| DOMANICO
|
Domanico è tipicamente calabrese del cosentino, dovrebbe derivare
dal toponimo Domanico (CS). |
| DOMARD
|
Molto molto raro Domard dovrebbe essere di origini fracesi e deirvare dal
nome medioevale franco Domard, ricordiamo
Saint Domard, un monaco seguace di San Marcolfo, morto e sepolto assieme
a lui in una cappella della cattedrale di Notre Dame a Mantes cittadina
ad una cinquantina di chilometri da Parigi. |
| DOMENEGHINI
|
Molto molto raro è tipico della Lombardia orientale, deriva da modificazioni
dialettali del termine tardo latino dominicus
(contadino), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel bergamasco almeno dalla seconda metà del 1500 con
un certo Sallustio Domeneghini di Malegno (BS) citato come docente di scienze
matematiche della Scuola di Vilminore di Scalve (BG). |
| DOMENICA
|
Cognome rarissimo, sembrerebbe siciliano, della zona di Caltagirone (CT),
dovrebbe derivare dal fatto di essere nato il capostipite nel giorno di
domenica. |
| DOMENICALI
|
Domenicali è tipico dell'area che comprende il bolognese, il ferrarese
ed il ravennate.
integrazioni fornite da Enrico
Saviozzi
Cognome romagnolo che parrebbe derivare dal nome del giorno della settimana.
Il Lanzoni narra che i primi membri giunsero al seguito di Teodorico re degli Ostrogoti nel V° secolo. Nella comunità gota, altamente militarizzata, ogni scaglione si
fermava un diverso giorno della settimana (Sabattini, Domenicali o Domenichelli, ecc.).
estratto dal libro del Dr. Lanzoni detto Billo Sassoleone
nella storia e nella cronaca - Santerno edizioni - Imola - 1977
"(.) Qui, cioè durante il periodo delle
invasioni barbariche, accadde il primo fatto storico, documentato dalla
toponomastica: Cà ed Dmanghèll, Cà Domenicali. La
storia che ha il merito di farci credere vere tante panzane, il surrogato
potremmo dire, di quanto successe; la storia, dico, a questo punto ci fa
osservare che le tribù danubiane (ma non solo quelle), spariti i
soldati romani, si mossero dalle loro contrade in cerca di uno "spazio
vitale" e di facili vettovagliamenti. Trovato sguarnito il Forum Julii,
il Friuli, baluardo strategico puntato verso il Nord, si gettarono sulla
pianura padana con un' organizzazione che sembra spregiudicata, invece
fa capire che i loro capi erano personaggi molto intelligenti e che godevano
di un forte ascendente. La tribù partiva in massa: davanti i giovani
armati, atti al combattimento; seguivano i cariaggi con vestiario, utensili
di cucina, vecchi, donne e bambini. All'insegna di "o la va o la spacca".
Ovviamente i soldati non avevano solo l'attrattiva della conquista, della
preda, ma anche il dovere di difendere la casa mobile, la famiglia. I combattenti
erano divisi in sette scaglioni; un giorno di riposo alla settimana, ed
il riposo veniva trascorso nella retrovia, ognuno in mezzo ai suoi. Gli
scaglioni avevano un nome che corrispondeva al giorno di riposo. E così
ci incontriamo ancora oggi in cognomi come Lunedei,
Venieri, Sabbatani (Sabbatini, Sabbatoni), Domenicali (Domeniconi, Domenichini).
(.) I Domenicali (fu diserzione? smarriti nell'inseguir selvaggina? un
falso miraggio di preda? avventura pura e semplice?) trovarono nella conca
Nord-Est del Monte (si tratta del Monte di Sassoleone, n.d.r.), un habitat
congeniale e si fermarono. (.)". |
| DOMENICANTONIO
|
Domenicantonio, molto molto raro, è specifico del romano, dovrebbe
derivare da un capostipite che portasse il nome doppio composto dai nomi
Domenico ed Antonio. |
DOMENICHINI
DOMENICI
DOMENICO
DOMENICUCCI |
Domenichini è diffuso in tutto il centronord, in particolare in
Emilia e Romagna, Domenici ha un nucleo nella Toscana sudoccidentale ed
uno nelle province di Roma e Rieti, Domenico, assolutamente rarissimo potrebbe
essere campano, Domenicucci parrebbe tipico di Pesaro, derivano, direttamente
o attraverso ipocoristici, dal nome medioevale Domenicus a sua volta derivato
dal latino dominicus (servo di Dio) nome di cui abbiamo un esempio nel Codice
Diplomatico della Lombardia Medioevale, in un atto del 23 ottobre
1193 scritto in Pavia.: "...eo modo ut de cetero
suprascriptus Domenicus
et eius heredes et cui dederint, preter ecclesie, hospitali, capitaneo
et valvassori, habeant et teneant suprascriptam terram...". |
| DOMENIS
|
Specifico di Pulfero (UD), deriva da una modificazione dialettale del nome
Domenico, una frazione di Rodda di Pulfero si chiama Domenis proprio per
la concentrazione di cittadini con questo cognome, ma è pure possibile
che qualche cognome derivi dal toponimo. |
DOMICOLI
DOMICOLO |
Domicoli, estremamente raro, è tipico di Gela (CL), Domicolo ancora
più raro è specifico della vicina Vittoria (RG), derivano
da soprannomi originati dal termine tardo latino domicolus con il senso
di piccola domus (casa) o di persona di servizio. |
DOMINICI
DOMINICIS |
Dominici è diffuso in tutto il centro nord ed in Sicilia, con area
prevalente nella fascia che comprende Romagna, Marche, Toscana, Umbria
e Lazio, Dominicis è specifico di Monte Compatri (RM) e della stessa
Roma, derivano dal cognomen latino Dominicus
o dal nome Domenico dato a chi era nato di domenica o da soprannomi relativi
alla funzione di dominici (servitori
del dominus = signore). |
DOMINIANNI
DOMINIIANNI
DOMINIJANNI
DOMINIYANNI
DONNIAN
DONNIANNI |
Dominianni è specifico di Catanzaro e, sempre nel catanzarese, di
Sant`Andrea Apostolo dello Ionio e di Isca sullo Ionio, Dominiianni, praticamente unico, è una forma recente, dovuta ad
un'errata trascrizione anagrafica, di Dominijanni, che ha un ceppo romano
ed uno nel catanzarese, in particolare a Sant`Andrea Apostolo dello Ionio
e Soverato, Dominiyanni ha un'unica presenza a Cagliari, Donnian, quasi unico, parrebbe avere sparute presenze in Liguria
ed in Campania, Donnianni, estremamente raro, è campano, tutti questi
cognomi derivano dal genitivo patronimico di Dominus Janni (Signor
Giovanni), che è probabilmente il modo in cui veniva
chiamato il padre del capostipite; l'uso dell'attributo Dominus in epoca
medioevale e rinascimentale è comune in tutt'Italia, quando ci si
rivolgesse o si indicasse un personaggio di rilievo, come poteva essere
un amministratore, un medico, un avvocato, ma anche un mugnaio, un barbiere, un fabbro,
o un maestro muratore, in una sentenza del 1172 leggiamo: "..Donadinus
de Belax iurato dixit: "Ego eram in curia abbatis Sancti Ambrosii de Lemonta,
ubi erant dominus
Miro et Iohannes
de Besozo et Petrus Caudavaga et Dominicus Cagalardo et Vivianus Mazaincollo,
gastaldiones predicti abbatis..", a Firenze in una scrittura con
la quale si autorizza l'affitto di un'abitazione si legge: "..Item
deliberaverunt quod provisor Opere teneatur locare domino
Iohanni de Eugubio domum in qua dictus dominus
Iohannes habitat ad pensionem pro uno anno
proxime futuro initiando die primo novembris proxime futuri 1430 pro pretio
florenorum auri triginta ad omnem requisitionem dicti domini
Iohannis cum pactis, promissionibus, obligationibus,
renumptiationibus et precepto guarantigie et aliis in similibus contractibus
apponi consuetis..", ad esempio tra i laureati dell'Università
di Parma nel XVI° secolo troviamo il medico: "..Dominus
Johannes Cassia in artibus et medicina 1579
die 16 Februarii..".
ipotesi proposta da Vincenzo Dominijanni
Dominijanni (la J si legge come in Juve o Jonio) è un cognome
composto da un doppio genitivo, quindi, equivale a "Domini" "Joannes" (col
genitivo "Janni" in luogo di "Joannes"). Significa: Giovanni
del Signore. Fu tradotto in latino dal cognome originale di
lingua greca poiché "Sant'Andrea Apostolo dello Jonio", paese in
provincia di Catanzaro in cui il cognome Dominijanni origina, fu fondato
da una Comunità di Monaci provenienti dalla Grecia. Nel dialetto
di Sant'Andrea si ritrovano ancora molte altre parole di origine greca. |
| DOMINIONI
|
Dominioni ha un ceppo lombardo, in particolare a Lonate Caccivio, Como
ed Oltona di San Mamette nel comasco, con presenze significative anche
a Milano, ed un ceppo molto piccolo nel Lazio, dovrebbe derivare da Dominus
Jonni (Signor Giovanni),
come veniva probabilmente chiamato il capostipite, evidentemente molto
considerato presso la sua comunità. |
DOMIZI
DOMIZIA
DOMIZIO |
Domizia sembrerebbe unico, è probabilmente laziale, Domizi è
tipico dell'Italia centrale, in particolare delle province di Macerata,
Terni e Roma, Domizio, tipico del napoletano, ha un piccolo ceppo nell'anconetano
ed uno nel pescarese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome della
Gens plebea romana Domitia o direttamente
dal suo nome gentilizio Domitius. |
DOMIZIANA
DOMIZIANI
DOMIZIANO |
Domiziana, quasi unico, parrebbe campano, Domiziani sembrerebbe decisamente
umbro, tipico di Terni e di Gualdo Cattaneo nel perugino, Domiziano è
assolutamente rarissimo e sembrerebbe meridionale, tutti questi cognomi
dovrebbero derivare dal cognomen romano Domitianus,
spesso derivano anche dal fatto di essere stati i capostipiti liberti della
Gens Domitia o di essere originari
di aree di proprietà di personaggi della stessa Gens. |
| DOMMARCO
|
Dommarco, estremamente raro, è campano, con un piccolissimo ceppo
nel napoletano ed uno nel potentino, dovrebbe derivare da Dominus
Marcus (Signor Marco), che
è probabilmente il modo in cui veniva chiamato il capostipite, troviamo
tracce di questa nobile famiglia nel 1500, nella seconda metà del
secolo una Silvia Dammarco sposa Andrea Coppola Real Capitano (Governatore)
della città di Angri nel salernitano. |
| DON
|
Don ha un ceppo bresciano a Salò, Vobarno e Roè Volciano,
uno nel padovano e nel veneziano ed uno a Manzano (UD) e nell'udinese,
dovrebbe derivare dal toponimo trentino Don, ma potrebbe anche trattarsi
di una forma dialettale del nome medioevale Donus
(vedi DONI), o, anche se improbabile, di una
forma tronca del nome Donato. |
DONA
DONA' |
Donà è tipicamente veneto, molto diffuso in tutte le province
venete e nel Trentino, presente anche in modo significativo in provincia
di Latina, probabilmente a seguito dell'emigrazione in epoca fascista mirante
alla bonifica delle aree paludose delle paludi pontine con la creazione
dal nulla di città come Littoria, l'attuale Latina e Sabaudia, Dona,molto
più raro, presente soprattutto nel padovano, con un piccolo ceppo
a Grottole (MT) è probabilmente spesso dovuto ad errori di trascrizione,
dovrebbero comunque entrambi derivare da forme dialettali contratte del
nome Donato o Donadeus. |
DONADEI
DONADEO
DONADIO |
Donadei è molto raro, ha un ceppo certo nel Salento e probabilmente
altri ormai pressocchè estinti, Donadeo, sempre molto raro, oltre
al ceppo salentino, ne ha anche uno nel napoletano, Donadio è molto
diffuso dal Lazio al cosentino, comprendendo il napoletano e salernitano
e la Basilicata, derivano dal nome gratulatorio medioevale cristiano Donadeus
di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico
della Lombardia medievale, dove, all'anno 1189, in un atto di vendita
scritto in Pavia, leggiamo: "...In burgo Papie. Donadeus
Cavalerius et Petracius eius filius , qui
professi sunt vivere lege Longobardorum, ipso Donadeo
eidem filio suo consenciente, vendiderunt Henrico filio quondam Appiani
Tornatoris ..:". Tracce di questa cognominizzazione le troviamo
in Umbria a Narni (TR) nel 1200: "...Eodem die in
domo Episcopali coram Rainaldo Donadei,
et Nicolao de Cese, Bonacursus Manfredutij promisit, dedit, concessit,
et tradidit ipsi ..:". |
DONADEL
DONADELLI
DONADELLO
DONADI
DONADINI
DONADO
DONADON
DONADONA
DONADONI
DONADONO
DONADU
DONATELLA
DONATELLI
DONATELLO
DONATI
DONATIELLO
DONATINI
DONATO
DONATONE
DONATONI
DONATUCCI |
Donadel ha un grosso ceppo veneto nel trevisano e veneziano, con ceppi
anche nel bellunese, pordenonese e padovano, presenta inoltre un ceppo
friulano nel goriziano e triestino ed uno nel carrarese, Donadelli è
diffuso al nord, con la presenza di più nuclei, nell'area delle
provincie di Reggio Emilia e Modena, di Milano, Bergamo e Lodi, di Vicenza
e forse anche nelle Venezie, Donadello è assolutamente veneto, soprattutto
del vicentino e del padovano, Donadi, comunque veneto, è del trevisano,
di Treviso, Oderzo, Ponte di Piave, Salgareda, Breda di Piave e San Polo
di Piave, Donadini, decisamente meno diffuso, è anch'esso dell'area
trevigiana con presenze anche nel veneziano, Donado, quasi unico, è
probabilmente una forma tronca di Donadon, che è anch'esso veneto
dell'area trevisano, veneziana, con presenza anche nel bellunese e pordenonese,
Donadona, molto molto raro, è del napoletano, Donadoni parrebbe
di origine bergamasca, Donadono è specifico di Napoli, Donadu, rarissimo,
è del sassarese, Donatella, molto molto raro, sembrerebbe panitaliano,
Donatelli ha un nucleo nel veronese, uno in Umbria, uno molto importante
abruzzese e almeno due nelle Puglie, Donatello, molto raro, ha un ceppo
veneto tra veronese, vicentino e padovano, ed uno nel salernitano, Donati
è enormemente diffuso in tutto il centro nord, Donatiello è
molto diffuso in Campania, in particolare nel casertano, beneventano e
soprattutto avellinese, con un piccolo ceppo nel potentino ed uno rilevante
tra brindisino e tarantino, Donatini ha un ceppo nell'area di confine tra
Lombardia, Trentino e Veneto, e un nucleo nell'areale descritto dalle provincie
di Ravenna, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia e Lucca, Donato è uniformemente
distribuito in tutt'Italia, Donatone ha un ceppo romano, uno in provincia
di Cambobasso a Trivento ed a Campobasso stessa, ed un ceppo a Gioia Del
Colle e Bari nel barese, Donatoni sembra tipico del veronese, di Sant`Ambrogio
di Valpolicella, Pescantina e San Pietro in Cariano, Donatucci, abbastanza
raro, sembrerebbe specifico dell'area abruzzese, molisana, del pescarese,
teatino ed iserniese. Questi cognomi possono derivare, direttamente o attraverso
forme ipocoristiche o accrescitive, sia dal nome Donato
e da sue alterazioni dialettali, come dal cognomen Donatus
e Donatianus. La famiglia Donati di
Firenze è stata senza ombra di dubbio una delle famiglie nobili
più importanti, favorita con onori e cariche dagli imperatori germanici,
ebbe in Corso Donati di Simone, nel 1300, capo della fazione guelfa dei
Neri, il suo rappresentante più importante.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
DONADU; DONATI; DONATO: donadu
o donau significa donato;
dal latino dono = dare,
donare. Donadu è chiaramente sardo, mentre gli altri
due sono propri della penisola. Può avere il significato di donato
dalla sorte, quindi trovato: agattau in sardo; oppure dono
di Dio, Deodato, o ancora, dato in affidamento: a fillu de anima,
noi diciamo; o altro ancora. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT,
XI°, XIII° secolo, è citato un certo Donatu (320)servo di
San Nicola, ma non sappiamo se sia il nome o il cognome: Ego Iacobu, priore
de Trullas; favellaitimi (mi ha parlato) su episcopu de Plovache (Ploaghe)
donnu Gosantine Thonchellu, pro dare a Donatu, ki fuit servu de Trullas
(per dare Donato, servo di San Nicola), ad esser maritu de Maria Surtalu,
ki fuit anchilla sua ( ad essere marito di Maria Surtalu, che era sua serva.
Nell'opera di Giovanni Francesco Fara "De Rebus Sardois II°", (quando
cita i governatori bizantini della Sardegna, nominati per volontà
dell'imperatore Giustiniano): .Eodem etiam tempore Iustinianus mandavit
ducem in Sardinia a Belisario ordinari qui milites pro locorum custodia
necessarios in ea haberet et Sardos ab omni hostium incursione illaesos
defenderet.(in quei frangenti Giustiniano ordinò che fosse nominato
da Belisario un governatore in Sardegna, che avesse un valido contingente
per la difesa di quei luoghi e proteggesse la popolazione dalle incursioni
nemiche). Et..Fuerunt autem duces:.(questi i governatori): anno 588 Edantius
Sardiniae dux; anno 590 Theodorus Sardiniae dux; et Donatus eius officialis;.Et.
- Attualmente il cognome Donadu è presente in soli 16 Comuni
italiani, di cui 9 in Sardegna: Sassari 9, Chiaramonti 7, La Maddalena
4, etc. Il cognome Donato è invece presente in 865 Comuni italiani,
di cui 4 in Sardegna: Quartu 6, Cagliari 5, Capoterra 3, Isili 3. Donati
è presente in ben 1278 Comuni italiani di cui 6 in Sardegna: Sassari
15, Arzachena 5, P. Torres 3, etc. |
DONDI
DONDINI
DONDO |
Dondi ha un nucleo emiliano ed uno nella Lombardia sudoccidentale, Dondini
è tipico bolognese, Dondo specifico della Liguria e del savonese
in particolare, dovrebbero derivare dal nome medioevale Dondus di cui abbiamo
un esempio in una Charta venditionis
dell'anno 725 a Treviso: "...et de alio capite tenente
Predicerno con nepte sua Ticiana, ex uno latere pussedente heredes Dondi,
ex alia uero parte procurrente..." e in una Charta
de accepto mundio dell'anno 773 dove leggiamo: "...Signum
+ manus Liutpert uiri deuoti de uico Uetorinus filius bone memorie Dondo
... testis.". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze
nel 1300 con l'erudito e scrittore Johannes Dondi de Padua, a Genova nel
1600 con i cartai Giovanni e Nicola Dondo di Voltri.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Secondo F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996, DONDI è
la cognominizzazione del nome personale longobardo Tundo,
Thundo, che riflette l'ant. nordico dhundr
= uomo, eroe. |
| DONEGAGLIA
|
Donegaglia, assolutamente rarissimo, è specifico del ravennate,
di Riolo Terme e Faenza, dovrebbe derivare dal nome della località
Donegaglia ad una ventina di chilometri ad ovest di Faenza, probabile luogo
d'origine del capostipite. |
DONEGANI
DONEGATTI |
Donegani, estremamente raro, ha un ceppo nel comasco ed uno nel trentino,
Donegatti, molto raro, parrebbe del rovigoto, potrebbero derivare da etnici
di toponimi come Donegano (CO) frazione di Moltrasio, Cadoneghe (PD) o
Valdoneghe (VR). |
DONELLI
DONELLO |
Donelli è originario dell'area compresa tra Lombardia sud orientale
ed Emilia, Donello, estremamente raro, sembrerebbe del vicentino, derivano
dal nome medioevale Donellus (dono
di Dio); di queste cognominizzazioni abbiamo un esempio in questo
scritto del 1529: "...Nec eius solum scientiae; sed
elegantium etiam literarum Professoribus, Petro Uctorio, Frobortello, carerisque
clarissimis Italis, carissimus, imo admirationi fuit Biturigibus autem
inprimis Fruncisco Duareno, Hugone Donello,
reliquisque Ictis familiariter usus. ...". |
| DONEDDU
|
Decisamente sardo, dovrebbe derivare da un nome dato ad un neonato originato
dal diminutivo del vocabolo sardo donu
(dono) ad indicare che il bimbo era un piccolo dono di Dio. |
DONGHI
DONGO |
Donghi, tipicamente lombardo, è specifico in particolare dell'area
bergamasca, milanese e lecchese , che dovrebbe essere l'areale d'origine,
Dongo, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel milanese ed uno a Genova,
dovrebbero derivare dal toponimo Dongo sul lago di Como, tracce di queste
cognominizzazioni le troviamo in Polesine nel 1600 con la famiglia Donghi,
di apparente origine bergamasca, indicata tra le famiglie illustri e abbienti
della zona. |
DON GIACOMO
DONGIACOMO |
Don Giacomo, praticamente unico, dovrebbee essere dovuto ad un errore di
trascrizione di Dongiacomo, che è specifico di San Marcellino nel
casertano, dovrebbe derivare da un capostipite di nome Giacomo, probabilmente
prete ortodosso, oppure una persona di rilievo, tanto da meritarsi il titolo
di Don. |
DON GIOVANNI
DONGIOVANNI |
Don Giovanni è quasi unico, si tratta probabilmente di errori di
trascrizione del cognome Dongiovanni, che è tipicamente pugliese.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nell'unione fra il termine
don (dal latino dominus,
signore) e il nome medioevale Giovanni,
ad indicare che il capostipite era un certo signor Giovanni (vedi
Sorgiovanni). In questo genere di cognomi, però, va notato
che il termine don potrebbe assumere un valore di rispetto, forse in riferimento
a un particolare status sociale: ancora oggi, ad esempio, usiamo apostrofare
i preti con l'appellativo don e, nel caso dei cognomi Don Giovanni e Dongiovanni,
non è escluso che i capostipiti fossero appunto dei preti, più
probabilmente ortodossi - i preti ortodossi, in effetti, hanno la possibilità
di sposarsi ed avere figli (per una spiegazione più approfondita,
vedi Papadopoli). |
DONI
DONO |
Doni ha un ceppo tra veneziano e rovigoto ed uno tra fiorentino e pisano,
Dono, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del tarentino, dovrebbero
derivare dal nome gratulatorio medioevale Donus, forma contratta di Donus Domini
(regalo del Signore) di cui abbiamo un esempio in un atto del 1232: "Era
MªCCª XXXª IIª et quot V kalendas iunii.. ..Prefatus
Donus Pelagius
Ruderici maritus meus suam medietatem michi dedit pro arris meis et/ sic
erat mea tota quam hereditatem totam et integram vobis do ut predictum
est tali tam/ pacto quod vos detis eam domno Ruderici...". |
| DONIA
|
Donia è tipicamente siciliano del messinese, di Messina, Monforte
San Giorgio, Torregrotta e San Pier NIceto e di Palermo, dovrebbe essere
giunto in Sicilia con l'imperatore svevo e derivare dal nome della città
di Donia, probabile luogo d'origine
del capostipite, nella regione che attualmente si chiama Danimarca:
".. episcopatum Bremensem, comitatum Oldenburgensem,
Frisiam utramque et Hollandiam inhabitarunt. gens enim Saxonum, ut scribit
Fabius Quaestor Ethelwerdus, et ipse ex Saxonum stirpe regia, in
toto erat maritima a Rheno flumine usque ad Doniam
urbem quae nunc vulgo Dane-marc nuncupatur. ..". |
| DONIDA
|
Sembra di origine dell'area tra
il milanese ed il cremonese, potrebbe derivare dal toponimo Oneta (BG),
come potrebbe derivare da una deformazione dialettale del nome Donata. |
| DONINI
|
Dovrebbe avere più zone
d'origine, un nucleo nel bresciano e veronese, uno nel bolognese, uno nella
zona di Forlì, Rimini e Pesaro, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Dono (dono di Dio). |
DONISELLI
DONISI |
Doniselli dovrebbe essere della zona tra le provincie di Milano Novara
e Pavia, Donisi ha un ceppo veronese ed uno campano originario probabilmente
della zona di Ceppaloni ed Arpaise (BN), derivano dal nome tardo latino
Dionysius. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Olgiate Olona
(VA) nel 1600, negli atti della parrocchia, nel registro dei morti, il
parroco Don Giovanni Battista Crespi il 13 gennaio 1631 registra la prima
morte della peste cosiddetta manzoniana, una certa Margarita de Donisi,
il ceppo beneventano dovrebbe essere di origini francesi e derivare da
un'alterazione del cognome Denicy che giunse nel regno di Napoli verso
il 1250.
integrazioni fornite da Giovanni
Grimaldi
Il cognome Donisi è diffuso nell'area beneventana, dove di esso
esistono alcune varianti (Dionisio, Dionisi, Iadonisi, Dionizio, ecc.),
ma è presente anche nell'area napoletana. Il cognome originario
deriva molto probabilmente dalla forma De Dionisio, derivato cioè
dal nome proprio Dionisio (Colui che appartiene
a Dioniso, il Dio greco del vino e della vita). Il cognome significava
dunque Figlio (o seguace) di Dionisio e nei secoli subì le modifiche
che fecero nascere le sue varianti. Ad esempio nel caso Donisi il cognome
originario perse la particella derivativa De e divenne quindi solo Dionisio
e poi Dionisi, per diventare definitivamente Donisi, sempre per contrazione
del dittongo io. Il cognome è attestato in Ceppaloni almeno dal
XV° secolo con un certo Joanne De Dionisio, notabile locale, testimone
in un processo della Baronessa del paese. Nei secoli XVI°-XVII°
la famiglia si era diffusa poi in vari rami nella zona di Ceppaloni, dove
fu fra le famiglie notabili locali. Le varie famiglie dell\'area beneventana
forse sono dunque riconducibili ad un unico casato originario. |
DONIZETTI
DONIZZETTI |
Donizetti è tipico dell'area che comprende le province di Bergamo
e Lecco, Donizzetti sembrerebbe avere un ceppo nel milanese, uno nel padovano
ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare da modificazioni ipocoristiche
del nome latino di origine greca Dionisus
o Dionisyus. Personaggio di assoluto
rilievo è stato il compositore bergamasco Gaetano Donizetti (1797
- 1848) famoso soprattutto per le sue opere liriche. |
| DONNA
|
Dovrebbe avere almeno due ceppi,
uno bresciano ed uno piemontese, quello piemontese dovrebbe derivare dal
toponimo Donna (AL), ma potrebbero entrambi derivare dal cognomen femminile
latino Domna. |
| DONNARUMMA
|
Tipico campano, della zona di Castellammare di Stabia e Gragnano (NA),
e di Scafati (SA), dovrebbe derivare da un appellativo dialettale per:
quelli della signora Domenica, da domina
Rummeneca (Domenica), ricordiamo a
Rummeneca de' Palme (la domenica delle palme). |
DONNI
DONNO |
Donni, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un errore
di trascrizione di Donno, che è tipicamente pugliese, del Salento
in particolare, di Corigliano d`Otranto, Lecce, Sogliano Cavour, Taviano,
Martano, Cursi, Cutrofiano e Galatina nel leccese e di Brindisi, dovrebbero
derivare dal cognomen latino Domnus,
una forma contratta del termine dominus
(signore) o anche direttamente dal
termine medioevale domnus con il medesimo
significato, probabilmente per indicare uno stato particolarmente agiato del capostipite. |
| DONNIACUO
|
Donniacuo è specifico dell'avellinese, di Montoro Superiore ed Inferiore,
con un ceppo anche a Napoli, dovrebbe derivare da Dominus
Iacuus (Signor Giacco o
Giacomo), modo in cui veniva probabilmente chiamato il capostipite. |
DONNICI
LIDONNICI |
Donnici è decisamente calabrese del cosentino, di Bocchigliero,
Mandatoriccio, Cariati, Rende e Mormanno, e del crotonese, di Crotone,
Cutro e Petilia Policastro, Lidonnici è specifico del crotonese,
di Melissa, Strongoli, Crotone e Rocca di Neto, dovrebbero derivare dal toponimo
Donnici Superiore ed Inferiore nel cosentino, o da Donnici di Roccelletta
di Borgia nel catanzarese, ma potrebbe anche trattarsi,
in qualche caso, di una forma dialettale del nome Dionigi,
probabilmente portato dal capostipite, abbiamo tracce di queste cognominizzazioni
nel 1600 a Lamezia nel catanzarese in un atto: "...Per
una parte di terra loco ditto Lo Giudeo, confine Gioanne e Gian
Battista Li Donnici e la terra Fabritio
Li Donnici, grana cinque...". |
| DONNICOLA
|
Donnicola è tipicamente pugliese, di Brindisi e Castrignano Del
Capo (LE), dovrebbe derivare dal nome del capostipite che molto probabilmente
era una persona di rispetto, il Don unito al nome Nicola era infatti riservato
a persone che occupavano un posizione di prestigio nella comunità. |
DONNINI
DONNINO |
Donnini è molto diffuso in Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio,
Donnino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, dovrebbero derivare
dal nome tardo latino Domninus, ricordiamo San Martire Donnino (Sanctus
Domninus) (284-305) e, in epoca longobarda: "...Domninus
Helenensis ecclesiae episcopus clarus habetur...", il nucleo toscano
potrebbe derivare anche dal toponimo Donnini (FI) e quello emiliano da
Borgo San Donnino (PR). Personaggio famoso è stato il pittore
Girolamo Donnini (1681-1743) nativo di Correggio (RE). |
| DONNOLI
|
Originario della Basilicata, potrebbe
derivare dal nome medioevale Donello (dono di Dio). |
| D'ONOFRIO
|
Diffuso moltissimo in tutt'Italia,
ma particolarmente nel centro sud, dovrebbe essere derivato dal nome medioevale
Onofrius. |
DONZELLA
DONZELLI
DONZELLO |
Donzella, abbastanza raro, ha un ceppo in provincia d'Imperia, uno in provincia
di Taranto ed uno nel ragusano, Donzelli è abbastanza diffuso in
tutt'Italia, con un nucleo importante in Lombardia e ceppi in Liguria,
nel modenese, nel fiorentino, nelle Marche e al sud, Donzello è
rarissomo e sembrerebbe avere un ceppo nella Sicilia meridionale e nel
veneziano, derivano dal nome medioevale Donzellus, a sua volta derivato
dal termine tardo latino domnicellus (piccolo signore), di cui abbiamo
un esempio a Pisa nel 1200: "...Ildibrandinus Rogna
quondam Ugolini Donzelli
de domo Gualandorum...", è pure possibile una derivazione
da un soprannome legato al vocabolo donzello (giovane servitore di rango),
nei territori sotto la dominazione spagnola Donzello era un aspirante nobile
al servizio del Re o di un Nobile titolato. Tracce di questa cognominizzazione
le troviamo in Irpinia nel 1200 quando il casato dei Donzello viene annoverato
tra i nobili di quella regione schierati con la fazione ghibellina. |
|
|