Visite dal 22/04/2004 
DIACO Diaco è tipicamente calabrese, di San Pietro a Maida, Catanzaro, Curinga e Davoli nel catanzarese, di Rossano e Crosia nel cosentino e di Crotone, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco antico διακονέω diakoneo (servire), probabilmente ad indicare il mestiere svolto dai capostipiti.
DIACONI
DIACONO
Diaconi, assolutamente rarissimo, parrebbe del centro Italia, Diacono, comunque molto raro, ha un piccolissimo ceppo a Bari ed uno nel cosentino, dovrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un Diacono, termine che origina dalla voce greca διάκονος diákonos (servitore), cioè una specie di segretario amministrativo che si occupava anche dell'assistenza al Vescovo, cui era subordinato.
DIAFERIA
DIAFERIO
Diaferia e Diaferio sono tipicamente pugliesi, in particolare di Corato nel barese il primo e di Margherita di Savoia nel foggiano e di Canosa di Puglia nel barese il secondo.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi (alcune informazioni sono tratte da WIKIPEDIA.ORG)
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Diaferia, che, assieme alla sua variante Diaferio, sembra nascere da un'italianizzazione del personale balcanico Dzafer (adattamento dell'arabo Ja'far), col significato letterale di ruscello, piccolo torrente: nelle aree balcaniche, in effetti, l'onomastica araba occupa un posto di assoluto rilievo, in seguito alla lunga dominazione ottomana conosciuta da questi popoli. Nel caso di Diaferia e Diaferio, comunque, l'ipotesi più probabile è che si tratti di cognomi d'origine slava o, meglio ancora, albanese, se si tiene conto della folta schiera di cognomi arbëreshë presenti nel sud Italia: a questo proposito, d'altronde, va detto che Dzafer è un nome piuttosto diffuso in Albania, dov'è anche noto nelle varianti Djafer e Xhafer (da cui derivano i cognomi Dzaferi, Djaferi e Xhaferi, considerando che i suoni Dz-, Dj- e Xh- si pronunciano tutti come l'italiano Gi-). Da un punto di vista storico, comunque, il mondo musulmano offre parecchi esempi dell'uso dei nomi Dzafer e Ja'far, fra i quali si
può citare: Ja'far al-Sadiq (702-705 d.C.), il sesto Imam della Comunità islamica sciita e uno dei membri della Ahl al-Bayt, la famiglia del profeta Maometto; Abu Ja'far Abdallah ibn Muhammad al-Mansur (712-775 d.C.), il secondo Califfo della dinastia Abbaside, ricordato, fra l'altro, come il fondatore della città di Baghdad; Ja'far bin Yahya Barmaki (767-803 d.C.), il visir del Califfo Harun al-Rashid, il cui personaggio, insieme a quello di Harun, appare spesso nei racconti di Le mille e una notte; Dzafer beg Kulenović (1891-1956), il vice presidente dello Stato Indipendente della Croazia durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre che presidente del Partito Musulmano Jugoslavo; Xhafer Bej Ypi (1880-1940), un politico albanese che, dal gennaio al dicembre del 1922, occupò la carica di Primo Ministro dell'Albania; Arben Xhaferi, l'attuale presidente del Partito Democratico degli Albanesi in Macedonia.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Diafèria e Diafèrio sono cognomi pugliesi (Bari e Foggia), derivano dai termini latini 'dies feriae' = giorni festivi, consacrati al riposo. Divenuto soprannome e poi cognome, nome che fu dato forse a un nuovo nato per affermare a titolo augurale che il giorno della sua nascita era 'un giorno di festa'. Minervini, Diz. Cogn. pugliesi, p. 173.
DIALE Diale, molto molto raro, è del cuneese, potrebbe derivare da un soprannome originato dall'italianizzazione del termine dialettale piemontese arcaico dial (ditale), forse ad indicare che il capostipite facesse il sarto di mestiere, l'assonanza del cognome con il termine che indica la figura del flamine diale (sacerdote di Giove di epoca romana) è assolutamente casuale.
DIALETTO Dialetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, potrebbe trattarsi di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello.
DIALLEY Dialley, assolutamente rarissimo è tipicamente valdostano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Dialley, una frazione di Doues in Val d'Aosta.
DIAMANTE
DIAMANTI
DIAMANTINI
DIAMANTINO
Diamante ha un piccolo ceppo nel basso Friuli, uno a Genova, uno a Roma e nel frusinate, uno nel potentino, piccoli ceppi in Puglia, ed un ceppo nel siracusano, Diamanti ha un ceppo nel massese, tra bolognese e modenese, nell'anconetano, maceratese, ascolano, perugino, ternano, grossetano, viterbese e, soprattutto, romano, latinense e frusinate, Diamantini ha un ceppo nell'area che comprende riminese e pesarese, a Fano e Pesaro, Senigallia nell'anconetano, Gubbio nel perugino e Roma, Diamantino, quasi unico, potrebbe essere pugliese, questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche dal nome medioevale, sia maschile che femminile, Diamante, troviamo un esempio dell'uso di questo nome al maschile in quest'atto del 1571: "Ego Alexander Besutius filius quondam nobilis domini Francisci Porte nove parochie sancti Domini ad matiam mediolani notarius publicus mediolani suprascripta instrumenta ratificationis et confessionis rogatus confeci et pro fide apposito signo mei tabellionatus subscripsi. Die suprascripto fuit constituta dos suprascripte domine Sidonie Delphinone a domino Diamante de Villa eius marito apparente instrumento dotis rogato per dictum notarium dicta die decima sexta iunij 1571....".
DIAN Diàn è un tipico cognome veneto, di Castelbaldo nel padovano e di Monteforte d'Alpone, Verona, Legnago ed Oppeano nel veronese, con un ceppo secondario a Latina, probabile conseguenza della bonifica pontina ad opera di manodopera veneta, l'origine dovrebbe essere da una forma contratta, per elisione della consonante -g-, dal termine veneto degan (decano). (vedi DEGAN)
DIANA
DIANI
DIANO
Diana ha un grosso nucleo in Sardegna, di probabili origini liguri, dai vari toponimi imperiesi con quel nome, un ceppo in Campania, uno nel barese, ed uno in Sicilia, Diani ha un ceppo lombardo, nel milanese, pavese, varesotto e bergamasco, uno nel fiorentino ed uno nel Lazio, Diano ha un ceppo nel napoletano ed uno in Calabria, soprattutto nel reggino, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite alterazioni, dal nome Diana o dal suo significato dialettale di strega, in quanto divinità pagana, ma è molto probabile che in alcuni casi derivino da nomi di località come il Vallo di Diano nel Cilento e parzialmente in Lucania.
DIANTI
DIANTO
Entrambi rarissimi, Dianti ha qualche presenza nel cuneese e qualcuna tra rovigoto e ferrarese, Dianto ha qualche rara presenza nel cuneese ed astigiano e nel grossetano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Dianto, a sua volta derivato dal nome greco Dianthos, che è il nome del cosiddetto fiore di Giove, di una bellezza maestosa.
DIAS Dias è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dalla troncatura del nome greco Diascorides, uso che si trova ad esempio in questo testo del 1478: "...et valent contra multas infirmitates, et maxime lacrima que fluit ab eis, secundum Plinium et Dias...", è pure possibile che abbia un'origine portoghese, (il personaggio più famoso con questo cognome è stato il navigatore portoghese Bartolomeo Dias (1450 - 1500), che fu il primo navigatore che costeggiò il sud dell'Africa). Si trovano tracce di questo cognome a Cassano (BA) fin dalla fine del 1400 con Ferdinando Dias Garlon, conte di Alife.
DIAZ Diaz ha un ceppo a Milano, uno a Roma, a Sassari e Cagliari ed in Campania, è di origini spagnole e dovrebbe trattarsi di una forma patronimica del nome medioevale spagnolo Dia, una forma arcaica del nome Diego, di questo cognome in Spagna esistono vari ceppi distinti e completamente separati, anche se si può ritenere che il ceppo più importante provenga dal León. Personaggio di assoluto rilievo europeo è stato Don Rodrigo Díaz de Vivar, il famoso "Cid Campeador", mentre in Italia ricordiamo il generale italiano Armando Diaz, che da semplice ufficiale d'artiglieria allievo dell'Accademia Militare di Torino, divenne capo di stato maggiore del Regio Esercito durante la prima guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto subita da Cadorna, quindi divenne ministro della guerra e maresciallo d'Italia, venne nominato duca della Vittoria dal  re Vittorio Emanuele III.
DI BAGGIO Specifico di Isernia potrebbe derivare da modificazioni del nome Biagio.
DIBARI
DI BARI
Originari entrambi della provincia di Bari, il primo è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione, ovvia la derivazione dal toponimo Bari.
DI BARTOLO
DI BARTOLOMEI
DI BARTOLOMEO
DIBARTOLO
DIBARTOLOMEI
DIBARTOLOMEO
Di Bartolo sembrerebbe originario della Sicilia, ma con un ceppo anche in provincia dell'Aquila, diffuso nel centro sud (Lazio, Abruzzi, Molise, Campania e Puglia), Dibartolomei, praticamente unico è dovuto ad un errore di registrazione di Di Bartolomei che è tipico di Roma, Velletri (RM) e di Toffia nel rietino, Di Bartolomeo, forse pugliese Dibartolomeo, probabilmente originario del siracusano Dibartolo, sono probabilmente frutto di un errore di trascrizione con il quale si è perso lo spazio dopo la particella DI.Tutti questi cognomi derivano dal nome Bartolomeo.
DI BATTISTA Concentrato negli Abruzzi e nel Lazio, forse con un ceppo anche in Puglia, deriva dal nome Battista.
DI BELARDINO Di Belardino è specifico del romano, di Velletri, Roma e Marino, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Belardino (vedi BELARDETTI), cioè con un diminutivo dell'aferesi del nome medioevale germanico Abelardo.
DI BELLA
DI BELLO
Di Bella è tipico siciliano, Di Bello è diffuso nell'area che dal Lazio ed Abruzzo arriva al cosentino ed al brindisino, derivano dal nome augurale medioevale Bellus di cui abbiamo un esempio nel 1400 a Bergamo: "...Cristoforus dictus Bellus filius quondam Pedrini Bardelle de Rota...", un principio di cognominizzazione lo troviamo a Trivigno (PZ) nel 1283, quando vi diviene feudatario Bellono Di Bello da Messina, sempre nel potentino a Laurenzana nasce nel 1443 il Beato Egidio, al secolo Berardino Di Bello.
DI BENEDETTO
DIBENEDETTO
Di Benedetto è estremamente diffuso in tutt'Italia, all'infuori della Sardegna, Dibenedetto ha un grosso ceppo in Puglia a Barletta nel barese, ma, sempre nel barese, ha ceppi significativi anche ad Altamura e Gravina in Puglia, un ceppo è presente anche in Sicilia a Monterosso Almo nel ragusano ed a Caltanissetta e Siracusa, dovrebbero derivare da patronimici riferiti al nome Benedetto, probabile nome del padre dei capostipiti.
DI BERT Di Bert è tipicamente friulano dell'udinese e del goriziano, potrebbe derivare da un'alterazione dialettale friulana del termine dialettale sloveno birt (oste) ed indicare nel capostipite appunto il figlio di un oste.
DI BIASE
DI BIASI
DI BIASIO
DI BLASI
DI BLASIO
Di Biase abbastanza raro sembra tipico della Campania, Di Biasi è diffuso in tutta l'area che comprende Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia, Di Biasio è tipico dell'area che comprende il latinense, Fondi e Santi Cosma e Damiano ed il casertano, Di Blasi ha la massima concentrazione in Sicilia, con un nucleo anche in Calabria ed in Campania, Di Blasio è specifico della fascia che comprende Abruzzo, Molise, Lazio e Campania, si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il Di sta per figlio di, derivate dal cognomen latino Blaesus o da un soprannome derivato dal nome Biagio.
DI BITETTO Di Bitetto è tipico di Bisceglie, Giovinazzo, Trani e Canosa di Puglia nel barese, il cognome deriva dal toponimo Bitetto (BA) indicando probabilmente il luogo d'origine della famiglia.
DI BITONTO
DIBITONTO
Di Bitonto è tipico di Barletta, Ruvo Di Puglia, Bisceglie, Bari, Andria e Modugno nel barese e di Trinitapoli e Lucera nel foggiano, Dibitonto è specifico di Barletta, il cognome deriva dal nome della città di Bitonto nel barese, indicando probabilmente in Bitonto il luogo originario dei capostipiti.
DI BONITO Di Bonito è caratteristico di Pozzuoli, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il suffisso Di- stia per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Bonitus (vedi BONITI).
DI BRINA
DI BRINO
Di Brina sembra essere specifico di Carpino nel Gargano, Di Brino è un cognome tipico del beneventano ed in particolare di Morcone, con un ceppo anche in Molise a Termoli e Campobasso, si dovrebbe trattare di forme matronimiche o patronimiche derivanti dal nome medioevale Brina (vedi BRINA), dove il Di sta per figlio di.
DI BUCCI Di Bucci, molto molto raro, ha un ceppo romano ed uno originario nell'area tra aquilano ed iserniese, tra Ateleta nell'aquilano e Capracotta nell'iserniese, si dovrebbe trattare di una forma patronimica classica dove il Di sta per figlio di un certo Buccio, che dovrebbe essere una forma aferetica di  un ipocoristico del nome Jacobo, da Jacobo a Jacobuccio e quindi per aferesi Buccio, secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dal nome tardo latino Buccio, Buccionis, di cui abbiamo un esempio in un atto dell'anno 754 a Lucca: "..Ego Buccio presbitero rogatus a domno Uualprand episcopo in hanc pagina iudicati proprias manus meas testis subscripsi..".
DI BUONO
DIBUONO
Di Buono ha un nucleo nel napoletano ad Acerra, ma presenta piccoli ceppi anche a Napoli, Ercolano (NA) ed Omignano (SA), a Campobasso, ad Armento nel potentino, a San Lucido nel cosentino ed in Sicilia, Dibuono, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale Buono, che, nell'onomastica arcaica, assume un chiaro valore augurale (per una spiegazione più approfondita, vedi Buoni). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti.
DI CANDIA
DICANDIA
Di Candia ha un ceppo importante a Teggiano nel salernitano ed un grosso nucleo in Puglia nella zona di Manfredonia (FG) ed in quella di Barletta (BA), Dicandia, molto molto più raro, è tipico di Barletta (BA), do vrebbero derivare dall'antico nome della città principale dell'isola di Creta.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Molto raro, originario di Barletta (BA), Dicandia deriva dal vecchio nome, Candia appunto, con cui un tempo era conosciuta l'isola di Creta (Candia era, in realtà, il nome della capitale cretese, l'odierna Iraklio, esteso poi all'intera isola): si ricorda, infatti, che Creta è stata a lungo sotto il dominio veneziano (1204-1669). Il cognome sta, quindi, ad indicare che il capostipite della famiglia Dicandia era originario di Creta.
DI CAPRIO Parrebbe originario dell'area compresa tra le provincie di Caserta, Benevento e Napoli, potrebbe derivare dal cognomen tardo latino Caprarius.
DI CARLO Molto diffuso in tutto il centro sud, deriva ovviamente dal nome Carlo, tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio in Sicilia nel 1500 a Castiglione di Sicilia (CT) con una certa Maria Di Carlo.
DICATI Dicati, molto raro, è veneto, del padovano e del rovigoto, con rare presenze anche nel varesotto e nell'alessandrino, dovrebbe derivare da un nome medioevale originato dal termine latino dicatus (dedicato, sottinteso a Dio ed alla chiesa).
DI CELMO Di Celmo, ormai presente quasi esclusivamente a Napoli, dovrebbe essere originario della zona che comprende il teatino ed il vicino Molise, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Di- sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Celmus (vedi CELMI).
DICEMBRE Dicembre ha presenze a Fondi nel latinense, ad Angri nel salernitano, nel reggino, a Palermo ed a Siracusa, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito a dei trovatelli affidati ad un istituto nel mese di dicembre.
DI CENTA Molto raro è tipico di Paluzza (UD) e dell'ampezzano, potrebbe derivare dal toponimo Centa frazione di Prepotto (UD) o da un nome di località individuata da una recinzione muraria, in antico chiamata centa.
DI CHIANO Di Chiano è tipicamente pugliese, di Trani nel barese, con ceppi anche nel foggiano, dovrebbe derivare da soprannomi stanti ad indicare che la famiglia proveniva dal chiano (piano, pianura), ma non si può escludere che si tratti invece di una forma patronimica riferita ad un padre del capostipite di nome Chianus dall'aferesi di nomi come Eutichianus, l'uso di questo nome in epoca medioevale è provata ad esempio nel 1200 da. Chiano Marchese di Massa.
DI CHIARA Di Chiara è specifico del centrosud, ha un ceppo nell'ascolano, uno tra romano e latinense, casertano, napoletano ed avellinese, un ceppo nel foggiano, ed uno nel cosentino, in Sicilia ha ceppi nel palermitano, nel trapanese e nel catanese, potrebbe derivare da nomi di località o contrade dedicate a Santa Chiara.
DI CHIO
DICHIO
Di Chio è tipicamente pugliese, di Andria in particolare, e di Canosa di Puglia, Bari e Barletta nel barese e di Foggia, Cerignola e Trinitapoli nel foggiano, Dichio ha un piccolo ceppo ad Andria nel barese ed a Cerignola nel foggiano, ma il ceppo più consistente è a Montescaglioso nel materano, dovrebbero essere cognomi derivati dal fatto che i capostipiti fossero giunti in Italia provenendo dall'isola greca di Chios nel mar Egeo, probabilmente per sfuggire all'invasione ottomana o alla barbara oppressione ed ai tremendi massacri operati dalle milizie islamiche.
DI CIACCIO Di Ciaccio è tipicamente laziale, di Gaeta nel latinense in particolare, ma anche di Formia, sempre nel latinense, e di Roma, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Di- sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse Ciaccio (vedi CIACCI), o più semplicemente Francesco, di cui Ciaccio è una forma ipocoristica contratta.
DI CIANNO Di Cianno, molto molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel foggiano a San Severo, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Cianno, una forma ipocoristica contratta riferibile al nome medioevale Cantius e soprattutto Canzianus.
DI CIO
DI CIO'
Di Cio sembrerebbe specifico di Lucera nel foggiano, Di Ciò, molto più raro, ha qualche presenza nell'area abruzzese adriatica ed in Molise, questi cognomi dovrebbero essere forme apocopaiche del cognome Di Ciocco (vedi CIOCCO).
DI CIOMMO Molto raro è originario del barese, più propriamente della zona tra Barletta (BA) e Melfi (PZ), deriva dlla contrazione del nome Girolamo.
DI CLEMENTE Di Clemente è tipico di Lazio ed Abruzzo di Pescara in particolare, con un ceppo anche a Napoli ed a Bisceglie (BA), si tratta di una forma patronimica con il Di inteso appunto come figlio di un Clemente, cognome derivato dal nome latino Clemens, nome portato anche dal quarto Papa della chiesa romana Clemente primo o meglio Clemens Romanus.
DI COLA
DICOLA
Dicola , assolutamente rarissimo è probabilmente una forma dovuta ad errori di trascrizione, Di Cola è tipico di Lazio ed Abruzzo con un nucleo originario anche nel palermitano deriva chiaramente da un capostipite che era figlio di un tale Cola, aferesi del nome Nicola, tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Viterbo nella prima metà del 1300 dove opera un Notaio Pietro di Cola di Marco da Viterbo, in un atto del 1348 leggiamo: "...Petrus Colae ord. fratrum s. Dominici de Perusio superstes fabrice ecclesie dicti s. Dominici...".
DI CORCIA Di Corcia è specifico di Foggia, dovrebbe stare ad indicare la provenienza dalla città albanese di Korce, un antico insediamento illirico a circa 150 chilometri a sudest di Tirana.
DI CORI Di Cori è specifico di Artena e Roma nel romano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Cori nel latinense, il Di starebbe quindi ad undicarne la provenienza del capostipite.
DI COSOLA
DICOSOLA
DICOSOLO
Di Cosola, il più diffuso, ha un ceppo nel barese, a Bari soprattutto, a Triggiano ed a Valenzano, Dicosola è caratteristico del barese, di Triggiano e Capurso, Dicosolo, quasi unico, è del tarentino, potrebbero derivare dal nome del paese di Cosola nell'alessandrino, una frazione di Brignano-Frascata, e risalire al tardo medioevo in occasione dell'emigrazione piemontese valdese verso la Puglia.
DI COSTA Probabilmente siciliano e specificatamente della zona tra Enna e Catania, può essere originato da un soprannome legato alla zona costiera di provenienza oppure ad un toponimo contenente il vocabolo Costa.
DI CRISTO Le provincie di Napoli in primis, Potenza e Bari sembrerebbero l'areale di origine, la derivazione dovrebbe essere da soprannomi legati alla devozione.
DI CUONZO
DICUONZO
Entrambi tipicamente pugliesi, Di Cuonzo ha un grosso ceppo a Barletta nel barese ed uno piccolo a Trinitapoli nel foggiano, Dicuonzo è specifico anch'esso di Barletta, dove è molto diffuso, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso Di- stia per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati Cuonzo, una forma dialettale pugliese aferetica del nome latino di origini greche Acuntius, di cui abbiamo un esempio d'uso nei Fasti di Ovidio: "..causaque versiculis scripta duobus erit: // effigie pomi testatur Acuntius huius, // qua fuerint in eo scripta, fuisse rata.// Longior infirmum ne laiser epistola corpus: ..".
DI DARIO Molto raro sembra tipico del casertano, dovrebbe derivare dal nome grecolatino Darius.
integrazioni fornite da Di Dario, prov. Caserta
alcuni anni or sono ho iniziato una lunga ricerca genealogica sulla mia famiglia (Di Dario, prov. Caserta, Campania), riuscendo a risalire ad un mio antenato che nella prima metà del 1600 giunse dal Molise (Guardiaregia). Ho scoperto molte cose interessanti (ad esempio che in Abruzzo il mio cognome è D'Addario o Addario e che la modifica la si deve ai censimenti borbonici).
DI DEO
DI DIO
DIDIO
Di Deo è specifico del teatino, di Ortona in particolare e di Pescara, Di Dio è molto diffuso al sud in Puglia, Basilicata, Campania e soprattutto Sicilia, Didio è tipico del materano, dovrebbe trattarsi di cognomi attribuiti da organizzazioni caritatevoli religiose a figli abbandonati, tracce di queste cognominizzazioni si ritrovano almeno dal 1400.
DI DIA
DIDIA
Didia è quasi unico, Di Dia è tipicamente siciliano, di Marsala, Mazara del Vallo e Petrosino nel trapanese e di Partinico e Palermo nel palermitano, si dovrebbe trattare di una forma, alterata dialettalmente o per pura mimesi, del cognome Di Dio (vedi DI DEO), dovrebbe riferirsi a trovatelli.
DI DOMENICANTONIO Di Domenicantonio è tipico di Teramo e del teramano e pescarese e di Roma soprattutto, e del romano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica riferita a capostipiti i cui padri avessero portato il nome doppio composto dai nomi Domenico ed Antonio.
DI DOMENICO Di Domenico è tipico della fascia che comprende Abruzzo, Lazio, Campania, Molise e Puglia settentrionale con un ceppo anche nella Sicilia sudorientale, deriva dal fatto di essere il capostipite un figlio di un Domenico, il Di quindi ha valore patronimico.
DIDONE Didone, molto raro, è presente in modo sporadico nel Lazio, in Abruzzo ed in Campania, dovrebbe derivare dal nome femminile fenicio Didone, che dovrebbe significare donna virile, ricordiamo la regina cartaginese Didone dell'Eneide, cui si rivolge Enea nei famosissimi versi di Virgilio: ".. Infandum, regina (Didone), iubes renovare dolorem, // Troianas ut opes et lamentabile regnum // eruerint Danai, quaeque ipse miserrima vidi ..".
DIDONI Didoni è specifico del milanese, di Macherio in particolare, potrebbe derivare da un soprannome originato dal termine dialettale milanese didoni (dita grosse), probabilmente a sottolineare una caratteristica fisica del capostipite.
DI DONNA
DI DONNO
Di Donna è caratteristico di Ercolano e soprattutto di Torre del Greco (NA) con un ceppo anche nel barese tra Noicattaro, Rutigliano e Bari, Di Donno, estremamente raro probabilmente è dovuto ad errori di trascrizione, derivano da soprannomi originati dalla contrazione del vocabolo medioevale domna, contrazione del latino domina, stante ad indicare la Signora o persona di riguardo.
DIECI Assolutamente emiliano della fascia compresa tra Parma e Reggio Emilia, dovrebbe derivare dal nomen latino Decimus o dal cognomen Decianus.
DIEGO Diego è un cognome tipico di Oriolo nel cosentino, dovrebbe derivare dal nome di origine spagnola Diego.
DIEGOLI Diegoli è decisamente emiliano, di Finale Emilia e San Felice sul Panaro nel modenese e di Cento, Sant'Agostino e Ferrara nel ferrarese, potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome Diego di origini spagnole, ma comune anche in terra veneta e nel vicino ferrarese.
DIENA
DIENI
Diena ha un ceppo a Torino ed uno a Milano, presenze in Liguria ed Emilia ed in Calabria, Dieni ha un ceppo romano ed uno calabrese nel reggino, a Brancaleone, Palizzi, Bova Marina e Condofuri, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche arcaiche francesi del nome Denis, a sua volta derivato dal greco Dionysos con il significato di figlio di Dio.
DI FAZIO Tipico di Lazio, Abruzzo e Sicilia. (vedi Fazio)
DI FEBO Di Febo è tipicamente abruzzese, molto diffuso a Silvi nel teramano, ma ben presente anche a Montesilvano, Pescara, Città San'Angelo, Cappelle sul Tavo e Spoltore nel pescarese ed a Pineto, Roseto degli Abruzzi, Atri e Basciano nel teramano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Di- sta per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse con il nome latino Foebus (Febus) (vedi FEBI).
DI FEDE Abbastanza raro, sembra specifico siciliano. (vedi Fede)
DI FEDERICO Di Federico è tipicamente abruzzese, di Pescara, Penne, Picciano e Rosciano nel pescarese, di Chieti, Fara Filiorum Petri e San Martino sulla Marrucina nel teatino, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dove il Di sta per figlio di e si riferirebbe a famiglie dove il capostipite era figlio di un Federico.
DI FEO Originario dell'areale definito dalle provincie di Salerno, Avellino e Foggia, è derivato da un'aferesi del nome medioevale Maffeo (modificazione di Matteo), in alcuni casi potrebbe essere una distorsione del nome arabo antico Mahfuza.
DI FILIPPO Presente in tutt'Italia, è particolarmente concentrato nella fascia compresa tra Lazio, Abruzzi, Molise e Campania, con nuclei anche in Basilicata, Puglie e Sicilia, deriva dal nome Filippo.
DI FOGGIA
FOGGIA
Di Foggia ha un ceppo a Gricignano di Aversa nel casertano con presenze significative anche ad Aversa e ad Orsara di Puglia nel foggiano, Foggia ha ceppi a Roma, a Supino nel frusinate ed a Latina, a Napoli e Frattamaggiore nel napoletano ed a San Marzano sul Sarno nel salernitano, nel cosentino ed a Mazara del Vallo nel trapanese, dovrebbero derivare dal toponimo Foggia in Puglia, indicando quella città come probabile luogo d'origine dei capostipiti.
DI FRANCESCANTONIO
FRANCESCANTONIO
Di Francescantonio è specifico dell'area abruzzese, laziale, ha ceppi in Abruzzo a Bussi sul Tirino, Pescara e Popoli nel pescarese, a Lanciano, San Vito Chietino ed Ortona nel teatino, a San Vincenzo Valle Roveto nell'aquilano e nel teramano a Teramo e Castellalto, nel Lazio lo troviamo a Roma ed a Monterotondo nel romano, Francescantonio, praticamente unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, che dovrebbe essere una forma patronimica originata da capostipiti il cui padre si fosse chiamato con il nome composto dai nomi Francesco ed Antonio, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nel 1600 con il Beato Francescantonio Tommaso da Cori nel latinense.
DI FRONZO
DIFRONZO
Tutti abbastanza rari, sono tipici del barese della zona che comprende Triggiano e Capurso, con un ceppo anche nel napoletano tra Arzano e Sant'Antimo ed in Irpinia, dovrebbero derivare dal cognomen latino Frontius, portato ad esempio dal governatore della Britannia Sextus Julius Frontius nel I° secolo d.C.
DI GARBO Di Garbo è specifico del palermitano, di Castelbuono in particolare, ma ben presente anche a Palermo e Pollina, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove il Di- sta per il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse Garbo (vedi GARBO).
DI GENNARO Presente nell'Italia continentale centro meridionale, è particolarmente concentrato nelle provincie di Napoli e Caserta, di Teramo e di Foggia e Bari, deriva dal nome Gennaro che a sua volta è originato dal cognomen latino Januarius (probabilmente per nato in gennaio).
DI GESU
DI GESU'
DIGESU
DIGESU'
Digesu è quasi unico, Digesù, sempre oltremodo raro è del barese, Di Gesu ha un ceppo calabrese nel valentiano ed uno in Sicilia nell'area dove confluiscono le province di Palermo, Caltanissetta ed Enna, Di Gesù ha ceppi in Sicilia, in Basilicata ed in Puglia, nel Salento in particolare, si dovrebbe trattare di cognomi attribuiti a delle fanciulle abbandonate, da funzionari di istituti di assistenza borbonici.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Gesù, l'italianizzazione cioè del personale ebraico Yeshua o Yehoshua, che viene più spesso tradotto come Dio salva o Dio è salvezza, anche se pare che il significato originale fosse quello di Dio aiuta o che Dio ti aiuti (vedi DIOLAIUTI): com'è facile intuire, la diffusione di questo nome si deve al culto per la figura di Gesù Cristo e, nonostante Gesù sia un nome poco comune nel nostro paese (per lo meno ai giorni nostri), va notato che nell'occidente cristiano il nome del Profeta si diffuse molto attraverso il personale latino Salvator, usato già dai primi cristiani come traduzione dell'ebraico Yeshua. Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se non è escluso che, in alcuni casi, questo nome fosse attribuito a dei trovatelli (come a voler auspicare loro la protezione di Gesù Cristo).
DI GIACOMO Molto presente in tutta l'Italia centro meridionale, deriva dal nome Giacomo.
DI GIAMBATTISTA Di Giambattista è tipicamente abruzzese, dove è molto diffuso a Pescara, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Montesilvano nel pescarese, a Montorio al Vomero nel teramano, ad Altino e Archi nel teatino e a L'Aquila, ha un grosso ceppo a Roma, si dovrebbe trattare di una forma patronimica riferita a dei capostipiti il cui padre si chiamasse Giambattista.
DI GIAMPAOLO Tipico della provincia di Pescara, è derivato dal nome Gianpaolo.
DI GIANNANTONIO Cognome tipico dell'aquilano, di Raiano in particolare, ma anche di Sulmona e Roccacasale, con ceppi anche a Pescara ed a Roma deriva dal fatto che probabilmente il capostipite ara un figlio di un certo Giovanni Antonio.
DI GIANO Di Giano, molto raro, è tipico di Rotonda nel potentino, potrebbe trattarsi di una forma patronimica del nome latino Janus (Giano), ma, molto più probabilmente, si potrebbe riferire a nomi di località identificabili dalla presenza di un tempio del dio pagano Giano, il dio romano della pace e della guerra.
DI GIANVITO Di Gianvito ha un ceppo nel teramano, a Teramo e Cortino, ed uno a Roma, con presenze anche ad Amatrice nel reatino, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Di- stia per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse appunto chiamato con il nome composto Gianvito.
DI GIESI
DIGIESI
Di Giesi e Digiesi sono entrambi specifici di Gravina in Puglia nel barese, anche se il più diffuso è il secondo, dovrebbero derivare da Giese una forma dialettale del nome Gesù, ma non si può escludere che possa trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli, cui venisse attribuito un cognome equivalente all'italiano di Gesù, indicando così che i fanciulli venivano affidati alla sua misericordia.
DI GIGLIO
DIGIGLIO
Di Giglio ha un ceppo molisano a Mirabello Sannitico e Campobasso nel campobassano, uno a San Nicandro  Garganico nel foggiano ed uno a Noicattaro e San Nicandro di Bari nel barese, uno piccolo nel materano a Stigliano ed Aliano, ed uno a Laureana del Borrello nel reggino, Digiglio ha un ceppo a Noicattaro nel barese e Cerignola nel foggiano ed uno a Laureana del Borrello nel reggino, dovrebbero derivare da forme patronimiche, dove il prefisso Di- sta per il figlio di, riferito a capostipiti, i cui padri si fossero chiamati Giglio (vedi GIGLIA).
DI GIOIA Un nucleo molto forte nelle Puglie, qualche ceppo in Campania ed uno in provincia di Agrigento, dovrebbe derivare da soprannomi legati a toponimi come Gioia del Colle (BA), Gioia Sannitica (CE), ecc. o anche dal nome latino Jovia.
DI GIORGI
DI GIORGIO
DIGIORGIO
Di Giorgi ha un ceppo laziale a Roma e Fiano Romano nel romano ed a Sezze e Latina nel latinense, ma il nucleo più importante è nella Sicilia occidentale, a Palermo e Castelbuono nel palermitano, a Mazara del Vallo, Alcamo e Paceco nel trapanese, a Ribera nell'agrigentino ed a Militello in Val di Catania e Catania nel catanese, Di Giorgio è diffuso in misura notevole in tutto il centro sud, Digiorgio, abbastanza raro, sembrerebbe pugliese, di Barletta e Sant'Eramo in Colle nel barese e di Taranto, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche in Di- riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero Giorgio.
integrazioni fornite da Giuseppe Claudio Di Giorgio
Ci sono diverse notizie di notevole interesse storico sul conto della famiglia Di Giorgio o Di Giorgi di Sicilia, la quale viene annoverata dal Mango di Casalegerardo come famiglia nobile di questa regione. Infatti è già nota ai tempi di Pietro d'Aragona dove troviamo un Guglielmo, Miles, titolare del feudo di Montesano che andò poi in dote alla famiglia Filangieri a seguito di un matrimonio (acta siculo aragonesia). Nella famiglia si annoverano diversi giurati di Mazara e Capitani di Giustizia di Marsala. Inoltre venne decorata del titolo di Don dal re di Spagna nel XVII secolo trasmissibile ereditariamente sia per linea maschile che femminile. Un componente della famiglia di nome Antonio nel XVI secolo venne iscritto nella nobile Compagnia della Pace di Palermo. Inoltre, presso la corte straticoziale di Messina nel XVIII secolo Di Giorgio Vincenzo rivestì la carica di giudice. Tale famiglia visse  distintamente in diverse città di Sicilia ed ebbe la seguente arma:- di rosso al leone d'oro.
DI GIOVANNANGELO
GIOVANNANGELO
Di Giovannangelo, assolutamente rarissimo, è specifico di Roccascalegna nel teatino, Giovannangelo ha un ceppo a Torino di Sangro e Guardiagrele nel teatino, un piccolo ceppo a Roma ed uno a Sperlonga ed a Cisterna di Latina nel latinense, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso il Di patronimico, che significa figlio di, da un capostipite o il cui padre si chiamasse con il nome composto Giovanni Angelo.
DI GIULIO CESARE Il cognome Di Giulio Cesare è specifico di Napoli, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un trovatello in epoca borbonica.
DIGIUNI Tipico del cremonese, dovrebbe derivare dal cognomen latino Iunius.
DI GIUNTA Di Giunta, estremamente raro, è tipico dell'area ennese di Leonforte e di Catania, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Di sta per figlio di, riferito ad un padre del capostipite di nome Bonaggiunta, per aferesi Giunta (vedi GIUNTA)
DI GLORIA Di Gloria è tipicamente siciliano, di Pietraperzia nell'ennese, di Caltanissetta, di Porto Empedocle e Favara nell'agrigentino, di Palermo, di Catania e di Capizzi nel messinese, potrebbe derivare da un nome di località, o essere una forma matronimica, riferita a capostipiti la cui madre si fosse chiamata Gloria.
DIGNANI Molto raro è specifico del maceratese, zona di Tolentino e San Severino Marche, potrebbe derivare da uno dei tanti toponimi con il suffisso ..gnano, esiste anche una possibilità che derivi dal toponimo Dignano (UD), anche se improbabile.
D'IGNAZI
D'IGNAZIO
D'Ignazi ha un ceppo nel romano a Roma e Gerano, ed uno nel Piceno a Ripatransone, MOnteprandone e San Benedetto del Tronto, D'Ignazio parrebbe originario del teramano dove ha un grosso ceppo a Teramo, Cellino Attanasio, Montorio al Vomano, Castellalto, Roseto degli Abruzzi e Mosciano Sant'Angelo, ad Avezzano nell'aquilano ed a Montesilvano nel pescarese, ha un ceppo a Roma ed a Borgorose nel reatino, ed uno nel tarantino a Martina Franca e Crispiano, con un ceppo anche a San Vito dei Normanni nel brindisino, si dovrebbe trattare di porme patronimiche riferite a capostipiti, i cui padri si chiamassero Ignazio (vedi IGNAZI).
D'IGNOTI Molto molto raro, sembrerebbe siciliano, se ne trovano ceppi a Catania, a Villafrati (PA) ed a Noto (SR), dovrebbe derivare da identificazioni fornite a figli di NN da parte di organizzazioni Ospedaliere.
D'IGNOTI PARENTI D'Ignoti Parenti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della Sicilia orientale, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un trovatello da ospizi a loro dedicati.
DI GREZIA Di Grezia è tipicamente campano, di Mercogliano nell'avellinese in particolare, si potrebbe trattare di un cognome che indichi il capostipite o la famiglia come proveniente dalla regione balcanica greco albanese.
DI GUARDO Di Guardo è tipicamente siciliano del catanese, di Catania in particolare e di Misterbianco, Mascalucia, Gravina di Catania, Scordia, Nicolosi e Ragalna, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso Di- stesse per il figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato Guardo (vedi GUARDO).
DI IORIO
DI IUORIO
D'IORIO
Di Iorio è tipico dell'area che comprende Abruzzo, Molise, foggiano, e Campania, Di Iuorio è senz'altro molisano, di Cercemaggiore nel campobassano, D'Iorio sembrerebbe tipicamente romano, derivano da forme patronimiche, dove il D'- ed il Di- stanno per il figlio di, riferiti a capostipiti i cui padri si chiamassero con il nome medioevale Iorius (Giorgio) (vedi Iorio). Esempio di questa cognominizzazione nel 1700 è il "soprano" Ubaldo Di Iorio di Lanciano nel teatino cantore di Cappella a Ortona sempre nel teatino.

Torna all'inizio pagina

sito curato da Ettore Rossoni

articoli vari sul tema per inviarci notizie su di un cognome per suggerire la ricerca di un cognome mancante invia commenti nel guestbook o forum per informazioni ed istruzioni d'uso cognomi che iniziano per A cognomi che iniziano per b cognomi che iniziano per  C cognomi che iniziano per D cognomi che iniziano per E cognomi che iniziano per F cognomi che iniziano per G cognomi che iniziano per I cognomi che iniziano per L cognomi che iniziano per M cognomi che iniziano per N cognomi che iniziano per O cognomi che iniziano per P cognomi che iniziano per Q cognomi che iniziano per R cognomi che iniziano per S cognomi che iniziano per T cognomi che iniziano per U cognomi che iniziano per V cognomi che iniziano per W cognomi che iniziano per X cognomi che iniziano per Z Da dai dam de ded dei dell dem den der desi di dil dom dor