| FAPPANI
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Assolutamente dell'area tra Brescia
e Cremona |
| FARA
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Tipicamente sardo dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo
sardo fara (messaggero,
corriere).
integrazioni fornite da Giuseppe
Concas
FARA: su vara in Logudorese, su
fara in Campidanese antico è l'usciere
o messo del tribunale ecclesiastico.
Ancora oggi, a Cagliari e dintorni is varas
o faras sono gli
uomini, incaricati dalla parrocchia, che regolano le processioni.
Il termine viene dal catalano vara:
bastòn que por insignia de autoridad usaban
los ministros de justicia. Oggi qui da noi l'usciere incaricato
dai tribunali civili è chiamato su scicutadòri
(dal latino executor > exequor
= esecutore di un ordine), scicutài
= eseguire l'ordine del tribunale, pignorare. Il cognome Fara è
presente nelle carte antiche della lingua e della storia della Sardegna.
Tra i firmatari della Pace di Eleonora, LPDE del 1388 figurano: Fara Anthonio
- de Castri Januensis; Fara Jacobo - de Castri Januensis ; Fara Matheo
- de Castri Januensis ( ** Castri Januensis Civitas (Castel Genovese -
Castel Sardo). Omnibus habitantibus .in ville de Coginas ... die undecima
januarii .1388, in posse De Valle Anthoni filii). Nel Condaghe di San Nicola
di Trullas, CSNT, XI°, XIII° secolo sono presenti: Fara Gavini
(266), teste in una compera (compòru): Comporaili a Ythoccor
Icalis sa fune de sa terra de anniles in Collectariu.Testes : Mariane de
Carvia e Gavini Fara et maistru Vivenzu; Fara Ythoccor (289)- donnu - prete.Teste
in una compera.comporaili a Goantine d'Athen.Testes : donnu Ythoccor
Fara su previteru.Nella storia ricordiamo Giovanni Francesco Fara (Ioannes
Franciscus Fara) autore del De Rebus Sardois e del De Chorographia
Sardiniae, opere tantissime volte citate in questa nostra ricerca. Nacque
a Sassari nel 1543 da illustre famiglia. Studiò a Bologna e a Pisa,
dove si laureò « in utroque iure » nel 1567. Fu anche
a Firenze e a Roma e proprio qui grazie all'aiuto del maiorchino Miguel
Thomas de Taxaquet, vscovo di Lerida e consigliere regio ebbe fonti
e documenti sardi dell'Archivio della Corona d'Aragona, ad integrazione
degli « annali » di Gerolamo Zurita. Fu poi a Sassari, asssistente
presso il tribunale ecclesiastico turritano e poi ad Alghero : nel frattempo
fu ordinato sacerdote e nel 1572 fu canonico nella cattedrale di Alghero.
Nel 1583 fu a Cagliari, ai lavori del Parlamento, come rappresentante del
Capitolo Turritano. Infine, nel 1591 fu nominato vescovo della Diocesi
di Bosa, che tenne per soli 7 mesi, a causa dell'improvvisa morte sopraggiunta
il 15 novembre dello stesso anno, all'età di soli 48 anni. Attualmente
il cognome Fara è presente in 216 Comuni italiani, di cui 87/377
in Sardegna : Sassari 208, Sennori 123, Cuglieri 95, Macomer 70, Cagliari
51, etc. |
| FARABEGOLI
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Farabegoli è specifico del forlivese e ravennate di Cesena, Cesenatico,
Gambettola nel cesenate e di Cervia nel ravennate, potrebbe derivare dall'unione
del termine longobardo fara (comunità),
unito al vocabolo dialettale begoli,
per il quale si può ipotizzare il significato di bachi,
ma la cosa più probabile è che invece derivi dal termine
medioevale begolo o begolardo
(uomo di corte, buffone,
pagliaccio), termine di cui abbiamo un esempio d'uso nel Reggimento
de' principi di Egidio Romano del 1288: "..Appresso
die guardare che elli doni per bene quello che elli dona, e non per altra
cosa. E tutte le volte che 'l re od altri dona ai begolardi
o agli uomini di corte, o a cui ellino non debbono, ellino non sono più
larghi né liberali. Ché i giocolari e i bordatori, e molte
maniere di genti debbono meglio essere pòvari che ricchi...",
in questo caso il cognome assumerebbe il senso di buffone
di corte o del villaggio. |
FARABOLI
FARAVELLI
FARAVOLO
FERABOLI
FERRABOLI |
Faraboli, molto molto raro, è tipico di Parma e del parmense, Faravelli
è ben diffuso nel pavese, in particolare nell'Oltrepo, a Santa Maria
della Versa, Pavia, Voghera, Broni, Stradella e Montecalvo Versiggia, Faravolo
è praticamente unico, Feraboli è un cognome tipicamente lombardo,
diffuso soprattutto a Cremona e nel cremonese, Ferraboli, leggermente più
raro, è tipico di Brescia e del bresciano, in qualche caso potrebbero
derivare, direttamente o tramite delle varianti, dal nome medioevale Faravellus,
di cui abbiamo tracce in registrazioni milanesi risalenti al 1260, potrebbero
però altrettanto spesso derivare da un termine arcaico che ha dato
poi origine al vocabolo farabolone
(imbroglione, ma anche chiaccherone, chi parla
molto e non si da da fare concludendo poco o nulla), troviamo
tracce di queste cognominizzazioni agli inizi del 1300 a Verona dove si
trovano atti scritti da un certo notaio veronese "Ser
Barchinum quondam filìum Magistri Uliveti de
Feraboli notarium Verone", ed anche
nella seconda metà del 1600 con Bartolomeo Ferabolus fu Gaspare
Notaio principale citato tra i notai operanti nelle terre bergamasche soggette
alla Repubblica Serenissima di Venezia, dalla qualcosa si evince che si
tratta di una famiglia di notai che continuò ad operare dall'epoca
medioevale fino almeno al 1700. |
FARABONE
FARABONI
FRABONI |
Farabone ha qualche presenza nel Piemonte nordorientale e nella Lombardia
occidentale, Faraboni, estremamente raro, ha un piccolissimo ceppo a Novara,
Fraboni ha un ceppo nel bolognese a Bologna e Medicina, uno nelle Marche
nell'anconetano, a Senigallia soprattutto, con piccolissimi ceppi anche
a Fabriano, Jesi, Corinaldo e Castel Colonna ed un ceppo nel romano a Roma
ed a Mentana, dovrebbero essere di origini longobarde e derivare da un
nome composto dall'unione del termine longobardo fara
(stirpe, famiglia, clan) e del termine
latino bona (i
beni, le ricchezze) con significato quindi di il
bene della famiglia, la massima ricchezza della stirpe. (vedi
però anche FARABOLI) |
| FARABOSCHI
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Faraboschi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe del nord Italia, potrebbe
essere di origini longobarde ed indicare che i capostipiti vivevano in
boschi demaniali, questo dovrebbe essere il significato del termine, cioè
nei boschi della Fara, cioè
di proprietà della comunità. |
FARACE
FARACI |
Farace ha vari ceppi, in Campania, nel napoletano ad Anacapri, Napoli,
Ercolano e Capri ed a Salerno, in Calabria nel cosentino a Santa Maria
del Cedro, Verbicaro, Orsomarso e Scalea ed in Sicilia a Trapani ed Altavilla
Milicia nel palermitano, Faraci, di origine siciliana, è diffusissimo
in tutta l'isola, con massima concentrazione a Barrafranca nell'ennese,
ad Alcamo nel trapanese, a Palermo e Monreale nel palermitano, a Gela e
Mazzarino nel nisseno ed a Floridia nel siracusano, dovrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo arabo faragh
(felice, contento).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Farace è cognome siciliano, calabrese e napoletano dal toponimo
(valle) Farace vicino a Castroreale (ME), dal greco 'charaki'
= incisione, oppure, secondo G.B. Pellegrini,
dall'arabo 'farağ' = gioia. |
| FARAGASSO
|
Faragasso è specifico del cosentino di Acri in particolare e di
Luzzi, potrebbe derivare da un'italianizzazione dialettale di nomi come
il rumeno Fargas o l'ungaro Farakas,
entrambi con il significato di lupo,
anche se non è possibile escludere un'origine araba legata al termine
farah (gioia,
gioiello). |
FARALDI
FARALDO
FARALLI
FARALLO
FERALDI |
Faraldi sembrerebbe originario della provincia d'Imperia, Faraldo ha un
ceppo nel casertano a Trentola-Ducenta ed a Caserta ed un ceppo a Pignola
nel potentino, Faralli ha un nucleo toscano, soprattutto ad Arezzo e nell'aretino
a Castiglion Fiorentino, Cortona, Civitella In Val Di Chiana e Marciano
della Chiana, ed uno nell'iserniese a Monteroduni, Farallo ha un ceppo
a Giuliano di Roma nel frusinate ed a Roma ed uno a Molfetta nel barese,
Feraldi, praticamente unico, sembrerebbe romano, dovrebbero tutti derivare
da modificazioni del nome medioevale Faraldus derivato
dal germanico Farawald composto dai
termini fara = famiglia,
dominio e wald = governo,
con il significato di colui che governa la famiglia
o la comunità, è anche possibile, soprattutto
per il primo una derivazione dal nome medioevale francese Fallard. |
| FARANDA
|
Originario della Sicilia orientale,
potrebbe essere una modificazione dialettale del nome medioevale Ferrando
(Ferdinando).
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Faranda è un cognome del Messinese, del Catanese e del Reggino.
Dovrebbe venire dal toponimo in zona etnèa Faranda o dall'altro
Faranda, contrada di Ucrìa (ME). Potrebbe però anche essere
formato, in relazione alla località di provenienza, dalla denominazione
Faro o Fara. Numerosi sono i toponimi Faro o Fara sparsi in tutta l'Italia,.
Non è da escludersi, per Faranda, il significato di una terra "molto
illuminata". |
FARAON
FARAONE
FARAONI |
Faraon è decisamente veneto, del trevisano e del veneziano, in particolare
a Vittorio Veneto e Tarzo nel trevisano e ad Eraclea e spinea nel veneziano,
Faraone è tipico del centrosud con una grossa concentrazione in
Sicilia e nel palermintano a Palermo in particolare, Faraoni è specifico
di Toscana, Marche e Lazio, possono derivare dal nome medioevale Faraon,
Faraonis di cui abbiamo un esempio nell'Historia
Longobardorum di Paolo Diacono: "...Tunc
filius eius Aripert iterum bellum parans, pugnavit cum Liutperto rege aput
Ticinum cumque Ansprando et Atone et Tatzone necnon et Rotharit ac Faraone.
..", ma è anche possibile che provengano da soprannomi originati
da nomi di località come ad esempio vediamo possibile già
nell'anno 971 a Montoro (AV): "...Memoratorium factum
a me Maraldus presbiter filius Lanfrid (...) michi dedit Petrus filius
Musi (...) tenere ad sue potestati terris bacue, et castanieta, et abellanieta,
et arvustum, quod pars ecclesie Sancti Maximi habet in locum Muntoru finibus
rotensis, et illut qui dicitur da Faraone,
idest da bia que est supra casa de filii Adelgardi et usque ribus siccu
..." o da toponimi come Faraone (TE). |
| FARCI
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(vedi FALCHE) |
FARDIN
FARDINI |
Fardin è tipicamente veneto, di Scorzè, Venezia, Martellago
e Noale nel veneziano, di Trebaseleghe e Villanova di Camposampiero nel
padovano e di San Fior, Vittorio Veneto, Sarmede, Mogliano Veneto e Conegliano
nel trevisano, Fardini è quasi unico, dovrebbero derivare, direttamente
o tramite apocope dialettale, dall'aferesi del cognome Bonfardini
(vedi BONFADINI). |
| FARE'
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Specifico del milanese e varesotto,
dovrebbe derivare dal vocabolo latino faber (fabbro) modificato dal dialetto,o
da soprannomi legati ad un toponimo come Fara Gera d'Adda (BG) o Fara Novarese
(NO). Fara in longobardo indicava un corpo di spedizione e spesso un villaggio,
come nucleo mobilitabile in guerra, questo cognome pertanto potrebbe essere
di origine longobarda, ed indicherebbe l'appartenenza ad una fara. |
| FARESE
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Di origine campana delle provincie
di Napoli ed Avellino, dovrebbe derivare dal termine longobardo fara (corpo
di spedizione militare). |
| FARETRA
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Faretra ha un ceppo a Grottaminarda nell'avellinese ed uno a Corato e Bari
nel barese e ad Orta Nova nel foggiano, potrebbe derivare da un antico
soprannome originato dal mestiere del capostipite, forse un artigiano costruttore
di faretre, cioè i cilindri,
normalmente di pelle, usati come contenitori per
frecce o dardi per archi o balestre, o forse un addetto al rifornimento
delle frecce per gli arcieri o balestrieri in battaglia. |
| FARFAGLIA
|
Farfaglia è tipicamente calabrese, della zona tra catanzarese e
vibonese, dovrebbe derivare da un soprannome basato su di un termine dialettale
per farfalla. |
| FARGION
|
Fargion è un tipico cognome ebraico con un ceppo a Milano ed uno
a Roma. |
| FARGIONE
|
Fargione sembrerebbe tipicamente siciliano, di Modica nel ragusano, dovrebbe
derivare dal nome della contrada Fargione appunto di Modica. |
FARIA
FARIAS
FARIELLO
FARII
FARIO |
Faria è pressocchè unico, Farias, assolutamente molto raro,
è specifico di Napoli, Fariello ha un piccolo ceppo a Vasto nel
teatino, uno nel barese a Corato e Toritto, ed uno nella fascia campana
che comprende il salernitano, con Cava de' Tirreni, Salerno, Nocera Inferiore,
Roccadaspide e Pisciotta ed il napoletano con Napoli, Bacoli, Pozzuoli
e Quarto, Farii, praticamente unico, sembrerebbe
pugliese, Fario è assolutamente rarissimo, dovrebbero derivare,
direttamente o tramite una forma ipocoristica dialettale, da una forma
apocopaica del nome medioevale germanico Fariaricus,
derivato dal nome celta Fariarix (il
Re dei Fari). |
FARINA
FARINACCI
FARINACCIO
FARINARI
FARINARO
FARINATI
FARINAZZO
FARINELLI
FARINETTI
FARINI |
Farina è diffuso in modo notevole in tutt'Italia, Farinacci ha un
ceppo umbro a Terni ed a Gualdo Tadino nel perugino, uno a Chieti ed uno
a Roma, Farinaccio è specifico della provincia di Campobasso, di
Gildone e della stessa Campobasso, Farinari è quasi unico ed è
probabilmente dovuto ad una diversa trascrizione di Farinaro che sembrerebbe
specifico del casertano, di Aversa in particolare, Farinati ha un ceppo
a Verona ed a Rovereto nel trentino ed uno a Mirano nel veneziano, Farinazzo
è tipicamente veneto del veronese e del padovano, Farinelli è
molto diffuso in tutta l'Italia centrosettentrionale, con massima concentrazione
nella fascia che comprende la Romagna, le Marche, l'Umbria ed il Lazio,
e con piccoli ceppi anche nel sassarese e nel napoletano, Farinetti è
specifico della zona che comprende il torinese, il cuneese, l'astigiano,
l'alessandrino ed il genovese, Farini sembrerebbe avere un ceppo nel bolognese
a Bologna, Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro, uno nell'aretino a
Poppi, Arezzo, Cortona e Chiusi Della Verna, ed in Sicilia a Mezzojuso
(PA), dovrebbero tutti derivare, direttamente o tramite variazioni ipocoristiche
o simili, da soprannomi legati al mestiere di mugnaio o di lavorante presso
un mugnaio derivanti dal termine latino medioevale farinarius
(mugnaio). |
FARIOLI
FARIOLO |
Farioli ha un nucleo nel nordmilanese e varesotto ed uno in Emilia, soprattutto
nel reggiano, Fariolo è praticamente unico, dovrebbero derivare
da nomi di località derivati dal termine tardo latino fariolus (chi
dice il vero, chi pronuncia vaticinii), nel reggiano è presente
una località del comune di Castelnovo ne' Monti (RE) chiamata Fariolo,
con lo stesso nome si chiama una località di Cravegna (VB), tracce
di questa cognominizzazione le troviamo nel casertano con il sacerdote Iohannes
Fariolus, che nella prima metà del 1300 è parroco in una
chiesa di Orta di Atella, a Bologna nella seconda metà del 1300
con un certo Philippus Fariolus citato in un testo del 1403: "...et
maxime infrascripti, quorum nomina sunt ... ... Paulus de Galexio, Philippus
Fariolus, Petrus Francisci de Bonandreis...". |
FARISEI
FARISELLI
FARISEO |
Farisei molto raro sembrerebbe del viterbese, Fariselli invece è
specifico della zona che comprende il bolognese ed il ravennate, Fariseo,
rarissimo è tipico del pavese al confine con l'alessandrino, dovrebbero
derivare da un soprannome originato dal vocabolo fariseo; traccia di questa
cognominizzazione si trova a Melegnano nel 1400 con il sacerdote Donato
Farisei parroco dal 1450 al 1455. |
FARNE'
FARNIA
FARNIANI |
Farnè è molto diffuso a Bologna e nel bolognese, a Castel
San Pietro Terme, Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena, Farnia,
assolutamente rarissimo, è veneto, Farniani è praticamente
unico, tutti questi cognomi dovrebbero derivare da aree come il Frignano
nel modenese, o da nomi di località caratterizzati dalla presenzia
di un bosco di farnie (tipo
di quercia). |
FARNELLA
FARNELLI
FARNELLO |
Farnella sembrerebbe unico, Farnelli ha varie e sparute presenze sparse
ed un piccolo ceppo a Perugia, Farnello sembrerebbe ormai scomparso in
Italia, dovrebbero derivare da un soprannome medioevale basato su di un
ipocoristico del termine tardo latino farnus
(farnia, o farnello,
un tipo di quercia ghiandifera, il quercus peduncolata dei botanici), ma
non si può escludere che possa derivare da un nome di località
che faccia riferimento alla presenza di un bosco di farnie o di farnelli. |
FARNESE
FARNESI |
Farnese
è molto raro, forse umbro, marchigiano, mentre Farnese sembra essere
specifico pisano, con ceppi in Umbria e Marche, dovrebbero avere
origini da un soprannome legato alla vicinanza ad un bosco di farnie (un
genere di quercia). La nobile famiglia Farnese inizia ad essere menzionata
nel 1300, quando acquista un rango nobiliare e riceve un proprio feudo,
per servizi resi al Papato, i Farnese oltre a vari alti prelati e
principi, annoverano anche un Papa il cardinale Alessandro Farnese che
fu fatto Papa con il nome di Paolo III. |
FARNETI
FARNETTI |
Farneti è tipico del forlivese
e dovrebbe derivare dal nome di località Monte Farneto (FO), con
un ceppo anche in Umbria che dovrebbe derivare dal toponimo Farnetta Montecastrilli
(TR), mentre Farnetti, molto raro, sembrerebbe laziale e dovrebbe derivare
dal toponimo Farneto in Ciociaria, elemento comune è comunque la
derivazione originaria del nome dalla presenza nelle vicinanze di boschi
di querce farnie. Tracce di questo cognome si hanno già
con Petrus de Farneto che combatté in Sicilia i Normanni nel 1134,
nel ravennate nel 1302 venne stipulato un contratto di affitto tra il Vescovo
e un certo prete Pino di Farneto. |
FARNOCCHI
FARNOCCHIA |
Farnocchi, assolutamente rarissimo, sembrerebbe come Farnocchia, meno raro,
tipico del lucchese, della zona di Camaiore e Viareggio, potrebbero derivare
da soprannomi originati dal vocabolo latino farnus
(frassino) forse per la presenza di
un piccolo bosco di questi alberi nelle vicinanze dell'abitazione della
famiglia.
integrazioni fornite da Franco
Pettinato
Deriva dal toponimo Farnocchia (fraz. del comune di Stazzema-LU) ovviamente
da riferire a farnia altro nome del
frassino in latino farnus. |
FAROLDI
FAROLDO
FEROLDI |
Faroldi è tipico del parmense, di Fidenza, Parma, Soragna e Busseto,
Faroldo invece sembrerebbe unico ed è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione, Feroldi invece sembra specifico del bresciano e del cremonese,
in particolare di Bagnolo Mella (BS) e di Ostiano (CR), dovrebbero tutti
derivare dal nome medioevale di origine longobarda Feroldus
o Faroldus, di cui abbiamo un
esempio in quest'atto del 1096: "Sacrosancte ecclesie
in honore Dei et genitricis sue atque Beati Vincentii (martiris) dicate,
quam domnus ac venerabilis Berardus episcopus ad regendum habere videtur.
Ego Wilelmus de Toria reminiscens antecessorum meorum injurie, veniens
in presentiam supradicti presulis et canonicorum suorum, scilicet in capitulo,
reddidi potestatem Odromari et ecclesiam Beati Andree, cum terris et decimis
et oblationibus, pratis, silvis, aquis aquarumque decursibus. Hoc donum
et redditionem fratres sui Ugo et Bernardus confirmaverunt et laudaverunt.
Hujus rei testes sunt Letaldus, Feroldus,
Rodulfus Trioli, Wilelmus archipresbiter.", un inizio di queste
cognominizzazioni lo troviamo in una Carta guadie
et promissionis del 1170 a Milano: "...Signa
manuum eorum qui pro testibus interfuerunt: Rogerius Vicecomes, Rogerius
de Mamma, Rogerius Marcellinus, Lafrancus Litta, Gandolfus et Iohannes
qui dicuntur Faroldi
fratres, Galdinettus Bottacius, Ambrosius
Faroldus,...". |
FAROLI
FAROLINI |
Faroli è praticamente unico, Farolini, assolutamente rarissimo,
è del parmense, si dovrebbe trattare di forme ipocoristiche semplici
o doppie del nome medioevale di origine germanica Farus,
derivato dal nome medioevale tedesco Fahre,
nome che è stato originato dal termine medioevale germanico fahrer
(guida, duce), che ha prodotto il vocabolo
tedesco moderno führer. |
FARONATO
FARRONATO
FERONATO
FERRONATO |
Faronato, assolutamente rarissimo, è probabilmente dovuto ad errori
di trascrizione del cognome Farronato che è un cognome tipico del
vicentino, Feronato, estremamente raro è probabilmente un errore
di trascrizione di Ferronato che è molto diffuso tra padovano e
vicentino, si dovrebbe trattare di una forma patronimica
tipicamente veneta in -ato, dove il
suffisso sta per il figlio di, riferito ad un capostipite, il cui padre
si chiamasse Ferrone (vedi
FERRONE).
integrazioni fornite da Gabriele
Farronato
Il cognome Farronato è tipico di Romano d'Ezzelino (VI) dove
però nel 1410 figura come Dal nerva. due di questa famiglia si sono
trasferiti nell'area più verso monte del paese, probabile sede della
Farra longobarda. da qui il soprannome
De Faronatis: la forma con doppia è
dell'Ottocento, mentre quella di Faronato e la variante Ferronato sono
dello stesso periodo. Vale a dire che la grafia del cognome per questa
zona si scrive come è stata registrata dai comuni con gli atti napoleonici
di stato civile a partire dal 1806. |
FARRE
FARRIS |
Farre, abbastanza raro, è specifico del sassarese, Farris è
particolarmente diffuso nel cagliaritano, derivano dal vocabolo sardo farre
- farris (farina
d'orzo, semolino), quindi indica il mestiere o di mugnaio o
di venditore di farina o è originato da un soprannome legato a caratteristiche
comportamentali del capostipite. |
FARRI
FARRO |
Farri è specifico del raggiano, Farro è tipico campano, con
un ceppo nella zona di Battipaglia (SA) ed uno a Bacoli (NA), dovrebbero
derivare da un soprannome originato o dal vocabolo latino far-farris
(farro), tracce di questa cognominizzazione
le troviamo nel 1500 a Fano (PU) con il libraio e stampatore Domenico Farri. |
FARRUGGIA
FARRUGGIO
FARRUGIA |
Tutti tipici della Sicilia, dell'agrigentino in particolare, sono di origine
maltese e dovrebbero derivare da un soprannome originato dal vocabolo arabo
farrug o farrudja
(pollastro), troviamo tracce di questa cognominizzazione
a Malta nel 1400 in un atto: "...Nos Manfreddus Axach
Judex annalis curie Civilis Civitatis Maltae Laurentius
Farrugius Civitatis et Insularum Maltae et
Gaudisii et Reginalis Cammare publicus notarius et testes subscripti..:".
integrazioni fornite da Giovanni
Vezzelli
Farruggio è un'altra forma del cognome siciliano Ferruggia che
viene dalla voce calabrese 'ferrùggia'
= ferula (n.d.r. Bacchetta usata un
tempo per castigare gli scolari). |
| FARSURA
|
Farsura, assolutamenre rarissimo, è specifico dell'area vicentino
padovana, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal termine semidialettale
contratto arcaico farsura (farcia,
farcitura), probabilmente attribuito ad un capostipite che di
mestiere facesse il cuoco o il rosticcere. |
| FARUFFINI
|
Specifico delle provincie di Milano
e Lodi, dovrebbe derivare da un nome in uso presso i Franchi: Fardulf. |
| FARUSI
|
Farusi ha un ceppo a Massa, potrebbe derivare dal nome francese Faroux
o potrebbe anche essere di origini longobarde e derivare da un soprannome
originato dal vocabolo longobardo fara
(clan, villaggio, gruppo famigliare)
con il significato quindi di appartenente ad una particolare fara
riferito al capostipite. |
| FARUSSI
|
Farussi ,ormai scomparso in Italia, sembrerebbe un cognome del centro
Italia abruzzese, della zona di Rivisondoli (AQ), e del rietino della zona
di Montasola, dovrebbe derivare dal vocabolo longobardo fara
(clan, villaggio, gruppo famigliare)
con il significato quindi di appartenente ad una particolare fara
riferito al capostipite. |
| FASANA
|
Fasana è tipico di Cernobbio nel comasco, dovrebbe derivare da un
soprannome originato dal vocabolo dialettale fasana
(fagiana), forse a sottolineare una
notevole tendenza a pavoneggiarsi dea parte del capostipite, tracce di
questa cognominizzazione le troviamo a Lignana nel vercellese fin dalla
seconda metà del 1200, quando un Fasana fonda il locale ospedale
di Santa Maria detto poi dei Fasana. |
FASANI
FASANELLI
FASANELLO
FASANO |
Fasani ha due nuclei, uno nelle provincie di Milano e Pavia che dovrebbe
derivare da un soprannome legato al termine dialettale fasan
(fagiano), ed uno nelle provincie di
Brescia e Verona, quest'ultimo, assieme al ceppo trentino di Pomarolo e
Rovereto del cognome Fasanelli, dovrebbe derivare dal toponimo Fasano del
Garda nel bresciano, Fasanelli ha anche un ceppo pugliese a Canosa di Puglia
e Noci nel barese ed a Francavilla Fontana nel brindisino, assieme a Fasano,
che dovrebbe essere tipico del sud ed in particolare delle Puglie, Campania
e Calabria, dovrebbe discendere da toponimi come Fasana nel salernitano
o Fasano di Brindisi nel brindisino, da cui dovrebbe discendere l'assolutamente
rarissimo Fasanello, anch'esso pugliese. |
| FASCIA
|
Fascia ha un ceppo a Roma, uno a Venafro e Sesto Campano nell'iserniese,
uno nel napoletano, a Portici, Napoli e San Giorgio a Cremano, ed uno a
Foggia, San Marco la Catola e Calenza Valfortore nel foggiano, dovrebbe
derivare da nomi di località, come ad esempio la frazione Fascia
di Priverno nel latinense, o la Contrada Fascia di Ielsi nel campobassano,
ma è pure possibile che derivi da un'alterazione dialettale del
nome medioevale Fassia, Fassius
(vedi FASSI). |
| FASIELLO
|
Fasiello è specifico del Salento, di Vernole, Lecce, Melendugno
e Surbo nel leccese e di Torchiarolo nel brindisino, dovrebbe derivare
da una forma ipocoristica del nome latino medioevale Fasius,
una forma aferetica del nome Bonifasius,
secondo un'altra, molto meno probabile, ipotesi potrebbe invece trattarsi
di un soprannome stante ad indicare un'origine del capostipite dalla città
marocchina di Faas (Fez). |
| FASO
|
Faso è tipicamente siciliano, del palermitano, di Caccamo. Termini
Imerese, Palermo, Montemaggiore Belsito, Cerda e Bagheria, si possono formulare almeno tre ipotesi
circa la possibile origine del cognome, da un soprannome basato sul termine
dialettale fauso (finto,
falso) contratto in faso,
la seconda ipotesi propone una derivazione da una forma aferetica del nome
Bonifaso (Bonifacio),
la terza ipotesi propone una derivazione da un soprannome grecanico basato
sul termine greco antico φάσεως faseos
(parole), forse ad indicare che il
capostipite fosse un facondo parlatore. |
FASOLI
FASOLO |
Di Fasoli si individuano 3 ceppi, uno nelle provincie di Como, Milano,
Lodi e Cremona, uno nel veronese, uno nel chietino, Fasolo invece è
decisamente veneto, di Padova e del padovano in particolare, potrebbero
essere originati da un soprannome legato al termine dialettale antico fasolo
(fagiolo), che è poi divenuto
oggi fasoj, derivato dal latino faseolus,
il soprannome potrebbe essere nato o in memoria di qualcosa, o per esserne
il capostipite un coltivatore. |
| FASSA
|
Tipico veneto, di probabili origini trentine, dovrebbe prendere il nome
da uno dei vari toponimi della Val di Fassa (TN). |
| FASSETTA
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Ha un nucleo non secondario nel torinese, zona di Cumiana e Giaveno, che
dovrebbe derivare dal toponimo Fassetta di Giaveno, un ceppo a Montereale
Valcellina (PN) ed uno a Venezia. |
FASSI
FASSIO |
Fassi è specifico delle province di Milano e Bergamo, potrebbe avere
un ceppo anche in Piemonte, Fassio è tipicamente piemontese, di
Asti soprattutto e di Rocca d'Arazzo nell'astigiano e di Torino, Collegno
e Chivasso nel torinese, con un ceppo anche a Genova ed in Liguria, dovrebbero
derivare dal nome medioevale Fassius
di cui abbiamo un esempio d'uso nel 1197 in una Cartula
pacti et conventionis in loco Purbiane, nel territorio di Vallio
nel bresciano: ".. Et ibi statim Baiamundus et Favazius
consules tunc eligerunt et decernerunt hos duodecim homines qui debent
dicere et manifestare et laudare operas et labores quos aut quas villani
de Bernaco facere debent ad casstrum, silicet Canesster de Su(m)vico
et Ra(m)paius
et Temonus de Suvernicho et Dominicus et Bellesanus et Bec de Casstutino
et Ioh(anne)s
Cerreti et Acerbus et Fassius
de Porle et Grep de Vighole et Abas de Novolare et Mazoc de Oriolo.
..", ma non è impossibile anche una derivazione da un soprannome
originato dal vocabolo tedesco fass
(barile), o fassen
(prendere). |
| FASSINA
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Fassina ha un ceppo lombardo a Milano, Vigevano, Trivolzio, Garlasco, Bereguardo
e Pavia nel pavese ed a Lodi, ed uno veneto, in particolare nel padovano,
a Padova, Vigonza, Vigodarzere, Campodarsego, Borgoricco, Cadoneghe, Campo
San Martino e Trebaseleghe, a Venezia e Marcon nel veneziano ed a Montebelluna
e Castelfranco Veneto nel trevisano, dovrebbe derivare da un soprannome
dialettale basato sul termine lombardoveneto fassina
(fascina), forse attribuito a
capostipiti che di mestiere facessero il boscaiolo o andassero per i boschi
a raccogliere legna. |
| FASSINO
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Specifico delle province di Torino
e Cuneo, dovrebbe derivare da un soprannome originato dal vocabolo tedesco
fass (barile) o fassen (prendere). |
| FATIGATI
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Un nucleo nel napoletano ai confini
col casertano ed uno nell'aquilano, dovrebbe derivare dal nome medioevale
Fadigato (ottenuto con fatica), dato probabilmente ad un figlio dal parto
difficile. |
| FATTACCIO
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Fattaccio è un cognome tipico del sassarese, in particolare di Castelsardo,
l'origine di questo cognome è oscura, potrebbe derivare da un soprannome
attribuito ad un capostipite riconosciuto come quello del fattaccio, ma
è una pura ipotesi senza nessun elemento di supporto. |
FATTORE
FATTORI |
Fattore ha due ceppi distinti, uno nell'alta Campania, Molise, Abruzzo
e Lazio, ed uno in Veneto, Fattori è diffuso in tutto il centro
nord, derivano dal mestiere di fattore (gestore di un podere). |
| FATUZZO
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Fatuzzo, tipicamente siciliano, ha un ceppo nel ragusano a Vittoria, Chiaramonte
Gulfi, Modica e Comisao, ed uno a Caltagirone nel catanese, dovrebbe derivare
da un soprannome dialettale originato da un ipocoristico del termine siciliano
fata (farfalla, ma anche
maga), forse sottolineando una caratteristica comportamentale del capostipite. |
| FAULI
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Assolutamente rarissimo, probabilmente
toscano, dovrebbe derivare dal nome longobardo Faulo, di cui si hanno tracce
fin dall'anno 650. |
FAURI
FAURO |
Fauri è trentino della zona a nord di Trento, Bresimo in particolare,
Fauro è assolutamente rarissimo ed è molto probabilmente
veneto, potrebbero derivare dal nome longobardo Faulo, tracce di questa
cognominizzazione le troviamo in un atto processuale del XVII° secolo
a Valmareno (TV), dove si legge: "...quella portar
da Virgoman a Visnà nell'orto di mastro Giacometto
Fauro...". |
FAUSTI
FAUSTINELLI
FAUSTINI
FAUSTINO
FAUSTO |
Fausti ha un ceppo nel bresciano ed uno nell'ascolano e nel ternano, Faustinelli,
abbastanza raro, è tipico di Ponte di Legno nell'alto bresciano,
diFaustini ha un nucleo tra bresciano, trentino e veronese, ed un ceppo
tra le province di Roma e Frosinone, Faustino, assolutamente rarissimo,
è del sud, Fausto, molto raro, ha un ceppo a Orvieto (TR) ed uno
secondario a Bagnoregio (VT), e presenta un piccolo nucleo anche tra napoletano
e salernitano, derivano tutti dal nome Fausto,
che a sua volta deriva dal cognomen latino Faustus,
ma, soprattutto i ceppi bresciani più probabilmente derivano dal
nome di San Faustino, patrono della
città di Brescia, o da un suo ipocoristico. |
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