DE RAHO
RAHO |
De Raho, assolutamente rarissimo è una forma nobiliare del più
diffuso Raho, che è tipico del Salento, di Nardò, Castrì
Di Lecce, Lequile, Castrignano Del Capo, Copertino e Calimera, si dovrebbe
trattare di un'alterazione contratta del nome medioevale Raodolfus
(Rodolfo). Tracce di queste cognominizzazioni
le troviamo nell'iserniese nella seconda metà del 1400 con Antonio
de Raho consigliere del re di Spagna Ferdinando II° e Signore di Caccavone
(IS). |
D'ERCOLE
D'ERCOLI |
D'Ercole è tipico dell'area che comprende il romano, il latinense
ed il frusinate, l'Abruzzo, in particolare il teatino, il campobassano
ol foggiano ed il barese, con presenze anche in Basilicata, D'Ercoli ha
un piccolo ceppo a Riccione nel riminese, uno a Sant'Elpidio a Mare, San
Benedetto del Tronto e Grottammare nel Piceno ed uno a Roma, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche relative al nome Ercole, dove il D'
sta per figlio di, riferito ad un padre
del capostipite di nome Ercole. |
DE REGIBUS
DEREGIBUS |
ALIGN=LEFT VALIGN=TOP>De Regibus, molto raro è tipico di Vogogna (VB), Deregibus, sempre
piemontese è più caratteristico del Monferrato, dovrebbe
derivare da un soprannome originato da caratteristiche comportamentali
o da episodi occorsi.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Cognome alquanto raro, di origini piemontesi, Deregibus deriva da un
soprannome legato alla parola re (vedi Re), stante quindi ad indicare quelli
della famiglia del "re". |
DE RENZI
DE RENZO
DI RENZI
DI RENZO
DIRENZO |
De Renzi è tipicamente laziale, di Roma e Sezze (LT), con un piccolo
ceppo anche nel napoletano ed uno nel cosentino, De Renzo è tipico
del meridione di Bari e Napoli, Di Renzi, molto raro, è tipico di
Roma, Di Renzo sembra specifico della fascia che comprende Abruzzo, Molise
e Lazio, ma con ceppi significativi anche ad Andria, Altamura e Bari nel
barese, a Napoli ed a Mileto in provincia di Vibo Valentia, Direnzo sembrerebbe
tipico di Altamura nel barese, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome
Lorenzo il De o il Di starebbe ad indicare quelli del figlio di Lorenzo,
la famiglia del figlio di Renzo. |
DE RIENZI
DE RIENZO
DI RIENZI
DI RIENZO |
De Rienzi è assolutamente rarissimo, De Rienzo, sicuramente campano,
ha ceppi a Benevento, Napoli e Paternopoli (AV), Di Rienzi è quasi
unico, Di Rienzo è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Molise, Campania
e Puglia, dovrebbero tutti derivare dall'essere il capostipite o figlio
di un Rienzo o di un Rienzi, cioè di un discendente di un Rienzo,
il De o il Di sta appunto per figlio di, (vedi Rienzi),
tracce di un principio di questa cognominizzazione le troviamo a Roma nel
1300, nel 1347 un intelligente popolano romano diviene notaio è
Nicola di Rienzo Cabrini, comunemente chiamato Cola di Rienzo dove il Di
Rienzo acquisisce importanza cognominale (vedi Cabrini). |
DE ROBERTI
DE ROBERTIS
DEROBERTI
DEROBERTIS |
De Roberti e Deroberti sono praticamente unici e, con Derobertis che, molto
raro, è tipico di Putignano, dovrebbero essere dovuti ad errori
di trascrizione del cognome De Robertis, che è tipico del barese,
di Molfetta in particolare e di Bari, Putignano e Corato, con un ceppo
anche a Napoli, si dovrebbe trattare di una forma patronimica riferito
ad un gruppo familiare il cui capostipite era uno di nome Roberto.) |
DE ROCCHI
DE ROCCO
DI ROCCHI
DI ROCCO |
De Rocchi ha un ceppo lombardo nel varesotto e nel lecchese, uno nel genovese
ed uno nel romano, De Rocco ha unceppo nel bellunese ed alto trevisano,
uno nel romano, uno nel napoletano, uno nel potentino ed uno nel Salento,
Di Rocchi, assolutamente rarissimo, parrebbe laziale, Di Rocco ha un nucleo
nella fascia centrale che comprende l'Abruzzo, il Lazio, il Molise, il
napoletano ed il casertano con un ceppo anche tra agrigentino e nisseno,
si dovrebbe trattare di forme patronimiche in De
o in Di, dove le particelle stanno
per figlio di, riferite al nome medioevale Rochus
o Rocchus di origine germanica originato
dal termine germanico hrock (corvo). (vedi ROCCHI) |
DE RODI
DI RODI |
De Rodi è quasi unico, Di Rodi è tipico del foggiano, del
Gargano in particolare e di Vieste e Rodi Garganico nello specifico, dovrebbe
derivare dal toponimo Rodi Garganico, probabilmente ad identificare la
località d'origine del capostipite, ma è pure possibile che
identifichi invece una radice greco rodigina. |
| DE ROMA
|
De Roma ha un piccolo ceppo tra napoletano ed avellinese, ed un ceppo pugliese
nel tarentino a Grottaglie e Taranto, con un piccolo ceppo anche a Tricase
nel leccese, e sparute presenze in Sardegna, probabili errori di trascrizione
del cognome Deroma (vedi DEROMA), dovrebbe
derivare da un soprannome originato probabilmente dal fatto di essere i
capostipiti originari di Roma o anche dall'essere stati nella loro vita
a Roma.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DE ROMA: proveniente da Roma. È un cognome presente in 87 Comuni
italiani, con maggior diffusione in Puglia: Grottaglie (TA) 74, Taranto
37; Roma ne conta 15 e Napoli 12. In Sardegna è presente in 8 Comuni:
Carbonia 8, San Teodoro 6, Sassari 6, Olmedo 3, etc. Con molte probabilità
il cognome De Roma, nella Sardegna medioevale, era molto più diffuso
di oggi. Ne sono prova le numerose presenze nelle carte antiche. Tra i
firmatari della Pace di Eleonora figurano 5 de Roma: Roma (de) Leonardo,
jurato ville Tresnuraghes ; Roma (de) Mar. P. Guantino, ville Macumerii;
Roma (de) Petro, majore ville Magumadas, (* Magomadas. Contrate Castri
Serravallis); Roma (de) Petro, ville Macumerii; Roma (de) Petro, ville
Tresnuraghes. Nel Condaghe di San Pietro di Silki, *CSPS XI°, XIII°
sec., figurano : Roma (de) Dorgotori (postura), *CSPS 133°; Roma
(de) Petru, kertu de servis, *CSPS 106°. Nel Condaghe di San Nisola
di Trullas, *CSNT, XI°, XIII° sec., c’è Roma (de) Petru(221),
cugino di Furatu de Gitil: comporaili a Petru de Roma , su fratile, sa
parçone sua ivi puru, et parçone de sos fratiles, de
furatu de Barru, ponendose isse in pala; e dei bili v berbeces, et iiii
sues set vii moisos de laore. (ho comprato da Petru de Roma, il cugino(
di Furatu de Gitil), la porzione sua, sempre lì, e la porzione dei
cugini di Furatu de Barru, addossandosi lui la responsabilità; e
diedi (in cambio) 5 pecore, 4 scrofe, e 7 moggi di grano). |
| DEROMA
|
Deroma è tipicamente sardo, del sassarese, in particolare di Sassari,
Porto Torres e Pattada.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEROMA: de Roma: proveniente da Roma,
romano/a. è un cognome poco
diffuso. È presente in Italia in 43 Comuni, di cui 20 in Sardegna(nord):
Sassari ne conta 74, P. Torres 36, Pattàda 23, San Teodoro 9, etc.
Il cognome è presente nelle carte medioevali, ma nella forma De
Roma (vedi De Roma). |
DE ROS
DEROS |
De Ros sembrerebbe tipico della zona di Aviano (PN, quasi unico Deros ,
sembra originario della provincia di Gorizia, potrebbero derivare da nomi
di località, come Ros di San Vito al Tagliamento (PN) o Ros di Vito
d'Asio (PN) o altre simili. |
DE ROSA
DI ROSA |
De Rosa è diffusissimo in tutta l'Italia peninsulare, soprattutto
al sud ed in Campania in particolare, Di Rosa ha ceppi nelle Marche, in
Abruzzo e Molise, in Campania e soprattutto in Sicilia, derivano dal nome
Rosa utilizzato nel medioevo come nome augurale e più tardi come
devozione alla santa omonima e starebbe ad indicare quelli di Rosa, i figli
o i parenti, tracce molto
antiche di questa cognomizzazione si trovano ad esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale, in un atto redatto a Milano nel 1177, dove si
legge: "...presentibus et consentientibus Prexano,
Ambroxio Rolandi, Zanatto et Bellone ac Petro Longo, Ambrosio
de Rosa, Martino Zanatti et Petro Botto ac
Iohanne Garaverni vicinis suis...". |
| DEROSAS |
Derosas sembrerebbe specifico di Olbia, con ceppi anche a Sassari e Usini
nel sassarese e ad Orosei nel nuorese, un'ipotesi è che derivi dal
toponimo Rosas nel cagliaritano, ma, molto più probabilmente deriva
da un soprannome indicante il capostipite come quello delle rose (rosas
in sardo), probabilmente per il fatto di avere un grosso roseto nelle vicinanze
della propria abitazione. |
| DE ROSSI |
Parrebbe di origine veneta, è
stato originato da soprannomi legati a caratteristiche fisiche del capostipite,
quali i capelli, la barba o la carnagione particolarmente rossastra, può
anche indicare la discendenza da dei Roscii (Roscius è un nomen
latino). |
D'ERRICO
D'ERRIGO
DERRICO
DERRIGO |
D'Errico è molto diffuso in tutto il sud, D'Errigo, molto molto
più raro, ha un ceppo romano ed uno calabrese a Campo Calabro nel
reggino, Derrico e Derrigo sono estremamente rari e si tratta probabilmente
di errori di trascrizione dei precedenti, dovrebbero tutti derivare dall'essere
il capostipite il figlio di un Errico o di un Errigo (vedi
ERRICO). |
DE RUGERIIS
DE RUGGERI
DE RUGGERIIS
DE RUGGERIS
DE RUGGERO
DE RUGGIERI
DE RUGGIERO |
De Rugeriis è specifico di Colledara (TE), De Ruggieri, De
Ruggeriis e De Ruggeris, molto molto rari, sembrerebbero originari dell'Abruzzo
con un ceppo secondario in Puglia, De Ruggeri è dovuto ad un errore
di trascrizione del precedente, De Ruggiero è napoletano, De Ruggero
dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, derivano
tutti dal nome medioevale Rugerius
(vedi Ruggeri), tracce di queste cognomizzazioni
le troviamo a Bologna nel 1400 con un Ugonem De Rugeriis. |
| DE RUVO |
Dovrebbe essere proprio della provincie
di Bari, deriva dal toponimo Ruvo di Puglia (BA). |
| DE SALVO |
Cognome meridionale, ha un ceppo
nella zona dello stretto sia in provincia di Messina che di Reggio Calabria,
un altro tra Potenza e Cosenza, un terzo nel leccese, deriva dal nome Salvo
o dal precedente nomen latino Salvius. |
DE SANCTIS
DESANCTIS
DE SANTE
DE SANTI
DE SANTO |
De Sanctis è molto diffuso nel Lazio ed in Abruzzo, mentre Desanctis
è, quasi sicuramente, dovuto ad errori di trascrizione, De Sante,
molto molto raro, è del romano, De Santi è diffuso in Veneto,
Toscana e nel varesotto, De Santo è specifico dell'area che comprende
la Campania, la Basilicata ed il cosentino, con massima concentrazione
nel napoletano, dovrebbero derivare dal nome medioevale di tradizione cristiana Sanctus (Santo)
con l'aggiunta della forma patronimica in De,
che sta in questo caso come dei discendenti di.
Il casato dei De Sanctis è presente in Abruzzo fin dalla prima metà
del 1000, quando il duca di Spoleto nominato valvassore Pietro De Sanctis
gli affida in feudo i territori dell'area di Sulmona, questi erige quindi
il castello di Roccacasole (AQ) come sede del suo feudo, in seguito il
casato acquisì il titolo baronale. |
| DE SANTIS |
Diffuso in tutto il centro sud,
deriva da uno dei tantissimi toponimi che hanno nella loro radice il vocabolo
San ...., come San Giorgio a Cremano (NA), San Bartolomeo in Galdo (BN),
San Biase (SA) - (CS), ecc.. |
DE SCALZI
DESCALZI
DE SCALZO
DESCALZO |
Tutti estremamente rari sono tipici della zona di Chiavari, potrebbero
derivare da un soprannome legato al vocabolo descalzo o scalzo (quelli
scalzi, o dello scalzo, o degli scalzi), tracce di questa cognomizzazione
si ha a Chiavari fin dalla fine del 1700, una certa fama ottenne Gaetano
Descalzi detto Campanino di Chiavari, ebanista e mobiliere. |
| DESENZANI |
Cognome tipico di Brescia e del basso bresciano, deriva dal toponimo Desenzano
(BS), tracce di questa cognomizzazione si trovano nella bassa bresciana
fin dal 1200, nel 1600 troviamo tracce di un desenzani autore di un lascito
alla chiesa di San Marco di Esenta di Lonato (BS). |
| DESERTI |
Deserti è tipico dell'area ferrarese e bolognese, l'ipotesi più
probabile è che si tratti di un cognome attribuito, in epoca non
recente, a bambini abbandonati.
ipotesi fornita da Petra Motta
E' un cognome abbastanza raro, concentrato soprattutto in Emilia, la
mia ipotesi è che derivi dal verbo latino desero,
is, deserui, desertum, che significa abbandonare. Si tratterebbe
di uno dei tanti cognomi attribuiti ai bambini abbandonati. |
| DESERTO |
Deserto, quasi unico, potrebbe essere del sud, pugliese, dove potrebbe
derivare dal toponimo Deserto di Ostuni (BR) e siciliano, dove potrebbe
anche avere origini da esperienze del capostipite nel deserto libico. (vedi
comunque anche Deserti) |
DE SERVI
DESERVI
SERVI |
De Servi ha un ceppo nel milanese tra Rescaldina e Legnano ed uno toscano
a Lucca e Viareggio, Deservi, quasi unico, è dovuto ad errori di
trascrizione del ceppo lombardo del cognome precedente, Servi ha un ceppo
a Milano, uno a Firenze ed a Viareggio (LU) ed uno a Roma, la possibile
origine di questo cognome potrebbe essere quella di individuare i capostipiti
come dei serviti o legati comunque alla confraternita dei Servi di Maria,
la presenza di una Chiesa dei Servi di Maria a Lucca e a Firenze e Roma
ed il fatto che i Servi di Maria sono a Milano fin dal 1288 da credito
a questa ipotesi, bisogna citare, anche se poco probabile, una possibile
derivazione dal nomen latino Servus
o Servius. |
DESIANTE
DESIATO |
Desiante parrebbe barese, Desiato,
tipico campano, ha forse un ceppo nel Molise. Questi cognomi dovrebbero
essere originati da un nome tardo medioevale relativo al fatto di essere
arrivato il bambino dopo essere stato tanto desiderato. |
DESIDERI
DESIDERIO |
Desideri è molto presente
nella fascia centrale, potrebbe essere di origine laziale, Desiderio presenta
un ceppo originario della zona tra Il napoletano ed il salernitano eduno
tra Abruzzi e Molise, dovrebbero derivare dal nome longobardo e tardo latino
Desiderius. Famoso è l'ultimo Re longobardo Desiderius (756–74),
ma di questo nome esistono tracce antecedenti, nel 600 vive ad esempio
San Desiderio di Cahors, Vescovo del narbonese, in Francia. |
DE SIMINE
DESIMINE
DI SIMINE |
De Simine, tipicamente pugliese, sembrerebbe specifico del barese, di Terlizzi
e Molfetta, Desimine, assolutamente rarissimo, è sempre del barese,
Di Simine è invece specifico di Matera, potrebbero derivare dal
nome di San Simine, per devozione a quel santo, così come potrebbero
riferirsi ad un ex voto per grazia ricevuta dal santo nella Chiesa rupestre
di San Simine a Pantaleo di Massafra. |
DE SIMON
DE SIMONE
DE SIMONI |
De Simon è tipicamente friulano dell'udinese, di Osoppo e di Forgaria
nel Friuli in particolare, De Simone è diffuso in tutto il centro
sud, De Simoni è tipico laziale, con un ceppo primario anche in
Lombardia, derivano da forme patronimiche (il De
sta per figlio di) del nome Simone,
tracce di questa cognomizzazione si trovano a Bormio agli inizi del 1600
dove in una deposizione viene citato un certo Giovanni de Simoni, originario
della Valmalenco, che aveva bottega a Premadio che diventerà poi
uno dei Patrizi di Bormio. |
| DESINI |
Desini è tipico della Gallura e di Olbia in particolare, potrebbe
derivare dal toponimo Sini , un piccolo paese ai confini tra oristanese
e cagliaritano e il De- starebbe per
proveniente da. |
DE SISTI
DE SISTO |
De Sisti è tipicamente romano, De Sisto, oltre al ceppo romano,
ne ha uno ad Airola nel beneventano, con presenze significative anche a
napoli ed Alife nel casertano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche,
dove il De sta per figli
di, riferite a padri del capostipite che facevano di nome Sistus,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in una Charta venditionis del
1208 a Pavia, dove tra i testi figurano: "...Interfuerunt
Sistus Canister
et Carbo de Piscaria testes. Ego Girardus de Balbis imperialis aule notarius
hanc cartam tradidi et scripsi.". |
DESOGOS
DESOGUS |
Desogos sembra specifico di Scano Di Montiferro nell'oristanese,
Desogus è un cognome sardo molto diffuso in tutta la Sardegna, particolarmente
nel cagliaritano e nell'iglesiente, dovrebbero indicare con il prefisso
De- la provenienza dal paese di Sogos,
un antico borgo medioevale tra Monastir e Villasor nel cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Desogus deriva dal paese di Sogus o Sogos, che è il nome di
un antico centro abitato scomparso (Villa de Sogus), ubicato tra Monastir
e Nuraminis, in località Sa bia de is Ogus
(la strada degli occhi: secondo la
testimonianza degli abitanti del luogo), appartenente alla Curatoria di
Gippi, del regno giudicale di Calari, poi passato al giudicato d’Arborea,
ceduto nel 1300 dal Giudice Mariano II alla Repubblica di Pisa e successivamente
abbandonato ( verso la fine del XIV° secolo, probabilmente per effetto
del conflitto tra Mariano IV d’Arborea ed il re D’Aragona. Il cognome
lo ritroviamo nelle carte antiche, quasi sempre nella variante De Sogos.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388, ci sono 13 con questo
cognome: Sogos (de) Antiogo, ville Gemussi(* Gemussi…distrutto: Jemussi
o Gimussa? Partis de Montibus); Sogos (de) Baldo ,ville Iscano ; Sogos
(de) Francisco, jurato ville Modolo(* Modolo...Modulo. Contrate Castri
Serravallis); Sogos (de) Guantino, jurato ville Pauli(* Pauli ...odierno
Paulilatino. Contrate Partis de Guilcier); Sogos (de) Joanne, ville Culleri;
Sogos (de) Joanne, ville Gorare. (*...Odierna Borore. Marghine de Gociano);
Sogos (de) Nicolao, jurato ville Iscano; Sogos (de) Trogodorio, jurato
ville Nuracogoma(* …odierna Noracugume. Curatorie de Marghine de Gociano;
Sogos(de) Benedico, Burgi Castri M. Regalis(Castello di Monreale); Sogos(de)
Francisco, jurato ville Seercela (* Seercela…distrutto. Sarcela – Serzele.
Partis de Montibus); Sogos(de) Gettadu, ville de Sardara; Sogos(de) Luchino,
ville Macumerii; De Sogos Anghelo – ville de Dure(* Dure…distrutto – salto
di Bitti ( Contrate Montis Acuti – Ozieri). Nel Con daghe di Santa Maria
di Bonarcado *CSMB XI°, XII° sec., troviamo 4 Sogos (de) e 2 Sogus
(de), dei quali citiamo: Sogos (de) Comida (88), Sogos (de) Dorgotori (174),
curatore di Norgillo (*Nurgillo...Norghiddo...odierno Norbello. Contrate
Partis de Guilcier), teste in un affidamento di servi; Sogus (de) Gosantine(164)
d’Orruinas (* Oruinas...odierno Ruinas (Contrate Laconi – Partis Alença),
teste in una richiesta di costruzione di molini in Bonarcado. Attualmente
il cognome Desogus è presente in 181 Comuni del territorio nazionale;
nel Continente si registra la maggiore diffusione nel centro nord. Non
è presente in USA. In Sardegna lo troviamo in 90 Comuni, per lo
più del meridione dell’isola, a parte Sassari, per un totale di
1640 circa (*2007). Desogos: attualmente è presente nel territorio
nazionale in 10 Comuni: 2 della Lombardia, 2 del Lazio e 6 della Sardegna
centro settentrionale. |
| DESSENA |
Dessena è tipico del nord della Sardegna, di Orosei e Nuoro nel
nuorese, di Olbia e di Nule nel sassarese, dovrebbe trattarsi di un cognome
di origini catalane, che trarrebbe origine dal termine logodurese s'ena
(la palude, la zona acquitrinosa),
probabilmente ad indicare le caratteristiche della zona di provenienza
della famiglia. |
DESSI
DESSI' |
Sia Dessi che Dessì sono tipici dell'oristanese e dell'iglesiente
con un ceppo anche nel sassarese, dovrebbero entrambi derivare dall'antico
nome del paese di Sini nell'oristanese, che in epoca nuragica veniva chiamato
Sinu, successivamente, in epoca medioevale venne riconosciuto come Sii,
per poi acquisire l'attuale nome di Sini.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DESSI’: anticamente era De Sî o De Sìi ( î nasale),
cioè De Sini. Attualmente Sini
è un piccolo centro abitato della Marmilla, situato ai piedi della
Giara di Gesturi, con 586 abitanti, Comune della Provincia di Oristano.
Anticamente Sini, apparteneva alla Diocesi di Usellus, oggi di Ales –Terralba.
In periodo giudicale era una villa (bidda)
appartenente alla curadorìa di Marmilla del regno giudicale di Arborea.
Nel 1206, in seguito ad una guerra il territorio entrò a far parte
del Giudicato di Calari (Cagliari), ma nel 1258 fu riconquistato dai signori
d’Arborea. Nel 1324 nacque il regno Catalano Aragonese, prima alleato e
poi nemico dei signori d’Arborea. Nel 1383 il re di Sardegna Pietro il
Cerimonioso investì Brancaleone Doria, marito di Eleonora d’Arborea,
del titolo di barone di Marmilla, ma la Curadorìa di Marmilla già
apparteneva al Giudicato Di Arborea. Nel 1388 i rappresentanti della villa
di Sini parteciparono alla Pace di Eleonora. Dal 1410, in seguito alla
sconfitta, inflitta alle truppe di Eleonora, dal re d’Aragona, Sini entrò
a far parte del regno catalano aragonese di Sardegna. Appartenne poi alla
potente famiglia aragonese dei Carròs, definitivamente, dopo un
breve intervallo, ed alla contea di Quirra. Nel 1928 il Comune di Sini
fu soppresso ed aggregato a quello di Baressa. Dal 1945 è di nuovo
Comune autonomo, ed è andato a far parte, nel 1974 della, allora
appena creata, provincia di Oristano. De Sî è un cognome
diffuso nella Sardegna meridionale del periodo giudicale. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora *LPDE del 1388, troviamo un De Sî e ben 42
De Sii, quasi tutti concentrati negli antichi villaggi della Marmilla (Contrate
Marmille, che faceva capo a Mahara Barbaraquesa – l’odierna Villamar),
del Campidano di Oristano e della Trexenta, dei quali citiamo: De
Si Clemente, ville Laconi; De Sii Comita, jurato ville Sancto Haeru (odierno
San Vero Congius. Contrate Campitani Simagis); De Sii Crescentino, jurato
ville Milis ; De Sii Deodatus – de Aristanni ; De Sii Folcus, sindicus
actor et procurator ville Ocieri e Contrate Montis Acuti et etc ; De Sii
Francisco, majore(sindaco, amministratore) ville Funtana. (* villaggio
distrutto. Partis de Montibus); De Sii Gonnario, majore ville Pauli (*
Pauli… Gerrei …odierno San Nicolò Gerrei. Contrate Marmille); De
Sii Joanne, jurato Sii Majore.(Sia Maggiore – Campidano di Oristano); De
Sii Joanne, jurato ville Desilo (Desulo); De Sii Petro, ville Ecclesiarum(Villa
di Chiesa – Iglesias); De Sii Petro, ville Selluri (Sanluri – Seddòri);
De Sii Philipo, ville Gonnos de Tramacia(Gonnostramatza); De Sii Salvatore,
jurato ville Funtana. Etc. nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado ( alto
Oristanese) *CSMB – XI°; XII° sec. Troviamo: De Sii Comita, prete,
teste in una donazione(130). Sempre del *CSMB, al cap. 33 è citato
Comida Spanu, maiore de Sini(s), teste in una donazione, o meglio, concessione,
da parte del Giudice di Arborea e visconte De Basso, Petrus de Laccon,
alla chiesa di Santa Maria, di pescare nel mare di Ponte* (nei pressi di
Othoca – oggi Santa Giusta: nello stagno omonimo) con due barche e in mare
aperto (pro piscare in mare de Ponte cun duas barca set in mare vivu).
Il cognome De Sii non è presente nei Condaghi logudoresi, Di San
Nicola di Trullas e Di San Pietro di Silki. La trasformazione di De Sî
in Dessì è avvenuta sin dai tempi antichi e lo attesta il
fatto che monsignor Giovanni Dessì, fu eletto arcivescovo della
archidiocesi di Oristano, allora di Arborea, nel 1462 dal papa Pio II°.
Tenne il seggio vescovile sino alla morte, avvenuta nel 1485. Da ricordare,
Dessì Vincenzo, sassarese (1859 – 1908) storico e numismatico (Di.Sto.Sa
di F. C. Casula). Una considerazione a parte merita inoltre lo scrittore
di Villacidro Giuseppe Dessì( 1909 – 1977) autore di numerose opere
letterarie, tra i quali i romanzi, il Disertore e Paese d’Ombre, e vincitore
di numerosi premi, tra cui il premio Strega. Attualmente il cognome Dessì
è presente in 364 Comuni d’Italia. Di questi 160 sono della Sardegna.
Nell’isola la maggiore diffusione si registra nel centro sud. È
presente anche in 6 Stati USA: New York, con 3 nuclei familiari, Florida
con 2, gli altri con 1. |
DE STASI
DE STASIO
DE STAZIO
DI STASIO
DI STAZIO |
De Stasi, quasi unico, parrebbe pugliese, De Stasio è tipico dell'area
che comprende le province di Napoli, Caserta, Benevento e Foggia, con massima
concentrazione a Napoli e Mugnano di Napoli (NA) ed a Foggia, mentre Di Stasio,
molto più diffuso, oltre che in Campania ed in Puglia è ben
presente anche nel potentino, De Stazio è quasi unico, Di Stazio
è invece tipico del basso Lazio, dell'iserniese, casertano,
beneventano e soprattutto napoletano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche
dove le particelle De e Di
stanno per figlio di uno Statius
(vedi STASI). |
DESTEFANI
DE STEFANI
DE STEFANO |
De Stefani è specifico del nord, Destefani, molto raro, sembra tipico
del trentino, De Stefano è diffuso in tutto il sud della penisola
italiana, derivano dal nome Stefano. |
DESTER
DESTRI
DESTRO |
Dester, assolutamente raro, è della bassa bresciana, di Manerbio
in particolare, Destri ha un ceppo nello spezzino a Sarzana, La Spezia
e Riccò del Golfo di Spezia, ed un ceppo a Calci nel pisano, Destro
ha un grosso nucleo tra veneziano, padovano e rovigoto, uno tra novarese,
alessandrino, pavese e milanese, ed uno siciliano nell'agrigentino, nel
messinese e catanese, potrebbero derivare da un nome tardo medioevale Dester
o Destro (inteso come l'opposto di
maldestro) o anche da uno dei molti toponimi contenenti la radice destr-,
come ad esempio Tombelle Destra (PD), Bevazzana Destra (VE), Casanova di
Destra (PV) o altri simili. |
| DE TINTIS
|
De Tintis, quasi scomparso, è decisamente pugliese, probabilmente
del barese, anche se tracce antiche si trovano anche nel parmense, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica, dove il De
sta per figlio di, riferendosi al capostipite
che dovrebbe essere stato il figlio di un Tinto,
nome medioevale derivato dal cognomen latino Tinctus.
Tracce antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel parmense nell'anno
1230: "..Additum est quod Potestas teneatur sacramento
expeditas facere tenere vias degatas per dominum Henricum
de Tintis, quae degatura est x. pedes perticae
per amplum circa foveas de capite pontis et intus a terraliis ipsarum fovearum.
Et teneatur Potestas sacramento dampnum emendare vel facere emendari de
avere Communis hominibus qui dampna habuerunt occasione fovearum de capite
pontis, secundum quod extimata fuere per extimatores electos per dominum
Henricum de Tintis, hinc ad octavam Pascae Resurrectionis. In M. CC. XXX..."e
nell'Archivio Diocesano di Conversano (BA) dove nell'anno 1662 si legge
di una causa intentata dal "Reverendo Capitulo
Sanctae Mariae Grecae contra Ottavio fu Nicola Antonio de
Tintis". |
DE TOGNI
DETOGNI |
Sia Detogni, molto più raro, che De Togni, sono specifici del veronese,
derivano da patronimici (il De sta per figlio di) di un Antonio, attraverso
modificazioni dialettali dell'aferesi del nome del capostipite. |
DE TOMASI
DE TOMASO
DE TOMMASI
DE TOMMASO
DI TOMASI
DI TOMASO
DI TOMMASI
DI TOMMASO
DITOMMASO |
De Tomasi ha un ceppo in Lombardia, nella zona tra Samarate, Busto Arsizio,
Gallarate e Milano ed uno in Veneto nel vicentino tra Isola Vicentina e
Vicenza, De Tomaso, molto raro, sembra specifico di Turi (BA), De Tommasi
sembrerebbe pugliese con ceppi a Novoli (LE), Lecce e nel Salento, e nel
barese, Fe Tommaso ha un nucleo pugliese tra barese e brindisino soprattutto
a Casamassima (BA) e nel brindisino a Oria, Erchie, Brindisi e Francavilla
Fontana, un piccolo ceppo a Napoli, nel cosentino ed a Messina, Di Tomasi,
quasi unico, è probabilmente do vuto ad un'errata trascrizione di
Di Tommasi che è specifico di Rosolini (SR), Modica (RG) e del ragusano,
Di Tomaso ha un ceppo a Civitanova del Sannio (IS) e Casacalenda (CB),
con un grosso nucleo a Rotonda (PZ), Di Tommaso è molto presente
in Lazio, Abruzzo, Molise, casertano e napoletano, Puglia e potentino,
con ceppi anche in Sicilia ad Augusta (SR) e Catania, Ditommaso, assolutamente
rarissimo, è dell'area tra foggiano e potentino, derivano tutti
dal nome medioevale Thomasus
(vedi TOMASI). |
| DETOND |
Cognome assolutamente rarissimo,
originario del centro sud Italia, probabilmente delle Puglie, potrebbe
derivare da toponimi quali Locorotondo (Ba), Camporotondo (MC), Monterotondo
(RM) e tanti altri |
DE TROIA
DE TROJA |
Tipico di Lucera (FG), dovrebbe derivare dal toponimo Troia (FG).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
De Troia è un tipico cognome pugliese, diffuso maggiormente
nel comune di Lucera nel Foggiano, dove è il quarto cognome in ordine
di frequenza. Il cognome ha chiare origini toponomastiche: persone migrate
in tempi passati dal vicino borgo di Troia venivano registrate con il cognome
de Troja, divenuto poi nel corso dei secoli de Troia e, infine, De Troia.
E' interessante notare come una famiglia lucerina de Troja di umili origini
sia passata agli onori della tradizione storica per aver dato alla luce
due importanti personaggi morti in concetto di grande santità: il
Servo di Dio don Alessandro de Troja (Lucera, 1801 - 1834) e la Venerabile
Genoveffa de Troja (Lucera, 1887 - Foggia, 1949), discendenti dal medesimo
ceppo de Troja. |
| DETTONI |
Un ceppo torinese ed uno del varesotto,
potrebbe essere una modificazione del nome franco Dudon o una aferesi del
nome Benedetto modificato in Benedettoni. |
D'ETTORE
DETTORE
D'ETTORRE
DETTORRE
DI ETTORE |
D’Ettore ha un ceppo tra napoletano e casertano e piccolissimi ceppi nel
teatino, nel romano e nel tarentino, Dettore è assolutamente rarissimo
così come Di Ettore, D’Ettorre ha un ceppo tra romano e latinense,
uno tra pescarese e teatino ed uno tra tarentino e materano, molto molto
raro, sembrerebbe specifico del tarentino, Dettorre, molto molto raro,
sembrerebbe specifico del tarentino, si tratta di forme patronimiche dove
il D- sta per figlio di, riferito ai padri dei capostipiti, il cui nome
era Ettore o Ettorre.
(vedi ETTORE) |
| DETTORI |
Dettori è tipicamente sardo, in particolare della parte centrosettentrionale,
con un ceppo importante anche a Roma, Firenze, Genova, Torino e Milano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Dettori è una forma per De Tori
(di Salvatore), come de Loi (vedi
LOI). Dettori, cognome con maggior diffusione nel centro nord
dell’isola; (de) Loi nel centro sud. È presente in 112 Comuni
su 377. Dettori è, si può dire, la versione moderna
di De Tori, o meglio, De Thori, o De Zori, o De Cori, o De C(i)ori, o De
Sori, infine c’è anche Dore, che è la versione accorciata
di Sar-Ba-Dore = Salvatore. Così si presenta nelle carte antiche.
È bene qui ricordare che i De Zori o De Thori (nel *LPDE troviamo
inoltre De Sori o anche Dessori, o Sore, o Sori) hanno origine da un’antica
nobile casata sarda, che salì al massimo della sua potenza allorquando(
verso il 1113) Torchitorio De Zori, divenne Giudice di Gallura. I De Zori
si imparentarono poi con le altre potenti casate sarde, con i (de) Athen,
i (de) La©con, i (de) Serra e con i Gunale; questi ultimi subentrarono
nel trono di Gallura ai De Zori. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, sono presenti: 8 De Cori, di cui citiamo De Cori Philipo
majore (sindaco) ville de Ocieri (Ozieri – Contrate Montis Acuti), De Cori
Saturno, jurato (guardia giurata e collaboratore del majore) ville de Ocieri;
De Sore Benigno – de Castri Januensis (Castelsardo), De Sore Gabriele –
de Castri Januensis, De Sori Joanne – de Castri Januensis, De Sori Mariane
– de Bosa, De Sori Michaele – de Castri Januensis; De Zori Ambrosius –
de Aristanni; De Zori Anthonius –de Aristanni, De Zori Guantinus – de Aristanni,
De Zori Paulus – de Aristanni, De Zori Petrus – de Aristanni; Decori Andrea,
majore ville Sagama(Contrate Castri Serravallis); Dessori Francisco, jurato
ville Uta, (non si tratta dell’attuale, ma di un villaggio distrutto
- Contrate Partis Varicati – Barigadu), Dessori Nicolao, jurato ville Uta.
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas *CSNT, sono citati 28 de Thori
o de C(i)ori, o de Zori, e sono quasi tutti appartenenti al nobile casato
di Gallura: Comita de Thori(27, 34, 39, 62….), marito di Vera de Athen,
padre di Gosantine Thori - de Athen. Tutti, insomma, i de Thori citati
nel *CSNT, occupano posti di rilievo nella società del tempo. Nel
Condaghe di San Pietro di silki,*CSPS, figurano 12 de Thori, tutti di nobili
origini, tra i quali ricordiamo: Thori (de) Mariane , donnu, curatore de
corona (giudice di tribunale), *CSPS 111°; Thori (de) Petru, in corona(giudice
di tribunale), *CSPS 106°; Thori (de) Porosa, donna, postura de ancilla
(donazione di serva): “ posit a Scu. Petru de Silki donna Porosa de Thori
a Justa Papis, cun parthone sua aue Murusas = Donna Porosa de Thori donò
a S. Pietro di Silki Justa Papis, con la parte che le spetta da Murusas)
*CSPS 50°. Nel *CSMB sono citati 27 Zori, tra i quali ricordiamo: Anna
De Zori, regina di Arborea, moglie di Gosantine de Lacon, giudice in una compera (comporeillis) di terra (63); De Zori Gantine, castellano di
Marmilla e curatore di Barumini; De Zori Maria, moglie ad Orzocco de Lacon,
figlio del Giudice Barisone d’Arborea; De Zori Vera sposa ad Erradore Pisanu
*. In età moderna e contemporanea troviamo il cognome in Dettori:
Dettori Antonio, di Suni, ministro della giustizia in Planargia, fu seguace
di Giommaria Angioy e pertanto deposto dall’impiego. Dettori Paolo, politico,
di Tempio (1926 – 1975), fu presidente della Giunta e del Consiglio Regionale
della Sardegna. |
| DE TUGLIE |
De Tuglie è tipicamente pugliese, di Taranto e soprattutto di Campi
Salentina e Nardò nel leccese, dovrebbe derivare dal toponimo sempre
leccese Tuglie, indicando probabilmente in quel paese il luogo d'origine
del capostipite in quanto il De, in questo caso, indicherebbe provenienza. |
| DE TULLIO |
Originario della provincia di Bari,
dovrebbe derivare dal nome della Gens Tullia, cui appartenne anche il famosissimo
Marco Tullio Cicerone. |
DE VECCHI
DEL VECCHIO |
Diffuso in tutto il settentrione,
ha ceppi diversi, nel veneto e nell'area tra le provincie di Milano, Lodi
e Pavia, Del Vecchio è molto presente in tutta la penisola, ma con
grande concentrazione al centro sud., derivano da soprannomi o legati all'età
del capostipite, o a toponimi come Vecchiano (PI) o Vecchiarello
(CS), oppure a distorsioni del nome latino Vedius o del nome gotico Vetericus. |
DE VENDICTIS
DE VENDITTIS
|
De Vendictis è assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area tra basso
Lazio ed alta Campania, De Vendittis, molto molto raro, sembrerebbe specifico
di Napoli, dovrebbero derivare entrambi da modificazioni del nome Benedictus
attraverso il fenomeno del betacismo ed una contrazione, il De
è una forma patronimica intendendo dei
figli di, con possibili riferimenti nobiliari. |
| DE VHO |
Cognome rarissimo con tracce solo
in provincia di Milano, dovrebbe essere derivato o dal toponimo Vho (BS)
- (AL), o, più probabilmente da Vho (CR) (importante per essere
il primo luogo archeologico dell'Italia settentrionale, in cui siano stati
rinvenuti resti di cereali, orzo e frumento monococco). |
DE VICO
DI VICO |
De Vico, abbastanza raro, ha un ceppo nel napoletano, uno nel cosentino
ed uno nel chietino, Di Vico ha un grosso ceppo nel casertano, uno nel
vicino frusinate ed uno nel cosentino, derivano dal termine latino vicus
(villaggio) e il De e il Di stanno
ad indicare appunto la provenienza della famiglia da un villaggio, di questo
uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
sotto l'anno 1151 si legge: "...Ego in Dei nomine
Iohannes qui
dicor de Vico
de loco Garbaniate Marcio qui professus sum lege vivere Longobardorum volo
et iudico ...". |
| DE VILLA |
De Villa è specifico del Cadore, di San Pietro di Cadore, Longarone
e Cortina d'Ampezzo, dovrebbe stare ad indicare la provenienza del capostipite
da un villaggio, in un'area dove la popolazione montanara era anticamente
molto sparsa fra i monti. |
| DEVILLA |
Devilla, tipicamente sardo, della parte centrosettentrionale dell'isola,
di Sassari, Codrongianus e Sorso nel sassarese, di Nuoro e di Alà
dei Sardi in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEVILLA: per il significato, l’etimologia e la presenza nelle carte
antiche, vedi IDDA/S. Devilla è la
versione centro settentrionale di Deidda; è presente in 10 Comuni
sardi, in numero abbastanza modesto (20 in Italia): Sassari 27, Nuoro 15,
Codrongianus 12, etc. |
DE VINCENTI
DE VINCENTIIS
DE VINCENTIS
DE VINCENZI
DE VINCENZO |
De Vincenti ha un ceppo a Noli nel savonese, uno a Roma ed uno nel cosentino
a Crosia, Rossano, Longobucco ed Acri, De Vincentiis è diffuso nel
romano, nel napoletano, nel tarantino, ma soprattutto in Abruzzo tra pescarese
e teatino, De Vincentis ha ceppi sparsi nel centrosud, in Abruzzo, Lazio,
Campania, potentino, cosentino e soprattutto tarantino, De Vincenzi ha
un ceppo nel genovese, uno nel veronese e mantovano, uno in provincia di
Roma ed uno nel trapanese, De Vincenzo ha un ceppo nella zona del Lazio
e della Campania tra Roma e Napoli, uno tra barese e tarentino ed uno nel
cosentino, derivano dal cognomen latino Vincentius. (vedi Vincenza).
Tracce di questa cognomizzazione le troviamo in Sicilia fin dal 1500 con
il ragusano Giovanni De Vincenzo capitano della nave Santa Maria del Bissone
citato in un atto. |
| DE VITA
|
De Vita è diffusissimo in tutto il sud e nel Lazio, si dovrebbe
trattare di un matronimico e dovrebbe derivare dal nome Vita,
sta ad indicare la famiglia del figlio di una certa Vita. |
| DE VITIS
|
De Vitis ha un ceppo abruzzese nel chietino a Palombaro e Lettopalena,
ma il nucleo principale è nel nel leccese a Lecce, Ruffano, Lizzanello,
Supersano, Nardò, Racale e Squinzano, potrebbe derivare dal nome
medioevale Vitus ed indicare l'appartenenza
alla famiglia dei figli di un particolare Vitus, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel 1300: "...Et Jordano
de Vitis Fratrum, quem Bernardus Riera praecipue
laudat, appellatur Augustinus de Terano, aut priori nomine Mattheus de
Terano...". |
| DE VITO
|
Molto diffuso in Puglia, in Campania e nella provincia di Catanzaro, deriva
dal nome Vito, sta ad indicare la famiglia di Vito. |
DE VIZZI
DEVIZZI |
Della provincia di Pavia e Milano
De Vizzi, sembrerebbe solo milanese Devizzi, potrebbero derivare dal nome
medioevale Vezio. |
DE ZAN
DEZAN |
De Zan è tipico dell'area che comprende le province di Treviso e
Pordenone, Dezan è una forma derivata da errori di trascrizione,
derivano da midificazioni in lingua veneta dell'aferesi del nome Giovanni,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nel 1500 con lo
stampatore che così si firma: "Kolofon: Ipressu
Venetiis p Augustinu de Zan
de Portesio anno Dni M.D.XVIII". |
DE ZORDO
DEZORDO |
Sia Dezordo che De Zordo sono praticamente unici, probabilmente sono originari
del Cadore nel bellunese, dovrebbero derivare da forme patronimiche dialettali
riferentesi ai figli di un Giorgio o forse di un Giordano. |
DE ZORZI
DEZORZI |
De Zorzi è tipico dell'area veneto, friulana, del veneziano, pordenonese
e bellunese in particolare, Dezorzi, praticamente unico, è una forma
mal trascritta del precedente, si dovrebbe trattare di una forma patronimica
dove la particella De sta per figlio
di, riferita ai capostipiti, figli di un Giorgio
il cui nome sia stato trasformato dal dialetto in Zorzo,
o Zorzi, troviamo tracce di quest'uso
nella seconda metà del 1400 con Zorzi Corner, un partecipante al
Consiglio dei Dieci veneziano, troviamo tracce di questa cognominizzazione,
sui territori della Serenissima, in un atto del 1469, dove si cita un certo
Zuanne de Zorzi de Ragusa. |
DE ZOTTIS
ZOTTIS |
De Zottis, molto molto raro, dovrebbe essere del trevigiano, Zottis, estremamente
raro, parrebbe del Triveneto e dovrebbero derivare da modificazioni dialettali
delll'aferesi di etnici come plazzottis
(abitanti di Piazza toponimo molto presente in tutto il Triveneto). |
| DEZZA |
Specifico delle provincie di Milano
e Pavia, potrebbe derivare dal nomen latino Dexius, come potrebbe pure
essere originato dal toponimo Dezzo (BG). |
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