| DIACO
|
Diaco è tipicamente calabrese, di San Pietro a Maida, Catanzaro,
Curinga e Davoli nel catanzarese, di Rossano e Crosia nel cosentino e di
Crotone, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine greco
antico διακονέω diakoneo (servire),
probabilmente ad indicare il mestiere svolto dai capostipiti. |
DIACONI
DIACONO |
Diaconi, assolutamente rarissimo, parrebbe del centro Italia, Diacono,
comunque molto raro, ha un piccolissimo ceppo a Bari ed uno nel cosentino,
dovrebbe derivare dal fatto di essere stato il capostipite un Diacono,
termine che origina dalla voce greca διάκονος diákonos
(servitore), cioè una specie
di segretario amministrativo che si occupava anche dell'assistenza al Vescovo,
cui era subordinato. |
DIAFERIA
DIAFERIO |
Diaferia e Diaferio sono tipicamente pugliesi, in particolare di Corato
nel barese il primo e di Margherita di Savoia nel foggiano e di Canosa
di Puglia nel barese il secondo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi (alcune informazioni sono tratte
da WIKIPEDIA.ORG)
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Diaferia,
che, assieme alla sua variante Diaferio,
sembra nascere da un'italianizzazione del personale balcanico Dzafer
(adattamento dell'arabo Ja'far), col
significato letterale di ruscello, piccolo torrente:
nelle aree balcaniche, in effetti, l'onomastica araba occupa un posto di
assoluto rilievo, in seguito alla lunga dominazione ottomana conosciuta
da questi popoli. Nel caso di Diaferia e Diaferio, comunque, l'ipotesi
più probabile è che si tratti di cognomi d'origine slava
o, meglio ancora, albanese, se si tiene conto della folta schiera di cognomi
arbëreshë presenti nel sud Italia: a questo proposito, d'altronde,
va detto che Dzafer è un nome
piuttosto diffuso in Albania, dov'è anche noto nelle varianti Djafer
e Xhafer (da cui derivano i cognomi
Dzaferi, Djaferi
e Xhaferi, considerando che
i suoni Dz-,
Dj- e
Xh- si pronunciano tutti come
l'italiano Gi-). Da un punto di vista
storico, comunque, il mondo musulmano offre parecchi esempi dell'uso dei
nomi Dzafer e Ja'far, fra i quali si
può citare: Ja'far al-Sadiq
(702-705 d.C.), il sesto Imam della Comunità islamica sciita e uno
dei membri della Ahl al-Bayt, la famiglia del profeta Maometto; Abu
Ja'far Abdallah ibn Muhammad al-Mansur (712-775 d.C.), il secondo
Califfo della dinastia Abbaside, ricordato, fra l'altro, come il fondatore
della città di Baghdad; Ja'far bin Yahya
Barmaki (767-803 d.C.), il visir del Califfo Harun al-Rashid,
il cui personaggio, insieme a quello di Harun, appare spesso nei racconti
di Le mille e una notte; Dzafer beg Kulenović
(1891-1956), il vice presidente dello Stato Indipendente della Croazia
durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre che presidente del Partito Musulmano
Jugoslavo; Xhafer Bej Ypi (1880-1940),
un politico albanese che, dal gennaio al dicembre del 1922, occupò
la carica di Primo Ministro dell'Albania; Arben
Xhaferi, l'attuale presidente del Partito Democratico degli
Albanesi in Macedonia.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Diafèria e Diafèrio sono cognomi pugliesi (Bari e Foggia),
derivano dai termini latini 'dies feriae'
= giorni festivi, consacrati al riposo.
Divenuto soprannome e poi cognome, nome che fu dato forse a un nuovo nato
per affermare a titolo augurale che il giorno
della sua nascita era 'un giorno di
festa'. Minervini, Diz. Cogn. pugliesi, p. 173. |
| DIALE
|
Diale, molto molto raro, è del cuneese, potrebbe derivare da un
soprannome originato dall'italianizzazione del termine dialettale piemontese
arcaico dial (ditale),
forse ad indicare che il capostipite facesse il sarto di mestiere, l'assonanza
del cognome con il termine che indica la figura del flamine
diale (sacerdote di Giove
di epoca romana) è assolutamente casuale. |
| DIALETTO
|
Dialetto, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, potrebbe trattarsi
di un cognome di fantasia attribuito ad un trovatello. |
| DIALLEY
|
Dialley, assolutamente rarissimo è tipicamente valdostano, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Dialley, una frazione di Doues in Val d'Aosta. |
DIAMANTE
DIAMANTI
DIAMANTINI
DIAMANTINO |
Diamante ha un piccolo ceppo nel basso Friuli, uno a Genova, uno a Roma
e nel frusinate, uno nel potentino, piccoli ceppi in Puglia, ed un ceppo
nel siracusano, Diamanti ha un ceppo nel massese, tra bolognese e modenese,
nell'anconetano, maceratese, ascolano, perugino, ternano, grossetano, viterbese
e, soprattutto, romano, latinense e frusinate, Diamantini ha un ceppo nell'area
che comprende riminese e pesarese, a Fano e Pesaro, Senigallia nell'anconetano,
Gubbio nel perugino e Roma, Diamantino, quasi unico, potrebbe essere pugliese,
questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
dal nome medioevale, sia maschile che femminile, Diamante,
troviamo un esempio dell'uso di questo nome al maschile in quest'atto del
1571: "Ego Alexander Besutius filius quondam nobilis
domini Francisci Porte nove parochie sancti Domini ad matiam mediolani
notarius publicus mediolani suprascripta instrumenta ratificationis et
confessionis rogatus confeci et pro fide apposito signo mei tabellionatus
subscripsi. Die suprascripto fuit constituta dos suprascripte domine Sidonie
Delphinone a domino Diamante
de Villa eius marito apparente instrumento dotis rogato per dictum notarium
dicta die decima sexta iunij 1571....". |
| DIAN
|
Diàn è un tipico cognome veneto, di Castelbaldo nel padovano
e di Monteforte d'Alpone, Verona, Legnago ed Oppeano nel veronese, con
un ceppo secondario a Latina, probabile conseguenza della bonifica pontina
ad opera di manodopera veneta, l'origine dovrebbe essere da una forma contratta,
per elisione della consonante -g-,
dal termine veneto degan (decano).
(vedi DEGAN) |
DIANA
DIANI
DIANO |
Diana ha un grosso nucleo in Sardegna, di probabili origini liguri, dai
vari toponimi imperiesi con quel nome, un ceppo in Campania, uno nel barese,
ed uno in Sicilia, Diani ha un ceppo lombardo, nel milanese, pavese, varesotto
e bergamasco, uno nel fiorentino ed uno nel Lazio, Diano ha un ceppo nel
napoletano ed uno in Calabria, soprattutto nel reggino, dovrebbero tutti
derivare, direttamente o tramite alterazioni, dal nome Diana
o dal suo significato dialettale di strega, in quanto divinità pagana,
ma è molto probabile che in alcuni casi derivino da nomi di località
come il Vallo di Diano nel Cilento e parzialmente in Lucania. |
DIANTI
DIANTO |
Entrambi rarissimi, Dianti ha qualche presenza nel cuneese e qualcuna tra
rovigoto e ferrarese, Dianto ha qualche rara presenza nel cuneese ed astigiano
e nel grossetano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Dianto,
a sua volta derivato dal nome greco Dianthos,
che è il nome del cosiddetto fiore di Giove, di una bellezza maestosa. |
| DIAS
|
Dias è assolutamente rarissimo, dovrebbe derivare dalla troncatura
del nome greco Diascorides, uso che si trova ad esempio in questo testo
del 1478: "...et valent contra multas infirmitates,
et maxime lacrima que fluit ab eis, secundum Plinium et Dias...",
è pure possibile che abbia un'origine portoghese, (il personaggio
più famoso con questo cognome è stato il navigatore portoghese
Bartolomeo Dias (1450 - 1500), che fu il primo navigatore che costeggiò
il sud dell'Africa). Si trovano tracce di questo cognome a Cassano (BA)
fin dalla fine del 1400 con Ferdinando Dias Garlon, conte di Alife. |
| DIAZ
|
Diaz ha un ceppo a Milano, uno a Roma, a Sassari e Cagliari ed in Campania,
è di origini spagnole e dovrebbe trattarsi di una forma patronimica
del nome medioevale spagnolo Dia, una forma arcaica del nome Diego, di
questo cognome in Spagna esistono vari ceppi distinti e completamente separati,
anche se si può ritenere che il ceppo più importante provenga
dal León. Personaggio di assoluto rilievo europeo è stato
Don Rodrigo Díaz de Vivar, il famoso "Cid Campeador", mentre in
Italia ricordiamo il generale italiano Armando Diaz, che da semplice ufficiale
d'artiglieria allievo dell'Accademia Militare di Torino, divenne capo di
stato maggiore del Regio Esercito durante la prima guerra mondiale, dopo
la disfatta di Caporetto subita da Cadorna, quindi divenne ministro della
guerra e maresciallo d'Italia, venne nominato duca della Vittoria dal
re Vittorio Emanuele III. |
| DI BAGGIO
|
Specifico di Isernia potrebbe derivare da modificazioni del nome Biagio. |
DIBARI
DI BARI |
Originari entrambi della provincia
di Bari, il primo è quasi sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione,
ovvia la derivazione dal toponimo Bari. |
DI BARTOLO
DI BARTOLOMEI
DI BARTOLOMEO
DIBARTOLO
DIBARTOLOMEI
DIBARTOLOMEO |
Di Bartolo sembrerebbe originario della Sicilia, ma con un ceppo anche
in provincia dell'Aquila, diffuso nel centro sud (Lazio, Abruzzi, Molise,
Campania e Puglia), Dibartolomei, praticamente unico è dovuto ad
un errore di registrazione di Di Bartolomei che è tipico di Roma,
Velletri (RM) e di Toffia nel rietino, Di Bartolomeo, forse pugliese Dibartolomeo,
probabilmente originario del siracusano Dibartolo, sono probabilmente frutto
di un errore di trascrizione con il quale si è perso lo spazio dopo
la particella DI.Tutti questi cognomi
derivano dal nome Bartolomeo. |
| DI BATTISTA
|
Concentrato negli Abruzzi e nel
Lazio, forse con un ceppo anche in Puglia, deriva dal nome Battista. |
| DI BELARDINO
|
Di Belardino è specifico del romano, di Velletri, Roma e Marino,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite
il cui padre si fosse chiamato Belardino
(vedi BELARDETTI), cioè con un diminutivo
dell'aferesi del nome medioevale germanico Abelardo. |
DI BELLA
DI BELLO |
Di Bella è tipico siciliano, Di Bello è diffuso nell'area
che dal Lazio ed Abruzzo arriva al cosentino ed al brindisino, derivano
dal nome augurale medioevale Bellus di cui abbiamo un esempio nel 1400
a Bergamo: "...Cristoforus
dictus Bellus filius quondam Pedrini Bardelle
de Rota...", un principio di cognominizzazione lo troviamo a Trivigno
(PZ) nel 1283, quando vi diviene feudatario Bellono Di Bello da Messina,
sempre nel potentino a Laurenzana nasce nel 1443 il Beato Egidio, al secolo
Berardino Di Bello. |
DI BENEDETTO
DIBENEDETTO |
Di Benedetto è estremamente diffuso in tutt'Italia, all'infuori
della Sardegna, Dibenedetto ha un grosso ceppo in Puglia a Barletta nel
barese, ma, sempre nel barese, ha ceppi significativi anche ad Altamura
e Gravina in Puglia, un ceppo è presente anche in Sicilia a Monterosso
Almo nel ragusano ed a Caltanissetta e Siracusa, dovrebbero derivare da
patronimici riferiti al nome Benedetto, probabile nome del padre dei capostipiti. |
| DI BERT
|
Di Bert è tipicamente friulano dell'udinese e del goriziano, potrebbe
derivare da un'alterazione dialettale friulana del termine dialettale sloveno
birt (oste)
ed indicare nel capostipite appunto il figlio di un oste. |
DI BIASE
DI BIASI
DI BIASIO
DI BLASI
DI BLASIO |
Di Biase abbastanza raro sembra tipico della Campania, Di Biasi è
diffuso in tutta l'area che comprende Lazio, Abruzzo, Molise, Campania,
Basilicata e Puglia, Di Biasio è tipico dell'area che comprende
il latinense, Fondi e Santi Cosma e Damiano ed il casertano, Di Blasi ha
la massima concentrazione in Sicilia, con un nucleo anche in Calabria ed
in Campania, Di Blasio è specifico della fascia che comprende Abruzzo,
Molise, Lazio e Campania, si dovrebbe trattare di forme patronimiche, dove il Di
sta per figlio di, derivate dal cognomen
latino Blaesus o da un soprannome derivato
dal nome Biagio. |
| DI BITETTO
|
Di Bitetto è tipico di Bisceglie, Giovinazzo, Trani e Canosa di
Puglia nel barese, il cognome deriva dal toponimo Bitetto (BA) indicando
probabilmente il luogo d'origine della famiglia. |
DI BITONTO
DIBITONTO |
Di Bitonto è tipico di Barletta, Ruvo Di Puglia, Bisceglie, Bari,
Andria e Modugno nel barese e di Trinitapoli e Lucera nel foggiano, Dibitonto
è specifico di Barletta, il cognome deriva dal nome della città
di Bitonto nel barese, indicando probabilmente in Bitonto il luogo originario
dei capostipiti. |
| DI BONITO
|
Di Bonito è caratteristico di Pozzuoli, dovrebbe trattarsi di una
forma patronimica, dove il suffisso Di-
stia per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fosse chiamato Bonitus
(vedi BONITI). |
DI BRINA
DI BRINO |
Di Brina sembra essere specifico di Carpino nel Gargano, Di Brino è
un cognome tipico del beneventano ed in particolare di Morcone, con un
ceppo anche in Molise a Termoli e Campobasso, si dovrebbe trattare di forme
matronimiche o patronimiche derivanti dal nome medioevale Brina
(vedi BRINA), dove il Di
sta per figlio di. |
| DI BUCCI
|
Di Bucci, molto molto raro, ha un ceppo romano ed uno originario nell'area
tra aquilano ed iserniese, tra Ateleta nell'aquilano e Capracotta nell'iserniese,
si dovrebbe trattare di una forma patronimica classica dove il Di
sta per figlio di un certo Buccio,
che dovrebbe essere una forma aferetica di un ipocoristico del nome
Jacobo, da Jacobo a Jacobuccio e quindi
per aferesi Buccio, secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece dal nome
tardo latino Buccio,
Buccionis, di cui abbiamo un esempio
in un atto dell'anno 754 a Lucca: "..Ego Buccio
presbitero rogatus a domno Uualprand episcopo in hanc pagina iudicati proprias
manus meas testis subscripsi..". |
DI BUONO
DIBUONO |
Di Buono ha un nucleo nel napoletano ad Acerra, ma presenta piccoli ceppi
anche a Napoli, Ercolano (NA) ed Omignano (SA), a Campobasso, ad Armento
nel potentino, a San Lucido nel cosentino ed in Sicilia, Dibuono, quasi
unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel soprannome o nome medievale
Buono, che, nell'onomastica arcaica,
assume un chiaro valore augurale (per una spiegazione più approfondita,
vedi Buoni). In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei soprannomi o dei nomi personali dei capostipiti. |
DI CANDIA
DICANDIA |
Di Candia ha un ceppo importante a Teggiano nel salernitano ed un grosso
nucleo in Puglia nella zona di Manfredonia (FG) ed in quella di Barletta
(BA), Dicandia, molto molto più raro, è tipico di Barletta
(BA), do vrebbero derivare dall'antico nome della città principale
dell'isola di Creta.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Molto raro, originario di Barletta (BA), Dicandia deriva dal vecchio
nome, Candia appunto, con cui un tempo era conosciuta l'isola di Creta
(Candia era, in realtà, il nome della capitale cretese, l'odierna
Iraklio, esteso poi all'intera isola): si ricorda, infatti, che Creta è
stata a lungo sotto il dominio veneziano (1204-1669). Il cognome sta, quindi,
ad indicare che il capostipite della famiglia Dicandia era originario di
Creta. |
| DI CAPRIO
|
Parrebbe originario dell'area compresa
tra le provincie di Caserta, Benevento e Napoli, potrebbe derivare dal
cognomen tardo latino Caprarius. |
| DI CARLO
|
Molto diffuso in tutto il centro sud, deriva ovviamente dal nome Carlo,
tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad esempio in Sicilia nel
1500 a Castiglione di Sicilia (CT) con una certa Maria Di Carlo. |
| DICATI
|
Dicati, molto raro, è veneto, del padovano e del rovigoto, con rare
presenze anche nel varesotto e nell'alessandrino, dovrebbe derivare da
un nome medioevale originato dal termine latino dicatus
(dedicato, sottinteso a Dio ed alla
chiesa). |
| DI CELMO
|
Di Celmo, ormai presente quasi esclusivamente a Napoli, dovrebbe essere
originario della zona che comprende il teatino ed il vicino Molise, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di, riferito ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato Celmus
(vedi CELMI). |
| DICEMBRE
|
Dicembre ha presenze a Fondi nel latinense, ad Angri nel salernitano, nel
reggino, a Palermo ed a Siracusa, potrebbe trattarsi di un cognome attribuito
a dei trovatelli affidati ad un istituto nel mese di dicembre. |
| DI CENTA
|
Molto raro è tipico di Paluzza (UD) e dell'ampezzano, potrebbe derivare
dal toponimo Centa frazione di Prepotto (UD) o da un nome di località
individuata da una recinzione muraria, in antico chiamata centa. |
| DI CHIANO
|
Di Chiano è tipicamente pugliese, di Trani nel barese, con ceppi
anche nel foggiano, dovrebbe derivare da soprannomi stanti ad indicare
che la famiglia proveniva dal chiano
(piano, pianura), ma non si può
escludere che si tratti invece di una forma patronimica riferita ad un
padre del capostipite di nome Chianus dall'aferesi di nomi come Eutichianus,
l'uso di questo nome in epoca medioevale è provata ad esempio nel
1200 da. Chiano Marchese di Massa. |
| DI CHIARA
|
Di Chiara è specifico del centrosud, ha un ceppo nell'ascolano,
uno tra romano e latinense, casertano, napoletano ed avellinese, un ceppo
nel foggiano, ed uno nel cosentino, in Sicilia ha ceppi nel palermitano,
nel trapanese e nel catanese, potrebbe derivare da nomi di località
o contrade dedicate a Santa Chiara. |
DI CHIO
DICHIO |
Di Chio è tipicamente pugliese, di Andria in particolare, e di Canosa
di Puglia, Bari e Barletta nel barese e di Foggia, Cerignola e Trinitapoli
nel foggiano, Dichio ha un piccolo ceppo ad Andria nel barese ed a Cerignola
nel foggiano, ma il ceppo più consistente è a Montescaglioso
nel materano, dovrebbero essere cognomi derivati dal fatto che i capostipiti
fossero giunti in Italia provenendo dall'isola greca di Chios
nel mar Egeo, probabilmente per sfuggire all'invasione ottomana o alla barbara oppressione ed ai tremendi
massacri operati dalle milizie islamiche. |
| DI CIACCIO
|
Di Ciaccio è tipicamente laziale, di Gaeta nel latinense in particolare,
ma anche di Formia, sempre nel latinense, e di Roma, si dovrebbe trattare
di una forma patronimica, dove il Di- sta per il figlio di, riferito ad
un capostipite il cui padre si chiamasse Ciaccio
(vedi CIACCI), o più semplicemente
Francesco, di cui Ciaccio
è una forma ipocoristica contratta. |
| DI CIANNO
|
Di Cianno, molto molto raro, sembrerebbe avere un ceppo nel foggiano a
San Severo, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato Cianno,
una forma ipocoristica contratta riferibile al nome medioevale Cantius
e soprattutto Canzianus. |
DI CIO
DI CIO' |
Di Cio sembrerebbe specifico di Lucera nel foggiano, Di Ciò, molto
più raro, ha qualche presenza nell'area abruzzese adriatica ed in
Molise, questi cognomi dovrebbero essere forme apocopaiche del cognome
Di Ciocco (vedi
CIOCCO). |
| DI CIOMMO
|
Molto raro è originario
del barese, più propriamente della zona tra Barletta (BA) e Melfi
(PZ), deriva dlla contrazione del nome Girolamo. |
| DI CLEMENTE
|
Di Clemente è tipico di Lazio ed Abruzzo di Pescara in particolare,
con un ceppo anche a Napoli ed a Bisceglie (BA), si tratta di una forma
patronimica con il Di inteso appunto
come figlio di un Clemente, cognome
derivato dal nome latino Clemens, nome
portato anche dal quarto Papa della chiesa romana Clemente primo o meglio
Clemens Romanus. |
DI COLA
DICOLA |
Dicola , assolutamente rarissimo è probabilmente una forma dovuta
ad errori di trascrizione, Di Cola è tipico di Lazio ed Abruzzo
con un nucleo originario anche nel palermitano deriva chiaramente da un
capostipite che era figlio di un tale Cola,
aferesi del nome Nicola, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Viterbo nella prima metà del 1300 dove opera un Notaio Pietro
di Cola di Marco da Viterbo, in un atto del 1348 leggiamo: "...Petrus
Colae ord. fratrum s. Dominici de Perusio
superstes fabrice ecclesie dicti s. Dominici...". |
| DI CORCIA
|
Di Corcia è specifico di Foggia, dovrebbe stare ad indicare la provenienza
dalla città albanese di Korce,
un antico insediamento illirico a circa 150 chilometri a sudest di Tirana. |
| DI CORI
|
Di Cori è specifico di Artena e Roma nel romano, dovrebbe derivare
dal nome del paese di Cori nel latinense, il Di starebbe quindi ad undicarne
la provenienza del capostipite. |
DI COSOLA
DICOSOLA
DICOSOLO |
Di Cosola, il più diffuso, ha un ceppo nel barese, a Bari soprattutto,
a Triggiano ed a Valenzano, Dicosola è caratteristico del barese,
di Triggiano e Capurso, Dicosolo, quasi unico, è del tarentino,
potrebbero derivare dal nome del paese di Cosola nell'alessandrino, una
frazione di Brignano-Frascata, e risalire al tardo medioevo in occasione
dell'emigrazione piemontese valdese verso la Puglia. |
| DI COSTA
|
Probabilmente siciliano e specificatamente
della zona tra Enna e Catania, può essere originato da un soprannome
legato alla zona costiera di provenienza oppure ad un toponimo contenente
il vocabolo Costa. |
| DI CRISTO
|
Le provincie di Napoli in primis,
Potenza e Bari sembrerebbero l'areale di origine, la derivazione dovrebbe
essere da soprannomi legati alla devozione. |
DI CUONZO
DICUONZO |
Entrambi tipicamente pugliesi, Di Cuonzo ha un grosso ceppo a Barletta
nel barese ed uno piccolo a Trinitapoli nel foggiano, Dicuonzo è
specifico anch'esso di Barletta, dove è molto diffuso, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso Di-
stia per il figlio di, riferito a capostipiti,
i cui padri si fossero chiamati Cuonzo,
una forma dialettale pugliese aferetica del nome latino di origini greche
Acuntius, di cui abbiamo un esempio
d'uso nei Fasti di Ovidio: "..causaque versiculis
scripta duobus erit: // effigie pomi testatur Acuntius
huius, // qua fuerint in eo scripta, fuisse rata.// Longior infirmum ne
laiser epistola corpus: ..". |
| DI DARIO
|
Molto raro sembra tipico del casertano, dovrebbe derivare dal nome grecolatino
Darius.
integrazioni fornite da Di Dario,
prov. Caserta
alcuni anni or sono ho iniziato una lunga ricerca genealogica sulla
mia famiglia (Di Dario, prov. Caserta, Campania), riuscendo a risalire ad un mio antenato
che nella prima metà del 1600 giunse dal Molise (Guardiaregia). Ho scoperto
molte cose interessanti (ad esempio che in Abruzzo il mio cognome è D'Addario o Addario e che la modifica
la si deve ai censimenti borbonici). |
DI DEO
DI DIO
DIDIO |
Di Deo è specifico del teatino, di Ortona in particolare e di Pescara,
Di Dio è molto diffuso al sud in Puglia, Basilicata, Campania e
soprattutto Sicilia, Didio è tipico del materano, dovrebbe trattarsi
di cognomi attribuiti da organizzazioni caritatevoli religiose a figli
abbandonati, tracce di queste cognominizzazioni si ritrovano almeno dal
1400. |
DI DIA
DIDIA |
Didia è quasi unico, Di Dia è tipicamente siciliano, di Marsala,
Mazara del Vallo e Petrosino nel trapanese e di Partinico e Palermo nel
palermitano, si dovrebbe trattare di una forma, alterata dialettalmente
o per pura mimesi, del cognome Di Dio
(vedi DI DEO), dovrebbe riferirsi a trovatelli. |
| DI DOMENICANTONIO
|
Di Domenicantonio è tipico di Teramo e del teramano e pescarese
e di Roma soprattutto, e del romano, si dovrebbe trattare di una forma
patronimica riferita a capostipiti i cui padri avessero portato il nome
doppio composto dai nomi Domenico ed Antonio. |
| DI DOMENICO
|
Di Domenico è tipico della fascia che comprende Abruzzo, Lazio,
Campania, Molise e Puglia settentrionale con un ceppo anche nella Sicilia
sudorientale, deriva dal fatto di essere il capostipite un figlio di un
Domenico, il Di quindi ha valore patronimico. |
| DIDONE
|
Didone, molto raro, è presente in modo sporadico nel Lazio, in Abruzzo
ed in Campania, dovrebbe derivare dal nome femminile fenicio Didone,
che dovrebbe significare donna virile,
ricordiamo la regina cartaginese Didone
dell'Eneide, cui si rivolge Enea nei famosissimi versi di Virgilio: "..
Infandum, regina (Didone),
iubes renovare dolorem, // Troianas ut opes et lamentabile regnum // eruerint
Danai, quaeque ipse miserrima vidi ..". |
| DIDONI
|
Didoni è specifico del milanese, di Macherio in particolare, potrebbe
derivare da un soprannome originato dal termine dialettale milanese didoni
(dita grosse), probabilmente a sottolineare
una caratteristica fisica del capostipite. |
DI DONNA
DI DONNO |
Di Donna è caratteristico di Ercolano e soprattutto di Torre del
Greco (NA) con un ceppo anche nel barese tra Noicattaro, Rutigliano e Bari,
Di Donno, estremamente raro probabilmente è dovuto ad errori di
trascrizione, derivano da soprannomi originati dalla contrazione del vocabolo
medioevale domna, contrazione del latino domina, stante ad indicare la
Signora o persona di riguardo. |
| DIECI |
Assolutamente emiliano della fascia
compresa tra Parma e Reggio Emilia, dovrebbe derivare dal nomen latino
Decimus o dal cognomen Decianus. |
| DIEGO
|
Diego è un cognome tipico di Oriolo nel cosentino, dovrebbe derivare
dal nome di origine spagnola Diego. |
| DIEGOLI
|
Diegoli è decisamente emiliano, di Finale Emilia e San Felice sul
Panaro nel modenese e di Cento, Sant'Agostino e Ferrara nel ferrarese,
potrebbe derivare da una forma ipocoristica del nome Diego di origini spagnole,
ma comune anche in terra veneta e nel vicino ferrarese. |
DIENA
DIENI |
Diena ha un ceppo a Torino ed uno a Milano, presenze in Liguria ed Emilia
ed in Calabria, Dieni ha un ceppo romano ed uno calabrese nel reggino,
a Brancaleone, Palizzi, Bova Marina e Condofuri, dovrebbero derivare da
forme ipocoristiche arcaiche francesi del nome Denis,
a sua volta derivato dal greco Dionysos
con il significato di figlio di Dio. |
| DI FAZIO
|
Tipico di Lazio, Abruzzo e Sicilia. (vedi Fazio) |
| DI FEBO
|
Di Febo è tipicamente abruzzese, molto diffuso a Silvi nel teramano,
ma ben presente anche a Montesilvano, Pescara, Città San'Angelo,
Cappelle sul Tavo e Spoltore nel pescarese ed a Pineto, Roseto degli Abruzzi,
Atri e Basciano nel teramano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica,
dove il Di- sta per il
figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si chiamasse
con il nome latino Foebus (Febus)
(vedi FEBI). |
| DI FEDE
|
Abbastanza raro, sembra specifico siciliano. (vedi
Fede) |
| DI FEDERICO
|
Di Federico è tipicamente abruzzese, di Pescara, Penne, Picciano
e Rosciano nel pescarese, di Chieti, Fara Filiorum Petri e San Martino
sulla Marrucina nel teatino, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica
dove il Di sta per figlio
di e si riferirebbe a famiglie dove il capostipite era figlio
di un Federico. |
| DI FEO
|
Originario dell'areale definito
dalle provincie di Salerno, Avellino e Foggia, è derivato da un'aferesi
del nome medioevale Maffeo (modificazione di Matteo), in alcuni casi potrebbe
essere una distorsione del nome arabo antico Mahfuza. |
| DI FILIPPO
|
Presente in tutt'Italia, è
particolarmente concentrato nella fascia compresa tra Lazio, Abruzzi, Molise
e Campania, con nuclei anche in Basilicata, Puglie e Sicilia, deriva dal
nome Filippo. |
DI FOGGIA
FOGGIA |
Di Foggia ha un ceppo a Gricignano di Aversa nel casertano con presenze
significative anche ad Aversa e ad Orsara di Puglia nel foggiano, Foggia
ha ceppi a Roma, a Supino nel frusinate ed a Latina, a Napoli e Frattamaggiore
nel napoletano ed a San Marzano sul Sarno nel salernitano, nel cosentino
ed a Mazara del Vallo nel trapanese, dovrebbero derivare dal toponimo Foggia
in Puglia, indicando quella città come probabile luogo d'origine
dei capostipiti. |
DI FRANCESCANTONIO
FRANCESCANTONIO |
Di Francescantonio è specifico dell'area abruzzese, laziale, ha
ceppi in Abruzzo a Bussi sul Tirino, Pescara e Popoli nel pescarese, a
Lanciano, San Vito Chietino ed Ortona nel teatino, a San Vincenzo Valle
Roveto nell'aquilano e nel teramano a Teramo e Castellalto, nel Lazio lo
troviamo a Roma ed a Monterotondo nel romano, Francescantonio, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
che dovrebbe essere una forma patronimica originata da capostipiti il cui
padre si fosse chiamato con il nome composto dai nomi Francesco
ed Antonio, dell'uso di questo nome
abbiamo un esempio nel 1600 con il Beato Francescantonio Tommaso da Cori
nel latinense. |
DI FRONZO
DIFRONZO |
Tutti abbastanza rari, sono tipici del barese della zona che comprende
Triggiano e Capurso, con un ceppo anche nel napoletano tra Arzano e Sant'Antimo
ed in Irpinia, dovrebbero derivare dal cognomen latino Frontius, portato
ad esempio dal governatore della Britannia Sextus Julius Frontius nel I°
secolo d.C. |
| DI GARBO
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Di Garbo è specifico del palermitano, di Castelbuono in particolare,
ma ben presente anche a Palermo e Pollina, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica dove il Di- sta per
il figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Garbo (vedi GARBO). |
| DI GENNARO
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Presente nell'Italia continentale
centro meridionale, è particolarmente concentrato nelle provincie
di Napoli e Caserta, di Teramo e di Foggia e Bari, deriva dal nome Gennaro
che a sua volta è originato dal cognomen latino Januarius (probabilmente
per nato in gennaio). |
DI GESU
DI GESU'
DIGESU
DIGESU' |
Digesu è quasi unico, Digesù, sempre oltremodo raro è
del barese, Di Gesu ha un ceppo calabrese nel valentiano ed uno in Sicilia
nell'area dove confluiscono le province di Palermo, Caltanissetta ed Enna,
Di Gesù ha ceppi in Sicilia, in Basilicata ed in Puglia, nel Salento
in particolare, si dovrebbe trattare
di cognomi attribuiti a delle fanciulle abbandonate, da funzionari di istituti
di assistenza borbonici.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Gesù,
l'italianizzazione cioè del personale ebraico Yeshua
o Yehoshua, che viene più spesso
tradotto come Dio salva o Dio
è salvezza, anche se pare che il significato originale
fosse quello di Dio aiuta o che
Dio ti aiuti (vedi DIOLAIUTI):
com'è facile intuire, la diffusione di questo nome si deve al culto
per la figura di Gesù Cristo e, nonostante Gesù sia un nome
poco comune nel nostro paese (per lo meno ai giorni nostri), va notato
che nell'occidente cristiano il nome del Profeta si diffuse molto attraverso
il personale latino Salvator, usato
già dai primi cristiani come traduzione dell'ebraico Yeshua.
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se non è escluso che,
in alcuni casi, questo nome fosse attribuito a dei trovatelli (come a voler
auspicare loro la protezione di Gesù Cristo). |
| DI GIACOMO
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Molto presente in tutta l'Italia
centro meridionale, deriva dal nome Giacomo. |
| DI GIAMBATTISTA
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Di Giambattista è tipicamente abruzzese, dove è molto diffuso
a Pescara, San Valentino in Abruzzo Citeriore e Montesilvano nel pescarese,
a Montorio al Vomero nel teramano, ad Altino e Archi nel teatino e a L'Aquila,
ha un grosso ceppo a Roma, si dovrebbe trattare di una forma patronimica
riferita a dei capostipiti il cui padre si chiamasse Giambattista. |
| DI GIAMPAOLO
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Tipico della provincia di Pescara,
è derivato dal nome Gianpaolo. |
| DI GIANNANTONIO
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Cognome tipico dell'aquilano, di Raiano in particolare, ma anche di Sulmona
e Roccacasale, con ceppi anche a Pescara ed a Roma deriva dal fatto che
probabilmente il capostipite ara un figlio di un certo Giovanni Antonio. |
| DI GIANO
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Di Giano, molto raro, è tipico di Rotonda nel potentino, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica del nome latino Janus
(Giano), ma, molto più probabilmente,
si potrebbe riferire a nomi di località identificabili dalla presenza
di un tempio del dio pagano Giano, il dio romano della pace e della guerra. |
| DI GIANVITO
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Di Gianvito ha un ceppo nel teramano, a Teramo e Cortino, ed uno a Roma,
con presenze anche ad Amatrice nel reatino, si dovrebbe trattare di una
forma patronimica, dove il Di- stia
per il figlio di, riferito a capostipiti
il cui padre si fosse appunto chiamato con il nome composto Gianvito. |
DI GIESI
DIGIESI |
Di Giesi e Digiesi sono entrambi specifici di Gravina in Puglia nel barese,
anche se il più diffuso è il secondo, dovrebbero derivare
da Giese una forma dialettale del nome
Gesù, ma non si può escludere
che possa trattarsi di cognomi attribuiti a dei trovatelli, cui venisse
attribuito un cognome equivalente all'italiano di
Gesù, indicando così che i fanciulli venivano
affidati alla sua misericordia. |
DI GIGLIO
DIGIGLIO |
Di Giglio ha un ceppo molisano a Mirabello Sannitico e Campobasso nel campobassano,
uno a San Nicandro Garganico nel foggiano ed uno a Noicattaro e San
Nicandro di Bari nel barese, uno piccolo nel materano a Stigliano ed Aliano,
ed uno a Laureana del Borrello nel reggino, Digiglio ha un ceppo a Noicattaro
nel barese e Cerignola nel foggiano ed uno a Laureana del Borrello nel
reggino, dovrebbero derivare da forme patronimiche, dove il prefisso Di-
sta per il figlio di, riferito a capostipiti,
i cui padri si fossero chiamati Giglio
(vedi GIGLIA). |
| DI GIOIA
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Un nucleo molto forte nelle Puglie,
qualche ceppo in Campania ed uno in provincia di Agrigento, dovrebbe derivare
da soprannomi legati a toponimi come Gioia del Colle (BA), Gioia Sannitica
(CE), ecc. o anche dal nome latino Jovia. |
DI GIORGI
DI GIORGIO
DIGIORGIO |
Di Giorgi ha un ceppo laziale a Roma e Fiano Romano nel romano ed a Sezze
e Latina nel latinense, ma il nucleo più importante è nella
Sicilia occidentale, a Palermo e Castelbuono nel palermitano, a Mazara
del Vallo, Alcamo e Paceco nel trapanese, a Ribera nell'agrigentino ed
a Militello in Val di Catania e Catania nel catanese, Di Giorgio è
diffuso in misura notevole in tutto il centro sud, Digiorgio, abbastanza
raro, sembrerebbe pugliese, di Barletta e Sant'Eramo in Colle nel barese
e di Taranto, dovrebbero tutti derivare da forme patronimiche in Di-
riferite a capostipiti i cui padri si chiamassero Giorgio.
integrazioni fornite da Giuseppe
Claudio Di Giorgio
Ci sono diverse notizie di notevole interesse storico sul conto della
famiglia Di Giorgio o Di Giorgi di Sicilia, la quale viene annoverata dal Mango di Casalegerardo come famiglia nobile di questa regione.
Infatti è già nota ai tempi di Pietro d'Aragona dove troviamo
un Guglielmo, Miles, titolare del feudo di Montesano che andò poi
in dote alla famiglia Filangieri a seguito di un matrimonio (acta siculo
aragonesia). Nella famiglia si annoverano diversi giurati di Mazara e Capitani
di Giustizia di Marsala. Inoltre venne decorata del titolo di Don dal re
di Spagna nel XVII secolo trasmissibile ereditariamente sia per linea maschile
che femminile. Un componente della famiglia di nome Antonio nel XVI secolo
venne iscritto nella nobile Compagnia della Pace di Palermo. Inoltre, presso
la corte straticoziale di Messina nel XVIII secolo Di Giorgio Vincenzo
rivestì la carica di giudice. Tale famiglia visse distintamente
in diverse città di Sicilia ed ebbe la seguente arma:- di rosso
al leone d'oro. |
DI GIOVANNANGELO
GIOVANNANGELO |
Di Giovannangelo, assolutamente rarissimo, è specifico di Roccascalegna
nel teatino, Giovannangelo ha un ceppo a Torino di Sangro e Guardiagrele
nel teatino, un piccolo ceppo a Roma ed uno a Sperlonga ed a Cisterna di
Latina nel latinense, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso il
Di patronimico, che significa figlio
di, da un capostipite o il cui padre si chiamasse con il nome
composto Giovanni Angelo. |
| DI GIULIO CESARE
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Il cognome Di Giulio Cesare è specifico di Napoli, si dovrebbe trattare
di un cognome attribuito ad un trovatello in epoca borbonica. |
| DIGIUNI
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Tipico del cremonese, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Iunius. |
| DI GIUNTA
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Di Giunta, estremamente raro, è tipico dell'area ennese di Leonforte
e di Catania, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Di
sta per figlio di, riferito ad un padre del capostipite di nome Bonaggiunta,
per aferesi Giunta (vedi
GIUNTA) |
| DI GLORIA
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Di Gloria è tipicamente siciliano, di Pietraperzia nell'ennese,
di Caltanissetta, di Porto Empedocle e Favara nell'agrigentino, di Palermo,
di Catania e di Capizzi nel messinese, potrebbe derivare da un nome di
località, o essere una forma matronimica, riferita a capostipiti
la cui madre si fosse chiamata Gloria. |
| DIGNANI
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Molto raro è specifico del maceratese, zona di Tolentino e San Severino
Marche, potrebbe derivare da uno dei tanti toponimi con il suffisso ..gnano,
esiste anche una possibilità che derivi dal toponimo Dignano (UD),
anche se improbabile. |
D'IGNAZI
D'IGNAZIO |
D'Ignazi ha un ceppo nel romano a Roma e Gerano, ed uno nel Piceno a Ripatransone,
MOnteprandone e San Benedetto del Tronto, D'Ignazio parrebbe originario
del teramano dove ha un grosso ceppo a Teramo, Cellino Attanasio, Montorio
al Vomano, Castellalto, Roseto degli Abruzzi e Mosciano Sant'Angelo, ad
Avezzano nell'aquilano ed a Montesilvano nel pescarese, ha un ceppo a Roma
ed a Borgorose nel reatino, ed uno nel tarantino a Martina Franca e Crispiano,
con un ceppo anche a San Vito dei Normanni nel brindisino, si dovrebbe
trattare di porme patronimiche riferite a capostipiti, i cui padri si chiamassero
Ignazio (vedi
IGNAZI). |
| D'IGNOTI
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Molto molto raro, sembrerebbe siciliano, se ne trovano ceppi a Catania,
a Villafrati (PA) ed a Noto (SR), dovrebbe derivare da identificazioni
fornite a figli di NN da parte di organizzazioni Ospedaliere. |
| D'IGNOTI PARENTI
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D'Ignoti Parenti, assolutamente rarissimo, sembrerebbe della Sicilia orientale,
si dovrebbe trattare di un cognome attribuito ad un trovatello da ospizi
a loro dedicati. |
| DI GREZIA
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Di Grezia è tipicamente campano, di Mercogliano nell'avellinese
in particolare, si potrebbe trattare di un cognome che indichi il capostipite
o la famiglia come proveniente dalla regione balcanica greco albanese. |
| DI GUARDO
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Di Guardo è tipicamente siciliano del catanese, di Catania in particolare
e di Misterbianco, Mascalucia, Gravina di Catania, Scordia, Nicolosi e
Ragalna, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso
Di- stesse per il
figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Guardo (vedi
GUARDO). |
DI IORIO
DI IUORIO
D'IORIO |
Di Iorio è tipico dell'area che comprende Abruzzo, Molise, foggiano,
e Campania, Di Iuorio è senz'altro molisano, di Cercemaggiore nel
campobassano, D'Iorio sembrerebbe tipicamente romano, derivano da forme
patronimiche, dove il D'- ed il Di-
stanno per il figlio di, riferiti a
capostipiti i cui padri si chiamassero con il nome medioevale Iorius
(Giorgio) (vedi
Iorio). Esempio di questa cognominizzazione nel 1700 è il "soprano"
Ubaldo Di Iorio di Lanciano nel teatino cantore di Cappella a Ortona sempre nel teatino. |
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