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DOMANICO Domanico è tipicamente calabrese del cosentino, dovrebbe derivare dal toponimo Domanico (CS).
DOMARD Molto molto raro Domard dovrebbe essere di origini fracesi e deirvare dal nome medioevale franco Domard, ricordiamo Saint Domard, un monaco seguace di San Marcolfo, morto e sepolto assieme a lui in una cappella della cattedrale di Notre Dame a Mantes cittadina ad una cinquantina di chilometri da Parigi.
DOMENEGHINI Molto molto raro è tipico della Lombardia orientale, deriva da modificazioni dialettali del termine tardo latino dominicus (contadino), tracce di questa cognominizzazione le troviamo nel bergamasco almeno dalla seconda metà del 1500 con un certo Sallustio Domeneghini di Malegno (BS) citato come docente di scienze matematiche della Scuola di Vilminore di Scalve (BG).
DOMENICA Cognome rarissimo, sembrerebbe siciliano, della zona di Caltagirone (CT), dovrebbe derivare dal fatto di essere nato il capostipite nel giorno di domenica.
DOMENICALI Domenicali è tipico dell'area che comprende il bolognese, il ferrarese ed il ravennate.
integrazioni fornite da Enrico Saviozzi
Cognome romagnolo che parrebbe derivare dal nome del giorno della settimana. Il Lanzoni narra che i primi membri giunsero al seguito di Teodorico re degli Ostrogoti nel V° secolo. Nella comunità gota, altamente militarizzata, ogni scaglione si fermava un diverso giorno della settimana (Sabattini, Domenicali o Domenichelli, ecc.).
estratto dal libro del Dr. Lanzoni detto Billo Sassoleone nella storia e nella cronaca - Santerno edizioni - Imola - 1977
"(.) Qui, cioè durante il periodo delle invasioni barbariche, accadde il primo fatto storico, documentato dalla toponomastica: Cà ed Dmanghèll, Cà Domenicali. La storia che ha il merito di farci credere vere tante panzane, il surrogato potremmo dire, di quanto successe; la storia, dico, a questo punto ci fa osservare che le tribù danubiane (ma non solo quelle), spariti i soldati romani, si mossero dalle loro contrade in cerca di uno "spazio vitale" e di facili vettovagliamenti. Trovato sguarnito il Forum Julii, il Friuli, baluardo strategico puntato verso il Nord, si gettarono sulla pianura padana con un' organizzazione che sembra spregiudicata, invece fa capire che i loro capi erano personaggi molto intelligenti e che godevano di un forte ascendente. La tribù partiva in massa: davanti i giovani armati, atti al combattimento; seguivano i cariaggi con vestiario, utensili di cucina, vecchi, donne e bambini. All'insegna di "o la va o la spacca".  Ovviamente i soldati non avevano solo l'attrattiva della conquista, della preda, ma anche il dovere di difendere la casa mobile, la famiglia. I combattenti erano divisi in sette scaglioni; un giorno di riposo alla settimana, ed il riposo veniva trascorso nella retrovia, ognuno in mezzo ai suoi. Gli scaglioni avevano un nome che corrispondeva al giorno di riposo. E così ci incontriamo ancora oggi in cognomi come Lunedei, Venieri, Sabbatani (Sabbatini, Sabbatoni), Domenicali (Domeniconi, Domenichini). (.) I Domenicali (fu diserzione? smarriti nell'inseguir selvaggina? un falso miraggio di preda? avventura pura e semplice?) trovarono nella conca Nord-Est del Monte (si tratta del Monte di Sassoleone, n.d.r.), un habitat congeniale e si fermarono. (.)".
DOMENICANTONIO Domenicantonio, molto molto raro, è specifico del romano, dovrebbe derivare da un capostipite che portasse il nome doppio composto dai nomi Domenico ed Antonio.
DOMENICHINI
DOMENICI
DOMENICO
DOMENICUCCI
Domenichini è diffuso in tutto il centronord, in particolare in Emilia e Romagna, Domenici ha un nucleo nella Toscana sudoccidentale ed uno nelle province di Roma e Rieti, Domenico, assolutamente rarissimo potrebbe essere campano, Domenicucci parrebbe tipico di Pesaro, derivano, direttamente o attraverso ipocoristici, dal nome medioevale Domenicus a sua volta derivato dal latino dominicus (servo di Dio) nome di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia Medioevale, in un atto del 23 ottobre 1193 scritto in Pavia.: "...eo modo ut de cetero suprascriptus Domenicus et eius heredes et cui dederint, preter ecclesie, hospitali, capitaneo et valvassori, habeant et teneant suprascriptam terram...".
DOMENIS Specifico di Pulfero (UD), deriva da una modificazione dialettale del nome Domenico, una frazione di Rodda di Pulfero si chiama Domenis proprio per la concentrazione di cittadini con questo cognome, ma è pure possibile che qualche cognome derivi dal toponimo.
DOMICOLI
DOMICOLO
Domicoli, estremamente raro, è tipico di Gela (CL), Domicolo ancora più raro è specifico della vicina Vittoria (RG), derivano da soprannomi originati dal termine tardo latino domicolus con il senso di piccola domus (casa) o di persona di servizio.
DOMINICI
DOMINICIS
Dominici è diffuso in tutto il centro nord ed in Sicilia, con area prevalente nella fascia che comprende Romagna, Marche, Toscana, Umbria e Lazio, Dominicis è specifico di Monte Compatri (RM) e della stessa Roma, derivano dal cognomen latino Dominicus o dal nome Domenico dato a chi era nato di domenica o da soprannomi relativi alla funzione di dominici (servitori del dominus = signore).
DOMINIANNI
DOMINIIANNI
DOMINIJANNI
DOMINIYANNI
DONNIAN
DONNIANNI
Dominianni è specifico di Catanzaro e, sempre nel catanzarese, di Sant`Andrea Apostolo dello Ionio e di Isca sullo Ionio, Dominiianni, praticamente unico, è una forma recente, dovuta ad un'errata trascrizione anagrafica, di Dominijanni, che ha un ceppo romano ed uno nel catanzarese, in particolare a Sant`Andrea Apostolo dello Ionio e Soverato, Dominiyanni ha un'unica presenza a Cagliari, Donnian, quasi unico, parrebbe avere sparute presenze in Liguria ed in Campania, Donnianni, estremamente raro, è campano, tutti questi cognomi derivano dal genitivo patronimico di Dominus Janni (Signor Giovanni), che è probabilmente il modo in cui veniva chiamato il padre del capostipite; l'uso dell'attributo Dominus in epoca medioevale e rinascimentale è comune in tutt'Italia, quando ci si rivolgesse o si indicasse un personaggio di rilievo, come poteva essere un amministratore, un medico, un avvocato, ma anche un mugnaio, un barbiere, un fabbro, o un maestro muratore, in una sentenza del 1172 leggiamo: "..Donadinus de Belax iurato dixit: "Ego eram in curia abbatis Sancti Ambrosii de Lemonta, ubi erant dominus Miro et Iohannes de Besozo et Petrus Caudavaga et Dominicus Cagalardo et Vivianus Mazaincollo, gastaldiones predicti abbatis..", a Firenze in una scrittura con la quale si autorizza l'affitto di un'abitazione si legge: "..Item deliberaverunt quod provisor Opere teneatur locare domino Iohanni de Eugubio domum in qua dictus dominus Iohannes habitat ad pensionem pro uno anno proxime futuro initiando die primo novembris proxime futuri 1430 pro pretio florenorum auri triginta ad omnem requisitionem dicti domini Iohannis cum pactis, promissionibus, obligationibus, renumptiationibus et precepto guarantigie et aliis in similibus contractibus apponi consuetis..", ad esempio tra i laureati dell'Università di Parma nel XVI° secolo troviamo il medico: "..Dominus Johannes Cassia in artibus et medicina 1579 die 16 Februarii..".
ipotesi proposta da Vincenzo Dominijanni
Dominijanni (la J si legge come in Juve o Jonio) è un cognome composto da un doppio genitivo, quindi, equivale a "Domini" "Joannes" (col genitivo "Janni" in luogo di "Joannes"). Significa: Giovanni del Signore. Fu tradotto in latino dal cognome originale di lingua greca poiché "Sant'Andrea Apostolo dello Jonio", paese in provincia di Catanzaro in cui il cognome Dominijanni origina, fu fondato da una Comunità di Monaci provenienti dalla Grecia. Nel dialetto di Sant'Andrea si ritrovano ancora molte altre parole di origine greca.
DOMINIONI Dominioni ha un ceppo lombardo, in particolare a Lonate Caccivio, Como ed Oltona di San Mamette nel comasco, con presenze significative anche a Milano, ed un ceppo molto piccolo nel Lazio, dovrebbe derivare da Dominus Jonni (Signor Giovanni), come veniva probabilmente chiamato il capostipite, evidentemente molto considerato presso la sua comunità.
DOMIZI
DOMIZIA
DOMIZIO
Domizia sembrerebbe unico, è probabilmente laziale, Domizi è tipico dell'Italia centrale, in particolare delle province di Macerata, Terni e Roma, Domizio, tipico del napoletano, ha un piccolo ceppo nell'anconetano ed uno nel pescarese, questi cognomi dovrebbero derivare dal nome della Gens plebea romana Domitia o direttamente dal suo nome gentilizio Domitius.
DOMIZIANA
DOMIZIANI
DOMIZIANO
Domiziana, quasi unico, parrebbe campano, Domiziani sembrerebbe decisamente umbro, tipico di Terni e di Gualdo Cattaneo nel perugino, Domiziano è assolutamente rarissimo e sembrerebbe meridionale, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal cognomen romano Domitianus, spesso derivano anche dal fatto di essere stati i capostipiti liberti della Gens Domitia o di essere originari di aree di proprietà di personaggi della stessa Gens.
DOMMARCO Dommarco, estremamente raro, è campano, con un piccolissimo ceppo nel napoletano ed uno nel potentino, dovrebbe derivare da Dominus Marcus (Signor Marco), che è probabilmente il modo in cui veniva chiamato il capostipite, troviamo tracce di questa nobile famiglia nel 1500, nella seconda metà del secolo una Silvia Dammarco sposa Andrea Coppola Real Capitano (Governatore) della città di Angri nel salernitano.
DON Don ha un ceppo bresciano a Salò, Vobarno e Roè Volciano, uno nel padovano e nel veneziano ed uno a   Manzano (UD) e nell'udinese, dovrebbe derivare dal toponimo trentino Don, ma potrebbe anche trattarsi di una forma dialettale del nome medioevale Donus (vedi DONI), o, anche se improbabile, di una forma tronca del nome Donato.
DONA
DONA'
Donà è tipicamente veneto, molto diffuso in tutte le province venete e nel Trentino, presente anche in modo significativo in provincia di Latina, probabilmente a seguito dell'emigrazione in epoca fascista mirante alla bonifica delle aree paludose delle paludi pontine con la creazione dal nulla di città come Littoria, l'attuale Latina e Sabaudia, Dona,molto più raro, presente soprattutto nel padovano, con un piccolo ceppo a Grottole (MT) è probabilmente spesso dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero comunque entrambi derivare da forme dialettali contratte del nome Donato o Donadeus.
DONADEI
DONADEO
DONADIO
Donadei è molto raro, ha un ceppo certo nel Salento e probabilmente altri ormai pressocchè estinti, Donadeo, sempre molto raro, oltre al ceppo salentino, ne ha anche uno nel napoletano, Donadio è molto diffuso dal Lazio al cosentino, comprendendo il napoletano e salernitano e la Basilicata, derivano dal nome gratulatorio medioevale cristiano Donadeus di cui abbiamo un esempio nel Codice Diplomatico della Lombardia medievale, dove, all'anno 1189, in un atto di vendita scritto in Pavia, leggiamo: "...In burgo Papie. Donadeus Cavalerius et Petracius eius filius , qui professi sunt vivere lege Longobardorum, ipso Donadeo eidem filio suo consenciente, vendiderunt Henrico filio quondam Appiani Tornatoris ..:".  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Umbria a Narni (TR) nel 1200: "...Eodem die in domo Episcopali coram Rainaldo Donadei, et Nicolao de Cese, Bonacursus Manfredutij promisit, dedit, concessit, et tradidit ipsi ..:".
DONADEL
DONADELLI
DONADELLO
DONADI
DONADINI
DONADO
DONADON
DONADONA
DONADONI
DONADONO
DONADU
DONATELLA
DONATELLI
DONATELLO
DONATI
DONATIELLO
DONATINI
DONATO
DONATONE
DONATONI
DONATUCCI
Donadel ha un grosso ceppo veneto nel trevisano e veneziano, con ceppi anche nel bellunese, pordenonese e padovano, presenta inoltre un ceppo friulano nel goriziano e triestino ed uno nel carrarese, Donadelli è diffuso al nord, con la presenza di più nuclei, nell'area delle provincie di Reggio Emilia e Modena, di Milano, Bergamo e Lodi, di Vicenza e forse anche nelle Venezie, Donadello è assolutamente veneto, soprattutto del vicentino e del padovano, Donadi, comunque veneto, è del trevisano, di Treviso, Oderzo, Ponte di Piave, Salgareda, Breda di Piave e San Polo di Piave, Donadini, decisamente meno diffuso, è anch'esso dell'area trevigiana con presenze anche nel veneziano, Donado, quasi unico, è probabilmente una forma tronca di Donadon, che è anch'esso veneto dell'area trevisano, veneziana, con presenza anche nel bellunese e pordenonese, Donadona, molto molto raro, è del napoletano, Donadoni parrebbe di origine bergamasca, Donadono è specifico di Napoli, Donadu, rarissimo, è del sassarese, Donatella, molto molto raro, sembrerebbe panitaliano, Donatelli ha un nucleo nel veronese, uno in Umbria, uno molto importante abruzzese e almeno due nelle Puglie, Donatello, molto raro, ha un ceppo veneto tra veronese, vicentino e padovano, ed uno nel salernitano, Donati è enormemente diffuso in tutto il centro nord, Donatiello è molto diffuso in Campania, in particolare nel casertano, beneventano e soprattutto avellinese, con un piccolo ceppo nel potentino ed uno rilevante tra brindisino e tarantino, Donatini ha un ceppo nell'area di confine tra Lombardia, Trentino e Veneto, e un nucleo nell'areale descritto dalle provincie di Ravenna, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia e Lucca, Donato è uniformemente distribuito in tutt'Italia, Donatone ha un ceppo romano, uno in provincia di Cambobasso a Trivento ed a Campobasso stessa, ed un ceppo a Gioia Del Colle e Bari nel barese, Donatoni sembra tipico del veronese, di Sant`Ambrogio di Valpolicella, Pescantina e San Pietro in Cariano, Donatucci, abbastanza raro, sembrerebbe specifico dell'area abruzzese, molisana, del pescarese, teatino ed iserniese. Questi cognomi possono derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche o accrescitive, sia dal nome Donato e da sue alterazioni dialettali, come dal cognomen Donatus e Donatianus. La famiglia Donati di Firenze è stata senza ombra di dubbio una delle famiglie nobili più importanti, favorita con onori e cariche dagli imperatori germanici, ebbe in Corso Donati di Simone, nel 1300, capo della fazione guelfa dei Neri, il suo rappresentante più importante.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
DONADU; DONATI; DONATO: donadu o donau significa donato; dal latino dono = dare, donare. Donadu è chiaramente sardo, mentre gli altri due sono propri della penisola. Può avere il significato di donato dalla sorte, quindi trovato: agattau in sardo; oppure dono di Dio, Deodato, o ancora, dato in affidamento: a fillu de anima, noi diciamo; o altro ancora. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, è citato un certo Donatu (320)servo di San Nicola, ma non sappiamo se sia il nome o il cognome: Ego Iacobu, priore de Trullas; favellaitimi (mi ha parlato) su episcopu de Plovache (Ploaghe) donnu Gosantine Thonchellu, pro dare a Donatu, ki fuit servu de Trullas (per dare Donato, servo di San Nicola), ad esser maritu de Maria Surtalu, ki fuit anchilla sua ( ad essere marito di Maria Surtalu, che era sua serva. Nell'opera di Giovanni Francesco Fara "De Rebus Sardois II°", (quando cita i governatori bizantini della Sardegna, nominati per volontà dell'imperatore Giustiniano): .Eodem etiam tempore Iustinianus mandavit ducem in Sardinia a Belisario ordinari qui milites  pro locorum custodia necessarios in ea haberet et Sardos ab omni hostium incursione illaesos defenderet.(in quei frangenti Giustiniano ordinò che fosse nominato da Belisario un governatore in Sardegna, che avesse  un valido contingente per la difesa di quei luoghi e proteggesse la popolazione dalle incursioni nemiche). Et..Fuerunt autem duces:.(questi i governatori): anno 588 Edantius Sardiniae dux; anno 590 Theodorus Sardiniae dux; et Donatus eius officialis;.Et. -  Attualmente il cognome Donadu è presente in soli 16 Comuni italiani, di cui 9 in Sardegna: Sassari 9, Chiaramonti 7, La Maddalena 4, etc. Il cognome Donato è invece presente in 865 Comuni italiani, di cui 4 in Sardegna: Quartu 6, Cagliari 5, Capoterra 3, Isili 3. Donati è presente in ben 1278 Comuni italiani di cui 6 in Sardegna: Sassari 15, Arzachena 5, P. Torres 3, etc.
DONDI
DONDINI
DONDO
Dondi ha un nucleo emiliano ed uno nella Lombardia sudoccidentale, Dondini è tipico bolognese, Dondo specifico della Liguria e del savonese in particolare, dovrebbero derivare dal nome medioevale Dondus di cui abbiamo un esempio in una Charta venditionis dell'anno 725 a Treviso: "...et de alio capite tenente Predicerno con nepte sua Ticiana, ex uno latere pussedente heredes Dondi, ex alia uero parte procurrente..." e in una  Charta de accepto mundio dell'anno 773 dove leggiamo: "...Signum + manus Liutpert uiri deuoti de uico Uetorinus filius bone memorie Dondo ... testis.". Tracce di queste cognominizzazioni le troviamo a Firenze nel 1300 con l'erudito e scrittore Johannes Dondi de Padua, a Genova nel 1600 con i cartai Giovanni e Nicola Dondo di Voltri.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Secondo F. Violi, Cognomi a Modena e nel Modenese, 1996, DONDI è la cognominizzazione del nome personale longobardo Tundo, Thundo, che riflette l'ant. nordico dhundr = uomo, eroe.
DONEGAGLIA Donegaglia, assolutamente rarissimo, è specifico del ravennate, di Riolo Terme e Faenza, dovrebbe derivare dal nome della località Donegaglia ad una ventina di chilometri ad ovest di Faenza, probabile luogo d'origine del capostipite.
DONEGANI
DONEGATTI
Donegani, estremamente raro, ha un ceppo nel comasco ed uno nel trentino, Donegatti, molto raro, parrebbe del rovigoto, potrebbero derivare da etnici di toponimi come Donegano (CO) frazione di Moltrasio, Cadoneghe (PD) o Valdoneghe (VR).
DONELLI
DONELLO
Donelli è originario dell'area compresa tra Lombardia sud orientale ed Emilia, Donello, estremamente raro, sembrerebbe del vicentino, derivano dal nome medioevale Donellus (dono di Dio); di queste cognominizzazioni abbiamo un esempio in questo scritto del 1529: "...Nec eius solum scientiae; sed elegantium etiam literarum Professoribus, Petro Uctorio, Frobortello, carerisque clarissimis Italis, carissimus, imo admirationi fuit Biturigibus autem inprimis Fruncisco Duareno, Hugone Donello, reliquisque Ictis familiariter usus. ...".
DONEDDU Decisamente sardo, dovrebbe derivare da un nome dato ad un neonato originato dal diminutivo del vocabolo sardo donu (dono) ad indicare che il bimbo era un piccolo dono di Dio.
DONGHI
DONGO
Donghi, tipicamente lombardo, è specifico in particolare dell'area bergamasca, milanese e lecchese , che dovrebbe essere l'areale d'origine, Dongo, assolutamente rarissimo, ha un ceppo nel milanese ed uno a Genova, dovrebbero derivare dal toponimo Dongo sul lago di Como, tracce di queste cognominizzazioni le troviamo in Polesine nel 1600 con la famiglia Donghi, di apparente origine bergamasca, indicata tra le famiglie illustri e abbienti della zona.
DON GIACOMO
DONGIACOMO
Don Giacomo, praticamente unico, dovrebbee essere dovuto ad un errore di trascrizione di Dongiacomo, che è specifico di San Marcellino nel casertano, dovrebbe derivare da un capostipite di nome Giacomo, probabilmente prete ortodosso, oppure una persona di rilievo, tanto da meritarsi il titolo di Don.
DON GIOVANNI
DONGIOVANNI
Don Giovanni è quasi unico, si tratta probabilmente di errori di trascrizione del cognome Dongiovanni, che è tipicamente pugliese.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nell'unione fra il termine don (dal latino dominus, signore) e il nome medioevale Giovanni, ad indicare che il capostipite era un certo signor Giovanni (vedi Sorgiovanni). In questo genere di cognomi, però, va notato che il termine don potrebbe assumere un valore di rispetto, forse in riferimento a un particolare status sociale: ancora oggi, ad esempio, usiamo apostrofare i preti con l'appellativo don e, nel caso dei cognomi Don Giovanni e Dongiovanni, non è escluso che i capostipiti fossero appunto dei preti, più probabilmente ortodossi - i preti ortodossi, in effetti, hanno la possibilità di sposarsi ed avere figli (per una spiegazione più approfondita, vedi Papadopoli).
DONI
DONO
Doni ha un ceppo tra veneziano e rovigoto ed uno tra fiorentino e pisano, Dono, assolutamente rarissimo, potrebbe essere del tarentino, dovrebbero derivare dal nome gratulatorio medioevale Donus, forma contratta di Donus Domini (regalo del Signore) di cui abbiamo un esempio in un atto del 1232: "Era MªCCª XXXª IIª et quot V kalendas iunii.. ..Prefatus Donus Pelagius Ruderici maritus meus suam medietatem michi dedit pro arris meis et/ sic erat mea tota quam hereditatem totam et integram vobis do ut predictum est tali tam/ pacto quod vos detis eam domno Ruderici...".
DONIA Donia è tipicamente siciliano del messinese, di Messina, Monforte San Giorgio, Torregrotta e San Pier NIceto e di Palermo, dovrebbe essere giunto in Sicilia con l'imperatore svevo e derivare dal nome della città di Donia, probabile luogo d'origine del capostipite,  nella regione che attualmente si chiama Danimarca: ".. episcopatum Bremensem, comitatum Oldenburgensem, Frisiam utramque et Hollandiam inhabitarunt. gens enim Saxonum, ut scribit Fabius Quaestor Ethelwerdus,  et ipse ex Saxonum stirpe regia, in toto erat maritima a Rheno flumine usque ad Doniam urbem quae nunc vulgo Dane-marc nuncupatur. ..".
DONIDA Sembra di origine dell'area tra il milanese ed il cremonese, potrebbe derivare dal toponimo Oneta (BG), come potrebbe derivare da una deformazione dialettale del nome Donata.
DONINI Dovrebbe avere più zone d'origine, un nucleo nel bresciano e veronese, uno nel bolognese, uno nella zona di Forlì, Rimini e Pesaro, dovrebbe derivare dal nome medioevale Dono (dono di Dio).
DONISELLI
DONISI
Doniselli dovrebbe essere della zona tra le provincie di Milano Novara e Pavia, Donisi ha un ceppo veronese ed uno campano originario probabilmente della zona di Ceppaloni ed Arpaise (BN), derivano dal nome tardo latino Dionysius. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo ad Olgiate Olona (VA) nel 1600, negli atti della parrocchia, nel registro dei morti, il parroco Don Giovanni Battista Crespi il 13 gennaio 1631 registra la prima morte della peste cosiddetta manzoniana, una certa Margarita de Donisi, il ceppo beneventano dovrebbe essere di origini francesi e derivare da un'alterazione del cognome Denicy che giunse nel regno di Napoli verso il 1250.
integrazioni fornite da Giovanni Grimaldi
Il cognome Donisi è diffuso nell'area beneventana, dove di esso esistono alcune varianti (Dionisio, Dionisi, Iadonisi, Dionizio, ecc.), ma è presente anche nell'area napoletana. Il cognome originario deriva molto probabilmente dalla forma De Dionisio, derivato cioè dal nome proprio Dionisio (Colui che appartiene a Dioniso, il Dio greco del vino e della vita). Il cognome significava dunque Figlio (o seguace) di Dionisio e nei secoli subì le modifiche che fecero nascere le sue varianti. Ad esempio nel caso Donisi il cognome originario perse la particella derivativa De e divenne quindi solo Dionisio e poi Dionisi, per diventare definitivamente Donisi, sempre per contrazione del dittongo io. Il cognome è attestato in Ceppaloni almeno dal XV° secolo con un certo Joanne De Dionisio, notabile locale, testimone in un processo della Baronessa del paese. Nei secoli XVI°-XVII° la famiglia si era diffusa poi in vari rami nella zona di Ceppaloni, dove fu fra le famiglie notabili locali. Le varie famiglie dell\'area beneventana forse sono dunque riconducibili ad un unico casato originario.
DONIZETTI
DONIZZETTI
Donizetti è tipico dell'area che comprende le province di Bergamo e Lecco, Donizzetti sembrerebbe avere un ceppo nel milanese, uno nel padovano ed uno nel napoletano, dovrebbero derivare da modificazioni ipocoristiche del nome latino di origine greca Dionisus o Dionisyus. Personaggio di assoluto rilievo è stato il compositore bergamasco Gaetano Donizetti (1797 - 1848) famoso soprattutto per le sue opere liriche.
DONNA Dovrebbe avere almeno due ceppi, uno bresciano ed uno piemontese, quello piemontese dovrebbe derivare dal toponimo Donna (AL), ma potrebbero entrambi derivare dal cognomen femminile latino Domna.
DONNARUMMA Tipico campano, della zona di Castellammare di Stabia e Gragnano (NA), e di Scafati (SA), dovrebbe derivare da un appellativo dialettale per: quelli della signora Domenica, da domina Rummeneca (Domenica), ricordiamo a Rummeneca de' Palme (la domenica delle palme).
DONNI
DONNO
Donni, che sembrerebbe unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione di Donno, che è tipicamente pugliese, del Salento in particolare, di Corigliano d`Otranto, Lecce, Sogliano Cavour, Taviano, Martano, Cursi, Cutrofiano e Galatina nel leccese e di Brindisi, dovrebbero derivare dal cognomen latino Domnus, una forma contratta del termine dominus (signore) o anche direttamente dal termine medioevale domnus con il medesimo significato, probabilmente per indicare uno stato particolarmente agiato del capostipite.
DONNIACUO Donniacuo è specifico dell'avellinese, di Montoro Superiore ed Inferiore, con un ceppo anche a Napoli, dovrebbe derivare da Dominus Iacuus (Signor Giacco o Giacomo), modo in cui veniva probabilmente chiamato il capostipite.
DONNICI
LIDONNICI
Donnici è decisamente calabrese del cosentino, di Bocchigliero, Mandatoriccio, Cariati, Rende e Mormanno, e del crotonese, di Crotone, Cutro e Petilia Policastro, Lidonnici è specifico del crotonese, di Melissa, Strongoli, Crotone e Rocca di Neto, dovrebbero derivare dal toponimo Donnici Superiore ed Inferiore nel cosentino, o da Donnici di Roccelletta di Borgia nel catanzarese, ma potrebbe anche trattarsi, in qualche caso, di una forma dialettale del nome Dionigi, probabilmente portato dal capostipite, abbiamo tracce di queste cognominizzazioni nel 1600 a Lamezia nel catanzarese in un atto: "...Per una parte di terra loco ditto Lo Giudeo, confine Gioanne e Gian Battista Li Donnici e la terra Fabritio Li Donnici, grana cinque...".
DONNICOLA Donnicola è tipicamente pugliese, di Brindisi e Castrignano Del Capo (LE), dovrebbe derivare dal nome del capostipite che molto probabilmente era una persona di rispetto, il Don unito al nome Nicola era infatti riservato a persone che occupavano un posizione di prestigio nella comunità.
DONNINI
DONNINO
Donnini è molto diffuso in Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Donnino, assolutamente rarissimo, sembrerebbe napoletano, dovrebbero derivare dal nome tardo latino Domninus, ricordiamo San Martire Donnino (Sanctus Domninus) (284-305) e, in epoca longobarda: "...Domninus Helenensis ecclesiae episcopus clarus habetur...", il nucleo toscano potrebbe derivare anche dal toponimo Donnini (FI) e quello emiliano da Borgo San Donnino (PR).  Personaggio famoso è stato il pittore Girolamo Donnini (1681-1743) nativo di Correggio (RE).
DONNOLI Originario della Basilicata, potrebbe derivare dal nome medioevale Donello (dono di Dio).
D'ONOFRIO Diffuso moltissimo  in tutt'Italia, ma particolarmente nel centro sud, dovrebbe essere derivato dal nome medioevale Onofrius.
DONZELLA
DONZELLI
DONZELLO
Donzella, abbastanza raro, ha un ceppo in provincia d'Imperia, uno in provincia di Taranto ed uno nel ragusano, Donzelli è abbastanza diffuso in tutt'Italia, con un nucleo importante in Lombardia e ceppi in Liguria, nel modenese, nel fiorentino, nelle Marche e  al sud, Donzello è rarissomo e sembrerebbe avere un ceppo nella Sicilia meridionale e nel veneziano, derivano dal nome medioevale Donzellus, a sua volta derivato dal termine tardo latino domnicellus (piccolo signore), di cui abbiamo un esempio a Pisa nel 1200: "...Ildibrandinus Rogna quondam Ugolini Donzelli de domo Gualandorum...", è pure possibile una derivazione da un soprannome legato al vocabolo donzello (giovane servitore di rango), nei territori sotto la dominazione spagnola Donzello era un aspirante nobile al servizio del Re o di un Nobile titolato.  Tracce di questa cognominizzazione le troviamo in Irpinia nel 1200 quando il casato dei Donzello viene annoverato tra i nobili di quella regione schierati con la fazione ghibellina.

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