DE NADAI
DENADAI |
De Nadai è specifico del trevisano, di Vittorio Veneto, Cappella
Maggiore, Salgareda, Cordignano, Vazzola e Conegliano, con un piccolo ceppo
anche a Padova, ed un ceppo a Roma, probabile frutto dell'emigrazione veneta
in occasione della bonifica Pontina, Denadai, quasi unico, è probabilmente
una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare dalla forma dialettale
trevisana del nome Natale, si tratterebbe
quindi di un patronimico, dove il prefisso De-
starebbe per il figlio di, riferito
a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Natale,
in veneto Nadal, al plurale Nadaj
o Nadai. |
DE NAPOLI
DENAPOLI
DI NAPOLI
DINAPOLI |
De Napoli ha un ceppo nel barese, uno nell'avellinese ed uno nel cosentino,
al centro è ben presente nel romano, Di Napoli è diffuso
in tutto il sud, in particolare in Campania, nel napoletano e nel salernitano
e nel romano, sia Denapoli che Dinapoli sembrerebbero del barese, di Acquaviva
delle Fonti ed Altamura, anche se il secondo ha anche un ceppo ad Alghero,
si dovrebbe trattare di indicatori di provenienza dei capostipiti, probabilmente
originari di Napoli, ma si può anche trattare di forme patronimiche
dove il De
ed il Di stanno per figlio
di qualcuno chiamato Napoli
(vedi NAPOLI). |
DE NARDI
DE NARDO
DENARDI
DENARDO |
De Nardi è tipicamente veneto del trevisano, di Vittorio Veneto,
Conegliano, Treviso, Farra di Soligo, San Vendemiano, Tarzo, Morgano, Cappella
Maggiore, Montebelluna, Salgareda e Cordignano, Denardi, decisamente molto
molto raro sembrerebbe del Trentino, Denardo, quasi unico, potrebbe essere
dell'area piemontese, De Nardo ha un ceppo tra trevisano , pordenonese
ed udinese, uno a Roma, uno campano ed uno nel catanzarese, dovrebbe trattarsi
di forme patronimiche dove il prefisso De-
stia per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fosse chiamato Nardo,
una forma aferetica del nome Bernardo,
Leonardo o altri simili. |
DE NARO
DENARO
DI NARO
DINARO |
De Naro, assolutamente rarissimo, è del ragusano, Denaro è
tipico della Sicilia, dove è molto diffuso nel messinese e nel ragusano,
ma è presente in misura molto significativa in tutta l'isola, ed
ha un ceppo anche nel reggino, Di Naro, molto molto raro, è tipico
dell'agrigentino e del nisseno, Dinaro, altrettanto raro, è specifico
invece del catanese e soprattutto del siracusano, dovrebbero essere originati
dal fatto di essere i capostipiti originari della città di Naro
nell'agrigentino, ed il prefisso De
o Di indicherebbero provenienza delle
famiglie. |
DE NATALE
DI NATALE |
De Natale ha un ceppo nel barese ed uno nel messinese, Di Natale ha un
grosso nucleo in Sicilia, ma è molto presente anche nel Lazio, Abruzzo,
Campania, Puglia, con ceppi probabilmente secondari a Trieste, Genova,
milanese e torinese, dovrebbero entrambi derivare dal fatto che il capostipite
portava il nome di Natale, probabilmente perche nato durante il periodo
natalizio. |
DE NEGRI
DE NEGRIS
DE NIGRI
DE NIGRIS
DENEGRI
DENIGRI
DENIGRIS |
De Negri ha un ceppo tra alessandrino e genovese ed uno nel trevigiano,
Denegri oltre al ceppo tra genovese ed alessandrino ne presenta uno a Stintino
(SS), De Negris è quasi unico, Denigri, rarissimo, è presente
solo nel milanese, DeNigris è tipico dell'area che comprende Campania,
Molise, Basilicata e Puglia, con piccoli ceppi anche in Lombardia, Denigris
e De Nigri sono quasi unici e probabilmente sono dovuti ad errori di trascrizione, possono essere derivati
dal nomen latino Nigrius, come da un
soprannome legato al colore dei capelli. Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nella prima metà del 1500 a Bergamo dove opera il notaio
Giovanni Francesco Alfonso fu Marino de Nigris. |
DE NICCOLO
DE NICCOLO'
DE NICOLO
DE NICOLO' |
De Niccolo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe romano, De Nicolo è
tipicamente pugliese, diffusissimo a Terlizzi nel barese, ma con presenze
molto significative anche a Bari, Molfetta, Bitonto e Ruvo di Puglia, sempre
nel barese, De Nicolò oltre al ceppo pugliese a Bari, dove è
diffusissimo, e alle buone presenze a Terlizzi, Capurso, Acquaviva delle
Fonti, Molfetta, Modugno, Triggiano, Putignano ed Adelfia, sempre nel barese,
ha un ceppo nel riminese, a Cattolica e Rimini, nel bellunese a Vigo di
Cadore ed in Friuli a Procenicco nell'udinese, De Niccolò, praticamente
unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del precedente,
si dovrebbe trattare di forme patronimiche riferite a capostipiti i cui
padri si fossero chiamati Nicolo o
Nicolò o con suoi alterati. |
DE NICHILO
NICHIL
NICHILO
NIHIL |
De Nichilo è specifico del barese, di Molfetta soprattutto, Nichil
è tipico di Miggiano, di Tricase e San Cassiano nel leccese, Nichilo
è invece del barese di Corato in particolare, Nihil, quasi unico,
è del Salento, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a fanciulli
abbandonati derivando dal termine latino nihil
(niente, nulla) intendendo con ciò
che si trattava di figli di nessuno. |
DE NICOLA
DENICOLA
DI NICOLA
DINICOLA |
De Nicola è molto diffuso in tutto il centrosud, soprattutto
a Roma ed in Campania, Denicola, assolutamente rarissimo, è una
forma alterata del precedente, Di Nicola è diffuso in tutta Italia,
ma particolarmente in Abruzzo, nel romano, nell'area tra salernitano e
potentino e nel palermitano, Dinicola, assolutamente molto raro, parrebbe
specifico di Comiso nel ragusano, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
da forme patronimiche, dove il De-
o il Di- stanno per figlio
di, riferiti a capostipiti i cui padri avessero come nome Nicola.
Personaggio di altissimo rilievo è stato il giurista Enrico De Nicola
Presidente della Camera dei deputati e dell'Assemblea Costituente, Capo
provvisorio dello Stato e primo Presidente della Repubblica italiana. |
DE NICOLAI
DENICOLAI |
De Nicolai, assolutamente rarissimo, parrebbe del genovese, mentre Denicolai,
altrettanto raro, sembrerebbe piemontese, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche riferite a capostipiti il cui padre si chiamasse Nicolao. |
DE NILO
DI NILLO |
De Nilo, praticamente unico, sembrerebbe napoletano, Di Nillo, quasi unico
è del centro Italia, dovrebbe trattarsi di forme patronimiche, dove
il De- o il Di-
starebbero per il figlio di, riferito
ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Nilo
o Nillo (vedi
NILI). |
DE NIRO
DENIRO |
Estremamente rari, sembrerebbero originari della zona tra Molise. Puglia
e Basilicata.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
De Niri, rarissimo, probabilmente originario del Centro-Sud orientale (sebbene
sia difficile indicarne il ceppo principale), dovrebbe derivare da una
variante dialettale del termine nero, inteso o come nome di persona o come
soprannome indicante caratteristiche fisiche del capostipite (vedi Negri).
Il noto attore italo-americano Robert De Niro, per quanto riguarda le sue
radici italiane, ha origini molisane (sebbene abbia anche altre origini,
fra le quali irlandesi): i suoi antenati italiani venivano infatti da Ferrazzano
(CB). |
DE NITTI
DE NITTIS
DE NITTO
DENITTI
DENITTIS
DENITTO
DI NITTO
DINITTI
DINITTO
NITTI
NITTO |
De Nitti, molto raro, è pugliese, ha un ceppo a Bitonto e Bari nel
barese ed uno a Copertino e Lecce nel leccese, Denitti è praticamente
unico, De Nittis ha un grosso ceppo nel foggiano, in particolare a Peschici,
Manfredonia, Monte Sant'Angelo, Foggia, San Giovanni Rotondo e Vieste,
ed uno a Pisticci e Bernalda nel materano, Denittis, estremamente raro,
è specifico di Vieste, De Nitto è specifico del brindisino,
in particolare di Mesagne, Latiano, Brindisi ed Erchie, Denitto, leggermente
più raro, è anch'esso specifico di Mesagne, Di Nitti è
unico, Di Nitto è caratteristico del latinense, di Gaeta e Formia,
con un grosso ceppo anche a Roma, Dinitto, sembrerebbe quasi unico, Nitti
sembrerebbe originario della Puglia, è molto diffuso nel barese
a Bari, Triggiano e Castellana Grotte, con buone presenze anche a Casamassima,
Capurso, Grumo Appula, Modugno, Monopoli, Noicattaro, Conversano ed Adelfia
e nel tarantino a Taranto e Massafra, con ceppi anche in Campania a Gesualdo
nell'avellinese ed a Napoli, Nitto ha un ceppo campano nel salernitano
a Pagani, Buccino e San Marzano sul Sarno, uno pugliese molto piccolo,
a Novoli nel leccese ed a Taranto, ed uno a Siracusa ed a Palazzolo Acreide
nel siracusano, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme
patronimiche dove il De ed il Di
stanno per figlio di, dall'aferesi
dialettale contratta del nome medioevale Benedictus
(Benedetto) o Salnictus.,
dell'esistenza di questo nome abbiamo un esempio ad Agrigento in un atto
della prima metà del 1300, dove risulta beneficiario di un'investitura
un Salnicto de Abrignali, dell'uso di questa forma contratta abbiamo un
esempio in un'antica registrazione notarile medioevale: "...Benedictus,
qui pro nomine Nitto
Sproccus vocor, refutavi per virgulam ...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
De Nitto, De Nittis sono cognomi pugliesi patronimici della forma base
Netti che potrebbe essere la cognominizzazione
di Nétto, forse derivato dall'aggettivo
'netto' < latino nitidu(m)
col senso figurato di 'persona innocente, senza
colpa', oppure dall'ipocoristico aferetico di Benétti,
Iaconétti, Bonètti, Leonètti, Marianètti,
ecc. Minervini 346. |
| DENNI
|
Molto raro è specifico delle
province di Roma e Latina, dovrebbe derivare dal cognomen latino dell'età
preimperiale Dennius, di cui si hanno tracce in un'iscrizione che cita
un Dennius Auli filius della tribù Scaptia, originaria della zona
fra Sora e Fabrateria. |
| DE NOLA
|
Specifico di Ugento (LE), potrebbe derivare dal toponimo Nola (NA), il
capostipite potrebbe essere stato al servizio di Niccolò Orsini
conte di Nola, e Signore di Galatina (LE). |
| DE NORA
|
Di probabile origine della provincia
di Bari, potrebbe derivare come soprannome dal toponimo Noha (LE). |
DE NOTARIIS
DE NOTARIS |
De Notariis, molto molto raro, ha un ceppo a Larino nel campobassano, ma
parrebbe di origine nolana nel napoletano, De Notaris ha un piccolo ceppo
nel ravennate ed uno in Campania a Napoli, Montoro inferiore nell'avellinese
e Salerno, si dovrebbe trattare di famiglie notarili molto antiche (vedi
NOTARI), tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Nola nel
1500 con Nicola Primo De Notariis, che fu il primo ad essere ammesso, nel
regno di Napoli, a far parte della Compagnia di Gesù, fatto che
avvenne nel 1553 appena la Compagnia venne istituita a Nola, in Piemonte,
sempre nel 1500 ne troviamo tracce a Vercelli: "Ego
Iohannes, filius condam domini Thome de Notariis
de Blanzate, publicus imperiali et ducali
auctoritatibus nottarius Vercellensis, in civitate Vercellarum et in vicinia
Sancti Salvatoris habitans, de anno millesimo quingentesimo sexagesimo
tertio, die primo mensis iullii, indictione sexta collegium notariorum
intravi predicte civitatis et in eo assumptus fui, prout constat publico
instrumento recepto per nobilem dominum Petrum de Advocatis Bene nottarium
publicum dicti collegii, ideo manu mea propria in presenti matricula notariorum
collegiatorum hic me subscripsi cum mey soliti signi tabellionalis apposicione
in veritatis fidem et omnium premissorum.".
integrazioni suggerite da Francesco
de Notaris
Si ricordano Nicola (I) de Notaris gesuita, direttore del Collegio
di Perugia ove morì nel 1586, Costantino, primo Priore dell'Abbazia
di Cava dei Tirreni, Francesco (II) Vescovo di Lavello nel 1644, Camillo
(1649/1686) storico e filosofo, Nicola (II) Vescovo di Squillace nel 1778.
Nel 1805 nacque a Milano il botanico Giuseppe de Notaris, originario di
Trobaso, poi Senatore del Regno nel 1876, morì nel 1877. |
DE NOTARISTEFANI
DE NOTARISTEFANO |
De Notaristefani e De Notaristefano sono entrambi assolutamente rarissimi,
probabilmente meridionali, si dovrebbe trattare di rami cadetti dei cognomi
Notaristefani e Notaristefano (vedi NOTARISTEFANI
) |
| DE NOTARPIETRO
|
Assolutamente rarissimo, parrebbe salentino, potrebbe trattarsi di una connessione con la famiglia Notarpietro (vedi), ma è pure possibile
una diretta origine dalla famiglia di un notaio di nome Pietro. |
DE NOTTI
DENOTTI |
De Notti è quasi unico, Denotti sembra essere specifico di Quartu
Sant`Elena nel cagliaritano e delle zone limitrofe, potrebbe derivare sa
un nome di località indicato come notte
in sardo notti, ma è anche possibile
che si tratti in origine di un soprannome originato dal fatto che il capostipite
fosse nato durante sa notti (la
notte, sottinteso santa o di Natale). |
DE NOVELLIS
DENOVELLIS |
De Novellis ha un ceppo ina Abruzzo nel pescarese a Caramanico Terme, uno
a Roma ed uno a Napoli ed Aversa (CE), Denovellis, assolutamente rarissimo,
parrebbe pugliese, dovrebbero derivare dal nome medioevale Novello,
in alcuni casi il De si può intendere come Dei e considerare un
attributo nobiliare, che molti scriverebbero in minuscolo. (vedi
NOVELLA)
integrazioni fornite da Luigi de
Novellis
La famiglia de Novellis ha altri 2 ceppi, non citati ma molto presenti
e con origini nobili accertate, in Calabria e Lucania. In Calabria in particolare la famiglia (comunque risalente allo stesso capofamiglia)
si divise tra Belvedere Marittimo e Corigliano Calabro. A Corigliano Calabro,
dove vivo io, siamo ancora presenti anche se in pochi, mentre a Belvedere
la famiglia si è ormai estinta con la morte dell'Ambasciatore Gennaro
de Novellis figlio del senatore a vita del Regno d'Italia e ministro plenipotenziario
Fedele de Novellis. Il nome più ricorrente in questa famiglia tra
Calabria, Lucania ed altri luoghi d'Italia è appunto Fedele, che
riporta alla stessa origine. |
DENTE
DENTI |
Dente ha un ceppo a Monte Compatri e Roma nel romano ed uno tra la Campania,
principalmente a Napoli, nell'avellinese a Montefredane e Montefusco e
nel salernitano a San Gregorio Magno e Salerno, e Cerignola nel foggiano
e Bisceglie e Gravina in Puglia nel barese, Denti è diffuso in tutto
il centro nord, con massima concentrazione tra Emilia e Lombardia, ed in
Sardegna, potrebbero derivare da soprannomi originati dall'attività
di cavadenti, o da episodi dove il capostipite si sia distinto per la forza
della dentatura. |
DENTONE
DENTONI |
Dentone ha un ceppo a Sestri Levante, Chiavari e Casarza Ligure nel genovese,
ed uno a Livorno, Dentoni, estremamente raro, sembrerebbe dell'area ligure,
toscana, dovrebbero derivare da soprannomi originati dalla dentatura particolarmente
prominente dei capostipiti. |
DE NUCCIO
DE NUZZO |
De Nuccio ha un piccolo ceppo nel casertano, a Riardo Teano e Pietramelara,
ma il nucleo principale è pugliese di Castrignano del Capo nel leccese,
dove ha piccoli ceppi anche a Patù, Copertino ed Alessano, ed a
Brindisi, De Nuzzo è anch'esso oiriginario della penisola salentina,
deriva per lo più da una forma patronimica, dove il De
sta per figlio di, riferito ad un capostipite
il cui padre aveva un soprannome originato da un diminutivo del nome Antonio
o Stefano, in alcuni casi potrebbe
derivare invece dal toponimo Nuccio nel trapanese, ma è altamente
improbabile. |
DE NUNNO
DI NUNNA
DI NUNNO |
De Nunno e Di Nunna, sono praticamente unici o quasi, Di Nunno, è
tipicamente pugliese, del foggiano, di Deliceto e di Foggia, e del barese
soprattutto, di Canosa di Puglia in particolare e di Bari, Barletta e Trani,
dovrebbero essere forme matronimiche e patronimiche riferite a capostipiti
individuabili come i figli del padrino di battesimo (vedi
NUNNA). |
| DE NUNTIIS
|
De Nuntiis, molto raro, è specifico dell'aquilano, de L'Aquila e
di Scoppito, potrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un
capostipite discendente da un Nuntius
(Nunzio) di nome o di fatto nuntius
(messaggero). |
DE NUNZIO
DENUNZIO
DI NUNZIO
DINUNZIO |
De Nunzio ha un ceppo campano, a Teano nel casertano, a Benevento e Frasso
Telesino nel beneventano ed a Napoli, ed uno pugliese, a Brindisi e Lecce,
Denunzio e Dinunzio, quasi unici, hanno qualche rara presenza in Puglia
ed in Campania, dovrebbero essere forme alterate del precedente o del successivo,
Di Nunzio è ben diffuso in Abruzzo, nel teatino a Lanciano, Santa
Maria Imbaro ed Ortona, a Pescara e nell'aquilano ad Avezzano ed a Villetta
Barrea, in Molise nel campobassano a Campobasso, Roccavivara e Bojano,
e nel foggiano a San Severo, Poggio Imperiale e Foggia, con un ceppo a
Napoli, Pozzuoli, Quarto e Marano di Napoli nel napoletano ed a Morcone
nel beneventano, ed uno tra brindisino e tarantino ad Oria, Francavilla
Fontana nel brindisino ed a San Marzano di San Giuseppe nel tarantino,
questi cognomi dovrebbero essere forme patronimiche riferite a capostipiti
i cui padri si fossero chiamati Nunzio
(vedi NUNZI). |
DEODATI
DEODATO
DI DATO
DIDATO
DIODATI
DIODATO |
Deodati è tipico della provincia di Roma, Deodato sembrerebbe specifico
della Calabria centromeridionale, di Ionadi (VV) in particolare, Di Dato
è specifico di Napoli, Portici, San Giorgio a Cremano, Ercolano
e tutto il napoletano, con un ceppo anche ad Angri nel salernitano, Didato,
oltremodo raro, è anch'esso del napoletano, Diodati sembra avere
più ceppi, nel lucchese, nel pescarese, in provincia di Roma, nel
casertano e nel cosentino, Diodato più raro sembra avere un ceppo
nel chietino ed uno nella fascia costiera della Campania, dovrebbero tutti
derivare dal nome beneaugurale medioevale Deodatus,
di cui si legge ad esempio nel Codice Diplomatico
Longobardo riferentesi all'anno 715: "...
nisi anno isto uenit Deodatus
de Sena episcopus et fecit in oraculo isto Sancti Petri fontis...", in alcuni casi si potrebbe trattare di cognomi attribuiti a dei trovatelli.
Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Lucca nel 1500 con il dignitario
Michele Diodati di cui si ha memoria storica per il fatto curioso di aver
avuto come padrino di battesimo del proprio figlio l'Imperatore Carlo V°
e per essere stato quel battesimo celebrato dall'allora Papa Paolo III°. |
| DEOLA
|
Deola è tipico del bellunese, di Mel soprattutto, Lentiai,
Limana e Belluno, potrebbe derivare da una forma ipocoristica latina del
nome Dea, in questo caso si tratterebbe
probabilmente di una capostipite con questo nome. |
| DE OLIVA
|
De Oliva, quasi unico, è del basso trentino, dovrebbe probabilmente
indicare nel capostipite uno dei produttori dell'olio d'oliva gardesano. |
| DEON
|
Tipico della zona tra bellunese e trevigiano, potrebbe derivare dal nome
Dione (la madre di Venere), ma è
pure possibile una derivazione dalla toponomastica.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Deon è cognome veneto, forse dal personale germanico Deto
(Förstemann 388), piuttosto che da 'digitus'.
Olivieri 159. |
DEOTTI
DEOTTO |
Deotti, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese, Deotto,
più diffuso, sempre friulano, ha un ceppo a Verzegnis, Udine e Tolmezzo
nell'udinese, ed uno a San Vito al Tagliamento nel pordenonese, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Deotto
di cui abbiamo un esempio in uno scritto dell'ottavo secolo: "In
Christi nomine, haec sunt nomina, hominum. quos Machelmus vir clarissimus.
tradidit. ad aecclesiam. sci Stephani et Valentini. ad vicum qui dicitur.
Eckiolfincus et sunt liberi. numero. VIIII. Hrodolf. Walto. Hramnolf. Perolf.
Zacco, Horskeo. Ekinolf. Wanolf. Willeof. Perahart. Peracrim. duorum illorum
terra est propria ad illam aecclesiam. ad Echiolfinicus. Peraharti et Peracrim
haec omnia quanta tradidit Machelmus ad ipsam aecclesiam. hi sunt omnes
qui audierunt. et viderunt. et toti sunt testes pauperes traditi. Sign.
manus Hrodperti presbyteri tt. Altman. tt. Mekilo. test. Humpert. tt. Alamannus
tt. Titto tt. Chuntilo. tt. Into. tt. Snello tt. Cundalpald. tes. Luitperht
tt. Cotadeo. tt. Angilhart. tt. Lantfrid. tt. Mekinhelm. Machelm. Ulit
tt. aso tt. Walthat tt. Nendilo tt. Heriprant tt. Deotto
tt. Pero, Adalpert. Kerpert. Hrodart. Ermanolt. Reckeo. Eparahar. Rekinolf.
Deotuni tt. Epo Uaato presbit, scripsi, jussus a Machelmo comite et testes
subscripsi.". |
DE PADOVA
DE PADUA
DI PADOVA
DI PADUA |
De Padova ha un ceppo nel foggiano ed uno nel tarentino, De Padua, molto
molto raro, ha un ceppo nel frusinate ed uno nell'avellinese, Di Padova
ha un ceppo nell'aquilano ed uno nel foggiano, Di Padua, assolutamente
rarissimo è dell'area che comprende il frusinate e la Campania,
potrebbero derivare dal fatto che il capostipite proveniva dalla città
di Padova, ma , molto più probabilmente, si tratta semplicemente
di un patronimico indicante che il padre del capostipite si chiamava Padova,
in epoca tardo medioevale era abbastanza diffuso l'uso di dare al proprio
figlio il nome di una grande città. |
| DE PADUANIS
|
Cognome assolutamente rarissimo dovrebbe derivare dall'etnico della città
di Padova e starebbe ad indicare la provenienza originaria della famiglia
da quella città. |
DE PALMA
DE PALMAS
DEPALMA
DEPALMAS |
De Palma è tipicamente meridionale, dell'area che comprende la Puglia,
il napoletano, il beneventano, l'avellinese ed il potentino, con un grosso
ceppo anche nel romano, Depalma ha un ceppo a Giovinazzo e Bitonto nel
barese, potrebbero derivare dal toponimo Palma Campania nel napoletano,
ma è anche possibile e probabile una derivazione dal nome medioevale
Palma (vedi PALMA),
probabile nome del capostipite, e la particella De-
starebbe per il figlio di, De Palmas,
molto raro, è tipicamente sardo, presente in modo sporadico in tutta
l'isola, Depalmas, tipicamente sardo anch'esso, ha un ceppo a Sassari e
Porto Torres nel sassarese, a Posada e Lodè nel nuorese ed a Sedilo
nell'oristanese, per questi ultimi è evidente il riferimento a nomi
di località della Sardegna.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEPALMA; DE PALMA; DEPALMAS; DE PALMAS: per il significato, l’etimologia
e per i riferimenti storici, vedi Palma, Palmas.
Attualmente il cognome Depalma è presente in 42 Comuni italiani
(nessuno in Sardegna): la maggiore frequenza si registra in Puglia; De
Palma è presente in 492 Comuni italiani, di cui 3 in Sardegna: Quartu,
Gonnesa e Stintino, con un solo nucleo familiare a testa. Nella penisola
i ceppi più consistenti si hanno in Puglia, Lazio, Lombardia, Piemonte
e Campania; Depalmas è presente in 25 Comuni d’Italia, di cui 18
in Sardegna: Sassari 56, Posada 46, P. Torres 44, etc.; De Palmas è
presente in 26 Comuni italiani, di cui 16 in Sardegna: Baratili s. Pietro
8, P. Torres 6, Sassari 6, etc. |
| DE PALO
|
Di origine pugliese, provincia
di Foggia e Bari, dovrebbe derivare dal toponimo Palo del Colle (BA). |
| DE PANFILIS
|
De Panfilis è tipicamente abruzzese, dell'aquilano e di Sulmona
in particolare, dovrebbe derivare da connessioni parentali con la famiglia
Panfili. (vedi Panfili), a Sulmona la Famiglia
De Panfilis annovera notai e giudici fin dal 1600. |
DE PAOLA
DE PAOLI
DEPAOLI |
De Paola è diffuso massicciamente
in tutto il sud, con nuclei diversi, ma il maggiore e più significativo
proviene dalla Campania ai confini con la Basilicata, De Paoli diffuso
al nord, sembra avere due nuclei, uno pavese ed uno veneto, forse dalla
provincia di Belluno, Depaoli mostra un nucleo certo nel trentino, sembra
averne uno nel riminese, uno nel pavese e forse anche uno nel torinese.
Questi cognomi derivano dal nome Paolo. |
| DE PAOLIS
|
De Paolis ha un ceppo nel Lazio ed uno nel Salento, deriva dal nome Paolo.
|
| DE PARDI
|
De Pardi, quasi unico, sembrerebbe lombardo, potrebbe trattarsi di un'errata
trascrizione del cognome De Pardo,
ma è anche possibile una derivazione da un indicatore etnico basato
su di un'alterazione dell'aferesi del termine longobardi
(vedi DE BARDI). |
DE PARDO
DI PARDO
DIPARDO |
Di Pardo è tipicamente molisano, di Petacciato, Termoli
e Campobasso nel campobassano e di Macchiagodena nell'iserniese, con un
ceppo anche nel teatino a Celenza sul Trigno, Palmoli e Vasto, Dipardo
e De Pardo sembrerebbero quasi unici, si dovrebbe trattare di forme patronimiche,
dove il De ed il Di
stanno per figlio di, e si dovrebbero
quindi riferire alle famiglie dei figli di uno di nome Pardus
(vedi PARDI), ma è pure possibile che
le particelle indichino la provenienza dai territori di Collepardo nel
frusinate. |
DE PARIGI
DI PARIGI |
De Parigi, molto molto raro, è tipico di Ostuni nel brindisino,
Di Parigi, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
del precedente, che dovrebbe derivare da un capostipite il cui padre avesse
come nome Parigi, l'uso di attribuire al proprio figlio il nome di importanti
città italiane od estere era abbastanza diffuso anticamente. |
DE PASCAL
DE PASCALE
DE PASCALI
DE PASCALIS
DE PASQUAL
DE PASQUALE
DE PASQUALI
DE PASQUALIN
DE PASQUALIS
DI PASCALE
DI PASCALI
DI PASQUALE
DIPASQUALE
DI PASQUALI |
De Pascal, assolutamente rarissimo, è dell'udinese, De Pascale è
diffuso in Campania, Puglia e cosentino, De Pascalis e De Pascali sono
assolutamente originari della penisola salentina, De Pasqual, tipicamente
veneto, è specifico di Ponte Nelle Alpi nel bellunese, De Pasquale
è diffuso in tutto il sud, De Pasquali è quasi scomparso,
De Pasqualin, estremamente raro è tipico dell'area veneto, friulana,
De Pasqualis, estremamente raro, sicuramente laziale, è forse romano,
Di Pascale è tipico del napoletano, ma con un ceppo importante anche
a Roma, Di Pascali, quasi unico, sembrerebbe abruzzese, Di Pasquale è
molto diffuso nel centrosud, nel Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,
Basilicata e soprattutto Sicilia, Di Pasquali ha un ceppo a Subiaco e Roma
nel romano ed uno nell'agrigentino a Ravanusa e Canicattì, Dipasquale
ha un ceppo nel foggiano ed uno nel ragusano, derivano tutti dal nome Pasquale,
le particelle De e Di stanno
ad indicare l'appartenenza al gruppo,
alla famiglia dei Pasquale, cioè stanno ad indicare le famiglie
discendenti dai figli dei vari Pasquale o Pascale.
integrazioni fornite da Francesco
Pasquali
De Pasquali è raro ma riscontrabile in Emilia Romagna, Toscana,
Lazio. Le forme cognominali Pasquale-Pascali-Pascale-Pascalis sono storicamente
presenti anche nel nord Italia: in Piemonte famiglie con questi cognomi
hanno goduto anticamente di nobiltà in questa regione. Il piemontese
Bernardo Pasquale o Pascale fu Magnifico Signore della Trinità nel
XVI sec., Giacomo Pasquale fu Cancellier Grande di Chioggia dal 1353 al
1401 nella Serenissima Repubblica di Venezia, messer Andrea de' Pasquali
fu medico del granduca di Toscana Cosimo I de' Medici. Il cognome base
è Pasquali, anticamente Pascali o Paschalis [v. Pasquali], ma più
frequente al centro nord. Con il cognome Pasquali -con o senza de- alcune
famiglie furono iscritte alla nobiltà del Trentino, della Lombardia,
della Toscana, del Lazio, dell'Abruzzo, del Regno di Dalmazia. Le particelle
de e di nel sud Italia furono cognomizzate in genere tra il 1700 e il 1800
e in alcuni casi, sempre nel sud, i cognomi Pasquale-Pascali-Pascale, con
o senza particella, derivano dal cognome spagnolo Pascual
o dal cognome catalano Pasqual. Alcuni
membri di un'antica e nobile famiglia Pascual della Spagna si stabilirono
in Italia in tre ondate. La prima nel XIII secolo a Cosenza da dove poi
si diramò "a Giovinazzo, Sessa, Brindisi, Conversano, Lucera". Un
secondo ramo proveniente da Valencia (Spagna) fu "portato in Sicilia nel
XV secolo da un Giacomo Pasquale gentiluomo di Valenza", ramo iscritto
alla nobiltà di Palermo e Messina. Un terzo ramo giunse a Napoli
nel 1668 con un Domenico capitano dell\'assedio di Barcellona, ma per il
Crollalanza un ramo napoletano si formò prima dell'arrivo degli
Angioini. [Fonti: A. Manno, Il Patriziato subalpino (1895); G. B. di Crollalanza,
Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane,
estinte e fiorenti (1965); Annuario della nobiltà italiana (1885);
L. Palmieri, Cosenza e le sue famiglie (1999)]. |
DE PASQUA
DI PASQUA |
De Pasqua, assolutamente rarissimo, con presenze qua e là per l'Italia,
ha un piccolissimo ceppo a Lanciano nel teatino, Di Pasqua ha ceppi nel
romano, nel foggiano, nel napoletano e casertano ed in Sicilia nell'ennese
e catanese, dovrebbero derivare da forme patronimiche riferite a capostipiti
si fosse chiamato Pasqua (vedi
PASQUA). |
DE PAU
DEPAU |
Entrambi tipicamente sardi, De Pau ha un ceppo a Sassari, uno a Macomer
nel nuorese ed uno a Cagliari, Depau ha un ceppo a Cagliari, Quartu Sant'Elena
e Selargius, ed uno nell'Ogliastra a Tertenia, Jerzu, Tortolì, Lanusei,
Ilbono, Ulassai e Cardedu, dovrebbero essere di origini toponomastiche
(vedi PAU).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DE PAU; DEPAU: per il significato, l’etimologia ed i riferimenti
storici, vedi il cognome Pau. Attualmente il cognome De Pau è presente
in 38 Comuni italiani, di cui 19 in Sardegna: Sassari 23, Macomer 14, Cagliari
13, etc. Il cognome Depau presente in 54 Comuni d’Italia, di cui 26 in
Sardegna: Cagliari 65, Tertenia 51, Jerzu 38, Tortolì 33, etc. |
| DE PAULIS
|
De Paulis sembrerebbe tipico de L'Aquila, deriva dal nome Paolo.
integrazione e stemma forniti da
Fabio Paolucci
accreditati studiosi di araldica (Guelfi Camajani, Spreti e altri)
sono concordi nell'individuare l'origine di questo casato nel Regno di
Napoli, da dove si sarebbero diffusi distinguendosi in più rami
nobili. La dinastia in Italia inizia con Johannes de Paulie, barone del
Regno di Napoli e Signore di Sessa Aurunca, giunto dalla Francia per combattere
in Terrasanta la Terza Crociata voluta dal re Guglielmo II di Altavilla
detto "il Buono" nel 1189. Johannes risulta iscritto al Catalogus
Baronum di Napoli:da lui la genealogia è accertata.
 |
| DEPECCATI
|
Molto raro, potrebbe essere dell'areale
milanese o pavese. |
DE PELLEGRIN
DE PELLEGRINI | De Pellegrin sembrerebbe specifico dell'area bellunese, di Belluno e Forno
di Zoldo in particolare, con estensioni anche nel vicino trevigiano e pordenonese,
De Pellegrini, più raro, ha un ceppo a Falcade nel bellunese ed
uno, probabilmente secondario, a Venezia, dovrebbero derivare dal nome
del paese di San Pellegrino a pochi chilometri da Falcade nel bellunese, paese che dovrebbe essere il luogo d'origine dei capostipiti. |
| DE PELLEGRINO
| De Pellegrino è specifico di Foggia, potrebbe derivare dal nome
del paese di San Pellegrino nel pescarese o da altri simili. |
DE PERNA
DI PERNA | De Perna, assolutamente rarissimo, è del centrosud, Di Perna è
molto diffuso nel basso Lazio, in Campania, in Puglia e nella Sicilia orientale,
dovrebbe trattarsi di una forma matronimica, dove il De-
ed il Di- stanno per il
figlio di, riferiti ad un capostipite la cui madre si chiamasse
Perna (Perla),
o di una forma patronimica originata dall'aferesi del cognomen latino Perperna. |
DE PERO
DEPERO |
De Pero, quasi unico, è settentrionale, Depero, estremamente raro,
ha qualche presenza in Trentino ed in Veneto, dovrebbe trattarsi di forme
patronimiche dove il DE- stia per il figlio di, riferito ad un capostipite
il cui padre si fosse chiamato Pero
(Pietro o Piero). |
| DE PERON
|
Tipico vicentino, deriva da una
variazione dialettale del nome Pietro. |
| DE PERSIIS
|
Estremamente raro, sembrerebbe specifico del Lazio, della zona tra la provincia
di Roma e Frosinone, dovrebbe derivare dal nomen latino Persius
di cui abbiamo un esempio nel poeta latino Aulus
Persius Flaccus, autore di sei
Satire, nato a Volterra nel 34 d.C. e nel De Civitate
Dei di Sant'Agostino: "...eos libido perpulerit
feruenti, ut ait Persius,
tincta ueneno, magis intuentur quid luppiter fecerit, quam quid docuerit
Plato uel censuerit Cato...". |
DE PERU
DEPERU |
De Peru è praticamente unico, decisamente sardo, dovrebbe essere
una forma alterata di Deperu, che, molto molto raro, ha un piccolo ceppo
a Perfugas nel sassarese ed a Luras in Gallura, e che potrebbe derivare
da un soprannome originato dal termine logudorese depere
(dovere).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEPERO ; DE PERO ; DEPERU ; DE PERU : per il significato, l’etimologia
ed i riferimenti storici, vedi Pero/u. Depero e De Pero non si trovano
in Sardegna. E presente in Sardegna Deperu, in 9 Comuni su 11 del territorio
nazionale : Perfugas 14, Luras 11, Tempio 6, etc. De Peru è rarissimo
e si trova solo ad Iglesias, con un solo nucleo familiare. |
DE PETRIS
DEPETRIS
DE PIETRI
DE PIETRO |
De Petris è rarissimo ed è tipico delle province di Latina
e Frosinone, con un ceppo in Abruzzo nel teramano e pescarese, Depetris
ha un ceppo a Bagnolo Piemonte nel cuneese ed a Torino e nel torinese ed
uno a Vermiglio nel trentino, De Pietri molto molto raro, è specifico
del reggiano e modenese, De Pietro è tipico del sud, del napoletano,
dell'alto cosentino e del Salento, derivano tutti dal nome latino Petrus,
anche attraverso toponimi o nomi di località contenenti il nome
Pietro per De Pietri, come ad esempio
San Pietro in Casale (BO) o Monte S. Pietro (BO). |
DE PIAZ
DE PIAZZA |
De Piaz, molto raro, è specifico di Tirano nel sondriese, De Piazza,
anch'esso rarissimo, è specifico di Grosotto sempre nel sondriese,
dovrebbero derivare dal nome della località Piaz de l'acqua nel
comune di Mazzo di Valtellina sempre nel sondriese. |
| DE PICCOLI
|
De Piccoli ha un ceppo nel milanese a Bovisio Masciago e Milano, ed uno
veneto a Venezia, San Donà di Piave e Sato Stino di Livenza nel
veneziano, a Casale sul Sile, Treviso, Salgareda e Ponte di Piave nel trevisano
ed a Puos d'Alpago e Farra d'Alpago nel bellunese, dovrebbe trattarsi di
una forma patronimica, dove il prefisso De-
stia per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fose chiamato con il nome medioevale Piccolus
o Piccolo. |
DE PILLA
DI PILLA |
De Pilla sembrerebbe specifico di San Nicandro Gargamico nel foggiano,
Di Pilla, molto più diffuso, è specifico dell'iserniese,
di Sant'Agapito, Isernia e Chiauci e di Larino nel campobassano, si dovrebbe
trattare di forme che indichino la provenienza dei capostipiti dal paese
di Pilla nel beneventano, ma è pure possibile possa in alcuni casi
trattarsi di forme patronimiche, dove il De-
ed il Di- stiano per il
figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero
con il nome medioevale Pilla (vedi
PILLA). |
DE PINE'
DEPINE
DEPINE' |
Cognomi assolutamente rarissimi, probabilmente del Trentino Alto Adige,
dovrebbero derivare da una modificazione dialettale dell'aferesi del nome
Giuseppe.
ipotesi fornite da Aldo Piglia,
Milano
Potrebbe trattarsi anche di cognomi derivati dal toponimo Pinè,
piccolo altopiano del Trentino, sopra la Valsugana, e che comprende i comuni
di Baselga de Pinè e Bedollo, nonché le località di
Montagnaga de Pinè, le Piazze, Serraia. |
DE PINTO
DI PINTO |
De Pinto è tipico del barese, di Molfetta, Bisceglie e Sannicandro
Di Bari soprattutto, con un ceppo anche a Cassano allo Ionio (CS), Di Pinto,
oltre al ceppo nel baresa a Bisceglie, Bari, Turi e Noicattaro, ha un ceppo
a Napoli, uno a Montenero di Bisaccia (CB), uno a Roma e a Terracina e
Fondi in provincia di Latina, dovrebbero derivare dall'essere il capostipite
il figlio di un Pinto (vedi
PINTI) cioè probabilmente il padre del capostipite era di
carnagione scura. |
| DE PISA
|
De Pisa, assolutamente rarissimo parrebbe concentrato a Roma ed a Olevano
Romano (RM), dovrebbe indicare una provenienza originaria dalla città
pisana, un esempio di quest'uso lo troviamo in una Charta Commutationis
dell'anno 766 a Lucca dove un testimone è indicato come: "...Signum
+ manus Filinghi filio quondam Gudolini de
Pisa testis...". |
DE PISCOPO
D'EPISCOPO |
D'Episcopo. assolutamente rarissimo dovrebbe essere campano, De Piscopo,
quasi unico, sembrerebbe napoletano, dovrebbero derivare da un soprannome
originato da rapporti di vario genere, quali dipendenza o vicinanza con
un vescovo o anche da caratteristiche fisiche o comportamentali. |
| DE PISIS
|
De Pisis, quasi unico sembrerebbe napoletano, dovrebbe derivare o das soprannomi
originati dal vocabolo latino pisus
(seme) o dal nomen latino Piso (Pisonis).
(vedi PISELLI) |
DE PLANO
DEPLANO
DEPLANU |
De Plano, molto molto raro, ha un ceppo nel lucchese, soprattutto a Viareggio
ed uno a Roma, Deplano è tipicamente sardo, del Cagliaritano, dell'Ogliastra
e del nuorese, di Cagliari soprattutto e di Quartucciu nel cagliaritano
e di Lanusei , Tertenia e Ussassai nell'Ogliastra, Deplanu, quasi unico,
è sempre sardo del cagliaritano, dovrebbero derivare da un soprannome
originato dal termine latino de
plano, riferito a gente proveniente dalla pianura, di quest'uso
abbiamo un esempio nel 1200 nel "Libellus historicus
Ioannis De Plano
Carpini, qui missus est Legatus ad Tartaros anno Domini 1246. ab Innocentio
quarto Pontifice maximo" dove si vede l'utilizzo del termine De
Plano come principio di cognominizzazione.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEPLANO; DEPLANU; DE PLANO: de plano, de planu,
de pranu = dal piano, ad
indicare la provenienza. In latino planus.
Qui da noi usiamo dire: "Benit de pranu"!
Per indicare una persona che viene dal Campidano;
is biddas de pranu = i
centri abitati del Campidano. Is tallus
o is/sas ceddas de pranu = le greggi
del Campidano. Plano,
planu
e pranu sono comuni come nomi
di luogo (toponimi): su Pranu de Barànta; su Pranu de Camèdda;
sono due località pianeggianti, a circa 1000 metri s.l.m. della
montagna del Linas, nella Sardegna sud occidentale; Planu de Donnikellos
(CSNT, XI°, XIII° sec. - 311) è il nome di un "salto" nella
Curadorìa di Caputàbbas, che faceva capo al centro abitato
di Gurulis Vetus, oggi Pàdria. Planu de Monte (CSMB, XI°, XIII°
sec.-130). Planu de Silki (CSPS, XI°, XIII° sec. - 129), località
in agro di Silki, non lontana dalla chiesa di San Pietro. Pranu Mois o
Plano Moys, centro abitato scomparso, sito in agro di San Basilio. In periodo
medioevale, fece parte della Curadorìa di Trexénta. Planus
de Sédima, oggi Sédini, centro abitato. Anche come cognome
è presente negli antichi documenti della storia e della lingua di
Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, abbiamo:
Plano (de) Anthonius, ville Algueri (** Ville Algueri. Camella Bernardus,
Bos Franciscus, Ferret Anthonius sindici, actores et procuratores. In die
vigesima mensis Januarii, anno millesimo CCCLXXXVIII - 1388). Nella storia
ricordiamo Depilano Francesco Antonio, vescovo della diocesi di Iglesias
(un tempo Sulcis), dal 1774 al 1781. Attualmente il cognome Depilano è
presente in 131 Comuni italiani, di cui 62 in Sardegna: Cagliari 303, Quartu
67, Ussassai 51, Lanusei 41, etc. Deplanu è presente in 9 Comuni
italiani, di cui 7 in Sardegna: Monastir 12, Sadali 7, Monserrato 6, etc.
De Plano è presente in 22 Comuni italiani, di cui 1 in Sardegna:
Barisardo 3. |
| DE PODA
|
Rarissimo cognome trentino, vedi PODA. |
DE POL
DE POLO
DI POL
DI POLO |
De Pol è tipicamente veneto, della parte orientale della regione,
di Venezia, Pievedi Cadore e San Pietro di Cadore nel bellunese, di Montereale
Valcellina nel pordenonese e del trevigiano, De Polo è anch'esso
veneto, del trevigiano in particolare, di Tarzo e Treviso, ma anche di
Venezia e di Pieve di Cadore e Limana nel bellunese, Di Pol, molto più
raro, è veneziano, Di Polo è praticamente unico, dovrebbero
derivare o dai vari toponimi come San Polo di Monfalcone nel goriziano,
o San Polo di Piave nel trevisano, o possono anche essere forme patronimiche
dove il De ed il Di,
invece di indicare provenienza, come nel primo caso, stanno per figlio
di, riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero Polo
(vedi POLI). |
DE POMPEI
DE POMPEIS
DI POMPEI |
De Pompeis è specifico di Napoli e di Grumo Nevano nel napoletano,
De Pompei e Di Pompei sono quasi unici, l'ipotesi più probabile
è che stiano ad indicare la provenienza dei capostipiti dal paese
di Pompei, la terminazione ablativizzata alla latina con terminazione in
-is è molto probabilmente dovuta
ad un vezzo mirante ad attribuire maggiore nobiltà fittizia al cognome,
che probabilmente venne modificato in epoca tardo medioevale o rinascimentale,
una seconda ipotesi, molto meno probabile proporrebbe un'ipotesi patronimica
dal nome Pompeo, nome che potrebbe
essere stato portato dai padri dei capostipiti. |
| DE PONTI
|
Decisamente lombardo, della zona
che comprende le provincie di Bergamo, Lecco, Como e Milano, deriva da
toponimi che contengono il vocabolo ponte, come Ponte Nuovo (MI), Ponte
Caffaro (BS), Ponte Giurino (BG), ecc.. Può anche essere originato
da un soprannome legato alla posizione, vicino ad un ponte, dell'abitazione
del capostipite. |
DE PORZIO
DI PORZIO |
De Porzio sembrerebbe unico, dovrebbe trattarsi di una forma mal riportata
del cognome Di Porzio, che ha un ceppo romano ed uno napoletano, si tratta
di una forma patronimica del nome Porzio
ad indicare la famiglia di un figlio di un Porzio (vedi
PORZIO). |
| DE PRATO
|
De Prato è tipico dell'udinese, della zona di Ovaro,
Tolmezzo, Enemonzo e Socchieve, potrebbe derivare da toponimi come Pasian
di Prato (UD) o Prato Carnico (UD). |
DE PRESBITERIS
DEPRESBITERIS
PRESBITERI |
Depresbiteris e Presbiteri sono praticamente unici ed sono probabilmente
dovuti ad un errore di trascrizione di De Presbiteris che sembra specifico
del cosentino di Praia a Mare e Tortora, dovrebbero derivare dal vocabolo
latino presbyter (prete),
forse ad indicare la famiglia di cui faceva parte un prete. Di queste cognominizzazioni
abbiamo un esempio a Bologna nello statuto e ordinamento di una loggia
massonica del 1376: "...In Christi nomine Amen. Anno
nativitatis eiusdem millio trecentesimo septuagesimo sexto inditione quartadecima
die decimo octavo mensis novembris tempore pontificatus sanctissimi in
Christo pascatis domini Gregorii dominum providentia pape undecimi. Sapientes
viri domini Francischus de Ramponibus, Antoniu
de Presbiteris, Santus de Dayruxiis, Andreas
de Bobus, ..:". |
| DE PRETIS
|
Cognome decisamente rarissimo,
dovrebbe derivare da un soprannome stante ad indicare una connessione con
una famiglia di prelati. Un'ipotesi degna di attenzione fa discendere il
cognome dal nome proprio proprio Adalpreto (formato dal sostantivo ATHAL=indole,
inclinazione disposizione naturale, carattere e dall'aggettivo BERT=chiaro
illustre, rinomato) variante del più diffuso Adalberto; al cognome
è premessa la preposizione latina "de", reggente il caso ablativo,
ad indicare relazione d'origine, di appartenenza dei membri della medesima
stirpe. Quindi ablativo plurale "de Pretis" dei Preti, cioè appartenenti
alla gente degli Adal-preti. (nota tratta dal libro "Cagnò" di Pietro
Micheli edito a Trento nell'anno 1991. A testimonianza dell'uso di questo
nome, troviamo nella seconda metà del 1100 un Adalpretus principe
e vescovo di Trento poi fatto santo. Già dal 1400 troviamo
un Hyeronimus de Pretis quale destinatario di un libro: "...Hunc
librum feci exemplari ego Galeaz Marescottus de Caluis per Hyeronimum de
Pretis...", famosi furono i pittori fratelli
De Pretis che ospitarono Leonardo da Vinci nella loro casa di Porta Ticinese
a Milano verso la fine del 1400, nel 1856 è Presidente del Consiglio
del regno di Sardegna l'Onorevole Agostino De Pretis, che nel 1861 viene
nominato Luogotenente del Re per la Sicilia.
integrazioni fornite da Paola de
Pretis |
| DE PROPRIS
|
De Propris è tipico di Roma, Gerano e Tivoli sempre in provincia
di Roma, la derivazione oscura potrebbe essere ipotizzata correlata alla
formula delle donazioni ecclesiastiche: "de propris
suis bonis" intendendo una specie di servitù della gleba
da parte della famiglia del capostipite.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Cognome laziale di difficile interpretazione, che presenta rare
varianti nelle forme cognominali De Propriis e De Propis, De Propris dovrebbe
a mio avviso derivare, come già asserito dal buon Zanchi, dalla
latinizzazione e contrazione del personale Prospero usato in senso patronimico.
Ad avvalorare questa tesi sembrerebbe la diffusione nella medesima area
laziale dei cognomi De Prosperis, Prosperi, De Prosperi e Prospero (quest'ultimo
molto raro), che attestano l'alta frequenza in passato del nome Prospero
nella stessa zona. Inoltre, un motivo per il quale non considerare la formula "de propris
suis bonis" e optare per la derivazione patronimica è offerto dal
fatto che, contrariamente a quanto si pensi, i cognomi espressi in forma
latina sono solitamente più recenti rispetto a quelli "italiani"
e di conseguenza soggetti a continue modificazioni, correzioni e contrazioni
(ciò potrebbe spiegare il passaggio da Prospero, a Prosperi, De
Prosperi, De Prosperis e De Propris), per cui la formula risulterebbe più
antica dello stesso cognome De Propris. In definitiva, sembrerebbe difficile
pensare alla derivazione da una formula ecclesiastica: più veritiera
risulterebbe la teoria di derivazione da un patronimico latinizzato e contratto.
Non sarebbe da escludere anche la possibilità di derivazione dal
nome Procopio, spesso erroneamente trascritto nella forma Procoprio.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Anch'io sono del parere che l'origine del cognome De Propris venga
da un nome proprio. É stato proposto Prospero, ma io vorrei invece
suggerire in via puramente ipotetica il personale latino Propertius
che fu già di un celebre antico poeta elegiaco umbro. Il cognome.
Properzio/i è ancora molto presente nel Lazio e in Abruzzo, dove
troviamo addirittura un De Propertis in provincia de L'Aquila. Supponendo
sincope di 'e' (le vocali, come si sa, sono le più soggette a tale
fenomeno), avremmo l'impronunciabile De Proprtis ma, con successiva sincope
di 't' per ragioni eufoniche, ne risulterebbe De Propris. |
| DE QUARTO
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De Quarto sembrerebbe specifico di Taranto e della sua provincia, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica dove il De
sta per figlio di uno di nome Quarto
(vedi Quarto). |
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