| DI LAURO |
Ha due nuclei, uno molto importante in Campania ed uno nelle Puglie. (vedi
LAURA) |
DI LAZZARO
DILAZZARO |
Di Lazzaro ha un nucleo importante tra Velletri e Roma, con ceppi non secondari
nel basso Friuli, in Molise e nel cosentino nella zona di Castroregio e
Trebisacce, Dilazzaro, quasi unico, è certamente dovuto ad un errore
di trascrizione del primo, per la derivazione vedere Lazzaro. Tracce di
questa cognomizzazione le troviamo nel 1400 nel Mugello con Andrea di Lazzaro
detto il "Buggiano" erede di Filippo di ser Brunellesco Lippi un rinomato
artista costruttore di pregiatissimi orologi meccanici, e a Vasto (TE)
nel 1600 con un certo Ermenegildo di Lazzaro. |
DI LECCE
DILECCE |
Di Lecce è tipico delle Puglie e del materano, Dilecce, assolutamente
rarissimo, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
primo, deriva dal toponimo Lecce. |
| DI LELIO |
Tipico laziale, dell'area che comprende le province di Roma, Latina e Frosinone,
deriva dal nomen latino Loelius, reso famoso da Cicerone I° secolo
a.C. con il suo Loelius Seu De Amititia. |
DILETTI
DILETTO |
Diletti è abbastanza raro ed è tipico della fascia che comprende
anconetano, maceratino e Piceno, reatino, viterbese e romano, Diletto ha
un piccolo ceppo nel reggiano, uno nel napoletano ed uno nel crotonese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Dilectus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1042 a Solofra: "...ante
presentia domini Amati venerabilis archiepiscopi sancte sedis Salernitane
et ibidem addesent ydones hominibus per convenientiam, per largietatem
ipsius domini archiepiscopi tradidi Truppoaldi presbiteri fi(lius)
quondam Dilecti
clerici de locum Solofre ecclesiam vocabulum Sancti Angeli et Sancte Marie,
que est plebe et constructa in ipso locum Solofre subi[ecte et pertinentis
ipsius archiepiscopii...". |
DILETTOSO
DILETTUSO |
Dilettoso sembra specifico di Randazzo (CT), Dilettuso, molto più
raro sembra tipico di Bitonto (BA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Dilettoso ha un nucleo principale nel catanese, Dilettuso è
originario di Bitonto (BA), entrambi questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome Dilettoso, col significato di diletto, amato: si tratta, infatti,
di una chiara variante del nome Diletto, probabilmente formatasi allo stesso
modo del nome Amoroso o Amoruso (anch’esso una variante del personale Amore).
In alternativa a questa ipotesi, tuttavia, i cognomi Dilettoso e Dilettuso
potrebbero derivare anche da particolari caratteristiche dei capostipiti,
forse noti come persone piacevoli, dilettevoli. |
| DILIBERTO |
Siciliano della zona cui appartengono
le provincie di Caltanissetta ed Agrigento, dovrebbe derivare da un nome
della devozione tardo latina Dei Libertus ( il liberto di Dio cioè
colui che Dio ha reso vero uomo). |
| DI LIDDO |
Di Liddo è specifico di Bisceglie, con presenze minori anche a Canosa
Di Puglia, Andria e Trani sempre nel barese, il cognome dovrebbe
derivare come forma patronimica dalla modificazione dialettale dell'aferesi
di un ipocoristico del nome Angelo, Angelino, Angeliddo, Liddo e definirebbe
la famiglia come quella del figlio del piccolo Angelo. |
| DI LISCIANDRO |
Di Lisciandro è assolutamente rarissimo, parrebbe di origini siciliane,
dovrebbe derivare da una forma patronimica, dove il Di
dovrebbe stare per figlio di,
e riferirsi quindi alla famiglia il cui capostipite sarebbe stato un figlio
di un certo Alessandro, divenuto per aferesi prima Lessandro e poi, tramite
una modificazione dialettale, Lisciandro. |
DI LORENZO
DILORENZO |
Di Lorenzo è molto molto comune in tutto il centrosud, Dilorenzo,
molto raro, è pugliese del barese e tarentino, derivano dal nome
Lorenzo, il cognome sta ad indicare quelli della famiglia di un Lorenzo,
uso che ritroviamo in un atto del 1622: "...nell'ottobre
furono incarcerati Cristoforo fu Bernardo de Mighina, Balsar de Scalotta
e Cristoforo fu Francesco di Lorenzo...". |
| DI LORETO |
Di Loreto è tipico della fascia centrale che comprende Lazio ed
Abruzzo, con presenze significative anche nel ternano, potrebbe trattarsi
di una forma patronimica dal nomen latino Lauretus,
ma è pure possibile una derivazione da toponimi come ad esempio
Loreto Aprutino (PE) e il di starebbe ad indicarne la provenienza. |
| DI LUCA |
Lazio Abruzzi Marche e Campania
e Venezia Giulia |
DI LUCANTONIO
DILUCANTONIO |
Di Lucantonio, estremamente raro, parrebbe del teramano, Dilucantonio,
che sembrerebbe unico, è una forma alterata del precedente, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica dove il Di
sta per figlio di, riferito ad un capostipite
il cui padre si chiamasse con il nome composto Luca
Antonio. |
| DI LUDOVICO |
Molto raro, sembrerebbe di origini abruzzesi, ed esattamente
della fascia costiera nel pescarese, è ovvia la derivazione dal
nome italo germanico Ludovico. |
DI MAGGIO
DI MAIO
DI MAJO |
Di Maggio è molto comune nel Lazio, in Puglia ed in Sicilia, ha
un ceppo anche a Napoli, Di Maio comunissimo in Campania, Molise, Lazio
e Sicilia occidentale, Di Majo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maggio attribuito
a volte per devozione ai nati in quel mese dedicato alla Madonna o dalle
sue forme dialettali Majo e Maio. |
| DI MAIDA |
Specifico di Ravanusa (AG) dovrebbe derivare dal toponimo Maida (CZ). |
| DI MARCO |
Assolutamente diffuso in tutt'Italia,
deriva dal nomen latino Marcius, Marcia era, tra i nomi di clan, uno dei
più popolosi della Latinità. |
| DI MARTINO |
Di Martino è tipico del centro sud con ceppi un pò in tutt'Italia,
deriva dal nome Martinus. (vedi De Martino) |
| DI MARZIO |
Tipico della fascia centrale, Abruzzi e Lazio, ha piccoli ceppi anche nel
materano, in Campania ed in Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Marzio (vedi Marzi).
ipotesi fornite da Emiliano Di
Marco
L'origine del cognome potrebbe essere attribuita
al mese, l'antico Martius, o alle armi. Marte, dio della guerra, da cui
il nome del mese Marzo era il periodo in cui, finito l'inverno, iniziavano
le campagne militari (tutt'oggi gli americani hanno iniziato le campagne
militari in Kossovo e in Iraq nel mese di Marzo). Data la probabile origine
"esposta" della stragrande maggioranza dei cognomi
italiani l'origine potrebbe essere legata allo
stato di trovatello figlio di soldato, oppure ad una cognomizzazione di
chi aveva prestato opera di soldato. |
| DI MASTRANTONIO |
Molto raro è tipico del pescarese.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
tipico del comune di Lettomanoppello in provincia di Pescara, è
uno di quei tanti cognomi italiani derivati dalla fusione del titolo professionale
mastro, cioè artigiano,
e il nome di persona, nel caso specifico Antonio, patronimizzato nella
forma Di Mastrantonio. Di frequente, durante le mie ricerche archivistiche,
mi è accaduto di indagare per caso sull'origine di cognomi derivati
dalla fusione dell'epiteto mastro con
un nome personale (Andrea, Domenico, Giacomo, Giovanni, Ianni, Nicola,
Cola, etc.): nei documenti più antichi, cinquecenteschi e seicenteschi,
il cognome viene trascritto nella sua forma non ancora evoluta per fusione
dei termini. In tal senso, potremmo trovare ad esempio un Filippo
Mastro Antonio, o Filippo di Mastro
Antonio o ancora Filippo (di)
Mastr\'Antonio. Non mancano in tali documenti cognomi espressi
con la forma abbreviata Mro: il cognome Mastro Antonio diventa così
Mro Antonio. |
DI MATTEO
DIMATTEO |
Dimatteo originario delle Puglie
e Basilicata è sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione del
cognome Di Matteo che è molto diffuso in tutto il centro sud, ha
un nucleo importante negli Abruzzi e Molise ed uno in Campania, ma ne esistono
sicuramente anche altri in altre zone del sud. Questi cognomi derivano
dal nome Matteo. |
DI MATTIA
DIMATTIA |
Di Mattia, ha un nucleo tra Piceno, aquilano e la provincia di Roma, con
ceppi anche a Napoli, nel barese a Gravina In Puglia (BA) e ad Enna, Dimattia,
molto molto raro, è specifico di Gravina In Puglia (BA), deriva
dal nome Mattia o Matteo, e starebbe ad indicare i figli di uno con quel
nome. |
| DI MICELI |
Non comune, sembrerebbe di origini sicule, della zona tra la provincia
di Palermo e di Agrigento, deriva da una modificazione del nome Michele;
tracce di questa cognomizzazione si trovano a Palermo fin dal 1600, nella
seconda metà del secolo a Palermo esercita il notaio Leonardo di
Miceli nativo di quella città, Personaggio notevole
è stato il pittore monaco Domenico Di Miceli di Naro (AG) nel 1700. |
DI MINO
DIMINO |
Originari entrambi della zona ai confini tra la provincia di Agrigento
e quella di Trapani. |
DI MITRI
DI MITRIO
DI MITRO
DIMITRI
DIMITRIO
DIMITRO |
Dimitri è tipico della penisola salentina, soprattutto della provincia
di Taranto, Dimitrio, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel
fiorentino ed uno nel barese, Di Mitrio, molto molto raro, è del
barese, Dimitro è quasi unico, così come Di Mitro, Di Mitri
ha un ceppo salentino a Manduria nel tarentino e a Calimera nel leccese,
ed uno a Palermo e Monreale nel palermitano.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
L’origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Dimitrio,
che, assieme alla variante Dimitri,
nasce da un adattamento del personale greco Dimitrios,
versione neogreca dell’antico Demetrios
(vedi Demetri). In questo contesto, tuttavia,
va fatta un’osservazione riguardo ai cognomi in questione: in molti casi,
infatti, Dimitri e le sue varianti provengono dai Balcani e, dalla loro
diffusione, sembrano risalire ad un’origine arbëreshë (anche
se, talvolta, non è esclusa una discendenza grika). Nel caso arbëreshë,
ad ogni modo, questi cognomi derivano o dall’albanese Dhimitri
o dal greco Dimitrios, che,
sia in Albania che in Grecia, sono piuttosto diffusi come nomi di persona
(nonché come cognomi). Per quanto proponibile, invece, pare meno
probabile un’origine slava, tenendo conto, soprattutto, della distribuzione
geografica delle famiglie Dimitri, Di Mitri, etc (i ceppi maggiori, in
effetti, si riscontrano per lo più nel sud della Puglia, in una
zona fortemente soggetta all’emigrazione albanese). |
DI MODUGNO
DIMODUGNO |
Di Modugno è tipicamente pugliese, del barese e del vicino foggiano,
Dimodugno, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Cerignola
nel foggiano, dovrebbero derivare dal fatto di essere stato il capostipite
originario del paese di Modugno nel barese. |
DI MOLA
DIMOLA |
Tipici entrambi del barese e di Monopoli in particolare, Di Mola ha presenze
significative a Polignano A Mare, Conversano, Altamura e Castellana Grotte,
Dimola invece, meno diffuso, le ha solo ad Altamura, dovrebbero entrambi
derivare dal toponimo Mola di Bari ad indicarne quindi la provenienza del
capostipite. |
| DI MOLFETTA
|
Di Molfetta è tipico di Bisceglie, Canosa Di Puglia, Terlizzi, Andria,
Trani e Molfetta nel barese e di Taranto, il cognome deriva dal toponimo
Molfetta (BA) indicando probabilmente in Molfetta il luogo originario della
famiglia. |
| DI MURO
|
Tipico della fascia che comprende il basso foggiano, il barese, il potentino
ed il salernitano, potrebbe derivare da toponimi come Muro Leccese (LE),
Muro Lucano (PZ) o simili o da nomi di località individuate dalla
presenza di mura imponenti. |
| DI MUZIO
|
Sembrerebbe originario dell'Abruzzo, del pescarese in particolare, ma si
individuano ceppi probabilmente secondari anche nel foggiano e forse anche
in Campania, dovrebbe derivare dal cognomen latino Mutius ricordiamo il
famosissimo Muzio Scevola (500 a.C.), nome portato ad esempio nel
medioevo dal capitano di ventura Muzio Sforza nel 1400. |
| DI NARDO
|
Specifico dell'Abruzzo, Molise e Campania settentrionale, deriva dal nome
medioevale Nardo (vedi Nardi). Traccia di
questa cognomizzazione la troviamo nel fiorentino nel resoconto del 1424
di accadimenti locali legati all'epidemia di peste, dove troviamo un certo
Mariotto Di Nardo. |
| D'INCALCI
|
D'Incalci, assolutamente rarissimo è torinese, dovrebbe derivare
dal termine arcaico incalco (stampo
per fusione), forse ad indicare che l'attività del capostipite
fosse quella dello scultore o dell'artigiano dotato di una piccola fonderia. |
DINI
DINO |
Dini è tipico del centr
Italia, soprattutto toscano, mentre Dino è specifico palermitano,
derivano dall'aferesi di nomi come Riccardo, Bernardo ecc. Troviamo
questo cognome già nel 1300 a Lucca, citato in un atto: "...Existentibus
Ratiocinatoribus etc. Iohanne quondam Simonelli Sembrini et me Pace notario
filio quondam Dini de Montacatino
..." |
| DI NICOLI |
Estremamente raro potrebbe essere
originario dell'alto barese, deriva da variazioni del nome medioevale Nicolao. |
| DI NICUOLO |
Cognome raro, presente a macchia
di leopardo in Italia, parrebbe originario del salernitano, deriva da una
modificazione dialettale del nome Nicolo o Nicolò. |
| D'INNOCENZO |
D'Innocenzo è specifico dell'area laziale ed abruzzese, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite il cui padre
si chiamasse Innocenzo, anche se non si può escludere possa trattarsi
di cognomi attribuiti a trovatelli. |
| DI NOFA |
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico della provincia di Isernia. |
| DI NOIA |
Originario della zona compresa
tra le provincie di Bari, Foggia e la Basilicata, potrebbe derivare dal
toponimo Noha (LE). |
| DINON |
Dinon, molto raro, ha un ceppo a Venezia con presenze nel veneziano, nel
trevisano e nel pordenonese, dovrebbe derivare da una forma dialettale
accrescitiva dell'aferesi di ipocoristici di nomi come Leonardo,
Bernardo, Rinaldo
o altri nomi terminanti in -do, da
Rinaldo si ha ad esempio l'ipocoristico Rinaldino, che per aferesi diventa
Dino e nella sua forma accrescitiva Dinon espressione dialettale per Dinone. |
| DI NUCCIO |
Tipico del casertano, deriva dal nome medioevale italiano Nuccio (vedi)
o dall'aferesi di nomi come Rinuccio, Antonuccio, ecc. |
| DI NUOVO |
Di Nuovo, molto raro, ha un ceppo a Manfredonia nel foggiano ed uno a Palermo
e nel palermitano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove
il Di sta per figlio
di, riferita al padre del capostipite di nome Nuovo,
nome attribuito in epoca tardo medioevale al figlio in quanto nuovo membro
della famiglia, non si può escludere comunque che in alcuni casi
si tratti invece di un indicazione di provenienza dove il Di
sta per proveniente da e si riferisce
ad uno dei moltissimi toponimi contenenti la parola nuovo. |
DI NUZZI
DI NUZZO |
Di Nuzzi, estremamente raro, ha un ceppo a Barletta nel barese ed uno a
Sant`Agata De` Goti nel beneventano, Di Nuzzo ha un grosso ceppo tra casertano
e napoletano ed uno nel potentino, si dovrebbe trattare di patronimici
di un ipocoristico aferetico di nomi come Antonio. |
DIODATI
DIODATO |
vedi DEODATI |
| DIOGUARDI |
Dioguardi a ceppi nel palermitano, nel napoletano, nel barese, a Roma,
nel pescarese ed a Genova, dovrebbe derivare dal nome augurale Dioguardi,
nome attribuito per una forma di superstiziosa devozione affinchè
il futuro del bambino fosse protetto da Dio. |
| DI NUCCIO |
Tipico del casertano, deriva dal nome medioevale italiano Nuccio (vedi)
o dall'aferesi di nomi come Rinuccio, Antonuccio, ecc. |
DIOLAITI
DIOLAIUTI
DIOTAIUTA
DIOTAIUTI |
Diolaiti è specifico del bolognese, di Bologna e Baricella, Diolaiuti
è tipico dell'area pistoiese di Monsummano Terme in particolare,
Diotaiuta è quasi unico, mentre Diotaiuti ha un piccolo ceppo toscano
ed uno nel salernitano a Camerota, sono alcuni dei tanti cognomi derivati
da nomi attribuiti dalla carità cristiana a dei trovatelli, traccia
di questo nome la troviamo ad esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale, anno 1166, in un atto leggiamo:
"...et posuit ei fideiussores Unfredum qui dicitur
de Cummo de Varisio et Deuseumadiuvet de
Busti communiter...". |
DIOMEDE
DIOMEDI |
Diomede è tipicamente pugliese del barese, di Mola Di Bari, Bari
e Rutigliano e del foggiano di Foggia e Torremaggiore, mentre Diomedi è
della fascia che comprende il Piceno, Terni e Roma, derivano dal nome greco
Diomedes dal nome del famoso eroe greco
dell'epica omerica. |
DIONE
DIONI |
Dione, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo salentino ed
uno padovano, Dioni, sempre abbastanza raro, dovrebbe avere un ceppo nel
bresciano ed uno nel parmense, il ceppo salentino dovrebbe derivare dal
nome di origine greca Dione in uso presso i latini, vedi Cicerone: "...cum
qui pecuniam Dioni
dederunt dicerent se iam tum audisse eos nummos sumi ut Verri darentu...",
o dall'aferesi del nome bizantino Spiridione, gli altri dovrebbero derivare
dal nome germanico Dionys (Dionigi) o dall'apocope del nome medioevale
Dionisius. |
DIONIGI
DIONIGIO
DIONISI
DIONISIO
DIONISO |
Dionigi ha un nucleo nella zona che comprende le province di Rimini, Pesaro
e Perugia, con un ceppo anche nel Lazio, Dionigio è quasi unico,
Dionisi è tipico della fascia che comprende Marche, Umbria, bassa
Toscana e Lazio, Dionisio ha un ceppo nell'alto udinese, uno tra Molise,
Campania, Puglia e Basilicata ed uno nella Sicilia occidentale, Dioniso,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, derivano dal nome medioevale Dionisius di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una Carta venditionis
del 1155 a Milano: "...Ego Dionisius,
notarius sacri palatii ac missus domini secundi Chunradi regis, suprascriptam
Contesam interrogavi, et predictis aliis feminis consensi ut supra et subscripsi.". |
| DIOTALLEVI |
Tipico delle Marche settentrionali,
presenta un ceppo anche in Umbria e nel Lazio, può derivare dal
nome medioevale Diotallevio, nome dato sia a trovatelli che a neonati particolarmente
indigenti o malaticci. Tracce dell'uso di questo nome si hanno ad esempio
a Spoleto nel 1400 con un pittore non particolarmente famoso di nome Diotallevio
D'Antonio. Nel 1500 troviamo i Diotallevi con il rango di marchesi nel
riminese e verso la fine del 1500 il marchese Diotalevo Diotalevi diviene
signore di alcuni territori in Istria. |
DIOTTI
DIOTTO |
Diotti è tipicamente lombardo, di Cesano Maderno in particolare,
ma anche di Lazzate, Seregno, Cornaredo, Lentate sul Seveso e Bollate nel
milanese e di Bedizzole nel bresciano, Diotto è invece veneto,del
padovano e trevisano in particolare, l'origine etimologica di questi cognomi
è dubbia, si può ipotizzare che derivino dall'aferesi del
termine tardo medioevale stradiotti
un corpo di cavalleria leggera, irregolare, contraddistinta da alta mobilità,
che operava prevalentemente al soldo della Serenissima, composta prevalentemente
da albanesi, greci e turchi, agli inizi del 1500 operavano nella bassa
bergamasca e cremonese. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
a Milano nel 1700 con l'avvocato Giovanni Battista Diotti, personaggio
citato ad esempio dal Parini. |
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