| EBERTO
|
Eberto, quasi unico, ora presente solo in Piemonte, dovrebbe essere originario
di Campobasso e dovrebbe derivare dalla contrazione del nome medioevale
di origini germaniche Heribertus. |
EBREI
EBREO |
Ebrei è unico, Ebreo, assolutamente raro, Ebreo ha un ceppo a Portocannone
in Molise, si dovrebbe trattare di cognomi etnici attribuiti ,all'epoca
della formazione del cognome, appunto a persone di razza ebraica e che
allora professavano appunto quella religione. |
| ECCA
|
Ecca è tipicamente sardo, della parte sudoccidentale dell'isola,
di Villacidro, Gonnosfanadiga ed Arbus nel Medio Campidano e di San Sperate
ed Elmas nel cagliaritano, dovrebbe derivare da un soprannome originato
dal termine sardo campidanese ècca
(cancello).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ECCA: ecca, gècca, jècca,
in Campidano; yàcca, yàga, iacca
in altre parti dell'isola è il cancello
dei poderi rustici o anche dei cortili delle case: in legno o ferro, generalmente
a stecche; mentre il cancello chiuso è chiamato su portabi o portali
o portale = portone, portale. In latino iacca. Nei passi di montagna è
sinonimo di enna, genna (vedi Enna). La voce, nelle diverse uscite, è
presente come toponimo in tutto il territorio della Sardegna. È
presente come cognome nei documenti antichi della lingua e della storia
della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
figurano: Eccha (de) Joanne, ville de Sancto Gavino. (* Sancto Gavino.
San Gavino Monreale - Contrate o Partis Montis Regalis); Eccha Mariano,
jurato ville Lunamadrona (* Lunamadrona.odierno Lunamatrona. Contrate Marmille);
Echa (de) Mariano, jurato ville Maassama ( * Maassama.odierno Maassama.
Campitani Majoris). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°,
XIII°, troviamo un certo Mariane de Iaca, in una compera( 116) di terra,
in località Puçu Passaris (tra Romana e Cheremule): comporaili(ho
comprato)a Petru Murtinu, ki fuit servu de Maria de Athen, sa domo sua
de Puçu Passaris, cun tota sa corte ki abeat isse comporatu a Mariane
de Iaca, et ,.VII .sollos de terra ki abeat isse comporatu assos
de Bosove..testes. Attualmente il cognome Ecca è presente in 76
Comuni italiani, di cui 33/377 in Sardegna: Villacidro 97, Gonnosfanadiga
49, San Sperate 41, Arbus 22, etc., |
ECCHER
ECKER
HECHER |
Eccher è specifico del Trentino, le forme più tedesche Ecker
ed Hecher sono tirolesi e sono estremamentre rare, derivano dal vocabolo
germanico eck (altura,
colle) e starebbe ad indicare gente che proveniva da zone collinari. |
| ECCLI
|
Eccli è tipico del Trentino di Salorno (BZ) e di Grumes (TN) con
un ceppo anche a Verrona, dovrebbe essere di origine germanica derivando
da un soprannome originato dal vocabolo ecklin,
il diminutivo del termine cimbro eicke
(dosso, piccolo monte), forse ad identificare
le caratteristiche della località di provenienza della famiglia. |
| EDERLE
|
Ederle è specifico del veronese, di Verona, Grezzana e Sona, potrebbe
derivare da un nome arcaico di località caratterizzata dalla presenza di
un bosco di ontani, che in tedesco si chiamano erlen. |
EGIDI
EGIDIO |
Egidi è tipico della fascia centrale che comprende l'anconetano,
il maceratese, il Piceno in particolare, e soprattutto il Lazio, il reatino
ed il romano con massima concentrazione, Egidio, molto raro, ha un ceppo
a Santa Paolina nell'avellinese, a Napoli e Somma Vesuviana nel napoletano
ed a Manfredonia nel foggiano, dovrebbero derivare da capostipiti di nome
Egidio. |
EGIZI
EGIZIO |
Egizi, molto molto raro, ha un piccolo ceppo romano ed uno pescarese, Egizio
è specifico di Brusciano e Mariglianella nel napoletano, circa l'origine
etimologica di questi cognomi, si possono formulare due ipotesi, la prima,
che derivino da un soprannome originato dal fatto che il capostipite fosse
stato in Egitto o ne provenisse, la seconda, che si tratti di un cognome
di fantasia attribuito ad un trovatello, magari con genitrice egiziana. |
EGGMAN
EGGMANN
EGMAN |
Eggman è lombardo del milanese ed è praticamente unico, proprio
come Eggmann, Egman, assolutamente rarissimo, è tipico del bergamasco,
di Olmo al Brembo e San Giovanni Bianco, dovrebbero essere di origini tedesche
e derivare da un vocabolo medioevale germanico composto dai termini egge
(erpice o aratro) e mann (uomo),
con il probabile significato di contadino che ari i campi o li dissodi,
probabile mestiere del capostipite. |
EINAUDI
INAUDI |
Einaudi è tipico di Cuneo e del cuneese, con un ceppo secondario
a Torino, Inaudi è sempre specifico del cuneese, di Costigliole
Saluzzo, Cuneo e Roccabruna.
integrazioni fornite da Giacomo
Ganza
questo cognome, diffuso soprattutto in Piemonte, abbastanza noto è
originario della Val Maira in provincia di Cuneo è di origine germanica.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
In effetti, il nome Einaudo o Inaudo (da cui i cognomi piemontesi Einaudi
e Inaudi) trae origine dal personale germanico Aginwald,
attraverso la mediazione del francese Enaud
o Hinaud, col significato di abile
nel maneggiare la spada (dall'unione dei termini agin,
cioè lama, spada, e wald,
che letteralmente significa governare
e, in questo contesto, va inteso nel senso di maneggiare,
brandire). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
| EIRALE
|
Eirale è tipico di Alba nel cuneese, dovrebbe derivare da un'alterazione
dialettale del nome germanico Hariwald,
a sua volta originato dall'unione dei termini medioevali germanici hari
(esercito) e wald
(governo), con il senso di colui che
guida l'esercito. |
| ELARTI
|
Elarti, quasi unico, sembrerebbe veneto e dovrebbe derivare da un termine
dialettale arcaico con il significato di altiero, borioso, superbo, probabilmente
a sottolineare una caratteristica del capostipite. |
ELETTA
ELETTI
ELETTO |
Eletta, quasi unico, ha qualche presenza nel napoletano e nel tarantino,
Eletti ha un ceppo a Tivoli e Roma nel romano ed uno a Matera ed a Taranto,
Eletto ha un piccolo ceppo a Mereto di Tomba nell'udinese, uno altrettanto
piccolo a Jelsi nel campobassano, uno a Napoli e nel napoletano e salernitano,
uno a Montescaglioso e Bernalda nel materano ed uno a San Marzano di San
Giuseppe nel tarantino, tutti questi cognomi dovrebbero derivare dal nome
medioevale Electus, con il significato
di scelto dal Signore, nome probabilmente
attribuito ai capostipiti per devozione o perchè molto desiderati
dai loro genitori. |
ELEUTERI
ELEUTERIO |
Eleuteri è tipico della fascia centrale che comprende il perugino,
il maceratese, il Piceno, il teramano, l'aquilano, il reatino ed il romano,
con massima concentrazione proprio a Roma, Eleuterio, molto molto raro,
sembra essere tipico di Spoltore nel pescarese e di Casalbordino nel teatino.
integrazioni di Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Eleuterio,
l'italianizzazione cioè del personale greco Eleftherios,
col significato letterale di libero
(vedi Libera). In conclusione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
ELIA
ELIAS |
Molto diffuso in tutto il sud Italia Elia, estremamente raro è decisamente
sardo Elias, derivano dal nome biblico Elias. |
| ELIANTONIO
|
|
ELISABETTINI
ISABETTINI |
Elisabettini, assolutamente rarissimo, è del pesarese, Isabettini,
leggermente meno raro, è sempre del pesarese e dell'anconetano,
dovrebbero derivare direttamente o tramite aferesi da una forma ipocoristica
del nome Elisabetto, nome prevalentemente
usato nella forma femminile, ma anticamente utilizzato anche al maschile
e che probabilmente era portato dal capostipite. |
| ELISEO
|
Un ceppo nella provincia di Napoli e Caserta, uno in provincia di Roma,
e forse uno in provincia di Trapani, deriva dal nome greco Elyseos (paradiso).
integrazioni fornite da Aldo Piglia
Milano
In linea generale l'adozione di nomi legati al culto cristiano rappresentano
una parte rilevante, mentre quelli di derivazione diretta pagana sono pochi
(Diana, probabilmente la più comune, poi i Mercurio, Minerva, ecc.).
Quindi ritengo che l'uso del personale Eliseo si riferisca, più
che ai Campi Elisi, al nome del 2° profeta di Israele, successore di
Elia. |
| ELLARO
|
Tipicamente friulano, dovrebbe derivare dal nome medioevale Hellarus, una
modificazione del nome Hilarius, tracce di questa cognominizzazione le troviamo
a Venezia in un atto del 1137 sottoscritto dal notaio Vitale Ellaro. |
| ELLI
|
Tipico del milanese e di Carugo e Mariano Comense nel comasco, potrebbe
derivare dal toponimo Ello (LC) o Dello (BS), come si può evincere
da questo testo tratto dal Codice Diplomatico della
Lombardia medievale sotto l'anno 1171: "...Iohanne
et Anselmo et Oberto, filiis quondam Beati
da Ello, argenti denariorum bonorum Mediolanensium
libras quatuor et duodecim...". |
| ELLUL
|
Cognome originario dell'isola di
Malta, deriva dall'identificativo ebraico del sesto mese del calendario
ebraico (i dodici mesi soli-lunari del calendario ebraico (Nisan, Yaar,
Sivan, Tamuz, Av, Ellul, Tishrei, Cheshvan, Chislev, Tevet, Shvat, Adar),
è il mese che precede le festività più importanti,
le prime tracce di questo cognome risalgono alla seconda metà del
1400, quando un profugo ebraico sbarcò a Malta proveniente forse
dall'Asia minore. |
ELMI
ELMINI
ELMINO
ELMO
ELMONE
ELMONI |
Elmi ha un nucleo tra Bologna e Firenze ed un ceppo importante tra Bari,
Andria e Polignano A Mare, Elmo ha piccoli ceppi nel messinese, nel cosentino
e nel napoletano, Elmini, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere presenze
in Toscana ed in Lombardia, Elmino, quasi unico, sembrerebbe campano, Elmone
ed Elmoni, ormai scomparsi in Italia, potrebbero essere ancora rappresentati
all'estero, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche
o accrescitive, dall'aferesi di nomi come Anselmo
o Guglielmo. |
| ELTRUDIS
|
Molto molto raro è specifico di Iglesias, dovrebbe derivare da modificazioni
dialettali del nome Geltrude. |
ELVETI
ELVEZI
ELVEZIO |
Elvezi ed Elveti sono praticamente unici, Elvezio, assolutamente rarissimo,
parrebbe del napoletano, questi cognomi potrebbero derivare dal fatto che
il capostipite fosse di razza elevetica, gli elvezi erano una popolazione
celtica stanziata tra l'odierna Svizzera e la Germania meridionale, questi
cognomi potrebbero risalire quindi al 1495, epoca dell'invasione di Napoli
da parte di Carlo VIII°, re di Francia, con truppe svizzere, che furono
però costrette ad abbandonare la città dopo pochi mesi lasciando
forse qualche elemento che aveva deciso di abbandonare l'esercito francese,
ma è pure possibile una derivazione dal nome italiano Elvezio. |
EMANUEL
EMANUELE
EMANUELI
EMANUELLE
EMANUELLI
EMMANUELE
EMMANUELI
EMMANUELLI
EMMANUELLO |
Emanuel è tipicamente piemontese, sembrerebbe in particolare dell'astigiano,
Emanuele, molto diffuso al sud, è principalmente siciliano, Emanueli
ha un piccolo ceppo lombardo tra milanese e pavese che arriva al piacentino,
con presenze anche nello spezzino e nel perugino, Emmanueli, così
come Emmanuelli, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, Emanuelle è quasi unico ed è
probabilmente dovuto ad errori di trascrizione di Emanuelli, che è
diffuso nell'Italia settentrionale centroccidentale con sporadiche presenze
anche al centro, Emmanuele è decisamente siciliano, del catanese
e del siracusano in particolare, Emmanuello è tipico di Gela nel
nisseno, tutti questi cognomi dovrebbero derivare
dal nome ebraico Immanuel, che significa
Dio è con noi, giunto in Italia tramite la tradizione cristiana
nella sua versione greca Emmanuel,
nome probabilmente portato dai capostipiti. |
| EMIDIO
|
Emidio, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario della Magna Grecia
e dovrebbe derivare da una distorsione del nome latino Aemilius,
portato probabilmente dal capostipite, è anche possibile, ma solo
molto meno probabile, una derivazione dal nome sabino arcaico Aemidius. |
EMILI
EMILIA
EMILIETTI
EMILIO
EMILIONE
EMILIOZZI
EMILIUCCI |
Emili è specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria
e Lazio, con un ceppo anche a Trieste e nel goriziano e triestino, Emilia,
assolutamente rarissimo, è panitaliano, Emilietti, praticamente
unico, è del nord, Emilio, molto molto raro, ha un ceppo napoletano,
uno reggino ed uno ragusano, Emilione, quasi unico, è calabrese,
Emiliozzi, specifico della fascia centrale che comprende Marche, Umbria
e Lazio, è soprattutto specifico del maceratese, Emiliucci è
praticamente scomparso, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente
o tramite forme ipocoristiche o accrescitivi, dal nome della Gens
Aemilia, un'antichissima famiglia patrizia sabina, esistente
già ai tempi di Romolo, che si dislocò proprio nella zona
marchigiana, umbro, abruzzese e laziale, dal nomen latino Aemilius
(affabile), o dal nome italiano Emilio
da quello derivato. |
EMMA
EMME
EMMI |
Emma, siciliano, è originario delle provincie di Enna e Caltanissetta,
Emme, quasi unico, potrebbe avere anche un piccolo ceppo nel catanese,
Emmi è specifico del catanese, di Linguaglossa, Catania e Giarre,
con presenze significative anche a Lentini nel siracusano ed a Messina,
dovrebbero derivare dal nome medioevale normanno Emme,
Emma già in uso anche presso
i Galli Senoni, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio nella seconda
metà del 1200 in un atto: "...Carta Emme
quondam vxoris Roberti filii sacerdotis vidua Alicie et Juliane filiabus
Rogeri de Sancto Edmundo de tribus acris terre cum pertinentiis in suburbis
Colcestr...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
EMMA - Cognome che viene dal personale di origine germanica EMMA
risultante dall'apocope di nomi inizianti con ERM
(esempio : Ermingard). La radice originale
è ERMIN (cfr. Förstemann
473), nome del semidio che diede la denominazione alla tribù degli
Herminones, come li chiama Tacito (Germania, II/2). Il personale EMMA
si è sviluppato da *ERMA, con
caduta della 'r' intermedia, come avviene spesso nell'onomastica germanica
per le forme ipocoristiche. Esempio: Benno da Bernhard. |
| EMO
|
Emo, assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del reggino, dovrebbe
derivare da forme aferetiche di nomi come Guglielmo o Anselmo. |
ENA
ENAS |
Ena è decisamente sardo, molto diffuso a Decimoputzu nel cagliaritano
ed a Bitti nel nuorese, con ceppi a Cagliari, Sassari ed Olbia, Enas, molto
raro, ha un piccolo ceppo a Dolianova e Cagliari nel cagliaritano ed uno
a Sorso nel sassarese, dovrebbero derivare da un soprannome originato dal
termine sardo logudorese èna
(vena, intesa sia come vaso sanguigno, che come
vena d'acqua o minerale), forse a caratterizzare la tipologia
del luogo di abitazione dei capostiti, probabilmente in prossimità
di una vena metallifera.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ENA; ENAS: vena, bena, ena de abba,
de acqua = una polla o vena d'acqua.
Candu proit meda torrat a preni is enas
= quando piove molto alimenta di nuovo le falde.
Talvolta ena può significare
anche valle: a
sa ena de santu Zorzi (Ghilarza) = nella
valle di San Giorgio. In latino vena significa anche vena d'acqua,
sorgente. Enatzu, benatzu, benosu =
acquitrinoso, paludoso. Vena in senso
anatomico, dall'italiano vena. Negli antichi documenti la voce ena è
citata generalmente come toponimo: sa ena de Libbe - località in
agro di Birore (CSNT - XI°, XIII° secolo- 279). La voce è
frequente nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (CSMB, XI°, XIII°
sec.), sempre come toponimo: Benas de Turre -165; ena de Cerkis - 1; ena
de Cogoti - 159; ena de Grega- 114; ena de Sepoy - 114. Attualmente il
cognome Ena è presente in 111 Comuni italiani, di cui 46 in Sardegna:
Decimoputzu 235, Bitti 73, Cagliari 37, Sassari 35, etc. Enas è
presente in 17 Comuni italiani, di cui 12 in Sardegna: Dolianova 15, Sorso
8, Cagliari 8, Sennori 3, etc. |
ENDRIGHI
ENDRIGO
ENDRIZZI
ENDRIZZO |
Endrighi, molto raro, è specifico di Trento, Cimone e Don in trentino,
Endrigo è invece friulano essendo specifico di Cordenons nel pordenonese,
Endrizzi è specifico del Trentino Alto Adige, con massima concentrazione
a Trento, ma ben presente anche a mezzolombardo, Mezzocorona, Lavis, Malè,
Cavedago, Fai della Paganella, Rovereto, Cavareno e Ton in trentino ed
a Laives, Bolzano e Merano in Alto Adige, Endrizzo, ormai scomparso, è
della stessa zona del precedente, dovrebbero tutti derivare, direttamente
o tramite alterazioni germaniche, dal nome medioevale Endrigo,
una forma arcaica di Enrico, o dal cognome tedesco Heindriz. |
| ENEA
|
Enea ha un ceppo tra viterbese e romano, a Bassano Romano nel viterbese,
a Roma e ad Affile nel romano, ma il nucleo principale è siciliano,
a Palermo soprattutto, ma anche a Capaci, Torretta, Isola delle Femmine
e Bagheria nel palermitano ed a Messina, dovrebbe chiaramente derivare
dal nome troiano Enea, probabilmente
portato dal capostipite, Virgilio con la sua opera Eneide contribuì
alla diffusione dell'uso di questo nome presso gli antichi romani. |
| ENGAZ
|
Molto raro è specifico della Val d'Aosta, della zona di Torgnon,
potrebbe derivare dal nome germanico Engel, secondo alcuni si tratterebbe
di una modificazione del nome della famiglia Henchoz originaria della Svizzera
Romanda un ramo della quale si sarebbe trasferita a Genova nel 1500 e di
lì in Val d'Aosta. |
| ENGIARI
|
vedi LINGIARI |
| ENGLARO
|
Englaro è tipico dell'alto udinese, di Paluzza in particolare, dovrebbe
derivare dal nome della frazione Englaro di Sopra del comune di Paluzza
nell'udinese, originato dall'italianizzazione dell'antico nome austriaco
del paese Denglar, abbiamo tracce di
questa cognominizzazione già nella seconda metà del 1500,
in una testimonianza datata 12 luglio 1608 si legge: "..Jo
Paulo Denglar
da Paluzia confermo quanto di sopra..". |
ENNA
ENNAS
ENNE |
Enna è ben attestato in Sardegna ad Alghero, Sassari ed Ozieri nel
sassarese, ad Oristano, Riola Sardo, Tramatza, Baratili San Pietro, Milis
e Bonarcado nell'oristanese ed a Macomer nel nuorese, Ennas ha un ceppo
a San Gavino Monreale nel Medio Campidano, uno a Cagliari, Quartu Sant'Elena
e Selargius nel cagliaritano ed a Narcao, Sant'Antioco, Carbonia e Portoscuso
nel carboniense, Enne, tipicamente sardo, ha un ceppo nel nuorese a Bolotana
ed Ottana ed uno a Iglesias, dovrebbero derivare da un soprannome originato
dal vocabolo sardo ènna (porta),
forse attribuito ad un capostipite che di mestiere producesse porte. Enna
ha anche un ceppo siciliano che probabilmente prende il nome dalla città
di Enna.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ENNA; ENNAS: enna, genna, jenna
sono le uscite campidanesi di yanna, ianna, janna
= porta, dal latino ianua.
Nelle sue varianti è frequentissimo come toponimo in tutto il territorio
della Sardegna. Gennarju o Ennarju è il primo mese dell'anno (Gennaio),
la porta del nuovo anno. (Sa)genna o (s')enna qui in Campidano, sa yanna,
sa ianna o sa janna, in altre parti della Sardegna è inoltre il
nome che si da ai passi, per lo più di montagna: Genn''e Muxerru;
Genn''Mirrata; Genn''Edali; Genn''e Frufuris; Genn''e Genepì; Genn''Iau;
Genn''e Toguru e tanti altri, sono i passi montani del Monte Linas. È
presente inoltre con certa frequenza, sempre come toponimo, nei documenti
antichi della lingua e della storia dell'Isola. Nel Condaghe di San Pietro
di Silki, CSPS, XI°, XIII° secolo, al 205 ed al 367 sono citati
i maiores de janna (kita): i maiores erano preposti d'ufficio ad una amministrazione
comunale: il maiore de janna era a capo di una kita (squadra di armati)
all'ingresso di una "villa"(villaggio). Nel Condaghe di San Nicola di Trullas,
CSNT, XI°, XIII° sec. al 186: .testes Petru de Monte, maiore de
ianna.La voce è presente nella Carta de Logu nelle uscite ianna,
gianna e genna. Come cognome lo ritroviamo tra i firmatari della Pace di
Eleonora, LPDE, del 1388: Enna(de) Joanne, majore( amministratore di giustizia
- sindaco) ville Pardu ( * Pardu.distrutto: Pardu - Partis de Montibus).
Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° sec.
il cognome appare con l'uscita Enna e Ianna o Ienna, (quest'ultima, talvolta
nello stesso capitolo e riferito alla stessa persona); al capitolo 181
figura una intera famiglia "Enna", in una donazione a Santa Maria; si tratta
di casata di nobili origini: Conversaitisi (conversaresi o cumbersaresi
= farsi converso, affiliarsi ad una comunità religiosa) donnu Samaridanu
de Enna ad Sancta Maria de Bonarcadu et dait sa parzone sua de su saltu
de s'Alama, c'aviat cun Goantine su frate et cun Maria sa sorre .( si è
affiliato "donnu" Samaridanu de Enna a Santa Maria di Bonarcado e ha donato
la sua parte della terra di "Alama", che aveva con Costantino il fratello
e con Maria la sorella.); de Ianna Argentata, figlia di Furatu; de Ianna(o
de Ienna) Furatu, sposato ad Alaberta Carru (75)(in una spartizione di
servi tra la chiesa di Santa Maria e il giudiced'Arborea): coiuvedi Furadu
de Ienna cun Alaberta Carru. Fegerunt II fiios: Argentata a clesia e Olisae
a iudice; de Ienna Goantine, curatore de Parte Milis (24, 172, 178), teste
in una lite, tra il priore di Bonarcado Nicolaus e Guantine Formiga, per
il possesso della terra. Ricordiamo inoltre che Genna è il nome
di un antico centro abitato, scomparso. In periodo medioevale appartenne
alla Curadorìa di Bonorzuli, nel regno giudicale di Arborea; apparteneva
alla diocesi di Terralba, oggi Ales - Terralba. La sua chiesa, dedicata
a San Giovanni, dipendeva dalla Parrocchia di Arbus. Il paese è
attestato nei documenti antichi intorno al 1253; la sua ultima attestazione
è del 1336. Con molte probabilità fu abbandonato a causa
delle frequenti incursioni barbaresche. Attualmente il cognome Enna è
presente in 83 Comuni italiani, di cui 32 in Sardegna: Alghero 43, Oristano
35, Sassari 29, Riola Sardo 29, etc. Ennas è presente in 62 Comuni
italiani, di cui 29 in Sardegna: Sa Gavino M/le 90, Cagliari 57 Quartu
38, etc. |
ENOC
ENOCH |
Enoc, quasi unico, è piemontese, Enoch, molto molto raro, specifico
dell'area biellese, dovrebbero derivare dal nome ebraico Enoch
(consacrato), nome portato anche dal
bisnonno di Noè, una comunità ebraica si insediò nel
biellese fin dal 1300, consolidandosi verso la fine del 1400. |
ENRIQUEZ
ERRIQUEZ |
Enriquez, molto raro, sembrerebbe specifico di Taranto, Erriquez è
tipicamente pugliese, di Trani, Gravina di Puglia, Bari e Spinazzola nel
barese, di Brindisi e di Nociglia nel leccese, con un ceppo anche a Roma,
di chiare origini spagnole, derivano dall'analogo cognome spagnolo che
è una forma patronimica del nome Enrique (Enrico). |
ENTRADA
ENTRADE
ENTRADI |
Tipicamente lombardi, Entrada è di Brescia, Entrade è specifico
di Angolo Terme nel bresciano, Entradi, molto più raro, sembrerebbe
dell'area bergamasca, potrebbero derivare da soprannomi dialettali basati
sul termine lombardo arcaico entrada
(reddito, entrata), forse ad indicare
nel capostipite un funzionario addetto alla riscossione delle gabelle. |
| EPICEDIO
|
Epicedio, quasi unico, è piemontese, deriva dal termine greco epikedeion
(componimento poetico di lode funebre),
potrebbe trattarsi di un nome attribuito da un padre al proprio figlio
la cui madre fosse morte di parto.
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Astigiano, molto raro, per la sua etimologia colta sembrerebbe di formazione
artificiale, ossia che sia stato inventato da qualche ecclesiastico per
un trovatello. |
EPICOCHI
EPICOCO |
Epicochi, praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione
di Epicoco, che è tipico del brindisino, di Ceglie Messapica e di
Mesagne, dovrebbe essere di origine greca e deivare da un soprannome originato
da un nome di località, probabilmte collinare. |
EPICUREO
EPICURI
EPICURO |
Epicureo è quasi unico, così come Epicuri ed Epicuro, derivano
dal nome latino di origine greca Epicurus: "Epicurus
doctus, Cynicus, voluptuarius. Voluptatis servus.
Qui cuncta ait ex atomis constare", ricordiamo il famosissimo filosofo
greco di Samo (341aC - 270) che tutti rincuorò con la celeberrima
frase: "La morte non va temuta perché quando
ci siamo noi non c'é lei e quando c'é lei non ci siamo noi". |
EPIFANI
EPIFANIO
EPIFANO |
Epifani è un tipico cognome del Salento, Epifanio, decisamente più
raro, è presente a macchia di leopardo in tutto il sud, Epifano
ha un ceppo nel pescarese a Pescara e Castiglione Casuria ed a Sulmona
nell'aquilano, ed un ceppo nel catanzarese a San Mango d'Aquino e Catanzaro,
derivano dal nome greco bizantino Epiphanios;
Dell'uso antico di questo nome abbiamo esempi illustri, come Epiphanios
vescovo di Grado nel VII° secolo, tracce di queste cognominizzazioni
si hanno a Benevento già nel 1200 quando troviamo in qualità
di giurista alla corte imperiale di Federico II° un certo Roffredo
Epifanio. |
EQUI
EQUO |
Equi, molto molto raro, sembrerebbe del lucchese, di Barga e Coreglia Antelminelli,
mentre Equo è quasi unico, potrebbero derivare dal nome del popolo
degli equi stanziati inizialmente nell'area
tra Toscana e Lazio, ma è pure possibile che derivino dall'apocope
del nomen latino Equitius. |
| ERA
|
Era, tipicamente sardo, di Sassari, Valledoria, Illorai e Florinas nel
sassarese, di Iglesias, Nuoro e Cagliari, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal vocabolo sardo èra
(favo delle api), forse ad indicare
nel capostipite un allevatore di api e produttore di miele, il vocabolo
era in sardo significa edera,
e potrebbe essere una seconda ipotesi possibile per un soprannome. |
ERAMI
ERAMO
ERASMI
ERASMO |
Erami, assolutamente rarissimo, è del milanese, Eramo ha un ceppo
laziale a Roma, Carpineto Romano (RM) e Alvito (FR), ad Aprilia (LT ed
a Grotte di Castro (VT), ed un ceppo pugliese a Barletta e, sempre nel
barese, a Gioia Del Colle, Bari, Gravina In Puglia, Altamura e Sammichele
Di Bari, un ceppo a Cerignola (FG) ed a Mottola (TA), Erasmi ha un ceppo
nel viterbese e nel romano ed uno tra teramano e pescarese, Erasmo è
tipicamente abruzzese, del teramano e del pescarese.
integrazioni fornite da stefano
Ferrazzi
Erami, rarissimo, si riscontra soltanto nel milanese, Eramo, presente
dal nord al sud del paese, è più tipicamente centro meridionale,
con ceppi maggiori nell'aquilano, nel romano, nel frusinate, nel latinense,
nel barese, nel tarantino e, in misura minore, nel casertano, entrambi
questi cognomi derivano dal nome medievale Eramo
(più noto nella variante Erasmo),
l'italianizzazione cioè del personale greco Erasmos,
col significato di amato, desiderato;
in alcuni casi, tuttavia, non è esclusa la derivazione dal toponimo
Santeramo in Colle, in provincia di Bari (la stessa diffusione del nome
Eramo, d'altronde, si deve probabilmente al culto di Sant'Eramo o Erasmo;
vedi anche Santeramo). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque,
si tratta delle cognominizzazioni o dei nomi personali dei capostipiti
o di soprannomi ad essi attribuiti (ad indicare, cioè, un'origine
toponomastica). |
| ERBA
|
Specifico del comasco e nordmilanese,
dovrebbe derivare dal toponimo Erba (CO). |
| ERBETTA
|
Tipico della zona di confine tra
varesotto e novarese. |
ERBI
ERBI'
ERBY |
Sia Erbi che il meno raro Erbì sono specifici del cagliaritano,
iglesiente ed oristanese, Erby, assolutamente rarissimo, è tipico
del sud della Sardegna, dovrebbero derivare da soprannomi originati dal
termine sardo èrbu (albero),
forse ad indicare una grossa determinazione del capostipite, ma è
pure possibile che derivino invece dal vocabolo sardo erbìn
(muschio), forse individuando così
una caratteritica della zona di provenienza o d'abitazione del capostipite.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ERBA; ERBI'; ERBY: erba = erba: herba
in latino. Sul significato e l'etimologia di Erbì permangono incertezze,
ma potrebbe essere la forma accorciata di erbìdu
= erboso. Presenta comunque la radice
nominale di (h)erba > (h)erb. Non sono
presenti, come cognomi, nelle carte e nei documenti antichi della
lingua e della storia della Sardegna. Attualmente il cognome Erba è
presente 1n 318 Comuni italiani, con la maggiore frequenza in Lombardia.
In Sardegna è presente in 7 Comuni: Serramanna 6, Villasor 6, Carbonia
5, etc. Erbì è presente in 50 Comuni, di cui 22 in Sardegna:
Usellus 28, Villacidro 27, Cagliari 24. Erby è presente solo in
tre Comuni sardi: Cagliari 13, Nuraminis 8, Iglesias 3. |
| ERBOGASTO
|
Erbogasto è un cognome di origine cimbra tipico di Grezzana e Verona
nel veronese, dovrebbe riferirsi alla professione di albergatori svolta
dalla famiglia e dovrebbe derivare dal termine cimbro herboge
(albergo) o anche dal termine herbugan
(ospitare). |
| ERCILLI
|
Assolutamente rarissimo, quasi unico nel nordmilanese, dovrebbe
derivare dal cognomen latino Ercillus di cui si hanno tracce a Piacenza
nel II° secolo d.C.
|
| ERCOLANI
|
Ercolani è tipico della grossa fascia centrale che comprende la
Romagna, la Toscana, le Marche, l'Umbria ed il Lazio, dovrebbe derivare
deriva dal nome latino Herculanus (dedicato
ad Ercole), ricordiamo con questo nome il santo perugino Ercolano,
morto nel 547 martirizzato durante le guerre gotiche da Totila (re degli
Ostrogoti), Ercolano è anche il santo protettore della città
di Perugia, alla cui devozione è facile che possano essere stati
dedicati i nomi dei capostipiti di quella zona e delle aree vicine.
|
| ERCOLANO
|
Ercolano è tipico del napoletano, e di tutta la Campania, potrebbe
derivare dal toponimo Ercolano (NA), anche se in alcuni casi si può
ipotizzare una derivazione dal nome latino Herculanus
(vedi ERCOLANI).
|
ERCOLE
ERCOLI
ERCOLINI
ERCOLINO |
Ercole ha un nucleo napoletano, uno romano ed uno nell'aquilano, esistono
inoltre ceppi probabilmente non secondari nel genovese ed in Piemonte,
si individuano almeno 4 ceppi di Ercoli, nel Lazio, in Umbria, nelle Marche
ed in Toscana, Ercolini sembrerebbe tipicamente toscano dell'area che comprende
le province di Massa, Lucca e Pistoia, con ceppi anche a Milano e Roma,
Ercolino è tipico del foggiano e dell'avellinese, con un ceppo anche
a Roma, potrebbero essere derivati, direttamente o tramite ipocoristici,
dal cognomen latino Herculius
o da un Hercules nome medioevale. |
| ERCOLES
|
Tipico di Cattolica (RN) deriva dal nome Ercole la forma genitiva con la
s finale sta per figli di Ercole, tracce di questa cognominizzazione si trovano
almeno fin dal 1500. |
| ERDAS
|
Erdas è tipicamente sardo, di Cabras, Zerfaliu, Villaurbana ed Oristano
nell'oristanese, di Cagliari e Villasimius nel cagliaritano e di Pabillonis
nel Medio Campidano.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ERDAS: is/sas erdas, is/sas gerdas,
sono i ciccioli = i pezzetti di carne
di maiale dopo estratto lo strutto. Di etimologia incerta: probabilmente
dal latino muscerda > mus
(topo) cerda
(caccole); ma solo per accostamento.
Infatti uno dei pani tipici della Sardegna è appunto su pani cun
gerdas = il pane con i ciccioli (di maiale). Qui da noi sa muscerda è
inoltre lo sciame di moscerini che si ritrova intorno ai tini durante la
fermentazione del mosto. Troviamo il cognome nelle carte antiche: tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE, del 1388 lo troviamo nell'uscita
Gerdas: Gerdas Michele, ville Gemessi (* Gemussi.distrutto: Jemussi o Gimussa?
Partis de Montibus). Attualmente il cognome Erdas è presente in
57 Comuni italiani, di cui 31 in Sardegna: Cabras 49, Cagliari 48, Pabillonis
26, Zerfaliu 21, etc. |
| ERETTA
|
Eretta è tipicamente sardo di Olbia, dovrebbe derivare da un soprannome
originato dal termine sardo eretta
(in modo diretto, in modo onesto). |
EREMITA
EREMITI
EREMITO
REMITI
REMITO |
Eremita ha un ceppo pugliese a Tricase nel leccese ed a Ruvo di Puglia
nel barese, e presenze nel campobassano, casertano e catanese, Eremiti
ed Eremito sono quasi unici, così come Remiti e Remito, che dovrebbero
tutti essere forme alterate del primo, che dovrebbe derivare da nomi di
località contenenti quella radice, o anche da soprannomi originati
dalle impostazioni di vita dei capostipiti (vedi
anche ROMITA). |
| ERIFORIO
|
Eriforio, quasi unico, oggi sembrerebbe presente solo in Lombardia, ma
dovrebbe essere di lontane origini campane e dovrebbe derivare da un soprannome
grecanico basato sul termine greco antico έριφος
erifos (becco). |
ERIU
ERRIU |
Eriu, molto molto raro, è tipico del cagliaritano, in particolare
di Villasor, Erriu, decisamente più comune, è anch'esso del
cagliaritano, di Cagliari, Senorbì, San Basilio, Silius, Sinnai,
Siurgus Donigala, Sant'Andrea Frius, Quartu Sant'Elena e Selargius.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ERIU; ERRIU: da riu = ruscello,
torrente, fiume, etc. (vedi Ariu).
Erriu è anche un centro abitato - Villarìos: frazione del
Comune di Giba (2300 abitanti), della nuova provincia di Carbonia - Iglesias.
Nel medioevo era appunto conosciuto col il nome Erriu. Villaggio già
in auge in periodo punico, presso Porto Botte, dove anticamente sorgeva
il Solci Portus citato da Tolomeo. Il paese medioevale (villa - bidda)
appartenne alla Curadoria di Sulcis, nel regno giudicale di Calari. Fu
poi dei Pisani della Gherardesca. Dal 1324 nel Regno catalano - aragonese
di Sardegna, affidato sempre ai signori della Gherardesca. Per un periodo
appartenne al regno giudicale di Arborea, in seguito alle conquiste di
Mariano IV°, padre di Eleonora. Poi di nuovo al Regno di Sardegna.
Dal 1853 Comune omonimo. Nel 1866 la sede comunale fu trasferita a Masaìnas
e prese il nome di Villarios Masainas. Dal 1929 il Comune ha preso la denominazione
di Giba. Il cognome Eriu è presente in 16 Comuni italiani, di cui
7 della Sardegna: Villasor 21, Assemini 6, Serramanna 3, etc. Erriu è
presente in 86 Comuni italiani, di cui 39 in Sardegna: Cagliari 92, Senorbì
87, San Basilio 6, Serramanna 3, etc. |
| ERLE
|
Erle, molto molto raro, è tipico del vicentino, dovrebbe derivare
da un nome di località citato ad esempio in questo scritto degli
inizi del 1100: "...Praepositus Wernerus dedit fratribus
pro commemoratione sua ecclesiam Erle 6
marcas argenti...", nel 1338 leggiamo che un certo Folperus era
decanus de Erle, ma è anche probabile che derivino da un soprannome
originato dal fatto che il capostipite abitava in prossimità di
alni od ontani che in lingua tedesca vengono chiamati erlen
(ontani), o anche di un bosco di platani:
"...usque ad platanos, que erlen
dicuntur..:". |
ERMACORA
ERMAGORA |
Ermacora è tipico dell'udinese, Ermagora, quasi scomparso, è
sempre dell'udinese, dovrebbero derivare dal cognomen latino Hermagora
derivato dal nome greco Hermagoras, ricordiamo il famoso sofista Hermagoras
di Temno del II° secolo a. C. citato da Quintiliano nel testo,: "...Posidonius
disputationem quoque eius cum Hermagora
sophista de generali quaestione habitam perscripsit...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
Ermacora è un cognome prettamente friulano, diffuso con discreta
intensità nella provincia di Udine ed estremamente raro nel resto
del Paese. Si dovrebbe trattare della cognominizzazione di Ermacora, nome
del primo Vescovo di Aquileia, investito secondo le fonti da San Pietro,
martirizzato in nome della sua Fede e poi fatto Santo; l'origine del cognome
è dunque imputabile al culto del Santo Martire in questione. |
ERMINI
ERMINIA
ERMINIO |
Ermini è diffuso in Toscana, soprattutto nel fiorentino, aretino
e senese, Marche meridionali, Umbria, particolarmente nel ternano e Lazio
centrosettentrionale, in particolare nel romano, Erminia, praticamente
unico, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente,
Erminio, molto molto raro, ha un ceppo ad Andria nel barese, dovrebbero
derivare dalla Gens
patrizia romana Herminia, di
probabili origini osche o etrusche, o dal nome gentilizio romano Herminius. |
ERNANDES
ERNANDEZ |
Entrambi abbastanza rari e tipici del trapanese, Ernandes è specifico
di Favignana e Trapani, così come il più raro Ernandez.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
D'origine iberica (più probabilmente ebreo-sefardita), i cognomi
Ernandes e Ernandez nascono da un'italianizzazione del cognome spagnolo
Hernàndez (Hernandes
in portoghese), che, composto dalla radice Hernando
(l'italiano Fernando) e dal suffisso -ez/-es
(con valore d'appartenenza), può essere tradotto come figlio di
Fernando (vedi Ferdinandi e Errante). In conclusione,
dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti. |
ERNESTI
ERNESTO |
Ernesti sembra essere tipicamente laziale di Roma e del romano, Ernesto
ha un ceppo nel barese, ad Andria, Bari e Gravina in Puglia, dovrebbe derivare
dal nome dei capostipiti che sierano chiamati probabilmente Eenesto, nome
di origini germaniche derivato dall'italianizzazione del nome medioevale
tedesco Ernust, con il significato
di persona seria e compassata. |
ERPILI
ERPILIO |
Erpili, assolutamente estremamente raro, sembrerebbe
del bergamasco, Erpilio, parrebbe unico e sembra essere del centro Italia,
dovrebbero entrambi derivare dal nome romano Erpilius,
ricordiamo con questo nome uno dei tre generali romani condannati a morte
e che la leggenda vuole siano stati salvati da San Nicola comparso in sogno
all'imperatore Costantino imponendogli di liberarli. |
ERRANTE
ERRANTI |
Errante è decisamente siciliano, di Castelvetrano, Trapani, Paceco,
Marsala, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo nel trapanese e di Palermo
e Menfi nell'agrigentino, Erranti, assolutamente molto raro, sembrerebbe
toscano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Errante,
che, nell'onomastica antica, nasce come variante del più comune
Ferrante o Ferrando
- per tramite dello spagnolo o del portoghese Herrando
(forma arcaica di Ferrando), che, in ultimo, consiste in una contrazione
dell'originale Fernando (per una spiegazione
più approfondita, vedi Ferranda e Ferranta).
Ora, per maggior chiarezza, va notato che il nome Fernando/Ferrando assume
spesso l'acca iniziale nell'onomastica iberica (in sostituzione della F-),
come si nota anche nei cognomi Fernando/Hernando, Fernàn/Hernàn,
Ferrando/Herrando, Ferràn/Herràn, etc. Da un punto di vista
geografico, inoltre, si può osservare che il ceppo siciliano degli
Errante ha una distribuzione molto simile a quella dei cognomi Ernandes
e Ernandez, di chiara origine iberica (vedi Ernandes) - in questo senso,
bisogna precisare che lo stesso Ferrante è un cognome molto diffuso
in Sicilia. A questa ipotesi, comunque, va aggiunta una seconda interpretazione
riguardo ai cognomi in questione, che, per quanto improbabile, non si può
escludere completamente: in alcuni casi, infatti, non è impossibile
una derivazione dall'aggettivo errante, da intendere o nel senso letterale
di colui che erra, che vaga qua e là senza meta o nel senso figurato
di colui che compie un errore, che si allontana dal vero (con valore anche
morale o religioso). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, le cui origini, in effetti, potrebbero
essere proprio spagnole o portoghesi (forse anche ebreo-sefardite) - in
linea teorica, però, non si esclude una derivazione dall'aggettivo
errante, magari anche parziale o comunque minoritaria. |
| ERRE
|
Erre, tipicamente sardo, di Sassari e della Gallura, dovrebbe derivare
da un soprannomne originato dal termine sardo erre,
a sua volta derivato dal latino verres,
con il significato di verro o maiale
da riproduzione, forse indicando così nel capostipite un allevatore
di suini.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ERRE: verre, berre, su èrre, su vèrru.
Nella Sardegna centro settentrionale è il
porco o anche il cinghiale:
qui da noi in Campidano è detto su porcu
o su sirboni. Montiferro o Montiverro
o Montiverru: Curadoria di: era un distretto amministrativo del regno giudicale
di Torres, che aveva come capoluogo Gurulis Nova, oggi Cuglieri. In origine
era Monti Verru, cioè monte del verro o cinghiale, corrottosi in
Montiferru. In agro di Cuglieri ci sono ancora i ruderi del Castello di
Montiverru e centro abitato medioevale, detto inoltre Casteddu 'Ezzu. Citiamo
inoltre Verre o Verri centro abitato scomparso. Il paese o villa - bidda
- , sito in agro di Olbia, in periodo medioevale appartenne alla Curadoria
di Civita, nel regno giudicale di Gallura. fece poi parte dei territori
oltremarini di Pisa. Dal 1324 fece parte del regno catalano aragonese di
Sardegna. In seguito a devastazioni per le guerre tra il regno di Arborea
e quello aragonese prima e tra questo e la Repubblica di Genova poi, il
paese fu abbandonato, verso il 1358. Nei documenti antichi della lingua
e della storia della Sardegna troviamo il cognome nelle uscite Verre e
Verri, preceduti da >de< ad indicarne, probabilmente, la provenienza.
Ad esempio, tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano:
Verri (de) Petro, jurato ville Seercela( villaggio scomparso - Contrate
Partis de Montibus); Verre (de) Paulus, ville Sasseri. Nel Condaghe di
Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo è presente:
Verre Troodori(130): (testimone in una donazione)Posit donna Vera de Uda
parzone sua, ad ispiadu( a liberazione, dopo la sua morte >) ad Sancta
Maria de Bonarcadu, ad ora de sa morte sua.(segue l'elenco.). Testes: .Troodori
de Verre.Attualmente il cognome Erre è presente in 32 Comuni italiani,
di cui 12 in Sardegna: Sassari 92, Olbia 18, Pardu 11, etc. |
ERRICO
ERRIGO |
Errico ha un ceppo molto importante in Puglia, soprattutto nel Salento
ed uno in Campania, Errigo è tipico del reggino, di Taurianova,
Siderno, Cittanova e Melito di Porto Salvo, la loro origine dovrebbe essere
il nome medioevale di derivazione germanica Ericus
(Erik), di cui abbiamo un esempio nel
Gesta Danorum di Saxo Grammaticus:
"...Ad quos Ericus:
'Inverecundus,' ait, 'est latro, qui prior concordiam quaerit aut bonis
communicare praesumit....". |
| ERROI
|
Specifico del Salento soprattutto di Leverano e di Tuglie (LE), potrebbe
derivare dal nome greco Herodion. |
ERSETTI
ERSETTIGH |
Entrambi friulani, Ersetti è ormai quasi scomparso, Ersettigh è solo leggermente
meno raro, potrebbero derivare da un soprannome o nome originato da un aggettivo
basato sul verbo tedesco ersetzen (sostituire,
rimpiazzare), con un significato simile al nome italiano Recupero
(vedi RECUPERI), o Ricatto
(vedi RICATTI), probabilmente un nome attribuito
ai capostipiti da genitori che avessero precedentemente perso un figlio. |
| ERSPAMER
|
Erspamer, assolutamente rarissimo, è del Trentino Alto Adige, con
un ceppo a Rovereto in trentino, il cognome dovrebbe derivare dal nome
della località Erspameri di Folgaria sempre in trentino, a pochi
chilometri da Rovereto. |
ESPA
ESPIS |
Espa è tipico del cagliaritano di Selegas e Cagliari e dell'iglesiente,
Espis ha un ceppo a Terralba nell'oristanese ed uno a Sarroch nel cagliaritano,
potrebbero derivare da un soprannome originato dal termine espa,
espis con il significato di vespa
e vespe, forse a caratterizzare particolarità
del carattere del capostipite, ma è pure possibile che abbia origini
spagnole e che derivi dal nome medioevale Espa,
equivalente all'italiano Vespa, dell'uso
di questo nome abbiamo un esempio in questo scritto dell'anno 1277: "Noverint
universi presentem cartam visuri et etiam audituri quod nos Gasto de Leomania,
filius quondam domini Espa
de Leomania, militis ...".
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ESPA; ESPIS: gespe, espe, espi, espu
= vespa nelle sue varie uscite; espis
= vespe. In latino vespa.
Come cognomi li ritroviamo anche nelle carte antiche. Tra i firmatari della
Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Espa Petro, ville Asune (* Asune...
odierno Asuni. Contrate Partis Alença) ; sempre nel LPDE èpresente
nell'uscita Gespa : Gespa (de) Barçolo, ville Asune ; Gespa
Petro, jurato ville de Guluso ( * Guluso.distrutto.Contrate Montis Acuti).
Nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, CSMB, XI°, XIII° secolo
figurano: d'Espi Petru (185 - una donazione): donaitimi (mi diedero)Barbara
de Urri et ipsas sorres, ki staant in Donigaia Noa et Sancte Eru (oggi
San Vero Congius -Campitani Simaxis), sa parzone ipsoro, k'haviant( la
porzione di terra che avevano), tenendo (confinante)assa de Trodori Gaza
et ae s'atera parte ad Petru de Syi. Testes.; Gespa Iohanne(114) citato
in una donazione. Attualmente il cognome Espa è presente in 47 Comuni
italiani, di cui 26 in Sardegna: Cagliari 38, Carbonia 33, Monserrato 27,
etc. Espis è presente in 24 Comuni italiani, di cui 14 in Sardegna:
Terralba 34, Sarroch 33, Quartu S. Elena 11, Pabillonis 9, etc. |
ESPOSITI
ESPOSITO
ESPOSTI
ESPOSTO |
Espositi è decisamente romano, Esposito è estremamente diffuso
in tutt'Italia ed in Campania in particolare, Esposti è originario
dell'area tra Milano e Lodi, Esposto ha un ceppo romano, uno marchigiano
ad Ancona, Fano, Pesaro e Tavullia, uno siciliano ed un importante nucleo
nel foggiano a Foggia, Manfredonia e Monte Sant`Angelo, derivano tutti
dal nome Expositus dato ai bambini
abbandonati, esposti normalmente davanti a luoghi di carità, come
sagrati delle chiese o monasteri. |
| ESTINTO
|
Estinto è specifico di Pomigliano d'Arco nel napoletano e di Aversa
nel casertano, si dovrebbe trattare di un cognome attribuito da un ente
pubblico ad un orfano. |
ESTRI
ESTRO |
Entrambi assolutamente rarissimi, Estri parrebbe lombardo o tutt'al più
emiliano ed Estro invece è Veneto, dovrebbero derivare dall'aferesi
di cognomi come Balestri e Balestro, secondo alcuni invece deriverebbero
da un nome gallico Estrus o Oestrus
che farebbe riferimento ad una nascita in epoca primaverile. |
| ESU
|
Esu è tipicamente sardo, di Cagliari e Villasor nel cagliaritano,
di Carbonia e Iglesias, di Terralba nell'oristanese e di Guspini e San
Gavino Monreale nel Medio Campidano, di origine etimologica oscura, si
potrebbe ipotizzare una derivazione da una forma aferetica del nome Iesu,
o, meno probabilmente, da un soprannome originato da una forma sempre aferetica
del termine sardo resu (preghiera).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ESU: éssu, ésu, bèssu:
sono voci logudoresi, col significato di vezzo,
consuetudine, modo di comportarsi. Derivano molto probabilmente
dall'italiano vezzo. Non riusciamo a capire che relazioni ci siano tra
la voce ed il cognome, né in che senso lo si attribuisce. O forse
il significato e l'etimo di esu hanno derivazione diversa da quella da
noi supposta! Nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna
abbiamo rintracciato un solo Esu: Esu Gilitto, vescovo dell' antica diocesi
di Ampurias (oggi Tempio Ampurias). Ebbe la nomina alla cattedra
il 1° ottobre 1449 (Di. Sto. Sa. Di F. C. Casula). Attualmente il cognome
Esu è presente in 55 Comuni italiani, di cui 28 in Sardegna: Cagliari
70, Carbonia 56, Guspini 31, Vollasor 30, etc. |
ETERNI
ETERNO |
Eterni, molto raro, sembrerebbe specifico di Thiene nel vicentino, Eterno
è originario della provincia di Ragusa, dovrebbero entrambi derivare
dal nome medioevale Aeternus attribuito
al proprio figlio in segno di devozione al Pater aeternus. |
ETTORE
ETTORI
ETTORRE
ETTORRI |
Ettore, estremamente raro, parrebbe meridionale, Ettori ha un ceppo nel
bresciano, soprattutto a Villa Carcina e Concesio, a Milano e nel mantovano
ed uno romano, Ettorre ha un ceppo abruzzese, soprattutto nel teramano
ed aquilano ed uno tra tarentino, barese e materano, Ettorri è praticamente
unico.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Ettore
(con una variante in Ettorre), l'italianizzazione
cioè del personale greco Hektor,
che, nonostante la sua notorietà, si presta in realtà a una
difficile interpretazione (secondo alcune fonti, si tratterebbe di un antico
nome frigio o anatolico, dal significato sconosciuto): per tradizione,
comunque, il personale Hektor è stato spesso associato al verbo
echein (avere),
che, fra i suoi tanti significati, presenta anche quello di tenere,
gestire, governare e, in senso lato, prendersi
cura, proteggere; da qui, allora, il nome Ettore viene spesso
tradotto come colui che governa e ha
cura delle genti e del potere (chiaramente, si tratta di una
traduzione libera e parafrasata, che non esclude delle altre interpretazioni).
Detto questo, comunque, va aggiunta un'ultima osservazione, che riguarda
soprattutto i cognomi Ettore ed Ettorre (vedi anche
D'Ettore): in alcune aree del sud (per esempio, in Puglia e in Basilicata),
è possibile che, talvolta, questi cognomi abbiano un'origine albanese
o, in alternativa, greco-albanese, anche se la fonte onomastica rimane
la stessa (è la distribuzione del cognome Ettorre nel tarantino
che, più di ogni altra cosa, fa pensare a un'origine arbëreshë
o greco-albanese). In conclusione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti. |
| ETZI |
Etzi è specifico del sud della Sardegna, di Guasila, Cagliari, Maracalagonis,
Selargius, Quartu Sant'Elena, Sinnai, Teulada, Barrali e Sarroch nel cagliaritano,
di Carbonia, Santadi, Iglesias nell'iglesiente e di Serramanna nel Medio
Campidano, potrebbe derivare da alterazioni del toponimo
Setzu nel cagliaritano, ma è pure possibile che si tratti di un'alterazione
del cognome Atzei (vedi).
(vedi anche ETZO)
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
ETZI; ETZO: etimo e significato incerti. In sardo esiste la voce étsi,
étzi, sétzi, sétsi, fétti, scètti, séttugi
col significato di sennonché, a meno che,
soltanto che, salvo che, cioè come congiunzione subordinativa
con valore per lo più eccettuativo. Deriva senza dubbio dal latino
exceptis. In latino esiste inoltre
la voce setius per secus
> aliter = altrimenti.
Un cognome con tale significato lascia naturalmente molti dubbi. Potrebbe
derivare da su etzu, s'etzu (su
betzu) = il vecchio, dal
latino vetus = vecchio.
Setzu, il cui etimo, secondo molti linguisti deriva da betzu (su betzu
= il vecchio, dal latino vetus) è il nome del più piccolo
Comune (per numero di abitanti) della nuova provincia del Medio Campidano.
Inoltre Ezi (Esse) è il nome di un villaggio medioevale scomparso,
appartenente alla Curadoria di Nurra, del regno giudicale di Torres: abbandonato
presumibilmente verso la metà del 14° secolo. Per l'etimo di
Ezi il canonico Giovanni Spano suggerisce due ipotesi: esc = fuoco; hetz
= luogo selvoso. Col nome Etzu o Ezzu abbiamo due castelli medioevali:
castello di Etzu di Fordongianus, non lontano dal centro abitato; castello
di Etzu di Cuglieri - Montiverru, meglio conosciuto col nome di Casteddu
Ezzu, intorno al quale si notano ancora i resti di un omonimo villaggio
medioevale, documentato per l'ultima volta come "villa" verso la fine del
13° secolo. In questo caso la voce ezzu deriva chiaramente da bezzu,
quindi dal latino vetus = vecchio. Non sappiamo altro. Come cognome non
è presente negli antichi documenti della lingua e della storia della
Sardegna, da noi consultati. Attualmente il cognome Etzi è presente
in 1023 Comuni italiani, di cui 55 in Sardegna: Guasila 74, Cagliari 62,
Maracalagonis 50 Selargius 40, etc. Etzo è presente in 8 Comuni
italiani, di cui 7 in Sardegna: Atzara 20, Cagliari 16, Fonni 5. |
ETZO
EZZA
EZZIS |
Etzo è tipico di Atzara (NU), Ezza sembrerebbe tipico di Usini (SS),
Ezzis, estremamente raro, è del sassarese, dovrebbero tutti derivare
da soprannomi originati dall'apocope del termine sardo etzumine
(vecchiume) o del termine etzisèri
(maliardo, incantatore). |
| EUFEMIA
|
Specifico del potentino di Castelmezzano in particolare è molto
raro, può derivare sia dal nome Eufemia sia da nomi di località. |
| EUFRATE
|
Eufrate, assolutamente rarissimo, sembrerebbe avere un piccolo ceppo a
Caltanissetta, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine
grecolatino eu frater (buon
fratello), meno probabile una derivazione dal nome del fiume omonimo
situato nell'attuale Iraq. |
| EULA
|
Eula, molto molto raro, è tipico del cuneese, potrebbe derivare
da una porma apocopaica del nome femminile Eulalia,
a sua volta derivato dal greco εϋλάλος eulalos
(che parla bene, che è loquace).
integrazioni fornite da Daniele
Zaia
Eula è un cognome piemontese, che deriva dal toponimo Eula,
frazione del Comune di Villanova Mondovì nel cuneese. |
EUPILI
EUPILIO |
Entrambi assolutamente rarissimi, praticamente unici, potrebbero derivare
dal toponimo Eupilio (CO). |
| EUPIZI
|
Eupizi, assolutamente rarissimo, semprerebbe dell'area umbro, marchigiana,
dovrebbe derivare dal nome bizantino Eupitius,
che dovrebbe derivare dalla latinizzazione del termine greco Εύπειθής
eypeithes (docile, obbediente). |
EUSEBI
EUSEBIO
EUSEPI |
Eusebi è decisamente marchigiano, dell'urbinate in particolare,
Eusebio è distribuito a macchia di leopardo non si riesce ad individuare
un nucleo certo, Eusepi ha un ceppo nell'urbinate, ma il nucleo principale
è nel Lazio, nel romano, a Roma, Subiaco, Bellegra, Cerveteri ed
Agosta e, nel viterbese, Tarquinia e Bassano Romano, derivano tutti, direttamente
o tramite modifiche più o meno dialettali, dall'antico nome bizantino Eusebius, o dalla sua forma corrotta Eusepius, di cui abbiamo un esempio nella lista degli scolari dell'ateneo perugino
che sotto l'anno 1511 cita: "magister Eusepius
magistrii Marci".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Eusebi è la cognominizzazione del nome personale Eusebio,
derivato dall'aggettivo greco 'eusebès'
che significa "pio, religioso". |
EUSTACCHI
EUSTACCHIO |
Eustacchi, molto raro, ha un ceppo romano ed uno marchigiano, Eustacchio
è rarissimo, sembrerebbe del nord Italia, dovrebbe derivare dal
nome tardo latino Eustachius, ricordiamo:
"...Beatissimus Christi martyr Eustachius
quondam secundum saeculum manens insignis honore et meritis praecellebat
cunctis...", dell'uso di questo nome in epoca medioevale, attorno
al 1000 abbiamo questo esempio: "...Appropinquante
autem hora scilicet in qua Dominus noster Iesus Christus dignatus est pro
nobis sufferre patibulum crucis, nostri milites fortiter pugnabant in castello,
uidelicet dux Godefridus, et comes Eustachius
frater eius...", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo
ad esempio ad Arona (VB) nella seconda metà del 1400 con Francesco
De Eustacchi abate commendatario.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Eustacchi è la cognominizzazione del nome personale Eustachio,
dal greco 'eu - stachys' = 'abbondante
di spighe'. Avrebbe dunque significato analogo a 'fruttuoso'. |
EVANGELISTA
EVANGELISTI
VANGELISTA
VANGELISTI |
Evangelista, molto diffuso è tipico del centrosud dal Lazio ed Abruzzi
al Molise, Campania, Puglia e Basilicata, Evangelisti è più
della fascia centronord dall'Emilia, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Vangelista
è tipicamente veneto di Chioggia (VE), Verona e Tezze sul Brenta
e Bassano del Grappa nel vicentino, Vangelisti è toscano, soprattutto
delle province di Lucca, Pistoia, Firenze ed Arezzo, derivano tutti, direttamente
o tramite aferesi, dal nome Evangelista diffuso in epoca medioevale, tracce
di questo nome si hanno ad esempio a Foligno nel 1400 dove troviamo
il mercante ebreo originario di Trevi Evangelista Angelini, o a Milano
verso la fine del 1400 dove in uno scritto relativo a Leonardo si legge: "... et dominus magister Leonardus
de Vinciis florentinus filius domini Petri pro una alia et Evangelista
et
Johannes Ambrosius fratres de Prederiis filii quondam domini Leonardi,
porte ticinensis, parochie S. Vincentii in prato intus ...", (Il
25 aprile 1482 Leonardo da Vinci, insieme a Evangelista e Giovanni Ambrogio
De Predis, stipula con i frati della Immacolata Concezione il contratto
per la Vergine delle rocce, una pala da collocare sull'altare della cappella
della confraternita nella chiesa di San Francesco Grande a Milano). |
EVARISTA
EVARISTI
EVARISTO |
Evarista è quasi unico, Evaristi, molto raro, è del fiorentino,
Evaristo, altrettanto raro, parrebbe del salernitano.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Evaristo,
l'italianizzazione cioè del personale greco Euarestos,
che, composto dai termini eu (bene)
ed arestòs (piacevole,
piacente), può essere tradotto come ben
piacente, dall'aspetto o dalla personalità
gradevole (vedi Piacente): dal
punto di vista etimologico, comunque, va notato che l'adattamento in Evaristo
risente di un
accostamento col termine àristos
(il migliore, perfetto), che, in effetti,
si riscontra più di frequente nell'onomastica greca (basti pensare
ai nomi Aristide, Aristodemo, Aristotele, Aristarco, etc). Per quanto riguarda
i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi
personali dei capostipiti. |
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