| DI LAO
|
Di Lao, molto raro, è tipicamente siciliano, di Catania e del catanese,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Di- stia per il figlio
di, riferito ad un capostipitr il cui padre si fosse chiamato Lao,
una forma aferetica di nomi greci come Agelao, Ermolao, Menelao o altri
nomi simili. |
| DI LAORA
|
Di Laora è campano, di Frattaminore nel napoletano e di Sant'Arpino
nel casertano, dovrebbe stare ad indicare la provenienza dei capostipiti
dalla località di Laora nel salernitano,una frazione di Paestum. |
| DI LASCIO
|
Di Lascio è specifico dell'area che comprende il salernitano, con
Acerno, Capaccio, Battipaglia, Bellizzi, Salerno ed Olevano sul Tusciano,
il potentino soprattutto a Lauria, ma anche a Nemoli, Moliterno, Trecchina
e Rivello, ed in Calabria Crotone, un'ipotesi propone un'origine normanna,
dal cognome brettone Dilasseur. |
DI LAUDA
DI LAUDI
DI LAUDO |
Di Lauda e Di Laudi, praticamente unici, dovrebbero essere dovuti ad un'errata
trascrizione di Di Laudo, che è specifico del teatino, di Vasto,
Torrebruna e San Salvo, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove
il Di- sta per il
figlio di, riferito a capostipiti il cui padre si fosse chiamato
Laudus o Lauda
(vedi LAUDA e LAUDI). |
| DI LAURO
|
Ha due nuclei, uno molto importante in Campania ed uno nelle Puglie. (vedi
LAURA) |
DI LAZZARO
DILAZZARO |
Di Lazzaro ha un nucleo importante tra Velletri e Roma, con ceppi non secondari
nel basso Friuli, in Molise e nel cosentino nella zona di Castroregio e
Trebisacce, Dilazzaro, quasi unico, è certamente dovuto ad un errore
di trascrizione del primo, per la derivazione vedere Lazzaro. Tracce di
questa cognominizzazione le troviamo nel 1400 nel Mugello con Andrea di Lazzaro
detto il "Buggiano" erede di Filippo di ser Brunellesco Lippi un rinomato
artista costruttore di pregiatissimi orologi meccanici, e a Vasto (TE)
nel 1600 con un certo Ermenegildo di Lazzaro. |
DI LECCE
DILECCE |
Di Lecce è tipico delle Puglie e del materano, Dilecce, assolutamente
rarissimo, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del
primo, deriva dal toponimo Lecce. |
| DI LELIO
|
Tipico laziale, dell'area che comprende le province di Roma, Latina e Frosinone,
deriva dal nomen latino Loelius, reso famoso da Cicerone I° secolo
a.C. con il suo Loelius Seu De Amititia. |
| DI LENOLA
|
Di Lenola, è caratteristico di Sezze nel latinense, dovrebbe derivare
dal nome del paese di Lenola nel latinense, paese collinare situato tra
Fondi, Campodimele, Pastena e Vallecorsa, ad una trentina di chilometri
da Terracina e ad una settantina di chilometri da Sezze, anticamente ai
confini del Regno di Napoli verso lo Stato Pontificio. |
DILETTI
DILETTO |
Diletti è abbastanza raro ed è tipico della fascia che comprende
anconetano, maceratese e Piceno, reatino, viterbese e romano, Diletto ha
un piccolo ceppo nel reggiano, uno nel napoletano ed uno nel crotonese,
dovrebbero derivare dal nome medioevale Dilectus
di cui abbiamo un esempio in quest'atto dell'anno 1042 a Solofra: "...ante
presentia domini Amati venerabilis archiepiscopi sancte sedis Salernitane
et ibidem addesent ydones hominibus per convenientiam, per largietatem
ipsius domini archiepiscopi tradidi Truppoaldi presbiteri fi(lius)
quondam Dilecti
clerici de locum Solofre ecclesiam vocabulum Sancti Angeli et Sancte Marie,
que est plebe et constructa in ipso locum Solofre subi[ecte et pertinentis
ipsius archiepiscopii...". |
DILETTOSO
DILETTUSO |
Dilettoso sembra specifico di Randazzo (CT), Dilettuso, molto più
raro sembra tipico di Bitonto (BA).
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Dilettoso ha un nucleo principale nel catanese, Dilettuso è
originario di Bitonto (BA), entrambi questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome Dilettoso, col significato di diletto, amato: si tratta, infatti,
di una chiara variante del nome Diletto, probabilmente formatasi allo stesso
modo del nome Amoroso o Amoruso (anch'esso una variante del personale Amore).
In alternativa a questa ipotesi, tuttavia, i cognomi Dilettoso e Dilettuso
potrebbero derivare anche da particolari caratteristiche dei capostipiti,
forse noti come persone piacevoli, dilettevoli. |
| DI LEVA
|
Di Leva è tipicamente campano, di Napoli, Sorrento, Ischia, Massa
Lubrense, Torre Annunziata, Casoria, Volla e Castellammare di Stabia nel
napoletano e di Marcianise, Succivo ed Orta di Atella nel casertano, con
un ceppo anche a Roma e Civitavecchia nel romano, che potrebbe derivare
dal nome del paese di Castel di Leva nel romano, ma sia il ceppo campano
che quello romano potrebbero derivare dall'italianizzazione del nome del
paese catalano di Leyva, probabilmente il luogo d'origine dei capostipiti. |
DI LIBERTI
DILIBERTI
DI LIBERTO
DILIBERTO |
Di Liberti, tipicamente siciliano, è specifico del trapanese
e palermitano, di Mazara del Vallo e Castellammare del Golfo nel trapanese
e di Palermo e Castelbuono nel palermitano, Diliberti, molto molto raro,
decisamente siciliano, è specifico di Villalba nel nisseno, Diliberto
decisamente siciliano della zona cui appartengono le provincie di Caltanissetta
ed Agrigento, Di Liberto, il più diffuso, è veramente molto
diffuso a Palermo, con consistenti presenze anche a Monreale, Belmonte
Mezzagno, San Giuseppe Jato, Bagheria, Villabate, Bisacquino, Termini Imerese,
Lercara Friddi, Villafrati e San Cipirello nel palermitano, a Casteltermini,
Palma di Montechiaro, Alessandria della Rocca, Licata, Campobello di Licata
e Sciacca nell'agrigentino, di Alcamo nel trapanese, di Caltagirone, Ramacca
e Catania nel catanese e di Niscemi e Gela nel nisseno, dovrebbero tutti
derivare da un nome della devozione tardo latina medioevale Dei
Libertus ( il liberto di Dio
cioè colui che Dio ha reso vero uomo libero
nella fede in Cristo). |
| DI LIDDO
|
Di Liddo è specifico di Bisceglie, con presenze minori anche a Canosa
Di Puglia, Andria e Trani sempre nel barese, il cognome dovrebbe
derivare come forma patronimica dalla modificazione dialettale dell'aferesi
di un ipocoristico del nome Angelo, Angelino, Angeliddo, Liddo e definirebbe
la famiglia come quella del figlio del piccolo Angelo. |
| DI LISCIANDRO
|
Di Lisciandro è assolutamente rarissimo, parrebbe di origini siciliane,
dovrebbe derivare da una forma patronimica, dove il Di
dovrebbe stare per figlio di,
e riferirsi quindi alla famiglia il cui capostipite sarebbe stato un figlio
di un certo Alessandro, divenuto per aferesi prima Lessandro e poi, tramite
una modificazione dialettale, Lisciandro. |
| DI LOLLO
|
Di Lollo ha un piccolissimo ceppo a Sulmona nell'aquilano, nell'iserniese
ed a Roma, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Di
sta per il figlio di, riferito a capostipiti
i cui padri si fossero chiamati Lollus
(vedi LOLLI). |
DI LORENZO
DILORENZO |
Di Lorenzo è molto molto comune in tutto il centrosud, Dilorenzo,
molto raro, è pugliese del barese e tarentino, derivano dal nome
Lorenzo, il cognome sta ad indicare quelli della famiglia di un Lorenzo,
uso che ritroviamo in un atto del 1622: "...nell'ottobre
furono incarcerati Cristoforo fu Bernardo de Mighina, Balsar de Scalotta
e Cristoforo fu Francesco di Lorenzo...". |
| DI LORETO
|
Di Loreto è tipico della fascia centrale che comprende Lazio ed
Abruzzo, con presenze significative anche nel ternano, potrebbe trattarsi
di una forma patronimica dal nomen latino Lauretus,
ma è pure possibile una derivazione da toponimi come ad esempio
Loreto Aprutino (PE) e il di starebbe ad indicarne la provenienza. |
| DI LUCA
|
Lazio Abruzzi Marche e Campania
e Venezia Giulia |
DI LUCANTONIO
DILUCANTONIO |
Di Lucantonio, estremamente raro, parrebbe del teramano, Dilucantonio,
che sembrerebbe unico, è una forma alterata del precedente, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica dove il Di
sta per figlio di, riferito ad un capostipite
il cui padre si chiamasse con il nome composto Luca
Antonio. |
| DI LUDOVICO
|
Molto raro, sembrerebbe di origini abruzzesi, ed esattamente
della fascia costiera nel pescarese, è ovvia la derivazione dal
nome italo germanico Ludovico. |
DI MAGGIO
DI MAIO
DI MAJO |
Di Maggio è molto comune nel Lazio, in Puglia ed in Sicilia, ha
un ceppo anche a Napoli, Di Maio comunissimo in Campania, Molise, Lazio
e Sicilia occidentale, Di Majo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del
palermitano, dovrebbero derivare dal nome medioevale Maggio attribuito
a volte per devozione ai nati in quel mese dedicato alla Madonna o dalle
sue forme dialettali Majo e Maio. |
| DI MAGLIE
|
Di Maglie è specifico del tarentino, di San Marzano di San Giuseppe
in particolare e di Taranto, e Manduria, dovrebbe derivare dal toponimo
Maglie nel leccese, probabile luogo di provenienza del capostipite. |
| DI MAIDA
|
Specifico di Ravanusa (AG) dovrebbe derivare dal toponimo Maida (CZ). |
| DI MARCELLO
|
Di Marcello ha un ceppo a Teramo e nel teramano a Pineto, Roseto degli
Abruzzi, Mosciano Sant'Angelo e Bellante ed a Tagliacozzo nell'aquilano,
ed uno a Roma, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di, riferito ad un
capostipite il cui padre si chiamasse Marcello. |
| DI MARCO
|
Assolutamente diffuso in tutt'Italia,
deriva dal nomen latino Marcius, Marcia era, tra i nomi di clan, uno dei
più popolosi della Latinità. |
| DI MARTINO
|
Di Martino è tipico del centro sud con ceppi un pò in tutt'Italia,
deriva dal nome Martinus. (vedi De Martino) |
| DI MARZIO
|
Tipico della fascia centrale, Abruzzi e Lazio, ha piccoli ceppi anche nel
materano, in Campania ed in Puglia, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Marzio (vedi Marzi).
ipotesi fornite da Emiliano Di
Marco
L'origine del cognome potrebbe essere attribuita
al mese, l'antico Martius, o alle armi. Marte, dio della guerra, da cui
il nome del mese Marzo era il periodo in cui, finito l'inverno, iniziavano
le campagne militari (tutt'oggi gli americani hanno iniziato le campagne
militari in Kossovo e in Iraq nel mese di Marzo). Data la probabile origine
"esposta" della stragrande maggioranza dei cognomi
italiani l'origine potrebbe essere legata allo
stato di trovatello figlio di soldato, oppure ad una cognominizzazione di
chi aveva prestato opera di soldato. |
| DI MASSA
|
Di Massa è tipicamente campano, di Ischia, Barano d'Ischia e Casamicciola
Terme sull'Isola d'Ischia nel napoletano, di Napoli, Gragnano e Pompei,
sempre nel napoletano, di Solopaca nel beneventano e di Scafati nel salernitano,
dovrebbe derivare dal nome di paesi come Massa nel beneventano e nel salernitano,
o come Massa di Somma o Massa Lubrense nel napoletano, probabile luoghi
d'origine dei capostipiti. |
| DI MASTRANTONIO
|
Molto raro è tipico del pescarese.
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
tipico del comune di Lettomanoppello in provincia di Pescara, è
uno di quei tanti cognomi italiani derivati dalla fusione del titolo professionale
mastro, cioè artigiano,
e il nome di persona, nel caso specifico Antonio, patronimizzato nella
forma Di Mastrantonio. Di frequente, durante le mie ricerche archivistiche,
mi è accaduto di indagare per caso sull'origine di cognomi derivati
dalla fusione dell'epiteto mastro con
un nome personale (Andrea, Domenico, Giacomo, Giovanni, Ianni, Nicola,
Cola, etc.): nei documenti più antichi, cinquecenteschi e seicenteschi,
il cognome viene trascritto nella sua forma non ancora evoluta per fusione
dei termini. In tal senso, potremmo trovare ad esempio un Filippo
Mastro Antonio, o Filippo di Mastro
Antonio o ancora Filippo (di)
Mastr\'Antonio. Non mancano in tali documenti cognomi espressi
con la forma abbreviata Mro: il cognome Mastro Antonio diventa così
Mro Antonio. |
DI MATTEO
DIMATTEO |
Dimatteo originario delle Puglie
e Basilicata è sicuramente dovuto ad un errore di trascrizione del
cognome Di Matteo che è molto diffuso in tutto il centro sud, ha
un nucleo importante negli Abruzzi e Molise ed uno in Campania, ma ne esistono
sicuramente anche altri in altre zone del sud. Questi cognomi derivano
dal nome Matteo. |
DI MATTIA
DIMATTIA |
Di Mattia, ha un nucleo tra Piceno, aquilano e la provincia di Roma, con
ceppi anche a Napoli, nel barese a Gravina In Puglia (BA) e ad Enna, Dimattia,
molto molto raro, è specifico di Gravina In Puglia (BA), deriva
dal nome Mattia o Matteo, e starebbe ad indicare i figli di uno con quel
nome. |
| DI MELFI
|
Di Melfi è specifico del potentino, di Anzi, Potenza e Melfi, dovrebbe
stare ad indicare che la provenienza del capostipite fosse dalla città
di Melfi nel potentino. |
| DI MICELI
|
Non comune, sembrerebbe di origini sicule, della zona tra la provincia
di Palermo e di Agrigento, deriva da una modificazione del nome Michele;
tracce di questa cognominizzazione si trovano a Palermo fin dal 1600, nella
seconda metà del secolo a Palermo esercita il notaio Leonardo di
Miceli nativo di quella città, Personaggio notevole
è stato il pittore monaco Domenico Di Miceli di Naro (AG) nel 1700. |
DI MICO
DIMICO |
Di Mico, molto molto raro, sembrerebbe del tarentino, Dimico, ancora più
raro, è anch'esso originario dell'area tarentino, brindisina, si
dovrebbe trattare di forme patronimiche dove il prefisso Di-
stia per il figlio di, riferito a capostipiti
i cui padri venissero chiamati Mico
o Domenico (vedi
MICHI e DE MECCO). |
DI MINO
DIMINO |
Originari entrambi della zona ai confini tra la provincia di Agrigento
e quella di Trapani. |
DI MITRI
DI MITRIO
DI MITRO
DIMITRI
DIMITRIO
DIMITRO |
Dimitri è tipico della penisola salentina, soprattutto della provincia
di Taranto, Dimitrio, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel
fiorentino ed uno nel barese, Di Mitrio, molto molto raro, è del
barese, Dimitro è quasi unico, così come Di Mitro, Di Mitri
ha un ceppo salentino a Manduria nel tarentino e a Calimera nel leccese,
ed uno a Palermo e Monreale nel palermitano.
ipotesi fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Dimitrio,
che, assieme alla variante Dimitri,
nasce da un adattamento del personale greco Dimitrios,
versione neogreca dell'antico Demetrios
(vedi Demetri). In questo contesto, tuttavia,
va fatta un'osservazione riguardo ai cognomi in questione: in molti casi,
infatti, Dimitri e le sue varianti provengono dai Balcani e, dalla loro
diffusione, sembrano risalire ad un'origine arbëreshë (anche
se, talvolta, non è esclusa una discendenza grika). Nel caso arbëreshë,
ad ogni modo, questi cognomi derivano o dall'albanese Dhimitri
o dal greco Dimitrios, che,
sia in Albania che in Grecia, sono piuttosto diffusi come nomi di persona
(nonché come cognomi). Per quanto proponibile, invece, pare meno
probabile un'origine slava, tenendo conto, soprattutto, della distribuzione
geografica delle famiglie Dimitri, Di Mitri, etc (i ceppi maggiori, in
effetti, si riscontrano per lo più nel sud della Puglia, in una
zona fortemente soggetta all'emigrazione albanese). |
DI MODUGNO
DIMODUGNO |
Di Modugno è tipicamente pugliese, del barese e del vicino foggiano,
Dimodugno, assolutamente rarissimo, sembrerebbe specifico di Cerignola
nel foggiano, dovrebbero derivare dal fatto di essere stato il capostipite
originario del paese di Modugno nel barese. |
DI MOLA
DIMOLA |
Tipici entrambi del barese e di Monopoli in particolare, Di Mola ha presenze
significative a Polignano A Mare, Conversano, Altamura e Castellana Grotte,
Dimola invece, meno diffuso, le ha solo ad Altamura, dovrebbero entrambi
derivare dal toponimo Mola di Bari ad indicarne quindi la provenienza del
capostipite. |
| DI MOLFETTA
|
Di Molfetta è tipico di Bisceglie, Canosa Di Puglia, Terlizzi, Andria,
Trani e Molfetta nel barese e di Taranto, il cognome deriva dal toponimo
Molfetta (BA) indicando probabilmente in Molfetta il luogo originario della
famiglia. |
D'IMPERIO
D'IMPERO |
D'Imperio ha un ceppo a Roma, uno nel campobassano, nel beneventano, nel
napoletano, nel foggiano, nel barese e nel potentino, D'Impero, praticamente
unico, sembrerebbe del napoletano, dovrebbero derivare dallo stato dei
capostipiti, probabilmente soggetti direttamente all'autorità imperiale
grazie alle loro mansioni o al fatto di essere al servizio di funzionari
imperiali. |
| DI MURO
|
Tipico della fascia che comprende il basso foggiano, il barese, il potentino
ed il salernitano, potrebbe derivare da toponimi come Muro Leccese (LE),
Muro Lucano (PZ) o simili o da nomi di località individuate dalla
presenza di mura imponenti. |
| DI MUZIO
|
Sembrerebbe originario dell'Abruzzo, del pescarese in particolare, ma si
individuano ceppi probabilmente secondari anche nel foggiano e forse anche
in Campania, dovrebbe derivare dal cognomen latino Mutius ricordiamo il
famosissimo Muzio Scevola (500 a.C.), nome portato ad esempio nel
medioevo dal capitano di ventura Muzio Sforza nel 1400. |
DINALE
DINALI |
Dinale è specifico del vicentino, di Marostica e Nove, con un ceppo anche a Castello di Godego nel trevisano, Dinali, quasi unico, più caratteristico del padovano, dovrebbe
essere una forma alterata del precedente, che dovrebbe derivare da un soprannome dialettale arcaico riferito ad un capostipite che lavorasse la carta ponendo a macerare la
cellulosa nei tini. |
| DI NARDO
|
Specifico dell'Abruzzo, Molise e Campania settentrionale, deriva dal nome
medioevale Nardo (vedi Nardi). Traccia di
questa cognominizzazione la troviamo nel fiorentino nel resoconto del 1424
di accadimenti locali legati all'epidemia di peste, dove troviamo un certo
Mariotto Di Nardo. |
| D'INCALCI
|
D'Incalci, assolutamente rarissimo è torinese, dovrebbe derivare
dal termine arcaico incalco (stampo
per fusione), forse ad indicare che l'attività del capostipite
fosse quella dello scultore o dell'artigiano dotato di una piccola fonderia. |
DINDI
DINDO |
Dindi, assolutamente rarissimo è del settentrione d'Italia, Dindo
ha un ceppo ad Egna in Alto Adige ed uno a Verona, Sant'Ambrogio di Valpollicella
e Pescantina nel veronese, dovrebbero derivare dal termine dialettale veneziano arcaico, passato in uso in tutto il settentrione
dindio o dindo
(tacchino), probabilmente ad indicare
che i capostipiti ne fossero allevatori. |
DINELLI
DINELLO
DINI
DINO
DINUCCI
DINUCCIO |
Dinelli ha un piccolo ceppo veneziano, uno a Cento nel ferrarese ed a Fanano
nel modenese, uno, molto consistente, nel lucchese a Lucca Capannori, Viareggio,
Pietrasanta, Massarosa e Bagni di Lucca, a Pisa e Livorno, ed a Tarquinia
nel viterbese ed a Roma, Dinello, molto più raro, è veneto,
del vicentino e del padovano, Dini è tipico del centro Italia, soprattutto
toscano, mentre Dino è specifico del palermitano, Dinucci è
caratteristico del lucchese e del pisano, Dinuccio, quai unico, è
meridionale, dovrebbero derivare, direttamente o tramite varie forme ipocoristiche,
dall'aferesi di ipocoristici di nomi come Riccardo, Bernardo ecc. Troviamo
questo cognome già nel 1300 a Lucca, citato in un atto: "...Existentibus
Ratiocinatoribus etc. Iohanne quondam Simonelli Sembrini et me Pace notario
filio quondam Dini de Montacatino
..." |
| DI NICOLI
|
Estremamente raro potrebbe essere
originario dell'alto barese, deriva da variazioni del nome medioevale Nicolao. |
| DI NICUOLO
|
Cognome raro, presente a macchia
di leopardo in Italia, parrebbe originario del salernitano, deriva da una
modificazione dialettale del nome Nicolo o Nicolò. |
| D'INNOCENZO
|
D'Innocenzo è specifico dell'area laziale ed abruzzese, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite il cui padre
si chiamasse Innocenzo, anche se non si può escludere possa trattarsi
di cognomi attribuiti a trovatelli. |
| DI NOFA
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe tipico della provincia di Isernia. |
DI NOIA
DINOIA |
Dinoia è tipico di Barletta nel barese, con un ceppo anche a Cerignola
nel foggiano, ed uno a Irsina nel materano, Di Noia è originario
della zona compresa tra le provincie di Bari, Foggia e la Basilicata, potrebbero
derivare dal toponimo Noha (LE).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Di Noia, Dinoia, sono cognomi pugliesi da ricondurre al latino 'nova',
da cui l'esito Nòia attraverso
Noa, con l'inserzione di -j in iato,
per designare forse 'terreno grasso e umido da
pascolo' e in senso generico 'terreno
nuovo' sfruttato da poco. Minervini, Diz. Cogn. pugliesi, p.
350. |
DI NON
DINON |
Dinon, molto raro, ha un ceppo a Venezia con presenze nel veneziano, nel
trevisano e nel pordenonese, Di Non, praticamente unico, è del pordenonese,
potrebbero stare ad indicare che i capostipiti provenissero dalla Val di
Non in Trentino, ma, molto più probabilmente, dovrebbero derivare
da una forma dialettale accrescitiva dell'aferesi di ipocoristici di nomi
come Leonardo,
Bernardo, Rinaldo
o altri nomi terminanti in -do, da
Rinaldo si ha ad esempio l'ipocoristico Rinaldino, che per aferesi diventa
Dino e nella sua forma accrescitiva Dinon espressione dialettale per Dinone. |
| DI NUBILA
|
Di Nubila è tipico del potentino, di Francavilla in Sinni e Rivello,
dovrebbe derivare dal termine latino nubila
(nuvole), indicando probabilmente che
il capostipite provenisse da una località montagnosa immersa fra
le nubi: "..Nebula inde dicta, unde et nubila,
ab obnubendo scilicet, hoc est operiendo, terram, sive quod nubes volans
faciat. Exhalant enim valles humidae nebulas et fiunt nubes; inde nubilum,
inde nives. Nebulae autem ima petunt cum serenitas est; summa, cum nubilum...". |
| DI NUCCIO
|
Tipico del casertano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove il Di- sta per il figlio di, riferita a capostipiti, il cui padre portasse il nome medioevale italiano Nuccio (vedi NUCCI)
o dall'aferesi di nomi come Rinuccio, Antonuccio, ecc. |
| DI NUOVO
|
Di Nuovo, molto raro, ha un ceppo a Manfredonia nel foggiano ed uno a Palermo
e nel palermitano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove
il Di sta per figlio
di, riferita al padre del capostipite di nome Nuovo,
nome attribuito in epoca tardo medioevale al figlio in quanto nuovo membro
della famiglia, non si può escludere comunque che in alcuni casi
si tratti invece di un indicazione di provenienza dove il Di
sta per proveniente da e si riferisce
ad uno dei moltissimi toponimi contenenti la parola nuovo. |
DI NUZZI
DI NUZZO |
Di Nuzzi, estremamente raro, ha un ceppo a Barletta nel barese ed uno a
Sant`Agata De` Goti nel beneventano, Di Nuzzo ha un grosso ceppo tra casertano
e napoletano ed uno nel potentino, si dovrebbe trattare di patronimici
di un ipocoristico aferetico di nomi come Antonio. |
| DIOCIAIUTI
|
Diociaiuti, molto raro, è tipico del Lazio, ha un ceppo a Roma e
Civitavecchia nel romano ed a Rieti, Salisano e Greccio nel reatino, si
dovrebbe trattare di un cognome attribuito a dei trovatelli da un'istituzione
religiosa dello Stato Pontificio. |
DIODATI
DIODATO |
vedi DEODATI |
DIOFEBI
DIOFEBO |
Diofebi, molto molto raro, è caratteristico del romano, di Roma
e di Guidonia Montecelio, Diofebo, quasi unico, ha rare presenze nel Lazio
e nel Salento, dovrebbero derivare dal nome medioevale Diofebus,
ricordiamo nel XV° secolo Diofebo Lupi Marchese di Soragna. |
| DIOGUARDI
|
Dioguardi a ceppi nel palermitano, nel napoletano, nel barese, a Roma,
nel pescarese ed a Genova, dovrebbe derivare dal nome augurale Dioguardi,
nome attribuito per una forma di superstiziosa devozione affinchè
il futuro del bambino fosse protetto da Dio. |
DIOLAITI
DIOLAIUTI
DIOMAIUTI
DIOTAIUTA
DIOTAIUTI |
Diolaiti è specifico del bolognese, di Bologna e Baricella, Diolaiuti
è tipico dell'area pistoiese di Monsummano Terme in particolare,
Diomaiuti, molto raro, è specifico di Aversa nel casertano, Diotaiuta
è quasi unico, mentre Diotaiuti ha un piccolo ceppo toscano ed uno
nel salernitano a Camerota, sono alcuni dei tanti cognomi derivati da nomi
attribuiti dalla carità cristiana a dei trovatelli, traccia di questo
nome la troviamo ad esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia medievale, anno 1166, in un atto leggiamo:
"...et posuit ei fideiussores Unfredum qui dicitur
de Cummo de Varisio et Deuseumadiuvet de
Busti communiter...". |
DIOMEDE
DIOMEDI |
Diomede è tipicamente pugliese del barese, di Mola Di Bari, Bari
e Rutigliano e del foggiano di Foggia e Torremaggiore, mentre Diomedi è
della fascia che comprende il Piceno, Terni e Roma, derivano dal nome greco
Diomedes dal nome del famoso eroe greco
dell'epica omerica. |
DIONE
DIONI
DIONNE |
Dione, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un ceppo salentino ed
uno padovano, Dioni, sempre abbastanza raro, dovrebbe avere un ceppo nel
bresciano ed uno nel parmense, Dionne è specifico di Terracina nel
latinense, il ceppo salentino e quello laziale dovrebbero derivare dal
nome di origine greca Dione in uso
presso i latini, vedi Cicerone: "...cum
qui pecuniam Dioni
dederunt dicerent se iam tum audisse eos nummos sumi ut Verri darentu...",
o dall'aferesi del nome bizantino Spiridione, gli altri dovrebbero derivare
dal nome germanico Dionys (Dionigi) o dall'apocope del nome medioevale
Dionisius. |
DIONIGI
DIONIGIO
DIONISI
DIONISIO
DIONISO |
Dionigi ha un nucleo nella zona che comprende le province di Rimini, Pesaro
e Perugia, con un ceppo anche nel Lazio, Dionigio è quasi unico,
Dionisi è tipico della fascia che comprende Marche, Umbria, bassa
Toscana e Lazio, Dionisio ha un ceppo nell'alto udinese, uno tra Molise,
Campania, Puglia e Basilicata ed uno nella Sicilia occidentale, Dioniso,
quasi unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione
del precedente, derivano dal nome medioevale Dionisius di cui abbiamo un
esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia
Medioevale in una Carta venditionis
del 1155 a Milano: "...Ego Dionisius,
notarius sacri palatii ac missus domini secundi Chunradi regis, suprascriptam
Contesam interrogavi, et predictis aliis feminis consensi ut supra et subscripsi.". |
| DIOTALLEVI
|
Tipico delle Marche settentrionali,
presenta un ceppo anche in Umbria e nel Lazio, può derivare dal
nome medioevale Diotallevio, nome dato sia a trovatelli che a neonati particolarmente
indigenti o malaticci. Tracce dell'uso di questo nome si hanno ad esempio
a Spoleto nel 1400 con un pittore non particolarmente famoso di nome Diotallevio
D'Antonio. Nel 1500 troviamo i Diotallevi con il rango di marchesi nel
riminese e verso la fine del 1500 il marchese Diotalevo Diotalevi diviene
signore di alcuni territori in Istria. |
| DIOTISALVI
|
Diotisalvi, ormai quasi unico, è un tipico cognome attribuito a
dei trovatelli come augurio. |
DIOTTI
DIOTTO |
Diotti è tipicamente lombardo, di Cesano Maderno in particolare,
ma anche di Lazzate, Seregno, Cornaredo, Lentate sul Seveso e Bollate nel
milanese e di Bedizzole nel bresciano, Diotto è invece veneto,del
padovano e trevisano in particolare, l'origine etimologica di questi cognomi
è dubbia, si può ipotizzare che derivino dall'aferesi del
termine tardo medioevale stradiotti
un corpo di cavalleria leggera, irregolare, contraddistinta da alta mobilità,
che operava prevalentemente al soldo della Serenissima, composta prevalentemente
da albanesi, greci e turchi, agli inizi del 1500 operavano nella bassa
bergamasca e cremonese. Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
a Milano nel 1700 con l'avvocato Giovanni Battista Diotti, personaggio
citato ad esempio dal Parini. |
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