMuru Nicolao, jurato ville Nulvi ( * Nulvi...odierno Nulvi. Contrate de Anglona- Chiaramonte); Muru(de) Georgio, jurato ville Spina Alba (* Spina Alba.distrutto.Contrate Partis Milis); Muru(de) Guantino, ville Modolo ( * Modolo...Modulo. Contrate Castri Serravallis); Muru(de) Martino, ville Laconi ( ** Laconi.et Contrate Partis Alença et etc. seu Atara Barçolo, officiali Curatorie de Parte Alença. In posse Penna Ambrosii et filii Guiducii (Penna) notari...die XII januarii 1388.( nisi pastores bestiarium et etc); Muro (de) Joanne, ville Montis leonis (* Montis Leonis.odierno Monteleone Roccadoria. Caputabas). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo: sos de Muru (108), proprietari di terre in Arkennor( o Arcennor: centro abitato oggi scomparso. Appartenne alla Curadorìa di Costavalle, nel regno giudicale di Torres. Era sito in territorio di Semestene. Il nome rimane oggi in un piccolo corso d'acqua, Riu Alchennero); De Muru Dorgotori  - (210) - (fratello di Petru, e di Yçoccor, coi quali vende servi (il loro servizio)in Consedin (l'attuale Cossoine - Caputabas). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo: De Muru Arzocco, diacono(167, 202, 205), teste in partizioni di servi; De Muru Cerkis ( 81) (teste in una compera di servi): comporeilli assu conte (de Sollie - Solii, abitato scomparso, appartenente, in periodo medioevale, alla Curadorìa o parte Campidano di Milis, nel regno giudicale di Arborea. Il paese fu abbandonato, presumibilmente, verso la fine del XIV° secolo). De Muru Goantine (214), prete di Senuski( Senuski - o anche Sa Nuschi - abitato scomparso. Era sito in agro di Nuràchi. In periodo medioevale appartenne alla Curadorìa o Parte di Campidano di Cabras, nel regno giudicale di Arborea. Nel 1410, in seguito alla sconfitta delle truppe arborensi, passò al regno catalano -aragonese di Sardegna. Fu abbandonato all'inizio del XVII° secolo, molto probabilmente a causa delle continue incursioni barbaresche); De Muro Gunnari (173), testimone in una lite (kertu) per la partizione della servitù; De Muru Izoccor, scrivano (8)- testes (in una donazione a Santa Maria da parte di donnu Guantine Murtinu): Deus et Sancta Maria et Izoccor De Muru ke iscripsit custa carta et donnuMariane de Zepera, donnu Comita de Loy, donnuGosantine de Thori, majstru Bigenzu etc.; De Muru Troodori (169), testimone in una lite per la concessione di donna Bera d'Uda, della sua parte (parzone) a Santa Maria; De Muru Troodori o Torkitorio(diverso dal precedente - 24, 33, 205), arcivescovo di Arborea( dal 1224 al 1253), per nomina di papa Onorio II° ( vedi Di.Sto.Sa di F. C. Casula); al cap. 205 del CSMB è parte in uno scambio di servitù: In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti amen; ego Arrigu priore di Sancta Maria de Bonarcadu, partivi serbos cun Troodori de Muru arkiepiscopu de Sancta Maria d'Aristanis. Attualmente il cognome De Muro è presente in 104 Comuni italiani, di cui 17 in Sardegna: Cagliari 43, Quartu 9, Tempio 6, etc. Nella penisola, Roma ne conta 50, Napoli 43, Genova 9, etc. Depuro è presente in 138 Comuni italiani, di cui 65 in Sardegna: Tempio 112, Cagliari 92, Sassari 89, etc. De Muru è presente in 15 Comuni italiani, di cui 2 in Sardegna: Oschiri 3, Las Plassas 2. Demuru è presente in 117 Comuni italiani, di cui 71 in Sardegna: Meana Sardo 126, Berchidda 65, Cagliari 43, Sassari 41, etc.
DE MURTAS
DEMURTAS
Tipici sardi, Demurtas è molto diffuso in tutta l'isola, De Murtas è specificatamente cagliaritano, potrebbero derivare da toponimi contenenti la radice Murtas, come se ne trovano sia nel cagliaritano che nel nuorese e nel sassarese, ma più probabilmente sono originati dalla presenza di molti cespugli di mirto (sa murtas) nelle vicinanze della casa del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DE MURTAS; DEMURTAS: de murtas: letteralmente, dai mirti; dal latino murta o myrta = mirto. Sa murta druci = la coccola del mirto. Il liquore di mirto è oggi uno degli sciroppi più classici della Sardegna. Murta, murtas, sono termini molto frequenti nella toponomastica sarda. Es: Rio Mùrtas, in agro di Arbus; planu de murta, sa valle dessa murta, nel CSNT(191 - 206), etc. etc. Ricordiamo poi che Murta Urci o Durci è il nome di un centro abitato scomparso. Apparteneva come villa (bidda) medioevale, alla Curadorìa di Campidano, nel regno giudicale di Càrali. Il centro abitato fu abbandonato alla fine del XIII° secolo. Oggi è rimasto come toponimo, ad indicare una "cala" in prossimità della Sella del Diavolo e della spiaggia del Poetto, nel golfo degli Angeli, meglio conosciuto come golfo di Cagliari. Un altro centro abitato scomparso, di nome Murta, si trovava in agro di Monastir. Di origine nuragica, in periodo medioevale fu villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di Gippi, nel regno giudicale di Carali. Dal 1324 fu un paese del Regno catalano - aragonese di Sardegna. Fu abbandonato verso la fine del XIV° secolo, probabilmente a causa delle continue guerre tra il Giudicato di Arborea ed il Regno di Sardegna. A Villaputzu, sulla  costa si trova la Torre antibarbaresca di Murtas, detta anche Torre di Quirra. Il cognome è presente negli antichi documenti della storia e della lingua della Sardegna. In questi è sempre preceduto da "de", ad indicare, probabilmente, la provenienza Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Murta (de) Joanne, ville Gononò (* Gononò.Gonnosnò; Gonnunou. Partis de Montibus); Murta Comita, jurato ville Urune ( * Urune.attuale Orune ( Oruni). Curatorie de Anella); Murtas (de) Anthonio, ville Mahara ( * Mahara - Barbaraquesa .Arbarei -  Villamar. Contrate Marmille); Murtas (de) Barçòlo, ville Mahara; Murtas (de) Coco, ville Mahara; Murtas (de) Francisco, ville Selluri (** Selluri - Sedduri - Seddori: odierno Sanluri. Et ego Capula Marcus .sindicus, actor et procurator ville Selluri.seu a Petro De Castay, locuntenente capitanei et Margiano Costa, locuntenente potestatis terre Selluri et omnibus habitatoribus dicte terre, congregatis. X die januarii 1388); Murtas (de) Laurencio, curie de Ploaghe ( * Curie de Ploaghe.odierno Ploaghe); Murtas (de) Petro, curie de Ploaghe; Murtas (de) Salvadu, jurato ville Solgono ( * Solgono.odierno Sorgono. Mandrolisay e Barbagia di Belvì); Murtas (de)Nicolaus - de Aristanni (*** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc.); Murtas(de) Margiani, jurato ville de Dure ( * Dure.distrutto - salto di Bitti - Contrate Montis Acuti - Ozieri); Murtas(de) Petro, jurato ville Solli ( * Solli.odierno Silli. Contrate Partis Milis). Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo, troviamo:  De Murtas Eissu (194), vende un terra alla chiesa: comporai a Terico Nonne e a Eissu de Murtas et assas sorres terra et figu et omnia cantu aviant (e tutto quello che avevano) in Pirastru de Zinzalu (località probabilmente sita in agro di Sancte Eru - San Vero), et una terra dae segus (dietro) de domo de Iuanni de Urri(la casa di .)et clompet usque assos ortos dessu erriu (arriva sino agli orti del rio). Dilli in prezu sollos XII de denaris.(gli ho dato in cambio 12 soldi in contanti.). Testes..(seguono i testimoni). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, troviamo: De Murta Victoria(272), serva in Trullas: tramutai (scambio) cun su priore de Ferrukesos.et isse deitimi.me deit latus (la metà del servizio) de Sirica, fiia de Victoria de Murta.Testes.(seguono). Attualmente il cognome De Murtas è presente in 92 Comuni italiani, di cui 22 in Sardegna: Cagliari 40, Oristano 9 Nuoro6, Quartu 6, etc. Demurtas è presente in 173 Comuni italiani, di cui 87 in Sardegna: Cagliari 132, Villa Grande Strisaili 120, Nuoro 83, Tortolì 79, Arzana 67, etc.
DE MUSSI
DE MUSSO
De Mussi è unico ed è del barese, si tratta di un errore di trascrizione di De Musso, che sembrerebbe specifico di Molfetta nel barese, dovrebbe derivare dal nome Musso (vedi MUSSI) il De iniziale è patronimico e sta per figlio di, intendendo quindi la famiglia di un figlio di un Musso.
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