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FA
FAA
FAA'
Fa è tipico di Pula e Cagliari nel cagliaritano, Faa è tipico di Cagliari e del cagliaritano, Faà, molto più raro, ha un ceppo piemontese con ramificazioni sarde, dovrebbe derivare, almeno il ceppo originario piemontese dal vocabolo dialettale faa (fata), richiamando l'immagine presente sullo stemma del casato, il ceppo sardo oltre a poter essere derivato da quello monferrino, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo faa (fava).  Nel 1570 il nobile nobile Giovanni Matteo Faà, Signore di Fontanile (AT), acquistò dalla famiglia Scarampi una buona parte del loro feudo nel Monferrato diventando poi nel 1580 signore di Bruno (AT) con il titolo di Marchese.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FA; FAA;: sa fa = la fava e viene dal latino faba. Is/sas faas; is fais (o semplicemente, sa fa) = le fave. In linguaggio fonetico: sa vã = la fava (le fave). Sulla "fava" esistono parecchie espressioni e detti, più o meno seri. Quando ci chiedono in francese: "Coment sa va"! Noi rispondiamo tranquillamente: "Su pisurùci"! = il pisello! Come a dire: "Bene"! Gli abitanti di Sanluri (oggi capoluogo, insieme a Villacidro, della nuova provincia del Medio Campidano), in tutta la Sardegna sono conosciuti come grandi mangiatori di fave ed è tipica l'espressione: "Seddorèsu pappa fa"! = sanlurese mangia fave. L'espressione: "pappai fa", significa anche ricevere un sacco di botte! Un'ottima vivanda sono la favette col lardo (in puré). ed ha riscontro nel detto: " Sa dì chi hat a proi fa cun lardu"! = il giorno in cui scenderanno  dal cielo fave e ciccioli: sarà un giorno miracoloso; per i poveri, è chiaro! Altra espressione è: "Toccat sempri a mimi a scroxài sa fa"! "Tocca sempre a me sbucciare la fave"! Come a dire: "Tottu pagat Pantaloni"! "Tutto paga Pantalone", e nell'antica Roma: "Istaec in me cudetur faba"! "Dovrò io pagare le spese"! Sempre nei tempi antichi: ai Pitagorici (della Scuola di Filosofia di Pitagora), l'uso delle fave, come cibo, era proibito; vuoi perché esse sono di difficile digestione, vuoi perché intorpidiscono la mente! Ed ancora, durante le cerimonie religiose (latine), il Flamen Dialis (il sacerdote di Giove), non doveva né toccare, né nominare la fava"!!! Nelle carte antiche della Sardegna ritroviamo il cognome nell'uscita Faa e Fay. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del 1388, troviamo: Faa Nicolao, ville Genadas (villaggio distrutto -Laconi ..Contrate partis Alença); Fay Giorgio, ville Selluri(Sanluri - Seddòri); Fay Michele, ville Sammungleo; Fay Nicolao, ville Selluri; Fay Simone, ville Selluri. Attualmente: FA, è presente in 18 Comuni d'Italia, di cui 11 in Sardegna: Pula 26, Cagliari 11, Nuoro 6, Assemini3, Marrubiu 3, etc.; FAA, è presente in 37 Comuni italiani, di cui 23 in Sardegna: Cagliari 32, Villaputzu 23, Sadali 15, Mores 9, Sanluri 9, etc.;
FABBI
FABI
FABIA
FABIO
FABIS
Fabbi ha un ceppo nel vicentino, uno nel nel reggiano, uno nel bolognese, uno nel perugino ed uno a Roma, Fabi è tipico della fascia centrale che comprende Marche, aquilano, Umbria e Lazio, Fabia sembrerebbe unico, Fabio ha un ceppo nel potentino, uno tra catanzarese e crotonese ed uno nel messinese, Fabis, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo nel cosentino ed uno tra aretino e fiorentino, dovrebbero tutti derivare dalla Gens latina Fabia o dal nomen Fabius, Fabia, è pure possibile un'origine più recente dal nome italiano Fabio.
FABBIANELLI
FABBIANI
FABBIANO
FABIANELLI
FABIANI
FABIANO
Fabbianelli, quasi unico, sembrerebbe toscano, Fabbiani appartiene all'areale compreso tra Emilia, Toscana e Liguria, Fabbiano, molto raro, è specifico del tarentino, Fabianelli è tipico dell'aretino, di Castiglion Fiorentino, di Arezzo e di Cortona, con un ceppo anche a Prato, Fabiani, molto più diffuso è presente in tutto il centro nord, con particolare evidenza in Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Fabiano è tipico del sud peninsulare, tutti questi cognomi dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal cognomen latino Fabianus, attribuito normalmente ai liberti od ai clientes della gens Fabia.
FABBRESCHI
FABRESCHI
Fabbreschi, molto molto raro, è specifico del grossetano, di Roccalbegna, Grosseto e Scansano, Fabreschi, praticamente unico, è una forma alterata del precedente, si dovrebbe trattare di una forma in -eschi, indicante appartenenza, probabilmente ad indicare un ramo cadetto di una famiglia nobile Fabbri.
FABBRI
FABBRIS
FABBRO
FABRIS
Fabbri è diffuso in tutto il centro nord, con massima concentrazione in Emilia e Toscana, Fabbris è sicuramente settentrionale, più caratteristico del torinese, del milanese e del padovano e veneziano, Fabbro è specifico delle tre Venezie, con massima concentrazione in Friuli, Venezia Giulia, Fabris sembrerebbe specifico delle Venezie, ma potrebbe esserci un nucleo anche nell'area definita dalle provincie di Milano e Varese. Derivano tutti, anche attraverso varie alterazioni, dal nome di mestiere del faber, probabile occupazione svolta dai capostipiti, il mestiere di faber corrispondeva a quello di artigiano, dal fabbro al falegname, al muratore: "...faber vel fabricator qui bona produxit vel fabricat,..".
integrazione fornita da Francesco Fabbris
In Veneto il cognome Fabris non ha attinenza con il mestiere di fabbro, ma con il mestiere di muratore. In latino faber significa colui che ha costruito. Il corrispettivo di fabbro in Veneto è Favero o Favaro o Faveri.
stemma fornito da Armando Milani
FABBRICA Un ceppo in provincia di Forlì, uno in provincia di Agrigento e forse uno nel milanese, dovrebbe derivare da soprannomi legati o a toponimi contenenti il vocabolo Fabbrica o a collegamenti ad esempio con l'opera della Fabbrica del Duomo.
FABBRICI Estremamente raro, sembrerebbe settentrionale, potrebbe derivare dal nomen latino Fabricus (vedi Fabbrici).
integrazione dovuta a Gabriele Fabbrici
Il cognome Fabbrici, di rara diffusione nelle province di Reggio Emilia, Mantova, Bologna e Roma, documentato almeno dall'inizio del Quattrocento, deriva dal toponimo Fabbrico (RE), località da cui ha avuto orgine la famiglia. L'attuale denominazione dialettale del Comune presuppone un fabricus per fabbro. Quindi il toponimo potrebbe procedere da una formazione altomedioevale costruita direttamente sul nome di persona, o dal mestiere, del possessore del fondo.
FABEN Tipico dell'area di Casaleone e Cerea (VR) dovrebbe derivare da un soprannome dialettale con il significato di fatto bene (Benfatto).
FABILLI
FAVILLA
FAVILLI
FAVILLO
Fabilli, quasi unico è del centro Italia, Favilla ha un ceppo toscano, soprattutto nel lucchese, uno nel romano ed uno nel foggiano, Favilli è decisamente toscano, soprattutto nel pisano e nel livornese, Favillo sembrerebbe unico, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso una forma di betacismo, dal cognomen latino Fabillus, Fabilla (vedi FAILLI).
FABRELLI
FABRELLO
Fabrelli, quasi unico, sembrerebbe romagnolo, Fabrello è invece specifico del vicentino, in particolare di Arsiero, Piovene Rocchette, Marano Vicentino, Velo d'Astico, Dueville e Santorso, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche originate dal vocabolo medioevale faber (fabbro, ma anche più genericamente artigiano), probabilmente ad indicare così l'attività dei capostipiti.
FABRIANI
FABRIANO
Fabriani è tipicamente laziale di Roma, Palestrina e Gallicano nel Lazio nel romano, di Fara in Sabina nel reatino e di Monte Romano nel viterbese, Fabriano, quasi unico, è molto probabilmente dovuto ad errori di trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal cognomen latino Faberianus, derivato dal nomen Faberius, di questo cognomen abbiamo un esempio nelle epistole di Cicerone ad Attico: "...reliquum est, si Faberius nobis nomen illud explicat, noli quaerere quanti; Othonem vincas volo. nec tamen insaniturum illum puto; nosse enim mihi hominem videor. ita male autem audio ipsum esse tractatum ut mihi ille emptor non esse videatur. quid enim? pateretur? sed quid argumentor? Si Faberianum explicas, emamus vel magno; si minus, ne parvo quidem possumus....".
FABRICI Tipico di Clauzetto (PN) e della provincia di Pordenone, dovrebbe derivare dal nomen latino Fabricus di cui abbiamo un esempio in Gaius Fabricus Luscinus console romano all'epoca delle guerre contro Pirro re dell'Epiro,  un esempio illustre di questa cognominizzazione l'abbiamo nel celebre studioso Hieronymus Fabricus ab Aquapendente professore di anatomiaall'università di Padova.
FABRIZI
FABRIZIO
FABRIZZI
Fabrizi è molto diffuso nella fascia centrale, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Fabrizio è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Molise, Campania centrosettentrionale, Puglia e Basilicata, Fabbrizi è proprio delle Marche e Umbria, derivano dal nomen latino Fabricius e sue modificazioni medioevali, di questo nome abbiamo un illustre esempio: "...Qui ab hoste Pyrrho approbatus hoc est eulogio descriptus. Cum Fabricius quendam Philippum Pyrrhi medicum domino suo vinctum mitteret...".
FACCARDI Faccardi, assolutamente rarissimo, è un cognome tipico del basso bresciano, dovrebbe derivare da una modificazione patronimica in -ardi del nome medioevale di origine germanica Faccus (vedi FACCHETTI), originato dal termine medioevale, sempre germanico, fah (ostile).
FACCELLO
FACCINI
FACELLI
FACELLO
FACINI
FACINO
Faccello, praticamente unico, è del savonese, Facelli è tipicamente piemontese, con un ceppo a Vercelli ed uno a Torino e Ciriè nel torinese, Facello, molto raro, ha un piccolo ceppo a Torino e Collegno nel torinese ed alcune presenze nel cuneese e savonese, Faccini è tipico del nord Italia, con ceppi importanti nel milanese, nel parmense, nel veronese e nel ferrarese, Facini, molto raro, sembrerebbe del nord Italia, ha un ceppo forse originario nell'udinese, ad Artegna in particolare, Facino, molto più raro, ha un ceppo a Crotone, dovrebbero tutti derivare da varie forme ipocoristiche del nome medioevale Faccio o Facino, a sua volta derivato dall'aferesi del nome Bonifacio, di cui abbiamo un esempio nel Codice diplomatico della Lombardia medievale a Brescia nell'anno 1186: "...iacet in villa de Rothina et de ista non pertinet Facino ubi medietatem: a mane ser Cotum, a sera Lanfrancus Lupus,...", ricordiamo come personaggio famoso il Capitano di Ventura Facino Cane che nacque a Casale Monferrato probabilmente tra il 1350 e il 1360.
FACCENDINI Ha un ceppo in Lombardia, a Magenta (MI) e nel cremasco ed uno a Foligno (PG).  Nel 1400 troviamo il condottiero e capitano di ventura al servizio degli Sforza Giorgio da San Severino detto il Faccendino.
FACCHETTI
FACCO
Facchetti, decisamente lombardo, della zona che comprende le province di Milano, Bergamo e Brescia, Facco ha un nucleo nelle province di Padova e Venezia ed un ceppo nel genovese, dovrebbero derivare dal nome italo germanico Faccus di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Apollonius Rhodius Graeco, et Valerius Faccus, Latino carmine, descripserunt. Igniarium quod in Aureo torque Equitum illorum intertextum velleri conspicitur...".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Facchetti cognome lombardo che viene dal nome longobardo Facco.
FACCHIN
FACCHINETTI
FACCHINI
FACCHINO
FACHIN
Facchin è tipico del Veneto e del Friuli, Facchinetti oltre al nucleo principale tra le province di Milano, Bergamo, Brescia e Verona, ha un ceppo anche nel goriziano, Facchini sembra specifico dell'area che dal Trentino, attraverso il bresciano ed il mantovano, arriva al modenese e alla Romagna, ma potrebbero esserci anche un ceppo nel barese ed uno nel Lazio, Facchino, rarissimo, parrebbe originario del Gargano, Fachin è specifico dell'udinese, in particolare della zona di Socchieve, dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche del nome italo germanico Faccus (vedi FACCHETTI). Troviamo una famiglia Facchini a Brumano (BG), fin dal 1400, nel 1430 un componente di questa famiglia, tal Filippo Facchini si trasferì a Venezia e di lì in Istria, nel 1451 in un atto scritto nel trevisano troviamo citato un ser Basso Fachin: "...pustam vochatam la Cha Bianca positam in villa Tessarie Tervisine diocesis cum una domo murata et cohoperta cupis et una teçia etiam cupis cohoperta, cum pratis et pasculis suis secundum et prout tenet et possedit ser Basso Fachin.".
integrazioni fornite da Andrea Balzarotti
La famiglia Facchinetti può annoverare tra i suoi antenati anche Gian Antonio Facchinetti (Papa con il nome di Innocenzo IX) nato il 20 luglio 1519 a Bologna. Era un uomo buono e mite, ma anche decisamente abile in diplomazia. Pio V lo aveva inviato quale nunzio apostolico a Venezia per allestire la Lega Santa che a Lepanto, nel 1571, sconfisse i turchi. Quando fu eletto papa era già anziano e malato. Il suo pontificato durò due mesi (1591). Prima di morire beneficò due suoi nipoti, uno nominandolo cardinale e l'altro comandante supremo della flotta. Lo stemma della famiglia consiste in una pianta al naturale, sradicata, su campo argento.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Facchini è la cognominizzazione del sostantivo 'facchino' < latino medievale 'fakinum' che viene dall'arabo 'faqīh' = 'giureconsulto, teologo'. La sua degradazione semantica a 'portatore di pesi' sarebbe avvenuta nei secoli XIV-XV quando, in seguito alla grave crisi economica del mondo arabo-islamico, gli antichi funzionari furono costretti a dedicarsi al piccolo commercio di stoffe che essi stessi trasportavano a spalla di piazza in piazza.
FACCI
FACCIO
FACCIONE
FACCIONI
FACI
FACIONE
FACIONI
Facci è tipico di Trento e del trentino, del veronese, di Verona, Castel d'Azzano, San Giovanni Lupatoto e Buttapietra, del vicentino, di Schio, Santorso, Valli del Pasubio,Marano Vicentino e Thiene, di Farra di Soligo nel trevisano e di Grantorto nel padovano, Faccio sembrerebbe avere due ceppi, uno nel Veneto occidentale e confini della provincia di Brescia, l'altro in Piemonte, Faccione e Facione, quasi unici, sembrerebbero del frusinate e del napoletano, Faccioni è del veronese, di Verona, Roverchiara, San Pietro di Morubio, Legnago, Isola Rizza, Angiari e Cerea, con un ceppo anche a Civitanova Marche nel maceratese, Faci è praticamente unico, Facioni è tipicamente laziale del romano, di Roma, Roccagiovine e Tivoli, dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dall'aferesi del nome Bonifacio.
FACCILONGO
FACINCANI
Faccilongo è tipicamente piugliese, ha un ceppo a Bari ed uno a Lucera nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine dialettale facci longo (viso lungo, magro e stretto), probabilmente una caratteristica dell'aspetto del capostipite.
FACCINCANI
FACINCANI
Entrambi specifici del veronese di Villafranca Di Verona in particolare, derivano dal nome medioevale composto dal nome Facino e Cane tipico del veronese, ricordiamo il condottiero e capitano di ventura Facino Cane nato intorno al 1360 da una famiglia nobile.
integrazioni fornite da Gianni Faccincani
Il cognome Facincani o Faccincani è originario della città di Villafranca in provincia di Verona. Infatti in un documento del 1447 viene nominato "Johanne filio di Jacobo dicto Facinchani q. Johannes de Villafrancha" Perciò il cognome può essere fatto risalire al 1360-1380. In un altro documento del 1427 (ramo cadetto),  vengono invece nominati Bartolomeo, Nascimbeno e Floris di Johanne de Villafranca.
FACCIOLI
FACCIOLINI
FACCIOLO
Faccioli ha più ceppi, uno nel Veneto occidentale e provincia di Brescia, uno in provincia di Bologna e forse uno in Lombardia e Piemonte, Facciolini è tipico abruzzese, dell'area tra teramano e pescarese, Facciolo ha un ceppo nel padovano ed uno nella Calabria occidentale, potrebbero derivare da un diminutivo dell'aferesi del nome Bonifacio.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Molto raro, tipicamente abruzzese, dovrebbe derivare dall'ipocoristico aferetico del nome benaugurale Bonifacio, col significato di che abbia un buon destino, un buon fato (dal latino bonum fatum, buon destino)
FACECCHIA Facecchia è specifico di Mesagne nel brindisino.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Facecchia, derivato foggiano del cognome base Faccia, origina dal sostantivo 'faccia' < latino parlato '*faciam' per il classico 'faciem' = volto, viso, inteso come soprannome dato a chi dimostrava arditezza e sfacciataggine. Minervini 192.
FACHINAT Fachinat, assolutamente rarissimo, è tipico del basso trentino, dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dialettale riferita ad un capostipite il cui padre si chiamasse Faccus (vedi FACCHETTI).
FADA Molto molto raro è tipico del bresciano, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo fata, ha qualche rara presenza in Sardegna.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
questo cognome non è solo bresciano, ma potrebbe essere in parte di origine campana, lo si deduce leggendo il sito di Ellis Island (www.ellisisland.org). I Fada emigrati negli USA verrebbero da Sessa Aurunca (CE), è probabile che qualche famiglia campana sia emigrata anche al Nord, oltre che andare in America. In ogni caso il cognome Fada nel bresciano è venuto probobilmente dalla toponomastica: una Val Fada esiste nella bassa Valcamonica (Angolo Terme).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
Fada: sa fada, sia in Campidano che in Logudoro è la fata incantatrice. In Sardegna centro nord è più usato il termine jana o yana, sempre col significato di fata. Dal Latino fata. In senso spregiativo è detta sa coga, sa brùsa (bruscia, bruja in spagnolo, proprio nel significato di strega). Citiamo inoltre la voce sarda fadu > destino, dal latino fatum, che al plurale da fata > fada; malafadau = sfortunato. In alcuni paesi del centro Sardegna viene usato il termine fada per fava = fava. Come cognome è presente negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Fada Andrea, ville Gonnos de Tramacia; Fada Petro, ville Gonnos de Tramacia (* Gonnos de Tramacia.Gonnostramatza. Partis de Montibus). Attualmente il cognome Fada è presente in 15 Comuni italiani, di cui 1 in Sardegna: Isili con 3. Per il resto lo ritroviamo in 14 Comuni del Bresciano. Non è del tutto fuori luogo l'ipotesi che i Fada del bresciano provengano dalla Sardegna, tenendo in considerazione la presenza del cognome nei documenti antichi sardi, il fatto che il termine fada e i suoi derivati (in tutti i sensi) sono ancora molto usati in Sardegna e l'arrivo nel bresciano di tantissimi emigrati sardi.
FADANELLI Fadanelli è tipico di Trento, Cembra, Rovereto e Riva del Garda, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo trentino fadanel (fanello, tipo di uccello).
FADANI Fadani ha un ceppo lombardo nel bresciano a Brescia, Manerbio e Castel Mella, e nel cremonese a Gussola, ed un ceppo emiliano a Colorno nel parmense, dovrebbe derivare dal nome della località Fadano di Guiglia nel modenese, o Fadano di Brentonico nel basso trentino, anche se non si può escludere una derivazione da un soprannome originato dal termine dialettale arcaico, dell'area lombardo, emiliana, fadan (grosso rospo, mago, stregone).
FADDA Molto diffuso è tipico della Sardegna, potrebbe derivare da una modificazione dialettale con raddoppio della consonante (tipico sardo) del termine fada (fata), ma è pure possibile che derivi da un soprannome originato dal vocabolo dialettale sardo fadda (errore).
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FADDA: etimologia e significato incerti. Abbiamo intervistato diverse persone, che portano questo cognome, ma nessuna ha saputo dare valide indicazioni, su estimo e significato della voce. Potrebbe derivare dal  latino falla, che sta per fallacia = cose false, ingannevoli, ma è solo una ipotesi e, del resto, come cognome non avrebbe senso e sarebbe comunque troppo pesante, visto che a portarlo sono veramente in tanti, soprattutto in Sardegna. Pertanto è impensabile che si tratti di un semplice soprannome. Rimaniamo in attesa di nuovi sviluppi e quindi di eventuali future integrazioni. Intanto il cognome è presente nelle carte antiche con l'uscita Falla tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Falla Bernardo, ville Ecclesiarum (** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis Ville Ecclesiarum.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388); Falla Gonario, jurato ville Urune( * Urune.attuale Orune ( Oruni). Curatorie de Anella); Falla Juliano, ville Ecclesiarum; Falla Sthefanus - de Aristanni (*** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc). Nella storia ricordiamo Fadda Gavino, nato a  Sassari  nel 1757. Visse in epoca sabauda del Regno di Sardegna. Seguace di Giommaria Angioy, fu a Cagliari nel 1795, come portafoce del partito democratico sassarese. Svolse una intensa propaganda antifeudale. La reazione dei nobili e della chiesa sarda fu violenta e dovette scegliere la via dell'esilio nella Penisola. Con l'Angioy e col Mundula tentò di attirare l'attenzione di Napoleone, ma nel suo rientro in Sardegna fu arrestato nell'isola di Capraia e portato ad Alghero e poi a Sassari, dove fu impiccato. Attualmente il cognome Fadda è presente in 570 Comuni italiani, di cui 210/377 in Sardegna: Cagliari 563, Sassari 482, Nuoro 211, Quartu 197, Oristano 146, etc.
FADIN
FADINI
FADINO
Fadin, molto molto raro, parrebbe del padovano, Fadini ha un ceppo lombardo soprattutto nell'area delle province di Mantova, Cremona, Brescia e Bergamo, con massima concentrazione nel vicino veronese, ed un ceppo nell'udinese, Fadino, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione dei precedenti, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine dialettale fada (fata), che ha dato anche luogo al nome Fadino di cui abbiamo un esempio in un atto di vendita del 1352 a Bergamo la parte acquirente è un certo Giovanni fu Fadino de Molonio di borgo Santo Stefano, ma potrebbero anche derivare dall'aferesi di nomi come Bonfadinus, forma alterata di Bonfantinus (vedi BONFADINI).
FAEDDA Tipicamente sardo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo faeddu (parola) di qualcuno che parlava troppo o che era molto bravo con le parole.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FAEDDA: faedda > favedda > favella (parola, voce) da faeddare > faveddare > favellare in centro nord; faeddu >fuèddu >fueddài  in Campidano = parlare. Dal latino fabella, che però ha il significato di piccolo racconto, piccola narrazione. Come cognome è presente negli antichi documenti della lingua e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, figurano: Faella Francisco, jurato ville Ribechu (* Ribechu.attuale Rebecu. Curatorie de Costa de Valls) ; Faella Guantino, ville Macumerii (*** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); Faella Juliano, jurato ville Silanus ( * Silanus.odierno Silanus. Castri Montis de Verro); Faella Matheo, ville Cerchillo ( * Cerchillo... attuale Berchidda. Curatorie de Costa de Valls). Attualmente il cognome Faedda è presente in 173 Comuni italiani, di cui 74 in Sardegna: Sassari 229, Cagliari 89, Oristano 71, Bonorva 65, Olbia 43, etc.
FAEDI
FAEDO
Faedi è specifico del forlivese, di Cesena, Gambettola, Montiano, Cesenatico e Savignano sul Rubicone, di Cervia nel ravennate e di Rimini, Faedo è tipico del veronese e del vicentino, di Chiampo, Sossano, Pojana Maggiore, Arzignano e Sarego nel vicentino e di Verona e Montecchia di Crosara nel veronese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine sia veneto che romagnolo faedòn, o faetòn una sorta di calesse leggero sia a due che a quattro ruote, indicando così probabilmente che i capostipiti conducessero un simile tipo di mezzo di trasporto.
FAETA
FAETI
FAIETA
FAIETI
FAJETI
Faeta, quasi unico, è del napoletano, Faeti ha un ceppo romagnolo a Cesena e Mercato Saraceno nel cesenate, ed uno a Pomezia nel romano, Faieta è tipicamente abruzzese, del pescarese, di Pescara, Pianella, Moscufo, Montesilvano, Cappelle sul Tavo e Spoltore, e del teatino, di Chieti, di San Giovanni Teatino e di Casoli, Faieti è praticamente unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Fajeti, che è specifico di Reggio Emilia, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da nomi arcaici di località che dovevano il loro nome alla presenza di una faggeta, come, solo a titolo di esempio, la Contrada Fajeta, chiamata in un secondo tempo Faeta, situata nel comune di Conca della Campania nel casertano.
FAENZA Abbastanza raro, parrebbe originario della Romagna e dovrebbe derivare dal toponimo Faenza (RA), sono presenti ceppi probabilmente secondari nell'aquilano e nel casertano e napoletano.  Personaggio rinomato di questa famiglia è stato il pittore del 1700 Vincenzo Faenza.
FAES Specifico della zona di Trento e del suo circondario occidentale, dovrebbe derivare da nomi di località legati alla presenta di un faggeto (faes). Tracce di questo cognome le troviamo in un atto della seconda metà del 1600 in Tirolo con: "...Idem pro eadem ex parte eiusdem de hereditate Engberti Faes generi Laurentii de Baest, III denarios novos....".
FAGA
FAGA'
Faga secondo un'ipotesi sarebbe originario del Piemonte, trasferitosi in Calabria nel XIII° secolo avrebbe generato il molto più raro Fagà, secondo altri sarebbe autoctono calabrese e deriverebbe da un soprannome legato alla vicinanza con un faggeto, una terza ipotesi, meno probabile li farebbe derivare dal cognomen latino Faganus.
Integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Fagà dovrebbe, in realtà, essere un cognome autoctono calabrese, formatosi all'interno dei dialetti greci del Sud: alla sua base, infatti, si trova il termine greco faghas, col significato di goloso, mangione (voce ancora in uso nel greco moderno, con lo stesso significato). Ciò non esclude, però, che le famiglie Faga calabresi (senza l'accento sulla a) abbiano in effetti delle remote origini piemontesi e, quindi, che il loro cognome abbia una diversa etimologia.
FAGAN
FAGANELLI
FAGANELLO
Fagan ha qualche presenza nel mantovano, ed un ceppo veneto nel vicentino, padovano e trevisano, Faganelli, rarissimo, sembrerebbe mantovano, Faganello invece, sempre raro, dovrebbe essere trevisano,  dovrebbero derivare, direttamente o attraverso ipocoristici, dal cognomen latino Faganus di cui si hanno tracce ad esempio nel II° secolo quando il santo monaco Faganus viene inviato in missione dal Papa Eleuterio in Britannia. Tracce di queste cognominizzazioni si trovano nel 1700, in un atto del 1708 stilato a Foza nel vicentino, dove si può leggere: "...di campi duecento et quarantadue, tavole 169 per me infrascritto Nodaro, Domino Domenigo Faganello...".
FAGGI
FAGGINI
FAGINI
Faggi è fiorentino, con un ceppo anche nel forlivese, Faggini e Fagini sono quasi unici, dovrebbero derivare da nomi di località caratterizzate dalla presenza di un faggeto.
FAGIANA
FAGIANELLA
FAGIANELLI
FAGIANI
FAGIANO
Fagiana, quasi unico, è siciliano, Fagianella, praticamente unico, è marchigiano, Fagianelli, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia centromeridionale, Fagiani ha un ceppo nel bergamasco, a Sorisole, Almenno San Salvatore, Almenno San Bartolomeo e Brembate di Sopra, ed un ceppo nella fascia centrale che comprende il Piceno, l'Umbria ed il Lazio, Montegiorgio, Falerone, Sant'Elpidio a Mare, Fermo e Monte Urano nell'ascolano, Gubbio e Perugia nel perugino e Terni in Umbria e Roma ed Anguillara Sabazia nel romano e Rieti, Fagiano ha un ceppo nel torinese, presenze nel napoletano ed un piccolo ceppo nel brindisino, dovrebbero derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome medioevale Fagianus, Fagiana, o da nomi di località come, a solo titolo di esempio citiamo da uno scritto dell'anno 768: ".. qualiter ab Anspert et Guandilpert prepositorum ipsius celle fuit directa uel possessa, tam in ipso loco Classicelle uel ubi ipse Anspert casas habuit, leuatas et terras; seu et aliam cellam in finibus Ueterbensium, in loco qui dicitur Fagianus, cum omnibus suis pertinentiis in integrum, qualiter ab Anselm de Ueterbo et Aimone genero eius fuit possessa ..".
FAGIOMUZZI Fagiomuzzi è un rarissimo cognome della Valtellina, potrebbe derivare dal nome medioevale composto da Fagus, un cognomen latino e Mutius un nomen della Gens Mutia, ma molto più probabilmente si tratta di un cognome composto dai cognomi Faggio e Muzzi entrambi abbastanza diffusi in Lombardia.
FAGNANI
FAGNANO
Fagnani ha ceppi nel milanese, nel varesotto, nel veronese, nel bolognese e nel lucchese, in Abruzzo e Molise e nel Lazio, Fagnano ha un ceppo a Chieti, nel teatino e nel vicino pescarese, uno a Campobasso, ed uno nel basso potentino, dovrebbero derivare dai molti toponimi Fagnano che si trovano in provincia di Milano, Varese, Verona, Bologna, Lucca, l'Aquila, Pescara e Cosenza, ma è pure possibile che derivino da proprietà terriere della Gens Fannia, i cui abitanti potevano essere identificabili con il nome di Faniani, o che i capostiti siano stati dei liberti o comunque dei clientes di un Fannius.
FAGO Fago è tipico di Taranto, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi contenenti il termine Fago di cui si fa menzione ad esempio in questo scritto medioevale: "...XII kal. Octobris, obiit Morvannus, vicecomes de Fago, anno Domini M° CC° XVIII°....".
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Fago, attestato a Taranto, è la cognominizzazione del toponimo Fago del Soldato (CS), che deriva dal latino 'fagu(m)' = faggio. Minervini 193.
FAI Fai ha un ceppo sardo nell'iglesiente a Sant'Antioco e Giba ed uno pugliese nel leccese a Veglie e Nardò e ad Avetrana nel tarantino, dovrebbero entrambi derivare da voci dialettali per fave. (vedi anche FA e FAIS)
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
 is fais sono le fave in sardo.
FAIDUTTI Originario della Venezia Giulia, una possibile derivazione potrebbe essre un soprannome dialettale indicante quelli del faggeto o dal nome di origine greca Phaidon.
FAIA Faia, tipicamente siciliano, ha un ceppo a Catania ed uno a Palermo, dovrebbe derivare da un soprannome grecanico con il significato di scintilla, lucente, brillante.
FAILLA Failla è decisamente siciliano, dovrebbe derivare da soprannomi legati al termine siciliano failla (favilla, scintilla).
FAILLI
FAILLO
Failli è proprio della Toscana centro orientale, Faillo è quasi unico, possono derivare o da un'aferesi del nome medioevale Raffaello o da modificazioni del cognomen latino Fabillus di cui abbiamo un esempio nel De Vita Adriani: "...Nam usus est magistro Graeeco litteratore Fabillo, cuius epigrammata Graeca multa et extant, maxime in imaginibus ipsius pueri....", o da modificazioni del nomen Flavilla.
FAINA
FAINELLA
FAINELLI
FAINELLO
FAINI
Faina ha un ceppo nel lucchese a Villa Basilica e Camaiore, uno nel perugino a Perugia, Corciano e Deruta ed a Terni, uno a Fermo nel Piceno e ad Ortucchio nell'aquilano ed uno a Roma, a Capodimonte nel viterbese ed a Latina, Fainella, quasi unico, è del centro Italia, Fainelli ha un ceppo veneto nel veronese, a Verona, San Pietro in Cariano e Bussolengo, ed uno laziale nel reatino, ad Antrodoco e Rieti, ed a Roma, Fainello, abbastanza raro, ha un piccolo ceppo nel veronese, a Verona ed a San Giovanni Lupatoto, ed a Venezia,  Faini dovrebbe essere di origine bresciana, ma esiste forse un ceppo nel milanese e forse uno in Romagna e Marche, la derivazione è di difficile interpretazione, una possibile, anche se improbabile lo fa derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da un soprannome legato al nome dell'animale faina, un'altra lo potrebbe far discendere da un'alterazione del nomen latino Fannius, un'altra ancora lo ricondurrebbe al vocabolo dialettale fai (faggio) e indicherebbe i capostipiti, se così fosse, come quelli del faggeto.
FAINO Faino è tipicamente campano del salernitano, di Giffoni Valle Piana, di Montecorvino Rovella e di Pontecagnano Faiano, potrebbe derivare dall'alterazione dialetytale del nome del paese di Faiano nel salernitano (vedi anche FAINA).
FAIOLA
FAIOLI
FAIOLO
Faiola è tipicamente laziale, del romano, latinense e frusinate, di Fondi soprattutto, Sperlonga, Terracina, Sonnino e Latina nel latinense, di Roma e Marino nel romano e di Frosinone e Pastena nel frusinate, Faioli, assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel campobassano ed uno ancora più piccolo nel cremonese, Faiolo è praticamente unico, questi cognomi in alcuni casi potrebbero derivare dal toponimo ternano di Faiolo, o da altri toponimi o nomi di località, come la foresta della Faiola nel romano ad un miglio di distanza da Marino, l'origine comune è comunque il termine dialettale faiola per faggiola o di faggi, tracce antiche di queste cognominizzazioni le troviamo in un atto datato 1343 dove tra gli altri si menziona un Guillelmo Arnaldi de Faiola notario provenzale, un Arnaldo de Faiola ed un Ademario de Faiola domicelli, alla fine del 1600 a Livorno troviamo un certo Anselmus Faiolus, mercante francese.
FAIS Fais è distribuito in modo omogeneo in tutta la Sardegna, ma la massima diffusione è su tutta la costa occidentale, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo sardo fai (fava).
FAITA Molto raro sembra avere un nucleo nel bresciano, uno nel massese, uno nella penisola salentina ed uno nel cosentino, potrebbe derivare da toponimi legati come Faeto (FG), Faedo (TN) o comunque da nomi di località legati al vocabolo dialettale faedo, faito riferito ad un faggeto.
FALACE
FALLACE
FALLACI
FARACE
Falace è specifico del casertano, di Sant`Arpino e di Castellammare di Stabia nel napoletano, Fallace è tipicamente campano di Napoli e di Fragneto Monforte nel beneventano, Fallaci invece è tipicamente toscano di Firenze, Farace ha un ceppo campano ad Anacapri, Napoli ed Ercolano nel napoletano ed a Salerno, ed un ceppo cosentino a Santa Maria del cedro, Verbicaro ed Orsomarso, dovrebbero derivare dal soprannome poi divenuto nome medioevale Fallax, Fallacis di cui abbiamo un esempio in "...Tetbaldus, dictus Fallax vel Tricator, comes Carnotensis...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci anticipazione dal suo Dizionario Ragionato dei Cognomi del Sannio in corso di pubblicazione
Falace - Fallace - Fallaci - Farace
Falace è un cognome tipicamente campano, diffuso prevalentemente nel Casertano, nei comuni di Sant'Arpino, Orta di Atella e Gricignano di Aversa, nel Napoletano a Castellammare di Stabia e nello stesso capoluogo partenopeo, con propaggini anche nel Salernitano.
Fallace, variante di Falace, è presente a Napoli e nel Beneventano, dove è registrato con maggiore intensità nel comune di Fragneto Monforte.
Diversa sembrerebbe l'origine per la forma pluralizzata Fallaci, con ogni probabilità da ricondurre allo stesso etimo di Falace e Fallace, ma attestato soltanto in Toscana, a Firenze, dove con ogni probabilità si è originato, e nell'Aretino, nonchè in Emilia Romagna a Bologna e nel comune di Casalecchio di Reno.
Dal punto di vista etimologico, è possibile congetturare diverse ipotesi di derivazione per i cognomi Falace, Fallace e Fallaci. In prima analisi, si potrebbe considerare il verbo latino fallere (ingannare), e quindi i derivati falli (essere ingannato, ingannarsi), fallax, acis (fallace, ingannatore, fraudolento, ipocrita, ingannevole) e fallacia, ae (inganno, frode, intrigo, trappola). Una seconda interpretazione muoverebbe a considerare una possibile connessione con il termine greco fallos, con significato di "membro virile", come base di derivazione per un personale di origine greca creato con funzione di propiziare virilità e fecondità, in virtù degli antichi culti fallici rimasti per secoli riti di carattere apotropaico ancora praticati presso comunità rurali fino all'alto medioevo e, nelle campagne del Meridione d'Italia, fino a tempi recentissimi.
Meno probabile è invece la derivazione dal termine latino fala (o phala, ae), che poteva indicare sia una torre di legno adoperata negli antichi assedi, sia una delle sette colonne che, piantate sulla "spina" del circo, servivano a contare il numero dei giri dei corridori.
Ancora, da tenere in considerazione è una possibile connessione con il vocabolo germanico Fara: celebre resta la definizione "Farae, hoc est generationes" adoperata da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum per indicare nel diritto longobardo i gruppi gentilizi o parentali-familiari in cui era suddiviso il suo popolo, costituiti dalle famiglie e dagli individui discendenti da un capostipite comune o aggregati in base a vincoli convenzionali, diretti a creare rapporti analoghi a quelli agnatizi. Le Farae longobarde erano veri e propri organismi politico-militari, e col tempo il nome è assunto ad indicare anche il territorio abitato dal gruppo, dando origine a numerosi toponimi quali ad esempio Fara d'Adda, Fara in Sabina, Fara Filiorum Petri, etc., derivati appunto dallo stanziamento di antiche genti longobarde in detti luoghi. Ragionando in tal senso, è possibile congetturare una derivazione delle forme cognominali prese in esame dal termine Fara, trasformatosi in Farace, e quindi per corruzione anche in Falace, Fallace e Fallaci.
Un orientamento più sicuro indurrebbe invece a considerare i cognomi Falace, Fallace e Fallaci come originati dalla forma cognominale Farace, diffusa in Italia in molteplici nuclei localizzabili nel Lazio a Roma, in Calabria nel Cosentino (nei comuni di Santa Maria del Cedro, Verbicaro, Orsomarso e Scalea), in Campania tra Napoletano e Salernitano (Anacapri, Salerno, Napoli, Ercolano, Capri e Portici, in ordine di diffusione) e in Sicilia dove risulta presente a macchia di leopardo, nonché nelle aree centrale e settentrionale della Penisola per effetto dei flussi migratori provenuti dal Mezzogiorno soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo.
Il cognome Farace, dal punto di vista etimologico, sembrerebbe il risultato di un fenomeno di cognominizzazione in senso patronimico di un personale di origine italica, greca o, più probabilmente greco-araba.
Tale ipotesi sembra essere corroborata dall'attestazione in antichità, nelle aree dell'Italia Meridionale, di personali quali il greco Phalaecus (Faleco), che fu anche nome del famoso poeta greco che diede vita all'endecasillabo falecio, l'italico Falacer, cris (Falacre), nome di un mitico eroe italico, uno dei 15 flamini (secondo Varrone, "flamen Falacer a divo patre Falacre") e l'arabo e greco Faras, tradotto appunto come Farace. Proprio il personale Faras sembrerebbe all'origine del cognome Farace: Faras è tuttora un nome di persona arabo di origine greco ellenistica, ed il termine faras in lingua araba assume il significato di "cavallo".  Ancora, Faras era anche il nome dell'antica capitale della "Nobatia", ovvero della Nubia, regione attualmente comprendente l'Egitto Meridionale ("Bassa Nubia") lungo le rive del Nilo, e la parte Settentrionale del Sudan ("Alta Nubia").
In Conclusione, il cognome Farace, e le varianti sopraccitate Falace, Fallace e Fallaci sembrerebbero riconducibili al personale Farace, nome di origine greca, diffuso nel mondo arabo in epoca ellenistica e importato nel Sud Italia fin dalle prime incursioni arabe (625 d.C) e radicatosi nell'onomastica meridionale a partire dalle conquiste islamiche della Sicilia (conquistata dalle campagne arabe iniziate nell'827 e conclusesi nell'878 con la presa di Siracusa e la successiva costituzione di un Emirato islamico indipendente sotto la guida dei Klabiti, la cui dominazione resistette fino al 1060). Proprio dalla Sicilia, il nome Faras - Farace si sarebbe irradiato nel resto dell'Italia meridionale, e soprattutto nelle aree costiere tirreniche, assumendo anche forme onomastiche nuove derivate: a corroborare tale tesi di origine e irradiazioe delle forme cognominali Farace, Falace e Fallace dalla Sicilia araba sembrerebbe l'attuale diffusione dei citati cognomi, localizzabili proprio nei territori maggiormente colpiti dalle continue incursioni islamiche e soprattutto influenzate culturalmente dal mondo arabo (Costiera Amalfitana, Sorrentina e zone circostanti).  In ultima analisi, soltanto il cognome Fallaci sembra avere una origine diversa in Toscana, ma non si può escludere a priori una connessione con i ceppi Farace, Falace e Fallace dell'Italia Meridionale: ulteriori mirate ricerche archivistiche da effettuare in territorio tosco-emiliano potrebbero sciogliere ogni dubbio e fare chiarezza circa l'effettiva origine dei nuclei Fallaci.
FALAGUERRA Falaguerra, molto molto raro, ha un ceppo nell'alessandrino ed uno nel potentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Falaguerra, di cui abbiamo un esempio nel 1500 a Celleno nel viterbese nell'atto con il quale si sancisce l'avvenuta pace con Civitella d'Agliano: "...Il documento in mezzo alla piazza vicino al detto paese e presso la casa di Bozachi,davanti al signore magnifico Ferdinando,al suddetto Commissario come sopra, con i venerabili frati presenti e il religioso maestro Luca,frate predicatore, e il presbitero Salvato Antoni Grossi di Sipicciano,e il presbitero Bartolomeo di Tuscanella, e frate Andrea di Bagnoreggio, Domenico Macari di Montefiascone e Falaguerra di Civitella, testimoni dell'accordo,chiamati disposti e richiesti. E io Florio Dominici di Fabrica pubblico notaio per autorità imperiale e giudice ordinario,e per ora Autorità e Castellano di Celleno,fui chiamato e richesto da tutti,mentre si decidevano e accadevano queste cose, e ora sono stato richiesto di scrivere queste cose con ser Giovanni Francisci,Giovanni Bruni notaio di Tuderto; ho scritto e ho pubblicato,ponendo a garanzia di tutti il mio sigillo con sotto il mio nome comune...".
FALAMISCHIA Falamischia, assolutamente rarissimo, è tipico dell'Italia settentrionale, l'origine etimologica è oscura, anche se possiamo pensare che possa derivare da un soprannome medioevale riferito ad un capostipite particolarmente combattivo. Troviamo tracce di questa cognominizzazione tra gli uomini d'arme del condottiero italiano del 1400 Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, nelle cui schiere milita il suo conestabile (capo delle scuderie) Falamischia da Bagno.
FALANGA
SFALANGA
Falanga ha un ceppo a Roma ed uno a Gaeta nel latinense, uno, molto consistente, a Torredel Greco , Napoli, Boscoreale, Pozzuoli, Boscotrecase, Pompei, Ercolano, Torre Annunziata e Casalnuovo di Napoli nel napoletano e di Scafati nel salernitano, ha un ceppo a Genzano di Lucania nel potentino, ed in Sicilia ha ceppi a Palermo, a Paternò e Catania nel catanese e nel messinese a Messina, Taormina e Lipari, Sfalanga, molto più raro, ha un ceppo in Sicilia, a Gela nel nisseno, dovrebbe essere semplicemente il primo cognome con l'aggiunta di una s- iniziale epentetica, cognome che dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine latino phalanga (rullo di legno usato per facilitare il trasporto di imbarcazioni o di oggetti molto pesanti, soprannome probabilmente legato al mestiere dei capostipiti.
FALAPPI
FELAPPI
Falappi è tipico di Brescia e dintorni, Felappi è anch'esso del bresciano.
integrazione fornita da Flavio Falappi
per il ramo originario del bresciano, i primi Falappi pare fossero residenti nella valle Trompia in provincia di Brescia.  In particolare a Pezzoro e Pezzase dove in passato c'erano delle miniere, forse erano anche galeotti perchè nelle miniere venivano mandati i prigionieri ai lavori forzati.  Un'altra informazione sui Falappi, pare che all'anagrafe in passato, attorno all'inizio ottocento sia stato fatto un errore di scrittura o di registrazione, in origine forse i Falappi erano Felappi. Nel paese di Fraine c'è un'alta concentrazione di Felappi. Per il ramo della famiglia di Marcheno, il bisnonno era Falappi Bortolo, che ha generato Falappi Luigi, Che ha generato Falappi Emilio ( vivente che ha generato Falappi Flavio (il
sottoscritto) che ha generato Falappi Giovanni e Falappi Francesca. Da Marcheno la famiglia si è spostata a Mocasina e poi a Desenzano del Garda nelle sue varie generazioni. Altri Falappi ci sono in provincia di Brescia, a Travagliato, a Bagnolo e a Capriano del Colle.
FALASCA
FALASCHI
Falasca è specifico del Lazio, Abruzzo e Molise, Falaschi è tipico della fascia che comprende Toscana, Romagna Marche fino al maceratese, Umbria ed alto Lazio, potrebbero derivare da una modificazione dell'etnico falisci (popolazione originaria del centro italia) o anche derivare da un soprannome originato dal vocabolo falasca (sorta di paglia utilizzazta per produrre sedie , fiaschi e damigiane, o da nomi di località. Traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Roma nel 1600 con il frate domenicano Basilius Falasca.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Falasca è cognome anche lucano. Secondo G. Rohlfs viene dal calabrese 'falasca' =  'sorta di graminacea'.
FALBO
FALVO
Falbo è tipicamente calabrese, di Sersale, Catanzaro, Cropani, Lamezia Terme e Sellia Marina nel catanzarese, di Cosenza, Luzzi, Cassano allo Ionio, Rende, Villapiana, Rossano, San Marco Argentano e Zumpano nel cosentino, e di Crotone, Caccuri e Cutro nel crotonese, Falvo ha un ceppo a Napoli, ma il nucleo principale è in Calabria, soprattutto a Lamezia Terme nel catanzarese, dove è molto presente anche a Gizzeria, Catanzaro, Feroleto Antico, Serrastretta e Soveria Mannelli, questi cognomi dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine latino falbus (giallo), forse ad indicare l'appartenenza dei capostipiti a comunità ebraiche, non si può comunque del tutto escludere l'ipotesi di una derivazione dal nome punico Fuabal.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Falbo è cognome calabrese che viene dall'antico aggettivo 'falbo' = giallo scuro, originato dal germanico 'falp'.
FALCE Originario del salernitano, deriva dall'antico nome greco Phalces o dal cognomen latino Falx.
FALCHE
FARCI
FRACI
Falche, quasi unico, è del sassarese, Farci è tipico del sud della Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla voce verbale sarda farci connessa con la pesca con la lampara, Fraci, quasi unico, sembrerebbe specifico della Sardegna sudoccidentale.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FARCI; FRACI: sa farke, sa farci, sa fracci, è la falce. Dal latino falx.  Sa fraci furistera è la falce da fieno, a manico lungo: detta furistera = forestiera, perchè introdotta di "recente" (all'inizio del XIX° secolo) in Sardegna. Nelle carte antiche, come cognome è presente in diverse uscite. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388, troviamo: Falce Midralle, ville Macumerii. *** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc.  In posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388 ; Falche Angelo, jurato ville de Lecon. * Lecon.distrutto. Contrate Montis Acuti (Salto di Pattàda); Falche Bidocio, ville Birore. * BIRORE.odierno Birore. Curatorie de Marghine  de Gociano; Falche Furadu, ville Zaramonte * Zaramonte... odierno Chiaramonte. Contrate de Anglona - Chiaramente; Falche Furato - ville de Lecon; Falche Gavino, jurato ville de Lecon; Falche Guantino - ville de Gucizle * Gucizle.distrutto - Diocesi di Galtellì (Contrate Montis Acuti); Falche Joanne - ville de Nule * Nule .Nuli (Contrate Montis Acuti - Ozieri); Falche Joanne, jurato ville Fonte * Fonte.distrutto .della Diocesi di Dolia. Barbagie Ollolai et Curatorie Austis; Falche Joanne, jurato ville Orteddi * Orteddi.Oroteddi.odierna Orotelli. Curatorie Dore; Falche Joanne, major ville de Lecon (salto di Pattada); Falche Parisono, ville Sorradili * Sorradili.odierno Sorradile. Contrate Partis Varicati - Barigadu; Falche Petro, ville Lequeses * Lequeses...Lachesos...villaggio distrutto della Diocesi di Sorres( Meylogu). Contrate Ardar et Meylogu; Falche Petro, ville Zaramonte; Falci Joanne, jurato ville de Sardara ** SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Falci Petrucio, Ville Ecclesiarum ** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate Sasseri.nona die januarii 1388. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo, figurano: Falce (o Falke) Dorgotori (174 - 180); nel 174 vende servi in Mularia (attuale Mulargia): comporaili a Dorgotori Falke die(una giornata di servizio - la settimana) de Goantine d'Arjolas et mesa die de su fillu ( mezza giornata di servizio del figlio) etc. Testes Petru de Monte et Petru de Nurki et Petru d'Iscanu; figura poi come teste in una transazione, al 180° capitolo: positinke Helene de Gitil muiere de Petru de Nurki minore, die (un giorno di servizio la settimana) de Furata Littera .Testes: Petru de Nurki mannu, et Dorgotori Falce (Falke). Attualmente il cognome Farci è presente in 162 Comuni italiani, di cui 72 in Sardegna: Cagliari 384, Quartu 238, Mara 136, Assemini 99, Sinnai 79, Muravera 70, etc. Il cognome Fraci è presente in soli 3 Comuni sardi: Gonnesa 3, Fluminimaggiore 2, Piscinas 2. Solo ad Alghero è presente il cognome Falche (10): unico posto in cui ha mantenuto l'antica uscita.
FALCHERO Falchero è specifico del torinese, di Torino, Settimo Torinese, Viù e Venaria Reale, potrebbe derivare da un soprannome dialettale riferito al mestiere di chi falcia il fieno, ma il falchèr indica anche quelle funi o catene che aggiogano i buoi tenendoli fermi e ben connessi al giogo, ma non si può escludere che possa derivare anche da un soprannome dialettale legato all'attività di falconiere.
FALCHETTI
FALCHETTO
Falchetti sembra essere del perugino, con un possibile ceppo in provincia di Roma, Falchetto estremamente raro sembrerebbe avere due ceppi, nel veronese e nel trevigiano, possono derivare da un diminutivo del nome longobardo Falk latinizzato in Falcus, ma è pure possibile che discendano da un soprannome legato in qualche modo al falco.
FALCHI
FALCO
FALCON
FALCONCINI
FALCONE
FALCONETTI
FALCONI
FALCONIERI
Falchi è sardo, ma con ceppi anche in Toscana, Umbria e Lazio, Falco è presente in tutt'Italia, tranne che Sardegna e fascia centrale, Falcon è tipico della zona di Portogruaro (VE), Falconcini, assolutamente rarissimo, è tipico del pisano, di Palaia e Pontedera in particolare, Falcone è di tutto il centro sud, Falconetti potrebbe essere laziale e barese, Falconi è del centro nord e Sardegna, Falconieri è della penisola salentina, questi cognomi hanno molteplici derivazioni, possono derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dall'antico nome greco Phalces o dal tardo latino Falco e Falconius, al Falcard dei Franchi, al Falk germanico, al medioevale Falco e Falcone, così come alcuni invece derivano da toponimi quali: Falconara Albanese (CS), Falconara (AN) e Falcone (ME), altri infine possono discendere dall'attività di falconiere, cioè di chi addestra i falchi alla caccia.
FALCIATORE
FALCIATORI
Falciatore, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centrosud, Falciatori ha un piccolo ceppo a Terni ed uno a Roma, potrebbero derivar
FALCINELLI
FALCINI
FALCINO
FALCIONE
FALCIONI
Falcinelli è specifico della fascia centrale che comprende forlivese e riminese, pesarese ed anconetano, Toscana orientale, Umbria e Lazio centrosettentrionale, con massima concentrazione nel perugino ad Assisi, Bastia e Spoleto, Falcini ha un ceppo a Forlì, uno a Firenze e nel fiorentino, a Campi Bisenzio e Pontassieve, ed a Prato, ed uno nel perugino a Città di Castello ed Umbertide, Falcino è praticamente unico, Falcione sembra avere un ceppo romano ed uno molisano, Falcioni è tipico marchigiano, con un ceppo nell'agro romano ed uno nel verbanese, dovrebbero derivare, direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dal termine ed anche nome proprio Falcio, Falcionis, che aveva in epoca medioevale, nel centro Italia, il significato di esattore: "...hoc quod nullam quantitatem pecunie dictus Falcione ...". Traccia di questa cognominizzazione si trova nella seconda metà del 1300 nello spezzino con il notaio Nicolao de Falcio.
FALCIOLA
FALCIOLI
Falciola ha un piccolo ceppo ad Imperia, uno nel verbanese a Stresa, Belgirate e Verbania e ad Armeno nel novarese, ed uno, il più consistente, a Milano, Falcioli è quasi unico e dovrebbe essere il frutto di un'errata trascrizione del precedente, il luogo originario sembrerebbe essere stato il paese di Belgirate nel verbanese, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine falciola (falcetto, piccola falce) da usare ricurvi per tagliare l'erba, indicando probabilmente che il mestiere dei capostipiti fosse quello dei contadini.
FALCOMATA' Specifico del reggino.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
Originario del reggino, questo cognome deriva dal termine greco chalkomatas, che indicava un tempo il mestiere del calderaio. Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito al capostipite.
FALCOMER
FALCONER
Falcomer è tipico della zona di Portogruaro (VE) e dell'area friulana limitrofa, Falconer, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare dall'attività di falconiere.
FALDA
FALDI
FALDINI
FALDINO
FALDO
Falda ha un piccolo ceppo piemontese, nel verbanese a Cesara e Villadossola, ed uno ancora più piccolo nel Veneto ad Albettone nel vicentino e Cologna Veneta nel veronese, Faldi è specifico di Firenze e Prato, Faldini ha piccolissime presenze nel bolognese e nel palermitano, con sparsi riscontri unici in giro per l'Italia centrosettentrionale, Faldino e Faldo sono quasi unici, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal nome germanico Faldus, Falda, esistente sia come nome a se stante, sia come forma aferetica di nomi come Mafalda, Barufaldus, Strufaldus o simili, dell'uso di questo nome abbiamo un esempio in una registrazione della seconda metà del 1200 a Montaperti nel senese: "..Die iovis presentavit salmam j panis. Die lune infrascripta presentavit salmam j panis et anone. Die lune xxx agusti presentavit salmam j panis. Faldus Mellioris. ..".
FALENA
FALLENA
Falena, estremamente raro, parrebbe del centro Italia, così come il quasi unico Fallena, potrebbero derivare dal termine phalena (farfalla notturna), nome che traduceva in latino anche  il termine greco Silfide, spirito femminile dei boschi e dell'aria e che, con quel significato, veniva usato come nome.
FALERI
FALERIO
Faleri ha un nucleo senese ed uno romano, Falerio è quasi unico, dovrebbero derivare dalla Gens Faleria, o direttamente o attraverso il toponimo Faleria (VT), a sua volta derivata dalla popolazione dei Falisci: "...Arqui si Phaliscam illam à Solino memoratam & Haleso Duce a Phaliscis conditam Phaliscorum gentis caput constituamus, oportet ei quoque Falerium vel Falerios nomen fuisse; Livius enim aliique rerum Romanarum scriptores, qui maximi Camilli res gestas & domitorum ab eo Phaliscorum historiam literis consignarunt, unam principem ejus populi urbem Falerios sive Falerium nominant..:", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo fin dal 1100 con il Vescovo di Venezia: "...fr. Bonifacius Falerius, qui anno 1120 Venetiarum Episcopus electus fui...".
FALETTI
FALETTO
FALINI
FALINO
FALLETTI
FALLETTO
Faletti è tipicamente settentrionale, dell'area lombardo piemontese, di Torino, Asti e Novara e di Cazzago San Martino nel bresciano, dove è ben presente anche a Capriolo ed a Brescia e ad Urgnano nel bergamasco, Faletto è decisamente del torinese, di Torino, Busano, Rivarolo Canavese e Castellamonte, con un piccolo ceppo anche nel napoletano, Falini è tipico della Toscana meridionale. di Cortona nell'aretino e di Grosseto e del perugino, a Marsciano, Perugia, Todi e Castiglione del Lago, con un ceppo anche tra teramano e pescarese, Falino, estremamente raro, è dell'Italia centromeridionale, Falletti è tipicamente piemontese, di Pertusio, Torino e Collegno nel torinese, di Soglio nell'astigiano e di Monticello d'Alba nel cuneese, Falletto, meno diffuso, anch'esso piemontese, è di Torino e di Priocca nel cuneese, questi cognomi dovrebbero derivare da forme aferetiche di ipocoristici, anche alterati dal dialetto, del nome Cristofalo (vedi CRISTOFALETTI).
FALLACARA Di origine della provincia di Bari.
FALLAI Fallai, molto raro, è tipico di Firenze, potrebbe derivare dal nome del passo Fallaio in Liguria.
FALLARA Fallara è un tipico cognome calabrese del reggino, di Montebello Ionico in particolare e di Gioia Tauro e Melito di Porto Salvo, potrebbe derivare da un antico nome di località, come ad esempio Fallari nel vibonese, non si può comunque escludere una derivazione da un soprannome originato dal termine italiano arcaico fallare (sbagliare).
FALOIA Faloia, molto molto raro, parrebbe tipico del perugino di Marsciano e di Perugia, potrebbe derivare dalla Gens Faluia così come dal nome femminile romano antico Faluia, ricordiamo con questo nome la moglie di Antonio: "...Eiusdem Antonii uxor Fuluia caput ipsum maledictis ac diris execrata est, demum inspuens gremio suo apposuit, acriusque inspiciens linguam illi e faucibus evellit, eamque frequenter confodit acicula, qua tunc ad ornamenta capitis utebatur..".
FALONE
FALONI
Falone è tipicamente abruzzese del pescarese, di Pescara, Montesilvano, Penne, Rosciano e Loreto Aprutino, e del teramano, di Teramo e di Roseto degli Abruzzi, Faloni ha qualche rara presenza in Abruzzo ed un ceppo a Roma, dovrebbero derivare dal nome gotico Falone, di cui possiamo leggere in un testo medioevale: "..Post aliquot annos, princeps ille Erik, ad aetatem adultiorem iam provecto, cum Falone et militibus de cunctis fere provinciis borealibus revertens regem Suercherum in proelio in paroechia Lena vicit anno 1208. Hic Fale Bure iunior postea arcem in Byrestad construxisse dicitur...".
FALORNI Falorni è tipicamente toscano dell'area coperta dalle province di Firenze, Siena, Pisa e Livorno, potrebbe derivare dal toponimo Falorni di Santa Maria a Monte nel pisano, troviamo tracce di questa cognominizzazione a Firenze almeno dal 1700 con un certo Giovanni Vincenzo Falorni.
FALSETTI Un nucleo in provincia di Cosenza ed uno nell'area delle provincie di Firenze, Arezzo e Siena, potrebbe derivare dal nome greco Phileas
FALSONE
FALSONI
Falsone, molto raro è tipico dell'agrigentino, Falsoni è assolutamente rarissimo.
FALZETTI
FALZETTO
Falzetti ha un ceppo marchigiano a Matelica ed Esanatoglia nel maceratese ed a Fabriano nell'anconetano, ed un ceppo a Roma, Falzetto, praticamente unico, sembrerebbe romano ed è probabilmente dovuto ad un'errata trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una forma etnica riferita alla regione tedesca dello Pfalz nella zona sudorientale della Germania, area che potrebbe essere quella di provenienza dei capostipiti, forse dei pronipoti di legionari germanici.
FALZON Falzon è assolutamente rarissimo, questa nobile famiglia maltese annovera tra i suoi membri oltre a prelati e nobili, anche un santo, il Beato Nazju Falzon (1813-1865).
integrazioni fornite da Serge Falzon Montpellier France
Falzon è derivato dal cognome Falsone , Antonio Falsone giunse a Malta nel 1399 e il cognome si modificò in Falzon dopo l'unione con il casato degli Aragona.
FALZONE
FALZONI
Falzone è tipicamente siciliano, Falzoni ha un ceppo nella zona che comprende il bolognese, il ravennate ed il ferrarese, un ceppo nel pavese ed uno nel veronese, derivano da un soprannome originato dal vocabolo dialettale falzon (grossa falce).
FAMA' Famà, tipico siciliano, della zona che comprende il messinese, il catanese e il sud della Calabria, potrebbe derivare dal cognomen latino Famia, ma molto più probabilmente si tratta di un'alterazione del cognome greco Phamias.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Famà è cognome ampiamente diffuso nelle province di Catania, Messina, Siracusa. Secondo G. Rohlfs viene da Famà, contrada di Alì Terme (ME) o dall'omonimo toponimo nei pressi di Arena (CZ). L'origine sarebbe il nome di persona greco Famàis, presente in molti papiri.
FAMEGLI
FAMIGLI
FAMIGLIETTI
FAMIGLIO
Fameglio, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nell'alessandrino e qualcuna nel romano e nel frusinate, Famigli, molto molto raro, sembrerebbe del modenese, Famiglietti ha un ceppo toscano nel pisano, a Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto e Volterra, ed uno, decisamente più consistente, campano, soprattutto nell'avellinese, a Frigento e Sturno, ma con buone presenze anche a Castel Baronia, Avellino, Grottaminarda, Gesualdo, Villamaina, Carife e Solofra sempre nell'avellinese ed a Napoli, Famiglio, quasi unico, è specifico del torinese, dovrebbero derivare, direttamente o tramite una forma ipocoristica, da soprannomi basati sul termine arcaico famiglio (servo, domestico, persona di servizio), indicando così probabilmente che i capostipiti fossero stati al servizio di persone di un certo livello.
FAMELI
FAMILI
FAMILIA
FAMILIO
Fameli ha un piccolissimo ceppo ligure, a Genova ed a San Remo nell'imperiese, uno romano ed uno calabrese nel reggino, a Palmi ed a Caulonia e San Ferdinando, Famili è quasi unico, così come Familia, Familio, molto raro, è specifico di Napoli, dovrebbero derivare da soprannomi basati sul termine medioevale famelius o familius, a loro volta derivati dal vocabolo latino famulus, famula (servo o serva, domestico, persona di servizio in casa), indicando così probabilmente che i capostipiti fossero stati collaboratori famigliari di qualche persona agiata.
FANALE
FANALI
Fanale è di Palermo e del palermitano, Fanali è laziale, di Montefiascone nel viterbese, di Roma e Civitavecchia nel romano e di Fiuggi nel frusinate, con presenze anche a Perugia ed a Marsciano nel perugino, potrebbero derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza di torri con fanali, probabilmente per le segnalazioni navali o terrestri, luoghi presso i quali dovevano abitare o dalle quali dovevano provenire i capostipiti.
FANARA Fanara è tipicamente siciliano, di Favara nell'agrigentino in particolare, ma anche di Agrigento, Aragona, Canicattì, Ribera sempre nell'agrigentino, di Palermo e di Trapani, Erice e Calatafinmi nel trapanese e di Messina, potrebbe derivare da un soprannome originato da un'alterazione del termine greco φανερά   fanerà (aperto, chiaro, visibile), forse da un nome di località antico, con la caratteristica di luogo aperto.
FANARI
FANARIS
Fanari è tipicamente sardo, della parte sudoccidentale, di Baratili San Pietro, San Nicolo` D`Arcidano, Oristano e Villa Sant`Antonio nell'oristanese, di Cagliari e di Guspini e Pabillonis nel Medio Campidano, Fanaris sembrerebbe quasi unico, dovrebbero derivare dall'antico toponimo di villa Fanaris  del Giudicato di Cagliari che doveva essere situato tra Villasor e Decimoputzu.
integrazioni fornite da Giuseppe Concas
FANARI: è un cognome attualmente presente in 137 Comuni italiani, di cui 61 in Sardegna: Cagliari 92 Guspini 91, Baratili San Pietro 72, Sassari 32, Oristano 30, Pabillonis 30, Sinnai 22, etc. Nei documenti antichi lo troviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388: Fanari (de) Jacobo, ville de Sardara(SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388); Fanari (de) Laurencio, ville de Sardara; Fanari (de) Petro, ville de Sardara. Sempre nel*LPDE lo troviamo nella variante "de" Fenari(i): Fenari(de) Francisco - de Bosa. (** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus civitatis Bose.nisi pastores.congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis .die XV Januarii 1388) ; Fenarii(de) Petrus - de Aristanni. ( *** Aristanni: (segue  elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE). Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati. (Porta la data) : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Fanari è il nome di un antico centro abitato, abbandonato, suddiviso in due frazioni: Fanari de Jossu, Fanari de Susu, siti in agro di Vallermosa. Tutto il territorio è disseminato di evidenti resti nuragici, tra cui il bellissimo Pozzo Sacro di Matzanni, esempio notevole della grandezza della civiltà nuragica. I due centri avevano presumibilmente origini preistoriche, ma noi abbiamo notizie certe solo a partire dal Medioevo. Fanari de Jossu è registrato come villa (bidda) appartenente alla Curadorìa di Gippi o Parte Ippi, nel regno giudicale di Càlari. Passò poi al regno di Arborea, quindi alla Repubblica di Pisa. Poi al regno catalano aragonese di Sardegna. Verso la fine del XV° secolo, il villaggio fu abbandonato. Fanari de Suso (anche essa villa - bidda - medioevale) è la parte più antica di Fanari; di origini preistoriche: il suo territorio, come già detto per Fanari de Jossu è ricco di resti della civiltà nuragica. Nell'opera di Giovanni Francesco Fara  "In Sardiniae Coroghaphiam" troviamo: Intus deinde sequitur regio partis Hipis, tota fere plana, sarmentosa quidam et gregum copia frequens, pabulum ubertim suppeditas et aquas stagnantes set irriguas, frigidas set callidas.iacent oppida.Fanaris Superioris, Fanaris Inferioris, Leni, Hispidi, Aquensa (vedi il cognome Achenza).Il vocabolario sardo, Geografico, Patronimico ed Etimologico del canonico Giovanni Spano, recita: Fanaris villaggio distrutto, nella diocesi di Cagliari. Ne esistevano due, inferiore e superiore. Voce fenicia, apparizione, veduta. In verità se vogliamo dare credito alla tesi dello Spano la parola non deriva dal fenicio, ma dal greco φάινω (faino), mostro, appaio, splendo etc. Noi invece crediamo che la voce fanari derivi dal latino fenarius o faenarius e quindi faenarii o fenarii, nel senso comune di raccoglitori di fieno. Tale persuasione ci deriva dal fatto che nei tempi antichi il territorio era e lo è tuttora ricchissimo di pascoli e di greggi.
FANCELLA
FANCELLI
FANCELLO
FANCELLU
FANCIULLACCI
FANCIULLI
FANCIULLINI
FANCIULLO
Fancella è praticamente unico, Fancelli è tipico dell'area tosco, umbra, laziale, Fancello, tipicamente sardo, e in particolare del nuorese, Fancellu è più specifico dell'area sassarese, Fanciullacci è tipico del fiorentino, pratese e pistoiese, Fanciulli è specifico dell'area grossetano, senese, viterbese e romana, Fanciullini, rarissimo, è della zona aretino senese, Fanciullo è tipico del Salento, di San Pietro Vernotico nel brindisino e, nel leccese, di Botrugno, San Cassiano, Giurdignano e Salve.
integrazioni fornite da Stefano Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Fanciullo, che, assieme al suo arcaismo in Fancello, nasce come variante del più comune Fante (vedi Fanti): dal punto di vista etimologico, infatti, i termini fancello e fanciullo consistono in un diminutivo del termine fante, derivando entrambi dalla contrazione del vocabolo fanticello (che, dapprima, dà origine a fancello e poi, attraverso una corruzione popolare, a fanciullo). Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti; come sostenuto dal sig. Milani (vedi FANCIULLETTI), inoltre, non è improbabile che questi nomi fossero attribuiti a dei trovatelli, proprio perché privi di un nome di battesimo.
FANCIULLETTI Assolutamente molto molto raro.
integrazioni fornite da Roberto Milani
esclusivo del basso grossetano (zona intorno al Monte Amiata), si dice che sia legato alla nobile famiglia Piccolomini. Pare che da relazioni extraconiugali di membri maschi della famiglia Piccolomini con donne del popolo siano nati numerosi figli (ovviamente non riconosciuti come propri dai Piccolomini), che un'Opera pia accolse tra gli orfanelli. La gente del posto chiamò tali bambini Fanciulletti e da lì l'origine dell'omonimo cognome. Pare infine che in seguito ci siano state anche contestazioni tra i Piccolomini ed i Fanciulletti in merito ad alcune disposizioni testamentarie non chiare relative a possedimenti di terreni e fabbricati.
FANELLA
FANELLI
FANELLO
Fanella è raro ed è specifico del Lazio centro meridionale, molto diffuso in tutt'Italia Fanelli, Fanello molto più raro ha un ceppo in Calabria, e possibili ceppi in Liguria, Venezia e Roma, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi del nome Stefano, possono anche derivare dal cognomen latino Fannius, ma è pure possibile che derivino dall'aferesi di toponimi come: Sacrofano (RM). Traccia di questa cognominizzazione si trova a Perugia dove nell'albo degli scolari della locale università nell'anno 1585 si trova un Victorius Fanellus.
integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli
Fanelli, oltre che ipocoristico aferetico del nome Stefano, potrebbe anche derivare dall'uccello chiamato "fanello" o dal latino "fanum" = tempio.
FANESE
FANESI
Fanese è tipicamente abruzzese di Pescara, Fanesi è tipico di Ancona,e Falconara Marittima (AN) e del teramano, dovrebbero derivare dall'etnico di Fano, probabile la nascita di queste cognominizzazioni in occasione delle purghe effettuate dal Vescovo Riccardo Vescovo di Fano dal 1214 al 1223: "...Hic ille, qui pro libertate suae Ecclesiae contra Fanenses cives, et potestatem usque ad dirissimas censuras decertavit, quas etsi dissolvit id protestando, fecit metu mortis...".
FANETTI Ha un ceppo in Valtellina e nel bresciano ed uno in Toscana tra fiorentino, aretino e senese, dovrebbe derivare dall'aferesi di un diminutivo del nome Stefano, di quest'uso troviamo un esempio nel Baldus (1517) di Teofilo Folengo: "...Ille est Fanettus, tibi filius et mihi frater...". Tracce di questa cognominizzazione si trovano in Valtellina fin dal 1500.
FANFANI
FANFANO
Fanfani è specifico di Firenze e del fiorentino, di Scandicci, Lastra a Signa, San Casciano in Val di Pesa, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino ed Impruneta, di Livorno e di Prato, Fanfano ha un ceppo a Castiglione del Lago e Città della Pieve nel perugino, dovrebbe derivare dal nome arcaico Fanfano, ma è pure possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine toscano fanfano (di una persona che parla a vanvera, senza pensare a quello che dice).
FANFULLA
FANFULLI
Fanfulla ha un ceppo nel barese, a Bari, Modugno e Palo del Colle, Fanfulli è quasi unico e dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione, dovrebbero derivare dal nome Fanfulla originato dal soprannome di Bartolomeo Tito Alon, il famoso Fanfulla da Lodi, uomo d'armi e capitano di ventura che si fece onore in Puglia, partecipando nel 1503 alla battaglia di Cerignola ed alla famosissima disfida di Barletta nel barese, la fama delle sue gesta eroiche condusse alcuni pugliesi suoi coetanei a chiamare Fanfulla il proprio figlio, uno dei quali potrebbe essere stato il capostipite di queste famiglie.
FANGI Assolutamente rarissimo, sembrerebbe originario del biellese, di questa nobile e potente famiglia si ricorda il Beato Agostino Fangi nato a Biella nel 1430 e morto a Venezia nel 1493.
FANGIO Fangio, molto molto raro, ha un ceppo a Livorno ed uno a Castiglione Messer Marino e Francavilla al Mare nel teatino, di difficile interpretazione, si può ipotizzare un collegamento con il nomen gentilizio latino Fannius, portato ad esempio da Caius Fannius Strabo console romano nel 161 dopo Cristo, o anche da Publius Fannius Synistor del quale possiamo ammirare la villa del I° secolo a Boscoreale negli scavi di Pompei.
FANI
FANNI
FANO
Fani è tipico del centro, del fiorentino e dell'aretino in particolare, Fanni è specifico della Sardegna centromeridionale, Fano ha un ceppo nel veneziano, uno a roma ed uno nel barese, dovrebbero derivare dall'aferesi di nomi come Stefano.
FANIA Cognome specifico del foggiano, dovrebbe derivare dal nome della Gens Fania la gens di Zenone imperatore d'oriente, ma è pure possibile un collegamentocon l'aferesi del nome Epifania attribuito anticamente a bambini nati il 6 gennaio.
FANIN
FANINI
Fanin ha un ceppo nel vicentino ed uno nel basso udinese e goriziano, Fanini, ha un nucleo veronese ed un ceppo nel perugino, dovrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'aferesi di un diminutivo del nome Stefano.
FANIO
FENIO
Fanio, quasi unico, è del leccese, Fenio, quasi altrettanto raro, è invece del padovano, con un piccolissimo ceppo nel salernitano, potrebbero derivare dal nome della Gens Fania o Foenia, o dai nomen da questa derivati (vedi FANIA).
FANIS Fanis, assolutamente rarissimo, è specifico di Alghero nel sassarese, potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Stefano.
FANIZZA
FANIZZI
FANIZZO
Fanizza è decisamente pugliese, di Fasano e Francavilla Fontanan el brindisino, di Mola di Bari e Bari nel barese, di Porto Cesareo nel leccese e di Taranto, Fanizzi è anch'esso pugliese, dinversano e Monopoli nel barese in particolare, di Taranto, Foggia e Fasano nel brindisino, Fanizzo, quasi unico, è dovuto ad errate trascrizioni del precedente, questi cognomi dovrebbero essere di origine slava e derivare da alterazioni dell'aferesi di Stefanic, una forma patronimica in -ic del nome Stefano.
FANNA Fanna è tipicamente friulano, di Cividale del Friuli e Moimacco nell'udinese e di Montereale Valcellina nel pordenonese, dovrebbe derivare dal nome del paese di Fanna in provincia di Pordenone a circa 6 chilometri da Montereale, probabile luogo d'origine dei capostipiti.
FANT
FANTACCI
FANTE
FANTELLI
FANTETTI
FANTI
FANTICELLI
FANTILLI
FANTO'
FANTOLI
FANTOLINI
FANTOLINO
FANTON
FANTONE
FANTONI
FANTOZZI
FANTUCCI
FANTUZ
FANTUZZI
FANTUZZO
Fant ha un ceppo nel bellunese ed uno nell'udinese, Fantacci ha un ceppo toscano ed uno tra romano, rietino ed Abruzzo, Fante, abbastanza raro, sembrerebbe di origine veneta, ma è possibile che ci sia un nucleo anche nel Lazio, Fantelli ha un piccolo ceppo nel trentino ed uno nel bolognese, Fantetti ha un ceppo tra romano e latinense ed uno tra le province di Campobasso e Foggia, Fanti è molto presente in tutta l'Italia centrosettentrionale e Sardegna, Fanticelli, molto molto raro, è dell'aretino, Fantilli ha un ceppo a Roma ed uno tra teatino e Molise, Fantò è specifico di Caulonia nel reggino, Fantoli, molto raro, è del verbanese, Fantolini, rarissimo, è di Livorno, Fantolino, tipico piemontese, è di Torino e Costigliole d'Asti (AT), Fanton, veneto,  è proprio della zona che comprende le provincie di Vicenza, Padova e Venezia, Fantone ha un ceppo nel Piemonte occidentale ed uno in Abruzzo e Molise, Fantoni è molto diffuso al nord ed in Toscana, Fantozzi è molto diffuso in Emilia e Romagna, in Toscana, nel Lazio soprattutto, ed in Abruzzo e Molise, Fantucci ha un ceppo nel fiorentino, nel perugino e tra viterbese e romano, Fantuz è tipico dell'area che comprende il pordenonese, il veneziano e soprattutto il trevisano, in particolare Gaiarine, Codognè, Mareno di Piave e San Vendemiano nel trevisano, Fantuzzi è decisamente emiliano, Fantuzzo, assolutamente rarissimo, è della zona tra veneziano e trevisano, derivano direttamente o tramite troncature dialettali, o diminutivi, accrescitivi, vezzeggiativi o dispregiativi dal nome medioevale Fante o Fantino, derivato dal termine latino infans, infantis = ragazzo o dall'aferesi di nomi come Bonfante.  La cognominizzazione di Fante risale almeno al 1100, come si evince dal testo di un atto conservato in San Giorgio in Palazzo a Milano, dove compare un Azzone Fante e che risale al 1150: "...ex quibus fuerunt solidi viginti de illis libris tribus quas Azo Fante dedit ei pro modio uno ficto, et solidi quindecim quos Veglo de Bollate dedit ei pro rebus de Albiate quas emit, et libre tres et dimidia de terra ...".
FANTAPPIE
FANTAPPIE'
Fantappie, quasi unico, è toscano, dovrebbe trattarsi di un'errata trascrizione di Fantappiè, che, anch'esso toscano, è specifico del fiorentino, di Firenze, San Casciano in Val di Pesa ed Impruneta, e che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di militare di fanteria svolto dai capostipiti, dei fanti a piedi.
FANTASIA Fantasia ha vari ceppi nell'Italia centromeridionale, nel Lazio soprattutto nel latinense, in particolare a Gaeta, ma presente anche a Formia, Latina e Terracina, ed a Roma, ha un ceppo nel teatino ad Atessa e San Salvo, in Campania ha un ceppo ad Angri nel salernitano, a Montesarchio e Ceppaloni nel beneventano ed a Napoli, in Puglia ha un grosso ceppo a Conversano nel barese ed a San Severo  e Foggia nel foggiano, in Calabria a Crotone ed in Sardegna ad Ozieri nel sassarese e ad Olbia, dovrebbe derivare dal nome rinascimentale sia maschile che femminile Fantasia, attribuito probabilmente ai capostipiti in epoca rinascimentale, troviamo tracce di quest'uso nel 1559 a Firenze con lo scalpellino Johannis figlio di un certo Fantasia, citato come testimone in un atto.
FANTATO Fantato, abbastanza raro, è tipico dell'area veronese, padovana, rovigota e veneziana, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in -ato del nome Fante, si riferisce quindi a famiglie di  figli di un Fante.
FANTECCHI
FANTECHI
Fantecchi, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di Fantechi, che è un cognome tipico di Firenze e del fiorentino, di Pontassieve, Bagno a Ripoli, Pelago, Sesto Fiorentino e Scandicci, si dovrebbe trattare di una forma ipocoristica toscana del nome medioevale Fante, derivato a sua volta dal termine latino infans, infantis (ragazzo) o dall'aferesi di nomi come Bonfante (vedi anche FANT).
FANTIN
FANTINI
FANTINO
Fantin è specifico del Veneto, Fantini è tipico di tutto il centro nord, Fantino, tipico del Piemonte occidentale, sembrerebbe avere un ceppo anche nell'udinese, dovrebbero tutti derivare dal nome medioevale Fantino di cui si hanno tracce già prima del 1000, verso la fine del VI° secolo a Monreale si trova citato in alcune lettere il Defensor (avvocato) Fantinus, ricordiamo poi San Fantino di Calabria morto verso la fine del IX° secolo e Fantino Dandolo vescovo di Padova nel 1400.  Esiste anche la possibilità che alcuni di questi cognomi derivino da soprannomi come ad esempio quello di Ascensidonio Spacca detto il Fantino (1557-1646), pittore in Trevi (PG), dove fantino, derivato dall'infans latino starebbe ad indicare un aspetto molto giovanile, o da toponimi anche solo rionali come Campo San Fantino di Venezia. Tracce della cognominizzazione di Fantini la troviamo nel Veneto a Portogruaro nel 1500 con il Gastaldo De Fantino (o Fantini).
integrazioni fornite da Sergio Fantini
Un ceppo di Fantini ( De Fantinis ) esisteva già dal 1600 nella Bergamasca come si riscontra dai libri parocchiali di Brembilla, si può anche osservare lo stemma di Famiglia sulla lapide in sasso di fra Cristoforus De Fantinis di Alzano Lombardo che esiste ancora.
FANTINATI Fantinati, è tipico dell'area che comprende le province di Bologna, Ferrara e Rovigo, si dovrebbe trattare di una forma patronimica romagnola in -ati del nome Fantin o Fantino, si riferisce quindi a famiglie di  figli di un Fantin.
FANTINATO Fantinato, è tipico dell'area vicentino, padovana, rovigota e vaneziana, si dovrebbe trattare di una forma patronimica veneta in -ato del nome Fantin o Fantino, si riferisce quindi a famiglie di  figli di un Fantin.
FANUCCI
FANUZZI
Fanucci ha un nucleo umbro nella zona di Gubbio e Scheggia E Pascelupo (PG) ed uno in Toscana nella zona di Montecatini (PT), Fanuzzi, molto molto più raro, potrebbe essere emiliano, dovrebbero derivare dall'aferesi del nome Stefano, di quest'uso abbiamo un esempio a Pisa in un atto del luglio 1308, dove viene citato un tal Fanuccius Ianuarii de Campo. Tracce di questa cognominizzazione le troviamo a Pisa nel 1300 in un atto leggiamo: "...Acta Fanucci notarii filii Iacobi quondam Fanucci, civis Pisani, de omnibus cartis et factis monasterii SS. Marie et Gorgonii de insula Gorgona Pisane diocesis,...", ed a Siena nella seconda metà del 1500 con lo scrittore Camillo Fanucci.
FANZAGA Specifico bergamasco, tracce importanti di questo cognome risalgono al  1500. Nel 1589 Pietro Fanzago, insigne matematico clusonese, creatore dell'orologio planetario locale, muore nel suo paese di nascita; nel 1591 quando risulta dagli atti che nasca a Clusone (BG) Cosimo Fanzaga, architetto e scultore molto quotato e riferimento principe per il barocco..
FANZINI Di origine piacentina, dovrebbe essere una modificazione dell'aferesi del cognome parmense Avanzini.
FAORO Faoro è tipicamente veneto del bellunese, di Lamon ed Arsiè soprattutto, ma anche di Feltre e Fonzaso, dovrebbe derivare da un soprannome dialettale ladino indicante una sorgente.
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