FA
FAA
FAA' |
Fa è tipico di Pula e Cagliari nel cagliaritano, Faa è tipico di Cagliari e del cagliaritano, Faà, molto più
raro, ha un ceppo piemontese con ramificazioni sarde, dovrebbe derivare,
almeno il ceppo originario piemontese dal vocabolo dialettale faa
(fata), richiamando l'immagine presente
sullo stemma del casato, il ceppo sardo oltre a poter essere derivato da
quello monferrino, potrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
sardo faa (fava).
Nel 1570 il nobile nobile Giovanni Matteo Faà, Signore di Fontanile
(AT), acquistò dalla famiglia Scarampi una buona parte del loro
feudo nel Monferrato diventando poi nel 1580 signore di Bruno (AT) con
il titolo di Marchese.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FA; FAA;: sa fa = la
fava e viene dal latino faba.
Is/sas faas; is
fais (o semplicemente, sa fa)
= le fave. In linguaggio fonetico:
sa vã = la
fava (le fave). Sulla "fava"
esistono parecchie espressioni e detti, più o meno seri. Quando
ci chiedono in francese: "Coment sa va"! Noi rispondiamo tranquillamente:
"Su pisurùci"! = il pisello! Come a dire: "Bene"! Gli abitanti di
Sanluri (oggi capoluogo, insieme a Villacidro, della nuova provincia del
Medio Campidano), in tutta la Sardegna sono conosciuti come grandi mangiatori
di fave ed è tipica l'espressione: "Seddorèsu pappa fa"!
= sanlurese mangia fave. L'espressione: "pappai fa", significa anche ricevere
un sacco di botte! Un'ottima vivanda sono la favette col lardo (in puré).
ed ha riscontro nel detto: " Sa dì chi hat a proi fa cun lardu"!
= il giorno in cui scenderanno dal cielo fave e ciccioli: sarà
un giorno miracoloso; per i poveri, è chiaro! Altra espressione
è: "Toccat sempri a mimi a scroxài sa fa"! "Tocca sempre
a me sbucciare la fave"! Come a dire: "Tottu pagat Pantaloni"! "Tutto paga
Pantalone", e nell'antica Roma: "Istaec in me cudetur faba"! "Dovrò
io pagare le spese"! Sempre nei tempi antichi: ai Pitagorici (della Scuola
di Filosofia di Pitagora), l'uso delle fave, come cibo, era proibito; vuoi
perché esse sono di difficile digestione, vuoi perché intorpidiscono
la mente! Ed ancora, durante le cerimonie religiose (latine), il Flamen
Dialis (il sacerdote di Giove), non doveva né toccare, né
nominare la fava"!!! Nelle carte antiche della Sardegna ritroviamo il cognome
nell'uscita Faa e Fay. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE del
1388, troviamo: Faa Nicolao, ville Genadas (villaggio distrutto -Laconi
..Contrate partis Alença); Fay Giorgio, ville Selluri(Sanluri -
Seddòri); Fay Michele, ville Sammungleo; Fay Nicolao, ville Selluri;
Fay Simone, ville Selluri. Attualmente: FA, è presente in 18 Comuni
d'Italia, di cui 11 in Sardegna: Pula 26, Cagliari 11, Nuoro 6, Assemini3,
Marrubiu 3, etc.; FAA, è presente in 37 Comuni italiani, di cui
23 in Sardegna: Cagliari 32, Villaputzu 23, Sadali 15, Mores 9, Sanluri
9, etc.; |
FABBI
FABI
FABIA
FABIO
FABIS |
Fabbi ha un ceppo nel vicentino, uno nel nel reggiano, uno nel bolognese,
uno nel perugino ed uno a Roma, Fabi è tipico della fascia centrale
che comprende Marche, aquilano, Umbria e Lazio, Fabia sembrerebbe unico,
Fabio ha un ceppo nel potentino, uno tra catanzarese e crotonese ed uno
nel messinese, Fabis, assolutamente rarissimo, parrebbe avere un ceppo
nel cosentino ed uno tra aretino e fiorentino, dovrebbero tutti derivare
dalla Gens latina Fabia
o dal nomen Fabius,
Fabia, è pure possibile un'origine più recente
dal nome italiano Fabio. |
FABBIANELLI
FABBIANI
FABBIANO
FABIANELLI
FABIANI
FABIANO |
Fabbianelli, quasi unico, sembrerebbe toscano, Fabbiani appartiene all'areale
compreso tra Emilia, Toscana e Liguria, Fabbiano, molto raro, è
specifico del tarentino, Fabianelli è tipico dell'aretino, di Castiglion
Fiorentino, di Arezzo e di Cortona, con un ceppo anche a Prato, Fabiani,
molto più diffuso è presente in tutto il centro nord, con
particolare evidenza in Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio, Fabiano
è tipico del sud peninsulare, tutti questi cognomi dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica, dal cognomen latino Fabianus,
attribuito normalmente ai liberti od ai clientes della gens
Fabia. |
FABBRESCHI
FABRESCHI |
Fabbreschi, molto molto raro, è specifico del grossetano, di Roccalbegna,
Grosseto e Scansano, Fabreschi, praticamente unico, è una forma
alterata del precedente, si dovrebbe trattare di una forma in -eschi,
indicante appartenenza, probabilmente ad indicare un ramo cadetto di una
famiglia nobile Fabbri. |
FABBRI
FABBRIS
FABBRO
FABRIS |
Fabbri è diffuso in tutto il centro nord, con massima concentrazione
in Emilia e Toscana, Fabbris è sicuramente settentrionale, più
caratteristico del torinese, del milanese e del padovano e veneziano, Fabbro
è specifico delle tre Venezie, con massima concentrazione in Friuli,
Venezia Giulia, Fabris sembrerebbe specifico delle Venezie, ma potrebbe
esserci un nucleo anche nell'area definita dalle provincie di Milano e
Varese. Derivano tutti, anche attraverso varie alterazioni, dal nome di
mestiere del faber, probabile occupazione
svolta dai capostipiti, il mestiere di faber
corrispondeva a quello di artigiano, dal fabbro
al falegname, al muratore: "...faber
vel fabricator qui bona produxit vel fabricat,..".
integrazione fornita da Francesco
Fabbris
In Veneto il cognome Fabris non ha attinenza con il mestiere di fabbro,
ma con il mestiere di muratore. In latino faber
significa colui che ha costruito. Il corrispettivo
di fabbro in Veneto è Favero o Favaro o Faveri.
stemma fornito da Armando Milani |
| FABBRICA
|
Un ceppo in provincia di Forlì,
uno in provincia di Agrigento e forse uno nel milanese, dovrebbe derivare
da soprannomi legati o a toponimi contenenti il vocabolo Fabbrica o a collegamenti
ad esempio con l'opera della Fabbrica del Duomo. |
| FABBRICI
|
Estremamente raro, sembrerebbe settentrionale, potrebbe derivare dal nomen
latino Fabricus (vedi
Fabbrici).
integrazione dovuta a Gabriele
Fabbrici
Il cognome Fabbrici, di rara diffusione nelle province di Reggio Emilia,
Mantova, Bologna e Roma, documentato almeno dall'inizio del Quattrocento,
deriva dal toponimo Fabbrico (RE), località da cui ha avuto orgine
la famiglia. L'attuale denominazione dialettale del Comune presuppone un
fabricus per fabbro.
Quindi il toponimo potrebbe procedere da una formazione altomedioevale
costruita direttamente sul nome di persona, o dal mestiere, del possessore
del fondo. |
| FABEN
|
Tipico dell'area di Casaleone e Cerea (VR) dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale con il significato di fatto bene (Benfatto). |
FABILLI
FAVILLA
FAVILLI
FAVILLO |
Fabilli, quasi unico è del centro Italia, Favilla ha un ceppo toscano,
soprattutto nel lucchese, uno nel romano ed uno nel foggiano, Favilli è
decisamente toscano, soprattutto nel pisano e nel livornese, Favillo sembrerebbe
unico, dovrebbero tutti derivare, direttamente o attraverso una forma di
betacismo, dal cognomen latino Fabillus,
Fabilla (vedi
FAILLI). |
FABRELLI
FABRELLO |
Fabrelli, quasi unico, sembrerebbe romagnolo, Fabrello è invece
specifico del vicentino, in particolare di Arsiero, Piovene Rocchette,
Marano Vicentino, Velo d'Astico, Dueville e Santorso, dovrebbero derivare
da forme ipocoristiche originate dal vocabolo medioevale faber
(fabbro, ma anche più genericamente
artigiano), probabilmente ad indicare
così l'attività dei capostipiti. |
FABRIANI
FABRIANO |
Fabriani è tipicamente laziale di Roma, Palestrina e Gallicano nel
Lazio nel romano, di Fara in Sabina nel reatino e di Monte Romano nel viterbese,
Fabriano, quasi unico, è molto probabilmente dovuto ad errori di
trascrizione del precedente, dovrebbero derivare dal cognomen latino Faberianus,
derivato dal nomen Faberius, di questo
cognomen abbiamo un esempio nelle epistole di Cicerone ad Attico: "...reliquum
est, si Faberius
nobis nomen illud explicat, noli quaerere quanti; Othonem vincas volo.
nec tamen insaniturum illum puto; nosse enim mihi hominem videor. ita male
autem audio ipsum esse tractatum ut mihi ille emptor non esse videatur.
quid enim? pateretur? sed quid argumentor? Si Faberianum
explicas, emamus vel magno; si minus, ne parvo quidem possumus....". |
| FABRICI
|
Tipico di Clauzetto (PN) e della provincia di Pordenone, dovrebbe derivare
dal nomen latino Fabricus di cui abbiamo
un esempio in Gaius Fabricus Luscinus console romano all'epoca delle guerre
contro Pirro re dell'Epiro, un esempio illustre di questa cognominizzazione
l'abbiamo nel celebre studioso Hieronymus Fabricus ab Aquapendente professore
di anatomiaall'università di Padova. |
FABRIZI
FABRIZIO
FABRIZZI |
Fabrizi è molto diffuso nella fascia centrale, Toscana, Marche,
Umbria e Lazio, Fabrizio è molto diffuso in Lazio, Abruzzo, Molise,
Campania centrosettentrionale, Puglia e Basilicata, Fabbrizi è proprio
delle Marche e Umbria, derivano dal nomen latino Fabricius
e sue modificazioni medioevali, di questo nome abbiamo un illustre esempio:
"...Qui ab hoste Pyrrho approbatus hoc est eulogio
descriptus. Cum Fabricius
quendam Philippum Pyrrhi medicum domino suo vinctum mitteret...". |
| FACCARDI
|
Faccardi, assolutamente rarissimo, è un cognome tipico del basso
bresciano, dovrebbe derivare da una modificazione patronimica in -ardi
del nome medioevale di origine germanica Faccus
(vedi FACCHETTI),
originato dal termine medioevale, sempre germanico, fah
(ostile). |
FACCELLO
FACCINI
FACELLI
FACELLO
FACINI
FACINO |
Faccello, praticamente unico, è del savonese, Facelli è tipicamente
piemontese, con un ceppo a Vercelli ed uno a Torino e Ciriè nel
torinese, Facello, molto raro, ha un piccolo ceppo a Torino e Collegno
nel torinese ed alcune presenze nel cuneese e savonese, Faccini è
tipico del nord Italia, con ceppi importanti nel milanese, nel parmense,
nel veronese e nel ferrarese, Facini, molto raro, sembrerebbe del nord
Italia, ha un ceppo forse originario nell'udinese, ad Artegna in particolare,
Facino, molto più raro, ha un ceppo a Crotone, dovrebbero tutti
derivare da varie forme ipocoristiche del nome medioevale Faccio
o Facino, a sua volta derivato dall'aferesi
del nome Bonifacio, di cui abbiamo
un esempio nel Codice diplomatico della Lombardia medievale
a Brescia nell'anno 1186: "...iacet in villa de Rothina
et de ista non pertinet Facino
ubi medietatem: a mane ser Cotum, a sera Lanfrancus Lupus,...",
ricordiamo come personaggio famoso il Capitano di Ventura Facino Cane che
nacque a Casale Monferrato probabilmente tra il 1350 e il 1360. |
| FACCENDINI
|
Ha un ceppo in Lombardia, a Magenta (MI) e nel cremasco ed uno a Foligno
(PG). Nel 1400 troviamo il condottiero e capitano di ventura al servizio
degli Sforza Giorgio da San Severino detto il Faccendino. |
FACCHETTI
FACCO |
Facchetti, decisamente lombardo, della zona che comprende le province di
Milano, Bergamo e Brescia, Facco ha un nucleo nelle province di Padova e Venezia ed un ceppo nel genovese,
dovrebbero derivare dal nome italo germanico Faccus
di cui abbiamo un esempio nel 1500: "...Apollonius Rhodius Graeco,
et Valerius Faccus,
Latino carmine, descripserunt. Igniarium quod in Aureo torque Equitum illorum
intertextum velleri conspicitur...".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Facchetti cognome lombardo che viene dal nome longobardo Facco. |
FACCHIN
FACCHINETTI
FACCHINI
FACCHINO
FACHIN |
Facchin è tipico del Veneto e del Friuli, Facchinetti oltre al nucleo principale tra le province di Milano, Bergamo,
Brescia e Verona, ha un ceppo anche nel goriziano, Facchini sembra specifico
dell'area che dal Trentino, attraverso il bresciano ed il mantovano, arriva
al modenese e alla Romagna, ma potrebbero esserci anche un ceppo nel barese
ed uno nel Lazio, Facchino, rarissimo, parrebbe originario del Gargano,
Fachin è specifico dell'udinese, in particolare della zona di Socchieve,
dovrebbero tutti derivare da forme ipocoristiche del nome italo germanico Faccus
(vedi
FACCHETTI). Troviamo una famiglia Facchini
a Brumano (BG), fin dal 1400, nel 1430 un componente di questa famiglia,
tal Filippo Facchini si trasferì a Venezia e di lì in Istria,
nel 1451 in un atto scritto nel trevisano troviamo citato un ser Basso
Fachin: "...pustam vochatam la Cha Bianca positam
in villa Tessarie Tervisine diocesis cum una domo murata et cohoperta cupis
et una teçia etiam cupis cohoperta, cum pratis et pasculis suis
secundum et prout tenet et possedit ser Basso
Fachin.".
integrazioni fornite da Andrea
Balzarotti
La famiglia Facchinetti può annoverare tra i suoi antenati anche
Gian Antonio Facchinetti (Papa con il nome di Innocenzo IX) nato il 20
luglio 1519 a Bologna. Era un uomo buono e mite, ma anche decisamente abile
in diplomazia. Pio V lo aveva inviato quale nunzio apostolico a Venezia
per allestire la Lega Santa che a Lepanto, nel 1571, sconfisse i turchi.
Quando fu eletto papa era già anziano e malato. Il suo pontificato
durò due mesi (1591). Prima di morire beneficò due suoi nipoti,
uno nominandolo cardinale e l'altro comandante supremo della flotta. Lo
stemma della famiglia consiste in una pianta al naturale, sradicata, su
campo argento.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Facchini è la cognominizzazione del sostantivo 'facchino'
< latino medievale 'fakinum' che
viene dall'arabo 'faqīh' =
'giureconsulto, teologo'. La sua degradazione
semantica a 'portatore di pesi' sarebbe
avvenuta nei secoli XIV-XV quando, in seguito alla grave crisi economica
del mondo arabo-islamico, gli antichi funzionari furono costretti a dedicarsi
al piccolo commercio di stoffe che essi stessi trasportavano a spalla di
piazza in piazza. |
FACCI
FACCIO
FACCIONE
FACCIONI
FACI
FACIONE
FACIONI |
Facci è tipico di Trento e del trentino, del veronese, di Verona,
Castel d'Azzano, San Giovanni Lupatoto e Buttapietra, del vicentino, di
Schio, Santorso, Valli del Pasubio,Marano Vicentino e Thiene, di Farra
di Soligo nel trevisano e di Grantorto nel padovano, Faccio sembrerebbe
avere due ceppi, uno nel Veneto occidentale e confini della provincia di
Brescia, l'altro in Piemonte, Faccione e Facione, quasi unici, sembrerebbero
del frusinate e del napoletano, Faccioni è del veronese, di Verona,
Roverchiara, San Pietro di Morubio, Legnago, Isola Rizza, Angiari e Cerea,
con un ceppo anche a Civitanova Marche nel maceratese, Faci è praticamente
unico, Facioni è tipicamente laziale del romano, di Roma, Roccagiovine
e Tivoli, dovrebbero derivare, direttamente o tramite accrescitivi, dall'aferesi
del nome Bonifacio. |
FACCILONGO
FACINCANI |
Faccilongo è tipicamente piugliese, ha un ceppo a Bari ed uno a
Lucera nel foggiano, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul termine
dialettale facci longo (viso
lungo, magro e stretto), probabilmente una caratteristica dell'aspetto
del capostipite. |
FACCINCANI
FACINCANI |
Entrambi specifici del veronese di Villafranca Di Verona in particolare,
derivano dal nome medioevale composto dal nome Facino e Cane tipico del
veronese, ricordiamo il condottiero e capitano di ventura Facino
Cane nato intorno al 1360 da una famiglia nobile.
integrazioni fornite da Gianni
Faccincani
Il cognome Facincani o Faccincani è originario della città
di Villafranca in provincia di Verona. Infatti in un documento del 1447
viene nominato "Johanne filio di Jacobo dicto Facinchani
q. Johannes de Villafrancha" Perciò il cognome può
essere fatto risalire al 1360-1380. In un altro documento del 1427 (ramo
cadetto), vengono invece nominati Bartolomeo, Nascimbeno e Floris
di Johanne de Villafranca. |
FACCIOLI
FACCIOLINI
FACCIOLO |
Faccioli ha più ceppi, uno nel Veneto occidentale e provincia di
Brescia, uno in provincia di Bologna e forse uno in Lombardia e Piemonte,
Facciolini è tipico abruzzese, dell'area tra teramano e pescarese,
Facciolo ha un ceppo nel padovano ed uno nella Calabria occidentale, potrebbero
derivare da un diminutivo dell'aferesi del nome Bonifacio.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Molto raro, tipicamente abruzzese, dovrebbe derivare dall'ipocoristico
aferetico del nome benaugurale Bonifacio,
col significato di che abbia un buon destino, un buon fato
(dal latino bonum fatum, buon
destino) |
| FACECCHIA
|
Facecchia è specifico di Mesagne nel brindisino.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Facecchia, derivato foggiano del cognome base Faccia, origina dal sostantivo
'faccia' < latino parlato '*faciam'
per il classico 'faciem' =
volto, viso, inteso come soprannome dato a chi dimostrava arditezza
e sfacciataggine. Minervini 192. |
| FACHINAT
|
Fachinat, assolutamente rarissimo, è tipico del basso trentino,
dovrebbe trattarsi di una forma patronimica dialettale riferita ad un capostipite
il cui padre si chiamasse Faccus (vedi
FACCHETTI). |
| FADA
|
Molto molto raro è tipico del bresciano, potrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo fata, ha qualche rara presenza in Sardegna.
integrazioni fornite da Luigi Colombo
questo cognome non è solo bresciano, ma potrebbe essere in parte
di origine campana, lo si deduce leggendo il sito di Ellis Island (www.ellisisland.org).
I Fada emigrati negli USA verrebbero da Sessa Aurunca (CE), è probabile
che qualche famiglia campana sia emigrata anche al Nord, oltre che andare
in America. In ogni caso il cognome Fada nel bresciano è venuto
probobilmente dalla toponomastica: una Val Fada esiste nella bassa Valcamonica
(Angolo Terme).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
Fada: sa fada, sia in Campidano
che in Logudoro è la fata incantatrice.
In Sardegna centro nord è più usato il termine jana o yana,
sempre col significato di fata. Dal Latino fata. In senso spregiativo è
detta sa coga, sa brùsa (bruscia, bruja in spagnolo, proprio nel
significato di strega). Citiamo inoltre la voce sarda fadu > destino, dal
latino fatum, che al plurale da fata > fada; malafadau = sfortunato. In
alcuni paesi del centro Sardegna viene usato il termine fada per fava =
fava. Come cognome è presente negli antichi documenti della lingua
e della storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora,
LPDE del 1388, figurano: Fada Andrea, ville Gonnos de Tramacia; Fada Petro,
ville Gonnos de Tramacia (* Gonnos de Tramacia.Gonnostramatza. Partis de
Montibus). Attualmente il cognome Fada è presente in 15 Comuni italiani,
di cui 1 in Sardegna: Isili con 3. Per il resto lo ritroviamo in 14 Comuni
del Bresciano. Non è del tutto fuori luogo l'ipotesi che i Fada
del bresciano provengano dalla Sardegna, tenendo in considerazione la presenza
del cognome nei documenti antichi sardi, il fatto che il termine fada e
i suoi derivati (in tutti i sensi) sono ancora molto usati in Sardegna
e l'arrivo nel bresciano di tantissimi emigrati sardi. |
| FADANELLI
|
Fadanelli è tipico di Trento, Cembra, Rovereto e Riva del Garda,
dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo trentino fadanel
(fanello, tipo di uccello). |
| FADANI
|
Fadani ha un ceppo lombardo nel bresciano a Brescia, Manerbio e Castel
Mella, e nel cremonese a Gussola, ed un ceppo emiliano a Colorno nel parmense,
dovrebbe derivare dal nome della località Fadano di Guiglia nel
modenese, o Fadano di Brentonico nel basso trentino, anche se non si può
escludere una derivazione da un soprannome originato dal termine dialettale
arcaico, dell'area lombardo, emiliana, fadan
(grosso rospo, mago, stregone). |
| FADDA
|
Molto diffuso è tipico della Sardegna, potrebbe derivare da una
modificazione dialettale con raddoppio della consonante (tipico sardo)
del termine fada (fata), ma è pure possibile che derivi da un soprannome
originato dal vocabolo dialettale sardo fadda
(errore).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FADDA: etimologia e significato incerti. Abbiamo intervistato diverse
persone, che portano questo cognome, ma nessuna ha saputo dare valide indicazioni,
su estimo e significato della voce. Potrebbe derivare dal latino
falla, che sta per fallacia
= cose false, ingannevoli, ma è solo una ipotesi e, del resto, come
cognome non avrebbe senso e sarebbe comunque troppo pesante, visto che
a portarlo sono veramente in tanti, soprattutto in Sardegna. Pertanto è
impensabile che si tratti di un semplice soprannome. Rimaniamo in attesa
di nuovi sviluppi e quindi di eventuali future integrazioni. Intanto il
cognome è presente nelle carte antiche con l'uscita Falla tra i
firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388: Falla Bernardo, ville
Ecclesiarum (** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius
Ludovicus, civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procuratoruniversitatis
Ville Ecclesiarum.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate
Sasseri.nona die januarii 1388); Falla Gonario, jurato ville Urune( * Urune.attuale
Orune ( Oruni). Curatorie de Anella); Falla Juliano, ville Ecclesiarum;
Falla Sthefanus - de Aristanni (*** Aristanni: elenco dei nomi dei firmatari
della PETIZIONE. Omnes cives mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi
pastores bestiaminum et quorum dificulter demorari non poterant.congregati.
Porta la data : die XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII°
et etc). Nella storia ricordiamo Fadda Gavino, nato a Sassari
nel 1757. Visse in epoca sabauda del Regno di Sardegna. Seguace di Giommaria
Angioy, fu a Cagliari nel 1795, come portafoce del partito democratico
sassarese. Svolse una intensa propaganda antifeudale. La reazione dei nobili
e della chiesa sarda fu violenta e dovette scegliere la via dell'esilio
nella Penisola. Con l'Angioy e col Mundula tentò di attirare l'attenzione
di Napoleone, ma nel suo rientro in Sardegna fu arrestato nell'isola di
Capraia e portato ad Alghero e poi a Sassari, dove fu impiccato. Attualmente
il cognome Fadda è presente in 570 Comuni italiani, di cui 210/377
in Sardegna: Cagliari 563, Sassari 482, Nuoro 211, Quartu 197, Oristano
146, etc. |
FADIN
FADINI
FADINO |
Fadin, molto molto raro, parrebbe del padovano, Fadini ha un ceppo lombardo
soprattutto nell'area delle province di Mantova, Cremona, Brescia e Bergamo,
con massima concentrazione nel vicino veronese, ed un ceppo nell'udinese,
Fadino, quasi unico, è probabilmente dovuto ad errori di trascrizione
dei precedenti, dovrebbero derivare da forme ipocoristiche del termine
dialettale fada (fata),
che ha dato anche luogo al nome Fadino di cui abbiamo un esempio in un
atto di vendita del 1352 a Bergamo la parte acquirente è un certo
Giovanni fu Fadino de Molonio di borgo Santo Stefano, ma potrebbero anche
derivare dall'aferesi di nomi come Bonfadinus,
forma alterata di Bonfantinus (vedi
BONFADINI). |
| FAEDDA
|
Tipicamente sardo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
sardo faeddu (parola) di qualcuno che
parlava troppo o che era molto bravo con le parole.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FAEDDA: faedda > favedda
> favella (parola,
voce) da faeddare > faveddare
> favellare in centro nord; faeddu
>fuèddu >fueddài
in Campidano = parlare. Dal latino
fabella, che però ha il significato
di piccolo racconto, piccola narrazione.
Come cognome è presente negli antichi documenti della lingua e della
storia della Sardegna. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del
1388, figurano: Faella Francisco, jurato ville Ribechu (* Ribechu.attuale
Rebecu. Curatorie de Costa de Valls) ; Faella Guantino, ville Macumerii
(*** MACUMERII et Curatorie de Marghine de Gociano.Macomer etc. In
posse Chelis Simonis, notarii publici...die XII Januarii 1388); Faella
Juliano, jurato ville Silanus ( * Silanus.odierno Silanus. Castri Montis
de Verro); Faella Matheo, ville Cerchillo ( * Cerchillo... attuale Berchidda.
Curatorie de Costa de Valls). Attualmente il cognome Faedda è presente
in 173 Comuni italiani, di cui 74 in Sardegna: Sassari 229, Cagliari 89,
Oristano 71, Bonorva 65, Olbia 43, etc. |
FAEDI
FAEDO |
Faedi è specifico del forlivese, di Cesena, Gambettola, Montiano,
Cesenatico e Savignano sul Rubicone, di Cervia nel ravennate e di Rimini,
Faedo è tipico del veronese e del vicentino, di Chiampo, Sossano,
Pojana Maggiore, Arzignano e Sarego nel vicentino e di Verona e Montecchia
di Crosara nel veronese, dovrebbe derivare da un soprannome basato sul
termine sia veneto che romagnolo faedòn,
o faetòn una sorta di calesse
leggero sia a due che a quattro ruote, indicando così probabilmente
che i capostipiti conducessero un simile tipo di mezzo di trasporto. |
FAETA
FAETI
FAIETA
FAIETI
FAJETI |
Faeta, quasi unico, è del napoletano, Faeti ha un ceppo romagnolo
a Cesena e Mercato Saraceno nel cesenate, ed uno a Pomezia nel romano,
Faieta è tipicamente abruzzese, del pescarese, di Pescara, Pianella,
Moscufo, Montesilvano, Cappelle sul Tavo e Spoltore, e del teatino, di
Chieti, di San Giovanni Teatino e di Casoli, Faieti è praticamente
unico, dovrebbe essere dovuto ad un'errata trascrizione del cognome Fajeti,
che è specifico di Reggio Emilia, tutti questi cognomi dovrebbero
derivare da nomi arcaici di località che dovevano il loro nome alla
presenza di una faggeta, come, solo a titolo di esempio, la Contrada Fajeta, chiamata
in un secondo tempo Faeta, situata nel comune di Conca della Campania nel
casertano. |
| FAENZA
|
Abbastanza raro, parrebbe originario della Romagna e dovrebbe derivare
dal toponimo Faenza (RA), sono presenti ceppi probabilmente secondari nell'aquilano
e nel casertano e napoletano. Personaggio rinomato di questa famiglia
è stato il pittore del 1700 Vincenzo Faenza. |
| FAES
|
Specifico della zona di Trento e del suo circondario occidentale, dovrebbe
derivare da nomi di località legati alla presenta di un faggeto
(faes). Tracce di questo cognome le troviamo in un atto della seconda metà
del 1600 in Tirolo con: "...Idem pro eadem ex parte
eiusdem de hereditate Engberti Faes
generi Laurentii de Baest, III denarios novos....". |
FAGA
FAGA' |
Faga secondo un'ipotesi sarebbe originario del Piemonte, trasferitosi in
Calabria nel XIII° secolo avrebbe generato il molto più raro
Fagà, secondo altri sarebbe autoctono calabrese e deriverebbe da
un soprannome legato alla vicinanza con un faggeto, una terza ipotesi,
meno probabile li farebbe derivare dal cognomen latino Faganus.
Integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Fagà dovrebbe, in realtà, essere un cognome autoctono
calabrese, formatosi all'interno dei dialetti greci del Sud: alla sua base,
infatti, si trova il termine greco faghas,
col significato di goloso, mangione
(voce ancora in uso nel greco moderno, con lo stesso significato). Ciò
non esclude, però, che le famiglie Faga calabresi (senza l'accento
sulla a) abbiano in effetti delle remote origini piemontesi e, quindi,
che il loro cognome abbia una diversa etimologia. |
FAGAN
FAGANELLI
FAGANELLO |
Fagan ha qualche presenza nel mantovano, ed un ceppo veneto nel vicentino,
padovano e trevisano, Faganelli, rarissimo, sembrerebbe mantovano, Faganello
invece, sempre raro, dovrebbe essere trevisano, dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso ipocoristici, dal cognomen latino Faganus
di cui si hanno tracce ad esempio nel II° secolo quando il santo monaco
Faganus viene inviato in missione dal
Papa Eleuterio in Britannia. Tracce di queste cognominizzazioni si trovano
nel 1700, in un atto del 1708 stilato a Foza nel vicentino, dove si può
leggere: "...di campi duecento
et quarantadue, tavole 169 per me infrascritto Nodaro, Domino Domenigo
Faganello...". |
FAGGI
FAGGINI
FAGINI |
Faggi è fiorentino, con un ceppo anche nel forlivese, Faggini e
Fagini sono quasi unici, dovrebbero derivare da nomi di località
caratterizzate dalla presenza di un faggeto. |
FAGIANA
FAGIANELLA
FAGIANELLI
FAGIANI
FAGIANO |
Fagiana, quasi unico, è siciliano, Fagianella, praticamente unico,
è marchigiano, Fagianelli, quasi unico, sembrerebbe dell'Italia
centromeridionale, Fagiani ha un ceppo nel bergamasco, a Sorisole, Almenno
San Salvatore, Almenno San Bartolomeo e Brembate di Sopra, ed un ceppo
nella fascia centrale che comprende il Piceno, l'Umbria ed il Lazio, Montegiorgio,
Falerone, Sant'Elpidio a Mare, Fermo e Monte Urano nell'ascolano, Gubbio
e Perugia nel perugino e Terni in Umbria e Roma ed Anguillara Sabazia nel
romano e Rieti, Fagiano ha un ceppo nel torinese, presenze nel napoletano
ed un piccolo ceppo nel brindisino, dovrebbero derivare, direttamente o
tramite ipocoristici, dal nome medioevale Fagianus,
Fagiana, o da nomi di località come, a solo titolo di
esempio citiamo da uno scritto dell'anno 768: "..
qualiter ab Anspert et Guandilpert prepositorum ipsius celle fuit directa
uel possessa, tam in ipso loco Classicelle uel ubi ipse Anspert casas habuit,
leuatas et terras; seu et aliam cellam in finibus Ueterbensium, in loco
qui dicitur Fagianus,
cum omnibus suis pertinentiis in integrum, qualiter ab Anselm de Ueterbo
et Aimone genero eius fuit possessa ..". |
| FAGIOMUZZI
|
Fagiomuzzi è un rarissimo cognome della Valtellina, potrebbe derivare
dal nome medioevale composto da Fagus,
un cognomen latino e Mutius un nomen
della Gens Mutia, ma molto più
probabilmente si tratta di un cognome composto dai cognomi Faggio e Muzzi
entrambi abbastanza diffusi in Lombardia. |
FAGNANI
FAGNANO |
Fagnani ha ceppi nel milanese, nel varesotto, nel veronese, nel bolognese
e nel lucchese, in Abruzzo e Molise e nel Lazio, Fagnano ha un ceppo a
Chieti, nel teatino e nel vicino pescarese, uno a Campobasso, ed uno nel
basso potentino, dovrebbero derivare dai molti toponimi Fagnano che si
trovano in provincia di Milano, Varese, Verona, Bologna, Lucca, l'Aquila,
Pescara e Cosenza, ma è pure possibile che derivino da proprietà
terriere della Gens Fannia, i cui abitanti
potevano essere identificabili con il nome di Faniani,
o che i capostiti siano stati dei liberti o comunque dei clientes di un
Fannius. |
| FAGO
|
Fago è tipico di Taranto, dovrebbe derivare da uno dei vari toponimi
contenenti il termine Fago di cui si fa menzione ad esempio in questo scritto
medioevale: "...XII kal. Octobris, obiit Morvannus,
vicecomes de Fago,
anno Domini M° CC° XVIII°....".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fago, attestato a Taranto, è la cognominizzazione del toponimo
Fago del Soldato (CS), che deriva dal latino 'fagu(m)'
= faggio. Minervini 193. |
| FAI
|
Fai ha un ceppo sardo nell'iglesiente a Sant'Antioco e Giba ed uno pugliese
nel leccese a Veglie e Nardò e ad Avetrana nel tarantino, dovrebbero
entrambi derivare da voci dialettali per fave. (vedi
anche FA e FAIS)
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
is fais
sono le fave in sardo. |
| FAIDUTTI
|
Originario della Venezia Giulia,
una possibile derivazione potrebbe essre un soprannome dialettale indicante
quelli del faggeto o dal nome di origine greca Phaidon. |
| FAIA
|
Faia, tipicamente siciliano, ha un ceppo a Catania ed uno a Palermo, dovrebbe
derivare da un soprannome grecanico con il significato di scintilla, lucente,
brillante. |
| FAILLA
|
Failla è decisamente siciliano, dovrebbe derivare da soprannomi
legati al termine siciliano failla
(favilla, scintilla). |
FAILLI
FAILLO |
Failli è proprio della Toscana centro orientale, Faillo è
quasi unico, possono derivare o da un'aferesi del nome medioevale Raffaello
o da modificazioni del cognomen latino Fabillus
di cui abbiamo un esempio nel De Vita Adriani:
"...Nam usus est magistro Graeeco litteratore Fabillo,
cuius epigrammata Graeca multa et extant, maxime in imaginibus ipsius pueri....",
o da modificazioni del nomen Flavilla. |
FAINA
FAINELLA
FAINELLI
FAINELLO
FAINI |
Faina ha un ceppo nel lucchese a Villa Basilica e Camaiore, uno nel perugino
a Perugia, Corciano e Deruta ed a Terni, uno a Fermo nel Piceno e ad Ortucchio
nell'aquilano ed uno a Roma, a Capodimonte nel viterbese ed a Latina, Fainella,
quasi unico, è del centro Italia, Fainelli ha un ceppo veneto nel
veronese, a Verona, San Pietro in Cariano e Bussolengo, ed uno laziale
nel reatino, ad Antrodoco e Rieti, ed a Roma, Fainello, abbastanza raro,
ha un piccolo ceppo nel veronese, a Verona ed a San Giovanni Lupatoto,
ed a Venezia, Faini dovrebbe essere di origine bresciana, ma esiste
forse un ceppo nel milanese e forse uno in Romagna e Marche, la derivazione
è di difficile interpretazione, una possibile, anche se improbabile
lo fa derivare, direttamente o tramite forme ipocoristiche, da un soprannome
legato al nome dell'animale faina,
un'altra lo potrebbe far discendere da un'alterazione del nomen latino
Fannius, un'altra ancora lo ricondurrebbe
al vocabolo dialettale fai (faggio)
e indicherebbe i capostipiti, se così fosse, come quelli del faggeto. |
| FAINO
|
Faino è tipicamente campano del salernitano, di Giffoni Valle Piana,
di Montecorvino Rovella e di Pontecagnano Faiano, potrebbe derivare dall'alterazione
dialetytale del nome del paese di Faiano nel salernitano (vedi
anche FAINA). |
FAIOLA
FAIOLI
FAIOLO |
Faiola è tipicamente laziale, del romano, latinense e frusinate,
di Fondi soprattutto, Sperlonga, Terracina, Sonnino e Latina nel latinense,
di Roma e Marino nel romano e di Frosinone e Pastena nel frusinate, Faioli,
assolutamente rarissimo, ha un piccolo ceppo nel campobassano ed uno ancora
più piccolo nel cremonese, Faiolo è praticamente unico, questi
cognomi in alcuni casi potrebbero derivare dal toponimo ternano di Faiolo,
o da altri toponimi o nomi di località, come la foresta della Faiola
nel romano ad un miglio di distanza da Marino, l'origine comune è
comunque il termine dialettale faiola
per faggiola o di
faggi, tracce antiche di queste cognominizzazioni le troviamo
in un atto datato 1343 dove tra gli altri si menziona un Guillelmo Arnaldi
de Faiola notario provenzale, un Arnaldo de Faiola ed un Ademario de Faiola
domicelli, alla fine del 1600 a Livorno troviamo un certo Anselmus Faiolus,
mercante francese. |
| FAIS
|
Fais è distribuito in modo omogeneo in tutta la Sardegna, ma la
massima diffusione è su tutta la costa occidentale, dovrebbe derivare
da un soprannome originato dal vocabolo sardo fai
(fava). |
| FAITA
|
Molto raro sembra avere un nucleo nel bresciano, uno nel massese, uno nella
penisola salentina ed uno nel cosentino, potrebbe derivare da toponimi
legati come Faeto (FG), Faedo (TN) o comunque da nomi di località
legati al vocabolo dialettale faedo, faito riferito ad un faggeto. |
FALACE
FALLACE
FALLACI
FARACE |
Falace è specifico del casertano, di Sant`Arpino e di Castellammare
di Stabia nel napoletano, Fallace è tipicamente campano di Napoli
e di Fragneto Monforte nel beneventano, Fallaci invece è tipicamente
toscano di Firenze, Farace ha un ceppo campano ad Anacapri, Napoli ed Ercolano
nel napoletano ed a Salerno, ed un ceppo cosentino a Santa Maria del cedro,
Verbicaro ed Orsomarso, dovrebbero derivare dal soprannome poi divenuto
nome medioevale Fallax,
Fallacis di cui abbiamo un esempio
in "...Tetbaldus, dictus Fallax
vel Tricator, comes Carnotensis...".
integrazioni fornite da Fabio Paolucci
anticipazione dal suo Dizionario Ragionato dei Cognomi del Sannio
in corso di pubblicazione
Falace - Fallace - Fallaci - Farace
Falace è un cognome tipicamente campano, diffuso prevalentemente
nel Casertano, nei comuni di Sant'Arpino, Orta di Atella e Gricignano di
Aversa, nel Napoletano a Castellammare di Stabia e nello stesso capoluogo
partenopeo, con propaggini anche nel Salernitano.
Fallace, variante di Falace, è presente a Napoli e nel Beneventano,
dove è registrato con maggiore intensità nel comune di Fragneto
Monforte.
Diversa sembrerebbe l'origine per la forma pluralizzata Fallaci, con
ogni probabilità da ricondurre allo stesso etimo di Falace e Fallace,
ma attestato soltanto in Toscana, a Firenze, dove con ogni probabilità
si è originato, e nell'Aretino, nonchè in Emilia Romagna
a Bologna e nel comune di Casalecchio di Reno.
Dal punto di vista etimologico, è possibile congetturare diverse
ipotesi di derivazione per i cognomi Falace, Fallace e Fallaci. In prima
analisi, si potrebbe considerare il verbo latino fallere
(ingannare), e quindi i derivati falli
(essere ingannato, ingannarsi), fallax,
acis (fallace, ingannatore, fraudolento,
ipocrita, ingannevole) e fallacia,
ae (inganno, frode, intrigo, trappola).
Una seconda interpretazione muoverebbe a considerare una possibile connessione
con il termine greco fallos, con significato
di "membro virile", come base di derivazione
per un personale di origine greca creato con funzione di propiziare virilità
e fecondità, in virtù degli antichi culti fallici rimasti
per secoli riti di carattere apotropaico ancora praticati presso comunità
rurali fino all'alto medioevo e, nelle campagne del Meridione d'Italia,
fino a tempi recentissimi.
Meno probabile è invece la derivazione dal termine latino fala
(o phala, ae), che poteva indicare
sia una torre di legno adoperata negli
antichi assedi, sia una delle sette colonne
che, piantate sulla "spina" del circo, servivano a contare il numero dei
giri dei corridori.
Ancora, da tenere in considerazione è una possibile connessione
con il vocabolo germanico Fara: celebre
resta la definizione "Farae, hoc est generationes"
adoperata da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum per indicare
nel diritto longobardo i gruppi gentilizi o parentali-familiari
in cui era suddiviso il suo popolo, costituiti dalle famiglie
e dagli individui discendenti da un capostipite comune o aggregati in base
a vincoli convenzionali, diretti a creare rapporti analoghi a quelli agnatizi.
Le Farae longobarde erano veri e propri organismi politico-militari, e
col tempo il nome è assunto ad indicare anche il territorio abitato
dal gruppo, dando origine a numerosi toponimi quali ad esempio Fara d'Adda,
Fara in Sabina, Fara Filiorum Petri, etc., derivati appunto dallo stanziamento
di antiche genti longobarde in detti luoghi. Ragionando in tal senso, è
possibile congetturare una derivazione delle forme cognominali prese in
esame dal termine Fara, trasformatosi
in Farace, e quindi per corruzione
anche in Falace, Fallace e Fallaci.
Un orientamento più sicuro indurrebbe invece a considerare i
cognomi Falace, Fallace e Fallaci come originati dalla forma cognominale
Farace, diffusa in Italia in molteplici
nuclei localizzabili nel Lazio a Roma, in Calabria nel Cosentino (nei comuni
di Santa Maria del Cedro, Verbicaro, Orsomarso e Scalea), in Campania tra
Napoletano e Salernitano (Anacapri, Salerno, Napoli, Ercolano, Capri e
Portici, in ordine di diffusione) e in Sicilia dove risulta presente a
macchia di leopardo, nonché nelle aree centrale e settentrionale
della Penisola per effetto dei flussi migratori provenuti dal Mezzogiorno
soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo.
Il cognome Farace, dal punto di vista etimologico, sembrerebbe il risultato
di un fenomeno di cognominizzazione in senso patronimico di un personale
di origine italica, greca o, più probabilmente greco-araba.
Tale ipotesi sembra essere corroborata dall'attestazione in antichità,
nelle aree dell'Italia Meridionale, di personali quali il greco Phalaecus
(Faleco), che fu anche nome del famoso
poeta greco che diede vita all'endecasillabo falecio,
l'italico Falacer, cris (Falacre),
nome di un mitico eroe italico, uno dei 15 flamini (secondo Varrone, "flamen
Falacer a divo patre Falacre") e l'arabo e greco Faras,
tradotto appunto come Farace. Proprio
il personale Faras sembrerebbe all'origine
del cognome Farace: Faras è tuttora un nome di persona arabo di
origine greco ellenistica, ed il termine faras
in lingua araba assume il significato di "cavallo".
Ancora, Faras era anche il nome dell'antica
capitale della "Nobatia", ovvero della
Nubia, regione attualmente comprendente
l'Egitto Meridionale ("Bassa Nubia") lungo le rive del Nilo, e la parte
Settentrionale del Sudan ("Alta Nubia").
In Conclusione, il cognome Farace, e le varianti sopraccitate Falace,
Fallace e Fallaci sembrerebbero riconducibili al personale Farace, nome
di origine greca, diffuso nel mondo arabo in epoca ellenistica e importato
nel Sud Italia fin dalle prime incursioni arabe (625 d.C) e radicatosi
nell'onomastica meridionale a partire dalle conquiste islamiche della Sicilia
(conquistata dalle campagne arabe iniziate nell'827 e conclusesi nell'878
con la presa di Siracusa e la successiva costituzione di un Emirato islamico
indipendente sotto la guida dei Klabiti, la cui dominazione resistette
fino al 1060). Proprio dalla Sicilia, il nome Faras
- Farace si sarebbe irradiato nel resto dell'Italia meridionale,
e soprattutto nelle aree costiere tirreniche, assumendo anche forme onomastiche
nuove derivate: a corroborare tale tesi di origine e irradiazioe delle
forme cognominali Farace, Falace e Fallace dalla Sicilia araba sembrerebbe
l'attuale diffusione dei citati cognomi, localizzabili proprio nei territori
maggiormente colpiti dalle continue incursioni islamiche e soprattutto
influenzate culturalmente dal mondo arabo (Costiera Amalfitana, Sorrentina
e zone circostanti). In ultima analisi, soltanto il cognome Fallaci
sembra avere una origine diversa in Toscana, ma non si può escludere
a priori una connessione con i ceppi Farace, Falace e Fallace dell'Italia
Meridionale: ulteriori mirate ricerche archivistiche da effettuare in territorio
tosco-emiliano potrebbero sciogliere ogni dubbio e fare chiarezza circa
l'effettiva origine dei nuclei Fallaci. |
| FALAGUERRA
|
Falaguerra, molto molto raro, ha un ceppo nell'alessandrino ed uno nel
potentino, dovrebbe derivare dal nome medioevale Falaguerra,
di cui abbiamo un esempio nel 1500 a Celleno nel viterbese nell'atto con
il quale si sancisce l'avvenuta pace con Civitella d'Agliano: "...Il
documento in mezzo alla piazza vicino al detto paese e presso la casa di
Bozachi,davanti al signore magnifico Ferdinando,al suddetto Commissario
come sopra, con i venerabili frati presenti e il religioso maestro Luca,frate
predicatore, e il presbitero Salvato Antoni Grossi di Sipicciano,e il presbitero
Bartolomeo di Tuscanella, e frate Andrea di Bagnoreggio, Domenico Macari
di Montefiascone e Falaguerra
di Civitella, testimoni dell'accordo,chiamati disposti e richiesti. E io
Florio Dominici di Fabrica pubblico notaio per autorità imperiale
e giudice ordinario,e per ora Autorità e Castellano di Celleno,fui
chiamato e richesto da tutti,mentre si decidevano e accadevano queste cose,
e ora sono stato richiesto di scrivere queste cose con ser Giovanni Francisci,Giovanni
Bruni notaio di Tuderto; ho scritto e ho pubblicato,ponendo a garanzia
di tutti il mio sigillo con sotto il mio nome comune...". |
| FALAMISCHIA
|
Falamischia, assolutamente rarissimo, è tipico dell'Italia settentrionale,
l'origine etimologica è oscura, anche se possiamo pensare che possa
derivare da un soprannome medioevale riferito ad un capostipite particolarmente
combattivo. Troviamo tracce di questa cognominizzazione tra gli uomini
d'arme del condottiero italiano del 1400 Federico da Montefeltro, Duca
di Urbino, nelle cui schiere milita il suo conestabile (capo delle scuderie)
Falamischia da Bagno. |
FALANGA
SFALANGA |
Falanga ha un ceppo a Roma ed uno a Gaeta nel latinense, uno, molto consistente,
a Torredel Greco , Napoli, Boscoreale, Pozzuoli, Boscotrecase, Pompei,
Ercolano, Torre Annunziata e Casalnuovo di Napoli nel napoletano e di Scafati
nel salernitano, ha un ceppo a Genzano di Lucania nel potentino, ed in
Sicilia ha ceppi a Palermo, a Paternò e Catania nel catanese e nel
messinese a Messina, Taormina e Lipari, Sfalanga, molto più raro,
ha un ceppo in Sicilia, a Gela nel nisseno, dovrebbe essere semplicemente
il primo cognome con l'aggiunta di una s-
iniziale epentetica, cognome che dovrebbe derivare da un soprannome basato
sul termine latino phalanga (rullo
di legno usato per facilitare il trasporto di imbarcazioni o
di oggetti molto pesanti, soprannome probabilmente legato al mestiere dei capostipiti. |
FALAPPI
FELAPPI |
Falappi è tipico di Brescia e dintorni, Felappi è anch'esso
del bresciano.
integrazione fornita da Flavio
Falappi
per il ramo originario del bresciano, i primi Falappi pare fossero residenti
nella valle Trompia in provincia di Brescia. In particolare a Pezzoro
e Pezzase dove in passato c'erano delle miniere, forse erano anche galeotti
perchè nelle miniere venivano mandati i prigionieri ai lavori forzati.
Un'altra informazione sui Falappi, pare che all'anagrafe in passato, attorno
all'inizio ottocento sia stato fatto un errore di scrittura o di registrazione,
in origine forse i Falappi erano Felappi. Nel paese di Fraine c'è
un'alta concentrazione di Felappi. Per il ramo della famiglia di Marcheno,
il bisnonno era Falappi Bortolo, che ha generato Falappi Luigi, Che ha
generato Falappi Emilio ( vivente che ha generato Falappi Flavio (il
sottoscritto) che ha generato Falappi Giovanni e Falappi Francesca.
Da Marcheno la famiglia si è spostata a Mocasina e poi a Desenzano
del Garda nelle sue varie generazioni. Altri Falappi ci sono in provincia
di Brescia, a Travagliato, a Bagnolo e a Capriano del Colle. |
FALASCA
FALASCHI |
Falasca è specifico del Lazio, Abruzzo e Molise, Falaschi è
tipico della fascia che comprende Toscana, Romagna Marche fino al maceratese,
Umbria ed alto Lazio, potrebbero derivare da una modificazione dell'etnico
falisci (popolazione originaria del centro italia) o anche derivare da
un soprannome originato dal vocabolo falasca (sorta di paglia utilizzazta
per produrre sedie , fiaschi e damigiane, o da nomi di località.
Traccia di questa cognominizzazione la troviamo a Roma nel 1600 con il frate
domenicano Basilius Falasca.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Falasca è cognome anche lucano. Secondo G. Rohlfs viene dal
calabrese 'falasca' = 'sorta
di graminacea'. |
FALBO
FALVO |
Falbo è tipicamente calabrese, di Sersale, Catanzaro, Cropani, Lamezia
Terme e Sellia Marina nel catanzarese, di Cosenza, Luzzi, Cassano allo
Ionio, Rende, Villapiana, Rossano, San Marco Argentano e Zumpano nel cosentino,
e di Crotone, Caccuri e Cutro nel crotonese, Falvo ha un ceppo a Napoli,
ma il nucleo principale è in Calabria, soprattutto a Lamezia Terme
nel catanzarese, dove è molto presente anche a Gizzeria, Catanzaro,
Feroleto Antico, Serrastretta e Soveria Mannelli, questi cognomi dovrebbero
derivare da soprannomi basati sul termine latino falbus
(giallo), forse ad indicare l'appartenenza
dei capostipiti a comunità ebraiche, non si può comunque
del tutto escludere l'ipotesi di una derivazione dal nome punico Fuabal.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Falbo è cognome calabrese che viene dall'antico aggettivo 'falbo'
= giallo scuro, originato dal germanico
'falp'. |
| FALCE
|
Originario del salernitano, deriva
dall'antico nome greco Phalces o dal cognomen latino Falx. |
FALCHE
FARCI
FRACI |
Falche, quasi unico, è del sassarese, Farci è tipico del
sud della Sardegna, dovrebbe derivare da un soprannome originato dalla
voce verbale sarda farci connessa con
la pesca con la lampara, Fraci, quasi unico, sembrerebbe specifico della
Sardegna sudoccidentale.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FARCI; FRACI: sa farke, sa farci, sa fracci,
è la falce. Dal latino falx.
Sa fraci furistera è la falce da fieno, a manico lungo: detta furistera
= forestiera, perchè introdotta di "recente" (all'inizio del XIX°
secolo) in Sardegna. Nelle carte antiche, come cognome è presente
in diverse uscite. Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388,
troviamo: Falce Midralle, ville Macumerii. *** MACUMERII et Curatorie de
Marghine de Gociano.Macomer etc. In posse Chelis Simonis, notarii
publici...die XII Januarii 1388 ; Falche Angelo, jurato ville de Lecon.
* Lecon.distrutto. Contrate Montis Acuti (Salto di Pattàda); Falche
Bidocio, ville Birore. * BIRORE.odierno Birore. Curatorie de Marghine
de Gociano; Falche Furadu, ville Zaramonte * Zaramonte... odierno Chiaramonte.
Contrate de Anglona - Chiaramente; Falche Furato - ville de Lecon; Falche
Gavino, jurato ville de Lecon; Falche Guantino - ville de Gucizle * Gucizle.distrutto
- Diocesi di Galtellì (Contrate Montis Acuti); Falche Joanne - ville
de Nule * Nule .Nuli (Contrate Montis Acuti - Ozieri); Falche Joanne, jurato
ville Fonte * Fonte.distrutto .della Diocesi di Dolia. Barbagie Ollolai
et Curatorie Austis; Falche Joanne, jurato ville Orteddi * Orteddi.Oroteddi.odierna
Orotelli. Curatorie Dore; Falche Joanne, major ville de Lecon (salto di
Pattada); Falche Parisono, ville Sorradili * Sorradili.odierno Sorradile.
Contrate Partis Varicati - Barigadu; Falche Petro, ville Lequeses * Lequeses...Lachesos...villaggio
distrutto della Diocesi di Sorres( Meylogu). Contrate Ardar et Meylogu;
Falche Petro, ville Zaramonte; Falci Joanne, jurato ville de Sardara **
SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388, et ego...Gadulesu Margiano habitator
velle Sardara, sindicus actor et procurator universitatis Contrate Montis
Regalis et villarum et etc. In posse Virde Andrea, Virde Joanne, de Civitate
Sasseri, notarii publici, die XI Januarii 1388; Falci Petrucio, Ville Ecclesiarum
** Villa Ecclesiarum.odierno Iglesias. Et ego De Nelli Pelipaparius Ludovicus,
civis et habitator terre et Ville Ecclesiarum.sindicus, procurator universitatis
Ville Ecclesiarum.seu a Formenyino Joanne, capitano, camerlengo Ville Ecclesiarum
di Sigerro. Omnibus habitatoribus dicte terre Ville Ecclesiarum, congregatis
in Curia Magna.in posse Virde Andree, quondam Virde Joannis de Civitate
Sasseri.nona die januarii 1388. Nel Condaghe di San Nicola di Trullas,
CSNT, XI°, XIII° secolo, figurano: Falce (o Falke) Dorgotori (174
- 180); nel 174 vende servi in Mularia (attuale Mulargia): comporaili a
Dorgotori Falke die(una giornata di servizio - la settimana) de Goantine
d'Arjolas et mesa die de su fillu ( mezza giornata di servizio del figlio)
etc. Testes Petru de Monte et Petru de Nurki et Petru d'Iscanu; figura
poi come teste in una transazione, al 180° capitolo: positinke Helene
de Gitil muiere de Petru de Nurki minore, die (un giorno di servizio la
settimana) de Furata Littera .Testes: Petru de Nurki mannu, et Dorgotori
Falce (Falke). Attualmente il cognome Farci è presente in 162 Comuni
italiani, di cui 72 in Sardegna: Cagliari 384, Quartu 238, Mara 136, Assemini
99, Sinnai 79, Muravera 70, etc. Il cognome Fraci è presente in
soli 3 Comuni sardi: Gonnesa 3, Fluminimaggiore 2, Piscinas 2. Solo ad
Alghero è presente il cognome Falche (10): unico posto in cui ha
mantenuto l'antica uscita. |
| FALCHERO
|
Falchero è specifico del torinese, di Torino, Settimo Torinese,
Viù e Venaria Reale, potrebbe derivare da un soprannome dialettale
riferito al mestiere di chi falcia il fieno, ma il falchèr
indica anche quelle funi o catene che aggiogano
i buoi tenendoli fermi e ben connessi al giogo, ma non si può
escludere che possa derivare anche da un soprannome dialettale
legato all'attività di falconiere. |
FALCHETTI
FALCHETTO |
Falchetti sembra essere del perugino, con un possibile ceppo in provincia
di Roma, Falchetto estremamente raro sembrerebbe avere due ceppi, nel veronese
e nel trevigiano, possono derivare da un diminutivo del nome longobardo
Falk latinizzato in Falcus, ma è pure possibile che discendano da
un soprannome legato in qualche modo al falco. |
FALCHI
FALCO
FALCON
FALCONCINI
FALCONE
FALCONETTI
FALCONI
FALCONIERI |
Falchi è sardo, ma con ceppi anche in Toscana, Umbria e Lazio, Falco
è presente in tutt'Italia, tranne che Sardegna e fascia centrale,
Falcon è tipico della zona di Portogruaro (VE), Falconcini, assolutamente
rarissimo, è tipico del pisano, di Palaia e Pontedera in particolare,
Falcone è di tutto il centro sud, Falconetti potrebbe essere laziale
e barese, Falconi è del centro nord e Sardegna, Falconieri è
della penisola salentina, questi cognomi hanno molteplici derivazioni,
possono derivare, direttamente o tramite ipocoristici o accrescitivi, dall'antico nome
greco Phalces o dal tardo latino Falco
e Falconius, al Falcard
dei Franchi, al Falk germanico, al
medioevale Falco e Falcone,
così come alcuni invece derivano da toponimi quali: Falconara Albanese
(CS), Falconara (AN) e Falcone (ME), altri infine possono discendere dall'attività
di falconiere, cioè di chi addestra i falchi alla caccia. |
FALCIATORE
FALCIATORI |
Falciatore, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del centrosud, Falciatori
ha un piccolo ceppo a Terni ed uno a Roma, potrebbero derivar |
FALCINELLI
FALCINI
FALCINO
FALCIONE
FALCIONI |
Falcinelli è specifico della fascia centrale che comprende forlivese
e riminese, pesarese ed anconetano, Toscana orientale, Umbria e Lazio centrosettentrionale,
con massima concentrazione nel perugino ad Assisi, Bastia e Spoleto, Falcini
ha un ceppo a Forlì, uno a Firenze e nel fiorentino, a Campi Bisenzio
e Pontassieve, ed a Prato, ed uno nel perugino a Città di Castello
ed Umbertide, Falcino è praticamente unico, Falcione sembra avere
un ceppo romano ed uno molisano, Falcioni è tipico marchigiano,
con un ceppo nell'agro romano ed uno nel verbanese, dovrebbero derivare,
direttamente o attraverso forme ipocoristiche, dal termine ed anche nome
proprio Falcio, Falcionis, che aveva
in epoca medioevale, nel centro Italia, il significato di esattore: "...hoc
quod nullam quantitatem pecunie dictus Falcione
...". Traccia di questa cognominizzazione si trova nella seconda metà
del 1300 nello spezzino con il notaio Nicolao de Falcio. |
FALCIOLA
FALCIOLI |
Falciola ha un piccolo ceppo ad Imperia, uno nel verbanese a Stresa, Belgirate
e Verbania e ad Armeno nel novarese, ed uno, il più consistente,
a Milano, Falcioli è quasi unico e dovrebbe essere il frutto di
un'errata trascrizione del precedente, il luogo originario sembrerebbe
essere stato il paese di Belgirate nel verbanese, dovrebbe derivare da
un soprannome originato dal termine falciola
(falcetto, piccola
falce) da usare ricurvi per tagliare l'erba, indicando probabilmente
che il mestiere dei capostipiti fosse quello dei contadini. |
| FALCOMATA'
|
Specifico del reggino.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
Originario del reggino, questo cognome deriva dal termine greco chalkomatas,
che indicava un tempo il mestiere del calderaio.
Si tratta, dunque, della cognominizzazione di un nome di mestiere attribuito
al capostipite. |
FALCOMER
FALCONER |
Falcomer è tipico della zona di Portogruaro (VE) e dell'area friulana
limitrofa, Falconer, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto
ad un errore di trascrizione del precedente, dovrebbe derivare dall'attività
di falconiere. |
FALDA
FALDI
FALDINI
FALDINO
FALDO |
Falda ha un piccolo ceppo piemontese, nel verbanese a Cesara e Villadossola,
ed uno ancora più piccolo nel Veneto ad Albettone nel vicentino
e Cologna Veneta nel veronese, Faldi è specifico di Firenze e Prato,
Faldini ha piccolissime presenze nel bolognese e nel palermitano, con sparsi
riscontri unici in giro per l'Italia centrosettentrionale, Faldino e Faldo
sono quasi unici, dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite ipocoristici,
dal nome germanico Faldus, Falda,
esistente sia come nome a se stante, sia come forma aferetica di nomi come
Mafalda, Barufaldus,
Strufaldus o simili, dell'uso di questo
nome abbiamo un esempio in una registrazione della seconda metà
del 1200 a Montaperti nel senese: "..Die iovis presentavit
salmam j panis. Die lune infrascripta presentavit salmam j panis et anone.
Die lune xxx agusti presentavit salmam j panis. Faldus
Mellioris. ..". |
FALENA
FALLENA |
Falena, estremamente raro, parrebbe del centro Italia, così come
il quasi unico Fallena, potrebbero derivare dal termine phalena
(farfalla notturna), nome che traduceva
in latino anche il termine greco Silfide, spirito femminile dei boschi
e dell'aria e che, con quel significato, veniva usato come nome. |
FALERI
FALERIO |
Faleri ha un nucleo senese ed uno romano, Falerio è quasi unico,
dovrebbero derivare dalla Gens Faleria,
o direttamente o attraverso il toponimo Faleria (VT), a sua volta derivata
dalla popolazione dei Falisci: "...Arqui
si Phaliscam illam à Solino memoratam & Haleso Duce a Phaliscis
conditam Phaliscorum gentis caput constituamus, oportet ei quoque Falerium
vel Falerios
nomen fuisse; Livius enim aliique rerum Romanarum scriptores, qui maximi
Camilli res gestas & domitorum ab eo Phaliscorum historiam literis
consignarunt, unam principem ejus populi urbem Falerios
sive Falerium
nominant..:", tracce di queste cognominizzazioni le troviamo fin
dal 1100 con il Vescovo di Venezia: "...fr. Bonifacius
Falerius, qui anno 1120 Venetiarum Episcopus
electus fui...". |
FALETTI
FALETTO
FALINI
FALINO
FALLETTI
FALLETTO |
Faletti è tipicamente settentrionale, dell'area lombardo piemontese,
di Torino, Asti e Novara e di Cazzago San Martino nel bresciano, dove è
ben presente anche a Capriolo ed a Brescia e ad Urgnano nel bergamasco,
Faletto è decisamente del torinese, di Torino, Busano, Rivarolo
Canavese e Castellamonte, con un piccolo ceppo anche nel napoletano, Falini
è tipico della Toscana meridionale. di Cortona nell'aretino e di
Grosseto e del perugino, a Marsciano, Perugia, Todi e Castiglione del Lago,
con un ceppo anche tra teramano e pescarese, Falino, estremamente raro,
è dell'Italia centromeridionale, Falletti è tipicamente piemontese,
di Pertusio, Torino e Collegno nel torinese, di Soglio nell'astigiano e
di Monticello d'Alba nel cuneese, Falletto, meno diffuso, anch'esso piemontese,
è di Torino e di Priocca nel cuneese, questi cognomi dovrebbero
derivare da forme aferetiche di ipocoristici, anche alterati dal dialetto,
del nome Cristofalo
(vedi CRISTOFALETTI). |
| FALLACARA
|
Di origine della provincia di Bari. |
| FALLAI
|
Fallai, molto raro, è tipico di Firenze, potrebbe derivare dal nome del passo Fallaio in Liguria. |
| FALLARA
|
Fallara è un tipico cognome calabrese del reggino, di Montebello
Ionico in particolare e di Gioia Tauro e Melito di Porto Salvo, potrebbe
derivare da un antico nome di località, come ad esempio Fallari
nel vibonese, non si può comunque escludere una derivazione da un
soprannome originato dal termine italiano arcaico fallare
(sbagliare). |
| FALOIA
|
Faloia, molto molto raro, parrebbe tipico del perugino di Marsciano e di Perugia,
potrebbe derivare dalla Gens Faluia
così come dal nome femminile romano antico Faluia,
ricordiamo con questo nome la moglie di Antonio: "...Eiusdem
Antonii uxor Fuluia
caput ipsum maledictis ac diris execrata est, demum inspuens gremio suo
apposuit, acriusque inspiciens linguam illi e faucibus evellit, eamque
frequenter confodit acicula, qua tunc ad ornamenta capitis utebatur..". |
FALONE
FALONI |
Falone è tipicamente abruzzese del pescarese, di Pescara, Montesilvano,
Penne, Rosciano e Loreto Aprutino, e del teramano, di Teramo e di Roseto
degli Abruzzi, Faloni ha qualche rara presenza in Abruzzo ed un ceppo a
Roma, dovrebbero derivare dal nome gotico Falone,
di cui possiamo leggere in un testo medioevale: "..Post
aliquot annos, princeps ille Erik, ad aetatem adultiorem iam provecto,
cum Falone et
militibus de cunctis fere provinciis borealibus revertens regem Suercherum
in proelio in paroechia Lena vicit anno 1208. Hic Fale Bure iunior postea
arcem in Byrestad construxisse dicitur...". |
| FALORNI
|
Falorni è tipicamente toscano dell'area coperta dalle province di
Firenze, Siena, Pisa e Livorno, potrebbe derivare dal toponimo Falorni
di Santa Maria a Monte nel pisano, troviamo tracce di questa cognominizzazione
a Firenze almeno dal 1700 con un certo Giovanni Vincenzo Falorni. |
| FALSETTI
|
Un nucleo in provincia di Cosenza
ed uno nell'area delle provincie di Firenze, Arezzo e Siena, potrebbe derivare
dal nome greco Phileas |
FALSONE
FALSONI |
Falsone, molto raro è tipico dell'agrigentino, Falsoni è
assolutamente rarissimo. |
FALZETTI
FALZETTO |
Falzetti ha un ceppo marchigiano a Matelica ed Esanatoglia nel maceratese
ed a Fabriano nell'anconetano, ed un ceppo a Roma, Falzetto, praticamente
unico, sembrerebbe romano ed è probabilmente dovuto ad un'errata
trascrizione del precedente, che dovrebbe derivare da una forma etnica
riferita alla regione tedesca dello Pfalz
nella zona sudorientale della Germania, area che potrebbe essere quella
di provenienza dei capostipiti, forse dei pronipoti di legionari germanici. |
| FALZON
|
Falzon è assolutamente rarissimo, questa nobile famiglia maltese
annovera tra i suoi membri oltre a prelati e nobili, anche un santo, il
Beato Nazju Falzon (1813-1865).
integrazioni fornite da Serge Falzon
Montpellier France
Falzon è derivato dal cognome Falsone , Antonio Falsone giunse
a Malta nel 1399 e il cognome si modificò in Falzon dopo l'unione
con il casato degli Aragona. |
FALZONE
FALZONI |
Falzone è tipicamente siciliano,
Falzoni ha un ceppo nella zona che comprende il bolognese, il ravennate
ed il ferrarese, un ceppo nel pavese ed uno nel veronese, derivano da un
soprannome originato dal vocabolo dialettale falzon (grossa falce). |
| FAMA'
|
Famà, tipico siciliano, della zona che comprende il messinese, il
catanese e il sud della Calabria, potrebbe derivare dal cognomen latino
Famia, ma molto più probabilmente
si tratta di un'alterazione del cognome greco Phamias.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Famà è cognome ampiamente diffuso nelle province di Catania,
Messina, Siracusa. Secondo G. Rohlfs viene da Famà, contrada di
Alì Terme (ME) o dall'omonimo toponimo nei pressi di Arena (CZ).
L'origine sarebbe il nome di persona greco Famàis,
presente in molti papiri. |
FAMEGLI
FAMIGLI
FAMIGLIETTI
FAMIGLIO |
Fameglio, assolutamente rarissimo, ha qualche presenza nell'alessandrino
e qualcuna nel romano e nel frusinate, Famigli, molto molto raro, sembrerebbe
del modenese, Famiglietti ha un ceppo toscano nel pisano, a Santa Maria
a Monte, Castelfranco di Sotto e Volterra, ed uno, decisamente più
consistente, campano, soprattutto nell'avellinese, a Frigento e Sturno,
ma con buone presenze anche a Castel Baronia, Avellino, Grottaminarda,
Gesualdo, Villamaina, Carife e Solofra sempre nell'avellinese ed a Napoli,
Famiglio, quasi unico, è specifico del torinese, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica, da soprannomi basati sul
termine arcaico famiglio
(servo, domestico, persona di servizio),
indicando così probabilmente che i capostipiti fossero stati al
servizio di persone di un certo livello. |
FAMELI
FAMILI
FAMILIA
FAMILIO |
Fameli ha un piccolissimo ceppo ligure, a Genova ed a San Remo nell'imperiese,
uno romano ed uno calabrese nel reggino, a Palmi ed a Caulonia e San Ferdinando,
Famili è quasi unico, così come Familia, Familio, molto raro,
è specifico di Napoli, dovrebbero derivare da soprannomi basati
sul termine medioevale famelius o familius,
a loro volta derivati dal vocabolo latino famulus,
famula (servo o serva, domestico, persona
di servizio in casa), indicando così probabilmente che
i capostipiti fossero stati collaboratori famigliari di qualche persona
agiata. |
FANALE
FANALI |
Fanale è di Palermo e del palermitano, Fanali è laziale,
di Montefiascone nel viterbese, di Roma e Civitavecchia nel romano e di
Fiuggi nel frusinate, con presenze anche a Perugia ed a Marsciano nel perugino,
potrebbero derivare da nomi di località caratterizzati dalla presenza
di torri con fanali, probabilmente per le segnalazioni navali o terrestri,
luoghi presso i quali dovevano abitare o dalle quali dovevano provenire
i capostipiti. |
| FANARA
|
Fanara è tipicamente siciliano, di Favara nell'agrigentino in particolare,
ma anche di Agrigento, Aragona, Canicattì, Ribera sempre nell'agrigentino,
di Palermo e di Trapani, Erice e Calatafinmi nel trapanese e di Messina,
potrebbe derivare da un soprannome originato da un'alterazione del termine
greco φανερά fanerà (aperto,
chiaro, visibile), forse da un nome di località antico,
con la caratteristica di luogo aperto. |
FANARI
FANARIS |
Fanari è tipicamente sardo, della parte sudoccidentale, di Baratili
San Pietro, San Nicolo` D`Arcidano, Oristano e Villa Sant`Antonio nell'oristanese,
di Cagliari e di Guspini e Pabillonis nel Medio Campidano, Fanaris sembrerebbe
quasi unico, dovrebbero derivare dall'antico toponimo di villa Fanaris
del Giudicato di Cagliari che doveva essere situato tra Villasor e Decimoputzu.
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FANARI: è un cognome attualmente presente in 137 Comuni italiani,
di cui 61 in Sardegna: Cagliari 92 Guspini 91, Baratili San Pietro 72,
Sassari 32, Oristano 30, Pabillonis 30, Sinnai 22, etc. Nei documenti antichi
lo troviamo tra i firmatari della Pace di Eleonora, *LPDE, del 1388: Fanari
(de) Jacobo, ville de Sardara(SARDARA MONTIS REGALIS...11 GENNAIO 1388,
et ego...Gadulesu Margiano habitator ville Sardara, sindicus actor et procurator
universitatis Contrate Montis Regalis et villarum et etc. In posse Virde
Andrea, Virde Joanne, de Civitate Sasseri, notarii publici, die XI Januarii
1388); Fanari (de) Laurencio, ville de Sardara; Fanari (de) Petro, ville
de Sardara. Sempre nel*LPDE lo troviamo nella variante "de" Fenari(i):
Fenari(de) Francisco - de Bosa. (** Bosa: omnibus civibus et habitatoribus
civitatis Bose.nisi pastores.congregatis intus Ecclesiam Beate Marie Virginis
.die XV Januarii 1388) ; Fenarii(de) Petrus - de Aristanni. ( *** Aristanni:
(segue elenco dei nomi dei firmatari della PETIZIONE). Omnes cives
mercatores et habitatores dicte civitatis.nisi pastores bestiaminum et
quorum dificulter demorari non poterant.congregati. (Porta la data) : die
XIIII mensis Januarii M°. CCC°. LXXXVIII° et etc. Fanari è
il nome di un antico centro abitato, abbandonato, suddiviso in due frazioni:
Fanari de Jossu, Fanari de Susu, siti
in agro di Vallermosa. Tutto il territorio è disseminato di evidenti
resti nuragici, tra cui il bellissimo Pozzo Sacro di Matzanni, esempio
notevole della grandezza della civiltà nuragica. I due centri avevano
presumibilmente origini preistoriche, ma noi abbiamo notizie certe solo
a partire dal Medioevo. Fanari de Jossu è registrato come villa
(bidda) appartenente alla Curadorìa di Gippi o Parte Ippi, nel regno
giudicale di Càlari. Passò poi al regno di Arborea, quindi
alla Repubblica di Pisa. Poi al regno catalano aragonese di Sardegna. Verso
la fine del XV° secolo, il villaggio fu abbandonato. Fanari de Suso (anche
essa villa - bidda - medioevale) è la parte più antica di
Fanari; di origini preistoriche: il suo territorio, come già detto
per Fanari de Jossu è ricco di resti della civiltà nuragica.
Nell'opera di Giovanni Francesco Fara "In Sardiniae Coroghaphiam"
troviamo: Intus deinde sequitur regio partis Hipis, tota fere plana, sarmentosa
quidam et gregum copia frequens, pabulum ubertim suppeditas et aquas stagnantes
set irriguas, frigidas set callidas.iacent oppida.Fanaris Superioris, Fanaris
Inferioris, Leni, Hispidi, Aquensa (vedi il cognome
Achenza).Il vocabolario sardo, Geografico, Patronimico ed Etimologico
del canonico Giovanni Spano, recita: Fanaris villaggio distrutto, nella
diocesi di Cagliari. Ne esistevano due, inferiore e superiore. Voce fenicia,
apparizione, veduta. In verità se vogliamo dare credito alla tesi
dello Spano la parola non deriva dal fenicio, ma dal greco φάινω
(faino), mostro,
appaio, splendo etc. Noi invece crediamo che la voce fanari
derivi dal latino fenarius o faenarius
e quindi faenarii o fenarii,
nel senso comune di raccoglitori di fieno. Tale persuasione ci deriva dal fatto
che nei tempi antichi il territorio era e lo è tuttora ricchissimo
di pascoli e di greggi. |
FANCELLA
FANCELLI
FANCELLO
FANCELLU
FANCIULLACCI
FANCIULLI
FANCIULLINI
FANCIULLO |
Fancella è praticamente unico, Fancelli è tipico dell'area
tosco, umbra, laziale, Fancello, tipicamente sardo, e in particolare del
nuorese, Fancellu è più specifico dell'area sassarese, Fanciullacci
è tipico del fiorentino, pratese e pistoiese, Fanciulli è
specifico dell'area grossetano, senese, viterbese e romana, Fanciullini,
rarissimo, è della zona aretino senese, Fanciullo è tipico
del Salento, di San Pietro Vernotico nel brindisino e, nel leccese, di
Botrugno, San Cassiano, Giurdignano e Salve.
integrazioni fornite da Stefano
Ferrazzi
L'origine di questi cognomi va ricercata nel nome medievale Fanciullo,
che, assieme al suo arcaismo in Fancello,
nasce come variante del più comune Fante
(vedi Fanti): dal punto di vista etimologico, infatti, i termini fancello
e fanciullo consistono in un
diminutivo del termine fante, derivando
entrambi dalla contrazione del vocabolo fanticello
(che, dapprima, dà origine a fancello
e poi, attraverso una corruzione popolare, a fanciullo).
Per quanto riguarda i cognomi in questione, dunque, si tratta delle cognominizzazioni
dei nomi personali dei capostipiti, anche se in alcuni casi non è
esclusa una derivazione da soprannomi ad essi attribuiti; come sostenuto
dal sig. Milani (vedi FANCIULLETTI), inoltre,
non è improbabile che questi nomi fossero attribuiti a dei trovatelli,
proprio perché privi di un nome di battesimo. |
| FANCIULLETTI
|
Assolutamente molto molto raro.
integrazioni fornite da Roberto
Milani
esclusivo del basso grossetano (zona intorno al Monte Amiata), si dice
che sia legato alla nobile famiglia Piccolomini. Pare che da relazioni
extraconiugali di membri maschi della famiglia Piccolomini con donne del
popolo siano nati numerosi figli (ovviamente non riconosciuti come propri
dai Piccolomini), che un'Opera pia accolse tra gli orfanelli. La
gente del posto chiamò tali bambini Fanciulletti e da lì
l'origine dell'omonimo cognome. Pare infine che in seguito ci siano state
anche contestazioni tra i Piccolomini ed i Fanciulletti in merito ad alcune
disposizioni testamentarie non chiare relative a possedimenti di terreni
e fabbricati. |
FANELLA
FANELLI
FANELLO |
Fanella è raro ed è specifico del Lazio centro meridionale,
molto diffuso in tutt'Italia Fanelli, Fanello molto più raro ha
un ceppo in Calabria, e possibili ceppi in Liguria, Venezia e Roma, dovrebbero
derivare da forme ipocoristiche dell'aferesi del nome Stefano,
possono anche derivare dal cognomen latino Fannius,
ma è pure possibile che derivino dall'aferesi di toponimi come:
Sacrofano (RM). Traccia di questa cognominizzazione si trova a Perugia dove
nell'albo degli scolari della locale università nell'anno 1585 si
trova un Victorius Fanellus.
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Fanelli, oltre che ipocoristico aferetico del nome Stefano, potrebbe
anche derivare dall'uccello chiamato "fanello"
o dal latino "fanum" = tempio. |
FANESE
FANESI |
Fanese è tipicamente abruzzese di Pescara, Fanesi è tipico
di Ancona,e Falconara Marittima (AN) e del teramano, dovrebbero derivare
dall'etnico di Fano, probabile la nascita di queste cognominizzazioni in
occasione delle purghe effettuate dal Vescovo Riccardo Vescovo di Fano
dal 1214 al 1223: "...Hic ille, qui pro libertate
suae Ecclesiae contra Fanenses cives,
et potestatem usque ad dirissimas censuras decertavit, quas etsi dissolvit
id protestando, fecit metu mortis...". |
| FANETTI
|
Ha un ceppo in Valtellina e nel bresciano ed uno in Toscana tra fiorentino,
aretino e senese, dovrebbe derivare dall'aferesi di un diminutivo del nome
Stefano, di quest'uso troviamo un esempio nel Baldus
(1517) di Teofilo Folengo: "...Ille est Fanettus,
tibi filius et mihi frater...". Tracce di questa cognominizzazione
si trovano in Valtellina fin dal 1500. |
FANFANI
FANFANO |
Fanfani è specifico di Firenze e del fiorentino, di Scandicci, Lastra
a Signa, San Casciano in Val di Pesa, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino
ed Impruneta, di Livorno e di Prato, Fanfano ha un ceppo a Castiglione
del Lago e Città della Pieve nel perugino, dovrebbe derivare dal
nome arcaico Fanfano, ma è pure
possibile una derivazione da soprannomi originati dal termine toscano fanfano
(di una persona che parla a vanvera,
senza pensare a quello che dice). |
FANFULLA
FANFULLI |
Fanfulla ha un ceppo nel barese, a Bari, Modugno e Palo del Colle, Fanfulli
è quasi unico e dovrebbe essere dovuto ad errori di trascrizione,
dovrebbero derivare dal nome Fanfulla
originato dal soprannome di Bartolomeo Tito Alon, il famoso Fanfulla da
Lodi, uomo d'armi e capitano di ventura che si fece onore in Puglia, partecipando
nel 1503 alla battaglia di Cerignola ed alla famosissima disfida di Barletta
nel barese, la fama delle sue gesta eroiche condusse alcuni pugliesi suoi
coetanei a chiamare Fanfulla il proprio
figlio, uno dei quali potrebbe essere stato il capostipite di queste famiglie. |
| FANGI
|
Assolutamente rarissimo, sembrerebbe
originario del biellese, di questa nobile e potente famiglia si ricorda
il Beato Agostino Fangi nato a Biella nel 1430 e morto a Venezia nel 1493. |
| FANGIO
|
Fangio, molto molto raro, ha un ceppo a Livorno ed uno a Castiglione Messer
Marino e Francavilla al Mare nel teatino, di difficile interpretazione,
si può ipotizzare un collegamento con il nomen gentilizio latino
Fannius, portato ad esempio da Caius
Fannius Strabo console romano nel 161 dopo Cristo, o anche da Publius Fannius
Synistor del quale possiamo ammirare la villa del I° secolo a Boscoreale
negli scavi di Pompei. |
FANI
FANNI
FANO |
Fani è tipico del centro, del fiorentino e dell'aretino in particolare,
Fanni è specifico della Sardegna centromeridionale, Fano ha un ceppo
nel veneziano, uno a roma ed uno nel barese, dovrebbero derivare dall'aferesi
di nomi come Stefano. |
| FANIA
|
Cognome specifico del foggiano, dovrebbe derivare dal nome della Gens Fania
la gens di Zenone imperatore d'oriente, ma è pure possibile un collegamentocon
l'aferesi del nome Epifania attribuito anticamente a bambini nati il 6
gennaio. |
FANIN
FANINI |
Fanin ha un ceppo nel vicentino ed uno nel basso
udinese e goriziano, Fanini, ha un nucleo veronese ed un ceppo nel perugino,
dovrebbero derivare da modificazioni dialettali dell'aferesi di un diminutivo
del nome Stefano. |
FANIO
FENIO |
Fanio, quasi unico, è del leccese, Fenio, quasi altrettanto raro,
è invece del padovano, con un piccolissimo ceppo nel salernitano,
potrebbero derivare dal nome della Gens Fania
o Foenia, o dai nomen da questa derivati (vedi FANIA). |
| FANIS
|
Fanis, assolutamente rarissimo, è specifico di Alghero nel sassarese,
potrebbe derivare dall'aferesi di nomi come Stefano. |
FANIZZA
FANIZZI
FANIZZO |
Fanizza è decisamente pugliese, di Fasano e Francavilla Fontanan
el brindisino, di Mola di Bari e Bari nel barese, di Porto Cesareo nel
leccese e di Taranto, Fanizzi è anch'esso pugliese, dinversano e
Monopoli nel barese in particolare, di Taranto, Foggia e Fasano nel brindisino,
Fanizzo, quasi unico, è dovuto ad errate trascrizioni del precedente,
questi cognomi dovrebbero essere di origine slava e derivare da alterazioni
dell'aferesi di Stefanic, una forma
patronimica in -ic del nome Stefano. |
| FANNA
|
Fanna è tipicamente friulano, di Cividale del Friuli e Moimacco
nell'udinese e di Montereale Valcellina nel pordenonese, dovrebbe derivare
dal nome del paese di Fanna in provincia di Pordenone a circa 6 chilometri
da Montereale, probabile luogo d'origine dei capostipiti. |
FANT
FANTACCI
FANTE
FANTELLI
FANTETTI
FANTI
FANTICELLI
FANTILLI
FANTO'
FANTOLI
FANTOLINI
FANTOLINO
FANTON
FANTONE
FANTONI
FANTOZZI
FANTUCCI
FANTUZ
FANTUZZI
FANTUZZO |
Fant ha un ceppo nel bellunese ed uno nell'udinese, Fantacci ha un ceppo
toscano ed uno tra romano, rietino ed Abruzzo, Fante, abbastanza raro,
sembrerebbe di origine veneta, ma è possibile che ci sia un nucleo
anche nel Lazio, Fantelli ha un piccolo ceppo nel trentino ed uno nel bolognese,
Fantetti ha un ceppo tra romano e latinense ed uno tra le province di Campobasso
e Foggia, Fanti è molto presente in tutta l'Italia centrosettentrionale
e Sardegna, Fanticelli, molto molto raro, è dell'aretino, Fantilli
ha un ceppo a Roma ed uno tra teatino e Molise, Fantò è specifico di Caulonia nel reggino, Fantoli, molto raro, è
del verbanese, Fantolini, rarissimo, è di Livorno, Fantolino, tipico
piemontese, è di Torino e Costigliole d'Asti (AT), Fanton, veneto,
è proprio della zona che comprende le provincie di Vicenza, Padova
e Venezia, Fantone ha un ceppo nel Piemonte occidentale ed uno in Abruzzo
e Molise, Fantoni è molto diffuso al nord ed in Toscana, Fantozzi
è molto diffuso in Emilia e Romagna, in Toscana, nel Lazio soprattutto,
ed in Abruzzo e Molise, Fantucci ha un ceppo nel fiorentino, nel perugino
e tra viterbese e romano, Fantuz è tipico dell'area che comprende
il pordenonese, il veneziano e soprattutto il trevisano, in particolare
Gaiarine, Codognè, Mareno di Piave e San Vendemiano nel trevisano,
Fantuzzi è decisamente emiliano, Fantuzzo, assolutamente rarissimo,
è della zona tra veneziano e trevisano, derivano direttamente o
tramite troncature dialettali, o diminutivi, accrescitivi, vezzeggiativi
o dispregiativi dal nome medioevale Fante
o Fantino, derivato dal termine latino infans,
infantis = ragazzo
o dall'aferesi di nomi come Bonfante.
La cognominizzazione di Fante risale almeno al 1100, come si evince dal testo
di un atto conservato in San Giorgio in Palazzo a Milano, dove compare
un Azzone Fante e che risale al 1150: "...ex quibus
fuerunt solidi viginti de illis libris tribus quas Azo
Fante dedit ei pro modio uno ficto, et solidi
quindecim quos Veglo de Bollate dedit ei pro rebus de Albiate quas emit,
et libre tres et dimidia de terra ...". |
FANTAPPIE
FANTAPPIE' |
Fantappie, quasi unico, è toscano, dovrebbe trattarsi di un'errata
trascrizione di Fantappiè, che, anch'esso toscano, è specifico
del fiorentino, di Firenze, San Casciano in Val di Pesa ed Impruneta, e
che dovrebbe derivare da un soprannome originato dal mestiere di militare
di fanteria svolto dai capostipiti, dei fanti
a piedi. |
| FANTASIA
|
Fantasia ha vari ceppi nell'Italia centromeridionale, nel Lazio soprattutto
nel latinense, in particolare a Gaeta, ma presente anche a Formia, Latina
e Terracina, ed a Roma, ha un ceppo nel teatino ad Atessa e San Salvo,
in Campania ha un ceppo ad Angri nel salernitano, a Montesarchio e Ceppaloni
nel beneventano ed a Napoli, in Puglia ha un grosso ceppo a Conversano
nel barese ed a San Severo e Foggia nel foggiano, in Calabria a Crotone
ed in Sardegna ad Ozieri nel sassarese e ad Olbia, dovrebbe derivare dal
nome rinascimentale sia maschile che femminile Fantasia,
attribuito probabilmente ai capostipiti in epoca rinascimentale, troviamo
tracce di quest'uso nel 1559 a Firenze con lo scalpellino Johannis figlio
di un certo Fantasia, citato come testimone in un atto. |
| FANTATO
|
Fantato, abbastanza raro, è tipico dell'area veronese, padovana,
rovigota e veneziana, si dovrebbe trattare di una forma patronimica in
-ato del nome Fante, si riferisce quindi
a famiglie di figli di un Fante. |
FANTECCHI
FANTECHI |
Fantecchi, quasi unico, è dovuto ad errori di trascrizione di Fantechi,
che è un cognome tipico di Firenze e del fiorentino, di Pontassieve,
Bagno a Ripoli, Pelago, Sesto Fiorentino e Scandicci, si dovrebbe trattare
di una forma ipocoristica toscana del nome medioevale Fante,
derivato a sua volta dal termine latino infans,
infantis (ragazzo)
o dall'aferesi di nomi come Bonfante
(vedi anche FANT). |
FANTIN
FANTINI
FANTINO |
Fantin è specifico del Veneto,
Fantini è tipico di tutto il centro nord, Fantino, tipico del Piemonte
occidentale, sembrerebbe avere un ceppo anche nell'udinese, dovrebbero
tutti derivare dal nome medioevale Fantino di cui si hanno tracce già
prima del 1000, verso la fine del VI° secolo a Monreale si trova citato
in alcune lettere il Defensor (avvocato) Fantinus, ricordiamo poi San Fantino
di Calabria morto verso la fine del IX° secolo e Fantino Dandolo vescovo
di Padova nel 1400. Esiste anche la possibilità che alcuni
di questi cognomi derivino da soprannomi come ad esempio quello di Ascensidonio
Spacca detto il Fantino (1557-1646), pittore in Trevi (PG), dove fantino,
derivato dall'infans latino starebbe ad indicare un aspetto molto giovanile,
o da toponimi anche solo rionali come Campo San Fantino di Venezia. Tracce
della cognominizzazione di Fantini la troviamo nel Veneto a Portogruaro nel
1500 con il Gastaldo De Fantino (o Fantini).
integrazioni fornite da Sergio
Fantini
Un ceppo di Fantini ( De Fantinis ) esisteva già dal 1600 nella
Bergamasca come si riscontra dai libri parocchiali di Brembilla, si può
anche osservare lo stemma di Famiglia sulla lapide in sasso di fra Cristoforus
De Fantinis di Alzano Lombardo che esiste ancora. |
| FANTINATI
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Fantinati, è tipico dell'area che comprende le province di Bologna,
Ferrara e Rovigo, si dovrebbe trattare di una forma patronimica romagnola
in -ati del nome Fantin o Fantino,
si riferisce quindi a famiglie di figli di un Fantin. |
| FANTINATO
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Fantinato, è tipico dell'area vicentino, padovana, rovigota e vaneziana,
si dovrebbe trattare di una forma patronimica veneta in -ato
del nome Fantin
o Fantino, si riferisce quindi
a famiglie di figli di un Fantin. |
FANUCCI
FANUZZI |
Fanucci ha un nucleo umbro nella zona di Gubbio e Scheggia E Pascelupo
(PG) ed uno in Toscana nella zona di Montecatini (PT), Fanuzzi, molto molto
più raro, potrebbe essere emiliano, dovrebbero derivare dall'aferesi
del nome Stefano, di quest'uso abbiamo un esempio a Pisa in un atto del
luglio 1308, dove viene citato un tal Fanuccius Ianuarii de Campo. Tracce
di questa cognominizzazione le troviamo a Pisa nel 1300 in un atto leggiamo:
"...Acta Fanucci
notarii filii Iacobi quondam Fanucci,
civis Pisani, de omnibus cartis et factis monasterii SS. Marie et Gorgonii
de insula Gorgona Pisane diocesis,...", ed a Siena nella seconda
metà del 1500 con lo scrittore Camillo Fanucci. |
| FANZAGA
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Specifico bergamasco, tracce importanti
di questo cognome risalgono al 1500. Nel 1589 Pietro Fanzago, insigne
matematico clusonese, creatore dell'orologio planetario locale, muore nel
suo paese di nascita; nel 1591 quando risulta dagli atti che nasca a Clusone
(BG) Cosimo Fanzaga, architetto e scultore molto quotato e riferimento
principe per il barocco.. |
| FANZINI
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Di origine piacentina, dovrebbe
essere una modificazione dell'aferesi del cognome parmense Avanzini. |
| FAORO
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Faoro è tipicamente veneto del bellunese, di Lamon ed Arsiè
soprattutto, ma anche di Feltre e Fonzaso, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale ladino indicante una sorgente. |
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