| DI PALMA
|
Tipico della fascia che comprende il Lazio, l'Abruzzo, il Molise, la Campania,
la Basilicata e la Puglia.
integrazioni fornite da Carmine
Di Palma
abbastanza frequente in Campania e in particolare nel napoletano, è
in ogni caso presente in tutta Italia.deriva sicuramente da Palma Campania
comune in provincia di Napoli. .In questo comune erano presenti alcune
famiglie nobili con tale cognome. |
| DI PALO
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Di Palo ha un ceppo nel napoletano, soprattutto ad Afragola, Casoria e
Napoli, ed a Casalnuovo di Napoli, Caivano e Cardito ed uno a Bari e nel
barese, a Barletta, Poggiorsini, Minervino Murge, Gravina in Puglia, Andria,
Ruvo di Puglia, Canosa di Puglia ed Altamura, dovrebbe stare ad indicare
la provenienza dei capostipiti dal paese di Palo del Colle nel barese od
altri simili. |
DI PAOLA
DI PAOLI
DI PAOLO
DIPAOLA
DIPAOLO |
Di Paola è diffuso in tutto il centro sud, particolarmente in Sicilia,
Di Paoli è tipico del pesarese, Di Paolo, diffusissimo in Abruzzo,
Molise e Lazio, nel napoletano, avellinese, salernitano e potentino, ha
ceppi, probabilmente secondari, anche nel fiorentino e nel bolognese, Dipaola
ha un ceppo a Barletta nel barese ed uno a Cerignola, Margherita di Savoia
e San Ferdinando di Puglia nel foggiano, Dipaolo, assolutamente rarissimo,
parrebbe del potentino, possono derivare da toponimi come Paola o Paola
Marina (CS), Paolini (TP), Paolisi (BN), Colle di Paolo nel teatino, o
simili, come possono, in molti casi, pure derivare dal nome latino Paullus,
o dal suo equivalente italiano Paolo
o Paola. |
| DI PEPPE
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Di Peppe è tipicamente abruzzese, di Chieti, Pescara e del teatino,
è una chiara forma patronimica ad indicare la famiglia del figlio
di un Giuseppe, Peppe per aferesi. |
| DI PIAZZA
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Di Piazza ha un ceppo a Comeglians nell'alto udinese, che potrebbe derivare
da un nome di località nelle vicinanze, ma il nucleo principale
è in Sicilia, a Palermo, Alia, Giardinello, Bagheria e Partinico
nel palermitano, di Casteltermini, Cammarata, San Biagio Platani, Agrigento,
Canicattì e San Giovanni Gemini nell'agrigentino, di Mussomeli nel
nisseno, di San Fratello nel messinese e di Catania, dovrebbe stare ad
indicare la provenienza dei capostipiti dalla città di Piazza Armerina
nell'ennese. |
| DI PIERO
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Di Piero è tipico dell'Italia centrale, ha un piccolo ceppo nel
lucchese a Villa Basilica e Lucca, uno altrettanto piccolo ad Esanatoglia
nel maceratese, uno più consistente in Abruzzo, nell'aquilano a
Cagnano Amiterno, Bugnara e L'Aquila e nel teatino a Castel Frentano, Fossacesia,
Arielli e Lanciano, ed uno a Roma e Riano, dovrebbe derivare da una forma
patronimica riferita a capostipiti i cui padri si fossero chiamati Piero. |
DI PIERRO
DIPIERRO |
Di Pierro è tipico di Bisceglie, Noicattaro, Trani e Bari nel barese,
ha un ceppo anche a Taranto e Palagiano nel tarentino, ed anche nel foggiano
a Troia, Lucera ed Orta Nova e a San Vito Dei Normanni (BR), ha anche un
ceppo lucano nel potentino a Rionero in Vulture, Gallicchio, Palazzo San
Gervasio e Genzano di Lucania, Dipierro, molto più raro, è
tipico di Noicattaro (BA) con una presenza significativa anche a Palagiano
(TA), deriva da una forma patronimica di una modificazione dialettale del
nome Pietro. |
DI PIETRANGELI
DI PIETRANGELO |
Di Pietrangeli, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un errore
di trascrizione di Di Pietrangelo, che ha qualche presenza nel teramano
ed un ceppo nel brindisino ad Erchie, Mesagne e Torre Santa Susanna, e
che dovrebbe essere una forma patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di, riferito ad un
capostipite, il cui padre si fosse chiamato Pietrangelo
(vedi PETRANGELI) |
DI PIETRANTONI
DI PIETRANTONIO |
Di Pietrantoni, quasi unico, è romano, dovrebbe essere dovuto ad
un'errata trascrizione di Di Pietrantonio, che è tipicamente abruzzese,
di Lettomanoppello, Manoppello, Pescara, Montesilvano e Penne nel pescarese,
di Chieti e Torricella Peligna nel teatino, di Teramo, Bisenti e Roseto
degli Abruzzi nel teramano e di Avezzano nell'aquilense, si dovrebbe trattare
di forme patronimiche dove il Di sta per il figlio di, riperito ad un capostipite
il cui padre si chiamasse Pietrantonio
(vedi PIETRANTONI). |
| DI PIETRO
|
Diffuso in tutto il centro sud,
particolarmente negli Abruzzi, il Molise, la Campania, le Puglie e la Sicilia
orientale, deriva dal nome Pietro. |
DI PILATO
DIPILATO |
Di Pilato è specifico di Bisceglie, con presenze minori anche ad
Andria, Trani e Barletta nel barese e a San Ferdinando Di Puglia nel foggiano,
Dipilato, molto più raro e specifico di Barletta, dovrebbero derivare
da una forma patronimica del nome Pilato, derivato dal latino Pilatus reso
famoso dal famosissimo Pontius Pilatus che condannò Gesù
Cristo alla morte in croce. |
| DI PILLA
|
Tipico della provincia di Isernia,
dovrebbe essere una forma patronimica riferita a capostipiti, i cui padri si chiamassero Pilla (vedi PILLA).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Di Pilla è cognome molisano che deriva probabilmente da "pillo"
= arnese per pressare il terreno. |
| DI PIPPA
|
Di Pippa ha qualche presenza nell'avellinese ed un ceppo a Castellaneta
nel tarentino, potrebbe trattarsi di una forma matronimica riferita ad
un capostipite la cui madre si fosse chiamata Filippa,
che per aferesi ed alterazione ipocoristica sia diventata Pippa. |
| DI PIPPO
|
Di Pippo ha un piccolo ceppo a Pescina nell'aquilano ed a Roma, un ceppo
a Roccamonfina nel casertano ed uno molto piccolo ad Ariano Irpino nell'avellinese
ed a Stornarella nel foggiano, potrebbe trattarsi di una forma patronimica
riferita ad un capostipite il cui padre si fosse chiamato Filippo,
che per aferesi ed alterazione ipocoristica sia diventato poi Pippo. |
| DI PLACIDO
|
Di Placido è specifico dell'area che comprende il Lazio, l'Abruzzo
ed il Molise, dovrebbe derivare dall'essere il capostipite figlio di un
Placido (vedi
PLACIDO), in alcuni casi potrebbe anche trattarsi di una derivazione
da toponimi come San Placido di Ussita nel maceratese. |
| DI POPOLO
|
Cognome rarissimo che sembrerebbe specifico di Calabritto (AV), secondo
alcuni deriverebbe dalla toponomastica, secondo altri si tratterebbe di
un cognome attribuito nel 1800 a degli infanti
projetti, cioè a dei trovatelli. |
| DI POTO
|
Di Poto è specifico del salernitano, di Postiglione ed Altavilla
Silentina, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica, dove il Di-
sta per il figlio di, riferito ad un
capostipite, il cui padre si fosse chiamato con il nome longobardo Poto,
ricordiamo con questo nome il nipote di Rè Desiderio e figlio di
Adelchi: Poto. |
| D'IPPOLITO
|
D'Ippolito è tipico del centrosud, con un grosso ceppo pugliese,
soprattutto nel tarentino, uno altrettanto grosso romano, ed ha poi ceppi
tra teatino e Molise, nel napoletano, tra cosentino e catanzarese ed in
Sicilia, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferendosi quindi
alle famiglie dei figli di un Ippolito
(vedi IPPOLITI). |
| DI PRATO
|
Di Prato e tipico del teatino, di Chieti e di Ripa Teatina, dovrebbe derivare
da nomi di località contenenti la radice Prato. |
| DI PRETORO
|
Di Pretoro è specifico del teatino, di Guardiagrele in particolare,
il cognome starebbe ad indicare la provenienza del capostipite dal paese
di Pretoro (CH), il Di indicherebbe
quindi il luogo d'origine della famiglia. |
DI PRIMA
DIPRIMA
DI PRIMO
DIPRIMO |
Di Prima è tipicamente siciliano, molto diffuso in tutta l'isola,
dovrebbe trattarsi di una forma matronimica e riferirsi a capostipiti,
la cui madre si fosse chiamata Prima,
nome spesso attribuito, come Primo, alla prima nata o nato della famiglia,
Di Primo, meno comune, è specifico di Adrano nel catanese, Diprima,
estremamente raro, sempre siciliano, è più tipico di Sutera
nel nisseno, Diprimo è praticamente unico. |
| DI PRINZIO
|
Di Prinzio è specifico del teatino, di Guardiagrele in particolare,
ma anche di Casoli, Pennapiedimonte, Chieti e Francavilla al Mare, potrebbe
trattarsi di una forma patronimica dove il Di-
sta per il figlio di, riferito ad un
capostipite il cui padre si fosse chiamato con il nome tardo medioevale
Prinzius. |
| DI PRISCO
|
Tipico campano, del napoletano in particolare, deriva dal cognomen latino
Priscus (vedi Prisco), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo ad esempio a Striano (NA) nella seconda metà del 1600
con Beatrice Di Prisco citata in un atto di battesimo dell'epoca. |
| DI PROSSIMO
|
Di Prossimo è tipicamente siciliano, molto raro, sembrerebbe tipico
dell'ennese, di Aidone e di Piazza Armerina, con un piccolo ceppo anche
a Marino e Frascati nel romano, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica,
dove il prefisso Di- stia per il figlio di, riferito a capostipiti i cui
padri si fossero chiamati con il nome medioevale Proximus,
a sua volta derivato dal cognomen latino Proximus
o Proxsimus. |
| DI QUAL
|
Di Qual, assolutamente rarissimo, è tipico dell'udinese, di Rigolato,
Tolmezzo ed Ovaro in particolare, dovrebbe derivare da una forma
dialettale friulana del nome del paese di Qualso nell'udinese vicino a Tarcento, probabilmente il luogo di
provenienza del capostipite. |
| DIRANI
|
Dirani è tipico del ravennate, di Lugo, Ravenna e Bagnacavallo,
potrebbe derivare dal nome turco Diran,
ricordiamo che in epoca bizantina molti furono i cittadini anatolici
trasferiti nel ravennate. |
| DI RAUSO
|
Di Rauso è tipico del casertano, di Capua in particolare con buone
presenze anche a Curti e Santa Maria Capua Vetere.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questo cognome va ricercata nella toponomastica balcanica
e, in particolar modo, nella Repubblica marinara di Ragusa, il cui territorio,
ai giorni nostri, fa parte della moderna Croazia (per una spiegazione più
approfondita, vedi Ragusa e Rausa). A questo
proposito, per la precisone, va osservato che la pronuncia Rauso
- con una variante in Raguso - riflette
un arcaismo del toponimo Ragusa, capitale
dell'omonima repubblica: nei documenti antichi, in effetti, il toponimo
Ragusa è riportato anche nella forma Ragusium
o Rausium, da cui poi l'adattamento
con la -o finale nella trasposizione
latino-italiano - in realtà, questo toponimo ha subito diversi mutamenti
nel corso della storia, derivati tutti dall'originale Laus
(dal greco laus, ovvero pietra,
scoglio). |
| DI RESTA
|
Di Resta ha un ceppo a Roma e Latina, probabilmente secondario al nucleo
campano tipico di Sessa Aurunca nel casertano, dovrebbe derivare dal nome
latino Restus, Resta (vedi
RESTA). |
DIRETTORE
DIRETTORI |
Direttore è tipico del Napoletano, di Napoli, Frattamaggiore e Pozzuoli,
Direttori, quasi unico, è presente solo nello spezzino, l'origine
di questi cognomi sembrerebbe essere da un soprannome, originato dalla
posizione del capostipite o da un suo atteggiamento. |
| DI ROLLO
|
Di Rollo è tipicamente laziale, di Roccasecca e Castrocielo nel
frusinate e di Roma, si dovrebbe trattare di una forma patronimica, dove
il Di sta per
il figlio di, riferito ad un padre del capostipite, che di nome
faceva Rollo (vedi
ROLL). |
| DI RONCO
|
Di Ronco è tipico dell'udinese, di Paluzza in particolare, dovrebbe
derivare dal nome di un paese come potrebbe essere stato Ronco in Trentino,
Ronco all'Adige nel veronese o uno dei molti altri omonimi, probabilmente
il luogo di provenienza del capostipite. |
| DI RUOCCO
|
Di Ruocco è decisamente tipico del napoletano, di Gragnano, Sant`Antonio
Abate, Castellammare di Stabia, Casola di Napoli, Torre del Greco, Santa
Maria la Carità e di Futani e Scafati nel salernitano, si dovrebbe
trattare di una forma patronimica dove Di
sta per figlio di e si riferisce appunto
alla famiglia di un figlio di uno di nome Ruocco,
nome derivato da una variazione dialettale del nome medioevale Rochus
o Rocchus di origine germanica (vedi
ROCCHI). |
DI RUPO
RUPO |
Di Rupo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del pescarese, così
come l'ancora più raro Rupo, Rupo è un paese del
teramano, nei pressi di Putignano, si potrebbe ipotizzare che questi cognomi
derivino dal fatto che il capostipite provenisse appunto da quella località. |
| D'ISA
|
D'Isa è tipico del napoletano, di Caivano, Frattamaggiore, Napoli
e Cardito, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita al nome
arabo Isa probabilmente portato dal padre del capostipite, ricordiamo con questo nome il dotto letterato
arabo del X° secolo Isa Ibn Hashim. |
| DI SALVIA
|
Di Salvia è originario della provincia di Foggia, potrebbe derivare
dal toponimo Salve (LE) o Salvia di Lucania, come potrebbe anche derivare
dal nome medioevale Savia o dal nome
latino Salvia (vedi
SALVI). |
DI SALVIO
DI SALVO |
Di Salvio sembrerebbe specifico di Cava de` Tirreni nel salernitano, Di
Salvo ha un grosso nucleo siciliano, ma presenta ceppi anche nel Lazio,
in Molise, Campania, Puglia e Basilicata, potrebbero derivare da forme
patronimiche (il Di sarebbe una forma
contratta per figlio di) del nome medioevale
Salvus o del nome latino Salvius
(vedi SALVI). |
| DI SARNO
|
Di Sarno è specifico del napoletano e del vicino casertano, deriva
dal toponimo Sarno nel salernitano e la particella Di
ne indica appunto la provenienza attribuita ai capostipiti. |
DISARO
DISARO' |
Disaro, quasi unico, è dovuto ad un'errata trascrizione di Disarò,
che è tipicamente veneto, del padovano in particolare, di Padova,
Tribano, Piazzola sul Brenta, Agna e Polverara, di Sommacampagna nel veronese
e di Dolo nel veneziano, dovrebbe derivare dal nome del paese di Disarò,
una frazione di Conselve nel padovano, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
| DISCACCIATI
|
Discacciati è tipico di Rovellasca nel comasco, di Saronno nel varesotto
e dell'area milanese, sembrerebbe si tratti di famiglie guelfe lucchesi,
della fazione dei Quinzani, scacciate da Lucca agli inizi del 1300, una
forma primitiva del cognome Scacciati (vedi SCACCIATI). |
DISCEPOLI
DISCEPOLO |
Discepoli ha un ceppo nell'anconetano, a Corinaldo, Senigallia, Ancona
e Monterado, ed un ceppo ad Assisi nel perugino, Discepolo è invece
campano, di Pontecagnano Faiano e Salerno nel salernitano, di Napoli e
di Forino e Castelvetere sul Calore nell'avellinese, dovrebbero derivare
dal termine latino discepolus, con
il quale si identificava il praticante medico
normalmente al seguito del medico vero e proprio, probabilmente indicando
così il mestiere dei capostipiti. |
| DI SCIULLO
|
Di Sciullo sembrerebbe tipico del teatino, di Pizzoferrato, Fallo e Fara
San Martino, con un ceppo anche a Roma ed a Napoli, dovrebbe derivare dal
nome del paese abruzzese di Sciullo , una frazione di Ateleta nell'aquilano
ad una quindicina di chilometri da Pizzoferrato, probabilmente il luogo
d'origine del capostipite. |
| DI SERIO
|
Diffuso in Lazio, Campania e Puglia,
potrebbe derivare dal cognomen latino Serius, di cui abbiamo un esempio d'uso in questo scritto d'epoca latina: "..Paulo
post Simonidi nuntiatum est duos iuvenes ad ianuam stare eumque foras vocare,
Statim surrexit Simonides domoque egressus est, sed neminem vidit, Eodem
tempore triclinium, in quo paratae epulae erat, corruit omnesque oppressit
ruinis, Serius
compertum est duos iuvenes, qui poetam arcesserant, Castorem ac Pollucem
fuisse. ..". |
| DI SEVO
|
Di Sevo è tipicamente campano di Vallo della Lucania nel salernitano,
potrebbe trattarsi di una forma patronimica riferita ad un capostipite
il cui padre sichiamasse Sevo, nome
originato dal soprannome e nome tardo latino Saevus
(pronuncia sevus), con il signidicato di fiero,
crudele,
furioso, improbabile una derivazione
dal nome di località laziali adiacenti al monte Pizzo di Sevo. |
D'ISIDORI
D'ISIDORO
DISIDORO |
D'Isidori e Disidoro sono praticamente unici, D'Isidoro ha un ceppo abruzzese
a pescara, Silvi (TE), Chieti e Sant`Egidio alla Vibrata sempre nel teramano,
ed un ceppo a Sant`Antimo nel napoletano, dovrebbero derivare da una forma
patronimica del nome tardolatino Isidorus
portato ad esempio da Sanctus Isidorus Hispalensis
(~560 - 636) e starebbero perciò ad indicare le famiglie di figli
di Isidori o Isidoro..
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome antico o medievale
Isidoro, l'italianizzazione cioè
del personale greco Isidoros, col significato
di dono di Iside (la Dea della Maternità
e della Fertilità nella mitologia egiziana, venerata anche presso
l'antica civiltà greco-romana). In conclusione, dunque, si tratta
delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
| DI SIMONE
|
Ha un nucleo abruzzese ed uno siciliano con un ceppo anche nel napoletano,
deriva dal nome Simone, tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel
1300 a Viterbo con un certo Vannuzzo di Simone e a Spoleto con Giovanni
di Simone, nel 1400 a Careggi (FI) si cita un certo Felice di Simone factore,
nel 1500 troviamo Alfonso Di Simone Vescovo di Saluzzo. |
| DI SISTO
|
Sembrerebbe originario della zona
tra il Molise e la Campania, dovrebbe discendere dal praenomen latino Sextus,
ma è possibile che qualcuno derivi da un toponimo come Sesto Campano
(IS). |
| DI SOMMA
|
Di Somma sembrerebbe tipicamente campano, del napoletano in particolare,
ma con un ceppo anche nel tarentino ed uno nel genovese, dovrebbero derivare
dal toponimo Somma Vesuviana (NA), ma è pure possibile che il Di,
in alcuni casi non indichi l'origine geografica, ma sia invece una forma
patronimica e si riferirebbe alloa a figli di un Somma (vedi
SOMMA). |
| DI SORBO
|
Di Sorbo è tipico dell'area casertano beneventana, di Caiazzo, Alvignano
e Castel Campagnano nel casertano in particolare, dovrebbero derivare dal
toponimo Sorbo (AV) il Di sarebbe quindi una particella di provenienza. |
| DISPENSIERI
|
Dispensieri, assolutamente rarissimo, sembrerebbe panitaliano, con un ceppo
certo in Sicilia, dovrebbero derivare dal fatto che i capostipiti facessero
i dispensieri, cioè svolgessero
il compito di contabile dispensatore di razioni civili o militari, nelle
confraternite religiose il dispensiere
o cellarius era l'incaricato alla gestione
della dispensa dei viveri e delle candele, tenuto a tenere un registro
di carico e scarico dei beni affidatigli. |
| DISPERATI
|
Disperati è tipicamente toscano del pistoiese, di Buggiano, Pescia
e Pieve a Nievole e di Buti nel pisano, con presenze anche a La Spezia,
potrebbe derivare dal nome medioevale Disperatus,
attribuito, con il senso di insperato, ad un figlio per la nascita del quale i genitori avessero perso
ogni speranza. |
DISPINSERI
DISPINSIERI
DISPINZERI
DISPINZIERI |
Dispinseri, molto molto raro, è specifico di Naro nell'agrigentino,
Dispinsieri, quasi unico, parrebbe del catanese, Dispinzeri, molto molto
raro, sembrerebbe decisamente siciliano, in particolare di Troina nell'ennese,
con piccoli ceppi anche a Camastra nell'agrigentino ed a Catania, Dispinzieri
è un cognome molto raro di cui non si riesce ad individuare una
zona di radicamento, anche se sembrerebbe anch'esso siciliano, dovrebbero
derivare da alterazioni dialettali del termine dispensiere
(il contabile dispensatore di razioni civili o
militari), probabile incarico affidato ai capostipiti. |
| DI SPIRIDIONE
|
Assolutamente rarissimo, forse
di origini baresi, deriva dal nome bizantino Spiridione, si ricorda il
santo vescovo Spiridione di Trimithonte, venerato soprattutto dalla chiesa
ortodossa. |
DI STEFANI
DI STEFANO
DISTEFANI
DISTEFANO |
Di Stefani e Distefani, assolutamente rarissimi, sembrerebbero esclusivi
del centro Italia, Di Stefano è estremamente diffuso in tutto il
centrosud, Distefano è specifico della Sicilia sudorientale, derivano
dal nome Stefano, la particella Di starebbe ad indicare quelli di, cioè
la famiglia di un certo Stefano. |
| DISTINZIERI
|
Cognome presente solo a Melegnano
è dovuto quasi certamente ad un errore di trascrizione forse del
precedente Dispinzieri. |
D'ITALIA
DITALIA |
D'Italia, molto molto raro, ha un piccolo ceppo tra avellinese e potentino
ed uno ancora più piccolo nel modenese, Ditalia, ancora più
raro, è tipico di Cerignola nel foggiano, si potrebbe trattare di
forme matronimiche riferite a dei capostipiti, figli di una chiamata Italia.
(vedi ITALIA) |
DI TANA
DI TANO
DITANO |
Di Tana, assolutamente rarissimo, parrebbe abruzzese, Di Tano ha un piccolo
ceppo abruzzese, uno nella zona che comprende il romano, il latinense ed
il casertano, mentre il nucleo principale è pugliese, nel barese
e, soprattutto, a Fasano nel brindisino, Ditano è anch'esso specifico
di Fasano, con presenze significative ad Ostuni, sempre nel brindisino,
ed a Monopoli e Locorotondo nel barese, si dovrebbe trattare di forme matronimiche
o patronimiche originate dall'aferesi del nome Gaetana
o Gaetano, probabili nomi dei o delle
capostipiti. |
DI TEODORO
DITEODORO |
Di Teodoro è tipico del teramano e del pescarese, in particolare
di Teramo e di Penne (PE), Diteodoro è praticamente unico, si tratta
ovviamente di una forma patronimica che si riferisce a famiglie il cui
capostipite aveva un padre che si chiamava Teodoro. |
| DI TERLIZZI
|
Tipico del barese, deriva dal toponimo Terlizzi (BA). |
DI TRANI
DITRANI |
Di Trani è tipicamente pugliese, del barese ed in particolare di
Andria, Canosa di Puglia e Spinazzola, con ceppi anche nel foggiano a San
Ferdinando di Puglia, Margherita di Savoia, Foggia e Cerignola, Ditrani,
molto molto raro, è specifico soprattutto del foggiano, di San Ferdinando
di Puglia e Margherita di Savoia, indicano chiaramente un'origine dei capostipiti
dal paese di Trani nel barese. |
| DI TRAPANI
|
Di Trapani è sicuramente siciliano, sembrerebbe tipicamente palermitano,
ma con ceppi anche ad Erice e Trapani nel trapanese, a Vittoria (RG) ed
a Santa Elisabetta (AG), dovrebbe derivare dall'essere il capostipite un
figlio di un Trapani, cognome ben diffuso in Sicilia. |
D'ITRI
ITRI |
D'Itri ha un ceppo a Frosinone ed a Roma, ed uno molto piccolo a Macchiagodena
nell'iserniese, Itri ha un ceppo a Roma e Ciampino nel romano ed a Roccasecca
nel frusinate, uno in Campania a Cicciano nel napoletano, a Baia e Latina
nel casertano ed a Casal Velino nel salernitano, ed un piccolo ceppo a
Reggio Calabria, dovrebbero derivare dal nome del paese di Itri nel latinense. |
| DI TRIA
|
La zona di origine dovrebbe essere
quella compresa tra la provincia di Bari e la Basilicata, potrebbe discendere
da una contrazione dialettale del toponimo Tricarico (MT). |
| DI TROIA
|
Di Troia ha un piccolo ceppo ad Atina nel frusinate, uno ad Altavilla Irpina
nell'avellinese ed uno a San Ferdinando di Puglia nel barese, dovrebbe
stare ad indicare la provenienza dei capostipiti dalla città di
Troia nel foggiano. |
DI TROILO
DI TROLIO
TROILO
TROLIO |
Di Troilo, assolutamente rarissimo, è del barese, Di Trolio è
specifico di Calabritto (AV), Troilo è tipico della fascia centromeridionale
che comprende Abruzzi, Puglia, Campania e Basilicata, ha un nucleo abruzzese
nel chietino tra Archi e Gessopalena ed uno pugliese nel barese tra Putignano
e Bisceglie, Trolio, molto raro, ha un ceppo nel Molise ed uno nel materano,
derivano dal nome troiano Troilo ricordiamo
che questo era il nome di uno dei figli di Priamo il re di Troia padre
di Ettore ed Enea: "...Hector et Troilus
exercitum educunt cum Aenea. Contra Agamemnon, Menelaus, Achilles, et Diomedes
occurrunt. Fit magna caedes..".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Di Trolio è un patronimico, variante del più diffuso
Troilo, divenuto Trolio per metàtesi, ovvero in seguito allo spostamento
del suono i all'interno della parola. Troilo è diffuso maggiormente in Abruzzo
sud-orientale ed in Puglia, con massima concentrazione nella provincia
di Chieti e nel barese; Di Troilo, molto raro, è registrato in Puglia
e nel Lazio; Trolio e Di Trolio sono due varianti specifiche rispettivamente
dei comuni di Castelmauro (CB) e Battipaglia (SA). Essendo il comune di
Battipaglia di recente fondazione, si ipotizza per Di Trolio una origine
non lontana nel tempo causata da errata trascrizione anagrafica per mancata
comprensione del più diffuso Troilo, cognome proveniente, come precedentemente
sostenuto, dalla vicina Puglia. Etimologicamente Troilo, Di Troilo, Trolio
e Di Trolio sono originati dalla cognominizzazione in senso patronimico
del nome di persona di origine greca Troilo, ben conosciuto nella mitologia
per essere il nome di un figlio del re troiano Priamo. |
| DITTA
|
Ditta è specifico della Sicilia occidentale, di Mazara del Vallo,
Partanna, Trapani, Erice, Vita, Santa Ninfa, Campobello di Mazara e Castelvetrano
nel trapanese e di Palermo ed Alia nel palermitano, oltre alla semplicistica
ipotesi che possa derivare da una forma aferetica del nome Giuditta, si
può forse prendere in considerazione un collegamento con un'alterazione
del nome semita Dothan. |
| DI TUCCIO
|
Di Tuccio ha un ceppo a Napoli, Casalnuovo di Napoli e Cercola nel napoletano,
uno a Melfi nel potentino ed uno a Carapelle, Rocchetta Sant'Antonio, Cerignola
e Foggia nel foggiano, si dovrebbe trattare di una forma patronimica dove
il Di sta per figlio
di riferito ad un capostipite, il cui padre si chiamasse Tuccio
(vedi TUCCI). |
| DI TULLIO
|
Tipico della fascia adriatica dell'Italia
centro meridionale, Abruzzi, Molise ed alta Puglia, con ceppi secondari
nel napoletano e nel Lazio, deriva dal cognomen latino Tullius. |
| DI VAIO
|
Di Vaio è tipico di Napoli e del napoletano, di Marano di Napoli,
Mugnano di Napoli, Arzano e Giugliano in Campania, si potrebbe trattare
di una forma patronimica che intende che i capostipiti erano figli di un
Vaio (vedi VAI). |
| DI VAL
|
Di Val, molto molto raro, è sicuramente friulano, potrebbe stare ad indicare
la provenienza dei capostipiti dal paese di Val nel bellunese o di Val
nel trevisano. |
DI VALENTIN
DI VALENTINI
DI VALENTINO |
Di Valentin, molto molto raro, è tipicamente friulano, sembrerebbe
specifico di Arba nel pordenonese, di valentini è quasi unico, sembrerebbe
del romano, Di Valentino ha un ceppo a Roma ed uno in Abruzzo a Montorio
al Vomano nel teramano ed a Tocco de Casauria nel pescarese, si dovrebbe
trattare, per tutti questi cognomi, di una forma patronimica dove il Di- sta per il
figlio di, riferito ad un capostipite il cui padre si chiamasse
Valentino. |
| DIVERIO
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe piemontese, originario della Val d'Ossola.
integrazioni fornite da Adriano
Diverio - Brasile
Cognome originario della Valle Divedro in Piemonte; valle che prende
il nome dal fiume Diveria attraverso la forma dialettale Val
Dvèr (valle del Diveria) fu chiamata Divedro, Dovedro, in epoca romana questa
valle era chiamata "Vallis Vetus" (Valle Vecchia), da cui forse deriva il termine dialettale Dvèr. Diverio che veniva
in passato riconosciuto come casato nobile, è un cognome raro, poco
diffuso anche in Piemonte. |
| DI VIA
|
Di Via sembrerebbe tipicamente siciliano, di Trapani e del trapanese, di
Erice e Paceco, circa l'origine di questo cognome non esistono ipotesi,
si potrebbe supporre potesse trattarsi di un cognome attribuito in epoca
borbonica ad un trovatello. |
| DI VICINO
|
Specifico del napoletano, potrebbe
essere originato da un soprannome dovuto all'abitare in un vicus (villaggio)
da cui il tardo latino vicinus (abitante del vicus), come potrebbe invece
derivare da un diminutivo del nome medioevale Vico. |
DI VINCENZI
DI VINCENZO |
Di Vincenzi, estremamente raro, sembrerebbe laziale, Di Vincenzo ha un
nucleo nell'Italia centrale, Lazio, Abruzzo e Molise, ceppi nel napoletano,
nel barese ed in Sicilia, deriva dal cognomen latino Vincentius. (vedi
Vincenza). |
DI VITA
DI VITO
DIVITO |
Assolutamente siciliano Di Vita, dovrebbe derivare dal toponimo Vita (TP),
Di Vito è tipico della fascia centrale compresa tra il Lazio, gli
Abruzzi, il Molise, la Campania e la provincia di Foggia, Divito ha un
ceppo a Cerignola (FG) ed uno a Brienza (PZ), dovrebbero derivare dal cognomen
latino Vitus o da una contrazione del
nomen latino Vitellius e starebbero
ad indicare le famiglie di figli di un Vitus o di un Vitellius, o di una
Vita. |
| DI VITTORIO
|
Si individuano tre probabili ceppi,
uno in provincia di Bari, uno in quella di Palermo ed uno negli Abruzzi,
deriva dal nome Vittorio, ma alcuni potrebbero discendere da variazioni
del toponimo Vittorito (AQ) o Vittoria (RG). |
DIXIT
DIXIT DOMINUS |
Sia Dixit, che sembrerebbe unico, che Dixit Dominus che ha solo qualche
ridottissima presenza, dovrebbero essere dei cognomi attribuiti a dei trovatelli,
la formula latina dixit Dominus (lo
ha detto il Signore) starebbe per così
era scritto nel libro del fato, questo
è il tuo destino. |
| DI ZANUTTO
|
Di Zanutto, assolutamente rarissimo, è specifico dell'udinese, dovrebbe
trattarsi di una forma patronimica, dove il prefisso Di-
stia per il figlio di, riferito ad
un capostipite, il cui padre si fosse chiamato Giovannino,
in friulano Zanutto (vedi
ZANUT). |
D'IZZIA
DIZZIA
IZZIA |
D'Izzia è tipicamente siciliano, sembrerebbe di Vittoria nel ragusano,
con un ceppo anche a Gela nel nisseno, Dizzia, quasi unico, è sempre
del ragusano e dovrebbe essere dovuto ad un errore di trascrizione del
precedente, Izzia invece è specifico di Gela nel nisseno, dovrebbe
derivare da contrazioni derivate dal nome germanico Ishard,
composto dai termini is o isan
(ferro) con l'aggiunta di hard
(duro), con il significato
di duro come il ferro, latinizzato
in Izardus, nome probabilmente portato
dal padre del capostipite, ed il D'
starebbe allora per figlio di, o dallo
stesso capostipite; esiste anche l'ipotesi che in alcuni casi possano derivare
da nomi di località individuati dalla presenza di alberi di quercia
(izza) o dalla lumaca
(izzu) in siciliano. |
| DOCIMO
|
Docimo ha un ceppo campano ad Aversa (CE) ed uno calabrese nel cosentino
a Rose ed a Luzzi, dovrebbe derivare dal nomen latino Docimus,
di cui abbiamo un esempio nella seconda Oratione
di Cicerone Contra Verrem: "...Transactum
putabant Herbitenses, cum iste, 'Quid? de hordeo,' inquit, 'et de Docimo,
amiculo meo, quid cogitatis?' ..:". |
| DODDO
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Doddo ha un ceppo sardo in particolare a Torpè nel nuorese, con
piccoli ceppi a Budoni in Gallura ed a Sassari, ed un ceppo siciliano a
Milazzo nel messinese, dovrebbero derivare da una forma aferetica ipocoristica
del nome Salvatore. |
DODERA
DODERO |
Dodera, quasi unico, è del savonese, Dodero invece è tipico
genovese, dovrebbe derivare da una modificazione del nome medioevale Todero.
(vedi Todaro). |
DOE
DUE |
Sia Doe che Due sono quasi unici, dovrebbero derivare dal fatto che il
capostipite fosse il secondo figlio di una famiglia, o fosse nato da un
parto gemellare. |
| DOGLIA
|
Doglia, molto molto raro, ha un piccolissimo ceppo nel triestino ed uno
a grottaferrata nel romano, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine arcaico doglia o doglio (vaso
nel quale gli antichi Romani conservavano liquidi come olii e vini, ma
anche grano e legumi), forse ad indicare che il capostipite ne fosse un
produttore. |
| DOGLIANI
|
Dogliani è molto diffuso nel piemonte occidentale, nel cuneese in
particolare, soprattutto a Narzole, Fossano, Cherasco, Bra, Cuneo e Magliano
Alpi, dovrebbe derivare dal nome del paese di Dogliani nel cuneese, probabile
luogo d'origine dei capostipiti. |
| DOGLIO
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Doglio è tipicamente piemontese di Busano, Torino e Front nel torinese,
di Asti e di Alessandria, con un piccolo ceppo anche a Genova, dovrebbe
derivare dal nome del paese di Doglio nel cuneese, probabile luogo d'origine delle famiglie, ma potrebbe anche derivare
dal fatto che i capostipiti producessero vasi (vedi
DOGLIA). |
| DOGNINI
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Tipico lombardo, specifico della
provincie di Bergamo, Milano e Cremona, potrebbe derivare da toponimi come
Codogno (LO) o Bordogna (BG). |
DOI
DUI |
Entrambi sardi Doi ha un ceppo a Santadi nell'iglesiente ed uno a Desulo
nel nuorese, Dui è tipico di Nuoro e del nuorese, di Lula ed Oliena,
dovrebbero derivare da termini in lingua sarda come doi,
dui (due),
forse ad indicare il secondo figlio di una famiglia, o capostipiti nati
da parti gemellari. |
DOLABELLA
DOLABELLI |
Dolabella, estremamente raro, sembrerebbe specifico di Napoli e Caserta,
Dolabelli è praticamente unico, dovrebbero derivare dal cognomen
latino Dolabella, ricordiamo con questo
nome il patrizio romano Publio Cornelio Dolabella,
genero di Cicerone, del quale esistono varie epistole a lui dirette, ed
amico e alleato di Giulio Cesare, riportiamo un brano dalla prima Filippica
di Cicerone: ".. Liberatus periculo caedis paucis
post diebus senatus; uncus impactus est fugitivo illi, qui in Mari nomen
invaserat. Atque haec omnia communiter cum collega; alia porro propria
Dolabellae, quae,
nisi collega afuisset, credo iis futura fuisse communia. Nam cum serperet
in urbe infinitum malum idque manaret in dies latius idemque bustum in
foro facerent, qui illam insepultam sepulturam effecerat, et cotidie magis
magisque perditi homines cum sui similibus servis tectis ac templis urbis
minitarentur, talis animadversio fuit Dolabellae
cum in audacis sceleratosque servos, tum in impuros et nefarios liberos,
talisque eversio illius exsecratae columnae, ut mihi mirum videatur tum
valde reliquum tempus ab illo uno die dissensisse. ..". |
DOLAZZA
DOLAZZI |
Dolazza, molto molto raro, sembrerebbe settentrionale, forse dell'area
bergamasca, Dolazzi dovrebbe essere unico, probabilmente è il frutto
di un'errata trascrizione del precedente, che potrebbe derivare da un soprannome
basato sul termine dialettale lombardo arcaico dolassa,
o dolazza, un strumento da falegname,
una specie di sgorbia, usato per le
sgrossature degli incavi per le serrature negli infissi, soprannome probabilmente
riferito appunto a capostipiti che facessero di mestiere i falegnami. |
DOLCEMASCHIO
DOLCEMASCOLO
DOLCIMASCOLO |
Dolcemaschio è assolutamente rarissimo, Dolcemascolo ha un ceppo
a Palermo e Lercara Friddi ed uno a San Cataldo nel nisseno, ha presenze
significative anche a Roma e nel latinense, Dolcimascolo è tipico
del palermitano, di Lercara Friddi, e Palermo.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Dolcemascolo,
che, assieme alle varianti Dolcimascolo
e Dolcemaschio, assume un valore d'affetto
nei confronti del figlio (vedi Bonfigli e Carofiglio).
In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali
dei capostipiti. |
DOLCE
DOLCET
DOLCETTA
DOLCETTI
DOLCETTO
DOLCI
DOLCIOTTI |
Dolce è panitaliano, con massima diffusione nel meridione, Dolcet,
molto molto raro, è del pordenonese, di Cordenons in particolare,
Dolcetta, molto raro, sicuramente veneto, ha un ceppo nel vicentino ed
uno nel veneziano, Dolcetti ha un ceppo nel bresciano, uno nel veneziano,
uno nel ferrarese ed uno romano, Dolcetto, molto raro, ha un ceppo tra
rovigoto e ferrarese, Dolci è molto diffuso in tutto il centronord,
Dolciotti, abbastanza raro, ha un ceppo nel varesotto, uno tra anconetano
e maceratese ed uno a Roma.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Dolce,
che, nell'onomastica arcaica, assume un valore d'affetto nei confronti
del figlio (vedi Dolcemaschio e Tenerelli). Dal punto di vista storico,
tracce di questo nome si hanno già nella Siena del '200, con un
certo Dolcetto procuratore e vescovo di Siena. In conclusione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche
se, in alcuni casi, non è esclusa una derivazione da soprannomi
ad essi attribuiti. |
DOLCIANI
DOLZANI |
Dolciani è quasi unico, Dolzani ha un ceppo trentino, a Flavon e
Trento, ed uno emiliano, a Ferrara e Bologna, potrebbero derivare dall'italianizzazione
del nome del paese tedesco di Dölzschen,
forse il luogo d'origine dei capostipiti, ma molto più probabilmente
derivano dal nome latino Dolcianus,
portato ad esempio da Josephus Dolcianus un centurione romano preposto
alla guardia della Croce di Cristo. |
DOLCINI
DOLCINO |
Dolcini presenta più ceppi, uno nell'area delle provincie di Milano,
Lodi e Pavia, uno nell'area bresciana, uno nel ravennate e forlivese, uno
nell'anconetano, Dolcino invece è specifico dell'area alessandrino,
genovese, potrebbero derivare dal cognomen latino Docilinus,
ma è pure possibile possano derivare da una forma ipocoristica del
nome Dolce (vedi
DOLCE). |
DOLDI
DOLDO |
Doldi è tipicamente lombardo, di Crema in particolarma ben presente
anche ad Offanengo e Camisano, Doldo invece è specifico di Cardeto
nel reggino, dovrebbe trattarsi di forme aferetiche di nomi come Tedoldo
o Gundoldo (vedi
TEDALDI). |
DOLFI
DOLFO |
Dolfi è tipico della zona che comprende le province di Firenze,
Pistoia, Pisa e Lucca, Dolfo decisamente più raro sembrerebbe specifico
della provincia di Pordenone, dovrebbero derivare dal nome medioevale Dolfus
aferesi di nomi come Adolfo, Rodolfo, Gandolfo, Landolfo, ecc. Dell'uso
di questa cognominizzazione abbiamo tracce ad esempio ne Le
Vite de' più eccellenti Architetti, Pittori, et Scultori italiani,
da Cimabue insino a'tempi nostri di Giorgio Vasari, dove si può
leggere: "...L'anno poi 1327, essendo Guido Tarlati
da Pietramala, vescovo e signore d'Arezzo, morto a Massa di Mare ' a nel
tornare da Lucca, dove era stato a visitare l'imperadore; poichè
fu portato in Arezzo il suo corpo, e lì ebbe avuta l'onoranza del
mortorio onoratissima; deliberarono Piero Saccone e Dolfo
da Pietramala, fratello del vescovo,...". |
DOLFINI
DOLFINO |
Dolfini è tipico lombardo, Dolfino, quasi unico, sembrerebbe ligure, dovrebbero derivare dall'aferesi di diminutivi
come Landolfino, Rodolfino, ecc., ma secondo un'altra ipotesi deriverebbe
dal termine dolphinus (delfino), che rappresenta l'emblema del casato.
Esempio di questo uso si trova in Engadina a Poschiavo, in un libro del
1513 si può leggere: "..etiam olim Trahonae
in Volturena Raetorum Canorum nomine praetorem egit. Landolphorum etiam
fuit Dolphinus
vel Rudolphinus Landolphus typographus...", mentre esempio di questa
cognominizzazione si ha con il Vescovo di Bergamo Paolo Dolfino citato in
una lapide commemorativa: "JOAN. PAULUS
DOLFINUS - EPISC. BERGOM. - AEDEM CUM ARA
MAXIMA - IIII NON. OCI. AN. MDCCLXXVIII - RITE CONSECRAVIT - SOLLEMNIBUS
ANNIVERSARIIS DEDICATIONIS - IN DIEM XIII KAL. NOV. INDICTIS". |
DOLINI
DOLINO |
Dolini è quasi unico, Dolino, molto molto raro, ha un piccolissimo
ceppo nel torinese, ed uno, sempre piccolissimo, a Pesaro, dovrebbero derivare
dal nome medioevale Dolinus, forma
contratta del nome medioevale germanico Dodolenus,
un esempio dell'uso di questo nome lo abbiamo nell'anno 950 circa con Dolinus
d'Apremont. |
| DOLMEN
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Dolmen è specifico di Vigo di Cadore nel bellunese, dovrebbe derivare
dal vocabolo tedesco dolmen (tradurre),
forse ad indicare nel capostipite un interprete. |
DOLMETA
DOLMETTA |
Assolutamente rarissimi, tipici della provincia di Imperia.
integrazioni fornite da Angelo
Dolmetta
il cognome è originario della provincia di Imperia e già
noto nel 1500, un Dolmetta di Porto Maurizio infatti era stato catturato
dai pirati saraceni che a quel tempo infestavano il mar ligure , poi riscattato
da un commerciante ligure in qulche porto dell'Africa sul mediterraneo;
si dice che derivi da Ulmeta l'antico nome di Ormea città della
provincia di Cuneo, trasformato prima del 1500 in Dulmeta , Dolmeta e poi
in Dolmetta, esiste anche il cognome Dolmeta dovuto ad un errore di trascrizione. |
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