DESIANTE
DESIATO |
Desiante parrebbe barese, Desiato,
tipico campano, ha forse un ceppo nel Molise. Questi cognomi dovrebbero
essere originati da un nome tardo medioevale relativo al fatto di essere
arrivato il bambino dopo essere stato tanto desiderato. |
DESIDERI
DESIDERIO |
Desideri è molto presente
nella fascia centrale, potrebbe essere di origine laziale, Desiderio presenta
un ceppo originario della zona tra Il napoletano ed il salernitano eduno
tra Abruzzi e Molise, dovrebbero derivare dal nome longobardo e tardo latino
Desiderius. Famoso è l'ultimo Re longobardo Desiderius (756-74),
ma di questo nome esistono tracce antecedenti, nel 600 vive ad esempio
San Desiderio di Cahors, Vescovo del narbonese, in Francia. |
DE SIENA
DESIENA
DI SIENA |
De Siena, tipicamente meridionale, ha un ceppo a Napoli, Caserta e Sarno
nel salernitano, uno nel leccese, ad Andrano, Specchia e Lecce, ed uno
tra catanzarese e crotonese, a Catanzaro, Crotone ed a Strongoli nel crotonese,
nel leccese esiste, anche se quasi unico, Desiena, che è probabilmente
il frutto di un errore di trascrizione del precedente, Di Siena è
specifico dell'area che comprende il Lazio meridionale e la Campania settentrionale,
Coreno Ausonio nel frusinate e Roma, Termoli nel campobassano e Maddaloni
nel casertano, dovrebbero derivare da soprannomi indicanti una provenienza
dalla città di Siena da parte dei capostipiti, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo a Grosseto nel 1440 con il testamento di
una certa donna Bartolomea di Iacopo de Siena, nella seconda metà
del 1500 a Palermo troviamo il mastro falegname e intagliatore Cesare di
Siena originario di Carrara, in un atto del 1677 a Genova si legge: "...rogata
da Gianni de Siena
a 23 del corrente havertendo che se bene detta scritura a favor di Angelo
Durazzo dice che il risigo al andata è sopra la nave S.Pedro del
Cantera e Sta Rosa Maria e per ciò come sopra come appare per papele
a parte et altro che dichiare che il premio si è ragiunto...". |
DE SIMINE
DESIMINE
DI SIMINE |
De Simine, tipicamente pugliese, sembrerebbe specifico del barese, di Terlizzi
e Molfetta, Desimine, assolutamente rarissimo, è sempre del barese,
Di Simine è invece specifico di Matera, potrebbero derivare dal
nome di San Simine, per devozione a quel santo, così come potrebbero
riferirsi ad un ex voto per grazia ricevuta dal santo nella Chiesa rupestre
di San Simine a Pantaleo di Massafra. |
DE SIMON
DE SIMONE
DE SIMONI |
De Simon è tipicamente friulano dell'udinese, di Osoppo e di Forgaria
nel Friuli in particolare, De Simone è diffuso in tutto il centro
sud, De Simoni è tipico laziale, con un ceppo primario anche in
Lombardia, derivano da forme patronimiche (il De
sta per figlio di) del nome Simone,
tracce di questa cognominizzazione si trovano a Bormio agli inizi del 1600
dove in una deposizione viene citato un certo Giovanni de Simoni, originario
della Valmalenco, che aveva bottega a Premadio che diventerà poi
uno dei Patrizi di Bormio. |
| DESINI
|
Desini è tipico della Gallura e di Olbia in particolare, potrebbe
derivare dal toponimo Sini , un piccolo paese ai confini tra oristanese
e cagliaritano e il De- starebbe per
proveniente da.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DESINI : de Sini : per significato ed etimologia vedi
i cognomi Dessì e Sini. Il cognome Desini attualmente è
presente in 24 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna(per lo più
in Gallura) : Olbia 124, Sassari 15, Loiri Porto S. Paolo 13, etc. Il cognome
Desini mantiene per certo la variante più antica, documentata nelle
carte antiche della lingua e della storia della Sardegna. |
DE SISTI
DE SISTO |
De Sisti è tipicamente romano, De Sisto, oltre al ceppo romano,
ne ha uno ad Airola nel beneventano, con presenze significative anche a
napoli ed Alife nel casertano, si dovrebbe trattare di forme patronimiche,
dove il De sta per figli
di, riferite a padri del capostipite che facevano di nome Sistus,
dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in una Charta venditionis del
1208 a Pavia, dove tra i testi figurano: "...Interfuerunt
Sistus Canister
et Carbo de Piscaria testes. Ego Girardus de Balbis imperialis aule notarius
hanc cartam tradidi et scripsi.". |
DESOGOS
DESOGUS |
Desogos sembra specifico di Scano Di Montiferro nell'oristanese,
Desogus è un cognome sardo molto diffuso in tutta la Sardegna, particolarmente
nel cagliaritano e nell'iglesiente, dovrebbero indicare con il prefisso
De- la provenienza dal paese di Sogos,
un antico borgo medioevale tra Monastir e Villasor nel cagliaritano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Desogus deriva dal paese di Sogus o Sogos, che è il nome di
un antico centro abitato scomparso (Villa de Sogus), ubicato tra Monastir
e Nuraminis, in località Sa bia de is Ogus
(la strada degli occhi: secondo la
testimonianza degli abitanti del luogo), appartenente alla Curatoria di
Gippi, del regno giudicale di Calari, poi passato al giudicato d'Arborea,
ceduto nel 1300 dal Giudice Mariano II alla Repubblica di Pisa e successivamente
abbandonato ( verso la fine del XIV° secolo, probabilmente per effetto
del conflitto tra Mariano IV d'Arborea ed il re D'Aragona. Il cognome
lo ritroviamo nelle carte antiche, quasi sempre nella variante De Sogos.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora del 1388, ci sono 13 con questo
cognome: Sogos (de) Antiogo, ville Gemussi(* Gemussi.distrutto: Jemussi
o Gimussa? Partis de Montibus); Sogos (de) Baldo ,ville Iscano ; Sogos
(de) Francisco, jurato ville Modolo(* Modolo...Modulo. Contrate Castri
Serravallis); Sogos (de) Guantino, jurato ville Pauli(* Pauli ...odierno
Paulilatino. Contrate Partis de Guilcier); Sogos (de) Joanne, ville Culleri;
Sogos (de) Joanne, ville Gorare. (*...Odierna Borore. Marghine de Gociano);
Sogos (de) Nicolao, jurato ville Iscano; Sogos (de) Trogodorio, jurato
ville Nuracogoma(* .odierna Noracugume. Curatorie de Marghine de Gociano;
Sogos(de) Benedico, Burgi Castri M. Regalis(Castello di Monreale); Sogos(de)
Francisco, jurato ville Seercela (* Seercela.distrutto. Sarcela - Serzele.
Partis de Montibus); Sogos(de) Gettadu, ville de Sardara; Sogos(de) Luchino,
ville Macumerii; De Sogos Anghelo - ville de Dure(* Dure.distrutto - salto
di Bitti ( Contrate Montis Acuti - Ozieri). Nel Con daghe di Santa Maria
di Bonarcado *CSMB XI°, XII° sec., troviamo 4 Sogos (de) e 2 Sogus
(de), dei quali citiamo: Sogos (de) Comida (88), Sogos (de) Dorgotori (174),
curatore di Norgillo (*Nurgillo...Norghiddo...odierno Norbello. Contrate
Partis de Guilcier), teste in un affidamento di servi; Sogus (de) Gosantine(164)
d'Orruinas (* Oruinas...odierno Ruinas (Contrate Laconi - Partis Alença),
teste in una richiesta di costruzione di molini in Bonarcado. Attualmente
il cognome Desogus è presente in 181 Comuni del territorio nazionale;
nel Continente si registra la maggiore diffusione nel centro nord. Non
è presente in USA. In Sardegna lo troviamo in 90 Comuni, per lo
più del meridione dell'isola, a parte Sassari, per un totale di
1640 circa (*2007). Desogos: attualmente è presente nel territorio
nazionale in 10 Comuni: 2 della Lombardia, 2 del Lazio e 6 della Sardegna
centro settentrionale. |
| DESOLE
|
Desole è specifico di Sassari, dove è molto diffuso, con
ceppi più piccoli ad Olbia e ad Ittiri, Sorso ed Alghero nel sassarese,
potrebbe trattarsi di un soprannome basato su di un deverbale del verbo
sardo desolare (distruggere,
devastare), secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dal
nome di un paese come Soleminis nel cagliaritano, Girasole nel nuorese,
o altri simili, ad indicarne la provenienza del capostipite. |
DE SORTES
DESORTES |
De Sortes è quasi unico, dovrebbe trattarsi di una forma alterata
di Desortes, che è specifico di Sassari e di Olbia, e che dovrebbe
derivare dal termine sardo logudorese desorte
(di ogni sorta) con il significato
di benestante, cioè di chi possiede di tutto, a sottolineare probabilmente
lo stato agiato del capostipite. |
DE SPIRITO
DESPIRITO
DI SPIRITO
DISPIRITO |
De Spirito è specifico del casertano, di Teano in particolare e
di Carinola, Despirito, quasi unico è dovuto probabilmente ad un
errore nella trascrizione anagrafica del cognome nella regione piemontese,
Di Spirito è specifico dell'area campano, laziale, con particolare
concentrazione nel napoletano e casertano, Dispirito, estremamente raro,
è del tarentino, dovrebbero derivare da nomi di località
(vedi anche SPIRITELLI). |
| D'ESPOSITO
|
D'Esposito è tipicamente del napoletano, di Piano di Sorrento, Sant'Agnello,
Napoli, Sorrento, Anacapri, Meta, Massa Lubrense, Vico Equense e Torre
del Greco, è una tipica forma patronimica dove il d'-
o il D'- stanno per il
figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri fossero degli
espositi (alla pubblica compassione
e carità), cioè dei trovatelli. Il vezzo di usare la
minuscola, peraltro molto usato nel meridione era spesso motivato da un
desiderio, purtroppo malriposto di nobiltà. |
| DESSENA
|
Dessena è tipico del nord della Sardegna, di Orosei e Nuoro nel
nuorese, di Olbia e di Nule nel sassarese, dovrebbe trattarsi di un cognome
di origini catalane, che trarrebbe origine dal termine logodurese s'ena
(la palude, la zona acquitrinosa),
probabilmente ad indicare le caratteristiche della zona di provenienza
della famiglia.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DESSENA: nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna
troviamo Dessena o De Sena, spesso per indicare la stessa persona. Per
il significato e l'etimo di Dessena o De Sena rimane ancora qualche incertezza,
per il semplice fatto che abbiamo tre ipotesi e tutte e tre valide e documentate.
Non è da escludere la possibile esistenza di tre ceppi distinti.
1^ ipotesi: i Dessena o De Sena
che divennero visconti di Sanluri, discendevano da Cristoforo Piccolomini
e da Margherita Sarrazzini di Siena, i quali, nel 1396, con la numerosa
famiglia si erano rifugiati a Cagliari, per sfuggire al capestro, accusati
di un gravissimo delitto. Il loro figlio Giovanni assunse il cognome De
Sena perché proveniente da Siena.
Si arruolò nelle truppe catalano aragonesi e combatté valorosamente
nella guerra contro il Giudicato d'Arborea e contro i Baroni siciliani,
ribelli alla Corona. Per il suo grande merito militare il re Alfonso il
Magnanimo lo elevò alla dignità di visconte di Sanluri, con
diploma regio redatto in Taranto in data 8 luglio 1436, ma da altra documentazione
(codex diplomaticus Sardiniae di Pasquale Tola) sappiamo che del titolo
fu beneficiario il figlio maggiore Antonio, che continuò la linea
feudale. Quindi il primo vero visconte di Sanluri fu Antonio De Sena o
Dessena ( per i più curiosi abbiamo intervistato l'attuale Conte
di Sanluri: vedi nel Web: Giuseppe
Concas - Feste
ed eventi di Sardegna - Il
Castello di Sanluri). Dessena o De Sena Giovanni 2° fu, a tutti
gli effetti, il secondo visconte di Sanluri (sta di fatto che oggi, né
a Sanluri, né in tutto il Medio Campidano, di cui Sanluri è
Capoluogo, è rimasto un solo Dessena).
2^ ipotesi: De Sena potrebbe essere
la corruzione e quindi variante di De Atzena,
che nell'attuale variante dà Atzeni (vedi
Atzeni), e che nei documenti più antichi appare De Athen
o de Açen. Ad esempio, Alibrandino Atzeni, fu comandante militare,
prima di Pietro d'Aragona, nel 1355 e poi lo troviamo comandante delle
truppe di Mariano IV° all'assedio di Villa di Chiesa (Iglesias) nel
1365; lo stesso è detto Alibrandino de Açen o addirittura
Alibrandino De Sena e così anche il fratello Guantino. Vi sono inoltre
altri casi simili. I De Athen costituivano una importante famiglia magnatizia
del Regno di Torres. Ma li troviamo in posti sociali di rilievo anche
negli altri regni giudicali sardi. Sta di fatto che nei documenti storici
c'è un bel po' di confusione, che fa tuttora "impazzire" storici
e ricercatori.
3^ ipotesi: De Sena può
venire dal toponimo sardo Sena o Senae
o Seve: villaggio distrutto nella regione
di Figulina, secondo il canonico Giovanni Spano; anche nel Dizionario Storico
Sardo di F. C. Casula è registrato come villaggio abbandonato, appartenente
alla Curadorìa di Figulina, nel regno giudicale di Torres; nel Condaghe
di San Pietro di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, il villaggio è
documentato come possedimento dell'Ordine di San Giacomo di Altopascio,
in una "bolla" del pontefice Innocenzo III° del 1198. Nell'opera "in
chorographiam Sardiniae" di Giovanni Francesco Fara, al capitolo "de civitate
Plovache eiusque dioecesi - riga 14 -: Interiore autem oppida Figulinis,
Noagrae, Musellani, Sevae.etc. Figulina, oggi Florinas, si trova non lontano
da Sassari ed è un pese di 1574 abitanti, nella cosiddetta regione
di Ploaghe. Oggi il cognome Dessena è presente in 70 Comuni italiani,
di cui 37 in Sardegna(per la maggior parte nel nord dell'isola): Orosei
175, Sassari 77, Olbia 65, etc. |
DESSI
DESSI' |
Sia Dessi che Dessì sono tipici dell'oristanese e dell'iglesiente
con un ceppo anche nel sassarese, dovrebbero entrambi derivare dall'antico
nome del paese di Sini nell'oristanese, che in epoca nuragica veniva chiamato
Sinu, successivamente, in epoca medioevale venne riconosciuto come Sii,
per poi acquisire l'attuale nome di Sini.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DESSI': anticamente era De Sî o De Sìi ( î nasale),
cioè De Sini. Attualmente Sini
è un piccolo centro abitato della Marmilla, situato ai piedi della
Giara di Gesturi, con 586 abitanti, Comune della Provincia di Oristano.
Anticamente Sini, apparteneva alla Diocesi di Usellus, oggi di Ales -Terralba.
In periodo giudicale era una villa (bidda)
appartenente alla curadorìa di Marmilla del regno giudicale di Arborea.
Nel 1206, in seguito ad una guerra il territorio entrò a far parte
del Giudicato di Calari (Cagliari), ma nel 1258 fu riconquistato dai signori
d'Arborea. Nel 1324 nacque il regno Catalano Aragonese, prima alleato e
poi nemico dei signori d'Arborea. Nel 1383 il re di Sardegna Pietro il
Cerimonioso investì Brancaleone Doria, marito di Eleonora d'Arborea,
del titolo di barone di Marmilla, ma la Curadorìa di Marmilla già
apparteneva al Giudicato Di Arborea. Nel 1388 i rappresentanti della villa
di Sini parteciparono alla Pace di Eleonora. Dal 1410, in seguito alla
sconfitta, inflitta alle truppe di Eleonora, dal re d'Aragona, Sini entrò
a far parte del regno catalano aragonese di Sardegna. Appartenne poi alla
potente famiglia aragonese dei Carròs, definitivamente, dopo un
breve intervallo, ed alla contea di Quirra. Nel 1928 il Comune di Sini
fu soppresso ed aggregato a quello di Baressa. Dal 1945 è di nuovo
Comune autonomo, ed è andato a far parte, nel 1974 della, allora
appena creata, provincia di Oristano. De Sî è un cognome
diffuso nella Sardegna meridionale del periodo giudicale. Tra i firmatari
della Pace di Eleonora *LPDE del 1388, troviamo un De Sî e ben 42
De Sii, quasi tutti concentrati negli antichi villaggi della Marmilla (Contrate
Marmille, che faceva capo a Mahara Barbaraquesa - l'odierna Villamar),
del Campidano di Oristano e della Trexenta, dei quali citiamo: De
Si Clemente, ville Laconi; De Sii Comita, jurato ville Sancto Haeru (odierno
San Vero Congius. Contrate Campitani Simagis); De Sii Crescentino, jurato
ville Milis ; De Sii Deodatus - de Aristanni ; De Sii Folcus, sindicus
actor et procurator ville Ocieri e Contrate Montis Acuti et etc ; De Sii
Francisco, majore(sindaco, amministratore) ville Funtana. (* villaggio
distrutto. Partis de Montibus); De Sii Gonnario, majore ville Pauli (*
Pauli. Gerrei .odierno San Nicolò Gerrei. Contrate Marmille); De
Sii Joanne, jurato Sii Majore.(Sia Maggiore - Campidano di Oristano); De
Sii Joanne, jurato ville Desilo (Desulo); De Sii Petro, ville Ecclesiarum(Villa
di Chiesa - Iglesias); De Sii Petro, ville Selluri (Sanluri - Seddòri);
De Sii Philipo, ville Gonnos de Tramacia(Gonnostramatza); De Sii Salvatore,
jurato ville Funtana. Etc. nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado ( alto
Oristanese) *CSMB - XI°; XII° sec. Troviamo: De Sii Comita, prete,
teste in una donazione(130). Sempre del *CSMB, al cap. 33 è citato
Comida Spanu, maiore de Sini(s), teste in una donazione, o meglio, concessione,
da parte del Giudice di Arborea e visconte De Basso, Petrus de Laccon,
alla chiesa di Santa Maria, di pescare nel mare di Ponte* (nei pressi di
Othoca - oggi Santa Giusta: nello stagno omonimo) con due barche e in mare
aperto (pro piscare in mare de Ponte cun duas barca set in mare vivu).
Il cognome De Sii non è presente nei Condaghi logudoresi, Di San
Nicola di Trullas e Di San Pietro di Silki. La trasformazione di De Sî
in Dessì è avvenuta sin dai tempi antichi e lo attesta il
fatto che monsignor Giovanni Dessì, fu eletto arcivescovo della
archidiocesi di Oristano, allora di Arborea, nel 1462 dal papa Pio II°.
Tenne il seggio vescovile sino alla morte, avvenuta nel 1485. Da ricordare,
Dessì Vincenzo, sassarese (1859 - 1908) storico e numismatico (Di.Sto.Sa
di F. C. Casula). Una considerazione a parte merita inoltre lo scrittore
di Villacidro Giuseppe Dessì( 1909 - 1977) autore di numerose opere
letterarie, tra i quali i romanzi, il Disertore e Paese d'Ombre, e vincitore
di numerosi premi, tra cui il premio Strega. Attualmente il cognome Dessì
è presente in 364 Comuni d'Italia. Di questi 160 sono della Sardegna.
Nell'isola la maggiore diffusione si registra nel centro sud. È
presente anche in 6 Stati USA: New York, con 3 nuclei familiari, Florida
con 2, gli altri con 1. |
DE STASI
DE STASIO
DE STAZIO
DI STASI
DI STASIO
DI STASO
DISTASO
DI STAZIO |
De Stasi, quasi unico, parrebbe pugliese, De Stasio è tipico dell'area
che comprende le province di Napoli, Caserta, Benevento e Foggia, con massima
concentrazione a Napoli e Mugnano di Napoli (NA) ed a Foggia, mentre De
Stazio è quasi unico, Di Stasi è molto diffuso nel romano
e latinense, nel salernitano, potentino, materano, campobassano, foggiano
e barese in particolare, Di Stasio sembrerebbe originario della Campania,
con presenza forse di un ceppo nella provincia di Foggia, Di Staso ha un
ceppo a Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Manfredonia, Trinitapoli
e Foggia nel foggiano, ed a Barletta nel bareseed uno a Guardia Sanframondi
nel beneventano, Distaso è tipicamente pugliese, di Margherita di
Savoia e San Ferdinando di Puglia nel foggiano e di Barletta nel barese,
Di Stazio, oltre al ceppo campano nel napoletano, casertano e beneventano,
ha un ceppo anche nel romano, latinense e frusinate, dovrebbero entrambi essere forme patronimiche,
dove il De o il Di
stanno per figlio di, riferito a capostipiti
i cui padri si chiamassero con il cognomen latino Statius
o con il nome medioevale Stagio. (vedi
STASI) |
DESTEFANI
DE STEFANI
DESTEFANIS
DE STEFANIS
DESTEFANO
DE STEFANO |
De Stefani è specifico del nord, Destefani, molto raro, sembra tipico
del trentino, De Stefanis ha ceppi nel genovese, nel torinese, nel milanese,
nel romano e reatino e nell'aquilano, pescarese e teatino, Destefanis è
decisamente piemontese, molto diffuso soprattutto nel torinese e cuneese,
De Stefano è diffuso in tutto il sud della penisola italiana, Destefano
ha ceppi nel barese e nel reggino, si dovrebbe trattare di forme patronimiche,
dove il De- sta per il
figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Stefano. |
| DESTINO
|
Destino ha un ceppo a Melfi nel potentino, uno a Mesagne nel brindisino
ed uno a Canosa di Puglia nel barese, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Destino, attribuito ai propri figli
richiamandosi all'antico motto "homus destinus suus
faber est", un adattamento medioevale del ciceroniano "suae
quisque fortunae faber est", bisogna inoltre considerare che in
alcuni casi può trattarsi di un cognome attribuito a dei trovatelli. |
DESTER
DESTRI
DESTRO |
Dester, assolutamente raro, è della bassa bresciana, di Manerbio
in particolare, Destri ha un ceppo nello spezzino a Sarzana, La Spezia
e Riccò del Golfo di Spezia, ed un ceppo a Calci nel pisano, Destro
ha un grosso nucleo tra veneziano, padovano e rovigoto, uno tra novarese,
alessandrino, pavese e milanese, ed uno siciliano nell'agrigentino, nel
messinese e catanese, potrebbero derivare da un nome tardo medioevale Dester
o Destro (inteso come l'opposto di
maldestro) o anche da uno dei molti toponimi contenenti la radice destr-,
come ad esempio Tombelle Destra (PD), Bevazzana Destra (VE), Casanova di
Destra (PV) o altri simili. |
DE TARANTO
DI TARANTO |
De Taranto è tipico di Oria nel brindisino, Di Taranto ha un ceppo
a Laterza e Taranto nel tarentino, a Foggia e Deliceto nel foggiano ed
a Gravina di Puglia e Bari nel barese, con un ceppo anche nel materano
a Montescaglioso ed a Marsico Nuovo nel potentino, questi cognomi dovrebbero
indicare o il fatto di essere i capostipiti originari della città
di Taranto o di essere figli di un padre chiamato Taranto,
era consuetudine abbastanza diffusa in epoca medioevale, quella di dare
ai propri figli il nome di una città importante. |
| DE TINTIS
|
De Tintis, quasi scomparso, è decisamente pugliese, probabilmente
del barese, anche se tracce antiche si trovano anche nel parmense, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica, dove il De
sta per figlio di, riferendosi al capostipite
che dovrebbe essere stato il figlio di un Tinto,
nome medioevale derivato dal cognomen latino Tinctus.
Tracce antiche di questa cognominizzazione le troviamo nel parmense nell'anno
1230: "..Additum est quod Potestas teneatur sacramento
expeditas facere tenere vias degatas per dominum Henricum
de Tintis, quae degatura est x. pedes perticae
per amplum circa foveas de capite pontis et intus a terraliis ipsarum fovearum.
Et teneatur Potestas sacramento dampnum emendare vel facere emendari de
avere Communis hominibus qui dampna habuerunt occasione fovearum de capite
pontis, secundum quod extimata fuere per extimatores electos per dominum
Henricum de Tintis, hinc ad octavam Pascae Resurrectionis. In M. CC. XXX..."e
nell'Archivio Diocesano di Conversano (BA) dove nell'anno 1662 si legge
di una causa intentata dal "Reverendo Capitulo
Sanctae Mariae Grecae contra Ottavio fu Nicola Antonio de
Tintis". |
DE TOGNI
DETOGNI |
Sia Detogni, molto più raro, che De Togni, sono specifici del veronese,
derivano da patronimici (il De sta per figlio di) di un Antonio, attraverso
modificazioni dialettali dell'aferesi del nome del capostipite. |
DE TOMASI
DE TOMASO
DE TOMMASI
DE TOMMASO
DI TOMASI
DI TOMASO
DI TOMMASI
DI TOMMASO
DITOMMASO |
De Tomasi ha un ceppo in Lombardia, nella zona tra Samarate, Busto Arsizio,
Gallarate e Milano ed uno in Veneto nel vicentino tra Isola Vicentina e
Vicenza, De Tomaso, molto raro, sembra specifico di Turi (BA), De Tommasi
sembrerebbe pugliese con ceppi a Novoli (LE), Lecce e nel Salento, e nel
barese, Fe Tommaso ha un nucleo pugliese tra barese e brindisino soprattutto
a Casamassima (BA) e nel brindisino a Oria, Erchie, Brindisi e Francavilla
Fontana, un piccolo ceppo a Napoli, nel cosentino ed a Messina, Di Tomasi,
quasi unico, è probabilmente do vuto ad un'errata trascrizione di
Di Tommasi che è specifico di Rosolini (SR), Modica (RG) e del ragusano,
Di Tomaso ha un ceppo a Civitanova del Sannio (IS) e Casacalenda (CB),
con un grosso nucleo a Rotonda (PZ), Di Tommaso è molto presente
in Lazio, Abruzzo, Molise, casertano e napoletano, Puglia e potentino,
con ceppi anche in Sicilia ad Augusta (SR) e Catania, Ditommaso, assolutamente
rarissimo, è dell'area tra foggiano e potentino, derivano tutti
dal nome medioevale Thomasus
(vedi TOMASI). |
DE TONA
DE TONI |
De Tona è quasi unico, De Toni è tipicamente veneto e friulano,
del bellunese, del vicentino, del padovano e del veneziano in Veneto e
dell'udinese in Friuli, dovrebbero essere forme patronimiche dove il De-
stia per il figlio di, riferito a capostipiti,
il cui padre si fosse chiamato Antonio,
che per aferesi ed alterazione dialettale sarebbe poi diventato Tona,
o Toni. |
| DETOND
|
Cognome assolutamente rarissimo,
originario del centro sud Italia, probabilmente delle Puglie, potrebbe
derivare da toponimi quali Locorotondo (Ba), Camporotondo (MC), Monterotondo
(RM) e tanti altri. |
| DE TORREBRUNA
|
De Torrebruna è quasi unico, dovrebbe stare ad indicare la provenienza
del capostipite dal paese di Torrebruna nel teatino, paese il cui nome
sarebbe nato dalla presenza in loco di un'antica torre imbrunita dal tempo. |
DE TROIA
DE TROJA |
Tipico di Lucera (FG), dovrebbe derivare dal toponimo Troia (FG).
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
De Troia è un tipico cognome pugliese, diffuso maggiormente
nel comune di Lucera nel Foggiano, dove è il quarto cognome in ordine
di frequenza. Il cognome ha chiare origini toponomastiche: persone migrate
in tempi passati dal vicino borgo di Troia venivano registrate con il cognome
de Troja, divenuto poi nel corso dei secoli de Troia e, infine, De Troia.
E' interessante notare come una famiglia lucerina de Troja di umili origini
sia passata agli onori della tradizione storica per aver dato alla luce
due importanti personaggi morti in concetto di grande santità: il
Servo di Dio don Alessandro de Troja (Lucera, 1801 - 1834) e la Venerabile
Genoveffa de Troja (Lucera, 1887 - Foggia, 1949), discendenti dal medesimo
ceppo de Troja. |
| DETTONI
|
Un ceppo torinese ed uno del varesotto,
potrebbe essere una modificazione del nome franco Dudon o una aferesi del
nome Benedetto modificato in Benedettoni. |
D'ETTORE
DETTORE
D'ETTORRE
DETTORRE
DI ETTORE |
D'Ettore ha un ceppo tra napoletano e casertano e piccolissimi ceppi nel
teatino, nel romano e nel tarentino, Dettore è assolutamente rarissimo
così come Di Ettore, D'Ettorre ha un ceppo tra romano e latinense,
uno tra pescarese e teatino ed uno tra tarentino e materano, molto molto
raro, sembrerebbe specifico del tarentino, Dettorre, molto molto raro,
sembrerebbe specifico del tarentino, si tratta di forme patronimiche dove
il D- sta per figlio di, riferito ai padri dei capostipiti, il cui nome
era Ettore o Ettorre.
(vedi ETTORE) |
| DETTORI
|
Dettori è tipicamente sardo, in particolare della parte centrosettentrionale,
con un ceppo importante anche a Roma, Firenze, Genova, Torino e Milano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Dettori è una forma per De Tori
(di Salvatore), come de Loi (vedi
LOI). Dettori, cognome con maggior diffusione nel centro nord
dell'isola; (de) Loi nel centro sud. È presente in 112 Comuni
su 377. Dettori è, si può dire, la versione moderna
di De Tori, o meglio, De Thori, o De Zori, o De Cori, o De C(i)ori, o De
Sori, infine c'è anche Dore, che è la versione accorciata
di Sar-Ba-Dore = Salvatore. Così si presenta nelle carte antiche.
È bene qui ricordare che i De Zori o De Thori (nel *LPDE troviamo
inoltre De Sori o anche Dessori, o Sore, o Sori) hanno origine da un'antica
nobile casata sarda, che salì al massimo della sua potenza allorquando(
verso il 1113) Torchitorio De Zori, divenne Giudice di Gallura. I De Zori
si imparentarono poi con le altre potenti casate sarde, con i (de) Athen,
i (de) La©con, i (de) Serra e con i Gunale; questi ultimi subentrarono
nel trono di Gallura ai De Zori. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
*LPDE del 1388, sono presenti: 8 De Cori, di cui citiamo De Cori Philipo
majore (sindaco) ville de Ocieri (Ozieri - Contrate Montis Acuti), De Cori
Saturno, jurato (guardia giurata e collaboratore del majore) ville de Ocieri;
De Sore Benigno - de Castri Januensis (Castelsardo), De Sore Gabriele -
de Castri Januensis, De Sori Joanne - de Castri Januensis, De Sori Mariane
- de Bosa, De Sori Michaele - de Castri Januensis; De Zori Ambrosius -
de Aristanni; De Zori Anthonius -de Aristanni, De Zori Guantinus - de Aristanni,
De Zori Paulus - de Aristanni, De Zori Petrus - de Aristanni; Decori Andrea,
majore ville Sagama(Contrate Castri Serravallis); Dessori Francisco, jurato
ville Uta, (non si tratta dell'attuale, ma di un villaggio distrutto
- Contrate Partis Varicati - Barigadu), Dessori Nicolao, jurato ville Uta.
Nel Condaghe di San Nicola di Trullas *CSNT, sono citati 28 de Thori
o de C(i)ori, o de Zori, e sono quasi tutti appartenenti al nobile casato
di Gallura: Comita de Thori(27, 34, 39, 62..), marito di Vera de Athen,
padre di Gosantine Thori - de Athen. Tutti, insomma, i de Thori citati
nel *CSNT, occupano posti di rilievo nella società del tempo. Nel
Condaghe di San Pietro di silki,*CSPS, figurano 12 de Thori, tutti di nobili
origini, tra i quali ricordiamo: Thori (de) Mariane , donnu, curatore de
corona (giudice di tribunale), *CSPS 111°; Thori (de) Petru, in corona(giudice
di tribunale), *CSPS 106°; Thori (de) Porosa, donna, postura de ancilla
(donazione di serva): " posit a Scu. Petru de Silki donna Porosa de Thori
a Justa Papis, cun parthone sua aue Murusas = Donna Porosa de Thori donò
a S. Pietro di Silki Justa Papis, con la parte che le spetta da Murusas)
*CSPS 50°. Nel *CSMB sono citati 27 Zori, tra i quali ricordiamo: Anna
De Zori, regina di Arborea, moglie di Gosantine de Lacon, giudice in una compera (comporeillis) di terra (63); De Zori Gantine, castellano di
Marmilla e curatore di Barumini; De Zori Maria, moglie ad Orzocco de Lacon,
figlio del Giudice Barisone d'Arborea; De Zori Vera sposa ad Erradore Pisanu
*. In età moderna e contemporanea troviamo il cognome in Dettori:
Dettori Antonio, di Suni, ministro della giustizia in Planargia, fu seguace
di Giommaria Angioy e pertanto deposto dall'impiego. Dettori Paolo, politico,
di Tempio (1926 - 1975), fu presidente della Giunta e del Consiglio Regionale
della Sardegna. |
| DE TUGLIE
|
De Tuglie è tipicamente pugliese, di Taranto e soprattutto di Campi
Salentina e Nardò nel leccese, dovrebbe derivare dal toponimo sempre
leccese Tuglie, indicando probabilmente in quel paese il luogo d'origine
del capostipite in quanto il De, in questo caso, indicherebbe provenienza. |
| DE TULLIO
|
Originario della provincia di Bari,
dovrebbe derivare dal nome della Gens Tullia, cui appartenne anche il famosissimo
Marco Tullio Cicerone. |
| DEU
|
Deu, quasi unico è tipicamente sardo.
integrazione fornita da Giuseppe
Concas
DEU: rarissimo, presente in 5 Comuni d'Italia, di cui 3 in Sardegna:
Arzana 6, Lanusei 6, Cagliari 3. In proposito abbiamo telefonato ai Déu
presenti in Sardegna e tutti hanno risposto pronunciando il
loro cognome con la e chiusa (accento acuto), quindi dal latino Déus
= Dio. In sardo la parola dèu
(e aperta- grave) significa io. Tutti
gli interpellati hanno inoltre rimarcato la provenienza da Arzana: centro
abitato di 2730 ab. della nuova provincia dell'Ogliastra, di origini preromane;
appartenente in periodo feudale al regno giudicale di Càlari sino
al 1258, anno in cui passò al regno di Gallura. Nel 1288 divenne
un paese della Repubblica di Pisa e dal 1324 entrò a far parte del
Regno Catalano - Aragonese di Sardegna. Un anno dopo fu concesso in feudo
a Berengario Carròs. Nel 1363 i Carròs ottennero il titolo
di conti di Quirra. Dal 1365 al 1409 in seguito alle conquiste di Mariano
di Arborea, padre di Eleonora, il paese e tutta la Curadorìa di
Ogiastra fu del giudicato arborense. Nel 1409, in seguito alla sconfitta
delle truppe arborensi a Sanluri, il paese tornò al Regno di Sardegna
e quindi ai Carròs. Nel 1511 il feudo passò ai Centelles
etc. etc. (Di.Sto.Sa). Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388 troviamo: Deus Graciadeus, jurato ville Sia
Sancte Lucie (*Odierno Siamanna. Contrate Campitani Simagis).
È importante qui fare una nota: in Sardegna, tanto nel logudorese,
quanto nel Campidanese, Dio è pronunciato Deus, non Deu. Abbiamo
dubbi quindi sul significato, sulla pronuncia e sull'etimologia del cognome
sardo Deu: dèu in sardo, come già detto in precedenza,
significa io e deriva da ego latino;
a meno che non si tratti di un cognome di origine spagnola, che
giustificherebbe la provenienza del cognome Deu in 11 Stati Usa, dal Centro
o Sud America. Anche Deus è presente in USA, in 13 Stati, con oltre
20 nuclei familiari in California e Florida, etc. Ma non vi sono prove,
comunque per stabilire un nesso tra Deo e Deu, né per verificare
che tutti i Deo traggano origine da nobile casato spagnolo, considerata
la presenza del cognome in ben 32 Stati USA e con diversi nuclei familiari! |
D'EUSTACCHIO
D'EUSTACHIO |
D'Eustacchio ha un ceppo a Roma, uno nel teramano, a Roseto degli Abruzzi
e Notaresco, ed uno nel napoletano, D'Eustachio, molto più raro,
è specifico di Roseto degli Abruzzi, si dovrebbe trattare di forme
patronimiche in D'-, con il significato
di figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si chiamasse Eustacchio
(vedi EUSTACCHI). |
DE VALLE
DEVALLE |
Devalle è tipico del Piemonte occidentale, di Dogliani, Racconigi
e Busca nel cuneese e di Torino, Collegno e Moncalieri nel torinese, De
Valle, quasi unico, è della stessa zona e dovrebbe trattarsi di
un prodotto di un errore di trascrizione all'anagrafe, potrebbe indicare
la provenienza delle famiglie da aree valligiane, ma potrebbe anche trattarsi
di un'italianizzazione del cognome francese Duval
o Duvallet. |
DE VECCHI
DE VECCHIA
DE VECCHIO
DE VECCHIS
DEVECCHI
DEVECCHIA
DEVECCHIO
DEVECCHIS |
De Vecchi è diffuso in tutto il settentrione, ha ceppi diversi,
nel Veneto e nell'area tra le provincie di Milano, Lodi e Pavia, De Vecchia
è praticamente unico, così come Devecchia, Devecchi è
tipico dell'area che comprende il milanese, il pavese, il lodigiano, il
novarese, il genovese e soprattutto l'alessandrino, De Vecchis è
specifico del romano, dell'aquilano, del teramano e del Piceno, Devecchis
è dovuto probabilmente ad un'errata trascrizione del precedente,
sia De Vecchio che Devecchio sono assolutamente rarissimi e panitaliani,
dovrebbero derivare tutti dal nome medioevale Vecchio,
o da soprannomi o legati all'età del capostipite, o a toponimi come
Vecchiano (PI) o Vecchiarello (CS), oppure a distorsioni del nome latino
Vedius o del nome gotico Vetericus
(vedi anche VECCHI). |
DE VENDICTIS
DE VENDITTIS
|
De Vendictis è assolutamente rarissimo, parrebbe dell'area tra basso
Lazio ed alta Campania, De Vendittis, molto molto raro, sembrerebbe specifico
di Napoli, dovrebbero derivare entrambi da modificazioni del nome Benedictus
attraverso il fenomeno del betacismo ed una contrazione, il De
è una forma patronimica intendendo dei
figli di, con possibili riferimenti nobiliari. |
| DE VERGORI
|
De Vergori è specifico di Lecce, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica, dove il De- sta per figlio di, riferito ad un capostipite
di nome Vergorio (vedi
VERGORI). |
| DE VHO
|
Cognome rarissimo con tracce solo
in provincia di Milano, dovrebbe essere derivato o dal toponimo Vho (BS)
- (AL), o, più probabilmente da Vho (CR) (importante per essere
il primo luogo archeologico dell'Italia settentrionale, in cui siano stati
rinvenuti resti di cereali, orzo e frumento monococco). |
| DE VICARI
|
De Vicari è specifico del vicentino, di Malo, Montecchio Precalcino,
Dueville e Vicenza, il De- starebbe
ad indicare l'appartenenza dei capostipiti ad una particolare famiglia,
quella dei vicarii, il vicarius medioevale
era un funzionario di governo, cui
era stato demandato un potere esecutivo, che poteva essere quello di riscuotere
le imposte, come quello di far rispettare le leggi. |
DE VICO
DI VICO |
De Vico, abbastanza raro, ha un ceppo nel napoletano, uno nel cosentino
ed uno nel chietino, Di Vico ha un grosso ceppo nel casertano, uno nel
vicino frusinate ed uno nel cosentino, derivano dal termine latino vicus
(villaggio) e il De e il Di stanno
ad indicare appunto la provenienza della famiglia da un villaggio, di questo
uso abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale
sotto l'anno 1151 si legge: "...Ego in Dei nomine
Iohannes qui
dicor de Vico
de loco Garbaniate Marcio qui professus sum lege vivere Longobardorum volo
et iudico ...". |
DE VIDI
DI VIDO |
De Vidi è tipicamente veneto del trevisano, di Roncade, Treviso,
Carbonera e Silea e di Quarto d'Altino nel veneziano, De Vido, sempre veneto,
è più specifico del bellunese e del trevisano, di San Vito
di Cadore nel bellunese, dove probabilmente il cognome deriva dallo stesso
nome del paese, ad indicar probabilmente la provenienza delle famiglie
dallo stesso San Vito, e di Conegliano, Roncade, San Vendemiano, Spresiano
e Treviso nel trevisano, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche
riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero Wido
(vedi VIDI). |
DE VIETRI
DE VIETRO
DEVIETRO
DI VIETRI
DIVIETRI
DI VIETRO
DIVIETRO |
De Vietri è unico, Devietro è quasi unico, De Vietro è
specifico del tarantino, di Taranto, Laterza e Ginosa, Di Vietro, molto
più raro, ha un piccolo ceppo a Biccari nel foggiano ed a Minervino
Murge nel barese, Di Vietri ha un ceppo nel potentino a Lavello e Venosa
e nel barese ad Andria e Spinazzola, Divietri e Divietro, assolutamente
rarissimi, dovrebbero essere forme alterate dei cognomi con la particella
staccata, tutti questi cognomi dovrebbero indicare la provenienza dei capostipiti
dalla città potentina di Vietri di Potenza. |
| DE VILLA
|
De Villa è specifico del Cadore, di San Pietro di Cadore, Longarone
e Cortina d'Ampezzo, dovrebbe stare ad indicare la provenienza del capostipite
da un villaggio, in un'area dove la popolazione montanara era anticamente
molto sparsa fra i monti. |
| DEVILLA
|
Devilla, tipicamente sardo, della parte centrosettentrionale dell'isola,
di Sassari, Codrongianus e Sorso nel sassarese, di Nuoro e di Alà
dei Sardi in Gallura.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DEVILLA: per il significato, l'etimologia e la presenza nelle carte
antiche, vedi IDDA/S. Devilla è la
versione centro settentrionale di Deidda; è presente in 10 Comuni
sardi, in numero abbastanza modesto (20 in Italia): Sassari 27, Nuoro 15,
Codrongianus 12, etc. |
DE VINCENTI
DEVINCENTI
DE VINCENTIIS
DEVINCENTIIS
DE VINCENTIS
DEVINCENTIS
DE VINCENZI
DEVINCENZI
DEVINCENZIIS
DEVINCENZIS
DE VINCENZO
DEVINCENZO |
De Vincenti ha un ceppo a Noli nel savonese, uno a Roma ed uno nel cosentino
a Crosia, Rossano, Longobucco ed Acri, Devincenti, quasi unico, è
settentrionale, Devincentis, assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese,
forse del cuneese, Devincentiis, che sembrerebbe unico, è forse
pugliese, De Vincentiis è diffuso nel romano, nel napoletano, nel
tarantino, ma soprattutto in Abruzzo tra pescarese e teatino, De Vincentis
ha ceppi sparsi nel centrosud, in Abruzzo, Lazio, Campania, potentino,
cosentino e soprattutto tarantino, De Vincenzi ha un ceppo nel genovese,
uno nel veronese e mantovano, uno in provincia di Roma ed uno nel trapanese,
Devincenzi ha un piccolo ceppo nello spezzino e nel parmense ed uno, ancora
più piccolo, nel mantovano, Devincenzis e Devincenziis, praticamente
unici, sembrerebbero pugliesi, così come il leggermente più
diffuso Devincenzo, De Vincenzo ha un ceppo nella zona del Lazio e della
Campania tra Roma e Napoli, uno tra barese e tarentino ed uno nel cosentino,
dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche, dove il De-
sta per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fosse chiamato con il cognomen latino Vincentius.
(vedi VINCENZA). Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo in Sicilia fin dal 1500 con il ragusano Giovanni De Vincenzo
capitano della nave Santa Maria del Bissone citato in un atto. |
DE VIRGILIO
DI VIRGILIO |
De Virgilio è tipicamente pugliese, di Molfetta nel barese, ma anche
di Bari e Bisceglie, sempre nel barese, di Casarano nel leccese, di Brindisi
e Foggia, Di Virgilio è molto diffuso in Abruzzo, in particolare
nel teatino, nel romano e nel latinense, nel casertano, napoletano e beneventano,
nel campobassano, nel foggiano, nel barese e nel potentino, si dovrebbe
trattare di forme patronimiche dove il De
ed il Di stanno per figlio
di, riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero Virgilio. |
| DE VITA
|
De Vita è diffusissimo in tutto il sud e nel Lazio, si dovrebbe
trattare di un matronimico e dovrebbe derivare dal nome Vita,
sta ad indicare la famiglia del figlio di una certa Vita. |
| DE VITIS
|
De Vitis ha un ceppo abruzzese nel chietino a Palombaro e Lettopalena,
ma il nucleo principale è nel nel leccese a Lecce, Ruffano, Lizzanello,
Supersano, Nardò, Racale e Squinzano, potrebbe derivare dal nome
medioevale Vitus ed indicare l'appartenenza
alla famiglia dei figli di un particolare Vitus, tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel 1300: "...Et Jordano
de Vitis Fratrum, quem Bernardus Riera praecipue
laudat, appellatur Augustinus de Terano, aut priori nomine Mattheus de
Terano...". |
DE VITO
DEVITO |
De Vito è molto diffuso in Puglia, in Campania e nella provincia
di Catanzaro, Devito è tipicamente pugliese, di Toritto nel barese
e di Martina Franca nel tarentino, con un piccolo ceppo a Grassano nel
materano e presenze in Campania, dovrebbero derivare da forme patronimiche,
dove il De- sta per il
figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si fossero chiamati
Vito, stanno quindi ad indicare le
famiglie dei figli di un Vito. |
DE VITTORI
DE VITTORIS
DI VITTORI |
De Vittori, assolutamente molto raro, ha un piccolo ceppo a Luino nel varesotto
ed a Valmorea nel comasco, con sparute presenze anche nel romano, De Vittoris
è caratteristico di Sora nel frusinate, Di Vittori, molto molto
raro, ha un piccolo ceppo ad Arquata del Tronto e Folignano nell'ascolano,
ed a Roma, si dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il De-
o il Di- stanno per il
figlio di, riferito a capostipiti i cui padri si chiamassero
con il cognomen latino Victor, o con
il nome medioevale Vittore (vedi
VITTORE). |
DE VIVI
DE VIVO
DEVIVI
DEVIVO |
De Vivi e Devivi sono quasi unici, De Vivo è tipico del napoletano,
salernitano e casertano, con un ceppo anche a Roma, a Potenza nel foggiano
e nel barese, Devivo, molto molto raro parrebbe avere un ceppo, probabilmente
secondario, nel biellese, potrebbero derivare da un antico nome di località,
in una bolla del 1115 possiamo leggere: "..qui videlicet
fines a Furca Ferrati decurrunt in caput Carriti; inde per viam de Merso
in Portellam de Valle Putrida per terram de Feresca, per Argatonem, per
terram de Camno, per terram Formellae; inde ad Molinum Veterem, inde ad
Furcam Acerae, per terram de Vivo,
per terram de Troia, inde a Pesculum Canalis; inde per Pinnam Imperatoris,
per terram de Cerva..", o come De Vivo Fonte nel parmense, ma in molti casi si tratta di cognomi attribuiti
a fanciulli abbandonati. |
DE VIZZI
DEVIZZI |
Della provincia di Pavia e Milano
De Vizzi, sembrerebbe solo milanese Devizzi, potrebbero derivare dal nome
medioevale Vezio. |
DE VONA
DI VONA |
De Vona è tipico di Crotone, Di Vona ha un piccolo ceppo a Lanciano
nel teatino ed uno a Sora nel frusinate, dovrebbero indicare la provenienza
dei capostipiti dalla zona di Valle Vona nell'aquilano ai confini con il
frusinate, ma non si può escludere che in qualche caso possa trattarsi
di forme matronimiche riferite a capostipiti le cui genitrici si fossero
chiamate Vona o Bona. |
DEVOTA
DEVOTI
DEVOTO |
Devota è praticamente unico, Devoti ha un ceppo nella zona che comprende
il genovese, lo spezziino, il piacentino soprattutto, il parmense, il pavese
ed il cremonese ed un ceppo nel veronese, Devoto è tipicamente ligure,
dello spezzino, di La Spezia e Levanto, del genovese, di Carasco, Chiavari,
Genova, San Colombano Certenoli, Rapallo e Borzonasca, con un ceppo anche
a Cagliari di chiare origini liguri, dovrebbero derivare dal nome medioevale
Devotus, attribuito da genitori a figli
cui si augurasse una particolare devozione a Cristo o alla Vergine. |
DE ZAN
DEZAN |
De Zan è tipico dell'area che comprende le province di Treviso e
Pordenone, Dezan è una forma derivata da errori di trascrizione,
derivano da midificazioni in lingua veneta dell'aferesi del nome Giovanni,
tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Venezia nel 1500 con lo
stampatore che così si firma: "Kolofon: Ipressu
Venetiis p Augustinu de Zan
de Portesio anno Dni M.D.XVIII". |
| DE ZARDO
|
De Zardo, quasi unico, tipicamente veneto, dovrebbe indicare la famiglia
di un capostipite il cui padre si fosse chiamato Zardo
(vedi ZARDI). |
DEZI
DEZIO |
Dezi ha un ceppo nella zona che comprende il marchigiano, il maceratese
soprattutto, l'ascolano ed il teramano, ed un ceppo tra viterbese e romano,
Dezio ha un ceppo a Pescara, uno a Casoria nel napoletano, uno ad Altamura
e Sant'Eramo in Colle nel barese, ed uno a Vittoria nel ragusano, l'origine
dovrebbe essere per tutti dal nomen latino Decius
(la cui pronuncia latina era Dezius), portato dai capostipiti, o dall'appartenenza
della famiglia alla Gens Decia (la
cui pronuncia era Dezia). |
DE ZORDO
DEZORDO |
Sia Dezordo che De Zordo sono praticamente unici, probabilmente sono originari
del Cadore nel bellunese, dovrebbero derivare da forme patronimiche dialettali
riferentesi ai figli di un Giorgio o forse di un Giordano. |
DE ZORZI
DEZORZI |
De Zorzi è tipico dell'area veneto, friulana, del veneziano, pordenonese
e bellunese in particolare, Dezorzi, praticamente unico, è una forma
mal trascritta del precedente, si dovrebbe trattare di una forma patronimica
dove la particella De sta per figlio
di, riferita ai capostipiti, figli di un Giorgio
il cui nome sia stato trasformato dal dialetto in Zorzo,
o Zorzi, troviamo tracce di quest'uso
nella seconda metà del 1400 con Zorzi Corner, un partecipante al
Consiglio dei Dieci veneziano, troviamo tracce di questa cognominizzazione,
sui territori della Serenissima, in un atto del 1469, dove si cita un certo
Zuanne de Zorzi de Ragusa. |
DE ZOTTIS
ZOTTIS |
De Zottis, molto molto raro, dovrebbe essere del trevigiano, Zottis, estremamente
raro, parrebbe del Triveneto e dovrebbero derivare da modificazioni dialettali
delll'aferesi di etnici come plazzottis
(abitanti di Piazza toponimo molto presente in tutto il Triveneto). |
| DEZZA
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Specifico delle provincie di Milano
e Pavia, potrebbe derivare dal nomen latino Dexius
, come potrebbe pure
essere originato dal toponimo Dezzo nel bergamasco. |
| D'HERIN
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D'Herin è tipicamente valdostano, di Champdepraz, Montjovet e Verres,
dovrebbe derivare dal nome del paese francese di Herin, vicino a Valenciennes
nel Nord della Francia ai confini con il Belgio. |
DHO
DHO' |
Dho è tipico del basso cuneese, di Roccaforte Mondovì, Mondovì
e Villanova Mondovì, con un piccolo ceppo anche a San Remo, Dhò
è quasi unico, dovrebbero derivare dal nome del paese di Dho, una
frazione di Roccaforte Mondovì, o di Castel
Dho esistente una volta nell'imperiese, distrutto dai saraceni,
il nome di questi paesi dovrebbe derivare dal popolo dei Doj,
che abitavano proprio quelle terre. |
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